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ANNO

Redazionale

Agricultura

Intervista

Newtech

La PARMIGIANA

IVAN MOROSINI

Agricoltura biologica

FOODSAFETY: la sfida degli impianti


Editoriale

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alimentazione

BENESSERE mangiar sano e fare movimento per una vita piena di energia

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a fine dell’estate vede l’ultimazione dei lavori di ampliamento presso il Molino Braga e l’inizio di una nuova e promettente stagione produttiva. L’azienda da sempre orientata alle politiche di foodsafety e attenzione qualitativa sulle materie prime annuncia inoltre lo sviluppo di un programma di promozione di un’alimentazione più salubre e sostenibile, denominato 100% NATURA.

Il programma sviluppato dal nostro staff commerciale in collaborazione con il laboratorio di ricerca e sviluppo del Molino inserirà vari prodotti, tra cui le farine, in una filiera controllata e certificata, a garanzia della completa naturalità del prodotto, prerogativa ormai imprescindibile per le moderne aziende del settore alimentare.

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In questo numero: 3 Editoriale 4 Agricultura

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18 Calendario Eventi

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Agricoltura biologica

La QUINOA la madre di tutti i semi

Francesino rustico

15 Eventi

NewTech

Foodsafety: La sfida degli impianti moderni

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La Parmigiana

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Ivan Morosini

03 NUMERO 08 OTTOBRE 2015 ANNO

Direttore Responsabile: Andrea Braga Direttore Editoriale: Andrea Braga Hanno collaborato a questo numero: Fabio Tonesi Ivan Morosini Cantine Aldegheri Mauro Serioli

La riproduzione delle foto originali non è permessa. La riproduzione degli articoli è permessa solo su autorizzazione scritta e citando la fonte. scritti e foto inviate alla redazione non saranno restituite. Farina&Farine è un quadrimestrale di informazione agroalimentare distribuito ai professionisti dell’Arte Bianca. Redazione, Editore, Pubblicità, Diffusione

Crediti fotografici: Andrea Braga Registrazione Trib. di Brescia n. 14/2013 del 1-06-2013

Molino Braga s.r.l. Via Ponte Rosso 34/11 25020 Dello (Bs) Tel. 0309770782 Fax.0309772240 farina&farine@molinofllibraga.it

Stampa: L.A. Nuova Stampa srl Provaglio d’Iseo (Bs). Pubblicazione Telematica www.molinofllibraga.it/farinafarine

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Agricultura

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agricoltura biologica L’agricoltura biologica è un settore che ha avuto un’espansione lenta ma costante negli ultimi anni in correlazione alla sempre maggior attenzione del consumatore verso le problematiche alimentari e di sostenibilità ambientale, e anche la domanda di farine biologiche e provenienti da cereali alternativi al grano tenero ha registrato un significativo incremento.

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a normativa di produzione europea (Reg. CEE 834/2007) definisce quattro criteri qualitativi che identificano un prodotto come biologico.

Salubrità

L’utilizzo di tecniche agronomiche appropriate e non invasive permette di evitare l’impiego delle tradizionali sostanze chimiche di sintesi innalzando la sicurezza del prodotto dal punto di vista igienico – sanitario. Inoltre l’alimento risulta avere un profilo nutritivo e organolettico migliore rispetto ai prodotti comuni.

Sostenibilità Le tecniche colturali bio salvaguardano l’agroecosistema e la biodiversità riducendo al minimo il rilascio di residui nei terreni e conservando maggiormente la fertilità dei suoli impiegati. L’impatto ambientale delle colture tradizionali è invece nettamente più elevato anche in termini di consumo energetico ed emissione di gas serra.

Ogm free L’assenza di organismi geneticamente modificati è una prerogativa della filiera biologica perché l’impiego di tali tecniche presenta rischi ancora imponderabili dalla moderna scienza sia per l’uomo che per l’ecosistema.

