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anno VIII

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gennaio

2011

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

INTERVISTA A NICOLA

MAFFEI

FOTO ARCHIVIO STADERA

All’inizio del nuovo anno 2011 ricordando il 30 settembre u.s. conservando nel cuore nuovi orizzonti

• Signor Sindaco, potrebbe spendere qualche parola bene augurante da rivolgere ai nostri lettori e all’intera cittadinanza per questo nuovo anno 2011? Quella più naturale che mi viene è quella legata alla considerazione che viviamo dei momenti di difficoltà, di criticità, di assenza di lavoro, di mancanza di risorse economiche per fronteggiare le necessità di bilanci familiari sempre più difficili, legati alle bollette da pagare, dai figli da mantenere, alla casa, a quel tenore di vita che, sebbene ridimensionato, oggi è difficile sostenere. Oggi si dice che non si arriva alla metà del mese e non più alla fine del mese! È chiaro che il grande spirito di solidarietà dovrebbe anche animare questi momenti. Chi ha qualcosa in più potrebbe riservarla a chi è meno fortunato con rispetto anche della dignità delle persone. Da questo punto di vista noi abbiamo attivato anche la mensa sociale per quelle persone che trovavano difficoltà a consumare il pranzo e la cena in quei luoghi dove c’era la persona ammalata ed anziana, in modo da avere anche stimoli diversi per reagire. Noi auspichiamo che il meccanismo virtuoso della cultura, dell’ambiente, del sociale, del turismo sul quale questa città ha bisogno di puntare, non avendo ricevuto quelle giuste risposte delle attività produttive del calzaturiero e del tessile che non sono state felici, possa innescare quei meccanismi virtuosi che rilanciano l’occupazione, l’economia, creino coinvolgimento per i giovani utili per una prospettiva di speranza e non l’obbligo a lasciare la città per cercarlo altrove, cosa che avviene con sempre maggiore frequenza. È chiaro che il Comune farà la sua parte sia per il sociale sia per quelle iniziative che possano attenuare questi fenomeni di difficoltà. L’augurio è che si possa vivere il nuovo anno con una speranza che non deve mai abbandonarci. • Nel libro “Loribamoi. Padre Raffaele Di Bari, una vita per l’Africa”, di recente pubblicazione, lei ha lasciato una bella testimonianza sulla figura di questo concittadino. Prima del martirio conosceva P. Raffaele Di Bari? No, non lo conoscevo prima; ne ho saputo l’impegno, la dedizione e la missione che lui ha portato avanti nell’ambito di quei territori e purtroppo ho preso atto di quanto è avvenuto soltanto quando le notizie hanno tempestato i media, le televisioni e i giornali. • Quali sensazioni a distanza di circa 2 mesi dalla serata pro padre Raffaele celebrata il 30 settembre u.s. al teatro Curci? Le sensazioni sono quelle di chi come concittadino e come persona sensibile a queste iniziative che hanno portato P. Raffaele ad impegnarsi mettendo la sua vita a servizio di quella collettività,ci invitano a riflettere sull’auspicio che la pace e il rispetto delle genti, al di là delle appartenenze, delle etnie, delle religioni e del colore della pelle, dovremmo perseguire. La sua era una missione di pace e di civilizzazione per coloro che osteggiavano o usavano bambini armandoli per delle guerre assurde. Dovremmo prendere esempio da lui, e fare in modo che il suo sacrificio non sia stato vano ma sia testimonianza per i più giovani e anche per coloro che sembrano essere e rimanere sordi. • Nella serata ha parlato di ricordare la persona di padre Raffaele con una statua nella scuola intitolata a Lui. Come procede? Ci sono altre manifestazioni o eventi in programma, magari anche in collaborazione con la nostra testata che informa a livello territoriale? Il Comune di Barletta gli ha intitolato una strada e successivamente, con la condivisione del Consiglio di Circolo, gli ha intitolato una scuola. Io ho detto che la testimonianza e il ricordo di qualcuno che ha donato anche la vita per una finalità di alto profilo, debba essere visibile anche con l’immagine di chi era P. Raffaele. Avere un busto più che una statua che permetta ai bambini, ai genitori, ai docenti e al personale di quella scuola ogni giorno che entra in quell’istituto di capire chi era P. Raffaele Di Bari e cosa ha fatto, è sicuramente un obiettivo importante che vogliamo conseguire. Io non ho dato scadenze, perché molte volte anche nelle nostre cose dobbiamo confrontarci con i bilanci, con le priorità. Senz’altro rappresenta una priorità per noi. Cercheremo di onorarla quanto prima possibile in modo da assicurare la continuità di quel cordone ombelicale che non è stato reciso con la sua morte. Gli eventi e quant’altro li rimandiamo al momento in cui con il busto coinvolgeremo la comunità scolastica e il territorio circostante. Ruggiero Rutigliano, illietogiullare@hotmail.it


CHIESA beniamino

Libertà religiosa, I

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trovare risposte agli interrogativi del suo cuore circa il senso della vita e a conquistare valori e principi etici duraturi, e non riesce nemmeno a sperimentare un’autentica libertà e a sviluppare una società giusta”. Il Papa prosegue: “Questa dignità trascendente della persona […] va riconosciuta come un bene universale […]. Il rispetto di elementi essenziali della dignità dell’uomo, quali il diritto alla vita e il diritto alla libertà religiosa, è una condizione della legittimità morale di ogni norma sociale e giuridica”. “La libertà religiosa è all’origine della libertà morale”. Pertanto, la libertà religiosa va intesa come capacità di ordinare le proprie scelte secondo la verità. La libertà religiosa “conferisce piena dignità a ciascun uomo ed è garante del pieno rispetto reciproco tra le persone”. “Una libertà nemica o indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dell’altro […]. Si comprende quindi la necessità

