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MERCOLEDÌ14 NOVEMBRE 2012 € 1,20

CALCIO

StaseraItalia-Francia Nonèmaiamichevole

CALCIOA5FEMMINILE f PAG48

Le inefficienze non più sostenibili di FEDERICO GUIGLIA

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

S

embra una guerra di parole. Lui, il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, parla di «eccedenze». I sindacati subito pensano a un'altra parola: «licenziamenti». E la disputa era stata aperta con un vocabolo ancora diverso: «esuberi». Comunque la si chiami, la partita che dovrebbe riguardare 4.028 impiegati della Pubblica amministrazione non può limitarsi all'annuncio dato, anzi, «cinguettato» via Twitter dal ministro medesimo, per un risparmio complessivo di 392 milioni di euro. Perché a tanto ammonterebbe l'importo di cui lo Stato potrebbe beneficiare nel caso andasse in porto il proposito di Patroni Griffi. Che questa vicenda - che riguarda sia il destino di persone in carne e ossa - sia il segnale che si vuole dare al Paese nel settore pubblico, è soltanto la spia della più importante ma finora disattesa riforma della Repubblica: che fare per rendere più efficace la disastrata organizzazione dello Stato e per risanare, per quanto possibile, i suoi conti. Da troppo tempo sappiamo di aver conseguito il primato di uno dei debiti pubblici più alti del mondo, il terzo secondo gli esperti. Un debito accumulato negli anni a causa di politiche dissennate ed equamente distribuite fra tutti i governi che pensavano alla sistemazione dell'oggi senza curarsi del domani per intere generazioni. Al domani ora siamo arrivati, e con l'ulteriore sconforto di assistere ad un sistema istituzionale che funziona male ad ogni livello. Dunque, un debito pubblico insostenibile e, contemporaneamente, un settore pubblico che in tutte le sue ramificazioni presenta le stesse caratteristiche: lento, inefficace, inadeguato. In tempo di crisi è evidente che la rabbia del cittadino, sempre più tartassato, si rivolga anche contro la struttura elefantiaca e immutabile nei suoi vizi. A fare le spese del malcontento sono così anche i funzionari, gli impiegati, i dirigenti. Senza più distinguere chi fa bene e chi fa male il suo dovere. Ma è arrivata l’ora di uscire da questo grande equivoco. Da una parte non si può prescindere dall'esercito di persone qualificate e dedite al loro lavoro con spirito di sacrificio e al servizio dei cittadini. Dall'altra, tuttavia, bisogna rivedere con ragionevolezza e buon senso l'organizzazione, le funzioni e il numero dei dipendenti pubblici di cui lo Stato ha effettivamente bisogno. Niente demagogia anti-statale, niente tabù del posto fisso a prescindere. A prescindere dal mondo che cambia, e che impone anche al nostro Paese un passo più giusto e deciso nell'interesse dei nostri figli. • f.guiglia@tiscali.it

Arzignano,primavittoria dopo3annidiattesa

f PAG50

VICENZA. IlbacinodiCaldognosifarà,impegnoda46milioni

Ilverticesblocca illagoartificiale anti-alluvione

Accordosugliindennizziagliagricoltoriperlearee PetizionetrasversaleperdarepoterispecialiaZaia

LACRISI. Bankitalia: debitoverso i 2.000miliardi

Oltre4.000esuberi nelPubblicoimpiego Inizia con oltre 4.000 esuberi su una dotazione organica di 94.249 unità la cura dimagrante per il Pubblico impiego: il dato è arrivato ieri dal ministro della Funzione pubblica. La notizia è piombata mentre oggi scatta lo sciopero generale della Cgil e Bankitalia ha reso noti i dati sul debito pubblico, pronto a sfondare la soglia psicologica dei 2 mila miliardi. f PAG 3

Protesteieriin piazza Montecitorio

CORNEDO. Dueincappucciatirubanooroecontanti

Rapinatoin casa,botte peravere60mila euro Un pensionato di 74 anni è stato rapinato in casa da due malviventi. Con un sotterfugio sono riusciti ad entrare nella sua abitazione di Cornedo. Erano incappucciati e lo hanno minacciato con un coltello, facendosi consegnare denaro contante e gioielli per almeno 60 mila euro. «Ho creduto di morire», ha spiegato la vittima.

f BRUNORI PAG 37

Unaparte dell’areadi Caldogno dovesorgerà il bacinodi sfogo delleacque perevitare lealluvioni «Il bacino di Caldogno si farà e il nodo-indennizzi non ne bloccherà l’iter». L’opera sarà dichiarata «di pubblica utilità», andrà in appalto «entro l’anno» e in cantiere a «luglio 2013». Lo hanno dichiarato ieri Regione, Comuni di Vicenza e Caldogno e Coldiretti al termine dell’atteso incontro in municipio a Caldogno. Una fumata bianca che dà risposta alle attese di chi chiede l’invaso da 3,8 milioni di metri cubi per mettere al riparo Vicenza dal rischioalluvione. Il costo: 46 milioni di euro. f SCORZATO PAG 12

ILCORSIVO.

L

Alibifiniti

unedì l’editoriale del Giornale di Vicenza si concludeva così: «Spetta alla politica esercitare per una volta il proprio potere anche in maniera drastica pur di spazzare via qualunque ostacolo. Se serve, anche poteri speciali: per fare qualcosa di normale senza alibi». La politica ha accolto il suggerimento, e con una mossa responsabilmente trasversale

ha dato vita a una petizione per chiedere a Monti di dare al Presidente del Veneto poteri speciali tali da realizzare urgentemente i bacini di sfogo a Caldogno e le altre opere indispensabili a evitare nuove alluvioni. Ne siamo lieti. Ma ci fa ancor più piacere il fatto che in calce alla petizione ci siano le firme dei cittadini vicentini: con queste, gli alibi sono finiti anche per il governo. • A.G.

L’abitazioneobiettivodeibanditi

FEDERALISMO

SCHIO

f ERLE PAG 6

f DALCEREDO PAG 30

ARZIGNANO

MARANO

f CASTAGNA PAG 35

f PAG 33

IlVenetovuole diventareRegione “differenziata”

Coppiainvestita sullestrisce pedonali

Guerraalleauto: installatiincittà 19autovelox

Un’assemblea percontrastare ifurtiinserie

LONIGO. Denunciataper28milaeurospariti L’INTERVISTA. Businaro eil casoMarzotto

Badanteassolta: ottienel’eredità Aveva agito con correttezza e non aveva portato via nulla all’anziana che seguiva con amorevole cura. Tant’è vero che fu lei a ereditarne tutte le sostanze, alla morte. Il giudice Dario Morsiani ha assolto una badante, Nerina Pegoraro, dalla pesante accusa di circonvenzione di incapace. Era stata denunciata dai Carabinieri per il sospetto di una sottrazione di 28 mila euro.

f NERI PAG39

VICENZA

«Nessunaevasione Isoldi investiti qui» Quattordicenne denuncia: «Aggreditada unmagrebino» f PAG 20

Ferdinando Businaro, consigliere d’amministrazione della Marzotto, genero e per vent’anni braccio destro del conte Giannino, di recente scomparso, contesta il sequestro preventivo per 65 milioni di euro ordinato dal tribunale di Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta evasione fiscale legata alla cessione del 29,6% di Valentino per 199 milioni. f TOLETTINI PAG21

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IL GIORNALE DI VICENZA

Novale di Valdagno (VI) Cell. 389 9819745

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Mercoledì 14 Novembre 2012

VENETO

VERONA.Muoreneltombino

Saràl’esamedeldnaadaccertarel’identitàdell’uomotrovato mortoieriaVeronaconilcorpoincastratodentrounabotola dell’energiaelettricamentrecercavadirubarecavidirame.

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: veneto@ilgiornaledivicenza.it

REGIONE. «Teniamoquiil Tfr di tuttinoi:è un tesoro sblocca-opere»

L’INDAGINE. Dipendente Mipaaf diConegliano

Eccoipoteriinpiù cheilVenetovuole portareviaaRoma Lagiunta Zaiahavaratoieri tre disegnidilegge preparatidalla commissione delprof.Antonini peravere il federalismo“differenziato”pervirtuosi Piero Erle VENEZIA

Sarà che le accuse sulla quasi alluvione lo hanno irritato di brutto («in due anni abbiamo realizzato 812 interventi, speso tutti i soldi che c’erano stati dati, e lavorato per 12 bacini anti-piene: c’è chi parla a vanvera»). Sarà che la legislatura nazionale ormai volge alla fine e il Parlamento è impegnato ogni giorno a votare fiducie alle manovre di Monti, che il federalismo lo allontanano sempre più. Sarà, ma bisogna onestamente dire che il volto del governatore Luca Zaia non sprizza entusiasmo e fiducia quando presenta a stampa e tv il progetto che aveva annunciato fin dal suo ingresso a palazzo Balbi, nell’aprile 2010: il “federalismo a geometria variabile” per il Veneto, che da regione virtuosa chiede più autonomia allo Stato. La mette giù co-

«Unesempio? Portiamole Soprintendenze aibeniculturali sottolagestione regionale»

sì il governatore: «Dopo un lungo lavoro abbiamo pronto un piano “gandhiano”, perché permette di chiedere maggiore autonomia per il Veneto restando nei limiti della Costituzione: è quello che la nostra Regione potrebbe avere se solo il governo fosse davvero un interlocutore sul federalismo e l’autonomia». Come dire: non lo è. Intanto però il Veneto, con il lavoro del prof. Luca Antonini e della sua commissione, ci prova. E chissà, forse traccia una strada su cui si riuscirà a camminare in futuro. IL MODELLO VENETO: LO STATO RISPARMIEREBBE 28 MILIARDI. Il “modello veneto” di federalismo differenziato, spiega deciso Antonini, si traduce in tre distinti disegni di legge, tutti approvati ieri dalla giunta Zaia: ora spetterà al Consiglio regionale ufficializzarli, prima che vadano a tentare la ventura a Roma. Ma prima Antonini e Zaia tengono a sottolineare un dato preciso. Se anche solo lo Stato italiano applicasse oggi gli standard di spesa pubblica del Veneto, potrebbe ottenere risparmi per quasi 28 miliardi di euro l’anno (quasi 17 dovuti a taglio di personale, quello iniziato ad annunciare ieri dal ministro Patroni Grif-

fi): è poco meno del 2% del Pil nazionale, da destinare a investimenti e servizi a famiglie e imprese». COSA VUOLE IL VENETO. Il primo disegno di legge è quello dal futuro più difficile: applica l’articolo 116 della Costituzione che prevede appunto la possibilità di “ulteriori forme di autonomia” per una Regione che lo chieda, ma ci vuole un accordo con lo Stato e il voto del Parlamento a maggioranza assoluta. In ogni caso il Veneto chiede più compartecipazione di Iva e Irpef, e con quei soldi gestirerebbe una valanga di poteri oggi in mano a Roma o co-gestiti tra Stato e Regioni. Primo: l’istruzione (specie la completa gestione del personale scolastico) e un “Sistema universitario regionale”. Poi la tutela e valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali. E poi la ricerca scientifica, la Protezione civile, il Governo del territorio e perfino i rapporti con l’Ue. VIA GLI OSTACOLI: «A NOI LE SOPRINTENDENZE». Per il secondo disegno di legge basterebbe invece un semplice voto positivo del Parlamento. Mira, spiega Antonini, a eliminare tutti gli ostacoli che a Roma

Concussione,arrestato ispettoredell’Antifrode TREVISO

Ilpresidente Luca Zaiae ilprof.Luca Antonini rallentano le procedure. Quindi il Veneto vorrebbe prendersi direttamente le quote venete di una decina di Fondi nazionali per le imprese, del canone sul rigassificatore, la previdenza complementare, l’Albo delle cooperative, l’Ismea e l’Agea (agricoltura). Di più: il Veneto chiederebbe autonomia sulle procedure di Via (impatto ambientale) e sulle infrastrutture anche energetiche, e poi prenderebbe l’Agenzia del demanio, il Corpo forestale e - esempio che Antonini cita come classico modo per sbloccare procedure che oggi durano anni e spesso finiscono con un “no” - le Soprintendenze ai beni culturali. TENEREILTFRVENETOQUI.Terzo esplosivo progetto di legge, quello che mira a trattenere in Regione i fondi accumulati per il tfr-trattamento di fine rapporto, e così pure magari (seconda ipotesi, aggiuntiva), gli assegni familiari. «Pensate - spiega Zaia - se quei soldi che i veneti lasciano a Roma con interesse all’1% venissero affidati alla Regione, che potrebbe pagarli magari il 5% e sfruttare quelle risorse per infrastrutture e opere che invece oggi, con mutui e project, ci costano oltre il 10% di interessi». •

Glieffetti insoldi 6 MILIARDIINPIÙ EIL PIL VENETOA +10% Seil Veneto ottenesse le autonomieindicatedai tre disegnidilegge, stima la commissioneguidatada Antonini,daRoma a Veneziasi sposterebbe la competenzasuqualcosa come6 miliardidi euro: «In terminidi impattosul Prodotto,lespese della RegioneVeneto crescerebberodi 4puntidi Pil».Tuttoquesto,stima l’UnioncamereVeneto che hacollaborato allo studio, comporterebbe«un incrementodel livello di benessereeconomico di quasi2800 europer abitante veneto». Ingenerale, potergestire quiquei fondi equei settoriconmaggiore autonomia(la Regione incasserebbepiù Iva e più Irpefpergestirequei settoriinvece delloStato) «consentirebbeal Veneto diraggiungere unPila prezzicorrenti di158 miliardidieuro, quasi 15in piùdell’attuale: +10,4%».

