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L’IMMANENTE PONTE SUL TRASCENDENTE di Sergio Sapetti "Quando si è dall'altra parte si accettano con tranquillità e perfino con gioia le prove da subire in una nuova vita; non si dubita del loro valore e le si riceve gioiosamente come un regalo e non sembrano mai troppe. Poi, quando è venuto il momento di pagare e ci si accorge di ciò che si è accettato, allora si fa la faccia triste e ci si lamenta e si vorrebbe non aver mai chiesto nulla". (tratto da: Il Karma - Gabriele Burrini Alda Gallerano - Edizioni Xenia: citazione di Maître Philippe di Lione)

L'indagine trascendente delle condizioni e delle energie che influiscono un certo evento può fu eseguita fin dai tempi più remoti. Ancora nella nostra epoca c’è chi si rivolge ai confini della realtà terrena, utilizzando degli strumenti la cui origine si perde nella “notte dei tempi”, così come avviene nella radioestesia, nella cartomanzia, nella lettura dei fondi di caffè o dei simboli runici o delle conchiglie o del volo degli uccelli ecc. La tradizione occidentale moderna, originata dall'alchimia medioevale, è decisamente affine all'utilizzo degli Arcani Maggiori, cioè quella parte dei Tarocchi le cui figure simboliche sono state ideate da studiosi geniali che trassero le loro conoscenze dall'esoterismo più antico, ma le svilupparono nel nostro medioevo. Gli Arcani Maggiori, in sole 22 carte, raccolgono la saggezza e la conoscenza esoterica di millenni di storia, il loro studio e il loro utilizzo è secondo me una delle più pregnanti soddisfazioni culturali, anche perché ad ogni indagine si scoprono sempre nuove combinazioni e nuovi segreti sull'importante compito che svolgono questi apparentemente semplici simboli.


Prendiamo ad esempio la carta volgarmente conosciuta con il nome “dell’innamorato” ed esaminiamola nella rappresentazione di Oswald Wirth: Anche se il nome è “l’innamorato”, la posizione delle mani giunte sul cuore, ove la mano destra copre la mano sinistra, indica che in realtà si sta simboleggiando un “morto”. Questo defunto è giovane, ha il piede sinistro (emotivo) leggermente avanzato rispetto al destro, quindi è in cammino. Il tutto rispecchia correttamente la tipica posizione che gli antichi egizi rappresentavano graficamente per indicare il percorso che l’anima del defunto doveva compiere negli inferi. In alto, un angelo sta per scoccare una freccia, obbligando quindi il defunto a “prendere una decisione”: dove si rivolgerà? Verso la sua sinistra (dove c’è la donna vestita di verde e giallo), o verso la sua destra (dove c’è la dona vestita di blu e rosso)?! Ragioniamo sull’aspetto delle due donne per capirne l’essenza simbolica: la donna bionda, rappresenta una “via celeste”, infatti ha la corona d’oro e un abito rosso e blu (colori fondamentali nella magia). Non le si vedono i piedi, entrambe le braccia sono vestite di rosso (simbolo di potere attivo ed agito), ma il braccio destro (attivo) è lasso lungo il fianco, mentre il braccio sinistro (emotivo), si appoggia con dolcezza sulla spalla del defunto, come per confortarlo ed incoraggiarlo della sua presenza, senza però controllarne la scelta. La donna con i capelli verdi è vestita dei colori della Terra (verde e giallo), porta una corona di fiori, anch’esso simbolo di Terra, ed è a piedi nudi. Si tratta quindi di una “via terrena”, la sua scelta porterà ad una rinascita, non ad una liberazione. E qui ci sta l’enorme differenza con la figura femminile precedente: il braccio sinistro della via terrena è posato sulla mano destra del defunto, quindi, appoggiandovisi, gli chiude il cuore. La mano destra della via terrena è nascosta dietro alle spalle del defunto, nella posizione in cui si appoggia chi cerca di convincere qualcun altro con un atto occulto ma coercitivo (tipico gesto del commerciante che abbraccia gentilmente il cliente, circondandolo ai reni, per portarlo alla conclusione dell’affare). Qual è il significato di questa meravigliosa rappresentazione della carta dell’innamorato? Il defunto è obbligato a scegliere una via: o la liberazione celeste o la rinascita terrena. Se sceglie la via celeste, deve camminare con la sua volontà, perché la “dea” del cielo lo conforta ma non lo esorta. Se non sceglie, dovendo per forza muoversi, la via della terra lo obbligherà ad andare verso la sua strada, perché con movimento occulto lo induce in quel cammino.


