Page 1

cinema

TORNANDO DA …

Medjugorje acconto del Paradiso

Ruggiero, il pellegrino info@crocifisso barletta.it

Direttore editoriale: Ruggiero Caporusso Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi Ruggiero Rutigliano

5

Redazione: Rossella Acconciaioco, Maria Rita Borraccino, Mario Borraccino, Alessandro Brandi, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Silvia Giannella, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Massimo Serio Hanno collaborato: Abramo Ferrara, Gerardo Del Negro, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno IX - n. 71 giugno/luglio 2012 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382 Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

2012

ORARI SS. MESSE PERIODO ESTIVO Feriali ore 19.00 – Festivi ore 8.30 – 19.00 – 20.30 3 dom 4 lun

dalle ore 18.00 Iscrizione oratorio estivo ore 19.30 Preghiera di lode RnS (tutti i lunedì) ore 19.30 Concerto Musicale Preludio all’Estate eseguito da L. Musicale “C.M. Giuliani”

7 gio

ore 8.00 Gruppo volontario (decoro della Chiesa ogni giovedì) ore 9.00 Gruppo Caritas (ogni giovedì) ore 17.30 Prove Corale (ogni giovedì) ore 17.30/18.30 Gruppo EPASSS (lab. scol. per diversamente abili ogni giovedì) dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica animata dai Giovani

9 sab

ore 19.00 Consegna S. Scritture 1ª Media

11 lun

ore 19.30 Incontro verifica Catechisti

12 mar

ore 20.00 Consiglio Pastorale Parrocchiale e Affari Economici

13 mer

Incontro agapico con i gruppi giovanili

14 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica silenziosa

15 ven

Sacratissimo Cuore di Gesù

16 sab

ore 19.00 Consegna Padre Nostro 2ª Media ore 20.30 Palazzetto dello Sport Musical del Gen Verde

17 dom ore 10.00 Prime Confessioni del gruppo di Anna Doronzo ore 17.30 Cattedrale Prima Festa della Famiglia ore 20.30 Messa di Ringraziamento 18 lun

ore 20.00 Gruppo Culturale “La Stadera”

21 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica dai Catechisti e dal RnS

23 sab

ore 20.00 Ordinazioni Sacerdotali (Basilica S. Maria Maggiore)

24 dom Giornata per la Carità del Papa ore 10.00 Prime Confessioni del gruppo di Suor Luciana ore 20.30 Messa di Ringraziamento

LUGLIO

anno IX

ore 8.30 Ritiro Spirituale e verifica con i gruppi giovani, giovanissimi e postcresima ore 20.30 2ª Comunione del gruppo di Damato C. e D’Argenio V.

10 dom Corpus Domini ore 10.00 Prime Confessioni del gruppo di Francesca e Federica ore 19.00 Messa di Ringraziamento e Festa del Perdono

