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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

CONGIUNTURA ECONOMICA E INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2013 Sintesi del rapporto fondato sui dati del luglio 2013 Le pagine iniziali sono destinate al lettore frettoloso poiché riportano in estrema sintesi quanto dettagliatamente esposto nel completo rapporto delle pagine successive.

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Prosegue il lento e graduale cammino dall’arida valle della recessione verso la piana della ripresa; cammino sempre più affollato di segnali positivi pur con valori contenuti e non privo di qualche accidentale battuta d’arresto. Fra detti segnali vi è il clima di fiducia delle imprese -industriali, commerciali e dei servizi- che volge al positivo così come il clima di fiducia dei consumatori. Fa eccezione il clima di fiducia delle imprese di costruzione che invece registra una lieve contrazione. Segnali positivi provengono anche dall’andamento del PIL, nonostante il fondato timore che il previsto -1,4% per il 2013 e il previsto +0,7% per il 2014, debbano subire qualche limatura. Si tratta comunque di una positiva evoluzione in atto che troverebbe il suo alimento principale nel commercio con l’estero, specie con i paesi extra-UE. Nel suo complesso, la produzione industriale, dopo essersi lasciata alle spalle un 2012 caratterizzato da una serie di pesanti contrazioni, nel corrente anno ha migliorato sensibilmente le proprie posizioni (soprattutto nel primo bimestre) tuttavia segnando il passo a luglio, ma confermando il -4,0% di giugno nel quadro di una tendenza in modesta progressione. Va segnalato come la pausa di luglio nella produzione industriale vista nel suo complesso tenda a rimandare di un trimestre il punto di svolta -cioè il passaggio dalle variazioni negative a quelle positive- precedentemente previsto intorno al terzo trimestre del corrente anno. Un segnale un poco più confortante proviene dal totale del fatturato dell’industria che, sebbene si trovi a tutto luglio ancora in area negativa (-4,9%) palesa una chiara tendenza rampante. Il segno negativo è dovuto esclusivamente al fatturato sul mercato nazionale (-7,5%) ma anch’esso in tendenza ascendente, mentre il fatturato sul mercato estero si è già incamminato dall’inizio d’anno nell’area positiva conseguendo un +0,9%. Discorso analogo va ripetuto per gli ordinativi dell’industria, poiché anch’essi sono in risalita nonostante il segno negativo che avvolge sia il totale degli ordinativi (-4,6%) sia quello del mercato nazionale (con -8,6%). Inoltre si rileva come gli ordinativi dal mercato estero appaiano già ben ancorati in territorio positivo (+1,7%) Pur continuando a dibattersi nel profondo del territorio negativo, il settore delle costruzioni palesa taluni sussulti, sia pur modesti che sembrano aprire nuovi orizzonti. Infatti, pur avendo maturato nei primi sette mesi di quest’anno una contrazione del -11,8%, il mese di luglio ha fatto registrare una minore flessione pari al -10,8%, nel quadro di una scalata recentemente avviata. L’attività del commercio con l’estero può essere rappresentata nel crescente saldo che nei primi sette mesi dell’anno è giunto a superare i 18 miliardi di euro. Il che costituisce il risultato del +0,2% delle esportazioni e del -6,0% delle importazioni; risultato dovuto prevalentemente ai paesi extra-UE con un +3,2% dell’export e con un -10,0% dell’import, contro il -2,3% dell’export e il -2,4% dell’import dei Paesi UE. Trova così conferma del beneficio proveniente in netta prevalenza dai Paesi extra-Ue. I prezzi alla produzione dei prodotti industriali risentono ancora della debolezza del mercato nazionale e dei mercati internazionali; tuttavia col passare del tempo sembrano dover soffrire in misura minore grazie alle pur claudicanti prospettive. Infatti, nei primi sette mesi dell’anno detti prezzi hanno fatto registrare una flessione del -0,5% (contro il -0,9% del primo semestre), quale risultante fra il -0,9% dell’Area euro e il -0,1% dell’Area non euro. Nel mese di luglio 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività -al lordo dei tabacchi – è rimasto stabile sul + 1,2% già registrato a giugno. Questo tasso d’inflazione costituisce la risultante fra i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi di tutte le tipologie di servizi e l’accelerazione della crescita dei prezzi di gran parte delle tipologie di beni e in particolare degli energetici non regolamentati. L’andamento dell’attività industriale non ha tuttora consentito di migliorare la situazione occupazionale, tuttavia si deve prendere atto come essa non sia peggiorata in luglio avendo 1


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

confermato il tasso del 12,0% dello scorso giugno. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni purtroppo è sempre molto elevato: infatti è pari al 39,5%, in aumento di +0,4 punti percentuali rispetto a giugno e in aumento di +4,6 punti percentuali rispetto al giugno 2012. • Ma è dal settore degli investimenti pubblicitari che provengono i segnali più marcati del cammino verso l’agognata ripresa. Infatti, va segnalato anzitutto come le vistose e pesanti contrazioni a due cifre rilevate negli ultimi dodici mesi, nel mese di luglio si siano assottigliate notevolmente passando dal -16,7% di giugno al sorprendente -4,6% • Inoltre va riferito che, alla luce dei nuovi dati, le variazioni tendenziali mensili appaiono lanciate verso il territorio positivo nel quale si stima possano ben inoltrarsi nei prossimi mesi. Ne consegue pertanto che le variazioni di periodo andranno sempre più migliorando sino a raggiungere a fine d’anno un previsto -6,0% lontanissimo quindi dalle abissali contrazioni dell’ultimo anno e delle correlate stime previsive. • Si fa doverosamente osservare come detta stima previsiva del -6,0% concernente gli investimenti pubblicitari, sia pacificamente congrua con l’analoga stima previsiva del -2,9% della produzione industriale dei beni di consumo, stante la stretta correlazione fra gli andamenti dei due fattori. . • A questo punto è bene avvertire come l’ingresso in territorio positivo sia atteso non prima dell’anno prossimo per quanto concerne sia il totale degli investimenti pubblicitari sia la generalità dei media. • Inoltre è doveroso ricordare come il ritorno alla situazione ante-recessione non sarà breve, poiché bisogna recuperare complessivamente circa un terzo (33,9%) del totale investimenti del 2008, e oltre la metà dei Quotidiani, dei Periodici, del Cinema e delle Affissioni. Ciò senza trascurare ciò che deve recuperare la TV (30,9%) e la Radio (27,5%). Sin d’ora godono invece ottima salute TVSat (con +27,3%) e Internet (con +62,2%). La ragione per cui gli investimenti pubblicitari sono passati dalle ripetute contrazioni abissali a contrazioni più modeste si deve ritrovare, probabilmente, dal passaggio dal diffuso e profondo timore procurato dalle pessime prospettive congiunturali ad una risorta speranza di prospettive più confortanti. Secondo consuetudine si riportano le previsioni degli investimenti pubblicitari 2012 rispetto a quelli del 2011, formulate da Autorevoli Fonti di cui si è venuti a conoscenza. Fonti Totale TV Quotid. Period. Radio Cinema Affiss. Internet Nielsen (giu.2013) -10,8 -10,8 -21,8 -23,1 -11,5 ? -4,9 +6,3 Zenith-Optimedia (giu. 2013) UPA (gen. 2013) UPA (lug. 2013)

-12,2

-13,0

-21,7

-15,3

-15,0

?

-7,0

+2,1

-12,5 -12,5

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CONGIUNTURA ECONOMICA E INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2013 Rapporto fondato sui dati del luglio 2013 1) Scopo del lavoro Il presente rapporto mensile persegue l’obiettivo di monitorare l’andamento degli investimenti pubblicitari e di formulare previsioni riferite all’anno solare corrente. Dette previsioni vengono aggiornate mensilmente parallelamente alle preziose rilevazioni di Nielsen Media Research. Per conseguenza i dati esposti in un dato rapporto mensile – come i calcoli su di essi fondati – possono divergere in qualche misura da quelli esposti nei rapporti dei mesi precedenti. Si ricorda che i dati e i calcoli statistici sugli investimenti pubblicitari vengono previamente inquadrati in una sintetica nota sullo scenario congiunturale; nota tratta – sostanzialmente - dai dati ufficiali dell’ISTAT. Detta nota persegue il fine sia di meglio interpretare l’andamento degli investimenti pubblicitari, sia di attribuire un ragionevole fondamento alle previsioni che li riguarda. I rapporti dei mesi e degli anni precedenti sono liberamente disponibili nella sezione “Modelli di Ricerca” del sito www.marketingclub-italy.it 2) Le variazioni tendenziali % mensili e di periodo della produzione industriale. Nel mese di luglio la produzione industriale nel suo complesso segna il passo pur sempre in territorio negativo, tuttavia con l’aggravante di presentare (Tav. 1) una variazione tendenziale (-4,3%) alquanto più elevata di quella subita nel mese di giugno (-2,1%). All’arretramento citato hanno dato una mano significativa gli arretramenti dei beni intermedi, dei beni strumentali e dei beni di consumo durevoli; invece il comparto dell’energia ha migliorato la propria posizione e il comparto dei beni di consumo non durevole è rimasto invariato. Infine, il gioco delle differenti variazioni dei beni di consumo durevole e non durevole ha fatto comunque lievemente arretrare il relativo aggregato. Tav. 1 = Variazioni % mensili indici produzione industriale: lug. 2013/lug. 2012 anni-mesi lug. 2013 lug. 2012 2013/2012

beni intermedi

103,8 106,0 -2,1

beni strument.