Un funzionario dell’ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi agroalimentari del Mipaaf (ministro dell’agricoltura) è stato arrestato dai finanzieri del comando di Treviso per il reato di concussione. Secondo quanto ricostruito dalla Gdf l’uomo, approfittando dell’appartenenza all’Ispettorato, avrebbe avanzato richieste di varie regalie ad aziende vitivinicole operanti nella Marca trevigiana. Oltre al danaro, l’ispettore pretendeva dai soggetti controllati anche il rifornimento di carburante sul suo fuoristrada. L'uomo, ispettore del Mipaaf dell'ufficio di Conegliano, è stato arrestato (e ora è ai domiciliari) dai militari del comando provinciale della guardia di finanza di Treviso al termine di una delicata indagine

eseguita a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione. L'ordinanza è stata disposta dal gip del Tribunale di Treviso per il reato di concussione. Pesanti le accuse nei confronti del dipendente pubblico. In più occasioni, approfittando dell'appartenenza all' ispettorato, avrebbe avanzato richieste di regalie, anche in denaro, ad aziende vitivinicole operanti nella Marca trevigiana. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria nel corso delle indagini hanno scoperto frequenti e ingiustificati contatti del funzionario con operatori del settore vinicolo. Ai contatti, a volte assillanti, sono seguite, in più riprese, richieste di dazioni di denaro, per un importo pari ad alcune migliaia di euro. I malcapitati si sono visti avanzare anche domande di rifornimenti di carburante (almeno 10) sul suo potente fuoristrada Range Rover. •

COPPAAMERICA. WorldSeries soloaNapoli

LunaRossanontorna Scoppial’iradiVenezia VENEZIA

Luna Rossa, Oracle e le altre vele saranno di scena solo a Napoli: la città partenopea ha battuto Venezia e si è aggiudicata l’unica tappa europea in programma l’anno prossimo delle World Series, l’evento di preparazione alla prestigiosa regata velica America’s Cup di scena a San Francisco a settembre 2013, preceduta dalla Louis Vitton Cup. Fortemente irritato il sindaco, Giorgio Orsoni: «Ho un contratto con

l’organizzazione di Coppa America che prevede le World Series a Venezia nell’aprile 2013». «Il sindaco Orsoni ha tutta la mia solidarietà e se deciderà di intraprendere delle azioni saremo al suo fianco», ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia. «È una scelta inspiegabile e inammissibile per il Veneto: la manifestazione vale un indotto di 40 milioni, e intanto per il dissesto finanziario Napoli ha avuto da Roma 2 miliardi. Immagino ci siano elementi anche per azioni legali a vario livello». •

METÀLEGISLATURA. «Ora dobbiamolavorare all’applicazione delloStatutoe aitaglidispesa»

IlConsiglio regionale conferma Ruffatoetutto l’ufficio di presidenza Il presidente del Pdl è stato “ricandidato” in aula da quasi tutti i gruppi di minoranza VENEZIA

Riconferma piena sino alla fine della legislatura, nel 2015, per il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato (Pdl), e così pure per i due vicepresidenti Matteo Toscani (Lega) e Franco Bonfante (Pd), e i due consiglieri segretari dell' Ufficio di presidenza, Moreno Teso (Pdl) e Raffaele Grazia (Udc): a trenta mesi dall’insediamento del Consiglio, come prevede il nuovo Statuto, si deve procedere a una nuova votazione dei vertici dell’assemblea legislativa. E ieri si è proceduto a scrutinio segreto, come previsto dalle regole, nonostante il capogruppo Pdl Dario Bond, forse per evitare sorprese nell’urna, avesse chiesto

Ruffato (inpiedi) e,dasinistra, Teso,Toscani,Bonfante e Grazia di procedere per alzata di mano. La riconferma di Ruffato e dell'intero ufficio di presidenza è stata proposta in aula da Pietrangelo Pettenò dai banchi di opposizione e dallo stesso Bond, e sottoscritta da Lucio Tiozzo per il Pd, Gennaro Marotta per l'Italia dei Valori e Federico Caner per il gruppo

della Lega: è quindi avvenuta praticamente all'unanimità. Nel corso dello scrutinio Ruffato ha ottenuto 51 voti su 55 presenti (due bianche, una nulla e un voto alla capogruppo del Pd Laura Puppato) a fronte dei 40 richiesti come soglia minima (maggioranza assoluta dei due terzi dei componenti dell'assemblea). Il vicepresi-

dente “vicario” Toscani ha ricevuto 29 voti, Bonfante 23, Grazia ben 25 e Moreno Teso 21 (l’elezione dei due consiglieri segretari ha visto 2 schede bianche e 4 nulle). Immediate le felicitazioni del governatore Luca Zaia, ieri assente per impegni. Nel ringraziare l'assemblea per la “riconfermata fiducia" Ruffato ha promesso di voler continuare ad essere “il presidente di tutti", con la consapevolezza che il Consiglio, dopo aver dimostrato di saper fare squadra e superare sfide importanti come l'approvazione del nuovo statuto e del nuovo regolamento, ora è chiamato al compito impegnativo di tradurre le riforme statutarie e di applicare le misure di contenimento della spesa per gli enti locali previste dal governo Monti. «Ma soprattutto dobbiamo lavorare uniti, con grande senso di responsabilità - ha detto Pettenò - per riconquistare credibilità nei confronti dei cittadini». •


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Acausadelmaltempo,alcunigrossimassisisonostaccatidalla paretesuddelPomagagnon,lamontagnachechiudelaconca d’Ampezzoesonoprecipitatisulghiaionesottostante.

VERONA.Presopiromaneaziendale IcarabinieridiVeronahannoarrestatoun40enne,residentea Verona,ritenutoresponsabiledell’incendio,loscorso6 novembre,delleautoditredirigentidelladittapercuilavorava.

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PADOVA.Droga,arrestati2tunisini Duetunisini,trovatiinpossessodicirca1,5chilidihashish inun’autovetturarubata,sonostatiarrestati,inflagranzadi reato,dallasquadramobiledellapoliziadiPadova.

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BELLUNO.CrollanomassiaCortina

ILRADUNODIPADOVA. Regione,Comune,entie categorieeconomiche: una lunga seriedi interventi afavore delgruppo diricerca “bloccato”dall’Istituto zooprofilattico

Capua,ilVeneto siappella aNapolitano

«Sisblocchi iltrasloconella Torredella ricerca».Un messaggioalCapodello Stato“sottoscritto”da autoritàericercatori Piero Erle

inviato a PADOVA

Una sala piena, in municipio a Padova, per gridare “Non sprechiamo i nostri talenti”. Piena di loro, quei giovani ricercatori (e ricercatrici, in maggioranza) che rischiano il posto se vincerà quello che un’anziana ricercatrice definisce così: “Il desiderio di primato della casta amministrativa, che tante volte tarpa le ali a chi si occupa di scienza”. Ma la sala è piena anche di autorità politiche ed esponenti del mondo della ricerca, dell'istruzione, del sindacato, dell'impresa. Tutti accanto alla nota virologa Ilaria Capua per dare voce - guidati da Eleonora Vallin direttrice di “Nordesteuropa.it”, promotore dell’incontro insieme a Franca Porto segretario regionale Cisl, che è la prima a intervenire al microfono - a quel grido. Che è destinato ad arrivare lontano e in alto: al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. IL MESSAGGIO. Proprio domani Ilaria Capua - è stata inserita in una lista dei 50 scienziati più importanti del mondo, nel 2011 ha vinto il “nobel” della veterinaria - sarà protagonista a Roma degli “Stati generali della cultura”, in veste di rappresentante per tutta l’Italia della cultura scientifica. E lì, diretto a Napolitano, arriverà un messaggio chiaro: il Veneto intero vuole che tutte le istituzioni permettano a lei e ai

suoi 70 collaboratori di traslocare e ampliare il Dipartimento di scienze biomediche alla “Torre della ricerca” creata dalla “Città della speranza” (altro “miracolo” di ricerca-medicina sorto in Veneto anche grazie al manager Franco Masello). Tutte le istituzioni: anche quell’Izve, Istituto zooprofilattico delle Venezie, da cui la Capua e i suoi dipendono, e che ha invece bloccato tutto. LA REGIONE. Bloccato all’ultimo, il governatore Zaia ha inviato il portavoce Giampiero Beltotto a testimoniare a voce «l’impegno che la Regione mette per portare a termine il progetto alla base di questa inutile e dannosa querelle. Non è una questione personale, ma di sistema. La Regione condivide totalmente l'appello che si sta facendo al presidente Napolitano perché è l'insieme delle istituzioni che deve farsi carico di problema di questa vicenda, in cui la burocrazia si mette di mezzo rispetto a progetti e talenti così importanti. Ilaria Capua è corteggiata dal mondo: siamo noi che abbiamo bisogno di essere credibili». Beltotto ha ripetuto la questione posta pubblicamente da Zaia: «Perché dopo due anni di trattative dicono che il trasloco non si poteva fare?». Arrivano due assessori regionali. Isi Coppola: «È imbarazzante e vergognoso dover organizzare un incontro così. La Regione ha messo le risorse. Non possiamo non es-

Lanota virologa

«Nonso comefinirà macombatto perilgruppo»

Lasala in municipioaPadovache ha registratogli appellial microfono perla virologae il suogruppo sere indignate». Elena Donazzan: «Nella battaglia sull'aviaria anni fa ho conosciuto la Capua: preparatissima, innamorata del suo lavoro, coraggiosa e umile, capace di ritagliarsi uno spazio nel mondo». GLI INTERVENTI. Al microfono vanno ricercatori ed ex docenti universitari che difendono «la ricerca di qualità di Ilaria Capua». E poi Davide Fiore per il Fai di Vicenza, Stefania Fochesato presidente della “Città della speranza". Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato: «Non possiamo permetterci di perdere Ilaria Capua. Speriamo che da Napolitano arrivi una “pressione” che cambi qualcosa. C'è la possibilità che la Torre della ricerca tenga un gruppo di ricerca di altissimo prestigio e livello e chi la guida, guai se non si riesce a far-

lo». Giovanni Cattoli dirigente proprio dell'Istituto zooprofilattico: «Ogni cervello che si trasferisce all'estero è un pezzo del nostro comune buon senso che ci abbandona». Ruggero Frezza, ad dell'incubatore M31. Adriano Cestrone dg dell'Azienda ospedaliera di Padova: «Non si capisce il perché del “no” alla Capua: è inaccettabile sprecare un talento così per un motivo che non può che essere futile». Lo scrittore Giancarlo Marinelli: «Il Paese che allontana i suoi figli migliori uccide se stesso». E poi il Festival della scienza, Raffaele Zanon presidente di Veneto innovazione, Cristina Ghiringhello direttrice di Forema. I messaggi del sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, e di Corrado Facco direttore di Fiera Vicenza. L’appoggio di Pd e Udc. Di Ferruccio Macola pre-

sidente di Fiera di Padova. Di Gianni Potti di Confindustria Veneto: «Le imprese hanno bisogno della ricerca». IRICERCATORI.Al microfono va Sabrina Marciano, ricercatrice del Dipartimento della Capua: «Noi vorremmo andare nella Torre anche per condividere cervelli, collaborare con altri ricercatori», e scrosciano gli applausi dei suoi colleghi. Chiude Filiberto Zovico editore di "Nordesteuropa.it", che presenta l’appello a Napolitano: «Vogliamo dare un segnale a tutti i ricercatori che c'è qualcuno che resiste e si dà da fare. Oggi scappano via imprese, capitali, ricercatori: il Veneto torna ad essere terra di emigrazione. Spetta alla politica e alle istituzioni dire come terminerà in concreto questa vicenda». •

