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«Siamosolouominich IL PRESIDENTE ONORARIO ROBERTO FORMIGONI

«Sono certo del vostro impegno anche in futuro» Carissimi, sono molto lieto per lo spazio che mi concedete nella vostra presentazione di quello che siete e fate. Questo mi offre l’occasione, anzitutto, per ribadire come, in tutti questi anni, il Governo regionale lombardo abbia sostenuto e apprezzato ogni vostro nuovo traguardo: da molto tempo, infatti, siamo tutti insieme impegnati nel miglioramento costante del nostro Sistema Sanitario e, in particolare, attenti alla prevenzione e alla cura del tumore. Siamo consapevoli, infatti, che il cancro è una sfida possibile e che di cancro si può guarire. Fino agli anni Cinquanta l’oncologia si faceva con i bisturi e la radioterapia. In mezzo secolo le prospettive sono profondamente cambiate, anche se certamente il lavoro non è ancora terminato. Il costante aumento del numero di persone colpite da tumori deve spronare il mondo sanitario e quello istituzionale a iniziative sempre più sinergiche per lo sviluppo della ricerca scientifica, il potenziamento dell’innovazione tecnologica, la garanzia della continuità e della qualità delle cure sul territorio e in particolare a livello domiciliare. Fondamentale in questo processo è la presenza di servizi capaci di governare la rete, in una visione che sia in grado di coinvolgere anche la società civile, il mondo del volontariato, del no profit e di quanti possano supportare il paziente oltre che nella dimensione terapeutica anche in quella affettiva e relazionale. E’ per questo che abbiamo lavorato col massimo sforzo, e vogliamo continuare a farlo, per creare un sistema di rete territoriale che sia realmente in grado di incontrare tutti i pazienti e le loro famiglie, cogliendone le esigenze e fornendo risposte in tempi rapidi. Queste brevi considerazioni vogliono sottolineare l’attualità e l’importanza dell’attività di Cancro Primo Aiuto, che rappresenta un frutto concreto per il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi. Un frutto pieno di speranza per i numerosi pazienti a cui fornite supporto, e su cui è quotidianamente concentrato tutto il nostro impegno. Sono certo, dunque, che anche in futuro sarete in grado di rilanciare con passione e professionalità il vostro impegno quotidiano di cura ed assistenza. .

E’ lo slogan che contraddistingue Cancro Primo Aiuto: «Siamo solo uomini che aiutano altri uomini». A coniarlo è stato Walter Fontana, un uomo geniale e generoso, nel nome del quale questa associazione è nata e cresciuta. Walter Fontana era brianzolo e aveva le caratteristiche migliori della sua terra, il coraggio dell’industriale illuminato, istintivo con la visione volta ad ampi orizzonti. Combattente in terra di Russia con l’autoreparto della divisione sforzesca riuscì miracolosamente a evitare l’accerchiamento nemico dell’offensiva russa del 1943. A fine conflitto diede il suo determinante contributo per la creazione dell’impresa di famiglia. Grande imprenditore, fine politico, uomo di spirito, eletto senatore nel 1988 nel collegio di Monza, fu presidente della Federmeccanica e della Federlombarda. Per ben dodici anni fu presidente dell’A.I.M.B. (Associazione Industriali Monza e Brianza) dal 1979 al 1991, e poi sindaco della sua città, Briosco, Tra gli altri suoi titoli figurano anche:

L’Associazione Cancro Primo Aiuto è dedicata a Walter Fontana (nella foto). Dedicò tutta la sua vita all’impresa di famiglia e alla politica. Fu senatore per la Dc, eletto a Monza nel 1988, e per dodici anni presidente dell’Associazione Industriali di Monza e Brianza dal 1979 al 1991

presidente della Commis- rella e i fondatori della sione Industria del Senato Onlus Cancro Primo Aiuto oltre che della Camera di hanno preso l’ispirazione Commercio Italo-Cinese, per realizzare questa associazione membro delche nel motla Giunta esecutiva di Nel 2012 hanno avuto to sintetizza la sua misC o n f i n d urapporti con Cancro sione. stria, viceLa Onlus presidente Primo Aiuto 18 mila Cancro Pridella Banca del Monte di pazienti per un totale mo Aiuto non Milano e pre- di 36 mila prestazioni ha scopo di lucro e prosidente delpone iniziative nel campo l’Accademia di Brera. Sempre vivo è il suo dell’assistenza socio-saricordo, il suo insegna- nitaria a favore degli ammento basato sull’altrui- malati di cancro e dei loro smo e sulla disponibilità familiari. Sostenuta da olnell’aiutare gli altri. E’ sul- tre 90 sponsor, tra enti l’esempio di questo uomo pubblici, associazioni imbenefico che la figlia Mi- prenditoriali e soprattutto

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Il Comitato tecnico-scientifico Per selezionare i progetti da sostenere, economicamente e con varie iniziative, l’Associazione Cancro Primo Aiuto si affida alla valutazione di un Comitato tecnico-scientifico. il gruppo è presieduto da Dario Maggioni, direttore di Chirurgia generale presso l’Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, ha come past president Massimo Castoldi (direttore sanitario degli Istituti Clinici Zucchi), e come vicepresidenti Donato Valenti (responsabile dell’Azienda ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna per il Dipartimento

di Cure Palliative), Antonio Ardizzoia (direttore di Oncologia all’Azienda ospedaliera di Lecco), Paolo Bidoli (primario e direttore dell’Oncologia Medica al San Gerardo di Monza), Paola Marenco (responsabile Trapianti di Midollo dell’Ospedale Niguarda di Milano) e Carlo Soatti (direttore di Radioterapia presso l’Azienda ospedaliera della Provincia di Lodi). Fanno, poi, parte del Comitato un’altra cinquantina di medici che vengono consultati a seconda delle competenze e del progetto sottoposto alla Onlus. .


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heaiutanoaltriuomini»

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aziende private, l’Associazione brianzola estende la sua azione nell’ambito territoriale della Lombardia, in particolare nelle oltre quaranta strutture sanitarie in cui si è consolidata una collaborazione, distribuite nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e da poco anche con il “Gaslini” di Genova. Nel corso del 2012 hanno avuto rapporti con l’associazione circa 18 mila pazienti per un totale di quasi 36 mila prestazioni, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Sono 31 i collaboratori sostenuti economicamente dalla Onlus e un centinaio i medici volontari collegati a Cancro Primo Aiuto.

Il Consiglio di Amministrazione

La Onlus Cancro Primo Aiuto che ha nel governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, il presidente onorario, è guidata da un Consiglio di amministrazione in cui siedono i rappresentanti delle aziende sostenitrici. Amministratore delegato è Flavio Ferrari, marito di Mirella Fontana, figlia del senatore Walter. Presidente Alessio Barbazza, mentre presidente vicario è Massimo Manelli. Ci sono poi cinque vicepresidenti rappresentativi dei territori dove si opera: Antonio Bartesaghi (Lecco), Roberto Ciceri (Monza e Brianza), Andrea Galbiati (Monza e Brianza), Gianni Galimberti (Monza e Brianza), Pierantonio Agrati (Milano-Lodi) e Pli-

DISTRIBUITI 7 MILIONI DI EURO Sette milioni di euro. E’ la cifra che dall’atto della Sua fondazione, quasi vent'anni fa, a tutto il 2012, la Onlus Cancro Primo Aiuto è riuscita a mettere a disposizione della sanità lombarda, soprattutto pubblica ma anche privata accreditata. Questo grazie a donazioni proprie e collaborazioni con sponsor privati e aziende, portando avanti iniziative a 360 gradi. Seppur in presenza della crisi, il bilancio 2012 si è chiuso con oltre un milione di euro. E il 2013 si prospetta positivo.

AMMINISTRATORE DELEGATO, PRESIDENTE E VICE I vertici della Onlus Cancro Primo Aiuto: sopra, da sinistra, l’amministratore delegato Flavio Ferrari e il presidente Alessio Barbazza. A destra, dall’alto, il presidente vicario Massimo Manelli e i cinque vicepresidenti rappresentativi dei territori su cui l’associazione opera: Antonio Bartesaghi (Lecco), Roberto Ciceri (Monza e Brianza), Andrea Galbiati (Monza e Brianza), Gianni Galimberti (Monza e Brianza), Pierantonio Agrati (Milano-Lodi) e Plinio Vanini (Sondrio)

nio Vanini (Sondrio). Gli altri membri del CdA sono: Fabio Annettoni, Giuseppe Asti, Mario Barzaghi, Francesco Benvenuto, Luca Bertola, Andrea Bianconi, Mauro Bolis, Fausto Bormolini, Alessandro Ciceri, Gabriele Cogliati, Umberto Colli, Achille Colombo, Giulio Colombo, Luigi Colombo, Roberto Colombo, Sergio Colombo, Stefano Cota, Alberto Dossi, Corrado Fabi, Francesco Ferri, Cristina Galbusera, Orlando Giacomelli, Patri-

Da sinistra in alto, in senso orario: il past president Massimo Castoldi e i vicepresidenti Donato Valenti, Antonio Ardizzoia, Paolo Bidoli, Paola Marenco e Carlo Soatti. Nella pagina precedente il presidente del Comitato tecnico-scientifico di Cancro Primo Aiuto, Dario Maggioni

zia Guglielmana, Luigi Landra, Luigi Lapsus, Guido Locati, Federico Lundari, Alessandro Maggioni, Luigi Maggioni, Paolo Mainetti, Roberto Morigi, Oriano Mostacchi, Daniele Paggiaro, Pietro Palella, Massimo Panzeri, Laura Parigi, Aristide Radaelli, Aldo Rainoldi, Fabrizio Rasero, Manuel Riboldi, Paolo Robustelli, Marco Rocca, Maurizio Sacchi, Matteo Salvini, Romeo Sozzi, Anna Tarabini, Marco Teli, Filippo Testorelli, Marco Veggetti e Franco Vismara. Del Consiglio fa parte anche il past president Sergio Schena. Il tesoriere è Domenico Ceppi e il segretario Marco Ferrari. C’è, infine, il collegio dei revisori presieduto da Oreste De Fabris e composto dai sindaci Maria Clotilde Fumagalli e Monica Confalonieri.


