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PREFAZIONE di Paolo Levi

È importante e necessario sottolineare che l’arte è un genere neutro, e che quindi non è fondamentale sapere se chi si esprime attraverso la pittura e la scultura, sia uomo o donna. Questo volume che illustra il lavoro di dieci pittrici e scultrici, accomunate dalla scelta di esprimersi attraverso l’astrazione e l’informale, potrebbe anche sembrare in contraddizione con tale principio. Tuttavia la nostra iniziativa editoriale nasce da un’indagine sulla scena dell’arte italiana contemporanea, dove il curatore del volume ha potuto selezionare e riunire dieci autrici ugualmente motivate da spinte inconsce, caratterizzate da una dominante comune, che rivela nascoste analogie nel loro modo di intendere e lavorare la materia pittorica e plastica. Ovviamente le scelte linguistiche e formali, così come le cromie, le stesure e le manipolazioni, sono strettamente connesse a dieci personalità del tutto diverse, e non si può negare che le qualità e i dati culturali, che ne hanno determinato l’ispirazione, fanno parte di un patrimonio comune a tutto il mondo dell’arte, e quindi anche alla cultura maschile. Ma se si va più a fondo, si avvertono curiose assonanze al femminile, poiché tutte queste signore, che passano dal pennello largo alla spatola, dalla pittura fatta con le mani, alla sapienza artigianale che manipola la materia per occupare lo spazio con segni e volumetrie, sembrano abitare un territorio magico, che tende a eludere l’immanenza del quotidiano. La loro percezione del colore e della forma affonda le radici in una contemplazione lirica e sognante del mondo, quindi rielaborata nell’introspezione, per cui il colore diventa spesso scrittura musicale, mentre i volumi tridimensionali tendono all’infinito e alla luminosità. Queste creatrici di forme informi e astratte, a volte complesse, e in alcuni casi semplici come grafie misteriose, sembrano possedere una capacità di armonizzarsi con la vita che appartiene peculiarmente alla loro femminilità, e che ai colleghi spesso manca. In loro l’istinto creativo è lunare e materno, capace cioè di penetrare nelle radici stesse del vivere, e di sostenere un rapporto con le loro creature fatto di amore e di autorevolezza severa. La loro capacità di autocritica – e anche di ironia – le mantiene lontane e disilluse rispetto alla retorica dei massimi sistemi, e quindi capaci di prendere le distanze dagli imperativi delle scuole e delle mode. Poco disposte a farsi coinvolgere dalle questioni puramente mercantili, lavorano più per se stesse che per mettersi in mostra. Ascoltarle e seguirle nelle loro scelte e nelle loro vocazioni non è solo un piacere, ma anche una lezione di stile.


Prefazione informali