Sindacato Oggi LUGLIO 2021

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L’INVECCHIAMENTO ATTIVO Abbiamo bisogno di tornare a stare insieme

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bbiamo bisogno di tornare a stare insieme. Di mettere i nostri passi sul selciato della strada e arrivare a trovare gli amici... sulla soglia. Le mascherine solo sul polso, e con quelle riprendere modi di comunicazione e partecipazione interrotti bruscamente. E ora vissuti con cautela, apprensione e diffidenza. Direi allora che abbiamo bisogno più di tutto in questo contesto di un desinvecchiamento. Un non invecchiamento amorevole. Le relazioni si sono indurite e amore, generosità, altruismo sono forme irreali rimaste al chiuso per tanto tempo, da paura di contagio. Una prima uscita per ritornare a toccare con

mano la forza e la bellezza la natura l’abbiamo appena organizzata. Merano. Giardini meravigliosi, lussueggianti o desertici, orti botanici, laghi e ruscelli. E il rivedere poi i luoghi delle carcerazioni, della fuga prima della deportazione ai lager tedeschi, i luoghi di chi ha offerto aiuto a colei che ha dato parte della vita per la nostra libertà. Ma per dare una più alta qualità della vita ad anziani o ad anziane dobbiamo trovare un modo di raggiungere tutti. E conferire a tutti il ruolo di persona indispensabile alla società. Saranno sempre di più i lavoratori anziani vista la demografia della nostra provincia. I dati che si proiettano al 2030 fanno capire che la forza lavoro non riuscirà a sostituire chi esce dal mondo del lavoro. (Sono i Continua a p. 2

lla Rivista a cura de di Belluno ro vo La l Camera de

Anno XCV - n.

2 - Luglio 2021

» Ultima chiamata al governo I tre grandi sindacati CGIL-CISL-UIL sono tornati in piazza sabato 26 giugno per chiedere al Governo alcuni provvedimenti che ritengono vitali per evitare una crisi sociale. Tre grandi manifestazioni a Torino, Firenze e Bari organizzate d’urgenza per indicare al Governo le priorità che il mondo del lavoro ritiene di grande urgenza. La prima richiesta è la proroga del blocco dei licenziamenti che sta scadendo al 30 di giugno. »Articolo a p.3

xxruolo della »» Il xx. contrattazione »Articolo a p. sociale e le nuove opportunità La pandemia ha prodotto cambiamenti che hanno scavato in profondità ed hanno mutato l’assetto complessivo delle regole che sovraintendono il genere umano. Si potrebbe dire che si sono modificati i pilastri e i muri maestri della abitazione in cui viviamo. »Articolo a p.4

» La xx situazione in Provincia xx.

»Articolo p. L’estate e i prossimi mesi chea ci porteranno alla fine dell’anno saranno periodi decisivi per cercare un vero cambiamento per l’Italia e forse per l’intera Europa! Da quando è risultato evidente che la situazione pandemica stava volgendo verso una soluzione, vuoi per i vaccini, vuoi per un sistema di regole che alla fine sono risultate complessivamente corrette, gran parte del dibattito politico si è spostato verso altri interessanti temi. »Articolo a p.5


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SOMMARIO • L’invecchiamento attivo 1 • Ultima chiamata al governo 3 • Il ruolo della contrattazione sociale e le nuove opportunità 4 • La situazione in provincia 5 • La giungla della logistica 6 • La medicina verso casa 7 • Oro rosso… 8 • COORDINAMENTO DONNE 9 • STORIA 10 • Restaurato a Frassenè... 13 • PIÙ VICINI A NOI 14 • DIRITTI INESPRESSI 16 • EUROPA 18 • Lo SPID 19 • LEGALITÀ 19 • Il bonus facciate 22 • RECAPITI 23

L’invecchiamento... Continua da p. 1 dati utili della negoziazione sociale dei quali discutiamo con i sindaci). Essere impegnati è un modo di invecchiare attivamente. Il lavoro conferisce un ruolo nella società. Ma se dobbiamo essere incessantemente produttivi ed efficienti il gioco non dura. Non è il modo. Ora molti pensionati e molte pensionate hanno dei nipotini da abbracciare e da avere vicino in compagnia. Ma il gelo demografico che si è steso nel bellunese non consentirà a tutti e a tutte nel prossimo futuro la stessa bella sensazione. Solo quest’anno sono 550 gli studenti e gli alunni in meno in provincia rispetto al 2020 Questi giovani o bambini non arriveranno nelle classi. Saranno meno le trasmissioni di sapere tra scuola e casa. Dunque quale sarà la risposta ad un invecchiamento che tutti vorremmo, la cultura, libri, film, viaggi. Ma non tutti possiamo permetterci tutto questo. Pensioni basse

soprattutto basse quelle del- La rigenerazione distante dai centri anche se le donne e non tutte le donne in centro ci sono più persourbana di cui hanno una pensione. Le donne. Parlando di trasporti e tanto parliamo ne che ricevono un assegno mobilità e invecchiamento deve avere un mensile sono molte più degli possiamo dire che le donne uomini. Ma l’importo perce- progetto non solo soffrono, più di prima. Ora pito da 14.505 donne è infe- un luogo nuovo. nell’età argentea si trova riore a 1000 euro lordi menquella generazione che ha tre gli uomini che percepiscono tale im- assaporato la libertà dell’indipendenza porto sono “solo” 5.796. Se guardiamo attraverso la patente di guida. L’imposle pensioni da 2500 a 3000 euro mensili sibilità di guidare porta ad una sorta di le donne che percepiscono tale assegno menomazione morale in un orizzonte sono 537 e gli uomini 1882. La legge re- piu ristretto. Ecco direi che per invecgionale sul tema invecchiamento attivo chiare bene è determinante lo stare asprevede forme di aiuto in progetti. Noi sieme nelle ore che mettiamo a disposaremo in questi progetti, come dobbia- sizione per il nostro invecchiamento e mo essere nei progetti del PNRR. Ecco desinvecchiamento. credo che per un invecchiamento attiCome Sindacato dei pensionati, in vo e dolce vadano studiate nuove strapre pandemia avevamo organizzato una tegie comunicative, solidali, medicali campagna per l’invecchiamento attie prossimali. La possibilità di leggere vo attraverso la formazione all’uso di bene, in ambienti accoglienti e poltrone dispositivi digitali. Due anni fa infatti comode cosi come per vedere un film. La possibilità di essere attori di comme- dare aggiornamenti all’uso di tecniche e die, protagonisti del proprio tempo ma di strumenti era un modo per far restasoprattutto di partecipare alle discus- re tutti dentro la società digitale e non sioni, in salute conquistata e mantenu- perdere i contatti con i propri interessi e ta con accessi alle visite specialistiche, con i propri cari. Molto è stato fatto e ringraziamo alla odontoiatria e alla fisioterapia. Per chi si è dedicato, abbiamo in programavere quel ruolo di cui sopra direi che ma ancora molti moduli sia per gestire devono essere le anziane e gli anziani a gli smartphone, sia per l’estrapolazione dare informazioni, a passare i valori, le esperienze vissute, trattenere i ricordi e del green pass sia per gestire le foto sia racimolare le cose che i giovani ora non per allestire mostre digitali. Un progetto usano. Prevedere piccole raccolte o pic- “tutti connessi nessuno escluso” è stacoli musei. La rigenerazione urbana di to inserito nei piani di zona straordinari cui tanto parliamo deve avere un proget- della Ulss N. 1 Dolomiti. Essere nei proto non solo un luogo nuovo. I trasporti getti vuol dire aiutare con competenza. Maria Rita Gentilin importanti come l’aria per il nostro terrisegretaria generale SPI CGIL Belluno torio devono essere pensati per chi abita


Ultima chiamata al governo

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tre grandi sindacati CGIL-CISL-UIL sono tornati in piazza sabato 26 giugno per chiedere al Governo alcuni provvedimenti che ritengono vitali per evitare una crisi sociale. Tre grandi manifestazioni a Torino, Firenze e Bari organizzate d’urgenza per indicare al Governo le priorità che il mondo del lavoro ritiene di grande urgenza. La prima richiesta è la proroga del blocco dei licenziamenti che sta scadendo al 30 di giugno. Per il momento si è raggiunta una intesa solamente per alcune categorie del settore tessile e calzaturiero per le quali saranno concessi altri 18 mesi cassa integrazione. Ma non solo, in previsione delle migliaia di cantieri che si apriranno con l’impiego dei fondi del piano di ripresa, la richiesta è che i lavori vengano assegnati non solo con il principio del massimo ribasso, ma con il criterio della serietà e competenza. Anche per le ditte Quanti che lavorano cantieri anche in subappalto nella nostra devono essere provincia sono rispettati stati bloccai contratti ti per irregolarità verificatesottoscritti a si poi durante i livello nazionale.

lavori. Anche per le ditte che lavorano in subappalto devono essere rispettati i contratti sottoscritti a livello nazionale. È infatti nella filiera dei subappalti che si riscontrano i maggiori problemi di sfruttamento, di sicurezza sul lavoro, della mancanza di regole e della infiltrazione economica della malavita. Il segretario della CGIL ha esortato il governo a creare lavoro stabile, impiegando i fondi a sviluppare tecnologie, ed a mantenere poi le lavorazioni in Italia. Gabriele Ganz, segretario Organizzativo Spi Cgil Belluno


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Il ruolo della contrattazione sociale e le nuove opportunità

