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E D I W Textile - Interior - Decorative OOH - Industrial & 3D

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I Power Sponsor sono aziende che hanno scelto di accompagnare Wide nel suo percorso editoriale 2017, garantendo una continuitĂ di impegno nel dialogare con la redazione e nel favorire il trasferimento tecnologico verso il mercato. Attraverso case history, news tecnologiche, interviste al proprio interno e a clienti rappresentativi, si proporranno quali driver di informazioni ‘powerful’ nelle diverse sezioni della rivista.

J-TECK3 EURMOMA AGFA KIIAN digital


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editoriale paola bonfanti

MILLE E UNa TRAMA per narrare il cambiamento È un movimento raffinato e avvolgente a inaugurare il 2017 di WIDE. Un movimento che intesse in copertina una danza di trame e tessuti, capace di coinvolgere chi la osserva nella sua logica di forme e cromie. Anche il fil rouge narrativo che vi proponiamo di numero in numero vuole intessere una o più trame capaci di illustrare i trend e le peculiarità dei diversi settori applicativi che pertengono alla content proposition della rivista. Per confezionare un tessuto policromo – e polifonico – che valorizzi le storie di eccellenza del nostro Paese, laddove l’eccellenza trova espressione non solo nell’innata creatività, ma altresì nella capacità di abbracciare il cambiamento mettendo in campo risorse inattese, per affrontare un mercato internazionale sempre più competitivo e una congiuntura economica da tempo difficile. Avvolgendoci in tale tessuto, vogliamo partire con un po’ più di ottimismo nello sguardo sul presente e verso il futuro. Congeniale a questo spirito – e a uno storytelling giocato sulla narrazione del printing dall’effetto wow – è lo speciale dedicato al Textile, che offre una prospettiva ad ampio raggio sul settore della stampa tessile e sulla trasformazione digital in atto. La mappatura dei segmenti del tessile e approfondimenti sulle dinamiche del settore e sulle tecnologie più innovative sono incorniciati dalla testimonianza di quelle realtà che hanno contribuito a definire il ruolo di leadership dell’Italia in questo comparto. E di storie italiane di rilievo si continua a parlare anche nelle pagine successive, nelle quali brand del made in Italy narrano dell’utilizzo virtuoso della stampa specialistica di ultima generazione nelle strategie di comunicazione e di sviluppo prodotto. In questo percorso di esplorazione a trecentosessanta gradi abbiamo coinvolto – ed è una novità del 2017 – alcuni compagni di viaggio. Sono i Power Sponsor, aziende che hanno scelto di sostenere WIDE nella sua funzione informativa e aggregativa di una community sempre più ampia di lettori di diversa provenienza settoriale. Benvenuti a bordo ad Agfa Graphics, Kiian Digital, Eurmoma e J-Teck3.

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sommario Wide trentadue

WIDE trentadue

N. 32 geN-mar 2017 €8,00 STRATEGO GROUP 20090 SEGRATE (MI) vIA CASSAnESE 224

Outdoor/Indoor/Industrial Printing/retail

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speciale textile scenari di mercato: l’industria tessile tra risultati, cambiamenti e prospettive pag 12 CLASSIFIcazione: applicazioni e tessuti definiscono il digital textile printing pag 16 spaziO designer: fulvio alvisi, il tessile che cambia PAG 23 spaziO designer: lottozero pag 24 inchiesta: un inchiostro per tutti i tessuti. il punto sul pigmento digitale pag 28 tecnologia: le griffe della moda conquistate dai “manichini 3d” pag 36 spazio green: certificare l’impegno per la sostenibilità pag 38 l’insider: mantero pag 42 eventi: heimtextil 2017 pag 46 tecnologia: notizie dalle aziende pag 48

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interior l’insider: saint gobain glass italy, vetro per arredare gli ambienti pag 50

decorative testimonial: illycaffè, il valore del packaging che racconta il brand pag 54

industrial printing tecnologia: michelangelo per la decorazione

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digitale del packaging cilindrico pag 58 tecnologia: print of things pag 60

out of home scenari: sempre più immersivo, responsive, smart pag 64 L’insider: sismaprint pag 66

rubriche news: tecnologie, eventi, installazioni, iniziative pag 6

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world wide vision: milano veste i cantieri pag 57 fespace: eventi nel mondo pag 63 eventi: efi connect a las vegas pag 70

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STAMPA FUORI DAGLI SCHEMI

Scopri il mondo variegato e creativo delle tecnologie di stampa serigrafica, digitale e tessile di grande formato presso l’esposizione più grande di stampa specializzata ad Amburgo dall’8 al 12 maggio 2017. REGISTRATI PER UN INGRESSO GRATUITO UTILIZZANDO IL CODICE PROMOZIONALE: FESA729

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NEWS

AZIENDE, PERSONE, INIZIATIVE

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I Power Sponsor sono aziende che hanno scelto di accompagnare WIDE nel suo percorso editoriale 2017, garantendo una continuità di impegno nel dialogare con la redazione e nel favorire il trasferimento tecnologico verso il mercato. Attraverso case history, news tecnologiche, interviste al proprio interno e a clienti rappresentativi, si proporranno quali driver di informazioni ‘powerful’ nelle diverse sezioni della rivista.

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Tecnologia Un sistema versatile per saldature “facili” e precise Leister presenta il nuovo sistema da banco Hemtek ST, progettato per effettuare la saldatura veloce precisa delle orlature di banner pubblicitari e teloni di copertura. Conforme agli standard di qualità e sicurezza del costruttore svizzero, è stato realizzato con il duplice obiettivo di ottenere un sistema facile da usare e capace di assicurare una qualità superiore del lavoro. La R&S ha lavorato a perfezionare i singoli componenti della saldatrice, a partire dal rullo che effettua la regolazione costante della pressione. Hemtek ST è corredata di una guida unica con cui realizzare, in un solo passaggio, orlature chiuse di 20-3040 mm, orlature aperte fino a 100 mm e orlature con rinforzo. Il sistema è, dunque, molto intuitivo e utilizzabile per molte applicazioni diverse: una volta assemblato l’apparecchio, la saldatura può iniziare immediatamente, senza richiedere complesse operazioni di preparazione o saldature laboriose. User friendly anche l’unità di comando, tramite cui l’operatore può regolare temperatura, velocità e flusso d’aria in modo intuitivo con il tocco di un dito. Le altre caratteristiche tecniche che distinguono la nuova saldatrice Leister sono la modalità integrata cool down, che effettua il raffreddamento delicato e graduale della macchina, e la velocità elevata di saldatura (fino a 12 m/ min) ottenuta grazie alla potenza della soffiante e alla facilità di preparazione della guida, senza usare attrezzi. Di più, per azionare la macchina è sufficiente premere l’apposito pedale; l’operatore ha, così, entrambe le mani libere per orientare il materiale senza impedimenti e lavorare in tutta sicurezza. Hemtek ST può essere fissata con facilità, tramite morsetti, su qualsiasi piano di lavoro e sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2017.

Eventi Anticipazioni da Viscom Italia 2017 Viscom Italia fa già parlare di sé: l’appuntamento annuale della filiera della comunicazione visiva – che si terrà dal 12 al 14 ottobre a FieraMilano – rinnova e arricchisce i contenuti, ponendo l’accento sulle nuove opportunità del settore, sui cambiamenti del mercato, sui molteplici volti della visual communication e i suoi legami con settori quali design, fashion, retail e industria. Una scelta che sembra incontrare il favore dei player del settore, laddove oltre il 70% dell’area fieristica è già occupata, con una significativa presenza di player internazionali. La nuova content proposition di Viscom si declina in una serie di eventi distribuiti nei tre giorni dello show. Gli scenari futuri saranno al centro di Viscom Talks, dove i partecipanti potranno interagire e condividere know how e case history. Viscom Live, rinnovato nel concept, si presenterà come una fabbrica polifunzionale di idee per valorizzare creatività e abilità tecniche in vere applicazioni a effetto. Torna anche DIVA Display Italia Viscom Awards, per premiare il display più originale capace di offrire la migliore shopping experience nel punto vendita. Focus del concorso, valorizzare il ruolo del design e dei materiali, nonché l’interazione con il cliente. Sempre sul tema dell’evoluzione del punto vendita, torna Elementaria, una mostra che afferisce a un modello di business dedicato alle materie prime e agli strumenti per l’arredo espositivo e la comunicazione di marca. Saranno esposti i prototipi di progetti realizzati da noti designer, in collaborazione con aziende.


AZIENDE, PERSONE, INIZIATIVE

Eurmoma si espande nel nord Italia Retail Un viaggio grafico fantastico nei negozi di Prénatal

È firmato da Gruppo Masserdotti il restyling nel segno del colore dei punti vendita di Prénatal. Il brand ha scelto lo stampatore bresciano come partner tecnologico per un ampio progetto di retail design: la collaborazione, che continua nel 2017, punta all’allestimento di nuovi punti vendita e al restyling dei negozi già esistenti. Gruppo Masserdotti si è avvalso delle proprie competenze consulenziali e produttive nella realizzazione e nell’installazione di grafiche decorative, promozionali e rappresentative del brand. Le stampe comprendono rivestimenti filmici applicati a copertura completa delle vetrine e adesivi murali per la decorazione delle pareti con il logo. Attraverso la stampa diretta sono state prodotte pannellature, anche di grande formato, con immagini di forte impatto e messaggi promozionali dedicati al programma di loyalty promosso dall’insegna. Il team di installatori specializzati del Gruppo Masserdotti ha portato a termine il restyling di ciascun negozio in tempi record. “Grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie a supporto della visual communication, siamo in grado di offrire un’ampia varietà di applicazioni sempre più evolute, facilmente adattabili alle esigenze di comunicazione e di restyling del settore retail e installabili in tempi brevi”, spiega Alberto Masserdotti, CEO del gruppo. “Il continuo aggiornamento tecnologico è mirato a sperimentare le combinazioni più efficaci tra sistemi di stampa e materiali. L’obiettivo è offrire il valore aggiunto di supporti high-tech e performance elevate in ambito squisitamente estetico ma anche di impatto ambientale. In questo progetto di re-design, la qualità dei nostri prodotti e la competenza specializzata del nostro team hanno sicuramente contribuito a valorizzare la percezione del brand Prénatal”. Le stampe, che alternano immagini fotografiche a grafiche multicolore, sono state realizzate con sistemi di ultima generazione e puntando a ottenere qualità di stampa e cura del dettaglio nella finitura dei materiali, come richiesto dall’interior decoration contemporanea.

Eurmoma, distributore di materiali per i settori della comunicazione visiva e della grafica pubblicitaria, consolida la propria presenza nel nord Italia. Con la recente inaugurazione del nuovo ufficio di Turate, in provincia di Como, l’azienda romana compie un ulteriore passo in avanti in un percorso di espansione che la vede puntare al conseguimento di una copertura sempre più capillare del territorio nazionale. Con l’obiettivo di avvicinarsi a tutti i clienti per costruire con loro rapporti fidelizzati e gestiti di persona – e non attraverso conversazioni via email o telefoniche. “Siamo convinti che la vicinanza territoriale ai clienti e la possibilità di interagire in modo diretto con loro rappresentino un valore aggiunto per i nostri interlocutori. Il nuovo ufficio ci consentirà di controllare al meglio tutto il mercato del nord e, in particolare, quello lombardo”, dichiara Ippolito Bassani, titolare di Eurmoma. La gestione dell’ufficio di Turate è stata affidata a Maurizio Sironi, una new entry di Eurmoma. Personalità ben nota nel mercato di riferimento, anche a fronte delle passate esperienze in aziende del calibro di Spandex ed Hexis, Sironi vanta una grande competenza nel settore della comunicazione visiva. Tra le sue responsabilità, il controllo di tutto il mercato del nord e la ricerca di nuovi clienti. Nello svolgere l’attività sarà supportato da un magazzino rifornito della quasi totalità dei prodotti in pronta consegna – tutta la gamma Eurmoma in materia di display, autoadesivi e biadesivi, lastre in plastica, illuminazione LED e profilati in alluminio sarà sempre a disposizione – e dall’alta qualità del servizio clienti che contraddistingue l’azienda. “Quella di Maurizio Sironi è stata una scelta strategica per Eurmoma. Il know how e la conoscenza dei materiali dedicati alla visual communication nonché l’alta professionalità della persona stanno già dando un contributo importante a tutta l’azienda”, ha spiegato Bassani. “Sono entusiasta di questa nuova collaborazione e ripongo in Sironi la massima fiducia, per una collaborazione appena nata che si prospetta sinergica e fruttuosa”. Website e email: www.eurmoma.it - sironi@eurmoma.it Tel. Ufficio Como: 0296753080

Maurizio Sironi, responsabile della7filiale Eurmoma di Turate.

power sponsor

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NEWS


Si chiama Jeti Ceres il nuovo sistema di stampa roll to roll LED UV wide format di Agfa Graphics, sviluppato per rispondere alle esigenze dei clienti con elevati volumi produttivi. Con Jeti Ceres, Agfa mette in primo piano produttività e qualità, uniti alla solidità del sistema, necessaria per gestire alti volumi. Concepita per le applicazioni di fascia medio-alta, la nuova soluzione è in grado di stampare su diversi supporti in bobina singola e doppia, raggiungendo velocità fino a 186 metri quadrati/ora. La sua struttura robusta garantisce bassa manutenzione e affidabilità nel tempo. Le lampade UV-LED permettono di abbattere i costi di gestione e assicurano un maggior rispetto dell’ambiente. Altre peculiarità di Jeti Ceres, la possibilità di utilizzare una più ampia gamma di supporti stampabili e di eliminare i tempi di fermo dovuti al preriscaldamento delle lampade. Tutto questo permette di ottenere risultati di alta qualità stabili e ripetibili nel tempo.

Le caratteristiche del sistema Grazie alla tecnologia LED UV di ultima generazione e agli inchiostri di Agfa Graphics, Jeti Ceres è in grado di stampare su materiali sensibili al calore, come PVC e materiali autoadesivi, senza deformarli, offrendo così nuove opportunità produttive. Inoltre, il sistema di circolazione specifico per il bianco di cui il sistema è dotato apre a infinite possibilità per esaltare o dare vividezza e un tocco di ‘stupore’ alle immagini, soprattutto nelle applicazioni retroilluminate e bifacciali. Gli inchiostri di Agfa Graphics, sviluppati per prestazioni impeccabili e ripetibili lotto dopo lotto, offrono versatilità, un ampio gamut colore e qualità elevata. Jeti Ceres dispone dell’opzione primer per una maggiore durata nel tempo degli stampati su bobine di materiale con difficile adesione. Il motore applica automaticamente un sottile strato di primer prima di stampare, creando un’ideale tensione superficiale e preparando la ricezione ottimale dell’inchiostro. Asanti, il flusso di lavoro di Agfa Graphics per il wide format, è completamente integrato su Jeti Ceres e pilota tutti i processi di stampa – dalla prestampa alla finitura. Asanti è compatibile con PrintSphere, la soluzione cloud dell’azienda che standardizza e automatizza il flusso di informazioni e dati tra i diversi user nonché altri motori di stampa Agfa, ottimizzando così la condivisione dei file e garantendo la sicurezza dei dati in un flusso di lavoro totalmente automatizzato. www agfagraphics.com

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power sponsor

AGFA GRAPHICS presenta Jeti Ceres RTR3200

Textile Due inchiostri, un solo sistema: il tessile sempre più flessibile Mimaki ha annunciato un upgrade per i sistemi della serie TX300P-1800 che da oggi potranno essere caricati contemporaneamente con inchiostri per la stampa diretta su tessuto e con inchiostri a sublimazione. Si tratta di un’innovazione che consente agli stampatori di lavorare su una gamma di materiali più ampia senza dover cambiare ogni volta set di inchiostri. Attualmente Mimaki ha nel proprio portafoglio cinque differenti classi di inchiostro: a sublimazione, a dispersione, a pigmento, reattivi e acidi. Ciascuna tipologia è indicata per determinate lavorazioni tessili e ciò implica la necessità di cambiare i set di inchiostri al variare del tipo di tessuto e di applicazione. Grazie all’upgrade appena eseguito, i due inchiostri più utilizzati – T400 a pigmento e Sb420 a sublimazione – possono essere caricati contemporaneamente sul medesimo sistema per una flessibilità maggiore. Ciò permette, ad esempio, di eseguire lavorazioni su cotone o canapa per poi passare ad applicazioni su poliestere senza alcun fermo macchina, semplicemente con un click. Va anche ricordato che le due tipologie di inchiostro non necessitano né di asciugatura a vapore né di lavaggio nella fase di post-stampa, eliminando quindi il bisogno di apparecchiature onerose sia in termini economici che di spazio. Questo rende i sistemi della serie TX300P-1800, già progettati per essere entry-level, ancor più adatti a rispondere alle esigenze di designer, laboratori di tessuti, istituti di ricerca.

Tecnologia Prima installazione mondiale per EFI Nozomi C18000 È Rafael Hinojosa, stampatore spagnolo di packaging e converting, la prima azienda al mondo a investire nel sistema inkjet LED di EFI Nozomi C18000. La macchina – che verrà installata tra marzo e aprile – sarà coordinata dall’ultima versione del front-end digitale EFI Fiery e verrà integrata nella EFI Corrugated Packaging Suite già presente in azienda. Lanciata a drupa 2016, EFI Nozomi C18000 è in grado di stampare fino a 75 metri lineari al minuto, con una produzione che raggiunge i 7.224 metri quadrati all’ora. Utilizza fino a 7 colori (CMYK standard con stazioni opzionali per arancione, viola e bianco) con 360x720 dpi di risoluzione massima – con imaging in scala di grigi a quattro livelli. Il sistema è flessibile a livello di supporti, spaziando da cartoncino 14 punti a cartoncino a tripla parete, tra cui i tradizionali materiali Kemi, sbiancati e kraft. Tra le altre caratteristiche, il sistema di ispezione della qualità delle immagini in linea – che gestisce e ottimizza gli errori relativi a ugelli inkjet, allineamento e uniformità per la massima qualità di imaging – e l’architettura permanente della testa, studiata per eliminare i tempi di inattività associati alla sostituzione delle testine di stampa. Inoltre, la nuova piattaforma è dotata di un sistema di alimentazione dall’alto e dal basso, totalmente integrato e programmabile, in grado di gestire anche separazione, sollevamento, trasporto e allineamento dei supporti a velocità di stampa elevate.


Eventi HP PAGEWIDE on the road: il print street davanti all’ufficio HP PageWide XL è veloce nella stampa, ma anche su strada: momentaneamente alloggiata in un furgoncino, questa stampante di grande formato è in viaggio per l’Italia a scopo promozionale dal 23 gennaio. Grazie alla collaborazione tra Fenix DG e HP, i print service provider interessati hanno la possibilità di vedere stampati i propri lavori praticamente a domicilio e di testarne con mano la velocità di stampa pari a 23 metri al minuto, ovvero 30 pagine A1. Il Truck di HP PageWide è stato pensato per portare la demo a casa dei clienti: nel retro del furgone sono stati posizionati una stampante HP PageWide XL 5000 MFP e numerosi supporti di stampa. Suscitare stupore e assecondare la comodità del cliente si coniugano con le caratteristiche di dinamicità e orientamento al cliente, per cui una volta preso l’appuntamento, il furgoncino viene parcheggiato davanti all’ufficio e la dimostrazione è subito a disposizione anche di chi, pur volendo verificare di persona le qualità del macchinario, non può assentarsi dal posto di lavoro. Un’iniziativa che sta riscuotendo successo, sostiene Mantovani, sales manager di Fenix DG, tanto che dopo le tappe del nord e centro Italia il furgoncino sta per riprendere il viaggio. Un’idea nuova che colpisce per la sua forma itinerante, ma che è anche sostenuta dalle caratteristiche strutturali dell’HP PageWide XL, che si pone nella scia delle stampanti che rivoluzionano il settore nella luce di stampa di 1.016 mm per i formati 50x70 cm, 70x100 cm, 100x140 cm, 6x3 m. Il furgone che alloggia la HP PageWide XL, la stampante di grande formato di HP impegnata in un tour itinerante attraverso tutta l’Italia. L’iniziativa Truck è frutto della collaborazione di HP con Fenix DG.


speciale

TEXTILE

Prosegue il viaggio di WIDE nell’universo del tessile che si trasforma, sotto la spinta della stampa digitale. Ampia è la portata del cambiamento in atto, che coinvolge la filiera del tessile a tutti i livelli: migrano i volumi di produzione, fioriscono applicazioni inedite, modelli di business alternativi fanno la loro comparsa, crescono personalizzazione e customizzazione mentre just in time e sostenibilità ambientale e di processo si affermano quali fattori critici. La nostra esplorazione parte da una visione ad ampio raggio del mercato e dei suoi trend e si spinge, poi, a illustrare le diverse categorie del tessile – in relazione ad applicazioni e tessuti in uso – in uno sforzo di classificazione che può trasformarsi in un utile strumento per orientarsi nei diversi meandri di questo

articolato comparto. L’inchiesta tecnologica – che coinvolge i principali produttori di sistemi di stampa e inchiostri – si focalizza sull’attualissimo tema del pigmento digitale, mentre un’altra finestra tech si apre sulla questione dei software più innovativi, destinati – chissà – a trasformare ulteriormente i modelli di business dei diversi player della filiera. E non poteva mancare un approfondimento sul tema della sostenibilità, con un focus sulla questione delle certificazioni. Il viaggio nel cuore del textile si arricchisce altresì della testimonianza dei creativi della filiera, i disegnatori tessili, e delle stamperie, storie di eccellenze italiane che hanno saputo trasformarsi in modo virtuoso per fare fronte al cambiamento.

A cura di Paola Bonfanti

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textile

Fotografia: www.premièrevision.com

scenari

Uno sguardo all’industria tessile, tra risultati, cambiamenti e prospettive Trainata dal processo di adozione delle tecnologie di stampa digitale nei cicli di produzione dei diversi comparti, l’industria tessile vive un periodo di grande cambiamento, caratterizzato dalla disponibilità di soluzioni di stampa sempre più performanti, dalla comparsa di modelli di business alternativi, dallo sviluppo di prodotti inediti e da un’attenzione crescente verso le tematiche ambientali

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Il mondo della stampa tessile continua a far parlare di sé. Non si arresta il processo di penetrazione del digitale legato all’inarrestabile evoluzione delle tecnologie, laddove soluzioni sempre più performanti sui fronti di macchine da stampa, software di gestione e di workflow, inchiostri e coloranti vengono lanciate sul mercato. E prosegue la trasformazione della filiera, tra modelli di business innovativi e applicazioni inedite. A fronte di tali cambiamenti, non è semplice tracciare un quadro complessivo della filiera. Come sta andando il settore nel suo complesso e come cresce, nello specifico, il segmento della stampa tessile digitale? Quali sono i trend di oggi e le prospettive di crescita dei prossimi anni? Lo abbiamo chiesto a Ron Gilboa, direttore della divisione Functional Printing & Packaging di InfoTrends, che ci ha aiutato a delineare lo stato dell’arte del textile contemporaneo.

Partiamo dal mercato della stampa tessile. Quali i valori e quali i volumi? Quello del tessile è un comparto che continua a crescere: a livello globale, negli ultimi anni il settore è andato ben oltre il trilione di dollari di valore stimato nel 2013 e rappresenta oggi quasi il 2% del PIL mondiale. Il 75% di questo mercato si concentra in Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone, mentre dal punto di vista merceologico, circa il 28% del valore del settore afferisce al tessile per abbigliamento fashion, il 16% all’abbigliamento sportivo, il 33% al tessile per décor e il 23% all’industrial (secondo i dati del rapporto “Market Line 8/2015”, Statica – PWC Analytics 2005, che include anche i segmenti di footwear e accessori moda). Quando si parla di settore tessile a trecentosessanta gradi ci si riferisce a un comparto che comprende sia tessuti tinti sia


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textile scenari

2015-2020 Il valore della stampa digitale, per applicazioni

2015-2020 Distribuzione geografica della stampa digitale

L’area EMEA mantiene la propria leadership nella stampa tessile, mentre la regione asiatica recupera terreno

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l tessile per abbigliamento continua a dominare, ma ci si attende una crescita significativa delle applicazioni in ambito industriale

Fonte: InfoTrends 2015-2020 Digital Textile Printing Industry Forecast

tessuti stampati. Secondo i dati di InfoTrends, il volume totale di tessuto prodotto all’anno è pari a circa 450 miliardi di metri quadrati, di cui circa il 60% riguarda i settori dell’abbigliamento e della moda. Rispetto al volume totale, sono 35 miliardi i metri quadrati di tessuto stampati all’anno e circa 1,4 miliardi sono i metri quadrati di tessuto che sono stati stampati con tecnologia digitale nel 2016.

A proposito di stampa tessile digitale, come sta andando il comparto? Il comparto della stampa tessile digitale continua a registrare una crescita a doppia cifra: i dati più recenti di InfoTrends parlano di un incremento del 24% anno su anno tra il 2015 e il 2020. L’abbigliamento si conferma il segmento di maggiore penetrazione per la stampa digitale, ma ci si aspettano sviluppi importanti anche per il tessile per arredamento e per applicazioni in ambito industriale. A livello geografico, l’Europa occidentale mantiene la propria leadership nella stampa tessile digitale, seguita dal Nord America. Tuttavia, la regione asiatica sta

recuperando terreno: si prevede un’accelerazione nel processo di adozione della stampa digitale in molti Paesi asiatici, con la Cina a trainare tale trasformazione.

La stampa digitale ha oggi un peso inferiore al 5% rispetto al volume totale di tessuto stampato a livello globale. Siamo di fronte a un caso di successo o piuttosto a una tecnologia che non è ancora riuscita a soddisfare appieno le aspettative iniziali? Sono convinto che quella della stampa tessile digitale sia una storia di successo – del resto, la strada del successo non è necessariamente la più rapida. Come è già accaduto in altri ambiti del printing, anche nel tessile la direzione intrapresa è quella dell’affiancamento della tecnologia digitale a quella tradizionale. Di tale integrazione beneficeranno in primis stamperie e print service provider, che saranno in grado non solo di offrire una gamma differenziata di prodotti e soluzioni – sia in alti volumi sia in una logica di customizzazione del singolo pezzo – ma anche di operare in modo sostenibile e

Fonte: InfoTrends 2015-2020 Digital Textile Printing Industry Forecast

nel pieno rispetto dell’ambiente, con grande flessibilità e con un approccio time to market. Inoltre, i progressi compiuti nello sviluppo delle macchine da stampa e nelle soluzioni di workflow stanno contribuendo ad accelerare la trasformazione digitale del settore tessile, come testimonia anche la crescita prevista di 24 punti percentuali annui fino al 2020.

Come si caratterizza la transizione verso la stampa tessile digitale? Il successo raccolto dalla stampa digitale nel settore tessile è strettamente legato ai benefici che questa tecnologia ha portato in ambito creativo, produttivo e di supply chain. La stampa digitale del tessuto consente di rispondere con immediatezza e flessibilità alle esigenze legate alla continua evoluzione dei trend della moda e alla richiesta sempre crescente di personalizzazione dei disegni o di utilizzo di immagini complesse, oltre a facilitare il passaggio alla personalizzazione di massa. Inoltre, la generale semplificazione del processo di stampa e dei cambi di lavoro – legata all’utilizzo dei file di produzione

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Ron Gilboa, direttore della divisione Functional Printing & Packaging di InfoTrends.


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textile scenari

Oltre alla stampa digitale, l’universo del textile ha abbracciato anche il web per dare vita a uno dei suoi modelli di business più innovativi: le piattaforme web-to-fabric. “Si tratta di un fenomeno in linea con il progressivo affermarsi dell’Industria 4.0 nei diversi settori di produzione e crea una connessione diretta tra i produttori dei beni e i consumatori”, spiega Ron Gilboa. “Tra i casi più interessanti, quello di Spoonflower, piattaforma nata negli Stati Uniti e indirizzata ad amanti del fai da te e hobbisti. A fronte del successo raccolto, Spoonflower ha aperto, nel 2016, una filiale a Berlino per rivolgersi ai mercati di Europa e Medio Oriente. L’attenzione alla community, ha portato l’azienda a raccogliere e combinare le diverse creazioni per sviluppare due collezioni di prodotti finiti, una nell’ambito dell’abbigliamento (Sprout) e l’altra nell’ambito dell’home décor (Roostery)”. Altro caso interessante citato da Gilboa è quello di TheColorSoup, la piattaforma web-to-fabric lanciata nel 2016 dall’italiana Gruppo Miroglio, una delle principali stamperie europee. “La strategia adottata da TheColorSoup è diversa. Questa piattaforma propone tessuti di un certo livello a prezzi competitivi. Oltre a descrivere il tessuto in sé, il website offre una serie di spunti e idee su possibili realizzazioni, insieme a tutorial che mostrano le tecniche utilizzabili per trasformare un tessuto stampato in un prodotto finito”.

