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LUNEDÌ3 DICEMBRE 2012 € 1,20

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di FEDERICO GUIGLIA

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza

È

stato bello aver assistito al duello televisivo tra il candidato per Palazzo Chigi, Pierluigi Bersani, e Matteo Renzi, lo sconfitto di successo. Attraverso quel botta e risposta in cui s'è parlato di politica in modo civile e con due diverse visioni delle cose, è stato posto il primo mattone sotto la nascente terza Repubblica. Così dev'essere per tutti e per sempre: autentica contrapposizione di idee e di programmi, perfino in politica estera, ma alla fine la sensazione in chi guardava è che nessuno dei due contendenti avrebbe rappresentato un passo indietro per l'Italia. L'eccezionalità di una politica finalmente normale, dove il torto e la ragione non si dividono più con il confine dell'ideologia-di qua la destra, di la la sinistra-, ma con le soluzioni proposte sui problemi grandi e piccoli, dalle strategie planetarie all'Imu (seconda rata) da pagare. La sensazione, dunque, d'avere a che fare con una politica responsabile di quello che s'impegna a fare. Ma c'è anche una seconda considerazione che suggerisce il ballottaggio appena archiviato. Di nuovo abbiamo assistito a un verdetto con due vincitori, e non soltanto col pur trionfante Bersani. Anche Renzi può rivendicare d'aver combattuto una nobile battaglia da Davide fiorentino contro il Golia di partito, e di aver raggiunto-in queste condizioni- un risultato notevole. Ma pure d'aver dato la sveglia al resto del mondo politico. Da oggi nulla sarà più come prima. Se il dilaniato centro-destra è ora costretto a parlare di primarie, se i giovani-vecchi soloni del Centro (Pier Casini, per non far nomi) sono spinti a invocare e aprirsi alla "società civile", se lo stesso Beppe Grillo ricorre alle primarie via web, insomma se l'antica e nuova politica si sta rimettendo in discussione, il merito è del ciclone-Renzi e del segnale che gli italiani hanno dato, appoggiandolo. Appoggiandolo, pur sapendo della partita impossibile, perché la si disputava sul campo del Pd e del suo leader uscente e rassicurante, il piacentino e piacevole Bersani. Eppure, Renzi ha rottamato una certa idea di politica che non riguarda soltanto il centro-sinistra, ma il futuro dell'Italia. Il suo “mettersi in gioco” dichiarando che non accetterà “poltrone di consolazione”, è uno stimolo per tutti. Impari la lezione soprattutto il centrodestra, che ancora sfoglia la margherita (Berlusconi si candida o non si candida?). E la impari anche Bersani: è la sinistra che cambia o che è indotta a cambiare, quella che può candidarsi alla guida dell'Italia con maggiore forza, senza temere il fenomeno-Grillo, le acrobazie centriste o i ripensamenti del Cavaliere. •

DELIZIE di NATALE

LaJuvevolaaDonetsk bastafareunpunto

f PAG23

Terza repubblica ormai in cantiere

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INODIDELLA POLITICA. AlballottaggioilleaderPdcentrail60%.L’avversario:«Eragiustoprovarci»

Il“cicloneBersani” su Renzi

RibaltoneaVicenza:prevaleilsegretario,cheintuttoilVicentinoottieneil52% Il risultato delle primarie del centrosinistra è netto. Il “ciclone Bersani” spazzia via Matteo Renzi. Al segretario del Pd quasi il 61% dei voti, al sindaco di Firenze il 39.9%. Ribaltone a Vicenza: si afferma Bersani. f PAG3 e 6,7

LAMAPPADELVOTONELVICENTINO

ILDIBATTITONELCENTRODESTRA

f PAG6e7

f PAG2

Bassano,ValdagnoeSchioconilleader Alfano:«Irrilevantiserestiamodivisi» ArzignanoeThienescelgonol’avversario ElaLegariproponeildialogo

VALLI DELPASUBIO. Nessunferito. L’unicoalpinista in zonahadato l’allarme

VICENZA. Ieriatarda sera al“Palladio” aSettecà

Cinquemilatonnellate Centrocommerciale Cassafortesparita frananodal Cornetto UnboatoeunpezzodelPasubiocrollaalVajoStretto

Hanno rotto una serratura sul retro, hanno raggiunto gli uffici del noto negozio di abbigliamento e di calzature sportive e sono riusciti a portare via la cassaforte, che conteneva l’incasso della giornata. È accaduto ieri sera al centro “Palladio” di Vicenza est, dove una banda ha colpito il punto Cisalfa. f PAG14

RECOARO. Intrattoria

BASSANO

Intossicati dall’ossido dicarbonio

Laferita ches’è apertanel Cornetto:sono franatecinquemilatonnellate

f CUCOVAZ eMAGRIN PAG14

Icarabinieri alCentro diSettecà

Lebabygang seminanopaura incentrocittà

Quattro fratelli sono rimasti seriamente intossicati dal monossido di carbonio che si sarebbe sprigionato da una stufa a legna. È accaduto ieri nel tardo pomeriggio a Recoaro alla locanda Obante, dove una ragazza e i tre fratelli piccoli hanno avvertito nausea e forti mal di testa mentre erano all’interno dell’appartamento di famiglia. f NERI PAG15

f FERRARO PAG19

SANDRIGO

Travolto sullestrisce Ègrave f PAG 17

GT17777

ANNO66NUMERO334

Mundial ’82, l’inizio della fine

P

arola di Zico: “La vittoria dell’Italia ai mondiali del 1982 è stata l’inizio della fine del calcio”. Da lì in poi, il gioco è divenuto un affare per tignosi mediani spacca gambe; una triste tenzone tra scarponi che sanno correre ma non dribblare; per colpa di Bearzot, nessuno, negli oratori, ha più insegnato ai pargoli ad usare entrambi i piedi per calciare, ma tutti hanno provato ad inventare il terzo polmone per non far sentire loro la fatica. È colpa dell’Italia catenacciara se il Milan preferì Rjikaard a Borghi, se la

modulo sostituzione vasca

di GIANCARLO MARINELLI Juve si è privata di Del Piero e si è tenuta Marchisio, se De Rossi è “tatticamente” più importante di Totti. “Avessimo vinto noi - sostiene Zico - il calcio oggi non sarebbe così brutto”. Poteva esserci la fantasia al potere. Noi invece ci abbiamo messo i fabbri. Per Zico, dopo la debacle in Spagna, anche il calcio carioca cambiò; gli allenatori iniziarono a schierare anche cinque difensori in un colpo solo; se prima un calciatore che passava la palla indietro al portiere veniva fischiato da tutto lo stadio, all’improvviso divenne “un giocatore moderno”: un Collovati di Copacabana o un

Furino di Rio. Si racconta che Bruno Conti, l’anno prima di diventare campione del mondo, in vacanza con la famiglia a San Paolo, si fermò in una favela e improvvisò una partitella con dei ragazzini del posto. I suoi compagni di squadra, dopo averlo visto maneggiar palla, gli chiesero educatamente: “Scusa, ti va di stare in porta?”. Sabato sera, nel derby di Torino, ho sentito i fischi che hanno accolto il funambolico Giovinco. Provenivano dai suoi; dalla curva juventina. Poi ho visto l’entrata assassina di Glik su Giaccherini. E ho pensato: Zico ha ragione. •

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6 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA GT17762

Lunedì 3 Dicembre 2012

Piazza Umberto I°, 43 - Sarego (VI)

CRONACADIVICENZA

Ilproverbio delgiorno

Sevuoifartiunnemico,presta soldia qualcuno.

