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10 esperienze personali con i bilaterali

aperta sovrana


PERCHÉ ABBIAMO BISOGNO DEI BILATERALI Abbiamo incontrato dieci persone molto diverse tra loro, ma che hanno una cosa in comune: tutte sanno, per esperienza personale, quanto siano importanti gli accordi bilaterali. Questi accordi equilibrati, conclusi tra la Svizzera e l’UE, sono importanti perchÊ gettano le basi di un partenariato solido, da pari a pari, oltre a portare molti vantaggi al nostro paese; non solo nel commercio, ma anche nel campo della ricerca e della cultura. Ringraziamo di cuore tutti i nostri partner e tutti i nostri interlocutori per queste discussioni interessanti.


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INDICE

PANORAMICA DELLE ESPERIENZE DANIEL KÜNZLER

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è un gruista e si occupa della fluidità del trasporto di merci presso il porto sul Reno

JEANINE WILLIAMS

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è un professore di informatica di Friburgo che lavora in collaborazione con una rete europea di ricercatori 8

nel reparto operatorio della Hirslandenklinik di Zurigo può contare su un team inter­ nazionale CAROLINE FORSTER

PHILIPPE CUDRÉ-MAUROUX

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NORBERT PRATT

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è il CEO della funicolare del Titlis ed è felice che i suoi ospiti possano viaggiare senza ostacoli IVAN MADEO

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grazie ai ricami di San Gallo ha conquistato Milano, Parigi e Londra

vorrebbe che i suoi film fossero proiettati più spesso nei c­ inema di tutta Europa

ANDREAS HINTERBERGER 18

NATHALY BACHMANN

vende con successo le sue specialità casearie di Gais in Germania e in Francia

è un’imprenditrice che ancora oggi trae vantaggi dalla sua esperienza di un anno come studentessa Erasmus

DANIEL WEDER

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DANIEL STRAUMANN

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ha realizzato il suo sogno di aprire un proprio centro ippico in Francia

è a capo di Skyguide e lavora per superare i confini dello spazio aereo europeo

TEMI GENERALI PANORAMICA 14 SU DATI E CIFRE

PANORAMICA SUGLI ACCORDI BILATERALI

PER UNA SVIZZERA APERTA E SOVRANA

PARTNER E SOSTENITORI 30 DELLA CAMPAGNA

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10 ESPERIENZE PERSONALI

IMPILARE CONTAINER DESTINATI ALL’ESPORTAZIONE I container destinati all’importazione e all’esportazione sono impilati uno sopra l’altro nel porto renano di Basilea, come delle immense costruzioni di mattoncini Lego. Ma anche la torre di container più alta di tutte sembra minuscola vicino all’enorme gru gialla che Daniel ­Künzler manovra con estrema precisione. ACCORDO IN QUESTIONE: OSTACOLI TECNICI AL COMMERCIO

P RINCIPALI PRODOTTI ESPORTATI: Prodotti farmaceutici e chimici, strumenti di preci­ sione, orologi e bigiotteria, macchine, apparecchi ed elettronica.

«La mia gru pesa 700 tonnellate ed è lunga 135 metri. La cabina – ossia la mia postazione di lavoro – si trova a ben 25 metri d’altezza. Per spostare questi pesanti con‑ tainer guardo attraverso il pavimento in vetro della cabina e utilizzo due joystick. La precisione nel mio lavoro è tutto, perché ogni container ha delle cerniere angolari che devono essere infilate esattamente in quattro perni e il carico dev’essere sollevato con delicatezza, in modo tale che non oscilli. Le merci provenienti da tutto il mondo raggiungono Basilea via nave risalendo il Reno. I c­ ontainer vengono scaricati direttamente sui camion o sui vagoni ferroviari, oppure stoccati temporaneamente nel nostro terminal. Quando invece si tratta di merci per l’esporta­ zione, il percorso è al contrario. Attraverso un monitor vedo dove devo spostare ciascun container e in seguito confermo che il compito è stato svolto. Esistono anche dei container refrigerati, all’interno dei quali possono essere trasportati alimenti freschi o plasma sanguigno. Ogni giorno da qui transitano centinaia di container e questo mi colpisce sempre molto, perché dimostra quanto la Svizzera sia interconnessa con l’Europa e con il mondo intero. Fin da bambino ho sempre sognato di lavorare con dei grandi macchinari e qui, sulla gru della mia azienda, Contargo SA, posso svolgere il lavoro dei miei sogni.»

52 milioni di tonnellate Volume delle merci importate dalla Svizzera nel 2015, di cui 5 milioni di tonnellate sono arrivate nel nostro paese in nave attraverso il Reno.

109 miliardi di franchi Valore delle merci esportate verso l’UE durante lo stesso periodo.


