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cinema

CI SCRIVONO…

agenda

Dall’

marzo 2012 3 sab

4 dom

forza adottato dai militari per sopprimere la protesta. Sono iniziate “retate” indiscriminate e nel giro di poche ore il giorno successivo una lista di sospetti si trovava nelle prigioni militari. Tra questi Michel. In virtù di una legge anti-terrorismo vigente nel paese dal 1982, anno dell’assassinio dell’allora presidente Anwar el-Sadat, persone sospette possono essere sequestrate e detenute in modo definitivo, senza che ci sia un’inchiesta giudiziaria. Va da sé che libertà di stampa ed espressioni di dissenso critico sul governo hanno subìto restrizioni spesso attuate in maniera feroce. Michel, un ragazzo di 21 anni, analfabeta e con una famiglia che dipende dal suo stipendio per “tirare avanti” si è trovato detenuto senza colpa e senza motivo fino ad ora. La sua è una storia che difficilmente verrà raccontata. È uno dei tanti, poveri

e senza nome. Eppure noi siamo convinti che storie come la sua vadano riportate. Non perché è un cristiano ma un cristiano povero. La sua storia è una sfida alla speranza non perché è un cristiano ma perché la speranza cristiana passa

per un rigoroso esercizio della libertà e del confronto. Qui a Cordi Jesu abbiamo iniziato un piccolo cen-

tro Mass Media proprio in risposta a quanto avvenuto. Ci lavorano due giovani egiziani a tempo pieno, Joseph e Samy. Documentano storie e le ripropongono ad una mailing list crescente di persone nel paese. La consapevolezza ecclesiale

dell’importanza dei Mass Media nella realtà del paese è ancora agli inizi. Il centro Mass Media “CJ News” è iniziato il 10 Ottobre 2011. È sorto sull’incrocio di due date simboliche: la nascita al cielo di San Daniele ed il sequestro sulla terra di Michel. Perché la missione della Chiesa sia fonte di luce e difesa di tutti quei poveri che nascono ai margini del mondo, accompagnateci sempre con la vostra preghiera, augurandovi un buon cammino quaresimale. P. Giovanni Esti (Il Cairo) info@crocifissobarletta.it

aprile

I

nsieme ai miei confratelli, padre Angelo Anzioli, padre Luciano Verdoscia, padre Paul Annis, ci siamo stretti durante le ondate di violenza che ripetutamente si sono riversate sull’Egitto, paese che amiamo ed in cui lavoriamo. La nostra chiesa si trova a poche centinaia di metri da Piazza Tahrir e da strada Maspero, sede della televisione di Stato e luogo di uno scontro cruentissimo lo scorso 9 ottobre in cui 36 cristiani copti sono stati brutalmente uccisi mentre manifestavano la protesta per la distruzione di una chiesa. Uno dei nostri lavoratori ha riportato ferite all’addome e sulle braccia. Per noi, tuttavia, il peggio doveva ancora venire. Il giorno dopo un altro dei nostri lavoratori, che qui chiamiamo semplicemente “Michel” non si è presentato. Michel è stato “adottato” dai Comboniani, ripescato da una discarica, doveva raccogliere rifiuti dall’età di 9 anni. Cresciuto, lo abbiamo assunto. Michel, per venire al lavoro doveva passare per Maspero ed il 10 ottobre, giorno anniversario della morte del nostro fondatore San Daniele Comboni, Michel non è arrivato da noi, la sua casa. Per contrastare lo spirito d’emergenza che la strage ha generato sulla stampa internazionale, il governo si è affrettato a porre in atto misure che mostrassero la cattura di colpevoli al fine di deviare l’attenzione sull’eccessivo uso di

ore ore ore ore ore

17.30 19.00 20.00 20.00 21.00

Catechesi Catechesi Catechesi Catechesi Catechesi

classi di 2ª e 3ª Media e Cresimati 1° Superiore (ogni sabato) Classe di 1ª Media di Isabella C. e Cristina C. (ogni sabato) Giovanissimi post-cresima (ogni sabato) Giovani (ogni sabato) Giovani Adulti (ogni sabato)

ore ore ore ore ore

9.00 11.00 17.30 17.30 20.00

Ritiro quaresimale c/o Parr. S. Giovanni Apostolo Catechesi Classi di 1ª e 2ª Elementare (ogni domenica) Corso pre-matrimoniale (ogni domenica) Catechesi genitori Battezzandi Catechesi Biblica (1ª e 3ª domenica)

