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LACRISI. Le Borse:decisocalodei rendimenti dei titoliitalianie spagnoli

“Sì”della Cortetedesca Parteilfondosalva-Stati Via libera della Corte Costituzionale tedesca al fondo salva-Stati Esm. La tanto attesa luce verde dei giudici di Karlsruhe è finalmente arrivata e l’Europa, che vede così completarsi la costruzione del famoso scudo anti-spread da circa 700 miliardi. Borse in recupero: Milano chiude in rialzo dell’1,05%. f PAG 4

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l penultimo caso di un ambasciatore americano assassinato in una sede estera risale al 1979. Accadde in Afghanistan, dietro la frontiera infuriava la rivoluzione integralista iraniana e lo scontro fra Teheran e Washington. Adesso è toccato alla Libia e le caratteristiche del crimine sono singolarmente simili alla situazione di allora. Per cominciare da un dettaglio, che è ben più di un dettaglio, Chris Stevens non è stato vittima dell'ordigno di un terrorista nascosto da qualche parte: è stato linciato, assieme a tre suoi colleghi, da una folla assatanata che ha assalito, incendiato e devastato il Consolato Usa a Bengasi. I cadaveri sono stati ritrovati per strada. Gli assaltatori disponevano di lanciarazzi e non soltanto di pietre o di bottiglie molotov di cui di solito sono armate le folle. Il diplomatico assassinato era arrivato proprio a Bengasi, anonimo, su un cargo con la missione di allacciare contatti con i rivoluzionari. La sua sorte è una pagina in più di un libro di memorie della Primavera Araba, il terremoto che l’anno scorso avrebbe dovuto portare libertà al Grande Medio Oriente. L’appoggio dell’Occidente ai rivoluzionari non fu un’iniziativa americana bensì soprattutto francese. Ma alla fine è sempre l'America a firmare il conto e, spesso, a pagarlo. Non si tratta solo di una degenerazione libica. Da molti mesi si segnala una reviviscenza del terrorismo in tutta l'area investita dalla “Primavera”, ma soprattutto in Siria, il teatro odierno dove si replica la rivoluzione su scala assai più vasta e con conseguenze molto maggiori in tutta l’area. Damasco e le altre città non sono più teatro soltanto delle repressioni del regime di Assad ma anche, e sempre di più, di azioni terroristiche dei suoi nemici, siano essi quadri creati da Bin Laden o concorrenti. Si moltiplicano le uccisioni e torture non solo di sostenitori del regime ma anche di neutrali, in base all'assioma che “non si può più restare neutrali”. Le conseguenze più immediate e importanti potrebbero sentirsi, a breve scadenza, negli Stati Uniti, mettendo in pericolo la stessa rielezione di Barack Obama, oggi in testa nonostante la difficile situazione economica. Ma una crisi internazionale potrebbe capovolgere il verdetto. Un’ombra più grande e minacciosa si leva anch’essa dal Medio Oriente: una crisi nei rapporti con Israele. Da tempo si è affacciata l'ipotesi che i piani di Netanyahu per un’azione militare contro l’Iran potrebbero essere rinviati se Romney apparisse in testa nei sondaggi e invece anticipati se i venti soffiassero nelle vele di Obama. Allo scopo di costringerlo a sostenere lo Stato ebraico nella prova o a soffrire elettoralmente in caso contrario. •

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haron, ti amo. Tu e le bambine non sarete mai sole. In ogni vostro respiro, io ci sarò. “Qualcuno si sta buttando dalle finestre. No, io non lo farò. Sono già caduto una volta dall’ultimo piano; quando ti ho incontrata”. “Non so cosa succederà; so solo che tu e i ragazzi siete la mia vita. Siate sempre il mio orgoglio, cara”. “C’è un incendio; temo sia finita, amore. Non piangere; noi non finiremo mai”. “Steve, loro controllano l’aereo. Dicono che ci riporteranno indietro, ma… Non avere paura; non devi mai avere paura. Noi siamo una gran-

di GIANCARLO MARINELLI de famiglia; noi siamo più forti”. “È finita, piccola mia. Ma va bene così. Sono stato un uomo fortunato. Ho avuto te. Ho avuto tutto”. “Sei stata la cosa più bella per me. Continua ad esserlo. Per il mondo”. “Hai ancora il muso? Il tuo regalo è nel mio cassetto. Fattelo piacere; non so se potrò cambiarlo. Auguri, vita mia. Metti la nostra canzone, stasera”. “Non ti sei accorta che sono partito, stamattina. Alzandomi, non ho fatto rumore. Avrei dovuto farne, invece. Ti amo da impazzire”. Sono le voci al telefono dell’11/9/ 2001; di chi era intrappolato dentro le

Torri Gemelle, o a bordo di un aereo dirottato verso la morte. Parole d’amore struggenti, perfette. Ha scritto Umberto Saba: “È il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere”. Si dice che da allora le partenze di molti americani siano cambiate; accade sovente che un uomo o una donna, già sul taxi, tornino indietro solo per abbracciare la moglie o per fare una carezza al figlio che ancora dorme. Bellissimo. Non si va da nessuna parte se prima non ti ho detto quanto ti amo. E in questo, solo in questo non sono ammessi ritardi. Nemmeno se abiti a Vicenza. •

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Giovedì 13 Settembre 2012

LASFIDAINLAGUNA. Zanovello:«Unsimbolod’intraprendenzaveneta»

LaTorreCardin Sognomondiale conbasivicentine Roberta Bassan THIENE

La visita di Pierre Cardin allo studio Altieri di Thiene se la ricordano tutti, immortalata in svariate foto nel quartier generale di vetro e acciaio in via Colleoni. E anche sulla terrazza con vista la cupola del Duomo e il campanile. Era il 22 marzo scorso. Il lavoro continua ad essere febbrile: 25 ingegneri si occupano a pieno ritmo di “Palais Lumière”, Palazzo della Luce, ribattezzato Torre Cardin, destinato ad essere con i suoi 255 metri il più alto edificio italiano, affaccio su una delle più belle viste del mondo: la laguna veneziana. Diventeranno 50, gli ingegneri, non appena arriveranno i permessi mancanti al via libera, in testa la deroga dell’Enac. La domanda dello stilista, 90 anni, re della moda, non si fa attendere durante gli incontri: «Allora ingegnere, quando posiamo la prima pietra?».

L’ing. Guido Zanovello, amministratore delegato a partner dello studio Altieri, è uno con i piedi per terra: «La riserva dell’Enac sull’altezza delle torri non è sciolta, per ora stiamo dando la mano ad un sogno». Il ruolo di Altieri è tradurre il sogno in realtà: tre fiori tenuti insieme da un nastro proiettati verso il cielo. Per dirla con i tecnici sta tutto nella sigla Pcm, Project and construction management, «sviluppare un progetto esecutivo e seguire la fase di realizzazione, svolgendo tutte le operazioni di sorveglianza e controllo, dalla prima pietra al collaudo». Compresa l’istruttoria per la scelta di appaltatori e imprese, saranno 5 mila le persone destinate a lavorarci per 4 anni: le chiamate a Thiene fioccano. «Non ci sbilanciamo con nessuno». L’INCONTROAPARIGI.Il rapporto Altieri-Cardin è nato da un incontro casuale, la scintilla è

Cifrerecord SIMIRAALL’EXPO 2015 PalaisLumièreraggiunge un’altezzamassimadi 255 metri,con65piani abitabili,250 mila metri quadri disuperficiecomplessiva: lastrutturaè compostada 6 dischicircolarisostenuti datretorrisimili ma di diversaaltezza.Ciascuna torreha 12 ascensori.Il complessoconta440 camereperhotel a 5 stelle e30 stanzedilusso, appartamentida 50a 400 mqquasitutti suduepiani econvista panoramicasu Venezia, centricommercialinel basamento,un teatroda7 mila posti,10 cinema,centribenessere e fitness,unpronto soccorsoospedaliero,bar eristoranti a 150 metridi altezza,2 dischidedicati adambientidirezionali e commerciali, unristorante panoramico,quasi2 mila postiauto privati,oltre 4 milapubblici. Due miliardi dispesa,un terzo destinatia bonifica e viabilità:saliranno atre congliarredi. •

SECESSIONI. C’è un atto: apreil casoanchequi

Scoziae Catalogna «GrazieBizzotto: l’Ueapre unvarco» Piero Erle Ha appena ottenuto una stringata risposta dal presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso che pare fatta di burocrazia pura, ma in realtà rischia di creare una svolta epocale sul fronte delle spinte autonomiste in Europa. E così in questi giorni Mara Bizzotto, europarlamentare vicentina della Lega, è diventata una vera e propria star per i giornali della Catalogna e della Scozia che stanno alzando di brutto i toni sulla questione “indipendenza” (da Spagna e Gran Bretagna) e la citano in una raffica di articoli. E dato che il suo Veneto in questi giorni ha vissuto la richiesta di referendum presentata da “Indipendenza veneta”, e il parere legale negativo della Regione, la vicenda diventa ancora più interessante. LE PAROLE DI BARROSO. All’interrogazione Bizzotto, il presidente della Commissione Ue ha semplicemente risposto che la cittadinanza europea si aggiunge alla cittadinanza na-

L’euron. MaraBizzotto (Lega) zionale di cui si gode in uno degli Stati membri: non c’è l’una senza l’altra. Ma Barroso ha anche scritto che «nel caso ipotetico di una secessione in uno Stato membro, si dovrà trovare e negoziare la soluzione ricorrendo all’ordinamento giuridico internazionale». CATALOGNA E SCOZIA IN AGITAZIONE. Come detto, si sono poi scatenati i giornali catalani e scozzesi, citando di continuo il carteggio Barroso-Bizzotto. Motivo? Per gli ’statalisti’ il responso di Barroso è: chi esce da uno Stato esce anche dall’Europa. Per gli indipendentisti viceversa (soprattutto gli

scozzesi che hanno in ballo un vero e proprio referendum per il 2014) per la prima volta il vertice dell’Ue apre un varco che mai c’era stato. E cioè: nelle questioni di secessione-indipendenza l’Ue riconosce che non contano solo le leggi del singolo Paese, ma viceversa il riferimento è all’ “ordinamento giuridico internazionale”. Significa ad esempio, spiegano gli esperti degli indipendentisti, la sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Onu sul caso Kosovo. Oppure le convenzioni di Vienna (1978 e 1983). Insomma, una via per un’autonomia che sia poi riconosciuta dall’Ue c’è. E IL VENETO?Come noto, proprio in queste ore la Regione ha sentenziato che è legalmente impossibile un referendum per l’indipendenza del Veneto: lo vieta la Costituzione. Ma ad esempio il governatore Luca Zaia (Lega) ha ribadito che «in ogni caso la spinta indipendentista tra i veneti la si avverte chiara», e Mara Bizzotto sa che le parole di Barroso aprono un varco. «La questione interessa soprattutto la Scozia, che voterà, è ovvio. Ma l’aver stabilito che in Ue per le secessioni vale il diritto internazionale, ad esempio anche rispetto alla Costituzione italiana, è un passo importante. In Veneto le spinte ci sono conclude Bizzotto - l’obiettivo nostro c’è, e si apre uno spazio istituzionale per agire». •

LaTorre Cardin: un“sogno”, per ora,in gestazionenel Vicentino

sorvolato Marghera, simulato l’ascensore che sale: “Questo ha detto Cardin - è il mio posto”. Poi non è stato così semplice: abbiamo studiato tre ubicazioni diverse stringendo alla fine su quella attuale, che ha avuto il maggior consenso del Comune ma alla fine è piaciuta di più anche a Cardin. Pur essendo in un’area piccola (19 ettari) ha il respiro di un magnete in un crocevia: a 200 metri dalla stazione che sarà in futuro dell’Alta velocità, a 15 minuti da un aeroporto internazionale, a 8 minuti di tram da Piazzale Roma».

di cartoline fino a diventare simbolo di Parigi. Palais Lumière sarà il simbolo del Veneto? «Non lo so - afferma Zanovello - certo ci sono pareri da non sottovalutare e che creano opinione. Però può rappresentare il simbolo della rinascita del modo d’intraprendere veneto che ha contribuito a far diventare l’Italia la settima potenza mondiale e che oggi è in declino». La torre è destinata ad ospitare residenze di lusso e lavoro. «Non i classici uffici dei centri direzionali, ma sedi di centri di eccellenza sui quali stiamo lavorando in modo stringente: poli di riferimento della green economy, simbolo dell’innovazione e del design». Tutto pronto per il decollo. Per gli Altieri i tempi di realizzazione non sono un problema. Cardin è stato colpito dal lavoro dello studio vicentino per la Fiera di Milano: una “città” non verticale come la sua torre, ma distesa su 1,5 km, realizzata in 27 mesi. Per sognare basta pensare all’Empire State Building, il più famoso grattacielo di New York, 381 metri d’altezza realizzato in 13 mesi. Ora la Conferenza dei servizi del Comune di Venezia. E ci vuole la deroga Enel sull’altezza. Poi il decollo. •

scoccata a Parigi, nell’ufficio storico dello stilista, vista sui giardini dell’Eliseo. Cardin, nato in una frazioncina di S. Biagio di Callalta (Tv), emigrato a due anni, mecenate e visionario, vuole costruire la sua città verticale vicino a Venezia, una «scultura abitabile» partendo da tre fiori tenuti insieme da un nastro, schizzo del designer You, sviluppo di Rodrigo Basilicati nipote padovano di Cardin, ubicazione virtuale. Fino a due anni fa. Si narra che studi quotati, compresa una società di architettura inglese, gli avessero detto di no: «Irrealizzabile». Con gli Altieri si sono trovati subito in sintonia. «La difficoltà - racconta Zanovello - era trovare un luogo so-

stenibile dove realizzarla, in un momento storico in cui peraltro si sta rivedendo la cementificazione del territorio». L’asso nella manica degli Altieri si è rivelato la competenza su Porto Marghera: «Da oltre 10 anni lavoriamo nell’area e abbiamo tentato di studiare un’ubicazione congrua nella zona industriale, in area dismessa, proponendo un’operazione di riqualificazione e bonifica e non solo urbanizzazione». È stata la chiave di volta, piaciuta a Cardin, che ha subito pensato al Guggenheim di Frank Gehry, nel contesto di rivitalizzazione di Bilbao: oggi il museo d’arte contemporanea ne è il simbolo. «Abbiamo noleggiato un elicottero,

PARIOPPORTUNITÀ

CONSIGLIOREGIONALE. L’appello di ConfindustriaeConfcommercio

Venezia, soldi peri Centri “QUIDonna” neiComuni VENEZIA

È stato varato dalla Regione, annuncia l’assessore Isi Coppola, il programma di attività 2012 per la promozione delle pari opportunità tra donna e uomo. Con un finanziamento di 300 mila euro vengono contestualmente aperti i bandi per la presentazione delle richieste di contributo sia per i progetti degli enti locali per avviare e consolidare la presenza di servizi permanenti “QUIDonna” a sostegno delle pari opportunità (130 mila euro), sia per favorire la nascita e l’attività di Organismi di parità (130 mila). Altri 40mila euro vanno a iniziative di formazione e informazione (40 mila euro) per la valorizzazione e il coordinamento della rete QUIDonna, che la Regione realizza attraverso il Centro di produttività veneto della Camera di commercio di Vicenza. I centri QUIDonna dovranno tutti offrire sei consulenze: legale, per l’inserimento lavorativo, imprenditoriale, cultura-formativo, psicologico e sanitario, di conciliazione delle tematiche familiari e di lavoro. •

A THIENE LA “SALA MACCHINE”. Così lo studio è diventato un progetto preliminare, con inserite le opere compensative che giustificano l’interesse pubblico. Gli Altieri hanno perfezionato il progetto, sviluppato l’ingegneria del grattacielo, la distribuzione interna e il masterplan intorno. Non a tutti però piace l’idea: osteggiata da ambientalisti, qualche archistar, c’è chi l’ha definita «un’astronave calata in laguna», come pure «un’opera ispirata a Paperopoli». Successe nel 1889 anche con la Tour Eiffel, l’“asparago di ferro” per i suoi detrattori, finita immortalata in miliardi

© RIPRODUZIONERISERVATA

Turismo: «Approvate la nuovalegge» È iniziato in commissione “Cultura” del Consiglio regionale l’esame finale della leggequadro sul turismo proposta dall’assessore Marino Finozzi, ferma lì da un anno. Le voci parlano di rischi di ulteriori frenate e allora le associazioni di categoria scendono in campo e lanciano un appello alla politica. Antonello De Medici presidente di Federturismo veneto (Confindustria) lancia

«un appello perché la legge approdi quanto prima in aula consiliare, evitando meline politiche e/o tatticismi partitici che poco hanno a che vedere con le non più rinviabili esigenze degli operatori. Successivamente, sulla base del nuovo dettato e, soprattutto, dei completamenti regolamentari sarà possibile apporre ulteriori migliorie con regolamenti e norme di dettaglio».

