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ANNO66 NUMERO282

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VICENZA

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Bimbo“rapito”ascuola:èbufera

di FERDINANDO CAMON

T

ra due genitori separati è scoppiata una guerra per il figlio, davanti a una scuola elementare: la polizia ha “catturato” il bambino per sottrarlo alla madre e consegnarlo al padre. Il bambino scalciava. La gente urlava. La madre si teneva sempre il figlio benché da anni la legge non glielo permettesse, il padre da anni tentava di riprenderselo, il tribunale gli dava ragione, ma la madre non lo consegnava, il figlio non si faceva trovare (quando vedeva il padre, si nascondeva), e infine, ecco, lo Stato intervenire con la forza. È tutto sbagliato. Sbaglia la madre, il padre, il tribunale, lo Stato, la scuola, la gente. Le conclusioni di questa violenza sono tante e tutte inaccettabili. La separazione dei genitori diventa una separazione dal figlio, e questo non era inevitabile e non doveva accadere. Purtroppo succede spesso. La madre, finché aveva il figlio, a quanto pare lo usava come arma contro il padre, peggiorando i rapporti tra figlio e padre, ostacolando i loro incontri, mettendo il padre in cattiva luce. Anche questo, purtroppo, succede spesso. Legge e tribunale sono macchine, non hanno cervello né cuore: applicano le leggi come i soldati applicano gli ordini. Quando interviene una separazione, l’amore che legava i genitori diventa odio. L’odio scatena un bisogno di vendetta: l’arma perfetta è il figlio o i figli. Gli togli i figli. Non glieli fai più vedere. Adesso devo dire qualcosa di delicato, e spero che il lettore non mi abbandoni. Cosa sono i figli? Sono la nostra vita dopo la nostra morte. Loro sono noi che continuiamo. E non occorre cultura per sentire tutto questo, basta la natura. È un istinto naturale, che scatta in tutti, anche se non tutti se lo dicono con queste parole: i figli sono la nostra immortalità. Una madre che toglie i figli al marito, lo uccide per sempre. Chiaro che il marito contrattacca con tutte le sue forze. La scena che s’è svolta a Cittadella, che i giornali locali raccontano, che “Chi l’ha visto?” ha mandato in onda, è una scena di guerra. E in quel momento il bambino si sentiva vittima di una guerra. Giustamente. Non so se potrà mai rimettersi, tornare come gli altri. In questo momento è difficile che possa amare il padre, perché l’ha strappato alla madre. Se domani capirà che anche la madre ha sbagliato, sarà difficile che possa amarla. Odierà la scuola, perché non l’ha protetto. Odierà la tv, perché l’ha sbattuto in faccia al mondo. È vero, non c’erano molti metodi per risolvere la questione, e nessuno era indolore e incriticabile. Ma francamente quello che hanno applicato è il peggiore, il più violento, il meno umano. (fercamon@alice.it)

Chocperleimmaginidegliagenticheloportanoviaaforza.LaPoliziasiscusa Un bambino di 10 anni strappato da scuola a Cittadella e portato a braccia con forza dal padre e da agenti di polizia tra urla e sgomento dei presenti. Il tutto ripreso con il telefonino da una zia. È un caso nazionale. f PAG 6

LAPOLITICA

GLISCANDALI

f PAG3eBASSANPAG 4e5

f PAG2

Formigonirestamaazzeralagiunta: «Secado,viaancheVenetoePiemonte»

VICENZA. Sgarbiin Basilica: «Èil postoideale perospitarerassegne d’arte»

Inegoziantipagano per fareuno sconto

Tassa surrealeacausa delsostegnoalla mostra

NapolitanoalleRegioni:«Intollerabili glisprechididenaropubblico»

ISOLAVICENTINA. Ilfigliodiunimprenditorecinese

Cadedalprimopiano a3anni:infindivita Dramma ieri a Isola Vicentina quando un bambino di 3 anni, figlio di un imprenditore cinese, è caduto dal balcone della sua abitazione. Dopo un volo di 4 metri ha picchiato violentemente per terra e adesso la sua vita è appesa a un filo: è in prognosi riservata al San Bortolo e saranno decisive le prossime 48 ore. f PAG31

NOVENTA

L’abitazionedelbambino

VICENZA

Maritoviolento IlPumrilancia sibarricaincasa ilmultiparcheggio sottol’exGil Arrestato

L’ingressodellamostrain Basilica:i negozi sonoalle presecon unatassa assurda

f MANCASSOLA PAG 16

Si sono sposati il 19 maggio scorso: appena ha infilato l’anello al dito, però, il cittadino marocchino Redoaune Bouziane, ha cambiato atteggiamento nei confronti della moglie. Ha iniziato a bere, a pretendere soldi; dopo l’ennesimo sopruso la donna ha deciso di chiedere aiuto ai carabinieri che però sono stati aggrediti con due coltelli. f PAG39

f NEGRIN PAG 20

TRASPORTI

Studentisuibus comesardine Ftv:«Rimedieremo» f ROVEROTTO PAG 25

Sorriso amaro

OTTOBRE

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F

u nel gennaio del 2002 che lo incontrai. In un bar di Piazza Navona. Lo riconobbi dal sorriso. Il sorriso più bello del cinema, secondo mia madre. Di sicuro, il più bello che io abbia mai incontrato. Apparteneva a Jean Louis Trintignant. Quel sorriso, un anno più tardi, si spense; si eclissò dagli schermi e dal mondo quando la figlia di Trintignant, Marie, fu uccisa di botte dal compagno Bertrand Cantat. Dopo un decennio di assoluto silenzio, Trintignant è tornato a Roma per presentare il suo ultimo film, “Amour”,

di GIANCARLO MARINELLI ed anche una sua biografia in forma di intervista dove il celebre attore francese ripercorre i terribili giorni dopo la scomparsa di Marie: «Per due mesi non riuscii né a parlare né a mangiare. Poi mi dissi: o mi suicido o continuo a vivere. Il teatro e la poesia hanno svolto un ruolo importante per la mia decisione». Nello stesso decennio, in Italia, abbiamo avuto Ministri come Veltroni e la Melandri che, con i misuratori fiscali, hanno messo in ginocchio i teatri di provincia; come Brunetta che ha gridato al suo collega Bondi: «Chiudi i rubi-

netti del Fondo Unico dello Spettacolo! Che vadano a lavorare ‘sti intellettuali parassiti!»; abbiamo avuto sindaci e assessori di ogni colore e livello che, dinnanzi alla crisi, hanno pensato bene di tagliare “il superfluo”, e cioè la bellezza. E allora addio a cineforum, stagioni letterarie e musicali. Poco importa che siamo gli ultimi in Europa nell’acquisto e nella lettura di libri; in fondo secondo il Tremonti pensiero «Con la cultura non si mangia». Trintignant ci dice: «Grazie al teatro, alla poesia, alla bellezza, io sono vivo». Che significa: «Se fossi vissuto da voi, sarei morto». •

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IL GIORNALE DI VICENZA GV10736

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Primo piano

CASO POLITICO. Aut-autdel governatoredella Lombardia:«Cadiamo noi, macadete purevoi»

Formigoni minaccia IlVeneto vacilla MaBondblinda Zaia

Giorgetti:«Conseguenze anche quise laLega vuolele dimissioni» MailcapogruppoPdl:«Il nostropatto congli elettori non sitocca» Roberta Bassan Formigoni minaccia il Veneto: «Se il Carroccio fa cadere la Lombardia, il Pdl farà lo stesso in Piemonte e Veneto». Il governatore leghista Luca Zaia se ne fa un baffo: «Formigoni pensi a casa sua». Il capogruppo Pdl in Consiglio regionale Dario Bond blinda Zaia, il patto con gli elettori e l’alleanza con la Lega: «Qui si va avanti». Alla faccia di Formigoni e delle possibili ripercussioni

Caner:«Sedanoi ilPdlsisfila rischiadi prendereuna bastonata alleelezioni»

Venerdì 12 Ottobre 2012

sulla tenuta politica della nostra regione. Il Pdl veneto fa quadrato nel perseguire l’asse che da due anni e mezzo sostiene il Veneto, checché accada in Lombardia. A rovinare la luna di miele è il veronese Alberto Giorgetti, coordinatore veneto del Pdl, l’ala ex An del partito. «Certo - premette - Formigoni non deve decidere a casa nostra». E poi prosegue dritto: «Se la Lega continua nella determinazione di volere le dimissioni di Formigoni, ciò non potrà che portare ad una riflessione anche in Veneto, sulla nostra presenza in maggioranza». Una visione in realtà che non è quella del suo vicario Marino Zorzato, vice di Zaia (articolo a lato) e assessore di peso: «Io rispondo ad Alfano e non a Formigoni». CASOPOLITICO.L’ultima tegola al numero uno del Pirellone,

l’arresto di un suo assessore accusato di avere comprato voti dalla ’ndrangheta, batosta che ha fatto salire a 14 gli amministratori lombardi alle prese con vicende giudiziarie ha fatto alzare gli scudi alla Lega. La puzza di mafia poi è roba dura da digerire. «Roberto Formigoni azzeri la Giunta o se ne vada», ha detto subito il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini. Il governatore della Lombardia ha rilanciato: «La Lega si sfila? Deciderò se fare una nuova giunta o andare alle elezioni. Ma attenzione, se il Carroccio fa cadere la Lombardia, il Pdl farà lo stesso in Piemonte e Veneto». Il segretario Angelino Alfano prova a mediare: «Non è una minaccia ma un patto politico. In Veneto non ricandidammo Galan uscente e vincente per rispettare un accordo con la Lega». La giornata è filata via tra

incontri ai massimi livelli per trovare la quadra, finita con l’accordo che azzera la giunta e salva il governatore lombardo. Ma a Venezia pochi i dubbi sulla tenuta della maggioranza, alla faccia di Formigoni e delle sue minacce. BONDBLINDAZAIA.Il capogruppo Pdl in consiglio regionale Dario Bond è parco di parole ma il significato non lascia adito a dubbi: «In questi primi due anni e mezzo abbiamo lavorato bene con Zaia e portato a casa importanti risultati. Voglio essere chiaro fino in fondo: il patto con gli elettori del Veneto è blindato, fatto di cose concrete e di iniziative che vogliamo portare a termine con determinazione». MA GIORGETTI NO. Il coordinatore regionale Alberto Giorgetti ha una visione meno locali-

GALAN.«IlpattosulleRegionic’era» L’exgovernatorevenetoanalizzala«difficilesituazione»e pensacheFormigoninondebbalasciare,maavverte:«Venetoe Piemontesonocoinvolti:ilpattoPdl-Legaeraquello».

Galan «SITUAZIONEDIFFICILE MA FORMIGONIRESTI ILVENETOÈ COINVOLTO PERCHÉCIFU UN PATTO» «Chesia una situazione difficilesì, ma che Formigonisi debba dimettereperchè qualcun altroha commesso un reatono». Èquanto affermatoa Tgcom24da GiancarloGalan (Pdl), ex governatoreveneto edex ministro,sullasituazione delleinchieste in Lombardia.Sulritenere collegatiPiemonte e Veneto conlaLombardia, Galanaggiunge:«È correttoperchè quellofu unpatto.InVeneto e Piemonteci sonoileghisti perchéinLombardia c’èil Pdl. LaLega questopatto lohannogià infranto decidendodi correre da soliquandogliha fatto comodo.Sesalta l’alleanza politicabisognarivedere tutto». «Bisognacambiare tutto conclude-conun coraggio cheancoranon abbiamo dimostratodi avere.Io Berlusconicisiamoparlati unasettimana fa,ma non èuna questione del Pdl perchèqui l’assessorenon èstato letto del Pdl. Il caso Zambettimettein luceil problemadi chivuole le preferenze. Ilproblema èdella politica, mala politicanon lo capisce». •

Ilgovernatore Zaiae ilsegretarioleghistaTosi

IcapigruppoBond (Pdl)e Caner(Lega) stica e più affiatata a Formigoni: «Il buon senso - dice - porta a chiudere la crisi in Lombardia con un rimpasto di Giunta, ma se la Lega dovesse portare avanti la sua forzatura facendo cadere la maggioranza, le conseguenze ci saranno anche in Veneto». CANER: ASSURDO. Per Federico Caner, capogruppo della Lega in consiglio regionale «è as-

surdo che in un momento così delicato ci siano travasamenti da una regione all’altra. Come si fa a far capire al cittadino che mandi a casa Zaia, il presidente più amato, perchè in Lombardia ci sono problemi di tipo politico? Lo stesso Pdl se si sfilasse rischierebbe di prendere una bastonata alle elezioni, anche se dubito per come conosco i colleghi, che accettino i diktat di Formigo-


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

BOND.«L’intesaelettoralerimane» «Voglioesserechiarofinoinfondo:ilpattoconglielettoridel Venetoèblindato,fattodicoseconcreteeiniziativeche vogliamoportareaterminecondeterminazione».

GIORGETTI.«Nienteprovediforza» «IlbuonsensoportaachiuderelacrisiinLombardiaconun rimpastodiGiunta,maselaLegafacessecaderela maggioranzaleconseguenzecisarannoancheinVeneto».

