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Se si è capaci di comunicare solo l’io… Francesco Pira

di

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VIOLENZA, SESSUALITA’, COMPORTAMENTI OFFENSIVI DELLA DIGNITA’ DELLA PERSONA: LA MORALE DEL MINISTRO di

Federico Unnia a pagina 5

Da figlio a madre: lettera due-puntozero di

Matteo Bianconi a pagina 8

DREAMLAND – LA TERRA DEI SOGNI Di Giacomo Aricò a pagina

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Nell’epoca di mercati dialoganti, saremo in grado di passare dall’Advertising all’Invertising? di

Francesco Cataldo Verrina a pagina 2

Un programma… oscuro di

Andrea Polo a pagina 6

La fine annunciata del giornale stampato di

Oscar Bartoli a pagina 11


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

La comunicazione di plastica Nell’epoca di mercati dialoganti, saremo in grado di passare dall’Advertising all’Invertising? vizioso nella recente fase discendente con notevole perdita di peso mediatico e credibilità, così come aveva contribuito all’affermarsi di un circolo virtuoso nella fase di Francesco Cataldo Verrina ascendente e di massima propagazione mondiale tra la metà degli anni Cinquanta e la seconda metà degli anni Novanta. Superato l’obiettivo di sviluppare programmi di marketing in grado di influire sul solo comportamento Provate ad immaginare una brusca frenata e, a seguire, d’acquisto, poiché in massima parte imprevedibile, i una rapida inversione ad U. Questo è l’invertising, ossia mutamenti del mercato e le consapevolezze acquisite dai consumatori dovrebbero indurre a cambiare l’advertising che si trasforma e cambia direzione: una “modus operandi”, almeno rispetto ai presupposti e vera e propria inversione di marcia della pubblicità, alla metodologia d’impiego dell’advertising tradizionale. dove una sorta di “creatività sostenibile” diventa Soprattutto occorrerebbe operare con differenti fondamentale per catalizzare l’attenzione del pubblico, propositi in riferimento alle strategie di costruzione e non più considerato come un semplice target, un di indirizzamento del messaggio, con il conseguente bersaglio amorfo, uno spaventapasseri insensibile ed coinvolgimento del “prosumer”, ossia del consumatore incapace di dialogare, ma un elemento vivo, dotato di materia grigia con cui stabilire una comunicazione a due divenuto, nel frattempo, egli stesso produttore di messaggi e contenuti, vie. Per intenderci, agendo in nome della rilevanza del consumatore, dell’etica e di un rinnovato patto di fiducia Il termine “invertising”, però, non è una novità. Nell’epoca del sesto senso, dove la Rete partorisce a tra brand e fruitori, il dialogo si sostituisce al vetusto getto continuo più modi di dire che modi di fare, tale monologo della pubblicità unidirezionale; dunque la espressione viene utilizzata (anche se relativamente comunicazione diviene conversazione, lo shopping si fa poco) già da qualche anno, per indicare la costruzione condivisione, mentre la persuasione (occulta o palese di azioni ed eventi capaci di farsi “adottare” dal che sia) muta in consenso. consumatore. In futuro, la sfida consisterà nel E’ chiaro che il passaggio dalle idee agli ideali, non saper costruire messaggi e proposte “crossmediali” sarà facile o indolore, ma inevitabile, poiché in futuro coinvolgenti, in grado di sollecitare ed ottenere i consumatori saranno sempre più critici, informati e consapevoli, mentre la pubblicità, nelle sue più disparate condivisione, partecipazione e interazione tra aziende e clienti. In particolare, nel mondo anglosassone vengono forme espressive, potrà tornare ad essere un servizio inglobate all’interno del concetto di invertising soluzioni prezioso, atteso e gradito. di tipo “adver-movies”, “adver-games”, “adver-tainment” Più volte, parlando della crisi pandemica della e simili. comunicazione commerciale degli ultimi anni, ci Nell’applicazione pratica dell’invertising diventano siamo interrogati se abbia ancora senso segmentare essenziali le possibilità interattive del Web 2.0, ma un potenziale target solo secondo i parametri sociosoprattutto la capacità di saperle sfruttare a proprio demografici classici, affidarsi ai soliti istituti di ricerca, vantaggio. In apparenza il tutto risulta molto semplice, che fanno buon viso a cattivo gioco, o se sia ancora un po’ come saper o dover girare la frittata. redditizio, e in che misura, fare advertising a memoria, Tutto ciò è sostanzialmente confermato e rappresentato congegnare campagne con lo stampino come si è fatto in uno schema fatto di parole che si capovolgono, ma finora, utilizzando sempre la vecchia “cassetta degli che soprattutto s’invertono nella forma e nella sostanza. attrezzi”, o taluni moduli espressivi logori ed obsoleti. Secondo alcuni studiosi, il senso del passaggio tra Da qualche anno sono allo studio nuove tecniche d’ingaggio capaci di far interagire consumatori e imprese “advertising” e “invertising” potrebbe essere individuato su un piano paritetico ed orizzontale, al fine di costruire nelle seguenti transizioni, ossia passando da Commercial a Content, da Communication a Conversation, da Push delle vere e proprie“brand experiences”. a Pull, da Monologue a Dialogue, da Consumer a User, Tale esigenza nasce dal tentativo di scongiurare da Impactful a Useful, da Execution a Experience, un’ulteriore crisi della marca che poi è la crisi stessa da Contact a Connect, da Promotion a Education, da della pubblicità (ripetitiva, invadente, omologata, Global a Social, da Aesthetics a Ethics, da Ability a monodiretta, poco dialogica, impositiva, non Responsibility, da Shopping a Sharing, da Persuasion a provocatoria, non contrappositiva e, in Italia, iperPermission. televisivizzata), la quale ha determinato un circolo

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Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

La comunicazione di plastica

<<< Ovviamente non si tratta di un gioco di abilità da settimana enignistica, dove alcune parole prendono il posto di altre lasciando inalterato il significato. Si tratta di passare, invece, dalle parole ai fatti e di mettere in pratica inedite e più efficaci tecniche comunicazionali. Questo tentativo di mettere ordine nelle “parole” e soprattutto nei significati che ne scaturiscono, è comprensibile, poiché viviamo in un’epoca segnata dal ricorrente bisogno di rivedere modelli e pratiche della comunicazione in ogni ambito. Com’è noto, i modelli dovrebbero semplificare, ma accantonando l’insana speranza che si possa ripartire da questa sorta di pitstop forzato, magari con i medesimi valori, le stesse tecniche espressive, le medesime strategie e le stesse regole di prima.

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Per questo l’invertising non è (e forse non sarà mai) solo un fantasioso modo di produrre advertising, facendo leva su un semplice gioco di parole. Anche perché, almeno in matematica e probabilmente anche in economia, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Forse l’intento è quello di intercettare il “valore” del rinnovamento in atto, decifrandone la portata epocale e cercando di capire quanto di positivo e di propositivo la pubblicità possa ancora offrire. Pubblicitario, pubblicità e pubblico, al di là di ogni ardito gioco di parole, di significati e di significanti, dovranno avere un’etimologia sempre più comune. Con buona probabilità, questa sarà la migliore strada praticabile per comprendere ed attuare il concetto di invertising.