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INTERVISTA/1 A Dario Maggioni, presidente del Comitato tecnico-scientifico di Cancro Primo Aiuto

«Sta a noi valutare la validità delle proposte» Sempre maggiori le richieste degli ospedali lombardi, anche nel settore della formazione Al vertice del Comitato cro Primo Aiuto. tecnico-scientifico della In cosa consiste l’attività Onlus Cancro Primo Aiuto d e l C o m i t a t o t e c n ic’è il dottor Dario Maggio- co-scientifico? ni, 54 anni, direttore del- Cancro Primo Aiuto è orl’Unità operativa di Chirur- mai molto conosciuta nel gia generale dell’Ospeda- sistema sanitario lombarle di Desio. Proviene da do. Per cui al suo indirizzo una storia professionale arrivano diverse richieste e vengono v e n t i c i npresentati quennale di progetti che collaborazione con il pro- «E’ importante aiutare richiedono, fessor Rafchi lavora ad alto livello magari, un sostegno faele Pugliese, indiscus- in campo oncologico economico. Il so leader naper migliorare i suoi nostro compito è quello zionale e instandard di cura» di vagliare ternazionale q u e s t e r inell’ambito della chirurgia mini-inva- chieste e di indicare quelle siva. A Desio ha portato la a cui possiamo rispondere sua esperienza coronata o che hanno priorità su dall’attribuzione dell’Alta altre». Specializzazione in Chi- Ci faccia qualche esempio rurgia Oncologica confe- degli ambiti in cui vi muoritagli nel 2002 dall’Azien- vete da Ospedaliera Niguarda «Direi che non ci sono Cà Granda, dove ha svolto limiti. All’Associaziola sua attività per circa ne arrivano richieste di vent’anni. Dal 2010 il dot- ogni genere, dalla netor Maggioni è appunto di- cessità di un pullmino o rettore scientifico di Can- di un’auto, per il traspor-

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to dei malati o degli operatori degli hospice, all’esigenza di arredare un reparto di ospedale: richieste su cui è chiamato a rispondere direttamente il Consiglio di Amministrazione di Cancro Primo Aiuto. A volte, però, vengono presentati progetti più complessi come quello portato avanti dall’Ospedale Niguarda di Milano sulla diagnosi precoce del tumore maligno all’endometrio attraverso tecniche non inva-

INTERVISTA/2 Al vicepresidente del Comitato, Donato Valenti

cro Primo Aiuto ha sostenuto anche la formazione degli operatori o attraverso borse di studio o attraverso corsi particolari». Per concludere, una domanda più personale: il suo ruolo di direttore scientifico di Cancro Primo Aiuto che implicazioni ha nell’attività clinica quotidiana? «In questi anni ho seguito diversi progetti oncologici di assoluta rilevanza scientifica, cui Cancro Primo Aiuto ha dato un impulso economico e comunicativo. E’ molto importante poter aiutare chi lavora ad alto livello in campo chirurgico oncologico per migliorare i suoi standard di cura, senza perdere di vista il paziente ed il suo bisogno: Cancro Primo Aiuto ha questa duplice vocazione».

sive in grado anche di cogliere come la malattia si sta diffondendo; oppure quello degli Ospedali Riuniti di Bergamo riguardante il carcinoma ovarico, che prevede l’utilizzo di nuove tecniche di intervento. E’ su questi ultimi interventi che il Comitato è chiamato a dare un parere». Siete attenti anche alla formazione, «Riteniamo fondamentale la presenza negli ospedali di medici all’altezza delle situazioni. Per cui, là dove è stato possibile, Can-

Dario Maggioni, 54 anni, primario di Chirurgia generale dell’Ospedale di Desio, è presidente del Comitato tecnico-scientifico di Cancro Primo Aiuto

INIZIATIVE

«Progetti all’avanguardia»

Si è cercato di dare una mano anche a molte altre associazioni

Basti pensare alla cartella clinica informatizzata. Siamo stati i primi a introdurla nel nostro servizio di cure palliative e questo proprio grazie al contributo economico di Cancro Primo Aiuto. La stiamo utilizzando da tempo negli Hospice e da gennaio anche gli operatori che vanno a domicilio dei pazienti hanno cominciato a trasmettere i dati via internet utilizzando i tablet». Grazie sempre al contributo di Cancro Primo Aiuto, sono stati attivati molteplici altri interventi. «Penso, ad esempio, a quello di un fisioterapista a domicilio e in Hospice - ha continuato il responsabile delle Cure Palliative per l’Azienda ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna - fondamentale soprattutto per alcuni malati di cancro. E poi alla possibilità di avere degli ausiliari che possono dare una mano alle famiglie soprattutto sotto l’aspetto dell’igiene quotidiana dei malati».

Nel corso degli ultimi anni, l’incontro con altre associazioni di volontariato che operano in Lombardia ha dato vita a iniziative comuni. Cancro Primo Aiuto, là dov’è stato possibile, ha sempre cercato di dare una mano. Per evidenziare il modo di operare della Onlus brianzola, ricordiamo, ad esempio alcune delle operazioni portate avanti nel 2012: lo scorso dicembre, è stato donato un defibrillatore all’Associazione Brianza per il Cuore; pochi mesi prima, ai piccoli del Reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell’I.R.C.C.S. Policlinico San Donato, Cancro Primo Aiuto ha donato trecento copie di “Sssshhh… Nonna Adri racconta”, una raccolta di fiabe scritte da Adriana Tofani e illustrate da Maria Clara Poggi; all’A.M.S. Associazione Malattie del Sangue sono stati elargiti 15 mila euro per le loro attività; infine, a inizio 2012, alla Casa di riposo di Sondrio sono state donate dieci poltrone relax. Numerose, comunque, le collaborazioni portate avanti in questi anni con altre associazioni. Ci piace ricordarne almeno alcune come quelle con il Comitato Maria Letizia Verga di Monza, l’Associazione Siro Mauro di Sondalo, “Il Mantello” di Mariano Comense, l’“Associazione Guida Oncologica” di Monza, “Insieme per l’Oncologia e l’Ematologia Alta Valtellina” di Sondalo e la Fondazione Veronesi di Milano.

Un ambito dove le attività di Cancro Primo Aiuto hanno trovato concreta realizzazione e si stanno sviluppando con una serie di iniziative sempre maggiori è sicuramente quello degli hospice. Il punto di riferimento su questa materia all’interno del Comitato tecnico-scientifico della Onlus brianzola è il vicepresidente Donato Valenti (nella foto), responsabile delle Cure Palliative per l’Azienda ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna. A lui il compito di presentare le molteplici attività che nel tempo hanno fatto di Cancro Primo Aiuto un’associazione di riferimento. «Detto dello straordinario contributo per la realizzazione degli Hospice in Valtellina, in particolare di quello di Morbegno, bisogna anche sottolineare gli sforzi fatti da Cancro Primo Aiuto per implementare servizi, anche molto innovativi, in Valtellina - spiega Valenti .

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Un cancro ti cambia la vita. Lo sanno bene quelli a cui viene diagnosticato, ma anche i familiari. Su loro, purtroppo, aleggia lo spettro dell’incurabilità e della morte. A volte in modo così opprimente da originare sindromi clinicamente rilevanti che vanno a intaccare il benessere psicologico della persona e rischiano di avere ricadute significative anche nel trattamento clinico in corso, che si manifestano con atteggiamenti di scarsa motivazione e fiducia nella cura. Ecco perché Cancro Primo Aiuto, in diversi reparti di oncologia e hospice, ha avviato alcuni progetti di collaborazione per sostenere finanziariamente l’intervento di uno psicologo.

IL SERVIZIO

Il sostegno psicologico

Nei reparti oncologici

Ne è un esempio l’Unità Operativa di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza, dove una borsa finanziata da Cancro Primo Aiuto ha reso possibile un progetto di collaborazione tra l’Unità di Psicologia Clinica e il Dipartimento Oncologico. «I pazienti che si sottopongono a radioterapia, pur effettuando trattamenti della durata di pochi minuti, devono affrontare la quotidianità di una cura che dura almeno 40 giorni, che accresce ed amplifica un senso di stanchezza e

n Nei reparti oncologici e negli Hospice

spossatezza già ampiamente determinato da eventuali trattamenti chemioterapici precedenti spiega la psicologa Greta Pagani - E’ importante aiutare i pazienti a gestire l’impatto con l’apparecchiatura e ad affrontare eventuali reazioni di panico e di ansia. Viene, inoltre, affrontata con i pazienti e i loro famigliari, la condizione di disagio determinata dagli esiti degli interventi chirurgici e medici, che riguardano l’aspetto e l’imma-

gine corporea. Così come i timori connessi al rischio che la malattia si ripresenti e, talvolta, alla sua incurabilità». Un intervento simile è svolto da Maria P a o l a C r emonesi, psicologa e psicoterapeuta, che, grazie al sostegno di Cancro Primo Aiuto, lavora presso il reparto di Radioterapia oncologica dell’Ospedale di Sondrio. «Lo psicologo è a disposizione del paziente per tutta la durata del trattamento - racconta Cremonesi - In particolare fa da tramite tra paziente e familiari e tra paziente e medico; spesso il malato riferisce informazioni che non osa affrontare col curante anche perché, in molti casi, il medico non ha le competenze specifiche per cogliere il disagio psicologico. Questo vale an-

che per la famiglia: a volte storia della malattia, i sinil malato non esprime le tomi, le paure, le speransue paure, le sue angosce ze, le relazioni familiari, il ai parenti “per non farli sof- senso della propria esifrire”; assume quasi un stenza, ma anche le picruolo protettivo verso i fa- cole cose quotidiane per miliari, e questi ultimi non distrarre ogni tanto dall’anparlano liberamente in goscia di “lasciare” la vita presenza del malato “per e i propri affetti. Gli strupaura di anmenti, in magosciarlo anno allo psicocor di più”. La L’azione degli operatori l o g o , s o n o funzione mel’ascolto, la diatrice può di Cancro Primo Aiuto comprensioovviare tale è rivolta agli ammalati, ne e l’accosituazione di glienza, non ma in diversi modi imbarazzo e soltanto con rendere l’am- anche ai loro familiari le parole, ma biente famianche con liare più sereno nell’affron- una carezza, il contatto tare la malattia». delle mani, l’asciugare una lacrima. Gli obiettivi: conNegli Hospice tenere l’angoscia, sosteGli psicologi di Cancro Pri- nere le risorse personali, mo Aiuto sono presenti an- aiutare a riconoscere il vache negli hospice. «Qui il lore del proprio percorso, ruolo dello psicologo è incoraggiare a cercare armolto diverso rispetto a monia con se stessi e con quello classico: non si la- gli altri. Dunque il ruolo delvora nel proprio studio con lo psicologo in cure palgiorni e orari stabiliti, ma si liative è vario e complesso, entra nelle case o nella ma il punto di partenza è stanza dell’hospice - so- sempre la relazione con la stiene la psicologa Cate- persona che percorre l’ulrina Magnani - La frequen- timo tratto della vita, l’aza e la durata dei colloqui scolto e l’accoglienza dei sono determinate dai ritmi suoi bisogni e a questi sodella malattia, dai tempi no finalizzati tutti gli altri delle terapie. I temi sono la interventi».

