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Textile - Interior - Decorative OOH - Industrial & 3D

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O S C A R D E L L A S TA M PA

DEFINING EXCELLENCE IN PRINTING A N C H E Q U E S T ’ A N N O P O R T E R E M O A L L A R I B A LTA L’ E C C E L L E N Z A N E L L A S T A M P A COMMERCIAL PACKAGING CONVERTING O F F S E T – F L E X O – G R AV U R E – D I G I TA L

SONO APERTE LE CANDIDATURE VAI SUL SITO E SEGNALA LE AZIENDE CHE RITIENI MERITEVOLI

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NEWS

EVENTI

FIERE&CONGRESSI

Print4All 2021, al via le iscrizioni Si sono aperte le iscrizioni per partecipare alla prossima edizione di Print4All, la fiera dedicata al mondo della stampa industriale e ai suoi principali ambiti di applicazione: printing & communication, converting, package printing, labelling e industrial printing. L’appuntamento è a Fiera Milano a Rho, dal 4 al 7 maggio 2021. Print4All 2021 sarà ancora parte del progetto The Innovation Alliance, appuntamento europeo che riunisce cinque manifestazioni, per contaminazioni virtuose e interazioni tra settori industriali vicini: Ipack-Ima, Meat-Tech, Plast, Print4All, Intralogistica Italia. The Innovation Alliance è nato dalla collaborazione tra Fiera Milano, Deutsche Messe e le associazioni Acimga, Amaplast, Ucima e Argi. «Print4All è nato nel 2018 come risposta “su misura” ai cambiamenti del mercato della stampa degli ultimi anni. Digitalizzazione, personalizzazione, nuovi supporti e nuove tecniche di comunicazione imponevamo una risposta fieristica capace di offrire una piattaforma espositiva unica dedicata a tutte le tecnologie del printing e di far incontrare tutti gli operatori a vario titolo coinvolti nel settore - brand owner, stampatori, creativi – creando nuove opportunità di business per i produttori», spiega Paolo Pizzocaro di Fiera Milano, Exhibition Director Print4All. «La prima edizione ha dimostrato la correttezza dell’intuizione. Un contesto nel quale dopo tanti anni si è tornati a vendere le macchine! Per questo, per il 2021 abbiamo scelto di confermare il format: contenuti ispirati dal mercato per il mercato; una piattaforma internazionale a servizio di tutti i professionisti della filiera; momento espositivo, ma anche “casa dei contenuti”, grazie a un’offerta formativa che alterna riflessioni di scenario ad approfondimenti tecnici». Print4All 2021 prende le mosse dall’analisi dei trend di mercato e dal confronto fra player del settore, unitamente a una sempre maggiore partnership con soggetti accademici e associazioni nazionali e interPaolo Pizzocaro, Exhibition Director nazionali. «Sappiamo di poter crescere e per questo Print4All stiamo lavorando fin da oggi sia in Italia sia all’estero per coinvolgere nella manifestazione ancora più aziende e grandi realtà che animano il settore – afferma Pizzocaro -. La flessibilità del progetto di Print4All sarà certamente un incentivo per le imprese che stanno scommettendo sull’innovazione e vogliono avere un approccio diverso sul mercato, improntato non solo al puro aspetto tecnologico, ma anche alle concrete esigenze del cliente. È per questo che siamo già partiti con alcune “tappe di avvicinamento” alla fiera. In primis la Print4All Conference, organizzata da Argi e Acimga in collaborazione con Fiera Milano negli anni in cui non c’è la fiera, ma anche un roadshow di promozione internazionale che toccherà diversi

“La logica di filiera alla base di Alliance, che per la prima volta ha unito sotto un unico cappello cinque fiere della meccanica strumentale, ha lanciato nel 2018 un messaggio forte al mondo produttivo, dimostrando che aggregare eventi affini per target e tecnologie è un moltiplicatore di opportunità e favorisce la competitività”.