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Dovremo quindi convivere col virus a pandemia ha pro- e questo comporterà cambiamenti prodotto cambia- fondi e duraturi. Pensiamo allo sviluppo menti che hanno dello smartworking, trasporti, ambienscavato in pro- te, dotazioni informatiche tra chi se lo fondità ed han- può permettere e chi no, effetti psicolono mutato l’as- gici su tutta la popolazione con disturbi setto comples- di vario tipo a partire da quelli alimentasivo delle rego- ri, aumento delle disuguaglianze sul piale che sovraintendono il genere umano. no del reddito, e non per ultimo tutto il Si potrebbe dire che si sono modificati tema della privacy che se non ben goveri pilastri e i muri maestri della abitazio- nato, con le dovute garanzie per i cittadine in cui viviamo.Sappiamo, inoltre, che ni, produce una nuova società nella quail virus influenzerà per lungo tempo tut- le rischia di imporsi un nuovo capitalite le scelte che faremo in qualsiasi cam- smo della sorveglianza. Inoltre, su tutto questo aleggia una po. Dalle politiche economiche e sociali, dalle catene e infrastrutture produtti- domanda. Ma i vaccini proteggono sove e occupazionali fino ai sistemi sani- lo dalla malattia o anche dall’infezione e tari. Insomma, le fondamenta su cui ab- in che misura? Lo stesso recente rapporbiamo costruito gran parto dell’Istituto Superiore di Sanità, prodotto con la te del nostro mondo sviDal punto di vista fondazione kessler, tracluppato hanno cominciasociale ha provocato to pesantemente a trabalcia una serie di ipotesi. ferite nel tessuto Qualsiasi sia lo scelare determinando un uldelle nostre comunità nario che si affermerà teriore allargamento delprofonde e durature sappiamo che dobbiamo le disuguaglianze sociali. riconfigurare un nuovo Basti pensare che se la povertà assoluta riguardava 4,6 mi- sistema di protezioni sociali cercando di lioni di persone nel 2019 alla fine del modificare un welfare basato soprattutto 2020 sono aumentati fino a 5,6 milioni. sui trasferimenti in denaro in servizi. Lo scorso anno abbiamo proposto, La stessa povertà relativa è aumentata in maniera decisa e preoccupante soprattut- con lo strumento della negoziazione soto nelle regioni del nord con particolare ciale, alle amministrazioni comunali e riferimento al Veneto. le Ulss una serie di interventi che comInfatti, se la media nazionale è sali- ponevano quello che avevamo definito ta al 13,5% della popolazione in Vene- “il welfare di emergenza” finanziandolo to è balzata al 13% tenuto conto che solo con la parte disponibile, derivante dagli nel 2015 si attestava al 4,9% ed era meno avanzi di amministrazione, che era predella metà della media nazionale. sente nel 95% delle nostre amministraGli effetti, quindi, della pandemia zioni locali. Il welfare di emergenza rise dal punto di vista sanitario, grazie al- mane ancora oggi, per le ragioni suddetla campagna di vaccinazione, al momen- te, una necessità per tanti cittadini/e nel to risulta decisamente migliorata, dal nostro Veneto ed in particolare nel belpunto di vista sociale ha provocato feri- lunese continuando ad utilizzare quelte nel tessuto delle nostre comunità pro- le parti economiche disponibili che sono fonde e durature. Bisogna quindi interve- rimaste sostanzialmente inalterate granire in modo strutturale. Le conseguen- zie ai ristori statali intervenuti nel 2020 ze pandemiche non spariscono col vac- e nel 2021. Se, però, si sono modificate le necescino in quanto, come abbiamo ormai imparato, sono effetti a rilascio lento lega- sità sociali in termini strutturali va moti soprattutto all’insorgere delle continue dificato l’impianto delle strutture sociali varianti. adeguandole alle nuove necessità.

Quei 191,5 mld complessivi, di cui 69 mld a fondo perduto e 122 di prestiti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rispondono esattamente a questo. Il 70% sarà messo a disposizione entro il 2022, l’altro 30% entro il 2023 con un prefinanziamento del 13 % entro quest’anno. Bisogna, però, sapere che ben 87 mld sono a disposizione degli enti locali. Risorse che sono state territorializzate e che attraversano tutte le 6 missioni, 16 componenti e 48 linee di intervento di cui il Piano Nazionale si compone. Quote significative dedicate agli investimenti sapendo che 35 mld sono destinati all’inclusione e coesione sociale e salute. Gli ambiti di intervento riguardano, tra gli altri, le famiglie, i minori vulnerabili, gli anziani e i non autosufficienti per promuovere una vita autonoma. Ancora, si definiscono interventi per rafforzare i servizi sociali a domicilio, per garantire le dimissioni anticipate e prevenire il ricovero in ospedale, per rafforzare i servizi sociali attraverso meccanismi di condivisione e supervisione per gli assistenti sociali e per la telemedicina. Tutta una serie lunga di azioni e risorse che gli enti locali hanno a disposizione sapendo che le risorse vanno spese entro il 2026, ma che devono essere impegnate entro il 2023 con contratti giuridicamente vincolanti. Per questo serve capacità programmatoria e soprattutto non possiamo perdere tempo perchè le tempistiche sono indifferibili. Per cercare di favorire gli enti locali minori, dove spesso si concentrano le maggiori necessità, il PNRR stabilisce che i comuni hanno la possibilità di aggregarsi tra loro per la programmazione. Su tutto questo forniremo, come sempre, il nostro contributo per evitare che si perda un’occasione storica e che il peso dei debiti accumulati non ricadono sulle nuove generazioni inutilmente. Renato Bressan, segretario Spi-Cgil Veneto


La situazione in Provincia

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’estate e i prossimi mesi che ci porteranno alla fine dell’anno saranno periodi decisivi per cercare un vero cambiamento per l’Italia e forse per l’intera Europa! Da quando è risultato evidente che la situazione pandemica stava volgendo verso una soluzione, vuoi per i vaccini, vuoi per un sistema di regole che alla fine sono risultate complessivamente corrette, gran parte del dibattito politico si è spostato verso altri interessanti temi. Tutti imperniati sulle modalità di utilizzo delle risorse del Recovery Plan, che ricorderei sono molto elevate, complessivamente superiori ai 200 miliardi di Euro, e sulle ricadute che dovrebbero esserci in vari campi, quali ad esempio lo sviluppo “Green” dell’economia, la tenuta del sistema Sanitario Nazionale, le politiche per i Giovani, Avevamo conquistato con una granper le Donne e per il Mezzogiorno. de mobilitazione provinciale nel dicemQuesti temi erano ampiamente cono- bre del 2019 la possibilità di rilanciasciuti anche prima, per la precisione già re lo stabilimento, allora disastrato dai durante la vigenza del precedente Go- mancati investimenti cinesi di WanBao, verno, il CONTE II, ma solo ora che il e il piano di rilancio prevedeva la rinapercorso di attuazione del Piano Nazio- scita in Italia di un polo dell’elettrodonale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta mestico, mettendo in campo la rinasciavanzando, e che rappresenta l’attuazio- ta sinergica di ACC e dello stabilimenne italiana del Recovery Plan, ci stiamo to Ex Embraco a Torino; 700 posti di accorgendo di quante pressioni si stia- lavoro salvati, che avrebbero fabbricano esercitando presso il nuovo gover- to il nuovo frigorifero italiano, riportanno Draghi per indirizzare queste risor- do in Italia la lavorazione di un prodotto se in un modo che come di cui eravamo Leader, CGIL riteniamo sbagliagrazie ad un intervenIl secondo esempio to, perchè mette in camto economico dello Stariguarda un tema po soluzioni ai problemi to per la fase di partenza molto più generale: del Paese ancora imperdell’intero progetto. la fine del blocco dei niate dalla matrice “libeEbbene con il camlicenziamenti rista”, la stessa che negli biamento intervenuultimi decenni ha causato nella direzione del to le grandi diseguaglianze sociali, per- MISE con il Governo Draghi (Ministemesso ai potenti di arricchirsi smisura- ro dello Sviluppo Economico) e l’arrivo tamente e lasciato la gente senza le tute- del Ministro Giorgetti della Lega, quele di cui aveva bisogno. sto progetto si è completamente svuoPer essere più semplice farò due tato; si è imposto che il rilancio avvenesempi; il primo riguarda un caso lo- ga per mano dei “privati”, che come cale, ACC, la storica fabbrica di Bor- ben si sa in Italia preferiscono ricevego Valbelluna (a MEL), che nel cambia- re i soldi anziché investire direttamente, mento del governo ha visto cambiare ra- ed ora a Mel si sta attendendo di giordicalmente il suo futuro. no in giorno il denaro per fabbricare i

compressori, denaro che il Mise promette ma che non arriva mai. L’esempio può essere replicato su tutto il territorio nazionale; si vuol far capire che la nuova economia, anche quella che utilizzerà i tanti denari dell’Europa, del PNRR, seguirà solo le logiche del profitto, senza programmazione nazionale e senza un vero interesse generale del Paese, ma solo dell’imprenditoria. Sapete che l’Italia è stato l’unico Paese europeo ad aver introdotto questa regola durante la lunga fase dell’emergenza. Questa situazione è frutto del lavoro di CGIL-CISL-UIL, ma anche di una particolarità italiana e cioè quella di avere un sistema produttivo molto frammentato, con il 95% di piccole imprese sotto i 5 dipendenti, che si sarebbero sbarazzate velocemente dei loro dipendenti con un periodo cosi lungo di stasi produttiva. Il governo ha fatto bene quindi ad ascoltarci, abbinando il blocco dei licenziamenti con svariate forme di ammortizzatori sociali, tanto da permettere alle aziende di aspettare la ripresa e ai lavoratori di avere un sussidio. Ora gli industriali ci dicono che la Continua a p. 6


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In provincia Continua da p. 5 ripresa sembra essere arrivata e che quindi quel blocco sui licenziamenti, attivo fino a fine giugno, non avrebbe più nessun significato; abbiamo spiegato loro invece che ci sono almeno tre elementi che andrebbero ancora valutati prima di togliere il blocco. In primis ad ottobre capiremo veramente se si tratta di una ripresa o di un sola fase di “rimbalzo” (che capita sempre quando c’è un lungo periodo di stagnazione produttiva e di esportazioni), poi prima di permettere di licenziare, bisognerebbe costruire un nuovo sistema di ammortizzatori sociali in cui prevedere oltre ai sussidi anche la

riqualificazione dei lavoratori perché siano pronti ad entrare in nuove aziende. Questa riforma è indispensabile, fa parte del piano PNRR, ed è necessaria soprattutto per migliorare il nostro sistema produttivo. Ma alla fine se c’è la ripresa, come ci dicono, perché cosi’ tanta fretta nel voler licenziare? Ci spiegano che non trovano persone da mettere in azienda. Solo perché intendono imporre il “vecchio” schema di mercato del lavoro che esisteva prima della pandemia; quello della precarietà! Chiedono cioè di sostituire i lavoratori con altri lavoratori, magari solo più giovani e meno costosi, e la via per ottenere questo risultato è quello di avere un “mercato del lavoro” fondato sulla flessibilità e precarietà. Alla fine abbiamo capito tutto e risulta impossibile per CGIL-CISL-UIL accettare queste pressioni o questa

impostazione sulla gestione del PNRR; per questo ci siamo mossi, con le tre Manifestazione Nazionali del 26 giugno- noi bellunesi eravamo a quella di Torino. Un primo risultato l’abbiamo raccolto, sui licenziamenti il governo ha incontrato le Parti sociali e abbiamo raggiunto un “impegno” ad utilizzare la Cassa Integrazione prima di avviare i licenziamenti. Ma non basta, ci sono tante altre Riforme da fare da qui alla fine del 2021, dal Fisco, alla Giustizia, alle Pensioni per non parlare poi dei tanti temi su cui indirizzare un vero intervento per cambiare le cose, la Sanità, i Trasporti, la Scuola. La nostra mobilitazione è solo iniziata, e la CGIL in primis non intende lasciare ad altri il compito di governare il vero cambiamento del Paese, per i Lavoratori per i Pensionati. Mauro De Carlo Segretario Generale Cgil Belluno

