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SPIRITOTRAIL

N° 8 - NOVEMBRE 2008

TRAIL RUNNING WEBZINE

Attualità

presentazione incontro organizzatori trail

Trail autogestito

La Valle Siciliana del Gran Sasso

Vox forum

una via italiana all’ultratrail

Interviste

Hawker e Dinaleone Vademecum

Cronache

. I percorsi della memoria – Vajont . Trail dei Tre Comuni . Roma no limits . Porte di Pietra . Ecomaratona del Chianti . Skyrace delle Dolomiti Friulane . Cascade Crest 100

NOVEMBRE: fermarsi per ripartire con criterio Materiali

scarpe Salomon XT Wings

Calendario gare


L DIRETTORE RESPONSABILE Simone Brogioni

REDAZIONE 6LPRQH%URJLRQL0DWWHR*UDVVL*XDOWLHUR /LQHWWL6WHIDQR0LFKHOHW&ULVWLQD0XUJLD 0DXUL]LR6FLOOD/HRQDUGR6RUHVL)UDQFHVFR =DQFKHWWD

HANNO COLLABORATO 6HUJLR(QJODQGL0DWWHR*KH]]L0DUFR )ODPPLQLL0LQXWR$OHVVDQGUD7RVL6WHIDQR Bettio, Trail Running Brescia, Alessio Pasa

IMMAGINE DI COPERTINA /$9$//(6,&,/,$1$IRWRGLRoberto Alesii

PROGETTO GRAFICO

’espansione senza soste del numero di trail runners, l’attenzione da parte dei media e la stessa crescita di Spirito Trail, rivista e FRPPXQLW\PLLQGXFRQRDIDUHXQDULà HVVLRQH Si è parlato di fuga dalla strada, voglia di disintossicarsi dal FURQRPHWURHGDOO¡LQTXLQDPHQWRGHOOHQRVWUHFLWWj,RFLYHGRDQFKH SHUPHWWHWHPHOR XQD IXJD GDOOD UHDOWj 0D QRQ TXHOOD GHOOR VWUX]]R FKHVRWWHUUDODWHVWDSHUQRQYHGHUHSHULFROLHQDVFRQGHUHLQVLFXUH]]H ,O WUDLOHU LR VWHVVR QRQ KR WLPRUH DG DPPHWWHUOR IXJJH GDO SUHVHQWH opprimente e frenetico, fatto di cemento, dal crollo delle borse e GDL PRQGL FKH VL VFRQWUDQR GD WXWWH OH SDXUH H OH LQFHUWH]]H 6u D SHQVDUFLEHQHqXQDIXJD0DqXQDIXJDFKHFRVWDIDWLFDLPSHJQR SHUVHYHUDQ]DWHVWDUGDJJLQHHVXGRUHWDQWR1RQqVHPSOLFH0LFD VLVFKLDFFLDXQWDVWRHYLD1HPPHQREDVWDPHWWHUVLOHFXIÀHSHUQRQ VHQWLUHLOWUDIÀFRROHJJHUVLXQOLEURVGUDLDWRLQSROWURQD1R ËXQDIXJDIRUWHPHQWHYROXWDHULFHUFDWD'¡LPSURYYLVRPHVVHOHVFDUSH LQGRVVDWROR]DLQRHULHPSLWRLOVHUEDWRLRVLFDSLVFHVHQ]DVIRU]RFKHOD UHDOWj q TXHOOD LQ FXL VL VWD FRUUHQGR 4XHVWR ERVFR ÀWWR VLOHQ]LRVR D YROWHLQWHUURWWRGDXQRVEDWWHUHG¡DOLRGDOIUXVFLRGLTXDOFKHUHWWLOHPL accoglie, è vivo, pure nel suo ingiallirsi autunnale, respira e si espande QRQRVWDQWHLQRVWULVIRU]LGLDQQLHQWDUOR(VLVWH (DOORUDGRYHqODYHULWj"&LVLDPRGDYYHURDOORQWDQDWLFRVuWDQWRGDOOD WHUUDSHUVHQWLUFLFRVuVWUDQLHULHRVSLWLDYROWHLQRSSRUWXQLHVFKLDPD]]DQWL probabilmente sgraditi, a volte malinconicamente piccoli, inermi, di IURQWHDXQDWDOHFRPSOHVVLWjFKHIDWLFKLDPRDFRPSUHQGHUH" $OODÀQHOD1DWXUDFLKDFKLDPDWLHO¡XRPRO¡XRPRGLWXWWLLJLRUQLQRQ LOSHQVDWRUHO¡XRPRJLXQWRDO;;,VHFRORFRPLQFLDDFDSLUH&DSLVFH FKHLOVXRLQVHJXLUHRJQLJLRUQRODIUHQHVLDRDQFKHTXHOORFKHXQDYROWD VLFKLDPDYDSURJUHVVRRPRGHUQLWjQRQVHUYHDJUDQFKpVHGHYHIDUH LFRQWLFRQOD1DWXUD ,R FUHGR FKH VLD TXHVWD OD SURVVLPD VÀGD GHO 7UDLO Avvicinarsi alla natura, con la fatica e il sudore (questi sono i mezzi), per apprezzarne XQ ODWR FKH QRQ q TXHOOR GHO turista e nemmeno quello del GRFXPHQWDULR )RUVH SURVVLPR a quello, quasi scomparso, dei PRQWDQDULGHOODJHQWHFKHYLYHYD e lavorava nell’estremo e nella SRFKH]]DGHLIUXWWLGHOODWHUUDSHU FDSLUHLOSHULFRORFKHVWDFRUUHQGR HSULPDFKHVLDWURSSRWDUGLFKLHGH GLHGXFDUFLHGXFDUFLDVDOYDUOD /D1DWXUDVWDFKLDPDQGR

Gualtiero “krom� Linetti


[ULTIMA ORA...]

FORZA COCO! C

orinne Favre, una delle skyrunners più forti al mondo,

ha avuto un grave incidente domenica 2 novembre in Nepal. Durante la discesa dal Pumori (7161 m), Corinne è stata travolta da un enorme blocco di ghiaccio, che le ha provocato la frattura dell’omero, fratture multiple delle costole con sospetto pneumotorace e un edema facciale. Ma ciò che ha creato più apprensione è stato il tasso di saturazione dell’ossigeno, sceso al 45%, un valore che a queste altitudini risulta critico, tanto che all’arrivo dei soccorsi l’atleta non era più cosciente. Attualmente Corinne Favre è ricoverata all’ospedale di Kathmandu in terapia intensiva; è cosciente ma molto debole e affaticata e ha bisogno di riposo, per cui non potrà tornare in Francia prima di metà novembre. Il suo compagno Jessed Hernandez è partito subito per raggiungerla a Kathmandu. Da parte della redazione e di tutti gli utenti del forum di Spirito Trail vogliamo augurare a Corinne una pronta guarigione, sperando di vederla presto correre di nuovo sui sentieri di montagna.

S PIRITO TRA IL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 0 3


[ATTUALITA’...]

IL TRAIL SI GUARDA DENTRO Testo di Leonardo >leosorry< Soresi

´/¡HVWDWHVWDĂ&#x20AC;QHQGR HXQDQQRVHQHYD

P

ensavo a cosa scrivere per annunciare il prossimo incontro degli organizzatori di ultra trail italiani e, chissĂ  perchĂŠ, mi è venuta in mente questa canzone dei Righeira, datata 1985. Siamo in novembre e lâ&#x20AC;&#x2122;estate, la JUDQGH HVWDWH GHO WUDLO q RUPDL Ă&#x20AC;QLWD 4XHOOR FKH VWD Ă&#x20AC;QHQGR q VWDWR XQ DQQR davvero importante, ed è ormai tempo di fare bilanci e cominciare a pensare al 2009, che si annuncia come lâ&#x20AC;&#x2122;annata GHOOD GHĂ&#x20AC;QLWLYD HVSORVLRQH GHO WUDLO ,O 2008 ci consegna un calendario che si LQĂ&#x20AC;WWLVFHRJQLJLRUQRGLSLHFKHHVFH GDLFRQĂ&#x20AC;QLVHPSUHSLVWUHWWL dei mesi estivi per spingersi Ă&#x20AC;QR DOOH SRUWH di novembre, come ha dimostrato una settimana fa la prima edizione del Gran Trail Rensen. Questi dodici mesi ci hanno lasciato in ereditĂ  ben quattro nuovi ultratrail (Prealpi Trevigiane, Abbotsway, Gran Sasso e Rensen), oltre ad unâ&#x20AC;&#x2122;edizione zero che il prossimo anno farĂ  il suo esordio XIĂ&#x20AC;FLDOH $QWLFR7URMGHJOL Sciamani), ma anche la prima scomparsa (quella de La Via Marenca, che nel 2007 aveva avuto un EXRQ HVRUGLR  ,Q SUDWLFD in un anno solo gli ultra trail sono raddoppiati di numero, segno inequivocabile che i praticanti stanno aumentando rapidamente anche in ,WDOLD ULSHUFRUUHQGR OR VYLOXSSR FKH VL è osservato in Francia da una decina G¡DQQLĂ&#x20AC;QRDGRJJL,QVRPPDWRUQDQGRDL Righeira, il trail â&#x20AC;&#x153;sta diventando grandeâ&#x20AC;?, KD Ă&#x20AC;QLWR GL PXRYHUH L SULPL SDVVL H RUD sta cercando di iniziare a correre. Però, proprio come nella canzone, anche qui sento ripetere â&#x20AC;&#x153;e questo non mi vaâ&#x20AC;?:

VWRGLYHQWDQGRJUDQGH HTXHVWRQRQPLYDÂľ

vedendo gli interventi sul forum mi sono reso conto che come tutte le novitĂ , anche il trail porta con sĂŠ una ventata di libertĂ  e forse anche di â&#x20AC;&#x153;anarchiaâ&#x20AC;?, che molti temono si perderĂ  andando incontro alla maturitĂ . Non è solo il terrore che lâ&#x20AC;&#x2122;arrivo della massa di SRGLVWLQHOWUDLOĂ&#x20AC;QLVFDSHUVQDWXUDUHLWUDWWL RULJLQDUL FKH QRL GHĂ&#x20AC;QLDPR ´VSLULWR WUDLOÂľ Parecchi sono stati infatti anche coloro che hanno percepito questo incontro tra organizzatori come il solito tentativo di catalogare, uniformare, dare delle GHĂ&#x20AC;QL]LRQL DG XQ PRYLPHQWR FKH SL

libero di cosĂŹ non potrebbe essere. Non ho mai pensato che dallâ&#x20AC;&#x2122;incontro che ho promosso in prima persona si dovrĂ  uscire con una tavola di leggi o un insieme di dogmi inviolabili. Piuttosto vorrei che lâ&#x20AC;&#x2122;incontro del prossimo 22/23 novembre fosse soprattutto un momento per conoscerci meglio e scambiarci opinioni su quello che sta accadendo nel nostro mondo del trail, portando ognuno la propria testimonianza e cercando di imparare dalle esperienze altrui. Credo infatti che questa sia lâ&#x20AC;&#x2122;ultima occasione per cercare di darci un â&#x20AC;&#x153;minimo comun denominatoreâ&#x20AC;?: se il 2009 seguirĂ  lâ&#x20AC;&#x2122;andamento del 2008 ci troveremo di fronte ad una selva di gare e a quel punto un incontro diventerebbe ingestibile. Tanti i temi allâ&#x20AC;&#x2122;ordine del giorno: si va dal problema della compatibilitĂ  del trail con la salvaguardia degli spazi naturali, a quello GHOO¡LGHQWLĂ&#x20AC;FD]LRQH GHO VLJQLĂ&#x20AC;FDWR GD GDUH DO WHUPLQH DXWRVXIĂ&#x20AC;FLHQ]D Dallâ&#x20AC;&#x2122;esportabilitĂ  alle altre gare del progetto â&#x20AC;&#x153;Carbonzeroâ&#x20AC;? sperimentato DOOH3RUWHGL3LHWUDĂ&#x20AC;QRDOUDSSRUWRFRQOD Fidal e la Uisp. Dalla messa in discussione del â&#x20AC;&#x153;dogmaâ&#x20AC;? che vieta i premi in denaro Ă&#x20AC;QRDOODTXHVWLRQHGHLWHPSLPDVVLPLHGHL cancelli intermedi. Senza dimenticare la necessitĂ  di un migliore coordinamento e FRQIURQWRQHOODGHĂ&#x20AC;QL]LRQHGHLFDOHQGDUL 2009 e 2010. Appuntamento allora a Morfasso, con lâ&#x20AC;&#x2122;intenzione di far sĂŹ che il prossimo 2009 riservi soddisfazioni ancora maggiori di quelle del 2008. Ę&#x2C6; S PIRITO TRAIL [ N O V E M BRE 20 0 8] - 4


[VOX FORUM...]

Una via

ITALIANA

all’ULTRATRAIL di leosorry il lunedì 8 settembre 2008, 8:31

VENERDÌ SCORSO HO PARTECIPATO AL CONVEGNO TECNICO IN CUI LA IUTA (ITALIAN ULTRA & TRAIL ASSOCIATION) HA AFFRONTATO PER LA PRIMA VOLTA IL TEMA DELL’ULTRA TRAIL E PIÙ IN GENERALE DELLA CORSA IN NATURA. COLLABORANDO CON IL MENSILE CORRERE HO AVUTO L’OCCASIONE DI OSSERVARE L’EVOLUZIONE DI QUESTO SPORT IN FRANCIA E IN NORDAMERICA, NONCHÉ SEGUIRE PASSO A PASSO LA NASCITA DELLE GARE ITALIANE. È PER QUESTO CHE NON MI SONO MERAVIGLIATO AFFATTO NEL VEDERE LA COMPLETA MANCANZA DI “CULTURA” DEL TRAIL A LIVELLO DI FEDERAZIONE DI ATLETICA LEGGERA, SIA DI TECNICI E ALLENATORI. È NORMALE: L’ULTRA TRAIL È UNA DISCIPLINA NATA DA POCO CHE NON HA ANCORA IDENTIFICATO CON PRECISIONE I PROPRI CONFINI E CHE DEVE ANCORA DOTARSI DI UNA STRUTTURA, CHE È INVECE TIPICA DEGLI SPORT PIÙ MATURI. CREDO CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI DEFINIRE UNA “VIA ITALIANA” ALL’ULTRA TRAIL, CONDIVISA ED APPOGGIATA DA TUTTI, DAGLI ORGANIZZATORI ALLA FEDERAZIONE.

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 0 5


[VOX FORUM...] di pietro il lunedì 8 settembre 2008, 16:17 3HU PH RFFRUUH VL· GHÀQLUH GHOOH GLVWDQ]H PLQLPH PD VRSUDWWXWWR OLPLWDUH DO PDVVLPR OH SHUFHQWXDOL GL SHUFRUVR VX VWUDGH DVIDOWDWH $O PDVVLPRGLFRLRLO(DVVLHPHÀVVDUHDQFKH XQ PLQLPR GL SHUFRUVR VX VHQWLHUL R DGGLULWWXUD IXRULGDVHQWLHULDOPHQRGHOWRWDOH,OUHVWR SLVWH LQ WHUUD H YLRWWROL ,QVRPPD VL WUDWWD GL FRUVH QHOOD QDWXUD GRSRWXWWR« 3RL ÀVVHUHL GHL GLVOLYHOOL SRVLWLYL WRWDOL PLQLPL DOPHQR VH VL YXROH GLVWLQJXHUH LO ´WUDLO GL PRQWDJQDµ GDJOL DOWUL ( SHUFKp QR SHU L ´WUDLO GL PRQWDJQDµ DQFKH XQ PLQLPR GL SHUFRUVR VRSUD L  P GLDOWLWXGLQH,QIDWWLXQ´WUDLOGLPRQWDJQDµSXR· GLYHQWDUH PROWR LPSHJQDWLYR 3RL GHÀQLUHL LO QXPHUR PDVVLPR GL ULIRUQLPHQWL H FLRq XQD PLQLPD GLVWDQ]D PHGLD WUD GL HVVL 3HU HVHPSLR  NP LQ PHGLD $ TXHVWR SXQWR VL SRWUjGHÀQLUHODVRJOLDROWUHOD TXDOH XQ WUDLO q XQ XOWUDWUDLO $ PLR DYYLVR TXHVWD q GL  NP

di Checo il lunedì 8 settembre 2008, 18:18 6H q FRUVD LQ QDWXUD q LPSOLFLWR FKH VL YRJOLD GDQQHJJLDUH H GLVWXUEDUH LO PHQR SRVVLELOH OD QDWXUD VWHVVD 4XLQGL OLPLWHUHL DO PLQLPR LQGLVSHQVDELOH L WUDWWL ´IXRUL VHQWLHURµ DQFKH SHUFKp GL VHQWLHUL LQ FHUWH ]RQH FH QH VRQR JLj WURSSL FRQ FRQVHJXHQWL SUREOHPL GL HURVLRQH GHO VXROR

di Helyos il lunedì 8 settembre 2008, 20:25 7URYR FKH L SHUFRUVL GHEEDQR DYHUH Vu XQD UHJRODPHQWD]LRQH PD SL D OLYHOOR ÀORVRÀFR FKH QRQ VWUXWWXUDOH 3HUFKq OLPLWDUH XQD FRUVD FKH VL VYROJH LQWHUDPHQWH IXRULVWUDGD DVSHWWR ÀORVRÀFR  PD FRQ PHQR GLVOLYHOOR DVSHWWR WHFQLFR  D SDULWj GL OXQJKH]]D"

OLQJXDJJLR FROOHWWLYR LQ WXWWR LO PRQGR GD XQ EHOSR·/RVWHVVRSHUWUDLOFKHVLJQLÀFDVHQWLHUR HSXzWURYDUVLVXOGHOWDGHO3R·FRQFRQVHJXHQWL GLVOLYHOOL PLVXUDELOL SUREDELOPHQWH LQ FHQWLPHWUL &DSLVFRLOIXURUHQRUPDWLYRPDVHYDVFHOWRXQ QRPHHVFOXVLYRHGLVWLQWLYRVDUHEEHRSSRUWXQR FKH QRQ HVLVWHVVH JLj FRQ DOWUL VLJQLÀFDWL

di marcobummi il martedì 9 settembre 2008, 7:43 $OWUD FRVD LPSRUWDQWH q OD SHULFRORVLWj GHO WUDFFLDWR /D PLD RSLQLRQH q FKH WXWWR FLz FKH YD ROWUH XQ QRUPDOH VHQWLHUR QRQ SXz HVVHUHFRQVLGHUDWRWHUUHQRLGRQHRSHUXQWUDLO