104,7 112,1 -6,6

beni cons. durevoli

98,0 105,6 -7,2

beni cons. non durev.

105,1 108,4 -3,0

beni di consumo

104,0 108,0 -3,7

energia

103,3 108,0 -4,4

totale industria

103,7 108,4 -4,3

Va tuttavia evidenziato come l’arretramento subito dal mese di luglio di fatto abbia lasciato immutate le posizioni già acquisite nel cumulato del primo semestre, pur con le naturali differenziazioni fra comparti (Tav. 2). Infatti, nel suo complesso la produzione industriale nel gennaio-luglio, interrompendo il suo cammino in ascesa, segna il passo sul -4,0%, mentre subiscono limature i beni strumentali, i beni di consumo durevole e non durevole (con il relativo aggregato). Invece, il comparto dei beni intermedi guadagna qualche decimale mentre il comparto dell’energia rimane sulle posizioni del precedente periodo Tav.2 = Variazioni % di periodo indici produzione industriale: gen-lug. 2013/gen-lug.2012 anni-mesi g - l 2013 g -l 2012 2013/2012

beni intermedi

664,8 691,6 -3,9

beni strument.

688,3 727,4 -5,4

beni cons durevoli

621,1 662,3 -6,2

beni cons. non durev.

664,3 679,1 -2,2

beni consumo

657,6 676,5 -2,8

energia

644,8 675,6 -4,6

totale industria

666,5 694,5 -4,0

Al fine di inquadrare compiutamente la situazione in cui versa la produzione industriale per effetto della recessione che sin dal 2008 l’ha duramente colpita, si è ritenuto opportuno evidenziare il rapporto fra i dati cumulati dei primi sette mesi del 2013 con gli omologhi del 2007, cioè dell’anno precedente l’inizio recessivo. E’ il compito affidato alla Tav. 3 in cui si legge che la produzione industriale nel suo complesso si è ridotta di circa un quarto, mentre quelle dei beni di consumo durevole e dei beni intermedi si sono ridotte di circa un terzo. Hanno invece subito arretramenti minori di questi ultimi gli altri comparti: i beni strumentali che hanno anch’essi perso un quarto circa, i prodotti energetici che hanno perso circa un sesto, i beni di consumo non durevole che hanno perso circa un decimo. L’aggregato dei beni di consumo, mediando fra le variazioni dei beni durevoli e non durevoli, ha lasciato sul terreno circa un settimo della propria attività. Tav.3 = Variazioni di periodo indici produzione industriale: gen-lug. 2013/gen-lug.2007 anni-mesi g - l 2013 g - l 2007 2013/2007

beni intermedi

664,8 965,7 -31,2

beni strument.

688,3 907,3 -24,1

beni cons durevoli

621,1 934,1 -33,5

beni cons. non durev.

664,3 730,5 -9,1

beni consumo

657,6 765,3 -14,1

energia

644,8 766,0 -15,8

totale industria

666,5 871,2 -23,5

3


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Se si confrontano le variazioni della Tav. 3 con le omologhe del periodo gennaio-giugno 2013-2007 (esposte nel rapporto del mese precedente) si nota tuttavia un lieve miglioramento sia della produzione industriale complessiva, sia dei beni intermedi, dei beni di consumo non durevole (e del relativo aggregato) e dell’energia. Si nota invece un lieve peggioramento per quanto riguarda i beni strumentali e i beni di consumo durevole che, evidentemente, permangono nella sofferenza. Al fine di fornire un profilo della dinamica che ha condotto la produzione industriale dalla situazione 2007 a quella del 2013, si è ritenuto utile fornire la seguente Tav. 4 dedicata alla sola produzione dei beni di consumo (durevoli e non) considerata paradigmatica di quella degli altri comparti e della produzione industriale complessiva. Si fa notare che per mere ragioni di spazio la Tav. 4 è costretta a contenere soltanto i dati dal 2009, mentre il corrispondente Graf. 1 - che non soffre di detta limitazione - abbraccia il periodo 2007-2013. . Tav. 4 = Variazioni % mensili e di periodo della produzione di beni di consumo: 2009-2013.

mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2009 var. % var. % di mensili periodo -8,9 -8,9 -9,2 -9,1 -13,5 -10,6 -13,3 -11,3 -6,7 -10,3 -9,7 -10,2 -5,8 -9,5 -4,4 -9,1 -4,8 -8,6 -5,2 -8,2 -3,4 -7,8 -1,6 -7,3

2010 var. % var. % di mensili periodo 0,7 -5,2 -0,6 -3,1 6,5 -1,6 3,2 0,0 2,6 0,1 4,7 -0,5 4,1 -0,8 3,4 -0,4 2,8 -1,0 1,0 -1,5 -2,1 -1,6 -4,5 -1,5

2011 var. % var. % di mensili periodo -5,2 -3,3 -1,2 -5,1 1,0 -4,9 5,2 -5,9 0,7 -5,6 -3,4 -5,5 -2,4 -5,3 4,2 -5,2 -5,6 -4,5 -5,2 -4,3 -2,6 -4,4 -0,9 -4,5

2012 var. % var. % di mensili periodo -3,3 1,1 -6,7 1,0 -4,7 -1,2 -8,9 -2,4 -4,3 -2,5 -5,3 -2,6 -4,3 -2,8 -3,6 -5,2 0,6 -4,5 -2,9 -4,3 -4,7 -4,4 -5,8 -4,5

2013 var. % var. % di mensili periodo 1,1 1,1 0,9 1,0 -4,9 -1,2 -6,1 -2,4 -2,9 -2,5 -3,3 -2,6 -3,7 -2,8

GRAF. 1 = VARIAZIONI %MENSILI E DI PERIODO PRODUZIONE BENI CONSUMO: 2007-2013 10,0

VARIAZION

5,0

0,0 -5,0

-10,0

20 07 /1 20 07 /7 20 08 /1 20 08 /7 20 09 /1 20 09 /7 20 10 /1 20 10 /7 20 11 /1 20 11 /7 20 12 /1 20 12 /7 20 13 /1 20 13 /7

-15,0

MESI 2007-2013

var. %mensili var %di periodo

Nel grafico i diagrammi delle variazioni tendenziali mensili e di periodo palesano un rallentamento nel biennio 2007-2008 per poi precipitare nell’abisso del 2009, dal quale nel 2010 hanno tentato vanamente di risalire per poi ritornare flettersi negli anni seguenti. Si fa presente che il voluto riferimento alla sola produzione dei beni di consumo è spiegato dalla opportunità di indagare più dettagliatamente su detto comparto in quanto strettamente correlato all’andamento degli investimenti pubblicitari, scopo primario del presente lavoro. Ad ogni buon conto il lettore può sempre ricorrere al rapporto del mese precedente per avere una visione dettagliata anche per tutti i restanti comparti oltre che per la complessiva produzione industriale; visione qui omessa onde evitare pesanti e inutili ripetizioni.

