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anno VIII

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marzo

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

2011

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

SALIRE SUL MONTE EDUCANDOCI quaresima e quarant’ore

La Chiesa ogni anno si unisce al mistero di Gesù nel deserto con i quaranta giorni della Quaresima. Il 9 marzo avrà inizio questo tempo forte con un rito antico quale quello delle Ceneri. Le Ceneri richiamano il digiuno e la penitenza. San Giovanni Crisostomo diceva: “Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, perché stiamo per accedere ai misteri”. “Dice il Signore: «Tornate sinceramente a me con digiuni, pianti e lamenti. Non basta strapparsi le vesti, bisogna cambiare il cuore!»” (Gl 2,12-13). Il profeta Gioele, che ascolteremo il giorno delle Ceneri, ci fa capire che i cambiamenti da cercare sono quelli che vanno in profondità. “Forse non si tratta tanto di cambiare, di aggiungere azioni speciali a quelle che già facciamo. Forse non c’è bisogno di cambiare nulla. E nello stesso tempo abbiamo l’esigenza di cambiare tutto. Cambiare la prospettiva da cui vediamo le cose, fare unità nella nostra vita, mettere Gesù al centro di tutto, mettersi a fuoco davanti a lui” (Dossier Catechista). S. Paolo con la lettera ai Corinzi ci invita a riconciliarci con Dio e a non lasciar passare questa occasione. “Ogni momento è favorevole, e questo è il giorno della salvezza” (2Cor 6,2). Inoltre, l’evangelista Matteo ci invita ad iniziare questo cammino ricordandoci che: “Quando vuoi pregare… e quando fai un digiuno, lavati la faccia e profumati i capelli, perché la gente non si accorga che tu stai digiunando. E il Padre tuo, che vede anche ciò che è nascosto, ti ricompenserà” (Mt 6,5.1718)". Gesù nel Vangelo di Matteo ci dice che l’elemosina, la preghiera e il digiuno sono cose ottime ma ci esorta a fare queste cose con genuinità, per essere visti e riconosciuti dal Padre e non per ricercare l’applauso e l’approvazione degli altri. Questi sono gli atteggiamenti da avere per entrare in Quaresima. “Salire sul monte educandoci” è il tema del cammino quaresimale della nostra parrocchia. Il monte può essere il simbolo e la scalata della montagna, la parabola

del nostro impegno quaresimale. La nostra parrocchia vivrà la quaresima anche come cammino di approfondimento della Parola di Dio. Nei giovedì di quaresima adoreremo il Signore e mediteremo su dei passi biblici. Il 3 marzo c’è stata la prima lectio di preparazione alla quaresima, il cui tema è stato la fede che si apre alla solidarietà. Abbiamo approfondito l’incontro di Gesù con Zaccheo (Lc 19,1-10). Zaccheo, pubblicano e ricco, era lontano da Gesù, ma ha desiderio di incontrarsi con lui e Gesù lo esaudisce, anzi lo trasforma. L’episodio del Getsèmani raccontato dall’evangelista Marco (14,32-42), ci aiuterà a riflettere sul tema: “Pregare nella crisi” (10 marzo). La Quaresima è un cammino di purificazione, per giungere all’amore, che è carità verso Dio e amore del prossimo. L’amore è l’unica cosa che conta, per questo la lectio del 17 marzo sarà dedicata all’Inno alla Carità di S. Paolo (1Cor 13,1-19). Questo “viaggio biblico” avrà il suo apice il 7 aprile in cui rifletteremo sulla visita di Maria a Elisabetta. “In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetto tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”(Lc 1,39-45). Il 7 aprile avranno inizio le quarant’ore, guidate da don Francesco Maranò, un giovane sacerdote che ha fatto per tre anni tirocinio pastorale presso la nostra parrocchia. Educare alla speranza è il tema su cui ci invita a riflettere questo brano. Questo è anche il brano biblico che sta accompagnando le linee di Programma Pastorale Parrocchiale del biennio 2010-2012. Questi giovedì biblici

proseguono il cammino della missione parrocchiale nelle famiglie. Per la Quaresima il nostro parroco don Rino ci inviterà non solo a partecipare a queste lectio che “alimentano” il nostro spirito, ma ci darà anche delle indicazioni pratiche per iniziare un cammino di conversione. I segni quaresimali che ci verranno proposti sono: la preghiera incessante per Patrick, il quale il 7 aprile diventerà sacerdote in un Paese in cui essere cristiani è una “maledizione”; l’aiuto caritativo per le famiglie povere del nostro quartiere, con l’acquisto degli alimenti che poi la parrocchia provvederà a distribuire; continuare con l’adozione a distanza della bambina brasiliana Emanuelle. Un altro momento quaresimale che vivremo come parrocchia sarà il digiuno comunitario con la visione di un film. Allora, buon viaggio penitenziale a tutti! Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com


SFIDA EDUCATIVA

ATTUALITÀ beniamino

EDUCARE IN FAMIGLIA, MISSIONE COMUNITARIA

col naso all’insu’ pensando a quaggiu’

Un corpo ancora dilaniato

Gli Orientamenti Pastorali della CEI delineano il sostegno della parrocchia alla famiglia

