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Viareggio 200 anni di città da Maria Luisa di Borbone agli anni 2000

Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio


Viareggio 200 anni di città

da Maria Luisa di Borbone agli anni 2000

A cura delle classi 5°A e 5°B Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio Coordinamento prof. Stefano Carlo Vecoli Panoramica storica e riflessioni sui due secoli di Viareggio città, con: Umberto Guidi giornalista e scrittore, Marco Lenci storico, Adolfo Lippi giornalista e scrittore, Marco Pomella giornalista pubblicista, Antonella Serafini storica d’arte. Foto originali di: Roberta Bianchi, Andrea Della Spora e Giacomo Mozzi Contributo storico su Maria Luisa di Borbone a cura del prof. Pietro Paolo Angelini Un plauso particolare alle studentesse e agli studenti delle classi 5°A e 5°B del Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio che si sono impegnati in questa ricerca con continuità, serietà e curiosità storica. 5°A: Mattia Buratti, Elisa Cirillo, Alice Gracci, Aurora Orsi, Marta Pignatelli, Laura Scevola; 5B: Michele A. Coli, Francesca Colosimo, Flavio P. Flurio, Matteo Gatti, Giacomo Grossi, Da Yeon Kang, Elisa Tofanelli.

Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio

Progetto Bicentenario Maria Luisa di Borbone

Si ringrazia per la collaborazioene e il sostegno Fondazione Banca del Monte di Lucca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Ambito Territoriale IX Lucca e Massa Carrara


RINGRAZIAMENTI Si ringraziano per la gentile e fattiva colaborazione: Fondazione Banca del Monte di Lucca: Presidente Oriano Landucci Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara: Dirigente Donatella Buonriposi Coordinatori del progetto: Prof. Pietro Paolo Angelini (FBM) e Prof.ssa Catia Abbracciavento ( UST Lucca) Supporto alla segreteria: Prof.ssa Elena Cosimini (FBM)

La Dirigenza del Liceo Scientifico di Viareggio dott.ssa Anna Ramacciotti Dirigente Amministrativa prof. Andrea Menchetti Dirigente Scolastico Repertorio fotografico Il volume presenta un variegato repertorio fotografico, e varie planimetrie della città reperite al Centro Documentario Storico di Viareggio, che ringraziamo. Oltre alle molte foto d'epoca e alcune interpretazioni della città da parte di tre giovani fotografi Roberta Bianchi, Andrea Della Spora e Giacomo Mozzi. Li ringraziamo per averci messo gentilmente a disposizione le loro opere, che danno una visione della città fresca e originale. Si ringraziano le attività che ci hanno ospitato durante le interviste: Lo staff dell'Hotel Esplanade di Viareggio dott. Demetrio Brandi Responsabile Ufficio Stampa sig.Francesco Becciani Amministratore Lo staff e i responsabili del Gran Caffè Margherita di Viareggio

© 2021 Stefano Carlo Vecoli www.stefanocarlovecoli.it Prima edizione a cura dell'autore


Viareggio: 200 anni di città Una città in divenire da Maria Luisa di Borbone agli anni 2000 Nel 2020 si sono celebrati i due secoli di elevazione di Viareggio a città, compiuta dall’allora Duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone. Sono stati due secoli in cui la città è molto cresciuta, in certi anni in modo vivace e impetuoso, instradata dalla Duchessa sui due filoni: la balneazione e la marineria, ai quali se ne affiancherà un terzo rappresentato da quelle grande manifestazione, divenuta di dimensioni internazionali, che è il Carnevale di Viareggio.

Panorama della città di Viareggio dal molo. Foto di Roberta Bianchi.

Le interviste sono state ideate e realizzate dal gruppo di studenti del liceo scientifico “Barsanti e Matteucci” che ha partecipato a questa esperienza ed evidenziano le curiosità delle giovani generazioni verso la città in cui vivono. Gli storici e i giornalisti intervistati, che ringraziamo per la loro disponibilità, ben descrivono, con precisione storica e qualche aneddoto curioso e interessante, come nel corso di due secoli la città si sia sviluppata divenendo una eccellenza sia nel turismo balneare, sia nella realizzazione di barche di pregio. Verrà sottolineato il ruolo di figure importanti, la Duchessa in primis, che con le loro scelte politiche culturali e urbanistiche indirizzeranno lo sviluppo di Viareggio, si sottolineerà l’apporto della popolazione che si è impegnata nella costruzione e realizzazione di una industria turistica originale e di una cantieristica rinomata, in cui si sono raggiunti in entrambi i casi eccellenze riconosciute nazionalmente ed internazionalmente. Non va dimenticato di aggiungere la grandiosità di un Carnevale 3


allegorici e forgiato dallo spirito, un po’ anarcoide, ironico e scanzonato, della popolazione. Il lavoro è stato realizzato da un gruppo di studenti nel corso di un triennio, dalla terza alla quinta classe. Un triennio che, nell’ultimo periodo, è stato attraversato dalla tragedia della pandemia di Covid che non poco ha influenzato il procedere del lavoro. Gli studenti e le studentesse hanno potuto conoscere la storia della propria città e del proprio territorio negli incontri con studiosi, con conferenze e presentazioni di libri e di musiche, nelle loro ricerche di archivio e in biblioteca, senza dimenticare le ricerche nel web. È stata un’avventura culturale stimolante in cui si sono affinate le conoscenze di strumenti e software per realizzare le pagine di questo catalogo, i metodi e i criteri con i quali intervistare e raccogliere documenti e ricerche. Un lavoro che potrà servire loro anche nel percorso universitario, rimarrà in rete per essere consultato e studiato negli anni a venire da altri studenti. La storia che ci raccontano queste pagine percorre i duecento anni sempre con la consapevolezza che il futuro della città di Viareggio si può costruire, immaginare e progettare su solide basi e auspici positivi solo se ben consapevoli della storia passata. Sarà una lettura fresca e stimolante, da cui traspare la consapevolezza che questa città abbia mantenuto le potenzialità riconosciutele nel corso di due secoli, nelle sue caratteristiche principali e che possano nuovamente essere messe in risalto. Ci sia dunque la possibilità di darle nuova linfa vitale. Questo catalogo ha l’ambizione di essere un contributo alla Viareggio futura, ad una Viareggio sempre città in divenire. prof. Stefano Carlo Vecoli

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Scene dalla Belle Epoque. In alto: l'atletico tuffo di un bagnante. In basso: la battigia popolata di turisti durante "l'ora del bagno".

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Panorama di Viareggio qualche anno dopo la seconda guerra mondiale.

Panorama di Viareggio qualche anno prima la seconda guerra mondiale.

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Iniziamo con le interviste, le domande sono in tutto nove, e tutte formulate su indacazione degli studenti. 1) Qual è stato il ruolo di Maria Luisa di Borbone per Viareggio? Umberto Guidi Il ruolo di questa regnante è stato abbastanza importante, soprattutto per due motivi: quello fondamentale è che sotto il suo governo fu costruita la darsena di Viareggio, la prima delle Darsene storiche, cosiddetta Darsena Lucca, che sorge accanto al porto canale. Infatti fino a quel periodo, attorno agli anni 1820, l’approdo di Viareggio si limitava a quello, sebbene fosse di rilievo. Con la Darsena Lucca, all’ombra della Torre Matilde, punto di inserimento storico di Viareggio, fu realizzata la prima di una serie di acque calme interne, che prendono il nome di Darsena Toscana, Darsena Italia, Darsena Europa e infine Darsena di Levante. Queste si andranno via via aggiungendo nel tempo, allargando geograficamente la città e dando inizio a un favorevole processo economico e allo sviluppo del settore delle costruzioni navali, attraverso i calafati viareggini, poi elogiati anche da Mario Tobino. Nonostante l’ampliamento, il porto di Viareggio si porta dietro sin dalla sua nascita vari problemi, tra cui quello dell’insabbiamento. In seconda istanza Maria Luisa elevò Viareggio al rango i città, facendola diventare la seconda realtà urbana dopo Lucca nella provincia e ciò fu importante per il suo sviluppo. Mario Tobino scrive della Duchessa un’appassionata descrizione che la ritrae come una donna un po’ bigotta, religiosa, però anche molto aperta e attratta dal mare: aveva questa propensione a vedere il mare come apertura e perciò Viareggio fu al centro dei suoi interessi. L’autore menziona inoltre il Bargio Reale, cioè l’imbarcazione di cui lei usufruiva per le uscite in mare. Marco Lenci Il ruolo di Maria Luisa di Borbone per Viareggio è fondamentale per almeno un motivo: perché nel 1820 Maria Luisa di Borbone promosse la città Viareggio al rango di città, ma non solo. Se si va a vedere l'editto, il decreto, con cui stabiliva questa novità, in realtà pone Viareggio e Lucca allo stesso livello: nel senso che la realtà del ducato di Lucca era articolata in due città, che erano Lucca e Viareggio, praticamente paritarie. Tant'è vero che Viareggio si configurava come una sorta di capitale estiva, quasi come se lo Stato avesse due capitali. Un po' come l'Olanda che ha L'Aja e Amsterdam o come altri Stati simili. Era una promozione fortissima di Viareggio, tanto che per certi versi Maria Luisa è considerata la madre di Viareggio, proprio perché con lei acquisisce una dignità e una specificità superiore a tutte quelle che sono le altre città e gli altri paesi del ducato di Lucca, a parte Lucca stessa. Maria Luisa di Borbone ha quindi un ruolo fondamentale dal punto di vista istituzionale. Marco Pomella Il ruolo di Maria Luisa di Borbone è un ruolo sicuramente di primo piano. Viareggio ha conosciuto diversi sovrani nella sua storia, ma probabilmente Maria Luisa è quella che pone Viareggio in un quadro ben definito della sua storia. Basti 7


pensare ad alcuni atti e alcune riforme che fa per la città e che poi segneranno tutta l’esistenza di Viareggio: pensiamo per esempio alla nascita della cantieristica grazie alla prima Darsena, oppure allo sviluppo del turismo grazie alla nascita dei primi stabilimenti balneari. Antonella Serafini Indubbiamente è stato un ruolo molto importante perché Maria Luisa di Borbone, oltre ad elevare Viareggio a rango di città, ha dato avvio negli stessi anni a quelle che ancora oggi sono le due industrie sulle quali si regge l’economia cittadina: la cantieristica ed il turismo balneare. Ha ordinato l’escavo della prima darsena nel 1819 e, nel 1822, emanando il decreto per la regolamentazione delle bagnature, ha di fatto reso Viareggio un centro balneare.