«Grazie».IlariaCapua prendela paroladopoaverascoltato tuttigli interventi al microfono. «Combattoquestabattaglia spiega-perchécredo inquello chefaccio,nell’importanza dellasanitàpubblica,nella collaborazioneinterdisciplinare.Ela forzadellaricerca oggiè mettereinsiemetalenti diversi,esperienze diverseper arrivarea risultati nuovi.Unire veterinario ericerchesui bimbi esull’oncologia?I grandi gruppi europeilavoranoproprio in questomodo».«Combatto riprende- perchénel Dipartimentohoa caricooltre 40precari: quasituttii miei ragazzisonostati precari, da quandosono arrivatainVeneto 15annifa eavevo con me5-6 persone.Oggi ci sono75 persone,elavoranograziealla competitivitàdellaricerca italianaperchéle fontidi finanziamentocheriusciamo a mantenerearrivano dall’Ue, dallaFrancia e, pensate, perfinodall'Egitto. Perché la ricerca(ragazzisapete chela fate moltovoi,io stoal telefonoarecuperarefinanziamenti)

L’interventodi Ilaria Capua nonsoloèimportante per il futuro, nonsologenera brevetti edà impetoall'industria, magenera anchepostidilavoro. Fu Parigi,la Direzionegeneraledellasanità animale,a chiederealministero a Romadipotenziarequesto gruppo.E iomi battoper questo: perpotenziare il gruppo, perché altri20 ricercatorilavorinoa progettidisanitàanimale ma soprattuttodisanitàpubblica. Sonograta alVenetoper quello chemihapermesso difare,devo allalungimiranza eallaforza venetala miaattuale visibilità internazionale.Equestosostegno trasversale dioggi facapire a voi giovaniche sietemotori di cambiamento,diuna politicache riconoscel’importanza della ricerca.Non socome andrà a finire:spero bene.Soprattutto perchénehabisognoPadova eil Veneto, maètuttoil Paese cheha bisognodicredereneipropri talentienellaricerca». •

NUOVALEGGEREGIONALE. La Giuntahaavviatoil riordinodel sistema BERLATOEILCASO-MADEIN. «Serveagire subito perlimitarei danni»

Il nuovo provvedimento voluto dagli assessori Finozzi e Ciambetti ora andrà in Commissione La Giunta regionale ha avviato l'operazione di concertazione con i Comuni interessati alla rimodulazione degli ambiti territoriali delle nuove Unioni Montane, previste da una specifica legge veneta del settembre scorso in vista dell’abolizione delle attuali Comunità montane, prevista dalla legge per fine anno. «La legge in questione punta a realizzare la trasformazione delle attuali Comunità montane in Unioni di comuni - ha spiegato l’assessore Marino Finozzi (economia montana), che ha proposto il provvedimento d'intesa con il collega Roberto Ciambetti (enti locali) - individuando in prima battuta l'attuale delimitazione territoriale delle Comunità montane quale ambito territoriale adeguato per l'esercizio associato delle funzioni e dei servizi. Il sistema tuttavia non è rigido, ed è stata prevista la possibilità di modificare l'ambito territoriale dell'Unione montana, in relazione alle esi-

L’assessore Marino Finozzi genze funzionali dei comuni, con l'obiettivo di migliorare lo svolgimento delle funzioni associate». In particolare, come noto, nella norma è prevista la possibilità per un Comune di aderire ad una Unione montana il cui territorio sia confinante con quello della Comunità montana in cui il comune è attualmente inserito. C’è la facoltà per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti di recedere dalla Comunità montana “originaria". E c’è la rideterminazione dell'ambito territoriale ottimale da parte della Giunta regionale, su proposta dei Comuni interessati.

«Per quest'ultimo caso - ha aggiunto Finozzi - è previsto che sia la Giunta a provvedere, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, su proposta dei Comuni interessati e sulla base di un procedimento di concertazione». Nei sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione regionale, i Comuni che mirano ad un'eventuale rimodulazione di confini e apparteneze dovranno trasmettere alla Giunta una proposta di rideterminazione. Negli stessi termini temporali, i Comuni potranno anche indicare la volontà di adesione ad una Unione montana il cui territorio sia confinante con quello della Comunità montana originaria o il recesso, per i Comuni con popolazione superiore a 5 mila, dalla Comunità montana di appartenenza. Con un'altra delibera, approvata dalla Giunta sempre su iniziativa di Finozzi, sono state anche adottate le disposizioni operative in fase di prima applicazione della legge regionale sulle Unioni montane; il provvedimento passerà ora all' esame della Competente commissione consiliare prima della definitiva approvazione. •

«L’Ue approvinuovalegge» Nel dicembre 2010, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di Regolamento che stabilisce che i beni importati al di fuori dell'Ue dovrebbero sempre indicare chiaramente il paese d'origine al fine di aiutare i consumatori a compiere una scelta informata. Si tratta di un sistema che fornisce ai cittadini europei maggiori informazioni e più controllo sulle loro scelte mettendoli, in tal modo, al riparo dall' acquisto inconsapevole di prodotti potenzialmente di dubbia qualità. Come noto, però. la Commissione europea ha deciso di ritirare la proposta di Regolamento «anche a causa - spiega l'europarlamentare pidiellino Sergio Berlato - di alcuni Stati membri, a minor vocazione manifatturiera e maggiormente dipendenti dalle importazioni extra Ue, che si sono da sempre fermamente opposti all'idea di una legislazione europea sul Made In». Contestualmente al ritiro della proposta da parte della Commissione vi è l'impegno della stessa a riproporla con una base giuridica diversa che si fonda sulle problematiche del mercato interno e della protezione dei consumatori piuttosto che del commercio internazionale. «Mi sto attivando per spronare la Commissione a un intervento rapi-

do - puntualizza Berlato - Bisogna stabilire i tempi di questa nuova proposta. Pur modificando la base giuridica della proposta di regolamento sul Made In, bisognerà capire come la Commissione intenda superare le difficoltà incontrate con la precedente proposta tra gli Stati membri che da sempre si oppongono all'introduzione del regolamento. La

Commissione deve rendersi conto dei gravi danni economici che il ritiro della proposta di regolamento ha provocato ai diversi settori dell'economia tra cui, in particolare, quello orafo. Vi è grande preoccupazione per le difficoltà incontrate dal comparto. Serve agire subito per non aggravare una crisi di settore che tocca in particolar modo il vicentino». •

L’on. SergioBerlato

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IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 14 Novembre 2012

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CRONACADIVICENZA

«Sìalbacino Ilcantiere partea luglio» L’operasaràdichiarata subitodipubblica utilità Indennizzigestiti dalla commissione provinciale «Sicuriche ilnodo-rimborsinonbloccheràl’iter» «Il bacino di Caldogno si farà e il nodo-indennizzi non ne bloccherà l’iter». L’opera sarà dichiarata «di pubblica utilità», andrà in appalto «entro l’anno» e in cantiere a «luglio 2013»; gli attriti sul quantum dei ristori ai proprietari dei terreni «non saranno da ostacolo, perché quel tema sarà affrontato in separata sede, in commissione provinciale espropri». Lo hanno dichiarato ieri Regione, Comuni di Vicenza e Caldogno e Coldiretti al termine dell’atteso incontro andato in scena in municipio a Caldogno. Una fumata bianca che dà risposta alle attese di chi chiede l’invaso da 3,8 milioni di metri cubi per mettere al riparo Vicenza dal rischio-alluvione, ma che lascia aperta un’incognita: quella sul costo finale dell’opera, per la quale al momento sono a disposizione 46 milioni di euro statali. IL VERTICE. Due ore di serrato confronto a porte chiuse. Al tavolo l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte, i sindaci Achille Variati e Marcello Vezzaro, il presidente della Coldiretti Diego Meggiolaro, il commissario della Provincia Attilio Schneck, il presidente della Camera di commercio Vittorio Mincato e il consigliere regionale Costantino Toniolo. Il vertice consegna un accordo verbale, «un patto tra gentiluomini» per dirla con le parole di Meggiolaro.

Quando canta il gallo dopo cena,sec’è nuvolosirasserena

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

ILVERTICE. Fumatabianca aCaldogno dopo due ore didiscussione

Marco Scorzato

Ilproverbio delgiorno

procederanno in parallelo», spiega Variati. «Anche se non c’è accordo su tutto ciò che riguarda gli indennizzi, il bando si farà subito». «Appalto integrato entro l’anno - precisa l’assessore Conte -, 90 giorni per le offerte, a giugno l’assegnazione e il via ai lavori». Vale a dire: tra due anni e mezzo consegna dell’opera. GLI INDENNIZZI. «Le priorità della Regione - aggiunge Conte - sono realizzare l’opera in tempi adeguati e garantire il giusto prezzo ai proprietari» di una settantina di appezzamenti agricoli e di tre case. Per le abitazioni, che saranno abbattute e ricostruire altrove, l’accordo «è raggiunto», così come «per gli espropri» dei 27 ettari che ospiteranno gli argini del bacino. «Non c’è intesa, invece, sulle servitù di allagamento» sui restanti 83 ettari. L’ultima perizia della Regione, che rivede per la terza volta in otto mesi i criteri alla base del calcolo, “produce” indennizzi per «11,5 milioni». Coldiretti giudica le somme, e i criteri, ancora non adeguati. L’INTESA. La soluzione emersa ieri è quella di «assegnare alla commissione provinciale espropri il compito di valutare

L’OPERA. «Abbiamo separato i due livelli della questione, che

Restal’incognita sulcostofinale delmaxiinvaso Almomento sonodisponibili 46milioni

l’entità degli indennizzi», spiega Conte. «Abbiamo accettato - incalza Meggiolaro, della Coldiretti - dopo che la Regione si è impegnata a garantire la copertura finanziaria, quale che sia la conclusione cui arriverà la commissione tecnica. I terreni per noi non sono solo proprietà, ma anche lavoro e reddito». «Compenseremo le eventuali differenze di valore», conferma Conte. I SINDACI SODDISFATTI. «Va dato atto a Coldiretti di non aver preteso la variazione della perizia regionale - osserva il sindaco Variati -. Così abbiamo ottenuto ciò che più interessa alla nostra comunità, che la realizzazione del bacino proceda senza rischio di interruzioni, in quanto opera di pubblica utilità e somma urgenza. E le procedure commissariali in deroga che chiediamo siano assegnate al governatore Zaia saranno utili per fare prima». «Centriamo tre obiettivi - conclude Vezzaro -: fare l’opera velocemente, consentire indennizzi adeguati e continuare la collaborazione tra le parti». INCOGNITA COSTI. Morale: con l’impegno verbale assunto ieri le parti contano di mettere l’opera al riparo dall’incubo di stop derivanti da ricorsi al Tar. «A ciò serve la pubblica utilità», dice Conte, che consente di occupare le aree anche in assenza di accordi. D’altra parte, rimanda la definizione degli indennizzi, quindi il conto finale dell’opera. Oggi, stando alle perizie regionali,si fermerebbe a 44,5 milioni. •

Hannodetto

L’accordo verbale anti-alluvione

DIEGOMEGGIOLARO COLDIRETTI Abbiamoaccettato dopoche laRegione sièimpegnata agarantire la coperturafinanziaria, quale chesia laconclusione cui arriveràla commissione tecnica.I terreni garantiscono anchelavoroereddito.

