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Stampa e nuovi media nell’era digitale

OSCAR DELLA STAMPA Premiate le eccellenze del printing italiano

speciale essiccazione uv led FLEssografia Il “punto” sul settore al Flexo Day di Bologna

N. 180 Dicembre 2017 Stratego Group 20090 Segrate (MI) via Cassanese 224 Euro 9,90


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7 numeri all’anno de Il Poligrafico incluso lo Speciale Print Connection con le classifiche delle industrie della stampa e il database dei fornitori

7 numeri all’anno de Il Poligrafico

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Accesso a contenuti esclusivi online © STRATEGO Group — Ottobre 2017

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5 numeri all’anno di WIDE


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Persone e aziende citate nel numero con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono a un’inserzione pubblicitaria Accarino Armando 23 Acimga 20,22,80 Actega 18 Agfa Graphics 16,56 Albani Nicolò 74 Albertini Emilio 14,81 Albertini Giorgio 24 Albertini Marialuisa 15 Albertini Michal 14 Albertini Packaging Group 14 Allied Analytics 58 AMB 24 Amodei gruppo 15 AMS 40 Andersen 15 Angelillo Raffaele 20 Antonini Mauro 14,32 Antonio Sada & figli 74 Antonuzzo Alessandro 24 Antonuzzo Giovanni 24 Arconvert 78 Arctic Paper 78 Argi 22,80 Armiento Silvia 23 Arti Grafiche Friulane 46 Assocarta 20 Assografici 20,22,74,81 ATIF 72 Azzaretti Gianni 23 Bacchetta Luciano 80 Baldwin 34 Bano Walter 68 Barbieri Electronic 67 Belardinelli Massimiliano 44 Bertoglio Maria Teresa 81 Bianchi Silvano 24,34 Bini Massimiliano 81 Boadas Xavier 74 Bobst 23,37,83 Bocconi università 20 Bolza-Schünemann Claus 16 Bona Emanuele 20 Bonacini Antonio 18,46 Bonacini Fabio 18 Boxmarche 24 Brambilla Paolo 36 Briganti Andrea 20,81 Brighenti Alessia 20 Budetti Gerardo 74 Buyle Wim 72 Caiani Paolo 52 Cameron 14 Campanella Luigi Stefano 20 Camporese 17,38 Canon 68,79 Cantelli Rotoweb 82 Cappio Giuseppe 23 Cardinotti Matteo 37 Cascio Michele 15 Caselli Andrea 24 Caviglia Enrico 24 Cecchini Fernanda 80 Celante Edoardo 24 Celante Francesco 24 Centro Stampa Altedo 15 Centro Stampa Poligrafici 15 CFP Padre Monti 20 Cherubini Federico 20 Cimpress gruppo 28 Citernesi Andrea 24 Claypole Tim 74 Colordruck Baiersbronn 82

Colorgraf 41 Conselvan Sante 72,81 Conti Casa Editrice 82 Coptip Industrie Grafiche 15 Corelli Massimiliano 72 Cosmografica Albertini 14 Costa Leopoldo 18 Costa Massimiliano 18,47 Cromografica Roma 76 D.G. Vianini 16 D’Andrea Stefano 74 Davis Nina 74 De Blasio Gianluigi 63 De Gregorio Tiziana 16 De Minicis Giuliano 24 Deflorian Fabio 52 Destro Anna 62 Destro Claudia 62 Di Giovanni Alberto 81 Di Mauro Flexible Packaging 23 Dmp Concept 24 Dominici Tonino 24 DSS 53 Edigit 19 Elcograf 14 Eltosch 36,46 ENIPG 73,80 16 Eston Chimica Europrint 46 Faenza Group 15 Faglia Andrea 75 Fanti Andrea 18 Favini 78 Federaz. Carta e Grafica 20 Fedrigoni 79 Ferrario Piero 47 FICO 19 Fieramilano 70 Flint Group 16,42 Formagrafica 15 FTA Europe 72 Fujifilm 11,16,61,66,74 Gallina Elisabetta 22 Gallus 24 GAM International 15 Gambardella Marco 74 Garbo Nicoletta 24 Gazzetta di Parma 15 Gentilini Debora 81 Gerboni Emilio 73 German Design Council 16 Giannuzzi Fabrizio 75 Gifasp 81 Giovanelli Marco 76 Giubilato Jonathan 23 Giustini Elisabetta 81 Gonzalez Federico 18,24 GPN 69 Grafiche Albertini 14 Grafiche Rekord 15 Grafiche Servi 15 Gregori Carlo 24 Gruppo Cordenons 24 Gruppo Masserdotti 19 Gruppo Poligrafici 15 Guandong 66 Heidelberg 5,14,16,24,32,46,61 HP 19,23,59,66 Hundsdorfer Rainer 61 Iabichino Paolo 22 Ikea 14 Imoco gruppo 46

Industrialbox 24 Isonova 79 Istituto Artigianelli Brescia 20 Istituto Rizzoli 20 Italbond 65 Julia Arti Grafiche 23 KBA Italia 24 Kodak 16,60 Koenig&Bauer 15,16,18,33,47,50 Kolbe-Coloco Spezialdruck 51 Kolbus Italia 16 Kolor+Service 24,26 Komori 24,25,28,34,47,75 Konica Minolta 59,79 Labanti & Nanni 18,46 Laikinen Kai 74 Lapenna Luca 23 LaserTryk 18 Leardini 75 Leardini Giuseppe 75 Lecta gruppo 79 Levi Acobas Roberto 23 Lic Packaging 19 Lironi Pietro 81 Lo Dico Carlotta 19 Lolli Alberto 41 Longo Gunther 23 Longo SpA 23 Luxoro 23 Mambretti Alessandro 20 Manfrotto 29 Manroland 14,36,46 Marchi Mauro 24 Mariotti Mauro Antonio 81 Marvaco 74 Mazzoleni Alberto 24 Meluzzi Noemi 74 Mengucci Rossella 81 Meroni Angelo 20 Mondadori Printing 14 Monti Adalberto 20,72 Multi Packaging Solutions 61 Mungo Lorenzo 14 Nardini Elia 20 Negri Paolo 14 Negro Marco 43 Newgraf 14 Nuova Grafica 18,47 Ogilvy&Mather 22 Onlineprinters 18 OpenAge 82 Pal Sumeet 58 Palladio Group 24 Panciera Dario 81 Paradisi Sandro 24 Parietti Claudio 24 Parkside 74 Peidro-Insa Montserrat 61 Pellegrini Massimo 20 Pentacolor 18 Percossi Renzo 24 Piazzetta Alessio 24,28 Picasso Marco 81 Pixartprinting 18,24,28,84 Plenz Stephan 61 Pogliani Emanuele 33 Poligrafici Editoriale 15 Poligrafici Il Borgo 15 Poligrafici Printing 15 Politecnico Milano 10 Pozzoni gruppo 14 Press R3 56

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indice dei nomi

PressUp 12 Primatech 3 Print4All 20,72 Printered 21 Printgraph 23,44,64 Publication Distribuzione 33 REM 62 Ricoh 67,79 Rigamonti Matteo 28 Rimondi Claudio 72 Ringel Dagmar 16 Rossi Claudio 15 Rossini 74 Rota Alessandro 56 Rota Marcello 56 Rota Matteo 56 Rotas 24 Rotolito Emiliana 15 Rotomail 24 Salicetti Denis 20 Salvo Davide 23 Savio Martinico Tommaso 81 Scatolificio Ceriana 72 Schmidt Klaus 16 Schnizer Steffen 82 Scotini Egidio 52,74 Serenelli David 20 Severin Antonio 46 Sironi Alberto 20 Sita 3000 62 Skillpress 55,71 Spada Marco 73,80 Sparbert Falk 18,24 Stopper Marco 23 Studio Carlo Ratti Associati 19 Sun Chemical 43,48,52,74 Superfici 45 T+ink 54 Tacconi Francesco 80 Taga Italia 20 Taschini Domenico 81 tech:art 23 The Factory 76 Tilia Labs 66 Timson 14 Tironi Mauro 81 Tosingraf 8 Totaro Gianandrea 14 Toyo Ink 44 Trevisan Manuel 20 Tripaldi Giuseppe 74 Trocart 18 Ugliarolo Salvo 81 Uteco 24,74 Vaccari Valeria 80 Vavassori Marcello 16 Vercelli Dequarti Maurizio 14 Verryt Peter 74 Vianelli Alberto 23 Viappiani Renzo 20 Vigrafica 47 Villa Debora 72 Weigang Machinery 62 WestRock 61 Xeikon 76 Xerox 79 Zangarelli Giorgio 80 Zarantoniello Dario 42 Zeiss gruppo 16 Zucchetti Federico 23 Zund 67


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Sommario

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piombi Primo piano Mega ordine dall’Italia per Heidelberg............................14 Nasce Albertini Packaging Group..14 Il Borgo entra in Andersen...........15 Formagrafica cambia di proprietà.15 Fornitori....................................16 Aziende grafiche......................18 Eventi........................................20 Oscar della Stampa 2017, le eccellenze del printing italiano.. 22 Speciale uv led Incontro con Pixartprinting...........28 Indagine: produttori di macchine.................32 Indagine: produttori di inchiostri..................41 Interviste: gli uitlizzatori................46

Speciale essiccazione UV led

pixartprinting, innovazione produttiva continua pag. 28

eventi Sun Chemical, nuovi orizzonti nell’anticontraffazione..................52 I Packaging Days di Heidelberg.. 61 Dal Flexo Day di Bologna.............72 X edizione del Convegno nazionale Enipg......................... 80 interviste Walter Bano (Canon Italia)............68 uomini&aziende Press R3.....................................56 Sita 3000...................................62 Leardini.......................................75 The Factory.................................76 tEcnologie Rapida RSP 106 Koenig&Bauer per finiture di lusso......................50 News dai fornitori........................66 News carte&supporti...................78 RUBRICHE I nomi di questo numero................ 4 L’opinione di... E. Posenato e F. Ceolini Dall’Internet of Things all’Industry 4.0............................... 9 Cartaonline Realtà aumentata, un nuovo linguaggio di comunicazione........58

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la parola agli utilizzatori pag. 46

il punto di vista dei produttori di macchine e di inchiostri pag. 32

Colophon

Direttore responsabile Ruggero Zuliani ruggero.zuliani@strategogroup.net

Comitato di redazione Cristina Rossi (coordinamento) tel. 02 7529101 cristina.rossi@strategogroup.net Emanuele Posenato emanuele.posenato@strategogroup.net

Hanno collaborato a questo numero: paola bonfanti, valentina carnevali, fausto ceolini, andrea meregalli, Achille Perego, elena piccinelli, federico zecchini

Progetto grafico e impaginazione Cristina Mascherpa Redazione Stratego Group C.D. Milano Oltre, Segrate MI tel. 02 49534500 fax 02 26951006 Ufficio abbonamenti tel. 02 49534500 fax 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net Editore STRATEGO GROUP - Segrate MI

Pubblicità mauro tironi tel. 02 49534500 mauro.tironi@strategogroup.net deborah ferrari tel. 389 9004599 deborah.ferrari@strategogroup.net Rancati Advertising: Claudio Sanfilippo tel. 02 70300088 csanfilippo@rancatinet.it

www.stampamedia.net Stampa Grafiche Parole Nuove Brugherio MB

Ufficio traffico BRANDO ZULIANI tel. 02 49534500 brando.zuliani@strategogroup.net

Copertina Art direction: Cristina Mascherpa Foto: www.depositphotos.com Nobilitazione: PRINT FINISHING LI.TO.VER

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quota annua euro 84,00 per l’Italia, 144,00 per l’Europa, 159,00 extra-Europa. Numeri arretrati: 15 euro cad. copia. I versamenti possono essere effettuati con bonifico bancario a Stratego Group IBAN: IT91 B050 3420 6000 0000 0000 933

Associato a:


realtà aumentata, un nuovo linguaggio di comunicazione pag. 58

fabbrica 4.0 e futuro delle scuole grafiche al convegno Enipg pag. 80

R.E.A. Milano n. 1190227 Autorizz. Trib. Mi n. 512 del 26.10.85 Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli Autori. Dati e caratteristiche tecniche sono generalmente forniti dalle Case costruttrici, non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell’editore e comunque sempre citando la fonte. Testi e fotografie, qualora non espressamente richiesto all’atto dell’invio, non vengono restituiti. Desideriamo informarLa che il D.Lgs. 196/03 (Testo Unico Privacy) prevede la tutela di ogni dato personale e sensibile. Il trattamento dei Suoi dati sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e della Sua riservatezza. Ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico, Le forniamo quindi le seguenti informazioni: il trattamento che intendiamo effettuare verrà svolto per fini contrattuali, gestionali, statistici, commerciali, di marketing; il trattamento, che comprende le operazioni di raccolta, consultazione, elaborazione, raffronto, interconnessione, comunicazione e/o diffusione si compirà nel modo seguente: archiviazione su supporto cartaceo e archiviazione informatizzata su personal computer. Il titolare dei dati è: Zeta’s srl nella persona del Rappresentante Legale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è Ruggero Zuliani (ruggero.zuliani@strategogroup.net - via Cassanese 224 - Segrate (Milano) - tel. 0249534500 - fax 0226951006). Al titolare del trattamento Lei potrà rivolgersi per far valere i Suoi diritti così come previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

Organo Ufficiale ITALIA

associazione tecnici arti grafiche italia

EURO GRAPHIC PRESS

Il Poligrafico è la rivista italiana del Gruppo Eurographic Press www.eurographicpress.com

In questo numero

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Il “punto” sul settore al flexo day di bologna pag. 72

UV o UV LED? L’evoluzione della specie Solo qualche anno fa parlare di tecnologia LED nel mondo della stampa poteva risultare prematuro. I primi prototipi di lampade avevano una potenza in uscita molto bassa, la distanza dal supporto condizionava il processo di polimerizzazione, la lunghezza d’onda che avrebbe caratterizzato l’emissione delle lampade era ancora incerta e con difficoltà si trovavano materie prime per formulare inchiostri e vernici UV LED performanti. Oggi la situazione è cambiata. I principali produttori di macchine da stampa annoverano uno o più esemplari con tecnologia UV LED già in funzione presso clienti o in procinto di essere installati. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare l’ultimo speciale dell’anno a questo argomento, coinvolgendo i principali produttori di macchine offset (a pag. 32), alcuni produttori di inchiostri UV LED (a pag. 41) e una serie di aziende grafiche che hanno già adottato o implementeranno a breve questa tecnologia (a pag. 46). Diverse le considerazioni interessanti emerse da questa inchiesta. Tutte le aziende coinvolte concordano sul fatto che l’evoluzione dell’UV LED negli ultimi anni è stata notevole. I sistemi LED hanno raggiunto un elevato livello di maturità e affidabilità. All’inizio del 2014 si incontravano ancora delle difficoltà a rendere stabili gli inchiostri, ma nel giro di un anno si sono raggiunte prestazioni eccezionali e sembra che la strada sia ormai in discesa, molti ostacoli sono stati superati e i vantaggi di questa tecnologia rispetto all’UV tradizionale sono molteplici. La vita media di una lampada UV LED è attorno alle 20.000 ore. I consumi energetici sono molto bassi, circa il 60% in meno rispetto a una lampada UV. Senza contare la semplicità dell’impianto, la riduzione dell’odore e dell’emissione di ozono, l’assenza di mercurio e di calore in macchina e, quindi, nessuno stress per i materiali che devono essere stampati. Certo, non è tutto perfetto e vari aspetti devono essere ancora migliorati. Non tutti i materiali possono essere polimerizzati al 100% al massimo della velocità di stampa, specialmente in presenza di grandi quantità di colore. Le vernici non hanno ancora raggiunto le performance degli inchiostri e i costi sia delle lampade che di inchiostri e vernici sono piuttosto elevati. Ma ormai la strada è tracciata… Cristina Rossi


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ilPoliGrafico 180•17 ilPoliGrafico 167•16

Ceolini Posenato Opinioni Industry 4.0 Opinioni Fausto Ceolini Opinioni Emanuele Posenato

Dall’Internet of Things all’Industry 4.0 L’IoT è un vero e proprio ecosistema in cui macchine, impianti, sensori e persone condividono dati e si scambiano informazioni.

Le origini dell’Internet of Things (Internet delle Cose) vengono attribuite a Kevin Ashton del MIT (Massachussets Institute of Technology - USA) che nel 1999 coniò questo termine per descrivere un sistema dove Internet viene connessa al mondo fisico tramite una rete di sensori. La chiave di volta dell’industria 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS, Cyber-Physical System) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare a loro volta con altri sistemi. Si parla più spesso di questa peculiarità con il termine di Internet delle Cose, Internet Of Things (IoT). L’Internet delle Cose altro non è che un’evoluzione dell’uso della Rete (Internet): dove gli oggetti connessi si rendono riconoscibili e acquistano intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere a informazioni aggregate da parte di altri. La raccolta dei dati è continua e l’elaborazione dell’informazione avviene in tempo reale, o addirittura in anticipo rispetto agli eventi grazie all’elaborazione di serie storiche (ad esempio la manutenzione predittiva degli impianti). La comunicazione tra elaboratori è nata con l’EDI (Electronic Data Interchange) che permette il dialogo diretto fra due pc. Con Internet tutti i computer collegati possono parlare fra loro, con i collegamenti cellulari la connessione è diventata mobile. Finora Internet è stato in primo luogo uno strumento per unire le persone tramite i diversi social media (Email, Blog, Facebook, Twitter, Flickr…), ora si sta trasformando nello strumento che permetterà a tutti gli oggetti di interagire e in alcuni casi accedere alla conoscenza collettiva che genereranno. Con i social media abbiamo migliorato le nostre possibilità di relazione oltre i limiti della relazione diretta fisica, ad esempio possiamo superare il limite antropologico delle 150 persone con le quali tenerci in contatto diretto. Nell’industria la raccolta dati è un processo fondamentale dal quale si possono ricavare valore e vantaggi. Lo step successivo consiste nel “Machine Learning”, processo caratteristico di quelle macchine in grado di perfezionare la resa “imparando” dai dati via via raccolti e analizzati.

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Un esempio nelle macchine da stampa sono i sistemi intelligenti con funzioni di autoapprendimento per le attività di preinchiostrazione automatiche. Queemanuele.posenato@strategogroup.net

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Industry 4.0 Opinioni Emanuele Posenato Opinioni Fausto Ceolini Opinioni Industry 4.0 Posen

sti sistemi correggono automaticamente i profili calamai che arrivano dalla prestampa in funzione dei precedenti lavori con le stesse caratteristiche di coprenza, carta, inchiostri ecc. con benefici sui tempi di avviamento e scarti di carta. L’IoT è un vero e proprio ecosistema dove macchine, impianti, sensori e persone condividono e scambiano dati e informazioni. L’innovazione dell’IoT consiste nel far coesistere tre tipi di comunicazione: - P2P tra persone (è quella classica) - P2M tra persone e macchine - M2M tra macchine. Con l’IoT qualsiasi oggetto che abbia integrato un sensore, per rilevare un dato, e una scheda per la connessione a Internet, può entrare in rete e inviare e ricevere dati in rete. L’innovazione dei processi industriali grazie all’analisi dei dati e all’interazione tra sistemi può così portare a un reale miglioramento della produzione che ha come risultato concreto un raffinamento dei processi produttivi, una logistica razionalizzata, una migliore efficienza energetica e (restando sempre connessi) la possibilità di garantire assistenza remota in qualsiasi situazione. Nuovi rischi: Cyber-security Il crescente utilizzo degli oggetti connessi all’interno dell’Industria 4.0 mette le PMI di fronte a delle azioni fondamentali per incrementarne la sicurezza. Infatti la Digital Transformation impone alle Aziende una trasformazione radicale del loro modo di relazionarsi con il mondo esterno. Digitali e connesse, le Aziende 4.0 devono aprire i loro Sistemi Informatici per consentire l’interoperabilità nello scambio di flussi informativi con i clienti, i fornitori e i partner. Queste sfide impongono un nuovo livello di considerazione della Sicurezza Informatica Aziendale non più limitata alla semplice gestione delle intrusioni oppure alla protezione dai virus informatici o alle copie di sicurezza. Bisogna evolvere il livello di attenzione alla Cyber Security impostando delle strategie di sicurezza più complesse e sofisticate. A che punto siamo Dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, l’IoT si conferma al centro nello sviluppo digitale in Italia con un mercato che raggiunge i 2,8 miliardi di euro nel 2016, il 40% in più rispetto all’anno precedente. Insieme con il mercato cresce il numero degli oggetti: in Italia sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare. Nel prossimo futuro, si attende un’ulteriore accelerazione del mercato IoT in diversi ambiti, tra cui spiccano in particolare Smart Metering, Smart Car, Smart Home e Industrial IoT (questa legata agli incentivi di Industria 4.0).

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Primo

piano

Aziende

grafiche

Fornitori

Istituzioni

Associazioni

Dati

di

settore

Dall’Italia un mega ordine per Heidelberg

L’investimento di oltre 14 milioni di euro per quattro Speedmaster è stato deciso dal Gruppo Pozzoni per la Elcograf Lo avevamo anticipato su Stampamedia.net, il nostro portale, a inizio ottobre. E a novembre si è concretizzato con la firma dell’ordine. Stiamo parlando del maxi investimento, oltre 14 milioni di euro, deciso dal Gruppo Pozzoni per rinnovare completamente il parco macchine piane della Elcograf (ex Mondadori Printing) di Verona. “Il livello tecnologico e di performance delle macchine ha rappresentato l’elemento chiave nella scelta”, racconta Mauro Antonini, responsabile macchine da stampa a foglio di Heidelberg Italia. L’ordine, il più importante sul fronte degli impianti offset in Italia da molti anni (ma probabilmente

tra i più significativi anche in Europa), riguarda l’installazione di due Heidelberg Speedmaster XL 106 in f.to 75x106 di cui una con voltura e di due Speedmaster XL 162, in f.to 122x162, una delle due con voltura. “Le quattro nuove piane di ultima generazione”, spiega Maurizio Vercelli Dequarti, direttore risorse umane, affari legali e comunicazione del Gruppo Pozzoni, “dovrebbero entrare in produzione a Verona sostituendo un parco macchine composto da otto offset a foglio. Del resto le nuove sono in grado di raggiungere oltre il doppio della produzione di quelle vecchie e quindi quattro alla fine ‘lavoreranno’ più di otto”.

In Pozzoni avevano pensato anche alla possibilità di adottare l’essiccazione UV-LED ma alla fine si è optato per il sistema tradizionale più collaudato senza escludere che nel corso dell’ordine possa anche esserci un ripensamento. Le Heidelberg dovrebbero essere installate entro settembre del prossimo anno, rispettando i termini (salvo proroghe) per il super ammortamento, gli sconti fiscali per chi investe all’interno del programma Industria 4.0. Le nuove macchine serviranno in particolare per la stampa di libri a colori (a cominciare da quelli d’arte) e la scelta di investire nell’offset a foglio conferma come

questo mercato sia oggi più redditizio rispetto alla stabilità del roto-offset e alle difficoltà invece del rotocalco. Prima delle quattro nuove Heidelberg, nello stabilimento Elcograf di Pozzo d’Adda dovrebbe essere installata la nuova manroland Web System a 72 pagine (investimento da oltre 10 milioni) identica a quella distrutta nell’incendio dello scorso anno. In questo modo Elcograf tornerà a disporre di 12 roto-offset in produzione a cui aggiungere il nuovo parco macchine piane di Verona, gli impianti per la stampa di libri dello stabilimento di Cles (3 Cameron e 2 Timson) e le 9 rotocalco, 5 a Verona e

4 a Melzo. La capacità di investire segnala, pur nel contesto di un mercato che non è ancora completamente uscito dalla crisi, la vitalità del Gruppo Pozzoni, impegnato sia a innovare sia a introdurre cicli produttivi sempre più ecocompatibili. Non è un caso che recentemente Elcograf si sia aggiudicata il prestigioso premio per la sustainability assegnato, dopo rigorosa selezione, dal Gruppo Ikea. “Un riconoscimento”, chiosa Vercelli Dequarti, “all’impegno profuso nella tutela dell’ambiente e, in particolare, per il passaggio al 100% di energia rinnovabile”. Achille Perego

Cosmografica Albertini diventa Albertini Packaging Group e acquisisce la Newgraf

Da sinistra: Paolo Negri, dg Label Division; Gianandrea Totaro, dg Pharma Division; Emilio Albertini, il figlio Michal e Lorenzo Mungo, dg Cosmetic Division.

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Da Cosmografica Albertini ad Albertini Packaging Group (APG). Questo il nome con il quale l’azienda – fondata nel 1952 come Grafiche Albertini a Robecco sul Naviglio – si presenterà sul mercato. Ma dietro la modifica della ragione sociale c’è ben di più di un sem-

plice cambiamento del marchio commerciale. La scelta di chiamarsi così è infatti la conferma e la conseguenza della forte crescita e diversificazione dell’impresa guidata come presidente e ad da Emilio Albertini, 54 anni, trentacinque dei quali impegnati nell’azienda di famiglia. Che oggi è un gruppo con circa 150 dipendenti e oltre 26 milioni di ricavi stimati nel 2018 e opera, grazie alle acquisizioni realizzate negli ultimi anni, in tre settori chiave della cartotecnica. Non più solo

quello della produzione di astucci pieghevoli e cofanetti rivestiti per alta profumeria e cosmetica, ma anche il farmaceutico e la stampa delle etichette. Albertini Packaging Group infatti ha dato vita a tre divisioni distinte: Cosmetic, Pharma, Label. La prima rappresenta la consolidata attività nel settore cosmetico che aveva visto un importante salto dimensionale nel 1994 grazie alla fusione tra Grafiche Albertini e Cosmografica. La Label Division, invece, è nata rilevando qualche mese

fa il ramo d’azienda (immobili, macchine, attività e una cinquantina di dipendenti) di Grafiche Rekord. La terza divisione (quella che per Albertini offre le maggiori chance di crescita) è la Pharma Division, anch’essa nata per linee esterne. La prima acquisizione ha riguardato due anni fa Grafiche Servi di Busto Arsizio, in fallimento, la cui attività è stata sposta-


Cultura

Aziende

Poltrone

Eventi

Premi

Poligrafici Il Borgo entra nel mondo digitale di Andersen

Non si ferma la strategia di crescita per linee esterne dell’azienda che fa capo al Gruppo Amodei.

ta nel nuovo stabilimento di Robecco (9.500 m2 coperti), inaugurato lo scorso 1 luglio. Ed è qui che nelle prossime settimane verrà trasferita anche l’attività (e 11 dipendenti) della Newgraf di Melzo. Proprio in questi giorni, infatti, anticipa Albertini, “abbiamo firmato, con i tre soci di Newgraf che avevano deciso di non proseguire l’attività, l’accordo per l’acquisizione”.

