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Gli americani e il “male europeo”

Romney:Usaa rischioItalia

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i siamo rimasti tutti male quando, nel dibattito in Florida, dedicato alla politica estera, Barack Obama e Mitt Romney hanno bellamente ignorato l’Europa. Cancellata, semplicemente, dall’atlante strategico di entrambi i pretendenti alla Casa Bianca. Ieri ci siamo dovuti ricredere: ci era andata bene, invece, ma non ce n’eravamo accorti. Ci ha pensato Romney, l’ex governatore del Massachussetts e candidato repubblicano, a ricordarsi di noi. Ammonendo gli americani a non votare Obama, perché starebbe trascinando gli Usa «verso una crisi economica come quella che stiamo vedendo in Europa, in Italia e Spagna». Una citazione un po’ confusa, ammettiamolo: in Europa ci sono anche la Germania o la Francia, mentre Italia e Spagna hanno una situazione ben diversa tra loro (come Monti ricorda ogni due giorni ai giornali e ai governi della Ue). Tuttavia, la frase del candidato miliardario dice tutto sull’immagine del Vecchio Continente in America, e sulla considerazione nella quale viene tenuto. Un pollaio litigioso e incomprensibile, incapace di uscire dai suoi guai e condannato a restare sepolto sotto le sue contraddizioni. Obama tace. Ma non ci illudiamo che veda le cose troppo diversamente. I suoi ministri di punta, dal segretario di Stato Hillary Clinton a quello del Tesoro Timothy Geithner, segnano con la matita rossa e blu i nostri “compiti a casa”: non solo quelli italiani, spagnoli o greci, ma anche quelli di Sarkozy e Hollande e persino di Angela Merkel. Perché se è a loro incomprensibile la vena di “socialismo” che scorre nel sistema economico-politico europeo (Germania compresa, dove la protezione sociale è alta e i sindacati potenti), gli è altrettanto difficile capire le rigidità della nostra politica monetaria. Che non prevede di fatto strumenti anti-ciclici, non usa il quantitative easing per aiutare l’economia e ha ancora una banca centrale non autorizzata a emettere obbligazioni a nome dell’Europa. Fra appena quattro giorni quest’America andrà a votare, ed eleggerà non solo un presidente, ma anche l’intera Camera e un terzo del Senato. Nessun candidato a queste cariche può permettersi di mostrare il minimo debole per il modello o anche solo la cultura europea. Lontani i tempi in cui gli inquilini della Casa Bianca guardavano alla nostra eredità come a una pietra di paragone per i successi americani. I Roosevelt e i Kennedy, ma anche i Clinton, sono dimenticati. Erano tutti democratici, come Obama. Ma non sognamoci di poter tifare per lui, considerandolo filo-Ue: se rieletto, si guarderà come la peste dal contagio del “male europeo”. Quale che sia. •

Ilcandidatorepubblicano: «ConObamacrisieconomicacomeaRomaeMadrid» Ultimi giorni di campagna elettorale negli Usa, e Romney va all’attacco di Obama ma anche dell’Europa sull’economia. Con le sue politiche - ha detto in particolare - gli Stati Uniti rischiano di fare la fine dell’Italia. f PAG 3

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VICENZA. I LADRI AVEVANO PRESO DI MIRA UN CENTRO COMMERCIALE

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VICENZA. Albanese inmanette,prete all’ospedale

Rubadaimissionari Sorpreso,liaggredisce Sorpreso in un istituto missionario di via Pontedera a Vicenza, dove si era introdtto cercando qualcosa da rubare, un giovane albanese ha aggredito e picchiato un religioso e ha tentato quindi di darsi alla fuga. Lo ha bloccato la polizia. Il prete è stato medicato all’ospedale.

f MILANIVICENZI PAG 17

El’attoredelpoliziescoTv sventaunfurtoautentico FICTION E REALTÀ. Il tentativo di compiere un furto in un centro commerciale alle porte di Vicenza, zona Ovest, usando un’auto come ariete per sfondare la serranda, è fallito l’altra notte per l’intervento di un attore di una troupe che sta girando una fiction poliziesca, in onda sulle frequenze di un’emittente Tv padovana (nella foto). L’attore con alcuni colleghi stava facendo rifornimento in un vicino distributore e ha potuto seguire tutta la scena e dare le giuste indicazioni a rangers e carabinieri. I ladri sono riusciti a far perdere le loro tracce fuggendo per i campi ma il furto è fallito. f MOGNONe GUARDA PAG 21

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LA CORSAALLACASABIANCA.A quattrogiorni dal voto ilgiudizionegativosul nostroPaese

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Picchiaifamigliari «Nonseguono ilCorano»

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Nebbia sulla Manica

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he pacchia qui da voi in Italia! La frase è di un amico inglese in visita a Vicenza. Prego? Ho capito male? Il premier che definisce il suo stesso governo “maledetto”, le tasse più pesanti del mondo, l’economia in ginocchio e tu applaudi? “Ma certo, lo ripeto: che vivacità. Quante discussioni. È una settimana che litigate su tutto, anche sugli arbitri e la Juventus. Qui finisce un telegiornale e non vedi l’ora che inizi il successivo. Vuoi mettere? Cameron è davvero grigio, assolutamente fumo di Londra”. Lo guardo dubbioso. Mi ricorda un’imitazione di Enrico Montesano: in-

di ANTONIO DI LORENZO terpretava un’anziana turista inglese che trovava tutto “molto pittoresco” in Italia. Per curiosità vado a leggere la prima pagina del Times. Convengo che qualche ragione Mister Pittoresco ce l’ha. Il governo inglese è sconfitto alla Camera dall’opposizione e da 54 franchi tiratori dei Tory. Figuraccia di Cameron alla vigilia dell’incontro europeo sul bilancio. Spazio: una colonna, 150 parole. Se Monti fosse sconfitto alle Camere con metà maggioranza che gli vota contro, apriti cielo: edizione straordinaria dei giornali e svenimento di Vespa in diretta a “Porta a Porta”. Altro titolo in prima del glorioso quo-

tidiano. Intervista: “Mettere un tetto agli immigrati è una grande barriera alla crescita”. Una colonna, in basso, trenta parole. Figuriamoci una dichiarazione del genere che so, di Casini: come minimo Bossi avrebbe alzato un dito. Il medio. E magari anche la Santanché. Mi chiedo: chi sbaglia? Forse noi, che non siamo un Paese normale? O siamo troppo vivaci per gli inglesi? In fondo, gli abitanti dell’ex Perfida Albione sono abituati a vedere il mondo solo da un punto di vista: il loro. L’idea resta sempre quella descritta da un vecchio titolo del Times: “Nebbia sulla Manica. Il continente è isolato”. •

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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

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L’EMITTENTEDEI VESCOVI. Ad un passodalla liquidazione afineanno

SÌDAL CONSIGLIO

Telechiarasalva Il“miracolo” lofaTvA Vicenza

Latelevisionebericaacquisirà la maggioranza Ilpianoprevede forteristrutturazionee restyling Roberta Bassan Svolta per Telechiara, l’emittente televisiva delle diocesi del Triveneto, con sede a Padova e redazioni staccate in Friuli e Trentino, una ventina di dipendenti, avviata verso una funesta liquidazione a fine anno dopo che gli editori, i vescovi del Nordest, cinque mesi fa avevano annunciato la decisione di tagliare il finanziamento di 400mila euro vitale per la televisione. E invece ecco il “mi-

Trairegisti dell’operazioneil vescovoPizziol chehaconvinto Moragliarispetto aReteveneta

racolo”. Il salvataggio arriva dall’emittente televisiva TVA Vicenza, azienda che sfiora i 5 milioni di fatturato, tra le prime per ascolti a livello regionale, che di miracoli ne sa qualcosa. Minacciata da uno “scherzetto” dell’Agcom due anni fa nel passaggio al digitale terrestre era riuscita a farsi valere a suon di ricorsi e pressing. E ora si avvia al rilancio dell’emittente cattolica. L’OPERAZIONE. I dettagli sono in via di definizione, così come il valore dell’operazione. TVA Vicenza è destinata ad acquisire il pacchetto di maggioranza della tv dei vescovi, mentre alcune diocesi tra cui a quanto pare Vicenza, Padova e con tutta probabilità Treviso rimarranno socie seppure di minoranza, per garantire dall’interno la continuità delle linea editoriale e dei valori a cui la loro

tv si è sempre ispirata. A partire dalla sua nascita, fu il risultato del primo convegno di Aquileia delle chiese del Nordest ormai 20 anni fa. Per questo l’annuncio della resa avvenuta lo scorso maggio, con Francesco Moraglia arrivato alla guida del Patriarcato di Venezia nel dopo-Scola e alla presidenza della Cet (Conferenza episcopale triveneto) e appena chiuso il secondo convegno ecclesiale di Aquileia con il rilancio delle radici della fede, era suonata come una sconfitta pesante. Dove erano strisciati come serpenti pure i dubbi. Coincidenze. Quella per esempio che legava Moraglia all’emittente della Cei Tv 2000 diretta da Dino Boffo. Allora perché - malignava qualcuno mantenere viva in Veneto, Friuli e Trentino una televisione locale cattolica quando c’è già un canale digitale naziona-

Moraglia,patriarcadi Venezia

VENEZIA

Telechiarahalasua redazione principale aPadova. ARCHIVIO

Pizziol,vescovodi Vicenza

le che punta allo stesso pubblico?

non da poco. A pesare in positivo senza dubbio la possibilità di occupare uno spazio extra provinciale agganciando soprattutto un pubblico nuovo. Telechiara è una bella rete, si vede in maniera pressoché perfetta ed è un’azienda con una vocazione diversa da TVA: più specialistica e legata in particolare ad un target ecclesiale e devozionale. Telechiara ha un pubblico che va dai 120 ai 140 mila utenti giornalieri (TVA supera i 230 mila) e può rappresentare davvero uno sbocco regionale importante verso l’area adriatica e oltre, avendo peraltro l'emittente vicentina già avviato operazioni anche come operatore di rete verso Verona e Belluno. Controverso e aperto il tema del personale: la sede di Padova e gran parte del personale sarà salvaguardato. Ma si studierà una robusta ristrutturazione. •

GLI APPELLI. I posti di lavoro a rischio erano senz’altro la grana maggiore: una ventina di dipendenti, tecnici, operatori e mezza dozzina di giornalisti, quasi tutte donne. Si erano levati la solidarietà e la preoccupazione dell’Ordine regionale dei giornalisti e del sindacato. Il presidente dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) di Vicenza Giandomenico Cortese era andato oltre ponendo l’interrogativo se regioni importanti come quelle a Nordest, terra di confronto fra culture e religioni differenti, potessero sopravvivere senza una voce autorevole che uscisse dagli ambienti cattolici. LE OFFERTE. Nel frattempo sul tavolo della Cet erano arrivate le offerte, un paio ad onor del

HALLOWEENDRAMMATICOAVERONA. Due episodigravi: un incidentee un’esplosione

Tre giovanisbalzati dall’auto Muoreragazzadi 17 anni Lavettura sucui viaggiavanosulla Transpolesana èuscita di strada rato parecchio per riuscire ad estrarre i corpi dei due feriti, mentre all’esterno il personale di Verona Emergenza cercava di tenere in vita quei giovani corpi prima di caricarli sull’ambulanza.

Alessandra Vaccari VERONA

La notte di Halloween ha avuto la sua vittima. Una diciassettenne trentina, scaraventata fuori da una Renault Clio impazzita, volata fuori strada sulla Transpolesana, mentre viaggiava in direzione Verona. La giovane è morta sul colpo. E un quattordicenne veronese (vedi a lato) invece è rimasto senza la mano destra per lo scoppio di un petardo artigianale che aveva fabbricato assieme ad alcuni suoi coetanei. MORTALE.L’evento più grave di Halloween è stato l’altra notte all’1.50 nel comune di Oppeano, dove si è consumata la tragedia. Sull’auto c’erano cinque ragazzi, tutti residenti tra Ala e Mori che stavano tornando da una festa allo Stargate di Castagnaro. Alla guida c’era il ventenne Mark Boninsegna di Ala che è stato portato in ospedale a Legnago assieme ad una passeggera 17enne, anche lei residente ad Ala. Le condizioni del conducente non sono gravi mentre la passeggera si è aggravata ieri nel corso della mattinata. Una terza passeggera 17enne, sempre di Ala è in prognosi riservata a Borgo Trento. Il quarto passeggero Daniele

LaClio dacui sonostati sbalzati tregiovanitrentini: due sonogravi

CaterinaDeimichei, lavittima Scenza, 24 anni sempre di Ala è in prognosi riservata a Borgo Trento. La ragazzina deceduta si chiamava Caterina Deimichei, 17 anni, studentessa al-

l’istituto tecnico Fontana. Abitava come gli altri ad Ala nella frazione Pilcante. Quando è scattato l’allarme l’altra notte, sotto una pioggia battente, la scena che si sono trovati davanti i soccorritori è stata impressionante. Due dei cinque ragazzi erano imprigionati nell’auto. Gli altri tre sono stati scaraventati in mezzo al campo. Secondo la ricostruzione della polizia stradale del distaccamento di Bardolino, la Clio sarebbe uscita di strada da sola, forse per acquaplanning e dopo aver carambolato svariate volte si sarebbe fermata sul terrapieno. I vigili del fuoco hanno lavo-