“E

ducare in famiglia è oggi un'arte davvero difficile. Molti genitori soffrono, infatti, un senso di solitudine, di inadeguatezza e, addirittura, d'impotenza. Si tratta di un isolamento anzitutto sociale, perché la società privilegia gli individui e non considera la famiglia come sua cellula fondamentale”. È questo un passaggio tratto dal n.36 del documento “Educare alla buona vita del Vangelo” Orientamenti Pastorali dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020. Al centro della riflessione dei vescovi italiani, dunque, c'è ancora la famiglia, nucleo di affetti, diritti e doveri, luogo di umanità e di crescita. Oggi in famiglia si ha difficoltà ad educare? Cos'è questo senso di solitudine dei genitori? “La famiglia”, prosegue il n.36 degli Orientamenti, “a un tempo, è forte e fragile. La sua debolezza non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia o riconducibili al rapporto tra genitori e figli. Molto più pesanti sono i condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di maternità e paternità, pur a fronte del grave problema demografico; la difficoltà a conciliare l'impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti più deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli”. Lo sguardo si fissa allora su ciò che “da fuori” mina la stabilità interna delle case. Per sostenere la propria famiglia ormai sempre più papà e mamme sono costretti a lavorare entrambi, sottraendo tempo ai propri figli che, in quanto soggetti deboli, andrebbero invece accuditi e sostenuti: il “calore domestico” pian piano diviene merce rara, i ritmi incalzanti di un nuovo modo utilitaristico di concepire la vita invece sembrano affermarsi come regole condivise. Disumanizzando le persone, si disumanizza in primo luogo la famiglia e si snaturano quei rapporti interpersonali attraverso i quali si trasmette educazione. Calando poi dall'alto modelli che apparentemente appaiono libertari, si ottiene il risultato di relativizzare tutto e di confondere le menti. Si smette così di educare, di dire cioè quello

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che può far bene all'uomo e quello che può nuocergli. A spadroneggiare è la forza della cultura dominante che, come ha affermato Papa Benedetto XVI parlando ai rappresentanti dei settimanali cattolici italiani nel novembre scorso, “si pone, nei confronti della verità, con un atteggiamento scettico e relativista, considerandola alla stregua delle semplici opinioni e ritenendo, di conseguenza, come possibili e legittime molte verità”. La famiglia, in un contesto tale, ha bisogno di aiuto per mantenere la sua funzione educativa: la comunità ecclesiale, e nello specifico le parrocchie di quartiere, hanno un proprio compito determinato: essere attente “a sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori, promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno”(Orientamenti, n.36). La comunità cristiana, della quale la parrocchia è la manifestazione più vicina alla gente, come svolge la funzione educativa? Il catechismo ai bambini o agli adolescenti sembra non bastare più: l'obiettivo di rimettere al centro l'idea di “parrocchia come famiglia di famiglie”, luogo cioè aperto alle diverse esperienze che non rinnega la sua caratteristica di “focolare domestico tra le case”, appare la nuova sfida. Di begli incontri, di meeting affollati, di raduni ricchi di volti e di storie ne sono stati fatti in quantità: hanno portato tanti ad innamorarsi di Cristo, ma allo stesso tempo possono essere sembrati solo l'immagine e non l'impegno costante di una comunità. E per quell'immagine da tener viva nei colori per dimostrare di essere attivi, si sono spesso lasciati indietro rapporti umani e la sete di Dio di chi lo cercava. La parrocchia è certamente cambiata e oggi essa ha molteplici forme di evangelizzazione. Vero. Ma adottando metodi da

pubblicitari e sentendosi al passo coi tempi non c'è il rischio di dimenticare che sono i tempi che devono tenere il passo del Vangelo? La rincorsa alla forma può portare a smarrirsi. La parrocchia, termometro del senso della vita nella società, ha ancora la sua chance da sfruttare. Misurando la “temperatura” del disagio e della gioia, delle difficoltà e delle positività nel suo spazio e nel suo tempo, recepisce di continuo umanità: ha così il compito di “trasfigurarla” generosamente secondo i propri modelli formativi e senza snaturarsi. Ridonare alla società cristiani credibili, rifacendosi alla verità evangelica, è sicuramente il traguardo possibile di un itinerario educativo ecclesiale. L'abbrivo di questo percorso sta nel “fare e farsi educazione”, ampliando le vedute, non lasciando spazio ai pregiudizi, dialogando apertamente, difendendo il bene dagli assalti del male, collaborando all'edificazione di una socialità più vera, rispettosa della dignità dell'uomo. Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

… sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori, promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno…

Potenza della poesia se un artista riesce a riunirci per quasi un ora davanti ad un televisore e a farci sognare, stupiti, mentre intona l’inno di Mameli. E se il giorno dopo senti un bambino, che mentre torna da scuola, bisbiglia l’inno nazionale allora vuol dire che l’evento è stato davvero epocale e comprendi che dove non arriva la scuola e l’educazione familiare ci riesce la poesia. Ma purtroppo si sente già l’eco della retorica di chi vuole rovinare la festa e, insinuando come mai quelli di sinistra solo da poco si sono scoperti patriottici, compiono sempre lo stesso errore di far entrare tutto nella bagarre politica! Anche lo pseudo-storico che interviene evidenziando e commentando gli eventuali errori storici commessi dall’attore, ha l’unico intento di sfregiare la bellezza dell’arte poetica perché intenzionalmente dimentica che Benigni ha eseguito uno spettacolo tra il comico e il poetico e non si è prodigato in una cronaca storica ma ha fatto poesia che, come ogni genere letterario, risponde a regole e metodi propri ed è ordinata da uno “statuto epistemologico” che è diverso da quello prettamente storico-analitico per cui il non tener conto di questa distinzione genera una grande confusione. L’apice della bellezza Benigni la raggiunge quando arriva a definire l’Italia pre-unificata come “il corpo più bello del mondo” ma dilaniato e saccheggiato e lì riesce a far sgorgare qualche lacrima non fosse altro perché ora, quel corpo una volta risuscitato, si è addormentato di nuovo. Si potrà parlare all’infinito del fatto che siamo unificati e non uniti ma l’indivisibilità dell’ Italia deve essere il punto di partenza di ogni discussione perché perla preziosa da proteggere come la pupilla degli occhi pur consapevoli che oggi più che mai si chiede l’intervento di persone capaci di condurla ad una maturità degna della propria grandezza. Questo è un periodo delicato per l’Italia perché è sprofondata in un sonno profondo e ciò la rende maggiormente vulnerabile a quei predatori che sono pronti a razziarla. Allora buona notte Italia e spero che ci siano ancora patrioti (e non mercenari) pronti a morire per te e cingendosi la testa dell’elmo di Scipione l’Africano ti proteggano contro quei ladri che vogliono saccheggiare la tua bellezza. Cara Italia ti saluto come fece Manzoni già quarant’anni prima della tua unificazione: “Una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue, di cor” (Marzo 1821).