+RFRUVRFUHGRXQDWUHQWLQDGLWUDLOPDLQQHVVXQR VL SDUWH TXDQGR VL YXROH VHPSUH SDUWHQ]D LQ OLQHD H FODVVLÀFD 1RQ PHWWR VX NP H GLVOLYHOOL SHUFKLDPDUHXQDJDUDXOWUDWUDLOIUDO·DOWURQRQ FUHGR FKH VLD FRVL· LPSRUWDQWH ,PSRUWDQWH LQYHFHFKHVLFRUUDDOVXVWHUUDWRRVHQWLHUL QRQ PL SDUH LPSRUWDQWH LO GLVOLYHOOR 3HUFKp L IUDQFHVLULHVFRQRDRUJDQL]]DUHEHOOLVVLPLWUDLOLQ %UHWDJQDFKHVRQSLFKHGHJQLGLTXHOQRPH"

di mariainglese il martedì 9 settembre 2008, 22:18 4XHOOR FKH PL SLDFHUHEEH PROWR YHGHUH q XQ PRGR SHU FRUUHUH SL SHU EHQHÀFHQ]D ,QYHFH GL SHQVDUH DO SUHPLR GD SRUWDUH D FDVD SURSULD QRQ VDUHEEH XQ·LGHD SHQVDUH DO SUHPLR FKH YD D FDVD GL TXDOFXQ DOWUR"

di pietro il mercoledì 10 settembre 2008, 14:09 0L VHPEUD ORJLFR FKH LQ TXHVWH GLVFXVVLRQL VL GHEED WHQHU FRQWR GHOOH FRQVXHWXGLQL H GHOOH GHÀQL]LRQLLQHVVHUHLQDOWULSDHVLRYHODGLVFLSOLQD GHOWUDLOqPROWRSLGLIIXVDHGLYHFFKLDGDWD 0L SDUH LQIDWWL FKH QRQ VL SRVVD GD QXRYL DUULYDWLSUHWHQGHUHGLLQYHQWDUHUHJROHHWHUPLQL FRQWUDVWDQWL FRQ TXDQWR JLj LQ XVR LQ (XURSD

di DARTAGNAN il giovedì 11 settembre 2008, 10:30 ,SUHPLFLVRQRVHPSUHVWDWLHVHPSUHFLVDUDQQR VH QRQ VRQR YLVLELOL HVLVWRQR TXHOOL PDVFKHUDWL 6FXVDWHPL PD ÀQLUH XQD FRUVD LQ  RUH QRQ q OD VWHVVD FRVD FKH ÀQLUOD LQ  /H FODVVLÀFKH DQFKH TXHOOH FKL YXROH OH JXDUGD H FKL GLFH GLQRQJXDUGDUOHqXQEXJLDUGR*XDUGLODWXD H PDJDUL DQFKH OD SRVL]LRQH GL FKL FRQRVFL

di Il_Mago il domenica 14 settembre 2008, 16:47 3HU PH UHJRODUL]]DUH OD SRVL]LRQH GHO WUDLO GDO SXQWRGLYLVWDGHOOD),'$/qLPSRUWDQWH6HQRQ q ),'$/ PD 8,63 R &6, R )6$ q XJXDOH SHUz XQ DSSRJJLR D XQ HQWH R XQD IHGHUD]LRQH q LPSRUWDQWH 8Q PRGHOOR GL YLD LWDOLDQD DO WUDLO HVLVWH JLj LQ SLFFROR 3DUOR GHO FLUFXLWR HFRPDUDWRQH 6RQR VWDQGDUGL]]DWL DOFXQL DVSHWWL FRPH PDVVLPD OXQJKH]]D DPPLVVLELOH GL DVIDOWR   XQ GLVFUHWR GLVOLYHOOR FRPH IDWWRUH LPSRUWDQWH H VRSUDWWXWWR O·DVSHWWR GHOOD FRUVD LQ QDWXUD H DOFXQL DVSHWWL HWLFL FKH VRQR LQWHUHVVDQWL H VL LQWHJUDQR DOOD JUDQGH FRQ ´LR QRQ JHWWR L PLHL ULÀXWLµ

di vallese66 il venerdì 26 settembre 2008, 10:27 &KH VHQVR KD SRUUH GHOOH GHÀQL]LRQL FKH ULVSRQGDQR D SDUDPHWUL GL GLVOLYHOOR H GL OXQJKH]]D" &L VRQR WUDLO SLXWWRVWR FRUWL FKH SHUR· VRQR SLX· LPSHJQDWLYL GL DOWUL PROWR SLX· OXQJKL SHU OD QDWXUD GHO WHUUHQR H OD WHFQLFLWj GHL SHUFRUVL FDUDWWHULVWLFKH FKH OD VROD OXQJKH]]D HG LO GLVOLYHOOR QRQ SRVVRQR GHÀQLUH LQ PDQLHUD DVVROXWD

di luisabalsamo il sabato 11 ottobre 2008, 12:34 di pollo il mercoledì 10 settembre 2008, 17:57

QLHQWH FODVVLÀFD ÀQDOH H SDUWHQ]D ´DOOD IUDQFHVHµHFLRqLQXQODVVRGLWHPSR RUH  LQ PRGR GD VIROWLUH JUXSSL H VSLULWL DJRQLVWLFL

75$,/  VHQWLHUR WUDFFLD 75$,/ 5811,1*  FRUVD VX VHQWLHUR SHU HVWHQVLRQH FRUVD LQ QDWXUD TXHVWR q TXHOOR FKH FRQWD FKH VLDQR    R  NP VH VL SHUFRUURQR TXDVL LQWHUDPHQWH   IXRUL GDOO·DVIDOWR VRQR 75$,/ TXLQGL ,/ UHTXLVLWR q PD[  DVIDOWR

di fantasma il martedì 9 settembre 2008, 3:23

di Helyos il giovedì 11 settembre 2008, 9:05

,Q PHULWR DO QRPH IDFFLR SUHVHQWH FKH q GD ROWUH  DQQL FKH OD PDUDWRQD q OXQJD NP H  PHWUL H WXWWH OH JDUH SL OXQJKH GHOOD PDUDWRQD VL FKLDPDQR 8OWUDPDUDWRQH SRL SHU FRPRGLWj DFFRUFLDWR LQ XOWUD 4XLQGL VH XQRGHFLGHFKHLO´YHURµXOWUDqOXQJRDOPHQR  NP YD FRQWUR XQ PDUFKLR FRQVROLGDWR QHO

3HU PH FRUUHUH 7UDLO VLJQLÀFD IDUOR ULODVVDWL HG LQ OLEHUWj PD LQ VLFXUH]]D  H TXDQGR GL XQD FRUVD VR LO GLVOLYHOOR H OD GLVWDQ]D FRQ LO QXPHUR GL ULVWRUL FRQ VHJQDOHWLFD DSSURSULDWD H SUHVHQ]H GL SHUVRQDOH PHGLFR PL VHQWR DEEDVWDQ]D WUDQTXLOOR SHU JRGHUPL XQ WUDLO

di Francesco il lunedì 8 settembre 2008, 22:41

,Q )UDQFLD HVLVWRQR FHQWLQDLD GL 75$,/ GDL  D WDQWL H WDQWL NP OD SDUROD FKH FRQWD q 75$,/ 6HVLYXROHFODVVLÀFDUHSRLO·XOWUDRLOUDLGDQFKH TXL SHQVR FKH TXDOFXQR OR DEELD JLj IDWWR FRQ FRJQL]LRQH IRUVH PLJOLRUH GHOOD QRVWUD

di maudellevette il martedì 9 settembre 2008, 21:40

di MUDANDA il lunedì 8 settembre 2008, 20:36 3HU PH L OLYHOOL VRQR WUH  WUDLO NP WUD L  H L  GLVOLYHOOR WUD  H  VHQ]D SDVVDJJL VRSUD L  REEOLJDWRUL ÀQR D  ULVWRUL R LQ DXWRQRPLD WRWDOH  JUDQG UDLG GDL  DL  FRQ GLVOLYHOOL GD  D  FRQ DOPHQR WUH SDVVDJJL VRSUD L  ÀQR D  ULVWRUL  XOWUDWUDLO ROWUH L  NP ROWUH L  GL GLVOLYHOOR DOPHQR  SDVVDJJL VRSUD L  ULVWRUL RJQL  NP

di Dario il giovedì 11 settembre 2008, 9:57

3HQVR FKH TXHVWH JDUH HG LO ORUR FDOHQGDULR GHEEDQR HVVHUH JHVWLWH DO GL IXRUL GHOOD )LGDO /DVFLDPR DOOD )LGDO LO FRPSLWR GL FRPSOHWDUH OD GLVWUX]LRQH GHOO·DWOHWLFD OHJJHUD PHQWUH FHUFKLDPR GL FUHDUH TXDOFRVD GL EHOOR H FRVWUXWWLYR ORQWDQR GD WXWWL TXHJOL LQWHUHVVL H EXVLQHVV FKH VLQFHUDPHQWH QRQ VL DFFRVWDQR SHU QLHQWH EHQH D TXHVWR JHQHUH GL JDUH 

di ultramassimone il mercoledì 29 ottobre 2008, 18:45 ,Q )UDQFLD HVLVWRQR OLYHOOL GL GLIÀFROWj SULPR OLYHOOR WUDLO LQIHULRUH DL  NP VHFRQGR OLYHOORWUDLOGDDNPWHU]ROLYHOORWUDLOGD DNP WUDLOPHGLR TXDUWROLYHOORWUDLOGDSL GLNP WUDLOOXQJR TXLQWROLYHOORWUDLOVXSHULRUH DNP 8OWUDWUDLO ʈ

S PIRITO TRA IL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 0 6


[CRONACHE...]

nglandi

RIVIVERE skyrace delle dolomiti FINALMENTE IL GRAN GIORNO È ARRIVATO: È PASSATO UN ALTRO ANNO ED ECCOMI DI NUOVO QUI PER QUESTA SKYRACE DELLE DOLOMITI FRIULANE CHE DA TRE ANNI MI VEDE TRA I SUOI PARTECIPANTI. MA QUEST’ANNO NON È COME NELLE EDIZIONI PRECEDENTI. SONO ALLA RICERCA DI UN RISCONTRO, DI CERTEZZE CHE HO SMARRITO, DI UN SEGNO DA PARTE DI QUESTE MONTAGNE, CHE ORMAI MI CONOSCONO BENE, CHE DICANO: “PUOI ANCORA CORRERE SUI SENTIERI A UN PASSO DAL CIELO”.

L

’anno scorso, pochi giorni dopo la gara, alla solita visita medica per l’idoneità agonistica, mi è stata riscontrata un’anomalia al cuore: anche in passato avevo avuto degli episodi di tachicardia, ma non ci avevo mai dato troppa importanza. In pochi giorni mi sono visto togliere dapprima il tesserino sportivo e dopo i primi accertamenti anche la patente di guida. Dopo diversi consulti i medici mi hanno consigliato di fare un intervento di ablazione, e così il 30 gennaio 2008 entro in sala

operatoria, e l’intervento riesce. Ho 69 anni, corro da quaranta, e di strada ne ho fatta un bel po’. A qusta età e dopo un intervento al cuore, uno dovrebbe mettersi l’animo in pace e rinunciare alla corsa, ma io proprio non ci riesco. Dopo 90 giorni, contati uno ad uno come un carcerato, ottengo l’idoneità sportiva, riprendo gli allenamenti e dopo diverse gare con dei miglioramenti progressivi, ora mi ritrovo qui. Sono ancora in grado di partecipare a gare del genere? E se mai arriverò in fondo, chissà quanto tempo ci metterò per raggiungere il traguardo! Vorrei fare un confronto con il risultato cronometrico dell’altro anno, peccato che il tempo non sia uguale: alla splendida giornata di sole della scorsa edizione si sono sostituite dense nuvole molto basse che nascondono le vette e innalzano l’umidità al massimo. Che gioia rivedere i vecchi amici, stringerci le mani l’un l’altro con calore, facendo fioccare battute salaci. L’atmosfera prima della partenza è quella che più mi piace: se per coloro che hanno grandi aspirazioni di risultato è un momento infinito di tensione, per gli altri, fortunatamente ancora la maggioranza, è un momento di svago e di allegria. Del resto la mia corsa è così diversa da quella dei primi! Per me è diventata quasi una solitudine, poiché di solito sono pochi quelli che incrocio nel mio progredire tanto lento, che però ha il vantaggio di farmi gustare il paesaggio, che oggi gioca a nascondino. Partenza, il gruppone pian piano si trasforma in un serpentone multicolore, e già i primi spariscono nel bosco ove incominciano le prime salitelle che contribuiscono a sgranare i partecipanti. Noto con piacere che riesco a tenermi alla coda di quelli che ritengo abbiano il mio stesso ritmo, ma questa volta non sono l’ultimo e senza voltarmi sento che sto staccando quelli dietro di me, perché non sento più il loro ansimare. Questa atmosfera grigia appiattisce tutto, e il tragitto sino al rifugio Pacherini mi sembra davvero interminabile. Un po’ di zig-zag su per il ghiaione e finalmente ci arriviamo. Quest’anno ci passiamo davanti perché lo hanno finito di costruire ex novo e lo hanno inaugurato da poco. Il GPS segna 9,5 km, ma non c’è tempo per fare i

archivio

Testo di Sergio Englandi Foto di Gaspare de Martin

Sergio E

friulane

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calcoli di medie e velocità che subito incomincia il salitone verso la forcella dell’Inferno: mai nome è stato più azzeccato per questa verticale che sale su dritta, senza perdere tempo in tornanti e tornantini. Con sorpresa circa a metà salita raggiungo e supero il mio amico Stani, con cui ho condiviso tante avventure di corsa. Ci si alterna tirandoci a vicenda, e su in forcella il cielo ci regala finalmente qualche schiarita. Da lassù si scollina, ma io mi pianto di colpo: ho i muscoli duri, e devo fare un po’ di stretching prima di ributtarmi giù verso valle. Arrivato in fondo riprendo fiato e mi concentro per la prossima salita che si rivela meno ostica di come me la ricordavo solo 365 giorni fa. Si scende prima per un ghiaione e poi su dei saltini rocciosi, e giunti al bivio della Val di Brica si incomincia a salire sino alla forcella omonima. Da qui il paesaggio è più dolce e gradevole, si scende verso dei pascoli fra il Crodon di Brica e il Pic di Mea fino ai pressi della Casera Valbinon. Oltrepassato un torrentello, un lungo traverso in mezzo ai pini mughi ci conduce all’ultima salita. Mentre percorro il traverso, il sole comincia a farsi sentire e così anche la fatica. Mi S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 0 8


fermo un paio di volte per prendere fiato e mi gusto appieno il panorama verso la Val Montanaia con il suo famoso Campanile, e i Monfalconi che si perdono nella foschia. Affronto la salita e arrivo in Forcella Urtisiel: da qui rimane soltanto discesa sino al traguardo. Ma una brutta sorpresa mi attende dall’altra parte! Un muro di nebbia fitta, scura, che non ci lascia vedere nemmeno dove si appoggiano i piedi. Il ghiaione è molto ripido e anche se si scorgono le tracce di quelli che si sono buttati giù a rompicollo, preferisco rimanere prudente, avanzando quasi a tentoni, cercando il sentiero che non si vede ma che si intuisce. Un’ombra emerge da quella caligine: è uno dell’organizzazione che mi dà le indicazioni giuste e con un po’ di peripezie ne sbuco fuori. Il ghiaione è ripidissimo, ma con la visibilità migliorata riesco a tratti a correre giù diritto con un’energia e un’agilità che pochi mesi fa temevo non avrei più avuto. Intravedo il rifugio Giaf, ma come mi sembra lontano! Si entra nel bosco e da qui il calvario di circa 800 gradini di diverse altezze mettono a dura prova le mie gambe ormai stanche. Mi consola solo il fatto che l’anno scorso avevo sofferto molto di più. Arrivo al rifugio, da dove inizia l’ultima discesa con tratti misti di gradini, sentieri morbidi nel bosco e finalmente, dopo gli ultimi tornanti di strada asfaltata, si prende la strada sterrata, che d’inverno diventa una pista di sci di fondo. Ultimi 3 km e qui riesco di nuovo a correre e pure a sorpassare qualcuno.

LE CLASSIFICA MASCHI Pos Pett NOME 4 PIVK TADEI 1 MATTEO 2 PILLER HOFFER 2 ALESSANDRO 3 393 MORASSI RIO 4 283 SCANU MA RIZIO 5 359 PUNTEL FAB N CRISTIANO TRI PES CAM 329 6 RO 7 282 POLITO LAU FRANCO 8 344 PLAZZOTTA TIZIANO I RIN SPA GA 9 526 SANDRO LLA NE DO ZAN 10 295 IO LIV O IAR CCH CU 11 234 46 NOVELLO PAOLO 12 BENIAMINO 13 362 DEREANI SILVANO 14 503 FOLLADOR SSI ALESSANDRO 15 562 CATTARINU TRO PIE NA 16 431 SOLAG A PAOLO 17 212 GEROMETT BERTO 18 293 TIUSSI GIL BRUNO 19 403 VITTORI MARIO 20 265 CEDOLIN RO MARCO 21 346 CRAIGHE

CLASS C LASSIIFFICA A ICA FESSOLU Pos Pett MMINTI A FE NOME 1 120 LE M RIVA 2 M

ARIA 486 LUISA GARI 3 BALD 6 I LAV SPAN INIA 4 GARO 5 CARL ROMA A 5 NIN P 348 AOLA PENZ 6 O MO 445 N I C MENE A 7 AN LU 407 IGINA DOMI 8 NI FR 100 ANCE VECEL SCA 9 LIO F 249 EDER DE FI ICA 10 L I P 455 PO CE CENT CILIA 11 A ALI 323 DA DA RO 12 S BAR 290 BARA MORO 13 CUTT 411 I PAT BOLZ RIZIA 14 I C C 279 O DON LORO ATELL 15 DONA A 102 T E BALB LLA 16 IS SO 438 NIA MOLI 17 N ALE 159 SSIA PICCI 18 NI RO 578 SALB M ARCH A 19 E 233 TTI A NNA DE BE 20 T TIN R 418 OBER GERO 21 TA NAZZ 374 O ELE NARD NA 22 I FRA 281 NCES ZORZ CA 23 UT MI 176 LENA BUZZ I HEI DI

SENF SENF SENF SENF SENF MASF MASF SENF SENF MASF SENF SENF MASF MASF ATLET ICA SENF P.A.M. SENF DOLO MITI MASF ATLET ICA B MASF PIER S PORT SENF MARC IATOR I SENF

Mi proietto sul traguardo. Non ci posso credere: 5h11’ rispetto alle 6h36’ dell’altro anno. Sono esattamente 1h25’ in meno: se qualcuno me lo avesse pronosticato l’avrei preso per matto. Sono euforico e devo veramente ringraziare i cardiologi che hanno fatto un buon lavoro. Più che un intervento è stato un pit-stop da Formula 1, un cambio gomme che mi ha rimesso di nuovo in pista: temevo che la mia corsa fosse finita, vuoi per i problemi di salute, vuoi per il fatto che ho 69 anni abbondanti, e invece questa Skyrace delle Dolomiti Friulane mi ha dato la certezza che il traguardo è ancora lontano e che sono ancora molti i sentieri che potrò solcare. E allora un grazie all’organizzazione, sempre impeccabile, e alla gente di Forni di Sopra davvero accogliente e calorosa. In questi 22 km l’atmosfera è sempre stata meravigliosa e difficilmente potrò scordarla. D’altronde come si può dimenticare il giorno in cui si nasce per la seconda volta? ʈ S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 0 9

G.S.A.

VALDO


[CRONACHE...]