La giungla della logistica I

n queste ultime settimane si parla molto della logistica come di una jungla senza regole, senza norme, una zona d’ombra inesplorata in cui vige la legge del più forte. C’è da stupirsi? Probabilmente era proprio quello a cui pensava Jeff Bezos, chiamando Amazzonia la propria azienda. Un territorio ignoto, in cui è facile fare utile, profitto, in cui si può ridurre facilmente il costo esternalizzando, cedendo in maniera più o meno legittima rami d’azienda, appaltando servizi, ovviamente al ribasso, ovviamente risparmiando sul costo del lavoro. Una jungla in cui trattare direttamente con gli “indigeni” con lavoratori da mettere davanti ad un “prendere o lasciare”, ceduti quasi si trattasse di merce, di bestiame, di schiavi. Hanno fatto male i loro conti però questi ricchi conquistatori, affaristi senza scrupoli. Hanno dimenticato, o quanto meno sottovalutato il ruolo della Filt nel contrastare l’illegalità dominante. In Veneto e a Belluno abbiamo costruito in questi anni

un sistema rigido di consettore del merci. Anche tenimento, fatto da una Pensavano di arrivare a Belluno abbiamo tratrete consolidata di relatato con i grandi corrieri in Amazzonia con espressi, raggiungendo zioni, di condivisione, di quattro specchietti uno straordinario accorscontri e di accordi per luccicanti, i nostri chiudere il più possibile do regionale con Brt. E conquistadores. le maglie dell’illegalità. poi i delivery, e le camHanno sbagliato. I caporali della logistica pagne per l’applicazione avevano tentato di metdell’accordo Just eat. Pensavano di arrivare in Amazzotere le mani anche nei magazzini bellunesi, con delle esternalizzazioni metal- nia con quattro specchietti luccicanti, meccaniche che invece che promuove- i nostri conquistadores. Hanno sbagliare un polo logistico territoriale avevano to. Hanno trovato un sindacato sempre alimentato, nei fatti, l’illegalità legata più forte e alle sue spalle tanti lavoratolla cricca della logistica padovana. Era ri consapevoli dei propri diritti. Abbiail 2012 quando a Lentiai la Pandolfo, mo chiesto il pieno rispetto del contratcon un sofferto accordo sindacale, ave- to nazionale, abbiamo preteso la riduva esternalizzato alcuni reparti e poi, zione della filiera produttiva, abbiamo aveva rafforzato l’operazione, qual- contrattato a livello aziendale, abbiamo che anno dopo, a Villapaiera. Abbiamo restituito dignità a lavoratori che qualcontestato l’operazione, abbiamo bloc- cuno voleva piegati. Questa la voce della Filt di Bellucato i subappalti, abbiamo denunciato la misteriosa scomparsa dei tfr e il ma- no, voce che si è unita alle tante riunite laffare arrivando, dopo diversi anni, a in assemblea generale a Lodi lo scorso garantire al reinternalizzazione di tutto 10 luglio, davanti al segretario generail personale. Siamo riusciti a far rico- le della Cgil Landini e della Filt Malornoscere che, nel rispetto della legge e gio e che, assieme alle altre, non cessedel contratto nazionale, le esternalizza- rà di parlare. zioni non convengono, a nessuno. Oggi la rappresentanza della Filt è compoAlessandra Fontana sta per quasi la metà degli iscritti dal Segretaria generale Filt Cgil di Belluno


La medicina verso casa S

i è tenuta l’11 giugno scorso una tavola rotonda organizzata dallo SPI Cgil di Belluno sul tema “Medicina di territorio e Telemedicina”. Hanno partecipato la dottoressa Antonella Pezzullo Segretaria Nazionale SPI Cgil, la dottoressa Anna Maria Bigon vicepresidente della V commissione Sanità Regione Veneto, il dottor Sandro De Col direttore della funzione territoriale ulss. N. 1 Dolomiti e il segretario regionale Spi Cgil Renato Bressan. Con la pandemia si è verificata la tempesta perfetta. Oltre a non essere preparati ad affrontare eventi infettivologi di grande rilevanza, ci siamo trovati di fronte ad una mancanza di personale medico infermieristico e sociosanitario. Un virus che attacca le persone immunologicamente deboli come gli anziani ha provocato, come dice Pezzullo, l’affollamento della triste lista dei decessi. Il mondo sta cambiando in maniera non virtuosa, dobbiamo intervenire con azioni che determinino sicurezza e sostenibilità. Il PNRR nasce per questo per porre un alt al cambiamento climatico L’allungamento della vita rende ur-

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di case di comunità come pergente predisporre una adeCase di guata cura delle cronicità per comunità come no delle prestazioni nel terrifare in modo di vivere bene torio e individua la casa come perno delle gli anni in più che ci sono deprimo luogo di cura. Destina prestazioni forti investimenti nelle cure stinati. La telemedicina può nel territorio domiciliari e per il potenziafar parte di quella risposta e individua di cura. Nuove tecnologie si mento degli ospedali di costanno riversando nella dila casa come munità. La dottoressa Anna sciplina sanitaria e alcune già primo luogo di Maria Bigon rende la relaziole conosciamo, dal fascicolo ne sul piano regionale per la cura sanitario elettronico alla prenuova programmazione molscrizione dei medicinali con la ricetta te risorse sono a disposizione. Ancora 31 elettronica. ospedali di comunità, la domiciliartia si Molta progettazione e molte risorse fa carico di 15 visite mese programmavengono inserite ora nel PNRR di ripre- te e tenta di mettere in rete ospedali. Un sa e resilienza sia nella missione 6 dedi- aumento quasi raddoppiato il numero cata alla sanità ma anche nella missione delle borse di studio per la specialistica 5 dedicata alla coesione sociale. Nella medica. Aiuti importanti per aumentare missione numero 1 si parla di Digitaliz- il numero dei futuri medici e infermieri zazione. È previsto Investimento su con- di cui anche il Bellunese ne è seriamente nessioni internet veloci (banda ultra-lar- sprovvisto. È stata sottolineata l’imporga e 5G) per molte strutture pubbliche, tanza per tutti noi delle farmacie e delle incluse tutte le strutture sanitarie (tele- farmacie rurali convenzionate con ulss medicina e assistenza da remoto, piat- che potranno fare da perno con i servizi taforme elettroniche e cartelle cliniche della ulss per tutta la cittadinanza elettroniche, educazioni sanitaria, etc.) Oltre ai servizi sanitari si parla anche Maria Rita Gentilin


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Oro rosso… fragole pomodori molestie e sfruttamento nel Medirerraneo oggi

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na mostra ad Agordo a denuncia dell’illegalità in collaborazione con Bellunodonna, Spi Cgil, Proloco Agordo. Una mostra che offre spunti di riflessione sul modo e sui luoghi della violenza di genere e sulle dinamiche che si attivano soprattutto nei territori più poveri e dove il lavoro è povero. Luoghi dentro i confini europei dove si dovrebbe essere tutelate. Si leggono nelle didascalie sotto le foto : la disparità salariale, i pochi soldi, il lavoro non tutelato, la previdenza non prevista. La non paga come ricatto. Oltre a questo ci sono le violenze e le conseguenze delle violenze, l’alto numero di aborti nelle aree dove alta è la presenza di lavoratrici straniere. Le testimonianze riportate nel libro di ORO ROSSO di Stefania Pranda

giornalista d’inchiesta da cui è scaturita la mostra, sono le rivelazioni di donne coraggiose che hanno avuto l’ardire da leonesse, per portare alla luce i soprusi. Il sindacato è impegnato in questa lotta, si adopera per tirar fuori dall’ inferno i lavoratori, --con la legge 199 del 2016 -governo Letta, contro il caporalato--- e con l’aiuto delle forze istituziona-

li e di giustizia. e procede alle denunce. Aiuta le lavoratrici, agisce in sinergia con le istituzioni con la difficoltà reale di essere dentro un sistema che sfugge alla luce. Oro Rosso è il risultato di una ricerca durata più di due anni, con oltre centotrenta interviste a lavoratrici, sindacalisti e associazioni. Coordinamento donne

