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EDUCANDOCI TRE GIORNI DA VIVERE IN PARROCCHIA NEL RICORDO DI DON LUIGI

SUONI E RISUONI

agenda

novembre 2011 5 sab

5

donata e consumata per Cristo e la sua Chiesa. Molte vocazioni sono suscitate nella Chiesa proprio dallo zelo e dalla carità pastorale di tanti bravi sacerdoti. Sono fermamente convinto che la vera eredità lasciata da don Luigi Filannino alla parrocchia del “SS.mo Crocifisso” sia proprio il suo esempio di autentico uomo di Dio, di pastore secondo il cuore di Cristo, sinceramente innamorato del suo ministero sacerdotale e della comunità che gli era stata affidata, per la quale egli si è speso e prodigato sino alla fine. Penso a tutte le energie profuse nella costruzione della nuova parrocchia da lui tenacemente voluta e realizzata; e penso anche al suo ardente desiderio di vedere ultimata la parrocchia mediante la realizzazione del campanile, segno visibile di quella presenza di Dio in mezzo alle case degli uomini, voce di Dio che convoca i suoi figli all’incontro col Padre per Cristo nello Spirito Santo. Questo è il compito ereditato dal nuovo parroco don Ruggiero Caporusso, chiamato a continuare e completare l’opera iniziata dal suo predecessore; la sua vera missione, tuttavia, sarà di continuare a costruire con tutte le forze l’unico e vero edificio gradito a Dio Padre, quello fatto di pietre vive, scelte e preziose: i battezzati, i discepoli del suo Figlio Gesù. Risuoni più delle campane quell’invito alla lode di Dio che sale da una comunità che prega, annuncia e testimonia con la vita la bellezza della vocazione cristiana: l’amore!

dicembre

M

che promette libertà e pienezza di senso. La vocazione è elezione da parte di Dio, è Dio solo che chiama, nessuno può darsi da sé la vocazione; tuttavia essa si realizza solo se c’è, da parte di chi è chiamato, una risposta generosa, un’accoglienza carica di stupore e una totale disponibilità a fare della volontà di Dio la propria. Ogni vocazione è dono di Cristo per la sua Chiesa, è segno della sua premura verso i bisogni dell'umanità. La vocazione è la chiamata a essere un autentico testimone di Dio, a essere portatore di una lieta notizia in un mondo spesso rassegnato, a volte stanco e privo di speranza nel domani. Chiunque sia scelto da Cristo a seguirlo, deve conformarsi sempre di più a Lui, è chiamato ad essere a immagine del Buon Pastore, a rivestirsi dei suoi stessi sentimenti, ed essere egli stesso testimone del Vangelo dell’amore, pieno di passione e sollecitudine per ogni uomo e donna del nostro tempo. La vocazione al sacerdozio trova nell’ambito parrocchiale un terreno fecondo in cui nascere, svilupparsi ed esprimersi. Spesso è proprio nella parrocchia che molti giovani scoprono di essere chiamati a seguire Gesù in modo più radicale e decisivo per la loro vita. Una comunità che si nutre dell’ascolto della Parola, che partecipa attivamente all’Eucaristia, che vive la dimensione dell’annuncio e della carità è luogo di grazia e cenacolo di vocazioni. Ancora più feconda è una comunità il cui pastore è guida saggia e sapiente, che sia testimone autentico della fede, uomo che ami Dio e la Chiesa, il cui cuore sia dilatato dall’amore di Cristo e arda della sua stessa ansia missionaria. Le vocazioni, secondo il mio modesto parere, sono il frutto di una feconda paternità vissuta nel sacerdozio ministeriale, quasi il prolungamento di una vita che si è completamente

ore 20.00 ore 20.00 ore 21.00

Catechismo classi di 2^ e 3^ Media e Cresimandi 1^ Superiore (ogni sabato) Catechismo Classe di 1^ Media di Isabella C. e Cristina C. (ogni sabato) Catechismo Giovanissimi post-cresima Catechismo Giovani (ogni sabato) Catechismo Giovani Adulti (ogni sabato)

6 dom

ore 11.00 ore 20.00

Catechismo Classi di 1^ e 2^ Elementare (ogni domenica) Catechesi Biblica

7 lun

ore ore ore ore

Villaggio Paradiso (ogni lunedì e venerdì) S. Messa per i defunti di via Romagnosi e via Andria Catechesi Biblica (Ciliento ogni lunedì) Gruppo La Stadera e internet

