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Anno I - N. 3

Marzo 2008

POLIS

Periodico di informazione socio-politico-culturale dell’Associazione “Le Nuove Torri” Divulgazione interna M

Chi Siamo

Enduro e bici a Fondachello

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N O T I Z I E D I R I L I E V O :

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dalla rubrica “Il Segretario”

leader (di partito e non) che aspirano ad ottenere, con condotte e impostazioni doppiogiochiste, effetti prodotti dal loro caduco opportunismo. Vogliamo ripetere energicamente a costoro che, le azioni poste in essere da ogni singolo associato sono libere e personali e che per tali motivi di L’articolo 2 del nostro Statuscelta democratica, chiunque to, al primo comma, enuncia: “L'Associazione non ha fini di dei soci può e ha il diritto di lucro e persegue esclusivaesprimere ideali, concetti, mente finalità di aggregazione azioni che sono e restano disocio-politico-culturale”. sgiunti da quelle Tralasciando il significato di dell’associazione al di fuori di Il logo dell’Associazione “associazione”, già illustrato essa e dei suoi fini statutari; ma generosamente nel numero di che tuttavia rientrano nelle febbraio, “sveliamo”, a chi responsabilità personali delle azioni degli assofosse persuaso di disporre di un’intelligenza e di ciati. In altre parole, qualora un socio dovesse una cultura quasi divine – sebbene poi la sua agire in maniera indegna perderà la qualità di “altezza” intellettuale si rivela priva di conosocio (art. 8, lettera d) dello Statuto) e sarà escenze lessicali e di regole grammaticali conspulso dall’associazione. giunte a presunzione, superficialità e tracotanza (e nel nostro Comune ce n’è sono tanti, anche Se, leggendo fin, qui vi è sorta la considerazione tra chi non è amministratore - ndr) – il concetto, che questo preambolo non c’entri niente con la spiegazione dell’articolo 2 del nostro Statuto, ai molti ancora recondito, del termine “lucro”. vogliamo informarvi che si è reso necessario dipanarlo in considerazione del fatto che alcuni 1) NON HA FINI DI LUCRO. La nostra associamembri della nostra associazione si trovano in zione è sorta – come dicevamo nel nostro primo questo periodo in contatto con persone del geneincontro su questa rubrica – per svolgere unicare sopra descritto. mente attività miranti ad un fine comune per il Perché dunque ci fregiamo di non avere fini di bene sociale. lucro? Un’associazione non riconosciuta, come è Desideriamo ancora una volta porvi l’accento a la nostra, per legge deve riportare questa dicitura scanso di congetture velleitarie, fuorvianti e e nel perseguire i suoi fini deve operare in tal faziose di coloro i quali in un modo o in un altro senso (Codice civile). Fin qui tutto legale! (ndr). vengono in contatto con la nostra associazione e/ Si sono verificati – anche nel nostro Comune – o con alcuni membri che la compongono. A tal casi in cui associazioni non riconosciute (cioè proposito rivolgiamo a codesti individui un messenza personalità giuridica) hanno ottenuto saggio per noi molto chiaro: l’identità associaticontributi dall’amministrazione del nostro ente va è e rimane indipendente da qualsivoglia iscrilocale. E fin qui ancora tutto legale! (ndr). Ma zione o indirizzo a ideologie occultate e speculabeneamati cittadini, ci chiediamo, è possibile, tive; indipendente da “guide autorevoli” pregne di esperienze pressappochiste; indipendente da continua a pag. 2 Come abbiamo iniziato a fare nel numero di febbraio del presente periodico d’informazione POLIS, continuiamo a tracciare i contorni della nostra Associazione attraverso la presentazione degli articoli fondanti che la costituiscono.

S O M M AR I O :

Il Segretario

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Cosa non va

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Personaggi JPEG

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Versus La Tela Ho Letto

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L’Aforisma Smile Curiosità

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Cronache dal Mondo Discovery

