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Scrittura mista

Il personaggio

Il Maggio

Ciliberto ripercorre l’Umanesimo secondo Garin

Arriva Benson il reporter mito “Io e Kennedy”

Sciopero sospeso martedì la prima del “Makropulos”

SERVIZIO A PAGINA XVII

MARIA CRISTINA CARRATÙ A PAGINA XV

FULVIO PALOSCIA A PAGINA XVIII

FIRENZE

DOMENICA 23 OTTOBRE 2011

firenze.repubblica.it

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Finora per ogni anziano veniva pagata la stessa cifra. L’assessore: i soldi sono finiti, le famiglie con risorse maggiori daranno di più

Rsa, rette col redditometro La Regione: la nostra quota assegnata in base all’Isee Il caso

In tilt il server del Comune duemila mail da recuperare RICCARDO BIANCHI

«I

N 24 ore si potrà aprire un’attività comodamente seduti al proprio computer», aveva annunciato il vicesindaco Dario Nardella a marzo. Ma con l’arrivo delle pratiche via mail, la situazione è precipitata: il server non ha retto la sfida. SEGUE A PAGINA V

ASSISTENZA anziani in crisi di fondi, e allora si cambia. La Regione a inizio anno varerà nuove regole per le Rsa: la quota sanitaria, erogata dall’ente, non sarà più indistinta per paziente, ma verrà assegnata in base al reddito. Chi ha di più pagherà di più, è la decisione della Regione. E’ l’assessore Scaramuccia ad annunciare la novità: «Lo Stato ci ha azzerato le risorse, dobbiamo inserire un concetto di equità». Come per i nuovi ticket, entrerà in gioco l’Isee. A PAGINA V

Mihajlovic espulso e contestato: 2-2

Fiorentina due volte raggiunta non basta uno Jovetic strepitoso

Conto alla rovescia per la Leopolda: ecco i numeri

Il Big Bang su internet mille iscritti per Renzi Il piccolo morto ad agosto all’Argentario la donna, arrestata, ha altri due figli

MASSIMO VANNI

Bimbo annegato le accuse alla madre “Poteva uccidere ancora”

EOPOLDA II, la prima sfida è quella dei numeri. Se Pippo Civati e Debora Serracchiani riempiono i 1.200 posti allestiti per «Prossima Italia» in piazza Maggiore a Bologna, dove stamani parlerà anche il governatore Enrico Rossi, il «Big Bang» di Matteo Renzi risponde per ora con le prenotazioni via web. SEGUE A PAGINA II

SERVIZI IN CRONACA NAZIONALE

L

Sinisa Mihajlovic

OLTRE AI GIOIELLI SERVE IL GIOCO BENEDETTO FERRARA

S

TEVAN è di un altro pianeta. E quando sta bene può giocarsi da solo una partita. E così è andata: Jovetic-Catania 2-2. Più o meno la storia ha girato così. Applausi per Jo-Jo e i suo gol d’autore, e fischi per Sinisa Mihajlovic, allenatore intoccabile, così almeno lascia capire la società. SEGUE A PAGINA XII

PAROLE PIPPO RUSSO

L’alibi e la vuvuzela

Q

UAL è la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è alibi. Cioè l’artefatto argomentativo che permette a una parte in causa di cavarsi d’impaccio, ma soprattutto il termine sgusciato via di bocca come un’anguilla epilettica all’assessora Marson Anna. Che al pari del sindachesso di Prato, Roberto Cenni, si guadagna il bis in questa colonna: e son soddisfazioni, vista la compagnia. Il fatto è che l’assessora regionale all’urbanistica e al territorio proferisce in modo lieve parole belle pese, e poi si guarda intorno stranita con l’aria di chi si chiede: «Ma che cosa ho detto di così grave?». Candore allo stato puro. Così fu quando disse la sua (nel senso che era proprio sua e basta) sul tema della pista di Peretola, e il governo regionale quasi ci rimise l’osso del collo; e altrettanto è accaduto in settimana, quando intervenendo sulla vicenda della Laika e sull’inesauribile conflitto fra tutela e sviluppo ha affermato che il salario delle maestranze non deve essere un alibi. Frase che, detta in tempi dove di scagionabili grazie a quell’alibi ce n’è sempre di meno, è suonata lieve come un rigare d’unghie sulla lavagna. Il raccapriccio prima di tutto. SEGUE A PAGINA XI

OGGI SU FIRENZE.IT

Il lutto

Il cacerolazo

Addio a Cassese, giurista dei diritti

Pentole, striscioni e cucchiai la protesta in piazza Pitti “L’Italia non è un bordello”

Fratello di Sabino, Antonio si è battuto per il Darfur e la ex Jugoslavia. La veglia alle Cappelle del Commiato

D.C.C.

