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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

CONGIUNTURA ECONOMICA E INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2013 Sintesi del rapporto fondato sui dati del giugno 2013 Le pagine iniziali sono destinate al lettore frettoloso poiché riportano in estrema sintesi quanto dettagliatamente esposto nel completo rapporto delle pagine successive.

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Persiste l’attenuazione delle variazioni tendenziali negative che da alcuni mesi conforta, sia pure con qualche occasionale eccezione, la generalità dei comparti economici,. Si conferma così il diradarsi delle nubi che da tempo incombono sullo scenario congiunturale lasciando così intravvedere l’avvicinarsi del punto di risalita dalla recessione. Lo annuncia anche l’evoluzione del PIL le cui previsioni passano dal -1,4% per il 2013 al +0,7% per il 2014, anche grazie al determinante sostegno della domanda estera soprattutto dei paesi extra UE. Inoltre, gli aggiornati calcoli sulle serie delle contrazioni della produzione industriale avvertono che i tempi della loro conversione nell’auspicato segno positivo (il cosiddetto punto di svolta) si stanno stringendo per la generalità dei comparti e in particolare per i beni di consumo. Il punto di svolta del totale della produzione industriale sarebbe atteso intorno al terzo trimestre. Nel periodo gennaio-giugno 2013 la variazione tendenziale del totale della produzione industriale ha raggiunto il -4,0% lasciandosi alle spalle il -4,4% del precedente periodo gennaio-maggio, proseguendo così il cammino sulla strada del miglioramento in atto da qualche mese e che abbraccia la quasi totalità dei comparti industriali. Nel primo semestre del 2013 si rileva una contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-7,0%). Si tratta di variazioni cui hanno partecipato in determinante misura i mercati extra Ue poichè i mercati dei paesi UE denunciano una maggiore e persistente debolezza. La tendenza comunque positiva del commercio con l’estero viene evidenziata dal saldo positivo per il primo semestre 2013; saldo che raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi. I prezzi alla produzione dei prodotti industriali risentono ancora della debolezza dei mercati; in modo particolare risentono della debolezza dei mercati dell’Area euro. Infatti, il primo semestre del corrente anno si chiude con un -0,9% per l’Area euro, mentre si chiude con un -0,1% per l’Area non euro. Nel mese di luglio 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta del + 0,1% su base mensile e resta stabile al + 1,2% su base annua (la stima provvisoria era +1,1%). L’andamento dell’inflazione è la sintesi di spinte di segno opposto: da una parte, i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi di tutte le tipologie di servizi, dall’altra l’accelerazione della crescita su base annua dei prezzi di gran parte delle tipologie di beni e in particolare degli energetici non regolamentati. Le positive tendenze dell’attività industriale non hanno ancora influenzato l’andamento dell’occupazione, Infatti, a giugno il tasso di disoccupazione si attesta al 12,1%, in diminuzione di -0,1 punti percentuali rispetto a maggio e di +1,2 punti nei dodici mesi. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni, è pari al 39,1%, in aumento di +0,8 punti percentuali rispetto a maggio e in aumento di +4,6 punti rispetto al giugno 2012. Gli investimenti pubblicitari hanno presentato contrazioni tendenziali mensili a due cifre percentuali: esordendo in gennaio con un -15,5%, per raggiungere il massimo del -22,4% a marzo, mentre nel trimestre successivo le contrazioni mensili si sono alquanto ridimensionate chiudendo a giugno con un -16,5%. Per conseguenza, le variazioni tendenziali di periodo si sono sempre mantenute fra un minimo del 15,5% ed un massimo del -18,8% di marzo per ridimensionarsi nei mesi successivi toccando infine il -16,7% di giugno. Un opportuno trattamento statistico (costituito da una polinomiale di 3° grado con un C.C. pari a 0,78) ha portato ad una stima previsiva del -10,3% degli investimenti pubblicitari 2013/2012, confermando sostanzialmente la stima formulata nel mese scorso che, comunque, risulta meno 1


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preoccupante di quelle formulate nei primi mesi dell’anno corrente conseguenti alla caduta verticale delle variazioni tendenziali. Sembra superfluo far notare come i singoli media abbiano fruito, pur con qualche eccezione, del recente miglior andamento del totale degli investimenti pubblicitari pur rimasti in pieno territorio negativo. Ad ogni buon conto nel periodo gennaio-giugno 2013/2012 le variazioni tendenziali hanno assunto contrazioni comprese fra il -10,6% e il -16,4% per TVSat, Radio, Affissioni e TV, e contrazioni comprese fra il -24,1% e il -25,0% per Periodici, Quotidiani e Cinema. La variazione tendenziale di periodo più modesta e quella di Internet con un -3,2%.; . Ciò non deve far dimenticare che dal periodo gennaio-giugno2008 al gennaio-giugno del 2013 il totale degli investimenti pubblicitari si è contratto di oltre un terzo, con punte oltre il -50% per i Quotidiani, i Periodici, il Cinema e le Affissioni. Al contrario, si sono invece incrementati in misura notevole i media più recenti: TVSat (+27,6%) ed Internet (+64,9%). Ancora una volta non si può fare a meno di far presente come la rilevante sottrazione delle risorse destinate alla pubblicità sia andata parzialmente a favore delle promozioni e del taglio prezzi, in quanto giudicati strumenti di maggiore e di più immediata efficacia sulla domanda. Si richiama nuovamente l’attenzione come la rilevante contrazione degli investimenti pubblicitari abbia pesantemente penalizzato: da un lato, le quote di mercato e il livello dei prezzi dei prodotti di marca; dall’altro, ha devastato i risultati gestionali delle imprese editoriali, delle concessionarie di pubblicità, delle agenzie di pubblicità e dei centri media.

Secondo consuetudine si riportano le previsioni degli investimenti pubblicitari 2012 rispetto a quelli del 2011, formulate da Autorevoli Fonti di cui si è venuti a conoscenza. Fonti Totale TV Quotid. Period. Radio Cinema Affiss. Internet Nielsen (giu.2013) -10,8 -10,8 -21,8 -23,1 -11,5 ? -4,9 +6,3 Zenith-Optimedia (giu. 2013) UPA (gen. 2013) UPA (lug. 2013)

-12,2

-13,0

-21,7

-15,3

-15,0

?

-7,0

+2,1

-12,5 -12,5

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CONGIUNTURA ECONOMICA E INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2013 Rapporto fondato sui dati del giugno 2013 1) Scopo del lavoro Il presente rapporto mensile persegue l’obiettivo di monitorare l’andamento degli investimenti pubblicitari e di formulare previsioni riferite all’anno solare corrente. Dette previsioni vengono aggiornate mensilmente parallelamente alle preziose rilevazioni di Nielsen Media Research. Per conseguenza i dati esposti in un dato rapporto mensile – come i calcoli su di essi fondati – possono divergere in qualche misura da quelli esposti nei rapporti dei mesi precedenti. Si ricorda che i dati e i calcoli statistici sugli investimenti pubblicitari vengono previamente inquadrati in una sintetica nota sullo scenario congiunturale; nota tratta – sostanzialmente - dai dati ufficiali dell’ISTAT. Detta nota persegue il fine sia di meglio interpretare l’andamento degli investimenti pubblicitari, sia di attribuire un ragionevole fondamento alle previsioni che li riguarda. I rapporti dei mesi e degli anni precedenti sono liberamente disponibili nella sezione “Modelli di Ricerca” del sito www.marketingclub-italy.it 2) Le variazioni tendenziali % mensili e di periodo della produzione industriale. La produzione industriale rimane anche nel mese di giugno in territorio negativo, tuttavia con una rilevante differenza rispetto al mese precedente: infatti, la variazione tendenziale dell’intero settore passa a -2,1% (vedi Tav. 1) dal più pesante -4,2% del mese di maggio. Va comunque segnalato come il suddetto miglioramento non sia dovuto al miglioramento di tutti i comparti ma soltanto a quello dei beni intermedi, dei beni strumentali e dei beni di consumo durevole, poiché i comparti dei beni di consumo non durevole e dell’energia hanno palesato un evidente peggioramento che ha coinvolto anche l’aggregato dei beni di consumo. Tav. 1 = Variazioni % mensili indici produzione industriale: giu. 2013/giu. 2012 anni-mesi giu. 2013 giu. 2012 2013/2012

beni intermedi

99,3 99,8 -0,5

beni strument.