LaRegione finanzia festeepalii peril 2012

MALTEMPO. Il forte maltempo ha limitato gli interventi e i controlli della polizia municipale nella notte di Halloween. La viabilità è stata sotto controllo e molti meno veicoli in transito proprio per le condizioni meteo avverse, con pioggia incessante e forte vento. Sono stati controllati 51 conducenti e solo due sono stati sorpresi alla guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico massimo 1,35 g/l). Contestate anche due mancate revisioni e sequestrate due autovetture prive di copertura assicurativa, fenomeno questo che è in continuo aumento. Nella serata di mercoledì due pedoni sono stato feriti in maniera lieve in via Bonfadio da una Fiat Punto, il cui conducente è risultato negativo ai controlli etilometrici. Altri due sinistri di lieve entità in via Poerio tra una Seat e una Toyota e a Porta Palio con un tamponamento senza feriti. Sei i controlli ad esercizi commerciali per disturbi e avventori che recavano problemi ai vicini. •

vero le più interessanti, quelle di Reteveneta (sede legale a Bassano del Grappa) e quella di TVA Vicenza. Pesate e misurate le due proposte, alla fine la scelta è caduta sull’operatore con sede in viale Fermi, controllato dagli Industriali di Vicenza, per la maggiore garanzia nell’affermare la linea editoriale e i contenuti fin qui espressi dalla tv delle Diocesi. Ruolo importante nell’indirizzare la trattativa avrebbe avuto il vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol che ha sostenuto fin da subito la proposta di Vicenza e sarebbe arrivato poi a convincere, anche insieme al vescovo di Padova Antonio Mattiazzo, mons. Moraglia e gli altri alti prelati. L'OPPORTUNITÀ. Certo una sfida impegnativa per l’emittente vicentina che si trova divisa tra opportunità e problemi

Tragicoepisodio sotto gli occhidei Cc

Esplodeilpetardone Ragazzoperdeunamano Lamano gli è esplosadavanti agliocchi,mentre quel petardoneche parrebbe esserestato costruitoda un amicogli esplodeva a pochi centimetrididistanza dal volto, alpuntoche ilquattordicenne feritoha riportatoustioni anchesul visoe se nonsi fosse riparatocon lamano sinistra oggipotrebbe aver perduto anchelavista oltre chela mano. Mercoledì sera,versole 23.30 ungruppodiragazzini fa esplodere deipetardiinvia Palladioper festeggiarela

nottediHalloween.Igenitori,lo si apprenderà piùtardi, li avevano sconsigliatidi andarea farfesta, consideratoil cattivo tempo.Uno diloro,proprioil padre delragazzo cheha perdutolamano, aveva insistitotanto affinchéil ragazzinostessea casa, mapoi aveva cedutoalle insistenze e l’aveva accompagnatoalloStadio inauto,visto iltempo, lui cheabita inperiferia. Maquelpetardone cheparrebbe aver realizzatoper loroun altro minorenne-cheperò nonera presente- esplodetra le mani di

Fotonotizia

Tir contropannello inA4 VENEZIA.Unautoarticolatohaurtatoilpilastrocentralediunpannelloamessaggiovariabileehapresofuocoierimattinaalle6sulla A4fraCessaltoeSanStino.Fiammedomatedaipompierimaautostradachiusa (deviazionesulla A27-A28)fino alpomeriggio.

Parere favorevole della commissione “Cultura, turismo e sport” del Consiglio veneto al programma 2012 delle manifestazioni storiche e dei palii presentato dalla Giunta. Tra gli altri sono stati pertanto finanziati dai contributi regionali: Palio dei Mussi di Teglio Veneto (9.800 euro); Mostra “18 arazzi per 17 contrade” e “Rosa fresca aulentissima. Questioni di donne in dialettico contrappunto tra ’200 e ’500” dell’Associazione Palio di Castelfranco (5 mila euro); Palio dei 10 Comuni di Montagnana (10.100 euro); Partita a Scacchi di Marostica (15.600 euro); Palio dei 7 Comuni di Roana, nel Vicentino, (9.100 euro); Alla Corte degli EstensiEste, nel Padovano, (9.200 euro); Montecchio MedievaleLa Faida di Montecchio Maggiore, nel Vicentino, (4.900 euro); Palio delle contrade Romano d’Ezzelino, nel Vicentino, (5.200 euro); Nelle terre di Ezzelino di S. Zenone degli Ezzelini, nel vicentino, (11 mila euro), (11 mila euro); Giornata regionale di manifestazioni storiche di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (6.200 euro). •

M.N.,14anni. Acconto alui c’è l’amicoB.G.,chesi ferisce alviso e agliarti inferiori.Unbotto spaventoso, alpunto chela vetrata diun negoziodivia Palladiodove davanti stavano i ragazzis’èpersino scheggiata. «Daicheproviamo, lofacciamo esplodere,passamil’accendino», avrebbedetto il feritopiù grave all’amico.E nonappena ha avvicinatolafiamma quel petardo è esplosoprovocando la tragedia. Proprioinquel frangente passava dalloStadiouna pattugliadella Radiomobiledeicarabinieri che stavasmontando dal turno.Sono statii carabinieri a chiamare l’ambulanza.Ma dal bracciodestro delragazzopendeva quel moncherino.Le ditadistrutte, schizzatevia. Icarabinieri hanno provato araccogliere brandelli di dita,mai medici diBorgoTrento nonhannopotuto fareniente. •

PADOVA. L’Ag. Entrate

Salva stipendi enonversa Iva «Dovrà farlo» Ha fatto notizia l’assoluzione ottenuta dall’imprenditrice Maria Grazia Fedon, che ha spiegato al giudice di aver scelto di pagare gli stipendi dei suoi operaie, non avendo altro in cassa, di non versare l’Iva 2005 allo Stato. L’Agenzia delle Entrate specifica in una nota che i suoi funzionari, nell’accertamento, hanno l’obbligo di legge di fare denuncia penale al pm per il non versamento di Iva che supera i 50mila euro. L’assoluzione penale inoltre «non fa venir meno l’obbligo di pafare le imposte». •


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

PioggequasialluvionalihannocolpitoleprovincediPadova,RovigoeVenezia.SisonoregistratifenomeniparticolarmenteintensinelBassoVenetocon125millimetridipioggiaad Agna(Pd),120mmaGeisa(Rovigo),102mmaCodevigo(Venezia),92aChioggia.

VENEZIA.Galan:«NondarelaLombardiaallaLega»

L’exministroGiancarloGalanpiediellino,giàgovernatoredellaRegione,candidatoalle primariedelPdl,attacca:«MaiepoimaidareallaLegalaguidadellaLombardia.IlPdlnonpuò rinunciarealNord.HagiàpersoilVenetoeilPiemonte,sarebbel’anticameradeldeclino».

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VENEZIA.Pioggia:120millimetrisulPadovano

SANITÀESPENDING REVIEW. Il presidentedellacommissioneregionale

ROVIGO. Ierinotte

«Posti-letto,tagli per 500a Verona e100 a Vicenza» Padrin:«Altri250aPadova.Ma cisaranno lestrutture territoriali Invece èoradichiuderei piccoli ospedali:sonotrappolecostose» Franco Pepe Leonardo Padrin, presidente della 5a commissione regionale “Sanità”, arriva a Vicenza per discutere con il collegio Ipasvi (infermieri) del nuovo Piano socio-sanitario, rimasto per ora senza applicazione, e non si sottrae neppure alle domande più insidiose.

Secondo rumor veneziani la Giunta sarebbe già al lavoro per modificare il Prss. Qualcuno a Roma avrebbe fatto sapere che sul ricorso del governo allaCortecostituzionalel’esito è scontato: la Regione sarebbe soccombente. Chi diffonde queste notizie o è drogato o è un chiaroveggen-

te. La Corte costituzionale non ha nemmeno stabilito la data dell’udienza. L’ultima che ha fissato è fra un anno.

Lei sostiene che, senza schede ospedaliere, è come se il Piano non ci fosse...

Le schede sono l’attivazione principale del Piano. Più si ritarda ad approvarle più si ritarda a far partire una spirale virtuosa. Se non si creano i posti-letto territoriali e gli anziani continuano a restare in ospedale si spende 5 volte di più. Un posto-letto sul territorio costa 100 euro al giorno, in ospedale 500. Mandiamo in fumo 372 mila euro ogni 24 ore.

Perché questo ritardo?

Non c’è alcun impedimento

Le schede dovrebbero tagliare i rami secchi, ma ci sono tante elezioni dietro l’angolo… Ad esempio a Villafranca si vota fra 6 mesi. Io dico che è il momento di operare scelte radicali. La sanità non può più essere piegata agli interessi politici. Bisogna chiudere per sempre con questa logica di fare marchette per sperare di comprare più voti.

Partendo da dove?

Dai piccoli ospedali. Sono trappole. Costano di più e offrono di meno. È sempre stato difficile tagliarli perché fanno lobby a sindaci, sindacati, portatori di consenso, anche se poi la gente quando ha un bisogno di certo tipo va a farsi curare altrove.

Dove tagliare i 2 mila posti-letto ospedalieri imposti dalla spending review?

L’esubero maggiore è in provincia di Verona, anche se qui

PadovaconVenezia? ServeilsìdellaRegione Piero Erle «Prima di tutto ricordiamo la premessa politica, perché se no qui non ci capiamo più. Nei mesi scorsi tutta l’Italia, dalle forze politiche all’opinione pubblica, invocava l’abolizione delle Province: era una necessità per semplificare i livelli di decisione e di governo tra Stato, Regioni e Comuni. Questo governo tecnico, rispetto alla richiesta di fondo, ha scelto una via di mezzo tra il fare e il non fare nulla». Marino Zorzato, vicepresidente della Regione e coordinatore vicario del Pdl veneto, carica le armi politiche e mette nel mirino quella che è stata l’iniziativa clamorosa di fine ottobre che ancora resta in piedi: portare la città di Padova e quanti più Comuni patavini possibile ad aderire alla “città metropolitana” di Venezia. Il tutto grazie al patto di ferro tra il potente sindaco veneziano Giorgio Orsoni, molto ascoltato a Roma, e quello patavino Flavio Zanonato, entrambi esponenti di spicco del centrosinistra veneto. Zorzato ha parole dure su quanto avvenuto: la maggio-

MarinoZorzato(Pdl) ranza a Padova ha votato una mozione pro Venezia «senza aver mai posto il tema pubblicamente. Non si capisce in alcun modo quale sia la ragione di proporre questo spezzatino di Padova, con la città che se ne va. La procedura che è stata seguita da Zanonato, dopo che l’iter di consultazione dei Comuni e di conseguente parere espresso in Regione si era concluso, è stata quella di un vero e proprio golpe istituzionale. Con tanto di trattativa segreta a Roma. Una vergogna, un’oscenità politica. L’unica sapiegazione può essere quella di un piano ideato dal Pd per logiche tutte sue di partito, ma io dico a Zanonato: vada a chiedere ai cittadini padovani di dire cosa ne pensano di farsi annettere a Venezia. Questa è democrazia partecipativa vera». Zorzato incalza: la logica di

Come venire a capo di questa sciarada ?

strutturale. È solo una scelta decisionale.

POLEMICA. Il vicepresidente(leader Pdl)contro il sindacoZanonato

Zorzato: «Che senso ha creare un “carrozzone” costoso in cui spartire le maxi-spese dei veneziani?»

nezia che produce 100 milioni di buco l’anno. Legnago spende meno di Vicenza.

Zanonato-Orsoni, sostiene, è completamente sbagliata. «Le città metropolitane vere sono quelle come Milano, Roma, Torino: una grande città e un pool di Comuni minori di hinterland. Per Venezia, è evidente, la situazione è ben diversa. E il rischio vero è che si vada a costruire un “carrozzone” dove far confluire i dipendenti di Venezia, Comune e Provincia, e quelli del Comune di Padova, creando sicuramente più burocrazia e più costi. Perché invece di fare un “Comune rafforzato” si crea una “Provincia più pesante”. Questa è la verità, che va contro l’auspicio di tutti: semplificare, snellire l’azione del pubblico, renderla meno costosa, per rilanciare lo sviluppo e l’attività economica». E c’è di più, per Zorzato. Perché portare i padovani a condividere l’ente con Venezia «significa che ci saranno da spartire con Venezia quelli che sono i costi alti dei servizi di quella città: la sanità, i trasporti, la stessa macchina amministrativa veneziana che non è certo snella. Ma che senso ha - attacca l’esponente Pdl - andare con uno che è zoppo, se non quello di imparare a zoppicare con lui?». In ogni caso la procedura di legge ora è chiara: Padova potrà votare la delibera, ma poi servirà il parere della Regione Veneto. E, assicura Zorzato, sarà guerra. •

LeonardoPadrin (Pdl)invisitaall’ospedale veronesedi Bovolone la sanità è di ottimo livello, mentre in altre province prestazioni e qualità sono decisamente minori.

In termini numerici nel Veronese quanti ne dovranno cadere? Non meno di 500.

E altrove?

Direi 250 a Padova. Un centinaio a Vicenza. Ma i tagli coinvolgeranno tutti i territori, anche se alla fine, fra ospedali per acuti e territorio, passeranno dal 3,8 per mille abitanti al 4,7, senza contare i 25 mila nelle case di riposo. Cambieranno distribuzione e contenuti.

Cosa fare al San Bortolo?

Valorizzare elementi di eccellenza unici come ematologia e radiochirurgia.

OspedalediNoventa.C’èchiteme per il futuro.

Dovrà fare tutto ciò che serve per i bisogni di un bacino di 70 mila abitanti tranne gli interventi chirurgici complessi. Per il resto c’è il San Bortolo.

