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Anno VI . numero 62 . marzo 2014

SPIRITOTRAIL

TRAIL RUNNING MAGAZINE

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ULTRA TRAIL LAGO D’ORTA SI SPOSTA A OMEGNA L’Ultra Trail del Lago d’Orta, organizzato dall’Asd Trail Running, avrà nel 2014 nuovi percorsi. In programma il prossimo 18 ottobre, partirà e arriverà a Omegna: un cambiamento importante, dettato soprattutto da motivi logistici, visto che nelle precedenti edizioni la base era stata nel paese di Pogno. I percorsi dell’Ultra Trail del Lago d’Orta, in via di definizione, saranno ovviamente modificati; saranno comunque mantenuti i passaggi più spettacolari e ne saranno aggiunti altri come, ad esempio, il Monte Briasco; saranno in totale 3 i tracciati previsti, uno da 30, uno da 55 e uno da 85 km.

CortoCircuito Solidale 2014: l’unione fa la corsa A volte succede. Che sia sempre stato lì, sotto gli occhi di tutti, poi basta levare il tappo e tutto scorre. Come l’acqua in Mali, che è lì, a 50 metri di profondità, acqua buona ma inaccessibile senza i mezzi per poter scavare un pozzo abbastanza fondo per raggiungerla. Come quei due pozzi nei villaggi di Baghan e Koliflo, costruiti grazie al CortoCircuito Solidale (CCS) dell’anno scorso, dove 13 gare si sono unite assieme per raggiungere l’obbiettivo. Ma a quanto pare, quello era solo l’inizio, perché ora il tappo è tolto. Il CCS 2014 torna con oltre 40 gare nazionali e internazionali, unite assieme per costruire la scuola elementare di Msolwa Ujamaa in Tanzania. Una graduatoria basata non sul più veloce ma sui chilometri percorsi, e un foltissimo gruppo di atleti che caricano foto e chilometri di gare su un’applicazione che li connette direttamente alla classifica e agli altri atleti iscritti al CCS. Era sempre stata lì, sotto quel tappo, sotto gli occhi di tutti, la voglia di correre per qualcosa di grande, la voglia degli organizzatori di trail di dedicare parte dei loro sforzi enormi a qualcosa che lasciasse il segno, che aiutasse il prossimo, è sempre stato lì nell’animo del trailer lo spirito di solidarietà così densamente legato al senso di libertà, ingredienti essenziali per respirare profondamente. Il tappo è tolto, è ora di correre, di respirare profondamente e con consapevolezza, e come dicono sorridendo gli atleti di I run for Find The Cure, ideatori del CCS, di “essere meravigliosi”. Tutte le info su CCS, I run for FTC e gare aderenti su : http://irunfor.findthecure.it/


Zitouni xpress, il deserto per tutti. E in tutte le stagioni. Con questa formula, tunisialternativa, si propone di far conoscere il deserto Tunisino a tutti. Due partenze all’anno; inizio novembre e inizio marzo e due percorsi, uno da 84 km e l’altro da 48 km, adatti a tutti e perfettamente balisati. Ma come vuole lo spirito di queste corse desertiche in autonomia. Ai cp verrà fornita, l’acqua ed eventuali drop bags. percorso già collaudato da Francesco Merlo, grande conoscitore della Tunisia, dove oltre organizzare questo trail organizza viaggi in 4x4 e moto. Ambiente e paesaggi unici, con la vista del meraviglioso chott, il lago salato e i suoi pinnacoli e le immancabili distese di sabbia bianca. Programma e info su www.tunisialternativa.it

