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01.2010

GESTIONE DELLE INFORMAZIONI DIGITALI

Nasce DigitPa Il nuovo Ente pubblico assume buona parte delle funzioni del CNIPA

Il ruolo della Lettura Ottica nell’emergenza terremoto

Tenuta e conservazione di libri e scritture contabili

Storage: Le memorie flash per l’archiviazione digitale

Milano, 30 - 31 marzo 2010

Atahotel Executive, viale Don Luigi Sturzo 45 Ingresso gratuito previa iscrizione su www.omat360.it/mi10

Editore: ITER srl Direttore Responsabile: Domenico Piazza; Direttore Contenuti: Vincenzo Gambetta Redazione: Via Rovetta 18, 20127 Milano, e-mail: iged@iter.it, tel 02 2831161, fax 02 28311666 Supplemento a iged.it n 2 - 2009. Autorizzazione del Tribunale di Milano n.157 del 7 marzo 1992


EDITORIALE

Verso un cambio di rotta? Il 2009, per il nostro settore, si è concluso in controtendenza rispetto agli altri mercati che hanno risentiWRLQPRGRDEEDVWDQ]DVLJQLÀFDWLYR della crisi planetaria originata dai QRWLPLVIDWWLÀQDQ]LDUL Sia pur con luci ed ombre, il mercato dell’Enterprise Information Management si può stimare sia inFUHPHQWDWRGLXQYDORUHLQWRUQRDO 10%; crescita che, in un momento di transizione come questo, non è male, anche se ci si era abituati a SHUFHQWXDOLSLDOWH Momento di transizione che non LQà XHQ]DVRORLOPHUFDWRHGLOFRPportamento dei suoi attori, ma anche la comprensione e l’importanza che Aziende e Legislatore attribuiscono al digitale ed alle sue conseJXHQ]H LQ WHUPLQL GL HIÀFLHQ]D HG LQQRYD]LRQH Concentrandoci sulle Norme, dopo

un periodo in cui le azioni normatiYH DSSDULYDQR FDVXDOL QRQ SURSULR coordinate e originate senza troppa comprensione di cosa sia e cosa comporti l’informazione in formato digitale, sembra che l’anno appena LQL]LDWRSRUWLFRQVpXQVLJQLÀFDWLYR FDPELDPHQWRGLURWWDFRQXQDHIÀFDFHHGRUJDQLFDUHYLVLRQHGHO&RGLce dell’amministrazione digitale, con LO GHFUHWR UHODWLYR DOOD )DWWXUD]LRQH Elettronica nei confronti della PA pronto per essere emanato, con il tanto atteso decreto sulle modalità SHU OD &RQVHUYD]LRQH GHOOD 0HPRULD'LJLWDOHFKHXQDYROWDGHÀQLWDOD QXRYD YHUVLRQH GHO &DG SRWUHEEH YHGHUHUDSLGDPHQWHODOXFHFRPHDOtre norme che indirizzano le aree di principale interesse per il programPDGL*RYHUQRTXDOL6DQLWj6FXROD H*LXVWL]LD Non è da trascurare, inoltre, lo

VIRU]R LQWHUQD]LRQDOH SHU GHÀQLUH LQ PRGR RUJDQLFR OD )DWWXUD]LRQH Elettronica in seno alla Comunità (XURSHD 4XDQWRVRSUDYHORFHPHQWHFLWDWRFL SRUWDDGHVVHUHRWWLPLVWLVXOORVYLOXSpo nel nostro Paese della Digitalizzazione/Dematerializzazione anche VHSHUPDQHODFRQYLQ]LRQHFKHPROto resta da fare in materia di forma]LRQHHGLQIRUPD]LRQHDWXWWLLOLYHOOL GHOOD6RFLHWjSURGXWWLYDHQRQ 6XOODEDVHGLWDOHFRQYLQ]LRQHLJHG LWLJHGLWRQOLQHH2PDWSUHQGRQR dunque, l’impegno di perseguire FRPH RELHWWLYR SULQFLSDOH TXHOOR GL FRQWULEXLUHDGXQHIÀFDFHSURFHVVR di formazione ed informazione sul digitale, che ormai permea tutte le QRVWUH DWWLYLWj H VXOOH FRQVHJXHQ]H FKHTXHVWRIHQRPHQRLQGXFH L’editore e la Redazione

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Indice

04 Business Intelligence 2010 Scenari e sviluppi

08 Tenuta e conservazione di libri e scritture contabili (e non) in formato digitale Alcune considerazioni sulle più recenti attività normative

17 /HPHPRULHÁDVKSHUO·DUFKLYLD]LRQHGLJLWDOH (Flash memories for digital preservation)

36 2010: nasce DigitPa Il nuovo Ente pubblico assume buona parte delle funzioni del CNIPA

41 ,OUXRORGHOOD/HWWXUD2WWLFDQHOO·HPHUJHQ]DWHUUHPRWR

45 OMAT Milano: i dati aziendali diventano energia Torna OMAT, la principale mostra convegno italiana dedicata alla gestione elettronica di documenti e informazioni; appuntamento a Milano il 30 marzo e 31 marzo. www.omat360.it/mi10.

48 1RWL]LHÁDVK

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Business Intelligence 2010 Scenari e sviluppi MARCO RUSSO

Da alcuni anni il termine Business Intelligence (normalmente abbreviato in B.I., con pronuncia all’inglese) è diventato un obiettivo di RJQL D]LHQGD /D VXD GHÀQL]LRQH q molto ampia e spazia dalla raccolta di ogni informazione, non solo numerica, alla visualizzazione di graÀFL H WDEHOOH VLQWHWLFKH H DJJUHJDWH ÀQRDGDUULYDUHDOODJHQHUD]LRQHGL indicatori di performance visualizzati all’interno di veri e propri cruscotti aziendali. 4XHOORFKHO¡XWHQWH´YHGH¾qLOULVXOtato di un sistema complesso, dove l’interfaccia utente, la navigabilità GHOGDWRqO¡HOHPHQWRSLVXSHUÀFLDle di un insieme molto complesso, la cui strutturazione e il cui manteQLPHQWR ULFKLHGH ULVRUVH KDUGZDUH VRIWZDUH H VRSUDWWXWWR XPDQH ,O mercato offre molti prodotti per rispondere alle esigenze dei diversi livelli di una soluzione di B.I. e talvolta non è semplice orientarsi tra le diverse proposte esistenti. Negli ultimi anni si stanno evolvendo due strade apparentemente divergenti GLSURSRVWHFKHLQUHDOWjVRQRFRPplementari tra loro se seguite correttamente. Da una parte c’è la strada ´FODVVLFD¾ SHU XQD VROX]LRQHGL%,FKH consiste nella defini-

]LRQHGLXQ'DWD:DUHKRXVHD]LHQdale, nella produzione di Data Mart dipartimentali a partire dall’unica YHULWj IRUQLWD GDO 'DWD :DUHKRXVH H LQÀQH GLVWULEXHQGR LQIRUPD]LRni attraverso report centralizzati e strumenti di navigazione multidimensionale, eventualmente con il supporto di motori dedicati (come server OLAP o database a colonne). 'DOO¡DOWUD F¡q OD VWUDGD GHOOD ´VHOI VHUYLFH%,¾FLRqO¡XVRGLVWUXPHQWL FKH FRQVHQWRQR D XQ XWHQWH GL FRstruirsi in autonomia le proprie viste sui dati, le proprie analisi, arrivando addirittura a creare dei veri e propri modelli di dati per l’analisi senza O¡DVVLVWHQ]DGLXQLQIRUPDWLFR´SURIHVVLRQLVWD¾ LQ JUDGR GL GLVWULFDUVL tra tutti i tecnicismi necessari a costruire un modello dati relazionale o multidimensionale con i sistemi tradizionali. Una soluzione di B.I. classica può avere costi legati ai prodotti necessari per gestire una grande mole di dati GDDQDOL]]DUH TXLQGLKDUGZDUHHOLFHQ]HVRIWZDUH QRQFKpSHULWRROGL reportistica e navigazione usati per produrre e distribuire le informa]LRQLÀQRDJOLXWHQWLÀQDOL3URGRWWL FRPHOH'DWD:DUHKRXVHDSSOLDQFH cercano di abbattere i costi del backend offrendo una soluzione inteJUDWD KDUGZDUHVRIWZDUH SHU LO VROR GDWDEDVH VLD SHU 'DWD :DUHKRXVH

VLD SHU 'DWD 0DUW  VHPSOLÀFDQGR FRVu DQFKH OD PDQXWHQ]LRQH ULFKLHsta e ottimizzando le prestazioni in IXQ]LRQH GL XQ KDUGZDUH VSHFLÀFR senza bisogno di interventi manuali. Questo però non risolve il problema principale di una soluzione di TXHVWR WLSR FKH UDSSUHVHQWD DQFKH il costo maggiore: l’acquisizione dei dati, la loro trasformazione e il controllo della loro qualità. Queste RSHUD]LRQL RJJL ULFKLHGRQR VHPpre la realizzazione di un progetto di personalizzazione e rappresentano un passaggio fondamentale per DUULYDUH DG DYHUH XQD FHUWLÀFD]LRQH della validità dei numeri mostrati agli utenti. Un altro fattore di costo è rappresentato dagli strumenti di reportistica e di navigazione multiGLPHQVLRQDOHFKHSRVVRQRULFKLHGHUHO¡DFTXLVL]LRQHGLOLFHQ]HROWUHFKH GLXOWHULRULULVRUVHKDUGZDUH*OLHOHmenti di costo sono dipendenti dal YROXPH GHL GDWL 'DWD :DUHKRXVH  dal numero di utenti (distribuzione dati) e dalla complessità dei modelli e delle trasformazioni necessarie; TXHVW¡XOWLPRHOHPHQWRq TXHOOR FKH sovente rappresenta il costo maggioUH SHUFKp UDSSUHVHQWDWR GD DWWLYLWj di consulenza personalizzata e difÀFLOPHQWHLQGXVWULDOL]]DELOLHTXLQGL ´ULFRSLDELOL¾WUDFOLHQWLGLYHUVL Questo insieme di tecnologie, costi e tempi necessari per la realizzazioQH GL XQD VROX]LRQH KDQQR SRUWDWR iged.it online 01.2010

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alla ribalta un modello apparentePHQWH FRQFRUUHQWH OD ´VHOIVHUYLFH %,¾/¡LGHDGLSDUWHQ]DqGLPHWWHUH a disposizione degli utenti dei modelli di navigazione nei dati e degli strumenti per la creazione di reportistica condivisibile con altri utenti. Fino a questo punto si tratterebbe semplicemente di fare leva sull’ultimo livello di una soluzione di B.I. tradizionale per offrire una maggioUH à HVVLELOLWj SHU OD GHÀQL]LRQH GHL report, affrancando gli utenti dalla necessità di contattare un professionista per il disegno e il popolamento di un proprio report. In realtà, il

FRQFHWWR GL ´VHOIVHUYLFH %,¾ VRWtintende la possibilità, per l’utente, di crearsi autonomamente il proprio modello di dati, attingendo direttamente dalle fonti dati originali, siano HVVHHVWUD]LRQLÀOHGL([FHORGDWDbase contenenti i dati del proprio (53R&50 4XHVWDSURSRVL]LRQH ULVFXRWHXQGLVFUHWRVXFFHVVRLQFKL cerca una scorciatoia alla creazione di una soluzione di B.I. classica, anFKHVHVLWUDWWDGLXQ¡LQWHUSUHWD]LRQH fuorviante. /H VROX]LRQL GL ´VHOIVHUYLFH %,¾ sfruttano l’elevata potenza di calcolo e di memoria ormai disponibile

su molti desktop e notebook usanGRWHFQRORJLHFKHULHVFRQRLQWHPSL rapidissimi a riprocessare milioni di ULJKHGLGDWL3HUO¡XWHQWHO¡HIIHWWRq un aggiornamento quasi istantaneo GHL GDWL D IURQWH GL ULFKLHVWH GL FDOcolo sempre diverse. Un elemento tecnologico decisivo per questa innovazione è stato la diffusione dei GDWDEDVH D FRORQQH FKH FRQVHQWRno di ottenere dati aggregati senza ULFKLHGHUHRWWLPL]]D]LRQLSDUWLFRODUL e/o operazioni preventive di aggregazione. A questa tecnologia è stata DIÀDQFDWD O¡LQIHUHQ]D GHOOH UHOD]LRQL esistenti nei dati, sia in base ai metaiged.it online 01.2010

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dati di provenienza (per es. le relazioni di integrità referenziale di un database relazionale), sia in base a processi euristici guidati da algoritPLGL'DWD0LQLQJ,OULVXOWDWRÀQDOH qFKHDSSDUHQWHPHQWHVLSRVVRQR ottenere le stesse prestazioni di un cubo multidimensionale in tecnologia OLAP senza la necessità di modellare e alimentare tutte le struttuUH LQWHUPHGLH 'DWD :DUHKRXVH H Data Mart in particolare). Tuttavia, questo approccio non risolve il problema della qualità del dato e della sua interpretazione. &HUWLÀFDUHODYDOLGLWjGLXQGDWRJDrantirne la qualità, individuare e segnalare anomalie nei dati di origine VRQRFRPSLWL´QRLRVL¾PDQHFHVVDUL Queste operazioni sono tipicamente DFDULFRGHOODIDVHGL(7/ ([WUDFW 7UDQVIRUP  /RDG  FKH DOLPHQWD XQ 'DWD :DUHKRXVH QHO PRGHOlo classico. In mancanza di questo strato, il controllo di qualità viene PHQR,QROWUHO¡(7/VSHVVRDVVROYH DQFKH LO FRPSLWR GL LQWURGXUUH QHL dati altre informazioni, magari ottenute attraverso l’elaborazione dei GDWLGLRULJLQHFRQSURFHVVLVSHFLÀFLFKHDJLVFRQRULJDSHUULJDVHQ]D poter essere applicati sugli aggreJDWL *OL VWUXPHQWL SHU OD ´VHOI VHUYLFH %,¾ SHU

GHÀQL]LRQH FRQVHQWRQR D FLDVFXQ utente di implementare le proprie regole di calcolo e/o trasformazione, producendo cosÏ una frammenWD]LRQHGHOODORJLFDGLEXVLQHVVFKH alimenta la reportistica e arrivando cosÏ a produrre, potenzialmente, tante verità diverse, una per ogni ´LVROD¾GLLQIRUPD]LRQL'DOSXQWR di vista della qualità del dato, inoltre, gli strumenti esistenti offrono IXQ]LRQDOLWj VWDWLVWLFKH GL FRQWUROOR PDTXDQG¡DQFKHIRVVHURVXIÀFLHQti, sono necessariamente prive di una reale integrazione con i sistemi informativi esistenti, facendo venire meno (o per lo meno complicando molto) la possibilità di un feedback verso database di origine per segnalare le anomalie da risolvere. Il punto di vista migliore è di vedere le due strade in modo complemenWDUH /D ´VHOI  VHUYLFH %,¾ q XQR strumento per gli utenti piÚ evoluti, SHUTXHJOLDQDOLVWLFKHFRQRVFRQRLO dominio dei dati di loro competen]DHFKHVRQRLQJUDGRGLFUHDUVLXQ modello di analisi, senza però avere gli skill tecnologici necessari per la costruzione di una soluzione classica. Allo stesso tempo, la B.I. clasVLFD SXz WUDUUH EHQHÀFLR GD TXHVWL strumenti, offrendo agli utenti dei GDWLJLjFHUWLÀFDWL LO'DWD:DUHKRXVH H L 'DWD 0DUW  FKH FRQVHQWRQR OD creazione in autonomia

di nuovi report e nuove analisi, dipendendo dall’IT aziendale solo per l’acquisizione di nuovi dati non ancora in loro possesso e diventando autonomi nella distribuzione di report e analisi ad altri utenti, semplici ´FRQVXPDWRUL¾ GL TXHVWH LQIRUPDzioni. Il mercato offre già molti strumenti GLVHOIVHUYLFH%,WUDFXL4OLN9LHZ qXQRGHLSLQRWL1HODQFKH Microsoft scenderà in questo settoUHULODVFLDQGR3RZHU3LYRWIRU([FHO 2010, contestualmente al rilascio GHOODQXRYDVXLWH2IÀFH&RPH GHWWRLOULVFKLRGLTXHVWLVWUXPHQWLq il loro abuso, ma conoscendone le potenzialità e usandoli correttamente è possibile ottimizzare i processi di analisi dei dati, sfruttando meglio DQFKH OH ULVRUVH JLj GLVSRQLELOL LQ azienda.

MARCO RUSSO

B.I. Consultant, DevLeap

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I dati digitali, L' energia della tua azienda. Alcuni usano il termine “documenti”, altri “informazioni”, altri ancora “contenuti”. In realtà, si tratta semplicemente di una nuova forma di energia. Un’energia che cresce ogni giorno. Un’energia dalle enormi potenzialità. /DQB@OHQDBNLDHMB@M@K@QDDREQTSS@QD@KLDFKHNHKƦTRRNCH

dati digitali che ogni azienda crea e riceve, l’appuntamento è a OMAT, l’evento che dal 1990 riunisce aziende, istituzioni, accademici, utenti ed esperti per discutere attorno allo stesso tavolo. Convegni, tavole rotonde e un’area espositiva per liberare tutta l’energia che ogni byte porta con sé.

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e n o i z a v r e s n o c e a t u e r u t Ten t i r c s e i r n b i ) n di li o n e ( i l i b a e l cont a t i g i d o ative t m r o a n Ă  t form oni sulle piĂš recenti attivi deraz i

consi e n u c l A VIN

O GA CE N Z

TA MBET

L’ARTICOLO 2215-BIS DEL CODICE CIVILE Innanzitutto una breve analisi dell’articolo 2215-bis del Codice Civile, cosÏ come introdotto dalla Legge 2/2009 di conversione del Decreto Legge n.185/2008. Come prima cosa questo articolo non parla assolutamente di conservazione e si concentra su formazione e tenuta. D’altro canto, il suo posizionamento, dopo l’articolo 2215 – Modalità di tenuta delle scritture contabili1, e prima del 2216 - Contenuto del libro giornale, toglie eventuali dubbi residui.

l’articolo 2220 del codice civile, introdotto dal comma 4 del presente articolo, si applicano a tutte le scritture e i documenti ULOHYDQWLDLÀQLGHOOHGLVSRVL]LRQLWULEXWDULH&RQGHFUHWRGHO0LQLVWURGHOOHÀQDQ]H3 sono determinate le modalità per la conservazione su supporti di immagini delle scritture e dei documenti di cui al presente comma.

All’articolo 7, comma 4-ter, inoltre, VLDIIHUPDFKHA tutti gli effetti di legge, la tenuta di qualsiasi registro contabile FRQ VLVWHPL PHFFDQRJUDĂ€FL q FRQVLGHUDWD regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati Ăˆ l’articolo 2220 - Conservazione del- relativi all’esercizio per il quale i termini le scritture contabili2 che si occupa di di presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano scaduti da oltre tre conservazione. Vale la pena di ricordare che il De- mesi, allorquando anche in sede di controlli creto Legge n. 357/1994 all’articolo ed ispezioni gli stessi risultino aggiornati ELVFRPPDVSHFLĂ€FDYDFKHLe sugli appositi supporti magnetici e vengadisposizioni di cui all’ultimo comma del- no stampati contestualmente alla richiesta

avanzata dagli organi competenti ed in loro presenza. 1RQSRVVRQRLQĂ€QHVXVVLVWHUHGXEbi che, vista la datazione del 2215-bis e del D.L. 357/1994, sistemi meccaQRJUDĂ€FLHVLVWHPLLQIRUPDWLFLVLDQR sinonimi. La seguente tabella illustra, con opportuni commenti, il testo dell’artiFROR ELV LQFOXVH OH PRGLĂ€FKH che si prevede di apportare con l’articolo 1 - 6HPSOLĂ€FD]LRQH WHQXWD dei libri sociali del Disegno di Legge FROOHJDWRDOODĂ€QDQ]LDULDSURposto dal Ministro Renato Brunetta, “'LVSRVL]LRQLLQPDWHULDGLVHPSOLĂ€FD]LRne dei rapporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l’emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubblicheâ€?, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12/11/2009. iged.it online 01.2010

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ART. 2215 - BIS (DOCUMENTAZIONE INFORMATICA) Testo Attualmente vigente

Commenti e modifiche

I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici.

Questo comma stabilisce una prima affermazione di principio che estende a tutta la documentazione “obbligatoria ‌â€? QRQVROROHVFULWWXUHHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDLÂżQLGHOOHGLVSRVL]LRQLWULEXWDULH ODIDFROWjGLHVVHUH formata e tenuta con strumenti informatici. 7XWWLLGRFXPHQWLLQGLFDWLGDOODQRUPDSRVVRQRHVVHUHIRUPDWLHWHQXWLLQPRGDOLWjLQIRUPDWLFD

Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui è possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge.