AGOSTO

deocamera riponendola in borsa. All'ultima tappa della via Crucis tocca proprio a me leggere quel passo in cui Gesù dice: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”; frase che recito durante quei momenti in cui quando tutto sembrava finito e non mi restava nemmeno la forza di gettare la spugna, ma subito dopo qualcuno era sempre lì pronto ad afferrarmi e ad aiutarmi a rialzare. Mi resi subito conto che il pellegrinaggio non era una semplice curiosità, ma un atto di ringraziamento. Da buon pioniere non vedevo l'ora di salire in cima. Se non fosse stato per mia moglie che ininterrottamente afferrava il mio braccio non avrei messo molto ad arrivare data la mia giovane età. Mentre mi avvicinavo alla meta chiedevo a Dio che mi aiutasse a cancellare questa mia forma di egoismo. Mancavano pochi passi. Mia moglie continuava a ripetermi di non correre e di andare piano. Mi bastava allungare il collo per vedere la meta tanto attesa ed ecco che una signora del nostro gruppo ha dei giramenti di testa, la soccorro e l'aiuto a sedersi. Preso dalla gioia di vedere il Krizevac mi stavo rimettendo in cammino, ma la signora mi prega di non abbandonarla e così resto con lei facendola sorridere e rassicurandola con una mia battuta pronta. Capii che Dio mi aveva ascoltato e che chi aveva bisogno di aiuto ero io e che solamente aiutandola sarei riuscito a vincere il mio egoismo. Adesso dovevo aiutare 2 donne a salire... Tutti insieme arriviamo alla meta, la signora mi ringrazia, ma non avevo il coraggio di dirle che ero io a doverla ringraziare. Nel pomeriggio si va in comunità a sentire la testimonianza di una mia coetanea e di come la Madonna l'abbia cambiata e dato a lei la gioia di vivere. Ma l'incontro di suor Cornelia mi ha dato una forte scossa quando ha pronunciato testuali parole: “Io mi occupo e non mi preoccupo”, un modo straordinario per descrivere l'affidamento di tutta se stessa nelle mani del Signore. Il terzo giorno incontriamo Vicka, una delle 6 veggenti. La sua testimonianza è stata la sintesi dei messaggi della Madonna. Nei suoi occhi c'era qualcosa che non so descrivere... il suo sorriso pieno di gioia. Inoltre, mentre parlava, contemporaneamente salutava tutti i pellegrini con un bacio “volante” diretto al loro cuore. Meraviglioso il suo lungo silenzio, in questo mondo caotico e il trovarsi a recitare tutti insieme la stessa preghiera in lingue diverse. Il pomeriggio abbiamo ascoltato un'altra testimonianza di altri miei due coetanei che a Medjugorje sono rinati, come se prima fossero