Basta con il lavoro nero

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ell’ ultima settimana di giugno in Puglia tre giovani sono morti sul lavoro. La morte nei campi per il caldo e sfinimento non è solo la morte di stranieri irregolari, trattai da schiavi e preda delle mafie che controllano il lavoro dequalificato e sottopagato. È anche il futuro che aspetta a tutti noi se non usciamo dall’ ambiguità e dalla abitudine ,tutta italiana, di tollerare il lavoro nero .Sottopagati sono gli stranieri che lavorano nei campi e nell’ edilizia e nei settori dove regna il sommerso. Ma lo sono anche gli italiani di ogni età,obbligati ad accettare condizioni capestro pur di lavorare. Sappiamo quanto l’ idea di lavoro sommerso è considerata quasi una virtù , perché secondo

un modo comune di pensare, sarebbe un modo furbo per pagare meno tasse. Ma restando nella illegalità ci auto infliggiamo un danno che si riverbera su tutti. Tenere l’ economia in nero,governata dalle mafie,deprime il mercato e impoverisce tutti. La morte dei tre stranieri in Puglia è un tragico segnale che il mercato del lavoro si immiserisce per tutti, anzi uccide, iniziando dai più deboli. Anche nella nostra provincia abbiamo esempi di lavoro sommerso,l’ ultimo caso di cronaca ci riferisce di una importante struttura alberghiera dove i lavoratori erano assunti irregolarmente e poi per completare l’opera ai clienti dell’ albergo non veniva rilasciata alcuna ricevuta fiscale. E tutto

questo prima del Covid. Durante la manifestazione di Torino del 26 giugno, il segretario CGIL Maurizio Landini si è soffermato a lungo su questo fenomeno. Ha affrontato il problema degli appalti riferendosi alla prossima apertura in Italia di migliaia di cantieri. I lavori vanno appaltati non alle ditte con il massimo ribasso , ma a quelle che garantiscano competenza e serietà. Le ditte che ottengono lavori in subappalto devono garantire anche loro le medesime condizioni contrattuali, e di sicurezza sul lavoro. Spesso sono proprio queste ditte invece che non rispettano alcuna regola ,mettendo a repentaglio la sicurezza di chi lavora . Gabriele ganz ,Segretario SPI Cgil Belluno


Coordinamento donne

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Consigliera di Parità I

n provincia, è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Consigliera di Parità della Privincia di Belluno e le Oo.Ss. CGIL, SPI, CISL, UIL per la corretta applicazione della normativa antidiscriminatoria. Anti discriminazioni nei luoghi di lavoro ma anche nel mondo delle anziane e anziani. Il decreto legisltivo 198 del 2006 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna istituisce La figura della Consigliera di Parità la bellissima attribuzione…è questa promuove progetti di azioni positive, volte a compensare gli svantaggi legati al genere. Dunque attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra uomini e donne nel mondo del lavoro. e proprio nel modo del lavoro la sua figura si vede impegnata a contrastare le mancate pari opportunità e anche a fornire una adeguata formazione all’interno delle organizzazioni sindacali, all’interno delle aziende e delle RSU. La commissione europea con la direttiva 2019/1158 che è riportata anche nel protocollo, si allarga nel mondo femminile fino alla pensione cercando di superare il divario di reddito e di cura.Va alle donne anziane, in Europa le donne molto piu degli uomini in età avanzata debbono affrontare forti criticità per aspirare ad un ruolo attivo e dignitoso nella società. Tra questi, il rischio povertà, più ele-

vato in età avanzata e piu elevato nelle donne; il peso in più, il ruolo delle donne anziane come principali fornitrici di servizi di cura, cosa vuol dire, che molto spesso si devono occupare di familiari non autosufficienti. C’è un rapporto europeo che conoscete tutti , che prende in considerazione le classi di età 55-64 anni e 65-74, fornisce un a visione femminile d’insieme sulle policy europee in merito all’invecchiamento attivo e all’età pensionabile. Le strategie di invecchiamento attivo intraprese hanno cercato di incrementare i livelli di occupazione dei lavoratori senior attraverso le riforme pensionistiche e le politiche attive del lavoro. In molti Paesi europei è stata estesa l’età pensionabile, specialmente per le donne, allo scopo di parificare i limiti con gli uomini. Così facendo i costi di aggiustamento della politica sociale rispetto all’invecchiamento della popolazione sono stati scaricati proprio sulle donne. Elevati tassi di disoccupazione e di inattività sono percepibili tra le lavoratrici senior. Una prospettiva di genere dedicata contribuirebbe a contenere le molteplici discriminazioni subite dalle donne anziane. Un altro punto focale è rappresentato dalla formazione. Sono da promuovere sistemi di apprendimento

permanente in relazione all’età e con aiuti, in quanto le lavoratrici anziane incontrano maggiori ostacoli rispetto agli uomini e hanno minori opportunità di studio. A questo si può sommare che le donne sono sempre più sovrarappresentate tra gli anziani soli, come conseguenza della maggiore longevità femminile, e sono quindi esposte a un maggior rischio di isolamento e di esclusione sociale. Esiste poi divario tra la speranza di vita in buona salute per le donne di molto inferiore a quello degli uomini Tutti questi elementi si intrecciano e denunciano l’assenza di una visione di genere, che penalizza in particolare le donne. 103.438 donne che rappresentano il 51,4% della popolazione, le donne over 65 sono 30.283 Vedove 13.305 Vedovi 2.549 L’assegno mensile medio degli uomini nella nostra provincia è di 1622 euro lordi. Quello delle donne corrisponde a 810 euro lordi Rattrista il fatto che le definizioni, le statistiche e le situazioni considerate mostrano la disuguaglianza di genere in età avanzata, ma queste sono la risultante dell’accumularsi di disparità basate sul genere nel corso di una vita intera. Ecco perche è importante la figura della Consiglirera diparità. Le disparita e le disuguaglianze devono essere eliminate proprio nel mondo del lavoro se vogliamo anche una vecchiaia migliore. Maria Rita Gentilin

Solidarietà dal Welfare Dolomiti

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ontinua l’alleanza tra Prefettura e alberghi, a sostegno delle donne vittime di violenza, grazie al Fondo Welfare che nel 2019 aveva promosso il progetto dell’accoglienza con l’obiettivo di garantire un alloggio temporaneo a tutte le donne costrette a lasciare in via emergenziale il loro domicilio.

Il progetto era nato con la creazione di una procedura che permetteva alle vittime di violenza, nella necessità di una prima collocazione, di essere accolte dagli alberghi che avessero dato disponibilità. Ne era nata una lista di strutture aperte h24, a disposizione delle forze dell’ordine.


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LA STORIA

Tre donne bellunesi nel lager di Bolzano - Paola Salomon -

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ella storia difficile e tormentata delle donne e dei loro diritti c’è un otto marzo diverso, che dal tragico passato della guerra trae spunto di riflessione. Ed è la vicenda di tre giovani bellunesi deportate durante la Resistenza. Per riflettere sulla loro esperienza lo Spi-Cgil, con il Coordinamento donne, e l’Isbrec hanno voluto proporre alla cittadinanza, il 24 marzo 2021, un incontro online dal titolo “Tre donne bellunesi nel lager di Bolzano”. «Albertina Brogliati, Livia Cavallini e Tea Palman rappresentano figure sensibili e coraggiose per troppo tempo passate sotto silenziose»: così Rita Gentilin, segretaria provinciale dello Spi-Cgil, le ha voluto ricordare. Paola Salomon, presidente dell’Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea, è intervenuta per evidenziare come «le memorie e le scritture private di ragazze valorose, deportate per motivi politici, siano rimaste spesso disconosciute, mentre invece rivelano una grande sensibilità tutta femminile e costituiscono autentiche fonti storiche». Rossana Bettella, segretaria regionale dello Spi-Cgil, ha concluso affermando che «è compito delle donne passare il testimone alle giovani generazioni, facendo memoria del passato come esempio da seguire per mantenere alta l’attenzione su diritti e parità non ancora conquistati a pieno». Chi erano queste eroine, che senza esitazione e riserve hanno sostenuto la Resistenza, supportate anche dalle loro famiglie dichiaratamente antifasciste?

TEA PALMAN

Tre sono le fonti per ricostruire la sua biografia: il suo diario autografo, depositato nella sede dell’Isbrec, testimonianza che lei decise di scrivere nel 1998, cinquant’anni dopo la deportazione, un’intervista rilasciata alla prof. Lotto, pubblicata su Dep nel 2004 e “Il diario di Tea” di Tullio Bettiol. Tea nasce nell’aprile 1922 a Trichiana da Italo Palman, meccanico socialista, e Adalgisa Bresciani, originaria del Bresciano. È la prima di tre

fratelli con Aldo e Elio. Gli anni del primo dopoguerra sono molto difficili, tanto che Italo emigra in Svizzera. In quel paese alpino, Tea frequenta la scuola fino all’età di quattordici anni, quando il padre decide di tornare in Val Belluna e di comprarsi una casa nel suo paese d’origine. Siamo nel 1936 e la vita di Tea, di Aldo e del piccolo Elio, nato nel 1932, cambia completamente a causa delle imposizioni della scuola fascista. Lei, più grande e sensibile, fatica ad accettare norme contrarie alla libertà fino allora conosciuta. Nel centro di Trichiana suo padre apre l’Antica Osteria, diventata poi Bar Sport e oggi Bar Ristorante Tea, per affidarla alla gestione di moglie e figli. Tea e Aldo proseguono gli studi negli istituti superiori Catullo e Segato che si trovano a Belluno. Il duro lavoro e una grave malattia minano la salute di Adalgisa, tanto che, sia pure giovane, muore nel maggio 1944. Siamo in piena seconda guerra mondiale e nel suo diario Tea racconta le traversie di quegli anni dolorosi, quando viene a mancare anche il cibo e lei deve accudire i fratelli. Arriva l’8 settembre 1943 e i Tedeschi annettono al grande Reich anche la provincia di Belluno, organizzando la zona d’Operazione delle Prealpi. A Trichiana, come in altre aree del Bellunese, inizia la Resistenza e uno

dei punti di riferimento del movimento partigiano diventa proprio l’Antica Osteria dei fratelli Palman. Dal luglio 1944 iniziano i terribili rastrellamenti dei Tedeschi. Uno dei più sanguinosi è l’imboscata tesa ad un gruppo di partigiani che stavano transitando sul ponte San Felice. Se ne salva uno solo gettandosi nel Piave. Èferito, ma a soccorrerlo intervengono Aldo, che ormai ha scelto di vivere alla macchia col nome di battaglia “Nuvolari”, e un compagno. Tea ed Elio continuano a gestire l’Osteria, ma l’autunno 1944 è per Tea l’inizio del periodo più tragico della propria esistenza. Grazie a una soffiata, arrivano in paese i fascisti della “Banda Carità”, che, non trovando Aldo, arrestano la sorella Tea e la consegnano ai Tedeschi nel carcere di Belluno per sottoporla a interrogatorio e poi, due mesi dopo, trasferirla nel campo di internamento di Bolzano. “Qui finisce la mia libertà e inizia la mia prigionia”: con queste parole riportate nel diario, Tea, che non ha mai tradito il fratello Aldo nonostante gli interrogatori e le violenze subiti, ricorda quell’11 novembre 1944. Per molti anni Tea si chiude nel silenzio e nei dolorosi ricordi. Solo successivamente si rende conto della necessità di far conoscere ai giovani, fino in fondo, la drammatica lotta per riconquistare la libertà e completa il suo