6LPXWXDQRFRQFHWWLHWHUPLQRORJLDJLjFRQWHQXWLQHOOÂśDUWLFRORFRPPDWHUGHO'/YRHGHOƒ comma dell’articolo 2220, anche se si usano termini che possono, per similitudine, far pensare ad un processo di conservazione: per le registrazioni contenute nei documenti formati e tenuti con strumenti informatici ne deve essere garantita la consultazione con i mezzi messi a disposizione da chi li tiene in qualunque momento del loro ciclo di vita. Altra affermazione importante è che le registrazioni in oggetto rappresentano “informazione primaria e originale da cui è possibile effettuare, ‌, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla leggeâ€?. 6DUjGXQTXHSRVVLELOHODSURGX]LRQHGLHVWUDWWLQRWDULOLDLVHQVLGHJOLDUWLFROLH del Codice di Procedura Civile relativi al Procedimento di ingiunzione, in altre parole la realizzazione di estratti siano essi cartacei o, auspicabilmente, informatici. 5HVWDDQFRUDOÂśRVWDFRORGHOOÂśDVVHQ]DODPHQWDWDGDLQRWDLGHOGHFUHWRPLQLVWHULDOHUHODWLYRDOOHPRGDOLWjGL comunicazione, al termine del processo di conservazione, dell’impronta all’Agenzia delle entrate. Suddette affermazioni autorizzano a ritenere che per quanto concerne la “conservazioneâ€? valgono le regole GL FXL DOOD GHOLEHUD]LRQH &1,3$ Q LQWHJUDWH GD TXDQWR SUHYLVWR GDO '0()  JHQQDLR  SHU TXDQWRFRQFHUQHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDLÂżQLWULEXWDUL

Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture,ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa LQRSHUDGHOODPDUFDWXUDWHPSRUDOHHGHOOD¿Uma digitale dell’imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato, inerenti al documento contenente le registrazioni relative ai tre mesi precedenti. Qualora per tre mesi non siano state eseguite UHJLVWUD]LRQL OD ¿UPD GLJLWDOH H OD PDUFDWXUD temporale devono essere apposte all’atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma.

4XHVWL GXH FRPPL VRQR TXHOOL FKH KDQQR LQJHQHUDWR OH PDJJLRUL GLI¿FROWj GL FRPSUHQVLRQH GD XQ ODWR H pratiche dall’altro. 3DUWLFRODUHWXUEDWLYDqVWDWDULVFRQWUDWDLQULIHULPHQWRDOOHFRQVROLGDWHPRGDOLWjGLIRUPD]LRQHWHQXWDHFRQVHUYD]LRQHGHLGRFXPHQWLULOHYDQWLDL¿QLWULEXWDUL Non mi sembra opportuno ripercorrere le molteplici ed articolate considerazioni che, in merito, sono state IDWWHGDWRFKHLOFLWDWR'LVHJQRGL/HJJHFROOHJDWRDOOD¿QDQ]LDULDSURSRVWRGDO0LQLVWUR5HQDWR%UXQHWWD PRGL¿FDFRQLOWHVWRVRWWRULSRUWDWRLFRPPLHHSHUPDJJLRUFKLDUH]]DDJJLXQJHLOFRPPD

I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, secondo quanto previsto dal presenWHDUWLFRORKDQQROÂśHIÂżFDFLDSUREDWRULDGLFXLDJOL DUWLFROLHGHOFRGLFHFLYLOH

Ai libri, ai repertori, alle scritture e alla documentazione la cui tenuta è obbligatoria ‌ tenuti con strumenti LQIRUPDWLFLqULFRQRVFLXWDOÂśHIÂżFDFLDSUREDWRULDGLFXLDJOLDUWLFROLH del Codice Civile: fanno prova contro l’imprenditore e, se regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all’esercizio dell’impresa.

“Gli obblighi di numerazione progressiva e di vidimazione previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture sono assolti, in caso di tenuta con strumenti LQIRUPDWLFLPHGLDQWHDSSRVL]LRQHDOPHQRXQDYROWDDOOÂśDQQRGHOODPDUFDWXUDWHPSRUDOHHGHOODÂżUPD digitale dell’imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato. 4XDORUDSHUXQDQQRQRQVLDQRVWDWHHVHJXLWHUHJLVWUD]LRQLODÂżUPDGLJLWDOHHODPDUFDWXUD temporale devono essere apposte all’atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo annuale di cui al terzo comma.â€?

In altre parole è possibile esibire in giudizio direttamente la scrittura informatica, senza bisogno di estratti o FRSLHGDSDUWHGLXQSXEEOLFRXI¿FLDOH 6LQRWLFKHDQFKHVHXQDOHWWXUDVXSHU¿FLDOHGHOELVSRWUHEEHIDUSHQVDUHFKHQHOFDVRGLSURYDFRQWUR l’imprenditore le scritture contabili tenute con strumenti informatici debbano essere tenute a norma dello VWHVVRELVFLzVDUHEEHXQYDQWDJJLRLPSURSULRQHLFRQIURQWLGHOOœLPSUHQGLWRUHFKHYHGUHEEHVXGGHWWH scritture non impiegabili contro di lui se fossero state tenute senza rispettare la normativa. Altro elemento di attenzione va posto nel considerare questo comma come una estensione ai libri, repertori HVFULWWXUHFKHQRQVLDQRFRQWDELOLDQFRUFKpIRUPDWLHWHQXWLLQPRGDOLWjLQIRUPDWLFDGHOODGRFXPHQWD]LRQH Per i libri e i registri la cui tenuta è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento di natura ¿VFDOHLOWHUPLQHGLFXLDOFRPPDRSHUDVHFRQGROHQRUPHLQPDWHULDGLFRQVHUYD]LRQHGLJLWDOHLQ esse contenute.

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In conclusione, indipendentemente l’esclusione dei libri previsti daldalla formulazione del 3° comma, l’articolo 2421 del Codice Civisi può affermare che esistono, oggi, le. vari modi per tenere e conservare 3. Scritture formate e tenute con libri, repertori, scritture e documenprocedure informatiche (sistemi WD]LRQH gestionali tradizionali) e conservate sostitutivamente. Sono 1. Scritture, indipendentemente esclusi i libri previsti dall’articoda come sono formate, tenute e lo 2421 del Codice Civile. conservate su supporto cartaceo 4. Scritture formate e tenute con previa vidimazione iniziale. Ăˆ il modalitĂ  informatiche (Articomodo tradizionale e la vidimalo 2215-bis) e conservate come zione è obbligatoria per i libri di documenti informatici secondo cui all’articolo 24218 del Codice quanto previsto dal CAD (atCivile. tualmente Deliberazione CNI2. Scritture, indipendentemente PA 11/2004). da come sono formate, tenute e conservate su supporto carta- LA RISOLUZIONE 220/E DEL 13 AGOSTO 2009 ceo senza vidimazione iniziale. Il citato Decreto Legge del Ăˆ questa la modalitĂ  largamen- 29/11/2008 n. 185, giĂ  nella sua te impiegata dalle aziende, con versione originale, all’articolo 16,

1.

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6. 7.

FRPPD  PRGLĂ€FDYD LO &DG ´, commi 4 e 5 dell’articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ÂŤÂľVRQRVRVWLWXLWLGDLVHJXHQWL “4. Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro FRQIRUPLWjDOO¡RULJLQDOHqDVVLFXUDWDda chi lo detiene mediante l’utilizzo della propria Ă€UPDGLJLWDOHHQHOULVSHWWRGHOOHUHJROHWHFniche di cui all’articolo 71. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione

2215 - Modalità di tenuta delle scritture contabili. I libri contabili, prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente LQRJQLSDJLQDHTXDORUDVLDSUHYLVWRO¡REEOLJRGHOODEROODWXUDRGHOODYLGLPD]LRQHGHYRQRHVVHUHEROODWLLQRJQLIRJOLRGDOO¡XIÀFLR GHOUHJLVWURGHOOHLPSUHVHRGDXQQRWDLRVHFRQGROHGLVSRVL]LRQLGHOOHOHJJLVSHFLDOL/¡XIÀFLRGHOUHJLVWURRLOQRWDLRGHYHGLFKLDUDUH nell’ultima pagina dei libri il numero dei fogli che li compongono. Il libro giornale e il libro degli inventari devono essere numerati progressivamente e non sono soggetti a bollatura nÊ a vidimazione. 2220 - Conservazione delle scritture contabili. Le scritture devono essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione. Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti. Le scritture e i documenti di cui al presente articolo possono essere conservati sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere rese leggibili con i mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti. DMEF 23 gennaio 2004. 633 - Condizioni di ammissibilità - Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di SDJDPHQWRRGLFRQVHJQD VHGHOGLULWWRIDWWRYDOHUHVLGD¡SURYDVFULWWD VHLOFUHGLWRULJXDUGDRQRUDULSHUSUHVWD]LRQLJLXGL]LDOL R VWUDJLXGL]LDOL R ULPERUVR GL VSHVH IDWWH GD DYYRFDWL SURFXUDWRUL FDQFHOOLHUL XIÀFLDOL JLXGL]LDUL R GD FKLXQTXH DOWUR KD SUHVWDWR ODVXDRSHUDLQRFFDVLRQHGLXQSURFHVVR VHLOFUHGLWRULJXDUGDRQRUDULGLULWWLRULPERUVLVSHWWDQWLDLQRWDLDQRUPDGHOODORUR legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata. L’ingiunzione può essere pronunciata anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purchÊ il ricorrente offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione. /¡LQJLXQ]LRQHQRQSXzHVVHUHSURQXQFLDWDVHODQRWLÀFD]LRQHDOO¡LQWLPDWRGLFXLDOO¡DUWGHYHDYYHQLUHIXRULGHOOD5HSXEEOLFD 634 - Prova scritta - Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell’articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro, nonchÊ per prestazioni di servizi, fatte da imprenditori che esercitano un’attività’ commerciale, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresÏ prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti del codice civile, purchÊ bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonchÊ gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture (&RPPDFRVuPRGLÀFDWRGDOO¡DUWFRPPD'/RWWREUHQ). 2709 - (IÀFDFLDSUREDWRULDFRQWURO¡LPSUHQGLWRUH- I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l’imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto. 2710 - (IÀFDFLDSUREDWRULDWUDLPSUHQGLWRUL - I libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all’esercizio dell’impresa. iged.it online 01.2010

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ottica sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere autenticata da un notaio RGDDOWURSXEEOLFRXIÀFLDOHDFLzDXWRUL]]DWR FRQ GLFKLDUD]LRQH GD TXHVWL ÀUPDWD digitalmente ed allegata al documento informatico.�. Questa nuova formulazione ha fatto pensare ad un grosso passo avanti in materia di conservazione di documenti in formato digitale. In particolare per la maggior parte dei documenti originali unici (con la sola attestazione di conformità all’originale cartaceo, tramite l’appoVL]LRQH GHOOD ÀUPD GLJLWDOH GD SDUte di chi lo detiene), facendo venire meno l’esigenza dell’intervento del SXEEOLFRXIÀFLDOHSXUHVVRUHVWDQGR per alcune tipologie di documenti per le quali sono previste particolari esigenze di natura pubblicistica che dovranno essere individuate da un apposito DPCM. In prima istanza sono sorte solo alcune perplessità legate al fatto di cosa sarebbe potuto succedere se, dopo aver distrutto un certo numero di documenti originali unici, il citato emanando DPCM li avesse inseriti in quelli per i quali era necessario O¡LQWHUYHQWRGHOSXEEOLFRXIÀFLDOH Altri dubbi sono, inoltre, sorti circa ODPLQRUHDIÀGDELOLWjGLXQDSHUL]LD FDOOLJUDÀFD DYHQGR D GLVSRVL]LRQH la sola copia di un contratto origi-

7. 8.

nalmente sottoscritto in caso di giuGL]LR TXHVWR SUREOHPD GRYUHEEH comunque, essere risolto da una corretta valutazione di rischio. In attesa di nuove regole tecniche, almeno per quanto concerne i docuPHQWLRULJLQDOLXQLFLULOHYDQWLDLÀQL WULEXWDUL LO GHÀQLWLYR QRQ OXRJR D procedere lo ha dato, però, la Agenzia delle entrate con la Risoluzione 220/E del 13 agosto 2009. L’Agenzia ritiene, infatti, che l’articolo 23, commi 4 e 5, del Cad, come PRGLÀFDWR GDOO¡DUWLFROR  FRP-

ma 12, del decreto legge n. 185 del 2008, convertito dalla legge 2009, n.2, non sia applicabile nella fattispecie in esame. In primo luogo, occorre evidenziare che tale articolo si riferisce giĂ  nella rubrica alle “Copie di atti e documenti informaticiâ€?. Anche a prescindere dal riferimento alle copie, contenuto espressamente nella norma, in ogni caso, giova evidenziare che l’articolo 23, comma 4, del Codice non si occupa in alcun modo del procedimento di conservazione dei documenti. Quest’ulti-

2421 - Libri sociali obbligatori2OWUHLOLEULHOHDOWUHVFULWWXUHFRQWDELOLSUHVFULWWLQHOO¡DUWLFRORODVRFLHWjGHYHWHQHUH LOOLEUR dei soci, nel quale devono essere indicati distintamente per ogni categoria il numero delle azioni, il cognome e il nome dei titolari GHOOHD]LRQLQRPLQDWLYHLWUDVIHULPHQWLHLYLQFROLDGHVVHUHODWLYLHLYHUVDPHQWLHVHJXLWL LOOLEURGHOOHREEOLJD]LRQLLOTXDOHGHYH indicare l’ammontare delle obbligazioni emesse e di quelle estinte, il cognome e il nome dei titolari delle obbligazioni nominative HLWUDVIHULPHQWLHLYLQFROLDGHVVHUHODWLYL LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOOHDVVHPEOHHLQFXLGHYRQRHVVHUHWUDVFULWWLDQFKHLYHUEDOLUHGDWWLSHUDWWRSXEEOLFR LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFRQVLJOLRGLDPPLQLVWUD]LRQHR GHOFRQVLJOLRGLJHVWLRQH LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFROOHJLRVLQGDFDOHRYYHURGHOFRQVLJOLRGLVRUYHJOLDQ]DR GHOFRPLWDWRSHULOFRQWUROORVXOODJHVWLRQH LOOLEURGHOOHDGXQDQ]HHGHOOHGHOLEHUD]LRQLGHOFRPLWDWRHVHFXWLYRVHTXHVWRHVLVWH   LO OLEUR GHOOH DGXQDQ]H H GHOOH GHOLEHUD]LRQL GHOOH DVVHPEOHH GHJOL REEOLJD]LRQLVWL VH VRQR VWDWH HPHVVH REEOLJD]LRQL   LO OLEUR GHJOL VWUXPHQWL Ă€QDQ]LDUL HPHVVL DL VHQVL GHOO¡DUWLFROR VH[LHV , OLEUL LQGLFDWL QHO SULPR FRPPD QXPHUL         H 8) sono tenuti a cura degli amministratori o dei componenti del consiglio di gestione, il libro indicato nel numero 5) a cura del collegio sindacale ovvero del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, il libro indicato nel numero 6) a cura del comitato esecutivo e il libro indicato nel numero 7) a cura del rappresentante comune degli obbligazionisti. I libri di cui al presente articolo, prima che siano messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e bollati in ogni foglio a norma dell’articolo 2215. iged.it online 01.2010

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mo, di conseguenza, resta regolato, DL Ă€QL Ă€VFDOL SHU TXDQWR ULJXDUGD L documenti analogici originali, dal piĂš volte citato articolo 4 del D.M. (decreto del Ministro dell’economia HGHOOHĂ€QDQ]HJHQQDLR  L’articolo 23, comma 5, del Codice stabilisce che “Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione ottica sostitutiva, la loro conformitĂ  all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufĂ€FLDOHDFLzDXWRUL]]DWRFRQGLFKLDUD]LRQH GDTXHVWLĂ€UPDWDGLJLWDOPHQWHHGDOOHJDWD al documento informaticoâ€?. A differenza del precedente comma 4, il comma in esame si occupa espressamente del procedimento di conservazione sostitutiva dei documenti analogici originali unici ed innova la disciplina generale, limitanGRO¡LQWHUYHQWRGHOSXEEOLFRXIĂ€FLDOH Ă€QRUD SUHYLVWR SHU LO SURFHVVR GL conservazione di tutti i documenti analogici originali unici) al processo di conservazione di quei soli documenti analogici originali unici che, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, saranno contemplati da un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non ancora emanato. Al riguardo, la scrivente è dell’avviso che le disposizioni contenute nel D.M. 23 gennaio 2004, abbiano carattere speciale e, dunque, conservino il loro valore precettivo, in virtĂš del combinato disposto dell’articolo 21, comma 5 e 71, comma 2, del

Cad. 3HUWDQWRDLĂ€QLGHOODFRQVHUYD]LRQH sostitutiva dei documenti analogici RULJLQDOL XQLFL ULOHYDQWL DL Ă€QL GHOOH disposizioni tributarie, i contribuenti devono continuare ad attenersi alle indicazioni giĂ  fornite con circolare 36/E del 2006. La stessa risoluzione, sostenendo che il comma 29 dell’articolo 5 della giĂ  citata Deliberazione CNIPA 11/2004 si riferisce genericamente alle “personeâ€? e che, pertanto, ammette la possibilitĂ  di delegare la responsabilitĂ  del procedimento di conservazione anche a soggetti diYHUVLGDOOHSHUVRQHĂ€VLFKHFRQFOXGH che si possa delegare il servizio di conservazione sostitutiva dei doFXPHQWLULOHYDQWLDLĂ€QLWULEXWDULDG XQRRSLRSHUDWRULVLDSHUVRQHĂ€VLche sia persone giuridiche. (VVD ULFRUGD WXWWDYLD FKH O¡DIĂ€GDmento dell’incarico di effettuare la FRQVHUYD]LRQHGHLGRFXPHQWLĂ€VFDOL non fa venir meno la responsabilitĂ  del contribuente, nei confronti delO¡$PPLQLVWUD]LRQH Ă€QDQ]LDULD GHOla corretta tenuta e conservazione delle scritture contabili e di tutti i GRFXPHQWLĂ€VFDOPHQWHULOHYDQWL YHdansi anche le risoluzioni 3 ottobre 2008, n. 364/E e 9 luglio 2007, n. 161/E). Preso, dunque, atto dell’apertura alla delega a “persone giuridicheâ€? della responsabilitĂ  del procedimento di conservazione, mi si consenta di dissentire da questa interpretazione che è ben piĂš ampia di quella di DIĂ€GDUH O¡HVHFX]LRQH GHO SURFHVVR in servizio, fermo restando, a mio

avviso, la dovuta copertura contrattuale a protezione del committente, comprensiva della delega di “Responsabile della conservazioneâ€? a EHQLQGLYLGXDWDSHUVRQDĂ€VLFD La Deliberazione CNIPA in effetti SDUODGLSHUVRQHVHQ]DVSHFLĂ€FDUHVH VLWUDWWDGLSHUVRQHĂ€VLFKHRJLXULGLche. Le note esplicative delle regole tecniche di cui alla suddetta Deliberazione non fanno, e non potrebbero fare, minimamente intendere che la delega possa essere rilasciata a persone giuridiche, ciò vista anche la datazione della Deliberazione e la sua storia. D’altro canto l’obbligo di chiudere (“sigillareâ€?) un lotto di conservazione da parte del Responsabile della conservazione con l’apposizione della sua Firma Digitale, o Firma (OHWWURQLFD 4XDOLĂ€FDWD L FHUWLĂ€cati sono rilasciabili solo a persoQH Ă€VLFKH QHO QRVWUR RUGLQDPHQWR  VDQFLVFHO¡LPSRVVLELOLWjGLDIĂ€GDUHD persona giuridica questa incombenza mentre, come giĂ  detto, il resto GHOSURFHVVRSXzHVVHUHDIĂ€GDWRDG altro soggetto esterno (comma 3 dell’articolo 5 della Deliberazione in questione). A conferma di quanto sostengo faccio rilevare che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 200910 “Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e veULĂ€FDGHOOHĂ€UPHGLJLWDOLHYDOLGD]LRQHWHPporale dei documenti informaticiâ€? introduce una prescrizione di particolare rilevanza per la gestione del certiĂ€FDWR GHOOD ´SHUVRQDÂľ GHO 5HVSRQsabile della Conservazione a tutela degli interessi dell’organizzazione

8. 9.

Il responsabile del procedimento di conservazione sostitutiva può delegare, in tutto o in parte, lo svolgimento delle proprie attività ad una o piÚ persone che, per competenza ed esperienza, garantiscano la corretta esecuzione delle operazioni ad esse delegate. 10. 3XEEOLFDWRLQ*D]]HWWD8IÀFLDOHQGHO iged.it online 01.2010

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la cui assenza era origine di contesa tra Organizzazioni che volevano, o dovevano, procedere a processi di conservazione (sostitutiva) e i CertiĂ€FDWRULFKHULODVFLDYDQRL&HUWLĂ€FDWL 4XDOLĂ€FDWLDL5HVSRQVDELOLGHOODFRQservazione stessa. Si tratta di quanto stabilito nel comma 411 dell’Articolo 15 (Informa]LRQL FRQWHQXWH QHL FHUWLĂ€FDWL TXDOLĂ€FDWL  GRYH VL VDQFLVFH O¡REEOLJR GDSDUWHGHO&HUWLĂ€FDWRUHGLLQVHULUH QHLFHUWLĂ€FDWL TXDOLĂ€FDWL OHSUHYLVWH informazioni relative all’organizzazione che ne autorizza, o richiede, l’emissione nonchĂŠ il suo impegno DULFKLHGHUHDO&HUWLĂ€FDWRUHVWHVVROD UHYRFDGHOFHUWLĂ€FDWRDOPRGLĂ€FDUVL di tali informazioni. LA RISOLUZIONE 158/E DEL 15 GIUGNO 2009 L’Agenzia delle entrate con questa Risoluzione rende pubbliche le risposte ad una Istanza di Consulenza Giuridica presentata da Assinform12. L’importanza di questa Risoluzione sta nel fatto che l’Agenzia delle entrate ritorna sui suoi passi sul modo di portare in Conservazione Sostitutiva le fatture cartacee emesse a seguito di un processo di elaborazione informatica (in pratica con l’impiego di un “applicativo gestionaleâ€?).