Filiera controllata L’applicazione del regolamento CEE prevede che uno o più organi esercitino un’attività ispettiva su tutta la filiera del processo produttivo, dal campo alla tavola, in modo che tutti i passaggi siano tracciabili e rispettino le norme del regolamento stesso. Le coltivazioni biologiche ammettendo solo l’utilizzo di sostanze naturali rappresentano un modello di sviluppo del territorio non invasivo e perseguono tale scopo osservando alcuni specifici accorgimenti: L’impiego di fertilizzanti naturali (letame compostato, sfalci) o l’incorporazione nel terreno di piante appositamente seminate (trifoglio, senape). La rotazione delle colture permette di non sfruttare eccessivamente le sostanze nutritive del terreno e di ostacolare l’ambientazione dei parassiti in una coltura. La piantumazione di siepi come naturali barriere agli inquinanti che offrano inoltre ospitalità ai predatori dei parassiti delle colture e la consociazione con colture che siano sgradite ai parassiti. Il Molino Braga si è dotato di una gamma di farine biologiche allo scopo di sostenere quei professionisti, artigiani e non, maggiormente attenti alla moderna esigenza del consumatore finale. La gamma comprende anche farine di altri cereali quali orzo, avena, farro e Kamut tutte rigorosamente certificate e prodotte nel rispetto delle regole vigenti in materia.

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Agricultura

Laquinoa la madre di tutti i semi

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La quinoa (in spagnolo quínoa o quinua) è un alimento che nell’aspetto e nel sapore ricorda il grano che ha avuto un boom economico negli ultimi anni sostenuto dalla domanda di colture alternative.

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alla macinazione dei semi della pianta si ottiene una farina ricca di amido, caratteristica che le ha conferito il titolo di cereale, ma in realtà la quinoa non appartiene alla famiglia botanica delle graminacee a cui appartengono i cereali, bensì a quella delle Chenopodiaceae, come gli spinaci o la barbabietola. La sua coltivazione era già nota alle popolazioni andine della civiltà precolombiana ed è divenuta molto popolare anche nella nostra alimentazione per le sue importanti proprietà nutritive. La quinoa ha infatti un alto tenore proteico a fronte di uno scarso apporto calorico (368kcalorie ogni 100g) e tali proteine contengono tutti e nove gli amminoacidi fondamentali per l’organismo, inoltre è totalmente gluten-free e ricca di importanti vitamine. La quinoa ha anche un alto contenuto di  trimetilglicina, sostanza che negli ultimi tempi è stata oggetto di studi per la sua azione protettrice del DNA, con azione anti-invecchiamento e anti-tumorale. La pianta della quinoa si presenta in molteplici varietà di cui le più impiegata è la quinoa real. Il suo fusto legnoso che cresce sugli altipiani pietrosi ad altezze variabili tra i 3800 e i 4200m ha una lunghezza variabile dai 3 cm ai 30 cm e produce una spiga ricca di semi rotondi simili al miglio. La semina della quinoa avviene solitamente tra fine Marzo e i primi di Aprile o tra Settembre e Ottobre (a seconda dalle varietà), la raccolta invece avviene tra Aprile e Giugno (a seguito della semina autunnale) e tra fine Luglio e Agosto (a seguito della semina primaverile). Dopo la raccolta viene lavata in acqua per eliminare la saponina, una sostanza nutriente amara ma idrosolubile, contenuta nella pianta. Infine viene essicata attraverso secadores solari e può essere consumata o macinata per la produzione di sfarinati. I Principali produttori sono Bolivia, Perù, Ecuador e Cile e nel 2013, che è stato dichiarato anno internazionale della quinoa, hanno visto il riconoscimento da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite del loro impegno nella conservazione della biodiversità di questa importante coltura. La quinoa è stata presentata a Expo 2015 nel padiglione dedicato alla Bolivia come alimento sostenibile ed eccellenza del territorio andino.

Negli ultimi anni grazie a una forte domanda da parte del continente Nordamericano e Europeo si è assistito a un vero e proprio decollo non solo della sua coltivazione (in Bolivia da 10000 a 50000 ettari – ultimi 20 anni) ma anche dei prezzi (da 538$/t nel 2000 a 1335 $/t nel 2010 – fonte Faostat) rendendola inaccessibile alle popolazioni locali. Attualmente il 90% della sua produzione è infatti esportata verso il Nord America e l’Europa sulla spinta dei nuovi trend alimentari e, anche in Italia, sono in sperimentazione nuove tecniche colturali che consentano di produrre questo prezioso alimento. Tra i vari progetti è degno di nota quello sostenuto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per la coltivazione della quinoa su 3 campi sperimentali in provincia di Pavia (un campo in un azienda risicola come alternativa alla monocoltura, un campo a 250mt e un campo a 400 mt). La pianta oltre a costituire una potenziale alternativa alla monocoltura risicola del territorio della Lomellina è stata presa in considerazione dalla federazione di panificatori italiana che la utilizza per alcune produzioni miste alle tradizionali farine cerealicole. La quinoa rappresenta in conclusione una nuova frontiera non solo del mondo imprenditoriale agricolo ma anche per l’industria molitoria e le produzioni alimentari dei settori dell’arte bianca.

