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ANNO66NUMERO330

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GIOVEDÌ29 NOVEMBRE 2012 € 1,20

LAPOLITICA

LASCOPERTA

IntvRenziall’attacco eBersaniindifesa

MolecolesuMarte: labasedellavita

f PAG2

Se la società cambia per crisi di GIANFRANCO ASTORI

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

U

na società che divora se stessa (e non in virtù dell'eterna discussione sull'equilibrio/sfida tra generazioni). La realtà che il rapporto Istat sui matrimoni in Italia ci presenta è più illuminante di cento discorsi di responsabili governativi in materia di sviluppo. Gli italiani non si sposano più (ed anche gli stranieri mostrano segni di disaffezione). Il fenomeno non è classificabile come mero costume (le linee di tendenza vengono da lontano), bensì rappresenta una severa (inattesa?) conseguenza di una società in cui sì i rapporti tendono a diventare più «liquidi» (la partecipazione sul web tende a soppiantare quella ai movimenti reali), ma le condizioni dell'economia incidono pesantemente sui progetti di vita delle persone e, contemporaneamente, provocano un avvitamento che contribuisce alla recessione in atto. Ci si sposa più tardi, i figlioli tendono ad avere padri e madri attempati, il tasso fisiologico di sostituzione nella popolazione (nati/morti, immigrati/emigrati), testimonia una società statica ed in regresso, complici le pigrizie e le omissioni delle politiche pubbliche a sostegno delle famiglie. La tendenza ad attivare sempre più unioni di fatto (sarebbero giunte a 972.000 nel 2010-2011 contro le circa 500.000 nel 2007) conferma il prezzo che la precarietà diffusa nel mondo occupazionale fa pagare alla società, così come il rinvio delle nozze (34 anni per gli uomini, 31 per le donne l'età media). Il serpente si morde la coda come era facilmente intuibile. In assenza di scelte coraggiose che ridiano slancio a processi di crescita e promozione sociale, la struttura demografica italiana obbligherà, sempre più, a sbilanciamenti per inseguire il comparto della sanità rispetto a quello della istruzione e della ricerca, il comparto della previdenza rispetto a quello della coesione sociale per le classi in ingresso nel mondo produttivo. Se il 50 per cento dei maschi ed il 34 per cento delle femmine tra i 25 ed i 34 anni rimane a vivere in famiglia non è perché siamo di fronte al ritorno al modello patriarcale tanto conosciuto proprio nelle nostre campagne, e in anni che furono contrassegnati dalla vocazione agricola della nostra economia, ma perché la insicurezza prevale. Istat impietosamente sottolinea lo stress al quale è sottoposto il Paese e pone impliciti interrogativi: quali le conseguenze sul sistema, sulla rete dei servizi, quali livelli per la società italiana nel rapporto risorse/popolazione? Un nuovo “spread” da misurare dopo quelli sui titoli pubblici e sulla democrazia. •

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ALLARMEALLUVIONE.IeriseraaVicenzafiumesottoi4m

Lapiena passa senzadanni

Oraperò preoccupa unavastafrana in Gogna Perilmaltempodisagi inmolte regioni. All’Ilva diTarantotromba d’aria efulmine:crollieferiti fPAG4,14,15 e 16

ZANÈ. Lascorsa nottel’ultimo tentativodei ladri

Recordinun’azienda: dieciassaltiinunanno La Faizanè, azienda specializzata in forniture industriali, è stata presa di mira dai ladri dieci volte dall’inizio dell’anno. «Vivo con l’incubo che di notte suoni il telefono per segnalare un furto - dice uno dei titolari -. Non ne possiamo più». L’altra notte una banda ha tentato inutilmente di scassinare la cassaforte».

f ZORZAN PAG 30

Lacassaforte lasciatadai ladri

ALTOPIANO. Laperizia depositatainTribunale

Uccise giovane sul Costo Viaggiava a150 all’ora Viaggiava a 150 chilometri orari l’Audi A3, guidata da un asiaghese, che il 14 novembre di due anni fa sulla Provinciale del Costo investì la Panda dell’astronomo thienese Riccardo Rossi, 24 anni, che morì sul colpo. In tribunale è stata respinta la richiesta di patteggiamento.

f TOLETTINI PAG 36

L’incidentedi due annifa sul Costo

L’OMICIDIO

AUTODETERMINAZIONE

f MOGNON PAG 25

f BASSAN PAG 8

ROSSANO

BARBARANO

f BAGGIO PAG 40

f NERI PAG 39

Tommasovittima diunabanda diladridiorologi

Cortocircuito provocaincendio: quattrointossicati

IlVenetoprepara unreferendum guidatoda“saggi”

Settecondanne perilrogoallafiera diSantaCaterina

No, non è la Bbc (per fortuna)

A

scoltato dalla Commissione parlamentare britannica sui Media, Lord Patten, presidente del trust che governa la Bbc, (la tv pubblica inglese), è stato perentorio: «A tutti i detrattori della Bbc, auguro di venir obbligati a guardare la tv italiana, francese, tedesca e americana». Poi, incalzato dai giornalisti, Lord Patten ha perso la compostezza british e si è fatto d’acciaio come il Generale Patton: «Ritiro ciò che ho detto sulla tv tedesca; ma chi accusa la Bbc di trasmettere spazzatura, è pregato di farsi un giro nei canali italiani».

di GIANCARLO MARINELLI Per noi insomma la rettifica è peggio dell’originale; promossi i tedeschi, spariti francesi e americani, dall’immondo cassonetto catodico esalano soltanto lezzi italici. Ci interessa poco sapere se la giuliva Antonella Clerici sia più ispirata ai fornelli di una sua collega francese; né se i poveri bimbi strillanti buttati a riempire gli spettacoli del sabato sera, tanto deprimenti quanto pericolosi per la loro innocenza, abbiano cugini in giro per l’Europa; siamo certi di non essere gli unici a doverci sorbire tronisti e rintronati, demenziali reality show e talk

show improntati sulla farfallina di Belen. Ciò che inquieta, nelle parole del Generale Patten, è altro. Lui non ci dice: «La tv inglese è ben fatta». No, ci dice: «La Bbc fa schifo, ma la tv italiana è peggio». In sostanza, per Patten, la buona tv, “a prescindere” - direbbe Totò- è solo un’utopia. Il quiz è d’obbligo: che cosa fa il signor Rossi se deve scegliere tra un ristorante dove ci si ammala di tifo ed uno dove invece gira la peste? Semplice: il signor Rossi mangia a casa. E con la tv spenta. •

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IL GIORNALE DI VICENZA

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Giovedì 29 Novembre 2012

VENETO

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CONSIGLIOSTRAORDINARIO. Mandato aipresidenti diGiuntae Consigliodigarantirelastrada

IlVeneto aprela via alreferendum Masispacca subito

Vialaparola indipendenza: un percorsoperl’autodeterminazione Zaia:«Servonoigiuristi». IlPd :«Pietra tombaledel federalismo» Roberta Bassan VENEZIA

Il Veneto apre la via al referendum per l’autodeterminazione del popolo, ma nel documento passato ieri dalla maggioranza del Consiglio viene cancellata la parola indipendenza. Non è però bastata questa mossa per incassare il consenso unanime dell’aula nella seduta straordinaria voluta da 42 consiglieri per dibattere il percorso verso l’autonomia e l’indipendenza, tra federalismo e neocentralismo, presente per l’intera giornata anche il governatore Luca Zaia che ai consigli non partecipa praticamente mai. Ma che ha fornito il suggerimento incastrato poi nella risoluzione finale al posto della parola indipendenza. La seduta si è conclusa così: con il mandato affidato ai presidenti di Giunta e Consiglio,

Zaia e Ruffato, di «avviare urgentemente con tutte le istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni Unite relazioni istituzionali che garantiscano l'indizione di una consultazione referendaria per accertare la volontà del popolo veneto in ordine alla propria autodeterminazione, avvalendosi del parere consultivo di un'apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione». Su 36 votanti hanno votato a favore - chiamati per appello nominale - i 29 consiglieri di Pdl e Lega, compreso Zaia, 2 i contrari (Franchetto e Pipitone) e 5 astenuti (i consiglieri Udc, Causin del gruppo misto e Teso del Pdl), mentre i consiglieri Pd non hanno partecipato al voto. Il Consiglio in buona sostanza ha aperto la via al referendum, per capire in prospettiva cosa vogliono i veneti: restare così, propende-

PRIMARIEPD. Undocumentoper i “duellanti”

Puppato non sischiera Propone un programma Né con il “rottamatore” Matteo Renzi né con il segretario Pieruigi Bersani: per il momento, Laura Puppato, unica donna che ha partecipato alle primarie del Pd, per il ballottaggio di domenica prossima non si schiera ed invia ai due «duellanti» - come li definisce - un documento in cinque punti per proseguire il progetto che l’ha spinta a scendere in campo. Puppato chiede che i cinque punti entrino nelle politiche dell’uno o dell’altro e solo sulla scorta del loro impegno «at-

Ifunzionaridell’UfficioDoganeall’AeroportoCatullohanno sequestrato1.458grammidicocaina:eranascostain2trolley daunospagnoloprovenientedaSantoDomingo.Arrestato.

LauraPuppato(Pd)

re per l’autonomia regionale o addirittura l’indipendenza. LEDISTANZE.Una seduta in cui le distanze tra i due fronti della vigilia (inconsueto asse maggioranza e sinistra da un lato sulla risoluzione di Mariangelo Foggiato di Unione Nordest, Pd dall’altro sul testo formulato da Stefano Fracasso) non sono state affatto ricucite. Anzi, è finita pure con gli sgambetti vicendevoli senza troppi complimenti: il Pd che al momento di votare la risoluzione della maggioranza è uscito dall’aula e l’asse Pdl-Lega che ha restituito pan per focaccia facendo mancare il numero legale al momento di esprimersi sulla risoluzione del Pd. Era cominciata da una parte con la felpa verde con tanto di scritta Veneto sotto la giacca indossata dal leghista Furlanetto e dall’altra parte

traverso le dichiarazioni che faranno in pubblico e sulla stampa si vedrà come proseguire». In estrema sintesi, il primo punto riguarda la blu economy e la sicurezza del territorio cantierando subito opere che possono essere fatte con fondi Ue già stanziati. Ci sono poi le politiche per la famiglia, intese come nuclei familiari e in chiave di welfare e fisco. Attenzione, poi, ai diritti civili «in cui ormai - avverte - l’Italia è indietro di anni luce»; quindi le politiche del lavoro ed infine l’abbattimento dei costi della politica iniziando dal taglio del 50% dei parlamentari e con “stipendi” in linea con quelli dei Paesi dell’Ue. •

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con la coccarda tricolore al bavero delle giacche del Pd. Due fronti spaccati nel consiglio straordinario convocato con un unico tema sul tavolo. A pochi minuti dall’inizio della seduta fioccava pure alle agenzie di stampa la nota dell’assessore Pdl Elena Donazzan (vedi articolo a lato) che prendeva le distanze da «una seduta inutile». ZAIA: «VOTEREI SÌ». Zaia è stato tra i primi a prendere la parola. Dopo aver ricordato il percorso federalista, «previsto dai padri costituenti, ma subito tradito da una visione schifosamente centralista», ha sottolineato che il vero federalismo è centripeto, unificante mentre le spinte centrifughe nascono proprio quando il federalismo è negato. «Questa ha detto - può essere una giornata storica ma è necessario af-

Iltesto RISOLUZIONE Larisoluzione44 sul dirittodel popoloveneto allacompiutaattuazione dellapropria autoderminazioneè stato emendatoinalcuni puntie prevede indefinitivadi «avviareurgentemente contutteleistituzioni dell'Unioneeuropea e delleNazioni Unite relazioniistituzionaliche garantiscanol'indizione di unaconsultazione referendariaper accertare lavolontàdel popolo veneto inordine alla propria autodeterminazione, avvalendosidel parere consultivodi un'apposita commissionedi giuristi senzaalcunonere acarico dellaRegione». frontare i temi dell'autonomia, indipendenza e autodeterminazione con massima chiarezza. Personalmente voterei sì in un referendum sull' indipendenza - ha spiegato ma dev’essere chiaro che oggi, con le leggi attuali, un referendum di questo tipo non è possibile: l'unica cosa da fare è aprire un tavolo regionale con i migliori giuristi per individuare la strada da tracciare e giungere così al coinvolgimento diretto dei cittadini». Zaia si è soffermato anche sugli sprechi che chiamano il Veneto all’autonomia: «I dati nazionali ci dicono che una siringa da noi