5 lun

ore 18-20 ore 19-21 ore 20.00

Villaggio Paradiso: Catechesi per i diversamente abili (ogni lunedì e venerdì) Catechesi Biblica (ogni lunedì) Gruppo culturale La Stadera e Internet (1° e 3° del mese)

6 mar

ore 18.30 ore 19.30

Catechesi del RnS (ogni martedì) Catechesi quaresimale del Vescovo c/o Parr. S. Sepolcro, Barletta

7 mer

ore 19.30-21 Preghiera di Lode RnS (ogni mercoledì)

8 gio

ore ore ore ore ore ore

9 ven

ore 17.00 ore 18.30 ore 19.00

S. Messa al Crocifissino di campagna Catechesi classi 5ª elementare e 1ª media (ogni venerdì) S. Messa e Via Crucis con i giovani/issimi

10 sab

ore 19.45 ore 20.00

Catechesi genitori della Prima Comunione Catechesi quaresimale del Vescovo c/o Parr. Immacolata, Barletta

13 mar

ore 18.30 ore 19.30

Catechesi del RnS Catechesi quaresimale del Vescovo c/o Parr. S. Andrea, Barletta

15 gio

ore 19.00 ore 20.00

S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici Adorazione Eucaristica guidata dai Catechisti e RnS

16 ven

ore 17.00 ore 19.00

S. Messa al Crocifissino di campagna S. Messa e Via Crucis per le vie del quartiere

18 dom

ore 20.00

Digiuno comunitario e Proiezione Film

21 mer

SOLENNI QUARANTORE ore 16.00 S. Messa ed Esposizione ore 18.00 Adorazione 3ª e 4ª elementare. Consegna Ostie ore 19.00 Vespri Solenni e meditazione con don Alessandro ore 20.00 Preghiera di lode RnS e Adorazione

22 gio

ore ore ore ore ore ore ore

8.30 12.00 16.00 18.00 19.00 20.00 21.00

S. Messa ed Esposizione Angelus, ora media e Reposizione S. Messa ed Esposizione Rosario eucaristico meditato dagli Associati e famiglie Vespri solenni e meditazione con don Alessandro Adorazione animata dagli Associati Compieta e Reposizione

23 ven

ore ore ore ore ore ore ore

8.30 12.00 16.00 18.00 19.00 20.00 21.00

S. Messa ed Esposizione Angelus, ora media e Reposizione S. Messa ed Esposizione Rosario eucaristico meditato dai Catechisti e RnS Vespri solenni e meditazione con don Alessandro Adorazione animata dai catechisti Compieta e Reposizione

24 sab

GIORNATA ore 8.30 ore 12.00 ore 17.30 ore 19.00 ore 20.00

8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa ogni giovedì) 9.00 Gruppo Caritas (ogni giovedì) 17.30 Prove Corale (ogni giovedì) 17.30/18.30 Gruppo EPASS (labor. scolastico per diversamente abili ogni giovedì) 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici 20.00 Adorazione Eucaristica Silenziosa

Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi Ruggiero Rutigliano

5

Redazione: Rossella Acconciaioco, Maria Rita Borraccino, Mario Borraccino, Alessandro Brandi, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Silvia Giannella, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Massimo Serio Hanno collaborato: Abramo Ferrara, Gerardo Del Negro, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno IX - n. 68 marzo 2012 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382 Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

68

ore 20.00

26 lun

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE - 11° Anniversario RnS Parrocchiale

29 gio

ore 19.00 ore 22.00

S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici S. Messa e rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

30 ven

ore 17.00 ore 18.30

VIA CRUCIS ESTERNA dal Villaggio del Fanciullo S. Messa (solo al Crocifissino)

31 sab

ore 18.45

Benedizione delle Palme

1 dom

Domenica delle Palme - 27ª Giornata Mondiale della Gioventù ore 8.15 e ore 9.45 Benedizione delle Palme