CANER.«AssurdofarcadereZaia»

«ComesifaafarcapirealcittadinochemandiacasaZaia,il presidentepiùamato,perchéinLombardiacisonoproblemidi tipopolitico.LostessoPdlsesisfilasserischierebbelabatosta»

Zaiaribatteal governatorelombardo

«NonsioccupidelVeneto Pensiaifattidicasasua» «Ilgovernatore della Lombardia,Roberto Formigoni, deve pensare a casasua senza occuparsidelVeneto». La giornata diLucaZaia, governatoredel Veneto, siapre conla Giunta, l’inaugurazionedi saleoperatorie a Camposampieroe unabella frecciataalsuo collega governatoredella Lombardia chevorrebbeaccomunareil destinodi Veneto e Piemonte a quellodella giuntalombarda trascinandolonella crisi. Con

Formigoni c’erastata pureuna certasintonia, tantoda essere statoinvitato come ospiteillustre almeeting diComunionee Liberazionenell’anno della sua elezioneallaguida delVeneto. Ieri conil suo sorrisosornione Zaiaha ribattutoa distanza:«A me non risultache Formigoni siavenetoha detto- e sioccupi della nostra regione.Consideroi consiglieri venetidel Pdlpersone assolutamenteresponsabili.In dueannie mezzo abbiamo fatto moltecoseassieme.Sanno

Zorzato,vice coordinatore regionalePdl

«RispondiamoadAlfano Noiquiandiamoavanti» Ilgovernatore lombardoFormigoni adunrecente incontroaVerona, asx Zorzatoaccanto aGiorgetti ni». Caner è anche il vicesegretario di Maroni. E non si tira indietro sulla questione di come faranno i cittadini a capire che in Lombardia basterà un rimpasto per sistemare le cose. «Non conosco i dettagli della vicenda e non ho niente da suggerire a Maroni e Stucchi che sono lombardi. Non siamo certo noi veneti che dobbiamo dire ai leghisti lombardi se salvare la baracca o me-

no. Fosse per me sarei favorevole alle dimissioni, ma ritengo sia giusto capire, come è stato fatto, se il problema è circoscritto o se il “cancro” è esteso, se ci sono responsabilità o meno del presidente o di chi altri». Il segretario nazionale Flavio Tosi non scende nella questione veneta ma alza il tiro in serata a Rainews 24: «La misura è colma. Il Pdl deve fare pulizia al suo interno». •

«Lombardia,alt» L’ON.GOISIS (LEGA) «Ancorauna voltala Lombardiacerca di coinvolgereVeneto e il Piemontenellasoluzione deisuoi problemi».Lo sostienelaparlamentare veneta Paola Goisis(Lega).

«Noirispondiamo adAlfano e nona Formigoni».Il diktat del governatoredella Lombardiaè maldigeritodal vicepresidente della giuntaveneta Marino Zorzato, chenelPdlricopre il ruolopesantedivice coordinatoreregionale, riferimentosoprattuttodella suaala piùmoderata. Premette:«Certoguardiamo conattenzione a quanto avvieneinLombardia. Faccioil tifoperchéquesta Regione superiil difficilemomento. Ma stobene attentoanon

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collegareVenetoa Lombardiao quest’ultimaalLazio piuttostoche allaPuglia: ogniRegionerisponde dicomesi comporta».Eva subito alpunto. «Dopodichèabbiamo un presidentee unsegretario aiquali rispondiamoe con i qualinonsi è parlatodisfilarsi dal Veneto. Sentoil segretarioAlfano moltodi frequente,l’ho sentitoancheieri, mal’argomentonon è stato neppuresfiorato. Credod’altra partecheogniregione abbiaun suorapporto con il proprio elettoratoe chequi,alleaticon la Lega,stiamo rispettando.

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ItaliaFutura benissimochenoi abbiamo un soloimpegnoe un soloaccordo: rispettarela paroladataai cittadina.Ed è scrittanero su bianconel programmaelettorale». «Sec'è qualcuno- avverte- che deve mandare acasa qualcunaltro sonoio, nelmomentoincui non rispettail programma elettorale». «Ègiusto chei loroproblemise li risolvano i lombardie non li scarichinosulle altre amministrazioni-riprende Zaia-. Noinonabbiamo nullaa chefare conquei fatti. Ame nonrisulta che Formigoni siavenetoe chesi occupidel Veneto, quindi pensia casasua.Ritengo chedebba occuparsidellesuevicendee non diquelledegli altri». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Abbiamounanostra linea che stiamoportando avanticon impegnoe nonva messain discussione.La giuntaveneta prosegueZorzato-sta lavorando almassimo: illavoroè il nostro sentimentoprincipale inVeneto». Ilvicepresidente racconta lasua giornata perdire come inVeneto noncisi crogioli negliallori: «Giunta,inaugurazione all’ospedalediCamposampiero, poia Veneziaper unincontrosul patrimonio,poi altri incontrisulla culturae ancorala bandalarga». Certo,ai leghistipuntualizza qualcosina:«Ricordole indagini di Belsito,illorotesoriere, per camorra».Detto questo, approva il«reset» delPdlannunciatoda Alfano,ma ancheil fattocheuna crisiin Lombardiasarebbe deleteria:«Inun momentoincui il Nordstafacendomassacritica, la Lombardiadeve rilanciarsi». R.B.

Verona,oggi èinarrivo Montezemolo VERONA

Oggia VeronaarrivaLuca CorderodiMontezemolo, il presidentedella Ferrari che peròda qualche mese è semprepiùcalato nell’agone politico.Montezemolo incontrerà infattistamattina, all’hotelCrowne Palacedivia Belgio,inZai,i dirigenti e degli esponentidiItaliaFutura, l’associazioneda lui fondatae lanciataperattrarre e mettere ingiocoesponentidel mondo imprenditorialee delle profesioniper rilanciaree rinnovare la politica,a partire propriodalle persone chesi impegnanoinpolitica. AdaccogliereMontezemolo, cheha affidato l’organizzazionedel movimento aFedericoVecchioni, imprenditorediorigine veronese, cisaranno il veronese ManfrediRavetto, coordinatoreregionale facente funzionedelpresidentye Vecchioni, e poi fra glialtri l’imprenditoreAlberto Aldegheri,presidente provinciale diVerona.Italia Futuraha giàannunciatodi voler presentareunapropria listadicandidati alleprossime elezionipolitiche,l’anno prossimo. •


6 Italia

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

VideochocaPadova

«Rispettare laprivacy»

Unaoperazionedi affidodiventa uncaso nazionale

Anchei media finiscononel mirino perla vicenda delbimboportato viaaforza dalla polizia.Il Garante perla privacysiè mossoa tutela delminoredopola pubblicazione

sulweb delvideosull’episodio senzacopertura dei volti e la diffusionedinomi e dati sensibili dellepersone coinvolte. Duro anchel’interventodel presidente

Fnsi,Roberto Natale:«Troppi hannotrasmessoil video senza preoccuparsidirendere non identificabileil suo protagonista. Stopallaspettacolarizzazione».

ILMINORE CONTESO. Le immaginidelpiccolo, strattonatodavantia scuola,alcentrodell’attenzione dell’interoPaese

Bimbotrascinato dalla polizia Èbufera:caso inParlamento Fadiscuterel’interventodeciso daigiudicidei minoridiVenezia Simuovono Finie Schifani ilgovernoriferisceallaCamera PADOVA

Un bambino di dieci anni strappato da scuola e portato a braccia con forza dal padre e da agenti di polizia tra urla e sgomento dei presenti. Il tutto ripreso con il telefonino da una zia che cercava di impedirlo. Le immagini, diffuse mercoledì sera dalla trasmissione Chi l’ha visto? e riprese ieri da tutti i tg e i siti internet, hanno portato all’attenzione generale una triste vicenda avvenuta a Cittadella dove sembrano esserci tanti colpevoli e una sola vera vittima, il bimbo conteso. Sul caso sono intervenuti i presidenti delle Camere, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e oggi il governo riferirà in Parlamento. Nel mirino, oltre ai genitori in guerra da anni per un divorzio senza esclusione di colpi, sono finiti anche gli agenti chiamati a dare esecuzione a un provvedimento emesso dalla Corte d’appello sezione civile minori di Venezia che dà l’affido esclusivo del minore al solo padre. Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha disposto l’apertura di una inchiesta interna ed espresso «profondo rammarico» per la vicenda. La madre, in serata, con un «accetto le scuse ma non è modo questo di prelevare i bambini» sembra voler tendere una mano per placare le polemiche che si sono abbattute su quanto avvenuto mercoledì mattina davanti a una scuola elementare. È suonata da poco la campanella quando il pa-

Cittadella:il videosul bambino

Afilmarelascena coniltelefonino èstataunazia Ilvideodiffuso datuttiitg eisitiinternet dre, accompagnato da alcuni agenti e dagli assistenti sociali, si presenta per dare attuazione a quanto disposto dai giudici: l’affido esclusivo sul figlio, con il collocamento in una famiglia comunità. «Abbiamo fatto uscire dalla classe i compagni», ricorda la dirigente scolastica Marina Zanon, «e dopo sono entrati assistenti sociali e poliziotti». Tutto all’interno, si svolge senza problemi; è all’esterno che si scatena la bagarre. Fuo-

ri, ci sono il nonno materno e una zia. Si alzano le grida, il ragazzo si divincola, gli adulti si strattonano. È lo stesso padre a chiedere aiuto per riuscire a caricarlo in auto. Si vede che il ragazzino è tenuto per le spalle e per le gambe e quasi trascinato, sembra in affanno dice di «non respirare». «È incivile che il nostro bambino sia stato portato via in questo modo», ha detto la madre quando è tornata davanti alla scuola per protestare assieme ad altre mamme. C’è anche l’anziano nonno materno, lo stesso che da giorni faceva la ronda perché si aspettava che potesse succedere qualcosa. Altre volte, dice, avevano tentato di «portarmi via il nipote», ma sempre il ragazzino si era nascosto sotto il letto. Stavolta invece il provvedimento è stato eseguito. Non importa, sostiene la madre, che si basi sull’ipotesi di una patologia, la sindrome da alienazione parentale, che non esiste nei manuali e non è riconosciuta dalla comunità scientifica. Il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, difende l’operato degli agenti e parla di «una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa». Ricorda che sono gli atti firmati dai giudici a disporre che «in mancanza di uno spontaneo accordo tra i genitori, sia il padre a occuparsi del figlio che potrà avvalersi dei servizi sociali e della forza pubblica». «L’operato è stato quello giusto», aggiunge, «nell’interesse del bambino. Tutti, tranne chi stava operando, hanno voluto esasperare questa situazione». Anche l’ispettrice che ha risposto «lei non è nessuno» a quella che poi si è rivelata essere una zia, ha compiuto il suo dovere non mostrando atti che erano solo di competenza dei genitori. •

Viminale.Nelmirino ilruolo degli agenti

IntervienelaCancellieri Manganellichiedescusa Avviatal’indagineinterna

Cittadella,Padova:ilvideo sulbimbo prelevato ascuola dalla polizia Ilquestore VincenzoMonte Magno,a destra,inconferenza stampa

L’ispettrice di poliziadurantel’operazione: «Leinon è nessuno»

Cittadella,Padova:mamme manifestano davantialla scuola

Lavicenda delbimbodi Cittadellaè diventatoancheun casopolitico. Mentrele immaginidelvideo imperversavano su tg e siti internete cresceva l’indignazionegenerale,anche lesedi istituzionali sisono sentiteindovere diintervenire. Ilprimo aprendere posizione è statoil presidentedelSenato RenatoSchifani che ha chiamatoin causai vertici della polizia.«Quelleimmagini»,ha commentato,«hanno creato indignazionee sgomento in tuttinoi italiani. Comportamenticomequello al qualeabbiamo assistito meritanochiarimenti ed eventuali provvedimenti». Subitodopo, mentre spuntavanole prime interrogazioniparlamentari da partedidiversipartiti, è stata lavoltadelpresidente della CameraGianfrancoFini che primaha telefonatoal questorediPadova, Vincenzo MonteMagno,per informarsi sull’accadutoe poi ha chiesto al governodiriferire alpiù presto inParlamento.Subitoil capo della Polizia,Antonio Manganelli,ha ordinato l’aperturadiun’inchiesta internaper una«attenta verifica deifatti»,e ha fatto trasmettereil filmato integrale delvideoall’autorità giudiziaria.

MaManganelliha anchevoluto chiederescusaai familiaridel bimboesprimendoloro «profondo rammarico»e assicurandoil «massimorigore nell’inchiesta avviata». Èpoi intervenutoanche il ministrodell’Interno,Annamaria Cancellieri.«Hovisto il filmatodel ragazzodiCittadella e come tutti»,ha spiegato,«sonorimasta turbatada questeimmagini». «Primadidare giudizio emettere sentenze»,ha concluso,«attendo serenadiconoscereil risultato dell'indagineimmediatamente avviatadal capodella polizia». Quantoall’invitoa riferirein Parlamento,la Cancellieriha detto dinonpoterlofarepersonalmente perchéimpegnataa Palermoma alsuo posto ilsottosegretario CarloDi Stefano questa mattina interverrà allaCamera «al fine di fornireogniutile informazione sull'accaduto». Sulfrontepoliticotutti concordanonelcriticareil comportamentodegliagenti ma da unapartec’è chi condanna l’«eccessivaspettacolarizzazione» della vicenzae dall’altrachi dà il meritoai massmedia diaver sollevato uncasoche altrimenti nonsarebbe diventatodidominio pubblico.AlfredoMantovano (Pdl) chiedeperò cheorasulla vicenda caliunsilenzio stampaa tutela propriodelbimboconteso,a cominciarepropriodalla Rai.

la diagnosi di uno psichiatra di Mestre che ha parlato di una sindrome che non esiste». Si tratta della Pas (sindrome da alienazione parentale), secondo la quale, ha spiegato la donna, «se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e resettato in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base ad una scienza spazzatura che arriva dall’America». «In Italia», ha proseguito, «ci sono modi più civili per far riallacciare i rapporti tra padre e figlio». Secondo la donna, il bimbo vedeva suo padre in incontri protetti una volta alla settimana, ogni settimana. Ma il padre non è dello stesso parere: nei suoi confronti, ha spiega-

to, è stato attuato «un ostruzionismo strenuo che ha impedito la frequentazione tra me e io mio figlio. Per cui, di fatto, il bambino non l’ho più visto». Secondo l’uomo, che è un avvocato, il figlio ha un «condizionamento che lo porta ad avere comportamenti che non sono autentici». «Non bisogna fermarsi», sostiene, «al dato formale e apparente del bambino che fa resistenza, come si è visto a scuola, perché il bambino quando si comporta così è vittima del condizionamento». Ma la mamma non demorde: «Libera il bambino, fallo tornare alla sua vita», chiede all’ex marito, e al figlio dice: «Fatti coraggio, resisti, vedrai che ce la faremo a farti tornare a scuola e a casa dalla tua mamma». •

LAFAMIGLIA.Bottaerisposta adistanzatra i due genitori,che difendonoleloroposizioni

Ilpapà:l’hosalvato,èsereno Lamadre:lascialoallasuavita Al centro della diatriba una presunta «sindrome da alienazione parentale» che la donna contesta PADOVA

«Ho salvato mio figlio, ora sta bene ed è sereno». «Non credo che stia bene, non escludo che sia stato sedato e potrebbe avere degli ematomi». Il padre e la madre del piccolo portato via con la forza da scuola

Direttore Responsabile ARIO GERVASUTTI

per ordine del giudice dei minorenni, ieri si sono lanciati accuse reciproche a distanza, anche pesanti come spesso sanno fare i genitori separati. «Perché non hanno voluto farlo visitare dal suo pediatra di base?», si è chiesta la donna, che ha riferito di essersi recata mercoledì sera nella casa comunità dove è stato portato il figlio, insieme al pediatra di famiglia, e di aver chiesto che il bambino venisse visitato «perché, visto il modo barbaro con il quale è stato trascina-

to via da scuola, aveva sicuramente riportato qualche trauma, ma, soprattutto, volevo accertarmi del suo stato psicologico. Ma questo non mi è stato permesso». La donna non ha escluso che questa visita sia stata negata «per non far vedere gli ematomi e il resto» e ha anche adombrato l’ipotesi che al figlio poi siano stati somministrati sedativi: «È un’ipotesi che non escludo». Ma il padre ribatte che il bambino «sta bene ed è sereno», ha pranzato e cenato con lui e

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Presidente GIAN LUCA RANA

Direzione, Cronaca, Provincia, Amministrazione, Tipografia: 0444.396.311 - Fax 0444.396.333 I manoscritti non si restituiscono.

