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PHILIPPAERTS torna a vincere nel GP Francia

23 8/14 GIUGNO 2010 Settimanale Anno XXXIII Fascicolo 1675

2,50

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 46/2004) art.1, c.1, DCB Bologna PTE CONT. 5,00 Euro - Canton Ticino 8,00 Chf

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MOTO2 Assolo di Iannone Corsi è terzo

OFF ROAD Sardegna Rally Race KTM enduro 2011

Tre mesi senza

Rossi

IIL GP ITALIA CHE NON CI ASPETTAVAMO Valentino in ospedale. Addio titolo V Per Lorenzo sarà davvero tutto facile? P Pedrosa gli dà la prima delusione P sstrapazzandolo al Mugello


Sommario numero 23/2010

1LA POSTA Lettere di Stefano Saragoni Officina di Massimo Clarke

4 12

1PADDOCK

Velocità, cross, enduro, trial, minimoto, speedway, supermoto

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1IN PISTA

MotoGP GP Italia. Commenti, foto, pagelle, interviste, dai nostri inviati al Mugello Moto2 GP Italia 125 GP Italia Superbike Il momento no della Ducati

36 58 72 76

1FUORISTRADA Cross MX1 - MX2 GP Francia a St Jeam d’Angely Supermoto Italiano. Terza prova a Viterbo Trial GP Giappone a Motegi Rally Sardegna Rally Race Sportitalia I campionati regionali

80 88 90 92 98

1SU STRADA

Prova novità Gamma KTM enduro 2011 Prova novità Honda PCX 125 Attualità Guerra ai divieti al fuoristrada Attualità La produzione, le leggi, le novità Motolandia Turismo, viaggi, epoca Made in Abbigliamento e accessori

102 106 110 112 114 118

1MERCATINO

Compravendita di moto e accessori 120

1GP GUIDA

Gare e raduni Gli appuntamenti in pista

130

1RUBRICHE

Contromano di Marco Masetti Polvere di stelle di Luigi Rivola Qui Giappone di Laurent Benchana Donne e motori di Laura Cattaneo Via col vento di Giovanni Carlo Nuzzo

26 28 30 116 117

Direttore responsabile STEFANO SARAGONI 051.6227.232 s.saragoni@motosprint.it Redazione DARIO BALLARDINI 051.6227.234 d.ballardini@motosprint.it ENRICO BORGHI 051.6227.294 e.borghi@motosprint.it GIANCARLO GIANNOBILE 051.6227.231 g.giannobile@motosprint.it MARISA IMBROGNO 051.6227.203 m.imbrogno@motosprint.it RICCARDO PIERGENTILI 051.6227.360 r.piergentili@motosprint.it LUCIA VOLTAN 051.6227.321 l.voltan@motosprint.it Grafici grafici_ms@motosprint.it LUCA LAZAZZERA 051.6227.251 CRISTIAN TROMBA 051.6227.393 IGLIS BACCHI 051.6227.293 LUIGI RAIMONDI 051.6227.252 VANNI ROMAGNOLI 051.6227.420 Segreteria di redazione CINZIA STAFFA 051.6227.204 motosprint@motosprint.it Archivio CLAUDIO GIROTTI 051.6227.341 GIUSEPPE RIMONDI MAX MATTIOLI

c.girotti@motosprint.it

Tester Alessio Aldrovandi, Mirco Beneventi, Davide Calzolari, Marco Comellini, Elio Iori, Stefano Minguzzi, Bruno Salina, David Vaknin. Consulente tecnico MASSIMO CLARKE massimo.clarke@virgilio.it

Collaborano

DARIO AGRATI darioagrati@pp-communication.com enduro GIULIO BERNARDELLE tecnica da corsa MARIO CANDELLONE mario.c@phototrial.it trial GIORGIA CANTELLI grafica PAOLO GOZZI p.gozzi.sbk@libero.it superbike MARCO MASETTI fagnigol@yahoo.it motogp GIORGIO SERRA vignette GIANNI TOMBA gianni.tomba@tin.it speedway Laurent Benchana, Laura Cattaneo, Giovanni Carlo Nuzzo, Ezio Pirazzini, Max Regazzi. Tonino Abramo, Ilio Ascione, Edoardo Bauer, Leonardo Boarini, Sandro Callegaro, Alessandro Camera, Marco Chilà, Marina Cima, Paolo Ciri, Massimo Delpiano, Giovanni B. De Nisi, Fabio Di Giorgi, Giuliano Diligenti, Roberto Dorillo, Fabio Fazi, Francesco Fiorani, Giovanna Guiso, Fiammetta La Guidara, Gianluca Landi, Salvatore Ledda, Giorgio Lever, Oscar Malugani, Diego Mancuso, Marco Marcellino, Eugenio Mascioli, Roberto Motta, Carlo Orlandi, Mario Pittoni, Fabio Porreca, Raffaele Sala, Vito Scarpitta, Enzo Tempestini, Andrea Valenti, Secondino Veglio, Giovanni Verduci, Roberta Zoli.

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Lettere

di Stefano Saragoni posta@motosprint.it ®

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Proposta del papà di Riccardo Babbini SONO il papà di Riccardo Babbini, il quindicenne motocrossista che durante l’ultima prova degli Internazionali d’Italia a San Severino Marche il 21 marzo è rimasto vittima di un brutto incidente, nel quale ha riportato una frattura vertebrale con conseguente perdita di sensibilità e mobilità agli arti inferiori. Vorrei ringraziare dalle pagine del vostro giornale tutti quanti ci sono stati vicini ed hanno pregato insieme a noi in quei brutti momenti. Siamo rimasti veramente colpiti dalla vicinanza e dalla solidarietà da parte di tutto il mondo del motocross, il che ci rende veramente orgogliosi di averne fatto parte e fiduciosi di farne parte anche in futuro. Riccardo sta lentamente migliorando e non ha mai perso la speranza di tornare a camminare e correre in moto. Purtroppo in questi mesi di degenza presso l’unità spinale del C.T.O. di Firenze e tenendoci in contatto con altri centri, ci siamo resi conto di quanti ragazzi a causa di incidenti motociclistici saranno costretti a vivere una vita in sedia a rotelle, la loro unica speranza è nella ricerca, che sta avanzando a grandi passi, per trovare il modo di riparare i danni midollari. Per far sì che questo avvenga, però, la ricerca ha bisogno di ingenti fondi, ed io sono sicuro che con il grande cuore che noi motociclisti abbiamo, possiamo fare qualcosa. Lo scorso anno fu organizzata a novembre, presso la pista di Franciacorta, una

gara a scopo benefico per Luca Pellegrini che ebbe un enorme successo (alla quale partecipò, salendo sul podio con la sua KTM 125, anche Riccardo, che mai avrebbe immaginato di ritrovarsi a distanza di pochi mesi nelle stesse condizioni di Luca). Sarebbe bellissimo se gli organizzatori dell’evento riuscissero a fare una cosa simile ogni anno, per devolvere il ricavato alla ricerca sulle lesioni midollari, che purtroppo nel nostro sport sono sempre più frequenti. Sono certo che per un evento di questo tipo la risposta dei piloti e del pubblico sarebbe considerevole. Aiutando la ricerca potremmo dare una speranza di guarigione a chi è stato tradito dalla moto ma continua ad amarla e ad amare il suo mondo nonostante tutto. Luciano Babbini

CARO Luciano, nelle tue parole si leggono l’amore e la forza di un padre appassionato, che sa affrontare i momenti difficili, rimboccandosi le maniche e mettendo in pista tutto se stesso per superarli. Trovo la tua una proposta interessante e fattibile, e anche se Motosprint non ha le competenze e l’organizzazione per realizzare l’evento che auspichi, se l’idea prenderà corpo ci impegnamo fin d’ora a dare ampio risalto all’iniziativa sulle pagine delle nostre riviste: Motosprint e MX Motosprint. RICCARDO BABBINI SULLA KTM 125 CON CUI HA PRESO PARTE AGLI INTERNAZIONALI D’ITALIA. NELL’INFORTUNIO DEL 21 MARZO SCORSO HA RIPORTATO UNA FRATTURA VERTEBRALE CHE LO COSTRINGERÀ AD UN LUNGO PERIODO DI RECUPERO.

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MOTOCICLISTI? GLI ATTUALI SCOOTERISTI? SCHERZIAMO? Nelle “lettere” del n. 21 ho letto la risposta al sig. Scarafiotti in cui scrive: «Buona parte dei motociclisti ha preso la sana abitudine di indossare abbigliamento tecnico, ma i maxiscooteristi in bermuda e infradito sono ancora in gran numero». Non mischiamo gli stracci con la seta, per favore. Gli attuali scooteristi non sono altro che automobilisti stressati dal traffico che nella bella stagione inforcano i loro bei plasticoni e fanno tutto quello che in macchina non possono fare: sorpassi azzardati, posteggiare nei modi più incredibili, ammassarsi al semaforo manco fosse la partenza di un GP. Hanno un’educazione stradale tipica di chi su due ruote ci va giusto col sole. Si vede così tanto che non li sopporto? Pierluigi Greco Genova TRE PROPOSTE DI TITOLO PER IL NUMERO SCORSO Volevo suggerirvi tre possibili titoli per il n. 22. Visto come sono andate le cose a Salt Lake City, che ne dite di: 1. Fattore C...heca 2. Alla conquista dell’America 3. Un romano in America Massimiliano Corinzia HO ANCH’IO UN TITOLO PER LA SUPERBIKE NEGLI USA È appena terminata la tappa americana del Mondiale SBK (complimenti all’Aprilia e ai suoi due piloti) e ho pensato al titolo adatto per Motosprint del 2 giugno: Sfortuna Checa. Enzo Barigione

IN BREVE

UNA GARA DI CROSS PER LA RICERCA

GLI AMICI DELLE COSTE RICORDANO AGOSTINO Vorremmo salutare un amico che ci ha lasciato. Si chiamava Agostino Micheletti, aveva 55 anni e sulla strada Marcheno Lodrino (BS) in sella alla sua inseparabile Kawasaki ZX-10 R si è scontrato frontalmente con un’auto, morendo sul colpo. Vorremmo ricordarlo sempre col sorriso e la sua impareggiabile passione per la moto, che gli ha donato tanta felicità. Pier e gli amici delle Coste


Lettere

IN RISPOSTA alle “osservazioni” fatte nei numeri scorsi sull’opportunità di introdurre l’obbligo di indossare abbigliamento tecnico alla guida della moto, vorrei esprimere il mio parere: onestamente mi indispettiscono le persone che si arrogano il diritto di imporre atteggiamenti e comportamenti riguardo la sicurezza in moto. Ritengo che ognuno abbia il diritto di scegliere come vestirsi senza imposizioni di sorta; coloro che vogliono abbigliarsi come Valentino Rossi, magari per prendere un gelato in città, sono liberissimi di farlo, bensì trovo assurda la “crociata” per obbligare gli altri utenti ad utilizzare gli stessi accorgimenti. Non sono un ragazzino incosciente, ma un uomo di 57 anni, motociclista dall’età di 16; ho posseduto una dozzina di moto di svariate cilindrate, ho avuto esperienze agonistiche nell’enduro anni ‘70 (la mitica regolarità) e tuttora continuo ad utilizzare l’amata due ruote in compagnia di una moglie entusiasta, per tour domenicali e più impegnative vacanze estive (a volte in maglietta e calzoncini corti...), sempre estremamente attento alle insidie della strada e degli automobilisti che non rispettano

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le precedenze, non usano gli indicatori di direzione ed utilizzano il cellulare senza auricolare! Danilo Motta Biassono (MB)

DEMO RIDE L’OCCASIONE DI ESSERE TESTER CARO Motosprint, quante volte ho invidiato i tuoi tester. Del resto a chi non piacerebbe provare le ultime novità o le moto protagoniste dei vari campionati. Grazie a MV Agusta e BMW, che hanno messo a disposizione degli appassionati le loro ultime nate per una prova, anch’io, Luigi Vergani detto “il fermo”, mi sono sentito un po’ tester. Ovviamente di derapate, saponette consumate e controlli di trazione invasivi neanche a parlarne, le mie “impressioni di guida” sono quelle di un utente “normale” che per una volta si trova alle prese con 180 cavalli. Della Brutale ho chiesto il modello 990. Ci ho fatto un giro di una ventina di minuti nei dintorni del circuito di Franciacorta. È comoda, maneggevole, con un motore che accetta tranquillamente di scendere sino a 50 all’ora in sesta e riprende con decisione; il rumore degli scarichi è fantastico con quel bellissimo borbottìo quando si chiude il gas, la gente dei paesi che abbiamo attraver-

sato si girava quando la fila delle dodici moto riempiva l’aria con la musica dei 48 cilindri... Ma quando abbiamo potuto allungare un po’ sono emersi la totale mancanza di riparo aerodinamico e la cavalleria a disposizione fin dai bassi regimi. Complice una leggera pioggerellina, quando ho spalancato il gas in seconda è partita una sgommata che mi ha fatto impennare i battiti cardiaci... Tempo bello invece per la prova della F4 in pista, sempre a Franciacorta. Briefing con le raccomandazioni di rito chiuso con un “non sorpassate il tester” comicissimo, dato che il nostro era Cristiano Migliorati. Poi ci chiedono di dividerci in gruppi secondo la nostra esperienza e velocità in pista e non ho capito perché mi sono ritrovato nel gruppo dei medio veloci... La F4 è una grande moto, l’ho sentita con un avantreno carico ma io guido molto in avanti e preferisco così, la frenata è potente da far temere il capottamento e il motore è strepitoso, infinito, ho toccato tre volte involontariamente il limitatore a causa della mia scarsa dimestichezza con il contagiri digitale ma d’altra parte non accennava minimamente a calare di impeto; in più ha un rumore da orgasmo specie quando si danno le sgasate in scalata. L’unica nota negativa è la posizione di guida per me troppo raccolta: forse è

LORENZO IMITA DI ROSSI CE N’È UNO SOLO SCRIVO per farvi partecipi di alcuni miei pensieri su Jorge Lorenzo. Ci tengo a precisare che sono un tifoso super accanito di Valentino, ma sono anche sportivo a sufficienza da accettare ogni tipo di sconfitta e provocazione, sia quando Vale vince che quando perde. Tramite voi, vorrei parlare ai “Lorenzisti”, e dire che un pilota diventa campione del mondo al termine del campionato e non alla terza gara... Inoltre, per arrivare ai successi di Valentino la strada da fare è tantissima e bisogna essere qualcosa di molto simile a un extraterrestre. Sono pienamente convinto che Lorenzo sia un grande talento e che di forza, carisma e aggressività ne abbia da vendere, ma deve cercare di essere più se stesso e non la copia del suo compagno di squadra. La gente lo apprezzerà per quello che è e non per chi vuole emulare, anche perché di Rossi ce n’è uno solo. Toni Cantù (CO)

IO LA PENSO COSÌ

ABBIGLIAMENTO PENSO IO ALLA MIA SICUREZZA


Lettere

questione di abitudine ma alla fine dei venti minuti del turno avevo i crampi al polpaccio sinistro. La BMW S 1000 RR l’ho provata a Monza, dopo un briefing estremamente minuzioso, così come il controllo dell’abbigliamento tecnico (ci hanno ispezionato all’ingresso del box, una seconda volta al momento di entrare nella pit lane e poi quando eravamo in sella per verificare l’allacciamento del casco). Scelgo anche questa volta di stare con i lenti ma stavolta è un errore, troppo tardi mi accorgo che il motore ha la mappatura “rain” e l’andatura è troppo bassa. Anche qui un apripista d’eccezione: Alessandro Valia. La BMW è comoda, il cambio elettronico è fantastico, dolcissimo nel suo intervento e quando per abitudine ho cambiato manualmente mi

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sono accorto subito della differenza; potente la frenata e il motore (nonostante la mappatura) spinge veramente forte: affrontata la Ascari ad andatura turistica ho visto i 245 orari alla staccata della Parabolica senza neppure tirare tutti i giri. Mi è sembrata un po’ meno reattiva della MV nei cambi di direzione. Quando ho compilato il rapportino ho messo solo un insufficiente... la durata del test. Una considerazione comune a tutte: sono cresciuto a bicilindrici, mi piace questo motore e possiedo una Suzuki SV 1000 S, ma i quattro cilindri attuali sono una cosa incredibile e quando ho espresso questo pensiero a mia moglie lei ha detto subito “non farti venire strane idee!”. Luigi Vergani Bernareggio (MB)

DATEGLI SPAZIO! SCASSA MERITA UNA PAGINETTA SONO un vostro abbonato, e vi faccio i complimenti per la rivista; non c’è niente di meglio per un appassionato di turismo su due ruote come me, che non si perde nemmeno una gara di SBK e MotoGP. Mi piacerebbe vedere dedicata almeno una pagina ad un pilota che ultimamente apprezzo sempre di più, Luca Scassa, “The Rocker”. Ho iniziato a tenerlo d’occhio dopo aver visto le sue staccate a Monza l’anno scorso, poi ho seguito un po’ la vicenda del suo ingaggio 2010... che infine è arrivato. Credo che questo ragazzo regalerà tanto alle corse, e che

meriti molto! Gli faccio il mio “in bocca al lupo” e speriamo che continui così! Andrea Reggio Emilia

SIAMO d’accordo. Scassa sta facendo un’ottima stagione. Anziché una paginetta ne avrà almeno due... Al più presto.


Lettere

IDEA CORSARA NON “MORINISTA”

NON APPENA letto sul n. 21 del fallimento della Moto Morini, ho deciso di scrivervi per esternare il mio personale pensiero sulla triste vicenda. Innanzitutto, ritengo che l’industria Italia non possa permettersi il “lusso” di perdere un altro marchio storico per cui, secondo il mio modesto parere, anziché rischiare di “regalare” alla Cina un’altra fetta di torta, ci sarebbe bisogno di aiuti governativi (ne hanno avuti tanti le industrie automobilistiche), ovviamente elargiti in base ad un chiaro piano industriale, onde evitare di conservare le sole briciole! Quando fu presentata la nuova Moto Morini, rimasi negativamente sorpreso dalla cilindrata dell’unico motore disponibile: ben 1200 cm3! Per la verità, come ben sappiamo, era previsto anche un fratello minore di 950 cm3 che praticamente non ha mai visto la luce. Ritengo che molti appassionati “Morinisti”, da tempo in attesa della sospirata rinascita, si aspettassero una moto più “coerente”, che fungesse da anello di congiunzione tra le cilindrate delle famose medie prodotte prima della lunga pausa e la produzione futura. Con i tempi che corrono, superare abbondantemente il litro di cilindrata per un modello di importanza fondamentale, cioè responsabile del rilancio aziendale (oltretutto “battezzato” con il nome di uno storico modello che, se non erro, non superò i 150 cm3) non mi è sembrata una mossa azzeccata. Inoltre non è stato certamente di conforto per la potenziale clientela il giudizio dei tester della stampa specializzata (Motosprint compreso) che definirono il nuovo Corsaro una moto un po’ difficile, non per tutti: una tipica moto italiana se vogliamo, bella e potente ma che, nel caso della Moto Morini, si è rivelata poco adatta alla bisogna. In sintesi, un insuccesso annunciato che ha fruttato debiti e perdita di posti di lavoro! Come spesso accade per la nostra industria motociclistica, gli “esperti” di marketing hanno toppato! Quello italiano sarà anche un mercato difficile e imprevedibile ma perché, una buona volta, non si prova ad interpellare la gente di strada? Hai visto mai… Armando Cennamo - Valleggia (SV)

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Officina

di Massimo Clarke massimo.clarke@virgilio.it

PISTONI E VALVOLE VIETATO IL CONTATTO

Rispettare le tolleranze è fondamentale SONO un appassionato di motori da corsa e mi piacciono anche quelli di serie ben elaborati. Vorrei sapere perchĂŠ i preparatori prestano la massima attenzione quando bisogna stabilire la distanza tra le valvole e il pistone. Questa misura è davvero cosĂŹ importante? Non basterebbe verificare che questi organi non arrivino al contatto durante l’incrocio? Infatti quando il motore raggiunge la sua ideale temperatura d’esercizio, sia la testata che il cilindro, entrambi di alluminio, si dilatano piĂš della biella, realizzata o in acciaio o in titanio. Quindi la distanza tra le valvole e il pistone dovrebbe aumentare. Ăˆ vero che pure il pistone è di alluminio, ma la distanza tra lo spinotto e il cielo del pistone è sempre modesta e quindi non è in grado di compensare l’aumento di altezza del cilindro e della testata. Si potrebbe poi fare lo stesso discorso per lo squish, la cui misura, a motore freddo, potrebbe essere prossima allo zero. Sarei anche curioso di sapere per quale ragione molti preparatori controllano la distanza tra le valvole e il pistone non al PMS, ma solo un certo numero di gradi prima ed un certo numero di gradi dopo il punto morto superiore. Maurizio Bassi Milano

LEI è sicuramente un grande appassionato e dispone di una buona preparazione di base. In piÚ è animato da una sana curiosità , in campo meccanico. Non mi sembra però che abbia le idee perfettamente chiare su ciò che succede all’interno di un motore e in particolare sulle sollecitazioni alle quali sono sottoposti i vari motosprint

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QUALSIASI STRUTTURA SOTTOPOSTA AD UNO SFORZO SI DEFORMA. PER QUESTO MOTIVO, QUANDO SI MONTA UN MOTORE, SI DEVONO RISPETTARE LE DISTANZE TRA IL PISTONE E LE VALVOLE PRESCRITTE DAL COSTRUTTORE. QUESTE MISURE POSSONO VARIARE A SECONDA DEL MOTORE.

ALTEZZA DI SQUISH Ăˆ LA DISTANZA TRA IL PISTONE E LA TESTA NELLE ZONE OVE QUESTI COMPONENTI, AL PMS, RISULTANO PIĂ™ VICINI.

componenti. Nessun materiale è perfettamente rigido. Questo significa che sotto sforzo le strutture si deformano, in maggiore o minore misura. Quelle che entrano in gioco nel nostro caso, come ovvio, sono le deformazioni elastiche, ovvero quelle che scompaiono una volta che la forza perturbante ha cessato di agire. Le sollecitazioni meccaniche (che vanno a sommarsi a quelle di natura termica) sono dovute alle forze d’inerzia, che raggiungono valori estremamente elevati, nei motori che girano a regimi molto alti, e alla pressione dei gas agenti sul cielo del pistone. Nel nostro caso quelle che entrano in gioco sono le prime che, quando

il pistone sale al PMS, tendono a “tirareâ€? verso l’alto la biella e l’albero a gomiti (che flette, letteralmente, inarcandosi in corrispondenza della manovella interessata, mentre la biella stessa si allunga in una certa misura). Questo, unitamente alla flessione e alla ovalizzazione dello spinotto e alla deformazione del pistone, fa sĂŹ che ai regimi molto elevati il pistone stesso arrivi piĂš in alto, all’interno del cilindro, rispetto a quanto fa in condizioni statiche. Come ovvio, la cosa comporta una diminuzione della distanza tra il cielo del pistone e la testa. Per questa ragione è fondamentalmente che viene prescritto di mantenere una certa distanza minima di sicurezza tra le valvole e il pistone e di non scendere al di sotto di un determinato valore per quanto riguarda l’ALTEZZA DI SQUISH. La dilatazione del cilindro (quella della testa c’entra ben poco, in quanto la parte inferiore è comunque fissata al cilindro stesso) è in grado di compensare solo parzialmente questo; e non

dimentichi che la distanza tra asse spinotto e cielo del pistone aumenta comunque, e non è proprio trascurabile (le temperature nella zona interessata sono ben piÚ alte di quelle che interessano il cilindro). Queste considerazioni interessano tanto la distanza tra pistone e valvole, quanto l’altezza di squish; per quanto riguarda quest’ultima, c’è anche da dire che, dato che tra la canna e il pistone esiste un certo gioco diametrale e dato che la biella si inclina ora da un lato e ora dall’altro, durante la rotazione dell’albero, proprio in corrispondenza del PMS si verifica un lieve basculamento, che può dare luogo a effetti non del tutto trascurabili anche in tale ottica. Insomma, in condizioni dinamiche la situazione, per quanto riguarda gli argomenti dei quali ci stiamo interessando, si modifica sensibilmente. Per questo è necessario che in condizioni statiche (ovvero, al montaggio) ci sia una certa distanza di sicurezza tra le parti in questione. Per dare qualche valore numerico, tenga presente che, in un moderno quadricilindrico 600 supersportivo, la distanza minima tra valvole e pistone, sotto la quale non si deve scendere allorchÊ si elabora o si modifica il motore, è dell’ordine di 0,9 – 1,0 mm alla aspirazione e di 1,6 – 1,8 mm allo scarico (spesso sono le stesse Case che indicano i valori relativi ai loro motori). La distanza che esiste nel motore di serie viene ridotta in seguito a un aumento del rapporto di compressione e/o alla installazione di alberi a camme piÚ spinti degli originali. Il regolamento delle supersport proibisce di aumentare l’alzata delle valvole, ma se la loro apertura e la loro chiusura avvengono con maggiore rapidità , la distanza in questione diminuisce comunque (per non parlare di quello che succede in qualunque motore se si montano alberi a camme con maggiori anticipi di apertura e ritardi di chiusura!). Il fatto che venga prescritto di effettuare il controllo da

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Officina

20° prima del PMS a 20° dopo (qualora si impieghi un comparatore, con la testa montata) si spiega agevolmente. Lo spostamento verticale del pistone, considerato in rapporto alla rotazione dell’albero, in prossimità del PMS è molto modesto. Per intenderci, una variazione di 10° in tale “zona” ha effetti enormemente minori, per quanto riguarda lo spostamento lineare del componente, rispetto a una rotazione di analogo valore che abbia luogo attorno a metà della corsa. Basta pensare che, con una biella avente una lunghezza pari al doppio della corsa, una rotazione di 10° partendo dal PMS determina uno spostamento del pistone leggermente inferiore all’1% della corsa (con una rotazione di 5° lo spostamento è solo dello 0,23 %!). Ciò vuol dire che, in un quadricilindri-

co sportivo di 600 cm3 (nel quale la corsa è di soli 42,5 mm), passando dal PMS a 10° dopo di esso, il pistone si sposta solo di 0,40 mm. Dunque lo spostamento del pistone è molto modesto, mentre le valvole, in effetti, si muovono di più; per tale ragione la distanza minima tra questi componenti non si ha al PMS, ma leggermente prima e leggermente dopo di esso, rispettivamente per le valvole di scarico e di aspirazione. Il fatto che la distanza minima raccomandata sia maggiore per la valvola di scarico, si spiega col fatto che essa si sta chiudendo e, ai regimi particolarmente elevati, la punteria può non seguire fedelmente il profilo della camma e quindi la valvola può rimanere un poco “indietro” rispetto al movimento previsto in fase di progetto.

PNEUMATICI FUNZIONANO MEGLIO “A CALDO” VORREI sapere per quale ragione i pneumatici hanno bisogno di raggiungere una determinata temperatura per funzionare correttamente. La mia domanda non si riferisce solo alle gomme delle moto da competizione, che essendo utilizzate sempre al limite hanno senza dubbio caratteristiche molto particolari, ma anche a quelle che equipaggiano i modelli stradali. Capisco che il motore debba raggiungere una determinata temperatura, alla quale le tolleranze dei vari componenti lavorano alla perfezione e l’olio migliora la sua azione lubrificante, però non mi è ben chiaro ciò che

accade all’interno di un pneumatico. In altre parole, come si comportano la carcassa e la mescola all’aumentare della temperatura? Di qualunque cosa si tratti, non è svantaggioso per la durata? Lettera firmata

I PNEUMATICI trasmettono forze al suolo grazie tanto a fenomeni di natura adesiva quanto a un vero e proprio “ancoraggio” meccanico. I primi hanno luogo con formazione di legami momentanei tra la gomma e il suolo. La loro “efficacia” varia in funzione della microgeometria delle superfici, delle caratteristiche dei materiali (mescola e asfalto) e della pressione; la prima e l’ultima di queste voci influenzano infatti l’area reale di contatto.

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Monster 796

Urban Icon Cambiano le emozioni con 167 kg e con il nuovo propulsore Desmodue da 87 CV. Cambia il feeling con la strada grazie al nuovo forcellone monobraccio con ammortizzatore Sachs regolabile. Migliora la maneggevolezza grazie alla nuova posizione di guida e al manubrio rialzato di 20 mm. Solo un’icona come il Monster 796 può cambiare così tanto, restando sempre sé stesso. ducati.it motosprint

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ISTERESI

UNA VERA SI TRATTA DI ASTICITÀ EL IA PR E PRO DOVUTA , TA IMPERFET LE TERNO TRA IN O IT TR AT LA ALL’ A RD TA CHE RI MOLECOLE, RGIA NE DELL’ENE RESTITUZIO NTE IA ED M A IT ASSORB . NE ELASTICA DEFORMAZIO

Per quanto riguarda l’ancoraggio, ha luogo grazie alla deformazione della gomma nella zona di appoggio, che le consente di adattarsi alle microirregolarità superficiali. Qui diventa molto importante l’ISTERESI della mescola, al cui crescere aumenta il grip, ovvero la capacità di trasmettere forze a terra. L’attrito e la deformazione del pneumatico generano calore. Una elevata isteresi si tradu-

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I PNEUMATICI RACING (SOPRA LE BRIDGESTONE BT-002) HANNO BISOGNO DI RAGGIUNGERE ELEVATE TEMPERATURE D’ESERCIZIO PER ASSICURARE UN RENDIMENTO OTTIMALE.

ce anche in una usura più rapida e in una maggiore produzione di calore. A ogni mescola corrisponde un campo di temperature (sempre piuttosto ristretto) all’interno del quale il pneumatico ha il grip migliore. Ciò è legato alla mobilità delle molecole dell’elastomero, che diminuisce mano a mano che la temperatura scende; al di sotto di un certo valore (che varia da mescola a mescola), la gomma

si trasforma in un vero e proprio “vetro polimerico”, diventando particolarmente rigida e con una isteresi ridottissima. I pneumatici più performanti lavorano a temperatura più elevata e durano di meno, in linea di massima. A questo proposito, si pensi alle gomme da qualifica. I pneumatici da pioggia forniscono le migliori prestazioni a temperature relativamente modeste e possono lavorare all’interno

del loro range ottimale in quanto vigorosamente raffreddati dall’acqua. I pneumatici vengono studiati in funzione del tipo di impiego al quale sono destinati. Per gli stradali, oltre a un grip elevato (che come visto viene ottenuto all’interno di un determinato campo di temperature, il che spiega per quale ragione non si deve tirare subito a freddo) è molto importante la durata. Per l’impiego in pista questa seconda voce ha una importanza di gran lunga minore: una gara è sufficiente. Nonostante questo, come avrà senz’altro notato osservando le telecronache, dopo un certo numero di giri in molti casi si verifica un ben avvertibile scadimento delle prestazioni dei pneumatici, oramai fortemente usurati.


Paddock A cura di Lucia Voltan

Primo tra i cadetti enduro OTTANTANOVE piloti al via, un gran bel numero, per la terza prova della Coppa Italia enduro. La gara si è disputata ad Arsiè (BL) a contorno degli Assoluti. Nella classe riservata ai Cadetti, doppia vittoria per Nicolò Bruschi (nella foto). Sabato, alle sue spalle sono finiti Paolo Ghidini e Giovanni Gheza, domenica Alessandro Martinelli e Ghidini. La Junior è stata dominata da Andrea Mayr con Lorenzo Morandi (secondo) e Lo-

MONDIALE ENDURANCE 2011

UNA 6 ORE IN BAHRAIN? LA FEDERAZIONE Motociclistica Internazionale ha confermato che il calendario 2011 del Mondiale Endurance prevederà una nuova gara, una 6 Ore. Si terrà in medio oriente, probabilmente in Bahrain verso la fine della stagione. Al vaglio la possibilità di organizzare una gara di preparazione in Bahrain già quest’anno, dopo la prova finale del campionato, per consentire ai team di familiarizzare con il nuovo circuito.

GRAN SPEEDWAY SABATO 12 giugno, con inizio alle ore 21 (prove dalle 15) la veloce pista di Terenzano (UD) ospiterà il round di qualificazione del mondiale individuale di Speedway, che premierà i primi sei classificati con il passaggio alla semifinale. Piloti di otto nazioni si daranno battaglia per riuscire a passare il turno, sperando poi di arrivare alla finalissima che vedrà i primi tre classificati accedere ai GP del 2011. Per l’Italia tenteranno l’impresa Guglielmo Franchetti, Marco Gregnanin e Mattia Cavicchioli.

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renzo Gamba (terzo) in entrambe le giornate. Doppia vittoria per Matteo Scaburri nella Senior. Sabato, seconda e terza posizione per Davide Savino e Matteo Cravedi, domenica Mauro Rolli e Roberto Urgnani. Nella Major, infine, una vittoria ciascuno per Marco De Rocchi e Matteo Pedersoli, con Ivan Zanone una volta terzo e una secondo, mentre Pedersoli ha chiuso secondo sabato e De Rocchi terzo domenica.

Del Segato in EMX2 UNA VITTORIA E UN QUINTO POSTO PER GIACOMO DEL SEGATO NELLA QUARTA PROVA DEL CAMPIONATO EUROPEO DI CROSS EMX2, GARA CHE SI È DISPUTATA IN GRECIA, A MEGALOPOLIS. IN GARA 2 SI È IMPOSTO IL FRANCESE STEVEN LENOIR. ANDREA CERVELLIN, SECONDO IN GARA 1 È QUARTO IN GARA 2: UN RISULTATO CHE LO POSIZIONA AL SECONDO POSTO IN CLASSIFICA A SOLI CINQUE PUNTI DI DISTACCO DALLO SLOVENO JERNEJ IRT.

VILLOPOTO HA UN NUOVO SITO INTERNET Ha un sacco di tifosi anche in Italia, Ryan Villopoto. Chi vuol saperne di più sul crossista americano, può consultare il suo nuovo sito internet http:// ryanvillopoto2.com, con grafica e contenuti aggiornati. I VINCITORI DEL CROSS DI CAMPOROTONDO Il MC Calvari ha organizzato nel circuito di Camporotondo, domenica 30 maggio, una gara promozionale di cross, alla quale hanno preso parte più di cinquanta concorrenti. Sono saliti sul gradino più alto del podio: Alessio Germano (Mini 65), Manuel Serventi (Mini 85), Filippo Vassallo (MX1 Junior), Paolo Giacomini (MX1 Senior), Luca Ferretti (MX2 Cadetti), Alessio La Valle (MX2 Junior), Antonio Andrei (MX2 Senior), Alessio La Valle (Supercampione), Enrico Gianbruno (Sport Mini), Daniele Di Franco (Sport).

IN BREVE

BRUSCHI IN COPPA

VENGONO DALL’EST I VINCITORI DELL’EUROPEO EMX OPEN Il croato Marko Leljak e l’ucraino Oleksandr Pashchynskyy sono i vincitori del terzo round del campionato europeo EMX Open, gara che si è disputata in Slovenia.

IL “MONDIALE” METRAKIT A SILVERSTONE SI SVOLGERÀ A SILVERSTONE, IN PROVA UNICA, IL WORLD METRAKIT MINIGP, PROVA INTERNAZIONALE RISERVATA AI PICCOLI. CLASSI 70 E 80, OLTRE ALLA PREGP 125. LE GARE SI SVOLGERANNO VENERDÌ 18, SABATO 19 E DOMENICA 20 GIUGNO. LA MINIGP 70 VEDRÀ IMPEGNATI PILOTI DA 10 A 15 ANNI, MENTRE LA CLASSE XL80 E LA PREGP 125 SARANNO RISERVATE A PILOTI DA 13 A 17 ANNI.

SUPERBIKE USA IN TV. ASCOLTI RECORD PER GARA 2 RECORD DI ASCOLTI PER GARA 2 DELLA SUPERBIKE IN AMERICA, LUNEDÌ 31 MAGGIO, ALLE 23,30, LA7 HA TOTALIZZATO UNO SHARE DEL 7,70%. PER GARA 1 (ALLE 20) 3,43%.

LONG GRASS TRACK

SORPRESA KATT NEL GP

NELLA velocissima pista tedesca di Pfarrchirken si è disputato il primo dei sei Gran Premi di Long e Grass Track. Come da pronostico sono stati i piloti di casa i grandi protagonisti, con quattro classificati nei primi sei posti. A vincere, un po’ a sorpresa, dopo che l’otto volte campione del mondo Gerd Riss si era ritirato nella finale, è stato Stefan Katt che è riuscito ad avere la meglio sul finlandese Kylmakorpi e sul connazionale Tebbe. PROVE LIBERE IN SLOVACCHIA Prove libere al nuovissimo circuito Slovakiaring, 48 chilometri da Bratislava, il 2 e 3 agosto. Per informazioni e prenotazioni: info@ pomponebrescia.it 348-2856226

TREFLE A GERMAIN MARC Germain (Yamaha 250 4T, sopra) ha eguagliato il record di cinque vittorie di Stéphane Peterhansel e David Frétigné imponendosi a Mende, Francia, nella Trefle, famosissima gara di enduro che quest’anno ha visto al via circa seicento piloti. Germain ha dovuto impegnarsi a fondo per avere ragione del connazionale Julien Gauthier (Honda 250 4T) staccato alla fine delle tre giornate di gara solo di una quarantina di secondi. Terza posizione per Nicolas Deparrois (Kawasaki 250 4T) che ha preceduto Emmanuel Albepart (Gas Gas 250 2T) e David Frétigné (Yamaha 450 4T). Tra le donne, vittoria di Ludivine Puy (Gas Gas 250 2T) davanti alla compagna di Peterhansel, Andrea Mayer (BMW).

POLONIA PRIMA NELLO SPEEDWAY UNDER 21 Il team polacco under 21 ha vinto nettamente il round di qualificazione mondiale disputato nella pista boema di Pilzen. 19 i punti di vantaggio dei polacchi nei confronti del team australiano che aveva fra i suoi componenti il campione del mondo Darcey Ward. Molto staccate hanno chiuso le formazioni della Repubblica Ceca e della Finlandia.

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Paddock

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È QUESTO IL VERO RYAN DUNGEY ALLE VOLTE ANCHE NOI FACCIAMO PASTICCI, E COSÌ È SUCCESSO CHE LE FOTO DELL’INTERVISTA A RYAN DUNGEY SUL NUMERO SCORSO SIANO IN REALTÀ DI AUSTIN STROUPE, SUO COMPAGNO DI SQUADRA. QUESTO INVECE È PROPRIO DUNGEY... QUELLO VERO!

SMOLINSKI NEL LONG TRACK IN FRANCIA AD ARTIGUES DE LUSSAC, FRANCIA, SI È DISPUTATO IL PRIMO ROUND DI QUALIFICAZIONE DEL CAMPIONATO DEL MONDO LONG E GRASS TRACK, VINTO DAL PILOTA TEDESCO MARTIN SMOLINSKI. SEGUONO (E QUINDI SI QUALIFICANO PER LE SEMIFINALI): L’INGLESE PERRY E IL FRANCESE LESPINASSE. QUARTA POSIZIONE PER L’ALTRO FRANCESE, MAZEN, QUINTO IL FINLANDESE LEHTINEN E SESTO IL TEDESCO SCHUTZBACH.

WEBSTER TORNA IN PISTA Dieci mondiali vinti, 62 GP e una Coppa del Mondo: Steve Webster è il pilota di sidecar più titolato di sempre. Ha smesso di correre da anni, ma tornerà in gara al Side-cars Revival del Biker’s Classic, in programma l’11, 12 e 13 giugno a Spa-Francorshamps.

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SAVIO PRIMO TRA I ROOKIE

CON la prova che si è disputata a Binetto, domenica 30 maggio, la Yamaha R125 Cup è arrivata al giro di boa. Tra i rookie, Luca Savio (sopra) è partito dal nono posto, ma ha recuperato alla grande in entrambe le gare e alla fine ha preceduto sul podio Luca De Rosa e Manuel Colucci. Alfredo Galliani centra la prima vittoria tra gli Open, dopo l’ennesima bagarre con Furini, penalizzato di 30 secondi in gara 1 per una falsa partenza e comunque secondo sul podio davanti a Michael Sottura. Primo successo anche per Ylenia Scibetta tra le ragazze.

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ANCILLOTTI TORNA A VOLARE ANCILLOTTI torna a correre e subito vince. Dopo 25 anni dall’uscita dell’ultima moto prodotta nello stabilimento di Sambuca Val di Pesa, una nuova Ancillotti, la 125GA, con Manuel Beconcini (sopra) si è aggiudicata entrambe le gare della classe 125 a Polcanto, nel trofeo MX Motosprint (intitolato al mensile di cross del nostro gruppo editoriale). Vicecampione italiano MX1 nel 2009, Beconcini ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della nuova Ancillotti.

MATEJ Ferjan, il pilota sloveno che gareggia per l’Ungheria, ha vinto, dopo spareggio con il polacco Szczepaniak, il round 3 di qualificazione del campionato europeo individuale di speedway. Solo sei le posizioni utili per essere promossi alle semifinali. Al terzo posto si è classificato il boemo Sitera, che ha preceduto Kovacic, Gomolski e Nigmatzyanov. Ottavo, Mattia Carpanese guadagna la qualificazione. EUROPEO CROSS 65-85. LA QUINTA TAPPA IN ITALIA SI SVOLGERÀ IN ITALIA, AL CIRCUITO SANTA BARBARA DI PONTE A EGOLA (PI) IL 12 E 13 GIUGNO LA QUINTA PROVA DEL CAMPIONATO EUROPEO DI CROSS DEI GIOVANISSIMI DELLE CLASSI 65 E 85. NELL’OCCASIONE UN CORSO PER NEOFITI.

Leon Haslam (www.crash.net)

«Perdere la testa del campionato ato è un gran brutto modo di festeggiare re il compleanno» no» motosprint

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Passare all’enduro è una scelta comune a diversi crossisti. Ma di solito avviene in tarda età. Tu invece, promessa del minicross, hai fatto il salto a 16 anni. Perché? Colpa, anzi no, merito di Alex Belometti. Ci conosciamo da molti anni, da quando anche lui era crossista. Mi ha sempre allenato. Poi, nel novembre scorso, mi ha portato in Tunisia, la mia prima gara di enduro. È andata bene. In seguito mi ha fatto conoscere Farioli, che mi ha fatto una di quelle proposte alle quali non si può dire di no...

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Vuoi dire che hai scelto l’enduro per via dei soldi? Naturalmente non solo per quello. Diciamo però che prima spendevo e ora riesco a mettere qualcosina da parte. Parlando in generale, l’enduro offre più possibilità, nel cross invece se non investi parecchio per correre vai poco lontano.

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In ogni caso i risultati stanno premiando questa scelta. Sei in testa agli Assoluti e hai vinto il gran premio delle Valli Bergamasche nella tua categoria. Dunque, nessuna difficoltà nel cambio di specialità? Nel complesso no, merito di Belometti, che mi allena benissimo. Ma ho ancora tanto da imparare, soprattutto nelle estreme naturali, sui terreni difficili, sui sassi di grandi dimensioni.

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Tra scuola, palestra e moto non hai un attimo di riposo. Mai invidiato il tempo libero dei tuoi coetanei? Esco di casa alle 7 e mezza della mattina e torno alle nove di sera. Non mi fermo mai e se sono a casa studio, perché la scuola, ragioneria a indirizzo informatico, è importante. Ma fare il pilota è la mia vita, spero di avere la fortuna di fare della mia passione un lavoro. Dunque non invidio affatto gli altri ragazzi. Semmai, credo siano loro a invidiare me...

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CONFERMA ufficiale per date e circuito: il campionato europeo di velocità, che da qualche anno si svolge in prova unica, si terrà al circuito di Albacete, il 23 e 24 ottobre. Le domande di partecipazione verranno accettate fino al 4 di ottobre: le potranno inoltrare solo i piloti che si saranno classificati entro i primi cinque nel campionato italiano (ma anche: spagnolo, francese, tedesco e dei paesi bassi). Ammessi anche i primi 4 di Alpe Adria Cup e dei campionati scandinavo e balcanico. Le classi: 125, Supersport 600, Superstock 1000. Nelle due classi Stock verrà decretato anche un campione europeo junior (under 20).


contromano

MOTOGP E SUPERBIKE L’UNIONE FA LA FORZA Mettere insieme le due categorie darebbe un bell’impulso al nostro sport

di Marco Masetti fagnigol@yahoo.it

PRIMA 200 MIGLIA DI IMOLA: CORREVA L’ANNO 1972. LA GARA, IDEATA DA CHECCO COSTA, FU VINTA DA PAUL SMART, SU DUCATI 750 IMOLA DESMO. NELLA FOTO, GIACOMO AGOSTINI (1), SU MV AGUSTA 750, IN LOTTA CON SILVANO BERTARELLI (19), SU GUZZI.