LucaZaia presenteal Consigliostraordinario costa 2 centesimi da altre parti 65, un pasto in ospedale oscilla dai 6,50 euro ai 50; ci sono Veneto, Toscana e Lombardia, con un bilancio in attivo: le uniche in Italia». Sulle cifre e la necessità del referendum «parola-chiave nel costruire l’avvenire dei popoli» batte pure l’assessore Roberto Ciambetti. LOSCONTRO.Non basta a trovare un’intesa unanime. Si rammarica Carlo Alberto Tesserin (Pdl), presidente della commissione Statuto: «Una giornata che non ha né vincitori né vinti. Non è con la possibili-

tà di esprimersi con un referendum che si risolvono gli squilibri economici e finanziari di cui soffre il Veneto». Contrari al documento i consiglieri Pd, usciti dall'aula al momento del voto per denunciare l'anticostituzionalità del percorso referendario proposto che - ha spiegato il vicecapogruppo Lucio Tiozzo - «alza l'asticella per nascondere l'inefficienza di Lega e Pdl e mette una pietra tombale sul federalismo e su 20 anni di battaglia per l'autonomia del Veneto». La risoluzione alternativa “Il Veneto per l'Europa federale e l'autonomia regionale”

MEDICINARIGENERATIVA. Settenuovibrevetti VENETOINALLERTA. Fiumiingrossati ovunque

Valvolecardiache L’Uefinanzia l’équipedi Padova Il prof. Gerosa e i suoi partecipano al progetto “Tecas” con altri staff tedeschi, greci e olandesi PADOVA

La cardiochirurgia dell’azienda ospedaliera di Padova si conferma uno dei poli di eccellenza a livello europeo. L’ultimo riconoscimento alla scuola medica patavina, che per prima effettuò il trapianto cardiaco in Italia, arriva dalla Commissione europea che ha finanziato con 725mila euro la partecipazione dell’equipe guidata dal professore Gino Gerosa al progetto europeo “Tecas” (Towards tissue engineering solutions for cardiovascular surgey). Il progetto ha come scopo la creazione di un network scientifico in grado di mettere in comunicazione costante i più grandi esperti europei nel campo dell’ingegneria tissutale cardiovascolare e della nuova frontiera della medicina rigenerativa dei tessuti. Al progetto, di complessivi 3,3 milioni di euro, partecipano anche le scuole di medicina tedesche di Aachen, Corlife e Hannover oltre all’università Greca di Patrasso e quella olandese di Eindhoven. «L’idea produrre sostituti valvolari cardiaci, sviluppo di pa-

tch per la cura nelle tecniche riaparative cardiache, oltre alla produzione di porzioni muscolari e tessuti venosi su impalcature tridimensionali spiega Gerosa - siamo in grado attraverso questi fondi di affinare le tecniche di decelurarizzazione della struttura e la semina ex vivo o una rigenerizzazione guidata della matrice all’interno del corpo umano che necessita i nuovi tessuti». Da contratto il consorzio dovrà produrre sette brevetti innovativi sulla produzione, conservazione e sterilizzazione dei tessuti prodotti. Di questi brevetti, tre, nasceranno a Padova attraverso il lavoro di tre ricercatori arruolati grazie ai fondi europei. L’obiettivo dell’equipe diretta da Gerosa si focalizzerà nella produzione e sviluppo di bioprotesi cardiache ingegnerizzate e impiantabili attraverso catetere, cioè senza prevedere l’apertura del torace né l’utilizzo di circolazione sanguigna extracorporea. Inoltre l’equipe studierà nuove tecniche di conservazione e sterilizzazione dei nuovi tessuti nel caso di impianto in vitro. L’attività dell’equipe verrà svolta nel nuovo laboratorio del Dipartimento di scienze cardiologiche, toraciche e vascolari allestito recentemente all’interno del Campus medico di Padova. •

Turisti “amollo”in piazza SanMarco aVenezia

Venezia, loscirocco tornaaminacciare picchidiacqua alta Giornata di apprensione in tutto il Veneto, ieri, anche se col passare delle ore le previsioni più terribili sono state per fortuna confermate solo in parte. Venezia ieri mattina ha avuto un picco di acqua alta di solo 103 centimetri, quindi “normale”, ma la paura è tornata in serata quando, per un nuovo rinforzo del vento di scirocco, era di nuovo prevista prima di mezzanotte un’acqua alta all’altezza straordinaria di 130 centimetri. Nel Veronese invece ieri la Protezione civile ha dichiarato lo stato di allerta per la zona dell’Alpone, che era cresciuto a livelli tali da mettere in apprensione l’abitato di Monteforte ma anche quello di San Bonifacio, dove il “famigerato” ponte della Motta si trova a 4 metri di altezza e il torrente

ieri è arrivato a 3,80, quindi molto vicino alla quota del manufatto: il ponte stesso peraltro sarà finalmente rialzato a breve, le procedure burocratiche per l’opera sono ormai completate. Più tranquilla Soave, dove la paratoia realizzata per evitare lo sversamento di acque dell’Alpone nel Tramigna continua a dare ottimi risultati. Nel Trevisano ieri pomeriggio ha cominciato a farsi sentire la piena del Piave, e come ogni volta sono state fatte sgomberare circa 50 famiglie che vivono in abitazioni costruite in zona golenale. Sempre nel Trevigiano, a Castelfranco Veneto, e poi più giù nel Padovano, a Camposampiero, Loreggia e S. Pietro delle Pertiche, ha a lungo preoccupato l’ingrossamento del fiume Muson dei sassi. •


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

VENEZIA.Sparialcamponomadi

Unaventinadibossoli:lihatrovatilapoliziadiVenezianeipressi diuncamponomadiaMestreicuiospiti,allarmatidaglispariin sequenza,avevanochiamatoil113ieriversomezzanotte.

VERONA.Violenzasuragazzinainbus Untunisinodi32annièstatoarrestatodaiCcdiVeronaperviolenzasessuale:hacominciatoatoccarepesantementeuna sedicennesuunautobus,picchiandopoil’amicocheeraconlei.

L’assessore ElenaDonazzan sidissociae non partecipaallaseduta

«Laseparazionedall’Italia noneranelpattoiniziale Questaèpropaganda»

L’assessoreElenaDonazzan con il vessillo tricolore

di Pd, Idv, Udc e Bortolussi propone la rivendicazione dell'autonomia differenziata, sulla base dell'articolo 116 della Costituzione. Laura Puppato (Pd) definisce la scelta di rivolgersi direttamente al popolo un “fallimento" della politica. Franchetto (Idv), boccia la seduta definendola una «sceneggiata». Il documento della minoranza ottiene 14 voti e 3 astensioni: la maggioranza abbandona l'aula, facendo così mancare il numero legale. Passa così la spinta del Consiglio al referendum. Che si farà un domani, forse, chissà. • © RIPRODUZIONERISERVATA

ElenaDonazzannon sipalesa in aulaeprende le distanze. L’assessoreregionale all’Istruzione,Formazionee Lavoro, nonhapartecipato al consiglioregionale straordinario sull’indipendenzadel Veneto. Elo haannunciatoinunanota quando lasedutaaveva appenapreso avvio:«Nonandrò avotare - fa sapere-,non darògiustificazioni diaulaperchèritengo questa sedutainutile,dannosaper le taschedellapubblica amministrazioneequindi dei venetiesoprattutto strumentale.Servea dire -rilevachesiamoimpotentio forse incapacidiaffrontare le emergenzedelVenetoedei veneti». Per l’assessoresi

assisterà «nuovamente alle grida scompostedapropaganda elettorale»espiegadiessersi candidata«in unacoalizioneche aveva fattopropriolo slogan dell’alloracandidato a presidente delVenetoechediceva:primai veneti. Lo condivido- osserva -al puntotalechele mie azioni amministrative, i miei attipolitici devono averequestalineadi coerenza».«Michiedo perchèchi vincele elezioni- prosegue-non halaresponsabilitàdi rispondere,nontantodelle propriesensibilitàpersonali e politiche,madegli impegnichesi assumecon il programma elettorale.Quello èilpatto con i venetiche abbiamostipulato e nonerascrittoda nessunaparte

che-dice- avremmoperseguito laseparazione delVeneto dall’Italia.Io noncondivido questa posizionenè sotto l’aspetto economico,nè sotto quello culturale».Donazzancrede inveceche«si debbano cambiare leregole istituzionali perchè questoStatocosìcome ènon funziona»evacambiata la classe politicaequellaburocratica, riformatala giustizia,ricostruita unasovranitànazionale chepesi all’estero«.Perl’assessorel’Italia vale «nel mondo,nonostante gli italianinonla aminoela difendanoabbastanza.Il Made in Italy,“l’italiano style”,la moda,la cucina,l’arte,il paesaggio sono amatinelmondo,hanno unvalore nonsolosentimentale ma commerciale.Perchènon ce ne rendiamoconto?Qualcuno crede chelaseparazione dal Venetosia lasoluzione, iocredo siaun pezzo delproblema».Coglie lapalla al balzoAntonioDe Poli, deputato Udcee coordinatoreregionale delpartito:«L'assessore Donazzan,con ladura posizione espressa,di fattosfiduciala GiuntaZaia. Chiediamo un attodi coraggiocoerentecon la posizioneespressa: si dimettae dimostricoi fattichela politica deglislogan èfallita.È notoa tuttiquantola miaposizione politicasiadistante dalla suaprecisaDePoli- manon posso far notarel'onestaintellettuale dell'assessorechefocalizza l'attenzionesul fattochela propagandaelettoralenon ha portatoa nullafino adoggi.Zaia hafattoildoppio gioco:prima presidentetricoloreepoi padano eindipendentista». •

GV10963

PADOVA-TREVISO.Unaprefettura?

IlsindacatodeifunzionariprefettiziSinprefboccial’ipotesidel GovernodiunificareprefettureequestureconlenuoveProvince:aPadova-Trevisoservirebberodasole1,8milionidiabitanti.

Fracasso(Pd)

StefanoFracasso (Pd) «AUTODETERMINAZIONE ÈGIÀNELLO STATUTO» Autoredel testo della risoluzionealternativa, Stefano Fracasso (Pd)è statotra iprotagonistiieri deldibattito. Una verve riconosciutaanchedagli avversaripolitici, tanto cheaimicrofoni c’era chi gliprefigurava inmodo amichevole -luiè bersanianodichiarato - un futuroda ministro. Fracassoha accusato la maggioranzadi giocare «a nascondino»evidenziando «chel’autoderminazioneè giànello statuto».Ha inoltreaccusato la risoluzionedella maggioranzadi essereun «pasticcio»edi essere «fuoridella storia»: «Non sirisponde allasfidadella globalizzazioneconparole comepopolo,sovranità, identità.Abbiamobisogno diun passaportoeuropeo, nondi unoveneto»

BASSANO - TEL. 0424 525090 TrEviSO - TEL. 0422 582597

PALAZZO FERROFINI. Nel sitointernet

Sarannopubblicati tuttiicompensi deiconsiglieriveneti “Operazione trasparenza” L’Ufficio di presidenza ha anche sospeso i contributi per i gruppi consiliari VENEZIA

Operazione trasparenza in Consiglio regionale. È iniziata la pubblicazione sul Bur, il Bollettino ufficiale della Regione, delle delibere dell’Ufficio di presidenza di palazzo Ferro Fini (che come noto è stato appena confermato al completo dall’aula, sotto la guida del presidente Clodovaldo Ruffato). E le 2 delibere appena comparse sul Bur inaugurano altre operazioni di trasparenza per il Palazzo regionale. Con la prima è stato infatti deciso di pubblicare nel sito www.consiglioveneto.it ulteriori dati sui singoli consiglieri e assessori della Regione: proprio sotto la voce “Operazione trasparenza” verranno pubblicate «le dichiarazioni dei consiglieri e degli assessori» contenenti i dati sul reddito e sul patrimonio «fino all’emanazione di un’apposita legge regionale che disciplini le modalità di pubblicità e trasparenza di queste dichiarazioni». Non solo: ver-

ranno pubblicati anche «i dati essenziali dell’indennità mensilmente erogata ai consiglieri regionali e agli assessori (col consenso, se lo danno, per quelli che non sono consiglieri, come è oggi il solo Luca Coletto assessore alla sanità): emolumenti, rimborsi spese e altre competenze connesse alla carica di consigliere, trattenute fiscali e per assegno vitalizio, trattenute per assenze dalle sedute degli organi e per scarsa partecipazione alle votazioni, altre trattenute». In una seconda seduta, l’Ufficio di presidenza ha anche anticipato le novità in arrivo, per legge nazionale concordata con le Regioni, sul finanziamento dei gruppi consiliari. Come noto, era emerso che un rimborso spese a ciascun consigliere era stato “dirottato” attraverso i gruppi. Ora la decisione è stata invece di sospendere «la corresponsione ai gruppi consiliari del contributo», in attesa appunto che entri in vigore il decreto nazionale che ha stabilito le riduzioni e l’omogeneizzazione dei compensi e delle indennità tra tutte le Regioni a statuto ordinario. I gruppi possono dare contributi dovuti ai consiglieri solo fino al 12 ottobre. • P.E.