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

4) Stime previsive 2013/2012 della produzione industriale dei beni di consumo (aggregato). Si ricorda che le stime previsive della produzione industriale dell’aggregato dei beni di consumo vengono effettuate non soltanto al fine di percepire ciò che ci attende oltre l’attuale orizzonte, ma anche per offrire un termine razionale di riferimento con l’andamento e con le stime previsive degli investimenti pubblicitari cui il presente lavoro è dedicato. Le stime previsive dei beni di consumo in questione sono calcolate seguendo il metodo delle proiezioni, metodo che tiene conto sia delle variazioni tendenziali sia delle variazioni nella distribuzione secondo mesi degli investimenti pubblicitari. Dette stime sono esposte nella seguente Tav. 5, in cui appaiono le risultanze dei calcoli effettuati sui dati disponibili in ciascuno dei primi sette mesi dell’anno. Si nota immediatamente come le stime siano state molto incoraggianti nei mesi del primo bimestre, mentre nei mesi successivi siano andate gradatamente peggiorando finendo con l’assestarsi sui valori dell’ordine del -2,9%. Ad ogni buon conto si ritiene fare cosa utile segnalare che la “variazione acquista” (cioè quella che si avrebbe se nei restanti mesi dell’anno si dovessero ripetere i valori dei corrispondenti mesi del 2012) viene calcolata nel -1,7%. Tav. 5 = Stime previsive 2013/2012 della produzione industriale dei beni di consumo (aggregato)

mesi delle previsioni consuntivo previsioni 2013 2012 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio

1.128,9 1.125,2 1.109,9 1.097,0 1.099,0 1.096,7 1.095,9

1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9

differenze indici % 20132012 2013/2012 0,0 0,0 -3,7 -0,3 -19,0 -1,7 -31,9 -2,8 -29,9 -2,6 -32,2 -2,9 -33,0 -2,9

In concreto le stime formulate a luglio non si discostano da quelle formulate nel mese di giugno, in consonanza col fatto che la situazione della produzione industriale (in generale e secondo comparti) non ha subito rilevanti cambiamenti ma soltanto una battuta d’arresto, peraltro ritenuta meramente accidentale. Tuttavia va osservato come taluni cambiamenti si siano di fatto verificati pur senza sconvolgere la situazione precedente ma comunque lasciando traccia. Detta traccia si riscontra nelle risultanze del calcolo del “punto di svolta” dell’andamento recessivo che, per i beni di consumo si sposta dalla fine del primo trimestre alla fine del secondo trimestre, mentre per il totale della produzione industriale si sposta dalla fine del secondo trimestre alla fine del quarto trimestre. Si fa presente come il calcolo del punto di svolta sia stato effettuato trattando le variazioni % di periodo con base 2010 ricavando così una funzione interpolante della quale si sono ricavate le serie dei dati interpolati. Si tratta quindi di risultanze che indicano in modo orientativo il periodo di svolta della recessione; risultanze che, ad ogni buon conto, confermano come entro il secondo semestre del corrente anno la produzione industriale – sia nel suo complesso sia nei suoi comparti - fruirà di un’inversione di tendenza nelle variazioni tendenziali. 5) L’andamento degli investimenti pubblicitari. Si tenga presente che a partire dal mese di marzo del corrente anno i dati sugli investimenti pubblicitari comprendono, oltre ai tradizionali media classici, anche quelli della TV Satellitare e di Internet. La considerazione delle due serie di dati inizia col 2008 poiché in detto anno è risultata disponibile l’intera coppia dei dati. Il mese di luglio presenta una sorpresa che giungerà certamente gradita agli operatori del settore. Infatti, alla precedente serie delle ingenti contrazioni tendenziali degli investimenti pubblicitari è subentrata una contrazione tendenziale molto contenuta e, precisamente, del – 4,6% come si può leggere nella Tav. 6. Ma la sorpresa assume maggiore smalto constatando come alcuni media presentino anche variazioni tendenziali positive; si vuol fare riferimento alla TV (+1,6%), alle Affissioni (+9,0%) ed a Internet (+5,1%). Ciò anche se non si deve ignorare il peggioramento, rispetto al mese precedente, sofferto dal Cinema (col -42,8%) e da TVSat ( col -5,6%). Tutto sommato, si tratta di dati confortanti che annunciano un significativo cambiamento dell’andamento degli investimenti pubblicitari, quale conseguenza dell’avvertito cambiamento nell’andamento e nelle prospettive della produzione industriale. Tav.6 = Variazioni % mensili degli investimenti pubblicitari: luglio 2013/ luglio 2012. mesi lug. 13 lug. 12 %(13/12)

Totale 337.258 353.381 -4,6

TV 188.137 185.191 1,6

Radio Quotidiani Periodici 27.888 41.370 25.421 30.624 50.603 33.493 -8,9 -18,2 -24,1

Affiss. 8.908 8.170 9,0

Cinema 782 1.368 -42,8

TV Sat 12.616 13.361 -5,6

Internet 32.136 30.571 5,1

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Il miglioramento delle variazioni mensili non ha mancato, ovviamente, di riversarsi sulle variazioni tendenziali del periodo gennaio-luglio. Infatti ne hanno risentito favorevolmente - sia pure in misura modesta – sia il totale degli investimenti pubblicitari col -15,7% sia la generalità dei media, fatta eccezione del Cinema che subisce un lieve peggioramento (portandosi al -26,5%) e dei Periodici che confermano il risultato del semestre precedente (-24,1%). Tav. 7= Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari: gen-lug. 2013/gen-lug. 2012 mesi Totale TV g - l. 13 3.457.421 2.084.999 g - l. 12 4.101.095 2.453.420 %(13/12) -15,7 -15,0

Radio Quotidiani Periodici 201.205 372.571 285.647 230.453 488.702 376.555 -12,7 -23,8 -24,1

Affiss. 55.005 61.303 -10,3

Cinema 12.426 16.901 -26,5

TV Sat 194.803 217.246 -10,3

Internet 250.765 256.515 -2,2

A questo punto si ritiene opportuno ricordare la situazione in cui versano gli investimenti pubblicitari a causa della regressione che dal 2008 ha maramaldeggiato sull’intera economia nazionale. A questo fine si presentano i dati della sottostante Tav. 8 in cui sono posti a confronto gli investimenti pubblicitari del periodo gennaio-luglio 2013 con gli omologhi dati del 2008 (sarebbe stato più corretto effettuare il confronto con il 2007, anno che ha preceduto la recessione; cosa non resa possibile dalla necessità di garantire l’omogeneità nel confronto dei media). Tav. 8 = Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari:gen-lug. 2013/gen-lug. 2008 mesi Totale TV g - l. 13 3.457.421 2.084.999 g - l. 08 5.227.809 3.019.156 %(13/08) -33,9 -30,9

Radio 201.205 277.430 -27,5

Quotidiani Periodici 372.571 285.647 748.583 709.440 -50,2 -59,7

Affiss. 55.005 137.983 -60,1

Cinema 12.426 27.633 -55,0

TV Sat 194.803 152.980 27,3

Internet 250.765 154.604 62,2

Gli investimenti pubblicitari nel loro complesso hanno perso oltre un terzo (-33,9%) delle posizioni di partenza, valore che media fra gli esaltanti incrementi di TVSat (+27,3%) e di Internet (+62,2%) e le contrazioni di oltre la metà degli investimenti nelle Affissioni, nei Periodici, nel Cinema e nei Quotidiani; nonché delle mortificanti amputazioni subite sia dalla TV (-30,9%) sia dalla Radio (-27,5%). A questo punto si ritiene interessante far notare che la contrazione di oltre un terzo degli investimenti pubblicitari faccia eco alla contrazione di circa un quarto (-23,5%) della produzione industriale ed a circa un settimo (-14,1%) della produzione dei beni di consumo (come esibito nella Tav. 3). Ma sul rapporto fra gli andamenti degli investimenti pubblicitari e della produzione industriale dei beni di consumo si tratterà specificamente poco più avanti. Alla Tav. 9 ed ancor meglio al Graf. 2 si affida il compito di descrivere la dinamica delle variazioni seguita dagli investimenti pubblicitari nel cammino durante il periodo della recessione: più precisamente dal 2009 al 2013. Tav. 9= Variazioni % mensili e di periodo degli investimenti pubblicitari: 2009-2013 2009 2010 2011 2012 2013 var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % mensili periodo mensili periodo mensili periodo mensili periodo mensili periodo gennaio -19,0 -19,0 4,5 4,5 0,4 0,4 -3,8 -3,8 -15,5 -15,5 febbraio -20,5 -19,8 7,7 6,2 -1,5 -0,7 -3,9 -3,9 -17,2 -16,4 marzo -17,3 -18,8 9,2 7,4 -4,2 -2,1 -7,9 -5,5 -22,4 -18,8 aprile -17,2 -18,4 5,2 6,8 1,1 -1,3 -9,8 -6,7 -18,3 -18,7 maggio -15,7 -17,8 4,3 6,2 -3,1 -1,7 -13,7 -8,3 -10,2 -16,8 giugno -15,1 -17,3 18,0 8,1 -16,1 -4,3 -7,4 -8,2 -16,5 -16,7 luglio -12,8 -16,9 13,6 8,6 -7,3 -4,6 -16,0 -8,9 -4,6 -15,7 agosto -16,6 -16,9 4,7 8,4 0,4 -4,3 -17,2 -9,4 settembre -12,3 -16,4 3,3 7,8 6,5 -3,1 -21,4 -10,9 ottobre -12,3 -15,9 4,5 7,4 0,5 -2,6 -20,5 -12,1 novembre -3,9 -14,7 8,7 7,5 -4,2 -2,8 -22,7 -13,3 dicembre -0,5 -13,6 4,7 7,3 -2,8 -2,8 -16,9 -13,6 Come si può agevolmente evincere sia dalla tabella sia dal grafico le variazioni tendenziali del 2009 scendono negli abissi, per poi tentare nell’anno successivo una risalita, decisamente vanificata e mortificata in tutto il triennio successivo. Tuttavia non si può fare a meno di osservare come nel 2013 le profonde contrazioni che hanno caratterizzato il primo trimestre, successivamente siano andate gradualmente ridimensionandosi fino a presentare la confortante sorpresa della variazione mensile di luglio (-4,6%) su cui ci si è già soffermati commentando la Tav. 6 mesi