La mossa, che si è concretizzata a fine novembre, riguarda l’ingresso, con una quota importante, nella Andersen di Borgo Manero (NO), azienda fondata 36 anni fa e che ha assunto un ruolo da protagonista nella comunicazione, nel marketing, nella gestione dei dati, nell’allestimento dei punti vendita, nell’editoria utilizzando prevalentemente la stampa digitale. Gli azionisti di Andersen – che fattura circa 14 milioni e ha circa 130 dipendenti con quasi 70 Con l’integrazione della produzione di astucci per il settore farmaceutico di Newgraf, la Pharma Division di APG, che ha visto la nomina come direttore generale di Gianandrea Totaro, conterà su circa 40 dipendenti e ricavi stimati di 8 milioni per il 2018. L’attenzione a investire costantemente in nuove tecnologie insieme con la strategia delle acquisizioni – con la responsabilità nelle M&A affidata al figlio di Emilio Albertini, il 29enne Michal mentre la 23enne figlia Marialuisa si occupa di Controllo di gestione – hanno permesso all’azienda di Robecco di diventare quello che è oggi. A.P.

grafici – avevano sentito l’esigenza di sviluppare ulteriormente il business con un forte partner industriale e lo hanno trovato proprio nel Borgo che nei prossimi anni potrebbe avere un peso ancora maggiore a livello azionario fino a quasi controllarla totalmente. Grazie all’accordo, come spiega la lettera inviata ai clienti, nasce una nuova forma di agenzia di comunicazione che completa il suo percorso con l’ultima parte del processo: la stampa offset e roto-offset assicurata dal nuovo importante socio di Andersen. Con questa operazione il Borgo, e quindi il Gruppo Amodei, conferma la sua strategia d’espansione volta a creare un polo sempre più leader nella stampa in Italia. Strategia che aveva visto prima dell’estate l’acquisizione di Rotolito Emiliana, oggi Centro Stampa Altedo. Alla fine del 2015, Rotolito Emiliana, attiva dal 1991 e con buoni risultati sul mercato della stampa editoriale e commerciale fino ad avere circa 25 dipendenti e un fatturato di 15 milioni, aveva alzato bandiera bianca. Il suo ex proprietario Michele Cascio, costretto a mettere in liquidazione la società con la conseguente cessazione dell’attività, si era comunque impegnato, in particolare verso i dipendenti, ad assicurare un futuro all’azienda. E il suo impegno era stato coronato dal successo. segue a pag. 82

Imballaggio

Carta

Scuole

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Eventi

Formagrafica cambia di proprietà Faenza Group SpA e Coptip Industrie Grafiche Soc. Coop., due storiche aziende di stampa a livello nazionale, hanno sottoscritto un accordo che porterà all’acquisizione, da parte di Faenza Group, di Formagrafica, azienda con stabilimento a Carpi (MO) specializzata nella realizzazione di prodotti stampati di qualità con tecnologia H-UV, al fine di rafforzarne ulteriormente il percorso di crescita per linee esterne. Formagrafica nasce dall’integrazione di due preesistenti realtà nel campo della stampa a foglio che Coptip ha acquisito e integrato, portandola a essere un vero e proprio punto di riferimento nel mercato dell’H-UV di qualità. Dopo un periodo che ha visto il consolidamento di sei acquisizioni fatte negli ultimi otto anni, con questa operazione, avvenuta con nuovi capitali apportati dagli azionisti, Faenza Group mira ad ampliare significativamente la propria offerta in un settore ad alto potenziale di cresci- Claudio Rossi, ta come quello dei prodotti cartacei e di ad di Faenza Group SpA. packaging di alta qualità.

Poligrafici Printing stamperà la Gazzetta di Parma Importante accordo, sul fronte della stampa quotidiani, per il Gruppo Poligrafici di Bologna. Poligrafici Printing SpA ha comunicato che per il tramite della controllata Centro Stampa Poligrafici Srl – che stampa le varie edizioni dei quotidiani del gruppo Poligrafici Editoriale, Qn-Il Giorno, QN-Il Resto del Carlino, Qn-La Nazione – ha raggiunto un accordo con Gazzetta di Parma Srl per la stampa del suo quotidiano, storica testata della città ducale. L’intesa, con decorrenza 1 febbraio 2018 e durata di 5 anni, prevede la stampa di tutte le copie della Gazzetta. Lo stabilimento di produzione sarà quello di Bologna con back up lo stabilimento di Firenze, ovvero la possibilità di utilizzare in caso di necessità le rotative della sede toscana della Poligrafici. L’accordo definito tra CSP e Koenig & Bauer – con l’agenzia per l’Italia del settore quotidiani GAM International –, spiega una nota, ha comportato un investimento tecnico di modifica delle tre rotative KBA Colora di Bologna e Firenze (di proprietà di CSP) per adattarne la produzione al formato 30x44 cm, che diventerà pertanto alternativo all’attuale formato 30x38. L’investimento complessivo, stimato nell’ordine di 1,2 milioni, si è reso necessario per adeguare gli impianti alle caratteristiche del quotidiano, nonché per adattarsi alle attuali richieste di mercato in tema di formato del quotidiano.

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Fornitori Dati di settore Istituzioni Associazioni Accordi Eventi Cultura Formazione P

Klaus Schmidt (a sinistra) con Dagmar Ringel e Claus Bolza-Schünemann, CEO di Koenig&Bauer AG.

Agfa aumenta il prezzo delle lastre Negli ultimi anni Agfa Graphics ha lavorato all’ottimizzazione dei propri processi organizzativi e produttivi per compensare internamente il continuo aumento dei costi di produzione, causato dalla crescita dei prezzi delle materie prime e dal calo dei volumi del mercato. Questo trend è continuato anche nell’anno in corso e di conseguenza, a partire da gennaio 2018, Agfa – così come Fujifilm e Kodak – ha deciso di applicare un aumento prezzi delle lastre per poter garantire ai clienti una qualità costante dei propri prodotti e uno sviluppo tecnologico sempre all’avanguardia.

Tiziana de Gregorio alla guida di Kolbus Italia Dal primo novembre Tiziana de Gregorio ha assunto la carica di direttore operativo e consigliere delegato di Kolbus Italia Srl. Succede a Marcello Vavassori che rimarrà comunque in forza all’azienda fino al prossimo 31 dicembre per poi intraprendere un nuovo percorso professionale. Tutta la carriera professionale di de Gregorio è maturata nel settore della stampa e in particolare nei segmenti del finishing e della cartotecnica. Entrata in D.G. Vianini nel 2003 con il ruolo di funzionario tecnico-commerciale, si è costruita un’ampia competenza soprattutto nelle tecnologie di legatoria e finishing per le quali Kolbus è leader nello sviluppo, costruzione e commercializzazione in tutto il mondo. Nel 2009 passa nello staff della filiale diretta di Kolbus che subentra alla rappresentante Vianini quando questa cessa l’attività. Oggi assume la responsabilità dell’organizzazione che ha sede a Brugherio (MB) e risponde direttamente ai vertici della Casa madre di Rahden in Germania.

Flint Group acquisisce l’italiana Eston Chimica

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Flint Group ha annunciato l’acquisizione di Eston Chimica con sede a Padova. Questa acquisizione conferma la linea strategica di Flint Group fondata non solo su una crescita organica ma anche su acquisizioni strategiche. Eston Chimica produce e vende inchiostri a base acqua per le applicazioni flexo e rotocalco principalmente a stampatori situati in Italia e nel Sud Europa. L’azienda supporta le principali applicazioni Paper & Board, come ad esempio la stampa su cartone ondulato, su shopping bag, sui sacchetti di carta e su altri supporti idonei alla stampa a base d’acqua. Eston Chimica ha la sua sede a Padova e conta 32 dipendenti.

Nuovo responsabile marketing e comunicazione in Koenig & Bauer Dopo essere stato a capo per oltre 28 anni del marketing e corporate communications di Koenig & Bauer AG, Klaus Schmidt (63 anni) ha lasciato la società a fine ottobre. Al suo posto Dagmar Ringel che è stata al vertice delle pubbliche relazioni del gruppo Zeiss. Quale direttore di lunga data, Klaus Schmidt è stato il rappresentante del management nel supervisory board della

Società dal 1993 al 2016 e ha ricoperto questa carica anche in diverse filiali e società collegate. Nel corso di oltre tre decenni, Schmidt ha contribuito a plasmare l’immagine del Gruppo con incrollabile dedizione nei vari incontri con la stampa, nel corso delle manifestazioni fieristiche e dei meeting internazionali. Profondo conoscitore del settore, è sempre stato una voce

autorevole nelle discussioni sul posizionamento della Società e sugli sviluppi futuri. Dagmar Ringel è stata scelta per succedere a Klaus Schmidt nel ruolo di responsabile marketing e corporate communications per Koenig & Bauer AG. Porta oltre 20 anni di esperienza in questo ruolo che ha ricoperto in società come HP e Zeiss.

Heidelberg premiata per il design delle sue macchine

L’eleganza ha da sempre contraddistinto i modelli del produttore tedesco, che si è appena aggiudicato una serie di premi da parte del German Design Council a Francoforte, in collaborazione con la rivista specializzata manager magazin. Il premio, creato nel 2012, è conosciuto in tutto il mondo e viene attribuito alle aziende che creano soluzioni con un design “che non passa inosservato”. La Speedmaster XL 106 ha vinto un premio nella categoria delle applicazioni industriali, la Primefire 106 nel packaging perso-

nalizzato e stampato in digitale e la Omnifire 250 per gli oggetti tridimensionali stampati, mentre la Omnifire 1000 ha ricevuto la menzione speciale da parte della giuria. Non è la prima volta che Heidelberg vince un premio per il design delle proprie macchine. Ad oggi l’azienda si è aggiudicata oltre 50 premi a livello internazionale, inclusi il German Design Awards, iF Design Awards dell’International Forum Design di Hannover e il Red Dot Awards attribuito dal Design Zentrum Nordrhein Westfalen.


1° installazione Led-Uv in Italia su HEIDELBERG XL105-5L presso La Grafica di Zingonia (BG)

PrintabLED vince Metpack 2017 Innovation Awards Netta superiorità del Led-Uv

Rispetto ai sistemi convenzionali di asciugatura e all’Uv tradizionale al mercurio, aumento della qualità dello stampato con una riduzione significativa dei costi

Bassa trasmissione di calore ai supporti di stampa

Registro ed asciugatura perfetti anche su tutti i materiali termosensibili con il sistema di raffreddamento brevettato CR (Chilled radiation) & GPC (Global Power Control) by PrintabLED

Alta e media potenza PrintabLED Q e Lp due tipologie di lampade che garantiscono grande flessibilità produttiva Ottimizzazione processi produttivi Tutta la Potenza concentrata in un unico picco con radiazione costante ed omogenea Drastica riduzione dei consumi energetici

Il 90% in meno di consumo energetico con performance di durata costante delle lampade per oltre 200 milioni di copie!

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Aziende grafiche Dati di settore Fornitori Istituzioni Associazioni Accordi Eventi

Trocart affitta Pentacolor e si espande nel wide format Il fronte delle acquisizioni e della crescita per linee esterne annovera una nuova operazione in provincia di Milano e di Monza e Brianza. Trocart di Cinisello Balsamo, tra i principali produttori italiani di espositori con tecnologia digitale, ha affittato infatti il ramo d’azienda della Pentacolor di Desio, società specializzata nella stampa digitale di grande formato. L’operazione ha lo scopo di garantire la continuazione dell’attività di Pentacolor. Al termine del periodo di affitto, Trocart si è impegnata infatti ad acquistare il ramo d’azienda.

Gonzalez nuovo marketing & sales director di Pixartprinting Il cuore di Pixartprinting è formato da Produzione & Tecnologia che si fonde con Marketing & Sales dando vita a sinergie che massimizzano il valore dell’azienda. Con 45 addetti contraddistinti da skill ed esperienza consolidata, oggi il reparto è guidato da Federico Gonzalez, dal 1° ottobre nuovo marketing & sales director. Origini argentine, trasferitosi ventenne in Italia per seguire la carriera di atleta professionista in forza alla nazionale argentina di pallamano, prosegue gli studi in Italia e continua a sviluppare la sua passione per il marketing. Conseguita la laurea in Economia Aziendale con indirizzo marketing all’università Ca’ Foscari di Venezia, dopo alcune esperienze lavorative, Gonzalez entra in Pixartprinting. Qui ha inizio il suo lungo e stimolante percorso di carriera che lo porta all’attuale incarico di direttore marketing & vendite.

LaserTryk entra a far parte del gruppo Onlineprinters LaserTryk, il principale attore nel mercato della stampa online in Scandinavia, si unisce al gruppo Onlineprinters, una delle più grandi stamperie online B2B in Europa. Questo gruppo internazionale distribuisce prodotti di stampa a più di 800.000 clienti in 30 paesi. La partnership recentemente annunciata consentirà a LasterTryk e al gruppo Onlineprinters di rafforzare ulteriormente la crescita dinamica vissuta dalle due aziende negli ultimi anni. Determinanti in questo senso saranno la realizzazione di economie di scala, un impegno condiviso e l’integrazione di nuovi prodotti e servizi per i clienti.

Labanti & Nanni continua a crescere e inaugura una nuova sede L’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo, che ha richiesto 14 mesi di lavoro e un investimento di 5,3 milioni di euro, è avvenuto lo scorso ottobre ad Anzola dell’Emilia (Bologna). La nuova sede è nata dall’ampliamento e dalla completa ristrutturazione di quella già esistente in Via Marconi, la cui superficie è stata quadruplicata per arrivare a un totale di 24.000 m2, di cui 9.000 adibiti a stabilimento e uffici. L’azienda, nata nel 1953

in una piccola bottega nel centro di Bologna per iniziativa dei soci fondatori, i signori Labanti e Nanni, oggi è guidata da Antonio e Fabio Bonacini e Andrea Fanti, i quali, grazie a un team motivato, hanno nel tempo favorito una crescita davvero significativa. La specializzazione è nel settore dei dépliant, cataloghi, riviste e cartotecnica al servizio di importanti clienti di tutti i settori merceologici. Tra il 2006 e il 2016 il fatturato è aumentato del

136%, mentre i dipendenti sono cresciuti del 140% arrivando a 72 dipendenti. Nel 2016 il fatturato è stato di 13,7 milioni, mentre si prevede di chiudere l’anno in corso con 15 milioni di euro e di raggiungere nei prossimi anni il tetto di 22 milioni di euro. Risultati resi possibili anche grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, tra cui ad esempio una offset a foglio manroland 710 PLV (vedi intervista a pag. 46).

Nuova Grafica, prima in Italia con il LED UV di KBA È stato un successo l’open house organizzata da KBA Italia presso la Nuova Grafica di Prato. Massimiliano e Leopoldo Costa, già clienti di Koenig & Bauer con una Rapida 105 installata nel 2007, sono molto soddisfatti della nuova Rapida 106-6 + vernice con tecnologia LED UV, entrata in funzione a fine marzo 2017 (vedi intervista a pag. 47). La loro produzione si concentra soprattutto su libri d’arte, cataloghi e opuscoli di pregio ma anche produzione cartotecnica per astucci e pieghevoli di lusso, calendari e shopper. Dopo un’introduzione da parte di Falk Sparbert, amministratore delegato di KBA Italia, si sono susseguiti alcuni inter-

venti tecnici sui vantaggi della tecnologia LED UV, su vernici e inchiostri da parte di partner come Actega, oltre a una presentazione di Optimus per la parte di prestampa. Nel pomeriggio l’attenzione si è focalizzata sulle dimostrazioni dal vivo sulla nuova Rapida 1066+L LED UV.

Diversi i soggetti di stampa, con finitura lucida, opaca e drip off, poster ma anche cartoline e astucci realizzati live con cambi lastra rapidissimi e una regolazione colore senza errori grazie ai dispositivi di misurazione ErgoTronic Color Control con Ergotronic Lab ed ErgoTronic ACR.


Photo credits: Daniele Iodice per Carlo Ratti Associati

Aziende Poltrone Eventi Premi Imballaggio Carta

Gruppo Masserdotti partner tecnico per l’Area del Futuro di FICO Ancora una volta la qualità del made in Italy è sotto i riflettori di tutto il mondo con l’inaugurazione di FICO Eataly World, progettato con la mission di raccontare l’eccellenza enogastronomica e la bellezza dell’agroalimentare italiano. FICO si sviluppa su 100.000 m2 di superficie, suddivisa in 5 aree tematiche. All’interno della Didattica, proprio al centro del parco, si trova l’Area del Futuro con la giostra multimediale interattiva L’Uomo e il Futuro – Hortus che offre un percorso immersivo nel mondo dell’agricoltu-

ra idroponica progettata e realizzata dallo Studio Carlo Ratti Associati (CRA), che ha scelto come partner tecnico per la comunicazione visiva, la realizzazione delle stampe e il relativo allestimento nell’Area del Futuro il Gruppo Masserdotti. Centro di produzione di stampa digitale di grande

formato all’avanguardia a livello europeo, il Gruppo ha selezionato i materiali di stampa, ha effettuato l’installazione in loco, realizzando prespaziati e scritte in forex intagliato e producendo centinaia di m2 di grafiche adesive Wall Wrap specifiche per pareti. Per garantire stampe ad altissima qualità è stata utilizzata la tecnologia HP Latex. I visitatori potranno qui coltivare direttamente il proprio cibo, piantando i propri semi per poi seguirne la crescita giorno dopo giorno tramite una app.

Lic Packaging a Ecomondo con FSC Italia Durante la conferenza Oltre 60 anni di continua innovazione e sostenibilità, Lic Packaging ha affrontato i temi legati alla certificazione FSC e all’importanza che ha avuto la collaborazione con FSC nell’aiutare

l’azienda a crescere e ad affermarsi negli anni. Carlotta LoDico, Project Manager di Lic Packaging spiega: “Fin dal 2011 siamo certificati FSC e questa scelta è nata fondamentalmente per assolvere a tre grandi esigenze aziendali. La prima è quella di trovare un ente garante della nostra qualità e affidabilità e coerente con la nostra vision aziendale. La seconda, prettamente commerciale, è dovuta alle richieste del mercato: i grandi player hanno sempre di più l’esigenza di vendere prodotti con logo FSC. La terza motivazione è data dall’esigenza di avere un partner a garanzia della nostra sostenibilità.

Infatti il 100% del cartone ondulato prodotto da Lic Packaging è certificato FSC e il 100% degli scarti vengono reinseriti all’interno della filiera di recupero della carta”. La produzione è oggi raggruppata in quattro linee di prodotto che coprono praticamente tutti i settori: dal packaging primario, passando per il packaging secondario, terziario e i display, fino ad arrivare all’arredamento in cartone. “Tutto realizzato in Italia con carte FSC nel nostro stabilimento di Brescia dove il mix di qualità e design ha dato vita a un’offerta completa per seguire i nostri clienti durante tutta la vita del prodotto”.


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Eventi

Aziende

grafiche

Dati

settore

Fornitori

Istituzioni

Associazioni

Luigi Campanella (al centro), presidente della Fondazione Istituto Rizzoli, con Federico Cherubini (a sinistra) e Renzo Viappiani, membri del CdA della Fondazione.

Guide pratiche per attuare Industry 4.0 Il Piano Nazionale Industria 4.0 è una grande opportunità per la crescita del sistema delle imprese italiane. Opportunità che sarà più agevole da cogliere per le aziende della filiera carta, stampa, cartotecnica, trasformazione e relative tecnologie grazie alle guide specifiche, a misura dei diversi settori che in essa confluiscono, frutto del lavoro intrapreso dalla Federazione Carta Grafica con il supporto di SDA Bocconi. I vademecum saranno sviluppati in maniera differenziata affinché, azienda per azienda, la nuova cultura della connessione e della condivisione si sposi nel migliore dei modi con le tecnologie di ciascuno e consenta il salto di qualità. Queste indicazioni sono state ribadite con forza nel corso nel primo incontro operativo del progetto Industry 4.0, coordinato per la Federazione da Acimga, che si è svolto lo scorso 23 novembre a Milano presso la sede di Assografici. L’output del progetto vedrà la luce in maggio, in occasione della fiera Print4All 2018, quando saranno pubblicate e presentate le guide, sotto forma di ‘istruzioni per l’uso’ specifiche sia per tipologia di segmento rappresentato (Assocarta, Assografici, Acimga) sia per tipologia di azienda. “Il cambiamento al quale sono chiamate le nostre imprese deve tenere conto anche di componenti digitali

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di

e di connettività, temi portanti della cosiddetta quarta rivoluzione industriale”, ha precisato Emanuele Bona, componente del Consiglio generale della Federazione Carta Grafica e Ambassador del progetto. Fondamentale il ruolo delle tre Associazioni che dovranno coinvolgere i propri associati nella compilazione della check up list, condizione necessaria per il buon esito del progetto. La compilazione della check up list che verrà fornita alle aziende associate consentirà agli esperti della SDA Bocconi di produrre materiali informativi e vademecum 4.0 calibrati su ciascun settore industriale. “L’interesse verso il piano Industria 4.0 di agevolazioni fiscali è arricchito da incentivi alla formazione specifica, che saranno erogati sotto forma di credito di imposta”, ha spiegato Andrea Briganti, direttore di Acimga e coordinatore dell’Area Tecnologia e Innovazione della Federazione. “Le novità dei criteri di applicazione delle agevolazioni previste per il 2018, fra le quali è confermato l’iper ammortamento del 250%, vanno a caratterizzare l’intervento come un upgrade ben più ampio della semplice innovazione tecnologica, ma che investe a tutto tondo la cultura e la visione d’impresa”.

Con la nuova sede, il Rizzoli rilancia la formazione Spazi rinnovati, strumenti didattici all’avanguardia e nuovi corsi di formazione al servizio di un settore, le arti grafiche, in costante mutamento. È la nuova stagione dello storico Istituto Rizzoli di Milano che ha visto recentemente l’inaugurazione della nuova sede di Via Pusiano, dopo 60 giorni di lavori di ristrutturazione, coordinati da Renzo Viappiani, membro del CdA della Fondazione Istituto Rizzoli. La sede rinnovata dispone di un’area coperta ampia e funzionale che riflette la volontà della Fondazione di essere una scuola di eccellenza per la multimedialità, ma soprattutto di fornire agli alunni le basi e i mezzi per essere i comunicatori

del futuro. “I ragazzi che si diplomano al Rizzoli devono essere pronti per quello che richiede il mercato di oggi e di domani”, sottolinea Luigi Stefano Campanella, presidente della Fondazione. I risultati parlano chiaro: l’85% degli alunni trova subito impiego in azienda al termine del percorso di studi, ma solo il 10% lavora nel settore della stampa. In un contesto in continuo mutamento come quello attuale, infatti, non è detto che chi esce dalla scuola grafica entri in un’azienda grafica. “Oggi la preparazione dei file di stampa è passata in buona parte ai clienti delle aziende grafiche. Le multinazionali hanno un proprio reparto grafico

all’interno, ma questi grafici devono avere competenze complete in fatto di prestampa, così come devono conoscere gli inchiostri, i materiali e via dicendo”. Ma per ottenere questi risultati è necessario un coordinamento tra scuola e industria, per questo motivo l’Istituto Rizzoli è organizzato e strutturato come fosse un’azienda, con direzione commerciale e direzione di produzione. “Solo così possiamo garantire che i diplomati siano pronti al mondo del lavoro che li attende. Nel percorso di apprendimento prevediamo dalle settecento alle ottocento ore presso aziende, una percentuale elevata che ha dato ottimi risultati”.

Oltre cento partecipanti al Taga Day Il tradizionale evento annuale, tenutosi a Brescia presso l’Auditorium Capretti - Istituto Artigianelli, ha confermato le aspettative di tutti gli ospiti, sia in termini di numeri che di qualità degli interventi. Il Taga Day 2017 ha registrato oltre 100 partecipanti, con un netto incremento rispetto all’edizione 2016 svoltasi a Reggio Emilia. Significativa è stata anche la partecipazione di un’intera classe di alunni del terzo anno della Scuola Grafica Artigianelli, a conferma del lavoro che i

consiglieri hanno portato avanti nello scorso biennio, rafforzando il rapporto con le scuole e con gli enti di formazione. Al Taga Day è stato possibile approfondire tre argomenti chiave della tecnologia grafica: la stampa digitale, che ha visto la partecipazione dei tecnici di FOGRA, il rapporto clienti-fornitori e i colori spot in tutti i processi di stampa. A seguire, si è tenuta l’assegnazione della Borsa di studio in memoria di Alberto Sironi: ad aggiudicarsi il premio di

3.000 euro è stata Alessia Brighenti del CFP Padre Monti di Saronno, con la ricerca intitolata Il controllo qualità nei processi di stampa digitale. Al termine della giornata si è tenuta la consueta Assemblea ordinaria dei soci, con la comunicazione dell’esito delle votazioni per il Consiglio Direttivo 2018-2019, che sarà costituito dai soci: Adalberto Monti, David Serenelli, Alessandro Mambretti, Manuel Trevisan, Massimo Pellegrini, Denis Salicetti, Elia Nardini, Raffaele Angelillo e Angelo Meroni.

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eventi

Oscar della Stampa 2017, le undici eccellenze del printing italiano Con questa XXVI edizione, gli Oscar della Stampa spiccano il volo verso l’alto. Cambia la location e al Club si aggiungono due eccellenze, una nella stampa rotocalco e l’altra nella stampa flessografica. Un chiaro segnale che i confini del Premio, unico nel suo genere in Italia, si ampliano sempre più.

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Un’edizione che ha segnato un importante passo avanti per gli Oscar della Stampa quella che ha avuto il suo coronamento lo scorso 23 novembre al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano nella splendida sala delle Polene – con lo scafo Luna Rossa appeso al soffitto e il ponte di comando della Conte Biancamano a rendere estremamente suggestiva l’atmosfera dell’evento. Oltre 300 imprenditori delle maggiori aziende di tutti i segmenti del printing hanno animato una serata all’insegna del merito e della convivialità e hanno applaudito i rappresentanti delle undici aziende di eccellenza che sono saliti sul palco a ritirare gli Oscar della Stampa 2017. Undici premi che, per la prima volta nella storia degli Oscar – nati nel 1987 con lo storico nome La Vedovella – hanno rappresentato l’intero panorama del mondo della stampa integrando, a fianco dei tradizionali riconoscimenti alla stampa offset e digitale, anche quelli per la stampa flessografica e rotocalco. Grazie al patrocinio di ACIMGA, che si aggiunge a quelli storici di Assografici e ARGI,

i settori del converting e del package printing hanno da quest’anno i loro Oscar a testimoniare il primario ruolo che la stampa degli imballaggi ha per l’economia del nostro Paese. Come consuetudine la serata si è aperta con l’intervento di un ospite che nello stile dei Ted Talks ha portato delle riflessioni sul futuro della comunicazione. Quest’anno questo ruolo è stato impersonato da Paolo Iabichino, chief creative officer di Ogilvy & Mather, una delle maggiori agenzie di comunicazione a livello internazionale. A seguire, la presentatrice della serata Elisabetta Gallina ha chiamato sul palco uno a uno i vincitori dei premi e i rappresentanti delle aziende fornitrici di tecnologie che hanno scelto di legare il loro nome a questo evento che di anno in anno porta alla ribalta le migliori aziende del settore.

Paolo Iabichino di Ogilvy & Mather.