VAJONT I PERCORSI DELLA MEMORIA Longarone (BL), 28 settembre 2008 Testo e foto di Francesco >Checo< Zanchetta

A

rriviamo a Longarone con un certo anticipo, ma giĂ  nello scendere dallâ&#x20AC;&#x2122;auto ci coglie la sensazione che non sarĂ  la solita giornata tipica GL XQD TXDOVLDVL FRUVD GL Ă&#x20AC;QH HVWDWH Il vento è gelido e tagliente, frusta la SHOOHHIDDJJURWWDUHODIURQWH&LKDQQR avvisato che ci sarĂ  coda alle iscrizioni H TXLQGL DSSURĂ&#x20AC;WWLDPR GHOO¡DQWLFLSR SHU iscriverci e subito guadagnare il riparo di XQEDU La chiamano â&#x20AC;&#x153;I percorsi della memoriaâ&#x20AC;? e oggi il clima sembra collaborare per farcela ritornare; la sera del disastro lâ&#x20AC;&#x2122;onda assassina fu preceduta da un vento freddo e innaturale, umido di JRFFLROLQHG¡DFTXD Le sferzate del vento costringono a far tornare la mente a quella notte, gli occhi FHUFDQR OD GLJD FRQ OR VWHVVR WLPRUH Il freddo di questa mattina comunque QRQ JLXVWLĂ&#x20AC;FD WXWWL L EULYLGL FKH VWDQQR scendendo per la schiena, è come se il YHQWRSRUWDVVHFRQVpDQFKHGHLIDQWDVPL &RPXQTXH F¡q LO VROH H YHGR FKH VXOOD montagna, verso la diga, le punte degli DOEHUL VRQR IHUPH 'HFLGR TXLQGL GL azzardare un abbigliamento leggero; è meglio partire coi brividi e trovarsi EHQH SRL SLXWWRVWR FKH LO FRQWUDULR Lo sguardo ritorna alla piazza che si è immediatamente riempita di una lunga FRGD DL JD]HER GHOOH LVFUL]LRQL 6HPEUD che anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno la partenza sia spostata di un quarto dâ&#x20AC;&#x2122;ora, per permettere a tutti di guadagnare FDUWHOOLQRHPDJOLHWWD Finalmente partiamo, il clima è di grande festa e la gente è tantissima: allâ&#x20AC;&#x2122;arrivo mi GLUDQQRSDUWHFLSDQWLSHUODPDJJLRU parte famigliole e tanti bambini, che serenamente e al passo si dirigono verso OD GLJD 0L VHPEUD VWUDQR TXHVWR FOLPD di spensieratezza, quasi un insulto alla memoria della tragedia, poi penso che sono passati quarantacinque anni e che la vita nel frattempo è continuata, per tanti una vita felice e il fatto che comunque siamo in migliaia qui a ricordare, PL VHPEUD SURSULR XQD FRVD EHOOD ,SHUFRUVLVRQRWUHHNP0HQWUH quello corto è piĂš adatto a chi cammina o che comunque non ha sulle gambe distanze maggiori, quello piĂš lungo si inoltrerĂ  allâ&#x20AC;&#x2122;interno della valle del Vajont correndo sopra la frana, per poi passare

SHULSDHVLGL(UWRH&DVVR,OPHGLRVDOWHUj LOJLURSHU(UWR'RSRTXDOFKHFKLORPHWUR di asfalto, dove mi raccolgo con amici e nuove conoscenze, tutti quanti passiamo il cancello che normalmente chiude il passaggio alla strada privata GHOO¡(1(/FKHSRUWDDOODGLJD/DDSURQR al pubblico solo in questa occasione H OD ULFKLXGRQR VXELWR GRSR ,O YHQWR è cessato ma lâ&#x20AC;&#x2122;aria è rimasta fresca e umida, ogni tanto riceviamo anche qualche folata di nebbia che arriva GDOOD FDVFDWD GL VFDULFR 5LVDOLDPR lentamente la montagna verso la diga e lâ&#x20AC;&#x2122;impatto visivo con il muro di cemento si fa via via grandioso, spettacolare: un gigante fatto dallâ&#x20AC;&#x2122;uomo che comunque ha resistito perfettamente allâ&#x20AC;&#x2122;impatto di una montagna scesa a cento chilometri DOO¡RUD 'D DPPLUDUH FKL O¡KD FRVWUXLWD e progettata, da condannare senza DSSHOOR FKL O¡KD SHQVDWD H YROXWD Attraversiamo la stretta gola, risalendo anche attraverso le ampie gallerie di servizio alla diga e ci SRUWLDPRĂ&#x20AC;QDOPHQWHVXOOD passerella che ci passa JLXVWR VRSUD *OL DOWUL sono andati avanti, e io mi ritrovo immobile quando ci arrivo a PHWj 6RWWR L SLHGL ho il cemento allora VFDOĂ&#x20AC;WR GDOO¡DFTXD vi sporgono grossi tondini dâ&#x20AC;&#x2122;acciaio SLHJDWL GL QHWWR 6HPEUD LPSRVVLELOH FKHO¡DFTXDĂ XLGDH quasi impalpabile, dispensatrice di vita, possa avere una forza cosĂŹ violenta H GLVWUXWWLYD 5LSDUWR H ULWURYR gli altri verso il ristoro, FKH ID DQFKH GD ELYLR )RWR GL JUXSSR e convenevoli, ma a questo punto ci separiamo e proseguirò da solo per il SHUFRUVRGHL'RSRWDQWLDQQLLOERVFR sta ricrescendo sopra la frana, e ci si dimentica anche della diga, che sta DOOHQRVWUHVSDOOH/DGLJDVLDOORQWDQDHL pensieri si fanno piĂš caldi, come il sole che ULVFDOGDO¡DULDĂ&#x20AC;QDOPHQWH(UWRYHFFKLRq

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un paese ormai quasi abbandonato e cadente, fatto di sassi incerti e tutti diversi lâ&#x20AC;&#x2122;uno dallâ&#x20AC;&#x2122;altro, lo attraversiamo per portarci sul paese nuovo, fatto di cemento: OR VWHVVR GHOOD GLJD JULJLR XQLIRUPH Il percorso a questo punto si fa erto e si FDSLVFHVXGDQGRLOQRPHGHOSDHVH8Q bel sentiero sale dritto su di un versante asciutto e assolato, poi si fa pietraia e ondulato, entra nel bosco e ci regala dei meravigliosi passaggi e vedute della YDOODWD,OODJKHWWRUHVLGXRDPRQWHGHOOD frana, il lastrone inclinato e nudo che stava sotto la montagna che non câ&#x20AC;&#x2122;è SL $ &DVVR FL ULFRQJLXQJLDPR DOO¡DOWUR percorso: una gioviale sosta allâ&#x20AC;&#x2122;assolato ristoro e riprendiamo la strada che ci fa passare per le vie del vecchio SDHVH 0ROWH FDVH VRQR UHVWDXUDWH altre cadenti aspettano, o rassegnate YDQQR LQFRQWUR DO ORUR GHVWLQR 6X XQD soglia una vecchina assiste distratta allâ&#x20AC;&#x2122;insolito viavai scaldandosi al sole, ma lo sguardo è lontano, si è fermato DOWURYH LQ WHPSL H ULWPL GLYHUVL GDL QRVWUL 4XDOFKHWHPSRIDPLWURYDYRTXLD&DVVR a metĂ  pomeriggio con un â&#x20AC;&#x2DC;amica, dopo una visita guidata alla diga, e girando per il paese quasi deserto incontrammo unâ&#x20AC;&#x2122;altra anziana del posto che aveva YRJOLD GL FKLDFFKLHUDUH &L UDFFRQWz volentieri della sua vita, durissima, passata a portar carichi pesanti su e giĂš per la montagna, per gli stessi sentieri che RUD SHUFRUULDPR SHU GLOHWWR *LRUQDWH H giornate di cammino, a trasportare gli VWUDFFL GD ULJHQHUDUH Ă&#x20AC;Q JL D )ROOLQD R D YHQGHUH PHVWROL GL OHJQR LQ SLDQXUD *L LQ SLDQXUD HUDQR SHUVRQDJJL QRWL povere ma dignitose, le chiamavano â&#x20AC;&#x153;cathèreâ&#x20AC;? (il â&#x20AC;&#x153;thâ&#x20AC;? pronunciato come in inglese) perchĂŠ venditrici di â&#x20AC;&#x153;catheâ&#x20AC;?,

cioè i mestoli, e giravano per le case con le gerle piene di manufatti in legno, che gli uomini producevano e loro poi DQGDYDQR D YHQGHUH 6RUULVL GHQWUR GL me pensando che qui sotto, a Erto, vive e ODYRUD0DXUR&RURQDFKHGLWXWWRTXHVWR ha fatto poesia: con le sue sculture, le VFDODWH DUGLWH L UDFFRQWL 4XHO JLRUQR però avevo una curiositĂ  da esaudire e, cercando di farlo con il maggior tatto possibile, riuscii a dirottare il racconto sullâ&#x20AC;&#x2122;argomento fatale, il disastro, ma volutamente evitando di nominare â&#x20AC;&#x153;Laâ&#x20AC;? PRQWDJQD )X FRVu FKH OHL SHU SULPD OD chiamò per nome; ne volevo sentire la fonetica originale, spontanea di un YHFFKLR3HUFKpLOWHUPLQH´WRFÂľKDPROWL VLJQLĂ&#x20AC;FDWL QHO GLDOHWWR YHQHWR 7XWWL RUD quel monte lo chiamano Tòc, con la o VHFFD DSHUWD FKH VLJQLĂ&#x20AC;FD ´SH]]RÂľ SH]]RGLTXDOFRVD/DGRQQDTXHOJLRUQR lo chiamò invece Toc, con la o chiusa, che si dice di qualcosa che è integro fuori ma completamente marcio dentro, oppure in senso transitivo di una persona senza cervello, che si comporta in modo DYYHQWDWR H LUUHVSRQVDELOH 4XDQGR un tempo i muratori ispezionavano le case, battevano sui muri e sulle travi per valutarne, da suono e vibrazione, la consistenza, e quando una trave batteva a vuoto si diceva che â&#x20AC;&#x153;el bĂ te tocâ&#x20AC;?, per IDU FDSLUH FKH HUD PDUFLD LQDIĂ&#x20AC;GDELOH &RVWUXLURQR XQD GLJD VRWWR XQ PRQWH FKH VL FKLDPDYD 0DUFLR ,PSUHYHGLELOH 7UDGLWRUH 0D QRQ KDQQR IDWWR FDVR allâ&#x20AC;&#x2122;evidenza che avevano sotto i loro occhi, accecati dallâ&#x20AC;&#x2122;arroganza e dalla VHWH GL JXDGDJQR 4XDQWH WUDJHGLH VL stanno preparando sotto i nostri occhi senza che ci facciamo caso? E penso alla tecnologia, lâ&#x20AC;&#x2122;ingegneria genetica, la

SROLWLFDLUDSSRUWLVRFLDOLO¡HFRQRPLD(D quelli che ci rassicurano continuamente che va tutto bene, che tutto è sotto FRQWUROOR0DFLVRQRLQJLURRUPDLWURSSH lapidi piene di nomi, per causa di eventi FKH VHPEUDYDQR ´VRWWR FRQWUROORÂľ 6ROOHYRORVJXDUGRDOOHFDVHVWUHWWHHGDOWH GLXQ¡HOHJDQ]DDXVWHUDHVVHQ]LDOHĂ&#x20AC;QVXL tetti coperti di lastre, rocce lisce come il cuore della montagna di fronte, e riprendo ODYLD$SSHQDVLDSUHXQYDUFRWUDLPXUL di sassi mi fermo a guardare il panorama: la frana, lâ&#x20AC;&#x2122;immenso lastrone di roccia che sosteneva la cima del monte Toc, la diga, OD YDOOH GHOOD 3LDYH GRYH VFHVH O¡RQGD /RQJDURQH FDQFHOODWR H SRL ULFRVWUXLWR 6LHVFHGDOSDHVHSDVVDQGRSHUO¡XOWLPD casa, rimasta scoperchiata da allora e scendiamo per una bellissima mulattiera, la stessa che lâ&#x20AC;&#x2122;anziana del racconto percorreva da giovane carica di stracci o di mestoli; prima della diga lâ&#x20AC;&#x2122;unica YLD SHU UDJJLXQJHUH LO UHVWR GHO PRQGR 0L ODQFLR QHOOD GLVFHVD FRPH VH GRYHVVL UHFXSHUDUH SRVL]LRQL GL FODVVLĂ&#x20AC;FD hanno fatto un ottimo lavoro di pulizia e nei punti insidiosi alcuni volontari ci DYYHUWRQR GHO SHULFROR /H EHOOH GLVFHVH durano sempre troppo poco, ma ormai sono stanco e con piacere mi avvicino al WUDJXDUGR DOOR VWDGLR /D GRFFLD FDOGD cancella la stanchezza, con lâ&#x20AC;&#x2122;iscrizione SRVVLDPR HQWUDUH DQFKH DOOD Ă&#x20AC;HUD GHOOR sport, dove troviamo un pasto caldo servito a tempo di record, davvero complimenti a tutta lâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione! Lâ&#x20AC;&#x2122;anno prossimo spero di tornarci: per passare una bella giornata, per ricordare, per pensare; come in un tempio a cielo DSHUWRĘ&#x2C6;

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MI EMOZIONO Testo di Stefano >Tetano< Bettio

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ono anni che voglio visitare i luoghi teatro della sciagura e per mille motivi non ci sono ancora riuscito ma RJJL Ă&#x20AC;QDOPHQWH QH DYUz O¡RFFDVLRQH H VRQRSURIRQGDPHQWHHPR]LRQDWR9DMRQW rievoca la mia fanciullezza quando, a metĂ  degli anni sessanta, andavo in vacanza nel piccolo paese di montagna GL3HVFXOLQYDO)LRUHQWLQDVRWWROHSHQGLFL GHO  0RQWH 3HOPR *LRFDYR DOORUD FRQ un bambino della mia etĂ , Franco di Longarone, orfano di entrambi i genitori, scampato alla tragedia solo perchĂŠ in YLVLWDDLQRQQL'LOXLULFRUGRVRORLFDSHOOL biondi e una tristezza, impressa sul viso, SHU PH LPSHQHWUDELOH 3UHVVR O¡DOEHUJR Lorenzini, lâ&#x20AC;&#x2122;unico del paese, câ&#x20AC;&#x2122;era un campo di bocce dove, nel tardo SRPHULJJLR JLRFDYR FRQ OXL ,Q TXHO FDPSRQHOORQWDQRQRQULXVFLLPDL DJLRLUHGHOOHPLHYLWWRULH 3HU UDJJLXQJHUH 3HVFXO PLR SDGUH FRQ la Fiat 1100 bicolore, percorreva la val Zoldana che proprio a Longarone si LPERFFD 3ULPD GL DUULYDUH QHO FHQWUR abitato del paese, ogni volta, come un rito, gli chiedevo di rallentare lâ&#x20AC;&#x2122;andatura per vedere sul ciglio destro della strada una scaletta a chiocciola in ferro, unica testimonianza di una fabbrica cancellata dallâ&#x20AC;&#x2122;onda e, dopo poco, in cima alla gola LQDOWRODGLJDPDOHGHWWDGHO9DMRQW Oggi, dopo quaranta anni, sono qui in EUDJKHWWHHFDQRWWLHUDHSRWUzĂ&#x20AC;QDOPHQWH immergermi, anima e corpo, in questo WXIIR QHOOD VWRULD G¡,WDOLD ,O SDHVH GHOOH mezze veritĂ  e dei grandi misteri dove i colpevoli, quando si trovano, sono solo mezzi colpevoli mentre sono certezze quando la colpa può essere imputata a montagne â&#x20AC;&#x153;franoseâ&#x20AC;?, a piogge â&#x20AC;?abbondantiâ&#x20AC;? o, meglio ancora, alla IDWDOLWj /R VSDUR VL SDUWH 'RSR DSSHQD GXH FKLORPHWULVRQRGHQWURODJRODGHO9DMRQW 6HQWR XQD SUHVHQ]D FKH PL RSSULPH e alzo gli occhi, la diga assassina è Ou VRYUDVWDQWH H LPSRQHQWH 2SHUD grandiosa dellâ&#x20AC;&#x2122;ingegno e della stupiditĂ  XPDQD9LVWDGDVRWWRIDSURSULRSDXUD 3HQVR D TXHOOD VHUD GHO  RWWREUH  TXDQGRO¡RQGDGLPLOLRQLGLPHWULFXEL dâ&#x20AC;&#x2122;acqua e fango, provocata dalla frana VWDFFDWDVL GDO PRQWH 7RF VĂ&#x20AC;RUz SULPD O¡DELWDWR GL &DVVR H SRL OR VFDYDOFz utilizzandolo come un trampolino di ODQFLR Le pareti della stretta valle la compressero facendole aumentare la forza dove,

DOOD Ă&#x20AC;QH GHOOD JROD LO PXUR G¡DFTXDUDJJLXQVHLPHWUL dâ&#x20AC;&#x2122;altezza preceduto da un vento fortissimo che impattò SHU SULPR VX /RQJDURQH Alcuni istanti solo e arrivò lâ&#x20AC;&#x2122;onda che FDQFHOOzGXHPLODYLWHSHUĂ&#x20AC;QRLOJUHWRGHO 3LDYHVLGLVVROVH La corsa è piacevole e salgo velocemente attraverso delle gallerie prima in salita e poi, nellâ&#x20AC;&#x2122;altro versante della gola, LQ GLVFHVD 2UD XQ ULSLGR sentiero conduce alla statale GLUHWWD LQ 9DO &HOOLQD 3RFKL chilometri dâ&#x20AC;&#x2122;asfalto, poi una svolta secca a destra mi porta VXOOD FRURQD GHOOD GLJD 4XL PLIHUPR1RQSRVVRFRUUHUH Alla mia sinistra ho quel che UHVWD GHO ODJR DUWLĂ&#x20AC;FLDOH FRQ lâ&#x20AC;&#x2122;enorme massa di detriti GHOOD IUDQD DO VXR LQWHUQR A destra la gola vertiginosa che scende ripida verso OD YDOOH GHO 3LDYH 5LSDUWR con il magone nel cuore, ora il percorso di gara è sul sentiero che taglia la vecchia IUDQD$O]RORVJXDUGRYHUVRLO PRQWH 7RF  /¡HVWHVD IHULWD q ancora lĂŹ, taglia la montagna per un fronte di 3 chilometri scoprendo la nuda roccia, dove una PDVVDGLPLOLRQLGLPHWULFXELGLURFFLD HWHUUDVFLYROzDYDOOH Il sentiero corre per un chilometro tra rocce e piccoli arbusti, poi sbuca nella statale che SRUWD LQ 9DO &HOOLQD $OFXQL chilometri sullâ&#x20AC;&#x2122;asfalto ed entro nel pittoresco abitato di Erto dove inizia un bel percorso trail con salite ripide sulla montagna che domina tutta la YDOODWD ,O SHUFRUVRqGDYYHUR spettacolare con il lago di Erto in fondo alla valle; poi, terminata la salita, si scende per una cengia che porta velocemente verso il piccolo SDHVH GL &DVVR 8QD OXQJD e ripida discesa in mezzo al bosco conclude la gara con O¡DUULYR D /RQJDURQH )LQLVFH cosĂŹ nel moderno stadio TXHVW¡HPR]LRQDQWH JLRUQDWD 0DLWLWRORGLXQDFRPSHWL]LRQH IXSLD]]HFFDWRĘ&#x2C6; S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 1 3


[CRONACHE...]

LE PORTE di PIETRA Cantalupo Ligure (AL) 28 Settembre 2008 Testo di Alessio PaĹĄa Foto a cura dellâ&#x20AC;&#x2122;Organizzazione

I

l percorso di 70 km, con 4.000 metri di dislivello positivo, prende lâ&#x20AC;&#x2122;avvio da Cantalupo Ligure (AL), in Val Borbera a circa 350 m di altitudine. Dopo 5 nervosi chilometri su e giĂš per FROOLQH VXO ODWR GHVWUR RURJUDĂ&#x20AC;FR GHOOD valle, si torna a fondovalle, si valica il torrente Borbera e ci si innalza (ancora DO EXLR HVVHQGR OD SDUWHQ]D Ă&#x20AC;VVDWD DOOH 4) per circa 500 metri lungo un sentiero ripidissimo ed estremamente tecnico (nel linguaggio del trailer per â&#x20AC;&#x153;tecnicaâ&#x20AC;? si intende una salita che obbliga a passi irregolari, con presenza di rocce, massi, o radici che richiedono forti doti

di agilitĂ  ed equilibrio). Dunque una bella cresta pietrosa, e poi boschi, bei sentieri, molto corribili. Questo è il primo dei tratti distintivi delle Porte di Pietra, sentieri dal fondo morbido, dentro boschi PDJQLĂ&#x20AC;FLROXQJRDOWHFRVWHHUERVHWXWWL perfettamente adatti alla corsa. Passato il primo controllo al 21° km (primo cancello, 5 ore) si salgono nellâ&#x20AC;&#x2122;ordine alcune delle vette piĂš classiche dellâ&#x20AC;&#x2122;Appennino Ligure, il Monte Buio e poi lâ&#x20AC;&#x2122;Antola (1597 m, km 33). Dunque secondo cancello a Capanne Carrega (40 km, 9 ore), e poi ancora vette (Carmo, 1.640 m e Cavalmurone) sino a Capanne di Cosola

FRA I TRAIL CHE CERCANO UNO SPAZIO ACCANTO A QUELLI STORICI (CRO MAGNON â&#x20AC;&#x201C; MONTE BIANCO), QUESTO DELLE PORTE DI PIETRA POSSIEDE UNA NOBILTĂ&#x20AC; DI TRACCIATO E UNA VALENZA AMBIENTALE DI COSĂ&#x152; ALTO LIVELLO CHE LO RENDONO ASSOLUTAMENTE DEGNO DI ESSERE ANNOVERATO TRA LE MIGLIORI GARE ITALIANE DEL GENERE.