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

GRAF.2 = VARIAZIONI %MENSILI E DI PERIODO INVESTIMENTI PUBBLICITARI:2009-2013 25,0 20,0

VARIAZION

15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 lu g13

ge n13

lu g12

ge n12

lu g11

ge n11

lu g10

ge n10

lu g09

ge n09

-25,0

mensili

MESI 2009-2013

periodo

7) Le stime previsive 2013/2012 degli investimenti pubblicitari. L’attenta osservazione delle 19 variazioni mensili degli investimenti pubblicitari per il periodo compreso fra il gennaio 2012 e il luglio 2013, ha suggerito di tentare il loro trattamento statistico al fine di accertare se dette variazioni mensili si dispongano secondo un definibile orientamento. Il suggerimento seguito nonché adeguatamente implementato ha portato ai risultati evidenziati dal seguente Graf. 3 GRAF. 3 =VARIAZIONI %MENSILI INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2012-2013 10,0

VARIAZIO

5,0 y = 0,172x2 - 3,8882x + 2,535 C.C.= 0,85

0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0

MESI 2012-2013

ot to br e

lu gl io

ap ril e

ge nn ai o

ot to br e

lu gl io

ap ril e

ge nn ai o

-25,0

var. %rilevate Poli. (var. %rilevate)

E’ così risultato come le variazioni % mensili si dispongano su una curva tracciata da una polinomiale di secondo grado (inserita nel grafico) ed avente un C.C. pari a 0,85. Il che evidenzia come nei restanti mesi del 2013 dette variazioni mensili tendano a risalire verso il territorio positivo sino ad inoltrarsi in esso nell’ultimo trimestre, giungendo persino a toccare un sorprendente + 8,3% nel mese di dicembre. Visto il confortante risultato conseguito dal trattamento delle variazioni mensili, lo si è voluto ripetere sulle variazioni % di periodo rilevate nel medesimo arco di tempo precedentemente considerato: cioè i 19 mesi compresi fra il gennaio 2012 e il luglio 2013. Il risultato dell’operazione è visualizzato nella seguente Tav. 10 e nel corrispondente Graf. 4 dai quali appare chiaramente come le variazioni di periodo stiano risalendo rapidamente il territorio negativo (seguendo il cammino tracciato da una polinomiale di 3°, avente un C.C. pari a 0,99), lasciandosi pertanto alle spalle la ripida discesa percorsa nei mesi precedenti per approdare infine nel dicembre prossimo al – 6,0%. Si tratta quindi di una stima previsiva che acquista notevole importanza, poiché allontana finalmente l’inquietante spettro delle abissali variazioni registrate nel primo semestre e che a marzo erano precipitate a quota – 18,8% e che avevano inciso sulle pesantissime contestuali stime previsive.

7


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Infine si fa notare la congruità fra la stima previsiva degli investimenti pubblicitari (-6,0%) e la stima previsiva della produzione dei beni di consumo (-2,9%). Tav. 10 = Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari 2012-2013: dati rilevati e calcolati. Mesi 2012 e 2013

Variaz. % di periodo rilevate

calcolate

gennaio

-3,8

-4,3

febbraio

-3,9

-4,6

marzo

-5,5

-5,2

aprile

-6,7

-5,9

maggio

-8,3

-6,8

giugno

-8,2

-7,9

luglio

-8,9

-9,0

agosto

-9,4

-10,2

settembre

-10,9

-11,4

ottobre

-12,1

-12,6

novembre

-13,3

-13,7

dicembre

-13,6

-14,7

gennaio

-15,5

-15,6

febbraio

-16,4

-16,3

marzo

-18,8

-16,8

aprile

-18,7

-17,1

maggio

-16,8

-17,1

giugno

-16,7

-16,8

luglio

-15,7

-16,1

agosto

-15,0

settembre

-13,5

ottobre

-11,5

novembre

-9,0

dicembre

-6,0

Va inoltre segnalato come la “variazione acquisita” sia pari a -9,7% (cioè nell’ipotesi che gli investimenti pubblicitari degli ultimi cinque mesi 2013 siano della stessa entità di quelli degli ultimi cinque mesi del 2012) GRAF. 4 = VARIAZIONI %DI PERIODO INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2012-2013: DATI RILEVATI E CALCOLATI 0,0 -2,0 -6,0 -8,0

y = 0,0062x3 - 0,1567x2 + 0,1169x - 4,2605 C.C.= 0,99

-10,0 -12,0 -14,0 -16,0 -18,0

MESI 2012-2013

lu se gli tt o em br no e ve m br e

-20,0

ge nn ai o m ar zo m ag gi o lu se glio tt em br no e ve m br e ge nn ai o m ar zo m ag gi o

VARIAZIO

-4,0

rilevate Poli. (rilevate)

8


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Si chiude il presente capitolo mettendo in evidenza il radicale mutamento del rapporto fra le variazioni % della produzione industriale dei beni di consumo e le variazioni % degli investimenti pubblicitari. Infatti sino al 2011 detto rapporto era rappresentato da una polinomiale di 3° grado con elevato coefficiente di correlazione (0.91), come messo in luce dal seguente Graf. 5. GRAF.5 = VARIAZIONI %DI PERIODO PRODUZIONE BENI CONSUMO & INVESTIMENTI PUBBLICITARI: 2006-2011 20,0

VARIAZIONI PUBBL

15,0 10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0

y = -0,0132x3 - 0,3639x2 + 0,1527x + 5,9476 C.C.= 0,91

-20,0 -25,0 -12,0

-10,0

-8,0

-6,0

-4,0

-2,0

0,0

2,0

4,0

6,0

8,0

pubbllicità

VARIAZIONI PRODUZIONE BENI CONSUMO

Poli. (pubbllicità)

Si tratta di un rapporto ormai classico, nel senso che lo si è costantemente accertato sin dall’inizio della disponibilità della coppia dei dati in questioni (inizi degli anni ‘90). Il Graf. 5, come sottolineato nelle analisi passate, mette in evidenza come le variazioni % degli investimenti pubblicitari siano di entità maggiore delle corrispondenti variazioni della produzione dei beni di consumo quando queste ultime si trovano in area negativa, mentre sono di entità minore quando le corrispondenti variazioni della produzione dei beni di consumo si trovano in area positiva. Il che sta a significare che le imprese industriali tagliano gli investimenti pubblicitari in misura più che proporzionale all’entità delle contrazioni del business, mentre incrementano gli investimenti pubblicitari in misura meno che proporzionale agli incrementi del business. Ma dal 2012 il rapporto fra e variazioni % di periodo della produzione dei beni di consumo e quelle degli investimenti pubblicitari si è vanificato per la divaricazione degli andamenti delle due variabili come ben evidenziato dal Graf. 6. In esso si riscontra, secondo quanto appena accennato, come le variazioni % di periodo degli investimenti pubblicitari siano andate precipitando a valle mentre quelle della produzione dei beni di consumo sono andate evolvendosi su una linea sostanzialmente orizzontale. Ciò si spiega col fatto che le imprese industriali, a causa della forte recessione ormai giunta al sesto anno, hanno praticato ingenti tagli agli investimenti pubblicitari, probabilmente in funzione delle temute contrazioni future della produzione. GRAF. 6 = VARIAZIONI %DI PERIODO PRODUZIONE BENI CONSUMO & INVESTIMENTI PUBBLICITARI: 2012-2013 5,0

