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Anno 55 - Numero 12

Sabato 4 febbraio 2012

DIRETTORE FABIO NOARO

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Che disastro! Un solo punto nelle prime 4 giornate del girone di ritorno, stessa cosa con mister Baldini e situazione in classifica che si profila più difficile e rischia di trasformarsi in una vera agonia. Resta il fatto che si sorvola la posizione manifestando il bel gioco di Cagni, ma non si produce.

Editoriale

CHI COMPERA IL VICENZA? PER IL MOMENTO SI VUOL APRIRE LA BOCCA PER DARE ARIA AI DENTI E FARSI BELLI! Continua la telenovela di “Beautiful /Centovetrine” della cessione del Vicenza Calcio partita dalla cordata romana, rappresentata da Angelo Massone. L’avvocato romano era da tempo in pole position per l’ingresso in via Schio con un progetto sportivoimprenditoriale importante per il rilancio del Lanerossi. Confermava la volontà di portare avanti a Vicenza un progetto di investimento sportivo, finalizzato a gestire bene il club. L’altra cordata, invece, era rappresentata dal senatore Filippi il quale a più riprese aveva dichiarato di voler acquistare il Vicenza insieme ad altri soci. Ma sempre come figura centrale in grado di controllare direttamente tutte le scelte legate alla società. Altra cordata, ancora romana, rappresentata dal duo Alberto Gianni, imprenditore e Paolo Di Stanislao una colonna della Lazio: per 20 anni scout dei biancazzurri e scopritore di talenti. E, come se non bastasse, quella che continua circolare nei corridoi ma senza fondamenta, l’ingresso dell’odontoiatra Massimo Masolo con 25 milioni di euro, il 70% delle quote. I segnali nell’aria, anzi, sembrano quasi di frenata. Passano i giorni si coglie quasi uno stato di attesa, da parte di chi è disposto a vendere e di chi è intenzionato a comprare. Quale scenario, dunque, al di là di tante illazioni che spesso sconfinano nel gossip, nulla si sa con certezza, sull’identità di chi vuol comprare e sui motivi per cui vuole rilevare il Vicenza. Aprire la bocca per dare aria ai denti ha senso in questo momento? Il direttore responsabile

Vicenza se non superi il Citta ti assicuri un posto play-out! LUNEDI 6 FEBBRAIO H. 19:00 DERBY GELIDO AL “MENTI” TRA VICENZA E CITTADELLA . Cagni, sappiamo che è un tecnico preparato e navigato e, come tutte le persone, ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il suo Vicenza sembrava fosse uscito dall’influenza baldiniana, “un solo punto” dopo le prime 4 giornate e 3 dopo 8 gare, gli sono costate l’esonero e si diceva per colpa del caldo e per i primi calci di stagione, ma io c’ero ed era dell’altro state certi…) mentre ora, dopo quattro gare del girone di ritorno, un solo punto con il bresciano in panca. Non è guarito il Vicenza perchè va troppo a fasi alterne, poco concentrato e non sempre usa l’approccio giusto alla gara che per 8 giornate

Cagni dovrebbe sempre dire: “Stiamo giocando male e non mettiamo la grinta giusta” quando invece si difende così: “I miei ragazzi non girano più come prima e sbagliano l’approccio alla gara. Ma chi è l’allenatore?

di fila l’aveva contraddistinto. Partite inguardabili con Brescia, Sassuolo e Ascoli, qualche miglioramento col Torino. Alla fine il gelo con l’ennesimo ko rimediato sotto la neve dell’Olimpico, un autogol di Tonucci, un po’ di sfortuna ma classifica che rimane ferma con le squadre alle spalle che si fanno sotto tenendo conto che Modena, Albinoleffe ed Empoli hanno una gara in meno. L’Ascoli avrebbe 29 punti se non fosse partito con l’handicap di 7 punti e battendo martedì sera la Nocerina, con ogni probabilità gli ha tolto qualsiasi speranza di salvarsi, ma in compenso ha messo una bagarre sino al Vicenza, tutte per giocarsi gli spareggi play-out. (continua all’interno)

Baldini, disoccupato da alcune stagioni, col Vicenza voleva prendersi delle belle soddisfazioni. Purtroppo la sua avventurà finì dopo 8 giornate con appena 3 punti in classifica. Di sicuro non aveva più il carisma di un tempo.

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Sabato 4 febbraio 2012

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Calcio Vicenza. Contro il Cittadella rientra Martinelli. In campo anche i nuovi acquisti Pinardi, Brighenti e Bianco

Ora basta andare in… bianco Si decolla con Pinardi e Bianco segue dalla prima

IL PRES. CASSINGENA CHE PIACCIA O NO, VA RISPETTATO PERCHÈ CONTINUA TENERE A GALLA IL VICENZA QUANDO METÀ SERIE B E BUONA PARTE IN “LEGA PRO” PROSSIMAMENTE CHIUDERÀ I BATTENTI, VEDI TRIESTINA E PIACENZA.

A questo punto per il Vicenza, consapevole dei risultati in anticipo, visto che posticiperà lunedì sera nel derby col Cittadella, h. 19:00, potrà capire meglio come affrontare il roccioso e temibile avversario prefissandosi, per ovvie ragioni, un unico obiettivo, quello di superarlo per non trovarsi nelle sabbie mobili.

Senza nulla togliere alla società Cassingena che di suo ha già fatto tanto salvando a suo tempo il sodalizio, non gli si può chiedere di più. Arrivare ad insultarlo è un bruttissimo gesto da incivili. Vanno insultati i politici che per anni ci hanno derubato oppure quelli che ci hanno fatto del male. Un conto sono gli sfottò ma si deve portare rispetto alla gente che fa del bene. Se si vuol entrare nell’esperienza calcistica od altro, questa è un’altra cosa e lo sappiamo che non ne hanno, oppure iniziano ad incrementarla adesso, ma insultare una persona e pretendere, dopo certi sacrifici, mi sia consentito, il massimo rispetto. Può essere antipatico, oppure non si espone bene alla gente, questa è un’altra cosa, ma andare oltre non ha senso. Ma si sa che non tutti ragioniamo allo stesso modo in compenso le mamme dei cretini sono sempre incinte.

Vicenza che sarà ancora nel posticipo lunedì prossimo contro il Livorno diretta concorrente per la sopravvivenza. Insomma per Cagni è giunto il momento di dare un’altra svolta. Ora non si può più sbagliare, perché già entrati nella seconda fase del campionato, con il mercato già concluso e i

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Cassingena non merita certe critiche e contestazioni pur pagando di inesperienza calcistica.

Pinardi un giocatore di cui si parla molto bene è l’acquisto di questa settimana che ha già fatto il suo egregio debutto a Torino.