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QUALCHE volta bisogna pure arrendersi e riconoscere di non capirci più nulla. Come nelle migliori storie facciamo un passo indietro, catapultiamoci in un’altra realtà, entriamo in un altro mondo. Quindi via con lo zoom e arriviamo in Romagna, entriamo in una casa e planiamo sul divano. Dove io sto guardando la gara della Superbike da Miller, Utah. Nella mia testa mi aspetto qualcosa di più, magari un pubblico più numeroso. In fin dei conti siamo negli States, patria delle derivate di serie, ma la gente non c’è. Si corre un “sedicente” campionato del mondo, nel quale, però, non ci sono statunitensi in azione, a parte il volenteroso Hayden, fratello di Nicky, quello bravo della famiglia. Per gli americani è campione chi vince da loro. Del resto le loro squadre di basket non giocano per il titolo internazionale con quelle europee e il football negli States si chiama soccer, che non è un’imprecazione in bolognese pronunciata male. Nella mia testa mi aspettavo qualche wild card proveniente dal campionato AMA, ma di queste

non c’è traccia. Che stupido che sono, i regolamenti sono diversi, le gomme pure, quindi non ha senso cercare brutte figure. Magari c’è una differenza nel peso minimo e nella fonometrica. Insomma, minchiate belle e buone che ci hanno tolto spettacolo, spunti, emozioni, argomenti sui quali ragionare, piloti da scoprire. E qui mi viene in mente la figura di un grande sognatore che, purtroppo, non c’è più da un pezzo e che non ha eredi all’orizzonte. Parlo di Checco Costa e cerco di spiegarlo ai giovani che forse non sanno nulla delle 200 Miglia di Imola e di che cosa furono queste gare. Costa Senior (il padre del dottor Claudio) era un agronomo appassionato di moto e di gare che decise di cambiare il mondo e ci riuscì. Era elegantissimo, il primo a vestirsi con giubbotti e cappellini che farebbero una notevole figura anche oggi, in un mondo in cui gli uomini erano immancabilmente in giacca e cravatta (se dirigenti o professionisti) oppure in tuta blu (se operai o meccanici). Rimase colpito dal cross e lo portò in Italia con decenni di anticipo. Decise che ci poteva essere una gara nella quale americani ed europei si sfidassero per la gioia del pubblico. Roberts, Mamola e compagnia li abbiamo scoperti grazie a lui che li portò a sfidare Agostini, Saarinen, Pasolini, Sheene. Il top degli States contro la crema d’Europa. Oggi, sembra incredibile, ma nel mondo globalizzato non si riesce a far correre assieme Superbike e MotoGP. Peggio, si vedono derivate di serie con sviluppo e test liberi e prototipi con più limitazioni di un neopatentato. Regole su regole che impediscono, di fatto, di godere appieno di uno sport meraviglioso. I piloti della MotoGP fanno eccezione con il cross, specialità nella quale si infortunano più che in pista. Dicono che nessuna moto somiglia a quella della top class, quindi non servirebbe a nulla girare con una Superbike. Anche una volta era così, ma Hailwood, per fare un nome, non si è mai posto troppi problemi e, come tutti i grandi del passato, correva in più classi con moto diversissime tra loro. E poi c’è un altro aspetto: in MotoGP c’è gente che, da anni, non corre per vincere e che non è in testa ad una gara da una vita. Ecco, se c’è una regola è questa: il pilota ha bisogno di lottare per la vittoria, anche scendendo di categoria, anche esplorando altre strade, perché stare nelle retrovie... imbrocchisce. Meno regole, più sognatori: vi piace come messaggio per il futuro?

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polvere di stelle

LA BOTTEGA DI SPADONI E I SUOI INSEGNAMENTI Oltre che un meccanico geniale, fu il burbero maestro di tanti giovani appassionati di moto Suzuki 1100 nuovo da immatricolare: la mettiamo in moto e sembra avere un problema alla frizione, chiediamo aiuto a Giorgio. Arriva, smonta i dischi frizione, si accorge che non lavorano bene, prova a fare qualcosa sul piano di riscontro che teneva dietro il sedile della 850 gialla, ma non si risolve. Lascia lì tutto aperto e se ne va. Torna e sistema la frizione montando dischi nuovi e cambiando alcune molle, poi la mette in moto e non gli piace... La moto è incerta nel prendere il gas... Un cliente dice: “Alè, ci risiamo”; il titolare non parla e si mette in disparte. Giorgio sale sulla moto che si trova sul cavalletto, mette dalla prima all’ultima marcia e poi dà gas. Non ho mai sentito mandare da fermo un motore a quei giri, nessuno osa parlare. Giorgio insiste fino a che lui sente che cambia qualcosa, poi cala i giri, la spegne... una boccata alla sigaretta, come per rilassarsi, e sentenzia soddisfatto: “Ora va bene”. Sono sicuro che se lo avesse visto Fellini, lo avrebbe messo in qualche sceneggiatura. Paolo Bernabini

di Luigi Rivola lurivola@tin.it

NELLA SUA OFFICINA DI IMOLA, GIORGIO SPADONI, SOPRA ACCOVACCIATO AL CENTRO, NEGLI ANNI SETTANTA TRASFORMAVA VECCHIE MOTO IN BOLIDI IN GRADO DI COMPETERE AD ALTO LIVELLO NEL CROSS.

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GENTILE Rivola, ero in biblioteca a Imola venerdì 21 maggio e ho apprezzato molto il suo ricordo di Giorgio Spadoni. Il mio ricordo di Giorgio, invece, rimane legato a un periodo in cui ho lavorato in una concessionaria di moto a Imola e anche se non si aveva a che fare con moto da gara, spesso si aveva a che fare con usati con problemi più o meno gravi, quindi il titolare lo chiamava come si fa con lo specialista che cura casi particolari. Ricordo di lui che non aveva l’aspetto del meccanico, sempre con un giubbotto di jeans, un paio di occhiali, mani pulitissime, un approccio solo in apparenza burbero. Ogni tanto mi chiedeva se gli potevo mostrare i manuali, quelli grossi, con i disegni tecnici che normalmente non erano in commercio e, dopo una rapida occhiata alle figure (non penso conoscesse l’inglese...), sanciva: “Ma sì dai, è come ho fatto io”... I momenti che non si possono dimenticare sono quelli in cui veniva ad “operare in sede”: mestiere, esperienza, intuito, uniti anche a momenti di puro cinema, in cui era il protagonista assoluto.

UN RACCONTO del genere non potevo rovinarlo tagliandolo. Adesso, però, devo dire chi era Giorgio Spadoni, anche se ne ho parlato altre volte. Era un meccanico, un mago del flessibile, un autodidatta, un padre, un confidente, un amico, un allenatore di tanti giovani appassionati che frequentavano la sua piccola officina di Imola, dove trasformava vecchie moto, magari prese al ferrovecchio, in particolare Bianchi con motore a 2 tempi, in bolidi da cross capaci di tener testa alle spagnole e cecoslovacche nate per vincere in quello sport. Giorgio era un burbero benefico che non si tirava mai indietro quando c’era da dare una mano ai piloti. Fu anche il mio meccanico nel 1972, quando gareggiai con discreti risultati nel campionato junior 500 con una Suzuki elaborata da lui stesso con una sua esclusiva ricetta che mi valse il secondo posto a Modena dietro a Gianfranco Bonera nella prima di campionato. La sera di venerdì 21 maggio, come ho raccontato sul numero scorso, a Imola si parlava di cross e di campioni. C’erano Lundin e Nilsson ed ero certo che avrei incontrato anche Giorgio dopo tanto, troppo tempo. Invece Giorgio non c’era. Se n’era andato lo scorso anno senza far rumore. Lui che, fra rombi di 4 tempi e sibili di camere d’espansione, nel rumore c’era vissuto tutta la vita.

Domenica aperto nel pomeriggio


di Laurent Benchana Nippon News

DA UN SONDAGGIO EFFETTUATO SU OLTRE 10.000 UTENTI È EMERSO CHE IN GIAPPONE, È IN NETTO AUMENTO L’USO DELLA MOTO PER MOTIVI DI TURISMO. E QUESTO SI TRADUCE ANCHE IN UN AUMENTO DEL CHILOMETRAGGIO MEDIO MENSILE, PASSATO, IN DUE ANNI, DA 254 A 270 KM.

ADESSO sì che sappiamo ciò che pensano e ciò che vogliono i motociclisti giapponesi! La Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA) ha appena pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato su 10.749 motociclisti nel corso di un anno intero. Lo studio si divide in tre parti: 1) sondaggio nazionale presso acquirenti di moto nuove; 2) sondaggio sulla percezione di utilizzo di una moto; 3) sondaggio su ciò che pensano i motociclisti che acquistano nei negozi di moto. Ecco ciò che si è scoperto. DALLE 5.575 risposte ricevute per questo studio, che è stato effettuato tra agosto e settembre 2009, il numero di acquirenti, adolescenti o giovani di una ventina d’anni, di moto nuove è diminuito. Il calo è ancora più marcato se il riferimento è alle donne di oltre 20 anni in quanto, secondo uno studio del 2007, il loro numero è diminuito della metà. Invece il numero di motociclisti più “maturi” è in aumento. Lo studio ha evidenziato che l’età media di

un nuovo proprietario è di 47,4 anni. Il 57% di loro ha acquistato una moto per sostituirne un’altra: il dato, comunque, evidenzia, rispetto alle indagini precedenti, una diminuzione. Sulla totalità delle risposte fornite non più del 15% ha acquistato una moto nuova per la prima volta nella vita, contro il 18% nel 2007. Che cosa ha motivato il loro acquisto? Le risposte più frequenti sono state, nell’ordine: “stile e design”, “il basso consumo di benzina”, “la facilità di guida” . E qual è l’utilizzo della moto? “Andare al lavoro o a scuola” per un 45% degli intervistati e poi “fare acquisti, shopping” (30%). Mentre il primo tipo di utilizzo è in calo, il secondo e anche “il turismo” sono in aumento. Questo andamento si traduce, nei fatti, con un aumento del chilometraggio medio mensile che è passato da 254 km nel 2007 a 270 km nel 2009. È emerso anche che questi motociclisti sono quelli che maggiormente usano la moto in due in autostrada (22% contro il 19% nel 2007) e ciò può essere un segno dell’aumento del chilometraggio medio. Il dato positivo è che il 92% di questi motociclisti afferma di avere l’intenzione di guidare la propria moto anche in futuro, contro il precedente 89%. Se dovessero smettere di andare in moto, quale sarebbero le ragioni? Le risposte più frequenti sono state la scomparsa di parcheggi o problemi economici, la metà delle persone che ha risposto ha detto che avrebbe continuato ad andare in moto anche dopo essersi sposata e aver avuto dei figli e anche nel caso si verificassero altri importanti mutamenti della loro vita, così come se la loro moto venisse rubata o se subisse un incidente. CHE COSA si può, quindi, concludere? La popolazione dei motociclisti invecchia, cosa non certo rassicurante per il futuro. Il fatto che i biker siano più motivati nell’intenzione di continuare a guidare una moto rispetto al passato è senza dubbio dovuta al fatto che la moto è un qualcosa di ben radicato nella loro vita. Il fatto, poi, che indichino in primo luogo la mancanza di spazi di parcheggio come un problema che potrebbe portarli a rinunciare a guidare la moto è drammatico. Ma il peggio è che questo non porta a chiedere alle autorità “lasciateci andare in moto” e risolvete i nostri problemi. Speriamo che anche gli amministratori pubblici leggano questi risultati e riflettano...

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Misano Misano teatro della seconda prova dei Trofei Honda.

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Segoni si conferma, Stirpe e Sassaro ritornano alla vittoria.

Al secondo appuntamento dei Trofei Honda, Sebastiano Zerbo, battuto da Lorenzo Segoni a Franciacorta nella gara di apertura, vuole la rivincita nella Hornet Cup e lo dice con una pole perentoria. Al primo giro la gara perde subito uno dei protagonisti con la scivolata di Di Lalla che riesce fortunatamente a ripartire mentre Zerbo non riesce a fuggire con Segoni e Bentivogli che insidiano la sua leadership. Nel corso del terzo giro lo stesso Segoni passa al comando mentre Carnevale si insedia in quarta posizione davanti a Pacchiana e Bellini. Purtroppo, una brutta caduta di Carnevale al termine del quarto giro, per fortuna senza conseguenze, provoca l’esposizione della bandiera rossa. Nella seconda manche si rinnova il duello tra Segoni e Zerbo con Bentivogli tranquillo in terza posizione. Nell’ultimo giro, nonostante il sorpasso, Zerbo non riesce a resistere alla risposta del suo avversario che replica la vittoria di Franciacorta. Colpo di scena in verifica: Zerbo sporge reclamo contro Segoni ma è la sua moto ad essere irregolare. Quindi Bentivogli conquista il secondo posto; ottimo terzo Pacchiana davanti ad un Conti in crescita e a Galimberti. Nella classifica Under vince Gollini davanti a Fugardi e Rebecca Bianchi. Papa è primo nella Over.

> Andrea Tucci secondo dopo una grande rimonta.

> Zerbo in pole al via delle Hornet.

L’RS125 GP Trophy vede la conferma di Faccani che conquista un’ottima pole con Stirpe che dimostra di essere l’unico in grado di impensierirlo. Infatti al via il pilota romano è il più veloce ma Faccani replica e al 3° giro passa al comando. Purtroppo due giri dopo scivola e da quel momento la gara per Stirpe diventa una passeggiata. La spettacolare lotta per la seconda posizione vede Tucci precedere in volata (4 millesimi) Cunti mentre Caricasulo termina in quarta posizione davanti a Coletti e Migno. Settimo Menchetti davanti a Faccani che riesce a conquistare 8 punti preziosi malgrado la caduta, e Torlaschi che subisce una penalizzazione di 30 secondi per partenza anticipata. Nella classe regina, la CBR 600RR Cup, è l’autore della pole Andrea Zappa, a prendere il comando con Zerbo e Vargas alle sue spalle, mentre Sassaro e Miele seguono da vicino. Vargas prende il comando al 4° giro ma Zerbo lo supera durante il giro successivo. Nel sesto giro la gara perde Zappa e Miele per una scivolata e Vargas riprende la prima posizione. Alla prima curva dell’ultimo giro Zerbo passa al comando ma Vargas reagisce. Da questo momento un susseguirsi di colpi di scena con le cadute di Zerbo e dopo due curve di Vargas mentre Sassaro, ottimo terzo per tutta la gara, vede servirsi la vittoria su un piatto d’argento. Magnanelli conquista una meritatissima seconda piazza davanti a Lagiongada che è anche primo degli Under. Quarto Giugovaz afflitto da problemi tecnici davanti a Nespoli e Colatosti . Settimo Rossi, ottavo Proietto davanti a Luca Fabrizio e Piccari, rispettivamente secondo e terzo nella classifica Under. > RS125 GP Trophy: Davide Stirpe, primo a Misano e leader del Campionato.

> HORNET CUP: Lorenzo Segoni, a punteggio pieno in classifica.

> CBR600RR CUP: Alex Sassaro, vincitore a sorpresa.

> Sassaro (34) e Giugovaz (96) in testa al gruppo delle CBR600.

Prossimo appuntamento il 27 giugno sul circuito di Vallelunga.

> Lagiongada primo degli Under e terzo assoluto.

E&E ORGANIZATION - Via Marcello Garosi, 10 – 00128 Roma - Tel: 06 63 04 04 - 348 38 16 929 - Fax: 06 508 22 33 - E-mail: e.eorganization@gmail.com

Si ringrazia:


Classifiche CLASSIFICA GENERALE

CLASSIFICA DI GARA 1. Stirpe Davide 2. Tucci Andrea 3. Cunti Elia 4. Caricasulo Federico 5. Coletti Michael 6. Migno Andrea 7. Menchetti Yuri 8. Faccani Marco

alla media di 137,753 km/h a 2,458 sec. a 2,462 sec. a 3,343 sec. a 5,213 sec. a 5,479 sec. a 29,657 sec. a 34,096 sec.

CLASSIFICA DI GARA

1. Stirpe Davide 2. Faccani Marco 2. Tucci Andrea 4. Caricasulo Federico 5. Cunti Elia 6. Coletti Michael 7. Migno Andrea 8. Torlaschi Alessandro

PILOTA-TEAM punti punti punti punti punti punti punti punti

45 33 33 29 27 21 18 16

CLASSIFICA GENERALE

1. Segoni Lorenzo alla media di 138,856 km/h a 0,483 sec. * 2. Zerbo Sebastiano 3. Bentivogli Paolo a 10,008 sec. 4. Pacchiana Stefano a 16,696 sec. 5. Conti Angelo a 18,235 sec. 6. Galimberti Sebastian a 18,328 sec. 7. Bellini Fernando a 20,354 sec. 8. Papa Gelsomino a 37,937 sec.

1. Segoni Lorenzo 2. Bentivogli Paolo 3. Conti Angelo 4. Bellini Fernando 5. Zerbo Sebastiano 6. Papa Gelsomino 7. Carnevale Giovanni 7. Pacchiana Stefano

1. Stirpe Davide 2. Faccani Marco 2. Tucci Andrea 4. Caricasulo Federico 5. Cunti Elia 6. Coletti Michael 7. Migno Andrea 8. Torlaschi Alessandro

Rossocromo-CRP San Carlo Junior Team San Carlo Junior Team San Carlo Junior Team Pos Corse San Carlo Junior Team Team 44 Power Racing Team

> Stirpe (63) in lotta con Faccani (5) e Caricasulo (64).

> Le CBR al via. Ben 48 i piloti presenti.

> Emanuele Magnanelli, secondo a Misano e terzo in classifica.

> Segoni e Zerbo in lotta.

> Elia Cunti terzo per 4 millesimi.

> Contaldo (10), vincitore della finale B.

CLASSIFICA CONCESSIONARIE punti punti punti punti punti punti punti punti

50 33 22 21 20 17 16 16

1. MEGA BIKE - Roma 2. GILPI - Bologna 3. TOTTENE - Bassano del Grappa (VI) 4. VALDOMOTO PESCARA - Pescara 5. GILPI 2 - Bologna 6. VALDOMOTO PESCARA 2 - Pescara 7. MARINO MOTO - Savigliano (CN) 8. DIEFFE MOTOR - Fermo

punti:127 punti: 57 punti: 37 punti: 35 punti: 28 punti: 27 punti: 23 punti: 17

* Fuori classifica CLASSIFICA DI GARA

CLASSIFICA GENERALE

1. Sassaro Alex alla media di 143,106 km/h 2. Magnanelli Emanuele a 1,329 sec. 3. Lagiongada Nicolò a 4,459 sec. 4. Giugovaz Diego a 5,640 sec. 5. Nespoli Antonio a 6,770 sec. 6. Colatosti Alessandro a 6,776 sec. 7. Rossi Daniele a 8,034 sec. 8. Proietto Juri a 8,194 sec.

1. Giugovaz Diego 2. Sassaro Alex 3. Magnanelli Emanuele 4. Miele Roberto 5. Proietto Juri 6. Zenatello Franco 6. Rossi Daniele 6. Colatosti Alessandro

> RS125 GP: Mastropasqua (FMI) premia Stirpe, Tucci, Cunti e Faccani.

> HORNET CUP: Segoni, Zerbo (poi squalificato) e Bentivogli.

CLASSIFICA CONCESSIONARIE punti punti punti punti punti punti punti punti

38 33 24 20 17 16 16 16

1. DINAMICA MOTO - Grandate (CO) 2. MEGABIKE - Roma 3. ESPRESSIONE MOTO - Genova 4. HONDA POINT BY TRESOLDI - Pessano C.B. (MI) 5. DALL'ARA - Bergamo 6. MOTOMAXIMA - San Martino sicc. (PV) 6. GALLO - Frosinone 8. VALDOMOTO PESCARA - Pescara

punti: punti: punti: punti: punti: punti: punti: punti:

45 44 40 38 33 32 32 30

> CBR600RR CUP: Sassaro, Magnanelli, Lagiongada.

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di Enrico Borghi - foto Milagro e Image Photo Agency

I MOMENTI I DRAMMATIC E NT DE DELL’INCI CAPISCE DI ROSSI. SI SI TRATTA E CH TO SUBI UNIO SERIO. RT FO IN DI UN IMI PR I , IN BASSO PISTA SOCCORSI IN TO E NEL MOMEN ICOTTERO EL DI SALIRE IN FERIMENTO PER IL TRAS ATO E, CONFORT IN OSPEDAL . A. A T ST S O C OR CO TO TT DOTT L DO AL DA DA

i s e m 3 enza s

i s s o R Frattura (esposta e scomposta) di tibia e perone destri. La sfida con Lorenzo è finita. Subito operato, potrebbe rientrare a Misano

Sono le 10,39 di sabato. Durante le libere, un high side spara in aria Valentino. L’atterraggio è devastante motosprint

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CARPERIA – La MotoGP così come eravamo abituati a vederla e a pensarla, nonché il campionato che ci eravamo preparati a seguire, sono spariti alle 10,39 di sabato 5 giugno 2010, all’ingresso della Biondetti uno (prima curva di una “esse” veloce da 180 all’ora). Tutto è cambiato nel momento in cui Valentino Rossi ha toccato il suolo al termine di un volo strano e violentissimo. Un “high side” provocato dalla gomma che si era raffreddata e ha perso aderenza per un istante, e sempre per un istante l’ha recuperata quando Valentino ha riaperto il comando del gas. Erano le 10,39 e 4 secondi, quando Valentino è stato lanciato in aria dalla sua Yamaha: stava viaggiando (lo dice la telemetria) a 179 km/h. Alle 10,39 e 07 secondi, quando il suo corpo ha smesso di rimbalzare sul terreno, Valentino Rossi si è accorto che questa volta – per la prima volta – la sua buona stella lo aveva abbandonato. Lo ha capito subito, che era successo qualcosa di serio. E lo hanno capito anche tutti quelli che attraverso gli schermi del circuito e i monitor televisivi dei box lo hanno visto stringersi la caviglia destra tra le mani, contorcendosi dal dolore. Perché ci sono momenti in cui bastano i gesti, per capire. ADESSO ci sono molte altre cose da capire. E Valentino dovrà stabilire che cosa fare, quando tornare, che strada prendere. Il suo campionato, al di là del titolo perduto, non si è concluso qui, però non è dato sapere quando riprenderà a gareggiare. Anche se, una volta rassicurati sulle condizioni fisiche e sul positivo decorso post-

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MotoGP Italia

operatorio, la prima domanda da porsi è questa: quando tornerà in pista, Valentino Rossi? Realisticamente, potrebbe rientrare a Misano, ad inizio settembre. Ma nessuno può dirlo con certezza, anche perché bisognerà attendere l’evolversi della situazione. Il professor Roberto Buzzi, che lo ha operato nel Centro Traumatologico di Firenze, poche ore dopo la caduta, ha detto che «i tempi di recupero si possono quantificare in quattro-cinque mesi». Sembra una previsione eccessivamente prudente. Poiché l’intervento di riduzione della frattura (esposta e scomposta) della tibia e del perone della gamba destra è riuscito perfettamente (la frattura è stata ridotta con l’inserimento di un “chiodo”), e poiché non ci sono state lesioni vascolari, nervose, muscolari, è ipotizzabile che un pilota di 30 anni impieghi più o meno un paio di mesi per recuperare un infortunio simile. Valentino ha preso in considerazione il problema solo 24 ore dopo l’operazione – nella sua stanza del CTO di Firenze – e così come era stato deciso addirittura nel centro medico del circuito, pochi minuti dopo la

caduta, quando il dolore era forte e lo shock ancora di più, lui e il suo gruppo hanno stabilito di prendere tempo. Ma cinque mesi sono troppi... In ogni caso il tempo è ciò di cui Valentino ha bisogno: perché così ha deciso, perché gli conviene, perché può permetterselo. Questo è un punto importante, perché pare che per la prima volta stia prevalendo quella cautela che in questo sport è spesso lasciata in secondo piano in casi analoghi. Che senso ha rientrare in fretta e furia, visto che il titolo è comunque perduto? È questa la considerazione fatta da Valentino e dal suo entourage prima ancora che l’elicottero si alzasse in volo per trasportarlo in ospedale. Nel centro medico è stato deciso che la parola “fretta” deve scomparire dal vocabolario. «Il titolo è perduto, rientrare dopo tre gare oppure sette, non fa alcuna differenza; così come a questo punto non cambia niente finire il campionato in terza o in decima posizione. La sola cosa che conta è la salute di Valentino, visto che la sua carriera non si fermerà certo per questo incidente» ha detto Davide Brivio, il team manager. E anche Je-

remy Burgess, il capotecnico, è stato illuminante: «Vale non deve ascoltare nessuno, e deve tornare quando lo decide lui. Deve guarire bene, e non ci vuole fretta. Mi ricordo la vicenda di Doohan: quando Mick si ruppe la gamba, non era ancora diventato campione del mondo, stava lottando per la consacrazione. Ma Valentino è in una situazione diversa, non deve rincorrere niente. Quindi deve pensare anche alla sua vita dopo le gare, non solo a questo campionato».

Record infranto

STOP FORZATO DOPO 230 GP CONSECUTIVI Era l’unico (in attività) a non essersi mai fermato VALENTINO è caduto nel suo quindicesimo giro del secondo turno di prove libere. Stava tirando, quando si è accorto che Barbera lo stava seguendo (molti piloti seguono i top rider durante le prove, per copiare le loro traiettorie), Valentino ha rallentato per staccarsi un po’. Poi ha ripreso in mano il gas, la gomma non era sufficientemente calda. E lo ha mollato. La caduta, che ha gettato in un silenzio spettrale il paddock e le colline del Mugello, segna anche la fine della invulnerabilità di Valentino Rossi. Il ragazzo ne ha fatti tanti, di voli, ma con questo mette fine ad un record: era rimasto infatti l’unico pilota in attività a non avere mai rinunciato ad una sola gara del campionato mondiale, correndo 230 Gran Premi consecutivi senza interruzione. Permotosprint

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ché non si era mai fatto veramente male. Sì, botte ne ha prese, a volte, ma nulla che gli abbia impedito di gareggiare la domenica. Il suo infortunio più serio risaliva alla stagione 2006, e tra l’altro la coincidenza è bizzarra: ad Assen Valentino cadde il venerdì, sempre per un “high side” causato dalla improvvisa perdita di aderenza della gomma posteriore, ancora fredda, mentre era in piega sul lato sinistro. Quel volo, in quarta, a oltre 190 km/h, gli causò la frattura del malleolo tibiotarsico sinistro e quella di un piccolo osso del metacarpo della mano destra; inoltre Valentino subì anche un trauma toracico. Eppure, pur soffrendo, Valentino gareggiò (e prese anche qualche punto). L’ultimo infortunio, in ordine di tempo, è del 2007. A Valencia nel 2007, sempre nelle

prove, si procurò una triplice frattura alla mano destra (una scomposta della base del mignolo, una normale del piramidale e dello stiloide ulnare). Ma anche in quel caso riuscì a gareggiare. Andando ancora più indietro, va rilevata la frattura del polso sinistro del 1995: Valentino aveva 16 anni e correva l’europeo 125. Si fratturò il polso cadendo su un salto (a causa di una “sfollata” in volo) mentre si allenava con la moto da cross. Quindi anni dopo, cioè nell’aprile scorso, il cross gli è costato l’infortunio alla spalla destra, che Valentino – ecco un altro segno del destino... – giovedì pomeriggio al Mugello aveva definito «l’infortunio peggiore della mia carriera». Nemmeno quarantotto ore dopo ne è arrivato uno molto più grave.

LA YAMAHA PERDE ADERENZA AL POSTERIORE (SOPRA). È L’ATTIMO CHE PRECEDE LA ROVINOSA CADUTA. A SINISTRA, L’ARDITO TAGLIO DI CAPELLI STILE MOHICANO. A DESTRA, LA MOTO INCIDENTATA DIVENTA OGGETTO DELLE FOTO DEI FAN.

La pensa così anche Carmelo Ezpeleta, che subito dopo l’incidente si è espresso in questo modo: «adesso bisogna pensare a Valentino come uomo, non come pilota. Non me ne importa niente se rientra dopo due, cinque o dieci gare. Va curato pensando alla sua salute e non al mestiere che fa». Il Medical Director della MotoGP, Claudio Macchiagodena, si è trovato d’accordo. Di qui la scelta di indirizzare Rossi al CTO di Firenze, e metterlo nelle mani del professor Roberto

Jollybeffardo OGNI VOLTA CHE CORRE IN ITALIA, VALENTINO SE NE INVENTA UNA. UN PO’ PER STUPIRE E UN PO’ PER SCARAMANZIA. QUESTA VOLTA PERÒ IL CASCO DEDICATO ALLA GARA DI CASA NON GLI HA PORTATO FORTUNA. ANZI, SI È RIVELATO BEFFARDO. IL TEMA ERA IL GIOCO DELLE CARTE E SIMBOLEGGIAVA LA DECISIONE DI GIOCARSI IL JOLLY, VISTI I GUAI DELLA PRIMA PARTE DEL CAMPIONATO (IN PARTICOLARE ALLA SPALLA).

Buzzi. Valentino, nel viaggio in elicottero verso l’ospedale, è stato assistito dal Dottor Claudio Costa, che è rimasto al suo fianco anche in sala operatoria. In effetti, Valentino non deve certo preoccuparsi di trovare una squadra per il 2011, tanto lo aspetteranno tutti. Infatti - e questo l’hanno già detto i manager interessati - con questo episodio il mercato piloti subisce un colpo che farà allungare i tempi. Tra i tanti lati negativi, per lui, in questo infortunio se ne può trovare anche uno positivo: il nove volte campione del mondo potrà capire cosa gli dice il suo cuore, e sarà questo a determinare le sue scelte future. Tra l’altro, nel periodo di convalescenza che lo aspetta per la gamba, il pesarese risolverà anche il problema alla spalla.

CHI SULLA SUA MOTO?

EDWARDS IN POLE PER SOSTITUIRLO DOPO la gara, i vertici dell’organizzazione Yamaha nella MotoGP si sono messi a discutere sulla questione legata alla sostituzione di Valentino Rossi. In un primo momento era stata avanzata l’ipotesi di schierare uno dei collaudatori giapponesi – Fujiwara e Yoshikawa – ma vanno troppo piano. Una possibile strada l’ha fornita il management di Alex De Angelis, che è andato a proporre il sammarinese al Team Tech3, nel caso che “dall’alto“ venga deciso di trasferire temporaneamente uno dei due americani nel team interno. In effetti, questa è la soluzione che ha le maggiori possibilità di essere scelta: in particolare, il candidato numero uno alla M1 di Rossi è Colin Edwards. Perché corre da anni per la Yamaha, perché conosce tutti i tecnici e i meccanici, e perché è molto più esperto di Spies. Edwards, inoltre, può dare una mano nel portare avanti uno sviluppo della M1 in tutta calma. Ma la sostituzione non dovrebbe avvenire in tempi brevi. Il regolamento della MotoGP prevede che la squadra possa attendere altre due gare prima di scegliere un sostituto. Ciò significa che a Silverstone e ad Assen il team ufficiale schiererà solo Lorenzo. La sostituzione avverrà a Barcellona. Esiste anche la possibilità di non sostituire mai Valentino, pagando delle multe, ma è difficile pensare che IRTA e Dorna non faranno pressioni per evitare una griglia che adesso vede solo sedici piloti. motosprint

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di Enrico Borghi - foto Milagro

SECONDO PEDROSA LA HONDA NON HA ANCORA RISOLTO TUTTI I PROBLEMI MA AL MUGELLO ERA A POSTO E DANI HA FATTO IL VUOTO. DAI BOX PUIG HA COINCIATO A FARGLI ESPORRE I DISTACCHI REALI...

«Il feeling con olto m a r e to o m la sto buono e que so mi ha permes ubito s e r e d n e r p i d he un margine c » to ti s e g o h i o p Dani Pedrosa

motosprint

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e n o i s s e c c u s i d a r r e u G

o r r e f i d o i c , c o t a r o b u l i v il si, a s f o . a R o s i r d o r n o d e Fu co P e . i s l o è n so d g o e a i z p i o l s v li o tito g D l a a e r t h a c è s n n a e p o i zo od n p e l r u o 41 S L

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MotoGP Italia

L’ILLUSIONE DI POTER DUELLARE CON PEDROSA (26) È DURATA POCO, LO SPAGNOLO DELLA HONDA È FUGGITO SUBITO LASCIANDO A LOTTARE TRA DI LORO LORENZO (99), DOVIZIOSO (4), SPIES (11) E STONER (27).

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CARPERIA - La classifica di campionato dà ragione a Jorge Lorenzo, eppure lui non ha fatto proprio una figura cristallina nella sua prima gara nel ruolo che sognava da anni: leader della Yamaha. Insomma, ha perso la prima corsa in cui si è ritrovato solo perché non è riuscito a fare la differenza di fronte al supermotore degli avversari, in questo caso quello della Honda di Dani Pedrosa. Valentino Rossi, al Mugello, la differenza l’ha fatta spesso. Così come l’ha fatta tante volte in ogni pista del mondo, recuperando in curva ciò che perdeva in rettilineo. Jorge Lorenzo è stato secondo, questa volta, gestendo agevolmente la pressione di Dovizioso ma restando sempre alle spalle di Pedrosa. Commentando la sua gara, dopo aver spiegato che «venti punti in un week-end così difficile in fondo sono un gran bel risultato», Jorge ha anche sottolineato che «contro Pedrosa non c’era niente da fare, questa volta», e questa è un po’ la sintesi del primo Gran Premio d’Italia dell’era della MotoGP senza Valentino Rossi al via. Jorge ha fatto bene, dal suo punto di vista; è così che si vincono i campionati. Ma la sua condizione è improvvisamente cambiata. Adesso è il candidato numero uno al titolo, è il favorito, quindi non può permettersi passi falsi. Jorge ora ha la responsabilità del risultato: di fronte alla fabbrica, agli sponsor e al pubblico. E alla fine potrebbe anche subirla, questa situazione. Questa pressione. Al Mugello l’ha subita, e non l’ha negato: «Durante il giro di allineamento ho sentito che la moto non era a posto: mi sembrava che la gomma posteriore scivolasse già molto. A quel punto mi sono un po’ agitato, e in gara non ho guidato bene. Non ero sciolto, non ero come al solito». Tra i vari punti di interesse del “nuovo” campionato, c’è anche questo: Lorenzo

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«Non avevo lo stesso passo delle prove ma comunque non so se avrei battuto Dani, aveva un ritmo incredibile» Jorge Lorenzo motosprint

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L’ONORE DELLE ARMI

Lorenzo e Rossi

Gesti di cavalleria. Reciproci IN PISTA SONO RIVALI, MA IL RISPETTO NON MANCA: LORENZO È SALITO SUL PODIO CON LA MAGLIA VR 46 E HA MANDATO A VALENTINO MESSAGGI DI INCORAGGIAMENTO. ROSSI HA GRADITO E HA RINGRAZIATO.

sembra abbastanza forte per gestire la situazione, ma se la Honda progredisce e Pedrosa prende coraggio, e se lui subisce la pressione, magari quei 25 punti che adesso lo separano dal suo connazionale «potrebbero non essere abbastanza». Come ha detto proprio Jorge. Di certo Pedrosa è andato forte, questa volta. Ha guidato benissimo, ha fatto quello che ha voluto: infatti ha imposto un ritmo impressionante e l’ha gestito a suo piacimento. È sceso sotto il muro dell’1’50” già nel quarto giro, poi ha continuato tranquillamente su quel passo mentre Lorenzo e Dovizioso non riuscivano ad andare oltre l’1’50”medio-alto. Nemmeno una volta sono riusciti a girare in 1’49”. Pedrosa è tornato stabilmente sul passo dell’1’50” solo a partire dal dodicesimo giro, per sua scelta: gli avversari, ormai, non facevano più alcuna paura. Ma per non incorrere in cali di concentrazione, Dani ha continuato ad essere più veloce dei suoi avversari. Quindi ha certamente ragione, Jorge Lorenzo, quando dice che non c’era niente da fare. Del resto Pedrosa lo conosciamo bene: oltre al fatto che lui ama la pista del Mugello, è noto che quando riesce ad immotosprint

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MELANDRI (33) IN GRANDE RIPRESA: HA LOTTATO PER TUTTA LA GARA CON STONER (27) E DE PUNIET (14) FINENDO AL QUINTO POSTO.

postare il suo ritmo e gli si permette di guidare seguendo le sue traiettorie diventa quasi irraggiungibile. Viene da chiedersi dove siano finiti quegli ondeggiamenti che Dani ha denunciato per tutto l’inverno, e fino allo scorso gran premio. La risposta l’ha data proprio lui: «Li stiamo risolvendo, infatti la nostra moto è migliorata moltissimo. Però non è abbastanza, bisogna fare di più. Il problema è che per essere competitivi bisogna

avere meno problemi il venerdì, in modo da poter preparare la gara con più calma. Io ero nei guai, venerdì, siamo arrivati ad una buona messa a punto solo in extremis». Anche Lorenzo ha detto che la fabbrica per cui gareggia deve fare di più, ma i due nuovi rivali parlavano di problematiche diverse: se per Pedrosa il problema è la ciclistica, secondo Lorenzo «ci serve maggiore potenza». ALLA luce delle disavventure di Valentino Rossi, al Mugello si è cominciato a disegnare i possibili scenari di questo campionato. Lorenzo e Pedrosa sono i piloti che vantano la maggiore sicurezza, freschezza, preparazione, velocità, astuzia.

Sono allenati per vincere, hanno alle spalle le due maggiori industrie del settore. C’è un solo pilota in grado di inserirsi tra i due: si chiama Casey Stoner, e attualmente è il fantasma di se stesso. Una brutta copia. L’australiano ha deluso al Mugello, dove è stato solo quarto, e gara dopo gara sta lasciando sul terreno punti pesanti. Soprattutto, sta lasciando da soli gli spagnoli. Per ora tutto fa pensare che si possa assistere ad un confronto tutto iberico, il che sarebbe una grande novità se si parla della classe regina. E anche un’ulteriore dimostrazione che, globalmente, la Spagna è diventata ormai la nuova nazione leader di questo sport.

SCARPERIA - Valentino Rossi e Jorge Lorenzo si detestano, combattono dentro e fuori dal box, eppure l’incidente del pesarese ha permesso loro di esibire un lato umano assolutamente insolito in questo ambiente. Lorenzo, in particolare, ha stupito. Prima del via ha esposto un cartello in cui incitava Valentino, e dopo ha detto che «solo quelli che, come me, hanno sofferto il dolore fisico per un infortunio sanno che cosa significa la situazione in cui sta vivendo Valentino; voglio dirgli di tenere duro, e che io spero che torni presto». Dopo la gara, poi, lo spagnolo è salito sul podio indossando una T-shirt gialla che fa parte del merchandising di Valentino. «L’ho fatto per onorarlo, per fare vedere ai suoi

tifosi che anche lui, in un qualche modo, era comunque qui con noi – ha spiegato –. Immagino che cosa significhi un incidente così nella sua pista, nel suo Paese, davanti ai suoi tifosi: ci sono passato anche io». Valentino ha risposto poco dopo, a distanza, in modo altrettanto inaspettato: «Quando ho visto Lorenzo sul podio con quella maglietta mi sono emozionato, lo ringrazio per quel gesto» ha detto il pesarese. Sabato pomeriggio Lorenzo aveva affermato che «adesso questo campionato non sarà più lo stesso» ma in questo caso pensava soprattutto a sé. Alla sua sfida. Lorenzo si era preparato, quest’anno, per vincere battendo Valentino. Senza Rossi in pista, qualsiasi vittoria ha meno valore.

«Non pensavo di riuscire a fare gara con Stoner e De Puniet, in prova erano più veloci. Ma abbiamo lavorato molto bene»

Marco Melandri motosprint

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DOVIZIOSO (4) HA FATTO UNA GRAN BELLA FIGURA: SECONDO LORENZO (99) PUÒ DIVENTARE PERICOLOSO.

Le difficoltà di Stoner

MISTERO CASEY Perché non riesce a guidare come vorrebbe?

Dovizioso al terzo podio

MIGLIORA. MA NON BASTA Manca ancora qualcosa, alla moto e al pilota SCARPERIA – Andrea Dovizioso ha conquistato il terzo podio in quattro gare. Ora in classifica generale ha 58 punti, contro i 90 di Lorenzo e i 65 di Pedrosa. Considerando che Rossi è fuori dai giochi e che Casey Stoner è in grande difficoltà, ci si chiede se il forlivese possa diventare uno dei protagonisti della corsa al titolo. Andrea Dovizioso ha corso bene anche al Mugello. Sta diventando un pilota solido: non avrà trovato il colpo per mettere in crisi Lorenzo, però non ha commesso errori ed è comunque riuscito a viaggiare al ritmo del leader di classifica. Sono gare che Dovizioso, fino allo scorso anno, poteva solo sognare. Invece ora sono realtà, e il merito è suo e della sua determinazione nel lavoro di sviluppo della RCV. Per ora è un protagonista del campionato, ma come dice Lorenzo «se Andrea riuscirà a fare un altro salto di qualità, allora potrà diventare pericoloso». Andrea è d’accordo: «devo fare ancora un passo avanti: e bisogna ancora migliorare la motosprint

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moto. A quel punto, sì, potrei diventare davvero un protagonista. Ma per adesso, sinceramente, non sono abbastanza forte: sono veloce, ma non abbastanza per giocare un ruolo simile». Se l’è posta anche lui, la domanda fatidica. Ecco perché aveva la risposta pronta. La questione si gioca anche sul piano tecnico, ovviamente, e proprio al Mugello, dove la Honda ha esibito il suo motore straordinario, la Yamaha ha dimostrato la grande efficacia della sua parte ciclistica: «Stando dietro a Lorenzo per tutta la gara ho verificato ciò che mi era già noto: la Yamaha è molto veloce nella percorrenza della curva, ed è impressionante nell’inserimento» ha raccontato Dovizioso, e in queste considerazioni si racchiude un po’ il confronto tra i due. Un braccio di ferro durato per tutta la gara – Dovizioso è stato anche davanti, dal terzo al quinto giro – che si è risolto a favore dello spagnolo anche per motivi tecnici. Giustamente, il forlivese sottolinea però che per diventare un protagonista della lotta al titolo, quindi per poter pensare di vincere il titolo, bi-

sogna diventare veloci con una certa facilità: «tirando al limite, cioè dando tutto, nel finale sono riuscito a recuperare un po’ su Lorenzo, ma non è così che bisogna correre: bisogna avere una prestazione migliore ma in modo costante». In ogni caso, Dovizioso sta gradatamente conquistando quello spazio che insegue da tempo. Bisogna considerare a questo punto, anche il piano di sviluppo che la Honda ha fissato per la RCV. Secondo il forlivese, non c’è un grande spazio di manovra: «non sono previsti cambiamenti radicali, più o meno la moto resterà questa. Si potrà però lavorare sulle regolazioni, e soprattutto sull’elettronica». In realtà si è lavorato anche sulla frizione e secondo Dovi il nuovo materiale è uno dei motivi per cui è riuscito finalmente a fare una partenza aggressiva. La realtà è che Dovizioso non ha ancora lottato, veramente, per la vittoria. E questa è una prova importante da superare, prima di prendere coscienza delle proprie possibilità.