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foto: Cadman

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NEWS

EVENTI

FIERE&CONGRESSI

Drupa presenta la mappa degli espositori dell’edizione 2020

Il rendering del nuovo ingresso Sud di Drupa: un foyer di oltre 2 mila metri quadrati utilizzabile per eventi e una tettoia sporgente 20 metri

Mancano meno di nove mesi al 16 giugno, quando l’edizione 2020 di drupa aprirà i battenti presso la storica sede di Düsseldorf Messe, per dieci giorni densi di novità tecnologiche, trattative, annunci e molto altro (16-26 giugno). Già ora, oltre 1800 espositori hanno prenotato il loro spazio, con un incremento di 400 nuove aziende che saranno presenti in fiera. La cui mappa espositori è stata pubblicata online e da cui è possibile già fare alcune considerazioni. Anzitutto, come già nel 2016, HP occuperà un intero padiglione (il 17), confermandosi come l’azienda col maggior spazio espositivo di tutta la fiera. Il mantenimento di stand similari per posizione e dimensioni rispetto al 2016 è un trend, come riportato da Printweek. Per alcuni, tuttavia, ci sono delle differenze, in particolare per Heidelberg, storicamente posizionata nel padiglione 1. La multinazionale tedesca, infatti, continuerà a occupare un terzo di tale padiglione, che però è stato sensibilmente rinnovato rispetto a quattro anni fa, con un incremento della superficie totale fino a 12 mila metri quadrati e una posizione che si sovrappone a quella precedente dei padiglioni 1 e 2 (quest’ultimo, infatti, sulla mappa della fiera non esiste più). Gli sviluppi edilizi della fiera comprendono anche il rifacimento dell’ingresso Sud, che ora possiede un foyer di oltre 2.000 metri quadrati utilizzabile per eventi, oltre a una tettoia sporgente 20 metri realizzata completamente in vetroresina traslucida.

OOH

Innotech Digital sbarca in Italia con due sedi e magazzino

Kieran Dallow, responsabile marketing

Innotech Digital, specialista di display e di supporti di stampa grande formato, ha aperto due nuove sedi in Italia: a Milano e a Roma e un magazzino per la gestione delle merci. L’apertura della divisione italiana, che sarà gestita da Daniel Casavecchia, segue un debutto simile in Francia. Con più di 80 anni di esperienza e una rete di partner globali, Innotech fornisce una vasta gamma di sistemi di display e supporti di stampa grande formato in Europa al settore della stampa wide e superwide. In Italia pop-up, banner a tensione, fondali, roll-up, display outdoor e totem saranno disponibili in 24 ore e 48-72 ore. Kieran Dallow, responsabile marketing, ha dichiarato: «I nostri clienti nel Regno Unito sono abituati a un servizio eccellente e quindi ha senso clonare questo modello operativo di successo ed espandersi».

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NEWS

INDUSTRIAL

DALLE AZIENDE

Pantone aggiunge 294 tonalità al Pantone Matching System™ Quasi 300 tonalità di colore in più: sono quelle che Pantone LLC, autorità mondiale in materia di colore e fornitore di standard cromatici professionali per designer, ha lanciato per il Pantone Matching System™ (PMS). Una gamma ampliata che con l'aggiunta di 294 tonalità di tendenza crea una libreria di oltre 2.100 colori che comprende riferimenti incrociati migliorati al sistema Fashion, Home + Interiors (FHI) e consente maggiore flessibilità di progettazione in tutta la filiera di produzione e fornitura. Questi nuovi colori, i primi a essere aggiunti al Pantone Matching System dal 2016, offrono a designer di prodotti, brand, stampatori, convertitori e produttori di inchiostro vantaggi esclusivi per qualsiasi necessità creativa e professionale e un processo ancora più uniforme per il passaggio da supporti fisici a digitali. Unendo la stabilità e l'uniformità delle guide ai colori fisiche di Pantone alle ampie librerie digitali di cui è facile effettuare riferimenti incrociati, questa nuova espansione consente agli utenti di creare progetti realmente multipiattaforma dalla fase di ispirazione a quella di produzione, usando il colore con sicurezza. L'aggiunta di colori base (neutri, marroni chiari, grigi, blu scuri, neri) consente una migliore realizzabilità cromatica in tutto il processo di progettazione, mantenendo una forte vicinanza alle tendenze in arrivo e le ultime guide ai colori Pantone forniscono i colori stampati più stabili e uniformi, abbinando i dati digitali degli standard principali ai dati dei riferimenti incrociati nuovi e aggiornati per una migliore corrispondenza tra i formati fisici e digitali.

