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N/10

E ora in Africa per una vita da protagonista. Peccato ci sia giĂ Prodi.


STE


La settimana in corso alla redazione di ScaricaBile si rivela straordinariamente carica di lavoro per la divisione di analisi del giornalismo faccista, comunemente conosciuta col nome di Prefe. Questo accade per il susseguirsi di notizie che eccitano i lacchè del premier: romeni che stuprano giovani ragazzine italiche, Sardegne in mano alla destra, Veltroni che abbandonano il campo di battaglia sconfitti e ridicolizzati, ronde padane pronte all’azione disarmate di armi e di cervello, spedizioni punitive contro extracomunitari innocenti, avvocati corrotti condannati e corruttori impuniti presidenti del consiglio, etc etc etc. LA MARCIA SU CAGLIARI Gianluca Rosselli il giorno prima delle elezioni in Sardegna anticipa i risultati su Libero e ci fa sapere che Veltroni può perdere o in alternativa può perdere. L’articolo, dal titolo Walter nelle Urne Sarde: perde anche se vince, ci spiega che una sconfitta di Soru rappresenterebbe una sconfitta di Veltroni in quanto capo del PD, mentre una vittoria di Soru rappresenterebbe una sconfitta di Veltroni poiché le linee politiche di Renato differiscono da quelle di Walter. Molto semplice, il leader del PD è avvertito: può girarsi dove vuole, ma pesterà comunque una merda. Passa un giorno e arrivano i veri risultati a confermare la

predizione di Rosselli: anche la Sardegna cade in mano a Berlusconi, per l’occasione interfacciato dal figlio del suo commercialista, tal Ugo Cappellacci. Aspettiamo ansiosi il genero del chiropratico di Silvio al ministero della salute o il cugino del fornaio al ministero dell’alimentazione (ministero subitaneamente creato per esigenze di battuta). Nel frattempo parte della base elettorale del PCI prima, PDS poi, Ulivo dopo, PD infine, cerca di raggiungere a nuoto la Toscana nella vana speranza di non soccombere di fronte all’onda anomala che avanza al grido di “Azzurra libertà” e “Mamma cacca puzzo”. A sconfitta fresca accade la tragedia: Walter Veltroni abbandona inspiegabilmente la leadership del PD, nonostante la reticenza della dirigenza del partito, che non perde l’occasione di rendersi ancora una volta ridicola rifutando le dimissioni. Ora raccogliamoci in un istante di raccoglimento per commemorare la perdita di un così grande leader per la destra Italiana. Si dice che mercoledì e giovedì i quotidiani Il Giornale e Libero siano giunti alle edicole portati in spalla dai redattori stessi, nudi ed ubriachi, ma sono solo voci non confermate. Non ci si stupisce quindi per alcuni titoli a tutta pagina a cui, ahinoi, è pressoché impossibile dare torto: Feltri all’indomani della sconfitta di Soru titola “Missione compiuta: demolito il pd”, mentre il giorno dopo spara sulla croce rossa con l’articolo “L’ora del dilettante”, in cui vandalizza la figura del povero Franceschini, che si è trovato

in mano da un momento all’altro quella merda fumante di partito che è il PD… e sono stato diplomatico. Provoca un misto di dolore e tenerezza leggere gli scherni di Vittorio, quando scrive che Veltroni è stato l’uomo della Provvidenza, un Fenomeno, un eroe atteso da anni per liberare l’Italia da una mentalità contagiosa: quella degli ex comunisti e dei cattocomunisti; che nelle vesti di sindaco è riuscito in sette anni a non fare nulla per la città… e via dicendo, sino ad affermare che Berlusconi oltre a riportare l’ennesimo successo, ha risolto in Sardegna un conflitto di interessi: quello di Soru. La tenerezza è quella che suscita la rivincita sugli eterni rivali di un omino con cui mamma natura è stata poco benevola, il dolore è perché quanto scrive è drammaticamente vero. Sempre dalle pagine di Libero svetta l’articolo “Miracolo di Silvio” di Gianluigi Paragone, che in teoria dovrebbe essere un leghista. Considerando che finisce il suo pezzo