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Newtech

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Foodsafety: la sfida degli

impianti moderni

NOTIZIE DAL MOLINO

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’igiene e la sicurezza sono diventati aspetti sempre più importanti in ambito alimentare e le moderne aziende del settore hanno visto la revisione non solo dei processi e delle tecnologie produttive ma anche dell’utilizzo di materiali e componentistica. Nel settore molitorio, ma non solo, gli standard di foodsafety hanno portato all’abbandono del legno in favore dell’acciaio inox e del poliuretano che limitano la possibilità di contaminazioni e la formazione di muffe o altri microorganismi nei canali dove scorre il prodotto. La macchina viene sempre più studiata e realizzata a pezzo unico (product safety) in modo da garantire il minor rischio di perdita di componenti durante il ciclo di lavoro che potrebbero contaminare il prodotto. Nell’industria molitoria il trasporto dei prodotti può avvenire per via meccanica o pneumatica. Il trasporto meccanico utilizza macchinari che per il cospicuo flusso, e le continue sollecitazioni, necessitano di controllo e manutenzione costante. Il trasportatore a catena viene utilizzato per trasporti lunghi e orizzontali, caratterizzati da un basso consumo energetico e da un buon livello di sanitazione. A seconda del tipo di prodotto e dell’inclinazione viene applicata una diversa tipologia di catena. L’elevatore viene utilizzato invece per trasporti verticali ed è caratterizzato da alte portate e bassi consumi, ma comporta maggiori rischi di sanitazione e anche un control-

lo maggiore per evitare rischi di esplosioni di polveri. Il prodotto viene caricato su delle tazze che salgono verticalmente fino alla testa della macchina. Infine abbiamo le coclee che sono costituite da spine, piene per il trasporto, e aperte o a palette per la mescolatura dei prodotti. Un moderno impianto molitorio, data la varietà di tipologie di trasporto prodotto, deve possedere nel suo diagramma di flusso del processo diversi punti di controllo per la eventuale presenza di parti meccaniche derivanti da una rottura. I magneti eliminano le eventuali componenti ferrose prima che il grano entri in prepulitura e pulitura, per ridurre al minimo il rischio di esplosioni delle polveri a causa delle scintille che potrebbe sviluppare, e prima che il prodotto venga insaccato eseguono un ulteriore scrupoloso controllo. I buratti di sicurezza farine, posizionati anche questi al termine del processo, sono costituiti da veli che evitano il passaggio di qualsiasi componente diversa dal prodotto. Nell’impianto risulta inoltre importantissimo il monitoraggio del rischio entomologico su tutto il processo che viene eseguito da tecnologi alimentari e secondo gli standard HACCP. A questo scopo risultano infine molto importanti i disinfestatori entoleter, macchine che mediante forza centrifuga frantumano qualsiasi eventuale corpuscolo estraneo come uova di insetto.

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Redazionale

LA Parmigiana venne fondata a Fidenza nel 1949, negli anni del dopoguerra e della ricostruzione, con il nome O.M.R. (Officine Meccaniche Reduci). A seguito del “boom” economico e al conseguente benessere di cui beneficiarono tutti gli Italiani, aumentarono i consumi, soprattutto alimentari, e aumentò anche la richiesta di prodotti di qualità superiore. La pasta ricoprì un ruolo di fondamentale importanza, abbandonando pian piano l’immagine di prodotto “povero” e assumendo quindi il ruolo di prodotto cardine per quella che nel mondo è riconosciuta come la dieta perfetta: la rinomata Dieta Mediterranea.

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Fidenza venne perciò costruita la prima macchina motorizzata per la produzione di pasta, con una capacità oraria di 10 chili. Il nome de La Parmigiana si diffuse presto in Italia, per poi valicarne i confini verso le aree abitate soprattutto dai nostri emigrati che portarono con sé, oltre alla speranza di una vita migliore, anche le nostre tradizioni alimentari. In breve tempo, La Parmigiana divenne l’azienda più diffusa in tutto il mondo, presente nei piccoli laboratori come in tanti ristoranti italiani. Da allora, La Parmigiana ha sempre rivolto la propria attenzione a combinare le migliori tecnologie per ottimizzare e semplificare il lavoro dei produttori, con l’obiettivo primario di garantire la migliore qualità di pasta, imitando il più possibile con le proprie macchine il lavoro manuale dell’uomo.