Le strutture sanitarie con cui si interagisce L’Associazione Cancro Primo Aiuto è ormai operativa su quasi tutta Lombardia. Sono oltre una quarantina le strutture ospedaliere con cui si è collaborato in questi anni, distribuite nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza e Sondrio. Ecco l’elenco diviso per provincia. A Bergamo si lavora con l’Azienda Ospedaliera Ospedale Riuniti di Bergamo. In provincia di Brescia con l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia e con l’Ospedale di Esine. In quella di Como, oltre alle strutture dell’Azienda Ospedaliera Sant'Anna (gli ospedali Sant’Anna di Como, di Cantù e di Mariano Comense), si collabora con l’Istituto Clinico Villa Aprica e

go con l’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda, l’Istituto Clinico Humanitas, l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Europeo di Oncologia, l’Azienda Ospedaliera Istituto Orto-

l’Ospedale Valduce, entrambi nel capoluogo, e con l’Hospice di Mariano Comense. Cancro Primo Aiuto è poi presente in tutte le strutture sanitarie che fanno capo all’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco (Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, Ospedale Leopoldo Mandic di Merate e Ospedale di Bellano). Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi, la Onlus brianzola svolge attività sia nel presidio di Lodi che in quello di Casalpusterlengo, dov’è presente anche nell’Hospice. Lungo è l’elenco delle collaborazioni in provincia di Milano: innanzitutto nel capoluo-

pedico Gaetano Pini, l’Azienda Ospedaliera Ospedale Luigi Sacco; in provincia con il Policlinico di San Donato e con gli Istituti Clinici di Perfezionamento (Ospedale Buzzi di Milano, CTO Centro Tramautologico Ortopedico di Milano, Ospedale Città di Sesto San Giovanni, Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo con il suo Hospice). In provincia di Mon.

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za e Brianza si dà una mano in tutti i presidi dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate (Vimercate, Desio, Carate, Seregno e Giussano con il suo Hospice), all’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza, al Policlinico di Monza, ai presidi di Monza e di Carate degli Istituti Clinici Zucchi e all’Hospice di Santa Maria delle Grazie a Monza. Infine in provincia di Sondrio, dove la presenza di Cancro Primo Aiuto è davvero capillare, praticamente in tutte le strutture dell’Azienda Ospedaliera Valtellina e Valchiavenna (gli ospedali di Sondrio, Sondalo, Morbegno e Chiavenna, gli Hospice di Sondalo e Morbegno) e alla Fondazione Casa di Riposo Ambrosetti Paravicini di Morbegno.


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A sinistra, inaugurazione del reparto di Oncologia all’Ospedale di Sondrio nel 2009. Sopra, i quadri regalati al reparto di Radioterapia dell’Ospedale Sant’Anna di Como. A destra, la benedizione della targa “In memoria di Lina Fontana”, moglie del Cavaliere del Lavoro Loris Fontana, fratello del senatore Walter Fontana, posta all’ingresso dell’Hospice Bassini

Negli ospedali e negli hospice di quasi tutta Lombardia l’Associazione Cancro Primo Aiuto ha assicurato la creazione o la ristrutturazione di camere o interi reparti di ospedali e strutture per malati a fine vita

Ecco cosa

Un solo scopo: dare un aiuto agli ammalati e ai loro familiari La cura degli ammalati di cancro è possibile e garantisce risultati migliori se gli ambienti in cui vengono ricoverati sono all’altezza. All’Associazione Cancro Primo Aiuto ne sono sempre stati convinti e per questo hanno portato avanti negli anni diversi interventi di creazione o di riqualificazione di camere o interi reparti di ospedali e hospice per malati terminali. Il più significativo è stato senza dubbio la realizzazione dell’Hospice di Morbegno con la fornitura di cinque posti letto per ma-

lati terminali e il successivo ampliamento a sette posti; un intervento che si è concretizzato tra il 2005 e il 2008. Sempre in provincia di Sondrio, Cancro Primo Aiuto ha reso possibile, nel 2008, la ristrutturazione del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Sondalo e l’ampliamento da cinque a sette posti, sempre a Sondalo, dell’Hospice per malati terminali. L’anno successivo si è dato vita a un nuovo reparto di degenza oncologica all’ospedale di Sondrio, mentre sono stati

OSPEDALE SAN GERARDO DI MONZA Mirella Fontana, con l’allora direttore generale Giuseppe Spata all’inaugurazione del reparto di Oncologia, nel 2009

acquistati diversi arredi per il reparto di Day hospital dell’Ospedale di Sondalo. Iniziative di questo genere, però, sono state portate avanti anche in diverse altre province. In particolare a Lecco. Già nel 2003 all’Ospedale Manzoni del capoluogo furono finanziate due camere sterili con apposito apparecchio di disinfezione dell’aria per pazienti che dovevano sottoporsi al trapianto del midollo; poi, nel 2007, sono stati ristrutturati il reparto di Oncologia medica e il reparto di Radioterapia. Ma il progetto più importante realizzato al Manzoni di Lecco è stato la realizzazione nel 2010 di un centro integrato di endoscopia digestiva/broncoscopia. Un paio di opere simili hanno interessato anche la provincia di Monza e Brianza: nel 2009 all’Ospedale San Gerardo di Monza è stato ristrutturato il nuovo reparto di Degenza oncologica, mentre all’Azienda Ospedaliera di Vimercate Ospedale di Desio è stato ristrutturato il nuovo reparto di Oncologia medica

OSPEDALE MANZONI DI LECCO Inaugurazione centro integrato di endoscopia digestiva broncoscopia nel dicembre 2010

con la fornitura di quadri e Ospedale Sant’Anna di arredamenti vari. L’anno Como, a cui, all’inizio del successivo, invece, sono 2012, sono stati donati cirstati donati gli arredi per ca sessanta grandi panl’area accoglienza e per il nelli fotografici con opere salone convegni dell’Ho- del fotografo Alberto Lospice di Giussano ed è sta- catelli per abbellire il reto fornito l’arredo delle sale parto di Radioterapia. L’ultimo della visita, degli serie è l’Hostudi medici e spice dell’Odelle sale d’attesa della Interventi agli hospice di spedale Bassini di CiniselDegenza onMorbegno, Monza, cologica del- Cinisello Balsamo e nei lo Balsamo, inaugurato lo l’Ospedale San Gerardo reparti di oncologia di scorso 10 novembre, a cui di Monza. Sondrio e Lecco Cancro Primo Altri intervenAiuto ha doti, infine, hanno interessato l’Ospedale nato gli arredamenti e dei Niguarda di Milano, dove pannelli fotografici che abl’Associazione Cancro Pri- belliscono l’ambiente. Di mo Aiuto ha provveduto, prossima realizzazione annel 2011, all’adeguamento che la ristrutturazione del di due camere sterili nel reparto di Senologia delnuovo Reparto Trapianti l’Ospedale Sacco di Miladel midollo, e il nuovo no.

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Sopra, una camera dell’Hospice Bassini di Cinisello Balsamo arredato da Cancro Primo Aiuto. A destra, la consegna di un defribillatore al reparto DH Onco-Ematologico Internistico dell’Ospedale di Sondalo

a abbiamo fatto IL SERVIZIO Sono stati acquistati i mezzi e spesso si sono trovati i volontari che portano alle strutture sanitarie

Tanti automezzi per il trasporto dei malati

In questo modo si sono risolti i disagi di chi non ha parenti o abita lontano dagli ospedali E’ un’ottima cosa avere strutture ospedaliere all’avanguardia nella cura del cancro, ma se poi gli ammalati, per i più vari motivi, non possono recarvisi per seguire i trattamenti... Nasce da questa esigenza il “Progetto trasporto” dell’Associazione Cancro Primo Aiuto: consiste nell’acquisto di mezzi di trasporto e spesso anche nell’organizzazione dei volontari che portano i malati. La richiesta era arrivata inizialmente dalla provincia di Sondrio, dove non sempre i collegamenti pubblici sono adeguati e le difficoltà per raggiungere le strutture ospedaliere sono più sentite visto che molti abitano in montagna e in luoghi molto distanti. E per L’ultimo dei mezzi acquistati da Cancro Primo Aiuto: un pullmino Fiat Ducato per trasportare gli ammalati dell’Alta Valtellina

chi si deve sottoporre a cicli continui di radioterapia è davvero un problema. Così sono diversi i mezzi acquistati per questo servizio in quell’area: l’ultimo, un pullmino Fiat Ducato consegnato ai volontari lo scorso settembre. Ma è un’offerta che negli anni è stata estesa alla Valcamonica ed è stata rivolta ad altre strutture: ne hanno bisogno, in particolare, anche gli hospice per l’assistenza domiciliare dei malati terminali di cancro. E autovetture sono state donate all’Hospice degli Istituti Clinici Zucchi di Carate (Fiat 600 nel 2006 e nel 2010 e una Fiat Panda nel 2012), all’Hospice Santa Maria delle Grazie di Mon-

LE AUTO A sinistra, la consegna, nel 2009, del pullmino per il trasporto dei malati dell’Alta Valtellina all’Ospedale di Sondrio, sotto, quella della Fiat Panda all’Hospice di Giussano nel maggio 2012

za (Opel Astra, Fiat 600, Fiat Punto nel 2007 e Fiat Panda nel 2013), all’Hospice di Giussano (Fiat 600 nel 2007 e Panda nel 2012), all'Azienda ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento (Fiat Panda nel 2012), ma anche all’A.G.O., l’Associazione Guida Oncologica di Monza (Fiat Scudo nel 2010), alla Cooperativa sociale Ardesia, all’associazione il Granello e all’Arca, tutte di Sondrio (Fiat 600 nel 2008). Di prossima consegna altre due auto per la Valtellina e una per l’Ospedale Niguarda di Milano.


