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39ª giornata per la vita

agenda

MEDICO E PAZIENTE

gennaio / febbraio 2017

un rapporto di dialogo, sguardi e presenze Il prossimo 5 febbraio 2017 si celebra la 39a Giornata nazionale per la vita. Abbiamo intervistato un medico, il dott. Giovanni Papeo, dell’Associazione Medici Cattolici. Il rapporto fede – scienza, la professione medica e il rapporto con la fede, il tema della Misericordia sono gli argomenti trattati. Buona lettura! Come si concilia l’essere “uomo di scienza” e “uomo di fede”?

Non ritengo ci sia alcun motivo di “conflitto” tra le due condizioni: essere medico vuol dire incontrare, ascoltare, confortare ed infine curare con la consapevolezza che la guarigione spetta a Dio, è opera Sua, gli uomini predispongono le condizioni perché questo accada coltivando ed accrescendo la consapevolezza del dono ricevuto. La dimensione cristiana e cattolica conferisce un quid che spesso viene percepito dai pazienti che riconoscono ed apprezzano la compassione intesa come porsi a cuore aperto, sullo stesso piano del paziente e con lui percorrere il cammino di cura e, quindi, di guarigione. Non a caso molte delle associazioni di volontariato che assistono malati e disabili hanno una forte inclinazione fideistica e religiosa; pensiamo ai gruppi volontari di assistenza ma anche all’UNITALSI, associazione di cui mi onoro di fare parte ed in seno alla quale già da qualche anno ricopro il ruolo di Referente medico della Sottosezione di Barletta. Il comune sentire, ed in particolare la devozione alla Madonna (di Lourdes ma non solo), portano naturalmente a prendersi cura dei fratelli in difficoltà. Che posto occupa la Misericordia tra i vari aspetti della professione di medico?

Già al momento della sua elezione al Soglio Pontificio, in occasione del primo Angelus in Piazza San Pietro, Papa Francesco disse che sentire Misericordia è il meglio che possiamo sentire perché rende il mondo meno freddo e più giusto e ci consente di comprendere bene la Misericordia di Dio, di questo padre misericordioso. Se questa è la premessa ne deriva che ogni atto compiuto da operatori di sanità in qualunque veste e con qualsiasi ruolo rientra in questo nobile obiettivo: cercare di alleviare le sofferenze del fratello, del prossimo, sia quelle fisiche ma anche quelle psichiche e morali, che spesso derivano dalle prime; capita spesso nella pratica medica quotidiana di incontrare una persona sconfortata e smarrita di fronte alla dimensione della malattia, sentendosi dapprima “punito” e quindi non all’altezza della situazione: lanciargli una ciambella di salvataggio può risultare determinante sul prosieguo del suo percorso di vita, fargli sentire che non è solo e che c’è sempre da confidare nella Misericordia, appunto. Quanto è importante il dialogo auspicato da Papa Francesco tra medico e paziente?

Si dice spesso che il rapporto medico – paziente è un rapporto fondato sulla fiducia, la stessa fiducia che si stabilisce tra due persone che sentono di avere qualcosa in comune e sulla base di questo avviano un dialogo; dialogo verbale, molto spesso, ma anche di sguardi e di “presenze”: esserci al momento giusto può essere già una maniera per aprire le porte del cuore, far sentire che ci sono, ti ascolto e cercherò di guidarti in questo percorso di malattia, mettendo a tua disposizione le mie conoscenze e le mie spalle; la soddisfazione maggiore è proprio il momento del commiato, quando il paziente dice di aver sentito sollievo per il sorriso, la stretta di mano, la carezza sul viso proprio quando sentiva di averne bisogno: quelle parole e quegli sguardi, molto spesso anche umidi, sono la vera ragione per cui molti di noi hanno scelto questa professione che molto spesso diventa missione. Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com Ruggiero Dimonte, dimonte.ruggiero@libero.it Direttore editoriale: don Ruggiero Caporusso Direttore responsabile: Ruggiero Dimonte Vicedirettore: Angela Rizzi, Ruggiero Rutigliano Redazione: Rossella Acconciaioco, Maria Rita Borraccino, don Alessandro Brandi,