Consigliere Delegato ALESSANDRO ZELGER

l’ha messo a letto: «Erano anni che non lo facevo ed è stata una bella emozione». Prima di arrivare a questa «sofferta decisione», ha spiegato, ci sono stati altri quattro provvedimenti giudiziari e le decisioni prese sono state «ponderate e approfondite ed avanzate tutte le possibilità per convincere la madre del piccolo a cambiare atteggiamento, di seguire dei percorsi meno incisivi di quello finale ma sono andati sempre falliti». «Il bambino», ha ribadito l’uomo, «necessita

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Uncartellofuoridalla scuola del sostegno di psicoterapeuti qualificati e finora non è stato possibile». «Mio figlio mi è stato tolto», ha detto la madre, «sulla base del nulla, il giudice ha tratto le sue conclusioni sulla base del-

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12 Economia

IL GIORNALE DI VICENZA

ECONOMIA VICENTINA Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

Venerdì 12 Ottobre 2012

MIDAC.TraleimpreseeccellentiingaraalloSmau2012

Midac,aziendaleaderinItaliaperlaproduzionedibatterieindustrialiediavviamento,dopoessere statariconosciutasocietàesemplarenelsuosettoreèoratraleimpreseeccellentiingaraallo Smau,ilsaloneannualedimacchineeattrezzatureperl’ufficioinprogrammaallafieradiMilano.

BANCAPOPOLAREDIVICENZA. IlpresidenteZonin parla all’inaugurazionedella sededi Padova

Lapartnership

«Primo:salvareillavoro Vannoaiutateleimprese eRomalodevecapire» «Sesaremoben accettisiamopronti a entrare nel Cdadi Save» «PerleFiere venete auspicoun sistema unicopur nelle specificità» «LaTobintax?A mevabene, bastacrei sviluppoeoccupazione» Matteo Bernardini inviato a PADOVA

Arrivato per inaugurare la nuova sede della Banca Popolare di Vicenza (una palazzina tardo-ottocentesca situata proprio di fronte allo storico Caffè Pedrocchi) in piazza Cavour, nel cuore del centro di Padova, il presidente dell’istituto di credito berico, Gianni Zonin, non si è limitato al saluto di rito, cogliendo l’occasione per spaziare a trecentosessanta gradi sul mondo economico-finanziario locale e nazionale. LA POPOLARE E PADOVA.«In una città e in un territorio così importante vogliamo e dobbiamo crescere - attacca Zonin davanti ai taccuini dei cronisti Finora quella padovana è stata una provincia in cui abbiamo sempre avuto una presenza non molto rilevante (anche perché erano già presenti tre banche importanti). Ora però la nostra posizione vogliamo prenda sempre più rilievo».

SALVARE IL LAVORO. «È un momento molto particolare e difficile in cui non si possono sbagliare i passi. Dal 1929 una crisi così neanche in tempo di guerra l’Italia l’ha passata. Quindi come prima cosa, sopra ogni altra, occorre salvaguardare il lavoro, perché se aumenta ancora la disoccupazione sarà una vera e propria catastrofe. Avremo gravi problemi anche di ordine pubblico. Per questo, come banche, dobbiamo aiutare le aziende: le start up, ma soprattutto le imprese che già ci sono e operano sul territorio. In particolare stiamo aiutando chi esporta. Le imprese esportatrici infatti sono quelle che mantengono e fanno crescere l’occupazione. Ripeto, occorre salvaguardare il lavoro e questo spero lo capiscano anche a Roma, perchè la ricchezza si fa con il lavoro, non con la finanza. Dobbiamo renderci conto di questa situazione e anche del fatto che comunque finirà pure questo momento difficile».

BpVieFai insieme perlacultura

Ilpresidente dellaBanca Popolaredi Vicenza, GianniZonin alla Tobin tax dico sì, se serve a creare nuovo sviluppo: crescita e posti di lavoro».

LanuovasededellaPopolare apertaierinel centro di Padova IL RAPPORTO CON IL GOVERNO. «Gli ultimi provvedimenti presi dall’esecutivo-Monti? La cosa importante è che servano effettivamente. Il fatto di essere intervenuti con i tagli alla spesa pubblica credo sia stato dovuto al fatto che ci si è resi con-

to del fiume di quattrini che si stava continuando a consumare e che invece si poteva risparmiare. Erano spese folli che andavano a gravare sul sistemaPaese. Per quanto è stato fatto in passato c’è da vergognarsi a essere italiani. Quindi anche

LE STRATEGIE FUTURE. «La nostra partecipazione in Save (il sistema aeroportuale di Venezia e Treviso)? Beh, una banca come la nostra (la Popolare berica ha un pacchetto azionario pari al 3% ndr), rimasta la vera popolare del territorio visto che non siamo quotati in Borsa, è giusto sia presente. Così come nella Fiera di Verona. Dobbiamo lavorare in sinergia con le altre istituzioni presenti nel territorio. Poi, tornando a Save, se saremo ben accolti, potremmo anche entrare nel Consiglio di amministrazione. Il nostro obiettivo, come istituto, è quello di crescere, ma soprattutto di farlo aumentando il lavoro e l’occupazione. Questo aspetto è prioritario». ILSISTEMAFIERISTICO.«Auspico un domani possa esserci un sistema unico per il Veneto (tra l’altro la Regione ha già da-

to il via, approvando una delibera sull’argomento, alla cabina di regia unica per i vari enti fieristici regionali ndr) dove ogni città possa però mantenere la propria specificità e metterla a sistema. Penso a Verona per il vino, Vicenza per l’oro, Padova per i prodotti altamente tecnologici. Ecco, sarebbe importante realizzare una sinergia. E in questo ambito la banca fungere da punto di aggregazione». E QUELLO CONFINDUSTRIALE. «Se si può essere efficienti e risparmiare a me sta bene, quindi determinate funzioni confindustriali potrebbero anche essere svolte da un unico ufficio di base per tutte le province. Altre invece, che magari richiedono particolari specificità, è giusto rimangano prerogative delle singole associazioni. Del resto migliorare un servizio e risparmiare sul suo costo mi sembra dovrebbe essere proprio una prerogativa degli imprenditori». • © RIPRODUZIONERISERVATA

BancaPopolarediVicenzae il Fai-Fondoambiente italiano unisconole loroforzea sostegnodella salvaguardiadel patrimonioculturale italiano. Pertuttoil mese diottobre, nelleoltre 600 filialidella BancaPopolarediVicenza, sarà possibile effettuare versamentia favoredei progettidelFaiutilizzando l’IBANIT50 G057 2811 821001570001000 intestato allaFondazione.Inoltre,dopoil grandesuccessoriscosso l’annoscorso,Banca Popolare diVicenzariproponela Carta prepagataricaricabileFai, che permettedisostenerei progettidelFondotramite l’acquistoe il semplice utilizzo della carta.Perognicarta acquistata,infatti, la banca devolveràal Fai5euro, parial 50%del costodiattivazione. Adognipagamento effettuato, semprecon la carta,l’istitutodi creditogirerà al Faiuna percentualedelle commissioni. LaCarta-Fai nonha nessun canoneannuoe permettedi prelevarecontante e fare acquistiinItaliae all’estero, inviaree ricevere bonifici, pagarele principali bollette, effettuarericariche telefonicheed acquistion line. I possessoridella carta prepagatapotranno avere accessoa@time, ilservizio di homebanking di Banca PopolarediVicenza, che, attraversoun collegamento web, consentirà lorodi effettuare,la ricaricadella cartae controllarne ilsaldo.

CONFINDUSTRIA. L’allarmedel presidentedel compartosullespese che devono sostenere leimprese.Nota positiva ilrimborso delleaccise

Autotrasportatoricontrofisco e caro-gasolio Riduzione della pressione fiscale, interventi sul costo del lavoro, apertura di tavoli di confronto con la committenza, disponibilità di risorse strutturali e selettive a favore del comparto. Sono le richieste che arrivano dalle imprese di autotrasporto merci e spedizioni, categoria tra le più colpite dalla crisi economica, come conferma il presidente della

Sezione Autotrasportatori di Confindustria Vicenza, Gianfranco Facco: «Il momento è delicatissimo e tutte le imprese del nostro settore, grandi e piccole, rischiano di essere schiacciate dall'inarrestabile aumento dei costi di esercizio, in primo luogo dal costo del carburante». La pressione fiscale è il primo problema su cui Facco mette l'accento, definendolo "insostenibile". «Il nostro paese ha il primato della pressione fiscale sul costo del lavoro, ormai vicina al 45% a fronte di una media eu-

ropea di circa il 33% - dice -. Questi numeri ci impediscono di essere competitivi con le imprese estere e spiegano purtroppo perché alcune aziende decidono alla fine di trasferirsi in altri paesi. Ma anche altri costi pesano enormemente nella gestione della nostra attività: i costi assicurativi, i pedaggi autostradali, il costo del lavoro, senza dimenticare quelli della sicurezza dei veicoli. Al riguardo, vorrei sottolineare lo sforzo, in termini di investimenti e di formazione, delle imprese industriali di trasporto sul fronte della sicurezza e

della qualità del servizio reso ai clienti». Alcuni importanti obiettivi, osserva il presidente degli autotrasportatori, sono stati realizzati. «Il Parlamento ha compreso la necessità di tutelare la filiera dell'autotrasporto, penalizzata non solo dall'aumento dei costi, ma anche da una fragilità nei rapporti con la committenza. In questo senso sono senz'altro positivi il rimborso trimestrale delle accise, il recupero di alcune giornate inizialmente assoggettate al divieto di transito per i mezzi pesanti, e poi la norma che ha

stabilito il termine obbligatorio di 60 giorni per il pagamento dovuto per le prestazioni professionali di autotrasporto». Piuttosto problematica appare la questione delle cosiddette tariffe minime, sulla cui legittimità dovrà pronunciarsi il Tar del Lazio, con una sentenza che si attende per il prossimo 25 ottobre. «Ciò che conta per le imprese in questo momento è la chiarezza - spiega Gianfranco Facco -. Qualsiasi sia l'esito del contenzioso, la questione non deve distoglierci dai reali pro-

blemi delle imprese: le vere priorità sono crescita, sviluppo e competitività. Con un'economia in recessione e il conseguente calo dei volumi e dei traffici non basterà certo una sentenza a rilanciare l'autotrasporto italiano». Infine, Facco tocca il problema della liquidità delle imprese e dei rapporti con le banche. «Purtroppo il sistema finanziario italiano risente fortemente della crisi finanziaria generale e ciò si traduce in un aumento dei tassi d'indebitamento imposti alle imprese.

GianfrancoFacco La nostra Associazione è costantemente impegnata a trovare soluzioni efficaci, tramite la stipula di accordi e convenzioni con i maggiori istituti di credito, per agevolare l'operatività delle imprese». •

GX21518

«Tutte le nostre imprese grandi e piccole rischiano di essere schiacciate dall’aumento dei costi»


Economia 13

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

CONSUMATORI.ApreilFestival

“AreaBerica,traCulturaeColtura”.Èiltemadelconvegno organizzatodaColdirettiquestaseraalle20.30aNoventa VicentinanellaSalaParadisodiVillaBarbarigo.

SiapreoggiaPadovalaterzaedizionedelFestivaldel Consumatorechesiprotrarràfinoadomenica.Le manifestazionisisvolgerannoinFieraealCaffèPedrocchi.

CONFARTIGIANATO-CONFINDUSTRIA. Eccole“Botteghedi Mestiere”

Seiimpreseorafe pronteareclutare nuoviapprendisti “ItaliaLavoro”haapprovatoe finanziatoil piano LaProvincia aiuteràascegliere giovani disoccupati Grazie alla partnership tra sei imprese artigiane e industriali, prende avvio nel Vicentino annuncia una nota - il progetto orafo “Bottega di Mestiere” approvato e finanziato da Italia Lavoro, organismo di assistenza tecnica del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e attuatore del Programma Amva per incentivare il contratto di apprendistato, la creazione appunto delle “botteghe” e la creazione di nuova impresa. SEI AZIENDE. L’accordo siglato è tra le aziende F.lli Bovo, Imo, Misis, Microvalle, Orozen e Ronco (nella sede di Confartigianato Vicenza, coordinatrice dell’iniziativa con Confindustria provinciale) era la condizione prevista dal Bando per avviare il progetto, importante perché rivolto ai giovani. “Italia Lavoro” intende valorizzare un modello, quello della “Bottega di Mestiere”, rappresentato da un’impresa (o da un gruppo di imprese, come in questo caso) operante nei comparti produttivi propri della tradizione italiana che,

Laproduzione orafaresta unsettoreleader dell’economia vicentina attraverso l’attivazione di percorsi sperimentali di tirocinio, sia in grado di favorire la trasmissione di competenze specialistiche alle nuove generazioni, rafforzare l’”appeal” dei mestieri tradizionali, assicurare il ricambio generazionale e la nascita di nuova imprenditoria, nonché di stimolare lo sviluppo di reti su base locale. Da parte sua la categoria orafa dà un segnale importante di fiducia e di proiezione

BorsaMercidiVicenza RILEVATI ALLA SALA CONTRATTAZIONI DEL 4 OTTOBRE 2012 CEREALI Frumenti teneri nazionali: Superfino alto tenore di glutine umidità 14% n.q.; Fino buono di glutine 265,00 - 267,00; Buono mercantile umidità 14% 258,00 - 260,00; Mercantile n.q. Frumenti esteri: North Spring 352,00 354,00. Francese n.q.; Granone nazionale comune: (umidità 14%) 247,00 250,00; (umidità 25%) nq; estero 280,00 - 283,00. Altri cereali: Orzo vestito estero 258,00 - 260,00; orzo vestito nazionale leggero n.q.; orzo nazionale medio 240,00 - 243,00; orzo nazionale pesante 245,00 - 248,00. FARINE - CRUSCAMI - GERME Farine di frum. tenero ad alto ten. di glutine: tipo W300 540,00 - 570,00; tipo "00" 540,00 - 542,00; tipo "0"

verso le nuove generazioni. LA SELEZIONE. A fianco delle due associazioni, oltre a “Italia Lavoro”, c’è il ruolo della Provincia per il supporto informativo e operativo alle fasi del progetto. A partire da quella del “reclutamento” dei candidati: giovani tra i 18 e 29 anni, disoccupati o inoccupati. Gli aspiranti tirocinanti interessati a partecipare alle attività di “Bottega di Mestiere” dovran-

di soia nazionale CONVENZIONALE 505,00 - 510,00; farina di granone (uso zootecnico) rinfusa 220,00 - 230,00.