E Marco Michielli presidente di Confturismo (Confcommercio) ha scritto a tutti gli amministratori regionali «per chiedere di proseguire con tempestività verso la meta nel percorso intrapreso dalla normativa di settore, che la Confederazione delle imprese turistiche giudica sostanzialmente positiva, soprattutto per quanto la semplificazione normativa». •

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Diamo Polloniato - SocialVision

Dopolascintilla scoccataaParigi lostudioAltierihasviluppato ilprogetto,trovando ancheilsito giusto:Margherada far risorgere

Dasin.E. Altieri,P. Cardin e G.Zanovelloal centro,A. Altieri adestra

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LOSTUDIO. Idati nell’analisi Crif,l’unica societàriconosciuta inItalia

Spunta ilrating Ue Assegna aVicenza unapagella top Su3.300aziende veneteilprimato èvicentino con800 casidiimprese classificate“eccellenti” Confindustria:«Unaconfermadei nostristudi» Matteo Bernardini Un’eccellenza a livello nazionale. È l’imprenditoria vicentina secondo l’agenzia di rating Crif, la prima (e unica) in Italia ad avere ottenuto il riconoscimento europeo attraverso la certificazione rilasciata da Consob ed Esma. In base allo studio Crif in Italia ci sono oltre 24 mila imprese che possono vantare un top-rating oscillante tra la classe A1 e A4. Il Veneto si colloca al secondo posto assoluto in questa speciale classifica (alle spalle della Lombardia) e in regione la miglior performance è quella fatta registrare dalle imprese della provincia di Vicenza dove le aziende definite "eccellenti" sono 800: il 3,33% sul totale nazionale e un coefficiente di penetrazione sul mercato pari a 2,1. Di queste 72 hanno un fatturato superiore

Laveduta panoramicadi un’areaindustriale nel Vicentino ai 50 milioni di euro. Tra le altre province venete, Belluno si piazza al secondo posto con 90 imprese "top performer" (coefficiente di incidenza 1,85), quelle padovane invece sono 647 (1,61), quindi Rovigo con 97 (1,18), Treviso 677

Sperocresca l’autorevolezza delleagenzie diratingitaliane edeuropee LUCIANOVESCOVI TESORIERECONF.VICENZA

(1,82), Venezia 332 (1,09) e Verona 649 (1,64). «Nella nostra analisi ci siamo focalizzati soprattutto sul ruolo e l’attività delle pmi - spiega Maurizio Liuti, dirigente Crif - Per ogni azienda abbiamo analizzato non solo il bilancio, ma anche la composizione societaria, quella manageriale e l’ambito del business in cui si trova a operare. Insomma una serie di parametri articolati, perché la logica del nostro rating è quella di verificare la struttura delle società che hanno necessità di accreditarsi verso clienti e fornitori». Il report è stato effettuato su

Domani un convegno con Guardia di finanza, Cciaa Regione e Ministero offrirà analisi e ricette Enrico Saretta NOVE

Riflettere sul danno collettivo creato dai prodotti contraffati, prendere coscienza della loro diffusione e imparare a riconoscerli prima di acquistarli. Un fenomeno che in Italia sta assumendo dimensioni preoccupanti, e i cui effetti, pesando sul bilancio delle aziende che soffrono tale “concorrenza sleale", di conseguenza gravano anche sull’offerta di lavoro, con il rischio di un'ulteriore impennata della disoccupazione. Si parlerà di questo al convegno “Tutela del Prodotto e la salvaguardia del Copyright”, che viene proposto a Nove domani pomeriggio all’interno delle celebrazioni della 25a Festa della ceramica. Organizza-

to del Comune di Nove, il convegno si rivolge in particolare al mondo dell’industria bassanese, ma è destinato, per l’importanza dell’argomento e per la qualità dei relatori, ad attirare aziende provenienti, perlomeno, da tutta la Regione. Sebbene orchestrato nel “Paese della ceramica" per eccellenza, l'incontro non riguarderà soltanto il danno recato dalla contraffazione dei prodotti in ceramica, ma si occuperà a 360 gradi del problema degli oggetti “taroccati". Ogni settore produttivo, dall'abbigliamento all'industria agroalimentare e alla farmaceutica, verrà quindi analizzato a fondo e saranno forniti i dati su un fenomeno che, a livello nazionale, si sta ampliando sempre di più, e che rischia di colpire anche il nostro territorio. Se sino ad oggi, come spiega l'assessore alle attività produttive del Comune di Nove, Claudio Gheller, il Bassanese e il Vicentino si sono dimostrati abbastanza immuni al proble-

L’assessore IsiCoppola ma, non bisogna assolutamente cantar vittoria. «Abbiamo organizzato questo convegno soprattutto per una questione di “prevenzione" - spiega Gheller - Nel caso tale fenomeno si inasprisse anche da noi, però, vogliamo trovarci preparati per fronteggiarlo. Ad oggi, in Italia, il danno creato dai contraffatti è di 7 miliardi di euro, che sul mercato del lavoro significano 130000 posti di lavoro già andati perduti. Attualmente so-

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NUOVE FRONTIERE. La missionein novembre dati aggiornati allo scorso marzo con riferimento alle società di capitali italiane attive e appartenenti a tutti i settori a eccezione di quello finanziario e della pubblica amministrazione. «In merito alle agenzie di rating internazionali, in particolare statunitensi, ho la sensazione che molto spesso la loro fama e il loro potere sia dovuto non sempre a un rigoroso e duro lavoro di analisi, quanto a una posizione monopolistica abbinata a una grande azione di marketing - dice il tesoriere di Confindustria Vicenza con delega alla Finanza, Luciano Vescovi - Non posso che auspicare una crescita dell’autorevolezza e della diffusione di agenzie di rating italiane o europee, che spesso hanno una visione e danno valutazioni delle nostre aziende più coerenti con il nostro mercato e con il nostro modus operandi. Mi pare del resto che le agenzie di rating americane, specie in materia di finanza, di frittate ne abbiano già fatte a sufficienza». Quindi, focalizzandosi sullo studio Crif, Vescovi aggiunge: «Mi pare emergono sicuramente alcuni dati interessanti, che peraltro a livello locale erano già noti (mi riferisco alle circa 800 aziende vicentine top performer). Uno studio sui bilanci curato dal professor Lionzo del Centro studi impresa dell’Università di Vicenza aveva già tracciato una mappa delle imprese del territorio, evidenziando un cluster (gruppo omogeneo) "di punta" delle dimensioni riportate nel report di Crif». «Inoltre - conclude Vescovi nella nostra indagine sul rapporto banca-impresa in provincia di Vicenza abbiamo riportato la distribuzione per classi di rischio delle aziende associate sulla base del rating assegnato da una primaria banca. Quasi il 50% delle società risulta a basso rischio di default (e anche qui siamo intorno alle 800 imprese)».

FESTADELLA CERAMICAANOVE. Una piagache colpiscetutti i settori

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Giovedì 13 Settembre 2012

no in vigore diverse normative per riconoscere i “falsi" e per denunciarli, soltanto che magari non tutti ne sono a conoscenza. Per questo, oltre a rivolgersi alle aziende, il convegno riguarderà da vicino anche il consumatore». All'incontro, infatti, interverrà la Guardia di Finanza, che spiegherà ai consumatori quali precauzioni prendere per tutelarsi nell'acquisto. A fornire i dati e le notizie sulla contraffazione nel nostro territorio, invece, saranno esperti di prim'ordine. Aprirà i lavori Giovanna Di Capua, dirigente dell'ufficio per la lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo economico. Seguirà l'intervento di Maria Luisa Coppola, assessore regionale all'Economia e allo Sviluppo. Sarà poi la volta di Giuseppe Caforio, docente di Diritto industriale all'Università di Perugia. Chiuderà gli interventi Sandro Bongiorno, della Camera di commercio di Vicenza. L'appuntamento, quindi, è per domani 14 settembre, nella sala convegni "Villanova-Zanolli", in via Padre Roberto. L'inizio del convegno è previsto per le 16.45. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Unteamdiditte vaallaconquista diMessicoePerù Una ventina di aziende del nostro territorio interessate alla proposta di “Made in Vicenza”

Una ventina di imprenditori vicentini hanno partecipato ieri mattina all’incontro promosso da Made in Vicenza (l’azienda speciale della Camera di Commercio dedicata all’export) per discutere delle opportunità di business in Messico e Perù. Paesi che dal 10 al 17 novembre saranno anche meta di una missione imprenditoriale organizzata proprio dalla società di scopo dell’ente camerale berico. A illustrare le potenzialità del mercato messicano e di quello peruviano erano presenti Oscar Camacho, consi-

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120mln ILVALORE DELL’EXPORT VICENTINOINMESSICO

Dal2009al2011 ilvolume delleesportazioni delle aziendevicentine verso il Messicoè passato da70 a 120milionidi euro gliere dell’Ufficio commerciale di ProMexico; Frank Boyle, avvocato peruviano esperto nelle dinamiche del commercio internazionale e Giancarlo Bianchi della direzione estero della Banca Popolare di Vicenza. L’isututo di credito infatti

vanta relazioni di partnership bancaria sia con il Messico sia con il Perù. A cooridnare l’incontro Germaine Barreto, direttore di Made in Vicenza. «Entrambi i Paesi che andremo a visitare nella nostra missione offrono grandi opportunità per le imprese vicentine. Che hanno quindi possibilità sia per investire, sia per esportare». In Messico, come ha tenuto a sottolineare Oscar Camacho, molte imprese italiane stanno continuando a espandere la loro presenza. Infatti Luxottica negli ultimi anni ha aperto 70 negozi e la Fiat ha realizzato, a Touluca, uno stabilimento per la produzione di 100 mila auto all’anno. Mercato florido, specie per le pmi del nostro territorio, è quello relativo alle energie rinnovabili. «In Perù il comparto attualmente in grande crescita è quello delle costruzioni - ha spiegato Frank Boyle - parliamo di un tasso in costante aumento che ha toccato il 15%». Un tasso praticamente più che doppio rispetto al Pil, salito quest’anno al 6,9%. • M.B.

DECRETO. Facilitazioniper i veicoli “verdi”

Confartigianatoplaude agliincentivi“elettrici” Il "Futuro Elettrizzante" sostenuto da Confartigianato Vicenza è oggi più vicino. Con l'inserimento nel decreto Sviluppo del nuovo capitolo dedicato alla Mobilità elettrica sostenibile, l'associazione provinciale vede infatti premiato il suo impegno su un tema che sta portando avanti da due anni con l'adesione di 84 Comuni (86% della popolazione) del Vicentino. Con le modifiche apportate sul testo del disegno di legge del decreto, infatti, è diventata legge la proposta che lo scorso giugno apriva

agli incentivi per l'acquisto delle vetture elettriche e sulla quale Confartigianato ha svolto la propria azione di "lobby". La norma stabilisce contributi per l'acquisto (e anche la locazione finanziaria) dei veicoli elettrici e a basse emissioni, che verranno concessi dal prossimo anno. Per il 2013 e il 2014 l'incentivo corrisponderà al 20% del costo del veicolo, mentre nel 2015 la percentuale scenderà al 15%; i tetti massimi variano in base alle emissioni del veicolo. Per gli incentivi viene messo in campo un fon-

do di 140 milioni di euro. «Stiamo lavorando per creare una grande occasione per il Vicentino, che non sarebbe potuta esistere senza avere sviluppato il memorandum d'intesa con i Comuni della nostra provincia - commenta il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo-. Ora, con questi strumenti, possiamo concretizzare più facilmente la nostra visione di uno sviluppo intelligente e sostenibile della mobilità. Abbiamo preparato per tempo le nostre imprese alla rivoluzione energetica e digitale, intuendo prima di tutti che per poter crescere ed essere competitivi dovevamo dare… la scossa sia alle nostre aziende che al territorio».

ILDATO. Unionevini

CONVEGNO. Domani

Vendemmia, produzione incalodel 12%

Ascomdiscute dellanuova legge-Fornero

In Veneto la vendemmia ha registrato un calo del 12%. Il dato, dovuto al caldo intenso e prolungato, è stato comunicato dalle stime definitive dell’Unione italiana vini. Il calo ha interessato in maniera più decisa le uve bianche, la cui perdita è stimabile tra il 10 e il 15% (con punte in alcune zone pari al -30% per le uve bianche precoci), rispetto alle rosse, per cui si prevedono cali che non dovrebbero invece arrivare al 10%. Nella zona di Conegliano e Valdobbiadene si evidenzia un anticipo di 10 giorni nella schiusura delle gemme, un buon andamento delle prime fasi fenologiche con qualche disturbo apportato dalle piogge durante la fioritura e una certa scalarità nella maturazione, che è però considerata buona. Nella media l’incidenza delle principali patologie, con qualche preoccupazione in più però riguardo la flavescenza dorata e il mal dell’esca. Qualche chicco di grandine a fine luglio ha causato

Le nuove norme e i cambiamenti introdotti nel mercato del lavoro dalla riforma “Fornero”. È il tema del convegno organizzato da Confcommercio Vicenza, domani alle 10.30 nella sede provinciale di via Faccio. ha introdotto importanti novità nel mercato del lavoro. L’incontro è stato pensato per fornire alle aziende del settore terziario e ai professionisti un approfondimento, punto per punto, nella nuova normativa: dall’apprendistato alle tipologie dei contratti (a tempo determinato, a progetto intermittente e accessorio) ai rapporti di lavoro autonomo con partita Iva, passando per gli ammortizzatori sociali e le varie disposizioni in materia di licenziamenti individuali e collettivi e convalida delle dimissioni. Ad aprire i lavori il presidente di Confcommercio Vicenza, Sergio Rebecca, interverranno Alessandro Massimo Nucara, Angelo Candido e Mirka Pellizzaro.