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Liana Caputo, Alberto Cassano, Sabrina Catapano, Daniela D’Alba, Antonio Diodovich, Silvia Giannella, Francesca Leone, don Nicola Salvemini, don Massimo Serio, Mariagrazia Spadaro, Fausta Torre Hanno collaborato: don Abramo Ferrara, Gerardo Del Negro, Pasquale Delvecchio, Alfredo Negro

“All’amore che non fu e sarà mai parlo”

A tre anni di distanza dall'uscita del film “La Mafia uccide solo d'estate” Pierfrancesco Diliberto, noto al grande pubblico come Pif, torna nelle sale cinematografiche per confrontarsi nuovamente con la tematica della criminalità organizzata. Malgrado il film sembri inizialmente promettere una storia puramente sentimentale con il passare dei minuti lo spettatore si renderà conto di come i sentimenti dei protagonisti si ritrovino a fare da cornice a una storia più importante. Nella New York del 1943 un giovane immigrato di Palermo vede promessa in sposa la propria innamorata al figlio del braccio destro di un mafioso locale. Per evitare che avvenga il matrimonio, il ragazzo dovrà prendere parte allo sbarco dell'esercito americano in Sicilia così da sfruttare l'occasione per trovare il padre di lei e chiedere la sua benedizione... Quello che Pif fa con il suo film è scoprire la verità nascosta che spesso a scuola o nello studio della storia non viene affrontata. A noi tutti è stato insegnato come gli americani, con il loro intervento decisivo nel secondo conflitto mondiale, abbiano liberato l’Italia dal fascismo e dalle truppe del suo alleato tedesco raccontandoci delle loro eroiche gesta. Purtroppo, quello che per molto tempo è stato taciuto è il fatto che gli americani prepararono lo sbarco delle proprie truppe in Sicilia servendosi della mafia, in particolare di Lucky Luciano, noto boss mafioso all’epoca detenuto nelle carceri americane, il quale si adoperò con la mafia siciliana per consentire lo sbarco delle truppe americane sulle coste siciliane e la loro avanzata sull’isola che, in effetti, avvenne senza incontrare una vera resistenza. Purtroppo il prezzo pagato è stato altissimo consegnando l’intera Sicilia alla mafia con l’affidamento delle principali cariche pubbliche ai capi mafiosi, permettendo così il consolidamento del loro potere tutt’ora soffocante. Pur rendendosi conto che il personaggio di Pif possa piacere o non piacere, a causa della sua presa di posizione su queste specifiche tematiche, non si può negare la riuscita di "In guerra per amore". Il film sa far ridere, sa emozionare ma soprattutto sa stupire regalando moltissimi momenti di riflessione. Sicuramente un film da vedere!

Premio “Fallani” Miglior Testata 2007 LA STADERA Mensile di informazione e formazione della Parrocchia SS. Crocifisso - Barletta Anno XIV - n. 107 gen/feb 2017 Registrazione n. 4 del 5/2/2007 presso il Tribunale di Trani

Liana Caputo, liana.caputo@gmail,com Direzione, redazione e ammin.: Parrocchia SS. Crocifisso Via Zanardelli, 33 76121 Barletta Tel. e fax 0883.333382 Impaginazione e stampa: Editrice Rotas - Barletta

GENNAIO

FEBBRAIO

6 ven

2 gio

7 sab 8 dom 9 lun

Anniversario Ordinazione Episcopale S.E. Card. Francesco Monterisi (1983) ore 17.30 Catechesi 2ª e 3ª media – Cresimandi 1° Superiore (ogni sab.) ore 19.00 Corso in preparazione al Matrimonio (ogni sab.) ore 20.00 Catechesi per i Giovani (ogni sab.) ore 20.00 Catechesi per i Giovanissimi (percorsi di spiri-

tualità, primo sabato)

ore 20.00 Catechesi post Cresima (ogni sab.) Battesimo del Signore Raccolta Salvadanai per Infanzia Missionaria ore 11.00 Catechesi 1ª e 2ª elementare (tutte le dom.) ore 11.00 Catechesi genitori 1ª e 2ª elementare (2ª

dom.)

ore 17.30 Catechesi Genitori Battezzandi (2ª e 4ª) ore 17.30 Catechesi Biblica per adulti (1ª e 3ª - G. Dimar-

cantonio)

ore 18/20 Gruppo Villaggio Paradiso (ogni lun. e gio.) ore 19.30 Scuola Diocesana di Formazione (ogni lun.)

