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Se il fisco ci spia fin dentro casa di ALESSANDRO CORTI

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'è poco da filosofeggiare o, magari, da ritoccare in vista della campagna elettorale: il nuovo redditometro non convince e, soprattutto, rischia di colpire nel mucchio senza centrare il vero obiettivo dell'amministrazione, quello di stanare, finalmente, gli evasori. C'è un problema di metodo e di sostanza. Lo strumento messo in piedi dall'Agenzia delle Entrate passerà al setaccio qualcosa come 300 voci di spesa degli italiani, mettendo sotto osservazione le incongruenze superiori al 20% fra fonti di reddito e uscite. Troppo? Poco? Il problema non è nella percentuale ma nel principio dell'accertamento di massa promosso dall'Agenzia. Ancora una volta prevale l'immagine del fisco rapace che mette il naso nel portafoglio degli italiani, che spia abitudini e consumi, che indaga sull'uso della ricchezza rischiando perfino di criminalizzarla. Non si può usare la tecnologia per trasformare l'amministrazione in una sorta di occhiuto Grande Fratello, che vuole controllare a valle i consumi effettuati, con uno sguardo retroattivo e, soprattutto, dando ai contribuenti l'onere della prova contraria rispetto alle eventuali contestazioni. Ieri, perfino la Corte dei Conti ha acceso un faro sul redditometro mettendo in guardia l'agenzia su un uso poco discreto delle banche dati. C'è, poi, un problema di sostanza. L'uso delle medie statistiche e l'incrocio di varie tipologie di informazioni provenienti dalle fonti più diversificate (dalle utenze elettriche agli scontrini) non sempre sono in grado di dare una fotografia esatta dei redditi effettivamente disponibili e delle eventuali incongruenze rispetto al tenore di vita. Basti pensare, ad esempio, alle intestazioni delle utenze: può capitare che il titolare non ne usufruisca direttamente. O, ancora, alla possibilità di entrate straordinarie dovute alle motivazioni più disparate (una fra tutte, il Tfr). Senza contare che, concentrandosi solo sull'Irpef, restano escluse dai controlli altre tipologie di imposte e contributi non meno importanti. Come a dire: un uso “leggero” e “indiscriminato” della banche dati a disposizione potrebbe penalizzare ancora una volta i contribuenti onesti e consentire ai “furbi" di farla franca. Sia chiaro: la lotta all'evasione è sacrosanta. Ma è altrettanto sacrosanto difendere i valori della privacy dei cittadini e la libertà di utilizzare come si crede le proprie risorse. Gli strumenti alternativi alla nuova versione del redditometro ci sono. Sempre che, ovviamente, si abbia il coraggio di evitare la strada facile (ma pericolosa) dei soliti annunci. •

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L’INCIDENTE. Due morti e13 feritinel cuore della città.I testimoni:come in un filmdi007

Cadeelicottero,panicoaLondra Una tragedia, che poteva essere anche molto più grave. Un elicottero è precipitato nel cuore di Londra. Ha urtato una gru in cima ad una torre in costruzione lungo il Tamigi e poi si è schiantato al suolo, a pochi metri dalla stazione di Vauxhall. Il bilancio è di due morti, 13 i feriti. f PAG 6

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LAPOLITICA.Nuoviguai giudiziariper laLega:perquisita lasede. Redditometro, avanti tutta

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Monti:«L’Italiaerasenza guida». IlPpelo“benedice”.IlCavalieres’infuria MALTEMPO. AD ASIAGO 35 CM, STRADE CHIUSE A VALDAGNO E CHIAMPO

Non si placa la tensione tra Ppe e Silvio Berlusconi. Dopo la “scomunica” per anti-europeismo e populismo pronunciata dal capogruppo dei popolari al Parlamento europeo Joseph Daul e l’endorsement di ieri pro-Monti, il Cavaliere va all’attacco del francese. E con tre stoccate infilza anche JeanClaude Juncker, storico presidente dell’Eurogruppo. f PAG 2

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Neve,èallertanelVicentino La Protezione Civile mantiene anche per oggi lo stato di allerta nel Vicentino a causa del maltempo e in particolare per la neve. Ieri i fiocchi hanno iniziato a cadere in tutta la provincia, ma i disagi

sono stati limitati nel capoluogo. Nel Valdagnese, la frazione di Piana è rimasta senza corrente. Anche in Valchiampo una strada è stata chiusa. Ad Asiago 35 centimentri di neve. f PAG 16 e 17

Un ragazzino di tredici anni è stato investito da un’auto mentre attraversa la strada per andare a scuola, alla media “Calderari”. È accaduto ieri mattina in via Legione Antonini a Vicenza. Le condizioni del ragazzo non sono gravi. Probabilmente lo zaino ha attutito la caduta all’indietro. Inferociti i genitori: s’è rischiata la rissa. f MILANIVICENZI PAG 21

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Rubaper fame alsupermercato Metà spesa l’ha pagata, l’altra metà l’ha nascosta nella borsa. Quando, ormai vicina all’uscita del supermercato, i vigilantes e la polizia l’hanno bloccata, si è giustificata con queste parole: «Non ho soldi». La situazione di indigenza è stata appurata anche dagli investigatori del commissariato, ma che non ha evitato a una donna di quarantadue anni la denuncia per furto.

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Guardiola hadeciso: allenerà ilBayern f PAG 42

A Mason torna a far discutere la piattaforma ludico sportiva di via Angarano. Due residenti del quartiere adiacente l’opera, infatti, hanno presentato una querela nei confronti del Comune di Mason a motivo della gestione dell’area. A scatenare la controversia ci sarebbero gli schiamazzi di chi, soprattutto ragazzi, gioca a calcetto utilizzando tale struttura. Troppo rumore per i vicini.

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Giovedì 17 Gennaio 2013

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CONSIGLIOREGIONALE. Ladeliberavain commissione“Sanità”

Iserviziche orasono inbilico

Tagli aiservizi socio-sanitari Oggisi vaal voto

LeonardoPadrin(Pdl)

Coletto:«Nonsiamoi “cattivi”:Romaha ridotto lerisorse». Ipotesi:pagare perlivelli direddito Padrin:«Megliorazionalizzarelarete diospedali» Piero Erle Il primo momento della verità è fissato per oggi. Nel primo pomeriggio a palazzo Ferro Fini è convocata la commissione “Sanità” del Consiglio regionale, e all’ordine del giorno c’è la delibera della giunta Zaia forse più delicata di tutti gli ultimi mesi: il riparto dei fondi alle Ulss per quest’anno, che per la prima volta vede non un leggero aumento ma un taglio complessivo di 200 milioni di euro. Sarebbe già delicato solo per questo argomento, ma nel testo della delibera c’è un altro colpo di quelli che fanno male: la sospensione-revisione dei cosiddetti servizi “extra Lea”, cioè un pacchetto di servizi socio-sanitari da 125 milioni (vedi a fianco) che la Regione è

sempre riuscita ad erogare e ora rischia invece di non poter più finanziare. La notizia è uscita ai primi di gennaio e si sono scatenate subito le polemiche. Tanto che la Cgil Veneto è uscita con un comunicato in cui chiede che sia dato parere negativo alla delibera. COLETTO: «NIENTE CATTIVI E BUONI».In commissione a presentare la delibera ci sarà l’assessore alla sanità Luca Coletto, che non ci sta però a recitare la parte del “cattivo” (la Giunta) di fronte ai “buoni” (i consiglieri regionali). L’assessore mette giù i punti fermi della sua posizione. «Primo: la Regione deve difendersi come può dai tagli piovuti da Roma. Secondo: 56 milioni per gli assegni di cura a domicilio fino al 2010 erano indicati nel

bilancio “normale” della Regione, solo che il Consiglio regionale decise di metterli a carico del bilancio sanità, che come noto è separato perché si regge sulla cifra che arriva da Roma per i “servizi Lea, cioè quelli essenziali di assistenza”. Nel frattempo avevano pure deciso di eliminare l’addizionale Irpef che serviva appunto per la sanità. Terzo: noi dobbiamo rendere conto del bilancio sanità al tavolo del Ministero delle finanze che ha deciso di stringere la sorveglianza sul fatto che i soldi siano utilizzati per i servizi essenziali, e se teniamo conto che ci sono anche 45 milioni per Arpav rischiamo che ci contestino 150 milioni di euro di spesa. Inutile che ricordi, poi, che se invece i conti non tornano scatta il commissariamento e il massi-

LucaColetto (Lega) mo dell’Irpef per i veneti» PADRIN:ANALIZZAREVOCEPER VOCE. Leonardo Padrin, presidente della commissione “Sanità”, ha le idee chiare: «La commissione dovrà discutere a livello collegiale, ma a titolo personale posso dire che non possiamo trattare tutti alla stessa maniera i vari servizi “extra Lea”. Si deve definire una gerarchia di questa serie di servizi sanitari che si sono via via aggiunti: nel momento in cui diminuiscono le risorse occorre salvaguardare i più importanti». L’assessore Coletto ha già fatto capire che un’ipo-

LAPOLEMICA. LaRegionereplicadecisa all’attacco sulla nuovalegge

«Confcommerciosbaglia oppureha obiettividiversi» «La reazione a scoppio ritardato all’approvazione della nuova legge sul commercio da parte del Consiglio regionale di Confcommercio risulta tanto incomprensibile, quanto fuori luogo». Replica così l’assessore regionale all’economia e al commercio Isi Coppola al duro attacco lanciato ieri contro la Regione dalla Confcommercio veneto subito dopo il consiglio riunitosi con i sette presidenti provinciali. «Un anno e mezzo di incontri e confronti - aggiunge l’as-

UntarantinodomiciliatoaMargheraarrestatoperdetenzionea finidispacciodisostanzestupefacenti.ADomenicoScarpari,di 30anni,sonostatisequestrati850grdimarijuana.Arrestato.

sessore - su un testo che è ritenuto il più innovativo e adeguato alle direttive europee e alla legislazione nazionale tra le leggi regionali vigenti; una fase di ulteriore dibattito in commissione e consiglio regionale per la sua approvazione non sono evidentemente bastati per far comprendere il senso di un provvedimento, che non autorizza - contrattacca Isi Coppola - nessuna delle accuse che Confcommercio addebita al presidente e alla Regione. Nessuna incoerenza da

parte nostra nel valutare questioni ampiamente note, che pure il consiglio regionale ha ritenuto ininfluente puntualizzare, allorché alcuni emendamenti ispirati dall’associazione sono stati accantonati e neppure discussi. Non vi è nulla di diverso da quanto normato e garantito – prosegue l’assessore veneto - anche per la successiva regolamentazione della materia. A meno che non dobbiamo intendere questa presa di posizione come una specie di messaggio al limite

L’assessore IsiCoppola dell’intimidazione da chi oggi, non si sa per quali inconfessabili motivi pare avere intenzione di sollevare un polverone preventivo per condizionare ipotetiche scelte future dell’amministrazione regionale paventando uno scontro tra pubbliche amministrazioni con ripercussioni gravissime per il territorio che esistono so-