La famiglia di Carlo IV dipinta da Francisco Goya (Dettaglio del dipinto conservato al Museo del Prado a Madrid). Nell'ovale evidenziato, la giovane Maria Luisa di Borbone, Infanta di Spagna, Duchessa di Lucca e Regina d'Etruria.

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La Torre Matilde, esempio di architettura militare del XVI secolo. Immagini di inizio '900.

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Panoramiche del porto di Viareggio. Ad inizio 1900 (in alto) e negli ultimi anni del 1900 (in basso).

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2) Quanto ancora si sente l’influenza di Maria Luisa di Borbone, e lucchese in genere, sulla urbanistica e architettura Viareggina? Marco Lenci L'influenza si sente molto, anche se non in maniera fondamentale, sopratutto nella parte che riguarda la monumentalità di Viareggio. Bisogna pensare che Maria Luisa aveva in mente di fare una reggia a Viareggio, proprio una sorta di seconda reggia, che si affiancasse al Palazzo Ducale di Lucca e che fosse collocata dove ora è Piazza Grande. Questo palazzo era il famoso Palazzo Cittadella che venne poi ristrutturato da Nottolini con una sua monumentalità, la quale doveva essere enorme e doveva sfociare con un viale fino alla tenuta di Borbone. Anche questa tenuta era stata acquisita da Maria Luisa e costituiva in origine la casina di caccia dei Borbone. Tutta la città avrebbe dovuto orientarsi su questo grande spazio verde, un po' come avviene per esempio a Parma, dove c'è una reggia circondata da un parco. La cosa non procedette perché praticamente dopo la morte di Maria Luisa si abbandonarono questi impegni. Però il municipio di Viareggio (quello che è stato il municipio di Viareggio fino al '43, fino ai bombardamenti), si trovava in quello che era il residuo della reggia. Un'altra cosa che rimane veramente viva nell'urbanistica è la Darsena Lucca. Lo scalo di Viareggio venne promosso a vero porto di Lucca, perché prima tale scalo consisteva essenzialmente in un canale a cui approdavano le navi e le barche, che non aveva né la forma né le dimensioni di un porto. Nacque così la prima Darsena, che è quella più vicina alla Torre Matilde, che oggi è abbastanza piccola, ma che è stato il primo vero scalo portuale all’interno del bacino di Viareggio. Volevo poi dire, anticipando il discorso, che l'altro grande palazzo storico che si ha a Viareggio, Palazzo Paolina, è stato eretto nel 1820 grazie al consenso di Maria Luisa, nonostante Paolina fosse sorella di Napoleone. Adolfo Lippi L’urbanistica e l’architettura viareggina hanno ricevuto un impulso con l’avvento del turismo e la moda della balneazione nei primi del ‘900. La città nasce su indicazione dei lucchesi già nel ‘700, quindi molto prima dell’arrivo di Maria Luisa, intorno a Via Regia, quando numerose famiglie nobili del capoluogo edificarono i loro palazzi lungo questa strada. Qui si ritrovavano a giocare a carte durante il periodo di Quaresima, dato che era vietato a Lucca e le signore, definite viziose, gradivano spazi dove ballare e divertirsi. Per ultimo sorge il Palazzo Cittadella, nei pressi dell’attuale municipio, dove la duchessa fa poi costruire dal suo amico ed architetto Nottolini la Reggia, che proseguiva fino alla tenuta di caccia, Villa Borbone. La moda balneare era una novità del secolo, poiché la Chiesa aveva fino ad allora tenuto a freno la possibilità di esibire il corpo, che era invece concessa ai tempi dei Romani, quando era di uso comune fare bagni, come testimoniano i mosaici di Piazza Armerina in Sicilia. Con le rivoluzioni industriali e il conseguente consumo del carbone per usi di fabbrica ma anche domestici, nei primi anni dell’800 per allontanarsi dallo smog delle città, soprattutto a Londra e in Francia, prese piede la moda di recarsi al mare, sia con scopo curativo che ricreativo. Viareggio è una delle prime località a offrire certi centri di svago mondano e perciò luogo di mira di molti, a partire da Paolina Bonaparte, che vi farà 11


costruire la sua villa. La donna si era innamorata del musicista siciliano Giovanni Pacini, conosciuto a Roma insieme a Gioacchino Rossini, e con lui risiederà nella città di mare, nella prima cosiddetta villa balneare. Questo interesse darà il via all’edilizia balneare, che avrà grande sviluppo intorno al 1900 con il Liberty e l’Art Dèco, parallelamente all’”insediamento” fiorentino in nuovi palazzi sulla passeggiata . In conclusione non è stata Maria Luisa a dare l’input all’urbanistica viareggina, mentre fu molto operativa nell’attrezzare il porto, essendo il mare la sua passione. Inoltre entrò in possesso della tenuta dei Borbone, dove fece costruire il suo casino di caccia, e della pineta di Levante, precedentemente regalata dai Baciocchi napoleonici al Comune, di cui fece la sua reggia estiva che sfortunatamente frequentò poco a causa della sua prematura morte a Roma all’età di 42 anni.

Marco Pomella Penso che sull’urbanistica di Viareggio l’influenza di Maria Luisa si senta ancora molto: probabilmente Viareggio è grosso modo quella che i Borbone avevano immaginato. Ancora a sud del canale burlamacca c’è la parte cantieristica e produttiva, e poi la zona residenziale che si è sviluppata attorno a questa parte produttiva. Invece a nord del canale burlamacca si è sviluppata la Viareggio residenziale e turistica. Viareggio è grosso modo ancora oggi, come l’avevano pensata i Borbone al tempo. Antonella Serafini Dal punto di vista architettonico forse non molto, perché sono pochi gli edifici dell’epoca rimasti a caratterizzare l’aspetto della città, mentre al contrario l’ha condizionata dal punto di vista urbanistico: la struttura a griglia disegnata da Nottolini nel 1824, sia pure proseguendo quella già indicata da Valentini a metà del ‘700, è quella che ancora oggi contraddistingue l’assetto della città.

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Immagini d'altri tempi della passeggiata di Viareggio: ricostruiti in muratura dopo il 1917 in stile Art Decò e Modernista (in alto), e agli inizi del 1900 ancora con gli edifici in legno (prima dell'incendio del 1917) (in basso).

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Pianta Viareggio 1686.

Pianta Viareggio 1748.

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3) E qual è l’opera ideata, da Maria Luisa di Borbone, più significativa, ancora oggi, per la città di Viareggio? Umberto Guidi Proprio la Darsena Lucca, come già espresso, è l’opera più significativa di Maria Luisa, che ha aperto la vocazione marinara di Viareggio con questo piccolo bacino. In questo modo ha consentito lo sviluppo di varie attività, principalmente la pesca e il settore della cantieristica, in cui la città ha investito molto. Dapprima, in ambito della marineria a vela, ha dato luogo a imbarcazioni molto efficienti e valide che suscitavano l’ammirazione di chi le notava, come il Barcobestia viareggino, definito dagli inglesi il miglior naviglio che potesse circolare in quel periodo. Con la crisi della vela, per l’avvento del motore, prese piede nella cantieristica l’utilizzo dell’acciaio e successivamente le leghe leggere, fiore all’occhiello del posto. Gli indirizzi della città, come indica Lorenzo Viani, sono due: quello dominante a sud del canale Burlamacca, della Marineria, della pesca e delle costruzioni navali, e quello balneare a nord, che riguarda i bagni e il turismo in generale. A proposito di quest’ultimo aspetto, fu notevole l’intervento pubblico, nel 1827, del figlio di Maria Luisa, Ludovico di Borbone che dette il via alla costruzione di due stabilimenti balneari su palafitte, protesi verso l’acqua, con grande probabilità le prime costruzioni di questo genere in tutta Italia. Invece i bagni di Livorno, che sono anche più antichi, erano però distanziati dalla riva ed era possibile fare il bagno in vasche di acqua di mare. Fu sulla base dei trattati del medico inglese Richard Russell che l’opinione riguardo agli effetti delle zone marine mutò, passando da essere considerati dannosi a benefici e dando vita alla talassoterapia. Nello Stato di Lucca, nel 1833, il medico Giuseppe Giannelli scrisse il primo manuale per i bagni di mare. Inizialmente era Livorno a tenere il primato come centro turistico, ma poichè si proiettò in misura maggiore verso occupazioni portuali e industriali, fu sorpassata da Viareggio, che in ambito balneare mantenne una posizione di spicco soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali. Marco Lenci L'opera più significativa è sicuramente la Darsena, perché ha avuto un'importante funzione. Vorrei far notare che Maria Luisa investì tantissimo in Viareggi per due motivi. Per prima cosa perché ebbe proprio la sensazione di essere una fondatrice. (Ricordiamo infatti che Lucca, prima della Rivoluzione Francese, era una repubblica aristocratica, cittadina, non uno stato dinastico, che nasce, inteso come ducato, con Maria Luisa di Borbone, la quale però aveva avuto diritto al ducato di Parma ma, in attesa della morte della moglie di Napoleone, all'epoca sovrano in quel regno, ebbe la opportunità di regnare su Lucca). Quindi, arrivata a Lucca, Maria Luisa si sentì la fondatrice di un nuovo regno, e in tale contesto puntò molto sulla sua idea di Viareggio come nuova città ducale. Per fare un paragone, forse irriverente, si può confrontare il rapporto che sotto Maria Luisa si instaurò tra Lucca e Viareggio con quello che dal Settecento in poi venne fissandosi in Russia tra San Pietroburgo e Mosca; Mosca è sempre stata la capitale degli zar, ma San Pietroburgo è stata la capitale della Russia moderna, che guarda all'Occidente. Ecco, Maria Luisa, investendo in Viareggio investì in una realtà nuova che guarda al 15