Telefono 0444.396.311 Fax 0444.396.333 | E-mail: redazione@ilgiornaledivicenza.it

LEPRIMARIE. Inprovinciaalballottaggio perscegliereil candidatopremier del Pd vota il90 percento dichisi era presentato alprimo turno

AncheaVicenzavinceBersani MorettiaRoma sale sulpalcocon iltrionfatore «Èunleader che trasmettegrande entusiasmo» Variati: «Renzi haavvicinatopure ilcentrodestra» Alessandro Mognon La scena più bella della serataballottaggio nella sede del Pd vicentino è quando il renziano Diego Marchioro guardando il suo tablet urla «È pareggio!». Si girano tutti, bersaniani atterriti: «Pareggio?»; «Ma sì, Fiorentina-Sampdoria 2-2...». Grande risata. Tanto oramai i dati erano quelli: Bersani 60 e Renzi 39 come dato nazionale, Bersani 52 e Renzi 47 nel Vicentino che diventa 56 a 44 in città. Partiamo dalle dichiarazioni dei non-presenti: Achille Variati parla via Facebook: «Complimenti a Bersani per la bella vittoria: lo sosterremo lealmente nella sfida più importante, quella per la guida del Paese. E spero che Bersani sappia fare tesoro di quello che ha portato Matteo Renzi: passione, entusiasmo, capacità di rinnovare linguaggio e idee, capacità di far avvicinare alla nostra parte politica i tanti delusi del centrodestra. Credo che dalle molte e belle novità di questa campagna il Pd non potrà, e spero non vorrà, tornare indietro. E adesso coraggio, uniti alla meta! Serviranno il cuore e la testa di tutti per restituire all'Italia, dopo i tristi anni berlusco-

niani e l'assai poco democratica parentesi "tecnica", un governo che abbia l'audacia della speranza e l'intelligenza della concretezza». Alessandra Moretti parla via telefono da Roma con il sottofondo delle grida dei bersaniani: «Grande soddisfazione, grande segretario. Trasmette entusiasmo e autorevolezza. E sono felice anche per Vicenza, la gente ha capito. Collaborare con Renzi? Bersani ha la capacità di tenere tutti uniti». Ma la dichiarazione su Renzi più bravo a trovare finanziatori, vogliamo già farli arrabbiare? «Una battuta, però la sua campagna è stata più costosa. A me ne hanno dette tante, altro che questa...». Torniamo nella sede del Pd di via dell’Oreficeria. Ci sono i tavoli per raccogliere le buste dalle varie zone del Vicentino. Tutti volontari, giovani, donne. In una saletta a parte il segretario provinciale Federico Ginato e il consigliere regionale Stefano Fracasso con felpa da teenager mettono i dati dentro a un portatile. Prime dichiarazioni. Antonio Dalla Pozza, pro-Renzi, scherza amaro: «Adesso mettiamo tutti la suoneria del cellualre con Bandiera Rossa?». Il voto? «Beh, chi era venuto al

Collaborare conRenzi?Bersani haautorevolezzae capacitàditenere tuttiuniti ALESSANDRA MORETTI PORTAVOCEDIBERSANI

Sperocheil vincitoresappia faretesorodi quellocheha portatoRenzi ACHILLEVARIATI SINDACO DIVICENZA

primo turno è tornato. Certo se chi voleva votare avesse potuto... Nel mio seggio almeno una decina di persone è stata repinta, ho convinto io ad accettarne uno che ha portato il passaporto per dimstrare che al primo turno era all’estero...». Mattia Pilan, vendoliano: «Un buon viatico. E quelli di sinistra sono andati tutti a votare. Le intese adesso? Vedremo alla prova dei fatti». Intanto arrivano le schede dai vari paesi: Fracasso legge, il segretario provinciale Federico Ginato scrive. «Ma questa di Trissino è vuota, che è successo?». E vai a controllare. Intanto arrivano i “fattorini” con gli scatoloni: fuori le buste, i volontari devono segnare verbali, registri, schede. Poi si firma e si passa a chi conta e divide. Diego Marchioro, altro renziano, parla di «avventura bellissima. Certo le differenze ci sono, ma ora bisogna portare il centrosinistra al Governo. Quanto al voto locale, per Renzi qui è un risultato notevole. E Bersani dovrà tenerne conto». Stefano Poggi, portavoce del comitato Vicenza per Bersani: «Un dato chiaro, in città e anche in provincia. E senza tensioni, oggi erano tutti volontari, si aiutavano tutti, non penso ora ci saranno logiche spartitorie. E Variati pro Renzi non preoccupa: non era un congresso, erano primarie». Ma perché un giovane sostiene il “vecchio” Bersani?: «Perché non serve cambiare facce ma idee e formule». In una saletta si mangia pan biscotto, sopressa e spumante. Poi tutti davanti al maxi schermo a sentire Bersani e la Moretti. Il segretario cittadino Enrico Peroni dice che «adesso conta l’unità del partito e vincere a marzo». Fracasso parla di «primarie vere, ora c’è un candidato premier legittimato. Perché Renzi è forte in Veneto e Vicentino? Perché qui siamo più moderati. Ma è una ricchezza per il Pd». •

Ilseggio allestitoall’auditorium Canneti incentrostorico. COLORFOTO

Glisfidanti

Ilsegretario provinciale

O 52,4% PIERLUIGIBERSANI

Ilsegretario èriuscito a ribaltarealballottaggioil risultatodel primoturno,che nelVicentino(in controtendenzarispetto all'andamentonazionale)lo avevacollocato alsecondo posto,dietro ilsindaco di FirenzeMatteo Renzi

O 47,6% MATTEORENZI

Losfidantenon è riuscitoa confermareilbuon exploit del primoturno.Unpo’ ovunque nel Vicentino,MatteoRenzi subisceilritorno difiamma di PierluigiBersani,che si impone ancheaVicenza, lacittà della suaportavoceAlessandra Moretti