NUOVADELIBERA. Risoltoanche il problemadelle acquepiovanesull’asfalto:sarannotrattate

Pedemontana,la Regione ridàun vialibera ambientale

Verificato (conprescrizioni) ilpassaggiovicino asiti naturalirilevanti VENEZIA

Nuovo via libera di carattere ambientale alla Pedemontana veneta. La Regione ha pubblicato sul Bollettino ufficiale Bur la delibera di giunta che prende atto della positiva “Valutazione di incidenza” su alcuni lotti della nuova superstrada a pedaggio: il primo di 14 chilometri che va da Castelgomberto a Villaverla, con la famosa super-galleria di Malo (6 km in zona zona Priabona); il secondo di circa 10 km che va da Breganze a Pianezze; il terzo di 8 km che va da Bassano a Rosà; e infine il quarto di 20 km in territorio trevigiano da Altivole a Vedelago. VIA LIBERA. Il parere favorevole alla valutazione è stato firmato il 10 ottobre dallo stesso Silvano Vernizzi, che è commissario per la Pedemontana ma anche “autorità competente per la valutazione d’incidenza ambientale” - nominato appositamente due anni fa dalla Regione - nelle sue vesti di segretario generale per le infrastrutture. Vernizzi peraltro ha semplicemente messo il “timbro” al lavoro svolto dalla dirigente Paola Noemi Furlanis, autrice del verbale di istruttoria tecnica. La quale a sua vol-

ta riporta a verbale che l’esperto Stefano Lazzarin, che ha analizzato tutto per conto della struttura del “commissario per la Pedemontana” Vernizzi, dichiara che «con ragionevole certezza scientifica si può escludere il verificarsi di effetti significativi sui siti della rete Natura 2000». La Regione specifica che sono stati l’Ue e lo Stato stesso ad affidare alle Regioni le competenze di valutazione d’incidenza ambientale. La procedura segue quindi le norme in vigore. TRE SITI “TOCCATI”. Il provvedimento in effetti è dovuto proprio alla verifica che non ci siano impatti sui siti “Natura 2000”, che sono quelli individuati in base alle norme europee per la tutela della della biodiversità. In sostanza, va verificato che un’opera come la superstrada non impatti su alcuni “habitat” ritenuti patrimonio del territorio veneto. L’analisi era stata già compiuta nel 2005 ma «a seguito delle variazioni e approfondimenti» che sono confluiti nei progetti esecutivi della Pedemontana è stato aggiornato anche questo iter. In particolare sono stati individuati solo tre siti su cui ricadono parzialmente i lotti della Pedemontana, opera larga 25,5 metri. Il “Biotopo delle

Poscole” nella valle dell’Agno, il “Bosco di Dueville e risorgive limitrofe” e il sito “Grave e zone umide del Brenta”. L’ANALISI DI TUTTI I PUNTI. Per tutta l’opera, spiega il decreto, il terreno vegetale che verrà asportato sarà poi riutilizzato per rivestire le scarpate e riqualificare le aree di cantiere. Per il sito delle Poscole l’attenzione è sul lavoro di jetgrouting, cioè iniezione nel terreno di una miscela cementizia, per il pre-consolidamento in vista della galleria di Priabona-Malo. C’è poi il passaggio del torrente Poscola, con uno scavo di un metro del terreno. Il tutto infatti avviene in presenza di un habitat: “Praterie magre da fieno a bassa altitudine”: viene quindi prescritto il ripristino del manto erboso «con seme proveniente da sfalcio di prati circostanti» e riferibile all’habitat originario. Per il “Bosco di Dueville” il problema è l’incrocio tra la superstrada e il torrente Chiavone: il letto del corso d’acqua, durante l’estate quando è in secca, sarà “lavorato” per passare sotto la superstrada, con una pompa a sifone sotto la trincea della strada e con un nuovo tratto di alveo di oltre un chilometro. In sostanza viene quindi garantita «la continuità spaziale

e funzionale del torrente». Per il sito del Brenta l’opera in ballo è un viadotto di 434 metri e sette campate. Peraltro l’analisi ha permesso di “correggere” la stessa fotografia dell’habitat presente in zona: nella vegetazione non ci sono molte orchidacee, e quindi non è un habitat vegetale di carattere prioritario. Viene comunque prescritta un’opera di «ringiovanimento» della vegetazione originale e così pure la pulizia della superficie dei “laghi eutrofici naturali” presenti in area. Come detto, gli effetti della costruzione della superstrada non vengono comunque giudicati significativi per gli habitat e le specie della zona. ACQUE. Il decreto interviene anche sulla delicata questione dello smaltimento delle acque piovane che, scendendo dalla superstrada dove corrono camion e auto, rischiano di inquinare la zona dove sono presenti anche pozzi di acquedotto. Le acque piovane della superstrada «saranno oggetto di specifici trattamenti di affinamento (disoleatura e fitodepurazione) da realizzarsi con opere idrauliche isolate rispetto alla circostante rete idrografica», e cioè «canalizzazioni dedicate, e fossati impermeabilizzati». •

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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

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CRONACADIVICENZA

Lapiena se neva senzadisastri Ilcontoè salato

Sonostate smentitele previsioni più pessimistiche Ierisera illivello delBacchiglioneè iniziato ascenderee amezzanotteerasotto iquattrometri Alle 19.04 la città ha tirato un sospiro di sollievo. Dall’unità di crisi, coordinata dal sindaco Variati, è arrivata la comunicazione di “cessata fase critica” dopo che dalla Regione è stato comunicato l'ultimo modello previsionale: il massimo previsto per il Bacchiglione era di quattro metri e 50 centimetri alle 2 di notte. La piena, insomma, se n’è andata senza disastri. La pioggia è continuata per tutto il giorno e probabilmente continuerà anche nelle prossime ore. Già nel primo pomeriggio di ieri, però, i livelli di Bacchiglione e Retrone erano cresciuti molto lentamente. In serata, poi, hanno iniziato a calare: a ponte degli Angeli dai 4,26 delle 18.30 si è arrivati a 4,12 un’ora più tardi e a 4,06 alle 20. A mezzanotte, infine, il fiume era a tre metri e 81. CORSA CONTRO IL TEMPO. Scampato pericolo, dunque. Tanto che già alle 17 è stato confermato che le scuole, nella giornata di oggi, resteranno aperte. Per Vicenza è stata una serata senza paura ma quella di ieri è stata un’altra giornata di mobilitazione generale che ha visto al lavoro nei vari punti potenzialmente critici Comune, Genio Civile, Aim, Acque vicentine, Consorzio di bonifica e volontari. Decine di persone impegnate ad alzare argini, costruire muri di sabbia, preparare rinforzi di emergenza. La raccomandazione per i cittadini continua ad essere quella di non toccare gli argini realizzati con i sacchi in via Allegri, stradella dei Munari, via Giuriolo, via Sartori, con-

Se ti tagli il naso, il sangue va inbocca

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

CESSATOALLARME. Illivellodel fiumeresta sotto i livelli diguardia

Claudia Milani Vicenzi

Ilproverbio delgiorno

trà Chioare, parcheggio ospedale, via Vittorio Veneto, contrà Torretti, strada di Casale, via Zanecchin, via Cipro. In occasione di questa situazione di emergenza è stato sperimentato anche l’utilizzo di “palloni” che bloccano il ritorno dal fiume insieme all'opera di potenti pompe. Palloni e pompe sono stati posizionati in zona Brotton, viale Diaz per proteggere santa Bertilla, zona stadio, via Sansigoli, via Leoni, convitto di San Marco, ponte degli Angeli; idrovore sono state installate anche in via Sardegna e a Ca' Tosate. I COSTI. Una giornata di lavoro senza sosta ma anche di costi esorbitanti. La stima dei danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la città lo scorso 11 novembre è di tre milioni di euro. A questa cifra, però, vanno aggiunte tutte le altre spese. Quelle che si devono affrontare ogni volta che c’è una situa-

Mobilitazione generaleper metterein sicurezzalezone piùarischio ACHILLEVARIATI SINDACO DIVICENZA

zione di emergenza come quella di ieri. «Spendiamo centinaia di migliaia di euro per mettere in sicurezza le aree a rischio e le zone più critiche - ha considerato ieri il sindaco Achille Variati - e per un paio d’anni dovremo purtroppo convivere con momenti come quelli vissuti ieri e due settimane fa. Dovremo abituarci ad una situazione “patologica”». «Questa e tante opere compiute rimarranno anche in futuro. Il problema vero è il bacino di Caldogno». Il governo ha affidato al presidente del Veneto Luca Zaia i poteri speciali per completare un’opera di cui si parla da almeno vent’anni. E che, come ha ripetuto ancora una volta ieri il sindaco «va avviata il prima possibile, velocizzando l’iter burocratico e la questione degli espropri. Fino a quando non potremo contare sul bacino di laminazione vivremo sempre situazioni di paura ed emergenza». DISAGI E PROBLEMI. In città non si sono verificate particolari criticità se non in via Gentiloni, a Monte Berico, dove c’è stato uno smottamento e in viale Torino dove, invece, si è purtroppo si è ripresentato un problema cronico al condominio Everest, dove cantine e scantinati si sono allagati. Sempre ieri è stato potenziato il sistema d’allarme con una nuova sirena vicino al tennis di via Monte Zebio. Il sindaco aveva comunque annunciato che le avrebbe attivate solo in caso di reale pericolo: cioè se, dopo il raggiungimento dei quattro metri e 60, fosse stata registrata a monte una situazione tale da far prevedere ulteriori disagi. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Lecifre

38

VOLONTARIDELLA PROTEZIONE CIVILE

Ierineivari punticritici hannolavorato14 dipendenticomunali, 11 consigliericomunali,le squadredi Aim Vicenzae diAcque Vicentine,38 volontari dellaprotezione civilecomunaledivisi intre squadre.

5,80

LIVELLO DELFIUME SECONDOLE PREVISIONI

Leprimeprevisioni diffuse dallaregione secondoil metodousatoin queste occasioniparlava diuna pienadel Bacchiglione a 5,80metriper ierisera alle 23.Per fortuna aquell’orail fiumeeraa 3,84metri.

11.000 ISACCHI DISABBIA PREPARATI

Oltrea quelligià consegnatilo scorso 11 novembre ierisonostati preparatialtri 11mila sacchidisabbia. IlComune hainvitato aconservare all’asciuttoquelli datiin precedenza

3

MILIONIDI EURODI DANNI DELL’ULTIMAALLUVIONE

L’11novembre scorso la pienadel Bacchiglione ha provocato diversi danni allacittà e, per quantonon paragonabilialdisastro del 2010,ilconto finale,tra privati, aziendeed enti pubblici,èdi 3 milioni.

Ieriseraaponte degliAngeliil Bacchiglione erasottoi 4 metri:l’allarme alluvioneerarientrato. F. DALLA POZZA/COLORFOTO

ILCASO. L’appello delsindacoa non“sabotare”le barriered’emergenza

Furtidi sacchidagli argini Variati: «Non sitocchino» Sono i sacchi di sabbia che formano i rialzi arginali d’emergenza, approntati per fronteggiare il rischio-alluvione, ma a quanto pare qualcuno - più o meno in buona fede - li ha “scambiati” per quelli che vengono accatastati sui bancali per la distribuzione ai cittadini. Il risultato è che, denuncia il sindaco Achille Variati, «ci sono continui furti di sacchi dai muri di protezione arginale». «È una cosa «inaccettabile», afferma il primo cittadino,

Isacchidi sabbia oggettodeldesiderio di molti vicentini

Buone notizie Residentitra esasperazione epaura GV01951

VIALETRENTO EFERRARIN. Cantine svuotate,paratiegiàpronteper essere installate:lafuriadell’acquafapaura

GX10275

Nozze di Diamante

Chiara Roverotto

Lucia Danese e Ruggero Mosena Sovizzo, 29 novembre 2012

GW13703

condividono con parenti, amici e conoscenti la gioia di aver raggiunto il traguardo dei 60 anni di felice matrimonio.