diario narrando l’arresto, il carcere e le torture. Nel lager di Bolzano conosce cattiverie e privazioni, ma incontra anche persone amiche, come la sua professoressa di matematica, o Maria da Gioz, inconsolabile sorella di Checco, capo partigiano e segretario della federazione comunista di Belluno, impiccato dai tedeschi. Lavora con altre detenute all’esterno del campo, nella galleria del Virgolo, nei pressi di Bolzano, così ha la possibilità di vedere cosa accade all’esterno. Ai primi di marzo del 1945 viene prelevata e portata nei sotterranei del palazzo delle SS, dove è sottoposta a crudeli interrogatori per costringerla a rivelare il nascondiglio di Aldo. Resiste e sopporta, mentre di notte sente le grida dei prigionieri torturati da Misha e Otto, due aguzzini che li massacrano di botte fino ad ucciderli. Nella notte di Pasqua del 1945 accade un fatto insolito. Il vescovo di Belluno, monsignor Girolamo Bortignon, celebra la messa all’interno del lager. Successivamente, per sua intercessione, Tea viene prelevata dalla cella di isolamento e riportata nel campo. È il 3 maggio 1945 quando si aprono i cancelli del lager di Bolzano e Tea può riprendere la strada per Belluno insieme con i compagni internati. Arrivata a Trichiana con qualche mezzo di fortuna, viene a sapere che il fratello Aldo è morto durante un’imboscata il 6 marzo 1945. Per vederlo l’ultima volta, si fa portare a Pialdier, dov’è stato sommariamente sepolto sotto una tavola di legno. Sul suo viso, ancora bello, è visibile il foro di un proiettile. Piuttosto che finire in mano ai Tedeschi, si era tolto la vita. Subito dopo la guerra Tea si ritrova con Elio, ancora adolescente, a ricominciare una nuova vita, così è costretta a emigrare di nuovo in Svizzera per fare la cuoca. Torna a Trichiana nel 1949, si sposa con Gino, mette al mondo due figli, Marika e Roberto, e riapre la mitica Antica Osteria col nome di “Bar ristorante da Tea”. Nel 1951 Tea è testimone al processo di primo grado contro il sanguinario guardiano del carcere di Bolzano “Misha” fuggito in Canada. Solo la Corte di Cassazione, nel 2001, sancirà la sua condanna all’ergastolo e in quell’occasione Tea dice: “Male che queste sentenze arrivino solo mezzo secolo dopo i fatti”. Muore nel 2016 all’età di 94 anni, vedova, ma allietata da figli e nipoti

e sempre sensibile alle bellezze della natura, dove trova consolazione ai suoi tristi pensieri.

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LIVIA CAVALLINI

Tra gli scaffali dell’Isbrec di Belluno , è visibile una divisa da prigioniero, appartenuta a uno dei fratelli di Livia Cavallini, che la donò all’Istituto in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria il 27 gennaio 2011 ,quando raccontò la vicenda della sua deportazione nel lager di Bolzano fra novembre 1944 e marzo 1945 e che il professor Enrico Bacchetti pubblicò su “Protagonisti” semestrale dell’Isbrec. Livia, nata a Sedico l’8 novembre 1928, abitava con la famiglia in località Casoni, fra i Comuni di Sedico e Belluno. Il padre, Luigi Cavallini, socialista, all’inizio degli anni Venti fu eletto sindaco di Sedico, ma con l’arrivo del Fascismo dovette fuggire e riparò successivamente in Calabria. La madre, Prima De Donà, insieme con i figli Antonio, Livia, Rina e Marcella, gestiva l’osteria e il mulino. Peraltro i ricordi di famiglia, per stessa ammissione di Livia, nel tempo sono rimasti molto sfumati e imprecisi. L’osteria era diventata un luo-

go frequentato sia da partigiani, che si scambiavano missive, sia da fascisti di passaggio, che cercavano notizie per arrestare e deportare. Di certo Livia non potè mai più dimenticare quel 10 novembre 1944, quando alle otto e mezzo del mattino entrarono i militari, informati da spie, per arrestare lei, Antonio e Rina con l’accusa di sostenere la Resistenza. Aveva solo sedici anni. Fu l’inizio di una drammatica esperienza che Livia ricorda senza traccia di odio e rancore, esaltando piuttosto l’umanità delle persone incontrate. Dopo gli interrogatori Livia fu portata nel lager di Bolzano, dove

subì tremende torture e fu sottoposta ai lavori forzati, ma non rivelò mai i nomi dei compagni, mantenendo sempre fede ai propri ideali. Le rimase impressa per tutta la vita la gratuita violenza esercitata dalle guardie tedesche nei confronti di tutti i prigionieri, soprattutto dei più deboli e malati. Ma nella sua mente di giovane adolescente rimasero indelebili i volti delle persone con cui strinse legami di amicizia e affetto. Particolare è il ricordo dell’incontro con Gaetana Cadorin, di Pescul, amica fedele anche dopo la guerra. Dopo la fine del conflitto, Livia si sposò e si trasferì a Conegliano, dove morì il 20 febbraio 2017.

ALBERTINA BROGLIATI

Molti bellunesi ricorderanno ancora quel 17 aprile 1985, quando la professoressa di Storia dell’arte Albertina Brogliati venne ritrovata senza vita nella propria abitazione di via Feltre, uccisa da quarantaquattro coltellate. Aveva 60 anni. Un mese dopo il fatto fu arrestato un ex detenuto che, durante la prigionia nel carcere di Baldenich di Belluno, aveva seguito i corsi da lei organizzati, come docente volontaria, per dare vita a progetti di reinserimento nella società. Sembrò che la causa dell’efferato delitto fosse stata la pretesa di denaro. Il trentenne omicida fu condannato all’ergastolo nel giugno 1986. Questo fu il tragico epilogo di una vita spesa nella dedizione agli altri e nella difesa dei valori di libertà. Albertina, docente presso l’istituto magistrale Renier di Belluno ed affermata pittrice, non ha lasciato testimonianze scritte sulla sua vita e la sua esperienza di donna nella Resistenza, ma per conoscerla ci riferiamo al libro “Storie così”, scritto dalla sorella maggiore Livia e pubblicato nel 2006. È una sorta di diario dove gli avvenimenti, disposti in ordine cronologico, vengono riportati con la suggestione di un profondo impatto emotivo. Tutti i Brogliati, infatti, erano legati alla lotta partigiana: il fratello Continua a p. 12


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La storia Continua da p. 11 Tullio i gemelli Alberto e Albertina, la sorella Lidia, che sposò Francesco Pesce, il mitico comandante “Milo”, liberato durante l’assalto al carcere di Baldenich il 15 giugno 1944, e fondatore della Divisione partigiana “Nino Nanetti”. Fu Tullio, tenente pilota, il primo a sacrificare la vita all’inizio della guerra, il 26 settembre 1940, all’età di 26 anni, durante un volo di ricognizione. Ma l’impegno dei fratelli Brogliati nella lotta antifascista proseguì senza sosta fino all’8 settembre 1943, quando iniziò il periodo più drammatico. Nella cucina della casa di via Feltre, dove si riunivano alcuni membri del Comitato di liberazione nazionale per discutere e decidere piani di azione, una sera di fine giugno fecero irruzione i soldati tedeschi, guidati da una spia. Cercavano “Milo”, marito di Livia. Non trovandolo, prelevarono

Albertina, la madre Fausta Salce e vedova di Benigno Ernesto Brogliati, e la madre di Milo. Lidia e Alberto, invece, non erano in casa. Dopo giorni terribili, trascorsi nel carcere di Baldenich di Belluno, dove le tre donne furono sottoposte ad interrogatori e a torture, solo Albertina finì nel lager di Bolzano e poi nel sottocampo di Merano, allestito nell’ottobre 1944. Invece le due più anziane e malate vennero rilasciate. Al “Bosin”, dove sorgeva un’ex caserma, erano detenute soprattutto donne, parenti di partigiani e catturate per rappresaglia. Svolgevano lavori manuali molto pesanti, come il trasporto di materiali dalla stazione ferroviaria alla caserma, tanto che anche Albertina si ammalò e fu trasferita in infermeria. Fu lì che, attraverso l’aiuto di un medico, prese i primi contatti con persone esterne per realizzare un progetto temerario e altamente rischioso: la fuga. L’idea era nata durante la detenzione con l’amica e compagna Ernesta Sonego, una ragazza veneziana arrestata il 5 settembre 1944, in transito a Merano per poi essere internata in Germania. Solo la forza della giovinezza e l’amore per la libertà spinsero le due compagne a portare felicemente a termine la mitica impresa nella notte del 27 dicembre 1944, proprio

I luoghi del ricordo della resistenza. I luoghi del dolore da tenere a memoria Frequentati con i fiori rossi dallo SPI il 25 aprile

Cadore Comelico Alpago Agordino

nel giorno del ventesimo compleanno di Albertina. I particolari emozionanti della rocambolesca fuga sono riportati nel racconto “Natale 1944” di Paolo Valente, tratto dal libro “La città sul confine”. Dopo la fine della seconda guerra mondiale Albertina, Lidia e Alberto si ritrovarono a Belluno e ripresero le loro attività. Nelle sue memorie Lidia ricorda con queste parole la forza dei fratelli e della mamma: “Fausta, Albertina e Alberto affrontarono prove eccezionali con coraggio eccezionale. Il mio percorso fu più modesto, perciò è più forte in me l’impegno a testimoniare.” In onore di Albertina e del suo coraggio, il 29 luglio 2008 il consiglio comunale di Merano approvò la proposta di intitolare a lei una strada che si trova proprio nella zona dove sorgeva il campo di detenzione, oggi area chiamata” appunto ex Bosin”. Durante la videoconferenza Barbara, Loredana, Assunta, Tiziana, Lauretta, Miretta ed Emanuela, donne del Coordinamento Spi Cgil, e chi scrive hanno proposto la lettura di brani tratti dal racconto “Natale 44” e da alcune interviste. Chiara Bergamini Ricercatrice Isbrec Belluno, 4 luglio 2021


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oggi Restaurato a Frassenè il monumento che ricorda l’eccidio

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1 maggio 21 Spi Belluno e Anpi Feltre sui luoghi del sacrificio partigiano. Il sacello di Frassenè restaurato da SPI Nazionale e Anpi per dare modo alla memoria della nostra libertà di rimanere viva.