ILCOSTO:125MILIONI Sonoben 35le“voci” dei cosiddettiservizi extra-Lea chelaRegione staora rivedendocausatagli di bilancio.Gli assegni dicura adomicilio valgono56 milioni(più unmilione peri farmaci).Altri 27 milioni sonoperinterventia favore deidisabili, sia perfavorirne l’autonomiasia per situazionistraordinarie di domiciliarità,sia per l’attivitànei centridiurni Ceod.Vale8 milioni l’assistenzaa persone con problemipsichiatrici (anche infamiglia).Il telesoccorso-teleassistenzacosta7 milioni. Ben5milionisono spesipericertificatidi idoneitàallo sportdi minori. Perprestazioni confarmaci einambulatorio dedicatea tesi da vagliare è quella di stabilire tetti di reddito oltre i quali questi servizi non siano più gratuiti. Padrin mette sul piatto un’altra valutazione strategica: «Sono convinto che con un adeguamento della programmazione sanitaria e semplificando la rete attuale degli ospedali, con la creazione di posti letto “territoriali”, c’è un sicuro margine di miglioramento della sanità. Il principio, lo ricordo sempre, è che la sanità costa di più laddove è meno efficiente: vale ovunque. Se si trasforma un ospedale per acuti in “territoriale”, concentrando le specialità do-

lo nei sogni di qualche visionario. Evidentemente - è l’accusa dell’assessore a Confcommercio - la campagna elettorale è iniziata anche per le associazioni di categoria…». E ne esce pure un retroscena con successiva controdichiarazione di guerra. «Certo è - conclude Isi Coppola - che sentirsi chiedere dal direttore di Confcommercio non più tardi di due giorni fa la disponibilità della dirigente della direzione regionale commercio e dei professionisti che hanno contribuito alla stesura della legge per un seminario con i funzionari dell’associazione sa molto, viste le dichiarazioni rilasciate, di presa per i fondelli della quale prendo atto e che terrò ben a mente per le future richieste di collaborazione». •

malattierare ilcosto è di3,4 milioni. Pergli allergicial glutinelaspesa: 2,3milioni. Peril parto indolore:2,5 milioni. Prestazionisanitarie adanziani incasadi riposo:2,2 milioni. Perservizi sanitarie terapeuticioffertia mutilatie invalidi di guerra:1,2 milioni. Perl’assistenza a chi ha protesi:2milioni. Servizio di mediazionefamiliare per coniugichesi separanoe hannofigli minori: 1,5 milioni. Cifresotto ilmilione vanno poi perl’assistenza aveneti residentiall’estero, lo sportellointegrato perlanon autosufficienza,assistenza a minoriconparticolari difficoltà,cureanti-doloreper malatidi tumore, contrassegni dilibera circolazioneper invalidi,esenzioni permalati causaamiantoe altrevoci. • ve si riesce a garantirle tutte assieme e con efficienza, si risparmiano 100 milioni senza dubbio, e sono le cifre di cui parliamo per gli extra Lea». Padrin tra l’altro ha messo in guardia la Giunta regionale anche contro i tagli lineari applicati ai privati convenzionati: «Anche in questo caso non dimentichiamo che per gli ambulatori convenzionati parliamo di un costo di 150-200 milioni l’anno che sono il 50% del costo annuo di uno degli ospedali in più che ci sono oggi. Bisogna avere il coraggio di fare scelte importanti, o si dissangua il sistema». •

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Martedì 21 dicembre 2010 Martedì 25 gennaio 2011 ORARIO Venerdì Ore 15.00-17.30 Sabato - Ore –09.00-12.30 Giovedì18/01/2013 13 gennaio -2011 Martedì 18 gennaio 201126/01/201315.00 18.00

Il Veneto è il fanalino di coda tra le Regioni italiane che ottengono soldi da Roma. È il clamoroso risultato diffuso ieri dall’agenzia Ansa e relativo ai dati del 2011. In quell’anno infatti i pagamenti dello Stato sono stati pari a 519,3 miliardi, e di questi di questi 258,3 sono quelli ripartibili tra le singole Regioni, con cifre diverse quindi da regione a regione a seconda di quello che è stato speso. È quanto si legge appunto nel-

lo studio della Ragioneria generale sulla spesa statale regionalizzata nel 2011. In media ne è uscito un conto che vale 4.254 euro di spesa «a testa», ma come sempre nelle statistiche generali - e tanto più in quelle della storia d’Italia, come noto legata ancora all’incredibile criterio della “spesa storica” - si nascondono differenze clamorose. A cominciare, ovviamente, dalla differenza che spesso emerge tra Regioni e Province a statuto speciale. La spesa finale per abitante è infatti al

ROMA

Arriva un altro numero verde, oltre a quello della Regione Veneto, per aiutare imprenditori e lavoratori in difficoltà e prevenire disagi che talvolta sfociano in gesti disperati. È stato lanciato ieri dall’associazione «Speranzaallavoro» - la cui presidente è Laura Tamiozzo, figlia dell’imprenditore di Montecchio Maggiore che si tolse la vita un anno - e costituita dalla Filca-Cisl, da Adiconsum e dai familiari di alcuni suicidi a causa della crisi. Il numero 800507717 servirà a segnalare situazioni di difficoltà e di disagio legate alla sfera lavorativa ed economica; rompere il silenzio e spezzare la solitudine di imprenditori e lavoratori offrendo loro assistenza legale ed amministrativa ma anche sostegno psicologico, realizzato grazie alla collaborazione con il Psiop, l’Istituto di psicoterapia. «Speranzaallavoro - spiega il vicepresidente Salvatore Scelfo (segretario nazionale Filca) - è impegnata su tutto il territorio nazionale per fornire supporto e assistenza a professionisti, imprenditori e lavoratori in difficoltà, per sostenere ed individuare risposte efficaci». •

Udc,Cataniain3collegi Pecorisulpodio e spera Sono complete e ufficiali le liste dell’Udc (guidato in Veneto da Antonio De Poli) alla Camera nel collegio Veneto 1 e Veneto 2. Come già annunciato il collegio 1 a cui fa riferimento Vicenza, è capitanata dal ministro dimissionario all’Agricoltura Mario Catania, capolista anche in Piemonte e Campania. Al secondo posto c’è l’ex assessore regionale Stefano Valdegamberi, capogruppo Udc a Palazzo Ferro Fini. Al terzo posto il rappresentante Udc vicentino Massimo Pecori, avvocato, 37 anni, assessore agli Af-

LaspesastataleperleRegioni lasciailVenetoall’ultimoposto

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Unnuovo numeroverde perprevenire suicididacrisi

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top in Val D’Aosta, con ben 11.561 euro per abitante, cui fanno seguito Trento e Bolzano e il Friuli. Il Lazio è al quinto posto con 6.104 euro e batte nettamente l’altro colosso delle Regioni, la Lombardia, che si ferma a 3.755 euro (è in 15a posizione). Ma qui arriva la sorpresa: il Veneto si ritrova all’ultimo posto con solo 3.185 euro spesi dallo Stato per abitante. Un dato che si somma a tutti quelli già diffusi da tempo dalla Regione e da studi e analisi, e che conferma l’assoluto biso-

fari istituzionali, patrimonio e turismo a Vicenza. La “promozione” di Pecori dipenderà quasi certamente dal collegio in cui si dimetterà Catania: se una volta eletto lascerà il posto veneto lascerà anche una “poltrona”. Dopo Pecori in lista Cesare Paggiaro, Stefania Tescaroli, Vincenzo Gottardo, Emanuele Alecci, Giovanni Braggion, Rosetta Salmaso, Mariano Cuman, Marco Balbo, Tito Brunelli. Per il collegio Veneto 2 nei primi tre posti: Gian Luca Galletti, Gianna Galzignato, Enrica Pontello. •

gno di rivedere la distribuzione attuata dallo Stato. In ogni caso la spesa finale regionalizzata al lordo degli interessi (4.254 euro in media per abitante in Italia) è alta anche in Sardegna (5.336), in Molise (4.943) e in Sicilia (4.709) mentre resta al di sotto della media la spesa finale per abitante in Piemonte (3.709), Toscana, Umbria, Marche ed Emilia (3.342 euro: è penultima, appena sopra il Veneto). Se si guarda alla spesa per abitante al netto degli interessi la spesa della Val d’Aosta è sempre al top (11.392 euro per abitante), il Lazio è sesto mentre la Lombardia scivola all’ultimo posto con 2.700 euro a testa (a fronte di 3.838 euro di media italiana per abitante). Il Veneto però risale solo una posizione: è penultimo. • P.E.


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IL GIORNALE DI VICENZA

VENEZIA.Grandinavi:servecanale

PaoloCosta,presidentedell’Autoritàportuale,ribadiscechela soluzioneperrisolvereilpassaggiodellenavidacrocieraaSan MarcorestaloscavodelpiccolocanaleContorta-SanAngelo.

VENEZIA.Vendevafioriedroga

Mazzolinidifioriperstradamaanchedosidieroinaehascisc: l’attivitàdipushereranascostadallavenditaambulantedifiori epiccoligadgetperbambini:arrestatouncingalesedi34anni.

VENEZIA.Fecerapina,estradato

Unromenodi50anniaccusatodiesserel’autorediunarapina consequestrodipersonanelmarzo2009nelPortogruareseè statoestradatoinItalia.RintracciatoecatturatoinRomania.

INFRASTRUTTURE. LaSpaveneta“proprietaria” delprogetto, primadiessere liquidata, presenta ilconto salatoalConsorzio ealla Regione

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Siriorganizza lagestione integrata L’ex promotore chiede 7,5 milioni. Consorzio Sis:«No,legge mal interpretata». Vernizzi: «Bega traprivati» deirifiuti Roberta Bassan Non c’è pace per la Pedemontana, ma questa volta il contenzioso non c’entra nulla con ambientalisti e detrattori dell’arteria che sfilerà per 94 km da Montecchio Maggiore a Spresiano, i cui lavori sono in corso d’opera. L’affaire ha un sapore tutto tecnico e riguarda il promotore (Pedemontana Spa, “proprietaria” del progetto, che perse la gara per la sua realizzazione dopo una lunga saga legale), il concessionario (Consorzio Sis che si aggiudicò il project) e il concedente (Regione Veneto). Sulla pratica balla la cifra di 7,5 milioni di euro per la quale si combatterà in Tribunale. LA VICENDA. Il caso, come ha svelato ieri Il Mattino, parte da una richiesta di 7,5 milioni di euro sostenuto per la realizzazione del progetto da parte di Pedemontana Spa, società che ha come azionisti principali Brescia-Padova (oggi A4 holding), Autostrade per l’Italia, Impregilo e Autovie Venete. La Spa veneta è in fase di cessazione, ma prima di mettere la croce sopra il liquidatore Silvano Pedretti, assessore al bilancio del Comune di Brescia, ha chiesto a nome dei soci il pagamento dei costi di progettazione. Al «no» di Sis, con

Ildirettoredei costruttori: «Cifranon dovuta:lasocietà nonèstataammessaallagara»

cui le vecchie ruggini non si sono mai sopite per la tribolata vicenda legale, la richiesta è stata inoltrata alla Regione e alla struttura che fa capo al commissario straordinario per la realizzazione della Pedemontana Silvano Vernizzi, che a sua volta si è opposto. Ognuno ha motivato il diniego a modo suo con il gran finale atteso nelle aule giudiziarie. LA NORMA. La richiesta della società Pedemontana muove in realtà dalla legge Merloni e dalla sfilza dei suoi aggiornamenti in tema di lavori pubblici. In buona sostanza il promotore avrebbe il diritto di vedersi riconosciuti i costi per la progettazione dal concessionario, qualora non coincidano nella stessa società, come è appunto in questo caso. Perché Pedemontana Spa ha inoltrato la richiesta solo ora, dopo che il contratto tra Regione e Sis è stato in realtà firmato nel 2009? E perché il Consorzio Sis, se è la legge a prevedere questa possibilità, non ha pagato il progetto? Sulla prima questione è stato interpellato il liquidatore Silvano Pedretti, che però ha chiuso la comunicazione in modo brusco dicendo di non voler rispondere ad alcuna domanda sul tema. Sulla seconda ha risposto ieri il direttore generale del Consorzio Sis Claudio Dogliani: «Riteniamo - ha riassunto - che i soldi non siano dovuti per diverse ragioni, come abbiamo fatto presente alla società Pedemontana. A partire dalla sentenza del Consiglio di Stato secondo cui la Spa non è stata ammessa alla gara. Ma anche aspetti che riguardano l’interpretazione della norma stessa che prevede il rimborso di un

tetto di spesa rendicontata per le progettazioni, fino ad una certa percentuale. Noi i rendiconti non li abbiamo mai visti e riteniamo che questo rimborso non sia dovuto. E ad esso ci opporremo». LAREGIONE.Sulla questione alza le braccia la Regione, alla quale pure è stata richiesta la somma nel termine perentorio di dieci giorni, con l’ipotesi di un decreto ingiuntivo e di una diffida ad utilizzare il progetto. Non si è scomposto per nulla il commissario per la realizzazione della Pedemontana Silvano Vernizzi: «È un problema tra privati - ha anticipato ieri -. Tra oggi e domani risponderemo alla lettera della società Pedemontana spiegando che si tratta appunto di un problema tra promotore e concessionario, il concedente non ha alcuna competenza su questo. Un decreto ingiuntivo? Lo facciano a Sis, non siamo noi i destinatari». Tra gli aspetti sostenuti dalla società che pretende la somma, spiega Vernizzi, il fatto che la Regione doveva farsi dare le fidejussioni a garanzia delle spese progettuali. Cosa - spiega - che la Regione ha fatto quando è stato siglato l’accordo nel 2009 e che sono state mantenute per sei mesi, difficile andare oltre perché sono molto onerose. «Del resto la richiesta di escutere al fidejussione arriva ora, non è arrivata prima». Il destino della diatriba è quindi destinato a rimbalzare tra avvocati. Ci sono rischi per la prosecuzione dell’opera? «Lo escludo - sostiene da parte sua Vernizzi - il problema riguarda due privati. Un giudice risolverà la questione». • © RIPRODUZIONERISERVATA