10 mar ore 19.30 Catechesi RnS ore 20.00 Corale 11 mer ore 18.00 Catechesi 3ª e 4ª elementare (ogni mer.) ore 20.00 Preghiera di lode (RnS ogni mer.) 12 gio

ore 8.00 Gruppo volontario decoro della Chiesa ore 9.00 Gruppo Caritas (ogni gio.) dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici Adorazione Eucaristica (Catechisti e RnS)

13 ven

ore 18.00 Catechesi 5ª elementare e 1ª media (ogni ven.) ore 19.00 S. Messa in riparazione al Cuore di Gesù e Adorazione Eucaristica

14 sab

ore 19.30 Incontro Genitori 2ª e 3ª Media ore 20.00 Catechesi Giovanissimi (percorso di spiritualità

19 gio

secondo sabato)

ore 17.30 Premiazione concorso artistico MAGICO NATALE, a cura del centro studi “Barletta in rosa” dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici Adorazione Eucaristica Silenziosa

21 sab

ore 19.30 Incontro Genitori di 5ª elementare e 1ª media

anno XIV

Presentazione di Gesù al Tempio Festa dei Nonni ore 8.00 Gruppo Volontario decoro della Chiesa ore 9.00 Gruppo Caritas (ogni gio.) dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici Adorazione Eucaristica (giovani/issimi)

1° del mese

3 ven

S. Biagio Benedizione della gola durante le celebrazioni delle 8.30 e 19.00 ore 19.00 S. Messa riparazione al Cuore di Gesù e Adorazione Eucaristica

1° del mese

5 dom

ore 17.30 Catechesi Biblica per adulti (1ª e 3ª - G. Dimar-

cantonio)

6 lun

ore 18/20 Gruppo Villaggio Paradiso (ogni lun. e gio.) ore 19.30 Scuola Diocesana di Formazione (ogni lun.)

7 mar

ore 19.30 Catechesi RnS ore 20.00 Corale

8 mer

ore 18.00 Catechesi 3ª e 4ª elementare (ogni mer.) ore 20.00 Preghiera di Lode (RnS ogni mer.)

9 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici Adorazione Eucaristica (Catechisti e RnS)

10 ven

ore 18.00 Catechesi 5ª elementare e 1ª media (ogni ven.)

11 sab

Memoria della Beata Vergine di Lourdes Catechesi giovani (percorsi di spiritualità)

16 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici Adorazione Eucaristica silenziosa

19 dom ore 11.00 Catechesi Genitori 1ª Confessione (3ª dom.) ore 17.30 Catechesi al Gruppo Famiglia 22 mer ore 18.00 Veglione di Carnevale 3ª e 4ª elementare 23 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 17.00 Veglione di Carnevale Villaggio Paradiso ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici ore 22.00 Rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

24 ven ore 18.00 Veglione di Carnevale 5ª elementare e 1ª media 25 sab ore 20.00 Veglione di Carnevale 2ª e 3ª media e 1° superiore con giovani/issimi

22 dom ore 11.00 Catechesi Genitori 1ª Confessione (3ª dom.) ore 17.30 Catechesi al Gruppo Famiglia

26 dom ore 11.00 Catechesi Genitori 4ª elementare (4ª dom.) ore 16.30 Veglione di Carnevale 1ª e 2ª elementare

26 gio

dalle ore 18.00 Confessioni ore 19.00 S. Messa a dev. B.V. di Pompei e Ss. Medici ore 19.30 Roveto Ardente ore 22.00 Rito dell’Incubatio e Adorazione Notturna

MARZO

28 sab

ore 17.30 Testimonianza di Suor Rosemary

29 dom ore 11.00 Catechesi Genitori 4ª elementare (4ª dom.)

1 mer

Mercoledì delle Ceneri Imposizione Ceneri: ore 8.30 – 17.30 – 19.00 – 21.00

3 ven

ore 17.00 Imposizioni Ceneri al Crocifissino

Mensile della parrocchia SS. Crocifisso - Barletta

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) art. 1 comma 2 - CNS BA

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n.

