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luglio 2011

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MANCHESTER, IL CALCIOTTO E ROMA Intervista in esclusiva al “Citizen” Roberto Mancini


sommario [

sommario

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Sport Club luglio 2011

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CULTURA SPORTIVA

Roberto Mancini tra Manchester e ricordi romani

Ancora Nuova Zelanda

RUGBY

Velisti si nasce

COVER

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Mondofitness estate in movimento

APPUNTAMENTI

MONDIALI MILITARI

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Cavalcare in Irlanda

SPORT&TURISMO

MOTORI

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86 FITNESS Sport Club srl via Morlupo, 51 00191 Roma tel. 06 97600342 fax 06 97277879 www.sportclubmagazine.it info@sportclubmagazine.it Direttore editoriale Luigi Capasso Sport Club Anno VIII - n. 72 - Luglio 2011 Reg. trib. di Roma n. 591/2004 del 30-12-2004

Editorialisti Paolo Cecinelli, Franco Chimenti, Alessandro Cochi, Paolo Del Bene, Pino Capua, Sabrina Rondonelli, Roberto Serdoz, Fabio Ingargiola Hanno collaborato a questo numero Lorenzo Arduini, Matteo Cirelli, Gianmatteo Colla, Marco Trozzi, Alessandro Morucci, Enrico Morucci, Andrea Tranquilli, Andrea Cecinelli, Luigia Latteri, Roberto Cundari, Valentina Altavilla, Andrea Cimbrico, Giorgio Cimbrico

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WAKEBOARD

Atleti con le “stellette” a Rio De Janeiro

Mini Coupè sportività e divertimento

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I campionati del mondo di wakeboard

VELA

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Gli italiani e lo sport

editoriale

CLUB STYLE

Progetto grafico e Impaginazione Adversign srl grafica@sportclubmagazine.it Presidente Onorario Giuseppe Capelli Pubblicità Adversign s.r.l. Davide Campanella Via Morlupo, 51 - 00191 Roma tel. 06 97600342 cell. 335 7574074

Stampa Arti GRafiche Agostini Srl - Roma Finito di stampare nel mese di giugno 2011 Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione.

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Golf Simone Selli Direttore responsabile Luigi Capasso l.capasso@sportclubmagazine.it

Rugby Andrea Cimbrico


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editoriale

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di Luigi Capasso

In nome del padre. E della madre.

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attiamo sempre sullo stesso tasto. E sicuramente non ci fermeremo adesso. E quel tasto dovrà usurarsi e rovinarsi per quanto avremo insistito. I bambini e lo sport. L’introduzione dell’educazione psico-motoria al centro di un nuovo Progetto di istruzione che consideri al meglio e valorizzi lo sport, eterno fanalino di coda della scuola nel Belpaese. E, purtroppo, neanche sono considerazioni soggettive o discrezionali. E’ uscita un indagine su un campione

medio europeo e, senza alcuna sorpresa, l’Italia è all’ultimo posto nel calcolo di ore di istruzione scolastica nelle medie inferiori e superiori, questo significa, ancora una volta, che i nostri figli se non si affidano ad una struttura privata non hanno alcuna possibilità di svolgere attività agonistica. Nel pomeriggio, i circoli privati e gli impianti comunali, diventano l’unico vero punto di aggregazione per ricercare il talento dei nostri ragazzi, che altrimenti rimar-

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rebbe nascosto. E per questo bisogna sempre e solo rivolgersi e ringraziare i genitori che si ergono ancora oggi a paladini e a bandiera del futuro del nostro sport. Sono loro che, sole o pioggia, neve o grandine...targhe alterne o non, passano interi pomeriggi feriali in mezzo al traffico ad accompagnare i figli da un quartiere all’altro della città o divorano chiusi in macchina parole crociate nei 45 minuti di empasse tra l’accompagno ed il ritiro del campioncino. Se non ci fossero loro il mondo dello sport probabilmente si fermerebbe. Se non ci affidassimo all’amore e alla passione dei genitori che, magari a volte esagerano per il troppo calore, nessun futuro Campione potrebbe provare a raggiungere il sogno di intere generazioni adolescenziali. Di fatto lo sport in Italia è un movimento che, da sempre, si basa sulle fondamenta della famiglia, sono perennemente loro che, mani alla tasca, muovono l’economia dell’azienda sport. Quindi rivalutiamoli ufficialmente e non li dipingiamo solo e soltanto come “quei scalmanati” che la domenica al campo si attaccano alla rete urlando a squarciagola a difesa delle gesta del loro figlio. Anche perché, se uno su centomila dovesse diventare un domani un Campione sarà sicuramente anche merito loro.


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diritto e rovescio

dell’Avv. Sabrina Rondinelli Specializzata in diritto dello sport Dottore di ricerca Fac. Giurisprudenza “La Sapienza” sabrina.rondinelli@uniroma1.it

Il ruolo degli ufficiali di gara nello sport I giudici di gara ricoprono ruoli con funzioni che variano a seconda della disciplina sportiva

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valenti e addirittura decisivi per l’esito della gara. L’assunzione della qualifica di arbitro è condizionata dalla sussistenza di precisi presupposti e determina l’acquisizione di un preciso status giuridico da cui discendono diritti ed obblighi sia da parte dell’arbitro nei confronti dei terzi, sia da parte di terzi verso l’arbitro. Per quanto riguarda il fattore economico, questa categoria di ausiliari presta la propria attività in via gratuita, essendo previsti solo rimborsi spese ed eventualmente indennità. Una questione dibattuta a proposito dell’arbitro di calcio è quella se a tale soggetto possa es-

’attività sportiva si compone di una serie complessa di operazioni, sia nel momento apicale della gara, sia nei momenti antecedenti e seguenti la gara. Ciò comporta che all’organizzazione dell’attività sportiva partecipano, oltre agli atleti, anche una molteplicità di altri soggetti chiamati a compiere tutte le operazioni connesse all’evento sportivo. La categoria principale di collaboratori è quella dei c.d. “ausiliari sportivi” i quali si caratterizzano per il rapporto di diretta strumentalità rispetto al primario fine sportivo di miglioramento dei risultati agonistici che riveste l’attività da loro esercitata. Rientrano in tale categoria: i dirigenti sportivi, gli arbitri, i giudici, gli ufficiali di gara ed i tecnici. La categoria degli ausiliari sportivi denominati arbitri, giudici o ufficiali di gara, comprende, comunque, tutti quei soggetti che rivestono compiti attinenti la direzione della gara: la valutazione del rispetto delle regole che ne disciplinano lo svolgimento e la certificazione dei risultati. Peraltro è da dire che, mentre in alcune discipline sportive gli arbitri svolgono sostanzialmente funzioni accertative, in altre, invece, gli arbitri hanno anche importanti compiti decisori, che possono arrivare a diventare pre-

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sere riconosciuta la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. In dottrina e giurisprudenza si è affermata, infatti, la natura di pubblico ufficiale dell’arbitro in considerazione del fatto che questo partecipa alla medesima natura pubblica della disciplina che arbitra. Tuttavia deve preferirsi l’opinione che agli arbitri di calcio non possano essere attribuite tali qualifiche, in quanto gli stessi non sono soggetti che agiscono per l’immediata attuazione di un interesse pubblico, ma sono chiamati solo a dirigere e valutare tecnicamente l’evento sportivo.


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psicologia

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di Andrea Ceccarelli Psicologo dello sport, Psicoterapeuta, Gruppoanalista

La motivazione e l’abilità mentale nello sport Le “doti” psicologiche di un atleta sono fondamentali per raggiungere i traguardi prefissati

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erché una gazzella affamata e assetata dovrebbe correre ogni giorno nella savana incontrando la fame, la sete, i pericoli? Qual è, quindi, la forte “motivazione” che la spinge? Senza dubbio la sua sopravvivenza e quella della sua prole , per la quale è pronta a morire assicurando così la sopravvivenza della specie stessa! Se si pensa all'impegno che si chiede ad un'atleta, in un mondo dove solo alcuni sport sono altamente riconosciuti e premiati, ci si spiega quanto sia fondamentale il perché l'atleta “puro” si costruisce degli “obiettivi mentali”, che costituiscono la motivazione principale a continuare la sua carriera agonistica. La motivazione è strettamente collegata alla direzione e all'intensità di un comportamento, è dunque fondamentale nel momento in cui l'atleta lavora sulla propria costruzione fisica e psicologica. Risulta comunque complesso distinguere tra loro le specifiche motivazioni, essendo queste strettamente legate ai bisogni di crescita, sviluppo e consolidamento delle abilità apprese attraverso i modelli parentali, culturali e sociali. Nel lavoro psicologico con l'atleta si andranno a sviluppare abilità mentali specifiche; un requisito essenziale è la conoscenza di sé che l'atleta

deve possedere per arrivare a considerare le sue forze e le sue debolezze. Tra le abilità mentali più significative si possono annotare l'abilità di immaginazione, di gestione dell'energia mentale, di gestione dello stress e l'abilità attentiva. Una buona gestione dell'energia mentale permette di dominare lo stress e rilassarsi, utilizzando quindi al meglio l'immaginazione. Mediante l'immaginazione l'atleta può migliorare la sua concentrazione, la quale permette poi di puntare su specifiche mete. Una meta concreta e realistica rafforza il comportamento attivo, incrementando l'energia mentale, che una

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volta liberata permetterà all'atleta un ulteriore immaginazione dei propri sogni, mete e traguardi, rendendoli sempre più attuabili. Nel momento che lo stress è gestito in modo efficace, l'atleta è più in grado di mettere a fuoco i propri obiettivi, di concentrarsi, soprattutto di utilizzare in modo specifico le potenzialità ideomotorie della sua mente, in un circolo a spirale che torna su se stesso sempre più arricchito dell'esperienza precedente. L'evoluzione agonistica dell'atleta trova in tal modo la possibilità di svilupparsi, attraverso ogni singola abilità, in piena armonia con la vita stessa.


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cultura sportiva

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di Paolo Del Bene Direttore Sportivo A.S. Università Luiss Guido Carli

Gli italiani e lo sport Nel nostro Paese lo sport è più seguito che praticato in prima persona, forse anche per le trame e gli scandali che gli ruotano attorno.

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‘Italia è uno dei pochi paesi in cui lo spor t è parlato, chiacchierato, commentato, in tutti i luoghi e i momenti possibili. Ma quando si tratta di praticarlo siamo molto timidi. La percentuale di persone che fanno sport in Italia è esigua e ci rende uno degli ultimi paesi in Europa, insieme alla Grecia e alla Bulgaria. Solo il 3% degli italiani pratica sport in modo regolare, contro il 9% degli altri paesi europei. Ma il dato da sottolineare dice che a praticarlo regolarmente è il 2% dei ragazzi e il 4% delle ragazze, contro il rispettivo 19% e 7% dei giovani europei. La predisposizione a fare sport non ha nulla a che vedere con l’età o con il fisico: è un fatto culturale. Interrompere le occupazioni della propria giornata e dedicare regolarmente del tempo all’attività spor tiva, non può essere considerato solo un passatempo, poiché oggi scivolerebbe subito in secondo piano. Da passatempo a perdita di tempo. Dedicarsi allo sport oggi deve essere una convinzione profonda. Parlo soprattutto degli spor t di squadra, i quali non hanno come primo obiettivo la cura della propria forma estetica: lo sport di squadra è prima di tutto un gioco, è divertente e perciò è considerato spesso un vezzo, la famosa “perdita di

tempo”. Ecco perché a mio avviso, essere predisposti allo sport è un fatto culturale. Perché bisogna sapere cos’è lo sport, e bisogna capire il valore che ha. La scuola dovrebbe riuscire a spiegare che la pratica di uno sport è un modo di capire se stessi e gli altri. Forse la scuola non riesce a far germogliare questo seme, ma quello che sembra un paradosso è che si possa parlare tanto di sport senza esserne affascinati nella pratica. Una delle risposte che potrei dare è che “parlare di sport” oggi significa par-

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lare di quello che c’è intorno allo sport. Significa parlare di gossip e del teatrino di personaggi che affollano lo scenario. Perdendo di vista il lato un po’ più serio, tecnico e profondo dello sport si perde di vista il gioco nella sua concretezza e nelle sue dinamiche. Lo sport diventa un telefilm, con le sue trame e i suoi scandali. Certo, ne capisco il fascino, ma non è sport, è altro. Parlare di sport va benissimo, ma il luogo migliore per farlo è negli spogliatoi, dopo aver giocato una bella e faticosa partita.


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focus

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di Paolo Cecinelli Caporedattore centrale La7 Spor t

Come fosse la Divina Commedia ecco il girone dei dannati dello sport. Un inferno di passione, talento e voglia di emergere. Il calciatore George Best

Campioni maledetti

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elli, invincibili, famosi ma sopratutto fragili. In una parola maledetti. Dovrebbero essere un esempio da seguire, invece assolutamente da evitare. Atleti dotati di un talento smisurato, perfetti in ogni loro movimento, e poi fuori dal campo un disastro. Capaci di distruggere quello che hanno costruito durante una vita di sacrifici in una sola serata di follia. Per rovinarsi non hanno bisogno neanche di un avversario, fanno tutto da soli. Alla disperata ricerca di un record anche quando non c’è nulla da vincere. Incapaci di staccare la spina una volta usciti dallo spogliatoio, quando guidano in autostrada, incuranti dei limiti di velocità, quando bevono la sera, quando non hanno più rispetto degli altri e prima ancora di se stessi. Eccessi di una vita ad alto rischio. Come se tutto fosse una

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gara, una corsa, un match di pugilato, una partita. Eccessi. E poi le tre “S” (successo, soldi e sesso) che ti arrivano addosso tutte insieme, come una bomba, con il rischio di spaccarti la vita. Bisogna ragionare, bisogna non buttarsi via. Ma questi dannati dello sport, che non accettano la normalità, diventano improvvisamente arroganti, violenti, e anche delinquenti. Il contrario di quello che dovrebbero essere. Da niente a tutto, e poi di nuovo niente passando magari per una prigione. E’ la parabola del campione che, calato il sipario sportivo, passa in un attimo da invincibile a fallito. Campioni dannati. Con una cadenza impressionante, lo sport ci riversa le loro drammatiche storie senza pace. Sono racconti veri, di passione, e quindi affascinanti. Forse per questo

Mike Phillips durante un diverbio “autorizzato” sul campo da gioco

motivo siamo portati a perdonare questi romantici sognatori. Il keniano Samuel Wanjiru, per esempio, campione olimpico della maratona a Pechino 2008. Morto due me-


Il maratoneta Samuel Wanjiru

si fa, a soli 24 anni. Voleva sfuggire dalla moglie che lo aveva colto con un'altra donna. La prima cosa che gli è venuta in mente è stata quella di buttarsi dal terrazzo di casa. “Primo piano, una sciocchezza. Tanto, sono un campione” avrà pensato il veloce Samuel. Si sentiva immortale e invece non era così. Era umano come noi e quando correva, soltanto allora, diventata invincibile. Una bella differenza. Il suo corpo è rimasto spiaccicato a terra nel giardino vicino all’auto vinta con una maratona. Nel pugilato la galleria dei dannati è lunghissima. Mike Tyson è il testimonial più popolare di queste inquietudini. Una vita tra gli eccessi, senza riuscire più a distinguere il senso della vita. Nel suo periodo d’oro viveva in un’immensa villa a Las Vegas con due tigri nel parco. Una sera fece una festa e si accorse di non conoscere nessuno dei mille invitati. Il resto lo sapete. Stupri, fallimenti, violenze e incontri di boxe. Una vita buttata. Storie di distruzione che non sempre finiscono con la redenzione dell’anima. Come quella di Carlos Monzon, un altro pugile. Lo chiamavano “El Macho”. Faccia da indio del Sudamerica con un'unica espres-

Il pugile argentino Carlos Monzon

sione. Quella del duro, altro che Charles Bronson o Clint Eastwood. Carlos era nato su di una coperta stesa per terra, famiglia poverissima, sesto di dodici figli. Quando arrivò il suo momento non se lo fece scappare. Aveva dentro tutta la rabbia di chi doveva vendicarsi di qualcosa. Era cresciuto rubando ma si sentiva derubato dalla nascita di qualcosa d’impalpabile. La fortuna. Quella che secondo lui gli aveva girato la schiena appena nato. Se la cercò di prendere tutta insieme, ma non gli bastava mai. Voleva sempre di più, aveva fame. Aveva solo 21 anni, invece, quando conquistò il titolo mondiale strappandolo a Nino Benvenuti. Lo difese tredici volte. Monzon sul ring non ha mai messo il ginocchio a terra, nella vita invece si. Parecchie volte. Relazioni tormentate con donne bellissime come Ursula Andress e Nathalie Delon. Tre matrimoni, nessuna tranquillità. Dalla prima moglie si prese una schioppettata addosso. Gli aveva confessato di avere un'altra relazione, a lei partì un colpo del fucile da caccia. Nel 1988 la sua compagna rimane uccisa dopo un’animata discussione. Strangolata. Il giudice non ha dubbi: Monzon si bec-

ca undici anni di prigione, ne fa sette ed esce in libertà vigilata. Ma non è finita. Un giorno tornando in carcere sbanda con l’auto e finisce fuori strada. Muore sul colpo a soli 52 anni ed in prigione non ci torna più. Anche il rugby ha le sue pecore nere. Due gallesi apparsi ultimamente sulle cronache dei giornali britannici. Gavin Henson e Mike Phillips, mediano di mischia titolare del Galles, tagliato dalla lista della Coppa del Mondo in seguito ad una notte brava, in verità non tanto, a Cardiff. Erano le tre del mattino quando Mike, dopo aver abbondantemente passato il limite, tenta di forzare l’ingresso di un locale notturno. I body-guard lo neutralizzano senza difficoltà. Due giorni dopo sui giornali appare la foto dell’arresto notturno. Mike Phillips ha la faccia schiacciata sul marciapiede e le braccia dietro la schiena. Soltanto qualche mese prima era stato uno dei protagonisti del 6 Nazioni. Chiudiamo la nostra galleria con il simbolo forse più leggendario di questo genere di campioni. Il calciatore George Best. Nato in Irlanda del Nord Best ha giocato undici anni con il glorioso Manchester United, periodo nel quale ha vinto nel 1968 an-

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che il Pallone d’Oro. Best sembrava un cantante. Era anticonformista, ironico e indisciplinato, sfacciato e irriverente, gli piaceva stupire e divertirsi. Un giorno commentò con sarcasmo la sua vita di eccessi: “Spendo un sacco di soldi in donne, alcool e auto sportive. Il resto lo sperpero”. In campo però era meraviglioso, coinvolgente, trascinatore. Calzettoni bassi, capelli lunghi e basettoni. La gente impazziva per lui. Correva sulla fascia laterale del campo con il numero 7 sulle spalle, vicino al pubblico. Giocava con il cuore e la passione di chi ha sofferto. Si capiva perché i suoi dribbling non erano mai scontati. Imprevedibili. A volte non gli bastava superare il difensore, tornava indietro per marcarlo ancora. Ma non era arroganza. George Best è stato un poeta dello sport. Una volta, contro l’Inghilterra tolse il pallone dalle mani del portiere con un gesto felino, senza commettere fallo. L’alcool lo distrusse definitivamente nel 2005, all’età di 59 anni, in un clinica di Londra. I giornali di tutto il mondo riportarono con dolore la notizia ed il suo ultimo messaggio: “Ragazzi, non morite come me!”. L’aeroporto di Belfast porta il suo nome.