101,7 101,9 -0,2

beni cons. durevoli

94,0 99,0 -5,1

beni cons. non durev.

95,3 98,2 -3,0

beni di consumo

95,1 98,3 -3,3

energia

85,6 92,1 -7,1

totale industria

96,9 99,0 -2,1

L’avanzamento nel singolo mese di giugno ha ovviamente inciso sulla variazione tendenziale del periodo gennaio-giugno; infatti la variazione del totale della produzione è ascesa al -4,0% (vedi Tav.2) dalla analoga variazione del -4,4% registrata per il periodo gennaio-maggio Tav.2 = Variazioni % di periodo indici produzione industriale: gen-giu. 2013/gen-giu.2012 anni-mesi g -g 2013 g - g 2012 2013/2012

beni intermedi

561,0 585,6 -4,2

beni strument.

583,5 615,3 -5,2

beni cons durevoli

522,8 556,7 -6,1

beni cons. non durev.

559,3 570,7 -2,0

beni consumo

553,7 568,5 -2,6

energia

541,5 567,5 -4,6

totale industria

562,7 586,1 -4,0

Al fine di consentire una completa e corretta valutazione della situazione in cui ora si trova il settore industriale è bene confrontarla con quella del periodo gennaio-giugno 2007, cioè con quella dell’anno che ha preceduto la recessione ormai giunta al suo sesto anno (2008-2013). Il compito è affidato alla seguente Tav.3 dalla quale si evince come la produzione industriale abbia perso strada facendo circa un quarto (-23,7%) della sua attività, quale media fra la perdita di circa un terzo subita dai beni di consumo durevole (-33,0%) e dai beni intermedi (-31,5%), di circa un sesto dell’energia (-17,0%), di circa un decimo dei beni di consumo non durevole (-9,8%). I beni strumentali hanno anch’essi perso un quarto circa della loro attività (-23,8%), mentre l’aggregato dei beni di consumo (comprendente i durevoli e i non durevoli) ha perso circa un settimo (-14,5%). Tav.3 = Variazioni di periodo indici produzione industriale: gen-giu. 2013/gen-giu.2007 anni-mesi g -g 2013 g-g 2007 2013/2007

beni intermedi

561,0 818,9 -31,5

beni strument.

583,5 765,6 -23,8

beni cons durevoli

522,8 780,8 -33,0

beni cons. non durev.

559,3 620,4 -9,8

beni consumo

553,7 647,8 -14,5

energia

541,5 652,3 -17,0

totale industria

562,7 737,7 -23,7

Riveste un indubbio interesse conoscere il percorso seguito della produzione industriale negli anni che hanno preceduto la recessione e negli anni in cui la recessione ha imperversato. A questo fine si sono approntati due grafici che abbracciano il periodo 2006-2012: nel Graf. 1 sono rappresentati gli andamenti degli indici del totale della produzione industriale, dei

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beni intermedi e dell’aggregato dei beni di consumo; nel successivo Graf. 2 sono rappresentati gli andamenti degli indici dei beni strumentali, dei beni di uso durevole e non durevole e dell’energia. Si fa presente che il ricercatore è stato sollecitato a ricorrere a due grafici per renderne più agevole la lettura e la comprensione. GRAF. 1 = INDICI PRODUZIONE INDUSTRIALE :TOTALE INDUSTRIA,BENI INTERMEDI, BENI CONSUMO: 2006-2012 1.600,0

1.500,0

INDIC

1.400,0

1.300,0 1.200,0

1.100,0

1.000,0 2006

2007

2008

2009

2010

ANNI

2011

2012 beni intermedi beni di consumo totale industria

GRAF. 2 = INDICI PRODUZIONE INDUSTRIALE: BENI STRUMENTALI, CONS. DUREVOLE, CONS.NON DUREVOLE. ENERGIA:2006-2012 1.600,0 1.500,0

INDIC

1.400,0 1.300,0 1.200,0 1.100,0 1.000,0 2006

2007

2008

2009

ANNI

2010

2011 2012 beni strument. beni cons. durevoli beni cons. non durev. energia

La lettura dei due grafici consente di rendersi conto come la produzione industriale (sia in totale che secondo comparti) abbia avuto un andamento positivo per il biennio 2006-2007 che ha preceduto la recessione, cui è seguito un contenuto arretramento nel 2008 e una abissale caduta nel 2009. Nel 2010 si rileva un tentativo di modesto miglioramento naufragato impietosamente nel 2011, nel 2012 nonché nel primo semestre dell’anno corrente non rappresentato nel grafico. Una volta messe in luce le traversie della produzione industriale, si ritiene di rilevante importanza far rilevare come il settore della produzione industriale si palesi attualmente sulla via di una sia pur modesta ripresa come è chiamata ad indicare la seguente Tav.4. Infatti, in detta tabella vengono riportate in un’audace sintesi le differenze fra le variazioni % tendenziali del periodo gennaio-giugno 2013 e quelle omologhe del 2012. Si può così prendere atto che nei confronti - effettuati per ciascuno dei primi sei mesi dell’anno - fra le variazioni 2013 e le variazioni 2012 risulta che hanno guadagnato “mediamente”: 2,4 punti percentuali il totale dell’industria, 4,4 punti percentuali i beni di consumo non durevole, 4,0 punti l’aggregato dei beni di consumo, 3,8 punti percentuali i beni intermedi, 0,6 punti percentuali i beni di consumo durevole. Nel contempo bisogna prendere anche atto delle contrazioni di

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-1,3 punti percentuali subite dai prodotti energetici e di - 0,3 punti percentuali subite dai beni strumentali. L’insieme dei risultati dei citati confronti stanno ad indicare chiaramente come il settore industriale stia risalendo la china in cui l’aveva fatto precipitare la recessione che ha imperversato dal 2008 in avanti. Tav. 4 = Differenze fra le variazioni % di periodo (gennaio-giugno) del 2013 e del 2012 comparti industriali

Differenze 2013-2012

beni intermedi beni strumentali beni cons. durevole beni cons. non durev. beni consumo energia totale industria

