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SPIRITOTRAIL TRAIL RUNNING WEBZINE

tempo di bilancio

I LOVE TA

interviste

N° 3 - GIUGNO 2008

GALANZINO+GUIDOBALDI preview gare

LAVAREDO ULTRA TRAIL preview gare

ECOMARATONA DEL VENTASSO

cronache

MARATHON DES SABLES

cronache

concorso

FOTO DEL MESE scritto da voi

MANIFESTO SEMISERIO DEL VERO BISONTE TRAIL attualità

FIDAL VS ULTRATRAIL il personaggio

MARCO OLMO vademecum

ALIMENTAZIONE PRE-GARA materiali a confronto

PORTABORRACCE itinerario trail

APPENNINO TOSCANO CALENDARIO 2008

DA PIAZZA A PIAZZA


FOTO di COPERTINA: MARATHON DES SABLES 2008 CIMBALY/PER © MDS2008

“Voltato l’angolo forse ancor si trova / un ignoto portale o una strada nuova”. Con queste parole Frodo Baggins lascia la Contea al termine del Signore degli Anelli. L’hobbit abbandona gli amici e decide di perdersi. Tolkien, l’autore, non lo dice, ma è lecito supporre che il suo protagonista, ferito nel fisico e nell’animo, perdendosi si ritrovi. Sempre più persone, in questi anni, in Italia, cercano una strada nuova nella corsa e la trovano nel trail. La trovano e si ritrovano. Ritrovano se stessi grazie al coraggio di perdere e di perdersi. Perdere: abitudini consolidate in forma di tabelle, aritmetica di distanze e tempi, dipendenza dal cardio-frequenzimetro, passaggi chilometrici precisi, così almeno si dice. Nel trail ogni chilometro è una storia irripetibile, che non genera statistica. Perdersi: dentro e fuori. Uscire dalla certezza del prevedibile, previsto e possibilmente programmato. Perdersi affrontando un tracciato che non sappiamo quanto ci costerà in monete di fatica e cosa tirerà fuori dal sottoscala della nostra coscienza, dove rintaniamo le debolezze, nascondendole agli altri, soprattutto, ma anche a noi stessi. Eppure perdersi ha il suo fascino. Me lo segnalò 15 anni fa Norberto Salmaso, passato dai 1.500 metri in pista al giro delle piramidi: «Un giorno mi allenavo sulla strada di sempre e mi sono chiesto dove andava a finire quel sentiero a fianco che non avevo mai percorso.» E ritrovare se stessi sembra il vero premio. Senza, non mi spiego le “scelte trail” che hanno prima scalfito poi demolito la mia indifferenza di pistaiolo ostinato in disarmo: perché, mi chiedevo, uno come Walter Bonatti, un posto nella storia dell’alpinismo sopravvivendo alla notte all’addiaccio con cui permise la conquista italiana al K2, lascia infine la montagna per la Patagonia? Perché l’Antartide di Messner, primo re degli 8.000? Perché gli abissi di solitudine, freddo e dolore di Ghidoni? Ma soprattutto perché quei sorrisi autentici, immensi, di quelli che chiudevano il Ventasso in 8 ore, tutte di pioggia e freddo nell’edizione del 2004? Chiudo (e ringrazio) storpiando una nota poesia: c’è qualcosa di nuovo, oggi, nella corsa. Anzi, d’antico.

Daniele Menarini - Direttore di “CORRERE” REDAZIONE Simone Brogioni, Matteo Grassi, Gualtiero Linetti, Stefano Michelet, Maurizio Scilla, Leonardo Soresi,

I vostri contributi saranno molto graditi. Scriveteci a: redazione@spiritotrail.it


NOTIZIE FLASH... Ecotrail del Terminillo Lisciano Terminillo (RI)

distanza: 20 km dislivello:1640 m Organizzazione: Associazione Sportiva Terminillo Skyrace tel 339.2115515 info@ terminilloskyrace.it http://www.terminilloskyrace.it/ percorso: partenza da Lisciano per entrare nel Vallone di Lisciano fino alle Pianelle, il tracciato segue uno sterrato immerso nel verde, per poi attraversare una meravigliosa faggeta; uscendo da questa si potrà ammirare l’incantevole Valle degli Angeli con il suo Rifugio la Fossa. Percorrendo di nuovo un breve tratto di bosco di faggio, saremo alla Sorgente Acquasanta, per poi salire sulla Cresta Sassetelli; si recupera fino alla Vetta Sassetelli, dopodiché gli atleti saranno impegnati nel tratto roccioso. Si raggiunge la vetta del Monte Terminillo, si riscende per poi risalire al Rifugio M. Rinaldi. Segue un tratto in discesa fino a Campo Forogna e l’arrivo sulla pista d’atletica dell’impianto

Organizzazione: Guide Alpine Gran Paradiso Canavese tel 3466567562 robycoggiola@gmail.com http:// www.4026.it/ percorso: si svolge in alta quota nel versante piemontese del Parco e segue in gran parte la straordinaria rete delle Strade Reali di Caccia del Gran Paradiso. Punto di partenza è il Lago di Teleccio nel Vallone di Piantonetto, punto di arrivo il Lago di Ceresole Reale in Valle Orco. Il percorso, dominato dai versanti sud delle principali vette del Gran Paradiso, valica 4 colli (Colle dei Becchi, Bocchetta del Ges, Colle della Porta e Colle della Terra) e presenta tratti impegnativi in salita ed in discesa, con possibile attraversamento di tratti innevati, cenge esposte, ripidi pascoli e pietraie.

Lavaredo Ultra Trail Misurina (Bl)

sportivo d’altura.

distanza: 50 km dislivello: 3300 m Organizzazione: CAI Auronzo tel 043599454 lavaredo@ultratrail.it http:// www.ultratrail.it

Ecomaratona delle Madonie Polizzi Generosa (Pa)

percorso: si parte alle 8:00 dalla Villa Gregoriana in località Palus San Marco (1.110 m), a metà strada tra Auronzo e Misurina e, dopo aver attraversato i prati dove d’inverno sorge la pista da sci di fondo, si inizia a salire verso Casera Maraia. Superata la Casera (3,3 km) si continua a salire fino a raggiungere Forcella Maraia, sulla quale sorge il Rifugio Città di Carpi (2.110 m, 5,3 km). Da qui una lunga discesa su strada carrozzabile conduce fino alla Val Marzon (1.190 m, 12,3 km). Si prende a sinistra e si ricomincia a salire fino al bivio per la Val di Cengia, che si imbocca per risalirla tutta fiancheggiando il Rio Cengia, fino ad incontrare il bivio per il rifugio Lavaredo. Prima del rifugio Lavaredo si prende a destra la strada che in breve porta a Forcella Lavaredo (2.454 m, 18,3 km). Questo è il punto più spettacolare del percorso, dove le Tre Cime di Lavaredo incombono sopra di noi. Fiancheggiando le pareti nord delle Tre Cime si arriva a Forcella Col di Mezzo (2.315 m, 21,1 km) per poi scendere in Val de l’Arghena fino a Malga Rin Bianco e poi, dopo una serie di saliscendi, al lago di Misurina (1.750 m, 29 km). Si costeggia il lago e si prosegue verso la Val Popena, fino ai ruderi del Rifugio omonimo (2.200 m, 35,3 km). Si scende dall’altro versante fino al ponte sul fiume Rudavoi, oltrepassato il quale si prosegue sempre in discesa fino ai verdi prati di Valbona (1.377 m, 42,3 km). Ancora in leggera discesa si prosegue per la foresta demaniale di Somadida fino a ritornare alla Villa Gregoriana dove è posto l’arrivo (1.110 m, 50 km).

distanza: 42 km dislivello: 2050 m Organizzazione: Polisportiva Europa Junior tel. 0916194131 fax 091 6194003 info@ ecomaratonadellemadonie.it http:// www.ecomaratonadellemadonie.it/ percorso: partendo da Polizzi Generosa (920 m), il circuito attraversa i luoghi più suggestivi del Parco delle Madonie con un passaggio tra gli Abies Nebrodensis che, considerati dapprima estinti, furono riscoperti nel Vallone Madonna degli Angeli, dove ne sono rimasti una trentina di esemplari unici al mondo. Il percorso prevede il passaggio in vetta al Monte Cervi (1675 m) e alla Madonna dell’Alto (1820 m).

Trofeo Skyrunning Oasi Zegna Trivero (Bi)

distanza: 20 km dislivello: 1500 m Organizzazione: G.S. Ermenegildo Zegna tel. 3382954267/3289345001 oasizegna@ zegnaermenegildo.it www.oasizegna. com percorso: si tratta di un tracciato che si sviluppa in gran parte in cresta; la partenza è al Centro Zegna a Trivero (750 m). Dopo un tratto pianeggiante su asfalto, si imbocca il sentiero che porta alla località Caulera (1.079 m). Si sale seguendo il sentiero fino alla Cima San Bernardo (1.408 m), segue un tratto saliscendi che tocca la Bocchetta di Margosio (1.331 m), la Cima Ragna (1.413 m), il Bocchetto Luvera (1.293 m), si affronta poi la salita alla cresta dell’Argimonia (1.613 m). Si passa in seguito alla Cima Moncerchio (1.621 m) e in discesa si raggiunge il Bocchetto Sessera (1.382 m), dove si imbocca l’ultima salita impegnativa del percorso che porta alla Cima del Monticchio (1.696 m). Proseguendo per cresta si arriva a Colma Bella (1.678 m), si scende quindi all’alpe Montuccia (1.430 m), dalla baita si segue lo sterrato che porta al Bocchetto Sessera e da qui si sale fino ai 1483 m

International Skyrace Carnia Paluzza (Ud)

distanza: 24,25 km dislivello totale 1890 m Organizzazione: U.S. Aldo Moro Tel 3398284470 andrea.dicenta@unicredit.it http://www.usaldomoro.net/skyrace/

del Piazzale 2 dove è posto il traguardo.

percorso: partenza da Paluzza (903 m, località Laghetti di Timau) per raggiungere la cima del Monte Floriz (2184 m), si prosegue in cresta verso il Rif. Marinelli, si scende e si ricomincia a salire verso le postazioni della Grande Guerra di Pal Piccolo e Pal Grande attraverso sentieri e trincee, per ridiscendere infine alla località Laghetti.

Royal Ultra Skymarathon Locana (To)

La Via dei Lupi Limone Piemonte (Cn)

distanza: 46 km dislivello: 3250 m

distanza: prima tappa 40 km dislivello

2200 m; seconda tappa 32 km dislivello 2250 m Organizzazione: Cuneo Triathlon Tel 3357202300 direttore@italiatriathlon.it http://www.italiatriathlon.it/ percorso: 1° giorno Limone - Chiusa Pesio. partenza nella centrale piazza del Municipio, dopo circa due km inizia il sentiero “lu viasol”, stretto ma perfettamente corribile, sempre nel bosco, si risalgono poi direttamente le piste da sci della Riserva Bianca fino a Baita 2000. Qui si imbocca la magnifica ed unica strada sterrata risalente alla prima guerra mondiale, che collega il Piemonte con la Liguria. Si scollina sul colletto Campanin (2142 m) dopo circa 7,5 km dalla partenza, quindi rimanendo sempre in quota  con continui leggeri saliscendi, si passano il colle della Perla, colle Boaria e, dopo 16 km, al Rifugio Don Barbera si abbandona la strada sterrata per proseguire su sentiero; superato il Colle del Pas si scende verso il rifugio Mondovì. Su strada sterrata nella Valle Ellero si prosegue per pochi km per risalire di nuovo su sentiero verso l’ultima asperità della giornata, poi si scende prima su sentiero e poi ancora su sterrato fino al traguardo di Vigna di Chiusa Pesio. 2° giorno Chiusa Pesio/Limone. Partenza dalla piazzetta centrale della Frazione Vigna e percorrendo un facile sentiero naturalistico si raggiunge la Certosa e su strada sterrata Pian delle Gorre dopo circa 9 km. Di qui ormai entrati nel Parco dell’ Alta Valle Pesio si imbocca un  impegnativo sentiero, prima nel bosco e poi scoperto, che conduce in 8 km dal pian delle Gorre ai quasi 2000 m del Passo del Duca e quindi al Rifugio Morgantini  al 19° km. Da questo punto si ripercorre al contrario fino al traguardo il percorso fin qui fatto il giorno precedente.

Skyrace Biella Monte Camino Biella (Bi)

distanza: 22 km dislivello: 2000 m Organizzazione: G.S.A. Pollone Tel 3358056610 paolo.coda@philips.com www.gsapollone.it percorso: la partenza viene data in pieno centro a Biella, a quota 390 m s.l.m. Usciti dal cuore della città i concorrenti imboccano il sentiero che costeggia il torrente Oropa e il “Gorgo Moro”, grossa piscina naturale molto profonda tanto che l’acqua in essa contenuta pare essere di colore nero. Segue un tratto ripido su sentiero immerso tra i castagni, si continua a salire poi alternando alcuni tratti di asfalto ad altri su sentiero; ci si immette sulla pavimentazione della vecchia tramvia che collegava Biella a Oropa. Sulla massicciata verranno percorsi circa 2,5 km attraversando la caratteristica galleria e i numerosi ponti immersi tra faggi e pini fino all’antico stabilimento termale, ormai in rovina, di Oropa Bagni. Dopo un breve tratto pianeggiante viene imboccato il sentiero sulla sinistra che porta alla palestra di roccia: questo tratto è uno dei più ripidi della corsa. Al termine di questa salita si esce sulla strada asfaltata del Tracciolino che verrà percorsa per 2 km, si raggiunge poi il piazzale delle funivie, si costeggia dapprima il torrente Oropa, per raggiungere il sentiero delle Pisse. Si sale ancora fino alla stazione di arrivo della funivia transitando dal rifugio Rosazza. A questo punto un ultimo grande sforzo per inerpicarsi sul sentiero che conduce dalla stazione lago del Mucrone fino alla chiesetta degli Alpini sulla cima del Monte Camino (2390 m). u

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Foto © Stefano Bartolini

I TA Testo di Matteo Grassi <emme>

TRAIL AUTOGESTITI... È MENO DI UN ANNO CHE ESISTONO E SONO GIÀ

CONSIDERATI UNA DELLE PIÙ SIGNIFICATIVE ED AUTENTICHE ESPRESSIONI DELLA CORSA IN NATURA: SONO I TRAIL AUTOGESTITI, QUEI RITROVI CHE NON SONO SOLO RITROVI, QUEGLI ALLENAMENTI CHE NON SONO SOLO ALLENAMENTI, QUELLE SCORPACCIATE CHE SONO SEMPRE STATE… DELLE GRANDI ABBUFFATE!

N

e abbiamo già raccontato l’esordio e i primi scenari, eppure eccoci qui, in questo terzo numero di Spirito Trail, a parlarne ancora. Ma è impossibile non farlo, visto che sono stati uno più bello dell’altro. Esperienze incredibili e indimenticabili, ricche e variopinte, che come mille piccoli cristalli colorati formano un caleidoscopio di magie: letti di foglie, torrenti roboanti, manti innevati, creste rocciose, onde del mare, paesaggi da favola, viste mozzafiato…

Passatore”. Non ci dilungheremo in cronache o in commenti rimandando semplicemente ai resoconti multimediali che gli appassionati partecipanti hanno avuto la pazienza di preparare e pubblicare.

Potremmo parlarne e riparlarne ma, tanto per mantenere una misura e non perderci in seppur dolci naufragi emotivi, ci appelliamo al dovere di cronaca e riportiamo altre due testimonianze di Trail Autogestiti organizzati nel maggio scorso.  Il week-end del 10 e 11  si è svolto  un trail di due giorni sull’Appennino emiliano (in provincia di Modena) intorno al rifugio Capanna Tassoni, e il 18  il primo ultra  Trail Autogestito che su sentieri e tracciati minori ha percorso una parte dello scenario della celeberrima “100 km del

h t t p : / / p i c a s a w e b . google.it/JackandTrail/ pannaTassoneTrailAutogestitoJack

http://micetto-corro.blogspot. com/2008/05/ta-capanna-tassoni. html http://picasaweb.google. com/2micetto/CapannaTassoniTA

http://micetto-corro.blogspot. com/2008/05/ta-passatore-trail.html h t t p : / / p i c a s a w e b . google.it/JackandTrail/ TAPassatoreMaggio2008 A questo punto  non rimane che ricordare il prossimo TA, di due giorni (7-8 giugno) lungo il percorso della S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 04


Foto © Matteo Ravaioli

Lavaredo Ultra Trail http://www.spiritotrail.it/forum/ viewtopic.php?f=6&t=153), ma soprattutto la premiazione della speciale classifica, stilata in base al numero di partecipazioni ai TA, che si svolgerà il 22 giugno proprio in occasione della Lavaredo Ultra Trail e che chiuderà questa prima stagione di autogestiti. Chi è in testa alla classifica parziale? Un neo-papà, un uomo capace di correre gli oltre 200 km della Nove Colli Running, un atleta dal fisico non certo scolpito ma che “piano piano, lentamente”, come recita il suo slogan, arriva dappertutto... Lo avete riconosciuto?