DECORATIVE

La libreria supera i 2.100 colori, comprendendo riferimenti incrociati migliorati al sistema Fashion, Home + Interiors (FHI) e consentendo maggiore flessibilità di progettazione

Volete un selfie stampato sulle unghie? Da oggi si può Vi è mai capitato di dare al parrucchiere una foto che mostri come volete il vostro taglio di capelli? O di farvi fare un tatuaggio con uno specifico disegno, magari come quello di un personaggio di un film? Da oggi potete fare la stessa cosa con le unghie. E potete farlo grazie alla stampa. A lanciare l’idea è un’azienda cinese, O’2Nails, che nei giorni scorsi ha presentato a IFA Berlin 2019 (7-11 settembre) una famiglia di stampanti per unghie, gestibili tramite app via telefono e in grado di stampare sulle unghie qualsiasi disegno. Disponibile in tre gamme – portable, mobile e desktop – le nail printer di O’2Nails possono essere utilizzate da negozi specializzati o da privati. Sono in grado di stampare con una risoluzione fino a 2400 dpi e fino a 800 volte con una singola cartuccia, con un tempo di 25 secondi a unghia. E possono riprodurre qualsiasi immagine, dalle migliaia di pattern precaricati e basati su dati raccolti da nail shop in tutto il mondo, a figure totalmente personalizzate grazie all’apposito configuratore – compreso un selfie scattato pochi minuti prima.

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VISCOM SPAZIO DESIGNER

Un espositore che è anche un oggetto di design, parte della campagna Milano 1932 realizzata da Dodo Arslan per Gruppo Campari

Nel corso della tua carriera hai assistito a una rapida evoluzione della comunicazione visiva. A che punto siamo, oggi? Negli ultimi anni, la tecnologia ha imposto un’incredibile accelerazione nelle tecniche di rappresentazione, sviluppo, prototipazione e realizzazione delle applicazioni. Questo ha reso il nostro lavoro di designer più complesso, ma molto più efficace. Io resto fedele alla matita, da cui parto per andare alla ricerca di nuove idee. Al tempo stesso, non penso che gli strumenti tecnologici siano un ostacolo alla creatività, quanto piuttosto un mezzo per raggiungere il proprio scopo con il minimo dispendio di energia. L’amore per la comunicazione visiva non mi ha mai abbandonato ed è stato un fattore importante anche in tutti i progetti non prettamente grafici. Penso che internet abbia imposto un’evoluzione molto più rapida, aggiungendo una dimensione ipertestuale, virtuale ed interattiva ai messaggi dei brand, “immergendoci” in vere e proprie esperienze sensoriali. Personalmente mi auguro che la comunicazione visiva possa, in certi contesti speciali, tornare ad

Quando il design incontra l’innovazione tecnologica: intervista al designer Dodo Arslan

Di Caterina Pucci

una dimensione più reale, tattile, statica, umana… per colpire i sensi di spettatori che sanno apprezzare e cercano prodotti più spiccatamente artigianali. In che modo pensi che creativi e tecnici possano interagire al meglio alla realizzazione di progetti complessi? Sono convinto che i risultati migliori si raggiungano quando il flusso di idee è a doppio senso: la creatività “spinge” la tecnica, senza dubbio, ma un buon progettista deve anche saper sfruttare le tecnologie esistenti per raggiungere risultati ottimali, in tempi ridotti e con costi ragionevoli. Innescare un dialogo costruttivo sin dalle primissime fasi di progettazione fa sì che si viaggi più spediti verso un risultato finale impeccabile. In che modo i designer possono approfittare delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie di stampa digitali, soprattutto nell’ambito dell’interior decoration? Sta ai progettisti avvicinarsi senza timore ai nuovi strumenti e sperimentarne le potenzialità. Ma anche i costruttori, che mettono a disposizione questi strumenti, devono attrarre i creativi che sono curiosi per loro natura. Appuntamenti come Viscom offrono un’occasione perfetta, perché presentano tecnologie allo stato dell’arte e sono create per favorire il confronto tra queste categorie professionali.

Padroneggiare gli strumenti e le tecnologie digitali attualmente a disposizione è necessario per innovare, tanto più in un settore cruciale come quello della comunicazione visiva. Ne abbiamo discusso con Dodo Arslan, eclettico designer italiano, che attualmente vive tra Milano e Miami. In vent’anni di attività Dodo Arslan ha dato vita a pezzi unici e produzioni in serie, dai dispositivi elettronici alle fusioni in bronzo. Il suo Studio è specializzato nella progettazione di mobili, luci e accessori, sviluppati in collaborazione con artigiani e marchi e assiste i migliori architetti e interior designer, ideando e realizzando soluzioni su misura, sia per l’ambito residenziale che per il contract, e installazioni uniche di luce e design art. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti – come la vittoria del concorso per l’ideazione del logo PZero per Pirelli e l’Art Directors Club per la seconda release del suo studio – e le sue opere sono state esposte in diversi musei di tutto il mondo. Prima di fondare il proprio studio, ha lavorato per diversi studi di calibro internazionale. Forte di queste esperienze così variegate, ha condiviso con noi qualche pensiero sul presente e futuro della comunicazione visiva che, insieme al design, è sempre stato uno dei suoi grandi amori.

