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ANNO

02 NUMERO 05 SETTEMBRE 2014

Agricultura IL CICLO NATURALE DEL GRANO

New Tech

MONDIAL FORNI Energia naturale oppure Pellet?

l’Intervista ALESSANDRO BRESCIANI

Innovando

ZONA RICEVIMENTO MERCI NATURA E SICUREZZA AL PRIMO POSTO


Editoriale

ALIMENTAZIONE & SPORT Vitamine della vita

L

’esercizio fisico e l’attività sportiva sono fondamentali per la salute dell’organismo che, a seconda del tipo di attività praticata e del livello amatoriale o professionistico, necessita di un’adeguata alimentazione voltaa soddisfare in modo equilibrato il fabbisogno di energia (calorie), di nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali) nonché dell’altro principio nutritivo rappresentato dall’acqua, fornendo anche sostanze utili sul piano fisiologico, come ad esempio la fibra alimentare. Una disinformazione generalizzata e la moderna società dei consumi sta invece portando a sottovalutare l’importanza di una sana alimentazione favorendo da un lato l’insorgenza di problematiche come l’obesità anche in età infantile, e dall’altro l’abuso di prodotti dietetici e integratori spesso assunti senza il consiglio di un medico. Le moderne aziende del mercato alimentare si stanno orientando verso la creazione di prodotti che sostengano il benessere del consumatore e, anche Molino Braga, da sempre attento alla naturalità delle materie prime lavorate, ha scelto di fornire un significativo contributo in tal senso producendo tra le altre miscele anche l’innovativa farina Pura. La macinazione grezza del grano permette la conservazione di un alto livello di fibra, compenente che associata ad una dieta equilibrata e ad un’attività sportiva moderata, può migliorare considerevolmente la qualità della vita di ciascuno. Allo scopo di incentivare ulteriormente l’attività sportiva dei nostri tanti amici, clienti e collaboratori, abbiamo scelto inoltre di creare una linea di completi per ciclismo (visibile in copertina) disponibili su prenotazione.

Nella foto di copertina e qui accanto: Nina Bashmeta


Direttore Responsabile: Fabio Tonesi

02 NUMERO 05 SETTEMBRE 2014 ANNO

Direttore Editoriale: Andrea Braga Hanno collaborato a questo numero: Mauro Serioli,

NOMI DEI COLLABORATORI

Crediti fotografici: Simone Rizza Registrazione Trib. di Brescia n. 14/2013 del 1-06-2013 Stampa: L.A. Nuova Stampa srl Provaglio d’Iseo (Bs). Pubblicazione Telematica www.molinofllibraga.it/farinafarine La riproduzione delle foto originali non è permessa. La riproduzione degli articoli è permessa solo su autorizzazione scritta e citando la fonte. scritti e foto inviate alla redazione non saranno restituite. Farina&Farine è un quadrimestrale di informazione agroalimentare distribuito ai professionisti dell’Arte Bianca. Redazione, Editore, Pubblicità, Diffusione Molino Braga s.r.l. Via Ponte Rosso 34/11 25020 Dello (Bs) Tel. 0309770782 Fax.0309772240 farina&farine@molinofllibraga.it

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MONDIAL FORNI Energia naturale oppure Pellet?

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L’Intervista

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Curiosità

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La Ricetta

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Investimenti

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News

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Il Ciclo Naturale del Grano

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Alimentazione & Sport

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• Zona ricevimento merci • Natura e Sicurezza al primo posto

ALESSANDRO BRESCIANI

LIEVITO MADRE: Il segreto del buon pane

Brioches con PURA e LIEVITO MADRE

BONUS INVESTIMENTI

Che Evento tira? ACCADEMIA BRAGA


Agricultura

AgriCULTURA

Il ciclo naturale del grano L Il frumento tenero, Triticum Aestivum, appartiene alla famiglia delle graminacee e ha un ciclo produttivo variabile a seconda della latitudine della coltura e che inizia con la preparazione del terreno. La prima concimazione pre-semina riveste una grande importanza perché condizionerà lo sviluppo della pianta nella fase del radicamento fornendole le sostanze nutritive e i sali minerali fondamentali per la crescita.