E Valdagno ?

Il punto nascite deve restare. In una realtà geografica come quella non si possono mettere a rischio partorienti ne neonati. Poi vale lo stesso discorso di Noventa. Per gli interventi complessi dovrà fare riferimento a Santorso e al futuro polo di Montecchio.

I costi della sanità nel Veneto sono a macchia di leopardo.

Padova, Vicenza e Treviso virtuosi. Venezia, Rovigo e Verona scandalosi. Rovigo è la più cara, anche se un abitante su 3 va a farsi curare a Padova o a Ferrara. Poi nei singoli territori ci sono eccezioni. Dolo e Mirano fanno molto meglio di Ve-

Facendo il riparto all’inizio dell’anno partendo dai dati del 2011 e facendo l’assestamento a giugno, vincolando i dg a obiettivi e tarandone i premi ai risultati, ai programmi di rientro. Se le Ulss rientrassero del 10 per cento ogni anno per 3 anni, la disponibilità degli investimenti oggi di 70 milioni raddoppierebbe. Ci vuole uno sforzo da parte di tutti, non un mago Silvan.

Lei sta già lavorando a una modifica del Piano?

Sì. Non bisogna aspettare altri 16 anni come fosse un reliquario rigido e intoccabile. È pronto il Pdl 224. Andrà in Consiglio il 13 novembre. E’ una sorta di vagone omnibus di correzione collegato alla vecchia finanziaria.

Cosa c’é dentro?

Lo scadenziario del Piano, le norme per rendere omogenei i bilanci delle Ipab con l’obbligo a non detenere più beni immobili di proprietà a meno che non siano funzionali alle loro attività, il regolamento ispettivo per l’Arpav, una norma per i dipendenti dell’Arss, una norma per i cda delle società partecipate delle Ulss, l’applicazione della spending review a cooperative sociali e Ceod con i tagli ridotti allo 0,5 per cento nel primo • © RIPRODUZIONERISERVATA

Bandaarmata rapinaillocale deifamiliari diunadeputata ROVIGO

Un gruppo di cinque uomini armati e a volto coperto ha rapinato la sala giochi Play Slot a Lendinara (Ro). Fatta irruzione verso mezzanotte hanno svuotato le slot machines e le casse, con circa 10 mila euro, rubato una Audi TT fuggendo facendo perdere le tracce. Almeno sei i testimoni. Quando i malviventi sono entrati, i clienti pensavano fosse uno scherzo, dato che era la notte di Halloween. Avevano il colto coperto dal passamontagna. Uno avrebbe avuto, secondo le testimonianze, un evidente accento meridionale. Nelle mani dei banditi almeno due mitragliette a calcio corto e una a calcio lungo, e alcuni coltelli da caccia. I sei clienti sono stati chiusi nel bagno. Un cliente che ha cercato di reagire è stato ferito dal calcio di un’arma da fuoco. Il locale è gestito dai famigliari di una parlamentare, la deputata della Lega nord Emanuela Munerato, e anche suo marito, Matteo Ferrari, è stato colpito al volto con il calcio di un’arma da uno dei banditi, che pare fossero attesi fuori da altri complici. Le indagini sono svolte dai Cc. •


10 Economia GU13675

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

ECONOMIA&FINANZA

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VICENTINIA“MILANO UNICA”. Ilsalone del tessile intrasferta orientale

Nonsololegriffe «InCinainiziamo aprendercispazi» Moda:dopoglieventi italiani,rassegna a Shanghai per Bastianelloealtre ditteberiche. «Oltre3 mila visitatori,il 50%inpiù dell’edizionedi Pechino» Cinzia Zuccon Morgani Pensi alla moda italiana all’estero e la prima associazione è quella con le grandi firme che hanno la forza, la capacità progettuale e di investimento e l’organizzazione per insediarsi nei mercati emergenti e trarne profitto. E tutti gli altri che lavorano nel campo del tessile - abbigliamento? Che spazi si possono aprire e co-

«Irisultatipoisi misuranoqui:a febbraioerano venute170loro ditte,asettembre sonosalitea460»

me? Il recente evento “Milano Unica Cina” a Shanghai può essere letto come una risposta. «Stiamo cominciando a prenderci lo spazio che ci compete - commenta Paolo Bastianello, vicepresidente di Sistema Moda Italia - e questa fiera in Cina lo dimostra». ITALIANI, CINESI E TEDESCHI INSIEME.Milano Unica Cina, alla sua seconda edizione, si è svolta a Shanghai dal 22 al 25 ottobre in collaborazione con l’Ice, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane all’interno di Intertextile. È la più grande fiera tessile del mondo e ha un’organizzazione... tedesca. È promossa infatti dalla Fiera di Francoforte e da Ccpit Tex, l’associazione degli industriali del tessile-abbi-

gliamento cinese. Le aziende italiane di tessuti e accessori presenti erano 124 e per la nostra provincia c’erano Marzotto spa divisione Estethia-G.b. Conte, Marzotto spa divisione tessuti, Tessuti Bocchese e Bonotto spa. I visitatori sono stati oltre 3 mila, il 50% in più rispetto all’edizione di Marzo a Pechino. Si trattava di visitatori su invito, premessa per creare maggiori probabilità di concludere affari. INVESTIRE SUL SISTEMA, LA CARTA VINCENTE. «Se guardiamo i numeri - spiega Bastianello - possiamo capirne di più: a visitare Milano Unica a Milano nel febbraio scorso c’erano 170 aziende cinesi, poi è stata la volta della prima edizione di “Milano Unica Cina��� a marzo e quando l’esposizione si è

L’industriale PaoloBastianello

Unoscorciodelsalone “MilanoUnicaCina”aShanghai

riproposta a Milano nel settembre scorso le aziende cinesi venute a visitarci erano già 460. Questo significa che mantenere stretti i legami con la Cina e presentarci e investire con la forza di sistema è la carta vincente». «Aver dimostrato ad alcune piccole aziende che, facendo squadra, si può affrontare un mercato non privo di ostacoli come quello cinese, è motivo di grande soddisfazione - sottolinea Silvio Albini, presidente di Milano Unica -. Noi però abbiamo portato in Cina anche e soprattutto un modello di presentazione dei nostri tessuti, un allestimento elegante, pubblico selezionato, cura nei dettagli e servizi per affermare non solo un modello commerciale di marketing, ma il concetto dello stile di vita ita-

liano».

Nuovi piani per ilmarzo 2013

PONTETRAITALIAECINA.Obiettivo del progetto è fare da ponte tra l’Italia e la Cina, dare spazio a nuovi talenti e generare collaborazioni tra eccellenze. Per questo il 23 ottobre è stata organizzata “On Stage” nello scenario del padiglione Italia a Shanghai. La sfilata ha coinvolto tre stilisti italiani - Marco De Vincenzo per il womenswear; Andrea Pompilio e Camo per il menswear - e tre cinesi: Huishan Zhang, Vega Zaishi Wang e Xander Zhou, scelti in base alla loro capacità di rappresentare originalmente lo stile locale. All’evento, presente anche il direttore di Vogue Italia Franca Sozzani, hanno partecipato 1.500 persone. • © RIPRODUZIONERISERVATA

FINANZA. L’operazione verrà ufficializzatadurantel’assemblea straordinariadella holding cheraggruppa412istituti

Bcc,prontoun aumentodi capitale ConIccrea sifaràun modello federale Laprima fase prevedela sottoscrizionedi una tranche da40milioni, poisi saliràa100 L’obiettivo è quello di proporre per le Bcc - gli istituti bancari di credito cooperativo - un modello federale sotto la cabine di regìa di Iccrea holding (che negli utlimi anni ha già riunito 412 banche del territorio). Ora la società, che mira ad avere modelli di riferimento l’olandese Rabobank e la francese Crédit Agricole, è pronta a proporre una serie di aumenti di capitale fino a 100 milioni di euro. Operazione che sarà svelata nei suoi dettagli durante l’assemblea del prossimo Consiglio di amministrazione di Iccrea che si terrà il 20 novembre. «Sapevo dell’intenzione di proporre nuovi aumenti di capitale da parte dell’holding spiega Amedeo Piva, presidente delle Banche di credito cooperativo del Veneto - tra l’altro ne era stato concluso uno solo pochi mesi fa. Aumento che nella nostra regione è stato sottoscritto per intero. Non sem-

«All’internodel credito cooperativoserve efficientarei servizieridurreil lorocosto»

pre comunque gli aumenti di capitale sono stati seguiti in maniera equanime da tutti gli istituti di credito cooperativo». Insomma, le banche, dopo l’assemblea straordinaria del cda di Iccrea attenderanno di conoscere le finalità strategiche dell’operazione che porterà all’incremento del capitale sociale. Di cui la prima tranche, pronta a inizio 2013, sarà di circa 40 milioni di euro. Successive ricapitalizzazioni saranno quindi lanciate entro il 2015. «Sicuramente il piano industriale, una volta presentato in assemblea, verrà poi illustrato ai vari istituti e alle federazioni - aggiunge Amedeo Piva - a questo punto le banche potranno decidere se cogliere o meno l’opportunità che viene loro prospettata». Tra gli obiettivi di Iccrea c’è anche quello di rendere più robusto, attraverso l’aumento del capitale sociale, la dotazione della quota della holding in vista delle scadenze imposte da Basilea 3 ovvero quei provvedimenti approvati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria dopo la crisi finanziaria del 2007-8, con l'intento di perfezionare la preesistente regolamentazione del settore bancario, l'efficacia dell'azio-

AmedeoPiva, presidente delleBanche di creditocooperativo delVeneto

Ladata

20/11

ÈIL GIORNOINCUI È CONVOCATOIL CDA ICCREA

All’assembleaverrà propostoun aumento di capitalecomplessivo di 100 milionidi euro. La primatranchedi 40.

ne di vigilanza e la capacità degli intermediari di gestire i rischi che assumono. «Di fatto - riprende il presidente regionale delle Banche di credito cooperativo - tra i nostri istituti esiste già un modello federale. Il fatto di coinvolgere maggiormente il sistema attraverso determinate operazioni come quelle previste da Iccrea, serve soprattutto per realizzare dei piani industriali in grado di migliorare i servizi da offrire alla nostra clientela.

Oggi - conclude Amedeo Piva la sfida è infatti quella di efficientare le prestazioni erogate riducendo il loro costo. E questo comporta inevitabilmente l’unità del sistema». E così, per rimanere competitivi sui mercati, in una situazione ancora complicata per il mondo del credito, le Bcc devono saper puntare su servizi e nuovi strumenti tecnici e allo stesso tempo essere in grado di salvaguardare il radicamento nel territorio. • M.B.

«Verràconnoianche chioggistacoifrancesi» «AMilanounica- sottolinea l’industrialevicentino Paolo Bastianello-hovisto unadelle piùbellerappresentazionidel nostrostile e della nostra ricercatezzae questo,unito allacapacitàdipresentarci insieme,esercita unanotevole capacitàdiattrattiva all’estero tragli attori delsistema. Ese finora inCinaalcuni italiani si presentanocon l’esposizione francese“PremièreVision”, credocheprestoritroveremo ancheloroa MilanoUnica». NUOVIPIANI. Losviluppo futuro,infatti,poggiasu

progettualitàa medio termine: MilanoUnicaha sottoscritto un memorandumdiintenti con MesseFrankfurte Ccpit Tex, che impegnareciprocamentele parti finoall’appuntamento primaverile del2015.Il prossimo appuntamentocon MilanoUnica Cinasaràa Pechinodal 27 al 29 Marzo2013. ICOSTI. Maquantocosta avere unostand inCina?Per chi partecipaancheMilanoUnica a Milano,lo stand inCina costa 8.800euro, 11milaeuro se invece sipartecipasolo all’esposizione cinese. C.Z.M.

L’ANALISI. Realizzata dalCentro studi Allianz

Vicenza,mancati pagamentiin calo Cresconolesomme Secondo l’analisi effettuata dal Centro studi di Euler Hermes Italia (compagnia di assicurazione crediti del Gruppo Allianz), in Veneto crescono i mancati pagamenti delle imprese. Nei primi nove mesi dell’anno la loro frequenza (ovvero la quantità) è aumenta del 12% . È invece diminuita la "severità", ossia l’importo medio delle somme dovute e non corrisposte dalle aziende. A Vicenza, nel 2011, la frequenza dei mancati pagamenti si attestava sul 5% mentre la severità rappresentava una percentuale ben più elevata: il 32%. Nell’anno in corso si è assistito a un’inversione di tendenza. Infatti la frequenza dei mancati pagamenti è salita fino a toccare la quota del 20%, e la severità (rispetto al 2011) è crollata finendo al -32%. Sempre riguardo al fronte dei pagamenti tra le imprese private, nel Veneto, le variazioni contenute dei mancati pagamenti sono dovute al dinamismo di alcuni distretti che puntano su qualità e sui nuovi mercati, come quello degli occhiali e quello trevigiano del mobile. Nella provincia veronese migliorano la meccanica e l’abbigliamento mentre peggiora il calzaturiero. A Venezia e a Padova continua invece la crisi del comparto delle costruzioni.