La precedente posizione era stata formalizzata dalle Risoluzioni n. 161/E13 del 2007 e n. 14/E14 del  LQ WDOL 5LVROX]LRQL O¡$JHQ]LD affermava di ritenere che “nella conservazione sostitutiva dei documenti analogici non si possa prescindere dalla fase di acquisizione dell’immagine del supporto cartaceoDOĂ€QHGLJDUDQWLUHFKHOHIDWWXUH scambiate tra le parti siano perfettamente identiche ai documenti conservati.â€? L’Agenzia ben comprendendo quanto argomentato dall’Istante, ha cosĂŹ proposto la sua risposta positiva. Ha innanzi tutto ribadito che i documenti in oggetto pur se creati con strumenti informatici, essendo priYLGLULIHULPHQWRWHPSRUDOHHĂ€UPD digitale, sono da considerare come documenti analogici, per i quali è necessaria la materializzazione su GLXQVXSSRUWRĂ€VLFR FDUWD soltanto cosĂŹ i documenti potranno considerarsi giuULGLFDPHQWHHVLVWHQWLHULOHYDQWLDLĂ€QLGHOOH disposizioni tributarie. Ha quindi ricordato che, per i suddetti documenti, l’articolo 4, comma 1 del DM 23 gennaio 2004 prevede che “il processo di conservazione digitale di documenti e scritture analogici rilevanti DLĂ€QLWULEXWDULDYYLHQHPHGLDQWHPHPRUL]zazione della relativa immagine, secondo le modalitĂ  di cui all’art. 3, commi 1 e 2â€?. Il ragionamento prosegue ricordan-

do che l’articolo 3, comma 2, del DM, di fatto, rimanda, per le modalità di memorizzazione, alla Deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, n.  FKH QRQ VSHFLÀFD FRQ TXDOH VLstema debba avvenire l’acquisizione dell’immagine, tale modalità, dunque, deve considerarsi libera e non soggetta a VSHFLÀFKHUHJROH. L’Agenzia, tiene poi a sottolineare che è necessario che il procedimento di acquisizione garantisca che l’immagine rispecchi in maniera fedele, corretta e veritiera i dati, i fatti e gli atti che il documento rappresenta. RIFERIMENTO TEMPORALE PER I DOCUMENTI INFORMATICI RILEVANTI AI FINI TRIBUTARI Altro elemento importante della Risoluzione in esame è la risposta relativa al Riferimento Temporale. /¡,VWDQ]D QH HYLGHQ]LDYD OD GHÀQLzione incoerente15, la ridondanza e il disallineamento con la normativa europea. Pertanto richiedeva di farlo coincidere - come suggerito dal buon senso e da una rigorosa e coerente gestione - con la data del documento (date of issue). La risposta dell’Agenzia ribadisce quanto affermato nella circolare 45/ ( GHO  SXQWR  ´il riferimento temporale ‌ attesta la data e l’ora di formazione della fattura elettronica�.

10. 11. /HLQIRUPD]LRQLHOHTXDOLÀFKHGLFXLDOO¡DUWFRPPDOHWWHUDD GHO&RGLFHFRGLÀFDWHVHFRQGROHPRODOLWjLQGLFDWHGDOODGHOLEHUDGHO&1,3$SUHYLVWDDLVHQVLGHOO¡DUWFRPPDGHOSUHVHQWHGHFUHWRVRQRLQVHULWHG¡XIÀFLRGDOFHUWLÀFDWRUHQHOFHUWLÀFDWR TXDOLÀFDWRQHOFDVRLQFXLO¡RUJDQL]]D]LRQHGLDSSDUWHQHQ]DDEELDDXWRUL]]DWRODULFKLHVWDGLHPLVVLRQHGHOFHUWLÀFDWRPHGHVLPR,Q TXHVW¡XOWLPRFDVRO¡RUJDQL]]D]LRQHULFKLHGHQWHDVVXPHO¡LPSHJQRGLULFKLHGHUHODUHYRFDGHOFHUWLÀFDWRTXDOLÀFDWRTXDORUDYHQJDD conoscenza della variazione delle informazioni contenute nello stesso. 12. Assinform è l’associazione nazionale delle principali Aziende di Information Technology operanti in Italia. La base associativa conta su circa 200 soci effettivi e oltre 325 soci di gruppo tramite alcune Associazioni territoriali e 1.000 soci indiretti tramite il Patto *OREDOHGL&RQÀQGXVWULD$VVLQIRUPqSDUWHLPSRUWDQWHGHO6LVWHPD&RQÀQGXVWULDHDGHULVFHD&RQÀQGXVWULD6HUYL]L,QQRYDWLYLH Tecnologici. 13. DM 23 gennaio 2004, articolo 21 DPR 26 ottobre 1972, n. 633 - Fatturazione elettronica e modalità di assolvimento degli obblighi ÀVFDOLUHODWLYLDLGRFXPHQWLLQIRUPDWLFLHGDOODORURULSURGX]LRQHVXGLYHUVLWLSLGLVXSSRUWR 14. Conservazione elettronica - Istanza di interpello 2007 – Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. 15. ,QIRUPD]LRQHFRQWHQHQWHODGDWDHO¡RUDFKHYLHQHDVVRFLDWDDGXQRRSLGRFXPHQWLLQIRUPDWLFLO¡RSHUD]LRQHGLDVVRFLD]LRQHGHYH ULVSHWWDUHOHSURFHGXUHGLVLFXUH]]DGHÀQLWHHGRFXPHQWDWHDVHFRQGDGHOODWLSRORJLDGHLGRFXPHQWLGDFRQVHUYDUHGDOVRJJHWWRSXEblico o privato che intende o è tenuto ad effettuare la conservazione digitale ovvero dal responsabile della conservazione nominato dal soggetto stesso. iged.it online 01.2010

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Ricorda poi che, in particolare, questa data assume particolare rilevanza per quei documenti che sono destinati a non uscire dalla disponibilitĂ  del contribuente (sono formati, ma non emessi) come libri e registri o quelli in cui la data di emissione non coincida con la data di formazione, vedasi articolo 21, comma 4, DPR n. 633 del 1972. Si deduce che in questi casi è responsabilitĂ  di chi forma il documento determinare il “Riferimento Temporaleâ€? nel modo piĂš corretto ed attendibile possibile. La risposta dell’Agenzia, poi, sulla base dell’articolo 21 del DPR n. 633 del 1972 • comma 216, per il quale “la fattura è datata e numerata in ordine progressivo per anno solareâ€?, • comma 3, che dispone che l’attestazione della data della fattura è ottenuta tramite l’apposizione del riferimento temporale, e • ai sensi del successivo comma 4 che richiede che “la fattura sia emessa al momento di effettuazione dell’operazione determinata a norma dell’articolo 6â€? conclude che “dal combinato delle trascritte disposizioni si evince chiaramente FKHODGDWDLQGLFDWDQHOODIDWWXUDqODGDWD di emissione del documentoâ€?. LA RISOLUZIONE 195/E DEL 30 LUGLIO 2009 Il concetto che l’acquisizione dell’immagine, debba considerarsi libeUDHQRQVRJJHWWDDVSHFLĂ€FKHUHJROH è ripreso anche dalla Risoluzione 195/E del 30 luglio 2009, nella quale viene inoltre ricordato che presso lo stesso contribuente possono coesistere sia il sistema di conservazione sostitutiva sia quello tradizionale. L’unico accorgimento se il proces-

so di conservazione viene iniziato e portato a termine in corso d’anno, con cadenza inferiore a quella “almeno annualeâ€?, è quello di dover istituire registri sezionali ad hoc. /D ULVROX]LRQH UDFFRPDQGD LQĂ€QH che per ciascun fornitore (o cliente) siano adottate modalitĂ  omogenee di conservazione.

15. 16. Riprende l’articolo 226 della Direttiva comunitaria 2006/112/CE.

VINCENZO GAMBETTA

Consulente Gestione Dati, Informazioni e Contenuti digitali e Direttore Contenuti di iged.it e iged.it online iged.it online 01.2010

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Le memorie flash per l’archiviazione digitale (Flash memories for digital preservation) STEFANO ALLEGREZZA

ABSTRACT Le memorie Flash non volatili stanno diventando sempre piÚ popolari. Questo articolo fornisce una rassegna delle tecnologie di archiviazione basate su memorie di questo tipo. La discussione si sviluppa attorno alle diverse tipologie di dispositivi basati su memorie Flash e sulle differenze WUD+''6''H++'/¡DIÀGDELOLWj di tali tecnologie costituisce una questione di fondamentale importanza tanto per le industrie produttrici quanto per i consumatori; la durata e la resistenza sono senza dubbio le prime caratteristiche da analizzare. Questo articolo approfondisce LGLYHUVLIDWWRULFKHGHWHUPLQDQRO¡DIÀGDELOLWjGHOOHPHPRULH)ODVK INTRODUZIONE Le memorie Flash1 stanno conquistando un posto di primo piano nel panorama delle memorie digitali. Le troviamo impiegate in molteplici settori e vengono utilizzate come supporti di memorizzazione in sva-

1.

2. 3. 4.

riati dispositivi (denominati host device2  WUD FXL FRPSXWHU VLD ÀVVL FKHSRUWDWLOLPDFFKLQHIRWRJUDÀFKH videocamere digitali, telefoni cellulari, smartphone, Personal Digital Assistant (PDA), Global Positioning Systems (GPS), computer palmari, iPOD, lettori MP3, strumenti musicali elettronici, etc. Le memorie Flash sono utilizzate anche in campo industriale. Il loro successo è sempre piÚ vasto per via di fattori quali la portabilità grazie alle dimensioni ÀVLFKH HG DO SHVR ULGRWWL O¡HVWUHPD silenziosità3, il basso consumo di corrente, la resistenza nei confronti GL VROOHFLWD]LRQL ÀVLFKH XUWL YLEUDzioni, sbalzi termici, cadute, etc.). Ma ancora poco si sa riguardo la loro DIÀGDELOLWjLQWHUPLQLGLGXUDWDHGL capacità di ritenzione dei dati4. Anzi: si fanno sempre piÚ frequenti i casi di perdita di dati dai dispositivi di storage basati sulle memorie Flash, come le pendrive che ormai tutti

utilizzano per memorizzare i propri dati, le memory card (schede di memoria) impiegate nelle macchine foWRJUDÀFKH GLJLWDOL SHU PHPRUL]]DUH le foto, ed anche i drive SSD (Solid State Disk) che stanno cominciando DVRVWLWXLUHLWUDGL]LRQDOLGLVFKLÀVVL basati sulla tecnologia magnetica. 0DDQFKHQHOO¡LSRWHVLFKHQRQVLYHULÀFKLQRHYHQWLFRVuWUDJLFLFRPHOD perdita di dati, è bene cominciare a chiedersi se le memorie Flash sono in grado di assicurare la conserva]LRQHQHOWHPSRGHLGDWLFKHDIÀGLDmo loro. Ipotizziamo, ad esempio, di memorizzare su una pendrive un documento di particolare importanza e di riporla in un ambiente con WXWWL JOL DFFRUJLPHQWL SHU IDU Vu FKH i dati si conservino nel migliore dei modi (ad esempio, a temperatura ed umidità controllata, lontano da qualsiasi campo elettromagnetico o da altri fonti di disturbo che possano interferire con il processo di con-

/HPHPRULH)ODVKYHQJRQRDYROWHDQFKHLPSURSULDPHQWHGHWWH´PHPRULHDOORVWDWRVROLGRÂľ/¡XVRGHOODORFX]LRQH´DOORVWDWRVROLGRÂľ GHULYDGDOODĂ&#x20AC;VLFDHVLULIHULVFHDOO¡XVRGLGLVSRVLWLYLEDVDWLVXPDWHULDOLVHPLFRQGXWWRUL9DRVVHUYDWRFKHLOVXRXWLOL]]RQRQqGHOWXWWR corretto dal momento che le memorie Flash rappresentano solamente una delle tante tipologie di memorie allo stato solido (che comprende, ad esempio, anche ROM, PROM, EPROM, EAROM, EEPROM, RAM, DRAM, SDRAM, DDR, DDR2, etc.). $GHVHPSLRQHOFDVRGHOOHPHPRU\FDUGO¡KRVWGHYLFHqLOGLVSRVLWLYRLQFXLYLHQHXWLOL]]DWD PDFFKLQDIRWRJUDĂ&#x20AC;FDGLJLWDOHWHOHIRQR cellulare, etc.). Le memorie Flash operano ad un livello di rumore di 0 dB. Ovvero la capacitĂ  di mantenere inalterate nel tempo le informazioni. â&#x20AC;&#x153;The archival properties of solid state media are not well understood â&#x20AC;&#x201C; they should therefore not be used for long-term storage, and data should be transferred to other media at the earliest possible opportunityâ&#x20AC;?. Cfr. Digital Preservation Guidance Note n.3 Care, Handling and Storage of Removable Media, The National Archives, <http://www.nationalarchives.gov.uk/ documents/media_care.pdf> iged.it online 01.2010

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)LJXUD6FKHPDWL]]D]LRQHVHPSOLĂ&#x20AC;FDWDGLXQDFHOODHOHPHQWDUHGLPHPRULD

servazione, etc.). Si può essere certi che tra quindici - venti anni il documento sarà ancora integro e leggibile5? In altre parole: le memorie Flash sono utilizzabili come memorie per la conservazione digitale? Scopo di questo articolo è proprio fornire una risposta a queste domande e per farlo è necessario innanzitutto prendere in esame la tecnologia alla base delle memorie Flash.

oppure â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?; tale informazione è rappresentata dallo stato di carica GHOĂ RDWLQJJDWHDOYDORUH´ÂľFRUULsponde un transistor Mosfet caricato negativamente (si veda la Figura 2), mentre al valore â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? corrisponde un transistor Mosfet caricato positi-

LA TECNOLOGIA IMPIEGATA Una memoria Flash è costituita da celle di memoria elementari, ciascuna delle quali si basa su un componente fondamentale, denominato transistor Mosfet, capace di memorizzare uno o piĂš bit di informazio- Figura 2. Il valore logico â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? corrisponne. Rispetto ai tradizionali transistor GHDOJDWHĂ RWWDQWHFDULFDWRQHJDWLYDMosfet, quelli utilizzati nelle memomente rie Flash sono dotati di un elettrodo DGGL]LRQDOH LO JDWH Ă RWWDQWH Ă RDting gate), posto tra canale e gate di controllo (control gate) e completamente isolato elettricamente (si veda OD)LJXUD ,QIDWWLLOJDWHĂ RWWDQWH è separato dal canale da un sottile strato di ossido (gate oxide) ed è separato dal gate di controllo da un triplo strato di dielettrico ONO (ossido-nitruro-ossido). Figura 3. Il valore logico â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? corrisponCiascuno di questi transistor è in grado di memorizzare un bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?

4. 5.

GHDOJDWHĂ RWWDQWHFDULFDWRSRVLWLYDmente

vamente (si veda la Figura 3). Grazie alla presenza degli strati isolanti ed in assenza di tensioni elevate gli elettroni rimangono in tale eletWURGRVHQ]DGLVSHUGHUVLQHOO¡DPELHQte circostante e quindi la carica del Ă RDWLQJJDWHHFRQHVVDLOYDORUHPHmorizzato, si mantiene quasi inalterata per un certo periodo di tempo. TIPOLOGIE DI MEMORIE FLASH Memorie Flash di tipo NAND e NOR In un memoria Flash le celle di memoria elementari sono disposte secondo uno schema a matrice nel quale le righe vengono denominate wordline e le colonne bitline. Sulla base della modalitĂ  di interconnessione delle celle si distinguono in due tipologie, NOR e NAND. Le memorie di tipo NOR, le prime ad essere sviluppate, furono inventate da Intel nel 1988. In queste memorie, le celle sono collegate in parallelo alle bitline (in una maniera che ricorda il collegamento nelle porte logiche NOR) consentendo alle celle di essere lette e scritte individualmente ed in maniera casuale (random), anche se con tempi piĂš lunghi rispetto alle memorie NAND. Questo le rende particolarmente adatte alla memorizzazione di dati che devono essere aggiornati di rado (ad esempio, il sistema operativo nei telefoni cellulari, nei PDA HQHOOHPDFFKLQHIRWRJUDĂ&#x20AC;FKHGLJLWDli, oppure il BIOS nei computer). La loro durata va dai 10.000 ai 100.000 cicli di scrittura/cancellazione. Le memorie di tipo NAND furono sviluppate nel 1989 da Toshiba. In queste memorie le celle sono collegate in serie (in una maniera che ricorda il collegamento nelle porte

Ovviamente, ipotizzando che ci sia ancora la possibilitĂ  di collegare la pendrive ad un computer mediante una porta USB e che sia GLVSRQLELOHXQVRIWZDUHLQJUDGRGLOHJJHUHLOIRUPDWRVHFRQGRLOTXDOHqVWDWRFRGLĂ&#x20AC;FDWRLOGRFXPHQWR iged.it online 01.2010

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Figura 4. Confronto tra celle di memoria NAND e NOR (fonte: Micron Technical Note TN-29-19: NAND Flash 101: an introduction to NAND Flash and how to design it in to your next product; http://download.micron.com/pdf/ technotes/nand/tn2919.pdf>)

logiche NAND); ciò comporta che le celle non possono essere lette e programmate individualmente ma solamente a blocchi (denominati pagine)6. Questo le rende particolarPHQWH DGDWWH DOO¡XWLOL]]R QHL GLVSRsitivi di memoria di massa, come i dischi SSD, le pendrive e le memory card utilizzate nelle macchine fotoJUDĂ&#x20AC;FKHGLJLWDOLHQHLWHOHIRQLFHOOXODri. Le memorie NAND hanno tempi di scrittura e cancellazione piĂš corti rispetto alle memorie NOR ed una durata che è circa dieci volte maggiore di quella delle memorie NOR, arrivando ad 1.000.000 di cicli di scrittura/cancellazione. $ SDULWj GL GLPHQVLRQL Ă&#x20AC;VLFKH OH memorie NAND consentono di raggiungere una maggiore capacitĂ  di memorizzazione. Infatti, come si YHGH LQ )LJXUD  O¡RFFXSD]LRQH GL VSD]LRĂ&#x20AC;VLFRGLXQDFHOODGLPHPRULD NAND è pari a 4F2, mentre quella di una cella di memoria NOR è pari a 10 F2, ovvero piĂš del doppio. Di conseguenza, a paritĂ  di spazio, le memorie Flash di tipo NAND consentono una densitĂ  che è in rapporto di 10 a 4 rispetto alle memorie Flash di tipo NOR. Memorie Flash di tipo MLC e SLC

Figura 5. Confronto tra celle di memoria Flash di tipo SLC (a sinistra) e MLC (a destra) (adattato da <http://www.micron.com(nandcom/>)

5. 6.

Di conseguenza, le memorie Flash di tipo NOR permettono un accesso di tipo casuale (random), mentre quelle di tipo NAND consentono solamente un accesso di tipo sequenziale. iged.it online 01.2010

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Le prime memorie Flash erano di tipo SLC (Single-Level Cell) e potevano memorizzare un solo bit per ogni singola cella di memoria7. Per massimizzare la capacitĂ  di memoria, i produttori di memorie Flash si sono messi alla ricerca di soluzioni con cui, a paritĂ  di dimensione del die8, fosse possibile memorizzare una maggiore quantitĂ  di dati. La prima soluzione a questo problema è ovvia: diminuendo le dimensioni delle singole celle di memoria è possibile integrarne un numero PDJJLRUH 8Q¡DOWHUQDWLYD PHQR RYYLDDOODVHPSOLFHULGX]LRQHĂ&#x20AC;VLFDGHL transistor è quella di memorizzare un maggior numero di informazioni nella singola cella e questa idea ha portato alla realizzazione di celle di memoria, denominate MLC (MultiLevel Cell), capaci di memorizzare piĂš di un bit per ogni singola cella9. Attualmente la maggior parte delle celle MLC permette la memorizzazione di quattro livelli per ogni singola cella, consentendo la memorizzazione di 2 bit (si veda la Figura 5), ma esistono anche versioni ad otto livelli (3 bit) e a 16 livelli (4 bit). Questa soluzione aumenta il contenuto informativo di ogni cella e consente una sostanziale riduzione del-

O¡DUHDGHOODPDWULFHGLFHOOH HTXLQGL del costo per bit). Tuttavia in questo modo viene a ridursi il margine che separa i diversi livelli ed aumenta la probabilitĂ  di errore. Il risultato è che le memorie che si basano su FHOOH 0/& VRQR PHQR DIĂ&#x20AC;GDELOL GL quelle che si basano su memorie SLC e spesso è necessario aumentare la complessitĂ  del software di JHVWLRQHSHUFRPSHQVDUHO¡DXPHQWR nella quantitĂ  di errori (misurata in termini di BER, Bit Error Ratio)10. Anche la durata in generale è inferiore: tipicamente quella delle memorie MLC è inferiore di circa dieci volte rispetto a quella delle memorie SLC.