470,00 - 480,00; tipo "0" merce insaccata 405,00 - 407,00; tipo "0" alla rinfusa 370,00 - 375,00. Farine di granoturco: Bramata 565,00 - 570,00; Gialla nostrana 530,00 540,00; Spezzato di mais 365,00 370,00. Cascami di frumento tenero: Crusca e cruschello (alla rinfusa) autotreno 191,00 - 193,00; Crusca e cruschello (in sacco) 221,00 - 223,00; Tritello in sacco 223,00 - 226,00; Farinaccio in sacco 260,00 - 262,00. Germe di granone: Franco arrivo alla rinfusa 320,00 - 325,00. MANGIMI Farina di soia tostata, nazionale (dal 2/2/2012 prot. 44% s.s.) normale CONVENZIONALE 497,00 - 500,00; nazionale (dal 2/2/2012 prot. 44% s.s.) normale O.G.M. 467,00 - 470,00; Farina di soia tostata, nazionale (dal 2/2/2012 prot. 48% s.s.) proteica CONVENZIONALE 558,00 - 560,00; nazionale proteica (dal 2/2/2012 prot. 48% s.s.) O.G.M. 476,00 - 479,00; Semi

RISI E SOTTOP. RISONI Risi: Carnaroli 980,00 - 1030,00; Arborio 850,00 - 890,00; Vialone nano 1020,00 - 1060,00; Padano n.q. Sottoprodotti: Mezzagrana 355,00 385,00; Grana verde 255,00 - 265,00; Farinaccio 197,00 - 203,00; Pula vergine 150,00 - 155,00. Risoni: Carnaroli n.q.; Vialone nano (55-60) n.q.; Arborio n.q. BOVINI DA MACELLO Vitelli a carne bianca: extra 3,87 4,23; Simmenthal 3,46 - 3,67; Polacchi Simmenthal 3,46 - 3,67; Polacchi bianchi e neri 1a qualità 3,18 - 3,36, 2a qualità 2,92 - 3,05; Incroci nazionali 2,94 - 3,38; Pezzati neri 2,79 - 2,94. Vitelloni: Simmenthal 2,38 - 2,45; Polacchi bianchi e neri 2,20 - 2,30; Polacchi incroci 2,30 - 2,40; Brunoalpini 1,90 - 2,00; Pezzati neri 1,95 - 2,00; Charolais 2,65 - 2,75; Limousine leggero (fino a 600 kg) 2,85 - 3,00; Limousine pesante (oltre 630 kg) 2,702,85; Biondi francesi 2,50 - 2,60; Irlanda incrocio 2,55 - 2,70. Sopranne: Limousine 2,85 - 3,00;

SAREGOPELLI.Festaperi30anni LaconceriaSaregoPellifesteggeràdomaniilsuo30esimo anniversariodiattività.L’impresadiTrissinocelebreràlo specialeavvenimentoapartiredalle17aVillaMarzotto.

CAMERADICOMMERCIO. Dall’ideaalpiano:ilCentroproduttivitàassiste no far pervenire la propria disponibilità unicamente via internet a www.italialavoro.it/ amva. e unicamente in questi periodi: dal 4 ottobre (ore 10) fino al 5 novembre (ore 12); il prossimo anno dal 18 marzo (ore 10) al 26 aprile (ore 12) e dal 14 ottobre (ore 10) al 22 novembre (ore 12). Ciascuna azienda dovrà ospitare almeno un giovane tirocinante per almeno uno dei tre cicli di tirocinio, e assicurare un minimo di 40 ore di formazione (a semestre per ogni tirocinante) per garantire l’acquisizione delle competenze trasversali. La formazione verrà svolta sia internamente sia all'esterno, con incontri tra tutti i tirocinanti avviati nelle aziende. ILRUOLO DEL TAVOLO INTERCATEGORIALE ORAFO. Artigiani e industriali orafi della provincia, riuniti nel Tavolo intercategoriale vicentino dei produttori, sono da sempre impegnati in attività rivolte al sostegno e allo sviluppo di competenze tecniche specialistiche all’interno delle filiera dei settori manifatturieri tradizionali, necessarie per mantenere una leadership a livello nazionale e internazionale. Oggi diventa ancor più vitale garantire per il futuro tale patrimonio di competenze, far sì che si generi e sostenga all’interno delle aziende, ma in una logica di rafforzamento dell’intero sistema. Pertanto, futuri progetti di “Italia Lavoro” - conclude la nota - avranno la piena attenzione delle categoria orafe locali, e non solo. Il “saper fare” con le mani, la passione per un lavoro a regola d'arte, la creatività al servizio dell’utilità: la modernizzazione del mercato del lavoro italiano passa anche per l’investimento in questi talenti. •

Charolais e incrocio francese 2,60 2,70; Incroci nazionali 2,25 - 2,45; Esteri misti 2,25 - 2,45. Vacche: Simmenthal 1,40 - 1,72; Brunoalpine 1,10 - 1,42; Pezzate nere 1,10 - 1,42; Industria 1,00 - 1,20. BOVINI DA ALLEVAMENTO Vitelli da latte: Incroci belga maschio 5,50 - 6,50; femmina 4,00 - 4,80; Incroci 2,39 - 3,34; Simmenthal 4,30 4,70; Brunoalpini 1,50 - 2,00; Pezzati neri da kg 50 a kg 52 (dal 28 luglio il peso è da kg 40 a 52) 2,30- 2,49; Pezzati neri da kg 30 a kg 45 (dal 28 luglio il peso è da kg 30 a 40) n.q. Vitelli da latte esteri: Bavaresi Simmenthal 4,47 - 4,94; Tedeschi Blue Belga 4,47 - 5,23; Biondi Francesi (al capo) 550,00 - 650,00; Francesi leggeri 342,00 - 375,00; Bianchi neri francesi 1ª qualità n.q., Bianchi neri francesi 2a qualità n.q., Bianchi neri tedeschi 1a qualità 200,00 - 220,00; Cecoslovacchi 200,00 - 220,00; Polacchi 285,00 320,00; Ungheresi 210,00 - 225,00. PROSCIUTTI Prosciutto Veneto Berico-Euganeo: con osso del peso di kg. 8,5/10 circa 11,13 - 12,32. Disossato del peso di kg. 6/8 13,67 - 15,58.

Aumentano ledonne checreano impresa

Successodi frequenza per icorsicreatidal CpV Premiatauna stilistache utilizza prodottidi riciclo Cinzia Zuccon Morgani Hanno dai 25 ai 61 anni, sono disoccupate o inoccupate, alcune sono in mobilità, altre cercano lavoro senza successo anche da due anni, ma le accomuna soprattutto un aspetto: la volontà di avviare una loro attività, di riempire di concretezza un progetto e mettere in piedi un’impresa. «Ho capito che l’unico modo per trovare un lavoro è crearmelo - spiega una di loro e che se non lo faccio ora non lo farò mai più, ed è per questo che sono qui». Il “qui” è un’aula della Camera di commercio di Vicenza, sede di uno dei corsi del servizio “Nuova Impresa” del Cpv-Centro produttività veneto. Erano 15 i posti creati nell’ambito del progetto ad accesso gratuito del “Corso per donne che creano impresa” e promosso dal comitato per l’imprenditoria femminile, alla fine hanno dovuto allargare la partecipazione a 24 per venire incontro alle richieste. Nelle 20 ore di formazione le partecipanti si sono sottoposte ad un test per misurare le loro attitudini imprenditoriali, hanno capito quali sono le fasi necessarie per passare dall’idea ad un progetto, approfondito gli aspetti giuridici e fiscali per creare un’impresa, studiato piani di marketing e la redazione di un business plan. In piccoli gruppi è stata offerta anche un’assistenza personalizzata di 8 ore di tipo fiscale-societario e marketing. Tra le proposte da sviluppare, varie idee per il commercio online o per mettere in rete community di servizi per la casa, agenzie di servizi di intermediazione, cimentarsi in un’attività di cake designer o avviare servizi innovativi per bambini e famiglie in spazi con nuovi concept; quest’ultima proposta è valsa a Gloria Tuzzi di Creazzo una menzione speciale nel premio istituito per il corso. Un premio di incoraggiamento: più che la cifra simbolica dei 500 euro assegnati, vale l’appoggio espresso dal Comitato per l’imprenditoria femminile. Ad aggiudicarselo Elena Casentini, 29enne stilista artigiana che avvierà una sar-

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Nuoveiniziative “CREALATUAIMPRESA” IlservizioNuova Impresa delCpvha inprogramma altre iniziative:“Creala tuaimpresa” peraspiranti imprenditori/imprenditricisoprattutto giovani offredal 13 ottobreal 24 novembreun percorsodi 40oredi formazione e assistenzagratuiti finanziatodalla Regione. Dal14novembre al4 dicembreinvece èin programmail“Corso per neoimprese” (per imprese da0 a 5 annie tralequali il rischiodi chiusura riguardaun’azienda su due):siterrà a Vicenzae anchea Bassano.Sitratta di20 orea frequenza gratuitafinanziate dalla Cameradicommercio. Il servizioNuova Impresa è natonel1998 per sosteneree governare lo sviluppodinuoveimprese. Neiprimisei mesidel 2012chi siè rivolto a questoservizio era nel 51%dei casidonne (la percentualedi uomini cresce)egiovani(il73% hameno di 40anni). Il servizioè sostenutodalla Cameradicommercio e coordinatodal Cpv-FondazioneGiacomo Rumor, direttodaAntonio Girardi. IlCpvè poiil riferimento dellaRegione perlapromozionedelprogramma perl’imprenditoria giovanilee femminilee dal 2008ha coinvolto nelle iniziative oltre 2000 personein Veneto. • C.Z.M.

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toria creativa con prodotti di riciclo. Il progetto è stato ritenuto l’idea imprenditoriale più creativa ed innovativa e premiato anche perché veloce nei tempi di realizzazione, capace di sfruttare competenze esistenti, perfettamente inserito nel territorio d’origine, modulabile e avviabile con capitale limitato. Il capitale, già. Nota dolente per moltissimi che di questi tempi hanno voglia di concretizzare un progetto. Ma la buona notizia è che dopo un anno di sospensione è stato appena riaperto il fondo di rotazione per l’imprenditoria femminile della Regione (è una legge del 2000) che mette a disposizione finanziamenti per il 15% a fondo perduto e per il resto a tasso agevolato. L’ha ricordato direttore del Cpv Antonio Girardi intervenuto per la premiazione sottolineando la volontà delle partecipanti di mettersi in gioco facendo leva su caratteristiche come flessibilità e concretezza e superando la paura della sconfitta. «Già ritrovarsi insieme - spiegano le partecipanti - ci ha fatto capire che non siamo sole, che possiamo confrontarci in maniera costruttiva». Sì, sono tutte donne con un sogno, ma con i piedi ben piantati per terra. «Ed è proprio questo che contraddistingue le donne che vogliono avviare un’attività: prima si documentano a fondo, vogliono avere più informazioni possibile. E non è un caso se nei 13 anni di “Nuova Impresa” - spiega la responsabile Patrizia Bernardini (Cpv) - oltre la metà di chi ha partecipato ai corsi erano donne, fino al 65%. Mettono in gioco molto e non vogliono lasciare nulla al caso». • GX21386

COLDIRETTI.Staserailconvegno


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12-13-14-19-20-21 OTTOBRE 2012

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

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ILCASO. Il ministero hastabilito chelacampagna di offertenei negozi riservate aivisitatoridi “Raffaello verso Picasso”è unconcorso apremi

Unatassasuglisconti per lamostra Gian Marco Mancassola Una tassa per per poter fare lo sconto. L’apoteosi della burocrazia italiana si è abbattuta sui banconi delle attività commerciali che hanno aderito alla campagna di sconti riservata ai visitatori della mostra “Raffaello verso Picasso” in Basilica. Oltre 190 negozi, bar e ristoranti hanno aderito all’iniziativa presentata il 1˚ ottobre a palazzo Trissino con tutti gli onori che meritava. Sulle vetrine si sono quindi moltiplicate le locandine che riproducono il logo della mostra per segnalare ai possessori del biglietto l’opportunità di fare acquisti con lo sconto di almeno il 10 per cento. Attenzione a quell’“almeno”. L’Ascom ha infatti interrogato il ministero dello Sviluppo economico per evitare cattive sorprese ai commercianti che hanno aderito in buona fede. Nella risposta fornita dal ministero trovano conferma alcuni sospetti: la campagna di sconti si configura, in base alle complicate normative nazionali, come un “concorso a premi”. Proprio così: una specie di lotteria. E come tale deve dotarsi di un regolamento. Qui viene il bello: perché il regolamento sia efficace, deve essere vidimato dai timbri comunali all’ufficio anagrafe con tanto di marca da bollo da 14 euro e 62 centesimi. Pagare una tassa per fare gli sconti: è una procedura che ha il sapore di una beffa, di cui i commercianti sono venuti a conoscenza dieci giorni dopo l’avvio della campagna. In alternativa, il ri-