9 mer

ore 19.00

10 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici

11 ven

ore ore ore ore ore

15 mar

ore 19.30

formazione catechisti

16 mer

ore 19.00

S. Messa per i defunti di via De Pretis e via Rosmini

17 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai Catechisti e RnS

ore 19.00

la voce di Dio

entre mi accingo a scrivere queste poche righe, il mio ricordo va a una persona straordinaria che ho avuto la fortuna di conoscere quando ero seminarista, il sacerdote don Luigi Filannino. Più volte ho avuto modo di incontrarlo nella mia parrocchia di origine "S. Benedetto", dove era solito far visita a don Angelo Dipasquale, al quale era legato da profonda e duratura amicizia. Proprio in una di quelle visite ebbi l'occasione di conoscerlo di persona. Mi ricordo il suo sguardo pieno di gioia e colmo di entusiasmo nell'apprendere dal mio parroco che ero un seminarista. Era un uomo veramente innamorato del suo sacerdozio, sempre disponibile e generoso, attento ai bisogni della gente. Il 28 novembre p.v. ricorrerà il decimo anniversario della sua scomparsa, perciò mi è sembrato opportuno iniziare questa mia riflessione tratteggiandone brevemente il ricordo. Quando parliamo di “vocazione” dobbiamo precisare che tutti sono chiamati alla sequela di Gesù, tutti sono chiamati a mettersi alla scuola del maestro di Nazareth, ma alcuni lo sono in modo del tutto particolare. Ogni vocazione ha la sua dignità e il suo posto nella Chiesa, sia essa matrimoniale, religiosa o diocesana. In questo breve articolo mi soffermerò a parlare della vocazione del presbitero diocesano. Il prete diocesano ha una sua ben precisa spiritualità, egli è chiamato a svolgere la sua missione e a vivere il suo ministero nell’ambito di una comunità parrocchiale, porzione di quella Chiesa locale che è la Diocesi. Penso sia conveniente, a questo punto, definire cos’è la vocazione, domanda che spesso ci si sente rivolgere, soprattutto dai giovani. Io definirei la vocazione come un incontro, un innamoramento; è l’esperienza di chi si è lasciato guardare da Cristo, ha incrociato il suo sguardo e ne è rimasto affascinato. È l’esperienza di chi ha ascoltato una voce che gli ha sedotto il cuore, una voce

ore 17.30

17.00 18-20 18.30 18.30 20.00

S. Messa per i defunti di via Boccaccio e via D. Alighieri

Prove della Corale (ogni venerdì) Villaggio Paradiso Catechismo 5^ elementare (ogni venerdì) Catechismo 1^ media (ogni venerdì) Catechismo Giovanissimi (ogni venerdì)

18 ven

ore 19.00

S. Messa per i defunti di via don Luigi Filannino

20 dom

ore 10.00 ore 20.00

Vestizione Ministranti junior Catechesi Biblica

21 lun

ore 19.00 ore 20,00

S. Messa per i defunti di via Q. Sella e via Patalini Redazione stadera internet

22 mar

ore 19.00

S. Messa per i defunti di via Petrarca - via Foscolo - via Giolitti e via Pascoli

24 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 22.00 S. Messa, rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

25 ven

ore 19.00

S. Messa per i defunti di via Deledda e via Verga

26 sab

ore 19.00

Vestizione Ministranti major

27 dom

ore 19.00

Solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo e benedizione della prima pietra del campanile.

28 lun

10° Anniversario morte di Don Luigi (2001) ore 19.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.Em. il Signor Cardinale F. Monterisi e benedizione del suolo su cui sorgerà il campanile ore 20.00 Presentazione del libro “Vuoi l’arancia. Quando non basta la salute” di G. Ricatti c/o il salone parrocchiale. Sarà conferita la Cattedra degli Anàrgiri alla memoria di don Luigi Filannino, parroco dal 1992 al 2001

29 mar

ore 19.00

S. Messa per i defunti di via Zanardelli e V.le Manzoni nr. dispari Novena Immacolata

30 mer

ore 19.00

S. Messa per i defunti extraparrocchiani e via Veneto

1 gio

ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa ogni giovedì) ore 9.00 Gruppo Caritas (ogni giovedì) ore 17.30/19.00 Gruppo EPASS (scuola scrittura ogni giovedì) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici

1° del mese

2 ven 1° del mese

don Gennaro Dicorato info@crocifissobarletta.it

18-20 19.00 19.00 20.00

ore 17.00 ore 18.30 ore 19.30

A cavallo della prima domenica di Avvento si concentrano tre appuntamenti importantissimi per la comunità parrocchiale del SS.mo Crocifisso, nel decennale della scomparsa del precedente parroco, don Luigi Filannino. Si inizia sabato 26 novembre p.v., in mattinata, con la partita di calcio “Memorial don Luigi”. Si prosegue domenica 27 novembre alle ore 19:00 con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth S. Ecc. Mons. Giovan Battista al termine della quale verrà benedetta la prima pietra del campanile. A concludere, lunedì 28 novembre, giorno in cui ricorre il decimo anno della dipartita del compianto don Filannino, alle ore 19:00 la celebrazione eucaristica presieduta S.Em. il Signor Cardinale Francesco Monterisi a cui seguirà la benedizione del suolo in cui sorgerà il campanile; alle ore 20:00, presso il salone parrocchiale, la presentazione del libro Vuoi l’arancia. Quando non basta la salute (ed. Rotas) di Giuseppe Ricatti. Sarà conferita, nella serata di fede e ricordi, la “Cattedra degli Anàrgiri” alla memoria di don Luigi Filannino, parroco dal 1992 al 2001. Nell'occasione saranno presentate alla comunità parrocchiale le linee guida del progetto del campanile. «Abbiamo pensato a questi tre giorni – afferma il parroco don Ruggiero Caporusso – con lo scopo primario di ricordare don Luigi, a dieci anni dalla prematura scomparsa, unendo tre caratteristiche del suo essere uomo di Dio per gli altri: la cultura, il sacerdozio, l'amore per la gente». Ricorda ancora don Caporusso che «uno dei desideri di don Luigi, purtroppo non realizzato, era quello di edificare il campanile. Tocca a noi prendere il suo testimone e correre verso il traguardo, portando a termine quanto da lui auspicato». Salvatore Mellone toremel@hotmail.it

MINISTRANTI E GIOVANI ADULTI: SI RICOMINCIA! E anche quest’anno, come tutti gli anni, ricorre la vestizione dei ministranti. Chi è il ministrante? Il ministrante, colui che nell’immaginario collettivo è conosciuto come “chierichetto”, è quel ragazzo o quella ragazza che offre il proprio servizio all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Il termine ministrante deriva dal latino “ministrans” e significa “colui che serve”: il ministrante, dunque, si ispira al modello di Gesù, servitore Egli stesso per primo dei propri discepoli e dell’umanità. Proprio Cristo invita anche noi a fare lo stesso, prodigandoci per i nostri fratelli e amandoli di vero cuore. Il ministrante non si impegna solo nel servire le messa in maniera sobria e compìta ma si sforza di mostrare nella vita quotidiana l’amore verso il prossimo cercando di vivere lo stile d’amore di Gesù maestro e amico. Come dice il Decreto sull’apostolato dei laici Apostolicam actuositatem al n°30, “i fanciulli si devono educare in modo che, superando i confini della famiglia, aprano l’animo alle comunità sia ecclesiastiche che temporali. Vengano accolti nella locale comunità parrocchiale in maniera tale che acquistino in essa la coscienza d’essere membri vivi e attivi del popolo di Dio”. La celebrazione della vestizione dei ministranti avrà luogo il 20 novembre ore 10.00 per i monistranti juonior e sabato 26 ore 19,00 per i ministranti major. Per quanto riguarda la catechesi dei giovani adulti (dai 25 anni in su) l’appuntamento è il sabato sera alle ore 21.00 con il professor Gaetano Ciliento a partire dal 12 novembre: si approfondiranno temi biblici che permetteranno di intraprendere e magari proseguire il cammino di fede col Signore. Maria Rita Borraccino mariri91@hotmail.it