Nel secondo trimestre del 2012, poi, il fatturato industriale in Veneto è risultato in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di oltre il 5%. A tenere, al contrario, la componente estera con l’export in ascesa del 4,4%, mentre le importazioni dovrebbero contrarsi del -1,7%. Tra i primi si evidenziano l'oreficeria di Vicenza che tiene nonostante il peso del carico fiscale, la concia di Arzignano e alcuni distretti dell'agro-alimentare (bene lattierocaseario e vino) e del sistema casa. Sempre secondo l’analisi del gruppo assicurativo, gli effetti della crisi sull’occupazione proseguiranno per tutto il 2012 con un calo del -1,2% delle unità lavoro e il tasso di disoccupazione che salirà fino al 6%. I dati più recenti sulla demografia d'impresa registrano oltre 450.000 imprese attive nel terzo trimestre 2012, ovvero l’1,3% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Rimangono pressoché stabili le attività dei servizi, mentre persistono le difficoltà dell’industria. Nei primi nove mesi dell’anno sono state oltre 740 le istanze fallimentari presentate dalle imprese venete. La nostra regione rappresenta la terza dopo la Lombardia e il Lazio. •


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IL GIORNALE DI VICENZA

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Venerdì 2 Novembre 2012

CRONACADIVICENZA

Ilproverbio delgiorno

Saleumido è segnodi pioggia

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LARIVOLUZIONE DELLEPROVINCE. IlcommissarioAttilioSchneck bocciala«riformademagogica», attacca ilparlamento einvoca unarepubblica presidenziale

«Meglioche Vicenzaresti dasola» «Èunriordino inutilee inefficace Alleanzecon VeronaoPadova? Ilcriteriodeve essere solouno: far risparmiaresoldiai vicentini» Cristina Giacomuzzo «Un riordino inutile ed inefficace». Anche se per Vicenza, alla fine, cambierà poco. Il decreto taglia Province che riduce da 86 a 51 gli enti, non convince l’ex presidente leghista di palazzo Nievo, Attilio Schneck, oggi commissario straordinario. Si dovrà attendere gennaio 2014 per tornare al voto, anche se non si sa ancora se sarà a suffragio universale o dei soli Consigli comunali. In ogni caso, fino ad allora, sarà Schneck a dover traghettare l’ente verso un futuro dai contorni ancora da scrivere. Le certezze, per ora, sono quelle presentate nei giorni scorsi a Roma: salve Vicenza, Belluno e Venezia (città metropolitana). Accorpamenti: Verona con Rovigo e Padova con Treviso. Schneck,Vicenzasembraoracontesa dalle altre due maxi Province. Le alleanze si tesseranno con Verona, comein Regione avevano previsto,oconPadova,comeinvecehadefinito,scombinandoall’ultimo momento idee e progetti , il Governo? La presidente di Padova, Barbara Degani, ha dichiarato che il futuro è l’accorpamento

conVicenza. In effetti ci sono tante affinità con Padova: l’asse idrogeologico e i rifiuti. Siamo uniti nel bene e nel male: per esempio, due anni fa con l’alluvione. Dice giusto Degani: c’è continuità territoriale. Allora,ildecretoperVicenzaèpositivo? Sinceramente no. Anzi. Lo considero poco efficace anche sulla scelta di unire Padova e Treviso. Più in generale, poi, lo vedo come una decisione calata dall’alto, voluta dal Parlamento che è l’unica vera causa del dissesto di questo Paese. Le Province non erano da riformare: questa è stata una mossa demagogica a basso costo per mascherare le vere colpe. I dati sui costi degli enti lo dimostrano. Ad essere riformato deve essere il Parlamento. Ma lì non si affronterà mai realmente il nodo. L’assenteismo registrato al voto in Sicilia è l’indicazione della sfiducia al Parlamento. Se ne renderanno ben conto al prossimo giro elettorale. Equindi? Si dovrà arrivare ad una Repubblica presidenziale. EintantoVicenzachefarà?Accetterà l’invito di Padova o preferirà Verona, come spingono i sindaci, Variatie Tosi? Se vogliono parlare di alleanze, a me sta bene. Ma che siano argomenti seri. Si parli cioè di trasporto pubblico, acqua, rifiuti. Se, in qualsiasi di questi settori, si troverà un interesse concreto, si faranno alleanze.

Variformato ilParlamentoche èlaveracausa deldissesto economico

«C’ÈUNA LOGICA PEDEMONTANA» Ildecreto varato dal Governoha ridisegnato il Veneto:Venezia città metropolitana,Belluno enclave montana,e due grandiProvince: la Verona-Rovigoche si allungatraoveste sud,e la Padova-Treviso alcentro dellaregione. In mezzotra ledue,ago della bilancia di eventuali sviluppi, Vicenza.Da partesua MarinoZorzato,padovano diCittadella,vicepresidentedellaRegione e coordinatorevicariodel Pdl veneto,fa partedel gruppodi chiieri sul nostrogiornale -Maurizio Saiae Barbara Deganidel Pdl, Antonio DePoli dell’Udc- haproposto che Vicenzaguardi alla Padova-Treviso. «Se il temaè quellodi lavorarein Veneto perterritori omogenei-spiega Zorzato -nonc’è il minimodubbio chePadova e Vicenza, assieme aTreviso, sono legatipermille motivi. Bastaguardare ilVeneto dall’altopercogliereche c’èun tessutoeconomico moltoomogeneoe senza soluzionedicontinuità: è l’economiadelVeneto centraleche siè sviluppatainmaniera coesa,e nonperniente andiamoa costruirelì la superstradaPedemontana,destinataa servire tuttoquesto tessuto di attivitàeconomichee civili.Mi chiedoinvecerimarcaZorzato -che rapportoc’ètra ilpolo industrialedi Margherae learee produttive centro-venete.Ma attenti: parliamodi fusioni “leggere”,cioè di nuove Province leggere.Perché chiinvecepensaa una cittàmetropolitana Verona-Vicenza, sgambettai vicentini:il sindacochecomanda, per legge,sarebbe quellodi Verona». • P.E.

© RIPRODUZIONERISERVATA

Iministri AnnaMariaCancellieri e FilippoPatroni Griffimostranola nuovamappadelle Provincedopo ilriordino. ANSA

LEREAZIONI. Il deputato Conte (Fli)bacchettaZaia: «Non hascelto»

«Noai campanilismi» Restailnodo funzioni E intanto a giorni la Corte Costituzionale deciderà sul ricorso delle Regioni e le prossime elezioni «Il Veneto ha deciso di non decidere. E queste sono le conseguenze». Il consigliere regionale Stefano Fracasso (Pd) attacca il Governatore Luca Zaia. «La Regione, avendo inviato a Roma una proposta che partiva da sette Province e arrivava a sette, ha scelto di far scegliere il Governo. La nostra proposta (Belluno e Venezia e poi due aree: Venezia-Padova e Treviso-Verona-Vicenza) è rimasta in Consiglio. Adesso cerchiamo di discutere del futuro della Provincia di Vicenza evitando la mentalità napoleonica della presidente di Padova, Barbara Degani. Si deve costruire partendo non dai confini, ma dai servizi per creare aree metropolitane nell’ottica

DinoSecco(Pdl)

StefanoFracasso (Pd)

della funzionalità, come in Europa. Tali dinamiche già esistono per Vicenza e guardano a Verona». Più cauto l’ex vicepresidente della Provincia di Vicenza, Dino Secco (Pdl), oggi capo di Gabinetto: «La scelta del Governo è diversa da quella che era stata definita in Regione e ciò sta creando confusione. Se si considera poi che Verona an-

drà dal lago al mare, mi pare una scelta azzardata. Di più. La considero provvisoria. Adesso si avanzano mille ipotesi su futuri accorpamenti di Vicenza con Padova o Verona. Ma questi devono essere frutto di un percorso sul territorio e non calati dall’alto. Un conto poi sono le collaborazione tra realtà territoriali e altro sono le competenze affidate agli en-

ti. Anche qui la differenza è da chiarire ed è sostanziale. Intanto, attendiamo a breve la Corte Costituzionale che si esprimerà sul voto a suffragio universale o di secondo livello per le Province». Il deputato di Fli, Giorgio Conte, condanna: «Per noi l’abolizione delle Province doveva essere totale. Ed erano le stesse intenzioni del Governo che ha poi trovato la contrarietà della politica, soprattutto del Pdl. Quindi, si è arrivati al riordino. Mi ha lasciato attonito la posizione del Veneto che ha presentato un disegno a Roma senza cambiare nulla. Così ha deciso il Governo. Ma sono ridicoli i leghisti, come il presidente Luca Zaia che, il giorno dopo il decreto, si lamenta dei centralismi romani. Se la Giunta veneta ammaina bandiera, è giusto che le decisioni le prenda Roma. Vicenza. in particolare, non è toccata dal provvedimento di riordino. Adesso mi auguro che questo sia solo il primo passo per ridurre i costi della politica e i centri di potere e che il percorso non si blocchi nella palude dei campanilismi o della difesa dei privilegi acquisiti». • © RIPRODUZIONERISERVATA

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ATTILIOSCHNECK COMMISSARIODELLA PROVINCIA

Cosa intende per “interessi concreti”? Vuol dire che devono rispondere ad un’unica domanda: “cui prodest”? Cioè deve giovare ai vicentini. Quindi, sì ad alleanze solo se si riuscirà a far risparmiare soldi ai vicentini. Altrimenti meglio soli. •

Zorzato(Pdl)

Vicenza - Via Giuseppe Scolari 3/E a fianco al Centro Commerciale Palladio - Tel. 0444 913294 Vicenza - Strada Marosticana 24 - Tel. 0444 923554 Altavilla Vicentina - Via Verona ex sede Inglesina Tel. 0444 574901 San Giuseppe di Cassola - Via Papa Giovanni Paolo II - Parco Comm.le Iper Tosano - Tel. 0424 511520

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TUTTO PER DIVENTARE GRANDE


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IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

OggicadelaricorrenzadellaCommemorazione diTUTTIIDEFUNTIlegatadasemprealla solennitàdiOgnissanticheabbiamoricordato ieri.Questacelebrazioneènataperiniziativadei monaci.Ladataoriginariaerail14novembre.

Nell’VIIIsecoloAmalarioabatescrive:“Ho inseritol’Ufficiodeimortidopoquellodeisanti poichémoltitrapassanodaquestomondo senzaesseresubitoammessiincompagniadei beati”. Esant’OdiloneabatediClunymortonel

1049aggiunge:“VistochelaChiesacelebrava giàlafestivitàdiTUTTIISANTI,sembra auspicabilechesicommemoricongioiae affettolamemoriadeifedelidipartiti”.

Dialettando “Ovo”(uovo)invenetotremodidi dire:“Ovidepitona”(tacchina) sonolelentiggini;“averelascorza

sulatesta”equivaleasbarbatello e“essareoradaovioradalate” indicauncarattereinstabile.

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Storie diSanti

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ILDÉJÀ VU

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DIOGNISSANTI

PontedegliAngeli CosìVicenza ricordal’incubo Chedifferenzac’èfraleduefotografie qui a fianco, a parte i due anni di distanza? Si potrebbe dire qualche ora in meno di pioggia. Quell’1 novembre del 2010 piovevagiàdaunpaiodigiorni(e ifiumieranogiàpieni),l’altroieri sono bastate 12 ore per portare da 0,60 a 2,5 metri il livello del Bacchiglione: cioè a 2, 5 metri dallivellodiguardia.Insommaaltre12ore ela storiadi ripeteva.

NOVEMBRE2010.EccocomesipresentavailfiumeBacchiglioneaPontedegliAngelipochi giorni dopo la devastante alluvione dell’1 novembre 2010. Tutti i vicentini erano col fiato sospesoperpaura dialtre esondazioni. Furonogiornidrammatici pertutti

NOVEMBRE2012.EccolostessofiumeBacchiglionecom’eraieri,vistodallastessaangolazionediPontedegliAngeli.Èstatotoccatoillivellodi2,45metri,mentreilgiornoprimaeraa quota0,60.Nessun allarme,solo iltristericordo didueanni fa.

MALTEMPO. Allarmefiumi rientrato, manel secondoanniversariodel disastro èbastata una notte dipioggiaper far salireil livello di2 ,45metri

Tutti congliocchisulBacchiglione Nelcuore dellacittà sembrava dirivivere igiornineri di2 annifa InviaBorelli per il vento ipioppi siappoggiano auncondominio Alessandro Mognon Guardando il Bacchiglione bello alto e color nocciola ieri mattina lo hanno pensato tutti: se 12 ore di pioggia lo hanno gonfiato così, cosa sarebbe successo con altre 12 ore? Che la storia di Ognissanti ricominciava come due anni fa? Perché a parlare sono i numeri: quasi due metri in una notte fino a toccare i 2.45 alle 7 della mattina. Se avesse piovuto tutta la mattina di ieri si saliva di altri 2 metri e mezzo e suonavano le nuove sirene anti-esondazione. In attesa dell’oramai infinito progetto del bacino di sfogo di Caldogno, qualcuno lo aveva detto: bisognerà abituarsi a tenere gli stivali di gomma dietro la porta. Stavolta è andata bene, per tanti motivi: il livello dei fiumi era molto basso (0,60 nel tardo pomeriggio di mercoledì), la neve sui monti era poca, la pioggia ha colpito più sul Padovano. Ma soprattutto le precipitazioni sono durate meno. Fortuna, tutto lì. Neanche fosse stato scelto apposta, il giorno: ricordi l’anniversario dell’alluvione del 2010 e con un occhio guardi il

fiume che corre veloce portando pezzi di rame e altri detriti. Vicenza non ha voluto fare cerimonie. Caldogno, il comune dell’hinterland particolarmente colpito dalla devastazione e dove morì il pensionato Giuseppe Spigolon, imprigionato nel garage della sua abitazione, ha invece organizzato una fiaccolata chiamata semplicemente «per non dimenticare». Con corteo per le vie e gli argini, sosta davanti a casa Spigolon, lumini sulle finestre. Come due anni fa ad ogni modo il rapido innalzamento dei livelli dei fiumi è stato causato dalla gran quantità di pioggia caduta in montagna. Sull’Altopiano di Asiago i fiocchi di neve sono caduti sopra i 1.800-1.900 metri: sotto era acqua. Niente emergenze anche per i vigili del fuoco di Vicenza, chiamati ieri mattina solo per alcuni pioppi in via Borelli che si sono “appoggiati” a un condominio accanto al cortile della scuola media Muttoni. Zona transennata, stamattina gli operai comunali taglieranno le piante: gli studenti potranno entrare a scuola dall’ingresso principale. •

Situazionegenerale Dopo un venerdì di sole, altrenubi arriveranno sabato seguitedapiogge nel corso di domenica.