IL TEAM VIBRAM SI RILANCIA PER IL 2014 Dopo un buon 2013, con gli atleti del marchio italiano sugli scudi nelle gare europee ed americane, il progetto “Ordinary People Being Extraordinary” continua e si espande. Quattro nuove entrate di peso: la nostra Lisa Borzani cerca la conferma dopo un’annata importante che l’ha vista macinare un numero impressionante di chilometri, mentre Celine Gros, francese, si affaccia al trail running dopo una carriera di alto livello nella MTB: cercherà di allungare le distanze ed avrà la TDS come appuntamento clou. Baschi entrambi gli altri due nuovi arrivati: si tratta di Uxue Fraile, insegnante di San Sebastian, arriva dai raid-adventure e si è fatta notare a Transvulcania con un terzo posto di prestigio. UTMB e Diagonale des Fous i suoi obiettivi principali, gli stessi di Javi Dominguez. Basco di Gasteiz, ricercatore, è stato una delle sorprese del 2013 con il suo terzo posto all’UTMB senza assistenza, mettendosi dietro Timothy Olson, Julien Chorier e parecchi nomi pesanti del trail-running internazionale. Confermatissimi i francesi Seb Nain e Ronan Moalic, e gli italiani Nicola Bassi e Stefano Ruzza: Stefano si concentrerà sulle gare ISF dopo la buona prestazionme alla Trans d’Havet, e a Reunion proverà a portarsi a casa la sua prima 100 miglia; per Nicola, dopo un 2013 con esperienze internazionali, dalla Speedgoat a Hong Kong a Reunion, il focus sarà su Ronda dels Cims e Tor des Geants.

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record di distanza senza dormire Kim Allan è un’atleta specializzata nelle cosiddette ultra-maratone, gare di corsa di lunghezza superiore ai 42 km e rotti della maratona classica. Ma anche per gli standard di chi è abituato a queste sfiancanti gare, il record segnato lo scorso dicembre dall’atleta quarantasettenne ha dell’incredibile. La Allen infatti ha conquistato il nuovo record per la distanza più lunga percorsa senza dormire, arrivando a ben 500 km in 86 ore, 11 minuti e 9 secondi. La velocità media, come è facile capire, è stata piuttosto bassa, ma questo era d’altro canto indispensabile per coprire una distanza che è maggiore di quella che separa in linea d’aria Milano da Roma. La donna aveva tentato di battere il record anche lo scorso anno, ma aveva dovuto fermarsi a “solo” 370 km, senza raggiungere il record di 486 km dall’americana Pam Reed nel 2005. Alla fine dei 500 km, la Allen aveva vesciche ai piedi e caviglie gonfie, ma la gioia di avere raggiunto il risultato la faceva sentire appena un po’ stanca.

MINI BRENTA TRAIL: BUONA LA PRIMA! Nonostante il meteo poco propizio e le moltitudini di impegni che si accavallano nei pochi giorni liberi dalla scuola, lo scorso 9 febbraio presso il complesso monumentale e paesaggistico della Certosa di Vigodarzere, alle porte di Padova, si è svolta la prima edizione del “Mini Brenta Trail”, una via di mezzo fra un ritrovo autogestito e una piccola gara per bambini della lunghezza di 2,7 km, rigorosamente off-road, con tanto di fango, saliscendi e single-track lungo il fiume. La compartecipazione dei genitori, di amici, di fratellini e sorelline, e di campionesse come Lisa Borzani... assieme a litri di tè bollente e gustosi dolci fatti in casa hanno completato il clima di festa e reso questa “prima edizione” un qualcosa di unico e memorabile, ma soprattutto un primo gradino verso l’ambiziosa meta di far conoscere e crescere in Italia il nostro sport presso i più giovani.


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A cura di Marco Civardi

Sguaraunda, Davide Van der Sfroos, 2002 Una volta tanto me ne frego un po’ del testo, anche se quelli di Van der Sfroos non sono mai banali e questo non fa eccezione. Mi piace il senso di divertimento, di allegria che mette questa canzone. L’idea di libertà e di spensieratezza che trasmette. Riesco a immaginarmela al meglio in una bella discesona, con il fondo morbido e regolare che non ti fa fare fatica ma ti invoglia a spingere ancora di più, mi raccomando il volume, alla faccia dei decibel qui va tenuto alto, molto alto.