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strumentalizzata, né imposta con la forza […]. La libertà religiosa è condizione per la ricerca della verità e la verità non si impone con la violenza ma con “la forza della verità stessa”. “Così come viene condannato il fondamentalismo religioso, allo stesso modo deve essere condannato l’ostilità contro i credenti; queste sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità […]. La società che

ADDIO 2010

così vai via anche tu. Forse non ti rimpiangerò. I dolori che mi hai riservato, depositandosi sul cuore, hanno inciso una croce pesante da portare e difficile da sopportare. Saranno i tuoi perenni accusatori. Anche questa frenesia di fine Dicembre mi inquieta non appena scorgo la stridente contraddizione tra le strade illuminate e ornate a festa e il buio e la stanchezza che coabitano nel mio animo. Che ne sarà di tutta questa contentezza tra qualche settimana? Perché lascerà il posto allo smarrimento, al vuoto e alla depressione? Perché ho dimenticato l’unico vero motivo per cui è bello festeggiare il Natale: lo squarciarsi del cielo e la discesa di Dio per spezzare le catene della mia solitudine. E non sono più solo. Ma forse il vero Natale è ormai giunto al capolinea perché caduto sotto i colpi d’artiglieria pesante del consumismo e tutto ciò sotto gli occhi compiaciuti di alcuni e menefreghisti (dei credenti?) di altri. Che tristezza: ancora una volta alla fedeltà di

Dio offrirò la mia miseria e la mia infedeltà. Un anno è trascorso e forse ho perso l’ennesima occasione per convertirmi e per lasciarmi svegliare dalla potenza di Dio. Ma per fortuna l’arrivo del nuovo anno è qui a dirmi che un'altra opportunità mi viene offerta, che forse non è tutto perduto, che le mie mani alzate in segno di gemito forse riceveranno il soccorso desiderato. Benvenuto nuovo anno: il tuo giungere qui è un invito a combattere perché la vita continua anche se con il cuore lacerato e spezzato in due dal mistero dell’iniquità. Un’ultima supplica ti chiedo, o Signore: aiutami a riconciliarmi con gli altri, col mondo e con l’anno appena trascorso e fa che le lacrime di dolore cedano il passo alle lacrime di gioia. Nell’attesa mi pongo dinanzi alla grotta, “rimango in ginocchio sfregando le mie preghiere su un cuore di pietra” e ti grido tutto il dolore del mondo che sale dagli abissi della terra. beniamino53@gmail.com

Il 5 gennaio scorso, presso la Parrocchia S. Agostino di Barletta, l’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Mons. Giovan Battista Pichierri ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in ringraziamento per il 20° anniversario dell’ordinazione diaconale del primo gruppo di diaconi permanenti dell’Arcidiocesi. Il Diaconato permanente è un ministero ripristinato dal Concilio Vaticano II. La formazione teologica, spirituale e ministeriale di questo primo gruppo di diaconi permanenti iniziò nel febbraio del 1987: erano uomini sposati, con un impegno forte nelle parrocchie che, dopo essere stati designati dai rispettivi parroci e col consenso delle mo-

FOTO ARCHIVIO STADERA

via per la PACE l primo gennaio di questo nuovo anno si è celebrata la XLIV Giornata Mondiale della Pace. Il tema affrontato da Papa Benedetto XVI è stato: «Libertà religiosa, via per la pace». Questa giornata si celebra dal 1968 il primo giorno di ogni anno ed è stata istituita da Papa Paolo VI. Papa Benedetto XVI ha scelto questo tema, perché ancora oggi il diritto alla libertà religiosa continua ad essere minato. Anche il 2010 è stato segnato da persecuzioni, da discriminazioni, da terribili atti di violenza e di intolleranza religiosa, soprattutto in Iraq e in tutto il Medio Oriente. Il card. Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sottolinea che tre, in particolare, sono i “nemici” della libertà religiosa: il «fondamentalismo religioso», della politicizzazione della religione e dell’imposizione di religioni di Stato, il «relativismo culturale e religioso» sempre più pressante e «il secolarismo aggressivo», intollerante verso Dio e verso ogni forma di espressione della religione”. Papa Benedetto XVI a tal proposito dice: “Quando la libertà religiosa è riconosciuta, la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice, e si rafforzano l’ethos e le istituzioni dei popoli. Viceversa, quando la libertà religiosa è negata […] si offende la dignità umana e, insieme, si minacciano la giustizia e la pace, le quali si fondano su quel retto ordine sociale costruito alla luce del Sommo Vero e Sommo Bene”. “Ogni persona deve poter esercitare liberamente il diritto di professare e di manifestare, individualmente o comunitariamente, la propria religione o la propria fede, sia in pubblico che in privato […] non dovrebbe incontrare ostacoli se volesse, eventualmente, aderire ad un’altra religione o non professarne alcuna”. Il card. Turkson, inoltre, rammenta che il diritto alla libertà religiosa è sancito dall’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Alcuni recenti “episodi di negazione” che “oscurano la verità della persona umana” e “compromettono il rispetto per gli altri diritti” sono il caso di Asia Bibi in Pakistan, il caso del Sudan meridionale e noi possiamo pensare al caso di Patrick nel Myanmar. Il Papa afferma che: “La libertà religiosa è una vocazione fondamentale dell'uomo, un diritto umano inalienabile e universale e una chiave per la pace […]. Senza il riconoscimento del proprio essere spirituale, senza l’apertura al trascendente, la persona umana si ripiega su se stessa, non riesce a

DIACONI PERMANENTI, DA VENT’ANNI AL SERVIZIO DELLA CHIESA DIOCESANA

col naso all’insu’ pensando a quaggiu’

(Da sin.) I diaconi permanenti Luigi Mascolo, Ruggiero Napolitano, Abramo Ferrara, S .Ecc. Mons. G. Battista Pichierri, Riccardo Losappio, Paolo Dargenio e Sac. Pasquale Barile.

