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il pensiero unico

D

icono che i nostri mali economici odierni dipendano, nel profondo, dal fatto che siamo finiti dentro al vortice di una svolta epocale. Quella specie di fenomeno che è accaduto non più di due, forse tre volte nell’arco del precedente millennio e che, quando avviene, ha la forza di cambiare in modo netto il corso della storia fino a trasformare la visione del mondo e i costumi delle genti. Una svolta epocale fu la Rivoluzione Francese che pose fine ai governi dei re e mise le basi per le democrazie che oggi conosciamo; un’altra fu la Rivoluzione Industriale che da contadini ci fece diventare operai e, con la produzione in serie di oggetti, ci trasformò da possessori di pochissime cose a possessori di un gran numero di cose. La svolta epocale che stiamo vivendo, ha un nome che conosciamo da tempo ed è quello di “globalizzazione”. Un pianeta che prima era diviso in tante realtà, una diversa dalle altre, è diventato una sola grande realtà. E questo ci ha messo sottosopra, facendo saltare in aria tutti i nostri equilibri. Era prevedibile. Anche dopo la Rivoluzione Francese o quella Industriale vi furono grandi scompigli e incertezze economiche e ci volle del tempo perché si maturassero i benefici che da esse si generarono. Il problema della “globalizzazione” è che abbiamo un unico sistema-mondo, ma non un unico modo di pensare all’interno di esso. Il che vuol dire che siamo, di fatto, un tutt’uno ma che, sempre di fatto, non abbiamo ancora nulla che ci unisce. Ci manca una cultura condivisa, un pensiero comune sui valori che ci faccia sentire davvero affini. Faccio un esempio: in un’epoca globale dovrebbe esserci uno scrittore globale. Ma come può esistere oggi uno scrittore globale, quando in occidente il grande scrittore, da Dante in poi, è sempre stato identificato in colui che incarna la coscienza critica della propria nazione, mentre in Cina il grande scrittore, da Tu Fu in poi, è colui che più di tutti interpreta l’armonia sociale? Questa diversità culturale profonda, che non permette, almeno per il momento, l’esistenza di una voce letteraria capace di farsi interprete unica dell’intero pianeta, si ritrova in tanti o forse in tutti gli altri ambiti, da quello politico a quello religioso, da quello sociale a quello economico. Tuttavia c’è un’eccezione; c’è un pensiero davvero unico, condiviso da tutte le genti di tutti i paesi del mondo, ed è il pensiero sportivo. Esso preesiste alla globalizzazione, essendosi formato e diffuso quando ancora nessuno parlava di mercato globale. I suoi valori sono solidi, universalmente riconosciuti tanto che, se a oggi non esiste ancora la possibilità di uno scrittore globale, sono decenni che nello sport esiste il titolo di “campione del mondo”. Lo sport è riuscito a far sì che i 100 metri e il pingpong fossero praticati nello stesso modo in Occidente quanto in Oriente, come nessun’altra attività o pensiero umano è riuscito a fare nei propri rispettivi ambiti, siano quelli della politica, della religione, della società, dell’economia. Gli sportivi di ogni luogo, di ogni razza e cultura hanno saputo condividere il linguaggio della ricerca tecnica, della fatica, dell’impegno, della competizione leale e in nome di ciò hanno saputo darsi regole che permettono di vivere la globalizzazione sportiva in modo corretto e sereno. Se la globalizzazione, in specie dei mercati, è quella svolta epocale che ha fatto saltare in aria i nostri equilibri economici, beh, sarebbe opportuno che si cominciasse a studiare sul serio il fenomeno sport, unico e autentico pensiero globale prodotto dal genere umano, affinché anche le sfide dei mercati abbiano quell’equità e quella legittimità che da sempre hanno le sfide sportive.

visita il sito: www.luigiborgo.com

SSIMO

SPORTI


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N

ell’estate del duemilanove ho compiuto l’avventura mia più grande. Ho percorso a piedi il Sentiero degli Appalachi lungo la costa est degli Stati Uniti. Questa esperienza aprì, in me, la porta ad un nuovo modo di sperimentare la grandezza di madre natura. Centoquarantaquattro giorni a camminare su un sentiero battuto per un totale di tremilacinquecentocinque chilometri, percorsi quasi interamente immer-

so nel verde di boschi sconfinati e a diretto contatto con una natura ancora predominante, portando in spalla lo stretto necessario di viveri e attrezzatura. Questa esperienza coronò un sogno che tenevo nel cassetto da anni: vivere in un ambiente puro sperimentando quello che i pionieri europei videro e vissero quando arrivarono qui. Nei mesi successivi ebbi modo di assorbire e digerire ogni minuto di quell’esperienza. La parte più difficile viene dopo. Dopo tanti giorni passati a vivere in simbiosi con il naturale scorrere del sole e delle stagioni, ritornare ai ritmi di questa


on the west coast

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Lino Dani è ripartito. Dopo aver compiuto nel 2009 il Sentiero degli Appalachi lungo la costa est degli Stati Uniti, 3505 km in 144 giorni di cammino, adesso è la volta del Sentiero della Costa del Pacifico, 4288 chilometri, dal confine col Messico al Canada; un cammino straordinario lungo il deserto del Mojave, la catena montuosa della Sierra Nevada e le montagne Cascade.

di Lino Dani http://facebook.com/lino.dani

società, ti fa riflettere su tante cose. Ma tutto questo riflettere non fece altro che stimolare il mio bisogno di tornare a camminare. Sentivo dentro la necessità di tornare a camminare per mesi. Questa mia esperienza, in realtà, aveva dato inizio a qualcosa di nuovo. Il sentiero della costa est è solo uno dei tre sentieri che attraversano gli Stati Uniti da nord a sud , chiamati “le Tre Corone” e considerati tra i più lunghi a mondo. Adesso che avevo percorso l’Appalachian Trail, la mia attenzione si posò sul naturale successivo, il sentiero che percorre la costa ovest. Il Pacific Crest Trail. Percorrere questo sentiero sarebbe stato ben altra cosa.

Era più volte stato al centro della nostra attenzione, durante le lunghe chiacchierate davanti al fuoco serale al campo, specialmente negli ultimi giorni prima di finire un sentiero durato mesi quando si facevano piani e previsioni per nuove avventure. Si ascoltava attentamente chi ne conosceva i dettagli, ma era chiaro che questo sarebbe stato ben più lungo e soprattutto diverso nel suo percorso. Camminare su e giù per bei sentieri segnati , immerso nei boschi, quasi sempre a vista dei centri abitati, accompagnato da un clima quasi mediterraneo, è ben diverso dal percorrere zone desertiche con sporadiche risorse d’acqua. Inerpicarsi con ramponi e piccozza per una serie di passi innevati a quattromila metri. Guadare torrenti resi in piena dallo scioglimento delle nevi. Sopportare

sbalzi termici dai quaranta gradi di un sole cocente alle notti sottozero delle alte quote, lontani da centri abitati e dunque privi di qualsiasi supporto, essendo costretti a portarsi i viveri necessari per tratti anche di dieci giorni, oltre all’indispensabile attrezzatura tecnica minima, naturalmente tutto sulle proprie spalle. Questa parte pratica mi metteva a disagio, con una fitta allo stomaco, ma allo stesso tempo tremavo per l’adrenalina mentre il cuore batteva forte nel petto. Eh si sa…, il cuore vince sempre! Ed è così che dopo mesi di maniacale preparazione, in cui la mia mente ha pensato, studiato e organizzato tutto al meglio, un bel mattino dell’undici maggio duemilaundici, dopo aver oltrepassato un oceano ed un continente, mi ritrovo in un posto sperduto in mezzo al deserto, al confine tra Stati Uniti e Messico, a fare la foto ricordo accanto al

monumento che segna l’inizio di un sentiero che dopo mille peripezie mi avrebbe portato in Canada. Questo sentiero si apriva davanti ai miei occhi e sapevo che compiuto il primo passo sarebbe diventato la mia casa per i cinque mesi a venire. Voglio portare te che leggi con me, in questa avventura, per farti vivere quello che ho vissuto io. Il Sentiero della Costa del Pacifico è lungo 4288 chilometri. Inizia al confine della California con il Messico, vicino ad un minuscolo paese di nome Campo e termina a Manning Provincial Park in British Colombia, Canada. Inoltrandoti verso nord, percorri la lunghezza dello stato della California, dell’ Oregon e di Washington, sempre in cresta alla catena montuosa che divide la costa del pacifico ad ovest, dai grandi deserti e le montane rocciose ad est. Il primo migliaio di chilometri è arido e ventoso,desertico a tratti, anche se supererai vette oltre i


tremila metri. In questa prima parte le risorse d’acqua ti forzeranno alla massima cautela. Percorrerai un angolo del deserto del Mojave con temperature sopra i 40 gradi. Camminare per questo tratto durante la notte è sicuramente una mossa tattica. Dopo una meritata pausa a Kennedy Meadow per riorganizzarti, salirai bruscamente di quota sulla catena montuosa della Sierra Nevada. Passerai a 13 chilometri dalla sommità del monte Whitney, la vetta più alta dei 48 stati contigui (ovvero esclusa Alaska e Hawaii). E qui molto probabilmente lascerai la tenda accampata in una radura alpina di rara bellezza e prenderai il sentiero che ti porterà in un giorno su nevai in vetta a quota 4421 metri. Ritornato al campo, continuerai lungo il sentiero ufficiale. Attraverserai il passo Forester a quota 4017 metri. Questo è il primo di una serie di passi sopra i 3300 metri, ed è anche il punto più alto dell’intero percorso. Ma la California è lunga. Da sola copre più della metà dell’intero sentiero. E anche se scenderai di quota, continuerai sul crinale a quote intorno ai 2500 metri. Raggiunto il paesino minerario di Sierra City avrai finito di camminare sulla neve nei versanti a nord. Continuando, ammirerai il monte Shasta, vero e proprio vulcano inattivo, che resterà a distanza sulla tua destra, ma che ti accompagnerà con la sua imponenza per settimane. E’ il primo di una serie di vulcani che sembrano guidarti verso il Canada. Entrato nell’Oregon ti ritroverai a camminare su colate laviche di varie epoche. Dopo giorni passati tra enormi alberi nella foresta riaffiorerai restando stupefatto nel ritrovarti sul bordo di un cratere: Crater Lake, un antico vulcano collassato dentro la caldera dopo l’eruzione. Continuerai ad aggirare vulcani formati dalla falda di San Andrea e dopo Mount Hood scenderai a 42 metri sul livello del mare prima di attraversare il mitico fiume Columbia, il punto più basso del sentiero. Lo stato di Washington ti regalerà momenti e scenari che incorniceranno la tua esperienza di questo sentiero per sempre,ma saranno proprio le ultime centinaia di chilometri a catalizzare nella tua anima questa mitica esperienza in una natura infinita. Vedrai serpenti, lucertole, cervi, alci, orsi e marmotte. Poi ancora, formiche, zanzare, calabroni, mosche, e innumerevoli altre diavolerie della natura che pungono e morsicano. Avrai qualche giorno di pioggia e neve ma la maggior parte delle giornate saranno bellissime. Incontrerai le persone più incredibili del mondo e… “…and you will change !” Non te ne accorgerai mentre ti succede, ed è impossibile da spiegare con le parole, ma è inevitabile. Lo vedrai nelle foto che farai, lo percepirai. E’ un cambiamento che ti cresce dentro, un senso di confidenza e di acquisizione che ti porta a vedere il mondo con uno sguardo nuovo. Coloro che fanno il sentiero, i thru-hikers, hanno una certa “luce”. Non dipende da quanto trasandati o sporchi siano. Ti si legge in faccia e nel modo in cui cammini. Non è un’espressione facile da ottenere. Viene da dentro, da tutto quel tempo passato all’aperto e immerso in Natura. E l’otterrai solo facendone l’esperienza. Non importa quale o quanto lungo sia il sentiero, l’importante è decidere di mettersi in cammino...