mare, non a caso, creò una piccola flotta militare, con un paio di barche, che avevano la funzione in qualche modo più decorativa che militare, però anche questo sta a significare quanto la sovrana credesse nel ruolo rappresentativo della realtà viareggina. Marco Pomella Secondo me è difficile definirne una, nel senso che penso alla Darsena, che è significativa perché da lì si sviluppa tutta la cantierstica navale, penso al taglio della Macchia Mediterranea, agli alberi, agli arbusti che erano lungo la costa e quindi il via a tutto il comparto turistico balneare. Se vogliano citare un'opera unica si potrebbe pensare alla tenuta di Villa Borbone tra Viareggio e Torre del Lago. Antonella Serafini Pur senza nulla togliere a Villa Borbone, credo sia la darsena perché ha dato impulso all’industria della cantieristica. Tuttavia ritengo che Villa Borbone sia un edificio sicuramente importante come testimonianza storica insieme all’adiacente cappella con le tombe dei reali.

Darsena Lucca con la Torre Matilde. Foto di Roberta Bianchi.

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Immagini della Passeggiata viareggina negli anni "50 del secolo scorso. In alto: panoramica sui viali e piazza Giacomo Puccini. In basso: panoramica sui viali e piazza Giuseppe Mazzini.

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Il litorale di Viareggio al crepuscolo, visto dagli scogli del molo.

Il Galeone Santa Monica, adibito a ristorane e discoteca, in una cartolina degli anni "60 del novecento.

La "movida" notturna viareggina davanti al Bagno Balena dopo la seconda guerra mondiale. 18


4) Tra il precedente Governo Napoleonico esercitato dalla sorella di

Elisa Bonaparte e Maria Luisa di Borbone quali differenze e/o affinità ci sono state relative a Viareggio?

Marco Lenci In realtà le affinità si riducono al fatto che i governi avessero sovrani donne e quindi in qualche modo sono eccezioni rispetto a quello che era il panorama politico precedente. Invece la differenza, e anche questo spiega perché Viareggio venne molto amata da Maria Luisa, è che la comunità di questa città non ebbe un bel rapporto né con la Rivoluzione Francese né con Napoleone. Mentre a Lucca si creò un regime democratico filofrancese, e poi filonapoleonico, a Viareggio, fortemente influenzata dalla presenza della chiesa conservatrice, ci furono dei moti, come per esempio quello di Viva Maria, contrari alla Rivoluzione Francese. Per cui quando Maria Luisa arrivò come restauratrice dopo la caduta napoleonica, la città era paradossalmente per lei più accogliente e infatti si sentiva più a casa a Viareggio che non a Lucca, perché là c'era una nobiltà anche di tipo liberale, o persino illuministico e rivoluzionario. L'appoggio che Maria Luisa dette a Viareggio è anche motivato dal fatto che la città allora era molto più conservatrice di quanto non fosse Lucca, situazione che cambiò nei decenni successivi. Adolfo Lippi Le due principesse, che si succedettero al governo della provincia, erano di carattere opposto. La sorella di Napoleone, Elisa, era libertina, seguiva la tendenza francese e quindi era appassionata di moda, balli, feste e visitava Viareggio per dedicarsi alla "tela" delle folaghe sul lago. Allora il bacino era incontaminato e frequentato da principi Baciocchi per sessioni di caccia agli uccelli. La napoleonica preferiva Lucca a Viareggio, in quanto le ricordava maggiormente Versailles, mentre Maria Luisa era più legata agli aspetti naturali del territorio: la Pineta di Levante, la Darsena e il mare, dove infatti prediligeva risiedere. Un altro motivo di differenziazione tra le due era il fatto che la borbonica fosse bigotta. Difatti revocò le imposizioni di carattere laico dei principi Baciocchi che la precedettero tra cui: l’abolizione delle feste sacre e delle processioni e la confisca dei beni della Chiesa. La duchessa restituì la funzione ecclesiastica alla Chiesa della Santissima Annunziata di Viareggio, la quale in tempo napoleonico era stata destinata all’uso di caserma. Solamente la famiglia dei massoni Belluomini di Via Regia, libertini, legati alla rivoluzione, appoggiavano il governo francese e ne erano i rappresentanti in città. A loro si ribellarono i viareggini, incendiando Palazzo Belluomini al grido di “Viva Maria”. I capi della sommossa, dopo essere stati imprigionati, furono successivamente liberati dall’infanta di Spagna. Un’altra situazione in cui le principesse espressero un volere opposto fu il caso di Ippolito Zibibbi, comandante del porto di Viareggio. Questi, quando gli inglesi, avversari dei francesi, sbarcarono nel 1814 e bombardarono il Forte, con la sua debole guarnigione decise di ritirarsi, lasciando modo ai britannici di occupare Lucca. Al ritorno dei francesi fu, per questo motivo,considerato traditore e perciò incarcerato e condannato a morte. Fu salvato grazie alla ulteriore cacciata dei napoleonici e riacquisendo successivamente il suo impiego. 19


Maria Luisa di Borbone fece costruire il suo palazzo reale, dove soggiornò per poco tempo, in Via Regia, al posto di quello dei Cittadella, su progetto del suo architetto Nottolini, ispirato alla Reggia di Caserta. Dopo la morte di lei, il palazzo fu abitato dal figlio, che sposò una principessa dei Savoia. Per celebrare le nozze, la famiglia da Torino, con Emanuele II, sarebbe dovuta approdare nel porticciolo fabbricato per l’occasione; a causa del libeccio che impedì l’attracco della flotta, la cerimonia fu rinviata e fu per mezzo di cavalli e carrozze che tornò, passando per Pietrasanta. Marco Pomella Secondo me sono più le differenze che le analogie: è vero che Elisa Bonaparte fece degli atti anche a favore di Viareggio, però nella sua storia sembra poi sempre preferire Bagni di Lucca a Viareggio, anche solo come scelta della propria residenza. Al contrario Maria Luisa non solo eleva Viareggio a rango di città ma dimostra proprio di apprezzarla quando decide di trasformare il Palazzo Ferrante Cittadella nella propria reggia, quindi sposta a Viareggio anche fisicamente il centro del potere.

4bis) Com’era Viareggio dalla fine del “700 prima dell’arrivo delle due regnanti e come Maria Luisa intervenne nella città di Viareggio? Antonella Serafini Il primo sviluppo di Viareggio come centro di villeggiatura si ha a metà del ‘700, dopo la bonifica per debellare la malaria. Il Senato lucchese assegnò per sorteggio lotti di terreni a famiglie nobili di Lucca affinché vi edificassero le loro ville e dessero così avvio allo sviluppo della città. Questa prima fase non ebbe risvolti speculativi, si trattava piuttosto di rendere abitabile e fruibile un’area che, in linea con quanto stava accadendo in Europa, si apprestava a divenire un centro di cure talassoterapiche. Più che di centri balneari, a metà ‘700, si parla di stazioni di cura con bagni di mare. Quando invece Maria Luisa di Borbone agisce con il suo decreto nel 1822 le stazioni di cura si sono affermate e si comincia a intravedere un tipo di sviluppo che può avere anche interessanti risvolti economici. Quindi, benché anche Maria Luisa ceda lotti della città quasi gratuitamente affinché vengano edificati e imponga regole architettoniche per cui gli edifici debbano essere di un certo livello e di una certa importanza, gli acquirenti agiscono in previsione che queste ville potranno avere un futuro come alberghi. Temporeggiano prima di presentare i loro progetti non solo per costruirsi una villa a Viareggio per la villeggiatura, ma un edificio che potrà anche essere trasformato in una struttura ricettiva e quindi diventare una risorsa economica. 20


Panorama notturno della darsena Italia. Foto Andrea Della Spora.

Tramonto in darsena Italia. Foto Andrea Della Spora.