gli, furono presentati a Mons. Giuseppe Carata, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie in quegli anni, il quale conferì loro l’Ordine del diaconato permanente nei primi vespri della solennità dell’Epifania del 1991. Il gruppo era composto da: Giorgio Cardone (deceduto il 26 marzo 1994), Paolo Dargenio, Abramo Ferrara (che svolge il suo ministero nella nostra comunità parrocchiale), Francesco Laurora (deceduto il 6 novembre 2007), Riccardo Losappio, Luigi M. Mascolo, Ruggiero Napolitano, Francesco Paciolla (deceduto il 25 agosto 1992). Salvatore Mellone, tormel@hotmail.it

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI “Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera” di Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com

di riconoscere una duplice dimensione nell’unità della persona umana: quella religiosa e quella sociale”. Al riguardo, è inconcepibile che i credenti “debbano sopprimere una parte di se stessi - la loro fede - per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti”. Inoltre, il Papa sottolinea il valore della famiglia nell’educazione religiosa come strada privilegiata “per abilitare le nuove generazioni a riconoscere nell’altro il proprio fratello e la propria sorella” e per costruire insieme la pace. Anche “l’ordinamento internazionale riconosce ai diritti di natura religiosa lo stesso status del diritto alla vita e alla libertà personale, a riprova della loro appartenenza al nucleo essenziale dei diritti dell’uomo” che “la legge umana non può mai negare”. La libertà religiosa è: “elemento imprescindibile di uno Stato di diritto”. Un altro punto importante che il Papa affronta riguarda la strumentalizzazione della libertà religiosa, il fanatismo e il fondamentalismo. “La professione di una religione non può essere

vuole imporre o, al contrario, negare la religione con la violenza, è ingiusta nei confronti della persona e di Dio, ma anche di se stessa”. “La libertà religiosa ha una dimensione pubblica il che consente ai credenti di dare il loro contributo nella costruzione dell'ordine sociale” (card. Turkson). Fondamentale diviene, quindi, “un sano dialogo tra le istituzioni civili e quelle religiose per lo sviluppo integrale della persona umana e dell'armonia della società”. Le grandi religioni grazie ai loro leader, “possono costituire un importante fattore di unità e di pace”. “La pace è il risultato di un processo di purificazione ed elevazione culturale, morale e spirituale di ogni persona e popolo, nel quale la dignità umana è pienamente rispettata […]. La libertà religiosa è un’autentica arma della pace”. L’augurio di Papa Benedetto XVI è: “Che tutti gli uomini e le società ad ogni livello ed in ogni angolo della Terra possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace!”. Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com

La settimana che va dal 18 al 25 gennaio presenta un evento che tutti gli anni la Chiesa e i suoi fedeli sentono, da sempre, al centro della loro missione: la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La riflessione dell’intera settimana verterà sul tema tratto da un passaggio degli Atti degli apostoli, dove al capitolo 2 si dice: "Essi ascoltavano con assiduità l'insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme" (At 2, 42). La chiamata all'unità quest'anno giunge alle chiese di tutto il mondo da Gerusalemme, la chiesa madre. Memori delle proprie divisioni e dell'urgenza di fare di più per l'unità del corpo di Cristo, le chiese di Gerusalemme esortano tutti i cristiani a riscoprire i valori che tennero uniti i primi cristiani di Gerusalemme, quando essi rimasero fedeli all'insegnamento degli apostoli, alla comunione fraterna, allo spezzare il pane insieme e alla preghiera. Questa è la sfida che si pone innanzi a noi. I cristiani di Gerusalemme invitano i loro fratelli e le loro sorelle a rendere questa Settimana di preghiera un'occasione

per un rinnovato impegno a lavorare per un ecumenismo genuino, fondato sull'esperienza della prima chiesa. L'attuale chiesa di Gerusalemme vive in continuità con la Chiesa apostolica di Gerusalemme, in modo particolare nella sua testimonianza alla verità, spesso resa a caro prezzo. Gli attentati che hanno insanguinato il Natale in Nigeria, nelle Filippine, in Iraq (i cristiani di Bassora, ad esempio, per protesta non hanno festeggiato il Natale) sono il segno che la strada per la pace, per il rispetto delle diversità, per l’ unità è ancora lunga e in salita. Questi i temi delle otto giornate: “La chiesa di Gerusalemme”, “Molte membra in un solo corpo”, “La fedeltà all'insegnamento degli apostoli ci unisce”,“La condivisione come espressione di unità”, “Spezzare il pane nella speranza”, “Fortificati dalla preghiera”, “Vivere nella fede della resurrezione”e “Chiamati a servizio della riconciliazione”. Temi che in questo periodo storico risultano di un’attualità unica e che dimostrano come la preghiera per l'unità dei cristiani non è separabile dalla preghiera per la pace e per la giustizia.

Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso

Premio “Fallani”

Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi Ruggiero Rutigliano

Redazione: Rossella Acconciaioco, Mario Borraccino, Liana Caputo, Daniela D’Alba, Nicola Dileo, Antonio Diodovich, Floriana Filannino, Francesca Leone, Salvatore Mellone, Massimo Serio Hanno collaborato: Abramo Ferrara, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno VIII - n. 56 gennaio 2011 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382 Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

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SFIDA EDUCATIVA

ATTUALITÀ

TI CONOSCEVO,

PRIMA CHE USCISSI ALLA LUCE di Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com

