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ALCHIMIA Anno 1 - N°3 - Marzo 2010

Periodico di Informazione UNIONE ITALIANA LAVORATORI CHIMICA ENERGIA MANIFATTURIERO www.uilcem.it

alchimia@uilcem-nazionale.it

Editoriale CONGRESSO UILCEM 2010 - La nostra storia … il nostro futuro Quello che si è svolto dal 2 al 4 febbraio scorso ad Iglesias è sta-

L’Alchimia….

“l'alchimia serve a separare il vero dal falso”

to il 3° Congresso Nazionale della Uilcem, un appuntamento chiave per la vita dell’ Organizzazione. Alla presenza dei circa 400 delegati, della Segreteria Confederale Uil, dei rappresentanti delle associazioni datoriali di categoria, dei massimi dirigenti di Filcem-Cgil e Femca Cisl, del sindaca-

il termine alchimia deriva dall' arabo alkhimiya, che è probabilmente composto dall'articolo al- e la parola greca khymeia che significa "fondere", "colare insieme", "saldare", "allegare"…

to europeo dei chimici Emcef, i lavori hanno avuto inizio

La Redazione

all’interno della miniera CarboSulcis di Nuraxi-Figus. Molti gli spunti politici ed economici emersi dall’approfondita relazione del Segretario Generale Augusto Pascucci, che in poco

- Novembre 2009: presentazione sul lavoro delle

più di un’ora ha toccato i temi riguardanti la crisi economica

donne.

suggerendo la ricetta per venirne fuori, ovvero tornare a puntare sul lavoro e sulla produzione di beni e servizi, senza farsi amA pagina 12

maliare dall’idea di facili guadagni frutto di finanza creativa. Infatti proprio quest’abbaglio che ha colpito molti operatori economici, ha determinato il tracollo finanziario ed ha messo in ginocchio l’economia mondiale. Occorre- ha proseguito Pascucci – riconsiderare l’intera organizzazione del lavoro e della vita intorno ad esso attraverso politiche di welfare, ed è proprio questa la nuova strada da percorrere per il sindacato, al fine di migliorare le condizioni dei propri aderenti. Continua a pag. 2 - Gino

Giugni: dal diritto del lavoro alle riforme sociali. A pagina 2

Ripartire dall’industria.

A pagina 4

- Dalla Contrapposizione al confronto, per il bene del Paese.

- Concerie, imprenditori in manette: evasione dell’Iva per 245 milioni.

- Nulla di più nobile.

A pagina 5

A pagina 6

A pagina 9

LA FANTASIA UMANA È IMMENSAMENTE PIÙ POVERA DELLA REALTÀ CESARE PAVESE


Alchimia … continua l’editoriale

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Questo Congresso ha celebrato la definitiva maturazione della Uilcem, una organizzazione che ha

Analizzando l’andamento dei settori di pertinenza

saputo cambiare passo, realizzando quel salto di

della Uilcem, Pascucci ha evidenziato il buon risul-

qualità che le ha permesso di diventare ancora di

tato raggiunto con la sigla del contratto chimico

più punto di riferimento per i lavoratori.

ed ha auspicato una rapida soluzione per quello

Moderna nel modo di comunicare, sempre attenta

dei settori: energia, elettrico e gomma plastica e

alle politiche di formazione ed informazione, la

Gas-Acqua. L’intenso dibattito sviluppatosi nelle 4

Uilcem è pronta per le sfide del futuro, consape-

giornate ha visto l’autorevole intervento del se-

vole che c’è ancora molto da fare, ma la solidità e

gretario generale della Uil Luigi Angeletti, che ri-

l’esperienza

prendendo gli spunti offerti dalla relazione di Pa-

l’entusiasmo dei più giovani fanno ben sperare.

scucci, è tornato a denunciare la forte pressione

Si respira quindi un’aria nuova alla Uilcem. La bon-

fiscale che svuota le buste paga dei lavoratori, e

tà delle idee ed il rinnovamento prevalgono su

che aumenta il costo del lavoro per le nostre im-

ogni logica di parte; essere tornati nei luoghi dove

prese finendo per abbassarne la competitività.

ha avuto inizio la storia del sindacato ha sancito la

Delineando le strategie sindacali della Uil, Ange-

consapevolezza della propria “storia” e la determi-

letti ha affermato che occorre ricercare le idee

nazione nel voler affrontare il “futuro” finalmente

migliori, senza aspettare quelle degli altri, perché

da protagonisti!