Fotografie: www.premièrevision.com

L’era del web-to-fabric

– ha contribuito a incrementare l’efficienza operativa, nonché a eliminare scorte e inventari, a favore di una maggiore sostenibilità del processo di produzione.

Come andrà configurandosi il tessuto produttivo del settore tessile? Abbiamo già visto molti stampatori tessili tradizionali – che ben conoscono le esigenze specifiche e le aspettative dei brand owner di riferimento – intraprendere la strada del digitale come passaggio naturale in un percorso evolutivo volto ad arricchire e differenziare la produzione e l’offerta. Accanto a questi, vi sono realtà quali studi di design, stilisti e creativi che, cogliendo l’opportunità di un più semplice accesso alla produzione – grazie alle caratteristiche della tecnologia di stampa digitale – sono riusciti a dare vita a modelli di business innovativi. E non possiamo dimenticare che vi sono altresì aziende grafiche storicamente specializzate in altri ambiti del printing che hanno iniziato a guardare con interesse al textile quale opportunità per allargarsi verso nuovi mercati. In quest’ultimo caso, tali aziende si rivolgono prevalentemente al textile

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per décor e arredamento, più che alla moda. Tutte queste realtà, differenti tra loro per provenienza, andranno a formare il nuovo tessuto produttivo del settore tessile nell’era della stampa digitale.

Uno dei temi di maggiore attualità nel tessile digitale è quello del pigmento. La sua posizione al riguardo? Si tratta di un tema di grande interesse per il presente e il futuro della stampa tessile digitale. Il processo di stampa basato sul pigmento avviene a secco, ovvero non necessita di quantità di acqua ingenti e non richiede operazioni di post trattamento del tessuto, quali vaporizzaggio, lavaggio e asciugatura. Da ITMA 2015, enormi progressi sono stati compiuti su diversi fronti del pigmento digitale, a partire dalla gamma dei colori disponibili al grado di resistenza a sfregamento e lavaggio, tutti fattori fondamentali per una tipologia di inchiostro compatibile con diversi tessuti. Sul fronte opposto, tra gli aspetti più critici del pigmento vi è quello dei costi, che possono arrivare a essere cinque volte più elevati rispetto a quelli degli inchiostri

reattivi, ad esempio. Inoltre, tale tecnologia non è ancora in grado di rispondere ad alcune esigenze specifiche, legate a specifiche applicazioni, quali la morbidezza della mano del tessuto finito o il livello di trasparenza. Detto questo, sono convinto che la stampa a pigmento troverà grandi opportunità di crescita nel settore del tessile per arredamento, in particolare nei segmenti di biancheria e tappezzeria. Previo qualche accorgimento da parte dei player del settore: per poter ottenere buoni risultati con il pigmento, gli stampatori dovranno in primis condurre un’attenta analisi di tutti i parametri della produzione – quali costi complessivi, impatto ambientale e resa del prodotto finito –, una fase necessaria per arrivare a immettere sul mercato articoli in grado di competere con la concorrenza.

Un commento sul boom della fast fashion, direttamente legato alla stampa digitale? Il fenomeno della fast fashion si riferisce alla capacità dei brand della moda di immettere velocemente nuovi prodotti sul mercato, con una rotazione delle


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textile scenari

La filiera tessile in numeri Per offrire una ulteriore prospettiva sulla filiera tessile a livello globale, è interessante dare uno sguardo a qualche dato: i numeri che seguono indicano il valore complessivo (non limitato al contesto della stampa) dei singoli comparti merceologici.

• Abbigliamento femminile, 621 mld $ • Abbigliamento maschile, 402 mld $ • Abbigliamento per bambini, 186 mld $ (valore delle vendite globali) • Abbigliamento luxury, 339,4 mld $ • Sport footwear, 90,8 mld $ • Abiti da sposa, 57 mld $

collezioni non più stagionale ma quindicinale. Alla base della fast fashion vi è una catena di fornitura molto più controllata, nella quale la produzione è vicina ai luoghi di distribuzione e il processo – dal design al capo finito – è molto più semplice e veloce, anche grazie all’utilizzo della stampa digitale. Inoltre, a ottimizzare la produzione contribuisce l’uso di tool tecnologici di ultima generazione, quali soluzioni di gestione logistica all’avanguardia, innovativi sistemi di controllo dei materiali e strumenti 3D e 2D di progettazione e modelling, utili per ridurre al minimo i tempi di sviluppo delle collezioni. Attualmente, marchi come Zara, Desigual, Mango e H&M rinnovano le proposte continuamente, mantenendo prezzi accessibili e tenendo il passo con l’evoluzione di design e stili dettati dalla moda. Diverso il discorso per i brand dell’alta gamma, che rimangono legati a una catena di fornitura più lunga – soprattutto nella fase della creazione dei disegni e della produzione –, indispensabile per garantire i livelli qualitativi richiesti dal settore del lusso. Credo sia importante, e necessario, fare una riflessione sulle possibili conseguenze del fenomeno della

fast fashion rispetto al tema ambientale. L’ampia disponibilità di capi di abbigliamento sempre diversi nello stile e con costi accessibili induce all’acquisto ‘seriale’ e all’accumulo di abiti e vestiti negli armadi, con il rischio di congestionare lo smaltimento degli stessi. Proprio per questo, molti dei brand owner che stanno concentrando i propri sforzi sulla promuozione di un concetto di produzione responsabile e sostenibile arriveranno presto a lavorare anche sull’aspetto della gestione del fine vita dei prodotti.

A proposito di sostenibilità dei processi, come si pone l’industria tessile e quale ruolo gioca il digitale? L’industria tessile occupa le prime posizioni nella classifica delle filiere che provocano il maggior spreco di acqua in Cina, quantificato in 2,5 miliardi di tonnellate all’anno. Tale spreco non attiene alla sola fase di stampa, ma alla maggior parte dei processi della supply chain del tessile, dalla coltivazione sostenibile del cotone alla produzione di tessuti in poliestere, dallo sviluppo di materiali e fibre innovative alle varie fasi di preparazione dei

filati per la stampa. In tutti questi ambiti, cresce la richiesta di una produzione responsabile che consenta di migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi e risparmiare sull’impiego delle risorse. La stampa digitale rappresenta sicuramente un passo importante in questa direzione, laddove implica una riduzione sostanziale del consumo di acqua sia durante la fase di stampa che nelle operazioni precedenti e successive. Nel dibattito ambientale legato al mondo del textile vi è un altro tema di grande interesse. I capi di abbigliamento che indossiamo continuano a esercitare un impatto in termini di consumo di energia e risorse anche dopo essere stati prodotti. La ricerca si sta già muovendo per ottimizzare le prestazioni green anche su questo fronte: attualmente si lavora allo sviluppo di fibre innovative che, dotate di agenti antibatterici, arrivino a garantire un tempo di utilizzo più lungo prima di dover ricorrere al lavaggio. Si tratta di una delle tante sperimentazioni in corso orientate alla riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti tessili durante il loro ciclo di vita e alla conservazione del pianeta.

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textile classificazione

Textile designer Kirandeep Bassan

Se tutto ciò che viene stampato su tessuto è stampa tessile, una chiave di lettura interessante del settore può arrivare da un tentativo di classificazione per applicazioni, tessuti di maggiore utilizzo e requisiti tecnici e di prestazioni richiesti

Applicazioni e tessuti definiscono il digital textile printing

di Giuseppe Bosio*

Stampa tessile è… tutto ciò che viene stampato su tessuto. In altre parole, le applicazioni che attengono al mondo del textile spaziano tra i settori più svariati e comportano requisiti tecnici e tecnologici molto diversi. Con il recente boom legato all’avvento della stampa tessile digitale, le carte si sono ulteriormente mischiate e proprio per questo uno sforzo di classificazione dell’universo del tessile può offrire una chiave di lettura e orientamento utile e strategica per chi voglia comprendere le varie sfaccettature del settore tessile nell’era della stampa digitale. Ed è l’obiettivo che ci siamo posti nelle pagine seguenti: partendo dalla classificazione del digital textile printing proposta da FESPA Italia, sono state identificate le peculiarità di ogni segmento dal punto di vista delle applicazioni, dei tessuti di maggiore utilizzo e dei requisiti tecnici e di prestazioni richiesti ai prodotti tessili finiti.

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Tessuti, fibre, solidità: i parametri che contano Appartengono al settore del digital textile printing tutte le tecnologie per la stampa diretta sul tessuto nelle quali l’inchiostro interagisce direttamente con la fibra. Affinché l’inchiostro si agganci alla fibra e mantenga una solidità più o meno permanente nel tempo è necessario che vi sia una compatibilità tra inchiostro e fibra e che al momento del contatto si generi una reazione chimico-fisica. Al fine di garantire l’idoneità della fibra e il miglior risultato in termini di resa qualitativa, resistenza fisicomeccanica, solidità, sensazione al tatto dell’articolo finito, per ogni applicazione vengono studiati tessuti ad hoc, con una o più composizioni, intrecci e nobilitazioni. Ogni comparto del textile predilige determinate fibre e specifiche tecnologie di stampa. Proprio i due parametri – compatibilità tra chimiche dei coloranti e

composizioni di filato (tabella 1) e il fattore solidità (tabella 2) – giocano un ruolo fondamentale nel definire le strategie produttive per ogni tipologia di applicazione del tessile.

Tutti pazzi per il fashion: il tessile per abbigliamento Il comparto del tessile per abbigliamento – o apparel textile – include i segmenti del fashion e del fast fashion, insieme a sportswear, footwear e al segmento degli accessori per abbigliamento (foulard, cravatte, borse, cinture).

Dall’alta moda al fast fashion

Seta, poliestere, viscosa, cotone, poliammide sono i tessuti più utilizzati per i comparti dell’alta moda e della fast fashion. Guardando alle armature, le più diffuse sono: rasi – con effetto lucido e cascante; twill – con effetto rigatura diagonale; taffetà – con effetto trasparenza; pongé – a trama leggera con effetto più coprente.


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textile classificazione

Fashion/Garment Sportswear Footwear Accessori per l’abbigliamento

Tessile per Décor

Industrial Textile

Direct To Garment

ADV& Comunicazione

Tessile per la casa (Home Textile)

Automotive

Stampa diretta sul capo finito

Soft Signage

Tappezzeria

Trasporti (settore aerospaziale e navale)

Display

Carpets

Flag

Accessori tessili per l’arredamento

Per effetti ricercati e particolari – come il crêpe de chine e il georgette – è necessario ricorrere a filati specifici combinati a specifiche lavorazioni di finitura: ad esempio, l’effetto increspato richiede l’utilizzo di filati ritorti sottoposti a nobilitazioni dedicate, mentre passando il filato in macchine dotate di carta smeriglio si ottengono superfici più o meno vellutate. Oltre all’importanza della mano del tessuto, nell’ambito dell’alta moda e della fast fashion grande rilievo viene dato alle solidità a lavaggio, sudore e sfregamento.

Tutte le fibre dello sportswear

Non solo pelle: i tessuti per il footwear Sempre più colorate e sempre più trendy, le calzature di oggi giocano con i disegni, le fantasie cromatiche e i tessuti per catturare l’attenzione, dettare le mode, soddisfare il desiderio di prodotti esclusivi del consumatore contemporaneo. Tale versatilità incide parzialmente sulla scelta dei tessuti per la stampa delle tomaie delle scarpe, laddove sono diversi i prodotti che vengono utilizzati. Tuttavia, è importante sottolineare che poliestere e poliammide sono le fibre che garantiscono maggiore resistenza: questi tessuti possono essere o completamente traspiranti o sottoposti a trattamenti per ottenere idrorepellenza e impermeabilità

ab. 1: Compatibilità inchiostri e fibre

T

Quello dello sportswear è – con fashion e fast fashion – il segmento del tessile che guarda alla stampa quale strumento strategico per creare applicazioni originali e lanciare nuove tendenze. Si tratta altresì del comparto con il più vasto numero di mercati finali, laddove ogni sport rappresenta un segmento a sé stante e a questi va aggiunto tutto il mondo dei prodotti casual, ovvero dei capi di abbigliamento sportivo destinati a un uso quotidiano. Ulteriore elemento di differenziazione, i requisiti tecnici richiesti agli articoli,

come la protezione alle intemperie – per giacche a vento, giubbini antivento o impermeabili – o la compatibilità al contatto diretto con la pelle – per magliette, pantaloni, tute e così via. A fronte della forte segmentazione dello sportswear, nella selezione dei tessuti fattori quali composizione, tipo di tessitura, armature e finissaggi vengono valutati in funzione delle caratteristiche tecniche da soddisfare. Proprio per questo, nell’abbigliamento sportivo vengono utilizzati praticamente tutti i tipi di composizione, con una discriminante relativa alla scelta di tessuti sintetici per l’abbigliamento professionale, che richiede resistenze meccaniche superiori, e di fibre naturali per i capi destinati al contatto con la pelle.

Banner

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Tessile per Abbigliamento (Apparel)

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a classificazione del digital textile printing proposta da FESPA Italia.


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textile classificazione

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Wallcovering

Cinture

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Tendaggi

Borse

SOLIDITÀ COLORI LAVAGGIO 40° LAVAGGIO A SECCO ACQUA SALATA SUDORE LUCE SFREGAMENTO VARIAZIONI DIMENSIONALI SCORRIMENTO ALLE CUCITURE CARICHI ROTTURA ALLUNGAMENTO PILLING FLESSOMETRO RESISTENZA AL FUOCO ABRASIONE LACERAZIONE IMPERMEABILITÀ IDROREPELLENZA ANTIBATTERICO ANTISTATICO UV INTEMPERIE

Biancheria

Cravatte

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Upholstery

Foulard

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Tessile Casa

Sportswear

Footwear

Fashion/ Fast fashion

accessori

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TESSILE PER ABBIGLIAMENTO TESSILE PER DÉCOR

e aumentarne ulteriormente le resistenze fisico-meccaniche. Per quanto riguarda le armature, si prediligono i canvas che con il rilievo della tramatura trasmettono un’idea di grande resistenza.

Accessori e dintorni Foulard e cravatte, borse e cinture sono i segmenti che rientrano nel comparto degli accessori per abbigliamento. I trend di foulard e sciarpe tendono a essere in linea con quelli della moda: i tessuti maggiormente utilizzati sono dunque seta e poliestere, mentre la lana pregiata – cashmere e angora – ha un suo spazio importante per la produzione di articoli di fascia alta. Quando si tratta di borse e cinture, oltre alla pelle naturale vengono per lo più utilizzati prodotti sintetici, come finta pelle – o similpelle – lavorati con una ‘spalmatura’ di prodotti chimici sulla parte esterna per riprodurre effetti o peculiarità simili alle pelli naturali.

Tessile per décor, e l’arredo si veste Il comparto del tessile per la casa si divide in diversi segmenti. Tra

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questi si distingue tutto il mondo del tessile per la casa (o home textile) – che include una serie di sottocategorie quali tessuti per rivestimento, biancheria (da letto, cucina e bagno), tendaggi – affiancato da tappezzeria e accessori tessili per arredamento.

Home textile, focus sui tessuti che decorano gli ambienti Il primo segmento che pertiene al mondo del tessile per la casa è quello dei tessuti per rivestimento. Spiccano in tale ambito due categorie ben definite: quella dei tessuti stampati per coperture esterne e quella dei tessuti destinati alle fodere. Nel primo caso, la pelle è storicamente l’articolo più pregiato, anche se negli ultimi anni l’evoluzione della chimica applicata al tessile ha contribuito allo sviluppo di molti articoli sintetici che la imitano benissimo. Per le applicazioni indoor, oltre ai prodotti tradizionali, gli stilisti del settore arredamento tendono a orientare la scelta dei tessuti in funzione dei trend del momento. Tra i tessuti più gettonati, il canvas 100% cotone

o microfibra, più o meno ‘mano pesca’ – ovvero l’Alcantara che – va però ricordato – è un marchio registrato e non un tessuto. Sul fronte delle solidità, il segmento richiede resistenza allo sfregamento, sia a secco che a umido – lo stress maggiore a cui sono sottoposti questi tessuti – e resistenza al lavaggio domestico. Il segmento della biancheria da letto e cucina (lenzuola, copricuscini, tovaglie, asciugamani, salviette e così via) è quello che utilizza la maggior quantità di tessuto in assoluto. Ad andare per la maggiore sono le fibre miste – con varie percentuali di poliestere e cotone – che vengono stampate utilizzando coloranti e inchiostri a pigmento. Accanto a queste, le composizioni più comuni sono cotone 100%, lino 100% o fibre miste con percentuali dei due tessuti che variano da 50/50 a 85/15. Nelle collezioni più pregiate si trovano ancora prodotti in seta, frequentemente mista a cotone o lino. Recentemente, i grandi volumi di tessuto stampato in ambito industriale hanno spinto i produttori


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textile Marine

Carpets

Tutte

Tutte

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INDUSTRIAL TEXTILE DTG

a sviluppare inchiostri a pigmento. Il livello qualitativo raggiunto – stando a quanto viene annunciato – è ormai tale da permettere di eliminare le operazioni di pre e post trattamento, vero e proprio limite a un utilizzo allargato anche ai clienti che non dispongono delle attrezzature adeguate presenti nei reparti di produzione delle aziende tessili. Da parte loro, gli utilizzatori sperimentano con i nuovi inchiostri e la maggior parte sostiene che per raggiungere le solidità e le resistenze minime richieste dal mercato sia tuttora indispensabile ricorrere ai trattamenti. Del resto, brand owner, retail e player della GDO pretendono garanzie ben precise e rigide rispetto ai prodotti venduti, lasciando come uniche eccezioni campionature e prodotti promozionali. La resistenza allo sfregamento a umido – ambito che attiene all’analisi del comportamento dei colori a contatto con il corpo – e la resistenìza al lavaggio casalingo rappresentano i fattori di principale criticità del segmento della biancheria. Nello specifico, il parametro sotto ai riflettori è il grado di ‘stingimento’ dei colori

Tab. 2: Solidità per segmenti applicativi

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Aereospaziale

Automotive

CLASSIFICAZIONE

ADV E COMUNICAZIONE

dopo il test. Seppur non esistano imposizioni, 5 su 7 rappresenta il livello minimo per garantire un’adeguata resistenza, affinché nel tempo i colori perdano meno intensità possibile e soprattutto non lascino tracce sul corpo o macchie sui capi con cui vengono a contatto. Altro segmento con numeri importanti è quello della biancheria da bagno, nel quale la spugna – nella maggior parte dei casi 100% cotone – è il tessuto più utilizzato. Alla spugna si affiancano proposte più recenti, come i tessuti lisci o a nido d’ape, realizzati in lino o con tessuto misto cotone/lino nelle collezioni più pregiate. Anche in questo caso, le resistenze più richieste riguardano il lavaggio domestico e lo sfregamento a umido.

Tutto sui tendaggi I tessuti stampati per il mondo del tendaggio hanno acquisito una nuova valenza estetica, laddove si trasformano in una vera e propria proposta architettonica, diventando tutt’uno con il progetto di arredamento dell’abitazione. Questo fenomeno comporta

una più intensa attività creativa, indirizzata all’ideazione di disegni ad hoc e personalizzati, coordinati con altri elementi d’arredo tessili, quali coperte, lenzuola, cuscini, divani. Di conseguenza, la scelta dei tessuti è ampia e spazia da pesanti damascati a leggerissimi voile e organze, da armature grosse tipo canvas a tele sottili, fino a tessuti tecnici come il blockout, per oscurare parzialmente o totalmente gli ambienti. Tendenza degli ultimi anni, la disponibilità di tendaggi già confezionati – montati o solo da assemblare – che presentano disegni e varianti prestabilite, ponendo pertanto un limite nella scelta della decorazione. In questo segmento, la composizione più utilizzata è il poliestere, che permette una gestione semplificata delle varie fasi produttive e implica costi sicuramente più economici. Nel segmento dei tendaggi, ai tessuti sono richiesti una buona solidità alla luce, resistenza ai lavaggi domestici e a secco e un grado di restringimento vicino allo zero a garanzia dell’applicabilità del prodotto all’impianto su cui è montato.

Tappezzerie per ambienti contemporanei I prodotti per il mondo della tappezzeria – o wallcovering – mantengono le caratteristiche decorative già descritte per i rivestimenti. Anche se in linea teorica non esistono vincoli di composizione e armatura, in realtà vi sono notevoli differenze operative perché entrano in gioco le colle per l’applicazione murale. Sono quindi le variabili tecniche che indirizzano la scelta dei tessuti e di eventuali costruzioni e/o finissaggi, anche in funzione di particolari effetti scenici richiesti dall’architetto. La stampa digitale su articoli tessili per wallcovering è in aumento in quanto offre la possibilità di creare ambienti unici – sia nelle abitazioni private che negli uffici – con potenzialità creative impensabili sino a poco tempo fa. Questa

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textile classificazione

tecnologia è particolarmente apprezzata da designer e textile designer perché permette di dare libero sfogo alla fantasia creativa. La resistenza da garantire riguarda, in questo caso, il lavaggio e lo sfregamento a secco e umido. Altra garanzia richiesta, la stabilità dimensionale, requisito indispensabile per evitare dannosi restringimenti sia in fase di montaggio che di manutenzione. Vale la pena sottolineare che nel segmento della tappezzeria, oltre alle chimiche tipiche tessili, molto utilizzato è l’inchiostro Latex. Tale inchiostro permette di stampare su ogni tipo di materiale, con resistenze importanti che vengono raggiunte grazie a particolari finiture realizzate dopo l’applicazione a muro.

Gli accessori tessili per la casa Cosa si intende per accessori per la casa? Ebbene, in questo comparto si inseriscono tutti quei prodotti che sono di complemento all’arredamento – come lampade, quadri e così via – nei quali vengano utilizzati articoli tessili. A fronte della vastità degli articoli, diventa impossibile selezionare le composizioni più adatte, in quanto per ogni oggetto può essere usato un tessuto diverso e anche le resistenze devono essere individuate a seconda dell’applicazione finale.

Industrial textile, il tessile sui grandi numeri L’industrial textile comprende tutte quelle applicazioni non incluse nelle altre categorie che hanno una valenza in termini numerici su specifici mercati verticali. I segmenti di riferimento in questo ambito sono: automotive, trasporti (navi, aerei, etc.) e carpet.

Tessuto e trasporti, un binomio fattivo Nei mercati industriali, i maggiori consumatori di tessile sono le case produttrici di automobili e quelle aerospaziali, entrambe

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con esigenze tecniche molto simili. Proprio tali requisiti tecnici vincolano le scelte dei tessuti, sia come composizione che come armature. Del resto, le aziende effettuano controlli severi per evitare che la difettosità di un tessuto possa avere conseguenze che arrivino a mettere a rischio l’integrità e la salute dei clienti finali. Dal punto di vista della tipologia dei tessuti utilizzati, i due segmenti differiscono in quanto l’aerospaziale necessita tessuti leggeri, laddove l’eventuale aumento di peso implica un aumento dei consumi di carburante. Altro settore del tessile industriale è la nautica, che si divide in due mercati prominenti: quello da diporto e quello da trasporto. Entrambi i mercati fanno utilizzo di svariati tessuti, idonei sia al riparo da condizioni atmosferiche avverse sia all’arredo da interno ed esterno. Esplorando l’impiego di tessuti stampati nell’ambito nautico, si spazia da applicazioni su pavimentazione alle tappezzerie delle cabine e degli ambienti interni delle grosse navi da crociera: tali tessuti devono appartenere a classi specifiche di resistenza al fuoco e sono soggetti a solidità fisico-meccaniche quali resistenza a calpestio, sfregamento, lavaggio, abrasione. Rimanendo in ambito nautico, va rilevato il ruolo della stampa digitale nell’influenzare l’evoluzione di questo comparto. I sistemi di stampa di ultima generazione permetteranno di proporre soluzioni nuove anche per gli articoli destinati alla protezione delle imbarcazioni, dove viene utilizzato per lo più il tessuto in acrilico, in grado di garantire una maggiore resistenza alla luce – principale causa di deterioramento dei prodotti. Un’alternativa più economica è la fibra di poliestere. Fra le altre solidità richieste, l’impermeabilità, l’idrorepellenza, la resistenza alle intemperie, all’acqua salata e ai raggi UV.

Carpet decorati e decorativi di ultima generazione

Moquette e tappeti continuano a rappresentare un valido elemento di arredo degli interni. Non solo in casa, ma anche negli uffici, negli hotel, in fiera e negli ambienti pubblici, dove grande impatto comunicativo hanno i carpet personalizzati con loghi e brand o decorati con fantasie accattivanti. In tutti questi contesti, proprio la stampa conferisce un valore aggiunto di decoro che può fare la differenza. Le diverse tipologie di filati e tessitura consentono di creare svariati effetti – velluto, arricciato, multicolore, a pelo alto – mentre tra le composizioni più pregiate vi sono seta e lana, nonché poliammide, quest’ultima la più utilizzata. I prodotti per pavimentazione devono resistere principalmente all’usura da calpestio nonché a sfregamento, lavaggio, abrasione, luce, pilling e, naturalmente, fuoco, in particolare negli ambienti pubblici.

Il textile cambia il volto di adv e comunicazione Soft signage, banner, display e flag sono tutte le applicazioni del comparto dell’adv e comunicazione contemporaneo nelle quali l’uso del tessuto cresce in misura esponenziale. Del resto, lo sviluppo di stampanti sempre più performanti destinate al tessuto ha determinato, negli ultimi anni, un aumento vertiginoso dell’utilizzo del tessuto nell’ambito delle attività di comunicazione e promozione delle aziende. Tale fenomeno ha catturato l’interesse di molte aziende tessili produttrici che sono scese in campo investendo tempo, risorse ed energie per studiare soluzioni idonee a vari utilizzi finali, in precedenza prerogativa dei prodotti plastici – tutt’oggi indispensabili per alcune applicazioni speciali. Basta osservare quante sono le bandiere, i banner, gli espositori,


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textile classificazione

le cornici, gli allestimenti fieristici, le manifestazioni sportive o aziendali, in varie forme e misure, per farsi un’idea di quanto sia grande il consumo di tessuto e per capire l’importanza che questo materiale ha raggiunto nel mercato dell’adv. Quali sono i tessuti più utilizzati in questo ambito? Sicuramente il poliestere, materiale sintetico che garantisce una grande resistenza meccanica e che consente di stampare in sublimazione – la tecnologia di stampa più utilizzata nel settore dell’adv e comunicazione. Anche in questo mercato sta crescendo l’utilizzo della stampa con inchiostri Latex che, per la sua versatilità, permette ai possessori di queste macchine di stampare anche su fibre tessili, mantenendo comunque dei buoni risultati cromatici e di resistenza. La tessitura dei tessuti destinati all’adv e comunicazione può essere fatta con telai a maglia (lineare o circolare) o, per gli articoli molto tecnici, con telai ortogonali (più conosciuti come telai a navetta).

Le caratteristiche tecniche richieste variano in funzione dell’utilizzo finale. Per le bandiere, oltre al peso leggero è importante avere un’ottima ‘bifaccialità’, in modo che il disegno sia ben visibile da entrambi i lati. Per applicazioni tecniche come le pareti occorre invece una buona copertura per evitare antipatiche trasparenze delle strutture di sostegno. Per i gonfiabili è necessario garantire un’ottima tenuta all’aria, mentre per comunicazioni intelaiate in cornici è basilare avere la giusta elasticità e, nei casi di retroilluminazione, utilizzare tessuti che abbiano un’efficace diffusione della luce.