MARIO NERI

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L’università

Come nasce una stella esperimento a Pisa l’esplosione in 3D L’indirizzo

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WWW.FIRENZE.REPUBBLICA.IT

ER Giorgio Napolitano l’Italia perde «un maestro di cultura giuridica e un esempio di impegno civile al servizio della causa della giustizia, della democrazia e dei diritti umani». Così ieri il presidente della Repubblica ha espresso il suo cordoglio per la morte di Antonio Cassese. Scrittore, giurista e docente di diritto internazionale, Cassese si è spento sabato notte nella sua casa di Firenze a 74 anni dopo una lunga malattia. Professore alla facoltà di Scienze politiche fin dal 1975, ha speso la sua vita per l’affermazio-

Antonio Cassese ne dei diritti umani. «Era un docente bravissimo, ha affascinato generazioni di ragazzi insegnando loro un metodo innovativo di affrontare il diritto internazionale. Molti ancora oggi possono dir-

si suoi epigoni, quella di Cassese è stata una vera e proprio scuola», lo ricorda la preside Franca Alacevich. Nel 2004 fu Kofi Annan, allora segretario generale dell’Onu, ad assegnargli la presidenza della Commissione d’inchiesta sui crimini in Darfur. Un incarico seguito a quello di primo presidente del tribunale penale internazionale dell’Aia per l’ex Jugoslavia. Nel 2009, poi, era stato nominato presidente del Tribunale speciale per il Libano, incarico che aveva lasciato lo scorso 10 ottobre proprio per motivi di salute. SEGUE A PAGINA V ADRIANO SOFRI NELLE PAGINE NAZIONALI


la Repubblica

CRONACA

DOMENICA 23 OTTOBRE 2011

FIRENZE

■ II

I pullman

Dalla Sicilia

Dalla Puglia al Veneto all’Emilia

Faraone, sarà lui ad aprire il meeting Dalla Casta al fisco, 800 proposte via web

Sono cinque i pullman per ora annunciati dalle altre regioni: uno dall’Umbria, uno dall’Emilia Romagna, uno dalla Campania, uno dalla Puglia e uno dal Veneto

Le idee

Dalla Sicilia arriva Davide Faraone, il consigliere regionale cui Renzi ha affidato l’apertura del «Big bang» e il compito di passare dalla rottamazione alla fase delle proposte

Si contano già circa 800 contributi arrivati via web da tutta Italia. I temi: le tasse e la giustizia fiscale, i costi della politica e l’abolizione dei privilegi della Casta

I punti

Big Bang, mille iscritti online 250 arriveranno dalla Sicilia Meno sei alla Leopolda: già 800 i contributi di idee (segue dalla prima di cronaca)

MENO SEI

MASSIMO VANNI

Il “Big Bang” di Renzi apre alla Leopolda venerdì prossimo: già oltre mille gli iscritti online

A

SEI giorni dal via programmato per il prossimo venerdì sera, si contano già oltre 1.000 persone iscritte via Internet, «nonostante avessimo fatto sapere che ci si registra alla Leopolda», dicono gli organizzatori. E in più 5 pullman annunciati dalle altre regioni: uno dall’Umbria, uno dall’Emilia Romagna, uno dalla Campania, uno dalla Puglia e uno dal Veneto. Dalla Sicilia Davide Faraone, il consigliere regionale cui Renzi ha affidato l’apertura del “Big Bang” e il compito di passare dalla rottamazione alla fase delle proposte, annuncia 250 persone, di cui 50 pronti a fare i volontari: «Tutte persone che dal sud verranno a Firenze a proprie spese, il contrario di quanto avviene al seminario di Napoli con Bersani, dove tutti i partecipanti sono a totale carico del Pd», polemizza Faraone. Che promette però: «Alla Leopolda nessuna parolaccia per il gruppo dirigente ma idee e cose da fare per il Paese». Con l’esponente siciliano arriveranno anche Valentina Fiore, vicepresidente della coop Placido Rizzotto che coltiva la terra confiscata ai boss della mafia, Rita Barbera direttrice del carcere Ucciardone, il preside della