«Il pubblico ministero non è intervenuto perchè l’opera è già stata costruita, ma il ricorso rimane. Probabilmente il tribunale nominerà un esperto e, poi, valuteranno come regolarsi». Il legale dei residenti lungo viale Ferrarin, Mauro Stori martedì aveva presentato un esposto in procura con la richiesta di un sequestro preventivo del cantiere. I residenti, infatti, lunedì notte si erano svegliati con le ruspe che lavoravano sull’argine di viale Diaz per tentare di rialzarlo e quindi di proteggere dalla pie-

Cantinesvuotate, paratiepronte: ilBacchiglionefapaura

na le abitazioni del centro. «Questi lavori peggiorano la situazione a nord, prima bisogna agire a monte e lo abbiamo sostenuto in più occasioni con il Genio civile», ribadisce il legale. Ma ieri il tempo della protesta ieri era già trascorso, rimaneva solo quello necessario per rimboccarsi le maniche, svuotare le cantine, mettere in salvo lavatrici, staccare sanitari e posizionare paratie. «Ci spaventa che l’ondata di piena sia prevista durante la notte - spiega Mauro Stori perchè non sappiamo come regolarci. I bambini li mandiamo a dormire dai nonni e noi staremo in attesa. Ma, non ne

possiamo più. Parlare di esasperazione credo sia il minimo e la campagna che ci circonda è già piena d’acqua. Non trascorrono più decenni tra un alluvione e l’altra, bensì poche settimane, qualche problema evidentemente esiste e deve essere risolto in fretta». Da viale Ferrarin a via Trento attraversando Ponte Diaz dove i tecnici del Genio civile sono ancora al lavoro, per mettere terra accanto al muro costruito e per sistemare le idrovore. I tombini pare siano stati sistemati, ma accanto ci sono comunque sacchi di sabbia. Sono un centinaio le famiglie che attendono l’ondata di pie-


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

Storie diSanti

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Tra isanti incalendario oggitroviamo IlluminataedueSaturnini: quello vescovo diTolosa emartire nel secoloIII eun altro martire dellostesso secoloe soprannominatoil Vecchio. Di

quest’ultimopocosi sa.Lapassio scritta dapapa sanMarcelloI affermachefu condannatoaportare lasabbiadurante lacostruzionedelle Termedi Diocleziano aRoma.Saturninodi Tolosa fucatturato

daisacerdoti pagani,legato adun toro chefu fattogaloppare suldecliviodi un collefinché ilcraniodel vescovonon si frantumò.

Dialettando “Sésto”è laparola dialettaleveneta che equivaleall’italiano cesto.

Mainquesto modosi chiamanoancheil sedere umanoe ilgiudiziochesi deveavere.

SETTORE SETTORE MECCANICO ELETTRICO

SETTORE AUTO MECCANICO

SETTORE GRAFICO

SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO

IDANNI DELMALTEMPO. Un’intera zolla diterrenodi 20metri per 10si stacca escivola verso vallesopra viaGentiloni minacciando una villetta

Allarmefrane,casaarischioinGogna Sulpostovigili delfuocoe polizia localeoltrealtecnico delComune «Seavesse continuatoa piovere avremmofattoevacuare l’area»

che torna a lanciare un nuovo appello al «senso civico» dei vicentini: «Non si tocchino quei sacchi, non sono a disposizione dei cittadini». L’appello, in verità, era stato lanciato fin dal primo momento. Le barriere di terra e quelle formate con i sacchi di sabbia sugli argini del Bacchiglione fin dalla sera di lunedì, dopo le prime allarmanti previsioni meteo, sono opere «di valenza non solo contingente», spiegava martedì il sindaco, ma che «rimarranno anche in futuro, almeno fino a quando non saranno realizzare le grandi opere strutturali di difesa idraulica», prima fra tutte il bacino di laminazione delle piene del Timonchio a Caldogno, ma anche altri lavori sugli argini e a nord di viale Diaz. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

na con il cuore in gola e gli stivali pronti. «Abbiamo spostato le auto - spiega uno dei titolari della carrozzeria in viale Trento, Gastone Adrogna - ma qui i lavori per l’argine sono iniziati in ritardo. A febbraio ci hanno avvisato dell’inizio, poi i primi operai li abbiamo visti a maggio e durante l’estate si andava a rilento. Senza contare che non c’erano più di 4 o 5 operai alla volta. Se le opere sono urgenti vanno realizzate subito. Ora, ci hanno promesso un’accelerazione speriamo sia vero, perchè così non si va avanti. Dobbiamo considerare anche lo stress psicologico, qui vivono molti anziani. E siamo tutti esasperati». Nel pomeriggio l’allarme piena si ridimensiona, ma per molti resterà comunque una notte di passione. • © RIPRODUZIONERISERVATA

E adesso frana Monte Berico. Per ora solo una grande zolla di terreno in via Gentiloni, sopra viale Fusinato in zona Gogna. Ma comunque minaccia una casa. Ed è la prima volta che oltre all’allarme alluvione e allagamenti in città arriva l’allarme smottamenti. E a due passi dal centro. La chiamata ai vigili del fuoco è arrivata ieri pomeriggio, poco prima dell’1. Quando gli abitanti delle due case in fondo a via Gentiloni, dove la stada finisce chiusa da un cancello, si sono ritrovati con il giardino sul pendio che era letteralmente scivolato di parecchi metri a valle. È molto ripido, quel versante. E la grande zolla si è staccata dalla proprietà più in alto. La prima casa si è vista slittare giardino e piante e sfondare la rete: «Le piante erano qui fa vedere una delle abitanti -, adesso sono tre metri più in basso». In alto si vede la spaccatura dove la fetta di terra ha ceduto e ha cominciato a scivolare verso il basso. Ma più in là è peggio: la parte più grande del manto erboso lunga una venti-

Allafamigliache abitanellavilla èstatochiesto dinonoccupare illatochedàsullo smottamento Oggilavisita delgeologoche dovràvalutare secisonopericoli ancheperilresto delmantoerboso

na di metri sotto a un piccolo bosco è slittata a valle finendo a un metro dal muro della casa sottostante, che è leggermente infossata rispetto al terreno. Se chi ci vive apre la finestra, dove aveva tra l’altro sistemato uno stendibiancheria, adesso quasi tocca l’erba. Sul posto sono usciti i vigili del fuoco con una squadra e due pattuglie della polizia locale. Hanno controllato e fotografato. Poi è arrivato l’ingegnere del Comune che dovrà fare le sue valutazioni. «La prima decisione è stata quella di non far occupare alla famiglia che abita nella casa a rischio il lato sullo smottamento - spiegano i vigili del fuoco -. Insomma, basta che per prudenza restino dall’altro lato». Oggi poi arriverà anche il geologo che dovrà esaminare quel pendio diventato improvvisamente mobile e decidere che fare. Anche Marilena Stecca, proprietaria del terreno sotto osservazione, dovrà probabilmente chiamare un esperto geologo per analizzare la zona. I residenti delle due case infatti sono in affitto. Quanto alle possibili soluzioni secondo i vigili del fuoco dipende da cosa troveranno i tecnici: «Potrebbero decidere di mettere uno steccato o comunque una protezione sul fronte dello smottamento. La zolla che si è mossa è più o meno 10 metri per 20. Ma il problema è vedere cosa farà la parte del terreno a fianco, che è anche più grande». Per fortuna ha smesso di piovere, dicono i pompieri. Ma nessuno può dire cosa succederà in quel pendio se tra qualche giorno o fra due settimane dovesse piovere ancora forte. Cosa che ultimamente succede spesso. Perché nel caso che anche l’altra zolla dovesse cominciare a muoversi, potrebbe diventare necessaria l’evacuazione della villetta. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Lagrandezolla sul pendio delcollein viaGentiloni sopraviale Fusinato cheacausadelle pioggeè scivolata aridosso dellacasa

GAMBUGLIANO. Frontefranoso di30 metri in Valle delPozzo

Lamontagna cede Fabbrichearischio Zenere: «Un travaso minaccia le aziende» In serata grandinata nell’Alto Vicentino Luisa Nicoli

GAMBUGLIANO

È tenuto costantemente monitorato il movimento franoso che sta interessando una parte del costo del monte in Valle del Pozzo in territorio di Gambugliano, nei pressi della zona industriale e della strada provinciale. Le piogge dei giorni scorsi avevano smosso rami e fango per un fronte di circa 20-25 metri che ora, con la nuova ondata di maltempo, stanno scivolando giù verso una valletta di scolo delle acque. Attualmente il movimento franoso è ad una trentina di metri dalla zona e la preoccupazione del comune di Gambugliano, che ha già attivato la Protezione Civile, è che arri-

Lafranadelmonte in ValledelPozzo,aGambugliano vando alla valletta possa far esondare l’acqua nell’area sottostante, in via dell’Artigianato, dove si trovano alcune fabbriche. Erano stati proprio i titolari delle aziende ad avvisare l’amministrazione comunale del rischio qualche giorno fa. Il sindaco di Gambugliano, Lino Zenere, spiega che la situazione è peggiorata con le piogge di

lunedì e il problema si è accentuato. «Ci siamo attivati subito - dice il primo cittadino - il timore è che dalla valletta di scolo delle acque del monte ci possa essere un travaso che metta a rischio le 3-4 fabbriche della zona». Il vicesindaco Giovanni Perin, assessore ad ambiente e protezione civile, ha chiesto da subito lunedì un confronto

OVESTVICENTINO. Ieri nel pomeriggio apertoil bacinodi Montebello

È rimasta chiusa quasi dodici ore la variante alla strada provinciale 246 di Montecchio. A causa delle forti precipitazioni, ieri mattino già dalle 5, le rampe d’ingresso e di uscita della tangenziale ad Alte sono rimaste chiuse al traffico a causa di un allagamento. Ma grazie alla tregua concessa dal maltempo nel corso della giornata, l'acqua è riuscita a defluire autonomamente senza l'ausilio delle pompe idrauliche, permettendo così la riapertura al traffico a metà pomerig-

Lavariante 246 allagata. ARCHIVIO

gio. «Come accaduto due settimane fa - commenta il presidente della Protezione civile, Massimo Chiarello - i pozzetti hanno funzionato ottimamente. Speriamo che queste piogge non abbiano portato nuovi detriti». Due anni fa la strada rimase chiusa, sempre per allagamento, diversi giorni. In quel caso la protezione civile utilizzò delle pompe idrauliche per risolvere il problema Intanto, ieri pomeriggio, è stato aperto in via cautelativa il bacino di Montebello per eliminare la portata dell’eventuale piena del Guà. • A.F. e M.G. © RIPRODUZIONERISERVATA

© RIPRODUZIONERISERVATA

PORTE APERTE

SABATO 01 DICEMBRE 2012 • ORE 14.30  19.00 SABATO 15 DICEMBRE 2012 • ORE 14.30  19.00 SABATO 12 GENNAIO 2013 • ORE 14.30  19.00

LaProvinciale 246 chiusaaltraffico per12ore acausa dellefortipiogge MONTECCHIO E MONTEBELLO

con il geologo di riferimento del comune. E sul posto da ieri c’è una ruspa pronta ad intervenire in caso di necessità. «Fortunatamente non ci sono abitazioni a rischio nella zona - spiega Perin - perché le case si trovano a circa 100 metri dal movimento franoso. E tra l’altro non si tratta di massi e sassi ma di fango e legno, in pratica quei 50-60 centimetri di terriccio di superficie che sta scivolando verso il basso. La preoccupazione però è che lo smottamento possa scendere ulteriormente e bloccare la valletta di scolo delle acque provocando un allagamento in zona industriale». «Abbiamo avvisato gli enti competenti - conclude - e la zona è sotto monitoraggio. Come da indicazione del geologo c’è comunque una ruspa pronta ad intervenire in caso di necessità per riaprire la valletta ed evitare problemi alle fabbriche di via dell’Artigianato. Poi, passati questi giorni di emergenza maltempo, dovremo comunque confrontarci per risolvere in via definitiva il problema della frana» In serata grandinate nell’Alto Vicentino hanno provocato danni e allagamenti. •

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Alessandro Mognon


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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

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Leopereanti-alluvione

IMESIDIDURATADEIPOTERI SPECIALIALGOVERNATOREZAIA

L’ennesimo allarmenerende indifferibilelarealizzazione

IlGovernohafirmatolunedìil decretochedàalgovernatorei potericommissarialiinderoga alleprocedureordinarieper ilavoridelbacinodiCaldogno

«Ingara aNatale»