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rugby

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ANCORA NUOVA ZELANDA I Baby Blacks conquistano il quarto titolo iridato consecutivo sul prato dello Stadio Plebiscito di Padova, vincendo una delle finali più belle e combattute nella storia del mondiale U20. di Andrea Cimbrico l torneo ha coinvolto e appassionato i cuori e le menti del pubblico italiano, oltre 50.000 gli spettatori che hanno seguito i 30 match in programma, fra uomini donne e bambini. L’Inghilterra esce sconfitta dalla finale, ma dopo aver dimostrato al mondo ovale che è possibile competere con le nazionali dell’Emisfero sud, anche con i Baby Blacks, che da quattro anni a questa par te non avevano mai affrontato un match giocando alla pari o con l’incer tezza del risultato. Gli inglesi sono l’esempio da seguire, coraggio, talento e metodo di lavoro. Il risultato è stato uno spettacolo indimenticabile. Per i 9850 for tunati che hanno potuto vivere una serata di grande rugby sugli spalti del Plebiscito così come per tutti gli appassionati italiani. Piccolo riscatto per chi ha dovuto per

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anni vivere la propria passione confinato nelle ultime pagine dei quotidiani sportivi. Il mondiale veneto è stato un successo di tutto il movimento. Merito soprattutto di questi ragazzi, non ancora ventenni, che hanno mostrato una visione del rugby quasi commovente. Hanno pianto, sfiniti, per gioia o delusione, e si sono sacrificati come solo un giovane con un ideale sa fare. Giovani, che abbiamo ospitato per mese nel triangolo d’oro del rugby italiano, la cui unica aspirazione è diventare grandi rugbisti, senza scorciatoie. I migliori giovani giocatori del mondo hanno dimostrato che questa competizione è il vero banco di prova per il rugby internazionale. A Padova Lapasset, al termine della finale iridata ha dichiarato: “Non ci sono dubbi sulla riuscita di questo Torneo, un eccezionale successo sotto ogni punto di vista. La finale è

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stata eccezionale, di altissimo livello, entusiasmante: questo testimonia non solo il livello raggiunto da questa competizione, ma anche il ruolo chiave che questo evento gioca nello sviluppo della prossima generazione di atleti internazionali” Dalla prima edizione del mondiale giovanile, del 2008 ad oggi, oltre 100 atleti sono passati nelle nazionali maggiori, a dimostrazione dell’impor tante ruolo nel processo di maturazione di questi ragazzi ricoper to dal JWC. Secondo Lapasset nel corso delle tre settimane del torneo sono tanti i giocatori che in passato hanno dimostrato di poter vestire la maglia della nazionale maggiore. David Pocock, Patrick Lambie, Cour tney Lawes, Zac Guildford, Kurtley Beale e Sam Warburton sono fra questi. "Penso che le 19 televisioni e i 142 paesi che


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rugby

hanno potuto seguire il Junior World Championship non si aspettassero di vedere uno standard di Rugby così alto e sono sicuro che in molti abbiano identificato le future stelle del rugby internazionale, giocatori da seguire con attenzione per i prossimi due anni, e non escludo che alcuni di loro possano essere convocati per la Coppa del Mondo che si terrà fra due mesi in Nuova Zelanda”. Per l’Italia è stato un grande successo, sia a livello organizzativo che mediatico. La Rai ha dato grande visibilità sul territorio nazionale e le attività correlate hanno coinvolto tutta la regione Veneto. “Voglio ringraziare la Federazione Italiana Rugby, e le autorità del Veneto che hanno contribuito al successo e alla crescita del Torneo” ha aggiunto Lapasset. "La ricompensa per l’impegno profuso è stata un’edizione eccezionale. L’aspetto più impor tante è la crescita che questo campionato può por tare in una nazione come l’Italia, che ha un grandissimo potenziale”. Il prossimo IRB Junior World Championship, nel 2012 sarà ospitato dal Sudafrica è vedrà l’Italia U20 ancora protagonista tra le dodici migliori nazioni al mondo: gli Azzurrini di Andrea Cavinato – che lascia nuovamente la FIR per tornare a Calvisano, dove ha vinto lo scudetto – hanno centrato la salvezza superando Tonga 34-22 nella finale dei play-out. Si ripar te da lì.

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ROBERTO MANCINI TRA MANCHESTER E RICORDI ROMANI Intervista esclusiva all’allenatore del Manchester City, raggiunto in vacanza in Sardegna in compagnia di Carlo Cancellieri di Lorenzo Arduini

na vita di successi. Come calciatore prima e come allenatore poi, dall’Italia all’Inghilterra. Stiamo parlando di Roberto Mancini, l’ex stella di Bologna, Sampdoria, Lazio e della Nazionale che, dal 2001, ha intrapreso la carriera di allenatore. L’ultima stagione, la prima passata interamente sulla panchina del Manchester City, è stata assolutamente positiva per la compagine inglese: secondo posto finale con 71 punti a pari merito con il Chelsea alle spalle del Manchester United, con conseguente ingresso in Champions League e, soprattutto, la vittoria della FA Cup, la Coppa d’Inghilterra, che oltre-

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manica molti considerano addirittura più importante del campionato. Con il successo di Wembley, ottenuto con la vittoria per uno a zero sullo Stoke City, Roberto ha riportato un trofeo nella bacheca dei Citizens dopo 35 anni, entrando di diritto nella leggenda del club. Con questo successo il tecnico jesino ha dimostrato inoltre di essere ancora una volta il Re di Coppe, visto il particolare rapporto che lo lega alle Coppe nazionali: la FA Cup rappresenta il suo quinto trofeo di questo tipo su quattro panchine diverse (Fiorentina 2001, Lazio 2004, Inter 2005 e 2006), e il dato statistico è ancora più impressionante se si pensa che il Mancio detiene, da calciatore, anche il record di Coppe Italia vinte sul campo. Ben 6, quattro


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] Il palmares di Roberto Mancini Giocatore • Coppa Italia: 6 Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 19881989, 1993-1994 Lazio: 1997-1998, 1999-2000 • Campionato italiano: 2 Sampdoria: 1990-1991 Lazio: 1999-2000 • Supercoppa italiana: 2 Sampdoria: 1991 Lazio: 1998 • Coppa delle Coppe: 2 Sampdoria: 1989-1990 Lazio: 1998-1999 • Supercoppa UEFA: 1 Lazio: 1999

Allenatore • Coppa Italia: 4 Fiorentina: 2000-2001 Lazio: 2003-2004 Inter: 2004-2005, 2005-2006 • Supercoppa italiana: 2 Inter: 2005, 2006 • Campionato italiano: 3 Inter: 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008 • Coppa d'Inghilterra: 1 Manchester City: 2010-2011

con la Sampdoria e due con la Lazio, che portano il suo totale a 11. Ed il dato che deve far sperare i tifosi dei Citizens è quello che nella carriera di Mancini, sia come calciatore che come allenatore, la vittoria della Coppa Nazionale è stata l’antipasto di altri, spesso più prestigiosi, successi. Con il City nell’ultima stagione Mancini ha anche centrato la qualificazione alla prossima edizione della Champions League, conquistata con due giornate di anticipo, grazie alla vittoria per uno a zero sui diretti rivali del Tottenham, ottenuta grazie all’autorete di Crouch. Dopo questi due successi ora a Manchester, sponda City, è esplosa una vera “Mancini Mania”: anche i fratelli Gallagher, fondatori degli Oasis, gli hanno reso tributo definendolo un “grandissimo”. La storica vittoria in FA Cup contro lo Stoke City ha mandato in estasi i tifosi citizens e la dirigenza della squadra è convinta che continuare con Mancini alla guida possa portare altri trofei in bacheca nei prossimi anni. In questa inter vista esclusiva per Spor t Club lo abbiamo raggiunto telefonicamente in Sardegna, dove si trovava in vacanza, in attesa di riprendere l’attività con il City, in compagnia di Carlo Cancellieri. Cancellieri,

che ha conosciuto Mancini a Roma, ora lavora per l’allenatore marchigiano in qualità di osservatore e, a livello amatoriale, allena a Roma il Futbolclub United. Inutile dire che come modulo e sistema di gioco si ispira al maestro Roberto, potendo contare anche su ex stelle del calibro di Giannini e Candela. Roberto, è soddisfatto del bilancio di questa stagione a Manchester? “Sono molto soddisfatto, i ragazzi sono riusciti a riportare un trofeo nella bacheca del City dopo 35 anni di digiuno. L’ultimo titolo era stato infatti la Coppa di Lega, conquistata nel 1976. E’ stata una grande gioia e soddisfazione, anche per l’importanza della FA Cup per tutti gli inglesi. Inoltre abbiamo ottenuto la qualificazione alla prossima edizione della Champions League con due giornate di anticipo”

“...Carlo era un mio avversario, oggi lavora al mio fianco come osservatore. E’ una persona che capisce molto di calcio e va a vedere parecchi giocatori...” 16

La prossima stagione quindi punterà al titolo? “I programmi e gli obiettivi per la prossima stagione dipendono naturalmente dalla campagna acquisti. Per quanto mi riguarda, ovviamente, spero di poter contare su una rosa di giocatori in grado di competere per la conquista del titolo e, possibilmente, di vincerlo”.


Carlo Cancellieri negli uffici del Manchester City

Come si trova in Inghilterra, sia dal punto di vista lavorativo che da quello della vita di tutti i giorni? “Mi trovo molto bene, oggi il calcio inglese può vantare sicuramente il campionato di più alto livello in tutto il mondo: le partite sono molto veloci e divertenti, inoltre c’è un elevato livello tecnico. Anche dal punto di vista della vita di tutti i giorni, del mio vivere quotidiano fuori dal campo non mi posso lamentare di nulla”. Quindi non le manca l’Italia. “Naturalmente mi manca essendo il mio paese natale. Ma, dal punto di vista professionale e calcistico, attualmente mi trovo bene a Manchester. Dopo trent’anni di calcio italiano desideravo infatti un’esperienza all’estero e, come ho accennato prima, con il City mi sto levando parecchie soddisfazioni. Nel breve periodo spero quindi di continuare con i Citizens, anche se ovviamente un giorno tornerò in Italia”. Che ricordo ha della sua vita a Roma? “Ho dei ricordi assolutamente positivi, grazie alle soddisfazioni che mi sono tolto con la maglia della Lazio, ma non solo. Frequentavo il Circolo Due Ponti e mantengo dei bellissimi ricordi dell’ambiente del circolo e dei tornei amatoriali che facevo, sia quelli sociali con la maglia del Real Biscarini sia quelli con gli altri circoli romani”. E’ in questo modo che ha conosciuto Carlo Cancellieri. “Allora Carlo era un mio avversario, oggi lavora al mio fianco come osservatore. E’ una persona che capisce molto di calcio e va a vedere parecchi giocatori, in Italia ma anche all’estero. Oltre al rapporto professionale ci lega anche un importante rapporto di amicizia, so che allena il Futbolclub United e sta facendo molto bene”. Carlo ha come obiettivo quello di allenare e, nella sua attività amatoriale, si ispira apertamente al suo sistema di gioco. “Sicuramente può contare su elementi molto validi in primis Cetorelli. E’ stato mio compagno di squadra al Real Biscarini, è un elemento molto valido, ricopre il ruolo che nel City è di De Jong, davanti alla difesa. Anche Stefano Mancini è un fantasista molto valido, ma la vera forza della squadra è il suo allenatore, Carlo Cancellieri”. Tornerà a Roma un giorno? “Come ho detto prima, nel breve periodo non è nei programmi, un giorno chissà”.

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VELISTI SI NASCE Alessandra Sensini è la velista italiana più titolata. Londra 2012 sarà la sua sesta Olimpiade di Lorenzo Arduini

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] lessandra Sensini, 41 anni, regina del windsur f, la donna della vela olimpica più vincente al mondo: 42 vittorie nelle più importanti Regate Internazionali; 11 Ori , 5 Argenti, 5 Bronzi ai Campionati del Mondo; 5 Ori, 3 Argenti, 1 Bronzo ai Campionati Europei; 20 titoli italiani e 2 juniores. Con la par tecipazione ininterrotta a 5 Olimpiadi (da Barcellona 1992 a Pechino 2008), con la conquista di 4 medaglie, oro a Sydney (2000), argento a Pechino (2008), bronzo ad Atlanta (1996) e Atene (2004), Alessandra è la velista più “medaglista” della storia. Il DNA di atleta Alessandra l’ha sempre avuto, essendo cresciuta in una famiglia di amanti dello spor t: fin da piccola è stata spinta, soprattutto dal padre, a praticare più discipline spor tive, come il nuoto, la pallavolo, la corsa, il basket e l’atletica. Nel periodo estivo, insieme alla famiglia, andava sempre in vacanza al mare dove il padre, amante di pesca subacquea, all’età di 8 anni la por tò alla sua prima immersione. A 13 anni c’è stato il primo impatto con il windsur f: è stato proprio l’amore per il mare, che Alessandra ha sempre detto far parte di lei e della sua essenza, ad averla avvicinata al mondo della vela. L’esigenza primaria era quella di fare l’atleta, come fosse una necessità, ma l’incontro con il windsur f ha appagato tutte le sue aspettative, perché spor t completo che le ha permesso di esprimere al meglio tutta la sua creatività e il suo desiderio d’indipendenza. Alessandra ha iniziato presto a mietere successi a livello italiano mentre, a livello internazionale, si è fatta conoscere nel 1987 quando, non ancora maggiorenne, si è classificata terza ai Campionati del Mondo Giovanili. Nel 1992 a Barcellona è arrivata la prima partecipazione alle Olimpiadi, anche se quell’edizione per lei fu un po’ avara di soddisfazioni: dopo essere stata a lungo in zona medaglia, Alessandra arriva al settimo posto. Quattro anni più tardi, alle Olimpiadi di Atlanta 1996, è giunta la tanto agognata medaglia: Alessandra si classifica terza e porta a casa una medaglia di bronzo. Nel 2000 la sua più grande soddisfazione, anno in cui é salita sul gradino più alto del podio: a Sydney la Sensini fa valere il proprio bagaglio di esperienza e vince la medaglia d'oro. Tornata in patria, per il suo merito sportivo, il Presidente Ciampi la nomina Commendatore con Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Le medaglie olimpiche di Alessandra Sensini • Atlanta 1996, Bronzo, Classe mistral • Sydney 2000, Oro, Classe mistral • Atene 2004, Bronzo, Classe mistral • Pechino 2008, Argento, Classe RS:X

Dopo aver vinto i campionati mondiali di windsurf nel 2000, Alessandra, ormai alla consacrazione, si ripete nel 2004: questo successo è il biglietto da visita con cui si presenta alla Olimpiadi di Atene 2004 dove vince la medaglia di bronzo. In Grecia però la velista dell’Aniene ha provato una delusione dovuta alla conquista di una medaglia di bronzo che pe-

rò poteva essere un oro. Quel periodo è stato molto par ticolare perché, anche se solo per un momento, Alessandra aveva deciso di smettere. Per fortuna, il richiamo del mare, del vento, delle regate, è stato troppo forte. Nel 2006 la nuova classe RSX sostituisce la Mistral: Alessandra Sensini a 36 anni ad Auckland (Nuova Zelanda) si laurea campionessa mondia-

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le in questa nuova classe, dimostrando una grande capacità di adattamento. A 38 anni vola in Cina, a Pechino, per partecipare alla sua quinta Olimpiade: porterà a casa un'altra medaglia, questa volta d'argento. Sempre nel 2008 viene anche premiata dalla Federazione Mondiale della Vela con il prestigioso "ISAF Rolex World Sailor of the Year Award", il più alto riconoscimento a cui un velista può aspirare. Il 26 gennaio scorso ha compiuto 41 anni, è in splendida forma e si prepara ad affrontare la sua sesta olimpiade a Londra 2012. Lo dimostrano gli ultimi risultati conseguiti: a Cadice (dal 25 al 28 febbraio 2011) ha vinto la medaglia d’oro nella classe RS: X femminile alla VI Semana Olímpica Andaluza, XI Trofeo Carnaval. In seguito, Alessandra Sensini, ha superato tutte e tre le tappe europee della Sailing ISAF World Cup (Palma di Maiorca-Trofeo S.A.R. Princesa Sofia; Hyeres Word Cup e l’Eurolymp sul Lago di Garda), precedendo sempre la giovane talentuosa Laura Linares, sua temibile rivale. Sul Lago di Garda, ha staccato il pass olimpico, assicurandosi la vittoria con due regate di anticipo. C’era solo un posto a disposizione per partecipare a queste Olimpiadi. Focalizzando tutte le sue ener-


gie per la qualificazione e centrando tutta la preparazione su quest’obiettivo, è riuscita nel suo intento. La partecipazione alla sua sesta Olimpiade è stata guadagnata nel migliore dei modi: “Sapere di par tecipare alla mia sesta Olimpiade è già una bella sfida vinta ma non andrò sicuramente a fare la comparsa, voglio vincere”, ha detto Alessandra Sensini. Ora è iniziata la preparazione che si svolgerà a Weymouth e a dicembre ci sarà la formalizzazione con il Mondiale a Perth in Australia. Quest’anno Alessandra Sensini, ha scritto un libro insieme al giornalista Stefano Vegliani dal titolo: “Una Vita con il Vento”, un viaggio appassionante che ripercorre la sua carriera, ricca di successi, presentato la scorsa primavera all’Aniene. Alessandra Sensini ha sempre avuto un rapporto speciale con il Circolo Canottieri Aniene: ha gareggiato infatti con i colori gialloblu fin da quando ha aperto la sezione di vela. Essere tesserata col circolo le ha sempre dato grandi motivazioni per andare avanti e l’ha fortemente sostenuta per arrivare a quella che sarà la sua sesta Olimpiade. In questi ultimi anni, grazie ad un perfetto connubio circolo, soci e sponsor la sezione della vela ha ottenuto una grandissima crescita e la soddisfazione e la fierezza di queste conqui-

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ste è sempre stata messa in evidenza da parte di Alessandra che ha mostrato la volontà e il desiderio di contribuire alla sua crescita con le sue molteplici vittorie. Alessandra ovviamente ha anche altri interessi e passioni oltre a quella for tissima per la vela: quella per i viaggi è cresciuta di pari passo a quella del windsur f, ed è stata accompagnata dalla voglia di conoscere culture e tradizioni diverse. Si è schierata per il rispetto della natura e a favore dei diritti degli animali. Appassionata di cinema, musica e di altri spor t, come ad esempio il ciclismo, spor t che ritiene importante anche per il suo allenamento. Da sempre impegnata nel sociale, sostiene campagne soprattutto per i giovani come l’ultima in ordine di tempo a cui ha aderito: “Invertiamo la rotta”, campagna dell’associazione no profit “Matti per la Vela”. Alessandra ha deciso di promuovere e realizzare questo progetto, in collaborazione con lo Yacht Club italiano, nel campo della prevenzione del disagio giovanile, della disabilità, dell’emarginazione sociale, delle tossicodipendenze e della disoccupazione, ribadendo il concetto che lo spor t della vela può essere un impor tantissimo veicolo di integrazione sociale.


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vela

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ALL’INSEGNA DEI GIUSTI VALORI Intervista al Presidente della Federvela Carlo Croce, che ci ha parlato di uno sport che si sta diffondendo in particolare nel Lazio di Lorenzo Arduini_Foto di Carlo Borlenghi, Francesco Ferri, Pier Giovanni Carta, Jesus Renedo

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a vela è uno spor t che in Italia i più fino a qualche tempo fa non conoscevano dettagliatamente e che, per la sua stessa natura, era ritenuto poco accessibile, soprattutto per la scarsa

capillarità di circoli e scuole di vela sul territorio. La situazione in realtà non è esattamente così, come ci ha spiegato il Presidente della Federazione Italiana Vela Carlo Croce che abbiamo inter vistato a tutto campo per Spor t Club.

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Presidente Croce, è soddisfatto della diffusione della pratica della vela oggi in Italia? “Non del tutto, nel nostro Paese la pratica della vela è ancora indietro se paragonata a quelli di Paesi come ad esempio la Francia. Come Federazione il nostro obiettivo è la promozione rivol-


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vela

] ta soprattutto ai giovani in età scolare: grazie all’accordo con il Ministero dell’Istruzione stiamo portando avanti un progetto vela con le scuole, dalle elementari fino alle superiori. I risultati si sono visti, su 100.000 ragazzi che si sono avvicinati ad uno sport dopo averlo provato a scuola, circa 13.000 hanno cominciato a praticare vela. Attualmente la Federazione conta circa 105.000 tesserati, un numero discreto ma ancora molto lontano dal milione della già citata Francia: dobbiamo e possiamo migliorare”. Qual è la situazione dei velisti italiani a livello di vertice? “Per la prossima edizione delle Olimpiadi abbiamo terminato le selezioni, la squadra è fatta. Sulle nove classi previste, abbiamo cinque equipaggi formati da atleti di livello, come per esempio Alessandra Sensini. Nelle restanti quattro gareggeranno ragazzi giovani, sui quali punteremo for te per le Olimpiadi del 2016”. A luglio e ad agosto si terranno in Italia due venti importanti: gli assoluti d’Altura a Trieste ed i Mondiali Classe Europa a Gravedona. “Gli Assoluti di Trieste saranno un evento di alto profilo, dato che la barca ha una buona diffusione in Italia, mentre a Gravedona gareggerà una barca più piccola, che coinvolge meno tesserati nel nostro Paese. Come Federazione poi diamo molta importanza ai Campionati Italiani Under 16, che radunerà circa 800 ragazzi. Si tratta di un evento centrale per l’attività dei nostri giovani”. Qual è a suo giudizio il profilo del velista medio? “In linea generale esistono due grandi tipologie di velisti: coloro che praticano nelle classi olimpiche e desiderano fare carriera cominciano l’attività attraverso i circoli. Poi esistono i velisti più occasionali che vanno in barca per puro diver timento, anche solamente per un paio d’ore a settimana. Quest’ultima tipologia è sicuramente la più diffusa”. In che modo è possibile avvicinarsi a questo sport? Forse non è facile trovare una scuola di vela vicino casa. “Da questo punto di vista la situazione della vela è paragonabile a quella dello sci: in Italia esistono circa 650 circoli velistici, in media una quarantina per ogni regione. Se una persona vuole trovare una scuola di vela, logisticamente è molto più semplice di quello che si può pensare. La Federazione poi è particolarmente attenta alla qualità delle scuole di vela, in maniera anche maggiore della quantità”.