a sequenza tradizionale prevede poi: la rimozione dei residui colturali, l’aratura, la preparazione del letto di semina mediante erpice a dischi e rotante, e infine la semina mediante seminatrici meccaniche universali. L’aratura avviene solitamente ad autunno inoltrato e i solchi nel terreno devono avere una profondità media tra i 20 e i 30 cm. Eseguite alcune lavorazioni secondarie di preparazione del terreno, la semina, dalla metà di Ottobre fino alla fine di Novembre, si svolge posizionando il seme a 2-3 cm di profondità (4-5 in terreni sciolti). Il ciclo biologico del frumento inizia con l’assorbimento da parte del seme dell’acqua che innesca la germinazione che porta alla formazione di una prima radichetta e di una piu-

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metta che spunta dal terreno. La piumetta si svolge in una prima foglia, seguita da altre, e forma un ingrossamento o nodo a livello del terreno che dà luogo alla fase di accestimento in cui si sviluppa l’apparato radicale secondario. In questa fase si procede a una seconda concimazione detta di copertura, eseguita sul finire dell’accestimento. Durante tutto il periodo invernale e dell’inizio della primavera è inoltre assai importante il trattamento di diserbo per arginare le graminacee e le dicotiledoni infestanti (come Avena sterilis, Phalaris e Lolium). Il trattamento di post-emergenza viene eseguito mediante sostanze inibitrici solfoniluree graminicide e dicotiledonicide e se eseguito in maniera appropriata condizionerà notevolmente la maggior


o minor resa della coltura. Quando la temperatura si innalza e aumenta il consumo idrico ha inizio la terza fase di levata con l’allungamento degli internodi e l’innalzamento del fusto mentre sulla sommità la spiga si ingrossa ancora ravvolta da una guaina. Questa fase è quella di maggior fabbisogno idrico per la pianta (450-600 mm) e di maggior rischio di danneggiamento a causa di abbassamento delle temperature, allettamento (piegamento causato da venti), ristagno delle piogge (sviluppa micotossine). Nel periodo primaverile inoltrato si ha poi la spigatura/fioritura con l’uscita dell’inflorescenza dalla guaina, e infine la formazione delle cariossidi mediante maturazione con l’approssimarsi dell’estate. Il frumento è ora pronto per la mietitura (taglio) e per la treb-

biatura (separazione paglia/ pula) fasi attualmente eseguite in contemporanea dalla mietitrebbia la quale lascia la pula sul terreno recuperando la granella e le paglie in rotoballe. Le mietitrebbia, di svariate tipologie e funzioni, eseguono il taglio dello stelo tramite una barra falciante che convoglia all’interno della macchina quasi tutta la pianta. Un convogliatore a coclea trasporta il prodotto al complesso battitore/controbattitore, dove un tamburo rotante munito di rilievi separa per frizione le parti granulose dal resto della pianta. Il prodotto viene quindi ripulito mediante due differenti flussi: l’uno caratterizzato da una scuotipaglia che con un movimento oscillatorio separa la granella residua dagli scarti; l’altro in cui finisce prevalentemente la granella composto da va-

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gli vibranti e da un sistema di ventilazione forzata prima di raggiungere uno specifico serbatoio di conservazione. Il grano raccolto viene analizzato e stoccato essenzialmente in tre fasi: accettazione, in cui vengono svolte alcune analisi preliminari visive/olfattive per verificare l’assenza di infestanti, viene pesato il prodotto e scaricato in apposite buche di ricevimento; conservazione, in cui il grano viene stoccato in specifici silos (metallici o in cemento) ad umidità controllata e ventilati in cui si eseguono costantemente controlli sullo stato del prodotto; spedizione, in cui il grano viene convogliato per caduta tramite una tubatura alla base della cella in motrici da 300 t ca. Il frumento è ora pronto per essere destinato alle operazioni di molitura.


