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WIDE 34

industrial l’insider

Cristalería Vinalsa

L’azienda vetraria spagnola che si è convertita al digitale Le applicazioni della tecnologia Dip-Tech spaziano dall’automotive all’arredamento, all’architettura.

Ci sono legami che cambiano la storia, o almeno le imprimono una direzione precisa. Siamo convinti che quello tra Cristalería Vinalsa, azienda spagnola di lavorazione del vetro, e Dip-Tech, produttore israeliano di macchine per la decorazione digitale ceramica del vetro, sia uno di questi. Entrambi apripista nei loro settori vicini e complementari, ci hanno raccontato il loro sodalizio La Rioja è una regione a vocazione prevalentemente agricola nel nord della Spagna, tra Bilbao e Saragozza. Quarant’anni fa qui è stata fondata Cristalería Vinalsa, azienda di lavorazione del vetro a conduzione familiare. A dirigerla oggi è Alejandro Arenzana Magaña, figlio del fondatore. Giovane e innovativo, a lui si deve la sterzata verso il digitale. A lui, e all’incontro con la tecnologia del produttore israeliano Dip-Tech.

Quando scocca la scintilla in ambito business

di Elena Panciera

Questo sodalizio è cominciato sette anni fa con l’acquisto della prima macchina digitale per la decorazione digitale del vetro con inchiostri ceramici. Che ha svolto il

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suo onorato servizio, su più turni, fino a pochi mesi fa. A ottobre 2016 il legame con il produttore israeliano è stato confermato e rafforzato dall’acquisto della nuova NEra D, appena lanciata sul mercato. È la prima installazione al mondo. “Questa vendita ha un enorme significato per noi, da vari punti di vista”, commenta Yuval Nahum, VP marketing manager di Dip-Tech. “Innanzitutto perché un cliente che acquista una seconda macchina ci dà una grande attestazione di stima. Soprattutto se il suo business principale è proprio la decorazione del vetro, come nel caso di Cristalería Vinalsa”. Questo investimento ha di fatto trasformato la fisionomia

dell’azienda spagnola, spostandone il baricentro dalla serigrafia al digitale. Precisa scelta strategica, peraltro: “Penso che la decorazione digitale finirà per interessare il 99% del mercato, e la serigrafia rimarrà circoscritta solamente a segmenti molto specialistici”, spiega Alejandro Arenzana. Ma cos’è che l’ha convinto per la prima volta a cercare delle soluzioni nuove e diverse? “I problemi maggiori, per noi, erano diventati il costo dei telai serigrafici, i loro tempi di allestimento e la tendenza dei nostri clienti a ordinare quantitativi sempre più bassi”, spiega Alejandro. “Questo ci ha convinti a passare quasi esclusivamente alla decorazione digitale”.

Wide, n. 34, Giugno - Luglio 2017  

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