© RIPRODUZIONERISERVATA

ASCHIO. Illeadercapovolgeil risultatodel primo turnoesi impone

Irenzianisiconsolano «Moltigiovani coinvolti» Sara Panizzon SCHIO

Al ballottaggio Schio ha scelto Bersani. Sono stati 2.311 i votanti alle urne per il secondo turno delle primarie del centrosinistra. Bersani ha ricevuto 1.232 consensi, mentre Renzi 1074, con 5 astenuti. Rispetto alle votazioni del primo turno si è riscontrato un calo totale del 9,7% dei votanti. Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente e in modo scorrevole grazie al lavoro di una novantina di volontari. Tra i sei

seggi presenti in città il maggior numero di votanti è stato registrato a Magrè con 601 voti seguito dal seggio presente nella galleria dell'ex Lanificio Conte con 559 voti. Giuseppe Berlato Sella, consigliere regionale del Pd afferma: «L'affluenza ai seggi dimostra come gli scledensi ci tengano ad esprimere la loro opinione. In questo secondo turno sono state ammesse al voto una ventina di persone che non hanno potuto registrarsi all'albo degli elettori entro il 25 novembre». Alessandro Pozzan, se-

Infilaai seggi. FOTO PANIZZON

Leoperazionidi spoglio

Ginato:«Midevoscusare conchièstatorifiutato» FedericoGinatosi dichiara superpartes.In fondo èil segretarioprovincialeesi è occupatosoprattuttodelle questioniorganizzativedi questeprimarie.Maalcune cosele vuole dire:«Voglio scusarmiprima dituttocon chi nonèriuscito avotare enon è statoaccettato,abbiamo ricevutotroppe mail,ci hanno intasatoi server. Tuttoquello chepotevamofare loabbiamo fatto, abbiamo perfinocercato dirisponderea unoa uno». Comunquedal suo puntodi vista«queste primarie sono stateungranderisultato,al di làdellepolemiche. Ungrande lavoroeuna grandefatica.In fondonon siamomicail ministerodell’Interno.ma hannopartecipato a questa organizzazionepiùdi2500

Nellasededel Pd provinciale persone,tuttivolontari». Insommaanchese nonc’è più l’organizzaizonedel vecchio Pci, sembranotutticontenti.I fattorini arrivavano con gliscatoloni, tiravano fuorile bustecon le schededai variComuni,i volontari segnavanosu unlibrone verbali, registrieschede.Poi la firmaela bustaveniva distribuitaa chi doveva contare. • AL.MO. © RIPRODUZIONERISERVATA

AVALDAGNO. Ha prevalsocon528 voti su426 gretario del circolo Pd di Schio afferma: «Renzi e Bersani rappresentano innovazione ed esperienza, queste primarie si sono distinte anche nella Provincia di Vicenza per la voglia di cambiamento espressa dagli elettori, ma l'obiettivo comune per il partito restano le amministrative». Emilia Laugelli, esponente del Pd di Schio afferma: «È emersa una voglia di cambiamento da parte dei cittadini. La vittoria, al primo turno, di Renzi in città ha espresso una nuova sfumatura nel quadro politico scledense. Renzi ha lanciato un segnale al partito su come organizzarsi per le prossime amministrative: usando i social network ha ottenuto riscontri immediati anche dai giovani». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Ribaltone,il segretario staccanettoil sindaco Sorpresa ad Arzignano, dove il candidato più giovane ha prevalso di quasi cento preferenze Luigi Centomo VALDAGNO

Ribaltate le indicazioni dell’elettorato formulate domenica scorsa. Ieri i votanti valdagnesi hanno scelto Bersani che ha ottenuto 528 voti contro i 426 di Renzi. Questo è il risultato delle votazioni che hanno coinvolto 954 elettori; mentre il totale della precedente domenica è stato di

1036. Il responsabile della sezione elettorale di Valdagno, Enrico Fabris, ha riferito che «come una settimana fa, ieri mattina alle 8 nel seggio di via Gaetano Marzotto sono state le stesse due persone a votare. Singolare coincidenza che ha dato inizio alla giornata elettorale che si è sviluppata con ordine. L’iniziativa è stata organizzata per coinvolgere direttamente gli elettori». E la risposta è arrivata dai 954 votanti, che hanno dato maggior forza a Bersani attribuendogli un distacco di 102 punti. Fabris riferisce che so-

no state solo una decina le persone non ammesse al voto perché non in regola con la documentazione richiesta dal comitato provinciale. Al contrario undici elettori nuovi sono stati ammessi al voto perché avevano ottemperato alle disposizioni emanante nei giorni scorsi. Per l’allestimento della sede per il voto e per far funzionare la macchina nelle varie fasi di assistenza agli elettori sono state impiegate a Valdagno 25 persone. A Montecchio Maggiore ha vinto Bersani (349 voti contro i 315 di Renzi), mentre ad Arzignano ha prevalso nettamente il sindaco di Firenze (462 contro 370). (ha collaborato Cinzia Ceriani). • © RIPRODUZIONERISERVATA


Cronaca 7

IL GIORNALE DI VICENZA

Storie diSanti

Oggi si festeggiano i santi Francesco Saverio, Giovanni Nepomuceno, Sofonia profeta e Lucio re. Saverio fu uno dei primi sette Gesuiti che accettarono la proposta di Sant’IgnaziodiLoyolaedentrònell’Ordine.Lasua

aspirazione era quella di farsi missionario e missionariograndefuperilcoraggioeladedizione. Con i confratelli fu anche ospite di Vicenza con dimora nel fatiscente oratorio di sanPietrod’AlcantaraedaVenezia,dopotan-

te insistenze e dopo aver ottenuto i dovuti permessiraggiunsel’EstremoOriente.NominatorappresentantedelPapainCinaeottenutoillasciapassare,nonpotèentrareinquell’immensopaeseperchélamortelocolse.

Dialettando “Ciaro”in veneto significa chiaro,limpido eanche rado. “Elgadenti ciaricome un

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Lunedì 3 Dicembre 2012

rastrelo”(denti staccati moltounodall’altro come i rastrelli).

w w w. a g e n z i a l e c o r t i . i t

LAGIORNATA. Moltimusi lunghiperladecisione di nonammetterealvotogli aspirantielettoriche non sierano presentatialprimo turno

Laconta deivotinel quartier generale delPdin viadell’Oreficeria. COLORFOTO ARTIGIANA

Votanti in filaavilla Lattes:l’affluenzaè stata ovunquein contenutocalo rispettoal primo turno

Decinedirespintiaiseggi:èpolemica Unballottaggio al“veleno” almenoperchi nonhapotuto metterelaschedanell’urna Ipresidenti:«Seguite leregole»

L’affluenza

30.032 IVOTANTI VICENTINI ALBALLOTTAGGIO

Intutta laprovincia, le primariedel Partito democraticohanno superatoalballottaggiola sogliadei 30mila voti,con unapercentuale dell’89,9 rispettoalprimoturno di domenicascorsa.