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ACCESSO AL MERCATO INTERNO


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10 ESPERIENZE PERSONALI


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PROGRAMMI DI RICERCA

FARE RICERCA A LIVELLO MONDIALE Philippe Cudré-Mauroux, professore di informatica, ha gli occhi che brillano mentre parla del suo progetto di ricerca e spiega come in futuro, grazie alle analisi dei big data, sarà possibile risolvere molti problemi quotidiani. ACCORDO IN QUESTIONE: ORIZZONTE 2020 (RICERCA)

QUOTA DI SUCCESSO: La quota di successo dei progetti presentati dalla Svizzera nell’ambito del 7° programma quadro europeo è del 23,8 percento mentre la media di tutti gli altri pae­ si si situa all’11 percento.

«Sono l’esempio vivente di come la Svizzera tragga vantaggi dalla collaborazione con l’Europa nel campo della ricerca. Il Consiglio europeo della ricerca (CER) quest’anno mi ha assegnato una borsa di studio di due milioni di euro per il mio progetto di ricerca nel campo dei big data. Grazie a questi fondi potremo esami­ nare dei metodi per analizzare ed estrarre informazioni a partire da grandi volumi di dati non strutturati. L’obiet­ tivo è in seguito di sviluppare dei modelli pertinenti e di effettuare delle previsioni affidabili. Questi modelli potranno essere applicati alle quotazioni di borsa, alle condizioni del traffico o al comportamento dei consu‑ matori. Il mio team è composto da ricercatrici e ricerca­ tori di tutto il mondo e sono particolarmente fiero che tutti noi possiamo svolgere il nostro lavoro per la Svizzera e in Svizzera. I ricercatori svizzeri, quindi, potranno continuare a candidarsi ai prestigiosi ‹ERC Consolidator Grants› soltanto se il nostro paese continuerà a far parte dell’attuale programma quadro Orizzonte 2020. Escludere il nostro paese da questo programma sarebbe un po’ come se Roger Federer potesse giocare solo a Gstaad. Le università si trovano oggi a dover combattere contro una feroce concorrenza a livello mondiale e noi vogliamo continuare a misurarci con i migliori, per portare qui i migliori talenti. Per un piccolo paese come la Svizzera, il cui successo si basa principalmente sul suo potere di innovazione, questo è vitale.»

80 miliardi di euro

Budget totale del programma quadro europeo di ricerca Orizzonte 2020.

9° posto

Posizione occupata dal PF di Zurigo nella classifica mondiale delle università redatta dal «Times». Il PF di Losanna occupa invece il 30° posto.


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10 ESPERIENZE PERSONALI

AFFARI DI CUORE All’interno delle sale operatorie della Clinica Hirslanden lavorano professionisti di molte nazionalità diverse, ma tutti hanno un unico obiettivo: il bene dei pazienti. Jeanine Williams è uno dei professionisti qualificati di origine straniera che lavora con dedizione nella struttura. ACCORDO IN QUESTIONE: LIBERA CIRCOL AZIONE DELLE PERSONE

«Sono arrivata in Svizzera per seguire mio marito, che è originario della Germania come me ma lavora qui da molto tempo. Grazie alla mia qualifica come tecnico di sala operatoria, ottenuta in Germania e riconosciuta in Svizzera, ho trovato rapidamente un impiego. Oggi sono re­sponsabile supplente delle cure pre- e postoperatorie presso la Clinica Hirslanden di Zurigo e continuo ad assistere regolarmente a interventi cardiaci e alla colonna vertebrale. Amo il mio lavoro e mi piacerebbe che un numero maggiore di giovani, sia svizzeri che stranieri, scegliessero di intraprendere una carriera nel mondo sanitario. Ciò che i pazienti ci danno quotidianamente compensa ampiamente i periodi di stress e gli orari di lavoro irregolari. Nel mio team collaboro con persone dalle origini molto diverse, siamo un team internazionale e questo crea un’atmosfera molto particolare. La mano­ dopera straniera è indispensabile, senza di essa gli ospedali e le cliniche svizzere non potrebbero andare avanti. Nella quotidianità di una clinica, la nazionalità non ha alcuna importanza: per noi al centro c’è sempre il paziente. All’inizio ho avuto qualche difficoltà perché con il mio carattere estroverso, tipico della Germania del sud da cui provengo, mi sono dovuta abituare all’atteggiamento riservato degli svizzeri, ma ora sono perfettamente integrata e non vorrei vivere e lavorare da nessun’altra parte.»

65 fino al 75 percento La quota di manodopera straniera dei team che

lavorano nelle sale operatorie della Clinica Hirslanden.

10'000 persone Il numero di lavoratori che gli ospedali svizzeri

devono reclutare ogni anno all'estero per garantire l’assistenza dei pazienti.