DIFFICILE EDUCARE

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il tema che caratterizzerà i prossimi dieci anni e che i vescovi italiani hanno affrontato e discusso in più assemblee e che ora viene proposto a tutti tramite un documento di orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020. Punto di partenza di questa fase del lavoro, sarà certamente il rapporto-proposta, La sfida educativa, curato dal Comitato per il progetto culturale della CEI, che vuole sollecitare una riflessione sullo stato dell'educazione e, più in generale, sulla realtà esistenziale e socioculturale dell'uomo d'oggi, alla luce dell'antropologia e dell'esperienza cristiane. L'obiettivo è quello di promuovere, nel nostro Paese, una sorta di sinergia per l'educazione in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati al problema, dalla famiglia alla scuola, al mondo del lavoro, a quello dei media. Un libro rivolto non solo alla Chiesa, ma all’intero Paese alle sue classi dirigenti, per offrire un contributo per un’alleanza educativa di lungo periodo. Così il card. Camillo Ruini - presidente del Comitato nazionale della CEI per il progetto culturale - ha definito il Rapporto-proposta, La sfida educativa. Per il cardinale, si tratta della prima iniziativa importante ed è un Rapporto che analizza la situazione italiana, ma è anche una proposta che cerca di offrire un orientamento, un’indicazione di massima per il breve ma anche per il medio e lungo periodo, a partire dalla consapevolezza della gravità che la questione dell’educazione ha in Italia, nel mondo occidentale e forse nel mondo intero. Un approccio globale, e non settoriale, dunque, quello del volume curato dalla CEI, che prende in considerazione le agenzie educative classiche, come la famiglia, la scuola e la Chiesa, ma anche gli ambienti e i contesti di vita che plasmano le persone, sia nel fare – il lavoro, l’impresa, il consumo – sia nell’immaginare: la comunicazione, lo spettacolo, lo sport. Al centro del Rapporto, ha spiegato il card. Ruini, c’è l’educazione intesa come processo umano globale e primordiale, in cui entrano in gioco gli aspetti fondamentali dell’uomo e della donna, come la relazionalità e il bisogno di amore e di essere amati. In gioco, quindi, è la credibilità degli educatori, all’interno di una concezione di educazione come nascita, generazione, genesi del soggetto umano, e nella quale è dunque decisiva la domanda antica e sempre nuova su chi è l’uomo e chi siamo noi. Negli ultimi anni l’emergenza educativa sembra essere diventata l’elemento centrale del dibattito pubblico. Da una ricerca condotta nel 2007 su Sussidiarietà ed educazione risulta che il 61% delle famiglie, la consideri come la prima emergenza nazionale. Sul piano socio-culturale, l’emergenza educativa è connessa in primo luogo al disagio diffuso che caratterizza la condizione giovanile nelle società occidentali e che si manifesta nelle forme più disparate, dalle domande di senso, alla mancanza di certez-

ze, alle forme di dipendenze. Da recenti indagini, infatti, emerge che il 22% dei giovani ha poca o nessuna fiducia nella scuola; il 23% degli studenti si sente spesso oppresso dall’idea di andare a scuola; è interessante osservare che questo fenomeno riguarda non solo coloro che hanno voti bassi, ma, sebbene, in misura, minore, anche coloro che ottengono i voti migliori. Un altro dato inquietante è costituito dalle vecchie e nuove forme di dipendenza in cui incorrono i giovani. I dati, tratti dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia (anno 2007), mostrano, infatti, che tra i ragazzi scolarizzati il 15-20% abusano di sostanze alcoliche e che il 29,2% ha fatto uso di cannabis. Accanto alle dipendenze fisiche, sono in forte aumento anche nuove forme di dipendenza psicologica, molte delle quali sono legate a un uso compulsivo di internet e delle nuove tecnologie della comunicazione. Qualora le famiglie non siano capaci di offrire proposte di identità e di senso, più facilmente insorgono carenze, vuoti e crisi in quei ragazzi che, anche a causa di fattori individuali, non sono in grado, di gestire le sfide che la società complessa pone. Al contrario, famiglie portatrici di un forte capitale sociale, famiglie in cui gli individui investono insieme nelle relazioni familiari e sono capaci di interscambi significativi con l’esterno generano le condizioni migliori per il successo formativo. Le relazioni educative sono tanto più in grado di generare l’umano, quanto più è elevato il capitale sociale dei genitori e quanto più i soggetti coinvolti riescono a concepirsi in termini relazionali. Tra i fattori strutturali che richiedono di riflettere sul senso dell’educazione va ricordato il fenomeno sempre più massiccio dell’immigrazione, che interessa i paesi occidentali e che porta a un incontro tra culture che costringe a ripensare consolidati modelli di convivenza e di relazioni educative. Oggi, per il porporato, c’è una grande difficoltà a fare sintesi sull’idea di uomo, sottoposta a molte tensioni: quando non si sa con precisione cosa sia l’uomo, è difficile educare. Di qui la necessità di incrociare l’idea di educazione alle situazioni umane in cui ha luogo l’educazione in Italia. Per quanto riguarda il versante interno, il Rapporto si pone in relazione agli Orientamenti pastorali della CEI, ma la sua finalità principale è molto più vasta. Come segnala il Papa – ha concluso il card. Ruini – l’educazione costituisce oggi un’urgenza, o meglio un’emergenza, ma rimane per sua natura una sfida di lungo periodo: per questo è indispensabile realizzare intorno ad essa una convergenza che superi, almeno in qualche misura, il variare delle situazioni, delle idee, degli interessi. Francesca Leone francescaleone@interfree.it

rima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato” (Ger 1,5). Il 15 marzo scorso la giunta regionale pugliese ha emanato una delibera (n. 753) che prevedeva l’esclusione nei consultori ambulatoriali di medici obiettori di coscienza. Con tale iniziativa veniva espressa l’esigenza di assumere nei concorsi pubblici solo personale non obiettore di coscienza. La Regione Puglia aveva motivato la propria scelta nel timore che una presenza massiccia di obiettori nei consultori potesse determinare, seppur in qualche caso, un'applicazione non corretta della legge numero 194 del 22 maggio 1978 (che racchiude le norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza). Nella delibera si leg-