La memorizzazione dei bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? ed â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? nella cella di memoria avviene PRGLĂ&#x20AC;FDQGR OR VWDWR GL FDULFD GHO JDWH Ă RWWDQWH JUD]LH DOO¡LPPLVVLRne o alla rimozione di elettroni. La VFULWWXUD GHO YDORUH ´Âľ q GHĂ&#x20AC;QLWD â&#x20AC;&#x153;programmazioneâ&#x20AC;? e avviene imPHWWHQGRHOHWWURQLQHOJDWHĂ RWWDQWH (ovvero, caricandolo negativamente). Invece, la scrittura del valore â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? qGHĂ&#x20AC;QLWD´FDQFHOOD]LRQHÂľHDYYLHQH ULPXRYHQGRHOHWWURQLGDOJDWHĂ RWWDte (ovvero caricandolo positivamente)11.

La programmazione La programmazione può avvenire o per iniezione di elettroni a caldo (Channel Hot Electron Injection, Il funzionamento della cella di &+(, RWUDPLWHO¡HIIHWWRWXQQHOLQJ memoria elementare SLSUHFLVDPHQWHVIUXWWDQGRO¡HIIHW-

Figura 6. Programmazione di un cella di memoria (la cella programmata è a destra)

6LULĂ HWWDVXOIDWWRFKHXQDPHPRULD)ODVKGLWLSR6/&FRQWLHQHXQDFHOODGLPHPRULDSHURJQLELWPHPRUL]]DELOH$GHVHPSLRXQD pendrive da 1 GB, se realizzata mediante celle di memoria di tipo SLC, contiene ben 8 miliardi di queste celle elementari di memoria. 8. Il die è la sottile piastrina di materiale semiconduttore (generalmente silicio) sulla quale viene ricavato il circuito elettrico di un circuito integrato. Per poterlo utilizzare, il die viene inserito in un contenitore, denominato package, dal quale fuoriescono i terminali PHWDOOLFLFROOHJDWLWUDPLWHĂ&#x20AC;OLVRWWLOLVVLPLDOFLUFXLWRUHVLGHQWHVXOGLH 9. Una tecnologia concorrente della Multi-Level Cell (MLC) è quella denominata Multi-Bit Cell (MBC), che si propone lo stesso obietWLYRGLPHPRUL]]DUHELWSHUFHOOD4XHVWDWHFQRORJLDqDWWXDOPHQWHLPSLHJDWDQHOOHPHPRULH7ZLQ)ODVKÂ&#x152;GHOO¡D]LHQGD,QĂ&#x20AC;QHRQ 10. Molti dei dispositivi di memoria Flash includono anche un sistema di correzione degli errori (ECC, Error Correction Code) capace GLULFRQRVFHUHODSUHVHQ]DGLHUURULDQFKHVXOVLQJRORELW3HUHVHPSLRQRQqUDURWURYDUHPHPRULH)ODVKFKHKDQQRXQDVSHFLĂ&#x20AC;FDVXO tasso di errore (BER, bit error ratio) pari a meno di 1 bit su 1015 bit letti. Nel caso delle memorie Flash di tipo MLC, il sistema di correzione degli errori deve essere molto piĂš preciso e ciò può richiedere algoritmi che siano in grado di correggere gli errori anche Ă&#x20AC;QRDFLQTXHELWHGLULOHYDUHO¡HYHQWXDOHSUHVHQ]DGLSLGLFLQTXHELWHUUDWL/¡DOJRULWPRSLFRPXQHPHQWHXVDWRqTXHOORGL%RVH Chaudhuri-Hocquenghem (codice BCH). 11. 6LSUHFLVDFKHLOJDWHĂ RWWDQWHYLHQHFDULFDWRSRVLWLYDPHQWH´HOLPLQDQGRÂľSDUWHGHJOLHOHWWURQLFKHVRQRQDWXUDOPHQWHSUHVHQWLLQHVVR (e non, ovviamente, aggiungendo cariche positive). In altre parole, rispetto alla situazione di neutralitĂ , la carica positiva va intesa come presenza di elettroni in difetto, mentre la carica negativa va intesa come presenza di elettroni in eccesso. 7.

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mazione delle memorie NAND): in questo caso il gate di controlOR O¡XQLFR UDJJLXQJLELOH PHGLDQWH FRQWDWWR GDOO¡HVWHUQR  q SRODUL]]DWR negativamente mentre il source lo è positivamente e ciò produce una migrazione di elettroni verso una regione poco drogata del source che prende il nome di LDD (Low DoFigura 7. Cancellazione di una cella di memoria Flash (la cella cancellata è a destra) ped Drain) (si veda la Figura 7). Nella Tabella 1 sono riepilogate le to Fowler - Nordheim). Nel primo modalitĂ  di programmazione, utiliz- tecnologie utilizzate nella programcaso viene effettuata portando il gate zata principalmente nelle memorie mazione e nella cancellazione deldi controllo ad una tensione positi- di tipo NAND, richiede invece cor- le celle di memoria di tipo NOR e va elevata e contemporaneamente UHQWLGHOO¡RUGLQHGLSRFKLQ$HGDOWH NAND. polarizzando il drain a tensioni su- WHQVLRQL R9  periori a quelle di normale funzio- In entrambi i casi (iniezione di elet- La lettura namento. In questo modo si crea un troni a caldo e effetto tunneling), La lettura del bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? od â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? memocanale conduttivo in cui gli elettro- O¡DFFXPXORGLHOHWWURQLQHOJDWHĂ RW- rizzato in una cella di memoria Flash ni acquistano una energia talmente tante lo carica negativamente e ciò si basa sul fatto che il transistor Moelevata da giungere al drain con ve- corrisponde ad uno â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? logico (si sfet conduce (ovvero, si instaura una corrente tra source e drain) solo se locitĂ  capaci di creare ionizzazione veda la Figura 6). OD WHQVLRQH 9JV WUD LO JDWH GL FRQda impatto. Il campo elettrico presenta inoltre una forte componen- Rimuovendo le tensioni di program- trollo e il source è maggiore di una WHSHUSHQGLFRODUHDOODVXSHUĂ&#x20AC;FLHGHO mazione la carica negativa accumula- FHUWDWHQVLRQHGLVRJOLD9WK 9ROWDVLOLFLRVXIĂ&#x20AC;FLHQWHSHULQLHWWDUHDOFXQL WDVXOJDWHĂ RWWDQWHqWDOHGDLPSHGL- ge threshold). Questa tensione di GLTXHVWLHOHWWURQLQHOJDWHĂ RWWDQWH re la nascita di un canale conduttivo, soglia viene alterata dallo stato di Questo procedimento di scrittura, anche se il gate di controllo è po- FDULFDSUHVHQWHQHOJDWHĂ RWWDQWHHG utilizzato solitamente nelle memorie larizzato alle normali tensioni posi- assume un valore molto elevato se Flash di tipo NOR, richiede corren- WLYHGLOHWWXUD*UD]LHDOO¡LVRODPHQWR LO JDWH Ă RWWDQWH q FDULFR ´QHJDWLYDWLFRQLQWHQVLWjGHOO¡RUGLQHGLGLYHUVL WUDPLWHGLHOHWWULFRODFDULFDFRVuLP- menteâ&#x20AC;?. Di conseguenza, applicanP$ H WHQVLRQL HOHYDWH GHOO¡RUGLQH magazzinata può essere mantenuta do una tensione normale al gate di GHL9 FRPSRUWDQGRXQPDJJLRU QHO JDWH Ă RWWDQWH WHRULFDPHQWH SHU controllo, si creerĂ  un passaggio di corrente tra source e drain solo se il consumo energetico. decine di anni12. JDWHĂ RWWDQWHqFDULFRSRVLWLYDPHQWH Nella programmazione tramite ef(corrispondente al bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?), mentre fetto tunneling si polarizza il gate di La cancellazione controllo ad una tensione positiva La cancellazione, sia nelle memorie VH TXHVW¡XOWLPR q FDULFR QHJDWLYDtale da attrarre gli elettroni che dal NOR che in quelle NAND, avvie- mente (corrispondente al bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?) il VRXUFH DUULYDQR VXO JDWH Ă RWWDQWH QH VIUXWWDQGR O¡HIIHWWR WXQQHOLQJ passaggio della corrente è impedito per effetto tunnel. Questa seconda (lo stesso utilizzato nella program- (si veda la Figura 8). Andando a rile-

Tipo di memoria Flash

Programmazione

Cancellazione

Connessione

Durata

Tipo NOR Tipo NAND

CHEI effetto tunneling

effetto tunneling effetto tunneling

in parallelo in serie

100.000 cicli 1.000.000 cicli

Tabella 1. Confronto tra memorie Flash di tipo NOR e NAND

11. 12. 6LYHGUjSLDYDQWLTXDOHVLJQLĂ&#x20AC;FDWRDWWULEXLUHDOO¡DYYHUELR´WHRULFDPHQWHÂľ iged.it online 01.2010

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Figura 8. La lettura del valore logico â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? (a sinistra) ed â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? (a destra)

vare il passaggio o meno della corrente ĂŠ possibile â&#x20AC;&#x153;leggereâ&#x20AC;? il valore memorizzato nella cella di memoria Flash.

dei lettori MP3). Le memory card vengono utilizzate come moduli di memoria nelle macFKLQH IRWRJUDĂ&#x20AC;FKH H QHOOH YLGHRFDI DISPOSITIVI DI STORAGE BASATI SU MEMOmere digitali, nei cellulari, nei palmari RIE FLASH Le caratteristiche delle memorie e PDA, nei dispositivi GPS, etc. Ad Flash sono tali da rendere questa oggi gli standard principali presenti tecnologia adatta alla realizzazione sul mercato sono: MultiMedia Card di svariate tipologie di dispositivi di (MMC), Secure Digital (SD), Commemorizzazione. Per semplicitĂ  pos- pactFlash (CF), Memory Stick (MS) VLDPRFODVVLĂ&#x20AC;FDUOLLQDOPHQRTXDWWUR e xD-Picture Card (si veda la Figura categorie: memory card; pendrive; 9). Tuttavia le memory card piĂš difdischi SSD; memorie generiche (ad fuse appartengono alla famiglia delle HVHPSLRTXHOOHXWLOL]]DWHDOO¡LQWHUQR CompactFlash e delle Secure Digital

a) Multimedia Card

b) Secure Digital

c) Compact Flash

e sembra che le prime, a causa delle loro dimensioni piĂš voluminose, stiano cedendo il passo alle seconde, che diventeranno con tutta probabilitĂ  il formato piĂš diffuso. /H SHQGULYH DOWUHVu GHQRPLQDWH â&#x20AC;&#x153;penne USBâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;chiavette USBâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;drive USBâ&#x20AC;? etc.), introdotte nel FRPHDOWHUQDWLYDDLĂ RSS\GLVN R DL &RPSDFW 'LVF RIIURQR XQ¡LQcredibile mix composto da elevate capacitĂ  di archiviazione, alta velocitĂ  di trasferimento dati e grande Ă HVVLELOLWj LO WXWWR LQ GLPHQVLRQL estremamente contenute. Le pendrive, composte da un involucro al cui interno è presente una memoria Flash ed un controller; funzionano con la stragrande maggioranza dei computer e dei dispositivi che incorSRUDQRO¡LQWHUIDFFLD86% 8QLYHUVDO Serial Bus), tra cui la quasi totalitĂ  dei computer, PDA e lettori MP3. I dischi SSD (Solid State Disk od anche Solid State Drive) sono nuove unitĂ  di memoria di massa che stanno via via sostituendo i dischi Ă&#x20AC;VVLQHLFRPSXWHU13/¡XVRGHOODSDrola â&#x20AC;&#x153;discoâ&#x20AC;? è principalmente dovu-

d) Memory Stick

e) xD-Picture Card

Figura 9. Alcuni tipi di memory card

13. La tecnologia attuale mette a disposizione tre diversi dispositivi di memoria di massa per i computer:   O¡+'' KDUG GLVN GULYH GLVFR Ă&#x20AC;VVR RG DQFKH KDUG GLVN GULYH  RYYHUR LO GLVFR Ă&#x20AC;VVR WUDGL]LRQDOH EDVDto sulla tecnologia magnetica ed in grado, ad oggi, di garantire il massimo della capacitĂ  e della convenienza;  O¡++' K\EULGKDUGGLVNGLVFRĂ&#x20AC;VVRLEULGRRK\EULGKDUGGULYH XQGLVSRVLWLYRLEULGRFRPSRVWRGDXQGLVFRĂ&#x20AC;VVRWUDGL]LRQDOHHXQDPHmoria Flash, sviluppato per sfruttare al meglio le capacitĂ  di un normale disco magnetico e il basso tempo di risposta di una memoria Flash;  O¡66' VROLGVWDWHGLVNGLVFRDOORVWDWRVROLGRRGDQFKHVROLGVWDWHGULYH EDVDWRVXFKLSGLPHPRULD)ODVK iged.it online 01.2010

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Figura 10. Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;interno di un HDD (a sinistra) ed un SSD (a sinistra) (fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Open_HDD_and_SSD.JPG).

ta ad una questione di similitudine: gli SSD svolgono le stesse funzioni svolte dai dischi rigidi tradizionali ed hanno, di conseguenza, una denominazione simile. Tuttavia, al FRQWUDULRGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOL negli SSD non sono presenti parti meccaniche in movimento (dischi, motori e testine) ma solo chip di memoria Flash ed il controller (si veda la Figura 10); inoltre, non essendo basati sulla tecnologia magnetica, non sono sensibili a sorgenti di campi elettromagnetici.

consumo. Oltre a questi si aggiungono altri vantaggi, quali una minore rumorosità; tempi di accesso ridotti15; minore dissipazione di calore; minore peso e dimensioni; minore rischio di rottura. A fronte di tutti questi vantaggi, i dischi allo stato solido presentano due svantaggi principali: un maggiore costo per bit; una possibile minore durata del disco, a causa del limite di riscritture delle memorie Flash. I dispositivi attuali dichiarano un numero massimo di riscritture della stessa cella di memoria che va da 100.000 a 1.000.000 La totale assenza di parti meccani- di cicli, a seconda del modello e che porta con sÊ due vantaggi prin- degli utilizzi ipotizzati. Entrambi i cipali: una maggiore resistenza agli problemi sembrano però destinati a urti e alle vibrazioni14 ed un minor risolversi in futuro. Le nuove tecno-

logie stanno, infatti, realizzando dischi SSD il cui costo sta scendendo (anche se lentamente) e la cui duraWDUDJJLXQJHUjTXHOODGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVL tradizionali. LA CAPACITĂ&#x20AC; DELLE MEMORIE FLASH I dispositivi basati su memoria Flash sono disponibili attualmente, per gli utenti di tipo consumer, con capacitĂ  che arrivano a 128 gigabyte per quanto riguarda le pendrive e le mePRU\FDUGHĂ&#x20AC;QRD7%SHUTXDQto riguarda i drive SSD. La capacitĂ  è normalmente indicata secondo le potenze del due (ovvero 512 MB, 1 GB, 2 GB, 4 GB, etc.) ma facenGR XVR QRQ GHL WUDGL]LRQDOL SUHĂ&#x20AC;VVL binari, comunemente utilizzati in

14. 7LSLFDPHQWHODUHVLVWHQ]DDJOLVKRFNqSDULD*$OFXQLSURGXWWRULJLXQJRQRDGLFKLDUDUHUHVLVWHQ]DDJOLVKRFNDQFKHĂ&#x20AC;QRD *&IUDGHVHPSLROHVSHFLĂ&#x20AC;FKHGHOGLVSRVLWLYR66'GD*%SURGRWWRGD6XSHUWDOHQWKWWSZZZVXSHUWDOHQWFRPGDtasheets/6_54.pdf> 15. ,WHPSLGLDFFHVVRWLSLFLVRQRGHOO¡RUGLQHGHLÂ&#x2014;VFKHVRQRVXSHULRULDTXHOOLGHOOHPHPRULH'5$0 Â&#x2014;V PDGLJUDQOXQJD LQIHULRULDTXHOOLGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOL Â&#x2014;VRYYHURPV  iged.it online 01.2010

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FDPSR LQIRUPDWLFR EHQVu GHL SUHĂ&#x20AC;VVL GHFLPDOL DO SDUL GL TXDQWR JLj DYYLHQHSHULGLVFKLĂ&#x20AC;VVLWUDGL]LRQDOL Ad esempio, una pendrive da 1 GB dispone di una capacitĂ  di memorizzazione di circa 1 x 10003 byte = 1.000.000.000 byte (e non di 1 x 10243 byte = 1.073.741.824 byte). Tuttavia, occorre tenere presente che quasi mai la capacitĂ  di memorizzazione delle memorie Flash è esattamente uguale a quella dichiaUDWD'LVROLWRqXQSR¡PDJJLRUHH ciò è dovuto al fatto che i produttori inseriscono una certa quantitĂ  di memoria in piĂš rispetto alla capacitĂ  di memorizzazione nominale del dispositivo per sostituire, con un meccanismo che viene denominato wear leveling (si veda il paragrafo 6.1), le celle di memoria che durante il normale funzionamento dovessero usurarsi. Di conseguenza la capacitĂ  complessiva del dispositivo è, il piĂš delle volte, superiore alla sua capacitĂ  nominale16. LE MEMORIE FLASH SONO ADATTE PER LA CONSERVAZIONE DIGITALE? Come si è visto le memorie Flash sono sempre piĂš diffuse e sono in molti a chiedersi se le memorie Flash siano adatte a conservare nel tempo i contenuti digitali. Per rispondere a questa domanda occorre valutare O¡DIĂ&#x20AC;GDELOLWjGLTXHVWHPHPRULHHGL fattori da prendere in considerazione sono almeno quattro: a) la durata (durability)17, cioè la capacitĂ  di memorizzare informazioni anche dopo numerosi cicli di scrittu-

ra, lettura e cancellazione; b) la resistenza ai guasti di tipo meccanico od elettronico, cioè la capacitĂ  di resistere ai guasti nelle componenti elettroniche o alle parti meccaniche (con o senza la presenza di sollecitazioni esterne); c) la resistenza agli agenti esterni, cioè la capacitĂ  di resistere alle interferenze e ai disturbi dovuti ai campi elettromagnetici, alle radiazioni ultraviolette, alle correnti statiche, etc.; d) la ritenzione dei dati (data retention time), cioè la capacitĂ  di manteQHUH QHO WHPSR O¡LQIRUPD]LRQH LPmagazzinata nella memoria, anche in assenza di operazioni di scrittura, lettura e cancellazione. Nel seguito prenderemo in esame ciascuno di questi fattori. La durata Con le memorie Flash i cicli di scrittura e cancellazione possono essere eseguiti solo un numero limitato di YROWH,QIDWWLDFDXVDGHOO¡LQYHFFKLDmento delle celle di memoria dovuto agli stress per gli alti campi elettrici DSSOLFDWLDOJDWHĂ RWWDQWHLWUDQVLVWRU Mosfet perdono progressivamente la loro capacitĂ  di essere â&#x20AC;&#x153;programmatiâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;cancellatiâ&#x20AC;? ed il tasso di errore (BER, Bit Error Ratio) aumenta VHPSUHGLSLĂ&#x20AC;QRDGLYHQWDUHQRQ piĂš correggibile con i normali metodi di rilevamento e correzione degli errori. In questo caso la durata non è collegata al tempo di utilizzo ma al numero di cicli di scrittura/cancellazione a cui la memoria è sottoposta.