stati nelle tenebre. Il quarto giorno, ricorrenza della Divina Misericordia, l'Italia a Medjugorje si ritrova durante la santa messa, tanta gente, ma anche tanta fede. Finalmente era il giorno in cui potevamo beneficiare dell’indulgenza plenaria. Pensai... potrò salvarmi anch'io, ma non appena Don Rino ci informò che la misericordia si poteva applicare per noi stessi o per un defunto ho pensato di donarla a mio padre. Io posso attendere. Subito dopo pranzo, il rientro. Arrivato a casa mi sono accorto di aver ricevuto il dono più grande che potessi avere... è una sensazione che non avevo mai avvertito prima... sono stato in casa della Regina della Pace e mi sono portato proprio quella pace che ho sempre cercato e mai trovato, forse la Madonna ha voluto regalarmi un piccolo acconto del Paradiso sulla terra.

giugno/luglio/agosto

SET

E

ra la prima volta che prendevo il traghetto, ignaro di cosa m'aspettasse. Sudo, mi scopro, mi svesto e mi rivesto sotto le lenzuola: ero agitatissimo, non riuscivo ad avere un attimo di pace e le lancette dell'orologio scorrevano lentamente. Decido di scendere dal letto, mi siedo sullo sgabello, appoggio le braccia sulla mensola cercando riposo. La situazione non è né delle migliori e nemmeno delle più comode e così dopo circa un'ora decido di rivolgermi alla Gospa e prego chiedendo pace e riposo. Passa ancora del tempo e decido di ritornare sul letto... il mattino arriva prima del previsto; ero riuscito a dormire e a riposare. Ed ecco il mio primo giorno a Medjugorje. Pomeriggio presto ci rechiamo nel luogo delle apparizioni ed io armato di macchina fotografica e videocamera ero deciso nel fare un bel documentario come quel famoso giornalista che tutti conoscono. A malincuore decido di mettere in borsa la videocamera ed aiutare mia moglie a salire. Arrivati nel punto in cui era apparsa la Madonna alle veggenti mi fermo a pregare, ma una grandissima sensazione di protezione l'avverto mentre mi inginocchio sotto il crocifisso a due passi da lì. Al mattino seguente ci incamminiamo su un altro monte per raggiungere il Krizevac e stavolta ero veramente convinto che avrei filmato il tutto con una certa diligenza. Non appena la salita iniziava ad essere sempre più difficoltosa mi resi conto un'altra volta che se tenessi all'incolumità non solo mia e non solo a quella di mia moglie, ma anche quella degli altri pellegrini avrei dovuto smettere di filmare e così spensi anche questa volta la vi-

agenda

25 lun

ore 16.00 Biciclettata da S. Giovanni al Crocifisso (ore 18.00)