33.397 IVICENTINI ALVOTO PERILPRIMOTURNO

Nelprimo turno,una settimanafa,erano andati avotare piùdi 33 mila vicentinicheavevanoperò potutosceglierefrai cinquecandidati; oltrea BersanieRenzi, Vendola, Puppatoe Tabacci.

È la domenica delle proteste, dei mugugni, dei “non è possibile”. Il ballottaggio diventa motivo di scontro. Per pochi, ma quanto basta per non capire. Per affermare: «Allora voterò il Movimento 5 Stelle, questa non è democrazia» come è accaduto nel pomeriggio nel seggio di via Vaccari in Zona 7. Del resto, che non fosse iniziata col piede giusto questa giornata decisiva per la scelta di chi dovrà guidare il Partito democratico alle prossime elezioni politiche, lo si era capito dalla vigilia. Solo nel Vicentino c’erano state 1.870 richieste di ammissione al voto, di queste solo 50 accettate e i nomi inviati nei vari seggi della provincia e della città dove le persone potevano accedere. Per il resto non valevano e-mail, impegni, indicazioni di altro genere. Non si poteva votare. Punto. Eppure, un paio tra i dieci elettori “respinti” in via Thaon di Revel che si sono presentati ieri mattina hanno voluto comunque lasciare nome cognome e scelta del candidato. Matteo Renzi , naturalmente. Il sindaco di

Firenze aveva già spopolato al primo turno con più del 43 per cento delle preferenze, lasciando, invece, Pierluigi Bersani indietro di qualche lunghezza: 35 per cento. Percentuali riconfermate? «Non lo so - dice Giorgio Allegro, 79 anni , una vita trascorsa come geometra del Comune - al primo turno ho votato Bruno Tabacci, mi piaceva, condividevo pensieri, parole. Ma ora , come faccio a mettere il mio futuro nelle mani di un giovane? Preferisco votare Bersani, più esperto, più navigato». Avrebbe votato Renzi, Giulia Fanton, una giovane mamma che domenica scorsa non si è presentata al seggio perché sua figlia stava male. «Ho cercato di registrarmi, ma non è stato possibile. Mi sono presentata nella sezione della Zona 6, ma mi hanno spiegato che non potevo votare perchè non ero registrata. Mi dispiace, ma va bene lo stesso. Le polemiche ora non servono. Basta che il Paese abbia un guida solida. Certo, come ho già detto preferirei Matteo Renzi». L’affluenza ieri poco dopo le 12 era di poco inferiore a quella del primo turno: in quasi tutte le sette sezioni cittadine si registrava un calo del

VinceilRottamatore Votantiovunqueincalo PaoloMutterle

Alballottaggio hannovotato oltre30 mila vicentini 10 per cento. «Siamo comunque speranzosi - dichiara Renato Vivian, presidente del seggio in via Thaon di Revelrispetto agli elenchi dell’ultima tornata dovrebbero votare solo otto persone in più, sulla base delle indicazioni che ci sono arrivate dalla sezione provinciale. E a queste ci atteniamo». Guai a chiamarla burocrazia, si tratta di regole, condivise e valutate da un comitato di garanti presieduto, a livello nazionale da Luigi Berlinguer, per cui se Vicenza si è già schierata per il “rottamatore”, altri volevano aggiungersi alla già nutrita schiera, ma non ci

NELBASSANESE. Cala l’affluenza alleurne. TensioneaMarostica

LarivincitadiPierluigi «Votatodaivendoliani» A Bassano, Marostica e in Valbrenta Bersani vince il duello con Renzi. Un risultato che contraddice quello del primo turno delle primarie del Pd, quando il sindaco di Firenze ha furoreggiato in tutto il comprensorio. Sono stati 1908 gli elettori del centrosinistra ad essersi presentati nei due seggi allestiti a Bassano. Si è verificata quindi una flessione rispetto al primo turno, quando hanno votato in 2151: l’11.3% in meno. Su 1908 votanti, ben 1022 voti sono andati a Bersani (53.5%),

883 invece a Renzi (46.2%). Ci sono state anche due schede nulle e una bianca. Nel seggio allestito per la sinistra Brenta, in sala Tolio, hanno votato 1291 elettori: 709 voti per Bersani (54.9%) e 579 (44.8%) per Renzi. In destra Brenta, in sala Angarano, 617 votanti: 313 per Bersani (50.7%) e 304 (49.2%) per Renzi. A Marostica si sono avuti 636 votanti, rispetto ai 703 del primo turno: 340 voti a Bersani (53.4%) e 296 (46.5%) a Renzi. Qui si sono verificate alcune situazioni imbarazzanti:

Ilvoto aBassano

dei potenziali elettori si sono presentati senza il permesso della commissione provinciale e non hanno potuto esprimere la propria preferenza. Anche in Valbrenta ha vinto Bersani tra i 301 elettori del centrosinistra che si sono recati nel seggio unico di Carpanè, una flessione di 23 unità rispetto a domenica scorsa, quando si sono presentati in 324. Bersani ha portato a casa 182 voti (60.4%), mentre Renzi 119 (39.5%). Il coordinatore del Pd bassanese, Giovanni Reginato, spiega l’unica chiave di lettura possibile della vittoria di Bersani. «Tutti i voti in precedenza andati a Nichi Vendola e a Laura Puppato - ha detto il coordinatore - sono stati dirottati su Bersani». • E.S. © RIPRODUZIONERISERVATA

sono riusciti. Nel seggio del centro storico, cinquanta persone non hanno potuto introdurre la scheda nell’urna. «Non erano in regola - spiega Sasha Catalano - e se ne sono andati arrabbiati, delusi. E nemmeno per noi è stato facile gestire queste situazioni: dire non si può, non è semplice». A spiegare il concetto a chiare lettere Matteo Quero, ex consigliere provinciale: «Abbiamo limitato la democrazia e questo non si fa». Il tempo scorre, i risultati si avvicinano. Alla fine contano sempre e solo quelli. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Affluenzaincalodicirca il 10-15per cento rispetto al primoturnonel Thienese.Pochi respingimentievotanti mancatidelusimacomprensivi, almenosecondoi volontari piddininei vari seggi.Anche ieri havintoRenzi quasidovunque; nona Villaverla, doveBersani ribaltail match diandatae prevaledimisura, 126 a 125. Nelleurne diThiene(in bibliotecaeal Santo)trionfa il Rottamatorecon 475 voti controi 391 delSegretario. Ma tra“renziani” e“bersaniani”c’è armonia.«Abbiamo dovutodire dinoauna decinadipersone chevolevanopartecipare pur nonessendoregistrate», raccontalo scrutatoreFilippo Carollo,chefa iltifoper il sindacofiorentino. «Peccato,è semprebruttonegare un eserciziodidemocrazia,ma le regoledelresto erano chiare. Soloin duesi sono arrabbiati: unovolevavotare Renzi el’altro Bersani.Apartequesto, tuttoè filatoliscio ele codesisono formatesoloquando la gentesi fermava a chiacchierare». Laprimapunta delPd thieneseAndreaZorzanstava