Costretti atrovareuna soluzioneper evitareassurde trafileespese MASSIMO PECORI ASSESSOREAL TURISMO

schio è di subire multe salate. In breve, da un capo all’altro del centro storico è montata l’irritazione, che ha trovato sfogo che su Facebook, dove l’indignazione per balzello e burocrazia si è sposata con un’altra polemica: finora, infatti, non sono stati diffusi manifesti e volantini da consegnare ai turisti con l’elenco delle attività aderenti alla promozione. La vicenda ha subito innescato riunioni a catena in municipio per venire a capo del rebus. Il problema evidenziato dal ministero è che lo sconto non è uguale per tutti. La campagna, infatti, è stata presentata garantendo che la riduzione sarebbe stata di “almeno” il 10%, lasciando a ciascun esercente la libertà di stabilire la percentuale: numerose botteghe hanno da subito applicato anche il 20%. Interpellato in mattinata, l’assessore al Turismo Massimo Pecori rispondeva così: «Sarebbe semplice imporre lo sconto unico uguale per tutti e superare ogni problematica. Tuttavia, non vogliamo frustrare le aspettative di quei commercianti che hanno dimostrato ampia disponibilità verso l’iniziativa promozionale e intendono offrire sconti maggiori, rendendo ancora più accattivante per il turista la nostra città. Per questo stiamo lavorando per cercare di ridurre al minimo le incombenze per gli esercenti trovando la soluzione più idonea». Nel pomeriggio, dopo l’ennesimo vertice, è stato escogitato l’escamotage: viene cancellato quell’“almeno”. Lo sconto previsto sarà del 10%, punto e a capo. In questo modo la trafila all’anagrafe e le marche da bollo toccheranno solo a chi vuole applicare uno sconto superiore, non a tutti quelli che si limiteranno ad applicare il 10%. Quanto ai volantini con l’elenco degli aderenti, Pecori assicura che è questione di una manciata di giorni. •

Corsivo Laburocrazia unicosettore liberalizzato MarinoSmiderle

Q

uesto è unPaese strano. Un Paese che vive e muore di burocrazia allo stesso tempo. Vive, perché bisogna erogare stipendi pubblici a un apparato sovietico per gestire, tra le varie gabelle, anche quella bizzarra sugli sconti. Muore, perché nel reticolo inestricabile del fisco finiscono intrappolate tutte le imprese che cercano disperatamente di trovare una via d’uscita alla crisi. È quasi incomprensibile la ratio che parifica l’apposizione di una vetrofania che annuncia gli sconti ai visitatori della mostra a una sorta di gioco a premi, con relativi regolamenti e marche da bollo. Eppure si trova sempre il comma di un decreto che spiega tutto e il contrario di tutto. Ci vogliono le riforme, si dice da trent’anni ai convegni. E quando si parla di riforme echeggia sempre una parola magica, taumaturgica: liberalizzazione. Il commercio, per dire, è uno di quei settori che potrebbe essere rivoluzionato dall’allungamento degli orari, dalle aperture domenicali, con conseguenze positive per la clientela e un un po’ meno per chi ha un esercizio di piccole dimensioni e non sempre riesce a stare al passo. Ma quella parolina funziona anche quando si parla di professioni, di tariffe: la liberalizzazione è la panacea di tutti i mali perché stimola la concorrenza e offre servizi a prezzi più convenienti. Poi scopri che il fisco vuole la marca da bollo sugli sconti. L’unico settore liberalizzato è la burocrazia. Senza limiti. •

© RIPRODUZIONERISERVATA

Scontiin oltre190 negozi,bar e ristoranti riservati aivisitatori dellamostrainBasilica. COLORFOTO

Ilposter nei negozi aderenti

INIZIATIVE. Daoggiadomenicauna serie di manifestazionitra piazza delleErbe econtràLioy

EillatoBdiventaprotagonista Negozianti e residenti insieme per richiamare l’attenzione su una zona oscurata dal cantiere Giulia Guglielmi Dopo l'inaugurazione della Basilica palladiana, tocca anche a piazza delle Erbe riaprire i battenti. E proprio per ridare nuova vita a quella che sarà - a detta dell'assessore allo sviluppo economico, Tommaso Ruggeri - «la piazza della frutta e della verdura», è in programma da oggi a domenica l'iniziativa “Be aware!". Il progetto, presentato a palazzo Trissino dallo stesso Ruggeri assieme all'assessore al turismo Massimo Pecori, ha visto anche l'intervento della coordinatrice dell'associazione “Botteghe e

Leormedi piedicheconduconoversopiazza delle Erbee dintorni osterie tra i ponti", Daniela Vettori e il gruppo di architetti “Azione urbana". L'iniziativa mira a far riscoprire l'area alle spalle della Basilica palladiana, attraverso un percorso sen-

soriale che - come spiega l'architetto Rossana Ottofaro «inviti a essere consapevoli di quello che si vive e si sente nell' ambiente circostante». Gli eventi proposti da “Be aware!"

coinvolgeranno artisti, danzatori, musicisti, attori e performer che interagiranno con la scena urbana, con i negozianti e i residenti attraverso attività che vanno dai concerti ai laboratori per bambini, passando per spettacoli di danza e di teatro e installazioni luminose sulle facciate di edifici dismessi, per valorizzarli in modo nuovo. «Per sei anni - spiega Ruggeri - il cantiere della Basilica ha influenzato la frequentazione del centro verso l'area di ponte San Paolo, creando una sorta di frattura. Tanto che ci eravamo quasi dimenticati di quanto fosse bella». Anche Pecori pone l'accento sulla rivalorizzazione dell’area alle spalle della Basilica, «perché si riempiano di persone non solo piazza dei Signori e piazza Matteotti, ma anche

Fotonotizia Glistriscioni perigenitori “imbianchini” IL RINGRAZIAMENTO. Originale modo per ringraziare chi ha dedicato qualche ora e un po’ di sudore alla scuola dei propri figli. Bambini e insegnanti della scuola primaria “Da Porto” hanno preparato alcuni simpatici striscionicoloratidedicatiaigenitori che hanno tinteggiato le aule e le sale mensa della scuola,rendendo gliambienti più colorati e accoglienti. «Grazie per questa bella scuola», è il messaggiosugli striscioni. •

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Selariduzione èlibera vapagata unamarca da bolloda 14euro IlComune fissaallora il10% per dribblareil balzellostatale


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

Storie diSanti

Rodobaldo,Serafino, da Montegranaro, FeliceIVpapa edEtelburga sonoalcuni degliospitidel calendario dioggi. Ma sorprendee attira contemporaneamentel’attenzioneil

fattoche inquesto giornovengano commemoratiivescovi africaniCipriano eFelice ei moltissimimartiri uccisiper ordinedi Unerico, reariano dei Vandali. Il MartirologioRomanoriportailnumero

esattodelleinnocenti vittime:4966. Moltidi loro,condannati aldeserto, morironodi stentio vennero uccisidalle tribùdei predonio furonovenduticome schiavi.

Dialettando “Rampùssolo”neldialetto veneto corrispondea raperonzolouna verdura

alternativaselvatica cheal fondoha un leggerosapore dinocciola.

12-13-14-19-20-21 OTTOBRE 2012

LAVISITA. Ieridi volataa palazzo Chiericati ein piazzadei Signori

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Sgarbi:«Mostre enientemusei dentrolaBasilica»

Situazione generale Correnti occidentali arrecheranno qualche disturbo in vista di un serio peggioramento a inizio settimana.

Ilcriticovuol vedere i sotterraneidi palazzo Chiericatielamaxirassegna sulritratto: «Titolo balordoma bellaricca, Goldinè statomio allievo» Nicoletta Martelletto

gli altri spazi del centro che sembravano dimenticati. Vicenza deve contribuire a dare l'immagine di una città innovativa, che può avere la stessa capacità di attrazione di Verona e Padova». L'area del centro che sarà oggetto di queste iniziative sensoriali è quella che parte da piazza delle Erbe, scende verso ponte San Paolo, si estende lungo contrà Lioy, e risale per ponte S. Michele. «L'idea è nata - racconta la coordinatrice, Daniela Vettori - perché anche i commercianti di piazza delle Erbe volevano fare qualcosa di significativo per onorare la riapertura della Basilica». Si inizia quindi oggi alle 18, con le prime proiezioni video sulle facciate di alcuni palazzi tra ponte San Paolo e contrà Pozzetto. Dalla mattina di domani, invece, i commercianti usciranno dai loro negozi proponendo laboratori e dimostrazioni del proprio lavoro. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Invitato dalla Fondazione Zoè ad inaugurare la mostra della collezione Targetti, Vittorio Sgarbi sempre informatissimo chiede di visitare prima la supermostra in Basilica e quella nei sotterranei di palazzo Chiericati. La notizia del giorno è che arriva senza sventolone al seguito, col solo autista che raccoglie cataloghi e telefonate. Incredibilmente propenso a parlare d’arte e tuffarsi nei ricordi. Un’ora e mezzo di ritardo ma tant’è, il personaggio è libero da orologi e da schemi. Conosce i quadri della pinacoteca vicentina da quando era ispettore della sovrintendenza ai beni storici e artistici in Veneto: e li riannusa uno ad uno, indovinando gli autori, con a fianco la direttrice Maria Elisa Avagnina che glieli richiama. I sotterranei gli piacciono - «bravo restauratore!» dice all’architetto Emilio Alberti, direttore dei lavori - e tra tutte le tele di paesaggio veneto, l’autoritratto del Dorigny, il chierico in terracotta di Neri Pozza. Anche lui, come una visitatrice, scambia un coprirefrigeratore in metallo brunito per un’opera contemporanea... risate collettive. Vuole vedere l’appartamen-

Ilrestauromi piace,l’ideadella Fondazioneanche Bisognafarein modochesiaviva anchedentro

to Roi, si sofferma sulle foto del marchese con nobili ed imprenditori, riconosce i Nardini. Poi vola scortato da strette di mano e manifestazioni di simpatia, da Avagnina, dall’assessore Lazzari e all’amico pittore Lacasella verso la Basilica Palladiana: dove ci si potrebbero aspettare sfracelli critici, ed invece Vittorio abbraccia, saluta, toglie e mette gli occhiali per far fuoco sulle tavole antiche e sulle tele celebri. Gioca al “conosci chi” e indica Pietro di Cosimo, Cima da Conegliano, «quel Caravaggio che è un falso», ed avanti con la Cena di Emaus di Tintoretto. Si ferma davanti a Velasquez e commenta : «Per spostare un quadro così ci vogliono 80 mila euro». Riparte. Incrocia la troupe di Sereno Variabile, galoppa verso Bonard «più tragico del solito»), definisce un Balthus «bellissimo» al pari di Andrew Wyeth. Conclusione: «Questi quadri Goldin che è mio allievo, li ha scelti perchè sfogliava i cataloghi a casa mia, ne capiva la bellezza». Punto. In tutto 23 minuti di visita.

Ma la mostra le è piaciuta o no? Ma certo, come si fa, sono capolavori, certo sono investimenti molto costosi. A parte il titolo balordo, è molto ricca, ci verrà per forza tanta gente

La Basilica?

Bel restauro, credo di non ricordare nemmeno quando è stata l’ultima votla che sono entrato nel salone.

Cosa potrebbe diventare ora questo edificio?

È così importante che non può essere un museo permanente. Altrove è accaduto, ma

Previsioni

poi nessuno va a vederlo. Se vuole essere visto dentro quanto fuori deve ospitare almeno una grande mostra l’anno. Voglio dire qui non possiamo rifare gli Uffizi... ma pensare ad un museo di storia cittadina con mappe, stampe e altro è una ipotesi meno invitante, senza forza attrattiva.

del tempo per il fine settimana in tutto il

territorio vicentino

VENERDì

Temperature

+ 14° + 20° Zero termico 3.000 m

Dunque?

Se fai un museo ci porti al massimo 20 mila persone l’anno. Se fai una mostra di questo tipo puoi arrivare a 200 mila visitatori ed anche di più.

Alternative?

Una grande biblioteca d’arte e d’architettura, magari collegata agli studi del Cisa. Un luogo dove studiare Palladio e qui vederlo per cartas.

L’ipotesi di gestire la Basilica e la cultura attraverso una Fondazione? È una via giusta. Questo spazio può anche avere passivi contenuti così, pensiamo che in mano a Goldin Vicenza può ripetere la stessa esperienza di Treviso quando lui era agli inizi. Ha tutte le potenzialità per farlo, senza restare schiacciata tra Venezia e Verona. Non vedo molte altre possibilità, Palladio questo monumento lo ha fatto solo esternamente, facciamo qualcosa perchè si possa animare dentro.

Mostre sui pittori vicentini, che so, Maffei o Montagna? Ma sì, ma con quelli fai al massimo 80 mila persone. Più concentrazione curatoriale magari, ma tutto dipende da che risultati si vogliono raggiungere. Per la riapertura... era giusto così. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Molte nubi con deboli precipitazioni la sera. VittorioSgarbiieriin piazza deiSignori. COLORFOTO

SABATO

+ 14° + 20°

Sgarbie MontanariallaFondazione Zoè

El’artepubblico-privata generascontriverbali Parteconciliantema tornail Vitttoriodisempre,rissoso e polemico,inunamanciata di minuti:all’inaugurazionein palazzoBissari della mostra Targetti su opere inluce artificialesiconfronta con il collegastoricoTomaso Montanari.Finisceal solito:«Tu ragionida sinistra,io da destra, inItaliasiamorimastisolo ioe MarcelloVeneziani a faregli intellettualididestra».Siparla -ospitidella Fondazione Zoèdiartecomebene collettivo , chefarespirare l’anima: «L’arte è l’altrolinguaggiodegliitaliani da sempre,lavostra Basilica stessaspiegacos’è lafunzione civiledell’arte»esordisce Montanari,università Federico IIdiNapoli.Sgarbirilancia: «Mi specchionel suo pensieroma noncondivido nulla». Sconcerto.E viacon lafunzione collettiva delbello, con la

Temperature

Zero termico 2.600 m

Precipitazioni deboli e sparse.

DOMENICA Temperature + 12° + 18° Zero termico 2.600 m

Nubi in transito. SgarbieAvagnina acasaRoi politicachenoncapisce il patrimoniovero dell’Italia,con la difesadellefondazioni private «chealimentanoe sostengono i benipubblici pubblici,senza statalizzarli»tuonaSgarbi a propositodelmanifestocontro la Fondazione Breradicui Montanari è firmatario,Va meglio quandosi tornaaparlare diopere e luce: Sgarbiinenggiaal medioevo del maestrodiSant’Agata aCremona, Montanaria Bernini. Einquestoi duesono grandi. • N.M.