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pezzi arrivati nella quale si spera possano dare un contributo maggiore. L’avvocato procuratore Pasqualin dice che il Vicenza ne esce con un 7 dal calcio mercato invernale. Noi lo speriamo, ma lui, da buon vicentino qual’è, l’avrà detto per la signorilità che lo contraddistingue da sempre. I cronisti Sky, invece, han detto bene su Pinardi, (basta che le prodezze balistiche viste col Torino non siano state un fuoco di paglia, oppure la voglia di mettersi subito in mostra, perché non dimentichiamo che il giocatore non aveva più i 90 minuti sulle gambe) ma delusi perché speravano che affiancassero al buon Abbruscato, una delle due punte tra Tiribocchi o Moscardelli e quella sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La conferma di Paolucci lascia ammutoliti. Lui ha deciso di rimanere. Speriamo per cambiare atteggiamento altrimenti sarebbe solo un grande peso anche per lo spogliatoio.

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Sabato 4 febbraio 2012

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Critica costruttiva. Si continua a non essere obiettivi per la paura di perdere il posto. Fenomeni state attenti!

La cattiva informazione e le continue sviolinate! LA CATTIVA INFORMAZIONE DI QUALCHE TV E CERTA CARTA STAMPATA CHE CONTINUA SVIOLINARE ANCHE DAVANTI ALL’EVIDENZA. Manifesta quasi sempre il bel gioco di Cagni, fa i complimenti a tizio o a caio, in compenso sorvola le critiche del dopo gara del tecnico navigato bresciano contro i suoi giocatori (i panni sporchi si lavano in casa) e la posizione drammatica fattasi in classifica, quando alla resa dei conti sono solo prese in giro verso i tifosi come se questi signori non capissero nulla di calcio. Questa è “male informazione” come quella sulla società berica che da due anni a questa parte gli acquirenti sarebbero pronti a firmare. Anche qui nulla di concreto. Stessa cosa per coloro che scendono in campo che hanno acquisito il carisma e il carattere di Cagni. Non sono sempre gli stessi che aveva Baldini? Ti senti dire che col Torino sono stati dei fenomeni i biancorossi e col l’arrivo di Pinardi (un vero talento, che classe ragazzi è fortissimo, han riferito dalla tv durante la prestazione con i granata) la squadra appare decisamente più forte! Ce lo auguriamo con tutto il cuore, ma ci dimentichiamo sempre di un solo punto in quattro gare che vanno rovinare la media di quel filotto positivo di otto giornate con 16 punti racimolati. Ora basta con lamentele e scusanti. Bisogna riflettere sul solo punto conquistato nelle prime 4 giornate e far parlare di meno e pedalare di più gli addetti in campo e ammutolire certi commentatori,

La posizione del Vicenza Dopo 4 gare del girone di ritorno And P 2-0 0-1 1-1 0-1 4-2 1-1 2-2 0-2 1-1 2-1 2-1 2-1 1-0 3-1 0-1 2-2 1-1 0-3 1-0 2-2 0-0

0 0 1 0 0 1 1 0 1 3 0 3 0 3 3 1 1 3 3 1 1

Incontro BRESCIA - VICENZA VICENZA - SASSUOLO ASCOLI - VICENZA VICENZA - TORINO CITTADELLA - VICENZA VICENZA - LIVORNO CROTONE - VICENZA VICENZA - VARESE GROSSETO - VICENZA VICENZA - VERONA PADOVA - VICENZA VICENZA - ALBINOLEFFE JUVE STABIA - VICENZA VICENZA - GUBBIO SAMPDORIA - VICENZA NOCERINA - VICENZA VICENZA - PESCARA MODENA - VICENZA VICENZA - EMPOLI BARI - VICENZA VICENZA - REGGINA

Totale 26

cronisti o colleghi, nel continuare a nascondere i veri problemi di questo sodalizio che rischia di entrare in una crisi di risultati inguaiando maggiormente la posizione. Si apprezza il lavoro di Cristallini che fa il mercato in base alle risorse economiche di via Schio ma non si può pretendere che arrivino giocatori dalle grandi strategie, bensì solo quelli che scartano gli altri club e devi sperare che non siano infortunati, che si riprendino e noi ne sappiamo qualcosa. Quello che fa ancora riflettere che tutti aspettano con ansia le notizie calcio mercato dell’ultima ora dall’“Ansa” per poi uscire col TG Straordinario come se al Vicenza arrivassero dei talenti. Ma chi vuoi che prenda il Vicenza? Chissà che prima o poi questi atteggiamenti, proprio da provinciali, si usino per cose ben più serie e si finisca di prendere in giro la gente. Fabio Noaro

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Sabato 4 febbraio 2012

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Calcio serie B. Derby al Menti e all’Euganeo. Rischia il Padova che potrebbe perdere anche la vittoria col Torino

Se prima il Padova era sprint ora è da spritz! Nuovo ribaltone in vetta alla classifica dopo la quarta giornata di ritorno di serie Bwin. Adesso comanda il Pescara di Zeman che passa a Crotone conquistando la sesta vittoria consecutiva. Vince anche il Torino che batte il Vicenza e aggancia al secondo posto il Sassuolo, tornato con un pareggio a reti bianche dalla trasferta di Cittadella. Occasione sprecata per il Padova, a mani vuote dopo il match di Bari. Due i successi esterni; oltre al Pescara vince anche il Varese di Maran che a Livorno ottiene il settimo sigillo esterno stagionale. Da segnalare il ritorno al successo della Reggina dopo nove giornate. Si rimette in corsa salvezza l’Ascoli che inguaia la Nocerina. Giornata condizionata dal maltempo con due partite rinviate: Sampdoria-Empoli, quindi Modena-Albinoleffe che non ha potuto avere inizio. La neo capolista Sassuolo di Fulvio Pea deve accontentarsi del pareggio sul campo del Cittadella dopo ben quattro vittorie consecutive. Il colpaccio della giornata è quindi quello del Pescara: al 43’ un gran gol dell’ex primavera della Roma Florenzi aveva portato avanti il Crotone. Il Torino soffre ma supera di misura il Vicenza (1-0): si gioca nonostante la neve anche perchè il terreno dell’Olimpico è riscaldato e regge bene. Il Bari non vinceva dal 15 ottobre scorso e la ritrova contro un avversario di rango, ovvero il Padova, che esce ridimensionato da questo turno. Riscatto immediato per il Verona di Mandorlini che al “Bentegodi” supera il Grosseto: gialloblu scaligeri trascinati dal francese Lepiller che con una doppietta risolve personalmente il match già nella prima frazione. La Reggina torna a vincere dopo ben nove giornate (3-1). Il Varese si impone per 3-1 a Livorno. L’Ascoli rilancia le proprie chance salvezza vincendo il match spareggio contro la Nocerina, tornata già sabato scorso sotto la guida di Gaetano Auteri. Questa settimana spicca Pescara-Reggina con la squadra di Zeman che farà di tutto per mantenere il primato, mentre l’undici di Gregucci uscire indenne dall’Adriatico dopo la bella vittoria di martedì sera. Il Sassuolo, al secondo posto, non è detto che affrontando l’Ascoli abbia vita facile, tutt’altro e se ne renderà conto quanto ostico sarà la compagine bianconera pur essendo penultima. Rischia grosso anche il Torino contro il rullo compressore Brescia che alla guida di Calori ha sempre vinto e mai subito un gol. Eccoci al derby decantato fra Padova-Verona

con i biancoscudati umiliati a Bari e scaligeri decisamente più squadra e continui. Patavini in allarme perché se perderanno ancora terreno e puniti per la mancanza di luce nella gara col Toro, saran solo dolori altro che gioie e sogni.

