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Anno II - n. 204 - Martedì 19 ottobre 2010

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l’ € 0,50

Ora di punta dI

AleSSAndro CArdullI

Ma che fine ha fatto l’attentatore? n questi ultimi tempi, Ipagne abbiamo assistito a camdi stampa, inchieste,

dossier. Un mix di bello, brutto, sporco, cattivo. Si dice, come in un grande film, “ è la stampa, bellezza”. Bene, gli ultimi “casi”ci segnalano vere e proprie “indagini” su case, ville, feste, pettegolezzi, abitudini sessuali di questo e di quello, tangenti, mazzette, cricche. Per non parlare del genere horror,violenza, suicidi, omicidi nel quale si sono specializzati in particolare alcuni programmi televisivi. Poi ci sono episodi di violenza politica, gruppuscoli, sigle naziste, nostalgici delle br, lanciatori di uova. nsomma pagine su pagine, articoli, commenti, editoriali. Bene, più informazione circola, più conoscenza, anche se a volte giornali e televisione vengono usati come strumenti di pressione, quando non di ricatto. Per questo non possiamo che esprimere indignazione perché su un episodio, ancor più grave di quelli su cui per mesi si scrive, come il presunto attentato al direttore di “Libero”, Maurizio Belpietro, si è stesa una cortina di silenzio. Era stato diffuso anche un identikit dell’ipotetico attentatore. Il poliziotto di scorta aveva fornito una precisa versione dei fatti. Non se ne parla più. Eppure il fatto è più grave della famosa casa di Montecarlo. Non può cadere nell’oblio. I cittadini (oltre che Belpietro, naturalmente) hanno diritto di sapere.

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www.altroquotidiano.it

Tv e poteri. Ancora conflitti di interessi e disinformazione

Tra rumori e silenzi Ore e ore di minuziosi dettagli sul giallo di Avetrana, ma più nulla sul presunto attentato a Belpietro e anatemi contro l’inchiesta di “Report” sulle operazioni immbiliari di Berlusconi nei Caraibi In queste ore emergono singolari contraddizioni nei comportamenti dei mezzi di comunicazione su alcune importanti vicende di casa nostra. Clamorosi rumori o assordanti silenzi. Per esempio, sul giallo di Avetrana le televisioni sono letteralmente assatanate e dedicano

Il gip per Sabrina deciderà domani Il gip di Taranto deciderà domani se disporre l’arresto o la scarcerazione della cugina di Sarah Scazzi PAG. 2

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in edizione stampabile non viene pubblicato la domenica e il lunedì

Il sito invece viene aggiornato 7 giorni su 7

tutti i talk show,(della mattina, del pomeriggio e della sera fino a notte)

dando spazio senza lmiti e senza pudore a decine di improvisati “esperti” che discettano sulla vicenda. Al contrario hanno messo nel dimenticatoio le indagini sul famoso attentato al direttore di “Libero”, Maurizio Belpietro. E il silenzio si cerca di imporre sui risultati della inchiesta di “Report” ad Antigua, l’isola caraibica dove il capo del nostro governo, attraverso una società che è in mano ad italiani, sta realzzando un ennesimo megainvestimento immobiliare. Alle pagine 4 e 5 articoli di Nuccio Fava e Ennio Simeone

L’ideologia di Sacconi dI

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MoISè ASTA

componenti il governo denotano un senso di smarrimento che impedisce di giustificare la loro condotta dinanzi ai problemi legati alla crisi. Ne fa fede – a trascurare le altre – l’ultima del ministro Sacconi, secondo cui “la situazione occupazionale è più difficile di quella economica” se – dice – non manca vitalità nel tessuto produttivo né capacità di collegamento con la ripresa internazionale ma molte aziende sono al centro di processi che riverberano in negativo su lavoro e occupazione. Fa seguire una difesa dell’ Esecutivo, al cui merito vorrebbe ascrivere l’improbabile certezza che “è passato il peggio del peggio”, ma non può negare che “viviamo una stagione difficile dell’occupazione” e che sono in corso “180 tavoli in cui si affrontano le crisi aziendali”, salvo poi a manifestare perplessità sulla manifestazione capitolina della Fiom. acconi, indossata la veste dell’alieno – (dov’erano lui e i suoi amici quando si pensava a cacciare dai pasticci il plurindagato premier piuttosto che affrontare i problemi del lavoro e delle piccole e medie imprese?) – ha riesumato la vecchia strategia padronale: un modello di salario… moderno che “almeno per il 30% sia agganciato alla contrattazione aziendale” e che agevoli l’introduzione di ben altro modo di distribuire la ricchezza. Come a dire: chi lavora deve sopportarne, in busta paga, parte degli oneri. Paghi sempre chi lavora! Che bell’ideologia. A pagina 8 una analisi di Alessandro Cardulli

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VentiquattrOre

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VUolE NEgArE lo STUPro

l’iNChiESTA Di rEPorT

Misseri cambia Caso Antigua strategia difensiva interpellanza idv "Il povero Michele Misseri" non contava nulla in casa sua, viveva "accerchiato in un gineceo" e "non gestiva neppure un centesimo": è questa l’immagine che l’avv. Daniele Galoppa vuole dare ai media dell’assassino di Sarah Scazzi. In una conferenza stampa il legale conferma l'intenzione del suo assistito di ritrattare le proprie dichiarazioni nella parte in cui ha raccontato di aver stuprato il cadavere della piccola Sara. Intanto ieri Cosima Spagnolo, la mamma di Sabrina, accusata di omicidio, è stata sentita dai pm. E anche la giovane Misseri è stata interrogata. Il gip deciderà entro due giorni se scarcerarla o meno.

PrATiCA A TUTElA

De Pasquale attaccato dal Cav, il Csm si riunisce Le affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi contro la magistratura e, in particolare contro il pm milanese Fabio De Pasquale, che ha sostenuto l'accusa al processo Mills, hanno indotto la prima commissione del Csm a dare il via libera, a maggioranza, all'apertura di una pratica a tutela del magistrato. Berlusconi al comizio di chiusura della festa del Pdl al Castello Sforzesco di Milano lo aveva definito ''famigerato''. ''E' lo stesso - aveva affermato - che disse a Cagliari che il giorno dopo l'avrebbe messo in libertà e poi è andato in vacanza. Il giorno dopo Cagliari si è tolto la vita''. La prima commissione del Csm, presieduta da Guido Calvi (laico del Pd) si riunirà oggi.

Il caso Antigua, tirato fuori da Report, arriva in Parlamento con un'interpellanza a firma del leader dell'IdV, Antonio Di Pietro. ''Il presidente del Consiglio - afferma il leader dell'Idv - venga in Aula alla Camera e spieghi al Paese e al Parlamento in diretta televisiva la sua posizione sugli investimenti immobiliari nell'isola di Antigua. Chi ricopre certi incarichi pubblici ha il dovere morale e politico di agire con il massimo della trasparenza e nell'alveo della legalità''. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, la puntata di 'Report' sulle ville del premier ad Antigua è stata "odiosa".

Arrestato lo stalker della Hunziker

e’ stato arrestato uno stalker di Michelle Hunziker. Per otto mesi ha perseguitato con biglietti, anche minacciosi, e pedinamenti la show girl, seguendola durante i suoi spettacoli o nei luoghi di lavoro e vacanza. l’uomo si chiama Pietro Pingitore, 48 anni, in passato già stato condannato per aver sequestrato l’ex fidanzata.

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Direttore responsabile: ennio Simeone Redazione: tel: 06-86293192 Indirizzo e-mail: redazione@altroquotidiano.it Editrice: GeCeM (Gestione Cooperativa Editoria Multimediale) - Presidente:Stefano Clerici Sede legale: Via Aldo Sandulli 45, Roma Registrazione del Tribunale Roma n..343/08 del 18 settembre 2008 - Registrato al ROC Partita Iva 09937731009

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Università, Napolitano preoccupato Giorgio napolitano torna a rivolgere un appello a favore del mondo della ricerca e della formazione. e sceglie le celebrazioni per il bicentenario della Scuola normale Superiore di Pisa per farlo esprimendo, al contempo, la propria vicinanza a docenti e studenti condividendone “la forte preoccupazione per le difficili condizioni del sistema universitario”. “nessuno può fingere di ignorare” queste difficoltà paralizzanti per un settore che ha un “ruolo strategico”. Solo “una miopia temporanea” può dimenticarlo, dice il capo dello Stato invitando forze politiche e sociali a riflettere e a fornire risposte “con i fatti e non a parole”. A pochi giorni dalla mancata assegnazione delle risorse per la riforma Gelmini e dopo le proteste seguite ai tagli per i fondi per l’alta formazione, napolitano torna a chiedere – pur “senza interferire nelle discussioni e nelle decisioni che hanno luogo nel governo e nel Parlamento” – che il rigore e la necessaria razionalizzazione dei fondi, non mettano a rischio quella che lui stesso definisce una priorità.