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

PiRandellate Se si è capaci di comunicare solo l’io…

di

Francesco Pira

“La maggior parte delle persone non è in grado di parlare di nulla se non parla di se o comunque della cerchia di cui è il centro”. Mi ha colpito un articolo scritto su Avvenire intitolato “Io,Io, Io….e gli altri” dal Cardinale Gianfranco Ravasi , Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nella sua rubrica quotidiana “Mattutino”. Uno dei volti più conosciuti della Chiesa, autore e conduttore di un interessantissimo programma la domenica mattina su Canale 5 (Le frontiere dello spirito), si sofferma su un termine che definisce sontuoso, in voga nel linguaggio colto, l’autorefenzialità. Scrive Ravasi : “con esso si denuncia quel rinchiudersi a riccio degli specialisti nella torre d’avorio del loro linguaggio incomprensibile al volgo, nel mondo aristocratico delle competenze, nello splendido isolamento del proprio campo o classe. E’ un vizio che intacca la scienza, la filosofia, l’arte e la stessa teologia. C’è, però, un’altra autoreferenzialità praticata anche da chi ignora persino l’esistenza di un simile vocabolo….troppi infatti mettono al centro del loro dire, fare, calcolare solo se stessi, quell’io coccolato, massaggiato, incensato lasciando ai margini gli altri che si concepiscono solo in funzione di se stessi. Non è solo egoismo o egocentrismo, è alla fine anche una povertà di parole, di idee, di interessi.” Questo mi ha fatto pensare ad un studio di cui avevo letto sulla comunicazione referenziale negli scimpanzé, su un testo di sociologia della comunicazione (Luciano Paccagnella 2004).

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“Gli scimpanzé sono in grado di comunicare ai propri compagni la presenza nei paraggi di qualche predatore, specificandone addirittura la natura: il richiamo di allarme è diverso per indicare il leopardo, l’aquila o il serpente. La specificità del richiamo viene colta perfettamente: nel caso del leopardo il gruppo si arrampica sui rami più alti, in quello dell’aquila si rifugia sotto i cespugli, mentre in quello del serpente i membri assumono una posizione ritta su due zampe, scrutando i dintorni. Si tratta naturalmente delle strategie più opportune per sfuggire ai diversi tipi di predatori (studio di Cheney E Seyfarth) . E’ importante notare che tali strategie vengono messe in pratica al semplice ascolto del richiamo relativo, cioè prima ancora di vedere effettivamente il predatore”. Perché ho ripreso questa teoria sulla comunicazione degli scimpanzé? Perché credo che noi umani non riusciamo ad utilizzare la comunicazione come gli animali. A volte non riusciamo come loro “a tessere i sistemi di alleanze e di scambi”. Forse perché come scrive Ravasi, giustamente, e sostenendo il contrario dei Kennedy, è una società “un po’ più io, e un po’ meno noi…” Il Cardinale Ravasi cita anche Carlo Emilio Gadda che nella Cognizione del dolore esclamava :” L’io, io! …Il più lurido di tutti i pronomi!” La proposta del teologo e esperto biblista ed ebraista Ravasi di “abbattere il muro dell’individualismo, ascoltare e guardare la varietà dell’umanità che ci circonda”, è da tenere in forte considerazione. Anche alla luce degli ultimi fatti politici internazionali. Inizieremo a comunicare in maniera diversa con gli altri. Forse anche meglio degli scimpanzé. Come conclude il Cardinale Ravasi :”sarà una ventata d’aria, forse anche turbinosa e rumorosa, ma capace di spazzare via l’atmosfera asfittica del nostro isolamento saccente e orgoglioso o più semplicemente, monocorde e noioso”.


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

Vizi pubblicitari VIOLENZA, SESSUALITA’, COMPORTAMENTI OFFENSIVI DELLA DIGNITA’ DELLA PERSONA: LA MORALE DEL MINISTRO

di

Federico Unnia

L’etica e l’universo valoriale di una società, e con essa la classificazione di ciò che è consentito, possono essere dettati per regolamento, e soprattutto, sono valori politicamente appropriabili ed imponibili? Sorge spontanea la domanda, scorrendo il decreto emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico on. Paolo Romani ed ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, nel quale vengono messi nero su bianco i criteri generali per la classificazione dei programmi televisivi “i cui contenuti possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori” e che potranno essere trasmessi solo nelle ore notturne ad accesso condizionato. Un provvedimento sulla carta comprensibile e per certi versi anche dovuto, ma il cui articolarsi e il contenuto se letti prospetticamente suscitano parecchie perplessità. Ciò in quanto ci si chiede se sia corretto che il politico invada un terreno soggettivo qual è la valutazione di ciò che sia volgare, indecente, inopportuno da farsi vedere, finendo con ciò per urtare la sensibilità e l’universo valoriale anche di chi non la pensi esattamente come lui. Tornando al decreto del Ministro Romani, è bene ricordare che esso ha recepito, anche se con modifiche, i criteri proposti dal Comitato Media e Minori d’intesa con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, come previsto dall’ art. 34 del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. Sono stati individuati gli ambiti tematici: violenza, sessualità, tematiche sociali, relazionali e

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comportamentali; e le modalità rappresentative: rappresentazione esplicita, durata dell’inquadratura, intensità della rappresentazione (grado di insistenza, livello di realismo), ripetizione e frequenza di un certo contenuto all’interno di un testo, gratuità delle scene rispetto all’ economia della narrazione nel suo complesso. Così, sempre per legge, basterà una sola delle suddette modalità rappresentative che caratterizzino il programma nel suo insieme o una o più parti di esso (applicata a ciascuno degli ambiti tematici) a far scattare la classificazione di programma “gravemente nocivo”. Il Decreto chiarisce cosa si debba intendere per violenza, qui citata come “rappresentazione esplicita e/o dettagliata dell’esercizio di violenza gratuita o insistita o efferata e delle sue conseguenze (lesioni, morte), ai fini di tortura o perversione; esaltazione della violenza sia all’interno della famiglia sia in ambito politico, religioso, razziale, sessuale”. Stesso vale per il concetto di sessualità, “intesa come pornografia e come presenza, all’interno della rappresentazione di relazioni sessuali, di elementi perversi e/o devianti che portano alla degradazione dell’individuo”. Il concetto di tematiche sociali, relazionali e comportamentali intesi come “rappresentazione legittimante o esaltante di comportamenti di discriminazione, offensivi dei diritti fondamentali dell’individuo e della dignità della persona, l’istigazione alla commissione di reati, all’abuso di alcool e all’utilizzo di sostanze stupefacenti, rappresentazione induttiva di emulazione di atteggiamenti e comportamenti pericolosi socialmente o individualmente, esaltazione del male nelle sue forme più estreme”. Insomma, siamo sempre più un paese in cui ciò che si può fare, pensare o sognare, deve essere tassativamente permesso dal nostro solerte legislatore.


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

Tele Osservazioni Un programma…oscuro

di

Andrea Polo

In pochi se ne saranno accorti, anche per via del canale su cui veniva trasmesso, ma quest’anno Alba Parietti era tornata in video non solo come opinionista dell’ottava edizione dell’Isola dei famosi (di cui per qualche giorno è stata anche naufraga), ma anche con un programma trasmesso dal canale digitale La7D dal titolo: Alba all’oscuro. L’idea da cui il programma traeva origine era piuttosto carina; la conduttrice si trovava ad intervistare per ogni puntata due ospiti dei quali non le veniva rivelata l’identità se non durante il programma stesso. Idea carina, come dicevamo, ma se fosse stata supportata da autori adeguati. Già, perché il problema di questo programma non è stato Alba Parietti, che anzi spesso e volentieri è riuscita a raddrizzare situazioni quantomeno imbarazzanti oltre che noiose, ma proprio la pochezza autorale. Chiunque fosse l’ospite, da Luxuria ad Arisa, da Busi a Mughini fino allo stesso figlio di Alba Parietti, le domande sembravano più quelle del gioco della bottiglia che tutti noi abbiamo fatto alle medie piuttosto che domande scritte da autori di un programma di prima serata (per quanto trasmesso da un canale digitale). Nove volte su dieci la Parietti si è trovata a chiedere se l’intervistato (soprattutto se donna) avrebbe voluto baciarla (forse il lesbo-soft-chic, secondo cotanti autori, aiuta l’audience) o comunque a fare domande che