A

RISULTATI 4^ GIORNATA RITORNO

R

1-0 1-2 1-2 0-2 1-0 0-1 1-0 3-1 2-0 0-2 3-1

TORINO - VICENZA MODENA - ALBINOLEFFE VERONA - GROSSETO CITTADELLA - SASSUOLO BRESCIA - JUVE STABIA BARI - PADOVA ASCOLI - NOCERINA SAMPDORIA - EMPOLI LIVORNO - VARESE CROTONE - PESCARA REGGINA - GUBBIO

1-0 n.d. 2-0 0-0 0-0 3-1 1-0 n.d. 1-3 1-2 3-1

CLASSIFICA 51 50 50 47 44 38 36 35 35 33 33

PESCARA SASSUOLO TORINO VERONA PADOVA VARESE REGGINA BARI*** BRESCIA JUVE STABIA ** GROSSETO

SAMPDORIA CITTADELLA VICENZA LIVORNO CROTONE **** MODENA ALBINOLEFFE GUBBIO ASCOLI * EMPOLI NOCERINA

31 31 27 26 25 24 23 23 22 22 17

* - 7 punti | ** - 4 punti | ***- 2 punti | **** -1 punto Modena, Albinoleffe, Sampdoria ed Empoli una gara in meno

Zeman uno dei più forti allenatori in Italia. Le sue squadre divertono a suon di gol e spettacolo. Il tecnico boemo è uno scopritore di talenti.

Taccuino Le partite della 5^ giornata di ritorno La serie B gioca sabato 4 febbraio, ore 15:00 Posticipi lunedì 6 febbraio, ore 19:00 Vicenza-Cittadella lunedì 6 febbraio, ore 21:00 Brescia-Torino

Le partite della 6^ giornata di ritorno Sampdoria-Albinoleffe; Verona-Ascoli; Cittadella-Brescia; Reggina-Empoli; Crotone-Grosseto; Varese-Gubbio; Pescara-Juve Stabia; Torino-Nocerina; ModenaPadova; Bari- Sassuolo; Livorno-Vicenza

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A

5^ GIORNATA DI RITORNO

1-0 1-1 2-4 1-2 0-3 1-1 2-4 0-0 0-0 1-2 2-2

SASSUOLO - ASCOLI NOCERINA - BARI VICENZA - CITTADELLA EMPOLI - CROTONE JUVE STABIA - LIVORNO GUBBIO - MODENA PESCARA - REGGINA GROSSETO - SAMPDORIA BRESCIA - TORINO ALBINOLEFFE - VARESE PADOVA - VERONA

Classifica marcatori serie B 17 Immobile; 15 Sansone,; 13 Abbruscato, Sau, Tavano; 12 Sansovini; 11 Sforzini; 10 Jonathas; 9 Castaldo, Cocco, Insigne, Papa Waigo; 8 Pozzi; 7 Ceravolo, Dionisi, Maah, Missiroli; 6 Bertani, Boakye, Cacia, Calli, Campagnacci, Caputo, Caridi, Ciofani, Cutolo, Greco, Paulinho, Ragusa; 6 Alfageme, Antenucci, Bianchi, Cascione. Catania, Cellini, Danielvicius, De Luca, Feczesin, Fiorenzi, Graffiedi, Hallfredsson, Pichlmann, Ruopolo, Sgrigna.


Sabato 4 febbraio 2012

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All’andata idi granata rifilarono quattro ceffoni al Vicenza guidato da Baldini mettendolo in ginocchio Avversario Calcio Triestina, di turno. l’avversario turno.

Il grande Cittadella non guarda in faccia nessuno E bravo Citta. I granata escono indenni dalla prova capolista. Contro il Sassuolo dei miracoli, capace di comandare il campionato fino alla gara con i ragazzi di Claudio Foscarini, i granata deliziano il Tombolato con una prova stoica che vale un pareggio che sa tanto di successo. Non era facile reagire dopo la scoppola di Trevisan costata il derby di sabato a Padova. Invece questo Cittadella si risolleva subito imponendo lo 0-0 niente meno che ai neroverdi di Fulvio Pea. Non rischia nulla il Cittadella che ora arriva al Menti di Vicenza con il morale alto. Ci si aspettava forse di più dal tanto osannato Sassuolo. Ma il merito va scritto anche ad un Citta concreto e mai in affanno. Bravo a Foscarini che pareggia con merito il duello col collega Pea. Una partita a scacchi bella e davvero intrigante per gli amanti delle strategie e della tattica. BLOCCATO. Lo si sapeva dalla vigilia. Quello con il Sassuolo capolista non poteva essere un match facile. Vuoi per la posizione di classifica dei neroverdi. Vuoi per la disposizione tattica. Il tecnico sassolese Pea propone un 3-5-2 che costringe il Cittadella sull’attenti. I granata, in campo con l’ormai caro 4-3-3, devono ragionare e ripartire quando il Sassuolo concede quei pochi varchi. L’aveva detto Foscarini: «Dobbiamo essere bravi a non aver fretta». E il Cittadella giustamente di fretta non ne ha. Così il Sassuolo deve costruire gioco e puntare con la forza dei talenti la porta di Alex Cordaz. Con una temperatura gelida e davvero poco pubblico sugli spalti (non sono presenti neanche tutti gli abbonati) ci vogliono azioni davvero ficcanti per risvegliare le emozioni. A regalarle nella prima frazione di gioco è soprattutto il Sassuolo che manda in vetrina per ben due volte Missiroli, il super acquisto del mercato invernale (3 milioni). L’ex Reggina ci prova al 2’ con una gran botta che Cordaz respinge come sempre da campione. E al 6’ sottomisura con la difesa granata che sbroglia. E dove non punge Missiroli punge Sansone, 15 gol in stagione, con una deliziosa punizione che termina di un soffio a lato. Nonostante questo e nonostante le pesanti assenze di Busellato e Di Carmine, il Citta tiene egregiamente il campo, rendendosi pericoloso nel finale di tempo con una conclusione di Di Nardo sul fondo. PAURE. Lo 0-0 pare stare bene ad entrambe le squadre e i ritmi nella ripresa non salgono, anzi per larghi tratti si gioca