Vendemmia 2012:calo di uve danni limitati. Nella zona del Soave la vegetazione della vite è partita con leggero anticipo. Buone le fasi della cacciata e della fioritura, mediocre l’allegagione, ottima l’invaiatura e buona la maturazione. Nei vigneti irrigui, chiaramente, il decorso è stato migliore. Si è avviata nella norma ed ha proseguito con regolarità la successione delle fasi fenologiche in Lugana disturbata solo, specie nel finale, dall’aumento della siccità. Nel Padovano lo sviluppo vegetativo è iniziato con qualche giorno di ritardo, quasi interamente recuperato successivamente. Mediocre, purtroppo, la fase finale della maturazione a causa dell’acuirsi dei fenomeni di siccità. Sul fronte fitosanitario si segnala un’alta incidenza della peronospora in alcune zone del Veronese e del Trevigiano,


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IL GIORNALE DI VICENZA GV10229

Giovedì 13 Settembre 2012

CRONACADIVICENZA

Ilproverbio delgiorno

Nel piatto coperto non entranomosche

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

SANITÀ. Laprotesta delle donnevicentinehaprodotto risultatiimmediati e ieril’Ulss6ha annunciatoche saràtolto ilticketdi milleeuro applicatoperl’epidurale

Ilparto senza dolore sarà gratuito C’èunprogetto deldott. Piccinni Alessandri:«Nientepreclusioni c’eranosoloproblemi economici Operativitra un meseemezzo» Franco Pepe Battaglia vinta per le donne. L'Ulss decide. Dal 1˚ novembre la parto-analgesia sarà possibile, su richiesta, gratuitamente, 24 ore, 7 giorni su 7, per tutte le partorienti. Termina un'era in cui l'Ulss, per carenza di personale e di disponibilità finanziarie, era costretta a limitare la gratuità dell'epidurale alle donne che, per le loro condizioni di salute, si presentavano nel reparto di ostetricia con una indicazione clinica precisa. Ne comincia un' altra in cui la discriminante non sarà più la tariffa da pagare. Insomma, il parto indolore non sarà più un lusso per chi può permetterselo ma un diritto riconosciuto a qualsiasi donna voglia vivere la sua maternità scegliendo di non sentire le fitte del travaglio. Oggi, infatti, per l'epidurale praticata dall'anestesista in libera professione, che, si badi bene, non è un esercizio estemporaneo ma un atto medico che va pianificato, si paga un ticket di 1.000 euro, a cui aggiungerne altri 400 se si richiede anche la prestazione privata dell'ostetrica. Ora l'Ulss riorganizza il servizio. È pronto un progetto del dott. Pasquale Piccinni, responsabile del dipartimento anestesia e rianimazione, che rende possibile la partoanalgesia gratuita non-stop con le risorse umane e economiche attuali. Così cade il muro che divideva le partorienti. La goccia che ha fatto accelerare una soluzione sospirata da anni è stata la raccolta firme lanciata dalle ostetriche del San Bortolo. «Ma l'Ulss - obietta il direttore generale Antonio Alessandri si era già mossa. Da mesi lavoravamo per arrivare a questo risultato come avevo comunicato ancora a maggio alla Regione e al sindaco Variati che si era affrettato a segnalarmi la questione dopo aver ricevuto la lettera di una signora».

Il dg, anzi, chiarisce per sgombrare il terreno da equivoci e malintesi: «Non c'è mai stata una preclusione e non è mai mancata la volontà di risolvere il problema. Ho sempre sostenuto che sia un diritto della donna partorire senza dolore». Il traguardo è, dunque, finalmente a portata di mano. In sala parto l'epidurale per tutte come democrazia della salute e uguaglianza senza differenze dinanzi al servizio sanitario pubblico. Una conclusione auspicata da moltissime donne, che nelle ultime ore ha trovato una seriedi testimonianze e adesioni anche nel mondo politico. Un percorso non semplice. «Negli anni scorsi - spiega il dg - garantivamo la partoanalgesia 24 ore su 24 nell'ospedale di Noventa. Poi c'è stata la chiusura del punto nascita, ma non abbiamo potuto trasferire a Vicenza gli specialisti che la effettuavano a Noventa per rafforzare l'organico del San Bortolo e garantire meglio il parto indolore, per il fatto che al Pietro Milani l'attività di chirurgia è proseguita e non si poteva certo sguarnire l'ospedale di anestesisti». Difficoltà obiettive - aggiunge Alessandri: «Il problema era uno solo. Il San Bortolo è formato da reparti di alta specialità che effettuano una percentuale molto elevata di urgenze. Di notte ci sono due anestesisti di guardia. Uno si dedica al reparto. L'altro è chiamato costantemente in sala operatoria e non può impegnarsi in altre attività. L'urgenza chirurgica è una priorità assoluta. Nel giro di un mese e mezzo offriremo il nuovo servizio». •

Lascheda FIRME.Il parto indoloreè unatutela inpiùperla salutedella donna. Lo confermailprimariodi ostetricae ginecologia GiulianoZanni, elo avevano messoingrande evidenza nelloro documento-denunciale ostetrichedel San Bortolo che,neigiorni scorsi, hannopreso l'iniziativadi chiederelefirme dei vicentini.L'epidurale è una semplicepuntura concui, dopoun'anestesia locale, siinietta nellazona lombare unasoluzione farmacologica ingradodi placarela sofferenza acutaprovocatadalle contrazioniuterine.

L’Ulss 6 ha annunciatoieriche traunmese e mezzoha in programma di rendere gratuital’epidurale perilparto senza dolore

LAPROTESTA. Mobilitazione globale dal Pdl aRifondazione Comunista

NUMERI.Al San Bortolo lo standardè ditremila parti all'anno.Finora si effettuavano solo 150 partoanalgesie,di cui solo unaquindicina gratuitamenteperla prescrizionemedica.Ora, dopoil vialiberadell'Ulss, èprevedibile chela percentualedei parti indolorisi eleverà sensibilmente.«È una praticacheva pianificata spiegail dott. Zanni-.La decisioneva incontroai desideridi tutti». Soddisfattoil direttore sanitarioEugenioFantuz: «APadova,Verona,Treviso c'èlastessa situazionedi Vicenza.Negli ospedali più grandigli anestesistisono oberatidi lavoroperle urgenzenelle sale operatorie». • F.P.

© RIPRODUZIONERISERVATA

Toniolo: «Seservono soldi liavremodallaRegione» Balbi (Pd): «Un ospedale lontano comporta disagi» Rui (Prc): «Non distinguere tra pazienti di serie A e B» La denuncia sul diritto negato al parto senza dolore mobilita politici e associazioni. E ieri, prima di conoscere la decisione dell’Ulss 6 che nel giro di un mese e mezzo promette di chiudere la questione, sono arrivate diverse prese di posizione a favore della gratuità dell’epidurale. Dopo la presa di posizione del parlamentare europeo Sergio Berlato, arriva la dichiarazione del vicesindaco Alessandra Moretti. «Firmo anch'io la petizione perché l'epidurale gratuita per tutte le mamme è un segno di civiltà e di rispetto

AntonioAlessandri

ILCASO. Ildirettore generale replicaalpresidentedell’Ordine deimedici e aidubbiespressi sullastruttura del servizio

nei confronti della donna. Trovo inaccettabile che solo chi ha i soldi possa accedere a tale opportunità che tutela il diritto alla salute anche psicologica della madre». Si schiera dalla parte delle ostetriche dell'ospedale anche Costantino Toniolo presidente della prima commissione del Consiglio regionale. «Se il problema è meramente economico mi impegno a proporre ai miei colleghi di inserire in assestamento di bilancio o nella prossima Finanziaria regionale un finanziamento che preveda la copertura dei costi per rendere la pratica gratuita anche al San Bortolo». Interviene Irene Rui per il Fo-

rum delle Donne di Rifondazione Comunista-Fds di Vicenza: «È grave che a Vicenza il direttore dell'Ulss anteponga la questione finanziaria alla elevazione della sofferenza, ma forse lo fa perché essendo uomo non sa cosa significhi il dolore nell'atto del concepimento, o pure, perché in fondo soffrire nel mettere al mondo deve essere una gioia ed è una prassi consolidata. È altresì grave che si faccia distinzione tra puerpere di serie A e B». Concorda con l'iniziativa della raccolta firme Cristina Balbi, consigliera del Comune delegata alle pari opportunità: «Il tema è stato sollevato durante alcuni dei nostri incontri e lo avevamo valutato come possibile ambito di intervento». «Un'anestesia a pagamento conclude la consigliere delegata dal Comune alle partcostringe chi non può permettersela a rivolgersi ad altri ospedali fuori città e non è corretto. Inoltre la scelta di un ospedale lontano comporta disagi anche per chi sostiene la partorienti». • F.P.

«Medicinaterritoriale, siamoavanti» «Dovrà essere pronta entro il prossimo anno e stiamo dando il massimo per rispettare la data»

«Siamo già avanti nella riorganizzazione della medicina territoriale». Il dg Antonio Alessandri non cerca contropolemiche. Non risponde a chi lo accusa di non aver iniziato a rivestire di contenuti concreti la riforma delle cure primarie operata dalla Regione e ora confermata dal decreto-Balduzzi, cioè ambulatori sempre aperti, associazionismo e messa in rete dei medici di base. Convoca, invece, la squadra

che sta seguendo l'attuazione della nuova riforma sanitaria. Fiorella Nicolucci, responsabile del servizio convenzioni dell'Ulss, gestisce le relazioni con i medici del territorio. «La Regione - spiega - ha avviato questo percorso nel 2011. Ora perché il sistema sia a regime ci vuole un po' di tempo, ma l'Ulss non è affatto indietro. C'è da avviare un progetto triennale. A febbraio abbiamo predisposto un piano aziendale per il potenziamento dell'assistenza primaria. In piena sintonia con i sindacati medici abbiamo lavorato su tavoli operativi e tecnici, e il 26 settembre è pronto a partire un altro tavo-

lo istituzionale assieme a Fimmg e Smi per monitorare la situazione. Non ci siamo fermati un attimo. E con i sindacati c'è massima condivisione. Non è facile gestire 215 medici di famiglia ma non abbiamo lasciato nulla di intentato». C'è un appuntamento epocale da rispettare. Entro il 2013 occorre creare la rete dei medici di base. «In questo momento - dice Paola Costa - responsabile del coordinamento dei quattro distretti - l'Ulss è impegnata a individuare lo scacchiere delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, cioè le cornici all'interno delle quali si collocheranno medicine

di gruppo integrate e medicine di gruppo semplici, e a chiedere ai singoli medici cosa intendano fare. Stiamo completando lo scenario per costruire la rete». Il direttore sanitario Eugenio Fantuz bypassa i sospetti di inerzia dell'Ulss: «Abbiamo un progetto. C'è grande volontà di portarlo avanti avvalendoci dell'esperienza maturata con le Utap. Ci sono le risorse umane e economiche. Cinque dirigenti sono coinvolti in questa operazione, e la Regione ci ha già dato un primo finanziamento: noi siamo abituati prima a fare e poi ad annunciare».

La nuova geografia dell'assistenza primaria comincia a delinearsi. Le Aft seguiranno il modello territoriale delle circoscrizioni. Il distretto di Vicenza ne avrà tre, dimensionate per 114.987 residenti. Così pure l'Est. I distretti Sud-est e Ovest ne avranno due. Sono i perimetri entro i quali si dovranno disporre gli ambulatori, «con l'accortezza - spiega la Nicolucci - di prevedere per i pazienti anziani accessi agevolati perché, ad esempio, in città si può scegliere fra 40 medici». Oggi a Vicenza, sotto la regia dell' Ulss, funzionano l'Utap di viale Trieste (sei medici segue e

Medicidi basevicentini prontialsette giorni su sette 8.800 assistiti), e sette medicine di gruppo (ognuna con trequattro medici, e 34.373 persone). Sempre in città quattro medicine in rete (15 medici e 18.127 pazienti), sei associazioni semplici (26 medici e 32.858 assistiti), 12 studi di medici singoli e 11.772 persone. C'è un'Utap, "pesante" o "leggera", in ognuno degli altri tre distretti, con un carico di 16 mila 821 assistiti. A Sovizzo

opera la medicina integrata più "vecchia" dell'azienda come anni di attività. Inoltre l'Uss, grazie anche alla collaborazione dell'ingegneria clinica diretta da Lucio Sartori, ha già attivato 180 postazioni informatiche per l'invio elettronico ogni giorno da tutta l'Ulss di 11 mila ricette rosse, che vengono archiviate negli uffici della Regione. • F.P. © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA

Storie diSanti

Ilcalendariodi oggi venera isanti Giovanni Crisostomo,Mauriliodi Angerse Amato, Amatodi Remiremont. Vengonofesteggiati dunquedue santi dinome Amato mavi

sonoaltridue fratelliper bravura nell’arteomiletica.Sitrattadi Giovanni vescovo diAntiochia primae di Costantinopolipoi(visse dal350 al407 circa)cheebbe ilsoprannomedi

“Crisostomo”cioè bocca d’oroper i suoi sermonidi una indescrivibileeleganzae disant’Eulogiopatriarca diAlessandria anchelui(morto nel607 circa) grande forbitissimooratore.

Dialettando “Ponto”in venetosignifica punto.“Se gasmolà un pontode le calse”:lecalze si

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sonosmagliate;“Moleghe o dagheunponto”: piantala, lasciaperdere!

L’OMICIDIO DICAMPO MARZO. Ilpresuntominorennerestain cella

Ilragazzinonega «No,nonl’ho ammazzatoio»

Ilgiudiceparla di«delitto maturatoinun contesto conpiù persone» edi«testimoni noncredibili» Intantodall’autopsiaemergeun’altracoltellata «No, non l’ho ammazzato io». Il cittadino marocchino che dice di avere 17 anni - ma sul punto le indagini starebbero portando in altre direzioni - ieri mattina si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice del tribunale dei minorenni di Venezia. Il quale ha convalidato il fermo ed ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario aggravato del tunisino Rafik Ghrissi, 33 anni, ammazzato con una coltellata sabato sera a Campo Marzo. LADIFESA.Il marocchino, assistito dagli avv. Martina Crety e Pietro Speranzoni, era rimasto in silenzio anche martedì mattina, davanti al pubblico ministero Dal Pos di Venezia. Una scelta tecnica, motivata dalla necessità della difesa di studiare le carte e comprendere come gli inquirenti siano giunti ad ammanettarlo. Ma su una cosa la difesa è sicura: «Non l’ho ucciso io quel tunisino». L’assunto, evidentemente, è quello che il minorenne sia stato chiamato in causa da altri. I legali, che hanno già avviato le indagini difensive, dopo che il gip ha convalidato l’arresto ricorreranno al tribunale del Riesame per far scar-

L’indagato siènuovamente avvalso dellafacoltà dinonrispondere IlegalialRiesame

cerare il giovane in un «quadro - sono le uniche parole dei difensori - molto complicato». L’ORDINANZA. Il gip, nella sua ordinanza di custodia, oltre a delineare i gravi indizi raccolti dalla polizia coordinata dal pubblico ministero Golin a carico del giovanissimo immigrato, fa riferimento anche a circostanze che secondo la difesa potrebbero invece deporre a suo favore. Quali? Il fatto che il delitto sia maturato in un contesto con la presenza di più persone, alcune delle quali potrebbero avere avuto un ruolo attivo nell’efferato omicidio. Molte di queste, fra l’altro, erano state sentite come testimoni; un paio avrebbero fornito una ricostruzione dei fatti che il giudice ritiene almeno in parte inattendibile. E sarebbero due nordafricani che indicano nel minorenne il killer. Pertanto, ragiona la difesa, se lo stesso giudice non ritiene veritiere alcune delle loro dichiarazioni, a maggior ragione non sono credibili quando indicano nel marocchino colui che ha sferrato il fendente fatale. L’AUTOPSIA.Ieri, il medico legale Galassi ha compiuto l’autopsia sulla sfortunata vittima. Il tunisino è morto, stando ai primissimi esiti, per la coltellata al fianco che gli ha provocato una vasta emorragia che gli è stata fatale. Ma sul corpo sono presenti anche altre ecchimosi, e soprattutto una seconda coltellata, molto meno profonda, sul capo. Sono colpi sferrati dalla stessa arma? Quante sono le lame sulla scena del delitto? Sarà la procura a cercare di fare chiarezza.