La premessa necessaria a questo confronto fra le diverse fonti energetiche è che un forno, come qualsiasi altra strumentazione, consuma meno in piena efficienza, e per essere mantenuto tale deve: essere isolato correttamente (guarnizioni e materiali) essere pulito accuratamente (le incrostazioni limitano il trasferimento di calore e occludono le cappe) calibrato periodicamente sulla temperatura idonea e controllato nei tempi di preriscaldamento (anche con dispositivi automatici) per non estenderli inutilmente. Il tradizionale forno a piani ha avuto negli ultimi cinquant’anni una grande evoluzione che ha portato anche Mondial Forni a implementare il proprio modello fino all’ultima versione del 2006 dotata di mattoni refrattari ad alta resa. I forni a piani dotati di bruciatore, comunemente detti a tubi, possono essere adattati mediante specifiche modifiche alla combustione di gas, gasolio o pellet ma hanno la caratteristica di scaldare tutte le camere e necessitano di accurata regolazione del bruciatore. I forni a piani alimentati elettricamente invece possono scaldare camera per camera mediante delle resistenze che smettono di consumare energia quando il forno arriva in temperatura comportando un minor dispendio energetico. La flessibilità di gestione è quindi il principale vantaggio dell’utilizzo dell’elettricità, fonte verso la quale si sta orientando il mercato estero, in ragione anche del fatto che il suo costo è attualmente in decrescita.

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tradizionale oppurepellet

A

bbiamo parlato di questo tema con Emanuele Marconi, responsabile marketing di Mondial Forni azienda leader a livello mondiale nel settore dei forni per panificazione, chiedendogli in particolare di fornirci un metro di paragone tra le opzioni di alimentazione tradizionali: gas e gasolio (forni a tubi), energia elettrica; ma soprattutto il pellet che ha avuto una grande diffusione in Italia e sul quale c’è ancora molta disinformazione.

energia

New Tech

Una delle principali voci di costo nell’economia di un panificio è l’energia necessaria al funzionamento del forno che indicativamente ricopre il 51% delle spese, motivo per cui c’è attualmente un grande interesse verso nuove tecnologie quali il pellet.


Il pellet, che ha avuto un grande boom nel 2009, è un combustile ricavato dalla segatura, di diverse tipologie di legna, pressata in cilindri di 8-6 mm di diametro. Il suo potere calorifico è vario (a differenza delle altre fonti che hanno un apporto costante di energia) ma deve essere di almeno 4,5 KWh/Kg. Il suo costo si aggira, a seconda della qualità, dai 3 ai 5 euro al Kg e per cuocere 1 quintale di pane ne sono necessari circa 15kg. Il pellet di qualità può essere identificato dall’attestazione Pellet Gold, marchio italiano che garantisce la reale corrispondenza dei dati riportati sul sacchetto, e il marchio europeo EnPlus sulla tracciabilità dei legnami. I parametri da controllare sempre in materia di pellet sono: potere calorico, residuo di cenere che deve essere inferiore a 1% (categoria A2) o 0,5% (A1), umidità inferiore a 10%, presenza di formaldeide (sostanza cancerogena), presenza di altre sostanze (cadmio, arsenico, mercurio, piombo). Il parametro relativo alla produzione di cenere è molto importante da considerare perché i 15kg del sacchetto di pellet svilupperanno indicativamente 75gr di cenere, rendendo necessaria una pulizia accurata e routinaria. Riguardo al tema della pulitura è bene sfatare il mito che le ceneri contaminano la camera di cottura del forno poiché rimangono interamente isolate nella zona di combustione e nel canale dei fumi. Dal punto di vista degli interventi strutturali per l’utilizzo del pellet va invece considerato il fatto che sarà necessario dotarsi di uno specifico serbatoio esterno per lo stoccaggio del pellet che per normativa non potrà contenere più del quantitativo consumato in un gg e dovrà essere dotato di una coclea che trasporti il