Stand-by? N grazie Forse qualcuno ancora non lo sa, gli elettrodomestici in stand-by consumano energia. La spia (generalmente rossa o verde) che ci ricorda che la nostra Tv e il nostro stereo sono in dormiveglia a tutto ci fa pensare, tranne che all’incremento dell’inquinamento globale. La nuova guida europea sui consumi dello stand-by del gruppo di ricerca eErg (www.eerg.it) alla cui stesura ha collaborato anche il Politecnico di Milano, rivela dei particolari interessanti. Nel documento sono stati testati e quantificati i consumi degli elettrodomestici in modalità spento e stand-by e raccolte le migliori pratiche per evitare gli sprechi energetici. Uno dei dati più curiosi è quello delle console da gioco Playstation 3 e X-box, sia da spenti che da accesi assorbono quasi la stessa quantità di energia, consumando ben cinque volte di più di un frigorifero efficiente. Lasciarle accese, calcolando un costo di 0,15 euro a kWh, potrebbe comportare una spesa di circa 250 euro l’anno. Gli stessi Pc non sono da meno: lasciare il computer acceso 24 ore al giorno potrebbe arrivare a costare ben 130 euro l’anno, con un costo ben più salato se si lasciano accese eventuali casse, monitor, router e altre periferiche. COME POSSO RIDURRE I CONSUMI IN STAND-BY IN CASA MIA? • Se non usi frequentemente un apparecchio, disconnettilo dalla corrente. • Usa una multi presa con interruttore, per raggruppare computer e periferiche o accessori per la TV: in questo modo è possibile spegnere veramente tutto. • Quando compri qualcosa, cerca i prodotti con uno stand-by ridotto (chiedi al rivenditore!). • Staccare il caricabatterie dopo l'uso: se resta allacciato alla presa di corrente, continua a consumare. Consumi all’apparenza innocui che possono dare brutte sorprese sulla bolletta elettrica.

Antonio Diodovich antoniodiodovich@gmail.com

Non esiste prestito più grande di un orecchio disposto ad ascoltare con benevolenza. (donrì) “Chi lancia un insulto lo scrive sulla sabbia, ma per chi lo riceve è inciso nel bronzo”. (Giovanni Guareschi) “La mano che dona una rosa ne serba sempre il profumo”. (Hada Bèjar)

Il cristianesimo è di più e qualcosa di diverso da un sistema morale, da una serie di richieste e di leggi. È il dono di un’amicizia che perdura nella vita e nella morte: non vi chiamo più servi, ma amici. (Benedetto XVI)

C’ merz ‘ngrugn, arràst ll’ugn; c’ merz vol, arràst ll’ov. (Gerard, filosofo di vita) (traduzione: se marzo fa il grugno, arrostisce le unghie; se marzo vuole, arrostisce le uova. Dunque un marzo freddo fa tenere le dita al caldo, un marzo caldo può cuocere le uova).

beniamino53@gmail.com Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi Ruggiero Rutigliano

Redazione: Rossella Acconciaioco, Maria Rita Borraccino, Mario Borraccino, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Nicola Dileo, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Massimo Serio Hanno collaborato: Abramo Ferrara, Gerardo Del Negro, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno VIII - n. 58 marzo 2011 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382 Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

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SOCIETÀ

NOI CHIESA

«DIAMO CIELO ALLA TERRA»

8 MARZO, PROTAGONISTE: LE DONNE

di Daniela D’Alba danieladalba24@libero.it

Crede che le donne al giorno d’oggi abbiano raggiunto la parità con gli uomini? No, secondo me no; basti pensare al mondo del lavoro dove vi è sempre la predominanza numerica degli uomini e la donna viene discriminata poiché spesso viene vista come un “impiccio” in quanto bisogna darle gli stessi diritti che possiedono gli uomini se non qualcosa in più, considerando anche fattori legati alla maternità. Quindi dovrebbe essere

NOME:

compiuto qualche passo in più visto che la donna è ancora discriminata.

POSIZIONE SO CIALE:

casalinga, mam Nel mondo mediatico ma e laureanda pres l’immagine che viene so la Fa co ltà di Biologia data della donna la dell’Università danneggia? di Bari Sì e no; dipende da quale immagine viene considerata. Ci sono programmi televisivi in cui viene ad essere proposta la donna pubblicitaria, l’immagine di “velina” eliminare le discrie qui la donna viene solo danneggiaminazioni ancora esistenti. ta! Se poi si pensa alle donne che occupano posti di rilievo come giornaliste Cosa augura alle donne in futuro? importanti o donne di un certo calibro Di raggiungere, ancor più della parità possono essere dei veri modelli ai quali dei diritti, il rispetto da parte degli uoattingere. mini, ma direi da tutto il genere umano.

È difficile per una donna affermarsi nel mondo del lavoro? E perché? Sì come già accennavo precedentemente, sì. I posti in cui viene detenuto il maggior potere sono appannaggio degli uomini; quindi il passo fra l’uomo e la donna sembra essere ancora distante e vorrei che qualcosa venga fatto per

o

Maria Filograss ETÀ: 32 anni

CIALE: POSIZIONE SO

FOTO ARCHIVIO STADERA

Attrice della rale compagnia teat I am Teatro mente indipendente

Lei festeggia l’8 Marzo? Come vive questo giorno? L’8 Marzo è principalmente un giorno di lutto: è bene ricordare perché si festeggi storicamente questa data. In questo momento storico c’è la necessità da parte delle donne di farsi notare da tutt’altro punto di vista rispetto a quello che invece la televisione e la cultura di intrattenimento ci impongono. Le donne vanno ricordate tutti i giorni non solo l’8 marzo. Oggi le donne hanno raggiunto la parità con gli uomini? Assolutamente no. Purtroppo esiste anche una

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NOME:

Loredana Dicata ldo ETÀ: 33 anni

categoria di donne che crede che equipararsi all’uomo sia la scelta giusta. Non è quella. Siamo diversi: è nella differenza che va rispettata la cultura e il pensiero. Una cosa è parlare di diritti, un’altra è parlare di uomo o donna uguali. Non lo siamo. Siamo diversi per fortuna.