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Pianta Viareggio 1824. Piano "Regolatore" dell'architetto Lorenzo Nottolini. Pianta Viareggio 1879.

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5) Due donne ottengono un così alto prestigio, nella storia della provincia di Lucca, c’è stata una specificità femminile del potere? Umberto Guidi È una domanda cui è difficile rispondere. In questo caso sì, perché sia Elisa che Maria Luisa sono state delle donne molto volitive sia pure, come diceva Lippi, su fronti opposti. Elisa illuminista, laica, rivoluzionaria, l’altra piuttosto retriva e reazionaria. Noi la definiremmo così: retriva e reazionaria ma Maria Luisa aveva, come abbiamo visto, dei pregi. Erano sicuramente due donne molto risolute perché se consideriamo il Principato Baciocchi, Elisa doveva essere un pochino in secondo piano rispetto al marito. Ma lei era la sorella di Napoleone e avendo questa statura, questa importanza e queste doti caratteriali ben presto fu l’assoluta “domina” (padrona) dello Stato che governa. Quindi sono state sicuramente due donne forti a dimostrazione che sono state in grado di reggere le sorti delle Repubbliche e dei Regni. Come ad esempio la Regina d’Inghilterra o altre varie regnanti in giro per il mondo. Dando uno sguardo a questo contesto storico con occhi moderni noteremo che per il momento non c’è stato un seguito: manca una forte personalità femminile alla guida di Viareggio. I vari sindaci sono stati tutti uomini però i tempi potrebbero essere maturi e possiamo auspicare un cambio di genere oltre che di generazione. Cambio di genere nel senso che si può pensare a un sindaco donna, e sicuramente i tempi sono adatti perché le donne si facciano valere e non solo occasionalmente come nel caso di Elisa e di Maria Luisa, che comunque sono state due governanti molto determinate. Marco Lenci Nella provincia di Lucca oltre al personaggio notevole di Paolina Bonaparte, che ha avuto un peso sia nel quadro napoleonico sia specificatamente a Viareggio con Palazzo Paolina, con le sue vicende amorose, letterarie. Non credo, d'altro canto, che nel resto del mondo ci sia stata una specificità femminile del potere a partire dal '700. Possiamo ricordare Caterina di Russia, Maria Teresa d'Austria. Su questo non saprei esprimermi, ma non mi sembra che ci sia stata a Lucca una predisposizione particolare. Marco Pomella Sicuramente i personaggi di Maria Luisa e di Elisa Bonaparte hanno segnato la storia di Viareggio con una specificità femminile. Se estendiamo lo sguardo magari anche al di fuori dai distretti, dai confini di Viareggio, senza dimenticare Paolina Bonaparte che ha dato un contributo importante, ci sono personaggi come Matilde di Canossa o, per spaziare su altri campi, Santa Zita, Santa Gemma o, per arrivare ai tempi più moderni, Maria Eletta Martini o Vera Vassalle. Insomma, le donne hanno sempre rappresentato un fattore molto importante per la cultura di questa terra. Antonella Serafini Non so dire se c’è stata una specificità femminile nella gestione del potere, se cioè Elisa e Maria Luisa hanno fatto delle scelte con una sensibilità diversa da quella che potrebbe avere avuto un maschio. Posso dire che per le donne nobili non era così inconsueto gestire il potere. 23


Si pensi ad esempio all’Inghilterra che ha avuto, oltre l’attuale, altre due grandi e importanti regine, oppure alla Russia. Quindi che Viareggio e la Lucchesia siano state governate da due donne che hanno lasciato la loro impronta non costituisce un fatto eccezionale. Elisa Bonaparte Baciocchi e la figlia Napoleona Baciocchi. Dipinto di François Gérard (dettaglio).

Maria Luisa di Borbone, Duchessa di Lucca, con i figli Carlo Ludovico, futuro duca di Lucca, e Maria Luisa Carlotta. Dipinto di José Aparicio Inglada (dettaglio). 24


Panorama di Viareggio dal molo di levante. Foto di Giacomo Mozzi.

Porto di Viareggio. Foto di Giacomo Mozzi.

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Pianta Viareggio 1893.

Pianta Viareggio 1906.

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6) Quali altri momenti importanti, quando più veloci quando più

lenti, ci sono stati nella storia dello sviluppo urbanistico ed architettonico della città? Da Maria Luisa ad oggi?

Marco Lenci Partendo da Maria Luisa in poi si può dire che Viareggio rimane sostanzialmente stagnante fino alla prima metà del 1800 e poi si sviluppa lungo il canale Burlamacca. Anche se già nel 1700 si era creata una specie di griglia con un piano urbanistico che prevedeva vari quadrati, vari rettangoli entro cui la città si sarebbe dovuta espandere verso nord. In realtà fino alla prima metà dell' Ottocento l’espansione di Viareggio fu appunto lungo il canale e poi nella darsena. A partire invece dalla seconda metà si ha una specie di scissione: da una parte la zona del canale che diventa la zona della pesca, della cantieristica, cioè il quartiere “operaio e industriale” e dall’altra la zona dei viali a mare. Fu nella parte nuova della città che a fine Ottocento si sviluppa l’industria della salute legata al mare e poi di lì l’industria dei bagni. Dopo di allora lo sviluppo di Viareggio ha delle date importanti come ad esempio il 1917, anno in cui si ebbe il famoso incendio della passeggiata che rase al suolo gran parte delle strutture lignee, costringendo Viareggio a ricostruire in cemento i nuovi edifici sui viali a mare. Poi nella seconda parte della passeggiata, quella che va dal bar Fappani in su, si è dato vita ad un vasto sviluppo di edilizia razionalista. Dobbiamo riconoscere che tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento ci sono stati anche alcuni importanti interventi di edilizia civile, penso al Palazzo delle Muse, e ad altri interventi che hanno arricchito la città come le chiese di San Paolino e di Sant’Andrea. Le prime chiese a Viareggio erano del '600/'700, Santissima Annunziata e Sant’Antonio. Poi altri passi importanti, tra le due guerre, furono assunti dal fascismo che non solo sviluppò la passeggiata razionalista da piazza Mazzini a piazza Puccini, ma avviò pure una politica di interventi pubblici come la costruzione delle scuole Pascoli, negli anni "30, mentre le Lambruschini sono dei primi del 900. Importante in tale ambito anche la costruzione della nuova stazione ferroviaria giacché in precedenza Viareggio aveva solo quella che noi ora chiamiamo “stazione vecchia”. Lo spostarsi della stazione voleva dire rivalutare il ruolo della parte settentrionale di Viareggio, quella su cui insistevano i bagni e le principali strutture turistiche. É uno sviluppo intenso dell’edilizia privata che va dalla Via Regia a Via Vespucci. Poi l’ospedale civile 'G. Tabarracci', costruito nel 1910 ma completato negli anni 20. Per ultimo si è avuto l’impetuoso sviluppo post seconda guerra mondiale che ha fatto sì che Viareggio oggi sia priva di un suo tessuto campestre con la sola eccezione della zona che ci divide da Torre del Lago. Adolfo Lippi Ricordo che il vero sviluppo urbanistico e architettonico di Viareggio si ha con il ‘900, non con Maria Luisa. Ai tempi di Maria Luisa le pinete ancora strabordavano, c’erano poche costruzioni, pensiamo che in Via Fratti non c’era una casa. Le pinete cominciavano dall’attuale Via Zanardelli, cioè le costruzioni sono arrivate molto dopo il ‘900 con lo sviluppo dei bagni e del turismo. A metà dell’‘800 si cominciano a costruire i primi “casotti” sulla spiaggia e da lì la prima edilizia. Il trasferimento del Carnevale dalla Via Regia che era interna alla passeggiata si ha nel 27