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

Tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett, divenuto un caso letterario per il grande successo ottenuto, “The Help” è un film appassionante che descrive la situazione femminile americana ed in particolare delle donne di colore del recente passato. Il film, che ha ricevuto numerose nomination agli Oscar 2012 (miglior film, attrice protagonista e due miglior attrice non protagonista), ha davvero un grande cast quasi tutto al femminile. La storia è ambientata a Jackson, nel Mississippi, nei primi anni ‘60. Eugenia Phelan, detta “Skeeter”, torna a casa dal college dopo essersi laureata ed è determinata a diventare giornalista e scrittrice. Sua madre non riesce a capire come mai sua figlia non possa essere come le altre ragazze di Jackson che non vedono l’ora di sposarsi e fare figli. Ma Skeeter, resasi conto del trattamento a cui sono sottoposte le numerose domestiche afro-americane che lavorano nelle case dei bianchi, decide di scrivere un libro assieme ad una di loro che ha accettato di raccontare la sua storia. Tutto questo viene fatto in assoluta segretezza, perché Skeeter deve fare i conti con i pregiudizi dei suoi concittadini. Ma quando una delle domestiche viene arrestata e subisce un pestaggio, tutte le altre vincono la paura e decidono di raccontare le loro storie fatte di discriminazione e maltrattamenti. Alla fine il suo libro diventa lo strumento che unisce tutte le donne. Come tutti i film caratterizzati da grandi cast al femminile. “The Help” descrive la solidarietà che riesce a conciliare le differenze di razza e generazione. È un film che parla di emancipazione femminile dal forte impatto emotivo, coinvolgente per tutta la sua durata. Assolutamente da vedere!

Catechesi per gli adulti con il parroco (ogni ultima domenica del mese)

“Credo nel sole, anche se non splende; credo nell’amico anche se non lo sento; credo in Dio anche quando tace…”. “Custodisci i miei passi. Non ti chiedo di vedere la scena lontana: un solo passo per volta mi è più che sufficiente”. (Newman)

Intenzione missionaria dell’apostolato della preghiera: perché lo Spirito Santo conceda perseveranza a quanti, particolarmente in Asia, sono discriminati, perseguitati e messi a morte a causa del nome di Cristo.

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

2012

Liana Caputo liana.caputo@gmail.com

25 dom

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

marzo

DEI MARTIRI MISSIONARI S. Messa ed Esposizione Angelus, ora media e Reposizione Adorazione animata dai ragazzi di scuola media S. Messa Adorazione animata dai giovani/issimi

P.S. In questo tempo di quaresima è possibile confessarsi tutti i giorni a partire dalle ore 17.30 Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso

anno IX

Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici. (Martin Luther King) Nel silenzio si cristallizzano i grandi caratteri, come nell’umile conchiglia s’indurisce la goccia di rugiada che, trasformata in pietra preziosa, ornerà la fronte della figlia del re. (S. Giuseppe Marello)

per segnalazioni e comunicazioni

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delegato relazioni stampa

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Lev Shome’a “C

hiedi! Cosa ti posso donare?”. Mai ricevuta una richiesta del genere. Salomone avrebbe potuto rispondere senza esitare un grande regno oppure non morire mai. Gli sarebbe andato bene la vittoria sui nemici oppure tante donne. Invece, egli chiede un Lev Shome’a, letteralmente “un cuore che ascolta” (1Re 3,9). Salomone desidera ricevere da Dio un cuore capace di ascoltare. Nell’antropologia biblica il cuore è l’organo che include ragione e affetto, quindi chiede che tutta la sua persona sia animata nella capacità di ascoltare. A Dio piacque questa richiesta e fu esaudita. Nella tradizione ebraica Salomone è il sapiente per eccellenza. “Anche Maria ha ascoltato senza superficialità la Parola di Dio annunciataLe per mezzo dell’Angelo, un ascolto che ha messo in discussione tutta la Sua esistenza, donandoLe un così forte slancio missionario al punto tale che è andata a svelare il suo segreto ad Elisabetta, condividendo con lei il frutto dell’ ascolto stesso, comunicando così la propria fede e fiducia nel Signore” (cf. Chiamati a “costituire, per tutta l’umanità, il germe più forte di unità, di speranza e di salvezza”. Linee di Programma Pastorale II biennio 20102012 della Parrocchia CrocifissoBarletta). La Quaresima di quest’anno ci conceda di chiedere al Signore, questo grande dono. Prima di essere definito dalla fede, dalle preghiere o dalle opere, il credente è uno che si esercita nell’arte dell’ascolto. È il primo rapporto che lo lega a Dio. Anche nella relazione con se stessi e gli altri, silenzio e solitudine sono i mezzi privilegiati di una vita interiore che ci permettono di prenderci confidenza e di osare a rompere con le logiche omologanti che tutto appiattiscono. Quando si sta un po’ soli viene anche purificato lo sguardo che si ha sulle persone, scoprendo in essi un volto inedito, che sfugge quando si sta fisicamente accanto a loro. Si impara un