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PERSONALE QUALIFICATO


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TURISTI ASIATICI: Nel 2009 la Svizzera ha completato l’attuazione dell’Accordo di Schengen. Da allora il numero di turisti provenienti dall’Asia è raddoppiato.

10 ESPERIENZE PERSONALI

Il 45 percento dei turisti indiani che nel 2015 hanno soggiornato in un hotel svizzero sono saliti sul Titlis con la funivia.

Da 2 a 3 giorni Il periodo di permanenza in Svizzera dei turisti asiatici che fanno un viaggio organizzato attraverso l’Europa.


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VIAGGIARE SENZA BARRIERE

INCONTRO IN VETTA CON L’ASIA È indescrivibile l’entusiasmo che si legge sui volti dei turisti asiatici quando la cabina rossa sbuca dalla coltre di nebbia e all’improvviso si staglia davanti ai loro occhi la vetta possente. Il direttore della funicolare del Titlis, Norbert Pratt, ogni volta condivide con loro lo stesso stupore. ACCORDO IN QUESTIONE:

SCHENGEN

«Le funicolari sono infrastrutture costose. Per garantirne la redditività, quindi, è necessario assicurarsi un numero di visitatori sufficiente per tutto l’anno. Noi della funico‑ lare del Titlis ci stiamo riuscendo decisamente bene. In inverno trasportiamo ogni giorno fino a 11’000 persone sulla vetta, mentre in primavera, estate e autunno sono in media 3’000. Rispetto ad altre funicolari svizzere, ciò è eccellente. Soprattutto in estate possiamo contare sui gruppi organizzati di turisti cinesi e indiani in tour per l’Europa: questi gruppi ci garantiscono il 50 percento del nostro fatturato. Per questi ospiti raggiungere la sommità del Titlis con i suoi 3’020 metri significa scoprire il mondo della montagna e spesso vedere la neve per la prima volta nella loro vita. La gioia di questo ‹primo incontro› è sempre toccante, anche per me. Il nostro lavoro con i mercati asiatici è sistematico: pro­poniamo pacchetti completi con pernottamento nei nostri hotel e pranzi e cene nei nostri ristoranti. Frontiere aperte e formalità semplici per l’ottenimento dei visti sono essenziali per il settore dei viaggi organizzati in gruppo. Grazie all’Accordo di Schengen la Svizzera è una tappa fissa e interessante dei tour europei. L’anno scorso, però, ci siamo fatti un’i­ dea di cosa potrebbe significare per noi un ade­guamento o addirittura la disdetta di tale accordo. A seguito delle modifiche all’accordo il numero di visitatori provenienti dalla Cina è improvvisamente calato del 50 percento.»


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10 ESPERIENZE PERSONALI

I RICAMI DI SAN GALLO E L’ALTA MODA Quando Caroline Forster sfoglia i libri dei modelli contenuti nell’archivio della sua azienda, ripercorre oltre 100 anni di storia dell’alta moda. E ancora oggi molti stilisti conosciuti in tutto il mondo si affidano ai raffinati ricami di San Gallo. ACCORDO IN QUESTIONE: OSTACOLI TECNICI AL COMMERCIO

«Il nostro gruppo aziendale si occupa dei settori abbiglia­ mento femminile, intimo femminile e tessuti tecnici. Non produciamo capi di abbigliamento finiti, ma forniamo ricami e componenti tessili high-tech con i quali i nostri clienti impreziosiscono i loro prodotti. Il Gruppo Forster Rohner può contare su una tradizione ultracentenaria nel settore dei ricami. Tra i nostri clienti vi sono da decenni i più famosi stilisti di tutto il mondo e di questo siamo molto orgogliosi. Oggi l’azienda è guidata dalla quarta genera­zione della nostra famiglia, ovvero da me e mio fratello. Da sempre la produzione viene svolta a San Gallo e qui formiamo ogni anno da 15 a 20 apprendisti. A questo centro produttivo si aggiungono anche uno stabilimento in Romania e uno in Cina. Circa il 60 percento dei nostri prodotti è destinato all’UE. Il nostro marchio si posiziona a livelli estremamente elevati di qualità, assistenza, creatività e innovazione. Attraverso i nostri stabilimenti produttivi esteri riusciamo a compensare gran parte degli svantaggi derivanti dal cambio e dal costo dei salari. Essendo un’azienda tessile orientata alle esportazioni abbiamo bisogno che il flusso delle merci sia il più possibile semplice, senza ostacoli tecnici e burocratici. Gli accordi bilaterali facilitano notevolmente la nostra attività e fanno in modo che possiamo continuare ad affermarci in un contesto internazionale fortemente concorrenziale.»

70 fino all’ 80 percento Tasso d’esportazione dell’industria tessile svizzera.