-5,0 -10,0 -15,0

MESI 2012-2013

lu g13

m ag -1 3

m ar -1 3

ge n13

no v12

se t12

lu g12

m ag -1 2

m ar -1 2

-20,0

ge n12

VARIAZION

0,0

beni consumo pubbllicità

9


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

7) LO SCENARIO ECONOMICO-CONGIUNTURALE: I DATI ISTAT -Conti economici trimestrali (2° trimestre 2013) Nel secondo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito del - 0,3% rispetto al trimestre precedente e del -2,1% nei confronti del secondo trimestre del 2012. La stima preliminare diffusa il 6 agosto 2013 scorso aveva rilevato una diminuzione congiunturale del - 0,2% e una diminuzione tendenziale del -2,0%. Il secondo trimestre del 2013 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al secondo trimestre del 2012. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,8%. Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna (consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi) sono diminuiti entrambi del -0,3%, mentre le esportazioni sono aumentate del +1,2%. Le importazioni hanno registrato una flessione del - 0,3%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto -0,3 punti percentuali alla crescita del PIL. Il contributo dei consumi delle famiglie è stato di -0,3 punti percentuali, mentre quello degli investimenti fissi lordi e della spesa della Pubblica Amministrazione è stato nullo. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente per -0,4 punti percentuali alla variazione del PIL, mentre l’apporto della domanda estera netta è stato positivo per +0,4 punti percentuali. Il valore aggiunto ha registrato variazioni congiunturali negative del -2,2% nell’agricoltura, del -0,9% nelle costruzioni, del - 0,3% nei servizi e del - 0,1% nell’industria in senso stretto. In termini tendenziali, è diminuito del -6,9% nelle costruzioni, del 2,6% nell’agricoltura, del -2,5% nell’industria in senso stretto e del -1,2% nei servizi Nel secondo trimestre, il PIL è cresciuto in termini congiunturali dello +0,7% in Germania e nel Regno Unito, del + 0,6% negli Stati Uniti e in Giappone e del + 0,5% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del +1,6% negli Stati Uniti, del +1,5% nel Regno Unito, del + 0,9% in Giappone, del +0,5% in Germania e del + 0,3% in Francia. Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro è aumentato del + 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito del -0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2012. - Produzione industriale (luglio 2013) A luglio 2013 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito del - 1,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato una flessione del - 0,5% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2013 l’indice è diminuito in termini tendenziali del -4,3% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2012). Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è scesa del -4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A luglio 2013 l’indice destagionalizzato registra una variazione congiunturale positiva nel solo comparto dell’energia (+1,7%). Segnano invece variazioni negative i raggruppamenti dei beni strumentali (-3,1%), dei beni intermedi (-1,1%) e, in misura minore, dei beni di consumo (-0,3%). Nell'ambito della manifattura, gli unici incrementi congiunturali si sono registrati per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i raggruppamenti principali di industrie. Calano in modo significativo l’energia (-7,1%) e i beni strumentali (-6,6%), mentre registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,7%) e i beni intermedi (-2,1%). Per quanto riguarda le dinamiche tendenziali dei settori di attività economica, a luglio 2013 l’unico comparto in crescita è quello delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per i settori dell’industria del legno, della carta e stampa (-11,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,6%) nonché della fabbricazione di mezzi di trasporto (-8,4%). % (lug. 2013/ %(gen-lug. 2013/ COMPARTI lug. 2012) gen-lug.2012) Beni di consumo -3,7 -2,8 Durevoli -7,2 -6,2 -non durevoli -3,0 -2,2 Beni strumentali -6,6 -5,4 Beni intermedi -2,1 -3,6 Energia -7,1 -5,0 IN COMPLESSO -4,5 -4,0 Comparti con variazioni % positive (gen-lug.2013/gen-lug.2012). Fabbricazione di computer, di prodotti elettronici, ottici, apparecchi elettromedicali (+2,2%); Produzione prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+1,4%); Comparti con variazioni % negative ma migliori del rapporto tendenziale: -4,0% (gen-lug.2013/genlug.2012): Fornitura di energia elettrica, gas, vapore, aria (-4,1%); Fabbricazione prodotti chimici (-2,9%); Industrie tessili, abbigliamento, pelli, accessori (-2,9%); Fabbricazione apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche -1,4%); Industrie alimentari bevande e tabacco (-0,8%).

10


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Comparti con variazioni negative ma peggiori del rapporto tendenziale: -4,0(gen-lug.2013/gen-lug.2012): Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-12,1%); Attività estrattiva (-9,9%); Fabbricazione articoli di gomma e materia plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,1%); Fabbricazione mezzi di trasporto (-6,7%); Industria del legno, della carta e stampa (-6,6%); Fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,1%); Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione macchine ed attrezzature (-5,1%); Metallurgia e fabbricazione prodotti in metallo (-4,4%); Attività manifatturiere (-4,0%). - Produzione nelle costruzioni (giugno-luglio 2013) A luglio 2013 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a giugno 2013, del 2,0%. Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto al trimestre precedente. L’indice corretto per gli effetti di calendario a luglio 2013 è diminuito in termini tendenziali del 10,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2012). Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione si è ridotta dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A luglio 2013 l'indice grezzo ha segnato un calo tendenziale del 7,6% rispetto allo stesso mese del 2012. Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è diminuita dell’11,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. -Fatturato ed ordinativi dell’industria (luglio 2013). Nel mese di luglio, il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del - 3,6%, con un calo del -5,0% sul mercato interno e del - 0,8% su quello estero. Nel periodo gennaio-luglio il fatturato del mercato interno segna un consistente -7,5% mentre il mercato estero presenta un incremento del +0,9% Nel confronto con il mese di luglio 2012, l’indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del -2,2% che porta al -4,6% la variazione del periodo gennaio-luglio. Gli ordinativi del mercato interno segnano consistenti variazioni negative mentre gli ordinativi del mercato estero presenta confortanti, anche se modeste, variazioni positive. Fatturato e ordinativi dell’industria (dati corretti effetti calendario, luglio 2013;

%(lug.2013/lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

Fatturato totale

-3,6

-4,9

-interno

-5,0

-7,5

-estero

-0,8

+0,9

Ordinativi totali (*)

-2,2

-4,6

-interno

-5,4

-8,5

estero

+1,8

+1,3

(*) gli ordinativi sono riferiti ai dati grezzi

Il comparto dell’energia è quello maggiormente colpito dalle variazioni tendenziali negative mensili e di periodo; seguono i comparti dei beni di consumo durevole, dei beni strumentali e dei beni intermedi a livello delle variazioni di periodo. Il comparto dei beni di consumo non durevole, pur colpito da una elevata contrazione mensile presenta la minore contrazione di periodo. -Fatturato dell’industria secondo comparti (dati corretti effetto calendario).

%(lug.2013/lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

Beni di consumo

-3,6

-1,8

- durevoli

-1,5

-2,2

-non durevoli

-4,0

-1,6

Beni strumentali

-0,9

-4,5

Beni intermedi

-2,8

-4,7

Energia

-14,0

-15,5

Totale

-3,6

-4,9

Comparti

-Fatturato dei servizi (2° trimestre 2013) Nel secondo trimestre del 2013 l’indice del fatturato dei servizi registra una diminuzione del -2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto al secondo trimestre del 2012 l’indice del fatturato diminuisce su base tendenziale in tutti i settori; in particolare: servizi di informazione e comunicazione (-7,1%), commercio all’ingrosso, commercio e