Focus DTG Comparto in forte crescita, il DTG (direct to garment) afferisce alla categoria del tessile per abbigliamento e indica la stampa diretta sul capo già confezionato – con una preponderanza di t-shirt e magliette. I produttori di attrezzature per questo settore sono concentrate

sul miglioramento continuo delle produttività e sull’aumento del numero di capi stampati all’ora. Il settore del DTG utilizza principalmente gli inchiostri a pigmento, ovvero l’unica chimica che permette di stampare indifferentemente su tutte le composizioni dei tessuti e su qualsiasi colore di base. La tecnologia ha fatto passi da gigante consentendo di ottenere oggi risultati interessanti sia in termini di resistenza allo sfregamento, soprattutto a umido, sia in termini di mantenimento della morbidezza del capo anche in presenza di parecchia quantità di inchiostro applicata. Altra tecnologia per la stampa piazzata sui capi finiti – utilizzatissima nell’abbigliamento tecnico e sportivo – è la sublimazione. Tuttavia, questa tecnologia impone l’utilizzo di capi composti almeno al 65% di poliestere, unica fibra che resiste alle alte temperature necessarie per incapsulare nel filato l’inchiostro sublimatico.

*Giuseppe Bosio è operativo nell’industria tessile dal 1978. Dopo un’esperienza presso l’azienda di famiglia, inizia un percorso professionale che lo vede rivestire diverse cariche sia in ambito commerciale sia in ambito di R&D presso grandi aziende tessili manifatturiere italiane attive a livello internazionale. Da anni le sue competenze in ambito di ricerca, sviluppo, formazione delle reti di vendita sono al servizio anche del mercato della stampa digitale tessile. www.textileprofessional.com


Il mondo della stampa ha una nuova prospettiva. Da tutte le angolazioni.

More than the sum of the parts.

Fiera Milano, Rho 29 Maggio - 1 Giugno, 2018

w w w. p r i n t 4 a l l . i t

I tre mondi della stampa al servizio dell’industria hanno molto in comune. Da oggi, anche una grande esposizione. Print4All riunisce tre marchi prestigiosi di fiere del settore e offre alle aziende una vetrina ancora piÚ ampia per incrociare target trasversali e creare nuove sinergie. Un evento unico, che interpreta le sfide di un mercato in continua evoluzione e le trasforma in opportunità di business. Un progetto di

Print4All fa parte di


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textile spazio designer

Pensieri da creativi Il tessile che cambia C’è un mondo che vive un continuo tra tradizione e ricerca del nuovo: il tessile. Da una parte il fascino del passato, del tessuto fatto da mani esperte di artisti artigiani, delle fibre naturali, simbolo di equo rapporto con l’ambiente, e dall’altro il piacere di com unicare la nostra personalità, che cambia com e la nostra cultura e le nostre esigenze, evol vendo di stagione in stagione con una con tinua ricerca che passa attraverso colori, forme, superfici per esprimersi in abiti, acce ssori e arredamenti. Da un lato il ben fatto, il natu rale, il calore di un immaginario collettivo rass icurante, dall’altro la ricerca dell’eleganza , una qualità temporanea che muta come il nostro modo di pensare. quarta rivoluzione industriale, Siamo ormai in quella che definiamo la Cose. Un’evoluzione che l’era dell’Industria 4.0 e dell‘Internet delle i, probabilmente a breve anvede le macchine e i prodotti conness il loro lavoro, in un momento che capaci di apprendere e modificare conosce più limiti di tempo non ne storico nel quale la comunicazio cui occorre ripensare schemi e spazio. Un cambiamento culturale in evoluzione dei processi di reconsolidati. La stampa digitale, ultima enti che cambia lo scenario, alizzazione dei tessuti, è uno degli elem otti senza limitazioni nel prod dei rendendo possibile uno sviluppo striali senza minimi quantinumero dei colori e con produzioni indu e schemi consolidati di filiera, tativi. Elementi sufficienti a far ripensar zazioni teso alla qualità e ai un meccanismo sinergico di specializ ione, si creano nuovi spazi ibuz distr volumi. Cambia il concetto di ritorno a una nuova sartoria, oltre a quelli dei grandi marchi, con un ento qualificante. Le vendite dove il ‘fatto su misura’ diventa elem campo inesplorato per molti online sono una nuova frontiera, un avvicina un po’ di più a quello si otto aspetti. Il concetto stesso di prod nità, dal negozio che offre di servizio. Nascono così nuove opportu llo online che consente di prodotti sempre più personalizzati a que le etichette non riescono apprezzare contenuti più complessi, che , la ragione dei colori, enza tend di a comunicare, come la proposta non solo convenzionale la perfezione delle finiture, l’utilizzo a volte del capo e i suoi abbinamenti.

Fulvio Alvisi

lavora da 40 anni nell’industria tessile. Con la sorella Luciana, è titolare dello studio comasco Alvisi e Alvisi, specializzato nel disegno per tessuti d’arredamento, carta da parati e lingerie, e nella ricerca di trend. Alvisi è presidente dell’Associazione Italiana Disegnatori Tessili e docente di disegno per tessuti nei corsi fashion presso lo IED - Istituto Europeo di Design Milano.

di Fulvio Alvisi Il creativo cambi a sto può più faci il suo ruolo, perché in questo co lmente immagin ntear trova meno diffi coltà nel realizza e il prodotto finito e rlo, perché i proc sono più sempl ici essi plessi. Immagin anche se i risultati sono più comare nuovi tessut i, nuovi disegni, colori presenta men nu di rendere più ev o limitazioni tecniche, permet ovi tendo idente la cifra pr ogettuale. Ripen ruoli, ripensare l’im sa ne. Un’esperienz presa, sono i termini dell’innov re i azio a come quella di molti di questi el Lottozero racchi ementi [nelle pa gine seguenti, l’in ude sta a Lottozero, te ndr]. Pensare a un contenitore rvisolo al prodotto e non , il crowdfunding pe primo piano il va lore della cultura r partire, il mettere in e della ricerca – formale –, acce anche tta verso il web, m re la sfida del mercato globale a anche legars attrai a un perdere nulla de lla tradizione e de territorio per non di riflessioni per ll’esperienza. S indi pu di essere compe viduare le tante vie che permet nti to titivi utilizzando al meglio la tecn no come supporto ologia alla creatività.

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nel fab lab del tessile si coltivano talenti, idee e networking Si chiama Lottozero ed è un laboratorio di creatività tessile sperimentale nato due anni fa con il duplice obiettivo di incoraggiare lo sviluppo di talenti emergenti del textile design e di rivitalizzare il distretto tessile di Prato. Una ricerca sfaccettata, il confronto aperto e continuo con i player della filiera, la valorizzazione del made in Italy e l’utilizzo virtuoso delle tecnologie sono al centro dell’attività di questa realtà concepita come vero e proprio fab lab.

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È uno spazio polifunzionale dedicato alla ricerca e alla sperimentazione nel mondo del tessile e dell’arte e accoglie e promuove il lavoro di artisti e textile designer provenienti da tutta Europa. Profondamente radicato nell’area di appartenenza, il distretto tessile di Prato – del quale mira a diffondere un’immagine rinnovata, punta tutto sul made in Italy e sul mix virtuoso del know how storico del territorio e delle idee più innovative a livello internazionale. Concepito come luogo di networking per i player dell’intera filiera tessile, promuove un’attività sfaccettata volta a coinvolgere non solo i designer, ma anche artigiani, aziende tessili, brand owner e istituzioni. Tutto questo è Lottozero, una realtà dal profilo unico e dallo sguardo lungimirante, fondata due anni fa dalle sorelle Tessa e Arianna Moroder, consulente aziendale specializzata in impresa creativa la prima e textile designer la seconda. Con loro abbiamo parlato dell’esperienza di Lottozero e delle prospettive del disegno tessile.

Fotografia di Claudio Corrent

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e sorelle Tessa e Arianna Moroder, ideatrici e fondatrici di Lottozero.

Lottozero, incubatore di talenti del design tessile? L’obiettivo di Lottozero è quello di coltivare e fare emergere nuovi talenti nell’ambito del disegno tessile. Vogliamo dare spazio ai giovani designer e creare concrete opportunità di espressione e di crescita. Lo facciamo mettendo a loro disposizione i nostri spazi e una rete di contatti con le aziende tessili del distretto, e non solo. Inoltre, abbiamo attivato un progetto di ‘residenze creative’, con l’intento di attrarre i talenti emergenti offrendo loro anche un alloggio nella nostra sede, nel cuore del quartiere Macrolotto Zero di Prato. La struttura è dotata di un laboratorio tessile, di una zona di studi condivisi e di uno spazio espositivo e opera come un fab lab, focalizzandosi sulla sperimentazione e sulla prototipia e proponendosi, in alcuni casi, anche come ufficio stile, laddove offriamo opzioni e proposte creative inedite ai partner. Quanto conta l’appartenenza al distretto tessile di Prato? La scelta di Prato non è stata


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Fotografie di Rachele Salvioli

Lucky MUT

casuale: uno dei nostri obiettivi è proprio quello di contribuire a rivitalizzare il distretto. Il valore di questa location è dato dalle opportunità di confronto e collaborazione con i principali attori della filiera tessile attivi nell’area. Con quelle realtà disposte a collaborare, cerchiamo di creare sinergie costruttive che coniughino la capacità creativa dei giovani talenti e l’esperienza di aziende consolidate per generare una contaminazione tra know-how tecnico di lunga data e idee, strumenti e linguaggi innovativi. È in questo modo, crediamo, che possono nascere idee originali e inedite, che vadano oltre procedure e tecniche assodate. Come si orienta la vostra sperimentazione nel tessile? Portiamo avanti un lavoro di ricerca molto sfaccettato. La creatività dei nostri artisti e designer unita alle sinergie con il network di produttori e artigiani con cui ci confrontiamo – network che cresce di giorno in giorno – ci

porta continuamente nuovi stimoli e nuove idee, spingendoci a sperimentare percorsi creativi differenti e a lavorare in modo molto diversificato. Come gestite il rapporto con gli altri attori della filiera tessile? Lottozero è una realtà che ambisce a lavorare nel modo più flessibile possibile. Per svolgere al meglio il nostro lavoro, è indispensabile conoscere e tenere bene in mente tutti i passaggi – e le figure professionali correlate – che precedono e seguono l’atto creativo in una filiera, quella tessile, complessa e articolata. Industria, ma non solo, il textile è cultura, storia, arte e tradizione: tali valori influiscono fortemente su tutte le nostre attività e si trasmettono pienamente ai player con i quali ci confrontiamo. E con i quali l’elemento comune più di ogni altro è la passione per il lavoro fatto a regola d’arte e con una forte enfasi su ogni dettaglio. A due anni di distanza dall’avvio

Le collezioni ‘digitali’ di Lottozero

Collection Zero è la prima collezione di foulard in seta prodotta da Lottozero e stampata in digitale. “Volevamo creare un prodotto made in Italy di qualità da proporre come premio per il nostro crowdfunding. E ci piaceva l’idea di poter lavorare con le più disparate tipologie di artisti. Ecco che la seta si è trasformata in un foglio bianco e la stampa digitale nello del progetto, ci siamo rese conto strumento col quale decorare che vi è un grande potenziale nel il tessuto, senza limiti di disegni creare sinergie virtuose, non solo e fantasie”, raccontano Tessa con chi opera nel campo tessile e Arianna Moroder. “È stata una scelta un po’ fuori dal co– come avremmo immaginato mune, perché il foulard fino a – ma anche con soggetti attivi poco tempo fa era visto come nell’ambito creativo ad ampio raggio. È accaduto, ad esempio, in un accessorio demodé, ma i giovani lo stanno riscoprenoccasione della mostra inaugurale do. Per il crowdfunding iniziale di Lottozero – “Inside Lottozero” abbiamo creato due collezioni: – che ha visto la collaborazione Verde di Prato, in serie limitata, di musicisti e artisti nonché di ispirata ai monumenti toscani, aziende normalmente attive in e Collezione Zero, sviluppata in collaborazione con illustratrici ambiti diversi. come Anna Deflorian e grafici come Studio Mut. Questa Qual è il ruolo della stampa collezione è tuttora in vendita tessile digitale nella vostra online e in negozi scelti e ci attività? permette di coprire alcuni dei La stampa digitale svolge un nostri costi. La collaborazione ruolo importantissimo, soprattutto con tutti questi artisti è stata perché permette di tradurre con molto positiva tanto che abimmediatezza l’idea in un progetto biamo deciso di creare perioconcreto. E questo è un vantaggio dicamente nuove collezioni”. fondamentale quando si opera in Tessuto e non solo, perché un settore che vuole sempre tutto “con la stampa digitale abbiamo realizzato anche il catalogo e subito. Non per caso abbiamo della mostra inaugurale – ‘Inscelto di avvalerci proprio della side Lottozero’ – progettato stampa digitale per le prime da Studio Mut, con il quale attività di promozione di Lottozero, abbiamo vinto il prestigioso orientate a far conoscere la nostra ‘Certificate of Typographic Exrealtà e a comunicare il nostro cellence’ di The Type Directors messaggio. Club di New York”.

Tuttavia, laddove la stampa

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Spettacolo

CPLZ rosso e blu Verde di Prato

digitale gioca un ruolo importante, altrettanto importante è collocarla all’interno di un contesto che includa anche le tecniche tradizionali della stampa tessile. Come è cambiata la professione del textile designer? Parliamo di una professione che vive di innovazione e cambiamenti. Tuttavia, nella sua essenza, il compito del disegnatore tessile è trovare soluzioni ai problemi di natura pratica che vengono posti. In tale contesto, la stampa digitale è uno strumento potentissimo per individuare soluzioni efficaci, in quanto libera da vincoli quali tempistiche ridotte, problematiche tecniche legate alla stampa tradizionale o l’impatto dei costi minimi di produzione. Detto questo, il digitale sta avendo altresì un effetto forse inatteso, laddove la sua recente ‘onnipresenza’ sta portando alla riscoperta dei valori ‘slow’, propri della manualità e utili nell’aiutare i designer a dedicare più tempo alla fase di progettazione, con un impatto sulla cura dei dettagli del prodotto.

Come si inserisce il made in Italy nella vostra vision? La nostra vision è costruita sulla volontà di promuovere i valori autentici del made in Italy: il rispetto del lavoro di artigiani, tecnici e operai basato su una retribuzione equa; l’uso di materie prime sostenibili nella fase di approvvigionamento, di produzione e d’uso; lo studio e la creazione di prodotti che rispecchino la raffinatezza dell’artigianalità storica italiana e siano per questo impossibili da riprodurre altrove. Con questa stessa attitudine ci rivolgiamo anche agli utenti finali: Lottozero sostiene un consumo più ‘consapevole’, basato sulla scelta di beni prodotti in modo sostenibile e virtuoso. In un momento come questo, nel quale la capacità di acquisto, in particolare dei giovani, si riduce, crediamo sia importante fare informazione, secondo i concetti di “comprare meno, ma meglio”, “riparare invece di buttare”, “riutilizzare”. Il mestiere del disegnatore tessile da qui a cinque anni? Siamo convinte che la responsabilità del designer tessile

stia crescendo enormemente. In un mercato nel quale distinguere un prodotto per qualità diviene sempre più difficile, al designer spetta il compito di esaltare – attraverso materiali e manifattura – il valore di un capo o di un articolo. In Lottozero, stiamo spingendo per un’evoluzione del modus operandi che persegua l’integrazione sistematica di pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Ciò significa anche puntare ad accrescere le conoscenze tecniche e a essere aggiornati più che mai su metodi e tecnologie nuove. In tale contesto, la stampa digitale farà da supporto al designer di domani offrendo soluzioni innovative e in linea con i valori che andranno ad affermarsi.


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textile INCHIESTA

Un inchiostro per tutti i tessuti, il punto sullo sviluppo del pigmento digitale Quello degli inchiostri a pigmento è uno dei temi caldi del dibattito tecnologico della filiera del digital textile printing. Trattandosi di una tipologia di inchiostro ampiamente utilizzata nella stampa tessile tradizionale, viene guardata con grande interesse – per le sue peculiarità – anche dal mondo digitale, tanto che i principali produttori di tecnologia e inchiostri stanno sviluppando soluzioni in questo ambito. Del resto, il potenziale del pigmento digitale è duplice. A livello di tecnologia, gli inchiostri a pigmento creano un legame fisico, e non chimico, con la fibra e, di conseguenza, possono essere utilizzati su una grande varietà di tessuti, incluse le fibre miste. A livello di stampa, il processo di applicazione del pigmento è più semplice in quanto necessita essenzialmente di un sistema di stampa e di un forno. Il pigmento digitale consentirà dunque di raggiungere l’obiettivo di “un inchiostro per tutti i tessuti”, punto d’arrivo auspicato dai player del settore tessile da quando la stampa del textile ha fatto il proprio ingresso nell’era digitale? Ci siamo rivolti ai principali produttori di tecnologia e inchiostri del mondo della stampa tessile digitale per capire a che punto è lo sviluppo della tecnologia, quali sono le soluzioni a disposizione e in quali mercati del digital textile si individuano le maggiori potenzialità di sviluppo per il pigmento digitale.

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textile INCHIESTA

ALEPH Alessandro Manes chief executive officer

Qual è la posizione di Aleph sul pigmento? Gli inchiostri a pigmento rappresentano un’area di sviluppo e innovazione interessante, soprattutto in relazione al costante aumento della domanda da parte degli operatori del settore. Per questo, nel corso del 2017 intendiamo offrire al mercato una soluzione tecnologica innovativa, in grado di soddisfare le esigenze dei comparti del fashion, dell’arredamento e delle applicazioni speciali. La nostra linea di inchiostri al momento è formata da ciano, magenta, giallo e nero, mentre stiamo implementando anche colori speciali – come il bianco – e ausiliari speciali per aumentare resa colore e solidità. Qual è lo stato attuale di questa tecnologia? In questi primi test, i tessuti stampati a pigmento hanno dimostrato di avere elevata resistenza alla

luce e perfetta tenuta in condizioni di umidità e sottoposte a sfregamento. Anche la resa cromatica, nonché intensità e sfumature di colore sono di alta qualità. Tali caratteristiche rendono i pigmenti ottimi per la produzione di tessuti destinati all’home textile – il tessile per l’arredamento, un comparto nel quale resistenza e solidità dei colori sono requisiti irrinunciabili. Va evidenziato che un contributo al conseguimento dei risultati attuali sul fronte del pigmento lo ha dato altresì l’ampia gamma di prodotti ausiliari per pre e post-trattamento dei tessuti. E per quanto riguarda la vostra tecnologia dedicata al pigmento? Gli inchiostri a pigmento da noi sviluppati sono stati studiati per funzionare al meglio con la nostra tecnologia di stampa – che utilizza teste di stampa Kyocera, 300 dpi e due

canali. I sistemi di stampa di Aleph sono in grado di raggiungere performance elevate con risultati di velocità sorprendenti. Il software, l’idraulica e l’elettronica di controllo – sviluppata interamente dal nostro team – ci consentono di stampare a diverse risoluzioni fino 1200x1200 dpi con brillantezze eccellenti. Attualmente, il progetto LaForte – che integra stampanti inkjet di grande formato fino a 3,2 metri (per coprire il settore dell’arredamento), forni, avvolgitori e svolgitori, totalmente ‘made in Aleph’ – prevede due grandi segmenti, Industrial e Studio, per differenti volumi di produzione. Il nostro standard attuale di velocità è di 600 metri quadrati/ ora, con consumi pari a 8 grammi al metro quadro. A quali segmenti del tessile guardate con maggiore interesse? Il tessile per il settore

fashion e il tessile per arredamento rappresentano le aree sulle quali ci stiamo da tempo focalizzando. In questi comparti abbiamo già avviato proficue collaborazioni con i grandi nomi della produzione tessile del distretto comasco, vale a dire aziende che posseggono un grande know how per questo mercato, ma che necessitano di aggiornare le tecnologie con quanto il settore può offrire a livello di innovazione, risparmio e competitività. Inoltre, guardando al mercato da una prospettiva a più ampio raggio, abbiamo intenzione, a partire dall’anno in corso, di portare la nostra tecnologia anche nel mondo tessile per adv e comunicazione. Per potenziare la nostra presenza in questi nuovi mercati, punteremo anche sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali, tra le quali FESPA.

D.GEN Andrea Negretti business development manager

Gli inchiostri a pigmento nella strategia di sviluppo prodotto di d.gen? Con le oltre 75 macchine installate, il pigmento sta diventando sempre più importante per d.gen. Siamo partiti con la promozione di questa tecnologia in occasione di ITMA 2012, a Barcellona, con una gamma cromatica limitata ai quattro colori base. Da allora d.gen ha maturato una serie di esperienze che hanno consentito all’azienda di porsi tra i leader in questa chimica. Le macchine sono state messe a punto ed è stata aggiunta la possibilità di installare colori extra: in

questo modo, riusciamo a offrire ai clienti ciò che si aspettano dal pigmento per gamma cromatica, solidità e resistenza alla sfregamento. Qual è lo stato dell’arte della vostra tecnologia a pigmento? Direi che da ITMA Barcellona a oggi siamo riusciti a implementare notevolmente le nostre soluzioni. Siamo passati alle teste di stampa Ricoh GEN5, una mossa che ci ha permesso di sfruttare appieno le caratteristiche del pigmento. E abbiamo sviluppato un’elettronica di controllo che ci consente di generare gocce

adeguate a una chimica che ha bisogno di leganti/ resine e concentrazioni sufficienti per essere accettata sul mercato. Dove individuate le maggiori opportunità per il pigmento? Abbiamo sviluppato soluzioni entry level dedicate al pigmento che ci permettono di spaziare in tutti i settori, rivolgendoci anche a quelle realtà che vogliano sperimentare col pigmento e/o entrare in questo settore. Gli ambiti di attività sono diversi: cotone, pelle, legno sono solo alcuni dei materiali che i clienti hanno provato a stampare con i nostri pigmenti.

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Dal tessile per abbigliamento al mondo dell’adv: in quale direzione si orienta d.gen? d.gen proviene originariamente dal settore dell’abbigliamento e dell’accessorio. Successivamente, per diversi anni ci siamo focalizzati sullo sviluppo del mercato del soft signage. Rientrare nel mondo tessile convenzionale è stata una sfida che ci ha emozionato e reso ancora più aggressivi, vista la enorme concorrenza nata negli ultimi anni in questo settore.


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textile INCHIESTA

DURST Alberto Bassanello direttore vendite Italia

Il ruolo del pigmento nella strategia di prodotto di Durst? Nella nostra strategia di sviluppo a livello worldwide, la ricerca dedicata agli inchiostri a pigmento per la stampa inkjet tessile è di fondamentale importanza. Il nostro reparto R&D ha recentemente messo a punto Greentex, una formulazione innovativa che incorpora il binder – una mossa fondamentale per assicurare risultati di stampa eccellenti su un range di tessuti ancora più ampio, senza la necessità di pretrattamenti. Il risultato è un notevole risparmio generato da cicli di produzione più rapidi che consentono un migliore just in time. Quali gli ultimi traguardi nello sviluppo della tecnologia per il pigmento? Le soluzioni Durst destinate alla produzione tessile con inchiostri a pigmento

incorporano teste di stampa di ultima generazione, offrendo notevoli vantaggi in termini di affidabilità e produttività. Abbiamo ingegnerizzato una tecnologia concepita per separare l’elettronica dalla testa di stampa. Ciò consente un importante risparmio sui costi di esercizio. In caso di sostituzione della testina non è più indispensabile ricorrere all’assistenza tecnica, ma è sufficiente l’intervento dell’operatore che può provvedere direttamente e con facilità a questa operazione. La vostra posizione sulla questione dei costi del pigmento? Nonostante il prezzo degli inchiostri a pigmento sia leggermente superiore a quello dei reattivi, analogamente a quanto avviene nella stampa tradizionale i costi complessivi di gestione dei sistemi che impiegano il pigmento sono

decisamente più competitivi. Questi sistemi permettono di eliminare i processi di pre e post-trattamento, rendendo più rapida la produzione e assicurando un costo al metro quadro interessante indipendentemente dalla tiratura.

tende. Utilizzando la stessa tecnologia di stampa per la produzione e le piattaforme web-to-print già impiegate per la commercializzazione, hanno la possibilità di aprirsi a nuovi mercati, ampliando le opportunità di business.

Dove individuate le maggiori opportunità? Senza dubbio il settore applicativo che trae maggiori opportunità dalla nostra tecnologia a pigmento è quello dell’home textile. Grazie ai sistemi Durst di ultima generazione è possibile produrre tessuti per l’arredamento e per la decorazione di interni con la massima qualità e a prezzi competitivi, con il valore aggiunto della personalizzazione. Anche i fornitori di servizi di stampa che operano nel soft signage stanno affiancando alla loro classica offerta prodotti in tessuto personalizzati, come tovaglie, copriletti e

L’abbigliamento tessile rientra nella sfera di interesse di Durst? Se per la stampa inkjet di applicazioni soft signage e home décor gli inchiostri a pigmento sono già consolidati, oggi per la produzione industriale di abbigliamento sono ancora i reattivi a trovare la massima espressione. Gli ottimi risultati ottenuti con gli inchiostri inkjet a pigmento anche nel fashion sono interessanti, in molti casi paragonabili alle prestazioni dei reattivi, e ci fanno pensare a uno sviluppo in questo settore, così come è avvenuto per i procedimenti tradizionali.

quadrati/ora. Il notevole incremento di velocità ha, inoltre, significato una forte riduzione dei costi di produzione per metro lineare.

E per quanto riguarda il segmento del tessile per adv e comunicazione? Epson è già presente da diversi anni nel mondo della comunicazione visiva, dalla cartellonistica al soft signage, con soluzioni dedicate. Si tratta di stampanti a sublimazione che – utilizzando gli inchiostri Epson UltraChrome GS3 o GS3 – offrono un’ampia gamma cromatica per applicazioni molto diverse, dalle grafiche per la comunicazione commerciale alle grafiche per la decorazione di interni.

EPSON Qual è la posizione di Epson sul pigmento digitale? Per For.Tex, azienda parte del gruppo Epson che opera nel segmento inchiostri e pre e posttrattamenti in ambito tessile industriale, la serie di inchiostri a pigmento Genesta ha giocato un ruolo fondamentale fin dal suo lancio, nel 2004. Questi inchiostri sono caratterizzati in particolare da un’ottima solidità alla luce, fattore che li rende ideali per rispondere pienamente alle esigenze del mercato tessile, sia dell’abbigliamento sia, e soprattutto, dell’arredamento.

Paolo Crespi direttore commerciale, For.Tex

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Le ultime evoluzioni tecnologiche sul fronte del pigmento? Epson e Robustelli hanno studiato e implementato un software e un’elettronica appositi per far sì che testina e inchiostro a pigmento possano garantire le migliori prestazioni in termini di qualità e affidabilità. Il progetto Monna Lisa si è chiaramente evoluto nel corso dei 14 anni trascorsi dal lancio del primo modello e oggi le diverse stampanti disponibili sul mercato, grazie all’evoluzione delle testine Epson, si caratterizzano per le loro performance di produttività decisamente alte – fino a 600 metri

A quali segmenti del tessile guardate con maggiore interesse? Da sempre Monna Lisa si rivolge al mercato tessile in generale, nessun settore escluso. Con una consolidata presenza nel mercato di alta qualità, il settore dell’arredamento risulta essere, al momento, il più ricettivo nonché quello con i più ampi spazi di crescita per la tecnologia di stampa digitale a pigmento.


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textile INCHIESTA

EFI REGGIANI Michele Riva direttore vendite e marketing

Che ruolo riveste il pigmento nella strategia R&D di EFI Reggiani? Lo sviluppo della tecnologia basata sul pigmento rappresenta uno dei focus operativi di EFI Reggiani. Il mercato guarda a questa nuova modalità di stampa in termini di risparmio sia di costi, sia di consumi di acqua ed elettricità. In un intorno sempre più attento alla sostenibilità ambientale e produttiva, puntiamo a fornire – a livello internazionale – soluzioni integrate per il mercato tessile basate sullo sviluppo di processi sostenibili. L’obiettivo è quello di migliorare la produttività e la qualità delle macchine e di ottimizzare i processi, riducendo i consumi di energia e di acqua nonché l’impatto ambientale complessivo.