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LE MACCHINE DA RISTORAZIONE

Grazie alle conoscenze e all’esperienza maturata in oltre 60 anni di attività e alla flessibilità costruttiva, La Parmigiana è in grado di soddisfare le richieste di Clienti in tutto il mondo potendo definirsi senza dubbio azienda italiana leader nella produzione di macchine ed impianti per pasta artigianale. Affiancando quindi alla tradizionale produzione di macchine per ristorazione e laboratori la messa in funzione di vere e proprie linee, La Parmigiana può oggi vantare una ampia gamma per la produzione da 3 a 500 kg/h, rappresentando con orgoglio la tradizione e la qualità del made in Italy. Le macchine sono costruite con materiali speciali che permettono l’utilizzo di ogni tipo di farina usata durante il processo di lavorazione. Esse sono dotate inoltre, delle più avanzate tecnologie che consentono di ottimizzare il lavoro giornaliero. Sicuramente leader per quanto riguarda l’utilizzo del Sistema PLC che permette, tramite una connessione via modem, di monitorare lo stato delle macchine nel mondo direttamente dai nostri uffici e nello stesso tempo di fornire un rapido aiuto ai clienti durante il ciclo produttivo giornaliero.

COME SI COSTRUISCE UNA MACCHINA PER LA PASTA? La macchina nasce nell’ufficio progettazione interno, dove vengono lanciate le linee guida per la costruzione. Dal disegno si passa al prototipo funzionante. Da qui si ricavano dati necessari per eventuali modifiche che ritornano all’ufficio progettazione. Una volta esaurite le eventuali problematiche, la macchina è pronta per la produzione. Una volta poi lanciata sul mercato si raccoglie l’esperienza dei vari Clienti, al fine di garantire un costante miglioramento.

Tra le macchine da ristorazione prodotte ci sono tre modelli che, in tempi diversi, hanno fatto la storia de La Parmigiana. Il primo modello è la D35, una macchina da banco con impastatrice tradizionale da circa 2,5 kg. Costruita interamente in acciaio inox ha una capacità produttiva di 6/8 kg/h. Può lavorare con tutti i tipi di farina ed è dotata di un tagliapasta elettrico per pasta corta. Lo smontaggio delle parti a contatto con l’impasto permettono una rapida ed efficace pulizia. La manutenzione in questa macchina è praticamente inesistente. Il quadro di comando in testa facilita inoltre tutte le operazioni di utilizzo e controllo. A fianco della D35 si colloca la D35BASIC. Per coloro che ambiscono alle prestazioni della D35 ma con budget ridotto a disposizione, è stata creata la variazione BASIC, che come dice la parola, è più semplice ed economica con dotazione minima di accessori. A prezzo inferiore viene così garantita la stessa produttività, anche se con voltaggio fisso a 230/50/1Ph. Sia la prima che la seconda possono montare una raviolatrice manuale.

La RV3 è la più piccola macchina in acciaio inox e con caratteristiche tuttavia molto particolari. L’RV3 infatti utilizza una vasca impastatrice di tipo centrifugo dove l’idratazione avviene in modo più omogeneo e più veloce, riducendo l’ossidazione dell’impasto e mantenendo di più il colore. Proprio per queste caratteristiche, la RV3 è adatta anche alla preparazione di impasti per pane e pizza. La vasca può contenere fino a 2 kg di farina se si preparano impasti senza uova. La produttività può arrivare fino a 5 kg/h, facile da pulire e senza manutenzione, la RV3 è la macchina adatta per grandi famiglie, agriturismi, ristoranti, snack bar e fast food all’Italiana.

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Intervista

Ivan Morosini esordisce come panificatore nel 1990 presso il forno di Torre Boldone fondato nel 1975. La passione e l’abilità personale lo portano non solo a entrare nel prestigioso club Richemont (1995) ma anche a rendersi disponibile per l’insegnamento presso la scuola alberghiera di Torre Boldone.

