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La pallamano e l’atletismo: cosa allenare e quando – 2a parte

(La prima parte la potete trovare nel numero 6 del 26-10-2013)

Nell’articolo di oggi entreremo nel vivo della preparazione e del mantenimento di un giocatore di pallamano: esaminerò l’aspetto Aerobico, proponendo obiettivi e metodiche per raggiungerlo. Spero di proporre esercizi di facile e immediata applicazione, che riescano a darvi guadagni certi in tempi celeri. LA POTENZA AEROBICA Senza entrare nello specifico scientifico, la potenza aerobica è la base fondamentale per un buon giocatore di pallamano. L’unità di misura che prendiamo in considerazione è la VAM, velocità aerobica massima, che corrisponde alla massima potenza aerobica (la velocità massima che riusciamo a raggiungere appena si innesca il sistema aerobico) e che si calcola con il test di Billat: - Delimitare un percorso di 100m all’interno del 40x20 con quattro coni; basta posizionarli a 2,5m dal fondo campo, quasi alla delimitazione del tiro dall’ala quando eseguite esercitazioni specifiche senza difensore. - Il numero di giri che il giocatore riesce a compiere in 6 minuti è pari alla VAM: 12 giri in 6’ è quindi pari ad una VAM di 12. IMPOSTAZIONE DEL LAVORO Possiamo utilizzare molti protocolli per il miglioramento della potenza aerobica. Consiglio il Billat per il periodo preparatorio e poi una specie di Recovery Beep per il mantenimento stagionale: - Protocollo Billat o Ripetizioni da 6 o 12 minuti o Da 1 a 3 serie a secondo del momento stagionale o Consiste nello svolgere 30” al 100% della VAM e 30” al 50% o Praticamente: • Se un atleta ha una VAM di 12 (12 giri in 6’) allora significa che ha svolto un giro ogni 30”; quindi svolgerà nei 30” ad Alta Intensità un giro di campo e nei 30” a bassa intensità mezzo giro di campo. • L’obiettivo minimo per l’impostazione di un gioco rapido e moder-

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no è di 14 per le ragazze e 16 per i ragazzi, considerando che a livello europeo la VAM dei top players oscilla tra 18 e 21 per il maschile e tra 15 e 18 nel femminile (con eccezioni in positivo o negativo logicamente). • Le sedute in preparazione generale sono così distribuite: • 4 la prima settimana • 3 la seconda settimana • 2 la terza settimana - Protocollo Beep Recovery Adattato o Durante la stagione consiglio di mantenere la potenza aerobica con questo semplicissimo metodo: • Preparare un file audio di durata pari a 12’ dove ogni 30” ci sia un segnale acustico. • A piacimento è possibile aggiungere delle canzoni ai 30” “dispari” (i primi 30”, i terzi 30”, i quindi e così via). • Nei 30” dispari si corre, nei 30” pari si rimane fermi. • Disporre gli atleti lungo la linea di fondo. • Nei 30” devono percorrere almeno 3 navette da 40m (2,5 per i portieri è sufficiente) con una tolleranza massima di 3m a navetta. • Se il gruppo riesce a svolgere una serie da 12’ con una media di 3 navette possiamo impostare un buon gioco veloce. • La media per atleti di alto livello è di 140-160m in 30” (3,5-4 navette da 40m). • Le sedute settimanali sono sempre una e consiglio di effettuarla il Lunedì se si gioca il Sabato o il Martedì se si gioca la Domenica. La scienza dello movimento consente di avere la certezza di poter impostare tipologie di gioco in funzione della richiesta d’ergogenesi che queste comportano: significa che non andiamo a tentativi, ma lavoriamo per un obiettivo certo e raggiungibile. Ho notato un’ottima compensazione del lavoro nei 3 giorni successivi, quindi se svolgete il Beep Recovery il Lunedì, allora allenate il sistema in maniera integrata (con la palla) il Giovedì, per essere sicuri di avere una compensazione specifica il Sabato successivo… ma questo lo vedremo nel prossimo articolo. Patrizio Pacifico