3,8 -0,3 0,6 4,4 4,0 -1,3 2,4

3) Individuazione del punto di svolta nell’andamento della produzione industriale. Le tendenze positive messe in luce, in via generale, dai dati della Tav. 4 hanno ovviamente stimolato il ricercatore ad accertare se dette tendenze possano condurre all’individuazione del “punto di svolta” della recessione, sia per quanto concerne il totale della produzione industriale sia per quanto concerne i singoli comparti industriali. In altre parole si vuol dire che il ricercatore è stato stimolato ad accertare se le tendenze migliorative attualmente in atto puntino o meno a raggiungere il “punto di svolta” in cui le variazioni tendenziali di periodo passano da valori negativi a valori positivi, segnando così l’avvio di una progressione in territorio positivo. Per conseguire detto fine si è provveduto, sia per il totale della produzione industriale sia per i singoli comparti industriali, a calcolare per ogni mese (dal 2011 al 2013) le variazioni % di periodo ma, si badi bene, con base riferita al 2010. Si sono così ricavate per ciascun comparto e per la produzione complessiva quelle serie di variazioni % tendenziali che poi sono state sottoposte a trattamento statistico onde ricavarne funzioni interpolanti da estendere anche ai restanti mesi del corrente 2013. Le serie dei nuovi dati interpolati-extrapolati hanno quindi consentito di individuare il “punto di svolta”, cioè il trimestre in cui le variazioni % tendenziali potrebbero o dovrebbero abbandonare il segno negativo per indossare il segno positivo. Nella Tav. 5 sono riportati i risultati ottenuti elaborando nel modo anzidetto i dati rilevati, rispettivamente, nei mesi di gennaio, maggio e giugno. Gli indicati trimestri della svolta rivestono ovviamente un carattere “squisitamente orientativo”, nel senso che possono presentare – anche a causa di arrotondamenti e di errori accidentali - comprensibili differenze rispetto ai trimestri degli effettivi punti di svolta. La lettura dei dati della Tav. 5 consente di affermare: a) che i punti di svolta (indicati col numero d’ordine dei rispettivi trimestri) sia del totale della produzione industriale sia dei singoli comparti cadono tutti nel corrente 2013; b) che i punti di svolta calcolati sembrano palesare una lievissima accelerazione passando dalle risultanze ottenute dal mese di gennaio ai successivi mesi di maggio e di giugno; Tav. 5 = Trimestre del punto di svolta calcolato con i dati dei mesi di: COMPARTI beni intermedi beni strumentali beni cons. durevole beni cons. non durev. beni di consumo energia totale industria

gennaio 3° 3° 3° 2° 2°

maggio 2° 3°

giugno 2° 3°

2° 1° 1°

1° 1° 1°

? 3°

4° 3°

4° 2°

4) Stime previsive 2013/2012 del totale della produzione industriale e dei beni di consumo (aggregato). Mediante il “metodo delle proiezioni” si sono calcolate le stime previsive 2013/2012 concernenti il totale della produzione industriale e la produzione dei beni di consumo (cioè l’aggregato dei beni di uso durevole e non durevole). Il metodo delle proiezioni, come già illustrato nei numerosi rapporti precedenti, si fonda sulle variazioni % tendenziali di periodo che vengono poi ponderate per la media quinquennale della distribuzione % secondo mesi. Si ricorda che del metodo in questione si è comprovata la validità attraverso numerosi confronti annuali fra i dati stimati e i dati rilevati. Le stime previsive concernenti il totale della produzione industriale perseguono l’evidente scopo di avere una fondata idea sul suo incremento o sul suo decremento rispetto alla produzione industriale dell’anno precedente, segnatamente utile per giudicare sull’evoluzione della recessione.

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Le stime previsive concernenti la produzione dei beni di consumo (aggregato dei beni di uso durevole e non durevole) oltre a perseguire lo stesso scopo del caso precedente perseguono, come storicamente dimostrato, anche lo scopo di offrire elementi per giudicare della congruità dell’andamento degli investimenti pubblicitari. Ciò in consonanza col fatto che si è sempre constatata una stretta relazione fra la produzione dei beni di consumo e gli investimenti pubblicitari. Si passa ora a prendere in esame la Tav. 6 in cui sono esposte le stime previsive 2013/2012 della produzione industriale presa nel suo complesso. Al di là delle oscillazioni dei valori delle stime calcolate nei diversi mesi, si può scorgere una tendenza verso un valore di poco superiore al -4,0% che risulta così decisamente inferiore al – 6,5% della variazione tendenziale effettivamente rilevata per l’anno 2012 sul precedente anno 2011. Il che depone a favore dell’attesa inversione della tendenza recessiva. Tav. 6 = Stime previsive 2013/2012 del totale della produzione industriale mesi delle previsioni gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno

previsioni 2013

consuntivo 2012

1.086,9 1.085,5 1.081,7 1.079,6 1.081,9 1.085,5

1134,6 1134,6 1134,6 1134,6 1134,6 1134,6

differenze indici % 2013-2012 2013/2012 -47,7 -4,2 -49,1 -4,3 -52,9 -4,7 -55,0 -4,8 -52,7 -4,6 -49,1 -4,3

Per quanto riguarda le stime previsive 2013/2012 della produzione dei beni di consumo (quale aggregato dei durevoli e dei non durevoli) le risultanze dei calcoli sono quelle contenute nella sottostante Tav. 7 . Si nota subito come le stime calcolate negli ultimi tre mesi del corrente anno si stiano assestando sul valore intorno al -2,8%, decisamente inferiore al -4,5% della variazione tendenziale annuale del 2012 rispetto al 2011. Il che depone anch’esso a favore dell’attesa inversione della tendenza recessiva. La Tav. 7 mette pure in evidenza come le stime previsive calcolate nei primi tre mesi siano molto distanti da quelle appena citate, ma ciò si deve ai particolarmente favorevoli risultati effettivi della produzione di questo comparto; risultati che sono compresi fra il +1,1% di gennaio e il -1,2% del marzo. Tav. 7 = Stime previsive 2013/2012 della produzione dei beni di consumo (aggregato)

mesi delle previsioni consuntivo previsioni 2013 2012 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno

1128,8 1125,2 1109,8 1097,3 1099,2 1096,8

1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9 1.128,9 1128,9

differenze indici % 20132012 2013/2012 -0,1 0,0 -3,7 -0,3 -19,1 -1,7 -31,6 -2,8 -29,7 -2,6 -32,1 -2,8

La stima previsiva del -2,8% formulata sulla base dei dati aggiornati al giugno del corrente anno, secondo tradizione doveva servire anche per giudicare sulla congruità della analoga stima previsiva 2013/2012 degli investimenti pubblicitari. Ma si avverte subito che ciò non potrà verificarsi poiché, come si vedrà nel capitolo successivo, la tradizionale e sperimentata stretta relazione fra gli andamenti della produzione dei beni di consumo e degli investimenti pubblicitari a causa della recessione è venuta a mancare a partire dal gennaio 2012. Pertanto la stima previsiva del -2,8% assolve soltanto al compito di prevedere l’esito 2013 dell’andamento di detto settore. 5) L’andamento degli investimenti pubblicitari. Si tenga presente che a partire dal mese di marzo del corrente anno i dati sugli investimenti pubblicitari comprendono, oltre ai tradizionali media classici, anche quelli della TV Satellitare e di Internet. La considerazione delle due serie di dati inizia col 2008 poiché in detto anno è risultata disponibile l’intera coppia dei dati. Le variazioni tendenziali del mese di giugno (Tav. 8) persistono in territorio negativo ma con valori più pesanti di quelli registrati nel mese di maggio. Infatti, a giugno si rileva una contrazione tendenziale del -16,5% mentre quella del mese di maggio era del -9,3%. L’arretramento suddetto ha investito la generalità dei media, fatta eccezione dei Periodici, delle Affissioni e della TVSat che invece migliorano - sia pure moderatamente - le posizioni del mese precedente. La contrazione

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complessiva del mese di giugno forse potrebbe essere interpretata come un’anticipazione della consueta contrazione stagionale degli investimenti pubblicitari. Tav.8 = Variazioni % mensili degli investimenti pubblicitari: giugno 2013/ giugno 2012. mesi giu. 13 giu. 12 %(13/12)