ge: “Mentre alcuni (la maggior parte), attenendosi correttamente alla legge, accettano di rilasciare i documenti di Interruzione Volontaria di Gravidanza alle donne che lo richiedano nell’ambito di una «presa in carico globale» dell’intera equipe consultoriale (psicologo, assistente sociale, ostetrica, medico), altri si rifiutano di farlo e spesso si rifiutano anche di inserire gli IUD (spirali) a fini contraccettivi e di prescrivere la contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo), causando anche una inadempienza del servizio consultoriale rispetto alla prevenzione delle IVG pre e post concezionale”. A questo proposito la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che: “Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto[…]. Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti”. Il 15 settembre 2010, sulla base del ricorso di un gruppo di medici obiettori nonché’ del Forum delle associazioni e movimenti di ispirazione cristiana operanti in campo socio sanitario, arriva la sentenza (n. 3477 del 2010) del Tar Puglia, che ha annullato la delibera n. 753 e i relativi atti della Asl di Bari. I medici antiabortisti non possono essere esclusi dai consultori. Il Tar pugliese ha smontato la difesa regionale in più

punti. Innanzitutto, precisa che la presenza o meno dei medici obiettori è “assolutamente irrilevante” in quanto nei consultori “non si pratica materialmente l’interruzione volontaria della gravidanza per la quale unicamente opera l’obiezione” ma “soltanto attività di assistenza psicologica e di informazione/consulenza della gestante […] ovvero vengono svolte funzioni di ginecologo […] che esulano dall’iter abortivo”. L’esonero per gli obiettori, peraltro, riguarda esclusivamente le procedure e le attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, non l’assistenza antecedente e conseguente all’intervento. “Inoltre, secondo la giustizia amministrativa le deliberazioni regionali violano il principio costituzionale di eguaglianza (discrimina ingiustificatamente tra personale sanitario obiettore e non obiettore) sancito dall’art. 3 della Costituzione e i principi posti a fondamento della obiezione di coscienza, cioè la libertà religiosa e di coscienza e la libertà di manifestazione del pensiero; violano l’art. 4 della Carta fondamentale relativo al diritto al lavoro, poiché l’irrazionale selezione esclude certe categorie di soggetti dal concreto esercizio del diritto al lavoro”. La sentenza ha ordinato alla Regione di riaprire i termini del bando per l'accesso ai consultori anche ai medici obiettori suggerendo alla Regione di poter predisporre “in futuro” bandi che prevedano una riserva di posti pari al 50% per medici obiettori e l'altra metà ai medici non obiettori. Per la Presidente del Forum delle associazioni familiari di Puglia: “Questa sentenza invita la Regione Puglia a farsi garante dell’integrale applicazione della legge 194/78, in particolare di quella sua parte dedicata agli interventi che l’equipe consultoriale è chiamata a mettere in atto per aiutare le donne a superare le cause che le inducono a chiedere

l’IVG”, anche grazie all’aiuto di associazioni e degli organismi di volontariato. La sentenza “può costituire un punto di partenza per quella riforma a livello nazionale e regionale dei consultori familiari, che riporti questi organismi alla loro funzione originaria e primaria: la protezione del diritto alla vita dei nascituri mediante il consiglio e l'aiuto orientati univocamente verso la prosecuzione della gravidanza” (Presidente del Movimento per la vita). La delibera 753/2010 rischiava di trasformare i Consultori in “meri abortifici”; inoltre, “sommata alla prevista riduzione del numero dei consultori avrebbe ulteriormente indebolito la rete consultoriale che costituisce un importante presidio di socialità per la salvaguardia della vita e l’assistenza alle famiglie e ai soggetti soprattutto minori che vivono in condizioni di disagio”. Un medico scrive: “ la legge 194/78 stabilisce che nel caso di gravi anomalie o malformazioni, l’aborto è legale fino alla 24ma settimana di gravidanza perché mettere al mondo un figlio malato o con una malformazione rappresenta un pericolo per la salute, anche solo psichica, della madre. Ora, se lo scopo della legge non è quello di eliminare i feti malati o malformati, ma solo quello di tutelare la salute psichica della madre, la legge stessa dovrebbe vietare l’interruzione di gravidanza quando la malattia o la malformazione potrebbero essere adeguatamente curate o corrette prima o dopo la nascita. Questa proibizione attualmente non esiste nella legge 194/78”. Allora battiamoci per questa proibizione! Ricordiamoci: “Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l’altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell’uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura […]” (Gaudium et spes, 51).

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AMBIENTE

ATTUALITÀ

CLIMA DOPO COPENAGHEN:

ACCORDO A CANCUN Approvato “pacchetto” di Cancun: un fondo verde s’intravede nel futuro