Nel mondo mediatico l’immagine che viene data della donna la danneggia? Sì, mi danneggia e nella vita lavorativa e nella vita privata, perché (potrebbe sembrare un pensiero femminista, ma non lo è, piuttosto è un pensiero sociale), siamo bombardati dalle immagini. Oggi l’immaginario è quello che ci propone la televisione, internet e la cultura di intrattenimento. Fa parte del quotidiano, è quell’input che non puoi fare a meno di non subire. Cammini per strada e vedi un manifesto con la donna super bella e ritoccata: mi capita banalmente di litigare con il mio fidanzato o l’amico per rivendicare questa cosa, che invece esiste. È inutile negarlo, anzi credo sia arrivato il momento che le donne inizino a contrastare tale fenomeno.

Mi auguro che non si ascoltino più notizie legate alla mercificazione del corpo femminile, alle violenze fisiche e psicologiche, alle ingiustizie e alle discriminazioni. La donna va rispettata, amata e protetta tanto quanto ogni uomo vorrebbe che venga fatto per se stesso. Lo auguro a tutte le donne e a tutte le nostre figlie.

Il 13 febbraio tante donne erano in piazza; c’è chi ha parlato di anticipazione della fioritura delle mimose e chi di una lotta politica sotterranea. Che ne pensa? Non mi dispiace pensare che sia considerata una lotta politica sotterranea. Sono stata d’accordo nel vedere che la manifestazione non avesse nessun tipo di bandiera politica e che vi abbiano partecipato donne dello spettacolo, della politica e della magistratura; c’erano anche suore: è una cosa interessante e da non sottovalutare. Mi auguro che non sia più un movimento sotterraneo. Quali sono i suoi progetti futuri? Mi auguro di continuare a svolgere il mio lavoro con meno fatica nel rapporto con le istituzioni. È difficile riuscire a fare cultura; i nostri spettacoli ti presentano il momento che stai vivendo, ti prendono a schiaffi rispetto alla cognizione che hai nel momento in cui vivi o a un senso di omologazione. Alle donne auguro di non vergognarsi mai di essere donne, di scegliere con dignità, anche se con fatica, tutto quello che desiderano che sia la carriera lavorativa o da mamma o entrambe le cose, di sentirsi libere sempre e non condizionate dalla società, da una falsa morale.

FOTO ARCHIVIO STADERA

Celebrare la Festa della Donna vuole dire ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne; ma anche ricordare le ancor presenti discriminazioni...lei festeggia l'8 Marzo? Come vive questo giorno? Festeggio l’8 Marzo poiché è una giornata diversa dalle altre. Mi piace ricevere gli auguri; ma non è un giorno particolare nel senso che non è un giorno diverso dagli altri perché secondo me la donna andrebbe festeggiata non in un giorno particolare ma sempre, nel quotidiano. Anzi tutti dovrebbero ricordare il perché di tale ricorrenza.

«Se è sempre stata importante la presenza dei cattolici in politica, lo è oggi ancora di più. Non si dica: “siccome ci sono cattivi esempi o ci sono problemi, oppure ci sono situazioni di negatività, io mi ritiro nel mio cantuccio e lascio ad altri. No, il cattolico credente ancor di più oggi deve partecipare in maniera molto viva e molto partecipata alla realtà politica». Questo il forte monito di S.E. Mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano e presidente della Commissione CEI per la pastorale sociale, intervenuto sul tema “Cattolici in politica: riprendiamo la Parola”, all'inaugurazione della Scuola di Cittadinanza Attiva nella serata del 4 febbraio scorso presso il Liceo Scientifico “Aldo Moro” di Margherita di Savoia. Nata per volere della Commissione di pastorale sociale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, presieduta da don Matteo Martire, in sinergia con le parrocchie di Margherita di Savoia, la “scuola” ha lo scopo di far recepire al territorio dell'arcidiocesi quanto emerso dalla Settimana Sociale dei Cattolici (Reggio Calabria, 2330 giugno del 2010), proponendo anche ciò che negli Orientamenti Pastorali della CEI per il decennio 2010-2020 “Educare alla buona vita del Vangelo” fa riferimento alla politica e alla società. Come, dunque, essere “cittadinanza attiva”? «Io vi do tre esempi – ha chiarito Mons. Bregantini in un passaggio del suo intervento – che traggo da un brano bellissimo del Vangelo (cfr. Mt 7,21-27): i cristiani nel mondo sono come la luce, il sale e la città posta sul monte». Tre immagini precise. «Per ritradurre questo, valorizzo l'esempio meraviglioso di don Tonino Bello. Lui usava una frase: “il compito della chiesa è annunciare, denunciare, rinunciare”. Amava molto il gioco poetico delle parole: “annunciare” è la luce, “denunciare” è il sale che brucia», la “rinuncia” della città che vede, posta in alto, è l'esempio. Per Mons. Bregantini si è luce, divenendo cittadini attivi e splendendo come astri nel mondo (cfr. Fil 2,25). L'«esemplarità fatta di

