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PEDIOFOBIA Chi ha paura delle bambole?

LISA CHI


PEDIOFOBIA Chi ha paura delle bambole? Le bambole sono personaggi assurdi, di una bellezza esasperata fatta di corpi irreali ed eterea perfezione. Esattamente ciò che la società dei mass media ci chiede di diventare: icone di bellezza, bambine fuori dal tempo sempre curate e ben vestite. La rincorsa ad un corpo senza difetti è da tempo fenomeno di massa. L’immagine di perfezione imposta è tirannica; cerca di cancellare tutto ciò che rende uniche le persone. Il desiderio di avvicinarsi all’ideale di bellezza non porta in sé nessuna gioia ma solo ansia e senso di inadeguatezza. E’ necessario chiedersi a cosa corrisponda oggi la femminilità, quell’intricato insieme di caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali giudicate dalla cultura occidentale come idealmente associate alla donna, e che la distinguono dall’uomo. Negli ultimi cinquanta anni le donne hanno preferito entrare nel mondo culturale maschile, anziché scegliere di ricollegarsi ad una genealogia femminile forte ma priva di potere sociale. Non potendo attingere a modelli comportamentali alternativi, le donne di oggi tendono ad imitare i modelli di femminilità proposti dai media: da quello della donna androgina, quasi asessuata e che non trapela alcun tipo di sentimento, oppure della donna in carriera, persa tra gli impegni di una giornata tesa al massimo rendimento, fino ad arrivare a quello della donna come oggetto sessuale con un’accentuazione esasperata dei caratteri femminili. Tuttavia, dopo anni di eccessi, l’idea di bellezza femminile e il concetto di femminilità stanno mutando. Sembra ci sia ormai una saturazione nel comune immaginario. Forse, anche grazie ad internet,

si sta aprendo uno spazio in cui esibire la propria unicità attraverso l’imperfezione. La donna di oggi è una bambola che si riappropria del proprio corpo e lo veste, lo cura, lo strazia, lo esibisce nel tentativo di trovare la propria identità. La donna è una bambola. La bambola è un corpo. E’ un corpo femminile visto “da fuori”. La bambola rappresenta il corpo separato dal pensiero. Questo progetto nasce da una ricerca sui modelli di femminilità contemporanei. Quali sono? In che modo la società ne viene influenzata? E’ possibile distaccarsi dai condizionamenti sociali e riscoprire una femminilità più profonda, intima e personale? L’obiettivo è quello di offrire spunti di riflessione sul tema della femminilità, di ciò che ci si aspetta da una donna perché sia considerata tale. Cercare di dare nuove prospettive di apertura alla diversità. La diversità è ricchezza, è stimolo. Facciamo in modo che non diventi oggetto di paura e distacco. Cerchiamo di stimolare la curiosità perché sia viva nel quotidiano. L’esposizione è strutturata in tre moduli che si sviluppano partendo da ciò che è pubblico ed esibito (femminilità esibita), passando attraverso l’uso dell’autoritratto come modalità espressiva e analisi del sé (femminilità indagata) e approdando infine ad un approccio che punta al recupero dei legami col passato (femminilità ritrovata).


Lisa Chi Lisa Chi è figlia della provincia italiana.

Femminilità esibita Mannequin

Da sempre sensibile al tema del corpo, in particolare di quello femminile, si dedica all’osservazione e all’analisi di quelli che sono i ruoli della femminilità nella cultura contemporanea rivolgendo particolare attenzione all’analisi del sé e all’autoritratto come modalità espressiva. Legata alla rete dei social network, utilizza internet come punto di partenza per la propria ricerca ed estende la propria pratica dalla pittura alla videoarte, verso azioni di performance pubbliche.

Mannequin#02 e #03

collage e indelebile bianco (20,5x19,5)cm, 2010

Contatti www.lisachi.com info@lisachi.com

Il manichino è un oggetto che riproduce un essere umano con le giuste proporzioni. Ogni cultura ha un proprio metro per calcolare queste giuste proporzioni. Sfogliare una rivista è un modo molto facile ed immediato per intuire quali siano i principali modelli di riferimento attuali.


Femminilità esibita Ritratti

Mannequin#01

collage e indelebile bianco (26,5x30,5)cm, 2010

Diva

olio e carboncino su tela (100x140)cm, 2010 Il progetto nasce da una ricerca dei nuovi modelli di femminilità all’interno della rete. Tra le foto caricate su Facebook e su Myspace è possibile indagare ciò che riguarda l’ideale di bellezza: l’avatar che creiamo e che ci rappresenta on-line può anche essere distante dalla realtà del nostro aspetto estetico ma, essendo il frutto di una scelta personale, è sempre rivelativo della percezione che abbiamo di noi stessi, oppure del modo in cui vorremmo essere. Questi ritratti esprimono una femminilità che fa riferimento a modelli alternativi e che non è necessariamente prerogativa delle donne.


Gold

olio e carboncino su tela (55x80)cm, 2010

Dolly

Little miss

The Frog Princess

olio e carboncino su tela (80x170)cm, 2008

olio e carboncino su tela (90x145)cm, 2009

olio e carboncino su tela (90x95)cm, 2010


Eva

olio e carboncino su tela (90x90)cm, 2010

Janet

olio e carboncino su tela (85x95)cm, 2010 Da una foto di Angelo Ferrillo


FemminilitĂ  esibita Bambola

Dany Eat Mushrooms

olio e carboncino su tela (35x50)cm, 2010

Bambola

performance durata variabile Sui marciapiedi, alle fermate della metropolitana, i venditori ambulanti vendono borse e occhiali, vendono bambole. Impossessandomi del loro punto di vista virtuale resto immobile, osservo le persone che sfilano di fronte a me. Guardatemi pure senza piÚ pudore. Sono una bambola, sono un corpo, sono un oggetto. Non c’è pensiero qui, non abbiate paura.