C

ome promesso, a distanza di un anno, riapriamo una tematica di portata mondiale; la salvaguardia degli ecosistemi ambientali rimane uno degli obiettivi sul quale le luci restano sempre accese. Gli esiti della precedente Conferenza mondiale tenutasi a Copenaghen hanno lasciato spazio ad un nuovo incontro: l’appuntamento messicano di Cancun. Alle prime luci dell’alba dell’11 dicembre 2010, sì è conclusa la sedicesima Conferenza Mondiale sul clima a Cancun, in Messico. Dopo il flop di Copenaghen, i 194 rappresentanti dei paesi partecipanti pare abbiano lanciato nuovi segnali per obiettivi concreti. Aleggiando il fantasma di Copenaghen, l’evento si è concluso con l’adozione di decisioni che hanno tenuto conto dei precedenti progressi realizzati con i negoziati ed hanno posto le basi per il futuro regime internazionale sul clima. Il tutto si è concluso: a Cancun l’accordo sul clima è stato raggiunto; così i ministri e i delegati del mondo sono apparsi agli occhi di tutti: soddisfatti per l’esito raggiunto. In realtà non sono stati presi impegni vincolanti in questo incontro messicano sul clima; il «pacchetto bilanciato», come è stato chiamato, risulta pieno di dichiarazioni d' intenti e di promesse, rinviate tutte alle prossima conferenza di Durban che si terrà l’anno prossimo. Innanzitutto è stata ribadita l’urgenza di dar vita ad un proseguo del protocollo di Kyoto, anche dopo la sua naturale scadenza fissata per il 2012. È stata riconfermata, inoltre, la necessità di ridurre (per i Paesi che vi aderiscono), le emissioni in una forbice compresa tra il 25 e il 40%, entro il 2020, intesa come una procedura iniziale alla quale è da accompagnarsi la limitazione dell’aumento di temperatura a 2°C. Tali procedure verranno monitorate da un sistema di norme atto al controllo del processo di riduzione delle emissione e all’attenzione sui finanziamenti relativi necessari. La Cina ha nuovamente ribadito di non essere matura per accordi vincolanti; nell'accordo di Cancun sono stati stabilizzati i fondi «fast start» per i Paesi in via di sviluppo (30 miliardi di dollari, 410 milioni dall' Italia) e sono state poste le basi per un inedito «Green climate fund»: in previsione 100 miliardi di dollari l'anno gestiti dalla Banca mondiale con 40 Paesi (25 in via di sviluppo e 15 Paesi sviluppati). Ci si è occupati anche alle foreste e si è pensato al trasferimento delle tecnologie per la decarbonizzazione ai Paesi in via di sviluppo. Nel bilancio complessivo, non si possono negare dei minimi progressi. Sembra che sia ripartita la macchina dei negoziati che si era inceppata a Copenaghen. Il nostro Ministro

Stefania Prestigiacomo si è mostrata ottimista a riguardo: «È stato fatto un ottimo lavoro qui in Messico, forse insperato. Gran parte del merito di questo accordo va tutto alla presidente Patricia Espinosa, straordinaria. Certo ci sono molte cose ancora da fare, ma l' Italia ha svolto ancora una volta un ruolo importante. Adesso aspettiamo le mosse degli Stati Uniti». Anche gli ambientalisti sono risultati mediamente soddisfatti. Con prudenza anche le associazioni verdi hanno approvato questo sforzo messicano. Con prudenza perché è sempre presto per essere ottimisti, come ha sostenuto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. Sono stati compiuti molti passi in avanti riconoscendo i tagli dell’emissione di CO2 fra il 25% e il 40%. L’abile regia messicana è riuscita, insomma, a garantire il vero successo di tale conferenza mondiale: recuperare un impegno condiviso per la salvaguardia degli ecosistemi. Importante, a tal proposito, l’accettazione da parte della Cina dei criteri di trasparenza nei controlli sulle emissioni serra, o la posizione di paesi solitamente più radicali, ammorbiditi sulla disponibilità a favorire tecnologie pulite. E, per quanto riguarda gli Stati Uniti, a Cancun è stata conquistata la fiducia, dopo aver concordato un sistema di rendiconto delle loro iniziative. Si attende la prova decisiva del meeting di Durban. Manca appena un anno. Daniela D’Alba danieladalba24@libero.it

SCUOLA PUBBLICA PARITARIA: UN SERVIZIO PER TUTTI La buona scuola pubblica per tutti statale e paritaria (Edizioni Giuseppe Laterza, Bari, 2010) di Anna Monia Alfieri (legale rappresentante dell'Ente Istituto di Cultura e Lingue Marcelline di Milano), Maria Chiara Parola (commercialista e mamma di alunne frequentanti una scuola paritaria) e Miranda Moltedo (dirigente scolastico) è un libro che dà un sostanzioso contributo alla discussione sulla parità scolastica in Italia con una dettagliata analisi della questione. Tanti ideologicamente ancora oggi tendono

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a non riconoscere il valore comunitario e pubblico della scuola paritaria. A questi rispondono le statistiche, i documenti e le riflessioni presenti nel volume. La legge 62/2000, definendo il “sistema nazionale di istruzione”, ha riconosciuto alla scuola paritaria un servizio pubblico di istruzione. Come si legge a p.55, “la scuola pubblica paritaria rivendica di essere una ricchezza non solo “privata”, “per pochi”, ma anche e soprattutto un bene per la Repubblica, per la “Res publica” che è “cosa” e “casa” di tutti gli italiani”. Le Autrici evidenziano come quotidianamente la scuola paritaria

svolga un'effettiva funzione educativa pari alla scuola statale, consentendo allo Stato un risparmio sui costi dell'istruzione ed un miglioramento della qualità formativa. Interessante il confronto tra il nostro sistema scolastico e quello di altri Paesi europei, in cui la libertà di scelta delle famiglie tra scuola statale e scuola paritaria appare più evidente, con un sostegno più ampio degli Stati. Questo libro, in definitiva, chiarisce con toni pacati cosa sia la vera libertà nell'ambito dell'istruzione. Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

