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BACK OFFICE - INFORMAZIONI PER LA GESTIONE ELETTRONICA DEI DOCUMENTI FOCUS Il digitale nella Pubblica Amministrazione

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APPROFONDIMENTI Gestione, conservazione e autenticità degli archivi digitali

EVENTI Speciale OMAT Roma 2009

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© 2009 Kofax, Inc. (“Kofax”). Tutti i diritti riservati.

Anno XVIII Quarto trimestre 2009


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PUBLIC SPEAKING OBIETTIVO VENDITA Vendere è un’arte o una scienza? Perché alcuni vendono ed altri no? È solo partendo da se stesso - attraverso la propria credibilità di professionista, la propria immagine e una comunicazione efficace - che un venditore può raggiungere l’obiettivo della vendita di successo.

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Guadagnare soldi pagando le fatture Qualsiasi persona del reparto contabilità potrà confermarvi quanto sia complessa l’elaborazione delle fatture. Problemi quali i tempi lunghi di ricezione e controllo delle fatture, gli errori causati dall’immissione manuale dei dati e le difficoltà di accesso alle informazioni sulle fatture vi dicono qualcosa? Attraverso l’automazione e lo spostamento dei processi al front office, clienti e fornitori possono ricevere informazioni accurate e aggiornate relative alle proprie transazioni, consentendo un aumento della redditività. Da un processo manuale a un processo completamente automatizzato Tutte queste attività relative alle transazioni sulle fatture possono essere rese molto più efficienti. Scoprite in che modo le soluzioni Kofax Procure-2-Pay possono aiutare la vostra organizzazione attraverso l’automazione dei processi di fatturazione. La capacità di acquisire ed elaborare in modo rapido e accurato le fatture ricevute in diversi formati cartacei ed elettronici è fondamentale per ridurre i costi e migliorare le relazioni con clienti, dipendenti e fornitori. Con la nostra soluzione Kofax per Procure-to-Pay si può Si integra con i sistemi aziendali esistenti per l’acquisizione delle fatture ricevute, rileva automaticamente dati mancanti o errati, invia notifiche al fornitore tramite e-mail, fax o messaggio di testo, fornisce ai fornitori un canale per l’invio della fattura corretta e inserisce informazioni complete e convalidate nel sistema di contabilità: il tutto automaticamente. Kofax, azienda globale leader nell’acquisizione delle informazioni, offre una soluzione in cinque passaggi, descritti di seguito, che consente alle aziende di passare dall’elaborazione totalmente manuale delle fatture all’elaborazione totalmente automatizzata, in base alle proprie esigenze: 1.

Controllare il flusso di documenti cartacei tramite l’acquisizione centralizzata e distribuita.

2.

Ridurre il lavoro manuale tramite l’estrazione dei dati automatica.

3.

Ottimizzare la trasparenza dei processi tramite la conferma, la notifica e il rilevamento delle eccezioni automatica.

4.

Migliorare l’efficienza tramite le transazioni elettroniche.

5.

Migliorare la qualità dei dati tramite la riduzione della gestione manuale.

La soluzione Kofax per il Procure-to-Pay può essere implementata in soli 90 giorni e può generare un ROI del 100% in soli 3 mesi dall’implementazione.

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EDITORIALE 04-2009 BACK OFFICE - INFORMAZIONI PER LA GESTIONE ELETTRONICA DEI DOCUMENTI FOCUS Il digitale nella pubblica Amministrazione

APPROFONDIMENTI L’interoperabilità nella Moda Europea

APPROFONDIMENTI Gestione, conservazione e autenticitĂ degli archivi digitali

EVENTI Speciale OMAT Roma 2009

Guadagnare soldi pagando le fatture Kofax, azienda globale leader nell’acquisizione delle informazioni, offre una soluzione in cinque passaggi, che consente alle aziende di passare dall’elaborazione totalmente manuale delle fatture all’elaborazione totalmente automatizzata, in base alle proprie esigenze. La soluzione Kofax per il Procure-to-Pay può essere implementata in soli 90 giorni e può generare un ROI del 100% in soli 3 mesi dall’implementazione.

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2009 ANNO DIFFICILE, MA NON DISASTROSO!

Anno XVIII Quarto trimestre 2009

Editore

ITER srl www.iter.it Direttore Responsabile

Domenico Piazza Direttore Contenuti

Vincenzo Gambetta A questo numero hanno collaborato:

Stefano ArbĂŹa, Arianna Brutti, Pierluigi Feliciati, Stefano Foresti, Roberto Galoppini, Carlo Guarino, Flavia Marzano, Marco Migliarese, Paolo Minuzzo, Francesca Morganti, Francesco Pucino, Sergio Resch, Thomas Schael, Antonio Toci, Fabio Tommasi Segretaria di Redazione

Petra Invernizzi Redazione

iged.it Via Rovetta, 18 20127 Milano TEL: +39 02.28.31.16.1 FAX: +39 02.28.31.16.66

iged@iter.it www.iter.it/iged.htm 3URJHWWR*UDĂ€FR

KRXVHJUDĂ€N LQIR#KRXVHJUDĂ€NFRP ZZZKRXVHJUDĂ€NFRP

Questo è, in sintesi, quanto si può affermare dell’anno appena trascorso per il settore del quale ci occupiamo e che ha indubbiamente risentito degli effetti della crisi che ha investito l’economia. Crisi che per il settore dell’Information Technology ha avuto effetti molto pesanti: stando ai dati Assinform, nei primi sei mesi del 2009 la domanda di tecnologie informatiche è diminuita in Italia del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (la peggiore prestazione semestrale dal 1991 a oggi). A settembre Assinform prevedeva, poi, per il 2009 un rallentamento della crisi con una diminuzione anno/anno di circa il 7,4%, con una corrispondente diminuzione della componente Software e Servizi del 5,4%. I segnali (quali le presenze alle manifestazioni del settore e le attivitĂ promozionali e pubbliFLWDULH HOHHYLGHQ]H TXDOLDQGDPHQWRGHOEXVLQHVVGHJOLRSHUDWRULSLVLJQLĂ€FDWLYLHVSHFLDOL]]DWLGHOVHWWRUH LQQRVWURSRVVHVVRFRQIHUPDQRFKHVLDSXULQPH]]RDPROWHGLIĂ€FROWjLO nostro mercato è stato toccato dalla crisi molto meno degli altri settori. Ciò non si limita alla sola componente Software e Servizi, ma anche al settore degli scanner e dello storage destinato a contenere e conservare le informazioni digitali. 6LDSXUFRQRYYLHVLWXD]LRQLGLVRIIHUHQ]DPDDQFKHFRQDOFXQLSLFFKLVLJQLĂ€FDWLYLVLSXz affermare che il 2009 si sia chiuso con risultati che non si dovrebbero discordare molto da quelli del 2008. Ăˆ in momenti come questi, infatti, che Amministrazioni ed Imprese devono guadagnare in HIĂ€FLHQ]D FRQWHQLPHQWRGHLFRVWL GDXQODWRPHQWUHGDOO¡DOWURKDQQRO¡HVLJHQ]DGLDXPHQWDUHO¡HIĂ€FDFLDHGLJHQHUDUHLQQRYD]LRQHqSURSULRLOVHWWRUHGHOOD*HVWLRQHGHL&RQWHQXWL'Lgitali che consente loro di incanalare e impiegare le informazioni ed i dati di cui dispongono per ottenere i suddetti obiettivi. Il 2010 si prospetta ora come un anno da “sfruttareâ€? in pieno con tutte le sue potenzialitĂ  di business e le novitĂ , vuoi tecnologiche vuoi normative (Fatturazione Elettronica nei confronti della PA, informatizzazione della SanitĂ , della Giustizia e dell’Istruzione, diffusione GHOOD3RVWD(OHWWURQLFD&HUWLĂ€FDWDPRGLĂ€FKHDO&DGQXRYDHSLPRGHUQDUHJRODPHQWD]LRne della conservazione della Memoria Digitale e tanto altro ancora!)

Stampa

Ingraph Srl Cabiate (CO) Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 157 del 7 marzo 1992. La tiratura di questo numero è di N. 10.000 copie. Pubblicità inferiore al 45%. Non si restituiscono testi e materiali illustrativi non espressamente richiesti. Riproduzione, anche parziale, vietata senza autorizzazione scritta dell’Editore. L’elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare VSHFLÀFKHUHVSRQVDELOLWjSHUHYHQWXDOL involontari errori o inesattezze. Ogni articolo ÀUPDWRHVSULPHHVFOXVLYDPHQWHLOSHQVLHUR GLFKLORÀUPDHSHUWDQWRQHLPSHJQDOD responsabilità personale. Le opinioni e piÚ in genere quanto espresso dai singoli autori non comporta alcuna responsabilità per l’Editore.

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Da parte nostra, l’impegno è quello di proseguire nel contribuire a coinvolgere tutte le componenti del mercato sui temi principali del settore; in particolare, ci impegneremo nel familiarizzare all’impiego del digitale una piÚ vasta platea possibile di Utenti, nella convinzione che HIÀFLHQ]DHGLQQRYD]LRQHKDQQRVuELVRJQRGHOVXSSRUWRGHOYHUWLFHPDVLSRVVRQRUHDOL]]Dre solo con il convinto coinvolgimento di tutti componenti di un’organizzazione. A Voi, gentili Lettrici e cari Lettori che ci avete seguito e sostenuto anche in un anno certamente non facile, un sincero grazie ed un cordiale augurio di Buon 2010!

L’editore e la redazione


FOCUS

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Quando l’archiviazione dell’informazione si fa “smart”

I contenuti digitali nella Pubblica Amministrazione Problemi e opportunità

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La rivoluzione digitale nella Sanità Alcuni approfondimenti normativi e l’evidenza di aree da approfondire APPROFONDIMENTI

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SPECIALE OMAT ROMA

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Riconoscimento ottico off-line della scrittura manoscritta in corsivo Un progetto di ricerca “made in Italy” PIERLUIGI FELICIATI

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Professore aggregato di Sistemi di elaborazione delle informazioni presso l’Università di Macerata Articolo a pagina 25

Le informazioni, asset strategico e critico dell’azienda Esigenza di una strategia integrata nella gestione delle informazioni ESPERIENZE

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Dematerializzare 60.000 fatture l’anno? Un gioco da ragazzi! Clementoni ha avviato un progetto di process e document management che parte dall’archiviazione e conservazione automatica dei documenti contabili HVLHVSDQGHÀQRDOODJHVWLRQHGHOOD corrispondenza e all’attivazione di processi di approvazione nel ciclo passivo. *OLRELHWWLYLPLJOLRUDUHO·HIÀFLHQ]D operativa e favorire comunicazione e collaborazione

Funzionario CNIPA Articolo a pagina 51

MERCATO

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Si scrive PFU e si legge Fujitsu Breve scambio di vedute con Lorenzio Todeschini, Direttore Vendite di PFU Imaging Solutions SpA MARIELLA GUERCIO

Ordinario di Archivistica presso Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino Articolo a pagina 47

Assegnato a Mariella Guercio il prestigioso Emmett Leahy Award 2009

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Una sintetica panoramica degli standard e dei modelli internazionali

STEFANO ARBÌA

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&RQH%,=OHÀOLHUHGHOOHD]LHQGHGHO fashion europeo hanno trovato la loro lingua franca

Gestione, conservazione e autenticità degli archivi digitali

Presidente di Unarete Articolo a pagina 6

NOTIZIE

Per la prima volta l’ambito riconoscimento è stato assegnato ad un esponente non di madrelingua inglese della comunità dei professionisti del “Records and Information Management”

Moda Europea scopre l’interoperabilità

FLAVIA MARZANO

Una nuova generazione di soluzioni IBM per l’archiviazione e la conservazione delle informazioni digitali

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Le informazioni digitali, elemento indispensabile per smuovere l’economia È il tema trattato durante la tavola rotonda tenutasi ad Omat Roma l’11 novembre scorso

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La Firma digitale e i lavori in sede comunitaria derivanti dalla Direttiva Servizi Sintesi dell’intervento dell’autore a OMAT Roma 2009

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Kodak ad Omat Roma 2009 Anche quest’anno la Divisione Document Imaging di Kodak Italia ha partecipato alla manifestazione romana con la propria gamma di scanner di alta qualità per le soluzioni di imaging

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Supply chain management e logistica dei farmaci in Italia $VVRORJLVWLFDVWLPDLQHIÀFLHQ]HSHU oltre 200 milioni nella distribuzione e gestione delle scorte

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OMAT ROMA 2009 I dati consuntivi, le dichiarazioni a FDOGRHDOFXQLÁDVKGDOOHD]LHQGHFKH hanno partecipato alla principale manifestazione italiana sulla gestione elettronica di documenti e informazioni DALLE AZIENDE

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In bottiglia o in una botte di ferro? Stampe, imbustamenti e postalizzazioni

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L’Open Source e la pietra ÀORVRIDOH Imparare a conoscere il passato ed immaginare il futuro di un programma open source

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FOCUS

I contenuti digitali nella Pubblica Amministrazione Problemi e opportunitĂ FLAVIA MARZANO

PREMESSE

Come possiamo garantire a ogni individuo di â€œâ€Ścercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiereâ€? nell’era del digitale e del web 2.0? Quali sono i rischi e le opportunitĂ delle tecnologie digitali? Informazioni e idee‌ come garantirne anche la conservazione e la fruibilitĂ  nel tempo a prescindere dal “mezzoâ€? e dalle “frontiereâ€?? CHE COSA

L’Enterprise Information Management, vista come infrastruttura e/o strategia, è l’insieme delle tecnologie impiegate per creare, acquisire, gestire, proteggere, archiviare, conservare, eliminare, ricercare, personalizzare, PRGLĂ€FDUH YLVXDOL]]DUH VWDPSDUH trasmettere, distribuire, utilizzare e pubblicare i contenuti digitali. Tuttavia le tecnologie digitali in sĂŠ non garantiscono che le informazioni, le idee, i dati ‌ i “contenutiâ€?, insomma, siano correttamente gestiti e non ne garantiscono a priori la diffusione, la conservazione e la fruibilitĂ nel tempo. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Senza dimenticare la normativa VSHFLĂ€FD VXOOD GRFXPHQWD]LRQH amministrativa, a partire dal DPR

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445/2000 (Testo Unico in materia di documentazione amministrativa) e dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad - DLGS 85/2005), vogliamo qui però sottolineare il ruolo della Legge 4/2004, che recita all’articolo 1, comma 1: “La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematiciâ€?. Infatti tale articolo, se pur volto esplicitamente a “favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informaticiâ€? ovviamente si applica a chiunque oggi voglia accedere alle fonti di informazione anche tramite le tecnologie. DIFFUSIONE E ACCESSIBILITĂ€ DELL’INFORMAZIONE

La normativa citata prevede quindi una serie di regole per garantire l’accesso all’informazione con qualunque tecnologia, ma non possiamo dimenticare che in questo contesto sono necessari e propedeutici, in particolare nel contesto della Pubblica Amministrazione (PA), alcuni presupposti organizzativi, culturali, normativi e di indirizzo. Considerando qui la rilevanza primaria dei contenuti generati dalla PA, è importante non dimenticare, per garantirne la diffusione e l’accessibilità a tutti i cittadini, nessuno escluso, i

presupposti organizzativi che vanno presi in considerazione: interventi infrastrutturali per garantire la connettivitĂ ; licenze che consentano la massima diffusione dei contenuti (licenze libere, ad es.: Creative Commons, vedi riquadro “Le licenze Creative Commonsâ€?); adozione di standard (de jure o de facto) per la predisposizione, la pubblicazione e l’archiviazione dei contenuti.

In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica (Gandhi) A questo proposito vedasi il riquadro “Disposizioni per garantire la neutralitĂ delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software apertoâ€? che presenta l’ “Articolo 1 – FinalitĂ â€? di un disegno di legge che mira a garantire un accesso neutrale alle reti di comunicazione elettronica, sostenere la diffusione del software open source nelle PA, promuovere la partecipazione attraverso internet, favorire la diffusione delle tecnologie nel sistema delle imprese


Disposizioni per garantire la neutralità delle reti di comunicazione, la diffusione delle nuove tecnologie telematiche e lo sviluppo del software aperto (Disegno di legge d’iniziativa dei Senatori Vincenzo Maria Vita, Luigi Vimercati e altri) Atto del Senato n. S. 1710 Presentato al Senato il 23 luglio 2009 e assegnato il 24 settembre 2009 alla 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) in sede referente (non ancora iniziato l’esame) Art. 1 (Finalità) 1. Lo Stato italiano, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale, promuove lo sviluppo della società GHOO·LQIRUPD]LRQHHGHOODFRQRVFHQ]DDOÀQHGLJDUDQWLUH la neutralità nelle condizioni di accesso alle reti di comunicazione elettronica; la diffusione e la fruibilità delle nuove tecnologie della comunicazione elettronica in tutto il territorio nazionale allo scopo di abbattere il divario digitale esistente nelle diverse aree del Paese e favorire la libera diffusione della conoscenza, l’accesso pieno e aperto alle fonti di informazione e agli strumenti di produzione del sapere; lo sviluppo coordinato dei sistemi informativi pubblici, la valorizzazione e la condivisione del patrimonio informativo pubblico, garantendo il pluralismo informatico anche attraverso l’utilizzo di software aperto; la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena parità di accesso alle informazioni digitali e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, di seguito TIC, con particolare riferimento a situazioni di disabilità, disagio economico e sociale, e diversità culturale; la diffusione e l’utilizzo di standard e formati aperti allo scopo di salvaguardare il pluralismo informatico e la libertà di scelta delle istituzioni pubbliche, del cittadino e delle imprese.

e rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso alle reti di comunicazione. Il DDL ha inoltre la particolarità di essere stato proposto e discusso online (per la prima volta in Italia), in modalità wiki, ossia in modo aperto al contributo volontario di ogni soggetto interessato. I presupposti culturali riguardano in primo luogo chi produce i contenuti, ma comprendono anche l’informazione e la formazione dei cittadini fruitori dei contenuti stessi. Chi produce contenuti dovrà essere consapevole non solo della normativa vigente, ma anche di tutti gli “strumenti” che rendono fruibile, e quindi più facilmente accessibile, un contenuto. Dovranno inoltre garantirne la diffusione sia tramite la comunicazione sia mediante l’ado]LRQHGLVROX]LRQLHVWUXPHQWLVXIÀcientemente diffusi e soprattutto non onerosi per evitare di incorrere in un “divide” economico. Per garantire la fruizione e l’accessibilità dei contenuti digitali a tutti i cittadini, è inoltre necessario prevedere gli interventi necessari all’abbat-

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timento del digital divide, sia come abbiamo detto in termini economici, ma anche in termini sociali, culturali, di genere, territoriali, infrastrutturali … In questo consistono gli interventi normativi e di indirizzo che la PA a livello nazionale, ma anche e soprattutto locale, dovrà mettere in atto. GESTIONE, CONSERVAZIONE E FRUIBILITÀ NEL TEMPO

Sembra scontato dire che i contenuti vadano gestiti, conservati e resi fruibili nel tempo, ma questo non è a priori garantito dalla disponibilità dei contenuti in formato digitale. Per quanto riguarda la gestione, oltre alle ovvie esigenze di salvataggio dei dati e dei contenuti in forme tali da assicurare gli stessi contro il rischio di distruzione anche incidentale, andranno garantiti nel tempo la loro sicurezza (protezione da manipolazioni e intrusioni) ed il rispetto della privacy. La conservazione dei contenuti non è solo una questione di gestione dei medesimi, ma comporta anche l’adattamento nel tempo all’evoluzio-

ne delle tecnologie e degli strumenti di archiviazione. Le tecnologie adottate per la conservazione dei dati e dei contenuti devono poter seguire per quanto possibile tale evoluzione, in tal senso l’adozione di standard aperti e di tecnologie di cui siano FRPSOHWDPHQWH QRWH OH VSHFLÀFKH di progettazione e implementazione potrà essere un elemento di maggior garanzia della possibilità di adattamento e di relativa minore onerosità. La conservazione così garantita si collega direttamente ad uno dei temi più caldi, e non ancora completamente risolto, nel campo dei contenuti digitali, ovvero la loro fruibilità nel tempo. Solo garantendo l’evoluzione degli archivi su media e supporti che nel tempo si adattano alle nuove tecnologie possiamo avere la certezza di poter fruire nel tempo dei contenuti del passato. Gli archivi dovranno quindi prevedere standard di archiviazione, ma anche un lavoro periodico di adattamento e di “travaso” di tutti i contenuti sui nuovi media che di volta in volta le tecnologie ci offriranno. Tali interventi sono purtroppo one-


“Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. (Art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948)

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948) uno dei primi documenti pubblicati dalla Nazioni Unite (foto del 1955)

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rosi, ma non possono essere a nostro avviso evitati. Bisogna essere consapevoli che quanWR SL VRQR VRÀVWLFDWH OH WHFQRORJLH tanto maggiore è il rischio che la loro rapida evoluzione le renda non soltanto obsolete ma anche non piÚ fruibili. PROBLEMI E OPPORTUNITÀ. QUALI EVOLUZIONI E PROPOSTE?

Non crediamo tuttavia che l’evoluzione delle tecnologie e dei media generino solo problemi e costi, ma anzi riteniamo che possano diventare opportunitĂ di business per le imprese e di innovazione per la Pubblica Amministrazione sia dal punto di vista tecnologico sia “politicoâ€?. In particolare, l’obiettivo della dematerializzazione che copre una grande varietĂ  di temi (dalla gestione delle fatture a quella degli archivi, dalla poVWDHOHWWURQLFDFHUWLĂ€FDWDDOO¡XVRGHOOD Ă€UPDGLJLWDOHQHLGRFXPHQWLSXEEOLci, ‌) rappresenta un’opportunitĂ  GLVHPSOLĂ€FD]LRQHHGLULVSDUPLR GL tempi, di spazi e di risorse naturali) soprattutto se gestito in un ottica

funzionale e non burocratica. In questo, l’intervento attivo della politica, anche locale tramite delibere di indirizzo o leggi regionali, può essere di grande aiuto. Ăˆ importante in questo contesto anche un chiaro indirizzo che preveda per l’archiviazione e la fruizione dei contenuti l’uso di licenze aperte, come le Creative Commons giĂ citate. Anche l’adozione di software libero da parte della Pubblica Amministrazione può garantire una maggiore trasparenza sulle modalitĂ  di archiviazione e gestione dei contenuti oltre che una piĂš facile integrazione e adattabilitĂ  a eventuali nuove tecnologie. I modelli di business a questo correlati sono proprio nell’ottica del “servizioâ€? (conservazione, migrazione, adattamento a nuovi media,‌) anzichĂŠ della vendita di licenza. La PA che si muova in questa direzione garantisce inoltre maggiori opportunitĂ  di sviluppo alle imprese del proprio territorio che sapranno adattarsi a questo nuovo ecosistema. Anche la Commissione Europea ha sottolineato l’importanza dell’ado-

zione di software libero, al punto da GHĂ€QLUHXQDOLFHQ]DWUDGRWWDLQWXWWH le lingue e adattata a tutte le normative comunitari: la EUPL, EUropean Public License http://ec.europa.eu/ idabc/eupl. Un ecosistema digitale quindi che includa tutti gli attori coinvolti, imprese, pubbliche amministrazioni, legislatori locali e nazionali, utenti, clienti e cittadini. Un ecosistema che garantisca uno sviluppo sostenibile delle imprese italiane e contemporaneamente garantisca una maggiore creazione e diffusione delle conoscenza.

Le licenze Creative Commons Le licenze Creative Commons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservatiâ€?. Il detentore dei diritti può non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese: NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, può imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alikeâ€?). Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana. &UHDWLYH&RPPRQVqXQ¡RUJDQL]]D]LRQHQRQSURĂ€W Le licenze Creative Commons, come tutti i nostri strumenti, sono utilizzabili liberamente e gratuitamente, senza alcuna necessitĂ di contattare CC per permessi o registrazioni. Per saperne di piĂš, puoi leggere una introduzione a CC, guardare l’animazione “Diventa Creativoâ€?, frequentare le nostre liste e navigare nel nostro sito. (Fonte: http://www.creativecommons.it/Licenze)

FLAVIA MARZANO

Presidente di Unarete

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FOCUS

La rivoluzione digitale nella Sanità Alcuni approfondimenti normativi e l’evidenza di aree da approfondire

FABIO TOMMASI

È Rivoluzione! Rivoluzione digitale, s’intende. Soprattutto negli ultimi anni, l’inQRYD]LRQH WHFQRORJLFD KD PRGLÀcato le nostre abitudini di vita non rappresentando più (o non solo) un’occasione di crescita per la ricerca, quanto piuttosto la linea guida di quel mutamento improvviso qual è la rivoluzione digitale, appunto. Protagonista di questa metamorfosi è il rapporto tra il cittadino e la pub-

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blica amministrazione, caratterizzato GD QXRYL HG HIÀFLHQWL PHWRGL GL FRmunicazione, soprattutto nell’ambito della Sanità. Lo scorso mese di novembre, infatti, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione non ha mancato di rappresentare in più occasioni il Piano per la sanità elettronica. Esso prevede cinque aree di intervento, SHU OH TXDOL VRQR GHÀQLWH OH ULVRUVH ÀQDQ]LDULHHLOWHUPLQHGLDWWXD]LRQH

1) connettere in rete tutti i medici di base entro giugno 2010; 2) realizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico entro giugno 2009;  UHDOL]]DUHLOVHUYL]LRGLFHUWLÀFDWLGL malattia digitali inviati per via telematica entro dicembre 2009; 4) avviare in alcune Regioni entro giugno 2009 la ricetta digitale; 5) realizzare un sistema sovra-regionale per consentire le prenotazioni on line.


L’INVIO TELEMATICO DEL CERTIFICATO MEDICO

Con il d.lgs. 27/10/2009 n. 150, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di HIÀFLHQ]D H WUDVSDUHQ]D GHOOH SXEbliche amministrazioni, il legislatore ha introdotto nel d.lgs. n. 165/2001 l’art. 55-septies, un’importante novità in materia: in caso di assenza per malattia del lavoratore è previsto O¡LQYLR SHU YLD WHOHPDWLFD GHO FHUWLÀcato medico direttamente all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. In tutti i casi di assenza per malattia del lavoratore dipendente pubblico, ODFHUWLÀFD]LRQHPHGLFDqLQYLDWDSHU via telematica all’INPS direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematiFDGHLFHUWLÀFDWLPHGLFLGDOODQRUPDtiva vigente, in particolare delle regole tecniche concernenti il Sistema pubblico di connettività (SPC) del CNIPA e avvalendosi, ove possibile, delle infrastrutture regionali esistenti. Tale opportunità entro la metà del 2010 sarà estesa anche ai dipendenti privati. Tuttavia, le regole tecniche di trasmissione telematica saranno pubblicate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero delle Economie e delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali. Il SPC dovrebbe garantire la trasmissione telematica salvaguardando la sicurezza dei dati e la riservatezza delle informazioni, nel rispetto dell’autonomia del patrimonio informativo delle singole amministrazioni. /¡LQYLR WHOHPDWLFR GHO FHUWLÀFDWR medico rappresenta nel suo piccolo XQD ULYROX]LRQH SHUFKp VHPSOLÀFD LO rapporto con il lavoratore dipendente pubblico, il quale non ha necesVLWjGLLQROWUDUHLOFHUWLÀFDWRPHGLFR all’amministrazione interessata con i sistemi (cartacei) tradizionali, con risparmio di costi non trascurabile VROLWDPHQWHLOFHUWLÀFDWRqLQYLDWRD mezzo raccomandata a/r), e soprattutto rappresenta una netta attuazione GHLSULQFLSLGLHIÀFLHQ]DHGHIÀFDFLD

dell’azione amministrativa. Sarà poi l’INPS che trasmetterà all’amministrazione interessata, semSUH SHU YLD WHOHPDWLFD LO FHUWLÀFDWR ricevuto dal medico o dalla struttura sanitaria Tale innovazione ha anche un altro PHULWRVHPSOLÀFDODJHVWLRQHGHOFHUWLÀFDWRPHGLFRGDXQSXQWRGLYLVWD della tutela dei dati personali. Le linee guida in materia di gestione del rapporto di lavoro dipendente pubblico e privato del Garante per la protezione dei dati personali, infatti, prevedono una serie di accorgimenti QHOODJHVWLRQHGHOFHUWLÀFDWRPHGLFR FDUWDFHR DOÀQHGLHYLWDUHWUDWWDPHQti di dati personali non conformi con il principio di necessità, pertinenza e QRQHFFHGHQ]DHTXLQGLDOÀQHGLHVHguire le sole operazioni di trattamento proporzionate e indispensabili in UDJLRQHGHOODÀQDOLWjGHOODUDFFROWD Basti ricordare, infatti, la necessità FKH LO FHUWLÀFDWR PHGLFR FRQWHQJD solo ed esclusivamente la prognosi, cioè la presunta durata dell’inabilità al lavoro del lavoratore per un determinato periodo di tempo, e non anche la diagnosi, cioè il quadro clinico di una malattia, l’insieme dei sintomi generali e patognomonici. CosÏ il titolare del trattamento attualmente è tenuto a formare i lavoratori anche su questo aspetto, cioè in caso di assenza per malattia dovranno produrUHFHUWLÀFDWLPHGLFLFRQO¡LQGLFD]LRQH GHOOD VROD SURJQRVL H WDOH FHUWLÀFDWR andrà trattato con le dovute cautele (busta chiusa, archiviazione, inutilizzo dei dati eccedenti, eventuale comunicazione all’INAIL dei soli dati indispensabili e via dicendo) e senza trattamenti sproporzionati e non indispensabili. 3RVVRQRWXWWDYLDYHULÀFDUVLFDVLLQFXL LOODYRUDWRUHSURGXFHFHUWLÀFDWLPHGLci con l’indicazione anche della diagnosi; in tali casi l’amministrazione, pur potendo conoscere la diagnosi, deve comunicare all’ente assicurativo solo le informazioni sanitarie relative o collegate alla patologia denunciata e non anche i dati sulla salute relativi DGDOWUHDVVHQ]HFKHVLVLDQRYHULÀFDte nel corso del rapporto di lavoro. In quest’ultima eventualità, infatti, il trattamento sarebbe sicuramente

eccedente e non pertinente. Con la trasmissione telematica del FHUWLÀFDWRPHGLFRDOOHDXWRULWjFRPpetenti, almeno alcuni dei problemi legati alla comunicazione da parte del lavoratore all’amministrazione interessata sono superati, perchÊ l’invio è effettuato direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria all’INPS, la quale poi inoltrerà all’amministrazione interessata quel determinato FHUWLÀFDWRPHGLFR'HWWRFHUWLÀFDWR però, rimarrà sempre (almeno si spera) nel formato digitale e semmai porrà problemi legati alla sicurezza informatica ed alla necessità di assicurare la sua leggibilità e integrità nel tempo, ovvero la sua memoria digitale. Tuttavia, riduce sensibilmente i problemi legati ad un trattamento ultroneo, eccedente, non pertinente, non indispensabile e sproporzionato, spesso dovuto all’incuria di un incaricato del trattamento scarsamente (nella migliore delle ipotesi) formato dal titolare del trattamento. LA CONSERVAZIONE DELLA CARTELLA CLINICA DIGITALE

La rivoluzione digitale non si ferma, continua su altri fronti sanitari. Nel recente Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 novembre scorso è stato approvato, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro per la VHPSOLĂ€FD]LRQH QRUPDWLYD XQ GLsegno di legge che contiene un’altra disposizione di interesse per chi si occupa di conservazione nell’ambito sanitario: quella relativa alle cartelle cliniche. La disposizione prevista nell’art. 6 del ddl dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2010 e dispone che “la conservazione delle cartelle cliniche, senza nuovi e maggiori oneri a carico dello Stato, è effettuata esclusivamente in forma digitale. Esse sono rilasciate agli interessati, su richiesta, anche in forma cartacea, previo pagamento di un corrispettivo stabilito dall’amministrazione che le detieneâ€?. In altri termini, se dovesse diventare norma di legge la regola sarĂ la conservazione in forma digitale della cartella clinica (ma si auspica la sua produzione nativa in digitale e non solo la sua conservaiged.it 04.2009

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zione) e solo in via eccezionale la sua riproduzione nel formato cartaceo su richiesta dell’interessato. Occorrerà comunque un Regolamento ministeriale e il rispetto di quanto previsto in materia di procedimento e fascicolo informatico nell’art. 41 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, codice per la pubblica amministrazione digitale, tra cui l’applicabilità della legge 7 agosto 1990, n. 241 in materia di procedimenti amministrativi e accesso alla documentazione amministrativa. &Lz VLJQLÀFD FKH OD FDUWHOOD FOLQLFD digitale, direttamente consultabile ed alimentata da tutte le amministrazioni coinvolte nel procedimento amministrativo, dovrà recare: a) l’amministrazione titolare del procedimento, che cura la costituzione e la gestione del fascicolo medesimo; b) le eventuali altre amministrazioni partecipanti; c) il responsabile del procedimento; d) l’oggetto del procedimento; e) l’elenco dei documenti contenuti. APPLICABILITÀ DELLA DELIBERAZIONE CNIPA N. 11/04

Prima ancora di procedere nella nostra analisi è doveroso, però, fare una premessa. Per rimanere in tema di cartella clinica, questa rappresenta un insieme di documenti nei quali i medici e gli infermieri registrano una serie

di informazioni che riguardano un determinato paziente allo scopo di poter rilevare gli aspetti diagnostici e terapeutici dello stesso, cosĂŹ da consentire di procedere alle cure migliori HSHUFRQVHQWLUQHXQXVRVFLHQWLĂ€FR statistico, didattico e medico legale nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali. Le strutture sanitarie sia pubbliche, sia private, pertanto, hanno l’esigenza di poter recuperare dette informazioni in TXDOXQTXH PRPHQWR DO Ă€QH GL ULFRstruire il diario clinico del paziente. Salvo quanto si è detto, non esiste per la cartella clinica una normativa VSHFLĂ€FDFKHQHVWDELOLVFDOHPRGDOLWj della conservazione (fermo restando le linee guida del CNIPA e la produzione normativa che seguirĂ in vista della ridetta rivoluzione digitale), cosĂŹ come avviene invece per l’archivio legale in materia, ad esempio, di Radiodiagnostica per Immagini e di Laboratorio. Ciononostante si è ormai concordi nel considerare applicabile la deliberazione CNIPA n. 11 del 19 febbraio 2004, tant’è che l’art. 2, comma 1, sancisce: “Gli obblighi di conservazione sostitutiva dei documenti, previsti dalla legislazione vigente sia per le pubbliche amministrazioni sia per i privati, sono soddisfatti a tutti gli effettiâ€?, fatto salvo la facoltĂ  di accorgimenti e procedure integra-

tive, “qualora il processo di conservazione venga effettuato con le modalitĂ di cui agli articoli 3 e 4â€?. A ciò si aggiunga l’art. 42 del Cad, il quale prevede: “Le pubbliche amministrazioni valutano in termini di rapporto tra costi e benefĂŹci il recupero su supporto informatico dei documenti e degli atti cartacei dei quali sia obbligatoria o opportuna la conservazione e provvedono alla predisposizione dei conseguenti piani di sostituzione degli archivi cartacei con archivi informatici, nel rispetto delle regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71â€?, ovvero le regole tecniche del CNIPA, SHULOULFRQRVFLPHQWRHODYHULĂ€FDGHO documento informatico, emanate con deliberazione 21/05/2009 e SXEEOLFDWHVXOOD*D]]HWWD8IĂ€FLDOHQ 282 del 03/12/2009, L’articolo 43 del Cad, invece, statuisce: “I documenti degli archivi... o documento di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, ove riprodotti su supporti informatici sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, se la riproduzione sia effettuata in modo da garantire la conformitĂ  dei documenti agli originali e la loro conservazione nel tempo, nel rispetto delle regole tecniche... Restano validi i documenti degli archivi... giĂ  conservati mediante ULSURGX]LRQH VX VXSSRUWR IRWRJUDĂ€FR VX supporto ottico o con altro processo idoneo a garantire la conformitĂ  dei documenti agli originali. I documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalitĂ  cartacee e sono conservati in modo permanente con modalitĂ  digitaliâ€?. In altri termini, il quadro normativo si completerĂ  con le attese regole tecniche e con i nascendi regolamenti di cui si è detto. RESPONSABILE DELLA CONSERVAZIONE ANCHE RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO EX L. 241/90?