Previsioni

del tempo per il fine settimana in tutto il

territorio vicentino

VENERDì

+5° +16°

UnamemoriadelComune per Napolitano

«Autovenduteerimborsi Appoggiamoiricorrenti»

Ipioppi piegatidalventoe “appoggiati” alcondominio di viaBorelli

Inumeri

0,60

2,45

Tutti i fiumidel Vicentino perfortuna sonoscarichi mentredueanni fai livelli eranogiàmoltoalti

Sonobastate12 oreper gonfiareilfiume diVicenza Illivellodi guardiaè fissato a4 metrie mezzo

LAMISURADEL FIUME ALLE18DIMERCOLEDÌ

ÈIL LIVELLO TOCCATO INCENTRO IERI MATTINA

© RIPRODUZIONERISERVATA

«Siamoafianco deicittadini chehannofattoricorsoal Capo delloStatoper ottenereil rimborsoper le auto alluvionatepoi rivendute». Tommaso Ruggeri,assessore alloSviluppoeconomico della GiuntaVariati,spiegacheil Comuneè «prontoa produrre unarelazionechedarà parere favorevole alricorso» nelcaso incui larelazione fosse necessarianell’iterdel ricorso. Lavicenda è quellaormai notadicoloro chedurante l’alluvione hannosubito danni alleauto e chepoi le hanno vendute. Secondo l’interpretazione ultrarestrittivadata dalla presidenzadelConsiglio,hanno dirittoal rimborsosoltanto colorochehanno rottamato l’autoo coloro chel’hanno riparata,ma nonquelli che hannooptatoper venderla, magarisvenderla a prezzi stracciati.Una beffa rispetto allaqualealcuni cittadini hanno decisodiadire tuttele vie legali perrivendicarele proprie ragioni.L’avvocatoFrancesco Barilàha patrocinatoun ricorso alCapo delloStatoa nome deglialluvionati.In prima battutac’erastato attritocon il Comune,ma poi le partihanno

Temperature

Zerotermico 2.400m

Bel tempo con sole e qualche foschia.

SABATO

Temperature

+6° +15° Zerotermico 2.600m

Parecchienubicon piogge suimontilasera. Un’automobilealluvionata raggiuntoun chiarimento.Già a lugliol’assessore Ruggeri spiegavacheil Comune «èdalla partedeicittadini» purricordando chenell’erogaregli indennizzi è costrettoarispettare i criteri stabilitidallo Stato. Ora,spiegaRuggeri, «stiamo “appoggiando”il ricorso,nel senso chestiamo fornendosostegno ai ricorrenti,aiutandoli nelfar circolarele informazionitra e segnalandoa tuttii cittadini potenzialmenteinteressati la possibilitàdiaggregarsi alricorso. Disolitoil ricorsoal Capodello Statoprevedeche ilComune producauna memoria:noi iamo prontia prepararlae a dare parere favorevole.Del resto non riteniamogiusto il criteriodeciso dalloStato dirimborsareil danno riparatoanzichéil danno». M.SC. © RIPRODUZIONERISERVATA

DOMENICA Temperature +11° +14 Zerotermico 3.200m

Piogge su gran parte del territorio.

?

Doveandarequesto Weekend?

Nella giornata di sabato ci sarà tempo incerto al nord-ovest, Toscana e nord Sardegna. Domenica il brutto tempo si diffonderà ovunque, tranne Calabria e Sicilia.

www.vicenzameteo.it

Ilcentro fiorisce d’inverno alcosto di 95 milaeuro «Vicenza sarà fiorita anche quest’inverno». Lo ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto che ha illustrato nei giorni scorsi i contenuti dello stanziamento di 95 mila euro deciso dalla Giunta comunale per migliorare gli angoli verdi del centro storico. Si tratta della prosecuzione invernale del progetto “Vicenza in fiore” che nelle prossime settimane si concentrerà sul completamento del giardino del Teatro Olimpico nel quale, dopo la realizzazione del rose-

to di fronte all’ingresso, saranno sistemati gli arbusti di ortensia e non solo. In piazza Matteotti davanti al teatro, saranno sistemate le aiuole ai piedi delle due sequoie, della statua del Lampertico, che sarà ricoperta di rosmarino tappezzante. Oltre a questi interventi, tutti i “ponti in fiore” della passata stagione estiva ospiteranno per l’inverno vasi di viole cornute, la cui fioritura si protrae da novembre ad aprile, 15mila bulbi di narcisi saranno messi

PonteSanPaolocon vasi difiori

a dimora in previsione della bella stagione in particolare ai Giardini Salvi e in viale Margherita, mentre la rotatoria tra viale Trissino e via Bassano ospiterà rose bianche. Proseguirà, in questo contesto, la collaborazione con le associazioni degli amanti della floricultura: il Garden Club si occuperà di ponte San Paolo, il Fai di ponte degli Angeli e gli Amici dei parchi completerà le aiuole di piazzale de Gasperi. «Ringrazio queste tre associazioni e Civiltà del verde – ha concluso Tosetto - per l’impegno nel migliorare, assieme all’amministrazione, la qualità della nostra città». I fondi destinati a “Vicenza in fiore” provengono dal tesoretto delle quote autostradali. • © RIPRODUZIONERISERVATA

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ILPROGETTO. Dai pontialle piazze vasi diviole, narcisi erosebianche


16 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

SANITÀ. LaRegionehaautorizzato l’approvvigionamentonelle Ulssinteramenterifornite da aziendeestranee alcaso dellefialesospettate dieffetti collaterali

Vialiberaaivaccini: inarrivo 45mila dosi IlSanBortolohacommissionato il70percento delquantitativoper lacampagna anti-influenzale Siparteil 12novembre conchi ha più di 65anni Franco Pepe Vaccini anti-influenzali. Finisce l'impasse. La Regione autorizza le Ulss che si appoggiano interamente alla Sanofi, cioè a un'azienda che non ha nulla a che fare con i vaccini ritirati dal mercato nelle scorse settimane perché sospettati di provocare effetti collaterali, di approvvigionarsi fino al 70 per cento del quantitativo di dosi preventivate per la campagna di quest'anno. L'Ulss di Vicenza rientra in questa categoria, perché da anni si rifornisce di vaccini prodotti proprio della Sanofi Pasteur Msd Italia, per cui il dott. Andrea Todescato, responsabile del servizio di igiene pubblica, ne ha già commissionato 45 mila dosi che cominceranno ad arrivare ai magazzini aziendali il 5 novembre. Lo “start" giunto da Venezia ha messo in moto tutte le operazioni collegate alla campagna vaccinale finora rimasta bloccata a causa dallo stop

Aspettiamo ulterioridecisioni dallaRegione percompletare lafornitura DOTT. ANDREATODESCATO SERVIZIODIIGIENEPUBBLICA

ordinato in via cautelativa dal ministero della salute e dall'Aifa, l'Agenzia italiana per i farmaci, ai lotti di produzione della Novartis e della Crucell già distribuiti alle farmacie e alle Asl con le etichette Agrippal, Influpozzi sub unità, Influpozzi adiuvato, Fluad. La prossima settimana i vaccini Sanofi a prova di sicurezza e efficacia verranno distribuiti ai medici di base, e lunedì 12 novembre si darà il via alla campagna anti-influenzale gratuita, riservata in questa fase esclusivamente agli anziani oltre i 65 anni e a tutti coloro che rientrano nelle categorie a rischio. Una scelta motivata dal razionamento dello stock. Per il momento, infatti, il 30 per cento delle dosi necessarie per Vicenza resterà congelato in attesa che la situazione si chiarisca definitivamente e Venezia decida in modo uniforme in che modo le Ulss debbano comportarsi. Il sequestro dei vaccini Novartis e Crucell indiziati di un’anomala aggregazione proteica ha sottratto al mercato 5,3 milioni di dosi su un totale di 12 che l'Italia utilizza nella sua campagna anti-virale. Un buco a cui si dovrà far fronte in qualche modo, anche se la soluzione non è proprio semplice visto che produzione e controlli esigono tempi rigidi. Così le 10 mila dosi che mancano

al conteggio finale della partita Sanofi dell'Ulss berica potrebbero andare a beneficio, in una eventuale, straordinaria, ridistribuzione ordinata dalla Regione, ad altre Ulss che avevano stipulato i contratti di acquisto con Novartis e Crucell e che ora si trovano sprovviste delle dosi da destinare alla popolazione. La somministrazione gratuita del vaccino riguarderà, dunque, i vicentini che ne hanno bisogno prioritario: gli over 65, i soggetti che rischiano maggiormente, coloro ai quali l'influenza può più facililmente provocare gravi complicazioni, vale a dire bambini e adulti affetti da malattie croniche, da diabete, da patologie per le quali sono programmati interventi chirurgici "pesanti", da tumori, nonché donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Gli ultrasessantacinquenni dell'Ulss sono 60 mila, ma gli “aficionados" del vaccino, gli anziani che nel 2011 hanno chiesto al proprio medico curante l'anti-influenzale gratis, sono fermi a quota 39 mila. Le persone a rischio sono 10 mila, ma non tutte si vaccinano. Le 45 mila dosi in arrivo copriranno, pertanto, le esigenze. Le altre categorie che, negli anni scorsi, venivano ammesse alla vaccinazione di diritto, familiari dei pazienti a rischio, personale sanitario, pubblici di-

Leprevisioni

Influenzapiùaggressiva rispettoalloscorsoanno

Sisbloccal’approvvigionamentodeivaccini anti-influenzali. ARCHIVIO pendenti, restano escluse da questa prima fase. In tutto si tratta di 6 mila 300 persone inserite in una virtuale lista di attesa. «Aspettiamo ulteriori decisioni regionali - dice il dott. Todescato - . Poi vedremo come recuperare». Ovviamente rimane l'opzione del vaccino a pagamento. Chi vuole può acquistarlo. Nelle farmacie vicentine risulta ancora a dispo-

sizione un certo numero di pezzi che la Sanofi ha destinato alla distribuzione privata. Una dose costa poco più di 8 euro. Ma, intanto, c'è chi teme che la psicosi propagata dal sequestro dei vaccini attualmente sotto la lente di ingrandimento dell'Aifa possa spingere molte persone a evitare la vaccinazione. • © RIPRODUZIONERISERVATA

ILCASO. Il disguido è statoprovocato dallariduzionedella temperaturadi ungrado pereffettodellaspending review

Prontosoccorsoal geloper ungiorno Ilfreddoha messo aduraprova siaipazienti cheil personale Duralettera delprimario Riboni Pronto soccorso al freddo, anzi al gelo. Per oltre 24 ore. Colpa della spending review. L'obbligo a risparmiare il 5 per cento sulle spese generali ha portato l'Ulss a ridurre la temperatura dei termosifoni di un grado, 21 gradi invece dei consueti 22, mentre i gradi restano come sempre 24 nelle sale operatorie, luoghi più delicati per i quali la normativa di controllo è rigorosa. Ne hanno fatto le spese i reparti meno protetti, per la disposizione interna degli ambienti, da impianti per lo più datati come installazione e orientamento. L'emergenza si è risolta solo ieri mattina dopo l'intervento dell'ingegnere-capo Antonio Nardella e della task force degli addetti alla manutenzione dell'ospedale. La caduta libera della temperatura iniziata lunedì ha messo a dura prova i pazienti e il personale. Si sono registrate numerose difficoltà anche in

Sonorimaste menoprotette lesaleriservate alleemergenze el’astanteria

VINCENZORIBONI PRIMARIODELPRONTO SOCCORSO

LE COPERTE. Insomma, per dare un po' di tepore ai pazienti in attesa, seduti sulle poltrone o distesi sui letti o sulle barelle, caposala e infermieri hanno dovuto distribuire tutte le coperte di scorta come si fosse in un ospedale da campo, magari in zona di guerra, alla prese con il clima rigido. Ieri mattina la ditta che ha l'appalto del calore ha misurato la temperatura in tutti i locali,e, poi, ha provveduto ad aumentarla. Un po' alla volta i gradi sono andati su, e le coperte sono gradualmente ritornate negli armadi.

altri reparti dell’ospedale come l'ematologia, dove i pazienti ricoverati sono più fragili ed vulnerabili e quindi soffrono maggiormente il freddo. LA LETTERA. «Colpa dell'impianto», spiega il dott. Vincenzo Riboni, che ha ingaggiato un duello prima a distanza e poi ravvicinato con l'amministrazione e con i tecnici arrivati sul luogo della crisi. Una lettera infuriata, una serie di telefonate dai toni non proprio pacati, nello stile di un primario che segue sempre con passione ad alto grado di intensità le vicende di un reparto di assoluta prima linea costantemente affollato e in cui, fra l'altro, per l'arrivo in aumento di pazienti super-anziani ormai allo stadio estremo, ha visto aumentare il tasso di mortalità del 20 per cento. «Sì - afferma il primario Riboni - quando l'impianto termico comincia a funzionare il flusso dell'aria calda corre nel corridoio verso gli ambulatori. A questo punto restano così meno protette le sale di emergenze e l'astanteria con i letti dell'osservazione breve. Qui abbiamo per lo più pazienti con problemi seri che, ovviamente, soffrono maggiormente l'abbassamento della temperatura».