11


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

riparazione di autoveicoli e motocicli (-2,3%), servizi di alloggio e di ristorazione (-1,8%) e servizi di trasporto e magazzinaggio (-0,2%). Tuttavia deve essere tenuto presente che le variazioni tendenziali di periodo, sia in generale sia nella generalità dei comparti, palesano un evidente miglioramento pur mantenendosi in territorio negativo. Infatti, dai primi tre mesi all’intero semestre l’indice generale passa da -4,9% a -3,6%; il commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli passa da -5,7% a -3,9%; i trasporti e il magazzinaggio passa da -0,6% a -0,4%; i servizi di alloggio e ristorazione passano da -6,1% a -3,7%; il commercio all’ingrosso passa da -4,9% a -3,6%. L’unico comparto che invece palesa un peggioramento è quello dei servizi di informazione e comunicazione che passa da un -5,7% a un -6,4%. - Prezzi alla produzione dei prodotti industriali (luglio 2013). Nel mese di luglio 2013 l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,9% nei confronti di luglio 2012. I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno crescono dello 0,1% rispetto a giugno mentre diminuiscono dell’1,0% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico si registra una flessione dello 0,1% sul mese precedente e un incremento tendenziale dello 0,3%. I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano una variazione nulla sul mese precedente (-0,1% per l’area euro e +0,1% per l’area non euro). In termini tendenziali si registra una diminuzione dello 0,6% (-1,0% per l’area euro e -0,2% per quella non euro). Variazione tendenziali degli indici dei prezzi secondo mercati Mercati TOTALE Mercato interno Mercato estero Area euro Area non euro

%(lug. 2013/ lug. 2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug2012

-0,9 -1,0 -0,6 -1,0 -0,2

-0,5 -0,4 -0,4 -0,9 -0,1

In termini di contributi settoriali alla dinamica tendenziale dell’indice generale, per il mercato interno quello più rilevante deriva dal comparto energetico (-1,3 punti percentuali). Sul mercato estero i contributi più ampi provengono dai beni intermedi per l’area euro (-0,8 punti percentuali) e dall’energia per quella non euro (-0,3 punti percentuali). I settori di attività economica per i quali si rileva la diminuzione tendenziale più marcata dei prezzi sono quello della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine ed impianti) (-1,8% per il mercato interno) e quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-1,8% per il mercato interno e -7,1% per quello estero). Indici dei prezzi dei prodotti industriali secondo mercati e raggruppamenti merceologici Raggruppamenti Beni di consumo - durevoli -non durevoli Beni strumentali Beni intermedi Energia Totale

MERCATO INTERNO %(lug. 2013/ lug. 2012)

1,1

%(lug. 2013/ lug. 2012)

AREA NON EURO %(lug. 2013/ lug. 2012)

0,6

0,3

AREA EURO

-0,2 1,4 0,7 -0,4 -4,0 -1,0

-1,3 1,4 -0,9 -1,9 -5,4 -1,0

-2,2 1,1 0,6 -0,2 -7,7 -0,2

- Commercio con l’estero (luglio 2013). Rispetto al mese precedente, a luglio 2013 si registra una diminuzione dell’export (-2,3%) e un aumento dell’import (+0,4%). La diminuzione congiunturale delle esportazioni è determinata da una flessione delle vendite sia verso i paesi Ue (-2,5%) sia verso quelli extra Ue (-2,0%). Sono in forte diminuzione le esportazioni di beni di consumo durevoli (-6,0%), beni strumentali (-4,4%) e beni di consumo non durevoli (-3,3%). L’aumento congiunturale dell’import è la sintesi di un aumento degli acquisti dai paesi extra Ue (+1,6%) e di una diminuzione da quelli dall'area Ue (-0,6%). Sono in crescita i prodotti energetici (+3,5%), i beni di consumo non durevoli (+1,6%) e i beni di consumo durevoli (+0,8%). Rispetto al trimestre precedente, nel periodo maggio-luglio 2013, le esportazioni sono in crescita (+0,9%) mentre l’import è in lieve diminuzione (-0,2%). Rispetto allo stesso mese del 2012, l’aumento dell’export (+3,0%) e la flessione dell’import (-0,3%) sono più marcate per l’area extra Ue, che registra un aumento delle vendite del 3,5% e una flessione degli acquisti dell'1,9%. Al netto delle differenze nei giorni lavorati (23 a luglio 2013 contro i 22 a luglio 2012), la variazione tendenziale dell’export e dell’import risultano entrambe in diminuzione (rispettivamente -1,6% e -4,1%). A luglio 2013 il saldo commerciale (+5,9 miliardi) è più ampio di quello conseguito a luglio 2012 (+4,7 miliardi). L’avanzo complessivo è la somma dei surplus conseguiti sia con i paesi Ue (+3,1 miliardi) sia con quelli extra Ue (+2.8 miliardi). Al netto dell’energia, la bilancia risulta in attivo per 11,0 miliardi.

12


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Nei primi sette mesi del 2013 si rileva un contenuto aumento tendenziale per l’export (+0,2%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-6,0%). Il saldo positivo del periodo raggiunge i 18,2 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, supera i 50 miliardi. -Variazioni % tendenziali (dati grezzi) TOTALE

PAESI UE

PAESI EXTRA UE

TOTALE

%(lug.2013/ lug.2012)

PAESI EXTRA UE %(lug.2013/ lug.2012)

%(lug.2013/ lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

2,6 1,1 3.152

3,5 -1,9 2.796

3,0 -0,3 5.948

-2,3 -2,4 7.739

3,2 -10,0 10.497

0,2 -6,0 18.237

PAESI UE

VOCI EXPORT IMPORT SALDI (mil.€)

A luglio l’aumento tendenziale dell’export è particolarmente accentuato verso Cina (+23,4%) e Belgio (+19,3%). Rilevante è l’aumento delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi e altro (+12,5%) e di articoli in pelle, escluso abbigliamento (+11,8%). Sono in forte diminuzione le importazioni da paesi OPEC (-27,9%) e gli acquisti di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (esclusi petrolio e gas) (-33,1%). Variazioni % tendenziali secondo tipologia dei ben (dati grezzi). COMPARTI Beni di consumo - durevoli -non durevoli Beni strumentali Beni intermedi Energia TOTALE Totale al netto dell’energia

EXPORT

IMPORT

%(lug.2013/ lug.2012)

%(lug.2013/ lug.2012)

7,6

7,4 4,8 8,3

4,5 -0,3 -13,6 3,0 3,8

SALDI (mil.€) %(lug.2013/ lug.2012)

-1,0 8,4 -4,1 -4,1 -0,3 --0,3

2.899 1.374 1.524 6.255 1.775 -4.980 10.928

-0,3

5.948

EXPORT

IMPORT

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

%(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

6,4

1,2

SALDI (mil.€) %(gen-lug.2013/ gen-lug.2012)

1,3 -3,3 -18,0 1,2

-7,2 -4,6 -15,2 -3,4

13.160 7.697 5.463 32.428 5.028 -32.379 50.616

0,2

-6,0

18.237

1,4 7.7

-9,9 2,7

- Prezzi al consumo (agosto 2013) Nel mese di agosto 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta del + 0,4% su base mensile e resta stabile al +1,2% su base annua (la stima provvisoria era +1,1%). La stabilità dell’inflazione è la sintesi di spinte di segno opposto: da un lato, i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e dei Beni alimentari non lavorati, dall’altro l’accelerazione della crescita annua dei prezzi dei servizi, in particolare di quelli relativi ai Trasporti. Il rialzo mensile dell’indice generale è in gran parte dovuto agli aumenti dei prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti (+4,1%), sui quali incidono fattori stagionali, e dei Beni energetici non regolamentati (+1,0%). Sempre per cause stagionali risultano invece in calo i prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,2%), soprattutto dei Vegetali freschi (-6,3%) nonchè della Frutta fresca (-2,1%). L’inflazione acquisita per il 2013 sale al + 1,4% dall’1,2% di luglio. Ad agosto l’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si porta al +1,2% (dal +1,1% nel mese precedente). Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo resta stazionaria al +1,3%. Rispetto ad agosto 2012, il tasso di crescita dei prezzi dei beni scende al + 0,8%, dal + 1,1% di luglio, mentre quello dei prezzi dei servizi sale al +1,6% (era +1,3% nel mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di sei decimi di punto percentuale rispetto a luglio 2013. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori non variano in termini congiunturali e crescono del +1,7% su base annua, in rallentamento di tre decimi di punto percentuale rispetto a luglio (+2,0%). Variazioni % degli indici dei prezzi superiori alla media (+1,2%) Istruzione (+3,0); Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,7); Trasporti (+1,8%); Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,5%). Variazioni % degli indici dei prezzi inferiori alla media (+1,2%) Bevande alcoliche e tabacchi (+1,1%); Mobili, articoli e servizi per la casa (+1,0%); Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%); Abbigliamento e calzature (+0,6%); Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,5%); Servizi sanitari e spese per la salute (+0,4%); Altri beni e servizi (+0,8%). Variazioni % negative degli indici dei prezzi : Comunicazioni (-4,5%)