GEN-FEB

2017

“PREMIO FALLANI Miglior Testata 2007”

2017: Non si dimentichi la misericordia Un augurio ed un invito per il nuovo anno da parte del nostro concittadino Mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri… Anno nuovo ma problemi antichi. Ad un pastore di anime come Lei, non lacera il cuore intorno a sé e lontano da sé, nel constatare ingiustizie e povertà? Siamo sordi, ciechi ed egoisti. Occhi chiusi, mano stretta e tasche piene, questo è il problema. È veramente una cosa seria questa! Però ci sono degli slanci straordinari sia per i lontani che per le vicine povertà. Esempio? Nella vostra diocesi le Caritas parrocchiali e quella diocesana fanno un lavoro straordinario. Nel mondo missionario il vostro Centro Missionario ha contatti con il Brasile e adozioni a distanza in Africa. Nella mia diocesi di Teramo-Atri, portando i laici in Benin, un giovane impiegato di banca ha trascorso due anni lì come volontario. Per fortuna la sua banca ha accettato questa proposta e non l’ha licenziato. C’è stata una sensibilizzazione per questo ragazzo con una raccolta fondi per finanziare la sua iniziativa. Si è creata una catena che non può capire solo chi non ama la missione, solo chi non ha la prospettiva che quello che dai ti ritorna cento volte tanto. Noi dobbiamo entrare nella logica di Dio anche se dobbiamo fare un po’ di conti. Oggi sembra essere difficile, ma è attualissimo questo discorso. Sembra essere difficile perché ci sono tante persone bisognose che vengono da tutte le parti. Come Caritas ci siamo inventati una cosa straordinaria, con un patto sottoscritto tra Confindustria, sindacati e camere di commercio; è nata l’iniziativa “Un’ora per te”: chi è assunto a tempo indeterminato è invitato a dare il corrispettivo di un’ora di lavoro mensile, quindi lo 0,7% dello stipendio, in un fondo; oppure offerte libere. Da questo fondo ad oggi, in tre anni, abbiamo fatto circa 60 borse lavoro mensili per riconvertire i licenziati e questo per un massimo di tre volte, cioè per un totale di massimo tre mesi. Dopodiché o l’impresa li licenzia o li assume. E quindi queste 60 borse lavoro sono diventate 12 assunzioni a tempo indeterminato. Sapete quest’idea da dove mi viene? Questa idea me l’ha ispirata mons. Motolese, arcivescovo di Taranto, perché dopo quello scandalo dell’Ilva che fu realizzato tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60, mons. Motolese

riuscì a stipulare un accordo con i sindacati dei metalmeccanici, lasciando una minima parte dei loro stipendi per realizzare il centro ospedaliero oggi gestito dal San Raffaele di Milano e che sta lì a Poggio Galeso. Un augurio per il nuovo anno alla gente ed un augurio alla Sua città di Barletta. Auguro a tutti di non dimenticare il giubileo della misericordia. Alla città, che non dimentichi le sue tradizioni, i suoi valori, le sue radici, le radici religiose di Barletta. Perché altrimenti l’aver voluto scrivere “Barletta città Mariana” va a farsi benedire! E poi un impegno: che si legga la lettera che il Papa ha firmato alla fine del Giubileo “Misericordia et misera”, perché fa compiere ai credenti l’opera della misericordia per diventare strumenti di misericordia. Perché dovremmo leggere questa lettera? Cosa c’è di speciale? Spesso la comunità, anche quelli che non vengono in chiesa, approvano, si meravigliano, si scandalizzano solo in base a ciò che hanno capito dal telegiornale o dai giornalisti. I quali citano una sola frase, non la spiegano nemmeno; mi riferisco al fatto che il Papa ha concesso a tutti i preti di concedere l’assoluzione a chi ha praticato l’aborto. Invito a leggere la Lettera del Papa, perché ci porta al Vangelo! È importante questo, è fondamentale. Sia perché, prescindendo da tutto, il Papa dice: «Ci tengo a precisare che per me l’aborto è un peccato molto grave, perché è uccisione di (continua a pag. 2)