Foto © Stefano Bartolini

http://www.spiritotrail.it/forum/ viewtopic.php?f=4&t=23 u

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Francesco GALANZINO

Foto ©

Giann i Basso

Foto © Archivi

o Galanzino

Massimo GUIDOBALDI

INTERVISTE...

a cura di Matteo Grassi <emme>

È ORMAI UN APPUNTAMENTO FISSO QUESTO CON LA DOPPIA INTERVISTA. E OGNI VOLTA LE RISPOSTE SONO COSÌ DIVERSE… OVVIO FORSE? NO! PROVATE A PENSARE DI FARE LO STESSO ESPERIMENTO CON ALTRETTANTI CALCIATORI! IL FATTO È CHE QUI CI TROVIAMO DI FRONTE A DEGLI ATLETI DI OTTIMO LIVELLO, MA SOPRATTUTTO ABBIAMO IL PIACERE DI CONOSCERE PERSONE CHE INTERPRETANO LA CORSA COME UNO STILE DI VITA, COME UNA SCELTA ETICA, COME UNA RICERCA FILOSOFICA. GIANFRANCESCO (CHECCO) GALANZINO E MASSIMONE GUIDOBALDI SONO DUE GRANDI APPASSIONATI DI TRAIL, DI NATURA E DI AMBIENTE. BUONA LETTURA.

1. Anzitutto: presentarti?

vuoi

Mi chiamo Francesco (Checco) Galanzino, ho 46 anni e abito a Tortona, in provincia di Alessandria.

2. Quando e perché hai iniziato a correre? Hai mai smesso per poi riprendere? Se sì perché? Ho iniziato a correre nel 2003, tornavo da una spedizione alpinistica in Bolivia ed ho, per gioco, fatto una gara di corsa di 60 km sull’appennino alessandrino e l’ho vinta… Ho pensato, quindi, che potesse essere una buona alternativa all’arrampicata. Da allora non ho ancora smesso.

3. Hai iniziato subito a correre in montagna? E quando a spingerti oltre i 42 km?

Si ho subito corso in montagna, come ho detto sopra, facendo 60 km. La prima volta che ho indossato un vero pettorale è stato alla 100 km del Sahara, in Tunisia. Non ho mai corso su asfalto e l’unica maratona della mia vita l’ho fatta al Polo Nord, a -28° e tutta con le ciaspole.

4. Parliamo un po’ di allenamento e di gare: ti segue qualcuno oppure sei un corridore fai da te? Ti tieni aggiornato leggendo riviste o libri che parlano di allenamento? Segui delle tabelle? Mi segue Pietro Trabucchi che mi programma gli allenamenti con tabelle. Essendo io non più giovane ed impegnato su altri fronti, le adeguo un po’ alla mia realtà; normalmente mi sveglio alle 6 del mattino ed esco a correre alle 6,30. Alle 8-8,30 sono in S P I R I T O T R AI L [ G I UGNO] - 06


Foto © Archivio Galanzino

azienda a lavorare.

intacco nelle gare lunghe.

Il sabato e la domenica li dedico ai lunghi e ai superlunghi.

In periodi di carico, alle volte, sostituisco i medi con uscite in bicicletta.

5. Quanti km corri mediamente in una settimana, in un mese, in un anno? E quando stai preparando un’ultra come aumentano i carichi di lavoro? Non corro tanto a km quanto a tempo. In momenti di carico arrivo a correre fino a 15-20 ore alla settimana.

6. Ti alleni solo correndo o fai anche palestra, cross training (altri sport di resistenza)? Mi alleno da solo o con Gli Orsi (la mia squadra). Faccio anche da 2 a 3 ore la settimana di palestra (solo parte alta e niente gambe) per dotarmi un po’ di muscoli che, inesorabilmente

7. Per preparare un’ultra che tipo di allenamenti fai? Ripetute, medio, lungo, lunghissimo? Con che distanze e a che ritmi? E su che terreni? Per allenarmi faccio sedute di ripetute in salita, sedute di medio a 165 bpm con finale a 175, Drago (6-54-3-2-1 km senza sosta con andature incrementali da 4’20”, 4’10”, 4’10”, 3’50”, 3’40” e 3’30”), tira e molla, fartlek…… Lunghi e lunghissimi a ritmo passo/ corsa sull’Appennino.

• North Pole Marathon (42,195 km) al Polo Nord; • La Via della Seta (420 km attraverso montagne e deserti di Kirghystran, Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan ed Iran); • Antartica (250 km in Antartide).

9. Raccontaci qualcuna delle tue esperienze: qual è stata la corsa/gara più bella che hai fatto? La più lunga, la più dura, la più “strana”? La più bella: Atacama Crossing, 250 km in autosufficienza nel deserto cileno, dai 4.200 metri ai laghi salati, 70 guadi solo nella prima tappa… 7 Continenti in un solo deserto.

8. Quante gare hai corso nel 2007? Quante maratone e quante ultra?

La più lunga e la più dura: la via della Seta, massacrante, con passi a 4.000 metri d’altitudine. affrontati di corsa con ritmi sotto i 5’/km e deserti (karakum) con temperature di 52° C.

Le gare principali del 2007 sono state:

La più strana: sia il Polo Nord al gelo che l’Antartide tra i Pinguini S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 07


Quelle che ho già fatto, per me correre significa viaggiare, scoprire, conoscere. Mi piace trovare spazi, luoghi e persone nuove.

11. Qual è la gara che stai ancora sognando? Attraversare con i miei bicicletta, la Patagonia.

figli,

in

12. Che gare hai in programma per il 2008? Sto pensando a qualcosa sulle nostre Alpi tipo Trans Alp o Gore Trans Alpine ma soprattutto al deserto del Kalahari in Ottobre

13. Corri da solo o hai compagni di allenamento? E alle gare ci vai da solo? Corro, appena posso, con Gli Orsi; per me correre è la scusa per stare in compagnia.

14. Ti è capitato di conoscere nuove persone, correndo? Di fare amicizie? O magari di innamorarti? Sì, molte persone, molti amici.

15. Parliamo di alimentazione: segui una dieta? Sei sempre attento a quello che mangi oppure no, e ti concedi qualche vizio ogni tanto? Mangio tanto e di tutto, tanti vizi

sotto forma di cioccolato et similia

16. Cosa mangi prima di una gara lunga? E durante? E dopo? Prima… quel che trovo, durante mangio un gel ogni 45 minuti e dopo… tutto quel che trovo. Diverso è il discorso sulle gare in autosufficienza dove “quel che trovo” è poco…

17. Oltre la corsa: hai un diario, un quaderno di appunti, un blog? tieni traccia o memoria delle tue corse? Ho un mio sito (www.galanzino.it) dove metto le foto delle mie gare con un blog che gestisco durante le gare. Mi piace filmare tutto ed editare i film dopo le gare… anzi chiamatemi che vengo a farvi morire dal sonno quando volete.

18. Come concili la corsa con tutto il resto (lavoro, famiglia...)? Ufff!!! Comprimendo le ore di sonno.

19. Hai uno sponsor o ti paghi tutto da solo? Riesci a prendere qualche premio alle gare? Hai mai quantificato quanto ti costa correre in un anno? Ho 2 Sponsor, la mia azienda Entsorga, per il tempo che mi concede e perché mi dà lo stipendio

Foto © Archivio Galanzino

Foto © Archivio Galanzino

10. E quella che non rifaresti?

e Novamont, ditta leader mondiale nella produzione di plastiche biodegradabili. Gli sponsor non mi coprono i costi. Non prendo premi, ed il costo di una mia stagione è altissimo. Diciamo che non sono mai stato alle Maldive e preferisco regalarmi un Deserto.

20. Cosa vuol dire per te correre un ultratrail? Cosa ti spinge a fare corse estreme? Divertirmi, conoscere,

scoprire,

ridere,

Estreme?? Ma estremo che?  Le cose estreme sono altre: le guerre, l’inquinamento…

21. Scusa ma... perché corri? Ma perché mi diverte e mi fa sentire un uomo davvero, davvero FORTUNATO.

22. Vuoi qualcosa? 

aggiungere

Ogni corsa la faccio con l’insegna di Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi derivanti dal surriscaldamento del pianeta e dalla desertificazione. Ogni corsa che faccio, faccio il calcolo delle emissioni in atmosfera che produco a causa delle trasferte (nave, aereo, auto, pullmann, jeep, ecc…) e le compenso finanziando progetti di sequestro di anidride carbonica (piantagioni di foreste, sostituzione di lampade, sostituzione di combustibili, ecc) organizzati da una nuovissima azienda: CO2balance.it. u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 08


Foto © Archivio Guidobaldi

1. Anzitutto: presentarti?

vuoi

Massimo Guidobaldi, ho 48 anni, sono nato a Roma, dove vivo attualmente.

2. Quando e perché hai iniziato a correre? Hai mai smesso per poi riprendere? Se sì perché? Ho iniziato a correre nel 1988, anche se a dire il vero lo facevo un po’ anche prima, quando giocavo a calcio. Nel ‘90 praticavo contemporaneamente anche kajak e facevo un po’ di ginnastica a corpo libero in palestra. Ma il sopraggiungere di una flebo trombosi al braccio sinistro mi ha costretto a un periodo di un anno di inattività e day hospital. Dopodiché ho finalmente ripreso a correre (anche se sono stato in cura con trattamento ipocoagulante, Sintrom e poi aspirinetta, per 6 anni).

3. Hai iniziato subito a correre in montagna? E quando a spingerti oltre i 42 km? La mia prima maratona è stata su strada, ed è stata quella di New

York nel 1992. La montagna ho cominciato a frequentarla tardi. La mia prima gara in montagna, se non ricordo male, risale al ’98 ed è stata l’Ecomaratona dei Marsi , allora alla terza edizione. Ma all’epoca avevo già preso parte alla mia prima 100 km su strada e alla mia prima volta nel deserto con la Marathon des Sables (gara a tappe di 230 km). Sempre nel ‘98 presi poi parte alla Grande Corsa du Verdon (anche questa una gara a tappe). La mia prima ultratrail è stata il Cro-Magnon nel 2003.

4. Parliamo un po’ di allenamento e di gare: ti segue qualcuno oppure sei un corridore fai da te? Ti tieni aggiornato leggendo riviste o libri che parlano di allenamento? Segui delle tabelle? Sono un autodidatta per quanto concerne l’allenamento, anche se a volte prendo come riferimento alcune tabelle che trovo su riviste specializzate o sui libri. Normalmente corro a sensazione.

5. Quanti km corri mediamente in una settimana, in un mese,

in un anno? E quando stai preparando un’ultra come aumentano i carichi di lavoro? Apparirà strano, ma a me resta difficile stabilire il chilometraggio settimanale, mensile o annuo; di certo c’è che di solito corro da un’ora ad un’ora e mezza ad ogni uscita, solo quando preparo le ultra incremento i chilometri.

6. Ti alleni solo correndo o fai anche palestra, cross training o altri sport di resistenza? Mi alleno solo con la corsa e a volte alterno uscite con la mountain bike.

7. Per preparare un’ultra che tipo di allenamenti fai? Ripetute, medio, lungo, lunghissimo? Con che distanze e a che ritmi? E su che terreni? Oltre alle uscite di solo trekking, documentate per esempio nel mio blog (in preparazione al gran raid d la Reunion), le andature sono principalmente da lungo e lunghissimo e prevedono doppi allenamenti S P I R I T O T R AI L [ G I UGNO] - 09


di lungo sabato pomeriggio e domenica mattina (poche ore di riposo tra un allenamento e l’altro) siano esse di corsa su strada o su sentiero di media montagna (Parco Regionale dei Castelli Romani).

8. Quante gare hai corso nel 2007? Quante maratone e quante ultra? Nel 2007 ho preso parte a due maratone, due ultratrail, una corsa a tappe in Libia e a 11 gare di varie distanze tra gare su strada e trail.

9. Raccontaci qualcuna delle tue esperienze: qual è stata la corsa più bella che hai fatto? La più lunga, la più dura, la più “strana”? E’ difficile stabilire una gara più bella dell’altra! Tutte le gare fatte finora sono belle e meritano di essere ricordate. Comunque forse la più bella è stata la prima edizione della Boavista Ultramarathon del 2001, quando la gara era in due tappe, dove giunsi al traguardo in quarta posizione e dove ci furono diversi ritirati (documentabile in un resoconto nel mio blog). La più lunga, la più dura e la più strana è, senza dubbio, la Diagonale dei Pazzi sull’Isola de la Reunion nel 2004. C’è nel mio palmares un allenamento memorabile, da me definito il Bicentenario, che non è altro un lungo trekking sulle propaggini e creste del Gran Sasso d’Italia, concluso insieme al mio maestro Giuseppe Ruzzon in 17 ore (vedi blog)!

10. E quella che non rifaresti? Di sicuro l’appena citata Diagonale dei Pazzi.

Foto © Archivio Guidobaldi

11. Qual è la gara che stai ancora sognando? Mi piacerebbe molto partecipare ad una delle gare ultratrail più famose del circuito americano, ma credo non siano alla mia portata, per via dei tempi stretti dei cancelli orari.

12. Che gare hai in programma per il 2008? S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 0


Foto © Gianni Bas

Ho corso l’Ecomaratona dei Marsi; prenderò parte alla 100 km del Passatore e a fine giugno all’ultratrail del Gran Sasso, il 6 luglio sarò in Francia per il giro dei ghiacciai de la Valnoise in Alta Savoia. Poi a settembre c’è la Jungfrau se i miei poveri piedi mi sostengono!

Foto © Giann

i Basso

13. Corri da solo o hai compagni di allenamento? E alle gare ci vai da solo? Normalmente corro sia da solo che in compagnia. Senza problemi riesco ad adattarmi ad ogni andatura quando corro in compagnia, proprio per mettere a suo agio chiunque corra al mio fianco. Spesso si cerca di fare il gruppo con i miei amici trailers.

14. Ti è capitato di conoscere nuove persone, correndo? Di fare amicizie? O magari di innamorarti? Se è per questo, a causa o per merito di ciò, ho amici e conoscenti in tutto il mondo. Ho la fortuna di avere una compagna che ha la stessa mia passione, ma non va più in là della distanza di maratona!

15. Parliamo di alimentazione: segui una dieta? Sei sempre attento a quello che mangi oppure no, e ti concedi qualche vizio ogni tanto? Posso dire di non avere limiti o frontiere nell’alimentazione; cerco sempre di dare una certa prevalenza ai carboidrati, con pasta verdure e frutta, ma non in dosi abbondanti. Capita a volte di fare qualche bella “attrippata”, salvo poi rientrare immediatamente in regime alimentare!

16. Cosa mangi prima di una gara lunga? E durante? E dopo? Pasta o riso con olio e parmigiano, sia prima che dopo la gara, mentre durante la gara uso barrette ai cereali e frutta secca.

17. Oltre la corsa: hai un

diario, un quaderno di appunti, un blog? tieni traccia o memoria delle tue corse?      Sì, ho un blog dove raccolgo i racconti delle mie corse. Invito tutti a visitarlo! http://blog.libero.it/ ultramassimone

18. Come concili la corsa con tutto il resto (lavoro, famiglia...)?

in cui l’agonismo prevale. Grazie a ciò sono riuscito sempre a portare a termine ogni gara.

20. Cosa vuol dire per te correre un ultratrail? Cosa ti spinge a fare corse estreme?

Il motivo principale per cui ho iniziato a pensare ultra è perché non accettavo di essere, come la gran parte delle “avvelenate” persone che corrono, così competitivo nelle gare più corte.

Grazie al mio lavoro (Agente di Polizia Municipale) riesco ad alternare le uscite sia al mattino che nell’ora di pranzo, senza grandi problemi.