dei

dirigenti

più

la Uil ha il vantaggio di essere libera da condizio-

navigati,

e

Andrea Bottaro

namenti. Il terzo congresso nazionale della Uilcem ha confermato Augusto Pascucci Segretario Generale per i prossimi 4 anni con la collaborazione di Massimo Chiacchiararelli, Giuseppe Cleri, Massimiliano Le-

Gino Giugni: dal diritto del lavoro alle riforme sociali

na, Marco Lupi e Riccardo Marcelli, una segreteria che a dispetto della giovane età ha raggiunto risul-

Chiunque si cimenti nello studio del diritto,

tati notevoli ed ha guidato un’ organizzazione di-

nell’attività sindacale o semplicemente abbia la

venuta molto solida.

“fortuna” (visti i tempi!) di svolgere un’ attività

Il tragitto percorso per giungere a questo traguar-

lavorativa si sarà confrontato con il complesso,

do è stato lungo e tortuoso, non sono mancati

vasto e articolato mondo del diritto del lavoro e

momenti bui, e gli spiacevoli fatti di Tivoli ne sono

delle relazioni industriali. E’ proprio questo il cam-

la testimonianza, ma proprio queste vicende han-

po in cui Gino Giugni si è distinto come uno degli

no prodotto una reazione positiva, che ha deter-

innovatori e riformisti più convinti.

minato un punto di rottura rispetto ai meccanismi

Come è noto purtroppo recentemente è venuto a

del passato che

mancare, quindi ho ritenuto doveroso partecipare

intralciavano la crescita

dell’organizzazione.

nel rendere vivo il suo ricordo.

L’obbiettivo è quello di guardare alla società per

Certo, esprimere l’immenso contributo che questo

intuirne i cambiamenti e delineare le strategie del

grande giurista è stato in grado di regalare, arric-

sindacato del futuro, attraverso idee nuove e libe-

chendoci sempre con nuovi spunti di riflessione e

re da qualsiasi tipo di condizionamento, per essere

con teorie innovative, non è cosa facile in così po-

sempre pronti ad interpretare le esigenze ed i

che righe ma cercherò di condensare i momenti

bisogni dei lavoratori.

continua a pag. 3


Alchimia … continua da pag. 2

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Non a caso ancora oggi, a quasi quaranta anni di distanza dalla sua promulgazione, questa rappre-

più salienti della vita giuridica di Giugni, tentando

senta un faro per tutti i protagonisti del mondo

di rendergli il giusto omaggio.

del lavoro; sebbene sarebbe opportuna una rivisi-

E’ indiscutibile l’ammodernamento giuslavoristico

tazione di alcuni articoli della stessa in chiave più

determinato dall’immenso apporto di questo giu-

moderna (si pensi all’art.4),

rista che può essere tranquillamente definito ami-

l’eccellente lungimiranza del giurista.

co dei lavoratori e riformatore del sistema sociale.

Giugni fu considerato l’estensore dello Statuto in

Molti sono i testi a riguardo che portano la sua

questione, il “padre” si disse dopo, di una legge

firma, che sono sicuramente di inconfutabile spes-

che per la prima volta in Italia, introduceva un cor-

sore scientifico.

pus organico di diritti individuali dei lavoratori e

Gino Giugni passerà alla storia come uno dei più

dei diritti collettivi. L’area sindacale fu segnata

grandi giuristi che il nostro paese abbia avuto il

invece dalle teorie c.d. “Promozionali” della legi-

privilegio di conoscere, un maestro per tante ge-

slazione di sostegno, che lo studioso aveva espor-

nerazioni di giuslavoristi, nonché eccellente rifor-

tato dall’esperienza negli Stati Uniti.

matore delle politiche sociali e brillante intellettu-

Giugni si può ben dire che influenzò la produzione

ale socialista prestato alla politica.