?

Dove andare questo Weekend?

Nella giornata di sabato il tempo risulterà incerto su molte regioni tranne nord-ovest e Sardegna. Domenica l’incertezza sarà relegata ad Alpi e pianure nord-ovest.

www.vicenzameteo.it

IlTar revocailmaxi-stop Dadomani torna lacaccia Piero Erle VENEZIA

Il Tar ha revocato la sospensiva. Da domani la caccia in Veneto torna a regime secondo il vecchio Calendario venatorio varato dalla Regione, ma con alcune modifiche che sono precisamente quelle che permettono di superare i rilievi fatti dai giudici. È questa la mossa vincente fatta ieri dalla Giunta regionale con l’assessore Daniele Stival: approvare una nuova deli-

bera - la terza - che modificasse il calendario seguendo le indicazioni-bocciature in base a cui il Tar aveva accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste e bloccato gran parte della caccia in Veneto. Il risultato è stato ottenuto ieri pomeriggio, quando il Tribunale amministrativo ha esaminato la delibera, su istanza della Regione ovviamente, e «ha ritenuto di revocare l’ordinanza di sospensiva adottata». La delibera sarà pubblicata subito sul Bollettino ufficiale (Bur)

e «questo significa in buona sostanza - affermato soddisfatto l’assessore Stival - che da domani, sabato, la caccia può riprendere sulla base delle nuove regole definite oggi». Il tutto è sub judice comunque: «Restiamo in attesa del giudizio di merito davanti al Tar - precisa Stival - ma gli adeguamenti apportati, che hanno indotto il Tribunale amministrativo a rivedere il suo precedente provvedimento, ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta, sulla scia di una

lettura corretta, analitica e non pregiudiziale che la Giunta regionale ha sempre fatto delle norme e dei pareri delle istituzioni chiamate ad operare in questa materia». Stival in sostanza ha dovuto inserire nella delibera le indicazioni dell’istituto nazionale Ispra e del Tar, mentre in un primo tempo la Regione aveva cercato di dare “più spazio” ai cacciatori come chiesto dalle loro associazioni. Per 19 specie migratorie è stato inserito un numero minimo e massimo di uccelli abbattibili per ciascun tipo, ed è stata vietata la caccia con i pallini di piombo nelle zone Sic (Importanza comunitaria) e Zps (protezione speciale). Da domani però i cacciatori possono tornare a sparare senza super-limiti. •

GU17127

NUOVADELIBERA REGIONALE. Modificatoil calendario venatorio


Cronaca 19

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

VERSOLE PRIMARIE. IlsindacodiFirenze ha fatto tappain città accolto dalcollega Variatieda una plateain gran partecomposta da personenon iscritteal Pd

Renzifailpienone,ilComunalenonbasta Millein sala,trecento fuori:perlorocomizioextra «Rottamareanchecerte idee percambiarel’Italia Seperdo sarò leale,non chiederòalcuna poltrona» Marco Scorzato «Sono dispiaciuto che non possiate entrare, ma spero che questa partecipazione così grande possa tradursi in grande affluenza alle primarie». Sono le 21.30, Matteo Renzi è appena sceso dal camper che lo ha portato a Vicenza e parla davanti al Teatro comunale. Impugna un megafono, che gli porge il sindaco Achille Variati, e improvvisa un mini-comizio rivolgendosi alle 3-400 persone che non potranno entrare ad ascoltarlo: la sala da 900 posti è già stracolma, e c’è gente in piedi. In tempi di antipoltica, Renzi rompe gli schemi e fa il pieno oltre le previsioni. «Siamo in mezzo alla gente, come non accadeva da anni», esulta Variati. Più delle parole, spesso, valgono le immagini, e il “prologo” inatteso di ieri sera non era scontato. Renzi spiazza persino i suoi sostenitori: non si aspettano cotanto afflusso e

Bastacon l’equazioneche l’imprenditore evade:lePmisono lefondamenta MATTEO RENZI CANDIDATOALLE PRIMARIE

il ridotto del teatro non è disponibile; e non è possibile aprirlo in quel momento, anche perché mancherebbero vigili del fuoco a sufficienza per garantire la sicurezza. C’è chi mugugna e chi applaude comunque. Nella sala gremita, come da aspettativa, c’è solo parte dei vertici del Pd vicentino: con Federico Ginato ed Enrico Peroni, segretari provinciale e cittadino, si notano i sindaci Diego Marchioro e Alberto Neri, e poi Angelo Guzzo, Matteo Quero e Stefano Fracasso. C’è anche Roberto Cavazza, segretario cittadino dell’Udc, accorso per “curiosità”, ma la quasi totalità della platea non ha tessere di partito. E Renzi, fin dall’inizio, ha deciso di rivolgersi proprio a loro: agli «elettori democratici delusi» e ai «disillusi da berlusconismo e Lega», come ha ribadito ieri a Mestre e Rovigo. A tirare la volata a Renzi è il sindaco Variati. «Ho 59 anni dice - ma voglio contribuire a creare un’Italia migliore. E questo passa attraverso Matteo». Così il primo cittadino presenta il suo collega, «il futuro presidente del Consiglio». È lì che scatta il primo applauso, che resterà il più potente fin quasi a fine serata, quando una battuta di Renzi su D’Alema - «se vinceremo, al massimo lui finirà la sua carriera da parlamentare» - strappa quel-

lo più fragoroso e liberatorio. È un Renzi che predica «leggerezza e serenità», che spiega che quella delle primarie è una «scommessa appassionante e coinvolgente per cambiare l’Italia», ma che «non siamo in missione per conto di Dio». È l’autoironia la carta di Renzi, sapientemente “consigliato” da Giorgio Gori, che ne cura la comunicazione. Il discorso di Renzi è inframezzato da spezzoni di film, da “Non ci resta che piangere”, con un memorabile Triosi, a Cetto Laqualunque-Antonio Albanese alle prese con il “trauma” di una ricevuta fiscale. L’autoironia sta in un video del comico Maurizio Crozza che fa la parodia “infantilizzata” del giovane candidato. «Non ho paura di perdere - afferma Renzi -, il marchio d’infamia per me non è la sconfitta, ma la rassegnazione». Gioca poi la carta della semplicità, che al prezzo di intiepidire a volte gli entusiasmi. Renzi ci mette un po’ prima di affrontare il suo cavallo di battaglia, la «rottamazione»: e la declina non solo verso la classe dirigente che «sta incollata da 20 anni alle stesse poltrone», o verso le regole della politica (finanziamento ai partiti) ma anche verso «certe idee» della «vecchia sinistra» . Parla della partita Iva e delle Pmi: «Basta con l’idea che i

L'INTERVISTA

Labersaniana

AlessandraMoretti

IlTeatroComunale non è riuscitoadaccogliereletantissimepersone accorseierisera per Renzi

MatteoRenzi e AchilleVariati eil“comizio”improvvisato. COLORFOTO piccoli imprenditori sono evasori, e non pensiamo che l’evasione fiscale oggi si combatta con la caccia allo scontrino». Ma parla anche ai lavoratori dipendenti e dice che «con 20 miliardi di risparmio sulla pubblica amministrazione» si può accrescere le buste paga.

di M.SC.

RICCARDOALLIONE,M5S

«Entronovembre ilnostrocandidato Nessun“trucco”»

S

RiccardoAllione,26 anni,uno deiportavoce grillinidellacittà

e la politica «avesse fatto il suo, noi non esisteremmo: e invece siamo qui, siamo lo strumento creato da Beppe Grillo per portare la vera democrazia...». Riccardo Allione, 26 anni, uno dei portavoce del Movimento 5 stelle, replica alle stoccate di Maurizio Franzina, consigliere comunale del Misto, che ha fatto le pulci ai grillini e alla loro (non?) organizzazione. Davanti ai microfoni, Allione si presenta assieme a Maurizio Ottomano e a Giordano Lain, gli altri attivisti del “gruppo stampa” grillino della città.

È falso. L’associazione serve soltanto per mere questioni burocratiche: ad esempio, per prenotare una sala bisogna presentarsi come associazione.

partito, allora siamo un partito...

Da chi è formata?

Quella dei fedelissimi?

Riccardo Allione, «l’assemblea grillina è un trucco», dice Franzina. Dice male?

Da noi “uno vale uno”, non c’è gerarchia né denaro: viviamo con le offerte volontarie. Ma è chiaro che chi arriva per la prima o la seconda volta non partecipa al voto. O meglio, ci sono assemblee di presentazione e altre di decisione. Abbiamo avuto tentativi di infiltrazione di ogni tipo, dobbiamo fare un minimo di filtro.

Non so come faccia a dirlo, visto che non ha mai partecipato. È solo una sua speculazione offensiva. E poi detto da chi stava in Forza Italia, dove le regole democratiche interne erano un’utopia...

Franzina dice che voi grillini non decidete in assemblea, ma nella vostra associazione.

È un’associazione “orizzontale”, c’è la rotazione delle cariche ogni sei mesi. È nata nel 2007, siamo 44 soci.

Ma decidete nell’associazione o nell’assemblea? Non c’è questa distinzione, perché le due cose coincidono.

In assemblea, però, voi invitate chiunque, non solo i 44 soci.

Come un partito, allora.

Se questo vuol dire essere un

Chi deciderà i candidati alle Comunali? L’assemblea.

Quella di chi si dimostra attivo: si voteranno il candidato sindaco e i candidati consiglieri. Dovranno essere incensurati, non iscritti a partiti...

E per le Politiche?

Lì ci sono le circoscrizioni. Vicenza provincia ha 12 candidati...

E chi li sceglierà?

Al momento non sono ancora uscite le regole del Movimento.

Ma senza gerarchie, chi deciderà se mettere in lista uno di Schio o di Vicenza? E chi deciderà l’ordine dei nomi? (Pausa: rapida consultazione con Ottomano) Le assemblee di ogni gruppo voteranno i loro candidati e li proporranno al livello provinciale. Poi si arriverà al voto on line, penso.

Grillo certifica le liste: gli spetta l’ultima parola?

Le liste le facciamo noi: se sono rispettati i criteri di “pulizia”, lui le certifica automaticamente.

Franzina dice che il voto on line è manipolabile.

Non ne vedo l’interesse, sarebbe autolesionismo. Quando sarà creato il portale specifico, si potrà votare e poi verificare se il voto sarà stato attribuito correttamente.

Quali sono le prime tre cose che fareste se foste al governo della città?

Bella domanda. Abbiamo un programma in uscita a breve: abbiamo un Pum alternativo, e poi siamo interessati a democratizzare il più possibile lo Statuto e a garantire la totale trasparenza degli atti amministrativi. Ma poi è difficile dire “tre cose”, perché tutto è legato, dall’urbanistica alle piste ciclabili...

Chi sarà il candidato sindaco?

Lo voteremo a breve. Diciamo entro fine novembre. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Sfiora i temi infrastrutture e ambiente, e si concentra sull’Europa: «Non esiste futuro dell’Italia senza una discussione sull’Europa». Evoca gli Stati Uniti d’Europa e una riforma dei fondi europei perché non vadano a foraggiare le clientele. E ancora: «Per me

“merito” è una parola di sinistra e l’uguaglianza non è far arrivare tutti allo stesso livello, ma farli partire dallo stesso punto». Renzi esprime «massimo rispetto per Bersani» e promette: «Se perderò, sosterrò il vincitore senza chiedere nulla in cambio». Vale a dire: «Resterò al mio posto, a differenza di chi ha perso le primarie in passato»: e sullo schermo ecco i volti di Bertinotti, Mastella, Di Pietro, premiati con varie «poltrone». Alle 22.45, quando Renzi sta per salutare, fuori dal teatro c’è ancora un’ottantina di irriducibili. Lo ascoltano grazie ad amplificatori approntati in fretta e furia. Un’altra immagine da registrare: e questa non l’ha studiata Giorgio Gori. •

TROPPIIMPEGNI AlessandraMorettinon ha partecipatoalla discesadi MatteoRenzia Vicenza. L'assessoreall'istruzione ealle politichegiovanili, nonchévicesindaco, ha annunciatonellagiornata diieri chenon avrebbe presoparteall'incontro conilsindacodi Firenzelo sfidantealle primarieche staincalzandonei sondaggiinsegretario nazionaledelPd. «Èunperiodo incuisi condensanomoltiimpegni -ha dichiaratoMoretti nonperultimo ilConsiglio comunaledi oggi(ieriper chilegge, ndr)». Matra pocomeno di unmese, potrebbetoccareall'altro candidatoalle primariedel centrosinistra “attraversare"Vicenza. «A novembre-conclude il vicesindaco-dovrebbe arrivare PierLuigi Bersani». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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L’INIZIATIVA. Dadomani anche nelVicentino partirà laraccoltafirme

Idv, ora4 referendum antiCasta epro-lavoro Pesavento: «Basta diaria ai parlamentari, rimborsi ai partiti e contratti in deroga. Sì all’articolo 18» Maria Elena Bonacini Quattro referendum per la reintroduzione dell’articolo 18, l’abolizione dei contratti in deroga, l’abrogazione della diaria ai parlamentari e dei rimborsi elettorali ai partiti. Questi i quesiti presentati ieri dall’Italia dei valori, che da domani sarà nelle piazze per la raccolta firme. Con qualche difficoltà in più, visto che il l’Idv non è passata indenne attraverso il nuovo “Laziogate", con il capogruppo regionale Vincenzo Maruccio dimessosi dopo essere stato indagato per peculato, accusato di aver intascato 700 mila euro di fondi pubblici. Alessandro Pesavento, coordinatore provinciale, non nasconde il problema: «Ci aspettiamo che la gente venga a contestarcelo, sappiamo che ce l’hanno con noi, che ci accomunano agli altri ed è un peccato, perché noi viviamo del nostro lavoro, abbiamo scelto la militanza come contributo al miglioramento del Paese e a una più alta moralità pubblica». «Per questo - afferma Nicola Canilli, responsabile dell’area di Bassano - quando accadono