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Studiarlo, conoscerlo, parlarne. Nella cura del cancro è fondamentale. Per questo motivo all’Associazione Cancro Primo Aiuto si è deciso di sostenere negli anni giornate di studio e conferenze che affrontassero questo argomento. Già nel 2003, all’Ospedale di Sondrio, si organizzava una giornata dedicata al “nodulo epatico solitario”, mentre all’Ospedale di Lecco si svolgeva un convegno di follow-up dei pazienti oncologici e un incontro di psico-oncologia. E incontri di questo genere se ne sono svolti diversi: ricordiamo il convegno “Quanto costa la salute” a Lecco nel 2007, la giornata di

Le giornate di studio L’intervento del dottor Giovanni Ciuffo al convegno “Patologia mammaria oggi: un approccio comune a diagnosi e terapia”, svoltosi a Monza nel 2009

approfondimento “Hot Tropic nel trattamento del tumore alla mammella” a Sondrio nel 2009, il convegno “Patologia mammaria oggi: un approccio comune a diagnosi e terapia”, a Monza sempre nel 2009, il contributo alla realizzazione di un convegno sulla prevenzione e la diagnosi precoce e il trattamento del carcinoma del cavo orale a Monza nel 2010 e un seminario sul tumore colon-rettale in Valtellina nel 2011. Altrettanto importante la realizzazione di un opuscolo dal titolo “Cosa è la chemioterapia” per i pazienti sottoposti a questa cura e distribuito nell’Ospedale di Lecco.

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BORSE DI STUDIO & C Si cerca di supplire in particolare nel campo dell’istruzione dei medici specializzandi

Il sostegno alla formazione degli operatori Col contributo di Cancro Primo Aiuto in molti ospedali è stata introdotta la figura dello psicologo Le pur moderne e all’avanguardia strutture ospedaliere lombarde non sempre riescono a sostenere spese che vanno al di là della normale amministrazione. E spesso, vista la crisi economica, nemmeno a quella. In particolare per quel che riguarda la formazione degli operatori e il supporto ai medici specializzandi. Da tempo l’Associazione Cancro Primo Aiuto viene incontro a queste necessità fino a finanziare direttamente il personale di cui molti ospedali hanno bisogno. Ad esempio, già nel 2003, aveva sponsorizzato la partecipazione di un paio di operatori dell’Ospedale di Lecco a un corso di psico-oncologia e nel 2005 aveva consentito a un fisico e a un medico del Manzoni di frequen-

tare uno stage di perfezionamento negli Stati Uniti, così come, tanto per fare un ultimo esempio, aveva contribuito alla partecipazione di un medico dell’Ospedale San Gerardo di Monza a un congresso di videodermatoscopia. Numerose anche le Borse di studio messe a disposizione, spesso di supporto ai medici specializzandi. L’ultima, in ordine di tempo, è quella consegnata a Paolo Bidoli, primario dell’Oncologia medica dell’Ospedale San Gerardo di Monza: 15 mila euro per consentire a un medico specializzando di continuare il training presso il nosocomio monzese. E non ci sono solo esigenze di cura fisica. Così la onlus monzese si è presa la briga di sostenere in

MONZA La consegna dell’assegno di 15 mila euro a Paolo Bidoli, primario dell’Oncologia medica dell’Ospedale San Gerardo di Monza per consentire a un medico specializzando di continuare il training presso il nosocomio monzese

diversi casi le consulenze di psicologi per i reparti in cui vengono curati i malati di cancro. Come nel caso del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Sondrio che può contare sull’aiuto di una psicologa dal 2009 pagata da Cancro Primo Aiuto; così al reparto di

Oncologia medica dell’Ospedale Manzoni di Lecco e in quello di Radioterapia dell’Ospedale San Gerardo di Monza. Negli Hospice poi, c’è a volte bisogno di figure anche amministrative: così Cancro Primo Aiuto ha dato un contributo annua-

le all’Hospice Istituti Clinici Zucchi di Carate per una segretaria e per un medico per le cure palliative e l’assistenza domiciliare (dal 2007) e per una centralinista addetta al ricevimento all’Hospice Santa Maria delle Grazie di Monza (2007-2008).

Per alluvionati e terremotati

Raccolti oltre cinquecentomila euro

PER I TERREMOTATI DELL’EMILIA ROMAGNA I promotori dell’iniziativa, il consigliere Matteo Salvini e il vicepresidente di Cancro Primo Aiuto Plinio Vanini

Se l’impegno principale dell’Associazione Cancro Primo Aiuto è quella di aiutare i malati di tumore, la sensibilità dei soci va spesso al di là di quello che prevede lo Statuto. Non per nulla già in diverse occasioni la onlus monzese è stata protagonista di iniziative a favore di altri bisogni nati da gravi eventi: per gli alluvionati del Veneto e per i terremotati de L’Aquila e dell’Emilia Romagna. Nel primo caso sono stati raccolti materiali per circa 250 mila euro, mentre per i terremotati la mobilitazione dei soci di .

Cancro Primo Aiuto ha portato alla raccolta di arredi, materiali da costruzione e utensili, per un valore di 150 mila euro in entrambe le occasioni. «Questa disgrazia non ci ha lasciato indifferenti - ha detto Plinio Vanini, vicepresidente di Cancro Primo Aiuto che, insieme al consigliere Matteo Salvini, si è fatto promotore dell’iniziativa per i terremotati dell’Emilia - Il nostro è un piccolo contributo, ma speriamo possa servire ad alleviare alcuni dei tanti problemi e preoccupazioni che queste famiglie hanno affrontato».


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DONAZIONI Dagli ecografi agli apparecchi per misurare la densità ossea fino ai pannelli fotografici per abbellire gli ospedali

Si regala il materiale sanitario per rendere operativi i reparti Non solo creazione o ristrutturazione di reparti ospedalieri. Perché una volta realizzati, vanno anche fatti funzionare. Da qui l’impegno concreto e costante dell’Associazione Cancro Primo Aiuto a dotare le strutture ospedaliere e gli hospice del materiale necessario per essere pienamente operativi e, in molti casi, fornire qualche servizio in più agli ammalati. L’elenco degli interventi realizzati in questi vent’anni è davvero lungo e corposo e tocca tante strutture sanitarie. In provincia di Sondrio, ne citiamo alcuni a mo’ di esempio, la Onlus monzese ha donato due “ospedale day clinic” complete di asta flebo già nel 2003 al nosocomio di Sondalo e altrettante a quello del capoluogo; a quest’ultimo,

La battaglia per vincere il cancro comporta purtroppo anche delle poco piacevoli conseguenze. Per le donne che devono seguire la chemioterapia, la perdita dei capelli può essere un trauma significativo. Ecco perché è sì fondamentale prendersi cura delle persone dal punto di vista medico, ma è altrettanto necessario migliorarne la qualità della vita. E’ quello che intende fare la Onlus Cancro Primo Aiuto con il “Progetto parrucche”. Partito diversi anni fa in alcune

l’anno dopo, ha fatto avere collo e spalle e per il poun ecografo portatile e l’ap- sizionamento delle braccia parecchiatura per la deter- dietro la testa per il reparto minazione della densità di Radioterapia (2009). ossea; all’Hospice di Mor- Lo stesso dicasi per le begno, nel 2008, ha do- strutture ospedaliere della nato un impianto stereo per provincia di Monza e Brianza: al San Gela musicoterardo di Monrapia. za, già nel Altrettanto numerose le Gli ospedali che hanno 2004, veniva donazioni alregistrato i maggiori regalata una workstation l’Ospedale di interventi sono stati grafica 3d Lecco: si va da un conte- in particolare quelli di per piani di nitore criobio- Sondrio, Lecco e Monza trattamento computerizlogico per il zati; anche trasporto delle cellule staminali al re- nel 2011, ad esempio, è parto di Oncologia medi- stato donato un ecografo ca, all’attrezzatura per la portatile all’Azienda Ospebrachiterapia prostatica al daliera di Vimercate reparto di Radioterapia Ospedale di Desio. (2003), da un tv color al Acquisti significativi sono plasma con videoregistra- stati fatti con il progetto tore e lettore dvd per il re- Santiago in rosa: con l’eparto di Oncologia medica dizione 2012 sono stati rac(2005), al sistema di im- colti fondi che hanno permobilizazione per testa, messo l’acquisto di due

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strutture ospedaliere della Lombardia, nel corso del 2013 si vorrebbe estendere in tutta la regione e anche oltre d i v e n t a ndo uno dei cavalli di battaglia della Onlus brianzola. In cosa consiste, c o n c r e t amente? In p a r o l e semplici, per le donne che sono costrette a sottoporsi a dei cicli di chem i o t e r apia, Cancro Primo Aiuto mette a disposizione, gratuitamente, u n a p a rrucca di ottima fattura. Le donne vengono aiutate e sostenute nella scelta della parrucca da accon-

Gli ecografi donati agli Ospedali Riuniti di Bergamo e al Niguarda di Milano grazie al progetto Santiago in rosa

ecografi, uno per l’Ospedale Niguarda di Milano e l’altro per gli Ospedali Riuniti di Bergamo. E le donazioni di Cancro Primo Aiuto non si sono li-

mitate alle richieste provenienti da reparti oncologici. Nel 2011, ad esempio, sono state regalate dieci poltrone relax alla Casa di riposo di Sondrio.

NEL 2013 SI PUNTA A ESTENDERLO IN TUTTA LOMBARDIA

Decolla il “Progetto parrucche” ciatori che offrono la propria consulenza gratuita per la scelta del modello e del colore, in maniera da evitare alle donne questo impegno che può essere fonte di ulteriore dolore e disagio. Ad oggi, quest’iniziativa si è concretizzata in diversi ospedali lombardi, dal “Manzoni” di Lecco al “Valduce” di Como, dal nosocomio di Sondalo al “Sacco” di Milano. E il successo di quest’operazione sta tutta nei numeri: nel corso del 2012 sono state distribuite oltre 500 parrucche. Durante il 2013, però, si vorrebbe portare questo progetto anche al di fuori degli ospedali in cui si è operato fino ad oggi ed estenderlo al di là dei confini lombardi. Per questo si sta preparando, sul sito di .