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(49 km, terzo cancello, 11 ore, limite severo che per essere osservato impone un passo medio elevato). Il percorso si svolge sin qui sulle creste dellâ&#x20AC;&#x2122;Appennino piĂš interno, a cavallo tra le province di Genova e Alessandria, sugli alti bordi della Val Borbera e della Val Brevenna, sopra prati e boschi di un verde scuro, intenso, interrotto solo dal biancore degli abitati, che il trailer vede dallâ&#x20AC;&#x2122;alto isolati e assurdamente abbarbicati sui ripidi costoni delle valli, emblemi di una dura economia contadina ormai completamente scomparsa. Dopo Capanne di Cosola (1.481 m) su al Monte Ebro (km 53,5, 1.700 m, quota massima UDJJLXQWD LQ JDUD  H SRL JL D FDSRĂ&#x20AC;WWR verso il rifugio degli Orsi (km 55) in mezzo a faggete e boschi di castagni in versione SUHDXWXQQDOH GL UDUD EHOOH]]D ,QĂ&#x20AC;QH lâ&#x20AC;&#x2122;ultima salita ai 1.487 m di Monte Giarolo (km 61,5) e una lunga, penosa, discesa di 1.100 metri di dislivello sino a Cantalupo. Gli organizzatori hanno scelto un taglio molto spartano, niente cibo ai rifornimenti (è necessario avere tutto il cibo necessario con sĂŠ), dove viene servita una sola bevanda: acqua naturale. La giornata climaticamente è stata perfetta: sole, vento fresco e temperatura ideale. Contemporaneamente al trail â&#x20AC;&#x153;lungoâ&#x20AC;? si corre anche un â&#x20AC;&#x153;cortoâ&#x20AC;? di 30 km, con 1.000 metri di dislivello positivo, le â&#x20AC;&#x153;Finestre di Pietraâ&#x20AC;?, con partenza alle 10 da Capanne Carregae arrivo a Cantalupo. Gli atleti dei Maratoneti Genovesi hanno partecipato numerosi (9 in totale, tra le partecipazioni alle Porte e alle Finestre di Pietra), tutti regolarmente giunti al traguardo. Questo ha valso alla societĂ  il conseguimento della coppa per la societĂ  con il maggior numero di partecipanti. Il primo arrivato, Pablo Barnes ha impiegato 7 ore e 50 minuti, 0DUFR2OPR FODVVH VLqFODVVLĂ&#x20AC;FDWR 3° con il tempo di 8 ore 07 minuti. Ę&#x2C6;

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[CRONACHE...]

Lâ&#x20AC;&#x2122;OBLIQUA SEMPLICITĂ&#x20AC; LIGURE Trail dei Tre Comuni - Albisola Superiore (SV) - 12 ottobre 2008 Testo e foto di Francesco >Checo< Zanchetta

6$/6(',1(1(//¡$5,$3$(6$**,9$&$1=,(5,675$'((&2//,1(0$5((0217$*1$ ),25,&2/25$7,(7521&+,,1&(1(5,7,,/787720(6621(/)58//$725(('(&&2&+((6&( LA LIGURIA!

L

a pianura in Liguria si trova abbondante QHLSRQWLOLQHLYDVLHĂ&#x20AC;RULHUHGDYDQWLDJOL usci, nei pavimenti delle palestre dove dormono i trailers. Tutto il resto è obliquo. Poi ci sono i santuari e uno di questi, il nostro, è il Santuario di Nostra Signora della Pace, appena fuori Albisola Superiore, un luogo dove non servono gli inviti al silenzio: senza accorgersene si cammina piano, si parla sottovoce. Domani comunque ci sarĂ  gazzarra, qui nel santuario, come dire una tregua alla solita pace e tranquillitĂ  di cui sembrano intrise anche le pareti. Partenze e arrivi da tutti i binari e a tutte le ore, cinque piĂš uno percorsi: 5, 11, 18, 45, 65 e 45 km con partenza riservata ai camminatori. I primi a partire saranno i camminatori della 45, con orario da panettieri (o discotecari): 4:00 (di notte!). Invece noi della 65 che, si sa, amiamo la vita comoda, partiremo alle 5:30. Ci fanno

partire a quellâ&#x20AC;&#x2122;ora perchĂŠ saremo ancora inermi e incapaci di retromarce dellâ&#x20AC;&#x2122;ultima ora, poi a ruota tutti gli altri. $O EULHĂ&#x20AC;QJ FL DFFRJOLH 0DXUL]LR SHUVRQD sensibile e carismatica, che con parole desuete e ricercate ci illustra, con dovizia di particolari quasi certosina, ogni angolo del percorso. Quando regolarmente la descrizione si arresta per fare il punto sul chilometraggio ci guardiamo divertiti; il racconto procede con tempi al FKLORPHWUR UHDOL $OOD Ă&#x20AC;QH VHPEUD GL averla giĂ  fatta, tanto è puntigliosa la ricognizione, persino con ricostruzioni in software 3D e animazioni a volo dâ&#x20AC;&#x2122;uccello. Descrizione talmente ricca di particolari e riferimenti che il giorno dopo avrò una gran confusione in testa e non mi ricorderò SL QLHQWH 3HUz q VWDWR XQ EHO EULHĂ&#x20AC;QJ La cena semplice e sobria, presupposto per un sonno tranquillo e rigenerante, quattro passi al buio del bosco e poi tutti

a nanna in palestra, con un pavimento tiepido e quasi morbido fatto di piastrellette in cotto anni â&#x20AC;&#x2DC;70, credo. Comunque mai dormito cosĂŹ bene in un pavimento. Un occhio lo apro, di poco, a notte fonda; sono i camminatori che si alzano per SDUWLUH 0L JLUR SHU IUDQWXPDUPL DQFKH lâ&#x20AC;&#x2122;altra spalla e mi riaddormento di nuovo. Il sentiero sale subito, dopo la partenza, poi scende, sale, scende... SarĂ  cosĂŹ per tutta la giornata, sta nella natura dei luoghi, comunque la prevalenza è nellâ&#x20AC;&#x2122;andare verso lâ&#x20AC;&#x2122;alto, per il momento. Ed è bene che sia cosĂŹ, perchĂŠ raggiungiamo verso lâ&#x20AC;&#x2122;alba una buona posizione, il bosco si dirada mentre i colori cominciano a distinguersi e dal freddo azzurro dellâ&#x20AC;&#x2122;aurora si passa via via al caldo arancio dellâ&#x20AC;&#x2122;albeggiare. Una breve sosta per far respirare il corpo, ma è lo spirito che ne trae maggior giovamento; ci voltiamo a guardare e nella cornice di pini radi e incerti un quadro spettacolare: lâ&#x20AC;&#x2122;alba. S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 1 6


Si continua per borghi e boschi, sempre diversi e affascinanti. Innumerevoli le specie arboree, sessantacinque chilometri di: castagni, faggi, querce, pini, la meravigliosa e variopinta macchia mediterranea, boschi dâ&#x20AC;&#x2122;alto fusto, prati e brughiere. La natura da queste parti ha dimenticato aperto il catalogo illustrato e ad ogni folata di vento le pagine scorrono cambiando lo scenario di piante, colori e profumi. E poi torrenti, rocce, un mare GL IRJOLH H ULFFL FDVWDJQH Ă&#x20AC;RUL H FDQL Ops, dove ci sono i cani da caccia di solito seguono anche i cacciatori, e i cacciatori, si sa, girano armati. Non senza una qualche apprensione cerchiamo di capire come sta la parata da queste parti; con la caccia al cinghiale non si scherza. Intorno al quarantesimo chilometro purtroppo perdiamo Dario, tranquilli, non abbattuto dai cacciatori ma dal suo stomaco, che anche questa volta JOL KD LPSRVWR LO VXR OLPLWH 0L VHPEUD rassegnato ma sereno quando sale sul mezzo dellâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione per rientrare. Dispiace, resto con Lamberto e altri due camminatori della quarantacinque, che dopo un poâ&#x20AC;&#x2122; distacchiamo. Il percorso in questa fase tende a scendere, i ristori sono sempre piĂš i benvenuti, câ&#x20AC;&#x2122;è quel che si dice il ben di Dio, e la miglior marca di integratori presente con i suoi prodotti di punta e cioè: cortesia, gentilezza e calore XPDQR 0D L FKLORPHWUL FRPLQFLDQR D farsi sentire, talloni e caviglie sopportano sempre meno il fondo impegnativo, che richiede attenzione e tensione continua. Le foglie, da poco cadute in abbondanza, nascondono i sassi, ogni passo si appoggia sullâ&#x20AC;&#x2122;ignoto e anche i muscoli cominciano ad irrigidirsi. Vediamo in basso una grazioso paesino dove fra poco troveremo lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo ristoro completo, la discesa si fa ripida e di cemento, come le gambe. Scesi ad Ellera troviamo un clima di tranquilla festa paesana, la fragranza di castagne arrostite arriva da dietro il campanile e vari profumini aleggiano sul tavolo del ristoro, un clima di sobria allegria ci stempera la fatica e ci si ferma volentieri a riposare. Sembra di aver viaggiato nel tempo, essere capitati in una dimensione parallela dove il vivere è ancora umano e la festa VHPSOLFH YHUD 0HQWUH /DPEHUWR ULSRVD seduto sulla panchina svicolo sul piccolo prato dove è allestita la sagra: alcuni tavoli con banchetti addobbati, sguardi curiosi di ninfe seducenti e prosperose invitano a restare, a bearsi dei piaceri imbanditi. (ODWHQWD]LRQHqPROWRIRUWH0DULPDQH ancora lâ&#x20AC;&#x2122;ultima salita da affrontare che, dicono, sia brusca e impegnativa. In fondo anche Ulisse dovette ripartire da Ogigia. A malincuore torno verso il tavolo del ristoro, completiamo il rifornimento H FL LQFDPPLQLDPR IUD JOL RUWL H L Ă&#x20AC;ODUL di vite. Questo deve essere il paese delle tentazioni perchĂŠ protesi verso la strada sporgono alcuni grappoli dâ&#x20AC;&#x2122;uva. Assomigliano al verduzzo dorato che vendemmiavo da piccolo e non resisto, tre acini bastano a profumare le labbra. Effettivamente la salita è quasi verticale, in poco tempo il paese è di nuovo panorama e troppo lontano per tornarci, DQFKHĂ&#x20AC;QLWDODFRUVD,OVXGRUHVLPHVFROD S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 1 7


ai profumi accesi dal sole, nella rigogliosa macchia mediterranea, ma a questo punto il mio compagno di avventura cede di schianto e si distende a terra. Sono un poâ&#x20AC;&#x2122; preoccupato perchĂŠ siamo troppo lontani dal paese per poterci tornare e mancano ancora alcuni chilometri allâ&#x20AC;&#x2122;arrivo. Non so cosa fare. Lui dice che vuole continuare, ma mi sembra DOORVWUHPRGHOOHIRU]H0LVLHGRDQFK¡LRH aspetto, a volte basta aspettare, perchĂŠ le riserve nascoste dentro il nostro corpo si mettano in azione. Nel frattempo ci raggiunge una camminatrice che si siede un paio di minuti con noi. Eâ&#x20AC;&#x2122; della zona, scambiamo due parole e poi riparte. Qualche altro minuto e anche Lamberto si rimette in piedi, concentratissimo e deciso ad arrivare, a qualunque costo. Lo vedo deciso, impegnato a gestire le forze, cosĂŹ mi dedico a guardarmi attorno, passiamo sotto alcuni corbezzoli con dei frutti maturi. Avviso il navigante che ci sarebbe un gustoso ristoro fuori programma, ma lui imperterrito continua a testa bassa. E vabbĂŠ, vorrĂ  dire che dovrò mangiarmeli da solo. Il corbezzolo è un gioioso arbusto della macchia, con la particolaritĂ  di poter avere allo stesso tempo i frutti PDWXUL DOWUL IUXWWL DQFRUD DFHUEL H L Ă&#x20AC;RUL ( TXHVWL VRQR PDJQLĂ&#x20AC;FL GD IRWRJUDIDUH /XQJD OXQJKLVVLPD GLVFHVD H Ă&#x20AC;QDOPHQWH

arrivati, dopo tante avventure! Ritroviamo tutti gli altri, il santuario, gli amici, la semplice e calda cortesia degli organizzatori, la doccia, il pranzo, lâ&#x20AC;&#x2122;accoglienza generosa dei preti del santuario. (¡ FRQ XQ Ă&#x20AC;OR GL WULVWH]]D FKH SXUWURSSR dobbiamo deciderci a ripartire, cerchiamo di salutare piĂš persone possibile e riprendiamo le tortuose strade liguri. Oggi ho imparato che la semplicitĂ  è serenitĂ  e calore. Arrivederci al prossimo anno! Ę&#x2C6;

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[CRONACHE...]

ECOMARATONA '(/ CHIANTI Castelnuovo Berardenga (SI), 19 ottobre 2008 Testo di Simone Brogioni Foto di Danilo >Miticojane< Biagiotti

R VHPSUH IUHGGR DOOD ÀQH GL XQD maratona. Che sia inverno o HVWDWHXQDYROWDFKHOHPLHJDPEH VL IHUPDQR VHPEUD IHUPDUVL DQFKH OD FLUFROD]LRQH VDQJXLJQD 0D DOOH  GHO  RWWREUH QHOOD SLD]]D GL &DVWHOQXRYR Berardenga, sono rimasto con la FDQRWWLHUD PDGLGD LPPRELOH LQ SLHGL D IDUPL WUDÀJJHUH GD XQ VROH DXWXQQDOH FKH PL KD IDWWR GD FLFHURQH SHU WXWWR LO SHUFRUVRFROSHQGRFRQLUDJJLJOLVTXDUFL FKLDQWLJLDQL ULPDVWL RIIXVFDWL OR VFRUVR anno dalle lacrime di tramontana.

H

9LJQHFROOLQHFDVRODUL,OSURÀORGL6LHQD XQ PRGHOOLQR GL /HJR 6WUDGH ELDQFKH FKHSLELDQFKHQRQVLSXz6DQ*XVPq FRQ L VXRL YLFROL VLOHQ]LRVL ULVYHJOLDWL GDOOR ´VFLDEDWWDUHµ GL  HFRPDUDWRQHWL , FLSUHVVLLQÀODFRPHVROGDWLVXO´SUHVHQWDW DUPµ FKH UHJDODQR HQHUJLD QHOO·XOWLPD salita. Il calore e il colore delle crete

VHQHVL7XWWRTXHVWRqO·HFRPDUDWRQDGHO &KLDQWL XQ·LPPHUVLRQH QHO EHOOR WDQWR EHOOR GD SURQXQFLDUH TXHVWR EDQDOH DJJHWWLYRFRQWUHRSLHOOHFRQODOLQJXD che si solleva schiacciando il palato e VSLQJHQGRLQIXRULJOLLQFLVLYL (VDJHUDWDPHQWH VRGGLVIDWWR FHUFR VX LQWHUQHW DOWUL JLXGL]L UDFFRQWL H WURYR OD VLPSDWLDDVWHOOHHVWULVFHGL5LFNH\*DWHV QHOVXREORJ´PRVWO\SDYHGµ3URSULROXLLO HQQH GHO &RORUDGR FKH O·DQQR VFRUVR KD YLQWR LO WLWROR GL SRGLVWD GHOO·DQQR GL FRUVDLQPRQWDJQDHFKHTXHVW·DQQRVL qFRQFHVVRXQDOXQJDYDFDQ]DHXURSHD D EDVH GL ELFL H FRUVD /XL FKH SHU VDOLUH VXO SDOFR D ULWLUDUH LO WHU]R SUHPLR KD FDPPLQDWR TXDVL FDUSRQL H SHU VFHQGHUH WUH VFDOLQL KD IDWWR SL VPRUÀH GL -HUU\ /HZLV 6WDQFR VÀQLWR GRORUDQWH DOSXQWRGLVFULYHUH´,XQGHUVWDQGIXOÀOOLQJ

“TROP P PARLA O FACILE RNE B ENEµ WKHFXULRVLW\RIUXQQLQJDPDUDWKRQRQFH ,·OOQHYHUXQGHUVWDQGUXQQLQJDPDUDWKRQ D VHFRQG WLPHµ RYYHUR TXDOFRVD WLSR ´FDSLVFR OD FXULRVLWj GL FKL YXRO FRUUHUH OD PDUDWRQD DOPHQR XQD YROWD PD QRQ FDSLUzPDLFKLYXROHFRUUHUODXQDVHFRQGD YROWDµ  6LQWHVL SHUIHWWD GL TXHVWD FRUVD 5LFNH\FRQWLQXDYDDULSHWHUH´ZRQGHUIXOµ FRQO·DFLGRODWWLFRDOLYHOOLLPSURSRQLELOL (·FRVuLOWUDLOJLRLDHGRORUHLOSDUDGRVVR SLHOHPHQWDUHO·HVVHQ]DGHOODFRUVD(LO &KLDQWL RIIUH TXHVWR VHPSOLFLWj H JDUER SURIXPDWL GL PRVWR LQ XQD JDORSSDWD FKH ÀQLVFH WURSSR SUHVWR H FKH WL ODVFLD VXOOH JXDQFH GXH SLFFROH JULQ]H IUHVFR ULFRUGR GL XQ JRGLPHQWR OXQJR  chilometri. ʈ S PIRITO TRAIL [ N O VE MBRE 20 0 8 ] -

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[CRONACHE...]

TRA GIOCO

E TRAIL ROMA NO LIMITS - 5 OTTOBRE 2008 “UNA VIA DI MEZZO TRA GIOCHI SENZA FRONTIERE E UNA GARA PODISTICA”. QUESTA È STATA L’UNICA RISPOSTA CHE ABBIAMO SAPUTO DARE IO E ILENIA, QUANDO CI CHIEDEVANO COSA ANDAVAMO A FARE QUESTO FINE SETTIMANA. CI SERVIVA UNA DOMENICA “DIVERSA”, PER STACCARE UN PO’ LA SPINA DALLO “STRESS AGONISTICO” DELLE TANTE COMPETIZIONI, ALLE QUALI ABBIAMO PARTECIPATO QUEST’ANNO... Testo di Matteo >teomat< Ghezzi Foto di Matteo Ghezzi e ROMA NO LIMITS

C

osì domenica mattina arriviamo ad Anguillara Sabazia. Fa ancora fresco, ci cambiamo il più tardi possibile e facciamo riscaldamento, cogliendo l’occasione per provare i primi “giochi” che ci attendono, mentre si avvicina l’orario di partenza. Lo speaker invita tutti a posizionarsi dietro la “linea” di partenza, dove linea in questo caso significa “squadra di giocatori di rugby”. L’adrenalina sale, inizia a sentirsene nell’aria l’odore, anzi no, quello che si sente è odore di… benzina! Vengono accesi falò e fumogeni, si parte! Saltando tronchi e pali metallici, attraversando una cortina di fumo e le fiamme de “L’Inferno”, strisciando sotto una rete metallica, si raggiunge la prima barriera, dove l’attenzione è d’obbligo perché si è in tanti e si rischia di farsi male. Gli ultimi metri sulla sabbia ed entriamo nel lago; con l’acqua, fortunatamente non fredda, fino alla vita, superando alcune file di bidoni, raggiungiamo la rete che ci permette di issarci “all’arrembaggio” sul molo attraverso cui torniamo sulla terraferma per addentrarci poi nelle strade di Anguillara, che lasciamo nuovamente poco dopo costeggiando il lago. Prima di allontanarci dalla riva, superiamo un tratto di “sabbie mobili”: qualcuno ci finisce dentro, gli altri lo aiutano a uscirne e si prosegue con un saliscendi alla fine

del quale ci troviamo… in un fosso, in cui percorriamo una decina di metri uscendo giusto in tempo per saltare qualche fila di pneumatici e il cassone di un camion. Finalmente si corre un po’, attraversando labirinti di corde, campi di terra smossa, recinzioni di filo spinato e una piccola “giungla” prima di arrivare al lungo lago, in fondo al quale entriamo nuovamente in acqua per prendere una collana con un moschettone che dovremo portare al traguardo. Un breve tratto collinare, una salita molto ripida e con terreno instabile e siamo al bivio dove i militari che partecipano al Cism Day Run hanno il giro di boa, mentre noi proseguiamo in gruppo arrivando alla grotta e aiutandoci a vicenda per uscirne. Una calata di 5 metri e un’altra serie di saliscendi che, uniti a tutti i cambi di ritmo e agli sforzi per sostenere le prove, cominciano a far sentire le gambe piuttosto dure e a far salire parecchio i battiti cardiaci. Mentre ci avviciniamo alla prova successiva, ci supera un atleta che va al doppio della nostra velocità: più tardi scopriremo che sarà lui il vincitore. Una palizzata di un paio di metri, qualche balla di fieno e qualche metro strisciando in un tubo d’alluminio e possiamo nuovamente correre attraverso una fitta vegetazione (spinosa!). Ci infiliamo poi nel “Vietcong tunnel”. Io decido di non farlo camminando S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 2 1


e così, complice una piccola scivolata, mi sgambetto da solo e arrivo direttamente in ginocchio, ma tanto qui bisogna strisciare! Cosa peraltro non certo semplice, date le numerose spine e lo spazio veramente esiguo. Superata anche questa prova si sale e si scende davanti ad una cascina, dove si scavalca un cancello, un muro, si sale al secondo piano e per scendere si salta su balle di fieno, scavalcando un muretto e correndo qualche centinaio di metri prima del ponte tibetano. Una ripida salita e un’altrettanto erta discesa, alla quale segue un’arrampicata di una decina di metri sempre con corde, finita la quale la quantità di acido lattico in circolo forse provoca una visione: sembrerebbe un ristoro, anzi no, lo è! Il tempo di bere un sorso e si ricomincia, prima superando una rete e poi passandoci sotto, stavolta però in uno spesso strato di fango, con accanto il cameraman che “sadicamente” ci riprende in questa che è l’ultima prova prima dell’agognato traguardo al quale si arriva dopo qualche km. Giusto il tempo per far seccare il fango, ripercorrendo il lungolago dove ci aspetta l’applauso del pubblico, un bel piatto di pasta e un bel bagno, naturalmente nel lago per lavare via la terra! In sintesi, manifestazione promossa a pieni voti, organizzazione pure! È vero che non si può certamente definire un trail, ma solo perché la Roma No Limits è semplicemente fuori dai canoni di qualsiasi altra competizione alla quale siamo abituati in Italia: una sorta di parco giochi per bambini cresciuti. Tuttavia, lo Spirito Trail anima questa gara, nella quale gli atleti si aiutano continuamente l’un l’altro, si corre in mezzo alla natura, qualche volta addirittura dentro, e le premiazioni sono rigorosamente in natura e uguali per tutti i premiati. ʈ S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 2 2


[CRONACHE...]