L’OnOmasticO Laura Sarebbe stata una monaca del monastero di Santa Maria di Cuteclara, vicino Cordova in Spagna, di cui nell'856 divenne badessa. Nel «Martyrologium hispanicum» si narra che durante l'occupazione musulmana rifiutò di abiurare la propria fede cristiana: condotta davanti ad un giudice islamico, fu processata e condannata a morire in un bagno di pece bollente.

accadde Oggi 1973: Watergate il Presidente statunitense richard Nixon rifiuta la richiesta della Corte d'Appello di consegnare i nastri del Watergate


VentiquattrOre

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roMA

lEA gAroFAlo

Burtone in cella uccise col pugno

Collaboratrice di giustizia sciolta nell’acido

Alessio Burtone ha trascorso la notte in una cella del carcere di Regina Coeli. Ieri il gip Sandro Di Lorenzo, lo stesso che aveva deciso per gli arresti domiciliari, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere: pericolo di fuga e inquinamento delle prove, queste le motivazioni del provvedimento. Il giovane è accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Maricica Hahainu, l'infermiera romena di 32 anni che ha colpito con un pugno al volto al termine di una lite iniziata mentre si trovavano in fila ad una tabaccheria della stazione metropolitana Anagnina, a Roma.

E' stato un caso di 'lupara bianca' in una delle zone più eleganti di Milano, quello del rapimento e dell'assassinio di Lea Garofalo la collaboratrice di giustizia senza più protezione punita con la morte dal suo ex compagno che ha organizzato una vera e propria esecuzione arrivando a sciogliere il cadavere nell'acido. Ed è questo delitto "orribile" che ha portato i carabinieri a notificare sei ordinanze di custodia cautelare in carcere per omicidio e distruzione di cadavere. I provvedimenti sono stati consegnati in cella a Vito Cosco, l'uomo da cui Lea Garofalo ha avuto anche una figlia ora maggiorenne, e a Massimo Sabatino.

martedì 19 ottobre 2010

DiSCAriCA Di TErZigNo

Polizia carica i manifestanti

Ieri mattina la polizia ha caricato i manifestanti che hanno occupato via Zabatta, nei pressi della rotonda che porta alla discarica di Terzigno (Napoli). Avevano realizzato una barricata di fuoco sulla salita, realizzata con suppellettili varie. Da parte dei manifestanti c’è stata una sassaiola e il lancio di bottiglie nei confronti delle forze dell’ordine. Quattro camionette di polizia e dei carabinieri, con altre tre auto, sono riuscite, dopo scontri e momenti di fortissima tensione, a passare il blocco che i manifestanti avevano realizzato in via Zabatta, per impedire l’accesso alla discarica Sari di Terzigno.

FiNANZiErE E PANorAMA

DoPo lE DiMiSSioNi

gola profonda agli arresti

Boffo torna a dirigere Tv 2000

Un militare della guardia di Finanza, Fabio Diani, in servizio a Pavia, è stato posto agli arresti domiciliari su ordine del Gip presso il Tribunale di Milano, per una serie di accessi abusivi agli archivi informatici delle Fiamme Gialle. Il finanziere, secondo l’accusa, avrebbe poi passato informazioni riservate al giornalista di “Panorama” Giacomo Amadori, riguardanti una serie di noti personaggi. Amadori, stando a quanto si apprende, ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso nello stesso reato: accesso abusivo a sistemi informatici. Le violazioni degli archivi si sarebbero verificate tra il gennaio 2008 e l’ottobre 2009. Le “informazioni riservate” riguardano, tra gli altri, componenti della famiglia Agnelli, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris, il giudice Mesiano, Beppe Grillo, Marco Travaglio e la escort Patrizia D’Addario. Informazioni riservate sarebbero state raccolte e fornite anche su Gioacchino Genchi, già consulente in vari procedimenti penali alcuni dei quali diretti dall’ex pm De Magistris.

l’ex direttore di Avvenire e Sat2000, dino Boffo, torna a dirigere la tv della Cei che nel frattempo ha cambiato nome, si chiama Tv 2000.

CoSE Di QUESTo MoNDo

Guida senza patente, uccide tre persone In un incidente stradale accaduto nel padovano sono morte tre persone ed altre quattro, di cui due già dimesse dall’ospedale, sono rimaste ferite. Ad innescare l’incidente, uno dei morti, Paolo Caldaras zingaro di 22 anni senza patente, residente a Piove di Sacco (Padova) che, secondo le forze dell’ordine, ha innescato l’incidente

sulla via dei Vivai a Padova correndo a velocità folle su una Bmw serie Uno. L’auto guidata da Caldaras ha centrato frontalmente la vettura di Ennio Biasin, 48 anni, con a bordo la moglie e il figlio con la fidanzata. I due ragazzi, Alex Biasin di 18 anni e Elena Pecin di 19, sono morti all’istante. Gravi le condizioni del guidatore e della

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moglie ricoverati nei reparti di terapia intensiva di Padova e Piove di Sacco. L’auto, con alla guida Caldaras, era stata segnalata dagli automobilisti per la guida pericolosa – come riferiscono i quotidiani locali – e una “gazzella” dei carabinieri ha tentato di raggiungere la potente Bmw che zigzagava a velocità folle ma non è giunta in tempo per evitare l’incidente.

Funzionario Nato: «Bin Laden è in Pakistan» osama Bin laden e il suo vice Ayman alZawahiri vivono l'uno a poca distanza dall'altro in case che si trovano nel nordovest del Pakistan. lo ha detto un anonimo alto funzionario della Nato, citato dalla Cnn. "Nessuno degli uomini di Al Qaida vive in una grotta", ha affermato la fonte, spiegando che Bin laden vive in una situazione di comfort relativo, protetto dai locali e da alcuni membri dei servizi di intelligence pachistani. il Pakistan ha più volte smentito ogni sua protezione ai vertici della rete terroristica. Secondo il funzionario Nato la regione dove si ritiene viva Bin laden è cambiata negli ultimi anni dalla zona montuosa di Chitral, alla valle di Kurram, accanto alla regione afghana di Tora Bora.


il FattO

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Accanimento dei talk show per fare audience (non informazione)

Quando finirà lo scempio televisivo su Avetrana? dI

ennIo SIMeone

Persino il ruspante Salvo Sottile, con “Quarto grado” su Rete4, può vantare un record di audience. Come Vespa con “Porta a porta”, Vinci con “Matrix”, Sposini con “La vita in diretta”, Barbara Durso con “Pomeriggio sul 5”, Giletti con “L’arena” (ci dispiace se ce ne scordiamo qualcuno): tutti nella scia di “Chi l’ha visto” a “succhiare la ruota” come si diceva una volta in gergo ciclistico. Pensavamo che lo scempio televisivo compiuto sulla tragedia di Cogne non potesse più ripetersi. E invece come iene si sono lanciati sulla preda, su quella disgraziata famiglia di Avetrana. Impietosamente, senza pudore, scavando con avidità, con accanimento, con cattiveria. Chiamando a raccolta o raccattando, per farsi dare una mano, insieme con qualche personaggio che ne aveva titolo professionale, tutto il peggio di quella variopinta compagnia di giro, fatta di pseudo opinionisti, pseudo criminoligi, pseudo sociologi, peseudo maitre à penser ma autentici esibizionisti, personaggi in cerca di video, che ormai imperversano nei vari talk show, saltellando da uno studio televisivo all’altro, davanti a un pubblico a cachet incaricato di far scattare di tanto in tanto l’applauso come in uno spettacolo, come in una