«Entrofineannosiavvia l’appalto:èmeritodella Regione,nondeipoteri» LUCAZAIA PRESIDENTEDELLAREGIONE

LAPOLITICA. Al presidentedellaRegione ilGoverno hadato seimesi dicompetenze rinforzate peraccelerarei lavoridicostruzione del bacinoprevisto aCaldogno

Tutti d’accordosui poteri speciali a Zaia Toniolo(Pdl): «Oraazioni urgenti EalConsorzioservono9 milioni» Moretti(Pd)«Il decretoèfrutto dispintapopolareedei sindaci» aveva polemizzato con il presidente leghista. Acqua passata o quantomeno accantonata. IPOTERI.A due anni dalla maxi alluvione, con il progetto del bacino ancora al palo, Vicenza è finita di nuovo sott’acqua, stavolta (l’11 novembre) solo con un piede. La protesta popolare, tradotta in una petizione promossa dai sindaci Variati e Marcello Vezzaro, di Caldogno, ha contribuito a sbloccare la situazione. Al governatore Zaia il Governo ha conferito poteri speciali, in deroga alle procedure ordinarie per l’avvio rapido dei lavori di realizzazione dell’invaso da 3,8 milioni di metri cubi d’acqua. I poteri avranno una durata di sei mesi, consentiranno di ridurre i tempi di gara e daran-

Credocisiano milionitraifondi nonspesiperi Comunialluvionati Siraschiilbarile COSTANTINOTONIOLO CONSIGLIEREREGIONALE

Miauguroche orasidevecorrere Vicenzanonpuò piùvivere conl’incubo ALESSANDRA MORETTI VICESINDACO DIVICENZA

ATELIER

L’area dove dovrebbeessere realizzato ilbacinodi Caldogno, ritenutonecessario perprevenirealluvioni no una “protezione” nel caso di occupazione delle aree senza l’accordo per gli indennizzi con i proprietari dei terreni. A oggi, del resto, quell’intesa ancora non c’è e i privati hanno minacciato ricorsi al Tar se non si troverà un’intesa. TONIOLO PREME. «Ringraziamo il Governo e il sottosegretario Catricalà che ha finalmente attribuito a Zaia i poteri commissariali speciali», afferma il consigliere Toniolo, presidente della Commissione bilancio di palazzo Ferro Fini che ieri ha incontrato il governatore raccomandandogli di agire appena possibile. «Sei mesi di incarico dalla fine di novembre sono pochi, ma è importante che Zaia dia una serie di input per giungere alla gara di appalto dell'opera», prosegue Toniolo. «Mi permetto di ricordare al presidente

che al più presto vanno assegnati anche i finanziamenti al consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta per la manutenzione delle rogge tra Vicenza e Caldogno», un tema sul quale Toniolo ha già presentato, il 14 novembre, un’interrogazione, chiedendo di «reperire al più presto 9 milioni per ridurre il rischio idraulico sulla roggia Feriana e sul Canale industriale per difendere l'abitato di Lobia, sulle rogge Menegatta, Caldonazzo e Porto di Cresole e altri minori affluenti per salvaguardare Cresole e Rettorgole, e per difendere i territori dei comuni di Monticello, Quinto e Bolzano vicentino». Toniolo chiede poi di completare il rafforzamento di alcuni tratti di argine di Timonchio e Bacchiglione a Caldogno e paesi limitrofi. «Invito Zaia - conclude - a verificare bene i rendiconti dei soldi spesi dopo l'allu-

vione del 2010: sono convinto che vi sia più di qualche milione di euro da raschiare in fondo al barile delle risorse destinate ai comuni alluvionati». MORETTI & BERSANI. «Bene la notizia dei poteri speciali a Zaia», afferma la vicesindaco Alessandra Moretti, portavoce del segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dicendo «grazie alle firme raccolte, ai sindaci e al fatto che siamo una squadra forte». E sottolinea dalla sua pagina Facebook che «anche dal Comitato Bersani ci siamo attivati per dare una mano a velocizzare le procedure. Mi auguro che questa iniziativa contribuisca ad accelerare i tempi per la realizzazione del bacino di Caldogno: Vicenza non può vivere sotto la minaccia costante di un’esondazione». • © RIPRODUZIONERISERVATA

«Ilconferimento deipoteri specialiper la realizzazionedel bacinodi laminazionea Caldognoèun passaggio importanteverso il completamentodell’impegno dellaRegioneperla difesa del territorio». Ilpresidente della commissioneEsteri alla Camera,Stefano Stefani, commentacosìla nomina assegnatadal Governo al presidentedellaRegione,Luca Zaia. «L’iter per larealizzazione del bacinograzie allanomina avrà tempipiù rapidi,sarà un’opera importanteper allontanare definitivamente lo spettro dell’alluvionedaVicenzaedal suoterritorio -spiegail deputatovicentino-ma è altrettantogiustosottolineare chese ilcapoluogo l’11 novembre èuscitoindennedal nuovo rischiodiesondazioneil meritolo si deveattribuire ancheall’attivitàdiprevenzione giàpredisposta dal presidente Zaiadopol’alluvionedel2010: miriferiscoalle oltre800 opererealizzate inappena due anniasalvaguardia delnostro territorio». LaLega serra i ranghie ribadisceunconcetto caro ai padani:lagestione del post-alluvione2010èstata portataavantiin modo efficientedaungovernatore leghista. «Unadoverosaprecisazione sottolineaStefani -per ripulire questavicendadalla seriedi polemicheeaccusechein pienaemergenza erano

Stefano Stefani piovutedapiù partiproprionei confrontidell’operato della Regione». Certo,oracheZaiaavrài poteri specialiil rischioèquellodi scontentarequegliagricoltori che allarealizzazionedelbacino hanno sempreopposto richiestechenon coincidevano conle disponibilità regionali,ochecollidevano con alcunedisposizioni legislative. «Sonosicurochedaoggi ci possaeci debba essereuna visionecondivisadeipassaggi che dovrannoessere completati perla realizzazionedelmaxi bacino. Auspicoinoltrechedavanti al decretodelGoverno -conclude Stefani -si arrestinoanche le resistenzedegliagricoltori. Sono convintochenonostante ipoteri specialiconferitigli,il presidente Zaiasapràevorrà trovare conloro ungiusto accordo primadi procederealla realizzazione dell’opera». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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Un decreto dall’effetto “ecumenico”. I poteri speciali che il Governo ha conferito al presidente della Regione Luca Zaia per la realizzazione del bacino anti-piene di Caldogno sono accolti con soddisfazione bypartisan dalla politica vicentina. Il primo apprezzamento, l’altro ieri, portava la firma del sindaco Achille Variati, il primo a comunicare che il sottosegretario Catricalà stava per firmare il provvedimento. Ieri si sono aggiunte la voce di Costantino Toniolo, consigliere regionale del Pdl, e pure quella di Alessandra Moretti, la vicesindaco di Vicenza che l’11 novembre, con la città che rischiava di affogare di nuovo,

«Auspicochesitrovi l’intesaconiproprietari»

GX21958

Marco Scorzato

L’intervento diStefani


Cronaca 17

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

LOTTAALL’EVASIONE. Firmatol’accordotra Guardiadi finanza, Comune,Aim e AcqueVicentine per unirelebanchedatie colpire i “furbetti”

Tassee bollette, cacciaaifalsi poveri Ilcomandante DeLuca: «Incrociando anagrafe eutenze siscoprono le dichiarazioni mendaci» Ilsindaco Variati: «Insieme staneremo iparassiti» Marco Scorzato Un patto per «stanare» gli evasori fiscali, per dirla con le parole di Livio De Luca, comandante provinciale della guardia di finanza. Una collaborazione tra diverse istituzioni per dare la «caccia ai falsi poveri», per usare la sintesi del sindaco Achille Variati. Un accordo per «unire le forze a difesa della legalità, che è il potere di chi non ha potere», è la lettura di Paolo Colla, amministratore di Aim. Un «lavoro di squadra al servizio dei cittadini», chiosa Angelo Guzzo, presidente di Acque Vicentine. Guardia di finanza, Comune, Aim e Acque Vicentine: sono questi i quattro soggetti che hanno firmato ieri una convenzione - la prima di queste dimensioni in provincia - per incorciare le rispettive banche dati con l’obiettivo di smascherare e colpire l’evasione fiscale, le false dichiarazioni, il lavoro nero.

VARIATI: «NO AI PARASSITI». «L’evasore è un parassita che vive sulle spalle degli altri - afferma il sindaco Variati -. Per questo a tutti i livelli della pubblica amministrazione si stanno affinando le procedure per individuarlo e colpirlo. La nostra è dunque un'iniziativa contro chi non paga le tasse e scarica gli oneri sugli altri, ma soprattutto contro i falsi poveri che, ad esempio, usufruiscono delle mense scolastiche a tariffe agevolate per i propri figli senza averne bisogno». DE LUCA: «COLLABORAZIONE». «Questa collaborazione è una delle più complete a livello nazionale - dichiara De Luca, ringraziando il Comune della «disponibilità manifestata». A Vicenza, la guardia di finanza ha ora «accesso anche le banche dati legate alle utenze: così possiamo stanare in modo capillare i soggetti che si pongono al di fuori della legalità fiscale e contributiva, a tutela di coloro che pagano le tasse e

Consumi abnormidienergia ogaspossono esserelaspiadi laboratoriinnero LIVIODELUCA COMANDANTEDELLAFINANZA

Franco(Lega)

che legittimamente ricevono prestazioni sociali agevolate». LE BANCHE DATI. L’incrocio delle banche dati è uno dei sistemi più efficaci per la lotta all’evasione. Il Comune ha firmato un anno fa un patto con l’Agenzia delle Entrate e ora sta passando al setaccio tante posizioni e presto ci saranno le prime segnalazioni. Ora alla Finanza è stato dato libero accesso non solo all'archivio dell’anagrafe comunale e della popolazione residente all’estero, ma anche agli archivi delle utenze domestiche di gas, energia, teleriscaldamrento e tariffa rifiuti gestiti da Aim e agli archivi della rete idrica gestiti da Acque Vicentine.

«Dopogli studi disettore che hannoammazzato leimprese, oggil'Agenzia delleentrate inventaun nuovo strumento: il redditest.Nonso se ce ne rendiamoconto,ma siamodi fronteall’ennesimostrumento dioppressionemilitare. Neppureai tempidell'Urss esistevano sistemicosì vessatori edinvadenticome quelliimpostioggi inItalia».Ne èconvintoilsenatore leghista PaoloFranco,cheaggiunge: «Secondoil direttore dell’Agenziadelleentrate AttilioBefera“serveadaiutare icontribuenti adessere coerentinelrapporto tra spese edentrate”,mentre Il Sole24 Oreosserva chedifattoil Redditestpenalizzale famiglie piùmodeste».Franco attacca anchelariformafiscale: «Si certificalafine ingloriosa della legislaturae delgoverno dei professori.Il rinvio in Commissionedelladelega fiscale,strumento diulteriore vessazione tributaria,èaccolto favorevolmente dallaLega Nord.Èevidente cheuna parte dellamaggioranza appartenentealPdlnonse la sentedicontinuaread appoggiareil governo dei predatori». •

I CASI. Dall’incrocio dei dati possono emergere fotografie inedite: «Ad esempio, se un’utenza casalinga diventa improvvisamente spropositata - spiega De Luca - potrebbe essere un campanello d'allarme della presenza di un laboratorio che svolge in casa un’attività in nero». D’altra parte, «se in un’abitazione ci sono bassi consumi - da “seconda casa” - si va a pizzicare chi avesse dichiarato che quella è la “prima casa”, per pagare un’Imu più bassa». VIGILANZAESICUREZZA.«Se le segnalazioni partono dal Co-

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AVicenzailprimatodi lettura Silvia Ferrari In un paese che si colloca agli ultimi posti in Europa per il numero di lettori abituali, la provincia di Vicenza ottiene un primato degno di nota: è infatti la città che conta il maggior numero di gruppi di lettura del Veneto. Quattordici per essere precisi, contro i dodici di Treviso, i dieci di Venezia, gli otto di Padova, i quattro di Belluno e il solo singolo gruppo di Verona. È il dato che emerge dal sondaggio effettuato da Veneto Lettura, il progetto di promo-

zione della lettura promosso dalla Regione del Veneto. Un dato che parla di una provincia ancora attiva nell'ambito della promozione della lettura, nonostante la crisi e i tagli sempre più pesanti alla cultura. Sempre più biblioteche vicentine, infatti, hanno attivato o si stanno muovendo per attivare gruppi di lettura. Si tratta di luoghi di confronto, di incontri informali per discutere di libri, di occasioni di contatto e scambio di opinioni che coinvolgono appassionati di ogni età: dei 14 gruppi di lettura della regione, tre in particolare (Fara, Lusiana e Valdagno) sono infatti formati da adolescenti. «Non sono un passatempo, sono un presidio culturale», ha osservato lo scrittore trevigiano Fulvio Ervas. L'interes-