in materia di legislazione del lavoro degli ultimi

Con l’apporto decisivo dell’elaborazione dottrina-

quaranta anni: dalla riforma del trattamento di

ria di Gino Giugni il diritto del lavoro in Italia è sta-

fine rapporto alla regolamentazione del diritto di

to profondamente innovato, emancipandosi dalla

sciopero, sino a quella che è stata giustamente

subordinazione al diritto civile e assumendo auto-

definita la “Costituzione in materia di relazioni

nomia scientifica. Gli studi da lui compiuti negli

sindacali”, il protocollo del 23 luglio 1993 sulla

Stati Uniti presso la prestigiosa “Scuola del Wi-

politica dei redditi, la riforma della contrattazione

sconsin” gli diedero modo di approfondire e cono-

collettiva e le rappresentanze sindacali. La forza

scere nuovi orizzonti scientifici e di regalare un

riformatrice del protocollo che bene si sposava in

contributo utile per lo sviluppo di una nuova cono-

quel dato storico visti gli obbiettivi che occorreva

scenza critica del sindacato e delle istituzioni del

raggiungere, ha esaurito oggi il suo mandato. Oc-

mercato del lavoro.

correva da tempo un nuovo impianto a cui fare

Fino allora queste rappresentavano una assoluta

riferimento che ben si coniugasse con la realtà

utopia nelle nostre scienze sociali, che non cono-

attuale che il paese e i lavoratori vivono.

resta ferma

scevano né un’economia del lavoro, né una socio-

Pertanto come ben sappiamo con l’accordo qua-

logia industriale, né tanto meno le relazioni indu-

dro del 22 gennaio 2009, nel quale la UIL è stata

striali. Il tutto era ancora regolato e spartito tra i

una delle principali protagoniste, tale modello di

vecchi cultori del diritto corporativo e quelli, nep-

riferimento è stato superato pur avendo sempre

pure essi nuovi, del diritto civile.

presente la sua struttura portante.

Forte dell’esperienza americana Giugni introdusse

Giugni fu un giurista del lavoro autenticamente

moderne teorie, quali ad esempio quelle inerenti

riformista che per le sue idee fu anche vittima di

al conflitto industriale, all’autonomia collettiva e

un grave attentato da parte delle brigate rosse e,

al pluralismo nel giuslavorismo italiano, teorie che

assieme alla sua straordinaria eredità scientifica e

trovarono nella realizzazione della “ legge 300 del

culturale, Giugni ci lascia il ricordo di una persona

1970“, c.d. Statuto dei lavoratori, il punto di più alta elaborazione.

continua a pag. 4


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Non vi è dubbio che il modo di fare impresa nel

… continua da pag. 3

nostro paese è stato in passato modello di riferiche ha creduto fino in fondo al dialogo e al con-

mento in tutto il mondo, ed i riconoscimenti non

fronto come principale filo di congiunzione per

sono tardati a venire per i nostri ricercatori, fregia-

realizzare le riforme.

tisi di titoli come il premio Nobel per le scoperte

Dialogo e confronto che oggi più che mai ritengo siano principi guida necessari in questa fase caotica della vita democratica italiana. Come studente di diritto, sindacalista e lavoratore non posso che dire: Grazie Maestro. Giovanni Caragliano

Ripartire dall’industria Il settore industriale ha da sempre rappresentato il volano dell’economia del nostro paese, generan-

nel campo industriale.

do un patrimonio economico e professionale di

Tutto ciò ha subito un lento declino agli inizi degli

altissimo profilo.

anni 90, un progressivo disimpegno nel campo

Non a caso l’inizio del declino economico del no-

della ricerca ha generato il rallentamento dello

stro paese è coinciso con quello industriale, an-

sviluppo di nuove tecnologie, con pesanti riper-

dando indietro nel tempo, nell’immediato dopo-

cussioni sulla competitività delle nostre imprese.

guerra, vediamo che la ripresa economica e lo svi-

Un ruolo fondamentale in questo quadro lo ha

luppo sono stati garantiti dall’industria, la costru-

svolto la politica, troppo impegnata a legiferare su

zione di nuovi insediamenti produttivi, una forte

interessi di parte, e poco attenta a quelli generali,

attenzione verso la ricerca hanno prodotto lo svi-

una

scarsa

attenzione

verso i temi industriali, la mancanza di un piano strategico di produzione e sviluppo, poco supporto ad un settore fondamentale per l’economia del nostro paese, hanno messo in ginocchio l’industria italiana. Accanto a questi problemi il settore è afflitto da mali derivanti dall’alto costo dell’energia, dalla difficoltà nell’accesso al credito, dalle lungaggini luppo di nuove tecnologie e nuovi prodotti, che

burocratiche nell’iter autorizzativo ed in alcuni

hanno permesso alle nostre imprese ed ai nostri

settori la difficile compatibilità ambientale.