Prove della Corale (ogni venerdì) Catechismo classi 5^ Elementare e 1^ Media (ogni venerdì) Adorazione Eucaristica di riparazione e consacrazione al Cuore di Gesù per segnalazioni e comunicazioni

delegato relazioni stampa

info@crocifissobarletta.it

redazionelastadera@gmail.com

anno VIII

64

novembre

2011

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

UN SOGNO da realizzare A

ntichissima è l'origine dell'uso delle campane: si parla addirittura di oltre 1500 anni orsono; infatti, la tradizione ci dice che il primo ad usarle fu Paolino, Vescovo di Nola (V secolo). In seguito, per espanderne convenientemente il suono, venne ideato il campanile: una costruzione in genere attigua ad una chiesa o ad un palazzo pubblico, molto più alta e strutturata in maniera da reggere, appunto, il peso delle campane. Queste costruzioni ebbero una rapida diffusione, soprattutto dopo che un Papa, Stefano II, fece erigere una torre campanaria adiacente alla Basilica di S. Pietro. Tanti sono i campanili della nostra Arcidiocesi e sarebbe lungo elencarli tutti; i più belli sono quelli delle Cattedrali di Trani e Barletta ed essi, pur appartenendo alla storia remota, ci ricordano con il suono delle loro campane i momenti gioiosi e di dolore della nostra vita. In un tempo piuttosto recente, però quasi tutte le chiese sorte negli ultimi 50-60 anni non hanno più campanile. Anche le ragioni di questa scelta sono molteplici: l'uso dei mezzi sonori di diffusione, sicuramente più economici delle campane, e appunto la scarsità di denaro per realizzarne la struttura. Ma il suono delle campane resta insostituibile in una società sempre più distratta e tetragona alla chiamata della fede. Quando dal campanile i vari rintocchi ti ricordano l'Angelus Domini o l'Ave Maria, o ti chiamano alla Santa Messa o ti fanno sapere che c'è un'anima in più per la quale pregare, non c'è nessuno che possa far finta di non sentire. La nostra chiesa parrocchiale del SS. Crocifisso, pur avendo le campane, non ha il campanile. Anche se nel progetto iniziale dell'Architetto Memeo esso era previsto, le difficoltà economico-finanziarie che si incontrano in ogni impresa audace come fu la nostra…. sconsigliarono, all'epoca, di completare l'opera. Il campanile, tanto sognato dall'amato don Luigi è rimasto solo nel plastico della chiesa e nelle foto che lo ritraggono. Le campane, invece, sono presenti e fanno bella mostra di sé sul frontale della chiesa: ma non è la stessa cosa che ascoltarne il suono dall'alto di un campanile. Quest'anno , poi, ricorre il decimo anniversario della scomparsa di don Luigi e l'altrettanto amato parroco don Rino ha voluto ricordarci l'antico sogno e ci ha chiesto se non fosse giunto il momento di renderlo gioiosa realtà. Costerà sacrifici? Ogni sogno ha i suoi costi e i sogni più belli esigono qualche sforzo in più! L'augurio, allora, che ci dobbiamo fare noi parrocchiani del SS. Crocifisso è quello di vedere realizzato il sogno, soprattutto attraverso il nostro contributo, la nostra partecipazione, il nostro sacrificio. E il suono argentino delle campane che si sprigionerà dall'alto del nostro campanile ci porterà nel cuore il ricordo dell'indimenticabile don (nella stesura manoscritta di questa pagina ho scritto distrattamente SAN) Luigi, che dall'alto continuerà a sorriderci ed a benedirci. don Abramo, diacono info@crocifissobarletta.it


L'APPUNTO

TESTIMONI DI VERITÀ

Liber nostrum

DON LUIGI FILANNINO

Ricordando la scomparsa, il 28 novembre di dieci anni fa, del nostro carissimo don Luigi

"S

enza la fede la morte rimane un angoscioso enigma, un dramma che può gettare l'uomo nel baratro del nulla; noi credenti della luce abbiamo il dovere di rischiarare le umane tenebre con la proclamazione della nostra Fede che è essenzialmente speranza nella Vita". Scriveva così, nel lontano 1967, don Luigi Filannino (allora giovane seminarista) in un elaborato scolastico dal tema "Il mistero cristiano della morte"; sono anche le parole che aprono la raccolta di testimonianze a lui dedicata nel novembre 2002, in occasione del primo anniversario dalla sua dipartita. Sono trascorsi 10 anni dalla scomparsa dell'amato don Luigi. Il ricordo è sempre forte, rimane indelebile nella mente di coloro che lo hanno conosciuto, che hanno vissuto con lui attimi intensi nella vita della comunità parrocchiale. È difficile, anche dopo tanti anni, trovare le parole giuste per tenere viva la sua memoria senza correre il rischio di scadere nella banalità o nelle frasi di rito; ma il ricordo che ha lasciato in tutte le persone che lo hanno conosciuto non può che essere positivo. Non si può dimenticare il suo sorriso, il suo "correre" dappertutto, le sue parole di affetto, i suoi incoraggiamenti. Non si possono dimenticare perché don Luigi, con