Cancro Primo Aiuto, te produttore di parrucuno spazio dedicato al che con un distributore “Progetto parrucche” a livello nazionale per dove, dopo aver com- portarle nelle case delle pilato dei moduli che malate che le richiedecertificano la malattia, ranno. si potrà fare la richiesta. Perché molte donne vengano a La parrucconoscenca verrà za di quepoi recapitata a casa Solo nel 2012 ne sono sta possibid e l l ’ i n t e- state regalate oltre 500. lità, sono in r e s s a t a Si stanno preparando c o r s o d i realizzaziog r a t u i t adegli spot per far ne un paio mente: a conoscere l’iniziativa di spot pubcarico delanche blicitari che l’ammalata andranno restano sofuori Lombardia sia su un lo le spese canale teledi spedizione. L’Associazione si permette poi visivo lombardo, sia su di chiedere un contri- un canale che trasmette buto, assolutamente a livello nazionale. volontario e non obbli- Insomma, il cammino gatorio, per aiutare altre verso la guarigione è donne ad avere lo stes- spesso lungo e difficile, ma anche con questa so “regalo”. A questo proposito è forma di aiuto si spera già stato fatto un ac- di renderlo meno duro e cordo con un importan- faticoso.

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AMBROGINO D’ORO 2011 Consegnato dal sindaco Giuliano Pisapia nelle mani dell’amministratore Flavio Ferrari

Prestigioso riconoscimento dal Comune di Milano

La motivazione: «L’Associazione Cancro Primo Aiuto rappresenta un modello di solidarietà e umanità» «L’Associazione Cancro Primo Aiuto rappresenta un modello di solidarietà e umanità nel panorama delle associazioni assistenziali di Milano e della Lombardia. I volontari e i dipendenti dell’Associazione garantiscono, con la loro attività quotidiana, cure specialistiche e conforto ai malati e alle loro famiglie, assicurando allo stesso tempo un importante supporto alle strutture pubbliche nel campo della consulen- lavoro - ha dichiarato za, della prevenzione e l’amministratore delegadell’assistento di Cancro za domiciliaPrimo Aiuto, re». Organizzata una Flavio Ferrari E’ con questa Abbiamo prem o t i v a z i o n e festa per premiare so, come si diche il Comune chi ha contribuito ce, la medadi Milano, il 7 glia che certia raggiungere dicembre fica una serie2011, ha conquesto risultato tà peraltro mai ferito all’Assoin discussiociazione Cancro Primo ne; e questa ci sproni, Aiuto Onlus il prestigioso tutti insieme, a fare meattestato di civica be- glio e di più». nemerenza “Ambrogino d’Oro”. Per ringraziare e premiare tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante riconoscimento, la Onlus monzese ha poi organizzato nel gennaio successivo un evento speciale che si è svolto presso la sede di Confindustria Monza e Brianza a Monza. «L’Ambrogino d’Oro rappresenta un meritato riconoscimento frutto di tanti anni di impegno e di

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La premiazione di Massimo Manelli, direttore di Confindustria Monza e Brianza da parte di Sergio Schena. A destra, l’assemblea dei soci intervenuti a festeggiare il prestigioso riconoscimento il 16 gennaio 2012 nella sede di Confindustria Monza e Brianza

AMBROGINO D’ORO Sopra, due immagini del 7 dicembre 2011 quando il riconoscimento è stato consegnato a Milano. A fianco, la consegna della targa a Gianna Baserga. Sotto, da sinistra, la targa consegnata ai premiati alla festa per il prestigioso riconoscimento svoltasi il 16 gennaio 2012 nella sede di Confindustria Monza e Brianza: Massimo Panzeri, patron dell’Atala, premiato dall’allora presidente Sergio Schena


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Il Premio Walter Fontana per chi porta avanti progetti di solidarietà L’evento che più di altri ha caratterizzato il 2012 è stato senza dubbio il Premio Walter Fontana. Nell’anno in cui si sono celebrati i vent’anni dalla morte del senatore brianzolo, l’Associazione Cancro Primo Aiuto, nata anche per ricordarne l’opera, ha voluto premiare un istituto bancario, il Gruppo Credito Valtellinese per l’impegno che, attraverso la sua Fondazione, riserva da anni soprattutto al sociale. Un riconoscimento che ha assunto anche un significato particolare visto che il senatore Walter Fontana fu membro del Consiglio di amministrazione del Creval. Questa la motivazione del premio: «Il Gruppo Credito Valtellinese riserva anche attraverso la sua Fondazione, da molti anni, una particolare attenzione e sensibilità al sociale, segnalandosi come vero esempio di sussidiarietà e filantropia a favore del prossimo, in condizioni di estrema fragilità e disagio». Al presidente del Gruppo bancario Credito Valtellinese, Giovanni De Censi, e al suo amministratore delegato, Miro Fiordi, è stata consegnata una statua (“I dioscuri”) dello scultore Carlo Mo, proveniente dalla collezione degli eredi del senatore Walter Fontana. Si tratta di un premio molto importante che in precedenza è stato assegnato solo quattro volte: la prima nel 2001, a Monsignor Angelo Bazzari, presidente

Si tratta di un riconoscimento prestigioso assegnato solo cinque volte. Nel 2012 è stato attribuito al Gruppo Bancario Credito Valtellinese. Prima di loro a Maroni, Bresciani, Formigoni e monsignor Angelo Bazzari

Dall’alto a sinistra, in senso orario, la premiazione dell’Edizione 2012 con Roberto Formigoni e Giovanni De Censi; Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere; la premiazione di Roberto Maroni, nell’edizione 2010; e quella di Roberto e Alessandro Ciceri all’edizione 2012

EDIZIONE 2012 La Consegna del Premio Walter Fontana al Gruppo bancario Credito Valtellinese e un’immagine del pubblico intervenuto alla cerimonia svoltasi nell’auditorium di Confindustria Monza e Brianza

della Fondazione Don Gnocchi, per la realizzazione dell’hospice di Monza, la prima struttura dedicata ai malati a fine vita in Lombardia; la seconda,

nel 2004, al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che è anche presidente onorario di Cancro Primo Aiuto; nel 2008 è stato assegnato alFederico Cimini (direttore marketing) ritira dall’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto Flavio Ferrari il premio speciale assegnato al Gruppo Iperal nel 2012, perché grazie al contributo dei clienti, è riuscito a donare alla Onlus monzese 167 mila euro

l’assessore lombardo alla contributo dei clienti, è riuSanità, Luciano Bresciani scito a donare alla Onlus per il modello di ospeda- monzese quasi 167 mila lizzazione domiciliare da euro. Riconoscimenti per lui portato avanti; quindi, lo storico sostegno all’associazione nel 2010, albrianzola sol’onorevole Roberto Ma- Nell’ultima edizione è no andati anche a una seroni per l’imstato riservato un rie di aziende pegno perPremio speciale al presenti fin sonale, oltre Gruppo Iperal perché d a l l ’ i n i z i o che istituzionel 2012, grazie al della fondanale, messo in atto in oc- contributo dei clienti, zione della onlus: Agrati, casione delè riuscito a donare Beta Utensili, l’accoglienalla Onlus monzese C o n f i n d uza e dell’equasi 167 mila euro stria Monza e mergenza Brianza, Fleumanitaria dei profughi che giunge- xform, Fondazione Credito Valtellinese, Fontana vano sulle nostre coste. Nell’ultima edizione è sta- Luigi, Funivia al Bernina to riservato un Premio spe- FAB, Manifattura Mario ciale al Gruppo Iperal per- Colombo & C., Saba e ché nel 2012, grazie al Transtadio.

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Attraverso lo sci, il golf, il ciclismo, il rally... Cancro Primo Aiuto ha avuto modo di farsi conoscere in tutto il Paese e anche all’estero. E di raccogliere non pochi fondi per realizzare molteplici iniziative E’ sicuramente grazie anche allo sport che l’Associazione Cancro Primo Aiuto può portare avanti le sue iniziative. Innanzitutto, perché con le manifestazioni sportive vengono anche raccolti i fondi per sostenere i vari progetti della Onlus monzese; in secondo luogo perché è sicuramente un modo per farsi conoscere anche al di là delle strutture sanitarie lombarde dove l’Associazione è presente. L’evento principale e il primo che è stato realizzato è il “Memorial Walter Fontana”, giunto ormai alla 19esima edizione. Si tratta di un circuito di sci alpino che va in scena nelle stazioni sciistiche di tutto il territorio valtellinese, da Bormio a Santa Caterina Valfurva, da Livigno a Caspoggio. Ad organizzare la manifestazione sono gli uomini dell’Alpine Ski Club Alta Valtellina, presieduto da Tino Pietrogiovanna, ex atleta della “valanga azzurra” e già allenatore di Alberto Tomba. E’ un evento che negli anni, di edizione in edizione, ha acquistato notorietà e importanza anche all’interno dei programmi della Federazione italiana dello Sci. Ormai ogni tappa della manifestazione vede la partecipazione di oltre 250 concorrenti a gara provenienti da oltre 20 nazionalità diverse. Ma il mondo dello sci è generalmente molto sensibile alle iniziative di Cancro Primo Aiuto. Infatti, sono davvero tante le manifestazioni che devolvono o hanno devoluto i soldi raccolti alla Onlus monzese. Di “Insieme per vincere” diciamo nelle prossime pagine, ma qui possiamo almeno ricordare altre importanti ini-

Grazie a SUGLI SCI Il mondo dello sci è sempre stato molto sensibile verso le iniziative di Cancro Primo Aiuto. A sinistra la premiazione di una delle tappe del “Memorial Walter Fontana”, la prima manifestazione sportiva organizzata per raccogliere fondi a favore di Cancro Primo Aiuto: si svolge sulle nevi della Valtellina e ormai è giunta alla 19esima edizione. A destra, la consegna di un assegno a Cancro Primo Aiuto in occasione della discesa di Coppa del Mondo a Bormio, il 29 dicembre 2010

IL MONDO DELLO SCI La manifestazione sulle nevi valtellinesi è giunta alla 19esima edizione

Il primo fu il Memorial Walter Fontana

Ma poi ci sono il trofeo “I Marcìn vistì de ros”, il trofeo “Prima Neve”... ziative sciistiche che coniugano sport & solidarietà. A cominciare dal trofeo “I Marcìn vistì de ros”, una gara notturna di slalom gigante sulla pista Stelvio di Bormio, ormai diventata la gara di solidarietà più partecipata dal popolo dello sci, soprattutto dai più piccoli: erano circa 500 i partecipanti alle ultime edizioni. E ancora il “Trofeo Prima Neve” al Mottolino di Livigno, altro evento di grande richiamo per grandi e piccini.