I giocatori del Cittadella festeggiano dopo il goal di Maah capace di insaccare all’andata per ben due volte nella porta difesa dal forte Frison. al rallentatore. La tattica giusta per il Citta che continua a rischiare davvero pochissimo. Tanto che la prima della classe fatica davvero tanto a rendersi pericolosa. Merito di un centrocampo granata che con Vitofrancesco, Paolucci e Schiavon corre e dà filo da torcere ai 5 sassolesi. In attacco sono davvero poche le palle giocabili per i tre d’attacco granata Di Roberto, Maah e Di Nardo. Devono anche loro sacrificarsi per la causa per portare a compimento l’opera di annientamento di un Sassuolo che quando spinge mette sempre paura. Con questo filone tattico e con un freddo che cresce e che non consente certo grosse accelerazioni, ci vogliono così le palle inattive per impensierire i due portieri. Al 65’ è la gran botta di Magnanelli ad impegnare Cordaz. Mentre 4’ più tardi tocca a Schiavon provarci per il Cittadella con Pomini abile a deviare il suo rasoterra. Poi non succede più niente e la gara si trascina stancamente al fischio finale con un giusto 0-0. RIECCOLO. E negli ultimi 20’ si rivede anche Tommaso Bellazzini. Dopo la tribuna di Padova e la fine del mercato, il talento granata è rimasto a Cittadella. Adesso ciclo terribile: dopo il Vicenza ci sarà il Brescia del grande ex Piovaccari.

Paolucci il nuovo acquisto del Cittadella assieme al suo diesse Marchetti.

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Sabato 4 febbraio 2012

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Un tecnico serio e preparato praticaGiuliani un buonsconfitti calcio ma nonRocco è maidal arrivato un grossoposto club alche Nereo Toro ad e all’ultimo L’intervista. Calcio Triestina, l’avversario di che turno.

Foscarini si sta prendendo delle belle soddisfazioni FOSCARINI UN SIGNOR TECNICO CHE HA SEMPRE OTTENUTO MAGNIFICI RISULTATI E A FINE STAGIONE POTREBBE LASCIARE IL CALCIO.

Ecco le parole alla vigilia del derby del tecnico del Cittadella Claudio Foscarini: “Questo è un derby dal sapore diverso rispetto agli altri, Vicenza e Cittadella seguono direzioni e obbiettivi simili in campionato. “Noi cerchiamo la continuità di risultati, non abbiamo l’apprensione di fare risultato e andiamo per la nostra strada. È un derby non decisivo, nessuno ha l’acqua alla gola. Cerchiamo la buona prestazione, ricercando il bel calcio. Non abbiamo timori e c’è la volontà di fare bene, sicuramente sarà una bella gara”. Sulla squadra del Vicenza: “Quest’anno la vedo molto più squadra, magari non sempre riesce ad esprimere un bel calcio e non esalta, ma con Cagni ha continuità e reagisce sempre nei momenti di difficoltà con belle prestazioni, come è stato quel filotto di otto gare utili di fila. Ovvio che non sempre fila per il verso giusto ma i ragazzi biancorossi sanno quello che vogliono e di sicuro faranno di tutto per assicurarsi la posta in palio”. Su Paolucci e gli 11 che verranno schierati: “Paolucci s’è visto, un acquisto con i fiocchi. Busellato può giocare e sarà convocato. Il suo ruolo può cambiare con l’innesto di Paolucci? Può agire al centro o sulla destra, spostare un giocatore di dieci metri mi cambia poco ai fini del gioco, può interdire e costruire. Modulo? Ultimamente abbiamo una continuità, possiamo giocare con i 4 o con i 3 in mezzo”. Capitolo infortunati: “De Vito è lungo degente, Di Carmine ha uno stiramento, anche Martignano sarà out”. Un pronostico? “No non faccio pronostici, ma guai a partire con remore o la cognizione di non fare risultato, se dovessi percepi-

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re una cosa del genere da parte dei miei ragazzi lascerei qualcuno in panchina. Noi possiamo fare risultato con tutti, sopperendo con la motivazione al gap tecnico”. In chiusura, chi toglierebbe al Vicenza? “Si fa presto a dire, sono curioso però di vedere la mia squadra contro il Vicenza dopo la prestazione col Sassuolo, non dobbiamo abbassare gli occhi, il calcio è bello anche per questo e mi auguro sia una bella partita di calcio e di talenti”.

Foscarini continua a raccogliere magnifici risultati col suo Cittadella. La gente lo stima per la sua serietà e professionalità. Peccato i grandi club non l’abbiano mai contattato e si vocifera che a fine stagione potrebbe dare l’addio al calcio. Sarebbe una grossa perdita.

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PROBABILI FORMAZIONI | VICENZA - CITTADELLA | lunedì 6 febbraio - ore 19:00

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Allenatore Luigi Cagni A disposizione in panchina: Acerbis, Giani, Bianco (Bastrini), Possebon, Botta, Bariti (Gavazzi), Maiorino (Paolucci)

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Vitofrancesco Scardina

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Soligo Augustyn Gavazzi (Bariti) Brighenti

Allenatore Claudio Foscarini A disposizione in panchina: Pierobon, Baselli, Gorini, Branzani, Carra (ex), Job, Bellazzini,

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Sabato 4 febbraio 2012

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Mostre. A Reggio Emilia, un percorso di opere dal fascino orientale che suggestionarono la pittura italiana nel secondo ‘800

Incanti di terre lontane Reggio Emilia, Palazzo Magnani Dal 4 febbraio al 29 aprile 2012

All’inizio fu l’Oriente vicino, l’esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell’estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli. Ed è su questo lontano Oriente, lo stesso che diviene popolare grazie ai romanzi d’avventura popolati da tigri o dal fumo conturbante dell’oppio, lo stesso che ammaliò tutta Europa grazie alle delicate armonie dei racconti e delle incisioni giapponesi, che si sofferma la grande mostra che Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, promuove con il titolo “INCANTI DI TERRE LONTANE. HAYEZ, FONTANESI e la pittura italiana tra otto e novecento”. Un titolo articolato per dar conto delle diverse anime che danno vita a questa affascinante esposizione. I due protagonisti innanzitutto, Hayez e Fontanesi. L’Oriente del primo è quello vicino, mediterraneo, non direttamente vissuto ma sapientemente evocato. Quello del secondo, invece, è l’Oriente estremo, o almeno un lembo di esso, il lontano Giappone, regno che lo ospitò a lungo, onorandolo, e che lui a sua volta volle onorare. Intorno ai due, i molti altri che lungo gran parte di questo secolo, l’Ottocento appunto, hanno descritto gli incanti, le malie di terre ai più ignote e per questo ancora più affascinanti. Un centinaio di opere degli Orientalisti italiani, con molte novità. A partire dalla presenza, straordinaria di alcuni dei più importanti dipinti di Francesco Hayez. A Palazzo Magnani si potranno infatti ammirare l’Odalisca della Pinacoteca di Brera, la Ruth delle Collezioni Comunali di Bologna e Un’odalisca alla finestra di un Harem di una nota collezione privata. La mostra dà conto della ventata d’Oriente che suggestionò la pittura italiana nel secondo ‘800 riconoscendo come punto d’avvio, non unico ma certo particolarmente importante, Francesco Hayez. Da Parma, prima Alberto Pasini e poi Roberto Guastalla, il “Pellegrino del sole”, percorsero carovaniere e città per raccontare questi altri mondi. Il se-