invecedallaparte delcandidato senior,ma nonsi stracciale vesti peril successodi Renziin città.«È statoimportante intercettare una necessitàdicambiamentoda partedelnostro elettorato, esigenzacheorasperoBersani andràadattivare». Qualchescambio diopinionetra gliesclusi dal votoanchea Zanè, testimoniaGianfrancoSossella, «masempre con tonipacati. È statosufficiente spiegareil regolamentocheinalcuni casinon erastato compresobene». Neipaesi il caloèstato meno sensibile:moltoalta la percentualedi elettoriche siè ripresentataai seggi.«Le dodici personeche abbiamodovuto respingerea Zugliano, suquasi 300,sono statemoltocorrettee nonhannomossorimostranze particolari.Alprimo turnoerano stati317», conferma il rappresentantedizona Massimo Elipanni.Medie similianchea MontecchioPrecalcino.«Una nuova elettrice giovanenonha potutovotare poichénonera registrata-racconta DiegoRetis-. Dispiace,perché unodei significatidi questeprimarie èdi avvicinarei giovani allapolitica. Macihapromessoche tornerà allaprossima occasione». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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GT17761

Chiara Roverotto

NelThienese


Cronaca 9

IL GIORNALE DI VICENZA Lunedì 3 Dicembre 2012

brevi

L’INTERVISTA. Paolo Pellizzari,exassessore alle Risorseidriche dellaProvincia,spiegacome fronteggiarel’allarmeesondazioni nelVicentino

DOPOILMALTEMPO AIMINVITAA TENERE ISACCHI DI SABBIA

AIM invita i cittadini a non disfarsi dei sacchi di sabbia, anon abbandonarli sui marciapiedi e meno ancora a gettarli nei cassonetti. Consiglia piuttosto di asciugarli e di conservarli. Per i più volenterosi, è possibile riportarli in uno degli 11 punti di distribuzione.

ASSEMBLEASINDACALE SERVIZI ASINGHIOZZO MARTEDÌ IN BERTOLIANA L’area dove è statoprogettato l’invaso di Caldognoper contenerelepienedelBacchiglione e limitareilrischio dell’acqua altaaVicenza. COLORFOTO ARTIGIANA

«Unmaxi-bacinodasolononbasta» «Caldognononèsufficiente, potràcontenere 3,5milionidimetri cubid’acqua contro i50usciti ilprimonovembre 2010. Servonoinvasi diffusi» «Il bacino di Caldogno non è la panacea che risolve tutti i problemi. Una efficace gestione idraulica del territorio deve passare da una serie di interventi diversi che tengano conto delle peculiarità del territorio stesso. Il Vicentino è particolare è molto urbanizzato e vanno trovate delle soluzioni che diano più libertà ai fiumi per evitare che esondino e che provochino i danni che purtroppo conosciamo». Paolo Pellizzari, ex assessore provinciale alle Risorse idriche, è un agronomo esperto di idraulica ed ha deciso di rendere pubbliche una serie di riflessioni che aveva portato avanti con il suo assessorato in Provincia: ma la loro applicazione pratica si è fermata quando l’ente è stato commissariato. «Dico queste cose per amore del mio territorio, non ho alcuna campagna elettorale da portare avanti».

Una goccia nel mare...

Non esattamente. Sarebbe comunque utile a tagliare il culmine della piena. E poi è necessario tener presente non solo il ruolo del Timonchio, ma anche l’enorme portata del Tesina-Astico, che sfocia nel Bacchiglione a sud di Vicenza: il giorno di Ognissanti impedì alle acque del Bacchiglione di fluire normalmente a valle.

Cosasipotrebbefareinaggiunta?

L’idea che le esondazioni vadano affrontate con invasi, bacini o casse di espansione è vecchia di almeno un secolo. Serve un approccio più moderno, più integrato. La soluzione è data dall’insieme di più iniziative che come Provincia abbiamo tentato di proporre alla Re-

Pellizzari, partiamo da Caldogno. Il nuovo bacino sarà sufficienteadevitarealpaeseeaVicenza città i danni delle ultime esondazioni? Il nodo idraulico di Vicenza è così complesso che dire all’opinione pubblica che basti un bacino di espansione per scongiurare il pericolo idraulico è come vendere fumo. Intendiamo, l’invaso è indispensabile ma non sufficiente per mettere in sicurezza Vicenza e le terre a sud del territorio.

Perché non basta l’invaso?

Due numeri dicono più di tante parole. Il primo novembre 2010, quando si sono rotti in due punti gli argini del Timonchio-Bacchiglione l’espansio-

Sono necessariezone golenaliincui ifiumipossano usciredall’alveo PAOLOPELLIZZARI EXASSESSORE PROVINCIALE

INPIAZZETTASAN BIAGIO ORARIOAMPLIATO PERLACORSA ALL’IMU

Imu: si amplia nuovamente l’orario di apertura al pubblico dello sportello del Servizio delle entrate del Comune in piazzetta San Biagio. Da oggi fino al 17 dicembre (termine ultimo per il pagamento della seconda rata a saldo) lo sportello sarà aperto dalle 8.30 alle 12.

gione, con scarso successo.

Alcune proposte?

Ben vengano le iniziative del sindaco Variati per Caldogno, o di quello di Torri di Quartesolo che assieme all’Associazione Industriali ha progettato un altro invaso sul Tesina; e così pure l’idea del consigliere Meridio sull’invaso di Meda. Ma se a queste, ad esempio, si riuscisse ad affiancare l’utilizzo delle cave di ghiaia dismesse a Sandrigo, raggiungeremmo la cifra di una ventina di milioni di metri cubi “stoccabili” in attesa del passaggio dell’onda di piena.

Cosa sono i “bacini diffusi”?

La soluzione migliore ai problemi. È un’idea dell’ordine degli Agronomi che avrei voluto presentare all’Unione europea per ottenere dei finanziamenti, ma non ce n’è stato il tempo. L’idea di partenza è che i nostri fiumi sono ingabbiati dal cemento perchè il territorio è molto urbanizzato. È necessario creare dei bacini diffusi, cioè delle aree golenali nei tratti agricoli: piccole aree in cui il fiume può respirare, indennizzando gli agricoltori. Il cemento aumenta la velocità con cui l’area piovuta arriva al fiume; per rallentarne la corsa, una serie di micro-bacini sarebbero fondamentali. Di fatto, in caso di piena il fiume verrebbe fatto uscire dal suo corso ma in zone pianificate per tempo. D’altronde, è così che si fa nel resto d’Europa.

Che fine ha fatto quel progetto?