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Le classi olimpiche della vela • • • • • • •

470 49ER ELLIOTT 6 M. FINN LASER RADIAL NEIL PRYDE RS:X STAR

“...La Federazione poi è particolarmente attenta alla qualità delle scuole di vela, in maniera anche maggiore della quantità” In linea generale da cosa nasce la passione per la vela? “Sicuramente in parte dalla famiglia, ma anche grazie ai grandi eventi che hanno fatto da cassa di risonanza al piacere di stare in mare. Oggi la vela è molto più conosciuta rispetto a 15 anni fa: si tratta di un ambiente pulito, soprattutto perché caratterizzato in larga parte da volontari. Un ragazzino di conseguenza si trova a praticare sport in un ambiente sano, con dei valori attrattivi. Nel nostro ambiente non succedono i fatti che avvengono in sport più blasonati, anche a livello giovanile, sia in termini di ansia da prestazione che di doping”. Per quali motivi secondo lei? “A mio giudizio il motivo principale è legato agli interessi economici, nella vela infatti il giro di denaro è molto minore rispetto ad altri spor t. Il nostro è un ambiente assolutamente gradevole, i genitori che accompagnano i loro bambini restano sempre positivamente impressionati”. Che diffusione ha la vela a Roma e nel Lazio? “Il Lazio negli ultimi anni sta andando molto bene, ora ha praticamente lo stesso numero di tesserati della Liguria, regione nella quale la vela è maggiormente diffusa. Questo miglioramento è dovuto principalmente alle persone ed i componenti del Comitato Regionale del Lazio stanno lavorando molto bene. Il Lazio, oltre al numero di tesserati, ha anche nel suo territorio un alto numero di circoli, più di sessanta, quindi che volesse cominciare non avrebbe grossi problemi logistici. La vostra regione viene por tata come esempio per tutta la Federazione, il progetto con le scuole, per esempio, è par tito proprio da voi”.


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wakeboard

] Appuntamento dal 12 al 17 luglio all’Idroscalo di Milano per la prima rassegna iridata organizzata in Italia di uno sport in ascesa tra i giovani di Lorenzo Arduini

i svolgeranno per la prima volta in Italia i Campionati del Mondo di Wakeboard, la spettacolare disciplina dello sci nautico che negli ultimi anni sta riscuotendo grandissimo successo soprattutto tra i più giovani. La settima edizione della prova iridata, avrò come palcoscenico l’Idroscalo di Milano, che dal 12 al 17 luglio accoglierà oltre 200 “riders” in rappresentanza dei cinque continenti. Si tratta di una disciplina simile allo snow-board da neve, anche se si svolge sull’acqua: è infatti anch’essa praticata su una tavola, più lunga rispetto ai comuni sci da figure, che consente di raggiungere notevoli elevazioni e di effettuare salti mor tali molto spettacolari. La gara comprende due passaggi in un campo gara, durante i quali lo sciatore deve eseguire una serie di salti. Il valore della prestazione non è determinato solo dall’esecuzione del maggior numero di figure, ma la giuria dovrà anche esprimere un giudizio qualitativo, tecnico e ar tistico, sull’esecuzione dei salti. Il Mondiale di Milano consisterà quindi in cinque giorni di gare e di spettacolari evoluzioni da parte dei più forti interpreti del wakeboard,

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di Stefano Mappa

I CAMPIONATI DEL MONDO

DI WAKEBOARD 28


Le categorie in cui sono divisi si daranno “battaglia” per i titoli di campione del mondo delle varie categorie. L’Idroscalo di Milano è l’impianto storico dello sci nautico italiano, la sua vera e propria “casa”. Saranno presenti oltre 250 atleti in rappresentanza di oltre 30 nazioni, divisi in 6 categorie (maschili e femminili) in base all’età. I più giovani atleti che gareggeranno hanno appena nove anni. Questi numeri fanno di questa edizione italiana il Mondiale più numeroso della storia del wakeboard, ben oltre al numero di presenze che ha fatto registrare la precedente edizione nel 2009 in Korea. La manifestazione, organizzata dalla Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard con il suppor to di Studio Ghiretti, si avvarrà della presenza di prestigiosi partner come Radio 105, stazione radio tra le più ascoltate in Italia, che ha scelto i Campionati Mondiali come prima tappa del suo tour estivo, e Fratelli Beretta, azienda leader della salumeria e della cucina italiana. Al fianco degli organizzatori inoltre la Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Milano. Media par tner della manifestazione QS-IL GIORNO che garantirà un’ampia copertura redazionale all’evento. Nel wakeboard gli atleti più for ti provengono al di fuori dell’Europa. La squadra italiana è però la migliore del nostro continente, lo testimonia il titolo di campione europeo a squadre conquistato lo scorso anno ai Campionati Europei. Gli atleti migliori come detto sono extra europei e provengono principalmente dagli USA, tradizionale patria del wakeboard, come del resto di tutte le nuove discipline che si dedicano al freestyle, come snowbaord, skateboard e sur f. Il team azzurro sarà composto da circa 10 elementi, ancora da confermare dal direttore tec-

gli atleti nel wakeboard sono sei sia per gli uomini che per le donne: • Under 9 • Boys – Girls • Junior • Open • Masters • Veterans

nico nel momento in cui scriviamo. Il valore indicativo dei nostri atleti è molto alto, specialmente tra le categorie più giovani in gara. Giorgia Gregorio da Lezzeno provincia di Como sarà l’indiscussa stella della squadra italiana: la giovane “rider” di soli 14 anni infatti, è campionessa mondiale in carica della sua categoria e nel 2010 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di atleta dell’anno da parte della Federazione Internazionale. Altro nome sul quale puntare è indubbiamente quello di Massimiliano Piffaretti, anche lui comasco e pure lui giovanissimo, avendo appena 16 anni. Il funzionamento del Mondiale è piuttosto semplice e ricalca la struttura di molte rassegne iridate di altre discipline: ogni categoria in gara disputerà una fase di qualificazione, successivamente quar ti di finale, semifinale e finale alla quale accedono i migliori 6 atleti. Partner del campionato del mondo sarà Radio 105, che si occuperà dell’animazione durante i giorni di gara. E’ stato scelto inoltre il mondiale come prima tappa del famoso tour estivo dei Radio 105 (105 on the beach). Verrà allestito un palco dove i più famosi deejay della radio faranno le dirette dal campo di gara Il wakeboard è uno sport piuttosto in cre-

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scita nel nostro Paese.Il numero di praticanti è infatti sensibilmente aumentato nel corso degli ultimi anni, soprattutto tra giovani e adolescenti. L’età media dei partecipanti si aggira intorno al target che va dai 14 ai 30, si tratta quindi di uno sport molto giovanile Il wakeboard è diffuso in particolare tra i ragazzi che durante i mesi invernali si dedicano allo snowboard, visto il comune uso della tavola e la similarità delle emozioni che entrambe le discipline sono in gradi di regalare a chi le pratica Il mondiale aumenterà la luce dei media su questa specialità che quindi potrà andare a intercettare ulteriori soggetti portati per la pratica di sport emergenti e altamente spettacolari.

E’ già online il sito ufficiale dei Campionati del Mondo: www.federazionescinautico.com dove è possibile trovare tutte le informazioni relative alla manifestazione.

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IL CANOTTAGGIO E LE NUOVE SFIDE DELL’AREA TECNICO-SCIENTIFICA L’equipe è nata con lo scopo di mantenere la Federazione al passo con i tempi di Flaviano Ciriello ‘è una novità nel canottaggio italiano, sport di grande tradizione olimpica con dieci ori, tredici argenti e dodici bronzi nella sua storia a cinque cerchi. Restare al passo con i tempi, affrontare le sfide che si pongono sulla strada di una moderna Federazione sportiva. Per questo motivo nasce l’Area Tecnico-Scientifica (ATS), un’equipe di esperti e professionisti che lavora al servizio di canottieri e tecnici affiancandoli 365 giorni l’anno per trovare soluzioni a problemi comuni e per sviluppare metodi all’avanguardia nella preparazione fisica in palestra, nella corsa e, ovviamente, ai remi.

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“L’Area Tecnico-Scientifica nasce dalla constatazione che negli anni passati, presso il Centro Tecnico Nazionale di Piediluco, sia stata raccolta una notevole mole di dati riguardanti tutti gli aspetti della preparazione di atleti italiani ad alta specializzazione e non solo – racconta il consigliere federale addetto alla Formazione Sergio Morana - Questa mole di dati raccoglie decenni di lavoro svolto ma purtroppo non è mai stata oggetto di studio organico allo scopo di trarne indicazioni operative”. Psicologia, fisiologia, allenamento con sovraccarichi e medicina: tutti e quattro i settori sotto l’unico cappello dell’Area Tecnico-Scientifica per creare un organo collegiale in grado di svolgere funzione di analisi, studio e proposizione a supporto dei settori Tecnico e Formazione.

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“In Federazione operava già un gruppo di specialisti di alto livello, principalmente con la funzione di svolgere test di varia natura a supporto del settore tecnico – aggiunge il Direttore Tecnico Antonio Alfine - Abbiamo, quindi, pensato di mettere in rete questi cervelli a beneficio del canottaggio italiano”. Flaviano Ciriello, coadiutore del settore Formazione e responsabile dell’Area Tecnico-Scientifica, commenta: “E’ molto gratificante lavorare con questo gruppo di professionisti: i confronti e la condivisione delle nostre esperienze ci permettono di venire incontro alle esigenze dei singoli Commissari Tecnici”. Con Ciriello, collaborano il tecnico Pasquale Marigliano (raccolta, scambio ed archiviazione dati), la dottoressa Barbara Di Giacinto (settore Clinico), la


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canottaggio

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Nella foto in alto: da sinistra, il dott. Carlo Varalda, la dott.ssa Clara Mauri, il DT e Responsabile del settore formazione prof. Antonio Alfine, il Coadiutore del settore formazione e Responsabile dell'ATS dott. Flaviano Ciriello e il Responsabile raccolta dati Pasquale Marigliano

dottoressa Clara Mauri (Fisiologia), la dottoressa Michaela Fantoni (Psicologia) e il dottor Carlo Varalda (allenamento con i sovraccarichi). Entriamo in profondità nel tema canottaggio dando così la parola agli esperti a proposito delle caratteristiche di questa disciplina, importante per la salute e il benessere della persona. “Il canottaggio è un’attività ad impegno cardiovascolare elevato con coinvolgimento massivo dei sistemi aerobico e anaerobico. Gli adattamenti cardiovascolari, indotti da ripetuti sforzi a bassa intensità (aerobici), sono universalmente riconosciuti come protettivi per le malattie degenerative” spiega la dottoressa Mauri, specialista in Medicina dello Sport, espressione diretta del dipartimento di scienza dello sport dell’Istituto del CONI che prosegue considerando la possibilità che questa attività crei problemi alla colonna vertebrale. “Recenti studi smentiscono tale convinzione, a patto di seguire una corretta distribuzio-

ne dei carichi di lavoro, delle fasi di recupero e del rinforzo muscolare e di curare scrupolosamente la corretta esecuzione del gesto tecnico”. E dal punto di vista psicologico? La dottoressa Fantoni Psicoterapeuta, psicologa dello sport, formatore in ambito sportivo ed aziendale, consulente in ambito scolastico su progetti educativi, è piuttosto chiara. “Il canottaggio è una disciplina altamente formativa per la conquista di un corretto equilibrio psicologico e, visto che i bambini di oggi sono gli adulti di domani, credo valga davvero la pena che un genitore, nella scelta di uno sport da proporre ai propri figli, lo prenda in seria considerazione”. Sono infatti davvero molteplici i benefici sociali e psicologici della sua pratica. “Remare insieme costringe alla ricerca di sintonia, attivando sinergie positive e propositive, ed incrementa le relazioni sociali, con evidenti vantaggi per la costruzione di un maggior senso di integrazione e

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di adattamento”. Inoltre accresce l’autonomia e la competenza personale. “Il canottaggio è uno sport di equilibrio – prosegue Michaela Fantoni Uno dei primi rudimenti che deve imparare il giovane è proprio la capacità di regolare e mantenere il corpo e la barca in posizione stabile. Una volta compreso individualmente questo delicato meccanismo il giovane atleta deve traslare questo apprendimento in una barca più lunga, con altri compagni, e la vita è come questo sport: un delicato gioco di equilibri cui concorrono necessariamente non solo la coordinazione, ma anche la collaborazione, l’orientamento, il tempismo, l’intensità e la veloctà”. I muscoli di chi pratica canottaggio sono, invece, ben sviluppati ma non “gonfi”. “L’apparato muscolare è allenato sia per l’incremento della forza massimale sia per rendere i muscoli in grado di sopportare tanto “lavoro” per tanto tempo – continua il dott. Carlo Varalda – maestro di sollevamento pesi e cultura fisica. “Tutto ciò porta ad uno sviluppo armonico del fisico del canottiere tanto da renderlo molto bello anche allo sguardo perché è funzionale a tante attività in quanto ha uno sviluppo omogeneo della muscolatura, una capacità di forza molto alta, una capacità di resistenza altrettanto elevata, una buona coordinazione ed equilibrio, una buona postura, una buona reattività e propriocezione”. Praticare il canottaggio realizza, quindi, una stimolazione dell’apparato muscolare a 360 gradi ed è consigliabile alle persone di tutte le età.


ATLETI CON LE “STELLETTE” A RIO DE JANEIRO La brasiliana Rio de Janeiro, dal 16 al 24 luglio 2011, sarà la capitale dello sport mondiale militare ed è pronta ad ospitare i V Giochi Mondiali Militari. di Lorenzo Arduini

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Mondiali Militari

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Le locandine delle 4 edizioni dei Mondiali Militari

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Giochi Mondiali Militari sono un evento multi spor t – alla stregua di un’Olimpiade – al quale par tecipano tutti gli atleti che indossano la divisa e si disputa ogni quattro anni, un anno prima dei Giochi Olimpici Estivi. L’evento si svolge sotto l’egida del CISM (Consiglio Internazionale dello Spor Militare) con l’obiettivo, oltre a quello del confronto agonistico tra atleti con le “stellette”, di lanciare un esplicito messaggio di pace e di amicizia tra i popoli del mondo intero. La sede scelta per questi V Giochi Mondiali Militari, che si svolgeranno dal 16 al 24 luglio prossimo, è Rio de Janeiro già pronta ad accogliere i 6000 atleti provenienti da 110

Paesi i quali daranno vita alle gare nelle 20 discipline in programma. Per la città brasiliana l’evento militare equivale anche ad un impor tante viatico in vista delle organizzazioni dei Campionati Mondiali di Calcio del 2014 e dei Giochi Olimpici Estivi del 2016. Per accogliere gran par te dei par tecipanti, il governo brasiliano ha realizzato un villaggio atleti al quale ha dato il nome di “Green Village”, e inaugurato lo scorso 11 giugno, il quale al termine dei Giochi sarà assegnato alle Forze armate brasiliane per gli alloggi del personale militare. Per quanto concerne gli impianti spor tivi saranno a disposizione strutture molto efficien-

ti, già utilizzate con successo in occasione dei Giochi Panamericani del 2007. Le discipline sportive inserite nel programma sono: atletica leggera, nuoto, sport equestri, pentathlon moderno, vela, triathlon, tiro, orienteering, pugilato, scherma, taekwondo, judo, Pallacanestro, calcio, pallavolo, pentathlon aeronautico, pentathlon militare, pentathlon navale, paracadutismo ed il beach volley, quest’ultimo inserito come sport dimostrativo. La squadra militare italiana La Delegazione militare italiana è formata da 220, tra atleti e accompagnatori, appartenenti all’Esercito, Aeronautica, Marina Militare, Carabinieri, Guardia di Finanza. Tra i migliori atleti in squadra spiccano vincitori di medaglie europee, mondiali e olimpiche tra cui, per l’atletica leggera: Fabio Cerutti, Simone Collio, Simona La Mantia, Grenot Libania (Fiamme Gialle), Emanuele Di Gregorio, Manuela Levorato (Aeronautica). Per il Judo: Rosalba Forciniti, Erica Barbieri (Carabinieri). Per il Taekwondo: Mauro Sarmiento, Veronica Calabrese (Esercito). Per la Boxe: Alessio Di Savino, Vittorio Parrinello (Esercito). Come sono nati I Giochi Mondiali Militari Sono stati ideati nel 1993, nel corso di un Symposium Internazionale tenutosi a Lido di Ostia. I Giochi Mondiali Militari sono stati disputati per la prima volta nel 1995 a Roma (Italia), con lo Stadio Olimpico principale palcoscenico. Dopo la prima edizione, a prendere il testimone da Roma è stata nel 1999 Zagabria (Croazia); nel 2003 è stata la volta di

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Mondiali golfMilitari

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Roma 1995 - 1° edizione - Medagliere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

NAZIONE Russia ITALIA Cina Francia Corea del Nord Germania Ucraina USA Turchia Polonia

ORO 62 22 12 9 9 8 7 6 6 4

ARGENTO 28 16 20 13 8 16 14 7 1 5

BRONZO 37 13 15 15 5 22 9 8 2 8

TOTALE 127 51 47 37 22 46 30 21 9 17

BRONZO 31 16 21 20 4 10 12 8 13 8

TOTALE 112 66 57 43 18 24 32 26 37 19

BRONZO 36 13 22 5 2 9 4 2 7 1

TOTALE 108 60 61 26 9 18 12 9 12 6

BRONZO 29 13 13 14 15 2 7 7 1 1

TOTALE 100 73 30 29 26 12 14 16 9 5

Zagabria 1999 - 2° edizione - Medagliere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

NAZIONE Russia Cina ITALIA Croazia Corea del Sud Francia Germania USA Ucraina Corea del Nord

ORO 46 29 16 11 10 9 9 8 7 6

ARGENTO 35 21 20 12 4 5 11 10 17 5

Catania 2003 - 3° edizione - Medagliere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

NAZIONE RUSSIA CINA ITALIA UCRAINA COREA DEL NORD ROMANIA COREA DEL SUD KENYA BIELORUSSIA SLOVACCHIA

ORO 33 31 25 7 5 4 4 4 4 4

ARGENTO 39 16 14 14 2 6 4 3 1 1

Hyderbad 2007 - 4° edizione - Medagliere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

NAZIONE RUSSIA CINA GERMANIA ITALIA UCRAINA KENYA UZBEKISTAN POLONIA SLOVENIA ARABIA SAUDITA

ORO 42 38 7 7 5 5 5 4 4 4

ARGENTO 29 22 10 8 6 5 2 5 4 0

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Catania (Italia) e nel 2007 di Hyderabad e Mumbai (India). L’Italia, durante le quattro dizioni già disputate si è sempre piazzata nella par te alta del medagliere per nazione: Roma 1995 seconda con 51 medaglie (22 oro, 16 argento, 13 bronzo); Zagabria 1999 terza con 57 medaglie (16 oro, 20 argento, 21 bronzo); Catania 2003 terza con 61 medaglie (25 oro, 14 argento, 22 bronzo); Hyderabad 2007 terza con 29 medaglie (7 oro, 8 argento, 14 bronzo).