una luce diffusiva che sa orientare con chiarezza la forza della verità», vincendo l'oscurità della storia, fa della politica «l'arte di organizzare il dono», gratuitamente e con impegno civile. Tale modo di concepire e fare politica ha alla base un «quadrilatero della felicità, fatto di quattro cose intimamente connesse»: il “grazie”, la “gratitudine”, la “gratuità”, il “rendimento di grazie”. Se nel cuore si fa sgorgare la parola “grazie”, «la tua vita è una “gratitudine” continua, che vive se dentro di te c'è la “gratuità”. E la “gratuità” regge, anche nei giorni difficili, quando vivi tutti i giorni il “rendimento di grazie” che è la nostra eucaristia». Dando a chi non ha, «io restituisco a Dio, tramite il povero, quello che gratuitamente ho ricevuto. È importantissimo questo: io non do un posto di lavoro, io non do una cosa, io non do un diritto, ma lo riconosco presente già nel cuore della gente. I diritti non si concedono, si riconoscono». Vi è così una parità nella cittadinanza e «poiché siamo figli» di Dio, «diventiamo fratelli. Figli si è sempre, anche quando scappiamo di casa, anche quando tradiamo il papà». Questo però non basta: si deve essere anche fratelli. «La società di oggi non ci aiuta a diventare “noi”, ma ci fa dire “io”»: in questa logica è difficile il confronto politico e il dialogo. Lo sforzo deve essere quello di giungere all'«esperienza per cui l'altro ti completa», stando «vicino a chi trova più fatica». Il buon funzionamento di una realtà politica si «verifica dalla capacità di servire i poveri». Poi lo sguardo sui giovani, la categoria più fragile oggi. «Se vuoi capire se un partito veramente è incisivo, vedi come sa dialogare col mondo giovanile, come sa ascoltare», poiché la politica è vera «se promuove i giovani, cioè se dà loro il gusto del sogno, delle cose alte, delle cose belle», «se accompagna con grande umiltà e insieme concretezza il sogno dei giovani», «se sa convertirsi a contatto con i giovani». Riflettendo sul federalismo, Mons. Bregantini ha sottolineato come questo possa attuarsi solo nella collaborazio-

UNA STRADINA DI CARTA E INCHIOSTRO PER I POETI DI BARLETTA “Un poeta preso singolarmente è solo un poeta, per quanto eccellente possa essere, ma cento poeti in quarant'anni, rappresentano un evento culturale straordinario, un vero movimento nell'ambito del quale non sarà difficile scoprire e valorizzare i frutti talentuosi di un indirizzo letterario fin qui lasciato ai margini di una pur cospicua vicenda culturale cittadina. E una sua valorizza-

zione, non potrebbe che partire da una preliminare meticolosa opera di catalogazione”. Queste parole, tratte dall'introduzione del volume La Stradina dei Poeti, cento poeti barlettani 1970-2010 di Renato Russo (Editrice Rotas, Barletta 2010) descrivono in maniera lucida il fermento poetico a Barletta, sfociato in una produzione cospicua di testi negli ultimi quattro decenni. La poesia, in silen-

FOTO ARCHIVIO STADERA

Cattolici e impegno politico: Monsignor Giancarlo Bregantini alla Scuola di Cittadinanza Attiva

Nel lontano 1908, a New York, 129 operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l'8 marzo (o il 25 secondo alcuni), il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento. Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all'interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. Da allora, l'8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.

S.E. Mons. Giancarlo Bregantini

ne tra il nord e il sud dell'Italia: è giusto «prendere coscienza della marginalità di tante zone d'Italia, non solo del Sud», senza renderla emarginazione ma tramutandola in «ricchezza perché, se è ben condotta, la marginalità può diventare tipicità». In un contesto fatto di bisogni diretti, però, «la marginalità e la tipicità non bastano: devono essere completate da un terzo passaggio che è l'apertura all'altro, la reciprocità». In continuità con quanto affermato nel documento dell'episcopato italiano Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno del febbraio 2010, Mons. Bregantini ha evidenziato come «il federalismo deve essere solidale, realistico e unitario», aiutando il Nord a ritrovare un animo grande e il Sud le proprie possibilità di crescita. Poetica speranza in conclusione: «Diamo cielo alla terra, perché se la terra è senza cielo, la terra diventa fango. Dal fango siamo tratti, purtroppo. Restiamo fango, cioè perdiamo il cielo, la città posta in alto, gli ideali, i valori», ma «se invece io dono il cielo alla terra, quella terra si trasforma in giardino», luogo in cui, dalla creazione all'Apocalisse, Dio ha voluto che gli uomini vivessero in comunione tra loro e con Lui. Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

di Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com

zio, ha attraversato gli eventi cittadini e Russo, cogliendone il passaggio, l'ha storicizzata e le ha dato un ordine. La sua, come dice il prof. Daniele Giancane nella prefazione, “non è un'operazione di secondaria importanza solo perché l'oggetto è la produzione letteraria di una città pugliese, ma al contrario è l'analisi di una storia, di un movimento, di un esserci della poesia a Barletta”. Il

titolo del volume fa riferimento alla manifestazione organizzata, come momento di apertura ai poeti e alla poesia, dall'associazione Ce.S.A.Coo.P.ARTE in Vico Stretto. Tra i cento poeti inseriti nell'antologia troviamo i nostri parrocchiani Giuseppe Ricatti, Ruggiero Gorgoglione, Vito Dileo, oltre a Salvatore Mellone, componente della redazione de La Stadera.

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PARROCCHIA

EFFETTO CHIESA

IL DECENNALE DEL RnS PARROCCHIALE

ADORARE L'EUCARISTIA: “Noi andiamo verso Dio e lui viene da noi”

Sono trascorsi dieci anni da quando il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo presente nella nostra parrocchia è stato ufficializzato; per questa occasione abbiamo intervistato Giuseppe Ricatti un associato di questo movimento parrocchiale.

Quindi quest’anno festeggerete nella nostra parrocchia il decennale? Il 26 marzo faremo un concerto di evangelizzazione nel salone parrocchiale, aperto a tutti. Il 27 marzo ci sarà la giornata comunitaria, con la catechesi di Diego Di Bari, un anziano del Rinnovamento e in questa data festeggeremo il decennale; in quell’occasione anche se non è ancora confermato, verrà rieletto il nuovo Pastorale di Servizio del Gruppo. Il Pastorale è formato da tre persone, nei gruppi piccoli (come il nostro), da cinque nei gruppi con 30-40 effusionati, che guidano il gruppo per quattro anni; queste persone vengono chiamate così, perché sono a servizio della comunità e della Chiesa. Queste sono le tre persone più elette durante le votazioni e poi tra queste tre persone si sceglie il responsabile, colui che ha più esperienza. Prima di eleggere il nuovo responsabile facciamo discerni-