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sempre sul sesso giocavano. Veramente terrificanti anche le immagini che nei video wall dietro alla coppia Parietti-Intervistato rimandavano le immagini di un finto pubblico che avrebbe dovuto sottolineare con applausi, risate, brusii o rumori vari le fasi peculiari delle interviste. Più che un elemento curioso risultavano essere un elemento, molto, fastidioso. Alba Parietti merita di più e sono sufficientemente sereno nel dire che forse avrebbe fatto meglio intervistando veramente gli intervenuti a ruota libera e non dovendo girare la ruota che conteneva le domande scritte dagli autori. Chissà se ci sarà un’altra edizione di Alba all’oscuro, se sì, ci auguriamo che gli autori di quest’anno ne siano tenuti all’oscuro e che lo scoprano solo accendendo un giorno, a caso la Tv e sentendo fare alla Parietti delle domande, guarda un po’, intelligenti. E forse, quella volta, all’intervistato non toccherà dire se vorrebbe baciare la Parietti o meno. Speriamo che se ne rendano conto anche i responsabili de La7D, che dopo una partenza fulminante sta perdendo diverse occasioni; come quella di avere una trasmissione interessante di commento al matrimonio dell’anno. Francesca Senette e i suoi ospiti, chiamati a commentare quell’evento, erano inguardabili e, anch’essi, imbarazzanti. Più adatti ad una cagnara da osteria che a un programma TV. La prossima volta devo ricordarmi di guardare con attenzione i titoli di coda. Forse gli autori erano gli stessi toccati alla Parietti. Chissà.


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

Finanza territorio sul mercato delle abitazioni in Italia nel primo trimestre del 2011 la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi è aumentata al 44,2% dal 40,0% della precedente indagine, mentre la quota di agenzie che nei primi mesi dell’anno hanno venduto almeno un immobile si è collocata al 69,3%, in calo del 6% rispetto alla precedente indagine.

FonSai: falsa l’ipotesi di un cambio alla presidenza, resta Jonella Ligresti Fondiaria-Sai ha comunicato che “è falsa e destituita di ogni fondamento l’ipotesi riportata dal settimanale Il Mondo circa la nomina di un presidente di garanzia di FonSai, individuato nella persona dell’avvocato Carlo d’Urso”. La nota della compagnia assicurativa spiega inoltre che “non è previsto alcun cambio alla presidenza di FonSai”.

Euro/dollaro: Mps Capital Services, La tabella riporta le percentuali di variazione delle quotazioni di alcuni titoli quotati presso la Borsa di Milano. La misurazione è effettuata su base settimanale (sulla chiusura del giovedì) e in riferimento alla chiusura del 04/01/2010.

Grecia: ipotesi fallimento e ritorno alla dracma Default della Grecia e ritorno alla dracma, sì o no? Con questo dubbio che mina la stabilità finanziaria europea e globale la settimana e il mese di maggio volgono al termine. Si saprà qualcosa di più la settimana prossima quando il Parlamento ellenico sarà chiamato ad approvare il piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro, messo a punto lunedì scorso dal primo ministro, George Papandreou. In quell’occasione verranno svelati anche i dettagli del piano, che dovrebbe prevedere nuovi tagli agli stipendi pubblici, con il possibile licenziamento degli esuberi, e maggiori tasse sui consumi. La decisione sarà cruciale per ottenere la quinta tranche da 12 miliardi di euro (8 dalla Ue e 4 dal Fmi) dell’aiuto da 110 miliardi di euro concesso un anno fa e scongiurare così la bancarotta.

Bankitalia: si indebolisce il mercato immobiliare nei primi mesi 2011 Non arrivano segnali incoraggianti dal mercato immobiliare. Il prezzo delle abitazioni cala nei primi mesi dell’anno, ma non è sufficiente per rilanciare l’intero mercato che rimane debole. E anche l’ottimismo circa le prospettive di medio periodo mostrano nuovi segnali di “moderazione”. Secondo il sondaggio congiunturale della Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia del

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possibile deprezzamento biglietto verde alla fine del 2011 Mps Capital Service focalizza l’attenzione sulle valute, e in particolare sul cambio euro/dollaro. Nel corso del 2011 si è assistito a un deprezzamento del biglietto verde sulla valuta unica. Ma quale sarà il trend dei prossimi mesi? Secondo gli esperti di Mps Capital Services nel secondo e terzo trimestre potrebbe andare in scena una temporanea fase di apprezzamento del dollaro. Successivamente la possibilità di un QE3 della Fed insieme al possibile crescente focus sul tema dei conti pubblici Usa (che verosimilmente sarà affrontato in modo più strutturale solo dopo le presidenziali del novembre 2012) riproporrebbero, secondo gli analisti, il trend primario di deprezzamento del dollaro atteso nuovamente in area 1,50 a fine 2011.

G8: la ripresa va consolidandosi anche se le insidie non mancano “La ripresa dell’economia globale si sta rafforzando anche se i rialzi dei prezzi delle materie prime e gli squilibri interni ed esterni rappresentano ancora motivo di preoccupazione”. Lo hanno dichiarato in un comunicato i leader del G8 riuniti a Deauville, in Francia. Per quanto riguarda l’andamento dei conti pubblici, i Paesi europei hanno confermato che continueranno “a dedicarsi alla soluzione della crisi del debito con determinazione” mentre gli Stati Uniti hanno annunciato che metteranno in campo “un piano di medio termine per il risanamento dei conti pubblici”.


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

Let’s Social Da figlio a madre: lettera due-punto-zero di

Matteo Bianconi

(Copywriter & Social Media Strategist @ Pragmatika)

Ciao mamma, come stai? Che pessimo inizio... dovrei fare meglio, ma non mi viene in mente niente. Come a molti dei tuoi uoi figli, del resto. Ho come la sensazione che passiamo ssiamo più temp tempo a lamentarci che a combinare qualcosa osa di utile, ssai? Certo che lo sai, ci hai visto crescere e tutti. C Cambiano i tempi, ora siamo tutti 2.0 e i dati audiweb dicono che l’audience online cresce di mese in mese. Sai che quasi si 13 milioni di italiani hanno una connessione Internet?? Ora possiamo lamentarci sul web, insomma. Perdonami, sono sempre più catastrofico. E dire che ti re: la amo. È che sono momenti difficili, c’è poco da fare: betti di Giustizia non è mai quella che ci aspettiamo, i furbetti erci quartiere non pagano mai e noi non riusciamo a volerci bene, neanche per caso. Non voglio fare il vittimista, mi hai insegnato che è il sudore sulla fronte quello che premia. Solo che... Solo che vorrei regalarti un vero compleanno. All’ultimo ti sei seduta in disparte, moltissimi di noi hanno festeggiato, ma erano più presi dal party che dal motivo. Qualcuno era sincero, qualcun’altro ne ha approfittato per farsi bello al tuo sguardo, ma guarda: neanche due mesi più tardi, ci siamo dimenticati della festa della mamma. Molti si sentono abbandonati e qualcuno ti ha pure rinnegato, certo, ma sei pur sempre quella che ci ha partorito, dico bene? Insomma, chi può volerti male? Sono solo parole, queste, ma sappi che ti penso più di quanto immagini. Deluso forse dai miei fratelli, ma anche da me stesso. Vorrei dedicarti più tempo ed essere un po’ più maturo, imitando magari qualche gesta di quei lontani parenti di cui mi hai raccontato. A proposito, sai che qualcuno ha creato dei profili su Twitter in loro nome? È una cosa strana, ma simpatica. Te l’ho detto, siamo tutti due-punto-zero. Anch’io ho partecipato a una bella iniziativa. E dire che era nata per caso per un avvocato. No, dico, te lo immagini un avvocato lavorare gratuitamente? Ecco, lui l’ha fatto e qualcuno l’ha seguito. In mezzo zo a tante candeline accese e aerei a colorare il cielo, noi ti abbiamo fatto un grandissimo biglietto d’auguri. Non voleva essere chissà che cosa, eh, solo una maniera niera sincera per ringraziarti e dirti che ci siamo, nonostante ostan