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È

di Chiara Guiotto

il centro di riferimento per i tennisti di Vicenza e non solo: provengono da ogni parte del nord Italia gli atleti che desiderano attingere alla professionalità e all’esperienza del Tecnico Omar Mion, colonna portante del New Tennis La Rotonda. Accanto a lui l’Istruttrice

Grande tennis New Tennis La Rotonda, giocare ed allenarsi da professionisti

da destra: il Tecnico Riccardo Piatti, i tennisti Martina Casarotto, Annachiara Mariotto, Marco Carretta, i Tecnici Danilo Pizzorno e Omar Mion con il presidente del Coni di Vicenza Umberto Nicolai. Foto di lato: Valentina Mariotto. di 2° grado e Preparatrice Fisica di 1° livello Giulia Stefani ed Eleonora Rizza Istruttrice di 1° grado, con le quali ha creato una scuola tennis di alto livello, ormai da tutti conosciuta e apprezzata. Per gli agonisti allenamenti tutti i giorni, sabato e domenica compresi, preparazione fisica costante, sedute tecniche, tattiche e di perfezionamento, addirittura la video analisi. Sono questi i principali ingredienti del successo della Scuola Tennis a due passi dall’incantevole opera palladiana la Rotonda. Alternando la professione di Istruttrice della Scuola Sat, che quest’anno conta 80 ragazzini, al corso per diventare Maestra di tennis, Giulia Stefani, vicentina d’adozione, è il punto di riferimento per i più giovani considerando che fa parte del team La Rotonda da oltre 5 anni. Giulia accanto alla scuola Sat, affianca Omar Mion nelle attività dedicate ai ragazzi agonisti, seguendoli in particolare nella preparazione fisica. Entriamo quindi nella parte più viva e prestigiosa della scuola tennis, il reparto degli agonisti allenati personalmente da Mion con l’aiuto di Eleonora Rizza. Seguiti a volte in gruppo, ma molto spesso individualmente, i ragazzi quasi tutti quattordicenni, si allenano come i professionisti, anche il sabato e la domenica per sedute più tecniche e di approfondimento. Loro sono Martina Casarotto 3.5 classe 1998, Valentina Mariotto

vicenza

3.4 classe 1998, Chiara Pusceddu 3.4 classe 1998, Annachiara Mariotto 3.1 classe 1994, Enrico Giacomini 4.3 classe 1998 e Simone Fava 4.5 classe 1995. Tutti attualmente partecipano a competizioni nazionali e internazionali come i tornei ETA. Martina Casarotto, Chiara Pusceddu e Valentina Mariotto sono attualmente tra le prime 15 d’Italia nella loro categoria under 14. “Il punto di forza di questa scuola tennis “no stop” -ha dichiarato ai microfoni di Sportivissimo Giulia Stefani- è la qualità dell’insegnamento e certamente l’esperienza di Omar Mion che ai propri ragazzi trasmette un bagaglio di formazione e professionalità acquisita in molti anni di attività”. Omar infatti ha un curriculum vitae sportivo davvero importante: facciamo riferimento all’esperienza di coach che ha avuto assieme a Massimo Sartori, allenatore di Andreas Seppi, attuale n°1 del tennis italiano, e a Daniel Panajotti, ex allenatore di Francesca Schiavone vincitrice del Roland Garros 2010. Ha inoltre allenato per un periodo Mariaelena Camerin, tra le prime 100 giocatrici del ranking mondiale quando a Verona si allenava con la Schiavone. “Scusate se è poco! -ha commentato la giovane istruttrice”. Ora si spiega come mai la domenica Mion disputa ore individuali di approfondimento con agonisti provenienti anche da altri circoli tennis, tanto è apprezzato il suo

talento di Tecnico. Ma non è finita qui perché a fine marzo Mion ha accompagnato i ragazzi più bravi a Bordighera per vivere un esperienza sportiva e formativa d’eccezione. I suoi allievi hanno giocato sotto lo sguardo tecnico di Riccardo Piatti e ripresi dalla videocamera di Danilo Pizzorno con l’obiettivo di insegnare ai ragazzi elementi tattico-tecnici nuovi, apportare migliorie ai colpi e trasmettere una filosofia di gioco nuova e un altrettanto bagaglio formativo. Punta dell’iceberg del gruppo di agonisti è Valentina Mariotto, abita a Padova e frequenta la 3° Media. Appassionata di tennis fin da piccola come la sorella Annachiara, qualche anno più grande di lei, Valentina a fine aprile ha vinto il torneo di Macroarea Nord Est under 14 al TC Padova osservato dalla Federazione. Ha partecipato inoltre al torneo di 1° grado Juniores agli Internazionali di Roma passando il primo turno in singolare. Nel doppio invece ha raggiunto i quarti in coppia con la tennista russa, che vive in Italia, Yana Kochneva. Gioca tutti i giorni, è abituata, nonostante la giovane età, a disputare tornei nazionali e internazionali ed è sempre seguita da Omar Mion e dai genitori che tutti giorni la accompagnano al circolo La Rotonda da Padova. Tre giorni alla settimana è seguita anche dal Tecnico Alessandro Bertoldero del Centro Tecnico Periferico con sede a Vicenza. “Io e Alessandro ci teniamo costantemente in contatto -ha commentato Omar Mion- siamo entrambi consapevoli che Valentina ha grandi capacità e per

farla cresce riteniamo che sia necessario confrontarci spesso per trasmetterle una corretta formazione in campo”. Quali sono i punti di forza di Valentina? “E’ una lottatrice -ha dichiarato il Tecnico Mion- è forte nelle accelerazioni soprattutto di dritto, ma anche di rovescio e nella prima di servizio. In Italia è considerata tra quelle che potrebbero diventare professioniste. Valentina della sua categoria rappresenta il Veneto a livello nazionale, mentre Martina Casarotto è la n°5 che ricordiamo ha disputato lo scorso 19 maggio un torneo a Maribor”. Prossimo appuntamento importante nel calendario estivo del New Tennis La Rotonda, i Centri Estivi Sportivi dall’11 giugno al 29 luglio: dedicato ai tutti i giovani dai 5 anni in su, il tradizionale appuntamento estivo offrirà la possibilità di giocare a tennis tutti i giorni senza mai dimenticare l’aspetto ludico, le attività ricreative e un giorno alla settimana è in programma anche il nuoto. Per tutti coloro che volessero maggiori informazioni sul New Tennis La Rotonda consultare il sito www.newtennislarotonda.it. Gli istruttori del circolo, dotato di sette campi da tennis di cui due polivalenti utilizzabili anche per il calcetto e le sedute di preparazione fisica, oltre alle attività per i giovani tengono anche lezioni individuali per adulti. In previsione palestra e spogliatoi nuovi e il cambio della superficie di almeno due campi da tennis.


a r u t r e p a a nuov 23 giugno 9

I L A T IN U Q 5 3 I A O IN F O T REVISIONI MOTO E AU

2 a r g o e L l a V i n io is v e Consorzio R 4 8 7 9 8 5 5 4 4 0 l. te lo a M via Montello 31


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valdagno Trent’anni di Meeting

L

a nascita del Meeting Club Valdagno avviene in una fase di vero e proprio boom del movimento tennistico, creatosi a seguito delle imprese di Adriano Panatta e della vittoria dell’Italia in Coppa Davis nel 1976.

di Eugenio Menato

del Meeting Club Il Trofeo Eiland per i 30 anni

datori, Francesco Club spa, con i soci fon g etin Me del dagno, e ent sid n, allora sindaco di Val Franco Costantin, pre ; di lato Gaetano Bressa ello nev Spa do lan Ro e Battistella etto. Sport e Vicesindaco, Per assieme all’assessore allo Un bel mix... A quel tempo il Tennis Club Valdagno contava 300 soci Certamente. Speriamo di vedere molte e i campi, che erano 3, non erano certo battaglie. sufficienti. Costretti a giocare ad orari Le date da non perdere? impossibili (anche alle 6 di mattina!) La prima settimana è dedicata alle partite un gruppo di tennisti pensò di dar vita di qualificazione al tabellone finale, che a un nuovo circolo. La ricerca di uno partirà nella seconda settimana e vedrà in spazio adeguato non fu cosa semplice, azione i giocatori più forti. Il clou del torfino a quando un incontro avvenuto nel neo sarà nella serata di venerdì 6 luglio, palazzo degli allora Jolly Hotels tra la riservata alle semifinali, e poi sabato 7 contessa Laura Marzotto e il dott. Fran- luglio, con la finale prevista per le ore 17 co Costantin fu risolutore. La contessa a cui seguirà la cerimonia di premiazione infatti propose il suo maneggio che si e la serata di festa. rivelò perfetto per costruire i quattro Simone, come mai la scelta di sponsocampi in terra rossa, inaugurati il 5 giu- rizzare il torneo? gno 1982, che ancora oggi ospitano la La scelta è stata spontanea, in quanto esiste un’affinità tra la nostra azienda e sede del club. A 30 anni dal taglio del nastro, esegui- il Meeting Club di Valdagno. Eiland in to dall’allora Sindaco Gaetano Bressan lingua fiamminga significa “isola” e apinsieme al Presidente Costantin, non- plicando questo vocabolo ad un sistema ché per celebrare i 30 anni di attività costruttivo contemporaneo e performanil Meeting Club Valdagno organizza te, qual è la prefabbricazione in legno, dal 23 giugno al 7 luglio un torneo creiamo per i nostri clienti e per chi vive nazionale di tennis. Nella splendida le nostre case, un’isola di benessere. Il cornice di via Cornetto, tirata a lucido Meeting Club è da sempre un’isola di beper la stagione estiva, abbiamo incon- nessere per la Città di Valdagno e per chi trato l’attuale Presidente del Meeting lo vive. E poi abbiamo i “30 anni” che Club, Sereno Zarantonello, e i titolari ci accomunano: Eiland, oltre a quanto di Eiland srl, main sponsor del torneo, definito da legge, garantisce le proprie Simone Bertolini e Bernardo Rossato. strutture per 30 anni, e quest’anno è il trentesimo compleanno del Meeting! Sereno, ci spieghi il torneo? Il torneo è nazionale ed è inserito nel Bernardo, il vostro slogan recita “pascalendario FIT 2012. E’ dotato di un sione per il legno”, con disegnata una montepremi di 1.000 euro ed è aperto racchetta da tennis... ai giocatori di 3^ categoria (la “ex” In effetti dalla passione per il legno è nata cat. C). In questa categoria “naviga- la nostra azienda e la nostra attività. Il leno” sia i giocatori esperti che i gio- gno è anche un materiale strutturale di eccezionali caratteristiche e prestazioni, vani promettenti. oltre ad essere un materiale sostenibile e compatibile, in sintesi naturale. Per gli sidente Sereno Zarantonello, pre ini stessi motivi le prime racchette sono state tol Ber e on Sim con b Meeting Clu fatte in legno: materiale lavorabile dalle lari di e Bernardo Rossato, tito elevate caratteristiche prestazionali. nato. Eiland srl, e Eugenio Me


di Enzo Casarotto foto di Paolo Marcato

È

scudetto scucito

stata una stagione in chiaro-scuro per il Famila con due imprese esaltanti e un finale di stagione sofferto. Dopo la Supercoppa italiana vinta al Palacampagnola ad inizio stagione, e il settimo posto di Istanbul nella final eight di Eurolega – traguardo mai raggiunto prima in casa Beretta Famila – nella seconda parte della stagione, complici anche gli infortuni di Pastore e Consolini (e in seguito anche quello domestico di Erkic), il Famila di Maurizio Lasi e di Giustino Altobelli non è più riuscito ad esprimersi ai suoi livelli e dopo la qualificazione alla finale scudetto grazie all’eliminazione in cinque partite con la Pool Comense, ha dovuto ammainare bandiera bianca contro il Cras quest’anno sei volte vincitore sulla formazione di Marcello Cestaro. Tutti a questo punto della stagione sono maestri nell’analisi e non vogliamo farlo, ci preme però ricordare che la squadra ha giocato, nella parte decisiva della stagione, con un roster ridotto e anche in riserva sia di energie fisiche che mentali. Se però durante la stagione, al posto di Aija Brumermane, ci fosse stata un’altra straniera capace di alternare degnamente le titolari per farle riposare (quanti minuti ha giocato in tutto la pur simpatica lettone di Riga?), forse non saremmo arrivati così stanchi nei match decisivi con Taranto. E’ ovvio che a Taranto tutti riconoscono il talento di Siccardi e compagne ma da parte scledense, si poteva fare meglio, senza tener conto com’è stata gettata alle ortiche garauno al Palacampagnola. E’ stato un Famila che ha perso qualche pezzo (Spillare tra i dirigenti che non abbiamo più visto al Palacampagnola?) e ha dovuto suo malgrado salutare nel modo più degno, due colonne della dirigenza “Ciccio Alvisi” e Beppino Facci (e ci metterei anche Ettore Boschetti un mago del settore giovanile). La stagione se n’è andata e non ci resta che seguire ora la nostra capitana Raffaella Masciadri volata oltre oceano per confrontarsi nel campionato più bello del mondo, quello stelle e strisce in cui di scuro porterà tutti noi nel suo cuore, il tutto in attesa della nuova campagna acquisti per riprenderci uno scudetto che società e tifosi meritano di sicuro

schio

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Cala il sipario sulla stagione 201-12 del basket femminile con il Cras Taranto che scuce lo scudetto dalle maglie del Famila Schio.


brescia 12

alla conquista di Brescia

L

a lastra sul torrione cita il dominio della Repubblica di Venezia fin dal 1426, in seguito, nel 1509 l’esercito francese sconfisse quello veneziano e si impossessò di Brescia e del suo castello: una delle più grandi fortezze costru-

ite dalla Repubblica marinara di Venezia. La repubblica marinara riprese la città nel 1512. I rider in massa cercano di appropriarsi della fortezza di Brescia ma i guerrieri del castello non danno tregua. La sfida a colpi di pedalate percorrendo le strette vie, le scalette,

le piazzette che si aprono come terrazze su bellissimi panorami e affacciandosi negli scuri androni dei palazzi, lascia paralizzata una parte del centro storico della città lombarda, incredula al passaggio dei bolidi a due ruote. Il Team Brescia DH ha allestito un percorso breve ma allo stesso

di Max Cerato modo molto impegnativo, che ha messo duramente alla prova gli atleti, per i tratti del tracciato molto tecnici e con salti ricorrenti. Nella classifica finale, i colori vicentini si salvano con i più giovani riders rispettivamente delle categorie esordienti e allievi.