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INDUSTRIAL

foto: Universal Robots

TREND

tecnologiche 4.0 esporrebbe infatti le imprese che investono in ricerca al rischio di non trovare un mercato attrezzato ad assorbire le innovazioni tecnologiche nel frattempo sviluppate, e quindi di non essere in grado di ripagare gli sforzi finanziari necessari alla loro realizzazione”, si legge del documento di Confindustria. È per questo che gli Stati dell’Unione europea nel corso degli ultimi anni si sono attrezzati per sostenere l’adozione delle nuove tecnologie da parte delle piccole e medie imprese. In Italia lo si è fatto con il Piano nazionale Impresa 4.0.

Il manifatturiero e l’iper-ammortamento Sulla base delle dichiarazioni dei redditi delle società di capitali italiane per l’anno d’imposta 2017, l’ultimo disponibile, la stima ex-post preliminare dell’ammontare degli investimenti realizzati risulta pari a 5 miliardi per i beni d’investimento materiali e 3,3 miliardi per i beni d’investimento immateriali in circa 8 mila imprese per la componente iper-ammortamento sui beni materiali e in circa 18 mila imprese per la componente iper-ammortamento sui beni immateriali. Dati che, afferma Confindustria, “devono tuttavia essere considerati a tutti gli effetti una sottostima, anche significativa, del dato reale sugli investimenti in tecnologie digitali. La ragione principale è che una quota rilevante di imprese non è riuscita a ricevere e a interconnettere i beni strumentali ordinati nel corso del 2017 entro il 31 dicembre di quello stesso anno, ed è quindi stata costretta a posticipare alla successiva dichiarazione dei redditi l’inclusione dei relativi costi

deducibili”. Per arrivare ai 10 miliardi di stima prima citati si sono integrate le informazioni relative alla dichiarazione dei redditi con quelle degli ordini non evasi nel corso dell’anno. Sono state oltre 4.400 le imprese manifatturiere che hanno fruito dell’iper-ammortamento sull’acquisto di beni strumentali materiali, per un ammontare investito stimato di oltre 4 miliardi e 250 milioni di euro, che corrispondono all’86% circa del totale. Sono molto diverse le cifre di investimento a seconda del comparto manifatturiero che si prende in considerazione. Confindustria stila una sorta di classifica che include 23 comparti manifatturieri considerati per l’investimento medio per impresa. Sia il settore della carta che quello della stampa, il primo per un totale di 112 aziende con un investimento medio ciascuna di due milioni e 26 mila euro e il secondo di un milione e 64 mila euro per ciascuna delle 127 aziende risultanti, rientrano nelle prime dieci posizioni di questo elenco che illustra l’alta variabilità settoriale nell’investimento medio. Investimento medio la cui entità varia, come è ovvio, a seconda delle dimensioni dell’azienda: 117 mila euro per imprese fino ai 9 dipendenti; 412 mila euro per imprese con unità di addetti comprese tra 10 e 50; 1 milione e 384 mila euro per imprese con unità di addetti comprese tra 51 e 250; 5 milioni e 400 mila euro per le imprese con più di 250 dipendenti.

L’automazione nell’industria della stampa Al tavolo degli incontri di questi primi mesi di attività dei DIH c’era anche la Federazione Carta e Grafica che rappresenta i comparti industriali di Acimga (macchine per la grafica e cartotecnica), Assocarta (carta e cartone) e Assografici (grafica e cartotecnica, trasformazione), con Unione Grafici di Milano e Comieco quali soci aggregati, e che ha voluto procedere a un “Check-up Industry 4.0”, in collaborazione con SDA Bocconi. Si tratta di un primo tentativo di capire in che modo stiano reagendo le aziende del comparto: l’indagine è stata condotta tra dicembre 2017 e marzo 2018 fra le aziende facenti parte Federazione Carta e Grafica, e il totale dei rispondenti validi (108 su 774) rappresenta un campione pari al 14% della popolazione indagata. Dal report pare emergere “una chiara tendenza: seppur con un certo ritardo complessivo la filiera si sta muovendo, anche grazie alle sollecitazioni associazionistiche e confindustriali in genere, verso la creazione delle condizioni strutturali per poter poi cogliere appieno i vantaggi e le opportunità offerte dalla trasformazione paradigmatica in atto”, si legge nello studio. Secondo quanto emerge dall’indagine, “i settori che presentano una dinamica abbastanza comparabile e favorevolmente orientata all’abilitazione dello scenario 4.0 sono quelli dei grafici e cartotecnici e dei produttori di macchine. Decisamente più timido