LA PRIMAVERA RUGBY E I BAMBINI Intervista a Giuliano D’Ambrosio, DS della Primavera Rugby, che ha illustrato l’impegno della società nel diffondere il rugby ed i suoi insegnamenti ai più giovani.

di Lorenzo Arduini_foto Metalic

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a Primavera Rugby Roma è una delle squadre più impor tanti della capitale nella pratica della palla ovale e, tradizionalmente, ha sempre avuto nel settore giovanile il suo punto di forza: in trent’anni di attività so-

no state diverse le giovani promesse par tite nelle fila della Primavera a vestire la maglia della Nazionale. Ovviamente il primo obiettivo dei tecnici e dei dirigenti non è assolutamente il risultato e la competizione a tutti i costi, bensì far praticare ai bambini uno sport sano, in grado di trasmettere loro

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principi quali il rispetto delle regole, degli avversari e dei compagni di squadra. Dimostrazione di quanto scritto sopra è l’organizzazione ogni anno del Torneo “Peppe Brucato”, torneo nazionale di mini rugby giunto quest’anno alla XXIII edizione: l’ultima edizione ha visto la partecipazione di oltre 1700 piccoli rugbisti provenienti da


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Milano alla Sicilia che hanno giocato il 28 e 29 maggio scorsi al Centro Giulio Onesti ed allo stadio Paolo Rosi all’Acqua Acetosa. Abbiamo parlato di tutto questo con Giuliano D’Ambrosio, Direttore Sportivo dell’US Primavera Rugby. Il rugby ed i bambini: quali sono i vantaggi della pratica nella crescita e nella socializzazione dei più piccoli? “Il rugby è lo sport di squadra per eccellenza, sia per quanto riguarda i bambini, ma anche per i genitori. Oltre alla valorizzazione dei veri principi dello sport, la presenza del contatto fisico aiuta moltissimo i più piccoli da un punto di vista pedagogico. Noi siamo in grado di aiutare i ragazzi ad intraprendere un percorso completo, sia sportivo che psicologico”. Il mini rugby è in crescita in Italia in questo momento? Se sì per quali motivi? “In Italia negli ultimi anni, grazie anche a grandi

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eventi sportivi come il Sei Nazioni, abbiamo registrato una forte crescita di praticanti nelle categorie Propaganda del Mini Rugby, quindi dall’Under 6 all’Under 14. Si è passati dalle preoccupazioni dei genitori per l’incolumità fisica dei propri figli, alla comprensione dei vantaggi di far praticare il nostro sport ai più piccoli, prima di tutto il confronto con altri bambini e la forte componente di appartenenza al gruppo. Grazie alle situazioni di gruppo pre e post partita i bambini imparano a confrontarsi sempre con un avversario e mai con un nemico”. Che importanza dà la Primavera Rugby ai suoi piccoli atleti? “La Primavera Rugby è la società per eccellenza nella formazione dei bambini al rugby. Siamo un riferimento anche nella formazione dei tecnici e di tutti gli operatori che nella loro attività stanno a contatto con i giovanissimi. La nostra struttura prevede, oltre al Direttore Sportivo ed al Di-


L’edizione 2011 del Torneo “Peppe Brucato” Sabato 28 e domenica 29 maggio, si è svolta la XXIII edizione del Torneo “Peppe Brucato”: un week and di rugby con 1700 bambini, più di 300 gare disputate e quasi 100 squadre presenti. Le differenti zone di provenienza delle squadre e l'attenta composizione dei gironi hanno permesso al torneo di esprimere il suo vero spirito, quello di creare occasione d'incontro tra ragazzi che altrimenti mai si sarebbero affrontati. Chi scrive ha presenziato alla due giorni e può confermare l’atmosfera e l’ambiente assolutamente positivi, dove tutti i partecipanti hanno gareggiato con lo spirito che dovrebbe sempre caratterizzare lo sport. Il “Trofeo Brucato” è stato vinto dall'Unione Rugby Capitolina che ha ottenuto 2 terzi posti, un secondo ed un primo posto. Questi i risultati finali: • Under 6: Amatori Milano, Fiumicino, Capitolina, Us Primavera • Under 8: Lazio, Us Primavera, Capitolina Flaminia • Under 10: Gipsi Prato, Rugby Parma, F.C. 1931, Livorno, Us Primavera • Under 12: Livorno, Capitolina, Rugby Parma F.C. 1931, Villa Pamphili • Under 14: Capitolina, Cus Roma, Us Primavera, Frascati

rettore Tecnico, un responsabile per ogni categoria del Mini Rugby, affiancato da due tecnici e da due accompagnatori. Molto spesso i tecnici li selezioniamo tra i componenti della prima squadra, in modo da coltivare il senso di appartenenza e la continuità. Inoltre in questo modo i bambini possono vedere giocare il loro allenatore e prenderlo come esempio. Grazie a questa linea siamo passati negli ultimi tre anni da 200 a quasi 400 piccoli rugbisti, con squadre doppie in quasi tutte le categorie Propaganda”. Che percorso intraprendono gli aspiranti tecnici della Primavera? “I nostri tecnici, oltre ai corsi ed agli esami previsti dal regolamento federale, devono seguire ogni mese un piccolo corso di aggiornamento all’interno della società. Nel primo anno di attività il tecnico ha accanto a sé un altro allenatore con più esperienza e, successivamente, quando passa di livello, diventa idoneo ad allenare in tutto per tutto. Comunque tutti i tecnici sono seguiti dalla società in ogni momento, dall’allenamento, alla partita, per arrivare al rapporto con i genitori”.


Che tipo di valori la Primavera Rugby intende diffondere presso i suoi piccoli atleti? “La linea guida fondamentale della società è insegnare, attraverso il rugby, la disciplina attraverso il gioco. Sono tre i principi del rugby che abbiamo più a cuore che vengano recepiti dai nostri bambini: avanzare, sostenere e, grazie al sostegno, avanzare ancora. E’ una metafora presa dalla classica azione di gioco di una squadra, dove il giocatore con la palla può avanzare verso la meta solo grazie al sostegno da parte di tutti i compagni di squadra. Sono principi e valori per far crescere i bambini soprattutto nella vita”. Veniamo al Torneo Brucato: quali sono gli obiettivi e la natura di questa manifestazione? “Il Torneo è lo specchio del nostro modo di intendere la pratica del rugby dei bambini: viene organizzato sempre l’ultima settimana di maggio e nell’edizione di quest’anno ha coinvolto 1700 bambini, con più di 300 gare giocate in due giorni. Hanno partecipato 30 società che hanno iscritto quasi 100 squadre, dall’Under 6 all’Under 14. In due giorni quindi facciamo incontrare e socializzare bambini di tutta Italia. E’ capitato in questi anni che i bambini di fuori Roma venissero ospitati dalle famiglie degli atleti romani, con tutte le conseguenze positive che si possono immaginare”. Che importanza riveste questo torneo in Italia? “Come numero di partecipanti siamo secondi solamente al torneo organizzato a Treviso dalla Benetton. Il Brucato è però l’unico che coinvolge anche le categorie Over, grazie al Torneo “BrucatOld”, dove giocano rugbisti Over 35, che in molti casi sono i genitori stessi dei bambini. Il nostro torneo è il secondo in Italia come numero di piccoli partecipanti, il primo nel Centro Sud, e l’unico che coinvolge tutte le categorie non agonistiche”. Com è andata l’edizione 2011? “E’ andata molto bene, per la prima volta abbiamo utilizzato due impianti, il Giulio Onesti ed il Paolo Rosi. Bisogna migliorare nelle risorse da inserire per rendere più scorrevole l’andamento delle partite, essendo i numeri in costante aumento. La forza nell’organizzazione resta il volontariato dei genitori, che si dimostrano ogni anno sempre disponibili per sostenere l’evento”. Progetti per il prossimo anno? “Abbiamo in programma di portare i nostri bambini in Irlanda, in occasione dell’incontro con l’Italia per il 6 Nazioni. Lì, oltre a vedere la partita, parteciperemo ad un torneo di Mini Rugby e saremo ospitati dalle famiglie irlandesi. Ricambieremo l’invito in occasione del Brucato 2012, nel quale inviteremo e daremo ospitalità ai bimbi irlandesi”.


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rugby

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UNIONE RUGBY CAPITOLINA UNDER 16 CAMPIONE D'ITALIA La storica impresa dei ragazzi Capitolini che battono per 19 a 15 i "Bersaglieri" del Rovigo e si aggiudicano la “Coppa Mario Lodigiani” laureandosi Campioni d'Italia under 16 di Andrea Cecinelli desso so che affrontare la vita sarà un gioco da ragazzi e che, se la vita è un gioco, il rugby è una gran bella maniera di viverla". Basta questo breve frase tratta dalla poesia del giornalista spor tivo Mirko Petternella a cogliere in pieno l'essenza di questo spor t che trasmette gioia, rabbia, passione che ti fa uscire dal campo sporco di terra, a volte infreddolito e quasi sempre contuso, ma sempre con il sorriso sul viso e felice di aver passato gli 80 minuti più intensi della settimana volti a costruire qualcosa d'importante. Qualcosa d'im-

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por tante esatto. Perché quando sei su quel campo, a giocare nei paesi più sperduti d'Italia, il bagaglio di emozioni e, specialmente, di amicizie che otterrai sarà sempre il più vero e puro. Tutto questo è il rugby, a qualunque livello si giochi, anzi, più si scende di categoria, più aumenta la passione. Lo sanno bene i ragazzi dell'under 16 dell'Unione Rugby Capitolina di Roma,che hanno sconfitto per 19 a 15, in un finale al cardiopalma, i temuti avversari del Rovigo, conquistando il titolo di Campioni d'Italia, quar to titolo nazionale per il club. Ma lo sa bene anche l'Allenatore dei ragazzi, Adriano Ancellotti che abbiamo incontrato: Adriano Ancellotti, allenatore della Capitolina

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Giacomo Cerqua Flanker della Capitolina con il Capitano Giacomo De Santis

Il Presidente Dondi premia i campioni d’Italia

Adriano, come si lavora per raggiungere un obiettivo così importante? “E’ un lavoro che viene programmato sia sul campo sia in palestra con i preparatori atletici. Questo scudetto è il punto di arrivo di una stagione nella quale abbiamo lavorato, assieme anche agli altri allenatori, ognuno addetto ad un reparto, che hanno permesso ai ragazzi di arrivare in forma per questo importantissimo appuntamento, centrando il successo”. Quale è il valore di questa squadra dal punto di vista tecnico e umano? “Il nostro scopo principale è cercare di fare divertire i ragazzi, non badando mai al risultato. Cerchiamo sempre di creare il gruppo, non solo all'interno del campo ma anche all'esterno, insegnando il rispetto per l'arbitro, per gli avversari e per i propri compagni, perchè questo tipo di comportamento deve essere il fondamento di una squadra vincente sul campo e nella vita. Il nostro slogan tra l'altro recita “il rugby è uno sport di vita” quindi cerchiamo di

farlo vivere nel modo più naturale possibile”. Obiettivo della prossima stagione? “L'obiettivo sarà sempre se è possibile, eguagliare almeno lo stesso risultato e cosa più importante cercare di far divertire i ragazzi senza che trascurino i loro doveri di studenti”. Tutti i reparti hanno funzionato alla perfezione, dalla prima linea all'estremo. Questi i ragazzi tricolore: Giacomo Cerqua, Alessandro Sirimarco, Armando Schiavo, Bruno Ouedraogo, Cesare Di Nitto, Cristiano Prestileo, Edoardo Amati, Edoardo Guglielmotti, Enrico Favali, Eugenio Graziani, Federico Lazzarin, Andrea Scaglione, Federico de Marinis, Filippo Masetti, Filippo Roma, Gabriele Sellani, Giacomo 'di Castelnuovo, Giacomo Jack De Santis, Giammarco Riccardo Basile, Giulio Diana, Guglielmo Papini, Guido Scassellati Sforzolini, Jacopo Ciufoli, Jacopo Martini, Livio Belcastro, Lorenzo Ciocci, Lorenzo Scaglione, Luca Ercolani, Luca Vitelli, Ludovico Leopardi, Luigi Acm Teano, Luigi Bezzi, Matteo Kryston, Niccolò Casini, Paolo Diana, Pier Mario Travagli,

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La percussione della mischia Capitolina

Pietro Asperti, Riccardo Bersani, Tommaso Piccinetti, Tommaso Saccà, Umberto D'Ambrosio, Vittorio Mantegazza, Andrea Bartoccini, Antonio Fabrizzi, Andrea Volo, Andrea Bonifacio, Cesare Di Nitto, Antonio Colasanto, Gabriele Sellani. Resp. Tecnico Marco Orsini. Allenatori: Adriano Ancellotti, Mauro Antonini e Damiano Lo Greco.


IL GOLF ITALIANO IN CONTINUA CRESCITA Grazie alle prodezze dei suoi quattro moschettieri, ossia i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, Matteo Manassero e Diana Luna, il golf italiano sta vivendo un grande momento, ma è interessante rilevare come alle spalle di questo quartetto stiano crescendo elementi molto interessanti l lavoro impostato qualche anno addietro dalla Federazione Italiana Golf, con la ristrutturazione del settore tecnico e l’obiettivo di portare i giovani al golf professionale attraverso un percorso ben definito, sta dando ottimi frutti. La testimonianza più evidente viene dalle vittorie dei neo professionisti che, grazie anche alla creazione del Pilsner Urquell Pro Tour, il circuito delle gare nazionali, hanno la possibilità di giocare indipendentemente dal fatto di avere una categoria nei vari tour continentali. Andando a ritroso, nel 2009 è emerso Andrea Perrino (due titoli nell’Alps Tour e successo nell’ordine di merito), nel 2010 Matteo Delpodio ha vinto tre volte nello stesso circuito e ha dominato nella money list, mentre Nunzio Lombardi ha colto il primo successo in carriera. Quest’anno sono andati a segno altri due neo pro: Nino Bertasio, vincitore del Cimar Open Samanah (EPD Tour), e Cristiano Terragni, 20enne milanese, che ha fatto suo il Feudo di Asti Open. Va aggiunto an-

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che che il romano Andrea Pavan è stato a un passo dall’imporsi nel Challenge Tour, bruciato in extremis dal francese Edouard Dubois nel Karnten Open in Austria. Terragni, ottimo dilettante e già in maglia azzurra a 15 anni, ha mostrato grande sicurezza e autorità nel Feudo di Asti Open presented by Scavino Dealer Piaggio, appunto una delle gare del Pilsner Urquell Pro Tour che viene sostenuto oltre che dal brand del gruppo Peroni, anche dal major sponsor Piaggio Veicoli Commerciali con la collaborazione di Under Armour, Altea, Creative Italia e con RCS Sport commercial advisor. “Non mi aspettavo - ha detto - di vincere tanto presto: è stata un’emozione forte e una gioia immensa. Devo questo successo al lavoro, al sacrificio e all’aver fatto le cose nel modo giusto, anche nei momenti difficili. Ho giocato per due anni molto male, poi ho cambiato maestro e grazie a questa decisione e ad altri fattori le cose sono migliorate. Ringrazio il mio insegnante Giovanni Gaudioso, che è una persona veramente speciale per me. Neo-

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pro vincenti? Le cose da qualche anno sono cambiate e ora si stanno raccogliendo i frutti di un ottimo lavoro sulla base. I Molinari e Manassero sono degli esempi per noi che cominciamo ora e ci danno gli stimoli giusti, però dietro di loro c’è molto di buono”. Terragni, con un gran giro finale, ha superato il francese Julien Foret su un percorso di proprietà Coimpredil, incastonato tra le colline astigiane, molto tecnico e che ha messo a dura prova i concorrenti. Due settimane dopo il Pro Tour è tornato con il Milano Zoate Open, sul tracciato del Circolo di Campagna Zoate. Ha vinto il norvegese Jason Kelly, ma i giovani italiani sono stati ancora una volta protagonisti con il 22enne sanremese Alessandro Grammatica, leader dopo il primo giro e poi messo in difficoltà dalla mancanza di esperienza, e con Andrea Rota, un bergamasco tenace che sta lentamente salendo la scala dei valori. E’ terminato al quarto posto e ha un obiettivo chiaro: “Voglio entrare tra i primi cinque nel ranking per passare nel Challenge Tour”.


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golf tuttincircolo

a cura di Andrea Cecinelli Responsabile comunicazione del Golf Forense

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news dai circoli di golf GOLF CASTELLUCCIA Si arricchisce l’offerta di golf

OLGIATA GOLF CLUB Il circolo compie 50 anni Il giorno 10 giugno si sono ufficialmente all’Olgiata aperti i festeggiamenti per i 50 anni del Circolo. L’occasione è stata la presentazione del libro che ricorda già nel sottotitolo l’essenza del mezzo secolo di vita: “un’emozione lunga cinquant’anni”. Il Circolo, che nacque nel 1961, ha voluto dedicare la giornata agli oltre mille Soci che si praticano il golf o le sale dell’Olgiata. Con una semplice ma toccante cerimonia, avvenuta di fronte alla buca 18, il Presidente Andrea Pischiutta, ha voluto ricordare brevemente le tappe che han-

GOLF CLUB ARGENTARIO Successo del 3° Trofeo di Golf Franco Biondi Santi In una gara di doppio ,dove faceva punti la migliore delle quattro palle, si è svolta la terza tappa del Trofeo Franco Biondi Santi, manifestazione di grande spessore dilettantistico che si e’ disputata in terra toscana, precisamente presso l’argentario golf Club situato in quella meravigliosa baia di Porto Ercole. Queste le coppie vincitrici : 1° CATEGORIA: Manno Maurizio – Pianelli Michele 39; Piredda Gianluca – Scalera Antonio 37; De Prosperis Maurizio – Ciardi Olimpia 37

no portato l’Olgiata fino ai giorni nostri. L’ideatore dell’originale libro è stato Paolo Sanguinetti che, come ha voluto spiegare nella introduzione, ha tenuto a dare i giustissimi meriti alla fotografa Stefania Casellato, giovane ma già affermata nel suo campo. Le foto sono accompagnate da brevi e delicate poesie di Eleonora Barbieri, che dell’Olgiata è anche vicepresidente. I saluti del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, del Presidente della FederGolf Franco Chimenti, di Carlo Scatena Presidente della FederGolf Lazio e quello di Andrea Pischiutta, nell’occasione padrone di casa completano le pagine istituzionali dell’opera.

“Il Golf Hotel Castello della Castelluccia, si proietta ancora di più nell’affascinante mondo del golf, arricchndo la sua offferta con l’apertura di un bellissimo campo pratica! La grande passione per il golf di Fabrizio Prato, General Manager del Golf Hotel Castello della Castelluccia, si è riuscita a concretizzare con la realizzazione di questo Driving Range a pochissimi metri dal Castello, offrendo così l’occasione, ai numerosi ospiti appassionati di golf, di poter usufruire di uno spazio interamente a loro dedicato. 20 piazzole orientate verso 5 ettari di terreno con una profondità di oltre 300 metri, un putting green di 400 mq., un pitching

green con due grandi bunker costituiscono quindi il valore aggiunto del Golf Hotel Castello della Castelluccia che oramai da anni costituisce il punto di ritrovo di tutti gli appassionati di golf che transitano da Roma. Non solo appassionati ma anche professionisti hanno lasciato la loro firma al Castello, da Paul Lawrie, a Nicholas Colsaert, da Edoardo Molinari a Manuel Pinero, dal grande Costantino Rocca fraterno amico di Fabrizio Prato a Juan Quiros… insomma il gotha del golf mondiale apprezza i servizi del Castello. Il Castello della Castelluccia è quindi una realtà sempre più golfistica che oltre a poter offrire interessanti convenzioni con il Golf Club limitrofi come l’Olgiata, il Parco di Roma, le Querce e l’Arco di Costantino , da quest’anno farà entrare nel circuito dei campi pratica anche la sua realtà!

2° CATEGORIA: Magnoni Letizia – Fabrizi Andrea 39; Girello Anna – Proietto Ugo 35; Calabresi Luca – Manfredonia Andrea 35 1° COPPIA LORDO: Catarzi Daniele – Manno Rino 30 1° COPPIA MISTA: Bandini Pier Paolo–Bandini Maja 31 Come si può notare, i risultati non sono stati particolarmente esaltanti, ma il motivo è da ricercarenella giornata particolarmente ventosa. Per riscaldarsi, la premiazione con la squisita presenza della Sig.ra Alessandra Biondi Santi che ha dispensato agli intervenuti, quel nettare divino di nome Brunello della Cantina Biondi Santi della Tenuta Greppo.

PARCO DI ROMA Conclusa la 4^ tappa di Heavy Project Golf Experience Si è conclusa sui prestigiosi green del circolo di Roma Nord, la quarta tappa del circuito Heavy Project Golf Experience. La giornata ha visto la

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partecipazione di un importante numero di soci, che si sono sidati sotto un cielo completamente azzurro tra le belle colline del circolo. I premiati sono stati Mauro Trione, Massimo del Monte e Massimiliano Figus, rispettivamente i primi tre netti di prima, seconda e terza categoria, affianco ad Alessandro Martinello, primo lordo con 34 punti.


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golf forense

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DIETRO LE QUINTE DEL GOLF FORENSE: INTERVISTA A MAURO ANTONELLI di Andrea Cecinelli _ Foto di Silvia Apice e Yulya Galycheva reen prestigiosi, professionisti del diritto e della medicina, istituzioni, sponsor, belle ragazze e tanta comunicazione: benvenuti al Golf Forense, esclusiva manifestazione ideata ed organizzata dall’Avvocato Nicola Colavita. A consigliare e coadiuvare sin dall’inizio il lavoro dell’Avvocato Colavita un vero e proprio “guru” del mondo degli eventi sportivi: Mauro Antonelli. Noi di Sport Club Magazine lo abbiamo voluto incontrare per conoscere meglio il Golf Forense visto da dietro le quinte.