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Euro Handball Espectacular vídeo promocional en Italia. Si eres diferente, el balonmano es tu deporte En muchas ocasiones, una imagen vale más que mil palabras, pero si se une la fuerza de ambas, el mensaje puede ser todavía más claro y directo si se hace de forma adecuada. Así debieron pensar los creadores de este vídeo promocional para fomentar el balonmano en Italia, otro de los países donde el fútbol colma casi toda la atención deportiva, ya sea a nivel de espectadores, patrocinadores o medios de comunicación, dejando en el ostracismo injustamente a otras disciplinas. En este spot promovido por la AD. Secchia Rubiera, aparecen jugadores practicando balonmano en una fábrica abandonada con los espectadores casi encima. Aunque el vídeo gira en torno a unas apuestas deportivas, la realización de este vídeo destaca por su originalidad y espectacularidad, con bellas imágenes que muestran una pequeña parte de la belleza de este deporte a pesar de su dureza. Con frases categóricas como “En un mundo donde el fútbol domina, existen otros que optaron por ser diferentes”, el vídeo arranca con una declaración de intenciones, que no son otras que mostrar que además del balompié, también hay otras disciplinas que hacen que el que lo practique o al que le guste, tenga en la diferencia otro valor añadido. Para finalizar, la oración “si es así, practica el balonmano”, sentencia este vídeo que debe servir como espejo de promoción por y para este deporte. (Fonte: http://www.marca.com) http://www.marca.com/2013/11/05/balonmano/1383644365.html

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Qualificazioni Mondiali 2015: Chieti e Andria ospitano l’Italia a Gennaio Due sfide davanti al pubblico amico, due città per la Nazionale maschile che a Gennaio torna in campo per chiudere, con un tour-deforce fatto di quattro gare in dieci giorni, il girone di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2015. Gli azzurri scenderanno in campo il 2 Gennaio al Pala Santa Filomena di Chieti (ore 20:00) contro la Slovacchia, mentre il 12 Gennaio (ore 19:00) ospiteranno Cipro al Palazzetto dello Sport di Andria. Due importanti appuntamenti internazionali, dunque, per la pallamano italiana. La prima sfida contro la Slovacchia, a Chieti, rappresenterà un ritorno in Abruzzo per la Nazionale, dopo le due sfide giocate il 26 e il 31 Ottobre scorsi dalle Nazionali femminile e maschile al Pala Giovanni Paolo II di Pescara. Il match con Cipro coinciderà invece con la prima volta della Nazionale nella città di Andria, e segnerà al tempo stesso il ritorno in Puglia dopo le qualificazioni agli Europei 2014 disputate a Bari nel Giugno 2012. Il fitto calendario delle qualificazioni ai Mondiali 2015 vedrà l’Italia giocare anche il 4 Gennaio in Slovacchia, a Hlohovec, e l’8 Gennaio a Bucarest in casa della Romania. Le partite casalinghe contro Slovacchia a Chieti e Cipro ad Andria saranno trasmesse su RAI Sport. (Fonte: figh.it) La classifica del Gruppo 5: Romania 4 pti, Slovacchia 2, Italia 2, Cipro 0 http://www.figh.it/qual-mondiali-chieti-andria-22075


Germany and Denmark will host Men’s IHF World Championship 2019! IHF Congress in Doha made decision that Germany and Denmark will be the host of the Men’s IHF World Champions 2019. Two countries with the huge handball tradition beat the rivals, Hungary-Slovakia and Poland at the battle for organizing the biggest handball event. Until the final match in Danish Herning, handball fans in Munchen, Berlin, Copenhagen, Mannheim, Cologne, Hamburg and Kiel will be able to watch best world’s handball. Congratulations! We are looking forward to another fantastic handball event… (Fonte: handball-planet.com) http://www.handball-planet.com/germany-and-denmark-will-hostmens-ihf-world-championship-2019/

Uno sguardo al passato

1982, Fasano, Piazza Ciaia, sfida tra Junior Fasano e Trani

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6^ Giornata di Andata Risultati CASSANO MAGNAGO - METALLSIDER MEZZOCORONA