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E Dio disse… I tuoi compagni, Salvatore, hanno voluto farti un bel regalo di Natale: un cofanetto in quattro volumi che raccoglie i commenti alle letture delle domeniche e delle solennità, ben 195, dal titolo “E Dio disse…”. E un tuo commento alle letture della domenica, quel 17 aprile 2015, fresco della tua indimenticabile ordinazione presbiterale per grazia di Dio, è stato inserito in questa corona di commenti di “cardinali, vescovi, formatori presbiteri e professori di Puglia” (dai Ringraziamenti, pag. 7). Ti hanno fatto “salire in cattedra” perché tu possa continuare a parlarci, come facevi con tanta naturalezza nei dialoghi comuni quotidiani, ma anche nelle celebrazioni, anche se poche, che abbiamo vissuto con te; sei salito su quella cattedra del dolore che è stata la tua sedia prima e poi il tuo letto negli ultimi giorni, da dove ci hai ancora parlato di Dio, con la voce alle volte sottile e faticosa della sofferenza. Sarà un compagno di viaggio questo testo per incontrarti più da vicino ogni domenica, per scambiarci parole, come tra vecchi amici. E far sì che la parola, lògos in greco, tra noi diventi dià-lògos, nel quale è importante anche saper ascoltare. Noi ci impegneremo profondamente ad ascoltare il “Dio disse…”, un ascolto pragmatico ed attivo e non solo il semplice sentire passivo, che parla attraverso queste pagine e la tua pagina-commento; tu impegnati da lassù ad ascoltarci, ad ascoltare le nostre grida di dolore e delusione del mondo, ma anche le nostre grida di giubilo, come Maria che risponde ballerina col Magnificat alla domanda partoriente di Gabriele. P.S. È la stessa Tau Editrice del tuo testo “L’umanità libera sorride a Dio”, scritto con il tuo carissimo amico Vincenzo; e Dio ha sicuramente liberato un sorriso leggendolo! E forse ora state continuando a sorriderci! Ruggiero Rutigliano illietogiullare@hotmail.it

Delle tante poesie che giungono alla nostra redazione vi proponiamo quella di un nostro lettore dedicata alla sua amata moglie Anna, salita al cielo. Un “inno d’amore” che nasce dal desiderio spontaneo di dare sfogo alle proprie emozioni attraverso la scrittura.

Folle desiderio?

Non so dove andare, non so cosa fare.. Una cosa è certa, mi piacerebbe volare. Volare da te, in un mare incantato dove tutto è permesso, dove stare con te, dove guardare i ricordi come nulla sia successo. E viverli adesso con dolcezza e passione, con amore infinito… Ma ora tutto è finito. Un evento improvviso ci ha per sempre divisi. Non l’abbiamo voluto… Ma il Signore ha deciso che la nostra armonia doveva andar via. Siamo soli, distanti, ma siamo ancora amanti. Ci pensiamo e ci cerchiamo, ma mai ci incontriamo… Forse, solo nei sogni, in quel mare incantato dove tutto è permesso, dove tutto è concesso, dove stare ancora insieme… Uniti, teneramente abbracciati.

Dove ogni nostro bacio ha un sapore infinito, consapevoli, invece, che è tutto finito. È finita la vita. La nostra unione è per sempre finita. Ma rimane un rapporto robusto, importante, che nessuno può scindere, nessuno può infrangere… E siamo sempre insieme, pur se lontani… in attesa del nostro domani, quando nell’aldilà si riuniranno le nostre mani, quando ci rincontreremo in un mondo nuovo, in un mondo diverso… dove tutto è concesso, dove tutto è permesso, dove stare con te… come nulla sia successo. Dove stare con te, Anna, Amor mio! Perché nulla è finito… E sarà per sempre, all’infinito. Ti amo Angelo Rotunno, 28/02/15

Con questa poesia, l’augurio dell’autore a chi legge, per il nuovo anno, è di vivere l’amore e di non aver paura di dire “Ti voglio bene” quando si è in vita. Sabrina Catapano sabrycatapano89@hotmail.it

2017: Non si dimentichi la misericordia | (segue da pag. 1) un essere umano. Ma altrettanto ferma è la mia convinzione che la misericordia di Dio non si ferma davanti a nessun peccato». Qualche prova? Se prendiamo la Bibbia, Dio ha messo su Caino un segno perché chi crede di fare un atto di bontà, vendicare Abele uccidendo Caino, subirà la vendetta sette volte; oppure Gesù sulla croce «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno»; e qual è il metodo che Cristo ha usato? È l’inizio proprio di questa lettera, quando quelli che credono di dover dare lezione a tutti, scribi e farisei di ieri, oggi e domani, come nel caso della donna peccatrice che tutti vogliono lapidare; la legge mosaica dice “gli adulteri” quindi uomo e donna, colti insieme devono essere lapidati. E vogliono sapere la risposta da Gesù, il quale comincia a scrivere proprio queste cose per terra. Inoltre Gesù dice: «Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra!». Ecco la pedagogia di Gesù, avrebbe potuto dire «E l’uomo (peccatore)