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Il circuito del Golf Forense è cresciuto molto in questi anni. Quale è il segreto del successo? “Il segreto è stato proprio quello di allargare la partecipazione, di volta

in volta, alle varie categorie professionali. Nel 2005 il Golf Forense era dedicato solo agli avvocati, poi negli anni sono stati inseriti i notai, poi magistrati e commercialisti, fino a che nel 2009 il Golf Forense ha aperto le porte anche ai professionisti della medicina diventando così “Golf Forense Più”. La fortuna di questa manifestazione sta proprio nel legame tra sport, comunicazione e mondanità: prima i giocatori si sfidano sui green, poi si ritrovano al cocktail di premiazione di fine gara, vero e proprio evento al quale intervengono sempre numerosissimi ospiti”. Punto di forza del Golf Forense è la comunicazione. Come si riesce a creare un prodotto così apprezzato da chi lo pratica e così interessante per gli sponsor che lo supportano? “Basta creare quello che gli esperti

Mauro Antonelli intervistato dal TG5

L'Avv. Colavita con la DJ Margherita Ramacciotti

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Tatiana Sourmatch e Cinzia Pallaro vincitrici delle prime due tappe della stagione nella cat. Ladies

L'Avv. Carlo Priolo premiato dalla Casa Editrice Vallecchi di Firenze

FKT di Michele Esteri, partner del Golf Forense

Gruppo 24 Ore, partner giuridico del Golf Forense

Anche Telecom Impresa Semplice tra i Partner del Golf Forense

La storica Casa Editrice Vallecchi, partner del Golf Forense

di marketing chiamano il Be to Be, il punto di incontro tra la domanda e l'offerta. Quando metti in contatto chi vuole comunicare un prodotto con chi ha bisogno di quel prodotto il gioco per lo più è fatto. E questo “salotto” che si è creato al Golf Forense è proprio legato a queste semplici ed elementari regole, che però non tutti sanno valorizzare”.

Claudio Amendola

Dal 2005 ad oggi sono state sette le edizioni del Golf Forense. Quale è la cosa che le è piaciuta di più in questi anni? “Sicuramente la costanza con la quale si è lavorato per migliorare sempre di più il prodotto. Il Golf Forense è oggi un prodotto di altissimo livello, riconoscibile e con una sua identità ben precisa, merito anche del-

Acqua Filette, Fornitore Ufficiale del Golf Forense

Anche la storica casa fiorentina The Bridge tra i Partner del Golf Forense

Alessandro Piscioneri di "Ilario", con alcune delle ragazze dello staff del Golf Forense

l’affiatatissimo gruppo di lavoro che da anni collabora con l’Avv. Colavita per la sempre miglior riuscita della manifestazione. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta vedere la quantità e la qualità degli sponsor che decidono di investire nel Golf Forense ed il grande numero di golfisti che di volta in volta partecipano alle tappe (n.d.r.: 388 partecipanti per le prime due tappe della stagione). Sono loro i migliori “testimonial” del Golf Forense”.

Raffaella Cappiello di Cappiello Design, Sponsor Arredatore Ufficiale del Golf Forense

Un’ultima domanda per concludere. Ma secondo Lei la formula del Golf Forense può risultare vincente anche a livello nazionale? “Sicuramente si. La formula del Golf Forense è stata studiata per essere un format innovativo e di

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eccellenza. Oggi il Golf Forense è un prodotto di successo che potrebbe tranquillamente essere esportato in altre parti d’Italia e, perché no, potrebbe trovare la sua fortuna magari anche fuori dai confini nazionali. Chissà...”.


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news dai circoli sportivi storici news dai circoli sportivi storici a cura di Lorenzo Arduini

Club deiCircoli Sportivi Storici

Agostino De Zordo, Segretario Generale del Club Circoli Sportivi Storici

I Circoli Storici protagonisti al Memorial Bottai i è concluso presso il Circolo Canottieri Aniene lo storico torneo “Memorial Bottai” di Calcio a 5, riservato ai Circoli associati al Club dei Circoli Sportivi Storici (Circolo Canottieri Aniene, Circolo Canottieri Lazio, Circolo Canottieri Roma, Circolo Tennis EUR, EUR Sporting Club, Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, Tennis Club Parioli). Il Torneo ha avuto inizio a maggio ed è la quarta manifestazione in ordine temporale tra quelle organizzate sotto l’egida Club nel corso dell’anno. Le finali, svoltesi nello scenario sempre suggestivo del parco del CC Aniene sulle sponde del fiume, hanno visto vincitrici nella categoria over 60 la squadra del RCC Tevere Remo su quella del TC Pario-

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li, negli over 50 si è distinta quella dei padroni di casa sul CT Eur, negli over 40 quella del CC Lazio sullo Sporting Club Eur, e negli Assoluti la squadra del Ct Eur ha sconfitto quella del TC Parioli. Presenti alle finali, tra il folto e appassionato pubblico, il Presidente del TC Parioli Maurizio Romeo, il Presidente del CT Eur Massimo Grimaldi e, anche nella veste di giocatore e di vincitore di una delle finali, il Presidente del CC Aniene Giovanni Malagò. L’organizzazione è stata, come sempre, ineccepibile e tutte le squadre in campo hanno dimostrato grande passione e il consueto fair –play in una manifestazione che costituisce una occasione di attività sportiva ma anche di simpatico e gioviale incontro tra i soci dei sodalizi associati al Club dei Circoli Sportivi Storici.

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news dai circoli sportivi storici news dai circoli sportivi storici

CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE NUOTO: ORI PER VALERIO CLERI (10 E 25 KM), GIORGIA CONSIGLIO (25 KM) Valerio Cleri continua a “cannibalizzare” chilometri ed avversari: a Piombino, in occasione dei Campionati Italiani di Fondo, il Campione del Mondo di Roma 2009 riesce nell’impresa di imporsi tanto nella 10 km (1h58'01”10 davanti a Bolzonello e Ferretti) che nella amata distanza dei 25 km, precedendo in 5h48'15"8 Edoardo Stochino ed il giovanissimo nuotatore dell’Aniene Andrea Amedeo (5h57'03"8), giunto al primo, prestigioso, risultato assoluto. Nella 25 km splendida la

prova di Giorgia Consiglio (anche d’argento nella 10 km 2h06'56”60) che, al termine di una gara caparbia, fa valere il rush finale andando ad imporsi, per appena un centesimo, sulla campionessa del Mondo della 10 km Mar tina Grimaldi (6h12’21”9).

TROFEO SETTE COLLI: FEDERICA SI IMPONE NEI 200 E 400 STILE LIBERO, ORO ANCHE PER LUCA MARIN NEI 400 MISTI Gli Internazionali di Italia di Nuoto – 48˚ Trofeo Sette Colli tornano nello splendido contesto del Parco del Foro

CIRCOLO CANOTTIERI TIRRENIA TODARO CANOISTI E CANOTTIERI A VENEZIA Come al solito è stata nutrita la partecipazione del Circolo all'edizione 2011 della classica Vogalonga. Quest'anno la brigata era composta da 2 otto, 2 quattro, 2 doppi canoini in rappresentanza del canottaggio e da 2 K4 e 2k2 per la canoa. La novità è stata la composizione di uno dei due otto formato da esperti frequentatori dei campi di calcetto ma alla prima esperienza in una manifestazione remiera, allenati e timonati dal mitico Dario Fogo. L’equipaggio ha portato a termine l'impresa superando ogni avversità e con il proposito di non fermarsi qui.

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Italico di Roma dopo 3 anni di forzato esilio. Proprio in quello Stadio del Nuoto che la vide protagonista di stratosferiche performances, tra titoli iridati e record del mondo, in occasione dei Mondiali del 2009, Federica Pellegrini vince e convince nelle “sue specialità”, i 200 e 400 stile libero. Il podio dei 400 misti maschile e’ per 2/3 formato da atleti del Circolo Canottieri Aniene: Luca Marin vince in 4’17”28 mentre il giovane Matteo Pelizzari, in netta evoluzione nell’ultima stagione, va a conquistare un prestigioso argento internazionale con il crono di 4’20”58. Medaglie d’argento per Marco Belotti ed Edoardo Giorgetti, rispettivamente nei 200 stile libero (1’48”68 – miglior riscontro tra gli italiani in gara) e nei 200 rana (2’13”18); bronzo, viceversa, per Elena Di Liddo nei 100 farfalla (59”43). Da segnalare altresì le finali conquistate dalla stessa Pellegrini (100 stile libero), Marco Belotti (50 e 100 farfalla) e Michele Cosentino (200 farfalla).


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CIRCOLO CANOTTIERI LAZIO 37^ EDIZIONE DELLA VOGALONGA DI VENEZIA La 37^ Edizione della Vogalonga di Venezia si è svolta in una giornata particolare in laguna, tutta dedicata alla voga, con la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare. I "ragazzi" del CC Lazio sono partiti il sabato, giorno precedente della regata, hanno preparato l'imbarcazione al Tronchetto e, domenica mattina all'alba, attraversando canali e calle, si sono reca-

CIRCOLO CANOTTIERI ROMA PICCOLI CANOTTIERI CRESCONO: IL FESTIVAL DEI GIOVANI Sarà Ravenna che quest'anno ospiterà il XXII Festival dei Giovani, gara interamente riservata ai piccoli canottieri che si apprestano all'attività agonistica. Le categorie interessate sono gli allievi B1 e B2, gli allievi C e i cadetti sulle distanze dei 1000 e 1500 metri. Il campo di regata sarà il bacino della Standiana, proprio accanto al grande parco giochi di Mirabilandia che quest'anno sponsorizza l'evento remiero. Il Circolo Canottieri Roma non poteva mancare con la sua squadra allenata da Luca Migliaccio e Michele Petracci. Cinque gli atleti pronti a competere; D'arcangeli, Martini, Mariotti, Nardone e Cristofaro, che gareggieranno su di-

ti di fronte a Piazza San Marco per aspettare il fatidico colpo di cannone delle ore 9. In acqua c'erano imbarcazioni provenienti da tutto il mondo, con ogni tipo di vogata, dalla veneta alla canoa, fuori scalmo, di coppia o di punta. Oltre mille barche, alcune nei costumi originali dei loro paesi, si sono mosse contemporaneamente dopo lo sparo. C'erano inoltre anche 16 fantastici vichinghi con tanto di elmo e corna. L’equipaggio CC Lazio ha impiegato poco più di due ore a compiere il percorso, ma il tempo non era importante. Indimenticabile l'atmosfera , la partecipazione così come l'ospitalità della Canottieri Querini. Quando il canottaggio va oltre il tempo.

verse imbarcazioni e che nonostante la giovane età si sono allenati duramente per tanti mesi, preparandosi al meglio in previsione di questa gara che per loro equivale a tutti gli effetti ad un campionato italiano. Sono alte le aspettative della società capitolina che in quest'ultimo periodo ha puntato tutto sui giovani, cercando di rilanciare e rinnovare come sempre il settore del canottaggio, anche in previsione dei prossimi anni in cui i piccoli canottieri cresceranno entrando stabilmente a far parte della squadra agonistica. E' molto importante il lavoro che il prestigioso club sta facendo, sia a livello generale con la promozione di uno sport pulito, completo e a contatto diretto con la natura, ma anche a livello particolare; reclutare giovanissimi canottieri vuol dire assicurare al Circolo stesso una schiera di futuri nuovi soci, appassionati del remo, che continueranno a mantenere intatta la tradizione scritta proprio nella denominazione sociale " Circolo Canottieri Roma". Michele Petracci

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ANTICO TIRO A VOLO UNA FINALE A STELLE A STRISCE. La giovane americana Mchale si aggiudica la 6° Edizione del Torneo Internazionale ITF Femminile battendo in due set 6/2 6/4 la russa Ivanova. Un incontro dominato dalla Mchale, che solo nel secondo set quando ha accusato una leggera distorsione alla caviglia ha tenuto con il fiato sospeso il numeroso pubblico presente che non voleva rinunciare a quello che si è rilevato un vero spettacolo sportivo. Le atlete sono state premiate dal Presidente Michele Anastasio Pugliese e da tutti i componenti del comitato organizzatore: Fausto Gullo, Claudio Mazzoni, Giuseppe Centro, Luca D’Agostino ed il Direttore del Torneo Marco Fanano. L’augurio e la speranza per la settima edizione sono quelle di poter vedere in azione sui campi dell’Antico Tiro a Volo atlete di questo livello se non superiore.

TENNIS CLUB PARIOLI EVENTO STANLEYBET A SUPPORTO DEI GIOVANI ARTISTI Arte contemporanea e gioco costituiscono il focus del progetto di Corporate social Responsability realizzato dalla Stanleybet. Nella cornice del Tennis Club Parioli, di cui Stanleybet è main sponsor, si è svolto ieri “Play It”, evento organizzato in quattro performance di giovani arti-

ta, è il banco a fare la sua puntata e la vincita, assicurata, è di incalcolabile valore”. Accolti dal Presidente del TC Parioli Maurizio Romeo, che yha ringraziato gli ospiti e la Stanleybet per la straordinaria collaborazione. La direzione artistica della manifestazione è stata affidata a Daniele Perra, critico d’arte, giornalista e curatore di mostre ed eventi: “Nel gioco si riflettono i cambiamenti della società, delle culture che si plasmano, in cui convivono vecchie tradizioni, alimentate dai ricordi, e slanci verso il futuro2, afferma Perra. E aggiunge: “Agli artisti coinvolti ho lanciato una sfida: ho chiesto loro di confrontarsi con il gioco, in tutta la sua complessi-

sti italiani ispirate al tema del gioco in tutte le sue declinazioni e aspetti positivi e multiformi, ricchi di suggestioni e implicazioni sociali e culturali. “Nel 2011scendiamo in campo scegliendo di puntare sulla giovane creatività artistica italiana. Gorge Maciunas , il fondatore del movimento artistico Fluxus sosteneva che l’arte deve essere divertente, occuparsi di tutto ed essere accessibile a tutti. Play it nasce con questo intento: un momento ludico e performativo sul palcoscenico del TC Parioli, fucina di talenti dello sport nazionale ed internazionale”, afferma John Whittaker, CEO di Stanleybet. “Arte e sport: una scommessa in cui, per una vol-

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tà”. Play It è stata l’occasione anche per festeggiare l’arrivo dell’estate allo storico club del tennis capitolino: alle performance artistiche, infatti, è seguito un cocktail jazz a bordo piscina accompagnato dalle note di un esclusivo quartetto di musicisti.


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REALE CIRCOLO CANOTTIERI TEVERE REMO TENNIS, PROMOZIONE IN A2 Grande soddisfazione ed entusiasmo alle stelle,al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo per la promozione in Serie A2 maschile nel Campionato nazionale degli affiliati alla Feder tennis. Capitanati dall’esperto Maestro Marchiani , i giocatori della Tevere Remo, Fabio Tenneriello, Gianluca Ruzzetti , Giovanni Mundula , Valerio Carrese, Sergio Perez, ed un prodotto dell’ottimo vivaio della “Tevere Remo”, Damiano Di Ienno, hanno stravinto il loro girone, per poi battere, non senza qualche batticuore, la forte compagine del TC Monza nei play off per 3 pari fuori casa e 4 a 2 in casa. Il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, senza cullarsi tropo sugli allori, è già al lavoro per costituire una squadra competitiva per

8^EDIZIONE DEL TORNEO “SMA S.ELIA CUP”

la prossima stagione in A2, grazie anche allo sponsor SMA S. Elia. Il successo della squadra di Serie B arriva insieme alla qualificazione nazionale della Over 50 di Marchiani, Fago, Zeri, Pelo e De Stefani, e soprattutto della squadra Under 14 femminile, composta da Ciccone Virginia, De Bac Bibbi e Costanza Richard anche loro nella fase nazionale dopo un drammatico spareggio vinto con il TC Parioli.

Si è conclusa l’ ottava edizione del Torneo Internazionale Femminile di Tennis Reale Circolo Canottieri Tevere Remo “SMA S.ELIA CUP” con la vittoria per la prima volta di una italiana, l’altoatesina Karin Knapp che ha sconfitto agevolmente in finale la francese Laure Thorpe, 162

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del mondo, per 6/4 6/0. In semifinale erano giunte l’altra francese Mladenovic e la sorpresa italiana Gioia Barbieri sconfitta dalla Thorpe. Bellissima la festa per le giocatrici, in cui hanno par tecipato più di 250 soci, che hanno applaudito le protagoniste. Ottima come al solito l’organizzazione del torneo diretta dal direttore Piero Marchiani e dal Consigliere al Tennis Avv. Alberto Scalia.


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TORNEO PEZZANA

CALCIOTTO INVERNO 2011-2012 APERTE LE ISCRIZIONI ASSOLUTI, OVER 40 E OVER 50

LE COORDINATE DELLA NUOVA SFIDA campo Circolo della Polizia [Tor di Quinto] > durata da settembre a fine aprile > arbitri US ACLI > giorni di gara ASSOLUTI (nessuna limitazione di età) lunedì / mercoledì ore 20-22,30 > giorni di gara OVER 40 (nati fino al 1972) venerdì ore 20-22,30 / sabato fino alle ore 16 > giorni di gara OVER 50 (nati fino al 1963) martedì ore 20-22 >

NON PER TUTTI! www.torneopezzana.com info: 340 37.38.509 info@torneopezzana.com


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DUE PONTI SPORTING CLUB YOGA VIP TENNIS VINTAGE, IL TENNIS CON RACCHETTE DI LEGNO Le vecchie racchette, quelle che si utilizzavano fino agli anni Ottanta, prima dell'avvento delle più tecnologiche racchette in carbonio, sono state le protagoniste del torneo che si è svolto giovedì 9 Giugno 2011 a Roma presso il Due Ponti Sporting Club. Tanti i Vip del cinema, della televisione e del giornalismo che, schierati rigorosamente in completini bianchi, si sono dati battaglia sulla terra rossa e puntuali al sorteggio coppie si sono presentati: Attilio Romita, Max Parodi, Janet De Nardis, Marina Occhiena, Enzo De Caro, Maurizio Battista, Tony Santagata, Ovidio Martucci, Roberta Beta, Roberto Ciufoli, Paolo Conticini, Charlie Gnocchi, Gianluca Giugliarelli, Alessia Mancini, Giuseppe Brindisi, Stefano Farina, Andrea Pesciarelli, Leo Metalli, Enrico Paoli, Filippo Merola. Presente anche Roberta Beltrame, campionessa degli anni ’60, doppista compagna della Lazzarino e sette volte campionessa italiana di doppio, che ogni anno onora con la sua presenza questo evento. Ci sono stati momento molto divertenti, come l’incontro che ha visto incrociare le racchette Roberto Ciufoli e Charlie Gnocchi da un lato, Gianluca Giugliarelli e Maurizio Battista dall’altro, con tante battute, molte più a parole che con le racchette! In gran forma i semifinalisti Attilio Romita e Paolo Conticini, che, dopo i successi canori della sera precedente da Paolo Conti, ha dimostrato anche grande talento tennistico. Insomma tanti nomi che fanno divertire il pubblico, che in questa occasione si sono molto diver-

1861 da fabbriche italiane, una per ogni marchio storico, con particolare attenzione alle quattro racchette denominate “Italia”, pezzi più unici che rari. La mostra, dedicata alla storia del tennis italiano dal 1861 a oggi, illustra il percorso e gli sviluppi dello sport nonostante i moti rivoluzionari del periodo Risorgimentale. Dopo aver incrociato le racchette, la lunga e faticosa giornata si è conclusa con la cena di premiazione, cui hanno preso parte, oltre ai partecipanti, tanti amici che non giocano ma che sono intervenuti per applaudire i vincitori: Benedetta Valanzano, Jimmy Ghione, Demetra Hampton, Elisabetta

titi, come ogni anno. Il torneo è stato vinto dal giornalista del TG1 Leonardo Metalli in coppia con il comico Gianluca Giugliarelli, dopo aver eliminato in semifinale Paolo Conticini in coppia con il cantante e cantautore Filippo Merola. Finalisti il giornalista del TG5 Giuseppe Brindisi e Tommy Bertoli. Guest Event è stata la mostra sui “150 anni di tennis in Italia”, allestita all’interno del Circolo dal noto collezionista e storiografo del tennis Salvatore Sodano in onore al 150° anno dell’Unità d’Italia, la storia dell’Unità d’Italia raccontata attraverso il tennis e l’evoluzione della racchetta: oltre 30 rare racchette, costruite sin dal

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Rocchetti, Enrico Mutti, Marco Vivio, Nathalie Caldonazzo, Daniele Pecci, Edoardo Guarnera, Benedicta Boccoli, i giornalisti Fabrizio Ferragni, Paolo Di Giannantonio, Valentina Bisti, Carlotta Mannu, Fabio Tricoli, Marino Collacciani, Giuseppe Cerasa. Con i tanti personaggi presenti, la premiazione è stato un vero e proprio spettacolo con improvvisazioni canore di ottimo livello, come quella di Paolo Conticini, Tony Santagata che ha coinvolto Attilio Romita, Marina Occhiena, e con l’esilarante intervento dell’imitatore Gianfranco Butinar prima della divertentissima conclusione di Gianluca Giugliarelli.