28 gio

ore 14.00 Campo Scuola cresimati/cresimandi dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 22.00 Rito Incubatio e Adorazione Eucaristica notturna

30 lun

Apertura Oratorio Estivo

1 dom

ore 10.00 Prime Confessioni del gruppo di Suor Franca – Filomena – Nicola ore 20.30 Messa di Ringraziamento

2 lun

Gita ad Acqualand – Vasto

8-9-10

Festa Patronale

25 mer

Festa Finale Oratorio: Zelig “Crocifisso”

30 luglio -3 agosto Campo-Scuola giovani a Guardia dei Lombardi (Av)

9-17

Pellegrinaggio in Terra Santa e Petra

71

THE SOCIAL NETWORK Qual è il fenomeno capace di descrivere questo particolare periodo storico? La risposta può essere solo una Facebook. La nostra è infatti l'epoca dei social network, della comunicazione non verbale, della socializzazione mediatica. Soggetto di numerose discussioni sociali e studi psicologici, Facebook ha attirato sempre più attenzioni su di sé, fino a divenire uno degli eventi cinematografici dello scorso anno con il film "THE SOCIAL NETWORK" del regista David Fincher, che ha vinto 4 Golden Globe e 3 Premi Oscar. Tutto inizia così: dopo aver rotto con la sua ragazza Mark Zuckerberg, brillante studente di Harvard, decide di sfogare le sue frustrazioni creando un sito, un database di tutte le ragazze del campus, che permetteva all'utente di confrontare due ragazze e votare la più carina. Facemash si insinua nei computer della facoltà con la velocità di un virus e dà a Mark la notorietà e le basi necessarie per l'idea di fondo di thefacebook.com. Accanto a lui il suo miglior amico e primo finanziatore del progetto Eduardo Saverin fondatore di Napster, un software che consentiva di condividere musica. Ma ogni grande idea è destinata a scontrarsi con gli eventi e deve prepararsi ad avere dei nemici… "The social network" è quindi una di quelle storie che vanno conosciute per capire meglio il mondo in cui viviamo,uno di quei film in grado di parlare della nostra epoca con tutte le sue contraddizioni e Mark Zuckerberg è il perfetto simbolo di come si possa essere una superstar di Internet, ma avere zero richieste di amicizia nella vita reale. Liana Caputo liana.caputo@gmail.com

I TRAGUARDI GIOIOSI E FECOND

tulandosi ringrazia Dio congra La redazione tutta la stessa, per il del e ent pon com e, con Salvatore Mellon importante: traguardo che ritiene raggiungimento di un isti della blic Pub i list rna o dei Gio l’inserimento nell’elenc il nostro o Dop 2. o marzo 201 Regione Puglia dal prim il Vicedirettore, e ro, gie Rug e ont Direttore, Dott. Dim contributo vatore potrà offrire un Rizzi Angela, anche Sal Giornale. tro nos del a scit la cre personale di rilievo per uri per aug i cer sin gere i nostri più Inoltre vogliamo por 26 maggio u.s. tra ato sab ata ebr cel l’unione sponsale futura vita Maffione e per la loro Terlizzi Maria e Angelo ni. zio edi ben di feconda matrimoniale piena e

Vi è un’età in cui si insegna ciò che si sa; ma poi ne viene un’altra in cui si insegna ciò che non si sa e questo si chiama cercare.