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tutto. All’inizio molta gente si è unita, ma poi... ma poi sai le solite scuse, no? “Non ho tempo”, “lo faccio dopo” e l’evergreen “Ho un appuntamento importante”. Lo so che ci sono cose più importanti a cui pensare, ma accanto ad a sono stanco di sentire il tuo nome accant affermazioni ffermazioni rassegnate. Vedi, quello che abbiamo fatto noi, per esempio, ha raccolto ottocento dediche, un bel b numero... ma diventa verde di vergogna se comparato a 60 milioni. Un po’ di sconforto è normale. Nessuno ha mai m pensato di poter cambiare le cose, ma non ho più voglia di avere fantasmi vicino a me, fratelli bianchi che aleggiano nel qualunquismo. La cosa mi fa diventare rosso di rabbia. Qualcuno mi dirà che mi nutro di illusioni e che mi riempio la bocca di belle parole, ma non me la prendo. In fondo, ti ho osservato durante le feste e ho cercato di starti vicino tua no come potevo. Ora richiamo hiamo la tu attenzione. richiamo l’attenzione e. O meglio, ric nzione dei Fratelli d’Italia su di te, perché verd verde, bianco non siano o e rosso no emozioni negative, po’ di em egative, ma colori cche riflettano ttano un p patriottismo, che sia digitale patriot gitale o analogico poco importa. Lo dico a mio nome, ma sono sicuro che ci siano altre persone come me: siamo stanchi stanc delle promesse vane e dei dibattiti sterili, siamo stanchi di vedere aziende sta che non giovani, siamo stanchii di con continue on puntano sui giov divisioni, regionali o mentali che siano. Siamo mo italiani, pizza e fichi, mafia e mandolino, tarallucci e vino. o. Ma siamo anche i geni dell’arte, della moda della a e dell de elllla la creatività. Siamo quelli che “do it better”. Siamo più ia amo i p iù iù strampalati d’Europa, forse, ma di fare la figura de deii fe d ffessi, essi, no, per favore, basta. Partiamo dal web, va bene, in n fondo anche mio padre over 60 ha Facebook, un blog okk, u n bl b og e og tutte le operazioni economiche le fa sull sit sito della banca. itto d ellla ba ell banc ca. a Siamo giovani, più giovani, esuberanti anti figli di un’età minore. Siamo Indigeni Digitali e vivaci procacciatori di idee. Siamo criticoni, permalosi osi e spesso volgarotti, volg lgarotti, ma anche decisamente pragmatici, atici, determinati ed eleganti. Abbiamo tutto quello che ci serve, mare, sole, verde. E poi intelligenza, capacità,, eloq eloquenza. Cii m manca solo e loq oque ue enz nzza. a. C una piccola consapevolezza p per grandi: sapere dii err essere e ess sser ere g ra essere tutti figli, proprio noi che mamma e di di m am a m mma a – si sa – ce n’è una sola. Ok, mi fermo qui. Spero da qui a ero solo di (ritrovarci e) ritrovarti più serena, ser un anno. Ciao, Italia. Citazioni: http://twitter.com/#!/twitalia150/eroi-twittanti, http://www.risorgitalia.it/, http://www.facebook.com/ http: indigenidigitali, genidigitali, http://www.workingcapital.telecomitalia. it/


Anno 6 - lunedì 30 maggio 2011

VERONICA MY RADIO: LA “RADIO PERSONA” NASCE IN ITALIA... di

Claudio Astorri

cresciuto notevolmente ovunque nell’area di copertura. “VERONICA” sta per crescere e moltiplicarsi e ha anche un fratello, che è già noto nel resto del mondo. Stanno arrivando “VERONICA” e “...”. La rivoluzione in FM è in arrivo. Stay tuned.

Vorrei esprimere mille valutazioni su questa radio e tratto da www.astorri.it su questo concetto, quello della cosiddetta “RADIO PERSONA”. E’ un’idea, un grande progetto che mi avvince e mi conquista completamente, senza alcuna forma di riserva. C’è un solo conduttore, sempre lui, 24 ore su 24, 7 giorni su 7: è... l’editore e imprenditore della stazione. “VERONICA” è la prima “RADIO PERSONA” in Italia. E’ il format che abbatte tutte le barriere tra individuo e stazione. Preferisco non aggiungere molto a queste prime caratteristiche, si devono scoprire “personalmente”, ascoltando la radio. Nel frattempo, avendola conosciuta ma non potendo assolutamente fotografarla, ho pensato di farvene vedere un piccolo ritratto da me realizzato. Ha delle caratteristiche umane fortissime, 35enne, votata al vivere i sentimenti. Lasciando parlare i fatti, gli ascoltatori di “VERONICA” sono passati nel giorno medio da circa 60.000 a 99.000 non appena il format ha esordito nelle Marche, in Romagnia e in Umbria, per non parlare dei quarti d’ora che segnano il tempo di ascolto,