&LzVLJQLĂ&#x20AC;FDFKHXQDPHPRULD)ODVK può cominciare ad essere difettosa anche dopo un periodo di utilizzo relativamente breve se è stata sottoposta ad un numero elevato di scritture e cancellazioni18. La durata delle memorie Flash vieQH HVSUHVVD VSHFLĂ&#x20AC;FDQGR LO QXPHro massimo di cicli di scrittura e cancellazione a cui possono essere sottoposte. La durata delle memorie Flash di tipo NAND è di solito un ordine di grandezza superiore rispetto a quella delle memorie di tipo NOR: queste ultime hanno una durata che oggi viene stimata dai 10.000 ai 100.000 cicli, mentre le prime hanno una durata che va da 100.000 a 1.000.000 di cicli. Questa differenza dipende dal fatto che la programmazione e la cancellazione nelle memorie NOR si basano su processi che differiscono, a livello sub-microscopico, rispetto a quelli che sono utilizzati nelle memorie di tipo NAND. Infatti, nelle memorie NOR la programmazione e la cancellazione sono processi asimmetriFLEDVDQGRVLODSULPDVXOO¡LQLH]LRQH di elettroni â&#x20AC;&#x153;caldiâ&#x20AC;? e la seconda sul quantum tunneling; Tale asimmetria aumenta la velocitĂ  alla quale le celle di memoria degradano quando vengono sottoposte a cicli di programmazione e cancellazione. Al contrario, nelle memorie NAND tanto la programmazione quanto la cancellazione sono processi perfettamente simmetrici ed utilizzano lo stesso effetto (basato sul quantum tunneling) ed inoltre le energie in

16. $GHVHPSLRGDYHULĂ&#x20AC;FKHHVHJXLWHVXTXDWWURSHQGULYHFRQFDSDFLWjGLFKLDUDWDGL*%VLqSRWXWRULFDYDUHLVHJXHQWLGDWLODSULPD penna USB aveva una capacitĂ  di memorizzazione pari a 1.038.106.624 = 1,038 GB; la seconda 1.025.560.576 = 1,025 GB; la terza 1.014.743.040 = 1,014 GB; la quarta 1.042.964.480 = 1,042 GB. In media ciascuna pendrive presenta circa 30 MB in piĂš rispetto al valore nominale. 17. In letteratura viene utilizzato anche il termine resistenza (endurance). 18. &LzSXzYHULĂ&#x20AC;FDUVLDGHVHPSLRTXDQGRODPHPRULD)ODVKqXWLOL]]DWDGDOVLVWHPDRSHUDWLYRFRPHPHPRULDGLVZDSQHOTXDOFDVRFRQ LVLVWHPLRSHUDWLYLSLUHFHQWLqSRVVLELOHFKHYHQJDVFULWWDDQFKHDOFXQHGHFLQHGLPLJOLDLDGLYROWHO¡RUD iged.it online 01.2010

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Figura 11. La struttura di una scheda di memoria

gioco sono inferiori; di conseguenza lo stress subito dalla cella, e con esso il degrado, è minore19. Si tratta FRPXQTXHGLGXUDWHFKHVRQRVXIĂ&#x20AC;cienti per un uso nomale. Esistono, tuttavia, delle situazioni in cui, a causa di un utilizzo intenso, la durata di queste memorie può risultare notevolmente ridotta. In particolare, può accadere che le celle di memoria non siano utilizzate in maniera uniforme: alcune celle della memoria potrebbero essere sottoposte a un numero molto piĂš elevato di scritture rispetto ad altre, causandone un degrado precoce. Purtroppo se queste celle sono utilizzate per memorizzare informazioni importanti come la File Allocation Table (FAT)20, una volta che queste si sono deteriorate risulta impossibile accedere ai dati di tutta la memoria. Per prevenire questa evenienza, i di-

spositivi di storage basati su queste memorie integrano di solito, oltre alla memoria Flash vera e propria necessaria per immagazzinare i dati, anche un controller (si veda la Figura 11, riferita ad una memory card) che gestisce da un lato la comuniFD]LRQHFRQO¡KRVWGHYLFHGDOO¡DOWUR O¡RUJDQL]]D]LRQH GHL GDWL DOO¡LQWHUQR delle celle di memoria. Mentre la componente di memoria Flash è relativamente standardizzata (non vi sono quindi grandi differenze tra un SURGRWWR H O¡DOWUR  LO FRQWUROOHU LQcaricato di gestire la comunicazione HO¡RUJDQL]]D]LRQHGHLGDWLqVYLOXSpato in maniera autonoma da ogni produttore. Ed è proprio questo elemento che determina le maggiori differenze nella durata di una memoria Flash. Nelle memorie Flash di buona qualità i controller utilizzano una tecnologia, denominata wear leveling OLYHOODPHQWR GHOO¡XVXUD  FKH FRQsente di memorizzare i dati non nelle prime celle di memoria disponibili ma nelle celle meno utilizzate, ULSDUWHQGR FRVu O¡XVXUD WUD WXWWH OH celle. In breve il meccanismo di funzionamento è il seguente: poichÊ le celle non subiscono invecchiamento se non in occasione delle operazioni di scrittura/cancellazione, quando si rende necessario scrivere un dato il

controller non utilizza la prima cella di memoria disponibile, ma adotta una politica di alternanza grazie alla quale tutte le celle sono utilizzate in maniera uniforme. Per quelle aree che non possono essere scritte in modo indipendente dalla loro posi]LRQH QHOO¡XQLWj GL PHPRULD FRPH le FAT) è prevista una percentuale di celle di memoria di riserva per rimpiazzare quelle che dovessero usurarsi. ,QROWUH GXUDQWH O¡XWLOL]]R GHOOD PHmoria, il controller contrassegna automaticamente come non utilizzabili (bad block) i settori contenenti celle di memoria che cominciano a dare segni di malfunzionamento e sposta i dati in altre sezioni (spare block) per evitare perdite nei dati. La sostituzione avviene mediante rinumerazione delle celle, rendendo la memoria virtualmente indistinJXLELOH GDO SXQWR GL YLVWD GHOO¡KRVW device che la utilizza) rispetto alla VWHVVD PHPRULD SULPD GHOO¡HVDXULmento della cella. In questo modo è possibile allungare il tempo di vita di una memoria Flash. Purtroppo però tutte le tecnologie di wear leveling, sono soggette a brevetto la cui implementazione è subordinata al pagamento di royalty ai rispettivi sviluppatori. Per questo motivo, nei prodotti a bas-

19. Sono comunque allo studio tecnologie che consentano anche per la NOR di avere un canale bidirezionale simmetrico per gli elettroni, in maniera da avere anche per le memorie NOR una durata paragonabile a quella delle NAND. 20. /D)LOH$OORFDWLRQ7DEOHR7DEHOODGLDOORFD]LRQHGHLĂ&#x20AC;OHqXQDSDUWLFRODUHVWUXWWXUDFKHUHJLVWUDODSRVL]LRQHGLWXWWLLĂ&#x20AC;OHHGHOOHFDUWHOOHSUHVHQWLVXOODPHPRULD/DVXDIXQ]LRQHqHTXLYDOHQWHDTXHOODGHOO¡LQGLFHLQXQOLEURFKHUHJLVWUDODSRVL]LRQHGLWXWWLLFDSLWROL DOO¡LQWHUQRGHOOLEUR 21. Una causa abbastanza frequente di malfunzionamento delle memory card è il loro utilizzo in card reader non perfettamente standard. Ogni tipologia di memory card è caratterizzata da parametri operativi molto diversi: le CompactFlash operano a 3,3 volt oppure a 5 YROWOH6HFXUH'LJLWDOOHPLQL6'HOHPLFUR6'ULFKLHGRQRLQYHFHXQ¡DOLPHQWD]LRQHFRPSUHVDWUDHYROW/H0XOWL0HGLD&DUG (MMC) hanno requisiti piĂš stringenti e richiedono una tensione esattamente di 3,3 volt. Le MMC Mobile, invece, possono funzioQDUHFRQXQDWHQVLRQHULGRWWDĂ&#x20AC;QRDYROW'DWDODJUDQGHYDULHWjGLVLWXD]LRQLqIDFLOHLPPDJLQDUHFRPHLOHWWRULGLVFKHGHVSHVVR progettati per supportare la maggior parte dei formati, debbano contenere i circuiti necessari a soddisfare le esigenze di tutti i diversi VWDQGDUGVLDDOLYHOORGLWHQVLRQHGLDOLPHQWD]LRQHVLDGLVHJQDOLSHUO¡LQWHUIDFFLD3XUWURSSRDOFXQLSURGRWWLLQYHFHGLLPSOHPHQWDUH TXHVWHIXQ]LRQDOLWjVLDIĂ&#x20AC;GDQRDOOHWROOHUDQ]HGHOOHVFKHGHGLPHPRULDIRUQHQGRDLGLVSRVLWLYLWHQVLRQLQRQSHUIHWWDPHQWHFRQIRUPL DOOHVSHFLĂ&#x20AC;FKH4XHVWRDSSURFFLRVHGDXQDSDUWHVHPSOLĂ&#x20AC;FDQRWHYROPHQWHODSURJHWWD]LRQHHFRQVHQWHGLULGXUUHLSUH]]LGDOO¡DOWUD in base alle tolleranze previste dal produttore, può danneggiare la scheda di memoria o corrompere i dati memorizzati. iged.it online 01.2010

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so costo (soprattutto se si tratta di memory card21 e di pendrive) spesso non vengono implementate, con la conseguenza che la durata e di conVHJXHQ]DO¡DIĂ&#x20AC;GDELOLWjVRQRGUDVWLFDmente ridotte. La resistenza ai guasti Le memorie Flash sono memorie allo stato solido, quindi non hanno parti in movimento e non sono estremamente sensibili agli urti FRPH QHO FDVR GHL GLVFKL Ă&#x20AC;VVL 7XWtavia anche le memorie Flash posso andare incontro a guasti e molto spesso i centri di assistenza si trovano alle prese con richieste di intervento avanzate da utenti che si WURYDQR LPSURYYLVDPHQWH QHOO¡LPpossibilitĂ  di accedere ai contenuti memorizzati nei dispositivi basati su queste memorie. Spesso si tratta di guasti di tipo meccanico (ad esempio, nel caso delle pendrive può trattarsi di rotture dei contatti elettrici nella zona tra i banchi di memoria e il connettore USB) o di tipo elettronico. Per aumentare la resistenza ai guasti di tipo meccanico, le pendrive possono essere realizzate con particolari accorgimenti, come il rivestimento in materiali gommosi in grado di ammortizzare gli urti in caso di caduta.

(a) Corrente di dispersione ordinarie assistita da una singola trappola

(b) Corrente di dispersione anomale assistita da una sequenza di trappole

(c) Le cariche intrappolate possono bloccare la dispersione

Figura 12. I fenomeni coinvolti nelle correnti di dispersione

40°C a 85°C e con una umiditĂ  tra il 5% e il 95%. Essendo privi di componenti meccanici al loro interno, i dispositivi basati su memorie Flash GLIĂ&#x20AC;FLOPHQWHVLJXDVWDQRSHUODGLODtazione dei materiali oppure a causa del congelamento di qualche elemento. Essendo basate su dispositivi a semiconduttore, sono ovviamente YXOQHUDELOLDOO¡HOHWWULFLWjVWDWLFDHDOOH scariche elettriche in generale, mentre sono sensibili ai campi magnetici solo se le loro intensitĂ  sono di molto superiori a quelle normalmente presenti negli ambienti domestici e di lavoro.

La ritenzione dei dati Il contenuto di una memoria Flash viene mantenuto, indipendentemente dal numero di cicli di scrittura/ cancellazione, solo per un periodo di tempo limitato, dopodichè le celle La resistenza agli agenti esterni di memoria subiscono un degrado Le memorie Flash possono funzio- sempre piÚ accentuato che porta alla nare in condizioni di temperatura ed perdita dei dati in esse contenuti. umidità che sarebbero proibitive per Ciò è fondamentalmente dovuto altri tipi di memorie: infatti, alcuni alle correnti di dispersione (leakage modelli riescono a sopportare tem- current) che si instaurano attraverperature che possono arrivare da - VR O¡RVVLGR GL LVRODPHQWR GHO JDWH

Ă RWWDQWHHFKHSURGXFRQRXQDSURgressiva perdita della carica del gate Ă RWWDQWH22; quando tale perdita supera un determinato valore di soglia, un bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;? viene letto come â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;? e il dato precedentemente memorizzato viene di fatto perso. Le correnti di dispersione possono instaurarsi solo VHLOJDWHĂ RWWDQWHqFDULFRGLFRQVHJXHQ]DLOIHQRPHQRSXzPRGLĂ&#x20AC;FDUH il valore memorizzato in una cella â&#x20AC;&#x153;cancellataâ&#x20AC;? (ovvero, rappresentante un bit â&#x20AC;&#x153;1â&#x20AC;?) nel valore corrispondente ad un cella programmata (ovvero, rappresentante un bit â&#x20AC;&#x153;0â&#x20AC;?), ma non viceversa. Le correnti di dispersione dipendono GDL GLIHWWLQHOO¡RVVLGRGL LVRODPHQWR e quindi, anche se di modesta entitĂ , sono inevitabili e sempre presenti; tuttavia possono essere accentuate da diversi fenomeni sostanzialmente riconducibili allo stress elettrico a cui la cella di memoria è sottoposta durante le fasi di programmazione e cancellazione23. Si tratta fondamentalmente di correnti di dispersione ordinarie, indotte dagli stress a cui è sottoposta la cella (stress induced leakage current, SILC), spiegabili at-

22. /DVLWXD]LRQHqDQDORJDDTXDQWRDYYLHQHFRQODEDWWHULDGLXQ·DXWRPRELOHVHTXHVW·XOWLPDYLHQHXWLOL]]DWDODEDWWHULDVLPDQWLHQHLQ EXRQHFRQGL]LRQLVHLQYHFHO·DXWRPRELOHYLHQHWHQXWD´IHUPDµODEDWWHULDVLVFDULFDLQWHPSLDQFKHEUHYL 23. Si veda Manabe, Y., Okuyama, K., Kubota, K., Nozoe, A., Karashima, T., Ujiie, K., Kanno, H., Nakashima, M., Ajika, N., Detailed observation of small leak current in Flash memories withthin tunnel oxides in IEEE Transactions on Semiconductor ManufactuULQJ9ROXPH,VVXH0D\3DJLQH 24. Questo dato è rilevabile dai data-sheet forniti dai produttori di dispositivi basati sulle memorie Flash. iged.it online 01.2010

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traverso una conduzione di tipo single trap-assisted tunneling (si veda la Figura 12a); e correnti di dispersione anomale, di tipo intermittente ma di grande intensità, favorite da meccanismi di conduzione a salti (hopping conducting mechanism, HCM) (si veda la Figura 12b). Le cariche inWUDSSRODWHDOO¡LQWHUQRGHOJDWHR[LGH possono invece ostacolare la formazione delle correnti di dispersione (si veda la Figura 12c). /¡HQWLWjGHOIHQRPHQRGHOOHFRUUHQti di dispersione dipende da diversi fattori, tra cui la temperatura, il numero di cicli di scrittura e cancellazione a cui la memoria è già stata sottoposta, il tempo di utilizzo, etc. 7XWWDYLD LO IDWWRUH FKH OR LQà XHQza maggiormente è la temperatura. Ad alte temperature le correnti di dispersione aumentano e, di conseJXHQ]D OD FDULFD VXOJDWHà RWWDWHVL riduce piÚ rapidamente che a basse temperature. La dipendenza del tempo di ritenzione dei dati (ovvero il lasso di tempo entro il quale è assicurata la ritenzione dei dati) dalla WHPSHUDWXUD q PRGHOODWD GDOO¡HTXDzione di Arrhenius che fornisce una stima del fattore di accelerazione (FA) per il tempo di ritenzione dei dati che si basa sulla differenza tra una temperatura di esercizio (T1) ed una di riferimento (T2): 

FA

e

Ea § 1 1 ¡ ¨  ¸ k ¨Š T1 T2 ¸š

dove: FA = fattore di accelerazione; (D HQHUJLDGLDWWLYD]LRQH H9 k = costante di velocitĂ  = 86.25 x 10â&#x20AC;&#x201C;6 T1 = temperatura di esercizio (K) T2 = temperatura di riferimento (K)

per misurare tale tempo in condizioni normali (ovvero alla temperatura ambiente di 25 °C = 298 K), queste misurazioni vengono effettuate ad una temperatura piÚ alta ed il temSRGLULWHQ]LRQHFRVuFDOFRODWRYLHQH UDSSRUWDWR WUDPLWH O¡HTXD]LRQH GL Arrhenius, alla temperatura ambiente. Per converso, una volta determinato il tempo di ritenzione ad una certa temperatura, è possibile determinare la sua variazione al variare della temperatura. 9HGLDPRXQHVHPSLRGLDSSOLFD]LRne. Solitamente il tempo di ritenzione dei dati per una memoria Flash tenuta a temperatura ambiente (intorno ai 25°C) si aggira sui 10 anni24. Se la stessa memoria viene utilizzata in un ambiente che si trova costantemente alla temperatura di 50 °C, si avrà:



FA

â&#x20AC;˘

â&#x20AC;˘

e quindi il fattore di accelerazione è: 

e

Ea § 1 1 ¡ ¨  ¸ k ¨Š T1 T2 ¸š



e

0.6 eV 1 ¡ § 1  ¨ ¸ 86.25u10 6 Š 323 K 298 K š

â&#x20AC;˘ |6

&LzVLJQLĂ&#x20AC;FDFKHDOODWHPSHUDWXUDGL 50 °C il tempo di di ritenzione diminuisce di circa sei volte rispetto alla situazione in cui la temperatura è intorno a 25 °C, riducendoci da 10 anni a 10/6 anni 1,6 anni. In altre parole, i dati memorizzati in una memoria Flash mantenuta in un ambiente alla temperatura di 50 °C, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? sei volte piĂš rapidaPHQWH1RQF¡qWXWWDYLDELVRJQRGL FRQVLGHUDUHWHPSHUDWXUHFRVuHOHYDWH per avere una rapida perdita dei dati: se la memoria Flash viene mantenuta in un ambiente costantemente a 35 °C, si ha:

Tale equazione viene utilizzata per stimare il tempo di ritenzione dei T1 = 50 °C = 323 K, T2 = 35 °C = 308 K dati: infatti, poichÊ sarebbe necessario un tempo eccessivamente lungo e il fattore di accelerazione diventa:

Ea § 1 1 ¡ ¨  ¸ k ¨Š T1 T2 ¸š



e

0.6 eV 1 ¡ § 1  ¨ ¸ 86.25u10 6 Š 323 K 308 K š

| 2,85

Quindi i dati memorizzati nella memoria Flash â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? piĂš rapidamente di un fattore 2,85 e il tempo di ritenzione dei dati da 10 anni si riduce a 10/2,85 anni 3,5 anni. Ci sono poi dei casi di impiego â&#x20AC;&#x153;mistoâ&#x20AC;?. Se una memoria Flash viene tenuta per 5 ore al giorno in un ambiente a 50 °C e per il resto della giornata alla temperatura ambiente di 25 °C, è possibile calcolare il tempo di ritenzione dei dati come segue:

T1 = 50 °C = 323 K, T2 = 25 °C = 298 K

FA

e

5 ore/giorno a 50 °C equivalgono ad un invecchiamento a 25 °C pari a: 5 ore x 6 = 30 ore (il fattore di accelerazione è pari a 6); 19 ore/giorno a 25 °C equivalgono ad un invecchiamento a 25 °C pari (ovviamente) a: 19 ore (in questo caso il fattore di accelerazione è pari a 1); LOWRWDOHGHOO¡LQYHFFKLDPHQWRSHU ogni giornata è quindi è pari a: 30 ore + 19 ore = 49 ore 2 giorni a 25 °C.