esortando il premier all’uso scriteriato dei decreti legge, e scrivendo Dai Silvio fai il capo e non se ne parli più. E con chi non ti seguisse regolerai i conti al prossimo giro. Il mazzo di carte ce l’hai in mano tu, mi chiedo, se fosse stato di Forza Italia cosa avrebbe potuto scrivere? Scopami Silvio? Marcello Veneziani va oltre alla semplice derisione e ritiene che sia anche il caso di dare consigli su come gestire il dopo Veltroni; a questo proposito scrive uno splendido articolo dal titolo “A questa sinistra non resta che la via Craxi”. Oh, sì certo, il popolo di sinistra non aspettava altro che il parere di Marcello Veneziani su come uscire da questo mare di merda. Giusto ieri mi sono svegliato pensando “La sinistra Italiana è in ginocchio, speriamo che Marcello Veneziani ci dica come uscire da questa situazione”. E infatti il nostro scrive questo pezzo in cui, definisce Craxi il miglior politico degli ultimi trent’anni, nonostante abbia avvallato un’Italia indebitata, lottizzata e tangentista. “Il miglior politico degli ultimi trent’anni”! Non è nemmeno ben chiaro se si riferisca solo all’Italia o, come sarebbe più corretto, a tutto il mondo. E’ un po’ come se, in seguito ad una sconfitta di Zapatero, i giornali di destra gli consigliassero di seguire la via Franchista per riprendersi. Pur sapendo che non è necessario, sentiamo il dovere di sottolineare l’enorme distanza fra il PD e i socialisti di Zapatero, e ci scusiamo per averli accostati. Velo pietoso infine sul tentativo incrociato da parte di tutti gli organi di regime di dare la colpa del fallimento politico di Veltroni a Di Pietro.

EMERGENZA SICUREZZA. CASTRA IL ROMENO E ARRESTA IL CLANDESTINO Mentre la sinistra si impegna a perdere il governo di ogni angolo della nostra nazione la destra deve modellare l’opinione pubblica intorno alle leggi di stampo nazileghista che sta cercando di fare passare, provvedimenti per i quali il buon vecchio Adolf avrebbe detto “Ehi, ma non staremo esagerando?” E così che i giornali faccisti lodano quello strumento di coesione sociale detto Ronde Padane (o, per i nostalgici, squadracce), ci aggiornano quotidianamente su ogni scoreggia tirata da un Romeno nel raggio di sessantadieci chilometri, insistono allo sfinimento sugli stupri dei clandestini ignorando clamorosamente quelli ad opera di Italiani (e che cazzo, le donne nostre ce le siamo sempre violentate, non è una notizia interessante!), minimizzano con perizia l’importanza degli assalti razzisti agli stranieri innocenti, e via dicendo. Esilaranti sono

gli sforzi profusi da alcuni giornalisti per dimostrare che la castrazione chimica è realtà anche in altri stati civilissimi, soprassedendo sul fatto che nei suddetti stati è l’imputato a decidere se farsi disinnescare o meno il batacchio, non Calderoli. Risalta nel mucchio un articolo di Vincenzo Vitale su Libero dal titolo “Vadano in galera tutti i clandestini”: lo scritto espone la bizzarra tesi secondo la quale l’unico modo per fermare l’ondata di razzismo e di giustizia privata (leggasi “pestaggi indiscriminati di stranieri”) sarebbe mettere semplicemente tutti i clandestini in galera. Attenzione, la parola “tutti” va letta proprio nel modo classico! Siamo di fronte a un cazzo di filantropo, gente! Se ci pensate da un certo punto di vista ha pure ragione: come fai a pestare dei clandestini assolutamente innocenti se questi sono in galera? Ti sfido a raggiungerli! Scemo io a non pensare prima a questa misura di solidarietà sociale e perché no, di integrazione.