studiosi di essere celebri in tutto il mondo. continua a pag. 5


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… continua da pag. 4 Oggi l’industria italiana si regge sulle proprie eccellenze, su quei distretti produttivi che per le capacità citate precedentemente sforna prodotti ad altissima qualità che non temono la concorrenza degli altri paesi. Per il resto sono state abbandonate tantissime produzioni che oggi vengono importate dagli altri paesi, andando a gravare su un eco-

Dalla contrapposizione al confronto, per il bene del Paese. Sono anni che assistiamo da spettatori, anche come Sindacato, alla contrapposizione che divide la politica e che di fatto paralizza le scelte da fare nell’interesse del Paese. Tutti armati come due eserciti che si fronteggiano, pronti a demolire da una parte e dall’altra, idee, proposte e soprattutto riforme. Ma in questo ultimo anno lo scenario mondiale è profondamente cambiato, con una crisi che ha investito tutti, senza risparmiare disoccupazione, sacrifici e difficoltà nella possibilità di riprendere il cammino di crescita che ci sembrava inarrestabile. La crisi economica, più devastante dopo il 1929, ridisegnerà un nuovo equilibrio mondiale, con l’Europa e l’Italia dentro di essa ridimensionati a fronte di economie emergenti che si propongono con forza. Da questi nuovi equilibri può però nascere una nuova fase di sviluppo, che cavalchi tali economie, proponendosi con la qualità dei nostri prodotti, con la unicità delle nostre terre e quella centralità nel Mediterraneo che ci colloca come naturale

nomia fortemente in deficit.

punto di riferimento delle economie Africane e

Per invertire questa tendenza è necessario tornare

Medio-

a supportare ed investire in questo settore, elabo-

rientali.

rando una strategia che consenta di rimettere in

In questo

moto l’economia italiana, che viaggia da troppo

momento,

tempo tra la stagnazione ed il deficit, e che nell’ultimo periodo deve affrontare la crisi economica mondiale che rischia di azzerare intere attivi-

così

deli-

cato

e

particola-

tà produttive.

re per la

Un forte intervento politico, a supporto delle im-

vita e il

prese e dei lavoratori dell’industria, unitamente a politiche di ricerche e sviluppo, possono consentire il rilancio di un settore che permette ancora oggi al nostro paese di sedere ai tavoli internazionali con posizioni di privilegio.

futuro del nostro Paese e delle Persone, al Sindacato e nel nostro settore alla UILCEM, spetta l’onere di trasmettere e diffondere coraggio e speranza ai lavoratori. continua a pag. 6

Andrea Bottaro


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Sappiamo tutti quale ruolo determinante può gio-

… continua da pag. 5

care il Sindacato in queste tematiche e quale seQuesto in rottura con la storia recente dove vice-

guito può sviluppare tra i lavoratori se resta credi-

versa il movimento sindacale si è eccessivamente

bile e conserva le radici di democrazia, di confron-

focalizzato sull’esigenza di offrire sicurezza: eco-

to con la base, di trasparenza nelle decisioni.

nomica, contrattuale, sindacale (Probabilmente ce

Ma per restare nel solco che ne ha permesso la

n’era bisogno).

crescita serve il rispetto delle diverse posizioni,

Questo mentre le difficoltà che percepiamo tutti i

nella logica di quanto scriveva Luigi Einaudi “L’idea

giorni nel contesto di una società sempre più chiu-

nasce dal contrasto”.

sa e diffidente, vengono amplificate guardando ai

Ragionare e discutere, appare a me la strada mae-

tanti Lavoratori licenziati in tronco dalla crisi o a

stra per dare speranza al nostro lavoro e far di

quelli che hanno visto andare in fumo i risparmi di

nuovo appassionare i lavoratori al loro futuro ed al

una vita, ma anche guar-

loro Paese, guardando alla UILCEM come ad una

dando ai tanti problemi

organizzazione che diventa casa di quelli che vo-

nell’Italia di oggi.

gliono tornare a parlarsi senza urla ed offese.

