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SALUTE di Federica Oreglia

Troppo sport fa male? L’esercizio fisico è la prima cura a patologie tipiche della sedentarietà. Ma se si eccede nella pratica sportiva a cosa si può andar incontro? Troppo sport fa male? Partiamo da una provocazione dal momento che la malattia numero 1 da sconfiggere oggi è la sedentarietà, che in un recente studio dell’OMS compare al quarto posto nella lista delle principali cause di decesso, preceduta solo da ipertensione, fumo ed eccesso di glucosio nel sangue. L’esercizio fisico e l’attività sportiva sono associati a un minor rischio di incorrere in patologie cardiovascolari, ipertensione, obesità e diabete. Nello specifico l’attività fisica abbassa la pressione sanguigna, i trigliceridi, il colesterolo LDL e incrementa il colesterolo HDL (quello “buono”) da cui consegue un abbassamento del rischio di sviluppare queste malattie. L’attività sportiva coinvolge apparati fondamentali come quello cardiovascolare ma anche organi come fegato e pancreas e tutto ciò si riflette sulla biosintesi e il metabolismo lipidico. Da ricerche scientifiche recenti emerge che l’attività sportiva incrementa la tendenza infiammatoria e consuma alcuni acidi grassi polinsaturi ad attività antiinfiammatoria e protettiva per il sistema nervoso e cardiovascolare. Dall’altra parte provoca un incremento dello stress ossidativo e consuma le difese antiossidanti, aumentando di conseguenza, il livello dei radicali liberi nei tessuti. Come proteggersi dunque, da questi “effetti collaterali” dell’attività sportiva? è necessario prima di tutto dedicare più attenzione all’alimentazione che spesso, proprio negli sportivi, è disordinata e casuale come se, grazie al loro fabbisogno calorico abbondante rispetto agli individui sedentari possano godere di una sorta di “licenza” a mangiare tutto quello che vogliono. Tuttavia, le condizioni individuali variano con il tempo, l’età e lo stato fisico, pertanto è facile scivolare verso uno squilibrio.

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La supplementazione di integratori, in questo caso, dovrebbe essere suggerita con attenzione secondo un concetto di reale necessità valutato singolarmente e personalizzato perchè ciascun individuo può depauperarsi di alcuni componenti. Allo stato attuale quello che può guidare il medico o il farmacista esperto in nutrizione è la risposta dell’analisi di lipidomica della membrana cellulare che permette di conoscere le reali necessità del soggetto così da mirare esattamente ai suoi bisogni.

SD+ magazine 28/2014  

Numero 28 - Marzo/aprile 2014 Sportdi+ magazine il primo l'unico freepress dedicato a TUTTO lo sport veronese distribuito nelle scuole di Ve...

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