Ovviamente non mi sbalordisco per la presa di posizione espressa nell’articolo, considerando il quotidiano in questione, rimango però interdetto dal fatto che Vincenzo Vitale è un magistrato. Certo, lungi dalle mie idee pensare di leggere l’articolo di un “giornalista” su Libero, ma mi sarei aspettato un parlamentare, un arrotino, un ex pirata, un tabaccaio, un panda, un serial killer, un alce zoppo… ma mai avrei pensato di leggere articoli di magistrati in questo quotidiano ( diciamolo, Libero in fonfo è il loro “nemico”). La cosa mi incuriosisce assai: una rapida ricerca con Google mi porta subito al 1994, tempo in cui questo sedicente giudice di pace palermitano finì nell’occhio del ciclone per un caso giudiziario piuttosto spinoso, che lo vedeva indagato come collegamento fra ambienti giudiziari, massonici e mafiosi. Dopo aver letto che il buon Vincenzo aveva degli attriti col pool antimafia da diversi anni, dopo aver letto che suo padre (anch’egli magistrato) era stato arrestato per aver favorito l’assoluzione di un mafioso, dopo aver realizzato che non riesco a trovare l’esito dell’inchiesta che lo riguarda, faccio 1+1=P2 e ritengo di aver tutto l’occorrente per crearmi un onesto pregiudizio nei confronti di questo Vincenzo Vitale. Ah, non dimentichiamo l’articolo… Anche quello contribuisce al mio pregiudizio sulla persona. Su Libero trova spazio anche quella nobildonna che è Daniela Santanchè, con un articolo che spinge in direzione delle Ronde, sostenendo che “Le pattuglie di civili dimostrano che la gente è solidale e responsabile”,

sfortunatamente la signora più raffinata della politica Italiana dimentica che qui, semmai, si parla di pattuglie di incivili. Come poi le ronde possano dimostrarsi un esempio di solidarietà mi sfugge. Per Il Giornale ci pensa Filippo Facci a spiegare quanto è sbagliato non insistere sui Romeni violentatori; del resto, come ci spiega, se la maggioranza dei violentatori è straniera e se la maggioranza di questi violentatori stranieri è romena, in sostanza, sempre meglio saperlo: anche perché il nascondercelo, come è stato fatto per tanti e troppi anni, ha soltanto alimentato pregiudizi

che nel tempo hanno trovato la peggiore delle risposte: una conferma. CONCLUSIONI Il nostro paese è chiaramente in mano a una rapida deriva verso un regime autoritario, nemmeno tanto innovativo. Ok, questo non è un bene, ma fortunatamente la sinistra ha partorito una risposta forte e chiara: Arturo Parisi si è candidato alla leadership del PD! E adesso chi cazzo ci ferma più? Hasta la victoria, Arturo.


Iraq. Ha riaperto il carcere di Abu Ghraib col nome di "Baghdad Central Prison". Dell'evento è stata diffusa solo una foto ma senza elettrodi e ammucchiate.

Sanremo. Nudo a sorpresa di una pornostar. Ma pare Luca non abbia apprezzato. Lutto. E' morto Oreste Lionello. Da lunghi anni afflitto da una malattia incurabile: il Bagaglino. Pd. Si è dimesso Veltroni. Dopo 10 mesi finalmente un vero segno d'opposizione.

Testamento biologico. Papa: Dio ci ha donato il libero arbitrio. Su chiunque. Guantanamo. Liberato il primo detenuto che ha sottolineato di essere stato 'rapito, trasportato da un paese all'altro e torturato in modo medievale'. E questo soltanto durante il rilascio.

Polemiche. Franceschini: “Premier contro Carta”. Berlusconi: “Tutto falso, son veramente contento abbia vinto il festival”. Cairo. Bomba in mercato turistico. Un vero affare.