L’ingresso delpronto soccorsoall’ospedale SanBortolo

Inumeri

5%

24

Effetto“spending review” anchesultermometro: l’Ulss6 ha ridottodi un gradolatemperatura, passandoda22 a21gradi.

Sfuggonoaitaglisolo le saleoperatorie, luoghipiù delicatiper iquali la normativaèrigorosa e doverestano24 gradi.

ÈIL TAGLIOALLE SPESE IMPOSTODAL GOVERNO

IGRADIOBBLIGATORI NELLESALE OPERATORIE

IL PROGETTO. Resta infine la questione dei lavori per oltre 1 milione, ormai programmati da un pezzo, finanziati da Regione e Fondazione Cariverona, che dovrebbero - questa la promessa fatta a Riboni - iniziare la prossima settimana. Si rifaranno le sale di emergenza, si rivedrà l'assetto dell' astanteria, le sale di attesa diventeranno più spaziose. Sarà anche l'occasione per rivedere l'efficienza degli impianti di climatizzazione che in ospedale e, appunto, ancora di più, in alcuni reparti, rivestono un' importanza vitale. Il primario, che più volte ha sollecitato l'apertura del cantiere per il quale, dopo l'interessamento del sindaco Variati e la delibera approvata dalla giunta regionale, non dovrebbero esserci ostacoli, preannuncia, in caso di ulteriori indugi, nuove battaglie. • F.P © RIPRODUZIONERISERVATA

Siannunciapiù aggressiva delloscorsoanno. L'influenza, chefinora ha circolatosenza particolariconseguenze nell'emisferoaustrale ma che nella prossimastagione invernalecolpirà dai 4ai6 milionidiitaliani, sarà causata dalceppo pandemicoormai notoai virologi,l'H1N1, quello chenel2009mise inallarme il mondoprovocando decine di decessi,e da due nuovi virus finora sconosciutialnostro sistemaimmunitario, l'A/H3N2 Victoriae il BWisconsin.Il vaccino è stato perciòtarato su questomix digermiinfluenzali chedovrebberoscatenarsi soprattuttodopole festedi Natale,con il drastico calodelle temperature.«Finora- spiegail dott.Todescato- nonc'è presenzadi focolaiinItalia e in Europa».Bisogna, però, prepararsia unospite indesideratochenon manca maiall'appuntamento.Il picco è previstodal 7 gennaiofino al 17febbraio,proprionelcuore delfreddopiù intenso dell'anno.Ci sono,quindi, tutto novembre e metàdicembre per proteggersi,grazie alloscudo delvaccino,da un'epidemiache siannuncerà,come sempre, coni suoi sintomiclassici: febbrealta, forte mal digola, tosse,malesseregenerale, dolorimuscolari.Una forma

Unavaccinazione contagiosa,cioé,ben diversadalla sindromeparainfluenzale dovuta, piùchealtro,a infezioni dellevie respiratorieoai potenti raffreddoriche,complici i primi sensibilisbalzi ditemperatura, stannomettendo già a lettomolti vicentini.L'influenzasi trasmette attraversole goccioline disaliva o ilcontatto con mani osuperficie contaminatedalle secrezioni respiratorie.Importante, perciò, ricordarealcunesemplici normedi igiene,chepossonoservire a tenerelontana la malattia.Lavarsi frequentementele mani.Coprirsi labocca edil naso conun fazzoletto dicarta quando si starnutisceo tossisce. Evitaredi toccarsigli occhi,il nasoe la bocca conmani nonlavate.E, unavolta, attaccatidall'influenza, attenzione:puòdurare ancheuna settimanae bisognarimanere a casafinoa uno, due giornidopola scomparsadella febbre senza l'usodiantipiretici. F.P. © RIPRODUZIONERISERVATA

L’INTERPELLANZA. Ladenuncia diBorò (Lega)

Incuriaal cimitero «Servono lavori controil degrado» «Nella chiesa e nei loculi infiltrazioni d’acqua mentre il viale d’ingresso appare abbandonato» Le condizioni del cimitero Maggiore tornano sotto i riflettori nei giorni di maggiore afflusso per le ricorrenze di inizio novembre. A palazzo Trissino il capogruppo della Lega nord Daniele Borò ha presentato un’interpellanza per sollecitare una serie di interventi di manutenzione e riqualificazione dell’area. «Il cimitero - scrive Borò - è luogo sacro e frequentatissimo oltre che da persone che vanno a trovare i loro defunti anche da studenti che, per la loro cultura professionale, visitano le magnifiche costruzioni. Il viale di ingresso si presentava austero, riposante e meditativo, supportato ai lati da file di cipressi. Ora non è più così e il viale è privo della sua storia e poesia, risultando freddo. Come se non bastasse, la chiesa non è curata come dovrebbe e, ancora oggi, la pioggia entra nella sacra struttura dato che nulla è stato fatto da tanti anni. Anche il settore loculi presenta infiltrazioni d’acqua e, di conseguenza, urgono interventi immediati. L’ufficio funerario, infine, è nel centro della città, penalizzando in tal modo la funzionalità e l’operativi-

DanieleBorò (Leganord) tà nel rapporto tra l’ente pubblico e gli utenti, diversamente da altre importanti città venete come Padova, Treviso e Verona che hanno l’ufficio funerario nel proprio cimitero maggiore». Di qui le richieste avanzate da Borò: «Ridare al viale cimiteriale l’antico valore ripristinando le situazioni del passato sia per quanto riguarda le piante, sia per quanto riguarda la pavimentazione; provvedere con la massima urgenza a eliminare le infiltrazioni d’acqua che si manifestano nel settore loculi, oltre a intervenire sul tetto della chiesa per impedire che a ogni pioggia l’acqua entri all’interno; trasferire l’ufficio funerario nel cimitero maggiore per l’ottenimento di una regolare e completa funzionalità nel rapporto con gli utenti». • © RIPRODUZIONERISERVATA


20 Cronaca

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

PROCESSO. Un vicentinoha patteggiatolapena in aula aVenezia

TRIBUNALE. L’accusa:sequestro di persona

Aveva 5mila foto conbambininudi Inflittounanno Erastatodenunciato altermine diun’indaginenazionalepartita dall’associazionesicilianaMeter chesi battecontro lapedofilia VENEZIA

Dopo il militare americano, ha patteggiato anche l’impiegato vicentino per la detenzione di materiale pedopornografico vietato dalla legge. Andrea Trentin, 41 anni, residente in città in via Vigolo, è comparso l’altra mattina davanti al giudice Calabria e al pubblico ministero Cameli. Assistito dall’avv. Sara Motta, ha patteggiato un anno di reclusione e una multa di qualche migliaio di euro. La pena è stata sospesa con la condizionale e per lui la vicenda è definitivamente conclusa. Era l’alba del 16 giugno del 2009 quando la polizia postale bussò alla porta del vicentino. Il nome di Trentin era emerso nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura di Catania, sulla scorta di una dettagliata segnalazione partita dall’associazione anti-pedofilia Meter onlus, di don Fortu-

nato di Noto. Il sacerdote e il suo gruppo sono noti a livello europeo per la capacità di rintracciare su internet i siti con immagini di minorenni coinvolti in atti sessuali. Non solo il commercio o lo scambio, ma anche la detenzione di quelle immagini - foto e video - è un reato. Monitorando il sito (di solito nascosto sotto vesti legittime) gli agenti della polizia postale controllarono gli accessi al sito scoprendo chi vi era transitato e soprattutto individuando chi aveva scaricato materiale. Di ciascun utente, annotarono l’indirizzo Ip, cioè il codice identificativo del computer da cui erano partite le richieste. In questa maniera giunsero anche a Trentin. Le perquisizioni scattarono nella tarda primavera di tre anni fa a carico di una settantina di persone; furono nove quelle ordinate nel Vicentino ed eseguite dagli agenti della polizia postale del compartimento di

L’ingressodell’attuale tribunale diVicenza in contràSanta Corona

«Harapitolalucciola el’haportatavia inautoconlaforza»

Inumeri

108

IVIDEOSEQUESTRATI CONPROTAGONISTIMINORI

Quandolapoliziapostale perquisìl’abitazione del vicentino,sequestrò parecchiomateriale, fracui 108 filminivietati.

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GLIINDAGATIVICENTINI DELL’OPERAZIONE

Nel2007, lapolizia postale diCataniadenunciò 73 personein tuttaItalia; 9 gli indagatinellaprovincia vicentina.

5.163

IFILECOMPLESSIVI SEQUESTRATI DAGLIAGENTI

Nelcorso del blitz compiutonelgiugno del 2009,furono sigillatii computer, incui c’eranogli oltre5 mila filevietati.

UnpoliziottodellaPostale durante un’indagineanti-pedofiliaon-line Venezia e da quelli berici, comandati dal sostituto commissario Bartoli. Fra gli altri, fu perquisito e denunciato - e di recente è stato condannato sempre ad un anno di reclusione - anche un militare americano di stanza alla caserma Ederle di viale della Pace. A Trentin furono sequestrati dai poliziotti due hard disc, che furono successivamente analizzati da un esperto. Nel primo furono trovate 2 mila fotografie che ritraevano bambini nudi, e un centinaio di video (la maggior parte dei quali era stata però cancellata dall’imputato, ma comunque rintracciabile). Nel secondo 3.163 immagini e 8 file in cui minorenni erano «nudi, parzialmente vestiti e spesso coinvolti in atti sessuali». La procura distrettuale vene-

LARICERCA. Nuovo appellodi Variatidopol’indagine del “Rezzara”

«Salegioco,il governo deveaiutare i giovani» Ilsindaco:«Rischiamoun’emergenzasociale» «Sono dati inquietanti e a Roma non possono fare finta di niente». Così il sindaco Achille Variati commenta i risultati della ricerca dell’Istituto Rezzara che verranno presentati in un simposio il 5, 6 e 7 novembre a palazzo Bonin Longare. «Se i dati sul consumo di alcol erano più o meno già noti, quelli sul coinvolgimento dei giovani nel gioco d’azzardo sorprendono in negativo per l’estensione del fenomeno sottolinea il sindaco -. Il 45% dei giovani gioca d’azzardo, quasi sempre senza conoscerne i rischi. Perché? A quanto sembra il motivo non è tanto la voglia di divertirsi, ma il desiderio di guadagnare soldi facili, soprattutto in tempi di crisi. Questo significa che metà dei giovani sono a rischio ludopatia: potrebbero diventare malati del gioco d’azzardo che non è considerato un passatempo, ma una fonte di possibili guadagni». «Quest’indagine è la migliore risposta a chi ha accusato l’amministrazione comunale di voler fare una crociata contro il gioco d’azzardo - conclude il sindaco -. La nostra battaglia per limitare la proliferazione senza regole di sale giochi e sale scommesse ha come obiettivo la tutela della popolazione, in particolare delle fa-

Aumentail numero di giovaniaffascinatidal giocod’azzardo. ANSA sce più deboli e indifese come giovani, disoccupati e anziani che sono continuamente sollecitati a buttare i pochi soldi che hanno per tentare la fortuna in cerca della vincita che cambia la vita, con conseguenze devastanti per il giocatore e la sua famiglia: ogni euro perso nel gioco può diventare un passo verso la ludopatia. Mi auguro che la ricerca dell’Istituto Rezzara arrivi presto nei palazzi del potere di Roma: leggendo questi dati, forse, chi ha fatto marcia indietro sulle regole per vietare l’apertura di sale giochi a pochi metri da luoghi sensibili come le scuo-

le, si chiederà se vale di più la salute di un giovane che rischia di diventare un “drogato del gioco”, o se sono più importanti gli interessi delle lobby del gioco d’azzardo e le entrate fiscali derivanti da un giro d’affari che supera gli 80 miliardi di euro all’anno. A Roma non possono fare finta di niente: il settore va regolamentato per arginare quella che può diventare un’emergenza sociale». A margine ai dati presentati dall'Istituto Rezzara sulle dipendenze tra i giovani interviene con una proposta anche Raffaele Colombara, consiglie-

ziana, competente in tutto il Veneto per questo genere di reati, contestava all’impiegato vicentino la detenzione del materiale pedopornografico, aggravata vista la grande quantità di immagini che vennero trovate nella sua disponibilità. Processi analoghi vengono celebrati con frequenza a Venezia, perchè negli ultimi anni le indagini - e la preziosa collaborazione di Meter, che si batte per i bambini e la loro libertà - consentono di individuare numerosi casi di utenti della rete che scaricano illegalmente i files vietati; la quantità è poi un discrimine fra l’errore e la volontà In aula, l’imputato ha preferito scendere a patti allo scopo di chiudere la vicenda e una pagina del suo passato. • © RIPRODUZIONERISERVATA