questo suo modo di fare, arrivava al cuore di tutti. La gente che ha avuto la fortuna di conoscerlo ha trovato in lui non solo il sacerdote nel senso stretto del termine; don Luigi non era il prete che si limitava alla vita nella parrocchia. Lui andava oltre, scendeva in piazza, ha creduto e lottato fortemente per la sua città perché diventasse provincia. Si prodigava per cercare lavoro alle famiglie bisognose; quanta gente gli è grata perché, ancora oggi, porta avanti una famiglia! Era caparbio, determinato, talvolta testardo, ma si spendeva per la sua gente perché si sentiva punto di riferimento del quartiere, perché voleva che la parrocchia non fosse solo luogo di preghiera, ma centro di incontro di giovani, bambini e famiglie. Si spendeva per gli altri… e non aveva paura di sembrare anche ridicolo quando andava per le strade e con il megafono invitava la gente ad andare in Chiesa; lo faceva perché era una persona umile che non faceva della sua elevata cultura motivo di vanto e presunzione. Chi vi scrive ha avuto il piacere di conoscerlo, di vivere momenti intensi di preghiera e di amicizia. Anche nelle catechesi che teneva, durante i campiscuola per noi ragazzini, don Luigi non si perdeva mai in concetti

Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso

Redazione: Rossella Acconciaioco, Maria Rita Borraccino, Mario Borraccino, Alessandro Brandi, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Silvia Giannella, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Massimo Serio Hanno collaborato: Abramo Ferrara, Gerardo Del Negro, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi Ruggiero Rutigliano

2

Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno VIII - n. 64 novembre 2011 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

gioia di avere tre suoi figli (Nicola IV anno di Teologia, Massimo III anno di Teologia e Salvatore al Propedeutico) che hanno intrapreso il cammino verso il sacerdozio. Vedevi la nuova Chiesa con le pareti bianche e avresti voluto renderla più calda e accogliente con degli affreschi. Ora l'abside della "tua" parrocchia è affrescato secondo quella che era la tua volontà. Avresti tanto voluto regalare insieme alla nuova Chiesa anche il campanile. Le risorse finanziarie non permisero questo tuo desiderio, già presente nel progetto iniziale, e di questo eri molto amareggiato. Ora anche questo tuo "cruccio" verrà esaudito; il campanile sorgerà rispettando il progetto iniziale, stessa struttura, stessa collocazione… proprio come tu volevi! Rileggendo le testimonianze che nove anni fa alcuni tuoi amici e confratelli hanno donato a tutti noi, voglio riportare un pensiero di un tuo amico sacerdote che mi ha commosso e che vorrei trasformare in una sorta di invocazione che tutta la comunità del SS. Crocifisso, a 10 anni dal tuo ritorno alla casa del Padre, vuole rivolgerti: "Prega per noi, perché possiamo essere sempre testimoni e dispensatori dell'amore di Cristo, che tu maestro, fratello e amico ci hai insegnato. Ti ricorderemo sempre con affetto. E scusaci, se continueremo a bussare alla porta del tuo cuore. Ora sei accanto a Dio. Sei più potente!". Ruggiero Dimonte dimonte.ruggiero@libero.it

Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382

TRENT'ANNI... E NON SENTIRLI!

Fogli di vita

L'ANÀRGIRO DEI NOSTRI GIORNI

astratti che si prendono dai libri e si raccontano solo per riempirsi la bocca di paroloni; era diretto, annunciava il vangelo della "quotidianità" perché sapeva come testimoniare Cristo a dei ragazzi che cominciavano a scoprire il mondo e a crearsi una coscienza critica. Potremmo riassumere il suo insegnamento con un pensiero che san Paolo riporta nella Lettera ai Romani: "Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti" (Rm 12, 17-18). È stato il segno vivente di un uomo anàrgiro, ha testimoniato concretamente il carisma dei Ss. Medici da lui tanto venerati. Se ne è andato troppo presto! Quella sera del 28 novembre del 2001 ha celebrato la sua ultima santa Messa prima di rientrare in sacrestia e accasciarsi a terra esanime. In quei giorni si trovava a Trani per gli esercizi spirituali e quella sera era tornato velocemente in parrocchia per celebrare la Messa visto che non aveva trovato nessuno che lo sostituisse. Ed è morto in casa sua! Se n'è andato senza veder realizzati alcuni sogni di cui non faceva mistero a nessuno. E di questo dobbiamo ringraziare don Rino che, dopo don Luigi, ha avuto l'umiltà di continuare la semina cominciata dal suo predecessore. Caro don Luigi, lamentavi l'assenza di vocazioni nella tua parrocchia; la consideravi una sconfitta personale. Ora la nostra comunità condivide la

NOI PARROCCHIA

VUOI L'ARANCIA?