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POLIS

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Il

Segretario

continua da pag. 1 secondo il vostro sovrano parere, che sempre e solo qualche associazione (una in particolare) su tutte quelle presenti sul nostro territorio comunale, abbiano ricevuto “contributi molto generosi” da quando taluni amministratori hanno iniziato a governare il nostro Comune? Questo punto di domanda vuole dipanare l’incognita che da qualche tempo, verosimilmente, molti di noi si pongono e cioè: la pubblica amministrazione – quale è il nostro Comune – ha l’obbligo di trattare tutte le organizzazioni collettive (le associazioni) in maniera eguale. Sulla base dell’interpretazione di quest’affermazione del Codice civile siamo pervenuti ad una risposta che, però, pone anch’essa un punto di domanda: sarà forse perché i contributi degli enti pubblici (e in particolare quelli comunali - ndr) sono considerati una “moneta” di scambio elettorale, della quale i nostri “degnissimi” amministratori fanno uso e abuso? Ne siamo certi, data la personale esperienza che la nostra associazione ha dovuto affrontare con gli attuali amministratori. In ogni modo, siamo fieri di essere un’associazione posta al di fuori del comune senso di associazione che alcuni mascalesi hanno e danno a questa libera formazione sociale garantita dalla nostra Costituzione. A conclusione di questa prima parte, desideriamo soprattutto chiarire il significato che la nostra associazione dà alle parole “fini di lucro”. A nostro personale parere le finalità di lucro possono esprimersi anche attraverso il tentativo di corruzione (economica, intellettiva, culturale) che molti, politici e non, stanno tentando di attuare nei confronti della nostra associazione, particolarmente in questo periodo in cui ci prepariamo alle consultazioni elettorali, in modo particolare quelle amministrative. Come associazione, e teniamo a farlo comprendere da tutti, le nostre finalità politiche si riferiscono all’accezione etimologica, e non sociologica, del termine politica: a favore della città, del cittadino… ma ne parleremo di seguito. 2) E PERSEGUE ESCLUSIVAMENTE FINALITÀ DI AGGREGAZIONE SOCIO-POLITICO-CULTURALE.

Ormai avrete esaurientemente compreso che la nostra associazione è apartitica. Sebbene appaia abbastanza chiaramente che il nostro interesse politico si rivolge alla crescita sociale e culturale della nostra comunità mascalese (vedi POLIS di febbraio), ciò non è ancora del tutto evidente a molti schieramenti politici e partitici che reiterano instancabilmente i loro tentativi di subordinazione e approccio ai giovani membri che compongono la nostra associazione. A questi uomini di “intelletto superiore” (non pretendiamo che lo siano realmente, del resto hanno fatto della politica una professione! - ndr) teniamo a dire che il loro modo di

intendere e svolgere la politica non c’interessa! A ragione riteniamo di affermare che ciò non interessa a nessun mascalese (ad eccezione di coloro che si affiliano a queste categorie commiste a biechi interessi personali) perché ormai troppo sfiancati dalle solite promesse preelettorali, rivelatesi fallimentari utopie di sfrontati insolventi. Ciò che preoccupa gravemente sta nel fatto che, oltre agli ormai abbondantemente citati uomini politici-amministratori, anche tra i mascalesi che non hanno mai ottenuto una carica elettiva vi sono taluni che credono di poter gestire, soggiogare, orientare, plasmare e conseguentemente zittire la voce della nostra associazione, spacciandosi per onesti cittadini che vogliono cambiare la cosa pubblica. Ebbene, a questi teorici della “nuova politica” diciamo: vi prestiamo attenzione, vi esaminiamo, possiamo anche collaborare con voi, possiamo forse darvi l’impressione di farci incantare dai vostri simposi congetturali ma attenti a chi, da troppo tempo ormai, è esausto di farsi zittire e guidare da uomini come voi; crediamo risolutamente che i giovani sono il futuro di una Mascali trasformata dalle nuove culture; siamo sicuri che i giovani sono la risposta alle domande sottaciute; confidiamo nelle idee dei giovani come soluzione ai problemi irrisolti e anche senza il vostro aiuto riusciremo a far risorgere la nostra Mascali dalle rovine sotto le quali è sprofondata a cagione dei vostri insulsi ragionamenti e delle vostre sterili condotte. Tentando di eludere, per l’ennesima volta, fraintendimenti di sorta, filtriamo l’espressione: “aggregazione socio-politicoculturale”. 2.1) Tra i sinonimi del termine aggregazione, troviamo la parola gruppo. Abbiamo voluto riferirci solo a questo vocabolo equivalente perché crediamo che ci rappresenti nel modo migliore. Ogni membro che compone la nostra associazione, è ad essa legato dalla sicura certezza che la sua opinione ha e avrà un valore fondamentale nelle scelte e nello svolgimento delle attività associative. Per tale motivo la personalità individuale di ciascun socio si determina in soggettività associativa che si esprime ed è partecipata, appunto, nel gruppo associativo.