una tele-rissa di Maria de Filippi. E’ inammissibile, è intollerabile e disgustoso che si dia la possibilità ad improvvisati indagatori e interpreti della psiche umana – usi a fare i guitti da telecamera, gli urlatori da studio o da stadio, le vallette della comunicazione - di sfornare interpretazioni dei sentimenti più riposti, più intimi, più delicati, e di formulare congetture accusatorie o assolutorie, su povera gente che sta vivendo da due mesi una tragedia e sui miseri resti di una ragazzina barbaramente assassinata. E tutto questo in nome dell’audience. Ieri a “Tvtalk”, un programma ben fatto e ben condotto di analisi della tv sulla tv in onda su Rai3, è emerso un dato: nell’ultima settimana sono state oltre sessanta le ore dedicate dai talk show alla vicenda di Avetrana, quasi 10 ore al giorno, durante le quali

sono state ripetute fino alla nausea quelle squallide banalità, miste alle martellanti riproposizioni delle immagini e delle interviste della cugina di Sarah Scazzi e di suo padre e di alcuni loro congiunti. Banalità di gente che, con una conoscenza solo approssimativa delle cose e dei dati di fatto, senza mai aver visto quei luoghi e quelle persone, senza avere alcun titolo credibile, si sostituisce disinvoltamente agli investigatori, ai magistrati, alla polizia, ai carabinieri e indossa la toga del giudice, del pubblico ministero, dell’avvocato di parte,

davanti a un pubblico televisivo fatto anche di persone sensibili e di bambini. E’ avvenuto persino che qualche ufficiale dei carabinieri impegnato nell’inchiesta si sia prestato ad una inopportuna apparizione televisiva. C’è da chiedersi: ma se, invece che a una famiglia che vive di lavoro dei campi in un paesino del Sud, ciò che è successo ad Avetrana fosse accaduto a una famiglia della borghesia di una città del nord o del centro Italia, sarebbe stata montata una macchina mediatica di quelle proporzioni e con quella invadente e devastante aggressività? E soprattutto: sarebbe stata consentita? Se la risposta è no, bisogna che qualcuno – chi ne ha l’obbligo e la facoltà - faccia smettere questo scempio dell’informazione che informazione non è, per lasciare in pace – senza influenzarli, come si vantava scelleratamente una delle officianti dei riti televisivi di questi giorni, Barbara Palombelli – gli organi inquirenti e coloro che si stanno attenendo al compito e al dovere di fare sull’argomento vera e autentica informazione. Come peraltro aveva fatto abbastanza (non del tutto) correttamente “Chi l’ha visto” e come stanno facendo quasi tutti i giornali e i telegiornali.


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il FattO Sproporzione degli spazi tv

Montecarlo sì e Antigua no? Impossibile dI Difficile sottrarsi ad un sentimento di profondo disagio mentre la tv rappresenta le immagini e i volti dei protagonisti della tragedia di Avetrana. Bisognerebbe saper dire basta al compiacimento di questo orrore che da settimane ormai ci perseguita implacabile. Siamo giunti al punto che Avetrana è diventata meta turistica per gite di fine settimana, con telefoni e piccole telecamere usate un po’ da tutti per scattare foto di gruppo di fronte alla casa di Sara e alla porta di ferro del garage dello zio assassino. Nessuno può ignorare rilievo enorme che la tragedia ha assunto e l’enorme coinvolgimento dell’opinione pubblica, la commozione e lo sdegno che ne sono seguite. Tutto questo era inevitabile e sarebbe sorprendente che non fosse accaduto. Inaccettabile invece restano lo spazio smisurato, l’ossessione insistita, i compiacimenti morbosi che costellano le trasmissioni di tutte le reti e dei telegiornali con la complicità degli stessi protagonisti, incapaci di rispettare fino in fondo- loro per primi- l’inviolabilità della sfera più intima, la dignità irrinunciabile della propria esistenza. È come se tutti avessero perso la testa in un impassimento generale, senza capacità di controllo. Forse ci vorrebbero delle regole, non semplici da adottare, riconosciamolo. Ma servirebbero soprattutto senso di responsabilità e della misura, non scaricare tutto in faccia ai telespettatori quasi si trat-

nuCCIo FAvA

tasse- non mi viene purtroppo altra immagine- di una montagna di immondizia raccolta nei cassonetti. Immagine forte, sicuramente, ma che vuole chiamare in causa la responsabilità diretta di chi i programmi li produce e li conduce, di chi ha in ultima analisi la responsabilità di approvarli e di controllarli. Si è fatto tanto rumore per il programma della Gabanelli che ha avuto il grande merito di non cedere alle pressioni e alle intimidazioni dell’avvocato Ghedini e di assumersi la responsabilità di mostrare il

consistente patrimonio immobiliare di Berlusconi nell’isola di Antigua, chiacchierato paradiso fiscale. Tante le “opacità”- così le ha chiamate la Gabanelli - a cui il Presidente del Consiglio non ha dato risposta. E si tratta di una operazione immobiliare imponente, nemmeno lontanamente paragonabile alle beghe di AN a Montecarlo, che tanto rumore e polemica ha suscitato. La Gabanelli dimostra che un giornalismo serio e di grande responsabilità è possibile, e che la tv può servire a conoscere più a fondo

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Il servizio di “Report” sulla operazione immobiliare del Cavaliere nei Caraibi provoca reazioni nel Pdl. Meglio isiste su Sarah Scazzi...

e far maturare criticamente le coscienze. Serve come si vede assunzione di responsabilità, con sé e di fronte agli altri. L’ha fatto con determinazione l’arbitro di Cagliari - Inter Paolo Tagliavento che ha sospeso la partita dopo i cori razzisti contro Eto’o, fortunatamente durati - grazie proprio all’intervento dell’arbitro appena due minuti di buu all’indirizzo del campione del Camerun. Resta comunque la vergogna per un episodio di razzismo, fortunatamente ormai raro, ma che fa comprendere l’utilità di avere regole chiare e la capacità di farle prontamente rispettare. lE FoTo (dal’alto): Milena gabanelli, il complesso edilizio di Antigua, l’avvocato ghedini.


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Verità e ignoranze storiche

I patrioti diventano nervosi se si parla dell’unità d’Italia dI

ulderICo nISTICò

Mi trovo l’altro dì nella città di C., relatore assieme al prof. C., un amico e persona degnissima, docente all’Università. Egli ha pronunziato alate parole in lode del Risorgimento. Io, che, per passare il tempo, mi impiccio un poco di storia umana in genere, ho detto, riassumendo: 1. L’unità d’Italia prima o poi si doveva fare per ragioni internazionali e interne; 2. Nel 1861 è venuta su come è venuta, quasi per caso. 3. Il Sud non era un idillio di ricchezza e pace, però, in proporzione al 1860 quando cadde, stava molto, ma molto meglio di come, in proporzione al 2010, sta ora, in cui la mia Calabria è l’ultima d’Europa! 4. I Borbone hanno perso perché, a differenza dei Savoia che fucilavano e impiccavano e bombardavano città non solo nostre ma anche loro come Genova, stavano a pensarsela da buoni meridionali; 5. L’immagine che la stampa liberale filopiemontese dava dei Borbone era pilotata come quando gli Americani parlavano bene di Saddam nemico dell’Iran e poi gli stessi giornali lo dipinsero demonio in terra; 6. A 150 anni, sarebbe il caso di studiare la storia con un poco di distacco e senza retorica; 7. E comunque a me Garibaldi sta simpatico: avventuriero, donnaiolo, arruffone, matto, era veramente un arcitaliano! Aveste visto come si è innervosito il dotto C.! Credo che se avessi parlato bene dei Borbone e ripetuto la storia della prima ferrovia e della prima astronave borbonica

eccetera, se la sarebbe presa a ridere. Ma che io gli abbia trattato con sufficienza i suoi eroi dell’infanzia, glieli abbia rimpiccioliti, questo non lo poteva sopportare. Eh, gli storici accademici! Ecco, di questo passo il centocinquantesimo del 1861 passerà invano e non diventerà occasione per qualche seria e meditata riflessione sulla storia patria, e, per essa, sul presente del Meridione. Già è saltato il giocattolo del Comitatone nazionale, quando i comitanti hanno saputo che non c’era molta trippa per gatti, ovvero soldi! Magari ci sarà qualche cerimonia qua e là, qualche convegno ufficiale... ma plumas y palabras el viento las lleva. Un vero peccato. Dall’altra parte, quella borbonica, il quadro è poco consolante. Negli ultimi trent’anni, e negli ultimissimi più ancora, si sono formati tanti di quei gruppi filoborbonici che l’elenco occuperebbe più d’una pagina. Tutti a ripetere la solita sinfonia dei primati, oppure il piagnisteo del Regno pacifico assalito senza dichiarazione di guerra; e tutti a sostenere in riunione – al bar, un solo tavolino! – di essere più borbonici dell’odiatissimo gruppo seduto all’altro tavolo! Poi arriva l’ultimo sconosciuto, scopiazza qua e là, e vende alla faccia nostra migliaia di copie. Insomma, per dirla con il più meridionale di tutti i poeti classici, Orazio, il tutto è finito in pesce. I patrioti si innervosiscono, i reazionari non reagiscono; soldi non ce ne sono, e perciò i dotti a pagamento non lavorano gratis; e gli Italiani, secondo