Il primo e sicuramente Doriana Gramaccioni

più importante è la questione del lavoro, della sua sicurezza, della sua continuità nel tempo, del reddito che garantisce, per la costruzione ed il mantenimento di condizio-

Concerie, imprenditori in manette: evasione dell’Iva per 245 milioni

ni di vita decorose per sé e per la propria famiglia. A seguire ne possiamo citare diversi a seconda

La concia nel mirino della magistratura. L’inchiesta

della propria sensibilità e dei propri interessi, ma

della Guardia di Finanza chiamata “Dirty Leather”

sicuramente la sanità, la scuola, i servizi pubblici,

ha smascherato all’interno del distretto conciario

la giustizia, la sicurezza sociale, sono fattori che

veneto un vero e proprio business parallelo basato

condizionano ogni giorno le nostre attività e so-

sull’evasione fiscale. Sono state alcune decine le

prattutto determinano la qualità della vita che

ordinanze di custodia cautelare nei riguardi di im-

percepiamo.

prenditori del settore conciario della Vallata del Chiampo, e circa 200 gli indagati totali. Tra questi ci sono i nomi di alcuni importanti imprenditori locali, titolari di aziende di dimensioni rilevanti dal punto di vista occupazionale e produttivo. Al momento tra le aziende implicate si superano i 500

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero:

• • • • • • •

dipendenti totali. L’inchiesta coinvolge sia imprenditori veri che società fittizie, definite “cartiere” in quanto create al

Igor Bonatesta Andrea Bottaro Giovanni Caragliano Silvia Di Castro Doriana Gramaccioni Filippo Nisi Giuseppe Sorrentino

solo scopo di produrre fatture false e altri documenti cartacei utili ad evadere l’Iva per circa 245 milioni di euro ed il fisco per oltre 1 miliardo di euro. continua a pag. 7


Alchimia … continua da pag. 6

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Questa maxitruffa sotto inchiesta, infatti, evince che alcuni imprenditori avevano creato un sistema

Dall’inchiesta sono emersi con chiarezza i ruoli dei

economico parallelo e scelto la strada delle furbe-

vari indagati: dal reclutamento dei prestanome,

rie fiscali per uscire dalla crisi. E anche se per il

alla contabilità delle false operazioni commerciali,

principio di presunzione di innocenza occorre at-

ai rapporti con gli istituti di credito, alla documen-

tendere la fine delle indagini, la situazione non

tazione extra-

può lasciar sereni, tanto più che già dal 31 ottobre

contabile,

la Sica, azienda con circa 60 lavoratori ha fermato

ai

la produzione, e come non bastasse ci sono altri

viaggi all’estero

per

300/400 posti di lavoro a rischio.

compilare do-

Questa grave situazione dimostra che il sistema

cumenti doga-

industriale della concia, che già nel passato è riu-

nali fittizi. Le

scito a superare fasi complesse legate ai (superati)

indagini delle

problemi ambientali o alla tipologia e qualità del

Fiamme gialle

prodotto, avrebbe bisogno di ripensarsi e di ri-

si sono focaliz-

strutturarsi pesantemente ed in maniera sana e

zate

concertata per poter reggere la crisi e la competi-

su

una

serie di Srl nate per l’importazione di pelli grezze o

zione internazionale. Ma per farlo e per non far

semilavorate di provenienza extracomunitaria

scomparire il distretto non basta la vecchia ricetta

(principalmente Sudamerica) che godevano di par-

“lavoro, lavoro e lavoro” ma sono necessari impe-

ticolari agevolazioni fiscali. Le società non versava-

gno, volontà e capacità di integrazione. Finora as-

no i tributi doganali all’atto dell’importazione del-

senti.

le merci e le rivendevano ad una quarantina di imprese conciarie del Vicentino, fatturando regolarmente, ma senza versare l’Iva dovuta. Tra le società estere che cedevano il pellame e le imprese italiane acquirenti era stata creata una fitta serie di società filtro e cartiere, intestate a prestanome con un vorticoso giro di denaro contante. Questa situazione su cui indagano Guardia di Finanza e magistratura segna uno dei momenti più duri della storia del distretto conciario vicentino, già alle prese da diversi anni con una crisi che ha portato ad una perdita di circa 1000 posti di lavoro solo tra il 2008 ed il 2009, nonché al ridimensionamento se non alla chiusura di diverse aziende. Il distretto conta oggi su circa 10.000 addetti con una forte presenza di lavoratori stranieri che si aggira intorno al 50% dei dipendenti. La preoccupazione principale riguarda proprio la sorte dei dipendenti delle aziende interessate dalla frode fiscale.