CASCADE CREST

100

10th edition – 23 agosto 2008 Testo di Leonardo >leosorry< Soresi Foto di Glenn Tachiyama

IN EUROPA L’ACRONIMO CCC FA SUBITO VENIRE IN MENTE LA COURMAYEUR-CHAMPEXCHAMONIX, LA COSIDDETTA “MEZZA” DEL MONTE BIANCO, COME VIENE INGIUSTAMENTE ETICHETTATA UNA DELLE GARE PIÙ BELLE E DURE DEL CALENDARIO. NEGLI STATI UNITI LO STESSO ACRONIMO INDICA INVECE LA CASCADE CREST CLASSIC, UNA 100 MIGLIA CHE QUEST’ANNO HA FESTEGGIATO IL SUO DECIMO ANNIVERSARIO E CHE NON POTREBBE ESSERE PIÙ DISTANTE DALLA SUA “CUGINA” FRANCESE.

[ R ITOR N O A L L E OR I GI N I ]

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A

lla Cascade Crest i partecipanti sono appena un centinaio, mentre alla partenza nella piazza di Courmayeur si schierano ormai 2.500 concorrenti. Se oltreoceano sono la solitudine e il silenzio ad accompagnare le falcate dei trailers, qui nel vecchio continente non è raro assistere ad episodi di â&#x20AC;&#x153;codeâ&#x20AC;? che impediscono di correre. Identica è invece la bellezza: se qui ci si trova a percorrere il balcone che dĂ  sui ghiacciai del Bianco, laggiĂš ci si muove tra cascate e laghi alpini con il Mount Rainier sullo sfondo. Simile è anche la â&#x20AC;&#x153;corsa alle iscrizioniâ&#x20AC;?: pur non raggiungendo gli eccessi francesi, anche alla Cascade Crest questâ&#x20AC;&#x2122;anno sono bastate due settimane per raggiungere il limite massimo di partecipanti. Le Cascade Mountains sono una catena montuosa di origine vulcanica lunga 1.100 km che corre parallela DOOH FRVWH GHO 3DFLĂ&#x20AC;FR DQGDQGR GDO QRUG GHOOD &DOLIRUQLD Ă&#x20AC;QR DOOD %ULWLVK Columbia canadese, attraversando tutto lâ&#x20AC;&#x2122;Oregon e lo Stato di Washington. Le Cascades fanno parte del Cerchio di )XRFR GHO 3DFLĂ&#x20AC;FR XQ DQHOOR GL YXOFDQL FKH FLUFRQGD O¡RFHDQR 3DFLĂ&#x20AC;FR OH uniche eruzioni vulcaniche avvenute nel WHUULWRULRGHJOL6WDWL8QLWLVLVRQRYHULĂ&#x20AC;FDWH proprio qui. Questa origine geologica fa sĂŹ che il paesaggio delle Cascade Mountains sia del tutto particolare: i vulcani piĂš alti dominano il paesaggio circostante, svettando ad unâ&#x20AC;&#x2122;altitudine doppia rispetto alle montagne intorno. Ad esempio il Mount Rainier con i suoi 4.392 metri, può essere tranquillamente osservato ad occhio nudo da 160 km di distanza, poichĂŠ attorno non ci sono altre YHWWHVXIĂ&#x20AC;FLHQWHPHQWHDOWHGDLPSHGLUQH la visuale. La Cascade Crest Classic si corre nelle High Cascades, nello stato di Washington, ad un centinaio di km ad est di Seattle. Nonostante queste montagne siano attraversate da diverse linee ferroviarie e da autostrade, gran parte della zona rimane tuttoggi selvaggia e priva di tracce del passaggio dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo. Distanza, dislivello complessivo e un terreno di gara a volte tecnico fanno della Cascade Crest una delle gare piĂš dure nel panorama dellâ&#x20AC;&#x2122;ultratrail nordamericano. Anche il clima non aiuta i concorrenti, dato che può andare dal freddo piĂš intenso come QHOO¡HGL]LRQHĂ&#x20AC;QRDWHPSHUDWXUHGL 30° come accaduto nel 2006. La corsa parte dalla cittadina di Easton, nella contea di Kittitas, per farvi ritorno dopo 160 km, e soprattutto dopo aver attraversato i luoghi piĂš belli della zona. Oltre il 75% del chilometraggio totale viene percorso su singletrack, cioè su stretti sentieri montani, mentre solo il restante 25% passa sulle piĂš ampie strade forestali. Proprio per lâ&#x20AC;&#x2122;origine vulcanica delle Cascades di cui si è accennato prima, la gara raggiunge unâ&#x20AC;&#x2122;altitudine massima di appena 1.780 metri, accumulando comunque un dislivello importante (6.250 metri). Nonostante le modeste altezze raggiunte dai concorrenti, non è raro trovare ancora neve sui sentieri: le Cascade Mountains sono infatti famose S PIRITO TRA IL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 2 4


per le precipitazioni nevose molto abbondanti, che nemmeno in agosto si VFLROJRQRGHĂ&#x20AC;QLWLYDPHQWH /DSDUWHQ]DqĂ&#x20AC;VVDWDDOOHGHOPDWWLQR un orario insolito per unâ&#x20AC;&#x2122;ultramaratona, con il preciso scopo di far sĂŹ che anche gli atleti piĂš veloci siano costretti ad affrontare almeno una parte del percorso nella piĂš completa oscuritĂ . Nei primi dieci km i concorrenti percorrono il John Wayne Pioneer Trail che li porta a salire Ă&#x20AC;QRDO*RDW3HDN 9HWWDGHOOD&DSUD GD cui si può giĂ  osservare tutto il percorso di gara. Arrivati al 16° miglio (25° km) si arriva a Blowout Mountain, dove il percorso GHOOD &DVFDGH &UHVW VL XQLVFH DO 3DFLĂ&#x20AC;F Crest Trail (PCT), il piĂš grande sentiero americano (4.000 km!) che percorre WXWWD OD FRVWD GHO 3DFLĂ&#x20AC;FR GDO &DQDGD JLĂ&#x20AC;QRDOOHDVVRODWHVSLDJJHFDOLIRUQLDQH di San Diego. Per i successivi 50 km i FRQFRUUHQWL ULPDQJRQR VXO 3DFLĂ&#x20AC;F &UHVW Trail: in questa sezione, pur non essendo SUHVHQWH XQD VHJQDOHWLFD VSHFLĂ&#x20AC;FD SHU la gara, è praticamente impossibile perdersi, in quanto i segnali da seguire sono quelli generali del PCT. A detta di molti concorrenti questa parte della gara è un vero e proprio Paradiso del trail runner: le condizioni del terreno sono RWWLPHHLOSURĂ&#x20AC;ORRQGXODWRVHQ]DJURVVH salite o discese troppo ripide, permette di correre in scioltezza. Giunti a metĂ  di questa sezione si arriva a Stampede Pass, primo grande punto di rifornimento della gara, dove la maggior parte dei concorrenti spedisce le lampade frontali e lâ&#x20AC;&#x2122;abbigliamento di cui avranno bisogno durante la notte. Stampede è anche il primo cancello orario della gara: il regolamento prevede che i concorrenti impieghino non piĂš di 10 ore e mezza

per percorrere questi primi 52 km. Da Stampede Pass si risale verso Yakima Pass, dove i concorrenti seguono il sentiero che conduce a Mirror Lake, uno dei punti forti GHOODJDUD3HUPLJOLDVLFRUUHDĂ&#x20AC;DQFR GHOOH DFTXH GHO ODJR FKH ULĂ HWWRQR OH luci del tramonto oppure il cielo stellato, a seconda dellâ&#x20AC;&#x2122;orario in cui ci si arriva. A Olallie Meadows (75° km) la gara lascia il 3DFLĂ&#x20AC;F&UHVW7UDLOHDIIURQWDODFRVLGGHWWD â&#x20AC;&#x153;Sezione delle Funiâ&#x20AC;?, tre km di discesa ripida e scivolosa in cui i concorrenti tentano di non scivolare afferrandosi alle funi tirate dagli organizzatori. Dopo aver terminato questa discesa infame si entra nel â&#x20AC;&#x153;Tunnelâ&#x20AC;?, unâ&#x20AC;&#x2122;altra delle caratteristiche che hanno reso nota la Cascade Crest. Per quasi quattro km i concorrenti si immergono in una galleria scavata al di sotto di una montagna: non câ&#x20AC;&#x2122;è illuminazione e spesso dentro il tunnel câ&#x20AC;&#x2122;è XQDQHEELDĂ&#x20AC;WWDFKHULĂ HWWHODOXFHGHOOH lampade frontali, rendendole pressochĂŠ LQXWLOL 6XSHUDWD TXHVWD GLIĂ&#x20AC;FROWj VL DUULYD a Hyak, il ristoro che precede la salita verso Keechelus Ridge. Da qui si affronta poi la lunga discesa che potrebbe essere anche rilassante se i concorrenti non sapessero che piĂš avanti li aspetta il lago Kachess. In lingua indiana â&#x20AC;&#x153;Kachessâ&#x20AC;? voleva dire â&#x20AC;&#x153;Foresta Maledettaâ&#x20AC;?, ed è dalle rive di questo lago che inizia infatti il â&#x20AC;&#x153;Trail from Hellâ&#x20AC;? (Sentiero dallâ&#x20AC;&#x2122;Inferno). Si tratta di un sentiero di appena 8 km, in FXLQRQVRQRSUHVHQWLGLVOLYHOOLVLJQLĂ&#x20AC;FDWLYL ma che è caratterizzato da un terreno di gara estremamente tecnico, con tratti piuttosto stretti, in cui è bene procedere FRQ DWWHQ]LRQH 3HUĂ&#x20AC;QR L WRS UXQQHU impiegano circa 90 minuti per percorrerlo tutto, mentre agli altri occorrono almeno due ore e mezza. Una volta giunti al

ristoro di Mineral Crrek mancano meno di 20 miglia alla conclusione, ma purtroppo si tratta della parte piĂš dura anche se piĂš bella dellâ&#x20AC;&#x2122;intera gara. Occorre infatti affrontare la salita verso Mount Thorp, caratterizzata dai cosiddetti Cardiac Needles (â&#x20AC;&#x153;Aghi Cardiaciâ&#x20AC;?), una serie di brevi ma ripidissime salite in cui è impossibile correre e, se si è in crisi, RFFRUUH IHUPDUVL D ULSUHQGHUH Ă&#x20AC;DWR ,O SURĂ&#x20AC;ORDOWLPHWULFRGLTXHVWDSDUWHGLJDUD assomiglia ad un elettrocardiogramma, con tutte quelle salite pazzesche ed altrettante discese vertiginose. Il premio di tutta questa fatica sono però i panorami PR]]DĂ&#x20AC;DWRYHUVRO¡$OSLQH/DNHV:LOGHUQHVV e verso la Stuart Range. Dalla cima di Mount Thorp mancano ormai 12 miglia, quasi tutte di discesa, anche se correre con 140 km giĂ  nelle gambe, anche abbozzare un semplice ritmo da jogging è una bella impresa. Nelle ultime 4 miglia VL ODVFLD GHĂ&#x20AC;QLWLYDPHQWH LO VHQWLHUR H VL rientra nella civiltĂ  arrivando ad Easton lungo larghe piste forestali. Quasi tutti coloro che scelgono di partecipare alla Cascade Crest Classic, lo fanno perchĂŠ vi si respira lâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera che ha accompagnato le origini delle 100 miglia americane piĂš famose. â&#x20AC;&#x153;Qui câ&#x20AC;&#x2122;è ancora la magia che trentâ&#x20AC;&#x2122;anni fa animava la Western States o la Leadville 100â&#x20AC;? dice Kent Holder, un corridore di 61 anni, che ha scelto la CCC come ultima 100 miglia per chiudere in bellezza la sua carriera atletica. In conclusione, la Cascade Crest Classic è la gara perfetta per chi negli ultratrail ricerca unâ&#x20AC;&#x2122;autentica solitudine interiore, XQ¡LQWHQVDVĂ&#x20AC;GD VSRUWLYDHGHLSDQRUDPL da sogno. Ę&#x2C6;

S PIRITO TRA IL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 2 5


LA CORSA IN... CIFRE CASCADE CREST CLASSIC 100

Partenza:

Easton (Stato di Washington, ad est di Seattle)

Arrivo:

Easton (Stato di Washington, ad est di Seattle)

Distanza:

100 miglia (160 km)

Percorso:

75% sentieri, 25% strade forestali

Dislivello+:

6.250 m

Altitudine massima :

1.780 m

Partecipanti:

107 concorrenti

Arrivati:

77 atleti (72%)

Tempo del vincitore

20:49:40

Tempo ultimo arrivato

31:29:18

Record Maschile:

Todd Walzer 19:52

Record Femminile:

Darcy Africa 21:15

Note: 15 aid station (ristori). Possibilità di spedire i ricambi in 4 punti differenti del percorso Tempo limite:

32 ore

Prossima edizione:

Agosto 2009

Le iscrizioni si apriranno il 1° febbraio 2009 L’anno scorso le iscrizioni si sono chiuse in due settimane Costo

185 $ (€ 140 circa)

Sito web:

www.cascadecrest100.com

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 2 6


I PARERI DEI CONCORRENTI Judy Carluccio (USA) â&#x20AC;&#x201C; 10a in 29h 06â&#x20AC;&#x2122;

La trentina di km che da Stampede Pass portano a Olallie Meadows sono stati senza dubbio i miei preferiti. Si attraversa una grande valle passando per un maJQLĂ&#x20AC;FRVHQWLHURDPH]]DFRVWD6RWWRVLYHdono torrenti e una moltitudine di stagni, H DG XQ FHUWR SXQWR VL ULVDOH D Ă&#x20AC;DQFR GL una cascata. Il punto peggiore è invece sicuramente il Tunnel: la nebbia lĂŹ denWUR q FRVu Ă&#x20AC;WWD FKH OD OXFH GHOOD ODPSDGDĂ&#x20AC;QLVFHSHUDFFHFDUWLHGqIDFLOHIDUVL prendere dal panico. La cosa migliore è puntare il fascio di luce verso i lati, cosĂŹ da poter vedere almeno le pareti. Quando sono uscito dal quel tunnel umido e freddo le stelle della notte non mi sono mai sembrate cosĂŹ belle. Herb Reeves (USA) â&#x20AC;&#x201C; 28h 55â&#x20AC;&#x2122; La Cascade Crest è stata la mia prima 100 miglia in assoluto: essendo una delle gare considerate piĂš dure il mio obiettiYRHUDVRORTXHOORGLĂ&#x20AC;QLUHQHOWHPSROLPLte di 32 ore e cercare di divertirmi il piĂš possibile. Mi sono alimentato male nella SULPDPHWjJDUDHĂ&#x20AC;QRDOULVWRURGL2ODOlie Meadows non sono stato in grado di mangiare nulla di solido. Nella seconda metĂ  non ho invece avuto alcun problema, e incredibilmente mi sono ritrovato a VXSHUDUHFRQFRUUHQWLDQFKHQHOODGLIĂ&#x20AC;FLOH VDOLWDYHUVR0RXQW7KRUS,OWHPSRĂ&#x20AC;QDOH nonostante un errore di percorso nelle ultime ore di gara, va ben al di lĂ  delle mie aspettative: senza dubbio il prossimo anno correrò unâ&#x20AC;&#x2122;altra 100 miglia.

CLASSIFICA MASCHILE

Joe Lee (USA) â&#x20AC;&#x201C; 8° in 23h 35â&#x20AC;&#x2122;

LE CLASSIFICHE

CLASSIFICA FEMMINILE

Negli Stati Uniti ci sono molte 100 miglia che mi piacerebbe correre ma ho scelto la Cascade Crest Classic per il suo percorso duro e panoramico allo stesso tempo. Le mie aspettative non sono andate deluse: giĂ  la prima salita verso Goat Peak, su un sentiero panoramico su tutto il gruppo delle Cascades e con il Mount Rainier sullo sfondo, valeva tutta la fatica che avrei dovuto affrontare. La parte piĂš bella è stata però la serie dei Cardiac Needles e la salita a Mount Thorpe, con WXWWLTXHLSUDWLWUDERFFDQWLGLĂ&#x20AC;RULJLDOOLH viola. La cima del Mount Thorpe è senza dubbio uno dei luoghi piĂš belli in cui sono mai stata.

Pos

Tempo

Nome

1

20:49:40

Tom Ederer

2

21:15:24

Phil Shaw

3

21:40:00

Keith Knipling

4

21:47:42

Jesse Berwald

5

22:22:36

Jamie Gifford

6

22:46:00

Stan Holman

7

23:05:05

Arthur Martineau

8

23:35:49

Joe Lee

9

23:48:11

Devin Corcoran

10

24:17:47

Sean Lang

Pos

Tempo

1

23:06:13

Suzanna Bon

2

24:16:40

Gwen Scott

3

25:22:27

Wendy Wheeler

4

25:49:23

Darla Brader

5

26:48:11

Van Phan

6

26:52:36

Monica Hochs

7

27:40:00

Kris Ryding

8

28:48:02

Julie Treder

9

29:04:10

Jamie Keizer

10

29:06:52

Judy Carluccio

Nome

Ben Blessing (USA) â&#x20AC;&#x201C; 28h 55â&#x20AC;&#x2122; La Cascade Crest 100 è cosĂŹ dura da far sembrare la Western States un gioco da ragazzi. Oserei dire che per me è stata XQ¡HVSHULHQ]D SL VSLULWXDOH FKH Ă&#x20AC;VLFD Faccio anche fatica ad indicare quale sia stata la parte piĂš dura: non esistono parole per descrivere quanto sia stato orribile il sentiero tra Kachess Lake e Mineral Creek. Brutale, non ci sono altre parole SHUGHVFULYHUHLOSHUFRUVR$OODĂ&#x20AC;QHLPLHL piedi erano distrutti, ma lâ&#x20AC;&#x2122;anima era tornata come nuova!

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 2 7


[TRAIL AUTOGESTITI...]

LA VALLE I SICILIANA

TA

Testo: Marco <marcobummi> Flamminii Minuto Foto: Roberto Alesii

ERANO GIĂ&#x20AC; PASSATE PIĂ&#x2122; DI QUATTRO ORE E AVEVAMO PERCORSO OLTRE 20 CHILOMETRI QUANDO ELISABETTA MI

CHIESE:

â&#x20AC;&#x153;COME

MAI

HAI

ORGANIZZATO QUESTA COSA?â&#x20AC;?.