VENEZIA

Lavori incorsosull’asse dellaPedemontana:cantieri nel Vicentino. ARCHIVIO

«Pefalvaglio,closingbancario vicino»

Ilavorimarcianospediti «Tra2mesiiniziailtunnel» «L’avanzamento lavori certificatièintorno ai70 milioni,laRegionehafinora corrisposto20 milioni».Così il dgdiSisClaudio Doglianisui lavoridellaPedemontana. Il costodell’operaèdioltre2 miliardieilcontributopubblico totaleèdi175 milioni.Il denaro pubblicosi èsbloccato,ma non èquestalaparte delleone. I lavorimarciano spediti, mala discesasaràassicurata con il closingbancario, inbuona sostanzalapossibilità diSisdi ricevere finanziamentidagli istitutidicredito. Linea di

CITTÀDELLA SPERANZA. I soldi,come annunciato aNatale,versatiieri REGIONE. Pressing

Berlusconistaccal’assegno epagal’Imuperla“Torre” Intanto a Milano l’ente padovano ha firmato un accordo per la lotta ai tumori cerebrali infantili Il bonifico alla fine è arrivato: 90 mila euro che il Pdl ha versato alle casse della Fondazione “Città della Speranza” per pagare l’Imu. Una donazione annunciata subito dopo Natale da Silvio Berlusconi in concomitanza con la sua nuova “discesa in campo”. In realtà la cifra non servirà a pagare la tassa sull’immobile, costruito nella zona industriale di Padova, e dedicato alla ricerca pediatrica (visto che il bollettino era stato puntualmente saldato il 17 dicembre scorso), ma verrà investita in nuovi progetti previsti dalla struttura. Sarà insomma un “tesoretto” su cui la Fondazione potrà contare nell’immediato futuro per sostenere il lavoro dei propri ricercatori. Nelle scorse set-

La“Torre dellaRicerca” aPadova timane, il salasso-Imu sull’ente benefico padovano aveva sollevato una ridda di polemiche rinfocolate poi dalla decisione di Berlusconi di farsi carico dei 90 mila euro della bolletta. Un’iniziativa vista da molti (in primis dall’onorevole Udc Antonio De Poli) come una “pubblicità” elettorale in vista dell’imminente voto di febbraio. Intanto ieri, a Milano, la Fondazione Istituto di Ricerca pediatrica “Città della Speranza” e la Fondazione italiana per la

lotta al neuroblastoma onlus di Genova, hanno firmato un progetto di collaborazione a sostegno della ricerca sulle malattie infantili che riguardano i tumori cerebrali. Il laboratorio della Fondazione Neuroblastoma verrà infatti ospitato all’interno dei nuovi, ampi, spazi nella “Torre della Ricerca” di Padova. I ricercatori avranno quindi a disposizione per la loro attività strumentazioni scientifiche all’avanguardia, archivi, biblioteche e banche dati e potranno così sviluppare sinergie con i loro colleghi italiani e stranieri. A firmare l’accordo con l’onlus genevose, ieri a Milano, erano presenti il presidente della Fondazione Istituto di Ricerca pediatrica “Città della Speranza”, Franco Masello e il direttore Stefano Bellon. Oltre all’attività di ricerca, la Fondazione Neuroblastoma si impegna a sostenere anche la formazione. • M.B.

IlPd chiede 20milioni sultrasporto pubblico locale VENEZIA

«Per il trasporto pubblico ferroviario e su gomma la Giunta ha scelto di non mettere a bilancio alcuna risorsa regionale e vive nella passiva attesa dei finanziamenti del fondo nazionale». A dirlo i consiglieri regionali Pd, Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo, che hanno presentato due emendamenti al bilancio di previsione 2013 che chiedono «il cofinanziamento di 10 milioni per il trasporto pubblico ferroviario e per lo sviluppo della metropolitana di superficie, progetto fermo da dieci anni. Chiediamo poi altri 10 milioni per i servizi minimi su gomma, tenendo conto sia dei maggiori oneri cui sono sottoposte le aziende per l’aumento dei carburanti e delle assicurazioni, sia della diminuzione dei finanziamenti che dal 2010 ad oggi sono ridotti di 30 milioni». •

Ilcommissario Silvano Vernizzi creditolegataall’approvazione del pianoeconomicofinanziario in corsodivalutazione dapartedel commissario,come confermalo stessoVernizzi.«La settimana

scorsa- spiegaVernizzi -la Sisha presentatol’aggiornamentodel Pefcheora èinfasedi valutazione, dopodichèpotrà fare ilclosing bancario».Intema di lavori, il 4febbraiosarà consegnatoil secondolotto e partirannocosì i nuovi cantieriper 8,5km neicomuni diMarostica, Nove, Bassano delGrappa eRosà, mentreproseguono quellidel primolotto di5,7chilometri. Nuovilavorichecosterannocirca 120milioni dieuro,utili anchea realizzareil nuovo pontedi400 metrisul Brenta. Unadelle partite piùgrosseeatteseriguarda il tunneldi6chilometri sotto la dorsalediPriabona,tra Maloe Cornedo-Castelgomberto,che sarà illotto di lavoripiù lunghi.«Il lottodel tunnel- anticipaVernizzi potrà essereconsegnato tra un paiodimesi». «Noi -diceDogliani siamopronti». R.B. © RIPRODUZIONERISERVATA

Una valutazione congiunta degli adempimenti previsti dalla legge regionale per l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani è stata effettuata dell’assessore regionale alle politiche ambientali Maurzio Conte e gli attuali commissari ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), che sono gli ex presidenti degli enti di gestione costituiti fino al 31 dicembre 2012. Si è discusso in particolare dell’ipotesi di riorganizzazione territoriale, perché la legge 52 stabilisce che l’ambito ottimale sia unico e corrispondente al livello regionale, ma l’organizzazione specifica del servizio va fatta a livello di bacini. Ed è in funzione della costituzione dei bacini, delle relative assemblee e dei consigli di bacino che si è sviluppata l’analisi che ha tenuto conto anche del fatto che la normativa nazionale precedente a quella regionale disponeva che le richieste di riorganizzazione fossero presentate a cura dei comuni entro il 31 dicembre. Entro 60 giorni deve essere decisa la suddivisione territoriale. «La giunta regionale - ha detto l’assessore - dovrà adottare nelle prossime settimane un provvedimento che definirà i nuovi bacini. Fatto questo, i comuni dovranno adeguarsi aderendo alle convenzioni che saranno proposte e costituendo l’assemblea e il consiglio di bacino. Il consiglio sarà costituito dal presidente nominato e da due membri dell’assemblea dei sindaci. Sono da nominare anche i revisori dei conti e i direttori di ciascun bacino». •


Economia 13

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 17 Gennaio 2013

FOTOVOLTAICO.Idatisuiconsumi

Entrofinemarzopergliimpiantifotovoltaicieabiogassoprai 20kWpdovràesseretrasmessaall'AgenziadelleDoganela “Dichiarazioneannualediproduzioneeconsumo”del2012.

SOAVE.Ilvinosulmercatoestero

«Internazionalizzazionedelvinovenetoestrategiedell’altro mondo.Scenarieopportunitàinunmercatoglobale”èl’incontro inprogrammamercoledì23alle10allaCantinadiSoave.

DISTRETTISULWEB.BandoaRoma

Èuscitoilbandonazionaleperborsedistudiopergiovaniespertichesioccupinodelladigitalizzazionedi20distrettiindustriali tracui,inVeneto,quelloitticodiRovigoequellodiVeronaModa.

ILNEO PRESIDENTE IERIINCONSIGLIOREGIONALE. Presentatea Mestrelelinee programmatichedel mandatoquadriennale 2013-2017

APINDUSTRIA. Oggi

Sceltiidue vice presidentidelnuovocorso, ilpadovanoEnrico Carraroe iltrevigianoLuciano Miotto

Ilbusiness all’estero Unmondo amisuradiPmi

ZuccatoguidalanuovaConfindustria «Servono nuovi schemi di gioco anche nei modelli associativi. La globalizzazione e la pervasività di una crisi strutturale e non ciclica come quella che stiamo tutt’ora affrontando ci impongono di sviluppare un pensiero nuovo». Si presenta così, al Consiglio regionale degli industriali riunito ieri a Mestre, Roberto Zuccato, nuovo presidente di Confindustria Veneto. Parole che rappresentano l’incipit della linea programmatica che l’imprenditore vicentino seguirà nel suo mandato quadriennale 2013-2017. «Oggi alle sfide economiche globali non partecipano solo le imprese - riprende Zuccato ma i sistemi d’impresa, i sistemi economici, i sistemi territoriali e le comunità. Sulla base di queste premesse dobbiamo

«Confindustria devesaper cambiarefacendo lobby inmaniera diversa»

prima di tutto chiederci (consapevoli dell’eredità che riceviamo dalla nostra regione, e dal suo modello economico, imprenditoriale e sociale) quale futuro vogliamo per il Veneto?». Quindi, sulla base di questo interrogativo, il nuovo presidente degli imprenditori regionali prosegue: «L’industria e il manifatturiero sono stati e sono tuttora l’asset più importante per lo sviluppo e la prosperità del Veneto e del Paese. Negli Usa, caso emblematico, si assiste all’“insourcing”, le fabbriche riportano in patria pezzi delle proprie produzioni. E il messaggio del Mit oggi è: “back to manufacturing”». E proprio in nome di questo ritorno al manifatturiero, Roberto Zuccato precisa: «Noi dobbiamo chiederci quale manifatturiero dobbiamo e vogliamo avere qui. Quali industrie, quali prodotti, quali competenze, quali sistemi produtttivi dobbiamo avere e, se necessario, costruire per competere nel nuovo scenario dell’economia mondiale». Dove un ruolo fondamentale verrà giocato anche da Confindustria. «L’Associazione è stata ed è un importante “fattore e agente” di sviluppo delle imprese e della società - spiega il neo pre-

sidente degli imprenditori veneti - Qual è allora il nuovo “valore aggiunto” che vogliamo offrire ai nostri associati e ai sistemi locali, in termini di strategia, rappresentanza e servizi? Confindustria deve assumere un ruolo di sintesi e di indirizzo strategico». «Dobbiamo costruire noi, per primi, nuovi modelli organizzativi - spiega Roberto Zuccato - e un modo più moderno di “fare associazione”. Vorrei ci fosse tra me, i miei vice, e i presidenti delle territoriali, uno scambio continuo di idee e di suggerimenti, per poi decidere assieme quali sono le priorità e come realizzare queste priorità in forma coordinata. Il nostro impegno deve essere rivolto a creare prima di tutto le condizioni favorevoli per creare un “nuovo” manifatturiero e una “nuova” attrattività». E allora ecco prendere forma il progetto del neo Presidente: «Per riuscirci Confindustria deve cambiare anche facendo lobby in maniera diversa. La nostra non può essere solo una funzione rivendicativa: dobbiamo inserire le nostre richieste all’interno di un progetto di sviluppo e di crescita competitiva del sistema delle imprese. Dobbiamo dunque ri-

L’ASSEMBLEAANNUALE. I duetemi trattatinella convention vicentina

Fiaip,nuoveregole elottaall’abusivismo Presentato anche l’accordo siglato con Adiconsum per la trasparenza tra agenti immobiliari e clienti

La Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari) di Vicenza, guidata dal presidente Gianfranco Stocco, di è riunita per l’assemblea annuale e ha puntato i riflettori soprattutto su due temi: la lotta all’abusivismo dei falsi agenti immobiliari e l'iscrizione obbligatoria al Registro delle imprese-Rea per quanti vorranno esercitare la professione. È stata in primis dibattuta la problematica del numero abnorme di operatori immobiliari improvvisati che cercano di acquisire incarichi di mediazione sovente con attività di turbativa del mercato attuando valutazioni prive di fondamento. L'attività di soggetti abusivi, infatti, mina il normale processo di consulenza e di preparazione alla vendita che sono fondati su presupposti di etica e professionalità. Il past-president provinciale Giorgio Reniero ha poi relazionato sulla necessità di privilegiare gli interessi dei consumatori e ha quindi illustrato l'accordo-base nazionale fra Fiaip e Adiconsum per dare trasparenza nel rapporto fra agenti immobiliari e consumatori. Al centro dell'attenzione sono state quindi poste le moda-