Igor Bonatesta


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-te di più rispetto ai britannici, dove la percentu-

Nulla di più nobile

ale di «stressati» è pari al 27 % del totale della forza lavoro, dei tedeschi (25%) e dei francesi

Ventitrè suicidi sul lavoro su 100.000 dipendenti,

(24%).

sei solo quest’estate, l’ultima è stata una donna,

Un problema quindi che in Italia non può essere

quasi una ragazza. A 32 anni ha aperto la finestra

più sottovalutato e che ha trovato posto nel te-

dell’ufficio dove lavorava ed è volata giù dal quar-

sto unico con l’ articolo 28 che inserisce, tra i ri-

to piano. Tutto questo è accaduto alla France Tele-

schi da monitorare, quelli collegati allo stress da

com. Per i sindacati, che parlano di morti bianche

lavoro correlato.

da Nuova Economia, questa ragazza che a 32 anni

Ma perché il fenomeno è così esteso da interes-

preferisce piuttosto schiantarsi su un marciapiede,

sare oltre il 40% della totalità dei lavoratori italia-

è il segno che il malessere dei lavoratori ha ampia-

ni e soprattutto perché diventa sempre più consueto per i ragazzi tra i 20 e i 30 anni…? Forse perché quella generazione è la generazione delle promesse fatte e mai mantenute, “studia e diventerai qualcuno”, “avrai un buon posto, una bella famiglia“, si sono ritrovati precari, stressati dal dovere lavorare 13 ore al giorno per 600 euro al mese, minacciati da un contratto che non dà loro tempo di rilassarsi, stanchi dalle continue pressioni che prima riguardavano un gruppo e adesso gravano sulle spalle di una sola persona, soprattutto depressi e sfiduciati. Le loro aspira-

mente superato la soglia critica. “Non chiediamo più l’intervento della direzione di France Telecom, ma quello del governo“. Il governo francese, che detiene il 27% della quota societaria, è intervenuto sollevando dal proprio incarico il numero due del colosso della telefonia ( sorpreso in un video

zioni come protette da infami barriere architettoniche. E la stessa società civile che prima prometteva “una vita invidiabile”, adesso si appella all’ eccellenza, chi vale davvero emerge, è solo questione di tempo. E chi invece non fa parte di quel

mentre presiedeva una riunione rivolgendosi ai suoi dipendenti con toni definiti minacciosi e violenti ) e spingendo la società ad attivarsi da subito nella sospensione provvisoria della mobilità e nell’ avvio di negoziati sullo stress da lavoro. I 23 casi rappresentano solo la punta di un iceberg, che hanno creato scalpore ed indignazione perché accaduti tutti nella stessa azienda, iceberg che solo in Francia conta tra 300 e 400 suicidi l’ anno. E in Italia…? Sono oltre 9 milioni, il 41% del totale, i lavoratori italiani che soffrono di stress legato alla qualità o alla quantità del lavoro, decisamen-

continua a pag. 9


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… continua da pag. 8

“Pari opportunità” gruppo elitario, la gente normale, che fa.? Arranca, si arrende, nel peggiore dei casi vola giù dal quarto piano.

Lo scorso novembre 2009 ho partecipato ad un

Colpa di un’ economia che spinge tutto al massi-

convegno sul lavoro delle donne, tenutosi a Roma.

mo e che di tossico non si porta dietro solo i titoli

Al convegno c’è stata una grande partecipazione

che stavano per far crollare un intero sistema

femminile delle varie categorie: partiti, sindacati,

finanziario.

associazioni ed altro, tutte prese ed interessate a

E più si è andati avanti e più si è evidenziata una

scoprire quali novità porteranno la donna ad essere tutelata maggiormente, per quanto riguarda un futuro che al momento tanto roseo non è. Durante il convegno sono intervenute Assessori e Consiglieri (donne), ma durante la presentazione, essendo libero, giusto e motivato fare domande sulla questione, ho alzato la mano per un chiarimento sul futuro lavorativo della donna in gravidanza, volevo solo avere una semplice e breve risposta in merito ad una legge che si voleva proporre ma che a me non pareva molto conveniente per la donna che vuole creare una famiglia, in ogni caso mi è stato risposto che avevano fretta per altri impegni inderogabili e mi avrebbero risposto subito dopo. Fino a qui, non ho trovato nulla di male nell’attendere, ma almeno farmi dire cosa volevo

totale perdita di valori e diritti, le otto ore diven-

domandare sarebbe stato un piccolo inizio nonché

tano una regola quasi mai rispettata, lavoro e

un segno di rispetto nei confronti di una donna che

famiglia diventano inconciliabili, i manager, i co-

vuole un chiarimento.