Meritano, infine, di essere ricordati, due importanti appuntamenti che devono ancora venire e che vedranno Cancro Primo Aiuto tra i beneficiari. Innanzitutto le FIS World Junior Cup di Free Style che verranno ospitate, per il secondo anno consecutivo, da Chiesa Valmalenco (So). La manifestazione, in programma dal 26 al 31 marzo 2013, prevede 6 specialità: il Mugols, il Dual Mugols l’Half Pipe, lo Ski Cross,

Alcune delle locandine che a partire dal 1994 hanno pubblicizzato il “Memorial Walter Fontana” di Cancro Primo Aiuto

Presentazione della 18esima edizione del “Memorial Walter Fontana”

Slalom Parallelo ed infine gli Areals.

A Livigno, invece, il Mottolino concluderà la stagione sciistica con una spettacolare manifestazione, che si svolgerà dal 9 al 13 aprile: “Nine Knights”. L'evento introduce negli sport invernali una nuova dimensione teatrale, affidata soprattutto a un grandioso scenario interamente scolpito nella neve. Le strutture classiche dello snowpark lasciano, infatti, il posto a un magico castello, al quale danno l’assalto nove “cavalieri”, armati solo di agilissimi sci a doppie punte, in un mix di revival medievale e di sci acrobatico.


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allo sport LA PREMIAZIONE DELLE PROTAGONISTE Lo scorso 13 ottobre 2012, all’Acquaworld di Concorezzo, sono state premiate le atlete protagoniste della seconda edizione di Santiago in rosa conclusasi al santuario di Fatima in Portogallo

“Santiago in rosa”, donne che corrono per combattere i tumori femminili Da Roncisvalle a Santiago della situazione notte/giorde Compostela nel 2011 e no, e quattro bikers che da Santiago al santuario di hanno assicurato assistenFatima l’anno scorso. E si za lungo il percorso. Ma è sta già lavorando all’edi- un’iniziativa al femminile anche per la zione 2013, finalità: racda Santiago a cogliere fondi Lourdes. E’ l’iniziativa più Hanno partecipato 10 che sono anal femminile atlete: 6 runners che dati all’Azienda ospedadell’Associazione Cancro hanno corso in modalità liera “NiguarPrimo Aiuto: “non stop” e 4 bikers da” di Milano e all’Azienda “Santiago in rosa”. A co- che le hanno assistite ospedaliera “Ospedali minciare dalle protagoniste dell'impre- Riuniti” di Bergamo per la sa, dieci atlete: sei runners ricerca e la cura del carche hanno percorso questi cinoma all’endometrio e itinerari in modalità “non del carcinoma ovarico. stop” alternando la corsa Scopo principale del proalla camminata in relazione getto milanese è fornire alla difficoltà del fondo e un’équipe di specialisti de-

A FATIMA Le atlete al loro arrivo al santuario portoghese dopo aver percorso gli oltre 650 chilometri della seconda edizione di Santiago in rosa, da Santiago de Compostela a Fatima

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dicata alla diagnosi precoce, alla terapia e all’assistenza di pazienti affette da tumore maligno del corpo uterino (endometrio). Quest’intento si concretizza attraverso l’implemenIl gruppo completo dei partecipanti alla prima edizione di Santiago in rosa dopo aver portato a termine il percorso iniziato a Roncisvalle, insieme sul piazzale del santuario di Santiago de Compostela

tazione del servizio di dia- tiche necessarie alla cura gnostica oncologica am- della malattia. bulatoriale. In particolare il Il secondo progetto, reaprogetto va a finanziare lizzato in collaborazione l’acquisto di strumenti in- con gli Ospedali Riuniti di novativi e un servizio te- Bergamo, riguarda il carlefonico dedicato esclusi- cinoma ovarico e prevede vamente alle pazienti con l’utilizzo di nuove tecniche di intervento: patologia attraverso un dell’endomeapproccio trio per preRaccolti fondi multidisciplinotazione diretta delle vi- per la ricerca e la cura nare integrato si contisite ambuladel carcinoma nuerà nell’atoriali. Si poall’endometrio nalisi sulla trà, quindi, consentire di e del carcinoma ovarico validità dell’applicazioeffettuare in un numero maggiore di ca- ne di alcuni chemioterapici si la diagnosi precisa e che si sono dimostrati proprecoce della neoplasia mettenti nel ridurre il rischio endometriale e attuare tut- di ricaduta, estendendo la te le procedure terapeu- guarigione nel tempo.

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“INSIEME PER VINCERE” La chiusura della manifestazione nel 2012 con la consegna ai rappresentanti dell’Associazione Cancro Primo Aiuto dell’assegno dei fondi raccolti. Quest’anno l’iniziativa ha visto la presenza di oltre mille partecipanti e sono stati raccolti ben 45 mila euro; poco di meno, 32 mila, l’anno precedente. I soldi vengono poi investiti dalla Onlus monzese in progetti per i malati di tumore della Valtellina

“Insieme per vincere”, dove trionfano sport e solidarietà Un binomio perfetto, che unisce sport e solidarietà, è quello che sta alla base della manifestazione “Insieme per vincere” che si svolge ormai da tre anni a Valdidentro, in provincia di Sondrio. Un appuntamento imperdibile per chi ama la neve, ma anche per chi, pur divertendosi sugli sci, vuole dare una mano all’Associazione Cancro Primo Aiuto. «Tutto è nato alcuni anni fa - racconta Orlando Giacomelli, vera e propria “anima” di questa manifestazione - per ricordare mio fratello Ilario e l’amico Sergio Fiorelli, entrambi morti nel 2009. Ci è sembrato giusto commemorarli in questo modo: aiutando a combattere il cancro con i soldi che riusciamo a raccogliere in queste

La manifestazione per chi ama lo sci si svolge da tre anni a Valdidentro. I soldi raccolti hanno permesso a Cancro Primo Aiuto di portare avanti diverse iniziative in Valtellina

due giornate». Fondi che vanno, appunto, all’Associazione monzese. Nel 2012 la manifestazione ha visto la presenza di oltre mille partecipanti e sono stati raccolti ben 45 mila euro; poco di meno, 32 mila, l’anno precedente... Questi soldi sono poi investiti sul territorio valtellinese, in iniziative che riguardano i malati di quest’area: ad esempio, sono stati utilizzati per l’acquisto di un mezzo per il medico che si reca

LA 24 ORE DI FONDO La manifestazione “Insieme per vincere” propone una serie di gare sugli sci tra cui la “24 ore di fondo” che richiama centinaia di appassionati e di cui vediamo un’immagine a fianco

IL TROFEO DI GOLF Durante il 2012 si è giocato su quattro campi

Ci si fa conoscere anche sul green La sensibilità verso i problemi dei malati di cancro cresce anche sui green. Questo grazie all’iniziativa dell’Associazione Cancro Primo Aiuto che da alcuni anni organizza uno specifico trofeo che permette alla Onlus di farsi conoscere, di far apprezzare le iniziative che porta avanti e, nello stesso tempo, attraverso i green fee che versano i partecipanti, di raccogliere un po’ di fondi. Le tappe di questo torneo (una competizione stableford per due categorie) non si limitano ai campi lombardi, ma spaziano in tutta italia. Nel 2012 si sono svolte quattro gare che hanno visto la partecipazione di oltre 200 giocatori. I

primi appuntamenti sono stati in provincia di Sondrio: il 25 aprile sui green di Caiolo, al Valtellina Golf Club, dove erano presenti una settantina di golfisti, quindi il 24 giugno sul bellissimo percorso del Bormio Golf Club, tra i migliori campi di montagna d’Italia, da cui si gode uno splendido panorama. Ci si è poi spostati in Brianza, al Golf Club di Carimate, dove si sono disputati il trofeo una cinquantina di golfisti. L’ultima tappa, la più lontana, in Sardegna: domenica 12 agosto il Trofeo Cancro Primo Aiuto si è svolto sulle splendide 9 buche, affacciate direttamente sul mare, del Golf Club Puntaldia di Olbia. .

al domicilio dei pazienti, si è pagato lo stipendio della psicologa che sostiene i malati e le famiglie all’ospedale di Sondalo e si è dato un contributo alla realizzazione di una camera per ospiti e familiari presso l’Hospice Siro Mauro sempre di Sondalo. La manifestazione, che ha alla base il divertimento sugli sci con gare di vario genere, dagli slalom al fondo, è anche l’occasione per riflettere su questa malattia. Lo scorso anno, ad esempio, nella serata precedente l’inizio delle gare, è stata organizzata una tavola rotonda sul tema “Cancro: conosciamolo...” a cui sono intervenuti medici, primari e rappresentanti dell’Associazione Cancro Primo Aiuto.


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MOTORI Straordinario risultato per l’auto di Cancro Primo Aiuto all’ultima edizione della manifestazione

Al “Monza Rally Show” abbiamo corso anche noi

Alla guida due testimonial dell’Associazione, il pilota Marco Bonanomi e l’alpinista Marco Confortola Le vetrine dei motori sono da tempo un palcoscenico per l’Associazione Cancro Primo Aiuto. Il logo della onlus brianzola è comparso per anni ai bordi dell’autodromo monzese durante il “Monza Rally Show”. Nel 2012, però, è diventato protagonista. La Onlus monzese, infatti, ha deciso di far correre un’auto con il proprio logo sulla livrea e di farla guidare a due dei suoi testimonial, il pilota Marco Bonanomi e l’alpinista Marco Confortola. Con risultati a dir poco strepitosi: quarti nella classifica generale, secondi nella classifica assoluta della categoria WRC 2 litri e primi nel Master Show finale sempre nella loro categoria. Un bilancio straordinario quello ottenuto dall’equi-

A sinistra, il pilota Marco Bonanomi e l’alpinista Marco Confortola sorridenti e festanti dopo la premiazione. Sopra, un momento della gara dell’auto di Cancro Primo Aiuto

paggio della solidarietà di Cancro Primo Aiuto, soprattutto se si pensa che erano alla loro prima partecipazione alla manifestazione monzese. Durante le varie “speciali” della tre giorni di rally si sono sempre piazzati nelle prime posizioni; e se non fosse stato per la penalizzazione di 10 se-

colare percorso davanti ai box che conclude la manifestazione: nel testa a testa finale hanno avuto la meglio sulla coppia Longhi-Cassol e si sono aggiudicati il primo posto della categoria WRC 2 litri. Particolarmente soddisfatti i vertici di Cancro Primo Aiuto che hanno

condi subita nella giornata di sabato per un ritardo alla partenza di una prova speciale, sarebbero addirittura finiti sul podio della classifica generale. I portacolori della Onlus brianzola si sono, però, rifatti nel Master Show finale dove non hanno avuto rivali nello spetta-