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La fine annunciata del giornale stampato Dove sta andando l’informazione parte terza in America in un pubblico intervento che la vita di un quotidiano ‘fisicamente’ su carta non ha un futuro. di Oscar Bartoli Di opinione diversa è Frank A. Bennack Jr., CEO del Gruppo Hearst (15 giornali, televisioni, radio) il quale Crollano anche le televisioni generaliste. E tra quelle via sostiene che i giornali devono risolvere il problema cavo CNN la più importante azienda di news del mondo, del modello di business che deve essere ridisegnato. E quanto ai nuovi tools sui quali è possibile scaricare ha visto precipitare gli ascolti del 39%. elettronicamente e leggere un giornale, Bennack Fox News, del solito Murdoch è al primo posto tra sostiene che questi occuperanno uno spazio di mercato le televisioni via cavo grazie ai suoi anchor di punta non superiore al 35%. Il resto continuerà ad essere (Bill O’Reilly e Glenn Beck).Si tratta di due personaggi apertamente schierati a destra, che usano un linguaggio terreno del giornale su carta. James M. Moroney III è il chief executive officer and publisher of The diretto e offensivo nei confronti degli oppositori di varia Dallas Morning News. La lettera che ha scritto ai suoi tendenza e, come nel caso di Glenn Beck sbandierano collaboratori in occasione della celebrazione del 125 la loro passata dipendenza da alcool e droghe).Un anniversario della fondazione della testata è divenuta meccanismo di transfert psicologico che funziona molto il manifesto degli editori e di tutti coloro che, a diverso bene negli Stati Uniti in termini di comunicazione. titolo, lavorano nelle aziende che pubblicano giornali Basta pensare a George W. Bush ed alla sua ammessa e periodici. Secondo il suo proprietario il The Dallas predilezione per gli alcoolici fino a 40 anni prima di essere fulminato sulla via della redenzione dal reverendo Morning News non è più un giornale stampato. O almeno non è questo il solo prodotto dell’azienda. Un evangelico Billy Graham. Il rampino comunicazionale grande impegno viene profuso dai dirigenti di questa funziona sollecitando nello spettatore e ascoltatore importante testata (che ha vinto decine di premi Pulitzer ordinario la molla reattiva del: “Anche lui come me durante la sua esistenza) nell’affiancare al giornale a (finito in prigione per guida in stato di ebbrezza, drogato, scarsi risultati a scuola, etc.).Quanto ai maniaci stampa su carta anche la versione ondine ed in più altri prodotti editoriali destinati al numero sempre crescente sessuali e pedofili quelli non sono visti con simpatia e di utenti che vogliono ricevere il loro giornale via autocommiserazione nella cultura americana. elettronica. “Non siamo più una ‘newspaper company’ Negli Stati Uniti da qualche anno va progressivamente ma siamo diventati una ‘ news media company’. Fino aumentando il numero di coloro che non cercano al 2001 le aziende giornalistiche hanno prodotto utili. una informazione obiettiva (o, quantomeno, tendente Dopo sono cominciati i guai. Oggi testate storiche come all’obiettività). Quello che si cerca è un medium che il Los Angeles Times, The Chicago Tribune, The Denver sia in sintonia con il nostro punto di vista e con le Post, The Philadelphia Inquirer,The Minneapolis Star nostre aspettative. Se nell’edicola mediatica si trova Tribune, The Orange County Register hanno dovuto una testata e un commentatore che rispondono a ricorrere al Chapter 11, definito bancarotta ma che questa nostra inclinazione il collegamento diventa corrisponde alla nostra amministrazione controllata. perfetto e il rapporto si cementifica attraverso la Gli ultimi tre anni sono stati particolarmente diificili per fidelizzazione.Per dare un’idea del livello di crisi vissuto l’industria dei newspapers. I ricavi della pubblicità che oggi dalla stampa americana basta riferirsi ad una garantivano una copertura pari all’80% degli incassi frase nello slang giornalistico che dice: “Every obituary di una testata sono calati dell’8% nel 2007, 17% nel run in a newspaper means one less reader” (Ogni 2008 e 24% nel 2009 e a metà del 2010 si registra una necrologio pubblicato dal giornale significa un lettore ulteriore diminuzione del 9%. Ancora per dieci anni in meno”. Il quotidiano, ovvero il pezzo di carta che i quotidiani a stampa saranno sul mercato, secondo compriamo all’edicola o ci viene buttato sul prato di James M. Moroney. Poi prenderanno il sopravvento le casa dal ragazzino in bicicletta non ha più ‘ragione edizioni digitali delle news. Anche Moroney, come lo di esistere’, proprio perché quotidiano. Non sembri stesso Murdoch, accusa i blog di non essere aziende una contraddizione: il ciclo della formazione, stampa giornalistiche, ma solo degli aggregatori di notizie e distribuzione di un giornale è di 24 ore. Appare rubate dalle testate che mantengono in vita delle evidente che in un mondo come l’attuale, dove basta importanti newsroom. Nei giornali ‘veri’ sono le inchieste un click per avere le ultime notizie, questo prodotto (giornalismo investigativo), i commenti, le analisi che veda assottigliarsi ogni giorno il mercato di riferimento. danno al quotidiano quel plus che li differenzia dai puri E siamo arrivati alla frutta, o poco ci manca, se, Arthur aggregatori di notizie scritte da altri. Questo rimane Sulsberger Jr., il proprietario del New York Times, l’unico vantaggio che i media a stampa hanno nei quel giornale che per decenni è stato considerato la confronti delle televisioni. corazzata dell’informazione americana, ha ammesso

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La fine annunciata del giornale stampato Dove sta andando l’informazione parte terza in America Murdoch è uno che sa annusare il mercato prima degli altri. La sua decisione, comunque, confligge con il fatto <<< che se uno rinuncia all’abbonamento della copia su carta del suo giornale e si trova costretto a pagare per Ma la continua erosione degli organismi delle redazioni cliccare sull’edizione che trova su Internet, bene: a quel dovuta alla scure del taglio dei costi sta annullando punto si rivolge alla immensa platea dei blog nella quale anche questo differenziale che ha sempre caratterizzato individua quello che più gli dà affidamento quanto a la vita di un giornale a stampa rispetto al flusso di fornitura di notizie più o meno obiettive in tempo reale. informazioni sfornate a getto continuo dalla TV e dalle Free of charge, ovvero senza pagare un centesimo. radio. Secondo il publisher e CEO del Dallas Morning Fino a poco fa ci si meravigliava per l’abilità di CNN News per garantire i posti di lavoro e non espellere di coprire ogni evento e disastro naturale in giro centinaia di giornalisti dalle redazioni occorre aumentare per il mondo inviando le proprie troupes nell’arco di il prezzo del giornale a stampa, far pagare quelli che poche ore anche in zone difficili da raggiungere. Le vogliono consultare le edizioni online, rafforzare la legge prime notizie dettagliate sul terremoto che ha colpito sul copyright e non consentire di utilizzare il contenuto Haiti, sulla repressione delle proteste a Teheran, sullo delle notizie a meno che uno non paghi. Un ritornello tzunami in Giappone sono arrivate alla stessa CNN che ormai quasi tutti gli editori in tutto il mondo stanno ed alle altre televisioni attraverso le corrispondenze ripetendo. L’unico ad averlo adottato prima di tutti di privati che digitavano su Twitter. Lo scenario della è stato il Wall Street Journal con risultati a quel che informazione americana (a parte la ‘morte annunciata’ si apprende non entusiasmanti. Al punto che Rupert prossima ventura dei media su carta) presenta delle Murdoch ha smantellato di recente le redazioni a Londra profonde crepe finanziarie considerato che il sostegno e New York che avrebbero dovuto mettere online un della pubblicità si va dirigendo verso altri mezzi di quotidiano elettronico a pagamento. Ma in una intervista comunicazione elettronica o batte la fiacca a causa della rilasciata ad un quotidiano australiano, Murdoch ha crisi economica che non accenna a dare sostanziali detto che comunque il quotidiano elettronico uscirà segnali di ripresa e di recupero della forza lavoro. e le previsioni sono che possa avere un serbatoio di abbonamenti pari a 800mila lettori. Continua

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GLI ULTRASESSANTENNI COMPRANO ONLINE

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Se forse non è ancora arrivato il momento in cui il nonno insegna al nipote come funziona la rete, quel giorno probabilmente non è più così lontano. Da una ricerca interna di eBay.it, risultano essere, infatti, quasi 700mila gli utenti attivi che superano i 60 anni. Nonni quindi che iniziano a guardare alla rete per i loro acquisti online, grazie anche all’evoluzione che eBay ha messo in atto negli ultimi tempi. Se le aste rimangono nel dna del sito di ecommerce per eccellenza, sono ormai decisamente di più le inserzioni a prezzo fisso (ben il 90%), con conseguente semplicità nella fase di acquisto, anche per chi è meno “tecnologico” per generazione.

minuti. A seguire, dopo la tecnologia, si conferma la categoria del Collezionismo, in particolare l’acquisto di cartoline, l’Abbigliamento (sopratutto maschile) ed infine il Giardinaggio e bonsai, l’attività preferita di chi ha più tempo a disposizione. “E’ curioso notare come gli ultrasessantenni abbiano notevolmente migliorato la loro dimestichezza con gli acquisti online, ampliando le categorie di interesse: non acquistano più solo memorabilia o oggetti legati al loro passato, ma si rivolgono al web per oggetti tecnologici, oltre che per vestirsi e per prendersi cura del loro