Nella favolosa cornice del centro storico di Brescia, una straodinaria prova di Downhill: bene i giovani riders vicentini

1 1 3 3

6 Nicolai Dh Team Alberti Abramo ASD AR Cougan Gravity Projecy Cerato Lorenzo ASD Lee ssano Dal Fitto Enrico ASD So m Dirty Borsoi Christina ASD Tea

(categoria Allievi) (categoria Esordienti) (categoria amatori M2) (categoria Open)


schio o e f 13 o r t primo di arrampicata amatoriale ‘val leogra’ Zamberlan ufficio comunicazione port.com ins www.zamberlanmounta

D

Mag27 omenica gio, presso la struttura di Arrampicata Zamberlan XXL situata a Pieve di Torrebelvicino, si è  svolfeo Arrampicata AmaTro mo pri to il gra’, in concomitanza Leo l toriale ‘Va ta del Parco di Piefes a con la second vebelvicino. e le fasce di Una ventina di atleti di tutt specialità due su ati ent età si sono cim Speed. dell’arrampicata: Lead e

rampicata di Nella categoria Lead (ar con formula da) cor la difficoltà con va la prova tipo maratona, si aggiudicae la categontr me a, agn rteg Sco ia Tob o Ramina, ria Speed è andata a Giacom ema uffisist dal i cat tifi con tempi cer i. Fas o ggi ciale di cronometra

itivo del TroOltre al momento compet ma sopratlti, adu imi siss ero feo, num hanno avuto tutto ragazzi e bambini possibilità di la ta rna per tutta la gio prima salita provare l’emozione di una e assistiti e ent iam ovv , ata pic am di arr ri qualificati consigliati dagli istrutto A.Z.A. (AsSI FA e della Associazion ampicata), sociazione Zamberlan Arrione dell’ezaz niz rga l’o ato cur che ha vento nei minimi dettagli. ione di preAlla fine una ricca estraz del Trofeo, nti ipa tec par i i tutt mi per sco, sono staunita ad un ottimo rinfre di  una bella nto me ti il degno corona dello Sport e giornata di promozione . ata pic ram dell’ar o! Arrivederci all’anno prossim


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Il valdagnese Cristiano Pegoraro vince in volata la Granfondo fi’zi:k – Città di Marostica nel percorso Mediofondo di 100 km; terzo un altro valdagnese Marco Fochesato. Nel percorso lungo, 154 km, hanno brillato Roberto Cunico e Maria Cristina Prati.

N

ella giornata di un super Roberto Cunico, dominatore del percorso lungo, di cui qui di seguito si dà la cronaca della sua gara perfetta, strabiliante è stata la prova del valdagnese Cristiano Pegoraro che si è imposto nel mediofondo. Con lui si è riconfermato uomo da podio un altro valdagnese, Marco Fochesato, terzo al foto finish. Ma ecco la cronaca di una grande giornata di ciclismo. Roberto Cunico ha messo il proprio sigillo sulla 3.a Granfondo fi’zi:k – Città di Marostica, una vittoria cercata, sperata e voluta fin dalla prima edizione della granfondo vicentina, vittoria che è anche “in casa” per lui che abita ad appena 20 km da Marostica. Dietro al portacolori della Lugo Cicli Beraldo si è piazzato, a 1’53’’, il trevigiano Alessandro Bertuola, granfondista dal passato ciclistico importante che ha vinto anche domenica scorsa alla Gf Valli Bresciane, mentre ad oltre 3’ da Cunico ha chiuso il ligure Manuele Caddeo. “Ho dato il massimo”, ha raccontato un esultante Cunico al traguardo, “mi sono preparato pedalando più e più volte sul percorso ed attrezzandomi per affrontare qualunque condizione meteo”.

Proprio il meteo è stata la variabile impazzita che ha dato qualche grattacapo ai 1.700 concorrenti (dei 2.000 iscritti), i quali hanno dovuto gestire le temperature fresche (4° sul GMP dell’Altopiano di Asiago) e le piogge in quota, mentre invece le nuvole hanno lasciato in pace Marostica, per la gioia del pubblico che ha potuto godersi la granfondo all’asciutto. La Granfondo fi’zi:k – Città di Marostica è scattata stamattina dalla suggestiva Piazza degli Scacchi della località veneta, con l’illustre compagnia di tante stelle del professionismo che hanno pedalato sul tracciato, ovviamente fuori gara, tra cui Moreno Moser e Tiziano Dall’Antonia (Team Liquigas), Manuel Quinziato (BMC), Davide Appollonio e Salvatore Puccio (Team Sky), Maximilian e Mauro Richeze (Team Nippo), argentini ma bassanesi d’adozione. Poco dopo lo start da Marostica, la gara proponeva la salita di Salcedo, prima vera difficoltà dove i protagonisti di giornata si mettevano immediatamente in mostra, capeggiati dal padrone di casa Cunico. Vero giudice di gara era però l’Altopiano di Asiago, soprattutto la selettiva ascesa che dalla Valdastico si inerpica puntando su Rotzo, con 17 tornanti che sembrano non finire mai. Ma neppure l’Altopiano

scomponeva Cunico, primo a transitare al GPM, a ruota del vicentino si incollava il duo Bertuola – Caddeo (a 2/100), con Giuseppe Sorrenti Mazzocchi, Antonio Camozzi, Andrea Masiero e Carlo Muraro distanziati di un battito di ciglia. La compagine dei più forti proseguiva imperterrita la propria marcia vittoriosa anche nei successivi saliscendi sull’Altopiano, martellato da una pioggia incessante, mentre poco dopo Conco era collocata la divisione tra i due percorsi. Il gruppetto formato da Cristiano Pegoraro, Adriano Lorenzi, Thomas Pernechele, Matteo Giovannini e Marco Fochesato, quest’ultimo vincitore della GF fi’zi:k 2011 sul “medio”, sceglieva il Mediofondo (100 km e 1670 m/dsl) e si lanciava a tutta verso il traguardo. Gran finale allo sprint, quello della mediofondo maschile, sul lungo rettilineo davanti al Castello di Marostica che si consumava in volata tra Pegoraro, Lorenzi e Fochesato, classificati al fotofinish proprio in quest’ordine, con Pernechele e Giovannini 4° e 5°, distaccati di un soffio. “Non mi aspettavo di vincere, questo è il mio secondo successo assoluto in carriera”, ha raccontato il valdagnese Pegoraro, che ha iniziato a pedalare per perdere peso diventando poi un granfondista appassionato. Tutto secondo copione nella “me-


marostica 15

r e n n i w e h t , o n Cristia dia” femminile, dove l’altoatesina Astrid Schartmüller, esperta scalatrice, ha trovato pane per i propri denti sulle alture asiaghesi, senza concedere diritto di replica alle avversarie. La ciclista di Merano, già dominatrice della GF Liotto ad aprile in coppia con Cunico, ha vinto la mediofondo “rosa” in 3h03’31’’ contro le 2h46’55’’di Pegoraro, precedendo la padovana Sabrina Zogli (3h06’57’’) e l’austriaca trapiantata a Bardolino Christiane Bitante (3h11’58’’), con l’olimpionica Dorina Vaccaroni 6.a. Nel frattempo, chi aveva scelto la Granfondo (154 km 2970 m/dsl), si tuffava in discesa verso Breganze, poi il tracciato proponeva nuovamente l’ascesa di Salcedo e l’esigente salita di Monte Corno. Sull’ultima asperità di giornata, mentre i nuvoloni si facevano minacciosi, provava a lanciare qualche attacco Giuseppe Sorrenti Mazzocchi della X-Bionic, con Cunico sempre pronto a regolarlo. A circa 4 km dallo scollinamento, ad oltre 1.000 metri, era proprio il vicentino Cunico a sferrare l’attacco decisivo, complice anche la resa prematura di Sorrenti Mazzocchi che arrancava sui tornanti del Corno. L’assolo di Cunico era iniziato, al GPM il vicentino aveva già 45’’ di vantaggio sugli avversari, Bertuola perpetrava l’inseguimento, Caddeo non mollava nonostante una fora-

tura rimediata proprio in vetta al Monte Corno. Il vantaggio di Cunico tuttavia era oramai troppo corposo, il ciclista di Thiene si presentava così al traguardo in 4h38’40’’, rifilando quasi 2’ a Bertuola e oltre 3’ a Caddeo, ulteriormente sfortunato perché vittima anche di una caduta in discesa. Tra le donne, la vittoria del “lungo” è spettata alla romagnola Maria Cristina Prati (5h33’27’’), al quinto sigillo stagionale, davanti a Giovanna Caselli, in ritardo di circa 3’. A Valentina Gallo è toccata invece la 3.a piazza della GF fi’zi:k. DUE PAROLE CON CRISTIANO Cristiano Pegoraro, valdagnese, 40 anni, dal 2000 è un atleta della bici: 225 granfondo al suo attivo, oltre 15.000 km all’anno, anche se in passato è arrivato a superare quota 21.000. Sposato, ha due bambini, Alessandro di 7 anni e Chiara di 2. Oggi è uno dei più forti corridori che partecipano alle Granfondo. Talento autentico, Cristiano è un ciclista completo, tenace in salita, fortissimo in pianura, con la capacità di fare la differenza in discesa. Cristiano, prima della bici, che sport facevi? Ho giocato a tennis tavolo, partecipando a tornei di livello regionale e ho praticato la pesca sportiva. Ho iniziato con la bici un po’ tardi e perché volevo perdere peso, poi mi sono appassionato fino a pedalare

con ciclisti forti, come il mio amico Diego Mascella, che mi ha fatto capire che a fare fatica ci si può anche divertire. Quanto ti alleni? 5 volte alla settimana, in media faccio 450 km. Per poter essere competitivo nelle granfondo, è necessario allenarsi tanto. Oggi il livello degli atleti in gara è altissimo. Io pedalo 12 mesi su 12 ed è soprattutto nei mesi invernali che costruisco il mio stato di forma. Quest’anno vai particolarmente forte. Sì, anche se il 2008 è stato un anno davvero fantastico, una sola vittoria ma tanti ottimi piazzamenti. Qual è il segreto di queste tue performance? È un mix di scelte centrate: ho seguito un dietista, Carlo Corrà, per migliorare la mia alimentazione sia durante gli allenamenti sia in gara: ho perso circa 3 kg, senza perdere tuttavia forza. Adesso sono 75 kg per 1,80 di altezza con solo 0,5 di massa grassa. Poi ho migliorato la mia posizione in sella grazie ai consigli di Federico di Record Bike di Malo, un ragazzo giovane davvero molto competente, che ha trovato la posizione ideale in bici per me tanto che adesso sento di fare meno fatica e di avere una migliore spinta sui pedali. Qual è la tua squadra? Scavezzon Squadra Corse di Mirano, un team ben organizzato, che mi segue a 360 gradi, dall’attrezzatura

a tutto ciò che serve a un ciclista. Mi sembra che la Valdagno della bici vada davvero forte. Decisamente, il livello è alto grazie all’attività di molti team, dove ci sono ciclisti di grande valore, come Marco Fochesato, “Foca”, che va davvero forte; è un vero talento, e oggi è un po’ l’uomo da battere e questo mi fa gioco: tutti puntano su di lui e così io pedalo più libero. Raccontami la volata di Marostica. Ai 200 metri dall’arrivo parte Lorenzi e un po’, questo, me l’aspettavo. Lorenzi è un ex professionista con un palmares prestigiosissimo: è stato Campione del Mondo a squadre con Cipollini. Roba di primordine. A inseguirlo scattano subito Fochesato e Pernechele, che mi sembravano ancora in forze e capaci di affiancare Lorenzi e di superarlo. I tre, quindi, cominciano a darsi battaglia e si spostano sulla destra mentre io mi trovo da solo sulla sinistra della carreggiata. La sfida sull’altro lato della strada s’incendia: lottano, un po’ si ostacolano e io, a testa bassa e a tutta, mi trovo a tagliare per primo il traguardo. Fantastico! A chi dedichi questa vittoria? Alla mia famiglia e anche al mio compagno di allenamento, Beppe Cavion di Recoaro che è caduto nella granfondo Bottecchia di Vicenza, riportando un bel po’ di fratture e complicazioni varie, ma che adesso si sta riprendendo da vero lottatore qual è.


STAFF

valdagno 16

L’A.S..D. S.Quirico è una squadra in grande crescita; abbiamo incontrato il suo presidente, Michele Bicego, per conoscere i di Francesco programmi futuri dei bluamaranto.