14 mar

ore 21.00 Veglia dell’Assunta – Compleanno del Parroco

(Roland Barthes, studioso)

30 gio

ore 22.00 Rito dell’Incubatio e Veglia di preghiera in preparazione all’Ordinazione Sacerdotale di don Alessandro

La vita interiore è la fonte più profonda e pura della felicità. La preghiera è l’azione più sublime di cui è capace lo spirito umano.

1 sab

Ordinazione Sacerdotale di don Alessandro (Cristo Lavoratore - Trinitapoli)

2 dom

ore 19.00 Prima Messa di don Alessandro

«Se potessi ti darei tutto, anche ciò che non ti aspetti: ti comunicherei la mia gioia di vita, la mia esperienza di fede, il mio recondito spirito di bambino, la mia tenerezza, la mia generosità e anche la mia unica ricchezza: Gesù Cristo». (padre Diego Pedone)

Intenzione missionaria dell’apostolato della preghiera: perché i cristiani in Europa riscoprono la propria identità e partecipino con più slancio all’annuncio del Vangelo.

(Edith Stein)

“Una nave in porto è al sicuro. Ma le navi non sono fatte per questo”. (John)

giugno luglio

2012

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

QUELLA PORTA… di Tom

“La fede, proprio perché è atto della libertà, esige anche la responsabilità sociale di ciò che si crede”. È quanto scrive il Papa, nel motu proprio “Porta Fidei” indicendo così, l’“Anno della fede”, che si celebrerà dall’11 ottobre 2012 (50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II) al 24 novembre 2013. Iniziano le nostre riflessioni.

C

ara Interiorità, che puoi far rima con profondità, ti scrivo da fuori alla tua stanza immaginando di limare quanto ci allontana. Agli occhi l’una dell’altra possiamo apparire come antagoniste, litigiose, indifferenti, io qua all’esterno, tu là dentro, io con luci, viali, frivolezze che forse nascondono richieste di ascolto o silenzi infagottati per sentire un tepore svanito, tu col tuo mondo, col tuo mistero, con la tua calma, difficile da comprendere per chi come me non è abituata alla tranquillità. In questo posto la frenesia fa vibrare, se non tremare, ogni cosa. La frenesia, cara mia, è il magma su cui sono poggiate le zolle del vivere odierno: quando essa cerca un nuovo equilibrio, attorno è tutto un sobbalzare di vite, un ondeggiare di sensazioni e sentimenti che rimettendosi in gioco rimettono in gioco. Ma la vita è un gioco? Io, proprio io che sto fuori e che vivo guardando, non posso accontentarmi dell’idea di un caso che giocando con i giorni di ognuno rende l’esistere un vivere dall’ordine scombinato. Certi stili li vedo passare trafelati e sicuri: ammaliano e rendono burattini nelle mani dell’assurdo. Chi aiuta tanti a sfuggire all’azzardo sul loro esistere?, penso, convincendomi un attimo dopo che di aria fresca da respirare e condividere ce ne sia ancora tanta e per tutti. Le ginocchia sbucciate dei bambini che schiamazzano per le strade dietro ad un pallone sono il racconto di un sorriso e la storia di una speranza. Da qua fuori, però, continuo ad osservare per cogliere quanto mi è dato di sapere dalle parole perse o impiegate come scambio ai crocicchi. Proprio l’altro giorno un anziano ripeteva, testuale, che “se tutto va come deve andare, com’è che non va come deve andare?”. Punto di domanda e frase, sospese per qualche secondo, caddero pesanti a terra. Alla fine, solo il silenzio. A te, però, che il silenzio lo intendi, giro quell’interrogativo. La tua visuale amplia la mia, quanto scaturisce dal tuo riflettere sulle cose mi è utile. Pensaci e rispondimi senza fretta e come vorrai. Per tornare a noi, ora che osservo meglio, mi accorgo che là dove tu vivi non ci sono solo muri: vi scorgo una porta, nemmeno poi così piccola. Non siamo, dunque, divise. Certamente separate, divise no. La divisione è altro che annienta, è lontananza cieca, egoismo rancoroso, fuga dalla differenza che abbraccia. Non siamo divise, no, perché c’è quella porta, quella porta che mi dà fiducia nel credere che quanto è qua fuori possa incontrare quanto è là dentro per capire e capirsi meglio. Il nostro segreto è proprio quella porta, semplice luogo di transizione, di passaggio, di movimento oltre la stasi. Una porta è il telaio per la tessitura di relazioni in sé e con l’altro. Sorrisi e angosce vedo, ora, avvicinarsi a quella porta. “Busseremo tutti insieme oppure uno alla volta?”, dicono, “Apriranno da dentro?”, “E chi lo farà?”, sento, “Lo farai tu, vero? Aprirai tu a me che cerco un senso che possa illuminare oltre il male?”. “Ecco, sto alla porta e busso” (Ap 3,20). Si sente anche qua fuori quella voce. Chi lo dice amò, ama ed amerà, nella discrezione, attendendo un libero “Sì, entra!”. Io, con la curiosità affacciata sul mistero, lascio che le nocche delle mie dita percuotano il legno: la soglia, da confine, spero si muti in territorio comune d’incontro e scambio. Il dischiudere dischiudendosi, infine, sarà dialogo per ragionare e, perché no?, credere. Tutto questo solo se mi aprirai, solo se a quella porta darai il suo senso vero. Con affetto,