Nella speciale classifica dei “nonni super tech” sono gli uomini a farla da padroni con una percentuale del 71% verso solo il 29% del gentil sesso, mentre il primato a livello regionale spetta alla Lombardia con oltre 96.000 utenti registrati, seguita dal Lazio, circa 83.000, e dalla Toscana con poco più di 47.000 internauti over 60. Se la Lombardia batte il Lazio come numero totale di utenti oltre i 60 anni, quando si prendono in considerazione le singole province, Roma supera di gran lunga Milano, con oltre 68.000 nonni tech contro gli oltre 52.000 della città meneghina. Ma cosa comprano su eBay i “nonni geek”? A smentire qualsiasi luogo comune di un attempato signore che cerca online i ricordi d’infanzia o l’ultimo pezzo per la sua collezione di francobolli, a sorpresa al primo posto si trova la categoria del Consumer Tech, in particolare gli Accessori per Cellulari (soprattutto per Nokia, Apple iPhone e Samsung) con un acquisto ogni 5

giardino” - afferma Irina Pavlova, comunicazione eBay.it Ma la generazione di ultra sessantenni dedita all’ecommerce non si limita ad acquistare; molti di loro sono venditori professionali. Le categorie più gettonate per i venditori over 60 sono ancora una volta Accessori per Cellulari, con una vendita effettuata ogni 3 minuti, al secondo posto Consumabili e Cancelleria, con una vendita ogni 5,4 minuti, e al terzo posto l’abbigliamento da Uomo, con T-shirt, Felpe, Maglioni e Giacconi in cima alla lista dei prodotti più venduti e una transazione conclusa ogni 8 minuti. “Se gli uomini preferiscono navigare tra le inserzioni e fare acquisti, le donne si dimostrano invece più orientate ai social media – conclude Irina Pavlova – Dalle statistiche tratte dalla pagina facebook di eBay, Cacciaffari, risulta infatti più alta la percentuale di donne, dai 60 anni in su, che seguono il profilo, commentando e condividendo acquisti ed affari online”.


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Manager inForma: Professionisti della Formazione a Confronto Per tutti i consulenti e formatori e per tutte le aziende che vogliono conoscere le più interessanti e attuali proposte formative una giornata da segnare in agenda: martedì 21 Giugno 2011 ore 13,30-18,30, Milano, Auditorium San Carlo per Manager inForma. “Manager inForma: Professionisti della Formazione a Confronto” è infatti l’evento di Connecting-Managers®, la più grande business community italiana, dedicato a chi offre e chi cerca consulenza formazione. Una vera e propria vetrina dove i consulenti e i formatori potranno presentare i propri corsi di formazione, le proprie aree di competenza ed interagire con un pubblico che vuole crescere professionalmente e personalmente.

Il format prevede che i consulenti e formatori scelti abbiano a disposizione circa 20 minuti di tempo per presentarsi alla platea, costituita da rappresentanti aziendali e non solo, ed esporre la propria proposta formativa. Due momenti di Network Drink spezzano l’incontro e diventano momento per fare Marketing Relazionale e scambiare contatti e informazioni con gli interessati. A contorno della giornata sponsor e media partner alimentano ulteriormente il bacino di opportunità di business con cui entrare in contatto in questo intenso incontro di marketing relazionale.

Luigi Fusco, presidente di Connecting-Managers®, commenta sull’evento: “Questa quarta edizione di “Manager inForma: Professionisti della Formazione a Manager inForma conferma il successo di un format che Confronto” è un evento che ha già avuto grandissimi ha coinvolto aziende, consulenti e formatori in modo riscontri nelle tre edizioni 2010 come occasione esclusiva efficace e innovativo. In un contesto di mercato in cui per coniugare le esigenze di interlocutori differenti. Da l’offerta formativa è molto ampia e variegata, questo un lato infatti consulenti e formatori illustrano le proprie evento si pone come punto di riferimento per trovare competenze e professionalità con le attuali proposte di una formazione di qualità.” corsi; dall’altro le aziende e gli ospiti trovano raccolta una panoramica dell’offerta formativa più aggiornata e Per informazioni sull’evento e su come parteciparvi di qualità; tutti hanno modo di aumentare le conoscenze come ospite, consulente/formatore o sponsor visita e i contatti professionali, stimolare le collaborazioni e far il sito http://www.connecting-managers.com/eventicrescere il proprio business. e-formazione/manager-informa o contatta info@ managerservizi.com

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Vizi pubblicitari UN CODICE PER LA PUBBLICITA’ COMPORTAMENTALE di

Federico Unnia

Se la tecnologia si evolve, permettendo di conoscere e intercettare le scelte di navigazione dei consumatori on line, occorrono delle regole che ne salvaguardino la privacy e rendano non indesiderata la pubblicità mirata che può essere segnalata loro. E’ con questa finalità che l’Easa – Alleanza europea per l’etica in pubblicità, l’organismo che raggruppa le principali associazioni pubblicitarie e gli istituti di autodisciplina di quasi tuti i paesi occidentali, ha approvato un documento contenente le linee guida per una corretta pubblicità comportamentale. Si tratta di un insieme di regole necessarie al fine di tutelare la privacy dei consumatori navigatori i quali, dai siti e dalle informazioni che cercano on line, trasmettono di fatto indicazioni per meglio calibrare le pubblicità inviate direttamente alla loro attenzione attraverso mail e rete. Con pubblicità comportamentale, infatti, si intende l’attività di raccolta

dei dati sul comportamento di navigazione, svolti nel tempo, e attraverso diversi siti e che, trattati attraverso siti dedicati, permettono di fare ragionevoli previsioni sulle preferenze di acquisto, utili per visualizzare loro pubblicità coerenti con gli interessi manifestati navigando su internet. L’Easa, che molto ha spinto per il varo di queste raccomandazioni, stima che entro l’anno in corso circa il 70% delle autodiscipline pubblicitarie aderenti recepirà le raccomandazioni, calandole nella propria realtà commerciale e di marketing, e dettando norme specifiche per trattare appunto i casi di pubblicità comportamentale. Principio cardine delle raccomandazioni è la trasparenza e l’obbligo di informazione dell’utente navigatore, al fine di sapere se e quali messaggi possono essergli inoltrati. La pratica della pubblicità comportamentale incide fortemente sulla protezione dei dati personali e della vita privata dei consumatori. Gli strumenti più frequenti per il tracciamento sono basati sull’elaborazione delle informazioni provenienti dai motori di ricerca e dai cookies, ovvero i frammenti di testo memorizzati e successivamente recuperati dal sistema dell’utente con lo scopo di alimentare ed identificare il profilo comportamentale del consumatore.

SILVIAN HEACH, IL MANIFESTO DEL FEMMINISMO MADE IN IAP La dignità della donna negli ultimi decenni ha fatto significativi progressi, acquisendo il giusto rilievo che la mette a tutti gli effetti al pari dell’uomo, sia sul versante professionale sia su quello socio culturale. In questo contesto, è stata superata la concezione della donna come oggetto da possedere e corpo da esibire. Se questo è lo scenario culturale in cui la donna si muove, una pubblicità come quella di Silvian Heach, in cui la donna è rappresentata mentre posta di tre quarti si solleva l’abito fino a mostrare i suoi glutei nudi, finisce per offenderne ed oltraggiarne la dignità. Costituisce un manifesto socio culturale in difesa della dignità delle donne di alto valore la motivazione con la quale il Giurì di autodisciplina pubblicitaria ha accolto il ricorso del Comitato di controllo ed ha inflitto lo stop per contrasto con gli artt. 1 (discredito della pubblicità), 10 (offesa della dignità della donna) ed 11 (tutela dei minori). Il caso, noto alla cronaca, era quello della bella modella ritratta sullo sfondo del Central Park a new York, intenta ad ammiccare e provocare lo spettatore alzandosi

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il vestito e mostrando il suo corpo da dietro. Molto bello, nessuno lo discute. Ma certamente offensivo e provocatorio. Secondo il Giurì, inoltre, il senso dell’immagine in oggetto è quello di utilizzare la donna come arma per agganciare emotivamente anche un pubblico maschile, arrecando comunque una gratuita offesa alla dignità delle donne.