un cuore

che ascolta nuovo modo di vivere, di educare, di lavorare. A questa scuola si apprendono discipline speciali in cui vince chi perde, è bravo chi si fa piccolo, viene premiato chi si fa da parte, in una logica rovesciata ma vincente. Iniziamo a conquistarci questi spazi nel periodo quaresimale. MERCOLEDÌ DELLE CENERI. È tempo di grazia per noi. Signore, abbiamo così tante cose da dirti da non lasciarti nemmeno parlare. Ci siamo così ritmati, velocizzati e stressati che ci troviamo sempre a correre per arrivare continuamente in ritardo. Donaci di capire che è questo il tempo favorevole di ricordarci che siamo cenere, di rinnovare la nostra mentalità, di cambiare il cuore e di fare esperienza di ascolto vincendo la nostra tiepidezza. PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA. Il silenzio per ripartire. Signore Gesù, il tentatore ha messo in dubbio che Dio Tuo Padre ti amasse, ma Tu ad ogni provocazione ti sei abbandonato al Padre e hai vinto. Donaci di trovare stabilità sempre in Te. Il tuo Spirito conduca anche noi al deserto della meditazione per ascoltare la Tua voce che parla al nostro cuore, facendo sgorgare sentimenti di pace, sentimenti di bene, di impegno e di servizio. SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA. Un monte per ascoltare. Signore, sul monte ci sembrava che la fede fosse del tutto facile e spontanea con le persone a noi care. Donaci di scendere dal monte e percorrere la Tua strada, senza cercare scorciatoie impossibili. L’ascolto del “Figlio amato” ci faccia comprendere di "prestare attenzione gli uni agli altri, per stimolar-

ci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (Eb 10,24), e che il mattino di Pasqua passa per il Venerdì Santo. TERZA DOMENICA DI QUARESIMA. Un tempio di pietre vive per ascoltare. Signore è bello scoprire che Tu, fai di noi le pietre vive per costruire un tempio posto sul monte per far luce a tutti gli uomini. Donaci di non scoraggiarci quando siamo nelle difficoltà certi della capacità di fidarci di Te e di affidarci solo a te. QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA. Un incontro per cambiare. Signore, come Nicodemo, vorremmo mettere da parte i nostri falsi pensieri su Dio. Donaci piuttosto, o Signore, la forza di cercarti e di riconoscerti nel buio della croce, e solo lì che ti fai presente, è solo nel dolore crocifisso e offerto che semini in noi la tua vita che sa già di resurrezione. QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA. Un chicco fecondo e silenzioso. Signore, hai aperto al mondo la tua vita di amore per rinchiudere, nel tuo grembo, ogni forma di egoismo e realizzando il disegno di amore che il Padre ti ha affidato. Donaci di imitarti come il chicco che si rompe, si dona in silenzio ed è fecondo di vita nuova. DOMENICA DELLE PALME. Una passione da completare. Signore, tu che accetti l’accoglienza festosa che ti viene riservata, ma nello stesso tempo sei pronto ad affrontare anche l’ingratitudine, donaci di professare sempre con fede, il grido di gioia della tua presenza: ”Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Donrì, rcaporusso@yahoo.it


TESTIMONI DI VERITÀ

QUARANTORE Un’immersione nella Pasqua di Gesù di don Alessandro Brandi alexander_bra@hotmail.com