Primi numeri della kermesse di Renzi: 5 pullman da fuori Toscana, Faraone porta volontari scuola Falcone nel quartiere Zen di Palermo Domenico Di Fatta e Giovanni Impastato, il fratello di Peppino. Ma in attesa dell’esplosione della Leopolda II, che con perfetto tempismo televisivo solleverà il sipario con il collegamento a “Otto e mezzo” su La7, si contano già circa 800 contributi, idee e proposte arrivate via web da tutta Italia. Volti noti e meno noti che si esercitano su due temi soprattutto: le tasse e la giustizia fiscale, i costi della politica e l’abolizione dei privilegi della Casta. Un cumulo di pareri e indicazioni che finirà nel setaccio dei sei gruppi di lavoro (riformare la politica, quadrare i conti per rilanciare la crescita, green economy, dare un futuro a tutti, comunità solidale e darsi da fare). Perché sul palco la durata massima ammessa per gli interventi sarà di 5 minuti. Tutti interventirisposta ad una domanda uguale per tutti: «Sei a Palazzo Chigi e hai 5 minuti prima che se ne ac-

“Verranno dal Sud a proprie spese, mentre per Bersani a Napoli pagherà il partito” corgano, che fai per salvare l’Italia?». Si potrà sforare di 1 minuto, ma solo per rispondere ad eventuali domande del pubblico: il ritmo da zapping che alterna gli interventi a video e spezzoni di film, così com’è accaduto un an-

no fa, dominerà su tutto. Le uniche eccezioni allo sbarramento dei 5 minuti sul palco della Leopolda, che ha già richiamato 200 giornalisti, saranno l’apertura di Faraone e la chiusura di Renzi. Mamme e babbi potranno

portare alla Leopolda pure i pargoli: baby-sitter certificate li faranno giocare in una sala attigua a quella della kermesse. Che avrà poche concessioni alla scenografia: megaschermi e prospettive domestiche, un frigorifero e

un vecchio tavolo da cucina a tenere la scena («Dobbiamo riportare la politica nelle case degli italiani, non dobbiamo lasciarla agli addetti ai lavori», dice Renzi), per una manifestazione che costerà circa 25mila euro (11mila

l’affitto, il resto noleggi per sedie e impianti audiovisivi). Ma il “Big Bang” non lancerà nessuna candidatura per le futuribili primarie del centrosinistra. Troppo presto: in attesa di capire quando si vota, il sindaco è in stand-by. E per ora lancia solo «le primarie delle idee», per trovare una via d’uscita dal tunnel in cui si trova oggi l’Italia. Una via d’uscita però che, si sa già, per Renzi non può che affacciarsi su vallate liberal e riformiste. Neoblairiane. Lontane da quelle della Fiom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il creativo

L’imprenditore

Leandro Consumi, lavora alla Gig, ha inventato i Gormiti

Guido Ghisolfi, vice presidente del secondo gruppo chimico in Italia

“All’estero non si fidano anche se abbiamo buone idee”

“Torno apposta dagli Usa per parlare di scuola e ricerca”