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Lo scenario I GIOVANI VERSO UNO STILE MEDITERRANEO NEL CONSUMO DI ALCOLICI a recuperare, con l’aumentare della maturità, il gusto del bere di qualità continui a essere una caratteristica tipicamente italiana. In merito al consumo eccessivo di bevande alcoliche, di Federico Unnia il cosiddetto binge drinking recentemente portato all’attenzione della pubblica opinione, l’indagine ISPO per Federvini ha evidenziato che sono soprattutto i giovani in UK (24%) e Germania (36%) a eccedere La tendenza a eccedere con le bevande alcoliche in nel bere quando vanno in discoteca. In Italia solo il Italia tocca una parte minoritaria di popolazione, solo il 9% dichiara di avere questa abitudine, mentre Francia 6% contro il 17% in UK e il 20% in Germania. Questa (16%) e Malta (12%) si situano in una posizione tendenza in Italia risulta inoltre circoscritta ai giovani intermedia. In Italia sono soprattutto i giovani a i quali, superata una certa soglia di età, tornano a correre il rischio di esagerare nel consumo di bevande consumare bevande alcoliche in maniera responsabile. alcoliche: tra chi dichiara di bere “finché ne ha voglia” Ciò non accade invece in altri paesi: mentre il picco quando si balla si raggiunge il picco tra i 22 e i 24enni. del consumo non responsabile in Italia è infatti tra i Negli altri paesi, soprattutto in Germania, i giovani 16 e i 18 anni (31%), con una tendenza che continua sono decisamente più precoci: i picchi di consumo si a diminuire, fino a scomparire, con il crescere dell’età, raggiungono già a 14/15 anni e, sempre in Germania, ben diversa è la situazione all’estero. In Germania, tre questa tendenza a bere in misura eccessiva continua persone su dieci dai 25 ai 44 anni tendono ancora ad anche fino ai 40 anni. In UK il picco più elevato riguarda esagerare, e in UK quasi 2 persone su 10 tra gli ultra i 19-21enni, addirittura il 59%; il dato comincia poi a 44enni bevono molto. E’ questo l’importante riscontro scendere, per risalire tuttavia per gli over 44enni. che emerge dalla ricerca “Lo stile del bere mediterraneo” Germania (29%) e UK (21%) si confermano i paesi realizzata da ISPO per conto di Federvini, Federazione in cui più persone dichiarano di amare il bere per italiana Industriali Produttori Esportatori ed Importatori l’ebbrezza che l’alcol provoca. In Italia il fenomeno è di Vini, Acquaviti, Liquori, Sciroppi, Aceti ed affini, e minoritario e riguarda solo il 6% del campione (un dato presentata a Milano. L’indagine ha permesso di misurare che appare stabile rispetto al 2006). Francia e Malta quali siano oggi tra i giovani di 5 paesi europei le si collocano in posizione intermedia con percentuali di condotte e gli stili di consumo più affermati, indagando rispondenti pari al 13%. le abitudini rispetto al bere degli italiani e delle giovani Rispetto alle classi di età delle persone che in Italia generazioni e comparandole con quelle delle popolazioni dichiarano di amare l’ebbrezza dell’alcol si raggiungono di altri quattro paesi europei: il Regno Unito, la Francia, due picchi tra i 16/18enni (29%) e i 22/24enni (29%); la Germania e Malta. Obiettivo primario della ricerca è dopo i 24 anni però la quota scende molto, collocandosi stato verificare sul campo se gli stili di consumo italiani intorno al dato medio del 6%. Rispetto agli altri paesi si stessero uniformando al modello anglosassone o l’Italia si distingue quindi, con Malta al 42%, per il piuttosto se, come lo studio ha confermato, la tendenza minore numero di bevitori smodati: al 44% non è mai

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Lo scenario I GIOVANI VERSO UNO STILE MEDITERRANEO NEL CONSUMO DI ALCOLICI Gancia, Presidente di Federvini, in occasione della presentazione della ricerca. – “E’ interessante il quadro <<< che emerge dall’indagine ISPO, che evidenzia come il capitato di eccedere. In Germania solo il 20% non ha mai esagerato, a seguire Francia (33%) e UK (35%). Le modello mediterraneo, e nello specifico quello italiano, motivazioni che portano al binge drinking hanno riscontri possa rappresentare un esempio positivo di consumo responsabile. Capire e discutere ogni aspetto legato più elevati soprattutto in Germania (39%) e UK (38%); a questo tema è fondamentale per aiutare i nostri in quest’ultima la motivazione dominante è legata al giovani a costruire un rapporto sano, equilibrato e divertirsi di più. In Italia tra i motivi dichiarati per cui piacevole con le bevande alcoliche. Un ruolo importante può capitare di esagerare con il bere, quelli che più si nell’affermazione di questi corretti modelli e stili di legano al “binge drinking” sono piuttosto contenuti: li enuncia il 22% dei rispondenti. La maggioranza indica o consumo lo assumono sia la famiglia, all’interno della che si stava festeggiando un evento particolare (16%) o quale per il 20% dei giovani avviene il primo consumo di alcolici, sia la scuola. Modelli comportamentali, di non essersi reso conto di stare esagerando (15%). informazione corretta e cultura del prodotto alcolico L’indagine ha inoltre messo in luce come la sono parte integrante della nostra tradizione e come tali moderazione, la qualità e l’abbinamento con un cibo corretto costituiscano un valore e un modo di avvicinarsi debbono essere trasmessi e condivisi con le generazioni future”. e vivere il consumo di bevande alcoliche tipicamente “I dati ottenuti confermano la tendenza, già rilevata Mediterranei. In Italia, e in misura analoga in Francia, nel 2009 ,dei nostri giovani italiani verso un consumo con una percentuale rispettivamente del 35% e del 32%, la tendenza a dilazionare il consumo di alcolici nel delle bevande alcoliche tipico dello stile mediterraneo, modello che presenta caratteristiche concrete e che corso della settimana risulta essere superiore rispetto a quanto accade in Germania (26%) e Uk (28%). Per ben possiamo sintetizzare con la tendenza a dilazionare il consumo nel corso della settimana, prestare attenzione il 76% degli italiani intervistati il “bere poco ma bene” alla qualità di ciò che si beve e conciliare il consumo resta una peculiarità importante, che scende al 58% in di alcol con il buon cibo” – ha commentato Renato Germania e al 62% in Uk . Infine, in Italia si conferma forte il binomio tra “buon vino e buon cibo”, e ben l’82% Mannheimer. – “Questo modello si contrappone a quello che possiamo definire “nordico”, caratterizzato dalla ama bere mangiando bene. Solo al 18% del campione concentrazione del consumo di alcol in un unico giorno questo binomio non interessa, percentuale che sale al della settimana; vediamo ad esempio che in Germania, 47% in Uk e al 34% in Germania. ben il 22% degli intervistati dichiara di bere una sola “Federvini ha deciso di promuovere questa ricerca, in volta alla settimana ma a volontà, seguito da un 20% continuità con quanto già realizzato 2 anni fa, perché a Malta e un 16% in UK. In Francia invece questa ritiene sia necessario e responsabile, visto il ruolo percentuale scende al 6% e in Italia addirittura al 4%”. che la Federazione vuole svolgere, avere un quadro esaustivo dell’approccio dei giovani verso il consumo di bevande alcoliche,” – ha affermato Lamberto Vallarino

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DREAMLAND – LA TERRA DEI SOGNI di

Giacomo Aricò

Uscirà nelle sale il prossimo 8 luglio il film di Sandro Ravagnani, si chiama “Dreamland – La terra dei sogni” ed è la sua Opera Prima. Già autore radiotelevisivo, Sandro Ravagnani (nella foto)ha scritto il soggetto insieme a Ivano De Cristofaro, l’attore principale del film insieme ad un colosso, Franco Columbu, amico di Arnold Schwarzenegger e proprio con lui già interprete di diversi ruoli in film tra gli anni Settanta e Novanta (quando tra i body builder diventò ‘Mr. Olympia’) come “Conan il barbaro” e soprattutto il celebre “Terminator”.