LE INDAGINI. Nel frattempo, i detective della squadra mobile, comandati dal vicequestore Marchese, stanno proseguendo gli accertamenti per fare piena luce su quanto accaduto la sera della festa dei Oto, a due passi dalle giostre. Gli investigatori sono impegnati a ricostruire, sulla scorta delle testimonianze che continuano a raccogliere e dei sopralluoghi compiuti a Campo Marzo, quanto avvenuto prima dell’omicidio, anche per chiarire in maniera precisa il movente dell’aggressione fatale. In secondo luogo, vogliono acclarare il ruolo di ciascuno dei presenti. Un compito improbo, anche perchè le dichiarazioni dei testimoni - che potrebbero diventare indagati - sono tutt’altro che concordanti. GLI SCENARI. In queste ore, infine, i poliziottistanno ricostruendo il passato (dove possibile, visto che alcuni sarebbero arrivati da poco in Italia) dei vari protagonisti del dramma e i loro contatti, che potrebbero chiarire molti degli aspetti rimasti finora oscuri. Dall’analisi di tutto questo materiale potrebbero svilupparsi nuovi scenari investigativi in grado di fornire diverse chiavi di lettura a quanto è accaduto. Nel frattempo, i famigliari di Rafik (assistiti dall’avv. Chiara Bellini) chiedono di conoscere la verità e attendono il nulla osta per la sepoltura. •

Asinistrail fratello dellavittimasul luogodell’omicidio aCampoMarzo. Il minorenneavrebbedichiarato di nonessere lui l’assassino

Isindacati «LAVOROECCELLENTE MASIAMOINPOCHI» «Prontiaproteste eclatanti».I sindacati di poliziasi diconostanchidi soluzionitemporanee e sonoprontia una grande manifestazione.«Parlare dellaquestura di Vicenza significaparlare diuna mancanzadi personale ormaicronicae diun

progressivo innalzamento dell’etàdegli agentihannospiegato i rappresentantidiSiulp, Sape Silp-.Con il delitto diCampo Marzoe l’arresto delpresunto omicida ancorauna voltavolanti e squadramobile hanno dimostratogrande professionalità. Purtroppo,però, siamoin pochi:lacittà ha dirittodi avereun organico adeguato».

LAFESTA. I volontari dellaparrocchia diSan Paolo in feriecon ilCeod

I disabili intonano: "i migliori anni della nostra vita". Si è chiuso con la tradizionale festa, organizzata nella parrocchia di San Paolo, il periodo di lavoro dell'associazione vicentina "Sorriso", che da oltre 25 anni si prende cura delle persone più sfortunate nelle ultime due settimane di agosto. Già il nome del centro, "Sorriso" appunto, dice quanto sia importante per queste persone, circa una quindicina, trascorrere del tempo con pazienti volontari che trovano il mo-

do e le idee per divertirsi insieme. Il centro estivo si prende in particolare cura di quelle persone portatrici di disabilità nel periodo in cui i Ceod vanno in ferie. L'associazione, presieduta da Caterina Zoico, si avvale della disponibilità di alcuni volontari, che per due settimane trovano il modo di far sorridere i disabili. Quest'anno i volontari erano cinque. «Abbiamo impegnato le giornate con tante attività: principalmente li abbiamo fatti dipingere, co-

Unavolontariacon bimbodown

Eiparentiscrivono l’email «L’assassinoha 20 anni» Sui documenti il nome e la data di nascita: 1992 Verifiche degli inquirenti con Interpol e ambasciata Alessandro Mognon

© RIPRODUZIONERISERVATA

Levacanze conil“Sorriso” accompagnanoidisabili

ILCASO. Sonoallegatidue certificatianagrafici in araboeitaliano

Succede anche questo, nel caso dell’omicidio di Rafik Ghrissi a Campo Marzo: che mentre medici legali, magistrati e investigatori cercano di capire se hanno a che fare con un possibile assassino minorenne o maggiorenne, i parenti della vittima si fanno dare i documenti dalla prefettura tunisina per provare, dicono, che ha 20 anni. E li mandano via email alla procura, alla questura e al Giornale di Vicenza. Sono gli estratti anagrafici in arabo e tradotti in italiano «da un interprete giurato», dice la mail, dove compare nome e cognome del giovane accusato di aver sferrato la coltellata mortale la sera dell’8 settembre. E soprattutto la data di nascita: 5 maggio 1992. Se il documento fosse vero, il presunto assassino avrebbe 20 anni. Ovviamente gli inquirenti stanno facendo esattamente

Ilfoglio in arabodell’anagrafetunisinainviatodai parenti diRafik questo: verificare se quei documenti, con tanto di intestazioni (nella traduzione italiana) “Repubblica Tunisina - Ministero dell’Interno”, sono veri. Lo fanno attraverso l’Interpol e l’ambasciata che hanno garantito una «corsia preferenziale», dicono alla squadra mobile, per accelerare i tempi. Ma cosa dice la mail, inviata con l’intestazione «informazioni importanti circa l’assassinio di Rakik Ghrissi»? «Io sono Saber Ghrissi, fratello della vittima (Rafik Ghrissi) dell’omicidio. L'assassino chiamato (...) non è un minore ma è un uomo di 20 anni». Scrivono che quel giovane è stato condannato a 7 anni di galera

in Tunisia ed è fuggito in Italia durante la rivoluzione tunisina. Infine allega i certificati e una fotografia. C’è anche un numero di telefono. Risponde un cugino di Rafik che sa l’italiano, si sente sullo sfondo la voce di Saber in arabo che suggerisce: «Il documento viene dalla prefettura tunisina - spiega -. Quel ragazzo ha dato una data di nascita falsa, non ha 17 anni ma 20. In Tunisia era stato condannato per rapina e aggressione a dei poliziotti. Poi è scappato in Italia, è ancora un ricercato. Ma non può essere processato in Tunisia? No? Va bene, magari lo porteranno qui dopo...». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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Diego Neri

lorare, cantare. Queste persone amano molto il canto», ha spiegato la giovane volontaria Lucia Rigon, coadiuvata da Giulia Lorenzin e Monica Antonello, che ha sottolineato l'affetto e la costanza di Giordano Pittarlin, «un ragazzo che vive in comunità e da quando esiste il l'associazione "Sorriso" ha partecipato tutti gli anni ai centri estivi». Ogni anno viene proposta una festa a tema, alla quale partecipano anche le famiglie e gli amici. Nella sala parrocchiale di San Paolo è andata in scena una ricca rappresentazione intitolata “i migliori anni della nostra vita". «Con il nostro aiuto hanno cercato canzoni, film ed altri simboli tra gli anni Cinquanta e Novanta». • M.B.


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

RIVOLUZIONE INVIALE VERONA. Inarrivoun percorsoriservato aimezzipubblicicon unsemaforo achiamata “vigilato” all’altezzadel cavalcaviadi Ferreto deFerreti

Corsiadeibuscontelecamereanti-furbetti Prestoalvia ilavoridiriasfaltatura,preludio alla nuovaviabilità.Ilsindaco: «Sarannosacrificati 14postiauto malalinea 1 guadagnerà7 minuti» Marco Scorzato Rivoluzione in viale Verona. Non solo asfalto nuovo, ma anche una nuova corsia preferenziale per gli autobus con tanto di semaforo a chiamata all’altezza di Ferreto de Ferreti e telecamere per pizzicare gli automobilisti indisciplinati. Tradotto: chi non rispetterà il codice della strada, e occuperà indebitamente la corsia riservata ai bus, sarà multato. È una delle principali novità che attendono i vicentini entro novembre, in conseguenza dei lavori da 700 mila euro che ridisegneranno il profilo di viale San Lazzaro e viale Verona. L’imminente opera di riasfaltatura dell’intera direttrice d’accesso alla città nel quadrante ovest si concluderà con la nascita della nuova corsia preferenziale per la linea 1, che nell’impianto del Pum - il Piano urbano della mobilità- diventerà una delle tre Lam. le linee ad alta mobilità, che dovrebbe-

Recuperiamo spaziperlasosta conunsistema adiscoorario inviaD’Annunzio ACHILLEVARIATI SINDACO DIVICENZA

ro essere veloci e regolari. LA CORSIA. Non sono previsti cambiamenti alla segnaletica orizzontale nella carreggiata in uscita dalla città, né in entrata nel tratto tra la rotatoria con via Fermi e il semaforo di via Bellini, dove già ora i bus viaggiano spediti. La corsia preferenziale per i bus sarà disegnata dopo il semaforo pedonale di viale Verona fino all' incrocio con via Bellini, dove già c'è una fermata bus, fino alla rotatoria con viale Crispi e alla fermata successiva. «Da qui - spiega il sindaco Achille Variati - la corsia dei bus sparirà per un breve tratto, per consentire alle auto di svoltare a destra sul cavalcavia di Ferreto De Ferreti, e ricomparirà invece tra la fermata successiva e quella all'angolo con via D'Annunzio in modo da evitare ai bus impegnative manovre di spostamento verso il centro della strada». LA NOVITÀ E LA TELECAMERA. La grande novità è all’altezza del cavalcavia di Ferreto de Ferreti. Lì sarà issato un semaforo a chiamata che sarà attivato dall’autista del bus solo al momento del passaggio. Le auto, da e per il cavalcavia, avranno il “rosso”. Il bus non si sposterà più a sinistra, ma proseguirà dritto e attraverserà l’incrocio, dove sarà rimossa quel-

Ascomancoracontro il Pum

«Eliminandoipostiauto siuccideilcommercio»

la parte del cordolo che impedisce oggi di andare dritto. A vigilare sul rispetto della corsia per i bus sarà una telecamera di rilevamento targhe, «Non avranno da temere gli automobilisti disciplinati - osserva Variati -, basterà seguire la segnaletica, che sarà potenziata». Superati i punti di inversione di marcia, la corsia riservata tornerà a collegare le successive due fermate fino a via D'Annunzio per evitare ai bus gli attuali ingorghi. «Questi accorgimenti dovrebbero consentire ai bus di guadagnare, nelle ore di punta, fino a 7 minuti nel tratto Pomari-stazione», spiega il sindaco. SALTANO 14POSTIAUTO. È questo ultimo tratto, dal civico 23 al civico 3 di viale Verona quello che comporterà il sacrificio di posti auto: «Sono 14 quelli che saranno eliminati lungo la strada, ma recupereremo spazi a disco orario in via D’Annunzio», conclude Variati. «Chiediamo pazienza - aggiunge l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto -. Faremo di tutto per ridurre al massimo i tempi del cantiere, anche con l’asflatatura in notturna. Impiegheremo poi tutti i pannelli luminosi a messaggio variabile della città per suggerire i percorsi alternativi durante il cantiere». •

Latelecamera sarà all’incrocio traviale Veronae Ferreto de Ferreti

Lecifre

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10

Neltratto finaledi viale Veronache precede l’incrocio conviaD’Annunzio saranno tolti14stalli perfarespazio allacorsiariservataaibus.

Secondolatabelladi marcia lalinea1 collegailcapolinea allastazione in10 minuti, ma negliorari dipuntail tempodi percorrenzasale a17 minuti.

IPOSTI AUTO CHESARANNO ELIMINATIIN VIALEVERONA

IMINUTIDI DURATA DELLA CORSA POMARI-STAZIONE

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Noall’eliminazionedeiposti autodavanti ainegozi perfar postoalle pisteciclabili o alle corsieper i bussenza valutare leconseguenze. ConfcommercioVicenza ritornasul Piano dellamobilità urbana,inviando ai consiglieri comunalil’invito aconsiderare alcunescelteprimadel via liberadefinitivo.«IlPum - diceil presidenteSergio Rebeccaaffrontai temidellamobilità cittadinacon unragionamento ditipoingegneristico,con il rischiodiinnescarefenomenidi abbandonoeulteriore degrado dialcunevie,inparticolare delleperiferiedellacittà. Èil casodeglispazi disosta davanti ai negozi, chesidà per scontatopossano essere eliminatisenza un'adeguata analisiealternativepossibili, solocon l'obiettivodi crearelo spazioper unapista ciclabileo unacorsia preferenzialeper gli autobus.Èquesta“logica tecnica"chenonci trova d'accordoeche, anzi, ciportaa lanciarel'allarme». «Addirittura-continua Rebecca- ciallarma nonpoco leggere,a pagina26 delPiano, laconsiderazione chesi hadel commercio,nelcaso, della realtàesistente adAnconetta, dovesono insediati28 esercizi commercialie6pubblici esercizi:non soloessa non

SergioRebecca vieneinseritatra i “poli attrattori", comeinvecelo sono lastazione ferroviaria o lafermata dell'autobus,ma siconsidera il commercio“un disturbo”. Come pensail Pum diridurreildisturbo delcommercio?Eliminandoloalla radice?»,chiedeRebecca.E lo stessovale per tuttoil sistema insediativo dinegozi, in particolarequellichesituatisugli assidipenetrazione enelle centralitàdeiquartieri periferici, dovesono insediatioltreil 60% degliesercizicommercialiedei pubbliciesercizidellacittà. «Sia chiaro-puntualizzaRebecca -non èchei negoziantinon voglionole pisteciclabili edunamobilità migliore:ben vengano,maa patto chesiaattentamentevalutata l'esigenzadiun'adeguata accessibilitàagli esercizi commercialidapartedella clientela,poichéquestaèuna condizioneessenziale allaloro stessasopravvivenza». • © RIPRODUZIONERISERVATA

LAPROTESTA. Non piacelanovitàintrodotta congli orari invernali

Ilcentrobus passa inCorso Negozisul piedediguerra Il bus navetta, nuovo modello, numero 10 di Aim Mobilità evita per un soffio lo specchietto dell’auto posteggiata sul marciapiede a ponte San Paolo, dribbla il pedone che non cammina sul marciapiede in contrà Lioy e in corso Fogazzaro lascia basiti i commercianti che protestano: «Così non va. Cosa succederà il sabato quando la strada è piena di pedoni?». È quanto denunciano i negozianti del centro al debutto nel-

la nuova corsa che è stata istituita per creare un collegamento veloce, ogni dieci minuti, dal park Stadio di via Bassano passando per viale Trissino, piazza Matteotti, Levà Degli Angeli, Contrà S. Biagio, corso Fogazzaro e Contrà Cesare Battisti (Duomo). Quindi il ritorno per contrà Vescovado, piazza Castello, ponte Furo, contrà mure S. Michele, piazzetta Gualdi, contrà Lioy, piazza Biade, S. Barbara, corso Palladio, ponte degli Angeli, piaz-