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mento, preghiamo ed è il Signore stesso che lo chiama. Di quante persone è composto il vostro gruppo? Siamo più o meno 15 persone. Nel gruppo si contano gli associati, cioè coloro che hanno fatto il corso e hanno ricevuto la preghiera di effusione. Questo corso si fa a livello diocesano; si riuniscono gli aspiranti dei vari gruppi diocesani e partecipano a questo corso. Nel nostro gruppo attualmente non ci sono persone nuove che stanno facendo questo corso. I relatori di questo corso possono essere o i responsabili a livello diocesano o i responsabili dei vari gruppi presenti in diocesi. I relatori vengono guidati dal CNS e dal CRS. I Comitati Diocesani di Sevizio sono stati istituiti da poco per agevolare il lavoro del Regionale. Chi è il vostro padre spirituale e in che cosa consiste la preghiera d’effusione? Il padre spirituale è il parroco della parrocchia dove il gruppo si incontra. A livello nazionale invece è don Guido Pie-

Madre Ruggerina Balestrucci, badessa del Monastero delle monache Benedettine-Celestine “San Ruggero” di Barletta, ci parla del SS.mo Sacramento dell'Eucaristia.

impulso; è sempre il Signore che ci parla. Molto spesso capita che durante gli incontri di preghiera due o tre persone aprono la Bibbia e i passi o sono tutti e tre uguali o comunque pur essendo diversi, dicono tutti e tre la stessa cosa. Io non apro quasi mai la Bibbia, perché suono, però spesso il Signore mi comunica delle parole che proclamo alla comunità e subito dopo ci sono le conferme con le parole bibliche. Mi sento gratificato perché quella che ho proclamato è Parola di Dio, non è parola mia.

Ha senso adorare l'Eucaristia oggi? «Certo che ha senso adorare l'Eucaristia oggi. Gli uomini hanno bisogno del rapporto con Dio, specialmente in questo momento in cui attorno c'è tanta confusione. Nella preghiera di fronte all'Eucaristia questo rapporto cresce e si alimenta».

Quando vi incontrate? Ci incontriamo il mercoledì, per la Santa Messa e subito dopo nella cappellina, per la preghiera di lode carismatica. Chiunque può partecipare ai nostri incontri di preghiera e chiaro però, che per capire bene come funziona l’incontro, bisogna chiedere spiegazioni, per evitare fraintendimenti. Ci riuniamo sporadicamente per la formazione tematica. Il giovedì partecipiamo all’adorazione Eucaristica comunitaria che una volta al mese animiamo noi. Tutti i giovedì, quando viene esposto il Santissimo noi poniamo ai piedi dell’altare il libro

Quale forza si riceve dall'adorazione Eucaristica? «L'adorazione di Gesù Eucaristia riempie il cuore e lo spirito della sua presenza. Stare in silenzio, raccolti in preghiera davanti a Lui, ci permette di dirgli tante cose, di invocarlo, di raccontare quello che siamo e di ascoltare quello che dice. Il senso dell'adorazione è proprio quello di fare compagnia a Gesù e allo stesso tempo ricevere la sua compagnia».

FOTO ARCHIVIO STADERA

Quando è nato il vostro gruppo? Il nostro gruppo è nato nel ‘94. Il gruppo “madre” si trova alla Sacra Famiglia. Alcuni membri del gruppo della Sacra Famiglia tra cui io ci siamo staccati per formare un altro gruppo a San Filippo, su richiesta dal sacerdote di questa parrocchia. In seguito, anche don Michele Dicataldo, che era parroco di Santa Maria della Vittoria, voleva un gruppo del Rinnovamento nella sua parrocchia e quindi ancora una volta alcuni membri del gruppo di San Filippo tra cui io ci siamo spostati. Per un po’ di tempo abbiamo fatto il cammino con don Michele, però San Pasquale era piccola come chiesa e non permetteva tante attività parrocchiali, tra cui la nostra. Abbiamo dovuto trovare un’altra soluzione; poi, don Rino ci ha accolti. Io nel ‘95 sono subentrato come responsabile ed ho portato avanti il gruppo fino al 2007; nel 2007 è subentrata Marinella che è tutt’ora responsabile. Noi festeggiamo dieci anni da quando il gruppo è stato riconosciuto ufficialmente, non da quando è nato, perché quando nasce un gruppo, i primi anni sono di formazione. Il Comitato Nazionale di Servizio del Rinnovamento (CNS) e quello Regionale (CRS) sanno che esiste questo gruppo, che va incontro ad un cammino preliminare di formazione. Quando, poi, ritengono che il gruppo è idoneo per essere riconosciuto ufficialmente, comunicano al gruppo che devono ufficializzarlo; il gruppo oltre ad aver fatto un buon cammino deve stare all’obbedienza della Chiesa. Dobbiamo attenerci allo statuto nazionale del Rinnovamento, perché quello è approvato dalla Chiesa. Noi siamo stati riconosciuti il 21 gennaio 2001, dopo sei anni abbondanti di formazione.

Un momento di festa con alcune persone del Gruppo RnS della nostra parrocchia

trogrande. Sei persone formano il CNS, poi ci sono delle guide spirituali di supporto, ossia sacerdoti “carismatici”, che fanno parte dell’esperienza del Rinnovamento, che hanno ricevuto la preghiera d’effusione. Questa è una preghiera di intercessione che si fa sulle persone che hanno fatto il corso. Dei fratelli si mettono attorno a chi deve ricevere la preghiera e invocano lo Spirito Santo; ogni fratello fa una preghiera spontanea e successivamente apre la Bibbia ispirata, cioè apre la Bibbia a caso; è chiaro che non è una specie di consultazione magica, come molti pensano. Noi apriamo la Bibbia se sentiamo forte questo

dell’intercessione, dove chiunque può chiederci di mettere il proprio nome o il nome di chi ha dei problemi di salute. Molte persone che hanno messo il nome su quel libro hanno risolto il problema, altre sono decedute. Alla fine si deve fare la volontà del Signore, la preghiera non è un’arte magica, che risolve tutti i problemi, anche perché esiste il male, il peccato. Gesù vuole il nostro bene, ci ama, non vuole vederci soffrire, però ci ha anche detto che se vogliamo risorgere con lui dobbiamo passare dalla croce. Angela Rizzi a.rizzi87@gmail.com