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perché non è qui?»; invece tace perché Cristo parla alla coscienza. Voi siete gli osservanti della legge? Va bene, allora, «Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra!». E se ne va. Va dalla donna e dice: «Nessuno ti ha condannata. Nemmeno io. Va’ e non peccare più». Sappiamo se la donna ha peccato ancora? Sappiamo se il figlio maggiore è entrato per far festa quando suo fratello è tornato? Queste sono le pagine aperte. Perché da come noi ci comportiamo, se abbiamo letto e capito quei brani della Parola di Dio, allora possiamo dire con il Papa che la misericordia non può essere una parentesi della vita personale e della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Ruggiero Dimonte, dimonte.ruggiero@libero.it Angela Rizzi, a.rizzi87@gmail.com

IN… BREVE

Perché tanta

Concorso di poesie

bellezza senza essere coltivata?

-“Lo vedi?”. -“Chi?”. -“Francesco, mio figlio. Gioca lì davanti con quelle poche cose vecchie che gli sono rimaste. Spesso fissa lo sguardo su quei giocattoli e rimane a scrutarli come se volesse scoprire l’enigma che li abita. Io lavoro tutto il giorno. Eppure non riesco a comprargliene di nuovi. Quanto guadagno è per la sopravvivenza”. Ma io avevo smesso da un po’ di ascoltare il racconto di quella donna perché attratto dall’atteggiamento di Francesco. Mentre mi chiedevo quanta bellezza viene messa al mondo senza essere coltivata. -“Almeno lei, mi sta ascoltando?”. -“Sì, certo”. “Mi aiuti. Non cerco soldi. E nemmeno risposte per me. Ma lui, lui sì. Ne ha diritto. Forse non oggi. Ma domani il suo futuro chiederà il conto di questa infanzia solitaria e sarà un prezzo salato. Suo padre ci ha abbandonati. Appena saputo del suo concepimento non è voluto rimanere con noi. Ed io mi sono dovuta reinventare. Per lui l’ho fatto. Per mio figlio vivo. Altrimenti già da un pezzo avrei salutato questo mondo poco comprensibile”. Sono questi drammi che ti fanno capire concretamente, senza retorica, quanto vere sono le esortazioni di Papa Francesco quando invita tutti ad accogliere e valorizzare “soprattutto la sofferenza di coloro che hanno subito ingiustamente la separazione, il divorzio o l’abbandono” (cfr. Amoris laetitia, 242). -“Come vivete?” -“Suo padre è scomparso dalla circolazione, non abbiamo più notizie di lui. Voleva che non mettessi al mondo il bambino. Dinanzi alla mia decisione è scappato. Allora mi sono data da fare. Ho cercato in lungo e in largo aiuti e lavoro. Temo che mi tolgano la persona più bella e importante della mia vita”. Frutto di un amore finito (o mai iniziato), il figlio è sempre l’orgoglio della mamma forte. Che ad un certo punto ti pone dinanzi la verità più cruda: “Ammesso che io abbia sbagliato, lui che c’entra?”. Ed è in quel preciso istante che il silenzio prende il posto delle parole e gli sguardi diventano l’emblema di quella situazione che non ha parole per essere spiegata. Ma solo accoglienza di una tale esperienza di dolore e solitudine acuita da estrema povertà. Di fatti proprio la povertà in cui versano tante di queste persone è il segno di come alcuni fallimenti matrimoniali sono più traumatici e dolorosi quando c’è povertà “perché si hanno meno risorse per riorientare l’esistenza. Una persona povera che perde l’ambiente protettivo della famiglia resta doppiamente esposto all’abbandono e a ogni tipo di rischi per la sua integrità” (ivi). Questo male delle separazioni e degli abbandoni, serve a farci riaprire gli occhi su tanti luoghi comuni. Ci dovrebbero invece far investire le forze e le energie nel sanare le ferite, nel coltivare ed educare l’affettività sin dall’adolescenza. Eppure tutto questo potrebbe non bastare. E il dramma della leggerezza o dell’inganno non può evitarsi. Che fare allora? C’è un sogno a cui ci invita Papa Francesco e che merita attuazione: “Il genitore che abita con il bambino deve trovare sostegno e conforto presso le altre famiglie che formano la comunità cristiana, così come presso gli organismi pastorali parrocchiali. Queste famiglie sono spesso ulteriormente afflitte dalla gravità dei problemi economici, dall’incertezza di un lavoro precario, dalla difficoltà per il mantenimento dei figli, dalla mancanza di una casa”. In fondo la forza evangelizzatrice di una comunità la si misura anche da quei gesti concreti che mette in atto per aiutare a superare la tragedia di quei fratelli che costituiscono, con la loro presenza, la vita della parrocchia. Don Massimo Serio, massimo.serio82@libero.it