O

gni anno, a partire dal tempo di Quaresima, la nostra comunità parrocchiale, insieme a quelle di tutta la Chiesa diocesana, si stringe in profonda adorazione in occasione delle Quarantore. È un tempo di grazia in cui ognuno può fermarsi per gustare profondamente la bellezza della preghiera personale e comunitaria, stando con gli occhi e il cuore fissi a Cristo morto e risorto presente realmente nel sacramento dell’Eucaristia. La pia tradizione della oratio quadraginta horarum affonda le radici nel XVI secolo, quando in una parrocchia di Milano fu esposto il SS. Sacramento all’adorazione dei fedeli per quaranta ore continue, con l’intenzione di invocare l’intervento del Signore in un tempo di calamità e di guerra. Tale prassi fu subito approvata dal papa Paolo III nel 1537 e, successivamente, Urbano VIII prescrisse a tutte le chiese del mondo la celebrazione delle Quarantore, con l’enciclica Aeternus rerum Conditor del 6 agosto 1623. Vari pontefici, nei secoli successivi, hanno promosso questa pia pratica invitando a celebrarla non solo durante la settimana santa ma anche in altri momenti significativi dell’anno liturgico. Il numero 40, che nella Bibbia ha un forte valore simbolico, generalmente legato ad un periodo di prova e di isolamento, fa riferimento nello specifico al lasso di tempo che intercorre tra la morte di Gesù in croce (l’ora nona del venerdì, cioè le tre del pomeriggio) e l’alba del giorno di Pasqua (le sette del mattino). Sostare in preghiera davanti al Signore in questa occasione ci permette, quindi, di stringerci a lui rivivendo spiritualmente, come le donne al sepolcro, la speranza e la trepidazione nell’attesa della risurrezione di Gesù, alla quale ogni battezzato è stato unito. Tempo favorevole, perciò, per chiedere a Dio il dono della conversione del cuore per essere pronti a seguirlo, attraverso la croce, verso la gloria della Pasqua.

2

L'APPUNTO

Costruiamo la pace

La dis (con) cordia

“AMANDO FINO ALLA FINE”

“M

Martire per imitazione “Un vescovo potrà morire, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai”: sono le parole di Mons. Óscar Arnulfo Romero. È stato il suo martirio, il 24 marzo 1980, a suscitare nel Movimento Giovanile Missionario, oggi Missio Giovani, l’idea di celebrare in quello stesso giorno di ogni anno questa giornata. Il tema sarà “Amando fino alla fine” che, come spiega don Gianni Cesena, direttore di Missio, ha voluto dipingere gli ultimi istanti di coloro che, sull’esempio del Maestro, donano la vita, perdonando i loro carnefici. Questo tema riecheggia la stessa figura del martirio di Gesù che, morto in croce e sacrificandosi per noi, ci ha salvati; da qui la figura del martire per eccellenza è quella che, sull’esempio di nostro Signore, dona la sua vita per amore, perdona i suoi carnefici, ama fino alla fine, così come ha visto fare il Figlio che non si è risparmiato nemmeno dinanzi al supplizio della croce. Dietro il martirio sembra, quindi, esserci una pedagogia fatta di imitazione, ovvero si impara vedendo gli altri. Se il martire ha dato la propria vita perdonando, è perché ha visto il suo Dio fare lo stesso per lui. Questa giornata non serve ad esaltare e commemorare gli eroi del martirio, ma è semplicemente un momento di riflessione e di preghiera che ci faccia riscoprire figli di un Padre che amando è stato pronto a tutto; ecco il motivo del titolo del tema scelto. L’esperienza di essere martiri riguarda tutti coloro che hanno ricevuto il dono del Battesimo. Ma cosa vuol dire la parola “martirio”? Martirio significa testimonianza e per noi cristiani è la testimonianza della vita di Gesù che ci ha avvolto nella sua luce e che abbiamo deciso di amare e seguire imitandola. Lo stesso papa Benedetto XVI riconosce l’attività svolta da tutti i missionari e missionarie che testimoniano a costo della propria vita l’avvento del Regno di Dio. Solo nell’anno 2011 sono stati uccisi 18 sacerdoti, 4 religiose e 4 laici nei territori dell’Africa, America, Asia ed Europa. Bella è la testimonianza di Shahbaz Bhatti, Ministro delle minoranze religiose ucciso in Pakistan il 2 marzo 2011 (omicidio rivendicato dal gruppo "Tehrik-i-Taliban-Punjab" che non voleva il cambiamento della legge sulla blasfemia): “Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo”, desiderando aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan. La giornata in memoria dei missionari martiri è dedicata a tutte le Chiese loca-