NicolaCanilli, Alessandro Pesaventoe AnnaDonà dell’Idv scandali di questo tipo i più arrabbiati siamo proprio noi». Con loro, ieri, nella sede del partito in contra Fascina, anche il consigliere comunale Silvano Sgreva e Anna Donà, responsabile della zona di Schio. I quattro quesiti, spiega Pesavento, sono «legati da un filo conduttore, il nostro impegno per un profondo rinnovamento politico, che deve dare risposte concrete a questioni che sono sempre più un'emergenza nazionale». A partire proprio dal lavoro, con la richiesta di reintrodurre l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e l'abolizione delle deroghe ai contratti nazionali di lavoro. «Al momento dell'introduzione dell' articolo 18 - continua - il lavoro era considerato un diritto e un valore sociale. Dando il potere al magistrato di comminare una multa ma di non disporre il reintegro di chi è stato li-

cenziato senza giusta causa torna ad essere merce di scambio. Si torna poi indietro di 50 anni. Non diciamo che non debba esserci contrattazione aziendale, ma il contratto nazionale deve fissare paletti minimi uguali per tutti». Dal lavoro Pesavento passa ai privilegi, come il finanziamento pubblico: «Questi rimborsi, che già i cittadini avevano chiesto di abolire, non funzionano se permettono a partiti che non esistono più, come la Margherita, di ricevere rimborsi, che sono stati utilizzati in modi molto differenti. Intanto bisogna eliminare questo sistema, poi si studierà un' alternativa. Come bisogna togliere la diaria per i parlamentari, 3.500 euro che vanno ad aggiungersi alle indennità, creando un sistema di privilegi». • © RIPRODUZIONERISERVATA


20 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

ILPIANODELLA MOBILITÀ. Due emendamentiin Consiglioportano lapaceconi Commercianti. Main aula i negozianti protestano.E oggiladiscussionefinale

IlPumrilanciailmultiparkingsottol’exGil Ilsindaco rispolveraun vecchio progetto del2010 cheperò erastatobocciato inRegione:«All’epoca fupresauna decisionepolitica. Adessoè diverso» Nicola Negrin Un parcheggio all'ex Gil e la certezza di mantenere un numero di stalli per la sosta «adeguato alle attività economiche». Achille Variati firma il trattato di pace con i commercianti grazie a due emendamenti correttivi. La battaglia sul Pum è arrivata alla fase finale in Consiglio comunale. Da una parte l'amministrazione e dell'altra l'Ascom. Lo scontro, in realtà, non è ancora terminato. Tra polemiche e cartelli, non c'è stato tempo ieri per votare il piano urbano della mobilità. L'ultima parola arriverà nella giornata odierna, ma intanto Variati ha teso la mano ai negozianti. Il principale strumento messo in campo per risolvere la controversia è un vecchio progetto dimenticato nel cassetto. «Serve almeno un'altra area di sosta nella zona est della città - attacca il primo cittadino - e vogliamo rea-

Seilprogetto nondovesse andareinporto penseremo adaltresoluzioni ACHILLEVARIATI SINDACO DIVICENZA

lizzare un parcheggio all'ex Gil». La proposta era stata voluta dall'amministrazione anni fa, ma la Regione, tramite il Pat, l'aveva successivamente bocciata alla fine del 2010. «A quel tempo - aggiunge il sindaco - siamo stati frenati da una decisione negativa che è stata più politica che tecnica. Adesso ci sentiamo di ribadire quella scelta». Ma allo stesso tempo mette le mani avanti: «Se non dovesse andare in porto la struttura all'ex Gil, allora troveremo altre soluzioni, sempre nella zona». MANOTESA.Poi le modalità attuative del piano. «L'attuazione del Pum - afferma il sindaco - deve avvenire attraverso progetti. È condizione indispensabile, però, che si mantenga una dotazione della sosta adeguata alle attività economiche esistenti. Dovranno essere adottate forme di gestione della sosta oppure si dovranno reperire aree alternative localizzate a breve distanza». Come sta accadendo in viale Trieste «dove stiamo cercando di acquisire il terreno per realizzare 38 posti auto». FELICI E… SCONTENTI. Tutti d'accordo? Quasi. Il vicedirettore di Ascom, Ernesto Boschiero, giudica positivamente gli emendamenti. «Abbiamo ottenuto quello che voleva-

Poletto(Pd) ele minoranzeattaccano

C’è Renzi,sedutasospesa «Sequestoèilnuovo...»

mo - risponde - e questa è una battaglia vinta. Il sindaco ha messo nero su bianco, rispondendo alle nostre preoccupazioni, e le richieste sono state accolte». Ma i negozianti schierati in sala Bernarda tengono alti i manifesti della protesta e se ne vanno da palazzo Trissino polemizzando (“Vergogna"), non avendo avuto l'opportunità di ribadire la propria posizione in aula. AMERICANI. Tra una polemica e l'altra Achille Variati, che prima della seduta cerca di placare i commercianti, interviene sull'esposto presentato da alcuni comitati che chiedono «chiarezza sugli spostamenti futuri degli americani tra le basi». Il sindaco getta acqua sul fuoco: «Il Pum ha considerato gli aumenti di traffico derivanti dalla nuova base. Va considerato, però, che lo studio del piano urbano è stato affrontato nella logica dei volumi di traffico riguardanti l'ora di punta (7.30-8.30). E i dati che sono stati prodotti dalle autorità americane dicono che il 90 per cento dei movimenti degli statunitensi si registra tra le 5.30 e le 6.30 del mattino con solo un 10 o 15 per cento degli spostamenti in orario di punta. Parliamo di meno di duecento unità». •

Nell’areaex Gil lapropostadi un parcheggioapiù piani

Leopposizioni LEREPLICHE.Ladiscussione sulPumcontinueràoggialle 16.30.Leprime considerazioni:«Il parcheggio-commenta Cicero-va fattoall'Eretenio. All'exGil non ha senso». ConcordaZocca:«Variatiha

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LACHIESA. Ancoratransenne a5 mesi dalterremoto. Il restaurocosta

Statue “ferite”dalsisma SantoStefano è dacurare La situazione è critica. Più di quanto immaginato alla vigilia di una recente ispezione. La chiesa di Santo Stefano soffre ancora: a quasi cinque mesi dal terremoto dell’Emilia che ha causato danni al timpano e ad alcune statue, la diagnosi dei tecnici non è delle più confortanti. Alcune statue devono essere restaurate. Il Comune ha valutato l’opzione di rimuoverle per sistemarle in laboratorio, ma la Soprintendenza potrebbe vietarlo e im-

porre l’intervento in loco, ma i costi raddoppierebbero. Intanto, c’è qualcosa che certamente non si muove: le transenne. La situazione è stata descritta da Ennio Tosetto, assessore ai lavori pubblici. «Con l’intervento di un’autoscala alta 35 metri - spiega - abbiamo verificato la presenza di fenomeni di erosione, sfarinamento e incrostazioni nelle tre statue dei santi che coronano il timpano». La più malandata è «la statua in corrispondenza del-

bocciatopark giàapprovati, comel'ex Macello. L'ex Gil è uncapriccio«.Sorrentino è categorico:«Iltraffico non diminuirà».Meridioponeuna questionepregiudiziale: «Nonsi possonoinserirele tariffedeglistalli nelPum».

Lachiesa di SantoStefano

Primala decisionedidisertare ilConsiglio sullasicurezza, poi laconclusione anticipataper accogliereMatteoRenzi. QuestavoltaAchilleVariatie gliassessori ci sono.Maè l'uscitaanticipata, con tantodi richiestadi sospensionedella seduta firmatae votatadalla maggioranza,a fardiscutere.Il Consiglioè stato interrottoalle 20.30per permettere al primo cittadinoe adalcuni consiglieri direcarsida Renzi al teatro comunale.La decisione,però, nonè stata gradita;non solo dall'opposizionema anchedal bersaniano,Luigi Poletto, leaderdella protesta: «Interromperelaseduta per andareda Renzi… - attaccail presidentedelConsiglio avvicinandosial sindaco e al portavoce- e questa dovrebbe esserela nuova politica?». «Questoè il modo di amministrarela città?», affermacon rabbiaLuca Balzi. «Èscandaloso»,aggiunge il capogruppodelPdlFrancesco Rucco.«Dovevarimanere in aulafino allafine», continua PatriziaBarbieri(Lega). Rucco,un'oradopol'inizio della seduta,chiede all'aulache unrappresentantedei quarantanegozianti «si esprimapubblicamente».La richiestaviene bocciataper un voto (17 favorevolie 18

Leproteste deicommercianti contrari,tra cui i consiglieridella maggioranzaSerafine Guaiti). Variati siastiene, cosìcome Colombara.«Per l'ennesimavolta -reagisceBarbieri- il sindacoha calpestatola democrazia"."Tutti hannoil dirittodi essereascoltati", aggiungeCinzia Bottene. «Sindaco,lei ha perso un'occasione-chiude Rucco- e siamocostrettia censurarela condottadiquesta amministrazionechefa solo giochettisotto banco.Questa è piùdiunavergogna». Nel frattempofuoridall'aulainsorge l'iradeicommercianti, che sene vanno e attaccanocon parole forti lamaggioranza«che nonci ha fattoparlare». Prova arisolvere la situazioneFedericoFormisano, capogruppodelPd: "Abbiamo bocciatolarichiesta diaudizione perchédicendosì all'Ascom si sarebberoproliferatele richieste. Inpassatoabbiamo fattolo stesso:è coerenza». NI.NE. © RIPRODUZIONERISERVATA

ILCASO. Accoltalarichiesta dell’immobiliare. Nuovoround del2013 l’ingresso che potrebbero dar luogo ad altri distacchi». Anche la parte alta dell’obelisco di sinistra presenta incrinature. «La migliore soluzione per contenere i costi sarebbe quella di imbragare le statue, restaurarle in laboratorio e poi riposizionarle». Ma serve il benestare della Soprintendenza e il timore è che non venga concesso. Finora sono stati stanziati 6 mila euro per la messa in sicurezza della chiesa. Ma ora servono altri soldi. Il Comune non si sbilancia, ma da una stima verosimile sarebbero almeno 30 mila euro per l’intervento con rimozione delle statue;il restauro in loco farebbe raddoppiare i costi per via dell’impalcatura. • M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

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ExQ8, ilTar sospende l’ordinedidemolire Ci vorranno sette mesi per capire quale sarà il futuro dello stabile Cangini: «L’abuso rimane» Tutto bloccato, ancora una volta. Il Tar ha sospeso l'ordinanza di demolizione dell'ampliamento dell'ex Q8 firmata dal Comune. La decisione è arrivata nella giornata di ieri. Il tribunale amministrativo del Veneto ha di fatto accolto la richiesta dell'immobiliare Le Mura e ha rinviato la trattazione definitiva al 27 giugno 2013. Ci vorranno altri sette mesi per capire dunque quale sarà il futuro di parte dello stabile che sorge a pochi passi dalle mura storiche. L’ordine di demolizione è rinviato o sarà definitivamente annullato? È questa la domanda che circola nelle stanze di palazzo Trissino. Pierangelo Cangini si dice ottimista. «A nostro favore - commenta l'assessore all'edilizia privata parla una sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato il permesso di costruire. Dunque, per quanto ci riguarda, l'abuso c'è e rimane». Il problema, però, è che il Tar, nonostante le sentenze degli anni scorsi, non ha preso una posizione netta. «Ma non è preoccupante - assicura Cangini - perché il tribunale amministrativo ha deciso di rinviare per trattare in maniera con-

L’edificio nell’ex areaQ8al centrodiunalunga vertenza. COLORFOTO giunta tutti i provvedimenti di questo tipo. Sono stati raggruppati: il privato ha presentato in passato altri ricorsi contro il Comune e dunque è stato deciso di rispondere in maniera unica il prossimo anno. Per questo sono fiducioso». Anche se non manca un pizzico di incertezza. «L'immobiliare, in effetti, ha presentato una perizia al Tar che invece non ha consegnato al Comune - precisa l'assessore - e quindi adesso acquisiremo l'atto per capire di cosa si tratta e per presentare la nostra controperizia". Nella stessa ordinanza pubblicata nella giornata di ieri il Tar ha specificato che "l' amministrazione si è limitata a ritenere insufficienti e non idonee», le pratiche presenta-

te dal privato per la regolarizzazione della situazione. Il Comune cioè non ha "esplicitato le ragioni di tale insufficienza». Da qui la decisione del tribunale amministrativo regionale di rimandare il tutto alla fine di giugno del prossimo anno. Un altro capitolo della storia infinta dell'ex Q8 è pronto a essere scritto. Ci vorranno ancora mesi e mesi, però, prima di sapere quale sarà la fine. E dire che l'ordinanza di demolizione firmata dall'architetto Michela Piron risale al 10 luglio del 2012. «Passerà un anno - conclude Pierangelo Cangini - ma questi sono i tempi della giustizia, ma siamo convinti di aver agito correttamente». • NI.NE. © RIPRODUZIONERISERVATA


22 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

Lecoschesfruttanolacrisi Idatisulle infiltrazioni dellamalavitaorganizzata

ILRAPPORTO. Idati del ministerodell’Interno dal2009a inizio2012

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IPRINCIPALISETTORIDOVELEMAFIE CERCANODIREINVESTIREISOLDI

Mafie e riciclaggi Vicenzadiventa terradiconquista

Inumeri

Raddoppiatele segnalazionidi operazioni sospette IlVenetoè fra iprimiper le denunce di corruzione

403

Se anche uno non volesse credere a quello che da tempo dicono investigatori e magistrati sulle infiltrazioni mafiose nel Nordest, ai numeri dovrebbe proprio credere: in Veneto le persone denunciate per corruzione sono passate da 13 nel 2010 a 74 nel 2011. E a livello nazionale sempre il Veneto registra un numero di denunce per corruzione minore solo a Sicilia (176), Campania (163), Lombardia (149), Toscana (92) e Puglia (75); mentre per concussione risultano denunciate più persone solo in Campania (115), Sicilia (62) e Puglia (42). Una bella posizione da alta classifica, insomma.

ziarie sospette registrate dall’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia: erano 1244 nel 2009, sono già 2472 nei primi sei mesi del 2012. Il doppio a metà anno. La Dia individua le caratteristiche della minaccia mafiosa nel Nord «diretta contro la stabilità sociale e l'integrità del sistema economico». Nella loro relazione del II semestre 2011 gli esperti antimafia sottolineano «il coagulo di una vasta area collusiva nella quale personaggi dell'imprenditoria, della finanza, della pubblica amministrazione, della politica e delle professionalità più elevate si prestano con diverso grado di intensità alla cura degli interessi mafiosi, traendo a loro volta cospicui vantaggi».