1905 e già lì comincia a svilupparsi la Passeggiata in legno. Tutta la Passeggiata, che vediamo ora in cemento, prima era fatta di chalets di legno che bruciarono nel 1917; era bellissima, erano tutti chalets arabescati, con i disegni Liberty. Il vero sviluppo urbanistico nasce dopo il ’17 con l’architetto AlfredoBelluomini, e dalla sua collaborazione con Galileo Chini. Il Margherita diventa, dopo l’incendio, in muratura, così come gli altri edifici e si cominciano a costruire i grandi alberghi come il Royal, il Principe di Piemonte, tutta edilizia dal 1920 in avanti. Poi il fascismo blocca il Liberty perché lo vedeva come uno stile corrotto, uno stile borghese e prediligeva l’aspetto urbanistico più sobrio. Tutta la zona dalla Piazza Mazzini in avanti, che è stata costruita in epoca fascista, è molto più sobria della parte Liberty e Déco di prima. Gli edifici Déco degli anni '’20, che nascono dopo l’incendio sono il Duilio 48, lo stabilimento Margherita, il bagno Balena e tutti i grandi edifici della Passeggiata tra il Burlamacca e iazza Mazzini. Dopo questo primo sviluppo la grande invenzione urbanistica del fascismo fu il Principe di Piemonte e il Principino; lì c’era uno stabilimento piccolo che si chiamava Lidino. Il fascismo non lo riteneva adatto allo sviluppo delle balneazioni anche perché a Viareggio era venuta ad abitare la figlia di Mussolini, Edda Ciano, insieme al marito nel villino che si trova dopo il Principe di Piemonte. Il conte Ciano, che era di Livorno fece costruire la Terrazza della Repubblica e fecero costruire questo bellissimo Principino in stile nuovo, fatto dagli architetti e dagli urbanisti di Firenze. Quindi lo sviluppo urbanistico vero di Viareggio si ha in due epoche: l’epoca del Liberty, fino alla fine del ’25, e l’epoca fascista successiva, dal ’25 al ’40. Marco Pomella Diciamo che mi vengono in mente quattro momenti di particolare velocità nello sviluppo urbanistico della città: a partire da Zendrini, quindi le prime opere di bonifica che hanno permesso a Viareggio di potersi sviluppare come un centro urbano, prima era terra paludosa e quindi difficile da essere abitata. Ai Borbone che danno un’identità ben precisa di sviluppo, sia dando il via a settori come la nautica e come il turismo legato agli stabilimenti balneari, ma anche dando incentivi perché i lucchesi si trasferissero in terra viareggina e venissero qui a costruire le loro case. Poi altre due fasi di sviluppo celere della città sono state a mio avviso nel dopoguerra, dopo che Viareggio aveva perso circa la metà delle case a causa dei bombardamenti, quindi la città era da ricostruire, e probabilmente intorno agli anni sessanta e settanta, quando c’è stato poi lo sviluppo di Torre del Lago e delle altre zone periferiche rispetto al centro di Viareggio: Varignano, Terminetto e Migliarina. Antonella Serafini Possiamo dire che Viareggio, fra il 1820 e la stagione più importante del suo sviluppo architettonico e urbanistico che è quella fra le due guerre, cambia almeno tre volte aspetto. Nel primo Ottocento abbiamo un’architettura che risente soprattutto dell’influenza della villa lucchese. Fra la fine dell’Ottocento e i primi anni Venti il Liberty e il Decò sono i linguaggi che accompagnano lo sviluppo delle stazioni di cura europee e qui prendono gli aspetti che ci sono più familiari. 28


Negli anni Trenta il Razionalismo marca in modo abbastanza definito una quota di città, l’originalità della Passeggiata, da Piazza Mazzini a Piazza Puccini è quella di vedere adattato alla città loisir uno stile che nasce invece per celebrare la monumentalità della modernità, i fasti del Regime. Confrontando la pianta della città del 1906 e quella del 1936, osserviamo che lo sviluppo di Viareggio subisce una progressiva accelerazione triplicando la sua area edificata. Possiamo parlare volendo, facendo una citazione dotta, di una sorta di Addizione Erculea, che progredisce e si sviluppa man a mano che si evolve la moda del centro balneare e della stazione di cura.

Pianta Viareggio Sec. XVI.

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Panorama del porto dalla spiaggia di ponente. Foto di Roberta Bianchi.

Panorama della spiaggia e dell' Hotel Royal. Foto di Roberta Bianchi.

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7) Quanto è conosciuta, secondo Lei, la storia della città dai viareggini? E quanto e quanti ancora ne potrebbero essere interessati? Umberto Guidi Io credo che Viareggio abbia una storia, tutto sommato, breve, non certo una lunga storia come Firenze, o la stessa Lucca, o altre città vicine. Ma ugualmente i Viareggini sono abbastanza appassionati alle vicende locali. Non saprei dire con quanta profondità e con quanta completezza essi conoscano la storia di Viareggio, però sicuramente c’è un certo interesse. Io vedo che quando esce un libro dedicato alla storia locale suscita sempre un po’ d’attenzione e le persone si avvicinano insomma. Anche perché, diciamoci la verità, abbiamo un grande passato alle spalle, specialmente nella prima metà del ‘900, un passato più radioso del presente. E quindi quando il presente è un po’ deludente ci si rifugia, sbagliando, nel passato. Però è anche un conforto. Quindi io credo che le persone possano essere interessate alla storia di Viareggio e non lo vedo solo come un sintomo di nostalgia; io credo che sia essenziale per progettare il futuro. Quindi bisogna essere ben consapevoli di quello che è stato, in modo da poter lavorare per il futuro. Guai se si perde la prospettiva del futuro, perché con la testa rivolta all’indietro non si combina granché. Però anche l’amnesia sarebbe dannosa, cioè non sapere cosa è successo prima, quali problemi ci sono stati, quali soluzioni sono state trovate, cosa è cambiato nel corso degli anni, sono tutte cose che vanno conosciute e più nel dettaglio possibile, in modo da evitare errori nel futuro. Quindi la storia ci serve per il futuro, io l’ho sempre vista così, perciò l’interesse per il passato è un fatto positivo finché non è fine a sé stesso. Marco Lenci Dunque secondo me a Viareggio c’è una specie di problema perché si confonde la storia con il “mi riordo” cioè c’è una forte nostalgia verso la bella Viareggio che era un tempo. In realtà dal punto di vista storico (che si basa sui documenti), Viareggio è partita molto in ritardo perché per molto tempo la sua storia si basava sulla volontà di chi si ricordava e chi raccoglieva immagini o documenti. In realtà fare storia significa andare a cercare documenti e ricreare delle vicende. Devo dire che negli ultimi 20-30 anni, sono uscite nuove opere di scavi di studio di vari aspetti. Io per esempio ho collaborato allo studio di quanti sono caduti a Viareggio durante la prima guerra mondiale. Ci sono stati anche studi importanti sulla Viareggio urbanistica, ricordo Antonella Serafini che ha scritto un’opera molto importante sull’edificazione della città durante il fascismo. I lavori di Mazzoni che ha studiato molto sulla cultura viareggina, sono tutti lavori che richiedono impegno notevole. Una cosa andrebbe fatta su Viareggio secondo me: andare a cercare sui giornali com’è stata trattata e vista Viareggio. Proprio perchè è stata un luogo importante nella storia culturale e di costumi dell’Italia tra la fine dell' Ottocento e la seconda guerra mondiale. Infatti era sede estiva di grandissimi intellettuali, come Pirandello, D’Annunzio e altri attori che venivano a Viareggio non solo per esibirsi ma anche perché avevano casa a Viareggio. Quindi spesso le cartoline e le lettere di queste persone partivano da Viareggio, e ci sarebbe tutto da scoprire andando in una direzione di scavo. 31


Marco Pomella Secondo me non è molto conosciuta, ho avuto una vaga impressione della scarsa conoscienza della storia in occasione della presentazione di alcuni miei libri dedicati proprio alla storia di Viareggio. Se la storia fosse conosciuta probabilmente ci sarebbe anche un occhio diverso da parte della città verso la città stessa. Probabilmente però, a volte, è anche sbagliato, se mi posso permettere, l’approccio col quale si insegna. Spiegare un fatto, un personaggio, una storia, una vicenda che è avvenuta nella strada dove abiti, o dove studi, o dove lavorano i tuoi genitori, probabilmente ti dà quello stimolo in più per poi approfondire e conoscere la storia di tutta la città. Antonella Serafini Qui secondo me si apre una questione abbastanza particolare, nel senso che i viareggini sono affamati della loro storia, qualunque libro venga pubblicato, più o meno consistente, più o meno importante attira l’attenzione dei viareggini, che vanno subito a controllare se ci sono le storie che loro conoscono. Essendo una comunità piuttosto giovane che ha appena duecento anni di storia, tutti hanno nonni o bisnonni di cui si narrano le gesta; sia che siano stati marinai, o costruttori navali o che abbiano contribuito in qualche modo allo sviluppo della città. Per esempio io ho un bisnonno che era un fabbro ferraio e realizzò molte importanti opere in ferro battuto, purtroppo in gran parte andate distrutte durante la seconda guerra mondiale, fuse per farne munizioni. Quindi c’è la tendenza a ricercare nelle opere pubblicate la storia della propria strada o della propria famiglia. Tuttavia molti degli eventi conosciuti appartengono più all’aneddotica che alla storia, anche se dobbiamo dire che grazie a Francesco Bergamini, che è riuscito a mettere insieme, anzi a salvare la documentazione storica della città, ci sono state pubblicazioni che quanto meno hanno messo dei punti fermi dal punto di vista cronologico, da cui è stato possibile partire per fare altri studi. Secondo me comunque per quanto riguarda Viareggio c'è bisogno che venga ricostruita in modo scientifico non solo la sua storia architettonica urbanistica, ma anche quella economica, politica e sociale, perché ha degli aspetti ad oggi non rilevati e analizzati, che credo siano importanti e che la rendono paradigmatica di quella che era la vita, la cultura e lo sviluppo dei centri balneari europei. La storia di Viareggio può essere inserita in un contesto più ampio e contribuire a delineare a livello europeo la storia di questa tipologia di città sotto tutti gli aspetti.

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Il pittore Lorenzo Viani con il poeta Eneico Pea.

Totò con la moglie Diana Bandini, nel 1935.

Ettore Petrolini nel mare di Viareggio.

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Il premio Nobel, per la letteratura, Luigi Pirandello con l'attrice Teatrale Marta Abba a Viareggio.

Luigi Pirandello impugna i remi di un pattino sulla battigia viareggina.

Il compositore Giacomo Puccini in auto in via Foscolo. 34


8) Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad interessarsi di Viareggio, e cosa l’ha colpita di più di questa città? 8) Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad interessarsi di Viareggio, e cosa l’ha colpita di più di questa città?