Stoccoe Lavarra all’assemblea lità di iscrizione al Registro delle Imprese-Rea dei soggetti che intendono esercitare l'attività di Agente d'affari in mediazione. Argomento trattato dal presidente onorario nazionale Mario Lavarra che ha riferito sull'importanza dell'entrata in vigore della norma che ha determinato l'abolizione del Ruolo di agenti d'affari in mediazione in virtù di una nuova direttiva europea. Dal 12 maggio, per poter procedere alle nuove iscrizioni si deve dimostrare di possedere i requisiti per l'attività di agente d'affari in mediazione che devono coincidere con la data di invio di una pratica telematica. Per procedere all'iscrizione al Registro imprese e al Rea, deve avvenire allegando alla pratica "ComUnica" una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Una novità procedurale consiste poi nel

fatto che compariranno nella visura dell'impresa e nel relativo certificato tutti coloro che svolgono a qualsiasi titolo l'attività di mediazione per conto dell'impresa stessa così da evidenziare chi viene delegato alla mediazione. Accade sovente, infatti, che un agente immobiliare deleghi attività di mediazione a soggetti che sono solo il paravento di abusivi. Il deposito dei moduli usati dalle agenzie immobiliari ha il significato di garantire gli interessi dei consumatori e di ogni potenziale cliente. Altra innovazione è data dalla possibilità di esercitare la mediazione occasionale per una durata massima di 60 giorni e per una sola volta nel corso dell'anno. È poi stabilito che deve essere presentata una “Scia” per ogni sede o unità locale dove viene svolta l'attività di mediazione e dovrà essere nominato almeno un soggetto in possesso dei requisiti per ogni sede o unità locale, così da eliminare la possibilità che un solo agente immobiliare regolarmente iscritto possa coprire l'attività di soggetti abusivi. Di conseguenza alla soppressione del Ruolo degli agenti d'affari in mediazione, tutte le persone e le imprese che al 12 maggio 2012 risultavano esercitare l'attività di mediazione, entro il 12 maggio devono presentare a loro volta una “Scia” telematica pena l'inibizione dall’attività. •

Iquattro “vice”

AncheBaban ePedrollo nellasquadra Ilpresidente di Confindustria Veneto, RobertoZuccato

EnricoCarraro

LucianoMiotto

pensare e rinnovare profondamente il nostro ruolo nella rappresentanza sindacale, nella produzione dei servizi e nelle politiche economiche e industriali». «Per questo vi chiedo - conclude Zuccato - il mandato a definire un “disegno-quadro”

rivolto al sistema Confindustriale Veneto per una enunciazione innovativa dei valori identitari, una carta dei valori e dei principi associativi, un adeguamento degli statuti e dei modelli organizzativi, cui potersi collettivamente riconoscere e richiamare». •

Oltreai due vicepresidenti di “diritto”Alberto Baban (presidentedellaPiccola industria)eGiulio Pedrollo (presidentedeiGiovani di ConfindustriaVeneto),Roberto Zuccatohasceltocomesuoi viceil padovano EnricoCarraro eiltrevigianoLuciano Miotto. EnricoCarraro (51 anni)dal 2007èvicepresidente esecutivo dellaCarraro spa e presidentedelComitato strategicodelgruppo. Dal 2011ècomponentedella giuntadiConfindustriaPadova condelega all’Innovazioneedal 2012ècomponentedella CommissionediConfindustria perla Riforma. LucianoMiotto (54 anni)è presidentediImesaspa, vice presidentediUnindustria Trevisodal 2006al2008; presidentediUnimpiego; vice presidentediFedermeccanica ecomponentedelComitatodi IndirizzodiFondirigenti. M.B.

NUOVE TECNOLOGIE. Illancio nazionale deiservizi “UltraInternet 4G”

GrazieaTim aVicenza sbarca labanda largaultraveloce Vicenza è tra le prime città italiane scelte da Telecom Italia per il lancio a livello nazionale dei nuovi servizi Tim “Ultra Internet 4G” basati sulla tecnologia Lte (Long term evolution). Un sistema che permette la trasmissione dati con una velocità fino a 100 Mbit/s in download e fino a 50 Mbit/s in upload, rendendo disponibili servizi e contenuti multimediali ad alta definizione anche in mobilità. Anche a Vicenza è ora possibile acquistare le nuove chia-

vette e i tablet dotati di tecnologia Lte, grazie ai quali i clienti Tim potranno usufruire di prestazioni e livelli di servizio che migliorano la navigazione internet consentendo la fruizione di contenuti innovativi in mobilità, come il video streaming in HD. Il lancio commerciale a Vicenza dei servizi Tim basati su Lte è il risultato degli importanti investimenti fatti da Telecom Italia per la realizzazione in città della nuova rete 4G, confermando in questo modo

la volontà dell’azienda di realizzare reti sempre più moderne e in grado di offrire nuovi servizi tecnologicamente evoluti che rispondano alle esigenze dei cittadini e alla crescente quantità di traffico generata da cellulari, chiavette, smartphone e tablet. All’offerta commerciale “Ultra Internet 4G” per la clientela “consumer”, seguirà a breve quella per il segmento affari. In questa prima fase, la navigazione da tablet e pc con chiavetta si caratterizzerà per i li-

L’internazionalizzazione a misura di pmi. È il tema dell’incontro che si svolgerà oggi alle 14.45 nella sala convegni di Apindustria in Galleria Crispi. Con la difficile congiuntura economica in atto e la stagnazione del mercato interno anche le piccole e medie imprese devono guardare sempre più all’estero come unica modalità per lo sviluppo del proprio business. Ma, come sottolinea Mariano Rigotto, vice presidente di Apindustria Vicenza con delega all’Internazionalizzazione, «le pmi sono condizionate sui mercati internazionali, e in particolare su quelli più lontani e complessi, dalla loro dimensione ridotta perché faticano a informarsi, perché devono confrontarsi con un’agguerrita concorrenza globale e soffrono maggiormente le restrizioni sul credito. Tuttavia, il mercato richiede alle pmi di crescere all’estero per essere competitive». Partendo da queste considerazioni Apindustria Vicenza, in collaborazione con Finest, Sace e Banca Popolare di Vicenza, organizza l’incontro tecnico di oggi “Business all’estero più sicuro con gli strumenti per l’internazionalizzazione a misura di pmi”. •

velli di servizio e i bundle di traffico dati superiori rispetto agli standard 3G, oltre che per i servizi Tim-Cloud e il bouquet di contenuti esclusivi che valorizzano le prestazioni di rete più elevate. In particolare sono disponibili a Vicenza diverse offerte, in limited edition valide fino al 3 febbraio 2013. Servizi che andranno a coprire le fasce dei clienti che utilizzano internet e le il web attraverso pc. tablet, proponendo tariffe particolari per navigare in tempi ultrarapidi utilizzando le tecnologie all’avanguardia nei servizi: dal cloud computing al cubovisione che permette di abbonarsi così da poter assistere agli spettacoli di intrattenimento: dai film allo sport, dai documentari alle news. •

AEROPORTI. Nel2012

Al“Catullo” oltre3 milioni dipasseggeri VERONA

Nel 2012 gli aeroporti di Verona e Brescia hanno trasportato complessivamente 3.221.457 passeggeri e movimentato 45.563 tonnellate di merci. I dati - secondo una nota - sono in crescita con il traffico internazionale a 2,13 milioni di passeggeri (+ 2,66%). Lo scalo di Verona, che accoglie prevalentemente traffico passeggeri, ha chiuso l’anno con 3.198.787 passeggeri trasportati. •

GU17689

Matteo Bernardini

Via Capitelvecchio, 20 - 36061 Bassano del Grappa (VI) Tel. 0424 52 30 40 - Fax 0424 52 94 09 FILIALE di PADOVA: Via Longhin, 3 - Tel. 049 8072368 info@sistemicontabili.it - www.sistemicontabili.it


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IL GIORNALE DI VICENZA GT18093

Giovedì 17 Gennaio 2013

CRONACADIVICENZA

Ilproverbio delgiorno

Chi spesso giura, spesso spergiura.

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

MALTEMPO. Comeda previsioni i fiocchida ieripomeriggio in pianura

Cittàsotto laneve Eda stasera èallarme gelate Inazionei mezzi spargisale espalanevediAim Sottocontrollo salitadiMonte Bericoe cavalcavia Stazioneferroviariaapertalanotte perisenzatetto Alessandro Mognon L’hanno azzeccata quasi al minuto: dopo mezzogiorno doveva arrivare la neve in pianura e la neve è arrivata. Prima mista ad acqua, poi a grandi fiocchi, poi ancora nevischio e poi avanti così a sprazzi. In un’altalena con il termometro. E mentre si attende da stasera l’arrivo delle gelate, l’amministrazione tiene aperta la stazione ferroviaria anche di notte per i senza tetto. Erano pronti comunque i mezzi di Aim e la polizia municipale. Obiettivo le zone più difficili di Vicenza, come la salita di Monte Berico e i cavalcavia. «Secondo quanto prescritto dal Piano neve comunale si legge in una nota del Comune - Aim Valore città Amcps ha fatto scattare la salatura delle strade: sette mezzi spargisale sono entrati in azione prima lungo la viabilità principale per evitare la formazione di strati di neve o di ghiaccio». Poi sono intervenuti anche nelle vie del centro storico. A palazzo Trissino sono convinti che la fase più difficile sia superata: nella notte, è la previsione, dovrebbe nevicare ancora ma meno intensamente. Comunque l'assessore alla protezione civile Pierangelo Cangini ha fatto sapere che farà in modo che piazza dei Signori oggi sia sgombra dalla neve per non creare ostacoli al mercato del giovedì. Anche perché dalla Regione arriva l’allerta della protezione civile per tutto il Veneto, con un «avviso meteo per neve a bassa quota». In pratica «fino a giovedì pomeriggio fase perturbata, con nevicate inizialmente fino a quote collina-

ri» e a cominciare da ieri sera «accumuli molto irregolari in pianura, variabili probabilmente da qualche cm a locali massimi di circa 5-15 cm; sensibile calo termico nella notte tra oggi e domani con estese gelate». Insomma possibili altre nevicate, in alcune zone anche di una decina di centimetri. E da questa notte attenzione al ghiaccio sulle strade. «Finché la precipitazione resta debole e comunque fino ad uno spessore del manto inferiore ai 5 centimetri - dice sempre la nota del Comune - l’intervento viene svolto soltanto da mezzi Aim, che può mettere in campo cinque autocarri grandi, due autocarri piccoli e un trattore, tutti dotati di spargisale e lama. Se invece l'intensità dei fiocchi dovesse riprendere e aumentare, verranno attivati anche i mezzi dei terzisti convenzionati: due autocarri grandi e un autocarro piccolo con spargisale e lama e 14 trattori con lama, per 25 mezzi

Senevica ancorapuliremo vieepiazzedel centrodovesi tieneilmercato

PIERANGELOCANGINI ASSESSOREALLA PROTEZ. CIVILE

complessivi». Quanto alla polizia municipale, ieri pomeriggio erano in allerta 7 pattuglie. Bisognava tenere sotto controllo Monte Berico e gli altri cavalcavia: Ferreto de Ferreti, viale della Pace, Bertesina e i vari svincoli. Ieri c’è stato anche qualche piccolo incidente: in via Battaglione Val Leogra e Santa Chiara ci sono stati mini-investimenti di pedoni. Senza danni. Secondo il Suem tutta colpa degli automobilisti che con un po’ di neve «non vedono chi attraversa». A San Pio X un pedone è scivolato sul marciapiede, anche qui solo contusioni. E sempre ieri anche un guasto ad una linea elettrica tra viale Risorgimento e Santa Caterina, con black out che ha interessato un migliaio di utenze. Anche se la neve forse non c’entra. Infine il Comune fa sapere che «in caso di accumulo di neve anche i cittadini sono tenuti a collaborare, spalando i marciapiedi davanti a casa e alle proprie attività». Anche la stazione ferroviaria rimarrà aperta in orario notturno per accogliere le persone senza fissa dimora. Non solo in queste serate ma durante i mesi più freddi di gennaio e febbraio. Il prefetto ha infatti accolta la richiesta del Comune e nei prossimi giorni verranno definite le modalità. L'assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari ricorda che «l'albergo cittadino, che attualmente ospita 53 persone, ha una capienza ricettiva di 69 posti letto a cui si aggiungono le strutture di Caritas. Ma chi non accetta di entrare in queste strutture potrà ripararsi negli ambienti della stazione ferroviaria». • © RIPRODUZIONERISERVATA