L

disfazioni. A questo punto non si può non ricordare il primo Presidente Rossato Matteo, con all’interno del gruppo dirigenziale Peserico Clemente (che dopo anni di assenza è rientrato in questa stagione), che cedette poi la carica all’attuale e longevo Presidente Bicego Michele, (lunga vita al presidente!!!), mentre i componenti della Società subirono numerosi cambiamenti nell’arco degli anni. Le posizioni al vertice dimostrano come la Società abbia saputo operare bene in questi ultimi tempi e, come ci tiene a sottolineare il Presidente stesso, bene si comporterà anche in futuro, cercando comunque di stare sempre attenti al bilancio per costruire allo stesso tempo una squadra competitiva. Ogni anno, continua, è sempre più difficile affrontare, a certi livelli, gli impegni di campionato. I costi sia dei giocatori, allenatori e materiale sono in continua evoluzione e viceversa sono in netto calo i contributi degli sponsor e

simpatizzanti. Ogni anno, prosegue il presidente, devo far fronte a situazioni che impongono un mio personale impegno affinché la stagione possa proseguire nel migliore dei modi. Per l’anno in corso ho cercato di abbinare risparmio = qualità e posso essere soddisfatto delle scelte effettuate. Abbiamo confermato diversi giocatori dello scorso anno che con l’integrazione di giocatori provenienti da altre società, hanno di fatto portato questa Società a lottare per le prime posizioni e a far si che possa affrontare con tranquillità i prossimi impegni,. Approfitto di questa occasione per ringraziare quanti mi sono vicini ed hanno fattivamente collaborato con il sottoscritto per far crescere questa Società. Mi preme sottolineare l’apporto dato dai Vice Presidenti Sbabo Dario e Peserico Clemente, dal consigliere, Sartori Marco, da tutti i collaboratori che, a vario titolo danno il loro contributo e. dal responsabile degli im-

LA ROSA

1 Facchin Luca 2 Lanaro Giulio 3 Panico Vincenzo 4 Albertini Roberto 5 Bassanese Michele 6 Bocchese Luca 7 Bicego Fabio 8 Cristofori Stefano 9 Gaigher Alessandro 10 Peserico Mattia 11 Peserico Nicola 12 Cailotto Luca Allenatore luca Gian o Biceg 13 Casarsa Alessandro eri porti dei re Preparato 14 Masiero Enrico Zarantonello Massimo 15 Michelato Kristian Massaggiatore 16 Peserico Giulio Urbani Domenico 17 Rossato Emanuele Assistente all’ arbitro la 18 Sbabo Christian Nico Busato sito 19 Banca Cristino Carlos Responsabile Pretto Monteiro internet Santagiuliana Federico 20 Bernardi Gianluca 21 Bevilacqua Paolo 22 Gaigher Stefano pianti sportivi sig. Cailotto 23 Luna Ivan Francesco. Un ringraziamento va anche a tutto lo staff 24 Pretto Diego tecnico. Infine mi preme sot25 Tomasi Davide tolineare il lavoro svolto dal D.S. sig .Pretto Francesco, da quest’anno con noi, che ha dato un’impronta signi- ne è prevista per il giorno ficativa all’organizzazione 16.06.2012, con la quale della Società, lavorando con cercheremo di dare una bocla serietà e la capacità che lo cata di ossigeno alle casse contraddistinguono. Spero ormai vuote della Società, di non dimenticare nessuno, così come ci aspettiamo una anche perché la società ha grossa partecipazione da bisogno dell’aiuto di tutti parte dei nostri simpatizzane in special modo dei tifosi ti, tifosi e da tutto il paese. che sono convinto saranno Dalle parole del Presidente si molto più numerosi sugli può sicuramente esser certi spalti del campo comunale che nulla, anche per questa e nelle trasferte. Un grazie stagione è stato lasciato al sentito va anche ai nostri caso. A questo punto pare sponsor e all’Amministra- evidente che le prospettive zione Comunale per il soste- per una crescita della Società gno che ci hanno dato e che ci sono tutte, per cui non ci continueranno a darci, anche rimane che tifare ed augurare perché senza di Loro sarebbe al S.Quirico di concludere difficile se non impossibile nel migliore dei modi questa rimanere a questi livelli e stagione e di ben figurare nel che sicuramente saranno con corso della prossima . FINO noi in occasione della pros- ALLA FINE : FORZA SAN sima lotteria, la cui estrazio- QUIRICO !!!

forza san quirico

’ A . S . . D . S.Quirico sta concludendo una stagione a dir poco esaltante, la sua seconda stagione nel campionato di calcio F.I.G.C. di terza categoria. Circa trent’anni fa’ si chiuse l’ultima esperienza di terza categoria a San Quirico, con la conclusione di un ciclo che lasciò per anni un vuoto nel paese. Con il passare del tempo e la voglia sempre maggiore di costruire ancora qualcosa di importante, fece sì che nel 1995, Bicego Gianluca e Lora Roberto fondarono l’attuale Associazione Sportiva San Quirico, diventata A.S.D. nel 2010. In questi anni si sono succedute diverse esperienze nei campionati amatoriali, torneo del sabato F.I.G.C., con ottimi risultati, ma finalmente, nella scorsa stagione 2010/2011 il S.Quirico approda in terza categoria, dimostrando ottime potenzialità. Tutto ciò dimostra che parecchia strada è stata fatta, con grandi sod-

Presidente Bicego Michele Vice Presidente e Segretario Sbabo Dario Vice Presidente Peserico Clemente D.s. e Segretario cassiere Pretto Francesco Consiglieri Sartori Marco resp. Impianto sportivo Cailotto Francesco


B

di Antonio Rosso foto Antonio Rosso e Giuliano Mezzalira uona prova dei Reds di Vicenza alla 15° Adriatica Cup che si è tenuta a Pesaro dal 27 aprile al 1° maggio. Una competizione nazionale con squadre di diversa provenienza che si confrontano con realtà di pari categoria. Quest’anno hanno partecipato oltre 120 squadre provenienti da tutta Italia, suddivise in categorie e all’interno di una stessa categoria in “conferences”. I biancorossi hanno portato a Pesaro tre squadre

vicenza 17

no dovuto accontentarsi del quarto posto. Pur avendo cercato di contrastare gli attacchi degli avversari con una accorta difesa, hanno dovuto cedere per 41 a 51 al Lupo Pantano di Pesaro. Hanno, poi, perso la finale per il 3°- 4° posto facendosi battere 43 a 66 da una squadra, il Latina, che avevano già battuto nelle qualificazioni. Gli Under 13 dopo aver vinto le prime partite hanno ceduto contro il BEE Pescara che concluderà imbattuto

raggiungere questo obiettivo: l’anno prossimo dovrebbe essere l’anno di svolta. Lo ha confermato Antonio Buglione, il Responsabile del Settore Giovanile dell’Araceli: “Ci dovrebbe essere un potenziamento di tutte le squadre della Pallacanestro Araceli con l’inserimento non solo dei ragazzi dei Reds e del loro allenatore Alberto Conte, ma anche con atleti provenienti da altre società vicentine in

il torneo portandosi a casa anche la coppa. Sfumata, così, la partecipazione alla finale per il 1-4° posto per una minima differenza di canestri, la squadra si è disunita nell’incontro per il 5° posto perdendo 48 a 75 con il Basket Milano, dopo aver brillantemente superato in semifinale il San Carlo Milano per 70 a 40. Soddisfatti gli allenatori, Paolo Palucci, Alberto Conte e Fabio Brocca. Un risultato che testimonia il potenziale del vivaio giovanile della società, ma che non può dirsi all’altezza dei migliori. Bisognerà, quindi, intervenire. Dal prossimo anno, inoltre, gli attuali Under 13 lasceranno, come previsto, i Reds per approdare al settore agonistico della Pallacanestro Araceli e questo passaggio, molto probabilmente, coinciderà anche con un nuovo assetto del basket vicentino. E’ da molto che la Società Pallacanestro Araceli desidera riportare a Vicenza il Basket di qualità e già da qualche hanno ha impostato un progetto per

modo da creare un allargamento della base al fine di valorizzare i migliori elementi e trovare dei futuri professionisti. Parallelamente, verranno potenziati i centri minibasket e saranno coinvolte le scuole. L’idea è aggregare tutte le società di Vicenza in modo da far crescere i giovani affinché possano svilupparsi e giocare con atleti di pari valore o superiore. Oggi viene loro negata ogni possibilità di confronto. Ogni team ha uno, due o, al massimo, tre elementi validi e promettenti. Non siamo mai riusciti a metterli tutti assieme e vedere quale sarebbe la loro potenzialità contro una squadra adeguata e di alto valore”. Indubbiamente è un progetto che vale la pena di seguire sia per ragioni sportive, Vicenza merita una squadra di basket ad alto livello, ma anche per ragioni economiche. Pesaro, lo insegna. Il basket, per la Scavolini, è certamente veicolo pubblicitario, ma lo è anche per la città e, se gestito opportunamente, portatore di turismo. Basta pensare alle oltre 2500 persone giunte per l’Adriatica Cup.

p u C a ic t ia r d ’A ll a s d e i Rdriatica Cup di Pesaro, buona prova dei Reds di Vicenza

All’A

classificandosi al 4° posto con gli Esordienti e al 6° posto con gli Under 13. Gli Aquilotti (classe 2001) sono arrivati invece al nono posto. I più piccoli si sono, infatti, fatti prendere dall’emozione e pur mettendocela tutta non sono riusciti a raggiungere un buon piazzamento. In ogni caso non sono arrivati ultimi. Gli esordienti (classe 2000) sono approdati alle semifinali, ma han-

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L

’evento ideato e voluto dal Delegato provinciale della FMI (Federazione Motociclistica Italiana) e vice presidente del CONI di Vicenza Sig. Emiliano Barban, ha visto la partecipazione di 36 moto club della provincia e di 9 team, oltre a concessionari e preparatori del settore. Il viale principale di Campo Marzio sin dalle prime luci dell’alba è stato invaso da tutti i tipi di moto. La piazzetta Esedra dava subito l’immagine di cosa si parlasse: due Motorhome di due importanti Team vicentini , il team “RM Racing” di Marcolongo Roberto e il team “Palladio Moto” di Paolo Rodeghiero facevano da cornice. A fianco la polizia locale con una bellissima Fiat 1100 dell’epoca, e la polizia stradale presente con auto e moto allestite con strumenti di prevenzione, una Topolino del dott. Gallo, presente per l’occasione come medico e come Pres.te del moto club Riviera Berica, comple-

tavano l’entrata. L’arco del CONI faceva capire la sua presenza in qualsiasi manifestazione dove si parla di sport. Il gazebo della FMI di Vicenza e della città della Speranza spiccavano davanti a tutti gli altri, poi quello del Moto club Ducati Vicenza con le loro moto rosse oltre ad una quanto unica Vespa del 1947 di proprietà del sig. Barban Emiliano. Di fronte il M.C. Montecchio Brendola con le loro motocarrozzette, ed il Museo delle Forze Armate era presente con alcuni mezzi tra cui un bellissimo esemplare di Guzzi denominato il mulo. Il team GPM con la moto vincitrice del campionato italiano supertwin 2011, moto realizzata dal noto preparatore delle Ducati di Sossano Piero Gianesin con il figlio Cristian; il moto club Caldogno con le loro belle moto di tutti i tipi seguiti dalle immancabili rosse Guzzi dei moto club Gloriose Aquile di Malo, Riviera Berica di Vicenza e Vecchie Glorie di Arcugnano. Le moto da trial del

VALTERMO

MC Trial Valchiampo, vincitore del campionato italiano 2011con Moreno Piazza di San Pietro Mussolino e le moto senza freni da speedway del Team Chimax e del MC La Favorita, laureatisi questi ultimi campioni italiani erano la curiosità di molti. Tutti i modelli della BMW del concessionario Bellan & Giardina assieme al MC BMW Motorrad Vicenza, erano la curiosità degli appassionati moto turisti. Le moto arancioni Laverda del moto club Laverda Breganze assieme a quelle del M.C. Nino Carretta di Zugliano erano con le loro 750 FC l’attenzione di molti appassionati, che le ricordavano e per l’occasione di tanto in tanto accese per far sentire il loro ruggito. Altre arancioni erano presentate dalle KTM del Team CICO. Assieme al M.C. Contaminati, motociclisti ospedalieri, da cui deriva il loro nome, e il M.C. la Pattuglia di Orgiano con moto da velocità e con un prototipo per l’accelerazione, rappresentavano il sud vi-

centino. Il M.C. Dueville club che organizza ogni anno una bellissima quanto importante “mostra scambio” ove vede decine di migliaia appassionati delle moto d’epoca cercare pezzi di ricambio o comperare qualche bel pezzo restaurato o da restaurare, brillava con due gazebo e per la loro preparazione sia per le moto che per il cibo coadiuvato il tutto dalla sapiente organizzazione di Giovanni Comi sotto gli occhi dell’attento presidente sig. COLPO; iI mc. Ponte di Bassano, il mc. Bassano, mc. Cogollo del Cengio, mc. Poleo, mc. Igna, mc. Santorso, mc. Astico e Sandrigo rappresentavano con numerosissime moto l’alto Vicentino. Le vespe sempre numerosissime, di tutti i tipi e cilindrate del mc. Vespa Club di Creazzo e del moto club Cornedo sezione scooter assieme alle moto del mc. Corlanzone attiravano l’attenzione di moltissima gente appassionata. Il mc. Piccole Dolomiti di Valdagno assieme al mc. Il Grifo di Arzignano, rap-

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vicenza 19

presentavano con le loro moto da cross, enduro,turismo e d’epoca, l’alto vicentino nord ovest. Una presenza importante anche per la linea scelta dalla dirigenza vicentina che ha voluto investire sull’educazione stradale. Per questo è stato allestito un simulatore fornito dall’autoscuola Ready 2 Go dell’ACI, che ha mostrato quante e quali possano essere le insidie legate alla strada e ad un utilizzo corretto. Si tratta di uno strumento necessario per capire come reagire ad eventi non prevedibili che si presentano a chi sale in sella ad una due ruote, situazioni dannose che spesso non dipendono dai comportamenti di chi conduce una moto. A dimostrazione dell’attaccamento di questo territorio al mondo delle due ruote, il Questore di Vicenza dott. Angelo Sanna invitato per l’occasione dal Sig. Barban, è giunto in piazza proprio a bordo di un motociclo ed accompagnato dallo stesso, ha voluto intrattenersi con gli orga-