Non siamo riusciti ad ultimarlo prima del commissariamento della Provincia. Spero che qualcuno lo porti avanti. • © RIPRODUZIONERISERVATA

AUTOTRASPORTATORI MAULE ALLA GUIDA DELLAFAMAR CISAL

Un’immaginedicontràChioare, incentrocittà, allagatadall’acquache escedaitombini

Laproposta:pulire gli alvei

«Lefognenonreggono conarginitroppoalti» Ingergotecnico èla “quota zero”. Èil livellobasedei fiumi soprailquale non bisognerebbeandare per evitarenon già le esondazioni, mala tracimazionedeitombini, laprimaforma dialluvione. «Èun’idea- spiegaPellizzarichelaProvinciaaveva inserito nellasuaprogrammazione e poispedito alla Regione affinchèla valutasse. Il progettopartedall’idea che nonsipuò continuamente alzaregli arginideifiumi perché cosìfacendosi peggiorail problemaanzichérisolverlo. Infattiabbiamo fiumiche tendonoa diventare“pensili” e cioèsempre piùaltirispetto al territoriocircostante. Il caso tipicodeidanni chetale sistemacomporta èdato dalle acquecherifluiscono dalle

Unlavorodi rialzo sugli argini fognatureedescono dai tombini. Inpratica ilsistema fognario costruitoper smaltirele acque si trasformanelsuo contrario, quandoil fiume haunlivello più altodeitombini stessi.Al propositosonosacrosante le

protestedinumerosicomitati di cittadinichedenunciano questo fenomenosempre piùfrequente edesteso»,come avvenutodi recenteincontràChioare, incittà. «Paradossalmentele prime esondazioninonavvengono dalla tracimazionedegliargini madal reflussodelle acquedelsistema fognario».Secondo Pellizzariun sistemaefficace perovviare al problemaè«riprendere l’antica tradizionedidragarei fiumi, pulendoil fondo dai depositi che neinnalzanoil livello elimitanoil deflussodelle acque. Perpassare dalconcetto all’applicazione praticasi devefissarela quota ottimaledel lettodelfiume (la quotazero, appunto) per tratti omogeneidiciascuncorso d’acqua edintervenire con la pulizia quandoquestolivello superail limiteprefissato.Inpratica una straordinariamanutenzione,da compiersiverosimilmente ogni 10,-15annicheconsentirebbe unarazionalegestione deicorsi d’acquaeraggiungerebbe l’obiettivo dievitareo almeno ridurreulteriormenteil rischio idraulico». •

Un vicentino alla guida del sindacato degli Autotrasporti. È stato eletto segretario generale nazionale della Famar Cisal, sindacato che rappresenta l'autotrasporto, le merci, l'autonolleggio e le rimesse, il trentottenne Mirko Maule già segretario della Cisal di Vicenza.

“LIBERALADOMENICA” LALEGA:NOAI NEGOZI SEMPREAPERTI

Lafirma al gazebo I parlamentari leghisti Manuela Dal Lago e Paolo Franco hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare per l’abrogazione della totale liberalizzazione degli orari dei negozi. La campagna Liberaladomenica è promossa da Confesercenti e Federstrada.

© RIPRODUZIONERISERVATA

VICENZA MONTECCHIO MAGGIORE ( VI) BASSANO DEL GRAPPA ( VI) SANTORSO ( VI) LONIGO ( VI) RUBANO (PD)

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Diego Neri

ne è stata di 40 milioni di metri cubi d’acqua. A Vicenza l’esondazione è stata di altri 10 milioni. Il nuovo invaso potrà contenere 3,5 milioni di metri cubi d’acqua.

Il Comune informa che martedì 4 dicembre dalle 8 alle 9.30 potrebbero verificarsi rallentamenti nei servizi offerti al pubblico dalla biblioteca Bertoliana per la partecipazione dei dipendenti ad un'assemblea sindacale indetta da Cgil Fp, Cisl Fps e Uil Fpl.


Cronaca 13

IL GIORNALE DI VICENZA Lunedì 3 Dicembre 2012

vademecum

ALLARMECRIMINALITÀ. Una bandaè penetratanel mega storeCisalfa,nel centro commercialePalladio a Vicenzaest

Cassaforterubata dalnegozio

PAESAGGIO VENETO Stasera,alle20.45, nell’aulafrancescanadel convento diSan Lorenzo, siterrà unincontro sul tema“Dallaciviltà della villaaquella della villetta (edel capannone):la trasformazionedel paesaggioveneto”. RelatoreLuca Matteazzi. OrganizzaSperi.

Èstatadiveltauna porta sulretro conun’auto usatacome ariete Ilbottinopotrebbeessere ingente:indagano i carabinieri Diego Neri Hanno rotto una serratura sul retro, hanno raggiunto gli uffici del noto negozio di abbigliamento e di calzature sportive e sono riusciti a portare via la cassaforte. È successo nella serata di ieri al centro commerciale Palladio di Vicenza est, dove una banda ha colpito il punto Cisalfa. Non cessa l’allarme criminalità nel Vicentino. Al di là della violenza criminale dimostrata in alcune drammatiche rapine, a far paura è il numero molto elevato di furti, concentrati nelle ultime settimane. Oltre alle piccole bande di ladri, sono in azione in città e provincia delle batterie di predoni molto organizzati che puntano all’obiettivo grosso. Come è avvenuto ieri sera. In base ad una primissima ricostruzione, il furto è avvenuto poco prima alle 23. I malviventi avrebbero raggiunto il retro del complesso commerciale, ed avrebbero lanciato l’auto utilizzandola come un ariete contro una porta che dà direttamente nella zona vietata al pubblico. Scardinato l’infisso, sono riusciti a penetrare all’interno della struttura. Quindi, agendo con molta rapidità, hanno trovato la cassaforte e

l’hanno trascinata di peso fino all’esterno, caricandola sulla loro macchina. Pur essendo una scatola metallica molto pesante, l’hanno issata sul bagagliaio e quindi sono scappati nella notte, prima dell’arrivo dei responsabili. Subito dopo aver rotto la porta, infatti, i malviventi hanno fatto scattare l’allarme collegato con gli istituti di vigilanza privata e con i responsabili del negozio, i quali si sono precipitati al Palladio scoprendo il furto. Sono stati quindi immediatamente informati i carabinieri che hanno compiuto un minuzioso sopralluogo alla ricerca di tracce e impronte utili per identificare i banditi. L’auto, che pur è rimasta danneggiata nello schianto e che pur trasportava una cassaforte pesante, non sarebbe stata abbandonata in zona dalla banda. Il bottino del colpo deve ancora essere quantificato. Potrebbe essere ingente, se vi sono stati nascosti i guadagni dell’apertura domenicale. Ma sono in corso verifiche. Quello che preoccupa è semmai il fatto che i ladri dovevano essere molto informati perchè conoscevano evidentemente la dislocazione degli ambienti interni del centro commerciale e le modalità per

INVECCHIAMENTO

Peril ciclo diincontri sui dirittiumani, oggialle17 l’associazioneDiritti degli anzianie da UilPensionati organizzanonella sala3 delpolo giovanileincontrà delleBarche 55un convegno sul dirittoalla sicurezzasociale dal tema “Diritto all’invecchiamentoattivo”.