IRAQ E PAKISTAN

STORIE DI SOFFERENZA CRISTIANA

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uovo anno, vecchie trame. Ci portiamo, infatti, dal passato più recente situazioni internazionali tragiche e irrisolte, nelle quali a pagare il prezzo più caro sono i cristiani di una vasta area geografica che va dalle pianure dell'antica Mesopotamia fino ai limiti occidentali del subcontinente indiano. Purtroppo anche in altre parti del mondo, come rivela il Rapporto 2010 di Aiuto alla Chiesa che soffre, per i cristiani la vita non è facile. Il Sinodo per il Medio Oriente, svoltosi in Vaticano dal 10 al 24 ottobre scorso, sembrava aver aperto scenari di concordia e cooperazione: nel testo Messaggio al popolo di Dio, presentato al Papa al termine dei lavori assembleari, i Padri sinodali riaffermavano il diritto dei cristiani mediorientali a continuare a vivere là dove sono, senza separazioni e nella continua ricerca della pace. Il Messaggio sottolineava che i fedeli cristiani “sono cittadini originali e autentici, leali alla loro patria e fedeli a tutti i loro doveri nazionali. È naturale che essi possano godere di tutti i diritti di cittadinanza, di libertà di coscienza e di culto, di libertà nel campo dell’insegnamento e dell’educazione e nell’uso dei mezzi di comunicazione”. Concetti validi soprattutto per l'Iraq, dove però gli assalti con morti e feriti alle chiese di Baghdad e Mosul, avvenuti tra la fine di ottobre e la metà di novembre scorsi, hanno oscurato ogni spiraglio di miglioramento. Il cristianesimo in Iraq è una presenza stabile da prima dell'avvento dell'Islam e costituisce una parte importante della storia e della cultura nazionale. Oggi si fugge per non soccombere all'ondata fondamentalista che vorrebbe fare del paese uno stato completamente islamico. Tra i cristiani il desiderio più forte è un approdo in luoghi tranquilli in cerca di pace. È un esodo lento, un'emorragia di vite e volti, che svuota l'Iraq di gente pacifica e cordiale. Il 25 novembre scorso il Parlamento europeo di Strasburgo ha votato una risoluzione di condanna verso gli attacchi ai cristiani iracheni, sperando di spronare il governo locale a fare di più per la loro tutela. Una presa di coscienza decisa. Le minacce e le imboscate purtroppo sono continuate anche dopo. Forte l'appello lanciato a fine novembre da mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, nel nord dell’Iraq, tramite Asianews (agenzia cattolica che informa sulle vicende del continente asiatico): “I nostri fedeli in Iraq sono oggi perseguitati, minacciati e subiscono il martirio. Dal 2005 ad oggi 900 cristiani sono morti, fra loro 5 preti e l'arcivescovo di Mosul; 52 chiese attaccate. Tante famiglie sono state costrette a lasciare le loro case e a fuggire per salvare i loro figli e la loro fede cristiana”. Iracheni

cristiani che convivono e lottano contro qualcosa di molto più grande di loro. “Non lasciateci soli in questo tempo di tribolazione. Il nostro cammino può continuare col vostro aiuto e la vostra preghiera”, concludeva mons. Sako. A metà dicembre scorso una delegazione di vescovi iracheni si è recata a Strasburgo per chiedere all'Europa di intervenire in difesa dei cristiani in maniera più concreta. Sollecitazioni che è auspicabile non cadano nel vuoto. Spostando lo sguardo sul Pakistan, la realtà sembra essere simile. Per la piccolissima comunità cristiana locale è difficile avere una vita normale in mezzo ad una maggioranza islamica che, salvo sporadici casi, tende a condizionare in maniera forte le scelte del governo. Il Pakistan è un paese che ha nel proprio ordinamento giuridico degli articoli del codice penale che prevedono l'ergastolo o la pena di morte per i diffamatori del Corano e di Maometto. È questa la cosiddetta “legge anti-blasfemia” per la quale diverse persone nel corso degli anni sono state incarcerate con l'accusa di averla violata. L'ultimo caso è quello di Asia Bibi, condannata, tra offese e falsità sul suo conto, il 7 novembre scorso da un tribunale locale alla pena capitale per aver fermamente testimoniato la fede in Cristo. La “legge anti-blasfemia” serve, il più delle volte, a regolare diatribe che hanno poco o nulla a che spartire con questioni religiose. In questo modo però si tengono le minoranze religiose in uno stato di eterna paura, di silenzio forzato e di non libertà. A non tacere su questa condizione di effettiva discriminazione ci hanno pensato i media cattolici: l'emittente TV2000, subito dopo la notizia della condanna di Asia Bibi, ha promosso una campagna in suo sostegno, mettendo a disposizione una e-mail ed un numero di telefono ai quali inviare messaggi per la sua liberazione. Anche Asianews si è attivata in maniera analoga. La Stadera, a nome della comunità del SS.mo Crocifisso, ha aderito all'iniziativa di TV2000 con una lettera (vedi box). Per Asia Bibi purtroppo flebile è la speranza di una liberazione che passi per la grazia concessa dal presidente Zardari. Reali invece le minacce alla vita della cristiana pakistana in caso di liberazione. Lei, i martiri iracheni e tutti i perseguitati a causa della fede in Cristo, sono i moderni testimoni, quelli più credibili. Essi vanno oltre i vuoti concetti farisaici di questo tempo e pongono interrogativi netti. Il “cristianesimo comodo” delle nostre parti, assopito su morbidi guanciali di indifferenza, ha risposte? Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

Novembre 2010

I diritti umani e la libertà religiosa sono dei valori che ogni Stato dovrebbe garantire ai propri cittadini ed in primis rispettare esso stesso. In tante parti del mondo purtroppo non è così e la vicenda di Asia Bibi ne è una testimonianza. A lei esprimiamo la nostra solidarietà, sentendoci partecipi della situazione che sta vivendo. Ci auguriamo che venga liberata al più presto e che la legge anti blasfemia possa essere abrogata in Pakistan. Noi che, in umiltà, siamo la voce della comunità parrocchiale SS.mo Crocifisso di Barletta non possiamo far altro che pregare e sensibilizzare i nostri parrocchiani e i nostri lettori a prendere anch’essi posizione a favore della liberazione di questa nostra sorella nella fede. La Redazione