QUALCUNO HA PARLATO DI MILLS? «MrG deve morì! dvee morì!» sbraita cortesemente un sempre più sgrammaticato Ste' messo a dura prova dai suoi collaboratori. «Sto leggendo Il Giornale, aggiorno il blog e intrattengo ingenui maschietti su di una chat erotica, smettila di urlare. E dimmi se qualcuno ha parlato di Mills» poggia le parole sull'aria Prefe, come un chirurgo i suoi arnesi prima di aprire qualcuno.

cazzo di nessuno! la strafottuta magioranza degli italiani non ha parlato di Mills e lui mi rompe il cazzo?!» Prefe sta zitto poichè Ste' non ha tutti i torti. Anche MP2 vorrebbe star zitto ma:«A proposito, voi avete parlato di Mills? Perchè io no».

«Ehilà, sono in ritardo col pezzo ma ho quasi finito eh...» cinguetta un intimorito MelissaP2, strafatto di caffè e brioches. Ste' lo squadra come farebbe lo stereotipo di un rumeno con un'italiana e resta muto. «Che ha fatto G? E' più in ritardo di me?» fa un non troppo interessato P2 voltando lo sguardo. «Cosa non a fatto! E' più in ritrado di una ragazzina gravida messa incinta dal cavallo dello zio mentre Prefe filmava» salmodia Ste'. «Ho chiesto silenzio, per piacere. Filmo solo persone consenzienti e poi vorrei sapere se qualcuno ha parlato di Mills» chiosa Prefe con fermezza. MelissaP2, bisbigliando: «Vabbe' adesso G manda qualcosa, no?» Ste' accompagnato da uno sguardo da bestemmie: «no, quelllo strozno di G a detto che non ce la fa, contrattempi, solite cazzate». Prefe: «Ste' ma come cazzo fai a fare errori grammaticali anche a voce?» «Ma che cazz'» abbozza Ste'; «Mi sto facendo il culo per questo pdf dimmerda e mi vieni a rompere i coglioni quando nessuno ha parlato di Mills! un

Mr.G MelissaP2

ARGH

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Torna sotto una rinnovata veste una delle più antiche rubriche di ScaricaBile. Piccole perle di saggezza giornalistica, troppe e troppo poco significative per essere parte di un discorso organico, ma eccezionali se gustate come tanti piccoli cioccolatini ripieni di stronzate. ASSOLTO IL MAGISTRATO CHE SCIOPERAVA CONTRO GESU’. Di Stefano Totoro. Libero. Assolto il magistrato che obiettava contro il crocifisso rifiutandosi di lavorare. Olè! Da dieci e lode la parafrasi reazionaria di Totoro: “scioperava contro Gesù”. DI PIETRO – L’AMMAZZA ALLEATI NE FA FUORI UN ALTRO Di Andrea Scaglia. Libero. Lucido paragone fra Di Pietro e un serial killer di alleati politici in questo articolo sulle dimissioni di Veltroni. Sempre esilarante vedere i servi di Silvio dare a Tonino la colpa dei risultati vergognosi del PD. MI SCUSO DELLA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI con la norma puniti i giornali e non le procure colabrodo: tradita l’idea del premier Di Giancarlo Lehner. Libero. Lehner è un parlamentare del PDL che ovviamente ha votato a favore della legge liberticida sulle intercettazioni.