MAURIZIO CONTE ASSESSOREREGIONALE Appaltointegrato entrol’anno, 90 giorniper leofferte,a giugno l’assegnazioneeil via ailavori. Lepriorità dellaRegionesono realizzarel’operain tempi adeguati egarantire il giusto prezzoai proprietari.

LAPROTESTA. Una cinquantinadi personealgrido di«Bacino subito»

Rabbiasottoil municipio «Bastacon questipolitici» Paolo Mutterle

MARCELLOVEZZARO SINDACODI CALDOGNO Lasoluzione che abbiamotrovato ci permettedicentrare tre obiettivi:farel’opera velocemente, consentire indennizziadeguati e continuarelacollaborazione trale parti.

© RIPRODUZIONERISERVATA

Solo due parole: «Bacino subito». Questo è quello che voleva sentirsi dire la cinquantina di persone che si è presentata puntuale (fin troppo, visto che l'inizio è slittato alle 18) davanti al municipio di Caldogno. «Dobbiamo essere in tanti - recitava il volantino degli organizzatori - per manifestare contro questi ritardi intollerabili. Vogliamo fatti concreti e tempi certi! Staremo lì finché

la riunione non sarà finita, e pretenderemo di saperne subito l'esito». Solo i più pazienti, una ventina, saranno accontentati alle 20.30. Ma i commenti sono spietati. «A questa gente - sibila un manifestante - dobbiamo chiudere i rubinetti. Lasciamoli senza stipendio, vedrete che un accordo lo trovano in fretta. Stanno giocando con la nostra tranquillità». «Ci stanno prendendo per il c... - tuona un altro - ma è anche colpa nostra: siamo troppo buoni, abi-

tuati a lavorare e accettare tutto». Tutto si svolge con ordine sotto gli occhi della polizia locale e dei carabinieri. Clima tranquillo ma animi esasperati. «Dobbiamo azzerare questa classe politica - commenta Massimo, un alluvionato di Cresole - che non è ancora riuscita a far partire un progetto fondamentale per la sicurezza idraulica. Hanno solo messo sirene e gli avvisi via sms. Un modo per dire: noi vi avvisiamo, poi sono fatti vostri». Ce n'è per tutti, anche per i tecni-

ILRETROSCENA. La Regioneharivistotre voltein ottomesi i criteripermisurarei rimborsi

Quelballettodegli indennizzi Serata della Tradizione

Prima 8,5 milioni di euro, poi 13, ora 11,5 dopo che la Provincia ha ravvisato il rischio di violare la legge

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Giovedì 15 novembre 2012

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All’inizio, a febbraio, erano 8,5 milioni di euro. Poi, a luglio, sono diventati 13 milioni. Da poche settimane - ma lo si è appreso solo ieri quando l’assessore Maurizio Conte ha risposto a precisa domanda - il totale è (sarebbe) di 11,5 milioni. Si tratta del conto globale degli indennizzi per espropri o servitù di allagamento ai proprietari dei terreni dove dovrebbe sorgere l’invaso a Caldogno. Su queste cifre si è giocato fi-

nora il confronto RegioneColdiretti. L’ultima formulazione non soddisfa gli agricoltori, figuriamoci la prima. La seconda (i 13 milioni) andava già meglio. Ma come si stabilisce quanti soldi pubblici vanno a indennizzare un esproprio o una svalutazione? La Regione ha risposto in otto mesi in tre modi diversi. A febbraio applica i “valori di mercato”, con tre fasce diverse a seconda dello stato dei terreni. Ma quei criteri, che determinano rimborsi per 8,5 milioni, sono contestati da Coldiretti, che chiede di applicare il protocollo d’intesa per gli espropri della Pedemontana. A luglio la Re-

Meggiolaroe Variati. COLORFOTO

gione rivede i criteri in quella direzione, riesumando il “valore agricolo medio” (Vam): così gli indennizzi balzano a 13 milioni. Infatti è di luglio la comunicazione che il costo dell’intero bacino passa da 41,5 a 46 milioni: esattamente i 4,5 milioni in più per gli indennizzi. Ma c’è un problema. Quando la Regione chiede alla Provincia di procedere agli espropri su quelle basi, Palazzo Nievo prende carta e penna e risponde: rileva che applicare il Vam sarebbe in contrasto con la legge, per via di una sentenza della Consulta del 2011 che stabilisce come criterio il «valore venale». «Questo ufficio - scrive

la Provincia - è consapevole che la Regione mira “a limitare il ricorso al contenzioso con l’obiettivo di arrivare all’acquisizione degli immobili in tempi brevi”, ma è anche consapevole che la corresponsione di una indennità di esproprio superiore a quella prevista in base all’ordinamento vigente può costituire danno erariale». La Provincia precisa che non si assumerà una simile responsabilità. L’assessore Conte ha ammesso ieri che questa lettera ha indotto la Regione a una marcia indietro. I criteri sono stati rivisti ancora, non ha precisato in che senso, per un totale di indennizzi di 11,5 milioni.Coldiretti contesta ancora. Ma col “patto” di ieri, la palla passa alla commissione provinciale espropri. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA


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IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 14 Novembre 2012

Storie diSanti

Oggiil calendarioprivilegiai santi Serapio,NicolaTavelicdi Sibenik,Ipazio vescovo diGangra inAnatolia e Teodoro uccisoadEraclea nellaTracia. Serapio partecipòconFederico Barbarossae

Riccardocuordi leonealla terzaCrociata inTerrasanta (durata dal1189al1192). TornatoinSpagna combattècontroi Moriinvasorie di nuovopartecipòalla quartaCrociata. Sifecepoi religioso

nell’OrdinedeiMercedari deditialla liberazionedei cristianifattischiavidai Turchi.

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Dialettando “Rebecarseo rabecarse” neldialetto veneto significa rimbeccarsi.“Naso rebecà”

vuoledire aquilino. “Lese rebeca”: donne chelitigano comedue polli

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L’APPELLO. VariatieVezzaro promuovono un documentoindirizzatoalpremier Montia cuichiunquepuò aderire:giàcentinaia lefirme arrivate

Petizioneperi poteri speciali a Zaia Gian Marco Mancassola Dopo l’acqua, piovono le firme. In un pugno di ore più di trecento adesioni alla petizione promossa da Achille Variati e Marcello Vezzaro, sindaci di Vicenza e Caldogno, per conferire al governatore Luca Zaia speciali poteri in grado di velocizzare l’accensione delle ruspe per costruire il maxi-invaso di Caldogno. Lo spauracchio è che, anche con i soldi in tasca e anche con gli accordi per l’utilizzo dei terreni, nel labirinto della burocrazia nostrana si perda tempo prezioso, con il rischio di nuove esondazioni del Bacchiglione.

ci. «Genio civile, dirigenti della Regione, cosa stanno facendo? Vengano fuori a metterci la faccia. Restano lì a vita, ma se non sono competenti devono andarsene, via, sciò» dice una signora. E gli agricoltori? «Esproprio, deve prevalere il bene comune - interviene il marito - anche se sono convinto che dietro a chi si oppone ci siano alcuni politici a soffiare, vogliono la loro parte». C'è chi se la prende con Zaia, come Alessio Camuffo, storico militante leghista espulso qualche mese fa dal Carroccio. E i rimborsi? «A quelli penseremo da domani - taglia corto un residente di Rettorgole -, oggi c'è da chiudere la partita del bacino». • © RIPRODUZIONERISERVATA

IL DOCUMENTO. La lettera vergata da Variati e Vezzaro è indirizzata al premier Mario Monti. L’appello cavalca l'onda emozionale scaturita dai devastanti allagamenti dell’ultimi week-end che hanno flagellato in particolare la Toscana. «Non possiamo più aspettare - scrivono i due sindaci - dalla realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno dipendono il futuro di un intero territorio e la vita di tutte le persone che ci abitano e ci lavorano». Il documento ricorda l’alluvione del 2010 e l’esondazione sfiorata domenica, appena due anni dopo. «Non chiediamo un solo euro al governo, ma soltanto tempi rapidi», avverte Variati, che rilancia «l’enorme preoccupazione per la tempistica di realizzazione dell’opera che, con procedure ordinarie, prevede anni di attesa». In cambio Variati offre e garantisce la massima trasparenza negli atti nell’eventualità in cui assuma, con Vezzaro, il ruolo di sub commissario «in virtù della profonda conoscenza dei problemi del territorio e delle esigenze delle comunità, di grande importanza per velocizzare l’iter». LE PRIME ADESIONI. Chiunque può aderire. Per firmare la pe-

tizione basta sottoscrivere il form pubblicato sul sito www. comune.vicenza.it all’indirizzo http://www.comune.vicenza.it/petizionebacino. Si può firmare anche di persona, recandosi all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Vicenza, in corso Palladio 98, o nelle sedi delle circoscrizioni. Tra i primi ad aderire si segnala Giuseppe Zigliotto, presidente di Confindustria Vicenza, che ribadisce il sostegno «all’attività di prevenzione del territorio attraverso l’appoggio alle scelte di creare bacini di laminazione». AVENEZIA.Nelle stesse ore in cui a Vicenza veniva presentato il documento, a Venezia il governatore Zaia reclamava proprio quei poteri speciali che i sindaci gli vorrebbero conferire. «Al governo chiediamo un atto di coraggio», dice Zaia, confermando di essere disposto «a diventare oggetto di poteri veramente speciali per fare le cose velocemente. Se decidessimo che la strategia nazionale diventa la tutela del territorio contro il dissesto idrogeologico si diano poteri speciali ai governatori. Così potranno essere molto più operativi, ad esempio bypassando le tremila commissioni». E Zaia cita proprio il bacino di Caldogno: «Non è già in gara perché la Corte dei conti ha legittimato solo 10 giorni fa il finanziamento da 19,5 milioni. Con la legge attuale si farà nel 2015. Se facessimo come dico io, in un anno è fatto. L'emergenza del dissesto è ormai nazionale: se una volta le opere pubbliche erano le strade, oggi l’opera pubblica è la tutela del territorio. •

Iprimi firmatari LEADESIONI Tra i primi firmatari, gli assessoricomunali AlessandraMoretti, PierangeloCangini, MassimoPecori,Giovanni Giuliari,Ennio Tosetto, AntonioMarcoDalla Pozza, FrancescaLazzari,i deputatiDanielaSbrollini eGiorgio Conte,i consigliericomunali MaurizioFranzina, Claudio Veltroni, RosarioVigneri, GianpaoloGiacon, Mariano Docimo,CristinaBalbi,Pio Serafin,Cinzia Bottene,i consiglieriregionali CostantinoToniolo e Stefano Fracasso, Diego Marchioro,sindacodi Torri diQuartesolo, Enrico Rinuncini,sindacodi Ponte San Nicolò,il

IlBacchiglione domenicaha rischiatodi tracimare. IeriilverticeaCaldogno perdiscuteredelbacino presidentedella Fondazione Teatro ComunaleFlavio Albanese,il presidentedi ConfindustriaVicenza GiuseppeZigliotto,il presidentediAscom SergioRebecca, quello di ConfartigianatoAgostino Bonomo,Bruno Santacatterinapresidente diConfesercenti, Silvano Scandianpresidentedi Cna,GianfrancoRefosco segretariodella Cisl, MarinaBergamin della Cgil,Grazia Chisindella Uil,il commissariodella ProvinciaAttilioSchneck, Ildirettoredell’Ulss6 AntonioAlessandri, Il presidentedei CommercialistiAthos Santolin,ildirettoredi TvA NotizieLuca Ancetti. •

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ILCOMMENTO. Ilportavocedel comitato Nicola Biasindopo l’incontro

«Nonabbiamo certezze Lapreoccupazioneresta» «Soddisfatti dell'accordo raggiunto? Ne riparliamo a giugno, meglio aspettare quando arriveranno le ruspe». Al termine della riunione e dopo la breve conferenza stampa dei sindaci con Regione e Coldiretti, Nicola Biasin, portavoce del comitato alluvionati di Caldogno, non riesce proprio a tirare un sospiro di sollievo. «Rimane un grosso punto di domanda - si chiede preoccupato - chi garantisce che nessun proprietario si opporrà all'iter?» Dopo la delusione per non es-