SCATTA L’ALLERTA

Iltermometro scendesotto zero Rischioghiaccio Dalla pioggia battente alla neve: nel primo pomeriggio di ieri Vicenzasièimbiancata.Lostatodi allerta durerà fino a questo pomeriggio,poiscattailrischioper gelateperleminimeinpicchiata

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Ilcentro storico imbiancato

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Giàieriè scattatoilpiano anti-neve aVicenza: schierati i primi mezzisulle strade. COLORFOTO ARTIGIANA

ALTOVICENTINO. Abbondantenevicata a Valli, contrade raggiungibili MonteBerico da cartolina

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Salesull’asfaltoal mattino Imbiancatoanche ilTretto Elia Cucovaz SCHIO

Qualchedisagiosullestrade

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Mezzidi Aimin azione

La perturbazione Morgana sull’Alto Vicentino porta nevicate in pianura che hanno raggiunto il mezzo metro nei Comuni montani. Nessun disagio grazie al dispiegamento dei mezzi per la pulizia delle strade, ma il protrarsi del maltempo potrebbe cambiare la situazione. Soddisfatti per la consistente imbiancata i gestori del comprensorio Ski Tour dei Forti: «Da oggi tutti gli impianti vicentini sono aperti» ha annunciato il presidente Nando Rella. Sono una decina mezzi dispiegati a Schio. Fin dalla mattinata di ieri è iniziato lo spargimento di sale nelle strade urbane ed il passaggio

SciatoriaRecoaro. FOTO CENTOMO

VALLE AGNO. Soddisfatte lelocalitàturistiche. AlleMontagnole èstatopreparatoil tracciato peri 25chilometri dipiste perlo scida fondo

APianasalta laluce, stradachiusaaCastello Nella frazione valdagnese un ramo cade sul traliccio A Brogliano ordinanza di chiusura di via Menon Luigi Centomo Aristide Cariolato VALLE DELL’AGNO

Disagi in collina e la frazione di Piana di Valdagno al buio per un ramo carico di neve che si è spezzato ed è caduto su un traliccio dell’Enel, mettendo ko l’illuminazione per ore. A sorridere invece sono le stazioni sciistiche. La notizia migliore è quella che interessa Recoaro Mille. In quota infatti impianti tut-

ti aperti e sulle nevi di Pizzegoro lo spirito sportivo troverà lo sfogo da tempo desiderato con tutta la conca sarà in fermento. Pietro Busato, presidente della cooperativa “Conca d'oro" che gestisce la stazione turistica sia in inverno che in estate, ribadisce che le condizioni sono ottimali e conferma la praticabilità delle piste. «Una situazione meteo più che favorevole, quella di questi giorni, per i nostri impianti - spiega Busato - La neve che è caduta su tutto il comprensorio ha già superato i 60 centimetri. I mezzi battipista sono in funzione senza soluzione di continuità, tanto che le piste del Tunche, del Senebele e di

Monte Falcone sono tirate a specchio e in ogni direzione si giri lo sguardo sono le Piccole Dolomiti e il Pasubio a dare spettacolo: La scuola di sci ha un “esercito" di emuli di Alberto Tomba, pronti a scendere in pista. Strade, piazzali e parcheggi sono pronti a reggere alla carica». MONTAGNOLE.Analoghe ed entusiasmanti sono le condizioni per lo sci di fondo delle "Montagnole". Oltre 25 chilometri di pista con relative varianti divertenti, ma anche impegnative. Il presidente dello "Sci Fondo Recoaro", Paolo Storti maestro di sci e preparatore atletico, conferma «la di-

ViaMenona Brogliano. FOTO CARIOLATO

sponibilità di un tracciato che da tempo è ormai noto per la sua bellezza e per le caratteristiche tecniche. Il Centro fondo "Manlio Soldà" alle casare Asnicar è raggiungibile anche con la strada dei Ronchi. E per tutta la giornata anche festa patronale di Recoaro con la ricorrenza di S. Antonio abate». Ma se a Recoaro si gioisce, così non è in altre zone della vallata, per problemi di viabilità. Dopo i disagi lamentati l'altro giorno nel tratto che sale a Castello-Castelvecchio, ieri è toccato al territorio di Brogliano avere situazioni critiche. In via Menon, strada chiusa al traffico con un'ordinanza del

sindaco, Santo Montagna, fino a quando cesserà il pericolo di caduta di alberi e di rami sulla carreggiata a causa del peso della neve. IN COLLINA. Il tratto di strada collinare, che parte dal centro storico della frazione di Quargnenta e raggiunge la frazione di Piana a Valdagno. Sono parecchi gli automobilisti, che abitano nelle contrade di Piana e che scelgono questo percorso per raggiungere il territorio broglianese e che ora dovranno utilizzare le arterie provinciali che salgono da Cornedo o da Brogliano. «Non potendo prevenire il pericolo - ha dichiarato il sindaco - ho deciso di chiudere la strada, fino a quando non migliorerà la situazione meteo». • © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA

Storie diSanti

Sidiscuteancorasesant’Antonioabatefesteggiatooggi-vengachiamatoAntonio delporcellino:qualcunovuolechequandosi ritiròneldesertoabbiaportatoconsécome compagniaunporcellinodiquellicheallevava.

Altriopinanocheciòsiadovutoalfattocheil diavolopertentarlosipresentavasotto formadimaiale.Incredibileilnumerodi incarichicheèchiamatoasvolgere:faguarire dall’herpeszosterunavoltadetto"ilfuocodi

sant’Antonio",dalleintossicazionialimentari edall’alcolismo.Èpatronodiagricoltori, allevatoridimaiali,droghieri,ragazzeda sposare.Lalistapotrebbecontinuareperil belpo’.

Dialettando Baldracasignifica prostitutaemagari anche bruttao indisarmo;

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Giovedì 17 Gennaio 2013

carampanainvecedesigna unaprostituta diprima qualitàericca diclienti.

WEEKENDSULLEPISTE. Per laprimavoltadall’inizio dellastagione sarannoaperti tuttie42 gli impiantidi risalitae siprevedeiltutto esaurito

L’Altopiano si presentanel prossimo weekend innevato e prontoadattendere ituristi. FOTO STELLA

Unamacchina spalaneve in azione.Oltrei 42 impiantidi risalitasarannoaperti nel finesettimana

AdAsiago35centimetriinpocheore Conifiocchi cadutiieri sorride tuttol’Altopiano euna nuovaspolverataè attesa peroggi Nessunproblemapercircolazionee zoneisolate ASIAGO

con gli spartineve al Tretto, dove sono stati registrati 10 centimetri di neve. Quattro volte tanti ne sono fioccati invece a Valli del Pasubio, ma senza problemi. «I cittadini sono organizzati per quartiere - ha spiegato il sindaco Armando Cunegato - Ciascuno sa bene cosa deve fare». Da 15 a 40 centimetri anche a Posina, dove il sindaco Andrea Cecchellero ha partecipato personalmente alle operazioni di pulizia strade: «Il Comune ha tre automezzi e due dipendenti spiega Cecchellero - Così i membri dell’Amministrazione, a turno, salgono sullo spartineve». Tutte le strade aperte ed anche le contrade più alte sono raggiungibili. Lo stesso dicasi per il Comune più piccolo del Veneto, Laghi, che con un solo mezzo è riuscito a prevenire l’emergenza neve. «Ma se continua - prevede il sindaco Ferrulio Lorenzato - potremmo avere problemi». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Finalmente. Da Rotzo a Enego il coro è unanime: l'Altopiano non aspettava altro che i fiocchi bianchi dal cielo. Solo ieri in centro ad Asiago sono caduti 35 centimetri di neve, ma altri 50 erano caduti nell’ultima settimane. Ma non è finita, considerato che le previsioni per oggi parlano di un' altra abbondante spolverata e le basse temperature previste nelle prossime ore fanno prevedere un week end da tutto esaurito sulle piste da sci. Per la prima volta dall'inizio della stagione saranno aperti tutti e 42 gli impianti di risalita su 42. Sul fronte viabilistico dai Comuni non sono arrivate segnalazioni di zone inaccessibili o di contrade isolate. «Le strade sono in perfette condizioni assicura il sindaco di Roana Valentino Frigo - abbiamo

Inquesteore sonoimpegnati trentamezzi Mapernoi ènormaleroutine GIAMPAOLORIGONI ASSESSOREDIASIAGO

2012

CONCORSO “VOTA IL PRESEPIO” GZ03620

SCHEDA DI SEGNALAZIONE

PRESEPE SEGNALATO:

Provincia di Vicenza Ufficio Cultura e Beni Culturali

SCUOLA ........................................................................................................................................ PARROCCHIA............................................................................................................................. CASA PRIVATA......................................................................................................................... SACRA RAPPRESENTAZIONE ...................................................................................... PRESEPE ALL’APERTO ....................................................................................................... --Nome Cognome di chi vota.................................................................................................. Indirizzo ......................................................................................................................................... .............................................................................................................................................................. Telefono o e-mail ...................................................................................................................... Ai sensi del D.Lvo 30 giugno 2003 n. 196 (codice privacy), autorizzo il trattamento dei dati personali sopra riportati ai fini della organizzazione del concorso, dello svolgimento della manifestazione e della erogazione dei premi. Prendo atto che l’omessa o parziale indicazione dei dati comporterà l’esclusione dal concorso e che i diritti di cui all’art. 7 del codice privacy e, in particolare, la conferma, l’aggiornamento o la cancellazione dei dati potranno essere esercitati presso il Giornale di Vicenza - Via Enrico Fermi, 205 - 36100 Vicenza.

Autoinsosta bloccano glispalaneve

una decina di mezzi sgombraneve in azione sulle strade. Tra l'altro la neve caduta è di ottima qualità, farinosa e asciutta. Sono sicuro che sabato e domenica si potrà sciare molto bene dappertutto». Le perturbazioni non hanno trovato impreparati i municipi altopianesi e tutte le scuole sono rimaste aperte.

I discesisti che non cercano il brivido possono trovare sfogo a Kaberlaba, che ha iniziato la stagione alla grande con 180 mila passaggi e una decina di chilometri di piste battute. Nel fine settimana aprono pure le sciovie Valbella a Gallio. «Sabato è sicuramente tutto aperto, forse anche venerdì», dicono i gestori.

SOTTO CONTROLLO. Situazione sotto controllo anche ad Asiago. «Per noi si tratta di normale routine - commenta l'assessore alla viabilità Giampaolo Rigoni -. In queste ore ci sono trenta mezzi sulle strade, tutti di ditte esterne. Non è quindi una questione di attrezzatura, ma di organizzazione, qui i piani neve funzionano. Poi è chiaro che qualche minimo disagio c'è sempre, ma lo si accetta volentieri». Per gli amanti degli sport invernali tutto è davvero pronto e non c'è che l'imbarazzo della scelta. Stavolta non sono serviti neppure i cannoni sparaneve e pure lo scenario attorno alle piste si preannuncia spettacolare. Partendo dalle quote più alte, sono aperti tutti e sette gli impianti al Verena, così come i sei delle Melette a Gallio e i cinque di Enego 2000, che offrono piste per tutti i gusti.