per segnalazioni e comunicazioni

puoi seguirci anche su

delegato relazioni stampa

info@crocifissobarletta.it

www.facebook.com/sscrocifissobarletta

redazionelastadera@gmail.com

Postmoderno, …maggio…

Esteriorità


L'APPUNTO

Quando la famiglia è essenziale

“Vuoi l’arancia?”

con la famiglia

2

Il grido dalla terra Tu lo senti?

«D

issi che cercavo di vivere la mia malattia con il sorriso e che anche se soffrivo, riuscivo a gioire in qualche modo perché confidavo in Dio… Non ero solo perché avevo tante persone intorno a me che mi volevano bene e mi sostenevano con il loro affetto…» (da “Vuoi l’arancia?” pp.86-87). Con queste parole Giuseppe Ricatti, giovane scrittore barlettano, celebra il suo amore per la vita nonostante la sofferenza causatagli da una malattia che lo affligge dall’infanzia. Giuseppe racconta la sua storia e insieme quella della sua famiglia: «Il dolore forte dei miei genitori nel vedermi così tanto soffrire, nessuno lo conosceva. È nel gene della mia famiglia sorridere sempre con un sorriso non falso ma sincero, perché la sofferenza ci piace lasciarla sempre fra le mura di casa nostra e non farla pesare a nessuno» (cfr. p.87). Un padre e una madre che quotidianamente si donano con amore al proprio figlio, annullandosi in lui e realizzandosi nella costante dedizione d’amore, sono un esempio di forza e di speranza che non conosce limiti. Nel suo libro Giuseppe sostiene il valore della famiglia, esalta la sua bellezza e la sua necessità rispetto al bene di ogni persona. In quanto comunità di amore, infatti la famiglia promuove il bene della persona e questo avviene nella mutua donazione tra i suoi componenti, nell’amorevole cooperazione di tutti i suoi membri, nel conforto e nel sostegno reciproco in situazioni di difficoltà, nella piena condivisione di tutto nello spirito dell’indissolubile unità su cui si fonda il matrimonio stesso. Cosa induce un ragazzo, afflitto da un’incurabile malattia, a ripetere “io sono fortunato”, “mi sento felice”, “ringrazio Dio”. Giuseppe rivela che la fede in Dio, la speranza di continuare a vivere realizzando dei sogni, la carità vissuta in prima persona e sperimentata prima di tutto in famiglia sono il segreto della sua solida felicità. Parlando di sua madre scrive:«Lei è sempre stata il bastone della mia sofferenza avendola condivisa». E dopo aggiunge «Mio padre… mi infondeva tanto coraggio e anche se lui cercava di non darlo a vedere mi accorgevo che soffriva molto per me» (cfr. p.74). Da queste parole emerge un vigore morale e spirituale che solo la vera famiglia cristiana può sperimentare in quanto fortificata dal sacramento del matrimonio che pervade la vita di fede, speranza e carità. Nel libro si racconta l’esperienza di una famiglia che nonostante tutto, si apre al mondo, risponde alla sua vocazione sociale ed ecclesiale attraverso l’esercizio della preghiera e della carità. Giuseppe ci parla di una famiglia vivificata dalla pietà verso Dio e verso gli uomini, una famiglia che si costituisce come scuola di virtù sociali nella quale genitori, nonni e zii hanno costantemente affiancato l’autore e collaborato attivamente nella sua educazione. A sorridere dinanzi alle difficoltà si impara. L’apprendimento avviene se si hanno modelli disponibili dinanzi a sé. Questo implica che i genitori diventino consapevoli della responsabilità di dare ai loro figli buoni esempi. Ne consegue che atteggiamenti di tenerezza, perdono, rispetto, fedeltà, servizio disinteressato sono in grado di educare più di ogni altra cosa. Man mano che Giuseppe è cresciuto e la sua vocazione si è fatta più chiara, la famiglia ha aderito alle sue scelte, ha condiviso le sue passioni favorendone la promozione e seguendolo nel suo percorso di crescita. Nel suo libro Giuseppe inquadra la prospettiva dei figli nel loro rapporto con i genitori. Un figlio è chiamato al rispetto per i genitori e questo si esprime attraverso atteggiamenti e parole di riconoscenza. Come figlio non perde occasione di gratificare i suoi cari con un esplicito grazie, oppure con costanti sorrisi e con l’impegno nel lavoro. Nel libro troviamo pagine dedicate alla mamma, espressioni di ammirazione verso il padre, parole di tenerezza rivolte ai nonni. Nell’anno dell’Incontro Mondiale con le Famiglie, la testimonianza di Giuseppe Ricatti è una voce di cui ogni famiglia può fare tesoro, un’immagine verso la quale volgere uno sguardo interessato.