Marco Lenci Personalmente mi è sempre piaciuto "rivivere". Questa è una impostazione personale perché nasco con la mania dello storico, quindi di tutte le cose Marco Lenci Personalmente è sempre piaciuto è una che mi circondano chiedo il perché.miChiedevo sempre perché"rivivere". del nome diQuesta una strada, di impostazione personale perché con la mania dello storico, quindi di tutte le cose una tradizione, dell’origine di nasco un palazzo. Poi mi sono incominciato a occupare che mi circondano chiedo perché del una strada, di veramente di Viareggio e ilquiperché. voglioChiedevo ricordaresempre una curiosità. Per nome la miadidimensione una tradizione, dell’origine di un palazzo. mi sono Voi incominciato a occupare storico io ero docente all’università di storiaPoidell’Africa. vi chiederete cosa ci veramente di Viareggio e quihovoglio ricordare una curiosità. la miaMatilde dimensione incastra, invece studiando scoperto che senza l’Africa Per la Torre non di ci storico eroPerchè docente di storia dell’Africa. vi chiederete ci sarebbe io stata. nel all’università 1534 Viareggio, come tutta la costaVoi italiana, era oggettocosa di un incastra, invece da studiando scoperto che senzacioè l’Africa la Torreche Matilde nondal ci attacco costante parte deihocorsari barbareschi, quei corsari venivano sarebbe stata., alleati Perchècon nell’impero 1534 Viareggio, come tuttaattacchi la costaminacciavano italiana, era oggetto un Nord Africa Ottomano. Questi tutta la di costa attacco costante daLucca, parte perché dei corsari barbareschi, cioètorre queidicorsari dal ma principalmente non avendo più una guardiache sul venivano mare doveva Nord Africa alleati con l’impero Questi attacchi la costa far venire le, mercanzie con naviOttomano. che stazionavano a largo. minacciavano Naturalmentetutta queste navi ma principalmente Lucca, perché più una torre dimolto guardia sul amare doveva erano minacciate dai corsari. Nel non 1534avendo ci fu un’aggressione forte queste navi far mercanzie navi Matilde, che stazionavano a largo. Naturalmente queste cosìvenire Lucca le fece costruirecon la Torre che sostituiva la vecchia torre, e che fu ilnavi più erano corsari. Nel 1534 ci fu a queste navi grandeminacciate impegno dai di arechitettura militare di un’aggressione Lucca dopo lemolto mura.forte Costruì la Torre così Lucca costruire la Torrei corsari Matilde,barbareschi. che sostituiva la vecchia torre, io e che il più Matilde perfece appunto contrastare Partendo da questo ho fu studiato grande di arechitettura Lucca dopo le Viareggio mura. Costruì la Torre la storia impegno di Viareggio dal mare, conmilitare gli occhididei nordafricani. era importante Matilde appunto Partendo da questo io ho perché leper navi corsarecontrastare erano navii corsari a remobarbareschi. ed erano molto autonome di cibo mastudiato non di la storiaC’era di Viareggio daldimare, gli occhi nordafricani. Viareggio era importante acqua. il problema averecon l’acqua frescadei a bordo. Il problema del cibo si risolveva perché le navi corsare erano a remo secchi, ed erano cibocon ma legumi. non di con le gallette, che erano poi navi dei biscotti conmolto carneautonome secca, condifave, acqua. C’eraproblema il problema avere l’acqua bordo. problema delcambiata. cibo si risolveva Ma il vero eradil’acqua perchéfresca ogni adue, tre Il giorni andava A quel con le gallette, eranotutta poi dei secca, con fave, con legumi. tempo i corsariche avevano unabiscotti serie disecchi, scali sucon cuicarne era possibile prendere da bere. E Ma il vero problema era l’acqua perché ogni due, tre giorni andava cambiata. A quel Viareggio soprattutto dove c’è la fossa dell’Abate si prestava bene perché non era tempo corsari una serie di scali su cui possibilenulla. prendere da bere. E tutelata i da unaavevano grande tutta potenza, perché Lucca noneracontava Quindi spesso Viareggio dove c’è coste la fossa dell’Abate prestava bene non era arrivavano soprattutto i corsari sulle nostre per fare il caricosi dell’acqua, non perché per aggredire le tutelata da unasegrande perché non nulla. spesso persone anche avvoltepotenza, succedeva . TantoLucca è vero checontava nel luglio del Quindi 1565 i corsari arrivavano sulle nostre coste per Massarosa, fare il caricocatturando dell’acqua,varie non persone. per aggredire le sbarcati allai corsari fossa dell’Abate attaccarono Alcune persone se avvolte succedeva . Tanto è veroproprio che nelattraverso luglio deluna 1565 i corsari vennero anche fatte schiave alcune riscattate e liberate mediazione sbarcati attaccarono Massarosa, varie apersone. avvenutaalla allafossa Torredell’Abate Matilde. Ecco tutto questo mondocatturando mi ha portato scoprireAlcune nuove vennero schiavecatturati alcune eriscattate e liberate proprio attraverso mediazione cose: tipofatte viareggini portati schiavi in Africa oppure anche una il contrario cioè avvenuta alla Torre Matilde. Ecco tutto questosulle mondo mi Se haeri portato nuovea algerini catturati e portati a Lucca e mandati galere. uomoa tiscoprire mandavano cose: tipoleviareggini catturati e portati schiavi in Africa il contrario cioè costruire galere. Poi mi sono occupato anche di altri oppure aspetti anche della storia viareggina, algerini catturati e portati a Lucca e mandati sulle nominate galere. Se leeristrade, uomointi che mandavano per esempio la toponomastica. Come sono state periodi ea costruire le galere. sono occupato di altri aspetti ho della storiainviareggina, perché. Come sono Poi statemisostituite le stradeanche con altre. Insomma trovato Viareggio per esempio la toponomastica. Come sono state nominate le strade, in che periodi e un campo di applicazione della mia passione. perché. Come sono state sostituite le strade con altre. Insomma ho trovato in Viareggio un campoLippi di applicazione mia passione. Adolfo Dunque della quando io ero ragazzo, cominciai prestissimo a fare il giornalista. Io purtroppo ebbi una disgrazia, che la professoressa di lettere delle scuole Adolfo Lippi i miei Dunque quando io èero cominciai fare il medie leggeva temi alla classe ed stataragazzo, la mia rovina perchéprestissimo non ho piùastudiato, giornalista. Io purtroppo unae disgrazia, la professoressa lettere delle scuole ma ho continuato solo a ebbi scrivere a leggere che Allora mi presentai aldigiornale, in quegli medie leggeva i miei temi alla classe ed è stata la mia rovina perché non ho più studiato, ma ho continuato solo a scrivere e a leggere Allora mi presentai al giornale, in quegli 35


anni si chiamava il Telegrafo, e dissi:” Voglio fare il giornalista” e cominciai a scrivere qualche articolo. A quei tempi c’era in Comune un ufficio storico con un personaggio mitico che si chiamava Francesco Bergamini, direttore di questo ufficio storico e che ha fondato e dirigeva una rivista che si chiamava “Viareggio ieri”. Lui mi chiamò e mi disse: ”Comincia a scrivere articoli sulla Viareggio di ieri” e mi cominciò a mettere in mano dei documenti perché senza di essi non si poteva scrivere della Viareggio del passato. E capii che Viareggio già allora, e parlo degli anni ’60, aveva tutto nel passato, la maggior parte delle glorie viareggine, a partire da Paolina Bonaparte a Puccini, sono tutte dell’ '800 e della prima metà del ‘900. Di moderno, a parte le figure legate a Sergio Bernardini, alla musica, allo spettacolo, in quegli anni del secondo dopoguerra c’era poco, era tutto nel passato. Se ti volevi interessare e amare la città dovevi andare a leggerti i documenti e da lì scoprivi che c’erano stati personaggi immensi. Tutte le compagnie italiane di teatro, sia serio che leggero, nascevano a Viareggio, tanto che anche Totò debuttò a Viareggio con 12 ballerine al teatro Eolo. Tutti i personaggi del teatro comico come Fregoli e Petrolini cominciavano a Viareggio, perché qui era venuta Eleonora Duse, amante di D’Annunzio. Lei, attrice drammatica, viene portata a Viareggio da quest’ultimo e da quel momento cominciarono ad arrivare tutte le compagnie di prosa. Quindi il passato ha grandi avventure vissute da D’Annunzio, da Thomas Mann, da Erich Maria Rilke, lo scrittore tedesco, Paul Klee, uno dei più grandi pittori delle avanguardie artistiche viennesi. A Viareggio venivano veramente in tanti era la capitale del turismo di tutta Europa, era il primo porto e approdo della grande borghesia ricca, degli intellettuali. Questo mi ha affascinato della città di Viareggio, poi ho incominciato ad interessarmene perché facevo il segretario al Premio Viareggio che a quel tempo aveva dei personaggi incredibili; c'erano Montale, Ungaretti, Guttuso e i più grandi poeti italiani erano nella giuria del Premio Viareggio. Quindi sono stato costretto a leggermi un po’ di storia passata perché tutti erano incuriositi di che cosa era stata Viareggio. Ma questa Viareggio dura dal 1850 al 1940 perché poi arrivano nel dopoguerra i grandi scempi edilizi come Città Giardino, le case costruite dai geometri e quindi con pochi soldi a differenza di quelle dei fiorentini che le addobbavano, le affrescavano e le rendevano belle. Quella di Viareggio è diventata un’edilizia squallida e Viareggio è peggiorata, ha finito di rovinare le pinete di Levante e di Ponente costruendoci attorno una città pazzesca. Se vuoi amare Viareggio devi per forza leggerti la storia perché l’attualità è piuttosto triste.