Si può imparare qualcosa da un temporale. Quando un acquazzone ci sorprende, cerchiamo di non bagnarci affrettando il passo, ma anche tentando di ripararci sotto i cornicioni ci inzuppiamo ugualmente. Se invece, sin dal principio, accettiamo di bagnarci eviteremo ogni incertezza e non per questo ci bagneremo di più. Tale consapevolezza si applica a tutte le cose. Hagakure (1, 79) Di solito sono un po’ scettico a citare frasi come questa, provenienti da una cultura come quella giapponese dei samurai, di cui conosciamo poco e solo la superficie. Si tende a usare queste frasi come stimoli per la motivazione, ignorando il mondo complesso e forse fin troppo rigoroso che c’è dietro una cultura antica come quella dei samurai giapponesi. Ma questa mi pare più “agile” da maneggiare e si applica benissimo al nostro mondo del trail. Penso che tutti nella loro carriera di trailer abbiano provato a correre sotto la pioggia. Ebbene spesso la cosa migliore è proprio questa. Invece di imprecare contro il tempo, affannarsi nella ricerca della giacca migliore, dell’impermeabilità che poi ci faccia sudare come un pollo nel Domopak, accettare di stare un po’ a mollo, provare a sopportare, ad aggiungere un’altra tacca alla nostra capacità di resistere, di trarre piacere anche da sensazioni e situazioni che non siano sempre ipercontrollate. Insomma è un po’ come quando da bambini ci si bagnava e spruzzava senza tanti problemi e timori. Mah certo che detta così il samurai giapponese che ha scritto questa frase avrebbe ben ragione di affettarmi con la sua katana.


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Vogliamo ispirare i runner ad andare oltre l’asfalto ed assaporare il piacere di correre ovunque con la massima libertà, qualunque sia il punto di partenza e di arrivo. Per questo abbiamo pensato a prodotti più leggeri e tecnici, per un’esperienza running in massima libertà. Scopri di più sul sito salomon.com/it


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Testo di Matteo Grassi Foto © Alex

CLASSIFICA MASCHILE 44 km 1.Fulvio Dapit 3h55’35” 2.Danilo Lantermino 4h09’57” 3.Filippo Canetta 4h13’41” CLASSIFICA FEMMINILE 44 km 1.Lisa Borzani 4h48’44” 2.Maria Chiara Parigi 4 h 5 0 ’ 1 0 ” 3.Cinzia Bertasa 4h59’30” CLASSIFICA MASCHILE 27 km 1.Gianluca Cola 2h14’12” 2.Federico Matteoli 2h19’36” 3.Malvin Metushi 2h21’28” CLASSIFICA FEMMINILE 27 km 1.Lara Mustat 2h35’05” 2.Sonia Glarey 2h43’45” 3.Cristina Carli 2h48’47”

RONDA GHIBELLINA 26 gennaio 2014 Castiglion Fiorentino (Ar) 44 km e 2.200 m D+ / 27 km e 1.000 m D+ / 13 km e 600 m D+ www.rondaghibellina-trail.com Costo iscrizione: 40 € Tempo Record: 44 km 3h55’35” Fulvio Dapit (2014) Tempo Massimo: 9h

810 m

Tempo medio: 6h25’ Percentuale di finisher: 85 % Numero ristori: 4 Numero iscritti (3 gare): 509 Grado di difficoltà tecnica:

5%

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Punti forti: accoglienza al top. Percorso con alcuni scorci “notevoli” e passaggio in un piccolo canyon spettacolare. 32 | SPIRITOTRAIL | marzo 2014


T

oscana... Sì certo: dolci colline, cipressi e casolari, strade bianche. E poi? E poi basta!? Nulla di più sbagliato.

