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CALCIO FEMMINILE

con facilità. Questa frase è molto bella, ce la siamo dedicata io e la mia compagna di squadra Claudia Squizzato. “Una vita sola non può bastare per dimenticare una storia che vale”. Vero o falso? Vero. Nonostante abbia solo 21 anni, ho già avuto un’esperienza che non scorderò mai. Perché il tempo passa, possono succedere tante cose, ma una storia che ti ha accompagnato per un certo periodo e ti ha permesso di crescere, la porterai sempre dentro. “Ascolta il tuo cuore”. Marta Mason lo fa? Certo. Questa è la mia caratteristica principale, che mi ha sempre accompagnato. “La vita sai è un filo in equilibrio, prima o poi ci ritroviamo distanti davanti a un bivio”. Ti è capitato? “Sì. E ho seguito ciò che mi diceva l’istinto. Le scelte mi mettono sempre un po’ in difficoltà, dalle situazioni più banali a quelle più serie. I distacchi sono complicati per me, sono molto indecisa. Ma poi do ascolto alle mie sensazioni. Cos’è l’arte? Un passatempo affascinante. È un modo per conoscere quello che c’era una volta e come veniva rappresentato.

I musei e le mostre che ti hanno lasciato a bocca aperta? Il Louvre a Parigi, la Biennale e il Guggenheim di Venezia e i Musei Vaticani. La mostra “Verso Monet” a Verona l’hai vista? Sì. Mi è piaciuta, ma preferisco l’arte contemporanea. Il quadro che ho preferito è stato Mare al chiaro di luna di Caspar David Friedrich: molto bello, emozionante. Si era parlato di tagli alla storia dell’arte nelle scuole. Cosa ne pensi? Ero rimasta basita ed esterrefatta. L’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico mondiale, sui si potrebbe puntare per crescere e migliorare. L’arte ci appartiene, fa parte della nostra storia. Se fossi un’artista, a chi assomiglieresti? A Salvador Dalì. Perché era estroverso, proprio come me (sorride). Mason ha frequentato il liceo artistico Modigliani, a Padova. L’amore per l’arte parte da lontano. Infatti. Mi piace disegnare, fare schizzi. Mi entusiasmano i colori e i pennelli. Ammiro la pittura rinascimentale, ma pure i quadri di Diego Velázquez e l’arte moderna e astratta, in particolare Vasilij Kandinskij: desidero sempre conoscere il significato profondo che sta dietro a un’opera. La scultura? Bella. Al liceo ho lavorato anche il legno e l’argilla: mi è piaciuto molto, adoro lavorare con le mani. A Verona come ti trovi? Benissimo. La vostra è una città meravigliosa, piena di storia e arte. Amo l’Arena, piazza delle Erbe e i vicoli stretti. Posto preferito? Tra ponte Pietra e Castel San Pietro, dove ci sono alcune case che mi ricordano Venezia. Sono stata pure una sera sulle Torricelle a vedere Verona dall’alto: uno spettacolo. Abiti in una “casa internazionale” insieme a Maria Karlsson, Veronica Napoli e ad Alyssa Lagonia: Italia, Svezia, Stati Uniti e Canada a confronto. Che effetto fa? è divertente. Ci troviamo bene, siamo fortunate. Condividere un appartamento con altre persone non è semplice: ognuno ha le sue abitudini, il suo carattere, e qualche volta dobbiamo adeguarci. Parliamo sia in italiano che in inglese: io cerco di esprimermi di più in inglese, Veronica, Alyssa e Maria, invece, usano l’italiano, così da poterlo imparare sempre meglio. A Marta piace viaggiare? Un sacco. Io sarei sempre in giro per il mondo. Sono stata in Spagna, in Irlanda e in Svezia. Amo visitare posti nuovi, conoscere culture diverse, pure quelle che non mi ispirano tanto, come l’Europa dell’est e l’India. Vorrei andare in Africa, in Cina, in Giappone, in Nord America e in Sud America. Insomma, dappertutto.

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SD+ magazine 28/2014  
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Numero 28 - Marzo/aprile 2014 Sportdi+ magazine il primo l'unico freepress dedicato a TUTTO lo sport veronese distribuito nelle scuole di Ve...

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