IVAN MOROSINI C

orona il suo successo con la partecipazione agli europei di panificazione del 2011 (2°posto) e al Sigep 2015 (1°posto ciabatta ed esposizione, 2° per la pizza). Cogliamo l’occasione di rivolgergli alcune domande direttamente nel suo laboratorio. Il pane nell’alimentazione dell’uomo moderno come è e come diventerà? I prossimi anni saranno segnati da un’innovazione a 360° del prodotto e occorre che l’artigiano gestisca questo mutamento. Tendenzialmente il fornaio ha sempre pensato, e in alcune realtà continua a farlo, il prodotto pane come quantità, senza concentrarsi sulla sua evoluzione. Sicuramente sarà necessario aprirsi a pani speciali e a prodotti ad alta marginalità che sono sostitutivi del pane stesso (pizze, biscotteria ecc).

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La formula vincente per chi voglia intraprendere l’attività di panificazione in maniera artigianale? La formazione del personale è il primo e, spesso poco considerato, aspetto. Gli operatori nel settore artigiano possono fare una differenza importante, se hanno le basi per farlo, altrimenti il loro prodotto è equiparabile a quello della grande distribuzione contro cui sappiamo di aver già perso ogni battaglia. Il secondo aspetto non trascurabile è la gestione imprenditoriale dell’azienda, e parlo principalmente dei costi di produzione, movimentazione e personale, che rimangono fissi a fronte di domanda altalenante e marginalità sempre più ridotte. Non da ultimo bisogna sapersi proporre in una veste moderna e accattivante, come ho cercato di fare con il mio punto vendita, ammodernando non solo l’estetica ma mirando a formare le operatrici sulla spiegazione del prodotto e sulla vendita al cliente finale. Il Cliente che frequenta il panificio nel 2015 chi è? E cosa chiede? Qualcuno crede senza reali dati alla mano che siano tendenzialmente anziani a frequentare i panifici, ma penso che questo accada in quelle realtà che non sono predisposte ad attrarre altri bacini di utenza. Il cliente moderno nella fascia giovanile può chiedere anche prodotti simili al pane, salati, e molto appetitosi, mentre nella fascia più adulta si osserva una tendenza alla domanda di prodotti di nicchia, salutari e alternativi. Quali accorgimenti produttivi possono fare davvero la differenza sul prodotto per come si sta evolvendo la domanda? La cella del freddo, molto discussa dai miei colleghi, e generalmente ritenuta uno strumento sintomo di scarsa qualità del prodotto permette di disporre sempre di grande diversità di pani speciali senza utilizzare semilavorati che abbassano realmente la bontà del prodotto e comportano spesso degli sprechi. L’utilizzo della lievitazione naturale è un altro metodo che aggiunge non solo caratteristiche organolettiche ma anche valore artigianale al prodotto finito. Ringraziamo Ivan Morosini e lo staff del Panificio di Torre Boldone per l’accoglienza e la collaborazione.

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R Ricetta

francesino rustico CON LIEVITO MADRE* LIQUIDO Ingredienti Biga: - 300 g farina Pura 330w - 150 g H20 - 3 g lievito compresso.

Preparazione Biga: Impastare gli ingredienti in 1^ velocità per 5 min. Riporre la biga in un mastello e lasciare a riposare per 18 ore a 18° C. Ingredienti impasto: - 3000 g farina Pura 330w - 900 g lievito madre liquido. - 450 g Biga (vd. preparazione) - 55 g Sale - 30 g Malto - 2400 g H20

Procedimento: Autolisi con i 3000 g di farina e 1,8 Kg H20 da realizzare impastando per 5 min in 1^ velocità. Lasciar riposare l’impasto per 30 min **. Aggiungere la biga riposata di 18 ore, il sale, il malto e impastare con l’H20 rimanente versandola a filo 2 min in 1^ velocità, 10 min in 2^ velocità. Lasciar riposare 90 min a 26°C. Spezzare della dimensione desiderata (es. 250 g) e incartare a filone corto. Lasciar riposare 20 min. Formare e lasciar lievitare 45 min. Infornare a 220°C per tempo variabile a seconda della pezzatura scelta (es. 250 g – 38 min).

Osservazioni: Il pane risultante è caratterizzato da un aspetto rustico, e fragrante. La mollica è riccamente alveolata e sprigiona i profumi conferitogli dal lievito madre.