Totale 488.034 584.169 -16,5

TV 286.324 337.653 -15,2

Radio Quotidiani Periodici 35.324 54.005 36.747 40.736 74.275 49.701 -13,3 -27,3 -26,1

Affiss. 8.964 10.424 -14,0

Cinema 2.032 3.248 -37,4

TV Sat 24.589 22.978 7,0

Internet 40.049 45.154 -11,3

L’arretramento del mese di giugno, pur avendo contribuito all’arretramento dell’intero periodo gennaio-giugno, tuttavia non è stato tale da incidere praticamente sul risultato semestrale. Infatti, a giugno la variazione tendenziale di periodo è passata al -16,7% (vedi Tav. 9) mentre l’analoga variazione di maggio era del -16,8% Tuttavia si deve prendere atto come alcuni media abbiano peggiorato rispetto al periodo gennaio-maggio le rispettive posizioni, cosa che invece non ha riguardato la Radio che è rimasta invariata e della TVSat che ha guadagnato qualcosa. Tav. 9= Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari: gen-giu. 2013/gen-giu. 2012 mesi g - g 2013 g -g 2012 %(13/12)

Totale 3.120.161 3.747.710 -16,7

TV 1.896.854 2.268.229 -16,4

Radio 173.317 199.829 -13,3

Quotidiani Periodici 331.201 260.243 438.099 343.058 -24,4 -24,1

Affiss. 46.097 53.133 -13,2

Cinema 11.644 15.533 -25,0

TV Sat 182.179 203.885 -10,6

Internet 218.626 225.944 -3,2

Al fine di avere un quadro complessivo della situazione si ritiene opportuno presentare in un ampio prospetto (la Tav. 10) l’andamento delle variazioni % mensili e di periodo degli investimenti pubblicitari per l’arco di tempo compreso fra il 2009 e il 2013. Fermo rimanendo che, come per la produzione industriale, il 2007 è stato l’ultimo anno a palesare una tendenza positiva e che il 2008 ha iniziato a registrare i primi moderati effetti dell’incipiente recessione, i dati della Tav. 10 evidenziano il vertiginoso crollo degli investimenti pubblicitari avvenuto nel 2009, cui ha fatto seguito il tentativo di recupero del 2010, mentre il triennio successivo è caratterizzato da una serie ininterrotta di contrazioni che nel primo semestre 2013 hanno assunto valori negativi molto vicini a quelli del funesto 2009. Tav. 10= Variazioni % mensili e di periodo degli investimenti pubblicitari: 2009-2013 2009 2010 2011 2012 2013 var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % var. % mensili periodo mensili periodo mensili periodo mensili periodo mensili periodo gennaio -19,0 -19,0 4,5 4,5 0,4 0,4 -3,8 -3,8 -15,5 -15,5 febbraio -20,5 -19,8 7,7 6,2 -1,5 -0,7 -3,9 -3,9 -17,2 -16,4 marzo -17,3 -18,8 9,2 7,4 -4,2 -2,1 -7,9 -5,5 -22,4 -18,8 aprile -17,2 -18,4 5,2 6,8 1,1 -1,3 -9,8 -6,7 -18,3 -18,7 maggio -15,7 -17,8 4,3 6,2 -3,1 -1,7 -13,7 -8,3 -10,2 -16,8 giugno -15,1 -17,3 18,0 8,1 -16,1 -4,3 -7,4 -8,2 -16,5 -16,7 luglio -12,8 -16,9 13,6 8,6 -7,3 -4,6 -16,0 -8,9 agosto -16,6 -16,9 4,7 8,4 0,4 -4,3 -17,2 -9,4 settembre -12,3 -16,4 3,3 7,8 6,5 -3,1 -21,4 -10,9 ottobre -12,3 -15,9 4,5 7,4 0,5 -2,6 -20,5 -12,1 novembre -3,9 -14,7 8,7 7,5 -4,2 -2,8 -22,7 -13,3 dicembre -0,5 -13,6 4,7 7,3 -2,8 -2,8 -16,9 -13,6 Mesi

Gli andamenti citati più sopra sono evidenziati nel Graf. 3 in cui sono visualizzati i dati della Tav. 9 acquisendo il pregio di renderli di più agevole lettura ed interpretazione.

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

GRAF.3= VARIAZIONI %MENSILI E DI PERIODO INVESTIMENTI PUBBLICITARI: 2009-2013 25,0 20,0 15,0

VARIAZIO

10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 ge n13

lu g12

ge n12

lu g11

ge n11

lu g10

ge n10

lu g09

ge n09

-25,0

mensili

MESI 2009-2013

periodo

La tabella e il grafico sopra riportati inducono a riflettere sulle conseguenze delle contrazioni che hanno devastato per oltre un lustro gli investimenti pubblicitari. Si vuol fare riferimento: sia ai prodotti di marca che, con la pesante riduzione del proprio sostegno pubblicitario, hanno risentito delle ingenti difficoltà in termini di quote di mercato e di livello dei prezzi; sia alle imprese editoriali, ai concessionari di pubblicità, alle agenzie di pubblicità e ai centri media che hanno visto dissolversi quote ingenti dei rispettivi fatturati. A questo proposito si esibisce la seguente Tav. 11 che misura le contrazioni subite dagli investimenti pubblicitari nel periodo compreso fra il primo semestre 2008 e il primo semestre del 2013. Tav. 11 = Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari: gen-giu. 2013/gen-giu. 2008 mesi g - g 2013 g -g.2008 %(13/08)

Totale 3.120.161 4.769.833 -34,6

TV 1.896.854 2.780.153 -31,8

Radio 173.317 243.722 -28,9

Quotidiani Periodici 331.201 260.243 671.389 643.906 -50,7 -59,6

Affiss. 46.097 122.293 -62,3

Cinema 11.644 25.678 -54,7

TV Sat 182.179 145.396 25,3

Internet 218.626 137.296 59,2

Dalla Tav.11 emerge chiaramente come gli investimenti pubblicitari abbiano complessivamente perso per strada più di un terzo (-34,6%) della propria consistenza; analogamente dicasi per la TV (-31,8%) e la Radio (-28,9%), mentre hanno perso quote decisamente superiori (da una metà a circa due terzi) i Quotidiani (-50,7%), il Cinema (54,7%), i Periodici (-59,6%) e le Affissioni (-62,3%). Di contro si registra un notevole balzo in avanti da parte degli investimenti pubblicitari su TVSat (+25,3%) e Internet (+59,2%) balzo dovuto al crescente ricorso a tali mezzi a partire dall’inizio recente della loro apparizione sul mercato pubblicitario. Si deve inoltre osservare come il peso della regressione pubblicitaria apparirebbe certamente superiore a quella evidenziata dalla Tav. 11, qualora il confronto si fosse fatto col primo semestre del 2007, cioè dell’anno precedente la recessione; confronto che non si è potuto fare poiché -come già riferito- la coppia dei dati sugli investimenti pubblicitari di TVSat e Internet è disponibile soltanto dal 2008. 7) Le stime previsive 2013/2012 degli investimenti pubblicitari. Si conferma quanto affermato nel precedente rapporto del mese di maggio a proposito delle difficoltà della formulazione delle stime previsive; difficoltà dovute all’irrituale andamento degli investimenti pubblicitari a partire dal 2012 a causa della recessione che attualmente sta compiendo il suo sesto anno. Infatti, a partire dal 2012 l’andamento degli investimenti pubblicitari non ha mantenuto nei singoli mesi quella costante relazione con l’andamento del business rilevata in tutti i precedenti anni, ma è precipitato lungo una retta inclinata senza alcun vincolo di parentela con l’andamento del business. Detto fenomeno è stato interpretato dal ricercatore come il passaggio da una programmazione degli investimenti pubblicitari in funzione del business atteso nell’anno successivo ad una programmazione degli stessi investimenti in funzione del business atteso -o per meglio dire temuto- nel mese successivo. In altre parole si vuol dire come le imprese, terrorizzate dalla perdurante e crescente contrazione del business, abbiano adottato una programmazione molto prudente e parsimoniosa al fine di parare i colpi dei temuti agguati dell’avversa congiuntura.