G

iĂ , come mai? Non che non lo sapessi, ma la domanda mi era stata rivolta cosĂŹ a bruciapelo da non darmi il tempo di fornire una risposta HVDXULHQWHRPHJOLRFKHHVDXULVVHĂ&#x20AC;QRLQ fondo i reali motivi per i quali avevo deciso di organizzare questo Trail Autogestito. Per capirlo bene bisogna che vi parli un poâ&#x20AC;&#x2122; di piĂš della Valle Siciliana e del percorso che avevo scelto. La valle in realtĂ  è tale un poâ&#x20AC;&#x2122; per modo di dire, nel senso che è sĂŹ una valle ma lo è in maniera un poâ&#x20AC;&#x2122; atipica. Geomorfologicamente non si presenta con la classica forma concava racchiusa fra due versanti opposti. Eâ&#x20AC;&#x2122; piĂš un JUDQGH DQĂ&#x20AC;WHDWUR GL FLPH PRQWXRVH che si raccoglie attorno ad una zona di colline. In poche parole questa parte dellâ&#x20AC;&#x2122;Abruzzo teramano è caratterizzata da due ambienti molto diversi fra loro: a valle troviamo il clima temperato delle colline coperte di oliveti e vigne, in montagna dominano le grandi faggete e le radure vocate al pascolo estivo. Non ci sono mezze misure, in quota per 6-8 mesi lâ&#x20AC;&#x2122;anno regna la neve, mentre a valle si raccolgono i frutti della terra. Le montagne sono talmente piĂš alte rispetto alle colline da essere ben visibili anche dalle delle vallate adiacenti e persino dalle spiagge della costa. La vetta del Corno Grande, in particolare, si erge con unâ&#x20AC;&#x2122;imponenza tale da sembrare uno dei grandi quattromila delle Alpi. Ne consegue che correre verso il suo paretone illuminato dal sole del primo mattino è uno spettacolo, e farlo in una tersa mattina di inizio autunno come è capitato a noi lo scorso 5 ottobre ti

mette veramente di buonumore. La prima salita fa sbuffare un poâ&#x20AC;&#x2122; e per entrare nellâ&#x20AC;&#x2122;abitato di Cerchiara si è obbligati a passare sotto ai piloni in cemento dellâ&#x20AC;&#x2122;autostrada, ma questo è lâ&#x20AC;&#x2122;unico breve tratto paesaggisticamente brutto del percorso. I pascoli soprastanti regalano una visuale unica. Da una parte il re dellâ&#x20AC;&#x2122;Appennino e dallâ&#x20AC;&#x2122;altra le colline che scendono dolcemente verso lâ&#x20AC;&#x2122;azzurra distesa del mare Adriatico. Passati accanto alle casette di roccia situate nei pressi della fonte Chiavatteri si entra in una dimensione meno verticale del percorso ma non meno bella. Una lunga carrareccia pressochĂŠ pianeggiante permette di compiere un grande giro attorno alla valle immersi nelle faggete che ammantano i pendii delle cime della catena del Gran Sasso. Sulla sinistra del tracciato comincia a vedersi il canale di gronda. Opera semisconosciuta e probabilmente volutamente tenuta nascosta per decenni per motivi strategici, questo lunghissimo canale seminterrato raccoglie gran parte delle acque che scendono dai pendii delle montagne che dominano la Valle Siciliana. Il canale parte nei pressi della forra di Fossaceca e dopo un lungo giro si inabissa nella montagna poco dopo lâ&#x20AC;&#x2122;abitato di Casale San Nicola. Qui una condotta sotterranea porta le acque poco a valle di Pietracamela da dove proseguono la loro corsa in discesa verso la valle del Vomano, dove vengono raccolte nella diga di Piaganini per alimentare una prima centrale elettrica. Un sistema di pompaggio notturno porta lâ&#x20AC;&#x2122;acqua dal lago di Piaganini a quello

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 2 8


della Provvidenza situato piĂš a monte, e da questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo lago un altro sistema di pompaggio notturno trasferisce le acque nel lago di Campotosto, il piĂš grande LQYDVR DUWLĂ&#x20AC;FLDOH G¡(XURSD $ TXHVWR punto lâ&#x20AC;&#x2122;acqua non deve far altro che scendere nella valle del Velino, da dove VFRUUHĂ&#x20AC;QROWUH5LHWLUDJJLXQJHQGRLOODJR di Piediluco e con un ultimo grande balzo piomba giĂš dalla cascata delle Marmore alimentando la grande centrale elettrica adiacente alle acciaierie di Terni. A questo punto piĂš di qualcuno si chiederĂ  come sia possibile che unâ&#x20AC;&#x2122;opera simile sia FRVuSRFRFRQRVFLXWDHGRYHVLDQRĂ&#x20AC;QLWL i documenti che testimoniano lâ&#x20AC;&#x2122;immane sforzo di tantissimi operai che per anni sono saliti quotidianamente quassĂš a scavare, trivellare e puntellare con mezzi tecnologici che oggi farebbero sorridere. Negli anni â&#x20AC;&#x2122;30, quando questa opera venne realizzata, la produzione di acciaio era assolutamente strategica per il paese, che per giunta era anche in guerra: evidentemente allora parlarne era un rischio troppo grande e piĂš tardi probabilmente molti se ne sono dimenticati. Sta di fatto che il canale di gronda è ancora lĂŹ, lo abbiamo visto DIĂ&#x20AC;RUDUH VSHVVR IUD IDJJL JLJDQWHVFKL che sembrano volerne celare ancora il segreto e per un tratto ci abbiamo corso addirittura sopra. Durante questo trail la sua è stata una presenza costante e discreta, quasi una guida. Un altro elemento che non si può fare a meno di notare da queste parti sono gli

eremi. La chiesa sopra Casale San Nicola, attualmente in fase di restauro, e quella di Santa Colomba situata appena sopra alle Piane del Fiume, sono solo alcune testimonianze di quanto fosse diffuso il IHQRPHQRGHOO¡HUHPLWDJJLRĂ&#x20AC;QRLQHSRFD recente. Lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo eremita del Gran Sasso dâ&#x20AC;&#x2122;altronde è scomparso solo allâ&#x20AC;&#x2122;inizio del 1900. I luoghi in cui sono vissuti degli eremiti sono spesso permeati di racconti piĂš o meno fantasiosi e la valle non ne è certo esente. Lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo tratto di bosco del nostro percorso conduce alle rovine del castello di Santa Maria a Pagliara, luogo panoramico per eccellenza e avvolto da unâ&#x20AC;&#x2122;antica leggenda. Si narra che FKH &RORPED H %HUDUGR Ă&#x20AC;JOL GHO FRQWH di Pagliara, ricca casata che governava la zona attorno al 1100, decisero di abbandonare i loro agi per condurre una vita di solitudine e di povertĂ : Berardo andò verso il mare mentre Colomba optò per i monti. La ragazza (pare che allâ&#x20AC;&#x2122;epoca avesse 16 anni) inizialmente si sistemò in una piccola grotta ma non vi rimase a lungo perchĂŠ venne allontanata da un cacciatore. Per sfuggire alle proposte amorose del giovane cercò un altro ricovero e raggiunse una casetta abbandonata sulla cima di questo colle. Qui si stabilĂŹ vivendo di frutta selvatica e radici. Il fratello Berardo, nel frattempo, si era ritirato nel monastero di S. Giovanni in Venere e anni dopo venne nominato vescovo di Teramo. Prima di recarsi alla

sua nuova sede episcopale passò per la casa paterna col desiderio di rivedere la sorella, ma non la trovò. Era gennaio e câ&#x20AC;&#x2122;era molta neve sulla montagna, ciononostante si diresse verso i monti e dopo un lungo pellegrinaggio notò la casupola dalla quale fuoriusciva del fumo. Quando bussò per chiedere ospitalitĂ  fu felice di constatare che chi gli aveva aperto era proprio sua sorella. Passarono tutta la notte raccontandosi i fatti avvenuti in tutti quegli anni trascorsi lontani lâ&#x20AC;&#x2122;uno dallâ&#x20AC;&#x2122;altro. Il giorno successivo Colomba constatò tristemente che non aveva cibo da offrire al fratello, ma TXDQGRVLDIIDFFLzDOODĂ&#x20AC;QHVWUDYLGHFKH il ciliegio posto vicino alla casetta era carico di frutti nonostante la stagione rigida. Il miracolo però ebbe un epilogo tragico: la notte successiva la ragazza si VYHJOLzLQSUHGDDGHLIRUWLGRORULDOĂ&#x20AC;DQFR le sue grida fecero accorrere il fratello, che ebbe appena il tempo di raccogliere la sua confessione. Berardo la seppellĂŹ al SLDQRLQIHULRUHGHOO¡HGLĂ&#x20AC;FLR A questo punto, terminate le suggestioni legate al percorso, dovrei raccontarvi del timballo di scrippelle e di tutte le altre leccornie che ci siamo sbafati dopo essere rientrati a Isola. Ma descrivere anche questo sarebbe troppo. Se verrete a trovarmi prometto di accompagnarvi anche in questo genere di trail, magari dopo aver corso un poâ&#x20AC;&#x2122; su qualche altro sentiero, nella Valle Siciliana ne abbiamo DVXIĂ&#x20AC;FLHQ]DSHURUJDQL]]DUHDOWUL7$Ę&#x2C6;

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 2 9


[INTERVISTE...]

Elizabeth

Hawker

Lorenza

Visentin

a cura di Matteo >emme< Grassi

POCHE RIGHE LE RIFLESSIONI CHE LIZZY E LORENZA CI OFFRONO PER IL CONSUETO APPUNTAMENTO DELLA

DUWLQHO SKRWR‹)UHDQFHVFR0

E’ POSSIBILE RIASSUMERE IN

OL

traduzione dall’inglese di Gualtiero >krom< Linetti

DOPPIA INTERVISTA?

HOLQGD6R ULFH

POCHI TECNICISMI, SE NON NULLI, MA TANTA,

SKRWR‹%

DAVVERO TANTA PASSIONE E... FILOSOFIA: DUE “SPIRITI TRAIL” IN ASSOLUTA LIBERTA’.

1. Anzitutto: vuoi presentarti?

Elizabeth (Lizzy) Hawker, 32 anni, nata a Londra (UK).

/RUHQ]D 9LVHQWLQ GHO  FUHVFLXWD QHO WUHYLJLDQRHYLFHQWLQDGLDGR]LRQH

2. Quando e perché hai iniziato a correre? Hai mai smesso per poi riprendere?

Ë GLIÀFLOH ULFRUGDUH LO WHPSR LQ FXL QRQ FRUUHYR+RVHPSUHFRUVRDQFKHVHVROR SHUPHVWHVVD$OO·LQL]LRHUDVRORXQPRGR SHU VWDUH DOO·DULD DSHUWD XQ DQWLGRWR DO QRQSRWHUYLYHUHVXOOHPRQWDJQHRSSXUH XQ PRGR SHU IDUH XQ SR· GL ÀWQHVV +R VPHVVRGLFRUUHUHVRORGXUDQWHOHVSHGL]LRQL DOSLQLVWLFKH R VFLDOSLQLVWLFKH R TXDQGR VRQRLQPDUHYHUVRO·$QWDUWLFRSHUFURFLHUH GLULFHUFD GXUDQWHOHTXDOLSHUDOWURXWLOL]]R ODSDOHVWUDGHOODQDYH 3HULOUHVWRVRORJOL LQIRUWXQLPLSRVVRQRIHUPDUH

)LQR D  DQQL ID O·DWWLYLWj VSRUWLYD HUD SRFR FRQWHPSODWD QHOOD PLD YLWD +R FRPLQFLDWR IUHTXHQWDQGR XQ JUXSSR GL DPLFL OD 3ROLVSRUWLYD 7RUUHVHOOH L PLHL ´HURLµ IRUWLVVLPL VN\UXQQHUV DOSLQLVWL VFLDWRULSHUSDVVLRQHHQRQSHUDJRQLVPR H SD]LHQWL FRQ L QHRÀWL FRPH PH +R VPHVVRDOVHFRQGRLQFLGHQWHDOJLQRFFKLR GHVWURFKHKRGRYXWRRSHUDUHHQRQKR SL FRUVR SHU  DQQL 1HO IUDWWHPSR q VXEHQWUDWD OD ELFL GD FRUVD +R ULSUHVR GLVRUGLQDWDPHQWH VROR SHU WHQHUPL LQ IRUPDHYLWDQGRDFFXUDWDPHQWHTXDOVLDVL WLSRGLFRPSHWL]LRQHÀQRDTXHVW·DQQR S PIRITO TRA IL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 3 0


SKRWR‹0DUN+DUWHOO

3. Hai iniziato subito a correre in montagna? E quando a spingerti oltre i 42 km?

9LYHQGR QHO VXG GHOO·,QJKLOWHUUD SHU PROWL DQQLODPDJJLRUDQ]DGHOOHPLHFRUVHVLq VYROWDVXVWUDGDPDUWHOODQGRO·DVIDOWR1RQ FHUWR OD FRVD SL HQWXVLDVPDQWH /D PLD SULPDFRUVDROWUHLNPIXSUREDELOPHQWH OD JLRUQDWD VXOOD 6RXWK 'RZQV :D\  PLJOLD  VX XQ SHUFRUVR HVFXUVLRQLVWLFR QHO VXG GHOO·,QJKLOWHUUD IXJJHQGR GD 6RXWKDPSWRQHGDOPLRGRWWRUDWRSHUXQ JLRUQR 9ROHYR YHGHUH VH HUR FDSDFH GL FRUUHUHVXXQDOXQJDGLVWDQ]D8QDPLFR VWDYD WHQWDQGR GL FRQYLQFHUPL D IDUH OD ´%RE *UDKDP 5RXQGµ XQD VÀGD VXOOH EUXJKLHUHEULWDQQLFKHQRQXQDVHPSOLFH JDUDPDSURSULRXQDVÀGDFKHVLFRPSLH QHO /DNH 'LVWULFW DWWRUQR D  FLPH VX XQD GLVWDQ]D GL FLUFD  PLJOLD 0D OD PLD SULPD XOWUD FDSLWz LQYHFH SHU FDVR (UD XQD JDUD GL  PLJOLD VX SLVWD QHO VXGGHO*DOOHVDOFXQLDPLFLFKHVLHUDQR LVFULWWL PL SHUVXDVHUR D SDUWHFLSDUYL 1RQ DYHQGRFRUVRVXSLVWDÀQGDLWHPSLGHOOD VFXROD IX DEEDVWDQ]D VFRQYROJHQWH 0D GDO ULVXOWDWR GL TXHO JLRUQR IXL LQYLWDWD D UDSSUHVHQWDUH O·,QJKLOWHUUD DL FDPSLRQDWL GHOOD*UDQ%UHWDJQDGHOGLNP

3ULPD GL FRPLQFLDUH D FRUUHUH GXUDQWH XQD SDVVHJJLDWD VXO 3DVXELR FRQ PLR PDULWR/XFLDQRLQFRQWUDPPRXQUDJD]]R FKH VDOLYD GL FRUVD /R JXDUGDPPR FRPHVLSRWUHEEHIDUHFRQXQPDU]LDQR QRQ SRWHYR FHUWR LPPDJLQDUH FKH SRFR WHPSR GRSR DYUHL ULSHUFRUVR TXHOOH RUPH 6u KR FRPLQFLDWR VXELWR LQ PRQWDJQD H KR IDWWR DQFKH GHOOH PDUDWRQH FRQ SRFD SUHSDUD]LRQH H PROWDLQFRVFLHQ]D,SHUFRUVLROWUHLNP OLKRDIIURQWDWLVRORTXHVW·DQQRTXDVLSHU FDVRSULPDQRQQHVDSHYRQXOOD

4. Parliamo un po’ di allenamento e di gare: ti segue qualcuno oppure sei un corridore fai da te? Ti tieni aggiornata leggendo riviste o libri che parlano di allenamento? Segui delle tabelle?

1RQ VRQR DELWXDWD D FRPSUDUH ULYLVWH VSHFLDOL]]DWH FRVu OH OHJJR VROR TXDQGR PL FDSLWDQR WUD OH PDQL ( GDYYHUR QRQ VHJXR WDEHOOH GL DOOHQDPHQWR FKH VL WURYDQRQHLOLEUL&RUURDGDOWROLYHOORVROR GD SRFKL DQQL FRVu OD FRUVD q ULPDVWD XQD FRVD FKH KR DSSUHVR GD VROD H SHU PH VWHVVD &RPXQTXH RUD PL VRQR PHVVD LQ WHVWD GL HVSULPHUH DO PHJOLR LO PLRSRWHQ]LDOHHGLDOOHQDUPLFRQFULWHULR 4XHVWRLQYHUQR SULPDGHOO·LQIRUWXQLRFKH KDLQWHUURWWRO·DOOHQDPHQWR KRLQL]LDWRDG RVVHUYDUHXQRVSHFLÀFRSURJUDPPDFKH LQFOXGHYDDOFXQHSURYHVXSLVWDHTXDOFKH VHVVLRQHFRQDOWULSRGLVWL6DUDK3RZHOO H[ PDUDWRQHWD ROLPSLFD EULWDQQLFD  PL KD GDWR FRQVLJOL HG q GLYHQWDWD XQD PLD FDUDDPLFD

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5. Quanti km corri mediamente in una settimana, in un mese, in un anno? E quando stai preparando un’ultra come aumentano i carichi di lavoro?

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6. Ti alleni solo correndo o fai anche palestra, cross training, o altri sport di resistenza?

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S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 3 1


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7. Per preparare un’ultra che tipo di allenamenti fai? Ripetute, medio, lungo, lunghissimo? Con che distanze e a che ritmi? E su che terreni?

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8. Quante gare hai corso nel 2008? Quante maratone e quante ultra?

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9. Raccontaci qualcuna delle tue esperienze: qual è stata la corsa/gara più bella che hai fatto? La più lunga, la più dura, la più “strana”? Quella che non rifaresti?

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10. Qual è la gara che stai ancora sognando?

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S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 3 2


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11. Hai ancora gare in programma per il 2008? E per il 2009?

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12. Corri da sola o hai compagni di allenamento? E alle gare ci vai da sola?

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13. Ti è capitato di conoscere nuove persone, correndo? Di fare amicizie? O magari di innamorarti?

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14. Parliamo di alimentazione: segui una dieta? Sei sempre attenta a quello che mangi oppure no, e ti concedi qualche vizio ogni tanto?

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15. Cosa mangi prima di una gara lunga? E durante? E dopo?

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16. Oltre la corsa: hai un diario, un quaderno di appunti, un blog? Tieni traccia o memoria delle tue corse?

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17. Come concili la corsa con tutto il resto (lavoro, famiglia...)?

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18. Hai uno sponsor o ti paghi tutto da sola? Riesci a prendere qualche SUHPLRDOOHJDUH"+DLPDLTXDQWLÀFDWR quanto ti costa correre in un anno?

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19. Cosa vuol dire per te correre un ultratrail? Cosa ti spinge a fare corse estreme?

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20. Scusa ma... perché corri?

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21. ...tema libero!

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[VADEMECUM...]