LEANDRO Consumi, fiorentino, 38 anni, lavora alla Gig ed è l’inventore dei Gormiti, i piccoli mostri di plastica che dall’Osmannoro hanno invaso il mondo. Alla Leopolda parlerà la sera del 28. E ha già le idee chiare su quello che dirà. «Racconterò la mia esperienza diretta di frustrazione ogni volta che per lavoro vado all’estero. Vorrei far capire quale prezzo si paghi per il solo fatto di essere italiani. A parte la moda e il cibo, non sembriamo affidabili in niente, soprattutto quando parliamo di management e business. Anche se ci presentiamo con prodotti migliori e qualità professionali riconosciute. Io per vendere i Gormiti ho dovuto insistere, perché di noi non si fidano, non siamo abbastanza credibili». E l’attuale governo, secondo Consumi, non ha aiutato. «Anche prima del bunga-bunga la prima cosa che ti diceva un tassista in qualunque paese del mondo era: “Al vostro premier piacciono le donne, eh?”, così dovunque». Ma il creativo che ha lanciato i Gormiti nei negozi di giocattoli ha anche un altro obiettivo. «La preparazione universitaria, che non ha nessun collegamento col mondo del lavoro. All’estero i bambini di otto anni parlano inglese meglio di Frattini. Noi dobbiamo imparare a fare le cose che sono necessarie, mentre l’università continua a sfornare “dottori” che del titolo dopo la laurea non sanno cosa farsene. Io ho fatto Economia e commercio e mi ricordo ancora di essere stato bocciato all’esame di storia della ragioneria. Ma a cosa mai mi sarà servito saperla? Oggi i ragazzi che arrivano in azienda non sanno fare nulla di ciò che serve davvero, tocca a noi stare sei mesi accanto a loro per avviarli. Dovrebbero essere i giovani a portare idee e capacità nuove, no? Alcuni lo fanno ma è solo perché si sono dati da fare da soli, non certo per quello che hanno studiato. Come si fa una presentazione, un power point, l’allestimento di una sala campionario, queste sono le cose importanti. Bisogna riformare profondamente il nostro concetto di cultura per chi punta a lavorare nell’industria». (s.p.)

«TORNO apposta dagli Usa per partecipare alla Leopolda, perché abbiamo un problema col governo attuale ma non vedo cose chiare dall’opposizione». Si chiama Guido Ghisolfi, ha 55 anni ed è vicepresidente del gruppo Mossi&Ghisolfi, che ha sede in Piemonte: una società che fattura 2,3 miliardi di euro, il secondo gruppo chimico italiano dopo l’Eni, il primo produttore mondiale di Pet, la plastica leggera. E proprio la M&G ha investito 120 milioni di euro in ricerca, per realizzare, vicino Vercelli, il più grande impianto del pianeta di bioetanolo. «Parlerò di scuola, investimenti e ricerca. E lo farò da imprenditore, non da politico. Spero di farcela in soli 5 minuti», dice Ghisolfi, che ha partecipato anche al Lingotto 2. «Chiedo spesso quand’è l’ultima volta che siamo stata in gara per il Nobel e i rettori si arrabbiano ma la nostra scuola e università deve anzitutto confrontarsi col resto del mondo, perché il nostro gruppo lo fa. La verità è che la spesa non è focalizzata su pochi atenei di qualità, ma dispersa», dice l’imprenditore chimico. Che ha una proposta da fare sugli investimenti: «I Comuni devono dotarsi e rendere disponibili le informazioni di cui una società che vuole investire sul territorio ha bisogno: gli strumenti urbanistici, la qualità dell’aria e dell’acqua, la logistica. Sapete quanto ci vuole per avere queste informazioni? Tutti i Comuni, compreso quello di Matteo, dovrebbero essere obbligati a rendere disponibili questi dati anche a chi sta negli Usa. Chi non lo fa dovrebbe essere penalizzato con tagli alle risorse». Per non dire di una variante urbanistica, che in Italia richiede 2-3 anni. Ma che fare con la ricerca, dove trovare i soldi? «Penso ad un fondo finanziato da una tassa, si tratti della benzina o di altro. I soldi però non dovrebbero essere dati a carrozzoni come l’Enea o il Cnr ma dovrebbero essere investiti in iniziative di ricerca. E una volta raggiunto il risultato rimpinguo il Fondo con le royalties dei brevetti. Ovviamente, il Fondo non dovrebbe essere gestito da politici», avverte Ghisolfi. (m.v.)

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Leandro Consumi

Il conto

Vorrei far capire quale prezzo si paghi per il solo fatto di essere italiani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Guido Ghisolfi

I dati

I Comuni devono rendere disponibili le informazioni alle società che vogliono investire


Big Bang, mille iscritti online. 250 arriveranno dalla Sicilia