SCARPERIA - Lo scorso anno, Casey Stoner al Mugello aveva vinto. Questa volta ha sofferto nelle prove e in gara ha subito l’onta del sorpasso da parte di due piloti privati – Randy De Puniet e Marco Melandri – che l’hanno fatto dannare per tutta la gara e sui quali ha avuto la meglio solo nelle fasi finali. Diciamo la verità, il quarto posto è stato un colpo di fortuna. Poteva andargli peggio. Al di là del piazzamento, questa non è stata certo una gara da Casey Stoner. Ma il problema è che fino ad ora, di gare alla Stoner l’australiano non ne ha corsa nemmeno una. Ora il pilota della Ducati è ottavo in classifica, a 66 lunghezze da Lorenzo. La strada è sempre più in salita. Che cosa sta succedendo all’australiano? Se va forte cade, se si contiene sta dietro. È una pessima situazione, per uno come lui. Casey Stoner non è un pilota raffinato, tecnico, che studia la moto e la messa a punto, e che ragiona sulle situazioni. Lui non si adatta mai, è il resto del mondo che deve adattarsi a lui. Stoner guida d’istinto, se tutto non funziona al primo colpo sono guai. Infatti ha finito per litigare con la Desmosedici, ed è stata una gran brutta scelta. Che sia in crisi, lo dicono non solo il suo modo di gareggiare ma anche la sua nuova tendenza a voler cambiare particolari della moto. Lui, che un tempo non toccava nemmeno gli adesivi, oggi si sta chiedendo che cosa si possa modificare. Per il Mugello se l’è presa con la forcella, ma il ritorno alla versione 2009 non ha portato i risultati sperati. Stoner ha chiesto di tornare alla vecchia Öhlins, per capire se la mancanza di feeling con l’anteriore derivasse da questo. In effetti la Öhlins 2010 è stata radicalmente rivista: oltre al diametro degli steli, passato a 48 mm (dai 42 mm precedenti), è stata completamente riprogettata la parte idraulica. Di fatto, offre al pilota un feeling diverso, soprattutto nella parte finale della corsa. Ci può stare, quindi, che un pilota possa

trovare delle differenze sostanziali. Il problema è che la nuova Öhlins la stanno usando tutti, e tutti cercano di trovare regolazioni consone al proprio stile. Soprattutto, così facendo Casey getta al vento mesi e mesi di lavoro. Poiché il materiale 2009 era ancora in azienda, e visto che la forcella si può sostituire senza cambiare nulla sulla Desmosedici, Stoner era stato accontentato. Ma visto che le sue prestazioni non sono cambiate di molto, viene da pensare che il problema non fosse nella forcella. Stoner continua a ripetere, però, che «manca il feeling che avevo prima, cioè ad inizio stagione». Casey Stoner sembra in confusione, e la situazione sta preoccupando non poco la Ducati visto che la moto è ormai questa e non è che si possa stravolgerla. E poi, perché lo si dovrebbe fare? Fino al GP Qatar sembrava perfetta, e Stoner ci andava fortissimo. Lui ha scelto il nuovo motore, lui ha “battezzato” la nuova ciclistica. Poi, di colpo, sono arrivate le cadute e quindi è sparita la confidenza con la sua moto. La fiducia, insomma. Perché? Una spiegazione potrebbe essere questa: per aiutare gli altri piloti, in

particolare Nicky Hayden – che si è assunto la responsabilità della caduta, ma è andato forte per tutto il week-end – il reparto corse ha finito per mettere in crisi la prima guida. Stoner, appunto. In effetti l’australiano rendeva bene con il motore più aggressivo, che gli permetteva di esprimere il suo particolare modo di guidare che consiste nell’intraversare la moto a centro curva per poi rialzarla molto velocemente per sfruttare la “botta” di erogazione in uscita di curva. La nuova Desmosedici è più dolce, va guidata in un modo diverso. E Stoner sembra faticare ad adeguarsi. Però si torna alla domanda precedente: perché nelle prove invernali sembrava tutto a posto? C’è anche un’altra spiegazione: la competizione è più alta, il livello si è alzato. E per guidare bene, per andare forte in modo costante, serve una concentrazione che Casey adesso non ha. Forse perché non riesce a guidare come vorrebbe, ma forse è perché la sua testa è da qualche altra parte: è rivolta al futuro, quindi alla scelta tra Honda e Ducati. Vittoriano Guareschi, il team manager, ha definito Casey «distratto». Forse è la parola che meglio sintetizza la situazione.

LA FACCIA DI CASEY STONER E DELLA MOGLIE ADRIANA DANNO IL QUADRO DELLA SITUAZIONE: LE COSE NON GIRANO COME DOVREBBERO E L’AUSTRALIANO NON SEMBRA RIUSCIRE A TROVARE IL BANDOLO DELLA MATASSA.

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Le pagelle di Marco Masetti

Solo 14 al traguardo Dani Pedrosa

BUONI MA POCHI SCARPERIA - Vedere oltre 70.000 spettatori in gran parte giallovestiti, dotati di regolare numero 46 e scritta “the Doctor”, da un lato fa inorgoglire e dall’altro fa tenerezza. Il pubblico del GP d’Italia ha voluto abbracciare e salutare il campione che ha seguito la gara dall’ospedale: un bell’esempio di umanità che nello sport moderno manca spesso e, purtroppo, volentieri. L’abbraccio a Rossi da parte dei suoi tifosi non era cosa da ultrà, ma da sportivi. Il messaggio si è visto in tutto il mondo e, per una volta, l’Italia ha fatto una gran bella figura. Il rovescio della medaglia ha i contorni di una gara tecnicamente molto valida, ma ben poco vibrante. Certo, vedere Pedrosa che divora in un minuto, quarantanove secondi e cinquecentotrentuno millesimi i 5.245 metri della più bella pista del mondo è un grande spettacolo. Ma è qualcosa di troppo tecnico, difficile da leggere con il cuore. E i 14 al traguardo, compresi gli impresentabili Bautista e Edwards, finiti a oltre un minuto, sono il vero antispettacolo. Melandri, Stoner e De Puniet hanno fatto il possibile, ma c’è bisogno di più show. Finita la gara, in uno scambio di opinioni con Ippolito, presidente della Federazione Internazionale, emerge un dato: «Servono altri cinque piloti in griglia». Il presidente la pensa come noi, se è per questo anche Carmelo Ezpeleta auspica lo stesso, ma il problema non sono gli uomini, sono le macchine. Nessuno dei costruttori attualmente impegnati vuole sobbarcarsi il lavoro extra. Nessuno ha intenzione di ridurre i prezzi o di vendere le moto della stagione precedente. Le 800 sono bestie tremende, costose, carissime ed isteriche da mettere a posto. Quindi è ora che arrivino le 1000, anzi che tornino. Non importa se con il motore derivato dalla serie, un BMW, un Aprilia o uno Yamaha non hanno molto da invidiare a un vero propulsore da corsa. È ora che il regolamento venga riscritto e che i 1000 corrano con gli 800 fin dalla prossima stagione. Signor presidente, lo ricordi a tutti nelle tante riunioni. Il pubblico della moto è fatto così: ha bisogno di cuore, rumore e emozioni. E di cinque moto in più. motosprint

48

Casey Stoner

«La prossima gara è a Silverstone, un luogo fantastico per correre»

«Ad essere onesto, mi aspettavo qualcosa di più dopo il warm up»

Gara sontuosa, iniziata in pole, continuata con una fuga imperiosa e conclusa con gli altoparlanti che diffondevano l’inno spagnolo. Poche storie, questa è stata la gara di Dani, con la strategia che lui sa interpretare al meglio. Anche la Honda ha fatto paura a tutti sul dritto del Mugello. E Pedrosa pensa al titolo: con la testa è già in Gran Bretagna!

Sulla pista di casa della Ducati e dopo aver fatto un warm up di spessore, l’australiano perde incisività. Le gomme non lo assecondano, specie sulla destra, ma l’obiettivo di giornata è stato clamorosamente mancato. Niente podio e Lorenzo allunga ancora, per non parlare di Pedrosa. Si riscatta fulminando sul traguardo le Honda (satellite) di Melandri e De Puniet. È la versione soft di se stesso.

Fiducioso 10

Enigmatico 7

Jorge Lorenzo

Marco Melandri

«Ho portato a casa 90 dei 100 punti a disposizione»

«Onestamente non pensavo di stare con Stoner e De Puniet»

Lo spagnolo ha capito benissimo come si fa a vincere un mondiale: portando a casa il maggior numero di punti, anche quando le cose non sono perfette, anche quando Pedrosa vola… Fare bottino è il solo obiettivo di un pilota che ha in testa la vittoria nel mondiale. Al Mugello non è stato eroico, ma molto lucido nel compiere l’unica mossa possibile: arrivare secondo. Bravo e furbo a salire sul podio vestito come Rossi (e come l’80% del pubblico).

Marco ha guidato davvero molto bene, con grinta e cercando sempre l’attacco. Quando fa così è un ottimo pilota e nessuno può dirgli nulla. Ha in repertorio colpi che in pochi hanno, insomma è un top. Meno piacevole quando parla di vecchie storie e della rivalità con Rossi. Proprio nel giorno sbagliato. Sinceramente Marco, sei meglio con la manetta…

Comunicatore 8

Andrea Dovizioso «È splendido salire sul podio qui, non c’ero mai riuscito in MotoGP» Andrea a fine gara era molto felice e a buon motivo. Ha guidato bene e soprattutto, per la prima volta da molto tempo, ha fatto una partenza molto convincente, tra l’altro dalla terza fila. Resta una piccola ombra: non essere riuscito a prendere Lorenzo, ma sarebbe stato troppo rischioso. E adesso Andrea è uomo di alta classifica. A quando l’altissima?

In ascesa 8

Inopportuno 7

Randy De Puniet «Mi brucia il sesto posto, potevo essere quarto» Perde di un soffio il duello con Melandri. L’obiettivo è essere il primo tra i privati Honda ma lo manca a causa di una sbacchettata in uscita dall’ultima curva. In una fase precedente aveva tentato anche di andare in fuga lasciando sul posto Stoner. Insomma, il francese del team LCR è in gran forma. E il sesto gli sta stretto.

Ambizioso 7 CASEY STONER (27) HA BATTUTO MARCO MELANDRI NELLA VOLATA PER IL QUARTO POSTO (NELLA FOTO). SUL TRAGUARDO LI HANNO SEPARATI APPENA 32 MILLESIMI DI SECONDO. motosprint

49


MotoGP Italia Le pagelle

PER UN ERRORE IN AVVIO, MARCO SIMONCELLI (58) È RISALITO DAL FONDO FINO AL NONO POSTO E HA PRECEDUTO LORIS CAPIROSSI (65), ALLE PRESE CON PROBLEMI ALLA SUA SUZUKI.

Hiroshi Aoyama

Colin Edwards

«Questa volta non ho commesso il minimo errore»

«La moto era a posto, io no e mi stancavo tantissimo nei cambi di direzione»

Vero, assolutamente vero, ma girando più lento di 2 secondi rispetto a chi va forte, è difficile commettere errori. Al massimo ci si può distrarre guardando il panorama. Che in Toscana è fantastico. Ah, questi turisti giapponesi!

Ben Spies «È un po’ frustrante arrivare vicino alla battaglia e non combatterla»

Distratto 5

L’americano sfiora la lotta per il quarto posto, ma non riesce ad agganciare quelli che stanno davanti. Però la sua gara è niente male, fatta di buoni sprazzi e di qualche lampo, su una pista difficile sulla quale non aveva mai girato. Il Mugello impone un po’ di sofferenza ai debuttanti, ma Ben fa meglio del suo espertissimo compagno di squadra. Poco rispettoso, ma tosto.

Hector Barbera «…e a quel punto ho commesso qualche errore» Il suo potenziale era ben diverso. Almeno l’ottavo posto ci stava, la concentrazione però non è mai stata un suo punto di forza. Svagato per correre al Mugello in sella ad una Ducati. Al Mugello non si dorme.

Determinato 7

Demotivato 5

Aleix Espargaró

Marco Simoncelli Loris Capirossi

«Stare così avanti mi piace moltissimo»

«Senza quell’errore al primo giro sarei stato molto avanti»

«C’è qualcosa nel telaio o nell’assetto che non funziona»

È un onesto lavoratore del manubrio, più che un fuoriclasse, non ha traiettorie cristalline, ma riesce a fare una gran bella figura, con qualche lampo seguito da altrettanti errori. L’entusiasmo e la voglia di far bene dell’Espargaró meno titolato lasciano comunque una bella impressione. Fratello maggiore, ma solo all’anagrafe.

Marcone sbaglia in avvio, poi riparte dal fondo della classifica e, ingobbendosi come ai tempi d’oro delle 250, risale la classifica con il carattere dello scalatore. Non ama le gare di fino, i calcoli e i setting al millesimo, ma quando c’è da usare la manona destra pesante, ha sempre qualcosa di bello da far vedere. Un destro da KO!

A meno di possessioni diaboliche che richiederebbero l’intervento di un esorcista, trattasi di un problema semplice e antico quanto il mondo: la Suzuki è una moto men che mediocre che, quando viene spinta al limite, si rompe o butta per terra il pilota. Basterebbe che Loris dicesse questo, chiaro e forte.

Volenteroso 7

Generoso 7

Reticente 5

A oltre un minuto dai primi: non è quello che ci si aspetta da un pilota del calibro di Texas Tornado che corre con la Yamaha M1. In prova tutto ok, ma in gara, complice anche un problema muscolare alle braccia, il crollo. Disastro, quasi una marea nera.

Affaticato 4

Alvaro Bautista «Non credevo di riuscire a finire la gara» Le condizioni fisiche dello spagnolo non rendono giudicabile la sua gara. L’infortunio pesa ancora sul suo rendimento e la classifica lo fa capire chiaramente. Speriamo guarisca.

Convalescente ng

Mika Kallio BEN SPIES (11), DEBUTTANTE AL MUGELLO, HA AVUTO BUONI SPRAZZI, MA HA DOVUTO ACCONTENTARSI DEL SETTIMO PIAZZAMENTO. HA COMUNQUE FATTO MEGLIO DEL SUO COMPAGNO DI SQUADRA COLIN EDWARDS, TREDICESIMO.

«Nella decima curva ho chiuso troppo lo sterzo e sono stato sbalzato via” Ha l’attenuante della spalla infortunata a Le Mans, ma in partenza non si è visto. Scatto deciso, posizioni rimontate con velocità, poi l’errore che gli fa chiudere la gara in anticipo. Grintoso ma imperfetto.

Fantasma 5

Dietro la lavagna Nicky Hayden «È stato davvero un brutto colpo, ho sbagliato io» Non ne ha indovinata una: brutto avvio, poi la riscossa, infine la scivolata travolto dall’entusiasmo. Un giorno da dilettante per un pilota espertissimo.

Deconcentrato 5 motosprint

50

motosprint

51


MotoGP Italia il tabellone

esterna 30°C asfalto 51°C

RE BE LI

TO BA SA

NI IO AZ IC F I AL QU

P -U M AR W

Altraguardo

Giriveloci

1. Dani Pedrosa

Spagna

Honda

1'50"773

1'49"701

1'48"819

1'49"750

2. Jorge Lorenzo

Spagna

Yamaha

1'50"120

1'49"282

1'48"996

1'50"056

3. Casey Stoner

Australia

Ducati

1'51"128

1'50"233

1'49"432

1'50"126

2. Jorge Lorenzo

Yamaha

Fiat Yamaha Team

a 4"014

2. Andrea Dovizioso

1'50"293

4. Nicky Hayden

USA

Ducati

1'51"387

1'50"426

1'49"546

1'50"461

3. Andrea Dovizioso

Honda

Repsol Honda Team

a 6"196

3. Jorge Lorenzo

1'50"418

5. Colin Edwards

USA

Yamaha

1'50"772

1'50"357

1'49"683

1'50"348

4. Marco Melandri

1'50"620

6. Randy De Puniet

Francia

Honda

1'51"605

1'50"214

1'49"737

1'50"380

4. Casey Stoner

Ducati

Ducati Marlboro Team

a 25"703

5. Randy De Puniet

1'50"971

7. Ben Spies

USA

Yamaha

1'51"004

1'50"392

1'49"861

1'50"453

5. Marco Melandri

Honda

San Carlo Honda Gresini

a 25"735

6. Casey Stoner

1'50"996

8. Andrea Dovizioso

Italia

Honda

1'51"255

1'49"620

1'50"065

1'50"273

6. Randy De Puniet

Honda

LCR Honda MotoGP

a 25"965

7. Nicky Hayden

1'51"042

9. Aleix Espargaró

Spagna

Ducati

1'52"202

1'50"764

1'50"168

1'50"700

7. Ben Spies

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

a 28"806

8. Ben Spies

1'51"092

10. Hiroshi Aoyama

Giappone

Honda

1'52"399

1'51"160

1'50"224

1'50"585

8. Aleix Espargaró

Ducati

Pramac Racing Team

a 40"172

9. Colin Edwards

1'51"497

11. Marco Simoncelli

Italia

Honda

1'51"717

1'51"318

1'50"434

1'50"985

9. Marco Simoncelli

Honda

San Carlo Honda Gresini

a 41"394

10. Loris Capirossi

1'51"557

12. Loris Capirossi

Italia

Suzuki

1'50"359

1'50"495

1'50"479

1'50"312

10. Loris Capirossi

Suzuki

Rizla Suzuki MotoGP

a 42"107

11. Hiroshi Aoyama

1'51"557

13. Hector Barbera

Spagna

Ducati

1'51"582

1'50"562

1'50"561

1'52"549

11. Hiroshi Aoyama

Honda

Interwetten Honda MotoGP

a 43"095

12. Marco Simoncelli

1'51"569

14. Marco Melandri

Italia

Honda

1'51"782

1'50"922

1'50"664

1'50"734

12. Hector Barbera

Ducati

Paginas Amarillas Aspar

a 43"363

13. Aleix Espargaró

1'51"588

15. Mika Kallio

Finlandia

Ducati

1'52"418

1'51"393

1'50"970

1'52"197

13. Colin Edwards

Yamaha

Monster Yamaha Tech 3

a 1'14"393

14. Hector Barbera

1'51"666

16. Alvaro Bautista

Spagna

Suzuki

1'55"257

1'53"837

1'53"243

1'52"469

14. Alvaro Bautista

Suzuki

Rizla Suzuki MotoGP

a 1'24"389

15. Mika Kallio

1'51"880

Italia

Yamaha

1'49"751

1'49"923

16. Alvaro Bautista

1'53"171

1. Dani Pedrosa

Mika Kallio

Ducati

Pramac Racing Team

al 9. giro

Nicky Hayden

Ducati

Ducati Marlboro Team

al 4. giro

Casey Stoner (Ducati) nel 2008, in 1'50"003 alla media di 171,649 km/h

Fiat Yamaha Team

Lecadute

Yamaha Honda Yamaha Honda Ducati Honda Honda Ducati Honda Yamaha

20 25 16 10 11 13 7 9

warm up gara libere 2 qualifiche libere 2 warm up warm up libere 2 warm up libere 2 qualifiche gara qualifiche gara gara qualifiche libere 1

345,7 343,4 340,2 339,3 338,3 337,8 337,1 333,2 333,1 332,9 330,4 329,2 328,9 327,5 327,1 324,7 322,4

POMPA 19RCS Interasse Variabile

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

32

15

25 11 20 16 13 9 10 6 -

Barbera Hayden Kallio Stoner Pedrosa Espargarò Lorenzo Spies De Puniet Edwards Aoyama Dovizioso Melandri Simoncelli Capirossi Bautista Rossi

io

54

RE ag P. os CE to 29 CA IN ag DI os AN to AP 5 OL IS SA sett e N MA mb 19 RINO re AR se AG tte ON m b 3 o A re GI tto AP b r PO e 10 NE MA ott LE ob SI re 17 A AU ott ST ob RA re 31 LIA PO ott RT ob OG re AL 7 LO VA nov LE em NC b IA re

25 20 16 10 13 7 8 11 5 -

20

20 9 25 16 13 10 3 5 11

GR giu AN gn B o 26 RETA G OL giu AN gn NA DA o

ITA giug LIA no

6

Spagna Spagna Italia Italia USA Francia Italia Australia Italia USA

23

1. Jorge Lorenzo 2. Dani Pedrosa 3. Valentino Rossi 4. Andrea Dovizioso 5. Nicky Hayden 6. Randy De Puniet 7. Marco Melandri 8. Casey Stoner 9. Marco Simoncelli 10. Ben Spies

FR ma AN g CI gio A

Campionatopiloti

2

Italia 6.06.2010 Mugello

NUMERO GIRI

16 23

Tecnologia MotoGP

Pinza GP-4 RX

SP ma AG gg NA io

Venerdì: Stoner, Barbera, Capirossi Sabato: Rossi. Domenica: Hayden, Kallio.

PILOTI AL VIA

4

Yamaha

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17.

PRIMATO PRECEDENTE

CA lug TA lio LU 18 NYA GE lug RM li AN o 25 IA US lug A l

Valentino Rossi

1'49"531

alla media di 172,389 km/h

11

nei tre giorni 116.467 nel 2009 81.657 (nei tre giorni 123.058)

42'28"066

NON PARTITO

Dani Pedrosa (Honda) in 1'48"819 alla media di 173,517 km/h Pole 2009: Jorge Lorenzo (Yamaha) in 1'48"987 alla media di 173,250 Km/h

76.814

Repsol Honda Team

RITIRATI

Poleposition SPETTATORI

Honda

120,635 km alla media di 170,437 km/h

QA ap TA ril R e

Valentino Rossi

1. Dani Pedrosa

Velocitàmassime

E

RE BE LI

TO TA L

Alvia

Ì RD NE E V

90 65 61 58 39 36 32 24 23 20

Punti in classifica rispetto al 2009 dopo 4 gare

+29 +8 -4 +15 +30 +10 -11 -41 deb deb

11. Hector Barbera 19; 12. Colin Edwards 19; 13. Hiroshi Aoyama 18; 14. Aleix Espargaro 16; 15. Loris Capirossi 13; 16. Mika Kallio 12; 17. Alvaro Bautista 8.

Topteam 1. 2. 3. 4. 5.

Fiat Yamaha Team Repsol Honda Team Ducati Marlboro Team San Carlo Honda Gresini Monster Yamaha Tech 3

Campionatomarche 151 123 63 55 39

1. 2. 3. 4.

YAMAHA HONDA DUCATI SUZUKI

25 16 13 7

25 20 13 6

25 16 13 —

20 25 13 6

95 77 52 19

0 +14 -13 -19

motosprint

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MotoGP Italia Pit walk

CHI C’ERA E CHI NO: NONOSTANTE L’ASSENZA DI VALENTINO, IL PUBBLICO NON È MANCATO AL MUGELLO, DEDICANDOGLI STRISCIONI E BANDIERE. BELEN RODRIGUEZ HA CATALIZZATO GLI SGUARDI DI TUTTO IL PADDOCK

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motosprint


MotoGP Italia Dai box

YAMAHA, UN AIUTO DALLA FERRARI Consulto tecnico a Maranello SCARPERIA - Pur se è difficile da credere, la Yamaha ha chiesto, e ottenuto, una consulenza tecnica ed uno scambio di informazioni con la Ferrari. Dopo il GP Francia Masao Furusawa, responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo Yamaha, e l’ingegnere Tsuji, uomo di riferimento nel reparto corse di Iwata, hanno raggiunto Maranello per un meeting con alcuni tecnici della Ferrari. Si è discusso del mantenimento dell’affidabilità nei motori ad altissime prestazioni, un problema che interessa le Case della MotoGP da quando è in vigore la regola del contingentamento dei motori (un pilota ne ha solo 6 a disposizione, per tutta la stagione).

«Stiamo cercando il modo di non perdere la prestazione in determinate condizioni – ha spiegato Furusawa –. La Yamaha non è così buona, in alcune condizioni: in Qatar abbiamo verificato che il nostro motore perde troppa potenza quando dobbiamo intervenire per motivi di durata, o di consumi; per questo ci siamo rivolti ad una fabbrica che ha un’enorme esperienza in questo campo». A portare Furusawa e Tsuji in Ferrari è stato Valentino Rossi: preoccupato, sin dallo scorso anno, per questo aspetto (che in effetti è uno dei pochissimi punti deboli della M1), Valentino ha fatto da tramite con alcuni ingegneri della Casa di Maranello che ha conosciuto durante le sue uscite in pista con la Ferrari F1. Resta incredibile, però, questa mossa, da parte di una Casa giapponese. E lo è ancora di più se si considera che la Yamaha ha dei rapporti piuttosto stretti con la Toyota, che ha corso in Formula 1 fino a poco tempo fa. Storicamente, è la Ducati che tiene la Ferrari come riferimento (sin dalla primissima versione del suo V4). Ma evidentemente i tempi cambiano... VALENTINO ROSSI E MASAO FURUSAWA, ARTEFICI DEL CONSULTO IN FERRARI.

motosprint

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Pole Position

PEDROSA E DUE SCARPERIA - Per la seconda volta quest’anno, Dani Pedrosa (sotto) ha conquistato la pole. Il suo non è stato un giro straordinario, tuttavia gli è bastato per mettersi davanti a tutti. E per sopravanzare Lorenzo e Stoner. La prestazione da segnalare, in realtà, è quella di Nicky Hayden: il suo quarto tempo gli permette di bissare la sua migliore prestazione mai ottenuta in prova con la Ducati: fu nel GP Germania dello scorso anno. Anche il connazionale Colin Edwards, quinto, ha ottenuto il suo miglior risultato stagionale in qualifica. Infine va segnalata la bella prestazione di Randy De Puniet, sesto (per la terza volta consecutiva) e primo dei piloti privati.

ECATOMBE IN PROVA

LA SUZUKI ROMPE DUE MOTORI... E MEZZO IL TEAM Suzuki ha vissuto un sabato da dimenticare: durante il turno di qualificazione ha rotto ben due motori. Il primo ad andare in fumo è stato quello di Bautista, dopo mezzora si è fermato il motore di Capirossi (sopra). Ma non era ancora finita: Loris, rientrato in pista con la seconda moto, non ha potuto completare la sessione perché a tre curve dal termine si è ammutolito anche il secondo motore. E siamo solo alla quarta gara stagionale...

CLASSIFICA “STACCATORI”

CAPIROSSI FRENA PIÙ TARDI DI TUTTI

COME vuole la tradizione, i tecnici della Brembo hanno stilato la classifica degli “staccatori” del Mugello: la graduatoria viene stilata utilizzando i dati dei team ricavati nel turno di qualificazione alla frenata della curva San Donato. Non vengono forniti dati specifici sugli spazi d’arresto o sulle velocità (che restano segreti) ma solo la lista dei nomi. Il pilota che ha frenato più vicino al punto di corda è stato Loris Capirossi; seguono Bautista, Hayden, Stoner, Lorenzo, Edwards, Spies, Pedrosa, Dovizioso, De Puniet, Kallio, Espargaró, Barbera. Valentino Rossi, infortunatosi nel turno delle “libere”, non compare ovviamente nella classifica.

GALLERIA DEL VENTO, NUOVA AERODINAMICA PER MARCO SIMONCELLI La HRC ha portato a Marco Simoncelli l'aerodinamica sviluppata in aprile, nella galleria del vento a Tokyo. Sono diversi sia la carena che il cupolino, sul quale sono state realizzate prese d’aria che migliorano l’efficacia dell’airbox. MESCOLE BRIDGESTONE DURA O MEDIA La Bridgestone ha portato al Mugello le mescole “medium” e “hard”. Con i circuiti di Barcellona, Motegi e Sepang, quello toscano è uno dei più impegnativi per la sezione centrale del pneumatico posteriore, sottoposta ad elevata sollecitazione per la velocità e l'asfalto abrasivo. FRENATA ALLA SAN DONATO TOGLIERE 210 KM/H IN 6,4 SECONDI Il circuito del Mugello non presenta molte frenate violente. L’unica frenata impegnativa è alla San Donato (la curva 1): secondo i dati forniti dalla Brembo, i piloti arrivano ad una velocità di circa 330 km/h (solo Barbera e Kallio hanno toccato i 340) e decelerano fino ai 120 all’ora. Lo spazio di frenata è 340 metri in 6,4 secondi. LORENZO IN TESTA AL BMW AWARD Jorge Lorenzo guida la classifica del BMW M Award, e lo ha sottolineato come parziale consolazione per aver fallito la pole: «Almeno sono in testa nel campionato della macchina» ha detto. Pedrosa lo segue ad una lunghezza (76 punti Jorge, 75 Dani), al terzo posto Stoner (70).

ALL’ASTA PER BENEFICENZA

STARCK FIRMA LE CARENE PRAMAC IL TEAM Pramac Ducati è un team “verde” e al Mugello lo ha sottolineato gareggiando domenica con una livrea opera del designer francese Philippe Starck, per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente (il 5 giugno). Le carene delle Desmosedici di Kallio (36) ed Espargaró verranno messe all’asta a favore delle iniziative umanitarie dell’associazione Riders for Health.

SCAPOLA FRATTURATA

BAUTISTA SOFFRE MA CORRE ALVARO Bautista ha partecipato al GP Italia «anche se i medici mi avevano consigliato di stare a riposo ancora. La spalla va meglio, c’è una piccola frattura nella scapola che mi provoca non poco fastidio. Pare che non si possa operare, quindi devo solo portare pazienza e aspettare che guarisca da sola».

LE VERITÀ DI DOVIZIOSO IN UN’INTERVISTA ad un giornale spagnolo, Diario AS, Andrea Dovizioso ha fatto due ammissioni. La prima riguarda la sua moto: «Con la Honda, in questo momento, si può vincere una gara ma non il campionato»; la seconda, era rivolta a se stesso: «Non è il caso di parlare dei Fantastici Quattro, perché i “fantastici” sono solo due; e io non sono in quel gruppo...».

motosprint

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MotoGP Italia Dai box

IMOLA GUARDA ALLA MOTOGP

Ma prima si lavorerà sul tracciato SCARPERIA - Il sindaco di Imola, Daniele Manca, ed il direttore dell'autodromo del Santerno, venerdì 4 giugno hanno incontrato Carmelo Ezpeleta in previsione di un ritorno del Motomondiale ad Imola, dove il campionato ha fatto tappa per l'ultima volta nel 1999. In precedenza, martedì 1 giugno, erano stati a visionare il circuito Valentino Rossi e Loris Capirossi, in rappresentanza dei piloti, insieme a Franco Uncini, responsabile della sicurezza in seno all'IRTA. Sulle modifiche richieste in verità nessuno si è voluto sbottonare, è stata unicamente sottolineata la disponibilità dell'autodromo ad intervenire sul tracciato e si è parlato genericamente di interventi possibili, in quanto circoscritti a terreni facenti parte della proprie-

tà dell'autodromo. Ma non è stata resa pubblica la "mappa" (ed i costi) delle richieste fatte. Per il momento, in attesa di sviluppi sul fronte societario che porteranno ad un maggiore coinvolgimento del Comune di Imola, l'autodromo si concentrerà sul consolidamento delle attività e del fatturato. Dopodiché si darà spazio agli interventi sul tracciato, che potranno prendere il via già nel 2011. Una volta adeguata la pista, si riaprirà il dialogo con Dorna per l'assegnazione del GP. Sul fronte nazionale, l'interesse dei circuiti per la MotoGP fortunatamente non sente la crisi, e c'è da registrare la conferma in calendario del Mugello. Il circuito toscano ospiterà il GP Italia fino al 2016, avendo rinnovato il contratto con Dorna. EUROSPORT FRANCE, MARCHETTI WILD CARD COME COMMENTATORE Una wild card anche per Dario Marchetti ma come commentatore TV, per Eurosport France. Era andato a salutare Remi Tissier, amico e conduttore della telecronaca, è stato ingaggiato per tutto il week end. Trasmissione in lingua francese, che Marchetti parla correntemente, visto che abita a Montecarlo. È andata molto bene: il pilota bolognese è anche stato invitato a partecipare a Motocritique, il “Fuorigiri” francese, a Parigi, e probabilmente tornerà in cabina di commento al GP S.Marino, a Misano.

DA SINISTRA, IL SINDACO DI IMOLA DANIELE MANCA, FRANCO UNCINI, LORIS CAPIROSSI, IL DOTTOR COSTA, VALENTINO ROSSI E IL DIRETTORE DELL'AUTODROMO WALTER SCIACCA.

ASFALTO ONDULATO I PILOTI SI LAMENTANO PER LE BUCHE Tutti i piloti hanno fatto notare che l’asfalto del circuito toscano è più ondulato del solito e molti si sono trovati in difficoltà nella messa a punto. I piloti di solito definiscono gli avvallamenti in modo strano: “buche“. Ovviamente non sono buche (come ad esempio quelle delle piste da cross), ma minuscoli avvallamenti in entrata, ma soprattutto in uscita, di curva. Si avvertono solo in moto, ancor di più con quelle rigidissime come le MotoGP, e sono sempre presenti sui tracciati sui quali girano le Formula 1.

MUGELLO TERROR SCARPERIA - Colin Edwards, compagno di squadra e connazionale di Ben Spies (sopra), ha impiegato anni per andare forte sulla pista del Mugello; invece “Texas Terror” si è fatto bastare un turno di prove: venerdì pomeriggio, infatti, è stato in grado di far segnare il sesto tempo. Nonostante non avesse mai visto prima il circuito toscano. L’americano del team Tech3 conferma quindi il suo talento nell’apprendere con facilità le piste: «Sì, è vero, le imparo in fretta - ha concordato -, ma questa è davvero tosta; e sta mettendo in crisi anche me. Devo dire però che la sua bellezza, e il divertimento che si prova nel guidare qui, compensano le difficoltà. Questa è proprio una pista tecnica, molto tosta. In particolare mi sono trovato in difficoltà nelle due dell’Arrabbiata». Spies non è stato aiutato dalle condizioni fisiche. Risente dei postumi dell’infortunio alla caviglia sinistra subito a Le Mans. «C’è una piccola lesione al legamento: non è una cosa grave, ma in moto dà fastidio e ci vorranno alcune settimane per guarire». Spies ha beneficiato anche dell’esperienza di Edwards, e non solo a livello di traiettorie. Colin infatti ha stravolto l’assetto della sua M1, e Spies lo ha seguito. Fidandosi di lui. «Poiché fino ad ora nulla ha girato per il verso giusto, appena arrivato in circuito ho chiesto di stravolgere l’assetto - ha spiegato Edwards -: siamo tornati a quello che ho usato qui lo scorso anno, quando ho ottenuto il mio miglior risultato su questa pista. Abbiamo modificato la posizione di guida e poi abbiamo spostato un po’ il peso in avanti. Fino ad ora ho avuto diversi problemi con il nuovo assetto. Di colpo la mia moto è migliorata molto in curva: riesco ad inserirla più velocemente, non vado più largo e non devo faticare durante la percorrenza».

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Moto2 Italia

di Enrico Borghi - foto Milagro

ANDREA IANNONE (29) GIÀ AL GP FRANCIA AVEVA DIMOSTRATO DI ESSERE IN CRESCITA. AL MUGELLO HA FATTO UN INCREDIBILE SALTO DI QUALITÀ. MERITO SUO E DEL TEAM, CHE GLI HA MESSO A DISPOSIZIONE UNA MOTO MOLTO VELOCE.

L’alieno alieno

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S

CARPERIA – Andrea Iannone ha parlato senza esitazione e con orgoglio, dopo la gara che lo ha visto trionfare: «Ero venuto per vincere, mi interessava solo questo. E nelle prove mi sono preparato per correre la gara che poi sono riuscito a fare». È stato bravo, Iannone. Bravo e coraggioso. La sua strategia (cercare la fuga sin dall’inizio e poi gestire il vantaggio nel finale, perché nella Moto2 l’ultimo giro può portare un sacco di guai) lo ha ripagato con un’affermazione bellissima, oltre che storica. Questa non è stata solo la sua prima vittoria nella “middle class” ma anche la prima di un italiano nella Moto2. Ci voleva questa vittoria azzurra, così come il podio di Simone Corsi, per ridare un po’ di morale ai tifosi. Se infatti Iannone ha esaltato dominando, Corsi ha divertito recuperando ventitré posizioni e chiudendo terzo. Sono stati bravi tutti e due, insomma, pur se in modi differenti. Tra i due azzurri si è inserito Sergio Gadea, che ha bruciato Corsi in volata. Lo spagnolo in realtà sognava di vincere, per poter omaggiare degnamente Valentino Rossi. Gadea, infatti, aveva chiesto alla squadra del pesarese un adesivo con il numero 46: prima di partire lo ha infilato dentro la tuta, all’altezza del petto, e lo ha portato con sé per tutta la gara. Nel giro d’onore, poi, lo ha attaccato sul cupolino della sua moto. Un gesto molto bello, forse il più originale di tutti, e certamente molto più “intenso” di ogni tipo di cartello che si è visto domenica sulle varie griglie di partenza. ANDREA Iannone sapeva di avere una moto sufficientemente a punto da potergli permettere di andare in fuga: «Ero convinto di poter fare la differenza nei primi giri, ma nelle prove non l’ho voluto dimostrare agli avversari. Mi sono tenuto il segreto, e ho fatto bene». In effetti l’abruzzese li ha

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Iannone parte in pole e va in fuga. La sua superiorità è imbarazzante. Corsi (terzo) autore di una storica rimonta motosprint

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Moto2 Italia

NEXT ROUND: 19-20 GIUGNO, LATINA (LT) Affollatissima la griglia della ScooterMatic Extreme dei soli piloti del Trofeo Sud!

Enzo Mastroberti (66) sempre più a suo agio sullo Zip, domina anche i curvoni veloci di Binetto e chiude con due ottimi secondi posti.

IL GIORNO DI MUSELLA

SIMONE CORSI (3) HA DUELLATO A LUNGO CON SERGIO GADEA (40), CHE HA BEFFATO L’ITALIANO SUL TRAGUARDO.

«Mi interessava solo vincere. Nelle prove mi sono preparato a correre la gara che sono riuscito a fare»

Il veterano Musella concretizza la crescita esponenziale cominciata nel 2009 con un doppio successo davanti a MastroBerti e Gargiulo presi tutti di sorpresa, i suoi avversari. E nessuno è stato in grado di reagire. In fin dei conti, ci sono state due gare: la sua, corsa tutta in fuga, e quella del gruppo dei cinque piloti (Corsi, Luthi, Gadea, Elias, Tomizawa) che si sono giocati la seconda posizione nell’ultimo giro, dopo essersi sorpassati per tutta la corsa. Alla fine l’ha spuntata Gadea, che è stato secondo per un soffio, ma Simone Corsi ha giudicato il suo terzo posto come «la mia più bella gara di sempre». In effetti il romano merita un applauso perché ha corso davvero col cuore. Penalizzato dalle prove - «ma è colpa mia, devo preparare meglio le mie gare» - Simone si è ritrovato in ventiseiesima posizione sulla griglia di partenza. Sin dall’inizio si è però capito che il ragazzo aveva il ritmo e l’aggressività per arri-

Andrea Iannone

Pole Position IANNONE VOLA. ELIAS GLI RESTA IN SCIA ANDREA Iannone e Toni Elias sono stati gli unici piloti ad abbattere il muro del 1’56”. Merito loro, senza dubbio, ma anche delle loro moto, le uniche del gruppo di testa ad oltrepassare i 280 km/h. E al Mugello, si sa, la velocità massima conta moltio. Alle loro spalle si è piazzato Alex De Angelis, che ha guidato alla grande. Il suo compagno di squadra, Niccolò Canepa, infatti, è partito dalla trentunesima posizione.

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segue a pag. 71

Le pagelle Andrea Iannone

Simone Corsi

Toni Elias

Pole e vittoria. Non è stato un Gran Premio, ma una cavalcata trionfale! La crescita di Andrea, oltre che testimonianza delle sue grandi doti, ci parla anche di una squadra e di un ambiente di alto livello.

Ancora una rimonta dai contorni leggendari. Quando si scatta dal via vicini alla trentesima mattonella e si arriva sul podio, bisogna avere qualcosa di eccezionale nel cuore e nel polso destro. Bisogna solo migliorare nelle prove.

Sufficienza risicata per il leader del mondiale, che lotta tutta la gara ma raccoglie il peggior risultato di stagione. È bravo a non fare errori e a non buttarsi a terra, ma da uno come Toni ci si aspetta sempre qualcosa di più.

Il fuggiasco 10 motosprint

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Rimonta leggendaria 9

Grande spettacolo Doppio successo per Giuseppe Musella che precede sul podio il funambolico Mastroberti, tra le guide più belle e aggressive della stagione e un impeccabile Gargiulo, attento a prendere l’iniziativa al momento giusto, mentre l’autore della pole e un protagonista indiscusso del weekend, Antonio D’Urso, deve rinviare l’appuntamento con il podio a causa di una caduta in gara 2. Mastroberti, da quest’anno sullo Zip numero 66 va subito fortissimo seguito da D’Urso, Musella e Formisano. Musella cerca di andare in fuga ma dalla seconda parte del turno sono D’urso e Mastroberti a darsi battaglia per il primo posto. Tognarelli tra i protagonisti a Castelletto mantiene la prima fila finchè Gargiulo non lo scalza per due soli millesimi. D’Urso e Mastroberti continuano a girare fortissimo: D’Urso non molla un giro e al suo sedicesimo passaggio rafforza la pole in 57”963 e conclude il turno davanti al lucano Mastroberti, Musella e Tognarelli. Nel secondo turno scende qualche goccia di pioggia a disturbare la ricerca del giro record ed è Mastroberti il più veloce ma il suo 58”368 è ancora lontano dalla pole di D’Urso di sabato. Lo sguardo di Peppe Musella (27) è quello di un veterano e la prima posizione di Binetto testimonia la sua grinta!

Prudente 6

Il lucano viene avvicinato da Musella, che si conferma così terzo in griglia mentre Riccio migliora nettamente la sua posizione rispetto al primo turno e lascia in seconda fila Tognarelli che per un problema al suo Zip non è riuscito a girare. Scatta bene Musella nella prima finale e prende subito il comando lasciando al palo D’Urso e Mastroberti ma il lucano si rifà all’uscita della Bari 2 passando al comando affiancato da D’Uso con Musella terzo. Riccio parte male e al secondo giro è già ottavo. Il terzetto di testa cerca di fare il vuoto e si alterna al comando, mentre Gargiulo e Tognarelli sono staccati di oltre 1 secondo. I tre di testa viaggiano a distanza di pochi decimi mentre anche il quartetto degli inseguitori, Tognarelli, Gargiulo, Adinolfi e Coviello gira compatto. Sul finale di gara cerca di allungare D’Urso ma la sua fuga viene subito ripresa da Mastroberti. Musella sembra troppo tranquillo ma tiene l’attacco per l’ultimo giro quando si rompono le regole e i tre entrano appaiati in curva. Si risolve tutto sulla linea del traguardo: Musella passa di mezza ruota su Mastroberti e vince gara 1, D’Urso deve mollare sul finale e taglia terzo. In gara 2 parte ancora forte D’Urso, seguito sempre da Mastroberti e con Gargiulo e Coviello costretti a inseguire. Musella si prende saldamente il comando già dal secondo giro e comincia ad allungare sulla ex coppia di testa mentre Formisano si piazza al quarto posto. Non c’è pace per il leader perché Mastroberti abbassa i tempi e recupera qualche decimo portandosi a ridosso già prima di metà gara, ma il lucano deve buttare sempre un occhio alla coda del suo scooter perché sta rinvenendo fortissimo D’Urso. Tognarelli risale fino alla quinta posizione e comanda un gruppetto composto da Scelzo, Gargiulo e Coviello. Sempre in carena Musella, riesce ad allungare al sesto giro aumentando il vantaggio su D’Urso che ha superato Matroberti. Musella diventa imprendibile sul finale e mantiene il suo vantaggio su D’Urso e Mastroberti che si ostacolano tra loro. Musella molla un po’ all’ultimo giro ma ha un vantaggio ancora sufficiente per vincere in scioltezza mentre D’Urso scivola alle Murge proprio all’ultimo giro facendo passare Mastroberti, secondo, e Formisano, terzo. Alvise Ulrich

Ottima prestazione per Gargiulo (58) subito concreto con un terzo posto finale di spessore. Trofeo Scootermatic Sud Autodromo del Levante - 30/5/2010

Classifica Gara Cla Pilota G1 G2 Tot Team 1 27 Musella G. Musella Racing 25 25 50 2 66 Mastroberti E. R.C.Motors 22 22 44 3 58 Gargiulo G. Macera 18 16 34 4 19 Tognarelli F. D&D Moto 16 15 31 5 51 Formisano L. Formisano Rac. 11 20 31 R.C. Motors 15 14 29 6 14 Coviello R. 7 71 Iacovella M. D.P.S. 14 13 27 8 20 D’Urso A. D.P.S. 20 5 25 9 89 Scelzo G. Andrea’s Team 6 18 24 10 54 Di Sabato D. R.C. Motors 12 10 22 11. 80 Riccio - Musella Racing 20; 12. 82 Urbano Urbano Racing 19; 13. 86 Telesca - Andrea's Team 19; 14. 88 Lorini - Sambucci Moto 18; 15. 77 Adinolfi - A. G. R. (Adinolfi) 17; 16. 93 Reale - Fusco Racing 11; 17. 48 Mennone - Nennillo Team 8; 18. 11 Milito - Fusco Racing 5; 19. 43 Sciarrino - Accardo Team 5.