Funambolica la sua caduta dalle nuvole e le conseguenti scuse ai lettori di Libero: lui non pensava che ci avrebbero rimesso i giornalisti! (Voleva solo fiaccare la magistratura…) Eh sì, in fondo è solo un parlamentare. E un giornalista. Come poteva immaginarlo? LE RONDE? TUTTI LE VOGLIONO (MA NON SI PUO’ DIRE) Basta solo che il governo trovi un nome perbene, tipo «ausiliari dei diversamente regolari», e passeranno perfino le ronde anticlandestini. Michele Brambilla. Il Giornale. Michele Brambilla (si chiama così davvero. In Forza Italia distribuiscono i nomi fra gli adepti senza distinzione di sesso…) trova una soluzione geniale per fare accettare le ronde al popolo bue: chiamarle in un altro modo! Un cazzo di genio! Forse ha ragione e, se posso, mi permetto di suggerire “manica di stronzi”. Non risolverebbe il problema di questa manica di stronzi in giro per le strade, ma almeno consentirebbe di chiamarli col loro nome.

IL CASO ARGENTINA, LA VERIA STORIA DELLA “GAFFE” (CHE NON C’E’ STATA) A proposito, che avremmo dovuto fare noi dopo i bond? Maria Giovanna Maglie. Il Giornale Volete dire che i desaparecidos erano solo base jumpers proletari, che amavano il brivido, ma non avevano i soldi per i paracadute a causa dei comunisti? Ora lo potete fare, adducendo come giustificazione della vostra sparata l’incredibile chiusura dell’articolo di Maria Giovanna Maglie, scritto per riparare all’ennesima follia uscita dalla bocca del nostro premier e zittire gli Argentini che protestano: “A proposito, che avremmo dovuto fare noi dopo i bond?”. Pare che per zittire gli Argentini si possa rivelare utile anche la frase “ State zitti, che se non c’era Walter Zenga, col cazzo che andavate in finale”. A questo punto… stronzata per stronzata…


Bentornate care amiche a ScaricaBile, rivista internazionale che contiene TrashaBile, la rubrica internazionale di ScaricaBile. Oggi introduzione breve (e poche notizie) che sono ubriaco fradicio e non ho idea di quello che sto scrivendo, sarà quel cane di peluche che si è appena mangiato la mia cena? Un momento, io sono astemio... Che cazzo c'era nelle pillole contro il mal di testa? Stupidi test farmaceutici. Gaza. Non se ne sente più un cazzo ma in Palestina non è finito tutto a tarallucci e vino. Mentre non si ha la minima idea di quanti siano esattamente i morti, dato che non esiste mezza dichiarazione ufficiale in proposito, sarebbe carino se qualche organo di informazione riportasse le notizie sui rapimenti, le torture e i 32 omicidi politici perpetrati da Hamas nei confronti dei suoi oppositori nella Striscia, approfittandosi del casino durante e dopo gli attacchi israeliani. Non sarebbe poi bello che i nostri universitari di sinistra invece di fare cori da stadio pro Hamas ne bruciassero le bandiere come fanno con quelle israeliane? E poi dicono che Berlusconi è un dittatore. Bah. Kashmir. No, non è quella salsina che vi danno col kebab (sì, lo so che non ti danno nessuna salsina col kebab, era solo per fare una battuta), né voglio parlare di moda, bensì di una regione sfigatissima divisa tra

Pakistan, India e Cina ed abitata da una popolazione musulmana. In Pakistan stanno male come qualsiasi altro pakistano, di quelli in Cina non si sa nulla, parliamo di quelli in India. Si pensa che gli indiani siano solo dei simpaticoni che parlano una lingua buffa, mentre chiunque abbia giocato a Street Fighter II sa bene quanto Dhalsim godesse nel riempirvi di ceffoni e poi prendervi per il culo facendo lo yoga – beh, gli abitanti del Kashmir sanno come stanno le cose, dato che dal 1949 ad oggi ne sono morti oltre 100'000. Cioè, ne saranno morti anche di più, ma 100'000 di questi sono morti a causa delle persecuzioni del governo o di ben tre guerre civili ed annessa guerriglia. Dopo una ennesima, inutile guerra di liberazione nel 1994, i kashmiriani (o come cribbio si chiamano) hanno imboccato la strada della resistenza passiva, il che deve essere suonato come una presa per il culo agli indù, allievi di Gandhi almeno quanto i lefevbriani di Gesù Cristo; infatti, alla vigilia delle elezioni locali del 2008,