Femminilità indagata Rifletto dunque sono riflettodunquesono.blogspot.com

Ibiza

Camera Venus

olio e carboncino su tela (135x100)cm, 2010

olio e carboncino su tela (95x95)cm, 2010

Non possiamo rinunciare ad apparire. Ogni giorno scegliamo quale faccia indossare. Oppure scegliamo di non scegliere. La consapevolezza piena del nostro aspetto l’abbiamo solo quando ci troviamo di fronte al nostro riflesso. Lì sviluppiamo la percezione di noi stessi e vediamo le nostre emozioni nei nostri stessi occhi. L’autoscatto allo specchio è l’unico modo per catturare l’attimo in cui indossiamo la faccia che piace a noi stessi. L’autoscatto è ermetico, lo spettatore è escluso dalla scena. Lo specchio trasforma un corpo vivo in un’immagine. Il progetto è legato ad un blog il cui obiettivo è approfondire il tema del sé e stimolarne la ricerca, per comprendere, catturare e condividere l’aspetto che più rispecchia la personalità e le emozioni di chi partecipa. Fanno parte del progetto gli autoscatti allo specchio, con macchina fotografica visibile


The world in my eyes

installazione dimensioni variabili, 2010 Installazione specchio con macchina fotografica, per dare l’opportunità ai visitatori di farsi un autoscatto e far parte del foto-progetto sul blog; iniziare subito a riflettere attivamente sulla ricerca del proprio modo di esprimere l’identità personale.

Madre, perché mi hai abbandonata? Serie di autoscatti dal blog

riflettodunquesono.blogspot.com

Primary Love / Primary Colors

tecnica mista su tela (20x20)cm, 2010 Colori primari e amore primario. L’amore primario è quello che manifestiamo sin dalla nascita. Colori primari e violenti per l’amore cieco di cui sentiamo un bisogno ancestrale. Amore passivo, totalizzante. Mia madre è il mio amore primario. Dai colori primari nascono tutti gli altri colori. Dall’amore primario derivano tutte le altre specie di amore.


Primary Love / Primary Colors

tecnica mista su tela (20x20)cm, 2010 Ho scelto alcune immagini di mia madre, le ho stampate su carta, incollate su tela e dipinte con colori a olio: limone, magenta e cyan. Sono i colori ricorrenti nella mia tavolozza. Contro chi crede che i colori siano di cattivo gusto. Per gli occhi di chi ha desiderio di vita.

Lisa Chi

Mostre personali:

Nata nella provincia bergamasca nel 1984, studia e sperimenta tutte le tecniche pittoriche presso la scuola d’arte A. Fantoni di Bergamo. Frequentando il corso di Arti Visive presso NABA ha occasione di scoprire la possibilità di mixare differenti tecniche, anche digitali, e di effettuare workshop e corsi con artisti contemporanei, quali Marcello Maloberti, Marina Abramovi , Radek Community, …

2011 “Pediofobia. Chi ha paura delle bambole?” patrocinata dal Comune di Bergamo, Spazio Polaresco, Bergamo 2010 “Sic et simpliciter”, Marrakech Cafè, Milano2009 - SIN CARA @ El Chiscòn - Madrid

Consegue il diploma accademico in Media Design nel 2009 presso NABA (Milano) con una tesi sulle sperimentazioni artistiche legate alle tecnologie di sorveglianza. Questa ricerca la avvicina altema della devianza sociale nelle sue complesse e infinite interpretazioni e le permette di scoprire in quale modo l’arte contribuisca allo sviluppo delle potenzialità nascoste nelle nuove tecnologie. Attualmente vive a Milano e si occupa di arti visive.

Mostre collettive e concorsi: 2010 “Segni 20x20” a cura di M. Sgroi, A. Mistrangelo e A. Abrate, Palazzo Bertalazone, Torino “Networking 2010 – Territori Flessibili”, workshop con Arnold Mario Dall’O, EX3, Firenze “Next_Generation 2010” finalista al II Premio Patrizia Barlettani, a cura di Roberto Milani, Galleria San Lorenzo, Milano “La voce del corpo” rassegna di Performance Art a cura di Bruno Freddi, Osnago (LC) “face/art. Portraits in the age of facebook” a cura di Roberto Quagliarella e Alessandro Neckels, Studio Iroko, Milano “Anime Salve”, Cassero Senese, Grosseto2009 - ARtCEVIA International Art Festival II Edizione - Arcevia (Ancona) 2009 “Il Futuro nel presente” a cura di Alessandro Romanini, Villa Bottini, Lucca 2008 finalista al “Premio nazionale delle arti”, Accademia di Belle Arti, Catania 2006 “Ricordati di noi”, Assolombarda, Milano 2005 “It’s not political” a cura di Marco Scotini con Radek Community, NABA, Milano “Le Belle Bandiere” evento in occasione di Domus Circular, Stadio San Siro, Milano “Who Uses The Space” a cura di Marco Scotini, Stecca_Spazio Isola dell’Arte, Milano

Pubblicazioni: “Pediofobia. Chi ha paura delle bambole?” catalogo della mostra, Bergamo, 2011 “Next_Generation 2010” catalogo della mostra, ed. Zeta Scorpii Editori, Milano, 2010 “face/art. Portraits in the age of facebook” catalogo della mostra, Milano, 2010


LISA CHI www.lisachi.com - info@lisachi.com


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