21. Scusa perché

19. Hai uno sponsor o ti paghi tutto da solo? Riesci a prendere qualche premio alle gare? Hai mai quantificato quanto ti costa correre in un anno?

Io corro per stare bene, ad ogni fine

Io corro e basta! Non faccio mai consuntivi. Ho un’idea di questo sport lontana dai normali canoni

ma... corri?

allenamento e ad ogni fine gara devo poter dire: “ho ancora voglia di correre!”

22. Vuoi aggiungere qualcosa? Qualcuno mi ha suggerito di scrivere un libro, visti i miei articoli apparsi su riviste specializzate e sul web... vedremo! u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 1


PREVIEW GARE...

LAVAREDO ULTRA TRAIL Testo di Simone Brogioni Foto © Belinda Sorice

N

ell’estate del 2006, durante una delle mie tante escursioni sulle Dolomiti sopra Auronzo di Cadore, mi resi conto che in una giornata avevo compiuto un giro grandioso, che attraversava tutti i luoghi più spettacolari della zona. Oltre alle Tre Cime di Lavaredo, conosciute e apprezzate in tutto il mondo, avevo percorso la Val di Cengia, la Val d’Onge, la foresta demaniale di Somadida, la Valbona, avevo costeggiato il lago di Misurina e avevo risalito la Val de l’Arghena. Un giro di circa 46 km, compiuto in oltre

10 ore di cammino a passo svelto, durante il quale incontrai marmotte, caprioli, cervi, vipere e soprattutto tanta acqua nei ruscelli che scorrevano accanto ai sentieri. Una volta a casa, sfinito ma soddisfatto, capii che quel giro doveva essere condiviso con chi, come me, ama la montagna e la corsa. Così, con grandi sacrifici, nottate spese al computer e week-end passati tra Firenze, la mia città, e le Dolomiti cadorine, il 24 giugno 2007 nacque la “Lavaredo Ecomarathon”. I 250 pettorali disponibili andarono esauriti

in pochi giorni, e i partecipanti dimostrarono di gradire la nuova formula dell’autosufficienza totale: nessun ristoro lungo il percorso, camel bag obbligatorio e tanti fiumi e fontane per rifornirsi di acqua. “Da soli con la montagna”, era uno degli slogan della corsa: una sfida contro sé stessi, una prova dura ma allo stesso tempo indimenticabile per gli scenari che si aprivano ad ogni cambio di versante. Molti atleti furono costretti al ritiro, forse per aver sottovalutato la lunghezza, il dislivello e il terreno. Molti altri arrivarono stremati S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 2


all’arrivo, maledicendo soprattutto l’ultima terribile salita dell’Arghena. Ma tutti, dopo improperi vari lanciati soprattutto all’organizzatore della gara, si dichiararono entusiasti della giornata. Furono proprio i tanti sorrisi e le pacche sulle spalle dei concorrenti a farmi cancellare dalla testa la frase ricorrente: “Ma chi me l’ha fatto fare?”. E così ripartii subito con l’organizzazione dell’edizione 2008, con l’inserimento nel percorso di un’altra splendida vallata, meta di tante escursioni in solitaria: la Val Popena. Tra Misurina e il Monte Cristallo, la Val Popena è senza dubbio una delle zone più ricche di fascino delle Dolomiti. Sotto la Forcella Popena resistono ancora i ruderi del vecchio rifugio, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Il tracciato è così diventato ancora più lungo e faticoso, e la corsa ha cambiato nome, passando da “Ecomarathon” a “Ultra Trail”. La partenza, inizialmente prevista da Misurina, avverrà invece più a valle, in località Palus San Marco. In questo modo, le due salite più lunghe e faticose saranno percorse ad inizio tracciato, e il finale di gara vedrà una leggera discesa che ricondurrà alla Villa Gregoriana. La IUTA (Italian Ultra and Trail Association) ha stabilito che la Lavaredo Ultra Trail assegnerà il titolo di Campione Italiano di specialità, anche se ogni “Spirito Trail” sa bene che la competizione ha un valore minimo in gare di questo tipo. Alla “LUT”, come è stata soprannominata utilizzando il suo acronimo, si incontreranno i tanti appassionati di trail running che ogni giorno si ritrovano sul web, inizialmente sul forum del sito www.ultratrail. it e poi su www.spiritotrail.it. Il contatto virtuale è simpatico e importante, ma quello “reale” serve a cementare amicizie e a farne nascere delle nuove. L’appuntamento è per il 22 giugno 2008, con partenza alle 8 del mattino. Ma già dal sabato 21 la Community

dei trail runners si ritroverà alla Villa Gregoriana, sede di partenza e arrivo della corsa, per parlare, mangiare, bere ed assistere, oltre che al briefing pre-gara, alle premiazioni dei vincitori della speciale classifica dei trail autogestiti, nati proprio sul sito della Lavaredo Ultra Trail. Niente cronometri, tempi e risultati: la vittoria andrà a chi avrà collezionato il maggior numero di partecipazioni. E in fondo, mi piace pensare che la Lavaredo Ultra Trail sarà nient’altro che un Trail Autogestito un po’ più... partecipato, con la stessa atmosfera e gli stessi sorrisi. u

LAVAREDO ULTRA TRAIL Palus San Marco (BL) 22 giugno 2008 partenza ore 8,00 50 km 3.300 m D+ www.ultratrail.it lavaredo@ultratrail.it

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PREVIEW GARE...

[milleeuno] motivi per un’ECOMARATONA attorno al Monte VENTASSO testo di Vincenzo Castellano foto © archivio Ecomaratona del Ventasso

Novembre 1998.

M

i sono fidanzato con una bella morettina dagli occhi blu. Una morettina piccola, ma in grado di chiudere una maratona sotto le 3 ore. Una donna forte di carattere e anche nel fisico, insomma una montanara. Dal canto mio, ho la fortuna di essere di gamba lesta, così da poter sognare lunghe galoppate con la mia amata, galoppate che ci hanno avvicinato sempre di più. Finalmente, dopo poco tempo, è maturato in lei il desiderio di farmi conoscere il luogo dove è cresciuta. Questo voleva dire conoscere la sua strampalata famiglia, ma soprattutto avvicinarmi al suo paese di crinale, Busana, circondato da maestose montagne e verdi boschi, dove i tuoi occhi possono spaziare, riempiendosi di colori in tutte le stagioni. Un luogo dove, man mano che salivamo in macchina, non smettevo

di stupirmi, dietro ad ogni curva, là dove il panorama si apriva sempre di più, fino a mostrarsi in tutta la sua bellezza.. Ero entrato nell’alta valle del fiume Secchia, là dove la provincia emiliana di Reggio Emilia tocca la Toscana. Mai e poi mai avrei immaginato di assistere ad uno spettacolo così particolare vicino alla città in cui ero cresciuto, Bologna. Rosi, dopo avermi fatto da anfitrione parlandomi della casa che mi stava accogliendo intrisa di storia e di storie, mette subito le scarpette e… via di corsa su per i boschi! Ero intimidito e affascinato da tanta maestosità. Io podista di città, abituato a divorare chilometri e chilometri di asfalto e di pista, mi sentivo pian piano entrare in una storia che avrebbe condizionato anche il mio futuro di sportivo. I chilometri corsi esclusivamente in pianura, perché questa è la regola per un podista che vive in città, se

non di rado di domenica in collina, solo quando il calendario non prevedeva la gara domenicale a caccia di salamini. Ora questi chilometri venivano pian piano sostituiti da corse in natura, fatte in montagna, ma ricercate anche in pianura attraverso percorsi alternativi lontano dalla soffocante città, della quale andavo ricercando la sua faccia più umana, che mi riappacificava con lei. Il mio cuore si gonfiava e la mia mente si apriva, tutte le volte che intravedevo il Ventasso, dove ormai i sentieri che lo circondano non avevano più segreti per me. Dopo tre o quattro anni avevamo corso in lungo e in largo tutta l’alta valle del Secchia. Quella valle che mi aveva colpito in profondità fin dal primo sguardo d’intesa. Rosi era felice di questo mio amore per i suoi luoghi, era un’altra delle tante cose che condividevamo. S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 4


Eravamo ormai consapevoli del grande privilegio che avevamo. La corsa in natura ci apparteneva e ci era entrata sotto pelle. Eravamo diventati una coppia di animali che, dal contatto col bosco e con le montagne, traevano grande appagamento. Anzi, un solo animale, che faticava, sudava, ansimava, odorava di selvatico, e si nutriva di tutto quello che lo circondava. Poi venne un giorno nel quale, in maniera del tutto inaspettata, ci trovammo ad essere il primo uomo e la prima donna della Sahara Marathon, incredibile. In montagna la notizia rimbalzò da una valle all’altra. Ci vennero addirittura ad intervistare nel nostro rifugio montano, a Nismozza. Ne parlarono giornali e TV locali; insomma: avevamo il nostro momento di notorietà. Per la valle si trattava davvero di un grande evento. Mica capita tutti i giorni che due montanari reggiani (io almeno nel cuore) vincano niente popò di meno di una maratona in mezzo al deserto del Sahara! La notizia aveva talmente colpito nell’immaginario collettivo da suggerire ad alcuni montanari l’idea di organizzare una grande corsa in montagna. Nacque così l’idea di pensare ad una corsa in natura attorno al Ventasso. L’idea, da subito, ci elettrizzò, ma ci colpì anche a tradimento! Non eravamo, infatti, proprio sicuri di voler condividere con altri quelle corse selvatiche nelle nostre montagne. Il rapporto con il Ventasso era qualcosa di intimo, vissuto come un luogo appartenente alla nostra ristretta cerchia di parenti. Ecco sì, si trattava di un pezzo della nostra famiglia che avremmo dovuto aprire al chiassoso popolo dei maratoneti. Ci prendemmo un po’ di tempo per decidere il da farsi. 1 maggio 2008: Festa dei Lavoratori. Quella morettina dagli occhi blu oggi è mia moglie. Ci siamo sposati, indovinate un po’, proprio in cima al Ventasso. La risposta al quesito circa la possibilità e l’opportunità di correre una maratona su per il Ventasso l’abbiamo data. Presto, il 13 luglio, si correrà la 6 edizione dell’Ecomaratona del

Ventasso. L’intera valle contribuisce ad organizzarla e i volontari che ci stanno dietro rappresentano una “macchina da guerra” che conta ormai duecento persone. Duecento magliette rosse che colorano la piazza del Centro Maratona e spuntano come funghi nel bosco. Persone che, nelle due giornate che ruotano attorno alla gara, danno l’anima perché tutto fili liscio e i maratoneti (che non sono per nulla chiassosi nel bosco!) siano accolti nel più caloroso dei modi. Sappiamo per certo che il calore di questi montanari non è passato

inosservato. Quest’anno aspettiamo, a Busana, 400 iscritti alla nostra Ecomaratona. Ci dispiace in anticipo per il 401°, perché abbiamo deciso di chiudere le iscrizioni al fatidico numero di 400. Pensiamo che questo lo dobbiamo alle

nostre

montagne,

al

loro

ecosistema ed ai 400 atleti che, così, verranno “coccolati” al meglio sotto il Ventasso. Agli atleti che sono stati da noi e a quelli che verranno, un abbraccio di cuore dal Ventasso e dai volontari che li aspettano. u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 5


MARATHON des SABLES 2008

Siamo fatti per vivere liberi, gli spazi aperti sono ciò di cui abbiamo bisogno. A volte la notte mi sdraio sulla schiena ad ammirare le stelle e mi sembra di impazzire dalla gioia. (canto secolare tuareg)

testo di Leonardo Soresi

M

arathon des Sables significa ben più di 240 km di deserto del Sahara al confine tra Marocco ed Algeria. Per chi vi partecipa, a scorrergli dentro le vene rimane la polvere, onnipresente piaga del deserto, polvere sottile e bianca che impregna ogni cosa, ogni persona, ogni animale. La si mangia, la si beve, la si respira, e alla fine ne si diviene un po’ parte. Marathon des Sables significa attraversare un lembo di deserto, poco più di una lacrima all’interno di un mare, vivendo giorni di magia, di libertà, di bivacchi sotto le stelle: è un ritorno alle cose essenziali, come quando si era bambini. La Marathon des Sables non è solamente una gara sportiva, né un semplice viaggio nel Sahara. È un modo per lasciarsi vivere dal deserto, smettendola di fare i turisti da “aria condizionata nel fuoristrada, un giro sul cammello e poi di nuovo via al villaggio turistico”. Il deserto richiede tempo per essere conosciuto. Ma chiede anche sudore, attenzione, solitudine, dolore. Non è un’amante facile, non si abbandona al primo venuto: vuole fedeltà, vuole sacrificio. Il deserto è austero e essenziale: l’uomo vi trova solo il minimo indispensabile, nulla più. L’acqua c’è, ma in poche oasi sparse come isole nell’oceano di sabbia: è appena sufficiente per dissetarsi, quasi a ricordare quanto preziosa sia e quanto poco valgano le

ricchezze; per giaciglio non c’è altro che la nuda terra; il cibo è pressoché assente, anche se qualche pianta riesce comunque a sopravvivere. Per l’uomo occidentale che vi si ritrova scaraventato all’improvviso non c’è più alcuna sicurezza, se non la certezza dell’alba e del tramonto. Ma vivere nel deserto non è soltanto diventare simili a un mondo duro, ostile, spietato. Vivere nel deserto è anche essere sobri, imparare la vita nei luoghi più belli e intensi del mondo, vasti come il mare… La Marathon des Sables è la corsa capace di insegnarvi tutto questo. Gli organizzatori amano descriverla come “la corsa a piedi più dura del mondo”: in realtà non è la più dura e nemmeno la più lunga. Nessuno però può negare che è stata la prima e che ancora oggi, dopo 23 edizioni, continua ad essere la gara “desertica” maggiormente amata dai podisti di tutto il mondo. Lo dimostra non solo il fatto che ogni anno gli 800 pettorali vanno esauriti in pochi mesi, ma anche che una buona metà dei concorrenti torna almeno una volta per parteciparvi nuovamente. La Marathon des Sables rimane il riferimento per tutte le altre gare che si corrono nel deserto e non è un caso che la sua “ricetta” sia stata ripresa dagli organizzatori del circuito “4 Deserts”. Una ricetta che prevede un percorso totale di circa S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 6

foto CIMBALY/PER © MDS2008

REPORTAGE...