Classifica Trofeo Cla Pilota Tot Team 1 66 Mastroberti E. R.C. Motors 94 2 27 Musella G. Musella Racing 69 3 51 Formisano L. Formisano Racing 67 4 19 Tognarelli F. D&D Moto 65 D.P.S. 62 5 20 D’Urso A. 6 14 Coviello Rocco R.C. Motors 56 7 82 Urbano M. Urbano Racing 46 8 89 Scelzo G. Max Racing 42 9 71 Iacovella M. D.P.S. 40 10 46 Esposito G. Red Racing 40 11 77 Adinolfi - A. G. R. (Adinolfi) 38; 12 80 Riccio - Musella Racing 36; 13 58 Gargiulo - Team Macera 34; 14 93 Reale - Fusco Racing 32; 15 86 Telesca - R. C. Motors 27; 16 11 Milito - Fusco Racing 26; 17 54 Di Sabato - R. C. Motors 24; 18 88 Lorini - Sambucci Moto 18; 19 48 Mennone - Nennillo Team 18; 20 24 Siciliani LL. GP. Scooter team 13; 21 43 Sciarrino - Accardo Team 12; 22 7 Frongillo - Frongillo Moto 2.

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NEXT ROUND: 24-25 LUGLIO VALLELUNGA (RM) Mendogho (1) onora il suo numero di gara e torna al successo a Binetto nella gara del Nazionale dopo una lotta durissima con altri tre grandi piloti!

Trofeo Nazionale Scooter Velocità Malossi Autodromo del Levante - 30/5/2010

Classifica Gara Cla 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

1 74 5 24 84 35 36 46 7 34 8 333

Pilota Mendogho Massimo Grilli Gianluca Russo Santo Zenari Davide Anastasi Nicola Baldì Nicolò Boccardo Sergio Calabrò Letterio Gottardello Marco Cipriani Marco Gabellini Paolo Minischetti Andrea

Team D&D Scooternos Minischetti Motauto R. D&D Ni.Ba.Racing Boccardo Lillo Calabrò Minischetti LG Moto Gabellini Minischetti

Punti 25 22 20 18 16 15 14 13 12 11 10 9

Classifica di Trofeo

Santo Russo (5) ha chiuso al terzo posto dopo un duello furibondo con gli altri piloti del quartetto di testa.

Cla Pilota Punti Team 1 5 Russo Santo Minischetti 63 2 74 Grilli Gianluca Scooternos 56 3 84 Anastasi Nicola D&D 56 4 1 Mendogho Massimo D&D 55 5 8 Gabellini Paolo Gabellini Moto 52 6 46 Calabrò Letterio Lillo Calabrò 44 7 36 Boccardo Sergio Boccardo 42 8 24 Zenari Davide Motauto Racing 40 9 35 Baldi Nicolò Ni.Ba.Racing 38 10 7 Gottardello Marco Minischetti 34 11. 4 Bortolato O. Motauto Racing 27; 12. 333 Minischetti A. Team Minischetti 25; 13. 34 Cipriani M. L.G. Moto 21; 14. 61 Ferraguti G. Team Ferraguti 10; 15. 33 Ferraguti M. Team Ferraguti 9; 16. 97 Magrone M. Nord Ovest 1

Trofeo Super Scooter Nazionale Autodromo del Levante - 30/5/2010

Dopo una delle gare più belle della storia dei Trofei Malossi, vittoria per Max Mendogho davanti a Grilli, Russo e Zenari Seconda posizione per Grilli (74) che si è fatto valere nella bagarre infuocata di Binetto.

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UNA GARA CAPOLAVORO!

Baldi (35) ha ottenuto un’altra vittoria tra i SuperScooter in una gara difficilissima dove è risultato sesto assoluto, proprio davanti a Boccardo (36), settimo.

Senza fiato!

Max Mendogho si riporta in corsa per il Trofeo Nazionale dando la sua zampata alla terza gara disputata a Binetto, con il clima giusto dopo due trasferte lontano da casa che non gli sono andate giù. Il romano ha aspettato il momento buono durante la gara e d’astuzia è passato al comando all’ultimo giro, vincendo per soli 9 centesimi su Gianluca Grilli e Santo Russo, dopo 9 giri tiratissimi in cui si sono alternati al comando ben 6 piloti. Il romano è in giornata si, dopo una partenza opaca nel Trofeo Nazionale e mette tutti alle spalle, mentre Grilli si rifà della delusione di Castelletto con un secondo posto guadagnato con grande grinta dopo aver assaporato per un giro anche la vittoria. Il terzo del podio è Santo Russo, autore della pole position che ha tagliato il traguardo guardato a vista da Zenari, ma questa gara è stata una volata continua dove fino ball’uscita dalla Bari 2 non si poteva scommettere su nessuno. Chi ha dovuto abbandonare subito i sogni di

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gloria è Gabellini, partito con un ottimo spunto ma scivolato subito al primo giro. Tra i SuperScooter è ancora una volta Baldi il più veloce su un Gottardello che ha corso nonostante una caduta nel secondo turno di crono dove è stato costretto alle cure mediche in ospedale dopo una caduta per fortuna senza conseguenze. Il leader del campionato Russo sente la pressione degli avversari già nelle crono e scende subito sotto i 57 secondi seguito da Mendogho ma il romano è staccato di 7 decimi. Zenari è terzo e Gabellini passa in prima fila davanti a Grilli avvicinandosi a Russo nel giro successivo. Boccardo che ha avuto qualche problema nelle libere a causa di una scivolata sta girando in ultima posizione mentre a metà turno Mendogho si sveglia e strappa il secondo posto a Gabellini con Grilli che si tiene stretta la prima fila su Zenari. Dopo 10minuti di prove comincia a scendere un po’di pioggia e i piloti rientrano tutti al paddock. La prima fila rimane così: Russo con la pole in 56”338, davanti a Mendogho, Gabellini e Grilli. Zenari è quinto davanti ad Anastasi. Il secondo turno si apre con un tempone di Russo che avvicina al suo tempo di sabato. Mendogho è il secondo più veloce davanti a Zenari e

Zenari (24) ha avuto la peggio tra i quattro in lotta per la vittoria, dovendosi accontentare di un quarto posto che gli va stretto viste le sue performance.

Nico Anastasi (84) ha dovuto ridimensionarsi al quinto posto dopo il brillantissimo successo di Castelletto di Branduzzo. A destra: Salgono sul podio Mendogho assieme al suo preparatore Picca, davanti a Grilli e Russo.

Gabellini, ma la caduta di Gottardello all’ottavo minuto fa interrompere le prove. Alla ripresa i cambiamenti sono pochi: Zenari migliora qualche decimo ma rimane sempre dietro al tempo di sabato e non riesce a insidiare la prima fila difesa da Grilli, l’unico a migliorare il proprio tempo è Boccardo, ma pur scendendo sotto i 58 secondi non guadagna posizioni. Alla partenza della gara Gabellini ha un ottimo spunto guadagnando qualche metro ma c’è subito la risposta di Mendogho, mentre Santo Russo ha qualche esitazione. Calabrò prende la testa su Mendogho, Grilli e Zenari mentre il romagnolo scivola durante il primo giro e deve recuperare dall’ultimo posto. Al secondo giro Zenari passa in testa su Grilli, Mendogho, Russo e Calabrò, con Anastasi all’inseguimento. A questo punto quasi tutti i piloti di testa si alternano al comando: terzo giro e leader Mendogho su Russo, Zenari, Grilli, Anastasi e Calabrò, mentre il nuovo leader del quarto giro è Russo, che precede Mendogho, Zenari e Grilli. I quattro vanno in fuga ma il romano si riporta in testa alla fine del rettilineo del traguardo. Al quinto giro passa in testa Grilli e precede Zenari, Russo e Mendogho separativa pochi decimi mentre Gabellini continua a girare in ultima posizione. Russo si riprende la testa e cerca di allungare al sesto giro e resiste anche in quello successivo, attaccato a destra e a sinistra da Zenari e Grilli: il terzetto è racchiuso in 93 millesimi, mentre Grilli cerca di passare la comando. E’ a un giro dalla fine che si risveglia Mendogho portandosi in testa su Russo, Zenari e Grilli e per oltre 2 chilometri respinge ogni tentativo. Vince il romano per 99 millesimi di secondo su Grilli che segna il giro veloce in 56”613. Seguono Russo e Zenari. Anastasi è quinto, Baldi è il primo dei SuperScooter. La prossima gara si disputerà a Vallelunga,a pochi chilometri da casa Mendogho, ma anche su una pista che piace a Russo, Zenari, Gabellini e quelli che già andavano forte anni fa nel Trofeo Nazionale. E poi c’è sempre Grilli in agguato. Che stagione! Alvise Ulrich

Classifica Assoluta Cla 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Pilota 21 Melone A. 1 Mendogho M. 58 La Lingua R. 9 Picca D. 59 Monaco C. 35 Baldi N. 32 Olivieri C. 55 Sambucci S. 69 Paduano A. 83 Del Mastro A. 7w Gottardello M.

Cla 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Pilota 21 Melone A. 58 La Lingua R. 1 Mendogho M. 55 Sambucci S. 59 Monaco C. 69 Paduano A. 32 Olivieri C. 83 Del Mastro A. 9 Picca D. 35 Baldi N. 7w Gottardello M.

Team D.P.S. D&D Moto D.P.S. D&D Moto Monaco Rac. Ni.Ba.Racing Olivieri Sambucci Moto Ni.Ba.Racing Fusco Racing Minischetti1

G1 20 25 22 12 16 15 14 13 18 1 1

Tot 45 45 40 34 30 30 26 26 19 17 2

Classifica di Trofeo Team D.P.S. D.P.S. D&D Moto Sambucci Moto Monaco Racing Ni.Ba. Racing Olivieri Fusco Racing D&D Moto Ni.Ba. Racing Minischetti

Punti 79 78 77 69 66 66 54 45 34 30 2

W = wild card

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G2 25 20 18 22 14 15 12 13 1 16 1


NEXT ROUND: SICLIA 5-6/6 RACALMUTO (AG) - SUD 19-20/6 LATINA (LT) - NORD 12-13/6, POMPOSA(FE) Prontissimi! Sono i piloti della ScooterMatic Extreme Italia Sud che si preparano a lasciare la griglia di partenza

Dopo averla tanto cercata, arriva la prima vittoria per Alessandro Melone (21), primo a Binetto dopo due gare in cui si è dimostrato molto forte! Trofeo ScooterMatic Extreme ITALIA Sud Autodromo del Levante - 30/5/2010

Classifica Gara Pos.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

la PRIMA VOLTA di MELONE Melone della DPS conquista la sua prima vittoria sul tecnico circuito di Binetto davanti a Mendogho, a pari punti, e a La Lingua

Baldi (35) è risultato sesto assoluto e vincitore tra i SuperScooter! Picca (9) e Monaco (59) hanno concluso al quarto e quinto posto finali.

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Nel secondo turno Mendogho cerca subito un posto al sole e stacca la pole: 57”4, mentre La Lingua si porta quasi subito in prima fila con un 57”6, tirando le staccate con il compagno di team Alessandro Melone. Mendogho abbassa ancora il tempo a 57”0 seguito da La Lingua e dal tarantino Melone mentre Paduano scende al quarto posto senza migliorare il tempo di sabato. La Lingua a 5 minuti dalla fine si prende la pole che mantiene fino al termine. Partirà davanti a Mendogho, Melone e Monaco. Gottardello mantiene il comando dei SuperScooter confermando l’ottima forma di sabato. Va via fortissimo Mendogho, tallonato da La Lingua mentre Paduano dalla seconda fila guadagna il terzo posto davanti a Melone. La Lingua tallona Mendogho e al secondo giro si porta in testa. Più in difficoltà nelle prime fasi Olivieri, Sambucci e Picca tutti dietro al SuperScooter Baldi. Mendogho torna al comando al terzo passaggio e allunga di 6 decimi su Monaco, La Lingua, Paduano e Melone che girano compatti. Anche La Lingua si libera dalla marcatura di Monaco e si riavvicina al leader a 3 giri dalla fine, rosicchiando 4 decimi al romano. Il cassinate è incredibile, recupera un altro mezzo secondo su Mendogho e ormai è in coda al leader. Tutto si decide all’ultimo giro, al curvone dopo il traguardo La Lingua s’infila all’interno ma risponde Mendogho, all’uscita della Bari 2 La Lingua torna davanti ma Mendogho non molla e sul traguardo passa primo con un vantaggio di soli 2 centesimi.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Vittoria in gara1 e secondo posto finale per Max Mendogho (1) davanti a Riccardo La Lingua (58), terzo finale.

In gara 2 la scivolata di Paduano alle Murge proprio al primo giro impone una bandiera rossa e una nuova procedura di partenza. Nella ripartenza senza Paduano soccorso in infermeria, La Lingua ci mette due curve a portarsi in testa su Mendogho, Melone, Del Mastro e Monaco, tutti raggruppati in 8 decimi. Anche Picca sembra della partita dopo aver risolto i problemi al suo Zip. La Lingua cerca di scappare ma non è facile dato il livello dei piloti che gli bussano alle spalle. Il cassinate viene ripreso dagli inseguitori ma non molla la posizione di testa. Il suo compagno di squadra Melone lo tallona da vicino seguito da Mendogho, Del Mastro, Picca e Sambucci. Alle Murge al terzo

Team

G1

G2

Melone A. Mendogho M. La Lingua R. Picca D. Monaco C. Baldi N. Olivieri C. Sambucci S. Paduano A. Del Mastro A. Gottardello

D.P.S. D&D Moto D.P.S. D&D Moto Monaco Racing Ni.Ba.Racing Olivieri Sambucci Moto Ni.Ba.Racing Fusco Racing Minischetti

20 25 22 12 16 15 14 13 18 1 1

25 20 18 22 14 15 12 13 1 16 1

45 45 40 34 30 30 26 26 19 17 2

Classifica Trofeo Pos.

Due gare durissime! Il pugliese Alessandro Melone del team D.P.S. conquista la sua prima vittoria nei Trofei Malossi nella pista più vicina a casa dopo una splendida rimonta e un arrivo al fotofinish in gara 2 dove fredda sotto la bandiera a scacchi Daniele Picca e Max Mendogho. Il tarantino prepara minuziosamente il suo attacco al gradino alto del podio e migliora a ogni entrata in pista fino alla strepitosa seconda finale, che gli consegna i punti necessari per salire sul gradino alto del podio precedendo il vincitore del Trofeo Nazionale Mendogho, a pari punti, e Riccardo La Lingua giunto terzo dopo due gare fantastiche. Una caduta in gara 2 allontana Paduano dalle ambizioni da podio dopo aver disputato un ottimo weekend tutto all’attacco. Nel turno di sabato Paduano ottiene in pochi minuti la pole e l’unico ad avvicinarsi è Melone che migliora a ogni passaggio portandosi a 2 decimi dal leader. Dietro si alternano Delmastro, Olivieri, Picca che risale in sella dopo aver fatto a lungo solo il preparatore. Sambucci ancora in convalescenza dalla febbre ci mette un po’ a entrare in partita mentre tra i SuperScooter Gottardello e Baldi si alternano al comando della loro categoria, ma alla fine il torinese, a lungo ai box, riesce a dare la zampata e passa davanti. Non gira Mendogho, per una rottura meccanica dopo le prove del Trofeo Nazionale Scooter, mentre anche La Lingua ha dovuto vedere le prove dal muretto box per la licenza smarrita e ritrovata solo in serata.

21 1 58 9 59 35 32 55 69 83 7

Pilota

21 58 1 35 55 59 69 32 83 9 7

Pilota

Team

Melone A. La Lingua R. Mendogho M. Baldi N. Sambucci S. Monaco C. Paduano A. Olivieri C. Del Mastro A. Picca D. Gottardello M.

D.P.S. D.P.S. D&D Moto Ni.Ba. Racing Sambucci Moto Monaco Racing Ni.Ba. Racing Olivieri Fusco Racing D&D Moto Minischetti

79 78 77 30 69 66 66 54 45 34 2

giro passa al comando Melone mentre altri due compagni di team se le suonano: Picca autore del giro veloce attacca Mendogho per il terzo posto. La Lingua si riprende la testa a quattro giri dalla fine ma si ricompatta il quintetto composto anche da Melone, Picca, Mendogho e Delmastro. Al passaggio successivo Melone prova la vittoria passando al comando su La Lingua e Mendogho ma tutto si decide negli ultimi 4 km. Il cassinate vuole la vittoria e si riporta davanti, ma Mendogho torna leader a due giri dal termine. Il romano è ancora avanti all’ultimo giro ma Melone si porta al comando all’uscita della Bari 2 davanti a Picca che batte pure il compagno Mendogho. La lingua è quarto. Alvise Ulrich

Vittoria di Alessandro Melone che qui festeggia con i tecnici della DPS, davanti a Max Mendogho e Riccardo La Lingua.

Riccardo La Lingua (58) ha lottato per le posizioni di vertice e ha chiuso in terza posizione assoluta.

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NEXT ROUND: 24-25 LUGLIO, VALLELUNGA (RM) La partenza della TMax Cup a Binetto.

Rossi (58) continua a crescere e ad avvicinarsi agli avversari. T-Max Cup Malossi Yamaha

3a Prova - Autodromo del Levante - 30/5/2010

Classifica Gara Cla 1 2 3 4 5 6

1 5 28 7 9 58

Pilota Russo Marco Russo Santo Delmastro Marco Luperini Cristian Russo Giuseppe Rossi Pierpaolo

Team Minischetti Minischetti GFR Alberix Nuovo Team Russo Racing Rossi

Punti 25 22 20 18 16 15

Classifica Trofeo

RUSSOcontroRUSSO Luperini (7) ha combattuto tutta la gara con Giuseppe Russo (9): il toscano alla fine è riuscito a rintuzzare tutti gli attacchi e a contenere il laziale alle sue spalle.

La rivincita di Marco Russo, campione in carica, non risparmia il fratello Santo che deve accontentarsi del secondo posto davanti ad un grande Delmastro Duello in famiglia Poteva sembrare l’ultima spiaggia per Marco Russo la terza gara della TMax Cup dopo due già vinte dal fratello Santo e dopo la mezza delusione di Castelletto, dove non è neanche riuscito a salire sul podio. A Binetto Marco si è ricordato di quando lo scorso anno ha messo in riga un altro mastino, Cesare Fusto, e proprio qui grazie alla vittoria, ha messo il sigillo sul Trofeo 2009. Vittoria piena, con fatica ma è stata una grande prova di forza per Russo junior, che fin dalle prove del sabato è sempre stato davanti. Santo ci ha provato, non ha certo giocato di squadra perché quest’anno è lui il leader e l’avversario più temibile è proprio Marco, ma è rimasto dietro,seppur di poco e provandoci fino all’ultima curva. Tra i due litiganti chi si continua a distinguere come antagonista è Marco Delmastro, sempre in sella al “vecchio” TMax che nelle sue mani, e nelle chiavi inglesi di Francesco Albera va davvero forte,ma si sta avvicinando un altro avversario sempre più concreto, a parte il buio che lo assale nelle prove

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libere dove riesce a devastare il suo TMax come neanche nei test EuronCap, l’altro toscano Cristian Luperini. A Binetto è stato quarto, ma al podio manca poco a giudicare da come guida nelle crono e in gara, e in scia a lui, sempre più concreto e vicino c’è il “terzo” Russo, Giuseppe, omonimo dei fratelli terribili e alla sua prima stagione nella TMax Cup. Come promesso Marco Russo fa un dispetto al fratello leader della classifica 2010 cominciando a suonargliele già nel primo turno di qualifica. I due fratelli si accendono dopo qualche minuto in cui Delmastro, ottimo terzo, aveva creduto di potersi prendere almeno la piazza d’onore. A ogni passaggio i due hanno rosicchiato centesimi fino ad arrivare alla stratosferica pole di Marco: 55”829 di 8 decimi più veloce della sua pole dello scorso anno. Santo alla fine recupera ma è staccato di 2 decimi, Delmastro tiene la terza posizione davanti a Luperini, staccato però di un abisso da Marco Russo. I fratelli Russo si ributtano al comando anche

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Questa volta Marco Russo (1) non ha avuto problemi di sospensioni e per il fratello Santo (5) non c’è stato niente da fare! Primo e secondo in quest’ordine. nel secondo turno, Santo stavolta è davanti a Marco che è costretto a recuperare andando anche a cercare il migliore setting ai box; al suo rientro migliora di qualche decimo rimanendo secondo, ma per sua fortuna i tempi sono ancora lontani da quelli di sabato. Delmastro è sempre terzo davanti a Luperini, mentre chiudono Giuseppe Russo e Rossi. A cinque minuti dalla fine Santo si avvicina pericolosamente al tempone di Marco: soli 17 millesimi di distacco tra i due, ma Marco si butta in scia al fratello per rispondere subito. Nulla da fare per Santo che deve rimanere alle spalle di Marco grazie al tempo del sabato, mentre Delmastro che se l’è presa più comoda rispetto al primo turno rimane in terza posizione davanti a Luperini. Marco Russo non cede un millimetro neanche in gara e azzecca subito la partenza lasciandosi alle spalle Santo che si mette a ruota. Delmastro viene freddato sullo scatto da Luperini ma già prima del Tramonto viene passato all’in-

terno dal piemontese che si riprende il podio. Santo e Marco vanno in fuga, come al solito, con il fratellino che contiene l’attacco del leader 2010 permettendosi anche di allungare; Delmastro che tiene il ritmo dei due nei primi giri si prende qualche secondo di respiro anche perché Luperini e Giuseppe Russo, in bagarre per il quarto posto girano 3 secondi più lenti e si allontanano dal podio. Marco rimane sempre al comando senza girarsi, Santo perde terreno all’uscita della Bari 2 ma riprende contatto sul lungo rettilineo cercando di entrare all’interno al tornantino. Il ritmo non scende mai: Marco allunga ma Santo recupera fino all’ultimo giro dove per il campione 2009 sembra arrivata la discesa con un vantaggio di 6 decimi. Inutile dirlo, Santo se li beve in 2 curve, ma non riesce però a completare l’opera, perché Marco vince di prepotenza davanti a Santo, Delmastro e Luperini, che ha staccato sul finale l’antagonista Giuseppe Russo. Alvise Ulrich

Cla 1 2 3 4 5 6 7 8 9

5 1 28 9 58 7 222 88 53

Pilota Russo Santo Russo Marco Delmastro Marco Russo Giuseppe Rossi Pierpaolo Luperini Cristian D’Elia Angelo Gianazza Roberto Ferrara Francesco

Team Minischetti Minischetti GFR Alberix Russo Racing Rossi Nuovo Team Scooter Gp Show Bike Show Bike

Punti 72 63 62 49 42 37 30 20 15

Marco Russo sul podio precede Santo Russo; entrambi sono accompagnati da Marco Minischetti, tecnico nel team che li segue. Sul podio con loro sale Marco Delmastro in terza posizione

Marco Delmastro (28) è sempre più concreto: il terzo posto di Binetto ci fa pensare che forse con il nuovo TMax i due Russo sarebbero potuti essere veramente vicini!

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NEXT ROUND: 19-20 GIUGNO, LATINA (LT)

Moto2 Italia

La partenza furibonda della GP80 Sud a Binetto

Andrea Iannone

GIORLANDINO E ASPAR

ORMAI PARLANO TRAMITE AVVOCATI

Bcome BIANCULLI a BINETTO! Bianculli si impone sulla pista pugliese dopo due gare tiratissime; sul podio con lui anche Chianese e Costabile in grande crescita Spettacolari GP80!

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Giovanni Bianculli del BMK team è il vincitore di giornata grazie a una vittoria nella gara del mattino e a un secondo posto nella seconda finale dietro a un inarrestabile Pellegrino, squalificato però in gara 1 per un comportamento non corretto durante un sorpasso. Bianculli ha preceduto sul podio una nuova realtà del trofeo GP80 che si è confermata già nella scorsa gara di Battipaglia, Angelo Chianese, che ha preceduto il velocissimo e instancabile Antonino Ciampa, il più veloce nelle crono, ma in crisi nella seconda finale dove si è dovuto guadagnare la finale con una moto non perfettamente a posto. All’inizio del weekend sembra di essere ritornati al 2009, con Francesco Pellegrino subito efficace e in testa davanti a Chianese, che conferma subito lo stato di forma di questa stagione. Ciampa si fa vedere fin da subito portandosi in prima fila davanti a Costabile, ma il pilota Aprilia fa scaldare bene le gomme e poi spara i giri veloci in sequenza. Bianculli comincia a girare bene solo a metà turno dove si guadagna subito la seconda posizione, che un giro dopo viene ritoccata con una fantastica pole position. Ciampa riguadagna la prima fila su Costabile, mentre il trio di testa è racchiuso in soli 3 decimi. Bianculli abbassa di altri 6 decimi

la sua pole: Pellegrino non migliora e così viene passato anche da Chianese e Costabile, con tempi nettamente inferiori rispetto allo scorso anno. Anche Ciampa vuole portare via la prima fila a Pellegrino e a fine turno ce la fa e diventa inarrestabile: la sua tenacia lo premia e a pochi secondi dalla bandiera a scacchi si porta in pole in 58”941. Anche nella seconda sessione Ciampa si mette subito in carena, ma dopo metà turno Bianculli si porta a un solo millesimo dalla pole che però a fine turno viene confermata. La prima fila vede quindi Ciampa e Bianculli divisi da 1 millesimo, seguiti da Chianese e Costabile. Pellegrino rimane in seconda fila. Nella prima finale scatta forte dalla seconda fila Pellegrino che alla prima staccata riesce a portarsi in testa, passando al primo giro davanti a Bianculli e Chianese; Costabile è leggermente staccato. Pellegrino cerca di allungare ma Bianculli e Chianese gli sono addosso mentre Ciampa perde terreno ed è quinto. Al terzo giro Bianculli riesce a passare Pellegrino e al quinto passaggio segna anche il giro veloce. Ciampa cerca di approfittarne ma gira un poco più lento ed è lontano dal terzetto di testa. Il terzetto di testa rimane compatto all’ultimo giro con Pellegrino che chiude ogni porta tagliando per primo, Chianese non vede più Bianculli che lo passa all’esterno guadagnandosi il secondo posto. Francesco Pellegrino viene squalificato per scorrettezze durante la gara:la vittoria passa quindi a Bianculli, davanti a Chianese e Ciampa. Pellegrino recupera in gara 2 con una prova perfetta dove parte subito e si porta in testa, dominando poi tutti i 9 giri in cui diventa subito inattaccabile. Bianculli rimane sempre a tiro ma a ogni passaggio deve lasciare qualche decimo che alla bandiera a scacchi diventano due secondi. Chianese si stacca subito dalla coppia di testa e taglia terzo solitario mentre Costabile e Ciampa danno vita a una bagarre accesissima per tutta la gara che si risolve con l’arrivo in volata di Costabile su Ciampa. Alvise Ulrich A sinistra: sopra, Bianculli (77) ha conquistato la vittoria dopo due gare combattute con Pellegrino (17), vincitore di gara2; sotto, Chianese (40) dopo aver “scippato” la moto e il numero al caposquadra Barbato si concede il lusso di chiudere secondo dopo un weekend da protagonista!

Trofeo GP80 Sud

Autodromo del Levante - 30/5/2010

Classifica Gara

Cl 1 2 3 4 5 6 7 8 9

77 40 82 90 21 95 44 17 63

Pilota Bianculli G. Chianese A. Costabile U. Ciampa A. Sansanelli N. Mastrosimone N. Barbato G. Pellegrino F. Greco A.

Team BMK Nerone Racing Nerone Racing Ciampa MA-SA MA-SA Nerone Racing Ni.Ba Racing Giemme

.com

25 22 18 20 16 15 14 25 13

22 20 18 16 15 13 14 0 1

Tot 47 42 36 36 31 28 28 25 14

Classifica Trofeo Cl 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

40 77 82 17 21 95 18 72 63 90 44

Pilota Chianese A. Bianculli G. Costabile U. Pellegrino F. Sansanelli N. Mastrosimone N. Pellegrino S. Gammino V. Greco A. Ciampa A. Barbato G.

Team Nerone Racing BMK Nerone Racing Ni.Ba. Racing MA-SA MA-SA Pellegrino Racing Pellegrino Racing Giemme Ciampa Nerone Racing

Tot 87 75 68 61 57 56 47 42 40 36 28

La gioia sul podio con Bianculli e il suo team davanti a Chianese e Costabile.

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IL RAPPORTO tra la RSV di Salvatore Giorlandino e il Team Aspar è terminato ed ora la squadra spagnola utilizza la ciclistica realizzata da Suter. La notizia non è nuova, va però aggiunto che Giorlandino ed il Team Aspar stanno continuando a parlare, ma tramite avvocati. «C’è un contratto – ha commentato Salvatore Giorlandino, a capo del progetto RSV – e non riesco a capire dove sia stato il problema. Con la nostra ciclistica, Julian Simon è sempre andato forte, sia nei test, che nelle prove. A Jerez lo spagnolo è stato fermato da un problema alla frizione (prodotta da Suter). Adesso, per poter ricominciare a lavorare con le squadre che ci hanno contattato, dobbiamo recuperare il materiale rimasto al team, in Spagna. Purtroppo non riusciamo a risolvere il rapporto senza l’aiuto degli avvocati».

RATTHAPARK WILAIROT (14) E LA BIMOTA NON SONO RIUSCITI A RIPETERE LA BELLA PRESTAZIONE DI LE MANS. IL TAILANDESE, PARTITO DALLA VENTIQUATTRESIMA POSIZIONE, HA TERMINATO LA SUA GARA DOPO CINQUE GIRI.

vare lontano. Ha impiegato appena otto giri per portarsi a ridosso del gruppo che inseguiva Iannone e poi è arrivato anche in seconda posizione. A quel punto ha cercato di togliersi di dosso il resto della compagnia, ma è stato impossibile. Ha dovuto quindi giocarsela fino alla fine ed è stato scavalcato di un soffio. In volata. Toni Elias ha corso in difesa, questa volta, visto che non è riuscito ad essere aggressivo come al solito. Ma si è battuto e alla fine si è inserito in quinta posizione, limitando i danni, considerando la sua leadership in campionato. In fondo, a lui è andata bene: è rimasto davanti a Tomizawa, guadagnando qualcosina (un solo punto) sul giapponese che lo segue in classifica di campionato. Alex De Angelis è riuscito a finire la sua prima gara nella Moto2, finalmente. E questa è già una notizia. Il sammarinese è stato anche nono, in due momenti della gara, ma alla fine ha chiuso in undicesima posizione anche perché su questa pista si sono fatte sentire le prestazioni della sua moto che per ora non sono all’altezza della concorrenza più agguerrita. De Angelis ha preceduto di due posizioni Alex Baldo-

]

AVEVO VOGLIA DI VINCERE SCARPERIA – «Credo di aver corso la gara perfetta: pole, vittoria, giro veloce. E poi, qui, al Mugello, davanti a questo pubblico meraviglioso. È stato incredibile!». L’avevi pensata così, questa gara? «Sinceramente, devo dire di sì. Anche se non lo si può mai sapere. Il fatto è che nelle prove avevo capito che avrei potuto correre così, perché dopo tanto lavoro abbiamo finalmente trovato delle buone soluzioni per la moto. I primi risultati si sono visti in Francia. Qui abbiamo fatto altre scelte tecniche che hanno portato altri frutti». Qual è stato il momento più difficile, in gara? «Mantenere il ritmo della pole per i primi tre-quattro giri: è stato molto impegnativo. Ma questa volta ero davvero a posto con la moto e devo ringraziare il mio team. Inoltre avevo anche una grande voglia di vincere. A Le Mans avevo già avuto qualche avvisaglia, qui non volevo fallire il bersaglio». Ti ha aiutato, la scelta della gomma più morbida? «Forse sì, ma non sono stato il solo ad usarla. L’avevano anche altri. Questa vittoria è il frutto del lavoro del team, e della mia grande voglia di vincere».

motosprint

71


Spagna Giappone Italia Spagna Italia

Moriwaki Suter Motobi Pons Kalex Speed Up

13 25 8 6 —

50

3

E

GI otto AP b PO re 10 NE MA ot LE tob SI re A

4

TO TA L

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30

CA lug TA lio LU N 18 YA GE lu RM gli AN o 15 IA RE ag P. os CE to C 29 A IN ag DI o AN st AP o OL 5 IS SA set N tem MA RI bre 19 N AR se O AG tte ON m A b

11 10 16 20 25

20

25 — 16 10 13

GR gi AN ug BR no 26 ETA GN OL gi A AN ug DA no

25 20 11 10 —

1. Andrea Iannone 1’55”647 alla media di 163,272 km/h 2. Shoya Tomizawa 1’56”213 3. Hector Faubel 1’56”227 4. Sergio Gadea 1’56”248 5. Thomas Luthi 1’56”263 6. Alex Debon 1’56”335 7. Simone Corsi 1’56”376 8. Gabor Talmacsi 1’56”534 9. Julian Simon 1’56”548 10. Toni Elias 1’56”594 11. Jules Cluzel 1’56”640 12. Alex De Angelis 1’56”657 13. Stefan Bradl 1’56”735 14. Mike Di Meglio 1’56”780 15. Ratthapark Wilairot 1’56”827 16. Lukas Pesek 1’56”837 17. Fonsi Nieto 1’56”842 18. Yuki Takahashi 1’56”874 19. Alex Baldolini 1’56”973 20. Xavier Simeon 1’57”058 21. Vladimir Ivanov 1’57”102 22. Axel Pons 1’57”258 23. Raffaele De Rosa 1’57”330 24. Scott Redding 1’57”335 25. D. Aegerter 1’57”338 26. Yonny Hernandez 1’57”411 27. Karel Abraham 1’57”473 28. Roberto Rolfo 1’57”503 29. Robertino Pietri 1’57”526 30. Valentin Debise 1’57”622 31. Mattia Pasini 1’57”625 32. Claudio Corti 1’57”833 33. Vladimir Leonov 1’57”897 1’57”898 34. Kenny Noyes 35. Bernat Martinez 1’58”051 36. Niccolò Canepa 1’58”104 37. Arne Tode 1’58”106 38. Anthony West 1’58”248 39. Anthony Delhalle 1’58”283 40. Yannick Guerra 1’58”311

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

74 55 51 46 38

6. Luthi 38; 7. Simon 35; 8. Talmacsi 34; 9. Debon 26; 10. Cluzel 21; 11. Takahashi 21; 12. Rolfo 21; 13. Nieto 12; 14. Bradl 11; 15. Pasini 10; 16. Hernandez 10; 17. Wilairot 9; 18. Noyes 9; 19. Baldolini 9; 20. Aegerter 8; 21. De Angelis 5; 22. Redding 5; 23. Faubel 4; 24. Pesek 4; 25. Abraham 2; 26. Corti 1; 27. West 1.

SuperSport

72

Toni Elias Shoya Tomizawa Simone Corsi Sergio Gadea Andrea Iannone

T-Drive

motosprint

1. 2. 3. 4. 5.

6

I TEST del Team Scot, che si sono svolti a Misano la settimana prima del GP Italia, sono stati utili per mettere a punto una moto profondamente rinnovata, più leggera di quasi 5 chilogrammi, ma soprattutto migliorata dal punto di vista aerodinamico e dotata di un impianto di raffreddamento più efficiente. Un primo passo è stato fatto, però dovranno arrivarne degli altri.

Campionatopiloti

ITA giu LI gn A o

LA FORCE SCOT È DIMAGRITA 5 CHILI

NUMERO GIRI

40 21

CATENE CORONE PIGNONI

23

EVOLUZIONE TECNICA

PILOTI AL VIA

FR m AN ag CI gio A

AL GP ITALIA, in veste di ospiti, c’erano anche due ingegneri famosi: Gigi Dall’Igna responsabile tecnico sportivo del gruppo Piaggio e padre della Aprilia RSV4 che domina in Superbike e Giulio Bernardelle, ex responsabile del team JiR in MotoGP. Sulla Moto2 i loro pareri non sono esaltanti «Non posso essere che critico - esordisce Dall’Igna - perché la categoria non è stimolante per i progettisti e formativa per i piloti. I rapporti del cambio non si possono cambiare, il traction control non si può usare. I piloti non imparano ad usare i sistemi presenti sulle moto da corsa più evolute. E non parlo solo della MotoGP ma anche della Superbike». Bernardelle ha invece parlato dei telai: «Per ora vedo solo passi indietro. I telai migliori restano quelli della Honda CBR 600 RR di serie. Siamo all’inizio, ma non ho visto soluzioni innovative». Insomma, la Moto2 è un interessante business a scarso contenuto tecnico.

2

TECNICI CRITICI CON LA MOTO2

Giriveloci

1. Andrea Iannone Speed Up in 41’05”374 110,145 km alla media di 160,836 km/h 2. Sergio Gadea Pons Kalex a 2”764 3. Simone Corsi Motobi a 2”799 4. Thomas Luthi Moriwaki a 2”814 5. Toni Elias Moriwaki a 3”404 Suter a 3”826 6. Shoya Tomizawa 7. Gabor Talmacsi Speed Up a 7”209 8. Yuki Takahashi Tech 3 a 8”377 9. Julian Simon Suter a 8”584 10. Alex Debon FTR a 8”931 11. Alex De Angelis Force GP210 a 9”149 12. Hector Faubel Suter a 9”991 13. Alex Baldolini I.C.P. a 12”219 14. Stefan Bradl Suter a 19”110 15. Fonsi Nieto Moriwaki a 19”680 16. Dominique Aegerter Suter a 19”994 17. Karel Abraham FTR a 24”969 18. Roberto Rolfo Suter a 25”769 19. Xavier Simeon Moriwaki a 31”094 20. Yonny Hernandez BQR-Moto2 a 31”171 21. Scott Redding Suter a 37”770 22. Claudio Corti Suter a 39”183 23. Valentin Debise ADV a 39”405 24. Arne Tode Suter a 40”613 25. Vladimir Leonov Suter a 43”358 26. Kenny Noyes Promoharris a 43”997 27. Anthony West MZ-RE Honda a 53”748 28. Niccolò Canepa Force GP210 a 54”387 29. Bernat Martinez Bimota a 57”037 30. Yannick Guerra Moriwaki a 58”612 RITIRATI Suter al 19. giro Robertino Pietri Bimota al 17. giro Ratthapark Wilairot Suter al 16. giro Mike Di Meglio Moriwaki al 16. giro Vladimir Ivanov Tech 3 al 12. giro Raffaele De Rosa Motobi all’8. giro Mattia Pasini Suter al 5. giro Jules Cluzel Pons Kalex al 5. giro Axel Pons BQR-Moto2 al 4. giro Anthony Delhalle Moriwaki al 3. giro Lukas Pesek NON PARTITO Promoharris Joan Olive

1’55”598 1’55”858 1’56”222 1’56”272 1’56”284 1’56”296 1’56”305 1’56”331 1’56”339 1’56”343 1’56”388 1’56”443 1’56”466 1’56”543 1’56”647 1’56”649 1’56”652 1’56”665 1’56”716 1’56”718 1’56”746 1’56”799 1’56”851 1’56”888 1’56”897 1’56”898 1’56”911 1’57”049 1’57”380 1’57”392 1’57”400 1’57”455 1’57”467 1’57”589 1’57”690 1’57”733 1’57”940 1’58”247 1’58”430 1’58”467 1’58”701

SP ma AG gg NA io

lini, che ha navigato in tredicesima posizione, più o meno per tutta la gara. Roberto Rolfo è rimasto a ridosso della zona punti, concludendo in diciottesima posizione, mentre Claudio Corti è stato ventiduesimo e Niccolò Canepa ventottesimo. Invece Mattia Pasini è caduto nell’ottavo giro: il riccionese sta vivendo un momento delicato della stagione e forse della carriera. Nella gara di casa cercava il riscatto, ma si è ritrovato per terra: «Si è chiuso lo sterzo, stavo lottando come potevo». Mattia stava viaggiando in ventiseiesima posizione. Un anno fa, qui, ha vinto la gara della 250. Raffaele De Rosa, invece, è caduto a metà gara: anche lui stava cercando di risalire da metà gruppo.

BERNARDELLE E DALL’IGNA

1’56”531 1’57”193 1’56”422 1’57”189 1’56”986 1’56”244 1’57”160 1’57”314 1’56”261 1’56”707 1’57”056 1’57”844 1’57”774 1’56”988 1’57”156 1’57”491 1’57”020 1’57”510 1’56”963 1’56”758 1’56”638 1’57”493 1’56”972 1’56”682 1’57”271 1’56”654 1’56”856 1’57”529 1’58”021 1’57”408 1’57”446 1’57”496 1’57”568 1’58”188 1’56”951 1’59”110 1’57”711 1’58”374 1’57”416 1’58”662 1’59”707

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MATTIA PASINI E JULES CLUZEL HANNO TERMINATO LE LORO GARE NELLE VIE DI FUGA. IL FRANCESE, PERÒ, PRIMA DI CADERE ERA NEL GRUPPO DI TESTA. PASINI, INVECE, NON È ANCORA IN GRADO DI LOTTARE CON I PRIMI DELLA CLASSE.

SCARPERIA – «Non credo di aver mai fatto una gara così. Ad un certo punto ho solo pensato a dare il gas, sorpassavo in continuazione, è stato bellissimo». Se avessi fatto delle prove migliori... «Già, adesso devo risolvere questo problema. Anche qui, a mettermi nei guai è stato quello: il fatto è che non riesco mai a lavorare bene nelle prove. Meno male che il team è riuscito a trovare una buona soluzione per la gara». È vero che hai scelto rapporti più corti? «Sì, perché quando devi fare una gara aggressiva è meglio. Non avevo alternative, potevo solo attaccare: partivo troppo indietro, e non c’era nessun altra tattica accettabile. Devo anche dire che ho avuto la fortuna di essere al Mugello, una pista che permette di fare certe cose». In effetti, hai dato spettacolo. «Ad un certo punto ho provato una sensazione stranissima: io mi divertivo, a guidare in quel modo; e si divertiva la gente, nel vedermi. Non avrei potuto chiedere di meglio. La moto continua a piacermi molto, mi trovo bene, e la squadra sta lavorando sempre meglio. Una gara come questa dà morale, dimostra che possiamo davvero fare delle grandi cose».

Italia Spagna Rep.S.Marino Francia Giappone Spagna Ungheria Spagna Svizzera Spagna Italia Spagna Belgio Italia Spagna Italia Rep. Ceca Germania Giappone Rep. Ceca Francia Italia Germania Thailandia Italia Italia Colombia G. Bretagna Svizzera Ucraina Italia Venezuela USA Spagna Spagna Spagna Francia Russia Australia Spagna Francia

QA ap TA ri R le

MI DIVERTIVO A GUIDARE

Andrea Iannone Toni Elias Alex De Angelis Jules Cluzel Shoya Tomizawa Sergio Gadea Gabor Talmacsi Axel Pons Thomas Luthi Julian Simon Alex Baldolini Hector Faubel Xavier Simeon Raffaele De Rosa Alex Debon Roberto Rolfo Lukas Pesek Arne Tode Yuki Takahashi Karel Abraham Mike Di Meglio Claudio Corti Stefan Bradl Ratthapark Wilairot Mattia Pasini Simone Corsi Yonny Hernandez Scott Redding Dominique Aegerter Vladimir Ivanov Niccolò Canepa Robertino Pietri Kenny Noyes Joan Olive Fonsi Nieto Bernat Martinez Valentin Debise Vladimir Leonov Anthony West Yannick Guerra Anthony Delhalle

Z04

Simone Corsi

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37. 38. 39. 40. 41.