CON LE DONNE

li, agli Istituti e Congregazioni religiose, alle comunità e a tutti quelli che desiderano pregare per sostenere i missionari, le missionarie e le comunità cristiane che vivono oggi discriminazioni e persecuzioni. In questo giorno le diocesi e tutte le comunità parrocchiali sono invitate a vivere momenti di preghiera non solo il 24 marzo, ma anche nei giorni precedenti o successivi. Per esempio creare in Chiesa l’angolo del martirio utilizzando una croce, un drappo rosso (che potrebbe essere esposto anche davanti alla porta principale); oppure a compiere un gesto di riconciliazione con coloro che sono di altre confessioni religiose che si trovano nelle nostre città; a informarsi se qualche missionario/a è stato ucciso nella propria diocesi anche negli anni passati e pregare anche per lui/lei; a offrire l’offerta del digiuno per sostenere il progetto di solidarietà proposto dalla Fondazione Missio. L’invito è rivolto ai giovani e alle famiglie: anche loro sono chiamati a compiere un gesto di riconciliazione: tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra vicini di casa, tra membri della stessa famiglia; invitare a pranzo un fratello o una sorella di un Paese straniero; pregare quando possibile con la propria famiglia per i missionari martiri uccisi nell’anno. Gli ammalati e i sofferenti potrebbero offrire la loro sofferenza in memoria dei missionari e delle missionarie uccisi per l’annuncio del Vangelo, per sostenere il lavoro apostolico di quanti operano in ogni angolo della terra e per chiedere al Signore il dono di sante e numerose vocazioni missionarie. Inoltre i giovani potrebbero donare il proprio sangue e vivere nella propria parrocchia o diocesi la giornata di preghiera per i missionari martiri. Essi saranno ricordati nuovamente al Co.Mi.Gi. (Convegno Missionario Giovanile nazionale che si terrà dal sabato 28 aprile al martedì primo maggio presso Frascati) da tutti i giovani e non che sentono battere il proprio cuore per la missione ad gentes. Per chi è interessato e per ulteriori informazioni è disponibile on line il materiale per la “Giornata dei Missionari Martiri” (e per il Co.Mi.Gi.) sul sito www. missioitalia.it, settore “Giovani”. Maria Rita Borraccino, mariri91@hotmail.it Ruggiero Rutigliano, illietogiullare@hotmail.it

amma andiamo!” è l’urlo di disperazione che più mi è rimasto impresso tra quelli che si innalzavano da una delle più grandi e lussuose navi d’Europa ma che stava naufragando con tutti i suoi sogni di gloria. Sul ponte quattro chissà quante persone in quel momento si saranno prese per mano ripensando alla loro vita, ai momenti belli e tristi e a quanti “Ti amo” non si sono mai detti. Questo perché le persone prima di morire vogliono lasciare a chi gli sta accanto l’essenziale di sé: un gesto, una parola, a volte uno sguardo per tentare di dire ciò che conta davvero e che non sempre ha potuto o saputo dire (Marie de Hennezel). Un gigante si è accasciato quasi a chiedere perdono. Perdono per la superbia e l’arroganza, per il voler superare a tutti i costi i limiti che la natura impone. È il solito peccato di ambizione spasmodica che rivelato in Adamo e raccontato nell’Odissea non ha mai abbandonato l’uomo ed è ancora sorgente di enormi disastri. E poi che tenerezza fa, vedere quella mamma che sullo scoglio resta ad aspettare. Eh, le mamme esperte nella e dell’attesa. Dal concepimento alle veglianti notti per il ritorno dei figli. Nonostante le avessero detto che il figlio lo avrebbero trovato solo morto, lei aspetta ugualmente perché se non assaporerà mai più la gioia di riabbracciarlo vivo vuole almeno vivere la pietà di piangerne il corpo. E così l’inizio di questo anno ci ha assestato un altro duro colpo mentre a fatica proviamo ad ingoiare i rospi che in pochi giorni ci ha già riservato. Oltretutto non è poi così privo di senso vedere nel naufragio della nave (simbolo del lusso) il paradigma del dissesto del capitalismo a cui stiamo assistendo in questi ultimi mesi. In ogni caso adesso siamo noi ad inchinarci per rispetto e riverenza dinanzi a quel relitto diventato reliquia vivente perché probabilmente contiene ancora i corpi di alcuni passeggeri che non sono più usciti a riveder le stelle. A volte la vita riserva sorprese inaspettate e così mentre ti senti sulla parte più alta e importante della vita capita all’improvviso che tutto finisce e ricordarcelo non fa mai male. Questa storia è proprio il segno di come dalle vette più eminenti si può sprofondare e diventare carcasse. E la Concordia è lì prostrata, stanca, sfinita a rammentarcelo. beniamino53@gmail.com