In pratica, per ogni giornata trascorsa i dati memorizzati nella memoria Flash â&#x20AC;&#x153;invecchianoâ&#x20AC;? di due giornate. In questa ipotesi il tempo di ritenzione dei dati è pari a circa la metĂ  di quello che si avrebbe a temperatura ambiente, ovvero circa 5 anni. CONCLUSIONI Le memorie Flash non sono state SURJHWWDWHFRPHXQLWjSHUO¡DUFKLYLDzione di dati a lungo termine. Infatti, se usate in condizioni normali sono in grado di garantire una capacitĂ  di ritenzione dei dati per un periodo di circa dieci anni. Se si vuole conservare i dati per periodi di tempo piĂš OXQJKL ROWUH DOO¡RYYLD DYYHUWHQ]D GL evitare temperature eccessive (per iged.it online 01.2010

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non ridurre ulteriormente il tempo di ritenzione, dal momento che esso è strettamente legato alle correnti di dispersione, e queste aumentano DOO¡DXPHQWDUH GHOOD WHPSHUDWXUD  VL può â&#x20AC;&#x153;rinfrescareâ&#x20AC;? periodicamente i dati, magari copiandoli dalla memoria Flash su un altro supporto di memorizzazione (ad esempio, un disco Ă&#x20AC;VVR HSRLFRSLDQGROLGLQXRYRVXOla memoria Flash. Questa semplice operazione, da ripetere ad intervalli

regolari, consente di ripristinare i livelli di carica delle celle di memoria HGLIDUFRVu´ULSDUWLUHÂľLOFRQWHJJLR del tempo25. Al di lĂ  di questi accorgimenti, è sempre consigliabile effettuare almeno una doppia copia dei dati che si desidera conservare a lungo termine utilizzando dispositivi di memorizzazione basati su tecnologie differenti (ottiche, magnetiche, etc.) H FROORFDWH LQ VLWL JHRJUDĂ&#x20AC;FDPHQWH

distanti. Cosa fare quando una memoria Flash smette di operare26 e non si è provveduto in tempo a creare copie di backup? Il piĂš delle volte il guasto si manifesta improvvisamente senza alcun segnale che possa mettere in allarme, come avviene invece nel FDVRGHLGLVFKLĂ&#x20AC;VVL27Ă&#x20AC;QRDTXDQGR il meccanismo di correzione degli errori (Error Correction Code, ECC) continua a funzionare regolarmente,

25. 5LSUHQGHQGRO¡HVHPSLRGHOODEDWWHULDGHOO¡DXWRPRELOHFLWDWRLQSUHFHGHQ]DSHUHYLWDWHFKHODEDWWHULDVL´VFDULFKLÂľqQHFHVVDULRPHWWHUHLQPRWRSHULRGLFDPHQWHO¡DXWRHGHIIHWWXDUHDQFKHVRORXQEUHYHWUDJLWWR 26. Quando una memoria Flash smette di funzionare la prima ipotesi che deve essere presa in considerazione è che abbia raggiunto il termine della propria vita operativa, ovvero che abbia superato il massimo numero di cicli di scrittura/cancellazione consentito. In realtĂ , la probabilitĂ  che la causa sia questa è abbastanza remota: le memorie Flash adottate nei dispositivi attuali sono progettate per sostenere da 10.000 a 100.000 cicli di riscrittura (ed in alcuni casi anche 1.000.000); tradotto in termini temporali ciò equivale ad almeno una decina di anni considerando un utilizzo normale, il che va ben oltre la vita utile attesa del dispositivo, data la rapida obsolescenza tecnologica che caratterizza oggi qualsiasi dispositivo elettronico. 27. 3HULGLVFKLĂ&#x20AC;VVLqGLVSRQLELOHXQDWHFQRORJLDGHQRPLQDWD60$57 6HOI 0RQLWRULQJDQG5HSRUWLQJ7HFKQRORJ\ JUD]LHDOODTXDOH è possibile prevedere con un certo anticipo, in una buona percentuale di casi, il momento della rottura. iged.it online 01.2010

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QRQF¡qPRGRGLDFFRUJHUVLGHOGHWH- mettendo seriamente a rischio i dati rioramento della memoria; quando in esse memorizzati. poi il guasto si manifesta è ormai troppo tardi. Purtroppo non esistono molte soluzioni disponibili: se il guasto è principalmente dovuto ad un malfunzionamento di tipo logico (ad esempio, una corruzione della STEFANO ALLEGREZZA FAT), è possibile ricorrere ad appositi prodotti software che sono in 'RFHQWHGL,QIRUPDWLFDSUHVVRO¡8QLYHUVLWj grado di tentare il recupero dei dati degli Studi di Macerata mettendo in campo speciali algoritPLVHLQYHFHLOJXDVWRqGLWLSRĂ&#x20AC;VLFR (ad esempio, un malfunzionamento del controller oppure un guasto ai EDQFKLGLPHPRULD O¡XQLFDVSHUDQ]D di ricuperare i dati si ha ricorrerendo ad aziende specializzate che provveGRQRDVPRQWDUHLOGLVSRVLWLYRĂ&#x20AC;VLFR RIFERIMENTI nella quale le memorie Flash sono DOORJJLDWH DG HVHPSLR O¡LQYROXFUR [1] Texas Instruments Application Report SLAA334-September 2006. MSP430 esterno nel caso delle pendrive) e Flash Memory Characteristics, <http://www.lierda.com/upload/product/down_ si interfacciano direttamente con il path/070411/0940431001176282234.pdf> chip contenente i banchi di memoria utilizzando delle apparecchiature [2] Ezine articles, Computer Memory - Flash Memory, By Michael Russell DVVDL VRĂ&#x20AC;VWLFDWH /D SHUFHQWXDOH GL <http://ezinearticles.com/?Computer-Memory---Flash-Memory&id=129036> recupero varia ovviamente in base [3] Navid Zeraatkar, Flash Memory Technology, Ferdowsi University of alla tipologia di guasto. In conclusione, è importante sotto- Mashhad OLQHDUHFKHQHOO¡DFTXLVWRGLXQGLVSR- <http://papers2.persiangig.com/Papers/ELC/ELC5-1.pdf> sitivo di memorizzazione che utilizza la tecnologia delle memorie Flash [4] Marcus Schneider, 10 Facts about Solid State Disks, SNIA Europe board of è assolutamente necessario non directors and European Liaison to SNIA - Solid State Storage Initiative basarsi esclusivamente sul fattore <http://www.server-management.co.uk/features/10_Facts_about_Solid_Staprezzo ma valutare anche altri fatto- te_Disks> ULFRPHO¡DIĂ&#x20AC;GDELOLWjHODUHSXWD]LRQHGHOO¡D]LHQGDSURGXWWULFH28. Come [5] Manabe, Y.; Okuyama, K.; Kubota, K.; Nozoe, A.; Karashima, T.; Ujiie, K.; si è visto, le memorie che danno le Kanno, H.; Nakashima, M.; Ajika, N., Detailed observation of small leak curmaggiori garanzie sono quelle che rent in Flash memories withthin tunnel oxides in IEEE Transactions on Semiimplementano opportune soluzio- conductor Manufacturing, Volume 12, Issue 2, May 1999, Pagine 170 â&#x20AC;&#x201C; 174 ni29 per aumentare la durata e la capacitĂ  di ritenzione. Le memorie [6] Digital Preservation Guidance Note n.3 Care, Handling and Storage of di bassa qualitĂ  spesso non imple- Removable Media, The National Archives, <http://www.nationalarchives.gov. mentano soluzioni di questo genere, uk/ documents/media_care.pdf>

27. Un buon criterio di scelta consiste nel rivolgere la propria attenzione verso le memorie prodotte da aziende che tradizionalmente hanno acquisito una buona reputazione nella realizzazione delle memorie RAM utilizzare nei computer e non verso quelle prodotte da aziende poco note o appena arrivate sul mercato. 28. Ad esempio, è preferibile acquistare memorie Flash basate su celle di memoria di tipo SLC piuttosto che MLC. iged.it online 01.2010

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OL GD $,3$ VL q SDVVDWL D &1,3$ H TXLQGLD'LJLW3$ BREVE STORIA DI AIPA/CNIPA ,O 'HFUHWR /HJLVODWLYR GHO  Q  3XEEOLFDWR LQ *D]]HWWD 8IĂ&#x20AC;FLDOH Q  GHO    ´Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma del-l lâ&#x20AC;&#x2122;art. 2, comma 1, lettera mm GHOODOHJ m JHRWWREUHQÂľHQWUDWR LQYLJRUHLODOO¡DUWLFROR  LVWLWXLYD O¡$XWRULWj SHU O¡,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH $,3$ HQHLQGLYLGXDYDLFRPSLWL /¡$XWRULWj QDVFH FRPH RUJDQR FROOHJLDOH FRVWLWXLWR GD XQ 3UHVLGHQWH

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Le Competenze del CNIPA così come descritte dal comma 1 dell’Articolo 7 del Decreto Legislativo del 12/02/1993 n. 39 Spetta al Centro: •

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SUHVVR OD 3UHVLGHQ]D GHO &RQVLJOLR GHL0LQLVWULVLDSXUHFRQDXWRQRPLD WHFQLFD IXQ]LRQDOH DPPLQLVWUDWLYD FRQWDELOH H ÀQDQ]LDULD H FRQ LQGLSHQGHQ]D GL JLXGL]LR PD SHU O·DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHGHO0LQLVWUR SHUO·LQQRYD]LRQHHOHWHFQRORJLH /D VWUXWWXUD UHVWD LQYDULDWD VLQR D TXDQGR $UWLFRORFRPPDGHOOD/HJJHGLFHPEUHQHG LQVHJXLWR$UWLFRORGHO'/Q GHOFRQYHUWLWRGDOODOHJJHGLFRQYHUVLRQHQGHODJRVWR  O·RUJDQRFROOHJLDOHqULGRWWRDO

3UHVLGHQWHHWUHPHPEUL ,O&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH FRVu VWUXWWXUDWR KD DOFXQL FRPSLWL IRQGDPHQWDOL ROWUH DO VXSSRUWR SHU O·LPSLHJR GHOO·,QIRUPDWLRQ DQG &RPPXQLFDWLRQ 7HFKQRORJ\ GHOO·LQIRUPDWLFDDOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH  GHÀQL]LRQHHGHPLVVLRQHGLQRUPDWLYH WHFQLFKH OLQHH JXLGD JXLGHWHFQLFKHHFF HVXSSRUWR SHUODORURHPLVVLRQHGDSDUWHGL DOWUH$PPLQLVWUD]LRQL  YDOXWD]LRQH GL FRHUHQ]D SULPD GXUDQWH H GRSR  FRQ OH VWUDWHJLH G·LQQRYD]LRQH GHO *RYHUQR GHOOHDWWLYLWj,&7GHOOD3XEEOLFD $PPLQLVWUD]LRQH FHQWUDOH VLD D OLYHOOR VWUDWHJLFR VXL 3LDQL SOXULHQQDOL GL VYLOXSSR GHL VLVWHPL LQIRUPDWLYLVLDDOLYHOORGLVLQJROL LQWHUYHQWL VRWWRSRVWL D SDUHUH REEOLJDWRULRPDQRQYLQFRODQWH GLFRQJUXLWjWHFQLFDHGHFRQRPLFDGDSDUWHGHO&1,3$  GHÀQL]LRQH H JHVWLRQH VSHFLÀFKH IXQ]LRQDOL  GL SURJHWWL DG DOWR FRQWHQXWR LQQRYDWLYR QHOO·XVRGHOO·,&7SHUOD3$VLD&HQWUDOHVLD/RFDOH  DWWLYLWjGLFRQVXOHQ]DHSURSRVWD YXRLVWUDWHJLFDYXRL VX DWWLYLWj VSHFLÀFKH QHLFRQIURQWLGLGHFLVRULSROLWLFLGHOOH3XEEOLFKH$PPLQLVWUD]LRQL H GHJOL RSHUDWRUL GHOVHWWRUH  &XUDUH UDSSRUWL H FROODERUD]LRQL DL ÀQL GHOOD UHDOL]]D]LRQH GHOOD 6RFLHWjGHOO·,QIRUPD]LRQH QRQVRORLQVHGH8(PDSLLQ JHQHUDOHQHLUDSSRUWLLQWHUQD]LRQDOL VLDQR HVVL ELODWHUDOL R PXOWLODWHUDOL

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IL DIPARTIMENTO PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA /·$UWLFROR  GHO '3&0  DSULOH 1´0RGLÀFKHDJOLDUWLFROLH del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2002, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri»µFRQYHUWHLODipartimento per l’innovazione e le tecnologie in Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione

e l’innovazione tecnologicaHLOFRPPD GHOO·$UWLFRORQHGHÀQLVFHLFRPSLWLHOHUHVSRQVDELOLWj ,O 'LSDUWLPHQWR YLHQH GXQTXH DG • DVVXPHUH PDJJLRUL FRPSLWL H SL DPSLHUHVSRQVDELOLWjLQSDUWLFRODUH • QHOODGHÀQL]LRQHQHOPRQLWRUDJ- • JLRHQHOFRQWUROORGHOO·LPSLHJR GHOOH 7HFQRORJLH GHOOD &RPXQLFD]LRQHHGHOO·,QIRUPD]LRQHQHOOR VYLOXSSR GHO 3DHVH QHOO·HYR• OX]LRQH GHL 6LVWHPL ,QIRUPDWLYL

Articolo 22, comma 1 del DPCM 23 luglio 2002 [Come modificato dall’Articolo 2 del DPCM 28 aprile 2009] ,O'LSDUWLPHQWRSHUODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHHO¶LQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDq VWUXWWXUDGLVXSSRUWRDL¿QLGHOFRRUGLQDPHQWRHGHOO¶DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHGLSURPR]LRQHGHOOR VYLOXSSRGHOODVRFLHWjGHOO¶LQIRUPD]LRQHQRQFKpGHOOHFRQQHVVHLQQRYD]LRQLSHUOHDPPLQLVWUD]LRQL SXEEOLFKHLFLWWDGLQLHOHLPSUHVH ,QSDUWLFRODUHLOGLSDUWLPHQWR IRUQLVFHDO0LQLVWURSHUODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHHO¶LQQRYD]LRQHLOQHFHVVDULRVXSSRUWRSHUOD GH¿QL]LRQH GL XQD VWUDWHJLD XQLWDULD SHU OD PRGHUQL]]D]LRQH GHO 3DHVH DWWUDYHUVR OH WHFQRORJLH GHOO¶LQIRUPD]LRQH H GHOOD FRPXQLFD]LRQH DVVLFXUDQGR LO FRRUGLQDPHQWR LQIRUPDWLFR GHL GDWL GHOO¶DPPLQLVWUD]LRQHVWDWDOHUHJLRQDOHHORFDOHDLVHQVLGHOO¶DUWVHFRQGRFRPPDOHWWHUDU GHOOD &RVWLWX]LRQH GjDWWXD]LRQHDOOHGLUHWWLYHGHO0LQLVWURYROWHDGDVVLFXUDUHLOFRRUGLQDPHQWRGHOSURFHVVRGLGLJLWDOL]]D]LRQHLOPRQLWRUDJJLRHODYDOXWD]LRQHGHLSURJUDPPLGHLSURJHWWLHGHLSLDQLGLD]LRQH IRUPXODWLGDOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLFHQWUDOLSHUORVYLOXSSRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYL FXUD OD SUHGLVSRVL]LRQH GHO SLDQR VWUDWHJLFR WULHQQDOH DQQXDOPHQWH ULYHGXWR GHL SURJHWWL H GHL SULQFLSDOLLQWHUYHQWLGLVYLOXSSRHJHVWLRQHGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQL RSHUDQHLFRQIURQWLGLDPPLQLVWUD]LRQLSXEEOLFKHFLWWDGLQLHGLPSUHVHSHUORVYLOXSSRGHOODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOHDWWLYLWjGHJOLXI¿FL GLIIRQGHHGLPSOHPHQWDO¶XVRGHOOHPHWRGRORJLHLQIRUPDWLFKHQHLSURFHVVLGLYDOXWD]LRQHGHOOHDPPLQLVWUD]LRQLSXEEOLFKHHGHOUHODWLYRSHUVRQDOH UHDOL]]DSURJHWWLGLJUDQGHFRQWHQXWRLQQRYDWLYRGLULOHYDQ]DVWUDWHJLFDGLSUHPLQHQWHLQWHUHVVH QD]LRQDOHFRQSDUWLFRODUHDWWHQ]LRQHSHULSURJHWWLGLFDUDWWHUHLQWHUVHWWRULDOH VYROJHDWWLYLWjGLSURJHWWD]LRQHHFRRUGLQDPHQWRGHOOHLQL]LDWLYHSHUODSLHI¿FDFHHURJD]LRQHGL VHUYL]LLQUHWHDFLWWDGLQLHLPSUHVH FXUDODULRUJDQL]]D]LRQHHO¶DJJLRUQDPHQWRGHLVHUYL]LUHVLVYLOXSSDQGRDWDOH¿QHO¶XVRGHOOHWHFQRORJLHGHOO¶LQIRUPD]LRQHHGHOODFRPXQLFD]LRQH SUHGLVSRQHOHQRUPHWHFQLFKHDLVHQVLGHOO¶DUWGHOGHFUHWROHJLVODWLYRPDU]RQHL FULWHULSHUODSLDQL¿FD]LRQHSURJHWWD]LRQHUHDOL]]D]LRQHJHVWLRQHHPDQWHQLPHQWRGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLDXWRPDWL]]DWLGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLQRQFKpFULWHULSHUODORURLQWHUFRQQHVVLRQH TXDOLWjHVLFXUH]]D IDYRULVFHO¶DGR]LRQHGLPLVXUHSHUODVLFXUH]]DLQIRUPDWLFDQHOO¶DPELWRGHOODGLIIXVLRQHGHOOHWHFQRORJLHGHOO¶LQIRUPD]LRQHHGHOODFRPXQLFD]LRQH VYLOXSSDLQL]LDWLYHGLLQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDHIRUPHGLSDUWQHUDULDWRLQWHUQD]LRQDOHWHVHDOVRVWHJQRGHLSURFHVVLGLULIRUPDHGLJLWDOL]]D]LRQHGHOVHWWRUHSXEEOLFRHGLSURPR]LRQHGHOO¶LQQRYD]LRQH QHLSDHVLWHU]LLQSDUWLFRODUHTXHOOLLQYLDGLVYLOXSSR HVHUFLWDOHIXQ]LRQLGLYLJLODQ]DVXOO¶$JHQ]LDSHUO¶LQQRYD]LRQHWHFQRORJLFDGLFXLDOO¶DUWFRPPD OHWWHUDG GHOODOHJJHGLFHPEUHQ FXUDOHVHJUHWHULHGHLFRPLWDWLLVWLWXLWLGDOGHFUHWROHJLVODWLYRPDU]RQ

GHOOH $PPLQLVWUD]LRQL &HQWUDOL H QHOO·HURJD]LRQH GL SL HIÀFDFL VHUYL]LSHUFLWWDGLQLHLPSUHVH QHOODUHDOL]]D]LRQHGLSURJHWWLGL SDUWLFRODUHULOHYDQ]DVWUDWHJLFDH FRQWHQXWRLQQRYDWLYR SUHGLVSRQHQGR LO SLDQR VWUDWHJLFRWULHQQDOHGHLSURJHWWLHGHL SULQFLSDOLLQWHUYHQWLGLVYLOXSSR HJHVWLRQHGHLVLVWHPLLQIRUPDWLYLGHOOHDPPLQLVWUD]LRQL SUHGLVSRQHQGR OH QRUPH WHFQLFKHDLVHQVLGHOO·DUWGHO&DG L FULWHUL SHU OD SLDQLÀFD]LRQH OD SURJHWWD]LRQH OD UHDOL]]D]LRQH OD JHVWLRQH HG LO PDQWHQLPHQWR GHL VLVWHPL LQIRUPDWLYL GHOOH SXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLQRQFKp FULWHUL SHU OD ORUR LQWHUFRQQHVVLRQHTXDOLWjHVLFXUH]]D QHOOD FRQGX]LRQH GHL UDSSRUWL LQWHUQD]LRQDOL LQ PDWHULD GL LQQRYD]LRQHHGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH

DA CNIPA A DIGITPA 'RSR XQ SULPR VFKHPD GL UHJRODPHQWR SHU LO ULRUGLQR GHO &HQWUR 1D]LRQDOH SHU O·,QIRUPDWLFD QHOOD 3XEEOLFD $PPLQLVWUD]LRQH &1,3$  DSSURYDWR GDO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWULQGHOIRQGDWR VXOO·DUWLFROR  FRPPL  H GHOOD/HJJHGLFHPEUH Q ÀQDQ]LDULD OD/HJJH Q GHO  FRQ O·$UWLFROR  SRQHOHEDVLGHO'HFUHWR/HJLVODWLYR  UHFDQWH ULRUJDQL]]D]LRQH GHO&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·LQIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH FKHqVWDWRDSSURYDWRGDO&RQVLJOLR GHL0LQLVWULQGHO 'LVHJXLWRVRQRLOOXVWUDWHLQHVWUHPD VLQWHVLOHVRVWDQ]LDOLGLIIHUHQ]HWUDLO &1,3$ H 'LJLW3$ (QWH SXEEOLFR QRQ HFRQRPLFR FRQ FRPSHWHQ]D QHOVHWWRUHGHOOH7HFQRORJLHGHOO·,QIRUPD]LRQH H GHOOD &RPXQLFD]LRQH QHOO·DPELWR GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH /·(QWH RSHUHUj VHFRQGR OH GLUHWWLiged.it online 01.2010

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YHSHUO·DWWXD]LRQHGHOOHSROLWLFKHH VRWWRODYLJLODQ]DGHO3UHVLGHQWHGHO &RQVLJOLRGHL0LQLVWULRGHO0LQLVWUR GHOHJDWR FRQ DXWRQRPLD WHFQLFD H IXQ]LRQDOHDPPLQLVWUDWLYDFRQWDELOHÃ&#x20AC;QDQ]LDULDHSDWULPRQLDOH /·(QWHVDUjSUHVLHGXWRGDXQ3UHVLGHQWHFRQFRPSLWLDQDORJKLDTXHOOL DWWXDOL ,O&ROOHJLR DWWXDOPHQWHGLWUHFRPSRQHQWL VDUjVRVWLWXLWRGDXQ´&RPLWDWR 'LUHWWLYRµ FRPSRVWR GDO 3UHVLGHQWHHGDWUHPHPEULFRQSRWHUL GL SURJUDPPD]LRQH LQGLUL]]R FRQWUROOR H UHJROD]LRQH GHOO·DWWLYLWj GHOO·(QWH ,O'LUHWWRUH*HQHUDOHDYUjFRQFRPSLWL SUHYDOHQWHPHQWH DPPLQLVWUDWLYL HGLRUJDQL]]D]LRQHLQWHUQD 9LHQHLQÃ&#x20AC;QHLVWLWXLWRLO&ROOHJLRGHL 5HYLVRUL  PHPEUL QRPLQDWL GDO 3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWUL  6DUj ULGRWWR LQROWUH LO SHUVRQDOH FKHFRQWDRJJLFLUFDDGGHWWLFKH VFHQGHUDQQRD )HUPHUHVWDQGROHJLjGHÃ&#x20AC;QLWHIXQ]LRQL DVVHJQDWH DO 'LSDUWLPHQWR SHU OD GLJLWDOL]]D]LRQH GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH H O·LQQRYD]LRQH WHFQRORJLFD LQ WHUPLQL GL FRPSH-