NOVEMBRE:

S

fermarsi per ripartire con criterio Testo di Gualtiero >krom< Linetti

INIZIA LA STAGIONE FREDDA E PER CHI HA GAREGGIATO TUTTO Lâ&#x20AC;&#x2122;ANNO SULLE ULTRADISTANZE SI PUĂ&#x2019; RAGIONEVOLMENTE CONSIDERARE DI ESSERE NEL BEL MEZZO DI UN PERIODO DI RIPOSO... RIPOSO â&#x20AC;&#x153;ATTIVOâ&#x20AC;?, SI INTENDE!

e lungo lâ&#x20AC;&#x2122;anno abbiamo ripetuto il medesimo gesto atletico è sacrosanto attendersi, il corpo e la mente ce lo chiedono, un distacco della spina, semplicemente occupandoci, con ritmi non DJRQLVWLFL GL VSRUW SL R PHQR ´FRQĂ&#x20AC;QDQWLÂľ trekking, alpinismo, mountain bike, nuoto, sci PDODOLVWDSRWUHEEHQRQĂ&#x20AC;QLUHTXL  Ogni disciplina consente di mantenere allenati uno o piĂš aspetti tipici del trail e, al contempo, VWLPRODUH DOWUL VHWWRUL $ IURQWH GL TXHVWR VL potrĂ  notare un sensibile calo generale delle SUHVWD]LRQL Ă&#x20AC;VLFRDWOHWLFKH WXWWDYLD SRVVLDPR considerarlo realisticamente coerente con LO QRVWUR OLYHOOR GL DWOHWL DPDWRUL ,R UHSXWR infatti normale, naturale, una messa a punto Ă&#x20AC;VLRORJLFD GHO QRVWUR PRWRUH D]]HUDQGR ORJRUDPHQWLDUWLFRODULRPXVFRODULDQFKHTXHOOL meno percepiti ma potenzialmente non meno SHULFRORVLHVWDQFKH]]HPHQWDOLHQRQLQYLVWD GLXQULQQRYDUVLHXQULSDUWLUHPRWLYDWLHSULYLGL TXDOVLDVLLPSHGLPHQWRHVWDWRQHJDWLYR Ă&#x2039;LQTXHVWRSHULRGRFKHVLLQL]LDDSHQVDUHDJOL RELHWWLYL H DO SURSULR SHUVRQDOH FDOHQGDULR 2009. Nel programmare la futura stagione è ORJLFR SHQVDUH DOO¡LQYHUQR FKH OD SUHFHGH come lo spazio ideale, lontano dallâ&#x20AC;&#x2122;assillo di competizioni e di conseguimento della forma HFFHOVDDWXWWLLFRVWLGRYHLQVLVWHUHHFRVWUXLUH le caratteristiche atletiche basilari del nostro VSRUWRSSXUHGDQGRPDJJLRUULVDOWRDTXHJOL aspetti che abbiamo notato carenti durante la stagione appena conclusa. 1HOSUHGLVSRUUHODSHUVRQDOLVVLPDHLQGLYLGXDOH SHU FDUDWWHULVWLFKH FDULFKL H JDUH  WDEHOOD DQQXDOHGREELDPRTXDQWRPHQRFRQRVFHUH come siano prodotti gli adattamenti organici alle sollecitazioni dellâ&#x20AC;&#x2122;allenamento. $GDWWDPHQWL FKH RYYLDPHQWH VRQR WHVL D PLJOLRUDUHLOOLYHOORGLSUHVWD]LRQL Ad ogni sollecitazione il corpo risponde DGDWWDQGRVL ULSRUWDQGRVL LQ HTXLOLEULR Lâ&#x20AC;&#x2122;allenamento intenso, sotto carico, è una sollecitazione. Se lâ&#x20AC;&#x2122;organismo ha il necessario WHPSR GL UHFXSHUR WHQGHUj D ULHTXLOLEUDUVL compensando con un adattamento delle SURSULH FDUDWWHULVWLFKH RYYHUR VL DXPHQWHUj LO SURSULR OLYHOOR SUHVWD]LRQDOH 3DUH EDQDOH ma spesso sfugge ai piĂš: i tempi del carico SURJUHVVLYR H TXHOOL GHO UHFXSHUR VRQR entrambi di fondamentale importanza. Come ha importanza la seduta di riposo (o di corsa ULJHQHUDQWHSHUTXHOOLFKHQRQULHVFRQRDVWDUH IHUPL GRSRXQDOOHQDPHQWRPROWRLQWHQVR 5LFDULFKLDPR TXLQGL OH SLOH IDQWDVWLFKLDPR VXL QRVWUL RELHWWLYL IXWXUL PD QRQ XWLOL]]LDPR OD stagione alle porte per allenarci senza soste. I tempi del recupero e dello scarico sono LPSRUWDQWLWDQWRTXDQWRTXHOOLGHOO¡DOOHQDPHQWR intenso. Programmiamo sĂŹ, ma con criterio e con una distribuzione del carico coerente e SURJUHVVLYDHLQWHUYDOODQGRQRQROWUHOHGXH tre settimane, una settimana con uscite di recupero e carico meno intenso. Ę&#x2C6; S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 3 6


[MATERIALI...]

SALOMON XT WINGS A cura di Leonardo >leosorry< Soresi

F

in dal 2001 sono sempre stato un grande fan delle XA Pro della Salomon (vi ricordate il primo modello con quei tre colori assurdi, giallo, rosso e blu?). Ne restai conquistato, per lâ&#x20AC;&#x2122;ottima tenuta anche nelle condizioni di terreQRSLLQĂ&#x20AC;GHHSHUODUDSLGLWjFRQFXLVL asciugavano una volta bagnate. Purtroppo si trattava di una scarpa che non aveva nellâ&#x20AC;&#x2122;ammortizzazione e nel supporto le sue caratteristiche migliori, tanto che le aziende concorrenti affermavano malignamente che per Salomon â&#x20AC;&#x153;il cushioning era un optional non incluso nel prezzoâ&#x20AC;?. Con i modelli successivi, Xa Pro 2 e Xa Pro 3D, le caratteristiche di ammortizzazione furono migliorate, rimanendo però ancora sostanzialmente inferiori rispetto ai modelli realizzati dai produttori di scarpe da strada. Nonostante questa carenza, la Salomon è diventata indiscutibilmente il produttore leader di scarpe da trail: basti pensare che allâ&#x20AC;&#x2122;ultimo UTMB ROWUH LO  GHL Ă&#x20AC;QLVKHU LQGRVVDYD VFDUSH Salomon! Non contenta dei risultati di mercato raggiunti, la casa francese dal 2008 ha deciso di puntare su un nuovo modello, la XT Wings, per rispondere allâ&#x20AC;&#x2122;esigenza di maggiore cushioning fatta rilevare dagli ultratrailer. La XT riprende alcuni degli elementi di maggior successo che caratterizzavano la serie XA Pro, inserendo però un triplo strato di EVA sotto il tallone per GDUHTXHOOLYHOORGL´HODVWLFLWjÂľFKHGRSR molte ore di corsa, è un sollievo per gi-

S PIRI TO TRA IL [N O VE M BR E 200 8] - 3 7


nocchia ed articolazioni. Oltre a questo strato di materiale elastico, la Salomon ha introdotto una combinazione di elementi denominati AC Muscleâ&#x201E;˘ e AC Skeletonâ&#x201E;˘, che assicurano da un lato un migliore assorbimento degli shock da impatto del piede sul terreno, dallâ&#x20AC;&#x2122;altro un mantenimento delle caratteristiche di ammortizzazione durante tutta la vita utile della scarpa. /DJLjHFFH]LRQDOHVWDELOLWjGHOORFKDVVLV delle XA Pro è stata ulteriormente sviluppata in queste XT Wings attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;introduzione di una tecnologia chiamata AC Tendonâ&#x201E;˘, un sistema capace di assicurare una migliore coesione tra i vari elementi della suola, cosĂŹ da consentire una corsa piĂš agile e quindi piĂš naturale. ,Q GHĂ&#x20AC;QLWLYD VL WUDWWD GL XQD VFDUSD FKH parte dai risultati sin qui sviluppati dalla Salomon e che tenta di spostare il baricentro verso caratteristiche di comfort e ammortizzazione che prima passavano in

secondo piano. La scarpa perfetta insomma? Ci siamo molto vicini, almeno per corridori di ultraWUDLO FKH QRQ IDQQR GHOOD YHORFLWj LO ORUR punto di forza. Esistono però ancora alcune aree in cui câ&#x20AC;&#x2122;è spazio per ulteriori miglioramenti. Intanto il peso: 390 grammi (in misura 43) non sono pochi. A questo riguardo è però interessante la concezione di Salomon secondo cui non è tanto importante il peso complessivo della scarpa, quanto la sua distribuzione in tutta la lunghezza del piede. Mentre negli altri modelli il peso è diviso equamente tra avampiede e tallone, nelle XT Wings la parte posteriore risulta piĂš leggera rispetto alla parte anteriore, permettendo XQDFRUVDSLĂ XLGD In secondo luogo è stato mantenuto il tanto amato e odiato sistema di chiusura Quicklace Systemâ&#x201E;˘, costituito da un cordino in kevlar che basta tirare per regolare il livello di chiusura della scarpa.

$PDWR SHUFKp PROWR HIĂ&#x20AC;FDFH H SHUFKp regala la sensazione di poter veramente stringere bene la scarpa intorno al piede. Odiato perchĂŠ pur essendo costruito in un materiale come il kevlar, non sono stati pochi in passato gli episodi di rottura di questo sistema di chiusura. E mentre per XQD VFDUSD QRUPDOH q VXIĂ&#x20AC;FLHQWH DYHUH a disposizione un qualsiasi tipo di laccio di riserva, nel caso delle Salomon, pur essendoci dei kit per la sostituzione del laccio, è pressochĂŠ impossibile farlo in gara. ,QĂ&#x20AC;QH XQ XOWLPR DSSXQWR q VXO JULS GHOOD scarpa: il materiale con cui è costruita la suola è rimasto lo stesso dei modelli precedenti (il Contagripâ&#x201E;˘), ma è cambiata la disposizione dei tasselli: a mio avviso la FDSDFLWj GL WHQXWD q OHJJHUPHQWH LQIHriore rispetto a quella delle XA Pro, mantenendosi comunque ad un livello molto elevato. Â&#x2039;

PARAMETRI DI VALUTAZIONE Comfort: il piede percepisce lâ&#x20AC;&#x2122;interno della scarpa come comodo? ReattivitĂ ODVFDUSDVLPXRYHĂ XLGDPHQWHDFFRPSDJQDQGRLOSLHGHGDOODIDVH di appoggio a quella di stacco da terra? Ammortizzazione: la scarpa è adeguatamente ammortizzata? StabilitĂ  OD VFDUSD RIIUH DGHJXDWD VWDELOLWj LQ IDVH GL DSSRJJLR VX XQ WHUUHQR sconnesso? La scarpa è in grado di impedire storte alle caviglie o altri potenziali infortuni? Grip/DVXRODqLQJUDGRGLDVVLFXUDUHVXIĂ&#x20AC;FLHQWHWHQXWDULGXFHQGRLOULVFKLRGL scivolare sia su fondi asciutti sia bagnati? Protezione: la scarpa protegge il piede negli urti contro rocce, pietre, radici? Sistema di chiusura: è in grado di impedire al piede di scivolare verso la punta durante le discese? Peso: qual è il peso della scarpa?

VALUTAZIONE delle SALOMON XT WINGS

Comfort:

OTTIMO

Sin dal primo utilizzo risultano estremamente comode e non presentano particolari riJLGLWjFKHSRVVDQRFDXVDUHYHVFLFKH,OVLVWHPD6HQVLĂ&#x20AC;WDYYROJHLOSLHGHGDQGRSUHFLsione e sicurezza alla calzata. Lâ&#x20AC;&#x2122;imbottitura interna in materiale spugnoso fa addirittura pensare di stare indossando delle scarpe da strada anzichĂŠ da trail. Ottima anche la WUDVSLUDELOLWjHFRQWHQXWRLOWHPSRGLDVFLXJDWXUD

ReattivitĂ :

ECCELLENTE

Il sistema AC Tendon sembra funzionare davvero bene: la corsa ne risulta naturale e anche i movimenti di accelerazione sono piĂš agili e richiedono meno sforzo.

Ammortizzazione:

OTTIMA

Si vede che questa XT Wings è stata progettata tenendo in mente gli ultra trail estremamente lunghi. Il triplo strato in EVA fa il suo lavoro egregiamente e anche dopo parecFKLHRUHODVHQVD]LRQHGL´HODVWLFLWj¾ULPDQHLQDOWHUDWD&RQVLJOLDWDTXLQGLSHUTXDOVLDVL distanza anche per gli atleti di peso elevato.

StabilitĂ :

ECCELLENTE

3HUPHWWHGLPXRYHUVLLQYHORFLWjVXVHQWLHULVFRQQHVVLOLPLWDQGRDOPLQLPRJOLVIRU]LSHU mantenere lâ&#x20AC;&#x2122;equilibrio. La scarpa è ideale per chi ha un appoggio pronatore.

Grip:

MOLTO BUONO

Qui lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza di Salomon si fa sentire e la sensazione durante la corsa è di completa sicurezza. Il grip è però leggermente meno aggressivo di quello della serie XA Pro. La suola non ha mostrato segni precoci di usura.

Protezione:

ECCELLENTE

/DSURWH]LRQHLQJRPPDDQWHULRUHqSLFKHVXIĂ&#x20AC;FLHQWHFRVuFRPHODSURWH]LRQHODWHrale.

Sistema di Chiusura:

BUONO

&RPHJLjVFULWWRqXQVLVWHPDWUHPHQGDPHQWHHIĂ&#x20AC;FDFHFKHSHUzqSRFRĂ HVVLELOHH FKHSXzGDUHSUREOHPLGLDIĂ&#x20AC;GDELOLWj4XHVWRqXQYHUVDQWHVXFXLVLSRVVRQRDQFRUD IDUHPLJOLRUDPHQWLPDJDULVWXGLDQGRXQVLVWHPDGLDOODFFLDWXUDSLDIĂ&#x20AC;GDELOH

Peso:

BUONO

La scarpa, pur con un peso di 390 grammi (versione maschile e misura US10.5), risulta FRPXQTXHOHJJHUD,OVLVWHPD$&7HQGRQDVVLFXUDXQDĂ HVVLELOLWjFKHPDVFKHUDEHQHL 30-40 grammi di differenza rispetto ad altri modelli. SPIRITO TRA IL [N O VE M BRE 20 0 8] - 38


SALOMON XT WINGS Comfort:

Reattività:

CONDIZIONI DI TEST Distanza: 200 km Terreno: sassi, rocce, fango, erba

Ammortizzazione: Stabilità: Sistema di chiusura:

Protezione:

DATI TECNICI Peso: 390 gr vers. maschile Prezzo: 130 € (consigliato) Misure: uomo: da US 6,5 a 13,5 Garanzia: 1 anno Colori: rosso/nero, verde/grigio, arancione/grigio

Grip: CONSIGLIATA PER Peso:

Appoggio: Pronatore, neutrale Tipo gara: Ultra Trail Atleta veloce: allenamento Atleta lento: gara o allenamento

Prezzo:

SALOMON XT WINGS Il giudizio dei lettori Le ho usate tutta l’estate per le gare di lunga durata (LUT-GTV-CCC-PdP). Non posso che parlarne bene, certo un po’ rigide, ma sicuramente molto ammortizzanti, cosa che per un peso massimo come me (87 kg) è importante! Non le consiglio ai pesi piuma (60/70 kg), sopra sì! Comunque, per rodarle bisogna farci qualche km in allenamento. Scarpe, come tutte le SALOMON, molto tecniche e adattabili anche all’asfalto, purché non siano troppi km. Grip ottimo per tutti i terreni e tutte le gare, dalle skyrace alle Ecomaratone. Per il chilometraggio penso non si superino i 6/700 km, che per una scarpa da Trail non è poco. Prezzo un po’ alto, ma se avete uno sponsor come me (mia moglie) non avete nessun problema! gio62 Subito ero scettica perché ero abituata alle XA PRO che sono molto più rigide, soprattutto sul collo del piede, ed era una cosa che mi dava sicurezza in discesa. Poi, dopo aver fatto delle uscite lunghe di 4-5 ore, ne sono rimasta entusiasta! Niente vesciche e piedi doloranti, soprattutto il tallone ammortizzato aiuta a mantenere un passo ‘’elastico’’ anche quando la stanchezza lo rende pesante. Per ora le ho usate solo su sentieri appenninici e mi piacciono, ho il dubbio che sulle Dolomiti, in discese ripide e sassose, serva maggiore attenzione proprio perché essendo morbide lasciano il piede libero di muoversi... ma non lo proteggono. elisa

SPIRITO TRA IL [N O VE M BR E 200 8] - 3 9


[CONCORSO FOTOGRAFICO...]

“SCATTI… DI CORSA!” “SPIRITO TRAIL” BANDISCE IL 1° CONCORSO FOTOGRAFICO “SCATTI… DI CORSA!” SUL TEMA: “LA CORSA IN NATURA”

OVVERO

IMMAGINI

ED EMOZIONI DEL TRAIL RUNNING.

Regolamento 1. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza distinzione di età o nazionalità. 2. Il concorso prevede una sola categoria ma è lasciata la massima libertà sia nell’interpretazione del soggetto sia nella tecnica. 3. Ogni autore/autrice può presentare XQPDVVLPRGLIRWRJUDÀHLQEQHRFRlore. Sono ammesse elaborazioni digitali. 4. Le opere dovranno avere le seguenti caratteristiche: . essere esclusivamente in formato digitale JPG . essere spedite via e-mail a redazione@ spiritotrail.it . essere nominate con cognome e nome dell’autore e numero progressivo in minuscolo separate da under_score (esempio: rossi_marco_01.jpg rossi_marco_02. jpg ) 5. Le foto potranno essere accompagnate da una didascalia, una storia, una poesia per raccontare l’evento legato al soggetto fotografato. 6. Le foto possono essere state scattate in ogni parte del mondo. 7. Le foto pervenute sono a disposizione della redazione e possono essere utilizzate senza vincolo alcuno. 8. Gli autori, inviando le foto, dispensano la redazione da qualsiasi onere presente e futuro, garantendo che le stesse opere non sono gravate da qualsivoglia diritto. 9. Le opere dovranno essere di proprietà dell’autore, non sono ammesse foto non scattate dell’autore 10. Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile. 11. Ogni autore è responsabile del contenuto delle immagini pervenute e ne autorizza l’esposizione in internet sul sito www.spiritotrail.it 12. La premiazione verrà effettuata in

GDWD H OXRJR GD GHÀQLUVL DO WHUPLQH GHO concorso. 13. L’invio stesso delle foto verrà considerato come accettazione del presente Regolamento.

PREMI Tra le foto pervenute entro il giorno 20 di ciascun mese, la commissione esaminatrice sceglierà la “Foto del mese”

COMMISSIONE La commissione esaminatrice, presieduta dalla fotografa Belinda Sorice, è composta dalla redazione della webzine Spiritotrail. La commissione deciderà insindacabilmente le opere da premiare basandosi sui criteri seguenti: 1) QUALITA’ E TECNICA FOTOGRAFICA 2) CREATIVITA’ 3) PUNTO DI RIPRESA /·HOHQFR GHL SULPL FODVVLÀFDWL YHUUj SXEblicato online sul sito www.spiritotrail.it. Il vincitore sarà contattato direttamente dalla redazione.

che verrà pubblicata sulla webzine “Spiritotrail” del mese successivo. Tra le 6 foto prescelte come “foto del mese” nel periodo luglio 2008 – dicembre 2008 verrà scelto un vincitore assoluto, la cui foto verrà premiata con il titolo di “Foto dell’anno”. La foto dell’anno, oltre ad essere pubblicata sul numero di dicembre della webzine, rimarrà esposta per almeno un anno al seguente indirizzo: www.spiritotrail.it S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 0


vallone di Loo (Gressoney) - In gara ティ obbligatorio aiutare chi necessita di aiuto , ma in allenamento di piテケ ancora! IRWRGL)DELR$LPR%RRWIDEテ―

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 1


[SCRITTO DA VOI...]

ANCHE NOI

CORRIAMO!

Richiesta-Protesta ai vari Organizzatori di Trail

Runner: MAIA Riva Testo: Alessandra Tosi (mamma) Foto: Alessandro >Otto< Riva(papà)

C

ome spesso succede nei week-end, seguo il mio papà in una delle sua “imprese”! Ma non sempre il tempo lo permette, perchè quando piove io e la mia mamma ce ne stiamo al riparo nel camper (povera mamma, intere domeniche all’interno del camper, mentre fuori si corre!). Ma questa volta abbiamo raggiunto il nostro “eroe” al traguardo; e sorpresa per me, anch’io avevo da correre la mia gara! Un mini giro, (due per i più grandi) al traguardo della Monterosa Skyrace di Alagna. Mi sono divertita, ho corso e ho anche vinto la mia medaglietta di legno, la prima, (chissà le prossime!!!); e c’erano anche un sacco di premi a sorteggio. E’ stata una bella esperienza, ma che fatica correre! Infatti per un pezzo, la mia mamma mi ha preso in braccio e via di corsa, (beh così per una volta ha corso anche lei!). Dunque bimbi fatevi portare un altr’anno, perchè per una volta corriamo anche noi! ʈ S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 2


[ PREVIEW...]