Ferdinando Iv di Borbone In alto: la reggia di Caserta me, e soprattutto gli studenti, ignorano e continuano ad ignorare non se Ferdinando di Borbone o Vittorio Emanuele o Mazzini fossero dei santi o dei reprobi, ma chi siano stati mai questi signori. Beh, esagero: Ferdinando, meglio se in forma Fernando, potrebbe essere scambiato per un calciatore argentino; e Vittorio è il quadrisnonno di Emanuele Filiberto. Mazzini, chi era costui?

Ma il Sud non è quello che vediamo nel film dI PrIMo MASTrAnTonI Sollecitato dagli amici sono andato a vedere il film "Benvenuti al Sud", remake del francese "Giù al Nord". Uscito dalla sala mi sono chiesto se il buonismo non avesse fatto il suo tempo. Evidentemente no, si è solo trasferito dalla "politica" al cinema. Molte scene fanno ridere e sorridere ma non è quella la rappresentazione del Sud che conosco. So di un Sud che spende 32 miliardi di euro del contribuente per il terremoto dell'Irpinia e che ne ha "assorbiti" 140 con la Cassa per il Mezzogiorno e l'Agensud senza far decollare l'economia meridionale, che incendia 180 compattatori di rifiuti nel napoletano, che è devastato da mafia, camorra, ‘ndrangheta e Sacra corona unita, che ha un tesoro a portata di mano (arte, gastronomia, clima, natura, ecc.) che lascia andare in malora. Senza speranza? Non so, ma è questo il Sud che conosco e i fuochi di artificio di "Benvenuti al Sud" non mi hanno confuso la vista.

Il sogno di un giovane padre Sono trentenne e vorrei raccontare questo sogno: il sogno inizia di mattina, sono nella mia casa d'infanzia con la mia attuale compagna, c'è mia madre sulla porta che non vuole uscire di camera e lasciarci soli, mi scontro con mia madre, accanto a lei appaiono tutti i parenti con aria di disappunto. Salto nel tempo. La mattina sta terminando e mi trovo in un negozio con la mia ex moglie, ma nel sogno siamo ancora sposati, ci sono i suoi parenti, io devo fare una ricarica al cellulare ma c'è coda, facciamo tardi per il pranzo di famiglia e la colpa ricadrà su di me; provo disagio. Arriviamo a casa, una casa che non conosco, ambiente misero, pareti vuote e moquette rossa usata, c'è dentro gente che non conosco, sembra un porto di mare, poi entra una ladra zingara che mia moglie odiava ma con la quale ora ride e scherza; mi sento a disagio, mi alzo dal divano e vado in corridoio, mentre sono accanto all'appendi abiti sento che mia moglie racconta: "Sì, siamo felici, abbiamo un rapporto paritario e siamo indipendenti"... Mi volto e allo specchio dell'appendi abiti vedo la mia schiena piena di tagli, cicatrici, ferite aperte sulla pelle, mi vergogno. Il sogno finisce qui. Mi sono svegliato infastidito. Ho capito bene che cosa ho sognato, il mio futuro avrebbe potuto essere quello, sono contento di averne scelto uno diverso ed invito tutti gli uomini a scegliersi il proprio con intelligenza, un futuro dove libertà e felicità siano autentici. Un giovane padre


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Una richiesta del Mpa

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La migLiOre deL giOrnO

Scorporare la rete ferroviaria dal gruppo FS dI

AurelIo MISITI*

Trenitalia fa bene a preoccuparsi dei competitori tedeschi e, perché no, anche di Montezemolo, ma ai cittadini serve la concorrenza che migliori la qualità del servizio al prezzo più basso. In una interrogazione urgente al governo sulle carenze del servizio ferroviario italiano abbiamo chiesto, come Movimento per le Autonomie, di scorporare la rete ferroviaria dal gruppo FS, al fine di favorire gli utenti in un quadro di reciprocità con gli altri paesi europei, sotto la diretta sorveglianza della Autorità per la concorrenza.

L’Italia purtroppo ha il primato europeo della mobilità su gomma, che comporta ogni anno circa 5.000 morti sulle strade e decine di migliaia di feriti, un elevatissimo inquinamento atmosferico e una spesa insopportabile per i bilanci familiari. Per il bene dell’Italia pertanto è imperativo categorico dotare nel prossimo decennio l’intero territorio nazionale di moderne infrastrutture ferroviarie competitive in un sistema italiano ed europeo liberalizzato. * portavoce del Movimento per le Autonomie

La Russa vieta di ricoprire cariche nel Partito Sicurezza e Difesa

indossa una divisa, ma i generali di La Russa non vogliono sentir ragioni ed hanno perseguitato i sottoposti che ricoprono cariche all'interno del PSD, nonostante la loro documentata - piena consapevolezza di agire in violazione dei principi costituzional. Per la verità, inizialmente, qualche generale che ha provato ad obbiettare ai vertici militari la liceità e la legalità dell'operato dei propri sottoposti, ma l'ordine impartito dal gabinetto del ministro è stato perentorio: il PSD va fermato. Ed i generali hanno obbedito. E' questo sostanzialmente il senso di una oscura circolare della Difesa nella quale, con un fumoso giro di parole viene disposto che «l’iscrizione in argomento, ancorché – in sé – non vietata, è da intendersi assorbita dal divieto di esercizio di attività politica» ripresa recentemente da un alto ufficiale dei carabinieri in

Tredici segreterie regionali, otto dipartimenti, migliaia di iscritti, questi sono i "numeri" di una ambziosa formazione politica nata circa un anno fa, il "Partito Sicurezza e Difesa - PSD", che ha riscosso immediatamente un largo consenso non solo nel mondo delle stellette, ma anche tra i comuni cittadini. Però tutto ciò per le gerarchie militari è come fumo negli occhi. La reazione delle gerarchie militari è cominciata con l’invito ad alcuni dirigenti regionali del PSD a recedere dalla loro carica. La legge consente la partecipazione alla vita politica del Paese anche a chi

Marassi sul “Mattino” servizio presso l'Ufficio Legislazione del Comando Generale di Roma il quale ordina sostanzialmente, inserendo alcune infondate quanto fantasiose argomentazioni giuridiche, di dare inizio alla "persecuzione" disciplinare. Ovviamente, non esiste nessun divieto all'esercizio di attività politica per i militari ai quali, liberi dal servizio ed in abiti civili, la Costituzione e le leggi consentono chiaramente di partecipare alla vita politica del Paese. Un giovane carabiniere, dallo stato di servizio esamplare, è stato punito con 5 giorni di consegna "di rigore" (la più grave delle sanzioni disciplinari che comporta una limitazione della libertà personale dell’incolpato, dovendo egli scontare la medesima presso i locali del proprio Reparto) per mano di un obbedientissimo generale mentre analoghe repressioni disciplinari vengono attuate un po' dovunque. E' scattata, quindi, la reazione dei vertici politici del PSD che hanno presentato una dettagliata denuncia alla magistratura ordinaria e militare, allegando una quantità di prove documentali davvero poderosa per il reato di «Attentato contro i diritti politici del cittadino», previ-

sto dall'art. 294 del codice penale che prevede pene da uno a cinque anni per «chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà». La vicenda in questione è finita in Parlamento dove l'onorevole Di Stanislao (IDV) ha chiesto al ministro La Russa di adottare dei provvedimenti disciplinari e la rimozione dall'incarico nei confronti del primo generale che ha tradotto in ordine concreto la disposizione illegittima del Gabinetto della Difesa, a causa delle "gravissime affermazioni contenute nella sua missiva che, a parere dell'interrogante, mal si conciliano con il giuramento prestato che prevede di osservare «la Costituzione e le leggi»". Il ministro, nonostante siano passati quasi tre mesi dalla data dell'interrogazione, non ha mai risposto. Partito Sicurezza e Difesa