Fino a 300 milioni L’importo in franchi che ogni anno i produttori svizzeri

risparmiano grazie alla semplificazione della certifica­ zione dei prodotti e allo smercio più rapido sui mercati.


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ELIMINAZIONE DEGLI OSTACOLI AL COMMERCIO


ANDAMENTO DEL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) PRO CAPITE Grazie agli accordi bilaterali il PIL svizzero pro capite è superiore di 4400 franchi all’anno nel 2015. 120 115 110 105 100 95

2000

2005

2010

2015

ESPORTAZIONI DI MERCI DALLA SVIZZERA IMPORTAZIONI DI MERCI IN SVIZZERA (2015) VERSO ... (2015) DA ...

UE

109 miliardi di franchi (53,7%) UE

120,5 miliardi di franchi (72,4%)

USA

27,4 miliardi di franchi (13,5%)

USA

11,6 miliardi di franchi (7,0%)

CINA

8,9 miliardi di franchi (4,1%)

CINA

12,3 miliardi di franchi (7,4%)


INVESTIMENTI DIRETTI SVIZZERI NELL’UE (2014)

509

INVESTIMENTI DIRETTI DEGLI STATI MEMBRI DELL’UE IN SVIZZERA (2014)

miliardi di euro

632

miliardi di euro

EVOLUZIONE DEL NUMERO DI IMPIEGHI IN SVIZZERA (2002 – 2016)

+ 707’000 Dipendenti

49,8% dei posti sono occu­ pati da lavoratori originari degli Stati dell’UE/AELS.

50,2% dei posti sono occupati da lavoratori svizzeri.

VIVERE E LAVORARE ALL’ESTERO (2015)

Numero di cittadini degli Stati dell’UE/AELS in Svizzera: 1’361’600

Numero di cittadini svizzeri negli Stati dell’UE/AELS: 455’862

GRADO DI FORMAZIONE DEGLI ABITANTI SVIZZERI ORIGINARI DELL’UE/AELS    Grado terziario

33%

57%

   Grado secondario II

30%

28%

   Grado secondario I

36%

15%

immigrati prima del 2002

immigrati dopo il 2002


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10 ESPERIENZE PERSONALI

UNA PANNE DOLOROSA Il cinema zurighese Riffraff inserisce regolarmente nella sua programmazione film svizzeri. Qui sono state proiettate anche le opere di successo «Der Kreis» e «Heimatland» del produttore cinematografico ­svizzero Ivan Madeo. Dal 2014, però, le sue produzioni hanno ricevuto un trattamento diverso in Europa. ACCORDO IN QUESTIONE: MEDIA /EUROPA CREATIVA (PROMOZIONE DELL A CULTURA)



«Insieme a Contrast Film negli ultimi anni siamo riusciti a realizzare in Svizzera diversi film e documentari di successo, tra cui ‹Der Kreis›, che ha vinto il Premio del cinema svizzero nel 2015 ed è stato il primo film svizzero a essere nominato ai Golden Globes dopo 20 anni. Il cinema è la forma d’arte più costosa. Sono necessari anni prima di riuscire a finanziare interamente un pro­ getto. Per fare in modo che i nostri film garantiscano dei guadagni che coprano il più possibile gli investimenti, le pellicole devono essere proiettate anche all’estero ed essere commercializzate in modo attivo. Fino al 2014 siamo stati aiutati nel collocamento delle opere svizzere presso i distributori cinematografici europei dal pro­ gramma europeo di promozione cinematografica MEDIA. Oggi non possiamo più contare su tali fondi e questo è un grosso ostacolo. Per i distributori europei, infatti, in questo momento è più conveniente inserire in program­ mazione film provenienti da altri paesi. Inoltre, stiamo incontrando sempre più difficoltà anche ad avviare delle collaborazioni con partner europei per delle co-produzioni. L'industria cinematografica svizzera rischia di non più riuscire a vendere i suoi eccezionali prodotti. E non prendo in considerazione la possibilità di trasferirmi all'estero perché credo nel cinema e nella cultura svizzere e lotterò per loro.»

73 film e documentari svizzeri Numero di opere che il programma europeo MEDIA ha promosso sugli schermi europei tra il 2006 e il 2013.

1,46 miliardi di euro Budget del programma “Europa creativa” per promuo­

vere film, opere letterarie e la collaborazione culturale fino al 2020.


