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Io, Trombona mai suonata…

Tutte le mie amiche mi dicono che non è vero che nessuno vuole mettersi con me perché sono grassa, dicono che basta che io sia gattamorta, che devo guardare fissofisso quello che mi piace, ammiccare un filino con l’occhio destro, parlare sussurrando e non salutarlo troppo, ma solo con dei cenni velati e apparentemente casuali. Io ascolto tutti i loro discorsi, e riesco solo a pensare che loro sono magre, hanno i capelli belli sempre in posa, i vestiti giusti tutti in tinta, e il moroso succo, e questo perché loro sono magre e non perché sono gattamorte, che gattamorte molte di loro non lo sono davvero mai state. Io invece sono grassa, oddio, non deforme come quella tale che chiamano Veranda perché c’ha ‘na panza e due tette giganti che dal bacino in giù non ci picchia mai -9-


il sole e resta in ombra, ma sono quel che si suol dire in sovrappeso, ho i capelli sempre sconvolti, i pantaloni non mi si chiudono o mi tirano sulla pancia e, soprattutto, la gattamorta non la so fare. Se guardo uno fissifisso dopo un minuto mi agito, divento rossa, parte uno dei miei tic nervosi giracollo e finisce che lui ride mentre io fisso il muro alla mia destra; dopo tutto ciò, se muovo pure l’occhio destro per ammiccare, quello davvero pensa che sono una nevrotica dai movimenti inconsulti. Una volta ho provato a sussurrare, ma io non pronuncio bene la “r” e così il tizio davanti a me continuava a dirmi “Come?! Parla più forte che non ho tempo di scherzare…”; inoltre, il fatto di non salutare sempre, ma solo a volte e per di più con brevi cenni, per me non ha senso: se io, quando vado al pub, non saluto il tipo che mi piace finisce sempre che, mentre cerco di inventare qualche “cenno casuale”, passa un’ora e ancora non l’ho salutato, così lui non saluta me, se ne va con i suoi amici e fine del pathos. Se invece fossi magra e avessi, perché no, anche il naso un filin più dritto, la faccenda sarebbe diversa. Così, all’apice della disperazione da peso e atteggiamento da adottare con il maschiopathos, ho creato una mia nuova possibile teoria per aiutare le in-sovrappeso, le ciccione e le verande ad avvicinarsi ai maschi evitan- 10 -


do il terribile, nonché controproducente, metodo della gattamorta. Questa teoria si chiama: Tattica della PUNTA con controPUNTA e antiPUNTA, alla ricerca del Pigreco. Che, per semplicità, sussumerò qui con il nome di Teoria delle Punte. Innanzitutto, ritengo sia giusto iniziare spiegando l’elemento essenziale della mia teoria: la PUNTA, per l’appunto.

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Come trovare un uomo... senza perdere purezza, dignità e veginità.