Fatta questa doverosa premessa, trattandosi di procedimento amministrativo, sia pure con fascicolo informatico, e considerato che anche la cartella clinica digitale rientra certamente tra i documenti amministrativi di cui è consentito il diritto di accesso, viene da chiedersi se il responsabile della conservazione sostitutiva (Cfr. art.

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5 CNIPA n. 11/04) debba assumere anche l’ulteriore ruolo di responsabile del procedimento amministrativo (di conservazione sostitutiva appunto), riconoscendo di conseguenza all’interessato (il paziente) un diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi relativi alla conservazione, al Ă€QHDGHVHPSLRGLYHULĂ€FDUHODFRUretta adozione delle regole minime di cui alla deliberazione del CNIPA n. 11/04 e successiva produzione normativa e/o regolamentare. La questione è tutt’altro che di scarso interesse per almeno due motivi. Innanzitutto, l’art. 5 della deliberazione CNIPA prevede che il procedimento di conservazione sostitutiva SRVVD HVVHUH DIĂ€GDWR LQ RXWVRXUFLQJ “in tutto o in parte, ad altri soggetti, pubblici o privati, i quali sono tenuti ad osservare quanto previsto dalla presente deliberazioneâ€?; ciò comporterebbe per l’outsourcer la necessitĂ di dover assumere anche il diverso ruolo di responsabile del procedimento amministrativo e quindi essere tenuto al rispetto di quanto previsto nella legge n. 241/90 in merito al diritto di accesso. In secondo luogo, ammettere tale eventualitĂ  comporterebbe anche per gli aventi diritto (gli interessati latu VHQVX  OD SRVVLELOLWj GL YHULĂ€FD GHOOH procedure adottate per la conservazione della cartella clinica che, proprio perchĂŠ digitale, comporta, come si è detto, un problema tutt’altro che remoto di sicurezza informatica ed in particolare di assicurare la memoria digitale nel tempo, quindi ulteriore responsabilitĂ  diretta nei confronti degli interessati, oltre che dell’ente per il quale operano. Verrebbe da pensare che il principio di trasparenza dell’azione amministrativa dovrebbe consentire l’accesso al procedimento di conservazione sostitutiva, stante anche la tipologia dei dati personali (sensibili) trattati in una cartella clinica, cosĂŹ da consentire all’interessato il diritto di conoscere le modalitĂ  adottate nella conservazione di un documento cosĂŹ importante relativo alla sua storia clinico-sanitaria. Ăˆ anche vero, tuttavia, che l’art. 24

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della legge n. 241/90 non ammette istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni e che parimenti, nel caso di terzi soggetti richiedenti, non è consentito l’accesso quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza GL SHUVRQH Ă€VLFKH RPLVVLV  FRQ particolare riferimento agli interessi sanitari, ancorchĂŠ i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono, a meno che, nel caso che ci interessa, l’accesso ai documenti amministrativi non sia preordinato alla tutela di una posizione giuridicamente rilevante di rango almeno pari a quello dell’interessato (si pensi al parente del defunto il quale chiede l’accesso alla cartella clinica digitale). La giurisprudenza amministrativa ha osservato che “il diritto di accesso è sempre fondato sull’interesse soVWDQ]LDOH FROOHJDWR DG XQD VSHFLĂ€FD situazione soggettiva giuridicamente rilevante e che esso è strumentale ad acquisire la conoscenza necessaria a valutare la portata lesiva di atti o comportamenti; mentre va da tutto ciò escluso che il diritto medesimo garantisca un potere esplorativo di vigilanza da esercitare attraverso il diritto all’acquisizione conoscitiva di DWWL R GRFXPHQWL DO Ă€QH GL VWDELOLUH se l’esercizio dell’attivitĂ amministrativa possa ritenersi svolto secondo i canoni di trasparenza; ciò in quanto l’interesse alla conoscenza dei documenti amministrativi è destinato alla comparazione con altri interessi rilevanti, fra cui quello dell’Amministrazione, a non subire eccessivi intralci nella propria attivitĂ  gestoria, garantita anche a livello costituzionale; in altre parole, la disciplina sull’accesso tutela solo l’interesse alla conoscenza e non l’interesse ad effettuare un controllo sull’amministrazione, allo VFRSR GL YHULĂ€FDUH HYHQWXDOL H QRQ DQFRUDGHĂ€QLWHIRUPHGLOHVLRQHGHOOD sfera dei privatiâ€? (Cfr. Cons. St., Sez. VI, 11/05/2007, n. 2314). Al responsabile del procedimento amministrativo sono imputati i momenti procedurali, nonchĂŠ le

conseguenze di eventuali ritardi od omissioni, ed ha un ruolo propulsivo e tutorio, oltre ad essere il titolare di rilevanti poteri organizzativi e direttivi dell’iter procedimentale. L’art. 6, legge n. 241/90, infatti, attribuisce al responsabile del procedimento diversi poteri-doveri, tra cui quello GLYDOXWDUHDLÀQLLVWUXWWRULOHFRQGLzioni di ammissibilità e i requisiti di legittimazione, nonchÊ i presupposti rilevanti per l’emanazione del provvedimento. Si tratta pertanto di una ÀJXUDFKHVYROJHXQ¡LPSRUWDQWHIXQzione di trasparenza amministrativa che, a parere dello scrivente, viaggia su binari diversi di quello del responsabile della conservazione, il quale ha invece precisi compiti di assicurare la correttezza delle procedure di conservazione, tanto piÚ se si stratta di un ente privato esterno alla pubblica amministrazione. Se cosÏ è, ben potrà aversi un responsabile della conservazione sostitutiva che garantirà il rispetto delle procedure per la conservazione della cartella clinica digitale ed un responsabile del procedimento amministrativo che invece si limiterà ad assolvere agli oneri nascenti dalle richieste di accesso alla cartella clinica ex l. n. 241/90. IL PERIODO DI CONSERVAZIONE IN AMBITO SANITARIO: LA MEMORIA DIGITALE

Ciò detto, per concludere questa breve analisi sulla rivoluzione digitale, è opportuno rammentare la Circolare del Ministero della SanitĂ n. 61 del 19/12/1986 riguardo il periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni sanitarie pubbliche e private di ricovero e cura. Detta circolare indica che “le cartelle cliniche, unitamente ai relativi referti, vanno conservate illimitatamente poichĂŠ rappresenWDQRXQDWWRXIĂ€FLDOHLQGLVSHQVDELOHDJDUDQtire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte documentaria per le ricerche di carattere storico sanitarioâ€?, mentre “in merito alla conservazione, presso l’archivio GHOOHLVWLWX]LRQLVDQLWDULHGHOOHUDGLRJUDĂ€H QRQULYHVWHQGRHVVHLOFDUDWWHUHGLDWWLXIĂ€FLDOL VL ULWLHQH FKH VRWWR LO SURĂ€OR PHGLFR


PHGLFROHJDOH DPPLQLVWUDWLYR H VFLHQWLÀFR SRVVD HVVHUH VXIÀFLHQWH XQ SHULRGR GL YHQWL � fermo restando per gli enti di anni�, garantire un periodo maggiore. Ogni medaglia ha il suo rovescio, cosÏ anche la rivoluzione digitale ha i suoi punti critici che dovranno essere seriamente affrontati dalle strutture sanitarie che produrranno una mole LQGHÀQLWD GL GRFXPHQWD]LRQH GLJLtale, ovvero dovranno garantire la leggibilità e inalterabilità, oltre che LPPRGLÀFDELOLWj QHO WHPSR GL WDOL archivi. Tralasciando le questioni sui supporti opportuni o meno da utilizzare per il riversamento e/o la memorizzazione, resta un problema concreto: la sicurezza informatica assoluta non esiste; semmai si può discutere di sicurezza relativa, cioè della probabilità che un evento accada o meno secondo la

migliore scienza ed esperienza nel settore dell’informatica. I fatti hanno dimostrato come le tecnologie paradossalmente non riescono a garantire la memoria nel tempo, salvo costanti e continui aggiornamenti tecnologici a causa di un’obsolescenza nel settore dell’informatica ÀQ WURSSR JDORSSDQWH FRVu O¡XQLFR modo oggi per garantire la memoria nel tempo è rappresentato dal buon vecchio scalpello e dalla cara pietra, che insieme hanno dimostrato di resistere millenni e che oggi rappresentano la vera ipoteca sul passato dell’essere umano. Ma se cosÏ è, la prestazione in outsourcing del responsabile della conservazione sostitutiva, il quale dovrebbe garantire la leggibilità ,

LQDOWHUDELOLWj H LPPRGLÀFDELOLWj cioè garantire la memoria digitale nel tempo del documento (digitale) portato in conservazione sostitutiva, è un’obbligazione di mezzi o di risultato? A giudicare da come vengono interpretate le norme in vigore sembrerebbe di risultato, ma non ne sarei cosÏ convinto, anzi ...

FABIO TOMMASI

Avvocato, specializzato in diritto delle nuove tecnologie, titolare dello Studio Legale Tommasi

SEDE BM&Planeta, Parma ATTUALE COPERTURA TERRITORIALE

ARCHIVIAZIONE

CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA

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APPROFONDIMENTI

Moda Europea scopre l’interoperabilità Con eBIZ le filiere delle aziende del fashion europeo hanno trovato la loro lingua franca

ARIANNA BRUTTI E ANTONIO TOCI

Se il settore della moda è importante per l’Europa, per l’Italia è uno dei simboli della cultura nazionale. Non solo, ma in Italia il settore si caratterizza per una struttura industriale particolarmente frammentata in vari distretti industriali e gruppi di imprese sparsi sul territorio nazionale. Ăˆ intuitivo capire l’importanza che SXz DYHUH XQD PDJJLRUH HIĂ€FLHQ]D di scambio delle informazioni nelle Ă€OLHUHSURGXWWLYHGHOVHWWRUH4XHVWD

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HIÀFLHQ]DSXUDXVSLFDWDGDWHPSRD livello italiano ed europeo, è ancora da raggiungere. Da tempo ci si aspetta che l’interoperabilità tra sistemi informatici differenti, prerequisito necessario allo scambio digitale ed automatico delle informazioni, possa essere il risultato della ricerca di una sorta di lingua franca da far adottare alle D]LHQGHGLVHWWRUH4XHVWDULFHUFDGL recente, ha fatto un ulteriore, forse

decisivo, passo avanti con l’attesa conclusione del progetto europeo chiamato piÚ brevemente eBIZ, ma piÚ estesamente indicato anche come eBIZ-TCF 1 www.ebiz-tcf.eu. Il progetto promosso dalla DG Enterprise and Industry 2 della Commissione Europea è stato da questa DIÀGDWR DG XQ JUXSSR FRVWLWXLWR GD tre partner chiave: le associazioni di settore dell’industria europea EURATEX3, CEC4 e ad ENEA5. I


L’ADOZIONE DELLA SOLUZIONE EBIZ PRODUCE PER LE IMPRESE DIVERSI BENEFICI Marco Ricchetti 7 , coordinatore delle esperienze pilota del progetto eBIZ, sottolinea che i EHQHĂ€FL HFRQRPLFL VRQR GL GXH WLSL VWDWLFR H dinamico. “Il vantaggio statico si ottiene grazie ad un miglior controllo sui costi. Avere un miglior controllo dei costi VLJQLĂ€FDUHQGHUHO¡D]LHQGDSLFRPSHWLWLYDVXOPHUFDWR SHUFKpVDUjLQJUDGRGLIDUHRIIHUWHSLYDQWDJJLRVH 6H L EHQHĂ€FL GL WLSR VWDWLFR SRVVRQR HVVHUH IDFLOPHQWH PLVXUDWL FRQ LO PHWRGR GHO SULPD H GRSR TXHOOL GL WLSR GLQDPLFR VRQR SL FRPSOHVVL GD LQGLYLGXDUH H TXDQWLĂ€FDUHSHUFKpGLSHQGRQRGDIDWWRULLQGLUHWWLPLJOLRUDPHQWRGHOODTXDOLWjGHLVHUYL]LDLSURSULFOLHQWLH PDJJLRUĂ HVVLELOLWjHYHORFLWjQHOWURYDUHOHJLXVWHULVSRVWHDOO¡HVLJHQ]HGLPHUFDWRVRQR IDWWRULLPSRUWDQWLVVLPLPDGLIĂ€FLOLGDTXDQWLĂ€FDUH6RQRYDQWDJJLFKHLQYHFHG¡LQĂ XLUH VXOOD FRPSHWLWLYLWj GHL SUH]]L PLJOLRUDQR OD FRPSHWLWLYLWj JOREDOH GHOO¡D]LHQGD FKH VL ULWURYDFRQXQ¡LPPDJLQHVXOPHUFDWRSRWHQ]LDWDFDSDFHGLFRQVHJXHQ]DGLLQGXUUHXQD SUHYHGLELOHFUHVFLWDGHOOHYHQGLWH /DYDOXWD]LRQHGHLEHQHĂ€FLHIIHWWLYDPHQWHRWWHQXWLGDOOHLPSUHVHFKHKDQQRSDUWHFLSDWR DOSURJHWWRH%,=qDQFRUDLQFRUVRHGqSUHYLVWDFRQFOXGHUVLSHUĂ€QHLSULPL ULVXOWDWLVRQRSHUzPROWRLQFRUDJJLDQWL3UHQGLDPRDGHVHPSLRLOFDVRGLXQSURJHWWR SLORWDFKHDYHYDSHUSURWDJRQLVWLXQFRQIH]LRQLVWDHFLQTXHWHVVLOLFKHKDQQRDSSOLFDWROH VSHFLĂ€FKHH%,=DOORVFDPELRGLGRFXPHQWLUHODWLYLDJOLRUGLQL /¡DSSOLFD]LRQHGLH%,=DWXWWLJOLRUGLQLGHOOHVHLD]LHQGHLQXQDQQR GXHVWDJLRQL  JHQHUDXQYDQWDJJLRVLJQLĂ€FDWLYROHDWWLYLWjODYRUDWLYHGHGLFDWHDOODJHVWLRQHGHJOLRUGLQL GHLWHVVXWLQHOOHVHLLPSUHVHSDVVDQRGDJLRUQLXRPR SDULDFLUFD½GL FRVWLGHOSHUVRQDOH DJLRUQL SDULDFLUFD½GLFRVWR  ,FRVWLGLLQWURGX]LRQHGLH%,= XSJUDGHGHJOL(53JLjXWLOL]]DWLGDOOHLPSUHVH VL ULSDJDQRLQSRFRWHPSR6HPSUHVXOODEDVHGHLGDWLUHDOLGHOOHVWHVVHLPSUHVHDQFKH FRQ XQ XWLOL]]R OLPLWDWR DOOH UHOD]LRQL FRQ VROR GL WXWWL L IRUQLWULFLFOLHQWL O¡LQYHVWLPHQWRLQL]LDOHVLUHFXSHUDLQPHVL6HLQYHFHVLLSRWL]]DFKHO¡GHJOL RUGLQLGDOFRQIH]LRQLVWDDWXWWLLVXRLIRUQLWRULHLOGHJOLRUGLQLDFTXLVLWLGDLFLQTXH IRUQLWRULWHVVLOLGDWXWWLLORURFOLHQWLDYYHQJDDWWUDYHUVRH%,=LOO¡LQYHVWLPHQWRLQL]LDOH VLUHFXSHUDLQFLUFDPHVL 6LSRVVRQRLQROWUHVWLPDUHVXOODEDVHGLLSRWHVLSUXGHQWLDOFXQLYDQWDJJLGLQDPLFL3HU OHLPSUHVHGHOSLORWDJLjFLWDWRDGHVHPSLRLOUHGGLWRRSHUDWLYRIDWWXUDWRGHOFRQIH]LRQLVWD (%,7'$(DUQLQJ%HIRUH,QWHUHVW7D[HV'HSUHFLDWLRQDQG$PRUWL]DWLRQ FUHVFHUHEEHGRSRDQQLGLPLOD½LSRWL]]DQGRFKHODPDJJLRUHHIĂ€FLHQ]DHĂ HVVLELOLWjQHO UDSSRUWRFRQLFOLHQWL PDJJLRULVHUYL]LRIIHUWL FRQVHQWDXQLQFUHPHQWRGHOGHLULFDYL DFDVFDWDQHGHULYHUHEEHURYDQWDJJLDQFKHSHULFLQTXHIRUQLWRULWHVVLOLFKHQHOO¡LQVLHPH SRWUHEEHURLQFUHPHQWDUHO¡(%,7'$GLFLUFDPLOD½6LWUDWWDLQTXHVWRFDVRVROR GLVLPXOD]LRQLPDFKHUHQGRQRO¡LGHDGHLSRWHQ]LDOLYDQWDJJLGLXQVLVWHPDFRPHH%,= FKHPRGHUQL]]DLUDSSRUWLDOO¡LQWHUQRGHOODĂ€OLHUDÂľ. risultati sono stati presentati durante i lavori della Conferenza eBIZ-TCF tenutasi a Bruxelles lo scorso 20 e 21 ottobre. Finanziato ed avviato dalla Commissione Europea nel Gennaio 2008, eBIZ-TCF aveva la missione di armonizzare e promuovere la diffusione dei processi di e-business nelle imprese del Tessile Abbigliamento

e Calzatura (TCF) con, ovviamente, particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI) europee. Alla Conferenza si è respirato un clima di ottimismo misto a soddisfazione JLXVWLÀFDWLVLDGDOQXPHURGLD]LHQGH europee coinvolte nel progetto (oltre 150), sia dalla loro rappresentatività (per esempio Ermenegildo Zegna

nel Tessile e Confezione e Bata nel calzaturiero), sia per il numero di partecipanti presenti. APPROCCIO DEL PROGETTO

Obiettivo del progetto era la messa a punto di un’architettura di riferimento e la sua sperimentazione sul campo. Il progetto è partito dalla constatazione che le logiche della collaborazione e dello scambio dati cambiano molto quando si focalizzano i rapporti fra le organizzazioni della vendita (rapporti multisettoriali per i quali c’è grande ELVRJQRGL´HIÀFLHQ]D¾HQRUPDOL]]Dzione in considerazione dei volumi di scambio in gioco) o quando si guarda alle relazioni tra produttori, terzisti e fornitori (dialoghi specializzati, per i TXDOL F¡q JUDQGH ELVRJQR GL ´HIÀFDFLD¾Hà HVVLELOLWjGHLSURFHVVL  Con questi presupposti, strada facendo, si è scelto di mettere a disposizione degli utilizzatori e GHJOL VYLOXSSDWRUL GHOOH VSHFLÀFKH pubbliche capaci di riutilizzare il piÚ possibile metodologie e tecnologie esistenti. Questa strategia favorisce la diffusione dell’eBusiness, piuttosto FKHSURGXUUHXQDHQQHVLPD´QXRYD¾ soluzione da imporre al mercato. Nell’ambito di questa strategia volta a riproporre il potenziamento di tecnologie esistenti, eBIZ ha posto a fondamento della sua architettura le precedenti esperienze Europee: Moda-ML www.moda-ml.org, Shoenet www.shoenet.info), UBL ed i progetti Texweave e CecMadeShoe. Per quanto riguarda l’upstream, ovYHURODSDUWHDOWDGHOODÀOLHUDqVWDWR deciso di utilizzare le strutture di Moda-ML (iniziativa già consolidata e a suo tempo coordinata da Enea), nata dalle necessità del tessile e delle confezioni e di Shoenet (iniziativa similare radicata in Spagna e coordinata da INESCOP) per chi si rivolge al settore del calzaturiero. CosÏ, senza reinventare la ruota, le VSHFLÀFKH PDWXUDWH LQ TXHOOH HVSHrienze sono state raccordate e armonizzate all’interno della architettura eBIZ che diventa perciò una risposta alle esigenze di interoperabilità attraverso i vari strati delle due complesse ÀOLHUH FRLQYROWH 8QD YROWD LQGLUL]zate le esigenze dell’upstream era iged.it 04.2009

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L’ESPERIENZA DEL GRUPPO ERMENEGILDO ZEGNA La Ermenegildo Zegna è una azienda che a buon diritto rientra nella categoria delle multinazionali tascabili italiane e non solo per i suoi 800 milioni di Euro di fatturato annuo. L’azienda tessile, fondata nel 1910 da chi le diede il nome con l’aspirazione di fare e distribuire i tessuti piĂš belli del mondo, negli anni 60 fece un salto di qualitĂ quando operò l’integrazione verticale dei procesVLGHOODĂ€OLHUDWHVVLWXUDFRQIH]LRQHFRQODQFLRGL una sua collezione uomo. L’internazionalizzazione della produzione e della distribuzione furono solo una conseguenza. Oggi l’Ermenegildo Zegna conta diversi nuclei produttivi nel mondo per il mondo (Italia - 1910, Spagna - 1973, Svizzera 1977, Turchia - 1989, Messico - 1993, Cina – 2003) oltre a numerosi negozi di proprietĂ  collocati nei quartieri piĂš prestigiosi delle piĂš importanti cittĂ  del mondo. La nuova sede centrale di Milano comprende anche una grande show-room e impiega, da sola, centocinquanta persone. Luca Sangiovanni 8 è un utente soddisfatto delle soluzioni eBIZ. â€?Noi abbiamo fatto i primi passi nel mondo dell’interoperabilitĂ  utilizzando la tecnologia predisposta con ModaMl, e questo oggi ci consente di utilizzare eBIZ per gli ordini, le conferme d’ordine ed i carichi di magazzino delle materie prime destinate alle nostre linee di produzione strategiche: Abiti da Uomo, Camicieria Maschile e Cravatte. Per tenere sotto controllo la qualitĂ  delle forniture, in Ermenegildo Zegna avevamo utiliz]DWRFRQODFROODERUD]LRQHGHOSDUWQHU7HVVLO&RQWUROOFKHDJLYDFRPHHQWHGLYHULĂ€FDGHOOD qualitĂ  e della logistica, anche le tecnologie risultanti da una precedente esperienza europea (Leap Frog). Ora grazie eBIZ, siamo in grado di metterci in diretto contatto, per cosĂŹ dire in straight through processing, con i nostri principali fornitori quali: Fratelli Piacenza, Reda, Barberis Canonico Vitale e Fintes (tutte aziende del distretto biellese come la Ermenegildo =HJQD LOFRWRQLĂ€FLR$OELQLGL%HUJDPRHSHULĂ€ODWLLQVHWDOD&DQHSDLQSURYLQFLDGL Como. Lo scambio di informazioni automatico raggiunto con questi fornitori attualmente rappresenta il 25% per la linea dei capospalla, il 15% nella linea camiceria ed il 45 % nelle FUDYDWWH,YDQWDJJLVRQRVWDWLVHQVLELOLĂ€QGDOO¡LQL]LRSHUFKpHFFHWWRFKHSHUTXDOFKHSUREOHPD di sintonizzazione iniziale, oggi per i volumi di ordini trattati siamo a livello di errori zero. Questo rappresenta un importantissimo risparmio di tempo in un settore che richiede, come PROWLDOWULLOFHQWRSHUFHQWRVLDGLHIĂ€FLHQ]D YHORFLWjGLVFDPELRGHLGDWL VLDGLHIĂ€FDFLD (qualitĂ  totale dei dati scambiati). Quando dobbiamo lanciare una stagione spendiamo molto tempo nelle analisi dei trend di PHUFDWR&RVDHTXDQWRFRPSUDUHqVHPSUHXQSURFHVVRGHOLFDWRHGLIĂ€FLOH&RQWUROOLHULSHQVDPHQWLVRQRFRQWLQXLĂ€QRDOORVWDGLRĂ€QDOHTXDQGRSRLVLSUHQGRQROHGHFLVLRQLGHĂ€QLWLYH (FFRSHUFKpXQDYROWDGHFLVLTXDQGRqLOPRPHQWRGLWUDVPHWWHUHJOLRUGLQLGREELDPRDYHUH due certezze: che gli ordini siano trasmessi velocemente e correttamente; che siano ricevuti ed DFFHWWDWLFRQXQDGRSSLDYHULĂ€FDVXLWHPSLGLFRQVHJQDGLFKLDUDWL Siamo talmente soddisfatti dei risultati raggiunti che consideriamo le soluzioni di eBIZ come “standardâ€? e la tendenza è quella di estenderne l’applicazione a tutti i Fornitori consolidati. In futuro vogliamo portare al cento per cento di copertura l’utilizzo delle tecnologie dell’interoperabilitĂ  sia con i fornitori nazionali sia, visto l’aspetto Europeo della iniziativa, con quelli almeno europei. Le strategia di diffusione avrĂ  due gambe: da un lato proporremo per primi queste soluzioni e dall’altro cercheremo di sfruttare l’ onda di diffusione ed espansione di eBIZ almeno in sede europea.â€? necessario trovare uno sbocco verso la catena distributiva (il downstream) che ovviamente non poteva essere

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nativa al comparto moda. In questo ambito si è fatto ricorso ad UBL, l’erede dei linguaggi EDI

dei tempi di Internet, e, in parte, di EANCOM. Questa scelta è stata una trasposizione, solo apparentemente ovvia, del fatto che non basta avere delle buone aziende che collaborano in modo HIĂ€FDFH HG HIĂ€FLHQWH SHU SURGXUUH prodotti di qualitĂ se questi ultimi non trovano un modo adeguato per essere collocati sul mercato e portati presso i punti di vendita. In questo ambito, una delle scommesse di eBIZ è stata quella di abilitare il Ă XVVRGLLQIRUPD]LRQLGLULWRUQRFKH nascono durante i processi di vendita per risalire verso la produzione. Scopo principale di queste informazioni è di dare alla produzione “il polso del mercatoâ€?, per consentirle di migliorare al massimo la capacitĂ  di portare nei negozi ciò che serve quando serve, FRQ XQD ULFDGXWD GL EHQHĂ€FL VLD SHU chi vende, sia per chi produce. Sino ad oggi le imprese prive di negozi propri, cosĂŹ come le organizzazioni di vendita di medio-piccola dimensione, erano escluse dalla possibilitĂ  di attivare tali canali, ora si spera di aprire una fase nuova. A questo scopo sono stati previsti processi come Classic Preorder, CRP, VMI, ecc.. Ad esempio il Classic Preorder (CP) è un processo che vede coinvolti il Produttore ed il Rivenditore, ove quest’ultimo ordina in anticipo sulla stagione i prodotti desiderati. La comunicazione può interrompersi anche per qualche mese, ma il processo di fatturazione sarĂ  innescato o alla spedizione dei prodotti o sulla base del venduto. Nel caso del processo CRP (Cyclic Replenishment Program) il Rivenditore può scegliere, da una lista di prodotti che il produttore garantisce come NOS, ovvero come sempre disponibili a stock (Never Out of Stock), quali articoli farsi arrivare settimanalmente. Anche in questo caso il processo di fatturazione sarĂ  innescato o alla spedizione o sulla base del venduto. Il VMI (Vendor Management Inventory) è un mezzo per ottimizzare le prestazioni della catena di distribuzione. Il fabbricante è responsabile per il mantenimento dei livelli di stock del


distributore. Lo stock a magazzino è gestito presso il punto di vendita direttamente dal produttore, anche con attività di reintegro presso l’area espositiva. La fatturazione avviene qualche volta in post-front, ovvero sul venduto, ma generalmente viene innescata alla consegna stessa. Per tecnici informatici e manager del settore particolarmente interessati a conoscere l’elenco completo dei processi già predisposti si consiglia di visitare il sito al link http:// spring.bologna.enea.it/ebiz/imple/ pg.asp?p=282. L’ARCHITETTURA