A parte l’insegnamento, quasi ovvio, di non sottovalutare un percorso di 44 km con 2.2oo metri di dislivello positivo, specie se si è a gennaio con le gambe che devono ancora finire il rodaggio, ma la vera sorpresa è stata la varietà del paesaggio e degli ambienti attraversati. Credo, senza esagerare, di poterlo definire un Luna-park della corsa su sentiero, uno spasso, un divertimento raro, un vero e proprio piacere. Salite ripide, discese veloci, labili tracce, linee immaginarie nel bosco, balise da inseguire, scivoli da vertigine, rocce, canyon, guadi, balzi, enormi pozze d’acqua e fango, piccoli borghi di pietra, oltre ai più noti e ameni paesaggi “tipicamente toscani”... Insomma un gran bel correre per ore e ore, senza mai annoiarsi, semmai alla fine la stanchezza sopravviene per i limiti fisici di chi, come chi scrive, s’è presentato impreparato e un po’ troppo spavaldo alla linea di partenza di una prova davvero impegnativa per il mix di muscolarità e corribilità del tracciato. Very hard! Per concludere un flash: l’ultima chicca di questo trail, anticipatomi dall’amico Paolo Pajaro mentre attaccavamo l’ultima salita, un sentierino rialzato su una sorta di arginello largo sì e no trenta centimetri da correre a occhi bendati come sul filo da equilibrista zigzagando, perché no, tra gli alberi cresciuti ora alla destra ora alla sinistra delle ripide sponde. Insomma: 100% trail. t


La NAZIONALE alla RONDA Testo di Maurizio Scilla

La nazionale italiana di trail ha avuto l’onore di essere stata invitata in blocco dal Comitato Organizzatore della Ronda Ghibellina in quel di Castiglion Fiorentino. Si è pensato a questo primo raduno del 2014 come un’ottima occasione per cementare il gruppo, per fare in modo che le “new entries” possano inserirsi con quel giusto spirito che da sempre ha contraddistinto la nazionale italiana. Credo di poter dire che in tutte le prove mondiali, al di là dei risultati, è prevalso sempre l’onore di vestire la maglia azzurra e la voglia di condividere quei momenti importanti insieme. Nonostante la distanza e gli impegni personali, molti atleti della lista Ultra Top Trail erano presenti a questo raduno, tra le donne, Cecilia Mora, Cinzia Bertasa, Lara Mustat, Lisa Borzani, Maria Chiara Parigi e Sonia Glarey. Da sottolineare che anche Scilla Tonetti e Simona Morbelli si sono presentate in Toscana nonostante non corressero, un bel segno di attaccamento all’azzurro. In campo maschile otto erano gli atleti presenti: Christian Insam, Danilo Lantermino, Filippo Canetta, Fulvio Dapit, Ivan Geronazzo, Matteo Lucchese, Paolo Massarenti, Stefano Trisconi. Un’accoglienza veramente super per la delegazione, con presentazione per ogni singolo atleta sabato sera al palazzetto e mille attenzioni da parte degli organizzatori. A coordinare il week end molto intenso, Stefano Scevaroli (Coordinatore Area Tecnica IUTA), il selezionatore Enrico Vedilei con i suoi collaboratori Aurelio Michelangeli, Roberto Beretta e il sottoscritto. Stefano Punzo, coordinatore dello Staff massaggiatori della Nazionale di  Ultramaratona, ha  illustrato il nuovo protocollo medico per gli atleti UltraTop delle tre discipline, Trail, 100 Km e 24 ore. I punti fondamentali sono stati i seguenti: suddivisione dell’Area medica (coordinata dal Dott. Massimo Pasi) in quattro sezioni: riabilitativa (Dott. Roberto Cittarella); psicologica (Dott. Pietro Trabucchi); alimentazione e integrazione (Dott. Luca Speciani); massofisioterapia (Stefano Punzo). L’Area medica supporterà gli atleti (Ultratop) durante tutte le fasi della preparazione, in gara e nel post-gara. Agli  atleti sarà chiesto di sottoporsi   a  due visite mediche: la prima in concomitanza del General Meeting che si tiene all’inizio dell’anno e la seconda due mesi circa dell’evento mondiale o europeo. Le due visite serviranno a valutare la forma fisica e psicologica dell’atleta, evidenziare problematiche che con il supporto dello staff medico e tecnico potranno essere superate, supportare l’atleta in previsione di un evento sportivo in Nazionale e stabilire se questi è idoneo alla convocazione, decisione che spetterà poi al tecnico di specialità sulla base dei dati forniti. Le visite mediche si svolgeranno presso il CTR del Dott. Cittarella, a Reggio Emilia. t