foto CIMBALY/PER © MDS2008

245 km, da percorrere in sei tappe, di cui un “tappone” di 75-80 km seguito, dopo il giorno di riposo, da una tappa maratona. Le difficoltà della Marathon des Sables non sono però rappresentate esclusivamente dal chilometraggio, bensì dalla completa autosufficienza alimentare che costringe i concorrenti a correre con uno zaino sulle spalle, che se per i top runner è di poco superiore ai 5 kg, per un concorrente di metà classifica supera tranquillamente gli 8 kg. Caldo, chilometri, sabbia e pietraie, uniti ad una settimana di alimentazione a base di liofilizzati e di sei notti in cui il sonno è turbato dalle tempeste di sabbia, ne fanno una miscela esplosiva che mette i concorrenti davvero alla prova. Per questo e per molto altro ancora la Marathon des Sables è qualcosa di più di una semplice corsa attraverso il deserto. Ogni partecipante giorno dopo giorno si trova a fare i conti con i propri limiti fisici e mentali, costretto a trovare le energie per andare avanti, fino alla soglia dell’esaurimento. Ci vogliono cuore e determinazione, passione e a volte anche un po’ di incoscienza per arrivare in fondo. Ma la soddisfazione che si prova dopo aver tagliato quel benedetto traguardo finale ripaga di tutti gli sforzi fatti, dei mesi e mesi di allenamento, degli innumerevoli chilometri percorsi e soprattutto dei mille dubbi che ti attanagliano prima

della partenza. L’edizione 2008 è stata particolarmente dura e gli organizzatori non hanno voluto risparmiare ai concorrenti nessuna delle difficoltà che il deserto del Sahara può offrire. A partire da una prima tappa che anziché essere di “acclimatamento” come negli anni precedenti, è stata caratterizzata da 14 km di dune. E non dune qualsiasi, ma quelle di Merzouga, le più grandi di tutto il Marocco. Alle difficoltà del percorso sono andate ad aggiungersi anche condizioni climatiche ostili, con temperature che proprio nelle tappe più lunghe ed impegnative hanno raggiunto i 48°! Fortunatamente però non si sono ripetute le condizioni che avevano caratterizzato l’edizione 2006, quando alle alte temperature si erano accompagnati dei tassi di umidità assolutamente inusuali, che avevano comportato una vera e propria “valanga” di ritirati. Anche questa edizione, come tutte le 23 precedenti, ha regalato ai concorrenti un percorso splendido, con uno scenario in continuo cambiamento. Si crede che il deserto sia monotono e sempre uguale a sé stesso, mentre in realtà il paesaggio muta di ora in ora, passando da dune di sabbia gialla alle montagne nere, da bianchi laghi salati ai picchi rocciosi di colore rossastro in tutto

simili a quelli dei film western. Per chi ci è passato anche una sola volta, tutto rimane impresso per sempre nella memoria. La competizione ha rispettato tutti i pronostici della vigilia, sia in campo maschile sia in campo femminile. Assente Lahcen Ahansal, vincitore per ben 10 volte della competizione ed autentico eroe nazionale, è stato finalmente il turno di suo fratello Mohamad, che arrivato per ben sette volte secondo dietro al fratello, è riuscito finalmente a far sua la gara. I due fratelli Ahansal sono di Zagora, la “Porta del deserto”, ultimo paese prima delle distese infinite sulle quali si corre la Marathon des Sablea. La tattica di Mohamed è stata molto semplice ma letale: approfittando dello scarso acclimatamento degli altri concorrenti, ha attaccato nella prima tappa, guadagnando un vantaggio di 17 minuti sull’altro favorito, il giordano Salameh Al Aqra’, che nel 2006 era arrivato ad un soffio dal battere Lahcen. Si è poi limitato a gestire questo vantaggio per tutto il resto della settimana e a nulla sono valsi gli sforzi di Al Aqra’ che si è dovuto accontentare delle vittorie di tappa. Come l’anno scorso, si è confermato terzo il marocchino Aziz El Ekad, seguito dal connazionale Moustapha Ait Amar. Grande prova dello spagnolo Jorge Aubeso Martinez, quinto e primo degli europei, anche se gli rimane S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 7


foto CIMBALY/PER © MDS2008

il rammarico di non essere riuscito a salire sul podio, visto che dopo tre tappe era terzo. In campo femminile non c’è stata alcuna storia, con la marocchina Touda Didi capace di vincere tutte e sei le tappe, infliggendo distacchi pesantissimi alle avversarie. La Didi è originaria di Ourzazate, città dove ogni anno la Marathon des Sables ha il suo campo base prima di trasferire i concorrenti nel bivacco di tende. Dalla casbah di Taourirt, punto più alto di Ourzazate, si intravede l’inizio del deserto, una presenza oscura che preme contro l’orizzonte, arrestato solo dalla forza delle acque della Draa, che rende fertile la regione. La Didi era alla sua prima partecipazione, ma sicuramente in questa competizione ha davanti un futuro che le regalerà molti altri successi. Sarà un caso ma

“Touda” in lingua berbera vuole dire “donna resistente”: quando si dice nomen omen (il destino nel nome). Seconda l’eterna lussemburghese Simone Kaiser che questa gara l’ha già vinta più volte. In questa edizione non ha potuto lottare per la vittoria, ma la sua soddisfazione è stata ancora maggiore, visto che a seguirla come un’ombra quest’anno c’era la figlia Lis Kaiser, terza assoluta e che pare avere tutte le caratteristiche per seguire le orme materne (e anche paterne visto che anche il padre Marc era in gara!).

una caduta che gli ha causato dei problemi ad un ginocchio è riuscita ad arrestare. Marco Olmo si è piazzato 11° in classifica generale, nonostante la sua non più verde età non lo renda competitivo nelle tappe per lui “troppo brevi” della Marathon des Sables. Non possiamo che augurargli che Patrick Bauer (il patron della MDS) riesca nuovamente ad organizzare la Desert Marathon (180 km non stop), che non si disputa più da tre anni e che Marco ha vinto quattro volte di seguito.

Per quanto riguarda gli italiani, davvero buona è stata la prestazione di Lorenzo Trincheri, che alla sua prima partecipazione si è piazzato ottavo, in un crescendo continuo nel corso della settimana, che neppure

In campo femminile bravissima Alessia Bertolino, che partita prudente ha risalito la classifica giorno dopo giorno, arrivando fino al sesto posto. S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 1 8


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foto CIMBALY/PER © MDS2008

foto © CAME DESERT RUNNERS

foto CIMBALY/PER © MDS2008


foto CIMBALY/PER © MDS2008

PARERI DEI CONCORRENTI Marco Olmo (Italia) – 11° assoluto e secondo degli italiani Una sensazione che mi porto dietro da questa 22a edizione della MDS è che per quanto riguarda le prime 50 posizioni la competizione si sia fatta di anno in anno più serrata e difficile. Il dominio da parte degli atleti locali è ormai evidente: sono sempre più numerosi e preparati e negli anni futuri sarà sempre più difficile per i concorrenti europei ottenere un piazzamento di rilievo. Mi sembra invece che il livello di preparazione sia mediamente sceso per quanto riguarda il resto dei concorrenti. Quest’anno durante il tappone di 80 km (in cui i top runner partono con 3 ore di ritardo rispetto agli altri, nda) abbiamo ripreso gli ultimi in classifica dopo appena un’ora e mezza di corsa.

Lorenzo Trincheri (Italia) – 8° assoluto e primo degli italiani Fino a 23 anni non ho mai fatto sport: passavo il mio tempo libero al bar con gli amici. Mi capitò sotto mano un giornale che parlava della Marathon des Sables: erano le prime edizioni a cui partecipavano Olmo, Bernabei e Gozzano e mi ricordo che pensai subito “Un giorno questa cosa la voglio fare anch’io”. Aver tagliato il traguardo di Tazzarine

è stata dunque la realizzazione di un sogno. Devo ringraziare Brooks e M & P Risk Agency per averlo permesso economicamente. Ma devo ringraziare anche Marco Olmo per avermi “tramandato” senza gelosie tutto quel che sapeva sulla corsa e per avermi accompagnato e aver fatto il ritmo nelle tappe più importanti. Un ultimo pensiero per la mia compagna, Marina, per avermi lasciato la libertà di fare questa meravigliosa esperienza. Il mio obiettivo era quello di entrare fra i primi 15, quindi potete immaginare la mia gioia per questo 8° posto. Credo di poter dire tranquillamente che questa è stata la mia più grande prestazione di sempre, ancora più del 7h 12’ fatto nella 100 km del Passatore del 2004. Certo la strada per arrivare sul podio è ancora lunga: osservando Mohamad Ahnsal devo dire che per poter battere lui o suo fratello Lahcen occorrerebbe trovare un maratoneta da 2h 15’ con la testa di Marco Olmo. E sinceramente non è che ne veda molti in giro… Il prossimo anno, se riuscirò a trovare uno sponsor, vorrei tornare, magari curando un po’ di più gli allenamenti “veloci”.

Cliff McKinley (Inghilterra) – ultimo concorrente a tagliare il traguardo di Tazzarine Mi ero allenato bene ed ero convinto di riuscire ad entrare fra i

primi 200 concorrenti. Purtroppo a partire dalla terza tappa sono stato perseguitato dalle peggiori vesciche che ho mai visto in vita mia: mi si è letteralmente “scollata” tutta la pelle della pianta del piede. Nonostante il parere contrario dei medici sono riuscito a completare il “tappone” e la “tappa maratona” anche se ad un ritmo lentissimo ed imbottito di antidolorifici. È stata una grande esperienza in cui ho scoperto che alla MDS l’ultimo arrivato riceve la stessa accoglienza festosa del primo. Di questa esperienza mi restano due certezze: quella di essere arrivato in fondo all’edizione più dura della storia della MDS e quella che non ripeterò MAI PIU’ una cosa del genere! u

Marathon

Des Sables

2008 CLASSIFICA GENERALE MASCHILE 1. Moham ad Ahansa l 19:27:46 2. Salameh Al Aqra 19 :47:10 3. Aziz El A kad 20:16:0 1 4. Moustap ha Ait Am ar 20:23:14 5. Jorge A ubeso Ma rtinez 21:07 8. Lorenzo :13 TRINCHERI 22:09:47 11. Marco OLMO 23:0 6:31 CLASSIFICA GENERALE FEMMINILE 1. Touda D idi 28:38:11 2. Simone Kaiser 31:4 6:40 3. Lis Kaise r 31:46:40 6. Alessia B ERTOLINO 35:22:09

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CONSIGLI DA

NEOFITI PER

UN NEOFITA

no partecipava des Sables E n o M A th C ra i , a a M nz a a esperie rim p A questa 23 ro r lo e p lla a rizzati” azzi, tutti re stati “terro anche 4 rag e ss e te iu o p sc o re D no c ers. nde” che so Desert Runn rie” e “legge nno voluto e ic ha “d S, D lle M a d lla mesi attorno a ne o izi d decalogo e o ve p a in un bre edizione do nz rie a e sp e la loro a per la prim condensare ro, si apprest lo e m o c , hi er c di consigli p sta gara: ro. Ma non cipare a que e rt a p a lta ssere legge vo e ve ra e d , è vero esa 6 kg allo 1. Zaino: , he se non p c ne e e b ic d o vi hi 8 kg vann credete a c ”. Anche 7a un d a un “morirete su lento. il mo sarà più o preparato anche se il rit nte. Avevam a , rt o re p e lv im o è p zione o latte in 2. La cola o mescoland lo tt o fa , nd re ia e g lv g o e p sors caffellatte in ro. All’alba ato e zucche caffè liofilizz nte meno duro. definitivame tutto sembra più grandi e lle ri e ue m q i nu d 2 i i nt d pesa 3. Scarpe: o un po’ più si vi nn io c ra c Sa ro l il. e a b tr je e scarpe da nte pietraie a con così ta olorose. d e tt o b da strada m e si se da vesciche i d ie p mi ben spe i m ra no g a salv egli cchie: 10 sv re ti o nu le te r e re p lete esse vo 4. Tappi n no e o a ro fin e o legg l fuoco avete il sonn no intorno a ia g g e st fe che dai berberi i, gusti divers i. rd ta minerali di li sa i vo con impazzite. 5. Portate i cibo una settimana o p o d i a le buste d nt e altrim rovate prim p ili. ile b ib ia ss o ng p a ero imm 6. Se vi è ti sono davv ato in us izz g i fil lio un lc o A ib . liofilizzato busta di c he lc ustati ua b q im che padano 7. Piuttosto tti di grana e ub c i e d . più, portate carne secca di ppure della utile un paio iù p lto o m sottovuoto o È . i, e tt rv ro se e c n o no gliare 8. Il coltellin rire buste di liofilizzato, ta p a r forbicine (pe ppiate che . .) c c ima, ma sa e tt o è ne zzazio 9. L’organi voi un francese. lo so portate con no parla bi. Piuttosto m hotel” a c a “d no o re rv e 10. Non se fradito legg in i d io a p ni e un paio di calzi nda. te in re a per st 48’) Runners rdo in 47h e CAME Desert 46° al tragua (4 o zz lla e ’) p e 57 Daniele Cap uardo in 42h (348° al trag in 43h e 01’) o rd ua g a Loris Cosmo tr l a ° 50 (3 i tt rche e 20’) Federico Ma uardo in 37h (210° al trag ni lia Zu r he rt We S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 1

foto © CAME DESERT RUNNERS

QUALCH E CIFRA … La Mara thon de s Sables • 100 è anch .000 litri e: d’acqu • 150 a in bott tende b iglia erbere • 100 tr • 20.0 a fuoristrada e camion 00 litri d ib • 1 e licottero enzina e 1 aere • 18 au o Cessn a • 4 c tobus ammell i • 40 fra med ici e infe • 2.7 rmieri 00 Com peed e • 2.8 5 km di 00 paia bande di g • 125 elasti litri di dis uanti, 2.300 a ntibiotic che in • 5 te i lecame fettante re • Un granello , 6 telefoni sate llitari di follia …


testo di Alessio Parauda >kappadocio< foto © Alessio Parauda >kappadocio<

REPORTAGE... PRENDETE UN WEEKEND COMPLETAMENTE IMMERSI TRA I SENTIERI DELL’APPENNINO TOSCOEMILIANO, LA VOGLIA DI MIGLIORARE IL PROPRIO TEMPO O SEMPLICEMENTE DI CAMMINARE, RISTORI DEGNI DI UN RE E TANTA GENTE CHE CONDIVIDE LA VOSTRA PASSIONE. PRENDETE ANCHE UN PO’ DI STORIA E UNA SCOMMESSA DAL SAPORE ANTICO, RISALENTE A QUEL PERIODO IN CUI ANCORA VALEVANO LE TRADIZIONI E I DETTI POPOLARI SEMBRAVANO LEGGE. METTETE TUTTO INSIEME ED AVRETE “DA PIAZZA A PIAZZA”.

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a una scommessa tra pochi amici nacque l’idea di partire da una piazza di Prato e raggiungerne un’altra al di là del Bisenzio (il fiume che attraversa la città). Se da un lato potrebbe sembrare assai semplice percorrere i 3 chilometri che dividono le due piazze, dall’altro è bene ricordare che c’era di mezzo la scommessa, ovvero: non attraversare il Bisenzio. E per aggirare l’ostacolo, l’unico modo era quello di percorrere un versante della Val di Bisenzio fino alla sorgente e ridiscendere  dall’altra parte,  più o meno  75 km  con un dislivello  positivo  totale superiore ai 3600 metri. Quei temerari, e un po’  eroi, di un’epoca ormai andata, realizzarono S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 2

Foto © Società G.P. Futura Prato

]da PIAZZA[ a PIAZZA


l’impresa in un solo giorno, partendo prima del sorgere del sole e tornando a Prato a notte fonda. A seguito di quell’impresa, nel 1984, ebbe quindi luogo la prima edizione ufficiale, con non più di trenta appassionati a cimentarsi nella prova, divisa in due tappe, sotto un autentico diluvio. Da allora  la manifestazione è cresciuta, tanto da diventare una classica per molti appassionati. Va sottolineato che, conservando lo spirito di allora, “Da Piazza a Piazza” non rappresenta una gara ma un’escursione, una gita. C’è chi corre, chi ne approfitta per fare un giro a cavallo, ma c’è anche chi, armato di zaino e macchina fotografica, si lascia cullare dal panorama stupendo che offre questo incantevole percorso.

ristoro e un servizio di trasporto zaini e borse. Sabato 3 e domenica 4 Maggio 2008, due giornate all’insegna del bel tempo, si è svolta una delle più belle edizioni del “Da Piazza a Piazza”. Erano 322 gli iscritti, ma solo in 242 hanno completato l’intero percorso  nei  due giorni. Diversi ritiri, un soccorso in elicottero, tante vesciche e qualche iscritto che prima di partire si è reso conto di non avere l’allenamento giusto. A leggere questi numeri mi vengono ancora in mente le parole che mi disse il mitico Masi al ristoro degli Acquiputoli un po’ di anni fa: “Il DPAP non è un evento per pochi, ma un evento da pochi!” E come dargli torto? Ma partiamo dall’inizio.