Questi sono i simboli presenti in questa carta, una sola di 22, spiegati in breve, per punti salienti e a partire dalla raffigurazione di un particolare autore. Ecco che la meditazione su dei concetti universali come questi (morte, liberazione o rinascita; libertà di scelta o coinvolgimento occulto), porta l’operatore ad entrare in sintonia con se stesso e con le sue stesse problematiche da risolvere. Utilizzare delle opere d’arte e d’ingegno di questa portata simbolica ancestrale è una virtù, sminuirle ad una mera ricerca curiosa per avere conferma che “il futuro sia quello sperato” è avvilente e porta il discredito sull’elevatezza di chi, da secoli, in questi rettangoli di carta ha inserito le chiavi del nostro inconscio. Finite tutte le ricerche e gli studi appropriati per portare avanti una scelta di vita, qualunque essa sia, ad esempio un lavoro, uno studio, una relazione sociale, una via evolutiva ecc. ci si rivolge al trascendente per capire quali siano le condizioni astratte che già sono presenti ma che si manifesteranno in futuro se si porterà avanti il progetto così come lo si è preventivato. In pratica, con una domanda ben formulata, si chiede al trascendente come potrebbe essere il futuro inteso non come realtà ma come potenzialità già presente in noi. Infatti, la limitazione della materia impedisce di inserire appropriatamente nel preventivo anche l'imprevisto. Inutile sarebbe far tanti progetti se non si tenesse in adeguato conto che in futuro, per una ragione a noi imprescindibile allo stato attuale dei fatti, ma già presente come potenziale, si manifesteranno dei dati contrastanti l'analisi tecnica attuale. Lo stesso dicasi nel caso opposto: quante volte non ci si decide a fare un passo importante nella vita solo per l'insicurezza di cosa ci capiterà in futuro? Allora si comprende quanto è importante avere a propria disposizione un mezzo per capire bene a cosa si andrà incontro realizzando quel determinato progetto, indipendentemente da ciò che oggi può essere la realtà apparente. Meglio allora porsi la domanda interiore: "cosa c'è a favore del progetto, cosa lo ostacola, in sintesi, quale sarà il risultato con siffatte condizioni attuali?" Ed è proprio qui il punto dove si ferma la scienza immanente, essa mai potrà dirci cosa "sarà in futuro" perché è vincolata dal rapporto “tempo-materia”.


Il futuro, per quel che ci riguarda, è mobile, noi abbiamo la possibilità di modificare gli effetti futuri, sapendo nel presente quali sono le cause astratte che stanno agendo. Infatti nel trascendente si indagano le cause, ma le si indagano da un punto di vista elevato, ricordiamo il motto alchemico: "tanto in alto così in basso" per definire che ciò che si manifesta nell'apparente realtà terrena è frutto di ciò che si è già deciso nel trascendente. Poter meglio gestire o addirittura cambiare gli eventi futuri che, se non si agisse secondo i consigli divinatori, sarebbero per noi ineluttabili, è nelle nostre facoltà, purché ci si sintonizzi sulle giuste frequenze interiori. Si tenga comunque conto che la veggenza, pur ben eseguita e pur essendo veritiera, non obbliga gli eventi a manifestarsi per forza esattamente così come sono stati previsti, primo perché il fatto stesso di averli indagati, indipendentemente che si agisca o no, già li modifica, in quando il nostro pensiero inconscio è ormai stato cambiato ed è questo stesso cambiamento che influenza gli avvenimenti futuri; secondo perché a volte ci è “predetto il futuro” che ci spinge di più a cambiarci in meglio verso una certa direzione, in quanto ad alcune persone per agire occorre un incentivo, mentre ad altre come stimolo all'azione è necessario un presagio che le intimorisca per un danno potenziale. Con questa premessa si nota chiaramente che qualsiasi analisi a posteriori della preveggenza non deve essere condotta per vedere se "ci abbiamo azzeccato" bensì, e con saggezza, per constatare se il risultato è stato un miglioramento nella realizzazione della vita. La fiducia nell'operatore è perciò molto importante e, in campo di trascendenza, la sfiducia potrebbe ridurre la validità dei risultati. Perché è sempre valido il concetto che è l’operatore a fare la differenza, infatti lo strumento è solo il mezzo con cui lui agisce, ma è l’operatore, nella sua globalità e nella sua cultura, a fornire l'opinione migliore in base alla sua intelligenza, conoscenza e percezione potenziata dal mezzo utilizzato per l’esame interiore.

INDAGINE TRASCENDENTE  

il metafisico ponte del simbolo astratto che descrive le cause trascendenti della realtà terrena

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