A livello di tecnologia, quali sono gli ultimi sviluppi? Abbiamo lavorato a una chimica di processo più che a una nuova elettronica, con lo scopo di aumentare enormemente intensità, colore e definizione di stampa. I risultati ottenuti sono stati ottimali, tanto da portare la stampa a pigmento ben oltre la concezione che si era avuta sino a oggi. In particolare, abbiamo ottenuto un’altissima definizione grafica, paragonabile alla stampa fotografica. Velocità, consumi e costi: come sono state migliorate le performance delle vostre soluzioni? Abbiamo scelto di focalizzarci soprattutto sui consumi, sviluppando applicazioni in linea e stampando bagnato su bagnato.

Come conseguenza, i costi di stampa si sono ridotti enormemente in quanto si applica meno prodotto e si riduce l’energia implementata, mantenendo i livelli di alta velocità di sempre. A quali segmenti del textile guardate con maggiore interesse? La soluzione a pigmento è sviluppata principalmente per i mercati del fashion e dell’home textile. Tra le aree ai cui guardiamo con grande attenzione, sportswear e footwear – con la stampa diretta. Senza escludere l’area del soft signage: proprio a gennaio, in occasione di EFI Connect, abbiamo presentato EFI VUTEk FabriVU 520, una nuova soluzione per la stampa diretta su carta e tessuto con inchiostri a base acqua che amplia ulteriormente il nostro portfolio.

Quali le potenzialità del mercato del tessile per adv e comunicazione? Le potenzialità del segmento sono elevatissime. Le caratteristiche della stampa a pigmento da noi sviluppata – elevata qualità e altissima definizione – ci consentono di entrare nel mercato del tessile per adv e comunicazione a trecentosessanta gradi. Siamo in grado di soddisfare le esigenze dei diversi segmenti di questo mercato – soft signage, banner e display, che richiedono standard qualitativi paragonabili alla stampa fotografica. L’interesse verso il mondo dell’adv è forte e la stampa a pigmento – insieme a tutte le soluzioni EFI Reggiani per il soft signage – rafforza la presenza di EFI, ampliando le opportunità, il range delle applicazioni possibili e il portafoglio clienti.


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textile INCHIESTA

FENIX DIGITAL GROUP Come vi posizionate sul pigmento digitale? Il mercato tessile riveste per Fenix Digital Group un ruolo strategico e di sempre maggiore rilievo. Per la stampa a pigmento tessile offriamo due piattaforme inkjet industriali differenti – una scelta che ci contraddistingue come fornitori in Italia e in Europa: una piattaforma per la stampa su capo (aperto, croce, smacchinato) e una piattaforma per la stampa su bobina ad altissima velocità. Nel primo caso con il tavolo di stampa Shima Seiki SIP3, soluzione inkjet per la stampa allover con pigmento tessile colorato e bianco; nel secondo, con l’avveniristica Miyakoshi MTP, una soluzione per la stampa in bobina con pigmenti tessili – con una produttività fino a 1.000 metri quadrati/ora e luce di stampa di 3,4 metri.

Alessandro Mantovani sales manager e responsabile del settore textile

Quali i punti di forza delle due piattaforme? Nella stampa su capo di Shima Seiki, l’evoluzione principale riguarda la gestione della stampa a pigmento su tutto il capo, grazie a un sistema di messa a registro con telecamera. Su un piano da 240x160 cm o 100x160 cm è possibile stampare multipli t-shirt, felpe, leggins e jeans integralmente – con tasche, cuciture, maniche, risvolti, coletti, plissettature – e allo stesso tempo andare a registro fronte e retro oltre i 3 cm di altezza. Di pari passo all’elettronica, gli inchiostri Shima Seiki permettono di ottenere – con tecnologia digitale – la consistenza della stampa serigrafica e grande resistenza ai lavaggi. La macchina può realizzare anche 50 maglie al giorno per turno con un costo per capo competitivo.

E per Miyakoshi MTP? Anche nel caso della stampa a tappeto Miyakoshi MTP, ci sono innovazioni a livello di elettronica. A partire dal design del carro teste – studiato con grande accuratezza dal produttore giapponese – e dal sistema di movimentazione fino al grande touchdisplay di controllo e ai dispositivi di sicurezza per il tessuto e per l’operatore. Consideriamo Miyakoshi MTP la soluzione dal rapporto prezzo/prestazione e costo al metro lineare con pigmento tessile più adatto al settore fashion e fast fashion. Dove individuate le maggiori opportunità? La tecnologia Shima Seiki è aperta a ogni fascia e nicchia del mercato moda e abbigliamento – settore promozionale incluso. Questa soluzione è rivolta a realtà serigrafiche che fanno del promozionale

il core business o alle stamperie comasche che vogliano diversificare il proprio business. Parlando di Miyakoshi MTP, la soluzione è da poco sul mercato, ma ha già avuto un riscontro nel fast fashion italiano. Le potenzialità di crescita sono esponenziali, sia nel comparto alta moda, sia nel settore dell’home décor, dove il pigmento tessile sta crescendo in tutto il mondo. E per il tessile per adv e comunicazione? Come Fenix DG siamo presenti con la tecnologia HP Latex, in forte crescita nel segmento del soft signage. Relativamente alla tecnologia Miyakoshi in veste sublimatica, non sono esclusi, da parte del costruttore giapponese, interessanti sviluppi anche per il soft signage.

kornit digital Oliver Luedtke direttore marketing EMEA

La posizione di Kornit sul pigmento digitale? Kornit ha puntato tutto sulla tecnologia a pigmento. Di fatto, tutte le nostre soluzioni si basano su inchiostri a pigmento a base acqua. Siamo presenti nel settore della stampa tessile dal 2003 e il sistema di inchiostro NeoPigment rappresenta il cuore abilitante di molte delle nostre soluzioni, come il pre-trattamento in linea, la stampa su svariate fibre e tessuti e l’essiccazione in linea. Velocità, consumi e costi nella vostra tecnologia? Per quanto riguarda la stampa DTG (direct to garment), i sistemi più

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produttivi sono in grado di realizzare fino a 250300 capi all’ora. Il costo della stampa può variare in misura considerevole a seconda del design e del colore del capo (in genere da 15 centesimi di Euro a 1,50 Euro per capo). Guardando alla stampa roll-to-roll, il sistema Kornit Allegro raggiunge una produttività di 100 metri lineari all’ora (con un costo di stampa al metro quadro compreso tra 50 centesimi di Euro e a 1,50 Euro). Tali numeri includono pre-trattamento e, nel roll-to-roll, post-trattamento. I nostri inchiostri hanno conseguito la certificazione OEKO-TEX e rispettano gli standard GOTS. In questo

senso, Kornit non è interessata a competere con le soluzioni di stampa a sublimazione per il segmento del soft signage. I nostri sistemi sono sviluppati e ottimizzati per la produzione di tessuti ecofriendly e totalmente privi di qualsiasi elemento tossico, destinati al contatto con la pelle e dunque rivolti ai mercati del fashion e dell’home textile. Come intendete posizionarvi nel settore del digital textile? Kornit guarda a una stampa a pigmento di alta qualità e dunque indirizzata ai settori della moda e dell’home textile, o alla semplice produzione di

tessuti che non siano poliestere. Il nostro ambito di riferimento ideale vede questi segmenti interessati a requisiti speciali della stampa digitale, quali personalizzazione di massa o modelli di business on-demand o basati su crowd funding. L’altro aspetto sul quale puntiamo per individuare i nostri mercati di riferimento è la sostenibilità della produzione basata sul pigmento, laddove questi sistemi di stampa consumano pochissima acqua durante i processi.


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textile INCHIESTA

KONIca MINOLTA Enrico Verga chief operating officer

Come si colloca il pigmento digitale nella strategia tecnologica di Konica Minolta? Nell’ottica dello sviluppo di nuovi prodotti per il settore tessile, il pigmento ricopre sicuramente un ruolo fondamentale. In ambito tradizionale, questa chimica copre più del 50% della produzione mondiale, mentre a oggi non ha avuto particolare successo nel digitale per le caratteristiche fisiche degli inchiostri ancora da perfezionare. Come Konica Minolta, abbiamo iniziato lo sviluppo di coloranti a pigmento diversi anni fa e siamo oggi a buon punto, con un discreto numero di installazioni. Il nostro obiettivo è raggiungere un livello qualitativo in linea con le richieste del mercato. Come avete migliorato le vostre soluzioni per il pigmento digitale? In qualità di produttori di tecnologia a trecentosessanta gradi, per questo specifico prodotto abbiamo progettato nuove teste di stampa con frequenze idonee alla gestione dei pigmenti. La perfetta compatibilità testa di stampa/ inchiostro è fondamentale per garantire una perfetta ‘runability’ del sistema di stampa, mantenendo inalterata la produttività.

In quali mercati del tessile individuate le maggiori opportunità per il pigmento? Uno dei settori di maggiore rilievo è quello del tessile per la casa, con tutto il mondo dell’arredamento. Allo stesso tempo, il settore della moda è a sua volta alla ricerca di soluzioni innovative che semplifichino l’intero processo di stampa, pertanto anche su questo fronte potrebbe esserci spazio per il pigmento. Quali opportunità per il pigmento nelle aree presidiate dalla stampa tessile tradizionale? Essendo concentrati sul settore tradizionale, guardiamo con particolare interesse allo sviluppo del pigmento. A oggi questo colorante non può ancora essere proposto in alternativa al colorante reattivo, largamente utilizzato, proprio per differenze fisiche in termini di solidità e intensità. Tuttavia, i nostri laboratori stanno lavorando a una nuova release che si avvicinerà al target della stampa tradizionale. Va sottolineato che il pigmento ha come vantaggio la possibilità di essere utilizzato su tutte le tipologie di tessuto, incluse le fibre miste, pertanto sarebbe un traguardo notevole per semplificare gli attuali processi di stampa mantenendo un elevato standard qualitativo a costi contenuti.

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textile INCHIESTA

MIMAKI - BOMPAN Massimo Bompan presidente Bompan

Il ruolo del pigmento nella strategia di sviluppo prodotto di Mimaki? Per rispondere in modo più puntuale e tempestivo alle esigenze del target, Mimaki ha avviato una produzione di inchiostri proprietari che includono anche quelli a pigmento. Oltre alle fabbriche giapponesi, è stato inaugurato un nuovo stabilimento produttivo anche in Europa, che ci consente di offrire ai clienti un perfetto just in time. E sono già numerose le aziende del settore tessile che stanno testando gli inchiostri a pigmento di Mimaki nelle loro linee produttive. La tecnologia inkjet a pigmento è anche al centro delle strategie commerciali di Bompan, come dimostra la recente installazione presso lo showroom della nuova TX300P-1800B, una soluzione a tappeto che impiega questa specifica formulazione di inchiostri e che è già a disposizione dei clienti per demo personalizzate.

Le ultime evoluzioni tecnologiche? Il reparto R&D di Mimaki dedica da tempo un focus particolare allo sviluppo di soluzioni tecnologiche all’avanguardia per il mercato della stampa tessile digitale. In particolare, massima attenzione è rivolta alla combinazione perfetta tra sistemi di stampa sempre più evoluti e inchiostri dedicati. In quest’ottica, Mimaki utilizza teste di stampa studiate ad hoc per ogni tipologia di inchiostro, tra cui anche quello a pigmento, garantendo una circolazione in continuo che genera la massima precisione dell’erogazione della goccia. Questa strategia permette di offrire ottime prestazioni in termini di qualità, affidabilità, produttività, che si traducono in costi di gestione complessivi molto competitivi. Quali opportunità per il pigmento digitale? Le formulazioni di inchiostri a pigmento per la stampa tessile sono in grado di

ONLINE PRINTING

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I principali cambiamenti portati dal pigmento? Se prima dell’affermazione dell’inkjet sublimatico e della tecnologia digitale a pigmento le stamperie dovevano dotarsi di attrezzature costosissime per implementare linee di produzione comprensive di pre e post-trattamento, oggi la geografia della stampa tessile sta progressivamente cambiando.

Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie e alla disponibilità di un range di sistemi di stampa che includono soluzioni entry level, anche le piccole aziende al di fuori dei grandi distretti tessili possono approcciare questo business. Come il pigmento rientra nel progetto La Meccanica? L’acquisizione di La Meccanica da parte di Mimaki Japan conferma l’importanza del mercato tessile nella nostra strategia commerciale. La sinergia tra le competenze meccaniche dell’azienda italiana e il know-how tecnologico di Mimaki consente di mettere a punto sistemi ad altissime prestazioni, già consolidati per la stampa con inchiostri acidi e reattivi, ottimizzati anche per gli inchiostri a pigmento e sublimatici. E noi di Bompan, in qualità di importatore esclusivo del brand Mimaki in Italia, ci stiamo già attrezzando per accogliere queste nuove tecnologie con grandi novità organizzative.

a d a r t s a Milano, 27 aprile 2017 tu

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assicurare ottimi risultati al tatto e stanno ulteriormente ottimizzando le prestazioni di resistenza allo sfregamento. A questo si somma il valore aggiunto della versatilità di stampare su un’ampia gamma di tessuti, tra cui anche il cotone, con processi di produzione più rapidi. Per queste caratteristiche, l’attuale stato dell’arte della tecnologia a pigmento promette eccezionali potenzialità di sviluppo in tutti i segmenti della stampa tessile, dal soft signage all’arredamento, dall’interior décor all’abbigliamento, alle applicazioni industriali.

INFORMAZIONI

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La seconda edizione di un progetto pensato per chi vuole capire la portata del fenomeno dirompente dell’online printing, l’e-commerce degli stampati. Un must per gli operatori dell’industria della stampa che devono operare delle scelte e migliorare i propri risultati. Aprire un proprio portale? Lavorare con quelli già presenti? Stare alla finestra? Un convegno, al quale parteciperanno grandi esperti italiani ed europei, ti aiuterà nelle scelte. Non rinunciare a questa opportunità. Registrati e prenota subito il tuo posto su www.onlineprintingconference.com

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textile inchiesta

JK GROUP Marco Girola marketing specialist, Kiian Digital

‘Gettabilità’, gamma cromatica e solidità dei colori: quali i risultati raggiunti per gli inchiostri a pigmento? Per entrambi i brand di JK Group impegnati nello sviluppo di inchiostri a pigmento – Kiian Digital e Sawgrass – abbiamo optato per l’utilizzo della resina all’interno del pigmento. È una premessa necessaria quando si parla di ‘gettabilità’, in quanto agli albori della stampa a pigmento si pensava che la resina impattasse negativamente sul getto dell’inchiostro. Oggi non è più così, tanto che abbiamo raggiunto risultati di gettabilità ottimali. La gamma cromatica più ampia che abbiamo è quella della serie Digistar K-CHOICE – 11 colori ai quali possiamo aggiungere altre varianti su richieste specifiche dei clienti. Creare colori non è un limite della stampa a pigmento, anche se qualche ostacolo rimane: la stampa dei colori fluorescenti. Si tratta di un limite tecnologico – legato alla dimensione del pigmento – che probabilmente verrà superato, anche se non nell’immediato. Sul fronte della solidità dei colori, gli inchiostri a pigmento raggiungono risultati generalmente buoni, che possono essere ulteriormente migliorati grazie a operazioni di post trattamento mirate. Nello specifico, il pigmento vanta – per la sua natura chimica – una elevata solidità alla luce, mentre è meno resistente, a prescindere dalla tecnologia di applicazione, allo sfregamento. Per ovviare a questa criticità è necessario ricorrere al posttrattamento del tessuto stampato.

Pre e post-trattamento del tessuto: il pigmento li richiede o meno? Il ricorso o meno a pre e post-trattamento dipende dall’applicazione finale del tessuto che si sta stampando. Non vi è una necessità specifica legata alla tecnologia: la presenza della resina all’interno dell’inchiostro a pigmento fa sì che i passaggi di pre e post-trattamento possano essere evitati. Tuttavia, per alcune applicazioni specifiche – che richiedono un particolare livello di definizione del colore e/o una elevata resistenza allo sfregamento – pre e post-trattamento sono consigliati. Dove individuate le maggiori opportunità per gli inchiostri a pigmento? Partecipiamo ogni anno alla fiera Heimtextil – dedicata al tessile per l’arredamento – perché siamo convinti che una delle aree col maggior spazio di crescita per il pigmento digitale sia quella del tessile per décor. In questo settore, il livello di penetrazione della stampa digitale è ancora molto basso – intorno al 5%, mentre la maggior parte dei volumi è stampata con tecnologia analogica. La stampa tessile digitale a pigmento potrebbe essere il fattore disruptive, ovvero quello che guiderà la trasformazione digitale dell’home textile. L’altra area nella quale il pigmento digitale potrebbe potenzialmente trovare un fertile terreno di sviluppo è quella del tessile per abbigliamento, in tutti i segmenti del fashion, anche se parliamo – a mio avviso – di una prospettiva di lungo termine.

E per il tessile per adv e comunicazione? Il pigmento digitale non nasce per le applicazioni del mondo dell’adv e della comunicazione. Tuttavia, caratteristiche quali la solidità alla luce potrebbero spingere verso l’adozione di questa tecnologia – alcuni player della visual communication si stanno già muovendo in questo senso. Direi che non si tratta di un trend che vedremo esplodere nei prossimi mesi, ma a tendere anche il tessile per adv e comunicazione potrebbe vedere la penetrazione del pigmento digitale. Uno dei temi cruciali del pigmento è quello dei costi… Certamente. Quello del pigmento è un mercato che deve ancora assestarsi dal punto di vista dei prezzi, in quanto al momento i numeri non sono così interessanti da portare a una stabilizzazione dei costi. Ciò significa che attualmente l’inchiostro a pigmento ha costi più elevati rispetto ad altre tipologie di coloranti. Possiamo aspettarci un assesto – e dunque un abbassamento generale dei prezzi – nel medio termine. A questo proposito, concluderei con una considerazione: se fossi uno stampatore, opterei per l’adozione del pigmento non tanto per una questione di vantaggio economico, quanto piuttosto in considerazione di tutta una serie di altri benefici, quali la riduzione degli scarti e dei consumi di acqua, la possibilità di stampare su diverse fibre con la medesima tecnologia, l’ottimizzazione e l’efficientamento dell’intero processo produttivo.

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textile tecnologia

Il team Under Armour nell’hub Lighthouse alle prese con il 3D EFI Optitex per migliorare il fitting. Fotografa il QR Code e guarda il video.

Le griffe della moda conquistate dai ‘manichini’ 3D. E la stampa digitale si prepara a proporre abiti unici La soluzione software di EFI Optitex rivoluziona il processo perché il business possa crescere. Rimanendo anche un mestiere artigianale

dI Stefano Tenedini

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C’era una volta un manichino che dava una mano, un braccio e tutto il suo corpo snodato ai sarti impegnati nel creare vestiti e abiti per i clienti... Cominciava così una delle più belle favole del made in Italy, che ha visto nel giro di qualche decennio un mestiere molto simile all’arte diventare un business da capogiro, amato e richiesto in tutto il mondo. Un grande sviluppo che ha imposto alle griffe e alla filiera di accelerare i tempi di sviluppo, progettazione e produzione senza incidere sulla qualità. La risposta è stata trovata nella tecnologia informatica: il manichino si è trasferito prima nel computer e poi in rete. Oggi il prodotto è diventato digitale e il manichino virtuale, ma sempre più realistico. Al centro della rivoluzione c’è EFI Optitex, azienda internazionale che dal 1988 sviluppa soluzioni software soprattutto per il mondo del fashion (ma anche per automotive e arredamento, dove facilita la produzione di divani o sedili in pelle o in tessuto). Con 7.000 aziende clienti e i loro 27 mila utilizzatori, tra designer e modellisti, non sorprende che in soli tre anni il volume d’affari dell’azienda sia quasi raddoppiato. Dal giugno scorso, inoltre, Optitex è entrata a far parte della multinazionale

americana EFI. “La tecnologia 3D si è evoluta grazie alla crescita del software e alla maggiore potenza di calcolo dell’hardware, soprattutto delle schede grafiche di ultima generazione”, spiega Antonio Sgroi, senior sales development manager per l’Italia. “Alla base della nostra soluzione c’è una tecnologia 2D innovativa affiancata alla piattaforma 3D che consente di creare un capo virtuale tridimensionale. Quest’ultima, già consolidata in altri Paesi, sta crescendo anche tra le aziende italiane, sempre alla ricerca di nuovi processi pur mantenendo alta la qualità dei prodotti”.

‘Avatar’ con 150 misurazioni. E il vestito prende subito vita Ma vediamo in pratica come funziona il software di EFI Optitex. “La piattaforma software integrata permette di creare il ‘cartamodello’ – chiarisce Sgroi – un modello 2D digitale che viene cucito su ‘avatar parametrici’, una sorta di manichini con 150 punti di misurazione che restituiscono proporzioni il più possibile vicine a quelle reali del mercato e dei tipici clienti di un brand. Si possono anche riprodurre persone reali attraverso l’uso di un body scanner, in modo da verificare la vestibilità e scegliere il capo


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textile TECNOLOGIA

All’interno del gruppo EFI, la sinergia del tessile Con l’acquisizione di Optitex, conclusa nell’estate 2016, EFI ha compiuto un ulteriore passo in avanti nel settore del digital textile. Obiettivo strategico, quello di fornire al mercato una soluzione end-to-end, dalla progettazione alla stampa digitale del tessuto, per ampliare le possibilità dell’ecosistema tessile e proporre una soluzione in grado di definire nuove metodologie di messa a punto delle collezioni, commercializzazione, produzione on-demand, riduzione dei costi e automazione industriale.

con l’esatta corrispondenza della propria corporatura”. Oltre al fitting, il software può gestire e abbinare all’avatar anche le rifiniture estetiche, le stampe, i colori e i materiali. “Le case di moda ne sono entusiaste” dice Sgroi “perché possono creare le loro collezioni fin nei particolari, fare, scartare e ripensare decine di modelli senza dover realizzare i campioni fisici, tagliando tempi e costi, condividendo il processo creativo senza far viaggiare i capi in tutto il mondo, riducendo i passaggi, lo spreco di mezzi e materiali. Si può anche invitare il cliente vip nello showroom a ‘vedere’ l’abito unico creato per lui: se gli piace, lo si produce”. E non ci sono solo le griffe: è la soluzione ideale anche per lo scambio di informazioni tra i service o per le aziende di integrated manufacturing, che si occupano dell’intero processo di sviluppo della collezione fino alla produzione. Gli sviluppi sono infiniti: alla luce di tutto questo, il 3D troverà applicazione nelle piattaforme di e-commerce, riducendo i resi degli acquisti non conformi alle aspettative: basterà solo inserire le proprie misure, verificare l’effetto, indicare la taglia ideale e comprare.

Nuove sinergie con EFI Reggiani. Verso stampe più ‘vestibili’ Tornando all’ingresso in EFI, i vantaggi per Optitex non tarderanno a riflettersi sul mercato mondiale, che potrà valorizzare la propria presenza nella filiera tessile. In particolare favorisce la verticalizzazione, perché nel 2015 anche la Reggiani Macchine di Bergamo, storico produttore di macchine per la stampa tessile, è entrata a far parte del gruppo. E proprio sulla filiera integrata di processo si giocherà la competizione del futuro. Infatti anche il tessuto, la materia prima della moda, può essere simulato con il 3D: tra cotone, seta o lana cambiano spessori ed elasticità, il software rende bene la differenza ‘fisica’ dei materiali e la vestibilità ne risulta più precisa. Un ulteriore supporto che viene dato alla resa estetica, grafica, al colore, alla fantasia e alla corretta collocazione delle stampe. In questo contesto le soluzioni di stampa digitale sono la risposta vincente, e più sostenibile, perché evitano sprechi e riducono i costi ambientali. Infine la flessibilità delle macchine moderne consente di realizzare lotti di prodotto sempre più frazionati in tempi brevissimi.

Insomma, la soluzione di Optitex e Reggiani è un sogno diventato realtà: riduce il timeto-market contenendo i tempi di progettazione; il 3D genera competitività e fa risparmiare perché la stampa digitale, insieme all’uso del 3D, riduce il ricorso ai prototipi fisici; è sostenibile perché evita sprechi di materiale e di risorse; l’immagine 3D diventa un asset aziendale e aiuta la collaborazione trovando vari utilizzi e applicazioni, dall’ufficio stile alle aree prodotto, vendite, marketing e produzione della filiera tessileabbigliamento. In definitiva il futuro del fashion, con l’integrazione tra la stampa digitale e l’intelligenza artificiale, è nella customizzazione di massa: il cliente finale potrà scegliere stili, tessuti, misure, colori e disegni e ricevere l’abito a casa in tre giorni dall’ordine, moltiplicando il numero dei clienti e la loro fidelizzazione al brand.

Per guardare il video di Roberto Cavalli, fotografa il QR Code.

La griffe si apre alla tecnologia Roberto Cavalli, tra i top brand italiani della moda, si distingue per i capi di alta gamma e i tessuti particolari finemente stampati. Il terreno ideale per utilizzare il software Optitex, conferma Paolo Ottolia, direttore prodotto ready-to-wear: “Il nostro prodotto è complesso, con precise esigenze di progettazione. Inoltre abbiamo un tempo medio che non supera i due mesi per progettare le collezioni tra un’uscita e l’altra. Optitex ci sta aiutando a far convivere la vocazione artigianale e la rapidità richiesta dal mercato, favorisce la collaborazione tra i partner lungo tutto il processo di produzione e agevola lo scambio di informazioni tra gli uffici”. Sul piano pratico, aggiunge il CAD manager Michele Mazzanti, “prima eravamo obbligati a costruire delle bamboline di carta su cui posizionare la stampa, così da rendere l’idea su un modello in forma tridimensionale. Con Optitex invece possiamo applicare la stampa direttamente sul modello 3D, che offre possibilità praticamente infinite: ed è solo l’inizio, perché in futuro il capo virtuale anticiperà esattamente quello reale”.


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textile

foto: Carlin International / Heimtextil, Messe Frankfurt

spazio green

Certificare l’impegno per la sostenibilità Essere un’impresa ecologicamente sostenibile rappresenta oggi uno dei primi obiettivi della maggior parte delle realtà produttive attive nei diversi settori industriali. A chiederlo è il mercato stesso, laddove l’attenzione per l’ambiente e la consapevolezza della necessità di adottare strategie operative che rispettino il pianeta e chi lo abita sono cresciuti a tutti i livelli. Quella tessile è tra le prime filiere a essere chiamate in causa quando si tratta di tematiche green, sia per le caratteristiche

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dei processi produttivi – che tipicamente esercitano un impatto ambientale notevole – sia perché molti degli articoli tessili finiti – nell’abbigliamento e nell’arredamento in primis – sono destinati a un uso a contatto con la persona. Riduzione ed efficienza gestionale sono le parole d’ordine attuali di molti operatori tessili, il cui impegno si concretizza nell’eliminare – laddove tecnicamente possibile e realmente sostenibile – determinate sostanze pericolose o nel limitarne la concentrazione e

La richiesta di garanzie ambientali sollevata dal mercato spinge la filiera tessile ad adeguarsi. Strumenti quali le certificazioni ambientali ed ecotossicologiche possono essere un supporto in questo percorso. Per capire quali sono le dinamiche dominanti in tale ambito, ci siamo rivolti a Centrocot, ente storico di riferimento per il settore del textile e unico istituto autorizzato al rilascio delle certificazioni OeKO-tex ® in italia

l’utilizzo, oltre che nell’ottimizzare i consumi energetici e di risorse durante i processi. Tra gli strumenti di supporto a disposizione delle aziende impegnate in questo percorso di efficientamento operativo e produttivo vi sono le certificazioni. In Italia, uno dei centri di riferimento in ambito di certificazioni per il settore del tessile è Centrocot (Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento), che è anche l’unico istituto autorizzato a rilasciare le certificazioni OEKO-TEX®.