Stradeallagate aRettorgole

sere stato ammesso in sala consiliare («Mi hanno detto che Conte non voleva») e tre ore di paziente attesa davanti al municipio, Nicola Biasin commenta così l'esito del vertice: «Mi sembra che tutto si sia concluso con un punto interrogativo. Non c'è niente di scritto, è un patto tra galantuomini. Nessuno infatti può escludere che ci saranno ricorsi, non solo sugli indennizzi, ma magari anche sul merito del progetto. Senza contare il fatto che Coldiretti non rappresenta la totalità dei

proprietari dei terreni dove sorgerà il bacino d'invaso. Mi aspettavo qualcosa di più da questo incontro. Non riesco ad essere tranquillo». Alla vigilia c'erano molte aspettative. «Basta ritardi sul bacino. Non mi interessa sapere di chi sono delle colpe - aveva detto Biasin prima dell'incontro - se sono degli agricoltori o della Regione, mi basta sapere che il cantiere verrà aperto il primo possibile. Avevo chiesto di poter assistere in rappresentanza dei cittadini alluvionati, ma forse qualcuno ha la coda di paglia». Alla fine molti dubbi rimangono tali. «E anche nella migliore delle ipotesi, abbiamo davanti altri tre inverni senza il bacino» conclude sconsolato Nicola Biasin. • P.MUT. © RIPRODUZIONERISERVATA

L’affondodi DePoli

L’Udc:«Inquestidueanni sièfattotroppopoco» «AZaianon resta che assumersile sue responsabilità eammettere:indue anniciò chehafattolaRegioneèstato insufficiente».Lo affermail deputatoUdcAntonio DePoli secondocui«la Giunta non può lavarsile mani dicendochei ritardisono riconducibiliai problemilegati agliespropri e agliaccordi sugliindennizzi». PerDe Poli «èarrivatoil momentodichiedereallo Stato ditirarefuorigli schei per la nostraregione». Il parlamentarevenetoaderisce allalettera-petizione dei

sindaci.«Serveun piano straordinario,chepreveda finanziamentieprocedure in gradodigarantire la rapida realizzazionedelleopere necessarieallamessa insicurezza delterritorio.Tuttoquestosi può afare adue condizioni: devono esserciifondi edevono essere concessipoterispeciali». «Esprimopieno appoggioalla petizionedeisindaci per conferire alpresidenteLuca Zaiai poteri commissarialispeciali per realizzareintempi brevi ilbacino dilaminazionediCaldogno». Lo affermaCostantino Toniolo, presidentedellaPrima commissionein consiglio regionale.«Questa delletante avanzate èevidentemente l'ipotesipiùlogicaed economicaspiega-èinutileincaricare una terzapersona,spendendo ulterioririsorse». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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Ilgovernatore:«Conquesteleggi l’invasosi farebbesolo nel2015» Zigliotto(Industriali):«Sostegno allaprevenzionenel territorio»


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IL GIORNALE DI VICENZA

LAGRANDEPAURA

Mercoledì 14 Novembre 2012

Nuovi video e notizie sul sito internet:

www.ilgiornaledivicenza.it

INCENTRO STORICO. ContràChioare ridottaa un campodi battagliadallapressione delfiume chehaspezzato una vecchia conduttura

Siromponoi tubi,esplode l’asfalto Quarantametridistrada sventratidall’acqua alta Viabilitàinterrottatra pontePusterlae ilQuerini Sarànecessario uninterventoda 500 milaeuro Gian Marco Mancassola Un campo di battaglia. In contrà Chioare l’asfalto è esploso, sbriciolato in mille bolle, centrifugato dalla forza dell’acqua che spingeva dal sottosuolo. Da domenica quel corridoio tra ponte Pusterla e parco Querini è nell’occhio del ciclone. Ancora una volta è stato invaso dalla melma e da tre giorni è chiuso al traffico, spezzando quel settore del centro storico in due metà e rievocando i fantasmi dell’alluvione di Ognissanti. «Le condizioni della strada mi hanno davvero impressionato», ammette Ennio Tosetto, assessore ai lavori pubblici. LE CHIOARE. Da sempre quella contrada convive con l’acqua, nel bene e nel male. Il nome come racconta Antonio Di Lorenzo nel volume “La memoria delle acque vicentine”, edizioni Terra Ferma - deriva dall’area un tempo destinata all’asciugatura dei panni lavati nelle acque del fiume e appesi attraverso particolari arpioncini, meglio noti come chioare. Con ponte degli Angeli, questa è l’altra postazione di vedetta per sorvegliare gli umori del Bacchiglione. Non a caso, lunedì il sindaco Achille Variati ha accompagnato proprio in contrà Chioare il commissario straordinario per l’alluvione Perla Stancari. I quaranta metri di asfalto letteralmente esploso sono una cartolina della Vicenza annacquata che attende ancora terapie d’urto dopo i disastri di due anni fa. «È una delle strade con problematiche di assetto idrogeologico ha spiegato Variati - che io avevo evidenziato al commissario della Regione, ma che non è stata ritenuta opera prioritaria e quindi non è stata finanziata. Domenica, invece, puntualmente son saltate le tubazioni fognarie per la pressione delle acque chiare e nere che hanno addirittura crepato la strada». Variati ha accompagnato il commissario all’interno di alcune botteghe: «I com-

mercianti sono esasperati dalla ripetizione di questi eventi che alla fine portano alla chiusura delle loro attività». LA CONDOTTA. L’acqua alta in contrà Chioare non è stata causata da una tracimazione del fiume, ma dal cortocircuito della rete fognaria, che ha trasformato la contrada in una pentola a pressione destinata a esplodere. Come spiega l’ing. Diego Galiazzo, dirigente comunale del settore Protezione civile, il crack è stato generato dalla combinazione di due fattori. Il primo è lo scollamento del sottofondo stradale, quell’impasto di ghiaia e sabbia su cui appoggia l’asfalto, sollecitato fino allo sfinimento dalle piogge. Il secondo è la pressione che il fiume ha esercitato su una vecchia, per non dire antica, condotta in mattoni incaricata di trasferire le acque bianche da San Marco. Il Bacchiglione ha spinto finché la condotta si è rotta, liberando l’acqua che ha crepato l’asfalto. Questa mattina è in agenda un vertice tra Comune e Acque Vicentine per programmare la riparazione. È pronosticabile un intervento di prima messa in sicurezza del manto stradale per consentire la riapertura della via. Saranno invece più lunghi i tempi dei lavori in profondità che

Sonorimasto impressionato daglieffetti dellapioggia sullacontrada ENNIOTOSETTO ASSESSOREAILAVORI PUBBLICI

dovranno revisionare e sostituire l’intera batteria dei sottoservizi. È un’operazione da oltre 500 mila euro, simile al cantiere avviato in contrà Porta Santa Lucia. Particolare attenzione dovrà essere riservata alla rete fognaria, che andrà adeguata alla normativa e dotata di un sistema di sollevamento per vincere la forza scatenata dal fiume in piena. I guai registrati nella rete fognaria sono stati una costante. «Anche viale Torino - segnala Raffaele Colombara, consigliere della lista Variati sindaco - è andata sott'acqua come due anni fa. Avevo sollecitato dei lavori; è stata effettuata la pulizia delle caditoie e, soprattutto, lo scorso anno sono state ispezionate le condutture con robot. È stato effettuato un by pass nelle condutture per dirottare i flussi. Questo non è sufficiente, visto che anche in altre occasioni con piogge forti e battenti siamo andati sotto. Evidentemente le condutture non supportano i flussi: é necessario intervenire per trovare soluzioni definitive». LE FOGNATURE. E il sistema fognario e depurativo è il fronte che più ha impegnato le squadre di Acque Vicentine tra domenica e lunedì, come conferma l’azienda presieduta da Angelo Guzzo. «Nel territorio gestito dall’azienda la rete di scarico è in gran parte di tipo misto e raccoglie pertanto sia le acque nere provenienti dagli scarichi domestici sia le acque bianche provenienti da grondaie, piazzali e strade. In caso di precipitazioni eccezionalmente abbondanti le fognature miste diventano dunque, insieme a fiumi e canali, ulteriori vie di deflusso dell’acqua piovana, e le stazioni di sollevamento e gli impianti di depurazione diventano snodi rilevanti». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Ilsottopasso INZONASTADIO Èstato riapertonella tardamattinadi ieriil sottopassodi viadello Stadiodopo gli allagamentichesono seguitiall'eccezionale ondatadi maltempo dell'ultimofinesettimana. Ilnodoviariodello stadio pertantoè completamentedi nuovo infunzione:risultano infatti apertealla circolazionevia Zanecchin,viaStadio e la nuova rotatoria. L'unicavariazione temporaneaè l'istituzione delsenso unico inuscita daltribunale versostadio eriviera, anziché ildoppio senso.«Nonostanteil maltempodiquestigiorni i lavori alnodo dellostadio sonoproseguitie infatti oggièstato riapertoil sistemanellanuova configurazioneviabilistica -dichiaral'assessoreai lavori pubblici Ennio Tosetto-. Ringrazio gli abitantidellazona chein questimesi hanno pazientatoe cheora finalmentepossono

L’acqua cheha invaso contrà Chioare. COLORFOTO ARTIGIANA

L’asfalto esplosoincontràChioare

LAPOLEMICA. Comunee Consorzio sull’allagamentodi Ca’ Tosate

Quell’arginesotto accusa «Lavoro ok,tutto previsto» Alessandro Mognon

vedere concluso l'imponentelavoroe circolarepiù agevolmente». Oggi inizia iltraslocodel tribunale, coniltrasferimentodei giudicidipace, e proseguirà peruna settimana,fino al23 novembre.Nel mesedi dicembreiltrasloco riguarderàla procura. Si libererannocosìi due stabiliperi qualiil Comune pagal'affitto». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Da là è uscito il Bacchiglione, da là hanno visto l’acqua uscire e allagare i campi, la strada e le case. È l’argine sull’ansa del fiume, prima di Ca’ Tosate, finito sotto accusa. Quello sistemato dal Consorzio di bonifica Alta pianura veneta. Ma non c’è stato errore, non era troppo basso o mal progettato: «Quella è un’area golenale - dice l’assessore Ennio Tosetto -, dove è previsto che il fiume esca. E quell’argine è stato fatto per salvare le case dalle piene normali. Non da quelle estreme». Nessuna sorpresa, nessuna sottovalutazione. «Quell’argine doveva tenere fino a

ACa’Tosatecase estrada sonofiniti sottoacqua 5voltein due anni 5,50-5,80 metri - spiega Tosetto -. E così ha fatto. Ma quando la piena è arrivata a sei metri, l’acqua è uscita. Non si possono costruire argini alti quanto si vuole, anche perché a decidere è l’Autorità di bacino».