Altraguardo

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Alvia

LINEA MOTO

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Moto2 Italia

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125 Italia

di Enrico Borghi - foto Milagro

Il vincitore

SONO STATO SVEGLIO «È LA MIA prima vittoria nel mondiale e ovviamente sono felicissimo perché questo era il sogno della mia vita. Esserci riuscito su questa pista e davanti a questo pubblico è una grande sensazione. La gara è stata strana e devo dire che sono stato molto sveglio. Al via ho visto subito che Terol e Espargaró se ne stavano andando ma non mi sono spaventato, ho iniziato a spingere e li ho raggiunti. L’ultimo giro l’ho fatto veramente al massimo dell’attenzione e della grinta e non ho sbagliato. Non mi nascondo, questa è una vittoria anche della squadra: la mia moto era davvero velocissima. Complimenti».

Marquez, Terol, Espargaró: sempre e solo spagnoli sul podio. Qualche segnale dai nostri

S

CARPERIA – E la Spagna arrivò a quota 14 successi consecutivi in 125. Bravi, un bel record; come non bastasse, gli iberici infilano un’altra tripletta che monopolizza il podio. Ma questo lo sapevamo già da tempo e, solo per una questione di etnia, facciamo un po’ il tifo per Sandro Cortese che è tedesco di passaporto ma calabrese di sangue. Ma il ragazzo, dopo una splendida pole, si è buttato per terra due volte nel corso della gara, quindi no comment. Al Mugello la derelitta scuola italiana realizza la sua piccola grande impresa conquistando il primo punto iridato di stagione con Simone Grotskyj Giorgi, che, appena salito sull’Aprilia RSA che guidava Moretti, ha fatto quindicesimo. È arrivato il momento di far qualcosa. E al Mugello si è visto del movimento. Ad esempio il team Junior GP ha portato tre wild card (Luigi Morciano, Alessandro Tonucci, Ar-

motosprint

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Tripletta mando Pontone) e ha affidato una moto a Riccardo Moretti, rimasto a piedi alla vigilia della gara. C’erano anche Tommaso Gabrielli e Mattia Tarozzi, sempre in veste di wild card, ma questa, detto senza giri di parole, non è la soluzione ai nostri problemi. A questo punto sono scesi in campo i pezzi da novanta, soprattutto il presidente federale Paolo Sesti che non ci sta a trovarsi a capo di una federazione che non ha nessun giovane talento in giro per le piste del mondiale. «Abbiamo avuto incontri con Irta e Dorna, ma anche con emittenti televisive per rilanciare la nostra presenza. Serve un programma forte per portare in pista i ragazzi e trovare talenti». In concreto cosa si può fare? «Per questa stagione incrementare la presenza dei nostri piloti con nuove wild card per fargli avere esperienza in più. Certo, l’obiettivo è un team federale forte nel mondiale. Ad esempio, mi piacerebbe rivedere

sulle nostre moto Riccardo Moretti, perché è più esperto e potrebbe dare una spinta alla crescita dei vari Tonucci, Pontone e Morciano». E a fianco di questi ragazzi c’è Roberto Locatelli, ex campione e grande carisma: un ex pilota serve eccome ai piloti giovani. Un’idea che è interessante anche se non inedita: tanti anni fa il team Movistar in 125 era stato fatto per far crescere Pedrosa (impresa riuscita…) e in squadra c’era anche Toni Elias che serviva da “lepre” interna per far crescere più in fretta le doti agonistiche di Dani. Il team Pro – Tech, che gestisce in pista lo Junior Team, ha un amministratore delegato, Massimo Vergini, molto appassionato di moto ma anche vicino a Giampiero Sacchi, ex responsabile sportivo del Gruppo Piaggio. Attualmente il manager che ha portato all’impegno Aprilia in 125 (monopolizzando la categoria) e ai titoli in 250 fino all’ultimo di Simoncelli nel 2008 è disoccupato. Di

MARQUEZ (93), ESPARGARÓ (44), SMITH (38) E TEROL SI È GIOCANO LA VITTORIA. A FIANCO, STRETTA DI MANO TRA MARQUEZ (A SINISTRA) E TEROL. SOTTO, IL JUNIOR GP RACING TEAM AL MUGELLO. DA SINISTRA: TONUCCI, PONTONE, MORETTI E MORCIANO CON (IN MEZZO) LOCATELLI.

sicuro attende un incarico di alto livello. Nel frattempo, però, potrebbe occuparsi dei giovani, facendo crescere il futuro del nostro sport. In gara le nostre wild card non sono riuscite ad andare a punti, ma non erano lontanissimi dai migliori. Insomma, la giornata nerissima di Le Mans, con nessuno dei nostri al traguardo, forse non la rivedremo e poi abbiamo visto piccoli segnali di riscossa. Ad esempio Morciano, che è volato mentre stava lottando con uno dei migliori usciti dal CEV, l’ex campione Alberto Moncayo. Planando sul Mugello, oltre alla tripletta iberica, troviamo Bradley Smith quarto, pilota di talento ma che non ha i guizzi e il fegato di Marquez, Terol ed Espargaró. Con lui i validi rincalzi iberici Vazquez e Rabat, i combattivi Krummenacher e Koyama. Ma tutti questi hanno un bel gap nei confronti dei top.

SCARICATO DA FONTANA ALLA VIGILIA DELLA GARA

MORETTI TROVA POSTO NEL TEAM JUNIOR GP IL TEAM Fontana aveva un contratto con Riccardo Moretti, campione italiano in carica, per le prime tre gare, ma c’era la copertura economica anche per il Mugello, GP ovviamente importantissimo per Moretti. Ma la squadra ha trovato Simone Grotskyj Giorgi (che sperava di correre con la Bimota in Moto2) che si è fatto avanti coprendo il budget di tutta la stagione. E così l’ex campione italiano è rimasto a piedi, trovando una moto (RSV) fornita dal team federale Junior GP.

motosprint

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Alvia

Altraguardo

Germania 1’58”996 Sandro Cortese Spagna 1’58”454 Pol Espargaró G. Bretagna 1’58”909 Bradley Smith Spagna 1’58”518 Nicolas Terol 1’59”736 Randy Krummenacher Svizzera Spagna 1’58”532 Marc Marquez Spagna 1’59”991 Esteve Rabat Spagna 2’00”039 Efren Vazquez Francia 1’59”715 Johann Zarco 1’59”689 Tomoyoshi Koyama Giappone Olanda 2’00”835 Jasper Iwema Spagna 2’01”002 Luis Salom G. Bretagna 1’59”580 Danny Webb Spagna 2’01”513 Alberto Moncayo 2’01”572 Alessandro Tonucci Italia Italia 2’01”593 Luigi Morciano Francia 2’01”445 Alexis Masbou Germania 2’02”504 Marcel Schrotter Norvegia 2’00”596 Sturla Fagerhaug Italia 2’03”854 Simone Grotzkyj Rep. Ceca 2’01”384 Jakub Kornfeil Italia 2’02”266 Riccardo Moretti Germania 2’01”064 Jonas Folger Italia 2’03”046 Tommaso Gabrielli Italia 2’02”264 Lorenzo Savadori Italia 2’03”502 Mattia Tarozzi 2’03”804 Zulfahmi Khairuddin Malesia Italia 2’01”935 Armando Pontone 2’02”880 Michael van der Mark Olanda Italia 2’03”499 Luca Marconi Francia 2’00”938 Louis Rossi Italia 2’05”078 Marco Ravaioli NON QUALIFICATO Spagna 2’02”254 Adrian Martin

1’58”315 1’58”336 1’58”572 1’58”586 1’58”682 1’58”705 1’59”177 1’59”341 1’59”617 1’59”692 1’59”809 2’00”052 2’00”131 2’00”559 2’00”774 2’00”890 2’01”300 2’01”312 2’01”351 2’01”589 2’01”683 2’01”797 2’01”868 2’01”898 2’02”243 2’02”417 2’02”586 2’02”763 2’03”114 2’03”245 2’03”864 2’06”126 2’21”695

Poleposition

TEMPERATURA TEMPERATURA ESTERNA (°C) ASFALTO (°C)

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Tecnologia Monobocco

Campionatopiloti Nicolas Terol Pol Espargaró Marc Marquez Bradley Smith Efren Vazquez

Mike Di Meglio (Derbi) nel 2008, in 1’58”570 alla media di 159,247 km/h

AU ot ST tob RA re 31 LIA PO ot RT tob OG re 7 n ALLO VA ov LE em NC b IA re

1. DERBI 2. APRILIA 3. HONDA 4. LAMBRETTA

PILOTI AL VIA

1. 2. 3. 4. 5.

1. Bradley Smith 1’58”009 alla media di 160,004 km/h 2. Marc Marquez 1’58”101 3. Pol Espargaró 1’58”235 4. Nicolas Terol 1’58”425 5. Sandro Cortese 1’58”635 6. Efren Vazquez 1’58”807 7. Esteve Rabat 1’59”033 8. R. Krummenacher 1’59”084 9. Tomoyoshi Koyama 1’59”914 10. Johann Zarco 1’59”955 11. Marcel Schrotter 2’00”098 12. Louis Rossi 2’00”314 13. Alexis Masbou 2’00”389 14. Danny Webb 2’00”389 15. Jonas Folger 2’00”463 16. Jakub Kornfeil 2’00”580 17. Jasper Iwema 2’00”589 18. Simone Grotzkyj 2’00”630 19. Alberto Moncayo 2’00”673 20. Alessandro Tonucci 2’00”690 21. Luigi Morciano 2’00”809 22. Riccardo Moretti 2’00”822 23. Sturla Fagerhaug 2’01”216 24. Tommaso Gabrielli 2’01”966 25. Armando Pontone 2’02”283 26. Z. Khairuddin 2’02”306 27. Mattia Tarozzi 2’02”323 28. Michael v.d. Mark 2’02”357 29. Lorenzo Savadori 2’03”134 30. Marco Ravaioli 2’05”483 31. Luca Marconi 2’13”096 PRIMATO PRECEDENTE

Campionatomarche

Sandro Cortese (Derbi) in 1’58”315 alla media di 159,590 km/h Pole 2009: Bradley Smith (Aprilia) in 1’58”134 alla media di 159,835 km/h

Pinza M4

Giriveloci

1. Marc Marquez Derbi in 39’53”153 104,900 km alla media di 157,800 km/h 2. Nicolas Terol Aprilia a 0”039 3. Pol Espargaró Derbi a 0”116 4. Bradley Smith Aprilia a 0”161 5. Efren Vazquez Derbi a 10”281 6. Randy Krummenacher Aprilia a 10”364 7. Esteve Rabat Aprilia a 10”562 8. Tomoyoshi Koyama Aprilia a 36”341 9. Johann Zarco Aprilia a 36”411 10. Danny Webb Aprilia a 36”730 11. Jonas Folger Aprilia a 36”775 12. Alexis Masbou Aprilia a 45”871 13. Marcel Schrotter Honda a 45”879 14. Jasper Iwema Aprilia a 45”895 15. Simone Grotzkyj Aprilia a 46”060 16. Riccardo Moretti Aprilia a 50”305 17. Jakub Kornfeil Aprilia a 50”789 18. Alessandro Tonucci Aprilia a 53”145 19. Mattia Tarozzi Aprilia a 1’19”447 20. Armando Pontone Aprilia a 1”19”541 21. Zulfahmi Khairuddin Aprilia a 1’19”545 22. Michael van den Mark Lambretta a 1’21”764 RITIRATI Aprilia al 17. giro Alberto Moncayo Aprilia al 17. giro Luigi Morciano Aprilia al 15. giro Louis Rossi Aprilia al 13. giro Sturla Fagerhaug Derbi all’8. giro Sandro Cortese Aprilia al 5. giro Lorenzo Savadori Aprilia al 4. giro Tommaso Gabrielli Lambretta al 4. giro Marco Ravaioli Aprilia al 2. giro Luca Marconi NON PARTITO Aprilia Luis Salom

GR gi AN ug BR no 26 ETA GN OL gi A AN ug DA no

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32.

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125 Italia

85 79 57 45 44

6. Esteve Rabat 43; 7. Tomoyoshi Koyama 34; 8. Randy Krummenacher 30; 9. Sandro Cortese 26; 10. Johann Zarco 25; 11. Danny Webb 18; 12. Alexis Masbou 17; 13. Jasper Iwema 14; 14. Alberto Moncayo 13; 15. Jonas Folger 9; 16. Luis Salom 7; 17. Marcel Schrotter 7; 18. Adrian Martin 4; 19. Jakub Kornfeil 2; 20. Simone Grotzkyj 1. Distribuito da:

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Cross MX1 GP Francia

di Giancarlo Giannobile - foto Tempestini

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T. JEAN D’ANGELY - Dai deserti tra l’Oceano Pacifico e Las Vegas alle colline tra l’Oceano Atlantico e Cognac. Da hamburger e birra a ostriche e vini della Loira e di Bordeaux. Lo scenario del mondiale è cambiato all’improvviso, i piloti in meno di cinque giorni sono passati dagli Stati Uniti alla Francia. Lo scenario è cambiato in fretta, drasticamente. Quello che non è cambiato è il modo di affrontare le gare di Cairoli e Philippaerts. È sempre il siciliano a dettare i ritmi, a porsi come punto di riferimento della classe regina. Anche in Francia, dove ha vinto la prima manche ed è arrivato terzo nella seconda. A soffiargli però la soddisfazione della vittoria piena è stato l’amicorivale di sempre David Philippaerts (stesso punteggio ma vittoria nella seconda gara) che ha dimostrato ancora una volta che non lo abbatti neanche a cannonate. Né moralmente né fisicamente. Dopo la gara più nera della stagione, quella in America che gli ha fruttato più lividi che punti, è tornato in pista con la determinazione di chi vuole risorgere subito e in questo modo ci riesce solo lui. Terzo nella prima manche alle spalle di Cairoli e Ramon, ha affondato il colpo nella seconda. Desalle in testa, lui dietro. Sette giri per testare la sua condizione, prendere le misure all’avversario, attaccarlo e superarlo in modo da far sembrare la cosa facile quando con uno come Desalle la parola facile è meglio non usarla (Cairoli ne sa qualcosa). Tony è stato velocissimo nella prima manche. Ha indovinato l’uscita allo start, ha tenuto con decisione la corda alla prima curva, ha lasciato andare con maestria l’agile 350 sullo spettacolare tracciato francese, niente a che vedere con il veloce circuito americano di Glen Helen, ma tecnico, impegnativo e che non perdona soprattutto quando a complicare le cose ci si mette anche la pioggia, caduta incessantemente nella notte dopo che sabato le qualifiche si erano corse con un gran caldo, ben oltre i 30°. Cairoli a quel punto si è dovuto preoccupare poco, solo il necessario per tenere a bada un Ramon che di tanto in tanto vuol

PHILIPPAERTS (A DESTRA) E CAIROLI (A SINISTRA) TORNANO DALLA FRANCIA CON QUARANTACINQUE PUNTI A TESTA.

Philippaerts e Cairoli si spartiscono due vittorie e due terzi posti, lasciando le briciole a Ramon e Desalle. Tony allunga in classifica, Nagl si rompe, Guarneri convince Dopo una settimana dalla infelice trasferta negli USA, David sii rifà vincendo il GP e riprendendosi il 3° posto in campionato motosprint

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Cop ppia d’assalto motosprint

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Cross MX1 GP Francia

ricordare al mondo che di titoli ne ha vinti due anche lui. Ben diversa la seconda manche, quando Tony ha dovuto rimediare a una brutta partenza con tutta la furia che riesce a tirar fuori nei momenti critici, con i freni tirati alla prima curva per non finire sdraiato. Dal decimo posto è risalito facilmente al terzo, senza rischiare eccessivamente, pensando al campionato. Poi ci si è messo Boissiere che ha fatto volare la sua TM e impazzire il pubblico quando ha superato il campione del mondo. Cairoli ha “sopportato”, Philippaerts era secondo e il GP era ancora nelle sue mani. Poi l’amico è passato al comando, Boissiere è stato facile da rimettere dietro così come recuperare 6-7 secondi a Desalle, la sua bestia nera. A quel punto Tony è parso volersi accontentare. Segno di maturità, quello di non intestardirsi a recuperare, su una pista che non gradisce, e cercare di uscire vincente da pericolosissimi corpoa-corpo con avversari che lo sovrastano per mole, che non sono da meno per determinazione e che con lui sono particolarmente incarogniti, trovandoselo sempre davanti nella più corsa più importante, quella che porta al titolo. Cairoli comunque a tre giri dal termine era sulla schiena di Desalle. Il belga era stanco ma tutt’altro che domo, e non voleva certo farsi passare da Cairoli. L’attacco del siciliano è durato sino all’ultima curva, ma senza esito. IL GRAN PREMIO è andato a Philippaerts, mentre il campionato è sempre più in mano a Cairoli: da +41 a +68 sul secondo, che ora è Desalle. Maximiliam Nagl sulla pista d’Oltralpe non voleva scaricare solo la potenza della sua 450 SX-F ma anche la frustrazione dello zero rimediato nella seconda manche americana per essere rimasto imprigionato nella rete segnapercorso. Ma è andata ancor peggio: si è frat-

LE PAGELLE

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hanno detto DavidPhilippaerts IL LAVORO DURO PAGA

BUONA PROVA DI DAVIDE GUARNERI (39) CHE RECUPERA UNA POSIZIONE IN CLASSIFICA E ORA È NONO. TRA I PROTAGONISTI DEL GP FRANCIA ANCHE BOISSIERE (10) CON LA SUA TM, E DESALLE (25), TERZO ASSOLUTO. NAGL (QUI SOTTO) È CADUTO IN PROVA E NON HA POTUTO DISPUTARE IL GP.

AntonioCairoli QUESTA PISTA NON FA PER ME

turato la clavicola destra cadendo nell’ultimo giro della gara di qualifica. Il tedesco è stato superato in classifica anche da Philippaerts. Alle spalle di questi tre c’è l’altro campionato. Quello di chi deve dimostrare ancora tutto o che sta raccogliendo decisamente poco. Una compagnia eterogenea con alcuni come De Dycker, Strijbos, Leok e Pourcel lontani dalle prestazioni che ci si attendeva da loro e senza convincenti giustificazioni; mentre Ramon è tornato dopo tre gare a esprimersi su livelli a lui consoni, ma di punti ormai ne ha già persi troppi. Tra i tanti che si esprimono tra alti e bassi, ad approfittarne con gran merito è

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«QUESTA pista non è una delle mie preferite. Diciamo che è un po’ “antica”, monotraiettoria, con curve strette e salti corti che non ti permettono di attaccare facilmente l’avversario. Non volevo prendere rischi, ho comunque cercato di vincere ma Desalle non me lo ha permesso. Certo, oggi non mi posso lamentare. Sono soddisfatto di come è andata, dei punti fatti e di avere aumentato il vantaggio in classifica. Mi dispiace che il mio compagno di squadra si sia fatto male. Auguro a Nagl di rivederlo in pista presto».

Davide Guarneri che continua ad essere un rookie di tutto rispetto. In Francia è stato protagonista delle migliori prestazioni della stagione: nella prima manche è partito alle spalle di Cairoli e si è difeso molto bene concludendo quinto. Nella seconda manche è scattato addirittura in testa, c’è rimasto per quasi un giro per poi stabilizzarsi ancora in quinta posizione. Nel finale è arrivato l’inevitabile calo che gli ha fatto perdere tre posizioni. Il bergamasco è una gran bella sorpresa. Anche Boissiere ha stupito portandosi con la sua TM a ridosso dei migliori, quinto e quarto. Bonini ha chiuso con due onorevoli sedicesimi posti.

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DavideGuarneri

AnthonyBoissiere

Reagisce con immediatezza a ogni avversità. Cinque giorni dopo la disastrosa trasferta negli Stati Uniti era già in pista con la certezza di potercela fare. Una forza di volontà unica.

La pista non gli piaceva. I punti di vantaggio sono molti ma la soddisfazione di portare a casa una vittoria piena è tanta. Ci ha provato, anche se tardi, anche rischiando il giusto. Da ammirare.

Lo scorso anno dopo tante delusioni aveva trovato i giusti ritmi per la MX2. Lo hanno cacciato per limiti d’età. Non si perso d’animo, con un team straniero è tra i protagonisti della MX1. Chi se lo aspettava?

Di solito l’ultimo voto è un’insufficienza. Questa volta no, perché il francese si merita un riconoscimento così come un plauso va alla TM che si confronta alla pari con i colossi del settore.

VA QUELLO CHE

«STO lavorando molto duramente con il mio team e i risultati cominciano ad arrivare. Voglio ringraziare tutti quelli che lavorano con me e il dottor Scalabrino che mi ha rimesso ancora una volta in sesto dopo le botte che ho preso alla schiena. Una vittoria che ci voleva e che mi mancava da tempo. La seconda manche è stata una gara perfetta, dopo un po’ che ero alle spalle di Desalle ho capito che potevo superarlo. Correvo bene, non ero stanco e la moto andava molto bene anche se il tracciato era difficile».

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Cross MX1 - MX2 Paddock

le prove

MX1 I nostri due campioni al primo e terzo posto

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5. Steve Ramon

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6/14

6. Ken de Dycker 201; 7. Xavier Boog 181; 8. Tanel Leok 162; 9. Davide Guarneri 140; 10. Evgeny Bobryshev 123; 11. Kevin Strijbos 109; 12. Anthony Boissiere 107; 13. Joshua Coppins 106; 14. Sebastien Pourcel 92; 15. Gareth Swanepoel 92; 16. Rui Goncalves 69; 17. Jimmy Albertson 59; 18. Jonathan Barragan 56; 19. Nicolas Aubin 49; 20. Manuel Monni 46; 21. Mike Alessi 40; 22. Marc de Reuver 40; 23. Cedric Soubeyras 37; 24. Ben Townley 25; 25. Matthias Walkner 22; 26. Kyle Chisolm 20; 27. Tom Söderström 19; 28. Alvaro Lozano Rico 14; 29. Grant Langston 12; 30. Matteo Bonini 11; 31. Tom Church 11; 32. Julien Bill 9; 33. Kevin Wouts 7; 34. Gregory Aranda 5; 35. Filip Neugebauer 5; 36. Bobby Garrison 4; 37. Ryan Hughes 4; 38. Milko Potisek 4; 39. Yentel Martens 4; 40. Günter Schmidinger 3; 41. Justin Soule 2; 42. Shannon Terreblanche 2; 43. Antonio Balbi 2; 44. Mathias Bellino 2.

MX2 Altri cinquanta punti per Musquin: è irraggiungibile? 1. Musquin (KTM) 18 giri 41’30”100; 2. Herlings (KTM) a 8”720; 3. Osborne (Yamaha) a 9”484; 4. Frossard (Kawasaki) a 14”335; 5. Roelants (KTM) a 36”026; 6. Charlier (Yamaha) a 41”906; 7. Vongsana (KTM) a 54”909; 8. Tonus (Suzuki) a 56”484; 9. Van Horebeek (Kawasaki) a 1’33”645; 10. Verbruggen (KTM) a 1’41”634; 11. Kullas (Yamaha) a 2’01”664; 12. Simpson (KTM) a 2’02”517; 13. Lupino (Yamaha) a 2’22”708; 14. Paulin (Yamaha) a 3’07”575; 15. Nicholls (KTM) a 1 giro; 16. Roczen (Suzuki); 17. Pocock (Yamaha); 18. Karro (Suzuki); 19. Alletru (KTM); 20. Larsen (Honda); 21. Lefrancois (Honda); 22. Gercar (KTM); 23. Maddii (Suzuki); 24. Triest (KTM); 25. Klein Kromhof (Yamaha); 26. Dagod (KTM); 27. Adam (KTM); 28. Kappel (KTM) a 2 giri; 29. Hawkins (Honda); 30. Petrov (Honda); 31. Philippaerts (Suzuki) a 3 giri; 32. Moroni (Yamaha) a 4 giri; 33. Tonkov (Suzuki) a 9 giri; 34. Kouwenberg (Suzuki) a 11 giri; 35. Teillet (KTM) a 14 giri; 36. Justs (Honda) a 16 giri; 37. Larrieu (Yamaha) a 18 giri; 38. Leib (Kawasaki).

1. Musquin (KTM) 19 giri in 41’06”189; 2. Simpson (KTM) a 2”416; 3. Roelants (KTM) a 3”229; 4. Paulin (Yamaha) a 11”461; 5. Tonus (Suzuki) a 32”782; 6. Verbruggen (KTM) a 40”222; 7. Roczen (Suzuki) a 48”027; 8. Kullas (Yamaha) a 52”270; 9. Osborne (Yamaha) a 57”310; 10. Lupino (Yamaha) a 58”860; 11. Charlier (Yamaha) a 1’00”689; 12. Herlings (KTM) a 1’07”158; 13. Nicholls (KTM) a 1’09”128; 14. Frossard (Kawasaki) a 1’28”561; 15. Teillet (KTM) a 1’44”284; 16. Alletru (KTM) a 2’09”802; 17. Van Horebeek (Kawasaki) a 1 giro; 18. Larrieu (Yamaha); 19. Larsen (Honda); 20. Pocock (Yamaha); 21. Philippaerts (Suzuki); 22. Lefrancois (Honda); 23. Gercar (KTM); 24. Maddii (Suzuki); 25. Battig (Honda); 26. Triest (KTM) a 2 giri; 27. Petrov (Honda); 28. Kouwenberg (Suzuki); 29. Hawkins (Honda) a 3 giri; 30. Vongsana (KTM) a 7 giri; 31. Justs (Honda) a 9 giri; 32. Klein Kromhof (Yamaha) a 10 giri; 33. Tonkov (Suzuki); 34. Dagod (KTM) a 12 giri; 35. Karro (Suzuki) a 14 giri; 36. Moroni (Yamaha) a 15 giri; 37. Adam (KTM) a 16 giri; 38. Kappel (KTM) a 18 giri.

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Primamanche

1. Marvin Musquin

Francia

KTM

25/25 25/25 13/16 25/25 14/25 25/25 25/25

318

2. Ken Roczen

Germania

Suzuki

22/22 22/20 22/22 22/15

20/16

5/14

247

3. Steven Frossard

Francia

Kawasaki 20/18 20/11 18/20 10/16 22/10 22/18

18/7

230

4. Jeffrey Herlings

Olanda

KTM

5. Shaun Simpson

Gran Bretagna KTM

25/0

15/20 15/22 25/25 20/22

20/0

13/0

22/9

228

14/12 14/13 20/14

15/18 12/20

9/22

201

18/0

6. Zach Osborne 195; 7. Arnaud Tonus 183; 8. Jeremy van Horebeek 173; 9. Joel Roelants 170; 10. Jake Nicholls 143; 11. Harri Kullas 143; 12. Dennis Verbruggen 127; 13. Christophe Charlier 106; 14. Alessandro Lupino 100; 15. Gautier Paulin 76; 16. Matiss Karro 71; 17. Valentin Teillet 53; 18. Nikolaj Larsen 48; 19. Mel Pocock 34; 20. Petr Smitka 33; 21. Khounsith Vongsana 24; 22. Nick Triest 22; 23. Loic Larrieu 19; 24. Axel Alletru 17; 25. Travis Baker 15; 26. Aleksandr Tonkov 15; 27. Francisco Jose Butron 14; 28. Marcus Schiffer 11; 29. Nicolas Aubin 11; 30. Hugo Dagod 9; 31. Ceriel Klein Kromhof 9; 32. Max Anstie 9; 33. Vince Friese 8; 34. Gianluca Martini 6; 35. James Decotis 6; 36. Rudi Moroni 5; 37. Joey Rossi 4; 38. Edward Allingham 2; 39. Michael Van Wezel 2; 40. Augusts Justs 2; 41. Glenn Coldenhoff 2; 42. Deny Philippaerts 1; 43. Alesandro Battig 1; 44. Dakota Tedder 1. motosprint

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LA PRIMA manche delle due tempi è iniziata con lo scatto di Samuele Bernardini che ha tenuto con disinvoltura la testa della gara sino a quattro giri dal termine, quando una scivolata gli ha fatto perdere due posizioni a vantaggio dei francesi Jordi Tixier e Sulivan Jaulin. Sesto posto di Dawid Ciucci. Nella seconda manche Tixier si è ripetuto vincendo così tutte e sei le manche sinora disputate. Secondo posto per l’austriaco Rauchenecker, al terzo il francese Clermont. Ciucci e Bernardini sono transitati al primo giro quarto e quinto, ma entrambi sono scivolati in fondo. Bernardini subito, Ciucci nel settimo giro. Il migliore dei nostri in questa occasione è stato Alessandro D’angelo, undicesimo. Nella prima aveva concluso diciottesimo. In campionato: 1. Tixier p.150; 2. Rauchenecker 110; 3. Lafont 99; 4. Jaulin 88; 5. Ciucci 85; 6. Bernardini 82.

KTM

Belgio

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BERNARDINI E CIUCCI CON I MIGLIORI

Italia

2. Clement Desalle

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JIMMY ALBERTSON ANCORA LONTANO DALLE PISTE Continua la stagione travagliata del pilota statunitense del Team Honda Martin. Dopo la caduta in Spagna in occasione della quinta prova del mondiale in cui s’era lussato la spalla sinistra, un’altra rovinosa caduta durante la manche di qualifica proprio nella gara corsa negli USA lo ha costretto ad un altro stop forzato. Accertamenti clinici hanno escluso lesioni interne o fratture, ma Albertson è uscito dall’incidente, che ha definito il peggiore della sua carriera, alquanto frastornato. Se tutto andrà bene tornerà in Europa in occasione del GP Germania in programma tra due week-end.

TERZA GARA DELL’EUROPEO 125

1. Antonio Cairoli

25

CAMBIO DI TEAM IN CORSA PER IL FRANCESE KHOUNSITH VONGSANA Sta diventando un’abitudine per i francesi quella di cambiare team all’improvviso durante il campionato. Il più illustre precedente è stato quello dello scorso anno di Musquin, passato dalla Honda alla KTM con l’inevitabile strascico di polemiche, denunce e anche lo stop forzato di una gara per il pilota. Questa volta è toccato a Vongsana che alla vigilia del GP Francia ha deciso di passare dalla TM alla KTM del Team Silver Action. Questa volta la mediazione dell’organizzatore del mondiale ha evitato che il caso si esasperasse.

Mondialepiloti

OL

SABATO all’insegna dell’alternanza. Dopo il miglior tempo di Zach Osborne nelle pre-qualifiche, in gara è iniziato il confronto tra francesi. Al via scattano avanti Herlings, Musquin e Simpson. Musquin è ben presto in testa ma a farsi largo è Paulin che dopo aver lottato per un po’ con Herlings si sbarazza con una certa facilità anche di Musquin. Siamo al terzo giro e il pilota Yamaha prende subito un buon margine. Sembrano non esserci intoppi per la conquista della prima pole della stagione, ma a due giri dal termine cade e viene superato da Musquin. Determinato a non cedere il primato, Paulin recupera e si riprende la prima posizione. Lupino dall’ottavo posto in prequalifica passa al 22° in qualifica. Gli altri italiani: 25° Battig, 29° Deny Philippaerts, 30° Maddii, 36° Moroni.

LA TARGA rossa rimane ben salda sulla moto di Stephanie Laier che continua senza intoppi la corsa verso la riconferma del titolo. La tedesca è stata sempre la più veloce, nei due turni di prove e nella prima manche, condotta dal primo all’ultimo giro. Livia Lancelot non è riuscita a sfruttare il “fattore campo” per ridurre lo strappo in classifica. Seconda nella prima gara dopo aver lottato a lungo con la tedesca Maria Franke, è sprofondata nel fango nella seconda gara, chiudendo tredicesima. Domenica Laier è riscattata al comando ma si è complicata la vita cadendo subito dopo il via, ripartendo nona. Ha ricuperato alla grande raggiungendo tutte tranne la nostra Chiara Fontanesi (nella foto) che ha così vinto la sua prima gara, dopo aver concluso settima quella del sabato. Terza la tedesca Larissa Papenmeier. Sul podio del GP Francia Laier, Fontanesi e Papenmeier. Nel mondiale: 1. Laier p. 192; 2. Lancelot 150; 3. Franke 141; 4. Fontanesi 137; 5. Papenmeier 137.

1. Philippaerts (Yamaha) 19 giri in 39’31”903; 2. Desalle (Suzuki) a 3”013; 3. Cairoli (KTM) a 7”221; 4. Boissiere (TM) a 11”087; 5. Ramon (Suzuki) a 13”044; 6. De Dycker (Yamaha) a 17”029; 7. Boog (Kawasaki) a 17”406; 8. Guarneri (Honda) a 21”295; 9. T. Leok (Honda) a 25”454; 10. Pourcel (Kawasaki) a 58”601; 11. Strijbos (Suzuki) a 1’00”827; 12. Goncalves (KTM) a 1’28”710; 13. Swanepoel (Honda) a 1’39”767; 14. Coppins (Aprilia) a 1’44”500; 15. Aubin (Kawasaki) a 1’52”173; 16. Bonini (Yamaha) a 1’59”344; 17. Potisek (Honda) a 1 giro; 18. Walkner (KTM); 19. Terreblanche (Kawasaki); 20. Bellino (KTM); 21. Schmidinger (Suzuki); 22. Michek (TM); 23. Steinbergs (Honda); 24. Sandberg (Kawasaki) a 2 giri; 25. Demeure (KTM) a 3 giri; 26. Bill (Aprilia) a 6 giri; 27. Soubeyras (KTM) a 9 giri; 28. Wouts (Kawasaki) a 10 giri; 29. Bobryshev (Honda) a 12 giri; 30. Neugebauer (Kawasaki); 31. Leonce (Suzuki) a 14 giri; 32. Sandouly (Yamaha) a 17 giri; 33. Söderström (Yamaha) a 18 giri.

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PRIMA POLE PER GAUTIER PAULIN

Femminile: Laier e Fontanesi top

1. Cairoli (KTM) 18 giri in 39’59”341; 2. Ramon (Suzuki) a 2”549; 3. Philippaerts (Yamaha) a 6”551; 4. Desalle (Suzuki) a 15”685; 5. Guarneri (Honda) a 53”066; 6. T. Leok (Honda) a 56”103; 7. Boissiere (TM) a 1’08”514; 8. Strijbos (Suzuki) a 1’15”764; 9. De Dycker (Yamaha) a 1’25”207; 10. Aubin (Kawasaki) a 1’32”312; 11. Swanepoel (Honda) a 1’36”934; 12. Coppins (Aprilia) a 1’55”372; 13. Bobryshev (Honda) a 2’07”394; 14. Goncalves (KTM) a 1 giro; 15. Pourcel (Kawasaki); 16. Soubeyras (KTM); 17. Walkner (KTM); 18. Bonini (Yamaha); 19. Bill (Aprilia); 20. Bellino (KTM); 21. Neugebauer (Kawasaki) ; 22. Leonce (Suzuki); 23. Schmidinger (Suzuki); 24. Demeure (KTM) a 2 giri; 25. Steinbergs (Honda); 26. Terreblanche (Kawasaki); 27. Söderström (Yamaha) a 4 giri; 28. Sandberg (Kawasaki) a 9 giri; 29. Wouts (Kawasaki) a 10 giri; 30. Michek (TM) a 14 giri; 31. Boog (Kawasaki) a 15 giri; 32. Sandouly (Yamaha); 33. Potisek (Honda) a 16 giri.

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MX2

SENZA STORIA

Secondamanche

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DOPO aver trascorso la mattinata a mettere a punto la moto, su un percorso che ha dichiarato sin dal primo momento di non gradire molto, e dopo un ottavo in prova e un diciassettesimo tempo nelle pre-qualifiche, Cairoli si è trasformato nel pomeriggio: primo dal via al traguardo. A seguirlo, a debita distanza, Xavier Boog, l’aria di casa ha fatto bene anche a lui. Guarneri è partito in quinta posizione ed è riuscito a restarci sino a termine, mentre Philippaerts è scattato oltre metà gruppo ed è riuscito a risalire sino al settimo posto. Brutta caduta per Nagl nell’ultimo giro quando era in lotta con Desalle e Ramon per la terza posizione. Al tedesco è stata diagnosticata una frattura alla clavicola sinistra. Matteo Bonini ha chiuso in diciassettesima posizione.

Primamanche

4

CAIROLI VINCE NAGL SI FRATTURA

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MX1


Cross MX2 GP Francia

di Giancarlo Giannobile - foto Tempestini

con un vantaggio salito da +40 a + 71 punti sul secondo in classifica, il tedesco Ken Roczen. Per raccontare le due manche francesi basta una cronaca molto, molto stringata: scatto felino, holeshot, fuga solitaria e vittoria.

In fuga Musquin domina il GP di casa, con in mente il suo futuro negli Stati Uniti. Ora i punti di vantaggio sono 71 motosprint

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S

T. JEAN D’ANGELY - Se quello della settimana precedente negli USA è stato il Gran Premio dell’anno per Marvin Musquin, quello corso in Francia, nella sua terra, ove non lo rivedranno per un bel po’ di tempo, come lo si può considerare? Bastava esserci per capirlo. L’ufficiale della KTM ci teneva a vincere questa gara, più di quella americana. Perché se gli stadi del nord America rappresentano il suo futuro, su piste come quella di St. Jean D’Angely Marvin ha cominciato a muovere i suoi primi passi, passi che lo hanno portato ad avere in tasca a venti anni un contratto da professionista per correre Supercross e National, il sogno di tutti i giovani crossisti. Se a Glen Helen c’era il futuro, a St. Jean

D’Angely c’era il presente con il calore della sua gente. Ventimila appassionati tutti per lui, a spingerlo verso la vittoria numero sette (altro che deserto - di pubblico americano!). Viste le premesse, e il rocambolesco titolo dello scorso anno vinto dopo aver cambiato “in corsa” team e moto, Musquin quest’anno era il favorito e basta. Semmai ci si aspettava una maggiore resistenza degli avversari, resistenza che sinora non c’è stata visto l’incedere da rullo compressore del francese: sei GP vinti su sette disputati, undici successi di manche e cinque doppiette. In Francia Marvin con un devastante uno-due ha archiviato anche il settimo capitolo di questo mondiale e ora si avvia al giro di boa, tra due settimane in Germania,

LA MX2 È TERRENO DI CACCIA DEL FRANCESE MARVIN MUSQUIN: IL CAMPIONE DEL MONDO (SOPRA, DAVANTI A MATISS KARRO) HA TRIONFATO ANCHE DAVANTI AL SUO PUBBLICO. SHAUN SIMPSON (11) HA CHIUSO LA SECONDA MANCHE AL SECONDO POSTO; ZACH OSBORNE (338) È STATO BUON TERZO NELLA PRIMA.

ALLE SUE SPALLE la tensione non è certo mancata per l’impegno di chi, come Roczen, non voleva perdere il contatto dalla vetta e di altri, come Frossard e Herlings, che avevano più d’un motivo per essere motivati. Frossard è francese come Musquin e non è lontanissimo da lui in classifica, Herlings è il suo compagno di team e ha una moto fotocopia della sua. Con le KTM che quest’anno sono ancor più oggetto d’invidia per chi non le ha. Eppoi c’è Gautier Paulin, altra promessa dell’inesauribile vivaio d’Oltralpe, pilota di punta della Yamaha che è stato costretto a guardare da spettatore le prime gare dell’anno per un infortunio alla gamba destra mentre si allenava alla vigilia del primo GP e che non vede l’ora a tornare a confrontarsi con i migliori. Ma le motivazioni non bastano per poter vincere: ora come ora Musquin è inarrivabile. Così non resta che inseguirlo, e il pilota che lo ha fatto più da vicino è stato il belga Joel Roelants, quinto e secondo.

Herlings al secondo posto conquistato con determinazione nel finale della prima gara su Osborne (anche lui sul podio finale) ha contrapposto un dodicesimo posto, recuperato dopo uno spettacolare cappottone in avanti nelle fasi iniziali della seconda gara, quando era in bagarre per il primo posto con il suo compagno di team. Roczen ha dimostrato di non digerire la pista francese e ha rimediato la peggiore prestazione della stagione (sedicesimo e settimo) con due brutte partenze e due cadute, nella prima manche per un contatto con Simpson, nella seconda a metà gara per un altro contatto con un doppiato quando era all’inseguimento di Musquin. Paulin dopo essere stato protagonista nelle prove del sabato, domenica si è perso; partito male nella prima gara, ha commesso molti errori che lo hanno costretto al quattordicesimo posto, ha poi concluso quarto nella seconda frazione. Dei nostri, Alessandro Lupino ha parzialmente riscattato la deludente prova in America: tredicesimo e decimo. Certo i primi sono tornati ad essere lontani dopo il terzo posto di manche in Spagna. Gli altri italiani in gara, Marco Maddii, Alessandro Battig, Deny Philippaerts e Rudi Moroni, hanno concluso tutti e quattro fuori dalla zona punti.

motosprint

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Supermoto Internazionali d’Italia

DAVIDE GOZZINI (69) SI È PRESENTATO A VITERBO IN FORMA SMAGLIANTE. SOPRA, IL PODIO DELLA CLASSIFICA ASSOLUTA INTERNAZIONALE. DA SINISTRA: IVAN LAZZARINI (HM HONDA), DAVIDE GOZZINI (TM) E THOMAS CHAREYRE (TM).

Lazzarini resta primo in classifica S1

V

ITERBO - Davide Gozzini e la TM hanno sbaragliato la concorrenza. In entrambe le gare il bresciano è partito in testa, ha preso il comando delle operazioni, transitando indisturbato per primo sotto la bandiera a scacchi. Insomma, a Viterbo c’è stata battaglia, ma solo per il secondo gradino del podio. Grazie a queste incredibili prestazioni, Gozzini ha rosicchiato punti preziosi a

Il pilota della TM vince entrambe le gare per distacco. Lazzarini limita i danni (secondo e quarto)

Ivan Lazzarini, leader della classifica tricolore e di quella internazionale, nella quale Gozzini deve rincorrere anche Thomas Chareyre, terzo in entrambe le gare. In gara 1 Lazzarini ha provato, senza riuscirci, ad impensierire Gozzini. Nelle prime fasi della corsa, alle spalle dei due italiani, Thierry Van Den Bosch e Adrien Chareyre sono stati protagonisti di un bel duello, che è durato poco. Entrambi, infatti, sono caduti nel tratto di fuoristrada. Sia il belga che il francese sono riusciti a ripartire. Chareyre ha percorso poca strada prima di ritirarsi, mentre Van Den Bosch si è dovuto accontentare della settima piazza. Alle spalle di Gozzini e Lazzarini si sono rispettivamente piazzati Thomas Chareyre e Bernd Hiemer. In gara 2 Van Den Bosch e Thomas Chareyre hanno cambiato marcia, relegando Lazzarini in quarta posizione. Il belga ed il francese non sono però riusciti ad infastidire Gozzini. Il bresciano, fiutando il pericolo, è stato autore di un’incredibile sequenza di giri veloci, grazie ai quali è riuscito a tagliare il traguardo per primo con 1”650 di vantaggio su Van Den Bosch.