AVicenza ilmaggiornumero di gruppidi lettura. FOTO D’ARCHIVIO se per questa forma di confronto ha trovato conferma anche nell'affollata partecipazione al corso di formazione regionale realizzato lo scorso ottobre e dedicato alle tecniche di av-

AGirapagina racconti elaboratori perbambini

«Redditest strumento vessatorio» Unabimba nella stanzadagioco

vio di gruppi di lettura. Accanto a questi dati, emerge anche un altro primato vicentino: a Vicenza si concentra, infatti, anche il maggior numero di lettori professioni-

ti difficili - aggiunge Guzzo c'è bisogno di fare squadra, ciascuno nella propria specifica sfera di competenza». Filippo Zanetti, consigliere delegato ai sistemi informatici del Comune ricorda che «nel mettere a disposizione il nostro sistema, abbiamo fatto grande attenzione alla sicurezza dei dati dei cittadini per garantire la privacy e l'integrità delle informazioni». •

Un fine settimana per stimolare la creatività dei più piccoli. Lo organizza la libreria Girapagina d Viale Verdi che domani dalle 16,30 alle 17 e sabato dalle 9,30 alle 12 ospita due personaggi di spicco della didattica per immagini. Si tratta di Coca Frigerio, esperta in metodologia didattico-creativa, autrice di numerosi testi di comunicazione visiva, collaboratrice di Bruno Munari che fu uno dei protagonisti massimi del design contemporaneo, e Alberto Cerchi, grafico, illustratore e collaboratore della rivista Dada-Artebambini. I due incontri sono organizzati da Girapagina in collaborazione con la scuola dell'infanzia “Malfermoni”, plesso del comprensivo 5, e si propongono di approfondire gli aspetti metodologici e creativi dei laboratori che ai bambini presentano l'arte come un gioco e l'architettura delle città come un viaggio alla scoperta di forme, formati, superfici che si possono toccare passando dal piano bidimensionale a quello tridimensionale alla microscenografia. • AN.MA

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Registratoredi cassae scontrini: ècaccia all’evasione mune - ricorda Variati -, il recupero va al 100% nelle casse comunali; altrimenti le somme recuperate vanno allo Stato, comunque alla collettività». «Il problema tasse si risolve se tutti le pagano - sottolinea Colla, di Aim -. Gli evasori sono i maggiori responsabili dell’alta pressione fiscale sui cittadini onesti, che subiscono la disonestà degli altri. La nostra è un'iniziativa civica e sacrosanta». «Soprattutto nei momen-

CULTURA. Sempre piùbiblioteche stannoorganizzando incontrieforum perdiscutere dilibri

Sondaggio della Regione La città e la provincia al primo posto in classifica tra i gruppi di lettori

INIZIATIVA. Domani

L’INAUGURAZIONE. Ieriin piazza Castello sti. Sui cinquanta distribuiti in tutta la regione, nove sono in provincia e supportano scuole e biblioteche nelle attività di promozione della lettura. A questo si aggiunge anche un'iniziativa innovativa: dopo l'introduzione nel 2011 della Carta del lettore volontario nata all'interno del progetto trevigiano “La Casa sull'albero" e adottata dalla Regione -, il Comune di Schio da qualche settimana ha introdotto, in via sperimentale, un Albo dei lettori volontari. Si tratta di un registro, inaugurato durante il Forum del Libro di Vicenza, in cui inserire coloro che mettono a disposizione la propria voce per supportare le biblioteche nella loro azione di promozione della lettura. Si rivolge sia ad adulti che a bambini e la selezione è aperta a tutti. "Veneto Lettura" premia dunque Vicenza quale città sensibile e attenta alla promozione della lettura. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Apreil nuovo Despar con24neoassunti

Iltaglio delnastro delnuovo puntovenditaDespar È stato inaugurato ieri pomeriggio il nuovo Eurospar della catena Aspiag Service in piazza Castello. Il punto vendita è stato aperto nei locali che ospitavano l’ex supermercato Pam. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato l’ammi-

nistratore delegato del gruppo Aspiag, Harald Antley; l’assessore comunale allo Sviluppo economico, Tommaso Ruggeri e l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan. L’Eurospar darà occupazione a 24 nuovi assunti. •

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18 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

URBANISTICA. Firmatol’accordotra Provincia,Altavilla,Creazzo,Gambellara, Montebello, MontecchioMaggioree Sovizzo per lacreazionedi una zonacommerciale

Quellostradonediventeràun boulevard Vialibera anuovi insediamenti sullaRegionale11 Previstela sostenibilitàambientalee deltraffico masenza previsione dispesa nonsi failprogetto Cristina Giacomuzzo Lungo il corridoio Vicenza-Verona nuovo commerciale e ulteriore grande distribuzione «sono compatibili». La sostenibilità ambientale e del traffico è il risultato dell’analisi della Provincia di Vicenza che nei mesi scorsi aveva spedito ai Comuni interessati una bozza di accordo di pianificazione. E ieri, a palazzo Nievo, la firma del Progetto Vi.Ver, cioè il piano che disciplina lo sviluppo e la riqualificazione dei Comuni lungo la regionale 11 fino a Gambellara, compresi Altavilla, Creazzo, Montebello, Montecchio Maggiore, Sovizzo. Alla firma mancava Vicenza. «Ma è solo questione di tempo», assicurano dalla Provincia. Quel piano, in sostanza, definisce il futuro disegno urbanistico - ci vorranno anni per realizzarlo - che viene recepito dai singoli piani dei Comuni che si dovranno adeguare e porta delle novità sostanziali

Sisbloccano leareeindustriali exFaedaeSadi cheospiteranno lagrande distribuzione

in tema di viabilità, di insediamenti commerciali e di aree verdi. MELARO E REGIONALE. «Il masterplan realizzato dalla Provincia consente di mettere ordine ad una viabilità che necessita di un netto miglioramento - riassume l’assessore di Montecchio Maggiore, Gianluca Peripoli -. Il futuro della regionale 11 è diventare un boulevard dedicato al commercio con velocità massima consentita 50 chilometri orari. La strada degli acquisti da Vicenza a Verona: è questa la sua vocazione». Ma per realizzarla è necessario spostare il traffico pesante e di scorrimento veloce sul sistema delle tangenziali e sulla strada del Melaro. L’ampliamento di questo importante collegamento, fanno sapere dalla Provincia, è fermo al palo per mancanza di fondi. L’ultima tappa risale allo scorso anno: l’ok al progetto preliminare. Costo: 3.5 milioni di euro che dovrebbero arrivare dalla Regione. Ma in mancanza di previsione di spesa, non si può neppure procedere con progetti esecutivi. CIS E ALTRE AREE. Valorizzare l’attuale regionale 11 con il commerciale richiede nuove spazi. Le ex aree industriali, se i Comuni lo riterranno opportuno, potranno essere conver-

tite. È il caso a Montecchio Maggiore dell’area ex Faeda che permetterà di dar nuovo spazio probabilmente al Tosano e far respirare il centro del paese. Poi l’area delle Sorelle Ramonda, ad oggi considerata commerciale, che diventerà area di grande distribuzione con ampliamenti possibili. Per il Comune di Altavilla, poi, significa far entrare nuove risorse in cassa grazie all’area ex Sadi che potrà essere ceduta a privati. Il punto qualificante del piano per il sindaco Claudio Catagini è il riordino della viabilità. Per Montebello, poi, via libera al commerciale nell’area del Cis. Sottolinea il sindaco Fabio Cisco: «Dopo la firma, si dovrà procedere con un accordo di programma con Regione e Provincia che andrà sottoscritto dai soli Comuni limitrofi». Non a tutti i Comuni del corridoio, come previsto dal Ptcp, perché questa condizione si è realizzata con l’accordo siglato ieri, spiegano dagli uffici provinciali. Manca ancora la firma di Vicenza e con questa il possibile via libera per l’area ex Armes e quella vicino al nuovo stadio. Tra le novità anche un’aggregazione tra aree verdi collegabili con ciclabili che potranno valorizzare itinerari turistici come quello da villa Cordellina fino ai Castelli. •

Ilsilenziatore LASCENETTA Laconvocazione è arrivata dall’Ufficiostampa della Provincia:“Si richiede la presenzadi un redattore perlaconferenzastampa” diieri apalazzo Nievoin cuidoveva essere presentatoil progetto Vi.Ver colcommissario straordinarioAttilio Schneck,e i rappresentantidei Comuni. Doveva. Icronisti dicinque testate, compresoIlGiornaledi Vicenza,si sono presentati.Sisonoseduti inattesachele dichiarazionidi Schneck, altavoloconaltri amministratori, terminasseroe sipotesse partireconlaspiegazione delprogetto e ledomande deigiornalisti. Cosìnon è andata.Sollecitatoa rivolgersiairedattori, Schneckha sbuffato: «Ho giàspiegato». Mezz’ora prima,quandolariunione (chiusaallastampa),aveva presoavvio.«Non ho tempodiripetere. Poiho altriappuntamenti», chiude.Ai cronistinon restachealzarei tacchi. Il servizioè stato pubblicato perrispettodel lettore e degliamministratori presenti.Ma c’èchi, quel rispetto,se l’è dimenticato,nonostanteil ruolo. • CRI.GIA.

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CasoCis,sidevevotaredi nuovo

Unliquidatoresiritira Sociancorainassemblea All’ultimaassemblea lo strappo.I soci delCissi sono divisisul nome deiliquidatori. Questionidilana caprinache nascondonounavisione diversapoliticadelcaso Cis, nondisostanzasulla qualitàdei nomidei professionisti. Duegli schieramentiche si eranocreati tra gli azionisti dellasocietàchevantamilioni dieurodidebiti: dauna parte Provinciadi Vicenzae AutostradaBrescia-Padova che,grazie all’arrivo inextremis deiComuni diMontecchio Maggioree Brendola,sono

Iterreni delCis aMontebello

riusciteadarrivare amaggioranza. Dall’altraCamera diCommercio, Comunedi Vicenza,Fiera ealtre categorieeconomiche che insiemerappresentano i socidi minoranzaeche, perprotesta, eranouscitidalla sala perché puntavano anominare due nomie nonunosolo comeimpostodalla Provincia. Alla fine, trei nomidei liquidatori.I primi duescelti dalla maggioranza:FabioSebastiano e MonicaGrassi.Eper la Camera di commercio:Giovanni Sandrini. Quest’ultimo,probabilmente vista lasituazione delicata,harifiutato l’incaricocreandoperò imbarazzo apalazzo Nievo,visto cheSandrini èpurerevisoredei contiper la societàditrasporto pubblicodella Provincia, Ftv. Adessosidovrà procederecon la convocazione diunanuova assembleadeisoci delCisper la nominadell’ultimoliquidatore. • © RIPRODUZIONERISERVATA

CENTROSINISTRA. Domenicail ballottaggioBersani-Renzi.Oggie domanici sipuò iscrivere

Primarie,litesuinuovielettori Ammessicon“giustificazione” Poletto: «Regole anti-infiltrati». Neri: «Troppa chiusura, che sbaglio» Torri di Quartesolo, l’altra sera si è recato a Firenze alla riunione dei renziani che ha ribadito questa linea. Alberto Neri, sindaco di Valdagno, aggiunge: «Le primarie sono state un grande successo ma se vogliamo che sia completo dobbiamo aprirle il più possibile. Dai cittadini è emersa una richiesta molto forte di un modo nuovo di fare politica: mettere regole o impedimenti vuol dire cogliere solo in parte queste istanze. È un errore politico». Neri invita al voto per Renzi per dare corpo «alla domanda di rinnovamento».