Oltre le barriere La redazione La Stadera comunica l’indizione di un concorso di poesie previsto per il 17 maggio 2017. La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a tutti i cittadini dai più piccoli ai più grandi, di tutte le località, appassionati di scrittura e, quindi, coloro che vogliano mettere alla prova le doti artistiche e poetiche. Per permettere la partecipazione di tutti, il concorso è stato suddiviso per fasce di età: da 6 a 12 anni, dai 13 ai 18 anni e dai 19 anni in su. Poesia oltre le barriere, questo il titolo del concorso, lascia spazio alla libera interpretazione dei partecipanti sul tema della disabilità. Tutto ciò per ricordare il nostro amico e parrocchiano Giuseppe Ricatti, tornato alla casa del Padre il 17 maggio 2014. Si potranno inviare le poesie tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica: lastadera.barletta@ gmail.com entro, e non oltre, il 30 aprile 2017. Buona scrittura a tutti! Maria Rita Borraccino mariri91@hotmail.it Mariagrazia Spadaro mariagrazia.spadaro2110@gmail.com

In cammino con…

i nostri Santi “In cammino con… i nostri Santi” questo è il tema scelto dalle parrocchie di Barletta per il calendario 2017; un modo per lasciarci “accompagnare nel nostro cammino dalle figure dei diversi santi venerati nelle nostre chiese”. Figure a cui noi dobbiamo ispirarci e non imitare, ciascuno secondo le capacità che Cristo ci ha donato. Le immagini dei santi che troviamo rappresentate nei mesi, ci devono far interrogare su cosa il Signore ha chiesto a ciascuno di loro e cosa chiede a noi. Della nostra parrocchia troviamo raffigurate, nel mese di settembre, le icone di San Pio da Pietrelcina e dei santi Cosma e Damiano. Inoltre, come ogni anno, nell’ultima pagina segnaliamo l’agenda specifica per ciascuna parrocchia. Angela Rizzi a.rizzi87@gmail.com

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Suor Rosemary

e la restituzione di dignità alle bambine soldato

C

ome ogni anno, da tre anni a questa parte, nella nostra parrocchia avrà luogo il VI meeting interdiocesano delle testate giornalistiche e non che si terrà sabato 28 gennaio alle 17:30. Ospite speciale dell’incontro sarà suor Rosemary Nyirumbe a cui sarà conferita la “Cattedra degli Anargiri” per essersi distinta nella sua umanità e nel suo servizio a Dio venendo a contatto con il prossimo dopo aver ricevuto il 17 ottobre scorso il Premio Giovanni Paolo II, istituito dalla diocesi di Cracovia. La sua storia ha dello straordinario nell’ordinario della sua realtà a Gulu (Uganda) in quanto ha accolto e riscattato oltre duemila ragazze sequestrate, violentate, fatte schiave sessuali dei soldati e poi addestrate come “bambine soldato” dalla Lra, Lord’s Resistence Army, ossia la milizia del sanguinario Joseph Kony che per decenni ha insanguinato il Nord dell’Uganda e il Sud Sudan: è definita come la donna che ridà dignità alle bambine soldato istruendole e insegnandole a cucire e cucinare; è pacifico il suo riscatto. La sua vita è documentata nel libro Cucire la speranza che