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LA PAROLA AI PROTAGONISTI A cura di Maurizio Scilla

Fulvio Dapit (vincitore della gara) Soddisfatto del percorso e della tua prestazione? Il percorso mi è piaciuto molto, sinceramente non me lo aspettavo così, anche se non proprio adatto alle mie caratteristiche, vario e molto nervoso, seppure nel finale un po’ monotono. Sono pure soddisfatto della mia prestazione, in considerazione del fatto che ho fatto un ritmo costante dall’inizio alla fine, e che ho incastrato la gara in mezzo alla preparazione. È stato un buon test! Obiettivi 2014? Farò gare nuove, preferendo quattro gare della World Series Skyrunning tra cui il Kima e tre gare per la classifica del Campionato Italiano Ultra Sky. Spero soprattutto di divertirmi. Danilo Lantermino (secondo classificato) Un tuo commento sul week end. L’uscita alla Ronda è stata veramente una bella esperienza… a partire dal viaggio in auto con Mau, Sonia, Ceci e Ottavio, abbiamo parlato per ore di corse, alimentazione, esperienze, avventure. A Castiglion Fiorentino siamo stati ospitati alla grande da tutto lo Staff, il briefing con i tecnici della nazionale è stato interessante e la cena in palestra è stata un’ottima occasione per chiacchiere e risate con i compagni di avventura. La gara della domenica con tratti di discesa tecnica e passaggi tra piccole borgate è stata varia e divertente. Nonostante la distanza e il dislivello non fossero eccessivi, il ritmo e i continui ripidi saliscendi l’hanno resa impegnativa. Proprio per questo, visto che sono un po’ a corto di chilometri, al trentaduesimo chilometro ho dovuto lasciare andar via il mio compagno di gara (Dapit) e dosare le forze per raggiungere l’arrivo dove mi sono goduto il mio bel meritato boccale di birra. Direi un week-end bello ricco di emozioni e nuove conoscenze. Lisa Borzani (vincitrice della gara) Ti aspettavi di essere già così in forma, nonostante la tua preparazione sia stata più orientata verso la strada in questi mesi? Invidio molto le persone che riescono a capire quando sono in forma e quando no... io non ci riesco o meglio riesco solo a rendermi conto quando sono proprio alla “canna del gas”! Alla Ronda stavo bene nel senso che fortunatamente venivo da un periodo di “zero infortuni e/o acciacchi” che mi aveva permesso di allenarmi continuativamente e intensamente soprattutto su strada. Di fatto non ho mai abbandonato neanche salite e discese perché ho la fortuna di trovarle giusto fuori casa, ma non sapevo se i miei “polpaccetti” avrebbero resistito al dislivello positivo del percorso. Non mi sono comunque preoccupata di misurare il mio stato di forma e sono partita con una grande voglia di far del mio meglio anche per cancellare il ricordo dello scorso anno quando avevo sbagliato strada intorno al trentesimo chilometro. Ci racconti la battaglia con Maria Chiara? No, no... non parliamo di battaglia! Guerra NON è stata... diciamo piuttosto che Maria Chiara e io abbiamo “Sbattagliato” nell’accezione più positiva e simpatica del termine! Comunque... passiamo alla cronaca: Maria Chiara parte subito come un cacciabombardiere sulle salite iniziali e io, dietro, arranco come una Fiat 127 alla quale è salatato pure un pistone! Nella parte centrale del trail, complice qualche divertente discesa più o meno complicata, qualche falsopiano corribile, qualche slalom tra gli alberi, qualche canaletta da guadare, riesco a raggiungerla e a distanziarla di qualche centinaio di metri... ma dura poco! In cima all’ultima salitona (che mi pareva l’Everest) siamo nuovamente appaiate e per me è crisi nera, ovviamente crisi di fame come spesso mi succede. Ma quando ormai sto iniziando ad “autodigerirmi” mi supera un Santo Trailer (non ricordo il nome mannaggia!) che mi regala il gel al limone più squisito che abbia mai trangugiato! E allora viaaaaa verso il traguardo dove Maria Chiara e io arriviamo distanziate solo da qualche manciata di passi. Obiettivo principale 2014? Riuscire a rinnovare ogni giorno la passione, l’entusiasmo e la voglia per il “mio trail” sentendomi appagata da una corsa sia essa un breve giro montano, un T.A. in posti nuovi o già noti, una gara o un semplice allenamento infrasettimanale sui Colli Euganei. Maria Chiara Parigi (seconda classificata) Un tuo commento sulla gara e sulla stagione che ti aspetta. Mi sono divertita molto ed è stato un ottimo allenamento, bello il percorso, anche se avrei preferito più salite. Voglio arrivare in forma in maniera graduale per essere al top alla Maxi Race di Annecy, alla LUT e al TOR, quest’ultima sarà la più impegnativa... ma voglio capire dove posso arrivare!!! t