GARA 1: 1. Gozzini (TM) in 18’02”818; 2. Lazzarini (Honda) a 5”613; 3. Chareyre T. (TM) a 6”491; 4. Hiemer (KTM) a 15”236; 26. Bussei (Honda) a 17”481; 6. Bartolini (Husqvarna) a 20”173; 7. Van den Bosch (Aprilia) a 20”227; 8. Ravaglia (Aprilia) a 20”712; 9. Balducci (Suzuki) a 22”733; 10. Monticelli (Honda) a 22”870; 11. Sammartin (Honda) a 28”264;12. Occhini (Suzuki) a 32”098; 13. Borella (KTM) a 32”739; 14. Tognaccini (TM) a 35”636; 15. Seel (Suzuki) a 39”612; 16. Dondi (Aprilia) a 39”783; 17. Morelli (TM) a 40”458; 18. Serafini (TM) a 43”672; 19. Verderosa (TM) a 45”070; 20. Guardalà (Yamaha) a 59”203; 21. Mariani (TM) a 1’02”553; 22. Dall’Era (KTM) a 1’02”985; 23. De Angelis (TM) 1’05”202; 24. Beltrami (Yamaha) a 6 giri; 25. Chareyre A. (Husqvarna) a 7 giri. GARA 2: 1. Gozzini (TM) in 18’00”235; 2. Van den Bosch (Aprilia) a 1”650; 3. Chareyre T. (TM) a 2”723; 4. Lazzarini (Honda) a 6”382; 5. Chareyre A. (Husqvarna) a 7”083; 6. Ravaglia (Aprilia) a 19”788; 7. Hiemer (KTM) a 22”032; 8. Balducci (Suzuki) a 23”746; 9. Bussei (Honda) a 24”909; 10. Borella (KTM) a 31”335; 11. Sammartin (Honda) a 34”509; 12. Verderosa (Honda) a 34”836; 13. Beltrami (Yamaha) a 38”345; 14. Morelli (TM) a 41”054; 15. Guardalà (Yamaha) a 41”834; 16. Dall’Era (KTM) a 42”133; 17. Gaspardone (Aprilia) a 43”506; 18. Tognaccini (TM) a 43”807; 19. Serafini (TM) a 46”873; 20. Monticelli (Honda) a 51”957; 21. Dondi (Aprilia) a 1’01”023; 22. Animento (Honda) a 1’10”001; 23. Occhini (Suzuki) a 1’14”790; 24. De Angelis (TM) 1’18”091; 25. Bartolini (Husqvarna) a 1 giro. IN CAMPIONATO: 1. Lazzarini punti 144; 2. Gozzini 129; 3. Ravaglia 107; 4. Balducci 90; 5. Bussei 83; 6. Borella 83; 7. Sammartin 81; 8. Bartolini 70; 9. Occhini 61; 10. Dall’Era 55; 11. Gaspardone 49; 12. Mariani 46; 13. Guardalà 44; 14. Monticelli 43; 15. Beltrami 38; 16. Dondi 35; 17. Morelli 32; 18. Peroni 28; 19. Sconfietti 27; 20. Verderosa 23; 21. Tognaccini 23; 22. Serafini 22; 23. De Angelis 7; 24. Animento 4; 25. Spitaler 2.

Leclassifiche

Super Gozzini

motosprint

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Trial GP Giappone di Mario Candellone

Lotta a due Bou e Raga si spartiscono i successi nella 2 giorni di Motegi, terza prova iridata

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OTEGI - Toni Bou, su Montesa, e Adam Raga, su Gas Gas, si sono spartiti il GP del Giappone, e Bou ha migliorato la sua posizione di leader della classifica provvisoria. Con i piloti rassegnati alle nuove regole, visto che la FIM non intende fare marcia indietro, ci troviamo di fronte ad un trial “nuovo” con zone tremendamente più corte per permettere ai concorrenti di “stare” nei fatidici 60 secondi. Inoltre il pubblico non sa bene dove sistemarsi. In Spagna e Portogallo l’affluenza era stata modesta, a Motegi, invece, di gente ce ne era parecchia e, nelle sezioni più corte, era tutta in tripla e quadrupla fila dietro l’ostacolo principale. Sebbene i cambiamenti continuino a non soddisfare, non sembrano esserci la volontà e la forza di opporsi. Bou sabato si è costruito la vittoria al primo giro, quando il suo vantaggio sul secondo classificato, Jeroni Fajardo, era già di 9 punti: 17 a 26. Un secondo giro corso in scioltezza gli ha permesso di strappare ancora la miglior prestazione assoluta: 14 penalità. Fajardo ha mantenuto la piazza d’onore con un ottimo 18, inferiore solo alle 17 penalità, fatte registrare da Raga in gran rimonta, che è riuscito, dal sesto posto, a soffiare la terza piazza a Fujinami per 2 zeri. Domenica, motosprint

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Saleri bene nella Youth WORLD

TONI BOU

invece, è stato Raga, incoraggiato dagli errori del rivale, a guadagnare un discreto vantaggio nella prima tornata: 12 punti contro i 21 di Bou. Era sembrato che Raga si potesse involare tranquillamente verso la prima vittoria della stagione, invece nel finale, a causa di due cinque consecutivi alla 12 ed alla 13, per lui è stato meno facile del previsto vincere. Molto più incerta è stata la lotta per il terzo posto, occupato prima da Cabestany, poi da Fujinami ed infine da Fajardo, che ha pagato lo scotto di dover partire davanti. Alla fine Fuji ha preceduto Cabestany. Assente Lampkin, per la concomitante gara di enduro-estremo ad Eisernez in Austria, e l’ex leader del campionato Junior, lo statunitense Patrick Smage, che preferisce le gare del suo Paese. Dominio di Challoner nelle due giornate della classe Junior, con Cotone, unico italiano, in undicesima e nona posizione. Sheppard e Tarres si sono spartiti le vittorie nella Youth dove gli azzurri Saleri a Catalin si sono ben difesi. Saleri, quarto sabato e sesto domenica, si conferma al quarto posto in campionato, mentre Catalin, con un sesto ed un nono, ha dovuto scendere in sesta posizione. ADAM RAGA

SABATO: 1. Bou (Montesa) penalità 31; 2. Fajardo (Beta) 44; 3. Raga (Gas Gas) 56; 4. Fujinami (Montesa) 56; 5. Kuroyama (Yamaha) 72; 6. Dabill (Gas Gas) 74; 7. Cabestany (Sherco) 81; 8. Ogawa To. (Honda) 98; 9. Brown (Sherco) 100; 10. Ogawa Ts. (Beta) 107; 11. Shibata (Honda) 126; 12. Wigg (Beta) 126; 13. Nozaki (Yamaha) 126; 14. Shibuya (Honda) 128; 15. Gubian (Gas Gas) 131; 16. Oliveras (Sherco) 131; 17. Sunada (Honda) 141; 18. Miyazaki (Beta) 143; 19. Saito (Honda) 144; 20. Matsuura (Honda) 146; 21. Nishimoto (Scorpa) 146; 22. Okamura (Honda) 147. DOMENICA: 1. Raga (Gas Gas) penalità 31; 2. Bou (Montesa) 35; 3. Fajardo (Beta) 46; 4. Fujinami (Montesa) 47; 5. Cabestany (Sherco) 49; 6. Dabill (Gas Gas) 58; 7. Kuroyama (Yamaha) 60; 8. Gubian (Gas Gas) 74; 9. Ogawa To. (Honda) 78; 10. Brown (Sherco) 85; 11. Ogawa Ts. (Beta) 106; 12. Wigg (Beta) 115; 13. Shibuya (Honda) 120; 14. Nozaki (Yamaha) 120; 15. Shibata (Honda) 125; 16. Oliveras (Sherco) 126; 17. Okamura (Honda) 137; 18. Miyazaki (Beta) 138; 19. Saito (Honda) 139; 20. Nishimoto (Scorpa) 143; 21. Sunada (Honda) 143; 22. Matsuura (Honda) 145. IN CAMPIONATO: 1. Bou punti 90; 2. Raga 82; 3. Fujinami 72; 4. Fajardo 66; 5. Cabestany 65; 6. Dabill 50; 7. Gubian 32; 8. Lampkin 30; 9. Brown 27; 10. Kuroyama 20; 11. Maurino 19; 12. Wigg 19; 13. Grattarola 17; 14. Ogawa To. 15; 15. Oliveras 15; 16. Ogawa Ts. 11; 17. Shibata 6; 18. Nozaki 5; 19. Shibuya 5.

JUNIOR SABATO: 1. Challoner (Beta) penalità 46; 2. Gomez (Montesa) 47; 3. Moret (Montesa) 50; 4. Ferret (Sherco) 50; 5. Borrellas (Gas Gas) 67; 6. Richardson (Sherco) 72; 7. Nomoto (Beta) 78; 8. Laniel (Gas Gas) 83; 9. Mottin (Gas Gas) 90; 10. Warenghien (Gas Gas) 95; 11. Cotone (Gas Gas) 98; 12. Peters (Beta) 106; 13. Takiguchi (Scorpa) 114; 14. Dagnicourt (Beta) 117; 15. Fujiwara (Honda) 63. DOMENICA: 1. Challoner (Beta) penalità 19; 2. Ferret (Sherco) 31; 3. Moret (Montesa) 36; 4. Gomez (Montesa) 38; 5. Dagnicourt (Beta) 40; 6. Laniel (Gas Gas) 49; 7. Borrellas (Gas Gas) 60; 8. Richardson (Sherco) 61; 9. Cotone (Gas Gas) 61; 10. Nomoto (Beta) 69; 11. Warenghien (Gas Gas) 70; 12. Mottin (Gas Gas) 71; 13. Peters (Beta) 91; 14. Fujiwara (Honda) 63; 15. Takiguchi (Scorpa) 111. IN CAMPIONATO: 1. Gomez punti 76; 2. Challoner 73; 3. Ferrer 69; 4. Moret 66; 5. Smage 47; 6. Laniel 44; 7. Dagnicourt 43; 8. Borrellas 43; 9. Richardson 34; 10. Warenghien 28; 11. Cotone 27; 12. Mottin 21; 13. Gyllenhammar 19; 14. Peters 17; 15. Peydro 16; 16. Nomoto 15; 17. Cominoli 7; 18. Takiguchi 4; 19. Fujiwara 3; 20. Poli 3.

YOUTH SABATO: 1. Sheppard (Beta) penalità 44; 2. Tarres (Gas Gas) 44; 3. Traviesa (Gas Gas) 58; 4. Saleri (Beta) 73; 5. Martin (Gas Gas) 76; 6. Catalin (Gas Gas) 87; 7. Rigaud (Gas Gas) 88; 8. Yamamoto (Sherco) 92; 9. Castells (Gas Gas) 93; 10. Asakura (Gas Gas) 118; 11. Kira (Gas Gas) 119; 12. Matsuoka (Gas Gas) 128. DOMENICA: 1. Tarres (Gas Gas) penalità 37; 2. Sheppard (Beta) 39; 3. Traviesa (Gas Gas) 43; 4. Rigaud (Gas Gas) 61; 5. Martin (Gas Gas) 67; 6. Saleri (Beta) 73; 7. Castells (Gas Gas) 80; 8. Yamamoto (Sherco) 84; 9. Catalin (Gas Gas) 84; 10. Kira (Gas Gas) 106; 11. Matsuoka (Gas Gas) 119; 12. Asakura (Gas Gas) 122. IN CAMPIONATO: 1. Tarres punti 90; 2. Traviesa 82; 3. Sheppard 80; 4. Saleri 54; 5. Rigaud 51; 6. Catalin 49; 7. Martin 48; 8. Castells 36; 9. Tempier 31; 10. Leirvaag 28; 11. Yamamoto 15; 12. Kira 11; 13. Asakura 10; 14. Vieira 10; 15. Locca 9; 16. Matsuoka 9; 17. Nogueira 8; 18. Wagner 4; 19. Julita 3; 20. Ferrari 2; 21. Latorre 1.

Leclassifiche

BALZO IN AVANTI DI HAMPEL Speedway. GP Danimarca COPENHAGEN - Doppio colpo del polacco Hampel nella pista dell’Olimpic Parken della capitale danese dove, oltre a vincere il suo primo GP in carriera, è balzato in testa al mondiale con cinque punti di vantaggio Bjerre e sei sul connazionale Gollob. Finite le venti canoniche manche di qualificazione, tutte molto incerte, in terza posizione, preceduto da un fantastico Jonsson e dal capo classifica Bjerre, Hampel ha vinto agevolmente la seconda semifinale, precedendo Gollob ed eliminando Bjerre e Holder. Nell’altra semifinale è stato lo scatenato Andersen, con il pubblico in delirio, a vincere davanti ad Harris, mentre sono stati eliminati Crump e Jonsson.

È mortoTaiocchi LO SCORSO 3 GIUGNO, A NEPPURE SESSANTANNI, SI È SPENTO AUGUSTO TAIOCCHI, UNO DEI PIÙ GRANDI CAMPIONI DELL’ENDURO DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA. DUE VOLTE CAMPIONE EUROPEO, DIECI TITOLI ITALIANI VINTI NELLE GROSSE CILINDRATE E UNO ASSOLUTO, UNA SEI GIORNI A SQUADRE CONQUISTATA NEL 1980 CON LA SQUADRA DEL TROFEO MONDIALE ALL’ISOLA D’ELBA, CINQUE VITTORIE ALLA VALLI BERGAMASCHE, TAIOCCHI ERA NATO IL 12 AGOSTO 1950 A PONTERANICA, ALLE PORTE DI BERGAMO. PILOTA DELLE FIAMME ORO, PER CUI HA GAREGGIATO PER OLTRE VENT’ANNI, TAIOCCHI DA TEMPO LOTTAVA CONTRO UN’INESORABILE MALATTIA. MOTOSPRINT E GLI APPASSIONATI DI ENDURO SONO VICINI ALLA FAMIGLIA CON LE PIÙ SINCERE CONDOGLIANZE.

Nella finale, presa la testa alla prima curva, Hampel è volato verso la vittoria, mentre Gollob, con un sorpasso fantastico su Harris, è riuscito a conquistare il secondo gradino del podio. Quarta posizione per il padrone di casa Andersen. Assente per infortunio Emil Sayfutdinov, sostituito da polacco Protasiewicz.

Classifiche 1. Hampel punti 20; 2. Gollob 15; 3. Harris 12; 4. Andersen 12; 5. Jonsson 13; 6. Bjerre 12; 7. Crump 9; 8. Holder 9; 9. Lindgren 8; 10. Zetterstrom 7; 11. Holta 6; 12. Woffinden 5; 13. Pedersen 5; 14. Madsen 3; 15. Hancock 3; 16. Klindt 1; 17. Protasiewicz. CLASSIFICA DOPO 4 GP: 1. Hampel punti 60; 2. Bjerre 55; 3. Gollob 54; 4. Crump 43; 5. Jonsson 43; 6. Andersen 37; 7. Pedersen 36; 8. Holder 35; 9. Zetterstrom 31; 10. Harris 31; 11. Holta 29; 12. Hancock 28.

POLACCHI ALL’ASSALTO RAWICZ (POLONIA) - Continua l’assoluto dominio dei giovani piloti polacchi che, dopo aver vinto agevolmente la qualificazione a squadre la scorsa settimana in Germania, sulla pista di casa hanno piazzato ben cinque piloti nei primi sei qualificati della semifinale uno del campionato UEM under 19. Perdendo un solo punto in tutta la gara, sul gradino più alto del podio si è insediato Dudek, che ha preceduto di due punti Pawlicki. Per il terzo posto, lo spareggio a tre ha premiato Gomolski, che ha avuto la meglio sul connazionale Musielak e sul boemo Holub. L’ultima posizione utile per accedere alla finale di Gorjcan, in Croazia, il 24 luglio è andata al polacco Lukaszewski.

Classifica 1. Dudek punti 14; 2. Pawlicki 12; 3. Gomolski 10; 4. Musielak 10; 5. Holub 10; 6. Lukaszewski 9; 7. Kudrjaszow 8; 8. Tsukanov 8; 9. Remih 7; 10. Milik 7; 11. Newman 5; 12. Borysenko 5; 13. Maassen 5; 14. Lourens 4; 15. Cieslar 3; 16. Johnson 2. motosprint

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Rally Mondiale in Sardegna di Edoardo Bauer

GARA LUTTO IN RISI CARDIACA UNA C IL PILOTA AUERT O T A C N O E HA STR N-CLAUD A E J E S E FRANC

COMA (2) HA CONTROLLATO LA SITUAZIONE SOLO NELL’ULTIMA TAPPA. MANCINI (100) HA CONFERMATO IL RISULTATO DI PRESTIGIO DELLO SCORSO ANNO.

Anche lontano dai deserti Marc Coma mette tutti in riga con una gara sempre all’attacco. Secondo Andrea Mancini

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Travolgente

AN TEODORO (OT) - Un grande rally per un grande campione. Marc Coma è arrivato alla terza edizione del Sardegna Rally Race dopo la vittoria ad Abu Dhabi e il secondo posto in Tunisia ed ha subito messo in chiaro le cose: l’unica prova del Mondiale Cross Country che si corre in Europa sarebbe stato il suo terreno di conquista. Una gara perfetta per “el matador” catalano fin dalla prima delle cinque tappe. Il pilota KTM si è portato subito in testa con una perentoria vittoria nelle due prove speciali della prima tappa e da lì in poi è stato strategicamente ineccepibile. Il suo capolavoro è stato nella quarta giornata, da Muravera a Fonni/Gavoi, che prevedeva un’unica prova speciale di duecento chilometri. Pur partendo per primo in virtù della vittoria del giorno prima, Marc ha dato lezioni di guida e navigazione a tutti, districandosi a meraviglia nei difficili tratti fuoripista dell’area militare di Perdasdefogu. Poi, nella frazione conclusiva, ha lasciato sfogare gli avversari e si è limitato a controllare la situazione, fino al traguar-

do finale di San Teodoro dove ha rilevato il testimone da Cyril Despres, l’avversario che ha vinto le prime due edizioni della gara organizzata da Bikevillage. I due campionissimi si ritrovavano per la prima volta a correre assieme dopo la Dakar delle polemiche - quelle del cambio ruota “pirata” di Coma evidenziato con dovizia di particolari da Despres alla stampa francese - e la distanza mantenuta dal francese sul podio è stata la più eloquente dimostrazione che i due non siano propriamente “amiconi”. A fare da “paciere” è intervenuto Andrea Mancini, autore di una gara strepitosa che lo ha proiettato, come già l’anno scorso, sul secondo gradino del podio, tra i due campioni. Il perugino dell’Husqvarna non aveva iniziato bene, con un ottavo posto nella tappa inaugurale per un problema alla pompa della benzina, ma vincendo perentoriamente la seconda si è subito riportato alle spalle dei due piloti KTM, per poi scavalcare Despres nella giornata successiva.

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Rally Mondiale in Sardegna

Marc Coma

QUI È DURO NAVIGARE

CYRIL DESPRES (1) HA COMMESSO QUALCHE PICCOLO ERRORE DI NAVIGAZIONE E NON ERA IN PERFETTE CONDIZIONI FISICHE. ATTACCO FALLITO ANCHE PER MATTEO GRAZIANI (4) AL TITOLO DELL’ITALIANO RAID TT.

motosprint

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Il confronto tra la scuola italiana e i big del Mondiale è da sempre uno dei leitmotiv del rally sardo e Mancini è stato il perfetto interprete di una gara nella quale i “nostri” vantano un’esperienza ventennale. Il suo exploit si è materializzato con un grosso sospiro di sollievo sul traguardo di San Teodoro, visto che nell’ultima tappa il suo vantaggio di tre minuti su Despres è stato quasi annullato dal francese che ha tentato il tutto per tutto: solo quattordici secondi hanno diviso i due dopo oltre sedici ore di settori cronometrati. Jordi Viladoms, iscrittosi all’ultimo minuto grazie alla moto “prestata” dal Team Husqvarna, ha sognato il podio fino al termine, ma si è dovuto inchinare all’ultima giornata da manuale di Despres, primo in entrambe le speciali. Helder Rodrigues, dopo i problemi di Abu Dhabi e Tunisia ha finalmente concluso senza problemi al quinto posto, proprio davanti a Matteo Graziani e a Paolo Ceci. I nostri due alfieri erano chiamati a dimostrare le loro possibilità in una gara che li ha sempre visti protagonisti, ma hanno alternato belle tappe con altre più problematiche che li hanno relegati a una ventina di minuti da Coma. Così come Alex Zanotti, nono al termine preceduto dal francese David Casteu. Un po’ di amaro in bocca per il cileno dell’Aprilia Francisco Lopez, fresco reduce dalla vittoria in Tunisia: Chaleco si è fermato nella prima tappa per aver rotto il serbatoio supplementare della benzina, rimanendo a secco a sei chilometri dalla

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SAN TEODORO (OT) - Marc Coma ha vinto per la prima volta il Sardegna Rally Race, anche se sull’Isola aveva già dominato due volte nelle gare organizzate dalla precedente gestione. Un terreno su cui si trova molto bene, simile a quello spagnolo: «Quella in Sardegna è una gara molto particolare, diversa dai rally a cui siamo abituati e che si corre con la moto da enduro invece che con la 690 da rally. A me piace molto soprattutto per la navigazione difficile con una nota ogni cento metri». Qual è stato il momento più importante della gara? «La svolta per la mia vittoria è venuta nella penultima tappa, con la speciale di duecento chilometri dove partivo per primo. Era molto complessa ma mi sentivo molto bene e concentrato ed ho vinto la giornata. È andato tutto a meraviglia nelle cinque tappe, moto perfetta e pochi errori con tutto il team che ha fatto un ottimo lavoro. Voglio dedicare la vittoria a Luca Manca (nella foto a sinistra) che ci ha aiutato molto, non solo alla Dakar ma anche qui e sicuramente una volta la vincerà anche lui». A che punto sei con lo sviluppo della nuova KTM 450 con cui correrai la prossima Dakar? «Abbiamo già svolto dei test con la nuova moto e c’è molto da lavorare per cui il mese di luglio sarà dedicato allo sviluppo della 450. Ora riposiamo una settimana poi faremo il programma per il resto della stagione. Quindi il resto dell’anno dipenderà da molti fattori e vedremo se riusciremo a fare almeno una gara prima della Dakar 2011».

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Rally Mondiale in Sardegna

fine della prova speciale. Momento di gloria invece per Niccolò Pietribiasi, che ha battuto tutti nella prima speciale del terzo giorno, concludendo la tappa in seconda posizione assoluta. Problemi di vario genere nelle altre frazioni lo hanno però relegato il quindicesima posizione finale.

RAID TT ITALIANO LA FA E C N O N I GRAZIAN ONCEDE IL BIS. IC E MANCIN POSTO CECI AL TERZO IL SARDEGNA Rally Race Mondiale ha quest’anno inglobato anche il Campionato Italiano Raid TT, che dopo la tappa abruzzese di inizio maggio assegnava i titoli 2010 proprio in Sardegna. Le tre tappe centrali del SRR avevano così la doppia validità, mondiale e nazionale e ai 46 piloti italiani già partecipanti alla prova mondiale se ne sono aggiunti ad Arborea altri 20, pronti ad affrontare la difficile tappa marathon. Chiaramente i migliori piloti nazionali erano già in gara, per il Raid TT si sono aggiunti nomi importanti come quelli di Massimo Chiesa e Fabio Benetti. Ovviamente l’attenzione era sempre puntata sulla sfida storica tra Mancini e Graziani, con il primo che dopo il Rally d’Abruzzo era in testa al campionato con nove lunghezze sul forlivese. Anche in questo caso il perugino dell’Husqvarna è stato implacabile: con due vittorie di tappa e un secondo posto alle spalle di Pietribiasi, ha regolato Graziani di ben otto minuti, assicurandosi il punteggio necessario per bissare il titolo già ottenuto lo scorso anno. Graziani, che si è dovuto accontentare del titolo di classe, ha riconosciuto il valore di Mancini, grande amico prima che avversario. Sul terzo gradino del podio di gara, Paolo Ceci ha preceduto l’ex compagno di squadra Alex Zanotti. Buona prova anche per l’altro uomo della Beta, Filippo Ciotti, che ha preceduto Niccolò Pietribiasi e Massimo Chiesa, primo dei piloti che hanno partecipato al solo Raid TT. Mancini, Graziani e Pietribiasi, chiuso il capitolo del Campionato Raid TT 2010, si sono dati appuntamento per il Campionato Motorally dove ci sono ancora quattro prove da disputare. motosprint

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Casteu leader della 450 MONDIALE RALLY

TRAGEDIA NELL’ULTIMA TAPPA

JEAN-CLAUDE AUERT MUORE D’INFARTO JEAN-CLAUDE AUERT, pilota di quad del Team Nomade, è rimasto vittima di una crisi cardiaca al chilometro 15,9 della prima prova speciale della tappa conclusiva. Lo sfortunato pilota francese si è sentito male ed è stato soccorso dal capo dell’equipe medica Gianfranco Bosco, che con la propria moto è arrivato immediatamente sul posto. Purtroppo il suo cuore non ce l’ha fatta ed a nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo. Architetto francese, Auert aveva 62 anni, la sua passione lo aveva portato in passato a partecipare al Rally dei Faraoni e alla Dakar 2009.

GARA AL FEMMINILE

ERICA BURIOLI SENZA TIMORE TRE le donne in gara in quest’avventura Mondiale, la nostra Erica Burioli (foto) e le due quaddiste Camelia Liparoti e Peggy Braga. Erica è stata strepitosa, come già aveva dimostrato l’anno scorso: ha ottenuto la ventottesima posizione finale sui settantasette partenti. Camelia e Peggy si sono classificate rispettivamente quinta e quarta tra i quad. La prima ha avuto una disavventura al via dell’ultima tappa, con il suo quad KTM che ha preso fuoco perché le pastiglie del freno posteriore erano state montate al contrario.

1. Coma (KTM) in 16h17’19”12; 2. Mancini (Husqvarna) a 8’31”88; 3. Despres (KTM) a 8’45”37; 4. Viladoms (Husqvarna) a 11’39”09; 5. Rodrigues (Yamaha) a 15’48”03; 6. Graziani (KTM) a 19’59”93; 7. Ceci (Beta) a 22’18”03; 8. Casteu (Sherco) a 24’47”69; 9. Zanotti (Aprilia) a 35’53”54; 10. Przygonski (KTM) a 38’57”60; 11. Ciotti (Beta) a 55’32”37; 12. Miquel (Yamaha) a 1h01’22”69; 13. Faria (KTM) a 1h12’37”86; 14. Scarella (Beta) a 1h15’29”38; 15. Pietribiasi (KTM) a 1h16’52”05; 16. Lucchese (Husaberg) a 1h19’14”21; 17. Fasola (KTM) a 1h22’00”08; 18. Czachor (KTM) a 1h57’43”58; 19. Mendotti (KTM) a 2h08’57”94; 20. Dabrowski (KTM) a 2h09’53”85; 21. Fesani (Rieju) a 2h23’05”07; 22. Monini Bonini (Rieju) a 2h29’26”80; 23. Tarricone (Beta) a 2h38’41”26; 24. Salucci (KTM) a 2h40’17”14; 25. Frassini (KTM) a 2h46’07”72; 26. Dalla Venezia (Honda) a 2h47’48”04; 27. Iob (KTM) a 2h22’06”77; 28. Burioli (KTM) a 2h55’52”42; 29. Vitali (Honda) a 2h58’13”06; 30. Giusti (Beta) a 3h08’54”88; 31. Ginepro (KTM) a 3h11’10”54; 32. Rota (Honda) a 3h15’54”97; 33. Pella (Husaberg) a 3h27’02”28; 34. Pasquinucci (Beta) a 3h30’04”89; 35. Ronconi (Yamaha) a 3h31’25”41; 36. Arredondo (KTM) a 3h50’33”65; 37. Carter (KTM) a 4h00’01”45; 38. Tonetti (Beta) a 4h06’43”11; 39. Zecca (KTM); 40. Uslenghi (Husqvarna); 41. Caballero (Aprilia); 42. Carmignani (Beta); 43. Trenker (KTM); 44. Amaral (KTM); 45. Maggia (Beta; 46. Mameli (Fantic); 47. Napoli (Beta); 48. Carnelos (KTM); 49. Tarlington (KTM); 50. Catanese (Yamaha); 51. Berrini (KTM); 52. Streak (KTM; 53. Trisconi (KTM); 54. Pogliano (KTM); 55. Avanthay (KTM); 56. Rigo (Husqvarna) ; 57. Hatton (KTM) ; 58. Chiocchi (KTM; 59. Campione (KTM) ; 60. Bisutti (KTM) ; 61. Masoni (KTM) ; 62. Dalloca (Yamaha). IN CAMPIONATO CLASSE 450: 1. Casteu punti 63; 2. Lopez 25; 2. Mancini 25; 4. Viladoms 22; 4. Sockett 22. CLASSE OPEN: 1. Coma punti 75; 2. Przygonski 55; 3. Czachor 53; 4. Trenker 42; 5. Dabrowski 30.

ITALIANO RAID TT 1. Mancini (Husqvarna) in 10h29’14”41; 2. Graziani (KTM) a 8’38”91; 3. Ceci (Beta) a 11’25”52; 4. Zanotti (Aprilia) a 17’12”32; 5. Ciotti (Beta) a 30’39”02; 6. Pietribiasi (KTM) a 31’28”59; 7. Chiesa (Husqvarna) a 35’45”50; 8. Scarella (Beta) a 40’39”65; 9. Fasola (KTM) a 51’05”78; 10. Fadda (Beta) a 54’36”44; 11. Lucchese (Husaberg) a 1h02’49”10; 12. Benetti (Honda) a 1h10’47”35; 13. Iob (KTM) a 1h12’25”50; 14. Bonini Monini (Rieju) a 1h17’38”08; 15. Caviglia (Honda) a 1h22’30”06; 16. Salucci (KTM) a 1h32’08”51; 17. Mendotti (KTM) a 1h33’45”27; 18. Fesani (Rieju) a 1h36’47”09; 19. Tarricone (Beta) a 1h37’44”74; 20. Vettovalli (Husqvarna) a 1h43’53”01; 21. Burioli (KTM) a 1h48’16”09; 22. Dalla Venezia (Honda) a 1h49’04”79; 23. Frassini (KTM) a 1h49’23”56; 24. Vitali (Honda) a 1h53’25”35; 25. Zacchetti (KTM) a 1h54’41”62; 26. Rota (Honda) a 1h58’52”75; 27. Ginepro (KTM) a 1h59’27”85; 28. Prazzoli (KTM) a 2h02’14”68; 29. Giusti (Beta) a 2h03’33”26; 30. Uslenghi (Husqvarna); 31. Pasquinucci (Beta); 32. Brancher (KTM); 33. Ronconi (Yamaha); 34. Pella (Husaberg); 35. Ghitti (KTM); 36. Zecca (KTM); 37. Corsini (KTM); 38. Tonetti (Beta); 39. Carmignani (Beta); 40. Mameli (Fantic); 41. Napoli (Beta); 42. Dessi (Kawasaki); 43. Maggia (Beta) ; 44. Mangano (KTM); 45. Papa (Honda); 46. Catanese (Yamaha); 47. Carnelos (KTM); 48. Pogliano (KTM); 49. Berrini (KTM); 50. Rigo (Husqvarna); 51. Campione (KTM); 52. Bisutti (KTM); 53. Ortalda (KTM); 54. Ronzoni (KTM. IN CAMPIONATO 1. Mancini punti 140; 2. Graziani 113; 3. Pietribiasi 74; 4. Zanotti 67; 5. Chiesa 52; 6. Ceci 46; 7. Scarella 45; 8. Benetti 39; 9. Ciotti 38; 10. Ciarpaglini 36; 11. Fadda 25; 12. Fasola 21; 13. Lucchese 17; 14. Uslenghi 16; 15. Stragliotto 13; 16. Farinello 13; 17. Monini Bonini 12; 18. Cosentino 11; 19. Muccini 10; 20. Simoncini 9.

Leclassifiche


Sportitalia I campionati regionali

OPPEDISANO CONCEDE IL BIS Velocitàa Misano MISANO – Quando un pilota vince per due volte di seguito una gara, vuol dire che ha “manico” e sangue freddo. È il caso di Luca Oppedisano. Il diciannovenne genovese - nuovo leader della classifica di Coppa Italia - a Misano ha preceduto Manuel Tatasciore e Andrea Mantovani, che sono giunti nell’ordine a tre e cinque decimi dal vincitore. Quarto Giuliano Stirpe, davanti a Daniele Aloisi e Alessandro Calgaro. Nello speciale raggruppamento dedicato alle Kawasaki 250 Ninja, successo per Lorenzo De Simone. Non sono mancate le emozioni anche nelle altre classi. Lorenzo Segoni ha avuto una giornata decisamente fruttuosa, conquistando il successo sia nel trofeo Gladius Suzuki sia nel monomarca Honda Hornet – gara interrotta da una bandiera rossa - sempre in volata, ai danni di Eric Marangon e Sebastiano Zerbo. Rimanendo in casa Honda, Davide Stirpe ha incamerato il successo nella RS 125 e Alex Sassaro si è imposto in una CBR 600 RR davvero scoppiettante, senza Sebastiano Zerbo e Raffaele Vargas, entrambi scivolati proprio all’ultimo mentre erano in lotta per la vittoria. Capitolo Kawasaki. Marco Morreale si è imposto tra le Ninja 600 anticipando Olmo Spigarol e Roberto Antonello; tra le 250 vittoria di Benito Tarantino autore di una gara davvero concreta. Tra le Moriwaki 2504 tempi, dopo la sfuriata iniziale di Martina Fratoni, costretta al ritiro, vittoria di Vladislav Cangi, che in un vorticoso finale di gara ha preceduto Andrea Zanella e Alessio Giordani. Con le Metrakit, successo di Nicolò Lagiongada. Spazio anche alle gare dedicate ai trofei del Gruppo Pirelli. Vittoria dell’esperto Andrea Antonelli, mentre nelle due classi Metzeler K Cup successi di Daniel Sanca (1000) e Simone Fornasari (600). Max Regazzi motosprint

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Misano (RN) 30 maggio Coppa Italia FMI (terza prova), Kawasaki Ninja Trophy, Trofei Honda, Suzuki Gladius Cup, Metzeler Cup, Supercorsa Pirelli, Moriwaki 250 4T PreGP 125 – Direttore di gara: Raffaele De Fabritiis – Meteo: coperto/sole

Classifiche COPPA ITALIA 125 SP: 1. Oppedisano; 2. Tatasciore; 3. Mantovani; 4. Stirpe; 5. Aloisi; 6. Calgaro; 7. Andreozzi; 8. De Nigro; 9. Rinaldi; 10. Giacomini; 11. Bastianelli; 12. Benini; 13. Gamarino; 14. Miglioli; 15. De Gruttola; 16. Arena; 17. Cintio; 18. Luc; 19. Betti; 20. Lamberti; 21. Tramarin; 22. Gatti; 23. Palli; 24. Di Girolamo; 25. Bertolasio; 26. Crispino; 27. Frediani; 28. Corbisiero; 29. De Luca;

30. Toti; 31. Preziuso (tutti su Aprilia). CHALLENGE KAWASAKI: 1. De Simone; 2. Cavalli; 3. De Pretto. HONDA CBR 600 GRUPPO A: 1. Sassaro; 2. Magnanelli; 3. Lagiongada; 4. Giugovaz; 5. Nespoli; 6. Colatosti; 7. Rossi; 8. Proietto; 9. Fabrizio; 10. Piccari; 11. Pizzo; 12. Lusso; 13. Rinaldi; 14. Pedrini; 15. Gipponi; 16. Manfredi; 17. Pagnoni; 18. Airoldi; 19. Ciannevei; 20. Omarini; 21. Bracci; 22. Altomonte; 23. Longhin; 24. Contaldo; 25. Rotolo; 26. Orsini; 27. Desci; 28. Miele; 29. Amicucci; 30. Miniero; 31. Lo Turco; 32. Peano; 33. Zenatello; 34. Albertelli; 35. Zappa; 36. Pierucci; 37. Agosta; 38. Simoneschi. GARA B: 1. Gillo; 2. Sorrentino; 3. Boezi; 4. Spaggiari; 5. Marini; 6. Berionne; 7. Crippa; 8. Pellegrini. HONDA HORNET: 1. Segoni; 2. Zerbo; 3. Bentivogli; 4. Pacchiana; 5. Conti; 6. Galimberti; 7. Bellini; 8. Papa; 9. Morosi; 10. Giusti; 11. Gollini; 12. Di Lalla; 13. Maggio; 14. Varanese; 15. Del Deo; 16. Fugardi; 17. Bianchi; 18. Barbizzi; 19. Rontani. HONDA 125 GP: 1. Stirpe; 2. Tucci; 3. Cunti; 4. Caricasulo; 5. Coletti; 6. Migno; 7. Menchetti; 8. Faccani; 9. Torlaschi; 10. Bergamaschini; 11. Pallauotto; 12. Villani; 13. Di Ciolo; 14. Antonucci; 15. Tiveron L.; 16. Tiveron A. KAWASAKI 250: 1. Tarantino; 2. De Simone; 3. Massa; 4. De Pretto; 5. Cavalli; 6. Magro; 7. Vanzo; 8. Di Giacinto; 9. Rossi; 10. Balestra; 11. Andolfatto; 12. Casagrande;

DAVIDE STIRPE (63) INSIDIATO DA ANDREA TUCCI (44) NEL TROFEO HONDA 125 GP. SOPRA, A DESTRA, LUCA OPPEDISANO, DOMINATORE DELLA COPPA ITALIA 125. A FIANCO, ANDREA ANTONELLI, CHE SI È IMPOSTO NELLA PROVA DEL TROFEO PIRELLI A MISANO.

13. Ricca; 14. Cavalli; 15. Ferrari; 16. Seren; 17. Carcano; 18. Di Simone. KAWASAKI 600: 1. Morreale; 2. Spigarol; 3. Antonello; 4. Mariotti; 5. Renaudo; 6. Galdes; 7. Toccacieli; 8. Mantia; 9. Ferroni; 10. Lo Bartolo; 11. Costantini; 12. Tosetto; 13. Di Mezza; 14. Trisorio; 15. Vescovi; 16. Mermet; 17. Guerriero; 18. Ferretti; 19. Graziani; 20. Giangrande; 21. Zannini; 22. Sterni; 23. Bijno; 24. Di Ganci; 25. Boaretto; 26. Ioli; 27. Cerri; 28. Bertolini; 29. Licciardello; 30. Stopponi. METZELER 600: 1. Fornasari (Yamaha); 2. Vigilucci (Yamaha); 3. Scicchitano (Yamaha); 4. Eccheli (Yamaha); 5. Larini (Yamaha); 6. Mottola (Yamaha); 7. Schiavoni (Yamaha); 8.

EnduroMalatesta primo assoluto in Toscana

Toscana Firenzuola (FI) 2 maggio Campionato toscano enduro, seconda prova – Organizzatore: M.C. Pegaso – Direttore di gara: Gennaro Severino – Meteo: nuvoloso

Classifiche ASSOLUTA: 1. Malatesta (Beta); 2. Zanchi (Honda); 3. Guastini (Beta); 4. Paoletti (Yamaha); 5. De Felice (Kawasaki); 6. Conforti (Suzuki); 7. Petruzzi (Kawasaki); 8. Minucci (Kawasaki); 9. Zappoli (Suzuki); 10. Tavanti (Suzuki). ELITE: 1. Malatesta (Beta); 2. Zanchi (Honda); 3. Paoletti (Yamaha); 4. Paoletti (Yamaha); 5. Conforti (Suzuki); 6. Lilli (Suzuki); 7. Serafini (Husqvarna); 8. Ravagli (Beta); 9. Giraldi (Husqvarna); 10. Bartolini (Beta). E1 UNDER 23: 1. Moretti (KTM); 2. Monnecchi (KTM); 3. Giorgini (Suzuki); 4. Lorenzelli (KTM); 5. Brezzi (Husqvarna); 6. Davini (Husqvarna); 7. Lucarini (Husqvarna); 8. Arigoni (KTM); 9. Bartolini (Husqvarna); 10. Pizzirani (Honda); 11. Susino (KTM); 12. Billi (KTM); 13. Bartalesi (Honda); 14. Cacciatori (Husqvarna); 15. Florini (KTM); 16. Barghini (Suzuki); 17. Giganti (Honda); 18. Ciabatti (KTM); 19. Di Renzone (Husqvarna); 20. Bartoletti (Suzuki); 21. Ballini (KTM); 22. Sonnini (KTM); 23. Ganozzi (KTM). E2 UNDER 35: 1. Petruzzi (Kawasaki); 2. Minucci (Kawasaki); 3. Di Fabio (Beta); 4. Baldini (Husqvarna); 5. Parrini (Honda); 6. Donati (KTM); 7. Bertocci (KTM); 8. Pardini (Husqvarna); 9. Giusti (KTM); 10. Vanni (KTM); 11. Maccari (Husqvarna);

12. Mazzini (KTM); 13. Varrocchi (Beta); 14. Grazzini (Suzuki); 15. Pieroni (Yamaha); 16. Biagioni (KTM); 17. Del Carlo (KTM); 18. Claudi (Yamaha); 19. Narducci (KTM); 20. Massai (Yamaha); 21. Dabizzi (KTM). E3 UNDER 35: 1. Girolami (Beta); 2. Venturi (KTM); 3. Fagiolini (KTM); 4. Laffi (KTM); 5. Dreoni (Gas Gas); 6. Baccei (KTM); 7. Totter (Beta); 8. Bigiarini (KTM); 9. Sommovigo (KTM); 10. Casacci (Beta); 11. Mattei (Honda). E2 UNDER 23: 1. Forestieri (KTM); 2. Sassoli (Beta); 3. Piacenza (TM); 4. Poli (Beta); 5. Stanghellini (KTM); 6. Matteoni (Beta); 7. Ganozzi (Husqvarna); 8. Iozzelli (Beta); 9. Tomei (KTM); 10. Bruni (KTM); 11. Siragusa (KTM); 12. Pasquini (KTM); 13. Andreini (KTM); 14. Lanini (KTM); 15. Nicoletti (KTM); 16. Sorbi (Honda); 17. Pieragnoli (Gas Gas); 18. Stefanelli (KTM); 19. Trambusti (KTM). E1 UNDER 35: 1. De Felice (Kawasaki); 2. Zappoli (Suzuki); 3. Manetti (Husqvarna); 4. Bacci (Kawasaki); 5. Fondelli (KTM); 6. Marotta (Honda); 7. Mattei (KTM); 8. Turrini (Suzuki); 9. Pantaleoni (Honda); 10. Borghi (Husqvarna); 11. Cintelli (Honda); 12. Lai (KTM); 13. Agostinelli (KTM); 14. Guidarelli (Suzuki); 15. Bertaccini (Honda); 16. Ghezzani (Yamaha); 17. Quercia (KTM); 18. Pinna (KTM); 19. Incerti (Kawasaki); 20. Donnini (Honda); 21. Branchetti (KTM); 22. Bartoletti (Honda); 23. Grifoni (KTM). E1 OVER 35: 1. Tavanti (Suzuki); 2. Maestri (Suzuki); 3. Malatesta (Husqvarna); 4. Giovanchelli (KTM); 5. La Marca (Honda); 6. Gualtieri (Honda); 7. D’Annunzio (KTM); 8. Philippaerts (Yamaha); 9. Gelli (KTM); 10. Ugolini (Honda); 11. Belloni (KTM); 12. Puccianti (KTM); 13.

Taddei (KTM); 14. Cortigiani (KTM); 15. Moretti (KTM); 16. Lencioni (KTM); 17. Benassi (Yamaha); 18. Borghi (Suzuki); 19. Dianda (Yamaha); 20. Sabatti (Kawasaki); 21. Barni (Honda); 22. Cancialli (Honda); 23. Tonielli (KTM); 24. Benassi (Yamaha); 25. Toschi (Yamaha); 26. Di Renzone (Husqvarna); 27. Brogi (Kawasaki); 28. Bassi (KTM); 29. Mauro (Yamaha); 30. Francalanci (Honda); 31. Domenichelli (KTM). E2 OVER 35: 1. Giannotti (Beta); 2. Sordi (Honda); 3. Conti (Honda); 4. Donati (Honda); 5. Guidarelli (Suzuki); 6. Venuto (Honda); 7. Colarusso (KTM); 8. Alessandrini (KTM); 9. Messeri (Suzuki); 10. Casotti (KTM); 11. Calzolari (Honda); 12. Segantini (KTM); 13. Contella (Yamaha); 14. Carletti (Honda); 15. Ricci (KTM); 16. Gatti (Suzuki); 17. Contini (KTM); 18. Salimbeni (Honda); 19. Pizzi (BMW); 20. Galli (Beta); 21. Mazzucchi (KTM); 22. Sagliocchi (TM). E3 OVER 35: 1. Tacconi (Husaberg); 2. Giuntini (TM); 3. Simi (Beta); 4. Alioto (KTM); 5. Cecchi (KTM); 6. Badiali (Beta); 7. Pieretti (Beta); 8. Lombardini (KTM); 9. Trallori (KTM); 10. Muti (KTM); 11. Gambino (KTM); 12. Pizzanelli (KTM); 13. Brezzi (KTM); 14. Vignali (TM); 15. Banci (KTM); 16. Guerri (KTM). VETERANI UNICA: 1. Parrini (KTM); 2. Gualtieri (Honda); 3. Orrea (Honda); 4. Bettini (Husqvarna); 5. Marini (KTM); 6. Martino (KTM); 7. Guidotti (BMW); 8. Morizzi (KTM); 9. Tagliaferri (Honda); 10. Hollbacher (Beta); 11. Marcellino (KTM); 12. Simeone (Beta); 13. Zappoli (KTM); 14. Gazzotti (Yamaha); 15. Serafini (Husqvarna). CLASSE 50: 1. Maimone (Fantic); 2. Pampaloni (Beta); 3. Pierozzi (Beta).