Vicenza in moto

nizzatori ringraziando per la bella ed importante iniziativa, invitandoli a ripetere manifestazioni di questo tipo, che quest’anno ha visto la presenza di un pubblico stimata sopra le 25.000 unità. Non è voluto mancare il presidente della F.M.I. Regionale sig. Luigi Favarato accompagnato per l’occasione dal Consigliere nazionale sig. Ivano Zatta che hanno avuto parole di elogio per tutti e per l’iniziativa importante , cioè quella di riunire per un unico scopo moltissimi moto club della provincia. In ogni mc. spiccava e si notava lo spirito del motociclista: dietro alle moto, sopresse, salami, formaggi e quant’altro oltre a qualche bottiglia, riempivano i tavolo imbanditi sotto i gazebo. Da ricordare la gara ideata da Barban tra i club e team presenti, per raccogliere fondi in favore della Fondazione “Città della Speranza”, che ha visto vincere ed aggiudicarsi il “1° TROFEO FMI Vicenza per la Città del-

la Speranza” il mc. Dueville, con oltre 1000 Euro raccolti. L’incasso di oltre 4000 euro raccolti durante tutta la manifestazione, è stato consegnato nelle mani della vice presidente della fondazione, dott. Stefania Fochesato. Intanto nella piazzetta Esedra sfilavano 24 ragazze bellissime per la finalissima di Lady Veneto, con vincitrice Teresa De Lazer, e Lady FMI Vicenza, accompagnate dalla musica di Nicolò Galleria e del Dj Lucchetta dell’ associazione Creativart di Odette Mussolin, vestite in modo impeccabile dagli abiti da sera e da sposa dell’atelier LOOK Sposa di Lorella Nicolini di Montecchio Precalcino. Riuniti tutti assieme i moto club ed i team hanno ricevuto dalle mani dell’organizzatore e ideatore dell’evento, una bottiglia di spumante offerta dalla Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore, un attestato di partecipazione ed un bello quanto parti-

di Enzo Casarotto

1° Moto Meeting provinciale dei moto club di Vicenza in Campo Marzio visitato da 25.000 appassionati. colare ricordo fatto appositamente per l’occasione dalla Giacomello Arte di Malo. Nell’occasione ad Emiliano Barban è stata donata una targa dalle mani del presidente del M.C. Piccole Dolomiti sig. Franco Sandri, per quello che ha fatto e che sta facendo per i moto club e per lo sport motociclistico e non solo. Una bellissima ed enorme torta offerta dal morto club Montecchio e Brendola a tutti gli intervenuti, ha completato la manifestazione mentre incominciavano accendersi le luci della sera. Barban ha ricordato e presentato a tutti gli intervenuti, chi ha collaborato fattivamente con lui per la riuscita della manifestazione, ringraziando i Sigg. Corà Dario e Adami Graziano rispettivamente presidente e vice del mc. Montecchio Brendola, l’Arch. Marco Bonollo e la Sig.ra Cristina Longhin , rispettivamente Vice e Pres.te del M.C. Ducati Vicenza, con l’aiuto dei ragazzi del moto club Caldogno, sempre disponibili. Un ringraziamento particolare va a tutti gli sponsor che hanno permesso con il loro contributo alla realizzazione della manifestazione: la Lattoneria Gemo Luigi,la SAI di Alte Ceccato, la GBC torneria, la Compressori BNF, la Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore, il gran caffè Moresco, la RAE batterie, Antiquaria carrozzeria, Eurosapori, C P Service Riello e la Vircos abbigliamento da moto di Sandrigo.


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nche quest’anno come ormai di consueto la Geko Bike di Cornedo Vicentino ha schierato una squadra di atleti all’edizione 2012 dei corsi di Mountain Bike che si sono tenuti a Folgaria dal 27 al 29 aprile scorso. 90 gli iscritti, dai 15 ai 60 anni, distribuiti in 3 livelli. Un weekend fortunato grazie anche alle condizioni meteorologiche che hanno favorito lo svolgersi di tutte le attività sportive. Figure importanti per la formazione degli atleti sono gli istruttori SIMB che con il loro importante bagaglio di espe-

rienze sono riusciti anche per questa edizione a trasmettere non solo tecnica e disciplina ma anche passione e rispetto della natura a tutti i bikers iscritti. La novità in casa Geko Bike è che il presidente Marco Cracco dopo quattro anni di affiancamento, necessari per raggiungere la carica, da quest’anno è parte dello staff SIMB come Insegnante e Meccanico: questo significa che dopo aver conseguito il 3° livello, ha insegnato presso la Scuola come “tirocinante” per quattro anni, affiancando lo staff nelle attività pratiche e nelle lezioni teoriche di meccanica. “Sono

molto felice di aver finalmente raggiunto il mio obiettivo -ha commentato Marco Cracco-, raccolgo infatti i frutti di ciò che ho seminato negli anni. Poter insegnare autonomamente a ben 90 persone è stata una grande soddisfazione”. Ma non c’è solo lo staff SIMB tra le tue soddisfazioni vero? “Sì, da quest’anno sono diventato il Responsabile SIMB della Provincia di Vicenza; si tratta di un riconoscimento, lo vedo come tale, dopo anni di sacrifici e impegni costanti attorno alla disciplina della mountain bike e alle attività offerte in provin-

cia -prosegue Cracco. Inoltre, e la notizia è di pochi giorni fa, sono stato chiamato dalla sezione SIMB di Bormio per insegnare il prossimo settembre sia la parte pratica in mountain bike, sia quella teorica di meccanica”. Tornando ai tuoi atleti della Geko Bike, trovi importante che abbiamo partecipato ai corsi SIMB? ”Assolutamente sì, soprattutto perché hanno migliorato la conduzione della bici in particolare in discesa e imparato a gestire l’alimentazione prima e dopo l’attività sportiva, cosa che molti sottovalutano e che invece è fonda-

l o o h c S e ik B in a t n Mou

di Chiara Guiotto


A Folgaria nel mese di aprile e a Bormio nel mese di settembre si tengono i corsi SIMB, organizzati dalla Scuola Italiana Mountain Bike; Geko Bike protagonista con il proprio presidente, Marco Cracco, nelle vesti d’istruttore insegnante. mentale per il buon esito dello sforzo fisico”. Ma chi sono i bikers vicentini della Geko Bike che hanno partecipato all’edizione 2012 in Folgaria? “Al 1° livello abbiamo visto schierati Gianantonio Lomagno e Zamperetti Pietro, da tutti soprannominato uomo GPS perché traccia i percorsi delle lezioni sul campo che periodicamente la Geko Bike organizza. Al 2° livello l’ironman Filippo Dal Maso, Devid Za-

rantonello, il braccio destro di Marco Cracco nella sua attività commerciale, Lino Zarantonello e Alberto Savegnago. Ma non ci dimentichiamo di tutti quelli che hanno frequentato i corsi gli anni scorsi tra cui Vito Nicoli, Giulio Vencato e Omar Ravazzolo.” Per chi aspira a diventare un istruttore di mountain bike i livelli sono tre. 1° Livello-Accompagnatore

per gite turistiche: gli atleti provenienti da tutto il Veneto hanno partecipato a 3 giorni completi di attività, costituiti in primis da 6 ore al giorno di uscita in mountain bike che prevedevano test su varie discipline, la tecnica in discesa e la conduzioni di gruppi; accanto alla parte pratica, durante i pomeriggi venivano alternate le materie teoriche come la cartografia, la meccanica, la ginna-

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stica e l’alimentazione. 2° Livello-Accompagnatore e organizzatore di gite ed eventi in mountain bike: 2 giorni di cui il sabato mattina lezioni di BLS (Basic Life Support) presso la sede della Croce Rossa Italiana per imparare metodologie e comportamenti in situazioni di pericolo e pratiche di rianimazione cardiopolmonare RCP; il sabato pomeriggio uscita in mountain bike per approfondire in particolare le tecniche di conduzione in discesa e l’accompagnamento di gruppi. Non potevano certo mancare la domenica mattina le lezioni teoriche di cartografia affiancate da quelle di pianificazione di itinerari, l’utilizzo del GPS e l’organizzazione di uscite di gruppo. Il pomeriggio uscita in mountain bike. 3° Livello-Accompagnatore e Insegnante: accanto alle ore canoniche in mountain bike, il corso suddiviso in due giorni di attività, ha previsto anche lezioni di soccorso alpino e forestale con la collaborazione della Protezione Civile locale. Al termine di tutti e tre i corsi SIMB, dopo il test teorico e pratico, il 29 aprile la Scuola Italiana ha consegnato a tutti gli attestati di partecipazione con l’augurio di incontrarli anche l’anno prossimo.


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D

I più bravi d’Italia

opo aver vinto il campionato provinciale scolastico a squadre, la Scuola Media “Garbin” ha avuto accesso diretto alle finali nazionali di squash, che si sono svolte a Riccione il 28 e 29 aprile. Letizia Viel, Sofia Forte, Giovanni Burtini, Alessandro Chemello e Francesco Viel sono stati i protagonisti di una affermazione prestigiosa, che ha proiettato i ragazzi e le ragazze di Valdagno ai vertici italiani di questo sport. La squadra è riuscita nell’impresa di centrare la vittoria e quindi di aggiudicarsi il Campionato italiano scolastico nell’ultima gara disputata con la Scuola Media di Genova, relegando così al secondo posto la compagine ligure. Il percorso per raggiungere un simile traguardo è stato impegnativo ed è iniziato fin dal principio di quest’anno scolastico. Dopo una prima selezione, i ragazzi scelti dagli insegnanti di Educazione motoria Nadia Bernardi, Manuela Rossi e Luigi Sesso, si sono allenati a lungo per poter competere contro avversari molto più esperti, riuscendo così a rappresentare a dovere in sede nazionale le scuole del vicentino. La vittoria finale è dunque arrivata con una creta sorpresa e grande soddisfazione, a dimostrazione che con l’impegno e la perseveranza si riescono ad ottenere grandi risultati. Per la Scuola Media Garbin un altro importante successo, dopo aver raggiunto la finale regionale a squadre anche con lo snowboard e il quinto posto in regione nella corsa campestre con Benedetta Storti, nonché con la partecipazione alla finale regionale di salto in alto femminile (protagonista Elena Celotto) in programma prossimamente a Belluno.

La Scuola Media Garbin di Valdagno si classifica prima assoluta nei Campionati Italiani di Squash

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Il Nucleo di Soccorso subacqueo ed acquatico dei Vigili del Fuoco di Vicenza è entrato nel relitto della Costa Concordia; cronaca di un’immersione eccezionale e storia di un sodalizio di grande prestigio

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l vicentino, dal dopoguerra, è sempre stato all’avanguardia nella subacquea, sia sportiva che professionale. Il Nucleo di Soccorso subacqueo ed acquatico dei vigili del fuoco di Vicenza continua la tradizione con un gruppo di eccellenza, fiore all’occhiello per Vicenza, città che spesso non riesce a far conoscere e a valorizzare ciò che possiede. D’altro lato i Vigili del Fuoco sono noti per svolgere il loro lavoro con estrema professionalità, ma anche con umiltà e non amano avere i riflettori della ribalta puntati su di loro. Per tali ragioni si è voluto illustrare le caratteristiche del nucleo subacqueo e descriverne le attività, affinché lo si possa conoscere meglio. Il gruppo è composto da 10 sommozzatori ed un capo nucleo con sede nel comando dei Vigili del Fuoco a Vicenza. Assieme a quello veneziano, alternandosi in turni di 12 ore, garantisce la copertura del servizio 24 ore su 24 per tutto l’anno. Grazie a Salvatore De Filippis, già capo nucleo, approdato da poco alla pensione, ho incontrato i membri nella loro sede dove, in una atmosfera franca ed amichevole, hanno accettato di rispondere ad alcune domande inerenti alla loro attività

di Antonio Rosso Foto archivio Corpo dei Vigili del Fuoco subacquea. Quale motivo vi ha spinto a divenire vigili del fuoco sommozzatori? Unicamente la passione per questa attività. Come si fa a diventare un sommozzatore del nucleo. Innanzitutto bisogna già far parte del corpo dei VVF. Ciò avviene attraverso concorsi pubblici nazionali. Essere un subacqueo è ininfluente. Dopo due anni di anzianità come vigile del fuoco è necessario attendere un bando interno. Se idonei, si viene inviati a frequentare un corso interno della durata di sei mesi. Il corso è dislocato in varie zone in funzione delle attività subacquee da compiere. A Roma si eseguono gli esercizi in bacino delimitato, a Ravenna ci si prepara alla parte professionale, con corsi di taglio, saldatura, riparazioni ed uso di strumentazioni specifiche. Durante il corso viene anche svolta un’attività di due settimane in ambiente fluviale e si fanno uscite per prendere confidenza con l’uso dell’elicottero. All’isola d’Elba o a Napoli si svolgono, infine, le immersioni profonde. La valutazione dello staff degli istruttori e del Direttore del corso av-

viene in modo continuo in quanto la votazione avviene sia sulle capacità tecniche, ma anche sulla disciplina (i comandi sono a fischio) e sulla pressione psicologica. Al termine di tappe prefissate è necessario avere dei punteggi minimi per poter accedere alle fasi successive. E’ facile capire come la selezione arrivi facilmente al cinquanta per cento. Al termine del corso si ottiene l’attestato di operatività che abilita all’immersione con bombole ad aria fino a 50 metri di profondità. Particolare valorizzante, nel nucleo vicentino ci sono anche cinque speleosub sui dieci italiani. Essere abilitati ad operare in spazi ristretti, come in grotta, richiede ulteriori competenze, procedure di sicurezza più restrittive, dotazioni doppie e di tipo particolare. Dove opera il nucleo? Prevalentemente in Veneto, con interventi su persone e mezzi incidentati. Quest’anno sono ormai nove le salme recuperate: raramente, purtroppo, le chiamate sono così tempestive da poter intervenire con successo. Data la specializzazione del nucleo, numerose sono anche le richieste

fuori del Veneto, come avvenuto poche settimane fa, per un incidente in Calabria e per l’intervento sul Costa Concordia all’isola del Giglio. Con quali mezzi operate? Con autofurgoni multifunzionali ed attrezzati per il primo soccorso e muniti di gru per il varo e l’alaggio dei gommoni. Per il trasporto del personale ci si avvale di automezzi. Per la parte acquea il nucleo è dotato di due gommoni da dieci metri ed altri da cinque metri di lunghezza, affiancati da una imbarcazione da lavoro con idrogetto. Quanti interventi vengono eseguiti? Circa cento interventi all’ anno. Da questi vanno escluse le partecipazioni prolungate in casi di calamità come l’alluvione del 2010 a Vicenza ed il naufragio del Concordia all’isola del Giglio di quest’anno. Qual è la forza del nucleo? Essere compatto, avere una forte preparazione ed ormai una notevole esperienza acquisita anche in ambienti ristretti, come in grotta. A questo non va disgiunto lo stretto rigore delle procedure.