SPI e ANPI nei luoghi della resistenza Il 25 aprile 1945 a Frassenè, una frazione di Fonzaso, tra le montagne del bellunese, sei civili vennero uccisi dai tedeschi in ritirata, mentre altri quattro vennero portati il giorno dopo a Cima Loreto e lì fucilati. Le vittime sarebbero state anche di più se due dei civili, portati sul ciglio delle rocce che sovrastano Fonzaso, non avessero trovato la forza di gettarsi nel burrone un attimo prima degli spari, riuscendo a salvarsi. L'eccidio avvenne a seguito di uno scontro tra tedeschi in ritirata e partigiani, dove un tedesco rimase ucciso. Per rappresaglia i tedeschi fermarono e radunarono tutti gli uomini del paese invitando il colpevole a confessare entro tre minuti. Una messa in scena che serviva a coprire il plotone che si allontanava con i primi sei dei dieci uomini che avrebbero fucilato, mentre la truppa saccheggiava e incendiava il paese. A Frassenè, il monumento che ricorda l'eccidio col nome delle vittime, è stato recuperato e valorizzato nell'ambito dei progetti che da tre anni vedono impegnati l'Anpi e lo Spi-Cgil. Il 25 aprile e il 1° maggio 2021 la Segretaria dello Spi-Cgil di Belluno, Maria Rita Gentilin il Sindaco di Fonzaso Giorgio Slongo, il Presidente dell'Anpi Feltre Giovanni Perenzin, la Segretaria della lega Spi-Cgil Feltrino Emanuela Boscarin e il collaboratore Olivo Zanella, hanno così celebrato le feste al monumento restaurato.


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Più vicini a noi

Impegno e non solo

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n caro saluto a tutte/a tutti. Non era prevedibile, ma è successo. Ci eravamo lasciati a gennaio con l’augurio di poter fare a breve libere scelte consapevoli e responsabili, volte al raggiungimento del bene comune. Non eravamo preparati a ridefinire nuovi stili di vita e, inevitabilmente, ora che si comincia forse a vedere un barlume di luce e una conseguente maggiore libertà di movimento, ci rendiamo conto che l’isolamento forzato ci ha resi più fragili, meno inclini al naturale desiderio di comunicare con gli altri e meno disponibili a mettere in gioco se stessi e le proprie capacità. Eppure è necessario rendersi conto che è nella condivisione, nella partecipazione che si possono affrontare i propri dubbi, le difficoltà, ma soprattutto rimodellare i rapporti con le persone che

ci stanno intorno, regalando con la nostra attenzione e competenza rassicurazione e sostegno. È quel dare/avere reciproco un filo invisibile che crea cooperazione, affiatamento, unione tale che diventa naturale libera partecipazione. Ed è con questo spirito che il 17 giugno siamo tornati a vederci, passando una giornata insieme. Abbiamo visitato il “Giardino di Sissi”, quindi ci siamo recati nel luogo in cui è stata dedicata una Via ad Albertina Brogliati, protagonista della resistenza bellunese e ci siamo soffermati per un minuto di silenzio davanti alla Caserma in cui la stessa fu imprigionata: era una giornata calda e soleggiata, ma in quel minuto, mentre mi tornavano alla mente le parole di quella notte del “Natale ’44”, i momenti della sua fuga dal carcere, ho avvertito un brivido freddo e un nodo alla gola. Tiziana Turrin

Volevo trasmettere leggerezza...

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olevo, ma non sono riuscita, a scrivere e tramettere leggerezza e speranza, ne abbiamo tutti bisogno. Abbiamo voglia di credere che il peggio È passato, abbiamo voglia di relazioni in presenza, abbiamo voglia di stringere una mano, di mostrare un sorriso e di riceverlo togliendoci la “ museruola”. Il vaccino, unica speranza, ci da questa possibilità. I dati dicono calo di contagi, zona bianca, strutture ospedaliere per Covid chiuse, ottimo il numero di persone vaccinate . Di certo tutti vaccinati almeno quelli ospiti nelle RSA. Perché aggiungo questo? Sono molto amareggiata. Venerdì pomeriggio sono andata a consegnare una pratica , una delle tante, in una RSA, sita nel mio Comune. Niente di nuovo, lo abbiamo fatto in tutto questo periodo, rispettando tutte le disposizioni, indispensabili in piena pandemia. Pensavo, dato i numeri che ho citato una allargamento nelle maglie della restrizione, ho suonato, atteso che il personale aprisse, nel frattempo disinfet-

tato le mani e poi anche i guanti che avevo indossato, una volta aperto non il portone, lo spiraglio del portone, mentre consegnavo la pratica all’infermiere, tentavo di scambiare due parole con il destinatario, che conosco, il quale aveva bisogno di chiedermi alcune informazioni, ma non ci è stato permesso, siamo rimasti lì a gesticolare come dei sordomuti, e poi a parlarci attraverso il cellulare. Me ne sono andata con amarezza e tanti pensieri. Anche per me gli anni avanzano... La sera però nel mio comune c è stata una movida con un assembramento di ragazzi che allegramente, senza mascherine, di certo non vaccinati, si incontravano per stare insieme. Chi mi conosce sa quanto sto bene e appoggio le “allegrie” giovanili. Non ne faccio qui un confronto intergenerazionale. Ma voglio condividere con voi la domanda che mi sono posta: “ma il desiderio di stare insieme, di sorridere, di guardarci, di parlare deve finire con chi giovane non lo è più?” Carissimo amico che sei in RSA, daremo spazio alla tua voce, attraverso le righe che mi hai inviato è il minimo che possiamo fare . Loredana Casanova


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13 marzo 2021

Raccolta firme per la legge antifascista! Cavarzano Belluno, Lega SPI CGIL Belluno

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LA GRANDE CAMPAGNA I nostri servizi = i tuoi diritti

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Anche il 2020 con tutte le difficoltà di accesso alle sedi siamo riusciti a dare assistenza a pensionati e pensionate. I diritti inespressi si confermano davvero diritti nascosti che lo spi di belluno fa riaffiorare Nel 2020 abbiamo controllato 117 ObisM e abbiamo riscontrato delle anomalie e abbiamo fatto le seguenti ricostituzioni:

- 1 1 per Trattamento minimo e maggiorazione sociale; - 13 per quattordicesima e relativi arretrati; - 34 richieste di ANF; - 20 detrazioni fiscali; - 24 pratiche di ricostituzione varie. Il tutto per un recupero certificato di €64.976,47

Ai quali vanno aggiunte le quattordicesime in quanto la rilevazione di quest’ultime è impossibile dal momento che l’ente non rilascia alcun provvedimento di liquidazione. Ipotizziamo che di 13 domande presentate la somma recuperata possa essere pari a 6.500€.

Per un totale di € 71.476,47


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DEI DIRITTI INESPRESSI Alcune

agevolazioni economiche

Esenzione ticket per prestazioni sanitarie Esenzione dal pagamento ticket per pensionati che hanno compiuto i 65 anni e hanno un reddito familiare lordo inferiore a €36.151,98. Codificato in Regione del Veneto con 7R2.

Bonus energia (disagio economico) Sconto applicato sulle bollette dell’energia elettrica per nuclei familiari con ISEE €8107.

Abolizione canone rai

Abolizione del canone per utenti con più di 75 anni e REDDITO inferiore a €8000 lordi annui.

Invalidità civile con diritto all’accompagnamemto

Agevolazioni per linea

Assegno al nucleo familiare

Bonus gas

Impegnativa di cura domiciliare (icd)

Bonus acqua

È un beneficio economico erogato dall’Inps alle persone non autosufficienti. Per il 2020 ammonta a €518. È un integrazione al reddito di lavoro o di pensione. La presenza di un familiare con invalidità del 100% da diritto ad una maggiorazione.

È un contributo erogato dalla Regione per l’assistenza di non autosufficienti al proprio domicilio.

Bonus energia (disagio fisico)

Sconto sulle bollette elettriche per utenti costretti all’utilizzo di apparecchi elettromedicali.

Gli esperti rispondono

telefonica fissa Riduzione del 50% dal canone mensile d’abbonamento con ISEE inferiore a €8112. Sconto applicato per utenti con ISEE inferiore a €8107 (Se con contratto mercato libero con Ascotrade limite Isee €18000) Contributo di 30 euro per utenti con ISEE inferiore a €8107, o famiglie con 4 figli a carico.

Quattordicesima

Somma aggiuntiva corrisposta dall’INPS ogni anno nel mese di luglio in base al reddito personale.

Vuoi una risposta ai dubbi sulla tua pensione, sulla sanità o altre agevolazioni varie? Rivolgiti alla tua sede Spi più vicina oppure consulta il nostro sito dedicato PENSIONATI.IT o puoi contattarci direttamente alla e-mail spi.bl@veneto.cgil.it o al tel. 0437/1841425.


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AGENZIA PER L’ASILO

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Dedicato all’Europa

a presidenza del Consiglio Ue e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per trasformare l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) in un’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo. Si tratta di un’iniziativa chiave nell’ambito del Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo. La nuova agenzia contribuirà a rendere le procedure di asilo negli Stati membri di migliore qualità, più uniformi e più rapide.

Fornirà inoltre un sostegno più efficace ai sistemi nazionali di asilo che devono far fronte a un carico di lavoro elevato, rendendo il sistema generale di gestione della migrazione dell’Ue più efficiente e sostenibile. Dunque un’agenzia per l’asilo che continuerà a costruire per andare oltre, creando un vero sistema europeo comune di asilo basato sulla solidarietà, con procedure efficaci e una forte protezione dei diritti fondamentali”.