13


Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

TASSI INFLAZIONE 2008-2013 5,0

TASS

4,0 3,0 2,0 1,0 0,0

ap r0 ag 8 o08 di c0 ap 8 r0 ag 9 o09 di c0 ap 9 r1 ag 0 o10 di c1 ap 0 r1 ag 1 o11 di c1 ap 1 r1 ag 2 o12 di c1 ap 2 r1 ag 3 o13

-1,0

MESI 2008-2012

- Commercio al dettaglio (giugno 2013) A giugno 2013 l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) diminuisce dello -0,2% rispetto al mese di maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno 2013 l’indice registra una diminuzione dello -0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto con maggio 2013, diminuiscono dello 0,2% sia le vendite di prodotti alimentari sia quelle di prodotti non alimentari. Rispetto a giugno 2012, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione del -3,0%, sintesi di diminuzioni pari al -2,9% per le vendite di prodotti alimentari e al -3,1% per quelle di prodotti non alimentari. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di giugno 2012, un calo sia per la grande distribuzione (-2,3%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,6%). Nel confronto con il primo semestre del 2012, le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione del - 1,8% e quelle di prodotti non alimentari del -3,5%, per una diminuzione complessiva del -3,0%. Forma distributiva ALIMENTARI Grande Distribuzione Piccola Distribuzione NON ALIMENTARI Grande Distribuzione Piccola Distribuzione TOTALE

%(giu.13/giu.12) -2,9 -2,3 -4,5 -3,1 -2,4 -3,4 -3,0

%(gen-giu 13/gen-giu.12) -1,8 -1,0 -4,1 -3,5 -2,7 -4,0 -3,0

Vi è da segnalare che le variazioni tendenziali cumulate sia del “totale” sia dei “prodotti non alimentari” mettono in evidenza un peggioramento nel primo trimestre ed un miglioramento nel secondo trimestre. Cosa questa che non si constata per i prodotti alimentari che –pur attraverso oscillazioni- si mantengono sullo stesso livello con cui si chiude il semestre. Variazioni % semestrali superiori alla media (-3,0). Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-5,1%); Cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,6%); Mobili, articoli tessili, arredamento (-4,5%); Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4,4%); Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,2%); Abbigliamento e pellicceria (-3.8%); Calzature, articoli di cuoio e da viaggio (-3,5%); Prodotti farmaceutici (3,4%); Generi casalinghi durevoli e non durevoli (-3,2%); Altri prodotti (-3,9%). Variazioni % semestrali inferiori alla media (-3,0) Utensileria per la casa e ferramenta (-2,5%); Prodotti di profumeria, cura della persona (-2,0%);Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (-1,2%). - Occupati e disoccupati (luglio 2013) . A luglio 2013 gli occupati sono 22 milioni 509 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione del - 1,9% su base annua (-433 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,9%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di -1,0 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 76 mila, diminuisce del - 0,3% rispetto al mese precedente (-10 mila) ma aumenta del +11,8% su base annua (+325 mila). Il tasso di disoccupazione si attesta al 12,0%, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di +1,3 punti percentuali nei dodici mesi. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 39,5%, in aumento di +0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di +4,3 punti nel confronto tendenziale.

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente (-12 mila unità) ma aumenta dello 0,3% rispetto a dodici mesi prima (+36 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, invariato in termini congiunturali e in aumento di 0,2 punti su base annua. TASSI DISOCCUPAZIONE TOTALE E GIOVANILE(15-24 ANN) : 2004-2013 45,0 40,0 35,0

TASSI

30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 20 04 20 /1 04 / 20 7 05 20 /1 05 / 20 7 06 20 /1 06 / 20 7 07 20 /1 07 / 20 7 08 20 /1 08 / 20 7 09 20 /1 09 / 20 7 10 20 /1 10 / 20 7 11 20 /1 11 / 20 7 12 20 /1 12 / 20 7 13 20 /1 13 /7

0,0

MESI 2004-2013

Totale 15-24 anni

- Ore lavorate nelle imprese dell’industria e dei servizi (2° trimestre 2013) Nel secondo trimestre 2013 le ore lavorate per dipendente aumentano, in termini destagionalizzati, dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Nell’industria le ore mostrano un incremento congiunturale del + 0,7%. Si osservano variazioni positive sia nell’industria in senso stretto che nel settore delle costruzioni, rispettivamente del + 0,6% e del +1,6%. Nei servizi, l’aumento congiunturale delle ore lavorate è del + 0,3%. L’aumento più ampio si registra nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,8%), mentre la riduzione più marcata si osserva nei servizi di informazione e comunicazione (-0,6%). Rispetto allo stesso trimestre del 2012, le ore lavorate per dipendente, corrette per gli effetti di calendario, mostrano una diminuzione del - 0,3%. Nell’industria le ore corrette per gli effetti di calendario mostrano un incremento tendenziale nella misura del + 0,1%, sintesi dell’aumento del + 0,3% nell’industria in senso stretto e della diminuzione del -1,9% nel settore delle costruzioni. Nei servizi, sempre al netto degli effetti di calendario, le ore diminuiscono del - 0,5%. La riduzione più marcata si registra nei servizi di alloggio e ristorazione (-2,6%). L’aumento più ampio è, anche in questo caso, quello nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,5%). L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 39,6 ore ogni mille ore lavorate, con un aumento, rispetto al secondo trimestre 2012, di 0,8 ore ogni mille. L’incidenza scende a 68,0 ore ogni mille ore nell’industria e sale a 15,2 ore nei servizi. -Ore lavorate per dipendente nelle imprese con oltre 10 dipendenti Variazioni % SETTORI 2° trim 2013/2° trim 2012 Industria 0,1 Servizi -0,5 Totale -0,3 - Ore di CIG nelle imprese con oltre 10 dipendenti (rapporto per ogni 1000 lavorate) (2°trim 2013 - 2°trim SETTORI 2° trim. 2013 2012) Industria 68,0 -0,5 Industria in senso stretto 67,8 -2,0 Costruzioni 69,9 +8,9 Servizi 15,2 +1,4 Totale 39,6 +0,8

- Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese (giugno 2013). A giugno 2013 l’indice destagionalizzato dell’occupazione nelle grandi imprese diminuisce, rispetto a maggio, dello -0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e del -0,3% al netto degli occupati in Cig. Nel confronto con

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

giugno 2012 l’indice grezzo dell’occupazione nelle grandi imprese diminuisce del - 1,4% al lordo dei dipendenti in Cig e del -1,3% al netto. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto di quelli in Cig) aumenta, rispetto a giugno 2012, del + 0,6%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 34,1 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 2,9 ore ogni mille rispetto a giugno 2012. A giugno la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra una diminuzione del -2,7% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l’indice grezzo aumenta del + 1,6%.Rispetto a giugno 2012 la retribuzione lorda e il costo del lavoro per dipendente (al netto di quelli in Cig) registrano rispettivamente una riduzione del -1,7% e del -1,3%. Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, del + 2,5%. Occupazione alle dipendenze della Grandi Imprese (al netto CIG, dati grezzi, giugno 2013) Settori %(giu. 2013/giu.2012 %(gen-giu./2013/gen-giu.2012) Industria -1,3 -1,8 Servizi -1,3 -1,3 Totale -1,3 -1,4

- Contrattti collettivi e retribuzione contrattuali (luglio 2013) Alla fine di luglio 2013 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 47,3% degli occupati dipendenti e corrispondono al 45,8% del monte retributivo osservato. Nel mese di luglio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell'1,5% nei confronti di luglio 2012. Complessivamente, nei primi sette mesi del 2013, la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Con riferimento ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.I settori che a luglio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (4,4%); agricoltura (3,2%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%). Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di luglio sono stati recepiti due accordi e ne sono scaduti due. Alla fine di luglio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 52,7% nel totale dell’economia e del 38,9% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 25,8 mesi per l’insieme dei dipendenti e di 13,0 mesi per quelli del settore privato. Retribuzioni contrattuali :Variazioni % Retribuzioni

%(lug.2013/lug.2012)