L’area chesarà ristrutturata

za XX Settembre, contrà S. Pietro e via Bassano. I commercianti denunciano la mancanza di informazione preventiva del percorso della nuova linea e ne denunciano la scarsa utilità. «Quali sarebbero i vantaggi che derivano da una passaggio di mezzi così frequente lungo zone pedonali che il sabato e la domenica si affollano?», si chiedono. I negozianti sostengono che invece di facilitare l’afflusso di clienti, con il passaggio dei mezzi Aim così ravvicinato, si crea una sorta di deterrente anche alla classica “vasca” in centro «nella zona pedonale perché zona pedonale non è più, bensì una corsia preferenziale per bus sicuramente non protetta». •

ILPROGETTO. Via libera dallaGiunta alla strutturacustodita ecoperta

Garageper100biciclette inarrivo a ponteSanPaolo «In centro storico è in arrivo il servizio di custodia per le biciclette». Lo ha annunciato il sindaco Achille Variati che ha ottenuto dalla giunta comunale il progetto per la ristrutturazione dell’ex magazzino di proprietà comunale lungo il fiume Retrone, a cui si accede da un cancello su ponte San Paolo. «Si tratta di un servizio che volevamo realizzare da tempo - dichiara il sindaco - per dare ai vicentini e ai turisti la possibilità di venire in centro in bici-

cletta con la certezza di lasciarla in un luogo sicuro e riparato, a due passi da piazza dei Signori». Il vecchio magazzino di 75 metri quadrati sarà ristrutturato con una spesa di 99 mila euro che consentirà di ricavare uno spazio per ospitare oltre cento biclette: 75 troveranno posto al coperto, mentre un altro spazio scoperto potrà accogliere 33 bici. Nella struttura sarà ricavata anche una guardiola riscaldata e un bagno riservato agli

Ungarageper bici incentro

utenti, che sarà attrezzato anche per servire le persone disabili. L’intervento prevede la demolizione della vecchia tettoia verde visibile anche dal ponte, il rifacimento della copertura e degli intonaci, nuovi impianti elettrico, idraulico e fognario, la sistemazione dei serramenti, delle inferriate e del cancello automatico. I lavori, che saranno a cura di Aim Valore Città, partiranno entro questo mese e si concluderanno a novembre. Nel frattempo l’amministrazione defnirà la questione dell’affidamento della gestione del servizio di custodia che per i ciclisti, che - fa sapere il sindaco avrà un costo sicuramente molto contenuto. • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 17

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

brevi

ILCASO/1. Ilgiovanecadutoin scooterper una bucasulla Marosticana

LamortediMatteo «Pericoloconosciuto daComuneeAim» Lesegnalazionideiresidenti giratedal municipioall’azienda Mailpianodiri-asfaltature saltò Il Comune di Vicenza sapeva che lungo strada Marosticana c’erano delle buche pericolose sull’asfalto. Lo segnalò ad Aim, ma il piano di ri-asfaltature venne bocciato perchè era troppo oneroso. È quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Paolo Pecori, sulla morte di Matteo Dall’Osto, 18 anni, di Dueville, che morì in ospedale in seguito ad una caduta dal motorino proprio lungo la strada, in seguito - dicono i consulenti - ad una buca. Come è noto, l’inchiesta è stata riaperta dopo che il giudice Massimo Gerace ha accolto l’opposizione all’archiviazio-

La“municipale” disanBiagio nonavevasoldi perfinanziare lasistemazione dellestrade

ne discussa dai famigliari della giovane vittima. Assistiti dall’avv. Daniele Accebbi, i genitori di Matteo avevano detto no all’archiviazione dei cinque funzionari pubblici di quella che oggi è Aim. Per il gip le conclusioni del consulente della procura, l’ingegner Daniele Cascioli, vanno «nel senso che la causa è da addebitarsi esclusivamente alla presenza e alle dimensioni della buca», sia che Matteo l’abbia centrata sia che abbia perso l’equilibrio per evitarla. Non c’è differenza di responsabilità: «Già in questa fase sussistono incontrovertibili elementi di prova generica» della responsabilità. Per questo il gip, per fare chiarezza, aveva ordinato al pm nuove indagini. E infatti la procura ha incaricato un esperto di diritto amministrativo di indicare, esaminando contratti e ruoli, chi fra gli indagati fosse il responsabile per la presenza della buca rilevata dai vigili urbani dopo il dramma. I legali degli indagati, gli avv. Lucio Zarantonello,

LUTTO ÈMANCATA LAMADRE DIADRIANO PITTARELLO

Un grave lutto ha colpito Adriano Pittarello, una delle colonne della Publiadige: a 86 anni è mancata la madre Marcella Giacomin. Gli sono vicini commossi i colleghi della Publiadige, impiegati e redazione del Giornale e gli amici della Covag.

NELBERGAMASCO INCIDENTEINA4 PADREEBIMBO FERITI

Ildramma

Un vicentino di 39 anni e il figlioletto di 8 sono rimasti feriti in un incidente avvenuto martedì sera lungo l’A4 nel Bergamasco. La loro Focus è stata centrata da un autocarro. Sono ricoverati, non con lesioni gravi.

MatteoDall’Osto

Labucalungo stradaMarosticana nel maggio 2010

PRIMOMAGGIO 2010 MatteoDall’Osto,18 anni, morìinospedale dopo una cadutainmotorinolungo stradaMarosticana. La procuraaprì un’inchiesta ipotizzandol’omicidio colposopersei fra tecnici efunzionaripubblici. Per unodi loro laposizione è statadefinitivamente archiviata.Per gli altri cinquelaprocura aveva chiestol’archiviazione,ma ilgiudice ha accolto l’opposizionedella famiglia disponendo nuove indaginidaparte delmagistrato. •

Giulio e Giovanni Manfredini, Lino Roetta, Angelo Spadaro e Andrea Tirondola, negano ogni resaponsabilità in capo ai loro assistiti. Nel frattempo, la famiglia ha però compiuto una serie di indagini difensive. Fra l’altro è emerso che quella maledetta buca era visibile dalle mappe realizzate per internet dal servizio “google maps” già precedentemente all’incidente. Non solo: alcuni residenti avevano scritto al Comune più volte segnalando le pessime condizioni dell’asfalto in prossimità del civico 150 (e 245-249 dall’altro senso), dove Matteo è caduto. Lo avevano fatto a partire dal 2007, e suc-

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CRIMINALITÀ FURTOIN ABITAZIONE LUNGOLAMAROSTICANA

cessivamente la strada era stata sistemata. Ma lo avevano fatto anche successivamente, e l’avv. Accebbi ha recuperato documentazione in tal senso per provare che della buca era a conoscenza anche l’amministrazione comunale, che aveva provveduto a girare ad Aim quella indicazione. Come di prassi, poi, Aim aveva redatto un piano di interventi, che non venne realizzato perchè il Comune rispose picche: costa troppo non abbiamo i soldi. Hanno inciso questi passaggi nella tragedia? È quanto dovrà valutare il magistrato, nell’ambito di un’indagine quanto mai delicata. • D.N.

«Truffacol GrattaeVinci taroccato» Avrebbe cercato di beffare una commerciante con dei Gratta e vinci taroccati. È dall’accusa di tentata truffa che dovrà difendersi in tribunale Saverio Rossi, 51 anni, fiorentino, che dovrà presentarsi in tribunale la primavera prossima. Il pubblico ministero Dal Martello ha infatti chiuso da tempo le indagini sul suo conto chiedendone la citazione a giudi-

zio in aula. I fatti contestati sarebbero avvenuti fra il 4 e il 5 aprile 2008. In base a quanto ricostruito dalla procura, Rossi si era presentato nella tabaccheria di Graziella T., in città, con un Gratta e vinci che gli aveva consentito di vincerne un altro. Aveva iniziato a giocare, comprando molti biglietti; ed era rimasto a lungo, uscendo e rientrando più volte. La donna ha riferito fra l’altro di averlo visto andare a prelevare contanti al vicino bancomat; di ticket ne aveva comprati a decine. Ad un certo punto aveva

esibito alla titolare sei biglietti vincenti, per un premio complessivo di circa 2.500 euro, e ne aveva chiesto l’incasso. La negoziante, un po’ perplessa, anche perchè non aveva mai visto Rossi in vita sua, aveva preso tempo: «Non posso elargire l’intera somma oggi, non ce l’ho in casa. Deve passare domani. Fra l’altro ho dei dubbi, non so se spetti a me corrisponderle la somma oppure se è necessario avvisare il centro nazionale». Rossi, che si era definito un esperto del settore, le aveva spiegato che si trattava di singole vincite

Unbigliettodelgrattae vinci

ALTAVILLA GLIARNESI RUBATI COSTANO IL PROCESSO

Il cittadino serbo Goran Vestovic, 41 anni, residente ad Altavilla, andrà a processo in autunno. Nella sua Volkswagen erano stati trovati degli arnesi rubati in una ditta di Verona. L’accusa è ricettazione.

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TRIBUNALE. Unfiorentino è statocitatoa giudiziocon l’accusadiaver tentatodi raggirareuna tabaccheriain città

La commerciante si era rifiutata di corrispondergli il premio chiedendogli di passare il giorno dopo

Ladri in azione qualche sera fa lungo strada Marosticana. I malviventi hanno preso di mira la casa della famiglia Facci. Forzata una finestra, sono entrati ed hanno arraffato un cellulare e circa 350 euro in contanti. Nessuna traccia.

tutte sotto i mille euro, e che quindi toccava a lei. Rossi si era ripresentato il giorno successivo, ma Graziella aveva contattato un agente di polizia locale perchè non si fidava di quell’uomo. E in effetti i sei biglietti che aveva esibito passandoli per vincenti erano in realtà dei tarocchi, ben confezionati, ma comunque non autentici. Pertanto il fiorentino era stato identificato e denunciato in procura. Oltre a tornarsene a casa a mani vuote, ora dovrà affrontare il processo. • © RIPRODUZIONERISERVATA

SICUREZZA

Derby “caldo” eprotesta Lacittàè sottocontrollo

Controlliprimadi unapartita Un sabato ricco di appuntamenti e, proprio per questo, da tenere sotto controllo. La città si prepara a festeggiare il novantesimo compleanno dei suoi alpini; per tutta la mattina, inoltre, ospiterà una protesta nazionale contro la Gendarmeria europea che ha sede alla caserma Chinotto e poi, dalle 15, occhi puntati sul derby. Il Menti va verso il pienone per la sfida con il Verona, con tutti i 1300 biglietti messi a disposposizione degli ospiti già “bruciati”. Ed è proprio l’appuntamento calcistico quello che richiederà lo sforzo maggiore da parte delle forze dell’ordine. «Nessun allarme - ha considerato il questore Angelo Sanna, ricordando che, nei mesi scorsi, le due squadre si sono incontrate per ben due volte senza che ci fossero problemi -. Da parte nostra l’attenzione sarà alta e saranno ovviamente prese tutte le misure di sicurezza necessarie, ma sono certo che anche in questo caso sarà una giornata all’insegna della sana competizione sportiva». • © RIPRODUZIONERISERVATA

ILCASO/2. DaVercelli aTrieste viaVicenza

Scorie radioattive in transito: no regionale Da Vercelli agli Usa, passando anche per la provincia di Vicenza. Cinque chilogrammi di materiale radioattivo in transito lungo la A4 a metà novembre. Regione Veneto e Friuli Venezia Giulia sono contrarie al passaggio e si annunciano problemi non da poco per il ministero dello Sviluppo Economico che deve gestire il trasporto. In questi giorni tutte le prefetture interessate stanno dunque approntando i piani per far transitare le dieci lastre di materiale radiottivo dal deposito di Avogrado di Salug-

gia, in provincia di Vercelli (che raccoglie l’85% delle scorie prodotte nei decenni scorsi dal nostro Paese) fino al porto di Trieste, dove saranno poi imbarcate per gli Stati Uniti. Trasporto che dovrebbe avvenire con dei camion nella prima decade di novembre. Quello della Regione, però, non sarà l’unico “no”. In Veneto si annuncia anche la battaglia dei “No nuke”, che già avevano protestato a luglio, quando combustibile esausto era stato portato in Francia. • © RIPRODUZIONERISERVATA


18 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

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Lenovitàdellapolitica

ICANDIDATIDELPDFINORA INCAMPOPERLEPRIMARIE

Partitie movimentiinvista delleprossimeelezioni ILCASO. Lasinistra rilanciadopoche il sindacohaoptato peril collega

Trailsegretario eil“rottamatore” DANIELASBROLLINI DEPUTATA PD Nonè in ballola guidadelpartito, si sceglieil milgiore candidato premierper esperienze e idee. Renzi?Utilechesicandidi, ma trai suoisupporter c’èchinon hal’età per fareil rottamatore

Rizzato:«Pensiamoa uncandidato ancheincittà» Poletto:«Sto coi progressisti,Renzi èneo-liberista» «Se usiamo il linguaggio di Renzi, Variati sarebbe da rottamare». Affondo pidiellino? Stoccata della Lega nord? Macché: parola di Claudio Rizzato, esponente della sinistra Pd. L’ex consigliere regionale diessino, bersaniano convinto, poi avverte: «Dopo la presa di posizione del sindaco per Matteo Renzi, necessariamente anche per le primarie della città potranno presentarsi

Secondo illinguaggio diRenzi,Variati sarebbeda rottamare... CALUDIORIZZATO SINISTRAPD

due candidati del Pd, per rendere chiaro che ci sono due idee diverse di partito». La sortita di Variati è stata una bomba nel Pd berico. Tra i sostenitori di Pier Luigi Bersani - tra cui c’è pure la vice sindaco Alessandra Moretti, che ha già motivato la sua scelta c’è chi minimizza, ma anche chi, come colpito da un cazzotto, reagisce con veemenza. Tanto da ipotizzare l’apertura di un fronte comunale. Se proprio Variati ha riconfermato di essere pronto alle primarie locali, Rizzato s’infila in scivolata, auspicando «un secondo candidato», bersaniano. «Ne stiamo parlando», ammette. «DESTRA E SINISTRA». Per Rizzato sono in ballo «due idee diverse di partito». Ne è convinto pure un altro bersaniano, Luigi Poletto, presidente del consiglio comunale. «Tra Ber-

LETAPPEVENETEDELPRIMO GIORNODELTOURDIRENZI

LUIGIPOLETTO PRESIDENTECONSIGLIO Bersanipiùadeguato adassumerela responsabilitàdiguidareil Paesepercompetenze.Nonè “vecchiocontronuovo”,mauna propostaprogressistacontro quellaneoliberistadiRenzi

sani e Renzi non vi è un conflitto generazionale - “vecchio” contro “nuovo” - ma politicoculturale, tra una visione progressista, legata alla sinistra europea, e una neoliberista, figlia di un impianto ideologico fallito». Poletto ritiene Bersani «più adeguato ad assumere la responsabilità di guidare il Paese per competenze ed esperienze. E, a differenza di Renzi, Bersani vuole introdurre forti elementi di discontinuità rispetto all’agenda Monti».