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Parte da lontano lo sciopero generale proposto dalla Cgil Non può proprio farne a meno. E’ più forte di lui prendere di petto la Cgil. Il ministro del Lavoro non si smentisce e dopo una serie di sciocchezze, per non dire di peggio, dette sulla manifestazione di sabato, passa alle offese nei confronti di Gugliemo Epifani il segretario generale della Confederazione di Coso d’Italia e di Susanna Camusso che all’inizio del prossimo mese penderà il suo posto per scadenza di mandato come prevede lo statuto confederale. “ Voglio sperare- afferma Maurizio Sacconi- che il nuovo segretario della Cgil cerchi il dialogo e la mediazione con Cisl e Uil. Dobbiamo confidare che questo avvenga con il cambio della guardia in Cgil, con l’arrivo di Susanna Camusso” Per il ministro sarebbe Epifani che ha mandato a carte quarantotto il rapporto con le altre due Confederazioni, un duro, un pericoloso bolscevico, schiavo di quei bolscevichi, comunisti che sono i metalmeccanici della Fiom. Susanna Camusso, che viene dai metalmeccanici. Già che c’è il ministro precetta la Camusso e le ordina:dialogo e mediazione. Già ma su cosa, quali gli argomenti sui quali riaprire il dialogo e quale il punto di mediazione? Nel dopo manifestazione ne abbiamo sentite di tutti i colori, non solo, come prevedibile, da parte della destra, del governo

Sacconi offende Epifani e precetta la Camusso dI

AleSSAndro CArdullI

i “maestrini” che danno lezione al sindacato Anche nel centro sinistra e nei novelli “ centrini,si sono fatte vivi “maestrini”, ci scusino quelli veri,salgono in cattedra e fanno la lezioncina a Epifani e Landini , li hanno rimbrottati.. Certo, hanno detto , c’era un piazza ribollente, forse non potevano far a meno di pronunciare le parole sciopero generale che dei ben pensanti tremare i polsi fa. E giù commenti, editoriali, interviste,. pensateci bene, a che serve, se è la sola Cgil a proclamarlo divide ancor più i

sindacati. Insomma meglio di no.Non fatene di niente. E’ vero che i media sono molto avari di notizie del mondo del lavoro, dei sindacati, della Cgil in particolare, ma ignorare che le parole sciopero generale non sono frutto dell’entusiasmo di un momento non è un bel vedere per politologi, esponenti di primo piano di partiti, editorialisti e commentatori che vanno per la maggiore. C’è il dovere elementare di conoscere ciò di

cui si parla.

A settembre la |Cgil decide la mobilitazione Allora vediamo: il 16-17 settembre si riunisce il Direttivo della Cgil. A conclusione viene approvato un documento a grande maggioranza in cui si delineano le rivendicazioni, le proposte del sindacato per rispondere alla crisi con una politica che punti

alla crescita. Il documento , una complessa e articolata piattaforma con la quale ci si rivolge al governo e alle forze politiche poggia su tre gambe, “il piano per il lavoro, interventi urgenti sugli ammortizzatori sociali,politiche industriali che determinino gli obiettivi dello sviluppo e le politiche di sostegno alla ricerca e di finalizzazione delle infrastrutture”. Per ogni punto un elenco di concrete rivendicazioni a partire dal fisco. Sulla piattaforma si aprirà un largo dibattito, con assemblee,incontri con associazioni, movimenti, con le forze politiche e si decide una prima mobilitazione per il 29 settembre in occasione della giornata di lotta proclamata dai sindacati europei, la partecipazione alla manifestazione organizzata dalla Fiom per il 16 ottobre una manifestazione nazionale,a sostegno della piattaforma per il 27 novembre. E’ scritto nel documento del Direttivo: Per rimettere al centro il Lavoro, i suoi Diritti e la Contrattazione, per garantire Sviluppo, Equità e Giustizia Sociale, per uscire dalla Crisi e rilanciare la politica economica e sociale del Paese, la CGIL promuove una grande Mobilitazione Nazionale per cambiare la politica del Governo e dare risposte alle lavoratrici, ai lavoratori, ai pensionati, a i giovani.” E poi, per non lasciar dubbi ad alcuno, il documento afferma: “Avanzate le nostre proposte, allargato il fronte sociale di condivisione, misurate le risposte, la CGIL deciderà, dopo il 27/11 la prosecuzione della mobilitazione ed il sostegno alla Piattaforma anche attraverso il ricorso allo Sciopero Generale.” Chi si cimenta nell’attacco alla Cgil e alla Fiom, chi dà consigli interessati, potrebbe più utilmente esercitarsi nell’esaminare la piattaforma e su questa , sulle proposte per la crescita, esprimersi, pronunciarsi Rintracciare il documento della Cgil è facile. Noi vogliamo facilitare chi è pigro e ne pubblicheremo ampi stralci. In fondo il compito dell’informazione è uno solo:produrre conoscenza. Anche per gli sprovveduti.


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Un mercoledì di confronti difficili

Esame d’inglese in Coppa per Inter e Napoli Ma il Milan deve vedersela con il Real Madrid di Mourinho. Intanto in campionato il pragmatismo di Reja consolida la Lazio dI

GIuSePPe MArICondA

Il sogno del Napoli è durato mezz'ora, quello della Lazio continua. Dalla rete di Cavani al pareggio di Gomez, lo spazio di tempo in cui gli uomini di Mazzarri hanno condiviso il primo posto in classifica con le milanesi; poi ci hanno pensato Hernanes e Floccari a mettere tutti d'accordo. Reja ed i suoi restano in testa. E i laziali hanno superato un esame piuttosto difficile, come si è visto per tutto il primo tempo. Al san Nicola di Bari si sono trovati di fronte i due allenatori più maturi del nostro campionato; alla fine ha prevalso il più esperto. Le due squadre hanno interpretato per lunghi tratti la loro filosofia di gioco: possesso del pallone e improvvisi tagli per smarcare un uomo. Ed è proprio capitato che in un attimo di distrazione della difesa barese il tornante laziale si è trovato davanti il solo Gillet ed è stato abbastanza agevole agguantare il vantaggio. Il resto non ha avuto più storia specie dopo l'altro solitario arrivo di Floccari negli undici metri decisivi. E' una Lazio che gioca, forse non diverte moltissimo, ma vince e questo per i suoi tifosi conta. Una Lazio d'altri tempi, quelli vincenti, direbbe Vincenzo D'Amico, vecchia gloria bianco celeste, che non esclude per la squadra una permanenza ai vertici ed uno scenario europeo.

Scenario che sembra a portata di mano anche per i napoletani. Al di là di Inter, Milan, Juventus che appare in ripresa (...le solite), Lazio (che sostituisce al momento l'altra romana...) e Napoli sembrano destinate a disputarsi un posto nella Champion's. Le “solite” possono contare su organici collaudati – nel Milan prende spazio e consistenza anche Robinhotre oltre ai vari Ibrahimovic, Ronaldinho, Pirlo e così via- parlare di quello dell'Inter diventa superfluo dopo la “collezione”vivente ... Panini dei migliori calciatori messa a punto dal presidente Moratti, resta la Juventus. Appannata in partenza ora sembra aver appreso la lezione di Del Neri (foto in alto): che è riuscito a recuperare (almeno così pare ...) perfino Felipe Melo oltre ad aver trovato un ottimo Krasic. Manca ancora molto per aspirare al titolo, ma un posto al tavolo europeo sembra possibile. Manca la quarta, tutto più semplice allora? Chissà. Certo al momento la Lazio è prima ed il Napoli, secondo a pari... merito, poi viene la Juventus e quelle che rincorrono. Come si fa ad escludere il Palermo di Pastore in campo e Rossi in panchina, o la Sampdoria, che può contare sempre sui due attaccanti italiani più pericolosi? Cassano ha spinto la Fiorentina nei vecchi e cupi tempi di Cecchi Gori. Un