Maria Terlizzi maryter@fastwebnet.it

attualità

ELETTROSMOG

I

l pensiero viaggia e i ricordi pure. Le lacrime bagnano il diario aperto per rileggere gli ultimi appunti. Melissa non c’è più. Vanessa e Veronica sono ferite. Dinanzi ad un boato l’istinto ti dice di fuggire, il cuore ti fa gridare il nome di chi ami. La cerchi, la trovi. Ma la perdi. E sorridendo ti regala l’ultimo saluto. Il congedo: “Sarò sempre con te”. Lo stesso sorriso che passa su tutti gli schermi, sulle pagine di internet. Il sorriso di Melissa che come tutte le sue coetanee voleva volare. E sentirsi amata. Quel sorriso che in fondo nasconde un po’ di timore e implora a chi la guarda: “Custodiscimi”. Ma è un sorriso che fa anche paura a chi vuole spegnere il futuro e tarpare le ali solo perché lui non sa più volare. Non sa più sognare. Il dolore ancora una volta non è scontato. Le parole sì. Se ne dicono tante. Troppe. Ragioniamo con la pancia, non con la testa. Il movente e l’assassino sono capitoli della giustizia. Noi società civile invece non possiamo turarci le orecchie ma abbiamo il dovere di interrogarci su come si possa annichilire così tanto la coscienza e porre in atto una simile strage! Siamo troppo lontani gli uni dagli altri. Siamo soli. E da soli si impazzisce, proprio come per il dolore che stiamo provando. Abbiamo bisogno di stare insieme e non solo in questi mesi in cui il dolore è ancora vivo e vogliamo condividerlo, gridarlo, digerirlo bene per poterlo ingoiare meglio. No, non solo ora dobbiamo unirci nelle piazze perché abbiamo paura e la vogliamo esorcizzare. Sentiamo l’estremo bisogno di vivere da fratelli. L’estrema urgenza di costruire la “cultura dei legami”. Di capire che il destino dell’altro è anche il mio. Che la mafia, il terrorismo, la solitudine si possono sconfiggere se insieme crediamo che un mondo migliore è possibile costruirlo. E le amiche di Brindisi ci sono di insegnamento. Anche la morte non le ha divise perché si sono cercate. Credevano nell’amicizia. Insieme stavano meglio. Perché l’amicizia vera ti offre sempre una spalla su cui piangere e un volto da cercare anche nelle avversità. Ripartiamo dall’amicizia, dai veri beni valori. Scendiamo pure in piazza. Manifestiamo. Alziamo la voce. Ma non facciamo della nostra memoria un breve segmento. Anzi con l’estate ormai alle porte chissà quante notti trascorreremo in spiaggia a vedere le stelle: ciascuno pensi a chi quel bellissimo firmamento non gli dice più nulla; a chi lo scruta senza riuscire a trovare la sua stella. Io penserò al fidanzato, al padre e alla madre di Melissa che hanno un punteruolo nel cuore che lo fa sanguinare. Per una volta almeno stringiamoci queste benedette mani per sentirci davvero vicini. Costruttori di comunità renderemo più vivibile questo mondo che ormai sembra aver perso ogni punto di riferimento. Dalla terra si alza l’urlo di chi geme. Dal cielo avremo l’aiuto desiderato per non arrenderci. Mai. beniamino53@gmail.com

E-state con noi! A

l termine del cammino di un anno pastorale due appuntamenti importanti animano l’estate della nostra comunità: l’Oratorio Estivo e il Camposcuola. L’Oratorio Estivo, che ci impegnerà per tutto il mese di luglio, ha lo scopo di offrire ai bambini e ai ragazzi un’occasione di crescita e di divertimento, attraverso un percorso di riflessione volto a scoprire la bellezza dell’amicizia, della condivisione, dell’onestà, sempre alla ricerca della relazione fondamentale con il Signore, che dà significato e gusto a tutte le altre relazioni. Ognuno di questi valori viene trasmesso, grazie alla testimonianza e alla dedizione di tanti nostri giovani animatori, con la preghiera, il gioco e le varie attività proposte giorno per giorno alla scatenata schiera di bambini e ragazzi che riempiono di gioia l’estate della parrocchia.

3

Ai cresimandi/ cresimati e ai giovani di scuola superiore la bella stagione offre l’esperienza del Camposcuola: tempo propizio per verificare il percorso compiuto insieme nell’anno, per condividere gioiosamente giorni distensivi a contatto con la natura, per rinsaldare i vincoli di amicizia, per vivere intensi momenti di intimità con Dio, mettendosi uno accanto all’altro in un clima di servizio e di fraternità. Da qui si riparte, corpo, mente e cuore carichi di entusiasmo, per un nuovo cammino comunitario sulla via che il Signore traccia giorno dopo giorno. Don Alessandro alexander_bra@hotmail.com

Quale pericolo costituisce per noi cittadini?