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eventi

Questi gli Oscar della Stampa 2017 Industria grafica dell’anno LONGO Sponsor Printgraph Best Technology Innovator Arti Grafiche Julia Sponsor Luxoro Best Digital Printer Tech:art Sponsor HP Gravure Printer of the year Di Mauro Flexible Packaging Sponsor Bobst Best Nobilitazioni e supporti speciali Industrialbox Sponsor Gruppo Cordenons Best Cartotecnica Palladio Group Sponsor Koenig & Bauer Best Flexo Printer of the Year AMB Sponsor Uteco Best Label Printer Rotas Sponsor Gallus Roberto Levi Acobas, amministratore delegato di Printgraph (a sinistra), insieme a Silvia Armiento e Gunther Longo, CEO di Longo Spa e di Longo Deutschland.

Gianni Azzaretti (a sinistra), strategic marketing developer di Luxoro, consegna il premio a Luca Lapenna e Marco Stopper di Arti Grafiche Julia.

Best Green e CSR Printer Boxmarche Sponsor Kolor+Service Industry 4.0 Printer of the Year Pixartprinting Sponsor Komori Imprenditore dell’anno Giovanni Antonuzzo (Rotomail Italia) Sponsor Heidelberg

Federico Zucchetti (a destra), Indigo Commercial & Inkjet Webpress District sales manager di HP Italy, premia tech:art, nelle persone di Davide Salvo (a sinistra), Alberto Vianelli e Giuseppe Cappio.

Jonathan Giubilato (a sinistra), gravure sales director di Bobst, premia Armando Accarino, consigliere di amministrazione e responsabile marketing di Di Mauro Flexible Packaging.

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eventi

I settori del converting e del package printing hanno da quest’anno i loro Oscar, a testimoniare il primario ruolo che la stampa degli imballaggi ha per l’economia del nostro Paese.

Enrico Caviglia (a sinistra), direttore generale di Gruppo Cordenons, premia Carlo Gregori, presidente di Industrialbox.

Falk Sparbert, amministratore delegato di KBA Italia (a sinistra), consegna il premio a Mauro Marchi, amministratore delegato di Palladio Group.

Andrea Citernesi di Gallus (a sinistra) consegna il premio a Francesco Celante, presidente di Rotas, ed Edoardo Celante, amministratore delegato di Rotas Iberica (a destra).

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Silvano Bianchi, amministratore delegato di Komori Italia (a sinistra), premia Federico Gonzalez, marketing & sales director di Pixartprinting, in mezzo a Nicoletta Garbo e Alessio Piazzetta.

Andrea Caselli (a sinistra), Southern Europe sales manager & product marketing coordinator di Uteco, premia Renzo Percossi, COO di AMB SpA.

Claudio Parietti, direttore commerciale Kolor+Service (sinistra), consegna il premio a Tonino Dominici, presidente e CEO Boxmarche, Giuliano De Minicis (Dmp Concept) e Sandro Paradisi (Paradisi).

Alberto Mazzoleni, amministratore delegato di Heidelberg Italia (a sinistra), consegna il premio ad Alessandro Antonuzzo, figlio di Giovanni - Imprenditore dell’anno - e Giorgio Albertini di Rotomail.


H-UV/H-UV LED


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speciale

essiccazione UV led a cura di Cristina Rossi

INDICE DEI CONTENUTI Incontri: Pixartprinting......................... pag 28 Inchiesta: produttori macchine offset... pag 32 Inchiesta: produttori inchiostro............ pag 41 Inchiesta: stampatori......................... pag 46

IL PROSSIMO SPECIALE SARĂ€ DEDICATO alle classifiche del settore


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speciale uv led

Pixartprinting

I pionieri dell’online printing e dell’innovazione tecnologica

di Achille Perego

In ventitré anni (è stata fondata nel 1994) è diventata una dei leader italiani ed europei nell’online printing con circa 150 milioni di euro di ricavi previsti nell’anno fiscale in corso, la metà nel nostro Paese e l’altra metà all’estero. Ma Pixartprinting, la società di Quarto d’Altino (Venezia), nata dall’intuizione imprenditoriale di Matteo Rigamonti e poi entrata a far parte del gruppo Cimpress, quotato al Nasdaq, numero uno al mondo nella mass customization, non ha alcuna intenzione di rallentare la sua crescita. E per farlo continua a puntare su una delle sue carte vincenti: l’innovazione produttiva. Non è un caso quindi che sia una delle prime aziende di stampa in Italia a scommettere sulla nuova tecnologia H-UV L (LED) destinata a rivoluzionare il processo dell’essiccazione degli stampati. Una tecnologia alla quale guarda un po’ tutto il mercato, ma sono ancora pochi quelli che hanno deciso di scommetterci. Lo ha fatto, tra i primi, come del resto era già successo in passato per altre innovazioni tecnologiche, proprio Pixartprinting. Ma che cosa ha portato il leader dell’online printing a fare questa scelta? Il Poligrafico lo ha chiesto ad Alessio Piazzetta (in foto), da gennaio 2016 plant director di Pixartprinting.

Da che cosa è nata la decisione di investire nelle nuove Komori Lithrone G40P a otto colori con il sistema di essiccazione H-UV LED?

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Sono trascorsi ventitré anni da quando Matteo Rigamonti fondò Pixartprinting e da allora l’azienda di Quarto d’Altino, oggi parte del gruppo Cimpress, ha vissuto una continua crescita del fatturato, attualmente pari a circa 150 milioni. Indiscutibile il ruolo pionieristico che ha avuto nello sperimentare sempre nuove tecnologie, tanto che qualcuno l’ha paragonata a una piccola drupa. L’azienda è il n° 1 in Europa per l’installato Komori H-UV LED.

Alla scelta – risponde Alessio Piazzetta – ha contribuito in modo determinante il miglioramento e lo snellimento dei processi derivanti dell’introduzione della nuova tecnologia. La consapevolezza che la sostituzione della tecnologia di stampa tradizionale ci avrebbe abilitato a eliminare i tempi di asciugatura tra stampa e finitura per le grammature leggere e la verniciatura per le grammature maggiori, costituiva già un buon motivo per spingerci alla scelta. Del resto siamo un’azienda che arriva a evadere 10.000 ordini al giorno con consegne in tempi molto stretti, e quindi è possibile immaginare quanto processi più semplici possano impattare in termini di costi, efficienza e velocità di produzione. Anche l’eliminazione della polvere antiscartino l’abbiamo valutata come un’opportunità per semplificare la gestione della pulizia del reparto e del funzionamento degli impianti a servizio, oltre che per migliorare in modo significativo le condizioni di lavoro dei nostri operatori di stampa.

È vero che avete anche potenziato due macchine H-UV standard? E come? Abbiamo fatto un retrofit, ovvero abbiamo inserito su due macchine tradizionali altrettanti sistemi di asciugatura a lampade H-UV, pianificando un fermo macchina di due settimane per ciascuna delle apparecchiature.


speciale uv led

Laureato in Ingegneria gestionale all’Università degli Studi di Padova, Alessio Piazzetta ha maturato la propria esperienza principalmente nel mondo metalmeccanico. L’ultima esperienza in Manfrotto, azienda leader nella produzione di accessori per il settore fotografico, è durata 13 anni, di cui gli ultimi 6 come plant manager. Da gennaio 2016 è plant director in Pixartprinting.

Quali sono le caratteristiche principali di queste nuove macchine e quali migliori performance assicura questo sistema rispetto all’H-UV standard? Le nuove Komori Lithrone ci consentono di ridurre i tempi di cambio lastra e migliorare l’up-time delle macchine. Le migliori performance riguardano soprattutto la minor richiesta di energia e una conseguente emissione di calore inferiore all’interno del reparto, che impatta anche sul comfort dell’ambiente di lavoro degli operatori che lavorano alla linea. Infine non va dimenticata la minore emissione di calore che implica minori costi per la gestione del raffreddamento.

Sono stati superati da Komori i problemi tecnologici che avevano un po’ fatto guardare con qualche sospetto a questa nuova tecnologia? Siamo stati consapevoli fin dall’inizio che avevamo a che fare con una tecnologia non ancora così diffusa in Europa, ma è nel dna di Pixartprinting sperimentare: già in passato siamo stati pionieri nell’introduzione di nuovi macchinari e altre aziende hanno testato nel nostro stabilimento l’inserimento di nuove apparecchiature. In questo progetto le incertezze iniziali era-

no legate all’affidabilità della soluzione. Komori ci ha messo nelle condizioni di avviare con i fornitori delle lampade un programma di collaborazione per proteggerci dai rischi legati a un utilizzo intensivo di questa nuova tecnologia. E questo ci ha consentito di lavorare con la giusta serenità.

Quali sono i principali vantaggi offerti da questa tecnologia nel vostro ciclo produttivo? Le carte ad alta grammatura non hanno più bisogno di essere verniciate: ciò ci permette di rinunciare a una macchina, guadagnando spazio in superficie produttiva e riducendo i costi di ammortamento e i tempi di produzione. Sulle grammature più leggere, invece, i principali vantaggi sono rappresentati dal fatto di non dover più aspettare i tempi di asciugatura dopo la stampa: anche in questo caso minor tempo di attraversamento e meno spazio occupato. Un ulteriore beneficio è aver eliminato completamente la polvere antiscartino che ha consentito di migliorare il comfort degli addetti ai lavori. Infine, abbiamo ridotto i tempi di pulizia della polvere, che andava ad intaccare oltre che gli impianti di condizionamento e umidificazione, anche altre tecnologie operanti nello stesso reparto produttivo.

Profilo azienda Pixartprinting, società fondata nel 1994, è specializzata nella fornitura online di servizi di stampa di piccolo formato (riviste, cataloghi, cartoline, adesivi, etichette, dépliant ecc.), grande formato (riproduzioni in alta risoluzione, poster, affissioni, banner, espositori ecc.), packaging, stampe su tessuto e molto altro ancora. Avvalendosi di un parco macchine di ultima generazione che non ha eguali in Europa, assicura consegne rapide con date certe in Italia e all’estero. L’eccellenza del servizio al cliente è garantita anche dal supporto del Servizio clienti madrelingua localizzato certificato TÜV. Pixartprinting è parte di Cimpress (Nasdaq: CMPR), leader mondiale nella mass customization.

I numeri di un successo

Sede principale e stabilimento a Quarto d’Altino, cittadina attraversata dal Sile e facente parte della città metropolitana di Venezia.

Prodotti a catalogo: 400, con oltre 3 milioni di combinazioni Dipendenti: 700 Clienti: 600.000 Fatturato: i ricavi previsti nell’anno fiscale corrente (luglio 2017-giugno 2018) ammontano a 150 milioni, 50% in Italia e 50% all’estero. Parco macchine: + 100 macchine industriali Fasi di lavorazione: stampa, verniciatura, taglio, rilegatura, laminazione, fustellatura, nobilitazione, piegatura, imballaggio

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speciale uv led

Pixartprinting

Quando sono state installate le nuove macchine e qual è il bilancio di questa prima fase di utilizzo? L’installazione delle nuove macchine è partita a fine dicembre 2016 e si è completata a inizio marzo 2017: il progetto si è realizzato continuando a lavorare e a produrre senza impatti negativi sui tempi di consegna per i nostri clienti. Inoltre le aspettative legate all’introduzione di questa nuova tecnologia sono state rispettate. Alla luce di questo, direi che il bilancio è assolutamente positivo.

È vero che il costo degli inchiostri può giocare negativamente per questa nuova tecnologia di essiccazione? Il costo degli inchiostri per questa tecnologia è molto più elevato rispetto a quello degli inchiostri utilizzati nella tecnologia tradizionale, ma va fatta una valutazione più ampia del ciclo produttivo: le nuove macchine ci hanno permesso di snellire il processo e incrementare i volumi, dunque il bilancio complessivo rende questa nuova tecnologia assolutamente competitiva rispetto alla precedente. In ogni caso ci aspettiamo che il costo degli inchiostri si riduca nel prossimo futuro.

Come sta cambiando e migliorando il vostro catalogo prodotti con l’apporto delle nuove Komori? Uno dei vantaggi che abbiamo individuato e sui quali stiamo lavorando è la possibilità che Pixartprinting possa ampliare ulteriormente la tipologia dei supporti cartacei su cui stampare, garantendo così ai nostri clienti la medesima qualità e velocità di realizzazione che oggi abbiamo con materiali che vengono identificati come standard. Il sistema di polimerizzazione LED rende semplice quello che, senza questa tecnologia, potrebbe essere complicato o lungo da realizzare. Inoltre l’introduzione di questi nuovi macchinari ci ha consentito di ridurre il numero di contestazioni legate a problematiche di asciugatura della stampa, fattore molto meno critico rispetto alla situazione precedente.

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Oggi possiamo garantire ai nostri clienti una qualità di stampa ancora migliore.

Quanto è importante l’automazione nella stagione dell’Industria 4.0 e che livello è ormai stato raggiunto su questo fronte da Pixartprinting? I sistemi automatizzati che abbiamo installato negli anni ci hanno consentito di rendere più rapidi ed efficienti i processi: oggi tutto il sistema di alimentazione della carta è automatizzato, come anche la pallettizzazione a fine linea del piccolo formato. Anche nel grande formato abbiamo investito nell’automazione del processo di confezionamento dei pannelli rigidi: questo non solo ha tolto un’incombenza onerosa agli operatori, ma ci ha consentito di creare degli imballaggi più solidi per i nostri prodotti e, in ultima analisi, una migliore qualità nel servizio ai nostri clienti. Le opportunità da cogliere rispetto all’automazione sono ancora molte, abbiamo avviato un processo anni fa ed è un progetto in continuo sviluppo.

Quanto è stata importante la collaborazione costruita in questi anni da Pixartprinting con Komori? La scommessa di partire con questa nuova tecnologia è basata su un rapporto di fiducia consolidata con questo costruttore. Alcuni aspetti un po’ critici che nel corso del progetto si sono presentati (non bisogna dimenticare che è stato un progetto complesso, abbiamo


speciale uv led

le migliori performance riguardano soprattutto il minor consumo di energia e una conseguente minor emissione di calore all’interno del reparto che impatta anche sul comfort dell’ambiente di lavoro.

fatto un retrofit di due macchine e abbiamo sostituito tre macchine con produzione a pieno regime) sono stati risolti grazie alla qualità della collaborazione e al rapporto di fiducia tra le parti.

vestigando. Infine stiamo lavorando sull’automazione delle attività di post-stampa e su nuove soluzioni per la stampa delle etichette.

Quali nuove soluzioni (e quindi investimenti) sono all’orizzonte?

Un’ultima domanda: come sta rispondendo il mercato alle nuove tecnologie H-UV-LED?

Stiamo guardando in diverse direzioni. Il 2017 è stato un anno durante il quale abbiamo spinto moltissimo: a febbraio abbiamo installato la nuova linea di produzione per il packaging ingegnerizzata secondo standard di eccellenza che ingloba cinque diverse tecnologie. Per il futuro sicuramente le nanotecnologie legate al mondo inchiostri è un tema di interesse che stiamo già in-

Pixartprinting continua ad avere percentuali di crescita a doppia cifra e la filiera produttiva legata alla tecnologia di stampa offset sicuramente ci sta dando grandi soddisfazioni. È evidente che la crescita è stata determinata da diversi fattori come le nuove tecnologie implementate, la qualità che garantiamo ai prodotti e i prezzi competitivi offerti ai nostri clienti.

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speciale uv led indagine

1) Nel settore delle arti grafiche si parla di UV LED già da un paio di anni. Qual è lo stato dell’arte oggi? Quali progressi ci sono stati recentemente? Quali sono le aree critiche ancora da risolvere? 2) Quali sono i principali vantaggi offerti dall’UV LED rispetto all’UV? 3) Qual è la distanza ottimale da tenere tra la lampada UV LED e la superficie da polimerizzare? 4) Il numero di lampade UV LED su una macchina dipende dalla tipologia di lavoro da realizzare? 5) Qual è la vita media di una lampada UV LED? 6) È possibile retrofittare un’offset convenzionale con tecnologia UV LED e, in caso affermativo, quali sono le modifiche necessarie da apportare alla macchina e ai sistemi ausiliari? 7) Quanti vostri clienti in Italia hanno già adottato questa tecnologia e qual è il loro grado di soddisfazione? 8) A quali ambiti applicativi si indirizzano le macchine che state vendendo?

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HEIDELBERG 1

Dal punto di vista tecnologico i sistemi LED hanno senza dubbio raggiunto un elevato livello di maturità. Il risultato finale dipende, tuttavia, dalla qualità di ingegnerizzazione del sistema e dall’efficienza di polimerizzazione degli inchiostri UV LED. Heidelberg integra direttamente le lampade LED nella macchina da stampa, ispirandosi alla stessa filosofia adottata nel caso degli impianti UV tradizionali. L’obiettivo è, infatti, quello di consegnare alla clientela un impianto completo. Un’area critica, ancora oggi, è rappresentata dalla verniciatura, poiché le vernici non hanno ancora raggiunto le performance degli inchiostri.

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L’UV LED è, innanzitutto, una tecnologia di tendenza, con un grande appeal verso la clientela del mercato grafico. I principali vantaggi rispetto all’UV sono riassumibili in: semplicità dell’impianto, mancanza di generazione di ozono con conseguente riduzione di elaborati sistemi di aspirazione, consumo di corrente ridotto di circa il 60 % rispetto a una lampada UV. Infine, grazie al controllo della macchina da stampa attraverso il Prinect Press Centre XL2 è possibile comunicare all’impianto di lampade LED il formato del foglio stampato, con il risultato che la lampada si accenderà solamente nell’area definita. Un’altra area di forte interesse applicativo arriva dall’uso di un numero nettamente inferiore di lampade rispetto alla tecnologia UV tradizionale, permesso dall’uso degli inchiostri UV LED, che essendo molto performanti in termini di polimerizzazione, permettono di lavorare “fresco su fresco” con conseguente

mauro Antonini Product management Sheetfed Postpress Packaging Heidelberg Italia

diminuzione del numero degli interdeck UV LED.

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Nel sistema sviluppato da Heidelberg la distanza non risulta problematica. La lampada è a una distanza dal substrato di 80 mm e la forza del sistema è legata alla potenza generata dal brevettato sistema ottico a doppia lente: la prima ha la funzione di obbiettivo e amplifica l’intensità luminosa, mentre la seconda genera una finestra di luce con messa a fuoco della distanza dal substrato al fine di ottenere la massima emissione di luce e di energia.

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Dal punto di vista tecnico è possibile retrofittare una macchina convenzionale trasformandola in una macchina bivalente o solo UV LED. A questo scopo Heidelberg ha predisposto una serie di kit che rispondono a queste esigenze del mercato. Quello che ci sentiamo di consigliare fortemente è di affidarsi a un partner competente che conosca profondamente le caratteristiche delle attrezzature e anche l’impatto che la tecnologia UV LED ha sulle stesse.

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Sì, il numero delle barre LED dipende sempre dal settore e tipologia dei lavori del cliente. Heidelberg ha un approccio fortemente consulenziale verso la clientela. Un nostro team di esperti raccoglie i dati presso gli stampatori che vogliono investire in questa tecnologia, condividendo con loro tutte le esperienze fino ad ora vissute in produzione, dopodiché viene consigliato l’impianto più adatto.

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Oggi, grazie all’esperienza generata da oltre 400 gruppi stampa con barre LED installati nel mercato, possiamo asserire che dopo 22.000 ore di lavoro abbiamo ancora un’efficienza nel sistema dell’80% (utilizzo della potenza barra al 70%).

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Il mercato Italiano ha dimostrato subito grande interesse nei confronti dell’UV LED, tanto che possiamo affermare con orgoglio che nei prossimi quattro mesi saranno installati da Heidelberg Italia ben 50 gruppi stampa 70x100 nuovi con tecnologia UV LED, senza contare le macchine Heidelberg installate nel nostro mercato dotate di retrofit.

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La fotografia attuale ci mostra copertura totale dei segmenti del mercato grafico: stampa commerciale, packaging ed etichette.


speciale uv led

produttori macchine offset kba 1

Oggi la tecnologia UV LED ha raggiunto un elevato grado di affidabilità sia per quanto riguarda i dispositivi impiegati nelle macchine da stampa Koenig&Bauer che per i risultati nelle varie applicazioni. I maggiori progressi riguardano la velocità di stampa raggiungibile senza perdere capacità di polimerizzazione e l’ampiezza di scelta nei fornitori di inchiostri. Resta ancora aperta ma in rapida evoluzione l’area degli inchiostri a bassa migrazione e le vernici.

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Riduzione dei consumi energetici, aumento delle ore di efficienza dei diodi, assenza di mercurio e di calore, riduzione dell’odore e dell’emissione di ozono.

emanuele pogliani Area manager KBA Italia

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In linea generale la minore possibile, ma con i diodi di ultima generazione questa non è più una questione critica.

ta un’analisi dettagliata della situazione e definito un kit di modifica.

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Certo dipende dai lavori, dal numero dei colori, dal tipo e dalle vernici.

Diversi clienti stanno già lavorando con tecnologia UV LED e altri sono in procinto di installare macchine dotate di questa tecnologia.

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Attualmente è difficile dirlo ma esiste una garanzia per oltre 20.000 ore effettive di accensione.

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Si, è possibile retrofittare una macchina già operativa. Ovviamente viene fat-

Abbiamo iniziato con macchine destinate alla stampa commerciale, ma ora possiamo anche contare macchine che realizzano stampati nel mercato etichette e packaging.

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1) Nel settore delle arti grafiche si parla di UV LED già da un paio di anni. Qual è lo stato dell’arte oggi? Quali progressi ci sono stati recentemente? Quali sono le aree critiche ancora da risolvere? 2) Quali sono i principali vantaggi offerti dall’UV LED rispetto all’UV? 3) Qual è la distanza ottimale da tenere tra la lampada UV LED e la superficie da polimerizzare? 4) Il numero di lampade UV LED su una macchina dipende dalla tipologia di lavoro da realizzare? 5) Qual è la vita media di una lampada UV LED? 6) È possibile retrofittare un’offset convenzionale con tecnologia UV LED e, in caso affermativo, quali sono le modifiche necessarie da apportare alla macchina e ai sistemi ausiliari? 7) Quanti vostri clienti in Italia hanno già adottato questa tecnologia e qual è il loro grado di soddisfazione? 8) A quali ambiti applicativi si indirizzano le macchine che state vendendo?

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komori Prima di rispondere alle varie domande che a mio giudizio sono di grande interesse, ritengo si debbano fare tre precisazioni.

ilvano bianchi Amministratore delegato Komori Italia s

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speciale uv led indagine

1) Occorre capire il motivo per cui in questi anni si è sviluppato moltissimo il processo di polimerizzazione attraverso sistemi H-UV e UV LED. Le principali motivazioni che hanno stimolato l’industria grafica verso lo sviluppo di questi sistemi sono: - la possibilità di produrre più velocemente uno stampato riducendo i tempi di attesa; - l’eliminazione dell’antiscartino all’interno del reparto stampa e, in particolare, sullo stampato; - la possibilità di stampare su qualunque supporto con la massima facilità e flessibilità; - l’eliminazione degli odori generati dai sistemi UV precedenti; - la possibilità di realizzare stampati con un elevato valore aggiunto dal punto di vista qualitativo. 2) Occorre precisare che nessun costruttore di macchine da stampa può affermare di aver un proprio sistema di polimerizzazione. Esiste semmai un tipo di collaborazione tra il costruttore di macchine da stampa e il produttore di lampade UV o LED. Nel caso di Komori il costruttore di lampade che ha collaborato per lo sviluppo dei sistemi di polimerizzazione H-UV e LED è Baldwin. 3) Occorre chiarire che non esistono soltanto il sistema di polimerizzazione LED e il sistema UV, bensì anche il sistema H-UV che resta comunque un elemento valido e attuale che ha soltanto Komori.

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I primi esperimenti fatti in Giappone con le lampade UV LED risalgono, in realtà, a una decina di anni fa. Purtroppo a quei tempi i fornitori delle materie prime non erano ancora in grado di produrre inchiostri sensibili alla polimerizzazione a un’elevata velocità di stampa; inoltre le lampade LED che venivano utilizzate avevano la necessità di essere posizionate molto vicine alla superficie stampata generando a volte problemi di collocazione della lampada stessa. Gran parte di questi problemi sono stati risolti e ora possiamo affermare che il sistema di polimerizzazione LED sia quasi

maturo. Il “quasi maturo” è dovuto ad alcuni fattori: - non tutti i materiali possono essere polimerizzati al 100% al massimo della velocità di stampa, specialmente in presenza di grandi quantità di colore da stampare; - nel caso di più passaggi in macchina per stampati con, ad esempio, più pantoni rispetto ai gruppi stampa disponibili sulla macchina, il coefficiente di polimerizzazione del LED è tutt’ora inferiore rispetto al coefficiente di ancoraggio ottenibile con il sistema H-UV o UV; - il costo delle vernici da

elemento spalmatore destinate al sistema UV LED è ancora troppo alto rispetto al costo delle vernici H-UV e UV, di conseguenza per certi prodotti la verniciatura LED potrebbe risultare troppo onerosa.

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Nel caso di Komori è utile confrontare il sistema LED sia col sistema UV che con il sistema H-UV. I grandi vantaggi del LED rispetto al sistema UV sono i seguenti: - minor consumo energetico; - nessun calore in macchina e, quindi, nessuno stress ai materiali che devono essere stampati; - nessun calore sul bancale in uscita fogli; - con il sistema LED l’ingrossamento del punto di stampa (dot gain) è praticamente inesistente, mentre con il sistema UV si deve considerare un ingrossamento che varia tra il 20-25%; - non esiste praticamente alcun odore in sala stampa e prodotto finale. Tali vantaggi sono riscontrabili anche in una comparazione tra sistema H-UV e sistema UV. L’unico beneficio che si potrebbe trarre dal sistema LED rispetto al sistema H-UV è quello relativo al minor consumo energetico, a parità di numero di lampade installate sulla macchina.

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Questa domanda ci offre la possibilità di spiegare il motivo per cui il sistema LED sviluppato congiuntamente da Baldwin e Komori sia unico nel suo genere e come tale in


grado di garantire lo sfruttamento massimo delle emissioni di radiazioni delle lampade stesse. Partendo dal fatto che la distanza ottimale per il LED dalla fonte di immissione alla superficie da polimerizzare è di 40 mm, Baldwin e Komori hanno sviluppato una combinazione che vede l’utilizzo di una lente che concentra la fonte luminosa e permette l’assoluta assenza di dispersione di luce. Questo sistema unico nel suo genere dà la possibilità di ottenere il massimo della potenza necessaria. Oltre a questo accorgimento Baldwin ha realizzato dei moduli LED composti da 200 “chip” con una variabile di emissione che va dai 360 ai 405 nanometri, permettendo una maggiore polimerizzazione anche su superfici che presentano una grande coprenza colore e su supporti particolarmente difficili. La presenza di più “chip” è alla base dell’efficienza del sistema anche in termini di luminosità.