incubo. Al vaglio decisioni drastiche per un rapido risveglio... Come quello imposto dal senese Bernardo Corradi all'Udinese: entra in campo, segna e porta via Guidolin e la squadra dall'ingiusto ultimo posto della classifica. Il cammino del campionato è ancora lungo; c'è tempo e spazio per sognare o per essere delusi. I conti -come si dice- si faranno poi alla fine ed alla fine anche gli errori arbitrali saranno bilanciati. D'altra parte anche in questa tornata ci sono state sviste e lamentele. Ma la classifica è quella che è ed ora si apre lo scenario europeo. La Roma (ricordate la Roma da Champion's dello scorso anno?) ospiterà il Basilea: i giallorossi non trascorreranno una notte insonne pensando agli svizzeri. Assai più complicata la vita per il Milan. Al Bernabeu di Madrid non ci sarà solo il Real, ma Mourinho, per il quale i colori rosso - neri evocano ricordi recenti... Mercoledì saranno in campo i campioni d'Italia contro il Tottenham, che Benitez conosce bene. Anche qui non ci dovrebbero essere grandi difficoltà per la compagine guidata da capitan Zanetti, un appassionato della musica inglese, tanto da essersi assicurato ad un'asta argentina il basso di Paul Mc Cartney per 35.000 euro. Un modo per suonare all'inglese? Esame d'inglese anche per il

Napoli e per Napoli. Al San Paolo arriverà il Liverpool, una grande ormai decaduta: ultima in Premier League, in crisi finanziaria, al centro di una disputa legale per l'acquisizione del pacchetto azionario della società. Un momento negativo anche sotto il profilo del gioco, ma Roy Hodgson, che ha guidato il Fulham ad un traguardo inaspettato ( la finale contro l'Atletico di Madrid) e l'inno dei reds “ You’ll Never Walk Alone (Non camminerete mai soli)”, sono due spie che dovrebbero mettere in allarme non solo la squadra ma anche i responsabili dell'ordine pubblico cittadino. Sono in arrivo schiere di hooligans. E le cose, in campo, sembrano già prendere una brutta piega. E’ bastato un gruppo di ragazzini per mettere ko i sistemi di sicurezza dello stadio san Paolo. In quattro o cinque domenica sera sono riusciti ad arrivare sul terreno di gioco per provare le emozioni dei calciatori veri, quelli che ammirano dagli spalti, ma poi hanno danneggiato parte delle strutture (porte e panchine) ma non mettendo in forse la disputa dell'incontro. Un quattordicenne ha raccontato l’”avventura” Infine per Juventus e Sampdoria confronti con Salisburgo e Cska di Mosca. Per gli uomini di Del Neri trasferta in Austria, nel tempio della musica classica, per i palermitani confronto con i moscoviti alla Favorita e da...favoriti.


ribalte

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Stasera al Sistina di Roma

Un Jesus Christ superstar con l’esordio di Max Gazzè

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CrISTInA ArCHIlleTTI

A 15 anni dalla prima rappresentazione italiana e al suo 40°anniversario, il musical “Jesus Christ Superstar” diretto da Massimo Romeo Piparo torna al Teatro Sistina di Roma da stasera a domenica 14 novembre 2010 con un allestimento di grandissimo livello artistico, l’orchestra dal vivo e 25 elementi sul palco. Lo spettacolo, prodotto dalla

Planet Musical nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, sarà in scena in inglese con un cast d’eccezione: Mario Venuti nel ruolo di Pilato, Simona Bencini (indimenticabile voce dei Dirotta su Cuba)in quello della Maddalena, Matteo Becucci, (vincitore di X Factor 2) nella parte di Giuda, Paride Acacia in quella Gesù e, per la

prima volta in assoluto a teatro, Max Gazzè sarà Erode. Tra i protagonisti spiccano anche affermati talenti del musical italiano come Massimiliano Giusto (Hannas), Cristian Ruiz (Simone), Ciccio Regina (Caifa). Le coreografie sono firmate da Roberto Croce, la direzione musicale da Emanuele Friello, le scenografie da Giancarlo Muselli e i costumi da Santina Ferro.

Bennato presenta “Brigante se more” Oggi alle 18,30 nell’ambito della rassegna Libri&Spritz, promossa dalla rivista di novità editoriali “Leggere:tutti” e da Convoglia Viaggio di Sapori - innovativo ristorante presso la Stazione Termini di Roma – avrà luogo la prima presentazione romana del libro di Eugenio Bennato “Brigante se more”. L’incontro, coordinato dal giornalista Gaetano Menna, vedrà la partecipazione dell’artista in

veste di autore, saggista e cantautore (l’ingresso da’ diritto a uno sconto di 5 euro sull’acquisto del libro). L’opera edita dalla Coniglio Editore e presente in tutte le librerie italiane dal 7 ottobre, è un viaggio di approfondimento nel Sud, a partire dalla narrazione evolutiva della ballata più celebre di Bennato, divenuta un vero e proprio inno per migliaia di giovani legati al mondo della musica folk e popolare,

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Dopo la tappa romana, Jesus Christ Superstar arriverà al Teatro Smeraldo di Milano dal 16 al 28 novembre. Già fissate anche le altre date di Bari, Jesi, Rimini, Lugano, Assisi, Torino, Bergamo, Bologna, Genova, Brescia, Aosta, Ascoli, Padova, Brindisi, Firenze, Messina, Cosenza, Catania e Catanzaro. Nessun’altra produzione italiana in lingua originale vanta tanti record e per Massimo Romeo Piparo e la Planet Musical sono numeri davvero da capogiro: tre diverse edizioni, 11 anni consecutivi in cartellone nei Teatri nazionali dal 1995 al 2006, oltre 1.000.000 di spettatori, più di 100 artisti che si sono alternati nel cast, 19 regioni e più di 1.000 rappresentazioni in 84 città italiane. Questa versione, che narra l’ultima settimana di Cristo in chiave rock, è stata l’unica al mondo ad avere ottenuto un riconoscimento ufficiale dalla Santa Sede in Giubileo del occasione dell’Anno 2000 quando, ad interpretare il ruolo di Giuda nella versione italiana di Piparo, c’era Carl Anderson, il leggendario protagonista del celebre film di Norman Jewison del 1973. E proprio in ricordo di questo straordinario artista - a 5 anni dalla sua prematura scomparsa - sarà presentato nei teatri che ospitano lo spettacolo “So Long Judas”, un docu-film ricco di brani inediti, immagini e interviste esclusive.


To n Me e Pl P Su

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CINEguida

Film in programmazione Adele e l’enigma del Faraone

regia: luc Besson con louise Bourgoin, Mathieu Amalric, Gilles lellouche, Jean-Paul rouve 1912. Adèle Blanc-Sec, giovane e intrepida giornalista, è pronta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, compreso sbarcare in Egitto e ritrovarsi alle prese con mummie di tuti i generi. Nello stesso momento a Parigi, scoppia il panico! Un uovo di pterodattilo vecchio di 136 milioni di anni si è appena schiuso su di uno scaffale del Giardino delle Piante, e l'uccello che ne è uscito sta semindando il panico nei cieli della capitale francese... .

Ad occhi chiusi documentario sul Tango l progetto si propone di esplorare, attraverso una dettagliata documentazione ed analisi, i risvolti sociali, psicologici ed esistenziali che il ballo del tango ha nella nostra società, ponendo l'accento sull'esperienza dei diretti protagonisti grazie alle storie e alle testimonianze dei tangueri e delle tanguere, di chi cioè vive questo ballo come una componente essenziale della propria vita, a cui si affiancheranno le analisi di importanti studiosi della contemporaneità (antropologi, psicologi, sociologi..),Seguiremo così Rossana, giovane artista italiana che grazie al tango riscatta la sua femminilità, subendo una reale metamorfosi dello spirito. Incontreremo Nicola, Pietro e Simonetta, che a passi di

tango riescono a tenere lontane le loro malattie fisiche e dell'anima. L'intreccio narrativo sarà costellato e impreziosito da voci evolti di numerosi protagonisti: conosceremo i più importanti ballerini argentini in circolazione (Sebastian Arce Mariana Montes Cicho Fruomboli etc...), maestri di tango, studiosi e ricercatori.