condo lo fece portandosi dietro, oltre a tavolozza, cavalletto e pennelli, anche uno strumento nuovo, la macchina fotografica. Da Firenze parti alla volta dell’Egitto Stefano Ussi che subito dopo l’apertura del Canale di Suez, lavorò per il Pascià prima di trasferirsi in Marocco. Al fascino della scoperta che si fa suggestiva visione di mondi “altri” soggiacquero Eugenio Zampighi, Pompeo Mariani, Augusto Valli, Giulio Viotti, Achille Glisenti, Giuseppe Molteni, a conferma della trasversalità e del dilagare in tutta la penisola di un’affascinante attrazione. Dall’Orientalismo non sfuggì certo il Mezzogiorno d’Italia. Ne fu testimonianza, a Napoli, Domenico Morelli che, senza mai aver messo piede nei territori d’oltremare, descrisse magistralmente velate odalische, figure di arabi, mistiche atmosfere di preghiere a Maometto. Visioni esotiche soffuse di raffinato erotismo si ritrovano anche negli olii scenografici di Fabio Fabbi, del siciliano Ettore Cercone e del pugliese Francesco Netti. Quest’ultimo in particolare, di ritorno da un viaggio in Turchia, si dedicò alla produzione di opere orientaliste di tono intimista, come per esempio Le ricamatrici levantine, venate

FRANCESCO HAYEZ: Ruth, 1853 Olio su tela, 138 x 100 cm Bologna, Collezioni Comunali d’Arte

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dallo stesso “garbo mediterraneo”, presente nelle odalische di Morelli Diversa critica ha voluto, nel tempo, attribuire all’esperienza in Giappone di Fontanesi uno scarso valore in termini di ricaduta sulle sue modalità espressive e stilistiche e per certi versi ciò corrisponde a verità. Ma un altro aspetto va sicuramente sottolineato. Nessun pittore dell’Ottocento europeo ha mostrato di possedere meglio di Fontanesi una intensa consonanza con alcuni elementi della poetica e dell’estetica orientale, giapponese nello specifico, per quanto attiene, ad esempio, all’interpretazione del rapporto uomo/natura e a una visione profonda del mondo. Questa affinità elettiva tra Fontanesi e l’Oriente, sebbene forse non del tutto meditata e consapevole, emerge in modo evidente se si analizza la vicenda artistica del pittore dalla sua formazione alla maturità, con uno sguardo attendo alla sua esperienza in Giappone. Un soggiorno che lo vide protagonista nella Tokyo del periodo Meiji che mostrava una crescente apertura nei confronti dell’Occidente, proprio nel momento in cui in Europa si poteva assistere all’ampia diffusione in arte del gusto “orientalista” in particolare in pittura. L’attenzione dell’arte italiana per lo stile e le atmosfere naturalistiche estremo orientali era, sul finire del secolo, davvero notevole. Si innestava sulla “moda” del giapponismo che ha affascinato nel corso dell’Ottocento tutta Europa grazie in particolare alla diffusione delle raffinate stampe giapponesi ukiyo-e di artisti quali Utamaro, Hiroshige e Hokusai, che vengono avidamente collezionate da intellettuali, mercanti d’arte e, naturalmente, artisti. Molti artisti italiani compirono viaggi di lavoro, chiamati dai governi locali a portare la loro arte in quelle “remote contrade” e ebbero modo di comprenderne a fondo la cultura, i valori coloristici e le atmosfere che restituiranno in modo intenso nei loro schizzi e dipinti, con una capacità di penetrazione e racconto molto lontane dall’approccio “in stile” che aveva caratterizzato la moda europea. Così Fontanesi in Giappone. Così Galileo Chini, nel favoloso Siam dove si recò insieme all’architetto torinese Annibale Rigotti, tra il 1911 e il 1914, per partecipare alla fastosa decorazione del Palazzo del Trono a Bangkok. E con Chini, Salvino Tafanari che con lui aveva già lavorato a Firenze e che qui venne incantato dalla flessuose danzatrici dell’isola di Giava, esempio fra i molti di artisti italiani stregati dal mal d’Oriente, malia che trasmisero in patria, in una meravigliosa contaminazione di cui la mostra reggiana è superba testimonianza. www.studioesseci.net


Sabato 4 febbraio 2012

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Musica. Incontro con la polistrumentista e compositrice thienese, mix d’umiltà e di pura creatività

Il talento musicale di Annamaria Tonini (di Andrea Turetta)

Annamaria ama l’arte musicale ed è una di quelle artiste talentuose che coltivano il loro sogno e seguono un percorso per passione nonostante non manchino le difficoltà. Attraverso lo studio ed il perfezionamento, si possono raggiungere buoni traguardi. Lei, come potremo leggere nell’intervista che segue, è apprezzata polistrumentista e compositrice. Proviamo quindi a conoscerla meglio attraverso le sue parole… Partiamo dalla classica domanda: com’è nata la tua passione per la musica? All’età di 7 anni ho iniziato con il pianoforte e da qui è nata la mia passione, che poi è maturata in esigenza all’età circa di 15 anni. Nel tempo ti sei dilettata nel suonare più strumenti musicali. Sei partita con lo studio del pianoforte per poi passare alla batteria. Quindi, non solo melodia ma anche molto ritmo… Sì, esatto. Mi piaceva molto la batteria, infatti ho iniziato a studiarla e sono andata avanti e perfezionarne lo studio.