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Effettivamente la collocazione delle lampade LED è subordinata al tipo di prodotto che si vorrebbe realizzare e al tipo di sequenza colore, oltre che al tipo di materiali che si vorrebbe stampare. Gli elementi che condizionano il posizionamento delle lampade o il numero delle lampade stesse sono: - la necessità di dover stampare il bianco sul primo o sul secondo gruppo stampa (metallizzati, cartoncini colorati ecc.); - la necessità di stampare il bianco alla fine ( vetrofanie); - gli effetti speciali con l’utilizzazione di inchiostri spe-

ciali come oro, argento o fluorescenti; - la collocazione del verniciatore singolo e del doppio verniciatore; - la stampa in voltura e pertanto la capacità di polimerizzare prima del passaggio in volta.

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La vita media potrebbe attestarsi attorno alle 20.000 ore di utilizzo in fase di stampa. Baldwin ha al suo interno un centro di Ricerca & Sviluppo con un impianto che mette a dura prova i vari prototipi in modo continuativo (24 h per 7 gg x 365). Attualmente non esiste sul mercato mondiale alcuna macchina a foglio con lampade LED che abbia prodotto per 20.000 ore, pertanto solo chi ha al proprio interno un macchinario con questi metri di valutazione è in grado di fare una simile affermazione.

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Komori lo fa già da tempo. Abbiamo retrofittato diverse macchine Komori col sistema H-UV e ora stiamo iniziando a retrofittare le nostre macchine col sistema LED. Sicuramente sono necessarie alcune modifiche da apportare alla macchina a seconda della configurazione. Quello che per noi è importante è che noi non ci

limitiamo alla fornitura della semplice lampada, bensì offriamo al cliente il pacchetto completo che comprende: - i prodotti da utilizzare (inchiostro, caucciù, additivi, mescole dei rulli, additivi di bagnatura, regolazione

della macchina, ecc.); - l’istruzione del personale ad opera dei nostri tecnici; - l’adeguamento della macchina in base alle normative di sicurezza.

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Considerando il mondo H-UV e LED abbiamo attualmente raggiunto una quota molto importante: 40 macchine in Italia e oltre 250 in Europa. Per quanto riguarda la sola voce LED possiamo già elencare cinque macchine installate, tutte di lunga configurazione. Siamo in attesa di installare altre due macchine LED. Pertanto possiamo dire di aver raggiunto quota sette installazioni gestite direttamente da Komori e non da altri costruttori di impianti di polimerizzazione.

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Si tratta perlopiù di applicazioni a valore aggiunto. Per quanto riguarda l’installato LED al mondo, in Europa e in Italia Komori vanta il maggior numero di impianti in funzione.

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produttori macchine offset


1) Nel settore delle arti grafiche si parla di UV LED già da un paio di anni. Qual è lo stato dell’arte oggi? Quali progressi ci sono stati recentemente? Quali sono le aree critiche ancora da risolvere? 2) Quali sono i principali vantaggi offerti dall’UV LED rispetto all’UV? 3) Qual è la distanza ottimale da tenere tra la lampada UV LED e la superficie da polimerizzare? 4) Il numero di lampade UV LED su una macchina dipende dalla tipologia di lavoro da realizzare? 5) Qual è la vita media di una lampada UV LED? 6) È possibile retrofittare un’offset convenzionale con tecnologia UV LED e, in caso affermativo, quali sono le modifiche necessarie da apportare alla macchina e ai sistemi ausiliari? 7) Quanti vostri clienti in Italia hanno già adottato questa tecnologia e qual è il loro grado di soddisfazione? 8) A quali ambiti applicativi si indirizzano le macchine che state vendendo?

man roland 1

Manroland ha installato le prime lampade UV LED su impianti produttivi nel 2015 in collaborazione con Eltosch; da allora abbiamo fatto diverse esperienze anche in Italia su macchine nuove e come upgrade. Secondo noi oggi il processo UV LED risulta completo, tecnicamente è possibile polimerizzare gran parte dei supporti proposti dalla clientela con inchiostri e vernici sempre in fase di ottimizzazione. I progressi più recenti riguardano inchiostri e vernici speciali per ogni tipo di supporto, da carta e cartone a materiali plastici a inchiostri a bassa migrazione per alimenti. Inoltre le lampade sono state potenziate e consentono l’utilizzo anche con alte densità di colore e velocità. Le aree critiche riguardano gli alti costi dei materiali, dalle lampade UV LED ai materiali di consumo, inchiostri, solventi lavaggio, caucciù ecc., costi che irrigidiscono soprattutto il cliente che stampa in convenzionale e vorrebbe sviluppare questa tecnologia.

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I vantaggi offerti dal processo UV LED rispetto all’UV classico sono ormai noti. Quelli più evidenti sono: drastica riduzione dei costi energetici, eliminazione del calore in macchina, odori e esalazioni ridotti al minimo, stampa su materiali delicati e a basso spessore senza deformazioni, miglior stabilità degli inchiostri in macchina.

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Manroland con Eltosch produce delle lampade LED Power Focus con un’ottica ad alta intensità che consente un’eccellente polimerizzazione ad alte velocità e con distanze dal supporto variabili.

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aolo brambilla Responsabile assistenza tecnica manroland Italia p

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Il numero di lampade UV LED deve essere sicuramente valutato considerando la tipologia di macchina, il lavoro e la qualità del lavoro; comunque la quantità di lampade UV LED è decisamente inferiore se paragonata al sistema di polimerizzazione UV classico. Ad esempio, su una 5 colori più vernice anilox si può inserire una sola lampada in uscita e produrre la maggior parte dei lavori possibili, compresi degli ottimi prodotti stampati in drip off.

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Manroland ed Eltosch prevedono una durata di 18/20.000 ore di accensione prima di sostituire le lampade LED o parte di esse.

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Manroland ha aggiornato già diversi impianti, sia con passaggio da convenzionale a UV LED sia da convenzionale a bivalente. Nel primo caso l’aggiornamento è più “semplice”: la macchina deve essere aggiornata per alloggiare la lampada/e ed eventuali sezioni di spostamento lampada; in seguito si dovrà installare la lampada/e e sostituire tutti materiali di consumo; inchiostri, rulli UV, caucciù, solventi di lavaggio, additivo di bagnatura, vernici. Nel secondo caso, oltre a quello già descritto per il passaggio da convenzionale a UV LED, sono necessari doppi impianti di lavaggio (anche se oggi vengono proposti solventi bivalenti), doppio impianto

di verniciatura e materiali di consumo bivalenti. Ricordiamo che per garantire la sicurezza e il mantenimento della certificazione CE di tutto l’impianto è fondamentale l’aggiornamento software e meccanico della macchina eseguito da manroland.

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Ad oggi abbiamo installato tre lampade UV LED su due diversi impianti come aggiornamento e due lampade su un impianto nuovo. A breve, inoltre, arriveranno altre due lampade su un impianto di grande formato. Il grado di soddisfazione dei nostri clienti è alto; inoltre l’uso e l’esperienza del processo UV LED ha consentito loro di diversificare le proposte di stampa alla propria clientela e aprire nuovi mercati che erano a loro preclusi.

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Manroland sta vendendo macchine attrezzate UV LED in ogni ambito applicativo, dal cliente commerciale che vuole nobilitare il suo stampato e gestire materiali come le carte naturali, alle macchine lunghe con voltura per meglio gestire i lavori 4+4 asciugati durante il processo di stampa. Clienti di packaging, etichette e figurine si sono attrezzati con impianti UV LED potendo stampare anche supporti plastici senza deformazione del materiale. Abbiamo ricevuto anche richieste dal settore editoriale per configurare macchine con tecnologia UV LED. Questa tecnologia desta interesse a 360° tra tutte le tipologie di clientela.


matteo cardinotti

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L’efficienza della tecnologia UV LED è superiore e le performance sono spesso comparabili se non superiori rispetto alla tecnologia UV tradizionale. Si ha pertanto un processo più stabile grazie anche ai minori trasferimenti di calore al materiale. I limiti di questa tecnologia rispetto alla tecnologia UV tradizionale sono legati alla non ancora completa disponibilità di tutte le serie di inchiostri, vernici, colle o primer per quelle applicazioni che non coinvolgono la sola stampa e di cui i trasformatori hanno bisogno. In questi casi diventano quindi interessanti applicazioni ibride UV LED + UV tradizionale. Allo stesso tempo alcune formulazioni di inchiostri presentano ancora problemi di stabilità portando a variazioni della reologia nel tempo e nell’utilizzo: tali problematiche sono attualmente in fase di risoluzione e saranno risolte in tempistiche molto brevi, mentre altre aree critiche sono già state appianate.

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I principali vantaggi della tecnologia UV LED rispetto alla tradizionale sono: - minori tempi di accensione dell’impianto, che permettono di ridurre drasticamente i tempi di make-ready; - minori consumi dell’impianto, grazie alla possibilità di poterlo spegnere e riaccendere durante le pause; - minori ingombri complessivi; - maggiore affidabilità e durata dell’impianto senza la necessità di sostituire le lampade tradizionali; - minore trasferimento di calore al materiale; ciò permette di avere processi più stabili anche con i materiali più complessi;

Responsabile della Product Line Narrow & mid-web multi-process & converting e amministratore delegato di Bobst Firenze

- l’utilizzo di lampade UV LED si rivela una soluzione ecocompatibile in sostituzione alle lampade a mercurio, date le recenti normative europee volte all’eliminazione del mercurio in qualsiasi Stato Membro dell’UE; - le lampade UV non producono ozono, pertanto: - l’impiantistica è semplificata, poiché non è necessario un impianto di estrazione; - le lampade sono più facili da installare; - gli ambienti di lavoro sono meno rumorosi, data l’assenza di aspiratori per l’ozono; - la tecnologia UV LED si focalizza su lunghezze d’onda molto lunghe, che permettono un alto aggrappaggio dell’inchiostro al supporto di stampa, una maggiore coprenza nonché un’asciugatura dell’inchiostro profonda. Altri vantaggi in corso di sviluppo riguardano l’aggiunta di nuovi UV LED che aggiungono alle lunghezze d’onda tradizionali nell’arco lungo anche onde medie e più corte. Tali sviluppi costituiranno un vantaggio soprattutto nei casi di resistenza a sfregamento e attriti di superficie.

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Le caratteristiche e le distanze dal materiale variano da fornitore a fornitore a seconda che i LED siano dotati di lenti di concentrazione o meno. Si passa quindi da valori di qualche millimetro a valori che superano addirittura il centimetro.

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Come per le lampade UV tradizionali, il numero di lampade UV LED dipende dalle produttività richieste, quindi dalla massima velocità di stampa della macchina oltre che dalle caratteristiche del lavoro. A tali variabili si aggiungono anche i volumi di inchiostro, vernice, colla o primer trasferiti al supporto di stampa.

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La durata delle lampade UV LED, in accordo con le informazioni rilasciate dai nostri fornitori, possono raggiungere durate 10 volte superiori delle lampade UV tradizionali arrivando a circa 10.000 -20.000 ore di funzionamento.

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Il retrofit di un impianto UV LED su un impianto esistente è quasi sempre possibile proprio grazie alle ridotte dimensioni dell’impianto e assenza di carpenterie e ventilazione addizionali per la rimozione dell’ozono. In generale sono necessarie solo piccole modifiche meccaniche per rendere possibile l’integrazione bordo macchina.

1) Nel settore delle arti grafiche si parla di UV LED già da un paio di anni. Qual è lo stato dell’arte oggi? Quali progressi ci sono stati recentemente? Quali sono le aree critiche ancora da risolvere? 2) Quali sono i principali vantaggi offerti dall’UV LED rispetto all’UV? 3) Qual è la distanza ottimale da tenere tra la lampada UV LED e la superficie da polimerizzare? 4) Il numero di lampade UV LED su una macchina dipende dalla tipologia di lavoro da realizzare? 5) Qual è la vita media di una lampada UV LED? 6) È possibile retrofittare un’offset convenzionale con tecnologia UV LED e, in caso affermativo, quali sono le modifiche necessarie da apportare alla macchina e ai sistemi ausiliari?

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Bobst

nità di stampa di una macchina flexo in linea a banda stretta Bobst con tecnologia UV LED.

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bandastretta


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Performance e risparmio più elevati con i LED-UV Camporese e PrintabLED Stampare con la tecnologia innovativa LED UV non è solo prerogativa di chi acquista una nuova macchina da stampa

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La nuova tecnologia di stampa LED-UV sta cambiando le dinamiche produttive. Grazie alla raggiunta maturità della chimica in materia di inchiostri e vernici la crescita del mercato del retrofit LED-UV sta registrando ritmi sostenuti. Gli obiettivi che si possono raggiungere con questa innovazione sono Versatilità, Velocità e Qualità produttiva sempre più determinanti per competere. Camporese Macchine Grafiche SpA, da oltre 60 anni leader nelle vendite di macchine offset revisionate, con l’intento di continuare a rappresentare il riferimento tecnologico indipendente nel mercato grafico nazionale ha creato, all’interno della propria organizzazione, una nuova business unit per la vendita dei Sistemi LED-UV PrintabLED. La società scelta da Camporese vanta l’esperienza più significativa in questo campo in Italia iniziando l’importazione dei primi moduli LED-UV dagli Stati Uniti, l’assemblaggio e la sperimentazione della tecnologia ben 15 anni fa. Dal connubio tra Camporese e PrintabLED nasce un interlocutore privilegiato per tutti gli stampatori che desiderano migliorare le performances e la qualità delle proprie macchine da stampa offset; la capacità di affiancare il cliente e capire a fondo le esigenze sono uno degli aspetti più importanti dell’offerta dell’azienda in grado di proporre soluzioni su misura; l’esperienza e la competenza del personale tecnico di entrambe le aziende in materia di retrofit dei sistemi LEDUV rappresentano le migliori garanzie per chi intende approcciare questa novità. Il sistema PrintabLED LED-UV ha vinto il Premio Innovazione 2017 Industry Gold METPACK per le alte performance, l’elevato livello di efficienza energetica e il bassissimo impatto ambientale. Il sistema di asciugatura retrofit LED-UV offerto da Camporese è applicabile a tutte le macchine da stampa convenzionali, UV o H-UV di qualsiasi brand e formato e consente

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di poter produrre stampati su ogni supporto, sia esso cartaceo, plastico, metallico, laminato o trasparente, anche di alto spessore. Ottima qualità della stampa sui materiali metallizzati e plastici, l’ancoraggio degli inchiostri risulta estremamente resistente e su carta/cartone anche al minimo della loro potenza si ottengono risultati di asciugatura sorprendenti. Molte le installazioni di successo in Italia. MultinarintabLED zionali della stampa, Industrie Grafiche, Aziende nel 2017 ha vinto Artigianali con parco macchine da 2 a 7 colori il prestigioso con o senza verniciatore utilizzano con piena Gold Metpack Innovation Award. soddisfazione il sistema retrofit proposto dalla società di Limena (Padova). L’applicazione del sistema LED-UV non necessita di modifiche all’impiantistica originaria delle macchine offset e garantisce a qualsiasi stampatore i seguenti Vantaggi: - Riduzione dei consumi energetici globali fino al 95%* rispetto ai vecchi sistemi UV - Durata delle lampade LED-UV superiore alle 20.000 ore e nessuna manutenzione - Azzeramento del consumo di polvere antiscartino - Riduzione significativa degli scarti di produzione - Aumento della produttività - Ottimizzazione dell’emissione luminosa in base al formato e alla velocità di stampa - Stampare su materiali termosensibili con continuità e grande qualità senza deformazioni - Rispetto ambientale (bassi consumi, zero ozono, nessuno smaltimento del mercurio) - Eliminazione dell’impianto di estrazione di ozono - Abbattimento costi di climatizzazione degli ambienti - Eliminazione dei tempi di riscaldamento on/off delle lampade UV - Regolazione della potenza da 0 a 100% - Riduzione dell’impronta CO2 dell’azienda - Fine della distruttiva ossidazione della meccanica della macchina.

www.camporese.it


Va sottolineata l’importanza del sistema di raffreddamento brevettato PrintabLED compreso nell’impianto che permette al chip LED di operare con temperature bassissime, consentendo di: - aumentare significativamente la vita delle lampade - diminuire il calore trasmesso al supporto da stampare - impostare l’accensione dei LED in funzione del formato di stampa evitando la polimerizzazione dell’inchiostro nella periferia del cilindro stampa azzerando la pulizia dello stesso. Nel 2017 sono stati installati da Camporese più di 10 sistemi PrintabLED su Heidelberg CD102-6LX, CD102-5, XL105-5LX, XL105-6LX, XL75-5LX; KBA Rapida 145-6L, KBA Mailänder 280; Manroland R200; Komori L529. Grazie agli ordini già acquisiti per il 1° trimestre 2018, aumenteremo il nostro personale addetto alla gestione dei sistemi LEDUV, con l’obiettivo di continuare a garantire alla clientela gli abituali standard qualitativi forniti da oltre 60 anni dalla nostra azienda. Lo staff Camporese coordinato da Enrico Camporese per il Nord e Bruno Premutico per il Centro Sud Italia garantiranno alla clientela la consulenza commerciale necessaria. Installazioni meccaniche ed elettroniche dei forni Led a cura di Intelligent Service Srl, l’azienda del Gruppo Camporese con sede a Rho Milano.

La Tipografia Piano, realtà affermata per la stampa di etichette, packaging e shopper, da oltre 40 anni mette competenza e passione a disposizione della propria clientela. L’attività produttiva si sviluppa in uno stabilimento innovativo di 3.700 mq ad Asti, strutturato appositamente per fornire il maggior numero di servizi nello stesso luogo. Tutte le lavorazioni di prestampa, stampa e finitura avvengono all’interno del sito, ciò permette di ottimizzare i cicli di lavoro. Alla guida dell’azienda troviamo Mauro e Riccardo Piano, al quale rivolgiamo alcune domande relative alla tecnologia LED-UV appena installata sulla propria macchina da stampa offset. Perché ha deciso di convertire la Sua macchina da stampa offset convenzionale in LED-UV? La prima idea era quella di cambiare la macchina da stampa, prendendone una più idonea ai lavori di cartotecnica con verniciatore, uscita lunga e forni UV. Dopo gli approfondimenti del caso, ho ritenuto una valida alternativa “retrofittare” con i forni LEDUV l’attuale macchina Heidelberg CD102-5. Quali sono i vantaggi che ha riscontrato con l’utilizzo della nuova tecnologia? Tra i più importanti sicuramente la velocità di asciugatura dell’inchiostro sul foglio e la possibilità di fare pile alte dei bancali senza necessità di “smazzettare”. Grazie al sistema LED-UV applicato riusciamo a produrre due cambi lavori in più a turno. Parlando di qualità i risultati di stampa sono molto più luminosi, con colori realistici che non cambiano nel tempo. Quanto è cresciuta l’offerta di nuovi prodotti stampati della Vostra azienda? Grazie ai forni LED-UV abbiamo acquisito la possibilità di stampare su materiali quali PVC-PP, fogli plastificati argento o oro etc. che prima erano “off limits”. Quali sono i motivi per cui ha scelto la tecnologia LED-UV PrintabLED by Camporese? Ho scelto la famiglia Camporese per la qualità delle persone e l’affidabilità dell’Azienda; il loro Sistema PrintabLED LED-UV si è confermato funzionale alle nostre nuove necessità produttive.

Enrico Camporese e Bruno Premutico.

Comunicazione d’impresa

T

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*Il consumo elettrico di un sistema PrintabLED by Camporese applicato su una macchina a 5 colori per la produzione di plastica, con lampade su tutti i gruppi stampa, non supera i 6 kW complessivi.

ipografia Piano: “nessun limite ai supporti di stampa”

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produttori di inchiostri colorgraf ALberto lolli Direttore commerciale e marketing

1) Quali caratteristiche possiede un inchiostro UV LED rispetto a un inchiostro UV?

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Innanzitutto è bene premettere che gli inchiostri UV LED sono inchiostri UV a tutti gli effetti, presentano le stesse caratteristiche di uso e applicazione, ma con il vantaggio di avere una reattività enormemente superiore. Prove sul campo hanno infatti dimostrato che è possibile polimerizzare su carta la sovrapposizione di 4-5 inchiostri più vernice flexo UV LED da spalmatore mediante un’unica lampada LED.

2) È ancora difficile reperire le materie prime necessarie a formulare inchiostri UV LED performanti? 3) Gli inchiostri oggi disponibili consentono una polimerizzazione al 100% anche nel caso si utilizzino carte speciali o si stampi con elevate coprenze d’inchiostro? 4) Nell’ambito dell’imballaggio alimentare l’impiego di inchiostri UV LED è più indicato rispetto all’UV? Ed eventualmente perché?

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Assolutamente no. Fino a qualche anno fa i formulatori avevano una scelta limitatissima sulle materie prime, oggi invece sono disponibili soluzioni anche per realizzare inchiostri idonei alla stampa di imballaggi alimentari, nel rispetto delle normative vigenti.

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È sbagliato parlare di supporti (cartacei o di altra natura) che inficiano la reazione di polimerizzazione/essiccazione. Tutt’al più è possibile talvolta incappare in problemi di adesione. È corretto, invece, soffermarsi sui casi di elevata quantità d’inchiostro depositato, anche in sovrapposizione e con colori scuri, per i quali la tecnologia UV LED rappresenta un significativo passo in avanti in termini di garanzia di corretta e completa polimerizzazione.

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Inchiostri UV LED e inchiostri UV a bassa migrazione, correttamente formulati, sono perfettamente idonei alla stampa di imballaggi alimentari. In occasione dei nostri corsi di formazione ricordiamo però che usare inchiostri a bas-

sa migrazione non significa stampare correttamente imballaggi alimentari.

5) Il fattore costo può rappresentare un deterrente ai fini dell’investimento? In percentuale un inchiostro UV LED quanto costa in più rispetto a un inchiostro UV?

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Ritengo che il costo d’investimento iniziale non debba mai essere per un imprenditore un deterrente. La precisa valutazione dei benefici, l’aumento dell’efficienza e il punto di ritorno dell’investimento guidano verso la scelta corretta. Per noi di Colorgraf la scelta sulla tecnologia LED è stata fatta. Per tornare all’aspetto più pratico: il costo di un inchiostro UV LED è paragonabile a quello di un inchiostro UV tradizionale.

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speciale uv led indagine

flint group Da

rio zarantoniello

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Un inchiostro UV LED è fondamentalmente diverso da un normale inchiostro UV. Infatti non solo i particolari fotoiniziatori ma anche le diverse materie prime contenute sono selezionate per poter garantire una reazione molto veloce una volta esposte all’emissione di luce da diodo (lampada ad emissione LED).

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E’ possibile affermare che, per quanto riguarda Flint Group, è stato raggiunto un livello di disponibilità stabile relativamente alle serie di inchiostri già presenti a portafoglio. Questo ci consente di guardare al futuro con una certa tranquillità, anche se la ricerca di materie prime sempre più performanti è comunque un processo che Flint Group effettua quotidianamente al fine di migliorare i prodotti disponibili o per lo sviluppo di nuovi. In merito al tema relativo all’attenzione posta dal Gruppo relativamente alle politiche ambientali, teniamo a precisare che le materie prime impiegate da Flint nelle proprie formulazioni seguono scrupolosamente le direttive EuPia in materie di salute ambiente e sicurezza.

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Le serie di inchiostri attualmente disponibili a portfolio sono in grado di rispondere alla maggior parte delle esigenze di mercato. Infatti, sia che si parli di carta che di supporti non assorbenti, Flint offre una gamma di prodotti completa e altamente performante.

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L’attuale gamma di inchiostri UV tradizio-

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EC Inks Global Technical Application Support Italy-Greece Technical Service Team Manager Coordinator

nali risponde già a tutte le normative richieste per la stampa di imballaggio alimentare primario. La versione LED di questi inchiostri sarà a breve presentata al mercato e offrirà ovviamente l’opportunità di polimerizzare gli inchiostri senza l’ausilio di lampade al mercurio. Crediamo che, parlando di imballaggio alimentare, questo ulteriore sviluppo tecnologico sia di grande valenza per il mercato di riferimento.

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Pur effettuando una ricerca puntuale di materie prime al più basso costo possibile, dobbiamo con-

fermare che dal punto di vista dei costi di formulazione il prezzo degli inchiostri per la tecnologia LED risulta essere oggi più elevato rispetto agli inchiostri UV tradizionali. Il maggior costo delle materie prime è in particolare dovuto ai fotoiniziatori in grado di reagire alla frequenza d’onda LED che fanno la differenza sul costo della formulazione. Bisogna però tenere pre-

sente che il risparmio energetico offerto dal sistema LED è di gran lunga maggiore rispetto a quello UV convenzionale, ciò consente di assorbire la differenza dal prezzo dell’inchiostro. Inoltre, se comparato alla stampa tradizionale con inchiostri a base vegetale o minerale, l’utilizzo di inchiostri LED può risultare mediamente inferiore del 20-25%.


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Responsabile Italia del business SF-ECP e digitale

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Un inchiostro UV LED ha la caratteristica di polimerizzare se irraggiato da questa tipologia di lampade che, lo ricordiamo, hanno uno spettro di emissione concentrato nella zona dello spettro elettromagnetico compresa tra 365-395 nm. Gli inchiostri UV standard polimerizzano invece sotto le “classiche” lampade a mercurio il cui spettro di emissione si estende tra i 220-410 nm. La differenza fondamentale è quindi nel diverso pacchetto di fotoiniziatori (devono essere reattivi alle radiazioni UV-A) e nella loro concentrazione (per compensare la più lenta cinetica di reazione dovuta alla minor temperatura di esercizio delle lampade).

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Formulare un inchiostro UV LED non è semplice, anche perché nella selezione delle diverse materie prime accanto alla performance giocano un ruolo importante le caratteristiche a livello tossicologico delle stesse. La ricerca di base va comunque avanti e i fornitori propongono nuove alternative.

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La performance degli attuali inchiostri UV LED è comparabile a quella degli UV standard in termini di velocità di stampa e di coprenza.

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Non ho elementi per dire che un inchiostro UV LED porti dei vantaggi in ambito alimentare.

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Sulle questioni commerciali non possiamo dire molto, ma certamente gli inchiostri UV LED sono stati progettati per essere una valida alternativa alla tecnologia UV. Possiamo confermare che l’interesse da parte del mercato per questa nuova tecnologia continua a crescere e sono sempre più i clienti che cominciano ad approcciare il LED con maggiore curiosità e dedizione. Chiunque volesse decidere di cambiare e passare all’essiccazione LED non dovrà apportare modifiche significative alla stampabilità e alla gestione, mantenendo pressoché identici i parametri in uso con la stampa tradizione UV. Nella quantificazione dei costi, occorrerà valutare un aspetto importante legato alla differenza di quotazioni tra gli inchiostri offset tradizionali e quelli UV LED, in quanto questi ultimi hanno un impatto significativo se confrontati con i convenzionali. La differenza dei costi tra le due tecnologie di inchiostri, apparentemente a vantaggio dei convenzionali, si ribalta alla luce dei vantaggi applicativi in termini di riduzione dell’utilizzo delle polveri antiscartino, vernici di sovrastampa, tempi di passaggio in volta e finissaggio.