combustibile fino alla camera di combustione. Bisogna inoltre precisare che il Pellet, sebbene sia ampiamente diffuso in Europa, potrebbe non essere disponibile in alcuni paesi, poiché rappresenta ancora una nicchia nel panorama internazionale. Il risparmio nell’utilizzo del Pellet c’è (vedi tabella) ma come si quantifica? Esistono a questo scopo i cosiddetti TEP (Tonnellate equivalenti di petrolio) che permettono di effettuare delle comparazioni con altre tipologie di energia mediante il rapporto tra il consumo che il forno aveva (a gasolio e.g.) rispetto al pellet. La misurazione di questi valori viene realizzata da delle società apposite, le ESCO (energy service company), che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’HYPERLINK “http://it.wikipedia.org/wiki/Efficienza_ energetica”\o “Efficienza energetica”efficienza energetica, assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. Questi interventi permettono di ottenere dal GME (gestore mercati energetici) dei TEE (Titoli di efficienza energetica) comunemente detti “Certificati Bianchi” che per decreto ministeriale del 2004 certificano il risparmio realizzato e lo quantificano in 100euro/TEP. Il risparmio totale maturato viene diviso tra il cliente e la ESCO che si è fatta carico di conseguire il risultato con il fornitore del forno. Guardando al futuro del Pellet come combustibile si può infine osservare una tendenza del mercato al rialzo, contro il ribasso di altre forme di energia come quella elettrica, che lo portano sempre di più a rappresentare una nicchia nel panorama globale dell’ecosostenibilità.

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Innovando

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Introduzione ai lavori di ristrutturazione dell’azienda Il frumento tenero, Triticum Aestivum, appartiene alla famiglia delle graminacee e ha un ciclo produttivo variabile a seconda della latitudine della coltura e che inizia con la preparazione del terreno. La prima concimazione pre-semina riveste una grande importanza perchÊ condizionerà lo sviluppo della pianta nella fase del radicamento fornendole le sostanze nutritive e i sali minerali fondamentali per la crescita.

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Zona ricevimento merci.

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el 2015 il Molino Braga realizzerà l’ampliamento produttivo e un ulteriore ammodernamento del suo impianto. Allo scopo di seguire da vicino i lavori di sviluppo dell’azienda abbiamo scelto di coinvolgere i nostri lettori nel percorso di espansione strutturale che affronterà il molino. Nel 2014 abbiamo concordato la messa in opera dei vari step di interventi basati sulla progettazione dell’ing. Zanetti e dell’ing. Patrizia Guerra, e sul supporto tecnico di Buhler azienda leader nell’impiantistica del settore moli-

torio. Nel mese di Luglio 2014 abbiamo concluso un primo piccolo passo, assai importante per i numerosi fornitori di frumento che collaborano con noi, ovvero la realizzazione nella zona di ricevimento merci di una rampa per il ribaltamento e lo scarico di qualsiasi tipologia di vettore, compreso il camion fisso. L’introduzione di questa miglioria (vd.foto) tecnologica permetterà non solo di velocizzare le fasi di scarico del grano ma anche di ampliare la tipologia dei fornitori.

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Natura e sicurezza al primo posto

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el mese di Ottobre 2014 introdurremo un Entoleter, importante macchina sterilizzatrice per accrescere il livello di controllo e sicurezza sui cereali, sulle semole e i graniti provenienti dal molino, e sulle farine stesse prima dell’immagazzinamento. Il prodotto giunge all’interno della macchina attraverso un’entrata centrale e viene preso da un rotore a perni che lo espone a un procedimento di impatto intensivo avente lo scopo di frantumare eventuali impurità solide dello sfarinato. La macchina è costituita da una carcassa spiraliforme di ghisa sferoidale con uscita tangenziale del prodotto e viene azionata direttamente da un motore flangiato montato sull’albero motore. L’entoleter, agendo in aggiunta al normale buratto di controllo, garantisce un livello di sicurez-