2.2) Socio = sociale. Il confine espressivo di demarcazione intellettiva di tale termine non è sempre facile da individuare. I corrispondenti filologici verso i quali la nostra associazione è orientata negli obbiettivi d’intervento sociale, s’indirizzano verso un quadruplice aspetto, insito nel termine stesso: collettivo, pubblico, generale e per la comunità. Il senso filologico-pragmatico dato a tali aspetti, parte dal significato attribuito all’individuo, cellula sostanziale e rilevante di una collettività, per finire col relazionarsi con il significante dato alla comunità, compresa come spazio metatemporale in continua evoluzione. La predisposizione della nostra associazione verso questo quadruplice aspetto – preponderante, a nostro parere, per una compenetrazione ineluttabile del concetto di “sociale” –, si colloca nell’ambito della sua percezione in senso unitario e inscindibile del so-


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ciale come investimento di risorse, forze, idee, volontà manifestate in azioni spendibili per l’interesse della comunità e per il suo benessere pubblico e generale. Con ciò intendiamo dire che spesso lo stesso individuo sociale “sopravvive” nella società senza chiedersi se è inserito in una comunità sana, vitale e soprattutto che cosa può fare per migliorarla; verosimilmente dovuto agli orientamenti consegnatigli dagli stessi vertici della società che lo coartano verso specifiche andature errate. In altri termini: il non sento, non vedo e non parlo che caratterizza (ormai e a nostro malgrado – ndr) in generale l’essere ontologico degli italiani e, nel caso particolare, dei cittadini mascalesi.

2.3) Politico. La sapienza è la più democratica delle virtù. Chi ne ha un po’ sa che non può usarla solo per se stesso. La disamina di questa considerazione ci fa sospettare che già da parecchio tempo abbiamo imboccato la strada del paese dei balocchi e come tanti Pinocchi, sotterriamo le nostre monete d’oro nell’attesa che diventino pianta. Ma il gatto e la volpe, che ora derubano Pinocchio, si sono chiesti quante monete potranno trovare, e per quanto tempo, in un paese di burattini? O qualcuno ha già risolto il problema inculcando nelle menti dei mascalesi, notoriamente influenzabili da empatie personali, che nel nostro paese mancano alcuni diritti fondamentali: quelli alla legalità, al diritto e al dovere civico! Consultando ancora una volta il dizionario dei sinonimi e contrari, con sgomento costatiamo che i termini sinonimici (e ne riportiamo solo alcuni – ndr) che si riferiscono a politico/a, si esprimono per la maggior parte in senso negativo: persona di partito, opportunista, arrivista, senatore e deputato. A mo’ di semplificazione di ciò che stiamo per scrivere, ci permettiamo di inserire alcuni significati tratti dal dizionario enciclopedico della lingua italiana, Devoto-Oli: Politica fig.: Comportamento improntato ad accortezza e ad astuzia, in vista di un più facile raggiungimento dei propri fini. Politicante: Di persona il cui comportamento politico è caratterizzato da interesse, faziosità, ambizione, assenza di fede e di scrupoli. Politico: Di persona che dà prova di grande abilità nel trattare con gli altri avendo di mira il proprio vantaggio. Ci chiediamo, allora: se la politica e i politici sono recepiti in senso negativo anche dalla glottologia che li contraddistingue; in che modo i cittadini dovranno scegliere i propri rappresentanti? In conformità a quali parametri il singolo individuo dovrà fidarsi di un aspirante o navigato politico, delle sue proposte, delle sue enunciazioni programmatiche, dei suoi progetti socio-politici? E infine, sulla base di quali reiterate, pseudo-filantropiche e contravvenute “promesse” si farà cadere la scelta nell’espressione del proprio voto? Il dibattito (evitiamo di scrivere scontro, per rispetto della natura e dell’intelligenza umana – ndr) della politica nazionale, al quale quotidianamente assistiamo traendone dai giornali e dai TG le ragionevoli posizioni di rifiuto, si rivela come il vecchio vestito di nuovo. Partecipiamo – quasi con sottaciuto rispetto – alla spartizione del “cliente” Italia, tra prostitute rivestite in abiti da suora. Noi pensiamo che prima o poi il fragile equilibrio del povero “cliente” Italia si spezzerà e tutto precipiterà nel caos sociale (al quale, forse, già stiamo prendendo parte). Il nostro punto di vista – che poi è il fondamento della nostra aggregazione in senso politico – si interpone con il timore di Leonardo Da Vinci sul caos, impressionato com’era dalle pressanti forze della natura. Parafrasando quella legge cosmica e metafisica che non conosciamo, dovremmo rispettare un segreto equilibrio, metterci in sintonia con l’armonia che regola tutto; dovremmo vivere riflettendo sulla vita, e sulla sua brevità, nonché sul