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textile spazio green

Il centro al servizio del tessile

Tutto su STANDARD 100

Fondato nel 1987 e con oltre 80 dipendenti, Centrocot mette a disposizione delle imprese del settore del tessile e abbigliamento una serie di servizi specializzati, quali prove di laboratorio, ricerca e sperimentazione, assistenza tecnica e strategica, formazione, internazionalizzazione e certificazioni. L’istituto fa parte di OEKO-TEX® Confidence in Textiles – associazione internazionale che riunisce istituti di ricerca e sperimentazione indipendenti e opera con l’obiettivo di migliorare gli standard green dei prodotti e dei processi nell’ambito della filiera del textile. “Lavoriamo a stretto contatto con le aziende attive a tutti i livelli della filiera tessile italiana”, spiega Grazia Cerini, direttore generale di Centrocot. “Tuttavia, la nostra attività sul fronte delle certificazioni OEKO-TEX® si dispiega su più livelli, in quanto operiamo in sinergia con l’associazione a livello internazionale per portare avanti un discorso di ricerca, sperimentazione e prove di laboratorio volto a implementare continuamente le certificazioni esistenti e a crearne di nuove laddove necessario”. Oltre a STANDARD 100 by OEKO-TEX® – la più nota e longeva – Centrocot segue anche le altre certificazioni legate a OEKO-TEX®, quali STeP by OEKO-TEX® ed ECO PASSPORT by OEKO-TEX®. Rilascia, inoltre, l’etichetta MADE IN GREEN by OEKO-TEX®. “Come istituto, siamo il quarto all’interno dell’associazione a livello mondiale, mentre come Paese l’Italia è al sesto posto per numero di certificati STANDARD 100 emessi. Sono dati importanti perché dimostrano che, anche a fronte del boom del tessile in aree emergenti come Cina, India, Pakistan e Bangladesh, il nostro Paese mantiene nel tessile una posizione di rilievo e le aziende sono attente a non rimanere indietro sul fronte ambientale”.

Attiva dal 1993, STANDARD 100 by OEKO-TEX® è una certificazione di prodotto, ovvero garantisce che i prodotti tessili e i loro accessori non contengano o rilascino sostanze nocive per la salute dell’uomo. Durante l’iter di certificazione, il laboratorio dell’ente certificatore verifica la presenza o il rilascio di sostanze nocive (come pesticidi, metalli pesanti, ammine aromatiche cancerogene, formaldeide, coloranti allergizzanti, idrocarburi policiclici aromatici, VOC e altre) nei prodotti greggi, semilavorati e nei prodotti tessili finiti.

Ciò significa che sono certificabili i diversi componenti di un articolo tessile, dai filati greggi e tinti a tessuti e maglie fino agli accessori – come bottoni, cerniere, filati cucirini o etichette – e ad articoli confezionati, quali capi di abbigliamento, tessuti da casa e arredamento, biancheria da letto, spugne. “Requisiti e limiti sono aggiornati annualmente sulla base delle più recenti scoperte scientifiche o di nuove restrizioni legali – che vengono discusse durante incontri tecnici periodici a cui partecipano tutti gli istituti membri dell’associazione. Si tratta di un aspetto fondamentale di questa certificazione, sia perché ne garantisce l’aggiornamento continuo rispetto ai cambiamenti legislativi di ogni Paese, sia perché ne eleva il livello di sicurezza, in alcuni casi persino oltre a quelli garantiti dalle leggi cogenti. Accade, infatti, che mentre alcune delle sostanze nocive sono già regolamentate per legge, altre – rilevate come dannose – vengano

Centrocot e le sue certificazioni

Fondato nel 1987 per vonormate solo in alcuni Paesi: il lontà delle associazioni imlavoro di ricerca dei vari team prenditoriali, di categoria e locali fa sì che STANDARD 100 le sindacali, degli enti pubblici recepisca tutte e le inserisca tra i (Camera di Commercio, Propropri criteri”, spiega Cerini. vincia, Comuni) e degli istituti STANDARD 100 è una di credito del territorio, Cencertificazione volontaria, sono trocot si pone l’obiettivo di dunque le aziende a richiedere sostenere le aziende di tutta di accedere all’iter di verifica e la filiera del settore tessile certificazione per specifiche linee di e abbigliamento attraverso prodotto. La validità è di un anno, servizi specializzati. Con un team di oltre 80 persone, allo scadere del quale il certificato l’istituto ha sede a Busto Arpuò essere rinnovato, previa sizio, dove ospita laboratori una verifica da parte dell’ente di prova, ricerca e sperimencertificatore. “Da quando siamo tazione, e aule per attività di partiti – 25 anni fa – abbiamo formazione. sempre registrato trend positivi Per OEKO-TEX® Confiden(anche a doppia cifra) in termini ce in Textiles – oltre a STANdi aumento delle domande di DARD 100, STeP e MADE certificazione nel nostro Paese. IN GREEN, Centrocot segue Solo negli ultimi anni si è verificato altresì ECO PASSPORT by un rallentamento – forse fisiologico OEKO-TEX®, volta a certivista la storicità della certificazione: ficare i prodotti chimici, e LEATHER STANDARD by nel 2016 l’incremento è stato OEKO-TEX®, certificazione del 3.1%. A livello mondiale, analoga a STANDARD 100 l’incremento è rimasto ma dedicata ai prodotti in esponenziale, oltre al 10%”. pelle. Centrocot è, inoltre, Tra i punti di forza di STANDARD autorizzato al rilascio di altri ® 100 by OEKO-TEX , i test di marchi cogenti e volontari, laboratorio accurati e specifici tra cui Marcatura CE, Marper il settore tessile e il sistema chio Comfort, Marchio Bioefmodulare che è stato attivato: fective e UV Standard 801. laddove nell’articolo da certificare vi sono componenti già certificati STANDARD 100, questi non vengono sottoposti a test. “Ce lo consente il fatto che operiamo in grande sintonia: siamo un gruppo di organismi indipendenti che lavorano con un unico protocollo di riferimento”. Ad aumentare il livello di controllo sono le verifiche Grazia Cerini, direttore a campione effettuate su prodotti certificati prelevati dal mercato e gli generale di Centrocot. audit presso le aziende certificate – realizzati ogni tre anni – per un ulteriore riscontro rispetto alla compatibilità delle procedure.

Verificare il processo: STeP by OEKO-TEX® Introdotta tre anni fa, STeP by OEKO-TEX® è una certificazione di processo che integra l’attenzione al prodotto garantita da STANDARD 100. Si rivolge alle aziende attive nel settore tessile

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I numeri di STANDARD 100 by OEKO-TEX®

835 i certificati emessi da Centrocot nel 2016 +3,1% l’incremento dei certificati in Italia 15.748 i certificati emessi nel mondo nel 2016 + 10% l’incremento dei certificati nel mondo 13.212 i certificati emessi da Centrocot dal 1993 178.871 i certificati emessi nel mondo dal 1993 L’Italia è al sesto posto al mondo per numero di certificati emessi e si concentra sulla verifica di tutti i processi produttivi – filatura, tessitura, nobilitazione, finissaggio, confezione. Tra le sue peculiarità, l’essere stata studiata e formulata su misura per il settore tessile dell’abbigliamento: i requisiti e i criteri di certificazione sono mirati e standardizzati in tutto il mondo e vengono costantemente aggiornati in funzione degli sviluppi di mercato, delle nuove normative e dell’innovazione scientifica e tecnologica.

erano 89, di cui sei italiane – alle quali se ne è aggiunta una nel 2017, portando il numero a sette. Un buon risultato? “È un cambio di mentalità perché significa aggiungere alla certificazione di prodotto una certificazione del sito produttivo. Bisogna sempre tenere presente che il settore tessile italiano è fatto da aziende medie e medio-piccole, per le quali non è semplice entrare in questa logica di certificazione. Detto questo, l’Italia ha una legislazione molto avanzata e restrittiva in ambito di uso di sostanze chimiche, controllo dei processi di produzione e degli scarichi nell’ambiente e, di conseguenza, molti player vantano in realtà una gestione ambientale virtuosa e sono già all’avanguardia su questo fronte. La certificazione potrebbe dunque rappresentare il fiore all’occhiello nonché una leva di marketing molto forte ed efficace”.

Una ‘label’ ad hoc per il consumatore

Tali requisiti si riferiscono a sei aree specifiche: protezione dell’ambiente, salute e sicurezza dei lavoratori, responsabilità sociale d’impresa, sicurezza dei prodotti chimici utilizzati, sistema di gestione ambientale, sistemi di gestione qualità. “Il valore di questa certificazione è duplice. Da un lato, le aziende che decidono di conseguirla intraprendono un percorso finalizzato al miglioramento continuo – necessario per consentire di salire di livello rispetto agli step stabiliti dall’iter certificativo”, racconta Cerini. “Dall’altro, all’esterno questa certificazione rappresenta un ottimo biglietto da visita, in quanto dimostra l’impegno dell’azienda nell’ambito della sostenibilità ambientale”. A ottobre 2016, le aziende certificate STeP in tutto il mondo

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Laddove le certificazioni STANDARD 100 e STeP operano in una sfera prettamente B2B, una delle questioni aperte riguardava la necessità di trasmettere questo valore aggiunto ambientale dei prodotti anche ai consumatori finali. OEKO-TEX® Confidence in Textiles è scesa in campo anche su questo fronte, con il lancio – un anno fa – di MADE IN GREEN by OEKO-TEX®. Di cosa si tratta? MADE in GREEN è un’etichetta di prodotto ‘tracciabile’ che – attraverso un QR Code – consente al consumatore di ripercorrere la supply chain del capo che sta acquistando, accedendo a informazioni relative a ogni passaggio della filiera. “L’etichetta ha lo scopo di assicurare che i tessili MADE IN GREEN siano non solo testati per le sostanze

nocive (grazie alla certificazione STANDARD 100) ma anche prodotti in modo sostenibile, in accordo con le linee guida di STeP. Ciò offre un nuovo livello di trasparenza lungo tutta la filiera”. Il marchio può essere assegnato a qualsiasi tipo di prodotto tessile in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi fase della filiera tessile e permette a brand, produttori e retailer di promuovere le proprie pratiche responsabili in modo chiaro tra consumatori e clienti. MADE IN GREEN si appoggia a MySTeP by OEKO-TEX®, un database accessibile in tutto il mondo ai diversi player della filiera – certificati OEKO-TEX® e non – che offre informazioni sulle diverse realtà del textile consentendo di verificare che i partner siano in linea con la filosofia ambientale. Sono 36 le licenze finora rilasciate per l’ottenimento dell’etichetta MADE IN GREEN a livello internazionale, nessuna in Italia. “Mentre nei Paesi del centro e del nord Europa la sostenibilità di un prodotto è una vera e propria leva di acquisto, in Italia non è ancora così. I consumatori italiani tendono a guardare di più al prezzo o al brand. Tuttavia, da qualche tempo a questa parte avvertiamo un cambiamento: vi sono maggiore consapevolezza e maggiore attenzione, soprattutto quando si tratta di acquistare prodotti per bambini. Questo ci fa ben sperare e siamo convinti che un prodotto come MADE IN GREEN possa contribuire a promuovere una sempre maggior sensibilizzazione green anche nel nostro Paese”.


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Mantero

Trame di stampa ad alta tecnologia per i tessuti del lusso Serigrafica e stampa digitale come strumento di ricerca per finiture speciali e raffinate lavorazioni

C’è una storia lunga oltre cent’anni e la spinta continua a trasformarsi e innovare, attraverso investimenti in tecnologia e nello sviluppo qualitativo della fase creativa. Sono i capisaldi dell’azienda comasca che così intesse preziose trame d’eccellenza

Franco Mantero, amministratore delegato di Mantero.

Ferve l’attività nel grande e luminoso reparto di sviluppo prodotto e business development di Mantero. È qui che prendono forma i preziosi tessuti destinati alle collezioni dei più grandi nomi del lusso e della moda: un open space di 2.000 metri quadrati incorniciato sui lati da una ricca libreria – fonte inesauribile di ispirazione – nel quale disegnatori, artisti, creativi, variantisti, coloristi, product manager, tecnici del tessuto e responsabili commerciali si affiancano, condividendo un’atmosfera di contaminazione di idee, competenze, intuizioni e valori. Uno spazio concepito non per separare ma per unire, fortemente voluto da Franco Mantero, amministratore delegato della realtà comasca, che con i suoi predecessori ha in comune la grande passione per l’arte del tessile e uno spirito imprenditoriale volto al continuo miglioramento dell’azienda: “Abbiamo inaugurato il reparto meno di un anno fa. In questo ampio spazio lavorano fianco a fianco persone di diverse età e con diverse competenze,

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che dialogano tra di loro favorendo uno scambio virtuoso di knowhow tradizionale – patrimonio dell’azienda – ed expertise legate alle tecnologie più innovative. Un mix indispensabile per aiutarci a soddisfare le esigenze del mondo dell’alta moda”. Da qui, l’accesso ai reparti di produzione – ubicati nello stabilimento attiguo – è immediato e il percorso nel cuore

creativo e tecnologico di Mantero è coinvolgente e di grande fascino. Anche perché permette di scoprire l’altro ambizioso progetto recentemente portato a termine e di cui Franco Mantero è particolarmente orgoglioso: “Abbiamo trasferito e unificato il nostro immenso archivio tessile in un locale dedicato – di 1.600 metri quadrati – nel quale


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I

numeri di Mantero

1902 anno di fondazione 4 le generazioni succedutesi alla guida dell’azienda

80 milioni di Euro, fatturato annuo 2 stabilimenti produttivi 2 punti vendita 470 dipendenti, di cui 120 nel reparto di sviluppo prodotto

3 core business:

- Abbigliamento - Accessori donna - Accessori uomo 3 reparti di produzione Stampa digitale: 5 Monna Lisa e 3 Mimaki JV5 Stampa a tavolo: 7 tavoli rotanti, 3 tavoli piani da 40 m e 5 tavoli piani da 80 m Stampa a cilindro e manomacchina 1 tessitura 32 telai jacquard

sono raccolti 60 mila foulard – uno diverso dall’altro, 10 mila volumi di campioni, i tessuti per abbigliamento delle collezioni Mantero, una grande varietà di tessuti da cravatteria e disegni pittorici originali. È il retaggio storico dell’azienda, senza l’accesso al quale Mantero non sarebbe la stessa”.

Le origini di Mantero risalgono al 1902, anno in cui Riccardo Mantero – cavalcando il periodo di vertiginosa espansione del settore della seta – fondò la Ditta Riccardo Mantero, attiva come deposito di sete nell’area di Como. La crescita conseguita nei decenni che seguirono spinse la proprietà a compiere una prima importante trasformazione: con l’avvio, negli anni Quaranta, dell’attività di tessitura, l’azienda divenne una vera e propria realtà industriale. L’espansione della produzione proseguì nel seguente ventennio: nel corso degli anni Sessanta, il gruppo Fabbrica Seterie Riccardo Mantero concluse l’integrazione del ciclo produttivo con l’avvio della tintoria e della stamperia, conquistandosi una posizione di rilievo anche al di fuori del distretto tessile comasco. Il periodo successivo vide il gruppo impegnato nella diversificazione del core business – sia sul fronte dei tessuti trattati che su quello delle categorie di prodotto – e in un percorso di internazionalizzazione, che portò all’apertura degli uffici di rappresentanza a New York e a Parigi. Mantero è stata protagonista di una nuova trasformazione all’inizio degli anni Duemila, quando il

management spinse per un riposizionamento dell’azienda, puntando su una produzione altamente creativa e sofisticata e su un target circoscritto al segmento del lusso e della moda di alta gamma. Di conseguenza, la tessitura venne ridotta a 32 telai – dedicati esclusivamente alla produzione di tessuti jacquard – e la tintoria dismessa, mentre importanti investimenti furono destinati alla stamperia, la produzione core sulla quale l’azienda decise di scommettere. L

Alle radici dell’azienda

Nel cuore dell’eccellenza Oggi Mantero è una realtà produttiva che genera un giro d’affari di 80 milioni di Euro all’anno e conta 470 dipendenti, due stabilimenti nell’area comasca, un ufficio di rappresentanza a New York e uno preposto al sourcing dei tessuti in Cina. La conduzione rimane salda nelle mani della famiglia Mantero: a guidare la compagine aziendale è la quarta generazione, con Franco e la sorella Lucia, direttore marketing e sviluppo prodotto. Abbigliamento, accessori donna e accessori uomo rappresentano il core business dell’azienda che vanta tra i suoi interlocutori i principali brand della moda di alta gamma. Per alcuni – e parliamo di marchi del

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’open space che ospita il reparto di sviluppo prodotto di Mantero, nell’head quarter di Grandate (Como). Uno spazio per condividere creatività, competenze e idee.


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calibro di John Richmond, Vivienne Westwood e Christian Lacroix – Mantero sviluppa e produce collezioni in licenza. Quali sono gli ingredienti del successo di questa bella realtà comasca che continua a sedurre e conquistare i brand del lusso di tutto il mondo con la raffinatezza creativa, l’impeccabile qualità e la bellezza avvolgente dei propri tessuti? Franco Mantero non ha dubbi nell’indicarne tre: “La capacità creativa e la spinta propositiva – che trovano espressione nel lavoro del team di 120 persone dedicate all’attività di sviluppo prodotto e di business development; la capacità produttiva, laddove crediamo da sempre nel nostro DNA industriale, tanto che nel tempo abbiamo investito nel continuo ammodernamento della fabbrica e nell’aggiornamento delle attrezzature; l’archivio, un patrimonio che raccoglie la storia creativa dell’azienda e costituisce una fonte inesauribile di ispirazione per i nostri creativi, ma anche per i nostri clienti”. Tre elementi distintivi che convivono nel cuore strategico aziendale e contribuiscono a forgiarne l’inconfondibile impronta: “Sono i nostri stessi clienti a credere nel valore aggiunto di questo mix, che ci consente di mettere a disposizione un servizio

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perfettamente in linea con le loro aspettative di eccellenza”.

Nell’era del digital textile Con lo stesso spirito imprenditoriale che ne ha caratterizzato gli oltre cento anni di storia, Mantero ha affrontato in tempi recenti la sfida della stampa tessile digitale. Graduale è stato il percorso di avvicinamento e adozione della nuova tecnologia: dopo una prima fase di sperimentazione, avviata alla fine degli anni Novanta con le TX2 di Mimaki, nel 2006 l’azienda ha creato un piccolo reparto produttivo per arrivare ad allestire – nel 2012 – un reparto efficiente e spazioso interamente dedicato alla stampa digitale. Attualmente, questo reparto ospita cinque sistemi di stampa Monna Lisa di Epson e F.lli Robustelli a 16 teste di stampa – di cui due con inchiostri reattivi, due con inchiostri acidi e uno destinato alla stampa degli accessori – e tre stampanti JV5 di Mimaki utilizzate per le attività di sperimentazione. “Per un’azienda quale era la nostra, fortemente focalizzata sulla stampa a quadro tradizionale e altamente specializzata in prodotti di qualità eccellente, l’adozione della tecnologia inkjet è stata innanzitutto una scelta di servizio.

L’estrema flessibilità operativa del digital printing è stato l’elemento che ci ha convinto a compiere questo passo, perché ne abbiamo colto il potenziale rivoluzionario applicato al mondo dell’alta moda”, spiega Mantero. “Laddove i nostri clienti ci chiedevano sempre di più tempestività di produzione e consegna, nonché la possibilità di posporre il più possibile il momento decisionale,


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Viaggio nel ciclo produttivo di Mantero, dai telai jacquard della tessitura (a sinistra) ai reparti di stampa. L’area destinata alla serigrafia è depositaria di maestranze e competenze antiche che il management vuole conservare.

la stampa a getto di inchiostro – che ha cambiato in modo radicale le dinamiche del processo produttivo, introducendo una logica di just in time dapprima sconosciuta nel mondo del tessile – ci ha consentito di offrire un servizio eccezionale sotto il profilo della velocità”. In altre parole, a fronte del cambiamento del mondo del fashion di lusso nel quale, tra sfilate, presentazioni e lanci di nuove collezioni, il fattore

tempo si è trasformato in una discriminante cruciale – a maggior ragione con la comparsa del pronto moda, la mossa di Mantero di riorganizzare la produzione introducendo la stampa digitale si è rivelata vincente. Anche sotto il profilo della creatività, perché la nuova tecnologia ne ha ampliato gli orizzonti, spingendo molto oltre le possibilità di creazione e riproduzione dei disegni. “Vi è un altro aspetto peculiare della nostra strategia di integrazione del digital printing: non abbiamo mai considerato la tecnologia inkjet come sostitutiva, al contrario abbiamo sempre guardato ai due mondi – analogico e digitale – come a due ambiti produttivi completamente separati e potenzialmente complementari. L’obiettivo che ci siamo posti è stato quello di arrivare a realizzare con una tecnologia lavorazioni, effetti e finiture non realizzabili con l’altra, e viceversa”. Non a caso, oltre agli investimenti destinati al reparto di stampa digitale, Mantero ha portato a termine negli ultimi anni anche un progetto di riorganizzazione e riposizionamento dei reparti della stampa a tavolo, che ospitano una cucina colori altamente automatizzata e diversi tavoli rotanti e tavoli piani (da 40 e 80 metri). “Nella scelta dei sistemi di stampa inkjet, abbiamo puntato sull’aspetto qualitativo più che su quello della produttività, proprio perché per noi la migrazione tecnologica è avvenuta dalla stampa a tavolo a quella digitale. Oggi stampiamo in digitale circa un milione di metri lineari all’anno e circa 500mila metri lineari con la stampa a tavolo – con trend di crescita su entrambi i fronti. Solo cinque anni fa la situazione era invertita. Diversa è la questione per la terza tecnologia di cui disponiamo, la stampa a cilindro e manomacchina, destinata a tipologie di produzione differenti che non andremo mai a effettuare in digitale”.

Il futuro è… nel software? Un lungo e impegnativo processo di ri-orientamento dell’attività produttiva, investimenti tecnologici importanti – 3 milioni di Euro all’anno in attrezzature nell’ultimo quadriennio – e un percorso di riorganizzazione dell’area di sviluppo prodotto, tanti sono i traguardi appena varcati da Mantero. Ed è già tempo di guardare al futuro. In quale direzione? “La stampa inkjet è stata l’innovazione disruptive del settore, quella che a noi ha consentito di ricominciare a crescere su tutti i fronti. Per questo, vogliamo continuare a investire nell’implementazione del servizio ai clienti, sia sul fronte ufficio acquisti sia su quello ufficio stile”. Nel primo caso, l’azienda punta a diventare ancora più efficiente in termini di puntualità, flessibilità ed erogazione sempre più tempestiva del servizio, per garantire quei livelli di eccellenza richiesti dai clienti del lusso. Ma è forse sul fronte dello sviluppo del prodotto che si prospettano ulteriori e interessanti cambiamenti: “Credo che il futuro in questo ambito sia legato al software. Stiamo facendo ricerche mirate per individuare una soluzione che ci consenta di rivoluzionare la gestione di tutta la fase di sviluppo del prodotto, per creare un unico workflow integrato che colleghi in tempo reale le nostre attività e quelle dei clienti, dal disegno alla variantatura fino alle prove su abiti e articoli e alla stampa vera e propria”. Nel software, dunque, la nuova chiave di volta per il mondo del tessile del lusso e della moda? Un quesito intrigante e una mossa ambiziosa che, se vincente, per Franco Mantero “potrebbe aggiungere un quarto ‘ingrediente del successo’ di Mantero ai tre precedentemente indicati, rendendo la nostra ricetta ancor più interessante, unica, completa e attraente agli occhi del nostro target di riferimento”.

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textile Viaggio nel digital textile di Heimtextil 2017 Highlights

I numeri: 2.963 aziende – erano 2.864 nel 2016 – provenienti da 67 Paesi hanno occupato i 20 padiglioni dell’edizione 2017 di Heimtextil. A visitare la kermesse sono stati circa 70 mila operatori dei diversi settori coinvolti e di provenienza internazionale, con Brasile, Cina, Regno Unito, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti a far registrare la presenza più significativa. I top trend: Upholstery, ovvero i tessuti per il rivestimento degli elementi di arredo, e décor sono i segmenti più dinamici del momento, insieme alla biancheria da letto. Il tema della sostenibilità ambientale e produttiva si è confermato centrale nel dibattito della filiera, nonché obiettivo prioritario per la maggior parte dei protagonisti. Star guest: Eva Padberg, modella, musicista e designer tedesca, è stata ospite d’onore di Heimtextil. L’artista ha raccontato l’esperienza della creazione e dello sviluppo delle due collezioni di tessuti per la casa lanciate lo scorso anno.

Quasi trenta espositori, un padiglione dedicato, tanta innovazione e un pubblico qualificato: così la stampa tessile digitale si è ricavata un posto di rilievo nella fiera di Francoforte, dedicata al tessile per la casa

CIBITEX Riflettori puntati sulle soluzioni compatte per il pre e posttrattamento dei tessuti stampati in digitale: il vaporizzo easySTEAM e l’unità di lavaggio easyWASH. Oltre a easyCOAT/DRY, unità di pre-trattamento/ asciugatura/ fissaggio. 46

DURST Non solo tecnologia nel mirino di Durst, che ha mostrato le applicazioni per l’home textile realizzate dal web2print olandese Probo Print con il sistema Alpha 330 – dotato dell’inchiostro a pigmento Greentex.

Photo: Messe Frankfurt Exhibition GmbH/Pietro Sutera

eventi


Photo: Messe Frankfurt Exhibition GmbH/Thomas Fedra

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textile eventi

Il digital printing è sempre più protagonista anche a Heimtextil, la manifestazione fieristica dedicata al textile per i segmenti della casa e dell’ospitalità – svoltasi lo scorso gennaio a Messe Frankfurt. Da quattro edizioni a questa parte, la manifestazione ha aperto le porte anche al mondo della stampa tessile digitale, che si è già conquistato un padiglione dedicato. Nella hall 6 hanno trovato posto i principali produttori di sistemi di stampa, di inchiostri e di soluzioni di pre e post-stampa per il digital textile – circa trenta espositori, contro i sei del 2014. “Siamo molto soddisfatti dell’evoluzione che l’area ‘digital print technology’ ha vissuto in questi anni. Si tratta di un’area molto innovativa, che cresce non solo nel numero degli espositori, ma anche in quello dei visitatori interessati a conoscere le nuove opportunità produttive del tessile e, nello specifico, le potenzialità applicative della stampa digitale nell’ambito dell’home textile”, ha dichiarato Olaf Schmidt, vice presidente di Messe Frankfurt e responsabile dell’area Textile e

Textile Technologies, durante la conferenza stampa di apertura della kermesse. “Proprio per questo, abbiamo scelto il padiglione 6 come location per due iniziative fortemente innovative: Digital Textile Micro Factory, strettamente legata al digital textile, e Theme Park”. Spazio visionario, quest’ultimo, allestito da un team di sei studi internazionali di design e destinato a illustrare i trend che verranno in termini di disegni e di tessuti di arredo. L’area della Digital Textile Micro Factory – sponsorizzata tra gli altri da Mimaki e Zünd –, ha invece ospitato una linea di produzione digitale, consentendo ai visitatori di seguire live l’intero processo di decorazione del tessuto, dalla creazione del disegno alla stampa al confezionamento. Con i protagonisti dell’innovazione del tessile digitale come punti fermi di riferimento, il viaggio nella comunità della stampa digitale di Heimtextil si arricchisce, strada facendo, di nuovi player e di soluzioni indirizzate a migliorare i diversi step del processo.

EFI REGGIANI Focus sul décor della casa: da tappezzeria a tendaggi, da cuscini a divani, EFI Reggiani ha mostrato le tante applicazioni realizzabili con la piattaforma ReNOIR e i sistemi di pre e posttrattamento Mezzera. Nell’ottica eco-friendly che contraddistingue la filosofia aziendale.

EPSON Protagonista dello show, Monna Lisa T16 da 160 cm con inchiostri a pigmento Genesta (8 colori) per la stampa su tessuti naturali nel segmento dell’interior décor. Accanto, SureColor SC-F9200 a sublimazione e SureColor SC-F2000 per stampa diretta.

J-TECK3 Debutto europeo per gli inchiostri J-Cube PNF: con quattro colori (CMYK) ad alta densità, sono progettati per testine Panasonic. Sotto i riflettori anche la serie di punta J-Cube, per stampa diretta e transfer, insieme a J-Lux, per indoor e outdoor, e J-Cube KP Direct, per testine Kyocera.

KIIAN DIGITAL Il concept-space di Kiian Digital – realizzato con diversi tessuti stampati – ha fatto toccare con mano i risultati conseguibili con gli inchiostri per il tessile dell’azienda. I prodotti di punta? Digistar K-ONE e HI-PRO, per sublimazione transfer e stampa diretta, TEX-R e K-CHOICE, per stampa diretta a pigmento.