MATERIALI

Inov-8

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a cura della Redazione

Roclite 295

Peso: 295gr Appoggio: Neutro Differenziale: Tallone 17mm, avanpiede 11mm Nuova tomaia per questo modello “intermedio” della Inov8, che, con un differenziale di soli 6mm, si propone come scarpa per fondi morbidi e scivolosi, per affrontare anche lunghe distanze, adatta a corridori con piede medio-largo; l’assenza della conchiglia al tallone serve a migliorarne la propensione alla corsa naturale, ma può risultare un po ampio a chi ha un tallone piccolo. L’avampiede molto largo, una scarpa molto ariosa e traspirante, con ottime capacità di drenaggio dell’umidità. La soletta interna è molto elastica, a favorire il movimento del piede, non certo ad assorbire le sensazioni di asperità del fondo. L’intersuola non è affatto ammortizzante, ma ha un carattere rude, molto reattivo, ed il ponte mediale “fascia band” sottolinea questa sua caratteristica contribuendo elasticamente alla meccanica del passo. Nessuna concessione alla comodità, imbottiture ridotte al minimo, solco che attraversa la parte anteriore della suola e dell’intersuola favorisce la flessione dei metatarsi contribuendo a migliorare la sensibilità del fondo e la capacità direzionale, specialmente in discesa, rinforzata dalle elevate qualità di tenuta della mescola della suola e da tasselli ben profondi e con ampia superficie. Grande scarico della forza in fase di spinta, specialmente in salita. Ottima stabilità negli appoggi. Pro: Grip, Reattività Contro: Calzata, Comfort