EUROPA E NEXT GENERATION EU A Roma negli Studi di Cinecittà il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha dato il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi. I voti della Commissione europea sul piano di rilancio nazionale sono alti e assicurano all’Italia 25 miliardi di euro entro luglio. Un anticipo di quei 191,5 miliardi che affluiranno gradualmente nel Paese fino al 2026, consentendo di sbloccare le riforme e gli investimenti che cambieranno per sempre economia e società. Il PNRR consta di 6 missioni, di 16 componenti e di 48 di linee di intervento.

MISSIONE 1: DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITÀ, CULTURA E TURISMO MISSIONE 2: RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA In questa missione si parla di economia circolare, di ridurre gli inquinanti, di energie rinnovabili. Di aumentare la quota di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili, promuovere la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico del futuro, garantire la resilienza della rete elettrica sono altri obiettivi. Si parla inoltre di tutela del territorio e della risorsa idrica Molto interesse viene dal nostro territorio colpito frequentemente da fenomeni tempestosi e alluvionali. Un territorio che si pone in difficoltà per le continue frane e smottamenti. Ma anche un territorio con presenza sensibile di acqua. bene prezioso e da tutelare, da usare con parsimonia, acqua bene comune. Su queste componenti si è articolato il convegno del 26 giugno dello Spi con Valentino Bobbio segretario generale di

Next nuova economia per tutti. Il convegno è stato inserito nel Laboratorio sperimentale dello SPI rivolto alle nuove generazioni che ha visto 17 iscritti fra giovani e adulti che hanno seguito con interesse i 10 moduli.

MISSIONE 3: INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE MISSIONE 4: ISTRUZIONE E RICERCA MISSIONE 5: INCLUSIONE E COESIONE MISSIONE 6: SALUTE Come Spi auspichiamo che il PNRR riduca le disparità fra centri urbani e aree rurali. Che dispieghi politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani, che si affrontino le sfide generali come quelle legate alle disuguaglianze di genere e di reddito e alle tendenze demografiche. Che si vadano colmare i divari generazionali e si rafforzino le politiche attive del lavoro e l’integrazione dei disoccupati. Maria Rita Gentilin


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LO SPID... Facciamo conoscenza…

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Dal 1° ottobre 2020 è iniziata l’era dello SPID Questo termine un po' strano, è entrato a far parte del nostro linguaggio comune e molte persone si sono ritrovate a chiedersi: “Devo fare lo Spid?!” “Ma come si fa?” e soprattutto “A cosa mi serve??”. Cerchiamo quindi di rispondere a queste domande per abbattere il muro sollevato dalla tecnologia, soprattutto per coloro che non hanno dimestichezza con smartphone, tablet, pc e internet. Partiamo dall’ultima domanda.

“A cosa serve lo Spid e cos’è”

Lo Spid è un sistema di identificazione digitale che permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti. Nel sito dell’Inps, ad esempio, andrà gradualmente a sostituire il vecchio codice PIN.

“Devo fare lo SPID?”

Tutti i cittadini maggiorenni, italiani, anche residenti all’estero, possono richiedere lo SPID che è necessario per accedere ai servizi online dell’Inps oppure della pubblica amministrazione o di privati che aderiscono a questo sistema.

“Ma come si fa?”

Per richiedere lo SPID, sono necessari: - carta d’identità, - tessera sanitaria, - indirizzo di posta elettronica personale,

- telefono cellulare di nuova generazione (smartphone) personale dopodiché è possibile contattare l’ufficio più vicino di Poste Italiane, prendendo appuntamento per l’attivazione dello Spid oppure, per chi è più esperto nell’utilizzo dei sistemi informatici, si può effettuare l’attivazione direttamente on line, con le Poste Italiane oppure con gli altri gestori accreditati fra cui Aruba, Infocert, Sielteid, SpidItalia, Timid, Namirial, Intesaid ecc. Una volta attivato il servizio, attraverso una App dedicata da scaricare sul telefono cellulare, si potrà, in piena autonomia, direttamente da casa, accedere ai servizi: - INPS (cedolino pensione, obism, ecc.),

- INAIL, - ai servizi Comunali e Regionali (tributi, bollo auto, ecc.) - al Fascicolo Sanitario (prenotazioni sanitarie, consultazione referti medici ecc.) - all’Agenzia delle Entrate (verifica posizione fiscale, ecc.) - e a tutti i servizi online di oltre 4000 amministrazioni pubbliche e private che hanno scelto SPID come strumento sicuro per l’autenticazione certa degli utenti. Concludendo, l’avvento dello SPID, è un’interessante innovazione tecnologica che però ha messo in difficoltà non poche persone; soprattutto i pensionati che hanno meno familiarità con le nuove tecnologie. Ma non dovete scoraggiarvi! Lo Spi Cgil di Belluno, con i suoi collaboratori, è a disposizione per dare assistenza ed informazioni per aiutarvi ad acquisire la vostra Identità Digitale. Ingrid Gallina

LEGALITÀ

L’economia veneta sotto attacco N

ell’anno della pandemia, secondo un recente rapporto della guardia di finanza, l’economia veneta è stata più vulnerabile per gli attacchi delle mafie economiche. Nel corso del 2020 sono state aperte in Veneto 120 inchieste che riguardano il tentativo da parte della criminalità organizzata, di infiltrare l’economia sana. Venti di queste riguardano associazioni di stampo

mafioso e complessivamente sono state indagate oltre mille persone. In 2 casi elementi legati alla camorra sono in affari con la ‘ndrangheta per gestire attività acquistate in seguito a chiusura per pandemia. Ma non solo. Sempre più spesso emergono episodi dove imprenditori veneti che hanno portato soldi all’ estero li fanno rientrare con la complicità di colleghi cinesi che hanno

la necessità di inviare in patria i loro capitali in nero. La guardia di finanza è chiamata a vegliare quindi sulla rinascita del paese, per impedire che la grande quantità di risorse che saranno messe a disposizione vadano a finire nelle mani sbagliate. Il Veneto, attira, grazie alla sua economia, criminali non solo italiani che vogliono approfittarne. Gabriele Ganz


Periodicamente riceverai a casadelle il giornale Oggi” Promuoviamo iniziative a favore pari “Sindacato opportunità e contro la violenza sulle donne. Organizziamo corsi di formazione dalla Storia all’informatica gratuiti per i nostri iscritti. Momenti culturali e iniziative socializzanti.

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Sindaca

VIENI ALLO SPI-CGIL

Vieni allo SPI-CGIL. oggiOltre all’impegno e alla passione troverai il sorriso dei nostri collaboratori e volontari. 20

Ti aiutiamo nel disbrigo e nella presentazione: Della tua dichiarazione dei redditi presso il nostro Caaf. tuo passione ISEEe della dichiarazione eDel alla troverai diil successione Del tuo RED per verificare il tuo diritto alle integrazioni.

Oltre all’impegno Renato sorriso deiLuigi nostri collaboratori e volontari

Giovanna

Negoziamo con gli enti locali le imposte e i servizi sociali.

Loredana

Gabriele

Christian

Aldo

Promuoviamo iniziative a favore delle pari opportunità e contro la Benvenuta Giovanna Renato Luigi violenza sulle donne.

Vieni allo SPI-CGIL. Oltre all’impegno e alla passione troverai il sorriso dei nostri collaboratori e volontari.

Maria Rita

Olivo

Elisa

Silvano

Emanuela

Gabriele

Miretta

Ingrid

Giancarlo

Loredana

Giordano

Barbara Diego Emanuela Loredana Gabriele Christian

Elisa

Ingrid

Annagiovanna

Emanuela

Luigi

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Maria rita

Claudio

Christian

Giancarlo

Paola

Andrea

Aldo Aldo

Fior Giuseppe

Giancarlo

Giorgio

Olivo

Benvenuta Benvenuta

Gianfranco

Claudio

Miretta

Miretta

Maria rita

Giorgio

Giovanna Olivo Renato TizianaLuigi

Claudio

Giordano

Giancarlo

Antonino

Olivo

Giordano

Annagiovanna

Lauretta

Miretta

Andrea

Maria rita

Fior Giusepp

Annagiovanna Andrea Fior Giuseppe IL SISTEMA INFORMATIVO DELLO SPI-CGIL DI BELLUNO Silvano

RUBRICA QUINDICINALE Ingrid SPI-TIVÙ Le trasmissioni

COMUNICAZIONI TRAMITE SMS

Luigi

Giorgio

andranno in onda con cadenza quindicinale: SABATO alle 18,55 e alle 21,55 (replica). LUNEDI alle 7,30 e alle 13.30 (replica)

Rubrica quindicinale “IL PUNTOSPI”. Ogni giovedì su Radio Più alle ore 10.30, alle ore 18.30 e alla domenica alle ore 9.00. Trasmissione radiofonica di approfondimento sui temi di stretta attualità territoriale.

Giancarlo

Annagiovanna

Andrea

Sito web WWW.SPIBELLUNO.IT

VISITA PENSIONATI.IT

La rivista “SINDACATO OGGI” il giornale dei nostri iscritti

Ci trovi anche su facebook alla pagina SPI CGIL BELLUNO

Fior Giuseppe


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Sindaca

oggi

LO SPI C’È

21

SEDI SPI CGIL

RECAPITO TELEFONICO

Belluno

Gabriele 340 376 1074 Ingrid 340 970 0369

Cortina

Benvenuta 349 403 7980

Pieve di Cadore

Loredana 334 334 2060 Fiorgiuseppe 346 533 0965

Santo Stefano di Cadore

Loredana 334 334 2060

Alpago

Lauretta 349 563 6438 Ingrid 340 970 0369

Sedico

Ingrid 340 376 1074

Agordo

Aldo 329 202 9192 Emanuela 333 889 7835 Tiziana 335 663 3743 Olivo 340 379 7805 Maria Rita 340 655 1229 Gabriele 340 376 1074

Feltre Segreteria

Per qualsiasi motivo noi dello Spi Cgil siamo a disposizione telefonica, il telelavoro ci permette di dare una risposta ai quesiti che possono insorgere e per i quali si cerca una risposta.