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Il socio del mese Nome: Stefano Chini

FUTBOLCLUB TRIPLETE DI TORNEI PER UN GIUGNO DA LEONI: CARAVELLA, NEWCODE INSIEME ALLA SISAL INTERNATIONAL CUP Quando finiscono campionati e coppe in ogni campionato ecco che al Futbolclub il gioco del calcio non si ferma mai, anzi triplica: torneo intercircolo, torneo sociale e torneo internazionale tutti e tre in contemporanea. Dopo aver vinto la Futbol League e la Futbol Cup il duo Cancellieri (in panchina) – Parnasi (in campo), tenta il tris con la Caravella Tricolore: il loro Futbolclub United, infatti, si sbarazza facilmente dei cugini del Futbolclub e vola in finale dove incontrerà il C.C. Lazio, anche lui vittorioso in semifinale nel derby con la Roma. Ma se per lo United è stata una passeggiata di salute (4-0 il risultato finale), nel derby romano sono stati decisivi i rigori dopo il 22 dei tempi supplementari per consentire ai biancocelesti, impostisi per 8-7, di difendere il titolo di campioni conquistato lo scorso anno. Per quanto riguarda il sociale giugno è il mese del torneo estivo, chiamato Newcode, che prevede cinque gironi da quattro squadre che si giocheranno il trofeo. Per garantire un maggior equilibrio del torneo si è stabilito che la somma degli anni dei cinque giocatori in campo per ogni squadra debba essere 190 (media di 38 anni ciascuno). Tra le favorite il team Angeli, vittorioso 5-3 all’esordio contro Iorio, e, soprattutto, il team Giovannetti, una vera e propria garanzia in tema di calcio a 5, confermato anche dalla prima partita, dove si è imposto 110 sul team Randaccio. Due mesi di partite prima della finalissima del 25 luglio che segna anche l’inizio

Detto: Tato Ruolo: Attaccante Piede Preferito: Sinistro Pezzo Forte: La polemica! Squadra del Cuore: AS Roma

del meritato riposo prima di riprendere a settembre. Ma il torneo che più ha destato interesse in questo periodo è stata la Sisal International Cup V Memorial Vincenzo Romano organizzato tra le migliori scuole calcio del Lazio (classe 1999) e con due squadre invitate da lontano, l’At-

letico Catalunya e il Benfica. Il torneo è stato diviso in due fasi: una regionale dove si sono affrontate le migliori 32 compagini regionali e una fase internazionale con anche le migliori d’Italia e le due straniere. Nella fase finale si sono giocati il trofeo Roma, Milan, Inter, Nuova Tor

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Tre Teste, Lecce, Grosseto, Lodigiani, Atletico Roma e Futbolclub, tra le altre. Nella finalissima ha sorriso il Milan superando i cugini dell’Inter per 6-5 dopo i rigori. Terzo posto per il Benfica che si è imposto 2-1 sulla Roma. Gianmatteo Colla


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SUMMER EDITION 2011 Il Pezzana si prepara ad incoronare le regine d’estate di Alessandro Grassetti_foto di Matteo Ciambelli estate romana è entrata nel vivo e con essa anche la Summer Edition del Pezzana. Un appuntamento oramai storico, che tiene compagnia agli appassionati del calcio estivo. Tanti nomi illustri e tanto divertimento nelle tre categorie: Assoluti, Over 40 ed Over 50. I gironi eliminatori sono quasi conclusi, con le compagini che già pensano alla Coppa del Mondo oltre alla Coppa Europa. Nella categoria Assoluti la situazione è abbastanza chiara. Nel girone A il Por togallo (Nice Car), l’Argentina (Somma & Panfili Nuo-

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va Villa Claudia) e la Francia (Carnielli) saranno tra i protagonisti della Coppa del Mondo in quanto già matematicamente qualificati. Nel Girone B invece a braccetto sicure della qualifica in Coppa del Mondo sono Costa d’Avorio (Radiologia Cavalcanti) e Brasile (Studio Commerciale Rombolà). Dietro di loro c’è gran bagarre. Due nomi che si preparano per un luglio da incorniciare. Possibili sorprese U.R.S.S. (Ristorante Ai Spaghettari Roma Universal Services Security) ed Uruuay (Blitz Tre). Le fasi finali metteranno in mostra tanti volti nuovi di questo storico torneo.

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Nella categoria Over 40 nel Girone A invece la coper tina è per la nuova squadra della Cina (Ristorante Da Dante) di Armando De Ioannon e Claudio Amendola, con un gioco concreto e senza fronzoli. Qualificazione garantita alla Coppa del Mondo anche per la storica Spagna (Gruppo Siri) di Giacomo Carbone. Nel Girone A anche Giappone (Mobilnovo) e Inghilterra (Frankie Garage) sono vicine a strappare il biglietto per le fasi finali. Nel Girone B l’Italia (Autocarrozzeria Grassi) è tornata a fare la voce grossa. Il patron Giovanni Grassi ha allestito il consueto gruppo di amici, che due stagioni fa aveva conquistato


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torneo Pezzana

il titolo. Dietro di loro un plotone nutrito di squadre con la Costa d’Avorio (Consulting & Assistance) del patron Fanetti, gli USA (Tieffe Ser vice), l’Australia (S.S. Lazio Calcio a 8), la Croazia (Ass. Note Positive) e la nuova Jamaica (Meg Impianti). Tanti nomi per conquistare l’agognato titolo. Fare previsioni è davvero difficile. Nell’Over 50 la palma di migliore a sorpresa è per l’Uruguay (Risky Point e Team Pettinari) che sta dimostrando quanto di buono fatto in questi anni nella categoria Over 40. Un gruppo di amici storici. Agguerriti concorrenti l’Italia (Frollan Pesca) di Federico “Il Mite” Nigro e di mister Mauro Cerbara, la Francia (Antico Tiro al Volo) campione in carica di mister Beppe Centro e l’Olanda (Lallo Scappini & Par tners) di mister Alessandro Bruno. Le fasi finali sono ai nastri di partenza, pronti per incoronare i campioni del Pezzana. Per gli aggiornamenti il sito di riferimento: www.tornepezzana.com

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Sport Lab il laboratorio per le

nuove formule dello sport

Il 14 e 15 luglio a MondoFitness due convegni sul mondo dello sport ‘Alleanza Spor tiva Italiana, Ente di promozione spor tiva riconosciuto dal CONI, dopo il successo e l’interesse suscitato dalle due precedenti edizioni ripropone anche quest’anno SPORT LAB, il “laboratorio” di cultura spor tiva, un vero e proprio momento di par tecipazione pubblica e attiva, che consente agli opinion makers di tutti i settori spor tivi di trovare un punto di incontro e di confronto su vari temi cari oggi al mondo dello Spor t. Come in tutti gli ambiti della società civile, anche nello spor t è la gente comune che riesce ad alimentare giornalmente il sistema grazie alla propria attività e la propria passione. Affinché questo avvenga la prima attenzione degli operatori di spor t deve necessariamente cadere sulla promozione della cultura spor tiva.

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La terza edizione di SPORT LAB si concentrerà proprio sul tema della cultura spor tiva e sarà itinerante. Il primo appuntamento si terrà il 14 e 15 luglio prossimi all’interno del Parco Tor di Quinto, proprio in concomitanza di “Mondo Fitness”, una delle più grandi fiere del fitness della durata di ben tre mesi, per poi spostarsi successivamente in Sicilia, in occasione della “Settimana Spor tiva dell’Unità d’Italia”. Intenso e ricco di appuntamenti è il programma romano, che prevede nelle mattinate di giovedì e venerdì due convegni: “Rosa è sport. Le ragazze d’Italia tra pratica spor tiva e grandi imprese” - dedicato al “sorpasso”, sia in termini di risultati spor tivi che di numero di praticanti, da par te delle spor tive a discapito dei maschi – e “Il fitness tra presente e futuro. Come cambia la pratica tra i nuovi modelli di sviluppo ed esigenze normative” - in-

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contro durante il quale si porrà l’attenzione su un mondo, quello del fitness, che negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio “boom”. In entrambi i pomeriggi si terranno gli attesi ”Incontri con i Campioni”, grande novità dell’edizione 2011, che permetteranno a tutti gli appassionati del mondo dello Sport, e non solo, di conoscere personalmente i grandi interpreti dello spor t del nostro Paese por tatori di valori positivi per la crescita delle nuove generazioni. SPORT LAB si sposterà poi in Sicilia, dove il progetto sarà legato alle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Grande spazio anche in questo caso allo sport che, oltre ai convegni, vede in programma le finali nazionali dei Campionati ASI, lo svolgimento dei Campionati del Mondo di Karate, dei tornei di Beach Badminton e la consegna del Premio “Spor t e Cultura”.


Mondofitness un’estate in movimento L’8 giugno è partita l’edizione 2011 di Mondofitness, che quest’anno presenta interessanti novità 60


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re mesi all’insegna dello sport, del benessere, dello spirito libero. L’apertura è avvenuta mercoledì 8 giugno, la chiusura dei battenti è prevista il 7 settembre, location il Parco di Tor di Quinto: Mondofitness 2011 conferma di essere anche stavolta evento unico nel suo genere: 300 istruttori, 105 attività sportive suddivise in 20 aree, master class giornaliere, convegni, campus estivi, spettacoli, intrattenimento e aree relax. Le attività praticate abbracciano tutto il mondo

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del fitness, da quelle più tradizionali come lo step coreografico, l’aerobica, lo yoga ed pilates, sempre sotto la super visione di grandi sportivi come Gil Lopes e Jairo Junior, alle cosiddette nuove attività come l’indoor cycling con Alfredo Venturi ed il bootcamp che si ispira all’allenamento dei marines americani. Mondofitness prevede inoltre la grande novità di un’area di Boxe Competition dedicata agli spor t da ring: si accede all’area senza vincoli di tempo si usufruisce di tutte le attrezzature necessarie: sacchi, corde e tappetini; e ci si allena in maniera autonoma, sempre sotto la sor veglianza di

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istruttori qualificati pronti a diffondere utili consigli. Non manca lo spazio per gli sport acquatici: acquagym, idrobike e acqua boxe. Ma a molti può anche bastare (e avanzare) l’idea di prendere semplicemente il sole rilassandosi a bordo vasca. Se cresce sempre di più l’attenzione per il benessere del proprio corpo grazie al movimento e allo sport, è sempre maggiore anche l’attenzione per una corretta alimentazione, che sarà al centro di incontri ed eventi a tema, uniti ad uno spazio ristoro dove si potranno degustare cibi freschi, verdure di stagione e prodotti biologici. Novità dell’edizione 2011 i Campus Estivi Ciapà, riser vati a bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni. I Campus sono aperti dal 9 giugno al 9 settembre, dal lunedì al venerdì. Tutti i ragazzi potranno svolgere diverse attività, che vanno dal calcetto alla scherma, dalla piscina al laboratorio teatrale, e molto altro. Per i bambini più piccoli è presente personale specializzato. Tre sono le diverse formule ideate per soddisfare tutte le esigenze: A dalle ore 8 alle 13,30 compresa la colazione; B dalle 8 alle 17,30, compresa colazione ma pranzo escluso; C dalle 8 alle 17,30 compresi colazione e pranzo.


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Italia Surf Expo Musical Festival 2011 Torna l’evento più famoso della surf culture Dopo il successo dello scorso anno con oltre 25.000 visitatori, torna l'energy village ad ingresso gratuito più cool dell'estate romana, con nuove proposte e tante attività dalla mattina fino a tarda notte di Andrea Tranquilli ’appuntamento è per fine luglio. Il "lungo" fine settimana designato è quello che va da venerdì 29 a domenica 31 luglio. Tre giorni no-stop, ad ingresso gratuito, per dare vita alla più grande "adunata" del mondo watersports e non solo: l'obiettivo è di stupire sempre di più gli appassionati di settore ed appunto la gente comune ed i bambini, che hanno identificato in questo evento la possibilità di passare una giornata speciale ai piedi dello splendido castello medioevale di S.Se-

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vera, su una delle più belle spiaggie del litorale laziale. L'organizzazione ha deciso ancora una volta di fare le cose in grande e, per questa 13° edizione, ospiterà per la prima volta il tour estivo di Radio 105 on the beach, dando vita insieme al villaggio più cool dell'estate 2011. Il patron dell'evento - Alex Marcianò - ha stretto un'altra impor tante collaborazione con gli organizzatori dell'attesissimo concerto di Jack Johnson, in programma a Roma il 23 luglio, con una promozione esclusiva targata SURF EXPO. Essa consiste nella possibilità di vin-

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cere n°20 biglietti per il concer to; par tecipare è facile, basta collegarsi al sito ufficiale dell'evento: www.italiasur fexpo.it. Per questa tredicesima edizione, sono previsti come sempre diversi "Special Guest" ed in par ticolare è confermata la presenza di alcuni protagonisti del nuovissimo progetto di beneficenza VIP ON BOARD, capitanato dal grande Gip delle Iene per raccontare le esperienze in giro per il mondo. Inoltre, come accennato sopra, è stata rinnovata la partnership con RADIO 105, già media par tner lo scorso anno, con dirette della


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spiaggia, dj set e tante sorprese da scoprire insieme. Il SURF EXPO sarà un "Energy Village" promotore di puro divertimento attivo, che coinvolgerà ed emozionerà il grande pubblico tra eventi spettacolari e prove di tutte le discipline del sur f, windsur f, grinch, indoboard e la nuova tendenza di questa generazione: il SUP, Stand Up Paddle. In particolare alcuni tra i marchi più importanti del settore proporranno dei corsi aper ti a tutti e soprattutto gratuiti: RIP CURL, marchio storico australiano, sarà presente con una mega Rip Curl sur f school per svelare i segreti del "sur fing", la HOBIE SUP academy, invece offrirà l'oppor tunità di avvicinarsi alla nuovissima disciplina dello "Stand Up Paddle" con prove in mare a tutti i livelli e la X RAY Windsur f Academy che come ogni anno sarà capitanata dal freestyler e campione capitolino Raimondo Gasperini. Grande ritorno in stile anche per HOT BUTTERED, un altro marchio

Sport di giorno, divertimento dal tramonto fino a notte. Con il calare del sole il Surf Expo si trasformerà in serate indimenticabili tra sfilate di moda e bikini show, film festival, shopping on the beach, e gli immancabili beach party. storico del sur f australiano, fornitore ufficiale delle "divise-surf" dell'intero staff SURF EXPO 2011. Ma le attività non finiscono qui: Indoboard test area, la grande novità dei voli "adrenalici" fino a 10mt con BAG JUMP, le performance live dell'illustratore Marco Simeoni su tavole da skate e sur f e molto altro ancora, come la rampa sul mare per le spettacolari grinch sessions by Hummer. Spor t di giorno, diver timento dal tramonto fi-

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no a notte. Con il calare del sole il SURF EXPO si trasformerà in serate indimenticabili tra sfilate di moda e bikini show, film festival, shopping on the beach, e gli immancabili beach par ty firmati Heineken che faranno da contorno alle per formance notturne sul mare dei pro-sur fer ospiti da tutta Italia. Tra gli ospiti alcuni tra i migliori atleti nazionali ed internazionali, autorità e personaggi dello spettacolo musicale e televisivo, come per lo scorso anno dove la star fu il "Re hawaiiano" Sunny Garcia, campione del mondo ASP (Association Sur fing Professional) nel 2000 e sei volte vincitore della Triple Crown. Per questa edizione 2011 siamo in attesa di un'altra leggenda del sur f mondiale, ma e' ancora presto per svelare le tantissime novità che vi aspettano al SURF EXPO 2011. Seguiteci sul sito ufficiale www.italiasurfexpo.it e tramite i nostri MEDIA PARTNER, tra cui Sport Club Magazine da sempre al nostro fianco.


Lo Sport è vita...

e va difeso di Lorenzo Arduini

Il I luglio è stato presentato giustiziasportiva.com, il sito che offre consulenza legale ad atleti e società sportive. Incontriamo l’Avv. Sabrina Rondinelli, responsabile del sito.

on line il por tale giuridico giustiziaspor tiva.com, che offre tutela legale ad atleti, Federazioni e società spor tive e che fornisce tutte le informazioni necessarie in ambito legale agli attori del mondo dello spor t. La presentazione ufficiale è avvenuta venerdì 1 luglio a Roma, presso il Circolo Antico Tiro A Volo, alla presenza, tra gli altri, dell’ex DG della Juventus Luciano Moggi.

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La Responsabile del sito, l’Avvocato Sabrina Rondinelli, si è lanciata in questa avventura, dopo aver notato nella sua esperienza che esiste un gap informativo e conoscitivo dell’ambito legale nel mondo dello sport. L’Avvocato Rondinelli è Consulente legale di molte Società sportive professionistiche e dilettantistiche, atleti e Federazioni, con un’esperienza maturata specificatamente nel calcio. “Le società sportive oggi sono ancora carenti in quanto a presenza di personaggi che ricoprono determinati ruoli”.


Di conseguenza l’obiettivo del sito è quello di coprire una lacuna. “Cer to, l’idea è stata proprio questa, ci rivolgiamo alle società ed alle associazioni sportive, ma anche e soprattutto agli atleti. Abbiamo avver tito nel mondo dello spor t una richiesta di persone con competenze specifiche nell’ambito e nella comunicazione legale. Lo staff di giustiziaspor tica.com vuole essere completo in ogni sua par te, con ruoli e gerarchie specifiche”. Di quali discipline sportive vi occupate nello specifico? “Copriamo tutte le discipline, i componenti del nostro staff hanno poi specifici rapporti con determinati sport, come la boxe, il calcio, la pallavolo, la pallacanestro ed il tennis”. Che cosa offre il vostro sito? “Oltre alla consulenza legale standard, la novità è la consulenza on line. Un atleta che, per esempio, intende fare domanda di tesseramento e desidera avere informazioni sulla natura del vincolo, può collegarsi al sito e domandare tutti i chiarimenti che desidera. Un legale dello staff risponderà alle domande in maniera assolutamente gratuita”. In che maniera è organizzato giustiziasportiva.com? Prevede diverse sezioni? “Sì, assolutamente importante è la parte relativa alle pubblicazioni. L’intento è quello di raccogliere tutto il materiale prodotto dai membri dello staff che è stato pubblicato per creare una sorta di rivista on line che tratti del diritto sportivo. Poi naturalmente sono presenti tutte le informazioni relative ai componenti dello staff, la parte relativa alla consulenza on line ed i link utili sulla Giustizia Sportiva”. Prevedete anche la possibilità di collaborazioni esterne allo staff? “E’ in fase di allestimento una sezione del sito dedicata proprio a che volesse collaborare. Pensiamo soprattutto ai giovani neolaureati, per offrire loro una possibilità immediata di entrare in “campo” e di fare le prime esperienze”. Per concludere, giustiziasportiva.com ha ambizioni e prospettive importanti... “Il nostro obiettivo è che le società e gli atleti si sentano tutelati, avendo a disposizione uno staff competente. Lo sport presenta diverse problematiche di natura legale molto specifiche e lo staff di giustiziasportiva.com ha l’esperienza e le conoscenze necessarie per risolvere questa tipologia di problematiche”.

Lo staff di Giustiziasportiva.com Prof. Avv. Federico Tedeschini Patrocinante in Cassazione e presso tutte le Giurisdizioni superiori, con particolare esperienza nella Giurisdizione amministrativa e nelle procedure arbitrali. Avv. Sabrina Rondinelli Avvocato del foro di Roma. Dottore di ricerca presso la Facoltà di Giurisprudenza “La Sapienza” Specializzata in Diritto Sportivo. Docente presso Master in Diritto Sportivo a Roma, Napoli, Milano. Consulente legale di molte Società sportive professionistiche e dilettantistiche, atleti e Federazioni. Editorialista della rivista "Sport Club" e responsabile del sito www.giustiziasportiva.com Avv. Laura Vasselli Avvocato del Foro di Roma e membro della Corte di Giustizia della Federcalcio. Avv. Maurilio Prioreschi Avvocato specializzato in Diritto Penale.