Una scrupolosa organizzazione, coadiuvata da tantissimi volontari, permette agli escursionisti di viaggiare con un equipaggiamento molto leggero. Lungo il percorso sono infatti allestiti numerosi punti di

L’appuntamento è come sempre alle 7 a Santa Lucia di Prato, ma qualcuno si è già messo in cammino prima delle 6 con i propri bastoncini e lo zaino in spalla. La maggior parte

però, una volta lasciate le borse al servizio trasporto che le porterà a Montepiano, si avvia lungo il sentiero n. 10 tra le 6:45 e le 7:15. L’atmosfera è solare: vecchi amici che si rincontrano, allegria per coloro che ormai fanno il DPAP da 10 o più anni, adrenalina per i più giovani e paura per chi si accinge per la prima volta a questa manifestazione. La segnaletica è stata impeccabile, soprattutto perché questa 24a edizione ha visto partire persone che venivano anche da molto lontano (Rieti, Milano, Como, Torino, Bergamo, Bassano del Grappa, Roma, Orvieto) e non si poteva correre il rischio che qualcuno si perdesse (eppure...!). I ristori, nostro fiore all’occhiello, hanno permesso ai camminatori e ai trail runners di percorrere tutta la tratta senza alcuna difficoltà. Per coloro che andavano un po’ di fretta c’era acqua, the e tanta frutta mentre chi ha preferito godersi un po’ di più le soste non si è certamente potuto lamentare, S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 3


potendo scegliere tra finocchiona, salame, prosciutto, porchetta, uova sode, vino, bruschetta all’olio, salsiccia, pasta condita, dolci e tanto altro. Quest’anno all’andata c’è stato anche un nuovo ristoro alla Collina di Schignano, sperimentato per l’occasione, che è stato molto apprezzato. Inutile aggiungere comunque che il ristoro più agognato e amato resta sempre quello gestito dalle simpatiche signore del CAI di Prato, che al 35° km offrono la macedonia più buona di tutta la zona. Il percorso dell’andata, scaricabile sul sito del gruppo podistico del CAI di Prato insieme a quello del ritorno (www.caipratopodismo.it), è di 40 km esatti per un dislivello positivo di 2401 metri e negativo di 1791 metri. La pioggia dei giorni precedenti e la folta vegetazione hanno fatto vivere una giornata che ha regalato gioia a tutti, come era ben visibile nel volto di coloro che per la prima volta partecipavano al DPAP. La domenica sveglia all’alba e partenza da Risubbiani alle 7. Circa

30 persone non sono ripartite per affrontare il secondo giorno perché troppo provate dall’andata, ma il numero complessivo dei partecipanti è rimasto pressoché invariato, in quanto gli organizzatori danno la possibilità, a chi vuole o non se la sente di affrontare entrambi i giorni, di fare soltanto il ritorno. La scelta di rendere accessibile l’evento anche a coloro che vogliono fare soltanto il secondo giorno si è dimostrata negli anni una scelta felice. Infatti il ritorno, benché più corto di soli 5 km (in tutto sono 35 km) è ben più accessibile: si parla infatti di un dislivello positivo di 1266 metri e negativo di 1900 metri. All’arrivo tutti i partecipanti si sono dimostrati entusiasti e anche un po’ sorpresi nel ritrovarsi un pacco gara di tutto rispetto, con una bellissima felpa in pile con il logo della manifestazione e una maglietta ricordo. A chiudere il cerchio vi è la consegna dei diplomi che si svolge come tutti gli anni il venerdì successivo. Per noi che abbiamo organizzato il tutto la gioia più grande resta comunque vedere il sorriso dipinto sui volti, anche molto affaticati, dei partecipanti... un’emozione che mi resterà sempre

nel cuore! A completare questa 24a edizione non poteva comunque mancare il colpo di scena: nonostante la perfetta segnaletica qualcuno è riuscito lo stesso a perdersi e si è dovuta mobilitare anche la protezione civile e l’elicottero per riuscire a ritrovarlo. Fortunatamente non ha riportato alcuna ferita se non uno stato confusionale ma, come si dice da queste parti: anche questo fa grande il “Da Piazza a Piazza”. Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato, vecchi amici e nuove conoscenze (con molti ci ritroveremo nelle ecomaratone e nelle  corse trail  in giro per l’Italia). Concludo questo resoconto con la  speranza che ogni anno arrivino sempre nuovi amici ad assaporare il gusto di una manifestazione così bella che rende grandi le lande dove abito. Ci vediamo allora il prossimo Maggio 2009 alle ore 7:00 a Santa Lucia per vivere insieme una nuova e sicuramente stupenda puntata di questa gita del passato. u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 4


FOTO DEL MESE... “Spirito Trail” bandisce il 1° Concorso fotografico “SCATTI… DI CORSA!” sul tema: “LA CORSA IN NATURA” ovvero immagini ed emozioni del trail running. Regolamento 1. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza distinzione di età o nazionalità. 2. Il concorso prevede una sola categoria ma è lasciata la massima libertà sia nell’interpretazione del soggetto sia nella tecnica. 3. Ogni autore/autrice può presentare un massimo di 3 fotografie in b/n e/o colore. Sono ammesse elaborazioni digitali. 4. Le opere dovranno avere le seguenti caratteristiche: • essere esclusivamente in formato digitale JPG • essere spedite via email a redazione@ spiritotrail.it • essere nominate con cognome e nome dell’autore e numero progressivo in minuscolo separate da under_score (esempio: rossi_marco_01.jpg rossi_ marco_02.jpg ) 5. Le foto potranno essere accompagnate da una didascalia, una storia, una poesia per raccontare l’evento legato al soggetto fotografato. 6. Le foto possono essere state scattate in ogni parte del mondo. 7. Le foto pervenute sono a disposizione dell’organizzazione e possono essere utilizzate senza vincolo alcuno. 8. Gli autori, inviando le foto, dispensano l’organizzazione da qualsiasi onere presente e futuro, garantendo che le stesse opere non sono gravate da qualsivoglia diritto. 9. Le opere dovranno essere di proprietà dell’autore, non sono ammesse foto non scattate dell’autore 10. Il giudizio della Giuria è insindacabile ed inappellabile 11. Ogni autore è responsabile del contenuto delle immagini pervenute e ne autorizza l’esposizione in internet sul sito www.spiritotrail.it 12. La premiazione verrà effettuata in data e luogo da definirsi al termine del concorso. 13. L’invio stesso delle foto verrà considerato come accettazione del presente Regolamento.

La Grand Course des Templieres 2005 © Gianni De Polo

COMMISSIONE La commissione esaminatrice, presieduta dalla fotografa Belinda Sorice, è composta dalla redazione della webzine Spiritotrail. La commissione deciderà insindacabilmente le opere da premiare basandosi sui criteri seguenti: 1. QUALITA’ E TECNICA FOTOGRAFICA 2. CREATIVITA’ 3. PUNTO DI RIPRESA L’elenco dei primi classificati verrà pubblicato online sul sito www.spiritotrail. it. Il vincitore sarà contattato direttamente dallo staff organizzativo.   PREMI Tra le foto pervenute entro il giorno 20 di ciascun mese, la commissione esaminatrice sceglierà la “Foto del mese” che verrà pubblicata sulla webzine “Spiritotrail” del mese successivo. Tra le 6 foto prescelte come “foto del mese” nel periodo luglio 2008 – dicembre 2008 verrà scelto un vincitore assoluto, la cui foto verrà premiata con il titolo di “Foto dell’anno”. La foto dell’anno, oltre ad essere pubblicata sul numero di dicembre della webzine, rimarrà esposta per almeno un anno al seguente indirizzo www.spiritotrail.it

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SCRITTO DA VOI...

BISONTI SI NASCE... Manifesto semiserio di chi fa parte del “lato oscuro” della classifica testo di Marco vendramel foto © archivio ST

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iamo lì, pochi minuti al via, concentrati come uno Yoghi durante la levitazione, ripassiamo il percorso che ci ha portato alla gara: lunghi, lunghissimi, ripetute, piramidali, punto e croce e via dicendo, manco dovessimo entrare in zona premi. Ore rubate al sonno per gli allenamenti, ore rubate alla famiglia per gli allenamenti, scuse improbabili per uscire alle 17 precise dall’ufficio, cascasse il mondo, sempre per gli allenamenti, e poi week-end con la famiglia in un posto bellissimo, “così ci rilassiamo” e... ops! Ma c’è una corsa, e per giunta in montagna, che caso... proprio qui dove abbiamo prenotato! E poi l’indotto, chiamiamolo così: lo zaino meglio cambiarlo, quello dell’anno scorso ha gli spallacci che verso il centotrentesimo chilometro tendono ad allentarsi, i bastoncini, basta, solo in carbonio, sai le vibrazioni... Per non parlare delle scarpe. Ragazzi, siamo Bisonti, quelli che quando passano trovano ormai i ristori sguarniti, gli archi gonfiabili dei traguardi intermedi ormai in fase di smontaggio, i cronometristi assonnati. Siamo Bisonti, ma come questi animali non ci fermiamo, piuttosto ci devono sparare, usciamo a correre con neve, buio, freddo e influenza, andiamo a fare corse incredibili in giro per il mondo per poter dire: “IO C’ERO!”

Siamo tenaci, testardi, e la nostra psiche durante un’ultra è a prova di bomba, ma va in crisi se dobbiamo andare a fare la spesa da soli, se la moglie ha cambiato posto ai pannolini del bambino. Siamo Bisonti e facciamo gruppo, ci annusiamo, ci riconosciamo e guarda caso siamo già tutti insieme al pasta party. Le Gazzelle leggermente defilate, disponibili certo, anche amichevoli e gentili, ma indubbiamente diverse. A volte, prima della gara, ci avviciniamo a queste Gazzelle o Camosci, dipende dove siamo, li guardiamo, li sentiamo parlare e ci sembrano così eterei, imprendibili anche da fermi. Il Bisonte nello zaino si porta come minimo l’orsacchiotto del figlio come portafortuna, tanto c’è spazio, non ha sponsor, e allora vai di foto della famiglia stampata sulla maglia e l’immancabile pargolo sulle spalle all’arrivo. Il Bisonte arriva impolverato, infangato, come deve essere uno della sua razza. Avete visto i primi? Sembra abbiano corso un’oretta in pista, al chiuso! Il Bisonte ha il suo foglietto pre-gara con le proiezioni, i tempi dei passaggi, lima i secondi di anno in anno, ha il suo diario, spesso segreto, con altimetrie, temperature, condizioni meteo, oroscopo e istogramma dei bioritmi. Il Bisonte a volte fa un lavoro pesante e quando va a correre è già stanco

per la giornata trascorsa, deve programmarsi la stagione, perché le iscrizioni mica te le regalano, e poi alle corse ci va con la famiglia e allora noleggia il camper o trova la pensioncina. Il Bisonte ha un cuore enorme e si ferma quando vede qualcuno in difficoltà, ha sempre una battuta e un sorriso per tutti, riesce anche a fare i complimenti al cuoco per la pasta ingoiata sotto il tendone del ristoro. Il suo cuore, oltre alle soglie aerobiche e anaerobiche, ha quella emozionale, quella che gli rende gli occhi lucidi nel rivedere le foto o il filmato della corsa a cui ha appena partecipato, ma soprattutto quando vede lo striscione del traguardo. E quando passa sotto questo striscione dice “mai più!”, poi con il passare dei giorni diventa “mai più... senza un’ultra da programmare!” Forse il Bisonte a volte sogna di vedere un giorno la sua pelliccia in un angolo e di vedersi trasformato dalle ripetute in salita in un camoscio, forse sogna anche il suo nome nella zona illuminata della classifica e di conseguenza sogna il podio. Poi va a correre nel bosco e riconosce il respiro affannato di un suo simile, lo raggiunge, vorrebbe superarlo in apnea in modo che non si senta il suo di affanno. Poi invece lo affianca, si guardano ed ecco un nuovo compagno per la giornata. Eh sì, Bisonti si nasce... u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 6


ATTUALITA’...

FIDAL

ULTRA TRAIL La Fidal ha scoperto l’esistenza del Cro-Magnon! (peccato sia nato 8 anni fa…) testo di Leonardo Soresi

QUESTA STORIA INIZIA A METÀ DELLO SCORSO MESE DI APRILE, QUANDO UN CONCORRENTE ISCRITTO AL GRAND RAID DU CRO MAGNON SCRISSE AL RESPONSABILE DELLA FIDAL DELLA SUA REGIONE PER INFORMARSI CIRCA LA POSSIBILITÀ DI STIPULARE UNA POLIZZA CHE COPRISSE LE EVENTUALI SPESE DI RECUPERO AEREO. IL RESPONSABILE DEI REGOLAMENTI FIDAL PIEMONTE RISPOSE CON LA LETTERA QUI SOTTO RIPORTATA, A METÀ FRA IL COMICO E IL DRAMMATICO: Gentile Signor

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come Responsabile dei Regolamenti FIDAL e podista da quasi 40 anni, nonché amante e sostenitore della corsa in montagna, mi corre l’obbligo di dirLe alcune cose importanti. 1) La FIDAL ha emesso un regolamento delle corse in montagna che garantisce entro limiti accettabili l’incolumità dei partecipanti (lunghezze, distanze, pendenze, tracciati), le gare come il Cro Magnon sono sport estremo (e circa trent’anni fa al Giro del Monte Bianco il mio carissimo amico Piumetti morì assiderato), per cui da “padre” Le consiglio di pensarci a lungo prima di parteciparvi. 2) I tesserati FIDAL nelle gare approvate FIDAL sono coperti da assicurazione contro Lesioni, Infortuni, Morte, Responsabilità Civile verso terzi, grazie a una Convenzione onerosa e globale stipulata con UNIPOL. 3) Per questo motivo e per obbligo statutario il tesserato FIDAL NON può partecipare a manifestazioni NON autorizzate dalla FIDAL, tale comportamento è sanzionabile nei confronti suoi e della Società per la quale è tesserato. Se dopo aver valutato seriamente i tre argomenti che Le ho presentato Lei ritiene di partecipare ugualmente alla gara, può rivolgersi a qualunque Compagnia di Assicurazione, a cominciare dall’UNIPOL, e farsi fare un preventivo, che, ritengo, sarà abbastanza salato. Cordiali saluti. - Responsabile Regolamenti Fidal

H

o definito questa lettera ufficiale da parte di un delegato FIDAL a metà strada tra il comico e il drammatico. Comico per l’atteggiamento da “padre di famiglia” con cui sconsiglia la partecipazione al CRO e agli Ultra Trail, dimostrando evidentemente di non conoscere qual è il livello organizzativo raggiunto e il grado di sicurezza garantito ai partecipanti. Drammatico perché minaccia, nemmeno troppo velatamente, sanzioni nei confronti dell’atleta e della società per cui è tesserato. Comico perché il CRO è una gara francese, organizzata dall’Association Cap d’Ail Macadam che nulla c’entra con la Federazione Italiana. Drammatico perché rivela come la Fidal non abbia ancora capito che tipo di gare siano gli Ultra Trail, che coinvolgono sempre più atleti anche nel nostro paese. Comico perché non si capisce a partire da quale chilometro, dislivello o pendenza (!) una corsa in montagna diventi per la FIDAL una “corsa estrema” e quindi passibile di squalifica per chi vi partecipa. Drammatico perché il regolamento FIDAL prevede in modo chiaro e senza possibilità di dubbi che un atleta affiliato non possa partecipare a gare che non sono nel calendario delle gare Fidal, pena il richiamo della Federazione e possibilità di deferimento dell’atleta agli organi di giustizia sportiva! Comico infine perché per scoraggiare definitivamente il concorrente, gli viene detto: “Provi a chiedere un preventivo ad una compagnia di assicurazione e vedrà!”. eccato che la copertura assicurativa FidalUnipol non sia comunque valida per i trail… Al di là di considerazioni più o meno amene sul grado di conoscenza del movimento trail da parte dei vertici della FIDAL (nonostante i 40 anni di podismo da “amante e sostenitore della corsa in montagna”),quello che dovrebbe far riflettere e indignare è la lampante lesione di una libertà individuale intoccabile quale è quella di poter partecipare alle gare che uno ritiene di voler fare. Questo è assolutamente intollerabile: una Federazione Sportiva può benissimo scegliere di non riconoscere un certo tipo di gare e di non garantire una copertura assicurativa, ma non dovrebbe mai, e ripeto mai, sentirsi autorizzata a proibire ad un proprio tesserato di potervi partecipare. Credo che se la Federazione Francese avanzasse una posizione analoga, oltralpe scoppierebbe il finimondo, con scene da “presa della Bastiglia” con il palazzo della Federazione al posto della prigione S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 7


foto © Pietro Martinengo

di Luigi XVI. Quarant’anni fa, un’allora giovanissima Maria Canins partecipava alla Marcialonga travestita da uomo e sotto falso nome, perché si trattava di una gara vietata alle donne. Vedremo ora atleti camuffarsi con barba o baffi posticci come in un film di spionaggio di serie B per sfuggire ai controlli Fidal? Oppure correre con un passamontagna calato sul viso, quasi andassero a fare una rapina e non una corsa? In ogni caso potrebbe anche non bastargli, poiché l’art. 21 comma 2 del regolamento FIDAL impone agli affiliati, non appena ne hanno notizia, di segnalare alla Procura Federale gli atleti tesserati che partecipino a gare non approvate dalla Federazione. Voi come la chiamate questa? Io una parola la conosco, ma non mi ero mai sognato di associarla al mondo del Trail: “DELAZIONE”. Purtroppo il CONI ha sancito che ogni attività agonistica deve fare riferimento alla Federazione che comprende tale attività sportiva: pertanto la corsa in tutte le sue varianti (pista, cross, strada… il trail il CONI non si è accorto che esiste!) è di competenza della FIDAL, e la cosa è stata confermata dalla sentenza del TAR del Lazio del 2003 a cui in quell’anno si era rivolta la UISP contestando il provvedimento. I veri problemi sono però venuti a galla quando la Fidal a livello regionale ha stipulato le convenzioni con la Uisp e con gli altri Enti di Promozione Sportiva per il riconoscimento dell’affiliazione delle gare da questi organizzate. Ne sono risultati 21 regolamenti completamente diversi, con disparità da regione a regione assolutamente inaccettabili, per cui ciò che in una regione è permesso, in altre non lo è. Cosa accadrà? Vedremo la FIDAL andare a spulciare le classifiche del CRO e degli altri Ultra Trail per poi comminare squalifiche e sanzioni agli affiliati che vi hanno partecipato? Come è stato sottolineato con un granello di sano realismo nel forum di Spiritotrail.it: “Quanto alla squalifica... state tranquilli, la FIDAL ha bisogno di tanti tesserati, specie nell’anno olimpico, per poter poi battere cassa al CONI!”. Una cosa almeno è certa: alla Fidal si sono accorti dell’esistenza del CroMagnon dopo “soli” otto anni dalla sua creazione. Meglio tardi che mai… u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 8


foto © JP CLATOT - Ultra-Trail du Mont-Blanc

IL PERSONAGGIO...