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MATERIALI CARTONE ONDULATO

composizione del cartone ondulato dipende dalla destinazione d’uso del prodotto finito e dalle resistenze necessarie. La prima differenza, quindi, tra le carte, dipende dalla posizione che queste avranno all’interno del cartone ondulato. Le carte da copertina Le carte da copertina sono di tre tipi: kraftliner o kraft (K), le più resistenti prodotte da fibre vergini; liner (L) e test (T), che garantiscono determinate resistenze richieste dalle normative GIFCO (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato) e sono prodotte da carta riciclata; camoscio (C), prodotte da macero ma che non

lusso. Dal momento che sono visibili, le carte da copertina non devono solamente rispondere a determinate caratteristiche meccaniche, ma devono soddisfare anche requisiti di carattere estetico: devono avere una superficie omogenea, senza macchie. Questo aspetto non è particolarmente sentito quando si parla di carte prodotte da fibre vergini, mentre diventa cruciale quando le carte vengono prodotte da macero. In questo caso, all’interno di una balla di carta di recupero si possono trovare elementi contaminanti di varia natura: resine, inchiostri, plastiche. Questi elementi vengono

un’adeguata grammatura, e quindi interferire con la qualità di stampa. Inoltre, se le due copertine non procedono perfettamente parallele, il cartone si imbarca e dà origine a problemi molto seri in tutte le lavorazioni successive. In generale, la planarità è tanto più facile da ottenere quanto più vengono usate carte di buona grammatura insieme a onde di passo ridotto.

hanno resistenze standard. Tutte e tre nella loro versione base hanno un colore marroncino, il tipico color “avana” che immediatamente ci viene in mente se pensiamo al cartone ondulato. Per ciascuna esistono versioni bianche, ottenute accoppiando un leggero strato di carta bianca su una base di carta avana. Nel caso di carte kraft si usa pasta bianchita con processi “chlorine free” (senza cloro), nel caso di carte riciclate si usano carte da macero selezionate bianche.. Si trovano in commercio anche carte colorate in pasta di altre tonalità: vengono usate per produzioni particolari, e vengono richieste soprattutto nel segmento del design e del packaging di

eliminati (o almeno ridotti) in modo meccanico prima della preparazione degli impasti. Per produrre la carta kraftliner (il termine Kraft in tedesco significa “forza”) si usano fibre vergini, cioè prodotte partendo da legno e piante. Rispetto alle fibre riciclate, le fibre vergini sono infatti più resistenti. Per la carta kraft viene usato un misto di conifere e latifoglie: le prime in proporzioni maggiori (circa l’80%), perché hanno fibre più lunghe e la carta che si ottiene ha una qualità superiore e maggiori doti di resistenza alla lacerazione e alla piegatura. Le carte liner e test sono prodotte da carta riciclata, cioè da una

foto: Innova Group

resistenza, l’Edge Crush Test (ECT) per misurare la resistenza alla compressione del cartone (posizionato in verticale sotto alla pressa), e il Flat Crush Test (FCT) per misurare la resistenza alla compressione del cartone (posizionato in piano sotto la pressa). Infine, ci sono test che vengono fatti non sulle carte o sul cartone ondulato, ma sulla scatola finita, come il Box Compression Test. La planarità del cartone ondulato finito è un elemento cruciale per la stampa, sia analogica che digitale. Le ondulazioni, che servono a dare la resistenza e l’elasticità, possono diventare estremamente visibili se la carta delle copertine non ha

Il cartone ondulato? È composto da tanti tipi di carta Le carte usate per produrre il cartone ondulato sono molte, e spesso sono diverse tra copertina interna, onda e copertina esterna. Ciascuna bobina deve avere caratteristiche peculiari, e la

Particolari di un ondulatore: la bobina, all’inizio, e l’uscita dei pannelli di cartone ondulato, alla fine.

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Profile for Stratego Group Srl

Wide, n. 45, Agosto - Settembre 2019  

Ampie vedute sulla visual communication

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