POLIS nostro destino di esseri umani. Il nostro Paese ha vissuto stagioni migliori, ma ora siamo ancora in tempo. Prima di piombare nell’orrore di una nuova dittatura (che potrebbe esprimersi anche attraverso un’onirica democrazia – ndr), possiamo rimboccarci le maniche e spremerci le meningi. Dalla selva oscura, all’Empireo… il cammino è già tracciato!

2.4) Culturale. Arrossiamo, se ripensiamo ai nostri educatori, che a scuola, nei discorsi di accoglienza, dicevano: “Sarete la futura classe dirigente del Paese, faremo in modo che il Paese non abbia a pentirsene”. Ciò significava che su trenta allievi, arrivavano alla maturità o al diploma in venti. Meritocrazia! C’erano meno laureati, quando eravamo giovani, e c’erano anche più sapienti senza laurea. Cominciamo a temere, cari concittadini, che abbiamo imboccato la strada dei balbettii della cultura; dei tentennamenti educativi; dei percorsi formativi facilitati o, addirittura, venduti a buon mercato. Senza nulla togliere all’attuale ordinamento scolastico, e alla conseguente “preparazione” che esso fornisce, ci permettiamo di fare alcune considerazioni. Talune volte (spesso, purtroppo – ndr) ci troviamo a discutere con persone giovani e meno giovani che esprimono le loro idee (poche, a onor del vero – ndr) con carenza di termini e di argomenti, che rivelano una profonda impreparazione culturale in senso generale, derivante da una conoscenza frammentaria e superficiale. Questo illumina efficacemente la realtà culturale della nostra società. Edward Burnet Tylor (1832 - 1917, etnologo inglese, fondatore della scuola antropologica britannica e professore di antropologia sociale all’università di Oxford) nella sua opera Primitive culture (La civiltà dei primitivi), definisce la cultura come un insieme che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società. Potremmo citare altri illustri autori: filosofi, etnologi, sociologi, psicologi, etologi (e verosimilmente lo faremo nel prossimo numero di POLIS) che disquisiscono sulle accezioni del termine cultura e sulla sua evoluzione nella società moderna; ma preferiamo, per il momento, terminare qui la trattazione del nostro percorso di presentazione della nostra associazione, anche per evitare ulteriore tedio in chi, non abituato, potrebbe “stancarsi” di leggere questo nostro intervento. Finiamo questo secondo appuntamento editoriale, invitando ancora una volta tutti coloro che dovessero leggerlo a comunicarci le loro impressioni, suggerimenti, critiche e/o segnalazioni che ritengono meritevoli di “attenzione” all’indirizzo dell’Associazione: Via S. Biagio, 16 – 95016 Mascali (CT), o scrivendo sul nostro sito web: www.lenuovetorri.com oppure al nostro indirizzo e-mail: fbartolotta@lenuovetorri.com Tiberio La Rosa


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Personaggi G i o r g i o Giorgio de Chirico nasce nel 1888 a Volo (Grecia), da famiglia di origine italiana. Dopo aver frequentato il Politecnico di A t e n e (19031 9 0 5 ) , completa gli studi all'Accademia di Belle Arti di Monaco (1906Giorgio De Chirico 1 9 0 9 ) . Ettore e Andromaca Nel 1910 Giorgio de Chirico è prima a Milano, poi a F i r e n z e e T o r i n o . Nel 1911 raggiunge il fratello Andrea (Alberto Savinio) a Parigi, dove espone al Salon d'Automne del 1912. Inizia la serie delle Piazze d'Italia, primo esempio di p i t t u r a m e t a f i s i c a . Nel 1913 conosce Guillaume Apollinaire. Partecipa al Salon Des Indépendants e al Salon d'Automne, dove espone La torre rossa. Apollinaire lo mette in contatto con Paul Guillaume, che diventa il suo primo m e r c a n t e . Nel 1915 de Chirico torna a Firenze per arruolarsi. Viene distaccato a Ferrara, dove conosce Filippo de Pisis e Corrado Govoni. Intreccia un fitto rapporto epistolare con Giovanni Papini e Tristan Tzara. Nel 1917 è ricoverato all'ospedale militare di Villa del Seminario a Ferrara, dove