32-28

FORST BRIXEN - METELLI COLOGNE

27-17

MERAN - PRESSANO

27-25

VISA ODERZO BONOLLO EMMETI - BOZEN

28-31

Classifica marcatori

Radovcic 45, Anici 35, Turkovic, Sporcic 32, Rokvic, Sonnerer, Gagovic, Sirotich 31, Kokuca 30, Da Silva, Iballi 29, Pircher, Starcevic 27, Brakocevic, Riccardi, Piantoni, Gufler M. 26

Risultati NUOVA ERA CASALGRANDE - TEKNOELETTRONICA TERAMO

30-38

FARMIGEA - LUCIANA MOSCONI DORICA

34-31

ROMAGNA - ESTENSE

32-33

BOLOGNA - TERRAQUILIA CARPI

24-39

Classifica marcatori

Castillo 72, Nikocevic 50, Vaccaro 48, Raupenas 40, Lamberti 38, Ruozzi, Ceso 37, Tojcic, Morelli, Montalto 32, Stabellini, Piletti 31, Molina 28, Chiaramonti 26, Cipriani, Campana 24

Risultati CUS PALERMO - TEAMNETWORK ALBATRO

32-27

LAZIO - FONDI

24-25

CONVERSANO - C.U.S. CHIETI

29-32

JUNIOR FASANO - BENEVENTO

32-21

Classifica marcatori

Krasovec 66, Djordjievic 57, Brancaforte 52, Molineri 42, Di Maggio 39, Sangiuolo A. 37, Pieragostino 34, Recchiuti, Taurian, Beharevic 32, Menna 30, Di Manno S. 29, Onelli 28


Classifica BOZEN TRIESTE MERAN CASSANO MAGNAGO FORST BRIXEN METALLSIDER MEZZOCORONA PRESSANO METELLI COLOGNE VISA ODERZO BONOLLO EMMETI

Classifica TEKNOELETTRONICA TERAMO TERRAQUILIA CARPI AMBRA ESTENSE LUCIANA MOSCONI DORICA ROMAGNA NUOVA ERA CASALGRANDE FARMIGEA BOLOGNA

Classifica JUNIOR FASANO FONDI LAZIO CUS PALERMO TEAMNETWORK ALBATRO BENEVENTO C.U.S. CHIETI CONVERSANO GEOTER GAETA

pt

giocate

vinte

perse

fatti

subiti

18 12 10 9 6 6 6 5 0

6 5 5 6 5 5 5 5 6

6 4 3 3 2 2 2 2 0

0 1 2 3 3 3 3 3 6

193 141 137 167 133 122 121 134 137

150 108 136 181 120 134 116 166 174

pt

giocate

vinte

perse

fatti

subiti

15 15 12 11 7 7 3 2 0

6 5 5 5 6 5 6 5 5

5 5 4 4 2 2 1 1 0

1 0 1 1 4 3 5 4 5

183 179 174 152 167 139 167 128 128

164 109 143 152 188 139 197 146 179

pt

giocate

vinte

perse

fatti

subiti

15 12 11 10 6 6 6 6 0

5 6 5 6 6 5 5 5 5

5 4 4 3 2 2 2 2 0

0 2 1 3 4 3 3 3 5

155 161 155 176 151 130 134 138 128

105 152 142 176 167 140 147 141 158


CALENDARIO 7^ Giornata di Andata GIRONE A sabato 09-nov-13 ODERZO 20.30 VISA ODERZO BONOLLO EMMETI - CASSANO MAGNAGO sabato 09-nov-13 LAVIS 19.00 PRESSANO - FORST BRIXEN sabato 09-nov-13 TRIESTE 18.30 TRIESTE - MERAN sabato 09-nov-13 COLOGNE 20.30 METELLI COLOGNE - METALLSIDER MEZZOCORONA

Nicola Karabatic

Riposa BOZEN


GIRONE B sabato 09-nov-13 CARPI 18.00 TERRAQUILIA CARPI - ROMAGNA sabato 09-nov-13 ANCONA 18.30 LUCIANA MOSCONI DORICA -AMBRA sabato 09-nov-13 FERRARA 20.00 ESTENSE - FARMIGEA sabato 09-nov-13 SAN LAZZARO DI SAVENA 19.00 BOLOGNA - NUOVA ERA CASALGRANDE Riposa TEKNOELETTRONICA TERAMO