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

Il Graf. 4 svolge il compito di visualizzare la divaricazione fra l’andamento della produzione dei beni di consumo (che mostra una tendenza lievemente in crescita) e l’andamento degli investimenti pubblicitari (che ruzzola lungo una ripida discesa).

GRAF. 4= VARIAZIONI %DI PERIODO BENI CONSUMO& PUBBLICITA': 2012-2013 5,0

VARIA

0,0 -5,0 -10,0 -15,0

ge n1 fe 2 b1 m 2 ar -1 ap 2 rm 12 ag -1 gi 2 u1 lu 2 gag 12 o1 se 2 t12 ot t1 no 2 v1 di 2 c1 ge 2 n1 fe 3 bm 13 ar -1 ap 3 rm 13 ag -1 gi 3 u13

-20,0

MESI 2012-2013 beni consumo pubbllicità

La diversa relazione fra l’andamento degli investimenti pubblicitari e l’andamento della produzione dei beni di consumo prima e dopo il 2012 emerge chiaramente dal confronto fra il Graf, 5 e il Graf. 6 in cui sono rappresentate le relazioni funzionali fra i due andamenti nelle due scansioni temporali. Infatti il Graf. 5 -che riguarda il periodo ante 2012- palesa con la polinomiale di 3° grado (avente un C.C. pari a 0,88) che l’andamento degli investimenti pubblicitari segue sia pure con differente ritmo l’andamento della produzione dei beni di consumo. Il Graf. 6, che riguarda il periodo 2012-13 evidenzia anch’essa una polinomiale di 3° grado (avente un C.C. pari a 0,78) che invece dimostra come alla crescita della produzione dei beni di consumo corrisponda una decrescita degli investimenti pubblicitari.

GRAF.5= VARIAZIONI %DI PERIODO PRODUZIONE BENI CONSUMO& PUBBLICITA': 2006-2011 20,0 15,0

VAR. ADVE

10,0 5,0 0,0 -5,0 -10,0 -15,0

y = -0,0217x3 - 0,3098x2 + 1,2406x + 3,527 C.C.= 0,88

-20,0 -25,0 -12,0

-10,0

-8,0

-6,0

-4,0

-2,0

0,0

VAR. BENI DI CONSUMO

2,0

4,0

6,0

8,0

pubbllicità Poli. (pubbllicità)

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

GRAF.6 = VARIAZIONI %DI PERIODO PBENI CONSUMO % PUBBLICITA': 2012-2013 0,0

VAR. PUBBLIC

-5,0 y = 0,1421x3 + 1,4006x2 + 1,3621x - 18,964 C.C. = 0,78

-10,0

-15,0

-20,0

-25,0 -6,0

-5,0

-4,0

-3,0

-2,0

-1,0

VAR. BENI DI CONSUMO

0,0

1,0

2,0 pubbllicità Poli. (pubbllicità)

Da tutto ciò si comprende come il ricercatore sia stato costretto ad abbandonare il collaudato “metodo delle proiezioni”, che supponeva una tendenza costante per l’intero anno, per adottare in sua vece il “metodo dell’estrapolazione” rimasto l’unico logicamente possibile. In particolare il ricercatore ha ritenuto ragionevolmente giustificato applicare il metodo dell’estrapolazione alla serie delle variazioni % di periodo dei mesi più recenti, cioè compresi fra l’ultimo trimestre 2012 e il primo semestre 2013 ed estenderlo ai restanti mesi dell’anno corrente. Nella Tav. 12 e nel corrispondente Graf. 7 sono riportati i dati rilevati e i dati calcolati con la funzione interpolante i cui parametri sono i seguenti: Y = 0,136* X^2 – 2,078*X - 9,712 (con C.C. pari a 0,90). Si sente il dovere di far notare come detti parametri siano sostanzialmente uguali a quelli dell’interpolante adottata nel mese scorso e, per conseguenza, come i risultati attuali siano praticamente uguali a quelli esposti nel rapporto precedente. Il che starebbe ad indicare come dal mese di maggio al mese di giugno la tendenza in atto sia rimasta tutto sommato invariata. Tav. 12 = Variazioni % di periodo investimenti pubblicitari 2013/2012: dati rilevati e calcolati anni/mesi ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 feb-13 mar-13 apr-13 mag-13 giu-13 lug-13 ago-13 set-13 ott-13 nov-13 dic-13

rilevate -12,1 -13,3 -13,6 -15,5 -16,4 -18,8 -18,7 -16,8 -16,7

calcolate -11,7 -13,3 -14,7 -15,8 -16,7 -17,3 -17,6 -17,6 -17,4 -16,9 -16,1 -15,1 -13,7 -12,1 -10,3

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

GRAF. 7=VARIAZIONI %DI PERIODO INVESTIMENTI PUBBLICITARI 2012-2013: DATI RILEVATI E CALCOLATI 0,0 -2,0

VARIAZIO

-4,0 y = 0,136x2 - -2,078x - 9,712 C.C. = 0,93

-6,0 -8,0 -10,0 -12,0 -14,0 -16,0 -18,0

di c13

ot t13

ag o13

gi u13

ap r13

fe b13

di c12

ot t12

-20,0

MESI 2012-2013

Come si può agevolmente leggere nell’ultima riga della Tav. 12 la stima previsiva circa il rapporto fra gli investimenti pubblicitari 2013/2012 risulta corrispondere al valore di – 10,3%. Si tratta di un valore alquanto lontano da quello delle stime previsive formulate nei primi mesi di quest’anno poiché fuorviate dalla citata serie di dati in caduta libera. A chiusura del presente sofferto capitolo va significato come la variazione % già acquisita per il 2013 (cioè nel caso dovessero risultare nulle tutte le variazioni degli investimenti pubblicitari nei restanti mesi del corrente anno) appare nella misura del -9,4%, A completamento di quanto sopra esposto si riportano nella sottostante Tav. 13 anche i risultati delle stime previsive calcolate con il tradizionale (ma al presente rifiutato) metodo delle proiezioni. Dette stime previsive, formulate con i dati disponibili al mese di giugno, portano ad un -15,3% alquanto lontano dal -10,3% proveniente dall’estrapolazione esposta nella Tav. 12 e nel Graf. 7. Si osserva inoltre come le stime previsive esposte nella Tav. 13 seguano, come ovvio, pedissequamente l’andamento effettivo delle variazioni % degli investimenti pubblicitari: infatti, dette variazioni segnano crescenti contrazioni sino al marzo-aprile per poi migliorare gradualmente nei successivi mesi di maggio e giugno. Tav. 13 = Stime previsive investimenti pubblicitari 2013/2012 (metodo delle proiezioni) mesi delle previsioni consuntivo previsioni 2013 2012 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno

5.873.980 5.800.386 5.591.125 5.583.798 5.661.839 5.647.501

6.669.190 6.669.190 6.669.190 6.669.190 6.669.190 6.669.190

differenze indici % 2013-2012 2013/2012 -795.210 -11,9 -868.804 -13,0 -1.078.065 -16,2 -1.085.392 -16,3 -1.007.351 -15,1 -1.021.689 -15,3

7) LO SCENARIO ECONOMICO-CONGIUNTURALE: I DATI ISTAT - Stima preliminare del PIL (agosto 2013) Nel secondo trimestre del 2013 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito del - 0,2% rispetto al trimestre precedente e del -2,0% nei confronti del secondo trimestre del 2012. Il calo congiunturale è la sintesi di diminuzioni del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Il secondo trimestre del 2013 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al secondo trimestre del 2012. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,7%. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali del + 0,4% negli Stati Uniti e del + 0,6% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del +1,4% sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito.