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Avv. Flavia Tortorella Avvocato specializzato in Diritto dello Sport. Avv. Paolo Rodella Avvocato specializzato in Diritto dello Sport. Dott. Luigi Capasso Direttore ed Editore della Rivista "Sport Club Magazine" Dott.ssa Maria Beatrice Rondinelli Dirigente Medico Osp. San Camillo Forlanini di Roma. Presidente dell’Associazione “Blood runner” www.bloodrunner.it Dott. Fabrizio Falconi Caporedattore News Mediaset Alessandro Mancini Agente dei calciatori FIFA www.fifa.com


foto Bartoletti

Villa Stuart Sport Clinic è un Centro Medico di Eccellenza FIFA Bollino di qualità FIFA alla clinica Villa Stuart. Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte calciatori, autorità, vip, medici e dirigenti sportivi. Presente anche il Sindaco Gianni Alemanno: “Villa Stuart per noi è una sorta di istituzione, come il Parlamento” di Paolo Brandimarte

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a Totti a Nesta, passando per Vucinic, Mutu, Quagliarella, Miccoli, Mexes e tanti altri. Villa Stuart Sport Clinic ha raggiunto un importante traguardo internazionale: è stata inserita dalla FIFA tra i “Centri Medici di Eccellenza”, per la prevenzione, il trattamento ed il recupero dei calciatori, con il sostegno del Presidente della F.I.G.C., Giancarlo Abete; assente alla ceri-

monia perchè chiamato a presiedere l'Assemblea per la riforma dello Statuto, lo scorso 19 giugno Abete ha incontrato le delegazioni della FIFA (guidata da Michel D'Hooghe) e di Villa Stuart. Michel D’Hooghe, Presidente delle Commissioni Mediche della FIFA e della UEFA, ha consegnato all’Avv. Maurizio Martinetti, Presidente di Eurosanità (gruppo di cui Villa Stuart fa parte), ed al Prof. Fabio Pigozzi, Direttore Scientifico di Villa Stuart Sport Clinic, l’ambito riconoscimento, al termine del ceri-

moniale (20 giugno, ndr) cui ha preso parte anche il Sindaco Gianni Alemanno. Significative le parole del primo cittadino di Roma: “Villa Stuart per noi è una sorta di istituzione, come il parlamento: facciamo un altro passo avanti perché qualifica Roma in vista delle Olimpiadi del 2020”. I “Centri Medici di Eccellenza FIFA”, sono stati istituiti su espressa volontà del Presidente Joseph Blatter, per offrire ai calciatori di tutto il mondo un punto di riferimento sanitario ed al tempo stesso, per dare ai me-

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dici sportivi l’opportunità di confronto e aggiornamento. Un risultato autorevole per Villa Stuart, unica Casa di Cura in Italia a fregiarsi del titolo di “Centro Medico di Eccellenza FIFA”. La cerimonia si è trasformata in un vero e proprio evento: tra gli ospiti presenti calciatori ed ex calciatori (Terlizzi, Candela, Aldair, Rizzitelli), medici della Roma di ieri e di oggi (Pigozzi, Brozzi, Del Signore, Pengue e Gemignani), dirigenti sportivi (Daniele Pradè), procuratori (Alessandro Lucci, Dario Canovi e Clau-


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Il Prof. Pier Paolo Mariani in compagnia di “Pluto” Adair

Il saluto del Sindaco Gianni Alemanno, intervenuto alla cerimonia di accredito FIFA

dio De Nicola), autorità istituzionali e presidenti federali (Cochi, Barelli, Di Rocco e Chimenti), vip (Milly Carlucci e Beppe Fiorello); presentazione e conferenza stampa affidate all’istrionico Marco Mazzocchi. Il prestigioso accreditamento è stato accolto con soddisfazione dal Prof. Fabio Pigozzi: “È un privilegio e un riconoscimento del lavoro fatto in que-

sti vent’anni”. Fiore all’occhiello della clinica Villa Stuart è da sempre l’or topedia, a cui inevitabilmente viene associato il Prof. Pier Paolo Mariani, considerato a pieno titolo un luminare. L’or topedico di riferimento della clinica si dice “orgoglioso di aver dato un contributo per dare lustro al paese”. Infine, emozionante il video – messaggio di Francesco Totti, operato a Villa Stuar t nel 2006 e poi esploso nel Mondiale di Germania: “Per alcuni dei miei 207 gol devo ringraziare anche Villa Stuar t e il Prof. Mariani”.

Da sinistra, Michel D'Hooghe (Commissario Medico FIFA e UEFA), l'Avv. Maurizio Martinetti, Katharina Grimm e il Prof. Fabio Pigozzi

IL MEDICO RISPONDE

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linea diretta con specialisti in or topedia • fisiatria reumatologia • medicina dello sport • radiologia scienza dell'alimentazione

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mtpereira.villastuart@eurosanita.it

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vela

Velisti... per caso La barca a vela è sempre stata sinonimo di relax e di salutare pratica all’aria aperta. Per questo sono tanti gli atleti che vi si dedicano durante e dopo l’attività agonistica. di Marco Trozzi

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empo d’estate, tempo di sport all’aria aper ta. Con la bella stagione molti spor tivi amano dedicarsi ad alcune discipline come la vela che, per ovvie ragioni climatiche, viene praticata soprattutto in questi mesi. La vela è una disciplina olimpica che ha delle origini antichissime: si narra infatti che questa veniva praticata fin dal II secolo a.C.; la storia della moderna vela sportiva, tuttavia, affonda le sue radici nella lotta contro la pirateria marina. Nel corso del secolo XVII le rotte delle In-

die Orientali, dell’Africa e delle Americhe erano infestate di pirati. Fra le principali prede delle scorrerie piratesche c’erano le navi olandesi che spostavano merci di valore fra l’Olanda e le proprie colonie. Per rispondere a queste minacce gli olandesi svilupparono dei velieri veloci chiamati jachtschip (dall’olandese “jacht” cercare, cacciare, perseguire) i quali avevano il compito di inseguire e catturare i vascelli pirata. Risultando estremamente divertenti da condurre queste agili imbarcazioni furono largamente usate anche per ragioni sportive. Solo a metà del secolo XVII il re inglese Carlo II

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nel corso del suo esilio in Olanda, scoprì gli jachtschip e ne portò con sé un esemplare in Inghilterra, favorendo così la diffusione dello sport della vela in tutto l’Impero Britannico. Carlo II era così appassionato di vela che contribuì a disegnare il suo yacht personale, lo “Jamie”, che venne completato nel 1662 a Lambeth. Lo stesso anno, il re condusse personalmente alla vittoria lo Jamie contro uno jacht olandese di proprietà del Duca di York, in un percorso che andava da Greenwich a Gravesend e ritorno. Si trattava della prima regata fra yacht condotti da timonieri non professionisti. Nel frat-


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vela

tempo la parola di origine olandese “jacht” veniva anglicizzata nel termine “yacht” oggi largamente diffuso per indicare le imbarcazioni a vela. La prima competizione velica di flotta dell’era moderna fu la Cumberland Regatta, inaugurata nel 1715, che si tiene ancora oggi. La prima competizione internazionale fu invece, nel 1851, la famosa Coppa delle Cento Ghinee, più nota come Coppa America. Da allora la vela ha conosciuto un notevole sviluppo che ha portato la Federazione Internazionale (ISAF) a contare 115 paesi membri e a essere riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale come organo di rappresentanza della vela a livello olimpico. Proprio l’attuale presidente del Cio, Jacques Rogge, è un ex velista che può vantare nel suo personale palmarés tre partecipazioni olimpiche dal 1968 al 1976. Rogge, però, non è l’unico personaggio dello sport internazionale a essersi cimentato nella vela. Il pilone della nazionale italiana Andrea Lo Cicero, ad esempio, è un grande appassionato di vela, recentemente è stato invitato dal Team Audi Azzurra alla tappa del MedCup Circuit di Marsiglia e ha dichiarato a più riprese di voler par tecipare ai Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro come velista; tra rugby e vela in par ticolare c’è un notevole feeling: molto infatti sono gli ex della palla ovale a trovare una nuova carriera come grinder, coloro cioè che si occupano della regolazione delle vele con winch a maniglie. Essendo un ruolo in cui la forza fisica è un elemento imprescindibile, vi si avvicinano anche molti ex campioni del canottaggio: il neozelandese Rob Waddell, oro a Syndey nel 2000 è salito a bordo di team New Zealand nel 2003 e nel 2007. Dopo essere tornato al canottaggio per partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, l’anno successivo è rientrato a far parte di team New Zealand nel ruolo di grinder. Come Waddel anche la nostra Paola Protopapa, oro alle Paralimpiadi di Pechino 2008, è passata alla vela e sarà a Londra 2012. Altro esempio di sportivo vincente passato alla vela è l’ex sciatore francese Luc Alphand che, dopo aver vinto diverse Coppe del Mondo sulla neve e una Dakar sulla sabbia ha deciso di dedicarsi allo sport in mare: Alphand, infatti, ad ottobre parteciperà a una gara prestigiosa come la Transat Jacques Vabre. Come lui anche un altro campione dello sci, il nor vegese Lasse Kjus, è amante della vela, ma da segnalare anche che il francese Jean Galfione, oro ai Giochi Olimpici di Atlanta nel 1996 nel salto in alto, ha partecipato come grinder ad un’America’s Cup. Jacques Rogge presidente del Cio

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cinema

Vele in pellicola Film d'azione e drammatici, dalla commedia al sentimentale al thriller. Tutti con lo stesso comune denominatore: la vela di Lorenzo Arduini ullo schermo il tema del rappor to tra l’uomo e il viaggio per mare, sia che si sviluppi per rievocazione di fatti storici o semplicemente attraverso il racconto di una vacanza, è sempre gradito ai registi, che vi trovano spesso materiale per pellicole coinvolgenti. Le difficoltà delle riprese tra le onde sono facilmente supera-

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bili e l’autore può approfittare di atmosfere naturali o raccontare lo stato d’animo dei suoi personaggi nelle più diverse situazioni, comiche o tragiche, che un viaggio per mare può generare: dal disagio di condividere uno spazio ristretto con altri, magari non proprio estroversi o persino psicopatici, all’antagonismo fra l’uomo e la natura, che contribuisce ad esaltare le qualità degli interpreti principali. E così, se un buon velista vo-

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lesse farsi una piccola videoteca con alcune delle più coinvolgenti produzioni cinematografiche ambientate in mare, non avrebbe difficoltà a trovare film di successo appar tenenti a tutti i generi: dal film d’azione o d’avventura, alle commedie, fino alle pellicole drammatiche o sentimentali. In questo ar ticolo abbiamo ripor tato tre esempi di film di generi diversi, che come denominatore comune hanno il mare e la vela.


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cinema

TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE D’AGOSTO In questo film del 1974 una ricca vacanziera della Milano “da bere” (Mariangela Melato), in crociera col marito su una splendida barca a vela, si scontra con un genuino marinaio siciliano (Giancarlo Giannini) con il quale, complice un naufragio, deve condividere prima lo spazio ristretto di un canotto, e poi le falde di un’isola disabitata in pieno Mediterraneo. Una commedia briosa che porta sullo schermo per la prima volta in Italia “la vacanza in barca a vela”; un’ambientazione insolita che permette a Lina Wertmueller di inserire nel racconto una sottile allusione sociale: sull’isola deserta si ribaltano i ruoli così ben definiti in barca, e sarà Giancarlo Giannini, perfettamente a suo agio nelle vesti del novello Robinson, a prendere il comando sull’orgogliosa e strafottente signora, che sarà presto preda di un istinto di amore e di sottomissione.

ORE 10, CALMA PIATTA Un accattivante giallo in cui la tensione è ben calibrata, gli interpreti (Sam Neill e Nicole Kidman) sono di buon livello, e non manca qualche risvolto sottilmente umoristico. La vicenda particolarmente ingegnosa: dopo che il loro figlioletto è morto in un incidente d’auto, John (Sam Neill) e Rae, che era alla guida (Nicole Kidman), cercano di riprendersi partendo con la loro barca per una vacanza. In mare aperto, incrociano una barca e notano un giovane americano, Hughie (Billy Zane), che li avvicina in chiara difficoltà a bordo di una scialuppa di salvataggio. Hughie però, di lì a poco, si rivela essere un assassino psicopatico. Thriller horror molto teso e ben congegnato che si incentra sulle vicende di soli tre personaggi, ma riesce a trarre il massimo della suspense dall’ambiente claustrofobico della barca, immersa nella piatta immensità dell’oceano che isola perfettamente ogni cosa.

FINCHÈ DURA SIAMO A GALLA Si tratta di un film comico e leggero che narra la storia di una famiglia americana alle prese con una barca a vela piena di acciacchi e perseguitata dalle avarie in navigazione nei Caraibi. La regia è di Thom Eberhardt. A Martin Harvey, che come tanti ha famiglia, lavoro e debiti, capita una bella sorpresa: morendo uno zio gli ha lasciato una barca. Partito per ritirarla, Martin con i suoi familiari (la moglie Khaterine, a figlia adolescente Caroline ed il vispo undicenne Benjamin) già immagina crociere e sollazzi nel Mare dei Caraibi. Ma non solo il gruppetto degli Harvey è del tutto privo di nozioni di navigazione, ma la barca è piccola ed in pessime condizioni. Sarà dunque vita dura, sbagliando, malgrado le carte di bordo, un isolotto con un altro, riassestando quello che doveva essere per Martin uno yacht, e rovinandosi le mani con attrezzi e corde, senza contare i frequenti scivoloni in mare.

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sponsoring

Vento di crisi ma i testimonial resistono!

Nonostante la crisi i velisti più famosi sono sempre un’attrattiva per gli sponsor

uno degli sport più ricchi e prestigiosi. Ma, tra imbarcazioni di lusso e costi altissimi, ultimamente la vela soffre per il difficile periodo di crisi. I velisti però sono sempre al top e la loro immagine pubblicitaria naviga ancora in acque sicure. Inutile negarlo. La crisi c’è e si fa sentire. Anche nello sport. E paradossalmente, a risentire di questo momento particolarmente faticoso, è uno degli sport più ricchi al mondo, la vela. Barche super costose, difficoltà nel trovare gli sponsor e ascolti tv che non sembrano essere incoraggianti. Sarebbero questi i motivi alla base delle difficoltà economiche che sta vivendo questo sport. Basti pensare che per l’edizione dell’America’s Cup 2010, la competizione più antica e più famosa, il budget per organizzare l'evento scese a $ 11 milioni da un record di $ 278 milioni nel 2007, anno in cui si tenne l'ultima Coppa America. Ed ancora. È notizia recente che la 34ª edizione dell’America's Cup che si terrà nel settembre 2013 dovrà fare a meno di Mascalzone Latino, l’equipaggio azzurro guidato da Vincenzo Onorato. Il motivo? Presto detto: “I costi folli, uno scenario internazionale dall'economia depressa e quindi grandi difficoltà a trovare sponsor. Questo è il vero, unico, autentico nemico della prossima Coppa”, queste le parole dello stesso armatore napoletano. Nonostante tutto e a dispetto della congiuntura economica non proprio felice, qualcosa che resiste però ancora c’è: sono loro, i più importanti velisti che, grazie alla loro popolarità e alle loro gesta sportive, sono diventati ormai dei testimonial molto richiesti. È il caso ad esempio di Paul Cayard, il californiano con i baffi che fu lo skipper del Moro di Venezia. Nel suo palmares Cayard vanta due titoli olimpici e sette iridati, tra cui quello nella classe Star nel 1988,

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di Valentina Altavilla

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sponsoring

“...numerose sono le iniziative e le manifestazioni che vedono protagonista Giovanni Soldini, campione pluri vittorioso e grande uomo di mare, in veste di testimonial, grazie al suo modo di fare sempre gentile...”

oltre a sei par tecipazioni nella Coppa America. Naturale, con questi numeri, che il campione statunitense sia inseguito dagli sponsor. Paul è stato scelto infatti come testimonial dell’acqua Filette, perché ritenuto in grado di interpretare al meglio i concetti di esclusività, eleganza ed essenzialità che caratterizzano il prodotto. Dalla vela ai motori: il velista ha infatti prestato la sua immagine anche per la Maserati Gran Turismo, macchina spor tiva per eccellenza della casa automobi-

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sponsoring

“...non mancano ovviamente le partecipazioni in veste di testimonial a vari eventi di beneficenza e sportivi, come ad esempio il trofeo velico dei giovani imprenditori di Confindustria.” listica modenese. Non è tutto. Il campione della vela ha legato il suo volto anche al prestigioso e lussuoso brand di orologi, la Rolex, marchio vicino a questo spor t sin dagli anni ’50. Non mancano ovviamente le par tecipazioni in veste di testimonial a vari eventi di beneficenza e spor tivi, come ad esempio il trofeo velico dei giovani imprenditori di Confindustria. Un altro velista molto impor tante è sicuramente Russell Coutts, considerato tra i più for ti al mondo nella categoria Match

Race e attuale CEO di Oracle Racing detentore della Coppa. Il campione neozelandese è l’atleta più pagato della Nuova Zelanda con ben $10000000, oltre che essere il velista più vincente nella storia di questo spor t. Tre vittorie dell'America's Cup come skipper (dove detiene tra l'altro il record di 14 successi consecutivi), una medaglia d'oro olimpica in classe Finn, tre Campionati Mondiali di Match Race e varie vittorie in campionati mondiali IOR, IMS e One Design. Sul fronte sponsor,

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Russell è testimonial della Slam, marchio italiano leader nel settore "sailing & spor tswear". Non solo leggende della vela però. Largo anche ai giovani talenti come ad esempio James Spithill, velista australiano attualmente decimo nella classifica ISAF World Match Race. Per la sua faccia pulita e naturale, il brand Prada ha deciso di affidarsi alla sua immagine per la collezione di occhiali eyewear “active” e “Lifestyle”. Ed infine non poteva certo mancare l’italiano Giovanni Soldini, campione pluri vittorioso oltre che grande uomo di mare. Con le sue vittorie è stato capace di innovare e trasformare la vela italiana in sport professionistico, rompendo quella cerchia di Gentleman skipper che sino al suo avvento avevano gestito questo magnifico spor t. E’ inoltre uno dei pochi skipper e velisti italiani in attività che può godere di una grande fama e notorietà anche fuori dai confini nazionali. Numerose sono quindi le iniziative e le manifestazioni che lo vedono protagonista in veste di testimonial, grazie al suo modo di fare sempre gentile e pacato. Tra queste, l’iniziativa “Navigare sicuri”, nata per sensibilizzare genitori e minori ad un uso consapevole del web e la veleggiata per promuovere il commercio equo e solidale. Il velista milanese è stato inoltre testimonial del Big Blu 2010 a Roma. Soldini è protagonista anche nella moda, avendo prestato la sua immagine per la Lumberjack e per la Sebago-Zeis Excelsa, azienda calzaturiera di Ascoli, sfilando l’anno scorso a Pitti Uomo.


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motori

Pronta al lancio la nuova nata della casa anglo-tedesca, disponibile in diverse versioni

Mini Coupè

sportivitĂ e divertimento di Lorenzo Arduini

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motori

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ue posti, ultra sportiva, ancora più sfiziosa: è la nuova MINI Coupé. Con la forma del tetto "a casco". Per puntare sul massimo divertimento di guida, e per trasmettere in modo ancora più intenso il tipico gokart-feeling del marchio britannico del Gruppo tedesco BMW. Si tratta del primo modello della Casa con una scocca realizzata nel three-box-design che prevede una netta separazione tra corpo vettura e bagagliaio. A differenza della MINI, della Clubman e della Cabrio, il vano motore, l'abitacolo e il bagagliaio sono nettamente separati uno dall'altro. Questa suddivisione, riconoscibile soprattutto nella vista di profilo amplia la gamma delle forme geometriche e conferisce alla MINI Coupé una coda particolarmente marcata che riprende lo stile classico delle vetture Gran Turismo. La MINI Coupé è la prima biposto nella gamma della Casa anglo-tedesca e punta a rendere ancora più coinvolgente il concetto di sportività e divertimento di guida già presente nella genetica MINI. E’ proprio il divertimento di guida il punto cruciale sul quale questa nuova Mini Coupè punta, offrendo un'agilità quasi impensabile unita ad interni ed esterni eleganti e ben curati, che permettono agli occupanti di stare comodi e perché no, immersi in un contesto elegante e raffinato. Anche esternamente il look della Mini Coupè è assolutamente innovativo, con il tetto che richiama la forma di un casco ed un profilo dinamico e filante, reso sportivo dallo spoiler posteriore che non solo abbellisce la vettura ma la rende aerodinamica ottimizzando il flusso d'aria quando a vettura viaggia oltre gli 80 km/h. Inoltre la vettura è caratterizzata da una serie di inconfondibili stilemi di design, come la forma esagonale della calandra del radiatore, le cornici nere che avvolgono senza soluzione di continuità la sezione inferiore della carrozzeria. In più, numerosi listelli e cornici cromati e, naturalmente, i grandi doppi proiettori con indicatori di direzione integrati e le luci posteriori montate verticalmente a isola alle due estremità della coda. L’aspetto forse più caratterizzante della nuova MINI Coupé è la forte inclinazione dei montanti anteriori, in stile roadster, un’altezza complessiva inferiore di 52 mm rispetto alla MINI e l’inedita forma del padiglione che sembra “appoggiato” a mo’ di cappello su di una fascia vetrata continua. In pratica nulla è cambiato rispetto alla MINI Coupé Concept del 2009, cosa che testimonia un concetto di due posti nato già maturo. Anche la potenza dei motori pare adeguata al look grintoso della MINI Coupé, con valori che vanno dai 122 CV del-

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È caratterizzata da una serie di inconfondibili stilemi di design, come la forma esagonale della calandra del radiatore, le cornici nere che avvolgono senza soluzione di continuità la sezione inferiore della carrozzeria.