GIRONE C sabato 09-nov-13 BENEVENTO 18.00 BENEVENTO - CONVERSANO sabato 09-nov-13 FONDI 18.30 FONDI - GEOTER GAETA sabato 09-nov-13 CHIETI 18.00 C.U.S. CHIETI - LAZIO sabato 09-nov-13 FASANO 15.00 JUNIOR FASANO - CUS PALERMO Riposa TEAMNETWORK ALBATRO


Le palle al piede Resistenza o Resilienza? Velocità, forza, resistenza. Caratteristiche che vengono tutte allenate, in modo diverso, e nelle varie declinazioni possibili, in qualunque sport. Ma che cos’è la RESILIENZA? Resilienza è un termine tecnico che descrive la capacità di un materiale di assorbire energia elasticamente quando sottoposto a un carico o a un urto prima di giungere a rottura, è cioè (in sintesi) l’opposto della fragilità. Da un punto di vista psicologico la resilienza è l’atteggiamento di chi riesce ad andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà e gli ostacoli. La resilienza è quindi una capacità cognitiva, che riguarda il nostro modo di percepire la realtà e di elaborare le informazioni che riceviamo dall’ambiente in cui viviamo. Potremmo anche dire, in un certo senso, che se la resistenza è l’abilità di resistere alla fatica di una gara, la resilienza è la capacità non solo di ri-

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alzarsi dopo essere caduti, ma di proseguire, e nel corso della stessa gara. Ma la resilienza è anche la capacità di continuare a fare meglio dopo aver già fatto bene. Come si dice, la gara non sempre la vince il più veloce, ma più spesso chi non smette di correre. Anche perdere può essere utile per sviluppare la resilienza se serve ad apprendere dagli errori, se cioè si riesce a perdere senza essere sconfitti. Così come, invece, vincere è inutile se serve soltanto a scordare la sconfitta precedente, dimenticando ciò che si è imparato. Per una squadra la capacità resiliente potrebbe essere definita, ad esempio, quella di prendere goal senza “subirli”, mantenendo intatta la reattività agonistica collettiva. Si tratta di percepire la realtà in modo diverso, non raccontandosi falsità o creandosi illusioni sulla propria forza o su quella dell’avversario, ma al con-

trario di diminuire le inesattezze e le distorsioni cognitive con le quali spesso si legge la realtà. Si è frequentemente tentati di consolarsi accettando l’impossibilità della realizzazione di un progetto per proteggersi dalla fatica, dall’impegno, e dalla sofferenza necessari per esprimere tutto il potenziale in effetti disponibile. E questo non solo nello sport giocato. Se gareggiamo contro un rivale che percepiamo (consciamente o inconsciamente) più forte, tendiamo ad affrontarlo con l’atteggiamento dell’inseguitore, quindi avremo lo sguardo sempre rivolto all’avversario, e poiché chi ci è davanti copre l’orizzonte del traguardo, ciò ci impedirà di vedere l’arrivo. Con la conseguenza che, se l’altro è alla nostra portata, lo avvicineremo sempre di più, senza raggiungerlo mai, proprio perché il focus è sull’avversario e non sulla vittoria. Si avrà così una prestazio-


ne, non resiliente, ma ad “ad elastico” che, se da un lato dimostrerà a noi stessi e a gli altri il nostro impegno, anche liberandoci da eventuali rimorsi sulla qualità della prestazione, dall’altra servirà solo a proteggerci dalla sofferenza di una probabile sconfitta, avendo troppo valorizzato a priori la forza dell’avversario. Quando si pareggia o si perde di un gol è proprio questa percezione che fa la differenza tra la valutazione di una gara come una vittoria sfiorata o un’occasione perduta. Ad esempio, se durante l’ultimo time-out, a pochissimo dalla fine della gara, quando si è sotto di tre goal, (essendoci il tempo, forse, per una sola azione d’attacco) uno dei giocatori, per incoraggiare i com-