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PROMOZIONE DEL CINEMA E DEI DOCUMENTARI


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10 ESPERIENZE PERSONALI


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AGRICOLTURA

DA UNA FORMA ALL’ALTRA Gais, Cantone di Appenzello Esterno. Un paesaggio da favola con prati verdeggianti sui quali pascolano felici mucche e capre. Qui è dove vengono prodotte le specialità casearie di Andreas Hinterberger della Berg-Käserei Gais, che sfrutta in modo coerente il mercato e l’innovazione. ACCORDO IN QUESTIONE:

AGRICOLTURA

«In questo momento siamo nel pieno delle attività, stiamo per consegnare i primi formaggi per raclette per la stagione invernale. All’interno della Berg-Käserei Gais produciamo esclusivamente i cosiddetti formaggi liberi, perché non facciamo parte di nessuna organizza­ zione di categoria. Ci assumiamo quindi interamente il rischio imprenditoriale e non abbiamo nessuna garanzia su quante forme potremo vendere e a quale prezzo. Ho rilevato questa azienda 16 anni fa. Da allora siamo riusciti a triplicare le quantità di latte lavorato fino a raggiungere 9,5 milioni di litri all’anno. Grazie all’aiuto di 8 dipendenti, ogni giorno riusciamo a produrre fino a 500 forme di formaggio a pasta semidura, soprattutto per raclette, e il formaggio del nostro marchio, il Säntis Bergkäse. Le forme rimangono nei nostri stabilimenti completamen­te automatici per tre mesi e mezzo, fino a raggiungere la stagionatura perfetta per il consumo. Il 40 percento della ­nostra produzione, compresa l’intera produzione di formaggi bio, è destinata all’esportazione in Germania e in Francia. I nostri prodotti, però, grazie alla loro qualità e regionalità si posizionano bene anche in Svizzera e sono presenti nell’assortimento di tutti i grandi distributori. Oggi siamo il più importante caseificio dell’Appenzello. Senza la liberalizzazione del mercato del latte e gli accordi bilaterali in materia di agricoltura con l’UE questa storia di successo non sarebbe stata possibile.»

25 percento

Aumento del volume delle esportazioni di formaggio svizzero tra il 2002, prima dell’introduzione degli accordi bilaterali, e il 2015.

5,4 miliardi di franchi Cifra d’affari generata grazie alle esportazioni di derrate alimentari verso l’UE nel 2015.


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10 ESPERIENZE PERSONALI

TORNARE A CASA CON DELLE PROSPETTIVE Affacciandosi dalla terrazza del Politecnico federale di Zurigo, lo sguardo si posa sulla città vecchia, il lago di Zurigo e le Alpi. Guardare lontano. Nathaly ­Bachmann, imprenditrice e consulente in comunicazione di ­Essence Relations GmbH, parla spesso di visione quando ­rammenta il suo soggiorno a Madrid come studentessa Erasmus. ACCORDO IN QUESTIONE: ERASMUS+ (FORMAZIONE)

«Grazie al programma Erasmus ho avuto la possibilità di studiare per alcuni semestri a Madrid e questa esperienza mi ha arricchito enormemente. Scoprire un mondo nuovo, immergersi in un’altra cultura, imparare a vivere in un ambiente sconosciuto con, almeno all’inizio, conoscenze linguistiche limitate, sono tutte esperienze che ti formano. Successivamente, nel mondo del lavoro, ho volontariamente ricercato queste sfide, dedicandomi al private banking internazionale e lavorando attivamen­ te per la rete per l’innovazione Swiss­nex a Singapore. In Spagna ho conosciuto persone straordinarie provenienti da tutta Europa. A Madrid ho conosciuto una ragazza svedese con la quale sono ancora in contatto. E da que­ sta esperienza sono nate anche delle sinergie professio­ nali. Chi ha vissuto, studiato o lavorato almeno una volta all’estero è in grado di comprendere meglio quanto siamo fortunati a vivere in un paese con un sistema di democrazia diretta e un’economia liberale come la Svizzera. Per affermarci a livello politico ed economico in tutto il mondo dobbiamo mantenere la nostra curiosità e avere la capacità di guardare oltre il nostro naso. Un programma come l’Erasmus favorisce questo atteggiamento e gli studenti svizzeri dovrebbero assolutamente continuare ad avere questa possibilità.»

16’000 studenti che hanno utilizzato le possibilità di scambio offerte dal programma in entrambe le direzioni quando la Svizzera ha partecipato direttamente all’Erasmus (2011 – 2013).

Oltre 3 milioni Numero di studenti europei che hanno effettuato uno

scambio dopo la creazione del programma Erasmus.


