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IL CORNER DI TOMMASI

Dal Cow Camp al Palazzo H e ritorno Da questo numero Damiano Tommasi inizia la collaborazione con SD+. Un rubrica che parlerà dello sport veronese. E non solo… I Falchi di S.Anna sono i miei compagni di squadra dall’ormai ‘lontano’ 13 dicembre 2009, giorno in cui ho esordito in S. Anna – Mozzecane al Cow Camp di Fosse (S. Anna d’Alfaedo). Anzi, sono anch’io ora un Falco di S.Anna. Vorrei partire da qui, anzi da loro e dall’esperienza che sto vivendo su quel campo per raccontarmi, per raccontare il calcio impropriamente detto ‘minore’, lo sport di base ma anche il passaggio settimanale dalle stanze del Consiglio Federale al campo d’allenamento, dal Consiglio del Coni ai campetti in sintetico di S. Anna causa il maltempo. è un palcoscenico privilegiato poter filtrare il politichese con gli occhi dei Falchi. Saranno gli aneddoti e i commenti di questa mia avventura calcistica a stimolare riflessioni che spesso vengono trascurate nelle stanze dei bottoni. Per cominciare vorrei parlare dell’arbitro di S. Anna – Cavaion di qualche anno fa. Finisce il primo tempo sul 2-1 per i padroni di casa e gli ospiti hanno da ridire nel rientrare negli spogliatoi. “Ma in che categoria giocate?” “In Seconda Categoria” “Beh... Collina non viene ad arbitrare in Seconda Categoria!”. Credo che la capacità di sdrammatizzare e non prendersi troppo sul serio da parte dell’arbitro sia stato un modo esageratamente semplice per riportare tutti a quello che deve/dovrebbe essere il calcio ‘minore’. Perché di minore c’è/ci dovrebbe essere infatti l’esasperazione, la frenesia e l’assurda rincorsa della polemica fine a se stessa. Il calcio che frequento la domenica pomeriggio è ciò che mi permette in settimana di frequentare gli spogliatoi del calcio che ‘conta’ con uno spirito diverso. Penso spesso che quello spirito purtroppo emerga troppo poco e anzi... il rischio è il contrario, e cioé che ad essere negativamente contaminato sia il calcio della base. Esoneri e proteste, simulazioni e perdite di tempo, giustizia fai da te e insulto libero dagli spalti. Putroppo si vede anche questo nel calcio ‘minore’, ma ciò che non si vede è il terzo tempo frequente e vero, gli allenamenti nel dopo lavoro con nebbia, freddo, fango o neve, la rosa che si forma in base agli impegni di lavoro e la gioia di un gol venuto per caso, le convocazioni via What’s App e le presenze in forse fino all’ultima parola della moglie (spesso accondiscendente se non è giornata di sole). Il calcio ‘minore’ ha le stesse caratteristiche degli sport ‘minori’, quelli che vivono grazie alla passione, all’esuberanza, all’abnegazione e la giovanile energia, al volontariato e al campo o la palestra che diventano coesione sociale. Se penso all’età media del Consiglio Nazionale del Coni (60,2 anni) che si riunisce al Palazzo H di Roma mi chiedo se mai si potrà rappresentare dentro quelle mura lo spirito del Cow Camp e delle tante palestre, dei campi e delle piste che ogni fine settimana ed ogni giorno d’allenamento vivono vibrando di passione sportiva esageratamente semplice.

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SD+ magazine 28/2014  

Numero 28 - Marzo/aprile 2014 Sportdi+ magazine il primo l'unico freepress dedicato a TUTTO lo sport veronese distribuito nelle scuole di Ve...

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