Da un punto di vista tecnico, l’architettura di eBIZ individua tre livelli e VXTXHVWLIRUQLVFHVSHFLĂ€FKHHUDFFRmandazioni: quello dei processi di business per i quali sono stati proposti 12 processi di riferimento (dettagliati e scomposti nei vari ruoli e nelle sequenze di attivitĂ che li realizzano); quello semantico e dei dati, incarnato da un certo numero di modelli dati (data model) specializzati e da adottare integralmente per le tre aree descritte (rete di imprese del tessile/confezione, rete di imprese del calzaturiero e distribuzione a valle delle produzioni); il livello dedicato al middleware di comunicazione basato (principalmente, ma non esclusivamente) su ebXML per assicurare caratteristiFKHGL´RSHQHVVÂľDIĂ€GDELOLWjHVLcurezza a costo contenuto. Si è giĂ  detto che Moda-ML e Shoenet VRQR GXH VSHFLĂ€FKH VHWWRULDOL QDWH e sviluppate appositamente per lo VFDPELRGDWLLQXQRVSHFLĂ€FRVHWWRUH al contrario UBL è uno standard di scambio dati “orizzontaleâ€?, cioè non GHVWLQDWRDXQVHWWRUHVSHFLĂ€FREHQVu è stato pensato per essere utilizzato tanto per l’acquisto di un materiale edile quanto per quello di un bullone. Questo, se da un lato ne assicura la generalitĂ  e la applicabilitĂ  verso tipologie merceologiche varie (per esempio UBL è utilizzato nel pubblic procurement europeo), dall’altro la sua generalitĂ  lo porta a dover essere ´ULVWUHWWRÂľSHUXQRVSHFLĂ€FRDPELWR

applicativo, pena la quasi impossibilità di comprendere i messaggi scambiati tra realizzazioni diverse. $TXHVWRVFRSRH%,=GHÀQLVFHXQR VFHQDULRHGHJOL8VH3URÀOHSHURJQL documento. Il loro insieme indica come i 20-30 dati necessari per ogni transazione possono essere rappreVHQWDWL H FRGLÀFDWL GD XQR VSHFLÀFR documento UBL. Un secondo grande contributo alla ´VHPSOLÀFD]LRQH¾ H ´QRUPDOL]]D]LRQH¾ GHO à XVVR GHL GDWL H TXLQGL LQ GHÀQLWLYD DOOD ULGX]LRQH GHL FRVWL di implementazione dei software gestionali dei punti vendita, viene dalla adozione degli standard internazionali GLLGHQWLÀFD]LRQHGHLSURGRWWLHGHOOH aziende promossi da GS1 (in Italia rappresentata da Indicod – ECR). 8WLOL]]DQGR OH FRGLÀFKH *7,1 GL *6 LQIDWWL q SRVVLELOH LGHQWLÀFDUH univocamente il prodotto e le sue caratteristiche, con un solo codice riconosciuto su scala internazionale; DQDORJDPHQWHODFRGLÀFD*/1LQGLvidua sempre in un solo numero le aziende e le loro sedi. Questo approccio apre una strada SHUO¡LQWHURSHUDELOLWjIUDOHGXHÀOLHUH e la distribuzione, consentendo ai sistemi gestionali dei punti vendita GLJHVWLUHSLYHORFHPHQWHLà XVVLGL informazione associati alle merci. I destinatari sono sia la grande distribuzione organizzata (GDO), già da tempo avvezza ai sistemi di scambio

automatico dei dati con i propri fornitori – perlopiÚ basati su tecnologia EDI -, sia le medie e piccole catene, i piccoli punti vendita meno strutturati e bisognosi di trovare adeguato supporto tecnico e soprattutto non in grado di imporre proprie soluzioni ai fornitori. ESIGENZA PRIMARIA: GARANTIRE LA QUALITÀ E L’INTERPRETABILITÀ DEI DATI

Una delle caratteristiche principali dei linguaggi basati su XML è la disponibilità di linguaggi e strumenti che consentono una stringente veriÀFDGHLFRQWHQXWLGHLGRFXPHQWLHOHWtronici. La soluzione di eBIZ utilizza ampiamente questi strumenti per migliorare la qualità dell’output dei dati GL XQ VLVWHPD LQIRUPDWLYR FKH FRVu risultano piÚ accessibili dai sistemi destinatari. Allo scopo sono utilizzati GXH VWUXPHQWL JOL XVH SURÀOH HG XQ sistema di validazione dei modelli. 8VH3URÀOH8%/ Relativamente ad ogni tipologia GL GRFXPHQWR VRQR GHÀQLWL SURÀOL IXQ]LRQDOLDVFHQDULVSHFLÀFL/DORUR presenza aiuta a risolvere problemi GLHIÀFLHQ]DGLSURJUDPPD]LRQHHD mascherare la complessità di UBL che richiederebbe conoscenze piÚ profonde e complesse. Per dare una idea GL TXDQWR XQ 8VH 3URÀOH VHPSOLÀFD il modello UBL ecco alcuni numeri6: un generico ordine può contenere in-

Uno dei negozi di Ermnegildo Zegna - The Bund, Shanghai

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L’OPINIONE DI MAURO SCALIA DI EURATEX ,/3URMHFW0DQDJHUGHO'LSDUWLPHQWRGL5LFHUFDH 6YLOXSSRGL(85$7(;LQGLFDFRVDSXzVLJQLĂ€FDUH il progetto eBIZ visto da una prospettiva europea. “L’iniziativa eBIZ nasce essenzialmente dall’esigenza di SRWHUVFDPELDUHLQPDQLHUDHIĂ€FLHQWHLQIRUPD]LRQLOXQJROD Ă€OLHUDGHLWUHVHWWRULLQGXVWULDOLDOLYHOOR(XURSHR /DVĂ€GDqTXHOODGLDUPRQL]]DUHO¡XVRGHLGLYHUVLVWDQGDUGHGHOOHVROX]LRQLVYLOXSSDWHQHLFRUVRGHJOLDQQLHG LPSOLFLWDPHQWH DQFKH TXHOOD GL IDYRULUH OD WUDQVL]LRQH GHOOHD]LHQGHGDOO¡XVRGLVLVWHPLWUDGL]LRQDOLYHUVRVLVWHPL GLJLWDOLDXWRPDWL]]DWLLQDOWUHSDUROHO¡H%XVLQHVV 6WLDPRSDUODQGRGLXQELVRJQRGLWUHVHWWRULWHVVLOHDEELJOLDPHQWRHFDO]DWXUDFKHQHOO¡DUHD(XURSHDFRLQYROJRQR FLUFDD]LHQGHLPSLHJDQGRFLUFDWUHPLOLRQLGLDGGHWWLHFRQXQJLURGLDIIDULLQWRUQR ai 300 miliardi di â‚Ź 9$OFXQHGHOOHSULQFLSDOLD]LHQGHHXURSHHRSHUDQWLQHOODGLVWULEX]LRQH HQHOODSURGX]LRQHGHOVHWWRUHPRGDVLWURYDQRGDWHPSRIUDO¡LQFXGLQHGLJHVWLUHDOPHJOLRL SURFHVVLGLSURGX]LRQHHFRPPHUFLDOL]]D]LRQHGHLSURSULEHQLHLOPDUWHOORGHOODUDSLGLWjGL FDPELDPHQWRGHOJXVWRGHLFRQVXPDWRUL'DXQODWRGHYRQRHYLWDUHSHULFRORVLIHQRPHQLGLVRYUDSSURGX]LRQHRGLDFFXPXORG¡LQYHQGXWRQHOSXQWRGLYHQGLWDGDOO¡DOWURGHYRQRPLJOLRUDUH ODFDSDFLWjGLUHDJLUHUDSLGDPHQWHDOFDPELDPHQWRGHOODGRPDQGD 2OWUHDFLzYDQQRFRQVLGHUDWHOHQRUPDOLSUHVVLRQLGHWWDWHGDOODIRUWHFRPSHWL]LRQHLQWHUQD]LRQDOHLQSULPROXRJRODULGX]LRQHGHLFRVWLGHOO¡LPSUHQGLWRUHFKHSDVVDDWWUDYHUVRO¡DXPHQWR GHOO¡HIĂ€FLHQ]DD]LHQGDOH 4XHVWHGXHVĂ€GHULVSRVWDUDSLGDDOPHUFDWRHGHIĂ€FLHQ]DLQWHUQDLQWHUHVVDQRDJUDGLGLYHUVL TXDOXQTXHD]LHQGDGHOODĂ€OLHUDHXURSHDLYLFRPSUHVHTXHOOHPHGLRSLFFROHFKHVRQRSUHSRQGHUDQWLWUDOHFLUFDD]LHQGHGHOVHWWRUH7HVVLOH$EELJOLDPHQWRLWDOLDQR 0ROWHD]LHQGHDXVSLFDQRXQDPDJJLRUHLQWHJUD]LRQHGHJOLVFDPELG¡LQIRUPD]LRQHOXQJROD Ă€OLHUDPDSHUFRQWURSRFKHKDQQRODFDSDFLWjGLLQĂ XHQ]DUHODVFHOWDGHLVLVWHPLRVRQR LQWHQ]LRQDWHDFHGHUHDWHU]L LQRXWVRXUFLQJRLQPRGDOLWjDSSOLFDWLRQSURFHVVVHUYLFHVSURYLGLQJ LOFRQWUROORGHLSURSULIRUQLWRULHRFOLHQWL,QDOWUHSDUROHJOLRUGLQLHWXWWLJOLDOWUL GDWLFKHVFRUURQRIUDXQQRGRHO¡DOWURGHOODĂ€OLHUDGHYRQRHVVHUHVFDPELDWLGLUHWWDPHQWHIUDL FRPSXWHUGHOOHD]LHQGHLQYHFHFKHYLDID[RSHUWHOHIRQRPDORGHYRQRIDUHGLUHWWDPHQWHIUD ORURHVDWWDPHQWHFRPHDYYLHQHWUDLID[VHQ]DULFKLHGHUHODPHGLD]LRQHGHOO¡XRPRVHQRQ QHOOHIDVLGHFLVLRQDOL/¡LQGLSHQGHQ]DVWUDWHJLFDHRSHUDWLYDGHOOHYDULHD]LHQGHGHYHHVVHUH VDOYDJXDUGDWDFRPHEHQHSULPDULR4XHVWRSHUzVLJQLĂ€FDDQFKHSRWHUDFFHWWDUHODGLIIXVLRQH GLWHFQRORJLHLQIRUPDWLFKHGLYHUVHSURYHQLHQWLGDLYDULIRUQLWRULHSHUFLzSUHGLVSRVWHDYDUL ´VWDQGDUGÂľSLRPHQRSURSULHWDUL/¡DEERQGDQ]DGLWHFQRORJLHqXQEHQHWXWWDYLDO¡DEERQGDQ]DGLWHFQRORJLHSURSULHWDULHQRQFRPSDWLELOLGHWHUPLQDXQDYHUDHSURSULDEDUULHUD DOO¡LQWHURSHUDELOLWj,QTXHVWRVFHQDULRVRORWHFQRORJLHLQIRUPDWLFKHDSHUWHFRQGLYLVHFDSDFL GLJDUDQWLUHO¡LQWHURSHUDELOLWjGHLVLVWHPLLQIRUPDWLFLD]LHQGDOLQHLYDULQRGLSURGXWWLYLH GLVWULEXWLYLGHOODĂ€OLHUDSRVVRQRUDSSUHVHQWDUHXQDVROX]LRQHDOSUREOHPDDSDWWRFKHTXHVWD LQWHURSHUDELOLWjVLDVHPSOLFHHJHVWLELOHGLUHWWDPHQWHGDOOHYDULHD]LHQGH 2JQLD]LHQGDUDSSUHVHQWDFRPHLQXQDJUDQGHUHWHXQQRGRGLVFDPELRGLLQIRUPD]LRQL TXDOXQTXH VLD OD VXD IXQ]LRQH QHOOD FDWHQD GHO YDORUH D]LHQGD FRPPLWWHQWHDFTXLUHQWH RWHU]LVWD 3HUTXDQWRULJXDUGDLULVXOWDWLGLH%,=VLDPRPROWRVRGGLVIDWWLGHOODYRURGL VYLOXSSRGHOO¡DUFKLWHWWXUDGLULIHULPHQWRFRVuFRPHGHLWHVWVYROWLQHOO¡XOWLPRDQQRLQFLUFD D]LHQGHGHOODĂ€OLHUDDWWUDYHUVRWXWWRLOFRQWLQHQWH(XURSHR6XOODEDVHGHLULVXOWDWLHGHOOH ULFKLHVWHFKHFLVRQRSHUYHQXWHFLSRQLDPRO¡RELHWWLYRGLODYRUDUHFRQWXWWHOHSDUWLLQWHUHVVDWH SHUDXPHQWDUHODGLIIXVLRQHGLWHFQRORJLHRVROX]LRQLH%,=FRPSDWLELOL $WDOHVFRSRVWLDPRFRVWLWXHQGRDOLYHOORHXURSHRXQJUXSSRGLLQWHUHVVHDSHUWRFKHFRLQYROJH D]LHQGHGLVHWWRUHIRUQLWRULGLVROX]LRQLLQIRUPDWLFKHRUJDQL]]D]LRQLGLFHUWLĂ€FD]LRQHGHJOL VWDQGDUGDVVRFLD]LRQLGLFDWHJRULDGHJOL6WDWLPHPEULGHOO¡8QLRQH(XURSHDRGLDOWULSDHVL LQWHUHVVDWL/HDWWLYLWjFRPLQFHUDQQRQHLSULPLPHVLGHOPDVRQRVWDWHDQWLFLSDWHLQ RFFDVLRQHGHOFRQJUHVVRGLVHWWRUHFKHVLqWHQXWRD6RĂ€DLO'LFHPEUHÂľ

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formazioni in elementi individuabili da 89.891 possibili percorsi (xpath) diversi al proprio interno, un ordine H%,= QH LGHQWLĂ€FD  SXU UHVWDQGR FRQIRUPHDG8%/ Perciò la loro predisposizione rende piĂš facile anche la diffusione di un “modus operandiâ€? basato su standard presso le varie entitĂ aziendali. Servizio di validazione dei modelli di dati reali on line 6H GD XQ ODWR JOL 8VH 3URĂ€OH 8%/ VHPSOLĂ€FDQR H PDVFKHUDQR OD FRPplessitĂ  di UBL, dall’altro dobbiamo essere certi che i documenti elettroniFLUHDOL SHUFDSLUFLLĂ€OH;0/ VLDQR FRQIRUPLDWDOLVSHFLĂ€FKH Allo scopo è stato realizzato, e reso disponibile via Internet, un servizio di validazione per i documenti dati FKHYDOLGDOH´LVWDQ]H;0/ÂľRYYHUR OD IRUPD FRGLĂ€FDWD GHL GRFXPHQWL previsti. Il sistema di validazione si basa su GHJOL;0/6FKHPDFKH  VRQRFRQIRUPLD8%/  VRQRVSHFLDOL]]DWLVXLSURĂ€OLG¡XVR GLH%,= includono le regole di contesto (Schematron) che li accompagnano. Questi schemi di validazione perciò consentono di restringere la numerositĂ  dei valori da trattare ed il loro range e, proprio grazie alle regole Schematron, permettono di legare i valori di diversi elementi in un insieme coerente (ad esempio se il bene trattato è una scarpa non si può usare la scala taglie basata su small, medium e large). Il servizio di validazione , coordinato da Piero De Sabbata responsabile sviluppo architettura eBIZ, consente GLYHULĂ€FDUHOÂśDGHUHQ]DDOODVSHFLĂ€FD offrendo un servizio che dovrebbe ridurre i rischi di disallineamento e le discussioni nel momento in cui sistemi di diverse organizzazioni debbono iniziare a scambiarsi dati e a comprendersi reciprocamente. LE AZIENDE DEL TEST

Questa architettura è stata sperimentata sul campo in 17 casi pilota, 13 dei quali individuati con un bando pubblico emesso dal progetto QHO 6HWWHPEUH GHO  , UHVWDQWL


La pagina eBIZ-TCF da cui scaricare i processi upstream del calzaturiero - http://spring.bologna.enea.it/ebiz/defaultebiz.asp?versione=SHOENET

quattro,che sono stati in realtà i primi a partire tra cui il Gruppo Zegna (vedi ORFDQGLQD  KDQQR ÀQLWR LO SURSULR ciclo di sperimentazione nel 2008, esattamente al momento dell’emissione del bando nel Settembre 2008. Nei progetti pilota, tutti conclusi o in via di completamento, partecipano 150 organizzazioni aziendali ubicate in circa 20 paesi europei.

“fax-economyâ€? per raggiungere livelli di comunicazione fra aziende piĂš HIĂ€FLHQWLGHOID[RGHOWHOHIRQR7XWWL si sono augurati l’avvento massivo di tecnologie di comunicazione digitali FKH VRVWLWXLVFDQR GHĂ€QLWLYDPHQWH la carta, riducano gli errori di digiWD]LRQHHĂ€QDOPHQWHDSUDQRODYLDD nuovi e piĂš interessanti servizi per le D]LHQGHGHOODĂ€OLHUD

I RISULTATI DELLA CONFERENZA

NOTE H%,=7&) HEXVLQHVV  7H[WLOH&ORWKLQJ and Footwear Industries 2 Il Directorate General for Enterprise and Industry è una struttura della Commissione Europea che ha la missione di creare e manWHQHUHOHFRQGL]LRQLDIÀQFKpOHLPSUHVHHOH industrie possano competere e prosperare KWWSHFHXURSDHXHQWHUSULVHGJ  3 /D (XURSHDQ $SSDUHO DQG 7H[WLOH &RQIHderation (Confederazione Europea dell’inGXVWULD GHO 7HVVLOH H GHOO¡$EELJOLDPHQWR  q un’associazione delle industrie tessili e della confezione europee; come tale ha il compito di favorire lo sviluppo ed l’operatività delle aziende rappresentate all’interno della CoPXQLWj(XURSHD KWWSZZZHXUDWH[RUJ  4 &(& q QRWR FRPH RUJDQLVPR XIÀFLDOH GL rappresentanza della industria calzaturiera nella Comunità Europea. Rappresenta le IHGHUD]LRQL QD]LRQDOL GHOO¡(XURSD KWWS ZZZFHFVKRHEHFHFVKRHBXQFODVV  5 Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile KWWSZZZHQHDLW 

Nella conferenza, in due giorni di lavoro, si sono avvicendati circa 30 oratori. La maggior parte di loro ha riportato le esperienze fatte nell’adozione dell’architettura proposta da eBIZ nei propri settori di appartenenza. Diversi rappresentanti di Aziende che avevano partecipato ai piloti eBIZ hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti ed annunciato di volerne adottare la strategia lungo ODÀOLHUDGHLORURSDUWQHU Accanto ai testimoni dei piloti, non sono mancati ospiti di rilievo politico come Françoise Le Bail, direttore generale della DG Enterprise & Industry della Commisisione Europea, rappresentanti delle associazioni industriali di settore europee – inclusa quella Italiana -, di GS1 e del mondo della standardizzazione Sia gli oratori, sia il pubblico hanno evidenziato la necessità di superare la

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A. Brutti, V. Cerminara, S. Cristiani, P. De Sabbata, N. Gessa, ´8VH 3URĂ€OH 0DQDJHPHQW IRU%%6WDQGDUG$GRSWLRQ7KH&DVHRI H%,= 7&)â€?, in proceedings of e-Challenges 2009 FRQIHUHQFH ,VWDQEXO 7XUNH\ 2FWREHU  23 2009, edited by Paul Cunningham and Miriam Cunningham, IIMC International Information Management Corporation /7' 'XEOLQ ,UHODQG ,26 35(66 ,6%1 978-1-905824-13-7. 7 Docente di Management delle imprese delODPRGDDO3ROLWHFQLFRGL0LODQRH&(2GHOOD societĂ di consulenza HERMES Lab S.r.l. 8 'LUHWWRUH XIĂ€FLR DFTXLVWL PDWHULH SULPH Ă€ODWLHDFFHVVRUL*UXSSR=HJQa 9 )RQWH GDWL (85$7(; VX HODERUD]LRQH (85267$7

ARIANNA BRUTTI

Ricercatrice ENEA, co-Chair GHOO¡8%/,7/6&

ANTONIO TOCI

Analista CRM e di Sistemi


APPROFONDIMENTI

Gestione, conservazione e autenticitĂ degli archivi digitali Una sintetica panoramica degli standard e dei modelli internazionali

PIERLUIGI FELICIATI

In una pubblicazione diretta a chi si occupa del settore della gestione e conservazione del digitale sembra inutile sottolineare la complessitĂ del ciclo di vita degli archivi numerici. Molte sono le questioni, come in piĂš occasioni è stato sottolineato anche qui in Italia1, che si intrecciano e succedono, e a tutte deve essere dedicata la giusta attenzione, peraltro neanche una volta per tutte, ma durante l’intero ciclo di vita di quelle particolari aggregazioni di oggetti digitali che sono gli archivi “digital bornâ€?, specie se concepiti come sistemi informativi distribuiti. Sono molti inoltre gli stakeholder che vengono ad essere coinvolti in tale processo, qualunque sia il modello organizzativo che si sia voluto adottare: almeno il soggetto produttore dell’archivio (entitĂ  tutt’altro che stabile e univoca nelle sue forme organizzative e nella sua variabilitĂ  nel tempo, specie nell’era della “riforma continuaâ€?), i partner tecnologici a vario titolo interessati e i soggetti incaricati della conservazione a lungo termine, questi ultimi non necessariamente coincidenti con le prime due tipologie. 4XHVWLVRJJHWWLHOHORURVSHFLĂ€FKH competenze rispetto all’archivio – devono far parte della concezione stessa del sistema informativo distribuito per gli archivi digitali, con tutto quello che questo comporta rispetto alla gestione delle informazioni che li riguardano2. In questo breve contributo mi ripro-

metto di evocare alcune di queste questioni, particolarmente nei loro snodi piÚ critici, attraverso un brevissimo excursus di alcune delle piÚ importanti esperienze internazionali che hanno inteso includere i problemi in modelli DSSOLFDWLYL VXIÀFLHQWHPHQWH VWDELOL e testati da poter essere considerati standard di successo. Alla base di questi modelli, va chiarito in anticipo, vi è una certezza ormai consolidata nel contesto internazionale: non esiste una risorsa informativa digitale senza l’accoppiamento di una sequenza di bit con le informazioni sulla rappresentazione che ne è l’origine, insomma della indivisibilità in ambiente digitale tra dati/informazioni/ documenti e metadati 3. Queste coppie dati-metadati sono tra l’altro coppie indissolubili, ma piuttosto promiscue e aperte: la risorsa originaria nel corso della sua long-term life è infatti soggetta ad una serie importante di interventi di autenticazione, elabora]LRQHYHULÀFDWUDVIHULPHQWRHDFFHVso effettuati – come si è detto - da vari soggetti, nel tempo mutevoli e dotati YROWD SHU YROWD GHJOL VSHFLÀFL GLULWWL necessari. Quindi, se qui non tratterò VSHFLÀFDPHQWHGLVFKHPLVWDQGDUGGL metadati amministrativi e gestionali4, non va dimenticato che i modelli di cui dirò si servono di questi schemi come substrato informativo-sintattico del contesto gestionale-tecnologico di cui si propongono di costituire il modello di riferimento 5.

OAIS

Ăˆ inevitabile, detto questo, partire dal modello OAIS – Open Archival Information System (ISO 14721:2003), sviluppato a partire da un mondo piuttosto distante dagli archivi amministrativi: il CCSDS - Consultative Committee for Space Data Systems (Comitato consultivo per i sistemi di dati spaziali), su richiesta dell’ISO, aveva infatti assunto nel 1997 il coordinamento dello sviluppo di standard per l’archiviazione a lungo termine dei dati digitali generati dalle osservazioni geospaziali della NASA. L’opening GHOOD GHĂ€QL]LRQH GHOOR VWDQGDUG YD sottolineato, si riferisce piĂš alle modalitĂ di elaborazione dello standard e alle sue varie possibilitĂ  di implemenWD]LRQHFKHDOVXRRELHWWLYRĂ€QDOHFKH non è infatti quello di creare archivi aperti all’accesso di chiunque. Infatti, OAIS è concepito come adatto ad essere adottato da un qualunque contesto di conservazione digitale, sia esso archivistico, bibliotecario o altro, imponendo al tempo stesso gli importanti vincoli di un rigido apparato GHĂ€QLWRULRFKHFKLDULVFHHFLUFRVFULYH tra l’altro, l’importante concetto delle comunitĂ  di riferimento (di cui in ogni SURJHWWR q QHFHVVDULR GHĂ€QLUH FDUDWteristiche, natura ed esigenze). OAIS costituisce insomma uno strumento adattabile in ambiti anche molto difIHUHQWLQRQLPSRQHQGRXQDVSHFLĂ€FD terminologia di dominio e piuttosto rielaborando, “modellizzandoâ€? apiged.it 04.2009

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punto, concetti apparentemente scontati, ma declinati in modo differente da ambiti differenti. /¡DPELHQWH DSSOLFDWLYR GHÀQLWR LQ OAIS è composto di quattro entità : i produttori, gli utenti6, il management, l’archivio stesso. Mentre il produttore è quell’entità che deposita le risorse in XQ2$,6DIÀQFKpHVVHVLDQRFRQVHUvate, in base ad un accordo formale che contiene le regole per questa operazione, l’utente è quell’entità che interagisce con l’archivio per cercare e acquisire le risorse e l’entità responsabile (management) è quella che si occupa delle politiche complessive di un OAIS e ne determina lo sviluppo. Dal punto di vista dell’archivio come aggregazione di risorse informative, OAIS offre un modello per la struttuUD]LRQHGHLGDWLEDVDWRVXOODGHÀQL]LRne di oggetto informativo (information object) come composto da dati (digital objects)7 e da informazioni sulla rappresentazione (representation informations, ovvero metadati), questi ultimi necessari per interpretare correttamente i dati. Il processo gestionale e conservativo deve essere applicato quindi tanto ai dati quanto

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ai metadati; anzi, paradossalmente, occorre prestare maggiore attenzione al sistema di metadati “agganciatoâ€? DO GDWR SRLFKp q VROR GD TXHVWL FKH HPHUJH LO VLJQLĂ€FDWR GHO GDWR DOWULmenti sequenza di bit inerte. Gli oggetti informativi OAIS possono inoltre andare a comporre tre tipi di Information Packages, pacchetti di informazione (IP), veri e propri contenitori concettuali di dati. Ogni scambio di informazione da, per e all’interno dell’archivio avviene attraverso tre tipi di pacchetti: il SIP (Submission Information Package) è il pacchetto di informazioni per l’immissione, utilizzato nella fase di immissione/acquisizione dei dati ed è a cura dal produttore in base ad un Submission Agreement che deve essere formalizzato; l’AIP (Archival Information Package) è il pacchetto per l’archiviazione, quello destinato alla FRQVHUYD]LRQHDOXQJRWHUPLQHLQĂ€QH il DIP (Dissemination Information Package), pacchetto di informazioni per la distribuzione, è il pacchetto trasferito dall’OAIS all’utente in base ad una richiesta di accesso, anch’essa sottomessa ad un controllo dei diritti.

Insomma, le componenti funzionali dell’OAIS, che dovrebbero coprire WXWWLJOLHYHQWLVLJQLÀFDWLYLQHOFLFORGL vita di un archivio digitale, sono: l’immissione (ingest)8, l’archiviazione dei dati (archival storage)9, la gestione dei dati (data management)10, l’accesso (access)1, l’amministrazione dell’archivio (administration)11 e, last but not least (direi, piuttosto, al contrario, SULRULWDULDPHQWH  OD SLDQLÀFD]LRQH della conservazione (preservation planning)12. A partire dal modello OAI va ricorGDWR FKH q VWDWR GHÀQLWR D FXUD GL parte dello stesso gruppo di lavoro, uno standard che si è affermato potentemente nel panorama internazionale dei sistemi informativi distribuiti: O¡2$,30+ XQ¡HIÀFLHQWH SURWRFROOR per la raccolta/allineamento di metadati per sistemi distribuiti, che distingue chiaramente le funzioni dei vari attori coinvolti (prima di tutto tra data providers e service providers) e su cui sono basati i piÚ diffusi software per repository istituzionali. PREMIS

Un contributo importante per af-


frontare le tante problematiche che pone la corretta gestione nel tempo degli archivi digitali OAIS è stato fornito dal Preservation Metadata: Implementation Strategies working group (PREMIS WG), un gruppo di lavoro internazionale sulle strategie di implementazione dei metadati di conservazione in attività - dal giugno 2003 - per iniziativa dell’OCL - Online Computer Library Center e del RLG - Research Libraries Group. Nel maggio 2005 questo gruppo ha pubblicato un rapporto conclusivo, che includeva un modello per i metadati di conservazione (il PREMIS model) ed un primo dizionario dei dati, aggiornato poi nel marzo 2008. Il modello tenta di sopperire alle attuali necessità di implementazione pratica e di interoperabilità per gli archivi digitali destinati alla long-term preservation e facilita le transazioni degli oggetti, particolarmente per garantire la documentazione degli oggetti nel tempo. Che differenza c’è tra i modelli di metadati gestionali-amministrativi cui si è accennato e PREMIS? Prima di tutto quest’ultimo include strutturalmente due elementi fondamentali che entrano in gioco per la conservazione

digitale: la dinamica degli eventi nel tempo e i ruoli/diritti dei diversi agenti – umani o software – coinvolti. In particolare, PREMIS tenta di coprire le cinque aree considerate dal gruppo di lavoro rilevanti per la conservazione: la provenienza, ovvero le informazioni storiche sulla custodia dell’oggetto digitale, dalla sua creazione, ogni successivo cambio GL FXVWRGLD ÀVLFD HR GL SURSULHWj l’autenticità , cioè le informazioni sufÀFLHQWLDYDOLGDUHFKHO¡RJJHWWRGLJLWDOH dell’archivio è proprio quello che si presuppone sia e che non sia stato alterato, intenzionalmente e non, in PRGR QRQ GRFXPHQWDWR OH DWWLYLWj di conservazione, le azioni intraprese per conservare l’oggetto digitale e qualsiasi conseguenza di tali azioni che impattino su forma, percezione RIXQ]LRQDOLWjGHOO¡RJJHWWRO¡DPELHQWH tecnologico, ovvero hardware, sistema operativo e applicazioni software necessarie a rappresentare ed usare l’oggetto digitale nello stato in cui viene correntemente conservato nel GHSRVLWRLQÀQHODJHVWLRQHGHLGLULWWL qualsiasi diritto connesso che possa limitare i poteri del deposito di intraprendere azioni per preservare l’og-

getto digitale e per rendere accessibile l’oggetto agli utenti attuali e futuri. Il modello dati PREMIS, per questi scopi, è composto di entità , di relazioni tra entità e dalle loro proprietà (chiamate unità semantiche per evitaUHTXDOXQTXHULJLGLWjGHÀQLWRULD 3DUtendo dalle entità, ne sono individuate cinque tipi: l’entità intellettuale (un insieme coerente di contenuti concepito come un’unità), che comprende uno o piÚ oggetti digitali (che essi siaQRÀOHELWVWUHDPRUDSSUHVHQWD]LRQL cioè parti strutturali, ma separate di un entità intellettuale). Questi oggetti partecipano nel tempo a eventi (un’altra delle entità-base di PREMIS), voluti/eseguiti da agenti (una persona, un’organizzazione o un programma software associato agli eventi di conservazione nella vita di un oggetto) abilitati a compierli sulla base di diritti (o meglio di asserzioni di diritti), a loro volta relazionati con gli oggetti, perchÊ li riguardano direttamente. Queste cinque entità sono connesse GD VSHFLÀFKH UHOD]LRQL R PHJOLR VL noti l’importanza di tale precisazione, da associazioni tra le istanze delle entità nel tempo), che sono distinte tra relazioni strutturali, di derivazione

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o di dipendenza e sono comunque concepite come informazioni di collegamento incluse tra le informazioni di un’entità A come puntatore all’altra HQWLWj FRUUHODWD ,QÀQH OH SURSULHWj GHOOH HQWLWj OH XQLWj VHPDQWLFKH  possono essere anche contenitori che raggruppano un insieme di unità semantiche correlate. Il modello e il dizionario PREMIS sono il risultato di un processo di costruzione di consenso internazionale HPXOWLGLVFLSOLQDUHFKHSXzDFFUHVFHUH le opportunità di applicazione nei diYHUVLWLSLGLLVWLWX]LRQLGLVFHQDULGHOOD conservazione digitale e di sistemi di LPSOHPHQWD]LRQHDQFKHVHQRQqGDWR VDSHUHFRQFHUWH]]DVHO¡HIÀFDFLDVDUj davvero ampia e soprattutto durevole QHO WHPSR 0HQWUH QHO 5HJQR 8QLWR LQ*HUPDQLDLQ6YH]LDHLQ$XVWUDOLD oltre che naturalmente in ambito OCLC e della Library of Congress VWDWXQLWHQVH VRQR VWDWL DYYLDWL LQWHressanti progetti di applicazione di 35(0,6 YDOHDGLUHGLDGDWWDPHQWR GHO PRGHOOR DOOH HVLJHQ]H GL VSHFLÀFL FRQWHVWL DSSOLFDWLYL  LQ ,WDOLD YDQQR segnalati l’iniziativa della Fondazione 5LQDVFLPHQWR'LJLWDOHGL)LUHQ]HFKH ha organizzato un tutorial e un workshop su PREMIS lo scorso febbraio e l’attività di mappatura-dialogo tra il SURÀORDSSOLFDWLYRGLPHWDGDWLJHVWLRnali MAG e il modello PREMIS. CASPAR