pagni dice (logicamente) qualcosa come “forza ragazzi cerchiamo di perdere solo di due”, ha probabilmente detto qualcosa di positivo, ma certamente manifesta un’insufficiente allenamento alla resilienza (anche se incolpevole). Ed allora, se poi si perde di uno o si pareggia, si dimostra proprio che probabilmente con una maggiore capacità di resilienza collettiva di squadra si sarebbe potuto pareggiare o vincere. Ma certamente non è colpa dei giocatori, né dell’allenatore nella gestione tecnica della gara. La capacità di resilienza si acquisisce negli anni, quando si ha la possibilità di gareggiare sempre tutti ad alti livelli, durante tutta la stagione e tutte le stagioni, cosa che ovviamente non è sempre

fattibile. Inoltre spesso incide sulla insufficiente capacità di resilienza individuale e collettiva anche il contesto che la squadra coglie, a torto o a ragione, su ciò che c’è fuori dal campo. Se cioè un atleta ha la percezione che l’ambiente sportivo di cui fa parte è focalizzato su altri obiettivi, che non sono quelli in gioco in quel momento, o su quel campo, questa percezione indubbiamente potrà incidere negativamente sulla prestazione, abbassando anche il livello di resilienza. C’è però di positivo che, come tutte le capacità umane, anche la resilienza può essere allenata, ricordando però che, a differenza della forza, velocità e resistenza, che possono essere ben allenate anche in palestra, o su di un campo di atletica, la resilienza si allena bene solo sotto stress, perché questa è proprio la capacità di gestirlo ed utilizzarlo per superarlo. Quindi il modo migliore per alle-

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nare la resilienza nello sport è durante le gare o i campionati. Ovviamente deve trattarsi di campionati competitivi ed equilibrati, sfidanti e costantemente stimolanti dove, negli anni, solo bravi allenatori possono far crescere ottimi giocatori. Confrontarsi con chi è troppo debole o troppo forte, naturalmente, non è mai particolarmente allenante, e non solo da un punto di vista tecnico o atletico, ma anche psicologico. È un peccato, ad esempio, avere buoni giocatori, tecnicamente e atleticamente validi, che non abbiano campionati adeguati dove sviluppare le proprie capacità, anche di resilienza. Ma per creare le condizioni adatte alla crescita ed alla selezione di campioni, sono necessari dirigenti sportivi, non solo intelligenti, ma anche resilienti, che

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non si accontentino di restare dove sono ma che siano disposti a mettere in gioco anche se stessi su obiettivi più sfidanti. I campioni non si possono costruire fuori da grandi campionati, né con esperimenti di laboratorio autoreferenziali. L’austerità sportiva produce una recessione prestazionale, è sempre necessario un maggior investimento meritocratico sulle capacità e le intelligenze. Diceva Abramo Lincon “Decidete che una cosa si può e si deve fare e troverete il modo”, non basta dire che gli altri vincono perché hanno più soldi, o perché hanno una più lunga tradizione, questi sono alibi. Forse, invece, dovremmo cominciare ad allenare anche la classe dirigente ad essere più resiliente (e non resistente al cambiamento), e non solo nello sport.

Concludo con una filastrocca poetica di Gianni Rodari: “ALLA VOLPE”. Questo è quel pergolato e questa è quell’uva che la volpe della favola giudicò poco matura perché stava troppo in alto. Fate un salto, fatene un altro. Se non ci arrivate riprovate domattina, vedrete che ogni giorno un poco si avvicina il dolce frutto; l’allenamento è tutto. Auguro tanta resilienza a tutti, ne abbiamo bisogno. Per chi volesse approfondire il tema della resilienza consiglio il seguente sito: www.pietrotrabucchi.it Suggerisco anche di leggere il libro “L’arte di correre” di Haruki Murakami. Aldo Modica