Retribuzioni orarie Retribuzioni per dipendente

1,5 1,5

%(gen.lug.-2013/ gen-lug.2012) 1,4 1,5

-Retribuzioni di fatto e costo del lavoro (2° trimestre 2013) Nel secondo trimestre 2013 l’indice destagionalizzato delle retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula), al netto della cassa integrazione guadagni (cig), registra, nel complesso dell’industria e dei servizi, un incremento congiunturale del + 0,6%; l’aumento è del + 0,9% nell’industria e del + 0,3% nei servizi. La crescita rispetto al secondo trimestre del 2012, misurata sull’indice grezzo, è pari al +2,1%. L’indice destagionalizzato degli oneri sociali aumenta del + 0,8% rispetto al trimestre precedente. L’indice grezzo cresce del +3,0% rispetto allo stesso trimestre del 2012. L’indice del costo del lavoro segna un aumento congiunturale del + 0,7%. In termini tendenziali, la crescita dell’indice grezzo è pari al +2,4%. Nel confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente, l’incremento delle retribuzioni è del +2,7% nell’industria e del +1,6% nei servizi. All’interno dell’industria la crescita tendenziale più marcata delle retribuzioni si registra nel settore dell’estrazione di minerali da cave e miniere (+4,4%). Nei servizi, l’aumento maggiore si rileva nel settore delle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+4,7%). Variazioni % tendenziali: retribuzioni di fatto, oneri sociali, costo del lavoro (2°trim.2013) SETTORI Industria Servizi Totale

Retribuzioni 2,7 1,6 2,1

Oneri sociali 3,8 2,6 3,0

Costo del lavoro 3,1 1,9 2,4

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

IL CLIMA DI FIDUCIA - Clima di fiducia delle imprese (agosto 2013) L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator) espresso in base 2005=100, sale da 79,8 di luglio a 82,2 di agosto. L’andamento dell'indice complessivo rispecchia il miglioramento della fiducia delle imprese della manifattura e, con maggiore intensita', dei servizi di mercato e del commercio al dettaglio; risulta invece in lieve calo la fiducia delle imprese di costruzione. L’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere aumenta, passando da 91,8 di luglio a 92,9. I giudizi sugli ordini migliorano (da -37 a -32), mentre le attese di produzione peggiorano lievemente (da 0 a -1); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da 0 a 1. L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento dell’indice nei beni intermedi (da 91,1 a 93,8) e un peggioramento nei beni di consumo (da 92,8 a 92,4) e nei beni strumentali (da 92,4 a 91,4). L’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende lievemente da 76,5 di luglio a 76,1. Le attese sull’occupazione migliorano (il saldo migliora da -20 a -18) mentre i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione rimangono stabili (a -52). L’indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi sale in misura sendibile, da 75,7 di luglio a 79,7. Crescono sensibilmente i giudizi sugli ordini (da -27 a -19 il saldo), mentre si contraggono le relative attese (da -11 a -13); migliorano le attese sull’andamento dell’economia in generale (da -44 a - 38). Anche nel commercio al dettaglio l’indice del clima di fiducia mostra un marcato aumento, da 82,7 di luglio a 85,9. L’indice aumenta sensibilmente nella grande distribuzione (da 73,3 a 80,6) e, in misura inferiore, nella distribuzione tradizionale (da 91,0 a 92,7). - La fiducia dei consumatori (agosto 2013) Il clima di fiducia dei consumatori in base 2005=100 aumenta, ad agosto, a 98,3 da 97,4 del mese di luglio.Migliorano sia il quadro personale (da 98,7 a 98,9) sia, soprattutto, quello economico (da 94,8 a 97,6). Anche le componenti che si riferiscono al quadro corrente e a quello futuro sono improntate al miglioramento: i rispettivi indici salgono da 96,1 a 96,9 e da 99,7 a 101,0. Migliorano sia i giudizi che le previsioni sulla situazione economica del Paese: i relativi saldi aumentano passando da -127 a -118 e da -11 a -7. Quanto alle attese sulla disoccupazione, si rileva un relativo peggioramento delle aspettative (il saldo passa da 68 a 72). Le valutazioni sulla situazione economica della famiglia peggiorano (il saldo dei giudizi passa da -62 a 67), mentre per le attese si registra un leggero miglioramento (da -16 a -15 il saldo). Per i giudizi sul bilancio familiare il saldo diminuisce da -16 a -17. Il saldo sulle opportunità attuali di risparmio registra un calo (da 134 a 121), mentre aumenta quello sulle possibilità future di risparmiare (da -51 a -44). Le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli migliorano, con il saldo che passa da -102 a -90. Il saldo dei giudizi sull’evoluzione recente dei prezzi al consumo è in aumento (da 49 a 51). Le valutazioni sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi indicano un aumento della dinamica inflazionistica (il saldo passa da -13 a -1). A livello territoriale, la fiducia migliora nel Nord-ovest, nel Nord-est e al Centro; peggiora nel Mezzogiorno.

8) APPENDICE DI DOCUMENTAZIONE: indici della produzione dei beni di consumo e investimenti pubblicitari Tav. A = Indici mensili della produzione industriale dei beni di consumo: 2007-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2007 98,9 109,0 116,4 100,8 113,8 108,9 117,5 71,1 116,1 119,1 115,5 96,1

2008 101,2 109,5 115,0 103,8 111,6 113,6 117,9 68,2 111,3 114,4 111,6 93,9

2009 92,2 99,4 99,5 90,0 104,1 102,6 111,1 65,2 106,0 108,5 107,8 92,4

2010 92,8 98,8 106,0 92,9 106,8 107,4 115,6 67,4 109,0 109,6 105,5 88,2

2011 88,0 97,6 107,1 97,7 107,5 103,8 112,8 70,2 102,9 103,9 102,8 87,4

2012 85,1 91,1 102,1 89,0 102,9 98,3 108,0 67,7 103,5 100,9 98,0 82,3

2013 86,0 91,9 97,1 83,6 99,9 95,1 104,0

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Rapporto del 20 settembre 2013, sui dati del luglio 2013

Tav. B = Indici cumulati della produzione industriale dei beni di consumo: 2007-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2007 98,9 207,9 324,3 425,1 538,9 647,8 765,3 836,4 952,5 1.071,6 1.187,1 1.283,2

2008 101,2 210,7 325,7 429,5 541,1 654,7 772,6 840,8 952,1 1.066,5 1.178,1 1.272,0

2009 92,2 191,6 291,1 381,1 485,2 587,8 698,9 764,1 870,1 978,6 1.086,4 1.178,8

2010 92,8 191,6 297,6 390,5 497,3 604,7 720,3 787,7 896,7 1.006,3 1.111,8 1.200,0

2011 88,0 185,6 292,7 390,4 497,9 601,7 714,5 784,7 887,6 991,5 1.094,3 1.181,7

2012 85,1 176,2 278,3 367,3 470,2 568,5 676,5 744,2 847,7 948,6 1.046,6 1.128,9

2013 86,0 177,9 275,0 358,6 458,5 553,6 657,6

Tav. C = Investimenti pubblicitari mensili (000 euro): 2008-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2008 599.663 743.744 911.535 813.839 950.442 750.610 457.976 288.274 702.674 900.265 797.260 654.090

2009 486.008 591.179 753.429 673.769 801.414 637.640 399.352 240.288 616.375 789.820 766.164 650.539

2010 507.643 636.718 822.466 709.086 835.559 752.199 453.721 251.495 636.432 825.596 833.080 680.963

2011 509.457 627.060 788.315 716.566 809.612 631.030 420.558 252.410 677.892 829.917 797.887 661.591

2012 490.017 602.368 726.097 646.349 698.714 584.169 353.381 209.043 532.935 659.397 616.695 550.013

2013 414.257 498.681 563.519 528.079 627.587 488.040 337.258

Tav. D = Investimenti pubblicitari cumulati (000 euro): 2008-2012 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2008 599.663 1.343.407 2.254.942 3.068.781 4.019.223 4.769.833 5.227.809 5.516.083 6.218.757 7.119.022 7.916.282 8.570.372

2009 486.008 1.077.187 1.830.616 2.504.385 3.305.799 3.943.439 4.342.791 4.583.079 5.199.454 5.989.274 6.755.438 7.405.977

2010 507.643 1.144.361 1.966.827 2.675.913 3.511.472 4.263.671 4.717.392 4.968.887 5.605.319 6.430.915 7.263.995 7.944.958

2011 509.457 1.136.517 1.924.832 2.641.398 3.451.010 4.082.040 4.502.598 4.755.008 5.432.900 6.262.817 7.060.704 7.722.295

2012 490.017 1.092.385 1.818.482 2.464.831 3.163.545 3.747.714 4.101.095 4.310.138 4.843.073 5.502.470 6.119.165 6.669.178

2013 414.257 912.938 1.476.457 2.004.536 2.632.123 3.120.163 3.457.421

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“Congiuntura & Pubblicità” i dati di luglio 2013