GLI IMPIANTI. In funzione i tre impianti in Val Formica ai Larici, i cinque di val Biancoia nel comune di Conco e il tapis roulant Belmonte a Treschè Conca. Buona sciabilità garantita con almeno 40 centimetri di neve a Cesuna, dove sono a pieno regime sia il monte Zovetto che il Baby Oliver, con tre piste battute (di cui una per i più piccoli). Aperte pure le sciovie al Linta e al Turcio. Sull'Altopiano non mancano ovviamente le opportunità per lo sci di fondo, con centinaia di chilometri innevati. Tra oggi e domani verranno ribattute le piste di Campomulo, Monte Corno, Enego Valmaron e Campolongo. Per classico e pattinato sviluppi interessanti anche al centro fondo Cesuna, Fontanella, e alla Golf Arena che tra un mese ospiterà i campionati Mondiali Master. •

«Leautoparcheggiate lungole vieimpediscono lo spazzamentodellanevedalle stradeerendonopiù difficoltosalaprevenzione controil ghiaccio». Asegnalarlo èl’assessoreallaprotezione civilediSarego,Flavio Zambon, cheinunavviso invitai cittadini «anonlasciare le auto parcheggiatelungo le strade, soprattuttole piùstrette. Questopregiudicail lavoro deglispazzaneveeinoltrele stesseautopotrebbero subire deidanni».«Ormai èdiventata un’abitudine- lamenta l’assessore-.Ognivoltache nevicasono diverse le segnalazioni,dapartedi chi svolge per contodel Comune il serviziodispazzamento e spargimentodelsale edel ghiaino,circa la presenza di autoparcheggiate che impedisconoil completamento dellavoro. Anche con laneve cadutaieri cisono stati deicasi, inparticolareinviaGraone a Meledo,chehanno reso problematicoil compimento dell’opera,senza contareche chiparcheggia instrada espone l’autoal rischiodiurti daparte deimezziin azione». M.G.

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ALTAVALLE DEL CHIAMPO. Oggiscuole aperte

Igatti delleneviaprono laviaperil Bertagnoli I sindaci dell'Alta valle del Chiampo hanno deciso di tenere aperte le scuole, almeno stando alle ultime decisioni di ieri sera. Non sono state formulate ordinanze di chiusura dei plessi scolastici per l'emergenza neve che non ha risparmiato l'Alta valle e le zone collinari di Chiampo fin dal primo pomeriggio. I mezzi hanno lavorato a lungo a Nogarole, Altissimo, Crespadoro. A San Pietro Mussolino sono entrati in azione gli spargi ghiaino. Per quanto riguarda Chiampo, soltanto pioggia nelle zone del centro, mentre le frazioni e le contrade collinari hanno dovuto fare

i conti con 5 centimetri di neve già alle 17. Subito sono entrati in azione i sei mezzi in tutte le arterie viarie per consentire ai cittadini il ritorno dai luoghi di lavoro. Alle 4 di oggi è stata programmata una seconda uscita per garantire la viabilità dopo la nevicata della notte. A Crespadoro la coltre bianca ha raggiunto i 20 centimetri nelle zone più basse. Superati gli 80 cm alla Piatta di Campodalbero. In serata sono saliti i gatti delle nevi per liberare la strada verso il rifugio Bertagnoli, che rimane aperto ma raggiungibile soltanto con le ciaspole. • M.P. © RIPRODUZIONERISERVATA

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Paolo Mutterle

ASarego


18 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 17 Gennaio 2013

POLITICA/1. Gliex Carroccio candidatiin vista nelleliste diStorace

POLITICA/2. IlViminalebocciagli altri loghi

Berto come Filippi Fuori dalla Lega corrono aDestra

Adestra Antonio Guadagnini condue indipendentisti catalani

VenetoStato,c’èl’ok alnuovosimbolo Guadagninicapolista

L’exsindacodi Bressanvido:«Fedele aimiei valori, rigoreerispetto delle regole,smarrititra i padani» Peròsonoalleati:«Manon correvanoda soli?» Marco Scorzato Prima fu Alberto Filippi, senatore da Arcugnano; ora è la volta di Ampelia Berto, ex sindaco di Bressanvido ed ex consigliera provinciale: entrambi esponenti della Lega nord dagli anni Novanta, entrambi approdati, dopo strappi con il Carroccio, nelle file de La Destra. Dall’indipendentismo padano al partito nazionalista di Storace: un passo che agli occhi di molti può sembrare lungo ma che per i diretti interessati è breve e «coerente con i valori in cui crediamo». Filippi è il terzo in lista alla Camera, con possibilità di elezio-

ne; Berto è seconda al Senato, con chance al minimo. La scelta di Filippi è dell’autunno, quella di Berto più recente. VENT’ANNI IN LEGA. «Filippi afferma Berto - ha lavorato bene fin da quando era segretario della Lega nel Basso Vicentino. Poi, come noto, è stato costretto a lasciare». Fu espulso dal Federale di Bossi, un anno fa, e fondò il movimento Sì sindaci. Cacciato, lanciò critiche pesanti su Manuela Dal Lago e su certi dirigenti vicentini del Carroccio. Critiche furono espresse anche da Berto, nel frattempo diventata responsabile organizzativo provinciale del partito, cui aderì nel ’93.

Speroche altrepersone dellaLega seguanoilmio stessopercorso AMPELIABERTO CANDIDATADELLA DESTRA

LA ROTTURA. La scorsa primavera, «dopo alcune dichiarazioni al Giornale di Vicenza, la segretaria provinciale della Lega Maria Rita Busetti mi sospese dall’incarico», mentre parte del direttivo ne chiedeva l’espulsione. Fatto sta che Berto partecipò regolarmente al congresso veneto della Lega, a sostegno di Tosi. «Ma negli ultimi mesi non sono più stata invitata ai direttivi». Allontanamento reciproco, dice lei: «Ultimamente non riuscivo più a riconoscermi nella Lega berica: qui sembra che il problema sia solo se candidano o no Stefani e Dal Lago». A DESTRA. Ha scritto ai padani che non rinnoverà la tessera e intanto ha aderito alla Destra. Perché quel partito? Perché dall’autonomia all’identità nazionale? «La Lega non era solo secessione - risponde Berto - la Lega era anche altri valori che ritengo di aver trovato nella Destra: il rispetto delle regole e il rigore, che semmai in Le-

IlthieneseMarco Busatoprimo nellalista deicandidati alSenato AlbertoFilippi e Domenico Obrietan,candidati de LaDestra ga vedevo smarrito. Non ho scelto la Destra per essere eletta, anche perché non ho grandi possibilità; l’obiettivo è vedere se ci sono altre persone nella Lega che sono pronte a fare un percorso come il mio». FILIPPI: «COERENTI». Filippi ribadisce che, da parte sua, «il percorso è del tutto coerente: ho sempre avuto una formazione di destra e semmai faticavo a spiegare perché ero nella Lega - dice il senatore -. Ero leghista per l’amore verso il territorio, valore che trovo incarnato nella Destra, partito pulito. Tra l’altro la Lega ha abbandonato da tempo la secessione, prima la devolu-

POLITICA/3. Ultimeserrate trattativeperlecandidature alle Politiche

Lega,Bricolo èfuori Mondardoin ascesa Il veronese non va in lista: sarà capo della segreteria politica. Tra i vicentini salgono Todaro e Busin Promoveatur ut amoveatur. Non hanno rispolverato il latino, nei corridoi della Lega nord, ma il concetto era quello: “promosso per essere rimosso”. Molti militanti padani leggono così la scelta dei vertici milanesi della Lega nord: il bossiano Federico Bricolo, veronese, sarà il nuovo capo della segreteria politica federale; ergo, dirà addio al parlamento, dove era presidente dei senatori leghisti. La nota ufficiale dà un’altra lettura. Dice che il segretario federale Roberto Maroni ha «proposto» a Bricolo di «assumere» quel ruolo «in considerazione della sua grande esperienza e dell’importanza strategica che questo ruolo riveste nell’azione futura del movimento nella prospettiva della realizzazione dell’Euroregione del Nord». La nota aggiunge che Bricolo avrebbe accettato l’incarico «con entusiasmo» spiegando: «Preferisco non ricandidarmi in parlamento e poter restare qui sul territorio, dove giochiamo la partita per noi decisiva». È fuori dalla corsa per le Politiche, dunque, un (ex) pezzo da novanta della Lega veneta. La sua esclusione apre lo spa-

FedericoBricolo

AntonioMondardo

ManuelaLanzarin

FilippoBusin

zio ad un altro veronese: là i favoriti sono Matteo Bragantini e Giovanna Negro per la Camera, Paolo Tosato e Paolo Paternoster per il Senato. Improbabile che la vicenda Bricolo abbia ripercussioni diretti per i “papabili” vicentini. Ieri era in programma un incontro tra

Flavio Tosi e Roberto Maroni, ma non avrebbe portato a chiudere la partita delle candidature. Il borsino, dunque sale e scende di giorno in giorno, in attesa che - entro lunedì - siano presentate le liste. Resta tra i nomi più gettonati quello di Antonio Mondardo, sinda-

tion e poi per il federalismo fiscale. E poi anche sindaco Tosi sfoggia con orgoglio il tricolore». LEGA...ALLEATA. Nella Destra, ironia della sorte, Filippi e Berto si ritroveranno ora alleati della Lega, in virtù del patto Maroni-Berlusconi. Per il senatore «nessun imbarazzo, al massimo quello di ritrovarmi davanti alcune persone di cui non ho stima, ma solo alcune». Più critica Berto: «La Destra ha dovuto fare questa alleanza; semmai l’incoerenza è della Lega: aveva detto pochi mesi fa “corriamo da soli” e ora cambia idea». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Veneto Stato schiera il segretario in pole position: sarà Antonio Guadagnini, 46 anni, bassanese di nascita e trevigiano d’adozione, il capolista alla Camera nel “Veneto 1”. Al Senato, invece, il primo della lista sarà un thienese, Marco Busato, 44 anni. Partita in salita per entrambi, soprattutto per il secondo, vista la soglia di sbarramento per Palazzo Madama. Veneto Stato punta all’affermazione a queste elezioni Politiche cercando di replicare sul territorio italiano i successi dei partiti indipendentisti catalano e scozzese. Il partito, nato un paio d’anni fa, è oggi guidato da Guadagnini, che ha un passato nell’Udc e che alcuni anni fa era balzato agli onori delle cronache per aver capitanato (lui vicesindaco) il movimento dei sindaci per il 20%

dell’Irpef ai Comuni. Una battaglia che aveva mobilitato molti amministratori locali ma che poi è sfumata. Ora la lotta di Guadagnini per gli interessi del territorio ha fatto un salto verso l’indipendentismo veneto. Dal Viminale, intanto, giunge la conferma che il nuovo simbolo di Veneto Stato è stato ammesso alle prossime elezioni. Altri due simboli dello stesso partito, invece, sono stati bocciati: «Nessun problema - dice Ruggero Zigliotto, segretario provinciale di Veneto Stato -. Li avevamo presentati noi per cautelarci rispetto a ipotetici tentativi di “copiatura” da parte di altre persone. Il nuovo simbolo di Veneto Stato, con cui ci siamo presentati ultimamente, è ammesso». • © RIPRODUZIONERISERVATA

POLITICA/4. Ilcandidato“certificato” ma maiin una listaufficiale co di Grancona, ex assessore provinciale, consigliere di amministrazione delle Poste. In stallo Stefano Stefani e Manuela Dal Lago. Il primo punta a ottenere una deroga al limite dei due mandati (lui è a Roma dal ’94), per avere un posto in alto al Senato, ma Flavio Tosi, il segretario veneto, è intenzionato a far rispettare la linea: sarà lotta fino all’ultimo. Anche per Dal Lago è dura: reduce da un solo mandato alla Camera, non le servirebbe una deroga, ma Tosi è intenzionato a far rispettare anche un’altra linea, quella dettata dal direttivo provinciale di Maria Rita Busetti, cioè il «rinnovamento» nelle candidature. Dalle ultime indiscrezioni, per la deputata sarebbe pronto un posto “non sicuro”, e starebbe a lei accettarlo o meno. Quotazioni in ribasso per Paolo Franco, che ha superato i due mandati, e stabili per Manuela Lanzarin: l’ex sindaco di Rosà è giovane e ha un solo mandato alle spalle, ma anche per lei pare profilarsi una candidatura in posizione incerta. Intanto Carlo Fongaro, ex presidente di Vi.Abilità, fa sapere di «non essere in corsa», contrariamente a voci circolate. In questo scenario alcuni leghisti monitorano le mosse di Mara Bizzotto, eurodeputata e vice di Tosi nella Liga veneta. Per lei il segretario e sindaco di Verona prevede però il completamento del mandato a Bruxelles, ragion per cui salgono le quotazioni di una figura a lei vicina, Luciano Todaro di Bassano. È un nome in ascesa insieme a quello di Filippo Busin, già assessore a Thiene nella Giunta Busetti. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