(l')Amore buio regia: Antonio Capuano con Irene de Angelis, Gabriele Agrio, luisa ranieri, Corso Salani, valeria Golino, Anna Ammirati, Fabrizio Gifuni Alla fine di una domenica di sole, mare, tuffi e pizza, quattro ragazzini, approfittano di Irene, anche lei adolescente. Uno di loro, Ciro 16 anni, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Vengono condannati a due anni di reclusione. Quei due mondi, così opposti e diversi, finiranno coll’attrarsi, incontrarsi, fondersi. Irene e Ciro, da lontano (l’uno dal carcere di Nisida, e l’altra dalla casa meravigliosa dove vive con la famiglia in una delle zone belle della città), quasi senza accorgersene, lentamente cominceranno un irresistibile avvicinamento.

Benvenuti al Sud regia: luca Miniero con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, valentina lodovini, nando Paone, Giacomo rizzo Remake della commedia francese, record di incassi, scritta, diretta ed interpretata da

Giacomo rizzo, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Alessandro Siani e valentina lodovini in una scena di “Benvenuti al Sud” Dany Boon (al quale il film riserva un piccolo omaggio con una fugace apparizione), "Bienvenue chez le ch'tis" (in Italia uscita con il titolo di "Giù al Nord"). Il film sceneggiato da Massimo Gaudioso (coautore di "Gomorra") e diretto dal regista di "Incantesimo napoletano" sembra funzionare. Divertente, a tratti esilarante, soprattutto nella prima parte, quella che descrive la calata verso il Meridione da parte del brianzolo funzionario (Bisio) delle Poste Italiane. Con una certa abilità e sapienza la pellicola gioca su luoghi comuni e stereotipi sociali tra Nord e Sud che in questi ultimi anni una certa politica (quella leghista) ha alimentato. Ben dosato,

molto attento a non valicare alcuni confini (forse il regista avrebbe potuto osare di più, visto il contesto), lontano dal trash dei vari cinepanettoni, il film mette in luce vizi e virtù degli italiani. Perplessità su un finale scontato e buonista. Buon cast di attori protagonisti che però appaiano meno credibili dei colleghi (di rango) con ruoli da caratterista.

Buried - Sepolto regia: rodrigo Cortés con ryan reynolds Paul (Ryan Reynolds) si ritrova rinchiuso in una cassa di legno a 3 metri sotto terra e

continua nelle pagine successive


Cineguida

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MInICrITICHe deI FIlM In ProGrAMMAZIone nelle SAle con in tasca un cellulare, una matita e un accendino. Grazie a questi 3 elementi, deve capire come è finito in quella cassa, per quale motivo e come fare a guidare i soccorritori fino a lui per poterlo liberare. Mentre i 90 minuti di aria a disposizione scorrono, mantenere la calma è sempre più difficile.

Cattivissimo me regia: Pierre Coffin, Chris renaud, Sergio Pablos In un ridente quartiere fuori città, circondato da steccati bianchi e cespugli di rose in fiore, si erge una casa nera, su un prato desolato. Ad insaputa del vicinato, dietro questa casa, c'è un grande rifugio segreto. Lì, in mezzo a un piccolo esercito di schiavi, scopriamo Gru (doppiato da Steve Carell), che sta progettando il più grande colpo della storia del mondo: rubare la luna! (si, proprio la luna!) Gru adora ogni genere di misfatti. Armato di un arsenale di razzi che restringono o congelano, e di veicoli in grado di combattere via terra e via aria, Gru travolge e conquista tutto ciò che trova sulla sua strada. Ma tutto questo cambia il giorno in cui si imbatte nella forte determinazione di tre ragazzine orfane, che vedono in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale papà.

Fratelli in erba regia: Tim Blake nelson con edward norton, Melanie lynskey, Susan Sarandon, Keri russell, Maggie Siff Quando Bill Kincaid riceve la notizia dell'assassinio del suo gemello Brady, morto in un affare di droga andato male, lascia il suo posto di professore di Filosofia Classica alla Brown University e torna al suo paese nativo, nel rurale Oklahoma. Al suo arrivo si rende conto che i racconti sulla morte di suo fratello sono "alquanto esagerati" e

presto si trova coinvolto in uno dei complotti di Brady.

Gorbaciof regia: Stefano Incerti con Toni Servillo, Mi Yang, Geppy Gleijeses, nello Mascia, Pacileo, detto Marino Gorbaciòf a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di a Napoli. Poggioreale Pacileo, schivo e silenzioso, ha una sola passione: il gioco d'azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al tavolo da gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere e li dà alla ragazza. Dal quel momento, tra partite sbagliate, riscossione di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non riuscirà più ad uscire.

Il ragazzo che abitava in fondo al mare regia: Mario Santocchio con daniele Ferrari, Tiziana de Giacomo, Cristina Cappelli, Gervasio Celentano Nell'autunno 2009 vengono spedite tre cassette presso l'abitazione della giovane giornalista Nicole T. Osservando le immagini, si accorge del grosso scoop che ne potrebbe trarre, si tratta di un videodiario degli ultimi giorni di vita di un ragazzo. La giornalista riesce a farsi produrre un documentario dalla redazione, che dirigerà lei stessa. Maiori e Amalfi sono le location dove si sviluppano le ricerche, cercando di ricostruire la dinamica delle azioni svolte dal ragazzo dalla identità sconosciuta. Il videodiario si concentra su una fanciulla che ogni pomeriggio si reca Sul porto, dove viene flmata a sua Insaputa. Sara proprio lei a recarsi presso l'hotel dove alloggia la troupe per raccontare i dettagli della storia tra i quali lo scambio di

lettere che avveniva tra i due sul porto, l'unico mezzo di comunicazione che avevano...

Inception regia: Christopher nolan con leonardo di Caprio, Marion Cotillard, ellen Page, Cillian Murphy, Michael Caine, Complesso, di difficile fruizione, tutto improntato sul continuo gioco tra realtà e finzione, conscio e subconscio, che neanche il finale riesce a svelare, Nolan mette in campo uno dei suoi film più ambiziosi. Un labirinto, non solo metaforico, dove lo spettatore rischia più volte di perdersi nel tentativo di capire cosa realmente stia accadendo. Sforzo del tutto inutile, probabilmente è sufficiente lasciarsi trasportare dagli eventi che si susseguono incalzanti, confusi e non porsi troppe domande. Forse la forza del film è proprio qui, nel non delineare completamente il contesto in cui opera? Oppure è semplicemente una trovata furbetta? Presto ne verrà tratto anche un videogioco. A metà tra "Matrix" e "Shutter Island" di Scorsese, le incursioni di Dom Cobb (un ottimo Leonardo Di Caprio) nei meandri della mente umana ha già conquistato mezzo mondo. Ne esce fuori una sorta di thriller dove però non c'è colpevole.Caprio) è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando di tratta della pericolosa arte dell'estrazione: ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità.

la pecora nera regia: Ascanio Celestini con Giorgio Tirabassi, luisa de Santis, Barbara valmorin, Maya Sans "Il manicomio è un condominio di santi. So' santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione

industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo". Così ci racconta Nicola i suoi trentacinque anni di "manicomio elettrico", e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli anni sessanta, "i favolosi anni sessanta", e il mondo che lui vede dentro l'istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là fuori – un mondo sempre più vorace, dove l'unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

la vendetta di Kid regia: Brad Peyton con Chris o'donnell, Jack Carlos McBrayer, Alazraqui, Paul rodriguez, Alec Baldwin Continua il racconto della battaglia tra cani e gatti per il controllo della Terra. Gli amici a quattro zampe saranno impegnati a fronteggiare il ritorno di Kitty Galore intenta a progettare la sua vendetta e la conquista del mondo.

l’estate d’inverno regia: davide Sibaldi con Fausto Cabra, Pia lanciotti E' notte fonda in una lussuosa camera di un motel di Copenaghen. Christian, un ragazzo diciannovenne, ha appena avuto un rapporto sessuale con Lulù, una prostituta di trentotto anni. Quando la donna si sta preparando per andarsene lui la ferma e le chiede di rimanere ancora un'ora con lui. Solo un'ora per parlare. Dopo qualche incertezza i due cominciano a raccontarsi e presto i loro demoni prendono una sembianza: disperazione e abbandono hanno mangiato le loro vite. La donna è in fuga da un passato segnato da violenza e


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MInICrITICHe deI FIlM In ProGrAMMAZIone nelle SAle distruzione mentre Christian è alla ricerca della madre. Due punti di vista a confronto...