Avrebbe rapito una giovane lucciola romena per portarla con sè in Piemonte, forse a prostituirsi in quella regione. Ma l’azione congiunta di carabinieri e polizia stradale aveva consentito di catturarlo. Il cittadino albanese Adriatic Kaziu, 22 anni, è a processo davanti al giudice Babudri e al pubblico ministero Golin. Deve rispondere di sequestro di persona, lesioni e minacce per fatti che risalgono all’estate dello scorso anno. Secondo l’accusa, il 24 settembre 2011 Kaziu - con un altro complice mai identificato avrebbe incontrato Maria, prostituta romena di 23 anni che viveva al residence Campiello di viale San Lazzaro (la donna è stata coinvolta in svariate vicende di cronaca). L’avrebbe spinta dentro la sua auto, minacciandola con un coltello e con uno spray urticante, e l’avrebbe colpita con schiaffi, pugni e con il manico del col-

tello stesso, causandole ferite che la giovane guarì in qualche giorno. Quindi l’auto partì, mentre lui, per un paio d’ore, le puntava il coltello contro perchè non tentasse la fuga. «Se stati ferma è meglio per te». La vettura era diretta a Novara, ma in Piemonte la polstrada, su indicazione dei detective del nucleo investigativo provinciale dell’Arma, lo bloccò liberando la donna. In aula, l’albanese, assistito dagli avv. Paolo Mele junior e Rachele Nicolin, deve rispondere anche delle lesioni e delle minacce ad un’altra prostituta romena, Angelica, 29 anni, anche lei domiciliata in viale San Lazzaro. Fra giugno e luglio, minacciandola, le avrebbe causato una crisi epilettica. Inoltre, avrebbe riferito a lei e al cognato che le avrebbe dato fuoco, dopo che era bruciata la porta di casa sua. • © RIPRODUZIONERISERVATA

PIANODEGLIINTERVENTI. Assemblea unificataconquindici realtà re comunale della lista “Variati sindaco”, tra i primi e più determinati sostenitori di un intervento pubblico per regolamentare le sale gioco. «Fino ad oggi dei giovani si parlava per la dipendenza da droga e dall’alcol. Finalmente ci si sta rendendo conto che i ragazzi sono fortemente toccati anche dal problema del gioco. Anche le recenti manifestazioni in città, come quella in via IV Novembre davanti all’istituto Farina, hanno avuto l'obiettivo di sensibilizzare su questo aspetto». «Per essere efficaci, però, dobbiamo fare sempre più rete, a livello nazionale come a quello locale. È quanto sta emergendo con sempre più evidenza negli ultimi mesi prosegue Colombara - non da ultimo anche la scorsa settimana nel corso del forum sul gioco d'azzardo tenutosi a Padova nel corso della festa nazionale di Avviso Pubblico. Per questo propongo di andare oltre alle azioni relative alle sole sale scommesse, in modo da poter intervenire su altri aspetti di un fenomeno così pervasivo. In particolare, dopo aver incontrato nelle scorse settimane gli estensori della proposta di legge regionale sul fenomeno, che si sono mostrati interessati alla proposta di accogliere le osservazioni provenienti dal territorio, e altri soggetti interessati (Caritas e Sert, ma anche alcune associazioni di categoria) ritengo necessario costituire un tavolo di lavoro cittadino che a partire dal lavoro sul testo di legge possa affrontare la questione in modo organico e giungere a proposte percorribili». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Urbanistica,icomitati preparanolabattaglia Sono pronti a presentare le proposte di modifica al documento comunale «Vogliamo un confronto» Roberto Luciani Si sono dati appuntamento fra quindici giorni per mettere assieme, in un’unico cahier de doleances dubbi, lamentele, rimostranze e spiegazioni sul piano degli interventi adottato dall’amministrazione comunale. Non è solo dunque la mobilità, a Borgo Berga come attorno al Del Din (o Dal Molin che dir si voglia), ma anche la questione urbanistica a finire nel mirino della quindicina di Comitati e associazioni riunitisi in coordinamento e ritrovarisi nella parrocchia di Santa Caterina in settimana per un incontro dedicato al futuro sviluppo della città. Certo, il traffico attorno al nuovo tribunale resta sempre una ferita aperta per Gianluigi Bellin, tra i promotori del coordinamento : «In particolare su via Ettore Gallo, quella che corre parallela alla ferrovia. Noi chiediamo il doppio senso di circolazione e soprattutto un innesto diverso direttamente su viale Margherita in luogo dell’attuale strozzatura». E a proposito di Pum e dintorni Giovanni Marangoni ricorda l’esposto corposo inviato a pre-

Unaveduta dall’altodellacittà:ilPiano degliinterventi fadiscutere fetto, presidente del consiglio dei ministri e ministro degli interni a proposito di tangenziale nord e accesso alla nuova base statunitense. Se vogliamo, nulla di nuovo sotto il sole della protesta se non fosse che ora, comunque, l’attenzione si sposta anche sul Piano che dovrà ridisegnare la Vicenza del Terzo Millennio. Presente all’incontro il consigliere comunale Maurizio Franzina, il dibattito sviluppatosi attorno all’introduzione del giornalista Luca Matteazzi non ha sciolto i punti di domanda sull’importante documento espressi dalla platea - tra cui gli ex consiglieri Giuseppe Secone e Fulvio Rebesani - «dove le aree residenziali di completamento

sono diventate zone B, la tangenziale segue un percorso che la porta a sfiorare Villa Imperiali, le zone artigianali, come in Riviera Berica, e parte di quelle agricole diventano residenziali ma senza che siano note le volumetrie, dove in definitiva sembra mancare un progetto di città ma si evince un costruire per costruire». Di qui la decisione di ogni gruppo di farsi carico, per il proprio territorio, di una fetta di Piano e di provare a riunire tutto in un unico fascicolo di osservazioni. Toccherà poi all’amministrazione rispondere «ma prima vogliamo un confronto aperto con i cittadini». • © RIPRODUZIONERISERVATA


22 Cronaca

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LECICATRICI

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NELL’ASFALTO

Tuttigli squarci davialeCamisano apiazza Marconi Non c’è pace per le strade di Vicenza. Dopo i lavori di asfaltaturavolutidalComune,eccoleoperazioni per la posa della fibra ottica messe in cantiere da Telecom. Tante strade sono state tagliate: da viale Camisano a piazza Marconi. Senza dimenticare strada Scuole di Anconetta. Al momento restano i solchi: l’Amministrazione attende gli adeguatiripristinidefinitivi.

LALUNGATOPPA.Questo il ripristino(definitivo?)cheè statoeffettuatodaTelecominviaPajello.Secondol’assessoreTosettol’interventonon èancoraultimato:èstato chiestoall’azienda diconcludere l’operazione

RESISTENZA. L’asfalto steso dall’azienda per il risanamento della ferita non sembra del tutto resistente. Basta un piede per rimuovere il bitume stesoneigiorni scorsi,eil passaggio delleauto peggiora lasituazione

DA RIFARE.Eccocomesi presenta stradaScuole diAnconetta.Secondo le dichiarazioni dell’assessoreai lavori pubblici Ennio Tosetto laTelecom dovràasfaltarel’intera carreggiata. SERVIZIOCOLORFOTO

LE“TOPPE” DELLADISCORDIA. Gliinterventiperla posadellefibreottiche simoltiplicano,ma solo in viaRagazzidel ’99 èstatariasfaltata mezza corsia come richiesto

Caos strisce rosa, lestradeperdono pezzi IlavoridiTelecom hannomessoko molte arterie Dopole insistenzedelComune sonostati avviati iprimiripristini: marestano numerosi solchi Nicola Negrin Squarci profondi che lacerano le strade. Lunghe strisce di colore rosa che assomigliano quasi a rivoli di sangue fuoriusciti dall’asfalto ferito. Qualcuno a palazzo Trissino si è messo le mani nei capelli guardando le vie della città. L’assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto non ha nascosto la sua preoccupazione: «I lavori della Telecom ci stanno martoriando». La corsa al ripristino è partita immediatamente, ma i risultati, al momento, non possono essere considerati definitivi. Qualche nota positiva c’è (vedi via Ragazzi del ’99), ma è ancora poca cosa. OPERAZIONE. L’intervento di per sé è importante: Telecom ha scelto Vicenza insieme ad altre 30 città per effettuare un lavoro di cablaggio all'avanguardia che consentirà una più rapida trasmissione di dati. Una rete di fibre ottiche in grado di potenziare i servizi, quali la banda internet e la domotica. Dall’altra parte, però, l’operazione si sta rivelando al-

lo stesso tempo complessa e dannosa per diverse vie della città. L’asfalto è stato spezzato e la rottura rischia di portare conseguenze pesanti, considerato il freddo e la pioggia. LE RICHIESTE. Per questo motivo a palazzo Trissino tutti stanno sul chi va là. L’amministrazione ha avviato i contatti con Telecom pretendendo «ripristini adeguati» e obbligando l’azienda «a non squarciare strade appena asfaltate»; che, visti i lavori avviati con i soldi dell’autostrada, sono numerose. A fare infuriare l’assessore Tosetto, però, sono state quelle strisce rosa disegnate in mezzo all’asfalto: «Abbiamo richiesto il risanamento urgente. L’azienda deve lasciare le strade come le ha trovate». I PUNTI. E in effetti sono tante le arterie cittadine finite sotto i ferri della società che si occupa di telecomunicazioni. Da nord a sud. Da est a ovest. Una delle più massacrate è strada Scuole di Anconetta, segnata da una lunga striscia rosa, che taglia anche Saviabona, in prossimità dell’incrocio. Non

Leviedevono esserelasciate comesonostate trovate:civuole piùattenzione ENNIOTOSETTO ASSESSOREAILAVORI PUBBLICI

Legambientedifende il piano

«IlPumdevefavorire lamobilitàsostenibile»

è da meno viale Camisano, rimesso a nuovo poco meno di 24 mesi fa, e ora tagliato da una riga colorata. Si passa poi in strada delle Cattane, dove spuntano i cavi delle fibre ottiche, in via Chiminelli e borgo Santa Lucia. SOLUZIONI. Dopo l’incontro della scorsa settimana, Comune, Aim e Telecom sono giunti a una soluzione per cancellare le linee rosa, ripristinare la strada squarciata, con particolare attenzione per quelle vie già asfaltate dopo il 2009. «In particolare - spiega Tosetto nelle direttrici principali sarà asfaltata mezza corsia, in quelle fino a 6 metri di larghezza si asfalterà tutta la corsia». RATTOPPI.Vuoi la pioggia, vuoi le tempistiche, il risultato al momento non è quello sperato. Solo in via Ragazzi del ’99 tutto è tornato come prima con mezza corsia asfaltata, mentre in piazza Marconi resta una lunga toppa di bitume nero che comincia dal semaforo di via Pajello. «Non ancora definitivo - assicura Tosetto - e per questo non molliamo e chiediamo interventi di qualità all’azienda». In viale Camisano e in strada della Cattane l’asfalto rosa si alterna a piccole strisce di bitume nero, che si sgretolano al passaggio di un piede. Figurarsi di un veicolo. «Abbiamo chiesto maggiore attenzione. Le vie devono essere perfette». •

Eccocomeappare viale Camisanotagliato dallalinea rosa

Inumeri

6

2009

Secondol’accordotra Comunee Telecom nelle stradelarghefino a6 metri andràrifattatutta lacorsia cheè statasquarciata.

Lestradeche sonostate rifattedal Comunedopo il 2009e chesonotagliate daTelecom andranno riasfaltate.

LESTRADE LARGHE6METRI ANDRANNORIASFALTATE

© RIPRODUZIONERISERVATA

CAMMINATASTORICA. Domanimattina dall’Eretenioa ponte Pusterla

Percorsodellamemoria allascoperta dellelapidi Una camminata tra storia e memoria alla scoperta delle lapidi di vicentini illustri. È quella organizzata per domani mattina dagli Amici di Viale Trento in collaborazione con il Lions Club La Rotonda e che porterà i partecipanti a scrutare angoli più o meno noti del centro storico dove sono commemorate alcune figure della storia cittadina. La passeggiata inizierà alle 10.15 e durerà circa due ore. S’intitola “Da ponte Furo a ponte Pusterla - alla ricerca

LADATA DISCRIMANTE PERILRIPRISTINO TOTALE

Lacamminata incentro storico siconcluderà apontePusterla

dei cittadini benemeriti” e ci si può prenotare chiamando i numeri 339.2768692 o 347.2300314. La camminata storica scatterà dalla casa di cura Eretenia, «nella zona in cui sorgeva l’antico Teatro Eretenio - spiega Luciano Parolin, dell’associazione Amici di viale Trento -. Da lì, attraverso via Pasini e via Fontana, si giungerà in piazzetta Garibaldi per poi virare verso la Basilica Palladiana e poi in piazza dei Signori verso la Torre Bissara. In questo percorso, che si snoderà poi lungo contrà Porti e si chiuderà a ponte Pusterla si visiteranno le lapidi ci «Domenico Piccoli, Giuseppe Fontana, Francesco Canneti, e poi Eleonoro Negri, Filippo Filippi, Olindo Grandesso». • © RIPRODUZIONERISERVATA