testimonia il suo modo di agire e reagire: non per niente la CNN nel 2007 l’ha proclamata come l’eroe dell’anno e, a detta del giornale Time nel 2014, è classificata tra le 100 persone più influenti al mondo. Dal 2001, suor Rosemary guida la scuola di Santa Monica, a Gulu, epicentro delle violenze della Lra: qui accoglie queste ragazze andandole a cercare nella savana o mettendo annunci sulle radio locali; in questa scuola sono prodotte borse con le linguette delle lattine vendute in tutto il mondo come pezzi unici di artigianato di lusso. A seguire una breve intervista: 1. Cosa ci può dire della sua vita in Uganda, come si svolge la sua giornata tipica e quale ruolo ha avuto Dio in quella difficile realtà colpita dalla guerra? Impiego molto tempo con le mie sorelle a donarmi ai bambini e alle donne dedicando loro tempo per lo studio. Siamo soliti dir loro che la loro vita non è finita, ma possono rifarsene una nuova: ecco perché il titolo del libro che è stato tradotto in Italia è Cucire la speranza, quindi noi speriamo.

io Facciamo posto a D C’è una barca nel presepe, quest’anno. È un richiamo alla tragica realtà delle nostre famiglie senza lavoro, provate da ogni tipo di sofferenza, e dei migranti verso l’Italia. Si tratta di una barca che attraversa il mare aperto e, dopo aver incontrato pericoli e intemperie, giunge sulla terraferma. Il Viaggio è molto spesso, come per i migranti, la ricerca di una Nuova Vita che abbandona, ma non può dimenticare la sofferenza che ognuno si lascia alle spalle, da quel mare di tormento verso una terra nuova. È lo stesso viaggio che Maria e Giuseppe percorrono per giungere a Betlemme, dove nascerà il piccolo Gesù, quando, nonostante i vari rifiuti che ricevono per trovare un posto caldo e sicuro per loro, si ritrovano a riposare e a riscaldarsi in una buia grotta, abitata da un bue ed un asinello che riscalderanno con il loro fiato il bambinello. Ma il senso del viaggio è rappresentato dal periodo dell'Avvento, periodo nel quale ognuno di noi si prepara a ricevere nel suo cuore la nascita di Gesù. È il viaggio che ogni cristiano affronta nella sua vita durante questo fondamentale periodo dell'anno cristiano. Infatti, Papa Francesco ha messo in evidenza come il presepe sia un “invito a fare posto nella nostra vita a Dio,

2. Ha conosciuto padre Raffaele Dibari o ne ha sentito parlare? No, ma ne ho sentito parlare. È stato in Uganda per molto tempo. Quando i nemici ci hanno attaccati, io non ero lì, ma so che ha realizzato molte cose in Uganda ed è stato al fianco della gente nei momenti di seria difficoltà, per questo motivo il popolo lo ricorda e lo prega. 3. Cosa può dirci sui baby soldato? È un progetto finalizzato a restituire loro la dignità. 4. Cosa può dirci della Scuola Santa Monica a Gulu? Potrebbe raccontarci un episodio particolare con queste o una di queste ragazze? Ci sono molti episodi in questa scuola naturalmente: prima di arrivare qui, sono venuta a sapere che una donna è stata prigioniera dei ribelli per 20 anni, fu data in sposa ed ha avuto 5 figli. Così, dopo tanti anni, è riuscita a fuggire da questo comandante ribelle portando molto dolore nel suo cuore. Maria Rita Borraccino mariri91@hotmail.it

nascosto nel volto di tante persone”. Possiamo fare i nostri presepi con i cammelli, le pecore, la neve e le luci che si accendono e restare ciechi a ciò che quella scena rappresenta: l’avvento di Dio nei panni del povero e dello straniero, nei panni del miserabile cui tutti chiudono la porta. È ciò che sta accadendo in Europa. In tanti guardiamo i presepi, ma non vogliamo pensare agli uomini e alle donne in marcia nel freddo, nella notte verso confini sbarrati, con gli occhi pieni di paura e di nuove speranze. Cantiamo «… e vieni in una stalla, al freddo e al gelo», ma ignoriamo quanti, in notti buie come quella dell’anno zero cristiano, nascono portando nel volto la stessa inerme debolezza del nostro Dio bambino. Il vero regalo, sarebbe per quella notte, vedere davvero. Mariagrazia Spadaro mariagrazia.spadaro2110@gmail.com

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