L’auto di Cancro Primo Aiuto alla partenza del Rally Monza 2012, Sopra, il pilota Marco Bonanomi e l’alpinista Marco Confortola nell’abitacolo dell’auto poco prima di scendere in gara

IL TROFEO DI GOLF I giocatori che hanno partecipato alla tappa del trofeo Cancro Primo Aiuto svoltosi il 24 giugno sul bellissimo percorso del Bormio Golf Club, tra i migliori campi di montagna d’Italia

creduto fino in fondo in questo progetto perché si tratta senza dubbio di un avvenimento che consente di avere una grande visibilità, visto che la manifestazione è stata trasmessa anche da Rai Sport e il nostro pilota è stato intervistato potendo parlare anche di Cancro Primo Aiuto. Qui hanno gareggiato tantissimi piloti di primaria importanza nel panorama nazionale, non solo i più importanti campioni del rallysmo mondiale, ma anche piloti di Formula Uno e di motociclismo, da Giancarlo Fisichella a Jean Alesi, da Valentino Rossi a Loris Capirossi, da Miki Biasion a Sebastien Loeb. E a fianco dei piloti ci sono spesso importanti personaggi dello spettacolo.

La onlus è charity partner alla Monza-Montevecchia Il connubio sport-salute-solidarietà si concretizza da qualche anno anche in un’altra iniziativa, la manifestazione podistica “Monza-Montevecchia ecoTrail”, che vede, appunto, come charity partner, l’Associazione Cancro Primo Aiuto. Si tratta di una gara podistica riservata a 150 coppie di atleti, che si svolge da Monza a Montevecchia, nel cuore della Brianza, su una distanza di circa 32 chilometri lungo i naturalistici sentieri che attraversano il Parco Reale di Monza, il Parco dell’Alta Valle del Lambro e il Parco naturale della Valcurone.

LA MONZA-MONTEVECCHIA ECO-TRAIL Una coppia di concorrenti alla partenza da Monza

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Il binomio sport e solidarietà si è concretizzato con diversi gemellaggi. Dal campionato 2012-2013 sulle maglie di diverse squadre, anche a livello nazionale, campeggia il logo dell’Associazione Cancro Primo Aiuto

Rugby Lecco, solidale anche la palla ovale Nel campionato di Serie B sulle to. «Lo sport comunica anche casacche del Rugby Lecco fatica e sacrificio, in particolare campeggia il logo dell’Asso- il rugby - ha detto Antonio Barciazione Cancro Primo Aiuto. tesaghi, vicepresidente dell’asDa ottobre 2012, la prima squa- sociazione e coordinatore deldra del rugby lecchese sta por- l’area lecchese - gli stessi che tando in giro per il Paese il spesso il malato incontra e deve messaggio della Onlus brian- affrontare nel cammino verso la guarigione. Senza dimenticare zola. Il “gemellaggio” sport-solidarie- che questo sport è giustamente tà è stato voluto da Stefano considerato tra i più corretti, Gheza, presidente della società con quel rispetto e quella dirugbystica di Lecco: «Da tempo sciplina che non si trovano eravamo in contatto con alcuni ovunque». L’iniziativa sta membri di Cancro consentendo a Primo Aiuto e abCancro Primo Aiubiamo voluto concretizzare questa Bartesaghi: «Questo sport to anche di farsi amicizia - ha spie- è giustamente considerato m a g g i o r m e n t e conoscere, sogato Gheza - Lo tra i più corretti, prattutto in Lomsport a questo licon quel rispetto bardia, dove è già vello è vita, pase quella disciplina che presente in una sione, voglia di raggiungere gli non si trovano ovunque» q u a r a n t i n a d i strutture ospedaobiettivi, lottare liere. per qualcosa. Sono gli stessi stati d’animo che «La nostra società - ha convivono gli ammalati di cancro e tinuato Gheza - conta su oltre che l’associazione vuole aiu- 300 atleti che porteranno il mestare. Il binomio sport-solidarietà saggio di Cancro Primo Aiuto è, quindi, già uno stato di fatto innanzitutto nelle loro famiglie e che questa sorta di gemellag- poi sui campi, visto che il logo dell’associazione è stato messo gio rende solo più evidente». Motivazione condivisa anche sulle maglie della prima squadai vertici di Cancro Primo Aiu- dra».

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I nostr RUGBY LECCO La prima squadra alla presentazione del “gemellaggio” con Cancro Primo Aiuto in una delle piazze principali della città lariana

Il Basket Femminile Biassono Il logo di Cancro Primo Aiuto è sbarcato anche sui parquet della Serie A2 del basket femminile. Da fine 2012, infatti, il logo dell’Associazione compare sulle casacche del Basket Femminile Biassono. «La nostra società - ha detto Emanuele Beretta, vicepresidente del Basket Femminile Biassono - conta su tante atlete del settore giovanile che porteranno il messaggio di Cancro Primo Aiuto innanzitutto nelle loro famiglie e poi sui campi da gioco». «Siamo contente e onorate di portare questo logo sulla nostra

maglia - gli ha fatto eco, anche a nome delle compagne di squadra, Silvia Brioschi - Cercheremo sicuramente di onorarla e di darle quella visibilità che merita». «Abbiamo cercato una squadra femminile - ha spiegato Massimo Manelli, presidente vicario della onlus brianzola - perché il 2013 lo dedicheremo in particolare alla cura dei tumori che colpiscono le donne portando avanti anche il progetto di distribuire gratuitamente delle parrucche a quelle che saranno costrette a sottoporsi a chemioterapia e ne faranno richiesta».

EVENTI VARI Partite di beneficenza, concerti, tornei di burraco, manifestazioni natalizie...

Cancro Primo Aiuto è sempre disponibile Là dove le viene data la possibilità di portare la propria esperienza o di contribuire alla buona riuscita di manifestazioni a favore degli ammalati, l’Associazione Cancro Primo Aiuto non si tira indietro. Sono, infatti, molteplici gli interventi dell’associazione monzese in iniziative anche non direttamente organizzate.

La sfida tra la nazionale artisti tv e la squadra dei giovani imprenditori di Monza e Brianza svoltasi nel 2007 al Brianteo di Monza per raccogliere fondi a favore di Cancro Primo Aiuto

Ricordiamone alcune. Ad esempio la manifestazione benefica “Dai un Calcio alla malattia”, una partita di calcio tra la nazionale artisti tv e la squadra dei Giovani Imprenditori di Monza e Brianza, svoltasi nel 2007 a Biassono (Mb), il cui ricavato è stato destinato a favore della Onlus Cancro Primo Aiuto: tra i partecipanti, il

Gabibbo, i “Fichi d’India”, il Baffo, Jimmy Ghione, Capitan Ventosa e il portiere della Juve Stefano Tacconi. Oppure l’incontro-esibizione di tennis, il 3 dicembre 2011, al forum di Assago, tra le italiane Francesca Schiavone e Flavia Pennetta e le sorelle americane Venus e Serena Williams: parte dell’incasso è stato devo.


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ri gemellaggi

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Calcio Sondrio, il logo sulle maglie di 300 giovani Il logo dell’associazione Cancro Primo Aiuto fa bella mostra anche sulle maglie del Calcio Sondrio. La prima squadra di calcio valtellinese milita nel Campionato di Eccellenza, ma con lei ci sono diverse squadre regionali e provinciali del settore giovanile, dagli juniores agli allievi fino ai giova-

nissimi. Il “gemellaggio” sport-solidarietà è stato spinto, in particolare, da Oriano Mostacchi, presidente della società calcistica di Sondrio, oltre che membro del Consiglio di amministrazione di Cancro Primo Aiuto: «Crediamo che ci siano valori nello sport che possono aiutare

anche chi è ammalato di cancro. Inoltre - ha continuato Mostacchi - Siamo convinti che un messaggio importante come quello di cui si fanno portavoce i membri di Cancro Primo Aiuto meriti di essere fatto conoscere: è quello che cerchiamo di fare portando il logo dell’Associazione sui campi

CALCIO SONDRIO La presentazione delle nuove maglie del Calcio Sondrio con il logo dell’Associazione Cancro primo Aiuto

dei vari campionati di cal- portando avanti anche in altri sport e in altre aree cio». L’iniziativa, infatti, ha con- della Lombardia - ha disentito a Cancro Primo chiarato Plinio Vanini, viAiuto di farsi conoscere cepresidente di Cancro Primo Aiuto e ancora di più coordinatore nel territorio dell’area vallombardo dove è pre- Mostacchi: «Crediamo tellinese - ci permetterà sente nelle che ci siano valori di comunicastrutture sanitarie delle nello sport che possono re con una maggiore province di aiutare anche chi utenza e ci Bergamo, Brescia, Co- è ammalato di cancro» consentirà di divulgare a mo, Lecco, Lodi, Milano, Monza e più persone chi siamo e Brianza, Pavia, Sondrio e cosa facciamo. Così chi avrà bisogno di noi potrà Varese. «Senza dubbio questo contattarci e usufruire dei abbinamento che stiamo nostri servizi».

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MA QUANTE MANIFESTAZIONI! Sopra, la Gimkana Lariana che si è svolta a Lecco. A destra, l’Albero di Natale posizionato da Cancro Primo Aiuto per raccogliere fondi in piazza Garibaldi nel centro di Lecco

luto a favore di Cancro Primo Aiuto. Ancora, la Gimkana Lariana, da anni organizzata e promossa dall’Associazione Giretto e dal Comitato Provinciale Lecchese della Federazione ciclistica italiana, che ha permesso all’Associazione brianzola di acquistare e donare all’Ospedale Manzoni di Lecco diverse parrucche destinate alle donne ammalate di cancro. Oppure i concerti benefici organizzati in varie località della Lombardia. O ancora tornei

di vario genere (anche di burraco) che consentono di raccogliere fondi per l’associazione. L’ultimo, in ordine di tempo, è l’Albero di Natale di Cancro Primo Aiuto innalzato lo s c o r s o d icembre in piazza Garibaldi, nel centro di Lecco. «Un’iniziativa - co-

me ha spiegato il vicepresidente Antonio Bartesaghi per farsi conoscere ancora di più e nello stesso tempo raccogliere fondi per portare avanti nuovi progetti». Sotto l’Albero di Natale, sono arrivati il 22 dicembre, Babbo Natale e, il 6 gennaio, la Befana.