MARCO OLMO Se solo potesse andare a Pechino…

testo di Leonardo Soresi

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uesta primavera, il giorno precedente un’importante maratona italiana, mi sono trovato a seguire la riunione tecnica con i top runner. Fra gli altri c’era una ragazza, un’atleta del giro della nazionale, che avrebbe dovuto provare ad ottenere il tempo richiesto dalla Federazione per partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino. Quando gli organizzatori le comunicarono di averle ingaggiato una lepre che la “scortasse” fino al 35° km per agevolarla nel raggiungimento del tempo di qualificazione olimpica, lei iniziò a lamentarsi quasi mettendosi a piangere. Aveva bisogno, diceva, di qualcuno che la accompagnasse per tutti i 42 km, e agli organizzatori toccò iniziare una seria di telefonate “dell’ultimo minuto” alla disperata ricerca di una lepre da 2h 30’ da ingaggiare. “Ma come? -mi dicevoA Pechino non avrà nessuno a farle da lepre! E poi è una maratoneta esperta: come può essere

preoccupata per soli 7 km da fare da sola?” Alla fine la lepre fu trovata, ma il giorno dopo la ragazza si ritirò nelle battute iniziali della gara. Questo episodio mi è tornato alla mente parlando con Lorenzo Trincheri della sua esperienza alla Marathon des Sables. Lorenzo mi ha raccontato, pieno di gratitudine, di aver avuto la fortuna di correre il tappone di 80 km assieme a Marco Olmo. Era notte fonda quando, a poco più di un km dall’arrivo, Marco ha sentito davanti a loro un concorrente e ha detto a Lorenzo “È il giordano Al Swaiti, quello che ti precede in classifica. Andiamo a prenderlo!” Per Marco il risultato non sarebbe cambiato affatto, mentre per Lorenzo avrebbe significato passare dal 9° all’8° posto. Mentre correva come un forsennato, cercando di stare dietro a Olmo che sprintava a meno di 4’ al km, immerso nel buio, senza vedere quasi niente, Lorenzo pensò “Ma come fa

Marco a 60 anni ad avere ancora la forza mentale di fare, dopo 80 km, una volata che per lui non cambierà niente?” Ha poi aggiunto che per battere i fratelli Ahansal ci vorrebbe un maratoneta da 2h 15’ con la testa di Marco Olmo. A me è venuta in mente la maratoneta piagnucolante, e ho pensato che anche ai nostri olimpionici servirebbe un po’ della mente e del cuore di Marco… Si dice che qualche anno fa un atleta perseguitasse Olmo chiedendogli di scrivere una tabella di allenamento. Marco continuava a rifiutarsi poiché, non avendo in vita sua mai avuto un allenatore né seguito uno schema di allenamento, si trovava in difficoltà nel doverne creare uno per qualcun altro. Stanco però dell’insistenza con cui la cosa gli veniva richiesta, si fece dare un foglio di carta e dopo aver scritto qualche cosa glielo restituì piegato in quattro dicendo “Qui c’è il segreto per vincere le S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 2 9


foto CIMBALY/PER © MDS2008

gare”. Dentro c’era scritta una sola parola: “CORRI!”. Olmo è la prova vivente che la corsa è una disciplina semplice e le ultra lo sono ancora di più: più corri più diventerai forte. Tempo, impegno e sacrificio in questo sport fanno la differenza, anche al di là di predisposizioni genetiche “non ottimali”. È questa la prima cosa che viene fuori parlando con Marco: non ci sono risposte fantasiose o accattivanti. Niente di affascinante da raccontare a chi la corsa non la ama. Nessun trucco o segreto che non richieda tempo o sudore. Se vuoi vincere una gara come l’UTMB devi solo abituarti a continuare a correre quando le gambe sono già stanche. Per farlo bisogna solo correre. Correre tanto. Correre tutto il tempo. “E se ti sembra troppo faticoso o troppo noioso, allora hai sbagliato sport”, sembra dirti Marco Olmo con il suo sorriso da “vecchio dell’Alpe”. Di questo straordinario atleta “dal profilo d’aquila e dall’andatura da dromedario” è già stato detto tutto: sono stati snocciolati dati su peso, altezza, età, battiti al minuto. Si è fatto l’elenco delle vittorie, che ogni anno si allunga sempre di più. Si è cercato il segreto nell’alimentazione, nelle sedute di allenamento, nelle tattiche di gara. La mia sensazione però è che si tratti di elementi di contorno, non il vero nocciolo del “caso Olmo”. Si dovrebbe piuttosto parlare dell’uomo, perché come diceva Yiannis Kouros, il più grande ultramaratoneta della storia: “Nel nostro campo non potrà mai essere un campione chi ha avuto una vita facile”. Sono le difficoltà che incontri ogni giorno a temprarti e a renderti capace di andare avanti senza farsi schiacciare dalla fatica e dalle cupe prospettive che incombono minacciose in quelle gare in cui entri in crisi e mancano ancora decine di chilometri alla fine. È inutile cercare “segreti” sperando di replicare le sue performance. Si può copiare il suo allenamento. Ci si può alimentare al suo stesso modo. Ci si può fabbricare lo stesso zaino e comprare le stesse scarpe. Ma non si può replicare la sua vita, con i suoi drammi, la sua povertà e i rospi che ha dovuto ingoiare. S P I R I T O T R AI L [ G I UGNO] - 30


foto CIMBALY/PER © MDS2008

Marco Olmo: vegetariano vincente intervista di Maurizio Scilla

A cosa pensi durante un ultratrail? La prima volta che ho corso l’Ultratrail del Monte Bianco nei primi metri ho pensato“chissà come finirà ‘sta gara?”. Il pensiero fisso è di finire! Come ti prepari mentalmente? Nessuna preparazione in particolare! Come gestisci la gara? Di solito per la prima parte in perdita, poi non mi resta che sperare che gli altri mollino. Ho il vantaggio nei confronti dei giovani di non demoralizzarmi... se io arrivo 6° o 7° faccio la mia bella figura lo stesso. Sono un po’ come una iena che approfitta quando gli altri mollano, però questo fa parte della gara Quello che mi colpisce è la tua serenità in corsa… Si, è vero, in genere sono molto sereno, però ultimamente un certo peso devo sopportarlo anch’io perché la gente ora pretende che vinca sempre, dimenticandosi che ho sessant’anni! Chi è il trailer che apprezzi di più? Apprezzo tantissimo Nicolas Mermoud, anche se non lo conosco di persona, ma lo trovo veramente forte! Mi sai dire quanti km hai corso negli ultimi anni?

Non uso gps o simili, le mie uscite le misuro a ore, credo sui 5/6000 km all’anno, l’anno scorso in gara ho percorso 1100 km. Quali sono gli allenamenti? Alle tabelle non ci penso, tanto meno alle ripetute, dall’allenamento pretendo soddisfazione dal percorso che ho fatto anche se sinceramente non è che mi goda troppo il paesaggio. Quale vittoria ti manca? Sarebbe da egoisti pensarci, se torno indietro alla mia prima gara a 27 anni, quella del paese, dove sono arrivato ultimo, per arrivare poi primo all’UTMB, è da non credere. Comunque forse una gara a tappe come la Marathon des Sables, ma ci sarei dovuto andare prima del 1996 quando ero ancora veloce e c’era meno concorrenza. Utmb, più bella la vittoria 2006 o 2007? Tutte e due. La prima perché è stata una novità, la seconda perché c’era una super concorrenza e mi sembrava impossibile rivincerla. Perché la scelta di diventare vegetariano? A 36 anni ho avuto dei problemi, ero sempre stanco e non riuscivo ad allenarmi. Un naturopata mi ha consigliato una dieta vegetariana

che è poi diventato un sistema di vita. Ogni anno modifico qualcosa nell’alimentazione restando pur sempre vegetariano. Il segreto per non avere infortuni? Anch’io ho i miei acciacchi visti i miei sessant’anni, però devo dire che non ho avuto mai grossi infortuni, posso dire di essere fortunato In gara come ti alimenti? Digerisco praticamente tutto, anche dopo 20 ore non ho nessun problema ad alimentarmi. È una grossa fortuna, comunque in genere mangio barrette e qualche pezzo di grana… Qual è il posto più bello dove hai corso? Libia e Giordania nel deserto, in montagna l’UTMB per la vista sul Monte Bianco e il Cromagnon per il cambiamento di paesaggio, dalla montagna al mare, passando dalle faggete alle pinete e agli ulivi, già da lontano si vede il mare… Quali sono gli obiettivi per il 2008? Ripetere le gare che ho fatto, senza pensare al risultato, mi piacerebbe finire l’UTMB con il pettorale n. 1 sul petto. E intanto ho finito la Marathon des Sables… u S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 31


VADEMECUM...

]ALIMENTARSI[ prima di un trail di lunga distanza testo di Gualtiero Linetti <krom> foto © http://www.publicityworks.biz

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icordo che una delle cose che mi preoccupò enormemente all’esordio sulla distanza della maratona, oltre ovviamente alla capacità di concluderla e al dubbio di aver svolto un allenamento adeguato, fu proprio l’alimentazione all’approssimarsi del giorno fatidico. Va ricordato, sinteticamente, che il carburante immediatamente disponibile dei muscoli è il glicogeno e che lo stesso glicogeno, disponibile nei muscoli e nel fegato, anche quando è alla massima capacità non è sufficiente, da solo, a compiere una qualsiasi gara di lunga distanza (basta sì e no per una trentina di chilometri). Ulteriore energia cinetica può essere trasformata dai depositi adiposi presenti nell’organismo, ma queste riserve sono inutili se non sfruttate in comunione con il glicogeno. Quindi, solo con un allenamento finalizzato a migliorare l’utilizzo del mix energetico derivante dalle scorte lipidiche e da quelle glucidiche è pensabile che un atleta possa portare a termine una corsa di distanza superiore. Ipotizziamo, dunque, che l’allenamento sia stato svolto correttamente e che il nostro organismo sia in grado di correre

capitalizzando al meglio tale doppia risorsa ed occupiamoci dell’alimentazione nel pre-gara, perché a questo punto è lampante quanto importante sia avere le scorte (di glicogeno muscolare ed epatico) piene al momento della partenza. Allora come fare? Nel recente passato una particolare

dieta è stata applicata al podismo e ha avuto un discreto seguito e credito: la dieta dissociata. Chi di noi non è stato attratto, almeno una volta, dai mirabolanti benefici che essa procura o promette? In cosa consiste? Per quel che ci riguarda, ovvero la preparazione ad una corsa di lunga distanza, nella prima parte della

settimana precedente la gara è previsto che si svuotino in pieno le riserve di zuccheri, facendo sedute di allenamento particolarmente intense e, inoltre, cibandosi con alimenti poveri di carboidrati; poi, nei giorni successivi, di solito i tre antecedenti l’appuntamento, si osserva uno stretto regime alimentare a base glucidica. I benefici ci sono, in effetti, perché la carenza fa sì che l’organismo aumenti (seppure in modesta parte) la capacità dei “serbatoi”, ma perché questo avvenga occorre che ci sia un ferreo controllo medicoalimentare e che si svolgano allenamenti strettamente correlati e controllati (particolarmente importante la seduta che “prosciuga” le riserve). In secondo luogo una dieta di questo tipo può generare, quantomeno, sbalzi umorali e tensioni emotive (specie nei giorni in cui l’alimentazione esclude carboidrati) non certo facilmente gestibili, né augurabili, alla vigilia di un appuntamento mentalmente pesante. Cosa fare dunque? Nei giorni precedenti la gara saremo certamente più attenti ricercando cibi ad alto tenore glucidico S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 32


con porzioni magari un po’ più abbondanti del solito, ma senza stravolgere la dieta equilibrata usuale: pasta, cereali, farine e riso, meglio se integrali in evidenza. E per l’abbuffata serale, il cosidetto pasta-party? Anche qui, io sconsiglierei grandissime porzioni di cibo, qualcosa in più del normale (soprattutto per quanto riguarda carboidrati complessi, frutta, verdura), ma senza esagerare: vale più trascorrere una notte di vigilia serena che non riuscire a dormire per il troppo cibo ingerito. È un dato di fatto che la tensione (della gara, dell’organizzare i dettagli, l’albergo, il letto che non è il nostro ecc.) unita alla cattiva o lenta digestione possono compromettere un riposo tonificante e ristoratore quale avremmo bisogno. Si arriva dunque alla mattina della partenza. Ribadisco che il nostro obiettivo è trovarsi pronti allo sparo con le scorte di glicogeno piene senza avere digestioni in corso che

sappiamo essere controproducenti. Se c’è la possibilità e il tempo, la colazione può essere fatta nel modo in cui si è soliti consumarla; è inutile, e a volte dannoso, tentare esperimenti e combinazioni di cibo la mattina della gara. Sappiate inoltre che, se avete cenato in maniera sufficiente la sera precedente, le vostre scorte avranno ben poco margine per essere riempite: alcune ore di sonno sottraggono relativamente poche energie (intorno alle 300 kcal). Attenzione, quindi, a due cose: • anticipate il tempo necessario alla completa digestione della colazione (sottostando sempre a cosa mangiate) evitando cibi proteici o con tanti grassi. Questo può essere il limite della colazione per gare con partenza notturna o antelucana che ci costringerebbe a sveglie ad orari impossibili. In tal caso può andare bene anche una bevanda energetica. • Evitate anche di innalzare l’indice glicemico del sangue, soprattutto nel pasto pre-gara: attraverso

l’azione dell’insulina, l’organismo smonta gli zuccheri preziosi che si trovano in circolazione, e non solo quelli in eccesso, per dirottarli nei depositi adiposi; dunque pochi zuccheri semplici (zucchero nel tè o caffè, anche marmellate per esempio) o in quantità appena sufficiente a sopperire le scorte impoverite dopo il precedente pasto e dal sonno. Trovandoci in attesa sulla linea della partenza ricordiamo, infine, che la tensione può farci consumare altre preziose, seppure minime, risorse. Un pastiglione a base di zuccheri, una bustina di miele o un sorso di bevanda energetica possono fare al caso nostro, e mentre lo starter dà il via possiamo essere sicuri di avere rimpinguato tutto il riempibile a dovere. Ora niente scuse: è venuto il momento di mettere alla prova tutto il lavoro dei mesi precedenti! u S P I R I T O T R AI L [ G I UGNO] - 33


MATERIALI...