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motori

la MINI Cooper Coupé ai 211 CV della MINI John Cooper Works Coupé passando per i 143 CV a gasolio della MINI Cooper SD Coupé. La nuova carrozzeria compatta a tre volumi è sottolineata dallo spoiler posteriore attivo che fuoriesce oltre gli 80 km/h per ottimizzare l’aerodinamica in coda. Rispetto alla MINI hatchback gli ingombri restano praticamente invariati, con una lunghezza di 3.734 mm (3.728 mm la Cooper Coupé), una larghezza di 1.683 mm e un passo di 2.467 mm. Solo l’altezza è inferiore e parte dai 1.378 mm della Cooper Coupé per arrivare ai 1.384 mm delle altre versioni. Avendo rinunciato a due posti la MINI Cooper prevede un vano di carico bagagli dietro ai sedili e un’apertura di carico passante fra bagagliaio e abitacolo che permette di stivare oggetti ingombranti caricandoli attraverso il portellone posteriore. La nuova forma della carrozzeria è abbinata allo spostamento in avanti delle masse, al miglioramento della resistenza torsionale attraverso appositi rinforzi della scocca, elementi che uniti ad una nuova taratura dell’assetto puntano ad ottimizzare agilità e sicurezza di guida. Nella dotazione di serie della MINI Coupé ci sono servosterzo elettromeccanico, regolazione della stabilità di guida DSC e modalità di trazione DTC con controllo elettronico del differenziale EDLC (di serie su MINI John Cooper Works Coupé). L’abitacolo della MINI Coupé presenta degli specifici incavi nel cielo del tetto per ottimizzare lo spazio per la testa degli occupanti, sedili sportivi di serie (ad esclusione della Cooper Coupé) e doppio vano portaoggetti posteriore. Materiali e Colori degli interni possono essere scelti in una vasta gamma di possibilità, così come la verniciatura esterna che prevede il tetto in colore a contrasto e nuove Sport Stripes sul cofano motore, sul bagagliaio, sullo spoiler e sul tetto (in tinta carrozzeria). Nella dotazione standard sono inclusi specchietti elettrici, sensori di parcheggio posteriori, climatizzatore, radio CD MP3 e ingresso Aux, volante multifunzione, sedili regolabili in altezza e computer di bordo. Fra gli optional si segnalano i fari allo xeno, il climatizzatore automatico, il Comfort Access, il pacchetto John Cooper Works e tutte le opzioni del programma MINI Yours. A livello di infotainment si possono avere gli altoparlanti Harman Kardon, la predisposizione Bluetooth, l’interfaccia audio USB, il navigatore MINI e le funzioni di MINI Connected che includono la webradio e la ricerca locale di Google e Google Send to Car. Una vettura così sportiva riesce comunque ad abbinare il gokart-feeling con emissioni e consumi molto parchi, tant'è che le emissioni di CO2 si fermano a soli 127 g/km mentre i consumi sono di soli 5,4 litri ogni 100 km.

I prezzi • • • •

MINI Cooper Coupé: 23.400 euro MINI Cooper S Coupé: 27.750 euro MINI Cooper SD Coupé: 28.750 euro MINI John Cooper Works Coupé: 33.150 euro

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sport&turismo

Cavalcare

in Irlanda

In Irlanda i cavalli sono una vera e propria leggenda: dal folklore celtico all’amore degli irlandesi per questi animali. Oggi è possibile visitare l’isola adoperando uno dei mezzi di trasporto più antichi al mondo. di Lorenzo Arduini

solo da pochi anni che il cavallo è diventato un mezzo lentissimo, mentre per millenni era stato il mezzo di trasporto più veloce a disposizione degli uomini ed il suo uso aveva condizionato lo sviluppo delle civiltà. Oggi il cavallo rappresenta tante cose: un mezzo di trasporto completamente rispettoso dell’ambiente, un punto di osser vazione giusto per cogliere i tanti motivi di interesse che offre la campagna, una tradizione millenaria di collaborazione tra l’uomo ed il cavallo. Infine andare a cavallo è ai

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giorni nostri anche un modo per fare spor t, grazie all’equitazione ed all’ippica, ma anche un modo per svagarsi e per vedere dei luoghi nuovi, facendo contemporaneamente attività fisica, per mantenersi in forma e stare con gli altri. Questi sono tutti aspetti che si possono cogliere durante le giornate che si possono trascorrere in sella nelle verde Irlanda. L'Irlanda e il cavallo sono un binomio inscindibile: l'allevamento di equini, le corse, le fiere equestri fanno par te della tradizione popolare e i turisti hanno grandi possibilità di ammirare (per es. nella National Stud Farm,

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fuori Kildare) e di cavalcare i migliori esemplari di cavalli irlandesi.In Irlanda l'amore per i cavalli è proverbiale e lo si vede in ogni angolo del Paese: questa proposta consente l'esperienza di una vacanza diversa e divertente per dare sfogo alla passione per i cavalli o per avvicinarsi ad uno spor t appassionante come l'equitazione. Uno degli itinerari proposti dai tour operator prevede una vacanza della durata di dieci giorni, con par tenza in aereo dall’Italia con destinazione l’aeropor to di Shannon e, da lì, con mezzi locali, punteremo direttamente verso il Dingle. Una volta arrivati sarà giunto il


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sport&turismo

momento di prendere confidenza con il fedele amico a quattro zampe che accompagnerà gli escursionisti nei giorni a seguire. Il programma prevede, il primo giorno, una passeggiata di mezza giornata intorno al porto di Ventr y e su per il magnifico Monte Eagle. La prima serata sarà trascorsa al Kruger’s Pub di fronte ad una magnifica pinta di birra. Il nostro trek continuerà nel paesaggio della campagna irlandese fino a Ballinluig: da lì ci dirigeremo verso lo splendido scena-

rio di Conor Pass e dintorni, visiteremo il Villaggio di Cloghan e, per finire, le sabbiose spiagge che ci por teranno fino a Castlegregor y. Finito il trek ci dirigeremo verso le famose Cliff of Moher, imponenti scogliere mozzafiato, prima di raggiungere Bunratty con il suo castello e il Folk Village, ricostruzione di abitazioni ed ambienti del passato e infine raggiungeremo Galway per goderci il sole che muore. Seguendo la costa raggiungeremo Rossaveel da dove ci imbarcheremo per le

magnifiche Isole Aran. Rientrati sull’isola ci dirigiamo verso Clonmacnoise, uno dei luoghi sacri più celebrati d’Irlanda, meta di pellegrinaggi fin dal VII secolo. Situato sulle rive del fiume Shannon comprende la cattedrale (X – XV secolo) ed altre chiede più piccole, due torri rotonde, due croci celtiche intatte, oltre ad altre ridotte in frammenti e numerosi monumenti sepolcrali. Da lì raggiungeremo la tanto sospirata Dublino: città situata in una splendida posizione fra il

Il viaggio • Durata: 10 giorni • Periodo consigliato: da maggio a settembre • Partenza ed arrivo: volo da Roma per Shannon, in alternativa Cork o Dublino • Pernottamenti: alberghetti • Trasporti: auto a nolo (i partecipanti si alternano alla guida), cavallo • Pasti: ristorantini • Difficoltà: è consigliabile una piccola pratica nel cavalcare


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sport&turismo

mare e le colline di Wiclow, attraversata dal placido Liffey. Grazie ai bei palazzi in stile palladiano, alle splendide case georgiane, alle strade larghe ed ai numerosi giardini, conserva molte caratteristiche settecentesche. La vita sembre scorrere un po’ lenta, ma vi sono numerosi teatri, ritrovi, una prestigiosa università e numerosi musei: fra i più importanti il Museo Nazionale che raccoglie preziosi reper ti di brinzo e d’oro del periodo celtico ed oggetti di culto dell’età paleocristiana, poi la Chester Beatty librar y, casa museo con una straordinaria collezione di libri miniati provenienti da tutto il mondi. Comunque non si può dire di conoscere Dublino se non si è entrati nei suoi vecchi pib che vantano illustri frequentatori fra ar tisti e

letterati. Non mancheremo infine di visitare il Trinity College e la cattedrale di St. Patrick. Si tratta insomma di una vacanza completa dove l’attività spor tiva immersa nella natura si alterna con la visita di luoghi storicamente e culturalmente di spessore, nella quale stare in compagnia di amici e conoscenti tenendosi in forma e vedendo località molto varie, dalle spiagge all’aper ta campagna Un viaggio come questo è adatto anche a bambini dai nove, dieci anni in su, si tratta infatti di un’esperienza nuova ed avventurosa agli occhi di un bambino, che si diver tirebbe senz’altro. E’ consigliabile per i bambini, ma anche per i più grandi, un minimo di esperienza nel cavalcare, in questo modo ci si potrà godere al massimo la vacanza.

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Come si cavalca • Talloni in basso e punte in alto • Testa e busto eretti, spalle indietro • Reni morbidi ma non troppo. Le gambe dovranno avere dalla coscia fino alle ginocchia, il contatto con la sella mentre i polpacci saranno quelli che permetteranno la guida del cavallo in avanti • Braccia e gomiti vicini al busto con la prosecuzione degli avambracci in linea retta con il morso • Mani ferme sulle redini e morbide con il morso (ricordatevi che la bocca del cavallo è delicata) Pollici in alto, polsi ai lati leggermente arcuati e posti all’altezza del garrese


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golf

Golf e vacanze Il golf, per la sua stessa natura, è ideale da praticare nei momenti di svago e relax di Simone Selli

a vacanza è per molti il momento giusto per scoprire attività e sport che nei mesi invernali non siamo riusciti ad iniziare. Ci lasciamo alle spalle il ritmo caotico della vita di città e ci troviamo tra le mani un sacco di tempo da impiegare in maniera sana e finalmente spensierata. E’ il momento del golf. Guardatevi intorno, che siate in montagna, al mare o in collina, potrete trovare meravigliose strutture golfistiche pronte ad accogliere nuovi giocatori con la curiosità di una nuova emozione. Prendete le prime lezioni portando con voi anche i bambini, lasciatevi coinvolgere senza sospetti ne riserve da un mondo che cambierà in meglio i vostri spazi riservati allo svago,migliorando così la qualità della vita. Vi aspettano divertimento sano, giocato in ambientazioni da sogno, nuove amicizie e mille altre cose che rendono il golf veramente il gioco più bello del mondo…

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Colpirete palline a centinaia cercando di spedirle lontano, proverete ad imbucare da distanze impensabili, camminerete per ore dietro ad un piccolo pianeta bianco provando un divertimento ancestrale, quasi sempre inaspettato. Si dice che in una vita intera, un giocatore di golf non giocherà mai due colpi uguali. E’ proprio così. Ogni tiro una storia a se, un’ emozione sempre nuova, sempre diversa. Il golf svela una incredibile quantità di componenti, il giocatore combatte e cerca di gestire emozioni e opposti: fisicità e psiche, corpo e mente, consapevolezza e ambizione, razionalità e creatività è bianco e nero, acqua e fuoco, odio amore. E’ uno sport diverso dagli altri soprattutto per due motivi. Si gioca contro se stessi e contro il campo e un meraviglioso conteggio conosciuto come handicap, pone tutti allo stesso livello di gioco. La componente psicologica quindi è altissima, ma stimolante. Se non hai giocato bene, puoi prendertela solo con te stes-

so e non con un avversario più bravo o fortunato. Risulta per questo una disciplina fantastica per i ragazzi che scoprono da subito l’importanza dell’allenamento e del sacrificio senza mai pensare alla sopraffazione dell’altro. Giocherete a golf lo so, vi divertirete tanto rimpiangendo di non esservi affacciati prima su un mondo che sembrava lontano. Non dimenticate mai di sentirvi dei privilegiati, guardatevi sempre intorno, ad ogni colpo, dalla buca 3 a picco sul mare, dal green della 7 sotto il Cervino, o giocando tra colline coltivate come immersi in un quadro del 500. Incominciate il golf questa estate, senza timori reverenziali ne impauriti da anacronistici luoghi comuni. Vi troverete in un ambiente sportivo, sano, dove poter lasciare i vostri figli, dove fare nuove amicizie e vivere giornate all’insegna del divertimento e dell’aggregazione. Il golf è davvero una passione per tutti... E per sempre… Buone vacanze e buona pratica…


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fitness

di Fabio Ingargiola Personal Trainer_fabioingargiola@yahoo.it

Dimagrire l’orario giusto per allenarsi Uno dei momenti della giornata più adatti per allenarsi è sicuramente la mattina ual è il momento della giornata più adatto per allenarsi e per facilitare il dimagrimento? Sicuramente fare attività sportiva al mattino a digiuno è molto utile per favorire il dimagrimento. Questo perché la mattina il corpo possiede un livello molto basso di zuccheri a causa del lungo digiuno notturno, digiuno che ha abbassato le scorte di glicogeno. Per questo l’attività spor tiva a digiuno consente di andare ad intaccare facilmente il tessuto adiposo presente nell’organismo, trasformandolo in energia. Allenarsi nelle prime ore del mattino consente di innalzare il metabolismo per il resto della giornata. Anche il quadro ormonale è favorevolmente influenzato. I bassi livelli di insulina, controbilanciati dagli alti livelli di ormoni controinsulari (adrenalina, noradrenalina, cortisolo), favoriscono il dimagrimento perché attaccano direttamente o indirettamen-

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te le riser ve di grasso, stimolando la lipolisi (utilizzo dei grassi a scopo energetico).Proprio per questi motivi bere caffè o the rigorosamente senza zucchero prima dell'allenamento a digiuno, è utile per esaltarne l'azione lipolitica. Infine, non meno impor tante, è il rilascio di endor fine che produce uno stato di benessere psicofisico durante tutto l’arco della giornata. Attenzione però: nonostante tutti gli effetti benefici di un allenamento mattutino a digiuno vanno tenute in considerazione alcune precauzioni per beneficiare al massimo dell’allenamento. Allenarsi a digiuno potrebbe compor tare un eccessivo catabolismo muscolare, per questo l’allenamento migliore è un’attività di tipo aerobico non eccessivamente lunga e non troppo intensa: l’allenamento non deve superare i 40/50minuti e il battito cardiaco deve oscillare tra il 70 e l’80 percento del massimale (per calcolare il tuo massimale usa la formula 220 meno la tua età). Appena finita la sessione di allenamento occorre man-

giare rispettando le giuste proporzioni di carboidrati vitamine e proteine. Svolgere allenamenti troppo duri o volti all’aumento della forza o dell’iper trofia muscolare potrebbe essere non solo inutile ma anche dannoso. Allenarsi a digiuno potrebbe indurre un eccessivo stress anche dal punto di vista psichico, specie quando si sacrificano troppe ore di riposo notturno. State attenti, dunque, qualora non foste allenati, alle crisi ipoglicemiche, con tremori, pallore, vertigini. In questi casi smettete immediatamente l’attività fisica e assumete una modica quantità di zuccheri da far seguire ad un pasto completo, ricco di carboidrati complessi. Correre a digiuno deve essere inserito in una strategia di allenamento che prevede anche un lavoro muscolare (non a digiuno) e una dieta adeguata, ricordando che i vantaggi rispetto all'allenamento ad un orario tradizionale ci sono, ma non si tratta di un allenamento miracoloso che risolve tutto e subito. Buon allenamento a tutti!

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novità

ESERCITO ITALIANO LINEA ESTATE

MEETING PER IL FITNESS

Esercito Italiano presenta una collezione interamente personalizzata con gli stemmi originali dei diversi settori dell’Arma. Polo, t-shirt, bomber in nylon, pantaloni, camice, giubbotti in pelle, tutto il mood è ispirato alle vere divise usate dai militari. Non vengono dimenticati dettagli glamour e soluzioni originali: sottocolli stampati, fettucce a contrasto applicate nelle finte interne, applicazioni di tessuto rigato, fodere interne con tessuti di rete stampata tricolore; nella collezione donna, dettagli di seta offrono un look più chic ai capi di felpa sportivi. E quest'anno non solo abbigliamento per vivere la città, ma anche costumi per un'estate all'insegna dello stile italiano, tutto in nylon 100%.

Running, pilates, spinning: ad ognuna il suo sport. Quello che conta è avere l'attrezzatura giusta e Meeting ce l'ha grazie a materiali tecnologici e traspiranti.Alcuni esempi? Outfit completo per l’attività sportiva composto da felpa con cappuccio azzurro cielo e blu e pantalone stretch blu in tessuto completamente traspirante ed elasticizzato. Felpa senza maniche con cappuccio con tasca sul davanti e dettagli tagliati a vivo. Per rendere più urban qualsiasi outfit, ideale per lo sport e perfetta per il tempo libero. E infine, t-shirt camouflage con stampa effetto old vintage, per chi vuole dimostrare il proprio valore fuori e dentro la palestra.

MUSTO ESTATE 2011

OROLOGI E BRACCIALI HEKO+LIFE

A Pitti Uomo giugno 2011 è andata di scena la nuova collezione Musto life style uomo SS2012, interamente ispirata nel colore e nel design al mondo nautico. L’estate 2012 di Musto sarà dominata dai colori e tendenze dello stile preppy anni 70, rivisitato in stile contemporaneo. Fanno parte della collezione anche gli accessori come la borsa Carry all dei velisti anni 70 che si riconosce per la forma a bauletto a due manici, il taschino frontale, la tracolla removibile. E ancora. La storica giacca Musto Deck Coat, amata dagli appassionati di vela, rivisitata in stile urban e il Fastnet Crew Kint, il cardigan dallo stile vintage dal tipico colore navy.

Benessere ed energia: ecco le principali caratteristiche degli orologi e dei bracciali HEKO+LIFE, colorati e leggeri, con cassa e bracciale in mono-blocco di resina hitech ultraleggera e semitrasparente prodotta in Italia. Tutti i modelli "HEKO+LIFE" sono caratterizzati dalla presenza del dispositivo "Aura Activator", un "riequilibratore energetico" studiato brevettato e prodotto in Italia che, grazie alla sua composizione, emette un'onda bio compatibile in grado di attivare il metabolismo cellulare. L'innovativo dispositivo Aura Activator favorisce infatti le prestazioni fisiche e riduce la fatica.

MIZUNO WAVE PROPHECY

LA SICUREZZA STRADALE IN TASCA

La Wave Prophecy è la calzatura top di gamma della stagione primavera estate 2011 e rappresenta l’apice del design e della tecnologia Mizuno. Una scarpa progettata per rispondere alla richiesta degli atleti di una calzatura altamente performante con un elevato potere ammortizzante. Due piastre Wave, di lunghezza pari all’intera superficie della scarpa sostituiscono la tradizionale intersuola in Eva permettendo a chi indossa la Prophecy di percepire realmente la dinamica della tecnologia Wave Mizuno, che unisce all’ammortizzazione un elevato potere di spinta. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’esclusivo design che permette di integrare due piastre Wave, connettendole tra loro per mezzo di alcuni cuscinetti ammortizzanti.

Il libro di Borgomeo spiega che gli italiani al volante sono “distratti, trasgressivi e poco attenti”: un quadro impietoso che testimonia scarsa attenzione alla sicurezza. Superamento dei limiti di velocità, mancato uso delle cinture di sicurezza, passaggio con semaforo rosso, inversione a U e poi il dilagante fenomeno della guida dopo aver assunto alcolici: sono alcune fra le tante infrazioni che si registrano sulle nostre strade. Ma è possibile evitare tutto ciò? Vincenzo Borgomeo, che scrive di automobili e motori da una vita, è un convinto sostenitore del partito del sì. Basta infatti seguire delle semplici regole di buon senso nella scelta del veicolo adeguato e di sicurezza per non mettere a repentaglio la nostra vita e quella di chi amiamo.

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Sport Club Magazine Luglio 2011  

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