Marco Pomella A Viareggio mi ha portato il caso, perché per un corso universitario mi sono trovato a fare uno stage al Tirreno di Viareggio come giornalista e poi un po’ il lavoro, un po’ la famiglia, mi ha diciamo “costretto”, a rimanere qui. Quello che mi ha colpito è, da una parte, lo spirito un po’ anarchico che dimostra questa città e la passione smisurata che dimostra verso il suo carnevale. Sicuramente andando a scoprire e a studiare la storia di Viareggio, questo è un altro aspetto che mi ha interessato e mi ha incuriosito tantissimo, perché ha una storia incredibile. A volte insomma ci si ferma agli ultimi 20-30 anni, ma di questa città meriterebbe di conoscere per intero la sua storia. 36


Antonella Serafini Io sono viareggina, sono nata in Darsena, e come tutti i viareggini, come ho detto prima, sono stata sempre incuriosita dalla storia della mia città. Come storica dell’arte mi sono occupata a lungo di pittura e scultura, tuttavia avevo una passione e un interesse rimasti a lungo inespressi per l’ architettura e soprattutto per l’urbanistica. Alcuni anni fa, nel 2014, ho deciso di dedicarmi esclusivamente allo studio architettonico e urbanistico di Viareggio: ho ottenuto un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze su questo argomento e ho avuto modo di affrontare degli aspetti abbastanza sconosciuti di questa città, che me l'hanno resa ancora più interessante. La storia dello sviluppo urbanistico di Viareggio di cui mi sono occupata, riguardante in particolare il periodo fra le due guerre, si inserisce a pieno nella storia urbanistica italiana, che in quel periodo ha avuto un grande sviluppo pur in assenza di una legge urbanistica. Viareggio è stata costruita sotto il controllo degli amministratori e gli abitanti hanno potuto veramente sorvegliare cosa accadeva alla loro città. Cosa che dopo non è più successa e i risultati si sono visti.

Ritratto di Maria Luisa, regina d'Etruria di François-Xavier Fabre, 1801, Galleria d'arte moderna, Firenze (particolare). 37


Pianta Viareggio 1915 (dettaglio).

Pianta Viareggio 1924.

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9) Il 2020 è stato il bicentenario della elevazione di Viareggio a città. Quali sono, secondo lei, i possibili sviluppi per un futuro positivo della città di Viareggio? Umberto Guidi È difficile rispondere nei termini di un futuro positivo, però è anche vero che la volontà deve avere dell’ottimismo, come insegna quella frase molto consunta che dice: ”La ragione ci fa essere pessimisti, la volontà ci deve spingere all’ottimismo”. Riguardo al bicentenario mi viene in mente una cosa che in realtà c’entra forse solo parzialmente: parlando qualche tempo fa con degli amici americani, essi si stupirono moltissimo scoprendo che l’Italia nel suo insieme, come Stato Nazionale fosse così recente. Cioè per loro l’Italia era un Paese che affondava le proprie origini nell’antica Roma, una storia millenaria. Lo sappiamo che gli Americani hanno il complesso di non avere una storia, cioè di essere una colonia inglese che poi nel ‘700 ha conquistato la propria indipendenza. Quando poi venivano a sapere che l’Italia come Stato Nazionale si era formata nel 1861, allora pensavano: ”Ma allora hanno più storia gli Stati Uniti dell’Italia Unita”, ed è vero. L’Italia unita è recente, tant’è vero che ci sono dei momenti in cui qualcuno pensa che forse non reggerà ancora a lungo, nel senso che non sappiamo quale futuro spetterà al nostro Paese Quindi chiedersi quale sarà il futuro di Viareggio, su scala più piccola, è un po’ il riassunto dell’Italia. Francesco Bergamini, il grande iniziatore della storia locale, creatore del Centro Documentario Storico, è colui grazie al quale possiamo sapere qualcosa in più sulla storia di Viareggio, e per questo non sarà mai ricordato e ringraziato abbastanza. Lui, provocando lo scandalo di tanti, tra cui anche il sottoscritto, diceva: ”La vera Viareggio è arrivata fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1940, dopo è cambiato tutto e non in meglio". Forse è una concezione un po’ troppo forzata, però ha molto di vero perché l’età più luminosa di Viareggio si conclude con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ciò significa che dopo non c’è stata più storia? No, c’è stata. Per esempio gli anni 50 e 60 sono stati due decenni ancora vitali, sia pure con molte contraddizioni, vedi gli scempi edilizi e la rovina urbanistica di Viareggio, è lì che si mettono le basi dell’attuale decadenza. Si cominciano a demolire delle realtà che hanno un significato e si comincia a costruire male. Questa involuzione sta continuando ancoroggi e quindi qual è la ricetta per un futuro positivo? Io credo che ognuno debba trovare dentro di sé i motivi per l’affermazione di una comunità, cioè Viareggio non è abbastanza “comunità”. C’è molta divisione, prevale quasi la logica secondo la quale: ”Se a quello va male è meglio”. Noi viareggini dobbiamo ritrovare una dignità e un senso di appartenenza e poi dovrebbero essere i giovani a rimboccarsi le maniche e cercare di invertire la rotta. Di certo la Viareggio degli anni ’30 non torna più, oggi c’è la globalizzazione e tutto è cambiato; però certamente Viareggio può essere organizzata meglio, amministrata meglio e può avere un migliore aspetto esteriore. È questione di volontà: occorre passare dall' "io" al "noi". Marco Lenci La mia impressione è che Viareggio debba essere lanciata, debba essere migliorata e io avrei un’idea. Secondo me ci vorrebbe un certo coraggio per fare di Viareggio una città demotorizzata. Andrebbe presentata come città in cui le macchine possono entrare, ma poi si devono fermare e uscire, così da creare quindi una grande 39


isola pedonale su tutta Viareggio, e sarebbe un ottimo investimento di tipo ecologico. Inoltre si dovrebbe trovare la forza di andare dal sindaco per chiedere che si faccia un grande sforzo economico, davvero massiccio sui mezzi pubblici. Mi spiego: se oggi qualcuno vuole andare a teatro a Pisa o a Lucca con i mezzi pubblici ne è impossibilitato, ci deve andare obbligatoriamente in macchina perchè dalle 20.00 in poi non ci sono treni locali o bus. Se si scende all'aeroporto di Pisa alle 20.00 non si riesce ad arrivare a Viareggio e questo significa una città non verde perché bisogna ricorrere all'utilizzo della macchina o di un taxi. Quindi dobbiamo incalzare non solo il Comune di Viareggio, ma anche le istituzioni provinciali e regionali, perché si investa e si migliori il trasporto pubblico. Questo secondo me è un elemento che migliorerebbe anche il turismo in Versilia e da a incoraggiare notevolmente. Marco Pomella Io penso che questa città debba aprirsi al futuro e al nuovo senza, ovviamente, mai dimenticare le proprie origini. Penso che i settori come il turismo, la nautica, la pesca debbano e possano essere un volano anche per un futuro sviluppo di questa città. Credo che il Carnevale, pur sempre rimanendo legato alle sue tradizioni, debba un po’ sprovincializzarsi, quindi dovrebbe essere un “volano ancor maggiore” per lo sviluppo futuro di Viareggio. Antonella Serafini Sicuramente ci sono delle prospettive positive. Viareggio nei prossimi anni dovrà dotarsi di un nuovo Piano Strutturale. Vuol dire che Viareggio dovrà riprogettare il proprio futuro economico e di conseguenza anche urbanistico. Se i cittadini tutti, o comunque in larga misura, riusciranno a capire che tipo di città vogliono, in che tipo di città vogliono abitare, immaginare di nuovo di poter godere di una città fatta non soltanto di spiaggia e di mare, ma anche di strade, di bar, di negozi, di musica, teatro, di aree sportive e di tutto quello che in altre città c’è, ma che a Viareggio non si trova più, io credo che ci saranno delle buone prospettive. Viareggio può essere rilanciata non riciclando modelli che ormai appartengono ad altre epoche, ma interpretando proprio il futuro al meglio. Così come alla fine dell’ ‘800 e nel periodo fra le due guerre Viareggio ha saputo interpretare l’evoluzione della società che aveva nell’urbanistica uno degli elementi peculiari, io credo che anche oggi si possa fare una scommessa in tal senso, cioè capire come va evolvendosi la società e coglierne e realizzarne gli aspetti più positivi.

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Villa Argentina, dimora stile liberty situata in via A. Fratti angolo A. Vespucci. Il primo edificio sorge fin dal 1868. Nel 1926 prenderà il suo caratteristico aspetto su progetto dell'architetto Alessandro Lippi, mentre il pittore e ceramista Galileo Chini ne interviene con numerose decorazioni sia esterne che interne. Palazzo Podestarile, già Reggia di Maria Luisa di Borbone, già Casinò, in Via Regia nei primi anni 30'.

La nuova Cittadella del Carnevale, inaugurata nel 2001. Progetto dell'Ing. Arch. Francesco Tomassi. 41


Alcune immagine della nuova stazione di Viareggio. Inaugurata nel giugno del 1936 su progetto dell'Architetto Roberto Narducci.