«Bisognaricordarsi cheil Pum viaggiaversounamobilità sostenibile».Il presidentedi Legambiente,Aldo Prestipino, intervienesul pianourbano della mobilità,dopole continue protestedeicommerciantie il battie ribatti con ilsindaco. «Chenella fase didefinizioneafferma-le diverse realtà cittadine,simobilitino per portarele differentiesigenze all'esamedell’amministrazione è cosapositiva. Quellaperò che deve rimanere chiarissima è la direzionedi marciaversola mobilitàsostenibileindicata dalPum.» SecondoPrestipino«la città noncorrisponde adeguatamentealladomanda crescentedimobilitàciclistica, allanecessitàdi ridurre l'inquinamentodell'ariae di renderecompetitivo il trasportopubblico.Siamoin un periododitagli crescentia questisettori,peraltroda noi maicondivisi, quindi non possiamoaspettarcigli investimenticheinvece sarebberonecessariper un rilanciosignificativo del trasportopubblico».Il presidentediLegambiente guardaavanti:«Tuttoquesto tuttavianonpuò comportare unarrestoo peggioun arretramentodell'impegnoa portarela nostra città ailivelli diqualitàambientale chesi merita».ValentinaDovigo specificache«qui ingioconon cisono solotratti dipiste

Laciclabile di SanFelice ciclabilio dicorsie preferenziali, masi trattadiiniziarea ripensare latrasformazione deiquartieri stessi:più ciclabilità,più zone pedonali,piùtrasportopubblico allafine significanoanche più sicurezzae piùagio nelvivere un territorio,nonsolouna migliore qualitàdell'aria». Unpensiero poi ainegozianti: «Pensiamo chein cittàcosì trasformate, le attività commercialipotrannoavere senz’altrounruolo e unacentralità ingradodiessere vincentianche neiconfronti deimegacentri commercialisituatiall'esterno.Il problemaveroè capire cometutti insieme,cittadini, amministrazioneedattività economichesi possa dareun contributoperrinnovare l'assetto attualedeinostri quartieri, assediatidal trafficoe nonpiù luoghidivita maspesso solo luoghiditransito.Il problema vero è comeriappropriarci, e losi deve fare ancheattraversounadiversa mobilità,dell'enorme valoree qualitàchela nostra città, ha nei confrontidei nuovi luoghidel consumo». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Fotonotizia Larisicoltura nelVeneto enel mondo IL CONVEGNO. I relatori del recente convegno, promosso dalla biblioteca "La Vigna" con la collaborazione dei Comuni di Grumolo delle Abbadesse e Gazzo Padovano e il sostegno di Veneto Banca, sulla “Risicoltura nel Veneto e nel mondo” a Grantortino. Da destra Mario Bagnara,Giuliano Mosca, Maria LuisaFerrari,FrancescoDeTacchi, Edoardo Demo, Giovanni Luigi Fontana, Mauro Pitteri, BrunoChiappa. •


Provincia 29

IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Novembre 2012

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MONTORSO. Dopo latragedia che è costata lavita alragazzo di13 anni

MortediMassimo Parlalaguidatrice «Sonodistrutta»

ALTAVILLA. Controlli sull’habitatdel laghetto

AffidatoallaLipu lostudiodell’oasi rimastasenzacigni Ledediche deicompagnidi scuola sulla lavagna dellaclasse3˚B. M.C.

Ladonna nonriesceadarsi pace Ilpaese intantosi èstretto alla famigliaMagnaguagnodurante unacommovente veglia inchiesa Luisa Nicoli «La mia vita è distrutta dall’incidente nel quale è morto Massimo. Non so darmi pace per la disgrazia, anche se ritengo di non avere alcuna responsabilità, perché il ragazzo me lo sono ritrovato davanti all’improvviso e non ho potuto evitarlo, nonostante abbia fatto di tutto per farlo, frenando e cambiando anche direzione di marcia». L’automobilista Bertilla Castegnaro, indagata per omicidio colposo, affida queste parole ai congiunti e a gli amici più stretti che la stanno consolando. Tra coloro che sono andati a trovarla, nella sua casa di Montebello, pure il parroco di Montorso. «È una donna provata. La sua famiglia, come quella

dei Magnaguagno, è già stata duramente provata dal dolore - spiega don Lino -. Ora dobbiamo capire come poter aiutare entrambe. In questo tragico incidente purtroppo ci sono due vittime: il ragazzo e la signora che lo ha investito». Se i genitori di Massimo Magnaguagno piangono la perdita del loro figliolo di 13 anni, di cui domani saranno celebrati i funerali alle 14,30 nella chiesa parrocchiale di Montorso, Bertilla Castegnaro non si dà pace per un incidente che ha precipitato pure lei nel dolore più cupo. Anche per la comunità e per la scuola media questi continuano ad essere giorni di dolore. Domani tutti si stringeranno ai genitori di Massimo, Maurizio e Margherita, al fratello gemello Carlo, alle sorel-

ARZIGNANO/2. Leproposte di CgileFilctem

MassimoMagnaguagno, 13 anni

Letteree fiorisul bancodi Massimo allascuola media “Beltrame”. M.C.

le Stefania e Francesca, ai nonni per l’ultimo commosso saluto al ragazzo. Già alla veglia di preghiera celebrata in ricordo del ragazzo l’altra sera, la chiesa era gremita. C’era l’intera famiglia circondati dall’affetto degli studenti della “Beltrame”. Un momento toccante di preghiera e di ricordo tra i canti del gruppo giovani e momenti di riflessione proposti da don Lino. Commoventi anche i pensieri letti in chiesa dai compagni di classe di Massimo e del gemel-

lo Carlo. Una chiesa colorata dai cartelloni dedicati al compagno che non c’è più. Disegni che verranno riportati sabato ai funerali. Al termine della veglia i ragazzi hanno consegnato un mazzo di fiori alla famiglia. E tante letterine. È stato uno dei momenti più difficili per mamma Margherita e papà Maurizio, Carlo e le sorelle hanno seguito la veglia in silenzio. Papà Maurizio non è riuscito a trattenere le lacrime. Soprattutto nell’ascoltare

CREAZZO/2. Presentatoil pianodel traffico

Sindacato prontoa Ridurrelavelocità scendereincampo incentro al paese: con“Green Valley” “VeloOk” e rondò

«Siriparta dal contratto collettivo Partirannoprestoancheilavori provincialedellaconcia scaduto» dellasecondarotatoriasullaSR11 «Il grande assente è stato il lavoro che noi vorremmo contribuire a rappresentare» Marina Bergamin, segretaria della Cgil vicentina, all’indomani dalla presentazione del bilancio del progetto “Da Valle del Chiampo a Green Valley", lanciato due anni fa dalle categorie economiche del distretto dell'Ovest, si fa avanti per collaborare con la cabina di regia dell’iniziativa. Con lei i funzionari della Filctem Ferdinando Dal Zovo e Gianni Dalla Riva. «Condividiamo - spiega Bergamin -, le linee generali del progetto Green Valley. Il sindacato non è stato coinvolto e pensiamo che un rilancio della valle, una riqualificazione del settore non possa non mettere al centro il lavoro, la buona occupazione oltre alla cultura e alla pratica della legalità». Tre le proposte della Cgil: prima di tutto occorre ripartire dal contratto collettivo provinciale della concia, scaduto nel 2004 e mai rinnovato «per superare davvero - spiega la segretaria - una stagione di gestione del personale poco trasparente e basata in qualche misura sul disconoscimento delle regole e di relazioni industriali frammentate e di quali-

Cinzia Ceriani

Laconferenza stampa Cgil. M.C. tà scadente». Aggiunge: «Nell' emergenza determinata dalle inchieste giudiziarie in tanti si sono rivolti al sindacato, salvo poi sparire». Seconda direzione, la formazione sia per chi è occupato, sia per chi non ha lavoro. Infine, considerata la presenza di cittadini stranieri nel territorio, secondo il sindacato occorre: «Pensare politiche di integrazione e formazione». Si appella, infine la Cgil perché «le grandi aziende della concia facciano da locomotiva. È il momento che i profitti vengano investiti nelle sviluppo delle attività e nel lavoro. Per costruire una valle che sia verde ma anche trasparente». • S.C. © RIPRODUZIONERISERVATA

Ridurre il numero delle auto che ogni giorno attraversano il centro abitato, garantire maggior sicurezza ai cittadini e creare una rete ciclopedonale continua. Sono questi gli obiettivi del piano urbano del traffico che l’Amministrazione comunale di Creazzo ha presentato nei giorni scorsi all’auditorium della scuola media “Manzoni”. «Nel nostro Comune - afferma il sindaco Stefano Giacomin - ci sono parecchi punti critici causati proprio dall’alto numero di veicoli che, spesso a velocità sostenuta, attraversano il paese per evitare incolonnamenti al semaforo di via Piazzon sulla strada regionale 11». I veicoli che transitano ogni giorno per le vie creatine sono 31.550, il 10 per cento è rappresentato da traffico pesante, con una velocità media di 75 chilometri orari, e che ogni anno immettono nell’aria più di 3.600 chili di polveri sottili e oltre 8.200 chilogrammi di monossido di carbonio. «È nostro intento fluidificare il traffico attraverso la realizza-

zione di tre rotatorie lungo la regionale 11: la prima, davanti al supermercato Famila, è in costruzione, la seconda partirà tra qualche mese, mentre la realizzazione dell’ultima dipenderà dallo stanziamento di contributi regionali - continua Giacomin -. Contemporaneamente punteremo alla riduzione della velocità con la messa in funzione degli speed- ceck. Quattro sono già stati posizionati in via Crosara, la costruzione di attraversamenti pedonali protetti, una delimitazione più marcata tra la zona residenziale e la zona produttiva e la promozione della mobilità alternativa». Per quanto riguarda quest’ultima tipologia di mobilità il sindaco fa riferimento al percorso ciclopedonale che collegherà Creazzo a Sovizzo mettendo in comunicazione l’intera rete di piste ciclabili già esistente nell’Ovest vicentino. Conclude il primo cittadino: «Sembra che il tratto di collegamento ciclopedonale mancante, tra il nostro paese e Vicenza, sarà realizzato grazie ad un sottopasso previsto nel progetto alla variante della strada provinciale 46». • © RIPRODUZIONERISERVATA

le parole dei compagni di Massimo che stanno affrontando il momento del dolore con grande partecipazione. Per loro sarà difficile soprattutto da lunedì prossimo, quando si ritornerà a scuola, e il banco di Massimo resterà vuoto. Sempre. Sarà soltanto il tempo e la dedizione degli insegnanti a lenire il dolore. Adesso, però, ci sono ancora i giorni dell’emozione e della sofferenza. Della partecipazione. Delle lacrime e degli abbracci. •

IlComune hagiàricevutoutili consigliper tutelareflora e fauna Sarà la Lipu, Lega italiana per la protezione degli uccelli, ad occuparsi dell’oasi naturalistica di Altavilla. La convenzione è in fase di definizione con il Comune, avrà durata annuale e prevede da parte degli operatori dell’associazione uno studio sulle specie presenti al laghetto e un monitoraggio, con sopralluoghi mensili. Un compito affidato dall’Amministrazione ad un gruppo specializzato dopo il problema delle tartarughe emerso durante l’estate, quando il Comune è stato costretto ad intervenire per evitare che la presenza delle testuggini mettesse in crisi gli equilibri di un habitat che si è sviluppato naturalmente e che ospita diverse specie di flora e fauna. «I primi incontri con gli operatori della Lipu sono stati positivi - spiega l’assessore all’ambiente Giuseppe Federici - ci hanno dato subito alcune consigli utili, su come tagliare l’erba nelle sponde del laghetto, in modo da creare un microambiente di passaggio tra il lago e la terra, e su quali pianti e cespugli piantare per migliorare la biodiversità. Anche loro

Icigni allaghetto diAltavilla si sono resi conto del valore naturalistico dell’oasi». Lo studio dovrà anche verificare gli equilibri dell’habitat che ha visto la scomparsa dei cigni bianchi. «Lasciandoci il dubbio - continua l’assessore Federici - che possano essere incompatibili con quelli neri. Il Comune, infatti, non ha conoscenze sufficienti per tutelare nel modo giusto gli equilibri del laghetto. L’oasi è patrimonio di Altavilla ma anche dell’intera provincia». • L.N. © RIPRODUZIONERISERVATA

ARZIGNANO/3. Presentatadall’onorevole diLega NordMara Bizzotto

Interrogazionea CommissioneUe sullamacellazione degli animali «Quello del Vicentino è soltanto uno dei tanti casi È giunto il momento di vietare simili barbarie» «Il caso di Arzignano dimostra quanto sia diffusa la macellazione islamica illegale in Italia. Una vera e propria mattanza tollerata da una legge ingiusta e sbagliata che consente ai musulmani di fare quello che agli italiani non è permesso». Questa la denuncia dell' europarlamentare e vicesegretaria veneta della Lega Nord,

Mara Bizzotto, che a seguito dei recenti fatti accaduti ad Arzignano, ha presentato un'interrogazione alla Commissione Europea per chiedere che «venga fatto rispettare in tutti gli Stati membri il regolamento UE n. 1099 del 2009 sulla protezione degli animali durante l'abbattimento, senza più quelle deroghe per motivi religiosi che consentono agli islamici di praticare questo rituale nelle nostre città». «Quello del Vicentino è soltanto uno dei tantissimi casi, in Italia e in Europa, di macel-

lazione illegale compiuta dai musulmani - conclude l'on. Bizzotto -. È giunto il momento di vietare simili barbarie in maniera definitiva, tramite l'introduzione di regole precise, severe e, soprattutto, uguali per tutti. La macellazione Halal non fa parte della nostra storia e della nostra cultura, e che dovrebbe essere bandita». «Mi stupisce che tra i tanti politici di sinistra, sempre pronti a puntare il dito contro i nostri cacciatori, non ce ne sia nemmeno uno che si lamenti di questa pratica». •


rassegna 02-11-12