,QÀQH SHU FRQFOXGHUH YRJOLR FLWDUH XQPRGHOORGLYHUVRGDLGXHSUHVHQWDWL perchÊ focalizzato su un singolo aspetWRSXUFHQWUDOHQHOODYLWDGHJOLDUFKLYL digitali: l’autenticità . Un gruppo di lavoro ad hoc nell’ambito del progetWRLQWHUQD]LRQDOH&$63$5&XOWXUDO $UWLVWLFDQG6FLHQWLÀFNQRZOHGJHIRU 3UHVHUYDWLRQ$FFHVVDQG5HWULHYDOKD infatti elaborato un Authenticity ProWRFROFKHGHÀQLVFHO¡DXWHQWLFLWjFRPH un processo complesso che interagisce con le altre entità nel ciclo di vita di un archivio digitale. /¡DXWHQWLFLWj q LQIDWWL XQ SDVVDJJLR chiave per la conservazione archivistiFDFRPSRVWDGDOODVRPPDGLLGHQWLWj (tutte le caratteristiche di una risorsa FKH OD LGHQWLÀFDQR LQ PRGR XQLYRFR e la distinguono da qualsiasi altra) piÚ LQWHJULWj XQD ULVRUVD q LQWHJUD TXDQ-

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GR q FRPSOHWD H LQFRUURWWD LQ WXWWL L suoi aspetti essenziali: non solo della VHTXHQ]D GL ELW PD DQFKH GHOOD UDSpresentazione intellettuale). Il modelORFRQFHWWXDOH&$63$5qÀQDOL]]DWR dunque a descrivere dinamicamente LO SURÀOR GHOO¡DXWHQWLFLWj LQ DPELHQWH GLJLWDOH FRVWUXHQGR XQR ´VWUXPHQWR di gestione dell’autenticità � che serva a controllare i protocolli e le proceduUHGXUDQWHWXWWDODFDWHQDGLFXVWRGLD comprendendo sia uno o piÚ schemi di metadati che raccolgano gli attributi utili a catturare le informazioni pertinenti per l’autenticità (PREMIS sembrerebbe in questo senso il modello di riferimento) sia appunto un protocollo di gestione dell’autenticità. L’Authenticity Protocol (abbreviato LQ $3  SUHYHGH GLYHUVL VWHS GHÀQLWL $XWKHQWLFLW\ 6WHS $6  DSSOLFDWL DG una classe di oggetti dotati di caratteristiche uniformi ed effettuati da una classe di agenti che possono essere umani o non-umani. L’attuazione di un AP prende forma in un protocollo di esecuzione d’autenticità (AuthentiFLW\3URWRFRO([HFXWLRQ²$3( FRstituito a sua volta da diversi AuthenWLFLW\ 6WHS ([HFXWLRQV $6(  GL FXL ognuno contiene alcune informazioni FLUFD O¡HVHFX]LRQH  WUD FXL JOL DWWRUL OHGDWHHLOXRJKLLFRQWHVWL,ULVXOWDWL degli APE devono naturalmente essere documentati: l’Authenticity Step Execution Report documenta i singoli step esecutivi compiuti e raccoglie tutti i valori associati con gli elementi DQDOL]]DWL PHQWUH OD UHOD]LRQH ÀQDOH (Authenticity Protocol Execution Evaluation) fornisce una serie completa di informazioni sulla cui base un attore (manualmente o automaticamente) SXz IRUPDUVL XQ JLXGL]LR RYYHUR una valutazione esatta e documentata sull’autenticità della risorsa. &RPH VSHUR GL DYHU EHQ VSLHJDWR L tre standard – pur se nati in contesti diversi - sono strettamente intrecciati tra di loro per offrire agli implemenWDWRULXQPRGHOOR²FRPSOHVVRFHUWR PD HIÀFDFH ² FKH SRVVD JDUDQWLUH OD buona gestione nel tempo di un archivio digitale. NOTE 1

&IU DG HVHPSLR ) 9DODFFKL /D PHPRULD integrata nell’era digitale. Continuità archivi-

VWLFDHLQQRYD]LRQHWHFQRORJLFD7LWLYLOOXV3LVD 2006; 0*XHUFLR²*0DULQHOOL/DFRQVHUYD]LRQH delle memorie digitali: un quadro di riferimenWRSHUXQSURJHWWRDSSOLFDWLYRLQ´$UFKLYL  &RPSXWHUÂľD;9,,IDVFSS 63LJOLDSRFR/HIDVLGHOSURFHVVRGLFRQVHUYD]LRQH GLJLWDOH LQ ´$UFKLYL  &RPSXWHUÂľ DQQR;9,,IDVFSS 2 8Q 2SHQ $UFKLYDO ,QIRUPDWLRQ 6\VWHP DGHVHPSLR YHGLSLDYDQWL qXQ´DUFKLYLR inteso come struttura organizzata di persone e VLVWHPLFKHDFFHWWLODUHVSRQVDELOLWjGLFRQVHUvare l’informazione e renderla disponibile per una comunitĂ di riferimentoâ€?.  /DGHĂ€QL]LRQHGLRJJHWWRGLJLWDOH GDWDREMHFW  in ambito Open Archive Information System HYLGHQ]LDTXHVWRDVVLRPD´2JJHWWRFRVWLWXLWR GDXQLQVLHPHGLVHTXHQ]HGLELWÂľFKH´LQVLHPH con le informazioni sulla sua rappresentazione costituisce un oggetto informativoâ€?; cfr. OAIS. Sistema Informativo aperto per l’archiYLD]LRQHDFXUDGL*0LFKHWWL5RPD,&&8 7HUPLQRORJLDS 4 %DVWL FLWDUH TXL 0(76  0HWDGDWD (QFRGLQJ DQG 7UDQVPLVVLRQ 6WDQGDUG VYLOXSSDWR GDOOD /LEUDU\ RI  &RQJUHVV PDQWHQXWR GDO suo Network Development and MARC 6WDQGDUGV 2IĂ€FH VX FXL FIU KWWSZZZ ORFJRYVWDQGDUGVPHWV R LO GRFXPHQWR introduttivo sullo schema tradotto in italiano DFXUDGL$QJHOD'L,RULRLQKWWSZZZORF JRYVWDQGDUGVPHWV0(76LWDKWPO RSSXUH 03(*','/ 'LJLWDO ,WHP 'HFODUDWLRQ /DQJXDJH ,62,(&   VX FXL FIU KWWSZZZFKLDULJOLRQHRUJPSHJ VWDQGDUGVPSHJPSHJKWP,QĂ€QHSHU orgoglio patrio va citato anche l’application SURĂ€OH 0$* ² 0HWDGDWL $PPLQLVWUDWLYL H Gestionali (per gli oggetti digitalizzati piĂš che SHUTXHOOLGLJLWDOERUQ VXFXLFIUHSDJLQHGHO sito web dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico raggiungibili a partire da quella del &RPLWDWR 0$*   KWWSZZZLFFXVEQLW JHQHUDMVS"LG 6LWUDWWDSHUWXWWLGLVFKHPL ampiamente diffusi e applicati allo scopo di JHVWLUHFRQHIĂ€FDFLDUHSRVLWRU\GLJLWDOL  Un recente contributo che esamina con piĂš dettaglio gli standard attuali per la gestione e FRQVHUYD]LRQHGHLUHSRVLWRU\GLJLWDOLqTXHOOR di Muriel Foulonneau e Francis AnGUp,QYHstigative Study of Standards for Digital ReSRVLWRULHV DQG 5HODWHG 6HUYLFHV $PVWHUGDP 8QLYHUVLW\3UHVV$PVWHUGDPIUXWWRGHL risultati del progetto DRIVER – Digital Repository Infrastructure Vision for European 5HVHDUFK SHU FXL YHGL KWWSZZZGULYHU UHSRVLWRU\HX,QWHUHVVDQWHHSLFRQFHQWUDWR


Metadata Harvesting, version 2.0, su cui cfr. http://www.openarchives.org/OAI/openarchivesprotocol.html. 9 PiÚ precisamente, la Fondazione insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla Library of Congress hanno organizzato a Roma, a febbraio 2009, due giorni di Workshop, composto da un Tutorial e da una Tavola Rotonda. Il programma delle due giornate e tutti gli interventi in http://rinascimentodigitale.net/PREMIS-workshop.phtml. 10 Il progetto ha tra i suoi scopi principali l’’implementazione, l’estensione e la validazione dell’OAIS , si è focalizzato sulla gestione dei diritti nel ciclo di vita degli archivi digitali. Cfr. http://www.casparpreserves.eu/. 11 Cfr. M. Factor et al. (IBM Research Lab in Haifa, Israel), G. Michetti e M. Guercio (Università di Urbino, Italy), Authenticity and Provenance in Long Term Digital Preservation: Modeling and Implementation in Preservation Aware Storage, in http://www. casparpreserves.eu/Members/metaware/

sui contesti archivistici è l’intervento di Wendy Duff, Metadata in Digital Preservation: Setting the Scene, paper for the ERPANET seminar, Marburg 2003, in http://www. erpanet.org/events/2003/marburg/presentations/erpaTraining-Marburg_Duff.pdf. 6 Su cui, oltre al documento pubblico Reference Model for an Open Archival Information System (OAIS), in http://public.ccsds.org/ publications/archive/650x0b1.pdf, si rimanda al volume italiano OAIS. Sistema Informativo aperto per l’archiviazione, cit. Inoltre, è molto interessante il Deliverable CASPAR (vedi piÚ avanti) dal titolo Review of state of the art sull’applicazione di OAIS rispetto alla conservazione delle risorse digitali, in http:// www.casparpreserves.eu/Members/cclrc/ Deliverables/review-of-state-of-the-art-1/ DWBGRZQORDGÀOH 7 La comunità di riferimento è una particolare classe di utenti, dotata della capacità di comprendere l’informazione conservata. 8 The Open Archives Initiative Protocol for

Papers/authenticity-and-provenance-in-longterm-digital-preservation-modeling-and-implementation-in-preservation-aware-storage/. 12 Il Modello ISO “Open Archival Information System� [Fonte: OAIS reference model (ISO – 14721 – 2002)]

PIERLUIGI FELICIATI

Professore aggregato di Sistemi di elaborazione delle informazioni presso l’Università di Macerata

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(in base alle normative vigenti, l’IVA (4%) sul costo dell’abbonamento è a carico dell’editore. Pertanto la ULFHYXWDGHOYHUVDPHQWRLQ&RQWR&RUUHQWHFRVWLWXLVFHGRFXPHQWROLEHUDWRULRDGRJQLHIIHWWRÀVFDOPHQWHYDOLGR

C/C postale n. 21109202 ,QWHVWDWRD,7(5VUO9LD5RYHWWD0LODQR VSHFLĂ€FDQGRQRPHGHOODWHVWDWD

&&EDQFDULRQDIDYRUHGL ,7(5VX%DQFD,QWHVD)LO3OH/RUHWR0LODQR$%, &$%&,1< VSHFLĂ&#x20AC;FDQGRQRPHGHOODWHVWDWD

$XWRUL]]ROŇ&#x2039;XVRGHLGDWLGDSDUWHGHOOŇ&#x2039;HGLWRUHQHOSLHQRULVSHWWRGHO'HFUHWROHJLVODWLYR


APPROFONDIMENTI

Riconoscimento ottico off-line della scrittura manoscritta in corsivo Un progetto di ricerca â&#x20AC;&#x153;made in Italyâ&#x20AC;?

FRANCESCO PUCINO

LA LETTURA OTTICA

La lettura ottica consiste, essenzialmente, nel convertire automaticamente testo stampato su supporto cartaceo in testo digitale esattamente come se fosse stato immesso da un operatore alla tastiera di un computer. Il problema del riconoscimento ottico di testo stampato o dattiloscritto si può considerare ormai risolto da tempo e la tecnologia di ULIHULPHQWR YLHQH LGHQWLĂ&#x20AC;FDWD FRQ lâ&#x20AC;&#x2122;acronimo di OCR, Optical Character Recognition. La stessa cosa può dirsi relativamente al riconoscimento del testo scritto a mano in stampatello, la cui tecnologia di riferimento viene LGHQWLĂ&#x20AC;FDWDFRQO¡DFURQLPRGL,&5 Intelligent Character Recognition. Quello che invece resta un problema aperto, un campo di ricerca attivo, è il riconoscimento ottico di testo manoscritto in corsivo. RICONOSCIMENTO ON-LINE ED OFF-LINE

Allâ&#x20AC;&#x2122;interno del riconoscimento della scrittura manoscritta in corsivo bisogna fare unâ&#x20AC;&#x2122;ulteriore importantissima distinzione tra riconoscimento on-line e riconoscimento off-line. Quando si parla di riconoscimento della scrittura on-line si fa riferimento alla tecnologia che serve a riconoscere parole scritte su dispo-

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sitivi in grado di produrre informazioni spazio-temporali relative ai movimenti della penna effettuati dallo scrivente. In pratica il riconoscimento avviene su dati vettoriali, costituiti dalle coordinate dei tratti dâ&#x20AC;&#x2122;inchiostro e dai pen-up/pendown campionati in tempo reale durante la scrittura. Si tratta quindi dellâ&#x20AC;&#x2122;analisi di una rappresentazione dinamica della scrittura. Parlando invece di riconoscimento della scrittura off-line si fa riferimento alla tecnologia che serve a riconoscere parole scritte su supporti cartacei in cui è presente la sola rappresentazione come immagine del testo da riconoscere. In pratica il riconoscimento avviene su dati raster, costituiti dai soli pixel accesi/spenti ottenuti dalla digitalizzazione del supporto cartaceo mediante scanner. Si tratta quindi dellâ&#x20AC;&#x2122;analisi di una rappresentazione statica della scrittura. Tramite un PDA o un tablet PC si può facilmente sperimentare lâ&#x20AC;&#x2122;input di testi utilizzando il riconoscimento della scrittura corsiva on-line talvolta in esso integrato; tale tecnologia è infatti largamente impiegata in dispositivi che richiedono lâ&#x20AC;&#x2122;input mediante lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di XQDSHQQDHGXQDWDYROHWWDJUDĂ&#x20AC;FD o un touch screen. Al contrario, è molto raro trovare pacchetti software in grado di

effettuare il riconoscimento della scrittura off-line su immagini e documenti acquisiti da scanner: ciò qGRYXWRDOO¡LQWULQVHFDGLIĂ&#x20AC;FROWjQHO riconoscimento off-line di operare VX XQD TXDQWLWj GL LQIRUPD]LRQL nettamente inferiore e molto piĂš â&#x20AC;&#x153;rumoroseâ&#x20AC;? rispetto a quelle su cui lavora il riconoscimento on-line. LE MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

La tecnologia disponibile prima del nuovo sviluppo ha un requisito fondamentale che in molti casi non è un problema, ma che in alcune circostanze può rappresentare un grosso limite: per ogni tipo di dato da leggere è richiesto lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di un dizionario che contenga tutte le possibili parole che possono essere riconosciute. In pratica, per poter riconoscere un â&#x20AC;&#x153;nomeâ&#x20AC;? ed un â&#x20AC;&#x153;cognomeâ&#x20AC;? è necessario avere a disposizione un dizionario di nomi ed un dizionario di cognomi che contengano tutti i possibili item riconoscibili. Pertanto se si sottoponesse al sistema unâ&#x20AC;&#x2122;immagine contenente una parola non contenuta nel dizionario, si riceverebbe come risultato la parola piĂš simile tra quelle contenute nel dizionario, senza che il sistema possa tentare di produrre in output la parola sconosciuta. 2OWUHDOODGLIĂ&#x20AC;FROWjGLGRYHUVLSUR-


tre anni di ricerca e sperimentazione per venire alla luce. L’architettura è costituita da diversi sotto-sistemi specializzati che, a partire dall’immagine della parola da riconoscere, riescono a produrre la sua rappresentazione in termini di caratteri. Per comprenderne il funzionamento possiamo brevemente descrivere le diverse fasi svolte in sequenza dai diversi sotto-sistemi che agiscono in cascata. Figura 1 – A sinistra due parole costituenti un ipotetico reference set; a destra alcune parole che è possibile derivare dal reference set

curare i dizionari da utilizzare e di non poter leggere parole extradizionario, neppure se scritte in modo ideale, un ulteriore problema è dato dall’elevato tasso di errore riscontrabile in applicazioni reali all’aumentare delle dimensioni del dizionario, tale da consentirne l’uso solo in ambiti circoscritti. Da queste considerazioni la Recogniform Technologies, azienda totalmente italiana a capitale privato, diversi anni or sono ha pensato di avviare un nuovo progetto di ricerca afferente appunto il riconoscimento ottico della scrittura manoscritta corsiva, con l’obiettivo di realizzare una tecnologia utilizzabile anche senza l’ausilio di vocabolari e con WDVVL GL ULFRQRVFLPHQWR VXIÀFLHQtemente elevati da poter essere utiOL]]DWDFRQSURÀWWRLQRJQLDPELWR applicativo. L’IDEA DI BASE

Alla base dell’innovativo progetto di ricerca c’è la semplice idea di poter ULFRQRVFHUHOHSDUROHLGHQWLÀFDQGRne delle sotto-sequenze mediante il confronto di tratti di inchiostro contenuti in un reference set. Un esempio molto semplicistico è quello di un reference set contenente le sole parole “problema” e “valore”, da cui poter riconoscere le parole “prova”, “malore”, “prore”, “mare”, “arma”, “roma” e così via.

Tuttavia, la variabilità nella forma del manoscritto corsivo prodotto da una popolazione di scriventi si traduce nella possibilità che scriventi appartenenti allo stesso gruppo possano usare N grafemi diversi per rappresentare lo stesso N-gramma. In altre parole, la variabilità del modo di scrivere è tale che la stessa cosa può essere scritta in modi anche molto diversi tra loro, secondo lo stile di scrittura di ciascuno. Con riferimento all’esempio di cui sopra, se scrivessimo le due sillabe della parola “prova” in maniera completamente diversa rispetto alle stesse presenti in “problema” e “valore” potremmo non essere in grado di riconoscere correttamente il testo. Da ciò deriva la necessità di associare ad ogni grafema il/i possibili Ngramma/i di riferimento, secondo complessi algoritmi di probabilità congiunte in grado di portare all’interpretazione corretta della parola. I RISULTATI

La tecnologia di riconoscimento per il manoscritto corsivo off-line sviluppata dalla Recogniform Technologies è stata battezzata CHR, Cursive Handwritten Recognition, ed ha richiesto la collaborazione di prestigiosi laboratori universitari italiani, ingenti investimenti e più di

La prima fase si occupa del preprocessing dell’immagine, cioè della pulizia e della normalizzazione del tratto di inchiostro. Ciascuna parola viene raddrizzata, viene pulita da punti spuri e sporco, ne viene corretta l’inclinazione del tratto, viene normalizzato il rapporto tra core, ascender e descender.

Figura 2 – Le stroke elementari generate dalla fase di sbrogliatura e segmentazione di una parola

Successivamente ci si fa carico della sbrogliatura: in pratica si tenta di ricostruire la sequenza dinamica dei tratti d’inchiostro così come sono stati presumibilmente tracciati dallo scrivente. Questa è l’operazione più delicata: il maggiore o minore successo di questa fase, determinato dalla qualità dell’immagine e dallo stile di scrittura utilizzato, decreta ODERQWjGHOO·LQWHUSUHWD]LRQHÀQDOH A valle di tale processo la parola risulta suddivisa in sequenze di tratti, ognuno dei quali corrisponde alla traccia d’inchiostro prodotta dallo scrivente tra l’istante di tempo in cui viene poggiata la penna sul foglio e l’istante di tempo in cui la penna viene sollevata interrompeniged.it 04.2009

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adiacenti vengono generati cambi GLFXUYDWXUDVLJQLĂ&#x20AC;FDWLYLLOSURFHVso di segmentazione posiziona dei punti di taglio in corrispondenza dei tratti di inchiostro nei quali si YHULĂ&#x20AC;FDQRLFDPELGLFXUYDSLULOHvanti, tentando di scartare le variazioni di curvatura spurie comunque generate dai processi di scrittura e di digitalizzazione.

nua ad investire molto sulla ricerca, per mantenere il vantaggio competitivo tecnologico che ha verso i concorrenti, con lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo di PLJOLRUDUHXOWHULRUPHQWHTXDQWRJLj sviluppato e con lâ&#x20AC;&#x2122;ambizione di diventare una delle principali aziende di riferimento in questo settore.

Nella seguente fase di descrizione, ciascuna stroke precedentemente LGHQWLĂ&#x20AC;FDWDGDOSURFHVVRGLVHJPHQtazione viene etichettata in base al suo cambio di curvatura, opportunamente quantizzato. Figura 3 â&#x20AC;&#x201C; Una applicazione di esempio che interfaccia il motore di riconoscimento CHR che è stato implementato: la parola è stata riconosciuta correttamente come â&#x20AC;&#x153;letturaâ&#x20AC;? e gli è stata attribuita una conďŹ denza dellâ&#x20AC;&#x2122; 80%

do momentaneamente la sequenza di scrittura. La successiva fase di segmentazione genera dei tratti atomici che corrispondono agli atti motori elementari eseguiti dallo scrivente. Infatti, in accordo agli studi sulla generazione della scrittura corsiva, i movimenti complessi necessari per produrre la scrittura corsiva possono essere visti come una composizione di movimenti elementari che corrispondono a forme elementari, chiamate stroke. Tali stroke vengono tracciate una di seguito allâ&#x20AC;&#x2122;altra HODVFULWWXUDULVXOWDĂ XHQWHDFDXVD della sovrapposizione temporale dei movimenti elementari che producono le stroke. Le stroke rappresentano quindi le primitive di forma che ciascuno scrivente utilizza nel processo di scrittura e rilevanti studi effettuati nel campo della visione hanno mostrato che la curvatura dei tratti gioca un ruolo chiave nella percezione delle forme e della loro composizione. Dal momento che è noto che in corrispondenza dei tratti di connessione tra stroke

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La penultima fase, il matching, consiste nel confrontare tratti di inchiostro relativi alla parola da riconoscere con quelli relativi ad un insieme di parole di riferimento di cui è disponibile anche la trascrizione in codice ASCII. In questo modo vengono estratte le sequenze di stroke simili e con esse le possibili interpretazioni. ,QĂ&#x20AC;QHLOSURFHVVRqFRQFOXVRFRQOD IDVH GL FODVVLĂ&#x20AC;FD]LRQH FKH SURGXFH le possibili interpretazioni della parola andando a considerare tutte le possibili combinazioni dei match ottenuti dalla fase precedente e calcolando contestualmente un livello GLDIĂ&#x20AC;GDELOLWj Come si evince, lâ&#x20AC;&#x2122;architettura risulta piuttosto complessa, particolarPHQWH LQ YLUW GHOOD GLIĂ&#x20AC;FROWj GHO compito da svolgere, ma i risultati che si stanno ottenendo sulle prime applicazioni in laboratorio sono sorprendenti ed estremamente incoraggianti. CONCLUSIONI

Con la conclusione di questo progetto di ricerca è stato compiuto un importante passo avanti sul riconoscimento ottico della scrittura manoscritta off-line, a dimostrazione FKHODFUHDWLYLWjHODFRPSHWHQ]DLWDliane sono allâ&#x20AC;&#x2122;altezza della situazione anche in settori particolari dominati dalle grandi aziende americane. Recogniform Technologies conti-

FRANCESCO PUCINO

Cofondatore e CEO di Recogniform Technologies SpA e membro IEEE ed AIIM


$3352)21',0(17,

Le informazioni, asset strategico e critico dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda Esigenza di una strategia integrata nella gestione delle informazioni CARLO GUARINO

Da una ricerca di IDC 1 risulta che il 30% delle informazioni che gestiamo sono legate al business e che tra il 2006 e 2011 le informazioni a cui abbiamo accesso cresceranno di 10 volte. Da ciò si può intuire come la strategia adottata per la gestione delle inforPD]LRQLLQĂ XLVFDVXOVXFFHVVRGLXQD azienda. Ă&#x2C6; incontrovertibile che la mole di informazioni che unâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione ed i suoi membri dovranno gestire crescerĂ sempre piĂš e che, se non si pone in essere unâ&#x20AC;&#x2122;attenta ed HIĂ&#x20AC;FDFH VWUDWHJLD JOL LPSDWWL QHJDWLYL FKH QH FRQVHJXRQR VL ULĂ HWWRQR VX tutta lâ&#x20AC;&#x2122;azienda ponendo a rischio il perseguimento dei risultati stessi. 4XDQWR SRVVRQR FRVWDUH OH LQHIĂ&#x20AC;cienze causate dal tempo sprecato nel localizzare i documenti di cui si ha bisogno? Si pensi che in media il 10% di una giornata lavorativa di un dipendente è impiegato per localizzare i documenti. Si pensi al tempo sprecato per ricreare documenti che giĂ  sono presenti in azienda solo perchĂŠ si crede che sia piĂš facile riprodurre lâ&#x20AC;&#x2122;informazione ricercata piuttosto che cercarla. Si pensi al tempo sprecato per capire quale sia lâ&#x20AC;&#x2122;ultima versione disponibile di un documento. 6LSHQVLLQĂ&#x20AC;QHDLFRVWLOHJDWLDOODFDSDcitĂ  di storage richiesta per archiviare tutti i documenti duplicati. Per non considerare il tempo che facciamo sprecare ai colleghi quando chiediamo aiuto o supporto nella ricerca di un documento. A quanti rischi si è sottoposti nella

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gestione delle informazioni? I documenti critici aziendali sono archiviati, spesso anche esclusivamente, su computer portatili che in qualsiasi momento possono andare persi, rubati o comunque danneggiati. Inoltre, i documenti storicizzati centralmente su dischi di rete se cancellati possono essere recuperati da sistemi di back con una tempistica piĂš o meno lunga, ammesso sempre che tali sistemi siano stati realizzati ed utilizzati. 3HUWDQWR q QHFHVVDULR GHĂ&#x20AC;QLUH XQD strategia integrata nella gestione delle informazioni e dei documenti che dovrĂ puntare al conseguimento dei seguenti tre obiettivi: riduzione dei costi; miglioramento della produttivitĂ ; riduzione dei rischi. /DVWUDWHJLDGHĂ&#x20AC;QLWDGRYUjSRJJLDUHOH sue basi necessariamente su di un Sistema di Gestione Documentale (DMS) e/o Enterprise Content Management (ECM) attraverso cui velocizzare i processi di business, ottimizzare i costi e contribuire al risultato aziendale. Di seguito i 7 punti da seguire per una realizzazione di successo:  GHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHJOLRELHWWLYLGDSHUVHguire coerenti con quelli aziendali;  GHĂ&#x20AC;QL]LRQH GL XQD VWUDWHJLD XQLWDULD delle informazioni a livello Enterprise; sponsorship del top management e coinvolgimento diffuso in azienda;  GHĂ&#x20AC;QL]LRQH H PLVXUD]LRQH GHL .3, .H\3HUIRUPDQFH,QGLFDWRUV  costruzione di un Business Case con GHĂ&#x20AC;QL]LRQH52,H3D\%DFN3HULRG adozione della strategia per aree

D]LHQGDOLGHĂ&#x20AC;QHQGRHDVVHJQDQGROH prioritĂ ai sub-progetti;  YHULĂ&#x20AC;FKHLQWHUPHGLHSHUD]LRQLFRUrettive. SELF ASSESSMENT TOOL

Se si intende affrontare un progetto di ottimizzazione della gestione delle LQIRUPD]LRQLHGHLGRFXPHQWLDOĂ&#x20AC;QH di fornire uno strumento a supporto delle decisioni di investimento, Interzen Consulting mette a disposizione uno strumento on-line www. zenshare.it/self_assessment_tool di autovalutazione per calcolare i beneĂ&#x20AC;FL HFRQRPLFL UDJJLXQJLELOL , ULVXOWDWL ottenuti da questo strumento online costituiscono il primo passo nel processo di valutazione di un progetto di realizzazione di un sistema di gestione documentale; step successivi sono il FDOFRORGHO52,HGHO3D\%DFN3HULRG per la cui valorizzazione è necessario approfondire le esigenze aziendali in termini di aree di intervento. NOTE IDC è leader mondiale nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito della ricerca di mercato, dei servizi di consulenza QHL VHWWRUL GHOO¡LQIRUPDWLRQ WHFKQRORJ\ delle telecomunicazioni e della tecnologia consumer. 1

CARLO GUARINO

Amministratore Delegato di Interzen Consulting S.r.L.


ESPERIENZE

Dematerializzare 60.000 fatture l’anno? Un gioco da ragazzi! Clementoni ha avviato un progetto di process e document management che parte dall’archiviazione e conservazione automatica dei documenti contabili e si espande fino alla gestione della corrispondenza e all’attivazione di processi di approvazione nel ciclo passivo. Gli obiettivi: migliorare l’efficienza operativa e favorire comunicazione e collaborazione FRANCESCA MORGANTI

Clementoni Spa è l’azienda italiana con una leadership consolidata nel mondo dei giochi educativi. Tra i molti prodotti di successo Sapientino, brand sinonimo di divertimento educativo. I prodotti a catalogo sono più di 500 e sono rivolti ai bambini di tutte le età; i giochi sono tradotti in 16 lingue e distribuiti in 56 Paesi, dove la ClemenWRQLRSHUDWUDPLWHÀOLDOLFRPPHUFLDOL (Germania, Spagna, Francia) e una sede operativa ad Hong Kong. LE ESIGENZE

“Avevamo l’esigenza di conservare i documenti contabili del ciclo attivo e passivo, a cominciare dalle circa 60.000 fatture, in modo da reperirli velocemente quando servono e non essere obbligati a conservarne le copie cartacee il cui ingombro risulta sempre più oneroso” spiega il dott. Erminio Copparo, Direttore Finanza e Controllo in Clementoni Group e promotore del progetto. “La conservazione dei registri contabili riguardava circa 15.000 pagine/anno, inoltre si voleva affrontare l’archiviazione della corrispondenza clienti: e-mail, lettere, fax ... Abbiamo scelto la soluzione softCase di Metisoft perché basata su Microsoft SharePoint, piattaforma già presente in azienda che garantisce sviluppi al passo con le evoluzioni WHFQRORJLFKHHODÁHVVLELOLWjQHFHVVDULDDIRUQLre risposte anche ad esigenze non immediate: iged.it 04.2009

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le prospettive si ampliano ad un progetto non circoscritto al solo ambito documentale, ed estendibile a più aree aziendali, favorendo condivisione di conoscenza e collaborazione. SoftCase ci ha consentito di sfruttare appieno le caratteristiche delle periferiche multifunzione già installate in azienda, ora integrate nella soluzione per l’automazione dei processi e dei documenti ad essi correlati”. IL PROGETTO

Il progetto ha coinvolto, oltre al personale Metisoft, il personale dei sistemi informativi dell’azienda ed i principali XWLOL]]DWRULHWHVWHUGHJOLXIÀFLFRQWDbile/amministrativo. A partire dal 1° gennaio 2009, tutte le fatture del ciclo attivo vengono archiviate tramite il modulo software softPrint in un’apposita lista del sito creato e gestito con Microsoft SharePoint. Assieme all’immagine dei documenti sono memorizzati anche i dati aggiuntivi estratti dal database dell’ERP in uso. Le fatture subiscono anche un processo di conservazione sostitutiva a norma di legge (con il modulo softHold), dopo il quale il cliente può tranquillamente distruggere i rispettivi documenti cartacei. Tutti i restanti documenti del ciclo attivo (bolle ed ordini) sono archiviati tramite softPrint in apposite liste del sito; il cliente ha la possibilità di effettuarne la conservazione sostitutiva a norma di legge con softHold. Tutti i documenti del ciclo passivo vengono archiviati (tramite softScan) in apposite liste del sito creato e gestito con Sharepoint. Il processo di acquisizione avviene tramite scansione dei documenti, acquisizione dell’immagine prodotta ed

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eventuale ricerca di dati aggiuntivi nel database dell’ERP del cliente. Anche i libri contabili sono archiviati (tramite softPrint) in apposite liste dello stesso sito. Gli utenti hanno anche la possibilità di gestire e condividere in un’apposita lista del sito i documenti “standard” della corrispondenza con i clienti: lettere, fax ed email. Il processo di acquisizione è diYHUVLÀFDWR VHFRQGR OD WLSRORJLD GHO documento: le lettere e i fax vengono archiviati (tramite softScan) attraverso la scansione dei documenti stessi, mentre le email (in ingresso e o uscita) sono inserite nella stessa lista attraverso un processo di acquisizione automatico. Nel nuovo sistema integrato, per ogni documento contabile attivo o passivo l’utente dispone di tutti i documenti correlati (es.: fattura, relativi ordini e bolle). ËVWDWRFUHDWRXQDSSRVLWRZRUNÁRZ che gestisce le fasi previste per l’approvazione di alcune tipologie di fatture d’acquisto con i seguenti vantaggi immediati: eliminazione di eventuali errori durante gli “step” del processo;  SRVVLELOLWj GL YHULÀFDUH LQ WHPSR reale lo stato di approvazione di qualsiasi documento; eliminazione della necessità di spostare il documento cartaceo tra i YDUL XIÀFL H SHUVRQH  SUHSRVWL DO processo suddetto; aggiornamento automatico dei dati presenti nell’ERP.