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L’intervento sul Costa Concordia 13 gennaio, ore 21.42 collisione della nave da crociera Costa Crocera con la secca de Le Scole all’isola del Giglio. Vengono attivate le unità di pronto intervento nazionali. Tra queste il nucleo sommozzatori vicentino che inizia immediatamente le operazioni tanto da poter intervenire in tempo per salvare il commissario di bordo, ferito ed impossibilitato a risalire. La squadra vicentina era composta da sette persone di cui cinque per interventi operativi, un coordinatore (Romeo Frizzo) ed un membro dedicato al “reporting” a all’”intelligentia. Ai sommozzatori vicentini erano stati assegnati i ponti 3-4-5, la parte centrale della nave, in cui sono potuti accedere dai corridoi, ma soprattutto dal mare grazie ai varchi prodotti con esplosivo. L’illuminazione era garantita solo da luci artificiali. Ogni sub disponeva di bombole doppie, lampade frontali ed un rocchetto di sagola (il filo d’Arianna) per orientarsi. L’assetto della nave era, infatti, inclinato di 80°, e ciò ha creato una notevole destabilizzazione spaziale in quanto tutto quello che in origine era orizzontale ora risultava quasi verticale. Da qui la necessità di procedere con sagole a perdere, sagole metrate e sagolini da 4 mm in luogo dei

I componenti del Servizio Sommozzatori

soliti 2mm di spessore, per una migliore sicurezza. L’immersione nei corridoi era a tutti gli effetti un’immersione in pozzi verticali. Ogni immersione era rigorosamente di 50’ con uno spostamento dall’entrata al massimo di 20’. Per quanto riguarda la sicurezza i maggiori pericoli sono stati il continuo rischio di scivolamento della nave, ragione per cui era stata prevista anche una procedura per l’evacuazione immediata, le acque stagnanti contaminate dai rifiuti più disparati, e, soprattutto, la caduta di arredi e suppellettili dall’alto. Ogni immersione avveniva in coppia, con un percorso di circa 100-150 metri dall’ingresso e la comunicazione con la superficie avveniva tramite radiotelefono a laringofono. Il percorso era sagolato, con linea decompressiva formata con bombole di fase all’ingresso, apparato DAN a bordo del gommone appoggio, camera iperbarica allertata a Grosseto con medico sempre presente ed elicottero a disposizione. La giornata iniziava alle 6.30 con il “breafing” (la sveglia era alle ore 5.00) e l’operatività, in funzione delle necessità, durava anche fino all’una di notte In conclusione, la missione è durata 35 giorni per oltre 5.000 minuti di operatività di cui 3500 in immersione.

Capo nucleo: rto) Frizzo Romeo (Ispettore Antincendi Espe Preto Bruno (Capo Reparto Esperto) Dilda Modesto (Capo Reparto Esperto) Maniero Luca (Capo Squadra Esperto) Scaldaferro Luca (Capo Squadra Esperto) Frinzi Cesare (Capo Squadra Esperto)

Sega Simone (Capo Squadra Esperto) Bertacche Germano (Vigile Esperto) Frison Giuseppe (Vigile Esperto) Boaria Francesco (Vigile Esperto) Posenato Davide (Vigile Esperto)


il Grande Speedway a Lonigo

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Sabato 30 giugno con inizio alle ore 21.00 in Pista Santa Marina a Lonigo (Vicenza), i migliori piloti di speedway di tutto il mondo si daranno battaglia: uno spettacolo da non perdere

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na manifestazione che merita l’appellativo di gara più importante della stagione di speedway quello che si svolgerà nel circuito Leoniceno. Chiederci il perché questa gara assuma tanta importanza significa assistere e vivere un evento di rara intensità agonistica, in tutto eguale ai Gran Premi per numero di piloti, per la personalità, la professionalità dei partecipanti e per la determinazione profusa

dagli stessi. Sarà una gara intensissima, dove i protagonisti non potranno permettersi errori o risultati negativi per non compromettere la loro partecipazione al circuito dei Gran Premi del 2013. Infatti solamente 5 dei 16 piloti partecipanti accederanno al Challenge che si disputerà a Gorican, in Croazia il 29 settembre. A questo incredibile e prestigioso appuntamento saranno presenti piloti di tutto il mondo che si saranno qualificati dai vari round di qualificazione. Non

sarà quindi difficile trovare nel line-up piloti dalla Danimarca, Svezia, Russia, Inghilterra, Repubblica Ceca, tanto per citare alcune nazioni europee. Ma come accaduto nelle stagioni precedenti arriveranno piloti da terre molto più lontane, come Australia, Stati Uniti, Canada ed Argentina. A difendere i colori dell’Italia ci sarà una Wild-Card, la quale sarà scelta fra i migliori interpreti della specialità proprio a ridosso della data della manifestazione.


piccole dolomiti

la danza dei forcelli

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Il gallo forcello: censimento primaverile Arene di canto “BALZ”

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l censimento è una rilevazione statistica diretta ad accertare l’entità e le condizioni di un popolamento di selvatici in un dato momento e in un’unità di superficie preventivamente stabilita. La valutazione numerica delle dimensioni delle popolazioni animali è da qualche tempo al centro degli interessi di quanti studiano la dinamica delle popolazioni per fini gestionali o scientifici. Le stime che nascono dai censimenti devono essere il più possibile precise e vicine alla realtà per essere utilizzate nei calcoli concernenti le mortalità e agli incrementi o per fornire un supporto valido agli eventuali piani di prelievo. Quindi, e soprattutto nel caso di specie sottoposte a prelievo, bisogna arrivare ad un buon livello di precisione per non compromettere l’esistenza delle popolazioni medesime e per mantenerle a consistenze tali da assicurare le massime produttività. Il censimento primaverile al canto del gallo forcello o fagiano di monte, permette di ricavare la densità dei maschi adulti, e successivamente i maschi nel censimento estivo, di cui desumere il successo riproduttivo. In primavera ci si apposta presso le arene di canto,

di Dorino Stocchero analizzando superfici più ampie possibili, per non incorrere in una sovrastima dovuta alle concentrazioni del periodo. Ogni area campione non dovrebbe essere mai inferiore a 400 ettari e la superficie totale esplorata di almeno 1000 ettari. Da millenni le arene di canto rispettano determinate caratteristiche di orografia e di esposizione, le quali garantiscono la distribuzione gerarchica dei maschi nella formazione del balz (canto abbinato al caratteristico spostamento a balzi dell’uccello). Predilige promontori di prati aperti necessari all’attività di parata e all’imposizione di rango, oltretutto in questa posizione il fagiano di monte può esibirsi nella parata ed essere visto dalle femmine in transito controllando ciò che lo circonda, compresi i predatori alati e terrestri. Nello spazio aperto il fagiano di monte è posto in modo visivo e acustico, per controllare gli spostamenti e gli atteggiamenti degli altri maschi, e accogliere con l’udito finissimo i movimenti e il grado d’interesse alla parata delle femmine. Una volta stabilite queste condizioni, il maschio continua la parata a terra imponendo la sua supremazia con salti, soffi, sibili, sbuffi e dispiega la coda bianca a lira, come un

ventaglio, apre largamente il becco, drizza e piega il collo e sbatte nervosamente le ali, questi atteggiamenti di potenza hanno lo scopo intimidatorio verso i rivali e di demarcazione di uno spazio sul terreno scelto e in funzione delle linee d’involo seguito dalle femmine. Queste linee d’involo dipendono dall’ubicazione della zona di pascolo frequentata e dall’orografia del versante. Non è ancora dimostrato, ma sembra che le femmine di fagiano di monte, specialmente quelle più giovani, si presentano sull’arena di canto alcune volte prima dell’accoppiamento. La loro presenza induce l’eccitazione dei galli dominanti, rendendoli intolleranti; questo provoca, allo stesso tempo, quelle manifestazioni fenotipiche ed etologiche che rendono sicura, da parte della femmina, l’individuazione del grado assunto nella gerarchia del balz e la relativa scelta del maschio per l’accoppiamento. Questo dimostra come ogni singolo dominio sul balz sia in stretto rapporto al rango sociale dell’individuo che lo occupa. Pertanto il territorio dell’arena di canto svolge funzione vitale per la conservazione della specie e propagazio-

ne del fagiano di monte; mantenerlo il più possibile corrisponde all’esigenze dell’etologia sessuale della specie, e ciò è un dovere al quale nessuno di noi può sottrarsi. Interventi su queste zone atti a modificare l’orografia come strade, piste da sci sono improponibili per il rispetto della specie del gallo forcello. IL FAGIANO DI MONTE (tetro tetrix) Galliforme della famiglia dei tetraonidi e presente nelle regioni centrali, settentrionali e orientali dell’Europa, sino alla penisola balcanica e in larga parte dell’Asia centro settentrionale. Il maschio di gallo forcello presenta un piumaggio nero brillante, con sfumature bluastre sul collo e sulla testa, con la coda lirata, ali barrate di bianco con sottocoda bianco e presenta una caruncola rossa sopra gli occhi nei quali nei periodi degli amo-

ri s’inturgidiscono e aumentano notevolmente di dimensione; la femmina ha un piumaggio color ruggine fittamente barrato di nero con la coda un po’ forcuta. In Italia è presente unicamente nelle Alpi. Il suo Habitat preferito, ambiente alpino al limite della foresta, caratterizzato da boschi di resinose (mugo, larice e cembro) non molto fitti. L’altitudine generalmente è compresa tra i 1200 e i 2500 m/s.l.m. la sua dieta alimentare è caratterizzata da germogli, frutti di bosco, mirtilli, lamponi, foglie, bacche, granaglie e altre sostanze vegetali. Specie poligama, ogni maschio si accoppia con più femmine che si accingono alla costruzione del nido in una buca sul terreno verso la metà di maggio, sono deposte da 4 a 8 uova incubate solo dalla femmina per 24-26 giorni. I pulcini compiono il primo volo verso il 15° giorno di vita, ma sono in grado di volare intorno al mese. Il peso può variare per il maschio da Kg.1,100 a kg 1,500 mentre per la femmina da Kg.0,750 a kg.0,900. La femmina fa una sola covata all’anno.


a piedi e in bici, sempre presenti

Alpini e uomini della Protezione Civile della Valle dell’Agno, sempre primi nel prestare assistenza alle tante manifestazioni sportive organizzate in città, hanno raggiunto a piedi e in bici Bolzano per l’annuale raduno nazionale delle penne nere.

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ranfondo, Bimbinbici, Festa dello Sport e poi manifestazioni di ogni genere. Sono numerosi gli appuntamenti che anno dopo anno sono stati ospitati a Valdagno, un richiamo per migliaia di persone, atleti, tifosi, appassionati, turisti nel segno dello sport. E per accogliere tutti questi ospiti non può che servire un meccanismo ben oliato ed efficiente, una macchina spesso invisibile ma sempre pronta ad intervenire. Una risorsa simile non può che venire dai volontari, persone che mettono a disposizione il proprio tempo per i più disparati compiti, dall’allestimento dei tendoni, alla preparazione dei pasti, fino alla sicurezza, al servizio antincendio o il controllo lungo i percorsi di gara. Due gli attori principali nelle manifestazioni promosse dal Comune di Valdagno: la Protezione Civile e l’Associazione Nazionale Alpini. Sono loro che in quattro e quattr’otto sanno risolvere il più banale disguido o trovare una soluzioni ai consueti problemi che sorgono in corso d’opera. Ma non si ha a che fare solamente con braccia forti e tanta disponibilità, bensì con veri e propri sportivi. Sono infatti numerose le occasioni che vedono sia Alpini che Protezione Civile gareggiare

di Giulio Centomo

in diverse discipline nei campionati a loro riservati. Se ai campionati italiani di sci di categoria gli sciatori valdagnesi nella rappresentanza veneta anno dopo anno confermano sempre buoni risultati, per gli Alpini non poteva esserci migliore occasione per mettere in mostra anche le proprie doti sportive se non la recente Adunata Nazionale di Bolzano. Due i gruppi partiti da Valdagno, il primo ha raggiunto il centro altoatesino a suon di pedalate, a far loro compagnia anche il vice-sindaco del Comune di Valdagno, Giancarlo Acerbi. Il secondo team invece si è mosso da San Quirico a piedi, raggiungendo Bolzano in 4 tappe e macinando più di 150 km e 45 ore di cammino. Con le loro divise sempre ben riconoscibili, Alpini e Protezione Civile, prestano ogni anno la loro disponibilità, svolgono i più svariati compiti, tra i quali rientrano anche le numerose manifestazioni sportive cittadine. A loro va il ringraziamento dell’intera Amministrazione per la preziosa risorsa che rappresentano, affiancati da altri cittadini che ogni anno si impegnano gratuitamente per organizzare gli appuntamenti che hanno reso Valdagno una vera e propria città dello sport e degli sportivi.