Insomma l’argine dietro la chiesa di Campedello va assolto: ha fatto il suo dovere. E Gianfranco Battistello, direttore del Consorzio Alta pianura veneta, ci tiene a precisare che, a parte il livello ecceziona-

che serve tutti gli stabili della via, e che scarica gli sfoghi delle acque piovane nel fiume, con la piena ha allagato la strada. Per fortuna abbiamo avuto soltanto delle infiltrazioni, perché le pompe non scaricavano e l'acqua tornava indietro nelle bocche da lupo degli interrati». Oltre alla buona sorte, però, Costa tiene anche a sottolineare come rispetto a due anni fa siano cambiate, in meglio, altre cose. «Il Comune ha sicuramente fatto passi da gigante con il servizio di avviso via sms, perché grazie a quello ci eravamo preparati. Nella giornata di sabato avevo già staccato tutti i computer e messo in sicurezza praticamente ogni cosa». E poi, un pensiero per quel famoso bacino di cui tanto si parla in questi giorni: «Il

sindaco ha ragione, se fosse stato fatto l'invaso tutto questo non sarebbe successo». RICORDI. «Alcuni tendo a cancellarli - racconta Costa però, dopo quell'1 novembre, ho passato 16 giorni nell'interrato assieme ai ragazzi svuotando tutto per liberare e rimettere a posto. Ma dopo i primi due giorni, mi sono seduto fuori dall'azienda e ho detto: o chiamate aiuto o io non ce la faccio». E nonostante dica di voler cancellare certe immagini, Costa ha ben chiaro ogni istante di quella maledetta domenica di due anni fa. E la forza di ricominciare da dove gli è arrivata? «La ditta esiste dal 1968, dovevo chiudere perché un fiume mi ha messo in ginocchio? Ho detto: no». •

LASTORIA. Nel2010laRettificaVicentinainDivisioneFolgorefinivasottoacqua,domenicascorsaharivissutoquell’incubo

«Lamia aziendasommersa erinata» «Difesi dal nuovo muro Adesso cedo al Comune parte del mio parcheggio per mettere due pompe» Giulia Guglielmi Il 1˚ novembre 2010 Alberto Costa si era infilato la muta stagna sul ponte di viale Diaz. Ma di mestiere non fa il sommozzatore, quella è solo una passione. Costa, quarantanove anni, è uno dei due soci della Rettifica Vicentina - ditta di via Divisione Folgore che si occupa di rettifiche di motori e commercializzazione delle parti di

ricambio - e che con l'alluvione di due anni fa ha subito un danno pari a 320 mila euro. «Quest'anno - racconta - siamo stati difesi dal muro fatto costruire ad aprile dal Genio civile, e che è stato calcolato sulla piena del 2010 con l'aggiunta di 50 centimetri». Ma non è tutto. «Venerdì - prosegue Costa - firmerò in Comune per cedere una parte del mio parcheggio, in modo da poter fare un buco e posizionare due idrovore che intercettino le acque piovane. È l'unica soluzione perché queste non fuoriescano dai tombini, com'è successo domenica, e vengano invece convogliate su

queste pompe e sparate a pressione nel Bacchiglione». Perché non si può vivere con l'incubo che ogni pioggia metta in ginocchio la propria attività. «Ho dato piena disponibilità al Comune, chiedendo solo che mi mettano nella condizione di lavorare in sicurezza e tranquillità». RITORNA L'INCUBO. «Domenica ho passato l'intera giornata, dalle 9 di mattina alle 20, a monitorare la situazione assieme ai miei dipendenti» racconta Costa. Perché il problema, questa volta, è stata l'acqua fuoriuscita dai tombini, anziché lo straripamento del Bacchiglione. «La tubazione

Ilmuro davantiall’azienda RettificaVicentina. GUGLIELMI

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Cronaca 15

ILCASO. Un uomodi 47anni domenicamattina sièaffrettato a spostarelamacchina da vialeBrottona viaGiobertiperpauradell’alluvione

Metteinsalvol’auto,iladrilarubano Imalviventihannoapprofittato dellaconfusionenelquartiere Hascopertoil furtosolo lunedì aemergenzaormaiconclusa Claudia Milani Vicenzi Non bastavano la cantina e la casa allagata. Non bastavano i mobili rovinati. Non bastava che fosse la seconda volta in due anni. Ci volevano pure gli sciacalli. Un vicentino ha spostato l’auto per metterla in salvo e il giorno dopo, quando è andato a riprenderla, non l’ha più trovata. I ladri gliela avevano rubata.

le della piena, tutto è andato come previsto: «Ha ragione Tosetto, quella è area golenale e non si può far tutto. Perchè a quello servono quelle zone a lato dei fiumi, ad accogliere le piene. D’accordo con il Comune abbiamo sistemato delle pompe e alzato l’argine perché tenesse fino a 5 metri e 50. E ha tenuto anche a 5,80. Poi in condizioni eccezionali l’acqua ha tracimato e abbiamo dovuto portare via le pompe e il trattore». È difficile dire a chi vive nel mini-borgo di Ca’ Tosate che così dovevano andare le cose. Ma il senso è quello: «All’incontro per decidere i lavori era presente anche il sindaco continua Battistello -. A tutti è stato spiegato che quell’argine serve ad evitare che gli abitanti di Ca’ Tosate vadano sotto acqua altre cinque volte come è successo negli ultimi due anni. Perché bastava molto meno per far uscire il fiume. Ma con l’evento estremo non si può far niente». •

L’EMERGENZA. Domenica, ore 10. Il Bacchiglione fa sempre più paura. Da palazzo Trissino un nuovo messaggio ai cittadini per avvertire del rischio di piena alle 14. Suonano le sirene, squadre di dipendenti comunali e volontari della protezione civile informano porta a porta e con megafoni i residenti e i commercianti delle vie considerate potenzialmente a rischio affinché spostino da garage, cantine e strade le auto e altri beni di valore. Tra queste c’è anche viale Brotton, una delle strade più colpite dalla grande alluvione del 2010. Per i cittadini inizia una corsa contro il tempo. Il primo pensiero è quello di riuscire a mettere in salvo le macchine. Tutti corrono nei garage o in strada e partono, verso vie più sicure dove poterle lasciare. Poi a casa, dove c’è tutto il resto da fare. Si spostano i mobili, si mettono al riparo oggetti di valore, ci si precipita a cercare sacchetti di sabbia. Il primo carico finisce a tempo di record, i cittadini, con un misto di paura, rabbia ed esasperazione ne cercano altri, ma sembra tutto inutile. Alle 14.45 arriva l’ondata tanto temuta. L’acqua inva-

Lastradadove viveèstata invasadall’acqua comegià accaduto nel2010

de via Allegri, dal civico 7 anche viale Ferrarin, via Forlanini va sotto nello stesso punto del 2010, all'inizio e alla fine di viale Brotton la situazione è tra le più critiche. I residenti si mettono subito al lavoro: molti di loro avevano appena finito di sistemare la casa dopo l’alluvione del 2010 e, di nuovo, vedono le stanze invase dall’acqua e dal fango. ILFURTO.Per un uomo di 47 anni che abita in viale Brotton i problemi non sono finiti. Quando, domenica mattina, ha sentito per le prima volta le sirene che annunciavano lo stato di pre-allarme, è corso, come molti dei suoi vicini, a spostare l’auto per metterla al sicuro. L’ha parcheggiata a meno di mezzo chilometro di distanza, in via Vincenzo Gioberti e poi è tornato a casa. Lunedì mattina, quando il peggio sembrava passato, la scoperta che qualcuno gliela aveva rubata. È uscito per andare al lavoro, ha percorso il tratto di strada a piedi ma, quando è arrivato al parcheggio, della macchina non c’era traccia. I ladri, è chiaro, hanno approfittato della confusione che regnava in città quel giorno e sono riusciti a portarla via indisturbati. Alla vittima non è rimasto che rivolgersi alle forze dell’ordine per sporgere denuncia. Sono in corso le indagini e si stanno controllando le immagini delle telecamere della zona che potrebbero aver ripreso i ladri in azione. I CONTROLLI. Un caso che, per fortuna, sarebbe comunque isolato. Per tutto il giorno, infatti, poliziotti, carabinieri, agenti del corpo forestale e finanzieri hanno presidiato le zone più a rischio sia per evitare il verificarsi di situazioni di tensione tra i cittadini sia per controllare che non ci fossero sciacalli pronti ad approfittare dell’emergenza per mettere a segno furti nelle abitazioni e nei garage. •

«Èora diagire»

Lavori anti-alluvione SFONDARE L’ARGINE DELLABUROCRAZIA «C’èunsolo argineda sfondare:quellodella burocrazia».Così Agostino Bonomo,presidentedi ConfartigianatoVicenza inuna notadopo la mancataalluvione dei giorniscorsi: «Anome delletante piccoleaziende diffuse sulterritorio rivolgounappello ainostri amministratori-scrive Bonomo-.Possono essere tantelecause delle situazionidi rischio alluvione,ma essendo questooramiun datodi fatto esso vaaffrontato senzaultrrioriindugi». Insomma«servono i cosiddettibacinidi laminazione?Sifaccinao. Unasoluzione ses8 vuole lasitrova».Quindi«basta parolee promesse, ora si agiscaa tutleadfel bene comune». LADESTRA: SUIBACINI SERVIVA DECISIONE PerSergio Boschiero, segretariocittadino deLa Destra«ivicentini come dueannifa hanno assistito anuoviallagamentied al solitopuntualerimpallo di responsabilità.Ci chiediamoseil tanto citato“bacino di laminazione”serviva con urgenzanon sarebbe stato opportunoperVariati andaredal ministro a batterei pugnisul tavolo e senecessariofare qualcosadi eclatante, comeuna manifestazione conlapartecipazione della cittadinanzaunita». •

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Acquaaltain viale Brottondomenica:unascena simile aquella delnovembre 2010. ARCHIVIO

L’intervento disalvataggio

IconiglidiparcoQuerini recuperatidaivolontari Sonopassatidue anni, mala situazionenonè cambiata. Anchequestavoltai volontari dell’associazione“La voce dei conigli”equellidell’Enpa sezionediVicenzasi sono ritrovatia parcoQuerini per salvarei numerosi conigliche domenicarischiavano l’annegamentoa causa dell’acquaalta. Tantopiù cheil sindacoAchille Variati aveva indicatola zona verde come eventualeareadaallagareper evitareche l’acquamettessea rischiozoneabitate. I trenta animalistihanno recuperato,in circacinque oredi lavoroecon l’aiutodel custodedel parco, 13 conigliadulti e7cuccioli natida unadecinadigiorni. «Abbiamola necessitàdi incontrarciquantoprimacon il sindacoVariatiper stilare e

Unodeiconiglirecuperati concordareun progettoche prevedailcensimento ela sterilizzazionedegli animalichesi trovano aparco Querini- spiega BettyPace,vicepresidente de“La voce deiconigli”-. Moltidiloro, infatti,sono palesemente domestici:cuccioli compratiper fare felicii bambiniepoi scaricati alparcoquando il “giochino” perdeva interesseediventava un problemadagestire».Passata

NELLESCUOLE. Inalcuneclassi presente soloun quartodegli studenti

Aulesemivuote, fioccano assenzee giustificazioni Parecchi ritardi e qualche assenza in più. Il day after della domenica più adrenalinica del 2012 non poteva non avere conseguenze sulla puntualità degli studenti in classe. Nonostante le strade più allagate siano state ripulite e in parte riaperte al traffico, lunedì mattina nelle aule delle scuole vicentine l'appello ha sortito parecchi silenzi. All'istituto Fogazzaro di contrà Burci, dove oltre il 50% di allievi proviene da fuori città, sono state decine i ragazzi costretti a farsi firmare il libretto per il mancato rispet-

to dell'orario di inizio lezioni, vale a dire le 7.40. «Che ci sarebbero stati disagi l'avevamo messo in preventivo - sottolinea la preside Maria Rosa Puleo - del resto con un'alluvione praticamente sfiorata non si può pretendere che il giorno successivo tutto sia come prima, sia per la viabilità che per i danni che qualche famiglia purtroppo ha subito». Numerosi al Fogazzaro anche gli assenti («in qualche classe addirittura tre quarti degli alunni»), ma soprattutto molti i ritardatari che dalle otto in poi

Ilcentroallagato dalla piena

hanno sfilato in processione con la giustificazione in mano. «Ad un certo punto - aggiunge Puleo - abbiamo smesso di firmare i libretti e guardare l'orologio e abbiamo fatto entrare tutti a scuola». Appena qualche ritardo in più del solito e alcune assenze legate al trambusto del giorno precedente al tecnico Boscardin dove la preside Samaritana Bresolin riferisce di una mattinata trascorsa senza particolari intoppi. Quasi normalità anche al tecnico industriale Rossi, mentre al Pigafetta libretti in più rispetto alla consueta routine quotidiana sono stati firmati a studenti arrivati a scuola verso le 8,30, provenienti soprattutto da Montegalda, Montegaldella e in genere da tutta la Riviera Berica. • AN.MA. © RIPRODUZIONERISERVATA

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l’emergenzaalluvione,però,scatta quellalegataalla raccoltafondi perfar fronteallespese veterinarie ealla curadei20 coniglirecuperati, tenendo presenteche aparco Querinisono rimastialmeno altri10 esemplari cheivolontari nonsono riusciti a prendereacausa delbuio. Chiunquevolesse aiutare“La voce deiconigli”può scrivereuna maila info@lavocedeiconigli.ito trovaregli estremi dellaPaypal nellasezione“donazioni”del sito www.lavocedeiconigli.it. «Tutte le femminesaranno sottopostea ecografia:quelle incintesaranno fattepartorire, le altresterilizzate-prosegue Betty Pace- esarannosterilizzatianche imaschi.Abbiamo quindibisogno siadiaffiditemporanei, sia di adozionidefinitiveinfamiglie che liaccolgano inlibertàenoninuna gabbia.Necessitiamo inoltredi fieno,frutta everdura (carote, radicchio,finocchio,sedano, mele),pannolini chesi usano ancheper icani edonazioniper le speseveterinarie visto chela nostraèun’associazione noprofit enonricevesovvenzioni». • S.M. © RIPRODUZIONERISERVATA