DOVE METTO LA BORRACCIA ...PORTABORRACCE, QUESTI SCONOSCIUTI! testo di Leonardo Soresi <leosorry>

D

ue anni fa sono andato negli Stati Uniti per correre la Western States, la 100 miglia più importante del calendario a “stelle e strisce”. Tutto era una novità, ma uno degli aspetti che mi colpì fu il fatto che il 99% dei concorrenti non usasse lo zaino. E’ vero che si trattava di una gara Californiana per di più nella stagione estiva e quindi non era necessario portarsi dietro abbigliamento “pesante”, però ero comunque sorpreso nel vedere che praticamente nessuno aveva deciso di usare uno zainetto, magari piccolissimo, e che quasi tutti preferissero invece correre con dei portaborracce a mano. In Europa non ho visto praticamente nessuno farlo, e comunque mai in gare che superassero i 42 km. Dopo quell’esperienza ho iniziato ad utilizzare anche io un portaborracce a mano, e se inizialmente ero perplesso perché dopo qualche ora il peso della borraccia cominciava a darmi fastidio, adesso lo utilizzo sempre più di frequente, per il senso di libertà che trasmette rispetto al classico zaino. Si tratta davvero dello strumento di idratazione più minimalista che un trailer possa avere con sé, a meno che uno voglia fare affidamento solo su torrenti o sorgenti d’acqua! Ancora oggi rimane comunque un accessorio davvero poco diffuso in Italia, e anche relativamente difficile da reperire. Attualmente due sono i modelli ufficialmente in vendita, il “E50/50 Bottle Holder” di The North Face e la “Borraccia Trail” di Raidlight, distribuito da Krakatoa Srl. Il “E50/50 Bottle Holder” è un “accessorio per il trailer” estremamente avanzato, poiché The North Face non ha lavorato solamente sul sistema di chiusura a strappo, ma soprattutto sulla borraccia stessa, dandogli un design ergonomico che ne facilita non S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 34


poco la tenuta nella mano da parte dell’atleta. Inoltre l’impugnatura, oltre ad essere sagomata è anche ruvida, così da evitare scivolamenti quando la mano inizia a sudare e la presa si fa meno sicura. Il tappo di chiusura della borraccia è molto grande, così da facilitare l’operazione di riempimento, e il sistema di suzione è di tipo “soft touch”. Oltre alla chiusura a strappo facilmente regolabile, North Face ha rivestito la parte inferiore della borraccia con una custodia in materiale elastico traforato, provvista di elementi riflettenti e taschine per riporre qualche compressa di integratore salino oppure un gel

energetico. La “Borraccia Trail” di Raidlight è un accessorio più semplice e forse meno evoluto del precedente, ma che proprio per queste sue caratteristiche è caratterizzato da una maggiore “universalità”: la sua custodia infatti può essere utilizzata infatti non solo con la borraccia fornita da Raidlight ma anche con altre borracce facilmente reperibili in commercio. L’altra principale differenza, a parte quelle legate alla forma della borraccia, è da ricercare nel sistema di chiusura a strappo: quella della Raidlight è singola, cioè riguarda solamente un lato della borraccia, mentre quella

di The North Face è doppia. Credo che i “portaborracce a mano” si diffonderanno sempre di più anche in Europa, e non è un caso che in questi ultimi mesi si siano fatte sempre più insistenti le voci di una prossima distribuzione in Italia da parte di due delle marche più diffuse negli Stati Uniti, la Ultimate Direction e la Amphipod. Ultimate Direction propone la linea Fastdraw contraddistinta da particolare cura nei materiali, mentre Amphipod si è fatta un nome con la sua linea Hydraform caratterizzata da borracce dalla forma ergonomica a dir poco avveniristica. u

E50/50 Botttle Holder The North Face

Borraccia Trail Raidlight

Ergonomicità impugnatura Leggerezza Qualità dei materiali Capacità Borraccia Facilità regolazione Prezzo

E50/50 Botttle Holder The North Face Capacità: 600 ml Materiale: Nylon Prezzo (consigliato): 20 € Garanzia: 1 anno Tappo: Valvola a suzione soft touch

• • • •

PRO Borraccia di forma ergonomica Materiale ruvido antiscivolatura Sistema di chiusura a strappo efficace Inserti riflettenti CONTRO

• Custodia in materiale elastico utilizzabile solamente per la borraccia in dotazione

• Taschine portagel di dimensioni ridotte

PERFETTO PER Trail di lunghezza fino alla maratona, in ambienti in cui la variabile temperatura non riveste un ruolo troppo importante. Per i top runner alla ricerca di uno strumento minimalista, leggero e di facile utilizzo.

Borraccia Trail Raidlight Capacità: 600 ml Materiale: Tessuto e velcro Prezzo (consigliato): 12 €

PRO

• Custodia utilizzabile anche con altre borracce in commercio

• Sistema di chiusura a strappo efficace CONTRO

• Borraccia di forma tradizionale • Mancanza di taschine portagel • Mancanza di elementi riflettenti PERFETTO PER Trail di lunghezza fino alla maratona, in ambienti in cui la variabile temperatura non riveste un ruolo troppo importante.

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TRAIL PITTORI (VICCHIO, FI)

testo di Leonardo Magazzini < il_Mago > foto © il_Mago

ITINERARI TRAIL... IL MUGELLO, VERDE VALLATA APPENNINICA IN PROVINCIA DI FIRENZE, STRETTA TRA LE COLLINE FIORENTINE E L’IMPERVIO E BOSCOSO CRINALE CHE SEPARA TIRRENO E ADRIATICO: QUI È AMBIENTATO QUESTO ITINERARIO CHE SI SVOLGE NEL COMUNE DI VICCHIO. TRAIL DEI PITTORI PERCHÉ QUESTA È TERRA DI ARTISTI, CI SONO NATI GIOTTO E BEATO ANGELICO E CI PASSARONO BENVENUTO CELLINI E CIMABUE IL QUALE SCOPRÌ GIOTTO, GIOVINETTO, CHE DISEGNAVA PAESAGGI AGRESTI.

A

ncora oggi abitata e frequentata da pittori dilettanti, non è raro infatti durante l’escursione incontrare case di campagna con quadri appesi alle pareti esterne. Il percorso, che si svolge interamente in campagna e sui monti, presenta due varianti che differiscono per la località di partenza e ampia parte del percorso in comune: • Variante A con partenza ed arrivo al Lago di Montelleri, nel centro di Vicchio. Percorso con tratto iniziale e finale di asfalto, comunque su strade di campagna non trafficate e molto panoramiche. Percorso segnalato CAI, difficile smarrirsi. • Variante B più breve, con partenza ed arrivo al circolo ARCI del paesino di Casole, raggiungibile salendo da Vicchio con una bella strada di campagna. Si può parcheggiare accanto al bar. Primi suggestivi 6 Km senza segnaletica CAI, che presentano alcuni tratti impegnativi e 2 guadi. Per l’itinerario A partiamo dal caratteristico Lago di Montelleri in

Vicchio seguendo la strada asfaltata verso il borgo di Molezzano; dopo Caselle, passati circa 4 km, sulla destra inizia una strada bianca segnalata CAI (sentiero n. 28), subito salita costante, si passa accanto a fattorie e tenute agricole prima di addentrarsi nel fitto bosco che ci seguirà per larga parte del percorso. L’itinerario B parte da Casole, un caratteristico borgo come tanti se ne trovano in Toscana: una fattoria, piccole case di contadini rigorosamente in pietra, magari ora abitate da cittadini in cerca di fresco o da ricchi stranieri, segno dei tempi dato che solo pochi decenni fa l’operosità agricola era la caratteristica principale di questi luoghi assieme ad una diffusa povertà. Si scende per un centinaio di metri, oltre la tenuta giriamo a destra per una stradina poderale e poi ancora a sinistra in discesa erbosa dentro un boschetto. Saltato un fosso si guada un ruscello e facendosi strada nel sottobosco e in un prato si arriva su una strada bianca che seguiamo in salita. Attraversiamo S P I R I T O T R AI L [ G I UGNO] - 36


l’aia di una fattoria, una fra le tante che troveremo. Arrivati a quota 390 circa la salita prosegue a destra, ma noi svoltiamo a sinistra in uno stretto sentiero in terra battuta in discesa giù nella valle del torrente Arsella. Per il guado cerchiamo dei tronchi che aiutino il passaggio. Si sale poi affannosamente per il sentiero fino a trovare un’altra strada bianca che prendiamo verso sinistra, in alto davanti a noi vediamo Case Malnome che dovremo raggiungere tagliando per un ripido prato o proseguendo fino a trovare la strada asfaltata. A Malnome è il momento di una sosta ristoratrice e ne approfittiamo per goderci una bella prima immagine dall’alto della valle mugellana. La salita prosegue verso destra lungo una strada bianca, dopo un altro po’ di falsopiano a un bivio giriamo a sinistra in un bosco di castagni, discesa e si rientra sulla carrareccia con i segnali CAI della variante A. Eccoci su una strada forestale, niente più campagna agricola ma boschi di lecci, faggi e castagni intorno a noi, salita costante per lunghi tratti senza curve: sembra facile ma non lo è, anche se sono assenti tratti ripidi. Attorno agli 800 metri il grosso è fatto, siamo sul Monte Verruca (toponimo diffusissimo in Toscana, che come si intuisce denota cime rotondeggianti) e inizia una serie di falsopiano sempre all’ombra del bosco. A sinistra in fondo alla valle vediamo i ponti della ferrovia Faentina nel punto in cui inizia la lunga galleria appenninica. Dopo un paio di Km eccoci alle Scalette: la forestale finisce e diventa sentiero, l’acqua scava profondi fossati nella terra argillosa e la salita si fa impegnativa. Per fortuna è breve, il dislivello è già tanto e avvertiamo la stanchezza. Lieve discesa e arriviamo in cresta al Poggio Castellina. Il bosco si apre lasciandoci in un ampio prato d’alta quota, la vista è notevole e merita la sosta: a destra, panoramica del Mugello, davanti a noi in lontananza si trova il paesino di Barbiana dove Don Milani ispirò il celebre “Lettera ad una professoressa”. A sinistra il crinale degli Appennini con in lontananza il passo della Colla di Casaglia che chi ha fatto il Passatore ben conosce, davanti a noi si scorge la vetta della montagna più alta della zona, il Falterona ove nasce l’Arno. Sul prato in cresta si continua a salire, troviamo il sentiero CAI 00 sullo spartiacque Tirreno-Adriatico che seguiamo fino all’abetaia dell’Alpe di Vitigliano, punto più alto del percorso (1100 S P I R I T O T R AI L [ G I U GNO] - 37


metri). Rientriamo nel bosco e poi a destra a capofitto sul sentiero CAI 26. Sentiero largo ma molto sconnesso, discesa tecnica in vari punti causa i sassi e il fogliame che si trovano in ogni stagione, niente curve secche ma molti tornanti e può capitare di dover aggirare le pozzanghere dove si bagnano i cinghiali. La segnaletica CAI non è sempre ben visibile ma ci sono anche altri segnali gialli sugli alberi. La discesa è intervallata da salitelle non impegnative ma la stanchezza si fa sentire; sulla destra,

quando il bosco si apre, notiamo la valle Arsella, il Monte Verruca e i balzi delle Scalette che abbiamo superato in salita; poco oltre, la boscaglia si apre con un’altra splendida veduta sulle verdi campagne della zona. Alla chiesetta di Vitigliano strada bianca a sinistra che senza deviazioni ci riporta in un paio di Km a Casole dove al bar ci possiamo ristorare, e magari fermarci a prendere il sole e riposarci sui prati o fra gli oliveti nei pressi. Finale variante A: si prosegue

sull’asfalto, scendiamo per un maestoso filare di cipressi e superato il bivio di Rupecanina (ci nacque il Beato Angelico, noi andiamo a sinistra) si imbocca un senso vietato a destra, superiamo le case, il ponte e poi ancora a destra e strada bianca in salita in cima alla quale ritroviamo il tranquillo lago di Montelleri, dove possiamo finalmente fermarci e goderci il meritato riposo. u

Contesto Campagna e montagna, comune di Vicchio (FI) Segnaletica CAI bianco-rossa (escluso primo tratto variante B) Localizzazione Toscana, provincia di Firenze, Comunità Montana del Mugello Punti di partenza e arrivo Vicchio (variante A), Frazione di Casole (Variante B) Lunghezza Variante A: Km 29, Variante B: Km 21 Dislivello D+/DVariante A: 1300, Variante B: 1200 Tempi di percorrenza Variante A: dalle 3h15’ alle 4h30’, Variante B: dalle 2h30’ alle 3h45’ Traccia GPS variante B: http://www.giscover.com/tours/tour/display/5515 Note Entrambe le varianti sono accessibile in tutte le stagioni: nei periodi piovosi è probabile trovare molto fango, e in inverno è possibile trovare neve sul crinale. Attenzione, il tempo in quota può cambiare facilmente ed è normale trovare nebbia e vento. Sul percorso non si trovano fontane, munirsi di ampia scorta d’acqua. Riferimenti cartografici Carta dei Sentieri 25/28 Appennino Toscoromagnolo Ravennate e Mugello - Passo della Futa, Passo della Raticosa, Giogo di Scarperia, Colla di Casaglia, Muraglione, Cascata dell’Acqua Cheta € 6,00 Carta 1:25000. Formato aperto cm.70x100 Formato piegato cm. 12,5x20,5 Edizioni Multigraphic http://www.edizionimultigraphic.it/ (sul sito lista dei rivenditori). Parcheggi e servizi Vicchio centro / Casole nei pressi della partenza (bar nei dintorni) Come raggiungere Vicchio Autostrada A1 uscita Barberino direzione Borgo San Lorenzo Stazione FS di Vicchio (Linea Borgo San Lorenzo-Pontassieve-Firenze) Dove dormire Camping Vecchio Ponte, via Costoli 1 Vicchio 055 8448306 Locanda Antica Porta di Levante   Piazza Vittorio Veneto, 4 Vicchio www.anticaportadilevante.it 055 844050 Agriturismo Fattoria Di Casole località Casole, 16 Vicchio 055 8497274 Dove mangiare Trattoria Giorgione località Sagginale, Borgo San Lorenzo 055 8490130 Ristorante Antica Porta di Levante Piazza Vittorio Veneto 4 Vicchio www.anticaportadilevante.it 055 844050 Trattoria La Casa del Prosciutto, via Ponte a Vicchio 1 Vicchio 055 844031 (specialità tortelli di patate) Prodotti tipici Enoteca L’Amante di Dioniso Corso Del Popolo, 45 Vicchio 055 8448055 Il Forteto (Prodotti Alimentari) Località Rossoio, 6 Vicchio 055 8387589 055 8448745 Cosa Visitare Vicchio, casa natale di Giotto e Ponte di Cimabue (località Vespignano) prenotazioni 055 8439224 Museo di Arte Sacra Beato angelico P.za Don Milani Vicchio 055 8448251 Museo Etnografico della Civiltà Contadina località Casa d’Erci Borgo San Lorenzo www.casaderci.it 055 8492519 Numeri Utili Sui siti http://turismo.mugello.toscana.it e www.comune.vicchio.fi.it si possono trovare vari riferimenti telefonici: ad esempio la Pro Loco di Vicchio 055 8448720

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CALENDARIO GIUGNO

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 07-08 GIUGNO - 24 ore del Mai Zeder (4^ edizione) - 24 ore su strada (circuito di 4 km) – Baselga di Pinè (TN) – www.maizeder.it 08 GIUGNO - Skyrace Valmalenco Poschiavo - 30km/1800m – Valmalenco (SO) - www.international-skyrace.org 08 GIUGNO - Vola nel Verde - ecotrail marathon del Corno alle Scale - 42 km (11 km) - Corno alle Scale - Lizzano in Belvedere (BO) - www.cornoallescale.net/agenda/pagina83.html 08 GIUGNO - Monte Terminillo Sky Race - 20Km/1641m Lisciano – Terminillo (RI) - www.terminilloskyrace.it 08 GIUGNO - Ecomaratona delle Madonie (circuito Ecotrail Sicilia) - 42Km/2050m - Polizzi Generoso (PA) – www.ecomaratonadellemadonie.it - www.sportactionweb.it/ecotrail 14 GIUGNO - Grand Raid du CRO MAGNON - 104Km/5400 - Limone (CN) - www.cromagnon-extremerace.com 14 GIUGNO – Supermaratona dll’Etna – 43km/3000m – Fiumefreddo (CT) - www.maratonadelletna.it 15 GIUGNO - Trofeo Skyrace Oasi Zegna - 20km/2000m Trivero (BI) - www.oasizegna.com 15 GIUGNO - Cancervo skyrace - 22km/1500m - S.Giovanni Bianco (Bg) - www.promosportvallibresciane.it 15 GIUGNO – Rigantoca e Traildell’Antola – 43 km/+1950m/-1150m (marcia non competitiva), 22 km (competitiva) – Avosso, Caprile (GE) - 3383793131 15 GIUGNO - Da Rifugio a Rifugio - 19Km - Forca di Presta (AP) – 330.881148 338.4255595 marche@ana.it 21 GIUGNO – Monza Resegone - 42km/1150m a squadre di tre, notturna – Monza (MI) - www.societaalpinistimonzesi.it 22 GIUGNO - Lavaredo Ultratrail (Campionato Italiano IUTA) - 50Km/3300m Misurina - BL http://www.ultratrail.it 22 GIUGNO - International Skyrace Carnia - 20km/900m - Paluzza (Ud) - www.usaldomoro.net 22 GIUGNO - Royal Ultra SkyMarathon G.Paradiso – 46km/3250m - Locana (TO) – www.4026.it 22 GIUGNO – Memorial Germanetto (solo categorie giovanili) – Susa (TO) - www.atleticasusa.it 22 GIUGNO - Rally Valtartano SkyRace - Morbegno (SO) 22 GIUGNO - Trail della Ciliegia - 15Km - Raiano (AQ) 28/29/GIUGNO - Ultra Trail La Via dei Lupi - 74km/4400m - Limone Piemonte (Cn) - www.italiatriathlon.it 29 GIUGNO - Stava Skyrace - 20km/2000m - Tesero (Tn) - www.uscornacci.it 29 GIUGNO - Marcia Internazionale e Maratona sul Massiccio del Grappa (FIASP)- 4-6-10-16-21-42 km (la 42 passa per Cima Grappa) - Pove del Grappa (VI) - Giovanni Boscato tel. 0424 80688 29 GIUGNO - Mezzalama Skyrace - 15km/1400m - Val d’Ayas (Ao) - www.trofeomezzalama.org 29 GIUGNO - Skyrace Biella-Oropa-Monte Camino - 22,7km/2000m - Pollone-Biella www.gsapollone.it 29 GIUGNO - Pistoia-Abetone Ultramarathon - 50 km in salita - www.pistoia-abetone.com 29 GIUGNO - Ultra Trail del Gran Sasso - 62Km - Castel del Monte (AQ) - www.krakatoasport.com