MIMAKI Star dello stand, la nuova Tiger-1800B, la prima soluzione sviluppata da Mimaki con l’italiana La Meccanica. Con velocità fino a 385 mq/ora, risoluzione di 600 dpi e luce massima di 1.850 mm, si rivolge alla produzione di alti volumi per diverse applicazioni, come tappezzerie, sportswear, flag, tessuti indoor, pronto moda. 47


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textile news

Gli inchiostri di J-Teck3 fanno il giro del mondo J-Teck3 ha presentato le proprie gamme di inchiostri digitali per applicazioni tessili e grafiche a FESPA Asia 2017, tenutasi a Bangkok dal 15 al 17 febbraio. A richiamare l’attenzione del grande pubblico è stato il fiore all’occhiello dell’azienda comasca, parte di JK Group e della compagine del colosso americano Dover Engineering Systems: J-Cube, la linea completa di inchiostri dispersi dedicati alla stampa industriale e interamente compatibili con le stampanti che montano teste di stampa Kyocera, Ricoh, Konica Minolta e Panasonic. Dal punto di vista applicativo, J-Cube è disponibile sia nella versione per stampa sublimatica che diretta su tessuto in poliestere e la sua versatilità ne permette l’uso in applicazioni che spaziano dalla moda alla decorazione di interni, dalla maglieria sportiva al soft-signage. Oltre a J-Cube, anche J-Next Subly, linea di nuova generazione dedicata alle teste Epson, ha suscitato particolare interesse per la sua vasta gamma di applicazioni tessili resa possibile dalla varietà di tinte disponibili e dall’alto valore qualitativo. La partecipazione alla manifestazione è stata positiva per J-Teck3, che con il suo stand colorato ha attratto visitatori non solo dal paese ospitante, la Thailandia, ma anche operatori asiatici provenienti da India, Bangladesh, Pakistan e Indonesia. J-Teck3 si dimostra attiva in Asia e si colloca tra i maggiori brand presenti sul mercato, che riconosce ai prodotti dell’azienda caratteristiche di affidabilità e performance qualitative.

Kornit e Amazon, un’alleanza vincente nel DTG?

Lo Speciale del prossimo numero di WIDE sarà dedicato a…

decorative ecorative d Product decoration

Amazon punta sulla tecnologia di stampa tessile on demand di Kornit Digital. Le due aziende hanno siglato un accordo per la fornitura di una serie di sistemi di stampa Avalanche 1000 che andranno ad arricchire e implementare il servizio ai clienti online di Merch by Amazon, il nuovo portale web-to-print on demand – affiliato ad Amazon – che consente di ordinare t-shirt personalizzate online. Una personalizzazione spinta all’estremo, in quanto è l’utente a inviare il disegno per decorare l’articolo richiesto. Una mossa astuta del colosso delle vendite online. Infatti, il commercio su web statunitense ha registrato nel 2015 il 20% della crescita anno su anno nel settore dell’abbigliamento (Internet Retailer) e Kornit Digital ha già dichiarato di essere tesa alla creazione di un servizio di stampa nell’ambito tessile che veda l’intervento diretto dell’utenza sulla personalizzazione dei prodotti e che garantisca la consegna in tempi davvero rapidi. Quindi, la proposta di Amazon ha trovato terreno fertile in Kornit, che si dichiara entusiasta della partnership e fortemente impegnata a contribuire al successo di questo progetto condiviso, a cui dà spessore con la sua avanguardia nelle tecnologie di direct-to-garment e con una produzione che rispetta efficacemente il binomio qualità-costo. Cuore tecnologico di questa alleanza è Avalanche 1000, sistema di stampa di Kornit che consente di produrre 220 capi all’ora. Una soluzione ad alta produttività che calza a pennello sulle esigenze di espansione produttiva di Merch. La domanda dei clienti riguardo alle t-shirt grafiche proposte da Amazon continua nella sua vorticosa crescita e molti sviluppatori e creativi si stanno aggregando al progetto, rendendo particolarmente apprezzata dal team Merch la compartecipazione di Kornit Digital.

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interior L’insider

Saint-Gobain Glass Italia

Vetro ad alto contenuto tecnologico per arredare gli ambienti Nel network Design Partner, le vetrerie fanno squadra e trasformano la decorazione del vetro

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Saint-Gobain Glass Italia, divisione della multinazionale francese specialista del vetro, ha varcato la soglia dell’interior decoration, creando un network di vetrerie specializzate nella trasformazione e decorazione della materia per applicazioni destinate all’interior decoration

nna Cassani, Design Partner & product manager, e Stefano Pagano, marketing manager di SaintGobain Glass Italia.

di Paola Bonfanti

C’è il contributo della tecnologia alla base del recente boom applicativo del settore del vetro che, spinto dal fiorire di declinazioni creative innovative, sta varcando frontiere inesplorate. Materiale tradizionalmente destinato a utilizzi di tipo funzionale, il vetro ha acquisito negli ultimi anni un forte valore decorativo, anche grazie alle nuove possibilità di lavorazione, colorazione e decoro portate da strumenti tecnologici di ultima generazione. E il gruppo per eccellenza specializzato nella produzione del vetro non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione: cavalcando il trend dell’interior decoration tecnologico, SaintGobain ha aperto in Europa una serie di filiali che fanno parte del network Glassolution, una rete di vetrerie di trasformazione rivolte al comparto dell’arredamento di interni ed esterni. In Italia, SaintGobain Glass Italia ha lanciato tre anni fa il progetto Design Partner: l’iniziativa coinvolge un gruppo selezionato di vetrerie, distribuite

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sull’intero territorio nazionale, attive nell’ambito dell’interior decoration e specializzate nella lavorazione, decorazione e finitura del vetro, che operano a tutti gli effetti come partner del gruppo. Una collaborazione virtuosa, basata su una equa suddivisione di competenze, che consente a Saint-Gobain Glass Italia di consolidare la propria presenza nella filiera e di cogliere più da vicino le esigenze del mercato e alle vetrerie di avere accesso a un circuito privilegiato che può portare una maggiore visibilità, in Italia e all’estero.

Il network che cambia gli interni “Il progetto Design Partner è partito nel 2013 e un anno più tardi è stata avviata la ricerca, in tutta Italia, delle vetrerie idonee a entrare nel network. Dalle prime venti realtà selezionate nel 2014 siamo passati a circa cinquanta”, racconta Anna Cassani, Design Partner & product manager. A far parte del network Design Partner sono vetrerie specializzate nella decorazione degli interni, perciò “abituate a gestire il rapporto con i clienti e con il mercato in un’ottica di qualità del servizio e di cura del dettaglio, ovvero


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L’insider

Saint-Gobain Glass Italia nell’era dell’interior decoration

con un approccio più orientato a rispondere alle specifiche esigenze dell’interlocutore, diverso rispetto a quello delle realtà che lavorano sui grandi numeri nell’ambito delle costruzioni”. Come è nato l’interesse del gruppo francese per questa espansione verso un altro anello della filiera? “Saint-Gobain è certamente uno dei principali player del settore del vetro, ma si ferma alla produzione della materia prima – le lastre di vetro, che hanno comunque un forte contenuto tecnologico laddove vengono messe in sicurezza, temprate, stratificate, a seconda della destinazione di utilizzo finale – e non si occupa di prodotti finiti. Il know how per effettuare la finitura della materia prima appartiene alle vetrerie. Costruire una partnership tra realtà con diverse competenze ci è sembrata la formula giusta per permettere a entrambe le entità di cogliere le nuove opportunità che si sono aperte nel mercato in questi ultimi anni”. L’interior decoration e l’uso sempre più creativo del vetro rappresentano il focus di questa partnership. “Noi ci crediamo molto. Certamente, competere

sul mercato è diventato più difficile, ma d’altra parte vi sono anche possibilità di sviluppo interessanti per quelle realtà che hanno l’intuito, l’intraprendenza e gli strumenti giusti per coglierle”, commenta Cassani. Non solo porte interne o pareti divisorie, la gamma di prodotti proposti dalle vetrerie della rete Design Partner spazia da rivestimenti murali e pareti a specchio a scale, tavoli, sedie e svariati inserti destinati a rendere prezioso e innovativo lo spazio abitativo. Per aiutare le vetrerie nel percorso di crescita, Saint-Gobain Glass Italia mette in campo una serie di strumenti: oltre a nuovi prodotti sempre più performanti – frutto dell’attività di ricerca e sviluppo del gruppo – ma anche materiali quali brochure e cataloghi, studiati ad hoc per mostrare ai clienti finali le potenziali applicazioni del vetro nell’arredamento degli interni.

Quando il vetro incontra la stampa digitale Come si colloca la stampa, e in particolare la stampa digitale, nel progetto di Saint-Gobain Glass Italia? “In questi tre anni abbiamo visto crescere l’adozione della

a sede di Habitat Lab a Corsico (Milano), centro polifunzionale di ricerca e formazione di Saint-Gobain. Sotto, l’autoarticolato protagonista di Comfort Truck Tour Saint-Gobain 2016, che ha promosso in tutta la penisola la filosofia abitativa del gruppo.

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Sono diverse le iniziative attivate da Saint-Gobain Glass Italia, divisione della multinazionale francese SaintGobain, per supportare il network Design Partner e promuovere l’uso del vetro nell’arredamento degli interni per un habitat sempre più sostenibile. L’azienda ha recentemente inaugurato Habitat Lab, un centro polifunzionale dedicato alla ricerca e alla formazione – ubicato a Corsico, in provincia di Milano – che si pone quale punto di riferimento di una nuova ‘cultura dell’abitare’, ispirata al benessere dell’uomo e alla salvaguardia dell’ambiente per una maggiore sostenibilità abitativa. Certificato LEED® Platinum, Habitat Lab collabora con università ed enti interessati a sviluppare con Saint-Gobain la ricerca di nuovi materiali e soluzioni costruttive performanti. Inoltre, si propone come centro di formazione per progettisti e applicatori. Per superare il limite geografico, Saint-Gobain Glass Italia ha altresì lanciato l’iniziativa Habitat Truck, uno showroom itinerante di 70 metri quadrati allestito all’interno di un autoarticolato che, una volta all’anno, segue un tour lungo tutto il territorio nazionale. Nel 2016 è stata realizzata la terza edizione di Comfort Truck Tour Saint-Gobain, un itinerario dedicato al comfort abitativo declinato in tutte le sue applicazioni per promuovere una filosofia del costruire sostenibile.

stampa digitale da parte delle vetrerie del network Design Partner. Del resto, il fenomeno della globalizzazione del mercato pone nuove sfide di fronte a queste realtà, che devono di conseguenza attrezzarsi anche tecnologicamente per differenziarsi, ampliare la gamma delle lavorazioni e offrire prodotti sempre più esclusivi”, spiega Stefano Pagano, marketing manager di Saint-Gobain. Ed è in questo contesto che la stampa digitale, affiancata a quella serigrafica, può aiutare a fare la differenza. “La tecnologia digitale ha aperto enormi opportunità in termini di decorazione del vetro. La possibilità di imprimere l’immagine direttamente sulla superficie del vetro, attraverso un processo semplificato, permette di ottenere risultati molto interessanti sia dal punto di vista della qualità delle immagini che da quello della resistenza dell’applicazione. Senza dimenticare che con la stampa inkjet non vi sono più limiti – o quasi – nella riproduzione di immagini e fotografie o nella creazione di disegni, immagini, pattern”. Secondo Saint-Gobain Glass Italia, il momento è propizio: l’utilizzo del vetro come elemento d’arredo e di decorazione degli ambienti va affermandosi come

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interior L’insider

Creative Glass

La vetreria diventa laboratorio di interior design

tendenza, laddove la possibilità di produrre pezzi unici e di personalizzare gli arredi con costi competitivi incontra il gusto e le esigenze dei consumatori di oggi. “Anche le vetrerie del network che non si sono ancora attrezzate con sistemi di stampa digitale offrono comunque questo servizio – che affidano a realtà terze in outsourcing – proprio perché il mercato si sta orientando sempre di più in quella direzione”. Per queste realtà – le vetrerie – dalla forte impronta artigianale, ma dalla portata sempre più tecnologica, il cambiamento in corso è importante. Il modello di business si trasforma in modo radicale, a fronte del percorso di forte differenziazione non solo dell’offerta, ma anche degli interlocutori stessi. “Architetti, designer di interni, progettisti fanno ormai parte del nostro target di riferimento e il confronto con loro è oggi indispensabile, sempre nell’ottica di unire competenze diverse per declinare l’uso del vetro in modo, creativo, efficace, vincente”, conclude Pagano.

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Specializzata nella lavorazione del vetro per i settori dell’edilizia e dell’arredamento, Creative Glass ha saputo crearsi una posizione di rilievo sul mercato grazie al livello qualitativo dei prodotti e del servizio. Fondata nel 2001, l’azienda – che ha sede a Torano Castello Scalo, in provincia di Cosenza – si rivolge a professionisti, architetti, arredatori, ingegneri e artigiani, mettendo a disposizione una grande varietà di lavorazioni e prodotti – un portfolio diversificato frutto del lavoro di ricerca e sviluppo condotto internamente. Creative Glass, entrata nel network Design Partner nel 2014, ha scelto di fare il salto di qualità puntando sull’interior design e su tecnologie di decoro di ultima generazione. Di scelte strategiche, cambiamenti e nuove prospettive abbiamo parlato con Adriana Lirangi, responsabile dell’azienda cosentina.

Qual è stato il percorso verso l’interior decoration? Creative Glass nasce come azienda artigiana con una un vasta esperienza nella lavorazione del vetro. A fronte dell’evoluzione del mercato degli ultimi anni, abbiamo sentito la necessità di trasformare il focus dell’azienda, per continuare a essere competitivi. La versatilità della nostra materia prima, il vetro, ci ha consentito di guardare a diversi comparti e di individuare nel mondo dell’interior decoration il settore con le prospettive di crescita più

interessanti. Nell’intraprendere questa strada, abbiamo avuto la possibilità di unire le nostre competenze storiche e artigiane con l’innovazione tecnologica e di compiere il salto di qualità: da vetreria tradizionale a realtà tecnologica competente, in grado non solo di proporre una vasta gamma di prodotti in vetro curati nel dettaglio, ma anche di offrire consulenza a trecentosessanta gradi – sia in ambito di design e decoro, sia in ambito di sicurezza – a un target molto più ampio e diversificato.

Parliamo dell’adozione della stampa digitale… L’evoluzione delle tecniche di lavorazione del vetro destinato


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interior L’INSIDER

Adriana Lirangi, responsabile di Creative Glass, vetreria del network Design Partner. Attingendo all’esperienza dei quasi vent’anni di attività e puntando su tecnologie di ultima generezione, l’azienda cosentina ha fatto della decorazione del vetro la propria arte.

all’interior decoration è stata continua negli ultimi anni: dalla sabbiatura alla scolpitura alla rilegatura Tiffany, abbiamo portato in casa tutto il know how e le tecnologie necessari per rispondere al meglio alle esigenze dei clienti. In quest’ottica, quando la stampa digitale si è affacciata sul mondo del vetro, non abbiamo esitato a studiarne le potenzialità e a decidere di adottarla. Attualmente, questa tecnologia di stampa rappresenta il fiore all’occhiello della nostra azienda, nonché la tecnica di lavorazione su cui spingiamo di più perché consente di realizzare decori preziosi, esclusivi, unici sul vetro. Siamo in grado di riprodurre qualsiasi immagine sui nostri vetri, con una qualità e una resa grafica straordinarie, garantendo al contempo la sicurezza dei prodotti.

Come è stato gestito il processo di integrazione della stampa digitale? Prima di partire con il progetto della stampa digitale, abbiamo

realizzato uno studio accurato sulla nuova tecnologia. Del resto, si tratta di una tecnica che richiede competenza nel gestire le diverse fasi del processo, a partire dalla scelta della materia prima – che deve essere di qualità – all’elaborazione del file fino al processo di stampa e all’assemblaggio, ovvero la fase nella quale il prodotto viene messo in sicurezza. Si è trattato di un percorso graduale, nel quale la nostra esperienza ha avuto un peso importante nell’aiutarci a raggiungere risultati di qualità.

Quali i benefici legati all’appartenenza al network Design Partner? Essere parte del network Design Partner ci offre innanzitutto la possibilità di accedere a programmi di formazione mirati e di partecipare a uno scambio di esperienze e know how con altri player del settore. Inoltre, l’appartenenza a un gruppo consolidato e dalla portata internazionale quale è Saint-

Gobain ci consente di confrontarci con un network di aziende e persone molto valide, con le quali costruire partnership e collaborazioni finalizzate a implementare continuamente la nostra offerta e a valorizzare la qualità dei nostri prodotti.

Obiettivi e prospettive per il futuro? Abbiamo intenzione di continuare a investire nella stampa digitale. La nostra idea è quella di specializzarci in tecniche di lavorazione particolari e di sviluppare, attraverso la nostra attività di ricerca, nuove declinazioni del vetro e prodotti esclusivi e inediti. A questo proposito, stiamo lavorando all’allestimento di uno showroom, che inaugureremo fra qualche mese e nel quale esporremo tutte le gamme dei nostri prodotti. L’obiettivo è ambizioso e ci consentirà di compiere un ulteriore passo in avanti nel percorso di evoluzione: da vetreria a laboratorio di interior design.

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decorative testimonial

illycaffè

Il valore del packaging che racconta il brand L’unicità del blend del caffè illy racchiusa nell’iconicità dei suoi barattoli: così la nobilitazione artistica può fare la differenza di Paola Bonfanti

La cultura, i linguaggi, le tecnologie della comunicazione interattiva… Il marchio italiano più blasonato del mondo del caffè risponde alle nostre domande sul plusvalore creato dalle tecniche di nobilitazione del packaging nell’ambito di una politica di branding particolarmente attenta all’immagine 54


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decorative testimonial

Qual è il valore della nobilitazione del packaging per illycaffè? La nobilitazione del packaging è fondamentale nella strategia di comunicazione di illycaffè in quanto supporta due dei principali pillar del business aziendale: la costanza qualitativa e l’iconicità. Una delle caratteristiche distintive del caffè illy è la qualità del blend – che lo rende unico rispetto ai competitor – e il focus dell’azienda è mantenere costante nel tempo questa qualità. Da qui l’accuratezza nella scelta dei materiali e della tipologia di packaging da usare: banda stagnata e latta che, insieme all’azoto e alla pressione, consentono di preservare il prodotto. Ma illycaffè è andata anche oltre con l’innovativo barattolo Soft Can, riuscendo – prima nel mercato – a inserire l’azoto in un pack flessibile, più morbido e in multistrato, e a mantenere la costanza qualitativa della latta. Se il pack è importante come contenitore del prodotto, lo è altrettanto come narratore della marca. L’iconicità dei packaging e dei prodotti di illycaffè è un elemento distintivo che permette al brand illy di essere visibile e ben riconoscibile tra tutti i suoi competitor. Lo studio e il restyling delle confezioni è dunque fondamentale per consentire al brand di mantenersi in linea con l’evoluzione dei gusti: di recente, l’azienda ha scelto di attualizzare la grafica dei barattoli home e professional, per arrivare a parlare al consumatore in modo più giovane e immediato. Come? Valorizzando, ad esempio, la preparazione e inserendo dei contenuti che raccontano il gusto del blend.

Come è cambiata la strategia di comunicazione? La strategia di comunicazione si è evoluta nel tempo, di pari passo con le scelte di nobilitazione del packaging per i prodotti casa.

L’obiettivo strategico è quello di rendere il look del barattolo sempre più accattivante – così come è stato fatto con le tazzine d’autore – trasformandolo nella tela su cui famosi artisti internazionali possono esprimere il proprio talento. La decisione di puntare sulla contemporaneità del linguaggio attraverso modalità di comunicazione più rapide e dinamiche, quali ad esempio l’utilizzo del QR code, permette all’azienda di raggiungere anche i consumatori più giovani e tecnologicamente aggiornati.

È il caso dei barattoli del caffè disegnati da artisti… Fin dal 1992, illycaffè ha instaurato un canale di comunicazione privilegiato con il mondo dell’arte contemporanea, basato su un’interpretazione estesa del concetto di “cultura del caffè”. Si è quindi puntato sulla nobilitazione del barattolo, realizzabile attraverso una serie di soluzioni tecniche che hanno portato a una evoluzione dello stile: dal barattolo cilindrico nero a quello argentato e sagomato fino alla versione decorata. L’idea di estendere il concetto di tela canvas a disposizione dell’artista anche all’iconico barattolo da 250 grammi divenne concreta nel 2006, sull’onda del successo ottenuto dalle tazzine d’autore di illy Art Collection. Comprendere che il prodotto illy fosse acquistato anche per la

sua iconicità fu essenziale per definire i passi successivi: l’azienda colse l’importanza di coniugare bellezza e qualità per soddisfare un bisogno specifico del consumatore e trovò, al contempo, una formula vincente per distinguersi all’interno della grande distribuzione, grazie alla più ampia visibilità data dalle decorazioni. Uno step ulteriore venne compiuto tre anni fa, con la scelta di rendere il barattolo veicolo dell’arte locale grazie alla promozione di artisti legati al singolo Paese di distribuzione. Talenti locali creano per l’iconico barattolo da

Il barattolo del caffè diviene una tela da pittore: artisti di fama internazionale hanno decorato i barattoli d’autore di illy. Da sinistra, i lavori di Gillo Dorfles, Liu Wei, Sebastiao Salgado.

250 grammi delle decorazioni ad hoc che, grazie alla grande distribuzione, contribuiscono a diffondere una maggiore consapevolezza artistica.

Quali tecnologie di stampa utilizzate per la decorazione dei packaging? Le tecnologie di stampa impiegate variano in base al materiale che si utilizza per il confezionamento del prodotto. Ad esempio, per la banda stagnata – il materiale dei barattoli da 250 grammi – viene usata la litografia. Sul materiale multistrato, estremamente flessibile, dei barattoli Soft Can si utilizzano o la stampa in rotocalco o quella in flessografico, a seconda della tiratura. In sostanza, si tratta di stampare un film di poliestere come se fosse il foglio di un giornale, scegliendo i colori

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decorative testimonial

Tutti i volti di illy

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Fondata a Trieste nel 1933 da Francesco Illy, illycaffè è oggi guidata dalla terza generazione della famiglia. L’azienda punta da sempre sulla qualità e sull’unicità del caffè dal gusto inconfondibile, il cui blend – frutto di un lavoro di ricerca continua – è composto da nove tipi di pura Arabica. La ricerca promossa da illy non si limita al caffè. Con l’obiettivo di porsi quale punto di riferimento della cultura e dell’eccellenza del caffè, l’azienda ha sviluppato prodotti innovativi, come Metodo Iperespresso, coperto da cinque brevetti, illy issimo, caffè ready to drink distribuito in tutto il mondo grazie a una joint venture al 50% tra illycaffè e The Coca Cola Company, le macchine a capsule per uffici prodotte da Mitaca, società frutto di una joint venture partecipata al 50% da illycaffè. Inoltre, l’azienda ha progressivamente ampliato l’offerta, inserendo macchine per la preparazione, tazzine d’autore e accessori, e ha fondato Espressamente illy, la catena in franchising di autentici caffè italiani, e Artisti del Gusto, una rete internazionale di baristi eccellenti. L’interazione continua con il mondo dell’arte ha portato alla fondazione dell’Università del caffè, oltre alla proposta delle collezioni di tazzine d’autore e dei famosi barattoli decorati da artisti di fama internazionale. Sensibile ai temi del rispetto per l’ambiente e per le persone, illy ha ottenuto la certificazione “Responsible Supply Chain Process” di DNV (Det Norske Veritas), che attesta la sostenibilità di tutta la filiera, dal coltivatore al consumatore.

e la tipologia di carattere del testo, dopodiché si applica il film stampato in reverse sul multistrato. In questo modo la stampa è protetta, trovandosi all’interno del film di poliestere.

E per quanto riguarda la stampa digitale? La grande forza della stampa digitale consiste nell’opportunità che offre alle aziende di ragionare in termini di tirature limitate e per campagne customizzate per determinati target o nicchie di mercato. Il valore di questa tecnologia verte nell’elevata resa grafica e nella sostenibilità economica delle applicazioni possibili, caratteristiche che consentono la pianificazione di

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li inconfondibili barattoli del caffè illy. Da quello più classico, da 250 grammi, in banda stagnata e litografato, al Soft Can, multistrato e flessibile, stampato in rotocalco o flexografia, alla confezione delle cialde Iperespresso.

operazioni commerciali mirate. Tuttavia, la stampa digitale è una tecnologia che, seppur molto sviluppata nel settore della carta e del cartoncino, è ancora giovane nel campo dei materiali di imballo utilizzati da illycaffè, quali banda stagnata e poliaccoppiati. Inoltre, illy si considera azienda ‘one blend’ e, di conseguenza, non sente la necessità di ricorrere alla diversificazione del packaging, che potrebbe anche confondere il consumatore sul prodotto.

Quale valore aggiunto ha portato l’utilizzo del QR code? È stato verificato che il QR code, anche per ragioni tecniche quali la debolezza del segnale internet

all’interno dei supermercati, viene percepito come strumento efficace più per completare l’esperienza di consumo che quella di acquisto. Partendo da tale considerazione, illycaffè ha scelto di collegare ai QR code dei propri barattoli contenuti destinati alla fruizione al momento del consumo, quali spiegazioni sulla preparazione del caffè o informazioni specifiche sul prodotto, con l’obiettivo di contribuire a diffondere la cultura del caffè. Altro risultato portato dall’utilizzo dei QR code, l’engagement dei consumatori più giovani.

Il packaging del caffè illy da qui a cinque anni? Le strategie tecnologiche e comunicative del packaging illy sono strettamente correlate alla capacità dei contenitori di preservare la qualità del prodotto e, di conseguenza, la selezione dei materiali si basa proprio sulla capacità degli stessi di mantenere la costanza qualitativa. In un’ottica di ricerca del miglioramento continuo, latta e banda stagnata restano il miglior materiale utilizzabile per confezionare il prodotto, in quanto garantiscono una shelf life di 24 mesi.


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wwvision idee di comunicazione nel mondo

Milano veste i cantieri e racconta il cambiamento Look meno impattante ed esteticamente più piacevole per i cantieri cittadini, grazie a un sistema di identità visiva studiato ad hoc per raccontare il cambiamento sotterraneo in corso e offrire informazioni di servizio. Accade a Milano, con il progetto di costruzione della linea 4 della metropolitana milanese che ha visto iniziare lo scorso dicembre le operazioni di vestizione dei cantieri più centrali. Le cesate colorate che decorano le aree di Sant’Ambrogio, De Amicis, Augusto, Washington-Foppa rappresentano una forma di out of home creativa e informativa, destinata a contenere il disagio e a rendere più accoglienti e suggestive le zone interessate dai lavori.

I partner del progetto Committente: MM spa Progetto grafico: Realmat Illustrazioni: Anna Resmini Partner tecnico o tecnologico: LineaGrafica

Narrative OOH che lasciano il segno Il concept di partenza del progetto? “Il cantiere come cellula di trasformazione del tessuto urbano ed elemento in continua evoluzione, proprio come un tessuto organico”, spiega Mattia Reali, dello Studio Realmat, curatore insieme all’illustratrice Anna Resmini della grafica e delle illustrazioni della campagna. “A partire da questa analogia, abbiamo immaginato un gioco visivo che ci permettesse di cambiare prospettiva: le linee che tracciano differenti percorsi di mobilità si trasformano, allargando lo sguardo, nella struttura di organismi viventi”. È così che i percorsi di un tram ricalcano le venature di una foglia e le rotte di una barca si trasformano nelle linee di una mano: “I motivi ricorrenti illustrati sulle cesate creano una trama narrativa fruibile dai cittadini e capace di lasciare una traccia memorabile del racconto di trasformazione della città durante l’intera durata dei lavori”. Accanto alla suggestione narrativa si fa spazio altresì uno storytelling grafico di natura informativa. Attraverso un sistema di tavole viene segnalata la presenza delle attività commerciali all’interno dell’area del cantiere, per incoraggiare e facilitare l’afflusso dei clienti. “Il progetto di comunicazione guarda in primis all’accessibilità del pubblico e lo fa attraverso un linguaggio volutamente semplice e chiaro. Proprio questo stile espressivo accogliente è risultato anche molto versatile e ci ha permesso di declinare il sistema di identità visiva su canali e formati molto diversi”, racconta Reali. Cesate e non solo. Perché a completamento dell’operazione di vestizione dei cantieri milanesi vi è una campagna di affissioni coordinata, strumento destinato a comunicare ai cittadini tutte le modalità per entrare in contatto con chi lavora nei cantieri, chiedere aggiornamenti o segnalare problemi.