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18 Marco Confortola ha portato il logo dell’Associazione Cancro Primo Aiuto sulle più alte cime del mondo. Recentemente ha conquistato il Manaslu (8.167 mt), il suo settimo Ottomila. Ce l’ha fatta senza le dita dei piedi, amputategli nel 2008, dopo che gli si erano congelate sul K2. Ce l’ha fatta dopo altri due tentativi di scalare altrettanti Ottomila, il Lhotse (8.516 mt) nel 2010, quando fu costretto a rinunciare a quota 7.991 metri per il freddo ai piedi, e il Dhalaugiri (8.167 mt) lo scorso aprile. Ce l’ha fatta dopo che pochi giorni prima, sulle stesse pendici, erano morte undici persone per una valanga.

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Più l’Associazione Cancro Primo Aiuto è popolare e fa conoscere le iniziative che porta avanti, più i malati di tumore ne trarranno beneficio. Alla onlus monzese lo sanno bene. E’ per questo che da sempre si studiano i diversi modi per divulgare le iniziative dell’associazione. Tra questi c’è anche quello di coinvolgere personaggi famosi, in particolare dello sport, perché si facciano portatori del messaggio di Cancro Primo Aiuto: «Siamo solo uomini che aiutano altri uomini» naslu se non ci avessi creduto fino in fondo». E magari soffrendo non poco... «Tantissimo. La fame, il freddo... la morte. Non hai idea di che dolore avessi ai piedi! Però ho tenuto duro e questa volta ce l’ho

giungere. E che si arrivi in cima o meno, comune è anche il sacrificio e la fatica di ogni giorno, la conquista, passettino per passettino, metro per metro, di buona salute o di montagna. «L’importante è crederci -

Con Marco Confortola in cima agli Ottomila E’ anche per questa tenacia che l’alpinista valtellinese è da anni testimonial di Cancro Primo Aiuto. Perché gli ammalati di cancro hanno bisogno della stessa perseveranza per combattere il male che li ha colpiti; anche loro spesso si trovano di fronte a delusioni, a fallimenti, a ricadute. Forse l’esempio di Confortola può essere d’aiuto: non si deve mai mollare perché la vetta - la guarigione - si può rag-

assicura Confortola - Ed essere sempre positivi. Se non sei convinto di potercela fare, se non sei persuaso di poter arrivare in cima o di guarire è finita ancor prima di cominciare. Se ti trovi in un letto di ospedale dove ti hanno detto di avere un cancro e rinunci a combattere, è evidente che la morte avrà la meglio. Anch’io, dopo le delusioni del Lhotse e del Dhalaugiri, non sarei mai arrivato in cima al Ma-

fatta, anche grazie a un paio di scarponi che mi hanno costruito per l’occasione. E poi il dolore per la morte, pochi giorni prima, di undici compagni per una valanga... Credo che un ammalato di cancro si trovi nelle stesse condizioni: ci si deve mettere in testa che per guarire sarà necessario soffrire, tanto, al limite del possibile. La guarigione, come una cima, non te la regala nessuno: te la devi conquistare». Tu, però, sei preparato per queste imprese. «Anche chi si ammala si deve allenare. Quando sei costretto a sottoporti a

I nostri t IN CIMA AL MANASLU Marco Confortola con in mano i loghi dei suoi “sponsor” tra cui l’Associazione Cancro Primo Aiuto

un ciclo di chemioterapia, magari a un secondo, e poi anche a un terzo... è importante non piangersi addosso ma, chiaramente nel limite del possibile, comportarsi come sempre, facendo quello a cui si era abituati. Senza dubbio può aiutare a ritrovare quella positività di cui dicevo prima».

Alta Valtellina Sky L’Alta Valtellina Alpine Ski è un’associazione sportiva dilettantistica, creata nel 2004 per concentrare gli sforzi economici e le risorse umane e ottimizzare i risultati che, da sempre, lo sci agonistico ha prodotto in Alta Valtellina, valorizzando in particolare l’attività sciistico-agonistica dei giovani. Fra i primi tesserati allo sci club Alta Valtellina Alpine Ski, vi sono nomi importanti dello sci e della politica italiana fra i quali spiccano Deborah Compagnoni, Pietro Vitalini, Ciro Sertorelli, Roberto Formigoni, che con il loro tesseramento hanno voluto testimoniare la vicinanza al progetto e al Consiglio direttivo del club.

ALTA VALTELLINA ALPINE SKY Un’immagine sulla neve dei giovani che compongono la squadra

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Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1 che anni fa ha rischiato di morire e ha perso entrambe le gambe in un incidente automobilistico, oggi ha vinto due ori e un argento alle recenti Paralimpiadi di Londra nella specialità handbike. E paradossalmente ha detto che il suo incidente è stato uno degli avvenimenti più positivi della sua vita. «Dopo l’amputazione delle dita, spesso ho forti dolori ai miei piedi: mi sveglio anche di notte. Ma sai che dico? Me li tengo. E nella sfortuna di quanto mi è successo mi accorgo di quanto ho ancora e posso fare. Insomma, anch’io sono stato vicino alla morte in diverse occasioni, ma sono ancora vivo e ho un futuro da costruire. Questo vale per tutti; e anche i malati di cancro non devono mai dimenticarselo».


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I giovani sciatori Sosio e Nani

QUANTI ATLETI I testimonial della Onlus Cancro Primo Aiuto gareggiano in diverse discipline; e con ottimi risultati. A destra, la premiazione del pilota Marco Bonanomi da parte di Antonio Bartesaghi, vicepresidente di Cancro Primo Aiuto, alla serata organizzata per festeggiare il terzo posto alla 24 Ore di Le Mans. A sinistra, la compagine dell’Alta Valtellina Alpine Ski di Bormio

testimonial Con Marco Bonanomi sul podio di Le Mans L’Associazione Cancro Anthony Kumpen e SanPrimo Aiuto è finita sul dström Edward, vincendo podio della 24 Ore di Le con cinque giri di vanMans e su quello di Zolder taggio davanti alla Porgrazie a Marco Bonano- sche 911 GT3-R e facendo il nuovo mi. Il pilota record con dell’Audi, te860 giri nelle stimonial dell’associa- «Ho toccato con mano ventiquattro zione mon- la serietà di quello che ore di gara. Bonanomi ha zese, è infatti arrivato terzo state facendo e ho dato cominciato a correre in piinsieme a la mia disponibilità sta, sui kart, Oliver Jarvis e Mike Roc- a collaborare con voi» a soli 13 anni. Ha garegkenfeller sul mitico circuito francese giato in diversi campiodella Sarthe e addirittura nati e categorie, fino, apprimo su quello tedesco, punto al podio di Le al termine di una gara Mans. Nel 2011 è stato perfetta insieme ai colle- campione italiano GT con ghi dell’Audi R8 LMS, i l’Audi R8. piloti Laurens Vanthoor, «Alcuni amici hanno pre-

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IL PILOTA Marco Bonanomi, 27 anni, è uno dei piloti dell’Audi. Spronato dal padre, l’artista Bonà, ha accettato di diventare testimonial di Cancro Primo Aiuto e di portare il logo dell’associazione sul suo casco

sentato l’associazione a mio padre e lui me ne ha parlato - racconta Bonanomi - Ho accettato di incontrare l'amministratore delegato, Flavio Ferrari, ho toccato con mano la serietà di quello che stanno facendo e ho dato subito la mia disponibilità. E’ sempre bello dar vita a collaborazioni di questo genere».

ranti e seconda in Discesa e Supercombinata. Roberto Nani, invece, ha debuttato in Coppa Europa in Val Thorens nel 2009 disputando uno slalom gigante, mentre ha partecipato alla sua prima gara in Coppa del Mondo nel 2011, uno slalom speciale sul tracciato sloveno di Kranjska Gora. Sempre nel 2011 ha conquistato il suo primo successo in Coppa Europa, salendo sul gradino più alto del podio, nello slalom di Formigal in Spagna. Lo sciatore di Livigno vanta anche un titolo italiano di slalom vinto agli Assoluti di Roccaraso nel 2012.

Sono sicuramente due dei talenti emergenti dello sci italiano. Lei è Federica Sosio, classe 1994, la più giovane testimonial dell’Associazione Cancro Primo Aiuto, lui Roberto Nani, nato 24 anni fa a Livigno. Federica Sosio è cresciuta sulle nevi di Bormio e nonostante la giovane età ha già riempito la bacheca di titoli e medaglie. Nel suo palmares si contano numerose vittorie e importanti risultati: prima ai Campionati italiani di Combinata nel 2008/2009 nella categoria allievi e prima sia in Slalom che in Supergigante nella stagione 2010/2011 tra gli aspi-

Federica Sosio

Roberto Nani .

COL LOGO DI CANCRO PRIMO AIUTO HA TRIONFATO AGLI ITALIANI

Il canoista Nicola Ripamonti partecipa. Ripamonti vanta già numerose affermazioni alle sue spalle. Agli ultimi Campionati italiani di canoa, svoltisi all’Idroscalo di Milano nel settembre 2012, è salito per ben tre volte sul gradino più alto del podio. Il giovane canoista lecchese è giunto primo nel K1 500 metri, nel K2 e nel K4 1.000 metri. Nel suo palmares vanta anche il titolo di campione europeo under 23 conquistato nel 2010 a Mosca insieme ai suoi compagni del k4.

Qualcuno l’ha indicato come l’erede di Antonio Rossi, pluridecorato alle Olimpiadi e ai Campionati mondiali di canoa. Lui si schermisce e si augura: «Vincessi anche solo la metà di quello che ha vinto Rossi...». Lui è Nicola Ripamonti, 22enne di Ballabio (Lc), atleta delle Fiamme Gialle ma cresciuto alla Canottieri Lecco, entrato da poco nella squadra dei testimonial dell’Associazione Cancro Primo Aiuto: porta il logo della onlus brianzola sulla sua pagaia e sul cappellino nelle gare di k2 e k4 a cui .


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Riusciamo a fare tutto grazie a loro!

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I MARCIN VISTÍ DE’ ROS’

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