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za alimentare molto elevato perché la sua azione centrifuga elimina qualsiasi eventuale uovo di insetto per via fisica e non chimica. Il prodotto risultante gode quindi di maggiore conservabilità e igiene, preservandone la totale naturalità grazie alla garanzia dell’assenza di qualsiasi prodotto disinfestante aggiunto. L’innovazione continua nell’ambito della ricezione merci e dell’igiene nello stoccaggio dei prodotti rientra tra i nostri obbiettivi prioritari per garantire il rispetto di tutte le norme h.a.c.c.p del settore molitorio come prescritto dalle certificazioni in nostro possesso inerenti la materia della sicurezza alimentare degli sfarinati. Un tecnico di laboratorio del nostro staff di ricerca e sviluppo si occupa specificamente di tutta la procedura di controllo descritta.


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l’Intervsita

Incontriamo Alessandro nel laboratorio del suo panificio che sta affrontando un rinnovo tecnico del locale antistante e accetta con grande disponibilità di fare due chiacchiere con noi sul mondo del pane ma soprattutto sulla sua esperienza che scopriamo essere veramente eclettica.

Da dove sei partito per diventare chi sei oggi? Ho studiato ragioneria, ma ho sempre respirato farina nel laboratorio della mia famiglia. Il contatto con alcuni grandi maestri come Virginio Mainardi mi ha portato a maturare un’esperienza sulla panificazione sempre maggiore e partecipare anche ad alcune fiere dove muovevo i miei primi timidi passi di dimostratore. Dopo diverse esperienze estere, con l’aiuto anche di Igino Massari, presso Atene, Praga, Barcellona sono approdato a importanti collaborazioni con aziende del calibro di Elettrolux, Fugar, Polin. Oggi sono socio Richemont club e partecipo settimanalmente a diversi corsi alcuni dei quali tenuti da me. Il pane, qual è la sua essenza? Il pane secondo il mio punto di vista è un prodotto di origine povera ma di grande ricchezza culturale, un connubio di sapore e fragranza. Ho fatto dolci, ho fatto gastronomia, ho fatto addirittura il caffè come torrefattore, ma il pane è la sfida più dura, una sfida che mi pongo ogni giorno, dal momento in cui impasto fino a quando assaggio il mio prodotto.

ALESSANDRO BRESCIANI 12


La realtà che però i nostri artigiani stanno conoscendo è di calo produttivo, che opinione ti sei fatto? Credo che ci siano diversi dati di fatto che giocano a sfavore del pane e di cui bene o male si parla costantemente: alimentaristi che lo demonizzano, dietologi poco attenti, clienti che non riconoscono la qualità. Di fondo il vero problema è però che ci sono moltissime alternative e un’offerta veramente variegata, mentre il panorama alimentare andando anche solo agli anni della mia infanzia era ben diverso. Tutti ricordano con una certa nostalgia i sacchettoni da 2Kg di pane! Cosa potrebbe fare il fornaio del futuro per rendere migliore e, perché no, anche più proficuo, il suo business? Le parole ammodernamento e organizzazione sono d’obbligo. Ritengo che non si possa lavorare unicamente con la cella fermalievitazione ma sia necessario dotarsi di altre attrezzature, prima fra tutte l’abbattitore.

L’abbattitore mi ha consentito di diversificare moltissimo la mia gamma e programmare la produzione. L’investimento, senza snocciolare le cifre nello specifico, viene ampiamente ripagato dal risparmio sul personale, sul tempo e sull’energia delle macchine. Le resistenze di vecchio stampo sulla presunta inferiorità qualitativa del prodotto risultante non hanno ragion d’essere, il pane è organoletticamente squisito. La tua passione per l’insegnamento è conosciuta, cosa ami di più di quello che fai? Amo confrontarmi con le persone e questo avviene soprattutto nei corsi. Metto in gioco le mie conoscenze e ogni volta sento che si arricchiscono maggiormente. Dal professionista al neofita, tutti abbiamo qualcosa da imparare, tutti abbiamo qualcosa da dare. Ci riveli una tua preparazione di successo? Nell’ambito pasticceria ho ricevuto molti complimenti per la