I

l 20 Marzo 2012 nella chiesa di San Paolo Apostolo, Francesco Tarantini, Presidente regionale della “Lega Ambiente” (Puglia), e Sabrina Salerno, Presidente “Associazione Beni Comuni”, hanno tenuto l’incontro sulla tematica dell’elettrosmog o meglio dell’inquinamento elettromagnetico. E’ stato proprio Tarantini ad indicare ai presenti in che modo bisogna approcciarsi dinnanzi a questa tematica al fine di tutelare l’ambiente e la propria salute partendo dal panico suscitato dal caso dell’antenna presso il ponte Parilli. Tarantini ha proseguito con la spiegazione della differenza di due tipi di radiazioni, ionizzanti (fanno nascere forme tumorali) e non ionizzanti (non rompono la materia e quindi a primo impatto non costituiscono alcun danno per gli uomini). Alla base di quest’ultime ci sono le sorgenti a bassa frequenza (elettrodomestici ed elettrodotti), e sorgenti ad alta frequenza (antenne, cellulari e

4

ripetitori). Le prime sono facilmente risolvibili in quanto il campo elettrico e magnetico ad una certa distanza diventa zero; ciò spiega il motivo per il quale è preferibile accendere la lavatrice di notte, la gente, infatti, non viene esposta alle radiazioni. Per quanto riguarda le linee elettriche e magnetiche ossia gli elettrodotti che danneggiano solo chi si espone per lunghi anni alla loro presenza, possono essere o allontanate dalla città (dopo 70m il campo elettrico e magnetico diventa zero), o interrate, o ancora innalzate ulteriormente (tecnica della linea compatta); la soluzione più costosa è quella dell’interramento. Le seconde invece sono più problematiche perché le onde elettromagnetiche viaggiano nello spazio; per tale ragione si è soliti pensare che la pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse da un’antenna dipenda dalla sua altezza, ma in realtà non è così, infatti, spiega Tarantini,è il loro orientamento a dover costituire la fonte principale di preoccupazione. Tuttavia esistono antenne più “innocue” ossia le antenne riceventi che trasformano l’onda elettromagnetica in segnale elettrico e i ponti radio che hanno pochi watt e non sono dannosi. Alla questione delle antenne si collega quella dei cellulari: le onde elettriche una volta emesse, ritornano alla stazione di base perché tra le celle (rappresentano la suddivisione del territorio), esiste una corrispondenza biunivoca; inoltre il numero delle antenne presenti in una zona dipende dal numero delle schede sim registrate e deve essere moltiplicato per ogni gestore telefonico (in Italia ce ne sono quattro). Anche i ripetitori radiotelevisivi fanno la loro parte infatti a differenza di quanto si

possa pensare, sono i più pericolosi perché hanno un segnale più potente; possono coprire un’intera provincia e addirittura una parte dell’ Italia (un esempio è la stazione "Radio Maria"); per risolvere questo problema è necessario allontanarli dal centro abitato. A questo punto risulta facile pensare a quale livello magnetico noi cittadini siamo esposti ogni giorno. Tarantini spiega che tutte le antenne sono strutturate in modo tale che il campo elettrico e magnetico della città si mantenga equo. Tuttavia per verificare ciò è possibile fare affidamento alla tecnica del monitoraggio che può essere fatta o al computer (senza risultati certi), o attraverso misure puntuali eseguite dall’ ARPA (ente proposto al controllo delle emissioni elettriche), o ancora con il monitoraggio di controllo che è il più attendibile. Se per le sorgenti a bassa frequenza è il cittadino a dover mettere in atto alcune precauzioni, per quelle ad alta frequenza non deve far altro che sollecitare il comune a chiedere i controlli previsti. A riguardo durante l’incontro le lamentele dei nostri concittadini non sono mancate; tuttavia, nel rispetto della verità, dobbiamo segnalare come siano cominciati (e quasi terminati) i lavori di interramento degli elettrodotti presenti in via papa Giovanni XXIII (traversa di via Achille Bruni) che ci permettono di ben sperare per il futuro riguardo altri grandi problemi, ad esempio il famosissimo sottovia che dovrebbe eliminare i due passaggi a livello di via Andria, che attanagliano la nostra città. Maria Rita Borraccino mariri91@hotmail.it Fausta Torre lunablue3@hotmail.it

La Stadera N.71 Giu-Ago 2012  

La Stadera N. 71 Giugno-Luglio-Agosto 2012

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you