Icarabinieri cercanotraccedavanti alportone sulretro delPalladio scardinato dai ladri. COLORFOTO raggiungere uffici e cassaforte. Avrebbero deciso di entrare in azione nella tarda serata di domenica sperando di arraffare l’incasso della giornata, ma una parte dei guadagni (quelli della mattina) erano stati già depositati. Un episodio analogo era avvenuto in città una settimana fa, quando era stata rubata nella notte la pesantissima cassaforte di un’autoscuola, portata via da una banda, ma anche a Pojana Maggiore. E, in precedenza, furti simili erano stati denunciati nel Bassanese e nel Thienese. Le indagini per catturare i banditi sono in corso. •

L’interno delmagazzino, conilportone divelto

SCUOLADEL LUNEDÌ Lascuoladel lunedì “Don CarloGastaldello” organizzaperoggi, dalle 15.30alle17.30,un incontroconlaproiezione diun film.Organizza LucianoCarpoall’interno delcentro civico della circoscrizione7invia Vaccari. • © RIPRODUZIONERISERVATA

L’AFFONDODI FLI

Conteattacca «Sul DalMolin daVariati parolegravi» «La volontà del governo di non proseguire con la missione e l'attività del commissario per il Dal Molin merita sicuramente una riflessione, ma le dichiarazioni del sindaco Achille Variati (“se non mi danno le chiavi della base ne vedremo delle belle") destano più di qualche preoccupazione». Lo dichiara il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Giorgio Conte, in relazione alle dichiarazioni del sindaco berico sul mancato rinnovo dell’incarico affidato per cinque anni a Paolo Costa. Variati ha annunciato l’intenzione di protestare per la scelta di cancellare una figura di collegamento tra Vicenza e Roma. «Si tratta forse di un'anticipazione del sindaco protagonista del taglio delle recinzioni della base americana, armato di uova marce contro gli addetti alla sicurezza? Da Variati mi sarei aspettato toni più responsabili - attacca Conte per evitare di provocare le frange più pericolose e per evitare di riaprire discussioni ideologiche di cui Vicenza non ha certamente bisogno. È evidente che il sindaco, condizionato dall'imminente campagna elettorale, non è soggetto dotato della necessaria terzietà per svolgere le funzioni di controllo, proprie del commissario, che vorrebbe assumere. Il teatrino della politica locale ci sta preparando ad altri colpi di coda di un antimilitarismo da sagrestia». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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IL GIORNALE DI VICENZA GX22016

Lunedì 3 Dicembre 2012

Via dello Sport, 22

SCHIO

VALLI DELPASUBIO. Ilterribile boato èriecheggiato nella valLeogra ierimattina intornoalle 10. Un unico alpinistain zonahadato subito l’allarmeaivolontari del Cai

ÈcrollatounpilastrodelCornetto Franadi5 milatonnellate di rocciamodifical’orografiadella montagnadi1.899metri,che fa partedellacatenadelSengio Alto ELIA CUCOVAZ

PIAN DELLE FUGAZZE

Una immensa ferita ha violentato ieri mattina il monte Cornetto alto 1899 metri. Una frana staccatasi dal pilastro nord est del vajo Stretto, stimata in oltre cento metri d’altezza per cinquanta di base, ha trasformato l’orografia di una delle zone più apprezzate dagli alpinisti. Un’ondata di roccia calcolata in più di 5 mila tonnellate di roccia si è così riversata nella valle sottostante, danneggiando seriamente la strada che dal Pian delle Fugazze porta all’Ossario, immediatamente chiusa al traffico sia veicolare che pedonale. «È sotto la nostra competenza da sei mesi e sarà riaperta solo quando avrò la certezza che non ci saranno altri crolli», annuncia il sindaco di Valli del Pasubio, Armando Cunegato, alle prese con una nuova emergenza. Quasi non bastassero quelle che già gravano sul paese valligiano. La tragedia è stata sfiorata di pochissimo. Il disastro sulla catena del Sengio Alto è avvenuto intorno alle 10 di ieri, un’ora in cui se le condizioni meteo fossero state buone quella zona avrebbe potuto essere gremita di escursionisti domenticali. Invece, in quel momento solo un solitario alpinista passava di lì, sfidando la neve che scendeva a grossi fiocchi fin

Alcunimacigni larghicinque metrisono piombatisulla rotabileper l’Ossario Ilsindaco Cunegato:«La stradariaperta soloquando avremocertezza chesaràsicura»

dalla notte precedente. Sentito il boato che ha fatto tremare i polsi, si è reso subito conto del crollo ed ha dato l’allarme col telefonino I volontari del Soccorso alpino del Cai di Schio sono stati i primi ad intervenire, accertando che nessuna persona, per fortuna, era stata colpita dai massi. Il fragore generato dall’imponente frana è rieccheggiato per tutta l’alta Val Leogra. Alcuni macigni del diametro di almeno 5 metri sono giunti fino alla strada per l’Ossario, devastandola all’altezza di malga Cornetto. L’edificio è stato risparmiato per pura coincidenza, dato che i massi l’avrebbero sicuramente ridotta ad un cumulo di macerie se solo il loro percorso fosse deviato di appena qualche metro. Alcune auto erano passate prima della frana lungo la carrabile verso colle di Bellavista, rimanendo intrappolate al di là della voragine. Al ritorno gli automobilisti e i passeggeri hanno dovuto attendere che gli operatori comunali ripristinassero, con un intervento tampone, il manto stradale. Il transito sia a piedi sia in macchina resta comunque vietato fin dall’imboccatura a Pian delle Fugazze. Il vajo Stretto, che conduce in cima al Cornetto, secondo i primi accertamenti non sarebbe stato interessato dalla frana, che avrebbe investito il sentiero di avvicinamento. Già da quest’estate, comunque, il Cai aveva disposto la chiusura del vajo a causa del movimento di alcuni roccioni nella parte alta del canalone. Resta l’enorme cicatrice nella montagna, resa ancor più evidente dalla neve. Con ogni probabilità è stato proprio il repentino abbassamento della temperatura a dare il colpo di grazia al pilastro di roccia. Le intense piogge dei giorni scorsi sarebbero infatti penetrate a fondo nelle crepe. Con la temperatura a zero gradi l’acqua si è gelata, aumentando di volume e allargando le fenditure. Con la temperatura del mattino leggermente aumentata il ghiaccio si è sciolto e la montagna è partita. • © RIPRODUZIONERISERVATA