CRISTI crocifissi

B

ussavano. Accarezzavano le bare delle rispettive mamme le due povere orfane e avvicinandosi sussurravano: “Mamma?”. La più piccola piangeva anche se credeva che prima o poi sarebbe apparsa come d’incanto, da qualche parte, per riprenderla in braccio. Caso, fatalità, omicidio, destino. Non lo so e per ora non mi interessa. Un solo e chiaro dato di fatto: una palazzina si è accasciata su se stessa. E si fece buio su tutta la terra. La caccia al colpevole è riduttiva in questa tragedia. O forse è semplicemente troppo tardi. Tante erano le cose che si potevano e dovevano fare ma la negligenza ancora una volta ci ha sopraffatti. E così da oggi nella nostra amata Barletta ai tanti morti della storia, conosciuti e anonimi, aggiungiamo altre cinque vittime. Piangiamo per loro e per quello che non siamo stati capaci di fare per evitare questa sciagura. Ci stringiamo intorno a chi vive in prima persona questo dolore lancinante e restiamo in silenzio dinanzi all’ennesima ingiustizia della vita. In questa notte pensando ai superstiti e a chi è morto, una frase medito nel cuore: “… Allora due saranno nel campo: l'uno sarà preso e l'altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore stia per venire”. Aspetto solo che la notte ceda il passo all’aurora e dalla finestra attendo l’alba di un nuovo giorno ma il mio pensiero non si schioda dal rimuginare come sarà da oggi in poi la vita di quei vedovi e soprattutto di quelle piccole orfane quando nel cuore della notte svegliandosi chiameranno le loro mamme. Ma non trovandole, chi asciugherà le loro lacrime? Eccolo di nuovo il Cristo inchiodato alla croce in questi fratelli segnati dal lutto. Cristo è disceso nell’inferno e così è vicino a chi vi viene gettato, trasformando per lui le tenebre in luce (Benedetto XVI, Spe salvi, 37). Il loro dolore è anche il nostro e se non c’è nessuno che tergerà le loro lacrime allora Dio ti prego non asciugare nemmeno le nostre perché nonostante la nostra impotenza potremo almeno offrire l’unica cosa che ci rimane: la pietà. Beniamino beniamino53@gmail.com

“La ragione può solo parlare, è l’amore che canta” (J. De

Maistre, scrittore)

“L’esempio degli antenati è come una bisaccia per il giovane viandante”. (Dalla sapienza egiziana) “Vista dai giovani la vita è un avvenire infinitamente lungo; vista dai vecchi è un passato molto breve”. (Schopenhauer, filosofo)

“Come mi piace il giovane che ha in sé qualcosa di vecchio, così mi piace il vecchio che ha in sé qualcosa di giovane”. (Cicerone) Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, mio padre mi dette un consiglio che non mi è mai più uscito di mente: ”Quando ti viene voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu”. (F. S. Fitzgerald) “L’ingratitudine è figlia della superbia”.

Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

(Cervantes nel don Chisciotte)

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Breve cronistoria della Parrocchia SS.mo Crocifisso di Barletta nel trentennale della sua fondazione