SPI informail

Se vuoi ricevere periodicamente le notizie dello Spi, invia il tuo indirizzo e-mail a spi.bl@veneto.cgil.it Se vuoi ricevere le notizie dello Spi tramite telefono invia un sms a 340 655 1229

www.spibelluno.it | Facebook @spicgil.belluno

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Sindaca

oggi

Periodico della Camera del Lavoro Territoriale e dei Sindacati di Categoria Belluno - Viale Fantuzzi, 19 Tel. 0437-948046/7/8/9 DIRETTORE: Renato Bressan DIRETTORE RESP.: Antonio Sirena REDAZIONE: Maria Rita Gentilin - Alessandra Fontana DIRETTORE E AMMINISTRAZIONE Viale Fantuzzi, 19 - 32100 Belluno Iscr. del trib. di Belluno n. 85 del 15/10/1970 Stampa Gruppo DBS SMAA - Seren Del Grappa Sono state stampate 9000 copie sito internet: www.spibelluno.it e-mail: spi.bl@veneto.cgil.it fax 0437 940 281 • tel. 0437 18 41 425

Tesseramento 2021 Iscriviti allo SPI

Il sindacato dei pensionati della CGIL


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oggi

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Il bonus facciate

Il “bonus facciate” è il nuovo sconto fiscale dedicato al restauro esterno degli edifici. L’agevolazione consiste in una detrazione dell’imposta lorda, che sia Irpef o Ires. Per averne diritto basta procedere con interventi di recupero o restauro della facciata esterna visibile di edifici esistenti a prescindere dalla categoria catastale. Consente di recuperare il 90% del costi sostenuti nel 2021 senza un limite massimo di spesa. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno in cui si è sostenuta la spesa e negli anni successivi. LAVORI AGEVOLABILI Rientrano tra i lavori agevolabili, quelli realizzati per rinnovare la facciata esterna, quelli di semplice ripulitura o tinteggiatura, gli interventi su balconi, grondaie e pluviali, su parapetti e cornici. A questi saranno aggiunte anche le spese sostenute per i lavori correlati, come ad esempio installazio-

ne di ponteggi, smaltimento dei materiali, l’iva all’imposta di bollo e la tassa di occupazione del suolo pubblico. A CHI SPETTA L’AGEVOLAZIONE Possono usufruire della detrazione, tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. Cosa conservare: • Fatture • Ricevuta di bonifico • Abilitazioni amministrative richieste • Domanda di accatastamento, se immobile non censito • Ricevute di pagamento dei tributi locali sugli immobili, se dovuti • Delibera assembleare di approvazione, per condomini • Consenso ai lavori, per gli interventi fatti da chi detiene l’immobile L’obiettivo della norma è riconoscere una detrazione così importante a chi rende più bella e colorata la propria città. Per informazioni, contattate il caaf. Vania Cibien, direttrice Caaf Cgil Belluno

TI DIAMO UNA MANO A • Recedere dai contratti conclusi fuori dai locali commerciali • Contestare bollette di utenze telefoniche, gas, acqua, elettricità, TARI (ADR/conciliazioni) • Contestare multe per infrazioni del Codice della Strada • Risolvere controversie su vacanze, viaggi e multiproprietà

• Risolvere controversie con pulitinto-lavanderie • I Risolvere controversie con le assicurazioni (ADR/conciliazioni) • Risolvere controversie con gli istituti bancari e le finanziarie • I Contestare beni/servizi artigianali, industriali, commerciaii

• Applicare le Carte dei Servizi delle Pubbliche Amministrazioni e delle Aziende Pubbliche • Promuovere giudizi di fronte al Giudice di Pace, alle Commissioni di Arbitrato e Mediazione • Fornire consulenza legale sulle materie consumeristiche ...E tanto altro ancora

DOVE CI TROVI Presidente Guido Mattera Viale Fantuzzi, 19 c/o CGIL - tel.0437 940675 fax 0437 940281 sabato e mercoledì 15:00 - 19:00 su appuntamento chiamando 0437940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 belluno@f ederconsveneto.it

PUOS D'ALPAGO Via Verdi 4 c/o CGIL - tel.0437 454533 lunedì 16:30 - 18:00 su appuntamento chiamando 0437 940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 federpuos@gmail.com

FELTRE Piazzale Parmeggiani 25 c/o CGIL - tel.0439 83067 martedì e venerdì 9:00 - 12:00 su appuntamento chiamando 0437940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 feltr e@federconsveneto.it

AGORDO Via Rova, 13 c/o AUSER "el broi"- tel.0437 63639 Il 1° venerdì del mese 10:00 - 11:00 su appuntamento chiamando 0437 940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 Via XXVII Aprile, 43 c/o CGIL -t el.0437 643119 Il 1° venerdì del mese 11:00 - 12:00 su appuntamento chiamando 0437 940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 si riceve su appuntamento chiamando allo 0437 940675

PIEVE DI CADORE Gradinata Belvedere 5 c/o CGIL- t el. 0435 500466 martedì 16:00 - 18:00 su appuntamento chiamando 0437940675 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 pievedicadore@federconsveneto.it


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Sindaca

I NOSTRI RECAPITI SPI-CGIL 2021

Qui ci puoi trovare Cara/o iscritta/o, al fine di erogarti un servizio sempre più puntuale, come potrai vedere dalla tabella sottostante, abbiamo, in parte, razionalizzato i nostri recapiti. Infatti, per i nostri iscritti, abbiamo messo a disposizione un servizio di appuntamenti attraverso i quali potrai ricevere il servizio completo per lo svolgimento delle tue pratiche.

Giorno Martedì

FELTRE

Orario

Luogo

Lunedì, Mercoledì Giovedì e Venerdì

9.30-11.30

Martedì e Venerdì

15.00-17.00

RECAPITI ZONA ALPAGO Località

Giorno

LAMOSANO (Chies) Mercoledì

8.00-12.00 Sede Spi-Cgil

Sede Spi-Cgil Appuntamento

RECAPITI ZONA FELTRINO Luogo

Orario

Luogo

8.00-9.00

Municipio

TAMBRE

Venerdì

8.00-9.00

Centro Sociale

SPERT

Venerdì

9.15-10.15

Albergo “Al Cogo”

SANTO STEFANO DI CADORE SEDE SPI-CGIL VIA UDINE 91 Località

Giorno

S. STEFANO CAD.

Lunedì

Orario

Luogo

8.30-12.00 pomeriggio su Sede Spi appuntamento

Località

Giorno

Orario

LAMON

Martedì

14.30-15.30

Via Villa 5 (Asilo suore)

QUERO VAS

Lunedì

10.15-11.00

Sede AUSER

Località

Giorno

Orario

Luogo

CAMPOLONGO

Giovedì

9.00-10.00

Regola

COMELICO SUP.

Giovedì

sala 11.00-12.00 Candide consiliare

ARSIÈ

1°- 3° Giovedì

9.00-10.00

Municipio ex sala musica

ALANO DI PIAVE

Lunedì

9.00-10.00

Villa Cinespa

SOVRAMONTE

1°- 3° Lunedì

9.00-10.30

Municipio

FONZASO

1°- 3° Giovedì

10.30-11.30

Municipio

PEDAVENA

Martedì

9.00-11.00

Sede Auser

Mercoledì

AGORDO

Martedì

Orario

Località

Sede CGIL

Giorno

Orario

Martedì

15.00-16.30

Venerdì

15.30-17.30

Località

Giorno

AURONZO DI CAD. Martedì RECAPITI ZONA AGORDINO Località

Giorno

Orario

ALLEGHE

Lunedì

FALCADE

Luogo Sede CGIL

RECAPITI ZONA CADORE

Luogo

9.00-11.00

Sede Spi

PIEVE DI CADORE SEDE CGIL GRADINATA BELVEDERE 5

PIEVE DI CADORE Giorno

9.00-11.00

RECAPITI ZONA COMELICO

AGORDO SEDE CGIL VIA XXVII APRILE 1945, N 43 Località

LOZZO DI CAD.

Martedì

Orario

Luogo

10.00-11.30 Biblioteca 8.30-9.30

Municipio

Luogo

S. VITO CAD.

Martedì

11.00-12.00 Municipio

10.30-11.30

Municipio

CORTINA AMP.

Martedì

9.00-10.30

Martedì

8.30-10.00

Municipio

CANALE AG.

Martedì

10.30-11.30

Municipio

ROCCA PIETORE

Lunedì

9.00-10.00

Municipio

CENCENIGHE

Lunedì

9.30-10.30

Municipio

Giorno

SEDICO

Lunedì e Giovedì

Orario

Località

Giorno

BELLUNO

dal Lunedì 9.00 - 12.30 Sede SPI-CGIL alVenerdì

Sede SPI-CGIL

RECAPITI ZONA SINISTRA PIAVE Località

Giorno

MEL

Mercoledì

11.00-12.00

Orario

Luogo Sede Auser-Spi

LENTIAI

Mercoledì

9.00-10.30

Centro Sociale

ALPAGO SEDE CGIL VIA G. VERDI 4 (Ex Puos d’Alpago) Località PUOS D’ALPAGO

Giorno

Orario

Luogo

Mercoledì

9.30-12.00

Sede CGIL

Venerdì

10.30-12.00

Sede CGIL

Orario

Luogo

Mercoledì 14.30-17.30 Appuntamento

Luogo

8.00-12.00

Sede zona stadio

BELLUNO SEDE SPI-CGIL VIALE FANTUZZI 11

SEDICO SEDE SPI-CGIL VIALE VENEZIA 4 Località

23

Il tutto avverrà direttamente nelle sedi dello Spi-Cgil di Feltre, Sedico, Belluno e Alpago. Potrai prenotare il tuo appuntamento chiamando direttamente nella sede interessata oppure al n° 04371841425.

FELTRINO SEDE LOCALE CGIL PIAZZALE PARMEGGIANI 23 Località

oggi

RECAPITI ZONA BELLUNESE Località

Giorno

Orario

CADOLA

Lunedì

9.00-10.15

PONTE N. ALPI

Lunedì

10.30-11.30 Circolo Astra (1)

ZOLDO ALTO

Lunedì

FORNO DI ZOLDO

Lunedì

8.00-9.30

Luogo Municipio Municipio Fusine

Via Marconi 15 10.00-11.30 (ex ambulatorio previevi)

CASTELLAVAZZO Martedì

10.30-11.45 Municipio

LONGARONE

8.30-10.30

Giovedì

1) Viale Dolomiti 21/d (vicino Palestra)

c/o Com.Mont.