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SCAMBIO DI STUDENTI


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10 ESPERIENZE PERSONALI


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TRAFFICO AEREO

IMPOSTARE IL RITMO NEL CIELO Seduti di fronte ai grandi monitor del centro di controllo aereo di Skyguide a Dübendorf, i piloti dirigono gli aerei passeggeri conducendoli a destinazione in sicurezza. Il CEO di Skyguide, Daniel Weder, ci ricorda che gli spazi aerei controllati sono molto più vasti rispetto ai confini territoriali. ACCORDO IN QUESTIONE: TRAFFICO AEREO

«I nostri collaboratori dirigono ogni anno circa 1,2 milioni di aerei attraverso lo spazio aereo sopra la Svizzera e i paesi esteri vicini, garantendo la loro sicurezza. In cielo i confini nazionali non contano. Un jet che parte da Ginevra dopo appena dieci secondi è in volo sopra il territorio francese. Gli aerei che si dirigono verso Zurigo da nord devono essere intercettati quando si trovano ancora nella Germania meridionale. Il 40 percento dei voli che gestiamo sono diretti nei paesi vicini alla Svizzera. Queste cifre dimostrano perché è importante collaborare a stretto contatto con i paesi confinanti e perché sono necessari degli standard omogenei. Grazie ai bilaterali la Svizzera ha potuto partecipare attivamente al progetto ‹Single Europe­ an Sky› (SES) che mira a semplificare e standardizzare la sicurezza aerea in tutta Europa. La novità più importante introdotta dal SES è la creazione di grandi blocchi di spazio aereo in Europa. In futuro la Svizzera formerà insieme a Germania, Francia e Stati del Benelux un unico blocco di spazio aereo nell’Europa centrale. L’attuazione di questa iniziativa richiede molte risorse economiche e l’UE probabilmente non ci sosterrà finanziariamente. Questa diversità di trattamento è nuova e insolita per noi. Se non fosse possibile mettere in pratica il SES, i passeggeri purtroppo sarebbero i primi a sentirne gli effetti negativi sotto forma di ulteriori ritardi.»

Circa 3300 aerei Numero di aerei che la sicurezza aerea svizzera guida

quotidianamente attraverso lo spazio aereo elvetico. Circa il 40 percento di questi decollano o atterrano in Svizzera.

169 destinazioni Numero di destinazioni servite direttamente nel 2015, contro soltanto 142 nel 2002.


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10 ESPERIENZE PERSONALI

ALLA CONQUISTA DELL’OVEST Campi, prati e boschi si estendono quasi sconfinati tra i deliziosi villaggi di campagna dell’Alsazia. Qui, a pochi chilometri dal confine svizzero, Daniel Straumann ha realizzato il suo sogno di aprire la sua Horse Academy. ACCORDO IN QUESTIONE: LIBERA CIRCOL AZIONE DELLE PERSONE

«L’equitazione americana è sempre stata una mia grande passione. Il ‹reining›, questo il nome della nostra disci­plina, deriva dal tipo di cavalcata di chi lavorava con il bestiame in America. Volendo fare un confronto si potrebbe paragonare al classico dressage: cavallo e cavaliere devono completare un percorso al galoppo e vengono valutati dai giudici di gara. Per realizzare insieme a mia moglie la Horse Academy qui in Alsazia, nel 2011 ho lasciato il mio lavoro in Svizzera, all’interno di quella che allora era la mia azienda di prestampa e che poi nel 2014 ho inserito all’interno di una partner­ ship di agenzie. Oggi gestiamo il più grande centro sportivo di equitazione americana in Europa. Ogni giorno alleniamo circa 40 cavalli dei nostri clienti svizzeri e di tutta Europa e ogni anno organizziamo diverse competizioni. In Svizzera non avremmo potuto realizzare la nostra Horse Academy in questo modo. Non soltanto per motivi di spazio. I costi elevati e le complicate procedure burocratiche da espletare per far entrare i cavalli nel paese avrebbero scoraggiato i clienti europei. Qui in Alsazia tra il nostro personale vi sono molte persone della regione, ma anche alcuni transfrontalieri dalla Svizzera. Il fieno e il mangime lo acquistiamo dai produttori locali, paghiamo le tasse e il 65 percento della disponibilità dell’hotel vicino solita­ mente è occupato grazie a noi. Entrambi i paesi quindi traggono vantaggio dal nostro progetto transnazionale.»

190’000 persone Numero di persone che vivevano in Francia in perma­ nenza nel 2014 – è più di un quarto di tutti gli svizzeri all’estero.

828 matrimoni Numero di coppie franco-svizzere che si sono sposate nel 2015 presso gli uffici di stato civile svizzeri.