la polizia indiana ha cominciato a intervenire durante le manifestazioni pacifiche, raggiungendo il culmine quando ha prima sparato sulla folla e picchiato i dimostranti per poi lanciare gas lacrimogeni sull'ospedale da campo approntato per prestare i primi soccorsi. Ma la notizia di musulmani pacifici che vengono pestati da indù incazzati non interessano molto al TG2: si sa mai che si possa capire che musulmano non è sinonimo di terrorista. Tutto va da Dio in Afghanistan, sempre che il Dio si chiami Allah e sia incazzato nero con gli infedeli. Come mostrano gli ultimi dati dell'International Council of Security and Development, infatti, nel corso del 2008 la parte di territorio controllata dai Talebani è passata dal 54% al 72%. Il presidente Karzai ha dichiarato qualche stronzata in proposito, ma i giornalisti afghani hanno deciso di non lanciargli contro scarpe, dato che si vendono come bistecche al mercato nero di Kabul. .


Roma. Ore 21.00 di un’ uggiosa sera di febbraio. Pariolino, 15 anni abbondanti, un’ acne importante e una discreta noncuranza per l’igiene fisica, si reca a prendere Truzza, 14 anni e tanta voglia di perdere la sua illibatezza. Pariolino arriva all’appuntamento a bordo di una fiammante “macchinetta”, ossia uno di quei disgustosi veicoli a metà fra un motorino e un’ automobile che fa tanto figlio di papà, o inutile pensionato che intralcia la strada andando a 35 km/h mentre tu speri che abbia un infarto, muoia e nessuno si presenti al suo funerale. Dopo aver caricato Truzza, Pariolino si dirige (a 30 km/h, stando in mezzo alla strada, non mettendo frecce prima di girare, imboccando strade contromano e dicendo “Hai visto? E’ proprio come una macchina vera!”) verso il parco più buio e desolato che gli venga in mente; una volta giunto sul posto spegne la sua macchinetta di merda e carica nell’autoradio l’ultimo disco dei Tokio Hotel, sapendo che dovrebbero far allentare a Truzza la morsa sulla propria verginità Truzza - Pario’, come sei romantico, hai messo i Tokio Hotel. Pariolino - E non hai ancora visto il meglio, tiè Truzza - Ah! Metti via quel coso… ma che è? Un similcazzo?

Pariolino - Beh, guarda in che similmacchina siamo; cosa ti aspettavi, un bambù? Truzza - Ma io veramente, non so, sono timida. E poi ci sono quattro tizi fuori dal tuo finestrino, e uno sta bussando… Pariolino - Tizi? Finestrino? Oh, perlamadonna, è vero. Il cazzo! Devo metterlo via, presto. Truzza - Tranquillo, non si nota. Pariolino, un po’ scocciato per l’intrusione, ma sostanzialmente fiducioso nel prossimo, abbassa il finestrino. Pariolino - Prego? Romeno 1 - Sì salve, siamo la SS Romena. Pariolino - La squadra stupri? Romeno 2 - Sì, esatto. Siamo accorsi su chiamata dalla centrale, che ci ha segnalato una macchina isolata in mezzo al buio. Sa com’è, dovremmo chiederle di farsi gonfiare di botte. E la signorina dovrebbe esibire la vagina, per un controllo. Truzza - Certo, un secondo che cerc.. Pariolino - Aspetta un attimo Tru’, non essere precipitosa, fai parlare i grandi…