Marco Scorzato I ritardatari? Ammessi solo con la “giustificazione”. Che però potranno comunicarla anche on line. Che sia il certificato del medico, per una malattia comprovata, o che siano i biglietti di un viaggio o il verbale di una riunione fuori sede, coloro che non hanno partecipato al primo turno delle primarie del centrosinistra potranno votare al ballottaggio di domenica soltanto se dimostrano di aver avuto, domenica scorsa, «un impedimento oggettivo». Esultano i sostenitori di Pier Luigi Bersani, protestano i fan di Matteo Renzi.

tratto dal romanzo “L’Oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati Claudio Casadio regia di Alessandro Gassman

LaRegionale 11destinataa diventare “boulevard” con velocitàmassima di 50chilometri orari. ARCHIVIO

Unodeiseggi delleprimarie durante ilprimo turnodi domenica

GIUDICILOCALI.C’è contestazione sulle regole dettate ieri dal comitato nazionale per le primarie, che ha fissato i “paletti” ma demandato a ciascun comitato provinciale la responsabilità di valutare ogni richiesta di nuova iscrizione al voto, di soppesare se l’impedimento è «oggettivo» o meno. I “giudici” saranno Federico Ginato (Pd), presidente del comitato provinciale per le primarie, e gli altri componenti, Mattia Pilan (Sel) e Luca Fantò (Psi).

per chi ha votato al primo turno non sarà chiesto alcun contributo né ulteriori firme o registrazioni: «Basta presentarsi con il certificato di elettore del centrosinistra rilasciato per il primo turno, completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre - spiega Ginato -. Per gli iscritti on-line che non abbiano ancora ritirato il certificato entro il 25 novembre è possibile ritirarlo al proprio seggio domenica, versare il contributo di almeno due euro e quindi votare».

VECCHI ISCRITTI. Domenica al ballottaggio Bersani-Renzi,

NUOVIISCRITTI.Possono richiedere la registrazione anche co-

loro che, oggi e domani «contatteranno il coordinamento provinciale via mail (vicenza@ primarieitaliabenecomune. it), fax (0444 569556) o chiamando il 3452438520 «dichiarando di non aver potuto registrarsi, per cause indipendenti dalla propria volontà, entro il 25 novembre. Il coordinamento provinciale, con voto unanime, decide se ammettere o meno la registrazione all’Albo degli elettori». RENZIANI: «ERRORE POLITICO». I renziani contestano le «regole troppo chiuse». Il portavoce Diego Marchioro, sindaco di

BERSANIANI:«RIGORE».Per Stefano Poggi, portavoce dei bersaniani, «chi era motivato a votare ha avuto oltre 20 giorni per iscriversi, e comunque, se ora riesce a motivare l’assenza al primo turno, può ancora registrarsi». Luigi Poletto, presidente del consiglio comunale, ribadisce l’appello pro-Bersani, «perché in Italia la parola sinistra non può restare incustodita». Per lui le regole sono «giuste, rigorose ed equilibrate, per impedire infiltrazioni di truppe cammellate di elettori che non hanno un’affezione con il centrosinistra e vogliono solo turbare l’esito del voto». • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 25

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

LAMANIFESTAZIONE. Sabato ritrovonell’esedradi CampoMarzo. Poi un corteoinprefettura

«Sociale,benedi tutti Finiamolaconitagli»

Sessantacooperative“Prisma” portanoin piazzatutti imalumori FrancoBalzi:«Stanno distruggendoil lavorodidecinedianni» Chiara Roverotto La foto di un’anziana, di un disabile, di un uomo, un bambino. Partono dalla quotidianità fatta di aspettative, servizi e bisogni, le cooperative sociali del Vicentino che sabato 1 dicembre, dalle 14 alle 17 nell’esedra di Campo Marzo, hanno organizzato una manifestazione per ricordare ai cittadini e alla comunità che il sociale è di tutti. «Non vogliamo protestare contro qualcosa - ha affermato Franco Balzi presidente della cooperativa Prisma - siamo preoccupati per la messa in discussione di servizi che fino a questo momento rappresentavano un punto fermo della nostra realtà e che ora dobbiamo rimettere in discussione con ripercussioni che potranno essere gravi nel tessuto umano e sociale della nostra realtà». Nel 2008 in Italia lo stanziamento per i fondi sociali era di 2 miliardi e 526 milioni, nel 2013 il finanziamento sarà di 200 milioni. Cifre che spiegano bene gli effetti della spending review come ricorda don Antonio Uberzo di “Città solidale”. «Per la disabilità all’Ulss 6 mancano circa 200 mila euro, per risparmiare non accolgono i ragazzi in comunità per un fine settimana, inoltre entro la fine dell’anno era prevista la chiusura di tre giorni dei centri. Passeremo, probabilmente ad uno, ma la sostanza non cambia. I tagli sono la parola d’ordine e non sembrano esserci risposte diverse. Mai che si tagliasse sulle spese militari del nostro Paese». A Campo Marzo sabato giungeranno oltre un centinaio di

Ragazzidisabili alezionein uncentrodiurno. ARCHIVIO

Inumeri della cooperazionevicentina LEATTIVITÀ. Le cooperative socialidel Vicentino,riunitesotto l’ombrello“Prisma”, danno voce a 3.691bambini, ragazzi,disabili, malati psichiatrici,anzianinon autosufficienti,stranieri,ex tossicodipendentie detenuti. Di lorosi prendonocura 1.376 operatori(infermieri, psicologi,assistentisociali edaltrefigure professionali).Aquesti

vanno aggiunti 415 lavoratori dellecooperativedi inserimentolavorativoche in provinciasi occupano di461 personeavviate allavoronei serviziambientali: manutenzionedel verde, informatica,mensa,puluzie commercio,turismo sostenibile. Senzacontare le17.500 personeche ognianno frequentanoleattività culturalie formative proposte dallacooperative sociali. • C.R.

pulmini da tutta la provincia, utilizzati solitamente per il trasporto di anziani e disabili, che gireranno attorno alla città. Sulle fiancate ci saranno le fotografie di una campagna voluta e pensata dalle varie cooperative, che ha avuto anche l’appoggio del vescovo Beniamino Pizziol, che in una lettera ha sostenuto «che una società non si può dire civile se non si occupa di tutte le categorie che la compongono» . «A questa manifestazione ha ricordato Anna Olivo della cooperativa Insieme - saranno invitati tutti sindaci, gli assessori, i consiglieri regionali e i parlamentari. In modo che ognuno di loro, nell’ambito campo delle proprie competenze, prenda contezza di un problema grave, che rischia di mettere un ginocchio quanto questa terra ha prodotto in termini di solidarietà e non solo». «Utenti e famiglie da mesi vivono nell'ansia e nella preoccupazione. Vedono il futuro nero. Noi vorremmo riuscire a ritrovare in tutti la forza di reagire. È fondamentale passare dalle parole ai fatti», ribadisce Balzi. Dalle 15 in Campo Marzo parole ai protagonisti di “pillole sociali”: storie, racconti, quotidianità, aspettative. Alle 16,30 un corteo raggiungerà contrà Gazzolle per consegnare al prefetto una lettera e alle 17 si concluderà «una manifestazione che vuole mettere al centro il sociale, perché è una realtà che ci riguarderà tutti, prima o dopo. Questo sarà un concetto sul quale dovremo cominciare a convivere». Alla giornata hanno aderito molte associazioni tra cui Caritas e il movimento “No dal Molin” . • © RIPRODUZIONERISERVATA

vademecum ÈTEMPO DI DIRITTI Oggialle10.30 giornata Onudi solidarietàconil popolopalestinese,con convegno alcinema Odeon. Alle15.30 all’internodella ComunitàAlGiordano (IstitutoPalazzoloSanta Chiaradicontrà Burci) laboratoriosul diritto alla dignitàdellepersone private della libertà. Ilprimogruppo è previsto alle 15.30e mentre il secondoalle17.

DANTEALIGHIERI Oggialle16 nelle gallerie d’Italiadipalazzo Leoni Montanari(contrà Santa Corona)torna l’appuntamentoconla SocietàDante Alighieri. Inprogramma lectura Dantis:Paradisoc. IIIa curadellaprof. Chiara Magaraggia. SPERI Alle19, nell’aula francescanadelconvento diSan Lorenzo lettura biblicaanimatada GiuseppeCelso Mattellini, sultema “Gesù garante di verità”. OrganizzalaSperi. Ingressolibero. SOCIETÀ ALPINISTI Domaninellasalaincontri dellaSocietà alpinisti vicentinidi vialeTrieste 29/Balle 21torna l’appuntamentoconle serateculturali. MarialindaCicchelero introdurrà gliintervenuti allaconoscenzae rivalutazione dellavita in montagnaattraverso letteraturae fotografia.

L’EVENTO. La“Notte dolce” iniziaalle 19

Untourin corsoFogazzaro conilclassico LondonBus. FOTO ARCHIVIO

CorsoFogazzaro traspettacoli eil LondonBus Domanisera l’eventovoluto dai62negozidellastorica via “Notte dolce in corso Fogazzaro" e, dall'incrocio con corso Palladio fino ai Carmini, sarà un susseguirsi di musica dal vivo, artisti di strada, banchi di dolciumi, attrazioni e occasioni per incontrare gente, soprattutto nei tanti negozi, bar, pasticcerie che si affacciano sulla via. Il tutto accadrà nella serata di domani, quando dalle 19 in poi, Corso Fogazzaro sarà la straordinaria location di una festosa serata, che preannuncia l'arrivo del Natale. Tanto che le luminarie saranno accese per l'occasione, anticipando così di qualche ora l'avvio dell'illuminazione natalizia in centro storico. Ad organizzare l'evento sono 62 dei negozi e pubblici esercizi della via, che ripropongono, ampliandone le attrazioni, la formula della serata divertimento e shopping sperimentata con successo lo scorso settembre. Una delle novità è senz'altro il London Bus, rosso fiammante, a due piani, che sosterà in piazza San Lorenzo per tutta la durata della manifestazione e che farà un po' sognare di stare a Londra. Tutto corso Fogazzaro, chiuso al traffico delle auto per tutta la durata del-

la festa, sarà animato da banchetti con le caldarroste, il vin brulè , la cioccolata calda e i bomboloni alla crema. La musica e gli artisti di strada, tra cui i simpatici Doctor Clown, che si alterneranno lungo la via, sapranno invece coinvolgere il pubblico di ogni età. Sicuramente protagonisti della serata saranno le attività commerciali, che rimarranno aperte fino alla mezzanotte per presentare le collezioni e le novità per il Natale e far conoscere ancor più alla città una delle vie dello shopping più importanti del centro storico. All'interno molti accoglieranno i clienti con aperitivi, degustazioni e altre sorprese, mentre fuori dai negozi si terranno piccoli concerti, spettacoli di danza, e performance di artisti. Alla manifestazione collaborano Confcommercio Vicenza e Aim Gruppo. Per l'occasione sarà possibile lasciare l'auto al Park Fogazzaro (che è il parcheggio più vicino all'evento), usufruendo di una tariffa ridotta: si spenderà infatti un solo euro per tutta la serata e 50 centesimi dopo la mezzanotte. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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Provincia 33

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

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MONTECCHIO/1. Discussionesullenomine delnuovo Consiglio dibacino

Isindaci litigano EcosìArzignano chiudesull’ex Ato IlComunecastellanoipotizzadi lasciarel’entesenonsaràcoinvolto Gentilin:«Inpassatocisonostati contrasti.Civuoleunteamunito» Luisa Nicoli Arzignano blocca la porta dell’Ato Valchiampo al sindaco castellano Milena Cecchetto. Il presidente uscente Giorgio Gentilin (Pdl), nonché sindaco della città del Grifo, ha riserve nei confronti della candidatura di Montecchio e del suo sindaco leghista a entrare a far parte del comitato istituzionale del nuovo Consiglio di bacino. Da gennaio 2013 andrà a sostituire l’ente “Ambito territoriale ottimale” (Ato) che si occupa dell’organizzazione e controllo del servizio idrico integrato sul territorio. E che sta portando avanti l’accordo di programma sul gassificatore dei fanghi della concia. Se per la presidenza si va verso una riconferma, come emer-

so dall’incontro dei 13 comuni dell’Ato nei giorni scorsi, restano da definire i due rappresentanti del comitato istituzionale. Secondo i criteri stabiliti qualche giorno fa, con Gentilin a rappresentare la Valchiampo dovrebbe esserci un sindaco dell’ente gestore Medio Chiampo - e sarà Montebello - e un comune tra gli ex Mbs ovvero Brendola, Lonigo o Montecchio. La proposta emersa è che sia Montecchio a far parte del comitato istituzionale. Come confermato dai sindaci di Brendola Renato Ceron e di Lonigo Giuseppe Boschetto. Ma far conciliare le diverse “anime” dell’Ato non sarà così semplice. Giorgio Gentilin spiega: «Montecchio in questi anni ha dimostrato di essere in contrasto con le linee opera-

tive della maggioranza dell’Ato. Se ci sono i presupposti per lavorare con un comitato istituzionale che ci consenta di raggiungere gli obiettivi necessari al distretto della vallata, e di portare avanti l’accordo di programma esistente, sono disponibile a mantenere l’incarico. Ma se non si potrà raggiungere una serena operatività e avere un team unito non è obbligatorio che io presenti la mia candidatura. Il mio impegno c’è per risolvere insieme i problemi». Di più il primo cittadino di Arzignano non dice. Ma considerare Montecchio in contrasto con le linee operative dell’Ato di certo non faciliterà l’ingresso del sindaco Cecchetto. «Il comitato istituzionale non è un organo politico - precisa Milena Cecchetto -. Noi abbiamo le nostre sensibilità rispetto ad una serie di problematiche e abbiamo portato avanti le istanze e le preoccupazioni del territorio. E continueremo a farlo. Secondo i criteri della territorialità Arzignano rappresenta la Valchiampo, Montebello la socie-

