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PREFAZIONE Di Paolo Levi

Con questo nuovo volume che porta il titolo “Oltre Canova – Incursioni nella ricerca plastica”, presentiamo venti scultori contemporanei, i cui momenti contenutistici sono connotati da una esplorazione sulla forma tridimensionale e sulla materia attuata con fervida intelligenza poetica. Varie tecniche e stili diversi sono qui messi a confronto, unificati dalla comune volontà degli autori di rappresentare una propria visione del mondo, e di offrirci uno specchio del nostro vivere. Il dato che emerge con evidenza in questa rassegna, è l’estrema varietà dei materiali usati per realizzare i lavori che qui abbiamo documentato attraverso le riproduzioni fotografiche. Inevitabilmente queste immagini restituiscono solo in parte la tattilità, gli spessori, le consistenza ponderali, i giochi di luce e di ombra ottenuti dagli artisti attraverso manipolazioni complesse e sempre attentamente premeditate. Perché nella realizzazione di una forma scultorea l’istintualità è sempre essere mediata da una ragione progettuale e costruttiva, quindi del tutto estranea alla gestualità irrituale che invece caratterizza molta, pur egregia, pittura moderna e contemporanea. Anche là dove il blocco di materia compatta e l’assemblaggio multiforme o multimaterico non perseguono la forma riconoscibile, l’azione della mano e dello strumento scultoreo deve necessariamente frenarsi di fronte al problema di stabilire un equilibrio spaziale e di offrire una coerente visione tridimensionale dell’opera realizzata. Chi scrive ha avuto la sorpresa e il piacere di incontrare linguaggi sempre originali in questi dialoghi con la forma, e l’onere di decodificarne le caratteristiche più salienti; da questa disamina ha tratto anche la sensazione di una grande fertilità di invenzione, che emerge non solo nelle prove più innovative, ma anche dove gli artisti si sono cimentati nell’ambito della tradizione. Le tecniche dello sbozzo, della modellazione, e della fusione si rinnovano qui in un immaginario ben fondato e consapevole del tempo presente; d’altro canto le metodiche meno usuali della sperimentazione si saldano comunque alla lezione di stile dei grandi Maestri del passato, che tanto più felicemente viene superata, quanto più è stata approfondita e introiettata. Pur lasciando ai lettori il gusto di scoprire o di ritrovare in queste pagine venti autori di indubbia efficacia espressiva, vorremmo tuttavia segnalare la presenza del solo che non è più tra noi, e al quale dedichiamo la nostra fatica di redattori: si tratta di Eugenio


Guglielminetti, un grande artista che si è messo al servizio del teatro con indimenticabili scenografie. Le sue opere sono qui a ricordarci la sua poliedricità e a rinnovare l’orgoglio di averlo avuto come amico.

Prefazione levi oltre canova 2