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

- Produzione industriale (giugno 2013) A giugno 2013 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato del +0,3% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno l’indice ha registrato una flessione del -0,9 % rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2013 l’indice è diminuito del -2,1% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di giugno 2012). Nella media del primo semestre dell’anno la produzione è diminuita del -4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A giugno la lieve crescita congiunturale della produzione industriale è trainata dai comparti produttori di beni intermedi (+1,6%) e di beni strumentali (+1,0%), mentre diminuzioni si rilevano per i beni di consumo (-1,2%) e per l'energia (0,1%). Nell’ambito della manifattura, i maggiori incrementi congiunturali si sono registrati per i settori degli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+4,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,3%). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i comparti. Calano in modo significativo l’energia (-7,1%) e, in misura minore, i beni di consumo (-3,3%), mentre registrano una flessione più contenuta i beni intermedi (-0,5%) e i beni strumentali (-0,2%).Nel confronto tendenziale, a giugno 2013, i settori in maggiore crescita sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,8%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,2%); quello in maggiore diminuzione è la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,2%). COMPARTI Beni di consumo Durevoli -non durevoli Beni strumentali Beni intermedi Energia IN COMPLESSO

% (giu. 2013/ giu. 2012) -3,3 -5,1 -3,0 -0,2 -0,5 -7,1 -2,1

%(gen-giu. 2013/ gen-giug.2012) -2,6 -6,1 -2,0 -5,2 -4,2 -4,5 -4,0

Comparti con variazioni % positive (gen-mag.2013/gen-mag.2012). Fabbricazione di computer, di prodotti elettronici, ottici, apparecchi elettromedicali (+2,9%); Produzione prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,9%); Comparti con variazioni % negative ma migliori del rapporto tendenziale: -4,0% (gen-giu.2013/gen-giu.2012): Fabbricazione prodotti chimici (-2,7%); Industrie tessili, abbigliamento, pelli, accessori (-3,9%); Fornitura di energia elettrica, gas, vapore, aria (-3,5%); Fabbricazione apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche -1,3%); Industrie alimentari bevande e tabacco (-0,4%). Comparti con variazioni negative ma peggiori del rapporto tendenziale: -4,0(gen-giu.2013/gen-giu.2012): Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-12,4%); Attività estrattiva (-10,8%); Fabbricazione articoli di gomma e materia plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,2%); Fabbricazione mezzi di trasporto (-6,4%); Fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,1%);Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione macchine ed attrezzature (5,4%); Industria del legno, della carta e stampa (-5,8%); Metallurgia e fabbricazione prodotti in metallo (-5,0%); Attività manifatturiere (-4,0%). - Prezzi alla produzione dei prodotti industriali (giugno 2013). Nel mese di giugno 2013 l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali aumenta del +0,3% rispetto al mese precedente e diminuisce del - 0,7% nei confronti di giugno 2012. I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno crescono del + 0,4% rispetto a maggio mentre diminuiscono del - 0,7% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico non si registrano variazioni sul mese precedente, mentre l’incremento tendenziale è dello 0,5%. I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano una diminuzione del -0,1% rispetto al mese precedente, con una stabilità degli indici sia per l’area euro sia per quella non euro. In termini tendenziali si registra una diminuzione del -0,6% (-1,2% per l’area euro e variazione nulla per quella non euro). Variazione tendenziali degli indici dei prezzi secondo mercati Mercati TOTALE Mercato interno Mercato estero Area euro Area non euro

%(giu. 2013/ giu. 2012)

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012

-0,7 -0,7 -0,6 -1,2 0,0

-0,4 -0,3 -0,4 -0,9 -0,1

In termini di contributi settoriali alla dinamica tendenziale il più rilevante in senso negativo, con riferimento al mercato interno, risulta quello del comparto energetico, pari a -3,7 punti percentuali. Sul mercato dell’area euro i contributi

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

maggiori derivano sia dal comparto energetico (-6,2%) sia dai beni intermedi (-2,3 punti percentuali); per il mercato dell’area non euro si segnala il comparto energetico (-2,1%) e quello dei beni durevoli (-2,2%). Il settore di attività economica per il quale si rileva la crescita tendenziale dei prezzi più marcata è quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, con un aumento del +3,4% per il mercato interno. Sul mercato estero, si osserva il calo tendenziale più ampio nel settore della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, con una diminuzione del -3,8%. Indici dei prezzi dei prodotti industriali secondo mercati e raggruppamenti merceologici MERCATO INTERNO %(giu. 2013/ giu. 2012)

Raggruppamenti Beni di consumo - durevoli -non durevoli Beni strumentali Beni intermedi Energia Totale

%(giu. 2013/ giu. 2012)

AREA NON EURO %(giu. 2013/ giu. 2012)

0,6

0,4

AREA EURO

1,6 0,1 1,9 0,6 -0,4 -3,7 -0,7

-0,9 1,3 0,9 -2,3 -6,2 -1,2

-2,2 1,0 0,5 -0,3 -2,1 0,0

- Commercio con l’estero (giugno 2013). Rispetto al mese precedente, a giugno 2013 si registra un aumento sia per l’export (+1,2%) sia per l’import (+1,6%). L’incremento congiunturale delle esportazioni è la sintesi di un aumento significativo delle vendite verso i paesi Ue (+3,8%) e di una diminuzione verso i paesi extra Ue (-1,7%). Sono in forte crescita i beni di consumo durevoli (+7,8%) e quelli strumentali (+2,8%). L’aumento congiunturale dell’import è più accentuato per gli acquisti dai paesi extra Ue (+2,5%) che per quelli dall'area Ue (+0,9%). Sono in forte crescita i prodotti energetici (+7,7%) seguiti dai beni strumentali (+2,2%). Rispetto al trimestre precedente, nel secondo trimestre 2013 le esportazioni sono in lieve espansione (+0,4%) mentre cala decisamente l’import (-2,1%). Rispetto allo stesso mese del 2012, si registra una diminuzione sia per l’export (-2,7%) sia, in misura più accentuata, per l’import (-5,6%). La flessione delle importazioni è più marcata per gli acquisti dai paesi extra Ue (-8,7%) mentre la riduzione dell’export è determinata da una diminuzione di pari entità sia delle vendite verso i paesi Ue (-2,8%) sia verso i paesi extra Ue (-2,7%). Al netto delle differenze nei giorni lavorati (20 giorni a giugno 2013 contro i 21 giorni di giugno 2012), l’export risulta in crescita (+3,0%), più elevata verso l’area Ue (+3,6%). Per l’import si conferma la flessione, ma a livelli più contenuti (1,7%). A giugno 2013 il saldo commerciale è pari a +3,6 miliardi, più ampio di quello conseguito a giugno 2012 (+2,8 miliardi). L’avanzo complessivo è il risultato di un surplus sia con i paesi extra Ue (+2,5 miliardi) sia con quelli Ue (+1,1 miliardi). Al netto dell’energia, la bilancia risulta in attivo per 8,3 miliardi. Nel primo semestre del 2013 si rileva una contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-7,0%). Il saldo positivo del periodo raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi. -Variazioni % tendenziali (dati grezzi) TOTALE