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VIVERE E LAVORARE ALL’ESTERO


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10 ESPERIENZE PERSONALI

PANORAMICA SUI BILATERALI Gli accordi tra Svizzera e UE (Accordi bilaterali I) approvati nel 2000 dai cittadini svizzeri con il 67,2 percento di voti favorevoli sono giuridicamente legati tra loro. Se uno di questi accordi venisse annullato, vengono soppressi anche tutti gli altri. Nel 2005 sono stati sottoscritti democraticamente altri accordi (Accordi bilaterali II). I temi più importanti trattati da questi due pacchetti di accordi sono:

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE I cittadini svizzeri e dell’UE possono scegliere di vivere o di lavorare nei paesi firmatari degli accordi usufruendo di pari diritti, purché abbiano un contratto di lavoro valido o sufficienti mezzi economici e possiedano un’assicurazione sanitaria. La libera circolazione delle persone ha dato un forte slancio alla crescita economica in Svizzera. Sono stati creati numerosi nuovi posti di lavoro, in particolare anche per i citta‑ dini svizzeri. Agli accordi sulla libera circolazione delle persone sono lega­ti anche gli accordi di Schengen e di Dublino. Nel caso fosse revocata la libera circolazione delle persone anche questi ultimi due accordi sarebbero sospesi. SCHENGEN Nello spazio Schengen, che comprende quasi tutti gli Stati dell’UE e dell’ AELS, vengono effettuate solo verifiche a campione sulle persone, mentre sono intensificati i controlli alle frontiere esterne dello spazio. Chi è in ­possesso di un «visto Schengen» può viaggiare per 90 giorni nello spazio Schengen, quindi il turismo svizzero ha tratto molti vantaggi da questa semplificazione. Un sistema informativo condiviso facilita la collaborazione transnazionale nel settore dell’asilo e tra i diversi organi di polizia nazionali. OSTACOLI TECNICI AL COMMERCIO Grazie a questo accordo le aziende possono sottoporre i loro prodotti ad un controllo unico, in Svizzera o nell’UE. Le industrie svizzere possono accedere al mercato europeo più rapidamente e non hanno bisogno di aspettare delle autorizzazioni nazionali. In questo modo le aziende sono più competitive e mantengono degli impieghi.


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PANORAMICA SUI BILATERALI

AGRICOLTURA Il commercio di prodotti agricoli è semplificato in numerosi settori. L’UE e la Svizzera aboliscono i dazi doganali e riconoscono reciproca­ mente i prodotti con denominazione di origine protetta (ad es. per il Gruyère o la Zuger Kirschtorte). I caseifici svizzeri dal 2002 ogni anno vendono 10’000 tonnellate di prodotti in più all’interno del mercato europeo. APPALTI PUBBLICI Stati, province e città in Europa ogni anno investono oltre 400 miliardi di franchi in progetti infrastrutturali. Grazie ai bilaterali le aziende svizzere possono partecipare agli appalti per la realizzazione di queste opere con pari diritti. Questo accordo favorisce quindi l’industria ferro­ viaria e i loro fornitori, ma anche gli architetti e gli ingegneri svizzeri. TRASPORTI TERRESTRI I settori dei trasporti stradali e ferroviari sono liberalizzati e la politica svizzera in materia di trasferimento del traffico su rotaia è garantita dal riconoscimento da parte dell’UE della tassa sul traffico pesante com­ misurata alle prestazioni (TTPCP). L’accordo, inoltre, stabilisce che l’UE e la Svizzera si mettano d’accordo sulla loro politica di protezione delle Alpi. TRAFFICO AEREO L’accordo garantisce alle compagnie aeree il reciproco accesso al mer­ cato. L’accordo sul traffico aereo è importante per le compagnie aeree, gli aeroporti, i passeggeri, la società di controllo del traffico aereo Skyguide, il produttore di aerei Pilatus e molte altre aziende fornitrici. Chi viaggia per motivi privati o di lavoro avrà a disposizione un’offerta migliore e prezzi più bassi. ORIZZONTE 2020 (RICERCA) Il programma quadro per la ricerca e l’innovazione «Orizzonte 2020» è il principale strumento con il quale l’Unione europea promuove scienza, sviluppo tecnologico e innovazione. Gli scienziati svizzeri approfittano certo di questi fondi, ma anche della rete. In questi ultimi anni, le uni­ versità elvetiche sono riuscite a finanziare numerosi progetti prestigiosi e a portare in Svizzera le menti più brillanti.