LUGLIO (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 06 LUGLIO – Calà del Sasso (trofeo Terre Alte) – 7,5 km/812m/4444gradini - Valstagna (VI) - www.lacerniera.it 06 LUGLIO – Sentiero 4 Luglio - 42km/2000m (22km/1500m) - Corteno Golgi (BS) - www.cortenogolgi.it/sport 06 LUGLIO – Sentiero di Corradino di Svevia - 21Km - Sante Marie (AQ) - 0863 679132 http://web.tiscali.it/santemarie/ 12-13 LUGLIO – Gran Trail Valdigne – 87km/5100m (45Km) - Courmayer (AO) - www.grantrailvaldigne.it 13 LUGLIO – (data da confermare) Sellaronda Ultra SkyMarathon - Selva (BZ) 13 LUGLIO - Lavazè Skyrace - 19km/1200m - Varena (Tn) - www.valdifiemme.it/us.lavaze 13 LUGLIO - Vertical Kilometer - Corno d’Aola - Ponte di Legno (BS)

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CALENDARIO 13 LUGLIO - Monterosa Skyrace - 28km/2500m - Alagna Valsesia (VC) - www.parcoaltavalsesia.it

13 LUGLIO - Balconata del Monte Zerbion (FIASP) – 6-12-20-30 km /1500m - Chatillon (AO) - Mario 338-3919800 13 LUGLIO – Ecomaratona del Ventasso - 42Km/1900 - Busana (RE) - www.ecomaratonadelventasso.it

13 LUGLIO - Ultramarathon Gran Sasso d’Italia – 50km su strada – Castel del Monte (L’ Aquila) - amichelangeli@krakatoasport.com – www.krakatoasport.com 20 LUGLIO – Transcivetta – 20km/1950m a coppie - Listolade (BL) - www.transcivetta.it 20 LUGLIO - Dolomites Skyrace - 22km/1700m - Canazei (Tn) - www.dolomiteskyrace.com 20 LUGLIO - Marcia del Rifugio - km 6, 12 - Loc. Posa Puner, Miane (TV) - 0438.970970 20 LUGLIO - Blumon Marathon – 25km/1200m – Piana del Gaver, Bagolino (BS) - www.promosportvallibresciane.it 20 LUGLIO – Classic Trail Torcole 2000 – 23km/1950m (km 10/950m) – Piazzatorre (BG) – www.piazzatorre.eu 20 LUGLIO – Eco trail running nel Parco Naturale Sasso Simone e Simoncello – 0,6-1,5-3-4-8-21km - Montecopiolo (PU) – 0722.78106 20 LUGLIO - Alpi Apuane Skyrace - 25km/1500m - Fornovolasco (LU) - www.cm-garfagnana.lu.it 20 LUGLIO - Trail dei Cento Pozzi (Campionato Italiano TRI Short Trail) - 16Km - Trasacco (AQ) - www.gptrasacco.it 20 LUGLIO - International Belmatt SkyRace - Valformazza (VB) 26/27 LUGLIO - 100 km Rimini Extreme – 100 km su strada – Rimini (RN) - www.golden-club.it 27 LUGLIO - Trail del Bangher - 27km/2200m – Piedicavallo (BI) - www.mauscilla.it 27 LUGLIO – 3 rifugi val Pellice (gara a coppie) – 21,85 km/1600m – rifugio Jervis Torre Pellice (TO) – www.3rifugivalpellice.it 27 LUGLIO - Giir di Mont - 32km/2400m - Premana (Lc) - www.aspremana.it 27 LUGLIO - Roncobello Laghi Gemelli - 22km/1400m - Roncobello (BG) - www.roncobello.com 27 LUGLIO - Giro dei laghi del Bitto - Gerola Alta (SO) 27 LUGLIO – Schwarzsteinlauf-Corsa del Sasso Nero - 6.5km/1451m - S.Giovanni in Valle Aurina (BZ) – www.schwarzensteinlauf.com - www.schwarzensteinhuette.com 27 LUGLIO - Ecomaratona dei Laghi (e Salto del Cervo) - 42,195km/1030m (16km) – Castiglione dei Pepoli (Bo) – 051.6022943 333.4773557 27 LUGLIO - Trail del Monte Gallo - 15Km - Monte Gallo (AP)

AGOSTO (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 03 AGOSTO - Camignada - 30Km/1200m - Misurina (BL) – www.camignada.it 03 AGOSTO - Chaberton Marathon - 42km/2800m (22km/1300m) - Cesana Torinese(TO) - www.chabertonmarathon.eu 03 AGOSTO - Pontboset Skyrace - 23km/2000m - Champorcher (AO) - www.atleticteam2000.it 03 AGOSTO - Orobie Skyraid - 85km/5000m a staffetta - Bergamo - www.orobieskyraid.it 03 AGOSTO – Stracaneet Vertical Kilometer - Re, Val Vigezzo (VB) - www.stracaneet.it 03 AGOSTO - Eco Trail dei Monti della Meta - 15Km - Monti della Meta Picinisco (FR) – 348.3349155 03 AGOSTO – Ecotrail Bosco della Ficuzza (circuito Ecotrail Sicilia) – 14 km – Ficuzza (PA) - www.sportactionweb.it/ecotrail 10 AGOSTO - Skyrace Ortles Cevedale - 20km/1300m - Santa Caterina Valfurva (SO) - www.santacaterina.it 10 AGOSTO - Eco Trail Del Gran Sasso - 16Km - Fonte Cerreto Assergi (AQ) – www.smilego.com 10 AGOSTO - Mozzafiato Skyrace - 22km/1800m - Cannobio (VB) - www.mozzafiato-skyrace.it 15 AGOSTO – Ecomaratona della Val d’Arda, Sentiero dei Dragoni – 42km/2000m – Casali (PC) – www.prolococasali.it 17 AGOSTO – Staffetta Alpina Trail - 7 Km a fraz - Scoppito – L’Aquila (AQ) - 328 3312572 www.protezionecivilegrisu.it 24 AGOSTO - VK Trofeo Latemar - Predazzo (TN) 24 AGOSTO - Marcia del Molinetto della Croda - km 6, 12, 21 – Loc. Molinetto della Croda Refrontolo (TV) - 0438.978006 – 24 AGOSTO - Ville d’Aoste Skyrace - 30km/2600m - Aosta (AO) - info@aiataosta.com

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CALENDARIO 24 AGOSTO - UltraSkymarathon Red Rock & SkyRace - 42km/2100m - Vezza d’Oglio (BS) -prolocovezzadoglio@libero.it

24 AGOSTO - Ecotrail della Valle del Sosio (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km - Palazzo Adriano (PA) – www.sportactionweb.it/ecotrail 24 AGOSTO – Memorial Partigiani Stellina – 8,1km/820m - Susa (TO) - www.atleticasusa.it 24 o 31 AGOSTO (data da confermare) - Skyrace Tre Rifugi - 19km/1800m - Mondovì (CN) - www.trerifugi.it 29-31 AGOSTO – Courmayeur Champex Chamonix, Ultra Trail du Mont Blanc, Petit Trotte a Leon – 96km/5600m, 163km/9400m, 220/17000 (a squadre) – Chamonix (Fra) – www.ultratrailmb.com 30-31 AGOSTO - 24 ore di Statte - strada, anello di 700 metri – Statte (TA) - www.marathonstatte.it 31 AGOSTO - Trail dei Rifugi del Velino - 28Km - Forme Rifugio Da Monte (AQ) – 347.8307319 31 AGOSTO – Truoi da scolps, Skyrace delle Dolomiti Friulane - 21Km/1700m - Forni di Sopra (UD) - www.fornidisopra.it 31 AGOSTO - Giro dei 2 Laghi - 12km/800m - Oropa (BI) - www.traildeiparchi.com 31 AGOSTO - Maga Skyrace - 38km/1500m - Oltre il Colle (BG) - info@fancymountain.com 31 AGOSTO - Trofeo Kima - 48km/3600m - Valmasino (SO) - www.kima.org 31 AGOSTO - Giro dei laghi di Cancano – 21,095 km – Valdidentro (SO) - www.usbormiese.org

SETTEMBRE (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 07 SETTEMBRE - Trail dell’Orso Marsicano - 15Km - Ortona dei Marsi (Parco Naz. D’Abruzzo) - www.gsmarsica.it 349 8197577 07 SETTEMBRE - Ecomaratona del Maniva – 28km/1000m – Passo Maniva, Vagolino (BS) – www.promosportvallibresciane.it 07 SETTEMBRE - Skyrace Monti Sibillini - 35km/2800m - Forca Canapine (AP) - www.animeverticali.com 07 SETTEMBRE - Skyrace Trofeo Vette Feltrine - 19km/1700m – Pedavena (BL) - www.trofeovettefeltrine.it 07 SETTEMBRE - Val Gardena Extreme Marathon - 19km/1500m – Ortisei (BZ) www.atleticagherdeina.it 07 SETTEMBRE - Bettelmat Skyrace - 30km/1800m - Val Formazza (VB) - www.valformazza.it 07 SETTEMBRE - Maga SkyMarathon & SkyRace - Oltre il Colle (BG) 07 SETTEMBRE - VK Trofeo Marco Vidini - Piani Resinelli (LC) 13 SETTEMBRE – Maratona Alpina di Schio – 42km/+2717m,-1838m – Piovene Rocchette (VI) - www.schio.it/ges/maratona.html 14 SETTEMBRE - Corri a Madonna Fore - 13 Km - L’Aquila (AQ) - www.smileego.com 14 SETTEMBRE - Drei Zinnen, Tre Cime Alpin Marathon - 21km/1500m - Sesto (BZ) - www.trecimemaratona.com 14 SETTEMBRE - Skyrace della Rosetta - 20km/1600m a coppie – Rasura (SO) - www.skyracedellarosetta 14 SETTEMBRE - SkyRace del Cavallo – 22km/1650m - Aviano (PN) - www.montanaiaracing.it/ 14 SETTEMBRE – Corsa del contrabbandiere – circa 20km/1000m – Alpe grande di san Fedele d’Intelvi (CO) – www.valleintelvi.it/ cai/home.html 21 SETTEMBRE - Ecomaratona dei Cimbri - 42km/1700m - Fregona (TV) - www.ecomaratonadeicimbri.it 21 SETTEMBRE - Sentiero delle Grigne - 42km/3000m - Pasturo (Lc) - www.gsamissaglia.it 21 SETTEMBRE - Ivrea Mombarone - 20km/2000m - Ivrea (TO) - www.amicidelmombarone.it 21 SETTEMBRE - Ecotrail di Serre della Pizzuta (circuito Ecotrail Sicilia) - 12 Km Piana degli Albanesi - www.sportactionweb.it/ecotrail 28 SETTEMBRE - Trofeo Besimauda Skyrace - 27km/1600m – Peveragno (CN) - www.orizzonteoutdoor.com 28 SETTEMBRE - Le Porte di Pietra - 70km/3500m, 30km/1500m - Cantalupo Ligure (AL) - www.gliorsi.org 28 SETTEMBRE - Vertical Kilometer Papillon - Courmayeur (AO) 28 SETTEMBRE - Vesuvio Vertical Kilometer - Tre Case (NA)

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CALENDARIO OTTOBRE

(data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 05 OTTOBRE – Trail del Monte Soratte - 15Km - S.Oreste (Roma) - 329 9189763 toncamer@libero.it 05 OTTOBRE – SuperPippo Sorapache (trofeo Terre Alte) - 11,5km/1500m - Posina (VI) – http://www.lacerniera.it 05 OTTOBRE – Como Valmadrera - 36km/2220m Como (CO) – 0341.550758 12 OTTOBRE – Trail Del Monte Artemisio 9.9Km - Monte Artemisio Velletri (RM) www.atleticaamatorivelletri.it 12 OTTOBRE – Trail dei tre comuni - 5, 11, 18km/1000m, 45km/2000m, 65km/3300m - Albisola Superiore (SV) - www.universalealbadocilia.net 19 OTTOBRE – Alba Fucens Archeo Trail 14Km Parco Archeologico di Alba Fucens (AQ) www.albafucens.it – www.krakatoasport. com 19 OTTOBRE – Ecomaratona del Chianti - 42Km/1500m - Castelnuovo Berardenga (SI) - www.ecomaratonadelchianti.it 19 OTTOBRE - Mediterranean Super Marathon – 50 km su strada – Palermo (PA) - www.palermosupermarathon.com 25 OTTOBRE – Gran Tral Rensen – 70km, 35km/4000m, 1600m – Arenzano (GE) - www.trailarenzano.com 26 OTTOBRE – Lafuma Trail Monte Casto - 42km, 21km/2000m, 900m - Andorno Micca (BI) - www.mauscilla.it www.gsapollone.it 26 OTTOBRE – Edizione Marronando km 6, 12 - Combai (TV) - 0438.970970 26 OTTOBRE - Tributo a Dorando Pietri – 50 km su strada, anello di 5000 metri – Sanremo (IM) - www.sanremorunners.it 26 OTTOBRE - Sentiero la scàlèta – 10km - Località Magno di Gardone V.T. (BS) - www.promosportvallibresciane.it

NOVEMBRE (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 02 NOVEMBRE - Etna Skymarathon - 42km/2000m - Nicolosi (Ct) - www.volcanotrail.it 08 NOVEMBRE - 100 km degli Etruschi – Tuscania/Tarquinia (VT) - 100 km su strada - www.italiamarathonclub.it 16 NOVEMBRE - Panoramica della Salute km 6, 12 - Loc. Costa di Vittorio V.to (TV) - 0438.551076

DICEMBRE (data, nome, distanza/disl., luogo, riferimenti) 08 DICEMBRE - Marcia dell’Immacolata km 6, 12 – Solighetto (TV) - 0438.83143 11 DICEMBRE - Skyrunning Valli di Lanzo - Lanzo (TO) - 3382662405 NOTE:

- questo calendario non contempla le corse in montagna Fidal, per le quali si rimanda al calendario pubblicato su www.fidal.it

- il calendario è stato redatto sulla base dei calendari pubblicati da: www.trailrunningitalia.it www.fsa-sky.org/ita www.fiaspitalia.it/manifestazioni.htm www.iutaitalia.it/calendari.htm - le corse non appartenenti a questi calendari sono state inserite sulla base di conoscenze o segnalazioni

- un ringraziamento particolare a Maurizio Scilla, al cui sito www. mauscilla.it si rimanda per il calendario dei trail francesi e svizzeri  - il calendario sarà aggiornato mensilmente, aggiungendo ulteriori informazioni o correggendo eventuali errori - per segnalare nuove gare o eventuali inesattezze scriveteci a redazione@spiritotrail.it. Grazie!

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SpiritoTrail2008-03  

“Voltato l’angolo forse ancor si trova / un ignoto portale o una strada nuova”. Con queste parole Frodo Baggins lascia la Contea al termine...

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