1) Quali caratteristiche possiede un inchiostro UV LED rispetto a un inchiostro UV? 2) È ancora difficile reperire le materie prime necessarie a formulare inchiostri UV LED performanti? 3) Gli inchiostri oggi disponibili consentono una polimerizzazione al 100% anche nel caso si utilizzino carte speciali o si stampi con elevate coprenze d’inchiostro? 4) Nell’ambito dell’imballaggio alimentare l’impiego di inchiostri UV LED è più indicato rispetto all’UV? Ed eventualmente perché? 5) Il fattore costo può rappresentare un deterrente ai fini dell’investimento? In percentuale un inchiostro UV LED quanto costa in più rispetto a un inchiostro UV?

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toyo ink Massimiliano Belardinelli Sales director Italy di Printgraph Group (distributore di Toyo Ink)

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La caratteristica principale che distingue un inchiostro UV LED da un inchiostro UV è la tecnologia di polimerizzazione. La tecnologia UV LED è basata su uno spettro molto ristretto rispetto alle tradizionali lampade UV, con un potere di polimerizzazione più intenso; genera basse emissioni di calore e anidride carbonica e zero emissione di ozono. Potremmo considerare tale tecnologia un sistema “green “perché rispettoso del nostro ambiente. La tecnologia UV LED è simbolo anche di basso consumo di energia e maggiore durata nel tempo. Si consiglia, tuttavia, di tener conto dei costi iniziali dell’impianto che sono ancora rilevanti nel piano d’investimento. La qualità di stampa di un inchiostro UV LED è paragonabile, se non maggiore, a quella con inchiostri convenzionali a base grassa, con vantaggi di ripetibilità nella riproduzione della qualità cromatica combinata con effetto di brillantezza.

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Oggi le materie prime sono reperibili per tutti i produttori d’inchiostro, ovviamente il gioco forza è determinato dalla combinazione delle stesse nella formula del prodotto finito, con performance variabile da produttore a produttore secondo il proprio knowhow. È importante sottolineare che la scelta di una “nobiltà “delle materie è determinante nell’ottenere un inchiostro con tutte le caratteristiche ottimali. Tale scelta è mirata a ottenere una formula con etichettatura che riporti la descri-

zione delle classi di pericolo e i relativi pittogrammi in linea con le regolamentazioni chimiche degli ambienti industriali e domestici, ad esclusione di classi di pericolo corrispondenti e a pittogrammi tipo GHS08, inusuali in un inchiostro da stampa.

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La polimerizzazione di un inchiostro UV LED è molto intensa, anche in presenza di elevate coprenze, con risultato di elevata brillantezza ma bisogna considerare anche fattori come la velocità di stampa. È possibile stampare anche su supporti speciali. Una possibilità questa che deve essere supportata dalla configurazione della macchina da stampa con dedicati alloggiamenti lampade (interdeck) dell’unità di polimerizzazione.

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La stampa con tecnologia UV LED è relativamente giovane ma progredisce velocemente. L’obiettivo è di metter a punto un prodotto soprattutto in conformità con la ferrea filiera delle “Norme di Buona Pratica (GMP)”. Penso sia ancora prematuro fare un paragone tra UV LED e UV, comunque il segmento dove si comincia a vedere qualche segnale è nella stampa IML Low Migration UV LED, e questo vuol dire che si espanderà rapidamente in altri settori.

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Oggi la maggiorazione di costo rispetto a un inchiostro UV si posiziona tra il 15% e il 30%, ma si deve considerare che l’UV LED consente una maggiore produttività e una certezza sul risparmio dei costi dell’energia.


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europrint

labanti&nanni

A dicembre installerete una Heidelberg Speedmaster a 8 colori con vernice dotata dell’innovativa tecnologia UV LED. Quale percorso vi ha portato a questa importante scelta?

Siete una delle prime aziende al mondo ad aver investito in una macchina offset con tecnologia UV LED, una manroland 710 PLV. Quali sono i principali benefici che questa tecnologia vi ha portato?

Abbiamo sempre guardato con interesse alla stampa UV e siamo riusciti a svilupparla nella sede della Arti Grafiche Friulane dove stampiamo etichette con eccellenti risultati, ma in Europrint, dove stampiamo editoria a foglio, nonostante avessimo effettuato diversi test non siamo mai stati convinti del beneficio reale che ci avrebbe portato. Drupa ci ha fatto scoprire la tecnologia UV LED a basso consumo energetico che permette ai fogli stampati di asciugarsi subito ed essere pronti per eventuali lavorazioni di finishing. Si tratta, inoltre, di un sistema d’essiccazione che richiede molta meno energia rispetto a un sistema UV standard o a un forno combinato IR/aria calda. La tecnologia è pronta e il mercato si sta muovendo in quella direzione, di conseguenza per noi è stato naturale effettuare questa importante scelta per conquistarci un ruolo da protagonista nel mondo della stampa. Altrettanto naturale è stato scegliere Heidelberg per qualità, affidabilità e la ricca dotazione di optional che permette all’UV LED di esprimersi nel miglior rapporto qualità/velocità.

Siamo stati la prima azienda al mondo a installare due lampade UV LED della Eltosch sulla nostra Roland 710 e questa implementazione ci ha permesso di entrare in un nuovo settore, quello dei supporti che con la stampa offset solitamente non si riescono a realizzare: i materiali plastici, il poliestere e l’olografico. Anche la stampa sulla carta uso mano realizzata con la tecnologia UV LED permette all’inchiostro di restare in galleggiamento con un risultato cromatico simile alla carta patinata. I migliori risultati li abbiamo ottenuti stampando in volta il PVC bianco, riducendo notevolmente i tempi di produzione, ma soprattutto non incorrendo nella problematica della carica elettrostatica sui fogli dopo il primo passaggio.

Quali sono le vostre aspettative rispetto a questa tecnologia? Le nostre aspettative sono decisamente elevate, perché riteniamo sia la vera novità nella stampa degli ultimi trent’anni. Pensiamo, tuttavia, che tale tecnologia debba essere supportata da una soluzione di gestione del colore in prestampa e da una macchina che comunichi direttamente con il sistema gestionale e che abbia gli optional adatti alla propria realtà e alla propria gamma di stampati. È per questa serie di motivi che abbiamo studiato la configurazione insieme ai tecnici Heidelberg, customizzando una Speedmaster XL 106 base e rendendola unica. Il nostro studio è partito ben prima dell’ultima drupa ed è terminato qualche mese dopo la fiera. L’ultima modifica è stata, appunto, la sostituzione degli UV LE con gli UV LED, sulla scia del nostro entusiasmo per la loro efficacia. Pensate che vi possa facilitare l’ingresso in nuovi mercati o l’acquisizione di nuovi clienti?

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tonio bonacini

Presidente di Labanti&Nanni An

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NTONIO SEVERIN

Direttore produzione di Europrint GRUPPO IMOCO

Sicuramente se riusciremo a sfruttare tutta la potenzialità della nostra Heidelberg dotata di UV LED, saremo in grado di stampare su qualsiasi supporto piano cartaceo e plastico, realizzando le fantasie nascoste nei cassetti che gli studi grafici hanno accantonato per via dei costi di realizzazione o per l’irrealizzabilità del proprio progetto editoriale o packaging. Ora, con l’arrivo dell’UV LED, a tutte le aziende che ci chiederanno se è possibile stampare su questo tipo di carta speciale senza perdere qualità, siamo pronti a rispondere: “…perché no?”.

Per quali applicazioni avete utilizzato questa innovativa tecnologia? Principalmente, come detto prima, per carte uso mano, materiali plastici o poliestere, ma anche in situazioni dove fra la stampa e la confezione non c’è il tempo tecnico di asciugatura. Utilizziamo l’UV LED anche nella produzione di stampati con il cold foil ottenendo grandi soddisfazioni sia di qualità che di rapidità. Quali sono secondo voi le aree critiche ancora da risolvere? Quando abbiamo iniziato nel luglio 2015 erano più i problemi da risolvere che le cose che funzionavano. Oggi abbiamo raggiunto una situazione quasi ottimale. A nostro avviso le aree più critiche sono legate alle vernici lucide da calamaio, anche perché la nostra Roland 710 non ha il verniciatore flessografico UV e qualche inchiostro pantone non riesce a reagire bene alle frequenze di polimerizzazione dell’UV LED.

“Utilizziamo l’UV LED anche nella produzione di stampati con il cold foil ottenendo grandi soddisfazioni sia di qualità che di rapidità”.


vigrafica

speciale uv led

utilizzatori

nuova grafica

PIero ferrario

assimiliano costa

Titolare di Nuova Grafica m

Amministratore delegato di Vigrafica

Dopo aver sperimentato con successo la tecnologia H-UV di Komori, Vigrafica si appresta a installare una macchina che oltre all’H-UV prevede anche l’UV LED come tecnologia d’essiccazione. Qual è stato il percorso che vi ha portato a questo ambizioso investimento? Qualità e velocità sono da sempre stati due elementi chiave del servizio offerto dalla nostra azienda, consapevoli del fatto che la necessità di avere prodotti “dall’oggi al domani” è un obiettivo fondamentale per ottenere la soddisfazione dei nostri clienti, senza rinunciare ad avere al tempo stesso un ottimo risultato finale. La nostra azienda ha sempre puntato a un prodotto che potesse dare un valore aggiunto al mero e semplice prodotto cartaceo. Abbiamo pertanto sviluppato al nostro interno un’area dedicata alla ricerca e sviluppo per nuove soluzioni di stampato al fine di essere propositivi nei confronti del cliente finale. L’idea è quella di dare al prodotto finale un tocco differente rispetto a quanto già presente sul mercato e la nostra missione è quella di rendere lo stampato un veicolo di comunicazione ancora attuale e accattivante. Quali sono le vostre aspettative rispetto all’UV LED? La tecnologia H-UV già installata un anno fa su una nostra Komori LS 540C ci ha permesso di migliorare notevolmente la gestione delle tempistiche di lavorazione e soprattutto di fornire prodotti ancora più qualitativi. La nostra soddisfazione e quella dei nostri clienti ci ha messo nella condizione di raddoppiare il nostro investimento con una soluzione tecnologica che noi riteniamo ancora di più all’avanguardia. La nuova configurazione macchina è stata studiata insieme al team Komori su un nuovo impianto che vedrà la coesistenza del sistema di polimerizzazione UV LED tra i gruppi stampa e della polimerizzazione finale dopo il gruppo verniciatore con lampade H-UV, di cui conosciamo molto bene il risultato finale. Per quali applicazioni utilizzerete questa innovativa tecnologia? L’obiettivo è quello di raggiungere nuovi mercati e un approccio ancor più innovativo di quello che già oggi ci contraddistingue. Siamo alla costante ricerca di nuovi modi di comunicare e produrre per consentire ai nostri clienti di comunicare e dare maggiore visibilità al loro prodotto e la tecnologia LED/HUV è sicuramente la scelta giusta per ottenere questi risultati.

Siete stati i primi in Italia a sperimentare l’UV LED di KBA, installando una Rapida 106 a 6 colori più vernice con tecnologia UV LED a fine marzo di quest’anno. Quali motivazioni vi hanno spinto verso questo importante investimento? La motivazione principale che ci ha spinti verso questo investimento è il “guardare avanti”, concetto che noi crediamo sia fondamentale e necessario per poter e voler rimanere sull’onda del mercato. Rimanere aperti alle innovazioni che le aziende leader del settore offrono è un aspetto importante e per nostra esperienza diretta posso dire che aiuta anche nel far crescere la propria conoscenza nei vari campi che coinvolgono tutta la sfera della tipografia. Credo che questo approccio si respiri nella nostra azienda: chi ci conosce lo sa, siamo curiosi, ci piace ampliare le nostre capacità e metterci in gioco e così è stato anche per la scelta della KBA RA 106 UV LED. Per quali tipologie di lavori state utilizzando questa tecnologia e siete soddisfatti dei risultati? I campi dell’editoria e della cartotecnica sono quelli che sfruttano al meglio le caratteristiche di questa macchina. I risultati sono sorprendenti e i clienti sono pienamente soddisfatti del prodotto offerto. La diversità dei settori d’impiego della tecnologia fa capire la versatilità e l’ampia gamma di qualità che offre questa macchina. La velocità di avviamento anche su cartoncini, la qualità di stampa di fondi a colore pieno, l’utilizzo di carte particolari con la possibilità di avere un’asciugatura immediata sono alcuni dei vantaggi di cui la cartotecnica può beneficiare grazie alla KBA 106 UV LED. Quali sono secondo voi le aree critiche ancora da risolvere? Se penso al nostro settore, l’unica riflessione che mi viene da fare è quella sulla possibilità di cercare tra noi stampatori di essere più uniti e collaborativi: a giovarne sarebbe prima di tutto il lavoro e poi la possibilità di creare anche nuove opportunità.

“I campi dell’editoria e della cartotecnica sono quelli che sfruttano al meglio le caratteristiche di questa macchina. I risultati sono sorprendenti e i clienti sono pienamente soddisfatti del prodotto offerto”. 47


Sun Chemical presenta le guide alla risoluzione dei problemi in fase di stampa Sun Chemical ha messo a punto per la sua clientela, sotto forma di poster, un’efficace guida alla risoluzione dei problemi che possono emergere in fase di stampa. Lo studio presenta cause e soluzioni dei più comuni problemi che s’incontrano durante la stampa offset a foglio, e si basa sull’esperienza pratica e conoscenza di Sun Chemical unitamente alla collaborazione di esperti del mondo della stampa. Paolo Caiani e Maurizio Franzoso, rispettivamente Direttore Tecnico Sheetfed, UV & Screen e Responsabile R&D Sheetfed e UV di Sun Chemical, analizzano per Voi una delle problematiche più comuni. Con questo strumento estremamente utile, che non deve mancare in sala stampa, Sun Chemical è sempre più vicina ai suoi clienti sostenendoli nel loro lavoro e ponendo la massima attenzione al processo di stampa. Potete richiedere i poster al Vostro referente Sun Chemical.

Scarso trasferimento dell’inchiostro

Il fenomeno porta ad una variazione nell’intensità dello stampato durante la tiratura. Può essere dovuto ad un trasferimento insufficiente dell’inchiostro nel percorso che intercorre fra i rulli di trasferimento e la carta: rulli - lastra - caucciu - carta. Una corretta manutenzione ed una regolazione dei rulli efficace possono risolvere il fenomeno. É inoltre suggerito il controllo della percentuale di additivo in uso.

CAUSE 1. I rulli non sono puliti e vetrificati in modo corretto ed adeguato

2. Accumulo di calcio sulla superficie dei rulli 3. I rulli non sono propriamente impostati oppure sono rigonfiati o distorti 4. Uso indiscriminato di agenti bagnanti, gomma e relativi sostituti nell’additivo di bagnatura 5. Rulli non abbastanza caldi

SOLUZIONI 1. Accurata pulizia dei rulli con un buon detergente. Dopo aver rimosso tutto l’inchiostro con un solvente di lavaggio, applicare acqua calda sui rulli. Questa operazione permetterà di rimuovere i residui di gomma che non sono solubili con i lavaggi a base di solventi standard 2. Dopo il normale lavaggio, proseguire con acqua calda/aceto bianco (2:1) per rimuovere i depositi di calcio 3. Sistemare il settaggio dei rulli e controllare le loro condizioni superficiali 4. Controllare l’uso di soluzione di bagnatura e additivi che possono avere effetti negativi sui rulli 5. Assicurarsi che i rulli inchiostratori siano nell’intervallo 22°-26°C per avere ottimi risultati

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tecnologie

Stampa serigrafica in rotativa “made by Koenig & Bauer”

Rapida RSP 106 per finiture di lusso

La Rapida RSP 106 potenzia la pregiata finitura serigrafica. La macchina serigrafica rotativa si basa principalmente sulla tecnica offset a foglio Rapida.

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Per qualsiasi stampatore offset che abbia lavorato su una normale Rapida, utilizzare la Rapida RSP 106 è quasi routine, tutti gli altri possono imparare facilmente. Le tipografie offset che desiderano ampliare il proprio portfolio con finiture particolarmente pregiate costituiscono il gruppo target principale della macchina serigrafica da bobina. Gli stampatori serigrafici con tirature elevate traggono vantaggio dall’alta velocità di produzione che, a seconda dell’ordine, può arrivare fino a 8.000 copie/h. Un altro settore dal grande futuro sono le applicazioni nella stampa industriale con forti spessori. La Rapida RSP 106 è composta da un gruppo calandra e dal gruppo serigrafico vero e proprio. Il gruppo calandra provvede all’eliminazione della polvere e alla pulitura del foglio stampato. La calandratura dei fogli, inoltre, migliora lo scorrimento della vernice. Per quanto riguarda la tecnica, il gruppo calandra è formato da un cilindro di contropressione con rivestimento speciale comprimibile e un rullo cromato commutabile. Il sistema racla aggiuntivo, completamente automatico e con aspirazione integrata, riLa finitura dello stampato, in linea o fuori linea, è già da tempo muove i corpi estranei dal rullo cromato e li aspira. Grazie alla regolazione di precisione un elemento importante nella della pressione di stampa, il gruppo calangamma prodotti di KBA-Sheetfed. dra si adatta perfettamente al substrato in lavorazione. Con la macchina da stampa serigrafica da bobina Rapida RSP Il gruppo serigrafico stesso è dotato del cosiddetto AirTronic Drum, un cilindro di 106 è recentemente entrata a contropressione perforato con copertine di far parte del portfolio anche una protezione forate. L’aria aspirata fissa il foglio sull’intera superficie delle copertine di macchina speciale per la finitura protezione. Sopra è posizionata la matrice di packaging di lusso, articoli circolare che può essere rapidamente sostipubblicitari pregiati, corporate tuito con pochi interventi manuali. Grazie publishing e tanto altro ancora. all’esatto posizionamento della zona setaccio, chiusa durante la pause di stampa, la L’impianto di finissaggio fuori procedura risulta estremamente pulita. La linea è basato principalmente matrice si gira soltanto quando scorrono fosui collaudati moduli mettifoglio, gli nel gruppo. uscita, guidafogli, essiccazione e La sostituzione della racla avviene lateralmente. Le regolazioni motorizzate in conpulpito di comando della Rapida.


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tecnologie

Scheda tecnica Formato massimo del foglio: 740 x 1.060 mm Formato minimo del foglio: 340 x 480 mm Formato massimo di stampa: 730 x 1.050 mm Substrati (standard): 0,04 - 0,7 mm Con pacchetto pellicola: 0,1 - 0,7 mm Velocità di produzione massima: 8.000 fogli/h Altezza della pila mettifoglio: 1.250 mm Altezza della pila uscita: 1.200 mm

Panoramica dei vantaggi • Maggiore produttività che nella serigrafia • Finitura economica di grandi tirature • Spessore degli strati di vernice notevolmente maggiore che nella finitura in linea tipica dell’offset • Ottimo scorrimento della vernice ed elevati gradi di brillantezza • Nervature ed effetti tattili • Lavorazione di pigmenti speciali (ad esempio inchiostri fosforescenti, pigmenti metallizzati e altri pigmenti “grandi”) • Completa essiccazione di grandi spessori • Registro in qualità offset

Semplice montaggio e smontaggio della matrice circolare (in alto). Attrezzi speciali per l’incollaggio degli anelli del telaio semplificano la realizzazione delle matrici circolari.

tinuo della pressione e dell’angolazione della racla, la console direttamente sul gruppo serigrafico e la completa integrazione di tutti i gruppi nel pulpito di comando semplificano il lavoro. Il cilindro serigrafico viene azionato direttamente, quindi compensa i diversi spessori dei vagli e assicura un registro circonferenziale esatto. Grazie a una regolazione motorizzata della pressione di stampa, il gruppo può adattarsi a diversi spessori di substrato. Sulla Rapida RSP 106 è possibile utilizzare diversi tipi di tessuto e telaio. Uno specifico workflow nella prestampa riduce i costi di produzione dei vagli tondi, che vengono solitamente tagliati a formato e forniti con schemi di foratura per il posizionamento del film e dispositivo di saldatura. Le procedure di esposizione, lavaggio e asciugatura sono analoghe a quelle dei vagli piani. Le fasi di lavoro specifiche dei vagli tondi prevedono anche la saldatura del giunto longitudinale e l’incollaggio degli anelli del telaio. Attrezzi speciali semplificano queste operazioni. La Rapida RSP 106, disponibile dalla drupa 2016, è in produzione da oltre un anno presso la Kolbe-Coloco Spezialdruck di Versmold in Germania.

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eventi

Sun Chemical

A vele spiegate verso nuovi orizzonti nell’anticontraffazione ”Sailing with you” il titolo dell’evento organizzato per un selezionato gruppo di clienti. Dopo un seminario su brand protection e packaging interattivo, sei equipaggi si sono sfidati nel Golfo dei Poeti a suon di randa e fiocco.

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Il gioco di squadra è fondamentale in barca a vela, come in un’azienda. Permette, infatti, di ‘navigare’ al meglio anche quando il mare è in tempesta e l’equipaggio deve interagire con l’imprevisto. Le capacità richieste a un equipaggio sono le stesse che caratterizzano i professionisti nel loro lavoro quotidiano: essere in grado di lavorare in gruppo, seguire le indicazioni fornite dal leader, rispettare i ruoli e coordinarsi, gestire le emozioni, essere in grado di adattarsi, condividere in modo armonioso uno spazio comune e molto altro. Ecco perché Sun Chemical ha scelto per il suo evento annuale, che ha coinvolto un gruppo selezionato di clienti, proprio l’esperienza della regata in barca a vela, in cui sei equipaggi si sono sfidati nel Golfo dei Poeti a suon di randa e fiocco. Un format davvero innovativo, battezzato Sailing with you, che ha regalato ai partecipanti numerosi spunti di riflessione, attinenti non solo alla vita quotidiana in azienda, ma anche a una delle realtà tecnologiche più interessanti, che vede un’interazione sempre più spinta tra supporto cartaceo e mondo digitale: la brand protection e il packaging interattivo.

È, infatti, proprio a questo stimolante argomento che è stato dedicato il seminario tecnico che ha preceduto la regata e che ha visto come protagonisti anche quest’anno i direttori tecnici di Sun Chemical, Egidio Scotini e Paolo Caiani. Dopo il benvenuto dell’ad Fabio Deflorian, i due tecnici hanno affrontato il tema della brand protection, ricordando che la contraffazione mondiale porta alla perdita di oltre 125 miliardi di dollari l’anno, interessando dai settori industriali (materiali elettronici, tabacco, alimenti, bevande e farmaci) a quelli governativi (passaporti, certificati, francobolli, patenti di guida). Come soluzione Sun Chemical propone un approccio a più livelli, sfruttando una combinazione di prodotti. 1) Gamma SunShift: non è richiesta una strumentazione per rilevare l’elemento di sicurezza. Fanno parte di questa famiglia gli inchiostri cangianti in base all’angolo di osservazione (in versione standard o premium) per applicazioni flexo o serigrafiche, i metacromici serigrafici (che cambiano colore a seconda dell’illuminante) e i termocromici (che cambiano colore in base alla temperatura).


di Cristina Rossi

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eventi

Paolo Caiani

La squadra vincente.

2) Gamma SunGuard: l’elemento di sicurezza è nascosto e rilevabile solo per mezzo di un detector. Fanno parte di questa famiglia gli inchiostri a fluorescenza UV, gli inchiostri Apollo e Orion, che contengono pigmenti speciali sensibili ai raggi infrarossi che emettono a diverse lunghezze d’onda sempre nel range degli infrarossi (Orion) o nel visibile (Apollo). Nel caso degli inchiostri Valimark, utilizzabili con tutte le tecnologie di stampa, una lente con un particolare illuminante mette in evidenza la presenza di microsfere colorate. Infine, Reveal, ossia un inchiostro

nero invisibile IR che può essere stampato su un qualsiasi supporto e appare nero alla luce visibile, ma scompare se osservato con una videocamera a infrarossi. È disponibile in varie tipologie d’inchiostro e non compromette l’apparenza finale del prodotto stampato. 3) Gamma SunLock: l’elemento di sicurezza è rilevabile solo mediante un detector specifico. Si tratta di un livello più alto rispetto alla gamma SunGuard®, in cui l’elemento di sicurezza viene ‘costruito’ specificamente per l’applicazione ed è quindi ‘unico’. Il detector deve quindi essere calibrato sullo specifico segnale emesso dal sistema. Fanno parte della gamma gli inchiostri Verigard (IR) e Microtag (Risonanza magnetica). Sun Chemical raccomanda l’impiego di un sistema multi-livello in cui sono presenti contemporaneamente diversi sistemi di sicurezza. Anticontraffazione legata ai file grafici e non agli inchiostri Esistono anche sistemi anticontraffazione basati sull’elaborazione dei file grafici. A questo proposito Sun Chemical collabora con DSS – Document Security Systems, con la quale ha un contratto di esclusività nel mercato delle arti grafiche. Tra le soluzioni DSS figura la Secure Print Technology, che prevede la creazione di piccole anomalie nella retinatura di stampa: i

microelementi appaiono come quadrati distinti se ingranditi. Eventuali copie o scansioni fanno perdere loro gli angoli e ne causano la distorsione. Il Barcode Barricade contribuisce, invece, a evitare la duplicazione dei codici a barre. Questi ultimi sono infatti facili da copiare con una fotocopiatrice o uno scanner e quindi sono vulnerabili in caso di frodi. Barcode Barricade crea un codice estremamente leggibile nell’originale, ma illeggibile nelle copie, perché la duplicazione produce un codice distorto. Il codice originale è invece facilmente leggibile dai lettori standard e dalle applicazioni per smartphone. Grazie alla tecnologia Phantom, le immagini utilizzate per la protezione del brand possono essere viste senza strumenti particolari, solo inclinando lo stampato. Scanner e fotocopiatrici non sono in grado di ottenere questo risultato. Osservando lo stampato perpendicolarmente l’immagine inclusa è invisibile; osservandolo a una certa angolatura è chiaramente visibile. Un’altra soluzione di DSS è Authentiguard: in questo caso il codice DSS è stampato sull’imballo, etichetta o documento, l’App può essere utilizzata sia dagli ispettori che dai consumatori e l’archivio su cloud permette il controllo completo. La Prism Hidden Image Technology prevede la creazione di immagini prismatiche nascoste,

Egidio Scotini

La contraffazione mondiale porta alla perdita di oltre 125 miliardi di dollari l’anno, interessando dai settori industriali a quelli governativi.

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eventi

Grazie alla combinazione di un inchiostro conduttivo e di un software si è arrivati alla creazione di un packaging che interagisce con qualsiasi touch screen.

Fotografa il QR code per visualizzare il video dell’evento.