Contemporaneamente avevo anche il gruppo musicale e mi ricordo che pur di suonare la batteria, suonavo in più gruppi dove i generi musicali erano diversi tra loro dal ballo liscio, poi il rock e ancora il blues ecc. Dalla batteria, ho iniziato a suonare la chitarra che suono tuttora. Inoltre, da circa 7 anni suono il basso e da 3 anni sto studiando il violino. Uno strumento che mi gratifica ancora più degli altri. Lo studio dei vari strumenti dev’essere costante nel tempo e prevede continui aggiornamenti. Immagino, però possa dare in cambio maggior sicurezza sul palco... Sì esatto. Lo studio degli strumenti a mio parere deve essere, possibilmente, giornaliero. È ovvio, che non essendo la mia primaria professione, il tempo libero che ho a disposizione durante la giornata lo dedico alla musica; pensa che cerco di dedicare a questa passione un paio d’ore al giorno tra basso e violino tra l’altro, per il violino, dedico molto più tempo, in quanto non è facile come strumento e chiaramente più studi, più sicurezza acquisisci per suonare a serate e concerti. A proposito di palco… hai qualche live che ti è rimasto particolarmente nel cuore? Si in due situazioni dove ho suonato il basso. Nella prima ero con due amici - tastiere e chitarra - e, senza aver fatto nessuna prova tra di noi, abbiamo suonato, ci siamo divertiti e veramente siamo stati soddisfatti perché, le persone presenti, ci hanno ringraziato per le emozioni che siamo riusciti a esprimere. La seconda situazione sempre al basso, con un gruppo completo quando, alla fine gli spettatori presenti hanno commentato la nostra performance complimentandosi con un particolare apprezzamento verso la bassista. Ad oggi, ti sei occupata anche di composizione. Hai quindi parecchi brani “nel cassetto”, ora mancherebbe qualcuno che li prendesse in serio esame per l’incisione… Si, ho scritto anche dei brani, ed hai ragione, mancherebbe qualcuno che li prendesse seriamente in considerazione ma purtroppo, in questo ambiente oltre alle case discografiche, ci sono persone (ad esempio alcuni produttori…) che lasciano molto a desiderare. Dico questo, perché, ho avuto l’esperienza diretta purtroppo negativa e finchè girano persone così non ti puoi fidare. In linea di massima, come nasce invece, un tuo brano? Quando ho l’ispirazione di scrivere qualcosa, mi siedo al pianoforte e da lì scrivo quello che sento, ma sono momenti… Può passare del tempo, come pure venirti l’ispirazione in cinque minuti. A proposito di queste canzoni, ti farebbe piacere portarle al successo direttamente o potrebbe essere interessante anche farle cantare a qualche altro artista? Di farle cantare e creare un progetto con un artista è quello che sto cercando di fare se troverò però le persone giuste. Ormai, da tanti anni ti occupi di musica. Come vedi cambiato questo mondo, dai tuoi primi anni di attività ad oggi? Il mondo discografico sinceramente non lo conosco particolarmente ma so che è un ambiente molto difficile; lo era una volta, ma lo è maggiormente ora. I momenti non proprio belli che sta attraversando la musica e la discografia, sono dovuti solo ad un discorso economico oppure ad una carenza di nuove idee? Personalmente devo dire che non ho intrapreso l’attività di musicista professionista (anche se potevo) in quanto avevo già un lavoro che mi piaceva e che tuttora svolgo, mentre sento da musicisti professionisti che conosco che la qualità delle cose premia sempre. Se un musicista,

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Via Masere, 27 - 36016 THIENE (VI) CELL.340/7305022 un insegnante, una qualsiasi persona, nella vita di ogni giorno, si comporta correttamente e onestamente, non ha nulla da temere. Oggi, per decidere di intraprendere la carriera musicale, bisogna essere spinti da una grande passione. Non si può più dire che chi decide di fare il cantante lo faccia per denaro; teoricamente, ciò dovrebbe favorire gli artisti che hanno davvero qualcosa da dire… Sicuramente, voci talentuose ce ne sono così come gruppi musicali (e ne conosco parecchi) ma specie dalle nostre parti c’è molto protagonismo. Non parlo tanto di voci o gruppi musicali tengo a precisare ma ci sono persone che vogliono mettersi in gioco in situazioni musicali solo per apparire o solo per far sapere che hanno creato loro un determinato progetto. Personalmente, avrei “nel cassetto” due progetti per delle situazioni musicali, ma quando tra persone c’è l’invidia, l’essere protagonisti da soli, di certo non aiuta nessuno. In generale, credi siano utili i riconoscimenti per un artista? Quantomeno per sapere se la strada da lui scelta è apprezzata o meno, dalla critica e dal pubblico… Si, sicuramente sono utili e danno una spinta ad esprimersi sempre meglio. Cosa dà il pubblico all’artista? Affetto, sicurezza, gioia. Vuol dire che quello che tu stai esprimendo attraverso il canto, oppure suonando, il pubblico l’apprezza. Quanto è difficile comunicare in maniera chiara ed al tempo stesso con testi profondi? A questa domanda non so risponderti in quanto, scrivo personalmente solamente musica e non testi. Sei polistrumentista e compositrice. Sogni mai di diventare un giorno direttore d’orchestra? Non ci ho mai pensato, vedremo… Ci sono degli artisti che ti hanno fatto desiderare d’intraprendere una carriera di tipo artistico con le loro canzoni? Mi piacciono molto Adele, Joss Stone, John Legend, Giorgia ed altri che però ora non mi vengono in mente. Per chiudere, c’è qualche suggerimento che ti sentiresti di dare a chi desidera seguire una carriera di tipo artistico-musicale? Se costui-costoro ha-hanno questa passione, di continuare ad esercitarla, ché la musica è gratificante, gioiosa e ti riempie di emozioni.


Sabato 4 febbraio 2012

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Cinema. Intervista con la sensibile e determinata attrice Valentina Ciccone, siciliana DOC e showgirl di talento

Valentina con grinta “Da bambina scrivevo poesie e suonavo la chitarra ma quando vidi Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore, mio conterraneo, ebbi una vera e propria chiamata artistica”.

(di Andrea Turetta)

Valentina Ciccone è una bellissima attrice e showgirl siciliana. Recentemente, ha cambiato look decidendo di cambiare il suo colore di capelli biondo platino con un altro ben più deciso e grintoso: il nero corvino a sottolineare di non essere una bambolina di porcellana ma al contrario di essere sì una donna sensibile e dolce ma nel contempo pure forte e determinata. Ecco cosa ci ha raccontato, nell’intervista gentilmente concessa…

Siamo ormai entrati nel 2012… Ma, per iniziare… Cosa salveresti dell’anno appena trascorso e cosa invece preferiresti lasciare da parte? Guarda, per iniziare salverei tutto! (ride) Comunque, scherzi a parte, il 2011 è stato un anno meraviglioso per me visto che ha anche sancito il mio debutto cinematografico. Per il resto, che dirti? Il negativo io lo rimuovo in fretta e poi- per fortuna- ce ne è stato ben poco! All’inizio dell’anno, un po’ tutti fanno dei propositi… Quali sono i tuoi? Io faccio continuamente dei propositi ma il proposito numero uno è, se così si può dire, quello di studiare tanto e di non sentirsi mai arrivati. Si può dire che stiamo vivendo dei periodi di austerità… Chi lavora nel mondo dello spettacolo come vive il periodo difficile del nostro Paese? Questi periodi aiutano a farci rimanere con i piedi per terra. Poi io, come avrai certamente capito, sono positiva di indole e non amo affatto starmene con le mani in mano quindi qualcosa da fare o a cui pensare lo trovo sempre. Ci sono state delle persone che hanno creduto in te fin da subito? Sì, ce ne sono state! In primis vorrei ringraziare di tutto cuore la mia amata sorella gemella Daniela perché senza di lei non sarei mai- e dico mai- andata da nessuna parte. Poi un grazie sincero lo rivolgo a tutti i fotografi che mi hanno immortalata in questi mesi. Infine il grazie più grande lo rivolgo a Laura Gorini, una persona per me speciale che non svolge solo il ruolo di mio ufficio stampa, ma anche di consigliera e di amica. E’ per me una terza sorella, che ama consigliarmi, curare la mia immagine e mettermi in guarda da molti furbacchioni! Con lei mi sento protetta e al sicuro.