Ricordo che da bambino, durante le vacanze estive, andavo in spiaggia a Fondachello con amici e parenti e sentivo spesso varie espressioni di disprezzo verso quello che, se gestito diversamente, poteva essere un bellissimo paesaggio e una grande attrazione turistica. Negli anni Fondachello si è ingrandita a dismisura e varie strutture sono sorte in questa piccola e particolare frazione di Mascali. Pensiamo al bellissimo villaggio turistico nato al

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incontra Carlo Carrà. Nel 1918 entra in contatto con Mario Broglio e scrive alcuni articoli su "Valori Plastici". Espone nelle sale di "Epoca" insieme a Carrà, Prampolini e Soffici. Trasferitosi a Roma, de Chirico tiene la prima personale alla Galleria Bragaglia ( 1 9 1 9 ) . Pubblica i testi teorici Sull'arte metafisica e Il ritorno al mestiere. Comincia a realizzare quadri che si allontanano dal filone metafisico, per rifarsi alla tradizione artistica italiana del passato. Nel 1921 partecipa alla mostra di Valori Plastici a Berlino. Nel 1924 espone alla Biennale di Venezia. Nel 1925 Giorgio de Chirico torna a Parig i . Sue opere sono presenti nella prima mostra surrealista. L'anno successivo espone a Milano con gli artisti del Novecento i t a l i a n o . Sposa Raissa Gurievich Kroll. Nel 1928 il rapporto coi surrealisti degenera: in occasione di una personale da Rosenberg, gli ex-amici allestiscono una contro-mostra di opere del periodo metafis i c o . Nel 1929 realizza le scenografie per Le Bal, messo in scena da Diaghilev. Pubblica anche il romanzo Hebdomeros. Nel 1931 de Chirico incontra Isabella Pakszwer Fer, che diverrà sua seconda moglie. Nel 1932 Giorgio de Chirico espone alla Biennale di Venezia. Illustra un'edizione d e l l a M y t h o l o g i e d i C o c t e a u. Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale romana. Quindi parte per l'America, dove

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posto della cartiera (così bello da essere soprannominato “il Casermone”); pensiamo agli stupendi appartamenti di 10 m2 dove i nostri cari amici catanesi e paternesi riescono a convive-

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rimane fino al 1937. Nel 1936 espone coi surrealisti a Londra e New York. Torna in Italia nel 1937. Per seguire le numerose mostre si sposta in continuazione tra Milano, Parigi, Londra, Firenze e R o m a . Nel 1944 de Chirico si stabilisce a Roma. Nel 1945 pubblica la sua autobiografia. Nel 1948 alcune opere metafisiche vengono esposte alla Biennale di Venezia: de Chirico lamenta la presenza di un falso. Nel 1949 t i e n e un'importante retrospettiva alla Royal Academy di Londra. Si dedica intensamente alla scenografia, lavorando per il Giorgio De Chirico Maggio Autoritratto Musicale Fiorentino, la Scala di Milano e l'Opera di Roma. Nel 1970 Milano gli dedica un'importante antologica a Palazzo Reale. Nel 1974 viene nominato Accademico di Francia. Due anni dopo ottiene un importante riconoscimento dalla Repubblica Federale Tedesca. Gli ultimi onori li riceve in Campidoglio, in occasione del suo novantesimo compleanno. Giorgio de Chirico muore a Roma nel 1978.

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re fino a 3 famiglie per l’intera stagione estiva. Oggi a queste meraviglie architettoniche si aggiungono una fantastica pista da enduro, dove gli appassionati potranno godere di un tracciato molto tecnico e coinvolgente (io sono riuscito nell’impresa di superare questo percorso ma non senza difficoltà), e di una pista ciclabile. Sono rimasto piacevolmente meravigliato dall’originalità della pista ciclabile tra le corsie della carreggiata (ammenzu a strata!), sicuramente un’idea di qualche specialista dell’urbanistica moderna. Con l’andar del tempo sono sicuro che Fondachello non sarà più criticata come lo è stata finora e diventerà un paradiso … si, per barbari. Francesco Bartolotta


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L’Angolo della Poesia

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Recensione a cura di Francesco Bartolotta

F u n n a c h e d d u di Francesco Bartolotta

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J.R.R. Tolkien Bedda e rumantica si tra li paiseddi di mari. Cenerentola di la costa jonica.