Guardi, signor agente, non che io non mi fidi, ma ci sono tanti impostori in giro, vorrei vedere il distintivo Romeno 1 - Oh, ma certo, lei ha tutto il diritto di richiederlo, del resto nessuno di noi qui vuole che si compia uno stupro ad opera di non romeni, vero ragazzi? Romeno 2 - Oh, sia mai, per carità. Ci manca solo questa Romeno 3 - Ma pensa te, mi tirano giù dal letto alla notte per lavorare e questo non si fida. Romeno 4 - … Beh, che avete da guardarmi? Io non sono della squadra, passavo di qui per caso. Romeno 1 - Su ragazzi. Tirate fuori i distintivi. Pariolino a questo punto si trova di fronte ai distintivi con l’inconfondibile stemma delle SS Romene:

Pariolino - Bene, è tutto in regola. Scusate se ho dubitato. Spero di non sembrarvi inopportuno, ma non è che per


questa volta non potreste chiudere un occhio? Sa, Truzza è alle sue prime esperienze, forse sarebbe il caso che la rodassi. Truzza - Non sono tanto d’accord… Romeno 3 - Perché tu, moccioso, sei espertissimo, no? Romeno 2 - Roman! Come ti permetti? Romeno 1 - Lo scusi, signor Pariolino, la reperibilità notturna lo rende nervoso. Guardi, in effetti vorremmo venirle incontro, ma sa, ci sono le statistiche, non possiamo esimerci. E’ il nostro destino. Pariolino - Ma le statistiche non dicono esatt… Romeno 2 - Noi leggiamo Il Giornale. Romeno 3 - Io non so leggere, ma gli ordini sono ordini. Romeno 4 - Mi sto annoiando Pariolino- Oh, beh, capisco. In tal caso immagino che dovrete cominciare picchiandomi.. Romeno 1 - Sì, ma niente di eccezionale. I miei colleghi hanno le mani leggere. Io no, in compenso. L’importante è che dopo rimanga per assistere all’atto. Pariolino - Certamente, so che è la procedura. Truzza - Scusate? Ma non è serata, non potreste farmi un verbale così poi vengo in centrale a saldare? Romeno 1 - Volendo si potrebbe, ma c’è il sovrapprezzo, e non penso lei voglia sapere di che cosa si tratta. Truzza - Capisco… Romeno 2 - Ci stanno chiamando dalla centrale. Rispondo. Romeno 3 - Ancora? Ma cosa vogliono? Ho moglie e figli a casa, dove lo trovo il tempo di ubriacarmi, picchiarla e portare i bimbi a scuola se mi fanno lavorare tutta la notte?

I tre agenti si appartano per rispondere alla centrale, mentre Romeno 4 osserva la scena e intrattiene Pariolino e Truzza, rapinandoli. Romeno 1- Signor Pariolino, per questa volta lasciamo correre. Potete andare. Truzza- Sicuri? Pariolino - E come mai? Romeno 2 - Pare che dei nostri colleghi siano stati più veloci di noi, e a pochi chilometri da qui. Non vorremmo che le notizie si accavallassero, senza dare il giusto risalto alla nostra cattiveria immonda. Sa com’è, c’è una forte campagna di istigazione del popolo Italiano e tutti dobbiamo fare la nostra parte Romeno 3 - Eh che cazzo, però sono stufo di essere chiamato per nulla! Protesterò al sindacato. Romeno 4 - Io nel frattempo gli avrei preso i soldi… Romeno 1 - Quanti sono? Romeno 4 - Sono meno di cinquanta euro. Questi ragazzini sembrano ricchi, invece… Romeno 3 - Ce li teniamo per il disturbo. Romeno 2 - Suvvia ragazzi, atteniamoci alle regole, non siamo mica bestie. Romeno 4 - Ma io sono un freelancer, non debbo sottostare agli ordini della vostra centrale. Pariolino - Su, ragazzi, teneteli pure, mi rendo conto che dev’essere una scocciatura essere venuti sin qui per nulla. Ora però se non vi dispiace vorrei cercare di deflorare la mia amichetta. Romeno 1 - Certamente. Arrivederci signore. Romeno 2 - Buona serata, e mi raccomando, se viene un’altra pattuglia avvertiteli che siete già stati controllati.