Il successo è merito della professionalità, di un pizzico di fortuna o che altro? Il successo secondo me è merito del destino! Prima o poi ti bussa alla porta ma sta a te riconoscerlo quando bussa. Io ci ho sempre creduto e ho cominciato molto presto a studiare.Credo di meritare di più ma sono sicura che arriverà presto! Si parlava poc’anzi di persone importanti per la tua carriera… Recentemente è nato un bel sodalizio artistico con la fotografa Monica Zora… Monica è stata importante in quanto ha saputo regalarmi un’immagine molto più vissuta, dark, glamour e non da bambolina come avevano fatto in passato gli altri fotografi! Immagino che il mondo dello spettacolo, del cinema o della tv, fosse nei tuoi sogni già da bambina… Cosa ricordi di quegli anni? Hai immaginato bene! Da bambina scrivevo poesie e suonavo la chitarra, ma quando vidi “Nuovo Cinema Paradiso” del grande Giuseppe Tornatore, mio conterraneo, ebbi una vera e propria chiamata artistica! Da quel momento mi iscrissi ad un laboratorio teatrale e non mi sono più fermata!

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Hai avuto modo di partecipare a parecchi stage, scuole di recitazione ecc. Quali sono le cose che si possono apprendere in tali occasioni che poi possono rivelarsi utili quando si passa all’”azione”? Dalla tecnica alla conoscenza di sé. È solo un percorso assai doloroso perché devi inevitabilmente riaprire delle ferite dentro di te che non sempre vorresti riaprire!

In famiglia, c’è anche tua sorella che si muove in ambito artistico, so che avete un buon rapporto e che vi sostenete un po’ a vicenda… Mia sorella Daniela ha iniziato per caso. Mi ha accompagnato ad un provino per il cinema e siamo state prese tutte e due! Ha avuto un piccolo ruolo drammatico accanto a me ed è stata bravissima. Ma non farmi dire altro, dai! Adesso interpreterà un ruolo in un horror! Sta studiando; è un po’ insicura ed è incerta riguardo al voler fare realmente l’attrice. Secondo me è solo inconsapevole della sua bellezza, del suo talento e delle sue motivazioni. Ma io sono sicura che presto cambierà atteggiamento e che avrà successo! E’ una ragazza molto semplice, dolcissima e una vera rompiscatole, ma non potrei fare a meno di lei! Il nostro rapporto è unico, dal momento che io e lei siamo gemelle e quindi una cosa sola!

Spesso si dice che chi svolge dei lavori di tipo artistico abbia poco tempo da dedicare a sé ed alla propria famiglia. È solo una questione di sapersi organizzare o è davvero complicato gestire il tutto? Ormai riguarda tutti, sai? Siamo sempre di corsa ma con un pizzico di buon senso ci si può organizzare. E comunque io credo nella qualità di un rapporto non nelle quantità, ovvero nel numero delle volte che ci si vede!

Hai avuto modo di lavorare sia per films e programmi tv che per il cinema. In genere, tra attori o attrici e registi c’è un rapporto di reciproca collaborazione, o chi recita si affida totalmente al regista di turno? In realtà si tende ad imporre un po’ tutto… Io amo proporre e in genere vengo ascoltata. Bisogna fidarsi delle persone con le quali si collabora mantenendo sempre la propria personalità e soprattutto dignità!

Quali passioni coltivi oltre a quella per la recitazione? Amo viaggiare e le mie mete preferite sono gli Stati Uniti, il Kenya e la Thailandia. I primi li amo perché sono davvero avanti rispetto a noi, del secondo adoro i colori, i bambini, le strade non asfaltate e i suoi odori. E- infine-

La competizione tra attrici è molto forte o spesso c’è pure posto per delle collaborazioni? Purtroppo le altre attrici mi odiano. Io non sono un’invidiosa! Evidentemente è un problema loro! Ho rapporti fantastici con alcuni attori, ci diamo tanti consigli a vicenda e ci sentiamo ogni giorno! Cosa consigliare a chi desidera intraprendere la carriera di attrice? Credere nei propri sogni e vivere intensamente la propria vita come in buona parte ho fatto io! Sei soddisfatta per quanto raccolto finora in ambito artistico? Sono molto soddisfatta in quanto ho raggiunto tutto quasi da sola fidandomi del mio istinto, ma adesso si gioca seriamente e vorrei che qualcuno lo apprezzasse e mi aiutasse concretamente perché questa è una professione molto dura! MySpace dell’artista: www.myspace.com/valentinaciccone Le foto sono della fotografa Monica Zora Si ringrazia per la gentile collaborazione Laura Gorini


Sabato 4 febbraio 2012

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Libri. Veronica Pivetti e Patricia Cornwell, questa settimana in libreria con le loro ultime fatiche letterarie

Ho smesso di piangere La mia odissea per uscire dalla depressione non si può descrivere.

Veronica Pivetti Fondato nel 1957 da Claudio Noaro

Il problema vero della depressione è che non la puoi raccontare, non la puoi descrivere. È invisibile. E non è uguale per tutti. Ma per tutti è un male profondo e assoluto. E va affrontata, perché tanto non si scappa. Anche per questo Veronica Pivetti ha deciso di condividere con noi il suo momento buio. E lo fa con toccante onestà, senza censurare i momenti dolorosi che, come spesso accade nella vita, finiscono per diventare involontariamente molto comici. ‘‘Lei è malata, la sua tiroide non funziona più’’: questo si è sentita dire Veronica nel lontano 2002. Era così. La sua tiroide ha cominciato a dare i numeri, si è starata e l’ha traghettata verso una forte depressione, complici alcuni farmaci sbagliati che le erano stati prescritti. Così è iniziata la sua odissea medica. Alcuni dottori l’hanno salvata, altri massacrata, alcuni le hanno ridato la vita, altri gliel’hanno tolta. E finalmente, nel 2008, Veronica ha incominciato a rivedere la luce e a uscire da questo micidiale periodo nero. Sono stati sei anni infami, “anni nei quali mi sono detta continuamente che era inutile vivere così. Il tempo triste sembra sempre tempo perso”. Anni difficilissimi che, però, non sono passati senza lasciare un segno. “Una volta ero perfettamente funzionante, ero nuova di trinca. E credevo che fosse quella la verità. Ora sono un po’ rattoppata, ho un’anima patchwork e una psiche in divenire. Ed è questa la verità. Ma va bene così, perché la vita si fa con quello che c’è, non con quello che vorremmo.”