MEDJUGORJE I frutti di Medjugorje sono le comunità. La risposta della tenerezza di Dio Padre all'urlo di disperazione di tanti giovani stanchi, delusi, disperati, In altri casi sono nate dal desiderio di condividere la scoperta della bellezza della vita evangelica e la gioia dell'incontro con Cristo Risorto. Durante il pellegrinaggio a Medjugorje dal 11/4 al 16/4 vivremo principalmente il programma parrocchiale che la Madonna ha chiesto all'inizio delle sue “apparizioni”. Il programma prevede alcuni momenti fondamentali: preghiera comunitaria del S. Rosario; Celebrazione Eucaristica e Adorazione; preghiera nei luoghi che Maria ha scelto: S. Rosario salendo la collina (podbrdo); via crucis salendo il monte (Krizevac); meditazione nella sosta alla Croce Blu; incontri con alcune comunità del posto. Per noi pellegrini Medjugorje diventa un’altra possibilità di incontrare Gesù nostro Salvatore e la Vergine attraverso la preghiera personale e la preghiera comunitaria. Antonio Gorgoglione antoniogorgoglione@interfree.it

UN DIO MUSICALE, NELL'ANNO DELLA FEDE L'«anno della fede» (11 novembre 2012 – 24 novembre 2013), indetto da Papa Benedetto XVI con la Lettera Apostolica Porta fidei, potrà essere un momento di crescita spirituale e culturale per i credenti. Un testo utile a conoscere e valutare alcune tematiche legate alla fede è sicuramente TRINITÀ, Le consonanze di un Dio musicale (Tau editrice, Todi (Pg), 2011) di G. De Candia, giovane sacerdote della diocesi di Molfetta. I periodi cesellati danno gusto all'intera lettura del libro, mentre i precisi richiami teologici sono spunti per ulteriori approfondimenti. L'autore pensa a Dio come a Colui il quale crea relazione in sé, tra sé e con l'uomo. La Trinità, Dio musicale, compone ed esegue musica nell'armonia totale delle Tre Persone, che ricevono e donano note vitali. L'immagine di questo agire è nel movimento espansivo e distributivo dell'acqua ne La fontana romana di C. F. Meyer (p.33): le tre conche che si riempiono e traboccano l'una verso l'altra hanno comunanza di carità divina, distributiva, mai sterile, subito piena di altro amore. Il Dio musicale, poiché è relazionale, cerca di stringere rapporti aprendosi all'altro: riprendendo Riccardo di San Vittore, l'autore sottolinea come l'amore divino tra Padre e Figlio ammetta la presenza di un condilectus, lo Spirito Santo, reale equilibrio ed armoniosa presenza nelle dinamiche intratrinitarie. La perfezione dell'amore di Dio illumina le degenerazioni umane: autovanto, tedio, isterismo, idolatria, menzogna, mancanza di proporzioni e relazioni, incapacità a benedire, sono tutte dissonanze dovute al peccato. Riscoprendo però, nella Chiesa, il grande respiro liberante del Dio trinitario, anche le dissonanze possono convertirsi in assonanze d'amore.

di Angela Rizzi a.rizzi87@gmail.com

“Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno. Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza. Dietro ogni successo c’è un’altra delusione. Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite...insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però non trattenerti mai!” (“Dedicato alle donne” di Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la pace nel 1979)