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industrial tecnologia

Michelangelo è il primo sistema industriale a getto di inchiostro per la decorazione digitale di lattine, tubetti e confezioni in metallo di forma cilindrica, sviluppato dall’italiana Martinenghi in collaborazione con Konica Minolta e Industrial Inkjet

Innovazioni inkjet nella decorazione del packaging cilindrico N

Sei milioni di persone all’anno visitano la Cappella Sistina. Un’opera straordinaria il cui autore, Michelangelo, è sinonimo di arte ai massimi livelli. Non stupisce pertanto che Martinenghi – azienda specializzata nella produzione di macchine per la lavorazione di alluminio e plastica a livello industriale – ne abbia scelto il nome per battezzare la sua ultima creazione. E non stupisce nemmeno che il claim della campagna di lancio reciti “A new Renaissance in printing process” e sfoggi la “Creazione di Adamo”, l’affresco della Cappella Sistina, come visual.

el cuore tecnologico di Michelangelo Realizzata per la stampa di packaging cilindrici in alluminio, il sistema Michelangelo – o Michelangelo KX48P, per usare il nome completo – è stato sviluppato con il contributo di Konica Minolta e di IIJ (Industrial Inkjet), il centro di vendita e supporto tecnico della multinazionale giapponese per le teste di stampa inkjet. Martinenghi ha infatti optato per una tecnologia digitale come cuore di Michelangelo, dotandola di teste di stampa

Chi è Martinenghi Fondata nel 1945 da Luigi e Corradino Martinenghi a Milano, la società ha iniziato a operare nel settore automobilistico per poi spostarsi negli anni Cinquanta in quello della produzione di macchine per contenitori cilindrici in alluminio flessibile. Nei decenni seguenti ha ampliato la propria competenza anche alle bombolette spray, ai tubi e ai contenitori cilindrici – sia in alluminio e che in plastica. Entrata nel 1982 nel gruppo La Metallurgica, Martinenghi ha espanso i propri orizzonti anche all’estero crescendo fino a diventare uno dei nomi di riferimento per la ricerca e lo sviluppo nella stampa digitale su oggetti cilindrici in alluminio. di Federico Zecchini

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KM1024iMHE – tre per ciascun colore. Una scelta rivoluzionaria a fronte di un settore come quello dei contenitori di forma cilindrica che tecnologicamente funziona come mezzo secolo fa. Tuttavia le dinamiche che hanno influenzato altri mercati – riduzione delle tirature, richiesta di personalizzazione, minor tempo di produzione – hanno fatto nascere anche in questo segmento la necessità di rivedere i metodi produttivi. Una sfida a cui Martinenghi ha risposto puntando sull’innovazione totale. La scelta della stampa digitale trasforma il dato variabile in una funzionalità fondamentale del sistema, che consente di stampare pezzi unici con un ritmo di produzione industriale e azzerando i tempi di fermo macchina. L’intero percorso di R&D del sistema – dalla decisione di adottare la tecnologia digitale e le teste di stampa inkjet fino allo sviluppo di un inchiostro bianco a fungere da primer – è stato condotto in stretta collaborazione con gli esperti di IIJ.


tecnologia

a prima installazione di Michelangelo a livello mondiale è stata effettuata nell’estate 2015 dall’azienda spagnola ALM, attiva nel settore dell’igiene personale. Scopri di più fotografando il QR Code.

punti di forza di Michelangelo I

L

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industrial

Il riscontro del mercato A soli due anni dall’inizio della progettazione, Martinenghi ha completato la prima Michelangelo pienamente funzionante, un

paio di mesi prima di Metpack Fair 2014 (tenutasi a Essen, in Germania). L’appuntamento fieristico – interamente dedicato al packaging metallico e che nel 2017 festeggia i 25 anni – era stato scelto dal produttore italiano come palcoscenico ideale per svelare in anteprima mondiale Michelangelo. Il sistema ha ottenuto un successo clamoroso, dimostrando che l’intuizione avuta da Martinenghi puntava nella giusta direzione. Inoltre, la scelta di non sviluppare inchiostri specifici ma di eseguire numerosi test di compatibilità si è rivelata vincente dato che permette agli stampatori di scegliere il fornitore di inchiostri che preferiscono. La prima installazione, conclusa nell’estate 2015, è stata effettuata presso ALM, azienda spagnola specializzata nella produzione di lattine aerosol per il settore dell’igiene personale.

Non solo metallo Essendo sul mercato da tanti anni, Martinenghi non ha commesso l’errore di sedersi sugli allori. Il packaging cilindrico non è solamente metallico e Michelangelo non permetteva la stampa su supporti differenti. Una consapevolezza che ha indotto

’inkjet di ultima generazione di Konica Minolta L

L’altro pilastro del sistema – gli otto servomotori di cui è equipaggiato – è stato sviluppato dai tecnici di Martinenghi sulla scorta degli oltre 60 anni di esperienza dell’azienda in questo settore. Ogni motore è dotato di 12 mandrini e prende in carico i cilindri da stampare dagli appositi alimentatori, li passa sotto le teste di stampa prima di scaricarli nei trasportatori di uscita e tornare al punto di partenza. Un sistema lineare che IIJ ha dovuto studiare accuratamente per garantire che teste di stampa e inchiostri si adattassero perfettamente ad esso sotto ogni profilo. A gestire la macchina è il software proprietario Dolcevita, sviluppato in contemporanea a Michelangelo e interamente dedicato a questo sistema. Il software supervisiona tutte le operazioni in maniera automatica, permettendo all’operatore di controllare facilmente il flusso di produzione, la coda di stampa, gli aggiustamenti grafici e altri passaggi.

• Azzeramento dei tempi di fermo macchina • Risparmio energetico dovuto all’assenza dei forni di asciugatura • Realizzazione delle prove di stampa all’interno del processo produttivo • Riduzione delle tipologie di inchiostri da acquistare e immagazzinare • Azzeramento dei costi della prestampa • Flessibilità totale • Possibilità di stampare pezzi unici in serie • Utilizzo di inchiostri UV al posto di inchiostri a solvente • Nessuna variazione di costo per qualsiasi tiratura

La serie KM1024i è il fiore all’occhiello delle teste di stampa piezoelettriche inkjet sviluppate da Konica Minolta. Innovate nel concept, queste teste di stampa di ultima generazione utilizzano – al posto del classico sistema di azionamento a tre cicli – un sistema totalmente indipendente, che permette l’emissione delle gocce di inchiostro in contemporanea da tutti i 1024 ugelli montati sulla testa di stampa. Disposti in quattro linee da 256 l’una perfettamente allineate, gli ugelli garantiscono elevata accuratezza nel posizionamento dell’inchiostro e nella realizzazione di stampati di alta qualità. Grazie a una frequenza di emissione massima dell’unità di 45kHz – tre volte superiore a quella della precedente serie KM1024 – KM1024i è appositamente progettata per una stampa single pass ad alta velocità. Queste teste di stampa sono anche le più ecologiche mai prodotte da Konica Minolta, laddove il contenuto di materiali derivati dal petrolio e di composti chimici è stato ridotto a un terzo rispetto alle precedenti serie.

l’azienda italiana a portare avanti lo sviluppo fino a lanciare sul mercato Michelangelo POP, Perfection On Plastic. Come si intuisce facilmente, questo sistema permette di stampare su oggetti cilindrici in plastica. Utilizza inchiostri UV (compresi quelli a bassa migrazione) e, grazie all’aggiunta di due colori speciali – arancio e verde – può riprodurre oltre mezzo milione di colori.

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industrial print of things

foto: P&P Promotion

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foto: P&P Promotion

Dall’alto: trolley personalizzato con Omnifire 1000, cilindro lavorato con tecnologia Xerox e prodotti cosmetici realizzati con il sistema Mimaki UJF-3042 dotato di opzione Kebab.

ecorare la superficie di oggetti cilindrici o sferici per spingere ancora più in là le possibilità della personalizzazione: ecco la nuova frontiera della stampa digitale

Curve stampate in digitale La personalizzazione è una delle richieste con cui gli stampatori devono confrontarsi ogni giorno. I clienti vogliono i prodotti fatti apposta per loro, li vogliono esattamente quando ne hanno bisogno e nelle quantità desiderate. Fatto non trascurabile, questa personalizzazione deve essere disponibile su qualsiasi tipologia di oggetto. In questo mare magnum che trascende i pur vasti confini della ‘Product Decoration’ ed entra nel mondo della stampa industriale, la mass customisation rappresenta un

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trend in forte crescita: qualsiasi manufatto industriale, dal più semplice al più sofisticato, prevede oggi una fase di stampa che completi l’identità e conferisca unicità al prodotto finito. Anche i consumatori finali sono alla ricerca dell’edizione limitata, del pezzo unico da regalare, presentare o utilizzare personalmente in occasioni particolari come eventi privati o ricorrenze. Per rispondere a questo mutamento del mercato, gli stampatori si trovano a dover fare i conti con alcuni aspetti che, dall’esterno, raramente vengono

considerati. Uno di questi è il fatto che personalizzare, ad esempio, un’agenda è diverso dal fare la medesima cosa su un casco per moto o su una cover del telefonino. I materiali, le forme, le tecnologie da utilizzare sono differenti. E se personalizzare superfici piane con la stampa digitale è complessivamente semplice – oggigiorno l’offerta tecnologica è molto ampia – fare la medesima cosa su quelle curve è decisamente più complicato. Tale bisogno rappresenta un’opportunità a cui alcuni produttori stanno cominciando a rispondere con prodotti appositamente dedicati. Scopriamoli insieme.


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industrial print of things

Omnifire 1000 è la soluzione inkjet digitale che Heidelberg ha sviluppato per soddisfare le necessità di stampa su oggetti curvi o cilindrici. Pensata per processi di tipo industriale – non a caso per il suo lancio in anteprima mondiale è stata scelta InPrint Italy, fiera dedicata all’industrial printing la cui ultima edizione si è svolta a Milano nel novembre 2016 – Omnifire 1000 ha nella flessibilità la caratteristica più rilevante: il tempo di cambio oggetto è inferiore ai 60 secondi e grazie ai componenti robotici a sei assi è in grado di stampare su superfici di ogni forma fino a 1,4 metri di lunghezza a trecentosessanta gradi. Inoltre, inchiostri e sistemi di asciugatura possono essere adattati alle tipologie di materiali sui quali stampare, adeguando la piattaforma alle esigenze che di volta in volta lo stampatore si trova a dover fronteggiare. Omnifire 1000 monta teste di stampa Xaar che, unite agli inchiostri proprietari Heidelberg, permettono una qualità di stampa a 1000 dpi e quattro colori, a cui si possono aggiungere bianco e vernice protettiva. Le possibilità applicative sono numerose e tutte da scoprire: tra quelle mostrate da Heidelberg, caschi per moto, valigie, accessori per hockey, palloni, perfino interni di aerei.

Stampante inkjet Xerox Direct to Object Lanciata lo scorso settembre, la nuova stampante inkjet di Xerox destinata al ‘print of things’ monta teste di stampa proprietarie con un’architettura degli ugelli in acciaio inox che permette di personalizzare on demand oggetti tridimensionali, da tappi per bottiglie a caschi da football. Grazie all’utilizzo e implementazione di algoritmi per la qualità dell’immagine, la stampante Xerox Direct to Object è in grado di dirigere ugelli microscopici con una larghezza pari alla metà di quella di un capello umano

Quali i sistemi di stampa per decorare le superfici curve? C’è Heidelberg Omnifire 1000 (qui accanto) per la stampa di oggetti di grandi dimensioni. E ci sono la soluzione Xerox Direct to Object, a sinistra, e, sotto, il sistema UJF-3042 di Mimaki dotato di opzione Kebab.

foto: P&P Promotion

Heidelberg Omnifire 1000

Le soluzioni per decorare le superfici curve

eiettando inchiostro a una distanza di 0,3 centimetri. Il dispositivo può stampare su diversi materiali – plastica, metallo, ceramica e vetro – su differenti tipologie di superfici – lisce, ruvide, leggermente curve o irregolari – a risoluzioni di stampa che vanno dai 300 ai 1.200 dpi. Può gestire fino a 30 oggetti all’ora, con la possibilità di produzioni scalabili. Direct to Object è pienamente compatibile con qualsiasi tipo di inchiostro – a solvente, ad acqua e UV – e può operare a temperature fino a 140 °C. Inoltre, la sua architettura presenta un design flessibile, studiato per adattarsi alle differenti tipologie degli oggetti da stampare.

L’opzione Kebab di Mimaki Diversa la strada scelta da Mimaki, rappresentato in Italia dall’importatore esclusivo Bompan: il produttore giapponese ha optato per la creazione di un dispositivo opzionale che può essere adattato a tutti i sistemi della serie UJF, sia sui nuovi modelli UJF-3042 MKII e UJF-6042 MKII, sia sulla UJF-

7151 PLUS. Capace di stampare in maniera diretta su oggetti cilindrici con diametro da 10 mm a 110 mm, l’opzione Kebab ha possibilità applicative che spaziano dalle bottiglie ai sigilli, dalle candele alle boccette di cosmetici. È pensato soprattutto per quegli stampatori che vogliono entrare in nuovi mercati con piccole tirature o per coloro che devono rispondere a ordini contenuti ad alto tasso di personalizzazione. Il reparto R&D di Mimaki ha recentemente sviluppato un inchiostro particolarmente flessibile, ideale per le applicazioni realizzabili con l’opzione Kebab. Mimaki LUS-350 – disponibile in CMYK, bianco e in una speciale vernice trasparente – una volta riscaldato tra 120 e 200°C si estende fino al 350%. Dopo il raffreddamento a temperatura ambiente, la rigidità dell’inchiostro si ripristina, aderendo saldamente al prodotto stampato senza formare crepe né staccarsi. In questo modo, l’inchiostro garantisce rigidità, resistenza ed elasticità per una vasta gamma di applicazioni con qualità di stampa elevata. Grazie a questa combinazione, il 30% dei clienti che acquistano un modello della serie UJF lo dotano anche dell’opzione Kebab.

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industrial print of things

Non solo digitale: le altre tecnologie per stampare le curve Storicamente la decorazione su superfici non piane avviene tramite tampografia o serigrafia. La tampografia utilizza tamponi flessibili per trasferire un film di inchiostro indelebile da una piastra incisa – cliché – direttamente sulle superfici di un oggetto, che possono essere sia piane che sferiche, convesse, concave, presentarsi con irregolarità anche accentuate, essere lisce o rugose.

la tampografia è soprattutto usata per prodotti industriali d’avanguardia, mentre la serigrafia viene utilizzata per tantissime lavorazioni – oggettistica, cosmesi, bottiglieria – destinate sia al mercato generico sia a quello luxury, dove sono richieste finiture e colori particolari. Nel corso dell’ultimo decennio, importanti progressi sono stati compiuti sia in ambito di tampografia che in ambito di serigrafia. Ciò ha consentito alle due tecnologie di ridurre il divario

decorare le più disparate tipologie di superfici curve (non solo cilindriche, ma anche coniche, ovoidali, cuoriformi e così via), oltre a garantire il contenimento dei costi di produzione. Discorso a parte merita la cubicatura. Tecnologia nata in Giappone, utilizza speciali film attraverso i quali è possibile decorare oggetti dalla geometria complessa e tridimensionale, coinvolgendo vari settori di mercato quali automotive, design, arredamento, bigiotteria, fashion

che si era venuto a creare con la stampa digitale. Ciò è legato alla decisione da parte dei produttori di macchine tradizionali di abbandonare la meccanica pura per abbracciare la meccatronica. Tale scelta, che affida all’elettronica e alla movimentazione robotica operazioni prima eseguite esclusivamente per via meccanica, rende le macchine estremamente performanti e in grado di

e altri. Può essere utilizzata sia per lavorazioni artigianali che industriali, su materiali che comprendono resina, plastica, metallo, legno, ceramiche. Durante il procedimento il film galleggia sulla superficie dell’acqua, la cui pressione fa avvenire il trasferimento sull’oggetto immerso previa attivazione della pellicola con speciale attivatore, che ha la funzione di sciogliere la trama del film nella vasca di lavorazione termoregolata. Vuoi scoprire come funziona? Fotografa il QR qui sotto e guarda il video.

Make up e cosmetici decorati e personalizzati grazie alla tampografia (foto: In.Deco Serigrafia).

La serigrafia è la tecnica utilizzata per decorare boccette e flaconi di profumi e confezioni di prodotti di bellezza (foto: In.Deco Serigrafia e P&P Promotion).

La serigrafia sfrutta come matrice un tessuto – oggi in poliestere, originariamente in seta come esemplifica il nome della tecnologia – e fa della possibilità di scegliere lo spessore dell’inchiostro uno dei suoi punti di forza. Entrambe le tecnologie possono essere impiegate su una vasta gamma di materiali (tra cui plastica, vetro, ceramica, legno, metallo) per ognuno dei quali esistono inchiostri specifici e dedicati. Le possibilità applicative spaziano nei più svariati settori merceologici:

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fespace fespa nel mondo

FESPA alla conquista dell’area del sud-est asiatico Non solo Europa. FESPA ha inaugurato l’agenda 2017 dei suoi eventi itineranti con FESPA Asia, svoltasi lo scorso febbraio a Bangkok, in Thailandia. Kermesse di riferimento tra gli operatori della stampa specialistica del sud-est asiatico, FESPA Asia ha presentato le principali novità della stampa grafica e dell’industria segnaletica e ha coinvolto i visitatori in percorsi di condivisione di informazioni su trend globali e contenuti innovativi. E, in linea con quanto accade nell’edizione europea, l’evento è riuscito ad ampliare la sfera del pubblico, arrivando a coinvolgere anche designer, case di moda e tutte le realtà attive nel digitale, nel tessile e nella serigrafia.

Nel cuore dello show Coinvoilgendo un pubblico di visitatori provenienti dalla regione asiatica, ma anche dall’Europa, FESPA Asia ha creato un network di imprese che, relazionandosi le une con le altre, stanno guidando lo sviluppo del settore, ponendo al contempo le radici per l’evoluzione dei prossimi anni. La circolazione delle nuove idee avvenuta durante i tre giorni dello show ha portato alla ribalta le più recenti tecnologie, a cui hanno avuto accesso i leader di grandi imprese e le realtà più piccole sia nella veste di motivatori, sia in quella di audience. FESPA Asia si è posta altresì come momento di confronto per la condivisione delle diverse

esperienze nel business, con particolare focus sulle soluzioni innovative adottate, sulle tecnologie di ultima generazione lanciate recentemente, sui case study destinati a modellare l’avanguardia del settore e a definire la rotta del prossimo periodo. Il tutto accompagnato da sessioni orientate a offrire spunti e consigli su come accrescere i profitti diversificando il portfolio prodotti.

Un unico brand per FESPA, che adotta la ciclicità annuale

I prossimi eventi FESPA nel mondo.

FESPA e FESPA Digital si uniscono sotto un unico brand – FESPA – per un evento tecnologicamente onnicomprensivo che si svolgerà con cadenza annuale: è questa la novità annunciata dagli organizzatori di FESPA in occasione di FESPA Global Summit, svoltosi ad Amburgo lo scorso febbraio. Un cambiamento che partirà da subito: a FESPA 2017, in programma ad Amburgo dall’8 al 12 maggio, seguiranno altri due eventi FESPA, a Berlino nel 2018 e a Monaco di Baviera nel 2019, entrambi nel mese di maggio. Secondo quanto annunciato, lo show lascerà la Germania nel 2020, ma la sede scelta non è ancora stata comunicata. “Dal 2006, FESPA – nostro fiore all’occhiello – si è alternato a FESPA Digital, riflettendo così la rivoluzione digitale che, nell’ultimo decennio, ha fortemente ridisegnato e rivitalizzato questo settore”, ha spiegato Neil Felton, CEO di FESPA. “In effetti, FESPA

Digital ha riscosso un tale successo da avere praticamente eguagliato l’evento FESPA originale in quanto a importanza nell’ambito delle fiere dedicate alla stampa. Con il digitale diventato ormai una tecnologia matura, visitatori ed espositori avevano manifestato il desiderio di vedere FESPA presentare un unico evento annuale che comprendesse prodotti e applicazioni sia digitali sia analogici, così da rappresentare tutte le sfaccettature del loro lavoro”. Questa scelta riflette anche la decisione di concentrarsi in maniera più organica su tre grandi aree di mercato: la stampa serigrafica, la stampa digitale e la stampa tessile e industriale. Unendo in un solo evento fieristico i vari appuntamenti europei, FESPA intende offrire una vetrina che possa soddisfare ogni esigenza in termini di informazione e ispirazione. I fornitori di tecnologie e prodotti di consumo per la serigrafia avranno ora la possibilità di

partecipare come espositori ogni anno, disponendo di una piattaforma ricorrente dove condividere idee e innovazioni. Al contempo, l’intera comunità dei visitatori – che spazia dai print service provider alle stamperie, dai progettisti ai designer ai vari professionisti della filiera – avrà accesso a un’offerta costante e continua, ritrovando in un’unica sede eventi e iniziative quali l’European Sign Expo e Printeriors.


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OOH

scenari

Digital out of home

Sempre più immersivo, sempre più responsive, sempre più smart Con la nuova centralità del dato, la capacità di differenziare il messaggio a seconda dell’audience di riferimento e l’integrazione con altre piattaforme tecnologiche, il settore del digital out of home spinge l’engagement del pubblico ben oltre il momento del contatto visivo. Ponendosi quale media esperienziale e puntando su un’interazione spinta

di Valentina Carnevali

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L’industria dell’out of home è destinata a evolversi molto rapidamente nel prossimo futuro. È sempre più evidente come quello che è il canale di comunicazione più antico stia da tempo vivendo cambiamenti significativi, tutti legati allo sviluppo delle tecnologie digitali: l’avvento di piattaforme digitali, la convergenza con le tecnologie mobile e la possibilità di utilizzare i dati, big o small che siano, stanno generando un incremento del numero di display digitali, con una tendenza alla iper-targetizzazione e in generale

all’esecuzione di campagne più intelligenti. Così il digital signage come lo abbiamo conosciuto in questi anni sta lasciando la via a una esperienza molto più immersiva. Non si tratta più solo di attirare lo sguardo sul proprio display, ma di coinvolgere le persone, una volta ottenuta la loro attenzione, ben oltre il momento del contatto visivo. Ecco allora che il contenuto, già re indiscusso della comunicazione moderna su tutti gli altri mezzi, anche qui comincia a essere padrone.


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H

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scenari

Data is the new black

La possibilità di integrazione di diverse fonti di dati è perno cruciale per lo sviluppo futuro del digital out of home. I sistemi di pianificazione DOOH si stanno integrando con fonti di informazioni che comprendono dati forniti dagli operatori di telefonia mobile, dai browser di navigazione online, dai tracciati degli acquisti in negozio e permettono oggi di targettizzare segmenti di audience microspecifici e in movimento. Perfino la misurazione dei risultati di una campagna è oggi possibile. Esistono strumenti tecnologici molto potenti che consentono una comprensione accurata della audience e quindi la possibilità di differenziare il contenuto del messaggio a seconda dei diversi spazi in cui il singolo display è installato. L’integrazione con le tecnologie mobile (BLE, RFID, NFC eccetera) e anche con quella Wi-Fi sta aprendo lo spettro di engagement e la possibilità di colpire il target con contenuti rilevanti. Aziende più lungimiranti e visionarie stanno cominciando a sfruttare lo sviluppo degli schermi connessi a Internet e il riconoscimento facciale, sperimentando creatività che si auto-ottimizzano in base a come le persone che guardano il display reagiscono. Tutte queste fonti di dati, a vari livelli, consentono al marketer la creazione di contenuti dinamici, cioè di cambiare la creatività a seconda delle informazioni acquisite da fonti esterne, siano quelle di un CRM, siano legate a un sentiment specifico sui social media, al tempo atmosferico, ai risultati di un evento sportivo, all’intensità del traffico.

Un futuro programmatico anche per l’OOH? La digitalizzazione dello scenario dell’out of home cresce a passo costante e sta diventando quindi un’importante via di accesso per

Campagne cool che anticipano il futuro Il NSW Cancer Institute mostra real-time il livello di raggi UV per comunicare messaggi di allerta sole in Australia; la General Motors incorpora creatività dinamiche nei suoi display, che per esempio mostrano pneumatici riscaldati quando la temperatura esterna scende sotto i 5 gradi; la nonprofit inglese Women’s Aid ha lanciato Look At Me, una campagna di affissioni interattive contro la violenza sulle donne, nella quale i lividi sul volto di una giovane guariscono gradualmente ogni volta che un passante si sofferma a guardare l’immagine (accedi alla campagna fotografando il QR Code in basso). Un altro bell’esempio è il caso di Cortana, il personal assistant ad attivazione vocale di Microsoft, il concorrente diretto di Siri. La campagna, eseguita nel Regno Unito un anno e mezzo fa, combinava dati real-time di audience e di location per generare contenuti dinamici rilevanti. Ciascun poster aveva varie creatività distinte che si manifestavano secondo un set di regole predefinite in precisi momenti della giornata. Creando una serie di esperienze estremamente personali e rilevanti, la campagna dimostrava la flessibilità e sofisticatezza di Cortana, il personal assistant che aiuta a condurre la propria vita senza intoppi. Con il coinvolgimento di nove agenzie media per l’OOH, sono stati esposti un totale di 241 poster unici, popolati da dati real time per creare 9.640 possibili varianti. Ciascun poster aveva videate di benvenuto e di saluto multiple, abbinate a ciascuna location e alimentate in diretta da dati rilevanti per luogo e tempo e per altre variabili come il meteo o il traffico.

raggiungere un’audience iperconnessa con news in tempo reale, informazioni e pubblicità smart, contestualizzata e datadriven. Queste caratteristiche sono oggi simili a quelle offerte da altri media digitali, sui quali negli ultimi anni si è sviluppata molto velocemente la pratica del Programmatic Advertising, processo automatizzato di spazi pubblicitari messi all’asta e acquistati in real time in base alle caratteristiche dell’audience. Lo scorso gennaio Clear Channel ha annunciato un piano europeo di espansione nel Programmatic OOH, lanciando una nuova soluzione per l’acquisto di affissioni in automatico e dichiarando che prima della fine del 2017, il 100% della sua offerta sarà commercializzato in modalità data-driven. La prima funzionalità della proposta di programmatic buying di Clear Channel è quella della compravendita del suo

patrimonio su base automatizzata garantita, per offrire ai media buyer la possibilità di prenotare un determinato volume di impianti a un prezzo stabilito. I clienti possono avere accesso e acquistare pacchetti creati in funzione della profilazione dell’audience su tutto il circuito out of home digitale dell’azienda. In futuro è previsto un ulteriore sviluppo di questo strumento, attraverso l’integrazione di funzionalità aggiuntive per adattare e declinare campagne in tempo reale, per misurare la loro efficacia e, addirittura, per permettere ai media buyer d’integrare i loro dati con i dati dell’audience esistente e arricchire così ulteriormente il processo di targetizzazione. Siamo di fronte a un cambiamento epocale, che riguarda anche l’Italia e che ridefinisce l’intero settore dell’esterna, perché introduce l’elemento esperienziale e offre ai brand diverse dinamiche di engagement con gli utenti.

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In alto e nella pagina a sinistra: le affissioni della campagna dell’istituto australiano NSW Cancer Institute dispensano consigli su come proteggersi dai raggi UV, grazie a sistemi di rilevazione della temperatura esterna. In basso, la campagna di Microsoft per la promozione di Cortana, il personal assistant concorrente di Siri, lanciata nel Regno Unito.

Look At Me, scopri di più.