Cannizzaro (Yamaha); 9. Temporin (Yamaha); 10. Caimi (Yamaha); 11. Pasina (Yamaha); 12. Cloroformio (Yamaha); 13. Federici (Yamaha); 14. Bovelli (Yamaha); 15. Ambroso (Yamaha); 16 Ostuni (Yamaha); 17. Lagonigro (Suzuki). METZELER 1000: 1. Sanca (Yamaha); 2. Brunelli (Yamaha); 3. Pilia (Suzuki); 4. Sciacca (Honda); 5. Vino (Yamaha); 6. Cucci (Yamaha); 7. Romaldi (Aprilia); 8. Pesciarelli (Honda); 9. Polita Alessia (Honda); 10. Ruggiero (Yamaha). 11.Castaldo (Ducati); 12. Villani (Honda). 13. Pierucci (Honda); 14. Scarpati (Yamaha); 15. Rizzi (Ducati). MORIWAKI 250 4T PreGP 125: 1. Cangi; 2. Zanella; 3. Giordani; 4. Carbone; 5. Ario-

ni; 6. Del Piano; 7. Bottani; 8. Falanesca; 9. Somma; 10. Lagiongada; 11. Antonelli; 12. Auruti; 13. Fabrizio; 14. Monaco; 15. Paolillo; 16. Liberati. SUZUKI: 1. Segoni; 2. Marangon; 3. Donati; 4. Trimarco; 5. Tavella; 6. Repetti; 7. Tuttolomondo; 8. Natali; 9. Tarticchio. PIRELLI: 1. Antonelli (Honda); 2. Della Ceca (Honda); 3. La Marra (Honda); 4. Goffi (BMW); 5. Bortone (Yamaha); 6. Di Pietrogiacomo (Suzuki); 7. Andriotta (Suzuki); 8. Brambilla (Ducati); 9. Bonfanti (Honda); 10. Mauri (Ducati); 11. Bescotti (Honda); 12. Principato (Ducati); 13. Rizzi (Ducati); 14. Nozzanini (Suzuki); 15. Sergiovich (Suzuki); 16. Chiodi (Ducati).

FRANCHETTI ALLA GRANDE SpeedwayCampionato italiano GIAVERA DEL MONTELLO - Vincendo alla grande tutte le batterie a cui ha partecipato, il campione italiano in carica, Guglielmo Franchetti, ha conquistato a punteggio pieno la quarta prova del campionato italiano open di speedway. Vittoria che porta Franchetti al terzo posto in campionato ma con un grande distacco (24 punti) da Carpanese, per aver dovuto dare forfeit nella terza prova per malattia. Dopo le venti manche, tutte molto incerte e battagliate fino all’ultimo metro, a qualificarsi per la finale sono stati Franchetti, Carpanese, Maida e il tedesco Helfer, che ha finito alla pari con Novello ma è stato favorito dalle discriminante dei punti totalizzati nelle batterie. Nella finale, dopo un bel duello a tre, nella prima curva Franchetti è riuscito a prendere la testa in uscita e a tenerla sino alla fine mentre Carpanese è riuscito a contenere Maida ed Helfer.

GUGLIELMO FRANCHETTI IN AZIONE A GIAVERA DEL MONTELLO (FOTO TOMBA).

Giavera del Montello (TV) 1 giugno Campionato italiano individuale di speedway, quarta prova - Località: Giavera del Montello (TV) - Organizzazione: MC Montello - Meteo: sereno.

Classifiche 1. Franchetti punti 25; 2. Carpanese 22; 3. Maida 20; 4. Helfer; 5. Novello 18; 6. Cavicchioli 16; 7. Seren 14; 8.Baroni 12; 9. Castagna 11; 10. Manev e Scagnetti 10; 12. Del Torre 9; 13. Bevilacqua 8; 14.Marzotto 7. motosprint

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Sportitalia

Motocrossin Emilia e in Sicilia

Top Rider Castel San Pietro (BO) 9 maggio Campionato Top Rider motocross, quarta prova – Organizzatore: M.C. Castel San Pietro – Direttore di gara: Dante Badiali – Meteo: variabile

Classifiche MINI SENIOR GARA 1: 1. Cervellin; 2. Gemin; 3. Gironi; 4. Simeon; 5. Bubola; 6. Clementi; 7. Gottardi; 8. Breda; 9. Festi; 10. Casarotto; 11. Salmistraro; 12. Lucchesi; 13. Pegoraro; 14. Mozzo; 15. Venturini; 16. Desiderà. GARA 2: 1. Cervellin; 2. Gemin; 3. Gironi; 4. Busola; 5. Simeon; 6. Desiderà; 7. Clementi; 8. Pegoraro; 9. Gottardi; 10. Festi; 11. Casarotto; 12. Breda; 13. Lucchesi; 14. Salmistraro; 15. Mozzo. MINI JUNIOR GARA 1: 1. Pasqualini; 2. Soave; 3. Salomoni; 4. Forato; 5. Graziola; 6. Bottazzin; 7. Vitaliani; 8. Pessot; 9. Serlese; 10. Dal Pian; 11. Stella; 12. Bergamini; 13. Babuin; 14. Sigalotto; 15. Angiari; 16. Roma; 17. Franceschi; 18. Corradin; 19. Mantovan; 20. Verona; 21. Guarise; 22. Temel; 23. Scremin; 24. Clementi; 25. Grolivetto; 26.

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Fedozzi; 27. Bertuzzi. GARA 2: 1. Pasqualini; 2. Salomoni; 3. Soave; 4. Forato; 5. Graziola; 6. Guarise; 7. Vitaliani; 8. Pessot; 9. Dal Pian; 10. Bottazzin; 11. Bergamini; 12. Babuin; 13. Stella; 14. Angiari; 15. Golotto; 16. Roma; 17. Mantovan; 18. Corradin; 19. Franceschi; 20. Scremin; 21. Temel; 22. Verona; 23. Clementi; 24. Girolimetto. MX2 GARA 1: 1. Bilato; 2. Forte; 3. Gugole; 4. Piovani; 5. Zoccai; 6. Garavello; 7. Mazzon; 8. Marangon; 9. Dal Pezzo; 10. Culpo; 11. Quaggiotto; 12. Pivetta; 13. Ceron; 14. Brunzin; 15. Franzoi; 16. Callegari; 17. Zenato; 18. De Carli; 19. Magarotto; 20. Zoccai; 21. Da Ros; 22. Slaviero; 23. Zamboni; 24. Dal Molin; 25. Piovani; 26. Staschitz; 27. Zoocai; 28. Maggia; 29. Nistrorigo. GARA 2: 1. Biliato; 2. Forte; 3. Piovani; 4. Dal Pezzo; 5. Marangon; 6. Gugole; 7. Garavello; 8. Quaggiotto; 9. Culpo; 10. Ceron; 11. Franzoi; 12. Callegari; 13. Miazzon; 14. Da Ros; 15. Zenato; 16. Pivetta; 17. Zoccai; 18. De Carli; 19. Brunzin; 20. Zoccai; 21. Dal Molin; 22. Piovani; 23. Slaviero; 24. Zamboni; 25. Maggia; 26. Mistrorigo; 27. Staschitz; 28. Zoccai. TOP RIDER MX1: 1. Pegoraro; 2. Turchet; 3. Dottori; 4. Pedri; 5. Malimpensa; 6. Buso; 7. Slavec; 8. Bracesco; 9. Tessari; 10. Sonego; 11.

Asnicar; 12. Reginato; 13. Dal Zilio; 14. Turitto; 15. Rebuschi; 16. Libera; 17. Parpagiola; 18. Pasqua; 19. Cerato; 20. Salvalaggio; 21. Panzani; 22. Messina; 23. Dal Cin; 24. Melchiori; 25. Meneguzzo; 26. Segnana; 27. Franzoi; 28. Polga; 29. Perin; 30. Sonego; 31. Slaviero; 32. Miazzon; 33. Libera; 34. Martinello; 35. Pinatc; 36. Trentin. GARA 2: 1. Pedri; 2. Turchet; 3. Pegoraro; 4. Slavec; 5. Dottori; 6. Malimpensa; 7. Bracesco; 8. Sonego; 9. Suso; 10. Reginato; 11. Turitto; 12. Salvalaggio; 13. Rebuschi; 14. Tessari; 15. Dal Zilio; 16. Libera; 17. Asincar; 18. Pasqua; 19. Parpagiola; 20. Messina; 21. Panzani; 22. Meneguzzo; 23. Franzoi; 24. Dal Cin; 25. Cerato; 26. Segnama; 27. Melchiori; 28. Perin; 29. Sonego; 30. Polga; 31. Slaviero; 32. Miazzon; 33. Stimamiglio. MX2 GARA 1: 1. Storti; 2. Bertuzzo; 3. De Bortoli; 4. Usaj; 5. Reochia; 6. Dal Vecchio; 7. Paganini; 8. Bruttomesso; 9. Fiamin; 10. Cogo; 11. Feltracco; 12. Baraldo; 13. Peruch; 14. Zecchin; 15. Casagrande; 16. Tomasi; 17. Staschitz; 18. Carraro; 19. Cescon; 20. Miori; 21. Gobbin; 22. Ciola; 23. Borz; 24. Cogo; 25. Cescon; 26. De Carli; 27. Arnoldo; 28. Santagiuliana; 29. Strickner; 30. Villanova; 31. Medea; 32. Tomizioli; 33. Pretto. MX2: 1. Storti; 2. Bertuzzo; 3. Dal Vecchio; 4. Usaj; 5. Paganini; 6. Zecchin; 7. Bruttomesso; 8. De Bortoli; 9. Carraro; 10. Staschitz; 11. Tomasi; 12. Tomizioli; 13.

Feltracco; 14. Borz; 15. Recchia; 16. Miori; 17. Pretto; 18. Cogo; 19. Ciola; 20. Flamin; 21. Cogo; 22. Peruch; 23. Dalla Bova; 24. Cescon; 25. Gobbin; 26. Medea; 27. Santagiuliana; 28. Villanova; 29. Cescon; 30. Strickner; 31. Baraldo; 32. Arnoldo; 33. Canestraro.

Sicilia Noto (SR) 9 maggio Campionato siciliano cross, quarta prova – Organizzatore: M.C. Lanteri – Direttore di gara: Giuseppina Meli – Meteo: sereno

Classifiche MX1 U21 - O21 GARA 1: 1. Greco (Honda); 2. Buda (Honda); 3. Berena (Honda); 4. Hamidi (KTM); 5. La Ferla (Honda). MX2 U17 GARA 1: 1. Palazzolo (KTM); 2. Tomasello (Kawasaki); 3. Scribano (KTM); 4. Giustolisi (Honda); 5. Uras (Yamaha); 6. D’Angelo (Honda); 7. Sacconi (Yamaha); 8. Valenti (KTM); 9. Fuschi (KTM); 10. Vinciguerra (KTM); 11. Mariotti (KTM). MX2 U21 - O21 GARA 1: 1. Cappellano (Kawasaki); 2. Mandarà (KTM); 3. Ventura (KTM); 4. Garufi (Kawasaki); 5. Greco (Honda); 6. Tumminieri (Yamaha); 7. Italia (Yamaha); 8. Sirone (KTM); 9. Donato (Suzuki); 10. Randazzo (Honda); 11.

Bottino (Kawasaki); 12. Di Capo (KTM); 13. Renda (KTM); 14. Currenti (Suzuki). GARA 1 MX2 U21: 1. Cappellano (Kawasaki); 2. Mandarà (KTM); 3. Greco (Honda); 4. Sirone (KTM); 5. Randazzo (Honda); 6. Bottino (Kawasaki); 7. Di Capo (KTM); 8. Renda (KTM). MX2 O21: 1. Ventura (KTM); 2. Garufi (Kawasaki); 3. Tummineri (Yamaha); 4. Italia (Yamaha); 5. Donato (Suzuki); 6. Currenti (Suzuki). MASTER GARA 1: 1. Nieli (Honda); 2. Crea (Honda); 3. Casella (Suzuki); 4. Bombaci (Yamaha); 5. Cicciarella (Honda); 6. Cusumano (Honda); 7. Bonifacio (Honda); 8. Carrubba (Yamaha); 9. Di Nisi (Yamaha); 10. Vernagallo (KTM); 11. Martorana (Kawasaki); 12. Serafia (Honda); 13. Alaimo (Honda); 14. Alessandro (Suzuki); 15. Renna (Honda). GARA 1 MASTER MX1: 1. Nieli (Honda); 2. Crea (Honda); 3. Di Nisi (Yamaha); 4. Vernagallo (KTM). MASTER MX2: 1. Casella (Suzuki); 2. Bombaci (Yamaha); 3. Cicciarella (Honda); 4. Cusumano (Honda); 5. Bonifacio (Honda); 6. Carrubba (Yamaha); 7. Martorana (Kawasaki); 8. Serafia (Honda); 9. Alaimo (Honda); 10. Alessandro (Suzuki); 11. Renna (Honda). JUNIOR - SENIOR GARA 1: 1. Scala (KTM); 2. Mineo (Honda); 3. Giummo (KTM); 4. Di Pasquale (KTM); 5. Coniglio (KTM); 6. Vinciguerra (KTM); 7. Rimmaudo (KTM); 8. Bonamico (KTM); 9. Maiorani (Kawasaki); 10. Calabrese (KTM); 11. Righetti (KTM); 12. Lembo (Honda); 13. Lo

Porto (KTM); 14. Barravecchia (KTM). GARA 1 SENIOR: 1. Scala; 2. Giummo; 3. Rimmaudo; 4. Calabrese; 5. Righetti; 6. Lo Porto (tutti gli altri su KTM). JUNIOR; 1. Mineo (Honda); 2. Di Pasquale (KTM); 3. Coniglio (KTM); 4. Vinciguerra (KTM); 5. Bonamico (KTM); 6. Maiorani (Kawasaki); 7. Lembo (Honda); 8. Barravecchia (KTM). CADETTI GARA 1: 1. Oteri (Kawasaki); 2. Matranga; 3. Santapaola; 4. Grasso; 5. Mafodda. DEBUTTANTI GARA 1: 1. Giarrizzo (KTM); 2. Faso (Kawasaki); 3. Martello (LEM); 4. D’Andrea (KTM); 5. Bottaro (KTM); 6. Distefano (KTM); 7. Silvani (Kawasaki); 8. Crea (KTM); 9. Araciofebbo (KTM). VETERAN GARA 1: 1. Gasso (Honda); 2. Abramo (Yamaha); 3. Papillo (Honda); 4. Santangelo (Suzuki); 5. Cundari (Yamaha); 6. Mainardi (TM); 7. Frisina (Honda); 8. Anastasi (Yamaha). GARA 1 VETERAN OPE: 1. Gasso (Honda); 2. Santangelo (Suzuki); 3. Cundari (Yamaha); 4. Frisina (Honda). VETERAN 125: 1. Abramo (Yamaha); 2. Papillo (Honda); 3. Mainardi (TM); 4. Anastasi (Yamaha). MX1 U21 - O21 GARA 2: 1. Greco; 2. Buda; 3. Berenati; 4. La Ferla (tutti su Honda); 5. Hamidi (KTM). MX2 U17 GARA 2: 1. Palazzolo (KTM); 2. Scribano

(KTM); 3. Giustolisi (Honda); 4. Uras (Yamaha); 5. D’Angelo (Honda); 6. Sacconi (Yamaha); 7. Valenti (KTM); 8. Abramo (Yamaha); 9. Fuschi (KTM); 10. Mariotti (KTM); 11. Vinciguerra (KTM). MX2 U21 - O21 GARA 2: 1. Cappellano (Kawasaki); 2. Mandarà (KTM); 3. Greco (Honda); 4. Garufi (Kawasaki); 5. Ventura (KTM); 6. Tummineri (Yamaha); 7. Donato (Suzuki); 8. Randazzo (Honda); 9. Sirone (KTM); 10. Bottino (Kawasaki); 11. Renda (KTM); 12. Di Capo (KTM). MX2 U21 GARA 2: 1. Cappellano (Kawasaki); 2. Mandarà (KTM); 3. Greco (Honda); 4. Randazzo (Honda); 5. Sirone (KTM); 6. Bottino (Kawasaki); 7. Renda (KTM); 8. Di Capo (KTM). MX2 O21: 1. Garufi (Kawasaki); 2. Ventura (KTM); 3. Tummineri (Yamaha); 4. Donato (Suzuki). MASTER GARA 2: 1. Crea (Honda); 2. Nieli (Honda); 3. Cicciarella (Honda); 4. Casella (Suzuki); 5. Bombaci (Yamaha); 6. Bonifacio (Honda); 7. Cusumano (Honda); 8. Vernagallo (KTM); 9. Di Nisi (Yamaha); 10. Martorana (Kawasaki); 11. Giabra (Honda); 12. Alessandro (Suzuki); 13. Alaimo (Honda); 14. Serafia (Honda); 15. Carrubba (Yamaha). MASTER MX1: 1. Crea (Honda); 2. Nieli (Honda); 3. Vernagallo (KTM); 4. Di Nisi (Yamaha); 5. Giambra (Honda). MASTER MX2: 1. Cicciarella (Honda); 2. Casella (Suzuki); 3. Bombaci (Yamaha); 4. Bonifacio (Honda); 5. Cusumano (Honda); 6. Martorana (Kawasaki); 7. Alessandro (Suzuki); 8. Alaimo (Honda); 9. Serafia (Honda); 10.

Carrubba (Yamaha). JUNIOR - SENIOR GARA 2: 1. Scala (KTM); 2. Giummo (KTM); 3. Di Pasquale (KTM); 4. Coniglio (KTM); 5. Mineo (Honda); 6. Vinciguerra (KTM); 7. Rimmaudo (KTM); 8. Calabrese (KTM); 9. Maiorani (Kawasaki); 10. Lembo (Honda). GARA 2 SENIOR: 1. Scala; 2. Giummo; 3. Rimmaudo; 4. Calabrese (tutti su KTM). JUNIOR: 1. Di Pasquale (KTM); 2. Coniglio (KTM); 3. Mineo (Honda); 4. Vinciguerra (KTM); 5. Maiorani (Kawasaki); 6. Lembo (Honda). CADETTI GARA 2: 1. Oteri (Kawasaki); 2. Matranga (KTM); 3. Santapaola (KTM); 4. Grasso (KTM); 5. Mafodda (KTM). DEBUTTANTI GARA 2: 1. Faso (Kawasaki); 2. Giarrizzo (KTM); 3. Martello (LEM); 4. Bottaro (KTM); 5. D’Andrea (KTM); 6. Silvani (Kawasaki); 7. Distefano (KTM); 8. Araciofebbo (KTM); 9. Crea (KTM). VETERAN GARA 2: 1. Gasso (Honda); 2. Abramo (Yamaha); 3. Papillo (Honda); 4. Santangelo (Suzuki); 5. Cundari (Yamaha); 6. Mainardi (TM); 7. Frisina (Honda); 8. Anastasi (Yamaha); 9. Vinciguerra (Aspes). GARA 2 VETERAN OPE: 1. Gasso (Honda); 2. Santangelo (Suzuki); 3. Cundari (Yamaha); 4. Frisina (Honda). VETERAN 125: 1. Abramo (Yamaha); 2. Papillo (Honda); 3. Mainardi (TM); 4. Anastasi (Yamaha); 5. Vinciguerra (Aspes).

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Prova novità KTM enduro 2011 di Bruno Salina

DATI D

Quattro modelli con motori 2T ed altri quattro con propulsori 4T. La 125 EXC e la 250 EXC-F restano i riferimenti nelle loro classi. Facile la 400 EXC, impegnativa la 450 EXC-R

V

ALENCIA - Quando si ha l’intenzione di affrontare sottoboschi, fettucciati, prove speciali ed “estreme”, quando cioè si vuol fare enduro, quello vero, è ormai difficile allontanarsi molto dal mondo KTM. Il marchio austriaco è sinonimo di enduro, perché la Casa di Mattighofen, da sempre, ha progettato le sue moto pensando a questa disciplina, nella quale ha investito tempo e denaro. Per rendersene conto è sufficiente analizzare la gamma, davvero ricca, che viene offerta alla clientela. Come sempre, infatti, c’è una KTM da enduro per ogni pilota; c’è la moto adatta al neofita, quella pensata per accontentare lo smanettone e quella che dallo scarico emette ancora l’inconfondibile odore della miscela, che per molti resta un irresistibile richiamo. La KTM non allestisce i modelli da enduro prendendo come base quelli da cross ed è questa la vera forza della Casa austriaca. Lo scorso anno i modelli da cross avevano “solo” motori e tarature differenti rispetto a quelli da enduro; quest’anno, invece, anche i telai hanno preso strade diverse, visto che le moto da enduro continuano ad utilizzare la sospensione posteriore PDS, sistema che si è sempre dimostrato adatto ai percorsi senza salti. Nel cross, infatti, l’ammortizzatore deve avere una taratura abbastanza morbida nella prima fase della corsa, per

ICHIARAT Prezzi 1 I 25 EXC: 200 EXC 6.990 euro f. 250 EXC : 7.350 euro f. c. c. -E: 7.900 300 EXC euro 250 EXC -E: 8.200 euro f. c. 400 EXC -F: 8.690 euro f. c. 450 EXC : 8.800 euro f. f. c. c. -R: 8.900 530 EXC euro f. c -R: 9.05 . Potenza 0 euro f. n.d. c. Coppia n .d. Pesi a se cco 125 EXC: 97 kg 200 EXC 250 EXC : 97 kg E 300 EXC : 103 kg -E: 103,1 250 EXC kg 400 EXC -F: 105,7 kg : 1 1 3,9 kg 450 EXC -R: 113,9 530 EXC -R: 113,9 kg Colore a kg rancione /nero/bia nco

migliorare la trazione sulle piccole buche; nell’ultima parte dell’escursione, invece, per evitare un affondamento eccessivo all’atterraggio dai salti, serve una taratura piuttosto rigida. Ottenere un compromesso del genere senza utilizzare una sospensione posteriore progressiva, è molto difficile. Nell’enduro, a differenza del cross, è fondamentale avere una moto che consenta di superare qualsiasi ostacolo e ci sono casi in cui la reazione secca della sospensione PDS agevola queste manovre. OTTO modelli, metà dei quali a due tempi, l’altra metà a quattro tempi. È questa la proposta KTM enduro per il 2011. Iniziamo dalle due tempi e più precisamente dalla 125 EXC, da tempo al top della categoria, il sogno di molti sedicenni. Questa ottavo di litro va forte perché ha un gran motore, una dote molto importante in una categoria dove la potenza massima è fondamentale. Il piccolo propulsore austriaco spinge forte già ai bassi regimi e questo è un aiuto non da poco per chi è alle prime armi e non sa ancora sfruttare bene la frizione in accelerazione. La maneggevolezza è senza dubbio uno dei punti di forza di questo modello, che nei repentini cambi di direzione è a dir poco sorprendente. L’inedito silenziatore e la nuova taratura della carburazione hanno miglio-

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Air boxtradizionale A DIFFERENZA DELLA GAMMA CROSS 2011, I MODELLI DA ENDURO NON HANNO LA CASSETTA FILTRO INTEGRATA CON LE TABELLE PORTA NUMERO (A SINISTRA). LA SOLUZIONE SCELTA PER I MODELLI DELLA GAMMA ENDURO È MENO APPARISCENTE, MA PIÙ FUNZIONALE. PROPRIO COME SULLE MOTO DA CROSS, INVECE, I DISCHI FRENO HANNO UN DISEGNO A MARGHERITA E SONO ABBINATI A PINZE FRENO BREMBO. QUELLA POSTERIORE (A DESTRA) HA UN SOLO PISTONCINO ED È FLOTTANTE.

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Prova novità KTM enduro 2011

LA TECNICA sempre più che buona. Interessante notare che continuano ad esserci sostanziali differenze tra la 400 e la 450, anche se la esigua differenza di cilindrata lascerebbe presupporre il contrario. La 400 EXC ha un propulsore caratterizzato da un carattere tranquillo e una ciclistica facile, che garantisce anche un buon comfort, particolare che sottolinea come questa moto sia stata pensata per l’enduro “easy”.

AROLE P E H C O IN P

E CI PIAC lla 400 4T e d remi a id u g di ratti est Facilità lla 300 2T nei t 50 4T della 2 ento de Rendim uilibrio globale q E PIACE 2T NON CI gimi della 300 e e r i ir lt st ni agli a e da ge Vibrazio ancora difficil della 530 4T 250 2T neggevolezza ma c S arsa

rato l’erogazione, su questa moto come su tutte le altre due tempi, sottoposte alle stesse cure. La 250 EXC-E, che ora ha un efficientissimo avviamento elettrico, ha un notevole potenziale ma è difficile da gestire. In accelerazione il motore sale velocemente di giri e spesso si perde il controllo del retrotreno. La 300 EXC-E è il cavallo di battaglia di KTM tra le due tempi. Il vecchio modello era a punto, quello di quest’anno è stato addirittura migliorato. Il propulsore è ancora più “pastoso” ed ora si possono utilizzare le marce lunghe anche a bassa velocità. In queste condizioni bastano un filo di gas e tanta fiducia nelle potenzialità della moto per affrontare qualsiasi percorso. L’allungo è buono ma nulla di più, quindi conviene cambiare marcia sempre con un filo di anticipo, anmotosprint

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che perché agli alti regimi le vibrazioni diventano fastidiose. LA MOTO che più di tutte le altre è presa come punto di riferimento dalla concorrenza, sia a livello prestazionale, che a livello di ciclistica, resta la 250 EXC-F. Il suo motore spinge sempre e tanto, quindi non è per forza necessario scalare continuamente le marce per ottenere accelerazioni degne di questo nome. Questa 250 è l’eccezione che conferma la regola: si può guidare come una moto di maggiore cilindrata e nei tratti scorrevoli si possono utilizzare le marce lunghe, sfruttando la coppia ai medi regimi. Il rendimento della ciclistica, poi, facilita qualsiasi manovra. Nel fettucciato si possono disegnare traiettorie rotonde con la massima naturalezza e alle elevate velocità la stabilità resta

Le prestazioni, invece, sono il punto di forza della 450, decisamente più impegnativa della 400. Il motore della 450 spinge fortissimo a qualsiasi regime e per divertirsi bisogna imparare a dosare il gas. In accelerazione non è possibile spalancare la manopola dell’acceleratore, perché così facendo la ruota motrice inizia inevitabilmente a slittare. Le sospensioni sono molto rigide, quindi la moto va condotta con decisione. Chiaramente la 450 ha un avantreno più preciso rispetto a quello della 400, però è anche più difficile mantenere la linea impostata. Anche la 530 è migliorata. Le prestazioni del motore sono molto simili a quelle del monocilindrico 2010. Aumentando il ritmo, però, ci si accorge che il propulsore 2011 è più sfruttabile, perché sale più lentamente di giri, però nel complesso la moto è meno maneggevole e quindi più difficile da gestire nei cambi di direzione. Per guidare senza spendere troppe energie conviene inserire la terza marcia, scordandosi del cambio. Grazie alla mostruosa coppia del motore con un rapporto è possibile affrontare qualsiasi ostacolo e percorso! Ulteriormente evoluto l’impianto frenante che è ancora più modulabile, senza aver perso nulla a livello di potenza. Ottimi i rendimenti dei cambi e delle frizioni (caratterizzate dal comando al manubrio idraulico), sia sui modelli a due tempi, sia su quelli a quattro tempi.

SERBATOI INEDITI GRAFICHE DA CROSS Solo sulle 2T cambiano i pistoni

TANTE piccole modifiche e una migliore messa a punto. Sono queste le novità della nuova gamma enduro 2011 della Casa di Mattighofen. La prima differenza che si nota rispetto ai precedenti modelli è il nuovo serbatoio realizzato con del materiale plastico trasparente (utilizzato sulle versioni Six Days 2010), grazie al quale è possibile verificare il livello del carburante. Su tutti i modelli i paramani sono di serie. Le grafiche sono state modificate ed ora nella parte posteriore delle moto domina il bianco, come sui modelli da cross. Sulla 250 due tempi ci sono l’avviamento elettrico e il cambio a sei rapporti, che sostituisce quello a cinque marce. Questa modifica è stata apportata anche alla 300 EXC-E. I silenziatori dei modelli a due tempi sono nuovi e costruiti con un innovativo materiale fonoassorbente a due componenti, modifica che ha richiesto alcune variazioni alle carburazioni.

La 250 e la 300 EXC-E adottano anche nuovi pistoni, che garantiscono migliori prestazioni e una maggiore durata. Le principali modifiche dei modelli a quattro tempi riguardano la sostituzione del materiale delle valvole, che ora sono più resistenti. Anche il decompressore automatico è stato rivisto per assicurare un avviamento migliore in qualsiasi situazione. La taratura delle sospensioni è stata modificata sfruttando l’esperienza acquisita nelle gare. Anche quest’anno KTM ha presentato le versioni dedicate alla Sei Giorni, che quest’anno si svolgerà in Messico. Questi modelli hanno un allestimento più “ricco” rispetto a quello di serie. La 400 4T e la 200 2T non sono disponibili in questa particolare configurazione caratterizzata da: telaio arancione, protezioni supplementari, piastre di sterzo ricavate dal pieno, sella dotata della tasca porta documenti e, ovviamente, una grafica dedicata.

IDENTIKIT 250 EXC-F Tra parentesi i dati delle 300 EXC-E e 450 EXC-R

1MOTORE Monocilindrico, 4T (2T/4T), raffreddato a liquido. Cilindrata 248,6 (293,2/449,3) cm3. Alesaggio e corsa 76 x 54,8 (72 x 72/95 x 63,4) mm. Rapporto di compressione 12,8:1 (n.d./11,9:1). Distribuzione: doppio albero a camme in testa, quattro valvole (valvola lamellare e travasi/DOHC, 4V). Alimentazione: carburatore Keihin FCR-MX 39 (Keihin PWK36S AG/ Keihin FCR-MX 39). Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento elettrico ed a pedivella.

1TRASMISSIONE Primaria ad ingranaggi, finale a catena. Frizione multidisco in bagno d’olio con comando idraulico. Cambio sei marce.

1CICLISTICA Telaio a traliccio in tubi d’acciaio (25CrMo4). Sospensioni: anteriore forcella WP pluriregolabile a steli rovesciati di 48 mm Ø, corsa ruota 300 mm; posteriore PDS con un ammortizzatore WP pluriregolabile, corsa ruota 335 mm. Freni: anteriore un disco a margherita di 260 mm Ø, pinza flottante a due pistoncini; posteriore un disco a margherita di 220 mm Ø, pinza flottante a un pistoncino. Pneumatici: anteriore 90/90 - 21”; posteriore 120/90 - 18” (140/80 - 18”/140/80 - 18”).

1DIMENSIONI Interasse: 1.475 mm, altezza sella: 985 mm. Capacità del serbatoio del carburante: 9,2 litri (9,5/9,5).

LE VERSIONI 125 EXC, 250 E 300 EXC-E, 250 EXC-F, 450 EXC-R E 530 EXC-R SONO DISPONIBILI ANCHE NELLA VERSIONE SIX DAYS, CARATTERIZZATA DA UNA COMPONENTISTICA PIÙ COSTOSA (SOPRA A DESTRA, LE PIASTRE DI STERZO RICAVATE DAL PIENO). PER AVERE GLI ALLESTIMENTI SIX DAYS, MEDIAMENTE BISOGNA SBORSARE 600 EURO IN PIÙ. A DESTRA, IL NUOVO E PIÙ ROBUSTO PISTONE MONTATO SUI MODELLI A 2T. motosprint

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Prova novità Honda PCX di D Dario i B Ballardini ll di i

G

Puntia favore SOTTO LA SELLA CI STA BEN PIÙ DI UN CASCO INTEGRALE E DOCUMENTI ED ATTREZZI HANNO LE LORO SEDI. PIACEVOLE E BEN VISIBILE IL CRUSCOTTO, I FRENI SONO AD INTERVENTO COMBINATO: LA LEVA SINISTRA AZIONA IL TAMBURO DIETRO E UNO DEI TRE PISTONCINI DELLA PINZA ANTERIORE.

ARDONE RIVIERA (BS) - Lo scooter che sembrava non dovesse arrivare in Italia, c’è arrivato, e rischia di avere un effetto dirompente. Perché nell’Honda PCX c’è qualcosa che va ben al di là della sua linea originale e stuzzicante. C’è una serie di soluzioni geniali e innovative che si traducono in risparmio e praticità, c’è un prezzo - 2.220 euro f.c. che fa impressione perché è da scooter entry level, quelli economici e un po’ spartani, e invece “appartiene” a un mezzo di 125 cm3 in grado di dire qualcosa di veramente nuovo. Viene il dubbio che si sia risparmiato sulle finiture ma non è così, le plastiche sono di buona qualità e curate anche nelle parti non visibili, ci sono verniciature brillanti e nessuno sportello ballerino; la sensazione generale è di solidità, nulla di posticcio, sembrano di metallo anche gli elementi in plastica cromata come la grossa ghiera centrale dello sterzo. Nasce dalla filiale Honda in Thailandia in collaborazione con la sede centrale, il PCX, e non ha nulla a che fare con il luogo comune che vuole i prodotti orientali approssimativi e raffazzonati. Honda Italia ha fatto presto a superare le primitive resistenze e deciderne l’importazione. A chi effettivamente si rivolga è ancora da definire, come avviene per tutto ciò che è innovativo, ma ha le doti per accontentarne molti: baricentro molto basso e sella vicina a terra, il feeling è immediato e i piedi toccano senza difficoltà, per giunta il raggio di sterzo è qualcosa che si vede raramente anche sugli scooter e permetterebbe di invertire la marcia nella larghezza di un’unica corsia. Ma c’è di più, c’è il sistema “stop and go” - disattivabile - che spegne il motore dopo 3 secondi di sosta, come ai semafori, e lo riavvia semplicemente ruotando il gas. Attenzione

però: non è il solito avviamento un po’ macchinoso con il classico motorino che si inserisce, qui l’alternatore svolge anche la funzione di avviatore, invertendo la polarità; siccome è solidale all’albero, semplicemente lo trascina in avanti e ci si ritrova col motore acceso, silenziosamente. Fa uno strano effetto lasciare che il motore si spenga ad ogni sosta, fiduciosi che ripartirà tempestivamente. Ma è anche grazie a questo accorgimento che i consumi sono a livelli fantascientifici: vengono dichiarati 46 km/litro. MA LE DUE ruote non sono solo questione di portafoglio, e allora vale la pena osservare che anche sul piano della guida il PCX ha molto da dire: non ha il piglio aggressivo e la reattività dello sportivo ma è estremamente docile, richiede una spinta assai contenuta sul manubrio e si inserisce in traiettoria con semplicità. A centro curva è stabile, non particolarmente carico sull’avantreno ma solido quanto basta. Avesse il peso più in alto sarebbe più rapido nelle inversioni di inclinazione in velocità, e un avantreno più carico gli darebbe maggior temperamento tra le curve, ma... siamo sicuri che sia un’esigenza sentita? È facilissimo, e per la gran parte dei suoi utenti questa caratteristica supera tutto il resto, assieme a un vano sottosella tra i più grandi, nel “club” degli scooter con ruote di 14”: ci stanno un casco integrale e parecchia altra roba ancora, e non c’è nulla che “voli” per il vano perché anche attrezzi e documenti hanno una loro sede. In più, comunque, c’è anche un cassetto portaoggetti di buona profondità nel controscudo. Innovazioni anche nel campo dei freni: c’è il solito sistema della frenata combinata, disco - non tanto grande - con pinza a tre pistoncini davanti, e tamburo dietro,

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Un altro mondo: soluzioni innovative, prezzo basso, consumo minimo. E particolarmente facile da guidare

Future show

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Prova novitĂ Honda PCX

INNOVATIVO ANCHE NELLA LINEA FILANTE E UN PO’ SPORTIVA, CON IL TUNNEL ALTO CHE LIMITA LE CAPACITĂ€ DI CARICO MA Ăˆ MOLTO COMODO NELLA GUIDA PERCHÉ PERMETTE DI SPINGERE CON LA GAMBA.

ma anche in questo caso lo scetticismo iniziale viene sconfessato da eccellenti prestazioni in frenata, per potenza e ancor di piÚ per modulabilità . La sensazione sul comando non è particolarmente netta ma lo sforzo è contenuto e gli spazi di frenata ottimi; in piÚ - e qui è la novità - se si tira piano la leva di sinistra funziona solo il tamburo, per non impuntare a bassa velocità o se si usa il freno per modulare la velocità tenendo il gas aperto, come può avvenire nei tornanti; se si tira di piÚ interviene anche uno dei pistoncini della pinza anteriore, mentre gli altri due sono comandati dalla solita leva di destra. Due cose sono opinabili: la prima è l’altezza del tunnel che consegue all’avere un telaio a doppia culla sovrapposta, comodo per spingere con la gamba nelle curve ma al prezzo dell’impossibilità di caricare una borsa, e di una salita meno agevole; l’altra è la modesta protezione dall’aria dovuta allo scudo molto sagomato e al parabrezza ridotto ai minimi termini, ma per questo è disponibile come optional uno schermo piÚ grande. Il comfort comunque non fa difetto al PCX: le sospensioni sono morbide e la

PAROLE E H C O P IN

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forcella affonda parecchio, cosa che toglie qualcosa alla precisione quando si rilascia il freno giĂ dentro la curva, ma per lâ&#x20AC;&#x2122;uso cui lo scooter Honda è destinato si tratta di sfumature; in compenso sorprende come, nonostante le dimensioni contenute, si sia riusciti a conservare ampio spazio anche per le ginocchia di guidatori attorno al metro e novanta. SE UNA definizione si vuole trovare, per il PCX, lo si potrebbe dire â&#x20AC;&#x153;morbidoâ&#x20AC;?: morbido nelle linee, nella guida, nelle sospensioni, nellâ&#x20AC;&#x2122;approccio. Morbido anche nel motore, un 125 che non strappa brividi ma ha unâ&#x20AC;&#x2122;erogazione particolarmente dolce e senza sussulti, tira sempre ma non strappa mai, ed è silenziosissimo; facile tra i facili, ma comunque il piĂš potente della categoria 125 entry level, con i suoi discreti 8,3 kW, associati a un peso di appena 124,4 kg in ordine di marcia. Prestazioni non da brivido, ma piĂš che soddisfacenti: per avere un paragone in casa Honda, lâ&#x20AC;&#x2122;SH 125 ha 10,1 kW e 136 kg. Ă&#x2C6; un motore diverso da quello dellâ&#x20AC;&#x2122;SH ma ha misure caratteristiche quasi uguali e unâ&#x20AC;&#x2122;architettura simile, distribuzione monoalbero, due valvole, iniezione e raffreddamento a liquido. Qui però, per risparmiare peso e trovare spazio, il radiatore non è dietro la forcella ma fissato al motore, sul fianco destro. Al momento non ne è prevista una versione 150: piacerebbe, a noi italiani, ma è una categoria che â&#x20AC;&#x153;tiraâ&#x20AC;? solo da noi mentre la produzione è in Thailandia. Certo, se le richieste fossero numerose...

IDENTIKIT 1MOTORE Monocilindrico orizzontale, 4T, raffreddato a liquido. Cilindrata 124,9 cm3. Alesaggio e corsa 52,4 x 57,9 mm. Compressione 11:1. Distribuzione SOHC, 2 valvole. Alimentazione a iniezione elettronica PGM-FI correlata allâ&#x20AC;&#x2122;accensione elettronica, corpo farfallato 24 mm Ă&#x2DC;, con funzione â&#x20AC;&#x153;stop and goâ&#x20AC;? disattivabile. Lubrificazione forzata a carter umido. Avviamento elettrico, lâ&#x20AC;&#x2122;alternatore funge anche da motorino.

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1TRASMISSIONE A cinghia trapezoidale con variatore continuo automatico, riduzione finale a ingranaggi. Frizione centrifuga automatica.

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Telaio a doppia culla sovrapposta in tubi dâ&#x20AC;&#x2122;acciaio. Sospensioni: ant. forcella telescopica con steli di 31 mm Ă&#x2DC;, corsa 100 mm; post. gruppo motore/trasmissione oscillante con due ammortizzatori, corsa ruota 75 mm. Freni a intervento combinato: ant. un disco 240 mm Ă&#x2DC; con pinzaa tre pistoncini, post. tamburo 130 mm Ă&#x2DC;. Pneumatici: ant. 90/90 14â&#x20AC;? M/C 46P; post. 100/90 14â&#x20AC;? M/C 57P.

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1DIMENSIONI Interasse: 1.305 mm, lunghezza 1.917 mm, larghezza 738 mm, altezza 1.094 mm, sella 761 mm, luce a terra 135 mm. Avancorsa 85 mm. Angolo di sterzo 27°. Peso in o.d.m. 124,4 kg. Serbatoio 6,2 l.