BENEFICI

/·HIÀFLHQ]D RSHUDWLYD GHULYDQWH GDOOD facilità di ricercare, visualizzare e stampare i documenti da parte di qualsiasi utente abilitato è il risultato più rilevante e consente agli utenti di svolgere compiti a più alto valore. La riduzione della carta ha come conseguenza un risparmio in termini di costi di stampa e stoccaggio dei documenti. Il miglioramento della comunicazione aziendale, la standardizzazione e il controllo dei processi rappresentano XOWHULRULEHQHÀFL RIDUZIONE DEI COSTI

Le principali voci che contribuiscono alla riduzione del costo di gestione per ogni documento sono: carta, stampa, VSD]L HOLPLQDWRO·LQJRPEURÀVLFR HG HIÀFLHQ]D ULGX]LRQHWHPSLGLULVSRVWD verso l’interno e verso clienti e fornitori). SVILUPPI FUTURI

Clementoni intende sviluppare ulteriormente il progetto; “abbiamo la possibilità di far crescere in autonomia i tipi di documento da gestire automaticamente e sono in vista progetti di condivisione di documenti, archiviazione e gestione documentale estesa ad altre aree aziendali. Inoltre stiamo pensando di introdurre il worNÁRZQHLSURFHVVLGHOO·DUHDULFHUFDHVYLOXSSR dove nascono le nuove idee e i progetti per i nuovi giochi”, conclude Copparo.

FRANCESCA MORGANTI

Marketing & communication manager Metisoft S.p.A.


MERCATO

Si scrive PFU e si legge Fujitsu Breve scambio di vedute con Lorenzio Todeschini, Direttore Vendite di PFU Imaging Solutions SpA LA REDAZIONE

Il 30 ottobre ultimo scorso Fujitsu Europe Limited ha annunciato il cambio di ragione sociale in PFU Imaging Solutions Europe Limited. Ci risulta che la PFU Limited, società consociata di Fujitsu, sia stata fondata in Giappone nel 1960 e che abbia prodotto, per oltre 20 anni, gli scanner commercializzati da Fujitsu. Questo cambio di ragione sociale non è pertanto da vedersi solo come una semplice operazione di facciata, ma come un cambiamento strategico nel modo di condurre il business da un lato e di avvicinare le esigenze del mercato alle risorse produttive. Quali mutamenti di strategia sono alla base di questo cambiamento? Quali i risultati attesi? R: Fujitsu è leader del mercato nel settore degli scanner professionali per la gestione documentale e per oltre 20

anni la sua consociata, la PFU Limited, ha progettato, prodotto e immesso sul mercato i prodotti Fujitsu per la scansione di documenti. La PFU Limited è una delle consociate piĂš importanti di Fujitsu grazie, anche, al raggiungimento di una indiscussa leadership di mercato a livello mondiale. )XMLWVX (XURSH /LPLWHG q VWDWD Ă&#x20AC;QR ad oggi responsabile della commercializzazione di scanner per la gestione documentale in Europa, in Medio Oriente e in Africa (EMEA). ,QTXHVW¡DUHDJHRJUDĂ&#x20AC;FDKDUDJJLXQWR VXFFHVVL VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYL VWDELOHQGR XQD posizione di leadership sul mercato da diversi anni. $OĂ&#x20AC;QHGLIRFDOL]]DUHOHULVRUVHHGRWWHnere una maggiore sinergia mondiale nella gestione del business, Fujitsu Europe Limited e le sue consociate Fujitsu Deutschland GmbH e Fujitsu Italia S.p.A. si sono unite a PFU a

partire dal 10 novembre 2009 e si concentreranno totalmente ed esclusivamente nello sviluppo del mercato per gli scanner a marchio Fujitsu nella regione EMEA. Tale cambiamento strategico consentirĂ a PFU di operare a livello globale in modo ottimale al servizio dei suoi clienti. ´8QLĂ&#x20AC;FDQGR WXWWH OH IXQ]LRQL GL YHQGLWD H PDUNHWLQJ D OLYHOOR PRQGLDOH DOO¡LQWHUQR GHOOD 3)8 VDUHPR LQ JUDGR GL IRFDOL]]DUHWXWWHOHQRVWUHULVRUVHDOVRGGLVIDFLPHQWRHIĂ&#x20AC;FLHQWHHGHIĂ&#x20AC;FDFHGHOOHHVLJHQ]HGHL QRVWULFOLHQWLDOĂ&#x20AC;QHGLDLXWDUOLDGLQFUHPHQWDUHO¡XVRGHJOLVFDQQHU)XMLWVXSHUDSSRUWDUH EHQHĂ&#x20AC;FLUHDOLHULVSDUPLRGLFRVWLQHLORURDIIDULÂľ afferma Fujio Wajima, Presidente e Amministratore Delegato della PFU Limited. Quali gli impatti (positivi) sono prevedibili sulla strategia e sulle attivitĂ  di Canale sulle quali Fujitsu sta investendo con successo? R: PFU continua nella strategia di investire sul Canale, cosĂŹ come ha fatto in passato; è da segnalare quale ultima novitĂ  il sito dedicato ai Partner dellâ&#x20AC;&#x2122;Imaging Channel Program completamente rifatto, ricco di conWHQXWL H FRQ XQD YHVWH JUDĂ&#x20AC;FD PROWR accattivante. In questo portale il partner può trovare molte piĂš informazioni rispetto a prima e può, addirittura, esso stesso (a seconda del livello di registrazione) caricare informazioni, documenti e dati da condividere. Grazie allâ&#x20AC;&#x2122;ottimo lavoro di team di PFU e ai feedback ricevuti dai Partner, questo strumento sta diventato sempre piĂš un mezzo vivo e business-centrico per la nostra community.

Scanner ďŹ -6800

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Lorenzo Todeschini

Questa è la miglior riprova che la strategia di avvicinare il Canale al produttore risulta vincente e premiante per tutti gli operatori della catena del valore: dai Distributori ai Reseller, dai ISV ai Service Bureaux. Dal punto di vista della struttura e GHOOH UHVSRQVDELOLWj TXDOL PRGLĂ&#x20AC;FKH VLDYUDQQRDOLYHOORJHRJUDĂ&#x20AC;FR *UDQ %UHWDJQD ,WDOLD *HUPDQLD H UHODWLYH Aree di competenza)? R: Alla data non è previsto nessun cambiamento nella gestione del territorio JHRJUDĂ&#x20AC;FRHGHOOHDUHHGLFRPSHWHQ]D La struttura Europea di PFU, ampiamente collaudata e funzionate negli anni precedenti, continuerĂ a perseguiUHJOLRELHWWLYLĂ&#x20AC;VVDWLHDVVHJQDWL Dopo un 2008 piuttosto â&#x20AC;&#x153;magroâ&#x20AC;?, almeno per il mercato nazionale, con una diminuzione, anno su anno, GHOO¡LQWHURPHUFDWRSURIHVVLRQDOH GDL Personal agli High Production) di

poco piĂš di un 14% in unitĂ e poco meno del 38% in valore, come vedete la conclusione di questo 2009 che sta per chiudersi? Come prevedete che saranno i prossimi anni? R: Lâ&#x20AC;&#x2122;anno 2009 che sta per terminare per noi rappresenta 1/3 dellâ&#x20AC;&#x2122;anno Ă&#x20AC;VFDOH SUHFHGHQWH H  GHOO¡DQQR Ă&#x20AC;VFDOHLQFRUVRXQSULPRELODQFLRFKH si può trarre è che questo è stato una anno con luci ed ombre. Analizzando le vendite possiamo affermare che sia stato seguito lo stesso trend dellâ&#x20AC;&#x2122;ecoQRPLDDIURQWHGLXQSULPRVHPHVWUH opaco, la seconda parte dellâ&#x20AC;&#x2122;anno ha invece mostrato segni di ripresa. Se poi osserviamo i mercati, quello della SXEEOLFD DPPLQLVWUD]LRQH FHQWUDOH e locale) si è dimostrato uno dei piĂš vivaci. Altri mercati hanno mostrato alti e bassi a seconda di progetti piĂš o meno consolidati. Per i prossimi anni, visto che non ho la sfera di cristallo e neanche lâ&#x20AC;&#x2122;etichetta di economista, posso solo augurami che il trend di costante crescita del mercato degli scanner in corso da parecchi anni prosegua e i nuovi prodotti che PFU ha immesso, ed immetterĂ , sul mercato riescano a farci incrementare le nostre quote di mercato. 3)8 R )XMLWVX  FRPH VL SRVL]LRQD" Ha mantenuto e consolidato la propria posizione di leadership? 5 *OL VFDQQHU )XMLVWX FRQWLQXDQR D mantenere la loro leadership nel mercato del documentale professionale, nonostante la concorrenza sempre piĂš aggressiva di questo mercato. Potete allargare lo sguardo e fare lo stesso esercizio per lâ&#x20AC;&#x2122;Europa e lâ&#x20AC;&#x2122;Area GL FRPSHWHQ]D ,WDOLD &LSUR (JLWWR *UHFLD,VUDHOH0DOWD7XUFKLD " R: Quanto detto per il mercato italiano vale anche per i paesi del sud 0HGLWHUUDQHR FKH VRQR QHOOD QRVWUD area di controllo.

Scanner S1500

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La diffusione degli scanner di tipo â&#x20AC;&#x153;Personalâ&#x20AC;? può far pensare ad una tendenza che vede lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione di immagini dei documenti, e dei loro contenuti, come una â&#x20AC;&#x153;commodityâ&#x20AC;?? R: â&#x20AC;&#x153;Commodity è una brutta parola per gli scanner documentali professionali, lâ&#x20AC;&#x2122;utente generico associa quasi

sempre la parola commodity a un prezzo basso, accettando a volte anche un compromesso sulla qualitĂ . Quando penso a questo termine non posso fare a meno di chiedermi quante persone che devono acquistare uno scanner percepiscono realmente il valore di prodotti come ScanSnap 6 R 6 SURGRWWL ´FRPPRGLtyâ&#x20AC;? che risolvono il problema della trasformazione della carta in informazioni utili grazie alla ricca dotazione software ed alla tecnologia associata DOOD VHPSOLFLWj G¡XWLOL]]R 0L UHQGR conto come utente in prima persona che la comunicazione e lâ&#x20AC;&#x2122;istruzione allâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di queste tecnologie deve fare ancora tanto in termini di comunicazione, addestramento e formazione degli operatori di canale. Quale è stata lâ&#x20AC;&#x2122;evoluzione dei vostri prodotti negli ultimi due/tre trimestri? R: Premesso che questâ&#x20AC;&#x2122;anno abbiamo fatto parecchi annunci, vorrei sottolineare gli ultimi due in termini temporali che ben chiariscono lâ&#x20AC;&#x2122;impegno di PFU nel segmento degli scanner documentali. 0L ULIHULVFR LQ SDUWLFRODU PRGR DOOR scanner S1500, evoluzione del modello S510, disponibile anche con il software Rack2Filer e il nuovissimo scanner per medi volumi di produzioQHLOFRPSDWWRĂ&#x20AC; Non vorrei ripetere quanto giĂ  scritto nei vari comunicati stampa, ma piuttosto sottolineare le impressioni positive e manifestazioni di consenso che gli utenti hanno avuto quando lâ&#x20AC;&#x2122;abbiaPR SUHVHQWDWR LQ ,WDOLD XIĂ&#x20AC;FLDOPHQWH ad Omat dello scorso novembre a Roma. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dagli ordini che sono seguiti allâ&#x20AC;&#x2122;interesse in cosĂŹ breve tempo. Ciò conferma una tendenza in atto di polarizzazione verso gli estremi del mercato, ovviamente non in termini di volumi. Da una parte vede la domanda focalizzarsi su scanner nelle fasce Personale e Desktop, e dallâ&#x20AC;&#x2122;altra scanner di Produzione per bassi e medi volumi. Il Ă&#x20AC;FKHVLFROORFDFRQXQSUH]]R decisamente aggressivo in termini di rapporto costo/prestazioni darĂ  del Ă&#x20AC;ORGDWRUFHUHDLQRVWULQDWXUDOLFRQcorrenti in questâ&#x20AC;&#x2122;area.


0(5&$72

Lâ&#x20AC;&#x2122;Open Source e la pietra filosofale Imparare a conoscere il passato ed immaginare il futuro di un programma open source

ROBERTO GALOPPINI

In tempi di crisi il mercato guarda con maggiore interesse a piattaforme e servizi basati su tecnologie open source, che per il livello di maturitĂ raggiunto sono spesso funzionalmente e prestazionalmente equivalenti ai prodotti commerciali piĂš blasonati. Unâ&#x20AC;&#x2122;indagine1 di Gartner evidenzia che 7 aziende su 10 non hanno politiche e procedure per regolamentare lâ&#x20AC;&#x2122;adozione di tecnologie open source, con il risultato che parte del software open source utilizzato in azienda non segue un vero e proprio iter di acquisizione. Il â&#x20AC;&#x153;procurement fai-da-teâ&#x20AC;?, evitando ogni e qualunque forma di controllo, permette di velocizzare lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione di prodotti e tecnologie, ma può esporre a rischi dovuti allâ&#x20AC;&#x2122;introduzione di tecnologie immature, scarsamente VXSSRUWDWHRGRFXPHQWDWHGLIĂ&#x20AC;FLOLGD integrare o non legalmente riutilizzabili nel contesto di riferimento. Quello che occorre è quindi estenGHUH LO SURFHVVR GL TXDOLĂ&#x20AC;FD]LRQH H selezione, con lâ&#x20AC;&#x2122;introduzione di procedure e strumenti che consentano GL LGHQWLĂ&#x20AC;FDUH YDOXWDUH H VFHJOLHUH OH piattaforme open source piĂš idonee tenendo conto di tutte le condizioni al contorno (tecnologiche, organizzative e legali).

GL WURYDUH XQD ULVSRVWD GHĂ&#x20AC;QLWLYD DO problema. Il primo tentativo è del 2003, ad opera di David Wheeler che per lâ&#x20AC;&#x2122;ente noSURĂ&#x20AC;WVWDWXQLWHQVH0,75(HODERUzLO primo elenco di piattaforme ritenute PDWXUHHVLFXUH *5$062, GeneralO\5HFRJQL]HG$V6DIH0DWXUH 7DOH elenco in seguito non fu aggiornato, e un paio di anni dopo la societĂ Navica descrisse il primo modello per valutare il grado di maturitĂ  di una piatWDIRUPD GHQRPLQDWR 2SHQ 6RXUFH 0DWXULW\0RGHO3. Il modello ebbe un limitato successo, furono analizzate poche piattaforme con quel metodo, fortemente limitato dalla soggettivitĂ  che lo caratterizzava. $YDOOHGLTXHVWDHVSHULHQ]DXQ´SDU-

terre de roiâ&#x20AC;? che riuniva universitĂ , aziende di consulenza, player dellâ&#x20AC;&#x2122;industria ed editori diede vita ad una metodologia aperta ai contributi, nota FRO QRPH GL %XVLQHVV 5HDGLQHVV 5Dting4. Questo approccio, anche se piĂš dettagliato, non ebbe miglior fortuna, probabilmente a causa dellâ&#x20AC;&#x2122;onere associato al suo utilizzo, peraltro non scevro dai limiti della soggettivitĂ  giĂ  HYLGHQ]LDWLSHU2600 8OWLPR QDWR q LO 46265, redatto da $WKRV 2ULJLQ SL VRĂ&#x20AC;VWLFDWR GHL precedenti e caratterizzato dalla precisa volontĂ  di superare i limiti della soggettivitĂ , indicando soglie e possibili valori per le diverse domande del questionario. Il risultato è una metodologia comunque onerosa, anchâ&#x20AC;&#x2122;essa

UN POâ&#x20AC;&#x2122; DI STORIA

'HĂ&#x20AC;QLUH XQ HOHQFR GL SLDWWDIRUPH DIĂ&#x20AC;GDELOL H VLFXUH SXz FRQVLGHUDUVL OD ´SLHWUD Ă&#x20AC;ORVRIDOHÂľ LQ DPELWR RSHQ source, e numerosi sono gli â&#x20AC;&#x153;alchimistiâ&#x20AC;? che si sono cimentati nel tentativo iged.it 04.2009

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priva di strumenti in grado di velociz]DUHLOSURFHVVRGLTXDOLĂ&#x20AC;FD]LRQH SCORCIATOIE?

In rete si trovano alcuni elenchi di applicazioni open source alternative a quelle proprietarie, come ad esempio OSALT, gestito da Anders Ingeman Rasmussen, o il directory di open source enterprise EOS, originariamente reso disponibile dalla società di consulenzaOptaros ed ora gestito GDO VXR LGHDWRUH %UXQR YRQ 5RW] Purtroppo simili iniziative non sono il risultato di uno sforzo collaborativo ed il livello di aggiornamento e la loro DPSLH]]DVRQROLPLWDWL Di maggiore interesse, soprattutto per dimensione, è il repository di applicazioni open source piÚ grande del mondo, SourceForge6, purtroppo ricettacolo di numerosi progetti in stato embrionale, o scarsamente documentati o con livelli di supporto commerciale inadeguati ad un impiego di classe industriale, come risulta da alcuni studi di settore7

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Occorre quindi una metodologia praWLFDFKHUHQGDHIĂ&#x20AC;FLHQWHLOSURFHVVRGL selezione, visto che solo SourceForge FRQWLHQHFLUFDSURJHWWLDFXL aggiungendo altri repository, quale ad esempio quello di Google8 conWHQHQWH ROWUH  SURJHWWL VL SXz arrivare a contare qualche milione di DSSOLFD]LRQL Non esistendo best practice che indichino puntualmente passo per passo quali azioni debbano essere condotte SHU TXDOLĂ&#x20AC;FDUH H VXFFHVVLYDPHQWH selezionare piattaforme open source, negli ultimi mesi ho elaborato una metodologia pratica che raccoglie il meglio delle metodologie esistenti, includendo alcuni risultati provenienti da 8 diversi progetti europei e ben 60 VWUXPHQWLOLEHUDPHQWHGLVSRQLELOL Lâ&#x20AC;&#x2122;approccio scelto è veloce e garantisce lâ&#x20AC;&#x2122;oggettivitĂ dei risultati grazie allâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di strumenti a supporto delle decisioni, e permette di raccogliere metriche tipiche delle piattaforme open quali: la dimensione ed il tipo di comunitĂ ;

la popolaritĂ , i case study, libri e documentazione; la maturitĂ , la stabilitĂ  e la vitalitĂ ; la formazione ed il supporto commerciale; la qualitĂ  del codice e la reattivitĂ  alla segnalazione di bachi; le piattaforme su cui è disponibile; i linguaggi di programmazione, la modularitĂ  del codice; la roadmap e le possibilitĂ  di inciGHUHQHOODVXDGHĂ&#x20AC;QL]LRQH le informazioni relative al licenVLQJ Ad esempio, comparando due piattaforme open source di e-learning quali Docebo e Moodle, è possibile effettuare scelte ponderate basandosi sul grado di industrializzazione ragJLXQWR &RPH VL YHGH QHOOR VFKHPD riportato, le due piattaforme in questo FDVRSUHVHQWDQROLYHOOLVLPLOL/DSULQcipale differenza è che Moodle risulta maggiormente manutenibile (per via GHOFRGLFHEHQGRFXPHQWDWR  &RQIURQWDQGROHSLDWWDIRUPHULVSHWWR a parametri â&#x20AC;&#x153;strategiciâ&#x20AC;? relativi a parametri quali la roadmap di prodotto, la


           ,/$%.)),(%.1$('$) +%% --.+(--$$-$(.& '-$&""# ' $-+--& '-( %%  $&&"$'$&#" !!'(%-+ / '-''$2$,,$('35%-+,!(+&1$('  $-$)+ , '-$,.$(.& '-$ +- $$' % --+('$$! '(+$,)+&$+ - &)(  '+() +#5$% ' )$.)+ 1$(,(5$%- &)( 5$'.-$% ) + +%( ' %%$"$-1$('  ,) +$ '1*.$,$-#) +& ,,(%+ %$111$(' $,$,- &$# ,$)('"('($)$6%-$%$/ %%$$ !!$$ '1 ) +%$'- +)+ -1$('

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SRVVLELOLWjGLLQÁXHQ]DUODHODJHVWLRQH GHOOD SURSULHWj LQWHOOHWWXDOH FRPH VL YHGH QHO JUDÀFR GHOOD ÀJXUD  OD SLDWWDIRUPD 0RRGOH RIIUH PDJJLRUL JDUDQ]LH Ë EHQH SHUz VRWWROLQHDUH FKH O·LPSRUWDQ]D GL TXHVWL FULWHUL GHYH HVVHUH FDODWD QHO FRQWHVWR GL ULIHULPHQWRDGHVHPSLRSDUWHFLSDUHDOOD GHÀQL]LRQH GHOOD URDGPDS SRWUHEEH HVVHUHIRQGDPHQWDOHLQXQFRQWHVWRH LUULOHYDQWHLQDOWUL 3HUXOWLPDPDQRQXOWLPDODGLPHQVLRQHGHOOD´6RVWHQLELOLWjµLQFXLFRPH VL YHGH GDO JUDÀFR OH SLDWWDIRUPH KDQQR UDJJLXQWR HQWUDPEH XQ EXRQ OLYHOORGLPDWXULWjPDLOOLYHOORGLDGR]LRQH²LQWHUPLQLGLSRSRODULWjFDVH VWXG\ H OLEUL ² UDJJLXQWR GD 0RRGOH VXUFODVVDTXHOORGL'RFHERFRPHGHO UHVWRDQFKHODOHDGHUVKLSFRPPXQLW\ OHG GL 0RRGOH UHQGH LO SURJHWWR SL VRVWHQLELOH SRLFKp L VXRL GHVWLQL QRQ VRQROHJDWLLQGLVVROXELOPHQWHDTXHOOL GLXQDHGXQDVRODD]LHQGD CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

$QFKHSHUFKLQRQKDVYLOXSSDWRXQD SURSULDPHWRGRORJLDGLTXDOLÀFD]LRQH H VHOH]LRQH H QRQ LQWHQGH ULYROJHUVL

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D FRQVXOHQWL VSHFLDOL]]DWL q SRVVLELOH VHJXLUH DOFXQL VHPSOLFL FRQVLJOL SHU HYLWDUHHUURULPDFURVFRSLFL $G HVHPSLR q EHQH GLIÀGDUH GD VROX]LRQL ´RSHQ VRXUFHµ UHDOL]]DWH H VXSSRUWDWH GD XQ XQLFR IRUQLWRUH 3HU HOLPLQDUH LO ULVFKLR GHO ORFNLQ ² RYYHURGLULPDQHUHOHJDWLDGXQXQLFR IRUQLWRUH  QRQ EDVWD VFHJOLHUH XQ SURJUDPPDRSHQVRXUFHPDRFFRUUH YHULÀFDUH FKH HVLVWD XQD FRPPXQLW\ SDUWHFLSDWDGDSLIRUQLWRUL 6L RVVHUYL LQROWUH FKH OH VROX]LRQL RSHQVRXUFHFKHQDVFRQRGDOOD´LQGXVWULDOL]]D]LRQHµ GL SURJHWWL QRQ VROR ULFKLHGRQRXQDVLJQLÀFDWLYDDWWLYLWjGL LQWHJUD]LRQH H SHUVRQDOL]]D]LRQH PD FUHDQR L SUHVXSSRVWL SHU XQ ´ORFNLQ VXLVHUYL]LµLQTXDQWRO·XQLFRLQJUDGR GLVXSSRUWDUHLOFOLHQWHqO·DXWRUHRULJLQDOHGHOODVROX]LRQH ,OIDWWRFKHQRQVLGHEEDQRDIIURQWDUH FRVWLXSIURQWLQGXFHSURFHVVLGLVHOH]LRQHGHOVRIWZDUHPHQRDWWHQWLPDq EHQHULFRUGDUHFKHXQHYHQWXDOHHUUDWD YDOXWD]LRQHLQTXHVWDIDVHSXzFRVWDUH PROWR DO PRPHQWR GHO GHSOR\PHQW HGHOVXFFHVVLYRHVHUFL]LR,OFRVWRGL LPSOHPHQWD]LRQH H JHVWLRQH LQIDWWL GLSHQGH IRUWHPHQWH GDOOD VFHOWD RSH-

UDWDHTXHVWHYDOXWD]LRQLYDQQRRSHUDWHQHOORVSHFLÀFRFRQWHVWRWHQHQGR FRQWR GHOOH FRPSHWHQ]H LQWHUQH GHO VXSSRUWR FRPPHUFLDOH HVLVWHQWH GHOO·HVSDQGLELOLWj GHOOD VROX]LRQH H GL WXWWL JOL LQGLFDWRUL SUHFHGHQWHPHQWH PHQ]LRQDWL NOTE 1

KWWSZZZJDUWQHUFRPLWSDJHMVS"LG  KWWSZZZHJRYRVRUJSGIGRGIRVVSGI 3 KWWSZZZQDYLFDVRIWFRPSDJHVRVPPKWP  KWWSZZZRSHQEUURUJ 5 KWWSTVRVRUJ 6 KWWSVRXUFHIRUJHQHW 7 KWWSZZZRSHQORJLFFRPQHZVSUHVV SKS  KWWSFRGHJRRJOHFRPKRVWLQJ 

ROBERTO GALOPPINI

2SHQ6RXUFH6WUDWHJLVWHVHJUHWDULR GHOOD)HGHUD]LRQH),'$,QIRUP


0(5&$72

Quando lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione dellâ&#x20AC;&#x2122;informazione si fa â&#x20AC;&#x153;smartâ&#x20AC;? Una nuova generazione di soluzioni IBM per lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione e la conservazione delle informazioni digitali SERGIO RESCH

Ogni giorno nel mondo sono generate nuove informazioni digitali per oltre 15 PetaBytes (migliaia di TeraByte) e circa il 90% delle informazioni contenute nellâ&#x20AC;&#x2122;universo digitale è di tipo non-strutturato, come, per esempio, e-mail, documenti, immagini, video e audio. Per poter gestire correttamente questa classe di oggetti digitali si richiede un corredo opportuno di metadati che ne descriva, ad esempio, il contenuto, chi li possiede e lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo, accrescendo cosĂŹ ulteriormente i volumi di informazioni da gestire. Primo aspetto importante da considerare con questi tassi di crescita è la VHPSUHPDJJLRUHGLIĂ&#x20AC;FROWjGLXWLOL]]R da una recente indagine1 , una azienda con 1.000 dipendenti spende piĂš di 5 milioni di dollari lâ&#x20AC;&#x2122;anno per la ricerca di informazioni importanti per la sua DWWLYLWjHGLIĂ&#x20AC;FLOLGDUHSHULUHPHQWUH il 42% dei responsabili dichiara di utilizzare per il processo decisionale informazioni errate almeno una volta la settimana. Un altro aspetto da considerare è la crescita nel numero di regole e norme in tema di conservazione dellâ&#x20AC;&#x2122;inIRUPD]LRQH,'&VWLPD2 che circa il 35% delle informazioni digitali create Ă&#x20AC;QLUj VRWWR O¡RPEUHOOR GHOOD FRQIRUPLWj DOOH QRUPDWLYH VX VLFXUH]]D H FRQVHUYD]LRQH *Lj RJJL FRQ ROWUH 22.000 normative internazionali, quali Sarbanes-Oxley, USA PatriotAct, BaVLOHD,,6(&DH+,3$$PROWH delle quali valide anche per le aziende ,WDOLDQH FKH RSHUDQR LQ XQ FRQWHVWR internazionale, diventa sempre piĂš

costoso e complicato ottemperare alle normative vigenti. Questo espone lâ&#x20AC;&#x2122;azienda a rischi operativi e a costi addizionali spesso inaccettabili. ESIGENZA DI ARCHIVIAZIONE INTELLIGENTE

'DTXHVWHFRQVLGHUD]LRQLHPHUJRQR due principali esigenze per le aziende HOHLVWLWX]LRQL vista la forte crescita del volume delle informazioni trattate si assiste ad una crescita abnorme dei database di produzione e dei sistemi di posta elettronica. Sempre piĂš spesso i responsabili dei servizi ,7VRQRDOODULFHUFDGLVROX]LRQLLQ grado di snellire i sistemi di produzione e di messaggistica aziendale mediante archiviazione intelligente ed automatica delle informazioni non piĂš attive e non cancellabili perchè hanno un valore per lâ&#x20AC;&#x2122;azienda, oppure perchĂŠ sono soggette a normative; alcune informazioni, che oggi sono scartate durante il processo, sono presenti su carta oppure non sono tracciate, possono diventare soggette a normativa e quindi richiedono una conservazione a norma, come nel caso dei log di accesso degli amminsitratori dei sistemi applicativi aziendali che trattano dati sensibili. Per queste ragioni le aziende hanno FHUFDWR VROX]LRQL VSHFLĂ&#x20AC;FKH SHU XQD singola tematica, che hanno portato alla proliferazione delle metodologie

di gestione ed alla creazione di diversi repository non integrati tra loro. 3HUIDUIURQWHDTXHVWHHVLJHQ]H,%0 propone un approccio integrato ed ottimizzato che punta alla soluzione di tutte le esigenze di archiviazione e di conservazione. ,Q TXHVWR PRGR XQ¡ D]LHQGD SXz iniziare ad affrontare una esigenza VSHFLĂ&#x20AC;FDHSRLDPSOLDUHLOVLVWHPDSHU lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione e gestione di altre aree di archiviazione. Vantaggio evidente lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di metodologie consolidaWH H JLj RSHUDWLYH H OD SRVVLELOLWj GL realizzare repository con un elevato livello dâ&#x20AC;&#x2122;integrazione tra le informazioni presenti in azienda. Questo approccio è in linea con la VWUDWHJLD,%0´VPDUWDUFKLYHÂľFKHVL concretizza con tre possibili modelli GLRIIHUWD soluzioni realizzate ad hoc per una particolare azienda; soluzioni pre-integrate facili e pronte per lâ&#x20AC;&#x2122;impiego; servizi erogati attraverso la rete FRQ PRGHOOL ´DUFKLYH DV D VHUYLFHÂľ IBM INFORMATION ARCHIVE

Nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito delle soluzioni pre-integrate è stata recentemente presentata OD SULPD YHUVLRQH GL ,%0 ,QIRUPDWLRQ $UFKLYH ,$ 3 che indirizza le esigenze di archiviazione e di conVHUYD]LRQH XQLĂ&#x20AC;FDWD SHU XQD DPSLD gamma di contenuti strutturati, nonstrutturati, provenienti dai sistemi di produzione, di gestione documentale iged.it 04.2009

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e di messaggistica aziendale che possono essere piĂš o meno soggetti a normative sulla conservazione. IBM Information Archive fa parte di una nuova classe di soluzioni integrate IBM denominate Smart Business