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mia interpretazione del panettone, di cui vendo più di mille pezzi nel mio solo negozio. Per quanto riguarda la forneria mi sono specializzato sui pani speciali conditi che preparo senza ricorrere ad alcun semilavorato, solo da ingredienti naturali (zucca, riso ecc..). Sappiamo che utilizzi anche il lievito madre, come? Il lievito madre è una tecnica spesso poco capita anche dal cliente finale, che non sempre apprezza il sapore caratteristico del pane risultante. L’ho scelto per un numero limitato di preparazioni, in ragione della lunghezza dei tempi di lavorazione e delle attenzioni che richiede, ma credo che il suo profumo inconfondibile e la bella crosta croccante che dà alle mie ciabattone mi ripaghi di ogni sforzo! Ringraziamo Alessandro e il suo staff per la disponibilità e gentilezza con cui ci hanno accolto, a presto.


CuriositĂ

lievito madre: il segreto del buon pane

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Il lievito è un ingrediente comune e fondamentale che abbraccia non solo tutta l’arte bianca, ma anche molti altri ambiti del mondo alimentare. Noto fin dall’antichità, il Saccaromyces Cerevisiae, questa è la sua denominazione tecnica, è un organismo unicellulare eucariota del regno dei funghi che metabolizza i carboidrati producendo fermentazioni alcoliche.

L

’azione dei miceti inizia in presenza di ossigeno con la loro moltiplicazione per gemmazione e la produzione di calore e anidride carbonica. Quando l’ossigeno all’interno dell’impasto è terminato il metabolismo dei miceti cambia e inizia la fase di fermentazione vera e propria: invece che ricorrere ai processi ossidativi utilizzano gli zuccheri contenuti nell’impasto. La cellula del lievito possiede infatti un enzima al suo interno, chiamato zimasi, in grado di scindere la molecola di glucosio in due molecole di etanolo più due molecole di anidride carbonica dando luogo alla fermentazione alcolica. Gli zuccheri di cui il lievito necessita per sviluppare questa reazione metabolica però non si trovano già nella loro forma semplice di monosaccaridi (glucosio e fruttosio), che sono gli unici a poter superare la barriera semipermeabile della cellula di lievito per raggiungere l’enzima, bensì sono raccolti in lunghe catene di polisaccaridi (amidi). La scissione di queste catene

di polisaccaridi inizia mediante un primo enzima l’alfamilasi che spacca la catena in altri polisaccaridi, le destrine, che sono solubili in acqua. Un secondo enzima, la betamilasi, agisce poi sulle destrine scindendole in un disaccaride, il maltosio, che è costituito dall’unione di due molecole di glucosio che verranno scisse dalla maltasi. Un’alta presenza dell’enzima alfamilasi può anche essere negativa per l’impasto perché ne accelera troppo la produzione di destrine che essendo solubili rammolliscono rapidamente l’impasto. Altri enzimi concludono poi il processo di scissione necessario ad arrivare alla molecola di glucosio: l’invertasi che scinde il saccarosio in glucosio e fruttosio, l’isomerasi che trasforma il fruttosio in glucosio. Il lievito di birra si differenzia dal lievito naturale, perché quest’ultimo, anche detto lievito madre, è costituito da una coltura simbiontica di lieviti e lactobacilli responsabili anche di una fermentazione lattica. Le modalità di innesco, man-

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tenimento e rinfresco dell’impasto che costituisce il lievito madre meriterebbero una trattazione a parte e sono frutto di una tradizione millenaria. In questa sede ci accontentiamo di dire che i lactobacilli si differenziano in due gruppi: gli omofermentanti e gli eterofermentanti. Entrambi attaccano la molecola di glucosio, gli omofermentanti producendo due molecole di acido lattico, gli eterofermentanti producendo una molecola di acido lattico, una di anidride carbonica, e una di etanolo oppure acido acetico. Questo tipo di lievitazione apporta indubitabili vantaggi al prodotto risultante in termini di sapore e digeribilità ed è fondamentale per alcune preparazioni come il panettone. Gli egizi furono uno dei primi popoli a impiegare i lieviti nella fermentazione della birra e del pane attorno al 1500 ac Una Cellula con Nucleo separato dal resto del corpo. A differenza dei Procarioti.