Come fare, allora, una buona adorazione? «Innanzitutto creando il silenzio, sia nel luogo in cui si deve adorare l'Eucaristia, sia interiormente. Poi l'importante è la preghiera. Noi in monastero ci prepariamo con la lectio di alcuni brani biblici che fanno da filo conduttore nell'adorazione e poi preghiamo il Signore per tutti i fratelli e le sorelle». Quali sono i benefici dell'adorazione? «Per prima cosa l'adorazione eucaristica ricarica lo spirito del fedele. Poi, essendo un incontro col Signore, ci fa gustare la sua presenza in mezzo a noi, ci dona la pace e il vigore per affrontare le cose quotidiane». Quest'anno ad Ancona si terrà il XXV Congresso Eucaristico Nazionale. A cosa servirà questo evento? «Sostanzialmente ogni Congresso Eucaristico ha la finalità di ravvivare la fede in Gesù Eucaristia. Questa

Padre Alex Zanotelli Domenica 27 marzo 2011 presso la Sala della Comunità Sant’Antonio si terrà un Meeting dei giovani organizzato dall’Arcidiocesi Trani-Barletta-Bisceglie, in modo particolare dalla Commissione Diocesana Evangelizzazione dei Popoli e Cooperazione tra le Chiese e dal Settore di pastorale Giovanile Coordinamento di Barletta. “Liberi nel cuore della storia. Missionari come padre Raffaele Di Bari” questo è il tema del meeting organizzato in occasione della 19ª Giornata di preghiera in memoria dei missionari martiri (24 marzo) e per ricordare padre Raffaele Di Bari, missionario comboniano scomparso tragicamente il 1° ottobre 2000. Tutto avrà inizio alle ore 16,30. Il benvenuto sarà dato dal Sindaco di Barletta Nicola Maffei e da Sua Eccellenza Mons. Giovanni Battista Pichierri, nostro Arcivescovo; don Rino Caporusso, Direttore del Centro Missionario Diocesano e Don Francesco Doronzo, Coordinamento Pastorale Giovanile di Barletta ci introdurranno nel tema, per poi lasciare spazio all’attesa e sicuramente eccelsa testimonianza di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. Padre Alex alle ore 20 presiederà l’Eucaristia presso la Basilica S. Maria Maggiore. Lunedì 28 marzo, alle ore 18,30, dalla Basilica S. Maria Maggiore partirà una fiaccolata della pace e di solidarietà per i martiri missionari, che si concluderà a Piazza Aldo Moro. Ricorda ragazzo, ti aspetto! Angela rizzi, a.rizzi87@gmail.com

cinema fede va di continuo alimentata. In quel pane e in quel vino offerti sull'altare c'è davvero Gesù, ma questo spesso lo si dimentica. Allora un incontro come il Congresso Eucaristico ci permette di riscoprire il valore di questo dono di Dio». Gesù nel Vangelo dice che i veri adoratori sono quelli “in spirito e verità”. Cosa vuol dire? «Io credo che se noi ci riferiamo all'adorazione possiamo capirlo bene. Quando noi adoriamo Dio, il nostro spirito viene ricolmato dalla verità. Noi andiamo verso Dio e Lui viene da noi». All'uomo moderno che cerca empiricamente le spiegazioni a tutto, come spiegare che l'Eucaristia è Gesù? «Sicuramente preparando dei percorsi di fede e di conoscenza. Noi, come ordine contemplativo, possiamo pregare e lo facciamo, affinché i parroci, le parrocchie, i movimenti, attuino delle catechesi che istruiscano i fedeli e li accompagnino a comprendere il grande dono dell'Eucaristia». Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

Uomini di Dio "Uomini di Dio" è un piccolo gioiello cinematografico, basato su una storia vera, che vuole insegnare come gli uomini siano tutti uguali di fronte alla morte e sotto lo sguardo di Dio, aldilà del colore della pelle o delle religioni professate. Il film, diretto dal regista francese Xavier Beauvois , dopo aver vinto il "Gran premio della giuria" allo scorso Festival di Cannes rappresenterà la Francia agli Oscar. La storia racconta i tragici fatti avvenuti in Algeria nel 1996 quando un gruppo di monaci furono massacrati dalla Jahad islamica. Il film è ambientato nel monastero di Tibhirine, sulle montagne dell'Atlante, in cui otto monaci anziani convivono serenamente con la popolazione musulmana locale. I monaci trascorrono le loro giornate coltivando i campi, pregando e aiutando gli abitanti del villaggio con medicine e parole di conforto. In seguito ad alcuni sanguinosi fatti, questi vengono invitati dalle autorità locali a lasciare il Paese e sono combattuti se lasciare il monastero e rientrare sani e salvi in Francia o restare insieme "al loro gregge". Una notte del marzo del 1996 saranno sequestrati e giustiziati, i loro corpi non saranno mai ritrovati, si ritroveranno solo le loro teste. Una bellissima storia d'amore verso Dio e gli uomini, il messaggio che i monaci hanno voluto dare era un messaggio di pace, che hanno voluto portare avanti senza abbandonare i fratelli musulmani: "noi siamo gli uccelli, voi i rami, se ve ne andate , dove ci poggeremo?". Un comportamento da adottare soprattutto ora che esistono ancora paesi che combattono e provocano morte e dolore per motivi religiosi. Un film struggente sicuramente da vedere. Liana Caputo liana.caputo@gmail.com

7


agenda

marzo 2011 “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo”

6 dom

ore ore ore ore ore

Il deserto, essenziale nell'assenza del tanto e nella presenza del poco. È puro il deserto, aperto in ogni direzione, sconfinato, privo di limiti, apparentemente morto nella sua polvere, vitale negli spazi incalcolabili delle correnti d'aria. Ogni anima ha un deserto in sé, con anfratti liberi in cui la sabbia si deposita. Ad intervalli regolari vi risuona quella voce che invita al pentimento. Sassi da rimuovere ostruiscono il passaggio della luce. Quel suono riecheggia in tutti i deserti, anche in quelli di coloro che non ammetteranno mai di avere un deserto in cui incontrare Dio. Dall'origine proprio nel deserto Egli ha tracciato la via maestra dell'intimità con l'uomo, il sentiero su cui passare e visitare ognuno nei giorni di vita. L'eremo (eremos, in greco vuol dire deserto) interiore è il luogo dell'incontro con Dio, ma può diventare anche il luogo della caduta nella tentazione proprio perché privo di riferimenti a cui ancorarsi. “Non abbandonarci nella tentazione” (Mt 6,13) è la frase che ritorna nella profondità della prova, il conforto più gradito nel combattimento dello spirito, la lode di chi, spoglio di ogni pseudo-certezza, trova in Dio il sorriso della misericordia. Cristo, vincitore sul tentatore e sul peccato, lasciò quell'invocazione nella preghiera del Padre Nostro: non è un miraggio nel cammino assolato, ma l'oasi che apre spazi di infinito ristoro.