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10 ESPERIENZE PERSONALI

ERASMUS+ (FORMAZIONE) L’«Erasmus» è il programma di cooperazione europeo tra le università. Gli elementi fondamentali di questo programma sono il riconoscimento degli studi effettuati all’estero, il sostegno finanziario agli studenti che partecipano allo scambio e la cooperazione diretta tra le università europee. A causa delle incertezze che circondano la libera circolazione delle persone, dal 2014 la Svizzera è rimasta fuori dal programma ampliato Erasmus+ e ha dovuto accontentarsi di misure compensative. MEDIA/EUROPA CREATIVA (PROMOZIONE DELLA CULTURA) La Svizzera dal 2014 non ha più accesso neppure a «Europa creativa», il progetto che ha sostituito il programma europeo di promozione cine­matografica MEDIA. Negli anni precedenti, grazie ai fondi messi a disposizione dall’UE e alle possibilità di promozione offerte, è stato possibile realizzare molti film e documentari svizzeri di successo, ma anche coproduzioni internazionali, che sono stati poi proiettati nei cinema di tutta Europa. ALTRI ACCORDI I bilaterali comprendono tutta una serie di altri accordi. L’accordo di Dublino, ad esempio, regolamenta la cooperazione europea nel settore dell’asilo. L’accordo in materia di statistica stabilisce che i principali rilevamenti statistici in Europa e in Svizzera debbano poter essere con­ frontati tra loro in modo diretto. Inoltre, grazie all’accordo in materia di ambiente, dal 2006 la Svizzera fa parte dell’Agenzia europea dell’am­ biente (AEA), la quale su incarico di 33 paesi raccoglie i dati sulle condizioni dell’ecosistema.


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PANORAMICA SUI BILATERALI

PER UNA SVIZZERA APERTA E SOVRANA L’interconnessione internazionale ha reso la Svizzera più forte dal punto di vista economico, politico, scien­tifico e culturale. Le persone presentate in questo documento sanno bene perché è importante mantenere una buona partnership con l’Europa e perché l’isolamento e la chiusura non sono alternative possibili per un paese di successo e consapevole del proprio valore. La via bilaterale crea una base solida e collaudata per una buona partnership tra Svizzera ed Europa, da cui traggono vantaggio non soltanto gli operatori economici ma tutti coloro che vivono in Svizzera. Ogni giorno. Curiamo questi rapporti in modo tale che

→ la Svizzera rimanga c­ ompetitiva a livello economico grazie al completo accesso ai mercati; → la Svizzera rimanga un polo innovativo di portata mondiale; → la Svizzera rimanga un paese multiculturale, aperto e forte.


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PARTNER

PARTNER E SOSTENITORI DELLA CAMPAGNA Associazione d’imprese svizzere in Germania | Associazi­one delle Banche Private Svizzere | Associazione delle Società Svizzere di Pubblicità | Associazione Svizzera d’Assicurazioni | auto-schweiz | Camera di commercio dei due Cantoni di Basilea | Camera di commercio del Canton Glarona | Camera di commercio del Canton Zurigo | Camera di commercio e Associazione degli imprenditori dei Grigioni | Camera di commercio e d’industria del Canton Argovia | Camera di commercio e d’industria del Canton Berna | Camera di commercio e d’industria del Canton Friburgo | Camera di commercio e d’industria del Canton Giura | Camera di commercio e d’industria del Canton Neuchâtel | Camera di commercio e d’industria del Canton San Gallo – Appenzello | Camera di commercio e d’industria del Canton Turgovia | Camera di commercio e d’industria del Canton Vallese | Camera di commercio e d’industria del Canton Vaud | Camera di commercio e d’industria della Svizzera centrale | Camera di commercio, d’industria e dei servizi del Canton Ginevra | Chocosuisse | Commercio Svizzera | economiesuisse | Europaplattform | Expertsuisse | Federazione delle imprese romande | fial | Giovani liberali radicali | Giovani Verdi liberali svizzeri | GomS | Helvezin | Hotelleriesuisse | Interpharma | KPMG | Metrobasel | Novartis | Numes | Operation Libero | PBD | PLR | PPD | Promarca | PwC | Roche | scienceindustries | Società degli impiegati del commercio (KV Schweiz) | Società svizzera degli impresari costruttori SSIC | StrategieDialog 21 | Swico | Swiss Biotech | Swiss Textiles | SwissBanking | Swisscleantech | SwissHoldings | Swissmem | swissuniversities | Unione delle città svizzere | Unione svizzera degli imprenditori | Verdi liberali svizzeri | Viscom | YES


Abbiamo bisogno dei bilaterali perché → la Svizzera rimanga competitiva ­­ a livello economico grazie al completo accesso ai mercati; → la Svizzera rimanga un polo innovativo di portata mondiale; → la Svizzera rimanga un paese multiculturale, aperto e forte.

L’interconnessione internazionale ha reso la Svizzera più forte dal punto di vista economico, politico, scientifico e culturale. Dobbiamo curare i rapporti con i nostri vicini europei e impegnarci tutti insieme per una politica europea costruttiva. Partecipate anche voi su www.aperta-sovrana.ch


IMPRESSUM Editore aperta+sovrana Responsabili di progetto Karin Mateu, Oliver Steimann Concetto e realizzazione GEYST AG, Zürich Redazione Emanuel Scheidegger Fotografia Mount Harbor – Christian Brandes, Daniel Infanger Stampa DAZ Druckerei Albisrieden AG, Zürich © aperta+sovrana, 2016

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