Capolistadei grillini Disputasulleregole Per il M5S «tutto a posto» L’ex portavoce a Marano critica: «A noi a maggio chiesti requisiti ulteriori» Il “caso Cappelletti”, capolista grillino al Senato, fa discutere gli attivisti. Dall’Alto Vicentino, Emiliano Pozzolo, ex portavoce della lista a 5 stelle di Marano Vicentino, che poche settimane fa ha contestato pubblicamente la linea impressa da Grillo al Movimento, lo ritiene «una deroga» al regolamento varato da Grillo stesso. «I candidati al Senato ed alla Camera per il MoVimento 5 Stelle potranno essere tutti coloro che si sono presentati alle elezioni comunali o regionali certificati con il logo del MoVimento 5 Stelle o Liste civiche 5 Stelle». Recitava così il decalogo delle parlamentarie, firmato dal comico genovese a fine novembre. Parole che sembravano chiare, ma che oggi appaiono prestarsi a interpretazioni diverse. La questione si pone, appunto, alla luce della particolare vicenda interna ai grillini che riguarda Enrico Cappelletti, 45 anni a febbraio, imprenditore residente a Vicenza, capolista del M5S al Senato. Un caso particolare perché, agli atti dello Stato italiano, egli non è mai stato candidato in una lista a 5 stelle in passato, ma risulta comunque «certificato» dallo

EmilianoPozzolo

EnricoCappelletti

staff del Movimento in quanto tale. E, dicono i referenti veneti dei grillini, tanto basta per la congruità della candidatura. Cappelletti, interpellato l’altro ieri in merito, ha spiegato la sua vicenda: cinque anni fa era stato «inserito nella lista Vicenza a 5 stelle per le Comunali» presentata allo staff di Grillo per essere «certificata». Ricevuto quel “timbro”, un successivo «intoppo burocratico» a livello comunale ha però escluso il suo nome dalla lista ufficiale: in altre parole, non figurava tra i votabili al consiglio comunale. Alle parlamentarie egli ha comunque partecipato. Per lo staff era tutto ok. E gli è andata di lusso: con 105 voti è diventato il capolista al Senato. Ma c’è chi avanza un’obiezione. «La candidatura di Cappel-

letti al Senato? Mi sembra una deroga al regolamento del Movimento», dice Pozzolo. E spiega il perché della sua tesi: «A Marano, 8 mesi fa, per correre alle amministrative il Movimento ci aveva stato chiesto di presentare la lista allo staff di Grillo, che ha verificato i profili dei candidati; poi siamo andati in municipio a presentare la lista; e una volta ottenuto il via libera dal Comune, dal Movimento ci era richiesto di ripresentarla allo staff». A suo dire, ciò che mancherebbe nel caso Cappelletti è il “secondo battesimo”. Ma per il M5S non è un problema, né parlano di deroghe. Per correre, spiegava Marco Zordan, referente vicentino per la formazione delle liste alle Politiche, bastava «la certificazione» iniziale. • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 19

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 17 Gennaio 2013

ILPIANODEGLIINTERVENTI. Verticedimaggioranza sullerichiestedi modifiche alnuovoPiano regolatorepresentateda entiecittadini

Urbanistica,no a 400osservazioni Moltenonsono pertinentidal punto divistatecnico LaGiunta nerespingeràcircal’80%su 509 madovranno comunquepassare inConsiglio Poco più di 80 su oltre 500. La selezione si abbatte sul Piano degli interventi, tagliando come una scure quasi il 75 per cento delle osservazioni arrivate a palazzo Trissino. In tempi record gli uffici del settore urbanistica hanno esaminato i documenti che sono stati consegnati dai cittadini e dalle associazioni fino all’ultimo giorno utile, il 27 dicembre. Ieri sera è toccato alla maggioranza fare il punto della situazione. E oggi sarà la giunta a dare l’indirizzo politico, prima del passaggio in Commissione territorio, previsto per la prossima settimana, e, infine, in Consiglio. LABOCCIATURA.Niente è ancora ufficiale. Il sindaco Achille Variati e l’assessore all’urbanistica Francesca Lazzari metteranno il timbro definitivo nella mattinata odierna, quando la giunta si riunirà per discute-

Saranno esaminatedalla commissione laprossima settimana

CLAUDIOVELTRONI PRES.COMMISSIONETERRITORIO

re delle osservazioni al Piano degli interventi, dando il proprio giudizio. Il primo cittadino ha dato indicazioni chiare: in primis verranno bocciate tutte quelle che non sono state etichettate come «pertinenti» e successivamente, con un rigido monitoraggio, verranno approvate quelle ritenute idonee. Non sarà di certo una sforbiciata, ma una vera e propria bocciatura. L’intenzione, infatti, è quella di dare l’ok al 15 per cento dei 509 documenti che sono stati presentati (sette dei quali arrivati oltre il tempo massimo ma ugualmente accettati). Solamente 80 circa (o forse poco più) richieste di modifica passeranno con ogni probabilità l’esame dell’amministrazione. TUTTO IN GIOCO. Certo, ciò non significa che vengano messe definitivamente in un cassetto. Il meccanismo prevede che tutte le 509 osservazioni che sono state protocollate siano passate al vaglio della commissione territorio (già convocata per la prossima settimana) e successivamente del Consiglio comunale. La patata bollente arriverà in aula con ogni probabilità la settimana successiva; alla fine di gennaio. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di approvare il Piano degli interventi in tempi molto rapidi, consi-

derato che le elezioni, e la fine del mandato, si avvicinano. I CONTENUTI. In occasione dell’incontro di maggioranza tenutosi ieri sera, sono state illustrate anche le principali tematiche toccate dalle richieste di modifica. Tra queste una parte importante è relativa alla viabilità. In primis alla tangenziale Nord-est. Viene ad esempio chiesto lo slittamento dell’intersezione del tracciato della futura infrastruttura con l’attuale strada Postumia da Anconetta a Ospedaletto. Ci sono poi le osservazioni agli accordi di programma che hanno ricevuto l’ok questa estate. Non mancano infine le domande sulla zona industriale, investita da una vera e propria rivoluzione urbanistica, come più volte sottolineato dall’assessore all’urbanistica Francesca Lazzari. IL LAVORO. Le osservazioni saranno divise in 14 gruppi a seconda della tematica, così da facilitare il lavoro della commissione. «La settimana prossima inizieremo ad esaminarle - commenta Claudio Veltroni, presidente della commissione territorio - a blocchi ma sarà data una risposta a ciascuna richiesta di modifica che è stata presentata». • © RIPRODUZIONERISERVATA

L’INTERVENTO. IlCda chiede laconvocazionedel Consigliocomunale

LaGiunta esamineràleosservazioniche sonoarrivate alPiano degliinterventiche ridisegna lacittà

Lavotazione

EarrivalastrettasuiBid conregolepiùrigide Sono140 le osservazioniche sonostatepresentate entroil 27dicembre delloscorsoanno alpianodegli interventi approvato dal Consiglio comunaleeche riguardanogli exBid (bandid’interesse diffuso).Sonolo strumento più attesoda moltivicentini,tra lorofamigliechestanno aspettandodipoter ampliarela proprietà.La Giunta neha accolte626sulle 1.525 istanze inizialipresentate.Eieri, nel corsodellariunionedi maggioranza,havoluto metteredelleregoleancorapiù

Sono140 le richiestesui Bid rigide,stabilendo criterichiari e moltostretti.Inparticolaresi è esaminatalaquestione del ricongiungimentofamiliare,

stabilendoancora unavoltache sarà concessosolamente sechi richiede,o chi neusufruisce,non siainpossesso diun’altracasa. Allostesso tempoviene rimarcataancorauna volta la parentela,chedev’esserestretta. Ciòsignificacheil ricongiungimentofamiliare è possibilesolamente se siparla di genitori,nonni efigli.Ad esempio seun genitoredesidera congiugersicon il propriofiglio cheperòègià proprietariodi un terrenoinunaltro comune, allora nonsipotrà contaresul “soddisfacimentodelbisogno abitativofamiliare”,come viene chiamato.«In questomodospiegailconsigliere comunale dellaListaVariati,Urbano InnocenteBonato emembrodella commissioneterritorio -evitiamo anchele speculazioniediliziee diamoregole piùchiare». •

«Il presidente Zaia deve revocare la delibera che diffida l’Ipab». I consiglieri regionali del Partito democratico hanno firmato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di fare immediatamente marcia indietro. Stefano Fracasso e gli altri parlano di «castello di accuse costruito su una delibera infondata e con informazioni errate». Pretendono dunque la «revoca» con «scuse a un ente che dal 2009 chiude in attivo i propri bilanci». Queste le parole utilizzate nel documento presentato ieri e che chiede risposta immediata. L’interrogazione è firmata inoltre da Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo, Sergio Reolon, Giuseppe Berlato Sella e dalla capogruppo Laura Puppato. I rappresentanti del Partito democratico premettendo che «nella delibera della giunta regionale si scrive che secondo le “conclusioni rassegnate dall’Organo ispettivo” l’Ipab di Vicenza avrebbe operato “con rilevanti irregolarità” evidenziando “forti discrepanze esistenti con la legge” mettendo in essere attività “carenti e contraddittorie, con particolare attenzione alle molteplici

StefanoFracasso, Pd violazioni normative”». Tuttavia, secondo Stefano Fracasso e gli altri consiglieri «nelle conclusioni della relazione dell’organo ispettivo, e nemmeno nell’intero testo della relazione, non si rinvengono le espressioni utilizzate dalla giunta, ma più semplicemente si fa riferimento a “carenza istruttoria” del Consiglio di amministrazione dell’ente o si invita il Collegio dei revisori dei conti a “monitorare i costi sostenuti”». A loro dire ci sono dunque “evidenti differenze” fra quanto scritto nella delibera di diffida e quanto riportato dal verbale dell’organo ispettivo sul quale la prima dovrebbe fondarsi. Non solo. «Contrariamente a quanto affermato sempre nella delibera - continuano - la Residenza Parco Città di Vicenza non solo non è

“fonte di disavanzo di gestione corrente”, ma chiude i bilanci in attivo continuativamente dal 2009. E questo nonostante il contratto di affitto capestro sottoscritto dalla precedente fallimentare gestione». Per questo motivo i consiglieri del Partito democratico hanno presentato l’interrogazione: «Viste le evidenti differenze chiediamo al Presidente della Giunta regionale di revocare immediatamente la delibera n.19 del 9 gennaio 2013 conclude il primo firmatario Stefano Fracasso - perché risultano evidenti la carenza di motivazioni e i contenuti non sono corrispondenti alla realtà dei fatti». La revoca immediata a un duplice fine: «Si ristabilisce la correttezza di rapporti con l'Ipab - conclude il consigliere - e allo stesso tempo è un gesto di autotutela della stessa Giunta Regionale che potrebbe esporsi a facili ricorsi e richiesta di danni da parte dei soggetti interessati». Nel frattempo lo stesso Cda dell’Ipab ha chiesto la convocazione del Consiglio con lettera ufficiale al presidente Luigi Poletto, al presidente della quinta commissione Vittorio Corradi, al sindaco Achille Variati e tutti i capigruppo per fornire i chiarimenti e documentazione sulla deliberazione della Giunta regionale trasmessa via fax martedì. • © RIPRODUZIONERISERVATA

HIMALAYA Questaseraalle21 all’autoscuolaLaPacein vialedella Paceci sarà la proiezione“Himalaya,in camminotralenuvole”. RIFLESSIONE Alle15.30 alcoro delle Monacheall’Araceli il rabbinoAron Loccie mons GiuseppeDalFerro dialogherannosul settimo comandamento. DANTEALIGHIERI Alle16a palazzo Leoni MontanariCristinaBorin perlascuolaDante Alighieriparlerà di“La tavolozzadel bianco: potenzialità,energia, igiene,purezza”. •

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LAFIACCOLATA. Ieri seralamarciaperdue chilometridel comitato

Ipab,ilPdcontro Zaia In200controil Dal Molin «Deliberada ritirare» «Labattaglia non è finita» Firmata un’interrogazione dai consiglieri regionali «È infondata e contiene informazioni errate»

PROTESTAULSS Questamattinadalle 8.30 cisarà laprotesta dei lavoratori dei laboratori analisi-microbiologia dell’Ulss6«poichéla direzionehadecisodi tagliaregli incentivi economiciaseguito della decisionedella Regione». Neigiorniscorsi èandato inscenaun incontroin prefetturama la conciliazione«nonha avutobuonesito».