siddetti capi per gli italiani nostalgici, sono gente da 14 ore di lavoro al giorno che hanno come unico obiettivo il raggiungimento del potere. A queste condizioni il lavoro di nobile non ha più nulla. E quei numeri e quei gesti irrimediabilmente estremi, non devono farci dimenticare che non bisogna abbassare mai la guardia, perché quella generazione, la mia generazione, non debba mai trovarsi a rimpiangere il periodo mai vissuto del “si stava meglio quando si stava peggio”. Giuseppe Sorrentino

continua a pag. 10


Alchimia … continua da pag. 9

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In tutto questo, dopo che sono trascorse varie ore, considerato che ormai la mia domanda non

Continuando la giornata, la persona che ha preso

avrebbe avuto risposta, ho deciso di andarmene.

successivamente la parola, quando le ho chiesto

Sono rimasta molto delusa da tutto ciò, non tan-

se potevo fare la mia domanda, mi ha risposto che

to per la risposta che non ho ricevuto visto che

non poteva rispondere neanche lei perché doveva

neanche mi è stato concesso di fare la domanda,

assolutamente finire il suo concetto che aveva

ma dal comportamento di donne parlano di pari

iniziato, fino a qui non c’è ancora problema,

opportunità e che con le componenti del loro

l’importante è poter fare alla fine questa doman-

stesso sesso sono sembrate poco disponibili o

da e ricevere una risposta, visto che siamo in un

forse solo con alcune ma non con tutte.

convegno di pari opportunità e la comunicazione

In questo articolo ho voluto solo dare una opinio-

dev’essere liberamente espressa, la stessa cosa

ne su un convegno al quale ho partecipato, da

vale per ricevere una libera risposta, perché sono

cui a volte ci si aspetta un esito più positivo e

anche queste pari opportunità, chiedere, comuni-

invece si può rivelare una grande delusione.

care e confrontarsi.

Tutto ciò mi fa chiedere, ma le pari opportunità

Dopo che la Consigliera finisce il

di chi sono? Di tutti o solo di al-

suo discorso prende la parola un

cuni? Tra noi donne ci ascoltia-

altro membro e anche qui ho do-

mo veramente o andiamo a pre-

vuto senza interferire, attendere

ferenze o addirittura guardiamo

la fine ma ormai si stava già an-

se abbiamo il tempo per rivolger-

dando fuori dal precedente di-

ci la parola? C’è la vera comuni-

scorso.

cazione tra tutte le donne o solo

Uscire fuori da un discorso per

a metà? Non ho risposte forse

poi riprenderlo troppo tardi con

perché la mia domanda rimasta

una vecchia domanda che ormai

in aria senza essere espressa mi

è fuori tema, diventa un po’ in-

ha fatto capire in qualche modo

compresa come domanda, nonostante ci fossero

che non siamo tutti partecipi alle vere pari op-

altre presone che si rendevano conto che era ora

portunità. Le prime parole delle pari opportunità

che mi dessero la parola per fare la mia domanda,

sono la COMUNICAZIONE TRA NOI…DONNE… se

ciò non è valso a niente anzi il Consigliere non ha

manca questo cosa ci rimane? Quale futuro pos-

voluto assolutamente ascoltarmi, dicendomi che

siamo creare insieme se non siamo unite e non ci

potevo attendere anche le 17 del pomeriggio a

ascoltiamo?

chiusura convegno, nonostante fossero in quel

Non voglio rendere la cosa più grande di quello

momento solo le 11 del mattino!

che è, ma sicuramente non stato un comporta-

A quel punto mi sono alzata per uscire a riflettere,

mento da lodare. Il mio pensiero è sempre stato

rendendomi conto che questo non è stato per me

il seguente: “Essere unite e rispettarsi sempre in

un gruppo di pari opportunità, le vere opportunità

ogni situazione, che siamo consiglieri o semplici

non aiutano solo la donna a vivere in modo più

casalinghe”.

umano ma anche a prendere la parola, ad essere

Vi ringrazio per l’attenzione e vi abbraccio tutte.

libera di dire la propria versione o solamente desiderare un chiarimento su una domanda che attende una risposta.

Silvia Di Castro


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