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OOH

L’insider

Sismaprint

La sfida del printing 3D di grande formato

Innovazione e spirito pionieristico nel DNA di Sismaprint, l’azienda lombarda che per prima ha scommesso sulla tecnologia dell’israeliana Massivit 3D

Con l’installazione del sistema Massivit 1800, Sismaprint si prepara a varcare le frontiere della stampa 3D di grande formato in Italia. Guardando all’out of home come prima area di riferimento, l’azienda ha già individuato diverse opportunità anche in nicchie di mercato finora inesplorate Federica Tisato, responsabile marketing e comunicazione di Sismaitalia.

di Paola Bonfanti

Essere pioniere nell’innovazione tecnologica per anticipare il mercato e ‘canalizzarne’ le esigenze, proponendo soluzioni inedite e fattive. È la strategia adottata da Sismaprint, divisione di stampa digitale del gruppo lombardo Sismaitalia, che nei sei anni di attività si è già aggiudicata una serie di primati. L’ultimo – tra le sfide forse più impegnative e promettenti al contempo – è quello del 3D di grande formato: a febbraio l’azienda ha installato un sistema di stampa Massivit 1800, il primo in Italia. Una scelta di innovazione e una mossa rivoluzionaria che per Sismaprint si è già trasformata in opportunità a trecentosessanta gradi: “Siamo partiti da un’intuizione, ma più entriamo nell’ottica del 3D più cresce in noi la volontà di farne la nostra missione aziendale”, racconta Federica Tisato, responsabile marketing

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Focus tecnologia

L’invitante tazza di cappuccino XL e la statua dell’Isola di Pasqua sono tra le applicazioni messe in mostra da Massivit.

e comunicazione di Sismaitalia. “Questa prima installazione non rappresenta semplicemente uno step tecnologico innovativo, ma esprime la determinazione del management a percorrere la strada del 3D wide format, specializzarsi e generare un business vero e proprio che vada a integrarsi con tutte le attività del gruppo aprendo a nuovi contatti e a frontiere produttive inesplorate”.

Il percorso verso il digitale Specializzata nella stampa digitale per il settore dell’out of home, Sismaprint è parte della compagine di Sismaitalia, fornitore di servizi per il marketing, la

Progettata dall’israeliana Massivit 3D Printing Technologies, Massivit 1800 è la prima soluzione integrata per la stampa 3D di grande formato. Presentata in anteprima mondiale a drupa 2016, questa piattaforma innovativa – basata su tecnologia additiva e completa di hardware, software e materiali di consumo – consente di creare oggetti tridimensionali – con misura fino a 180 cm di altezza, 150 cm di larghezza e 120 cm di profondità. Cuore del sistema è la tecnologia proprietaria GDP (Gel Dispensing Printing), sviluppata per consentire la solidificazione istantanea del materiale e la stampa ad alta velocità. Dotata di unità UV LED a basso consumo energetico per la polimerizzazione immediata del gel, Massivit 1800 può montare una o due teste di stampa, con la seconda opzione studiata per la produzione di due oggetti in contemporanea. Distributore esclusivo di Massivit 3D in Italia è NTG Digital.

comunicazione d’impresa e la pubblicità, la cui attività è rivolta principalmente al mondo della grande distribuzione organizzata (GDO). Realtà versatile e composita, Sismaitalia vanta un fatturato complessivo di 16 milioni di euro, mentre pari a 3 milioni di euro è il giro d’affari di Sismaprint. “Come Sismaitalia, proveniamo dal mondo della distribuzione in cassetta non indirizzata – segmento che rappresenta il 70% del fatturato totale. È stato in risposta alla crescente richiesta


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OOH l’insider

da parte dei clienti di completare il nostro servizio con applicazioni wide format (tipicamente i manifesti 70x100 e 100x140) che ci siamo avvicinati al mondo della tecnologia digitale di grande formato, nei primi anni del Duemila. Negli anni successivi, il business è aumentato progressivamente fino a che, nel 2011, abbiamo sentito l’esigenza di diversificare il brand per creare un’identità digitale sul mercato: così è nata Sismaprint”. Contemporaneamente, furono avviate attività di marketing e web marketing mirate, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento del marchio e di accrescerne la visibilità tra clienti e fornitori. E non solo: “Abbiamo lanciato quasi subito una piattaforma web to print per il grande formato digitale”, spiega Tisato. “Si è trattato di un’operazione di successo perché ci ha consentito di uscire dai settori di riferimento storici – GDO e retail – e di entrare in nicchie differenti, raggiungendo nuovi target quali architetti, progettisti, agenzie di moda e di eventi. E, come immediata conseguenza, abbiamo aumentato e diversificato ulteriormente le gamme di prodotti e lavorazioni”. Oltre al web to print per l’Italia, Sismaprint ha lanciato le piattaforme di e-commerce per Francia e Germania, mentre per la seconda metà del 2017 è prevista l’apertura di quelle per Spagna e Portogallo.

DNA e innovazione L’innovazione tecnologica ha guidato l’evoluzione di Sismaprint sin dai suoi esordi. L’azienda ha progressivamente ampliato il parco macchine con soluzioni di ultima generazione, distinguendosi come prima realtà europea a investire in un sistema HP Latex 3500 nel 2015 – al quale ne sono seguiti altri due. “Siamo partiti dalla carta e siamo passati a diverse tipologie di lavorazione su svariati supporti, dal roll-to-roll alla produzione rigida, mantenendo un approccio pionieristico. I nostri investimenti si sono concentrati

sull’aspetto tecnologico e abbiamo deciso di puntare sulla continua diversificazione dell’attività”. Consolidati fatturato e posizionamento sul mercato, nel 2016 il management di Sismaprint era alla ricerca della prossima ‘big revolution’, ed è qui che entra in gioco la tecnologia di Massivit 3D: “Abbiamo visto per la prima volta il sistema Massivit 1800 a drupa, in occasione del lancio ufficiale, e ci ha subito colpito soprattutto per la varietà di applicazioni che consente di effettuare”, racconta Tisato. “Sono state due le considerazioni alla base della nostra decisione. Da un lato, ci siamo resi conto che la produzione 3D di grande formato sarebbe potuta entrare in tutti i mercati – e in tutte le nicchie – nelle quali siamo attualmente attivi. E, di conseguenza, abbiamo capito che tutti i nostri clienti – dal retailer all’agenzia di eventi, dall’agenzia di moda ad architetti e interior designer – avrebbero potuto trarre beneficio dalla stampa 3D”.

La scommessa del 3D XXL Con una linea di produzione indipendente e un team dedicato, la Massivit 1800 di Sismaprint è pronta per sfidare il mercato italiano. Strategicamente, l’azienda lombarda si concentrerà sulla fase prettamente produttiva, mentre per quanto attiene alle fasi di preparazione dei file (per progetti speciali) e alle lavorazioni di finitura l’intenzione è quella di creare una rete di partner con player specializzati nelle diverse aree (da progettisti a decoratori). “Sono convinta che la risposta alla stampa 3D wide format di Massivit sarà straordinaria”. Ma verso quali frontiere si spingerà questa tecnologia? “Siamo partiti molto presto con la campagna di comunicazione della nostra novità tecnologica e la risposta è stata straordinaria. Il comparto più immediato da approcciare sarà quello dell’affissione 3D, di cui in Italia abbiamo avuto esempi solo sporadici. Ci siamo

già mossi per prendere accordi con i concessionari e siamo convinti che, grazie ai vantaggi di fabbricazione e di costi, l’outdoor 3D vivrà un boom anche da noi. Stesso discorso per l’outdoor dinamico in 3D, che ci vedrà proporre soluzioni d’impatto con la flotta di 40 camion vela di cui siamo proprietari con la divisione SismaBus. Tuttavia, l’aspetto più sorprendente ha riguardato l’invio di richieste da parte di realtà attive in settori nei quali non siamo presenti”. Qualche esempio? “Tra le nicchie di mercato che esprimono grande interesse per questa tecnologia, i settori archeologico e museale, laddove Massivit 1800 potrebbe consentire la duplicazione dei tesori artistici nazionali – statue, busti e opere d’arte –, e il settore dell’illuminazione o lighting, che guarda con interesse alla possibilità di utilizzare la luce per rifinire le applicazioni 3D rivolte ad ambiti svariati, dall’interior decoration all’outdoor agli eventi. Proprio il settore degli eventi – fashion e non – potrebbe riservare ampio spazio al 3D printing di grande formato. Stesso discorso per il mondo della termoformatura, i cui costi elevati si giustificano oggi solo a fronte di alti volumi di produzione, mentre con il printing 3D wide format sarà possibile realizzare oggetti termoformati in quantità minime e con costi accessibili. In una parola, è una scoperta continua”. Non mancano le idee e non manca l’interesse del mercato. A Sismaprint il compito di aprire la strada del 3D printing di grande formato nel nostro Paese.

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Chi è Sismaprint Fondata nel 2011 come divisione digitale di Sismaitalia, Sismaprint conta oggi due sedi operative, di cui il quartier generale a Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco, e 13 filiali dirette distribuite sul territorio nazionale. Con un fatturato di 3 milioni di euro, l’azienda è specializzata nella stampa digitale di grande formato su diversi supporti – dalla carta a materiali rigidi fino a pvc e vinile – e si rivolge al mercato italiano e a quello internazionale, grazie alle piattaforme di e-commerce. A comporne il parco macchine sono sistemi di stampa di ultima generazione, tra cui una EFI VUTEk GS 5000 per il formato super wide e una EFI VUTEk QS 2000, le HP Latex 3500 e HP Latex 260, HP Scitex TJ 8350, Canon IPH 9000 e KIP 940, oltre al nuovissimo sistema di stampa 3D Massivit 1800.


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profili La stampa digitale tessile secondo Kiian Digital Dalla specializzazione nello sviluppo di inchiostri digitali per la sublimazione alla scommessa sul pigmento, Kiian Digital continua ad ampliare le proprie gamme per la stampa tessile digitale. Puntando su qualità, sostenibilità ambientale e conformità dei prodotti ai principali standard e certificazioni riconosciuti a livello internazionale Kiian Digital è un brand del gruppo JK. Specializzata nella produzione di inchiostri digitali per la sublimazione, l’azienda gioca un ruolo centrale nel mercato della stampa tessile digitale. La lunga storia di innovazione, affidabilità e sostenibilità contribuisce a fare di Kiian Digitale il partner preferito per chi ricerca l’elevata qualità nella stampa digitale diretta e transfer. Le radici dell’azienda hanno origine nella stampa industriale, fattore che conferisce al brand un deciso vantaggio competitivo nello sviluppo degli inchiostri digitali per le diverse testine di stampa e applicazioni. Vantaggio legato altresì alle attrezzature all’avanguardia di cui dispone: la sede operativa, ubicata nel distretto comasco, vanta impianti di ultima generazione e moderni dipartimenti di ricerca e sviluppo e di sicurezza prodotto.

Del mercato tessile La stampa tessile mondiale raggiungerà nel 2019 un volume di tessuto stampato annualmente di 1,6 miliardi di metri quadrati, secondo le stime di Smithers Pira - The Future of Digital Textile Printing to 2019. La stampa digitale si attesta attorno al 3% del volume totale (fonte: Provost Ink Jet Consulting Ltd). Tale fotografia del comparto evidenzia la costante crescita e le eccellenti prospettive di conversione verso la tecnologia digitale; entrambi fattori determinanti nelle scelte strategiche dei maggiori player della stampa digitale, incluso il gruppo JK.

Dalla moda all’arredamento, gli inchiostri di Kiian Digital si rivolgono ai diversi segmenti del tessile.

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profili

comunicazione d’impresa

Presente alle principali fiere del settore tessile, Kiian Digital realizza gli elementi in tessuto dell’ambientazione degli stand - pareti, espositori, cuscini, quadri - con i propri inchiostri.

La strategia negli inchiostri: sublimatici, dispersi e pigmenti Kiian Digital è lo specialista delle soluzioni per la stampa del poliestere. Attingendo alla vasta conoscenza delle applicazioni tessili e del mondo della visual communication, l’azienda propone una gamma di prodotti sviluppati ad hoc per ogni esigenza di stampa. A comporre l’offerta di Kiian Digital sono: • Inchiostri dispersi per la stampa diretta, una combinazione che offre la migliore penetrazione dell’inchiostro. È la scelta dei professionisti che vedono la vera discriminante nelle solidità generali e nella definizione del dettaglio, ed è destinata agli esperti gestori del processo tecnico richiesto da questa combinazione; • Inchiostri sublimatici per la stampa diretta, una combinazione in cui, a parità di penetrazione della combinazione precedente, le solidità giocano un ruolo meno determinante, mentre diventano decisive l’economicità del processo e la brillantezza dei colori; • Inchiostri sublimatici per la stampa transfer, una combinazione che all’estensione cromatica e alla brillantezza dei colori unisce versatilità e un processo di stampa relativamente semplice. È la scelta dei professionisti dei segmenti in cui fattori quali stagionalità, personalizzazione e comunicazione just in time sono fondamentali. È il classico esempio di fast-fashion. Oltre ai prodotti destinati alla stampa del poliestere, il portafoglio prodotti di Kiian Digital include gli inchiostri a pigmento per la stampa diretta sul tessuto. Un progetto in cui il brand crede molto. I vantaggi legati al pigmento sono diversi. A partire dalla versatilità: il pigmento crea un legame fisico – e non chimico – con il substrato, caratteristica che allarga il numero di tessuti stampabili a cellulosici, poliesteri e fibre miste (queste ultime stampabili esclusivamente con la tecnologia a pigmento). L’elevata solidità alla luce è un’altra delle peculiarità degli inchiostri a pigmento che li rende estremamente interessanti Focus su sostenibilità e inchiostri eco-friendly per gran parte dei segmenti fashion e hoLa volontà di sviluppare il portfolio prodotti nel segno della garanzia deme textile. A versatilità e solidità si aggiungli elevati standard qualitativi dei prodotti e della salvaguardia dell’amge la facilità di utilizzo, per cui gli inchiostri biente costituisce uno dei segni distintivi di Kiian Digital. Oltre alle più a pigmento diventano una valida alternaticomuni e diffuse certificazioni obbligatorie e di buon senso, l’azienda va ai tradizionali inchiostri inkjet, come reha scelto di validare la conformità delle sue gamme di inchiostro per attivi e dispersi. quattro tra i più importanti – e riconosciuti a livello mondiale – capito-

Cosa riserva il futuro La sostenibilità ambientale è un punto fermo della storia del brand sin dalle sue origini. Kiian Digital è pronta a lanciare una nuova serie di inchiostri, sempre nel segno dei prodotti a base acqua e sempre destinata al mondo tessile. Il nuovo prodotto rinsalderà la leadership e il ruolo di riferimento di Kiian Digital nel mondo della stampa tessile.

lati e standard del mercato in cui è attiva, quali: • ADIDAS 01 (Adidas Group Policy for the control and monitoring of hazardous substances) • CLEAR TO WEAR (Clear to Wear is a product health Standard defined from Inditex Group) • OEKO-TEX® (Independent Association Standard label) • RSL NIKE. Kiian Digital continua a lavorare duramente per distinguere il portafoglio prodotti, sottoponendolo ai test degli standard più autorevoli dei mercati in cui opera nonché garantendo l’imparzialità e l’indipendenza della valutazione per sé e per i suoi clienti.

www.kiiandigital.com

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eventi

@EFI CONNECT 2017

Viaggio a Las Vegas, per scoprire l’inkjet – e non solo – che verrà Una vetrina di soluzioni innovative e software sempre più performanti, un ricco programma di seminari formativi e qualche – immancabile – spunto di riflessione sull’impatto di tecnologie disruptive alle porte. Tutto questo è accaduto a Connect 2017, l’evento annuale che EFI dedica ai clienti di tutto il mondo

di Paola Bonfanti

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È stato un Connect all’insegna della tecnologia e del networking. L’edizione 2017 dell’evento annuale di EFI dedicato ai clienti di tutto il mondo ha messo in mostra una serie di novità, sia in ambito di piattaforme di stampa inkjet sia in ambito di software e workflow. La ricca vetrina tecnologica allestita nelle sale del Wynn Hotel di Las Vegas, in Nevada – lussuosa cornice della manifestazione – e un intenso programma di oltre 200 tra seminari formativi e sessioni tecniche, di vendita e gestione commerciale hanno attratto un numero record di partecipanti: Connect 2017 ha visto la presenza di circa 1.500 persone provenienti da 37 nazioni, superando il primato di partecipazioni già stabilito nel 2016. Oltre al tradizionale e coinvolgente speech del CEO Guy Gecht, highlight di Connect sono state le conversazioni con Jeff Jacobson, veterano della tecnologia di stampa e CEO di Xerox, e Joel Quadracci CEO di Quad/Graphics. Evento globale customer-oriented, EFI Connect ha continuato a crescere negli ultimi anni in dimensioni e importanza. Mantenendo saldo il focus sull’obiettivo delle origini – che ne forgia il nome: ‘connettere’, ovvero creare un’occasione per relazionarsi tra clienti, discutere di trend, mercati e prodotti, conoscere e sperimentare gli ultimi sviluppi tecnologici di EFI e dei suoi partner.


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eventi

@efi connect 2017

Verso la prossima tecnologia disruptive

Anteprime mondiali superwide A proposito di novità, a Las Vegas EFI ha presentato due nuove stampanti superwide roll-to-roll LED UV dedicate al settore del soft signage: VUTEk 5r e 3r – rispettivamente da 5 e 3 metri – sono il primo frutto dell’acquisizione dell’israeliana Matan, conclusa nell’estate 2015. Qualche dettaglio tecnico? Velocità fino a 455 metri quadrati all’ora, risoluzione fino a 1.200 dpi, UltraDrop Technology (a 7 picolitri) e una gamma completa di opzioni di upgrade, inclusi colori chiari e bianco opzionali per una stampa a più strati, finitura in linea per un sistema di stampa, taglio, rifinitura e raccolta integrato, stampa retroilluminata e blockout e altro ancora. Entrambe le stampanti sono già disponibili sul mercato. Altra tecnologia sotto i riflettori di Connect, il sistema di stampa EFI VUTEk FabriVU 520 da 5,2 metri, sempre sviluppato per il settore del soft signage. Sistema versatile, FabriVU 520 – il modello top della famiglia che si aggiunge a FabriUV 180 e FabriUV 340 – consente di eseguire stampa diretta su tessuto e stampa a trasferimento termico con un semplice passaggio e utilizzando gli stessi inchiostri. La produttività raggiunge i 46 metri quadrati all’ora e la risoluzione i 2.400 dpi, mentre un sistema brevettato di ripristino dell’inchiostro consente di risparmiarne oltre il 95% sui consumi. Con FabriVU 520, EFI

Nella pagina accanto, Guy Gecht – sul palco di Connect durante il discorso di apertura – diverte e provoca cimentandosi in una conversazione con un futuristico RIP Fiery parlante e mobile. In alto, la nuova stampante superwide roll-to-roll LED UV VUTEk 5r e, sotto, il team di EFI Reggiani, protagonista per il textile, con la VUTEk FabriVU 520.

apre agli utenti nuove opportunità per la produzione di una più ampia gamma di applicazioni di soft signage, incluse decorazioni murali, sfondi teatrali e altri prodotti superwide. Forse per dimostrare che i propri reparti di R&D sono sempre al lavoro, EFI ha voluto offrire ai partecipanti l’anteprima di una tecnologia attualmente in beta test. Si tratta di una stampante di grande formato a getto di inchiostro ibrida roll/flatbed LED che monta teste di stampa Ricoh GEN5 e dispone di una versione implementata della piattaforma “cool cure” per la polimerizzazione degli inchiostri – che promette di migliorare l’efficienza energetica durante la produzione. Il lancio è previsto per la primavera.

Back to core, Fiery si evolve All’evento dell’anno di EFI, non potevano mancare focus sui prodotti storici di punta dell’azienda in ambito di software, Productivity Suite e Fiery.

The next big thing tecnologica? L’intelligenza artificiale. Ne è convinto Guy Gecht, CEO di EFI, che nell’intervento di apertura di Connect 2017 ha proposto all’audience una riflessione ad ampio raggio sull’evoluzione dell’IA e sull’impatto potenzialmente disruptive della nuova ondata di tecnologia avanzata. “L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha subito un’accelerazione negli ultimi anni e scorre sempre più rapida. I cambiamenti che promette di portare sono enormi e questo incuriosisce e affascina, ma allo stesso tempo spaventa”. L’IA sembra essere ormai alle porte: è un bene o un male? Gecht ha voluto testare il mood generale attraverso un’indagine online è il verdetto è stato ambivalente. “Pur riconoscendone il potenziale positivo, vi sono perplessità – anche fra i più giovani – rispetto ad alcuni aspetti dell’IA, soprattutto sul tema del lavoro – e il rischio che le macchine sostituiscano l’uomo – e sul pericolo che di una tecnologia così potente venga fatto cattivo uso”. E per quanto riguarda l’industria del printing? “Proprio come per gli sviluppi che tutti abbiamo osservato con i PC e con la tecnologia portatile, l’intelligenza artificiale promette di creare maggiori opportunità”, ha detto Gecht. Aggiungendo che il più grande impatto riguarderà l’area dell’automazione, non solo in produzione. “Nella stampa, l’IA può portare a una diagnosi preventiva e a manutenzione predittiva, che aiuterà i clienti a migliorare i loro profitti”. Insomma, anche grazie al cloud, l’automazione sarà sempre più spinta nell’ambito delle funzioni amministrative e di servizio ai clienti. “Che sia l’alba di una nuova era del RIP Fiery parlante e mobile?”. A questa domanda, un esemplare del futuristico RIP Fiery – con una voce incredibilmente simile a quella di Benny Landa – è comparso sul palcoscenico, avviando una simpatica conversazione con Gecht. L’intervento stimolante del CEO di EFI ha offerto, come sempre, molti di spunti di riflessione. E ha fatto sorgere una domanda: l’IA rientra tra le sfere di interesse di EFI?

I 6 flussi di lavoro end-to-end della Suite di EFI sono giunti alla quinta versione e sfoggiano nuove funzionalità, per diversi segmenti di mercato, che i clienti hanno potuto sperimentare nelle sessioni interattive ‘Voice of Customer’. Per quanto riguarda le soluzioni DFE EFI Fiery, in scena a Connect sono stati: il nuovo server Fiery NX e la NX Station, sviluppati per implementare l’automazione nella gestione di produzioni a foglio; i prodotti Fiery DFE, per stampa di prove e produzione inkjet di formato wide e superwide; Fiery Workflow Suite, che offre strumenti ancor più performanti per imposizione, assemblaggio, editing dell’ultimo minuto, allestimento visivo dei documenti e altro ancora. È stata, inoltre, mostrata la più recente versione di EFI Fiery Navigator, che semplifica il processo di analisi quotidiana delle operazioni di stampa digitale e gli andamenti sul lungo termine grazie a un dashboard visivo personalizzabile.

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colophon Persone e aziende citate con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria Agfa Graphics Aleph ALM Alvisi e Alvisi Alvisi Fulvio Alvisi Luciana Amazon Bassanello Alberto Bassani Ippolito Bompan Bompan Massimo Canon Cassani Anna Centrocot Cerini Grazia Cibitex Clear Channel Creative Glass Crespi Paolo d.gen Deflorian Anna Dorfles Gillo Dover Engin. Systems Durst Edigit EFI EFI Optitex EFI Reggiani Epson Eurmoma F.lli Robustelli Felton Neil Fenix DG FESPA FESPA Italia Fieramilano For.Tex Gecht Guy Gilboa Ron Girola Marco Gruppo Masserdotti Gruppo Miroglio Heidelberg Heimtextil HP Illy Francesco illycaffè Industrial Inkjet InfoTrends International Paper J-Teck3 Jacobson Jeff JK Group Kiian Digital Konica Minolta Kornit Digital Kyocera La Meccanica La Metallurgica Landa Benny Leister Linea Grafica Lirangi Adriana

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8,41 29 59 23 23 23 48 30 7 34,61 34 67 50 38 39 31,46 65 52 30 29 25 55 48 30,46 9 8,31,67,70 36 31,37.47,71 30,44,47 7,10 30,44 63 9,32 5,63 16 22 30 70 12 35 7 14 61 46 9,32,67 56 54 58 12 33 27,47,48 70 35,48 21,35,47,68 33,48,58 32,48 29,47,48 34,47 58 71 6 57 52

Lottozero 24 Luedtke Oliver 32 Manes Alessandro 29 Mantero 42 Mantero Franco 42 Mantero Lucia 43 Mantero Riccardo 43 Mantovani Alessandro 32 Martinenghi Corradino 58 Martinenghi Luigi 58 Masserdotti Alberto 7 Massivit 3D 66 Matan 71 Mazzanti Michele 37 Messe Frankfurt 47 Mimaki 8,34,44,47,61 Mitaca 56 Miyakoshi 32 Moroder Arianna 24 Moroder Tessa 24 Negretti Andrea 29 NTG Digital 66 Ottolia Paolo 37 Padberg Eva 46 Pagano Stefano 51 Panasonic 47,48 Polyedra 76 Print Finishing Li.To.Ver 75 Probo Print 46 PWC Analytics 12 Quad/Graphics 70 Quadracci Joel 70 Rafael Hinojosa 8 Reali Mattia 57 Resmini Anna 57 Ricoh 29,48,71 31 Riva Michele RTS 49 Saint-Gobain Glass Italy 50 Salgado Sebastiao 55 Sawgrass 35 Schmidt Olaf 47 Sgroi Antonio 36 Shima Seiki 32 Sironi Maurizio 7 Sismaitalia 66 Sismaprint 66 Spoonflower 14 Studio Mut 25 Studio Realmat 57 TheColourSoup 14 Tisato Federica 66 Verga Enrico 33 Viscom Italia 6 Wei Liu 55 Xaar 61 Xerox 61,70 Zund 47

STRATEGO GROUP via Cassanese 224 - Segrate (Milano) tel. 02.49534500 fax 02.26951006 www.stampamedia.net Direttore responsabile: Ruggero Zuliani Comitato di redazione: Paola Bonfanti (coordinamento) paola.bonfanti@strategogroup.net Cristina Rossi, Federico Zecchini Hanno collaborato a questo numero: Arianna Barboglio, Giuseppe Bosio, Valentina Carnevali, Stefano Tenedini Pubblicità: Mauro Tironi sales@strategogroup.net Deborah Ferrari deborah.ferrari@strategogroup.net tel. 389.9004599 Rancati Advertising: Claudio Sanfilippo csanfilippo@rancatinet.it Ufficio traffico brando.zuliani@strategogroup.net Registrazione Tribunale di Milano n° 448 del 21.9.1985 R.E.A. Milano n° 1190227 Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. È vietata la riproduzione anche parziale del testo. ISSN 0394-5901 Quota di abbonamento annuo per l’Italia euro 40,00 per l’Europa euro 73,00 extra Europa euro 83,00. Numeri arretrati: euro 14,00. Versamento con bonifico intestato a Zeta’s srl IBAN IT31 X030 3201 6010 1000 0060 641 oppure ccp n. 41419201 amministrazione@strategogroup.net Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Zeta’s srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Ruggero Zuliani (zuliani.r@ilpoligrafico.it - via Kolbe 8 Milano tel. 027529101 - fax 0275291039). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

Progetto grafico e impaginazione: Cristina Mascherpa Copertina: Cristina Mascherpa (Elaborazione da immagine iStockphoto www.istockphoto.com) Stampa: Grafiche Parole Nuove Brugherio (MB) Nobilitazioni copertina: Print Finishing Li.To.Ver - Vimercate (MB)


Esistono tante realtà quante se ne possono realizzare. In Polyedra lo stesso vale per le soluzioni: solo immaginando nuove forme di noi stessi continueremo ad offrire ai vostri progetti nuove interpretazioni. La materia non ha più importanza. Ciò che conta sono le idee, quelle con cui cambieremo il futuro, e noi saremo qui per realizzarle. Rendendole infinitamente possibili. Da sempre, Polyedra è leader nell’offerta di soluzioni innovative per i settori print, sign&display e packaging. E da oggi per qualsiasi settore riusciate ad immaginare.

Wide, n. 32, Gennaio - Marzo 2017  

È un movimento raffinato e avvolgente a inaugurare il 2017 di WIDE. Un movimento che intesse in copertina una danza di trame e tessuti, capa...

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