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Systems che combinano componenti hardware, software e servizi di implementazione in una unica offerta di mercato. Si caratterizzano, inoltre, per essere di facile installazione, sono RWWLPL]]DWHSHU´ZRUNORDGÂľVSHFLĂ&#x20AC;FL

e sono progettate per fornire elevati OLYHOOLGLVHUYL]LRFRQFRVWLVLJQLĂ&#x20AC;FDWLvamente ridotti. IBM IA, grazie ad una interfaccia JUDĂ&#x20AC;FD VHPSOLFH HG LQWXLWLYD q SDUticolarmente facile da utilizzare e si ULYROJH D Ă&#x20AC;JXUH SURIHVVLRQDOL FRPH utenti e responsabili della conservazione che possono anche non avere VSHFLĂ&#x20AC;FKHFRPSHWHQ]HGLLQIRUPDWLca. 3DUWLFRODUH DWWHQ]LRQH q VWDWD SRVWD al contenimento dei costi di archiviazione, dello spazio e dei consumi energetici grazie al concetto di storage multi-livello a costi differenzati e a funzionalitĂ integrate di compressione dati e di deduplica. IBM IA consente una gestione VHPSOLĂ&#x20AC;FDWD GHL FRQWHQXWL DUFKLYLDWL mediante il concetto di â&#x20AC;&#x153;archive â&#x20AC;&#x153;collectionâ&#x20AC;?, ovvero insiemi di oggetti con caratteristiche di accesso, regole di conservazione e di protezione omogenee. Con la versione di IA SUHVHQWDWDqSRVVLELOHGHĂ&#x20AC;QLUHĂ&#x20AC;QRD 3 â&#x20AC;&#x153;collectionâ&#x20AC;? per una capacitĂ  massima di 304 TeraByte su dispositivi a disco magnetico di capacitĂ  SATA. Un disegno interno basato su nodi elaborativi organizzati in cluster assicura lâ&#x20AC;&#x2122;alta disponibilitĂ , la continuitĂ  operativa e lâ&#x20AC;&#x2122;elevato parallelismo delle operazioni. I dischi sono organizzati in array con tecnologia RAID (Redundant Array of Independent Disk) che protegge i dati anche da guasti multipli. ,%0,$qLQJUDGRGLJHVWLUHXQDJHrarchia di supporti di memoria a costi differenziati, ovvero di integrare nel processo di archiviazione librerie nastro, anche di grande capacitĂ , per ridurre i costi di archiviazione ed i consumi energetici nel lungo periodo. Con lâ&#x20AC;&#x2122;aggiunta di librerie nastro si può arrivare a gestire diversi PetaByte con un unico sistema di archiviazione. Realizzato con una strategia di apertura agli standard grazie allâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di protocolli standard, aperti, documentati e liberamente disponibili sul mercato, quali NFS, HTTP e XML, qLQJUDGRGLLQWHUIDFFLDUVLIDFLOPHQWH con le applicazioni aziendali e con una ampia gamma di software per lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione e le gestione docu-


]LRQHGHJOLRJJHWWLRSSXUHHVVHUHXQD FDUDWWHULVWLFDGLVWLQWLYDHSUHGHĂ&#x20AC;QLWD di una â&#x20AC;&#x153;archive collectionâ&#x20AC;?. Durante il SURFHVVRGLDFTXLVL]LRQHGHJOLRJJHWWL q SRVVLELOH DVVRFLDUH LQIRUPD]LRQL DJJLXQWLYHSHUGHVFULYHUQHLOSLDQRGL FRQVHUYD]LRQHODFODVVLĂ&#x20AC;FD]LRQHHOD SURWH]LRQH DWWUDYHUVR PHWDGDWL GHĂ&#x20AC;QLWLPHGLDQWHLOOLQJXDJJLRVWDQGDUGH aperto XML. Alcune informazioni sono associate LQ PRGR SHUPDQHQWH H LPPRGLĂ&#x20AC;FDELOHDJOLRJJHWWLPHQWUHDOWUHSRVVRQR HVVHUHPRGLĂ&#x20AC;FDWHGLQDPLFDPHQWHGXUDQWHODFRQVHUYD]LRQHGHJOLRJJHWWL ,QTXHVWRPRGRqSRVVLELOHFRPXQLFDUH D ,$ LO YHULĂ&#x20AC;FDUVL GL HYHQWL FKH LQĂ XLVFRQRVXOSLDQRGLFRQVHUYD]LRQHGLXQRRSLRJJHWWL PIANO DI CONSERVAZIONE

mentale di IBM e di terze parti. IBM IA consente di creare ed accedere alle â&#x20AC;&#x153;archive collectionâ&#x20AC;? attraYHUVRLQWHUIDFFHVWDQGDUGGLWLSRĂ&#x20AC;OH system (per esempio NFS e HTTP) e si presenta sulla rete aziendale come XQĂ&#x20AC;OHVHUYHUGRYHJOLXWHQWLSRVVRQR DQFKH IDUH ´GUDJ  GURSÂľ GL Ă&#x20AC;OH H successivamente accedere in modo trasparente attraverso i protocolli VWDQGDUGGLĂ&#x20AC;OHV\VWHP Per compatibilitĂ verso una ampia base di soluzioni software IBM e non ,%0 SHU O¡DUFKLYLD]LRQH OD JHVWLRQH delle informazioni e dei contenuti, IA supporta anche lâ&#x20AC;&#x2122;interfacciamento diretto con client TSM Backup/ Archive e con le API di TSM4 (Tivoli 6WRUDJH 0DQDJHU  H 66$05 (System 6WRUDJH$UFKLYH0DQDJHU  CONFORMITĂ&#x20AC; ALLE NORMATIVE SULLA CONSERVAZIONE

In tema di conformitĂ alle normative YLJHQWL H IXWXUH LQ DPELWR VLFXUH]]D e protezione delle informazioni, IA consente al responsabile della conVHUYD]LRQH GL GHĂ&#x20AC;QLUH ´FROOHFWLRQÂľ con politiche di protezione differenziate. I livelli offerti sono tre - base, intermedio e massimo - e rendono HVWUHPDPHQWH Ă HVVLELOH OD JHVWLRQH di normative interne e/o esterne allâ&#x20AC;&#x2122;azienda che possono essere mute-

voli e anche molto differenziate tra loro. ,QPDJJLRUGHWWDJOLR  LOOLYHOOREDVHRIIUHODPDVVLPDĂ HVVLELOLWjQHOODJHVWLRQHGHOORVFDGHQ]LDULR JOL RJJHWWL SRVVRQR HVVHUH cancellati anche prima della loro scadenza, il periodo di conserva]LRQH SXz HVVHUH PRGLĂ&#x20AC;FDWR D SLDFHUH,QRJQLPRPHQWRqSRVVLbile passare ai livelli di protezione superiori; il livello intermedio consente di PRGLĂ&#x20AC;FDUHLOSHULRGRGLFRQVHUYD]LRQHPDLQRJQLFDVRJOLRJJHWWL non possono essere cancellati prima della scadenza. Da questo livello si può passare al livello superiore, ma non a quello inferiore. â&#x20AC;&#x153;Collectionâ&#x20AC;? di questo tipo non possono mai essere cancellate; il livello massimo risponde alle HVLJHQ]H SL VWULQJHQWL LQ PDWHULD QRUPDWLYD L GRFXPHQWL QRQ SRVsono essere cancellati prima della naturale scadenza, la durata può VRORHVVHUHDOOXQJDWD4XHVWROLYHOORQRQSXzHVVHUHPRGLĂ&#x20AC;FDWRYHUVROLYHOOLSLEDVVLHOD´FROOHFWLRQÂľ non può essere cancellata in nessun caso. /HLPSRVWD]LRQLGLJHVWLRQHSRVVRQR arrivare dallâ&#x20AC;&#x2122;esterno in fase di acquisi-

Il piano di conservazione prevede XQD JHVWLRQH DXWRPDWL]]DWD EDVDWD VX XQR VFDGHQ]LDULR FURQRORJLFR HYHQWXDOPHQWHJXLGDWRGDOYHULĂ&#x20AC;FDUVL GLHYHQWLSDUWLFRODULQHOODYLWDGHOO¡RJJHWWR 3HUHVHPSLRqSRVVLELOHVWDELOLUHXQD GXUDWD GL FRQVHUYD]LRQH GL XQ RJJHWWRSHUDQQLDSDUWLUHGDOODVXD acquisizione, oppure una durata di DQQLDSDUWLUHGDOYHULĂ&#x20AC;FDUVLGLXQ HYHQWRSUHGHĂ&#x20AC;QLWR4XHVWRFRQVHQWH GL JHVWLUH HVLJHQ]H GL FRQVHUYD]LRQH dettate dal tempo (devo conservare XQ GRFXPHQWR SHU DOPHQR  DQQL  RSSXUHGDOYHULĂ&#x20AC;FDUVLGLHYHQWLSDUWLcolari (una polizza deve essere conVHUYDWD SHU DOPHQR  DQQL GRSR OD sua liquidazione). Unâ&#x20AC;&#x2122;ulteriore funzione tipica dei sistemi di archiviazione a norma supSRUWDWDGD,$qOD´UHWHQWLRQKROGÂľ ovvero la sospensione a tempo indeterminato dello scadenziario per JHVWLUH SURFHVVL GL DXGLWLQJ RSSXUH LQSUHVHQ]DGLFDXVHOHJDOLGRYHVLKD O¡HVLJHQ]D GL HVLELUH SDUWLFRODUL GRcumenti e/o dimostrare la corretta DSSOLFD]LRQHGHOOHQRUPDWLYHYLJHQWL 4XDQGRXQRJJHWWRUDJJLXQJHODVXD scadenza di conservazione la sua cancellazione può avvenire automaticamente oppure tramite un adeJXDWR SURFHVVR DWWLYDWR D ULFKLHVWD GDOO¡HVWHUQR 4XHVWR FRQVHQWH GL UHcuperare spazio libero per successive DUFKLYLD]LRQL HOLPLQDQGR RJJHWWL OD iged.it 04.2009

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cui conservazione non è piĂš richiesta dalle normative. 6RQR GLVSRQLELOL LQĂ&#x20AC;QH XOWHULRUL funzionalitĂ per la protezione e la sicurezza delle informazioni, tipicamente richieste da un processo di conservazione a norma, e per lâ&#x20AC;&#x2122;ottimizzazione nellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo delle risorse interne al sistema: controllo di accesso basato su ´UXROLÂľRJQLXWHQWHKDXQSURĂ&#x20AC;OR di utilizzo che consente un accesso agli oggetti e la possibilitĂ  di effettuare solo le attivitĂ  previste dal suo ruolo; può essere attivata una funzionalitĂ  denominata â&#x20AC;&#x153;Enhanced Tamper Protectionâ&#x20AC;? per eliminare qualsiasi accesso al sistema ed alle sue componenti che possa pregiudicare lâ&#x20AC;&#x2122;integritĂ  del processo di conservazione; ogni attivitĂ  sul sistema viene registrata in log che possono essere a loro volta conservati in modalitĂ  QRQ PRGLĂ&#x20AC;FDELOH SHU DYHUH XQ controllo molto stretto ed auditabile del processo di conservazione; immutabilitĂ  e controllo di integritĂ  degli oggetti che è gestita tramite generazione automatica di un codice â&#x20AC;&#x153;checksumâ&#x20AC;? che diventa

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parte integrante dellâ&#x20AC;&#x2122;oggetto stesso;  FULWWRJUDĂ&#x20AC;D LQWHJUDWD SXz HVVHUH attivata per proteggere le informazioni da utilizzi fraudolenti; Data Shredding: opzione che prevede in fase di cancellazione di un oggetto la sua riscrittura multipla per rendere non piĂš intelligibile il FRQWHQXWRDQFKHFRQOHSLVRĂ&#x20AC;VWLcate tecniche di ricostruzione dei dati; protezione da disastri (disaster protection): possibilitĂ di connettere ad un sistema IA una unitĂ  remota su cui replicare gli oggetti sia in modalitĂ  sincrona (immediata) sia asincrona (differita); per facilitare la ricerca ed il reperimento degli oggetti, per esempio in fase di procedimento giudiziario, IA fornisce una funzionalitĂ  di indicizzazione automatica e di ricerca per i dati e per i metadati associati; possono essere attivate funzioni di compressione dati e di data deduplication per ridurre lo spazio necessario alla archiviazione. RIFERIMENTI AIIM Survey - 2007 2 As the Economy Contracts the Digital Universe Explodes â&#x20AC;&#x201C; IDC - May 2009 1

3

IBM Information Archive: www.ibm. com/systems/storage/disk/archive/ 4 IBM Tivoli Storage Manager: www.ibm. com/software/tivoli/products/storagemgr/ 5 IBM System Storage Archive Manager: www.redbooks.ibm.com/abstracts/ SG247251.html?Open 6 IBM Global Parallel File System: www.ibm. com/systems/clusters/software/gpfs/

SERGIO RESCH

System Storage Platform Advocate â&#x20AC;&#x201C; IBM SouthWest Europe


127,=,(

Assegnato a Mariella Guercio il prestigioso Emmett Leahy Award 2009 Per la prima volta lâ&#x20AC;&#x2122;ambito riconoscimento è stato assegnato ad un esponente non di madrelingua inglese della comunitĂ dei professionisti del â&#x20AC;&#x153;Records and Information Managementâ&#x20AC;? Lâ&#x20AC;&#x2122;Emmett Leahy Award è il riconoscimento piĂš prestigioso che ogni anno viene assegnato ad un personaggio che, con il proprio contributo e con risultati particolarmente rilevanti, ha generato VLJQLĂ&#x20AC;FDWLYH ULFDGXWH QHO FDPSR GHO â&#x20AC;&#x153;Records and Information Managementâ&#x20AC;? 1. Lâ&#x20AC;&#x2122;annuncio del vincitore avviene nel corso del meeting annuale del â&#x20AC;&#x153;InstiWXWH RI  &HUWLĂ&#x20AC;HG 5HFRUGV 0DQDJHUVÂľ che si tiene in concomitanza con la &RQIHUHQ]DGL$50$2 International. Il comitato incaricato di assegnare il riconoscimento è costituito dagli ultimi 10 vincitori (Utenti, Insegnanti, ArchiYLVWL 5HFRUG 0DQDJHU H &RQVXOHQWL  GHO ´(PPHWW /HDK\ $ZDUGÂľ ,O Â&#x192; Emmett Leahy Award è stato, dunque, DVVHJQDWR DOOD 3URIVVD 0DULHOOD *XHUcio, attualmente docente di archivistica presso lâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ  degli Studi di Urbino e docente stabile per la gestione informatica dei documenti nei sistemi di e-government presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione. /¡DWWLYLWjGL0DULHOOD*XHUFLRKDDYXWR XQ¡LPSRUWDQWHLQĂ XHQ]DQHOVHWWRUHGHO â&#x20AC;&#x153;Records and Information Managementâ&#x20AC;? non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo. Nel corso dei trascorsi quindici anni ha sviluppato innovativi sistemi di gestione della documentazione per organizzazioni pubbliche e private quali istituti di credito, assicurazioni, aziende di pubblica utilitĂ , amministrazioni centrali e locali. Nel 2000, quale componente del gruppo di lavoro incaricato di predisporre le norme relative alla gestione informatica dei documenti, ha contribuito a

stabilire che ciascuna pubblica amPLQLVWUD]LRQH LQGLYLGXL OD Ă&#x20AC;JXUD GL responsabile per i sistemi documentari e gli archivi, attribuendo tale compito a SHUVRQDOHTXDOLĂ&#x20AC;FDWRQHOVHWWRUHGHOUHFRUGPDQDJHPHQW$SDUWLUHGDO ha progettato e sviluppato corsi di laurea e master dedicati alla gestione e conservazione dei sistemi documentari in ambiente digitale, seguendo decine di tesi di laurea nel settore degli archivi digitali. Da oltre un decennio organizza corsi di perfezionamento che hanno coinvolto un altissimo numero di arFKLYLVWL H DPPLQLVWUDWRUL /¡LQĂ XHQ]D GHOOD 3URIVVD *XHUFLR VXOOR VYLOXSSR GHOOD SURIHVVLRQDOLWj OHJDWD DO 5HFRUGV DQG ,QIRUPDWLRQ 0DQDJHPHQW VL q esercitata anche a livello internazionale. Le sue competenze, conoscenze ed esperienze si sono manifestate ed KDQQRDYXWRXQDULOHYDQWHLQĂ XHQ]DLQ molteplici situazioni: tra i sei esperti che hanno partecipato, per la Commissione Europea, alla VWHVXUDGHL´0RGHO5HTXLUHPHQWVIRU (OHFWURQLF 5HFRUGV 0DQDJHPHQW 0R5HTH ÂľqXQLYHUVDOPHQWHULconosciuta tra i promotori dei principi IRQGDPHQWDOLSHUODFRUUHWWDGHĂ&#x20AC;QL]LRne dei requisiti funzionali di settore; è stata co-direttore dei progetti di &RQVHUYD]LRQH 'LJLWDOH (53$1(7 (OHFWURQLF 5HVHDUFK 3UHVHUYDWLRQ DQG $FFHVV 1HWZRUNV  SHU OD &RPPLVVLRQH(XURSHDH&$63$5 &XOWXUDO$UWLVWLFVDQG6FLHQWLĂ&#x20AC;F.QRZOHGJH IRU3UHVHUYDWLRQ$FFHVVDQG5HWULHYDO  SHU FRQWR GHOO¡8QLRQH (XURSHD 4XHVWRXOWLPRSURJHWWRqĂ&#x20AC;QDOL]]DWRD

GHĂ&#x20AC;QLUH XQD LQIUDVWUXWWXUD (XURSHD per la Conservazione Digitale; ha contribuito a diffondere a livello nazionale e internazionale la cultura della gestione documentaria, grazie alla partecipazione a seminari, conferenze e workshop e ha contribuito allo sviluppo della conoscenza in questo ambito con la pubblicazione LQDPELWRVFLHQWLĂ&#x20AC;FRHSURIHVVLRQDOL di manuali, saggi e articoli. NOTE Insigne pioniere del â&#x20AC;&#x153;Information And 5HFRUGV0DQDJHPHQWÂľ 2 ´$50$Âľ RULJLQDULDPHQWH q O¡DFURQLPR GL ´$VVRFLDWLRQ RI  5HFRUGV 0DQDJHUV DQG $GPLQLVWUDWRUVÂľ 1HO FRUVR GHJOL DQQL  LO 5HFRUGV 0DQDJHPHQW q GLYHQXWR XQD componente inscindibile dellâ&#x20AC;&#x2122;Information 0DQDJHPHQW FKH q DOOD EDVH GHOO¡RGLHUQR modo di condurre il business. Il nome GHOO¡DVVRFLD]LRQHqVWDWRSHUWDQWRPRGLĂ&#x20AC;FDWRLQ´$50$,QWHUQDWLRQDOÂľ 1

Professoressa Mariella Guercio, Ordinario di Archivistica presso UniversitĂ degli Studi â&#x20AC;&#x153;Carlo Boâ&#x20AC;? di Urbino

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SPECIALE OMAT ROMA

Le informazioni digitali, elemento indispensabile per smuovere l’economia È il tema trattato durante la tavola rotonda tenutasi ad Omat Roma l’11 novembre scorso MARCO MIGLIARESE

Nel corso dell’ultima edizione di OMAT Roma, nella seconda parte della sessione plenaria di apertura, si è tenuta una tavola rotonda sul tema “La digitalizzazione come elemento indispensabile per smuovere e rilanciare l’economia”. Intorno a Stefano Carli, giornalista di Repubblica e moderatore della sessione, si sono raccolti i rappresentanti di alcune fra le più importanti aziende

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del settore ICT: Marco D’Antonio di Kofax, Giancarlo Sassi di IBM, Fabio Fregi di Microsoft, Giovanni Procaccino di Accenture, Giovanni Seno di Siav e Guido Orsi di Adobe. A questi si è aggiunta Teresa Alvaro delle Agenzie delle dogane, in qualità di rappresentante della Pubblica Amministrazione. Il dibatto è iniziato quando il moderatore ha chiesto a D’Antonio un suo

parere sull’utilizzo della digitalizzazione per la riduzione dei costi e su quali GLIÀFROWjVLLQFRQWUDQRSHUUHDOL]]DUH la dematerializzazione dei documenti. Dopo aver ricordato che molti parlano di riduzione di costi ma pochi sanno effettivamente cosa fare per ottenerli, D’Antonio ha affermato: “Sono convinto che la riduzione dei costi parta dal pensare una nuova struttura per l’organizzazione inWHUQD/DGLIÀFROWjSULQFLSDOHFKHLQFRQWULDPR


è quella di trovare le giuste energie interne per attivare questi processi di cambiamentoâ&#x20AC;? e in questâ&#x20AC;&#x2122;ottica diventa fondamentale per le aziende fornitrici â&#x20AC;&#x153;vendereâ&#x20AC;? il guaGDJQR LQWHUPLQLGLGHQDURHIĂ&#x20AC;FLHQ]D e tempo risparmiato), che comporta una riduzione dei costi pensata su una ristrutturazione interna. Quali metodologie adottano quando offrono soluzioni per la gestione delle informazioni digitali è la domanda che Carli ha rivolto a Sassi di IBM. Dal canto suo, il rappresentante dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda americana ha risposto: â&#x20AC;&#x153;Usiamo approcci che comprendono lâ&#x20AC;&#x2122;unione di modelli e tecnologie. In modo particolare, per gestire le informazioni usiamo tre elementi: il controllo (ogni informazione deve essere organizzata H FODVVLĂ&#x20AC;FDWD  OD JHVWLRQH FRPH PHWWHUOH LQ circolazione nelle aziende, cosa mettere in FLUFROD]LRQH HFFÂŤ  H OD YDORUL]]D]LRQH (usando diversi strumenti , come ad esempio OD%XVLQHVV,QWHOOLJHQFH Âľ Carli ha poi chiesto a Sassi, in qualitĂ di dipendente di una grande multinazionale, se esistono differenze tra il mercato italiano e quello europeo in generale. La sua risposta è stata immediata: â&#x20AC;&#x153;Nel mercato italiano bisogna dare una certa attenzione alla base della piramide, alle PMI. Sotto questo punto di vista molti, tra cui IBM, si stanno muovendo in questa direzioneâ&#x20AC;?. Facendo un piccolo salto indietro, per quanto riguarda la tematica del suo intervento, Fabio Fregi ha sottolineato: ´, WHPL GHOO¡HIĂ&#x20AC;FLHQ]D H GHOO¡HIĂ&#x20AC;FDFLD sono fondamentali. CosĂŹ come la gestione e la riservatezza del dato. La mancanza di norme certe, soprattutto in ambito sanitario per quanto riguarda le ASL, porta a far sĂŹ che la carta non venga eliminata e quindi ci VRQR SUREOHPL SHU UDJJLXQJHUH HIĂ&#x20AC;FLHQ]D HG HIĂ&#x20AC;FDFLDQHOODJHVWLRQHGHOGDWRÂľ senza considerare che attualmente esiste molta disomogeneitĂ  per quanto riguarda la gestione dei dati e delle informazioni. Partendo da questo punto di vista, Giovanni Procaccino ammette che F¡qXQDFHUWDGLIĂ&#x20AC;FROWjDOPRPHQWRGL presentare la propria offerta al cliente: ´Ă&#x2039;FRPSOLFDWRGHĂ&#x20AC;QLUHXQDPELWRHGHLFRQĂ&#x20AC;QL di cui parlare. Câ&#x20AC;&#x2122;è, poi, bisogno di un poâ&#x20AC;&#x2122; piĂš di competenza sia nella P.A. sia nel settore privato. Da parte nostra dobbiamo ragionare in termini di offerta e di servizi offertiâ&#x20AC;?; la

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carenza di competenze, in particolare in seno alla P.A. si ripercuote negativamente, ed in modo evidente, se si pensa alla grande mole di appalti ( circa 20.000 stazioni appaltanti), coinvolgenti gli aspetti piĂš disparati, che la pubblica amministrazione si trova a gestire e che quindi coinvolgono un numero rilevante di persone (circa 100.000 commissari di gara) che devono (con cognizione di causa) valutare la bontĂ di ogni singolo progetto. Condividendo quanto detto da Procaccino, Giovanni Seno ha evidenziato che : â&#x20AC;&#x153;I problemi veri della dematerializzazione sono due, fare cultura e fare sistema. Quando dico â&#x20AC;&#x153;fare sistemaâ&#x20AC;? dico anche confrontarsi tra gli operatori di mercato e raccogliere le best practice, coinvolgendo tutti i protagonistiâ&#x20AC;?. In seguito, tutti i partecipanti alla tavola rotonda si sono detti concordi con Seno. In sintonia con quanto detto in precedenza, Teresa Alvaro, in qualitĂ  di rappresentante della P.A., ha sostenuto che: â&#x20AC;&#x153;Il nostro problema quotidiano è la condivisione, il fare cultura. Inoltre, norme poco applicabili o confuse generano ulteriore entropia. Proprio per evitare questo, quindi, ci siamo impegnati ad analizzare anche il contesto su cui verteranno le future normeâ&#x20AC;?. CosĂŹ come la P.A., anche le grandi aziende si sono dette concordi sulla necessitĂ  di fare cultura. Dâ&#x20AC;&#x2122;Antonio ha sostenuto che: â&#x20AC;&#x153;La necessitĂ  che abbiamo dal punto di vista dellâ&#x20AC;&#x2122;offerta è quella di consentire il fare cultura. Dobbiamo inserire la tecnologia in una visione piĂš completaâ&#x20AC;?. Sulla sua stessa lunghezza dâ&#x20AC;&#x2122;onda anche Sassi: â&#x20AC;&#x153;Gli elementi fondamentali sono quelli di pensare in termini di soluzioni. Ă&#x2C6; importante che facciamo toccare con mano da dove si è partiti e come si è arrivati a questa unione di competenze, servizi ed esperienze. Per ottenere tutto ciò bisogna essere capaci di calarsi nelle situazioni in cui si operaâ&#x20AC;?. La dematerializzazione, hanno convenuto tutti i partecipanti, non può prescindere dalla preparazione e dalle capacitĂ  delle persone che dovranno poi usare i nuovi modelli e prodotti tecnologici. Ă&#x2C6; proprio la preparazione delle persone la cosa piĂš importante per una azienda fornitrice di servizi di dematerializzazione: â&#x20AC;&#x153;Per poter vendere ha detto Procaccino - dobbiamo tentare

di portare gli interlocutori ad un livello tale da poter comprendere ciò che diciamoâ&#x20AC;?. Anche nellâ&#x20AC;&#x2122;opinione di Guido Orsi la centralitĂ delle persone è fondamentale: â&#x20AC;&#x153;Molto spesso le best practice sono best practice delle persone, dove qualcuno ha deciso di cambiare un sistema di lavoro e â&#x20AC;Ś, allo stesso tempo, molte cose non avvengono perchĂŠ manca la volontĂ  di cambiareâ&#x20AC;?. Dal canto suo â&#x20AC;&#x153;Nella Pubblica Amministrazione â&#x20AC;&#x201C; ha detto Teresa Alvaro â&#x20AC;&#x201C; è GLIĂ&#x20AC;FLOHIDUSDVVDUHTXHVWDFXOWXUD1HOPRmento in cui abbiamo cambiato strategia le cose sono migliorate. Il problema principale, da questo punto di vista, è vincere la resistenza al cambiamentoâ&#x20AC;?. $ Ă&#x20AC;QH LQFRQWUR FKLDPDWR GLUHWWDmente in causa dal moderatore Carli, Gianfranco Pontevolpe, del CNIPA, ha concluso: â&#x20AC;&#x153;Nella P.A. sta cambiando la cultura. Le aziende incominciano ad essere viste come partner e non come un qualcosa da cui stare lontani. Anche i regolamenti, ormai, sono modellati sulle best practiceâ&#x20AC;?.

MARCO MIGLIARESE

Giornalista pubblicista, collaboratore di iged.it


63(&,$/(20$7520$

La Firma digitale e i lavori in sede comunitaria derivanti dalla Direttiva Servizi Sintesi dellâ&#x20AC;&#x2122;intervento dellâ&#x20AC;&#x2122;autore a OMAT Roma 2009 STEFANO ARBĂ&#x152;A

/D &RPPLVVLRQH HXURSHD DO Ă&#x20AC;QH dellâ&#x20AC;&#x2122;implementazione della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato LQWHUQRYHULĂ&#x20AC;FDWDODQHFHVVLWjGLJLXQgere al libero scambio dei documenti LQIRUPDWLFL VRWWRVFULWWL FRQ Ă&#x20AC;UPD HOHWWURQLFD TXDOLĂ&#x20AC;FDWD LQ ,WDOLD ´Ă&#x20AC;Uma digitaleâ&#x20AC;?), ha istituito un apposito gruppo di esperti, presso il quale rapSUHVHQWRO¡,WDOLDDOĂ&#x20AC;QHGLLQGLYLGXDUH e risolvere i problemi che, ad oggi, non consentono il raggiungimento di tale obiettivo. Se da un lato, infatti, tutti gli Stati membri, ottemperando alle previsioni contenute nella Direttiva europea 1999/93/EC, hanno introdotto nelle norme nazionali di recepimento previsioni circa il riconoscimento della YDOLGLWj JLXULGLFD GHOOH Ă&#x20AC;UPH TXDOLĂ&#x20AC;FDWH EDVDWH VX FHUWLĂ&#x20AC;FDWL TXDOLĂ&#x20AC;FDWL ULODVFLDWL GD FHUWLĂ&#x20AC;FDWRUL VWDELOLWL LQ altri Stati membri1, dallâ&#x20AC;&#x2122;altro si deve prendere atto che, di fatto, queste previsioni sono rimaste inattuate per ragioni pratiche. /¡LQWHURSHUDELOLWjGHOODĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOH LQWHVDFRPHODSRVVLELOLWjGLYHULĂ&#x20AC;FDUH XQDĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOHFRQVWUXPHQWLGLYHUVLGDTXHOOLIRUQLWLGDOFHUWLĂ&#x20AC;FDWRUH il cui software è stato utilizzato per JHQHUDUH OD Ă&#x20AC;UPD PHGHVLPD q QHcessariamente dipendente da alcune scelte tecnologiche ed organizzative.