Mangia prega ama regia:: ryan Murphy con Julia roberts, James Franco, Billy Crudup, Javier Bardem, richard Jenkins, viola davis, luca Argentero, Arlene Tur, Tuva novotny, Stephanie danielson, James Schram Liz Gilbert (Julia Roberts) ha tutto ciò che una donna moderna può sognare – un marito, una casa e una carriera di successo – ma come tante altre donne, è insoddisfatta, confusa ed è alla ricerca di cosa effettivamente desidera dalla vita. Appena divorziata, trovandosi ad un bivio, Liz decide di allontanarsi dal suo mondo rischiando tutto e, per dare un cambiamento radicale alla sua vita, intraprende un viaggio intorno al mondo, un percorso per ritrovare se stessa. Nel suo viaggio in Italia riscopre il piacere di mangiare; in India arricchisce la sua spiritualità e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore.

Mordimi reGIA: Jason Friedberg, Aaron Seltzer con Jenn Proske, Matt lanter, Chris riggi, Parodia della saga di Twilight, Mordimi èuna commedia sulla rabbia adolescenziale e i film romantici dei nostri tempi. Becca, un'adolescente ansiosa che non è una vampira, è incerta tra due ragazzi. Prima di poter scegliere, deve superare gli ostacoli creati dal padre ultraprotettivo, che la imbarazza trattandola come una bambina. Nel frattempo, anche gli amici di Becca vivono i loro problemi sentimentali. Tutti questi legami romantici arrivano a una conclusione esilarante durante il ballo scolastico.

niente paura regia: Piergiorgio Gay con luciano ligabue, musiche di luciano ligabue Niente paura è un film sull’identità nazionale nell'epoca delle "passioni spente", nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta - in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e "narratore per eccellenza" - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.

Sharm el Sheikhun’estate indimenticabile regia: ugo Fabrizio Giordani con enrico Brignano, Giorgio Panariello, laura Torrisi, Cecilia dazzi, Michela Quattrociocche, elena russo, Maurizio Casagrande, Walter Santillo, daniele la leggia, Fioretta Mari, ludovica Bizzaglia, Hassan Shapi, Sergio Muniz Titolo esplicativo per non lasciare spazio a dubbi, location spettacolare, uno degli hotel a cinque stelle più famosi della celebre meta turistica, un cast di attori capace di soddisfare qualsiasi palato, da Nord a Sud. La formula è quella del cinepanettone anche se costruito con un tocco di maggiore eleganza, a parte la scena alla Tinto Brass con un'inquadratura po' troppo insistente sul lato b di una prostituta russa che tenta di sedurre Brignano. Equivoci, malintesi, bugie, sentimenti ed una incursione sul sociale che non guasta mai, il film scorre via senza problemi. Sempre

esilaranti e riuscite le gag del comico romano (pochi attori italiani sono capaci di sfoderare i suoi tempi comici) che in coppia con Casagrande sembra funzionare. Panariello, per quanto si sforzi, non riesce proprio ad essere cattivo.

(La)Solitudine dei numeri primi regia: Saverio Costanzo con Alba rohrwacher, luca Marinelli, Martina Albano, Arianna nastro, Tommaso neri, vittorio lomartire, Aurora ruffino, Isabella rossellini, Maurizio donadoni, roberto Sbaratto, Giorgia Senesi, Filippo Timi 1984, 1991, 1998, 2007. Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei protagonisti fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Mattia e Alice, portano dentro e fuori di loro i segni del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad un isolamento inevitabile ma consapevole. L'idea del film nasce dal libro La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008.

Somewhere regia: Sofia Coppola con Stephen dorff, elle Fanning, Chris Pontius, Michelle Monaghan, laura ramsey, robert Schwartzman, Giorgia Surina Johnny vive a Hollywood nel leggendario hotel Chateau Marmont. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, Johnny vive

senza preoccupazioni. Fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo e ad affrontare la questione che tutti dobbiamo affrontare: quale percorso scegliere nella nostra vita?

Step-up 3 d reGIA: Jon Chu con Harry Shum Jr., Adam G. Sevani, Kylie Goldstein Luke è un ballerino di strada orfano, impegnato nel disperato tentativo di non essere sfrattato dalla sua unica casa: un vecchio magazzino decadente che è invece il paradiso di tanti ballerini di strada provenienti da tutto il mondo. Per farlo lui e la sua crew dovranno vincere la World Jam Competition dove i migliori ballerini di strada del mondo si ritrovano faccia a faccia per decretare chi sia il più forte. Sulla strada per la vittoria incontrerà Natalie, una ballerina fantastica ma decisamente misteriosa....

The American regia: Anton Corbijn con George Clooney, Bruce Altman, violante Placido, Thekla reuten, Paolo Bonacelli, Filippo Timi, Irina Björklund, Samuli vauramo, Björn Granath Solo ed unico tra gli assassini, Jack (interpretato da Clooney) è un esperto artigiano. Quando un lavoro in Svezia finisce in maniera più cruente di come se lo sarebbe aspettato, questo Americano all'estero promette al suo contatto Larry (Bruce Altman) che il suo prossimo incarico sarà il suo ultimo. Jack si ritira nella campagna italiana, dove si nasconde in un piccolo paesino sperduto e gode la lontananza dalla morte. Il suo


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MInICrITICHe deI FIlM In ProGrAMMAZIone nelle SAle sariamente diventare adulti.

compito, come assegnatoli da una donna belga, Mathilde, è nella costruzione di un'arma super letale. Sorprendendo se stesso, Jack si rivolge al prete locale Padre Benedetto e inizia una relazione amorosa con Clara. Nell'uscire dalla solitudine ed oscurità Jack però sta provocando la sorte.

20 sigarette

The Town regia: Ben Affleck con Ben Affleck, rebecca Hall, Chris Cooper La storia racconta di un rapinatore di banche, interpretato da Ben Affleck, che si invaghisce della cassiera di una banca (Rebecca Hall) che ha svaligiato, senza sapere che in realtà questa è anche l'esca che un agente dell'FBI ha gettato al ladro per catturarlo.

una scena del film “la solitudine dei numeri primi” tratto dal romanzo di Paolo Giordano

una sconfinata giovinezza regia: Pupi Avati con Fabrizio Bentivoglio, Francesca neri, Serena Grandi, Gianni Cavina, lino Capolicchio, Manuela Morabito, erika Blanc, vincenzo Crocitti Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senzaserie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L'unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l'ha al contrario rinsaldata. L'oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell'ambito professionale che familiare.

regia: Aureliano Amadei con Carolina Crescentini, vinicio Marchioni, Giorgio Colangeli, Massimo Popolizio, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, duccio Camerini, luciano virgilio, Alberto Basaluzzo, orsetta de rossi, edoardo Pesce Novembre 2003: Aureliano, 28enne, precario nel lavoro e negli affetti, riceve all'improvviso l'offerta di partire per lavorare come aiuto regista alla preparazione di un film che si svolge in Iraq, al seguito della "missione di pace" dei militari italiani, con il regista Stefano Rolla. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova protagonista della tragedia dell'attentato alla caserma di Nassirya del 12 Novembre 2003. E' l'unico "civile" sopravvissuto di una strage che ha ucciso ben 19 italiani...

(Lo) Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti

Francesca neri e Fabrizio Bentivoglio in “una sconfinata giovinezza” di Pupi Avati Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d'amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente, con la mente trascinata in infiniti altrovi, e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo "regressivo"

un weekend da bamboccioni regia: dennis dugan con Adam Sandler, Kevin James, rob Schneider Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa neces-

regia: Apichatpong Weerasethakul con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Affetto da una grave disfunzione renale, zio Boonmee ha scelto di passare i suoi ultimi giorni in una casa di campagna, circondato dalle persone che ama. Lì, gli appare il fantasma della moglie morta anni prima, che inizia a prendersi cura di lui. E il figlio da tempo perduto fa il suo ritorno a casa in una forma non umana. Riflettendo sulle ragioni della sua malattia, Boonmee attarversa la giungla con tutta la famiglia, diretto verso una misteriosa grotta in cima a una collina: il luogo dove è nato per la prima volta...

Con la collaborazione di luCIAnA veCCHIolI


19ottobre2010