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L'intervista della settimana Alla scoperta di Walter Pezzer, il titano della pallamano siciliana In un girone fino a questo momento molto equilibrato come quello C in cui le prime quattro squadre, al netto dei turni di riposo, sono racchiuse in soli cinque punti, si fa largo anche il Cus Palermo, una delle più belle rivelazioni di questo inizio di stagione e fresca di successo nel derby con il Siracusa. Per conoscere meglio la formazione giallorossa, abbiamo incontrato l’allenatore Walter Pezzer, uno dei titani della pallamano siciliana. Buongiorno mister, allora iniziamo dalla sua squadra. Come è iniziata la stagione, dove può arrivare il Palermo e quali sono gli obiettivi a breve-medio termine? “La stagione per il Cus è iniziata meglio di quanto potessi immaginare, considerando i tanti motivi che ne possono condizionare l’andamento. L’obiettivo principale, sarà quello di migliorare il 7° posto dello scorso anno. Il campionato, vista

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la nuova strutturazione e le esigue disponibilità finanziarie, ha allineato tutte le squadre dal punto tecnico. In ogni gara, tutte le squadre forniscono prestazioni tecnicotattiche apprezzabili con giocate che vengono riconosciute dagli spettatori. Pertanto, se riuscissimo ad inserirci nei previsti prossimi Play off sarebbe già un risultato storico per il Cus. Mantenendo l’organico di base della passata stagione agonistica e inserendo nuovi elementi, mi sono assicurato un amalgama già collaudato con in più, la possibilità di poter fruire durante la gara di sostituzioni apprezzabili”. Il movimento pallamanistico siciliano a che punto è nel suo percorso di crescita? Pensa che si possa fare di più? Attualmente è utopico pensare ad una squadra siciliana con il tricolore sul petto? Se sì, cosa manca?

“Anche il movimento pallamanistico siciliano soccombe alla crisi generale che impone strategie e scelte consone al momento. Lo sport in Sicilia è in ginocchio per la mancanza di fondi Regionali. È di pochi giorni fa, un incontro dibattito, proprio per accendere i riflettori sulle normative che regolano l’accesso ai contributi pubblici. I requisiti previsti al momento, negherebbero i contributi a gran parte delle A.S.D. operanti. La crescita del movimento, ovviamente risente di quanto prima detto, ma qualcosa si può fare: per prima cosa i dirigenti e gli allenatori dovrebbero mettere da parte gli egoismi e le presunzioni, pensando a “consorziarsi”. Dovrebbero definire meglio il proprio raggio di azione, riconoscendo capacità e competenze delle quali oggi non si può fare a meno. Le gestioni “familiari” hanno i giorni contati, sarebbe opportuno consorziarsi,


definendo alcuni ambiti di azione, secondo le potenzialità organizzative e strutturali. Tale scelta porterebbe ad una migliore utilizzazione delle poche risorse e ad una migliore finalizzazione dei tassi tecnici. Insomma una specializzazione dei settori con una ricaduta immediata sulla razionalizzazione delle risorse, dando l’opportunità ai tanti talenti presenti in Sicilia di emergere e fare esperienza. Basterebbe pensare che il tempo passa

in fretta e che il futuro va coltivato e programmato. Oggi, per il settore maschile, penso sia difficile pensare ad una squadra Siciliana tricolore, oltre per i motivi menzionati, anche per l’esiguità delle società”. Quali sono i giocatori siciliani più interessanti che magari potrebbero far comodo anche alla nazionale di Dumnic? “L’Isola ha sempre sfornato talenti, non per niente nel ’91 ho avuto il piacere di vincere il “Trofeo delle

Regioni” per il settore maschile. Di nomi preferisco non farne, i talenti del momento sono conosciuti dai tecnici federali che sicuramente sapranno metterli in risalto”. Parliamo un po’ di lei: ci ripercorre brevemente la sua carriera e ci spiega come nasce il suo legame con la pallamano? “La mia storia potrebbe intitolarsi così: Una vita per la Pallamano, 60 anni tra campo e panchina. Nel ’75 con la Calidarium, poi, Quasimodo, V.V.F.F. Palermo, Don Bosco, Montuori. La svolta arriva con la chiamata del S.S.Tiger Palermo: promozione della prima squadra femminile in serie A1. Con me c’erano tra le altre Cinzia Signoretti, Laura Maneri, Laura Slavec, Elvira Ferrandino. Nel ’89/’90 siamo vice Campione d’Italia con accesso alle Coppe Europee e portiamo a casa anche tre coppe disciplina. Nel ’90/’91 passo al Cus Palermo con successiva promozione in serie A2.