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rilevabili solo tramite l’applicazione DSS Prism Viewer, scaricabile su qualsiasi smartphone. Dopo aver aperto l’applicazione proprietaria, lo smartphone va posizionato sulla zona prevista per rivelare l’immagine latente. Anche una sem-

tori e batterie) e dall’altro i display (segnaletica, tessuti intelligenti, illuminazione e altro basato su tecnologia OLED), oltre naturalmente all’RFID e al packaging intelligente. Anche in questo caso l’offerta di Sun Chemical è piuttosto articolata.

antenne e disponibili per stampa serigrafica, tampografica, flessografica e inkjet. Sono termoformabili e presentano elevata flessibilità e resistenza alla piega. Gli inchiostri base grafite sono miscelabili per ottenere resistività calibrate, disponibili per stampa serigrafica e flessografica, vantano un’elevata resistenza alla piega e sono utilizzabili per packaging intelligente, card interattive e stampa di sicurezza. Gli inchiostri Suntronic per applicazioni di printed electronics sono dielettrici tradizionali a polimerizzazione UV, hanno un’elevata flessibilità, sono stabili a livello ambientale, compatibili con film conduttivi trasparenti e, infine, presentano un’elevata resistenza alla temperatura per saldatura e reflow. Gli inchiostri dielettrici sono a tecnologia UV e a base solvente.

plice ed economica lente può essere impiegata per svelare l’immagine nascosta nell’artwork originale. L’immagine Prism previene la contraffazione tramite copiatrici, scanner e fotografia d’alta risoluzione.

Per la produzione di sensori e interruttori propone, oltre ai classici inchiostri per grafica, inchiostri conduttivi, a base argento e grafite e dielettrici della serie SunTronic Eclipse, gli adesivi e bande DIC. Sul fronte display e touch screen si aggiungono ai prodotti precedentemente menzionati le vernici DIC a base di fluorurati e le vernici barriera (nero, bianco). La maggior parte degli inchiostri conduttivi sono base solvente e a essiccazione termica. Gli inchiostri base argento sono a elevata conducibilità per

Touchcode by T+Sun: la carta stampata interagisce col digitale Il Touchcode è un codice elettronico invisibile stampato su carta, cartoncino, film o etichette. Grazie alla combinazione di un inchiostro conduttivo e di un software si è arrivati alla creazione di un packaging in grado di interagire con qualsiasi touch screen. Semplicemente posizionando il packaging o un altro tipo di stampato sopra a un touch screen e utilizzando il software messo a punto da T+ink è possibile verificare se il prodotto

Packaging interattivo e materiali elettronici Una seconda parte del seminario è stata dedicata ai materiali elettronici o ‘printed electronics’, che abbracciano da un lato il segmento dei sensori (indicatori di tempo e temperatura, chip da laboratorio, sensori ambiente, biosensori, attua-

è originale o effettuare una specifica azione. T+Sun è una partnership tra Sun Chemical e T+ink per commercializzare i materiali e i processi che consentono la realizzazione del Touchcode. T+ink è un’azienda con sede a New York e il Touchcode è la tecnologia di cui è proprietaria T+ink, che utilizza conduttori stampati per permettere a un imballaggio o a una carta di interagire con un dispositivo munito di touch screen, smartphone o tablet. Come funziona? È sufficiente tenere lo smartphone in mano e aprire la corrispondente applicazione (app nativa o web app). Poi si deve posizionare la scheda Touchcode sullo schermo multitouch tenendola nella zona di connessione. Il Touchcode viene decodificato dall’app e gli accessi al contenuto sono abilitati. Svariate le applicazioni di stampa per il Touchcode: verifica prodotto, programmi fedeltà, istruzioni prodotto, shopping online, consapevolezza marchio, sondaggi cliente, abbonamenti automatici, giochi e marketing geolocalizzato. Il contributo di Sun Chemical si esprime naturalmente sotto forma di inchiostri da stampa conduttivi per il Touchcode. Sono disponibili veri prodotti a seconda del metodo di stampa, che può essere flexo a base acqua o base solvente, rotocalco base solvente e serigrafia base solvente.


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stampa

Press R3

Qualità senza compromessi

Incontro con Matteo Rota, titolare della Press R3, una realtà che si basa sul connubio tra evoluzione tecnologica e soddisfazione del cliente. E qui spiega i motivi dell’ultimo acquisto, una Agfa Jeti Tauro LED, la prima in Italia.

“La nostra azienda è nata nel 1988 con un cuore artigiano, che rappresentava lo spirito di mio padre Alessandro. È lui che ha trasmesso la passione per la stampa a me e mio fratello Marcello. Oggi l’azienda ha raggiunto un livello maggiormente imprenditoriale con un unico modus operandi: qualità senza compromessi”. Matteo Rota, titolare della Press R3 di Almenno San Bartolomeo, pochi chilometri da Bergamo, racconta la genesi e l’evoluzione di una realtà che guarda con convinzione al connubio tra evoluzione tecnologica e ascolto del cliente. Press R3 serve operatori di settore – stampatori e agenzie – che gestiscono in modo autonomo gli utilizzatori finali ma che necessitano di supporto tecnico per sviluppare prodotti in settori applicativi dove l’esigenza di una stampa a regola d’arte è primaria, così come il turnover di novità e la passione per i dettagli. “Cosmetica e moda. Ma anche editoria e fotografia”, rivela Rota. Il tutto condito da una visione imprenditoriale inclusiva. L’obiettivo dichiarato di Press R3, infatti, è la sinergia. Sinergia tra fornitore e stampatore. Tra stampatore e cliente. Ma anche tra stampatore e stampatore. di Andrea Meregalli

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Matteo Rota, titolare della Press R3 di Almenno San Bartolomeo (BG).

La vera sfida? La collaborazione tra competitor “Il mercato moderno” spiega Rota “non è difficile, ma esigente. Al centro è tornato il rapporto umano. Un ritorno virtuoso: il cliente contribuisce attivamente alla realizzazione del progetto, il mercato fornisce indicazioni e necessita di ascolto e, insieme allo stampatore, questa catena realizza un prodotto di qualità, che è fondamentale per distinguersi da esecuzioni standard tipiche dell’online. È questa la vera sfida: la collaborazione tra imprenditori. La creazione di una rete di assistenza e condivisione. È anche in quest’ottica che siamo la prima stamperia italiana a essersi dotata di una Jeti Tauro LED. Uno strumento che abbiamo presentato nel corso di un evento pubblico dedicato a tutta la filiera del comparto stampa: clienti, fornitori e anche aziende concorrenti”. “Dopo l’acquisto di un’Anapurna, circa due anni fa, abbiamo continuato a monitorare e ascoltare il mercato. Ci siamo affacciati al mondo della stampa digitale grande formato proprio per capire cosa significasse e come potessero dialogare tra loro le diverse risorse. Cosa abbiamo scoperto? Che il mercato richiede affidabilità, velocità e flessibilità e per poterlo assecondare sono utili tutte le forme di tecnologia, a patto che siano integrate e non in conflitto. Oggi con


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stampa

“la Jeti Tauro LED è uno strumento che consente ragionamenti più immediati, in grado di aggredire nicchie di mercato specifiche”

la Jeti Tauro LED facciamo piccole tirature che aiutano e integrano la offset. Eravamo già clienti Agfa e, quando ci è stata proposta la Jeti Tauro LED, l’Anapurna non ci bastava più perché i nostri lavori, nel frattempo, erano diventate vere e proprie produzioni complete. Senza considerare che la tecnologia Led consente una straordinaria qualità di stampa e soddisfa la nostra sensibilità per questioni ecologiche e ambientali, da sempre ideali di Press R3”.

“L’emozione di soddisfare un cliente non ha valore” Tecnologia a parte, per Press R3 è ancora il rapporto umano a fare la differenza e a rappresentare il grimaldello per raggiungere gli obiettivi. “Oggi le nostre aziende faticano a dialogare con le multinazionali. Loro vedono numeri, non aziende. Con Agfa è stato diverso: siamo diventati partner a tutti gli effetti. I nostri clienti ci chiedono di essere ascoltati e di sperimentare. La comunicazione è alla base di tutto. In Italia abbiamo realtà imprenditoriali magnifiche ma che faticano a esprimersi. Noi vogliamo aiutarle perché l’emozione di soddisfare un cliente non ha valore”. Dialogo, dunque. Con un occhio al prossimo futuro e una formula che prevede collaborazione e coraggio. “La Jeti Tauro LED è uno strumento straordinario

e potrà essere messo al servizio di molti stampatori della zona. Ritengo avrà una vita utile di 5-7 anni prima di essere superata dalla tecnologia, un periodo di tempo nel quale andrebbe sfruttata appieno. Come? Evitando di introdurre gli stessi macchinari nel giro di pochi chilometri, ad esempio. Non dobbiamo farci la guerra tra stampatori. Piuttosto affrontare congiuntamente il mercato, senza paura”. Una visione d’insieme, quella di Rota. Ma è lecito domandarsi se il mercato sia maturo per questo tipo di ragionamento. Il timore di vedersi soffiare un cliente resta un ostacolo? Rota offre ancora una volta una visione in prospettiva. “Dopo aver condiviso un cliente con un mio concorrente la domanda che entrambi dovremmo farci è: vogliamo avere un cliente o vogliamo averne decine o magari centinaia? È chiaro che è un problema di fiducia. Ed è per questo che a dicembre, attraverso l’evento che abbiamo organizzato per ‘far parlare’ la nostra Jeti Tauro LED, ho deciso di svelare l’intera azienda, segreti inclusi. L’intento è stato far vedere chi siamo, come lavoriamo, aprire letteralmente le porte della stamperia e mostrarla all’intero ecosistema che gravita attorno alla Press R3, compresi i concorrenti. È finito il momento di essere nemici ed è arrivato quello di collaborare”. >segue a pag. 82

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cartaonline

Realtà aumentata. Una nuova tecnologia, un nuovo linguaggio di comunicazione

Che si tratti di un giornale o di un packaging, di un’etichetta o di una pagina pubblicitaria, una cosa è certa: con la realtà aumentata la carta può diventare il palcoscenico di uno spettacolo, dove si raccontano i brand e le loro storie. Esiste una tecnologia che, più di tutte, integra mondo fisico e mondo digitale. È la realtà aumentata (in inglese, augmented reality o AR). Espressione suggestiva e alquanto parlante, in effetti. Perché con questa tecnologia le proprietà e le potenzialità del mondo reale vengono davvero ‘aumentate’. Come? Grazie al digitale. Nella maggior parte dei casi, la realtà aumentata per esistere ha bisogno di un tag stampato. La carta acquisisce quindi un nuovo valore, una nuova profondità. Alle proprie caratteristiche peculiari e distintive, la staticità e la permanenza, aggiunge la mutevolezza e la dinamicità. Infatti i contenuti digitali possono essere aggiornati senza bisogno di cambiare tag. Possono essere fruiti nella lingua che l’utente ha impostato sul proprio dispositivo. Possono mutare sulla base della geolocalizzazione. Facciamo un esempio concreto: immaginiamo un invito a un evento corporate, stampato su carta preziosa ed elegante. Attraverso la app del brand organizzatore, inquadrando il cartoncino, riusciamo ad accedere alle informazioni per arrivare all’evento, anche guidati da un avatar 3D. Possiamo conoscere l’elenco degli invitati e vedere una 58

di Valentina Carnevali

breve presentazione di ciascuno. Nel caso in cui non riusciamo a partecipare, possiamo seguirlo in streaming. Tutto questo, prima dell’evento. Dopo, sempre inquadrando lo stesso invito in cartoncino, possiamo accedere a una serie di contenuti aggiuntivi: fotografie e video a 360°, progetti e rendering 3D, siti dedicati… le possibilità sono praticamente infinite. Lo stesso vale se il tag è un’immagine stampata su un catalogo, la pubblicità di una rivista, una bag, una scatolina. Investimenti in crescita del 65,7% Dopo tanti anni in cui la realtà aumentata è rimasta confinata nel settore dei videogame, o è stata al massimo un esercizio virtuosistico di qualche brand particolarmente all’avanguardia, ora sta cominciando a varcare anche le soglie delle aziende. Il cui interesse crescente riguarda vari ambiti. Sumeet Pal, Research Analyst ICT di Allied Analytics e autore della ricerca Augmented and Virtual Reality Market by Platform (Mobile, Console and PC) and Application (Videogames, Live Events and Video Entertainment, Military and Healthcare) – Global Opportunity and Forecast - 2014-2022, spiega: “Le aree chiave di interesse delle aziende enduser che decidono di investire nella realtà aumentata sono soprattutto la formazione, il branding e il marketing. Infatti solamente tecnologie avanzate come la realtà aumentata o virtuale sono in grado di veicolare in modo efficace volumi di informazioni così cospicui come quelli richiesti in questi ambiti”. In termini di fatturato, l’aspettativa di crescita del mercato è considerevole: secondo lo studio di Allied


Market Research, il mercato della realtà aumentata e virtuale passerà dai 760 milioni di dollari del 2015 ai 59,5 miliardi entro il 2022. Ovvero un tasso medio di crescita annua del 65,7% dal 2016 al 2022. Dati che sono ancora più ottimistici secondo la ricerca Augmented Reality (AR): Market Shares, Strategies, and Forecasts, Worldwide, 2016 to 2022 di Wise Guy Reports. Qui si prevede che il solo mercato della realtà aumentata, stimato 659,7 milioni di dollari nel 2015, raggiungerà gli 80,8 miliardi di dollari entro il 2022. Se il 2016 è stato l’anno dell’esplosione della conoscenza dell’AR su scala globale, l’Unione Europea e i grandi brand del digitale in questo mercato ci credono fortemente, e si stanno muovendo da anni. Dal 2008 l’UE ha assegnato risorse in questo campo per oltre un miliardo di euro. E con il piano nazionale Industria 4.0, in cui la realtà aumentata è inserita tra le tecnologie abilitanti a supporto dei processi produttivi che le aziende sono incoraggiate ad adottare, queste risorse sono destinate a crescere.

sviluppo software che permetterà ai programmatori di realizzare per i device iOS app di realtà aumentata ancora più sofisticate. Anche due realtà legate a filo doppio alla stampa come HP e Konica Minolta si stanno muovendo nel campo dell’AR. Alla prima fa capo Aurasma, una delle piattaforme più diffuse e versatili, attiva dal 2011, con una lunga storia di casi di successo alle spalle. La seconda si sta preparando a immettere sul mercato la propria soluzione, sviluppata nel Business Innovation Centre Europe, pensata esplicitamente per offrire un nuovo strumento facile e intuitivo a chi è abituato a operare nel mondo della stampa.

Agevolazioni per le aziende

Un nuovo linguaggio

Grazie all’iper-ammortamento, le aziende che investono in AR entro il 30 giugno 2018 (ma si parla anche di un possibile spostamento del termine alla fine dell’anno) possono ricevere una supervalutazione fino al 250% dell’investimento. L’unico vincolo è che questa tecnologia non sia usata come elemento esterno all’azienda, ma che sia collegata alle attività di business. I grandi brand del digitale, dopo anni di sperimentazioni più o meno riuscite (memorabile il flop dei Google Glass), nei primi sei mesi del 2017 hanno presentato diverse novità. Snapchat ha introdotto la moda dei filtri per le foto in real time e Facebook l’ha seguito a ruota, implementandoli su Messenger e Instagram. Ad aprile di quest’anno Snapchat ha rilanciato con World Lenses, che consentiranno di aggiungere elementi in 3D anche quando la videocamera riprenderà ambienti esterni. Google continua a lavorare al progetto Google Lens, e presto gli smartphone Android saranno in grado di riconoscere oggetti ed esercizi commerciali attraverso le app Assistant e Google Foto. La stessa funzionalità la sta sviluppando anche Samsung, con l’interfaccia intelligente Bixby presente negli smartphone top di gamma. Microsoft affianca a Hololens un nuovo futuristico progetto di occhiali ‘olografici’, grazie ai quali si dovrebbe arrivare a visualizzare le immagini non sulla lente ma con l’illusione della profondità. Infine, a giugno 2017 Apple ha rilasciato ARKit, un nuovo set di

La realtà aumentata è uno strumento completamente nuovo. Produttori hardware e software stanno lavorando alacremente per portare la tecnologia a livelli soddisfacenti per brand e utilizzatori finali. Rimangono però alcuni grandi punti interrogativi, legati non solo ad aspetti tecnici, ma anche alla fruibilità e all’efficacia comunicativa dei progetti in AR. Questa tecnologia richiede infatti un’armoniosa sinergia di tre diversi aspetti: software, hardware e contenuti. Quanto più l’hardware è sofisticato, e quanto più i produttori rendono disponibili agli sviluppatori le ‘chiavi di lettura’ per governare ogni aspetto del device (fotocamera, sensore di movimento, giroscopio, bussola), tanto più avanzate saranno le applicazioni AR che si potranno realizzare. Ma anche l’ultimo anello di questa catena, ovvero i contenuti, deve essere solido. Allo stesso modo, non sono ancora definiti gli strumenti. Non esiste ancora un leader di mercato in ambito software e c’è ancora incertezza sulla interoperatività. A oggi, se si vuole usufruire della realtà aumentata esistono tante app per farlo, e nessuna di queste è universale. Come accade sempre durante la fase di creazione e definizione di un nuovo linguaggio, anche nel caso della realtà aumentata il codice non è ancora definito e c’è ancora grande libertà creativa e di sperimentazione.

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cartaonline

Tutorial Aurasma per la creazione di realtà aumentata.

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KODAK SONORA LASTRE PROCESS FREE

Sviluppo addio. Benvenuta sostenibilità. Create impact. Welcome to the world of thicker substrates. With the new KODAK NEXPRESS Substrate Le lastre KODAK SONORA Process Free vi faranno cambiare idea sulle lastre. Expansion Kit, you’ll be able to print on paperboard substrates of up to 530 gsm and Sarete up felici dimil. risparmiare, i vostri saranno entusiasti semplicità to 14 synthetic media, withoperatori uncompromised quality. Open thedella door to high-impact collateral, direct mail, retail signage, and cost-effective short run packaging applications, e delle prestazioni e i vostri clienti si innamoreranno della qualità di stampa e including labels, tags and small folding cartons. della sostenibilità. E il pianeta vi ringrazierà. KODAK.COM/GO/NEXPRESS

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© Kodak, 2017. Kodak, Sonora e il logo Kodak sono marchi registrati di Kodak.


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eventi

Primefire, inkjet 70x100

Heidelberg incrementa i piani di produzione

Con i Packaging Days che si sono svolti ad Heidelberg in novembre, il costruttore tedesco ha voluto ribadire il proprio ruolo di attore primario nel settore del package printing in cartoncino e cartone.

Oltre 300 industrie grafiche e cartotecniche provenienti da tutto il mondo – nutrita anche la rappresentanza italiana – hanno potuto conoscere nei dettagli la strategia del costruttore e assistere a demo nella Print Media Academy, dove in pratica sono operative due aziende di stampa a ciclo completo, una per la stampa commerciale e l’altra per l’imballaggio, per poi andare a vedere la prima Primefire 106, inkjet 70x100, installata presso un cliente. L’evento si è aperto con i saluti di Rainer Hundsdorfer, CEO di Heidelberg, che ha sottolineato come il successo riscosso dalla sua società in questi mercati in crescita – è previsto un +3% anno nei prossimi 5 anni – sia dovuto alla completezza dell’offerta che va dai consumabili alle macchine per prestampa, stampa e post-stampa, dai workflow sino ai servizi. “Nessun altro fornitore vende più di noi nel segmento del packaging. La nostra strategia è di essere sempre più avanti e in questi giorni mostriamo soluzioni per dare al settore nuovi impulsi”. Hundsdorfer ha poi annunciato che per quanto ri-

guarda la Primefire 106, la digitale inkjet da 2.500 fogli/ora sviluppata in collaborazione con Fujifilm, l’intera produzione del 2018 è già stata prenotata ed è previsto un incremento della produttività per poter soddisfare la richiesta del mercato. “Non ci aspettavamo questa richiesta travolgente”, ha detto Stephan Plenz, membro del board per le tecnologie digitali, “e abbiamo deciso da subito di incrementare del 50% il nostro programma di produzione mantenendo il livello di qualità dove è ora”. I Packaging Days hanno avuto come momento clou la visita alla cartotecnica che, prima al mondo, ha installato una Primefire 106. È la Multi Packaging Solutions di Obersulm che è parte della multinazionale statunitense WestRock specializzata in packaging che conta 300 stabilimenti nel mondo, 45.000 addetti e un giro d’affari di 15.2 miliardi di dollari. MPS è specializzata in packaging in cartoncino di altissima qualità soprattutto per i settori della cosmetica, della

cura e della salute del corpo.

segue a pag. 82

Montserrat PeidroInsa, responsabile del Business Area Digital in Heidelberg, ha presentato i nuovi modelli di business offerti dalla Primefire 106 ai numerosi clienti intervenuti all’open house presso Multi Packaging Solutions. In alto a sinistra Rainer Hundsdorfer, CEO di Heidelberg.

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stampa etichette

Claudia Destro insieme alla sorella Anna (al centro) e a Gianluigi De Blasio.

Sita 3000

Una Weigang WL 340 per etichette autoadesive di qualità Innovazione tecnologica, controllo di ogni fase produttiva, alta qualità del prodotto, collaboratori esperti e qualificati e grande attenzione al rapporto con il cliente. Questi i fondamenti della filosofia aziendale di Sita 3000 specializzata nella produzione di etichette autoadesive. “Il nostro punto di forza risiede proprio nel rapporto personale e diretto con i clienti. Chi si rivolge a noi parla con persone prima che con professionisti delle etichette e a questo teniamo in maniera particolare”, spiega Claudia Destro che, con la sorella Anna, guida l’azienda di famiglia. Fondata nel 1972 a Garlasco, in provincia di Pavia, dall’iniziale attività artigianale di realizzazione di stampi, Sita 3000 passa in breve tempo a specializzarsi nella produzione di etichette autoadesive di qualità e si sviluppa negli anni fino a raggiungere le dimensioni attuali. Oggi impiega dieci collaboratori e realizza un fatturato superiore ai due milioni di euro con una clientela fidelizzata composta da aziende che operano in tutti i settori merceologici di spicco come il farmaceutico, la cosmetica, l’alimentare e l’enologico, la chimica e i detergenti. “Tutti i nostri clienti richiedono un prodotto di livello qualitativo alto e costante, fondamentale per le loro politiche commerciali e di marketing ed è per questo che abbiamo sempre dedicato molta attenzione al

“Il nostro punto di forza risiede nel rapporto personale e diretto con i clienti”.

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continuo aggiornamento tecnologico dei nostri processi produttivi”, continua Claudia Destro. “Negli ultimi dieci anni abbiamo intrapreso un progetto di sviluppo importante, che ha portato al rinnovamento dell’intera struttura di produzione; oggi la nostra azienda comprende progettazione, prestampa, stampa e controllo e si avvale di due sistemi di stampa flessografica, un fustellatore neutro, tavoli di controllo e servizi di stampa digitale. Il progetto si è concluso recentemente, alla fine di settembre, quando è entrata in produzione la nuova Weigang WL 340 che ha introdotto la tecnologia offset e serigrafica”. Prodotta dalla cinese Weigang Machinery Ltd e distribuita in esclusiva per l’Italia da REM, azienda toscana specializzata nella commercializzazione di macchine e accessori per produzione e finishing di etichette e packaging flessibile, WL 340 è una macchina da stampa semirotativa con tecnologia mista, che riunisce in linea sei gruppi offset a umido, un’unità flexo, una per la lamina oro con trasferimento a caldo, un gruppo serigrafico a tecnologia piano cilindrica e un’unità di fustellatura. “Abbiamo deciso di investire nella Weigang per completare le nostre capacità produttive con la tecnologia offset, che fino a quel momento non avevamo. La nuova macchina ci permette di realizzare etichette autoadesive e di rafforzare la nostra posizione in


“Le potenzialità della macchina sono tali da permetterci di prevedere sviluppi sia produttivi che commerciali ancora maggiori nel prossimo futuro”

mercati esigenti e fortemente competitivi come quello enologico, molto influente nella zona del Pavese in cui ci troviamo”, spiega ancora Claudia Destro. “Fin dall’inizio abbiamo capito di aver centrato l’obiettivo. I risultati sono già molto soddisfacenti, ma le potenzialità della macchina sono tali da permetterci di prevedere sviluppi sia produttivi che commerciali ancora maggiori in futuro”. Modulare, versatile, adatta a tirature medie e brevi, Weigang WL 340 offre un alto livello di produttività grazie al formato di stampa di 310x350 mm, alla velocità di stampa di ben 180 impressioni al minuto, alla facilità di avviamento e alla rapidità del cambio lastra che si avvale di un veloce e preciso sistema automatico di punzonatura e piegatura dotato di telecamere di controllo. Alla rapidità operativa contribuisce anche il sistema di pre-registro rapido e preciso che provvede al posizionamento automatico di tutte le unità di stampa nella posizione di presetting previo il semplice inserimento delle misure del formato tramite il pannello di controllo, mentre la tenuta del registro in fase di stampa su entrambi i lati è garantita da fotocellule ad alta precisione, da una telecamera BST che permette all’operatore di regolare il registro rapidamente e senza fermi macchina e da motori indipendenti che controllano i movimenti tra-

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stampa etichette

sversali e longitudinali di ogni gruppo stampa. WL 340 è caratterizzata da numerose soluzioni tecnologiche all’avanguardia. In particolare, i calamai di ciascun gruppo stampa offset sono controllati elettronicamente da remoto permettendo di regolare il flusso dell’inchiostro su dieci zone dell’area di stampa. Il gruppo stampa oro a caldo trasferisce la lamina tramite uno speciale procedimento a induzione di Weigang che non utilizza resistenze elettriche o olio, ma riscalda il cilindro attraverso la generazione di campi elettromagnetici che permettono di ottenere la massima precisione nel raggiungimento e nel mantenimento della temperatura preimpostata e di regolare a temperature diverse tre differenti zone del cilindro. Oltre a questo, due livelli di Foil Saver garantiscono la drastica riduzione degli sprechi della lamina. Il gruppo di stampa serigrafica è a struttura piano cilindrica completamente servo motorizzata. “I nostri clienti hanno apprezzato molto i prodotti stampati con la nuova macchina”, conclude Claudia Destro. Da parte nostra siamo anche particolarmente soddisfatti del rapporto di collaborazione con REM, di cui siamo clienti da lunga data e di cui apprezziamo il servizio e il supporto di consulenza tecnica”.

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italbond continua il suo percorso di rinnovamento

Comunicazione d’impresa

Installata una Bobst Visionfoil 104 H per la stampa a caldo e previsti investimenti anche in altri reparti dell’azienda

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo Italbond, azienda di nobilitazione della carta fin dal 1975, ha messo in atto un’importante politica di riorganizzazione e razionalizzazione che ha permesso il raggiungimento di maggiore efficienza e competitività. L’azienda ha anche deciso di investire in soluzioni finalizzate all’incremento della produttività, mantenendo al tempo stesso l’elevato standard qualitativo che da sempre la contraddistingue. In questo contesto si inserisce l’acquisto della nuova macchina per la stampa a caldo, una Bobst Visionfoil 104 H, appena installata e messa in funzione. La Visionfoil 104 H, formato 74x104, ha delle caratteristiche che la rendono molto versatile, come richiede la natura di terzista dell’azienda. È infatti equipaggiata per stampare tanto su cartone e cartoncino quanto su carta di grammatura anche molto leggera, in modo da poter servire al meglio i diversi mercati di riferimento di Italbond: packaging, comunicazione, editoria ed etichette.

la bobst visionfoil 104 h appena installata ha un formato 74x104 ed è equipaggiata per stampare non solo su cartone e cartoncino, bensì anche su carta di grammatura molto leggera.