la Ricetta

la Ricetta BRIOCHES con PURA e

Lievito Madre

Abbiamo scelto di presentare una ricetta tradizionale e insieme innovativa perché fonde il sapore rustico ed elaborato della farina Pura totalmente naturale e ricca di fibra grezza al gusto unico del lievito madre. Impastare i seguenti ingredienti nell’ordine:

In seguito Aggiungere e incordare:

Farina Pura 3000g Burro 300 g Zucchero 400 g Uova 1800 g Limone Arancia Vaniglia

Lievito di birra 120 g Zucchero 350 g Burro 300 g Lievito Madre 900 g

Ad ogni 4 kg di impasto così ottenuto andràaggiunto 1 kg di burro. L’impasto va infine confezionato a 3 piegheper 3 volte prima di essere formato e cotto alla temperatura di (). Si consiglia la guarnitura di una marmellata ai frutti di bosco che si abbina al gusto rustico dell’impasto.

.... cotto alla temperatura? ...

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Investimenti

Bonus

Stefano Begni - Studio dott. Begni & Associati

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Investimenti L

Quanto

’attuale congiuntura economica lascia scarso spazio d’azione agli artigiani che vogliano investire nel rinnovamento delle proprie strutture e dei propri impianti.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei 5 periodi di imposta precedenti (20092013 per gli investimenti 2014), con facoltà di escludere dal calcolo il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Una possibilità interessante si è però aperta con il mese di Giugno che ha visto la pubblicazione del decreto “competitività” (dl 91/2014).

Quando

Il decreto introduce un credito d’imposta a favore di tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano:

Inoltre, il bonus, va ripartito in 3 quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24. Dismissioni: eventuali dismissioni di altri beni non rilevano ai fini della media.

• investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 (macchinari e impianti, esclusi gli immobili), destinati a strutture produttive ubicate in Italia;

Come

• nel periodo compreso dal 25/06/2014 (data di entrata in vigore del DL) e fino al 30/06/2015;

La prima quota annuale è, tuttavia, utilizzabile dal 1° gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento; ossia, per gli investimenti effettuati nel 2014 la prima quota potrebbe essere utilizzata dal 01/01/2016.

• ad esclusione degli investimenti di importo unitario inferiore ad Euro 10.000.

Bonus • è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24 (art. 17, DLgs.241/97); • non è imponibile Irpef/Ires, né rileva ai fini della base imponibile IRAP.

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News

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tira?


ACCADEMIA

C

ontinua e si evolve il nostro programma corsi 2014. Grazie all’importante partnership con l’Aspan e altre associazioni di categoria stiamo infatti promuovendo corsi mirati a diverse tematiche dell’arte bianca, sempre accompagnati da professionisti dotati di esperienza decennale nel settore e di calibro internazionale quali: Riccardo Magni, Mauro Scaglia, Alessandro Bresciani e molti altri.

si invita a partecipare fisicamente alle preparazioni proposte ma viene rilasciato un manuale con indicazioni dettagliate sull’utilizzo di tutti gli ingredienti. Le giornate, che si svolgono il lunedì pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00, sono arricchite da un aperitivo finale con l’assaggio delle preparazioni realizzate, e sono rese singolari dall’ambiente informale e dalla semplicità dei nostri collaboratori. Partecipando a questi corsi si entra a far parte di un team di professionisti altamente formati e accomunati da un background generazionale nel settore.

Lo scopo principale del corso è la crescita tecnica dei partecipanti motivo per cui non solo li

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“Ringraziamo per la partecipazione al nostro circuito di fiere ed eventi 2014 le seguenti aziende, di cui nei prossimi numeri svolgeremo approfondimenti mirati”

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I nostri partners E-

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Profile for Stefano Piavani

Braga ho n 5 2014  

Braga ho n 5 2014  

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