â&#x20AC;&#x153;TAâ&#x20AC;? dâ&#x20AC;&#x2122;AUTUNNO Testo di Matteo >emme< Grassi Foto di Gianni >giadep< De Polo e Nicole Lasagna

Ă&#x2C6;

quando si spegne il solleone, è con le prime nebbie e con le foglie morte, è con la brina e con lâ&#x20AC;&#x2122;aria pungente che si entra in stagione di TA. Dâ&#x20AC;&#x2122;estate è pieno di gare, lunghe, corte, alte e basse e chi piĂš ne ha piĂš ne metta. Proporre un TA in agosto è impresa ardua e ancora di piĂš è farlo in settembre, quando i trailer iniziano a pagare la tanta fatica profusa sui duri sentieri. Ma ormai anche ottobre è passato e le gare in calendario si contano sulla punta delle dita, un poâ&#x20AC;&#x2122; di riposo lâ&#x20AC;&#x2122;abbiamo

I

fatto e abbiamo ricaricato le batterie del nostro spirito. Siamo pronti a ripartire e ad addentrarci nellâ&#x20AC;&#x2122;avventura collaudata ed apprezzata dei TA? Certo che sĂŹ, maâ&#x20AC;Ś cosa? Câ&#x20AC;&#x2122;è qualcuno laggiĂš che non sa cosâ&#x20AC;&#x2122;è un TA, non ne ha mai sentito parlare? Strano maâ&#x20AC;Ś lo ripetiamo volentieri: â&#x20AC;&#x153;TAâ&#x20AC;? sta per â&#x20AC;&#x153;Trail Autogestitiâ&#x20AC;?, vere e proprie alternative alle gare che appunto in questo periodo scarseggiano, per noi che non siamo proprio capaci di starcene a casa con le pantofole a guardare la tivvĂš. E cosĂŹ ci siamo inventati anche questi raduni per correre in gruppo. Va

però precisato che piĂš che allenamenti in senso stretto, i TA offrono lâ&#x20AC;&#x2122;occasione di scoprire luoghi e paesaggi e di conoscere nuovi ambienti naturali anche lontani da casa, luoghi che magari altrimenti non avremmo mai visitato. Grazie ai TA si gira lâ&#x20AC;&#x2122;Italia: Alpi, Prealpi, Appennino e colline, lâ&#x20AC;&#x2122;importante è un buon itinerario, tanti sentieri e, non GLPHQWLFKLDPROR XQ EXRQ ULVWRUR Ă&#x20AC;QDOH ovviamente autogestito, che abbiamo ribattezzato â&#x20AC;&#x153;terzo tempoâ&#x20AC;?. Avete capito lĂ  in fondo? Tutto chiaro? %HQH ULSUHQGLDPR LO Ă&#x20AC;OR GHO GLVFRUVR allora: quando, dove, e soprattutto come si svolgeranno i prossimi TA.

A T

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 3


A T I - 9 novembre, Recoaro - Pian di Giazza (Vi), TA DELLE PICCOLE DOLOMITI, organizzato da >pollo< che scrive sul Forum di Spiritotrail: Venghino venghino siore e siori, il T.A. delle Piccole Dolomiti è confermato, con il percorso corto 21km 1500m D+, partenza a quota 1200m, quota max 2250m, spettacolare, con passaggio su quattro valli, Agno Chiampo Illasi e Vallarsa, e tre province, Vicenza Verona e Trento, la parte alta in ambiente dolomitico... Sì, sì, avete letto giusto, 9 novembre, ovvero… fra pochissime ore, sbrigatevi allora a raccogliere tutte le informazioni che servono per confermare la vostra presenza. 16 novembre, Monghidoro (Bo), Appennino Tosco-Emiliano, SCARICALASINO TRAIL, proposto da >Mark<, che scrive sul Forum di Spiritotrail: Il trail parte da Monghidoro, scende, poi sale a Ca di Morandi (dove ci sarebbe di cantare “zumba zumba zum zumba zumba zum andavo a 100 all’ora” davanti alla casa del grande Gianni”) e monte Piano per poi scendere, passando alcuni storici pillastrini, alla val di Savena… Con una presentazione così non vorrete certo mancare! Metti caso che ci sia pure il Gianni nazionale… cosa state aspettando … (ma non faceva “ciunga ciunga ciu ciunga ciunga ciu - la la la la - ciunga ciunga ciu ciunga ciunga ciu - la la la la la - andavo a cento all’ora - per trovare la bimba mia - ye ye ye ye ye ye ye ye…” ?). - 23 novembre, Valmareno (Tv), Prealpi trevigiane, TA ANNIVERSARIO AL COL DE MOI, proposto da >emme< (cioè io), che scrive sul Forum di Spiritotrail: Il 25 novembre 2007 si svolgeva il 1° TA. Che ne dite di festeggiare il 1° anniversario ripercorrendo le tracce di quella giornata da pionieri e che ormai è storia??? A un anno dal primo TA, ci ritroviamo nello stesso posto, sugli stessi sentieri e, soprattutto, nella stessa osteria per il brindisi di rito. Vi aspetto numerosi! S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 4


[ PREVIEW... ]

Brescia, 23 Novembre

MADDALENA URBAN TRAIL Testo di Gualtiero >krom< Linetti Foto di Trail Running Brescia

T

rail Running Brescia (TRB) è unâ&#x20AC;&#x2122;associazione sportiva che si è costituita circa un anno fa raccogliendo uno sparuto gruppo di appassionati bresciani del trail e ottenendo, in poco tempo, eccellenti risultati in termini di adesioni e fama. Lâ&#x20AC;&#x2122;associazione, ormai composta da quasi quaranta atleti, sta cercando di diffondere la passione per la corsa in natura. E da questo principio, fortemente condiviso, è nata questa idea poi concretizzatasi nel â&#x20AC;&#x153;Maddalena Urban Trailâ&#x20AC;?. Il monte Maddalena è la propaggine meridionale delle prealpi bresciane che quasi si insinua nel territorio cittadino e offre una

Ă&#x20AC;WWD UHWH GL VHQWLHUL EHQ VHJQDODWL H LQ sicurezza. Il trail proposto percorre alcune di queste tracce partendo dal tessuto XUEDQR Ă&#x20AC;QR D VYLOXSSDUVL DWWRUQR DOOH colline circostanti. Il 23 Novembre infatti, TRB organizza lâ&#x20AC;&#x2122;edizione dimostrativa (la â&#x20AC;&#x153;zeroâ&#x20AC;?) di questo appuntamento, unâ&#x20AC;&#x2122;occasione di incontro e di introduzione tra gli appassionati H L QHRĂ&#x20AC;WL GHOOD GLVFLSOLQD 6L SRWUDQQR scegliere tre distanze (12, 21 e 27 km, con GLVOLYHOOLWRWDOLFKHYDULDQRGDPĂ&#x20AC;QRD 1250 m), tutte ad anello. I percorsi, anche impegnativi ma totalmente privi di tratti pericolosi e immersi del Parco Collinare di Brescia (una realtĂ  comprendente anche FLQTXH FRPXQL OLPLWURĂ&#x20AC; DO FDSROXRJR  alternano ripide salite, ma anche sinuosi SURĂ&#x20AC;OL FRUULELOL EHOOH GLVFHVH SRFKLVVLPR asfalto, molti passaggi spettacolari nel sottobosco e alcune visuali panoramiche

notevoli: gli Appennini, il lago di Garda, il 0RQWH%DOGROHSUHDOSL%UHVFLDQHĂ&#x20AC;QRDO lontano Monte Rosa che troneggia nelle giornate particolarmente limpide. Il tutto nei caldi colori dellâ&#x20AC;&#x2122;autunno inoltrato. Lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento permetterĂ  ai trailer bresciani di far conoscere uno scenario completamente immerso nella natura, a tratti anche selvaggio, a ridosso di una zona fortemente antropizzata. Ę&#x2C6; 6XO pos VLWR ZH sibile E info rma trovare GHOO¡DVV RF z ioni sit prat nel de LD]LRQH es ttag ic trail . h e. lio t  VDUj runn g o o utte ingb gle resc le .c info ia o m/ .trail bres sit cia@ e/ gma il.co m

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 5


[ PREVIEW...]

TRAIL dei DUE LAGHI Testo di Marco >marcobummi< Flamminii Minuto Foto di Carlo Ricci

ROMA Ă&#x2C6; UNA METROPOLI SUI GENERIS. IN MEZZO A QUARTIERI DENSAMENTE POPOLATI

E

PERENNEMENTE TRAFFICO

SI

ARTERIE

DI

ASFALTO

CONGESTIONATE TROVANO

TANTE

DAL AREE

VERDI. DAGLI IMMENSI PARCHI DI VILLA BORGHESE E VILLA PAMPHILII AI PARCHI NATURALI COME QUELLO DELLâ&#x20AC;&#x2122;APPIA ANTICA, LE AREE NATURALI APERTE AL PUBBLICO NON MANCANO. ALCUNE DI ESSE SONO ANCHE MOLTO ESTESE, BASTA OSSERVARE UNA MAPPA DELLA CAPITALE PER RENDERSENE CONTO.

Q

uesta connotazione non viene meno quando si esce dalla cittĂ , in pratica usciti dal grande cerchio del Grande Raccordo Anulare si è subito immersi nellâ&#x20AC;&#x2122;agroromano. Il verde che caratterizza ampie fette della cittĂ  eterna si evidenzia anche nella sua provincia, un territorio decisamente rurale contraddistinto da campi agricoli nella basse valle del Tevere e ampie zone di pascolo sulle colline. Caratteristiche che ritroviamo anche nella zona del lago di Bracciano, uno dei luoghi naturalisticamente piĂš belli a ridosso della capitale. Le tranquille rive del lago sono infatti circondate da colline in cui ampi boschi si inframezzano con vaste aree di pascolo per mucche, cavalli e pecore. In questo scenario si terrĂ  il 14 dicembre la prima edizione di una nuova gara trail. Il percorso non troppo lungo (19 km) nĂŠ troppo duro (non ci sono salite terribili) ma tecnicamente non banale e in un bel contesto panoramico, promette di regalare soddisfazioni un poâ&#x20AC;&#x2122; a tutti. Il tracciato di gara percorre alcune delle piĂš belle carrarecce fra il lago di Bracciano e il suo fratello minore, il lago di Martignano, che negli ultimi anni ha visto crescere parecchio la sua popolaritĂ  fra gli amanti della natura e dâ&#x20AC;&#x2122;estate le sue rive sono spesso piene di bagnanti che

scelgono lâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera intima e rilassata di questi luoghi. Le strade sterrate che vi conducono da Anguillara Sabazia costituiscono il terreno di allenamento abituale di diversi podisti della zona. La voglia di condividere anche con altri la bellezza di questo percorso collinare ha spinto Carlo Ricci e la Anguillara Sabazia Running Club a organizzare questo evento che si propone di diventare la grande classica di apertura del calendario dei trail invernali. Ę&#x2C6;

La gara prenderĂ  il via alle 10 da Anguillara Sabazia (il ritrovo per gli DWOHWLqĂ&#x20AC;VVDWRGDOOHLQSRL  6RQRSUHYLVWLSUHPLLQQDWXUDSHULSULPL XRPLQLHOHSULPHGRQQHROWUHFKH SHULSULPLGLRJQLFDWHJRULD 3HU LQIRUPD]LRQL VL SXz YLVLWDUH LO VLWR ZZZDVUFLWRFRQWDWWDUHGLUHWWDPHQWH O¡RUJDQL]]DWRUH &DUOR 5LFFL DO  /H LVFUL]LRQL FKLXGHUDQQR DO UDJJLXQJLPHQWR GL  SDUWHFLSDQWL SHUWDQWRqEHQHDIIUHWWDUVL

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8] - 4 6


[FLASH GARE...] 09 novembre 2008

YSANGARDA TRAIL CANDELO (Bi) distanza: 31 km dislivello: 500 D+ organizzazione: A.s.d. Sport & Natura www.sportenatura.com http://www.traildeiparchi.com/ info@traildeiparchi.com il percorso SHU XQ  PRGLĂ&#x20AC;FDWR ULVSHWWR DJOL VFRUVL DQQL KD DVVXQWR XQR VYLOXSSRSLOLQHDUHDWWUDYHUVDQGRLO&RPXQHGL&DVWHOOHQJRHLOVXR&DVWHOOR LQ SDUWH ULPDUFDQGR TXHOOD VWUDGD FKH FROOHJDYD L GXH SDHVL SHU XQD OXQJKH]]DWRWDOHGLFLUFDNP3HUFRUVRRQGXODWRQRQYLVRQROXQJKLVVLPH HLPSHJQDWLYHVDOLWHLOIRQGRqTXDVLHVFOXVLYDPHQWHVXWHUUDFRQSRFKLVVLPH pietre. i punti fortiO¡DXWXQQRFRORUDLOSDHVDJJLRORWUDVIRUPDOD%DUDJJLDGLYHQWD VXJJHVWLRQHG¡$IULFDHVHPEUDXQDSDJOLHULQDVDYDQDDIULFDQD8QDVSHWWR FKHUHQGHXQLFDODEDUDJJLDLO9HFFKLR0RQGRHXURSHRFKHV¡LQFRQWUDHVL IRQGHFRQOHVFRQĂ&#x20AC;QDWHSLDQXUHDIULFDQH i passaggi piĂš spettacolariO¡DOWLSLDQRGHOOD%DUDJJLDLO&DVWHOORGL&DVWHOOHQJR la partenza e lâ&#x20AC;&#x2122;arrivo sotto le mura del Ricetto di Candelo che cosa attira di piĂš il trailer: una gara di una lunghezza non eccessiva PDXJXDOPHQWHLPSHJQDWLYDHWRWDOPHQWHLPPHUVDLQXQDPELHQWHQDWXUDOH XQLFRQHOVXRJHQHUH3XzLQROWUHHVVHUHXQ¡RFFDVLRQHGDWRLOGLVOLYHOORPLQLPR per chi volesse avvicinarsi al meraviglioso mondo della corsa in natura.

16 novembre 2008

TRAIL DEL MONTE DI PORTOFINO (Ge) distanza: 23 km dislivello 1250 D+ organizzazione: A.S.D. Atletica Rapallo Golfo Paradiso Recco KWWSZZZPDUFLDUFREDOHQRLt DQGUHDIHUJROD#OLEHURLt il percorsoSDUWHQ]DGD6DQWD0DUJKHULWD/LJXUHVLVDOHĂ&#x20AC;QRD1R]]DUHJR FLUFD DO NP  VL SURVHJXH QHL VHQWLHUL GHO 0RQWH GL 3RUWRĂ&#x20AC;QR VL WRFFDQR OH ORF *DYH 0XOLQL 3LHWUH 6WUHWWH 6DQ 5RFFR GL &DPRJOL 6DQ )UXWWRVR %DVH =HUR H ULWRUQR LQ SLD]]D 0DUWLUL GHOOD /LEHUWj DWWUDYHUVR 1R]]DUHJR 3HUFRUVRGLLQFRPSDUDELOHEHOOH]]DQRQF¡qXQSXQWRGHOSHUFRUVRFKHVLD VFRQWDWRSUDWLFDPHQWHWXWWRLPPHUVRQHOODQDWXUDGHOODJUDQGHYDULHWjGL Ă RUD GDL &DVWDJQL DL 3LQL 0DULWWLPL H '¡$OHSSR *LQHVWUH H &RUEH]]ROL FRQ SDQRUDPLPR]]DĂ&#x20AC;DWRVLDVXO*ROIRGHO7LJXOOLRVLDVXO*ROIR3DUDGLVR i punti fortiODPDQLIHVWD]LRQHYRUUHEEHODQFLDUHGHLPHVVDJJLGLSDFHHGL IUDWHUQLWjLQPRGRSDUWLFRODUHVLYRUUHEEHFRQWULEXLUHDFRVWUXLUHXQPRQGR SLXQLWRGRYHLOULVSHWWRGHOODQDWXUDODVHQVLELOLWjYHUVRJOLXOWLPLODIDFHVVHUR GDSDGURQHFRVuFRPHYHLFRODUHXQDLPSRUWDQWHLGHDFKHWDOYROWDVHPEUD VFRQWDWDPDQRQORqRYYHUR´6DSHUSHUGHUHSHUVDOYDUHODEHOOH]]DGHOOR sportâ&#x20AC;?. i passaggi piĂš spettacolari3LHWUH6WUHWWH6DQ)UXWWXRVR&DPRJOL che cosa attira di piĂš il trailerO¡LQFRPSDUDELOHEHOOH]]DGHOSHUFRUVRGDOOH PRQWDJQHFKHVLVWDJOLDQRDSLFFRVXOPDUHGDLEHOOLVVLPLERUJKLFRPH6DQ )UXWWXRVR FROORFDWL LQ LQ XQD QDWXUD TXDVL LQFRQWDPLQDWD GRYH VL SRVVRQR WURYDUH DQFKH DQLPDOL VHOYDWLFL GDOOH SDUWLFRODUL FDSUH DXWRFWRQH DL cinghiali e ai rapaci.

S PIRITO TRAIL [ N O VE M BRE 20 0 8 ] - 4 7


CALENDARIO NOVEMBRE (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)

08 NOVEMBRE - 100 km degli Etruschi â&#x20AC;&#x201C; Tuscania/Tarquinia (VT) - 100 km su strada - www.italiamarathonclub.it 16 NOVEMBRE - Panoramica della Salute km 6, 12 - Loc. Costa di Vittorio V.to (TV) - 0438.551076 129(0%5(7UDLOGHO0RQWHGL3RUWRÃ&#x20AC;QRNP6DQWD0DUJKHULWD/LJXUH *H ZZZPDUFLDUFREDOHQRLWLQIR#PDUFLDUFREDOHQRLW

DICEMBRE (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti)

08 DICEMBRE - Marcia dellâ&#x20AC;&#x2122;Immacolata km 6, 12 â&#x20AC;&#x201C; Solighetto (TV) - 043 883143 11 DICEMBRE - Skyrunning Valli di Lanzo - Lanzo (TO) - 338 2662405

TXHVWRFDOHQGDULRQRQFRQWHPSODOHFRUVHLQPRQWDJQD)LGDOSHUOH TXDOLVLULPDQGDDOFDOHQGDULRSXEEOLFDWRVXZZZÃ&#x20AC;GDOLW

NOTE: - il calendario è stato redatto sulla base dei calendari pubblicati da:

XQULQJUD]LDPHQWRSDUWLFRODUHD0DXUL]LR6FLOODDOFXLVLWRZZZ PDXVFLOODLWVLULPDQGDSHULOFDOHQGDULRGHLWUDLOIUDQFHVLHVYL]]HUL

www.trailrunningitalia.it www.fsa-sky.org/ita

LOFDOHQGDULRVDUjDJJLRUQDWRPHQVLOPHQWHDJJLXQJHQGRXOWHULRUL LQIRUPD]LRQLRFRUUHJJHQGRHYHQWXDOLHUURUL

ZZZÃ&#x20AC;DVSLWDOLDLWPDQLIHVWD]LRQLKWP ZZZLXWDLWDOLDLWFDOHQGDULKWP

SHUVHJQDODUHQXRYHJDUHRHYHQWXDOLLQHVDWWH]]HVFULYHWHFLD UHGD]LRQH#VSLULWRWUDLOLW

- le corse non appartenenti a questi calendari sono state inserite sulla EDVHGLFRQRVFHQ]HRVHJQDOD]LRQL

*UD]LH

´,2121*(772,0,(,5,),87,µqXQDFDPSDJQDSURPRVVDGD 6SLULWR 7UDLO H ULYROWD D WXWWL L YHUL WUDLOHUV DWOHWL H RUJDQL]]DWRUL SHU WXWHODUH O·DPELHQWH H OD QDWXUD 7URSSR VSHVVR GXUDQWH OHJDUHVLYHGRQRVXOWUDFFLDWRULÃ&#x20AC;XWLODVFLDWLGDLSDUWHFLSDQWL 8QDPDJJLRUHVHQVLELOL]]D]LRQHVHUYLUjDIDUFDSLUHDWXWWLFKH OHFRUVHWUDLOQRQSRVVRQRSUHVFLQGHUHGDTXHVWDVHPSOLFHUHJRODQRQVLJHWWDQRULÃ&#x20AC;XWLSHUWHUUD $LXWDWHFLDGLIIRQGHUHTXHVWRPHVVDJJLRFRQLYRVWULVLWLLYRVWUL EORJRVHPSOLFHPHQWHFRQLOSDVVDSDUROD*UD]LH

Anchâ&#x20AC;&#x2122;io aderisco alla campagna IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI

Monica Carlin

S PIRI TO TRAIL [N O VE M BR E 200 8] - 48


SpiritoTrail2008-08