Una storia romantica e di formazione, che parte dal 1951 e giunge sino ad oggi, un classico viaggio di emigranti, dal sud Italia alla ‘Terra dei sogni’, precisamente a Fullerton, in California. L’incontro tra l’ex pugile Columbu e il figlio adottivo De Cristofaro è un segno del destino, da lì comincia un altro incontro, quello con la vita e la ricerca di un sogno. Lo sport, l’allenamento, il sacrificio, la disciplina: tutti gli ingredienti per affrontare in pieno l’esistenza, per tramutare le sconfitte in insegnamenti e in vittorie. Indossare i guantoni per un futuro migliore, non per imporre ma per educare. Il film, realizzato dalla World Business Entertainment in collaborazione con la Columbu Production, si apre ad un pubblico eterogeneo, dai più piccoli a quelli più attempati. I valori proposti sono però universali e sottolineano l’importanza di cogliere il tempo che viviamo, attraverso e nello sport. Nello sport della vita, tra colpi bassi e ingiustizie da combattere.

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La musica di Ronnie Jones fa da sfondo a questo film dai sapori felliniani. Nel cast va ricordato Tony Sperandeo e con lui anche due nomi eccellenti, Maria Columbu figlia unica di Franco, e Gioia Orfei figlia di Nando, attore indimenticabile per la straordinaria recitazione in “Amarcord” proprio di Fellini. Dreamland è un progetto che Ravagnani porterà a termine con altri due film, a formare una trilogia. Non episodi, ma tappe di un’evoluzione e di un viaggio nel mondo e nella mente. Un percorso di vita sano, allenando non solo il corpo ma anche l’anima, per arrivare pronti sul ring. Senza farsi buttare a terra, anzi, rincorrendola la Terra, quella dei sogni. De Cristofaro e Columbu: già mischiando i cognomi dei protagonisti esce fuori un po’ il nome di chi l’ha scoperta l’America. Tra i due c’è una sorta di staffetta. Quanto è cambiata la società dal 1951 a oggi? Quanto è importante lo sport, la forza fisica ed il ‘ring’ come metafora della vita per andare avanti? Sicuramente lo sport è qualcosa di straordinario. Lo sport è vita. Lo sport significa essere sani, anche a livello mentale: avere la tranquillità di poter pensare e di poter decidere. Franco Columbu non ha avuto figli maschi, ha avuto solo una figliuola, femmina (Maria Columbu che tra l’altro partecipa in “Dreamland” n.S.R.), ma probabilmente ha trovato in Ivano De Cristofaro quel figliolo, quell’erede, quella continuità del rispetto del proprio corpo. L’allenamento, cinque ore al giorno, Ivano probabilmente anche sette o otto (si allenava di notte e di giorno, negli alberghi e dappertutto n.S.R.). Grande è anche l’amicizia tra Franco Columbu e Arnold Schwarzenegger, così come quella tra Franco ed Ivano: io penso di rinnovare questa coppia nel cinema e per il cinema. Io trarrò delle conclusioni appena avrò avuto la possibilità di poter capire anche il pubblico. Oggi vengo da una censura che non capisco da parte dei Salesiani della Don Bosco, tra l’altro dalla redazione di un giornale, “L’Aeroplanino di carta”, che pensavo fossero evoluti, che fossero attenti, che fossero anche disponibili al mondo. Probabilmente sono chiusi in una campana di vetro e questo mi preoccupa perché se loro vorranno essere i futuri giornalisti non possono essere di parte e non possono scandalizzarsi di fronte a un ragazzo a petto nudo. È scandaloso. È il mondo dello sport, è il mondo della trasmissione “Amici” in cui i ballerini espongono il proprio corpo. “Dreamland” espone forse uno dei più bei corpi del mondo, non a caso ‘il più bello d’Italia nel mondo’, ma che non è solo una figurina ma è anche sacrificio, è allenamento, è voler dimostrare e voler dare un esempio a tutti, sulla buona alimentazione, sul sacrificio e soprattutto sullo sforzo fisico.

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DREAMLAND – LA TERRA DEI SOGNI <<< Come regista, prima hai citato Fellini: ti ha ispirato? C’è qualcosa di lui nel tuo film? Mi viene in mente Anthony Quinn che interpreta Zampanò ne “La Strada”… Sì, di Fellini ci sono gli artisti di strada, c’è la semplicità. Ci sono le scene con il recupero delle figure che non si vedono più, come la suora, il fotografo del paese, come la bella gente che alla domenica va a messa. Io amo Fellini, è il mio maestro. Più di un maestro: ricordo che ero piccolo, 14 anni, e gli portavo il caffè. Poi devo tutto a Nando Orfei, e oggi, visto che Nando mi diede allora il piacere di assistere alle riprese di “Amarcord”, “I Clowns” e di altri film tra cui “La Nave”, io ritorno a vivere quest’emozione riportando sugli schermi Gioia Orfei che è la figlia del grande Nando (tra l’altro premio Oscar proprio con “Amarcord” n.S.R.).

Il progetto di questa trilogia è già fissato con certezza di produzione oppure vedete come va questo primo film? È fatto a episodi o è un’opera che si completa con il terzo ed ultimo film? È un’opera che si evolve, un po’ come nello stile di “Rocky”. Abbiamo voluto riportare l’esempio di Sylvester Stallone trent’anni dopo al cinema. Quindi James (Ivano De Cristofaro n.d.r.), in realtà, sarà il nostro nuovo ‘Rocky’ come nuovo artista da seguire nei prossimi anni. Il primo film è prima di diventare ad essere veramente ‘Rocky’, cioè non ci sono i combattimenti di James, ma è la preparazione fisica e l’allenamento costante. Abbiamo fatto anche delle lunghe riprese di allenamenti reali,

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durate anche trenta, quaranta e cinquanta minuti, il meglio di cinque ore in tutto, fatte con grande sacrificio. Devo dire che sicuramente James-Rocky avrà un futuro al di là della trilogia. Il mio sogno è farne tanti e ogni volta affrontare un Paese diverso. Il prossimo film sarà in Brasile negli Stati Uniti e in Italia e manterrò quasi tutto il cast, dando sempre maggiori responsabilità agli attori e dando sempre a ognuno un ruolo di responsabilità e di esempio di vita per tutti.

Questo progetto di coinvolge appieno o hai stai preparando anche qualcos’altro a breve? Sì, ho questo film molto bello il prossimo anno, sul figlio di Fidel Castro, Alex, che è un fotografo, un film che prevede la presenza e il ritorno in scena di Gina Lollobrigida, di Antonio Banderas e di Ivano De Cristofaro. Conto di portare anche altri attori a Cuba. Poi ho un altro film, un po’ un mio sogno nel cassetto, che è la storia di Walt Disney prima che inventasse ‘Topolino’ con gli americani. Ho anche in progetto “Il cerchio della vita” action, con Ivano De Cristofaro. Infine vorrò fare da vice vice vice nel nuovo “Terminator” di Arnold Schwarzenegger dove Ivano troverà sicuramente un suo ruolo.


periodico del 30 maggio 2011