Ulteriore caratteristica dell’impianto è costituita dalla possibilità di stampare ologrammi a singola immagine a registro, grazie a un dispositivo che posiziona l’ologramma esattamente nella zona del foglio in cui si vuole che sia stampato. Questa tecnologia, da tempo molto diffusa all’estero, è utilizzabile sia per delle grafiche ad alto impatto che nell’ambito degli ologrammi di sicurezza, sempre più richiesti dai brand. L’inserimento del nuovo impianto rappresenta il primo passo di un piano di investimenti che l’azienda ha in programma di realizzare con l’obiettivo di aumentare la propria capacità produttiva e di migliorare ulteriormente i tempi di risposta verso i propri clienti e il livello qualitativo delle lavorazioni offerte. In quest’ottica l’azienda annuncia prossimi investimenti anche in altri dei suoi cinque reparti; il prossimo è previsto in plastificazione, il reparto con cui Italbond ha iniziato la sua attività e che ancora oggi, nelle sue divisioni a foglio e a bobina, rappresenta il core business dell’azienda.

www.italbond.com

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News

Tecnologie

Software

CtP

Offset

Stampa

digitale

Dalla stampa alla decorazione: HP fa un balzo in avanti Alla ‘città’ di HP in Labelexpo (2.400 m2 con soluzioni di stampa digitale e decorazione per varie applicazioni), occhi puntati su Indigo GEM, un sistema innovativo per il finishing in un singolo passaggio completamente digitale. Integrato con la HP Indigo WS6800 Digital Press - macchina a bobina - produce etichette con sofisticate nobilitazioni, come lamine, retinatura, effetti tattili, laccatura e altri effetti speciali. E, soprattutto, con un solo flusso di lavoro, un solo operatore e un solo file di progetta-

zione, senza necessità di strumenti ulteriori. GEM, basato su tecnologia JetFX, sarà in commercio a partire dalla primavera del 2018. Nel frattempo sta vivendo una seconda fase di sviluppo in collaborazione con alcuni converter di prima grandezza (anche in Italia) che si sono resi disponibili a investire tempo e denaro nella R&D di un sistema di nobilitazione digitale, industriale e in linea per il narrow web, dalle caratteristiche uniche. Il progetto vede dunque HP Indigo ancora una volta nel ruolo di

Fujifilm completa la suite XMF Workflow con il software tilia Griffin

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La soluzione per il layout automatico tilia Griffin, sviluppata da Tilia Labs, è stata aggiunta alla suite di prodotti XMF workflow. tilia Griffin automatizza il processo di disposizione dei lavori su un singolo foglio al fine di massimizzare l’area stampata e ridurre al minimo lo spreco di carta in seguito al taglio. Il software è pensato per sistemi di stampa digitale di grande formato che nella maggior parte dei casi utilizzano ancora Adobe Illustrator o programmi simili. tilia Griffin ottimizza rapidamente l’utilizzo dello spazio, evitando perdite di tempo e sprechi di materiale legate al dispendioso processo manuale. È dotato di un’interfaccia moderna e ultrasensibile, di una grafica attraente e di un design intuitivo ed è progettato per funzionare perfettamente con praticamente tutti i sistemi di stampa e i piani da taglio. Disponibile sia per l’acquisto, sia in abbonamento, tilia Griffin è stato presentato a un grande numero di clienti Fujifilm che si occupano di stampa di grande formato, che ne hanno apprezzato la notevole facilità d’uso, nonché l’efficienza e la precisione. www.fujifilm.it

apripista, e lavora a stretto contatto con i clienti più aperti e provveduti di idee e tecnologia, con l’obiettivo di fare un nuovo passo avanti sul terreno del finishing e soddisfare così una richiesta emergente da tutte le pieghe della stampa industriale. Per quanto rilevante, GEM non è stata la sola novità HP di questo Labelexpo. La multinazionale del digitale ha presentato tutte le sue macchine e ha lan-

ciato due serie di inchiostri - un silver ancora in fase di beta test e la linea fade resistant, resistente, appunto, ad acqua, urti, graffi eccetera. Riproposto, infine, Pack Ready: sistema rivoluzionario di finissaggio della stampa che, con un solo passaggio di vernice, permette di ottenere etichette finite e rifinite, saltando i molti giorni richiesti dai processi di laminazione. www.hp.com

Il modulo GEM integrato con la HP Indigo WS6800 Digital Press.

Con Magnus, la stampa laser entra nel mondo retail Guandong ha partecipato a Viscom con uno spazio inedito, interamente dedicato alla presentazione in anteprima assoluta della nuova Magnus Collection, che vede la luce dopo due anni di impegno in R&D. Questi materiali termoplastici sono privi di colla ma dotati di dot di silicone con piccole ventose che aderiscono perfettamente a qualsiasi superficie. Ciò li rende facili e rapidi da installare, lavabili, riposizionabili infinite volte senza lasciare residui anche dopo anni dall’applicazione. Inoltre, la stabilità notevole e la resistenza termica di oltre 160°C permettono di sostenere le altissime temperature dei fissatori di toner delle stampanti laser. A completare la gamma, materiali magnetici e ferrosi con le stesse caratteristiche di resistenza alle alte temperature per l’utilizzo di questa tecnologia. Un importante contributo all’ampliamento delle potenzialità applicative della stampa digitale, che offre nuove opportunità per la comunicazione in-store, confermando l’affermazione dello Spot Déco di cui Guandong è precursore. Si tratta di supporti estremamente versatili, compatibili, oltre che con la tecnologia laser, anche con ogni tipo di stampa: digitale, serigrafica, offset. www.guandong.eu

F


Consumabili

Legatoria

Nobilitazione

News

Tecnologie

Da Ricoh una nuova piattaforma inkjet a bobina

Compatte e versatili, le nuove soluzioni Ricoh Pro™ V20000 offrono una vantaggiosa produzione monocromatica e a colori. Con una dimensione di soli 4,3 m2, la nuova serie è ideale per qualun-

Barbieri Electronic si fa strada in una nuova era di misurazione del colore L’azienda altoatesina, specializzata nella tecnologia di misurazione dei colori per la stampa digitale di grande formato, ha lanciato Spectro LFP qb, uno spettrofotometro che combina le ultime tecnologie di misurazione del colore con innovativi metodi di illuminazione. Spectro LFP qb comprende tre elementi principali: la piattaforma Spectro LFP, il tavolo di misurazione con un sistema di bloccaggio avanzato e l’illuminazione M1 integrata (per la misurazione di materiali trasparenti). L’unità spettrale incorpora l’ultima tecnologia qb e comprende il nucleo spettrale ad alta precisione, tre sorgenti luminose per l’illuminazione uniforme della superficie dei supporti da tre diverse angolazioni/prospettive, e sette LED per garantire un’illuminazione reale M1 in conformità allo standard. Il terzo elemento, l’unità di rilevazione, è una vera novità nel campo della stampa digitale professionale: con l’aiuto della fotocamera, il dispositivo di misura riconosce automaticamente l’obiettivo, esegue una misura di precisione e comunica la posizione e la foto al software RIP per diverse elaborazioni. www.barbierielectronic.com

que ambiente produttivo. Ricoh Pro™ V20000 consente ai fornitori di servizi di stampa di produrre in modo profittevole un’ampia gamma di applicazioni: dalla stampa transazionale – come fatture, estratti conto, documenti assicurativi – a libri, direct mailing e foglietti illustrativi per il mondo farmaceutico. Ricoh Pro™ V20000 è disponibile in tre versioni: • Ricoh Pro™ V20000: soluzione monocromatica (velocità: 75 m/min, risoluzione 600x600 dpi) • Ricoh Pro™ V20100: soluzione monocromatica (velocità: 150 m/min,

risoluzione 600x600 dpi); • Ricoh Pro™ VC20000 CMYK: soluzione a colori (velocità: 75 m/min, risoluzione 600x600 dpi). Inoltre, la serie è stata ottimizzata per integrarsi con diverse soluzioni di finitura inline in cui la possibilità di modificare la velocità in base alla capacità di ciascun dispositivo riduce al minimo gli sprechi di carta e migliora la produzione. La soluzione va ad aggiungersi a Ricoh Pro™ VC40000, annunciata all’inizio dell’anno, e a Ricoh Pro™ VC60000. La nuova soluzione permette di produrre libri

in modo efficiente se integrata con TotalFlow BatchBuilder, mentre utilizzando congiuntamente FusionPro e Ricoh Process Director, risponde ad esempio alle esigenze del mondo farmaceutico, grazie anche alla possibilità di gestire basse grammature. I tre modelli – presentati per la prima volta all’evento Ricoh ‘The Art of The New’ che si è svolto presso il Customer Experience Centre di Ricoh a Telford (UK) in novembre – saranno disponibili a partire dal primo trimestre 2018. www.ricoh.it

Zünd Cut Center 3.0 più produttivo ed efficiente Zünd ha dotato il suo pacchetto software di nuove funzionalità, migliorandone sensibilmente le prestazioni e la facilità d’uso. Il produttore svizzero si è concentrato in particolare nel mettere a disposizione ulteriori funzionalità che assicurano un netto aumento della produttività complessiva. Nella nuova versione 3.0 algoritmi intelligenti definiscono quali segni di registrazione debbano essere acquisiti per il calcolo esatto di posizione, angolo e deformazione. Un ulteriore punto saliente della nuova versione di ZCC è la nuova dashboard, che consente di visualizzare in un browser i dati di prestazione del cutter Zünd durante la produzione. L’ordine e la chiarezza sono essenziali nella pianificazione intelligente della produzione. Ed è esattamente ciò che offre la collaudata Cut Queue. Questo strumento software semplifica la pianificazione della produzione e la gestione dei processi. Cut Queue interpreta i tracciati di taglio ed elabora il tempo di produzione previsto agevolando la preparazione della produzione. www.zund.com

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Flessografia


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interviste

Canon: ieri, oggi e domani

Canon aveva cominciato il 2017 con obiettivi ambiziosi, tra cui una riorganizzazione di business a livello globale. Dieci mesi dopo abbiamo incontrato Walter Bano, director Industrial Printing Solutions di Canon Italia, per fare il punto della situazione.

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Partiamo dal cambiamento di paradigma… Al centro non c’è più il prodotto ma il cliente: sembra uno slogan un po’ trito, ma riassume bene quel che stiamo facendo. Siamo passati dall’essere un’azienda che disponeva di persone con conoscenze molto verticali – i manager di prodotto – che operavano in maniera totalmente indipendente e non coordinata a una in cui prima si cerca di comprendere le necessità del cliente e poi gli si propone un’offerta targettizzata. Questo cambio fa sì che ogni cliente abbia un referente unico e dedicato, che si occupa di lui a 360°; contemporaneamente, il know how tecnologico di prodotto viene sfruttato in maniera più organica, con i singoli manager di prodotto che collaborano con gli account manager invece di sovrapporsi. È un sistema che garantisce maggior razionalità e facilità di accordo a tutte le parti.

I partner di canale come rientrano in questa riorganizzazione? Il loro modus operandi era già improntato su qualcosa di analogo e, infatti, uno degli aspetti su cui ci stiamo focalizzando è quello di accrescere l’importanza della vendita indiretta. A oggi esiste una situazione di sostanziale pareggio tra fatturato diretto e indiretto, quel che vogliamo è che in un futuro prossimo quest’ultimo diventi maggioritario.

Océ ProStream per la stampa di libri a colori.

Qual è il ruolo che gioca l’Italia? Di apripista, direi. Siamo stati una delle prime tre country a partire con il nuovo modello nel gennaio di quest’anno – le altre due sono Svizzera e Germania – e la risposta è decisamente incoraggiante. Stiamo lavorando, come detto, per sviluppare partnership di canale ma anche per incrementare la collaborazione coi nostri clienti. L’Italia è anche uno dei paesi in cui stiamo spingendo per espandere il nostro business in nuovi settori di mercato: anzitutto quello della visual communication, ma con un occhio attento a segmenti quali packaging e textile. Cosa che, peraltro, non ci fa perdere di vista quei segmenti nei quali siamo già affermati: non è un caso che la prima installazione mondiale della Océ Prostream – sistema inkjet digitale di alta qualità per la stampa di libri presentato a drupa 2016 – sia in Italia.

A proposito di segmenti “core,” avete recentemente presentato un nuovo sistema per la stampa b/n… La serie Océ VarioPrint 6000 Titan, che va a sostituire la precedente serie Océ VarioPrint 6000, nasce sulla base delle richieste del mercato. Lungi dall’essere un settore in via d’estinzione, la stampa monocromatica è ancora molto presente: che si tratti di manualistica o di narrativa, i libri vengono stampati in b/n – basta andare in una qualsiasi libreria per rendersene conto. È un mercato importante che siamo convinti continuerà a restare tale. Contemporaneamente, c’è un trend di passaggio/affiancamento di tecnologie digitali all’offset e si tratta di una quota che pensiamo i nostri sistemi possano colmare. La tecnologia Gemini al loro cuore garantisce risultati molto simili all’offset e può rappresentare un incentivo a questo passaggio. Federico Zecchini


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w w w. p r i n t 4 a l l . i t

I tre mondi della stampa al servizio dell’industria hanno molto in comune. Da oggi, anche una grande esposizione. Print4All riunisce tre marchi prestigiosi di fiere del settore e offre alle aziende una vetrina ancora piÚ ampia per incrociare target trasversali e creare nuove sinergie. Un evento unico, che interpreta le sfide di un mercato in continua evoluzione e le trasforma in opportunità di business. Un progetto di

Print4All fa parte di


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HP Indigo 12000 HD, il fiore all’occhiello di Skillpress

Comunicazione d’impresa

oggi skillpress rappresenta un importante punto di riferimento per la stampa digitale online. rispetto ai propri competitor ha una serie di assi nella manica, tra cui la nuova macchina da stampa digitale Qualità. Una parola che si sente nominare spesso in casa Skillpress. Tra gli obiettivi di Maurizio Battiston, fondatore e CEO dell’azienda, c’è sempre stato quello di offrire ai suoi clienti il massimo in fatto di stampa digitale e rilegatura. Oggi Skillpress rappresenta un importante punto di riferimento per la stampa digitale online e offre ai propri clienti tutto ciò che hanno i competitor con l’aggiunta di alcuni importanti ‘plus’: i ‘prodotti ready’ (cioè cartelline, borse, porta card, calendari ecc., prodotti normalmente costosi e di macchinosa esecuzione che diventano economici grazie a un processo di automatizzazione delle lavorazioni che permette competitività nel prezzo e rapidità di esecuzione), la ‘Copia Zero’ gratuita (la prima stampa del prodotto finito utile per toccare con mano la qualità della stampa e delle lavorazioni prima della realizzazione dell’intera tiratura), le nobilitazioni (5 tipi di plastificazione, verniciatura UV selettiva e 3D spessorata, laminazione oro e argento), un ampio catalogo carte (fino a 19 tipi di carte diversi) e la possibilità di personalizzare i formati dei prodotti. Un nuovo plus di cui Skillpress si è recentemente dotata e che la rende ancora più competitiva sul mercato è la nuova HP Indigo 12000 HD, la macchina da stampa digitale che offre la miglior qualità in circolazione. Distinguersi per gli elevati standard di realizzazione dei prodotti è la mission aziendale. Questo è il motivo per cui, appena saputo dell’esistenza della nuova macchina di HP, Maurizio e i suoi collaboratori si sono subito prodigati per essere i primi in Italia ad averla. E ci sono riusciti! È proprio questa nuova macchina, unica nel suo genere, a essere il fiore all’occhiello di quest’azienda in costante crescita ed evoluzio-

Maurizio Battiston (a destra), CEO e contitolare di skillpress, insieme al fratello Marco.

ne sempre al passo con le nuove tecnologie. Tecnicamente parlando l’HP Indigo 12000 HD stampa a 5 colori (4 + primer) anche in one shot, ha un software personale di organizzazione della coda di stampa in base alle caratteristiche dei vari lavori da realizzare, ma la sua caratteristica principale è senza dubbio il laser HDLA che permette una risoluzione di stampa di 1600 dpi. Possederla è un vantaggio non indifferente sui competitor che, a parità di servizi, non hanno la possibilità di produrre materiali stampati con questa incredibile nuova macchina in grado di creare dettagli e campiture di colore come non se ne erano mai visti in digitale. “Mi piace dire” afferma Battiston “che abbiamo finalmente superato la qualità della quadricromia offset, prima di tutti, stampando in digitale! Sono certo che essendo gli unici ad avere questa macchina in Italia stimoleremo la curiosità a provarla anche nelle persone che non ci conoscono”. Una delle campagne pubblicitarie di Skillpress invita a provare l’emozione che offre una stampa alla massima definizione possibile, curata e impreziosita nei minimi dettagli. Le potenzialità della macchina in questione vanno ad arricchire un processo di gestione dell’ordine efficace e coordinato da un sistema gestionale di ultima generazione, studiato appositamente per l’azienda e in continua evoluzione. Questo investimento proietta sempre di più Skillpress nella dimensione dei fornitori ideali per le pre-tirature offset e le stampe di pregio, settori in cui fino ad ora non ha mai deluso le aspettative dei suoi clienti.

www.skillpress.it

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eventi

Flexo Day fa il “punto” sul settore L’evento di Atif, organizzato quest’anno a Bologna, rappresenta sempre un’importante occasione di aggiornamento sulla stampa flessografica.

L’ottima redemption in termini di affluenza (250 ospiti alla premiazione dei BestInFlexo e 480 iscritti al Flexo Day) e la validità dei contenuti hanno fatto del doppio evento di Atif un’importante occasione di aggiornamento sulla stampa flessografica. Con una pioggia di premi ai converter eccellenti e ai loro fornitori di prestampa.

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Scatolificio Ceriana vincitore del Best in show 2017 ovvero il premio dei premi, assegnato al lavoro che più di tutti ha conquistato la giuria. E poi tre classificati per ciascuna delle categorie del concorso ideato da Atif per valorizzare, su tutti i supporti e larghezze di banda, i risultati che si possono ottenere con questa tecnologia di stampa, rigorosamente misurati con criteri fattuali dalla giuria presieduta da Claudio Rimondi, responsabile packaging dei prodotti a marchio Coop, e composta da Adalberto Monti, docente e consulente tecnico di stampa, Massimiliano Corelli, responsabile ufficio acquisti imballi Orogel, e Wim Buyle, vicepresidente FTA Europe.

Erano molti i converter chiamati sul palco insieme ai loro service di prestampa (partner imprescindibili di qualunque lavoro di successo), al presidente di Atif Sante Conselvan e a Debora Villa, animatrice vivace e capace di governare in scioltezza, nello spazio di una cena, la gran mole di annunci e foto rituali. Dei vincitori – vedi pagina a destra – parleremo ancora. Ma, soprattutto, li vedremo ancora in lizza per i Diamond Awards messi in campo dalla Federazione europea della stampa flessografica FTA Europe. La celebrazione dei vincitori si svolgerà il 30 maggio 2018 ancora in Italia – precisamente a Milano, in concomitanza con la prima edizione di Print4All. Non si tratta, peraltro, della sola novità di questa terza edizione del premio. Oggetto di cure costanti per renderlo sempre più aderente ai criteri di trasparenza che lo hanno ispirato, ha aumentato le categorie in concorso, che sono diventate dieci con l’aggiunta di ‘Uso combinato della stampa flexo’ e ‘Uso creativo del processo flessografico’. E quest’anno ha visto il varo del ‘Riconoscimento alla carriera’, assegnato con valide motivazioni


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di Elena Piccinelli

I Best in Flexo 2017 Film banda stretta 1° INDUSTRIA GRAFICA EUROSTAMPA Prestampa: Industria Grafica Eurostampa 2° RIBER 3° MULTI-COLOR ITALIA Film banda media 1° TECH IT PACKAGING Prestampa: Mavigrafica 2° SACCHETTIFICIO NAZIONALE G. CORAZZA 3° SDR PACK Film banda larga 1° GAMMA PACK Prestampa: Diaven 2° MANUFATTURA RESINE SINTETICHE 3° FLEXO LABELS Carta/cartoncino banda stretta 1° CARTOTECNICA POSTUMIA Prestampa: Thema Studio 2° MULTI-COLOR ITALIA 3° MULTI-COLOR ITALIA Carta/cartoncino banda media 1° FORM BAGS Prestampa: Zincopar 2° CARTOTECNICA POSTUMIA 3° CARTOTECNICA POSTUMIA

Foto di gruppo dei premiati al Best in Flexo 2017. In alto, Emilio Gerboni mostra il premio “Riconoscimento alla carriera”. A destra, Noemi Meluzzi, vincitrice del premio destinato agli studenti.

Carta/cartoncino banda larga 1° MONDI SAN PIETRO IN GU Prestampa: Digital Flex 2° CARTOTECNICA POSTUMIA 3° IPI

a Emilio Gerboni, segnalato per molti meriti da noi colleghi della stampa tecnica.

Più education e spazio ai giovani I caratteri più evidenti di quest’ultimo Flexo Day, giornata di studio organizzata ogni anno da Atif per aggiornare sull’evoluzione della tecnologia e offrire un’occasione di incontro fra operatori, sono stati il coinvolgimento sempre maggiore di relatori stranieri e lo sforzo di offrire informazioni concretamente

utilizzabili nella pratica quotidiana. Oltre alla crescente attenzione assegnata alla formazione delle nuove leve. La giornata, infatti, non a caso si è aperta con l’assegnazione del Best Student in Flexo 2017, un riconoscimento istituito da Atif in collaborazione con Enipg, Ente nazionale per l’istruzione professionale grafica (sul palco il suo presidente Marco Spada ad accogliere l’allieva designata) per premiare uno studente che si sia distinto in attività legate alla

Cartone ondulato patinato postprint 1° SCATOLIFICIO CERIANA Prestampa: Carminati & Guizzardi 2° SCATOLIFICIO TS 3° SCATOLIFICIO CERIANA Cartone ondulato kraft postprint 1° SCATOLIFICIO TS Prestampa: Tadam 2° SCATOLIFICIO CERIANA 3° SCATOLIFICIO CERIANA Uso combinato della stampa flessografica 1° IDEA Prestampa: Flexolution 2° F.LLI MAGRO 3° MIDA Uso creativo della stampa flessografica 1° MULTI-COLOR ITALIA Prestampa: Multi-Color Italia 2° BIOPLAST 3° ARO Best in show 2017 SCATOLIFICIO CERIANA

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Stefano d’Andrea

stampa flessografica. La scelta è stata affidata alla Commissione Education di Atif coordinata da Marco Gambardella di Bioplast, ed è risultata vincitrice Noemi Meluzzi, dell’ist. C. Urbani di Roma. È stata seguita da un’altra studentessa, l’americana Nina Davis, invitata da Rossini SpA (sponsor del Flexo Day e della borsa di studio assegnata da FTA US alla ragazza) a condividere con la comunità dei flessografi i risultati del suo studio su La sequenza degli inchiostri e la sua influenza sull’estensione del gamut. L’associazione italiana della stampa flexo ha voluto così sottolineare l’importanza della formazione tecnica e professionale dei giovani, ancora così carente nel nostro Paese. Atif se ne fa carico, con gli ovvi limiti di un’istituzione privata, e rafforza l’impegno sul fronte education con un numero crescente di iniziative a tutto tondo, per le new entry ma anche per l’aggiornamento continuo degli operatori già impiegati. Al Flexo Day Conselvan ha citato quelle organizzate con varie formule in collaborazione con la Swansea University del Galles e con il Politecnico svedese BrobyGrafiska di Sunne, e annunciato il varo di un corso online per tutti coloro che non sono in grado di spostarsi dal luogo di residenza. Sullo sfondo, l’attivazione del Centro Tecnologico Atif, dove svolgere lezioni pratiche, test ed esercitazioni.

Egidio Scotini

Gerardo Budetti

Gli interventi degli esperti e i nuovi documenti tecnici All’educazione degli operatori è stato invece dedicato l’intervento di Stefano d’Andrea. Il noto esperto e docente, a cui l’Associazione affida ogni anno interventi di education ma anche relazioni sulla standardizzazione e altri aspetti della pratica flessografica, quest’anno si è presentato con una ‘spalla’, Nicolò Albani, con cui ha messo in scena un siparietto finto-comico su Il valore della caratterizzazione. Con l’arma dell’ironia e il ritmo del mestiere, d’Andrea ha segnalato molti errori gravi quanto comuni nel valutare i problemi di stampa e nell’affrontarli, offrendo le informazioni necessarie: una relazione godibile e goduta, che andava filmata. Insieme al duo, sono intervenuti durante la mattinata i relatori italiani. Egidio Scotini di Sun Chemical, coordinatore del Comitato Tecnico di Atif, ha ricordato i lavori svolti nel tempo, sfociati in documenti tecnici oggi a disposizione degli associati, a partire dagli ultimi sui

Sante Conselvan

nastri biadesivi per il montaggio delle matrici e sulla riproduzione del colore in digitale (Capire il formato CxF/X e il suo utilizzo). E, soprattutto, ha illustrato il nuovo documento (il numero 10) dedicato agli inchiostri, messo a punto da un pool di esperti che rappresenta tutti i grandi “inchiostrai” attivi sul mercato italiano. Il lavoro è di rilievo e consiste in un’introduzione ai vari elementi che costituiscono l’inchiostro da stampa flessografica, alle diverse tipologie di prodotto, agli utilizzi e quant’altro aiuti a distinguere e comprendere, corredato di una libreria di documenti di approfondimento sulle normative e gli standard, e sui vari aspetti che gli esperti devono padroneggiare. Dopo di lui si sono avvicendati sul palco Gerardo Budetti di Antonio Sada & figli, che ha illustrato l’approccio al mercato e soprattutto le scelte tecnologiche effettuate dalla sua società per stampare imballi di cartone ondulato – un’esperienza interessante anche visto il posizionamento della sua offerta nella fascia alta dei contenitori di qualità – e Giuseppe Tripaldi di Uteco, che ha documentato, dati alla mano, i molti fattori di convenienza, anche economica ed ecologica, della stampa flessografica.

Giuseppe Tripaldi

Xavier Boadas

Paul Horton

Peter Verryt

Kai Laikinen

La sessione internazionale Questo Flexo Day è stato moderato da Xavier Boadas, presidente dell’associazione flessografica spagnola Atef, e animato dagli interventi di Peter Verryt di Fujifilm (Come rendere la stampa flexo più efficiente), Paul Horton di Parkside (Alla scoperta di Parkside e della prestampa), Kai Laikinen di Marvaco (La stampa a gamut esteso: dalla teoria alla pratica) e Tim Claypole della Swansea University (Effetti di microretinatura e del profilo della matrice sulla qualità di stampa). Hanno fornito, spesso entrando nel dettaglio, avanzamenti di know how approfonditi di sicuro interesse per gli operatori documentando, al tempo stesso, quanto feconda può essere la collaborazione delle istituzioni internazionali.

Tim Claypole

Lo spirito di networking ha svolto un ruolo fondamentale nella crescita di consistenza e notorietà che l’associazione dei tecnici della flexo ha vissuto negli ultimi anni, in seno ad Assografici e su stimolo dei presidenti più attivi. I protagonisti sono stati celebrati a Bologna con un saluto e un ringraziamento collettivo, e con un applauso lungo e grato a Sante Conselvan che, a giugno, porterà a compimento l’ultimo mandato e proseguirà il suo impegno in seno a FTA Europe.