Questo obiettivo è stato raggiunto a OLYHOOR QD]LRQDOH LQ ,WDOLD FRQ O¡HPDnazione di appositi provvedimenti '3&0H'HOLEHUD]LRQLGHO&1,3$ 

che individuano le regole tecniche cui WXWWLLFHUWLĂ&#x20AC;FDWRULDFFUHGLWDWLGHYRQR attenersi nello svolgimento della proSULDDWWLYLWj

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In breve, si tratta di stabilire quanto segue: la modalitĂ per rendere pubblici i FHUWLĂ&#x20AC;FDWLXVDWLGDLFHUWLĂ&#x20AC;FDWRULSHU HPHWWHUHLFHUWLĂ&#x20AC;FDWLGHLVRWWRVFULWtori; la modalitĂ  con cui è possibile geQHUDUHODĂ&#x20AC;UPDGLJLWDOH  VHPDQWLFDHFRQWHQXWRGHLFHUWLĂ&#x20AC;FDWLTXDOLĂ&#x20AC;FDWL In Italia detti provvedimenti sono riconducibili al DPCM 8 febbraio 1999, poi sostituito con il DPCM 13 gennaio 2004, dalla Circolare AIPA 24/2000, sostituita dalla Deliberazione CNIPA 4/2005, dalle regole tecniche emanate con il DPCM 30 marzo 2009 - in vigore dal 3 dicembre 20092 - che abroga il DPCM 13 gennaio 2004 e con la Deliberazione CNIPA 45/2009 (sostituisce, abrogandola, la Deliberazione 4/2005), con cui sono stabiliti tutti gli elementi necessari allâ&#x20AC;&#x2122;interoperabilitĂ  che, infatti, è gaUDQWLWDGDROWUHGLHFLDQQL In relazione al punto 1, il CNIPA da anni pubblica lâ&#x20AC;&#x2122;elenco pubblico GHLFHUWLĂ&#x20AC;FDWRULDFFUHGLWDWLDOĂ&#x20AC;QHGL GDUQH DGHJXDWD SXEEOLFLWj /¡HOHQFR contiene, oltre alle informazioni societarie ed al manuale operativo GHLFHUWLĂ&#x20AC;FDWRULLFHUWLĂ&#x20AC;FDWLGDTXHVWL XVDWL FXL q QHFHVVDULR GDUH Ă&#x20AC;GXFLD /¡HOHQFRDWWXDOPHQWHqXQDUFKLYLRLQ IRUPDWR]LSQRQFRPSUHVVR Per quanto concerne il punto 2, i IRUPDWLGLĂ&#x20AC;UPDSUHYLVWLVRQRFRQOH regole tecniche del 2009, il CAdES %(6LO3$G(6HOR;$G(6%(6 , FHUWLĂ&#x20AC;FDWL WHU]R SXQWR VRQR FRQformi a determinati standard e conWHQJRQR DO ORUR LQWHUQR VSHFLĂ&#x20AC;FKH LQIRUPD]LRQL FRGLĂ&#x20AC;FDWH VHFRQGR SUHFLVHLQGLFD]LRQL$WLWRORGLHVHPpio, è stabilita la valenza dellâ&#x20AC;&#x2122;indicazione del titolo/ruolo posseduto GDO WLWRODUH GHO GLVSRVLWLYR GL Ă&#x20AC;UPD in relazione allâ&#x20AC;&#x2122;eventuale presenza dellâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione di appartenenza, dove indicare il nome, il cognome, il FRGLFHĂ&#x20AC;VFDOHGHOWLWRODUH Tutto ciò consente di garantire lâ&#x20AC;&#x2122;inteURSHUDELOLWjGHOSURFHVVRGLYHULĂ&#x20AC;FD In sede comunitaria il gruppo di esperti ha iniziato i propri lavori focalizzando lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione sui primi

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GXH DVSHWWL 6L q JLXQWL D VWDELOLUH H formalizzare la modalitĂ con cui ragJLXQJHUHO¡RELHWWLYRDOSXQWR Tutti gli Stati membri pubblicheranno una lista, denominata Trust VHUYLFH 6WDWXV /LVW 76/  UHDOL]]DWD in conformitĂ  allo standard ETSI 76  Y YHUVLRQH DSSRsitamente realizzata dallâ&#x20AC;&#x2122;ETSI3 su indicazione del gruppo di esperti, che consentirĂ  di pubblicare in modo uniforme in tutta Europa le inforPD]LRQL LQHUHQWL DL FHUWLĂ&#x20AC;FDWRUL FKH HPHWWRQR FHUWLĂ&#x20AC;FDWL TXDOLĂ&#x20AC;FDWL /D Commissione europea pubblicherĂ  XQD 76/ FRQWHQHQWH JOL LQGLUL]]L internet ove i vari Stati membri pubEOLFKHUDQQRODOLVWDQD]LRQDOH In questo modo si è risolto il priPR SUREOHPD 7DOH VROX]LRQH q stata formalizzata con la Decisione 767/20094

Tutto ciò consentirĂ il libero scambio di documenti informatici sottoscritti, DYHQGR Ă&#x20AC;QDOPHQWH OD SRVVLELOLWj GL YHULĂ&#x20AC;FDUH TXDOXQTXH Ă&#x20AC;UPD GLJLWDOH generata con gli strumenti forniti dai FHUWLĂ&#x20AC;FDWRUL FKH HPHWWRQR FHUWLĂ&#x20AC;FDWL TXDOLĂ&#x20AC;FDWL LQ (XURSD XQ XOWHULRUH SDVVRYHUVRO¡8QLRQH(XURSHD NOTE

,Q ,WDOLD FRQ LO FRPPD  GHOO·DUW  GHO '/JV  PDU]R  Q  &$'  2 Alcuni articoli godono di una proURJDGLJLRUQL 3 Organismo di Standardizzazione (XURSHR²ZZZHWVLRUJ 4 Disponibile attraverso http://eurOH[HXURSDHX5(&+BQDWXUHOGR 1

Sul secondo punto i lavori nel mese di novembre 2009 sono ancora in corso, ma si sono ormai delineati i formati GLĂ&#x20AC;UPDFKHWXWWLJOL6WDWLPHPEULGRvranno obbligatoriamente essere in JUDGRGLULFHYHUHHYHULĂ&#x20AC;FDUHPHQWUH saranno liberi di scegliere, fra questi, TXDOLXWLOL]]DUHSHUJHQHUDUHĂ&#x20AC;UPH Tali formati, salvo ancora possibili PRGLĂ&#x20AC;FKH VRQR &$G(6 %(6 EPES, PAdES Parte 3 e successive, ;$G(6%(6(3(6 Al lettore piĂš attento sarĂ evidente che in Italia non è prevista la tipologia EPES per i formati CAdES e XAdES, pertanto sarebbe stato auspicabile non fossero stati previsti, ma le esigenze di tutti e ventisette gli Stati membri devono trovare DSSOLFD]LRQH 6DUj TXLQGL QHFHVVDULR realizzare delle applicazioni in grado di gestire anche tali tipologie, ma questo non dovrebbe rappresentare un ostacolo, semmai unâ&#x20AC;&#x2122;opportunitĂ  SHULOPHUFDWR Il terzo punto non è oggetto dei lavori del citato gruppo di esperti, ma del progetto CROBIES (Cross-Border Interoperability of eSignatures) e, in particolare, del Working Program 3 ,QWHURSHUDEOH 4XDOLĂ&#x20AC;HG &HUWLĂ&#x20AC;FDWH 3URĂ&#x20AC;OH FKHDEUHYHGRYUHEEHVRWWRporre il frutto del proprio lavoro alla &RPPLVVLRQHHXURSHD

STEFANO ARBĂ&#x152;A

Funzionario CNIPA


SPECIALE OMAT ROMA

Kodak ad Omat Roma 2009 Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno la Divisione Document Imaging di Kodak Italia ha partecipato alla manifestazione romana con la propria gamma di scanner di alta qualitĂ per le soluzioni di imaging

LA REDAZIONE

Sono stati presentati alcuni scanner documentali, tra i quali le novitĂ lanciate nellâ&#x20AC;&#x2122;arco del 2009. Tra queste vi sono le nuove serie di scanner i1200 Plus e i1300 Plus che, con un incremento della velocitĂ  di VFDQVLRQHĂ&#x20AC;QRDOSHUFHQWRULVSHWto ai modelli precedenti, unitamente ad una sensibile riduzione dei listini, consentono un notevole aumento di produttivitĂ  per lâ&#x20AC;&#x2122;acquisizione dei documenti in ambienti dipartimentali e workgroup. Entrambe le serie utilizzano Smart Touch, unâ&#x20AC;&#x2122;applicazione progettata per inviare documenti con semplicitĂ  a diverse destinazioni, come indirizzi HPDLO Ă&#x20AC;OH XQLWj GL UHWH GLVSRVLWLYL output e numerose applicazioni di terze parti incluso Microsoft Sharepoint, semplicemente premendo un solo pulsante.

$QFKHOD6FDQ6WDWLRQGLVSRVLWLvo di scansione in rete, ha avuto un ruolo importante. Grazie alla pressione di un pulsante gli utenti possono inviare immagini di elevata qualitĂ , relative ai documenti acquisiti, simultaneamente a piĂš destinazioni, tra cui unitĂ  di rete, siti FTP, stampanti, e-mail, fax e unitĂ  USB portatili; è anche possibile inviare un messaggio vocale personalizzato insieme alle immagini stesse. Non poteva mancare un rafforzamento nella fascia â&#x20AC;&#x153;productionâ&#x20AC;? grazie alla nuova serie i700 che offre qualitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;immagine a 300 dpi (punti per pollice) alla velocitĂ  di 200 dpi, consentendo di estrarre rapidamente L FRQWHQXWL DIĂ&#x20AC;QFKp SRVVDQR HVVHUH XWLOL]]DWL LPPHGLDWDPHQWH QHL Ă XVVL di lavoro basati sulle informazioni. La scansione veloce, associata ad una

Scanner Kodak i700 Series

risoluzione di cattura di 300 dpi ed alle funzioni di elaborazione avanzata delle immagini, consente alle aziende di gestire informazioni e documenti non strutturati in modo ottimale. Secondo uno studio di AIIM, le informazioni non strutturate, costituite da estratti conto, ricevute e fatture, rappresentano lâ&#x20AC;&#x2122;80 % delle informazioni aziendali ed ogni anno aumentano progressivamente del 36 %. ,QĂ&#x20AC;QH QRQ VRQR GD GLPHQWLFDUH OR scanner entry level, lo ScanMate i1120, la serie i1400 e la serie i1800. Il primo, posizionato nel segmento â&#x20AC;&#x153;personalâ&#x20AC;?, produce immagini digitali di alta qualitĂ e, grazie alla funzione Smart Touch, consente di gestire operazioni come lâ&#x20AC;&#x2122;invio alla posta elettronica, alle stampanti o a altre applicazioni attraverso un solo pulsante. La serie i1400 si colloca invece nella fascia del â&#x20AC;&#x153;basso volumeâ&#x20AC;? con tre modelli desktop dotati di funzionalitĂ  avanzate e con velocitĂ  Ă&#x20AC;QRDSSPPHQWUHODVHULHL rappresenta il top della gamma Kodak e si posiziona nel segmento di DOWRYROXPHFRQXQDYHORFLWjĂ&#x20AC;QRD 200 ppm ed una produttivitĂ  giornaliera illimitata. â&#x20AC;&#x153;Last but not leastâ&#x20AC;? è il livello di servizio di assistenza tecnica e supporto Kodak, unâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione a cui Clienti e 3DUWQHULQWXWWRLOPRQGRVLDIĂ&#x20AC;GDQR per la protezione delle proprie soluzioni di gestione dei documenti e per mantenere tutte le apparecchiature in FRQGL]LRQLGLPDVVLPDHIĂ&#x20AC;FLHQ]D iged.it 04.2009

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Scanner Kodak i1220 Plus e i1320 Plus

Scanner Kodak ScanMate i1120

“La nostra missione è fornire soluzioni di scansione in grado di ridurre i costi di gestione dei documenti a carico dei clienti, RIIUHQGR PDJJLRUH HIÀFLHQ]D H DFFHVVR JDrantito alle immagini. Perseguiamo questo obiettivo offrendo prodotti e servizi innovativi della migliore qualità. $EELDPRULGHÀQLWRLOFRQFHWWRGLVFDQVLRQH introducendo una serie di innovazioni per ogni anello della catena di elaborazione delle immagini” ha dichiarato Franco Ferrario, Country Manager della

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divisione Document Imaging, Business Solutions and Services di Kodak S.p.A. “Il nostro portafoglio di scanner è accumunato dalla stessa tecnologia Perfect Page, tecnologia che permette di offrire sia all’utente dello ScanMate sia a quello dello scanner di alta produzione la stessa qualità dell’immagine anche in presenza di documenti critici. Come sappiamo, nei sistemi EDM e ECM i processi giocano un ruolo fondamentale, ma a loro (ne tanto meno all’operatore) non può HVVHUHGHPDQGDWDODYHULÀFDRFRQWUROORGHOOD qualità delle immagini. In altre parole, la TXDOLWj GHOOH LPPDJLQL QRQ q GHÀQLWD GDL processi, ma dalle tecnologie. Il processo di dematerializzazione dei documenti cartacei deve produrre le migliori immagini possibili dal punto di vista qualitativo, sia per una successiva elaborazione del contenuto delle stesse, sia per una loro leggibilità in fase di ricerca.” continua Ferrario “Oggigiorno le periferiche di cattura hanno raggiunto livelli elevati dal punto di vista tecnologico ed il loro ruolo assume un importante aspetto nelle gestione documentale, anche in periodi non certamente facili come quello che noi tutti stiamo attraversando. Nonostante questo, devo dire che le ricerche di mercato parlano comunque di una crescita del numero delle unità di scanner venduti nel periodo 2008-2012. Un incremento

Sanner Kodak Scan Station 500

VLJQLÀFDWLYRSHUTXDQWRULJXDUGDJOLVFDQQHU cosiddetti distribuiti (personal, workgroup, dipartimentali, basso volume), mentre una OHJJHUDÁHVVLRQHSHUTXHOOLSURGXFWLRQ PHGLR ed alto volume). Per fare qualche esempio, le unità di vendita previste appunto nella fascia distribuita indicano un +12,5% nel 2010 rispetto a quelle del 2009. Dato che tali scanner distribuiti rappresentano il primo anello della catena di un sistema documentale, l’augurio è quello che il 2010 possa confermare quanto sopra ed essere quindi un anno in crescita per i sistemi EDM ed ECM perché sicuramente è questo quello che ci auspichiamo tutti.”


SPECIALE OMAT ROMA

Supply chain management e logistica dei farmaci in Italia Assologistica stima inefficienze per oltre 200 milioni nella distribuzione e gestione delle scorte THOMAS SCHAEL

Il supply chain management (spesso usato erroneamente in sanità come sinonimo di logistica) si riferisce alla ÀOLHUD GHO IDUPDFR H DL VXRL FDQDOL distributivi. Esso è un approccio integrato volto ad ottimizzare la rete distributiva e a misurare i costi e il livello di servizio. Nel caso delle azien-

de sanitarie, proprio negli ultimi anni, la gestione dei canali distributivi e la gestione della logistica nei confronti del cittadino–paziente ha assunto un’importanza crescente a seguito GHOO·LQWHQVLÀFDUVL GL SURJHWWL FRPH l’erogazione diretta dei farmaci, la distribuzione “in nome e per conto”,

oppure l’assistenza domiciliare. Sui temi della supply chain e della logistica, il sistema sanitario italiano accusa un rilevante ritardo rispetto ad altri settori (industria manifatturiera, GDO, ecc.) dove è da tempo riconosciuta l’importanza strategica della funzione logistica.

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Secondo il libro bianco per la logistica nella sanitĂ , elaborato da Assologistica, si potrebbe giungere ad un risparmio annuale di oltre 200 milioni di euro attraverso la semplice riorganizzazione della distribuzione dei farmaci e delle cosiddette risorse economali. Il vice-presidente di Assologistica, Giovanni Leonida, sottolinea che una delle spese piĂš gravose che il sistema sanitario odierno è obbligato a ridurre riguarda proprio la distribuzione dei farmaci, â&#x20AC;&#x153;a partire dai passaggi piĂš elementari: prescrizione, somministrazione, trascrizione e la corretta conservazione. I punti di raccolta sono troppi e le scorte sono sempre piĂš spesso maggiori di quanto dovrebbero essereâ&#x20AC;?. Nel complesso dibattito oggi in corso in Italia sullâ&#x20AC;&#x2122;evoluzione delle politiche farmaceutiche entra anche la questione del ruolo della farmacia convenzionata come parte integrante della distribuzione dei farmaci. Il dibattito sulle privatizzazioni e la concorrenza, applicato al settore sanitario, inoltre, ha prodotto piĂš di unâ&#x20AC;&#x2122;ipotesi di liberalizzazione dei canali distributivi, in particolare per quanto riguarda i farmaci da banco e la nascita delle parafarmacie. IL MODELLO DI DISTRIBUZIONE

In Italia, la distribuzione al pubblico di medicinali avviene principalmente attraverso tre canali: le farmacie pubbliche e private convenzionate, le parafarmacie e le farmacie delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere. Attraverso le 17.500 farmacie aperte al pubblico sono stati acquistati nel 2008 complessivamente 1,8 miliardi di confezioni (circa 30 per abitante). /DFODVVLĂ&#x20AC;FD]LRQHGHLIDUPDFLSUHYHde due fasce: fascia A, a carico del Servizio Sanitario Nazionale; i cosiddetti â&#x20AC;&#x153;eticiâ&#x20AC;? che richiedono obbligatoriamente la prescrizione medica, in quanto destinati ad unâ&#x20AC;&#x2122;azione terapeutica su situazioni patologiche di tipo non lieve e che, per la relativa pericolositĂ della propria composizione, devono essere assunti sotto controllo medico. Tali prodotti devono essere consegnati al cliente da un professionista sanitario il

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quale ha il compito di controllare la regolaritĂ formale e sostanziale della ricetta; fascia C, a carico dei cittadini, comprensiva di due sottoclassi, i cosiddetti SOP (senza obbligo di prescrizione) e i farmaci di fascia C-bis o OTC (farmaci da banco); entrambi sono destinati al trattamento delle affezioni minori e possono essere venduti senza presentazione di ricetta medica; i farmaci da banco si caratterizzano anche in quanto possono essere esposti sul banco del farmacista ed essere pubblicizzati. LA FARMACIA CONVENZIONATA

La distribuzione territoriale delle farmacie convenzionate è regolamentata per legge dalla cosiddetta â&#x20AC;&#x153;pianta organicaâ&#x20AC;?: lâ&#x20AC;&#x2122;atto di determinazione degli esercizi farmaceutici vacanti o di nuova istituzione da assegnare ai privati vincitori di pubblici concorsi. Questâ&#x20AC;&#x2122;ultima è sottoposta a revisione ogni due anni in base ai dati relativi alla popolazione residente in ciascun comune nellâ&#x20AC;&#x2122;anno precedente a quello in cui si procede alla revisione. Lâ&#x20AC;&#x2122;attuale presenza delle farmacie sul territorio italiano sembra capillare se si considera la popolazione servita, ma risulta scarsa in alcune aree rurali. Nel nostro paese vi sono oltre 1.300 comuni sprovvisti di farmacia e distanti dai servizi essenziali delle aziende sanitarie, senza considerare le frazioni e le comunitĂ montane. Contiamo, inoltre, circa 4.400 comuni con una sola farmacia con i relativi problemi di copertura orari, turni e festivitĂ  e, comunque, sempre distanti dai servizi delle ASL. Circa quindici milioni di cittadini italiani, in totale, soffrono la mancanza, o la distanza, dai servizi farmaceutici e assistenziali. Riscontriamo poi esigenze di assistenza in altri luoghi di elevata frequentazione, come lungo tutta la rete autostradale, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, le localitĂ  turistiche, ecc. Come possiamo portare i servizi vicini al domicilio del cittadino?

Le speranze degli amministratori ORFDOL DO Ă&#x20AC;QH GL ULGXUQH OR VSRSRODmento dei piccoli comuni, è quello di puntare sulle nuove tecnologie per dare ai propri concittadini, e ai turisti, servizi di primaria necessitĂ , evitando loro lunghi spostamenti anche a fronte di banali ma importanti esigenze del momento, come il reperimento di un farmaco. Uno degli sviluppi in questa direzione è la distribuzione automatizzata dei farmaci con il dispenser del progetto in sperimentazione ministeriale Pharmaclick Punto Salute (www. pharmaclickpuntosalute.it). La legge attribuisce in via esclusiva ai farmacisti le attivitĂ  di preparazione e vendita di medicinali. Le farmacie convenzionate appaiono, inoltre, essere il principale canale di vendita per prodotti per automedicazioni, dermosanitari, presidi e ausiliari, nonchĂŠ per i prodotti dietetici. Per quanto attiene i cosmetici, le vendite nelle farmacie rappresentano un fatturato marginale. Le vendite di prodotti parafarmaceutici nel loro complesso, in ogni caso, rappresentano una parte consistente del fatturato delle farmacie. Attualmente, circa due terzi del giro di affari di una farmacia è realizzato mediante la commercializzazione dei prodotti etici; il restante fatturato è ottenuto con la vendita dei prodotti da banco e con le referenze non farmaceutiche. I grossisti e le aziende intermedie, oltre a garantire un ampio assortimento di prodotti etici e da banco con consegne frequenti, forniscono alle farmacie una serie di servizi complementari, quali il ritiro dei farmaci scaduti, unâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di merchandising e alcuni supporti professionali. DISTRIBUZIONE DIRETTA DEI FARMACI

La distribuzione diretta dei farmaci, ossia la possibilitĂ di distribuire alcuni farmaci ai cittadini da parte di strutture e presidi sanitari pubblici, è iniziata nel 2001 con lâ&#x20AC;&#x2122;entrata in vigore della Legge 405/01. La distribuzione diretta può essere attuata attraverso tre diverse moda-


lità: l’erogazione del farmaco, diretta al solo primo ciclo di terapia, a pazienti in dimissione da ricovero ospedaliero o a seguito delle visite specialistiche ambulatoriali da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Lo strumento di riferimento è il Prontuario Terapeutico Aziendale (PTA) esistente nella struttura. Tale provvedimento è stato adottato con periodi di decorrenza diversi da parte delle Regioni e

aziende sanitarie; l’erogazione da parte delle aziende sanitarie dei farmaci necessari al trattamento di assistiti che necessitano di periodici controlli specialistici. La distribuzione diretta ad opera delle strutture sanitarie rappresenta una valenza non solo ai ÀQL GHOOD ULGX]LRQH GHOOD VSHVD D livello territoriale, ma anche, e soprattutto, di tutela clinica del paziente e di garanzia di continuità farmaco-terapeutica ospedale-ter-

Annarosa Racca, Presidente Federfarma

ritorio, nonché di appropriatezza di utilizzo dei farmaci; la facoltà da parte delle Regioni e delle aziende sanitarie di stipulare accordi con le associazioni sindacali delle farmacie territoriali (Federfarma per le farmacie private e Assofarm per quelle comunali), per consentire agli assistiti affetti da patologie croniche, che pertanto richiedono un’assistenza farmaceutica continua, di rifornirsi presso le predette farmacie con la medesima modalità per la distribuzione attraverso le strutture aziendali del SSN (cosiddetta distribuzione per conto). Ciò per i disagi dovuti alla dislocazione non capillare di codeste strutture ed agli orari di apertura limitati. Tali accordi prevedono l’acquisto, a prezzi scontati, dei medicinali del PHT (o parte di esso) da parte delle aziende sanitarie; i medicinali sono quindi ceduti al prezzo d’acquisto ai grossisti che provvedono a rifornire le farmacie. In questo caso, ai farmacisti ed ai grossisti sono riconosciuti per la distribuzione dei margini inferiori, quindi più convenienti per il SSN, rispetto a quanto avverrebbe DWWUDYHUVR OD WUDGL]LRQDOH ÀOLHUD GLVWULEXWLYD 6RQR LQ FRUVR ULÁHVVLRQL SHU ULFRQRVFHUH XQ FRPSHQVR ÀVVR per ogni pezzo gestito (non più una percentuale del valore delle confezioni distribuite per conto delle aziende sanitarie, ma riconoscendo un costo per il servizio reso). Tutte le Regioni hanno intrapreso con molta determinazione la distribuzione diretta in virtù degli elevati risparmi dovuti allo sconto minimo del 50% che le aziende farmaceutiche sono tenute a garantire alle aziende sanitarie. La distribuzione diretta dei farmaci in dimissione ospedaliera al primo ciclo di terapia è stata intrapresa su tutto il territorio italiano. Anche la distribuzione diretta dei farmaci da parte delle aziende sanitarie ai pazienti che necessitano periodici controlli specialistici è stata adottata in tutte le Regioni ad eccezione della Puglia che, per motivi di riorganizzazione interna, ha sospeso questa iniziativa a favore della distribuzione per conto. iged.it 04.2009

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La spesa della distribuzione diretta ha inciso nel 2008, secondo il rapporto Osmed, per circa un terzo sulla spesa farmaceutica con ampie variabilità regionali. Il PHT ha come obiettivo quello di garantire un equilibrio nella logica distributiva complessiva dei farmaci, in un assetto di miglioramento sanitario capace di tenere in considerazione anche il governo della spesa farmaceutica. In riferimento al setting assistenziale, e quindi alla modalità distributiva, vengono a delinearsi tre ambiti della terapia: l’Area H, ovvero della terapia intensiva ed esclusivamente ospedaliera, il cui strumento è il Prontuario Ospedaliero; l’area H-T della presa in carico e della continuità terapeutica, con il PHT; l’area T della cronicità e delle terapie a breve termine, con prescrizioni da parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta tramite il Prontuario Farmaceutico Nazionale (PFN).

Punti d’attenzione per la distribuzione dei farmaci Governo dei processi chiave 3UHYLVLRQHHSLDQLÀFD]LRQHGRPDQGD Gestione riordini politiche di acquisto e replanishment; Ottimizzazione stock, giacenze, rotazioni; Controllo scadenze di validità e conservazione farmaci; Controllo servizio e soluzioni just in time; Gestione trasporti e consegne (es. on demand giornaliera). Organizzazione Ruoli, strutture, competenze, cultura; Procedure (good logistic practices). Sistemi informativi Copertura dei processi; Soluzioni EDI, integrazione con fornitori e clienti (es. Consorzio Dafne); Ricetta e cartella elettronica; Tessera sanitaria intelligente; Tecnologia RFID; E-procurement. /RJLVWLFDÀVLFDHGRSHUDWLYD Ricondizionamento farmaci (es. dose unitaria); Mezzi ed apparecchiature.

UNA SUPPLY CHAIN COMPLESSA

Il servizio di fornitura alle farmacie e parafarmacie è prevalentemente effettuato da grossisti, tuttavia non mancano casi di fornitura diretta da parte delle imprese produttrici al SXQWRYHQGLWDÀQDOH Si hanno pertanto due tipologie di ÁXVVLGLVWULEXWLYLLOFDQDOHOXQJRLQdustria-ingrosso-dettaglio e il canale corto industria-dettaglio. Nell’ambito della distribuzione all’ingrosso, occorre ulteriormente distinguere la distribuzione all’ingrosso realizzata da grandi operatori intermedi dall’attività svolta dai piccoli distributori intermedi (spesso presenti solo a livello regionale). Il mercato della distribuzione farmaceutica intermedia comprende l’intera gamma dei beni commercializzati dalle farmacie, siano essi prodotti medicinali o parafarmaceutici. Il numero degli operatori coinvolti nella supply chain del farmaco è molto elevato. Ciò rende la gestione della supply chain molto complessa. Secondo una ricerca della SDA Bocconi, oggi ci sono 262 aziende farmaceutiche attive in Italia.

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Circa metà delle confezioni sono direttamente prodotte in Italia, il restante fabbisogno dei farmaci è importato dall’estero. L’immissione di tutti i farmaci sul mercato avviene attraverso i depositari e concessionari delle aziende farmaceutiche. Oggi operano 313 depositari e concessionari a livello nazionale, mentre storicamente c’erano solo 50 aziende autorizzate a gestire i grandi magazzini per l’immissione dei farmaci nella supply chain (tendenzialmente 2 operatori per regione). Circa due WHU]L GHO ÁXVVR GHOOD VXSSO\ FKDLQ va verso le farmacie, il restante 30% verso ASL, Aziende Ospedaliere e Case di Cura. A valle dei depositari e concessionari, troviamo 494 distributori intermedi. Ognuno di loro gestisce tra le 30.000 e 50.000 referenze attive, con oltre 1.000 consegne presso le farmacie e parafarmacie loro clienti (in alcune zone anche 3 volte al giorno). IL SISTEMA LOGISTICO DELLE

AZIENDE PUBBLICHE

Nell’ambito delle aziende sanitarie la responsabilità della gestione logistica qGHOODIXQ]LRQHSUHSRVWDDOODGHÀQLzione ed alla gestione di un sistema in grado di assicurare la regolarità nell’alimentazione dei beni economali, tecnici e sanitari ai centri di attività e clienti interni dell’azienda. Anche su indicazione delle direzioni regionali, le aziende sanitarie sono sempre più chiamate a limitare al massimo i costi di stoccaggio e movimentazione. L’esigenza di evitare in modo assoluto disservizi nel processo di rifornimento dei beni ai clienti interni da un lato e la necessità di razionalizzare i costi di gestione e contenere gli immobilizzi in giacenze dall’altro, chiama infatti le aziende a rivedere il proprio sistema logistico, prendendo in considerazione le opzioni possibili per renderlo maggiormente aderente a tali esigenze. La logistica pertanto ha il compito di trasformare un “disvalore” (tutte le movimentazioni e gli stazionamenti di un bene rappresentano un costo


per lâ&#x20AC;&#x2122;azienda senza creare valore aggiunto al bene stesso) in un â&#x20AC;&#x153;valoreâ&#x20AC;?, da intendersi in termini di servizio al cliente e pertanto correlabile al valore della disponibilitĂ di un farmaco e delle relative informazioni. Con riferimento alle caratteristiche delle aziende sanitarie è possibile affermare che il sistema logistico è costituito da due sotto sistemi: il canale di fornitura, che governa i Ă XVVL GHL EHQL H GHOOH UHODWLYH LQformazioni, dalle fonti di approvvigionamento ai centri di ricevimento dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda; il canale distributivo, che governa i Ă XVVL GHL EHQL H GHOOH UHODWLYH LQformazioni dai centri di ricevimento dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda ai clienti interni e al cittadino in caso della distribuzione diretta. La funzione logistica è pertanto chiamata, nelle aziende sanitarie, a realizzare la migliore gestione coordinata di questi due canali, assicurando la regolaritĂ  nellâ&#x20AC;&#x2122;alimentazione dei centri di ricevimento dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda, limitando al minimo indispensabile i costi di stoccaggio, effettuando le consegne ai clienti interni nel rispetto dei tempi con essi concordati ed evitando in modo assoluto disservizi nei loro confronti. Il concetto di supply chain management assume quindi nelle aziende sanitarie la valenza di gestione integrata di questi due sottosistemi di fornitura e di distribuzione. Le attivitĂ  chiave che caratterizzano la gestione di un sistema logistico del farmaco sono riconducibili alle seguenti aree:  GHĂ&#x20AC;QL]LRQHHJHVWLRQHGHLOLYHOOLGL servizio per i clienti, ossia la determinazione dei bisogni dei clienti in relazione alle varie tipologie di IDUPDFLODGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHLOLYHOOLGL servizio per cliente/tipologia di farmaci e il monitoraggio degli stessi; organizzazione e gestione dei trasporti, ossia la scelta delle modalitĂ  GLWUDVSRUWRODGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHLSHUcorsi di distribuzione, la selezione dei mezzi e la gestione operativa (formazione dei carichi e monitoraggio sullâ&#x20AC;&#x2122;ottimizzazione dei percorsi);

 GHĂ&#x20AC;QL]LRQHHJHVWLRQHGHOOHVFRUWH RVVLDODGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHOOHSROLWLFKH per la gestione dei farmaci (a scorta o a fabbisogno), il dimensionamento e la localizzazione dei punti di stoccaggio e delle relative atWUH]]DWXUH OD GHĂ&#x20AC;QL]LRQH GHO PL[ delle referenze e dei criteri per la loro gestione a scorta, le procedure operative per la gestione e lo stoccaggio dei farmaci nei punti di stoccaggio;  RUJDQL]]D]LRQHHJHVWLRQHGHLĂ XVsi informativi, che comprende la GHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHOOHSURFHGXUHHGHOOH modalitĂ di interfacciamento e trasmissione delle informazioni lungo tutto il processo logistico, la GHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHOOHUHJROHSHUODSLDQLĂ&#x20AC;FD]LRQHGHLIDEELVRJQLHODJHstione delle richieste ed emissione degli ordini, il monitoraggio dei Ă XVVLLQIRUPDWLYLHO¡RWWLPL]]D]LRne degli stessi.

farmaceutico e a selezionare gli operatori pubblici e privati capaci di offrire i propri servizi e prodotti a costi piĂš contenuti con livelli qualitativi superiori a vantaggio del cittadinopaziente.