20 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 14 Novembre 2012

ALLE13 INVIALEMILANO. Ladenuncia diuna ragazzina vicentina

DOMANI. Alle 20.30

14anni,aggredita emolestata daun magrebino Lagiovaneerascesa dal pullman dopolascuola e sidirigevaverso casaquando èstataavvicinata da5 stranieri.Toccataecolpita Diego Neri Un racconto drammatico, quello di Luna. «Erano le 13.05, ed ero appena scesa dalla corriera che avevo preso dopo la scuola. Ero davanti alla stazione delle Ftv; mi stavo incamminando in viale Milano con le cuffiette per tornare a casa, stavo ascoltando della musica. All’improvviso ho notato un gruppetto di cinque

Lafamigliaha immediatamente sportodenuncia inquestura Sicercaunuomo suitrent’anni L’avvocato Pellizzaritutela lastudentessa «Perfortuna nonèaccaduto dipeggio»

magrebini che si sono avvicinati a me. Uno in particolare mi ha raggiunta, avrà avuto 30-35 anni. Ha allungato una mano, toccandomi con insistenza il sedere e dicendo delle cose che non ho capito. D’istinto gli ho dato una sberla, e lui ha reagito con molta violenza. Mi ha colpito con una serie di schiaffi al volto, poi è stato raggiunto dagli altri e sono scappata. Ho chiamato il 112 e sono fuggita a casa». Luna, lunedì pomeriggio, accompagnata dal padre, si è recata in questura ed ha sporto denuncia contro ignoti per violenza sessuale - nell’ipotesi lieve delle molestie - e percosse. Nel frattempo le volanti avevano battuto la zona di Campo Marzo e di piazzale Bologna, verso la quale era fuggito l’aggressore, senza riuscire a rintracciarlo. «Sarei in grado di riconoscerlo - ha detto Luna -, ma nelle foto che mi hanno fatto vedere in questura lui non c’era». Stando al racconto della studentessa, l’aggressore si è pure cambiato d’abito - ha tolto la maglietta beige ed ha indossato un maglioncino grigio per non farsi riconoscere. Le ri-

Zanoniparla dianticaccia Ledoppiette simobilitano

Barbieri,Lega «ILCOMUNE INTERVENGA» Esull’episodiointerviene laconsiglieradella Lega Nord,Patrizia Barbieriche commenta:«Chi delinque va punito severamentee a CampoMarzodeve essere messoinpiedi unosforzo straordinarioperchè straordinarioè ilproblema chesipone allanostra città:illuminazione a giornoanche della zona estdiCampo Marzo, presidiofisso diforze dell'ordinee polizia locale, iniziative continue volte a rivitalizzarela zona,e pressionecostantedi magistraturae polizia per stroncareil businessdello spaccioa Vicenza Chiridaràa quella ragazzinalaserenità per ristabilirelasua fiducia nelprossimo?» «Allaluce diquesto ultimo episodio-conclude la Barbieri-ritengo necessariocheil Comune sicostituisca partecivile controignoti affinchè fatti del genere non debbanopiù verificarsi,e permettereainostrifigli dimuoversi inassoluta tranquillitàsenzalapaura cheunlupo malvagio possasbranarli» • © RIPRODUZIONERISERVATA

Bruttoepisodioierimattina trala stazionedelle corrieree campo Marzo. Vittimaunaquattordicenne cerche, finora, non hanno dato esito; gli altri del gruppo la giovane non è riuscita a scorgerli bene in volto. Luna è stata poi accompagnata al pronto soccorso: guarirà in 3 giorni dalle ferite fisiche. Per quelle psicologiche servirà molto più tempo. L’aggressione è di una gravità inaudita, come sostiene anche l’avv. Alberto Pellizzari, che assiste la famiglia di Luna. «Al padre e alla ragazza ho detto semplicemente che sarebbe potuta andare molto peggio. Purtroppo questa non è più una città sicura, neanche ad ora di pranzo. Non ci si può affidare all’eroismo». L’avvocato sottolinea come nessuno si sia fermato ad aiutare la studentessa, che è scappata verso casa senza trovare neanche una parola di conforto dai passanti. «Ci auguriamo che le forze dell’ordine individuino il magrebino e i complici, e che la ragazza possa riprendersi e tornare ad avere fiducia». Le indagini sono in corso. • © RIPRODUZIONERISERVATA

MANIFESTAZIONE. CorteoCgil da vialeRomaa piazzadelle Poste

Oggiscioperiecorteo L’austeritànel mirino La mobilitazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati «La crisi colpisce i deboli» Una mobilitazione che rischia di bloccare mezza città. Oltre allo sciopero indetto dai sindacati della scuola, stamattina si annunciano diverse manifestazioni con lo sciopero di 4 ore indetto dalla Confederazione dei sindacati europri che coinvolgerà tutti i settori, tranne scuola, pubblico impiego (sanità pubblica e privata, enti locali, stato, enti pubblici non economici, federambiente) e Anas dove l'astensione dal lavoro sarà di 24 ore con garanzia dei servizi essenziali. I treni si fermeranno dalle 14 alle 18. Lo sciopero non interesserà invece il trasporto pubblico. La manifestazione provinciale prenderà il via alle 8,45 da viale Roma in città. Il corteo attraverserà corso Palladio fino a raggiungere piazza delle Poste, dove prenderanno la parola i delegati di aziende in crisi, disoccupati, pensionati e studenti. Quindi, intorno alle 11, interverrà Emilio Viafora, segretario regionale

Oggisciopero e corteocontrol’austerità e i tagli allostatosociale

EinCisl dibattitoconi politici ILPATTO EUROPEO EinsedeCislci saràun incontroapertoaicittadini edaipolitici locali,per promuovere assiemeil Pattosociale europeo.Dalle 11è previsto l’intervento delsegretario Generale

aggiuntodellaCislGiorgio Santini.Sonostati invitatii parlamentarivicentini presso l’UnioneEuropea,il parlamentoitaliano,il commissariodella Provincia AttilioSchnek edilsindaco AchilleVariati.

Larabbiadel padre

«Miafiglianonvuolepiù usciredicasa:hapaura» «Miafigliadalunedì nonvuole piùusciredicasa. Oggi (ieri, ndr)nonèvoluta andarea scuola.Èsconvolta, è terrorizzata,ha pauraepiange. Enoi genitorisiamopiù sconvoltidi lei.Mache mondoè quelloincui unaragazzadi14 anninonpuòneanche più andarea scuola?Inche città viviamo?Non mifacciadire di più,perchènonriesco a capacitarmidiquellocheè accaduto». Andreaha50anni edèil padredi Luna.Abita con la famiglia nonlontano daviale Milano,dovelafiglia èstata aggreditadaunmagrebino. Lavoranelmondo della sicurezzaecomprendei meccanismi.«Provo tanta rabbia,eassiememi sento

impotente.Non ce l’hocon la polizia,nonpuòcerto stare lì a controllareognimetro quadrato dellacittà.Ce l’hocon i nostri politici,che noncapisconoche certi comportamentivannopuniti conmoltadurezza altrimenti passail messaggiochetanto non tifannoniente. Miverrebbe da dire“esco eammazzo tutti”, mapoi cipensoe sochenon ègiusto.Non cidevono portarea questo: siamo gentecivile, viviamoinun paese civile,ma chehabisognodiessere sicuro.Quello cheèaccaduto a miafigliaèuna vergogna,chemi imponedifarequalcosa per migliorarela situazione.Ma migliorarlainmanieracivile, giusta,nonfacendomi giustiziada solo. Chifarà dimenticarea mia figliaquestoincubo?». • D.N. © RIPRODUZIONERISERVATA

Domani alle 20.30 al centro civico villa Lattes (via Thaon di Revel) l’europarlamentare Andrea Zanoni (Idv del gruppo Alde) ha organizzato un incontro per fare il punto sulla caccia in particolare sulla caccia in deroga. Titolo dell’incontro “Il massacro degli uccelli migratori protetti nel Veneto e in Europa”. L’appuntamento non è sfuggito alle doppiette che intendono essere presenti e manifestare tutta la loro contrarierà rispetto alle idee. Questa è l’intenzione emersa in un forum su internet dell’associazione cacciatori Veneti. Si legge: «Loro (intesi gli animalisti e gli anticaccia) alle nostre iniziative arrivano sempre. Adesso tocca a noi». E un altro cacciatore: «Vediamo di essere in tanti. Un’occasione del genere non ricapita tutti i giorni: andiamo a portare le nostre proteste a uno dei principali fautori della nostra disgrtaziata condizione. Andiamo a rendere la pariglia a chi non perde occasione di denigrarci con ogni mezzo». L’incontro di domani si preannuncia teso, anche se si spera che le proteste restino pacifiche e civili. Zanoni non è comunque nuovo a minacce. «Anche nei giorni scorsi - riporta un comunicato a firma Zanoni - l’eurodeputato è stato minacciato per le posizioni a difesa dell’ambiente e degli animali e ha presentato alcune querela». All’incontro saranno presenti anche Andrea Rutigliano, membro dell’organizzazione internazionale antibracconaggio Cabs. Modererà Armando Giorio membro del Cpv (Coordinamento protezionista veneto). Al termine, seguirà un dibattito con il pubblico. •

TRIBUNALE. Sequestrata ad un giovanedi Duevilledai carabinieri della Cgil. La manifestazione di oggi che rientra nella giornata di scioperi in tutta Europa organizzati dalla Confederazione Europea dei Sindacati si intitola “Per il lavoro e la solidarietà - no all'austerità l'austerità non funziona”. I sindacati europei chiedono un cambiamento di rotta. «Le misure applicate non stanno funzionando, stanno invece distruggendo i nostri lavori e il nostro patrimonio sociale». La Ces chiede un patto sociale per l'Europa, con un vero dialogo sociale, una politica economica che stimoli occupazione di qualità, la solidarietà tra paesi e la giustizia sociale. «I lavoratori stanno pagando a caro prezzo crisi e misure di austerità, mentre il mondo della finanza e gli speculatori continuano a prosperare». A sfilare stamattina ci saranno anche esponenti dell’Auser (l’associazione della Cgil impegnata sul fronte anziani). «Per la prima volta - fa sapere in una nota - ed in contemporanea, i lavoratori ed i cittadini manifesteranno nelle principali città europee per dire basta a scelte politiche che stanno bloccando la crescita e facendo aumentare la disoccupazione con gravissime conseguenze sociali. Ecco perché domani le nostre delegazioniinsieme allo Spi ed alla Cgil parteciperanno alle tante manifestazioni organizzate a livello territoriale». • E.MAR. © RIPRODUZIONERISERVATA

Unapiantinadi marija vale 5 mesidicarcere Aveva ammessolacoltivazione:che è unreato Cinque mesi e dieci giorni di reclusione e 1.500 euro di multa per una piantina di canapa indiana. È la pena (sospesa) inflitta ieri mattina, al termine del processo con rito abbreviato, dal giudice Furlani a carico di Matteo Antonio Chimetto, 19 anni, residente a Dueville in via Rozzola. Il pubblico ministero De Munari aveva chiesto un anno. Il giovane, difeso dall’avv. Stefano Magaraggia, che aveva chiesto il proscioglimento, era stato denunciato il 30 dicembre dello scorso anno. I carabinieri avevano avuto notizia di una coltivazione illecita; in casa, in effetti, Chimetto coltivava una piantina, alta 45 centimetri. Aveva creato una sorta di piccola serra, con delle lampade per farla crescere meglio e più in fretta. Il giovane aveva ammesso la coltivazione della pianta allo scopo di avere delle inflorescenze da fumare, una volta essiccate, come marijuana. Una condanna a 5 mesi per una sola pianta, peraltro ancora piccola, e quindi senza un