Romeno 3 - Cazzo, guardate che ora è, muoviamoci. Romeno 4 - Scusate agenti, prima che ve ne andiate… dove devo portare il mio curriculum per un’eventuale assunzione? Romeno 1 - Guardi, le assunzioni sono bloccate. Se vuole può richiedere di far parte delle ronde Romene, che però devono agire senza portarsi dietro il pene.


Ieri sono andato a prendere mio nipote, 5 anni, all'asilo. I suoi compagni, seduti a terra in cerchio, facevano umorismo sulle ultime dichiarazioni di Berlusconi, grasse risate e lauti ammiccamenti. Le madri intorno esaltavano le grandi qualità smacchiatorie della Palla Linda. Mio nipote invece se ne stava in disparte, col suo piccolo computer giocattolo puntualmente hackerato dallo zio, collegato al sito di Paolo Barnard. Mi sono avvicinato, lui istintivamente ha premuto ALT+TAB ed è passato al sito dei Teletubbies, ma poi ha capito che non ero il padre e mi ha sorriso. «Alex, è rischioso fare cose intellettuali a scuola. Potrebbero scoprirti!» «Non c'è pericolo Zio, quando quella tipa ha visto il computer mi ha detto "OOOH, che bellooooo! Lo faresti un caffè anche alla maestra?"» «E tu che gli hai detto?» «Nghè.» «Perfetto. Che ne pensi?» «E' stupida, ma ha due tette stratosferiche. O parlavi di Barnard?» «...già che ci sei dimmi anche di Barnard.» «C'è gente che non riesce a sopportare il peso del suo cervello. E' interessante. E' brillante e documentato. Ma il suo peso non fa che invecchiarlo. E' così triste.» «Ma non puoi pretendere che gli intellettuali siano divertenti» «Senti zio, io sono figlio della

Sai che stanno facendo una legge che proibisce l'anonimato sulla rete? Per il tuo blog "Ricette e Gangbangs" sarà un bel casino. Peccato...so che la direttrice dell'asilo lo legge sempre» «Perché te la fai con la figlia di un deputato?» «Ehi, sa certi trucchetti...» «E' una scusa idiota, dimmi le cose come stanno!» «Beh, zio, tu mi fai ridere parecchio, ma quanto puoi durare prima di diventare un barbone alcolizzato?» «Piccolo Bastardo!» «Ehi, io ho solo un debole per la roba costosa, lo sai!» «...andiamo nanerottolo, sennò tua nonna si incazza» «E tanto che fa? mi scomunica?» «No, ti infila un mattarello nel culo, ieri le ho regalato un libro sull'Inquisizione». tv, se vuoi comunicare con me, o mi fai ridere o me lo fai drizzare» «Pensavo fossi figlio di Internet, dove ognuno...» « "...Dove ognuno può trovare ciò che vuole", vero?» «Già» «Sì, ma a me chi me l'ha insegnato cosa voglio?» «...sei un vero figlio di puttana!» «Non dimenticare che è tua sorella» «Non dimenticare che è tua madre» «Zio, questo dialogo potrebbe essere classificato come 'sick comedy'?» «Probabilmente sì. Adesso andiamo dai, tua nonna ti sta aspettando a casa, ha preparato polpette» «Wow! Io adoro le polpette della nonna! Un giorno le farò assaggiare a Beatrice» «La biondina?» «Sì, è la figlia di un deputato.


Copertina STE+MelissaP2 Dalle menti malate di

Con

Stefanodilettomanoppello (STE) MrG Prefe MelissaP2

Telapinder-Q Fifo Tonus Natangelo Coq Baroque Fricca Volpe Lele Corvi

Finito di Piddieffare il 24/02/2009

PV Checco Sommacal+Rasori Lele e Fante Frago Tabagista1986 Harlot

ScaricaBile n10  

la rivista di satira in pdf più amata dagli italiani http://scaricabile.blogspot.com/

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