PAESI UE

PAESI EXTRA UE

TOTALE

%(giu.2013/ giu.2012)

PAESI EXTRA UE %(giu.2013/ giu.2012)

%(giu.2013/ giu.2012)

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

-2,8 -3,0 1.124

-2.7 -9,7 2.494

-2,7 -5,6 3.618

-3,1 -3,0 4.268

3,0 -11,3 8.020

-0,4 -7,0 12.288

PAESI UE

VOCI EXPORT IMPORT SALDI (mil.€)

A giugno la diminuzione tendenziale dell’export è particolarmente accentuata verso i paesi ASEAN (-14,1%). Rilevante la diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-27,5%). Sono in forte diminuzione le importazioni dai paesi OPEC (-28,6%) e in marcata contrazione gli acquisti di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (esclusi petrolio e gas) (-21,

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

Variazioni % tendenziali secondo tipologia dei ben (dati grezzi). COMPARTI Beni di consumo - durevoli -non durevoli Beni strumentali Beni intermedi Energia TOTALE Totale al netto dell’energia

EXPORT

IMPORT

%(giu.2013/ giu.2012)

%(giu.2013/ giu.2012)

1,8

SALDI (mil.€) %(giu.2013/ giu.2012)

EXPORT

IMPORT

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

%(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

6,2

0.1

SALDI (mil.€) %(gen-giu.2013/ gen-giu.2012)

3,1 -8,0 -29,1 -2,7

-2,3 -10,9 -1,2 -4,9 -8,2 -6,2 -5,6

2.017 1.155 882 5.419 849 -4.667 3.618

0,7 -3,9 -18,7 0,6

-7,7 -4,7 -17,4 -7,0

10.262 8.323 3.939 26.173 3.252 -27.399 12.289

-1,3

-5,5

8.285

-0,4

-4,0

-39.687

-1,8 2,7

0,8 7.5

-11,3 1,6

- Prezzi al consumo (luglio 2013) Nel mese di luglio 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e resta stabile all’ 1,2% su base annua (la stima provvisoria era +1,1%). La stabilità dell’inflazione è la sintesi di spinte di segno opposto: da una parte, i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi di tutte le tipologie di servizi, dall’altra l’accelerazione della crescita su base annua dei prezzi di gran parte delle tipologie di beni e in particolare degli Energetici non regolamentati. Contribuiscono al rialzo congiunturale dell’indice generale gli aumenti dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,2%), sui quali incidono fattori stagionali e dei Beni energetici non regolamentati (+0,8%). Questi aumenti sono in parte compensati dal calo dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-2,3%), per lo più dovuto ai Vegetali freschi (-7,2%) e alla Frutta fresca (-6,7%). L’inflazione acquisita per il 2013 è pari all’1,2%. A luglio l’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, rallenta all’1,1% (era 1,2% a giugno). Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo resta stabile all’1,3%. Rispetto a luglio 2012, il tasso di crescita dei prezzi dei beni sale allo 1,1%, dallo 0,9% di giugno, mentre quello dei prezzi dei servizi scende all’1,3% (era +1,6% nel mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di cinque decimi di punto percentuale rispetto a giugno 2013. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente e crescono del 2,0% nei confronti di luglio 2012 (era +1,7% a giugno). A luglio 2013, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,8% su base mensile – principalmente a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto – e aumenta dell’1,2% su base annua, in rallentamento di due decimi di punto percentuale rispetto a giugno (+1,4%). I dati definitivi confermano le stime preliminari. L’indice IPCA a tassazione costante (IPCA-TC) diminuisce dell’1,9% in termini congiunturali e aumenta dell’1,1% in termini tendenziali. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e Variazioni % degli indici dei prezzi superiori alla media (+1,2%) Istruzione (+3,0); Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,0); Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,4%); Trasporti (+1,8%); Variazioni % degli indici dei prezzi inferiori alla media (+1,2%) Bevande alcoliche e tabacchi (+1,1%); Mobili, articoli e servizi per la casa (+1,0%); Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%); Abbigliamento e calzature (+0,6%); Servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%); Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,1%); Altri beni e servizi (+0,8%). Variazioni % negative degli indici dei prezzi : Comunicazioni (-3,5%)

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

TASSI INFLAZIONE 2008-2013 5,0

TASS

4,0 3,0 2,0 1,0 0,0

ap r0 ag 8 o08 di c0 ap 8 r0 ag 9 o09 di c0 ap 9 r1 ag 0 o10 di c1 ap 0 r1 ag 1 o11 di c1 ap 1 r1 ag 2 o12 di c1 ap 2 r13

-1,0

MESI 2008-2012

- Occupati e disoccupati (giugno 2013) . A giugno 2013 gli occupati sono 22 milioni 510 mila, in diminuzione dello 0,1% rispetto al mese precedente (-21 mila) e dell’1,8% su base annua (-414 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 1,0 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 89 mila, diminuisce dell’1,0% rispetto al mese precedente (-31 mila) ma aumenta dell’11,0% su base annua (+307 mila). Il tasso di disoccupazione si attesta al 12,1%, in calo di -0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e in aumento di +1,2 punti nei dodici mesi. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 642 mila e rappresentano il 10,7% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 39,1%, in aumento di +0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di +4,6 punti nel confronto tendenziale. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente (+39 mila unità) e dello 0,4% rispetto a dodici mesi prima (+51 mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua.

45,0 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0,0

20 04 / 20 1 04 / 20 7 05 / 20 1 05 20 /7 06 / 20 1 06 / 20 7 07 / 20 1 07 / 20 7 08 / 20 1 08 20 /7 09 / 20 1 09 / 20 7 10 / 20 1 10 / 20 7 11 / 20 1 11 20 /7 12 / 20 1 12 / 20 7 13 /1

TASSI

TASSI DISOCCUPAZIONE TOTALE E GIOVANILE(15-24 ANN) : 2004-2013

MESI 2004-2013

Totale 15-24 anni

- Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese (maggio 2013). A maggio 2013 l’occupazione nelle grandi imprese (in termini destagionalizzati) rispetto ad aprile resta stabile al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig), mentre segna una diminuzione dello 0,1% al netto degli occupati in Cig. Nel confronto con maggio 2012 l’occupazione nelle grandi imprese diminuisce del -1,4% sia al lordo sia al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto di quelli in Cig) si riduce, rispetto a maggio 2012, del - 0,7%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 33,3 ore ogni mille ore lavorate, in aumento di +1,1 ore ogni mille rispetto a maggio 2012. A maggio la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento dell’1,3% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l’indice grezzo aumenta del + 2,3%. Rispetto a maggio 2012 la retribuzione lorda e il costo del lavoro per dipendente (al netto di quelli in Cig) registrano rispettivamente un aumento del +1,3% e del +1,5%.