Adidas

Raven 3

Peso: 340gr Appoggio: Neutro Differenziale: Tallone 34,5 mm, avampiede 24 mm Drastico cambiamento per la terza versione delle Raven, con una tomaia molto appariscente realizzata con tecnologia Techfit, tessuto in microfibra con rifiniture strutturali in materiale sintetico, ben traspirante e con buone doti di drenaggio. Spaziosa all’avampiede, ben fasciante nella zona dl contrafforte tallonare, grazie a una generosa imbottitura e a una “conchiglia” plastica esterna alla tomaia, che conferisce molta stabilità. Ben imbottita la linguetta. L’allacciatura è assicurata da un sistema speedlace, che si integra con le strisce del logo Adidas ad assicurare un ottima tenuta laterale. Occorre però regolarla con attenzione, per evitare punti di tensione. Il plantare interno in Eva preformata, molto spesso, garantisce al piede una seduta comoda, che non soffre in alcun modo le asperità del terreno, grazie anche a una interscuola in Eva molto alta, abbastanza rigida, che assorbe gli impatti ma non è tanto reattiva, né flessibile. Originalissima la suola Adattive Traxion, in gomma Continental con inserti adiWear al carbonio: perimetralmente presenta dei tasselli molto aggressivi, molto flessibili, che assicurano un bel grip in senso trasversale; lungo la pianta ci sono dei tasselli a croce, ognuno dei quali è dotato di una mobilità indipendente, che permette così alla suola di adattarsi alle condizioni del terreno, e garantire così un ottima “copiatura” del fondo, aumentando il grip; al quale contribuisce non poco anche la gomma Continental, specialmente sul bagnato, e che ha grandi capacità di liberarsi velocemente dal fango. Una scarpa affidabile, adatta a qualsiasi tipo di atleta in qualsiasi situazione, specialmente su lunghe distanze. Pro: Grip, Comfort, Protezione. Contro: Flessibilità intersuola.

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Asics Motion Muscle Support è la nuova collezione di abbigliamento da running basata sulla tecnologia Muscle Support sviluppata da Asics nel proprio Istituto di Ricerca Sportiva a Kobe. La maglia Inner Muscle ½ Zip e i pantaloni Leg Balance KneeTight costituiscono il cuore della nuova collezione a cui si vanno poi ad aggiungere anche le calze a compressione graduata e i manicotti per le braccia (Calf Sleeves). La nuova collezione presenta pannelli a compressione integrati, posizionati in modo strategico nelle aree fondamentali, compresa la schiena, i quadricipiti, i polpacci per stabilizzare i muscoli e migliorare la postura. La tecnologia a compressione favorisce poi una migliore circolazione del sangue e consente agli atleti di recuperare le energie più rapidamente.

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Maglia Inner Muscle ½ Zip

La maglia a maniche corte Inner Muscle è dotata di un pannello di compressione a forma di diamante fra le scapole, progettato per migliore la postura, aiutando ad aprire meglio le spalle durante la corsa. Lo scopo è quello di mantenere la postura più corretta durante la corsa, e massimizzare l’afflusso di ossigeno grazie all’apertura delle spalle. Particolarmente apprezzato è stato il tessuto ultra-leggero in cui questa maglia è stata realizzata: garantisce ottimi livelli di traspirazione e controllo della temperatura, rendendo la maglia la soluzione ideale per correre in condizioni di caldo e umidità. La maglietta è dotata poi di una cerniera zip fino all’altezza dello sterno. Al primo utilizzo la sensazione è stata che la tecnologia Muscle Support fosse eccessivamente “restrittiva”, proprio perché l’obiettivo dei progettisti era quello di mantenere la muscolatura calda e compressa. Già dopo un paio di uscite questa sensazione è scomparsa ed è stata sostituita da un’altra: il pannello elastico tra le scapole effettivamente aiuta molto a spingere all’indietro le spalle, spingere in fuori il petto e mantenere la schiena dritta. Prezzo consigliato € 65 (uomo) e € 59 (donna).

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I pantaloni a ¾ Knee Tights della linea Muscle Support, incorporano pannelli strategici a livello dei quadricipiti, dei polpacci e intorno alle ginocchia: il loro scopo è quello di ridurre le vibrazioni dei muscoli e l’impatto sulla muscolatura durante il contatto con il terreno. I pannelli altamente elasticizzati a livello della vita e dei glutei, sono stati progettati per migliorare la postura e stabilizzare i muscoli soprastanti e sottostanti l’articolazione del ginocchio. L’obbiettivo dei progettisti è stato quello di rafforzare il muscolo psoas, in modo da supportare più efficacemente la colonna vertebrale e quindi permettere all’atleta di mantenere una postura migliore durante la corsa. Molto apprezzati i dettagli costruttivi, come le cucitura piatte per ridurre il rischio di sfregamenti e migliorare il comfort. Prezzo consigliato € 75.

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