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Nel ’97/’98 invece conquisto la promozione in A1 con la Matteotti Palermo. Torno al Cus nel 2004 e porto la squadra alla prima storica promozione in A1. Successivamente guido ancora la compagine femminile piazzandomi sempre tra le prime squadre, ma il vecchio amore non si scorda mai. E così ancora una volta siedo sulla panchina del Cus riportandolo in A1 nel 2010, un’avventura che tutt’ora continua e per questo ringrazio i miei ragazzi. Nel ’97 il CONI mi riconosce la “Stella di Bronzo al Merito Sportivo” per la Pallamano. Sono anche docente di Scienze Motorie presso I.I.S.S. A.Volta di Palermo,

dove è in atto l’ultimo corso del Liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo e dove insegno pallamano. Dal mio istituto, come miei allievi, sono usciti Marcello e Giovanni Montalto, nomi noti nell’ambiente”. Capitolo campionato: che futuro vede per la Serie A italiana e per quanto concerne la corsa scudetto quali sono le squadre più accreditate per la vittoria finale secondo il suo punto di vista? “Il Campionato Italiano per conto mio, la formula attuale è stata la migliore che la F.I.G.H. potesse varare. Nel girone A vedo bene Bozen, Trieste e Mezzocorona; nel girone B, Ambra, Teramo, Carpi e

Romagna, e nel girone C, Fasano, Lazio e Fondi. Sarei felice, inoltre, se la F.I.G.H. dedicasse maggior attenzione alla Scuola e all’Università, senza l’apporto di questi settori non vi può essere futuro. Con questo auspicio vorrei augurare buona Pallamano a tutti gli appassionati d’Italia”. Ronni Benigno

Per la rubrica “40 per 20… notizie dal campo” inviateci informazioni sulla vostra squadra, le novità sui vostri progetti e iniziative, foto e curiosità e gli daremo ampio spazio. Per informazioni stampa@sportinprogress.it

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"40 per 20"... NOTIZIE DAL CAMPO Pallamano Conversano di scena a Benevento. Tarafino convinto: “Cresceremo” La ripresa del massimo campionato riserva un ostacolo impegnativo alla Pallamano Conversano. La giovane truppa di mister Alessandro Tarafino domani pomeriggio, con inizio alle ore 18, sarà ospite del Benevento, formazione che con sei punti in classifica condivide la quinta posizione con Chieti, Siracusa e con gli stessi biancoverdi. Una sfida dal sapore di scontro diretto, dunque, che il tecnico conversanese vuole affrontare con la determinazione dei giorni migliori, senza snaturare la sua squadra: “Per noi sarà un’altra gara complicata al cospetto di un team più esperto di noi. Il Benevento gioca tanto con il pivot ed è molto pericolosa anche perché dispone di un gruppo che lavora insieme ormai da anni. Noi, però, dobbiamo scendere in campo senza timori reverenziali e senza l’assillo del risultato, ma consapevoli che se riusciamo a mettere in pratica ciò che proviamo in allenamento le vittorie saranno una logica conseguenza”. Proprio gli ultimi risultati, però, hanno tolto qualche certezza ai suoi ragazzi: “Il processo di crescita è molto complesso. – prosegue Tarafino – Contro il Chieti tutti si aspettavano un successo, ma, se analizziamo attentamente la partita e i valori in campo, si intuisce come loro abbiano una rosa con gente più esperta rispetto alla nostra, con atleti di personalità in grado di guidare la squadra nei momenti chiave. Un po’ quel che manca a noi anche se sono sicuro che tra qualche tempo anche il Conversano avrà giocatori con questa caratteristica”. Qualcosa da migliorare, dunque, c’è come è normale che sia: “Dobbiamo essere meno prevedibili in attacco e aiutarci maggiormente in difesa. Non è facile immagazzinare e applicare durante la partita gli insegnamenti e il lavoro di un’intera settimana, ma io vedo sempre il massimo impegno da parte di tutti e sono convinto che cresceremo”. Ufficio Stampa Pallamano Conversano

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