ALTISSIMO. Daieri

MONTECCHIO/2

Chiusastrada “Campanella” perlavori di sbancamento

Isindacati diffidano AgnoChiampo sugliesuberi I sindacati diffidano Agno Chiampo Ambiente per «comportamento antisindacale». Si inasprisce la vertenza fra Fp-Cgil, Fit-Cisl e il consiglio di amministrazione dell'ente che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani. A renderlo noto sono i rappresentanti sindacali Agostino Di Maria e Laura Chicchiarello. «L'azienda ci ha comunicato che sono presenti esuberi - affermano -, che riguarderanno i dipendenti dell' ufficio tariffa, dove oggi sono solo 4 i lavoratori che si occupano di gestire le varie fasi per 8 Comuni e oltre 38 mila cittadini. Ma il Cda si è rifiutato di dare spiegazioni». A questo punto è stato richiesto una verbalizzazione dell'incontro «per condividere con i dipendenti il percorso di salvaguardia dei posti di lavoro». «Abbiamo chiesto anche l'elenco del personale con indicazione di data di assunzione, qualifica e mansioni svolte per poter individuare una proposta . Ma a entrambe le richieste i vertici aziendali hanno risposto negativamente. Quindi, se entro tre giorni non ci consegneranno l'elenco ci rivolgeremo all'autorità giudiziaria. Chiediamo anche di sospendere qualsiasi procedura di licenziamento e ai Comuni soci di intervenire». • A.F. © RIPRODUZIONERISERVATA

GiorgioGentilin. ARCHIVIO

MilenaCecchetto. ARCHIVIO

tà Medio Chiampo e Montecchio i comuni ex Mbs. Noi, quindi, ci aspettiamo che si proceda con le linee guida decise. Ma se non c’è la possibilità di avere un confronto serio e tranquillo su tutte le questioni e viene preferita una voce unica ne prendiamo atto. E cominceremo ad interrogarci sulla necessità che Montecchio possa o non possa rimanere all’interno di questo Ato». «Cercheremo una soluzione

con il dialogo - precisano Renato Ceron Giuseppe Boschetto -. L’importante è portare avanti le proggettualità dell’Ato». Per le nomine del Consiglio di bacino, tuttavia, bisognerà aspettare ancora qualche giorno. La candidatura unica di Giorgio Gentilin, sindaco di Arzignano e presidente uscente, non è ancora stata ufficialmente presentata. E l’assemblea resta da fissare. •

Sono iniziati i lavori di consolidamento di alcune scarpate lungo la provinciale Campanella ad Altissimo. Da ieri la via di collegamento con il fondovalle sarà oggetto di un intervento di messa in sicurezza e riqualificazione. Per permettere lo sbancamento iniziale di alcune rocce dal versante si renderà necessaria per qualche giorno la chiusura al traffico dell'arteria stradale. L'ordinanza prevede la chiusura a fasce orarie dalle 8.30 alle 12 e dalle 13 alle 17, con esclusione dei mezzi di soccorso, polizia e autobus di linea. La circolazione sarà libera il sabato e la domenica e nei festivi. Non appena l'avanzamento del cantiere lo consentirà, si ripristinerà, comunque, il transito veicolare anche se disciplinato a senso unico alternato. Nel frattempo i mezzi possono accedere ad Altissimo o scendere a valle percorrendo il collegamento attraverso la strada dalla frazione di Molino. «Si tratta di un intervento necessario per la sicurezza della zona - spiega l'amministratore di Vi.Abilità Mariano Vantin -. La provinciale Campanella è già stata interessata di recente da una messa in sicurezza. Andiamo ad aggiungere altre azioni per aumentare l'incolumità dei cittadini». • M.P.

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IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 29 Novembre 2012

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ECONOMIA. Laricetta anti-declinodi OscarGiannino da Confindustria

«Lanostrarotta controlacrisi èla Germania»

«Nel2001 era“Lagran malatad’Europa”.Poiha abbassatolespese ele imposte,alloraaltissime,e siè reinventatail welfare, che eratroppo costoso» Enrico Saretta La Germania. L’unico Paese europeo che nella crisi economica globale sembra avere le chiavi per rispondere alle esigenze del mercato internazionale; la nazione che mentre tutte le altre affondano riesce ancora una volta a rialzarsi. Quali sono i motivi del suo successo? Su questo si è concentrato Oscar Giannino, ospite al convegno “Le cause del declino. Le condizioni per il rilancio” promosso da Confindustria Vicenza e tenutosi ieri pomeriggio al teatro Remondini. L’insigne giornalista ed economista piemontese ha relazionato davanti a una platea di industriali del territorio e di amministratori locali, concentrandosi sulle cause che hanno portato alla congiuntura negativa dell’economia occidentale e sulle possibili soluzioni per una ripresa. Per farlo, Giannino è partito dal 2001, quando la Germania era riconosciuta dagli osservatori internazionali come “il gran malato d’Europa”, con una crescita bloccata da un’enorme spesa pubblica e dal costo del welfare, oltreché da una produttività bassissi-

OscarGiannino

Salagremita alteatro Remondiniper ilconvegno organizzatidallaConfindustria bassanesesul declino e ilrilanciodel Paese. FOTO CECCON

Zigliotto

«Menotasse alleaziende oPaeseko»

«Leimprese chiamate acoalizzarsi»

GiuseppeZigliotto

FrancescoBernardi

GiuseppeZigliotto, presidente diConfindustriaVicenza, siè concentratosulle cause esulle possibilitàdisoluzione allacrisi economica.«Il nostro Paese, cheneglianni’60-’70 haavuto unagranderipresa economica sièinceppatoper i motivi che conosciamobene: ilmancato passaggiogenerazionale ela scarsainternazionalizzazione. Inoltre,se negli anni’60 alle impreseveniva concessomolto ec’erapoca burocrazia,ora questaabbondanzaviene osteggiatacontasse ealtre limitazioni.Ciò provoca anche lascarsa vogliadeigiovanidi fare impresa. Le aziende devono essererimesse al centrodell’attenzione, sgravandoledituttii pesi, altrimentiil Paese fallirà». • E.S.

FrancescoBernardi, presidentedel RaggruppamentodiBassano, halanciatoqualchespuntodi riflessioneai relatoriche si sonosusseguiti sul palco.«Da cinqueannil’economia italiana èbloccatamaall’esterohanno unavisionedellacrisi diversa dallanostra echepuò servirci perriflettere. Per capirequale viad’uscitapercorrere, è necessarioanalizzarele cause checihanno portatoa questa situazione.Le imprese,per reagire,devono trovareal loro internonuovestrategie efficaci,masoprattutto bisognachelavorino assieme. Inoltre,i proprietari devono cominciareadaffrontare il problemadellasuccessione allaguidadell’azienda». • E.S.

Irelatorial convegno chesi è svolto alteatro Remondini ma. «In Germania, però, hanno riflettuto sui propri problemi e trovato le soluzioni. - ha spiegato Giannino - Innanzitutto hanno abbassato le spese e le imposte, che erano altissime. Poi si sono reinventati il welfare, troppo costoso e concentrato sulle emergenze sociali. Infine hanno mutato il loro orizzonte produttivo, in ciò favoriti da contratti dei lavoratori più aziendalisti rispetto ai nostri. Dobbiamo fare tesoro di questi insegnamenti e capire quali sono le ragioni che ci stanno portando nel baratro». Giannino, perciò, è passato a illustrare quelli che ha definito i “tre pilastri del problema italiano”, suggerendo che, poiché sono gli stessi che aveva la Germania, la loro soluzione è praticamente già scritta. «Anche sul nostro sistema industriale gravano i problemi relativi alla produttività, al mix di finanza pubblica e al welfare. - ha proseguito l’economista - A ciò si somma l’ostilità dello Stato, che è un “cattivo pagatore” perché non utilizza gli strumenti disponibili per mettere in circolo liquidi-

tà: ad esempio la Cassa depositi e prestiti». Alle riflessioni di Giannino si sono aggiunte quelle di due altri relatori, Nicola Emmanuele di Aksià Group e Ivan Zanuttini della Edmond De Rothschild Banque. In particolare, Emmanuele ha puntualizzato sulle cause della crisi economica. «Tutto è cominciato quando gli Usa, all’inizio del 2000, hanno promosso una politica monetaria molto espansiva - ha detto - che prevedeva l’emissione di liquidi a tassi bassi, credendo che le nuove tecnologie avrebbero permesso alle aziende di far fronte a vaste produzioni. A ciò si è aggiunta la politica del governo, che incoraggiava l’apertura dei mutui per chiunque volesse comprar casa, anche chi non è poi riuscito a pagarli. Le banche così non si sono più fidate e questa sfiducia si è diffusa al resto del mondo». Ivan Zanuttini, invece, ha spiegato come ai problemi finanziari si siano sommate le crisi geopolitiche, come ad esempio il mutamento dello scenario globale dopo l’11 settembre. • © RIPRODUZIONERISERVATA

CRIMINALITÀ. Di pomeriggio sulle collinedi Mussolentema sene sonoandati amanivuote

Iladriall’assalto diuna villetta Nonostante i controlli del territorio predisposti dalle forze dell’ordine e i vertici organizzati a più livelli per arginare l’escalation di furti, la malavita continua a imperversare nel comprensorio bassanese. Questa volta i ladri hanno colpito in una villetta di Mussolente: hanno rovistato ovunque ma non hanno trovato nulla di prezioso. Evidentemente l’allarme che si è creato nelle ultime settimane ha spinto molti cittadini a prendere provvedimenti, mettendo al sicuro soldi e gioielli. Il furto è avvenuto al pomeriggio, intorno alle 17, nella zona di via Rive lunghe. In quel

momento i proprietari, che hanno pure due bimbi e si sono trasferiti in paese da un paio di anni, non erano in casa. I malviventi, dopo aver forzato la porta d’ingresso, hanno passato al setaccio armadi, cassetti e spostato i quadri in cerca di ori, contanti o della cassaforte. Non trovando nulla, se ne sono andati a mani vuote. L’intrusione è stata scoperta la sera stessa e subito denunciata alle forze dell’ordine. Saputa la notizia, il vicesindaco di Mussolente, Mario Zanchetta, ha fatto personalmente visita alla famiglia per portare la solidarietà del Comune. • D.M. © RIPRODUZIONERISERVATA

Bernardi

Unaveduta panoramicadi Mussolente

Illeader di“Fermare ildeclino”

«Prontiariemergere comenel1945allavigilia dellaCostituzione»

OscarGianninoieri seraal teatro Vivaldi di Cassola «Alleprossimeelezioni politicheeanche nelleRegioni chiamatealvoto dovremo esserci»:cosìhaaffermato tra gliapplausi, ieri sera, nell'affollatissimoauditorium Vivaldidi SanGiuseppe di Cassola,Oscar Giannino, promotoredelmovimento “Fermareil declino”,che nel Bassanesehatrovatoun nucleoforte coordinatoda GretaPopolozio.Giannino parlasenza giridiparole. «Stimomolte persone che gravitanonelmovimento5 Stelle.Unsuccesso deigrillini

creerebbeperò difficoltà economicheancoramaggiorial Paese.Inquestomomento piùdi unitalianosudue o nonvoterà o sceglierà Grillo. C'èscontento. Stiamovivendo nonuna situazioneanaloga a quellache all'iniziodeglianni'90haportato allafine dellaprimaRepubblica, maa quellachehapermesso, nel 1945,diarrivarealla Costituzione, natadaun popolo decisoa riemergere.L'Italia hacamminato beneuna quindicinad'anni, poi è diventatala Repubblicadeipartiti, finoa Berlusconi chehapensato soloai suoiinteressi». • L.Z.


rassegna 29-11-12