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, del +1,7%. Occupazione alle dipendenze della Grandi Imprese (al netto CIG, dati grezzi, maggio 2013) Settori %(mag. 2013/mag.2012 %(gen-mag/2013/gen-mag.2012) Industria -1,9 -1,9 Servizi -1,2 -1,2 Totale -1,4 -1,4 - Contrattti collettivi e retribuzione contrattuali (giugno 2013) Alla fine di giugno 2013 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 47,9% degli occupati dipendenti e corrispondono al 46,5% del monte retributivo osservato. Nel mese di giugno l’indice orario delle retribuzioni contrattuali aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell'1,5% nei confronti di giugno 2012. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2013, la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Con riferimento ai principali macrosettori, a giugno le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,1% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a giugno presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (4,4%); agricoltura (3,1%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%). Si registrano, invece, variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di giugno è stato recepito un solo accordo e nessuno è scaduto. Alla fine di giugno la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 52,1% nel totale dell’economia e del 38,1% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 25,2 mesi per l’insieme dei dipendenti e di 12,3 mesi per quelli del settore privato. Retribuzioni contrattuali :Variazioni % Retribuzioni Retribuzioni orarie Retribuzioni per dipendente

%(giu.2013/giu.2012) 1,5 1,6

%(gen.giu-2013/ gen-giu.2012) 1,4 1,4

IL CLIMA DI FIDUCIA - Clima di fiducia delle imprese (luglio 2013) A luglio l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator) espresso in base 2005=100, sale a 79,6 dal 76,4 di giugno. L’aumento dell’indice complessivo riflette il miglioramento della fiducia diffuso in tutti i settori economici oggetto di indagine: dalle imprese manifatturiere e di costruzione, a quelle del commercio al dettaglio e dei servizi di mercato. L’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere aumenta, passando da 90,5 di giugno a 91,7. I giudizi sugli ordini e le attese di produzione migliorano (da -39 a -37 e da -2 a 0, i rispettivi saldi); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da 1 a 0. L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento diffuso della fiducia: nei beni di consumo da 91,3 a 92,8, nei beni intermedi da 89,8 a 90,8 e nei beni strumentali da 91,1 a 92,5. L’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione sale da 71,1 di giugno a 76,5. Migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione (i saldi aumentano da -56 a -52 e da -27 a -20, rispettivamente). L’indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato sale da 70,7 di giugno a 75,6. Crescono i saldi dei giudizi e delle attese sugli ordini (da -29 a -27 e da -17 a -11, rispettivamente) e migliorano le attese sull’andamento generale dell’economia italiana. Nel commercio al dettaglio, l’indice del clima di fiducia sale da 80,9 di giugno a 82,1. L’indice diminuisce nella grande distribuzione (da 80,0 a 73,0) e aumenta nella distribuzione tradizionale (da 84,7 a 90,8). - La fiducia dei consumatori (luglio 2013) A luglio il clima di fiducia dei consumatori in base 2005=100 aumenta a 97,3 da 95,8 del mese precedente. Le componenti riferite al quadro economico e alla situazione personale migliorano (i relativi indici passano da 91,8 a 94,6 e da 97,7 a 98,7). Il clima corrente aumenta in misura significativa, da 92,6 a 96,1, mentre quello futuro mostra una lieve crescita (da 99,4 a 99,6). Migliorano i giudizi sulla situazione economica del Paese: il saldo passa da -133 a -128 mentre, per le previsioni, si registra una diminuzione del saldo da da -8 a -11. Quanto alle attese sulla disoccupazione si rileva un miglioramento delle aspettative, con una diminuzione del relativo saldo (da 78 a 68 ). Le valutazioni sulla situazione economica della famiglia migliorano (il saldo passa da -63 a -61 per i giudizi e da -18 a -16 per le attese). Il saldo dei giudizi sul bilancio familiare migliora (da -18 a -16). I giudizi sulle opportunità attuali di risparmio migliorano (il saldo passa da 132 a 134); mentre peggiorano le opinioni sulle possibilità future di risparmiare: il saldo passa da -41 a -51. Le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli migliorano: il saldo passa da -116 a 102. Il saldo dei giudizi sull’evoluzione recente dei prezzi al consumo è in aumento (da 44 a 49). Le valutazioni

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi dodici mesi indicano una diminuzione della dinamica inflazionistica (il saldo passa da 0 a -13). A livello territoriale, la fiducia migliora nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Mezzogiorno; peggiora lievemente al Centro. 8) APPENDICE DI DOCUMENTAZIONE: indici della produzione dei beni di consumo e investimenti pubblicitari Tav. A = Indici mensili della produzione industriale dei beni di consumo: 2007-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2007 98,9 109,0 116,4 100,8 113,8 108,9 117,5 71,1 116,1 119,1 115,5 96,1

2008 101,2 109,5 115,0 103,8 111,6 113,6 117,9 68,2 111,3 114,4 111,6 93,9

2009 92,2 99,4 99,5 90,0 104,1 102,6 111,1 65,2 106,0 108,5 107,8 92,4

2010 92,8 98,8 106,0 92,9 106,8 107,4 115,6 67,4 109,0 109,6 105,5 88,2

2011 88,0 97,6 107,1 97,7 107,5 103,8 112,9 70,1 102,9 103,9 102,8 87,4

2012 85,1 91,1 102,1 89,0 102,9 98,3 108,0 67,7 103,5 100,9 98,0 82,3

2013 86,0 91,9 97,1 83,7 99,9 95,1

Tav. B = Indici cumulati della produzione industriale dei beni di consumo: 2007-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2007 98,9 207,9 324,3 425,1 538,9 647,8 765,3 836,4 952,5 1071,6 1187,1 1283,2

2008 101,2 210,7 325,7 429,5 541,1 654,7 772,6 840,8 952,1 1066,5 1178,1 1272,0

2009 92,2 191,6 291,1 381,1 485,2 587,8 698,9 764,1 870,1 978,6 1086,4 1178,8

2010 92,8 191,6 297,6 390,5 497,3 604,7 720,3 787,7 896,7 1006,3 1111,8 1200,0

2011 88,0 185,6 292,7 390,4 497,9 601,7 714,6 784,7 887,6 991,5 1094,3 1181,7

2012 85,1 176,2 278,3 367,3 470,2 568,5 676,5 744,2 847,7 948,6 1046,6 1128,9

2013 86,0 177,9 275,0 358,7 458,6 553,7

Tav. C = Investimenti pubblicitari mensili (000 euro): 2008-2013 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2008 599.663 743.744 911.535 813.839 950.442 750.610 457.976 288.274 702.674 900.265 797.260 654.090

2009 486.008 591.179 753.429 673.769 801.414 637.640 399.352 240.288 616.375 789.820 766.164 650.539

2010 507.643 636.718 822.466 709.086 835.559 752.199 453.721 251.495 636.432 825.596 833.080 680.964

2011 509.457 627.060 788.315 716.566 809.612 631.030 420.558 252.410 677.892 829.917 797.887 661.591

2012 490.013 602.368 726.097 646.349 698.714 584.169 353.381 209.043 532.935 659.397 616.695 550.029

2013 414.257 498.688 563.525 528.079 627.578 488.034

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Rapporto del 20 agosto 2013, sui dati del giugno 2013

Tav. D = Investimenti pubblicitari cumulati (000 euro): 2008-2012 mesi gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

2008 599.663 1.343.407 2.254.942 3.068.781 4.019.223 4.769.833 5.227.809 5.516.083 6.218.757 7.119.022 7.916.282 8.570.372

2009 486.008 1.077.187 1.830.616 2.504.385 3.305.799 3.943.439 4.342.791 4.583.079 5.199.454 5.989.274 6.755.438 7.405.977

2010 507.643 1.144.361 1.966.827 2.675.913 3.511.472 4.263.671 4.717.392 4.968.887 5.605.319 6.430.915 7.263.995 7.944.959

2011 509.457 1.136.517 1.924.832 2.641.398 3.451.010 4.082.040 4.502.598 4.755.008 5.432.900 6.262.817 7.060.704 7.722.295

2012 490.013 1.092.381 1.818.478 2.464.827 3.163.541 3.747.710 4.101.091 4.310.134 4.843.069 5.502.466 6.119.161 6.669.190

2013 414.257 912.945 1.476.470 2.004.549 2.632.127 3.120.161

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Congiuntura e Pubblicità Rapporto giugno2013