Qui si narra della vita di Túrin e Niënor, figli di Húrin e Morwen, e della maledizione che scagliò loro Morgoth dalla fortezza di Angbad seimilacinquecento anni prima che il Consiglio di Elrond si tenesse a Gran Burrone.

Di ciniri la gonna macchiata e pruvulazzu tra li capiddi. A to biddizza è ammucciata di stu fangu ca ti cummogghia. Spogghiti e datti n’autra vesti, chidda ca ti meriti picchì tu c’hai tanti valuri ma nuddu si n’accoggi. Fimmina scura e di li rizzi capiddi, occhi castani e labbra carnusi. Sugnu ‘nnammuratu di tia.

Si torna indietro ai Tempi Remoti quando ancora gli anelli non erano stati forgiati. Il lettore può immergersi nel periodo storico tra

Ti vaddu ‘ncantatu mentri passu. Accarizzu a to peddi e mi cummovu picchì ogni cosa di tia è ‘n’ricoddu. Scinnu ‘nta la spiaggia e ti viu. Camini ammenzu li piscaturi tra li varchi e li pisci frischi.

la venuta dei Valar nella Terra di Mezzo narrata nel “Silmarillion” e la storia de “Il Signore degli Anelli”. Questo è un libro esclusivamente per i veri appassionati del fantasy tolkeniano! Leggermente pesante per chi non è abituato al genere... Allora Morgoth, puntando il lungo braccio in direzione del Dòr-lomin, maledisse Húrin, Morwen e la loro discendenza, dicendo:

“Ecco! L’ombra del mio pensiero sarà su di loro ovunque vadano, e il mio odio li perseguiterà sino ai limiti del mondo.”

“Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima”

Ma nuddu ti talia cu li mo stissi occhi picchì tu si Cenerentola e pari brutta ma pi mia si a ‘cchiù bedda.

Cicerone

La Tela Pittura contemporanea

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Curiosità

Chi ha paura di sognare è destinato a morire.

Cos’è la Metafisica

- Bob Marley -

Smile Ragazzo e ragazza stanno assieme da un po'. Lei dedice che è il momento di far conoscere lui ai suoi genitori, dei distinti signori proprietari di una sontuosa villa nel mezzo della campagna. Una sera così organizzano una cena dai genitori: - Mamma mia, che bella villa! - pensa il ragazzo mentre si aggira per il parco antistante la casa Devo proprio stare attento a non fare figuracce! A metà cena però il ragazzo accusa grossi problemi di corpo, ma vergognandosi di dire ai genitori di lei che doveva andare d'urgenza in bagno decide di inventarsi una scusa: - Mentre aspetto il secondo vado a fare un giro nel vostro meraviglioso giardino! E così arrivato nel parco si nasconde dietro un cespuglio, fa quello che deve fare, ma quando si tira su le braghe si accorge che la cacca nn c'è... - Oddio, ma dov'è finita??? In quel mentre sente arrivare il padre di lei accompagnato dalla figlia e pensa: "Se dico quello che ho fatto per me è finita!" Si tira su i pantaloni e si mette a cercare disperato per terra. - Ma cosa stai cercando ragazzo? - gli domanda il padre. - Ma no... non so... avevo il mio orologio, ma mi è caduto nell'erba e non lo trovo più! Non so dove sia finito! Il padre lo guarda perplesso: - Stasera nella nostra villa accadono davvero cose strane: tu che perdi nel nulla l'orologio e la mia tartaruga che gira per il parco con un chilo di merda sul guscio!!!