 

WHQ]HOHQRYLWjSLVLJQLÃ&#x20AC;FDWLYHVRQR UDSSUHVHQWDWHGDOODSHUGLWDGHOODUHVSRQVDELOLWjSHUODVWHVXUDGHOSLDQR WULHQQDOHGHLSURJHWWLHGHLSULQFLSDOL LQWHUYHQWLGLVYLOXSSRHJHVWLRQHGHL VLVWHPL LQIRUPDWLYL DXWRPDWL]]DWL GHOOHDPPLQLVWUD]LRQL IRUPDOPHQWH WUDVIHULWD DO WUDVIHULWD DO 3UHVLGHQWH GHO &RQVLJOLR GHL 0LQLVWUL R DO 0LQLVWUR GHOHJDWR GL IDWWR DO 'LSDUWLPHQWR SHU OD GLJLWDOL]]D]LRQH GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH H O·LQQRYD]LRQH WHFQRORJLFD  DQDORJR WUDVIHULPHQWRGLFRPSHWHQ]HqSUHYLVWR SHUTXDQWRFRQFHUQHLUDSSRUWLFRQ JOLRUJDQLGHOOH&RPXQLWjHXURSHHH OD SDUWHFLSD]LRQH DG RUJDQLVPL FRPXQLWDUL HG LQWHUQD]LRQDOL LQ PDWHULDGL7HFQRORJLHGHOO·,QIRUPD]LRQH H GHOOD &RPXQLFD]LRQH QHOO·DPELWR GHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQH /HULPDQHQWLIXQ]LRQLHFRPSLWLRJJL DVVHJQDWLDO&1,3$VDUDQQRWUDVIHULWHD'LJLW3$

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$OWUD QRYLWj SUREDELOPHQWH OD SL LQWHUHVVDQWH SHU OH D]LHQGH IRUQLWULFL  q FKH VDUDQQR VHQVLELOPHQWH DO]DWHOHVRJOLHSHUO·REEOLJDWRULHWjGHO 3DUHUHGLFRQJUXLWjOHDWWXDOLVRJOLH GL½SHUWUDWWDWLYDSULYDWD GL½SHU$SSDOWRFRQFRU-

*8GHOQ $UWLFRORGHOOD/HJJHQGHO Riorganizzazione del Centro nazionale per lâ&#x20AC;&#x2122;informatica nella pubblica amministrazione, del Centro di formazione studi e della Scuola superiore della pubblica amministrazione $OÃ&#x20AC;QHGLUHDOL]]DUHXQVLVWHPDXQLWDULRGLLQWHUYHQWLQHOFDPSR GHOODIRUPD]LRQHGHLSXEEOLFLGLSHQGHQWLGHOODULTXDOLÃ&#x20AC;FD]LRQHGHOODYRURSXEEOLFRGHOO·DXPHQWRGHOODVXDSURGXWWLYLWjGHOPLJOLRUDPHQWRGHOOHSUHVWD]LRQLGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLHGHOODTXDOLWjGHLVHUYL]LHURJDWLDLFLWWDGLQLHDOOHLPSUHVHGHOODPLVXUD]LRQH GHLULVXOWDWLHGHLFRVWLGHOO·D]LRQHSXEEOLFDQRQFKpGHOODGLJLWDOL]]D]LRQHGHOOHSXEEOLFKHDPPLQLVWUD]LRQLLO*RYHUQRqGHOHJDWRDG DGRWWDUHVHFRQGROHPRGDOLWjHLSULQFuSLHFULWHULGLUHWWLYLGLFXLDOO·DUWLFRORGHOODOHJJHPDU]RQHVXFFHVVLYHPRGLÃ&#x20AC;FD]LRQLHQWURGRGLFLPHVLGDOODGDWDGLHQWUDWDLQYLJRUHGHOODSUHVHQWHOHJJHXQRRSLGHFUHWLOHJLVODWLYLGLULDVVHWWRQRUPDWLYR Ã&#x20AC;QDOL]]DWLDOULRUGLQRDOODWUDVIRUPD]LRQHIXVLRQHRVRSSUHVVLRQHDQFKHVXOODEDVHGLXQFRQIURQWRFRQOHUHJLRQLHJOLHQWLORFDOL LQWHUHVVDWLDVDOYDJXDUGDUHRYHSRVVLELOHODSHUPDQHQ]DGHOOHVHGLJLjSUHVHQWLVXOWHUULWRULRDOÃ&#x20AC;QHGLJDUDQWLUHLOPDQWHQLPHQWRGHJOL DWWXDOLOLYHOOLRFFXSD]LRQDOLGHO&HQWUR1D]LRQDOHSHUO·,QIRUPDWLFDQHOOD3XEEOLFD$PPLQLVWUD]LRQH &1,3$ GHO&HQWURGL)RUPD]LRQH6WXGL )250(= HGHOOD6FXRODVXSHULRUHGHOODSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQH 663$ VHFRQGRLVHJXHQWLSULQFuSLHFULWHULGLUHWWLYL D ULGHÃ&#x20AC;QL]LRQHGHOOHPLVVLRQLHGHOOHFRPSHWHQ]HHULRUGLQRGHJOLRUJDQLLQEDVHDSULQFuSLGLHIÃ&#x20AC;FLHQ]DHIÃ&#x20AC;FDFLDHGHFRQRPLFLWj DQFKHDOÃ&#x20AC;QHGLDVVLFXUDUHXQVLVWHPDFRRUGLQDWRHFRHUHQWHQHOVHWWRUHGHOODIRUPD]LRQHHGHOODUHLQJHJQHUL]]D]LRQHGHLSURFHVVL SURGXWWLYL GHOOD SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH FHQWUDOH H GHOOH DPPLQLVWUD]LRQL ORFDOL E  WUDVIRUPD]LRQH IXVLRQH R VRSSUHVVLRQH GHJOL RUJDQLVPL GL FXL DO SUHVHQWH FRPPD LQ FRHUHQ]D FRQ OD ULGHÃ&#x20AC;QL]LRQH GHOOH FRPSHWHQ]H GHJOL VWHVVL DL VHQVL GHOOD OHWWHUD D  F  UDFFRUGR FRQ OH DOWUH VWUXWWXUH DQFKH GL QDWXUD SULYDWLVWLFD RSHUDQWL QHO VHWWRUH GHOOD IRUPD]LRQH H GHOO·LQQRYD]LRQH WHFQRORJLFD G  ULDOORFD]LRQH GHOOHULVRUVH XPDQH H Ã&#x20AC;QDQ]LDULH LQ UHOD]LRQH DOOD ULRUJDQL]]D]LRQH H DOOD UD]LRQDOL]]D]LRQH GHOOHFRPSHWHQ]H «RPLVVLV«

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$,0)XOPHGLD6RIWZDUH(QJLQHHULQJVD )LOLDOH,WDOLDQDVLÂ&#x2021;Viale JennerÂ&#x2021;10590LODQR WHOÂ&#x2021;ID[Â&#x2021;HPDLOIXOPHGLD#IXOPHGLDFRP :0:;,40:,:05>0*,>,)7@9(40+-<3*9<4 76:,0+65:2077,9*94>692-36> 7,9>05+6>:305<?4(*,7,905;,95,;

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Il ruolo della Lettura Ottica nellâ&#x20AC;&#x2122;emergenza terremoto ROBERTO PUCINO

Gli eventi sismici del 6 Aprile 2009 che hanno interessato lâ&#x20AC;&#x2122;Italia centrale, ed in particolare la provincia de Lâ&#x20AC;&#x2122;Aquila, hanno richiesto un intervento quanto mai tempestivo ed HIĂ&#x20AC;FDFHDOĂ&#x20AC;QHGLDFFHOHUDUHLWHPSL necessari a ristabilire una situazione

di vivibilitĂ  e sostenibilitĂ  per la popolazione colpita. Uno dei primi compiti della Protezione Civile, preposta alla gestione dellâ&#x20AC;&#x2122;emergenza, è stato quello di determinare lâ&#x20AC;&#x2122;entitĂ  dei fabbisogni alloggiativi per i cittadini con abita-

zioni dichiarate di classe â&#x20AC;&#x153;Eâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;Fâ&#x20AC;?, cioè le abitazioni che hanno subito danni di entitĂ  tale da non risultare agibili. Per queste famiglie è stata predisposta lâ&#x20AC;&#x2122;assegnazione di nuclei abitativi da utilizzare in â&#x20AC;&#x153;comodato G¡XVRÂľĂ&#x20AC;QRDGHPHUJHQ]DFRQFOXVD iged.it online 01.2010

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chiari e semplici da compilare, ma contemporaneamente ottimizzati per il riconoscimento automatico. Un modulo perfettamente ottimizzato per la lettura ottica deve essere strutturato in modo da agevolare l’elaborazione da parte del software applicativo e garantire così il massimo livello di riconoscimento possibile, ma allo stesso tempo deve risultare chiaro e di semplice compilazione da parte dell’utente. Specie quando i dati da indicare sono di grande importanza (in occasione di un censimento, come in questo caso, ma anche nel caso di un questionario sulla cui base determinare l’attribuzione di un punteggio) un modulo ben progettato risulta fonGDPHQWDOHDLÀQLGHOUDJJLXQJLPHQto dell’obiettivo di fondo, rappresentato dal minimizzare il tempo di rilevazione e massimizzare la qualità delle informazioni raccolte. La necessità di poter raccogliere queste informazioni nel minor tempo possibile ha richiesto l’utilizzo di un’avanzata soluzione di riconoscimento ottico, in grado di estrarre in modalità automatica i dati dalla modulistica, garantendo il massimo livello qualitativo delle informazioni raccolte con il minimo sforzo in Figura 1 - Un modulo ben equilibrato, chiaro ed intuitivo, ottimizzato per la lettu- termini di tempo. La soluzione sofUDRWWLFDFRQFULWHULVFLHQWLÀFLHGDOGHVLJQSXOLWRHGHOHJDQWH tware utilizzata è stata Recogniform Reader, il software evoluto di lettura ottica prodotto da Recogniform TeL’attribuzione di questi alloggi ha di raccolta anche presso le tendopoli chnologies SpA, punto di riferimenrichiesto un censimento prelimina- ed è stata fornita assistenza ai citta- to del mercato italiano. re della popolazione così da deter- dini in merito alle fasi di valutazione Così come un modulo ottimizzato per la lettura ottica costituisce un minare una graduatoria sulla scorta e compilazione, con particolare cura RWWLPRSXQWRGLSDUWHQ]DDLÀQLGHO delle necessità di ciascun nucleo fa- ed attenzione alle persone anziane o successo di un progetto di data capLQGLIÀFROWj miliare da assistere. /·DWWLYLWj GL SURJHWWD]LRQH JUDÀFD ture, essenziale è anche l’adozione Tale censimento è avvenuto meGHOODPRGXOLVWLFDqVWDWDDIÀGDWDDOOD di una soluzione software potente diante la compilazione di un modulo Recogniform Technologies SpA, H ÁHVVLELOH FKH SHUPHWWD O·HODERUDcartaceo, appositamente realizzato, azienda italiana leader nel campo zione di un elevato numero di dola cui distribuzione e raccolta sono della lettura ottica, con l’obiettivo di cumenti con il minimo sforzo e con state curate direttamente dalla Prote- realizzare a tempo di record moduli la massima velocità, garantendo al 100% la correttezza dei dati estratti. zione Civile: sono stati istituiti punti iged.it online 01.2010

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Figura 2 - Unâ&#x20AC;&#x2122;interfaccia ergonomica e funzionale consente un rapido confronto tra quanto riconosciuto con quanto effettiYDPHQWHVFULWWRVXOGRFXPHQWRQHLFDVLVRVSHWWL

Facendo riferimento alla modulistica utilizzata per il censimento, è stata necessario riconoscere caselle di marcatura (OMR) ed una grande quantitĂ  di dati manoscritti, ovvero compilati â&#x20AC;&#x153;a manoâ&#x20AC;? (ICR). Un ruolo fondamentale è stato dunque svolto dal motore di riconoscimento del manoscritto, addestrato speFLĂ&#x20AC;FDPHQWH SHU OR VWLOH GL VFULWWXUD italiano che, come è noto, risulta VXIĂ&#x20AC;FLHQWHPHQWH GLYHUVR GD TXHOOR dâ&#x20AC;&#x2122;oltreoceano (si pensi ad esempio ai numeri 1, 4, 7, etcâ&#x20AC;Ś ). Le performances di riconoscimento sarebbero state fortemente penalizzate utilizzando motori di riconoscimento â&#x20AC;&#x153;stranieriâ&#x20AC;? di terze parti. Altro aspetto importante da non sottovalutare è la semplicitĂ  dâ&#x20AC;&#x2122;uso della soluzione di lettura ottica adottata che, grazie ad una interfaccia amichevole ed intuitiva, è stata utilizzata da personale della Protezione

Civile che è diventato immediata- allâ&#x20AC;&#x2122;altro senza la sicurezza di un tetmente operativo dopo solo poche to sotto cui poter dormire, pensare, vivere. ore di addestramento. Recogniform Technologies SpA è La possibilitĂ  di installare piĂš scan- stata felice di dare il suo contributo ner per eseguire lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione dei DO VXFFHVVR GL TXHVWR GLIĂ&#x20AC;FLOH SURdocumenti in parallelo e di installare getto, lusingandosi di ricevere atpiĂš postazioni di validazione/corre- testazione di stima e gratitudine da zione ha permesso di ottimizzare il parte della Presidenza del Consiglio lavoro in base alle risorse disponibili dei Ministri e dal dipartimento della ed alle esigenze del momento, ge- Protezione Civile. stendo al meglio i picchi di lavorazione. Lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo della lettura ottica a seguito degli eventi sismici del 6 Aprile 2009 ha dunque consentito di velocizzare i tempi di raccolta ed estrazione delle informazioni relative alla popolazione assistita, agevolando la determinazione del fabbisogno della popolazione colpita dal terremoto ROBERTO PUCINO H OD GHĂ&#x20AC;QL]LRQH GL XQD JUDGXDWRULD DL Ă&#x20AC;QL GHOO¡DWWULEX]LRQH GL XQD FDVD Product Specialist di a chi si è ritrovato da un momento Recogniform Technologies iged.it online 01.2010

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OMAT Milano: i dati aziendali diventano energia Torna OMAT, la principale mostra convegno italiana dedicata alla gestione elettronica di documenti e informazioni; appuntamento a Milano il 30 marzo e 31 marzo. www.omat360.it/mi10. STEFANO FORESTI

Uno studio di IDC (leader mondiale nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito della ricerca nei settori dellâ&#x20AC;&#x2122;information technology) prevede che le informazioni digitali create a livello mondiale raggiungeranno, nel 2011, lâ&#x20AC;&#x2122;enorme cifra di 1.8 Zettabyte (migliaia di Esabyte). Tra queste, il 30% sarĂ  generato direttamente dallâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di aziende e organizzazioni, ma oltre lâ&#x20AC;&#x2122;80% sarĂ  comunque di loro competenza. Ă&#x2039;TXLQGLHYLGHQWHFRPHODYHUDVĂ&#x20AC;GD di questo secolo sia riuscire a gestiUH H FRQVHUYDUH LQ PRGR HIĂ&#x20AC;FLHQWH questa â&#x20AC;&#x153;valanga digitaleâ&#x20AC;? e impiegaUH QHO PRGR SL HIĂ&#x20AC;FDFH L GDWL JHnerati. )DWWXUH WHVWL HPDLO FHUWLĂ&#x20AC;FDWL RU-

dini, immagini e video fanno ormai parte a pieno titolo del patrimonio aziendale: un patrimonio tanto vasto quanto, spesso, male utilizzato.

www.omat360.it/mi10.

Suddivisa in convegni, tavole rotonde e unâ&#x20AC;&#x2122;area espositiva, OMAT Milano rappresenta un appuntamento Per capire come incanalare e sfrut- Ă&#x20AC;VVRSHUWXWWLLSURIHVVLRQLVWLGHOVHWWDUHDOPHJOLRLOĂ XVVRGLGDWLGLJLWDOL tore, unâ&#x20AC;&#x2122;occasione per fare il punto che ogni azienda crea e riceve ogni sullo stato della normativa italiana e giorno, torna lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento con internazionale, sulle migliori case hiOMAT, lâ&#x20AC;&#x2122;evento che dal 1990 riuni- story e sugli sviluppi futuri. sce aziende, istituzioni, accademici, utenti ed esperti per discutere attor- Tra le novitĂ  di questâ&#x20AC;&#x2122;anno, è in arrino allo stesso tavolo. vo il Decreto attuativo per la fatturazione elettronica nei confronti della La prossima edizione di OMAT 3$ FKH GHĂ&#x20AC;QLVFH PRGDOLWj H WHPSL si terrĂ  a Milano il 30 e 31 marzo con cui pubbliche amministrazioni presso lâ&#x20AC;&#x2122;Atahotel Exectuve. Il sito centrali e fornitori dello Stato doInternet della manifestazione è vranno adeguarsi: un importante

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passo avanti nel processo normativo italiano, che verrà analizzato a OMAT con l’apporto dei legislatori coinvolti e messo in relazione con la situazione internazionale. Sono attesi a breve anche il DPCM contenente le regole tecniche per la conservazione della memoria digitale e il Decreto Legislativo con le PRGLÀFKH DO &RGLFH GHOO·DPPLQLstrazione digitale richieste dalla legge 69/2009. Inoltre, si discuteranno i temi legati al Disegno di Legge “Disposizioni LQPDWHULDGLVHPSOLÀFD]LRQHGHLUDSporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese”, il quale

prevede, oltre alla riscrittura dell’articolo 2215 - bis (Documentazione informatica) del CC che ha generato tanti problemi e dubbi, norme relative alla conservazione delle cartelle cliniche, alla ricetta medica elettronica, alla pagella elettronica e alla digitalizzazione della Giustizia.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione; per maggiori informazioni, aggiornamenti e per iscriversi a OMAT Milano, si rimanda al sito internet www.omat360.it/mi10.

In questo momento il programma dei convegni di OMAT Milano 2010 qLQIDVHGLGHÀQL]LRQHHFFRORVFKHma preliminare. A breve verrà pubblicato il proJUDPPD GHÀQLWLYR FRQ OH DJHQGH dettagliate; allo stesso modo, ver- STEFANO FORESTI UDQQR GHÀQLWH OH SUHVHQ]H LQ DUHD Communication management, ITER espositiva.

Martedì 30 marzo - primo giorno COME GESTIRE IL PATRIMONIO DI DATI E INFORMAZIONI DIGITALI PER GENERARE EFFICIENZA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ

APPLICAZIONI E SERVIZI IN SANITÀ: ESPERIENZE, SOLUZIONI E PROSPETTIVE

APPLICAZIONI E SERVIZI PER GESTIRE IL PATRIMONIO DIGITALE

STRATEGIE E STANDARD DI RIFERIMENTO PER PROTEGGERE E CONSERVARE LA MEMORIA DIGITALE

Mercoledì 31 marzo - secondo giorno LE NORME OGGI, DOMANI E DOPODOMANI: CONTINUA IL DIALOGO TRA GIURISTI E TECNICI

APPLICAZIONI E TECNOLOGIE PER LA PROTEZIONE E CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI DIGITALI

FATTURAZIONE ELETTRONICA

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management della divisione Public Sector & Finance, con la responsabilitĂ  della gestione e dello sviluppo commerciale - in ambito nazionale CAMBIO DI POLTRONE IN - dei mercati Pubblica AmminiCASA SIAV strazione Centrale e Locale, SanitĂ  Nuove nomine e una rinnovata or- Pubblica e Finance. I comparti Inganizzazione interna per lâ&#x20AC;&#x2122;azienda dustria, Servizi, Commercio, Produpadovana. Il 2010 porta con sĂŠ una zione, Telecomunicazioni, Logistica, ventata di cambiamenti organizzati- SanitĂ  Privata, Professionisti, Assovi per Siav S.p.A., la societĂ  di RubĂ - ciazioni, Artigianato, Partiti Politici, no (Padova) che progetta e sviluppa sempre in ambito nazionale, sono soluzioni software e offre servizi invece raggruppati sotto la divisione di consulenza e outsourcing per la Industry & Soho, la cui responsabidematerializzazione dei documenti litĂ  compete a Rita Armati, giĂ  Sales cartacei, lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione dei pro- Manager. cessi documentali, la gestione dei processi di e-Government, la con- Giovanni Seno, Amministratore Deservazione del patrimonio storico e legato di Siav S.p.A., commenta cosĂŹ il nuovo funzionigramma aziendaartistico. le: â&#x20AC;?La nuova organizzazione nasce La riorganizzazione prevede lâ&#x20AC;&#x2122;istitu- nellâ&#x20AC;&#x2122;ottica di avvicinare sempre piĂš zione di nuove divisioni e cambi di le competenze dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda al merpoltrona, sotto la diretta responsabi- cato e ai clienti, offrendo a questi ultimi interlocutori specializzati nellitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;AD Giovanni Seno. lâ&#x20AC;&#x2122;affrontare le tematiche peculiari del Con la neonata direzione Foreign loro core-businessâ&#x20AC;?.