quando non basta la salute

T

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n libro racconta, a seconda degli “occhi” di chi scrive, situazioni, esperienze, sfoghi, sorrisi e lacrime comuni a tutti. In esso il lettore vi ritrova, grazie alla sua personale visuale, scene che gli mostrano la vita da un’angolatura reale non molto diversa dalla realtà tangibile. Vuoi l'arancia? Quando non basta la salute (ed. Rotas, 2011), di Giuseppe Ricatti conduce alla scoperta di un mondo forse ai più sconosciuto, quello della malattia che colpisce fin dai primi istanti della vita. L’autore, infatti, narra la sua storia personale in maniera originale, senza piangersi addosso, paradossalmente col sorriso sulle labbra nonostante la sofferenza. Giuseppe Ricatti è un “ragazzo” del 1970 di Barletta innamorato della scrittura ed in modo particolare appassionato di poesia. È quella di Ricatti una vera e propria vocazione a mettere nero su bianco stralci di vita e di sensazioni. Dal suo animo sensibile sgorgano testi intensi che pulsano di situazioni vissute. Vuoi l'arancia? Quando non basta la salute non è la prima sua pubblicazione: risale al 1996, infatti, Il cuore di un poeta (ed. Il Cardo), silloge poetica in cui spiccano le poesie La vita vissuta, inserita nell'antologia Poesie d'amore di poeti barlettani (ed. Rotas, 2010), Per le strade di Montaltino e Poesia nel vento riportate nell’altra antologia La stradina dei poeti, cento poeti barlettani 1970-2010 (ed. Rotas, 2010). Venendo al suo recente lavoro, desta curiosità la domanda presente nel titolo: quel “vuoi l'arancia?”, è riconducibile ad un episodio capitato all’autore quando, in un ricovero ospedaliero, una donna anziana non faceva che ripetergli “vuoi l’arancia?” nonostante i suoi rifiuti. Stremato, alla fine Ricatti le disse di essere allergico all’agrume. “E potevi dirlo prima!” esclamò la donna, andando poi via. Il titolo leggero cela la profondità nei temi. Ricatti, infatti, si ritaglia sempre uno spazio per l’incontro con Dio e, nel dialogo con l’Eterno, lascia che la luce divina vada oltre il male. “Nel mio mondo – si legge in un passo di Vuoi l'arancia? – però non c'era spazio per la tristezza, perché illuminato da una luce che risplendeva sempre, una luce particolare che ancora oggi illumina la mia vita, il mio mondo e dalla quale chiunque si lasciasse illuminare non potrebbe che sperimentare la gioia vera pur nella sofferenza”. Parla qui l’intensa fede dell’autore, esempio per chi non si ferma mai a riflettere sul bene inestimabile della vita. Nella presentazione don Ruggiero Caporusso sottolinea come abbia ritrovato nel testo il sogno di “una terra che ha bisogno di tutto e di tutti perché da soli non si può fare nulla”, una terra in cui Dio non è un optional. Commovente la dedica a don Luigi Filannino, “che – si legge – ha saputo far profumare il suo sacerdozio dell'amore di Gesù”. Fogli di vita quelli di Ricatti, nei quali il respiro si fonde alla parola scritta. Salvatore Mellone toremel@hotmail.it

utto ha origine ufficialmente il 14 settembre del 1981, giorno in cui l'allora Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth S. Ecc. Mons. Giuseppe Carata istituisce, con Bolla Arcivescovile, la Parrocchia “SS.mo Crocifisso” nel giovanissimo rione Patalini. La cura pastorale della neonata comunità è affidata a don Michele Dicataldo, precedentemente vice parroco nella confinante parrocchia di Santa Maria degli Angeli. Don Dicataldo pone la parrocchia sotto la protezione dei SS. Medici Cosma e Damiano, ottenendo dall'allora parroco del “Buon Pastore”, Mons. Giuseppe Paolillo, le statue dei fratelli taumaturghi mediorientali. Come riporta a pag.17 il testo del 1995 intitolato Dall'antica cappella rurale alla nuova parrocchia del SS. Crocifisso in Barletta, curato dai sacerdoti don Sabino Lattanzio, don Giuseppe D'Amato e don Luigi Filannino, originariamente “la Parrocchia, sprovvista di locali sia per la celebrazione della Santa Messa che per la catechesi, disponeva della semplice Cappella rurale – quella che oggi dai più è definita il “Crocifissino di campagna” nei pressi del canale Ciappetta-Camaggio, sulla strada che conduce ad Andria n.d.r. – ove già, per volere del Parroco di S. Maria degli Angeli, all'epoca il Sottoscritto, – è il compianto don Luigi Filannino a scrivere, n.d.r. – era stata ripristinata la celebrazione della S. Messa ogni venerdì, nonché avviata l'iniziativa della processione della venerata Icona del SS. Crocifisso la domenica delle Palme. La pur antica Cappella, però, lontana dal centro abitato, non poteva fungere da sede effettiva della Parrocchia, ma il Signore suscita la generosità del costruttore Ruggiero Vitobello, prima, e della Famiglia Binetti, poi, che mettono a disposizione gratuitamente un locale in Viale Dante Alighieri n.60, il primo, un grande cantinato, la seconda” in via Patalini, sede per diversi anni dell'aula liturgica. Si arriva al 26 maggio del 1988 quando con la delibera n.1322 il Consiglio Comunale di Barletta concede l'area su cui sorgerà la nuova chiesa in diritto di superficie perpetuo e gratuito. Il 1° agosto 1992 don Luigi Filannino riceve il mandato pastorale di parroco da S. Ecc. Mons. Carmelo Cassati, succeduto nella carica arcivescovile a Mons. Carata. Scriveva don Filannino nella sua