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offset

Leardini

Quarta Komori e... super accessoriata Un’esperienza di quasi ottant’anni e la specializzazione in un mercato molto particolare, quello della scolastica. Per l’offset il parco macchine è monomarca.

La specializzazione in un segmento di mercato può diventare la chiave del successo di un’azienda di stampa. L’azienda è Leardini, casa editrice e tipolitografia di Macerata Feltria, nelle Marche, e il mercato è quello inusuale degli stampati scolastici. Diari e testi certamente, ma soprattutto stampati per la didattica, le segreterie, il personale, gli organi collegiali: registri, schede di valutazione, prospetti voti, orari e moltissimi altri ancora per le scuole di ogni livello, dalle elementari alle università, in tutta Italia. “Siamo specializzati negli stampati scolastici da molti anni”, racconta Giuseppe Leardini, titolare dell’azienda. “La nostra attività ha quasi 80 anni: iniziò mio nonno Guerrino che nel 1941 rilevò con la moglie una piccola tipografia. L’impresa passò poi a mio padre e infine a me”. Oggi Leardini occupa 25 dipendenti in uno stabilimento di 1.500 mq e affianca allo scolastico un’ampia offerta – stampati aziendali, modulistica, libri, cataloghi, brochure, riviste, periodici, ma anche confezioni, scatole, espositori e shopper – e serve una clientela cui fornisce un servizio completo, dalla grafica alla nobilitazione e alla rilegatura. “La nostra posizione geografica, piuttosto isolata, non facilita l’affidamento delle lavorazioni a terzi”, spiega Leardini. “Ecco perché, per rispondere alle crescenti richieste di consegna rapida, ci siamo dovuti attrezzare per eseguire tutto al

nostro interno”. L’azienda vanta infatti un parco macchine di tutto rispetto: due macchine da stampa digitali, una in bianco e nero per la manualistica e una a colori per le brevi tirature anche con dati variabili, tutti gli impianti per finitura e rilegatura e quattro macchine offset, tutte Komori. Accanto alle tre macchine precedenti, una Sprint GS228P bicolore 50x70 con voltura, una Lithrone 520 a 5 colori 35x50 e una Lithrone S540P a 5 colori 70x100 con voltura, è entrata in produzione a maggio una Lithrone G 540 HC a 5 colori 70x100 con gruppo vernice in linea. “Abbiamo investito nella nuova Komori per l’alta capacità produttiva di 16.500 fogli/ora e per la tecnologia innovativa”, continua Leardini. “Siamo utilizzatori Komori da anni e siamo molto soddisfatti delle performance e del servizio”. Completamente robotizzata, la Lithrone G 540 è dotata di spettrofotometro e densitometro in linea, che

Giuseppe Leardini tra l’agente di zona Andrea Faglia (a sinistra) e l’area manager di Komori Italia, Fabrizio Giannuzzi (a destra).

controlla anche il registro stampa e dispone di refrigerazione delle macinazioni e di verniciatore con rulli Anilox. Il mettilastre Full APC, completamente automatico, non richiede l’intervento dell’operatore; automatici sono anche i lavaggi preimpregnati, efficienti e rapidi. Oltre a questo, la possibilità di stampare completamente senza alcool fa della Lithrone G 540 la macchina con il minore impatto ambientale. Il nuovo impianto installato da Leardini è inoltre predisposto per la stampa H-UV o H-UV L (LED) con l’esclusivo sistema di nuova generazione per l’essiccazione a freddo degli inchiostri brevettato da Komori.

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the factory

Ciclo Centocompleto anni per ogni di Manifattura soluzione del Seveso HaSono cambiato protagonisti molte pelli dal da oltre 40 anni 1917 a oggi. Da nei settori sempre attivadel nel publishing e settore tessile, del printing Manifattura del e dal 2008 Seveso è stata hanno protagonista individuato e di diverse approcciato trasformazioni, una nicchia che l’hanno vista di mercato spaziare dal in forte dei trattamento espansione: tessuti tecnici il book on alla produzione demand. di tele per legatoria. Fino a specializzarsi nella fornitura di tessuti di pregio per la comunicazione e il packaging nei settori dell’alto di gamma.

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The Factory, legata a Cromografica Roma, è una società di stampa digitale e di servizi grafici in grado di offrire personalizzazione, versatilità e di gestire all’interno l’intera filiera del ciclo produttivo al fine di soddisfare il mondo editoriale e pubblicitario ma anche le più comuni esigenze di comunicazione aziendale. Dalla progettazione alla postproduzione, dalla consulenza all’impaginazione, fino ad arrivare a confezionamento e logistica, tutto nella ‘pancia’ di The Factory. “Abbiamo incluso tutti i reparti”, conferma il titolare Marco Giovanelli”, e possiamo fare affidamento su figure altamente specializzate e macchinari all’avanguardia. Abbiamo un parco macchine per la stampa digitale che ci permette soluzioni di diverso tipo, ma che continuiamo a far progredire. È infatti recente l’acquisizione di una Xeikon 8500, nella logica di un impegno volto a offrire sempre maggiore qualità e rapidità del servizio e, specialmente, una differenziazione dell’offerta. L’idea è di un unico contenitore dove professionalità, competenza e tecnologie di ultima generazione si uniscono per offrire al cliente un servizio accurato, veloce e a un prezzo competitivo”.

Pionieri del ‘print on demand’ Il ‘print on demand’ è, ormai da qualche tempo, un comparto in crescita costante, merito anche delle intuizioni della stessa The Factory, che già quasi dieci di Andrea Meregalli

anni fa, con la collaborazione del Gruppo Editoriale L’Espresso, progettò il primo portale online di stampa su richiesta. “La nostra società è sempre attenta alle esigenze del mercato e alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, e nel 2008, commissionati dal Gruppo Editoriale L’Espresso, abbiamo realizzato Il Mio Libro (ilmiolibro.kataweb.it), portale diventato un vero e proprio punto di riferimento per la community dei lettori e degli autori. La peculiarità del progetto prevedeva, per la prima volta in Italia, la commistione del ruolo dello scrittore con quello dell’editore. Una piccola grande rivoluzione: ognuno poteva diventare editore di se stesso e in pochi semplici passaggi stampare il proprio libro e proporlo a una vetrina online di appassionati. Già all’epoca, e in pochi mesi, furono decine di migliaia i titoli messi in commercio”. Dagli autori, The Factory è passata a un’audience diversa: gli editori. “L’esperienza e la costante ricerca di opportunità e di soluzioni per la stampa digitale ci hanno condotto a un altro progetto di print on demand rivolto ai professionisti del settore e dedicato alle case editrici, denominato BDPrint (bdprint.it). Su BDPrint è possibile calcolare il preventivo di stampa potendo scegliere attraverso un’ampia gamma di allestimenti. Non solo: su BDPrint è possibile la stampa a basse tirature, fino alla singola riproduzione, e la richiesta gratuita di una copia di stampa prima di procedere con


“la tela nasce come materiale pregiato e diparco nicchia, dal grande “abbiamo un macchine per potenziale applicativo. e noi stampa digitale che ci permette abbiamo saputo differenziarne soluzioni di diverso tipo, ma che la sfera di utilizzo” continuiamo a far progredire”

l’intero ordine. The Factory dedica un team specializzato a questo progetto, che segue l’intero processo di produzione: dal controllo del file alle diverse esigenze di grafica e di impaginazione fino ad allestimento, confezionamento e spedizione del prodotto potendo contare, come detto, sull’internalizzazione dell’intera filiera. Abbiamo anche un servizio clienti disponibile telefonicamente e via chat per supportare e offrire assistenza in ogni singola fase dell’ordine”. E i numeri? “Crescono. Le piccole e medie case editrici si affidano con sempre maggiore frequenza a uno strumento che permette loro di abbassare i costi di magazzino. Del resto, questo genere di stampa online rappresenta un superamento dei tradizionali limiti strutturali ed economici imposti dalla stampa offset. Come detto, elimina i costi di magazzino, velocizza i tempi e garantisce ai clienti un archivio dei propri titoli dando loro la possibilità di apportare modifiche in qualunque momento. Sono aumentate anche le richieste di stampa con dato variabile, per le quali riceviamo numerose domande che riusciamo ad assecondare appieno proprio grazie al digitale”.

La nuova arrivata: Xeikon 8500 È in questo ambiente virtuoso che si inserisce l’ultima arrivata. “Abbiamo acquistato questa macchina

per migliorare il nostro ciclo produttivo. Xeikon 8500 ci permette innanzitutto di stampare in digitale anche formati più grandi rispetto ai tradizionali, ovviamente garantendo sempre un’ottima qualità di stampa. Questo strumento ci consente anche di ridurre notevolmente i tempi e di semplificare il processo di allestimento in caso di stampa in ottavi, sedicesimi e trentaduesimi: un aspetto per noi molto importante. Grazie a Xeikon, inoltre, abbiamo la possibilità di vedere ampliato il nostro catalogo e stampare su carte che variano da una grammatura minima di 40, limite che prima non potevamo raggiungere, a un massimo di 350. Infine, ma non da ultimo, con Xeikon includiamo una verniciatura UV direttamente sulla linea di stampa, un fattore che ci consente di stampare e verniciare copertine libro che generalmente vengono stampate e poi plastificate fuori linea”. Xeikon 8500 è da poco entrata a far parte della famiglia The Factory ma ha già saputo ritagliarsi uno spazio rilevante. “Stiamo proponendo i nuovi formati realizzabili con Xeikon, che i clienti trovano molto interessanti. La bassa grammatura, la flessibilità anche in digitale dei formati più grandi e un ottimo color management, del resto, intercettano le più svariate esigenze. E non lo nascondiamo: puntiamo con decisione su Xeikon 8500 per ampliare il fatturato”.

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La nuova Xeikon 8500 da poco installata presso The Factory. A sinistra, uno scorcio del reparto stampa digitale e Marco Giovanelli.

In apertura e qui sopra, immagini tratte dal raffinato volume che celebra i cento anni di storia di Manifattura del Seveso. In alto, il bel catalogo che presenta le tante tele preziose per avvolgere il sapere e vestire il lusso dell’azienda.

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carte&supporti

Un’etichetta a prova di vino Arconvert partecipa all’edizione di Wine2Wine a Verona, il principale forum in Italia dedicato al business del vino, con un vasto assortimento di materiali autoadesivi raccolti nell’elegante catalogo The Art of Luxury Labelling. I materiali sono altamente performanti in termini di lavorabilità, stampabilità, fustellatura, facilità di dispensazione e resistenza agli agenti esterni (ad esempio condensa, ghiaccio ecc.). Unica tra i produttori di materiali autoadesivi a proporre una serie così ampia di carte colorate nell’impasto, Arconvert consente di eliminare definitivamente l’antiestetico problema del bordino e del retro bianco dell’etichetta. www.arconvert.it

Il mutare delle stagioni nell’agenda Munken 2018 La storia dell’agenda Munken prosegue da oltre un decennio: Arctic Paper, insieme con differenti designer europei e scuole di grafica, ha saputo creare varie edizioni fonte di ispirazione, anno dopo anno. Quest’anno l’agenda è ispirata ai mutamenti stagionali nelle regioni del Nord: 192 pagine che alternano le differenti tonalità della gamma Munken. Dal freddo e bianco cristallino di Munken Kristall a un bianco algido di Munken Polar, che virano nella tiepida nuance naturale di Munken Lynx e poi nell’elegante tinta crema di Munken Pure, durante le stagioni più calde. Prima nella finitura liscia che trasmette freschezza al colore, dopo nella versione spessorata, fortemente genuina al tatto, calda. La copertina è stampata su Munken Kristall da 150 grammi e rilegata a filo refe alla francese. La confezione è un accoppiato di Munken Pure da 600 grammi. www.arcticpaper.com

Una carta che unisce stile e sicurezza

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Grazie alla grande expertise nella produzione di carte grafiche speciali, Favini è riuscita a unire l’alta qualità delle sue carte con caratteristiche di sicurezza uniche, per offrire ai brand una soluzione che coniughi al meglio estetica a esigenze tecniche. Infatti, Secure Zap, ideale per proteggere i brand dal rischio di contraffazione, è invisibile: questo significa che non sarà necessario scendere a compromessi in termini di stile. Il nuovo cartoncino, grazie a una speciale formulazione, “reagisce” con un suono quando viene riconosciuta da un lettore portatile. Il risultato? Un prodotto perfetto nel campo della protezione del brand, in particolare per la produzione di packaging di lusso per gli alcolici, prodotti per la salute e la bellezza, gioielli, prodotti di moda e di design. www.favini.it


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carte&supporti

Il biodegradabile a zero consumo energetico La gamma Laminil, punto di riferimento per molti utilizzi in cartotecnica, display e POP, visual merchandising, packaging per la catena del freddo, belle arti, hobbistica e isolamento termico, si arricchisce di un nuovo materiale. È BioLaminil, il primo supporto biodegradabile nel suo genere, che rappresenta il frutto delle politiche ecosostenibili di Isonova. Come tutta la famiglia Laminil, BioLaminil è un supporto sandwich, risultato dell’unione tra un foglio di polistirene estruso espanso e due fogli di carta senza uso di colle. BioLaminil è il risultato dell’impegno concreto dell’azienda verso sviluppi tecnologici in grado di ridurre l’impatto degli scarti delle materie plastiche, sia dal punto di vista produttivo che dal punto di vista dell’indifferenziata. www.isonova.it

L’eccellenza delle patinate per editoria Vertical è la nuova edizione del progetto concettuale e creativo che Lecta lancia annualmente per mostrare l’elevata qualità delle carte patinate della propria gamma per l’editoria. In questo nuovo libro una raccolta di scatti verticali eseguiti da diverse prospettive e distanze invita a scoprire come la fotografia e l’impaginazione si alleano per offrire molteplici e originali proposte grafiche secondo il punto di vista dell’autore e dell’osservatore. Un gioco dove subentra la magia, dove in un’immagine si coglie il visibile e il meno visibile, il più vicino e il più lontano. Le foto di Vertical sono state stampate su tre delle carte patinate opache Lecta: Condat matt Péerigord, GardaMatt Ultra e la nuova GardaPremium Natural. www.lecta.com

Un nuovo campionario per stampa digitale Century Soho for Digital Technology è il nuovo campionario Fedrigoni che raccoglie le carte per stampa digitale con toner in polvere, che affianca Century Soho for Indigo Technology. La gamma è stata rinnovata per proporre un’offerta sempre più ampia e mirata nella selezione di finiture, colori, formati e grammature. Anche la nuova denominazione Digital rispecchia l’esigenza di far fronte alle necessità delle nuove tecnologie di stampa digitale in continua evoluzione. I prodotti Century Soho Digital sono risultati idonei all’utilizzo sulle macchine da stampa dei principali produttori, tra cui Xerox, Canon, Ricoh e Konica Minolta. All’interno della selezione sono compresi anche i nuovi prodotti Soho Touch Class®, le prime carte naturali al mondo per nobilitazione digitale (tecnologia Scodix® e affini). www.fedrigonicartiere.com

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eventi

Convegno Nazionale delle Scuole Grafiche ENIPG “Fabbrica 4.0 e futuro delle scuole grafiche. Formazione, innovazione, prospettive e occupazione. Confrontiamoci insieme!” è il titolo della X edizione del Convegno Nazionale delle Scuole Grafiche ENIPG.

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Lo scorso 12 ottobre si è tenuto, nella splendida cornice cinquecentesca della Sala dei Fasti di Palazzo Vitelli di Città di Castello, il Convegno Nazionale delle Scuole Grafiche ENIPG dal titolo Fabbrica 4.0 e futuro delle scuole grafiche. Formazione, innovazione, prospettive e occupazione. Confrontiamoci insieme!, organizzato dall’ENIPG Nazionale con la fattiva collaborazione del Comitato Provinciale ENIPG di Perugia e del Polo Tecnico ‘Franchetti Salviani’ di Città di Castello. A patrocinare l’evento, giunto alla sua decima edizione, il MIUR, i Comuni di Città di Castello, Perugia e San Giustino, la Sezione Grafica e cartotecnica di Confindustria Umbria, guidata dall’imprenditore Giorgio Zangarelli, e le associazioni di categoria Acimga e Argi. Il convegno ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del settore grafico industriale nazionale e del comparto umbro, le federazioni sindacali nazionali di categoria, associazioni di settore, autorità locali e nazionali, case costruttrici, stampa di settore e una ricca scaletta di relatori, che hanno conquistato i favori dei presenti catturandone l’attenzione.

Dopo i saluti di benvenuto da parte del presidente del Comitato Provinciale ENIPG di Perugia, Francesco Tacconi, e da parte di Valeria Vaccari, dirigente scolastico dell’I.T.I.S. Franchetti Salviani – scuola che rientra nelle 35 istituzioni scolastiche riconosciute a livello nazionale dall’ENIPG – si sono susseguiti i saluti da parte delle autorità locali: il sindaco del Comune di Città di Castello, Luciano Bacchetta, e l’assessore alla Cultura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, la quale ha sottolineato l’impegno della Regione a supporto della Formazione, in particolare della Scuola Franchetti Salviani, che rappresenta un punto di riferimento concreto per la formazione tecnica, fondamentale per il comparto delle aziende dell’Umbria.

Il tessuto grafico in Umbria In Umbria le aziende della filiera grafica, cartaria e cartotecnica sono oltre 560 con oltre 3.000 collaboratori, che rappresentano il 4,4% delle imprese nazionali e il 4% degli addetti. Ad aprire i lavori del convegno Marco Spada, presiden-


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La consegna della Targa d’Oro ENIPG ‘Alberto Gajani’ al prof. Mauro Antonio Mariotti (I.T.I.S. ‘Franchetti Salviani’) per il suo grande impegno nel campo dell’istruzione e formazione professionale grafica. Da sinistra, Elisabetta Giustini - dirigente scolastico I.T.I.S. G. Galilei di Roma, e Maria Teresa Bertoglio, referente Alternanza Scuola/Lavoro Ufficio Scolastico Regionale Lazio. In alto, Marco Spada e un momento della tavola rotonda.

te dell’ENIPG Nazionale: “Ci troviamo in questa prestigiosa location per parlare di formazione, istruzione, occupazione, in una parola di futuro”. Dopo una breve carrellata di presentazione di tutti i relatori, Spada ha sottolineato l’importanza di “fare gioco di squadra” tra tutti gli attori del settore e di “guardare al futuro” potenziando e ottimizzando le sinergie tra mondo produttivo e mondo scolastico, di cui ENIPG è garante fin dalla sua costituzione. In occasione del convegno è stato presentato il

volume Il vento del Nord in Umbria, scritto dal segretario del Comitato Provinciale ENIPG di Perugia, Domenico Taschini, un libro che racconta lo sviluppo della stampa in Umbria nel corso dei secoli. C’era grande attesa per la partecipazione della ministra Valeria Fedeli, la quale non è riuscita a partecipare a causa di un sopraggiunto impegno istituzionale. Al suo posto è intervenuta Rossella Mengucci, dirigente MIUR – che aveva già partecipato ad altre edizioni del Convegno e conosce bene il settore – che ha illustrato la Riforma degli Istituti Professionali in partenza dal prossimo anno scolastico, riforma che prevede, tra le tante novità: la ridefinizione degli indirizzi; il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali e l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro sin dalla seconda classe del biennio e di percorsi di apprendistato, al fine di avvicinare le scuole ai bisogni e alle richieste del mercato del lavoro.

Una tavola rotonda sull’innovazione Nel corso della mattinata si è svolta anche una tavola rotonda sull’innovazione delle arti grafiche nell’era della comunicazione, moderata da Marco Picasso, direttore della rivista online MetaPrintArt, il quale è tornato su un argomento oggi più che mai di grande attualità: la formazione in azienda e la

possibilità per gli studenti di entrare a contatto con la realtà del lavoro grazie allo strumento dell’alternanza scuola-lavoro, come recita anche il Protocollo d’intesa firmato in esclusiva dall’ENIPG col MIUR Rafforzare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, che ha avuto e continua ad avere grande impiego da parte delle scuole ENIPG su tutto il territorio nazionale. Il confronto dinamico e costruttivo che ha caratterizzato la tavola rotonda è stato possibile grazie alla presenza di tutte le parti sociali: Marco Spada presidente ENIPG; Pietro Lironi presidente Assografici; Salvo Ugliarolo segretario generale UILCOM - Federazioni nazionali sindacali di categoria; Alberto Di Giovanni presidente Osservatorio tecnico quotidiani ‘Carlo Lombardi’; Giorgio Zangarelli presidente Sezione GraficaCartotecnica Confindustria Umbria; Rossella Mengucci dirigente MIUR; Dario Panciera coordinatore settore grafico ITT Don Bosco Milano, in rappresentanza delle scuole grafiche; Andrea Briganti direttore di Acimga; Mauro Tironi segreteria Argi; Emilio Albertini presidente di GIFASP. A seguire, l’intervento di Debora Gentilini dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, che ha sede a Roma) che ha

parlato dell’apprendistato professionalizzante e del lavoro avviato dall’INAPP nel 2013 di mappatura e referenziazione dei profili dell’apprendistato anche per il settore grafico, al fine di creare un sistema nazionale di certificazione delle competenze, molto utile per le istituzioni scolastiche e le aziende per individuare gli obiettivi formativi e favorire il processo di correlazione con le qualifiche professionali. In una regione così ricca di natura, di storia e di tradizioni non poteva mancare l’intervento del presidente dell’AIMSC, l’Associazione Italiana dei Musei della Stampa e Carta, Massimiliano Bini, che ha illustrato le opportunità lavorative per i giovani offerte dai ‘Mestieri d’Arte’, un mondo affascinante, ricco di tradizione, che ancora è in grado di stupirci e di resistere alla corsa alle nuove tecnologie. È stato affidato alle capacità oratorie del presidente dell’Atif (Associazione tecnica italiana per la flessografia), Sante Conselvan, l’ultimo intervento previsto in scaletta: Conselvan ha argomentato le ragioni della crescita di un segmento di mercato come la flessografia, che sta prendendo sempre più piede e che sta offrendo ai giovani nuove opportunità lavorative. A Tommaso Savio Martinico, segretario generale dell’ENIPG, il compito di coordinare e chiudere i lavori di questa ricca giornata.

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dalle pagine precedenti

Il Borgo / Andersen >>da pag. 15

L’1 settembre 2016, infatti, il ramo d’azienda di Rotolito Emiliana era stato rilevato, con la formula dell’affitto, da Poligrafici Il Borgo. L’attività così era ripartita con una quindicina di dipendenti ed era ripresa a girare a pieno ritmo anche la Kba Compacta 818 a 64 pagine, cuore produttivo. La gestione della rinata di Rotolito Emiliana era passata sotto la completa gestione tecnico-commerciale della Poligrafici Il Borgo. E nei mesi scorsi, alla luce anche dei risultati ottenuti, il Gruppo Amodei, che edita tra gli altri Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport e al quale fa capo anche la casa editrice Conti, aveva deciso di passare dall’affitto alla vera e propria acquisizione. Un’acquisizione preceduta nel 2016 da quella di Cantelli Rotoweb. E che ha fatto sì che oggi Poligrafici Il Borgo vanti ricavi attorno ai 34 milioni che salgono a circa 65 sommando Cantelli, Centro Stampa Altedo e Polipress ma che arrivano a superare abbondantemente i 100 se si inserisce nel computo anche la stampa dei quotidiani. Questi numeri ne fanno la prima realtà di stampa dell’Emilia Romagna e tra le prime tre aziende

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nel panorama nazionale con 16 rotative di vari formati e macchine a foglio che ‘girano’ in sette stabilimenti di proprietà. Stabilimenti che adesso potranno servire anche i clienti di Andersen. A.P.

Press R3

>>da pag. 57

“A beneficio di tutti: soprattutto del cliente. Basti pensare a un potenziale acquirente che desidera una certa lavorazione oppure un grande formato, chi può permettersi oggi di rispondere: ‘mi dispiace, non lo faccio’? È tempo di dire: ‘è un lavoro che eseguiamo insieme a un’altra azienda’. Certo, occorrerà cambiare profondamente la mentalità delle persone, superare la paura e lavorare sulla fiducia. Ma si può fare”. Con fornitore e assistenza un rapporto “armonioso” Oltre a un nucleo attorno al quale costruire una rete di collaborazioni, la Jeti Tauro LED è uno strumento che consente ragionamenti più immediati, in grado di aggredire nicchie di mercato specifiche. Quali? “Jeti Tauro LED è una macchina eccezionale che abbiamo acquistato in configurazione completa, grazie all’ottimo lavoro svolto dal distribu-

tore OpenAge. Agfa ha investito moltissimo su questa applicazione per la quale ha sviluppato anche inchiostri particolari. La Jeti è in grado di sostituire una offset ad esempio sulle piccole tirature di cartotecnica, dove si distingue per una straordinaria elasticità dei colori e per una qualità eccelsa sulle cordonature. E che dire delle stampe su plexiglass? Sono vere e proprie opere d’arte. Ma, mi ripeto, sta alla sinergia tra le aziende esaltare lo stampato mettendo a frutto le potenzialità della Jeti Tauro LED”. Facendo affidamento su una relazione virtuosa con fornitore e assistenza. “Il rapporto con Agfa è armonioso”, conclude Rota “È stata capace di infondere serenità durante l’installazione della macchina e nel gestire i relativi e inevitabili piccoli accorgimenti che si presentano all’installazione di ogni nuova tecnologia. Agfa trasuda passione. La stessa che mettiamo noi di Press R3 nel nostro quotidiano”.

Heidelberg

>>da pag. 61

Utilizza già numerose macchine da stampa Heidelberg in collaborazione con la quale anche in passato ha fatto da beta tester per innovazioni tecnologiche.

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>>segue

I rappresentanti di MPS hanno affermato che la Primefire viene utilizzata per numerose e diverse applicazioni in breve tiratura ma soprattutto per imballaggi personalizzati – o versionalizzati – per promozioni speciali e tirature di prova per il lancio di nuovi prodotti. “Ogni anno vengono lanciati solo sul mercato tedesco oltre 200 nuovi profumi e questo porta alla Primefire una importante mole di lavoro che sarebbe costoso realizzare con le tecnologie tradizionali”, ha detto Steffen Schnizer, direttore generale e senior vicepresidente in MPS per la divisione Beauty e personal care. “Inoltre questa macchina ci ha consentito di entrare nella catena del valore dei nostri clienti. Con la Primefire non siamo più dei semplici fornitori ma siamo diventati un anello importante nei loro processi strategici di marketing”. La seconda macchina beta test sarà installata presso la Colordruck Baiersbronn e una terza seguirà a marzo 2018. Plenz informa che il 90% delle macchine previste in installazione sono destinate a cartotecniche e di queste il 20% operano nel farmaceutico. Altre andranno a chi stampa calendari mentre c’è un forte interesse anche da parte degli stampatori web to print.


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Il Poligrafico, n. 180, Dicembre 2017  
Il Poligrafico, n. 180, Dicembre 2017  

Stampa e nuovi media nell'era digitale