STEFANOPOGGI GIOVANIDEMOCRATICI Aidisoccupati interessasaperecosa faràilpartitoperraddrizzare labarca,piùcheilricambio generazionale.Servonofacce nuoveconideenuove,non faccenuoveconideevecchie

RINNOVAMENTO. «Su una cosa - conclude Poletto - Renzi e la sinistra Pd dei “giovani turchi” convergono: dare spazio ad un radicale rinnovamento del partito, che si ottiene con una nuova legge elettorale e con la regola dei tre mandati massimi per i parlamentari, senza deroga alcuna». Daniela Sbrollini vorrebbe

ACHILLEVARIATI SINDACODIVICENZA Uncontoèillivello localedovecisi misuraconglielettoriecisono ilimitiaimandati,uncontoèil livellonazionaledovec’èuna classepoliticaautoreferenzialeemancanoilimiti

addirittura un limite di «due mandati». Anche la deputata del Pd si schiera con Bersani. «Non è in ballo la guida del partito, per quella c’è il congresso. Qui - dice - si tratta di scegliere la figura migliore da candidare a premier, per esperienze, competenze, idee. Sul ricambio generazionale, io per prima mi sono sempre battuta ed è già in atto». Sbrollini invita a stemperare i toni: «C’è troppa tensione: le primarie sono utili e la candidatura di Renzi le rende vere, ma il confronto non sia scontro». Ma chiosa pungendo: «Ci sono sostenitori di Renzi che

non hanno l’età per fare i rottamatori». A differenza di Rizzato, Sbrollini non fa nomi. Che si riferisse o meno a Variati, va ricordato che il sindaco non ha evaso il tema della sua età (59 anni) e della sua lunga militanza politica, ma ha sottolineato che «un conto è il livello amministrativo, dove ci si misura con l’elettorato e c’è il limite dei mandati, un altro è il livello nazionale, dove la classe politica è autoreferenziale e mancano limiti». IL GIOVANE BERSANIANO. Che la sfida Bersani-Renzi non sia “il vecchio contro il nuovo” lo

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IniziaquestamattinadaVeronail tourdiMatteoRenziinvistadelle primarie.IlsindacodiFirenzesarà nelpomeriggioaBellunoepoiin seratainqueldiPadova.

Loscontro

Pd,i bersaniani alleprimarie sfidano Variati Marco Scorzato

3

PierLuigiBersanieMatteoRenzi sonoledueproposteall’interno delPd.Sesarannoprimarie apertepotrannoaggiungersiNichi Vendola(Sel)ealtricandidati.

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afferma anche Stefano Poggi, della direzione nazionale dei Giovani democratici, che di anni ne ha 21 e sta con Bersani. «Ai lavoratori delle aziende in crisi, ai disoccupati e ai precari più che “il rinnovamento della classe dirigente del Pd”, interessa sapere cosa farà il partito per raddrizzare la situazione. La proposta di Bersani è chiara: far pagare di più a chi in questi anni si è arricchito, per aiutare chi si trova in debolezza economica». Servono «facce nuove con idee nuove, non facce nuove (e meno) con idee vecchie». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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Cronaca 19

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

Centro estremo

IlmovimentodiOscarGiannino vuoleoccupareconLucadi Montezemololeposizionidi centromaconunalinealiberale inpoliticaeliberistaineconomia.

«Lavoro perl’unità»

«Ilmioimpegnoperorganizzare leprimarie:voglioesseregarante diunconfrontochesiapositivo» FEDERICOGINATO SEGRETARIOPROVINCIALEPD

Ilgiovane bersaniano

LapropostadiBersanièchiara: farpagaredipiùachisièarricchito peraiutarechièpiùdebole» STEFANOPOGGI GIOVANIDEMOCRATICI

L’INTERVISTA. Ilprofessorevicentino che insegnaalla VanderbiltUniversitynegli Usaè tra i promotoridi“Fermareil declino”di OscarGiannino

«TroppoStatofamaleall’economia» AndreaMoro: «Ultraliberisti? Nonvogliamoessere etichettati mavogliamoun governoleggero Monti?Non pensaalla crescita»

Ilsegretario «SARÒ GARANTE» Finoranon siè schieratoe nonpare intenzionatoa farlo, almeno pubblicamente.FedericoGinato, segretarioprovinciale Pd, èconsapevoledelle tensioniinterneinvista delleprimarie. «Sono convintochesaranno una tappapositiva:dovrò organizzarlee voglio esseregarantedi tutti». © RIPRODUZIONERISERVATA

Dare vita ad unico soggetto politico fuori da logiche partitocratiche. È in questa direzione che intendono muoversi i movimenti 'Italia Futura' di Luca Cordero di Montezemolo e 'Fermare il declino'. 'Fermare il declino' annovera tra i sette promotori il giornalista Oscar Giannino, atteso a Vicenza mercoledì 26 settembre, e un gruppo economisti che vivono negli Usa, tra cui il vicentino Andrea Moro, professore di economia alla Vanderbilt University. Tra i 10 punti del manifesto, tagliare in 5 anni le tasse e la spesa pubblica del 5 e del 6%, vendita del patrimonio pubblico e una spinta decisa alle liberalizzazioni.

Perchévisietecimentatiinquesta sfida? E sareste disposti a tornare in Italia e candidarvi?

È un'occasione unica per cambiare la politica: Berlusconi non è più alla guida della destra, a sinistra mancano idee e rinnovamento e c'è una gran-

Personalmente non sono sicuro che Montezemolo sia la persona ideale per rappresentarci e non credo voglia candidarsi, altrimenti l'avrebbe già fatto. Ma se pensa di sì, si metta in gioco e ci convinca che rappresenta il nuovo.

de area di antipolitica che non sa esprimere idee a livello nazionale. Metto a disposizione le mie competenze ma non intendo candidarmi, mi piace molto il mio lavoro.

Per tutti siete gli 'ultraliberisti'. Anche sulla scorta di esperienzepassateiltimoreèchele liberalizzazioni, ammesso che si facciano, finiscano per essere un affare per pochi. Perché dovrebbero scegliervi?

Non vogliamo essere etichettati, tanto più che di parole come liberismo e libertà Berlusconi ha fatto scempio realizzando il contrario del mercato a partire dal sistema Tv. Alitalia è stata invece venduta a persone amiche del potere. Non è così che si fa, bisogna vendere favorendo la concorrenza, il miglior offerente avrà le idee giuste per innovare. Se sbaglia ci rimetterà lui.

Bisognaprivatizzareanchel'acqua, nonostante il referendum, o la sanità? C'è già stato un referendum e l'acqua non è in gioco. Biso-

Puntate molto sul federalismo. Cosa vi fa pensare che oggi si possaattuareciòchenonèstato fatto in 20 anni?

AndreaMoro

OscarGiannino saràaVicenza mercoledì26 settembre

gna invece lavorare anche su settori privati che però non sono liberalizzati. Il bancario e l'assicurativo per esempio dove non c'è reale concorrenza, o l'energetico. È cruciale per la crescita.

ché poi il Governo deve occuparsi di cose in cui ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza? Poste, Ferrovie o la Rai che peraltro impone una tassa regressiva come il canone da togliere subito? Servono solo a mantenere il potere e a distribuire prebende.

Chi potrebbe avere interesse oggi a comprare patrimonio pubblico e per farne cosa? Non pensiamo certo a vendere le spiagge, la torre di Pisa o le scuole. Si potrebbero cedere palazzi in zone centrali inutilizzati o che ospitano uffici pubblici che potrebbero essere trasferiti in periferia. Certo non bisogna svenderli. E per-

State dialogando con Renzi e Ichino del Pd, con i fuorusciti di Pdl e Lega. Se parlano di voi come ad una 'cosa' di centro o del 'partitodeiprofessori'viarrabbiate. Cosa siete? Siamo oltre le classificazioni della vecchia politica visto che in tutti i partiti l'interesse pri-

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mario resta arrivare al potere e mantenerlo moltiplicando le poltrone e aumentando così il peso dello Stato nell'economia, soffocandola.

Come sceglierete il candidato premier? Ed è verosimile il 20% di risultato cui puntate? Noi puntiamo ad essere determinanti. La novità del nostro movimento è che c'è una leadership diffusa; il premier si sceglierà con vere primarie, non come quelle del Pd.

Montezemolo rappresenta il nuovo? Una persona con la sua storia può rappresentare an-

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La Lega in 20 anni ha fatto zero per il Nord perché, arrivata a Roma, si è comportata esattamente come gli altri partiti. Inoltre molto peso l'ha avuto una leadership sbagliata che ha virato sul culturale un tema puramente economico. Ma il problema del trasferimento di risorse da nord a sud o alle Regioni a statuto speciale va risolto.

Esserebravieconomistinonsignifica fare buone politiche. Che ne pensate di come Monti affronta la crisi?

Monti ha fatto abbassare la febbre al paziente-Paese, ma ne ha aggravato la malattia aumentando le tasse: così non si cresce. Il problema di fondo resta l'eccessiva presenza dello Stato nell'economia che crea enorme debito pubblico e inefficienze che impediscono lo sviluppo. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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20 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

LACRISI. Nel mercatodel lavorosegnali positivisolodai contrattiatempodeterminato magli under 30 non trovanounimpiego. Bene l’export

Artigiani,già duemilalicenziamenti

Il70%dellenuove procedure dimobilitàarrivadalle piccole aziende.Restano aperte102 procedurenelle grandi industrie «Da qui a dicembre rischio ecatombe se non facciamo qualcosa di concreto». Gianfranco Refosco, segretario della Cisl, ha appena finito di fare il punto con le categorie dell’industria e il report parla chiaro. Oltre cento aziende dell’industria con oltre 15 dipendenti hanno aperto la crisi aziendale, centinaia di aziende artigiane che mandato la lettera di licenziamento ai loro dipendenti.

to per lo sviluppo del 2009 che vide la presenza al tavolo anche della Cariverona». All’epoca però c’era la Provincia in grado di mettere insieme e adesso? È una delle questioni aperte anche se non la principale. «L’importante è fronteggiare una nuova ondata di licenziamenti», taglia corto Refosco, «serve un accordo per monitorare prima le aziende che hanno bisogno di una mano e poi individuare chi specula con false ristrutturazioni attraverso l’uso degli ammortizzatori sociali».

I SEGNALI. Un’ecatombe appunto, nonostante qualche segnale positivo ci sia, tutto legato però al lavoro precario con un’impennata dei contratti a tempo determinatissimo e a chiamata. «Serve un tavolo con le categorie economiche e tutti gli enti per trovare delle risposte subito. Sulla falsa riga di quel pat-

I NUMERI. I numeri sono eloquenti. Concluso il periodo di vacanza e con l’autunno alle porte a Vicenza e provincia si giocherà una partita delicatissima per migliaia di famiglie. Nel primo semestre del 2012, come si legge nel report di Veneto Lavoro, 102 aziende industriali (nel 2011 erano state 201 in dodici mesi però) han-

Eugenio Marzotto

Un’ecatombe senons’interviene Serveunpatto perillavoro comenel2009 GIANFRANCOREFOSCO SEGRETARIODELLACISL

APERTO ANCHE LA DOMENICA

dagli effetti della crisi. «Il dato che emerge è che il 70% delle nuove procedure di mobilità arrivano dalle piccole aziende che rappresentano il grande tessuto produttivo della provincia. Se salta quello, salta tutto».

Ildato

Manel2013 ilPilcrescerà del6% Dalpuntodivista della produzionesiconferma cheil Pilnel 2012diminuirà del2%. Unicanota positiva l’exportin leggeracrescita.Per il 2013si prevedeunlieverecuperodel Pil(+ 0,6%).Il saldo tra assunzioniecessazioni subase annua(1/7/2011 – 30/6/2012)èrisultato negativo per 29.700posizioni dilavoro. La perditadiposti di lavorohariguardato soprattuttol’industria eil settoredelle costruzioni.Sono diminuitii contrattia termine, insomministrazionee apprendistato;Laprovinciadi Treviso,seguita daVicenza, risultaquella piùpenalizzata nellaperditadiposizioni di lavoro. Dall’iniziodellacrisi economica,ovveroin4 anni,si sonopersi circa 90.000postidi lavoroinRegione; Nel2˚ trimestre2012si sonoavute quasi23.000 assunzioniin meno rispettoal corrispondentetrimestre 2011(162.600assunzioni); Lavariazionetendenziale delleassunzioni vedeun forte calodelrapporto a Tempo indeterminatoein apprendistato,seguitida somministrazioneecontrattia termine. • © RIPRODUZIONERISERVATA

NUOVI CONTRATTI. Sul fronte del mercato del lavoro i numeri dell’Ufficio provinciale per l’impiego mostrano invece quello che è più di una tendenza, ossia che se assunzioni ci sono si tratta di contratti a termine. Nei primi mesi del 2012, la dinamica più negativa nelle assunzioni ha riguardato i giovani (under 30) con un -15,5%. La contrazione delle assunzioni a termine registra anche una riduzione della durata media delle giornate lavorate; Il lavoro intermittente si conferma (assieme al lavoro domestico) l’unico tipo di rapporto in costante aumento, con 28.600 contratti attivati nel 2˚ trimestre 2012, ben 5.600 assunzioni in più del corrispondente trimestre 2011 (quasi il 25% di aumento ).

Unlavoratore inun’azienda metalmeccanica.Crisi nell’artigianato no aperto una procedura di crisi coinvolgendo 1.895 lavoratori. E se a questo sommiamo la drammatica crisi delle imprese artigiane con 2.270 lavoratori licenziati nei primi sette mesi di quest’anno si ha il quadro della difficoltà che ormai è diventata di “sistema”. «Se va in crisi il manifatturiero la questione si complica - ribadisce

Refosco - soprattutto se si considera che l’anno prossimo l’export potrebbe subire una forte flessione. Ecco perchè serve subito un’azione preventiva da parte delle istituzioni, enti e categorie e parti sociali». Era stata la Cisl, con il segretario regionale Franca Porto, a proporre ad esempio una tassa di scopo per difendersi

L’ATTACCODIVARIATI

«Ilgoverno cedealle lobby delgioco d’azzardo»

Unasala giochi

COMMERCIO. Nei comparti del commercio-turismo ormai il 30% delle assunzioni avviene con lavoro a chiamata (nel 2009 era del 18%.). Le posizioni lavorative al 30 giugno di quest’anno risultano complessivamente 70.000. E aumentano le assunzioni con contratto di lavoro domestico, che riguardano soprattutto lavoratori stranieri. La crescita è del 6% sul trimestre dell’anno precedente. •

All’indomani del dietrofront del governo sulle restrizioni per le sale scommesse il sindaco Achille Variati attacca: «Alla fine è sparito tutto, a parte l’inserimento della ludopatia tra i livelli essenziali di assistenza. Ciò dimostra che lo Stato continua a considerare grave questo problema, ma preferisce mettere soldi per curare chi si ammala piuttosto che intervenire alla radice. Sono molto deluso e amareggiato». «Il governo dei tecnici - prosegue - non ha saputo fare politica, che significa anteporre gli interessi generali a quelli particolari. Questa è una gravissima mancanza di chi ha ceduto alle lobby del gioco d’azzardo e piuttosto che tutelare i più deboli ha preferito fare un regalo a questi signori e anche a se stesso, per far cassa. Proprio in queste ore stiamo aspettando di capire se il Tar del Veneto manterrà la competenza sui ricorsi». •

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Cronaca 23

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

VicenzaOroFall

Ilbilancio dellarassegnaorafainternazionale ULTIMAGIORNATA. Trai padiglionimolti gli operatorisoddisfatti

Fiera,l’ottimismo deipiùgiovani perbatterelacrisi CnaeConsorzio artigianato:«Èandata meglio diquantosipensasse, oralavorare perfaredipiù» Maria Elena Bonacini «Tra gli orafi ho trovato grande entusiasmo, soprattutto tra i giovani». È soddisfatto Roberto Ditri, presidente di Fiera di Vicenza, alla chiusura di VicenzaOro Fall, l'ultima manifestazione dell'anno dedicata al settore, che ha portato in via dell'oreficeria oltre 20mila operatori da 109 Paesi, che hanno potuto visitare gli stand di 1.400 espositori da 31 Paesi.