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prima lettera alle famiglie della esperienza de Il giovane lume, e parrocchia, datata 1° settembre commissiona agli iconografi Ioan e 1992, che proprio la parrocchia è Camelia Popa il ciclo di affreschi del “Chiesa posta in mezzo alle case presbiterio (terminato il 13 settembre degli uomini profondamente inserita 2006) raffigurante, alla maniera nella società umana e interamente orientale, la storia della salvezza solidale con le sue aspirazioni e i suoi nella quale si innestano i santi che drammi...luogo della comunione dei hanno avuto il Cristo Crocifisso come credenti, ma insieme casa aperta a modello ispiratore del proprio essere uomini e donne di fede. Il 2006 è tutti e al servizio di tutti”. Il 6 luglio l’anno in cui la comunità parrocchiale del 1994 la Commissione di Arte celebra il venticinquesimo anniversario Sacra di Roma presso la CEI approva della sua fondazione con un grande il nuovo progetto della chiesa, giubileo: segno evidente di tale evento redatto dall'architetto E. Memeo. è la costituzione dell'Associazione Due mesi più tardi, il 24 settembre parrocchiale “Devoti dei SS. Medici 1994, è benedetta tutta l'area sulla Anàrgiri Cosma e Damiano”. Unendo quale sorgerà l’intero complesso fede e testimonianza, nell'anno parrocchiale. Nell'occasione si ha la giubilare don posa della “prima pietra”. Dopo il Caporusso rilascio della concessione edilizia, il istituisce 29 settembre 1994, finalmente il 23 “La dicembre dello stesso anno si avviano i lavori di costruzione. La nuova aula liturgica viene aperta al culto il 30 marzo 1996, mentre il 5 ottobre seguente è l’allora Nunzio Apostolico in Bosnia-Erzegovina Mons. Francesco Monterisi (creato cardinale da Papa Benedetto XVI il 20 novembre 2010) a dedicare l’edificio sacro e a consacrare l’altare. Il 13 ottobre del 1996, con l'arrivo dell'immagine della Vergine di Pompei, si inaugura la settimana mariana. La parrocchia vive un altro periodo di fioritura sotto il forte 2006: Il primo Giubileo parrocchiale impulso di don Filannino, sempre pronto ad ascoltare tutti e ad accogliere Cattedra degli Anàrgiri”, un paternamente quanti vivono difficoltà nella propria vita sociale e di fede. Don riconoscimento dato a chi nel proprio vivere sociale si fa propagatore di Filannino si spegne prematuramente “gratuità” imitando lo stile “anàrgiro” il 28 novembre 2001 lasciando un dei Santi Medici. Tante ancora le grande vuoto in tutti coloro che, iniziative che hanno fatto della conoscendolo, ne hanno apprezzato le parrocchia la “casa” del rione Patalini: qualità di uomo e di sacerdote. una per tutte, l’oratorio parrocchiale La carica di parroco, dopo il triste estivo, fucina di formazione umana evento, ricade su don Ruggiero e spirituale per piccoli e grandi. «Pur Caporusso, reduce dalla pluriennale portando dentro ancora gli echi di esperienza missionaria di Sant’Helena quando si era ragazzi, i trent'anni nello stato brasiliano del Maranhao. rappresentano per ognuno l'età della Don Caporusso vuole conoscere il popolo affidatogli entrando subito nelle maturità. – dice don Caporusso – Questo vale anche per la comunità case dei parrocchiani, benedicendole, del SS.mo Crocifisso, proiettata verso stringendo così la mano di tutti i responsabilità più serie ma sempre suoi “nuovi figli”; acquista e colloca con un cuore giovane che pulsa». provvisoriamente le campane sulla Trent’anni…e non sentirli!, dunque, facciata della chiesa; provvede subito perché se il tempo scorre, la Parola alla sistemazione dei locali sotterranei, resta. fonda nel 2005 il mensile La Stadera, Salvatore Mellone cogliendo tutto ciò che di buono era toremel@hotmail.it stato seminato dalla precedente


La Stadera N.64 - Novembre 2011