La metafisica è quella parte della filosofia che si occupa degli enti in tutti quegli aspetti che prescindono dal loro aspetto sensibile (oggetto della fisica nel senso pre -scientifico di branca della filosofia che si occupa della natura nella sua realtà empirica, nonché, più modernamente, delle altre scienze particolari) secondo una prospettiva più ampia e universale possibile. All'ambito della ricerca metafisica appartengono, fra l'altro, il problema dell'esistenza di Dio, dell'anima, dell'essere in sé (ciò che Kant chiama noumeno), nonché la questione della relazione fra l'Essere e l'ente (differenza ontologica) e la risposta alla domanda filosofica fondamentale "perché l'essere piuttosto che il nulla?". Il termine metafisica deriva dalla catalogazione dei libri di Aristotele, nell'edizione di Andronico da Rodi (I secolo a.C.), nella quale la trattazione dell'essenza della realtà fu collocata dopo (in greco "meta") quella della natura (che è la fisica). Il prefisso "meta" assunse poi il significato di "al di là, sopra, oltre". L'etimologia in questo caso può essere fuorviante per una disciplina che si occupa delle "cause prime". Presupposto della metafisica è la ricerca sui limiti e sulle possibilità di un sapere che non può derivare in modo diretto dall'esperienza sensibile. I cinque sensi, infatti, si limitano a recepire passivamente le impressioni derivanti dai fenomeni naturali, e non sono in grado di fornire una legge in grado di descriverli, non sono in grado cioé di coglierne l'essenza. Oggetto della metafisica, in questo senso, è il tentativo di trovare e formulare la struttura universale e oggettiva che si ipotizza essere nascosta dietro l'apparenza dei fenomeni. In questo senso, sorge l'interrogativo se una tale struttura, ammessa come ipotesi, si celi nell'ente in quanto tale, ovvero nella nostra coscienza, sotto forma di idee innate che determinano il nostro modo di pensare e di conseguenza il nostro modo di conoscere e la realtà stessa, che conosciamo. Gran parte della metafisica occidentale è derivata, in forme più o meno velate, dal pensiero di Socrate, e in particolare dalla sua convinzione di «sapere di non sapere». Questa affermazione, pur ammettendo l'impossibilità di approdare a una forma di sapienza vera e certa, scaturiva (secondo l'interpretazione di Giovanni Reale) dall'intima consapevolezza dell'esistenza di una verità ultima, rispetto alla quale egli si riconosceva appunto come ignorante. Per il fatto di poggiare su un atto di natura sovra-razionale, senza il quale la ragione girerebbe a vuoto, alla metafisica è stato spesso attribuito un carattere mistico e religioso, di tensione verso Dio e la Trascendenza. Già con Aristotele, la metafisica è anche la scienza dell'essere perfetto, cioè lo studio di Dio. Lo stretto legame con la teologia resterà valido per quasi tutto il medioevo. E' fondamentale in questo senso il contributo di Tommaso d'Aquino che nel suo tomismo giudicava compatibile (conciliabile) la metafisica con la teologia, quindi considerava possibile una sintesi di ragione e fede.

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I fondi raccolti con la vendita delle gardenia dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, in parte vanno, anziché a finanziare la ricerca scientifica o l'aiuto ai malati, a finanziare la vivisezione. Nei due primi fine-settimana di marzo, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla venderà, in 3000 piazze d'Italia, delle gardenie, per la periodica raccolta fondi. Fondi che, purtroppo, in parte vanno, anziché a finanziare la ricerca scientifica o l'aiuto ai malati, a finanziare la vivisezione, o sperimentazione animale (questi termini, come indica il dizionario, sono sinonimi). Se si vuole davvero combattere questa malattia, non bisogna sprecare i fondi raccolti usandoli per finanziare ricerche su animali, completamente inutili. Gli animali non si ammalano spontaneamente di questa malattia, e quindi, qualsiasi "modello" che si cerchi di creare su di essi riproduce solo alcuni sintomi, che hanno però cause - artificiali - del tutto diverse da quelle che colpiscono gli esseri umani. Non serve a nulla studiare dei sintomi artificiali, serve studiare le cause reali! Il "modello" animale della sclerosi multipla viene chiamato encefalomielite autoimmunitaria sperimentale (EAE): sviluppata per la prima volta nel 1933, nelle scimmie, la EAE è stata successivamente studiata su porcellini d'india, ratti, topi e conigli. Poiché i ricercatori non riescono ad indurre la malattia negli animali, ma solo dei sintomi fasulli, ovviamente non hanno neppure potuto iniziare a curarla. E' per questo che gran parte dei risultati ottenuti dalle ricerche eseguite su animali non si sono poi rivelati fruibili in campo umano. E' importante, dunque, che chi sta pensando di sostenere l'AISM si renda conto che parte dei soldi donati andranno a finanziare la sperimentazione su animali: chi e' contrario alla vivisezione su basi etiche, è giusto che possa scegliere di indirizzare le sue donazioni verso associazioni che non sostengano queste pratiche cruente; chi ha dei dubbi o non è informato sul piano scientifico, è giusto che abbia la possibilità di informarsi sull'inutilità e la dannosità della sperimentazione ani-