* Il lievito madre è una coltura simbiontica di lieviti e lactobacilli che produce anche una fermentazione lattica, contribuisce a rendere il pane più digeribile e con proprietà organolettiche migliori).

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** L’idrolisi è importante perché: - allunga la maglia glutinica, - accorcia l’impasto finale, - aumenta l’assorbimento, - accelera la lievitazione finale).


Pietramara è un igt del veneto che si produce esclusivamente da vigneti di collina, i cui grappoli migliori dopo la vendemmia vengono lasciati appassire su graticci. Prima della mescita è lungamente invecchiato in botti di rovere e poi in bottiglia nelle cantine sotterranee. UVAGGIO Corvina, rondinella, altri vitigni autoctoni a completare. IL VIGNETO: collocazione geografica e caratteristiche I vigneti sono situati nella parte nord-ovest dell’arco collinare della provincia di Verona. L’età media è di 20 anni e raggiunge i 35 anni in alcune corvine. I terreni sono rossi e bruni su marne di età cretacea e terreni compatti rossi su calcari eocenici. GLI IMPIANTI: il sistema e la densità pergoletta veronese semplice con 3.500 viti/ettaro. LA VENDEMMIA: tempi e modi A inizio ottobre, dopo leggera surmaturazione. la raccolta è manuale, effettuata selezionando i grappoli migliori per il successivo appassimento. LA VINIFICAZIONE Dopo un accurato appassimento, nei primi giorni di febbraio le uve vengono diraspate e pigiate in maniera soffice; il mosto e le vinacce fermentano per lungo tempo. successivamente, dopo alcuni travasi, il vino viene trasferito in apposite grandi botti di rovere per l’invecchiamento che dura oltre 3 anni. Infine, pietramara si imbottiglia ma viene messo in commercio 6-8 mesi dopo, quando ha completato l’affinamento.

Sommelier Artur Vaso Abbinamento consigliato: pane rustico e salumi.

PIETRAMARA&CUCINA Robusto, pieno, caldo, il profumo ricorda le amarene sotto spirito, la liquirizia, il cuoio e, molto debolmente, anche il legno. Ottimo con arrosti e selvaggina, è l’ideale con formaggi stravecchi e/o piccanti e non ha eguali sorseggiato tra i lieti conversari di fine pasto. Si consiglia di stappare qualche ora prima oppure “ossigenare” con decanter. Va servito a 18-20°c.

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News

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Eventi

Golfoodwine

2015

Tra le nostre iniziative ha riscosso un grande successo di adesioni il Goldfoodwine presentato nel precedente numero di Farina&Farine e tenutosi il 7-8-9 Giugno. Nell’occasione un nutrito gruppo di clienti e collaboratori si è cimentato in una cicloturistica al termine della quale le varie aziende sostenitrici del progetto hanno fatto degustare i propri prodotti nella splendida cornice del golf club di Borgomachetto (Desenzano del Garda – BS).

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News

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Molino Braga sarà presente per il settore Ho.Re.Ca con un innovativo spazio espositivo avente lo scopo di coinvolgere tutta la clientela interessata non solo nella preparazione diretta del prodotto ma anche ai molteplici progetti che il nostro gruppo sta sviluppando. Presso il nostro stand saranno infatti disponibili informazioni dettagliate relative ai corsi professionali dell’Accademia Braga in programmazione per la stagione 2015/2016, sarà possibile conoscere direttamente i maestri che terranno i corsi, e richiedere l’attivazione di programmi specifici per le esigenze di ciascun cliente.

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Eventi

’edizione 2015 di Host si terrà dal 23 al 27 Ottobre a Milano in concomitanza con Expo2015 e avrà come tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita” producendo una sinergia di eventi e personaggi davvero unica.

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Calendario Corsi

26 - 27 OTTOBRE 2015

corso sul panettone Docente: Maestro pasticcere Mauro Scaglia

9 NOVEMBRE 2015

corso pane con farine 100% naturali e sicure Docente: Ivan Morosini

23 NOVEMBRE 2015 “La pasta fresca” Docente: RAFFAELE SOLDATI

14 DICEMBRE 2015

“La pizza” con farine 100% naturali e sicure Docente: Walter MORGANI

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Molino Braga s.r.l. Via Ponte Rosso 34/11 25020 Dello (Bs) Tel. 0309770782 Fax.0309772240 farina&farine@molinofllibraga.it

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Braga ho n 8 2015  

Braga ho n 8 2015  

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