EDITORE Edizioni TAEV di Fabio Noaro Strada Ca’ Balbi, 230 - 36100 Vicenza Direttore Responsabile Fabio Noaro REDAZIONE Strada Ca’ Balbi, 230 - 36100 Vicenza tel 0444 912331 - fax 0444 912373 Art Director Roberto Scattolin Direttore Commerciale Susanna Noaro Redattori Andrea Turetta, Luca Turetta GRAFICA E IMPAGINAZIONE

scatto@scattoartdesign.it STAMPA UTVI Tipolito Srl - Vicenza

Registrazione al Tribunale di Vicenza n.98 del 28/10/1957 Iscrizione al ROC n. 11438

nofa@sportvicenza.com www.sportvicenza.com

L’AUTORE

duzione insieme a Raimondo Vianello ed Eva Herzigova del Festival di Sanremo e molte fiction di successo, fra cui “Commesse”, “Il maresciallo Rocca”, “Provaci ancora Prof!” e “La ladra”.

Veronica Pivetti, classe 1965, è attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva e radiofonica. È conosciuta dal grande pubblico per il film di Verdone Viaggi di nozze, la con-

COLLANA Ingrandimenti Varia PAGINE 160 PREZZO 16,50 euro

La nebbia di Patricia

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Patricia Cornwell NEBBIA ROSSA

Una nuova indagine per Kay Scarpetta Kay Scarpetta deve incontrare alla Georgia Prison for Women una detenuta colpevole di reati sessuali e madre di un diabolico killer. Kay è determinata a far parlare la donna per scoprire che cosa è davvero successo al suo vice, Jack Fielding, ucciso sei mesi prima. È una ricerca personale e anche professionale, dal momento che Kay sta seguendo un’indagine che riguarda una serie di macabri crimini che lei è convinta abbiano a che fare anche con la morte di Jack Fielding. L’uccisione di un’intera famiglia a Savannah, una giovane donna nel braccio della morte e una catena di altre morti inspiegabili sembrano essere tutti collegati fra loro. Ma chi c’è dietro tutto questo e perché? Kay Scarpetta scopre presto che questo è solo l’inizio di qualcosa di più terribile: un complotto terroristico internazionale. E lei è l’unica che può fermarlo.

www.sportvicenza.com L’AUTORE Patricia Cornwell è nata a Miami, Florida, nel 1956. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatica presso l’ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Postmortem con cui ha vinto l’Edgar Award americano e il premio per l’opera prima della British Crime Writers Association. Tra le ultime opere pubblicate da Mondadori: A rischio, Kay Scarpetta, Il fattore Scarpetta, Autopsia virtuale. COLLANA Omnibus Stranieri PAGINE 500 PREZZO 20,00 euro


Sabato 4 febbraio 2012

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Animali. Questa settimana parliamo dell’importanza del corpo nella comunicazione con i nostri fedeli amici

La comunicazione con gli animali

Una delle prime cose importanti che ho dovuto imparare quando ho iniziato ad affacciarmi al meraviglioso mondo dell’etologia è stata il ruolo che il nostro corpo ha nella comunicazione quotidiana con gli animali. Come esseri umani, siamo naturalmente portati a comunicare con le parole e con la voce alla quale attribuiamo tonalità e modulazioni diverse a seconda del significato emozionale che vogliamo esprimere attraverso la comunicazione verbale.

In questo ambito ci muoviamo tutti i giorni, così veniamo cresciuti da piccoli (non a caso la prima grande conquista di un bimbo è considerata la prima volta in cui pronuncia la parola “mamma”) e la nostra capacità di muoverci nel mondo aumenta con l’arricchirsi del nostro vocabolario di parole e lingue straniere. Inevitabilmente, tendiamo a trasferire questa forma di linguaggio prevalentemente verbale sugli animali: invitiamo il gatto alla sua ciotola con un gentile “mangia, su”, raccomandiamo il cane di stare buono uscendo di casa per andare in ufficio, gli diciamo di stare “zitto” quando abbaia caoticamente per strada. Ma quante di tutte queste parole da noi usate arrivano davvero all’animale? Gli animali, com’è noto, non si esprimono attraverso parole. Il linguaggio, a seconda della specie, è un fitto corredo di vocalizzazioni (il canto degli uccelli, il frinire delle rane, l’abbaio dei cani,…), di odori (i feromoni facciali dei gatti, lo spruzzo dei leoni, la marcatura dei cani,…) ma soprattutto di posture, ossia di posizioni e movenze del corpo rispetto lo spazio. Un cane che incontri per la prima volta un cane sconosciuto riesce a interpretare le intenzioni dell’altro (minaccia? volontà di evitare il contatto? assertività?) osservandone la postura: una coda eretta, delle orecchie tese, la testa alta e una posizione del corpo ben salda sulle zampe, suggeriscono l’idea che il nuovo venuto sia un tipo sicuro di sè, che sa il fatto suo e come tale incute rispetto e autorevolezza. Un gatto che voglia allontanare un altro gatto o un cane sconosciuti dal proprio territorio, inarcherà la schiena ponendosi su un fianco, “alzerà” il pelo e si solleverà sui quattro piedi con l’intenzione di apparire più grosso, mostrerà i denti, soffierà e appiattirà le orecchie sulla testa per apparire più minaccioso possibile e impressionare l’avversario. La domanda allora è: se gli animali danno così tanta importanza all’interpretazione dei segnali corporei per rego-

lare i rapporti tra di loro, cosa ci fa pensare che dovrebbe essere diverso quando si relazionano con noi? Di fatto, con gli animali parliamo con il nostro corpo “di noi” e “per noi” molto più di quanto non ci si potrebbe aspettare e il più delle volte questo accade senza che ce ne rendiamo conto. Personalmente, ebbi modo di realizzarlo sin dai primi giorni in cui arrivò il mio cane in casa: ogni volta che mi alzavo da una sedia per cambiare stanza, il cucciolo mi rincorreva e, immancabilmente, mi mordicchiava le gambe evidentemente eccitato dal mio movimento. Per quanto questo possa essere un comportamento normale in un cucciolo (per di più un pastore da conduzione!) quel comportamento mi fece capire che: a) tendevo a muovermi a scatto; b) dovevo rallentare, la mia andatura (così come la mia vita…) andava troppo di corsa. Per quanto noi ci prodiaghiamo con rassicurazioni e dolci parole nei confronti dei nostri amati, ciò che loro “ascoltano” e decifrano davvero è il nostro corpo in relazione con il loro. Nella comunicazione con un animale diventa allora importante imparare a decifrare cosa gli animali vedano nel nostro corpo e come lo interpretino: solo una approfondita conoscenza del loro modo di “leggere” i nostri gesti e le nostre posture ci aiuterà a comunicare correttamente con loro e senza fraintendimenti, contribuendo a migliorare notevolmente la qualità della nostra relazione e, quindi, della nostra vita con loro. In teoria, potremmo vivere accanto ai nostri pet senza proferire parola alcuna e loro sarebbe comunque in grado di comprenderci benissimo e ricambiare l’affetto! www.pet-ethology.it

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