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male. Per questo AgireOra Network, in collaborazione col progetto "Novivisezione.org", ha lanciato la campagna "Per una ricerca di base senza animali", che serve appunto ad informare il pubblico sulla destinazione dei fondi raccolti dalle associazioni per la ricerca medica, e che e' disponibile sul sito www.novivisezione.org Non e' una questione di rispetto della normativa sulla sperimentazione animale - precisa AgireOra Network - non si dubita che vi sia, da parte dell'AISM, il totale rispetto della normativa vigente sul tema, ma quel che si contesta è la validità scientifica di questo metodo; lo scopo del dissenso è quello di sostenere una ricerca diversa da quella animale, non certo mettere in discussione l'indubbia e fondamentale importanza della ricerca scientifica in quanto tale. Tanto che, anche a livello europeo, l'iniziativa "Sostituzione degli esperimenti su animali in Europa" fa pressione sui legislatori dell'UE affinché in fase di revisione della normativa sulla sperimentazione animale (in programma proprio per il 2008) si impegni a sviluppare ed implementare metodi che non comportino l'uso di animali, salvandone così a milioni e migliorando la qualità della ricerca e della sperimentazione. Concludono gli attivisti di AgireOra Network: "Il nostro consiglio a tutte le persone che sono ancora convinte che la sperimentazione animale sia utile è quello di informarsi sul tema, sul sito www.novivisezione.org; ai tanti che sono già contrari a questa pratica consigliamo invece di scegliere solo associazioni che non fanno ricerca su animali per le proprie donazioni, e di sostenere l'iniziativa europea contro la vivisezione firmando la petizione, sempre disponibile sullo stesso sito".

Notizia tratta da:

D I S C O V E R Y L a

M a t e r i a

O s c u r a

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WASHINGTON È un’enorme ragnatela invisibile che si estende per circa 270 milioni di anni luce e che, se potesse essere vista a occhio nudo, occuperebbe una parte di cielo grande quanto la Luna piena: è la più grande struttura fatta di materia oscura mai scoperta, descritta sulla rivista «Astronomy and Astrophysics» da un gruppo di ricerca canadese e francese coordinato dall’Istituto di astrofisica di Parigi. «Il risultato è senza precedenti, una pietra miliare per l’astronomia», osserva uno degli autori dello studio, Ludovic Van Waerbeke, dell’università d e l l a B r i t i s h C o l u m b i a . Si tratta infatti di una realtà cruciale per comprendere la storia e il destino dell’Universo, misurare tutte le sue componenti, sia la materia oscura, che occupa il 20% del cosmo, sia quella visibile, che

u n ’ i m m e n s a

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o c c u p a i l 5 % . Grazie alla fotocamera digitale più grande del mondo, di cui è dotato il telescopio Canada-France -Hawaii Telescope sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli effetti gravitazionali della materia oscura sulla materia visibile, chiamati effetti della «lente gravitazionale debole». Notizia tratta da: La Stampa.it


Associazione Culturale “Le Nuove Torri” Sede: Via S. Biagio, 16 95016—Mascali (Ct) Web: www.lenuovetorri.com E-mail: info@lenuovetorri.com

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Direttore Responsabile: Francesco Bartolotta E-mail: fbartolotta@lenuovetorri.com

Griderà, griderà con ardore e lo farà facendo tremare le radici di un albero spoglio, ritrovando il suo orgoglio, ch’era perso tra le macerie, in un fiume di correnti varie che renderanno l’acqua chiara, scacciando la paura di chi è rimasto li a guardare, impietrito nel suo cuore, che cadessero le torri. Griderà, griderà dall’alto e lo farà mettendo in risalto la sua effigie, risorgendo come una fenice dalle ceneri di un fuoco spento. Ed innalzandosi con portento da coloro che l’hanno sepolta urlerà loro che non è morta, perché c’è chi vive ancora, perché c’è chi sempre spera e costruirà “Le Nuove Torri”.

Per ogni tua protesta, ogni tua idea o riflessione che vuoi presentare agli altri in modo che anche loro sappiano Se vuoi che Mascali possa conoscere la tua opinione

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Polis - Marzo 2008  

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