Unapianta di canapaindianasequestrata daicarabinieri principio attivo significativo? Certo. È le sezioni unite della Cassazione che confermano il fatto che il reato sta nella coltivazione, anche di una sola pianta, se il produttore è consapevole che si tratta di una pianta che produce droga. È chiaro che chi non sa che si tratta di canapa indiana deve essere assolto, perchè manca l’elemento psicologico del reato; ma il giovane vicentino sa-

peva cosa stava coltivando, e lo dimostra il fatto che si fosse attrezzato per far crescere al meglio quell’unica piantina. Se anche ne avesse avute delle altre, la situazione giuridica non sarebbe stata molto diversa; certo, avrebbe meritato una pena più elevata. La difesa attende le motivazioni; poi, con ogni probabilità, farà appello. • D.N. © RIPRODUZIONERISERVATA


32 Provincia

IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 14 Novembre 2012

THIENE VIABILITÀ. Continuano lepolemiche sulla circolazioneviaria inConca

Lareplica

Trafficoa scuola LaLega insorge «Lastradac’era» SecondoilCarroccio l’attuale Giuntahasnobbato unprogetto giàpronto delprecedente esecutivo Alessandra Dall’Igna La viabilità di collegamento alla cittadella degli studi è lastricata di polemiche. I leghisti che hanno guidato il Comune fino a maggio hanno deciso di intervenire sul problema del traffico che intasa le strade vicino ai principali istituti cittadini. Lo fanno puntando il dito contro il modo di agire della giunta Casarotto, colpevole, a loro dire, di aver riposto in un cassetto il piano da loro studiato in grado di risolvere il nodo viario. I FATTI. Nei giorni scorsi è riesplosa la difficile situazione delle vie San Gaetano, Vanzetti e San Giovanni Bosco durante l’entrata e l’uscita da scuola dei 2 mila studenti che gravitano sul Chilesotti, Corradini, Ceccato e le medie Ferrarin. Un’ondata di ragazzi ed anche di genitori ed insegnanti, che

alle 7.40 e alle 13 si riversano sulle strette vie attorno al polo scolastico cittadino, mandano in tilt la circolazione. L’APPELLO AI GENITORI. L’assessore alla viabilità Andrea Zorzan aveva chiesto la collaborazione dei cittadini e delle famiglie, invitandoli ad utilizzare i parcheggi presenti per accompagnare e riprendere i figli da scuola, in attesa che nel 2014 venga realizzata la nuova arteria tra il parcheggio delle scuole e via Val Cismon. Una risposta che non è piaciuta affatto al consigliere Paolo Trevisti, portavoce del gruppo Lega composto dall’ex sindaco Maria Rita Busetti e da Antonello Amatori, che ribadisce la necessità di mettere subito in cantiere quella strada che loro stessi avevano progettato e portato avanti con determinazione. LEGA.«Mi stupisce che l’asses-

sore Zorzan dica che i genitori debbano arrangiarsi - afferma il consigliere Trevisi - perché il problema della viabilità in zona cittadella degli studi è gravissimo e va risolto subito, non rimandato al 2014». «Noi avevamo depositato in Comune il progetto - prosegue -, studiato dall’ex assessore ai lavori pubblici Amatori e approvato dal comitato di quartiere nel 2011, e se alle elezioni avessimo vinto lo avremmo realizzato già alla fine di quest’anno, al massimo all’inizio dell’anno prossimo. Eravamo infatti a buon punto con l’avanzamento degli espropri, praticamente in fase finale, mentre gli accordi con i privati erano raggiunti. Ora l’Amministrazione Casarotto ha posticipato il progetto al 2014 non capendo che risolvere il problema della viabilità in Conca è della massima urgenza. Basta vedere ciò che accade ogni giorno».

«Maquale accordo coiprivati»

Iltraffico in viaSanGaetano in ungiorno normale.Dilunedìla situazioneè ancora peggio

Lecifre

5.340

IRESIDENTI NELQUARTIERE DELLA“CONCA”

Adessi si aggiungono anchei2.000 studentidel vicinopoloscolastico. Tutti devonofareiconticon stradenon adeguate al traffico. Ilconsigliere leghistaTrevisi

L’assessore AndreaZorzan

COMITATO QUARTIERE. «Abbiamo chiesto un incontro pubblico con l’Amministrazione proprio per parlare dei disagi che vive quotidianamente la Conca - spiega il presidente del Comitato di quartiere Germano Martini -, uno tra tutti la viabilità attorno agli istituti scolastici. Un polo scolastico, per essere degno di questo nome, de-

ve anche avere un’efficiente viabilità di entrata e d’uscita; ora invece la situazione è monca. Per quanto riguarda l’arteria di collegamento con via Val Cismon, è vero che l’ex sindaco Busetti ci aveva detto di avere la volontà di realizzarla, ma le parole sono una cosa ed i fatti un’altra». •

LASTORIA. Una pensionata madredi tre figli enonna diquattronipoti

A62 annicambiavita ediventamissionaria

LuiginaBaldon andràin una parrocchiadiQuito A 62 anni, dopo una vita dedicata alla famiglia, decide di cambiare strada, lasciare tutto e partire in missione. La storia è quella di Luigina Baldon, madre di tre figli e nonna di quattro nipoti, che giovedì saluterà Thiene alla volta di Quito, in Ecuador. Per i prossimi quattro anni presterà servizio nella periferia nord della città, nella parrocchia di Santa Maria Estrella de la Evangelizacion, con i sacerdoti Fidei Donum di Padova. Un cambiamento di vita radicale, un’esigenza sempre avvertita e che adesso diventa realtà. Non avrà una mansione precisa, seguirà i bambini della periferia e aiuterà le donne in difficoltà, organizzando mercatini di vestiti usati o distribuendo alimenti. Il tutto con gli altri missionari laici della missione. «Ho sempre voluto fare questa esperienza - spiega Luigina Baldon - ma prima c’è stato il matrimonio, poi i figli da seguire. E il tempo è passato. Sono rimasta vedova 14 anni fa e poi mi sono presa cura di mia mamma, accogliendola in casa con me. Quattro anni fa purtroppo se n’è andata; a quel punto ho ripreso in mano questo sogno». «L’ho sempre detto ai miei figli - racconta con il sorriso -

LuiginaBaldonha deciso, a62 anni,di andare in missioneaQuito

«Partoper incontrarenuove persone.Sogià chetornerò arricchita dall’esperienza»

“pregate perché vostra nonna viva in eterno, perché quando se ne andrà lei, partirò anch’io”. E così è stato». Non è stato però il classico “detto, fatto”. «Quando mi sono informata per partire, mi è stato detto che dovevo prima seguire un percorso di formazione di quattro anni. Mi sono sentita morire, avevo aspettato tanto

e quattro anni mi sembravano davvero troppi. Invece poi si è rivelata un’esperienza meravigliosa. Ho conosciuto tanti giovani positivi, disposti anche a lasciare un lavoro a tempo indeterminato e gli affetti per partire e prestare servizio». La decisione, però, ricade su tutta la famiglia. «I miei figli erano preparati, sapevano che prima o poi sarei partita; mi hanno detto che l’importante è che sia felice. Ho apprezzato molto questo loro appoggio; sarei partita ugualmente, ma così sono più serena. Ho parlato anche ai miei nipoti. Uno mi ha detto che quando tornerò, lui sarà più alto di me. La più piccola aveva paura di non riconoscermi più, ma le ho spiegato che potremmo parlarci e vederci attraverso il computer». «L’anno scorso sono stata tre mesi a Quito, per conoscere l’ambiente e vedere se riuscivo a sopportare il clima e l’altitudine, visto che la parrocchia si trova a 3800 metri. È stata un’esperienza fortissima, le persone mi ringraziavano solo per il fatto di essere là. E io mi chiedevo: “ma se nemmeno parlo la vostra lingua, perché tutta questa riconoscenza?». Saranno quattro anni a stretto contatto con le persone del posto, tra abitudini e tradizioni molto diverse. «L’ho sempre detto, parto per incontrare nuove persone, condividere una nuova esperienza e se posso per aiutare in qualche modo. Tornerò arricchita, ne sono sicura. Qui c’è troppo individualismo, stiamo vivendo una vita “disumana”, da individui in un mondo pieno di gente». • A.Z. © RIPRODUZIONERISERVATA

200.000 GLIEURO PERCOSTRUIRE LA NUOVASTRADA

Laviadi collegamentotra il parcheggiodegliistituti superioriChilesotti e Corradinievia ValCismon, dovrebbe fungereda valvola di sfogo.

«Cicriticano perchéabbiamo spostatoil progettonel2014, mala veritàèchese avessero vintolorole elezioniquesta stradanon avrebbemai visto la lucel’annoprossimo perchédi questoprogettononviè traccianelPrg.A forzadi raccontarefrottolese nesono convintiancheloro». Duralareplica dell’assessore allaviabilità AndreaZorzanalle accuselanciate dagliex assessorileghisti sulleopere darealizzareinvia S. Gaetano.. «Èverochela precedente Amministrazioneaveva parlato coni proprietari dell’ipotesidi realizzareunastrada a servizio delpolo scolastico-continua Zorzan-ma nonsono mai arrivatiné adunaccordo né tantomenoa degliespropri. L’opera, chelaBusetti aveva previstonel 2013,non avrebbe maipotuto essererealizzata entroquelladata proprio perchénonèprevista dal piano regolatore.Questastrada èda costruire,intuttii sensi: bisognafarela variante urbanistica,trattare con i privatiper gli espropri, ed iniziarel’iterburocratico che portaadare il viaal cantiere. Noila volontàdirealizzare questastradace l’abbiamo, ma bisognafarei contianche coni tempitecnici necessariper portarlaa casa». A.D.I.

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brevi THIENE/1 LIBERALE TUEIDEE STRATEGIE DI MARKETING

Per l’iniziativa “Libera le tue idee", stasera alle 20.30, l’Urban center di piazzetta Rossi ospiterà un incontro sulle “Strategie di marketing: analisi e tecniche di mercato”. Ingresso gratuito su prenotazione. A.D.I.

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APPUNTAMENTI. Nella sedecittadina

LaCnaaconvegno peraiutareleditte adaffrontarelacrisi Un’équipediespertihaparlato dicontrattie finanziamenti

THIENE/2 CONIL CAI SULFORTE BELVEDERE

L’escursione in programma domenica, porterà i partecipanti da contra’ Ciechi in Valdastico fino al “Covolo di Rio Malo" da dove si proseguirà fino al forte Belvedere. Iscrizioni in sede entro venerdì 16 novembre. A.D.I.

MARANO STASERARIUNIONE DEL CONSIGLIOCOMUNALE

Si riunisce stasera il Consiglio. All'ordine del giorno, tra gli altri punti, l'estinzione anticipata di un mutuo, la convenzione con la Polizia locale e anche alcune interrogazioni della minoranza. M.D.V.

BREGANZE PROTEZIONECIVILE: INCONTROPUBBLICO

La Protezione Civile ha organizzato per domani sera, alle 20.30, un incontro informativo nell’aula magna delle elementari con il presidente del Coordinamento Provinciale. P.M.

Lasede dellaCnadove si ètenuto ilconvegno degliartigiani Piccole e medie imprese prendono appunti su come contrastare la crisi. Ha coinvolto una cinquantina di persone tra artigiani, professionisti e imprenditori l’incontro sulla tutela del credito, organizzato da Cna e introdotto dal presidente provinciale Silvano Scandian. Il legale thienese Agostino Dal Zotto ha affrontato il tema della vendita e del mancato pagamento da parte del compratore, illustrando gli strumenti ordinari di tutela del credito. «Vi sono alcune clausole contrattuali che, nella vendita di beni, contribuiscono a dare decisamente più

certezza al venditore di ricevere il pagamento nei tempi pattuiti. e più tutela in caso di concordato o fallimento del debitore», ha affermato l’avv. Dal Zotto. Il presidente di Cta Vicenza Nereo Sella ha invece illustrato l’esperienza del Consorzio Fidi del sistema CNA Veneto “Sviluppo Artigiano”, un' opportunità per il sistema locale dell’artigianato e delle Pmi. Sella ha proposto consigli e suggerimenti su come utilizzare al meglio le risorse e le potenzialità del sistema delle garanzie, imparando a muoversi nel mondo dei crediti e dei finanziamenti. • P.MUT.


rassegna 14-11-12