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COME COMUNICANO

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UNA CARTOTECNICA DAL CUORE ARTIGIANALE Si chiama Bbf una delle cartotecniche che lavorano per L’Oréal Italia. Una piccola cartotecnica che produce quasi a livello artigianale ma con tecnologie d’avanguardia offrendo un’altissima qualità in fatto di stampa, servizio e velocità di consegna. «Tutti aspetti che sono fondamentali per poter essere fornitori di un gruppo come L’Oréal», spiega Adriano Bergantin. Quarant’anni nel settore cartotecnico, Bergantin ha aperto la Bbf a Chieri (TO), vero e proprio distretto del packaging, nel 1989. Una quindicina di dipendenti, al lavoro se serve fino a mezzanotte, e un ciclo di produzione completo realizzato con due macchine Roland Ultra 100x140 e 80x126 a due e quattro colori; più un’accoppiatrice a foglio a registro perfetto bianca e volta, una piega e incolla e tre fustellatrici automatiche, di cui una anche per l’oro a caldo. «Siamo indipendenti e possiamo fare tutto» sottolinea Bergantin. Bbf annovera clienti importanti nel settore del food, del beverage, in quello dolciario e della cosmesi. Tra cui, appunto, L’Orèal. Per la quale Bbf realizza ogni anno gli astucci per le fragranze di Kérastase. Quest’anno sono stati stampati 400mila astucci, spediti in tutto il mondo per la collezione Kérastase Aromi 2012 (quattro fragranze) realizzati su cartoncino Incada Silk in pura cellulosa, accoppiati con un’ondulina mini flute stampati in nero e arancio, con rilievo a secco al contrario più la plastificazione opaca e la fustellatura con numeri in bassorilievo.

Questa ricerca della tattilità della confezione passa anche dalla scelta del tipo di carta o cartoncino? Una volta si utilizzavano carte più sottili e verniciature lucide. Adesso al lucido si preferisce l’opaco a cui si aggiungono impressioni a caldo, rilievi, bordature laminate e metallizzate. Le tecniche di stampa, una volta, erano meno curate rispetto a oggi. Le carte erano belle ma con grammature inferiori. Adesso, in particolare per la profumeria, c’è un’attenzione alla carta che deve avere peso e consistenza maggiori (anche 300-350 grammi) o essere speciale come le Fedrigoni Acquerello, più porose e più spesse. Cosa significa una maggiore attenzione al dettaglio? Più ricercatezza di stampa. Penso alle impressioni a caldo o al fatto che spesso la carta viene trattata in modo tale che simuli i tessuti. O anche che i profili della scatola presentino un effetto molto più ricco lavorando sui bordi con laminature metallizzate. Ma maggiore attenzione ai dettagli significa anche evidenziare i nomi dei prodotti scrivendoli con serigrafie in

Qualità e tanta attenzione alla scelta delle carte: eleganti, fatte di impasti pregiati, tattili, dotate di consistenza e peso. I packaging di L’Oréal riflettono pura bellezza e diffondono l’incanto del corpo.

rilievo o con lettere piccole ma lucide su fondi opachi. I font quindi subiscono un trattamento diverso rispetto a quello riservato alla confezione e al fondo scatola. Si tratta proprio di minuscoli dettagli ma che fanno la differenza. La differenza la fanno anche i colori? Ultimamente vanno molto i rosa, i verdi, i celeste. Tutti i colori pastello, caldi, romantici e “cipriati”. Si usa molto anche il beige, abbastanza acceso ma non tendente troppo al marrone, e c’è stata una riscoperta anche del bianco che non passa mai di moda. Gli argenti, ori e bronzi si usano invece per i caratteri del nome del prodotto e per le bordature. Come stanno cambiando le forme e le dimensioni? La tendenza è quella di ottimizzare l’uso della carta. Quindi se una volta si prefe-

rivano confezioni più grandi, adesso vengono ridimensionate per evitare anche gli sfridi, gli scarti. Del resto la cultura del rispetto dell’ambiente impone un taglio agli sprechi. Per quanto riguarda le forme è difficile sperimentare tipologie diverse da quella cilindrica, a cubo o parallelepipedo, anche perché la creatività è limitata dalla disposizione delle confezioni sugli scaffali. In fin dei conti, oggi si spende di più o di meno per il packaging? È chiaro che la grande ricercatezza del packaging e l’utilizzo di carte migliori comporta un aumento dei costi. Quindi le aziende, spendendo di più, cercano un compromesso. La qualità del profumo o della crema resta la stessa, ma se la confezione è più ricca si riduce la quantità di prodotto. Così il flacone di profumo da 250 milligrammi scende a 200.

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Print Buyer, n. 41, Febbraio 2011  

Strategie e tecniche della comunicazione stampata.

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