Leimprese piùgiovanihanno tantavoglia diaffermarsi nelmondo ROBERTO DITRI PRESIDENTEDELLA FIERA

In calo, come prevedibile, i buyer dai Paesi in crisi, come Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, meglio quelli delle economie emergenti. «Abbiamo iniziato bene con About J - afferma il presidente - e anche VicenzaOro è stata positiva. Se sono contento è perché i miei partner lo sono. Parlando con gli espositori, molti mi hanno detto che hanno lavorato bene, che hanno ricevuto visite di buyer qualificati, venuti non solo per vedere, ma anche per fare affari. E ho trovato molto entusiasmo da parte di giovani imprenditori vicentini, con tanta voglia di affermarsi nel mondo, ai quali è piaciuto che stiamo ampliando i nostri orizzonti. Anche gli stranieri li ho visti soddisfatti». Girando tra i padiglioni, durante le giornate, l'atmosfera che si respirava era più ottimi-

sta rispetto ad altre edizioni. Certo la crisi non è passata, ma qualche segnale positivo si è visto. «È vero che il sistema non ci aiuta - continua Ditri - e quello lo diciamo da tempo. Il limite dei mille euro per transazione, ad esempio, rende tutto più difficile. Ma a livello mondiale, più che l'immagine del Paese, contano la reputazione dell'azienda e il prodotto, e le nostre imprese hanno grande credibilità». Abbastanza contenti, ma con più moderazione, i rappresentanti di categoria. «Alcuni parlano di ripresina, ma io ho la sensazione che ci sia qualcosa di più costruito», afferma Arduino Zappaterra, presidente degli orafi di Cna e del Corart, il consorzio di promozione dell'artigianato vicentino. «Non sono gli anni migliori, ma è andata un po' meglio di quanto si pensasse, sebbene i

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MIGLIAIADIOPERATORI PROFESSIONALIINFIERA

Sonostati1.400gliespositori provenientidatuttiidistrettidel MadeinItalyeda30paesiesteri Oltre20milalepresenze dioperatoriprofessionali

Partner contenti

«Stannoarrivandolenuove campatedelnuovo padiglione.Tempicerti» ROBERTODITRI PRESIDENTEFIERA

Ifuturi designer TROVA LAVORO DOPOIL CONCORSO Talentoinmostrae premiato.Nonè trale primetreselezionate, ma ilsuopremio l'haavuto lo stesso-e senzadubbio è statomolto gradito -la giovanedesigner cheieri seraha scrittoal presidentedellaFiera RobertoDitriper comunicargliuna bella notizia:l'azienda concui hacollaborato per realizzareilprototipo del suoprogettoleha propostoun lavoro. «Perme- commentaDitri èstato come un"bonus" allafinedellafiera. Il ringraziamentodella ragazzaperl'opportunità ottenutae lanotiziache la nostrainiziativa ha avuto l'effettosperato sono staticomeun regalo. Abbiamodatonuova linfa alsettore».Lamostra, ospitataa PalazzoBonin Longare,non finisce comunqueconlafiera, anzi,ilavoridei 23 giovani designerselezionati, realizzatida altrettante impreseartigiane,saranno visibilifino al 10di ottobre.Intanto la secondaedizione della competizioneha giàun titoloperi idesigner under30: “Portebonheur, amuletie talismani contemporanei". M.E.B. © RIPRODUZIONERISERVATA

Unamodella tragli stand dell’ultimafiera dell’Orodi Vicenza chesi è conclusa ieri. FOTO COLORFOTO problemi non siano risolti. Si sta lavorando e si spera di fare anche qualcosa meglio. Diciamo che c'è un cauto ottimismo». Secondo Zappaterra, però, bisogna rimboccarsi le maniche in diverse direzioni: «Bisogna intercettare mercati nuovi, come la Fiera sta facendo in maniera egregia. E gli orafi devono fare gioielli "altri", magari lavorando con designer giovani, come è successo per la mostra "Souvenir d'Italie". Uno sbocco può proprio essere il merchandising museale, perché i turisti hanno soldi e sono disposti a spendere per avere un ricordo. Le

capacità ci sono, serve un cambiamento culturale». Moderatamente soddisfatto anche Franco Pozzebon, presidente della sezione preziosi di Assoartigiani. «Chi ha il brand e si rivolge ai negozi spiega - è stato contento, chi fa riferimento ai grossisti meno, perché c'è stata più selezione che ordini. La tendenza da qualche anno è a comprare moderatamente, poi tirare le somme, quindi dopo la fiera resta un lavoro lungo e importante da fare per stimolare l'acquisto non fatto di getto allo stand». E a proposito di lavoro post-VicenzaOro, quello di Fie-

ra di Vicenza è appena iniziato. «Tra qualche giorno - conclude il presidente - il direttore Corrado Facco sarà a Hong Kong, dove discuterà alcuni accordi con dei player. E stanno arrivando le campate in legno del nuovo padiglione, per il quale stiamo rispettando perfettamente i tempi, come anche per il museo del gioiello, che Alba Cappellieri ha visitato, restando molto contenta di come sta procedendo. "Souvenir d'Italie" non è stata casuale, poi sta a designer e aziende proseguire nella commercializzazione». • © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

THIENE L'INTERVISTA

di Dennis Dellai

ALBERTOSAMPERI

ragionamento di ristrutturazione della Galleria, poi una previsione sui costi e si discute su come ripartirli. Il Comune può anche intervenire con dei fondi propri. Nessuno pretende che le spese siano a carico di una sola parte, anche perché la Galleria ha un valore strategico per la città. Però i privati devono capire che in una situazione di emergenza come la nostra bisogna remare tutti nella stessa direzione. Anche perché il Comune ha l’Imu.

La Lega ci ha lasciato un Comune inefficiente L’Imuvariconsiderata

L

a vorrei mettere subito a suo agio, perciò iniziamo con una domanda dall’esito scontato. Come si trova da vicesindaco e assessore nella sua “variegata” giunta? Bene. Trovo che sia una squadra molto buona.

Ecco, appunto, esito scontato.

Non sto dando una risposta diplomatica. La sto motivando. Dicevo, è una giunta molto giovane che deve acquisire esperienza, ma che ha una mentalità moderna e innovativa molto spiccata. Questi primi tre mesi mi hanno stupito per la sintonia con cui abbiamo lavorato. L’aver fatto un’esperienza comune dai banchi dell’opposizione ci ha aiutato molto. Diverso è il discorso relativo al personale.

Cioè…

Abbiamo trovato una macchina organizzativa e burocratica non efficiente, con gli uffici non calibrati nella giusta maniera.

È una risposta un po’ sibillina. Diciamo che erano state spostate delle persone per

delle scelte che non sempre erano motivate da ragioni organizzative. I cambi hanno creato degli squilibri e alcuni uffici sono andati in sofferenza mentre altri avevano un surplus di dipendenti senza averne la necessità. C’era un clima, nel personale, di scarsa motivazione e conflittualità. Ora però stiamo lavorando per migliorare la situazione.

Come si sente nei panni di assessore al Commercio avendo un’attività commerciale in centro. Non c’è un conflitto di interessi? L’attività è di mia moglie, vorrei precisarlo.

Beh, l’interesse c’è comunque, se vivete sotto lo stesso tetto.

Io penso semplicemente che questo sia un vantaggio per la categoria. Conoscendo i problemi quanto loro posso anche affrontarli nel modo giusto.E poi le decisioni importanti non le prendo io, le prende la giunta.

Lei è sempre stato per il centro aperto. Adesso pensa al blitz? Vuole riaprirlo? Io sono per il centro aperto durante la settimana e chiuso

Iproprietari dinegoziedella Galleriadevono ristrutturare Levefiscaliper convincerli Miamoglieha unnegozioe questomiaiutaa capiremeglioi problemidei commercianti nel week end, ma questo è un mio pensiero. Non è assolutamente nei programmi di questa giunta, però, riaprirlo. Semmai dobbiamo puntare ad attuare delle iniziative che lo valorizzino e lo rianimino. L’isola pedonale deve essere un punto di forza anziché una debolezza.

Finchè piazza Chilesotti sarà occupata per gran parte da una banca la vedo dura.

È una minaccia?

No, non faccia passare questo messaggio. Ritengo semplicemente che il Comune abbia la possibilità di applicare un’Imu diversa a chi ha un negozio e lo affitta rispetto a chi con il negozio ci lavora direttamente. Diciamo che possiamo agire sulle leve fiscali per essere più convincenti.

Chiudiamo con la domanda canonica. Quali sono le priorità in questo momento? Cose concrete intendo.

L’assessore alCommercioe BilancioAlberto Samperi Stiamo parlando di una proprietà privata. Però so che il sindaco ha avviato degli incontri con i vertici della banca e mi pare di aver colto una certa disponibilità a dialogare. Non so quali potranno essere i risultati, ma ci stiamo provando perché in effetti quello è un angolo cieco, nella piazza più bella della città.

Vogliamo parlare dello stato di Galleria Garibaldi. Il degrado è

sotto gli occhi di tutti, ma anche qui parliamo di una struttura in mano ai privati. Che cosa può fare il Comune per stimolarli ad intervenire? Dovreste mostrare gli attributi e convocare quei proprietari per intavolare un discorso.

Ma questo è già deciso. Non è questione di coraggio; io li convocherò. Voglio sedermi attorno a un tavolo con i proprietari dei muri e i gestori dei negozi. Si fa un

LUGO. Ilsindacoha presentatoai genitorii risultatidell’intervento

CALDOGNO. Esposizione nellavilla palladiana

Finitii lavori al “Nodari” Riunitetutte le classi

PianoCasa inmostra Pervedere glieffetti della riqualificazione

Ora c’è un’unica sede del Comprensivo che può ospitare 350 ragazzi Previste altre otto aule

Da domani e fino al 22 settembre sarà possibile vedere foto e rendering dei progettisti interessati

Elena Guzzonato Porte aperte alle scuole di Lugo per illustrare ai genitori i lavori fatti durante l’estate. L’istituto comprensivo statale “B. Nodari” ha riunito le due sedi in quella unica di via Giacomo Matteotti, in tutto 19 classi per un totale di 350 studenti. Grazie alla ristrutturazione dello stabile risalente agli anni Settanta sono state ricavate nuove aule e ambienti più confortevoli, dal colore allegro e muniti di lavagne multimediali, per ospitare anche i bimbi dalla prima alla terza elementare ospitati prima in via Sioggio. I vecchi infissi sono stati sostituiti con soluzioni in alluminio, cambiate anche porte e finestre nel rispetto delle normative di sicurezza. Gli spazi enormi sono stati ottimizzati creando aule dalle capienze giuste, per non disperdere l’attenzione di bambini e ragazzi, ricavando anche dei laboratori di sostegno. Al primo piano fa-

Paolo Mutterle

Foto delleautorità,con il sindaco,e deldirigentescolastico. E.GU. ranno lezione i bambini delle elementari con un’entrata riservata dalla parte di via Divisione Julia. Al secondo piano, invece, spazio alle classi delle medie, a cui gli studenti accederanno dall’entrata che da su via Matteotti. All’appello mancano solo la tinteggiatura esterna e la sistemazione del tetto. Un lavoro terminato in appena due mesi e mezzo, che l’Amministrazione ha affidato ai lavoratori socialmente utili del Comune. «Stiamo consegnando un fabbricato come nuovo dal punto di vista della vivibilità», afferma il sindaco Robertino Cappozzo. «Grazie

a delle buone idee, è costato solo 40 mila euro ricavati dall’avanzo di bilancio. Questo mese inizieranno anche i lavori per l’ampiamento del comprensorio che ospiterà, nella stessa sede, altre otto aule, stanze per gli insegnati e laboratori didattici». Soddisfatta anche la vicepreside Marina Maino, che sottolinea come l’attuale sistemazione risulti ottimale. «Riunire tutte le classi elementari in un solo istituto è un grande risultato. Ora, anche per gli insegnanti diventa più facile gestire gli alunni». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Il Piano Casa diventa una mostra. Dal 14 al 22 settembre sono esposti a villa Caldogno 20 progetti di architettura che mostrano gli effetti della legge regionale n.13 del 2011 sul patrimonio edilizio berico. Domani alle 18 è prevista l’inaugurazione con una conferenza dibattito. Il titolo ( “+45%. Il piano casa al tempo della crisi: il caso vicentino”) fa riferimento al massimo ampliamento di cubatura previsto nel provvedimento regionale. L’esposizione, organizzata dall’ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori di Vicenza con il patrocinio del Comune di Caldogno, si sviluppa in un percorso di rendering e foto di progetti inviati da professionisti vicentini seguendo l’applicazione del nuovo Piano Casa Veneto.

Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Caldogno Luisa Benedini, il convegno prevede gli interventi di Vincenzo Fabris, dirigente del settore Urbanistica e Paesaggio della Regione; Gianluca Peluffo, socio fondatore dello studio 5+1 di Genova (vincitore del concorso per la progettazione del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia); Pino Scaglione, professore di Progettazione Urbana all’Università di Trento; Costantino Toniolo, presidente della Prima Commissione Consiglio Regionale del Veneto. Modera il presidente dell’ordine vicentino degli architetti, Giuseppe Pilla. «L’iniziativa nasce con l’obiettivo di esplorare gli effetti prodotti dal Piano Casa, soprattutto per quanto riguarda il rilancio e la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio» commenta l’assessore Benedini. «Sono convinta - continua - che l’alta qualità dei progetti esposti sarà in grado di sorprendere sia gli addetti ai lavori che un pubblico più generalista». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Innanzitutto una manutenzione generale di strade e marciapiedi, piuttosto trascurati negli ultimi anni. Altra cosa fondamentale è la scuola dal punto di vista infrastrutturale. Stiamo spingengo molto con la Provincia al fine di accelerare i tempi per finire il liceo, dare una sistemazione a palestre, mense, biblioteca e a tutto ciò che è collegato alla scuola. Abbiamo anche una serie di progetti per sistemare alcuni parcheggi, l’area Nordera e piazza Scalcerle. • dennis.dellai@ilgiornaledivicenza.it

CHIUPPANO

Il“Settembre” frariflessioni musica ecompetizioni Con la parte centrale del settembre chiuppanese si entra nel vivo delle manifestazioni con un programma che quest’anno esce dal solco di una tradizione nel passato molto attenta soprattutto ai cittadini più maturi, per privilegiare ora in particolare il mondo giovanile. È questo il risultato di un forte ricambio nel settore dell’associazionismo locale. Quindi largo allo sport sabato pomeriggio con i tornei dei pulcini al campo comunale intitolati ad Andrea Dal Santo e a Olinto Golin; mentre al centro servizi, dalle 16, dentro la cornice evocativa di “Bahcan”, gruppi locali giovanili si esibiranno con la loro musica nel cuore di una festa di aperitivi alternativi. Alle 21, nello stesso locale, “Jolaurlo” propone un concerto “Pulp Rock” con ingresso gratuito. Non mancheranno comunque i momenti di riflessione. Mercoledì 19, alle 20.30, ci sarà un appuntamento interessante organizzato dall’associazione “Psiche 2000” a palazzo Colere: la psicologa Catia Pegoraro intratterrà il pubblico, rispondendo a una domanda di forte attualità: “Modi di comunicare: siamo migliorati o peggiorati?”. Pedemontana calcio, Nuova Pro Loco, InfoChiuppano e 2PanProject sono le associazioni protagoniste di questo innovativo “settembre”. Per tutto il mese poi la musica sarà la regina delle feste, come da tradizione. • E.S.

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brevi THIENE ACQUISTOSOLIDALE PRO EMILIAIN CONCA

La parrocchia Santa Maria Ausiliatrice promuove l’acquisto di formaggio parmigiano sottovuoto proveniente dalle aziende emiliane colpite dal terremoto. Per partecipare al gruppo di acquisto solidale basta contattare il numero di cellulare 345/105089. A.D.I.

MARANO GITAGRUPPO ANZIANI PARROCCHIALE

Il gruppo anziani della parrocchia organizza una gita a Treviso e Castelfranco Veneto per mercoledì 19 settembre, con partenza alle 7.30 da Marano e rientro per le 20. Per iscriversi basta rivolgersi al Bar Casa del Giovane. M.D.V.

ZUGLIANO FESTADEL VOTO ACENTRALE

Nell’ambito della “Festa del voto”, venerdì, alle 19, ci sarà l’apertura dello stand gastronomico. Seguirà, alle 21, “Summer Country”, serata con tre dj e corso di ballo gratuito con il Maestro California. Il ricavato sarà destinato ai lavori di manutenzione in parrocchia. S.D.M.

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VILLAVERLA

Degustazione delmosto nelweekend

MostoprotagonistaaVillaverla Musica e sapori di fine estate in un angolo verde di Villaverla. Da domani a domenica all' agriturismo “El Gran" va in scena la September Fest, organizzata in collaborazione con Pedemontana.Vi, Pro loco, Terranostra e Birrone. Domani e sabato saranno due serate all' insegna del rock con gli Unplay (cover band di gruppi come Beatles, Doors, Nirvana, Metallica) e con i Forensick, progetto indipendente che mischia vari generi tra cui pop, beat e funk. Domenica alle 16 sarà possibile assistere alla spremitura dell'uva, con degustazione del mosto. In serata canti popolari con l'orchestra “La vecchia maniera". Funzionerà stand gastronomico. Il ritrovo è in via Roma 66. • P.MUT.


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 13 Settembre 2012

ARZIGNANO E MONTECCHIO MONTECCHIO. Sonoquarantai dipendenticreditori per839milaeuroche ritengonodi avere persoil postodi lavoro

“Veneta”,chiesto ilfallimento Esitonegativoper l’incontro traazienda, sindacati eComune L’acquirente francesesi èritirato difronteai17milionidipassivo Antonella Fadda Il sindacato chiede il fallimento della “Veneta Tecnologie” a tutela degli 839 mila euro di crediti dei lavoratori. La Uilm, che segue la vicenda dei 40 dipendenti dell’azienda di via Serenissima, ha deciso di presentare l’istanza al tribunale. È una decisione presa all'indomani dell'incontro che i vertici aziendali hanno avuto con l'Amministrazione comunale e i sindacati. Durante la riunione il potenziale acquirente dell’azienda, un imprenditore francese, ha fatto sapere che non era possibile procedere a rilevare la fabbrica a causa del forte passivo in bilancio della Veneta. «Il direttore aziendale, che aveva anche il mandato di verificare i conti della società a nome del compratore spiega Alfio Zaurito di Uilm ha detto che la Veneta attualmente ha un’esposizione per 17 milioni di euro. Cifra, a loro dire, troppo onerosa per far ripartire la produzione». Come evidenzia il sindacalista, l'azienda è debitrice anche nei confronti dei lavoratori, che

da oltre otto mesi non percepiscono lo stipendio, per un ammontare di 839 mila euro. Una situazione senza via d'uscita che ha portato il sindacato a rivolgersi ai giudici. «Nonostante la fiducia che avevamo riposto nei vertici aziendali sperando in una ripresa - prosegue Zaurito - ci hanno dimostrato di essere incapaci di gestire la ditta». Dura anche la reazione dell'assessore alle attività produttive, Gianluca Peripoli, che ha seguito l'evolversi della vicenda, organizzando incontri fra le parti per cercare una soluzione. «Sono contrariato - afferma senza mezzi termini - perché sono state fatte promesse, alimentate da false illusioni, che poi si sono rivelate delle bufale. Non si può giocare con la vita delle persone. È chiaro che gli amministratori aziendali e i professionisti della società hanno gravi responsabilità nei confronti dei dipendenti e dell'indotto». Interpellati, i vertici dell’azienda non rispondono nemmeno al telefono. La drammatica situazione in cui versava l'azienda che pro-

Stefano Stefani

serva il delegato sindacale interno, Cesare Gonzato - perché ci siamo ritrovati dalla mattina alla sera senza niente in mano». Trovare una soluzione per i dipendenti, tramite gli ammortizzatori sociali, sarà a questo punto il prossimo obiettivo. •

«Larabbia deglioperai vicentinièla stessachein Sardegnahaprovocato l’esasperazionedei colleghi dell’Alcoao deiminatori del Sulcis».Stefano Stefani, deputatovicentinodellaLega Nord,lancial’allarme sull’autunnonero delleimprese venete eall’indomanidella protestainscenata dai lavoratoridellaCeccato Lavaggi auspica unarisoluzione immediatadellevertenze in attonelVicentino. «Davanti allamiopiae all’incapacitàdi questogovernodiintavolare trattativea tutela delladifesa dellavoro- dice-bisogna essereprontial peggio.Il rischio,adesso, ècheancheil Vicentinosiappresti ad assisterea uncopionegià noto: primai blocchistradali, poi azionidiprotesta ancorapiù eclatanti.Uno spiragliodi salvezza,tuttavia, risiedein quell’identitàterritoriale,forte, dasemprebasatasul valoredel lavorocome mezzodi autodeterminazione,chedeve mettereinsiemeistituzioni locali,categorie emondo politico». A.F.

duceva prodotti e servizi per i cantieri stradali, era stata resa nota a luglio dagli stessi dipendenti che, esasperati dalle continue promesse di pagamento, avevano deciso di incrociare le braccia e bloccare gli ingressi della fabbrica con un presidio permanente. «Siamo molto preoccupati e delusi - os-

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AllaServit sonostate rubate ancheattrezzature

Lasede dellaServitCablaggiindustriali invia Sella. FOTO BERTOZZO

Lasede dell’aziendadi trasportiGGM inviaMazzini aBrendola. I.BER.

Iltaglio delnastro dapartedi amministratori e famiglia Mastrotto La città ha un nuovo e prestigioso ingresso: è stata inaugurata ieri, infatti, la prosecuzione di via Arciso Mastrotto, nel tratto che parte dalla rotatoria di via dei Mille e arriva a largo Danieli. Un intervento costato quasi un milione di euro, che attraversa il comparto Cer, nell’ex Brusarosco, e che è stato intitolato allo storico imprenditore arzignanese. Ieri mattina al taglio del nastro assieme al sindaco Giorgio Gentilin e all’assessore ai lavori pubblici Angelo Frigo c’erano gli eredi del pioniere della concia, i fratelli Bruno e Santo e altri rappresentanti della famiglia.

«Questa intitolazione è per noi un motivo di gioia e di orgoglio perchè si tratta del riconoscimento non solo a una persona ma a una famiglia di imprenditori» ha detto Chiara Mastrotto, presidente del gruppo, a nome della famiglia ricordando anche l’eredità morale lasciata dal nonno, «una persona saggia e serena». «Pur in tempi difficili - ha detto il sindaco Gentilin - l’Amministrazione realizza opere per dare slancio alla città, in questo caso completando un anello viabilistico che darà più fluidità al traffico». • P.R.

CHIAMPO. Saràanche apertoun ufficiolocale

CREAZZO/1

CREAZZO/2

Ilgascambiagestore PiùsoldiaiComuni dellaValchiampo

«Minacce, offeseebotte» Finisce aprocesso

Unavetrina perlosport Duegiorni diesibizioni

sunti con le stesse condizioni tra cui la reperibilità per i tecnici e per gli operatori per interventi nelle 24 ore giornaliere. I lavoratori si sono già insediati nella nuova sede ed hanno già verificato alcune migliorie all'immobile da proporre per renderlo più efficiente. «È un rapporto nuovo - spiega il sindaco Antonio Boschetto - che non vuole fare solo profitti ma che pensa anche ai cittadini, alle necessità, alla soluzione di eventuali problematiche relative al servizio che viene offerto». Agsm distribuzione ha attivato un numero verde 800.10.75.90 per le segnalazioni di pronto intervento e a breve darà vita a un ufficio locale come segnale di presenza sul territorio in assistenza ai cittadini. • M.P.

A processo dopo una accesa baruffa. Tornerà in aula lunedì prossimo Giovanni Rigo, 70 anni, di Creazzo, via Masare: l’imputato, difeso dall’avv. Marco Dal Ben, dovrà presentarsi davanti al giudice Pachera per difendersi dalle accuse di ingiurie, minacce e lesioni. I fatti contestati all’imputato risalgono al 2 luglio del 2006 ed avvennero a Creazzo. In base a quanto venne ricostruito dalla pubblica accusa, e che dovrà passare al vaglio dell’aula, quel giorno Rigo se la sarebbe presa con Mariangela R., 37 anni, residente poco lontano da casa sua; la presunta vittima si è costituita parte civile al processo con l’avv. Donatella Rocco per chiedere un risarcimento. Rigo l’avrebbe minacciata, puntandole un falcetto alla gola, e l’avrebbe offesa usando nei suoi confronti parole molto pesanti. Non solo: avrebbe spinto Mariangela contro il pilastro di un cancello, e l’avrebbe colpita con calci e pugni. La donna andò a farsi medicare e guarì con una dozzina di giorni di prognosi; successivamente sporse denuncia contro Rigo dando il via all’indagine sfociata in pubblico dibattimento. L’imputato si difende con forza dalle accuse, fornendo una ricostruzione dei fatti molto diversa. •

Sport e solidarietà. Sabato 15 e domenica 16 settembre il polisportivo di Creazzo ospiterà la terza edizione della Festa dello sport e delle associazioni organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco e le società sportive . «È un'importante vetrina per le associazioni che da anni sono attive sul nostro territorio nello sport e nel volontariato» afferma l'assessore allo sport Massimiliano Cattani. Il porgramma prevede sabato, dalle 14.30, un torneo giovanile di tennis, la semifinale del torneo sociale di bocce e un allenamento a porte aperte di football americano. Alle 20.30, all'auditorium della scuola Manzoni, il campione olimpionico Diego Fortuna terrà il convegno “Nutrizione e sport”. Domenica, dalle 8.30 la gara di pesca sportiva dedicata agli under 15 al laghetto di via Spino; alle 9.45 appuntamento con il Nordic walking nelle vie del colle. Alle 9 la partita di calcio amatoriale over 35 e la gara dimostrativa di orienteering e delle majorettes. Dalle 10 alle 15, al Bmx Stadium, la gara nazionale di Bmx e, in simultanea, esibizioni di ginnastica e pattinaggio artistico. Nel pomeriggio dimostrazioni di rugby, volley, calcio, basket, nuoto karate e ginnastica ritmica. La manifestazione si chiuderà con la sfilata delle associazioni. • CI.CE.

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Ilpresidio deilavoratoridavantialla sededi VenetaTecnologie

Furtinotturni inditte Viamille chili dirame

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Una strada ricorda l’imprenditore pioniere della concia

«Siamopronti ViaArciso Mastrottoè l’arteria alpeggio» cheattraversa l’ex Brusarosco

BRENDOLA. Inun’aziendadi trasportiè statotrafugatoun Iveco Daily

Furti notturni ai danni di due aziende di Brendola, entrambe con sede nella zona artigianale che si estende lungo la strada provinciale 500, in direzione Sarego. Nel mirino dei malfattori c’era soprattutto il rame, ormai divenuto ricercatissimo anche dai ladri a causa dell’alto prezzo che il metallo ha raggiunto. Nella notte tra martedì e ieri ignoti sono riusciri a entrare nella sede dell’azienda “GGM srl”, in via Mazzini 32 a Brendola, hanno forzato il portone della rimessa dove sono custoditi i mezzi e hanno rubato un furgone Iveco Daily. Poco più tardi, qualcuno è penetrato nella sede della ditta Servit, che si occupa di cablaggi elettrici e che si trova in via Quintino Sella 23, a poca distanza dalla GGM. Forse utilizzando il furgone appena rubato, sono stati portati via 986 chili di rame e attrezzature varie, per un valore complessivo di 9 mila euro. Il danno è coperto da assicurazioni; secondo quanto affermato dalla ditta, il sistema di allarme non è entrato in funzione. Entrambi i furti sono stati denunciati ai carabinieri, che stanno ora conducendo gli accertamenti del caso. •

ARZIGNANO. È statainaugurataierimattina

Il servizio è stato affidato alla Agsm Distribuzione che pagherà di più per la concessione della rete

Anche Chiampo e Alta Valle cambiano il servizio di gestione della rete del gas metano. Lo scorso 1 settembre è stato affidato il nuovo servizio dei Comuni di Chiampo San Pietro Mussolino, Altissimo, Nogarole e Crespadoro alla ditta Agsm Distribuzione di Verona. Un’importante novità per i cittadini ma soprattutto per le amministrazioni locali che ne ravvisano dei benefici. Uno su tutti, un introito che darà una boccata di ossigeno alle povere casse delle Amministrazioni. La nuova società corrisponderà infatti ai Comuni un canone annuo di concessione, stabilito in base all'estensione e allo stato della rete sul territorio comunale. Alcuni importi possono in certi casi dare un aiuto concreto alle risorse dell'ente locale. Mentre in alta Valle le cifre sono ridotte, per Chiampo, per esempio, il canone si aggira sui 170 mila euro l'anno. Con il cambio delle consegne, i dieci lavoratori Enel sono passati alle dipendenze del nuovo gestore. La nuova sede è a Tezze di Arzignano, con la presenza di dieci lavoratori as-

Nuovogestore dellaretegas. M.P.

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rassegna stampa 13-09-12