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Attualità di Giancarlo Giannobile

Off limits Fuoristrada: nuovi divieti in Liguria, Piemonte e Lombardia. La FMI cerca di arginare il fenomeno

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VOLTE ritornano. Come l’iceberg esteso più della Svizzera che si stacca da un polo per vagare negli oceani e andare a finire non si sa dove o il buco dell’ozono con le dimensioni che variano dal diametro di una pentola a una voragine planetaria. Nel nostro piccolo mondo, in particolare nell’ancora più piccolo mondo del fuoristrada, a riproporsi con metodica puntualità sono i divieti. Quelli assoluti di transito su tutto il territorio, a meno che non sia asfaltato o cementificato. Dopo alcuni anni d’oblio, una serie di normative regionali rischia di azzerare l’attività fuoristradistica, da quella sportiva alle passeggiate in moto. La criticità maggiore si ha in Piemonte, dove l’ultimo provvedimento della giunta presieduta da Mercedes Bresso (dell’ 1 aprile 2010) impedisce di fatto qualsiasi attività motoristica se non in percorsi abilitati. Si salva il cross, si blocca del tutto l’enduro, con il trial che, almeno per ora, si potrà svolgere solo in zone appositamente allestite e autorizzate come quelle nei comuni di Castellinalto (CN) e Coazze (TO). È di questi giorni una prima notizia positiva: il nuovo Consiglio Regionale del Piemonte il 26 maggio ha approvato un emendamento alla legge finanziaria 2010 che consentirà ai Comuni di autorizzare, in deroga, eventi e gare motoristiche fuoristrada (al massimo due all’anno). In attesa di valutare gli sviluppi di questo provvedimento, il problema dell’utenza non è certo risolto. La circolare dell’ex Presidente della giunta regionale (dopo le recenti elezioni al governo c’è una giunta di centro destra guidata dal leghista Roberto Cota) colpisce al cuore l’attività fuoristradistica delineando la “Normativa regionale ambientale relativa all’attività fuoristrada con mezzi motorizzati” che, di fatto, si contrappone alla sentenza della

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Corte di Cassazione (la n. 2479 del 2002) che ha dato in questi ultimi anni una certa tranquillità al settore in tutte le regioni. Sentenza che ha rappresentato un bel passo in avanti, soprattutto dopo che a partire dagli anni ’80 - come ricorda la Federmoto nel comunicato con cui ha rilanciato l’allarme - molte Amministrazioni Regionali hanno adottato normative per disciplinare o a vietare il transito motorizzato “fuoristrada”, a tutela del territorio. Tali normative, in genere, non si sono curate di definire con esattezza il concetto di “fuoristrada”, o hanno tentato di farlo in modo non coordinato con le preesistenti disposizioni. È sorto quindi un considerevole contenzioso per le inevitabili incertezze in fase applicativa. La Corte di Cassazione nel 2002 aveva stabilito che: “il Codice della Strada all’art. 3 n. 48, definisce i sentieri, le mulattiere e i tratturi come “strade” a fondo naturale; conseguentemente le esistenti normative regionali in tema di “fuoristrada” possono disciplinare solo le aree non già costituenti “strade” nel senso ora indicato, e quindi non possono riguardare i sentieri, le mulattiere e i tratturi; la disciplina del transito su dette “strade a fondo naturale” (compresa la disciplina dell’imposizione dei divieti di transito) è perciò da ricercarsi solo nel Codice della Strada (art. 6). Anche perché le Regioni non hanno competenze proprie in detto ambito (la circolazione stradale) e non potrebbero quindi derogare al Codice della Strada con proprie norme”. LA REGIONE Piemonte con la normativa del 1 aprile 2010 ha voluto “aggirare” questo ostacolo, vi si afferma infatti che: “il Codice della Strada mira alla tutela della sicurezza delle persone nella circolazione stradale, mentre il divieto previsto dall’art. 11 della legge regionale 32/1982 e dall’art. 2, comma

6, della l.r. 45/1989 cura l’interesse pubblico alla salvaguardia dell’ambiente rurale e montano ed all’equilibrio idrogeologico del territorio. La norma statale e la norma regionale non sono quindi tra loro confliggenti in quanto finalizzate alla cura d’interessi pubblici diversi”. Per non impelagarci oltre nella palude del linguaggio caro a politica e burocrazia si può sintetizzare valutandone l’effetto: stop all’attività off road. Restano, teoricamente, ancora utilizzabili sentieri e mulattiere sotto i 600 m s.l.m. che non sono anche piste forestali (in altre parole, i viottoli di campagna). LA SALVAGUARDIA del bene comune della natura è fuori discussione, quello che lascia interdetti è che troppo spesso si ricorra a dei veri e propri colpi di mano per imporre dei divieti assoluti per zone più o meno limitate, inutili se non dannosi perché si finisce per non avere alcuna regolamentazione nazionale a disciplinare un argomento così complesso e delicato. La Liguria, altra regione che vive sempre sotto la spada di Damocle dei divieti, con la legge regionale n. 28 del 10 luglio 2009 ha istituito una serie di Siti d’importanza comunitaria (SIC) destinati a divenire dopo sei anni Zone speciali di conservazione (ZSC) o Zone di protezione speciale (ZPS) che concorreranno alla formazione della rete ecologica europea denominata “Natura 2000”. In attesa di capire caratteristiche e finalità di questa rete ecologica, quali sono state le ripercussioni sull’attività motociclistica in Liguria? «Per ora tutte le gare in calendario sono state confermate - rassicura Marco Marcellino, presidente del comitato regionale FMI - si è dovuto solo intervenire su alcuni percorsi delle gare di enduro. Non siamo ancora alla situazione critica raggiunta in altre regioni».

Il comitato ligure è uno dei più battaglieri, in prima fila da oltre venti anni a rappresentare gli interessi dei motociclisti in generale e dei fuoristradisti in particolare anche grazie al lavoro dell’avvocato Paolo Turci, cui si deve la fondamentale consulenza per la realizzazione del disegno di legge sulla “Disciplina della circolazione motorizzata su strade a fondo naturale e fuoristrada”. Un’iniziativa a firma dei senatori Carrara e Monti (e di altri 31 tra senatori e deputati) potrebbe, se non risolvere tutti i problemi, almeno rappresentare una base su cui confrontarsi. Ma questo disegno di legge è un’altra delle note dolenti della vicenda, nato sulla base della sentenza della Corte Costituzionale del 2002, è stato presentato la prima volta il 16 giugno 2004, è stato riproposto, di legislatura in legislatura, nel 2006 e nel 2008 con alcune correzioni. Sono passati due anni ma non se n’è saputo più nulla, anzi le notizie in merito sono poco incoraggianti. «Il disegno di legge, nonostante gli sforzi fatti – conferma Francesca Marotta, responsabile rapporti istituzionali della Federmoto – dopo essere stato assegnato alla Commissione Trasporti è fermo in Senato. Evidentemente non è una priorità per questo parlamento, così come non lo è stata per quelli passati. Come federazione periodicamente sollecitiamo un intervento ma senza risultati se non parziali, come farne inserire alcuni parti (ad esempio l’istituzione del passaporto tecnico) in altri disegni di legge, come la n. 1720 inerente la sicurezza stradale, già approvata dal Senato e che è ora all’esame della Camera». IN ATTESA che qualcuno in Senato tiri fuori dal cassetto questo disegno di legge, la FMI sta cercando di affrontare le situazioni che vanno delineandosi di regione in regio-

ne. «Con l’avvocato Piermario Gatti abbiamo già presentato un ricorso al TAR della Liguria - a fare il punto della situazione è l’avvocato Turci - in particolare contro il regolamento denominato: “Adozione di misure di conservazione per SIC della regione biogeografia alpina”. Il pregiudizio per l’attività fuoristradistica non deriva solo dall’individuazione considerata di alcuni SIC (situazione comune ad altre regioni), ma soprattutto dalla regolamentazione di protezione adottata per questi: anziché limitarsi a “regolamentare” (ossia ammettere, sia pure entro determinati e severi limiti la circolazione motorizzata su sentieri e mulattiere), la Regione ha adottato un blocco totale e assoluto. Non ci aspettiamo una risposta veloce. Puntiamo piuttosto sul fatto che questi ricorsi possano essere degli strumenti di pressione nei confronti delle amministrazioni regionali per avere delle modifiche legislative a nostro favore». Dopo Liguria e Piemonte il contagio divieti rischia di estendersi anche alla Lombardia. Qui il pericolo è rappresentato dal regolamento regionale per la “Tutela e valorizzazione delle superfici, del paesaggio e dell’economia forestale” che pone limiti per l’attività motoristica in zone boschive. Per ora grossi problemi non ce ne sono, anche l’ultima Valli Bergamasche è filata via liscia. «All’inizio c’è stata un po’ di severità nella concessione delle autorizzazioni - dice Alessandro Lovati a capo del comitato lombardo della FMI - ma quando c’è un’organizzazione con l’esperienza di quella bergamasca si può stare tranquilli. Dopo la gara tutto viene pulito, ripristinato, non si lascia alcuna traccia che deturpi l’ambiente. In Lombardia tutto sommato ce la caviamo bene, nel doveroso rispetto delle regole ma anche facendo la giusta informazione. Per far capire che le gare in fuoristrada non distruggono la natura, anzi in alcuni casi si contribuisce a preservarla. Come quando organizzatori e concorrenti contribuiscono al ripristino nei boschi delle linee tagliafuoco, spesso abbandonate e rese inutili dalla vegetazione che ben presto le ricopre». RISERVE indiane per i fuoristradisti o leggi condivise? L’avvocato Turci, al di là dei confronti legali e politici, evidenza un aspetto fondamentale del mondo delle ruote artigliate, ma non solo: «il settore del motociclismo è una sorta di vaso di coccio nel confronto più generale tra le parti. L’immagine dei motociclisti è quella di chi vuol portare nell’ambito della natura i disagi che si vivono

in città. Bisogna far capire che stiamo parlando di sport, di un’attività legittima ed anche utile. Che si vuole svolgere nel pieno rispetto delle regole. Regole però ragionevoli e frutto di necessari compromessi. Per questo bisogna migliorare l’immagine generale dei motociclisti. Essere considerati interlocutori qualitativamente migliori. Altrimenti saremo sempre i più deboli». Per uscirne, dunque, l’ambiente dovrebbe essere più coeso e dare un’immagine migliore. Sarà dura. Lo stereotipo del motociclistica fracassone e deturpatore purtroppo non è frutto solo di preconcetti. Motociclistici fracassoni e deturpatori ci sono e sono difficili da “estirpare”. Eppoi ci sono le Case. Siamo proprio sicuri che non si possa fare di più per rendere le moto da fuoristrada meno “fastidiose”? Per finire, anche gli organizzatori di enduro non sempre lasciano “immacolato” il territorio interessato dalle gare. Insomma, tanti capitoli di una stessa storia, letta e riletta dai tempi della regolarità.

PASSAPORTO TECNICO

MENO OBBLIGHI PER LE MOTO DA GARA SU UNA mulattiera frecce e specchietti servono a poco, sono le prime cose che si rompono insieme alla targa. Ma bisogna averli, anche quando si fa una gara d’enduro. A rendere la vita dura a chi gira in moto tra sentieri e mulattiere ci si mettono anche solerti tutori dell’ordine pronti a contestare l’irregolarità di una targa di cartone ancorché più leggibile dell’originale. La legge è legge e non resta che pagare. Per ovviare al problema almeno durante le competizioni e l’attività ad esse connesse c’è la proposta, inserita nel disegno di legge 1720, di creare il “Passaporto tecnico” per i mezzi da fuoristrada. Un documento rilasciato dalla Federazione Motociclistica sul quale vanno annotati i dati della moto e del proprietario e che consentirà di ottenere l’indicazione sulla carta di circolazione della dicitura “Motoveicolo da competizione su strada”. Mezzo che non dovrà rispettare le disposizioni degli articoli 78 e 80 del codice della strada in occasione delle competizioni. Questo consentirebbe di non utilizzare durante le gare di dispositivi come frecce e specchietti, e si potrà anche usare una targa di formato ridotto rispetto all’originale. motosprint

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Attualità a cura di Dario Ballardini

Arriva la versione Anniversario VENT’ANNI fa arrivava una moto destinata a lasciare un segno nella storia recente della Moto Guzzi: era la Nevada, si proponeva come alternativa italiana alle custom d’Oltreoceano ed ha avvicinato alle due ruote parecchie persone, nelle varie versioni. È proprio per festeggiare il ventennale che il marchio di Mandello ha allestito questa edizione celebrativa, non a caso chiamata Nevada Anniversario. Affianca la longeva Classic rispetto alla quale ha uno stile più brioso, filante. C’è una nuova sella a due piani sottolineata da inedite maniglie cromate, sono nuovi i fianchetti, è stato montato un manubrio low bar, e soprattutto è nuova la livrea bicolore, dominata dal nero ma ravvivata dalle parti in bianco e dalle filettature arancione. Sotto, una base nota: telaio a doppia culla chiusa con elementi smontabili e sospensioni tradizionali (ci mancherebbe!), forcella Marzocchi con steli di 40 mm Ø e due ammortizzatori regolabili nel precarico, un freno a disco di 320 mm Ø davanti e uno di 260 mm Ø dietro, con ruote rispettivamente di 18” e 17”. Il motore è il tradizionale bicilindrico a V trasversale “serie piccola”, 744 cm3, raffreddamento ad aria, distribuzione a due valvole per cilindro ad aste e bilanceri, albero a camme al centro della V; l’alimentazione a iniezione Weber-Marelli impiega due corpi farfallati di 36 mm Ø, la trasmissione è ad albero con giunto cardanico, alloggiata nel braccio destro del forcellone. La Nevada Anniversario è già dai concessionari, il prezzo è 7.960 euro f.c. motosprint

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LA GUZZI NEVADA ANNIVERSARIO HA UN’UNICA LIVREA NERO/BIANCO CON FILETTI ARANCIO.

“CODICE”... DA GARA CATTIVA, cattivissima, anzi “Codice”. È la Rieju MRT 50 Competizione, fuoristrada di 50 cm3 allestita dall’importatore italiano per le gare enduro e motorally, venduta a 4.200 euro f.c. La componentistica è di qualità elevatissima, forcella Marzocchi Shiver regolabile con steli di 40 mm Ø e ammortizzatore Ollé pluriregolabile con link progressivo, il forcellone in alluminio è costruito appositamente per le gare, frizione a comando idraulico. Il motore è Minarelli due tempi raffreddato a liquido, la particolarità è che la moto viene consegnata in regola con il Codice e allegato, incluso nel prezzo, il kit gara: testa e cilindro Top Performances, scarico fatto a mano, silenziatore in alluminio Tecnogas e carburatore Mikuni 24 mm Ø.

CAMILLONI VINCE IL VESPA TENNIS TOUR... E LO SCOOTER Il Vespa Tennis Tour si è concluso con la vittoria di Fabio Camilloni: nella finale allo Sporting Club Marconi di Milano ha avuto la meglio su Stefano D’Apolito e con un secco 4-0 4-0 si è aggiudicato il premio finale, una Vespa S 50 College. Al torneo hanno partecipato quasi 130 concorrenti, che si sono disputati l’accesso alla finale in quattro tappe a Napoli, Roma, Torino e Milano. TUTTI A SCUOLA DI CARROZZERIA La CNA Massa Carrara in collaborazione con Motodesign organizza un corso di specializzazione per chi opera nel settore carrozzerie, indirizzato a moto e ciclomotori: tra i temi, raddrizzatura serbatoi, riparazione plastiche, design e filettatura, verniciatura tinte a inchiostro. Avvio previsto nel mese di settembre. Informazioni: www.csa-ms.it , oppure dott. Roberto Valle Vallomini, 0585852962, formazione@csa-ms.it. MV INAUGURA A SEOUL UNA CONCESSIONARIA A 5 PIANI La MV Agusta ha inaugurato un nuovo store monomarca di cinque piani nella Corea del Sud, a Seoul, nel distretto di Chungdam-dong. Particolare la stuttura dell’edificio che abbina gli showroom per moto, abbigliamento e parti speciali a zone destinate ad eventi culturali. All’evento ha partecipato il ministro dello Sport e della Cultura, Yoo-Inchon. Presto verrà aperto un altro store monomarca MV a Kuala Lumpur, in Malesia. WWW.FACILEBIKE.IT LA PRIMA CONCESSIONARIA ON LINE È partita la prima concessionaria on line, all’indirizzo www. facilebike.it . Offre sconti fino a 2.500 euro sul prezzo di listino e consegne in tempi che possono arrivare a 48 ore, e con essi anche la formula “soddisfatti o rimborsati”. FacileBike srl è il primo esempio del genere in Italia e la sua formula dovrebbe consentire di contenere notevolmente le spese di gestione, con vantaggi per gli acquirenti.

IN BREVE

GUZZI CELEBRA VENT’ANNI DI NEVADA


Motolandia Manifestazioni, viaggi e turismo

Mega evento a Osoppo, in Friuli È TUTTO pronto a Osoppo, in provincia di Udine, per la ventiquattresima edizione della Biker Fest, in programma dal 17 al 20 giugno. La manifestazione, che si svolgerà presso il parco del Rivellino, un’area verde di oltre 240.000 metri quadrati, è ancora una volta all’insegna dell’internazionalità. Infatti espositori e visitatori sono previsti da ogni parte del mondo. Numerosi gli spettacoli e le attrazioni in programma: rock-blues giovedì sera, rock’n’roll e psychobilly venerdì sera e hard rockmetal sabato sera. Fra le dieci band presenti anche i Martin Turner’s Wishbone Ash per la loro unica data italiana. Come sempre da ammirare le numerose creazioni dei più grandi customizer internazionali, fra i quali verranno prescelti i tre vincitori del viaggio alla Bike Week di Daytona 2011. In palio, poi, con la lotteria, una Honda Shadow 750 Black Spirit. Sabato 19 sarà dedicato alla sicurezza stradale con un convegno e il progetto “Biker School” dedicato alle scuole medie con lezioni teoriche e pratiche. Infine sabato 19 e domenica 20 appuntamento con

“US Car Reunion”, lo storico raduno di auto americane del nord-est. Per chi volesse approfittare della manifestazione per scoprire le bellezze del Friuli Venezia Giulia, presso lo stand Terre di Moto sono a disposizione informazioni turistiche e itinerari particolari. Per altre informazioni www. bikefest.com

A MISANO DAL 10 AL 13 GIUGNO

WDW. IL PIANETA ROSSO CHIAMA A RAPPORTO COME già annunciato nei numeri scorsi, appuntamento imperdibile dal 10 al 13 giugno sulla pista di Misano Adriatico per “World Ducati Week”. Si tratta del grande raduno del pianeta rosso al quale parteciperanno anche i piloti ufficiali della casa di Borgo Panigale, quali Stoner, Hayden, Haga, Checa, Byrne e Battaini. Atteso anche Troy Bayliss.

Multimedia L’ULTIMO capolavoro della milanese Milestone, dedicato alla Superbike, reca ora la lettera “X”, sinonimo di “Extra”. Perché, grazie alla licenza Infront Motor Sport, oltre al campionato SBK si può adesso giocare anche ai mondiali Supersport e Superstock. Non solo, assieme a tutte le squadre e le moto ufficiali della stagione in corso, è anche disponibile una Special Edition con piloti leggendari come Fogarty, Bayliss, Chili. Il software, motosprint

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CON DAINESE E AGV pieno di esclusive tecnologie per PS3, X360 e PC, è approcciabile sia in modalità simulativa, molto sofisticata e realistica, che come arcade adatto a tutti. Praticamente due giochi in uno. Imperdibile.

ITALIAN LEGENDAY TOUR AVRÀ come teatro la Toscana l’Italian Legenday Tour promosso da Dainese e AGV. Il giro partirà il 13 settembre dalla sede Dainese di Vicenza, proseguirà per la pianura emiliana per arrivare al Mugello e poi raggiungere la Maremma e l’Amianta e concludersi il 15 settembre. Per partecipare al tour è necessario aderire al concorso abbinato all’acquisto di un capo Dainese o un casco AGV entro il 20 luglio. Si avrà così la possibilità di essere sorteggiati per il tour.

INCONTRO LAVERDA A BREGANZE Dal 23 al 25 luglio varie iniziative sono organizzate nell’ambito dell’incontro Laverda. Il 23 presso l’autodromo di Adria sono previste prove libere previa prenotazione. Sabato 24 luglio giro turistico verso Cima del Grappa con partenza e ritorno a Breganze (VI). Alla sera cena, spettacolo e grande esposizione Laverda. Domenica 25 luglio partenza per un giro turistico a Marostica e Bassano del Grappa. Per iscrizioni www.3cmoto.it. MOSTRA SCAMBIO AL MUGELLO L’autodromo del Mugello ospiterà il 12 e 13 giugno una mostra scambio di auto, moto, cicli d’epoca e ricambistica. Ampi gli spazi previsti per gli espositori: 2.000 mq coperti e 40.000 all’aperto. Per info: www.mugellocircuiti.it, www.svarvolatimugellati.it MOTO SQUAQUERO A CASTROCARO TERME Squaquero sta per squaquerone, tipico formaggio romagnolo servito con la piadina ed elemento indispensabile al raduno previsto a Castrocaro Terme (FC) dal 25 al 27 giugno. Per prenotazioni 335-6860692. IL MOTOCAMP IN SLOVACCHIA Si chiuderanno il prossimo 20 giugno le iscrizioni al Motocamp, che si svolgerà a Donovaly, in Slovacchia, da 22 al 25 agosto per l’organizzazione S.M.F. (Slovenska Motocyklova Federacia). Il campeggio, ove si terrà la manifestazione, sarà aperto dal giorno 22 agosto. Informazioni e modulo per l’iscrizione sul sito della FMI (www.federmoto.it).

IN BREVE

FUORI DI... FESTA DAL 17 AL 20 GIUGNO

ADVANCED CAMP CON FASOLA Per tutti gli appassionati del tassello, ecco un’occasione per migliorare la propria guida. Dall’11 al 13 giugno a Passo del Brallo (PV), Fabio Fasola e Giorgio Negri organizzano un corso avanzato di enduro. È possibile partecipare con la propria moto da enduro. Prezzo: 450 euro, compreso albergo 4 stelle con pensione completa, servizio meccanico e ricambi. Per informazioni telefonare al numero 035-3233850.


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NATI PER ESSERE SELVAGGI O QUASI GET your motor runnin’, head out on the highway. Lookin’ for adventure and whatever comes our way. Fate correre i vostri motori a testa bassa sulla strada. In cerca di avventura e di quello che incontreremo. Yeah Darlin’ go make it happen, take the world in a love embrace. Sì cara, fai che succeda, prendi il mondo in un abbraccio d’amore. I like smoke and lightning, heavy metal thunder, racin’ with the wind and the feelin’ that I’m under. Mi piacciono il fumo, il lampo e il tuono dell’heavy metal, gareggiando col vento e sentendo che sono dentro. Like a true nature’s child we were born, born to be wild. We can climb so high I never wanna die. Born to be wild! Born to be wild! Come un vero figlio della natura siamo nati, nati per essere selvaggi. Possiamo salire così in alto, non voglio morire mai. Nati per essere selvaggi. Ascoltiamo l’inno del motociclismo selvaggio alla notizia della morte di Dennis Hopper, l’uomo che ha portato nelle nostre vite fumo e motori, Jimi Hendrix e chopper molto tempo prima che alcuni di noi fossero nati, e quindi sarà per questo che tra noi ci sono molti nati to be wild. È una sera in cui non fa ancora caldo e ridiamo pensando a noi che siamo nati per essere selvaggi, ma quando c’è quest’arietta preferiamo indossare una felpina per non prendere freddo. Però abbiamo le finestre spalancate e Easy Rider nel dvd. E non importa che alcuni di noi non abbiano mai guidato una moto e siano troppo giovani o troppo vecchi per volerne una. In questa serata in cui è ancora meglio mettere una felpa ci ritroviamo tutti seduti davanti al video a celebrare lo zio Dennis che dopo una vita selvaggia e malata se n’è andato per sempre. Alcuni sollevano una birra al video, altri li vediamo togliersi una lacrima che scende lentamente approfittando del buio in sala: “Ma che fai, piangi anche tu? Ma no, cosa dici, è che mi è scoppiata l’allergia”, mentre un paio recitano le battute a memoria, in una specie di rito collettivo: “Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto. Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo... Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è”. Dicono che i migliori dialoghi del film siano nati dai fumi di marijuana che si consumava sul set, e noi decidiamo che il nostro ruolo stasera non è condannare la droga, ma provare a capire cosa sia rimasto per noi di quel lungo viaggio con i capelli accarezzati dal vento, in sella a quelle moto che non sono certo le più belle, ma le migliori per raccontare un mondo. Ora che il film è finito e che anche Dennis Hopper è morto, torniamo tristi e stanchi ai nostri lettini caldi e, mentre ci salutiamo sul cancello, ci viene da abbracciarci e intonare un boooorn tu bi waaaaaaaaild che è un inno al passato, e a noi, e alle nostre moto, mentre una voce da chissà dove ci zittisce con un: “Silenzio che c’è gente che dorme”. Ma noi siamo nati per essere selvaggi, e che diamine, ma per davvero sarà meglio andare a dormire, che è quasi mezzanotte e domattina ci si deve svegliare presto. Laura Cattaneo

Radunifino al 13 giugno 1Piemonte VENERDÌ 11 - DOMENICA 13 GIUGNO 9ª Motofestàsa, festa biker per tutti i tipi di moto a Carmagnola (TO) Old Mountains Group, tel. 338-1235341, 339-6384267, 328288387, www.oldmountains.it, email oldmountains@libero.it

SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO Mostra scambio auto e moto d’epoca Anni Ruggenti a Villanova Mondovì (CN) e 1º raduno regolarità d’epoca. Tel. 335-7307328, 335-8114411, 339-4124325, www.comune. villanova-mondovi.cn.it

DOMENICA 13 GIUGNO VCO Mototrophy Motogiro del Verbano Cusio e Ossola a Omegna (VB) M.C.O. - Omegna, tel. 339-8343347, fax 0323-867112, www.motoclubomega.com 4º Vesparaduno a Settimo Torinese V.C. Settimo, tel. 335-6048982, 011-8971801, vespa.club.settimo.torinese@hotmail.it Vesparaduno “Mangia in… Vespa” a Verzuolo (CN) V.C. Verzuolo, tel. 338-9122085 0175-85887, www.vespaclubverzuolo.com Vesparaduno del decennale Daag a Doss a Verbania V.C. Daag a Doss, tel. 328-8921595 0323-504469, www.vespaclubverbania.it Raduno “In Vespa all’Isola dei Dinosauri” a Isola d’Asti V.C. Dinosauri, tel. 335-1016988 0141-956299, email gianni.vito@alice.it

1Liguria DOMENICA 13 GIUGNO 20º raduno interregionale Golfo dei Poeti a La Spezia A.M. Motauri, tel./fax 0187731289, www.motauri.it, info@motauri.it Mototour Valli Ingaune ad Albenga (SV) M.C. Centauri, tel. 347-1755483, fax 0182971166, centauridalbenga@hotmail.it

1Lombardia DOMENICA 13 GIUGNO 20º raduno dei Longobardi all’Autodromo di Monza M.C. Monza, tel./fax 039-325103, 335-6636437, 340-8504847, www.motoclubmonza.it 6º Sottocanna in circuito a Cremona con Mostra tematica Moto Guzzi. CAVEC (Club Amatori Veicoli Epoca Cremona), tel. 0372530463, fax 0372-458602 www.cavec.it 16º Raduno moto storiche e Memorial Cleto Marozzi a Garlasco (PV) M.C. Garlaschese, tel. 335-6828869, 335-5878396, 330-607142, www.motoclubgarlaschese.it

1Friuli Venezia Giulia DOMENICA 13 GIUGNO 8º raduno interregionale “San Zuan” a San Giovanni di Casarsa (PN) e 5º raduno Moto Morini. M.C. San Giovanni, tel. 0427-94734, www.mcsangiovannidicasarsa.it Raduno d’epoca a Villotta di Chions (PN) M.C. Aquile Rosse, tel. 0434-630039, fax 0434-630675, aquilerosse@motoclubfmi.it

1Veneto DOMENICA 13 GIUGNO 5º incontro “De La Motha” 1º Memorial Ivan a Motta Di Livenza (VT) M.C. I Cavalli di Frisia, tel. 393-9713034, 0422-768639, http://icavallidifrisia.blogspot.com, email icavallidifrisia@motoclubfmi.it Incontro “S. Antonio” a Vigodarzere (PD) M.C. Serenissimo, tel. 049-706452, fax 0498873847, serenissimo@motoclubfmi.it 18º raduno ad Arquà Polesine (RO) M.C.

Pozzato Tito, tel. 347-4305890, 0425947613, motoclub.arquapol@libero.it 4º Motoincontro a Istrana (TV) M.C. Le Torri, tel. 0423-495173, 0423-721430, email motoclubletorri-cfv@tiscali.it Motoraid Circuito Delle Prealpi Bellunesi a Sedico (BL) M.C. CBAME Berto Gidoni, tel./fax 0437-852217, email c.b.a.m.e.bertogidoni@motoclubfmi.it Scooter raduno a Saletto di Montagnana (PD) per scooter, moto d’epoca e Vespe. Tel. 347-4774907.

1Emilia Romagna GIOVEDÌ 10 - DOMENICA 13 GIUGNO WDW - World Ducati Week all’autodromo di Misano Info su wdw2010.ducati.com

VENERDÌ 11 GIUGNO 13ª Concentrazione notturna a Savarna di Ravenna per tutti i tipi di moto. M.C. La Torre, tel. 338-3352444, mclatorre@libero.it

VENERDÌ 11 - DOMENICA 13 GIUGNO 9º Mototigella e incontro con motociclisti finlandesi “FinIta 2010” a Carpi (MO) M.C. Sport Uisp Carpi, tel. e fax 059-653093, http://mototigella.blogspot.com 5° Ruotesfonde a Bellaria Igea Marina (RN), parco Rio Grande, concerti, intrattenimenti, area burn-out, stand, campeggio. Tel. 338-4459527, www.ruotesfonde.it 10º Compleanno DMC - Ducati Monster Club Italia a Rimini. www.ducatimonsterclub.it - www.dmcperugia.com 14º Ride With Pride a Novellara (RE) Lowlanders M.C. Reggio Emilia, tel. 3387246908, www.lowlandersmc.com

VENERDÌ 11 - LUNEDÌ 14 GIUGNO Festa de Mutor a Pezzolo di Russi (RA) Pezzolo Pulling Team, www.pezzolo.org

SABATO 12 GIUGNO 5ª Vecchio Tassello per cross e regolarità anni ‘70 e ‘80 a San Nicolò di Rottofreno (PC) Tel. 347-4120013, 347-4153594, email stefano_nach@iol.it, cubasan@libero.it

SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO 13º Motoraduno - 7º Raduno Ducati - 1º Raduno uno Guzzi a Vigarano Mainarda rda (FE) M.C. La Diamantina, na, tel. 0532-436097, 33992026930, www.ladiamanntina.it Rally del Gusto: 5ª Via a della Sfoglia lungo l’Ap-pennino emiliano-roma-gnolo Tel. 393-4690651, www.rallydelgusto.it 13º Parilla Days internazionale a Carpi (MO) Registro Storico Parilla, tel. 0546-941215, 3381842613, 329-6359876, 059-640688, fax 0546940257, www.parilla.it

DOMENICA 13 GIUGNO O Motoincontro a Gambettola (FC) M.C. Città di Gambettola, tel. 346-2342475, email cittadigambettola@motoclubfmi.it Motocavalcata “un Svà Sò” (non si va su) a Predappio (FC) M.C. Predappio, tel. 3921970304, email gattoguasto@libero.it

1Toscana VENERDÌ 11 - DOMENICA 13 GIUGNO 7º incontro Allodola a Mandri – Londa (FI) M.C. Allodola, tel. 335-336355, 3385916384, www.motocluballodola.com

SABATO 12 GIUGNO Motoincontro culturale “don Milani” a Vicchio (FI) M.C. Aquile del Mugello, tel. 3480468529, www.aquiledelmugello.it

SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO 6ª Mostra scambio del Mugello auto, moto d’epoca e ricambistica, presso l’Autodromo. Svarvolati Mugellani, telefono 333-5830522, 055-8960966, www.svarvolatimugellani.it

DOMENICA 13 GIUGNO Incontro “Barbiana” a Vicchio del Mugello (FI) M.C. Giotto, tel. 055-8495604, 348-0468529, fax 055-8497544, email mcgiotto@libero.it 6º “Wine & Bikers” a S. Albino di Montepulciano (SI) M.C. Nico Martinelli, tel. 348-2839106, 3489033501, www. motoclubnicomartinelli.it 2º raduno “Vespa i (PO) V.C. V C 325 della Valbisenzio” a V Vaiano Valbisenzio, tel. 338-5403176, www.vespaclubvalbisenzio.com Rievocazione storica Vespa “Firenze-Fiesole” V.C. Fiesole, tel. 333-5936158, 0556125086, www.ilrifugiodelvespista.it

1Marche DOMENICA 13 GIUGNO 4º raduno interregionale a Bolognola (MC) M.C. Franco Uncini, tel. 071-7574930, 3473060089, www.motoclubfrancouncini.it 10º Tour Morbidelli a Pesaro M.C. G. Morbidelli - Museo, tel. 333-6256738, fax 0721282402, www.motoclubmorbidelli.com

1Umbria SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO Giro turistico alle Cascate delle Marmore (TR) M.C.Valle di Suessola di Santa Maria a Vico (CE), tel. 380-3669202, email vincenzo. iadaresta@virgilio.it

DOMENICA 13 GIUGNO 4ª Motocavalcata dei Cinque Colli a Gubbio (PG) M.C. Gubbio, tel. 075-9277531, 3333022428, 338-1272631, fax 075-9221623, www.motoclubgubbio.it 3ª Motopasseggiata Memorial Claudio e Daniele ad Agello (PG) Gruppo Motociclistico Avis Agello, tel. 347-3300058, 3315793729, email stefanonucciarelli@tele2.it

1Lazio DOMENICA 13 GIUGNO Raduno Città di Ferentino (FR) M.C. Ferentino, tel. 333-2139689, 0775-246103, www. motoclubferentino.it Raduno a Fiumicino (RM) A.M.C. Fiumicino, tel. e fax 06-65047520, email a.m.c.fiumicino@motoclubfmi.it Raduno a Monterosi (VT) M.C. Coordinamento Motociclisti, tel. 0761-698054, 3286894257, www.motoclubcm.org 5º Motosummer a Montalto di Castro (VT) Briganti della Maremma, tel. 333-3250467, www.brigantidellamaremma.it

1Abruzzo DOMENICA 13 GIUGNO Raduno “Strade del Vino” a Colonnella (TE) M.C. Ivan Palazzese, tel. 0861-82303,

338-8441075, marcel.deangelis@virgilio.it 2º raduno Briganti della Torre a Monteodorisio (CH) M.C. I Briganti della Torre, tel. 338-1232553, fax 0862-28303, email ibrigantidellatorre@motoclubfmi.it, didigi82@ virgilio.it

1Campania DOMENICA 13 GIUGNO Raduno territoriale a S. Potito Ultra (AV) M.C. Città di Avellino, tel. 338-7788322, cittadiavellinomotoepoca@motoclubfmi.it C Concentrazione storica nazionale Gruppo 1 a Eboli (SA) M.C. Tirseni, tel. 0828-364878 anche fax, email tirseni@motoclubfmi.it a

1Puglia SABATO 12 GIUGNO S F Festa biker a Marina di Taviano (LE) M.C. Nitro, tel. 347-9164436, fax 0833-552284, N e email cosimarco@tiscali.it

DOMENICA 13 GIUGNO D In Incontro regionale a Monteroni di Leccce M.C. Valle della Cupa, tel. e fax 08323 323435, email v.cappello@regione.puglia.it 10º raduno nazionale Vespa in Valle d’Itria 1 a Locorotondo (BA) V.C. Valle d’Itria, tel. e fax 080-4312671, 335-5309309, www.vespaclubvalleditria.it

1Basilicata VENERDÌ 11 - DOMENICA 13 GIUGNO Raduno nazionale Terra dell’Aglianico DOC del Vulture a Rionero In Vulture (PZ) prova di TTN. M.C. Giacinto Cerviere, tel. 0972722365, 328-9189486, fax 0972-725829, www.motoclubgiacintocerviere.com

1Calabria SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO 1º raduno Città di Reggio Calabria lungomare Falcomatà area Tempietto. M.C. I Re_gitani, tel. 339-5917767, 366-6532893, www.motoclubiregitani.it 10º raduno Città di Buonvicino (CS) M.C. Buonvicino, telefono 340-5840910, fax 0985-87593, email buonvicino@motoclubfmi.it

1Sicilia VENERDÌ 11 - DOMENICA 13 GIUGNO Vesparaduno 1º Rally della Sicilia a Modica (RG) V.C. Modica, tel. 334-3609569, 0932751810, www.vespaclubmodica.it

SABATO 12 - DOMENICA 13 GIUGNO 16º raduno d’epoca Nando Pennisi a Palermo per moto ASI ante 1958. Club La Manovella, tel. 095-608330, 095-608270, www. lamanovellaacireale.it

DOMENICA 13 GIUGNO Raduno a Petralia Sottana (PA) M.C. Delle Madonie, telefono 349-4213696, fax 09216410004, motoclubdellemadonie@tiscali.it

1Sardegna DOMENICA 13 GIUGNO 5º raduno del Fiore Sardo a Gavoi (NU) M.C. Gavoi, telefono 347-8813225, fax 078453284, email france.lavra@tiscali.it 11° raduno delle Dune a S. Anna Arresi (CA) M.C. Le Dune, tel. 328-1054355, 3471758747, 339-7885457, www.motoclubledune.it Raduno storico Gruppo 1 a Iglesias (CA) M.C. Iglesias, tel. 0781-32444, 0781-40994, www.motoclubiglesias.org

UNO SBARCO A TRADIMENTO BUFFO il mondo acquatico, va là, sempre pieno di sorprese. Avevo deciso, questa volta, di proporvi una delle mie rinomate inchieste inutili, per l’esattezza una sugli stupidi che guidano sempre in corsia di sorpasso, anche quando a destra hanno tutto libero. Però, dopo aver appreso dai notiziari che un traghetto proveniente da Ponza s’è incagliato ad Anzio come una balena spiaggiata, ho dovuto assolutamente rivedere i programmi. E dire che l’avevo ben suggerito io, la settimana scorsa, l’accostamento ironico tra certi attracchi un po’ spartani e gli sbarchi alleati in Normandia. Ora, in sintonia alla notizia, il riferimento più corretto non è il celebre D-Day del 6 giugno ’44 sulla Manica, ma l’operazione Shingle del 22 gennaio, stesso anno, tra Anzio e Nettuno. Dopo i due precedenti “Via col Vento” dedicati a moto e traghetti, resto dunque ancora in tema, stuzzicato dalle circostanze. Già, perché quando si staccano i pneumatici dal suolo e si prende il largo in nave, non necessariamente deve finire tutto storto come col Titanic, ma meglio non dare mai nulla per scontato. Ecco infatti un divertente aneddoto rivelatore, tratto dai miei trascorsi. Arcipelago greco, una lontana primavera. Sono l’unico viaggiatore munito di veicolo (un cinquantino a 2 tempi e 4 marce) su una specie di naviglio che fa spola minore tra un istmo e una penisola, consentendo di risparmiare molti chilometri di deviazione stradale. Il mare è mosso e c’è fortissimo vento. A bordo, assieme a me, altre poche anime rassegnate ed il pope ortodosso della locale chiesa di San Giorgio. Ad un certo punto il capitano greco informa, in greco, tutti i passeggeri greci che, causa meteo ostile, non può entrare in porto ma, se lo desiderano, può sbarcarli su una caletta riparata lì nei pressi, da dove poi raggiungere l’abitato a piedi con un breve sentiero tra gli scogli. Alternativa: tornare indietro. Il pope, facendosi garante del gruppo con la sua autorità morale, naturalmente conferma. Io, naturalmente, non capisco una mazza. I primi sospetti maturano però quando il ferry inizia una manovra strana e poi cala la rampa a tradimento sulla spiaggia battuta dalle onde. La conferma mi viene vedendo i marinai scodellare a braccia il mio ciclomotore sotto un costone da capre, alto venti metri. Alle vive rimostranze sul fatto che né io né la moto possiamo considerarci capre e su come diavolo faccia a togliermi da quello sbarco di guerra, il capitano imperturbabile fa: “No problem”. Quindi alza la rampa, fa spernacchiare la sirena e se ne va via beccheggiando. Il pope intanto s’è dileguato tra gli scogli con la sua lunga sottana nera, sparendo alla vista. Rimasto solo, in dieci minuti di bestemmie ho già esaurito tutto il pantheon greco-ortodosso. Ma riecco, inaspettato, il pope. Avanza deciso alla testa d’un piccolo drappello di energumeni baffuti. Afferrano il cinquantino come fosse la sacra reliquia di una processione, poi, caracollando tra pietre e sterpi, me lo trascinano fin sulla strada, in cima alla scogliera. Grazie! Prego! Parakalò! Meno male che non era un 1200... Giovanni Carlo Nuzzo - gcn@gcnw.it

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13 GIUGNO Coppa FMI: Trofeo del Centauro (125 SP, 600 STK, 600 Open, Open) Trofeo Maxi Scooter Continental 600 Open-1000 Open a Vallelunga Gentlemen’s M.C., tel. 064958492, fax 06-4466600, 06-94810284, www.gmc-roma.it, email info@gmc-roma.it Ducati Desmo Challenge a Misano (WDW) Misano World Circuit, tel. 0541-618511, fax 0541-615463, www.misanocircuit.com, www.ducatidesmochallenge.com Italiano - Campionato in Salita Carpasio Prati Piani (anche Gruppo 5) M.C. Imperia, tel. 0184-510427, fax 0183-400008, www. motoclubimperia.it- www.velocitainsalita.it Trofeo FMI Kit 3 a Castelletto di Branduzzo (PV) Motodromo, tel. 0383-855008, fax 0383-859889, www.motodromo.it Trofei Malossi Nord ScoterMatic Extreme, SuperScooter, GP80 al Circuito di Pomposa (FE) Race Service, tel. 051-727098, 3356281121, www.raceservice.com Trofeo Honda HIRP, NSF 100 Junior Trophy e NSF 100 Extreme a Corridonia (MC) M.C. Drake, tel. 0733-435539, fax 0733-432455, www.cogiskart.it, email info@cogiskart.it Trofeo scooter Stage 6, camp. italiano AICS a Ottobiano (PV) Pista Ottobiano, tel. 0384-496099, fax 0384-496933, www.southmilanokarting.com - www.stage6cup.it

1Cross 12 GIUGNO Campionati Internazionali d’Italia Supercross ad Almenno San Salvatore (BG) M.C. Berbenno, tel. 035-861254, 335-8229569, 348-4030939, fax 035-261418.

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Campionato trentino minicross, gara interregionale e promo Sport M.C. Tenno, tel. 0464-521221, fax 0464-553945, www. motoclubtenno.it, motoclubtenno@libero.it Campionato veneto cross e gara minicross debuttanti-cadetti a Bergantino (RO) M.C. Pastorelli-Bergantino, tel. 0425-87634, fax 0425-87634, www.motoclubbergantino.it, bergamini31@tele2.it Gara interregionale MX2 e MX1 Trofeo P. Levati a Ceriano Laghetto (MI) M.C. Brianza, tel. 0362-970276, fax 0362-918507, www.motoclubbrianza.it, roncalli_roberto66@hotmail.it Trofeo Sperimentale cross-enduro a Misterbianco (CT) 1ª prova M.C. Misterbianco, tel. 340-6467473, 328-6520015, www. motoclubmisterbianco.it Campionato provinciale MX1-MX2-MiniTrofeo 2T-Sport a Casale Monferrato M.C. Italo Palli, tel. 348-8580776, 335-6611171, fax 0142-454148, www.motoclubpalli.it

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1Enduro 12 - 13 GIUGNO Mondiale - Gran Premio di Polonia a Kwidzyn (anche Junior, Youth e Coppa femminile) Kwidzynski Klub Motorowy, tel. +48 55 279 77 45 projekty@out-door.biz - www.enduro.kwidzyn.pl - www.enduro-abc.com

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1Trial 12 GIUGNO Europeo - Campionato Femminile e Giovani a La Rabassa (Andorra) FMA (Federacio Motociclista d’Andorra), tel. +376-890 370, fax +376-890 356, www.fma.ad

13 GIUGNO Europeo - Campionato Trial, Junior e Over 40 a La Rabassa (Andorra) FMA, tel. +376890 370, fax +376-890 356, www.fma.ad Trofeo Centro Sud - TCST a Monte San Giovanni in Sabina (Rieti) M.C. 3 Valli, tel. 0746-491435, 348-7331616, fax 0746247209, www.trialvallidelcanera.com Campionato piemontese e valdostano e trial juniores a Sestriere (TO) AMC Gentlemen’s, tel. 0121-78049 anche fax, email gentlemens@dag.it Campionato lombardo e juniores a Cuasso al Monte (VA) M.C. Team Cecotto, tel. e fax 0331-360491, 348-7357196, www.teamcecotto.com, teamcecotto@libero.it Campionato triveneto a San Pietro Mussolino (VI) M.C. Trial Valchiampo, tel. e fax 0444-687892, www.trialvalchiampo.com Campionato emiliano-romagnolo, prima prova M.C. Taro Trial, tel. 338-8350001, fax 0521-493200, www.motoclubtaro.it Trofeo sociale a Ceranesi (GE) M.C. Della Superba, tel. 340-7378194, fax 010-784088, www.motoclubdellasuperba.it

1Speedway 12 GIUGNO Campionato long track, finale 2 a St. Macaire (Francia) FFM, tel.+33 1 4923 77 00 fax +33 1 4700 08 37 - www.ffmoto.org Qualificazioni mondiale 2011, round 2 a Terenzano (UD) M.C. Olimpia, tel. 360917649, fax 0432-506343, email mcolimpia@hotmail.com Qualificazioni mondiale 2011, round 1 a Fjelsted (Danimarca) DMU tel. +45-43262613, fax 43-262615 www.dmusport.dk Qualificazioni mondiale 2011, round 3 a Miskolc (Ungheria) Speedway Miskolc Racing, tel. +36 46533351, www.speedway.hu Qualificazioni mondiale 2011, round 5 a Gorican (Croazia) HMS, tel. +385 1 3012 321 fax +385 1 3012 320 www.hms-moto.hr Qualificazioni mondiale 2011, round 4 a Balakovo (Russia) MFR, tel. +7 495 621 17 67, fax +7 495 624 44 60, www.mfr.ru Youth Grass Track 125 European Cup a Loppersum (Olanda) KNMV, tel. +31-263528510, fax 26-3528522, www.knmv.nl

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Tre mesi senza Rossi