«La battaglia non è finita, anzi la rilanciamo». In piedi su un tavolo e senza megafono - come in certe illustrazioni di inizio Novecento Marco Palma, leader del "No Dal Molin", annuncia l’inizio della marcia. Serata da tregenda ma nonostante la pioggia ghiacciata mista a neve e tagliata dal vento gelido, e nonostante pure il menù toscano a base di ribolitta e stracotto al Chianti, si ritrovano in almeno 200 sotto il tendone del pre-

sidio permanente per partecipare alla fiaccolata. «E non sono pochi, anzi hanno sorpreso anche noi - sorride Francesco Pavin - considerata la situazione meterologica della giornata. Questa presenza significa che, sebbene l’inaugurazione della base americana sia oramai prossima, c’è una Vicenza che non ha nessuna voglia di arrendersi». Controllati dalle forze dell’ordine (polizia municipale, Digos, carabinieri e Ps) dalla

Ilcorteo NoDal Molin. COLORFOTO

rotatoria di Ponte del Marchese fino al semaforo con viale D’Alviano, i dimostranti hanno poi percorso i quasi due chilometri di tragitto fermandosi alla fine davanti ai cancelli dell’aeroporto civile. «Chiediamo al Comune fatti concreti a cominciare dai dati sui danni che provoca l’insediamento alla città. Non si sa nulla sulla falda ed i famosi piezometri non sono mai stati posizionati». «Chiediamo l’insediamento del gruppo tecnico di studio, del resto quando si dice che va ripristinato il drenaggio significa che i lavori lo hanno interrotto. Non a caso sono due anni che Vicenza va regolarmente sott’acqua». • R.L. © RIPRODUZIONERISERVATA

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Nicola Negrin

vademecum


22 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 17 Gennaio 2013

PULIZIEEMAZZETTE. Lemotivazionidel tribunaledel Riesame

Ftv,Baruchello «pericoloso» Restaincarcere Perigiudicilagunari sia l’ex amministratoreche l’imprenditoreNicolini «possonodelinquere ancora».Donà,«minor protagonismocriminale» Valter Baruchello resta in carcere perchè è «pericoloso» e perchè «potrebbe continuare a delinquere». Lo stesso dicasi per l’amico imprenditore Diego Nicolini; Antonio Donà, invece, e Marisa Bonato meritano gli arresti domiciliari ma solamente «per il minor protagonismo criminale». Per il resto, «il collegio ritiene di condividere le valutazioni del primo giudice (il gip di Verona che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, ndr) in ordine al pericolo di reiterazione dei reati». Sono queste le motivazioni con cui il tribunale del Riesame di Venezia, nei giorni scorsi, ha confermato la custodia cautelare per i quattro indagati, che vennero arrestati il 13 dicembre scorso dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e appalti truccati nelle Ferrotramvie vicentine. I giudici lagunari hanno accolto le richieste del pubblico ministero Ardito, tranne che per Donà, 46 anni, di Monticello Conte Otto, funzionario di Ftv, e per Bonato, 64, di Verona, segretaria di Nicolini. La vicenda è nota. La procu-

L’exsindaco diIsolaVicentina avrebbecercato difarottenere l’appaltoper l’amicoaltrove

Unacorriera delparcomezzi delleFerrotramvievicentine. ARCHIVIO

Unmese dietro lesbarre

ra scaligera ritiene che l’appalto per le pulizie delle corriere di Ftv, vinto dalla “Gestioni Nicolini”, fosse pilotato. Secondo il pm «era ritagliato su misura» e nessun altro avrebbe potuto vincerlo perchè «la maggior parte degli elementi presi in considerazione per individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa attenevano non alla qualità ma a requisiti relativi alla capacità tecnica del prestatore». In cambio? Nicolini (avv. De Zuani) avrebbe pagato la colf al padre di Donà (ipotesi seccamente smentita dall’indagato, assistito dagli avv. Roetta e Rizzi), e avrebbe pagato numerosissime spese di Baruchello, 50 anni, di Isola, di cui è stato sindaco prima di essere amministratore unico di Ftv (avv. Palermo e Canevaro): viaggi, lavori in casa, vini pregiati e moltissimo altro. «Pur prendendo atto delle dimissioni di Baruchello da Ftv, vale rilevare - scrivono i giudici - come sussistano elementi concreti che fanno ritenere che l’indagato possa continuare a porre in essere condotte antigiuridiche», visto che, come emerse dalle intercettazioni telefoniche, «si era prodigato in favore di Nicolini presso altre amministrazioni pubbliche al fine di consentirgli di ottenere l’appalto (come nel caso di Pordenone)». Per questo, «nonostante l’incensuratezza, la mancanza di presa di distanza dalle condotte» rende concreto e reale il pericolo di reiterazione. La difesa degli indagati non potrà che ricorrere per Cassazione per ottenere la libertà. Infine, poichè sia Nicolini che Bonato che Baruchello sono accusati anche di bancarotta fraudolenta della cooperativa “Sipp”, che è il reato più grave, la competenza territoriale resta a Verona. • D.N. © RIPRODUZIONERISERVATA

Valter Baruchello

DiegoNicolini

Exsindacodi Isola,ex amministratoreunico di Ferrotramvievicentine.

Èl’amministratoredi “GestioniNicolinisrl” al centrodell’inchiesta.

Ilbandoeraper l’accusaritagliato sumisuraperfar vincerelasocietà veronese diservizi

brevi COSTABISSARA FURTOIN ABITAZIONE SPARITI I PREZIOSI

Ladri in azione qualche sera fa a Motta di Costabissara. I malviventi hanno preso di mira l’abitazione della famiglia Faccin, lungo strada Pasubio, approfittando dell’assenza dei proprietari. Hanno rotto una serratura e una volta all’interno hanno rovistato nelle camere da letto portando via alcuni preziosi d’oro.

INCITTÀ

LADENUNCIA

Vìolaobbligo disoggiorno EperTorsello nuovoarresto

Spintaa terra dascippatore persfilarle unbracciale

FrancescoTorsello

Scippatorein azione

Non riesce proprio a restare fuori da guai. Per Francesco Torsello, 60 anni, una lunga lista di precedenti penali alle spalle e residente nel Comune di Arcugnano da dove per ordine del tribunale non dovrebbe allontanarsi, è arrivato l’ennesimo arresto. I carabinieri di Vicenza lo hanno trovato infatti l’altro ieri mattina mentre si beveva un caffè al Loss bar di via Vaccari. Che è a Vicenza e non ad Arcugnano. Così per Torsello sono scattate le manette per la violazione degli obblighi di soggiorno. Non bastasse, quando i militari hanno perquisito la sua auto hanno trovato una pistola elettrica tipo “taser”, in pratica uno storditore. Anche del possesso di quella che per la legge italiana è considerata un’arma propria e che si può tenere solo con il porto d’armi l’uomo dovrà dare qualche spiegazione. Intanto è stato trattenuto nella camera di sicurezza della caserma di via Muggia in attesa del processo per direttissima. Appena qualche mese fa Francesco Torsello era stato condannato assieme ad un’altra persona a otto anni e mezzo di reclusione. Erano accusati di numerosi episodi di spaccio di cocaina in città e provincia. In realtà, assolti da alcune imputazioni, pagavano la lunga serie di precedenti. • AL.MO.

Erano le tre del pomeriggio dell’altro ieri mentre stava entrando in casa della madre, in via Fratelli Albanese, una traversa di corso Padova. Neanche il tempo di aprire la porta che un uomo l’ha afferrata e gettata a terra per rubarle i braccialetti che aveva al polso. A denunciare la rapina ieri ai carabinieri di Vicenza è stata una donna di 62 anni, che comunque al momento dell’aggressione non ha chiamato nè carabinieri nè polizia. La donna ha raccontato che mentre stava entrando nell’abitazione della madre era stata avvicinata da un uomo di carnagione olivastra che aveva tentato di sfilarle con la forza i due bracciali che aveva al polso. Tirando con forza, vista forse la resistenza della vittima, la faceva cadere. L’uomo comunque riusciva a strapparle solo uno dei bracciali e poi si dava alla fuga. La 62enne vicentina non ha comunque riportato alcuna ferita nella caduta. Negli ultimi mesi dell’anno scorso erano state numerose le denunce in città per una serie di scippi a donne sole compiute da un uomo sempre descritto di carnagione olivastra, sui 30-35 anni. Addirittura in soli nove giorni era riuscito a mettere a segno almeno cinque colpi. Tra le sue vittime c’erano sia donne giovani che anziane. •

INCITTÀ/1 NONPAGA GLI ALIMENTI FINISCEAPROCESSO

Il cittadino algerino Aziz Benchamma, 44 anni, di Vicenza, via Toniolo (avv. Alifuoco), andrà a processo il 22 maggio davanti al giudice Rizzi. È accusato di aver fatto mancare il sostentamento economico alla figlia, che oggi ha 9 anni, a partire dal 2008. L’ex moglie è assistita dall’avv. Accebbi.

INCITTÀ/2 VIAGGIA IN TRENO TENNISTA DERUBATA

Una giovane tennista trevigiana di 23 anni è stata vittima di un furto mentre viaggiava in treno da Venezia a Milano. La vittima si è accorta che le era stata portata via la borsa proprio a Milano; la borsetta è stata ritrovata, senza tutti i contanti, dalla polfer di Vicenza. Il sospetto della vittima è di essere stata narcotizzata.

INCITTÀ/3 GUIDAVA EBBRO PAGHERÀ UNAMULTA

Mauro Nobile, 54 anni, di Montecchio Maggiore, via De Gasperi (avv. Mendo), pagherà il decreto penale da 2.500 euro. Lo ha deciso il giudice Carli. Nobile, il 22 novembre 2009, era stato fermato dalle forze dell’ordine mentre guidava un motociclo, in città, con un tasso alcolico di 1,14 grammi di alcol per litro di sangue.

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TRIBUNALE. Una giovaneè alla sbarraconl’accusadifavoreggiamento

«Leipagava lalatitanza alfidanzato».Aprocesso Un leccese si rifugiò nel Vicentino dopo un tentato omicidio e la ragazza lo aiutò economicamente Ha favorito la latitanza del suo fidanzato inviandogli dei soldi per mantenersi. La procura ne è convinta, tanto da aver chiesto il processo a carico di Teresa Cacciatore, 30 anni, leccese di Gallipoli, per la quale è iniziato l’altra mattina il pubblico dibattimento davanti al giudice Rizzi. La giovane, difesa dall’avv. Suez, è accusata di favoreggiamento. L’udienza è stata subito aggiornata al 12 giugno prossimo, quando dovranno essere ascoltati in aula il capitano Ghinelli e il luogotenente Ferrante. I fatti contestati risalgono al 2008. Un anno prima, il fidanzato di Cacciatore, Christian Barone, che all’epoca aveva 22 anni e risultava residente a Lecce, aveva tentato di uccidere un giovane a Gallipoli. Baro-

Ilvecchio tribunale di Vicenza, dove è iniziatoilprocesso

ne aveva sparato, con altri complici, rischiando anche di ferire una donna con la figlioletta di 3 anni, sulla cui auto, minacciandola per farsela consegnare, era poi fuggito. Quindi il giovane scappò dalla Puglia, facendo perdere fin da subito le sue tracce. Le indagini dei carabinieri portarono in Veneto, dove il pugliese fu ricercato a lungo, perché sul suo capo pendeva un’ordinanza di custodia cautelare. A trovarlo furono i carabinieri del nucleo investigativo vicentino (nella nostra provincia l’imputata aveva avuto contatti), che lo individuarono in casa di un suo amico parrucchiere, a Lonigo. Fu circondata l’abitazione e Barone venne arrestato, al pari del suo ospite che patteggiò un anno per direttissima. Il leccese fu successivamente condannato in primo grado in Puglia a 15 anni e 7 mesi di reclusione. All’epoca, i carabinieri accertarono (con dei vaglia postali) che a mantenere economicamente il ricercato era la sua fidanzata, che era stata pertanto denunciata in procura per averlo aiutato ad eludere le indagini delle autorità e a sottrarsi alla cattura. • D.N. © RIPRODUZIONERISERVATA


rassegna 17-01-13