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Maria Luisa di Borbone e Viareggio

Nei sei anni di ducato, Maria Luisa realizzò una delle azioni più benefiche e innovative proprio a Viareggio (dal termine latino medievale o romano Via Regis Vicus Regius che ci indica l’origine del borgo) che da paese di pescatori, grazie al suo governo, divenne città autonoma e centro marittimo. Con il decreto n° 96 del 2 ottobre 1819 era stata decisa infatti la costruzione “di una nuova grandiosa Darsena ed il prolungamento dei moli, lavori che non possono non recare un grande incremento nella Marina Mercantile…”; un vero porto indispensabile sia per accogliere le barche dei pescatori che per rendere sicuro il traffico delle merci. Tutti gli affari concernenti “La Marina” saranno curati da un Comandante di Marina nominato con decreto n°21 del 21 maggio 1820. Merita osservare che nel corso del 1820, su un totale di 79 decreti ducali emanati, ben 14 riguardano l’organizzazione della città autonoma di Viareggio. “Noi Maria Luisa di Borbone, […] desiderando vivamente di procurare ai nostri amati sudditi con tutti i mezzi che sono a nostra disposizione i maggiori vantaggi che possono somministrare loro il commercio e l’industria, dopo aver elevato Viareggio al rango di Città, abbiamo creduto necessario di organizzare la sua Amministrazione nei modi che […] sono più convenienti”. Con questa premessa inizia il decreto ducale n° 28 del 7 giugno 2020, esecutivo dal successivo 1° luglio, con cui Viareggio diviene una città autonoma, gestita da un Governatore della Città e da quattro anziani (Art. 4) nelle modalità che sono più convenienti al suo nuovo grado e alla sua località. Lucca e Viareggio, due città del Ducato che formano nel 1820 due comunità distinte. Sempre più apprezzata dalla Duchessa, Viareggio, la città del suo cuore, avrà un proprio governo, un presidio militare e marittimo, la vigilanza sanitaria, le sue scuole, ogni opera di pubblica utilità. Sarà, nello stesso anno, il luogo della grande festa organizzata per il primo incontro con la novella sposa da parte del figlio Lodovico che si era già sposato a Torino con Maria Teresa di Savoia per procura il 17 agosto; Maria Teresa lo incontrerà a Viareggio accompagnata dal padre, Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna. Il decreto più innovativo e moderno fra quelli emanati quell’anno da Maria Luisa rimane il n° 23 del 30 maggio 1820 che, per procurare con ogni mezzo alla Nostra Città di Viareggio quei miglioramenti tanto d’industria e commercio, quanto di località, accorda dei vantaggi a coloro che fabbricheranno nella città (Premessa). Pertanto viene decretato che sarà "...conceduto a chiunque si determini fabbricare nella nostra città di Viareggio la necessaria porzione di terreno adatta alla grandezza del fabbricato ed inoltre una eguale quantità di terreno contiguo ad uso orto, il tutto gratuitamente, a carico dello Stato (Art.1) […] I Proprietari dei Fabbricati…godranno per il periodo di anni venticinque della esenzione delle imposizioni Fondiarie sopra i fabbricati medesimi ed Orti adiacenti (Art.2). Il fabbricato, come precisato nell’Art. 4, dovrà per lo meno essere a tre piani […] apparterrà allo stesso [regio] architetto destinare il luogo più adatto per la Fabbrica, avuto riguardo alla regolarità delle strade ed ornamento della Città […]; l’atto dii proprietà sarà registrato gratis (Art.5)". Questo decreto favorirà la crescita urbanistica di 43


Viareggio secondo un moderno Piano Regolatore elaborato proprio in quell’anno dall’architetto Lorenzo Nottolini. Giova tra l’altro ricordare che nel 1819 Viareggio aveva solo 3411 abitanti. Ci chiediamo: “La scelta di Maria Luisa di avere nel suo Ducato una città marittima fu un’eccessiva ambizione o fu un progetto oculato?” Fu certamente una buona scelta, un progetto razionale e fortunato, rispondiamo. I viareggini l’accolsero con entusiasmo, collaborarono e Viareggio divenne la città più amata dalla Duchessa, la città del mare, la seconda nel Ducato dopo Lucca. Gli interventi strutturali e urbanistici voluti da Maria Luisa permisero a quel borgo di pescatori di raddoppiare in pochi anni la popolazione e trasformarne l’economia: dalla pesca al commercio, alla cantieristica e al turismo. Per Viareggio Maria Luisa, ispirandosi al Palacio Real de La Granja dove era nata, fece progettare addirittura una reggia. Oggi di quell’impegno architettonico unico rimane solo la Villa Borbone, realizzata nella Pineta di Levante, lungo il Viale dei Tigli. Quando Maria Luisa morirà a Roma il 13 marzo 1824, il suo corpo fu imbalsamato e portato in Spagna per essere sepolto all’Escorial (Madrid), vicino al marito Ludovico e ai re di Spagna. Ma i precordi rimasero a Lucca nella Chiesa dei Cappuccini fino al 1870 quando furono trasferiti a Viareggio e posti nella Cappella dedicata a San Carlo Borromeo nella Tenuta Borbonica. Il corpo ritornava così in Spagna, insieme ai suoi familiari, ma il cuore restava a Lucca e poi a Viareggio, nell’amata città. A Lucca, al momento della sua scomparsa, ci fu grande commozione ma forse Viareggio, come scriveva lo storico Cesare Sardi, fu l’unica città che l’aveva amata e che pianse sinceramente la sua morte.

prof. Pietro Paolo Angelini

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Tre immagini dello stabilimento balneare Principe di Piemonte (già Select). Progetto dell'ingegnere fiorentino Aldo Castelfranco, realizzato nel 1938.

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BIOGRAFIE Ringraziamo sentitamente, per la loro squisita disponibilità, tutti gli studiosi che hanno contribuito con le loro interviste alla realizzazione di questo volume. Di seguito una loro breve biografia. Umberto Guidi Laureato in Scienze politiche, giornalista professionista. Ha scritto su varie riviste e giornali e svolge attività di saggista e conferenziere. Dal 1993 ha iniziato a pubblicare studi sui rapporti tra il cinema e il territorio. Ha collaborato a lungo con il festival EuropaCinema, per il quale ha ricoperto l’incarico di vice direttore artistico. Marco Lenci Ha ricoperto per anni la cattedra di Storia dell'Africa presso l'Università di Pisa, coltivando, parallelamente alle sue ricerche accademiche, un forte interesse per la storia locale pubblicando a tale riguardo vari saggi ed articoli. Adolfo Lippi Nato a Viareggio. Giornalista e scrittore, ha iniziato collaborando con vari quotidiani e riviste, quindi ha lavorato a lungo in Rai, dove ha svolto per molti anni l’attività di regista televisivo. Ha al suo attivo anche alcune regie cinematografiche. È autore di saggi dedicati alla storia, all'arte e alla cultura di Viareggio e della Versilia. Marco Pomella Romano, laureato in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Vive e lavora in Versilia dal 2004. Giornalista pubblicista dal 2008 ha collaborato con diverse testate. Oggi dirige VersiliaToday.it, giornale da lui fondato. Si occupa di comunicazione per enti, associazioni ed eventi. Ufficio stampa per il Comune di Massarosa e, di recente, per il Comune di Pisa. Curatore, per la casa editrice Typimedia, de "La storia di Viareggio", "La storia della Versilia" e "La storia di Lucca". Antonella Serafini Laureata in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Pisa con indirizzo storico artistico. Dottorato di Ricerca in Storia dell’Architettura e della Città presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Dal 1985 cura mostre di pittura, scultura e fotografia in Italia e all’estero; pubblica libri e saggi. Ha ideato, progettato e realizzato, su incarico dell’Amministrazione Comunale, la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio (GAMC) curandone il primo ordinamento e le pubblicazioni delle relative collezioni.

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Il Carnevale di Viareggio. Carro di Luca Bertozzi. Foto di Giacomo Mozzi.

Il Carnevale di Viareggio. Carro dei fratelli Cinquini e S. Cerri. Foto di Giacomo. Mozzi:)

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Fuochi d'artificio al Carnevale di Viareggio. Foto Andrea Della Spora.

Fuochi d'artificio al Carnevale di Viareggio. Foto Andrea Della Spora.

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Viareggio 200 anni di città da Maria Luisa di Borbone agli anni 2000 A cura delle classi 5°A e 5°B Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio Coordinamento prof. Stefano Carlo Vecoli Panoramica storica e riflessioni sui due secoli di Viareggio città, con: Umberto Guidi giornalista e scrittore, Marco Lenci storico, Adolfo Lippi giornalista e scrittore, Marco Pomella Giornalista pubblicista, Antonella Serafini storica d’arte. Foto originali di: Roberta Bianchi, Andrea Dalle Mura e Giacomo Mozzi Contributo storico sulla figura di Maria Luisa di Borbone a cura del prof. Pietro Paolo Angelini Collaboratori e ricercatori gli studenti e le studentesse di 5°A: Mattia Buratti, Elisa Cirillo, Alice Gracci, Aurora Orsi, Marta Pignatelli, Laura Scevola; 5B: Michele A. Coli, Francesca Colosimo, Flavio P. Flurio, Matteo Gatti, Giacomo Grossi, Da Yeon Kang, Elisa Tofanelli.

Liceo Scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio

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VIAREGGIO - 200 Anni di Città  

l lavoro è stato realizzato da un gruppo di studenti nel corso di un triennio, dalla terza alla quinta classe. Un triennio che, nell’ultimo...

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