,QIR&HUWLOSULPR(QWH&HUWLĂ&#x20AC;FDWRUH LQ,WDOLDFRQWUHPLOLRQLGLFHUWLĂ&#x20AC;FDWL GLĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOHFHQWRYHQWLPLODFDVHOOHGL3RVWD(OHWWURQLFD&HUWLĂ&#x20AC;FDWD e oltre duecento milioni di documenti conservati in modalitĂ  sostitutiva, annuncia il debutto odierno sul mercato di LegalForm, la soluzione per una gestione completa, HIĂ&#x20AC;FLHQWH H VLFXUD GHOOD PRGXOLVWLFD elettronica.

Erogato da InfoCert in modalitĂ  ASP, con LegalForm si possono pubblicare e compilare i moduli on line nonchĂŠ consultare ed elaborare le informazioni raccolte. /¡HIĂ&#x20AC;FLHQ]D LO ULVSDUPLR H OD VLFXrezza della nuova soluzione si comELQDQRFRQODĂ HVVLELOLWjHO¡HIĂ&#x20AC;FDFLD dei processi di raccolta di dati, che possono essere aggregati nella forma piĂš utile per la loro lavorazione. La compilazione avviene senza alcuna installazione di software, è molto agevole grazie a unâ&#x20AC;&#x2122;interfaccia di immediato utilizzo ed è effettuabile in piĂš momenti, mediante la visua0DUNHW 6LDY DSUH XQ¡DSSRVLWD Ă&#x20AC;QHRestano invariati i vertici delle relizzazione dellâ&#x20AC;&#x2122;elenco dei moduli stra di dialogo con lâ&#x20AC;&#x2122;estero per lâ&#x20AC;&#x2122;instanti divisioni: Federica Voltan alla precedentemente compilati e del reternazionalizzazione e lo sviluppo Corporate Communication, Nicola lativo stato di lavorazione. del business. A guidarla è Erich BuVRQDFXLqDIĂ&#x20AC;GDWDODUHVSRQVDELOL- Voltan alla Human Resources, DatĂ  commerciale per i mercati esteri, niele Rampazzo alla direzione Finan- LegalForm gestisce moduli compiinclusa la selezione dei partner e la ce & Administration, Loris Scanfer- labili in formato PDF indipendenteGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHJOLDFFRUGLGLFROODER- la al Marketing e Gennaro Di Pietro mente dallo strumento utilizzato per alla divisione Beni Culturali. ODORURFUHD]LRQH HV2SHQ2IĂ&#x20AC;FH L razione. campi da compilare possono essere stringhe alfanumeriche su una o piĂš $6WHIDQR1DOHVVRqDIĂ&#x20AC;GDWDODQXRYD righe, date, menĂš a tendina, menĂš a divisione Products & Offering, con scelta singola o multipla, check box, la responsabilitĂ  dello sviluppo dei ecc. prodotti, dei servizi di outsourcing e del delivery dei progetti per la soddiâ&#x20AC;&#x153;Siamo convinti che la nostra soluzione sfazione della domanda di mercato. sarĂ  presto apprezzata dal mercato, perchĂŠ Eâ&#x20AC;&#x2122; la Divisione che funge da motore è la risposta ad unâ&#x20AC;&#x2122;esigenza reale. Crediaper la promozione di alleanze volte DA INFOCERT, ECCO mo, infatti, che LegalForm sia davvero allo sviluppo commerciale delle va- LEGALFORM: LA SOLUZIONE lâ&#x20AC;&#x2122;ideale per le Pubbliche Amministrazioni, rie â&#x20AC;&#x153;Business Unitâ&#x20AC;? e che presiede INNOVATIVA PER LA le imprese, le associazioni e gli ordini proanche alla gestione della scuola di GESTIONE DELLA fessionali che vogliono ricevere le richieste di formazione permanente. MODULISTICA ON LINE clienti, soci o partner ed evaderle in modo Andrea Venturato passa invece al semplice e intuitivo, con abbattimento dei iged.it online 01.2009

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UH LQ PDQLHUD VHPSOLFH HG HIĂ&#x20AC;FDFH grazie a LegalCycle, mentre la loro integritĂ , leggibilitĂ  e accessibilitĂ  nel tempo può essere garantite da LegalDoc, la soluzione per la conLe organizzazioni, che adottano Le- servazione sostitutiva a norma di galForm, possono pubblicare auto- legge. nomamente, facilmente e in modo SURĂ&#x20AC;ODWRQXRYLPRGXOLRQOLQHVWDbilendo in questa fase lâ&#x20AC;&#x2122;eventuale REEOLJDWRULHWjGHOODĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOHGD apporre al momento della compilazione oppure la protocollazione automatica dei moduli compilati. LE IMPRESE DI MEDIE DICon LegalForm, i moduli sono acMENSIONI SONO ALLâ&#x20AC;&#x2122;AVANcessibili in modo diretto da un link che può essere pubblicato sul sito GUARDIA NELLâ&#x20AC;&#x2122;AFFRONTARE LA COMPLESSITĂ&#x20AC; DEI DATA internet scelto dal Cliente. I dati richiesti vengono raccolti in CENTER, SECONDO LA RICERpiena sicurezza e tracciabilitĂ , dopo CA â&#x20AC;&#x153;STATE OF DATA CENTER che gli utenti sono stati opportuna- 2010â&#x20AC;? DI SYMANTEC PHQWHULFRQRVFLXWLHSURĂ&#x20AC;ODWLGD/HgalForm. Symantec Corp. (Nasdaq: SYMC) La lavorazione delle pratiche, il cui ha presentato i risultati del report â&#x20AC;&#x153;statoâ&#x20AC;? è monitorato per facilitarne 2010 â&#x20AC;&#x153;State of the Data Centerâ&#x20AC;?. lâ&#x20AC;&#x2122;evasione, si svolge con alti livelli di La terza edizione dello studio deriservatezza, giacchĂŠ i moduli com- dicato allo stato del data center ha pilati sono visualizzabili solo dagli evidenziato come le medie imprese operatori espressamente autorizzati. (da 2.000 a 9.999 dipendenti) siano molto piĂš inclini rispetto alle grandi LegalForm è integrabile con tutte le e alle piccole realtĂ  a implementare altre soluzioni InfoCert che gesti- tecnologie rivoluzionarie quali cloud scono lâ&#x20AC;&#x2122;intero ciclo di vita dei docu- computing, deduplicazione, replicamenti. zione, virtualizzazione dello storage Con Legalmail, i moduli compilati e protezione continuativa dei dati allo possono essere inviati in maniera scopo di ridurre i costi IT e gestire elettronica, sicura e tracciata me- complessitĂ  crescenti. Gli ambienti GLDQWH 3RVWD (OHWWURQLFD &HUWLĂ&#x20AC;FD- data center appartenenti a questa ta, mentre con la Business Key e i fascia di imprese svolgono innumeFHUWLĂ&#x20AC;FDWLLQHVVDFXVWRGLWLFLVLSXz revoli attivitĂ  e gli IT manager che autenticare per lâ&#x20AC;&#x2122;accesso al sistema li gestiscono prevedono grandi camLegalForm e poi apporre la Firma biamenti nel corso del 2010, sia in Digitale sui moduli compilati. termini propriamente di data center, I moduli ricevuti possono essere sia in termini di nuove applicazioprotocollati automaticamente grazie ni. Altro elemento particolarmente alla soluzione di Protocollo Infor- importante per le aziende di medie matico. dimensioni è quello riguardante lo staff e la relativa formazione. Rea,QĂ&#x20AC;QH OD ULFHUFD OD FRQVXOWD]LRQH lizzato nel novembre 2009, lo studio lâ&#x20AC;&#x2122;assegnazione e la lavorazione dei si basa sullâ&#x20AC;&#x2122;esito di 1.780 interviste moduli compilati possono avvenitempi di lavorazione e dei costi di gestione delle pratiche cartaceeâ&#x20AC;?, commenta FaELDQD 9XGDĂ&#x20AC;HUL 'LUHWWRUH 0DUNHting e Sviluppo Mercato.

con manager di data center operanti in aziende di 26 Paesi. â&#x20AC;&#x153;Nonostante le aziende di medie dimensioni abbiano la tendenza a valutare in maniera positiva e, quindi, adottare rapidamente le nuove tecnologie rispetto alle grandi organizzazioni, devono ancora scontrarsi con la complessitĂ  dei data center, derivante dalle nuove azioni intrapreseâ&#x20AC;?, afferma Deepak Mohan, Senior Vice President, Information Management Group di Symantec. â&#x20AC;&#x153;Standardizzare le piattaforme cross cosĂŹ da gestire in maniera automatica tecnologie e processi porterĂ  immediatamente a una sensibile riduzione dei costi e renderĂ , nel lungo periodo, i migliori risultati di businessâ&#x20AC;?. I principali risultati â&#x20AC;˘ Le imprese di medie dimensioni sono molto piĂš aggressive e innovative rispetto a quelle di piccole o grandi dimensioni; un approccio che le porta a investire in maniera rilevante nelle nuove tecnologie quali il cloud computing, la replicazione e la deduplicazione, con tassi dellâ&#x20AC;&#x2122;11-17% superiori rispetto alle altre due tipologie di impresa. â&#x20AC;˘ La complessitĂ  e lâ&#x20AC;&#x2122;eccessiva quantitĂ  di applicazioni sono le due preoccupazioni piĂš sentite; la maggior parte delle aziende conta, infatti, nel proprio data center dieci o piĂš attivitĂ  considerate â&#x20AC;&#x153;in qualche misuraâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;assolutamenteâ&#x20AC;? importanti, mentre nel 50% dei casi sono state segnalate previsioni di cambiamenti rilevanti che verranno apportati ai data center durante il 2010. La metĂ  delle imprese oggetto dello studio ha affermato che il numero di applicazioni sta aumentando abbastanza rapidamente e che risulta sempre SLGLIĂ&#x20AC;FLOHHRQHURVRULVSHWWDUH i parametri Service Level Agreeiged.it online 01.2009

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â&#x20AC;˘

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ment (SLA). Un terzo di tutte le aziende intervistate ha rivelato come la produttivitĂ  dei dipendenti venga ostacolata e frenata dalle troppe applicazioni presenti. Oltre al problema della complessitĂ , è emerso anche quello dellâ&#x20AC;&#x2122;incessante aumento dei dati che, per il 71% delle aziende, determina lâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di tecnologie di riduzione delle informazioni, come ad esempio la deduplicazione. Sicurezza, backup e recovery, protezione continuativa dei dati e virtualizzazione rappresentano le tre principali iniziative previste SHULOHVVHQGRVWDWHGHĂ&#x20AC;QLte come â&#x20AC;&#x153;in qualche misuraâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;assolutamenteâ&#x20AC;? rilevanti rispettivamente dallâ&#x20AC;&#x2122;85%, dal 79% e dal 76% degli intervistati. Le questioni legate allo staff e ai budget restano anchâ&#x20AC;&#x2122;esse in primo piano, con la metĂ  delle imprese che ammette di essere ´LQ TXDOFKH PLVXUDÂľ R ´VLJQLĂ&#x20AC;cativamenteâ&#x20AC;? carenti di personale. Lâ&#x20AC;&#x2122;allocazione del budget e ODULFHUFDGLSHUVRQDOHTXDOLĂ&#x20AC;FDto costituiscono le due maggiori problematiche in ambito recruiting. Il 76% delle imprese oggetto dello studio avrĂ  nel 2010 la stessa quantitĂ  di posizioni aperte o piĂš. Lo studio ha messo in luce possibile un margine di miglioramento per il disaster recovery. Un terzo dei piani di disaster recovery non è documentato o necessita comunque di lavoro e spesso non include elementi IT importanti come il cloud computing, i server virtuali e le sedi remote. A questo si aggiunge il fatto che piĂš di un terzo delle imprese non ha rinnovato le valutazioni di tali piani negli ultimi 12 mesi. La protezione delle macchine

virtuali resta anche questo un tema rilevante per le aziende, con lâ&#x20AC;&#x2122;82% pronte a prendere in considerazione, nel 2010, le tecnologie virtual machine. In tema di protezione dati delle macchiQHYLUWXDOLODVĂ&#x20AC;GDPDJJLRUHFLtata dagli intervistati è data dal recovery granulare allâ&#x20AC;&#x2122;interno delle immagini delle macchine virtuali. Suggerimenti Il software che supporta ambienti eterogenei svolge un ruolo rilevante per le imprese di medie dimensioni FKH GHGLFDQR VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYL LQYHVWLmenti in nuove tecnologie, ma che normalmente non possiedono le competenze professionali presenti invece presso le grandi aziende. La deduplicazione deve essere implementata il piĂš vicino possibile DOOD IRQWH GHOO¡LQIRUPD]LRQH DO Ă&#x20AC;QH di eliminare la problematica della ridondanza dei dati e ridurre i costi di reti e storage. Gli amministratori dei data center devono poter gestire lo storage su ambienti server e storage eterogenei in modo tale da non dover piĂš procedere con acquisti in questo ambito sfruttando lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di nuove tecnologie come la gestione delle risorse, il thin provisioning, la deduplicazione, la virtualizzazione, la protezione continuativa dei dati e il recovery. Le imprese che sapranno adottare un approccio di tipo olistico potranno controllare lâ&#x20AC;&#x2122;aumento del budget storage rimandando gli acquisti al riguardo.

prive di conseguenze sulle normali operazioni. Ă&#x2C6; auspicabile implementare una piattaforma unica e centralizzata per ODSURWH]LRQHGHOOHPDFFKLQHĂ&#x20AC;VLFKH H YLUWXDOL DO Ă&#x20AC;QH GL VHPSOLĂ&#x20AC;FDUH OD gestione delle informazioni.

OPEN TEXT MIGLIORA Lâ&#x20AC;&#x2122;INTEGRAZIONE CON LE SOLUZIONI SAPÂŽ ALLâ&#x20AC;&#x2122;INTERNO DELLA SUITE ECM GRAZIE A PROCESSI DI BUSINESS CONTENTENRICHED Open Textâ&#x201E;˘ Corporation (NASDAQ: OTEX, TSX: OTC), leader globale nellâ&#x20AC;&#x2122;Enterprise Content Management (ECM), annuncia di aver aggiornato il proprio portafoglio di soluzioni per le applicazioni SAPÂŽ. Tali aggiornamenti incrementano il valore per i clienti e aumentano la produttivitĂ  degli utenti con miglioramenti a livello dei processi di business grazie una piĂš profonda integrazione con qualsiasi tipologia di contenuto.

Lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione dei processi di business con i contenuti accresce la produttivitĂ ; gli utenti ad esempio non saranno piĂš costretti a interrompere una transazione importante per cercare documenti o altre informazioni di supporto. Questo nuovo livello di integrazione garantisce una disponibilitĂ  delle informazioni quando e dove necessario; in questo modo la Nonostante sia un prezioso stru- Suite ECM di Open Text contribuimento a supporto, il test di disaster rĂ  ulteriormente alle generali perrecovery rischia però di produrre un formance di business, aumenterĂ  la forte impatto sul business. Per que- qualitĂ  delle operazioni, rafforzerĂ  sta ragione, le aziende dovrebbero la conformitĂ  e ridurrĂ  il TCO (total ricorrere a metodologie di collaudo cost of ownership). iged.it online 01.2009

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Negli ultimi dieci anni, Open Text si è posizionato come il fornitore ECM leader tra i clienti SAP sia per quanto riguarda lâ&#x20AC;&#x2122;ampia base clienti sia per la propria completa offerta di prodotto. $Ă&#x20AC;QH6$3$*H2SHQ7H[W hanno annunciato unâ&#x20AC;&#x2122;altra estensione della loro collaborazione; SAP ha infatti scelto Open Text Extended ECM per le soluzioni SAP rivolte alla rivendita, chiamando questo prodotto SAP Extended Enterprise Content Management (SAP Extended ECM) application by Open Text. â&#x20AC;&#x153;Lo sviluppo costante unitamente a innovazioni avanzate e costanti sono stati fattori fondamentali che hanno contribuito al nostro successo presso i clienti SAP a livel- â&#x20AC;˘ lo globale,â&#x20AC;? afferma Patrick Barnert, Vice President of SAP Solutions in Open Text. â&#x20AC;&#x153;La recente decisione di SAP di espandere il reseller agreement testimonia la leadership di Open Text nel mercato ECM; continuiamo infatti a rafforzare le nostre offerte ECM leader di mercato a supporto delle applicazioni SAPâ&#x20AC;?. Open Text Extended ECM distribuisce unâ&#x20AC;&#x2122;integrazione nativa di contenuto allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei processi business di SAP. Lâ&#x20AC;&#x2122;approvvigionamento, la gestione delle risorse aziendali, i servizi professionali, la gestione della qualitĂ , la manutenzione degli impianti e molti altri processi che dipendono in modo considerevole dai documenti o dalle immagini scanneUL]]DWHEHQHĂ&#x20AC;FLDQRLQPRGRVLJQLĂ&#x20AC;cativo di Extended ECM. I miglioramenti alla Suite ECM di Open Text â&#x20AC;˘ per le soluzioni SAP comprendono le seguenti aree: â&#x20AC;˘

Globalizzazione e Servizi Condivisi nellâ&#x20AC;&#x2122;area Accounts Payable - Open Text Vendor Invoice

Management aggiunge un numero di funzionalitĂ  per supportare i clienti a creare centri di servizi globali condivisi per lâ&#x20AC;&#x2122;accounts payable. Per esempio, i clienti possono integrare virtualmente diversi sistemi di back-end in unâ&#x20AC;&#x2122;unica implementazione federata basata sulla soluzione SAP. Da evidenziare è lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione della funzionalitĂ  di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) con lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione SAP ERP quale componente integrato. Ciò permette un ciFOR RUGLQHIDWWXUD VLFXUR H Ă XLdo. Una dashboard che mostra i processi analitici fornisce ai manager unâ&#x20AC;&#x2122;idea della produttivitĂ  GHJOL XWHQWL H GHOO¡HIĂ&#x20AC;FLHQ]D GHO processo. &RQIRUPLWjGHLĂ&#x20AC;OHGHOSHUVRQDle, gestione della retention - La gestione automatica della retention è una delle piĂš innovative e importanti novitĂ  allâ&#x20AC;&#x2122;interno della nuova versione; lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo è di aiutare le organizzazioni ad essere conformi con piĂš facilitĂ  alle normative interne ed esterne, come la BDSG in Germania, il Data Protection Act 1998 nel Regno Unito e il Chapter 357-22 WAC negli Stati Uniti. Unâ&#x20AC;&#x2122;altra QRYLWj VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYD q O¡LQWHJUDzione di funzioni di â&#x20AC;?fai da teâ&#x20AC;? per i dipendenti e per i manager come caratteristiche standard. Questi elementi self-service contribuiscono ad aumentare O¡HIĂ&#x20AC;FLHQ]DGHLSURFHVVLFRQVHQtendo agli interessati autorizzati di accedere direttamente alle informazioni. FunzionalitĂ  di Servizio e di CallCenter in SAP CRM - Lâ&#x20AC;&#x2122;ultima versione di Open Text Customer Information Management migliora lâ&#x20AC;&#x2122;integrazione con il CRM di SAP con particolare attenzione al centro di interazione

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col cliente. Per esempio, nuove funzionalitĂ  di miniatura e anteprima dei documenti permettono agli addetti del call center di individuare e accedere velocemente a documenti rilevanti, rivedere informazioni importanti e, inoltre, consultare e supportare i clienti, oltre a dedicarsi alle attivitĂ  di vendita. Enterprise Information Governance - La gestione integrata del ciclo di vita delle informazioni (ILM) è vitale per unâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di successo e per lâ&#x20AC;&#x2122;attuazione di una strategia di governance delle informazioni nelle organizzazioni. Per i clienti che hanno adottato soluzioni SAP, XQ¡HIĂ&#x20AC;FLHQWH VWUDWHJLD GL ,/0 include sia dati strutturati cosĂŹ come documenti e altri contenuti, sia che siano stati originati allâ&#x20AC;&#x2122;interno sia allâ&#x20AC;&#x2122;esterno della soluzione SAP. Open Text integra SAP NetWeaverÂŽ Information Lifecycle Management unisce il mondo SAP a quei contenuti non-SAP. Di recente, Open Text Document Access 9.6.2 vanta ODFHUWLĂ&#x20AC;FD]LRQH6$3SHUO¡LQWHgrazione con SAP NetWeaver Information Lifecycle Management 2.0.

Le soluzioni ECM di Open Text per le applicazioni SAP si basano su una collaborazione e unâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di sviluppo congiunto che durano da circa venti anni, oltre allâ&#x20AC;&#x2122;esperienza derivante dallâ&#x20AC;&#x2122;aver fornito soluzioni a piĂš di 3.000 clienti SAP in tutto il mondo. Open Text è un partner di SAP che offre soluzioni software FKH KDQQR RWWHQXWR OD FHUWLĂ&#x20AC;FD]LRne di integrazione da parte di SAP. Inoltre, ad oggi Open Text è lâ&#x20AC;&#x2122;unico vendor ECM con un numero di soluzioni ECM che vengono rivendute direttamente da SAP. iged.it online 01.2009

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iged.it online n°1/10