Asia Bibi 7


agenda

gennaio 2011 «Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,17) È un invito quello che Gesù rivolge agli uomini del suo tempo, un'esortazione fatta nei momenti iniziali della sua missione evangelizzatrice. Scritta su carta travalica i secoli e giunge fresca fino ai nostri giorni. Parla di conversione, non di un banale “mettere a posto la coscienza”. Nel testo greco quel “Convertitevi” ha il senso di “cambiate mentalità”, è cioè una rivoluzione interna all’uomo, che va alla fonte della sua esistenza ed oltre ogni falsa dottrina che subdolamente lo affascina. È in quella profondità che, sradicandosi dal male, ci si impianta stabilmente in Dio. La mentalità che cambia contemporaneamente si trasfigura e trasfigura l'intera vita, orientandola alla Luce. I padri del deserto, maceratisi nelle veglie notturne per un solo raggio di quel bagliore, del cambiamento di mentalità fecero tesoro, regola di vita e testamento per i posteri. La metanoia, il continuo mutare la propria prospettiva lungo le direttrici di Dio, non è però solo un esercizio da asceti: ogni battezzato è chiamato quotidianamente ad invertire tendenze sbagliate, ad abbandonare pregiudizi e ad infossare luoghi comuni e insulsaggini travestite da verità e proclamate ad alta voce dall'opinione pubblica. Convertirsi significa prendere tanto vento in faccia, aprendo però un varco, solo un minimo varco, alla grazia. È la logica di Francesco d'Assisi che lascia le sue vesti per terra o di Silvano dell'Athos che scopre la vita vera oltre il turbinio del mondo. Otri nuovi per vino nuovo, pronti a riempirsi del regno dei cieli.

9 dom

Battesimo ore 17.30 ore 17.30 ore 19.00

10 lun

ore 19.30 Formazione Catechisti

11 mar

ore 19/21 Catechesi Biblica

12 mer

ore 18/20 Gruppo Villaggio Paradiso e Diversamente Abili

13 gio

ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 9.00 Gruppo Caritas ore 17.30/19 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 19.00 Incontro Famiglie della Missione ore 20.00 Lectio Divinae tenuta dal Parroco ore 21.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e RnS

14 ven

ore 17/19 Gruppo Villaggio Paradiso ed EPASSS

16 dom

ore ore ore ore

17 lun

ore 19.30 Incontro con i genitori di 3ª Media ore 20/20.30 Gruppi Internet e “La Stadera”

20 gio

ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 9.00 Gruppo Caritas ore 17.30/19 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e RnS

23 dom

10° Anniversario RnS Parrocchiale ore 11.00 Oratorio Invernale 4ª Elementare ore 11.00 Catechesi Genitori di 1ª Comunione

27 gio

ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 09.00 Gruppo Caritas ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Assemblea Associati ore 22.00 S. Messa, rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

28 ven

ore 20.00 Recita S. Rosario in memoria di don Luigi

Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it

cinema NOI CREDEVAMO di Mario Martone Film originale e realistico porta alla luce una parte della Storia poco conosciuta e quasi dimenticata dalla storiografia ufficiale, di vite vissute all'insegna di ideali e di disillusioni,di lotte e di sofferenze,di sacrifici e paure tutto per l'Unità d’Italia. Il film si ispira sia alla vita dei personaggi storici realmente esistiti, sia al romanzo storico di Anna Banti. I protagonisti sono tre ragazzi del Sud Italia,della zona del Cilento che, a causa della feroce repressione borbonica dei moti rivoluzionari del 1828, decidono di affiliarsi alla associazione insurrezionale "Giovane Italia" fondata da Giuseppe Mazzini. Attraverso la vita dei protagonisti Domenico,Angelo e Salvatore, lo spettatore ripercorre alcune fra le pagine più importanti della storia risorgimentale,riscoprendo persone vere che hanno contribuito attivamente all'unità. Le vite di questi tre giovani si snodano attraverso un tempo diviso in quattro parti, quattro periodi importanti che segnano la loro storia personale e quella nazionale. Viene fuori così il quadro di un'Italia divisa internamente tra il popolo e l'aristocrazia, che si definisce a volte repubblicana e a volte democratica. È una penisola composta da persone diverse che parlano dialetti diversi, dove domina la povertà e la miseria della povera gente avvilita dai soprusi di coloro che rappresentano il potere che siano essi borboni o "italiani".Il film che nella versione originale presentato alla 67ª Mostra del Cinema di Venezia dura 204 minuti, sarà trasmesso in televisione diviso in più puntate nel 2011, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Film bellissimo, avvincente come un romanzo con brani d'opera di Verdi e Bellini che contribuiscono a creare quell'atmosfera di eroismo, sicuramente un film da vedere.

2 mer

Presentazione al Tempio di Gesù. Festa dei nonni di tutti i catechizzandi.

3 gio

S. Biagio, benedizione della gola. ore 8.00 Gruppo volontariato (decoro della Chiesa) ore 9.00 Gruppo Caritas ore 17.30/19.00 Gruppo EPASSS (scuola scrittura) dalle ore 18.00 alle ore 22.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Santi Medici ore 20.00 Adorazione Eucaristica guidata dai catechisti e RnS

1° giovedì

Meglio soffrire dopo, che non aver amato. (Comunità di Bose)

filosofo)

Il male è di casa in tutte le strade. Il bene per ritrovare la strada deve seminare sassolini. La pace occorre costruirla nel proprio cuore. (Maurice Zundel)

I profeti esterni sono inutili. Sopporta volentieri i difetti altrui se vuoi che altri sopportino i tuoi. (Don Bosco)

Oratorio Invernale 3ª Elementare Catechesi Genitori di 1ª Confessione Associati Ss. Medici Catechesi Giovani Coppie

FEBBRAIO

Liana Caputo, liana.caputo@gmail.com

Il leggere fa l’uomo completo, il parlare lo rende pronto, lo scrivere lo rende preciso. (Bacone,

11.00 11.00 20.00 20.00

di Gesù. Raccolta salvadanai S. Infanzia. Corso Pre-Matrimoniale (ogni domenica) Catechesi Genitori Battezzandi (ogni domenica) Battezzati Anno precedente

4 ven 1° venerdì

ore 19.00 S. Messa a dev. del Sacro Cuore di Gesù Adorazione Eucaristica di riparazione consacrazione

e

Intenzioni missionarie dell’apostolato della preghiera: Perché i cristiani possano raggiungere la piena unità, testimoniando a tutto il genere umano la paternità universale di Dio.

info@crocifissobarletta.it


La Stadera N°56 Gennaio 2011