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Minibasket, maxisimpatia La Scuola Minibasket SM; a Valdagno la squadra Scoiattoli sbanca in simpatia.

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a società SMScuola Minibasket gestita da Nicoletta Caselin ed Enrico Valentini ha iniziato alla grande questa stagione sportiva 2011-2012 allargando i confini da Schio a Marostica passando per Vicenza. Questi dirigenti hanno mirato in tutte le direzioni, sia geografiche che umane con l’intento di contagiare più persone possibili con questa “malattia” che è la passione per lo sport. La scuola minibasket vuol essere uno strumento per vivere lo sport in modo sano. Il progetto è mirato ai bambini che vanno dai 5 agli 11 anni, ma non si ferma qui. Chiaramente questi ragazzini rappresentano il fulcro vivo, l’obiettivo principale attorno al quale si crea una rete di sostegno sportivo ed educativo. Ecco perché, oltre alla formazione degli

di Enzo Casarotto istruttori, si è pensato ad un supporto rivolto ai genitori. Oggi più che mai è importante saper trasmettere dei valori a casa, in palestra così come nella scuola. Proprio per questo la società SM è presente anche nell’ambito scolastico con il progetto “Un canestro per maestro”, dove presenta, assieme all’U.L.S. dei giochi legati all’alimentazione. Non mancano i momenti di ritrovo e le occasioni per giocare nelle diverse attività che vengono proposte durante l’anno, nei fine settimana e durante le vacanza, natalizie ed estive. Questi un pò di numeri della società SM: 27 sono gli istruttori presenti nelle palestre, 1.000 i bambini iscritti ai centri minibasket della società, 10.000 gli alunni coinvolti nelle attività legate alla scuola. Un’esperienza rappresentati-

va è quella della società Valdagno basket del presidente Ezio Lorenzi, che ha scelto di accettare la sfida senza perdere la propria identità. La squadra Scoiattoli, per esempio è partita da un gruppo di 12 bambini a settembre per chiudere la stagione con un picco di 26 bambini in una squadra che, seppur non ha raggiunto obiettivi sportivi elevati, ha imparato a stare insieme e a divertirsi! Il campionato è iniziato dopo aver lavorato sodo per creare gruppo sviluppando la reciproca conoscenza allenandosi tra risate e rimproveri, e poi sono iniziate le partite con Arzignano, Brendola, Caldogno, Chiampo, Creazzo, Montebello e Schio: un torneo giocato con onestà mettendo tutto l’impegno possibile per divertirsi e far divertire chi ci guardava! La voglia c’è stata, la grinta anche, il tifo non è

mancato perché anche i genitori sono parte della squadra assieme ai bambini e all’istruttrice! Per questo infatti, per la chiusura del campionato si è organizzata una festa con la partita più attesa della stagione: bambini contro genitori! Sfida scontata che si è conclusa con un punteggio alla pari, in quanto i bambini hanno vinto sul campo, ma i genitori hanno stravinto il premio come migliori cuochi nella cena che ne è seguita. Grandi soddisfazioni dunque all’interno del basket Valdagno che dà la possibilità a i bambini di crescere in un ambiente positivo dove lo sport diventa la scusa per creare amicizia vivendo insieme in una palestra che diventa motivo e momento di condivisione e gioia.


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Riccardo para tutto

iccardo Gnata è molto più che una promessa. Tra i pali non ha nulla da invidiare ai colleghi che da anni calcano le piste di serie A1. Ha solo vent’anni ma per gli addetti ai lavori è un predestinato. Dopo l’esperienza di Breganze sta affrontando il suo primo anno a Valdagno togliendosi delle soddisfazioni. Su tutte la partita di Eurolega con il Porto vissuta da protagonista, un match che resterà negli annali per la vittoria all’ultimo secondo per 7 a 6. I tifosi si augurano che rimanga per tanto tempo un punto fermo dell’Hockey Valdagno. Come giudichi la stagione del Valdagno fino ad ora? Dopo un inizio titubante, abbiamo

iniziato a giocare forte, con grande convinzione nei nostri mezzi. Il 2012 è stato positivo anche se abbiamo avuto un black out nel mese di marzo. In ben tre occasioni, contro Bassano, Porto e Viareggio siamo stati capaci di recuperare situazioni difficili, al limite dell’impossibile. Abbiamo raddrizzato match che si erano messi veramente male dimostrando di crederci fino all’ultimo e di non mollare mai. Adesso nei playoff e nella Final Eight di Eurolega dovremo tirare fuori il meglio da noi stessi. E da parte tua come procede la tua prima stagione valdagnese? Sono ogni giorno più convinto che venire a Valdagno sia stata la scelta giusta. Mi fa piacere l’affetto della gente che è molto calorosa:

lo sento quotidianamente. Qui veramente l’ambiente è fantastico e si lavora molto bene. Fino a poco tempo fa una partita come quella contro il Porto l’avrei vista da spettatore, non potevo neanche immaginare di essere protagonista in pista di serate come quella di Eurolega. Come ti trovi con l’altro portierone, Juan Oviedo? Con Juan il rapporto è ottimo. È bravissimo e mi insegna tanti segreti del mestiere. Forse neanche io a inizio stagione pensavo che tutto potesse andare così bene. Non conoscevo Oviedo, è veramente una bella persona. Si lavora assieme senza rivalità o invidie. Franco Vanzo invece lo conoscevi già.

Si, è una bravissima persona oltre che un ottimo tecnico, mi trovo veramente bene. Come hai iniziato a giocare a hockey? Il tuo sogno nel cassetto è sempre stato quello di fare il portiere? Ho cominciato a 6 anni e, per i primi tempi, due tre anni, non ho giocato da portiere. Poi un giorno, visto che c’era mancanza di bambini in quel ruolo, l’allenatore mi ha messo in porta. All’inizio non l’ho presa bene, anzi: piangevo spesso. Anche per mia mamma è stato un colpo. Mi aveva iscritto all’hockey perché perdessi qualche chilo e mi ritrovava in un ruolo che, in apparenza, sembra di tutto di riposo. Già l’anno dopo il mio rapporto con la porta era cambiato: piange-

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vo se mi facevano goal. E anche la mamma si era resa conto che si fatica parecchio pure tra i pali. Adesso a tua volta alleni i piccoli dell’under 13. Si, mi piace molto. Per i bambini non è facile fare il portiere perché negli allenamenti occorre grande spirito di sacrifico, si lavora molto e si “gioca” poco. Pregi e difetti del Gnata estremo difensore. Sicuramente devo migliorare sotto l’aspetto mentale, essere concentrato al massimo per tutti e 50 i minuti della partita. In questo specifico ambito non si finisce mai di allenarsi e di fare progressi. Pregi, non so, lascio che siano gli atri a farmeli notare.

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I tuoi ricordi sportivi più belli, seppur tu sia giovanissimo, a cosa sono legati? Il primo è la partita vinta all’ultima secondo contro il Porto in Eurolega giocata da titolare è una soddisfazione immensa. É questo il ricordo più bello in assoluto. Poi, quando ero a Breganze, due anni fa in gara2 disputai una gran partita proprio qui a Valdagno al Palalido. Hai un soprannome? Si, Gnappo. Me lo diede mattia Cocco ai tempi di Breganze, mi fa simpatia. A tavola cosa prediligi? Un po’ di tutto. Amo mangiare tanto e bene, soprattutto la pasta.

Valdagno capitale

ine maggio e l’inizio di giugno saranno per la Valle dell’Agno giorni di grande sport con protagonisti i campioni del domani, i giovani talenti delle varie under che da tutta Italia saranno di scena tra Valdagno e Trissino con l’obiettivo di far vincere le loro squadre e, al contempo, di mettersi in mostra di fronte agli addetti ai lavori. Di scena le finali di Coppa Italia il fine settimana del 25, 26 e 27 maggio mentre il 31 maggio, 1, 2, 3 giugno tocca alle finali di Campionato. In entrambe le competizioni saranno in pista le under 13, 15, 17 e 20. La finale della Coppa Italia di under 17 e 20 si svolgerà al Palalido mentre l’under 13 e 15 giocheranno a Trissino. Situazione invertita per quanto riguarda il Campionato. La coppa Italia prevede 40 incontri, 2 gironi a 3 squadre per ogni categoria. Il giorno della finale  il 27 maggio, si inizierà alle 9 al Palalido. Per quanto riguarda il campionato saranno 8 le squadre per categoria, 64 le partite totali. Sia la Coppa Italia che il Campionato si potranno seguire anche sul web grazie alla diretta streaming di studio 7 hd. L’organizzazione è a cura del Pool Hockey Pista Vicenza che ha demandato alle società Valdagno e Trissino la parte pratica. Hanno dato il loro contributo il Cfp di Trissino, la Pro loco di Trissino, la Recalac, main sponsor dell’Hockey Valdagno, e la banca San Giorgio Valle Agno. L’evento è patrocinato dalla Federazione Italiana Hockey  e Pattinaggio e dal

Comitato provinciale di Vicenza del Coni. I palazzetti di Valdagno e Trissino saranno collegati dalla tecnologia web con due grandi schermi nei quali compariranno i risultati della manifestazione aggiornati in tempo reale. Per le finali di coppa Italia saranno presenti in vallata circa 350 atleti ai quali vanno sommati i familiari. Per il campionato la cifra sale e tocca quota 450 più il seguito. Sicuramente una bella ventata di gioventù e di ospiti provenienti da tutta Italia che “invaderà” la vallata. Per quanto riguarda l’aspetto agonistico le squadre dell’Hockey Valdagno impegnate saranno l’under 17 e l’under 13 in Campionato e l’under 20 in coppa Italia. L’under 17 punta senza se e senza ma al titolo italiano. Si tratterebbe di bissare quello ottenuto nella categoria under 15 lo scorso anno. I ragazzi di Beppe Cocco vogliono regalare ai tifosi un’altra gioia. L’under 20 sarà impegnata in coppa Italia con l’obiettivo di ben figurare e giocarsela fino alla fine. L’under 13 di Jesus Hernandez è stata una lieta sorpresa e ottenere il pass per le finali rappresenta già questo di per sé un ottimo risultato. Per quanto riguarda il futuro, l’anno prossimo il settore giovanile dell’hockey Valdagno crescerà ancora.  L’obiettivo è di  schierare due squadre per ogni categoria: under 10, 13, 15, 17. Rimarrà una compagine nell’under 20 e nella serie B. Oltre 100 i ragazzi coinvolti, una funzione sociale ed educativa, prima ancora che sportiva, quella svolta dall’hockey in città.

Valdagno capitale dell’hockey. I giovani talenti di scena in città e a Trissino.


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Incredibile Sci Club Marzotto

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l caposquadra LOPA già da novembre 2011 aveva ottimisticamente preventivato con i suoi atleti degli obiettivi che apparivano a tanti un po’ troppo ambiziosi: vincere la Coppa Italia Master per Società, conquistare almeno 9 podi, qualificarsi per la fase Nazionale del Trofeo delle Regioni arrivando tra i migliori otto sci club del Veneto, competere per le bocce di cristallo nella Coppa del Mondo Master con 5 atleti, aspirare al podio dei Campionati Italiani Master con 4 atleti, aspirare al podio del Campionato Triveneto Master in notturna con 6 atleti, riconfermarsi Campioni Italiani ASC. Ed è cominciata bene: SEVERINO SELLA essendo passato alla categoria B10 era dato per grande favorito nelle competizioni regionali, nazionali e internazionali. Gli allenamenti sul Tunche avevano trasformato l’indomabile agonista in ottimo scivolatore nonché avevano dato grande sicurezza alla sua sciata potente. Già alla prima uscita, al passo Stelvio in ottobre, ha seminato lo scompiglio tra i grandi avversari pluricampioni: “ma chi è questo sella?” infliggendo pesanti distacchi che avevano dell’incredibile. Nel corso della stagione è cresciuta la voglia di vincere, “bastonate” a tutti con risultati eclatanti: Campione Italiano di Slalom Speciale e argento in Super-G, Campione Coppa Italia Master generale, (8 podi – 5 vittorie) Campione Coppa Italia Master Slalom Gigante, Terzo Coppa Italia Master Slalom Speciale (causa una squalifica e una uscita), Terzo Coppa Italia Master Super-G (causa una uscita), Pettorale rosso di leader di coppa, acquisisce per la prima volta la RAPPRESENTATIVA ITALIANA MASTER. POTEPAN MARIUCCIA “C8” essendo passata di categoria, era prevedibile lo scontro con due-tre avversarie sulla carte più forti, comunque determinata nel continuare la sua prestigiosissima collezione di vittorie, Campionati e Rappresentativa: Campione Coppa Italia Master Slalom Gigante, Campione Coppa Italia Master Slalom Speciale, Seconda Coppa Italia Master Super-G, Seconda Coppa Italia Master Generale, (13 podi – 3 vittorie) Pettorale rosso di leader di coppa, Argento Campionato Italia-