8 mar

ore 19.30/21.00 Catechsi Biblica ore 20.00 Rosario meditato della Vergine e per gli abusi contro le donne

9 mer

Mercoledì delle Ceneri ore 18/20 Gruppo Villaggio Paradiso e Diversamente Abili (Catechesi e Laboratorio tutti merc.) ore 19.00 S. Messa e Imposizione delle Ceneri ore 19.30 Preghiera di Lode RnS (ogni mercoledì)

10 gio

ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa ogni giovedì) ore 9.00 Gruppo Caritas (ogni giovedì) ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura ogni giovedì) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Lectio e Adorazione Eucaristica guidata dal Parroco

11 ven

ore 17.00 S. Messa al Crocifissino di campagna e Imposizione delle Ceneri ore 19.00 S. Messa e via Crucis ore 17/19 Gruppo Villaggio Paradiso ed EPASSS (teatro e corso di inglese)

13 dom

1ª Domenica di Quaresima ore 20.00 Catechesi Genitori dei Cresimandi

14 lun

ore 19.30 Formazione Catechisti

16 mer

ore 21.00 Gruppo Missionario

Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

17 gio

dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Lectio e Adorazione Eucaristica guidata dal Parroco

18 ven

ore 17.00 S. Messa al Crocifissino di campagna. ore 19.00 S. Messa e via Crucis con i giovani

20 dom

2ª Domenica di Quaresima ore 11.00 Oratorio Invernale 3ª Elementare ore 11.00 Catechesi Genitori 1ª Confessione

21 lun

ore 20/20.30 Gruppi Internet e “La Stadera”

24 gio

Giornata dei Martiri Missionari dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e dal RnS

25 ven

ore 17.00 S. Messa al Crocifissino di campagna ore 19.00 S. Messa e via Crucis con gli Associati

26 sab

10° Anniversario RnS Parrocchiale Concerto Musicale RnS

27 dom

3ª Domenica di Quaresima. Giornata pro Pacas ore 11.00 Oratorio Invernale 4ª Elementare ore 11.00 Catechesi Genitori 1ª Comunione ore 16.00 Incontro con Padre Alex Zanotelli e Cattedra degli Anàrgiri c/o Chiesa S. Antonio

28 lun

ore 18.30 Marcia della Pace e Solidarietà dei Martiri Missionari di giovani e studenti della città dalla Basilica S. Maria Maggiore a Piazza Aldo Moro

31 gio

dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Assemblea Associati ore 22.00 S. Messa, rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

(Mt 4,1)

PELLEGRINAGGIO 2011: LOURDES, LISIEUX, MONT SAINT-MICHEL OCCASIONI IRRIPETIBILI Dopo la splendida esperienza del viaggio in Terra Santa del 2009, la parrocchia organizza quest'anno il pellegrinaggio a Lourdes, dal 27 luglio all'8 agosto. Le tappe principali saranno: Aosta, Nevers, Parigi, Lisieux, Mont Saint-Michel, Lourdes e Nizza. In programma le visite alla Cappella delle Apparizioni di Paray, a Santa Teresa del Bambin Gesù (nota col nome di Santa Teresina e Patrona di Francia) a Lisieux e al santuario dell'Arcangelo Michele a Mont Saint-Michel sull'isolotto roccioso presso la costa settentrionale della Francia, il cui nome originario era “Monte San Michele al pericolo del mare”. Il culto di San Michele Arcangelo, ampiamente diffuso in tutta Europa fin dall'antichità, ha reso Mont Saint-Michel una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità. Mont Saint-Michel è uno dei tre luoghi di culto europei più importanti dedicati a San Michele Arcangelo, insieme alla Sacra di San Michele in Val di Susa e al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. I tre luoghi si trovano a mille chilometri di distanza l'uno dall'altro, esattamente allineati lungo una retta che, prolungata, conduce a Gerusalemme. Con l'alta marea la roccia di Mont Saint-Michel diventa un'isola, ma durante la bassa marea il mare si ritira tanto da permettere di aggirare il promontorio a guado. Meta principale del pellegrinaggio, però, sarà Lourdes, importante per le apparizioni mariane e per il Santuario di Nostra Signora. Un viaggio da non perdere! (per ulteriori informazioni rivolgersi presso la segreteria parrocchiale). Maria Rita Borraccino, mariri91@hotmail.it

16.00 18.00 17.30 17.30 20.00

Veglione di Carnevale (1ª-2ª-3ª elementare) Veglione di Carnevale (4ª-5ª elementare) Corso Pre-Matrimoniale (ogni domenica) Catechesi Genitori Battezzandi (ogni domenica) Catechesi Associati (1ª e 3ª del mese)

APRILE 1 ven 1° venerdì

ore 17.00 S. Messa al Crocifissino di campagna ore 19.00 S. Messa e via Crucis per le vie del quartiere Adorazione Eucaristica di riparazione e consacrazione

Intenzioni missionarie dell’apostolato della preghiera: perché lo Spirito Santo dia luce e forza alle comunità cristiane e ai fedeli perseguitati o discriminati a causa del Vangelo in tante regioni del mondo.

per segnalazioni e comunicazioni

delegato relazioni stampa

info@crocifissobarletta.it

redazionelastadera@gmail.com


La Stadera N°58 - Marzo 2011