Leymah Gbowee,

Tawakkul Karman ed Ellen Johnson Sirleaf tre donne a cui lo scorso 7 ottobre ad Oslo è stato assegnato il premio Nobel per la pace 2011. Queste le motivazioni del premio: “Scelte per la loro battaglia non violenta per la sicurezza delle donne e per i diritti delle donne alla piena partecipazione all'impegno per la costruzione della pace”. Il comunicato prosegue: “Non possiamo raggiungere la democrazia e la pace duratura nel mondo – se le donne non otterranno le stesse opportunità degli uomini di influenzare gli sviluppi a tutti i livelli della società”. Tre donne coraggio, tre operatrici di pace a cui se ne uniscono altre che hanno visto morire i loro figli negli scontri e che hanno creato il Movimento: “Donne per la giustizia e per la pace”.

Salvatore Mellone toremel@hotmail.it

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con Leymah Gbowee, Tawakkul Karman ed Ellen Johnson Sirleaf

Ellen Johnson Sirleaf, settantatré anni, preparazione da economista alla Università di Harvard, è stato il primo presidente africano donna eletto democraticamente . Ha vinto le elezioni in nome della pace e della sicurezza; sin dal suo insediamento nel 2006 ha mantenute le promesse fatte alla sua gente ed è per questo che l’11 novembre scorso è stata rieletta. Una donna che ha lottato per la pace in Liberia, che ha lottato per promuovere lo sviluppo sociale ed economico del suo Paese, che si è battuta per la difesa dei diritti umani e sociali e che ha rafforzato la posizione delle donne. Una donna condannata a dieci anni di carcere per aver accusato pubblicamente il regime militare di Doe, rilasciata poco dopo e costretta ad espatriare a Washington, dopo un già passato esilio in Kenya. Ha anche ricoperto un ruolo di responsabilità alla Banca Mondiale. È con il suo rientro in Patria che riesce a vincere le elezioni e a diventare la prima donna presidente del Continente africano.

Leymah Gbowee, trentanovenne anch’essa liberiana, avvocatessa. Il comitato dei Nobel dice: “ha mobilitato e organizzato le donne superando barriere etniche e religiose per far finire la lunga guerra in Liberia e per assicurare la partecipazione delle rappresentanti femminili alle elezioni”; ha lavorato al recupero dei “bimbi soldato” dell’esercito di Taylor. Ha

creato nel 2002 “Women of liberia Mass Action for Peace”, movimento che ha unito le donne musulmane e cristiane nella lotta non violenta simboleggiata dagli abiti bianchi che le signore indossavano durante gli incontri di preghiera e manifestazioni; hanno minacciano l’astensione dai doveri coniugali per non mettere più al mondo bambini mandati ad uccidere e a farsi uccidere e in questo modo hanno contribuito a mettere fine alla guerra civile fra le varie etnie e hanno cercato di debellare la piaga dei Signori della Guerra. È direttore esecutivo della Women Peace and Security Network Africa (sede ad Accra, in Ghana) associazione per i diritti delle donne e per il loro appoggio alla prevenzione e alla soluzione dei conflitti.

Tawakkul Karman, trentadue anni quanti la dittatura regna nello Yemen. “Prima e durante la primavera araba ha giocato un ruolo fondamentale nella battaglia per i diritti delle donne e per la democrazia e la pace in Yemen”. Leader della protesta contro il regime del presidente Ali Abdallah Saleh; militante del partito islamico e conservatore Al Islah, primo gruppo di opposizione. Giornalista yemenita ha fondato nel 2005 “Women Journalists Without Chains” giornaliste senza catene un’associazione a favore della libertà d’espressione delle donne che lavorano nei media che le è costatata la messa al bando da parte del regime. Sempre nel 2005 si è sfilata il velo nero ed ha scelto chador colorati sul viso scoperto. Lo scorso anno è stata incarcerata due volte, ma rilasciata a breve per la pressione della gente. Grazie a voi, operatrici di pace che insegnate a noi donne “che siamo chiamate soprattutto e costantemente a generare la vita, non solo a livello di profondità biologica, bensì a portare ovunque quei semi di vita e di speranza affinché ogni persona possa svilupparsi e crescere” (Suor Eugenia Bonetti).


La Stadera n. 68 - Marzo 2012