Stagione super per il team valdagnese

Roberto Cornale, Sara Neresini e Chiara Guiotto no Master Super-G, Bronzo Campionato Italiano Master Slalom Gigante, Seconda (all’ultima gara) al Campionato Triveneto Master in notturna, Campionessa provinciale 2012, Acquisisce per la settima volta la RAPPRESENTATIVA ITALIANA MASTER. SILVA PIERCARLO, B7 già campione Italiano di Gigante e vice S-G, atleta dello sci club Sestola, ha chiesto di far parte del nostro affiatato club e con i suoi prestigiosi risultati, dando lustro allo sci club Marzotto sempre ai vertici delle classifiche di società: Campione Coppa Italia Master generale, (9 podi –2 vittorie) Campione Coppa Italia Master Slalom Speciale e Super-G, Argento Coppa Italia Master Slalom Gigante, Pettorale rosso di leader di coppa, Argento Campionato Italiano di Slalom Speciale, Argento Campionato Italiano di Super-G, Tutte le carte in regola per la RAPPRESENTATIVA ITALIANA MASTER ma non ha partecipato alle due trasferte di coppa del mondo Master obbligatorie. LORA PAOLO B7 si aspettava tempi durissimi nel competere con i grossi calibri del tipo Mazzoleni, Cencio, Silva, Castelli, Ladurner, Orlini, Karl Messner, ed altri, ma grazie al suo ottimismo e alla sua inseparabile fortuna, supera ogni nera previsione e sale 7 volte sul podio di Coppa Italia Master (vittoria in super combinata) concludendo: Terzo posto sia nella classifica di Coppa Italia Master generale Terzo che in Coppa Italia Master S-G e GS quarto in SL. Terzo nel Campionato Triveneto Master in notturna, acquisisce per la terza volta la RAPPRESENTATIVA ITALIANA MASTER. Campione cat.B coppa ALPESKI 2012. Campione provinciale 2012. SCI CLUB MARZOTTO SECONDO POSTO DI SOCIETA’ COPPA ITALIA MASTER. POVOLO GIUSEPPE appena entrato in “B6” espode con una raffica di risultati strabilianti che lo portano 4 volte sotto i 40,0 punti FISI: Vittoria nel Campionato Triveneto Master in notturna, Vittoria al trofeo delle regioni Veneto col miglior tempo cat. “B”, Secondo assoluto cat.”B” al trofeo delle regioni Nazionale per 33 centesimi, Argento in S-G e bronzo in GS ai Campionati Italiani FIE. RONCONI ALBERTO “A5” poche ap-

parizioni ma importanti: Primo “A5” al trofeo delle regioni Veneto, Quinto in GS Coppa Italia Master a S.Vito. RAMANZIN MAURIZIO “A5” poche apparizioni ma importanti per la società:trofeo delle regioni Veneto e Coppa Italia Master a S.Vito. CORNALE ROBERTO “A4” ottima la sua stagione con risultati sempre di primissimo piano pur contro avversari di plurititolati; ha partecipato ai Campionati Italiani Master, ad una tappa di Coppa Italia Master, alle due fasi del Trofeo delle Regioni Veneto e Nazionale e al Campionato Veneto Master. BENETTI MASSIMO “A3” fortissimo bancario dove si è ben difeso, ha partecipato ai Campionati Italiani Master CHIARA GUIOTTO S/F tre gare fatte, all’esordio dopo un decennio RQ_GS(A) Folgaria con risultato strepitoso (tempo vicino a Cornale/Benetti), due fasi del Trofeo delle Regioni Veneto e Nazionale. SARA NERESINI S/F due sole gare, ma le migliori per il club: Trofeo delle Regioni Veneto e Nazionale. LOREDANA ZICCHE – DODI- “C7” ha partecipato alla fase del Trofeo delle Regioni Nazionale. CLAUDIA SIMIONI “C5” partecipando a due fasi del Trofeo delle Regioni Veneto e Nazionale, a tre tappe di Coppa Italia Master. SILVIA TOSARELLI “C5” ha partecipato a tutte le tappe di Coppa Italia Master, ma provenendo da altra regione, non ha potuto partecipare al Trofeo delle Regioni. EMANUELA POVOLO “C4” ha partecipato alla fase del Trofeo delle Regioni Nazionale. ZENERE GIUSEPPE “B10” si è infortunato alla prima uscita di allenamento a Solda, ma sarà sicuro protagonista nel 2013. GARBIN LIVIO “B10” subito bloccato da problemi articolari ed inseparabile amico di Zenere, non si è neanche potuto confrontare per far valere le sue storiche qualità di vecchio sciatore, ma lo attendiamo per la nuova stagione. CRACCO TIBERIO “B9” data la mancanza di neve a S.Giorgio solo due gare, ma con un ottimo terzo posto ha portato il suo contributo al successo della qualifica nel Trofeo delle Regioni Veneto.

ZORDAN FORTUNATO “B9” si è ben difeso in una tappa di Coppa Italia Master a Pila e nella fase Nazionale del Trofeo delle Regioni; è stato protagonista nel circuito “porsche italia”. KLAUDATOS THOMAS “B8” ha partecipato alle due fasi del Trofeo delle Regioni Veneto e Nazionale e al Campionato Veneto Master, con grande cuore si è offerto come collaboratore per l’organizzazione delle gare coppa ALPESKI 2012 rinunciando a gareggiare. URBANI FIORENZO “B8” causa i troppi impegni partecipa ad una tappa di Coppa del Mondo Master a Piancavallo e alle gare FIE concluse con un podio Bronzo in GS. PELLICHERO LUCIO “B7” buone prestazioni con partecipazione al Trofeo delle Regioni Veneto alla tappa di Coppa Italia Master Abetone ed ai Campionati Italiani Master. SANTAGIULIANA PAOLINO “B7” partito con buoni propositi si è dovuto dedicare alla anziana mamma. ANDREA ROSSATO e RASIA UMBERTO sono ancora nel dubbio di riuscire a primeggiare come è nelle loro possibilità, nonostante il CAPO sia sicurissimo che con le loro doti potrebbero entrare subito nella rosa della RAPPRESENTATIVA ITALIANA MASTER, li aspettiamo fiduciosi. DIEGO CAMPOSILVAN, ANDREA VILLANOVA e GIULIA TRAVASA, dovevano essere i nostri allenatori-maestri di sci, ma non siamo riusciti a sviluppare un reciproco programma tecnico-agonistico e quindi non abbiamo avuto modo di apprezzare le loro grandi potenzialità; speriamo di riuscire nella prossima stagione agonistica. Ultimo il migliore: PELA’ FLAVIANO “B6” il nostro MEGA_presidente pur assillato dalla gestione delle attività dello sci club ha trovato l’occasione per contribuire al successo della qualifica nel Trofeo delle Regioni Veneto, oltre all’ottimo secondo posto dello sci club Marzotto al Trofeo CSAIn., da sottolineare il grande impegno profuso in occasione dello storico GEMELLAGGIO con lo SKI CLUB PRIEN nella città bavarese PRIEN AM CHIEMSEE.


valdagno 33

super progetto tkd!

U

n grazie particolarissimo a Selene Piccoli che con grande impegno si è promossa per passarmi questo articolo sulla Scuola di Taekwondo diretta dall’amico e Maestro Alberto De Marzi. Il significato di Tae Kwon Do è Tae “colpire col piede”, Kwon “pugno”, Do “arte e quindi potremmo estrarne il significato di “arte del combattere con calci e pugni”. Il Tae Kwon Do è un’arte marziale coreana che si è evoluta nei secoli ed un po’ come tutte le arti marziali si è sviluppata per la incessante necessità della Corea di difendersi dalle continue e ricorrenti invasioni. La pratica del Taekwondo, che ha come base la ginnastica preparatoria, è altamente formativo dal momento che ogni esercizio è ripetuto simmetricamente (con il controllo della respirazione) coinvolgendo armoniosamente il corpo intero. È una pratica che per le proprie regole (serenità, silenzio, cortesia ecc.) e per le proprie finalità (costanza, modestia ecc.) è anche un allenamento mentale e determina, assieme all’ esercizio fisico, un maggiore equilibrio neuromuscolare. Per questo motivo e per la grande grazia espressa nel combattimento è una Arte Marziale che consiglio a tutti. Alla palestra Progetto Danza di

di massimo Neresini Spagnago, i ragazzi della squadra di taekwondo Progetto TKD respirano aria di vittoria, visti i risultati ottenuti negli ultimi mesi. Progetto TKD, la squadra di taekwondo appartenente all’Associazione Culturale Artistica “Progetto Musica” di Valdagno, è guidata dal M° De Marzi Alberto, III DAN, da molti anni attivo nel settore sia come maestro che come arbitro nazionale, allievo del conosciuto M° Povolo Giovanni. Nel corso degli anni, il M° De Marzi ha visto crescere costantemente il numero degli iscritti alla squadra, ma soprattutto la sua qualità. E quest’anno, si stanno raccogliendo grandi risultati, come all’ 8° Trofeo Nazionale BCC di Cesenatico. Il torneo, disputatosi il 14 e 15 aprile scorso, ha visto partecipare 11 atleti della palestra con ottimi risultati, soprattutto nelle gare di combattimento: Ponza Giorgia 2°classificata nella categoria junior – cintura rossa; Faccin Marco 2°classificato, cat.junior – cintura rossa; Mattiello Andrea e Rossato Lorenzo entrambi 1°classificati nella cat.cadetti – cintura blu; Camposilvan Mattia 1°classificato cat.cadetti – cintura verde e Vigolo Mattia 1°classificato cat. cadetti – cintura gialla. E questi risultati arrivano dopo appena un mese dal Trofeo Nazionale di San Bonifacio, dove

la squadra ha brillato. Infatti, alla fine delle due giornate di gara, avvenute il 17 e 18 marzo, ben 12 atleti della squadra valdagnese sono riusciti a salire sul podio. Per quanto riguarda le gare di combattimento, categoria junior - cintura rossa, è Ponza Giorgia, l’unica fra le ragazze, ad ottenere la medaglia d’oro e il riconoscimento come migliore atleta di categoria. Fra i maschi, invece, tanti i nomi e le medaglie conquistate: Faccin Marco, 1°classificato, cat.junior – cintura rossa; Mondin Nicolò, 1°classificato, cat.junior – cintura rossa; Lora Vittorio, alla sua prima gara, 1°classificato, cat.junior – cintura gialla; Camposilvan Mattia, 1°classificato, cat. cadetti A - cintura verde; Mattiello Andrea, 1°classificato, cat. cadetti A – cintura blu; Rossato Lorenzo, 1°classificato e migliore atleta di cat.cadetti B – cintura blu. Medaglia d’oro e migliore atleta categoria senior – cintura nera, anche per Belluzzo Alessandro, veterano di questa arte marziale, entrato a far parte della squadra quest’anno sia nelle vesti di atleta ma soprattutto come coach della squadra agonistica. Ottimi anche i risultati dei ragazzi nelle gare di forme (poomsae): Fontana Giona e Lupatini Matteo hanno ottenuto l’oro, rispettivamente per la categoria cadetti 2 – cintura rossa e cintura gialla,

a Ongaro Giovanni l’argento per la cat.cadetti 2 – cintura verde, a Preto Filippo il bronzo nella cat. cadetti 1 – cintura blu. Ma le soddisfazioni e le emozioni continuano: a salire sul gradino più alto del podio come migliore società è proprio Progetto TKD! Un bel momento, a dimostrazione che questa è una squadra giovane ma completa, che sta crescendo grazie all’impegno, alle ore di allenamento, alla costanza e alla passione che il maestro e che tutti i 24 ragazzi (quelli attualmente iscritti) continuano a metterci, una squadra che domina per la tecnica ma soprattutto per l’unione e lo stile che dimostra. In poche parole… Progetto TKD, una squadra fortissima fatta di gente fantastici! La squadra, affiliata allo CSEN, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, si allena presso la palestra di Progetto Danza a Spagnago di Cornedo Vic.no, via Monte Ortigara, per info 0445/431189. Ci trovate anche su face book! Grazie a tutti ed in particolare a Selene che ci ha regalato uno splendido articolo sul TKD di Valdagno, e come il M° De Marzi si accompagna nella sua vita di Maestro di TKD anche all’Arte musicale… Auguro a tutti di perseguire “GRANDE ARMONIA”


lettere

Potete scrivere al Senatore Alberto Filippi inviando le vostre e-mail a: sportivissimo@mediafactorynet.it

Antivivisezione sempre Caro Senatore,

Carissima Anna,

ho letto che anche la ricerca scientifica in ambito sportivo si è macchiata di quella barbarissima pratica che è la vivisezione: il ricorrere ad animali vivi per testare gli effetti di alcune sostanze in fase di studio. La vivisezione è una pratica infame, che non trova giustificazione in nessun ambito, meno che meno in quello sportivo. Gli animali non sono cavie degli uomini e trovo profondamente disgustoso che si ricorra a essi per sperimentare sostanze che favoriscano la performance sportiva.

da anni mi sto impegnando contro la vivisezione, una pratica assolutamente non degna della nostra civiltà evoluta. Abbiamo infiniti modi per sperimentare gli effetti di un certo farmaco o di una certa terapia sull’uomo, e non è più necessario, se mai lo sia stato davvero, vivisezionare un povero e innocente animale con pratiche di un sadismo efferato. Che tu mi dica che lo si faccia anche ai fini del rendimento agonistico è un’offesa ai valori di purezza e d’integrità etica dello sport. E lo sport si deve ribellare con tutte le sue forze a ciò, scendendo in campo contro questa barbara e non più accettabile pratica

Grazie, Anna.

Grazie a te per la tua denuncia, Alberto.

Le vostre lettere possono essere lette anche nel sito: albertofilippi.it

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SportivissimoGiugno2012  

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