RELAZIONE.Ma non basta: i dati della relazione del ministro dell’Interno al Parlamento sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nel II semestre 2011 confermano la presenza della criminalità organizzata in Veneto. Un altro dato su tutti: l’aumento delle operazioni finan-

Collusionicon imprenditori, personaggidella finanza,pubblica amministrazione edellapolitica

Alessandro Mognon

In altre parole: mafia, n’drangheta calabrese e camorra campana (nelle sue varie ramificazioni di clan e famiglie) vanno dove ci sono i soldi e l’economia tira. Quindi il Nordest è terreno fertile. I settori dove hanno allungato le mani i boss sono tra gli altri l’edilizia, il settore della grande distribuzione alimentare, l’intrattenimento, lo smaltimento rifiuti e, a conferma della grande flessibilità, anche le energie rinnovabili. OPERAZIONI.Ci sono i dati provincia per provincia, nella relazione del ministero. I più interessanti sono quelli sulle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio comunicate da banche e società di gestione risparmio alla Banca d’Italia. Esempio: un anomalo prelievo continuo di grosse quantità di contanti. Si diceva dei dati: nel Vicentino erano 226 nel 2009 per salire poi a 309 (2010), 585 (2011) e 403 nei primi sei mesi del 2012. Seconda provincia del Veneto dopo Verona. Anche le segnalazioni che arrivano da intermediari

Lamalavitaorganizzatahamesso lemanisull’edilizia,lagrande distribuzione,l’intrattenimento, losmaltimentodeirifiutieora anchesulleenergierinnovabili

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LEPERSONEARRESTATE NELL’OPERAZIONE“SERPE”

Lanostraprovinciaèaiprimiposti nelleinfiltrazionimafioseanche guardandoallesegnalazionidegli intermediaricomeprofessionisti eagenzieimmobiliari

2472

LEOPERAZIONI SOSPETTE NEIPRIMI6MESI DEL2012

Erano1244 nel2009, sono giàraddoppiateesiamo soloametà anno. Ildato è esplosoda quandocinque annifa èstata apertalaUif, l’Unitàdi informazione finanziariacollegataalla Bancad’Italia

LESEGNALAZIONI NEIPRIMI 6MESI2012NELVICENTINO

Erano226 nel 2009per salirepoia 309 (2010), 585 (2011).È laseconda provinciadel Veneto dopo Verona. Sonoinvece appena5 icasisospetti segnalatida professionisti eagenzieimmobiliari

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LEPERSONE DENUNCIATE PERCORRUZIONE NEL2011

Alivellonazionale ilVeneto annovera unnumero di denunceper corruzione minoresoloa Sicilia(176), Campania(163), Lombardia(149),Toscana (92)ePuglia (75)

GliuomidellaDirezione Investigativa Antimafia(Dia) mentreentrano inun’azienda. FOTO ARCHIVIO

FrancescoTerreridi Microfinanza

Isoldisporchi“anticrisi” «Cosìcadonoleaziende» Haspiegato comefanno le mafiea riciclareil denaro sporco.Perché il grande problemadella criminalità organizzataè ripulire i soldi. FrancescoTerreri, giornalista economicodell’Adigee presidentediMicrofinanza,ne ha parlatoin unseminarioa Mestrecon l’Osservatorio ambiente e legalitàe il patrociniodell’Ordine dei giornalistiveneti. «Quellochecontaè l’impatto economicodeimercati illegali, nonlasingola violazionedi

Unintervento dellaDia legge.L’Italia paga ritardisulla normativa a partire ancoradagli anni’80.Anche oggi siamoindietro rispettoall’Europa, ma negliultimi

5annicon lanascita dell’Unitàdi informazionefinanziaria della Bancad’Italia che pubblica regolarirapporti, è diverso». Insommaquando ilcliente diuna banca fa troppe operazioniin contantio ha moltecontroparti estereinpaesi fiscali,si segnala e siva a vedere. «La Diaha osservatocheneiperiodi dicrisi i tentatividiriciclaggio aumentano. Vedil’operazioneAspide con i Casalesi.Perché? Perchèle aziendehannobisogno diliquidità e latrovano nei prestitidi soldi sporchi.Eallafine le organizzazionicriminali si compranol’interaazienda».Infine c’èil pericolodella finanza mondiale:«Unavoltail riciclaggio simisurava dai contanti. Oggi le mafieinvestonoanche su strumentifinanziarisofisticati comei derivati.Che,oggi, valgono 10volteil pil mondiale». • AL.MO.

TRIBUNALE. È iniziatoieriil processoTitanic acarico di17 persone

«Fallimentipilotati etruffecon iCasalesi» L’accusa è di aver dato vita ad una associazione per delinquere che provocò danni per 7 milioni di euro Diciassette persone alla sbarra per rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla bancarotta fraudolenta. È iniziato ieri, davanti al collegio presieduto da Gianesini (giudici Babudri e Maria Trenti), il processo “Titanic”, dal nome che la guardia di finanza diede ad una vasta operazione che, fra le prime, diede prova degli interessi che le associazioni camorristiche campane avevano anche nel Vicentino. Alla sbarra c’è ad esempio Arturo Di Caprio, 45 anni, di Cassino (difeso dall’avv. Francesca Casarotto), ritenuto dal pubblico ministero Pecori uno dei vertici della banda, che nega con forza di essere un camorrista, anche se un presunto complice, che decise di collaborare e che ha già patteggiato, lo indicava come il referente del clan dei Casalesi nel Vicentino. Con Di Caprio, al vertice ci sarebbe stata la ragioniera Antonietta Bifulco,

AntoniettaBifulco,55 anni 55 anni, di Vicenza. Con lei anche Roberto Brighetti, 49 anni, di Tivoli (avv. Massimo Rizzato); Salvatore Giugliano, 53 anni, di Nola (avv. Paolo Mele senior); Rosalba Gasparrini, 43 anni, di Castelgrande (Potenza); Romeo Felitti, 56 anni, di Vietri di Potenza; Walter, Oscar e Renzo Parise, di 59, 74 e 66 anni, di Vicenza e Pojana Maggiore; Antonella Paiusco, 46 anni, di Camisano (avv. Marta Marzotto e Lino Roetta); Francesco Pandolfi, 55 anni, di Varese; Piero Rengo, 59 anni, di Villafranca; Federico Castellani, 44 anni, di Verona; Antonio La Torre, 55 anni, di

Mondragone; Ciro Schiattarella, 58, di Portici, Marco Pressanto, 55, di Pordenone e la scozzese Ann Gillian, 53 anni, moglie di La Torre (avv. Andrea Balbo). La società Eurofood, dichiarata fallita il 18 dicembre 2006, aveva la gestione delle ditte partecipate e controllate come Cedibe srl, Cedive sas, Omnia srl, Eurofood Supplayer’s sas, Import Drink, Hosar srl, Italian Catering Ltd, Eurofood Ltd, Gdchc sas, Gdchc Immobiliar srl, con le quali i bancarottieri avrebbero distratto beni del valore complessivo di 7 milioni di euro. Le società acquistavano beni di diversa natura da svariate società, li facevano sparire inviandoli ad esempio in Scozia e quindi non li pagavano, truffando aziende sane. Allo scopo individuavano per la procura attività ormai prossime alla chiusura per usarle come schermo. Nel corso dell’inchiesta della Tributaria furono fondamentali le intercettazioni telefoniche. Il dibattimento entrerà nel vivo il 4 dicembre. • D.N. © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 23

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 12 Ottobre 2012

Norme rigide

Queinomi incodice

Moltedelleoperazioniillecite finisconosultavolodellaDia.Oggi lanormativasulletransazioniè diventatapiùrigidaeunavoltala privacycoprivaalcuniclienti

Pinocchio,Persicus,Manleva, Serpe,ApogeooTeladiragno. Eccoalcuninomidelleinchieste LEOPERAZIONICONDOTTE DALLEFORZEDIPOLIZIA

Battaglia piùdura

«Oggiicontrollisulleoperazioni sonopiùcomplicativistala sofisticatagestionefinanziaria» FRANCESCOTERRERI GIORNALISTADI“MICROFINANZA”

INCHIESTA. Una societàcon sedea Bolzano Vicentinoavrebbecommesso una serie ditruffe aidannidiimprese

Stangateper 3milioni di euro Haacquistato benisenza pagarli efacendolisparire nelnulla. La ditta,intestata a un prestanome, sarebbeinmano aicalabresi Diego Neri

te». Un altro metro per capire l’entità delle infiltrazioni mafiose in Veneto è la recrudescenza dei reati di usura e l’aumento delle denunce per corruzione e concussione. Senza contare infine le decine di operazioni condotte dalle forze di polizia dal 2009 a oggi. Nomi a volte curiosi: Pinocchio, Persicus, Manleva, Serpe, Apogeo, Tela di ragno. Sono solo alcune. E non poche di queste indagini toccano Vicenza, se non addirittura nascono da qui. Come per Serpe: 29 persone arrestate con accuse di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di armi, danneggiamenti, sequestro di persona, falso. Secondo gli inquirenti a gestire il tutto erano i Casalesi. Quelli di Gomorra. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Fralevittime numerose aziendevicentine maanche delPadovano edelRodigino

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L’ANNO DIFONDAZIONE DELLA“SMA SRL”

Lasocietà,rimasta inattiva perdueanni, avrebbe operatosolo qualchemese

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ALMENOUNADECINA LEVITTIME INPROVINCIA

Complessivamente sarebbero15-20le attività truffate inVeneto

gliamento, calzature e telefonia. Nei primi mesi del 2012 la “Sma” aveva ordinato commesse molto importanti; aveva corrisposto dei titoli a mo’ di caparra e garanzia (regolarmente coperti), chiedendo di non porli all’incasso, ed aveva chiesto la merce per i mesi di aprile e maggio. Una volta consegnata la merce, aveva proposto un pagamento a 60 giorni. Nel frattempo, poco prima della scadenza, aveva ripulito i conti correnti relativi ai titoli di garanzia, che quando gli imprenditori avevano cercato di porre all’incasso risultavano pertanto privi di copertura. Perciò, tutta la merce ordinata era stata consegnata ma

non era mai stata pagata. I riferimenti commerciali della “Sma”, dai primi di giugno, sono scomparsi nel nulla, come pure i magazzini in cui la merce era stata consegnata sono stati trovati vuoti. I titolari delle aziende vittime della stangata, dopo aver cercato di mettersi in contatto con i vertici della “Sma” ed aver tentato invano di incassare i titoli, hanno sporto denuncia. Il danno maggiore lo avrebbe subito una società di Rovigo, che vanta un credito di circa 600 mila euro. La procura ha ricevuto numerose denunce. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero almeno sei persone, 5 delle quali residenti in Calabria. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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L’attuale sededellaprocura dellaRepubblica di Vicenzaapalazzo Negri,che coordinaleindagini

Restano tutti in carcere. I sette nigeriani arrestati nei giorni scorsi dalla squadra mobile di Vicenza e accusati di spaccio di droga in via Napoli rimarranno in cella. Ieri tutti (sono difesi dagli avvocati Chiara Bellini, Alberto Negri e Rosanna Pasqualini) sono stati interrogati dal giudice Morsiani. Qualcuno ha preferito non rispondere alle domande; altri, invece, si sono difesi e hanno sostenuto di non aver mai spacciato droga né in via Napoli né altrove. Sempre ieri è emerso n particolare interessante. Sono stati proprio i legali della difesa a far notare che, tra i clienti filmati dalla polizia mentre, lungo la strada, comprano dosi, ce ne sarebbe uno che, settimana dopo settimana, avrebbe acquistato quantità “industriali”. Tutto fa pensare, dunque, che non fosse per uso personale ma che, a sua volta, spacciasse. •

GW13418

non finanziari (professionisti, agenzie immobiliari, ecc.) vedono Vicenza seconda nel I semestre del 2012 con 5 casi contro i 7 di Venezia. Ovviamente non tutte le segnalazioni di operazioni sospette diventano reato. La maggior parte erano lecite. Ma alcune finiscono sul tavolo della Dia, che magari scopre che tra i nomi coinvolti c’è qualche soggetto contiguo alla criminalità organizzata. È poi vero che la normativa su certe transazioni è diventata più rigida. E una volta c’era anche la tutela del cosiddetto “cliente buono” che veniva coperto per motivi di privacy. Ma, dicono gli investigatori dell’antimafia, c’è anche una maggiore attenzione delle mafie verso il Nordest «perché è più produttivo investire il denaro dove l’economia è for-

La sede della “Sma srl” era in via delle Acque 6 a Bolzano Vicentino, un complesso enorme dove sorgono decine e decine di imprese. Lì, probabilmente, la società aveva un qualche ufficio logistico, mentre la merce acquistava veniva portata in diversi magazzini sparsi fra Grisignano, la provincia di Padova e la zona di Palmi, in Calabria. La società vicentina è al centro di un’indagine della procura che sta cercando di far luce su quella che pare una truffa organizzata nei dettagli ai danni di almeno una ventina di aziende venete. La stangata complessiva supererebbe i 3 milioni di euro, ma non è escluso che altre siano le vittime di una gang di calabresi che, dopo aver intestato la società ad un prestanome, di fatto la gestivano in maniera criminale.

Sulla “Sma” hanno acceso i riflettori varie forze dell’ordine, fra cui la guardia di finanza che sta cercando di ricostruire i movimenti d’affari della ditta che, come i suoi amministratori, pare sparita nel nulla. Il meccanismo criminale ricostruito in numerose denunce sarebbe identico a quello scoperto in altri raggiri del genere. La “Sma” (che non ha nulla a che fare con altre, più note società dal nome identico o simile) era sorta nel 2009 in Calabria ed aveva come ragione sociale la commercializzazione di numerosissimi prodotti. La sede era stata trasferita un paio di volte prima di arrivare a Bolzano Vicentino, ma di fatto la ditta sarebbe rimasta inoperosa per un paio d’anni, fino alla fine del 2011. Da allora, alcuni emissari e rappresentanti avevano iniziato a fare acquisti per importi non rilevanti da aziende che operano nel settore della tecnologia, in particolare di stampanti per computer, fotocopiatrici e toner. Avevano sempre pagato con regolarità, aumentando di volta in volta l’ammontare. Lo stesso era avvenuto, fra le province di Padova, Rovigo e ovviamente Vicenza, anche per mobili da arredo e da giardinaggio, autovetture, abbi-

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