CONCLUSIONI

La scelta di intervento sulla supply chain dei farmaci richiede, in conclusione, unâ&#x20AC;&#x2122;attenta valutazione dei relativi vantaggi e svantaggi, per evitare di dover affrontare nel lungo periodo costi del sistema non piĂš sostenibili. A parte la valutazione di â&#x20AC;&#x153;convenienzaâ&#x20AC;?, il sistema pubblico appare in Italia â&#x20AC;&#x153;ingessatoâ&#x20AC;? o tendenzialmente â&#x20AC;&#x153;predeterminatoâ&#x20AC;?. Non vi è, infatti, alcun incentivo da parte dei diversi operatori per incrementare il confronto concorrenziale nĂŠ a livello orizzontale (tra imprese farmaceutiche attive nellâ&#x20AC;&#x2122;offerta di SURGRWWL VRVWLWXLELOL DL Ă&#x20AC;QL GHOOD ORUR HIĂ&#x20AC;FDFLDWHUDSHXWLFDWUDLQWHUPHGLDUL allâ&#x20AC;&#x2122;ingrosso; tra farmacie), nĂŠ a livello verticale tra gli operatori attivi nelle GLYHUVH IDVL GHOOD Ă&#x20AC;OLHUD GHO IDUPDFR (produzione, commercializzazione, prescrizione, distribuzione e conseJQDĂ&#x20AC;QDOHDOFLWWDGLQRSD]LHQWH  Garantendo la tutela della salute dei cittadini e rispettando il vincolo di bilancio pubblico della spesa farmaceutica e sanitaria in genere, lâ&#x20AC;&#x2122;introduzione di opportune forme di un confronto â&#x20AC;&#x153;concorrenzialeâ&#x20AC;? pubblico-privato, potrebbe contribuLUHDUHQGHUHSLHIĂ&#x20AC;FLHQWHLOVHUYL]LR

THOMAS SCHAEL

Senior Partner e Responsabile Area Hospital & Healthcare Butera e Partners, Coordinatore nazionale tavolo tecnico Pharmaclick Punto Salute, giĂ Direttore Generale ASL Magna Grecia di Crotone

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SPECIALE OMAT ROMA

OMAT ROMA 2009 I dati consuntivi, le dichiarazioni a caldo e alcuni flash dalle aziende che hanno partecipato alla principale manifestazione italiana sulla gestione elettronica di documenti e informazioni STEFANO FORESTI

Allâ&#x20AC;&#x2122;indomani dellâ&#x20AC;&#x2122;edizione romana di OMAT, tenutasi lâ&#x20AC;&#x2122;11 e 12 novembre presso il Crowne Plaza Roma - St. Peterâ&#x20AC;&#x2122;s hotel, sono stati molti i motivi di soddisfazione. 'D VHPSUH Ă&#x20AC;RUH DOO¡RFFKLHOOR GL 20$7LOSURJUDPPDFRQYHJQLVWLFR KD SRWXWR FRQWDUH TXHVW¡DQQR SL FKH PDL VXOO¡DSSRUWR GL PRGHUDWRUL e relatori di altissimo livello. RapSUHVHQWDQWL GHOOH LVWLWX]LRQL DFFDGHPLFLJLXULVWLWHFQLFLHGLULJHQWLGHOOH maggiori aziende del settore hanno SHUPHVVR DL SDUWHFLSDQWL GL WRUQDUH LQXIĂ&#x20AC;FLRFRQPROWLGXEELLQPHQRH WDQWLHVHPSLGLVXFFHVVRLQSL ,Q SDUWLFRODUH JUDQGH VXFFHVVR SHU la sessione di apertura (intitolata â&#x20AC;&#x153;Come gestire il patrimonio di dati e informazioni digitali per generare HIĂ&#x20AC;FLHQ]D LQQRYD]LRQH H FRPSHWLWLvitĂ â&#x20AC;?), la sessione sulla normativa, le GXH VHVVLRQL GHGLFDWH DOOD FRQVHUYD]LRQH H OD VHVVLRQH GL FKLXVXUD VXOOD IDWWXUD]LRQHHOHWWURQLFD /HD]LHQGHHVSRVLWULFLKDQQRSUHVHQWDWR VROX]LRQL FRQFUHWH H DOO¡DYDQJXDUGLDDXQSXEEOLFRHVWUHPDPHQWH SURĂ&#x20AC;ODWRFRPSHWHQWHHTXLQGLPROWRULFHWWLYR Da ultimo, la soddisfazione di aver FHOHEUDWR QHO PLJOLRUH GHL PRGL XQ¡HGL]LRQH SDUWLFRODUPHQWH LPSRUWDQWH LQ TXDQWR KD FRLQFLVR FRQ LO ventesimo anno di attivitĂ  di OMAT: XQUHFRUGDVVROXWRSHULOVHWWRUHGHO GRFXPHQWPDQDJHPHQWLQ,WDOLD

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Innanzitutto, i numeri: OMAT Roma 2009 ha fatto registrare 919

presenze complessive nei due giorni, con un aumento del 12% rispetto a OMAT Roma 2008

641

presenze singole: + 9%

45

espositori e sponsor

64

relatori, di cui il 48% accademici, tributaristi, consulenti e coinvolti nella stesura delle norme

'RPHQLFR 3LD]]D VHQLRU SDUWQHU GL ,7(5 OD VRFLHWj RUJDQL]]DWULFH  KD GLFKLDUDWR /D JUDWLĂ&#x20AC;FD]LRQH PDJJLRUH q VWDWDTXHOODGLYHGHUHWXWWLLQRVWULSDUWQHU

H L YLVLWDWRUL GHFLVDPHQWH VRGGLVIDWWL H GL TXHVWLWHPSLQRQDFFDGHVSHVVR,OGRPDQLq QHOOHPDQLGHJOLGHLPDQRLVLDPRGHLEUDYL ´LQGRYLQL¾HFLVWLDPRLPSHJQDQGRDOPDVVL-


ABLETECH Trasformare la tecnologia in valore AbleTech, da oltre 13 anni si posiziona sul mercato come centro di competenza e ricerca tecnologica nel segmento del Business Process Management ed ha come ha come sua unica attivitĂ quella di produrre ARXivar, una piattaforma innovativa per la gestione completa e sicura delle informazioni e dei processi aziendali: DOCUMENT e CONTENT MANAGEMENT, WORKFLOW e PROCESS MANAGEMENT, ARCHIVIAZIONE OTTICA e CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA, tutto in unâ&#x20AC;&#x2122;unica soluzione. Ad oggi possiamo contare su un parco installate di piĂš 500 clienti, con oltre 15.000 postazioni di lavoro attive, circa 100 Business Partner. Un laboratorio di crescita e sviluppo in continua espansione. Una rete di rivenditori capillarmente diffusa in tutta Italia e sui mercati europei. Lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza nel campo della gestione dei documenti permette ad AbleTech di realizzare progetti globali o mirati ad una singola esigenza e consente di fornire ai clienti la massima competenza in termini di assistenza e servizi in tale settore. Able Tech ha sviluppato competenze che le consentono di mettere in funzione sistemi complessi, basati su tecnologia FOLHQWVHUYHURZHEHFKHJHVWLVFRQRSURFHVVLGL:RUNĂ RZFRPSOHVVLHGL&RQVHUYD]LRQH2WWLFD6RVWLWXWLYD

mo per capire le esigenze dei manager di oggi che vogliono capire il domani. Possiamo per ora anticipare una considerazione: OMAT Milano 2010 arriva dopo 20 anni di VXFFHVVLĂ&#x20AC;QLWRLOSULPRVLLQL]LDLOVHFRQGR ventennio, quindi OMAT Milano 2010 è proprio un appuntamento da non perdere e noi faremo di tutto per farvelo apprezzare. Sul sito www.omat360.it è stata pubblicata la photogallery, mentre presto sarĂ online una videogallery con alcuni importanti momenti dellâ&#x20AC;&#x2122;evento. Lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento è quindi sul sito www.omat360.it e, naturalmente, a OMAT Milano 2010, in programma il 30 e 31 marzo. LE DICHIARAZIONI DI ALCUNI ESPOSITORI E SPONSOR DI OMAT ROMA 2009

Giovanni Procaccino, Responsabile System Integration per lâ&#x20AC;&#x2122;area Public Service di Accenture Lâ&#x20AC;&#x2122;offerta di soluzioni per la dematerializzazione è solida e completa, ma è indispenVDELOHTXDOLĂ&#x20AC;FDUHODGRPDQGDGLLQQRYD]LRne, dando maggior peso alla qualitĂ della proposta progettuale. In particolare nella PA, è necessario integrare e valorizzare le competenze per una regia complessiva piĂš HIĂ&#x20AC;FDFHGHOOHLQL]LDWLYHGLGLJLWDOL]]D]LRQH Antonio Tonini, Direttore Direzione Registro Imprese, InfoCamere Grazie e complimenti per la perfetta organizzazione, per parte nostra lâ&#x20AC;&#x2122;incontro è iged.it 04.2009

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La soluzione di Gestione Documentale Firedoc Totalmente realizzata in Java2EE, lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione sfrutta le potenzialitĂ del database Oracle Standard o Enterprise Edition. Firedoc mette a disposizione la gestione del protocollo conforme alle direttive del CNIPA e i Servizi di &RQVHUYD]LRQH6RVWLWXWLYDD1RUPD1XPHURVHOHPRGDOLWjGLLQWHUIDFFLDPHQWRHFDWWXUDGHLĂ XVVLGRFXPHQWDOLJLj presenti in azienda. Attraverso le funzionalitĂ  offerte in modalitĂ  Web Services, Firedoc è inoltre in grado di integrarsi con il Sistema Informatico del Cliente a vari livelli interagendo con piattaforme ERP, Web Servers, Mail & Fax Servers o altre applicazioni legacy. Potenti funzioni di ricerca e una robusta sicurezza garantiscono la massima fruibilitĂ  dei documenti e un accesso controllato e sicuro alle informazioni aziendali. La fase di Acquisizione permette di facilitare LOSHUFRUVRGHOO¡DFTXLVL]LRQHGHLGRFXPHQWL,QROWUHFRQVHQWHGLFDWWXUDUHLGLYHUVLĂ XVVLGRFXPHQWDOLJLjSUHVHQWLLQ azienda. La fase di Indicizzazione completa il documento con tutte le informazioni che permetteranno una corretta archiviazione secondo le esigenze dellâ&#x20AC;&#x2122;utente (vedi ad esempio la protocollazione del documento in entrata e in uscita). Lâ&#x20AC;&#x2122;Archiviazione consente di mettere il documento nelle condizioni di essere ricercato e consultato da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento rispettando le regole di sicurezza aziendali. Grazie alla fase di Revisione, è possibile gestire ed aggiornare di volta in volta il documento archiviato in unâ&#x20AC;&#x2122;ottica individuale o di gruppo.

Dallâ&#x20AC;&#x2122;intervento ad OMAT Roma 20089 di Giuseppe Fortunato, Business Consulting Principal di Hitachi Data Systems Italia Una corretta gestione del patrimonio digitale costituisce un elemento di fondamentale importanza per le aziende di ogni settore industriale, poichĂŠ permette GL DOOHJJHULUH L SURFHVVL H UHQGHUOL SL HIĂ&#x20AC;FLHQWL ULVSDUPLDQGR LQ WHUPLQL GL tempo e di costi. Inoltre, una precisa e attenta archiviazione dei documenti è necessaria a livello legislativo, poichĂŠ è obbligatorio attenersi scrupolosamente ad una serie di UHTXLVLWLHGLQRUPDWLYHFKHUHJRODQRLOĂ XVVRGLGDWLGLXQ¡D]LHQGDSHUQRQ rischiare di incorrere in sanzioni. Per questi motivi, è importante avvalersi di strumenti che facilitino e garantiscano il corretto metodo di raccolta e conservazione di tutte le informazioni consentendo, di conseguenza, un notevole risparmio in termini di tempo e di costi. Lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione digitale presenta molti vantaggi rispetto a quella cartacea; peraltro una parte sempre piĂš ampia di documenti nasce in formato digitale e in questo formato deve essere preservata. Lâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione dei contenuti digitali è, però, spesso soggetta a numerosi vincoli tecnici e normativi relativi a: - sicurezza; - gestione dei formati; - migrazioni e â&#x20AC;&#x153;refreshâ&#x20AC;? tecnologici; - legislazione per la â&#x20AC;&#x153;retentionâ&#x20AC;? e lâ&#x20AC;&#x2122;accesso; - indicizzazione e reperibilitĂ dei contenuti nel tempo. Questi vincoli rischiano di elevare notevolmente i costi dellâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione digitale. Il tutto è aggravato dal fatto che, spesso, è necessario conservare dati ed informazioni anche per 50-100 anni e, quindi, lâ&#x20AC;&#x2122;infrastruttura deve essere in JUDGRGLDIIURQWDUHVĂ&#x20AC;GHQRQDQFRUDQRWHFKHYHUUDQQRJHVWLWHGDSLJHQHUD]LRQLGLDPPLQLVWUDWRUL,7 Per scegliere le soluzioni piĂš adeguate, è consigliabile tenere in considerazione lâ&#x20AC;&#x2122;evoluzione e la gestione dellâ&#x20AC;&#x2122;infrastruttura storage anno dopo anno e i margini di miglioramento nellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo della capacitĂ  di memorizzazione. Lâ&#x20AC;&#x2122;approccio storage Economics di HDS e lâ&#x20AC;&#x2122;infrastruttura HCP soddisfano i vincoli relativi allâ&#x20AC;&#x2122;archiviazione digitale e, al contempo, permettono di controllare e prevedere i costi su periodi molto lunghi. Hitachi Data Systems propone la piattaforma Content Archive, che soddisfa tutte le esigenze di â&#x20AC;&#x153;data archivingâ&#x20AC;? IDYRUHQGRXQDJHVWLRQHRWWLPDOHGHLFRVWLVLDĂ&#x20AC;VVLVLDRSHUDWLYLGHULYDQWLGDJOLLQYHVWLPHQWLQHFHVVDULDOORVYLOXSSR dellâ&#x20AC;&#x2122;infrastruttura poichĂŠ può essere integrato in quella giĂ  esistente. Tra le principali caratteristiche di Hitachi Content Archive Platform vi è la capacitĂ  di supportare applicazioni e contenuti multipli, la possibilitĂ  di eseguire lâ&#x20AC;&#x2122;indicizzazione in piĂš lingue e formati, la garanzia di elevate prestazioni e altissima scalabilitĂ  con costi di gestione estremamente contenuti. Grazie a questa soluzione è possibile archiviare ogni tipo di dato: report, e-mail, scansioni di documenti, UHJLVWUD]LRQLYRFDOLHFRQWHQXWLGLJLWDOLFRQFRQVHJXHQWHULGX]LRQHGHOOHĂ&#x20AC;QHVWUHGLEDFNXSHRWWLPL]]D]LRQHGHLWHPSL di risposta. Il risultato è unâ&#x20AC;&#x2122;amministrazione ottimale delle informazioni digitali, unito ad un considerevole risparmio sia a medio che a lungo termine.

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Virtualizzazione targata Hitachi Data Systems per Sky Il colosso della pay tv virtualizza 25 Terabyte di dati Al terzo posto tra le pay tv europee, Sky Italia non ha certo bisogno di presentazioni. Qualche numero può, però, chiarire le ragguardevoli dimensioni raggiunte in poco piĂš di 15 anni di attivitĂ nel nostro paese. Gli abbonamenti sono oggi 4.800.000, per un pubblico stimato in oltre 14 milioni di spettatori, le sedi regionali sono dieci, compresi il quartier generale di Milano Santa Giulia e la sede di Roma in via Salaria dove sono presenti i data center; in Sky operano 9.300 persone, tra dipendenti, collaboratori e LQVWDOODWRULDIĂ&#x20AC;OLDWL*OLRSHUDWRULGHLFRQWDFWFHQWHU6N\JHVWLVFRQRDQQXDOmente circa 15 milioni di chiamate, lâ&#x20AC;&#x2122;85% delle quali è trattato entro i primi 50 secondi, mentre il sito www.sky.it è visitato da 3.500.000 utenti unici ogni mese per un totale di 60 milioni di pagine viste, sempre al mese. Migrazione a caldo senza disservizi con Hitachi Volume Migration Qualche numero del data center di Roma può servire a dare unâ&#x20AC;&#x2122;idea dei volumi di dati di Sky: 24 Terabyte gestiti in SAN di produzione, 50 istanze di database, 3 Petabyte di backup allâ&#x20AC;&#x2122;anno, 25 Terabyte per il Disaster Recovery gestiti in outsourcing e la bellezza di 350 server gestiti. Per continuare ad avere una gestione centralizzata, in Sky è stato deciso di virtualizzare una parte importante del GDWDFHQWHULQWURGXFHQGRLO7LHULQJĂ&#x20AC;VLFRVX7HUDE\WHGLGDWLSHUPDQWHQHUHDOOLQHDWRLOGLVDVWHUUHFRYHU\HL tempi di ripristino relativi. In dettaglio, la virtualizzazione ha riguardato, a step intermedi, circa 25 Terabyte sulla piattaforma AMS 1000 di Hitachi Data Systems con HDS 9990: sono stati migrati a caldo i dati documentali, shadow-image dei sistemi di produzione e i dati per la duplicazione dei sistemi di disaster recovery, senza che vi sia stato alcun disservizio, grazie allâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo della soluzione Hitachi Volume Migration di Hitachi Data Systems. 7UDJOLDOWULYDQWDJJLGHOODYLUWXDOL]]D]LRQHDGRWWDWDGD6N\FRQOHWHFQRORJLH+LWDFKL'DWD6\VWHPVVLSRVVRQRLQĂ&#x20AC;QH segnalare â&#x20AC;&#x153;il riutilizzo dello storage liberato sul sistema HDS 9990, che andrĂ  a coprire le esigenze di crescita di dati per i due anni successivi alla conclusione del progetto, e la possibilitĂ  di porre le basi per il nuovo progetto di Next Generation Data Center di Sky, che entro lâ&#x20AC;&#x2122;inizio dellâ&#x20AC;&#x2122;estate 2010 permetterĂ  di riportare in azienda il disaster recovery, con una scelta di insourcing tra le sedi di Milano e Romaâ&#x20AC;?, ha spiegato Massimiliano Ricci, Responsabile dei Data Center di Sky Italia. stato molto stimolante (come sempre)! Davide Baroni, Product Marketing Professional di Canon Italia Anche in questa occasione OMAT ha confermato la sua leadership tra gli eventi nazionali dedicati al tema della gestione documentale, cosĂŹ come Canon ha confermato la continua attenzione verso quei clienti che sono sempre piĂš interessati nellâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di soluzioni di Document Management. Vorrei sottolineare il grande successo raccolto dal nuovo scanner portatile ImageFormula P-150, dotato di un rapporto qualitĂ /prestazioni/prezzo davvero unico. Claudio Vinci, Sales Specialist - Document Imaging, Kodak Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno abbiamo avuto la possibilitĂ  di dimostrare i nostri scanner per documenti a diverse tipologie di utenti. Avere lâ&#x20AC;&#x2122;opportunitĂ  di fare dimostrazioni e di

parlare dei nostri prodotti di scansione è un modo per evidenziare alcune caratteristiche innovative che non si evincerebbero tramite la semplice lettura di una brochure. Francesca Morganti, Marketing & Communication Manager, Metisoft La manifestazione risulta unâ&#x20AC;&#x2122;utile occasione di confronto e di informazione sia per i visitatori sia per gli espositori: ne abbiamo apprezzato particolarmente il carattere GLYXOJDWLYRFKHODGLVWLQJXHGDOOHĂ&#x20AC;HUH(IĂ&#x20AC;FDFHO¡RUJDQL]]D]LRQHGHOO¡DJHQGDFKHSHUmette ai visitatori di seguire i convegni ma anche di visitare i demo point; apprezzato il percorso di visita dellâ&#x20AC;&#x2122;area espositiva perchĂŠ QRQ q GLVSHUVLYR H FRQGXFH Ă&#x20AC;QR DOO¡DFFHVVR dellâ&#x20AC;&#x2122;area convegni. 9DOHQWLQD'L*LDFRPR8IĂ&#x20AC;FLR0DUketing e Comunicazione, Serin Soft La Serin Soft era alla prima esperienza con OMAT ma non era a digiuno di

Ă&#x20AC;HUH VXOO¡LQIRUPDWLFD /D JUDQGH GLIIHrenza riscontrata è la settorialitĂ trattata D 20$7  8QD Ă&#x20AC;HUD FRPSOHWDPHQWH incentrata sulla gestione elettronica delle informazioni che ha visto la partecipazione di visitatori realmente sensibili al problema ed interessati a trovare la miglior soluzione. OMAT Roma è una grande vetrina per gli espositori che mirano a collaborare con le grandi realtĂ  della Pubblica Amministrazione. Ci siamo trovati di fronte potenziali clienti che avevano le idee ben chiare su cosa SRWHVVHHVVHUHSLXWLOHDOODORURUHDOWjĂ&#x20AC;JXUH professionali esperte del mondo dellâ&#x20AC;&#x2122;informatica che cercavano risposte precise e tecniche. Una bella esperienza che sta portando giĂ  i suoi frutti. Giusy Spaziani, Key Account Manager, AMInformatica OMAT è lâ&#x20AC;&#x2122;unica manifestazione che da ventâ&#x20AC;&#x2122;anni riunisce aziende, istituzioni, utenti ed esperti per capire come mettere a frutto la iged.it 04.2009

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mole di dati che ogni giorno lâ&#x20AC;&#x2122;azienda crea e riceve; grazie al successo riscontrato nelle precedenti edizioni ed alle novitĂ previste questâ&#x20AC;&#x2122;anno, AMInformatica ha confermato la partecipazione anche per questa edizione ed ha presentato i plus che distinguono il proprio DMS: FIREDOC. OMAT 2009 è stata unâ&#x20AC;&#x2122;edizione piena di novitĂ  normative e tecnologiche ed i convegni e tavole rotonde hanno reso la manifestazione particolarmente interessante, innovativa e molto gradita anche dai nostri ospiti. Nicola Rossi, Presidente di Nica Presso lo stand della Nica, storico partner di OMAT, hanno riscosso notevole interesse le innovative soluzioni presentate per la prima volta al pubblico: Biblioscan2 Self-copy, il primo scanner che permette agli utenti delle Biblioteche di fare in piena autonomia la copia digitale delle pagine di libri e documenti di loro interesse e di portarla via sulla propria chiavetta digitale - Docstation 2.2, la prima stazione di scansione che qualsiasi dipendente aziendale può facilmente usare

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per dematerializzare la documentazione cartacea appena nasce od entra in azienda I1220-ES, lâ&#x20AC;&#x2122;unico scanner sul mercato che permette la stampa di due righe di dati del protocollo durante la scansione dei documenWL LQFUHPHQWDQGR QRWHYROPHQWH O¡HIĂ&#x20AC;FLHQ]D delle attivitĂ di registrazione dei documenti in arrivo agli enti pubblici.

senza si è trasformata subito in entusiasmo per le nostre soluzioni e per la realtĂ che rappresentiamo sul territorio nazionale. Abbiamo presentato soluzioni documentali, ormai consolidate, relativamente allâ&#x20AC;&#x2122;Archiviazione Documentale ed alla Conservazione Sostitutiva, ma soprattutto abbiamo preVHQWDWRXQDQXRYDVROX]LRQHFKHVHPSOLĂ&#x20AC;FDH organizza il lavoro del commercialista.

Paolo Mazzocco, Avision Per noi di Avision, come progettisti e costruttori di scanner documentali, la partecipazione a OMAT Roma è indubbiamente servita a far conoscere il nostro marchio D XQD SODWHD TXDOLĂ&#x20AC;FDWD GL YLVLWDWRUL 'D questo punto di vista siamo soddisfatti: alcuni tra i nuovi contatti sembrano essere molto promettenti. Salvatore Esposito, Direttore Commerciale e Marketing di BM&Planeta Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno abbiamo partecipato con soddisfazione allâ&#x20AC;&#x2122;evento OMAT Roma 2009, dove la curiositĂ della nostra pre-

STEFANO FORESTI

Marketing Communication, ITER


'RFX&LUFXVFRPH´GHPDWHULDOL]]DUHÂľOHGLIĂ&#x20AC;FROWjQHOODJHVWLRQHGLXQDUFKLYLR Bucap si presenta ad Omat con il suo â&#x20AC;&#x153;mago-archivistaâ&#x20AC;? di Elena Fantini * Acrobazie al trapezio, tigri da domare, lanci dal cannone â&#x20AC;Ś queste sono a volte alcune delle peripezie che compie chi ha un archivio documentale da amministrare. La gestione di un archivio non è unâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ semplice, ma richiede molto tempo, competenza e strumenti idonei. Bucap, che da piĂš di 25 anni opera nel settore dellâ&#x20AC;&#x2122;outsourcing documentale, ha partecipato allâ&#x20AC;&#x2122;ultima edizione di Omat Roma, dellâ&#x20AC;&#x2122;11 e 12 novembre, proponendo un intervento ambientato nel mondo del circo che, in chiave ironica, ha concentrato lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione su alcuni concetti chiave della gestione documentale LGHQWLĂ&#x20AC;FDELOLLQDOFXQHSUREOHPDWLFKHFKHSRVVRQRHVVHUHULVROWHDWWUDYHUVRO¡XWLlizzo di â&#x20AC;&#x153;parole magicheâ&#x20AC;?. Prime parole importanti sulle quali è fondamentale avere le idee chiare sono il concetto stesso di archivio ed il concetto di gestione elettronica delle informaResponsabile Marketing e zioni, tema dellâ&#x20AC;&#x2122;evento Omat. Comunicazione di Bucap /¡$UFKLYLRSXzHVVHUHGHĂ&#x20AC;QLWRLOFRPSOHVVRGHLGRFXPHQWLFUHDWLVXTXDOVLDVLWLSR di supporto, da un â&#x20AC;&#x153;ente produttoreâ&#x20AC;? nel corso dello svolgimento della propria DWWLYLWj(VVRqDQFKHLOOXRJRGLFRQVHUYD]LRQHGHLGRFXPHQWLHODVWUXWWXUDRUJDQL]]DWLYDFXLWDOHJHVWLRQHqDIĂ&#x20AC;GDWD Per gestione elettronica delle informazioni si può intendere lâ&#x20AC;&#x2122;insieme degli strumenti e delle regole utili a gestire le informazioni presenti sui documenti riprodotti su supporti digitali. 7DOLGHĂ&#x20AC;QL]LRQLFKHSHUPROWLSRVVRQRIRUVHVHPEUDUHEDQDOLLQUHDOWjFRQWHQJRQRLPSRUWDQWLVSXQWLGLULĂ HVVLRQHSHU chiunque debba gestire e organizzare un archivio. La differenza sostanziale tra una montagna di carta o di byte e un archivio è proprio la presenza o meno di un criterio archivistico che determini la struttura e la composizione dei documenti, rendendoli facilmente accessibili e valorizzandone i contenuti. Ecco che, in questo modo, la montagna di carta, o di byte, diventa patrimonio documentale. Pertanto una â&#x20AC;&#x153;parola magicaâ&#x20AC;? importante è â&#x20AC;&#x153;tecnica archivisticaâ&#x20AC;?, questo vuol dire che un archivio per essere tale deve essere regolato HJHVWLWRGDFULWHULDUFKLYLVWLFLVHULHVFLHQWLĂ&#x20AC;FL $EELDPRGHĂ&#x20AC;QLWRDUFKLYLRDQFKHFRPHOXRJRGRYHYHQJRQRFRQVHUYDWLGHLGRFXPHQWL6LDFKHVLWUDWWLGLGRFXPHQWL FDUWDFHLHTXLQGLGLORFDOLĂ&#x20AC;VLFLVLDVLWUDWWLGLGRFXPHQWLGLJLWDOLHSHUWDQWRVHUYHUXELFDWLLQVWUXWWXUHOHVHJXHQWLSDUROH PDJLFKHGHYRQRFDUDWWHUL]]DUHTXHVWLDPELHQWLGLFXVWRGLDSHUIDULQPRGRFKHVLDQRHIĂ&#x20AC;FLHQWLHGDGHJXDWL´QRUPDWLYH GLVLFXUH]]DÂľ´DOWDDIĂ&#x20AC;GDELOLWjÂľH´SULYDF\Âľ8QDYROWDDIIURQWDWLTXHVWLDUJRPHQWLqLPSRUWDQWHFKHLOUHVSRQVDELOHGLXQ DUFKLYLRULVROYDLOSUREOHPDGHOODJHVWLRQHGHOOHLQIRUPD]LRQLHDEELDFRPHRELHWWLYRTXHOORGLLQGLYLGXDUHĂ XVVLGRFXPHQWDOLLOSLSRVVLELOHHIĂ&#x20AC;FDFLHGHIĂ&#x20AC;FLHQWL Bucap propone come soluzione ideale la parola magica â&#x20AC;&#x153;paperlessâ&#x20AC;?, in quanto in grado di offrire la massima velocitĂ  HFRQGLYLVLRQHGHOOHLQIRUPD]LRQL6LDFKHVLWUDWWLGLXQDUFKLYLRFDUWDFHRVLDHOHWWURQLFRLQIDWWLODPRGDOLWjGLJHVWLRQH GLJLWDOHULVXOWDHVVHUHTXHOODLGHDOHSHURWWHQHUHLPDVVLPLEHQHĂ&#x20AC;FLLQWHUPLQLGLUHSHULPHQWRHXWLOL]]RGHOOHLQIRUPD]LRQL presenti nei documenti che sono oggetto del nostro lavoro o del lavoro degli utenti del nostro archivio. Risulta chiaro però che, come per tutte le attivitĂ  e le attivitĂ  lavorative, esistono sempre delle considerazioni economiche che spesso possono portare a dover percorrere una strada diversa da quanto si sarebbe preferito, solo perchĂŠ condizionati GDOODPDQFDQ]DGLĂ&#x20AC;QDQ]LDPHQWLSHUO¡RSHUD]LRQHLGHDOPHQWHSUHVFHOWD$OORUDHFFRFKHSXzHVVHUHXWLOL]]DWDXQ¡XOWLPD parola magica dalla forza dirompente in quanto in grado di assorbire tutte le precedenti parole citate, e questa parola è â&#x20AC;&#x153;outsourcingâ&#x20AC;?. In molti casi, chi ha la responsabilitĂ  di un archivio, può risolvere alcune criticitĂ , sia operative sia HFRQRPLFKHSURSULRDQDOL]]DQGRO¡RIIHUWDGHOPHUFDWRHDIĂ&#x20AC;GDQGRVLDRSHUDWRULGLVHWWRUHLQJUDGRGLVYROJHUHFRQ professionalitĂ  il mestiere della gestione documentale. 4XHVWDVFHOWDVHEHQSRQGHUDWDHDQDOL]]DWDSXzUDSSUHVHQWDUHXQ¡RWWLPDVROX]LRQHLQWHUPLQLGLHIĂ&#x20AC;FLHQ]DPDDQFKHGL risparmio di risorse e di tempo ed è in grado di offrire la possibilitĂ  di avere un maggiore controllo sul proprio patrimonio documentale e sui costi ad esso connessi. $IĂ&#x20AC;GDUVLDGXQRXWVRXUFHUSRLSXzFRQVHQWLUHGLHVVHUHVHPSUHLQOLQHDVXGXHIURQWLPROWRLPSRUWDQWLTXDOLOHQRUPDWLYH e le soluzioni offerte dalla tecnologia informatica, mondi sempre in continuo aggiornamento. 3HUFKpDOORUDSHUVHYHUDUHVXVWUDGHRVWLOLHSLHQHGLGLIĂ&#x20AC;FROWj"3ULPDGLDFFDQWRQDUHO¡LGHDSHUFKpQRQSURYDUHDGDQDOL]]DUH il mondo dellâ&#x20AC;&#x2122;outsourcing documentale e, chissĂ , potrebbe succedere di imbattervi in una â&#x20AC;&#x153;soluzione magicaâ&#x20AC;? che faccia proprio al caso vostro.

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DALLE AZIENDE

In bottiglia o in una botte di ferro? Stampe, imbustamenti e postalizzazioni PAOLO MINUZZO

Tra i miei ricordi di bambino ce n’è uno in particolare che mi torna in mente più vivo degli altri, anche perché, da qualche anno, si rinnova prendendo corpo e forma nelle fantasie del mio ultimo bimbo: la letterina a Babbo Natale. “Papà è ora di scriverla?”…“ma la riceverà in tempo?”. Mi ricordo, parecchi anni fa, di quando mi recavo ad imbucarla alla cassetta rossa delle Poste, vicino al tabaccaio. Nello stesso istante che la lasciavo cadere nella buca, avvertivo come una strana e forte emozione. Immaginavo la mia lettera viaggiare in caduta libera, risucchiata da un tubo nero, percorrere chissà quali vorticose distanze, per poi arrivare magicamente alla giusta destinazione … e quanto erano dolci e carichi di aspettative i giorni dell’attesa, quelli

prima della conferma. Qualche tempo dopo però, nel mio nuovo mondo di ragazzo, supportato da letture salgariane e piratesche, scoprivo che c’era un altro modo, ancora più affascinante, di postalizzare le missive: in bottiglia, abbandonate alle correnti del mare, per approdare chissà dove e quando, in un mondo misterioso, quello della casualità e del destino, dove una risposta sarebbe forse arrivata, chissà da chi…o forse mai. Bei ricordi!!! La realtà che vivo oggi, invece, mi impone una nuova consapevolezza: alla certezza dell’inoltro deve corrispondere quella della ricezione. Oggi è importante comunicare, trasmettere e ricevere informazioni “in tempo utile”. Che si tratti di una lettera, di un mailing, di una fattura, di un estratto conto o

qualsivoglia tipo di corrispondenza essa deve viaggiare velocemente, deve essere un prodotto di qualità ed insieme contenuto nei costi, se poi è ecologico tanto meglio. Nuova CS, l’azienda per cui lavoro, offre ai propri Clienti servizi di stampa, imbustamento, postalizzazione, con la consapevolezza e la responsabilità di dover soddisfare molte aspettative. L’attuale struttura ci consente di proporre soluzioni globali di outsourcing, dalla formattazione del GDWR DOO·LQROWUR ÀQDOH GHO SURGRWWR stampato, curando ogni aspetto, con la massima professionalità, in sintonia con le necessità e le aspettative dei nostri Clienti. In un momento così delicato, in cui l’economia ancora stenta a ritrovare il passo di una solida ripresa, offriamo soluzioni che pongono la massima attenzione al contenimento dei costi, evitando sprechi inutili nel consumo delle materie prime e sfruttando al meglio, compatibilmente col prodotto da inviare, le tariffe agevolate (posta massiva, posta target, raccomandate Smart, recapitatori privati). Questo senza penalizzare i sistemi di controllo della qualità e della sicurezza, riservata al trattamento e alla lavora]LRQH GHL GDWL H GHL ÀOH ULFHYXWL VLD con l’automatizzazione dei processi, sia con la provata esperienza e l’intervento diretto dei nostri operatori. &KL FL KD GDWR ÀGXFLD YH OR SRWUj confermare: con Nuova CS non ci si sente in balia delle onde, bensì in una botte di ferro! PAOLO MINUZZO

Nuova C.S.

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iged.it n°4/09  

Versione digitale del trimestrale cartaceo dedicato alla gestione elettronica di documenti, contenuti e processi aziendali

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