LESEQUENZE CHE MOSTRANOLA MONTAGNAVICENTINA FERITA

Ilcartello chechiude lastrada

Ilpilastro nordest è statocancellatoper sempredallanatura

Un’immaginepiùlarga dellazona interessatadal grandecrollo

Immaginedelvajo Stretto

Sonotantele vie dirocciafino al 6˚grado

IlVajoStrettoèunodeisimboli dellemaestosePiccoleDolomiti BepiMagrin Unodei luoghipiùconosciuti etra ipiù frequentatidellePiccole Dolomiti,specialmentecaro all’alpinismoscledense, èil Vajo Strettoei suoi pilastri laterali.La strettaeregolare fendituradella rocciaben visibiledachi transita sulPian delle Fugazze,appena primadelvalicosul latovicentino, fupercorsa la primavoltain discesadaOlinto DePretto con la guidaVittorio PozzerdiVallidel Pasubionel lontanosettembre del1902.Invecelaprima salita dellostrettissimosolco, davvero impressionantenellesuelinee verticali, fu effettuatanel1947 daRaffaele DalleNogarecon GianniConfortoeAntonioRigon. Essidovettero superarelo

sbarramentomedianocostituto inparticolaredaungran masso incastratotra le duelisce pareti contrapposte,eciò dopoaver vintounalisciaeumidaparete oggiattrezzata conuna scala metallicadi7 metri (24scalini) chefacilita dimoltoilpassaggio anchese essorichiede diseguito all’alpinistaalcunenon facili contorsioniegiochi diequilibrio perinfilarsi dapprima inuna speciediantrosotto ilmasso sopradettoequindi aggirarlo sull’esternocon paurosa esposizioneper guadagnare il ripidissimoma piùfacile pendio soprastantenon senza aver primasuperatoun altrobreve saltoroccioso.Il percorsoè talmentesuggestivo e caratteristicochedovette essere attrezzatoopportunamente visto

ilgradimento deglialpinistiche quitrovano oltretuttouna via direttadaMalgaCornettoverso lacimadel Cornettoche si raggiungelungovecchi sentieridi guerraancorainparteattrezzati. Anchei due pilastri lateraliche affiancanopercosì direl’ingresso delvajo,unodeiquali risulta coinvoltonel gigantescocrollo di ierimattina,sono stati oggetti nel tempodispeciale interesse degli alpinistiedinparticolare il pilastroEst fu salito daGianni CavioneAntonioPojer nel maggiodel1957per lo spigolo nordest, poi lostessopilastro fu salitoanche per lospigolo nord oves nel giugnodell’anno seguentedallo stessoCavioncon ilfratello Dinotracciandoviviedi rocciacon difficoltà finoal 6˚ grado.Invece,il pilastro ovest fu

Ciòcheresta dell’asfaltodellastrada checonduce all’Ossario.E.C. scalatocinque annidopodagli scledensiGianniCapozzoeAldo Cerachepurevitracciarono una viacon difficoltàfino al 6˚grado. Tali vie,edinparticolare quelledel pilastrodisinistra rispetto all’ingressodelvajo,risultano tutt’oggiabbastanza frequentate perl’ambiente spettacolareela relativa facilità diaccessoalle pareti.Il crollo oraverificatosi

potrebbeaver stravoltolanatura delterrenospecialmente all’internodellafenditura dovela franahasicuramentemodificato ilfondo delsentierino d’accesso. Conla stagione buonadopole pioggeprimaveriliche potranno rimuovere isassi pericolanti, occorrerà ritracciareil sentiero dopole ricognizionidelSoccorso Alpinoedeglispecialisti. •

l’altr’anno la SAT di Rovereto aveva posto una serie di allarmati cartelli all’origine dei sentieri che vi adducono. Altra notevolissima frana primaverile si era distaccata lo scorso inverno, forse a causa del peso del manto nivale dalla cima dello Zevola proprio sopra il rifugio della Gazza. Per non dire ovviamente dell’immane frana del Rotolon o di quella dell’alta val delle Prigioni. E della frana che ha visto piombare sul Pian delle Fugazze alcuni macigni costringendo la chiusura della SP 46. Insomma, le rocce delle Pic-

cole Dolomiti sono instabili e il fenomeno è ora aggravato dai terremoti che anche in questi paraggi hanno avuto manifestazioni ed effetti non trascurabili, con epicentri più o meno vicini. Con questo rischio non certo nuovo, debbono far di conto i frequentatori delle nostre montagne e si tratta di quel rischio che assieme a cause imprevedibili, come le folgori, rientra nei pericoli oggettivi della montagna per i quali le statistiche del Soccorso alpino, registrano una incidenza media annuale intorno al 5 % degli incidenti. • B.M.

ILQUADRO. Findaglianni Ottanta sisono susseguitimovimentifranosi semprepiùricorrenti

Itanti distacchiesmottamenti Crolli, distacchi, frane, smottamenti. Purtroppo le Piccole Dolomiti con le loro fragili rocce risalenti al Trias e poggiate su antichi basamenti cristallini, sono un terreno in grande e continua trasformazione anche perché, la seconda direttrice tettonica del Veneto, ovvero la faglia Schio-Vicenza che attraversa questa area in direzione nord ovest-sud est fin quasi a raggiungere la val Lagarina.

È da sempre nota la fragilità di queste rocce, al punto che tra gli alpinisti ricorre il detto che chi impara ad arrampicare qui da noi, non avrà nessun problema sulle altre montagne in particolare dolomitiche, tanta essendo la perizia necessaria per chi si muove su queste fragili e insidiose pareti da far apparire gli altri terreni di gioco assai più sicuri. E’ ancora nella memoria di

chi frequenta queste montagne il grande crollo avvenuto negli anni ’80 dentro il vajo di Lovaraste, fatto che indusse il Cai di Valdagno a porre dei cartelli di divieto per gli alpinisti che vi si recavano. Ma più recenti grandi crolli si sono avuti non lontando da quello accaduto ieri, sempre sulla strada del Re, tali da distruggere la strada aperta nel primo dopoguerra per collegare la Valle

dell’Agno col Colle di Bellavista dove sorge l’Ossario del Pasubio. Sono noti i distacchi ciclopici che hanno interessato in corrispondenza di Val Fontana d’Oro la Strada delle 52 Gallerie, quelli che hanno cancellato per lungo tratto alcune vecchie vie di roccia sulla parete delle Sibele, i crolli del Gramolon o di tratti del costone del Plische e della Cima Tre Croci,

che la scorsa primavera ha rilasciato grossi massi i quali, dopo essere piombati sul sentiero per il Passo della Lora, sono rotolati a valle fino a traversare la strada per il rifugio Cesare Battisti alla Gazza, per non dire del crollo dei versanti nord della Guglia Berti che ha interessato il sentiero diretto a Bocchetta Fondi. E ancora, è nota per i frequenti distacchi rocciosi la zona del Kerle ed in particolare il Vajo Basilio, raramente percorso ma notoriamente pericoloso, nonché il severo Vajo dell’Uno e l’alto Vallon di Pissavacca per il quale

rassegna 03-12-12  
rassegna 03-12-12  

rassegna giornale di vicenza

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